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22:00
Issiaka Kamate, chi è giovane esterno dell'Inter che ha firmato un assist al debutto
(Adnkronos) - Issiaka Kamate si prende l'Inter. Oggi, mercoledì 4 febbraio, il giovane esterno nerazzurro ha esordito in prima squadra nella sfida contro il Torino, valida per i quarti di finale di Coppa Italia. Kamate si è fatto notare già nel primo tempo, dimostrando di non sentire particolarmente pressioni ed emozioni, e confezionado l'assist per il gol del vantaggio di Bonny al 35'.
L'esterno francese ha sprintato sulla destra, superando un avversario in dribbling e mettendo un cross perfetto a centro area per il colpo di testa vincente dell'ex centravanti del Parma. Ma chi è Kamate?
Issiaka Kamate è un esterno francese, di stampo offensivo, di 21 anni, classe 2004, nato ad Aulnay-sous-Bois, nella periferia di Parigi. Dopo aver iniziato a giocare in due squadre locali è stato notato dagli scout dell'Inter, che lo hanno portato in Italia. Qui Kamate ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile nerazzurro, arrivando fino alla Primavera, dove è stato allenato proprio da Cristian Chivu, e diventando punto fermo dell'Under 23.
Nell'ultima stagione l'Inter lo ha girato in prestito prima in Portogallo, all'AVS FS, e poi al Modena, in Serie B, club con cui i nerazzurri hanno un rapporto privilegiato, come dimostra l'operazione che ha portato a Milano Yanis Massolin. Tornato dal presito Kamate diventa punto fermo dell'Under 23 in Serie C ed entra nel giro della prima squadra, trovando oggi l'esordio, e il suo primo assist, con l'Inter 'dei grandi'.

Categoria: sport
21:24
Hamleys, finisce favola in Italia: chiusi negozi brand di giochi più antico del mondo
(Adnkronos) - Hamleys abbassa i battenti in Italia. Aperti neanche qualche anno fa in pompa magna, gli store di Milano, Roma e Bergamo chiudono i battenti tra le proteste dei lavoratori, oltre che la delusione dei bambini. Situazione incerta anche per lo store di Pompei unico sul web a risultare operativo ma, a quanto si apprende dai lavoratori, è stato il primo a non essere più direttamente gestito da Giochi Preziosi, che aveva la concessione del marchio.
Brand di giocattoli più antico del mondo, con il primo negozio aperto a Londra da William Hamley nel 1760, fornitore ufficiale di dolls e trenini per gli eredi di Casa Windsor, il gruppo doveva espandersi in tutta Italia ma la crisi ha avuto la meglio. Eppure nello scorso esercizio il fatturato del colosso Uk era salito da 51,4 a 53,3 milioni di sterline ma era stata comunque disposta la chiusura di 29 negozi Oltremanica per contenere i costi.
In Italia, il negozio di Milano aveva aperto il 14 settembre del 2023, quello della Capitale il 14 marzo del 2024 con inaugurazioni da favola, è il caso di dirlo. Lo stop alle attività è operativo da ieri gettando i lavoratori nello sconforto per una decisione resa esecutiva nell'arco di 48 ore, sostengono fonti sindacali interpellate dall'Adnkronos. "Una decisione improvvisa, comunicata ai lavoratori e alle lavoratrici nel fine settimana dal gruppo Giochi Preziosi, che controlla il marchio nel nostro Paese", attacca l'Unione sindacale di base, Usb.
"La società fa sapere che è stata disposta la chiusura degli esercizi commerciali di Hamleys per fronteggiare una situazione di temporanea difficoltà economico-finanziaria e che si intende accedere a uno strumento di regolazione della crisi", si legge in una nota dell'Usb. "Una doccia fredda. Un fulmine a ciel sereno che ha lasciato decine di persone in balia di dubbi, paure e totale assenza di garanzie occupazionali. Nessuna chiarezza sul futuro, nessuna prospettiva concreta, nessuna tutela reale per chi ogni giorno ha garantito professionalità, impegno e qualità del servizio, con il forte sospetto che siano state attivate tardivamente le procedure previste", attacca la sigla sindacale.
"Non resteremo inermi davanti a scelte aziendali calate dall’alto e comunicate con tempi indegni. Pretendiamo trasparenza immediata, un confronto vero e soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro. Come organizzazione sindacale ci attiveremo da subito per fare piena luce su quanto sta accadendo e per mettere in campo ogni strumento utile alla difesa delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Nessuno deve essere lasciato solo", conclude.

Categoria: economia
21:09
Pacchetto sicurezza, 'lente' del Quirinale su scudo e fermo preventivo
(Adnkronos) - La difficile gestazione del pacchetto sicurezza entra nelle sue ore decisive, tra limature tecniche, confronti nella maggioranza e un dialogo costante con il Quirinale. Il Consiglio dei ministri, inizialmente previsto per oggi e rinviato a domani pomeriggio, 5 febbraio, - ufficialmente per consentire al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di intervenire in Senato sulle comunicazioni relative ai fatti di Torino - arriva al termine di un percorso ancora segnato da aggiustamenti dell'ultima ora.
Il testo resta infatti al centro di un negoziato tecnico serrato, con alcuni nodi irrisolti. Nel pomeriggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo il colloquio con il primo ministro ceco Andrej Babiš, avrebbe incontrato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini per fare il punto sulle misure e sulle questioni ancora aperte. Un incontro confermato in ambienti leghisti, che segnala come il baricentro del confronto resti saldamente interno alla maggioranza. In parallelo, prosegue il canale di interlocuzione con il Colle. In mattinata il sottosegretario Alfredo Mantovano è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell'ambito di un confronto sulle norme più sensibili, che ha già portato a correzioni e contribuito al rinvio tecnico del Cdm.
L'impianto del pacchetto, atteso domani all'esame del Consiglio dei ministri, si articola in due testi distinti: un decreto-legge per le misure considerate urgenti e un disegno di legge destinato a un iter parlamentare più lungo. Nel Dl confluiranno gli interventi immediatamente operativi in materia di ordine pubblico e sicurezza urbana: dal fermo preventivo in vista delle manifestazioni, alla stretta sulla vendita di armi bianche ai minori; allo scudo penale per gli operatori delle forze dell'ordine - esteso anche ad altre categorie lavorative, tra cui medici o giornalisti, come ampliamento della legittima difesa -, anche se rimarrebbero le perplessità del Quirinale sul rischio di creare una trattamento speciale per alcune categorie, escludendo la generalità dei cittadini in caso di legittima difesa. Previsto poi il rafforzamento delle zone rosse urbane e dei Daspo, fino all'introduzione di un illecito specifico per chi fugge all'alt delle forze di polizia in modo pericoloso.
Restano invece fuori dal decreto le norme più controverse. È definitivamente accantonata la previsione della cauzione per le manifestazioni, fortemente voluta dalla Lega ma osteggiata da Fratelli d'Italia e Forza Italia e oggetto di rilievi di natura costituzionale. Salvini ha riconosciuto che la misura non rientrerà nel decreto per l'assenza dei requisiti di necessità e urgenza, ribadendo però l'obiettivo di portarla a compimento entro la fine della legislatura.
Nel disegno di legge dovrebbero invece trovare spazio le misure di carattere strutturale: dall'inasprimento delle pene per alcuni reati contro il patrimonio, alle norme sulla criminalità giovanile (queste ultime potrebbero rientrare anche nel Dl) e sulla responsabilizzazione dei genitori dei minori coinvolti in atti di delinquenza, fino al capitolo più delicato sui flussi migratori. È su questo terreno che si sarebbero concentrate alcune delle perplessità più significative del Quirinale. In particolare sulle espulsioni, rispetto alle quali il Colle avrebbe chiesto garanzie adeguate in termini di possibilità di impugnazione dei provvedimenti.
Quanto al fermo preventivo, i tecnici del Quirinale avrebbero invece sollevato due ordini di rilievi: da un lato la durata del trattenimento, fissata in 12 ore; dall'altro la necessità di ancorare la misura a presupposti chiari e puntuali di pericolosità, evitando formulazioni troppo ampie. Secondo quanto riferito da fonti di governo, che definiscono "positivo" il confronto con il Colle più alto, non è escluso che il capitolo migranti possa essere ulteriormente spacchettato, con la presentazione di un nuovo disegno di legge dedicato esclusivamente al tema.
"Abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole e molto equilibrato, altrimenti prenderemo atto dei rilievi fatti", ha detto il ministro Piantedosi lasciando il Senato, sintetizzando il clima che accompagna la vigilia del Cdm. Un equilibrio ancora in costruzione, che spiega perché il pacchetto sicurezza arrivi al traguardo solo dopo una gestazione più complessa del previsto. (di Antonio Atte)

Categoria: politica
21:05
Laura Pausini, nel nuovo album duetti con Annalisa e la voce di Lucio Dalla
(Adnkronos) - Un tributo ai cantautori e ai compositori ma soprattutto un atto d’amore verso la musica e la sua storia. Laura Pausini torna con l’album ‘Io Canto 2’, che segue le orme del successo del disco di cover, ‘Io canto’, pubblicato nel 2006 per omaggiare i grandi successi italiani e farli conoscere all’estero. Il nuovo album uscirà venerdì prossimo, a vent’anni di distanza dal primo ‘Io Canto,’ il disco che la consacrò definitivamente anche a livello internazionale, in un progetto che è ormai diventato parte della sua identità artistica. Allora fu un omaggio alla grande canzone italiana, capace di portarla fino allo storico concerto a San Siro del 2 giugno 2007, prima donna a riempire lo stadio davanti a 70mila spettatori. Oggi, ‘Io canto 2’ nasce con le stesse intenzioni ma con la maturità di un’artista che ha attraversato generazioni e oltrepassato i confini linguistici.
“Il secondo capitolo di ‘Io Canto’ arriva vent’anni dopo il primo - spiega Pausini -. Vent’anni in cui siamo cambiati, cresciuti, innamorati ancora della musica. Oggi come allora c’è una sola ragione per cui si sceglie di omaggiare una canzone, il suo autore o il suo interprete: l’amore. In questo disco mi sento come Giovanna D’Arco, senza armature ma con il microfono in mano, perché quando la musica chiama, io rispondo. Pronta a difendere senza paura tutto ciò che amo, e io credo nelle canzoni. Credo nella musica, che va protetto da chi vive per lei. La musica può essere accusata, giudicata, fraintesa, sottovalutata, ma noi artisti siamo qui per schermarla. Siamo un esercito disarmato, armato solo della bellezza dell’arte, che resta l’arma più rivoluzionaria di tutte”.
‘Io canto 2’ è un viaggio nella storia della musica italiana e internazionale. Un tributo che va dagli anni Sessanta ai giorni nostri, intrecciando stili e lingue. L’album include reinterpretazioni di classici intramontabili e successi contemporanei, passando per adattamenti in portoghese, francese, tedesco e inglese. Tra i momenti più significativi spiccano i duetti con grandi protagonisti della scena musicale: a partire da Ana Carolina e Ferrugem sulle note di ‘Quem de nós dois’, cover del brano di Gianluca Grignani ‘La mia storia tra le dita’, che ha sollevato diverse polemiche con il cantante nei mesi scorsi, e della quale Pausini spiega: “Le grandi canzoni vanno ascoltate, cantate e fatte vivere per sempre, e Ana Carolina nel 2001 ha scritto e interpretato una versione inedita de La mia storia tra le dita, che ho voluto omaggiare cantandola proprio insieme a lei e a Ferrugem:, due voci iconiche brasiliane in un trio che si incontra per la prima volta, unendo l’Italia e il Brasile, paese a cui sono molto legata”.
Tra le collaborazioni nell'album spiccano quella con Annalisa, con la quale Pausini duetta sulle note di ‘Ma che freddo fa’ di Nada, e Julien Lieb, con il quale canta ‘La dernière chanson (Due vite)’, cover del brano sanremese di Marco Mengoni, diventato un caso sui social. “Ma che freddo fa è un brano malinconico, che racconta cos’è la vita senza l’amore, con il freddo come metafora dell’assenza - dice Pausini - un albero che foglie non ha più. Ho sempre amato la voce di Nada, il suo modo di essere riassume una grande personalità. E ho sempre amato le donne della musica italiana con un carattere forte, per questo ho voluto al mio fianco Annalisa, che mi ricorda quanto sia importante per noi artiste non dimenticare chi ci ha portate fino a qui. L’arrangiamento di questo brano unisce vari mondi: il reggaeton, il mondo arabo e chiaramente la scrittura italiana”.
Commovente anche l’incontro con Lucio Dalla in 'Felicità', che unisce simbolicamente due pilastri della musica italiana. "Interpretare Felicità con la voce unica di Lucio Dalla è stato un modo speciale per dialogare con la sua straordinaria arte e far rivivere le emozioni di questo classico senza tempo - racconta la cantante -. Ero molto legata a Lucio che è stato anche il primo artista italiano famoso a farmi i complimenti quando facevo pianobar a Bologna e non avevo ancora compiuto 10 anni. Non dimenticherò mai le sue parole di allora che conservo nei miei momenti di felicità". La focus track del progetto è '16 Marzo' con Achille Lauro, nuovo singolo in rotazione radiofonica dal 6 febbraio. Una collaborazione nata da una stima reciproca, come racconta la stessa Pausini: “Lauro mi ha colpita dal suo primo Sanremo. Abbiamo lavorato insieme a un arrangiamento che rappresentasse entrambi". Parole condivise anche dall’artista romano: “Laura è un’artista iconica ed è l’unica che si è costruita un ecosistema e una carriera globale da più di 30 anni. È un onore condividere con lei questo percorso”. Il brano è accompagnato da un videoclip diretto da Gabriele Savino (xPuro), disponibile dal pomeriggio del 6 febbraio insieme alla release dell’album.
Tra i brani interpretati da Pausini nel nuovo disco figurano anche l’omaggio a Madonna con ‘La isla bonita’, e le cover di ‘Ritorno ad amare’ di Biagio Antonacci, ‘Quanno chiove’ di Pino Daniele, ‘Dettagli’ di Ornella Vanoni, ‘Immensamente’ di Umberto Tozzi, ‘Hai scelto me’ di Zucchero ed ‘E poi’ di Giorgia. Nel disco figurano anche ‘Já sei namorar’ di Tribalistas e ‘Un senso’ di Vasco Rossi. “Per me è il più grande artista che abbiamo in Italia - racconta Pausini - il primo disco che ho comprato nella mia vita è stato ‘Gli spari sopra’, il primo autografo che ho chiesto è stato quello il suo, che conservo, scritto nella cartolina del ristorante dove facevo pianobar (ora esposto nel Laura Pausini Official Museum, ndr) e mi sento onorata di essere sua amica oltre che sua grandissima fan. Mi sono consultata con lui per la scelta della canzone da interpretare per Io canto 2, avendolo già omaggiato con Anima fragile in Io canto del 2006. Ho fatto più di 10 provini di sue canzoni, ho scelto quella con il testo a cui mi sento più legata, e che ha davvero un senso con la mia vita”.
Tra i brani di ‘Io canto 2’ ci sono anche ‘Non sono una signora’ di Loredana Bertè, ‘Ci vorrebbe il mare’ di Marco Masini e poi solo nella versione deluxe del disco ‘Wenn du an Wunder Glaubst’ di Mina ‘Fratello sole sorella luna’ di Claudio Baglioni ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, che Pausini ha regalato a Papa Leone XIV, ‘O céu dentro de um quarto’, adattamento in portoghese de ‘Il cielo in una stanza’ di Gino Paoli, ‘Il cielo in una stanza’ nella versione di Mina e sempre della Tigre di Cremona ‘This World We Love In’. Il 2026 si apre così come un anno simbolico per Laura Pausini, non solo sul piano discografico. Il 6 febbraio sarà protagonista della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 a San Siro, un evento che la vede ancora una volta ambasciatrice della musica italiana nel mondo. Nello stesso periodo tornerà anche sul palco del Teatro Ariston, affiancando Carlo Conti nella conduzione della 76esima edizione del Festival di Sanremo. Un impegno istituzionale e culturale che conferma il suo ruolo centrale nello spettacolo italiano.
Dopo 'Anime Parallele', pubblicato tre anni fa, 'Io canto 2' rappresenta una nuova tappa nella sua evoluzione. A marzo 2026 arriverà anche la versione spagnola, 'Yo canto 2', dedicata ai grandi autori latinoamericani, a testimonianza di un legame profondo con il pubblico ispanoamericano che da anni la incorona come icona. Parallelamente prenderà il via l’'Io canto / Yo canto World tour 2026/2027', undicesima tournée mondiale della sua carriera: un progetto ambizioso, con due show differenti, due set list e due produzioni visive distinte. Il tour partirà dalla Spagna il 27 marzo prossimo, attraverserà l’America Latina, gli Stati Uniti, il Canada, per poi tornare in Europa e in Italia, fino ai grandi show negli stadi nel 2027. Con oltre 75 milioni di dischi venduti, più di 6 miliardi di streaming, Grammy Awards, Latin Grammy, Golden Globe e una carriera senza precedenti per un’artista italiana, Laura Pausini continua così a reinventarsi rimanendo fedele al suo stile. (di Federica Mochi)

Categoria: spettacoli
20:35
Libia, "con la morte Saif al-Islam la Russia perde un punto di riferimento"
(Adnkronos) - La morte di Saif al Islam, figlio di Muammar Gheddafi, rappresenta "una decapitazione importante di quello che resta dell'ex regime" del colonnello, quindici anni dopo l'inizio della rivolta contro il dittatore, la sua cattura e uccisione. E soprattutto è un nuovo, brutto colpo per la Russia, che aveva nel secondogenito del colonnello "un punto di riferimento": a lui Mosca - vicina all'ex regime - ha sempre guardato negli anni scorsi come a una figura alternativa in Libia, oltre a Khalifa Haftar, l'uomo forte dell'est. Cosi fonti a Tripoli commentano con l'Adnkronos l'ultimo colpo di scena nel Paese nordafricano, dove sulla morte di Saif al Islam si rincorrono più ipotesi, escludendo per il momento rischi di un'ulteriore destabilizzazione.
Per l'uccisione di colui che era considerato il 'delfino' si parla del coinvolgimento della Brigata 444 di Mahmoud Hamza, alleata del governo del premier Abdulhamid Dbeibah, che però ha smentito la presenza dei suoi uomini a Zintan, dove Saif è stato ucciso, fino a un ruolo di Saddam Haftar, uno dei figli del generale, vice comandante dell'Esercito nazionale libico, che considera gli ex gheddafiani una minaccia al suo 'clan'. Tanto che fu proprio lui nel 2021, quando Saif al Islam si presentò alle presidenziali (che non si tennero mai), a cercare di fare di tutto per ostacolare la sua candidatura.
Senza tralasciare, sottolineano le fonti, una competizione 'famigliare': il più giovane Saddam, che conterebbe sul sostegno di Stati Uniti e Turchia, ha scalzato ai vertici dell'Lna il fratello maggiore Khaled, sostenuto dalla Russia, che si è dovuto accontentare del ruolo di capo di Stato maggiore.

Categoria: internazionale/esteri
20:02
Cuba, allarme di Guterres: "La crisi umanitaria rischia di precipitare senza rifornimenti di petrolio"
(Adnkronos) - La crisi umanitaria a Cuba "si aggraverà e rischia di precipitare se i rifornimenti di petrolio non saranno soddisfatti", ha denunciato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha espresso, attraverso il suo portavoce, "estrema preoccupazione". Donald Trump ha minacciato di imporre dazi sui Paesi che vendono petrolio a Cuba, dopo aver bloccato i rifornimenti dal Venezuela e, come ha detto lunedì, anche del Messico che sarebbe disposto a fermare le esportazioni di greggio dirette all'Avana.
Un'ulteriore stretta comporterebbe infatti un impatto devastante sulle già fragili condizioni del Paese, sotto embargo Usa da oltre 60 anni. Dal petrolio dipende quasi completamente - nonostante la presenza di pannelli fotovoltaici - l'energia elettrica dell'Isola il cui uso è già da tempo contingentato. Non solo. I pochi e precari trasporti interni rischierebbero di fermarsi aggravando la crisi alimentare già presente in vaste aree dell'Isola per la mancata distribuzione interna di cibo e inciderebbe anche sulla distribuzione dei già insufficienti medicinali e generi di prima necessità di cui Cuba dispone.
Del resto Trump sembra puntare proprio al collasso dell'Isola. "Penso che cadrà da sola", ha affermato all'inizio dell'anno dopo il blitz per il rapimento di Maduro in Venezuela.

Categoria: internazionale/esteri
19:59
'Cecchini del weekend' a Sarajevo, indagato per omicidio un 80enne di Pordenone
(Adnkronos) - Un ottantenne, ex autotrasportatore, è indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili nell'inchiesta della Procura di Milano sui 'cecchini del week end', cittadini stranieri che pagavano per andare a sparare ai civili a Sarajevo tra il 1993 e il 1995 durante la guerra nell'allora Jugoslavia. L'uomo ha ricevuto un invito a comparire per essere interrogato nei prossimi giorni dal pm Alessandro Gobbis.
L'anziano, che vive in provincia di Pordenone, si sarebbe vantato con dei conoscenti di essere stato tra coloro che andavano a uccidere oltre confine.

Categoria: cronaca
19:57
Coppa Italia, Inter-Torino 2-1 - Diretta
(Adnkronos) - L'Inter torna in campo in Coppa Italia. Oggi, mercoledì 4 febbraio, i nerazzurri sfidano il Torino - in diretta tv e streaming - all'U-Power Stadium di Monza nei quarti di finale della coppa nazionale. La squadra di Chivu ha superato il Venezia in casa negli ottavi di finale del torneo, mentre quella di Baroni ha vinto contro la Roma nella trasferta dell'Olimpico per 3-2. Nell'ultimo turno di campionato invece l'Inter ha battuto la Cremonese per 2-0, il Torino invece ha conquistato i tre punti superando il Lecce 1-0.
Nella prossima giornata di Serie A, l'Inter sfiderà il Sassuolo in trasferta mentre sarà ospite della Fiorentina.

Categoria: sport
19:41
Omicidio Cristina Mazzotti, condannati all'ergastolo due imputati per il delitto del 1975
(Adnkronos) - La Corte d'Assise di Como ha condannato all'ergastolo gli imputati Giuseppe Calabrò e Demetrio Latella per l'omicidio aggravato di Cristina Mazzotti, 18 anni, di cui si persero le tracce nel 1975 a Eupilio, in provincia di Como. Assolto dall'imputazione riqualificata Antonio Talia "perché non ha commesso il fatto"; la corte ha anche dichiarato il "non doversi procedere" nei confronti degli imputati Calabrò e Latella per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione "perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione".
Il collegio presieduto dal giudice di Como Carlo Cecchetti ha dichiarato gli imputati Calabrò e Latella "interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena" e ha fissato una provvisionale (in solido tra i due condannati) di 600mila euro per ciascuna delle parti civili, Marina e Vittorio Mazzotti, rappresentate dall'avvocato Fabio Repici La corte d'Assise di Como ha indicato il termine di 90 giorni per il deposito della motivazione.
Era il 1° luglio 1975 quando Cristina Mazzotti - che stava rientrando nella villa di famiglia dopo aver festeggiato il diploma insieme ad amici - venne prelevata da un gruppo di banditi. Il giorno successivo al padre, un industriale dei cereali, furono chiesti 5 miliardi di lire di riscatto. L'uomo riuscì a raccogliere un miliardo e 50 milioni e li lasciò ai rapitori in cambio della liberazione della figlia. Il primo settembre, però, la giovane venne trovata morta in una discarica. Per il sequestro e l'omicidio di Mazzotti, il primo dell'Anonima sequestri nel Nord Italia, nel 1977 vennero condannate 13 persone, di cui otto all'ergastolo. Tra questi non c'erano però gli esecutori materiali, dato che l’impronta di un palmo e due impronte digitali raccolte sull'auto della giovane dalla Scientifica risultarono inutili con le conoscenze scientifiche di allora.
Nel 2007 la Banca dati digitale della Polizia abbinò una di quelle impronte al reggino Latella, che aveva già alle spalle una lunghissima detenzione. Il gip ne respinse l'arresto per mancanza di esigenze cautelari, ma Latella ammise di aver sequestrato Cristina Mazzotti e disse di averlo fatto insieme a Giuseppe Calabrò e Antonio Talia, che invece negarono tutto. Nel 2012 il fascicolo fu archiviato, tre anni dopo, però, la Cassazione dichiarò imprescrittibile il reato di omicidio volontario e, grazie all'esposto presentato dall'avvocato della famiglia, la procura ha aperto una nuova inchiesta. Se per la pubblica accusa tutti gli imputati avrebbero partecipato al progetto di rapire la 18enne, oggi arriva la prima sentenza che assolve Talia e condanna all'ergastolo gli altri due.

Categoria: cronaca
19:14
Trump, ergastolo all'uomo che ha tentato di uccidere il presidente
(Adnkronos) - Ergastolo per Ryan Routh, l'uomo condannato lo scorso anno per aver tentato di uccidere l'allora candidato alla presidenza Donald Trump nel suo golf club di West Palm Beach nel settembre del 2024. È stata quindi accolta la richiesta dei procuratori per i quali "i crimini di Routh meritano indubbiamente la condanna a vita, dal momento che nel corso di mesi ha intrapreso passi per uccidere un importante candidato presidenziale, dimostrando la volontà di uccidere chiunque si mettesse sulla sua strada e da allora non ha espresso né rammarico né rimorso per le sue vittime".
Nell'annunciare la sentenza, la giudice federale Aileen Cannon ha definito Routh "un uomo malvagio". Routh si è difeso da solo durante il processo, cercando di affermare che non vi era stato nessun crimine perché lui non aveva sparato un colpo, passando nella sua arringa dal 6 gennaio all'Ucraina ai padri fondatori. Dopo essere stato condannato lo scorso settembre, si è poi pugnalato al collo con una penna. Lo psichiatria che ha condotto una perizia prima del processo ha stabilito che non vi erano basi per dichiarare "l'incompetenza" dell'imputato, ma ha stabilito che Rout soffre di disturbi bipolari e disordine narcisistico di personalità.
L'avvocato di ufficio che è stato nominato per l'udienza della sentenza ha affermato che Routh "non ha commesso un atto di terrorismo", chiedendo una condanna a 20 anni e la garanzia che gli vengano fornite cure psichiatriche.
Routh era stato fermato il 15 settembre dopo che un agente del Secret Service si era accorto che era appostato tra i cespugli del campo da golf, puntando un fucile contro Trump e un altro agente. Allora Trump era candidato alla presidenza degli Stati Uniti, sarebbe stato eletto per la seconda volto solo il gennaio successivo.
Il suo arresto è avvenuto esattamente due mesi dopo l'attacco di Butler, in Pennsylvania, dove un uomo ha aperto il fuoco durante un comizio di Trump, ferendo all'orecchio destro il candidato ed uccidendo uno spettatore. L'attentatore, Thomas Matthew Crooks, venne ucciso da uno dei cecchini dei servizi segreti americani.
Ryan Routh si era recato in Ucraina perché voleva combattere contro i russi, ma data la sua inesperienza con le armi e avendo già 56 anni l'esercito di Kiev non lo aveva accettato tra le sue file. Lo aveva raccontato lo stesso Ryan Routh in un'intervista video rilasciata a Newsweek Romania nel giugno del 2022. Come ''piano B'', racconta, si era impegnato in Ucraina a reclutare personale per lo sforzo bellico. ''Abbiamo bisogno di migliaia e migliaia e migliaia di persone qui a combattere con gli ucraini", aveva detto Routh sottolineando che il mondo si trovava in un "momento critico" della guerra, che aveva definito una lotta tra il bene e il male. "Questa è la cosa più importante che sta succedendo nel mondo oggi, quindi starsene seduti e lasciare che la vita continui normalmente, lamentandosi dei prezzi della benzina e lamentandosi della vita nel lusso e del paese in cui vivete è inaccettabile come esseri umani", aveva detto.
L'uomo inoltre fu condannato nel 2022 perché in possesso di una mitragliatrice. All'epoca era stato inseguito dalla polizia prima di barricarsi all'interno di un'attività commerciale a Greensboro, nella Carolina del Nord, secondo un resoconto pubblicato dal Greensboro News & Record.
Nel 2016 aveva votao proprio per Donald Trump. Ma poi, quattro anni dopo, si era detto ''deluso'' dal presidente americano. "Eri la mia scelta nel 2016, io e il mondo speravamo che il presidente Trump sarebbe stato diverso e migliore, ma siamo rimasti tutti molto delusi e sembra che tu stia peggiorando e regredendo'', aveva scritto sui social.

Categoria: internazionale/esteri
19:13
Askatasuna, il poliziotto aggredito: "Impossibile fronteggiare il gruppo, un collega mi ha salvato"
(Adnkronos) - Alessandro Calista, il poliziotto accerchiato e aggredito durante il corteo nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, racconta cosa è successo sabato scorso. "Ad un certo punto sono stato spinto e afferrato dalle braccia nonché preso a calci alle spalle venivo trascinato diversi metri più avanti la linea di squadra" mentre durante "alcune cariche di alleggerimento la squadra veniva circondata e bersagliata mediante lanci di pietre, bottiglie, artifici pirotecnici, tombini, martelli e altri oggetti": è quanto ricostruito dell’aggressione nella querela presentata dal poliziotto. Nel testo riprodotto nell’ordinanza del gip Calista racconta di essere stato aggredito "da numerosi soggetti che mi sfilavano il casco e lo scudo, per poi colpirmi ripetutamente alla testa e sul corpo. Ho tentato di divincolarmi ma venivo ripetutamente trattenuto. Solo grazie all'intervento del mio collega, sono riuscito a salvarmi. I miei aggressori - aggiunge ancora - si sono impossessati del mio scudo, della maschera antigas e del casco in dotazione personale, rendendo più vulnerabile la mia posizione. Sarei riuscito a fronteggiare 2/3 manifestanti, ma l'intero gruppo è stato impossibile fronteggiarlo".
In una nota, la legale del poliziotto, l’avvocato Rachele Selvaggia De Stefanis ha fatto sapere che "in queste ore, stiamo assistendo ad una vera e propria campagna diffamatoria via social nei confronti di questi giovani poliziotti. Stanno subendo tantissimi attacchi personali in cui, addirittura, si mette in dubbio l’accadimento dei fatti occorso al mio assistito e l’effettività delle lesioni che hanno riportato". "Tutto questo è moto grave, valuteremo con il mio assistito come tutelarci e non escludo che, per alcune circostanze, possa essere valutato il deposito di denunce querele", aggiunge il legale.
Al Tg1 invece il racconto di Luigi, agente del Reparto mobile di Torino che era alla guida del blindato della polizia dato alle fiamme dai manifestanti. "Sabato ho rischiato la vita. Mi hanno circondato e hanno dato fuoco al mezzo con una pedana di legno che hanno incastrato nel parabrezza. Si sono avvicinati alla mia portiera e i hanno detto 'tu oggi non scendi'", ha detto. "Sapevano benissimo che ero sopra al mezzo, infatti hanno bloccato ogni manovra - ha continuato l'agente, ripreso di spalle - Paura? Sì paura perché non sapevo cosa fare: avevo due opzioni o scendere dal mezzo circondato da loro o attendere. Ho respirato fumo e le fiamme erano già nel cruscotto".
In 25 anni di servizio una manifestazione "così violenta, con quella voglia di far male non l'avevo mai vista". L'agente è stato poi tratto in salvo da militari della guardia di finanza. "Io ho abbracciato i colleghi della finanza", conclude l'agente.

Categoria: cronaca
19:06
Vannacci contro Salvini: "Io sleale? E' lui che ha tradito le promesse. Non voglio far fallire Meloni"
(Adnkronos) - "Io sleale? E’ stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione. Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma".
L’ex generale Roberto Vannacci lo dice a Repubblica, il giorno dopo lo strappo con la Lega, dopo che verso di lui il leader Salvini ha usato parole dure, dandogli del traditore. "E’ Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo", replica oggi Vannacci.
''I motivi per cui me ne sono andato dalla Lega - ha spiegato poi il leader di Futura Nazionale ospite di 'Realpolitik' - sono essenzialmente tre. Il primo è la coerenza: non si può essere identitari e sovranisti i giorni dispari, e, invece, liberali e progressisti i giorni pari, riferendomi al manifesto di Luca Zaia... Non si può fare una campagna politica dicendo 'basta armi all'Ucraina' e poi invece votare il decreto che consegna all'Ucraina stessa le armi. Non si può portare avanti il tema della solidità della famiglia naturale, poi invece piegarsi alla logica Lgbtq invitando i suoi rappresentati alle riunioni di partito. Non è possibile fare una campagna pubblicitaria ed elettorale dicendo che si vuole demolire la legge Fornero e poi invece rimanere all'interno di una coalizione che la legge Fornero l'ha confermata e se vuole anche inasprita". E poi "non è possibile dire che è inopportuna una riunione alla Camera di liberi cittadini che vogliono presentare una proposta popolare di legge e poi invece indire il 18 aprile una piazzata a Milano con il tema la riemigrazione".
"Io non mi dimetto" da eurodeputato. "Chi dice che devo lasciare, non conosce la Costituzione, che all'articolo 67 - ricorda Vannacci - prevede che ogni membro del Parlamento rappresenta la sua Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato. Quindi, il mandato risiede nell'eletto e non nel partito che lo contiene. Per questo'' chi viene eletto'' deve rispondere ai suoi elettori. Io sono stato eletto in Europa con il metodo delle preferenze e i 563 mila elettori hanno scritto per 563 mila volte il mio nome, non quello del partito".
''Piuttosto che come Fini, io mi sento come Meloni quando ha lasciato il Pdl per le divergenze di vedute. Salvini ha parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere. Lealtà non vuol dire obbedienza cieca, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non vuol dire rinunciare a pensare e dovere vuol dire assumersi delle responsabilità. Io non abbandono il posto di combattimento'', ha continuato Vannacci, replicando così a Matteo Salvini, che lo ha definito un traditore paragonandolo a Gianfranco Fini.
''Voglio fare un partito di destra vera, che non vuol dire estrema, ma determinata e che non è la brutta copia slavata della sinistra. Questa destra vera si presenta come interlocutore dei partiti di destra e centrodestra", ha spiegato Vannacci, "le teorie che io mi sia messo d'accordo con qualcuno per far fallire la Meloni sono grottesche e assurde".
Vannacci ha smentito anche le teorie che volevano Bannon dietro il suo nuovo partito: "Futuro nazionale non esiste ancora formalmente. E' 'grottesco' dire che dietro di me ci sia la regia di Bannon. Anzi, è strano che abbiano detto e scritto" che tra i finanziatori di Futuro nazionale ''ci sia Bannon, pensavo avessero detto la massoneria guardando l'ultimo scoop di Report... Comunque, sono fuori strada, i finanziatori saranno le persone che credono che si possa cambiare davvero questa Italia".
"Credo fermamente che questa riforma della giustizia sia necessaria. Voterò convintamente per il sì al referendum'', ha detto Vannacci, ''Piantedosi? Io non esprimo giudizi su ministri in carica. Credo che Piantedosi stia facendo egregiamente il suo lavoro nella possibilità che gli è consentita".
"Quelle di Torino -ha sottolineato l'ex generale della Folgore- sono tecniche di combattimento che io ho studiato e visto molto bene: questi signori che si dicono pacifici hanno schermato e sono rimasti inermi di fronte a questi facinorosi e pericolosi delinquenti. E' una cosa che si sta ripetendo in maniera metodica in ogni manifestazione. I mandanti morali di questo scempio, di questa criminalità siedono pacificamente in Parlamento. E' ora di finirla'', ha avvertito Vannacci.

Categoria: politica
19:01
Iran-Usa, colloqui confermati ma dialogo in bilico. Teheran: "Non c'è ottimismo"
(Adnkronos) - I piani per colloqui tra Usa e Iran vacillano. Lo rivela Axios citando due funzionari statunitensi, secondo cui Washington avrebbe inizialmente respinto la richiesta di Teheran di spostare la sede degli incontri previsti per venerdì da Istanbul all'Oman e di tenere i colloqui in formato bilaterale. "Gli abbiamo detto che si fa così o niente - ha detto il funzionario - e loro hanno detto 'ok niente'". Dopo qualche ora, la retromarcia: il dialogo, nonostante tutto, prosegue.
Per il funzionario gli Stati Uniti sono ancora disposti a riprendere i colloqui nel formato originale, che prevedeva la partecipazione di partner regionali come osservatori: "Vogliamo trovare un accordo molto velocemente o qualcuno inizierà a esplorare anche altre opzioni".
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, a stretto giro ha affermato che i colloqui sul nucleare si svolgeranno regolarmente. "I colloqui nucleari con gli Stati Uniti sono fissati a Muscat per le 10 di venerdì -le parole ministro iraniano - sono grato ai nostri fratelli dell'Oman per aver adottato tutte le disposizioni necessarie".
"Noi preferiremmo incontrarci e parlare, non sono sicuro che si possa raggiungere un accordo con questi signori, ma cercheremo di scoprirlo", dice il segretario di Stato americano, Marco Rubio. "Questo è un presidente che preferisce sempre una soluzione pacifica", ha aggiunto Rubio, riferendosi a Donald Trump, nel corso di una conferenza stampa durante la riunione ministeriale sui minerali critici a Washington.
Rubio ha evidenziato che "se gli iraniani vogliono incontrarci, noi siamo pronti", precisando poi che i colloqui dovranno riguardare anche il programma missilistico di Teheran.
Gli inviati speciali di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, si recheranno domani in Qatar per discutere di Iran con il premier, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani. Al termine del viaggio i due inviati hanno attualmente in programma di far ritorno a Miami senza incontrare gli iraniani.
L'Iran parteciperà alle attese consultazioni con gli Stati Uniti, "ma senza nutrire ottimismo sui risultati, a causa del comportamento contraddittorio di Washington", ha rivelato una fonte governativa di Teheran, citata dal quotidiano qatarino Al-Araby Al-Jadeed.
Secondo la fonte, è stato "concordato di tenere i colloqui nel sultanato dell'Oman dopodomani, venerdì", ma "l'esito delle discussioni dipenderà dalla volontà degli Stati Uniti di allontanarsi dall'attuale approccio", giudicato "incoerente ed influenzato da pressioni esercitate da Israele sull'inviato Steve Witkoff durante la sua ultima visita" nella regione.
"Le consultazioni -ha proseguito la fonte- riguardano principalmente il dossier nucleare", e Teheran ha chiarito a Washington che "qualsiasi tentativo" di introdurre "temi non sul dossier nucleari dimostrerebbe la mancanza di serietà della controparte". La fonte sostiene infine che "i cambiamenti nella posizione americana hanno già avuto un impatto negativo sul formato previsto, escludendo, probabilmente, la partecipazione di altre parti regionali".

Categoria: internazionale/esteri
18:55
Valanga sul Monte Lussari, un morto a Tarvisio
(Adnkronos) - Una persona è morta nel pomeriggio di oggi, mercoledì 4 febbraio, travolta da una valanga staccatasi a circa 1600 metri di quota sul Monte Lussari, a Tarvisio (Udine). L’allarme è scattato poco dopo le 16.30, mobilitando le squadre del Soccorso alpino del Friuli Venezia Giulia, della Guardia di finanza e il personale sanitario del Sores.
A causa del meteo avverso l’elicottero non è potuto decollare e i soccorritori si sono portati sul posto usando gli impianti di risalita della località turistica. Per la giornata di oggi Aineva aveva diramato un'allerta valanghe rossa di grado 4 (forte) sul Friuli Venezia Giulia, con particolare attenzione proprio per la Val Canale, dove si trova la zona di Tarvisio.

Categoria: cronaca
18:46
Anguillara, disposta restituzione salma Federica Torzullo a famiglia: funerali sabato
(Adnkronos) - A quanto apprende l’Adnkronos è stato dato il nulla osta per la restituzione alla famiglia della salma di Federica Torzullo, la donna uccisa ad Anguillara Sabazia, alle porte di Roma, dal marito Claudio Carlomagno lo scorso 9 gennaio. I funerali della donna si dovrebbero tenere questo sabato.
Ancora non si trova il coltello bilama che Carlomagno avrebbe utilizzato per uccidere sua moglie la mattina del 9 gennaio e che lo stesso avrebbe gettato lungo la statale braccianese in zona Osteria Nuova, come lui stesso aveva ammesso nell'interrogatorio di convalida del fermo lo scorso 21 gennaio.
Secondo quanto apprende l'Adnkronos, inoltre, quando si è conclusa l'udienza al tribunale per i Minorenni di Roma, per il figlio di 10 anni di Federica Torzullo e Claudio Carlomagno sarà confermato l'affidamento ai nonni materni, con il sindaco di Anguillara Sabazia come tutore.

Categoria: cronaca
18:30
Libri, presentato alla Gnamc 'Cy Twombly' sul legame del pittore americano con Roma
(Adnkronos) - Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma è stato presentato il volume “Cy Twombly”, edito da Electa con il sostegno di Maire, gruppo di ingegneria e tecnologia a supporto della transizione energetica, un cofanetto di tre libri che offrono un ritratto culturale del periodo romano dell’artista statunitense Edwin Parker "Cy" Twombly Jr. e del suo profondo legame con la città. Il primo libro raccoglie i saggi seminali e ormai introvabili di Roland Barthes, introdotti da un saggio di Andrea Cortellessa. Il secondo presenta un raro scritto di Fabio Mauri sulla Roma degli anni Sessanta, insieme ad altre testimonianze e fotografie d’epoca. Il terzo volume comprende quattro saggi firmati da Renata Cristina Mazzantini, Nicola Del Roscio, Mariastella Margozzi e Stefano Marson, dedicati al rapporto dell’artista americano con l’Italia, alla presenza delle sue opere nella collezione della Galleria e alle recenti donazioni della Foundation.
Il progetto editoriale nasce in occasione delle tre donazioni della Cy Twombly Foundation al museo, che hanno portato all’ingresso di dodici nuove opere nella collezione permanente, all’apertura di una sala dedicata all’artista e al finanziamento della riqualificazione del laboratorio di restauro e di un corso post-laurea internazionale sulla conservazione delle opere contemporanee su carta, entrambi intitolati a Twombly. Alla presentazione sono intervenuti Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Gnamc; Carlo Nicolais, vicepresidente Relazioni Esterne e Sostenibilità di Maire; Eleonora Di Erasmo, managing director della Cy Twombly Foundation; Rosanna Cappelli, amministratrice delegata di Electa; Fabrizio Di Amato, presidente e fondatore di Maire. con la moderazione del giornalista Stefano Salis. I tre volumi raccolgono, tra l’altro, i saggi di Roland Barthes, un testo raro di Fabio Mauri sulla Roma degli anni Sessanta e contributi critici dedicati al rapporto tra Cy Twombly e l’Italia. L’opera è bilingue italiano-inglese.

Categoria: cultura
18:27
Russia fuori dal calcio mondiale, anche Ue boccia Infantino: "Guerra causa dolore"
(Adnkronos) - Anche Bruxelles boccia l'ipotesi, avanzata da Gianni Infantino, di riammettere la Russia alle competizioni calcistiche internazionali. "Lo sport non esiste nel vuoto. Riflette chi siamo e ciò che scegliamo di rappresentare", ha scritto su X il commissario europeo allo Sport, Glenn Micallef, chiedendo di mantenere le sanzioni e lanciando l'hashtag #YellowCardForFIFA. "Permettere agli aggressori di tornare nel calcio globale come se nulla fosse accaduto ignora i rischi reali per la sicurezza e il profondo dolore causato dalla guerra", ha aggiunto.
Infantino aveva dichiarato a Sky News che divieti e boicottaggi "hanno solo creato più frustrazione e odio" e che sarebbe un segnale positivo vedere "ragazzi e ragazze della Russia" tornare a partecipare ai tornei in Europa. Parole che hanno scioccato Kiev. "679 ragazze e ragazzi ucraini non potranno mai più giocare a calcio: la Russia li ha uccisi - ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha - E continua a ucciderne altri, mentre dei degenerati morali suggeriscono di revocare i divieti, nonostante la Russia non abbia messo fine alla sua guerra".
Di segno opposto la risposta del Cremlino, che ha accolto con favore le parole del presidente del numero uno Fifa. "Abbiamo visto queste dichiarazioni e le accogliamo con favore - ha detto il portavoce Dmitry Peskov - È ora di iniziare a pensarci".

Categoria: internazionale/esteri
18:23
Incendio in casa a Massa, muore ex carabiniere. Moglie in gravi condizioni
(Adnkronos) - Un incendio divampato in un appartamento di via Armando Angelini a Massa ha provocato la morte di un uomo e il ferimento della moglie. La vittima è Carlo Dell’Amico, 61 anni, ex carabiniere nato a Carrara. La donna, trasportata d'urgenza in ospedale, sarebbe in pericolo di vita a causa di un'intossicazione da fumo.
L'allarme è scattato nelle prime ore del mattino e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con più squadre, che hanno domato le fiamme dopo un lungo intervento. Le forze dell'ordine hanno gestito i soccorsi e i rilievi tecnici per cercare di chiarire l’origine dell’incendio, ancora sconosciuta.
Durante le operazioni di soccorso, tre carabinieri hanno riportato problemi di salute: due militari sono rimasti intossicati e il terzo ha subito un trauma a un arto. Tutti e tre sono stati medicati in ospedale in codice giallo. Le indagini sono in corso per ricostruire la dinamica dei fatti e capire le cause del rogo che ha devastato l’appartamento.

Categoria: cronaca
18:16
Draghi e l'Europa federale, il passo avanti è: facciamolo solo con chi ci sta (come con l'Euro)
(Adnkronos) - Mario Draghi ha parlato a Lovanio, dove ha ricevuto una nuova laurea honoris causa. Le sue parole hanno fatto parlare allargando, se possibile, la distanza fra chi le legge come un messaggio legato all’urgenza di andare in una direzione chiara, quella di un’Europa federale, e chi, al contrario, attribuisce alla sua impostazione la colpa originaria di aver disperso le energie e il potenziale delle singole nazioni. Da una parte, chi continua a chiedere più Europa, dall’altra chi, in nome del sovranismo, vorrebbe sempre meno Europa. Ma la più grande novità del nuovo affondo dell'ex presidente della Bce sta nello schema che propone: facciamo l'Europa federale solo con chi ci sta, come è stato fatto con l'Euro.
Rileggere i passaggi chiave del suo intervento aiuta a capire perché. L’ex presidente della Bce ha parlato di quello che in passato ha definito "federalismo pragmatico". Pragmatico, ha spiegato, perché “dobbiamo compiere i passi che sono attualmente possibili, con i partner che sono attualmente interessati, nei settori in cui il progresso può ad oggi essere realizzato”. Federalismo perché, ha detto, “la destinazione conta. L'azione comune e la fiducia reciproca che crea devono diventare il fondamento di istituzioni dotate di reale potere decisionale, istituzioni in grado di agire con decisione in ogni circostanza”.
A questa conclusione, Draghi è arrivato con un ragionamento che passa da alcuni concetti chiave. Il primo è che “mettere insieme più paesi piccoli non produce automaticamente un blocco potente. Questa è la logica della confederazione, la logica che l'Europa segue ancora nella difesa, nella politica estera, nelle questioni fiscali”. Questo modello, ha spiegato l’ex presidente della Bce, “non produce potere. Un gruppo di stati che si coordina rimane un gruppo di stati: ciascuno con un diritto di veto, ciascuno con i suoi propri calcoli, ciascuno – uno dopo l’altro – esposto al rischio di essere isolato”. Il potere, quindi, “presuppone che l'Europa passi dalla confederazione alla federazione”.
Draghi ha argomentato anche da dove arriva questa conclusione. “Laddove l'Europa si è federata – nel commercio, nella concorrenza, nel mercato unico, nella politica monetaria – siamo rispettati come potenza e negoziamo come un'entità unica. Lo vediamo nei successi degli accordi commerciali attualmente in fase di negoziazione con India e America Latina. Dove invece non lo abbiamo fatto - nella difesa, nella politica industriale, negli affari esteri - siamo trattati come un'assemblea frammentata di stati di medie dimensioni, da dividere e gestire di conseguenza”. Non solo. “Dove commercio e sicurezza si intersecano, i nostri punti di forza non riescono a proteggere le nostre debolezze. Un'Europa unita sul commercio ma frammentata sulla difesa vedrà il suo potere commerciale sfruttato contro la sua dipendenza in materia di sicurezza, come sta accadendo ora”.
L’altro concetto chiave che Draghi ha sviluppato nel suo intervento è legato allo schema che va seguito, lontano dal concetto di unanimità e di un’Europa che debba muoversi necessariamente a 27, come avviene ore. L’approccio del federalismo pragmatico, infatti, “rompe l'impasse davanti alla quale ci troviamo oggi, e lo fa senza subordinare nessuno. Gli Stati membri aderiscono volontariamente. La porta rimane aperta ad altri, ma non a coloro che minerebbero lo scopo comune. Non dobbiamo sacrificare i nostri valori per ottenere potere”.
Draghi, quindi, ha indicato una strada già percorsa. "L'euro è l'esempio di maggior successo. Coloro che erano disposti sono andati avanti, hanno costruito istituzioni comuni dotate di vera autorità, e attraverso quell'impegno condiviso hanno forgiato una solidarietà più profonda di quanto qualsiasi trattato avrebbe potuto prescrivere. E da allora, altri nove paesi hanno scelto di aderire".
La conclusione è: facciamo l’Europa federale con chi ci sta e con chi la vuole fare. Se necessario, è il sottotesto, separiamoci: dentro chi vuole più Europa, fuori chi ne vuole sempre meno. (Di Fabio Insenga)

Categoria: internazionale/esteri
18:11
Minerali critici, 50 Paesi a Washington per contrastare il monopolio della Cina
(Adnkronos) - Cinquanta Paesi riuniti a Washington per parlare di minerali critici e di come contrastare il monopolio cinese, proprio mentre Donald Trump e Xi Jinping si sono sentiti al telefono, sottolineando la "bontà" della loro relazione e della loro comunicazione.
L'incontro ministeriale di oggi (per l'Italia il ministro degli Esteri Antonio Tajani), il primo del suo genere organizzato dall’amministrazione Trump, ha uno scopo semplice: creare un blocco commerciale unico di Paesi, che possa contrastare il monopolio sulle terre rare di Pechino utilizzando i dazi doganali. Tale arma permetterebbe di mantenere i prezzi bassi e impedirebbe ai cinesi di inondare a loro discrezione il mercato con i propri minerali, di cui abbondano, per indebolire i potenziali concorrenti.
Il vicepresidente JD Vance è stato categorico, parlando durante la riunione ministeriale: il mondo dipende dai minerali critici, il cui mercato è dominato dalla Cina. "Credo che molti di noi abbiano imparato a proprie spese, nell'ultimo anno, quanto le nostre economie dipendano da questi minerali critici - ha dichiarato - Quella che si presenta a tutti noi è un'opportunità di autosufficienza, che ci permetterà di non dipendere da nessun altro se non da noi stessi per i minerali critici necessari a sostenere le nostre industrie e la crescita".
I minerali critici sono indispensabili per la produzione di una vasta gamma di prodotti, dai motori a reazione agli smartphone e la Cina domina da anni questo mercato. A fare eco a Vance è stato il segretario di Stato, Marco Rubio, che ha sottolineato come la creazione di questo blocco sia una priorità degli Stati Uniti per poter creare un mercato libero, solido e accessibile a tutti i Paesi.
“Vogliamo garantire una fornitura diversificata di minerali critici e catene di approvvigionamento sicure e resilienti in tutto il mondo, in modo che tutte le nostre economie possano prosperare senza che questi elementi possano mai essere utilizzati, nel peggiore dei casi, come strumento di pressione contro di noi, o senza che si verifichino altre interruzioni del mercato che potrebbero minare la nostra sicurezza economica collettiva”, ha detto Rubio.
Secondo il capo della diplomazia di Washington, questo piano aiuterà l'Occidente a superare il problema dell'accesso alle materie prime critiche: "Ognuno di voi ha un ruolo da svolgere, ed è per questo che siamo grati per la vostra presenza a questo incontro che, spero, porterà non solo ad altri incontri, ma anche ad azioni concrete".
Nel frattempo, due giorni fa il presidente Donald Trump ha annunciato il Progetto Vault, un piano per la creazione di una riserva strategica di elementi rari, finanziato con un prestito di 10 miliardi di dollari dalla U.S. Export-Import Bank e con quasi 1,67 miliardi di dollari di capitale privato. La strategia delle scorte potrebbe contribuire a innescare un modello di prezzi "più organico" che escluda la Cina, che ha sfruttato il suo dominio per inondare il mercato con prodotti a prezzi inferiori al fine di eliminare la concorrenza.
L'amministrazione Trump sta intraprendendo queste mosse audaci dopo che la Cina – che controlla il 70% dell'estrazione e il 90% della lavorazione delle terre rare a livello mondiale – ha limitato il flusso di questi elementi in risposta alla guerra dei dazi di Trump.
Le due superpotenze hanno raggiunto una tregua di un anno dopo l'incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping a ottobre, in cui hanno concordato di ridurre gli alti dazi e le restrizioni sulle terre rare. Tuttavia, le limitazioni imposte dalla Cina rimangono più severe rispetto a prima dell'insediamento di Trump. "Non vogliamo mai più trovarci nella situazione in cui ci siamo trovati un anno fa", ha dichiarato il presidente.
In tutto ciò, un’altra strategia - al di là delle scorte finanziate con il prestito e la creazione di un mercato libero dei minerali critici - è quello che Donald Trump ha fatto spesso in altri settori: iniettare denaro pubblico direttamente nel campo delle terre rare. Ad esempio, il Pentagono ha stanziato quasi 5 miliardi di dollari nell'ultimo anno per garantire l'accesso a questi materiali, dopo che la guerra commerciale ha messo in luce la dipendenza degli Stati Uniti dalla Cina. (di Iacopo Luzi)

Categoria: internazionale/esteri
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22:00
Issiaka Kamate, chi è giovane esterno dell'Inter che ha firmato un assist al debutto
(Adnkronos) - Issiaka Kamate si prende l'Inter. Oggi, mercoledì 4 febbraio, il giovane esterno nerazzurro ha esordito in prima squadra nella sfida contro il Torino, valida per i quarti di finale di Coppa Italia. Kamate si è fatto notare già nel primo tempo, dimostrando di non sentire particolarmente pressioni ed emozioni, e confezionado l'assist per il gol del vantaggio di Bonny al 35'.
L'esterno francese ha sprintato sulla destra, superando un avversario in dribbling e mettendo un cross perfetto a centro area per il colpo di testa vincente dell'ex centravanti del Parma. Ma chi è Kamate?
Issiaka Kamate è un esterno francese, di stampo offensivo, di 21 anni, classe 2004, nato ad Aulnay-sous-Bois, nella periferia di Parigi. Dopo aver iniziato a giocare in due squadre locali è stato notato dagli scout dell'Inter, che lo hanno portato in Italia. Qui Kamate ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile nerazzurro, arrivando fino alla Primavera, dove è stato allenato proprio da Cristian Chivu, e diventando punto fermo dell'Under 23.
Nell'ultima stagione l'Inter lo ha girato in prestito prima in Portogallo, all'AVS FS, e poi al Modena, in Serie B, club con cui i nerazzurri hanno un rapporto privilegiato, come dimostra l'operazione che ha portato a Milano Yanis Massolin. Tornato dal presito Kamate diventa punto fermo dell'Under 23 in Serie C ed entra nel giro della prima squadra, trovando oggi l'esordio, e il suo primo assist, con l'Inter 'dei grandi'.

Categoria: sport
21:24
Hamleys, finisce favola in Italia: chiusi negozi brand di giochi più antico del mondo
(Adnkronos) - Hamleys abbassa i battenti in Italia. Aperti neanche qualche anno fa in pompa magna, gli store di Milano, Roma e Bergamo chiudono i battenti tra le proteste dei lavoratori, oltre che la delusione dei bambini. Situazione incerta anche per lo store di Pompei unico sul web a risultare operativo ma, a quanto si apprende dai lavoratori, è stato il primo a non essere più direttamente gestito da Giochi Preziosi, che aveva la concessione del marchio.
Brand di giocattoli più antico del mondo, con il primo negozio aperto a Londra da William Hamley nel 1760, fornitore ufficiale di dolls e trenini per gli eredi di Casa Windsor, il gruppo doveva espandersi in tutta Italia ma la crisi ha avuto la meglio. Eppure nello scorso esercizio il fatturato del colosso Uk era salito da 51,4 a 53,3 milioni di sterline ma era stata comunque disposta la chiusura di 29 negozi Oltremanica per contenere i costi.
In Italia, il negozio di Milano aveva aperto il 14 settembre del 2023, quello della Capitale il 14 marzo del 2024 con inaugurazioni da favola, è il caso di dirlo. Lo stop alle attività è operativo da ieri gettando i lavoratori nello sconforto per una decisione resa esecutiva nell'arco di 48 ore, sostengono fonti sindacali interpellate dall'Adnkronos. "Una decisione improvvisa, comunicata ai lavoratori e alle lavoratrici nel fine settimana dal gruppo Giochi Preziosi, che controlla il marchio nel nostro Paese", attacca l'Unione sindacale di base, Usb.
"La società fa sapere che è stata disposta la chiusura degli esercizi commerciali di Hamleys per fronteggiare una situazione di temporanea difficoltà economico-finanziaria e che si intende accedere a uno strumento di regolazione della crisi", si legge in una nota dell'Usb. "Una doccia fredda. Un fulmine a ciel sereno che ha lasciato decine di persone in balia di dubbi, paure e totale assenza di garanzie occupazionali. Nessuna chiarezza sul futuro, nessuna prospettiva concreta, nessuna tutela reale per chi ogni giorno ha garantito professionalità, impegno e qualità del servizio, con il forte sospetto che siano state attivate tardivamente le procedure previste", attacca la sigla sindacale.
"Non resteremo inermi davanti a scelte aziendali calate dall’alto e comunicate con tempi indegni. Pretendiamo trasparenza immediata, un confronto vero e soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro. Come organizzazione sindacale ci attiveremo da subito per fare piena luce su quanto sta accadendo e per mettere in campo ogni strumento utile alla difesa delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Nessuno deve essere lasciato solo", conclude.

Categoria: economia
21:09
Pacchetto sicurezza, 'lente' del Quirinale su scudo e fermo preventivo
(Adnkronos) - La difficile gestazione del pacchetto sicurezza entra nelle sue ore decisive, tra limature tecniche, confronti nella maggioranza e un dialogo costante con il Quirinale. Il Consiglio dei ministri, inizialmente previsto per oggi e rinviato a domani pomeriggio, 5 febbraio, - ufficialmente per consentire al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di intervenire in Senato sulle comunicazioni relative ai fatti di Torino - arriva al termine di un percorso ancora segnato da aggiustamenti dell'ultima ora.
Il testo resta infatti al centro di un negoziato tecnico serrato, con alcuni nodi irrisolti. Nel pomeriggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo il colloquio con il primo ministro ceco Andrej Babiš, avrebbe incontrato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini per fare il punto sulle misure e sulle questioni ancora aperte. Un incontro confermato in ambienti leghisti, che segnala come il baricentro del confronto resti saldamente interno alla maggioranza. In parallelo, prosegue il canale di interlocuzione con il Colle. In mattinata il sottosegretario Alfredo Mantovano è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell'ambito di un confronto sulle norme più sensibili, che ha già portato a correzioni e contribuito al rinvio tecnico del Cdm.
L'impianto del pacchetto, atteso domani all'esame del Consiglio dei ministri, si articola in due testi distinti: un decreto-legge per le misure considerate urgenti e un disegno di legge destinato a un iter parlamentare più lungo. Nel Dl confluiranno gli interventi immediatamente operativi in materia di ordine pubblico e sicurezza urbana: dal fermo preventivo in vista delle manifestazioni, alla stretta sulla vendita di armi bianche ai minori; allo scudo penale per gli operatori delle forze dell'ordine - esteso anche ad altre categorie lavorative, tra cui medici o giornalisti, come ampliamento della legittima difesa -, anche se rimarrebbero le perplessità del Quirinale sul rischio di creare una trattamento speciale per alcune categorie, escludendo la generalità dei cittadini in caso di legittima difesa. Previsto poi il rafforzamento delle zone rosse urbane e dei Daspo, fino all'introduzione di un illecito specifico per chi fugge all'alt delle forze di polizia in modo pericoloso.
Restano invece fuori dal decreto le norme più controverse. È definitivamente accantonata la previsione della cauzione per le manifestazioni, fortemente voluta dalla Lega ma osteggiata da Fratelli d'Italia e Forza Italia e oggetto di rilievi di natura costituzionale. Salvini ha riconosciuto che la misura non rientrerà nel decreto per l'assenza dei requisiti di necessità e urgenza, ribadendo però l'obiettivo di portarla a compimento entro la fine della legislatura.
Nel disegno di legge dovrebbero invece trovare spazio le misure di carattere strutturale: dall'inasprimento delle pene per alcuni reati contro il patrimonio, alle norme sulla criminalità giovanile (queste ultime potrebbero rientrare anche nel Dl) e sulla responsabilizzazione dei genitori dei minori coinvolti in atti di delinquenza, fino al capitolo più delicato sui flussi migratori. È su questo terreno che si sarebbero concentrate alcune delle perplessità più significative del Quirinale. In particolare sulle espulsioni, rispetto alle quali il Colle avrebbe chiesto garanzie adeguate in termini di possibilità di impugnazione dei provvedimenti.
Quanto al fermo preventivo, i tecnici del Quirinale avrebbero invece sollevato due ordini di rilievi: da un lato la durata del trattenimento, fissata in 12 ore; dall'altro la necessità di ancorare la misura a presupposti chiari e puntuali di pericolosità, evitando formulazioni troppo ampie. Secondo quanto riferito da fonti di governo, che definiscono "positivo" il confronto con il Colle più alto, non è escluso che il capitolo migranti possa essere ulteriormente spacchettato, con la presentazione di un nuovo disegno di legge dedicato esclusivamente al tema.
"Abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole e molto equilibrato, altrimenti prenderemo atto dei rilievi fatti", ha detto il ministro Piantedosi lasciando il Senato, sintetizzando il clima che accompagna la vigilia del Cdm. Un equilibrio ancora in costruzione, che spiega perché il pacchetto sicurezza arrivi al traguardo solo dopo una gestazione più complessa del previsto. (di Antonio Atte)

Categoria: politica
21:05
Laura Pausini, nel nuovo album duetti con Annalisa e la voce di Lucio Dalla
(Adnkronos) - Un tributo ai cantautori e ai compositori ma soprattutto un atto d’amore verso la musica e la sua storia. Laura Pausini torna con l’album ‘Io Canto 2’, che segue le orme del successo del disco di cover, ‘Io canto’, pubblicato nel 2006 per omaggiare i grandi successi italiani e farli conoscere all’estero. Il nuovo album uscirà venerdì prossimo, a vent’anni di distanza dal primo ‘Io Canto,’ il disco che la consacrò definitivamente anche a livello internazionale, in un progetto che è ormai diventato parte della sua identità artistica. Allora fu un omaggio alla grande canzone italiana, capace di portarla fino allo storico concerto a San Siro del 2 giugno 2007, prima donna a riempire lo stadio davanti a 70mila spettatori. Oggi, ‘Io canto 2’ nasce con le stesse intenzioni ma con la maturità di un’artista che ha attraversato generazioni e oltrepassato i confini linguistici.
“Il secondo capitolo di ‘Io Canto’ arriva vent’anni dopo il primo - spiega Pausini -. Vent’anni in cui siamo cambiati, cresciuti, innamorati ancora della musica. Oggi come allora c’è una sola ragione per cui si sceglie di omaggiare una canzone, il suo autore o il suo interprete: l’amore. In questo disco mi sento come Giovanna D’Arco, senza armature ma con il microfono in mano, perché quando la musica chiama, io rispondo. Pronta a difendere senza paura tutto ciò che amo, e io credo nelle canzoni. Credo nella musica, che va protetto da chi vive per lei. La musica può essere accusata, giudicata, fraintesa, sottovalutata, ma noi artisti siamo qui per schermarla. Siamo un esercito disarmato, armato solo della bellezza dell’arte, che resta l’arma più rivoluzionaria di tutte”.
‘Io canto 2’ è un viaggio nella storia della musica italiana e internazionale. Un tributo che va dagli anni Sessanta ai giorni nostri, intrecciando stili e lingue. L’album include reinterpretazioni di classici intramontabili e successi contemporanei, passando per adattamenti in portoghese, francese, tedesco e inglese. Tra i momenti più significativi spiccano i duetti con grandi protagonisti della scena musicale: a partire da Ana Carolina e Ferrugem sulle note di ‘Quem de nós dois’, cover del brano di Gianluca Grignani ‘La mia storia tra le dita’, che ha sollevato diverse polemiche con il cantante nei mesi scorsi, e della quale Pausini spiega: “Le grandi canzoni vanno ascoltate, cantate e fatte vivere per sempre, e Ana Carolina nel 2001 ha scritto e interpretato una versione inedita de La mia storia tra le dita, che ho voluto omaggiare cantandola proprio insieme a lei e a Ferrugem:, due voci iconiche brasiliane in un trio che si incontra per la prima volta, unendo l’Italia e il Brasile, paese a cui sono molto legata”.
Tra le collaborazioni nell'album spiccano quella con Annalisa, con la quale Pausini duetta sulle note di ‘Ma che freddo fa’ di Nada, e Julien Lieb, con il quale canta ‘La dernière chanson (Due vite)’, cover del brano sanremese di Marco Mengoni, diventato un caso sui social. “Ma che freddo fa è un brano malinconico, che racconta cos’è la vita senza l’amore, con il freddo come metafora dell’assenza - dice Pausini - un albero che foglie non ha più. Ho sempre amato la voce di Nada, il suo modo di essere riassume una grande personalità. E ho sempre amato le donne della musica italiana con un carattere forte, per questo ho voluto al mio fianco Annalisa, che mi ricorda quanto sia importante per noi artiste non dimenticare chi ci ha portate fino a qui. L’arrangiamento di questo brano unisce vari mondi: il reggaeton, il mondo arabo e chiaramente la scrittura italiana”.
Commovente anche l’incontro con Lucio Dalla in 'Felicità', che unisce simbolicamente due pilastri della musica italiana. "Interpretare Felicità con la voce unica di Lucio Dalla è stato un modo speciale per dialogare con la sua straordinaria arte e far rivivere le emozioni di questo classico senza tempo - racconta la cantante -. Ero molto legata a Lucio che è stato anche il primo artista italiano famoso a farmi i complimenti quando facevo pianobar a Bologna e non avevo ancora compiuto 10 anni. Non dimenticherò mai le sue parole di allora che conservo nei miei momenti di felicità". La focus track del progetto è '16 Marzo' con Achille Lauro, nuovo singolo in rotazione radiofonica dal 6 febbraio. Una collaborazione nata da una stima reciproca, come racconta la stessa Pausini: “Lauro mi ha colpita dal suo primo Sanremo. Abbiamo lavorato insieme a un arrangiamento che rappresentasse entrambi". Parole condivise anche dall’artista romano: “Laura è un’artista iconica ed è l’unica che si è costruita un ecosistema e una carriera globale da più di 30 anni. È un onore condividere con lei questo percorso”. Il brano è accompagnato da un videoclip diretto da Gabriele Savino (xPuro), disponibile dal pomeriggio del 6 febbraio insieme alla release dell’album.
Tra i brani interpretati da Pausini nel nuovo disco figurano anche l’omaggio a Madonna con ‘La isla bonita’, e le cover di ‘Ritorno ad amare’ di Biagio Antonacci, ‘Quanno chiove’ di Pino Daniele, ‘Dettagli’ di Ornella Vanoni, ‘Immensamente’ di Umberto Tozzi, ‘Hai scelto me’ di Zucchero ed ‘E poi’ di Giorgia. Nel disco figurano anche ‘Já sei namorar’ di Tribalistas e ‘Un senso’ di Vasco Rossi. “Per me è il più grande artista che abbiamo in Italia - racconta Pausini - il primo disco che ho comprato nella mia vita è stato ‘Gli spari sopra’, il primo autografo che ho chiesto è stato quello il suo, che conservo, scritto nella cartolina del ristorante dove facevo pianobar (ora esposto nel Laura Pausini Official Museum, ndr) e mi sento onorata di essere sua amica oltre che sua grandissima fan. Mi sono consultata con lui per la scelta della canzone da interpretare per Io canto 2, avendolo già omaggiato con Anima fragile in Io canto del 2006. Ho fatto più di 10 provini di sue canzoni, ho scelto quella con il testo a cui mi sento più legata, e che ha davvero un senso con la mia vita”.
Tra i brani di ‘Io canto 2’ ci sono anche ‘Non sono una signora’ di Loredana Bertè, ‘Ci vorrebbe il mare’ di Marco Masini e poi solo nella versione deluxe del disco ‘Wenn du an Wunder Glaubst’ di Mina ‘Fratello sole sorella luna’ di Claudio Baglioni ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, che Pausini ha regalato a Papa Leone XIV, ‘O céu dentro de um quarto’, adattamento in portoghese de ‘Il cielo in una stanza’ di Gino Paoli, ‘Il cielo in una stanza’ nella versione di Mina e sempre della Tigre di Cremona ‘This World We Love In’. Il 2026 si apre così come un anno simbolico per Laura Pausini, non solo sul piano discografico. Il 6 febbraio sarà protagonista della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 a San Siro, un evento che la vede ancora una volta ambasciatrice della musica italiana nel mondo. Nello stesso periodo tornerà anche sul palco del Teatro Ariston, affiancando Carlo Conti nella conduzione della 76esima edizione del Festival di Sanremo. Un impegno istituzionale e culturale che conferma il suo ruolo centrale nello spettacolo italiano.
Dopo 'Anime Parallele', pubblicato tre anni fa, 'Io canto 2' rappresenta una nuova tappa nella sua evoluzione. A marzo 2026 arriverà anche la versione spagnola, 'Yo canto 2', dedicata ai grandi autori latinoamericani, a testimonianza di un legame profondo con il pubblico ispanoamericano che da anni la incorona come icona. Parallelamente prenderà il via l’'Io canto / Yo canto World tour 2026/2027', undicesima tournée mondiale della sua carriera: un progetto ambizioso, con due show differenti, due set list e due produzioni visive distinte. Il tour partirà dalla Spagna il 27 marzo prossimo, attraverserà l’America Latina, gli Stati Uniti, il Canada, per poi tornare in Europa e in Italia, fino ai grandi show negli stadi nel 2027. Con oltre 75 milioni di dischi venduti, più di 6 miliardi di streaming, Grammy Awards, Latin Grammy, Golden Globe e una carriera senza precedenti per un’artista italiana, Laura Pausini continua così a reinventarsi rimanendo fedele al suo stile. (di Federica Mochi)

Categoria: spettacoli
20:35
Libia, "con la morte Saif al-Islam la Russia perde un punto di riferimento"
(Adnkronos) - La morte di Saif al Islam, figlio di Muammar Gheddafi, rappresenta "una decapitazione importante di quello che resta dell'ex regime" del colonnello, quindici anni dopo l'inizio della rivolta contro il dittatore, la sua cattura e uccisione. E soprattutto è un nuovo, brutto colpo per la Russia, che aveva nel secondogenito del colonnello "un punto di riferimento": a lui Mosca - vicina all'ex regime - ha sempre guardato negli anni scorsi come a una figura alternativa in Libia, oltre a Khalifa Haftar, l'uomo forte dell'est. Cosi fonti a Tripoli commentano con l'Adnkronos l'ultimo colpo di scena nel Paese nordafricano, dove sulla morte di Saif al Islam si rincorrono più ipotesi, escludendo per il momento rischi di un'ulteriore destabilizzazione.
Per l'uccisione di colui che era considerato il 'delfino' si parla del coinvolgimento della Brigata 444 di Mahmoud Hamza, alleata del governo del premier Abdulhamid Dbeibah, che però ha smentito la presenza dei suoi uomini a Zintan, dove Saif è stato ucciso, fino a un ruolo di Saddam Haftar, uno dei figli del generale, vice comandante dell'Esercito nazionale libico, che considera gli ex gheddafiani una minaccia al suo 'clan'. Tanto che fu proprio lui nel 2021, quando Saif al Islam si presentò alle presidenziali (che non si tennero mai), a cercare di fare di tutto per ostacolare la sua candidatura.
Senza tralasciare, sottolineano le fonti, una competizione 'famigliare': il più giovane Saddam, che conterebbe sul sostegno di Stati Uniti e Turchia, ha scalzato ai vertici dell'Lna il fratello maggiore Khaled, sostenuto dalla Russia, che si è dovuto accontentare del ruolo di capo di Stato maggiore.

Categoria: internazionale/esteri
20:02
Cuba, allarme di Guterres: "La crisi umanitaria rischia di precipitare senza rifornimenti di petrolio"
(Adnkronos) - La crisi umanitaria a Cuba "si aggraverà e rischia di precipitare se i rifornimenti di petrolio non saranno soddisfatti", ha denunciato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha espresso, attraverso il suo portavoce, "estrema preoccupazione". Donald Trump ha minacciato di imporre dazi sui Paesi che vendono petrolio a Cuba, dopo aver bloccato i rifornimenti dal Venezuela e, come ha detto lunedì, anche del Messico che sarebbe disposto a fermare le esportazioni di greggio dirette all'Avana.
Un'ulteriore stretta comporterebbe infatti un impatto devastante sulle già fragili condizioni del Paese, sotto embargo Usa da oltre 60 anni. Dal petrolio dipende quasi completamente - nonostante la presenza di pannelli fotovoltaici - l'energia elettrica dell'Isola il cui uso è già da tempo contingentato. Non solo. I pochi e precari trasporti interni rischierebbero di fermarsi aggravando la crisi alimentare già presente in vaste aree dell'Isola per la mancata distribuzione interna di cibo e inciderebbe anche sulla distribuzione dei già insufficienti medicinali e generi di prima necessità di cui Cuba dispone.
Del resto Trump sembra puntare proprio al collasso dell'Isola. "Penso che cadrà da sola", ha affermato all'inizio dell'anno dopo il blitz per il rapimento di Maduro in Venezuela.

Categoria: internazionale/esteri
19:59
'Cecchini del weekend' a Sarajevo, indagato per omicidio un 80enne di Pordenone
(Adnkronos) - Un ottantenne, ex autotrasportatore, è indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili nell'inchiesta della Procura di Milano sui 'cecchini del week end', cittadini stranieri che pagavano per andare a sparare ai civili a Sarajevo tra il 1993 e il 1995 durante la guerra nell'allora Jugoslavia. L'uomo ha ricevuto un invito a comparire per essere interrogato nei prossimi giorni dal pm Alessandro Gobbis.
L'anziano, che vive in provincia di Pordenone, si sarebbe vantato con dei conoscenti di essere stato tra coloro che andavano a uccidere oltre confine.

Categoria: cronaca
19:57
Coppa Italia, Inter-Torino 2-1 - Diretta
(Adnkronos) - L'Inter torna in campo in Coppa Italia. Oggi, mercoledì 4 febbraio, i nerazzurri sfidano il Torino - in diretta tv e streaming - all'U-Power Stadium di Monza nei quarti di finale della coppa nazionale. La squadra di Chivu ha superato il Venezia in casa negli ottavi di finale del torneo, mentre quella di Baroni ha vinto contro la Roma nella trasferta dell'Olimpico per 3-2. Nell'ultimo turno di campionato invece l'Inter ha battuto la Cremonese per 2-0, il Torino invece ha conquistato i tre punti superando il Lecce 1-0.
Nella prossima giornata di Serie A, l'Inter sfiderà il Sassuolo in trasferta mentre sarà ospite della Fiorentina.

Categoria: sport
19:41
Omicidio Cristina Mazzotti, condannati all'ergastolo due imputati per il delitto del 1975
(Adnkronos) - La Corte d'Assise di Como ha condannato all'ergastolo gli imputati Giuseppe Calabrò e Demetrio Latella per l'omicidio aggravato di Cristina Mazzotti, 18 anni, di cui si persero le tracce nel 1975 a Eupilio, in provincia di Como. Assolto dall'imputazione riqualificata Antonio Talia "perché non ha commesso il fatto"; la corte ha anche dichiarato il "non doversi procedere" nei confronti degli imputati Calabrò e Latella per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione "perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione".
Il collegio presieduto dal giudice di Como Carlo Cecchetti ha dichiarato gli imputati Calabrò e Latella "interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena" e ha fissato una provvisionale (in solido tra i due condannati) di 600mila euro per ciascuna delle parti civili, Marina e Vittorio Mazzotti, rappresentate dall'avvocato Fabio Repici La corte d'Assise di Como ha indicato il termine di 90 giorni per il deposito della motivazione.
Era il 1° luglio 1975 quando Cristina Mazzotti - che stava rientrando nella villa di famiglia dopo aver festeggiato il diploma insieme ad amici - venne prelevata da un gruppo di banditi. Il giorno successivo al padre, un industriale dei cereali, furono chiesti 5 miliardi di lire di riscatto. L'uomo riuscì a raccogliere un miliardo e 50 milioni e li lasciò ai rapitori in cambio della liberazione della figlia. Il primo settembre, però, la giovane venne trovata morta in una discarica. Per il sequestro e l'omicidio di Mazzotti, il primo dell'Anonima sequestri nel Nord Italia, nel 1977 vennero condannate 13 persone, di cui otto all'ergastolo. Tra questi non c'erano però gli esecutori materiali, dato che l’impronta di un palmo e due impronte digitali raccolte sull'auto della giovane dalla Scientifica risultarono inutili con le conoscenze scientifiche di allora.
Nel 2007 la Banca dati digitale della Polizia abbinò una di quelle impronte al reggino Latella, che aveva già alle spalle una lunghissima detenzione. Il gip ne respinse l'arresto per mancanza di esigenze cautelari, ma Latella ammise di aver sequestrato Cristina Mazzotti e disse di averlo fatto insieme a Giuseppe Calabrò e Antonio Talia, che invece negarono tutto. Nel 2012 il fascicolo fu archiviato, tre anni dopo, però, la Cassazione dichiarò imprescrittibile il reato di omicidio volontario e, grazie all'esposto presentato dall'avvocato della famiglia, la procura ha aperto una nuova inchiesta. Se per la pubblica accusa tutti gli imputati avrebbero partecipato al progetto di rapire la 18enne, oggi arriva la prima sentenza che assolve Talia e condanna all'ergastolo gli altri due.

Categoria: cronaca
19:14
Trump, ergastolo all'uomo che ha tentato di uccidere il presidente
(Adnkronos) - Ergastolo per Ryan Routh, l'uomo condannato lo scorso anno per aver tentato di uccidere l'allora candidato alla presidenza Donald Trump nel suo golf club di West Palm Beach nel settembre del 2024. È stata quindi accolta la richiesta dei procuratori per i quali "i crimini di Routh meritano indubbiamente la condanna a vita, dal momento che nel corso di mesi ha intrapreso passi per uccidere un importante candidato presidenziale, dimostrando la volontà di uccidere chiunque si mettesse sulla sua strada e da allora non ha espresso né rammarico né rimorso per le sue vittime".
Nell'annunciare la sentenza, la giudice federale Aileen Cannon ha definito Routh "un uomo malvagio". Routh si è difeso da solo durante il processo, cercando di affermare che non vi era stato nessun crimine perché lui non aveva sparato un colpo, passando nella sua arringa dal 6 gennaio all'Ucraina ai padri fondatori. Dopo essere stato condannato lo scorso settembre, si è poi pugnalato al collo con una penna. Lo psichiatria che ha condotto una perizia prima del processo ha stabilito che non vi erano basi per dichiarare "l'incompetenza" dell'imputato, ma ha stabilito che Rout soffre di disturbi bipolari e disordine narcisistico di personalità.
L'avvocato di ufficio che è stato nominato per l'udienza della sentenza ha affermato che Routh "non ha commesso un atto di terrorismo", chiedendo una condanna a 20 anni e la garanzia che gli vengano fornite cure psichiatriche.
Routh era stato fermato il 15 settembre dopo che un agente del Secret Service si era accorto che era appostato tra i cespugli del campo da golf, puntando un fucile contro Trump e un altro agente. Allora Trump era candidato alla presidenza degli Stati Uniti, sarebbe stato eletto per la seconda volto solo il gennaio successivo.
Il suo arresto è avvenuto esattamente due mesi dopo l'attacco di Butler, in Pennsylvania, dove un uomo ha aperto il fuoco durante un comizio di Trump, ferendo all'orecchio destro il candidato ed uccidendo uno spettatore. L'attentatore, Thomas Matthew Crooks, venne ucciso da uno dei cecchini dei servizi segreti americani.
Ryan Routh si era recato in Ucraina perché voleva combattere contro i russi, ma data la sua inesperienza con le armi e avendo già 56 anni l'esercito di Kiev non lo aveva accettato tra le sue file. Lo aveva raccontato lo stesso Ryan Routh in un'intervista video rilasciata a Newsweek Romania nel giugno del 2022. Come ''piano B'', racconta, si era impegnato in Ucraina a reclutare personale per lo sforzo bellico. ''Abbiamo bisogno di migliaia e migliaia e migliaia di persone qui a combattere con gli ucraini", aveva detto Routh sottolineando che il mondo si trovava in un "momento critico" della guerra, che aveva definito una lotta tra il bene e il male. "Questa è la cosa più importante che sta succedendo nel mondo oggi, quindi starsene seduti e lasciare che la vita continui normalmente, lamentandosi dei prezzi della benzina e lamentandosi della vita nel lusso e del paese in cui vivete è inaccettabile come esseri umani", aveva detto.
L'uomo inoltre fu condannato nel 2022 perché in possesso di una mitragliatrice. All'epoca era stato inseguito dalla polizia prima di barricarsi all'interno di un'attività commerciale a Greensboro, nella Carolina del Nord, secondo un resoconto pubblicato dal Greensboro News & Record.
Nel 2016 aveva votao proprio per Donald Trump. Ma poi, quattro anni dopo, si era detto ''deluso'' dal presidente americano. "Eri la mia scelta nel 2016, io e il mondo speravamo che il presidente Trump sarebbe stato diverso e migliore, ma siamo rimasti tutti molto delusi e sembra che tu stia peggiorando e regredendo'', aveva scritto sui social.

Categoria: internazionale/esteri
19:13
Askatasuna, il poliziotto aggredito: "Impossibile fronteggiare il gruppo, un collega mi ha salvato"
(Adnkronos) - Alessandro Calista, il poliziotto accerchiato e aggredito durante il corteo nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, racconta cosa è successo sabato scorso. "Ad un certo punto sono stato spinto e afferrato dalle braccia nonché preso a calci alle spalle venivo trascinato diversi metri più avanti la linea di squadra" mentre durante "alcune cariche di alleggerimento la squadra veniva circondata e bersagliata mediante lanci di pietre, bottiglie, artifici pirotecnici, tombini, martelli e altri oggetti": è quanto ricostruito dell’aggressione nella querela presentata dal poliziotto. Nel testo riprodotto nell’ordinanza del gip Calista racconta di essere stato aggredito "da numerosi soggetti che mi sfilavano il casco e lo scudo, per poi colpirmi ripetutamente alla testa e sul corpo. Ho tentato di divincolarmi ma venivo ripetutamente trattenuto. Solo grazie all'intervento del mio collega, sono riuscito a salvarmi. I miei aggressori - aggiunge ancora - si sono impossessati del mio scudo, della maschera antigas e del casco in dotazione personale, rendendo più vulnerabile la mia posizione. Sarei riuscito a fronteggiare 2/3 manifestanti, ma l'intero gruppo è stato impossibile fronteggiarlo".
In una nota, la legale del poliziotto, l’avvocato Rachele Selvaggia De Stefanis ha fatto sapere che "in queste ore, stiamo assistendo ad una vera e propria campagna diffamatoria via social nei confronti di questi giovani poliziotti. Stanno subendo tantissimi attacchi personali in cui, addirittura, si mette in dubbio l’accadimento dei fatti occorso al mio assistito e l’effettività delle lesioni che hanno riportato". "Tutto questo è moto grave, valuteremo con il mio assistito come tutelarci e non escludo che, per alcune circostanze, possa essere valutato il deposito di denunce querele", aggiunge il legale.
Al Tg1 invece il racconto di Luigi, agente del Reparto mobile di Torino che era alla guida del blindato della polizia dato alle fiamme dai manifestanti. "Sabato ho rischiato la vita. Mi hanno circondato e hanno dato fuoco al mezzo con una pedana di legno che hanno incastrato nel parabrezza. Si sono avvicinati alla mia portiera e i hanno detto 'tu oggi non scendi'", ha detto. "Sapevano benissimo che ero sopra al mezzo, infatti hanno bloccato ogni manovra - ha continuato l'agente, ripreso di spalle - Paura? Sì paura perché non sapevo cosa fare: avevo due opzioni o scendere dal mezzo circondato da loro o attendere. Ho respirato fumo e le fiamme erano già nel cruscotto".
In 25 anni di servizio una manifestazione "così violenta, con quella voglia di far male non l'avevo mai vista". L'agente è stato poi tratto in salvo da militari della guardia di finanza. "Io ho abbracciato i colleghi della finanza", conclude l'agente.

Categoria: cronaca
19:06
Vannacci contro Salvini: "Io sleale? E' lui che ha tradito le promesse. Non voglio far fallire Meloni"
(Adnkronos) - "Io sleale? E’ stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione. Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma".
L’ex generale Roberto Vannacci lo dice a Repubblica, il giorno dopo lo strappo con la Lega, dopo che verso di lui il leader Salvini ha usato parole dure, dandogli del traditore. "E’ Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo", replica oggi Vannacci.
''I motivi per cui me ne sono andato dalla Lega - ha spiegato poi il leader di Futura Nazionale ospite di 'Realpolitik' - sono essenzialmente tre. Il primo è la coerenza: non si può essere identitari e sovranisti i giorni dispari, e, invece, liberali e progressisti i giorni pari, riferendomi al manifesto di Luca Zaia... Non si può fare una campagna politica dicendo 'basta armi all'Ucraina' e poi invece votare il decreto che consegna all'Ucraina stessa le armi. Non si può portare avanti il tema della solidità della famiglia naturale, poi invece piegarsi alla logica Lgbtq invitando i suoi rappresentati alle riunioni di partito. Non è possibile fare una campagna pubblicitaria ed elettorale dicendo che si vuole demolire la legge Fornero e poi invece rimanere all'interno di una coalizione che la legge Fornero l'ha confermata e se vuole anche inasprita". E poi "non è possibile dire che è inopportuna una riunione alla Camera di liberi cittadini che vogliono presentare una proposta popolare di legge e poi invece indire il 18 aprile una piazzata a Milano con il tema la riemigrazione".
"Io non mi dimetto" da eurodeputato. "Chi dice che devo lasciare, non conosce la Costituzione, che all'articolo 67 - ricorda Vannacci - prevede che ogni membro del Parlamento rappresenta la sua Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato. Quindi, il mandato risiede nell'eletto e non nel partito che lo contiene. Per questo'' chi viene eletto'' deve rispondere ai suoi elettori. Io sono stato eletto in Europa con il metodo delle preferenze e i 563 mila elettori hanno scritto per 563 mila volte il mio nome, non quello del partito".
''Piuttosto che come Fini, io mi sento come Meloni quando ha lasciato il Pdl per le divergenze di vedute. Salvini ha parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere. Lealtà non vuol dire obbedienza cieca, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non vuol dire rinunciare a pensare e dovere vuol dire assumersi delle responsabilità. Io non abbandono il posto di combattimento'', ha continuato Vannacci, replicando così a Matteo Salvini, che lo ha definito un traditore paragonandolo a Gianfranco Fini.
''Voglio fare un partito di destra vera, che non vuol dire estrema, ma determinata e che non è la brutta copia slavata della sinistra. Questa destra vera si presenta come interlocutore dei partiti di destra e centrodestra", ha spiegato Vannacci, "le teorie che io mi sia messo d'accordo con qualcuno per far fallire la Meloni sono grottesche e assurde".
Vannacci ha smentito anche le teorie che volevano Bannon dietro il suo nuovo partito: "Futuro nazionale non esiste ancora formalmente. E' 'grottesco' dire che dietro di me ci sia la regia di Bannon. Anzi, è strano che abbiano detto e scritto" che tra i finanziatori di Futuro nazionale ''ci sia Bannon, pensavo avessero detto la massoneria guardando l'ultimo scoop di Report... Comunque, sono fuori strada, i finanziatori saranno le persone che credono che si possa cambiare davvero questa Italia".
"Credo fermamente che questa riforma della giustizia sia necessaria. Voterò convintamente per il sì al referendum'', ha detto Vannacci, ''Piantedosi? Io non esprimo giudizi su ministri in carica. Credo che Piantedosi stia facendo egregiamente il suo lavoro nella possibilità che gli è consentita".
"Quelle di Torino -ha sottolineato l'ex generale della Folgore- sono tecniche di combattimento che io ho studiato e visto molto bene: questi signori che si dicono pacifici hanno schermato e sono rimasti inermi di fronte a questi facinorosi e pericolosi delinquenti. E' una cosa che si sta ripetendo in maniera metodica in ogni manifestazione. I mandanti morali di questo scempio, di questa criminalità siedono pacificamente in Parlamento. E' ora di finirla'', ha avvertito Vannacci.

Categoria: politica
19:01
Iran-Usa, colloqui confermati ma dialogo in bilico. Teheran: "Non c'è ottimismo"
(Adnkronos) - I piani per colloqui tra Usa e Iran vacillano. Lo rivela Axios citando due funzionari statunitensi, secondo cui Washington avrebbe inizialmente respinto la richiesta di Teheran di spostare la sede degli incontri previsti per venerdì da Istanbul all'Oman e di tenere i colloqui in formato bilaterale. "Gli abbiamo detto che si fa così o niente - ha detto il funzionario - e loro hanno detto 'ok niente'". Dopo qualche ora, la retromarcia: il dialogo, nonostante tutto, prosegue.
Per il funzionario gli Stati Uniti sono ancora disposti a riprendere i colloqui nel formato originale, che prevedeva la partecipazione di partner regionali come osservatori: "Vogliamo trovare un accordo molto velocemente o qualcuno inizierà a esplorare anche altre opzioni".
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, a stretto giro ha affermato che i colloqui sul nucleare si svolgeranno regolarmente. "I colloqui nucleari con gli Stati Uniti sono fissati a Muscat per le 10 di venerdì -le parole ministro iraniano - sono grato ai nostri fratelli dell'Oman per aver adottato tutte le disposizioni necessarie".
"Noi preferiremmo incontrarci e parlare, non sono sicuro che si possa raggiungere un accordo con questi signori, ma cercheremo di scoprirlo", dice il segretario di Stato americano, Marco Rubio. "Questo è un presidente che preferisce sempre una soluzione pacifica", ha aggiunto Rubio, riferendosi a Donald Trump, nel corso di una conferenza stampa durante la riunione ministeriale sui minerali critici a Washington.
Rubio ha evidenziato che "se gli iraniani vogliono incontrarci, noi siamo pronti", precisando poi che i colloqui dovranno riguardare anche il programma missilistico di Teheran.
Gli inviati speciali di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, si recheranno domani in Qatar per discutere di Iran con il premier, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani. Al termine del viaggio i due inviati hanno attualmente in programma di far ritorno a Miami senza incontrare gli iraniani.
L'Iran parteciperà alle attese consultazioni con gli Stati Uniti, "ma senza nutrire ottimismo sui risultati, a causa del comportamento contraddittorio di Washington", ha rivelato una fonte governativa di Teheran, citata dal quotidiano qatarino Al-Araby Al-Jadeed.
Secondo la fonte, è stato "concordato di tenere i colloqui nel sultanato dell'Oman dopodomani, venerdì", ma "l'esito delle discussioni dipenderà dalla volontà degli Stati Uniti di allontanarsi dall'attuale approccio", giudicato "incoerente ed influenzato da pressioni esercitate da Israele sull'inviato Steve Witkoff durante la sua ultima visita" nella regione.
"Le consultazioni -ha proseguito la fonte- riguardano principalmente il dossier nucleare", e Teheran ha chiarito a Washington che "qualsiasi tentativo" di introdurre "temi non sul dossier nucleari dimostrerebbe la mancanza di serietà della controparte". La fonte sostiene infine che "i cambiamenti nella posizione americana hanno già avuto un impatto negativo sul formato previsto, escludendo, probabilmente, la partecipazione di altre parti regionali".

Categoria: internazionale/esteri
18:55
Valanga sul Monte Lussari, un morto a Tarvisio
(Adnkronos) - Una persona è morta nel pomeriggio di oggi, mercoledì 4 febbraio, travolta da una valanga staccatasi a circa 1600 metri di quota sul Monte Lussari, a Tarvisio (Udine). L’allarme è scattato poco dopo le 16.30, mobilitando le squadre del Soccorso alpino del Friuli Venezia Giulia, della Guardia di finanza e il personale sanitario del Sores.
A causa del meteo avverso l’elicottero non è potuto decollare e i soccorritori si sono portati sul posto usando gli impianti di risalita della località turistica. Per la giornata di oggi Aineva aveva diramato un'allerta valanghe rossa di grado 4 (forte) sul Friuli Venezia Giulia, con particolare attenzione proprio per la Val Canale, dove si trova la zona di Tarvisio.

Categoria: cronaca
18:46
Anguillara, disposta restituzione salma Federica Torzullo a famiglia: funerali sabato
(Adnkronos) - A quanto apprende l’Adnkronos è stato dato il nulla osta per la restituzione alla famiglia della salma di Federica Torzullo, la donna uccisa ad Anguillara Sabazia, alle porte di Roma, dal marito Claudio Carlomagno lo scorso 9 gennaio. I funerali della donna si dovrebbero tenere questo sabato.
Ancora non si trova il coltello bilama che Carlomagno avrebbe utilizzato per uccidere sua moglie la mattina del 9 gennaio e che lo stesso avrebbe gettato lungo la statale braccianese in zona Osteria Nuova, come lui stesso aveva ammesso nell'interrogatorio di convalida del fermo lo scorso 21 gennaio.
Secondo quanto apprende l'Adnkronos, inoltre, quando si è conclusa l'udienza al tribunale per i Minorenni di Roma, per il figlio di 10 anni di Federica Torzullo e Claudio Carlomagno sarà confermato l'affidamento ai nonni materni, con il sindaco di Anguillara Sabazia come tutore.

Categoria: cronaca
18:30
Libri, presentato alla Gnamc 'Cy Twombly' sul legame del pittore americano con Roma
(Adnkronos) - Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma è stato presentato il volume “Cy Twombly”, edito da Electa con il sostegno di Maire, gruppo di ingegneria e tecnologia a supporto della transizione energetica, un cofanetto di tre libri che offrono un ritratto culturale del periodo romano dell’artista statunitense Edwin Parker "Cy" Twombly Jr. e del suo profondo legame con la città. Il primo libro raccoglie i saggi seminali e ormai introvabili di Roland Barthes, introdotti da un saggio di Andrea Cortellessa. Il secondo presenta un raro scritto di Fabio Mauri sulla Roma degli anni Sessanta, insieme ad altre testimonianze e fotografie d’epoca. Il terzo volume comprende quattro saggi firmati da Renata Cristina Mazzantini, Nicola Del Roscio, Mariastella Margozzi e Stefano Marson, dedicati al rapporto dell’artista americano con l’Italia, alla presenza delle sue opere nella collezione della Galleria e alle recenti donazioni della Foundation.
Il progetto editoriale nasce in occasione delle tre donazioni della Cy Twombly Foundation al museo, che hanno portato all’ingresso di dodici nuove opere nella collezione permanente, all’apertura di una sala dedicata all’artista e al finanziamento della riqualificazione del laboratorio di restauro e di un corso post-laurea internazionale sulla conservazione delle opere contemporanee su carta, entrambi intitolati a Twombly. Alla presentazione sono intervenuti Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Gnamc; Carlo Nicolais, vicepresidente Relazioni Esterne e Sostenibilità di Maire; Eleonora Di Erasmo, managing director della Cy Twombly Foundation; Rosanna Cappelli, amministratrice delegata di Electa; Fabrizio Di Amato, presidente e fondatore di Maire. con la moderazione del giornalista Stefano Salis. I tre volumi raccolgono, tra l’altro, i saggi di Roland Barthes, un testo raro di Fabio Mauri sulla Roma degli anni Sessanta e contributi critici dedicati al rapporto tra Cy Twombly e l’Italia. L’opera è bilingue italiano-inglese.

Categoria: cultura
18:27
Russia fuori dal calcio mondiale, anche Ue boccia Infantino: "Guerra causa dolore"
(Adnkronos) - Anche Bruxelles boccia l'ipotesi, avanzata da Gianni Infantino, di riammettere la Russia alle competizioni calcistiche internazionali. "Lo sport non esiste nel vuoto. Riflette chi siamo e ciò che scegliamo di rappresentare", ha scritto su X il commissario europeo allo Sport, Glenn Micallef, chiedendo di mantenere le sanzioni e lanciando l'hashtag #YellowCardForFIFA. "Permettere agli aggressori di tornare nel calcio globale come se nulla fosse accaduto ignora i rischi reali per la sicurezza e il profondo dolore causato dalla guerra", ha aggiunto.
Infantino aveva dichiarato a Sky News che divieti e boicottaggi "hanno solo creato più frustrazione e odio" e che sarebbe un segnale positivo vedere "ragazzi e ragazze della Russia" tornare a partecipare ai tornei in Europa. Parole che hanno scioccato Kiev. "679 ragazze e ragazzi ucraini non potranno mai più giocare a calcio: la Russia li ha uccisi - ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha - E continua a ucciderne altri, mentre dei degenerati morali suggeriscono di revocare i divieti, nonostante la Russia non abbia messo fine alla sua guerra".
Di segno opposto la risposta del Cremlino, che ha accolto con favore le parole del presidente del numero uno Fifa. "Abbiamo visto queste dichiarazioni e le accogliamo con favore - ha detto il portavoce Dmitry Peskov - È ora di iniziare a pensarci".

Categoria: internazionale/esteri
18:23
Incendio in casa a Massa, muore ex carabiniere. Moglie in gravi condizioni
(Adnkronos) - Un incendio divampato in un appartamento di via Armando Angelini a Massa ha provocato la morte di un uomo e il ferimento della moglie. La vittima è Carlo Dell’Amico, 61 anni, ex carabiniere nato a Carrara. La donna, trasportata d'urgenza in ospedale, sarebbe in pericolo di vita a causa di un'intossicazione da fumo.
L'allarme è scattato nelle prime ore del mattino e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con più squadre, che hanno domato le fiamme dopo un lungo intervento. Le forze dell'ordine hanno gestito i soccorsi e i rilievi tecnici per cercare di chiarire l’origine dell’incendio, ancora sconosciuta.
Durante le operazioni di soccorso, tre carabinieri hanno riportato problemi di salute: due militari sono rimasti intossicati e il terzo ha subito un trauma a un arto. Tutti e tre sono stati medicati in ospedale in codice giallo. Le indagini sono in corso per ricostruire la dinamica dei fatti e capire le cause del rogo che ha devastato l’appartamento.

Categoria: cronaca
18:16
Draghi e l'Europa federale, il passo avanti è: facciamolo solo con chi ci sta (come con l'Euro)
(Adnkronos) - Mario Draghi ha parlato a Lovanio, dove ha ricevuto una nuova laurea honoris causa. Le sue parole hanno fatto parlare allargando, se possibile, la distanza fra chi le legge come un messaggio legato all’urgenza di andare in una direzione chiara, quella di un’Europa federale, e chi, al contrario, attribuisce alla sua impostazione la colpa originaria di aver disperso le energie e il potenziale delle singole nazioni. Da una parte, chi continua a chiedere più Europa, dall’altra chi, in nome del sovranismo, vorrebbe sempre meno Europa. Ma la più grande novità del nuovo affondo dell'ex presidente della Bce sta nello schema che propone: facciamo l'Europa federale solo con chi ci sta, come è stato fatto con l'Euro.
Rileggere i passaggi chiave del suo intervento aiuta a capire perché. L’ex presidente della Bce ha parlato di quello che in passato ha definito "federalismo pragmatico". Pragmatico, ha spiegato, perché “dobbiamo compiere i passi che sono attualmente possibili, con i partner che sono attualmente interessati, nei settori in cui il progresso può ad oggi essere realizzato”. Federalismo perché, ha detto, “la destinazione conta. L'azione comune e la fiducia reciproca che crea devono diventare il fondamento di istituzioni dotate di reale potere decisionale, istituzioni in grado di agire con decisione in ogni circostanza”.
A questa conclusione, Draghi è arrivato con un ragionamento che passa da alcuni concetti chiave. Il primo è che “mettere insieme più paesi piccoli non produce automaticamente un blocco potente. Questa è la logica della confederazione, la logica che l'Europa segue ancora nella difesa, nella politica estera, nelle questioni fiscali”. Questo modello, ha spiegato l’ex presidente della Bce, “non produce potere. Un gruppo di stati che si coordina rimane un gruppo di stati: ciascuno con un diritto di veto, ciascuno con i suoi propri calcoli, ciascuno – uno dopo l’altro – esposto al rischio di essere isolato”. Il potere, quindi, “presuppone che l'Europa passi dalla confederazione alla federazione”.
Draghi ha argomentato anche da dove arriva questa conclusione. “Laddove l'Europa si è federata – nel commercio, nella concorrenza, nel mercato unico, nella politica monetaria – siamo rispettati come potenza e negoziamo come un'entità unica. Lo vediamo nei successi degli accordi commerciali attualmente in fase di negoziazione con India e America Latina. Dove invece non lo abbiamo fatto - nella difesa, nella politica industriale, negli affari esteri - siamo trattati come un'assemblea frammentata di stati di medie dimensioni, da dividere e gestire di conseguenza”. Non solo. “Dove commercio e sicurezza si intersecano, i nostri punti di forza non riescono a proteggere le nostre debolezze. Un'Europa unita sul commercio ma frammentata sulla difesa vedrà il suo potere commerciale sfruttato contro la sua dipendenza in materia di sicurezza, come sta accadendo ora”.
L’altro concetto chiave che Draghi ha sviluppato nel suo intervento è legato allo schema che va seguito, lontano dal concetto di unanimità e di un’Europa che debba muoversi necessariamente a 27, come avviene ore. L’approccio del federalismo pragmatico, infatti, “rompe l'impasse davanti alla quale ci troviamo oggi, e lo fa senza subordinare nessuno. Gli Stati membri aderiscono volontariamente. La porta rimane aperta ad altri, ma non a coloro che minerebbero lo scopo comune. Non dobbiamo sacrificare i nostri valori per ottenere potere”.
Draghi, quindi, ha indicato una strada già percorsa. "L'euro è l'esempio di maggior successo. Coloro che erano disposti sono andati avanti, hanno costruito istituzioni comuni dotate di vera autorità, e attraverso quell'impegno condiviso hanno forgiato una solidarietà più profonda di quanto qualsiasi trattato avrebbe potuto prescrivere. E da allora, altri nove paesi hanno scelto di aderire".
La conclusione è: facciamo l’Europa federale con chi ci sta e con chi la vuole fare. Se necessario, è il sottotesto, separiamoci: dentro chi vuole più Europa, fuori chi ne vuole sempre meno. (Di Fabio Insenga)

Categoria: internazionale/esteri
18:11
Minerali critici, 50 Paesi a Washington per contrastare il monopolio della Cina
(Adnkronos) - Cinquanta Paesi riuniti a Washington per parlare di minerali critici e di come contrastare il monopolio cinese, proprio mentre Donald Trump e Xi Jinping si sono sentiti al telefono, sottolineando la "bontà" della loro relazione e della loro comunicazione.
L'incontro ministeriale di oggi (per l'Italia il ministro degli Esteri Antonio Tajani), il primo del suo genere organizzato dall’amministrazione Trump, ha uno scopo semplice: creare un blocco commerciale unico di Paesi, che possa contrastare il monopolio sulle terre rare di Pechino utilizzando i dazi doganali. Tale arma permetterebbe di mantenere i prezzi bassi e impedirebbe ai cinesi di inondare a loro discrezione il mercato con i propri minerali, di cui abbondano, per indebolire i potenziali concorrenti.
Il vicepresidente JD Vance è stato categorico, parlando durante la riunione ministeriale: il mondo dipende dai minerali critici, il cui mercato è dominato dalla Cina. "Credo che molti di noi abbiano imparato a proprie spese, nell'ultimo anno, quanto le nostre economie dipendano da questi minerali critici - ha dichiarato - Quella che si presenta a tutti noi è un'opportunità di autosufficienza, che ci permetterà di non dipendere da nessun altro se non da noi stessi per i minerali critici necessari a sostenere le nostre industrie e la crescita".
I minerali critici sono indispensabili per la produzione di una vasta gamma di prodotti, dai motori a reazione agli smartphone e la Cina domina da anni questo mercato. A fare eco a Vance è stato il segretario di Stato, Marco Rubio, che ha sottolineato come la creazione di questo blocco sia una priorità degli Stati Uniti per poter creare un mercato libero, solido e accessibile a tutti i Paesi.
“Vogliamo garantire una fornitura diversificata di minerali critici e catene di approvvigionamento sicure e resilienti in tutto il mondo, in modo che tutte le nostre economie possano prosperare senza che questi elementi possano mai essere utilizzati, nel peggiore dei casi, come strumento di pressione contro di noi, o senza che si verifichino altre interruzioni del mercato che potrebbero minare la nostra sicurezza economica collettiva”, ha detto Rubio.
Secondo il capo della diplomazia di Washington, questo piano aiuterà l'Occidente a superare il problema dell'accesso alle materie prime critiche: "Ognuno di voi ha un ruolo da svolgere, ed è per questo che siamo grati per la vostra presenza a questo incontro che, spero, porterà non solo ad altri incontri, ma anche ad azioni concrete".
Nel frattempo, due giorni fa il presidente Donald Trump ha annunciato il Progetto Vault, un piano per la creazione di una riserva strategica di elementi rari, finanziato con un prestito di 10 miliardi di dollari dalla U.S. Export-Import Bank e con quasi 1,67 miliardi di dollari di capitale privato. La strategia delle scorte potrebbe contribuire a innescare un modello di prezzi "più organico" che escluda la Cina, che ha sfruttato il suo dominio per inondare il mercato con prodotti a prezzi inferiori al fine di eliminare la concorrenza.
L'amministrazione Trump sta intraprendendo queste mosse audaci dopo che la Cina – che controlla il 70% dell'estrazione e il 90% della lavorazione delle terre rare a livello mondiale – ha limitato il flusso di questi elementi in risposta alla guerra dei dazi di Trump.
Le due superpotenze hanno raggiunto una tregua di un anno dopo l'incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping a ottobre, in cui hanno concordato di ridurre gli alti dazi e le restrizioni sulle terre rare. Tuttavia, le limitazioni imposte dalla Cina rimangono più severe rispetto a prima dell'insediamento di Trump. "Non vogliamo mai più trovarci nella situazione in cui ci siamo trovati un anno fa", ha dichiarato il presidente.
In tutto ciò, un’altra strategia - al di là delle scorte finanziate con il prestito e la creazione di un mercato libero dei minerali critici - è quello che Donald Trump ha fatto spesso in altri settori: iniettare denaro pubblico direttamente nel campo delle terre rare. Ad esempio, il Pentagono ha stanziato quasi 5 miliardi di dollari nell'ultimo anno per garantire l'accesso a questi materiali, dopo che la guerra commerciale ha messo in luce la dipendenza degli Stati Uniti dalla Cina. (di Iacopo Luzi)

Categoria: internazionale/esteri













































