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12:18
25 aprile, cortei in tutta Italia: momenti di tensione a Roma - Diretta
(Adnkronos) - Manifestazioni, cortei, cerimonie istituzionali ed eventi culturali oggi 25 aprile 2026, ricordare la fine dell’occupazione nazifascista e la nascita della Repubblica democratica.
Momenti di tensione nel corso della manifestazione promossa dall'Anpi in Piazza di Porta San Paolo a Roma, a cui aderiscono sindacati e movimento studenteschi. Un gruppo di circa 10 manifestanti dei Radicali italiani con bandiere dell'Ucraina hanno raggiunto la Piramide Cestia. Sono intervenute immediatamente le forze dell’ordine. La situazione è tornata alla normalità con l’allontanamento del gruppo di manifestanti. Fra i manifestanti si trova anche il segretario della Cgil Maurizio Landini. Sventolano tante bandiere rosse e dell’Anpi, ma anche bandiere della pace, di Emergency, Palestina, Iran e Hezbollah. Sulle note di Bella ciao e i cori "Ora e sempre Resistenza" in migliaia procedono per le vie della Capitale in direzione di Parco Schuster, dove terminerà il corteo. In testa sfilano i partigiani.
Anche Milano si prepara al corteo nazionale per il 25 Aprile, che quest'anno marcerà unito da porta Venezia, per poi dividersi all'arrivo in tre spezzoni. Con "divisioni e strascichi di polemiche", la festa della Liberazione quest'anno "sarà delicata", ha anticipato il sindaco Giuseppe Sala questa mattina, a margine della deposizione delle corone a Palazzo Marino.
Le news e gli aggiornamenti

Categoria: cronaca
12:06
Il Kraken è esistito e dominava gli oceani, la scoperta sul 'mostro dei mari'
(Adnkronos) - Il Kraken è esistito davvero e dominava gli oceani. E' la scoperta a cui sono approdati gli scienziati dell'università di Hokkaido, in Giappone, dopo uno studio su fossili risalenti anche a 100 milioni di anni fa. Il team coordinato dal professor Yasuhiro Iba, paleontologo dell'ateneo nipponico, sostiene che gigantesche piovre - lunghe fino a 20 metri - erano i più temibili predatori in mare nel Cretaceo, l'ultimo periodo dell'era Mesozoica, durato circa 79 milioni di anni da 145 a 66 milioni di anni fa.
"Il nostro studio dimostra che non si trattava semplicemente di versioni ingrandite dei polpi moderni", dice Iba. "Si trattava di predatori giganti che si collocavano al vertice della catena alimentare marina del Cretaceo. Questo cambia la visione secondo cui i mari in quel periodo fossero dominati solo da grandi predatori vertebrati", prosegue il ricercatore. Lo studio si è basato su un'analisi dettagliata dei 'becchi', le uniche parti rigida del corpo dei polpi che si trovano al centro di ogni singolo tentacolo. Il team ha riesaminato 15 becchi in precedenza attribuiti a esemplari di calamaro. Grazie a tecniche di imaging digitale, il team ha anche scoperto altri 12 becchi di polpo nascosti all'interno di rocce del Cretaceo, risalenti a un periodo compreso tra 72 e 100 milioni di anni fa. In particolare, quindi, i ricercatori sono arrivati alla conclusione secondo cui una specie di 'kraken' - il Nanaimoteuthis haggarti - avesse un becco più grande di quello del calamaro gigante moderno, una creatura che raggiunge circa 12 metri di lunghezza e sinora ritenuta il più grande invertebrato.
Gli scienziati, usando come parametro le dimensioni dei polpi moderni, hanno stimato che le dimensioni del Nanaimoteuthis haggarti variassero tra 7 e 19 metri di lunghezza. "Vedere un becco di queste dimensioni è davvero sorprendente, a dire il vero. Era un animale enorme. Di certo non avrei voluto nuotare negli antichi oceani con queste creature nei paraggi", l'osservazione, come riferisce il Guardian, del professor Thomas Clements, paleobiologo dell'Università di Reading. I polpi moderni non ingoiano le prede intere, ma usano i loro lunghi e flessibili tentacoli per catturarle. Con il becco, sottomettono e smembrano la preda. I 'kraken' del Cretaceo, secondo l'analisi dei becchi che appaiono arrotondati o scheggiati, adottavano una strategia simile. "Probabilmente" questi animali "usavano i lunghi tentacoli per afferrare la preda e utilizzavano il becco per frantumare strutture dure come conchiglie o ossa. La notevole usura dei becchi indica un utilizzo frequente". Le prede, probabilmente, erano pesci, animali con guscio e anche rettili marini giganti come i mosasauri, creature di dimensioni paragonabili a quelle dei kraken. La ricerca ha evidenziato un ulteriore dettaglio. I becchi esaminato appaio più consumati da un lato rispetto all'altro, un'indicazione che lascia supporre una preferenza per un 'braccio' utilizzato per compiti specifici, proprio come fanno i polpi moderni. "Questo significa che questi animali non erano solo potenti, ma anche predatori comportamentalmente sofisticati", chiosa Iba.

Categoria: internazionale/esteri
11:58
Carlo III negli Stati Uniti: la posta in gioco della visita tra rischi e opportunità
(Adnkronos) - "Alti rischi, con una posta in gioco elevata e grandi opportunità". Così una fonte reale ha descritto alla Bbc la visita di Stato che re Carlo III e la regina Camilla effettueranno la prossima settimana negli Stati Uniti. Un viaggio che non rappresenta solo un'occasione per scattare foto di circostanza con il presidente americano Donald Trump, dire qualche parola di circostanza e incontrare qualche celebrità all'ambasciata di Londra a Washington. Perché "la visita avviene nel momento di maggiore crisi nelle relazioni anglo-americane da un secolo a questa parte", afferma Andrew Lownie, autore della biografia di Andrew Mountbatten-Windsor. "Abbiamo a che fare con un presidente molto imprevedibile", afferma Lownie, aggiungendo che se c'è qualcuno che può influenzare Trump, quello è re Carlo. Perché il presidente americano ha più volte detto di ammirare il sovrano britannico, anche se è difficile dire se tale ammirazione sia ricambiata dato che quando si chiede agli addetti ai lavori come il re veda Trump, tendono a ripetere quanto Trump ammiri il re.
Lo storico reale Ed Owens afferma che questa visita di Stato negli Stati Uniti si svolge in un momento di tensioni politiche "molto insolite" e sarà un "enorme evento globale", in cui il re avrà l'opportunità di difendere i "valori tradizionali di democrazia, libertà e indipendenza". Trump è "l'antitesi completa del Re, ma è un professionista e troverà punti di interesse comune", afferma Lownie a proposito dell'approccio del re.
Ci sono quindi tutti gli ingredienti per la più grande sfida diplomatica del regno del re: guerra, scandali e personalità complesse, sottolinea la Bbc. Sebbene il presidente degli Stati Uniti si dichiari un ammiratore della famiglia reale britannica, critica regolarmente il premier Keir Starmer e ha definito le portaerei del Regno Unito "giocattoli" rispetto a quelle statunitensi. Il re è il capo delle Forze Armate britanniche e le relazioni politiche tra Stati Uniti e Regno Unito sono a un punto pericolosamente basso.
La Bbc descrive un contesto di funzionari nervosi che si chiederanno cosa succederebbe se Trump si lasciasse andare a commenti su Starmer durante la visita di re Carlo. "Non so quanto sarà disciplinato. Lo show di Trump non si spegne solo perché il re è in città", avverte Max Bergmann, ex consigliere senior del Dipartimento di Stato americano durante l'amministrazione Obama. Anche il re subisce pressioni. Dopo lo scandalo che ha coinvolto suo fratello Andrew Mountbatten-Windsor, è molto probabile che le vittime del molestatore sessuale Jeffrey Epstein rilasceranno interviste lamentandosi del fatto che i reali in visita non le incontrino.
Tra le difficoltà di questo viaggio, la Bbc ricorda anche i problemi di salute del re, 77 anni, che si trova ad affrontare un programma serrato di quattro giorni negli Stati Uniti dopo aver convissuto con il cancro per oltre due anni. Il viaggio prevede appuntamenti a Washington, come un discorso al Congresso martedì, la prima volta di un reale britannico dai tempi di sua madre, la regina Elisabetta II, nel 1991. Secondo lo storico Owens, quando re Carlo parlerà, "l'elefante nella stanza" sarà lo scandalo Epstein, con membri del Congresso che hanno chiesto a Mountbatten-Windsor di testimoniare e al re di incontrare le vittime di Epstein. Seguirà una cena di stato, una visita simbolica al memoriale dell'11 settembre e un ricevimento a New York e, infine, la possibilità di visitare un parco nazionale della Virginia.
"Sì, ci troviamo ad affrontare delle sfide, ma la visita mirerà anche a celebrare i legami storici tra le nostre nazioni e a creare le condizioni affinché questa partnership possa continuare a lungo nel futuro", ha dichiarato una fonte reale alla Bbc.

Categoria: internazionale/esteri
11:25
Addio a Dean Tavoularis, Coppola piange il suo scenografo da Oscar
(Adnkronos) - Morto all'età di 93 anni Dean Tavoularis, il celebre scenografo statunitense vincitore dell’Oscar che collaborò con il regista Francis Ford Coppola in 13 film, tra cui tutti e tre i titoli de 'Il Padrino', 'Apocalypse Now' e 'Un sogno lungo un giorno'. La notizia della scomparsa, avvenuta in un ospedale di Parigi per cause naturali, è stata diffusa dallo scrittore e critico cinematografico di 'The Hollywood Reporter' Jordan Mintzer. I due avevano collaborato al libro 'Conversations With Dean Tavoularis', pubblicato nel 2022.
Coppola ha pubblicato una storia su Instagram rendendo omaggio a Tavoularis. Il leggendario regista ha scritto: 'Il mio caro amico e collaboratore Dean Tavoularis è scomparso, una perdita profonda. Non sarei in grado di elencare i molti modi in cui ha arricchito il mio lavoro e la mia vita personale. Era uno zio affettuoso per i miei figli. Era un grande artista, un grande amico, un grande scenografo e un grande uomo.'
Tavoularis è stato per oltre vent’anni il direttore artistico di riferimento di Coppola, contribuendo in modo determinante all’immaginario visivo di opere, oltre alla saga del 'Padrino', di 'La conversazione', 'Apocalypse Now' (sul set incontrò la sua futura moglie, l'attrice francese Aurore Clément), 'Rusty il selvaggio' e 'Tucker: un uomo e il suo sogno'. Il suo lavoro gli è valso l’Oscar per la migliore scenografia nel 1975 per 'Il Padrino - Parte II', oltre a numerose altre candidature e riconoscimenti internazionali, tra cui un premio Bafta.
Nato a Lowell, nel Massachusetts, il 18 maggio 1932 da genitori greci e cresciuto a Los Angeles, Tavoularis si era formato tra architettura e arti visive prima di entrare nel sistema degli studi hollywoodiani. I suoi primi passi nell’industria cinematografica avvengono alla Disney negli anni Cinquanta, dove lavora a classici dell’animazione e della produzione live action come 'La bella e la bestia' e 'Mary Poppins', per poi approdare a film di grande successo come '20.000 leghe sotto i mari' e 'Il grande colpo di San Francisco'.
La svolta arriva alla fine degli anni Sessanta con 'Gangster Story' (1967) di Arthur Penn, film che segna una nuova estetica del cinema americano e che impone Tavoularis come uno dei più innovativi art director della sua generazione. Da quel momento la sua carriera si intreccia con i nomi più importanti del cinema internazionale: Michelangelo Antonioni lo vuole per 'Zabriskie Point' (1970), mentre Roman Polanski lo coinvolge in diverse produzioni, fino a 'La nona porta' (1999) e 'Carnage' (2011).
Ma è il sodalizio con Francis Ford Coppola a definire la sua eredità artistica. Dal 1972 al 1996 Tavoularis diventa il principale architetto visivo del “mondo Coppola”, contribuendo a costruire ambientazioni diventate simboliche nella storia del cinema: le dimore dei Corleone, la New York degli anni Venti e la giungla del Vietnam in 'Apocalypse Now', fino alle atmosfere decadenti e barocche di 'Un sogno lungo un giorno' (1981). Nonostante il successo, la carriera del scenografo non è stata priva di difficoltà. Dopo il flop commerciale di 'Un sogno lungo un giorno', Tavoularis ha raccontato di essere stato per anni emarginato da Hollywood, esperienza che lo ha portato a lavorare anche lontano dai grandi set, dedicandosi alla pittura e ad attività artistiche parallele. Il suo stile, caratterizzato da una straordinaria attenzione al dettaglio storico e da una capacità unica di trasformare gli spazi in narrazione visiva, ha contribuito a ridefinire il ruolo dello scenografo nel cinema contemporaneo. Le sue ambientazioni non erano semplici fondali, ma veri e propri dispositivi narrativi capaci di raccontare potere, declino, memoria e conflitto. Negli ultimi anni Tavoularis aveva diradato le sue apparizioni nel cinema, pur mantenendo legami con il mondo artistico e collaborando ancora con Coppola in progetti collaterali, tra cui il design legato alle sue attività vinicole in California. (di Paolo Martini)

Categoria: spettacoli
10:54
Rettore dell'Università Link, Carlo Alberto Giusti, premiato a New York dalla Niaf
(Adnkronos) - Il magnifico rettore dell’Università degli Studi Link, Carlo Alberto Giusti, ha portato a termine una missione strategica negli Stati Uniti in occasione della presentazione del suo volume “The American Club - La fabbrica della cultura statunitense, il vero soft power dell’Occidente”, dedicato alle università statunitensi e uscito da poche settimana in libreria per Paesi Edizioni. Lo rende noto la stessa Università degli Studi Link sottolineando che Giusti ha incontrato il console generale italiano a New York, Giuseppe Pastorelli, e il direttore dell’Istituto di Cultura Italiano a New York, Claudio Pagliara, per presentare il volume, le attività e i corsi dell'Università Link e programmare future collaborazioni.
A conclusione della missione si è tenuto il Gala annuale che la Niaf, National Italian American Foundation, tiene a New York. In questa occasione è stato conferito a Carlo Alberto Giusti il premio per l’Amicizia Accademica, intitolato al presidente di Yale University, Angelo Bartlett Giamatti.
“L'università - ha spiegato il rettore della Link - è l’asset principale su cui tutti gli Stati devono investire, perché soltanto la diplomazia culturale e lo scambio scientifico che il sistema universitario sa assicurare può dare speranza all’uscita dalla crisi internazionale che stiamo vivendo”.

Categoria: universita
10:37
Tragedia a Fiumicino, auto travolge un pedone e si ribalta: un morto e tre feriti gravi
(Adnkronos) - Notte drammatica a Fiumicino, alle porte di Roma, dove un grave incidente stradale lungo via Coccia di Morto ha causato un morto e tre feriti gravi. Lo schianto è avvenuto poco dopo la mezzanotte del 25 aprile 2026, nei pressi dell’area del supermercato Conad, in direzione Focene. La vittima è un uomo che, secondo diverse segnalazioni raccolte sul posto, si trovava a piedi al centro della carreggiata al momento dell’impatto. Per cause ancora in corso di accertamento, è stato travolto da un’auto in transito che nello schianto si è ribaltata. Le tre persone che si trovavano nel veicolo sono state estratte e portate in codice rosso all'ospedale Grassi di Ostia.
Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. La Polizia Stradale ha effettuato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, mentre i carabinieri hanno gestito la sicurezza dell’area.
Via Coccia di Morto è rimasta chiusa per diverse ore durante la notte, con la viabilità completamente bloccata fino all’alba per consentire i soccorsi e la rimozione dei veicoli incidentati.

Categoria: cronaca
09:25
Ponte del 25 aprile col caldo: fino a 27°C in Italia, poi arriva il maltempo
(Adnkronos) - Meteo oggi e Ponte del 25 Aprile: Italia baciata dal sole con clima quasi estivo. L’alta pressione domina su gran parte del Paese, con temperature fino a 27°C soprattutto al Nord. Ma attenzione: il tempo potrebbe cambiare già nei prossimi giorni, con rovesci in arrivo e un possibile ribaltone in vista del Primo Maggio.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ci indica una piccolissima eccezione in un contesto quasi totale di cieli azzurri: sulla Liguria di Ponente avremo la formazione di qualche innocua nuvola marittima, in locale estensione anche al resto della regione. Su questi settori, dunque, il sole risulterà a tratti un po’ offuscato.
Altrove il tempo sarà eccellente, ma con una distribuzione delle temperature decisamente curiosa: farà sensibilmente più caldo al Nord rispetto al Sud! Al settentrione sono previsti picchi di 27°C, specialmente nei fondovalle alpini, al Centro intorno ai 23-25°C mentre al Sud il tempo sarà decisamente più mite, con i termometri che si fermeranno sui 21-23°C.
L'idillio atmosferico inizierà a mostrare qualche segnale di cedimento con l'inizio della nuova settimana. Lunedì assisteremo a un lieve calo della pressione sulle regioni settentrionali con qualche rovescio perlopiù relegato ad Alpi e Appennini. Da martedì, però, l'instabilità dovrebbe farsi più invadente, interessando anche la Pianura Padana con acquazzoni "a macchia di leopardo" e un conseguente calo termico.
Discorso diametralmente opposto per il Centro-Sud: qui il meteo si manterrà non solo stabile, ma vedrà un'impennata termica. Le temperature saliranno al Meridione, raggiungendo punte di 27-29°C.
Veniamo alla previsione più importante e attesa: cosa succederà per il Ponte del Primo Maggio? L'evoluzione atmosferica indica che, tra martedì 28 e giovedì 30, l'Italia sarà attraversata da un irregolare peggioramento: le precipitazioni interesseranno dapprima il Nord, per poi scivolare gradualmente verso la fascia adriatica e, infine, verso il Sud. Tuttavia, rimane una solida speranza: proprio all'inizio del mese di maggio potrebbe tornare in grande stile l’Anticiclone Africano, facendo da scudo alle perturbazioni e garantendo un rapido e nuovo miglioramento in extremis.
Non ci resta che sperare in questo subitaneo ritorno. L'indiscusso protagonista, che ci sta regalando il bellissimo weekend della Liberazione, ha tutte le carte in regola per concedere il "bis" proprio per la Festa dei Lavoratori. E noi, ovviamente, facciamo il tifo per lui.
NEL DETTAGLIO
Sabato 25. Al Nord: sole e caldo per il periodo; qualche nuvola in Liguria. Al Centro: sole e caldo per il periodo. Al Sud: soleggiato.
Domenica 26. Al Nord: soleggiato e caldo per il periodo; qualche nuvola in Liguria. Al Centro: sole e caldo per il periodo. Al Sud: soleggiato.
Lunedì 27. Al Nord: nubi irregolari, qualche rovescio dal pomeriggio specie sui rilievi. Al Centro: soleggiato e caldo per il periodo. Al Sud: soleggiato e più caldo.
Tendenza: instabilità in rapido trasferimento dal Nord al Sud entro fine mese; probabile nuovo miglioramento con l’inizio di Maggio.
Ponte del 25 aprile col caldo, clima quasi estivo, ma cambia tutto nei prossimi giorni

Categoria: internazionale/esteri
08:27
Terremoto in Grecia, nuova scossa a Creta: paura ma nessun danno
(Adnkronos) - La terra torna a tremare in Grecia. Nelle prime ore di oggi, sabato 25 aprile 2026, un terremoto ha colpito il sud-est dell’isola di Creta, riaccendendo l’attenzione sull’area.
Secondo quanto riportato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), la scossa ha raggiunto una magnitudo 4.6 ed è stata registrata alle 03:47 (ora italiana), con epicentro in mare e una profondità di circa 15 chilometri.
Anche l’United States Geological Survey (Usgs) conferma che il sisma si inserisce in una sequenza di scosse avvenute al largo della costa meridionale dell’isola.
Al momento non si segnalano danni a persone o edifici, ma la scossa è stata avvertita in diverse zone.
Il terremoto di oggi arriva a poche ore da una scossa ben più intensa registrata ieri sempre nella stessa zona.
In quel caso, il sisma aveva raggiunto una magnitudo 5.8, con epicentro a circa 23 chilometri a sud-sud-ovest di Lasithi e una profondità di 9,7 chilometri.. La scossa principale, avvenuta alle 5:18 del mattino, è stata chiaramente avvertita dalla popolazione, spingendo molte persone a scendere in strada per la paura. Nonostante l’intensità, anche in quel caso non sono stati registrati danni significativi né vittime.
Dopo il terremoto principale, sono state registrate diverse repliche di minore intensità, segno di un’attività sismica ancora in corso.

Categoria: internazionale/esteri
08:17
Serie A, oggi Bologna-Roma: orario, probabili formazioni e dove vederla
(Adnkronos) - La Roma torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 25 aprile, i giallorossi saranno impegnati in trasferta al Dall'Ara contro il Bologna (sfida visibile in tv e streaming), in una delle sfide della 34esima giornata di campionato. La squadra di Italiano arriva al match dopo il ko contro la Juve, mentre i giallorossi hanno pareggiato contro l'Atalanta nell'ultimo turno e vanno a caccia di punti pesanti per cercare di rientrare nella corsa Champions. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Bologna-Roma, in campo oggi alle 18:
BOLOGNA (4-3-3) Ravaglia; Joao Mario, Vitik, Lucumi, Miranda; Ferguson, Freuler, Pobega; Orsolini, Castro, Rowe. All.: Italiano
ROMA (3-4-2-1) Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All.: Gasperini
La partita Bologna-Roma, valida per la 34esima giornata di Serie A, sarà trasmessa in esclusiva, in diretta e in streaming, da Dazn.

Categoria: sport
08:13
Affitti brevi, cambia cedolare secca: dal terzo immobile scatta l’attività d’impresa
(Adnkronos) - Dal primo gennaio 2026 è partita la stretta fiscale sulle locazioni brevi. I proprietari potranno continuare a fruire della cedolare secca per i primi due immobili, ma a partire dal terzo immobile concesso in affitto breve sarà obbligatorio aprire la partita Iva, perché si presumerà l’esercizio di un’attività di impresa. Queste, in sintesi le principali novità in tema di locazioni brevi previste dalla Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199 del 30/12/2025) ricordate da Giuseppe Donato Nuzzo di Immobiliare.it. Il legislatore ha esteso nel tempo la facoltà di optare per il regime della cedolare secca, circoscrivendone tuttavia l’applicazione ai primi due immobili concessi in locazione. Fino al 31 dicembre 2025 la presunzione di attività imprenditoriale era legata al limite del quinto immobile in affitto.
Le nuove norme diminuiscono a tre il numero degli immobili a partire dai quali l’attività di locazione breve si considera reddito d’impresa. L’obiettivo dichiarato del Legislatore è quello di limitare l’ambito di applicazione della cedolare secca, evitando che attività economicamente strutturate possano continuare a beneficiare di un regime fiscale agevolato pensato per i piccoli locatori. In questa direzione si muove anche la giurisprudenza più recente, che tende a valorizzare non soltanto il dato numerico degli immobili locati, ma anche le concrete modalità di svolgimento dell’attività, quando questa si presenta stabile, ripetuta e organizzata.
La prima novità riguarda le aliquote. Le Legge di Bilancio 2026 modifica l’art. 4, comma 2, del D.L. n. 50/2017 sulle locazioni brevi (convertito in L. n. 96/2017). La cedolare secca sarà applicabile con aliquote diverse in base al numero di immobili: cedolare secca al 21% per i redditi derivanti dai contratti di locazione breve relativi a una unità immobiliare scelta dal contribuente in dichiarazione dei redditi; cedolare secca al 26% per il secondo immobile.
L’altra novità rilevante riguarda la 'presunzione d’impresa'. Se, da un lato, il legislatore ha confermato la disciplina della cedolare secca per il 2026; dall’altro, ha diminuito a tre (erano cinque) il numero degli immobili a partire dal quale si determina il passaggio al regime imprenditoriale, con conseguente esclusione del regime della cedolare secca. Secondo la relazione tecnica allegata alla legge di Bilancio, da questi affitti arriverà un maggiore gettito Irpef (uscito dal perimetro della cedolare) stimato in circa 13 milioni ogni anno, a regime. Nello specifico, l’art. 1, comma 17, della legge di bilancio modifica l’art. 1, comma 595, della legge n. 178/2020, incidendo indirettamente anche sull’applicazione della cedolare secca. In particolare: l’orizzonte temporale di applicazione del regime agevolato viene prorogato sino al 2026; il limite quantitativo degli immobili destinabili alle locazioni brevi in regime non imprenditoriale viene ridimensionato, passando da quattro a due unità immobiliari.
Questo significa che, a partire dall’anno d’imposta 2026, la destinazione di tre o più appartamenti alla locazione breve comporterà automaticamente l’esercizio di attività d’impresa, con conseguente obbligo di aprire la partita Iva e iscriversi alla gestione previdenziale, salvo che non si sia già coperti per un’altra attività. Si tratta di una soglia normativa che oggi si intreccia con un orientamento giurisprudenziale sempre più netto.
La Corte di giustizia tributaria di primo grado di Firenze, con sentenza n. 148 del 2 marzo 2026, ha infatti ribadito che la natura imprenditoriale dell’attività può emergere da una serie di indici concreti: mumero elevato delle prenotazioni; continuità nel tempo dell’attività; presenza dell’immobile sulle principali piattaforme telematiche e consistenza degli introiti, specie in assenza di altri redditi imponibili. Dunque, anche in assenza di servizi aggiuntivi particolarmente articolati, l’attività di locazione turistica può ugualmente assumere carattere imprenditoriale quando risulta esercitata in modo abituale e organizzato. La sentenza fiorentina segnala che il vero punto di attenzione non sarà soltanto il numero degli appartamenti, ma anche il modello gestionale adottato dal proprietario: quando le prenotazioni si susseguono in modo sistematico, l’attività si prolunga negli anni e l’organizzazione si appoggia stabilmente alle piattaforme online, il rischio di riqualificazione in termini imprenditoriali diventa molto più concreto.
Nel conteggio degli immobili occorre fare riferimento sempre all’unità immobiliare (e non ai singoli contratti) e l’immobile va considerato per intero: anche con contratti diversi, un appartamento suddiviso in varie stanze messe in locazione separatamente continua a valere come una sola casa. Non devono essere inclusi nel conteggio gli immobili concessi in locazione ordinaria (4+4) o con contratti di locazione transitoria superiore a 30 giorni.
L’apertura della partita Iva dal terzo immobile in poi comporterà per i proprietari l’applicazione del regime fiscale ordinario (e dunque una maggiore tassazione). Un effetto negativo che i proprietari potranno limitare in parte con l’eventuale accesso al regime forfettario. Inoltre, occorre tenere in considerazione che l’apertura della partita IVA comporta, di regola, l’obbligo di versare i contributi previdenziali, con un sensibile incremento degli oneri complessivi a fine anno. Sul piano amministrativo, poi, si rende necessaria una contabilità molto più articolata rispetto al semplice versamento della cedolare secca, per via della gestione di fatturazione, registrazioni e adempimenti IVA. Non solo: la giurisprudenza fiorentina richiamata esclude anche che quanto eventualmente versato come cedolare secca possa essere automaticamente 'compensato' con le imposte accertate sul reddito d’impresa, trattandosi di regimi alternativi, diversi per struttura e presupposti.
Alle nuove regole fiscali si aggiungono le regole restrittive previste nei regolamenti comunali. Proprio nei giorni scorsi, la Corte Costituzionale (sentenza n. 186/2025) ha dato via libera alla legge regionale della Toscana sugli affitti brevi, confermando la generale competenza dei Comuni ad adottare norme proprie che vadano a limitare il ricorso alle locazioni brevi, soprattutto nei centri storici. Una sentenza storica, che potrebbe spingere altre regioni e, di conseguenza, molti altri Comuni (soprattutto quelli a forte vocazione turistica) ad adottare nuovi limiti e divieti in materia.

Categoria: economia
08:06
MotoGp, si corre in Spagna: dalle qualifiche alla gara, orario e dove vedere (in chiaro) Gp Jerez
(Adnkronos) - Riparte la MotoGp dopo la pausa forzata, con il Gp di Jerez. Il Motomondiale torna con l'appuntamento sul circuito spagnolo, dopo l'annullamento del Gran Premio del Qatar a causa delle tensioni legate al conflitto in Medio Oriente. Si riparte dal dominio dell'Aprilia di Marco Bezzecchi: il pilota italiano, reduce da tre successi nelle prime tre gare della stagione, guida la classifica ed è pronto a stupire nuovamente anche sul circuito dedicato ad Angel Nieto. Ecco programma e orari del weekend e dove vedere il Gp di Jerez in tv e streaming.
Ecco il programma del Gp di Jerez:
Sabato 25 aprile
Ore 10.45: MotoGP - qualifiche
Ore 14.55: MotoGP - sprint
Domenica 26 aprile
Ore 14: MotoGP - gara
Il Grand Prix Estrella Galicia di Spagna verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport su Sky Sport MotoGP (canale 208) e in streaming su Sky Go e Now. Il Gp sarà visibile anche in chiaro su Tv8, a partire da sabato mattina, con le qualifiche e la gara Sprint delle ore 15. Domenica la gara sarà visibile anche in chiaro alle 14.

Categoria: sport
07:59
Iran-Usa, verso un nuovo round di colloqui: Trump manda Witkoff e Kushner in Pakistan - Diretta
(Adnkronos) - Gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero partire oggi per il Pakistan per partecipare ai colloqui con l'Iran, ma permane l'incertezza. Teheran nega l'esistenza di piani per negoziati diretti con la delegazione statunitense a Islamabad, dove il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato funzionari pakistani.
Da parte sua il presidente Donald Trump ha affermato che l'Iran presenterà un'offerta agli Stati Uniti ma non ne conosceva ancora i dettagli. E solo il giorno prima aveva suggerito che l'incertezza sulla leadership iraniana stava complicando i negoziati.
Nel frattempo in Libano, dopo l’annuncio dell’estensione di tre settimane del cessate il fuoco, Israele ha dichiarato che continuerà a colpire “qualsiasi minaccia”, secondo il primo ministro Benjamin Netanyahu, che accusa Hezbollah, sostenuto dall’Iran, di voler sabotare la tregua.
Tutte le news e gli aggiornamenti in diretta.

Categoria: internazionale/esteri
07:38
Verissimo, ospiti e anticipazioni della puntata di oggi
(Adnkronos) - Torna Verissimo oggi, sabato 25 aprile, con una nuova puntata su Canale 5 alle 16.30. Silvia Toffanin accoglie in studio Massimo Boldi. L'attore sarà accompagnato dalle tre figlie Micaela, Manuela e Marta. Quindi, ecco Benedetta Parodi e Fabio Caressa. La coppia della tv sarà in studio con 2 dei 3 figli, Eleonora e Diego.
Il 'menù' prevede quindi le interviste a Serena Rossi e Federico Russo, che interpreta Mimmo nella serie I Cesaroni. Quindi spazio a Kiara, la ballerina eliminata nell’ultima puntata del serale di Amici. In chiusura, ecco Martina Nasoni, accompagnata dalla mamma Simona: racconterà la nuova vita iniziata con il trapianto di cuore a cui è sottoposta ad agosto 2025.

Categoria: spettacoli
07:08
Energia, Meloni al tavolo della Ue: la strategia per combattere crisi
(Adnkronos) - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è venuta a Cipro a cercare delle "risposte" alla crisi energetica. Per ora, alla fine della seconda giornata del Consiglio Europeo informale a Nicosia dopo la cena di giovedì sera ad Agia Napa, aperture esplicite alle richieste di avere flessibilità di bilancio per arginare la crisi energetica scatenata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz non se ne sono viste, ma neppure si sono registrate chiusure pregiudiziali.
Sia la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sia il commissario Valdis Dombrovskis, quest'ultimo dal Forum economico di Delfi, in Grecia, hanno ribadito che, ad oggi, non ci sono le condizioni per attivare la clausola generale di salvaguardia del patto di stabilità, quella che era scattata nel marzo del 2020, per consentire agli Stati membri di fare deficit per affrontare le conseguenze dei lockdown dovuti alla pandemia di Covid per l'economia.
"L'attivazione della clausola generale di salvaguardia non sarebbe appropriata in questo momento", ha detto Dombrovskis. "La clausola generale di salvaguardia - ha ricordato - può essere attivata solo nel caso di una grave recessione nell'area euro o nell'Ue complessivamente intese".
Poche ore dopo la presidente gli ha fatto eco da Nicosia: la clausola generale di salvaguardia (Gec nel gergo comunitario, General Escape Clause), ha detto, "può essere attivata solo in caso di grave recessione economica nell'area euro o nell'Unione Europea nel suo complesso. Per fortuna, non è questa la situazione in cui ci troviamo attualmente. Ma", ha aggiunto Von der Leyen, "continuiamo a monitorare attentamente gli sviluppi e l'Ecofin discuterà la questione in dettaglio".
Tuttavia, la presidente del Consiglio aveva avanzato ieri una richiesta un po' diversa, rimodulata rispetto a quella delle settimane scorse, quella di scorporare dai calcoli ai fini della valutazione del rispetto del patto di stabilità le spese affrontate per attutire la crisi energetica. Meloni non lo ha detto esplicitamente, ma è parso un riferimento mirato all'altra clausola di salvaguardia, quella nazionale (Nec, National Escape Clause), introdotta con la riforma del patto di stabilità della fine del 2023. Non per la difesa, per la quale è stata attivata per 17 Stati membri (favorendo il riarmo tedesco), ma per l'energia, che per l'Italia oggi è "una priorità".
E su questo, ma a Von der Leyen non è stato possibile fare la domanda diretta, la presidente della Commissione non ha ribadito quello che aveva detto non molto tempo fa, cioè che non sussistono le condizioni per attivare né la Gec né la Nec. Ha parlato solo della prima, non della seconda. Che questa sia un'apertura o meno, si vedrà, ma almeno non c'è una chiusura aperta. Fino a qualche tempo fa, il governo italiano aveva chiaramente detto di mirare all'attivazione della Gec, anche probabilmente per evitare un possibile 'effetto stigma' derivante dall'attivazione della Nec.
Ma, verosimilmente, c'era anche un altro motivo. Senza entrare in dettagli troppo tecnici per ragioni di spazio, a causa di come il patto di stabilità è stato riformato nel 2023, con una fortissima impronta tedesca (accettata alla fine obtorto collo anche dall'Italia, perché Berlino aveva il coltello dalla parte del manico: in assenza di una riforma, sarebbero tornate in vigore le vecchie regole, comunque peggiori di quelle nuove), la Nec tratta in modo diverso i Paesi che sono fuori dalla procedura per deficit da quelli che già ci sono dentro.
In parole povere, chi è fuori dalla procedura (Edp), se attiva la Nec e spende di più per la difesa sforando il tetto del 3% del deficit/Pil, non finisce in procedura. Chi invece si trova già in procedura, come l'Italia, se attiva la Nec allunga la propria permanenza in procedura: non esce neanche se, al netto delle spese aggiuntive per la difesa, sarebbe sceso sotto la soglia del 3%. Si tratta di una forte asimmetria "voluta dal legislatore", come ha ricordato Dombrovskis, che denota la fortissima impronta germanica del nuovo patto: chi ha un debito (Schuld in tedesco) ha anche una colpa (sempre Schuld), che deve espiare. E dunque, chi è in procedura per deficit viene trattato diversamente da chi, 'virtuoso', non ci è entrato.
Cosa è cambiato per l'Italia rispetto a qualche giorno fa? E' successo che Eurostat ha certificato, l'altroieri, che il deficit del nostro Paese in rapporto al Pil nel 2025 è stato del 3,1%, quindi Roma non uscirà dalla procedura per deficit, cosa che sperava di ottenere, a un anno e mezzo dalla scadenza della legislatura. Allora, visto che tanto in procedura l'Italia ci rimarrà comunque, l'opzione della Nec torna attuale, anche perché, con la crisi energetica, non è garantito che si riuscirà ad uscire dalla procedura l'anno venturo.
E in ogni caso, anche se il Paese uscisse dall'Edp nella primavera del 2027, poco dopo finirà la legislatura, troppo tardi perché la liberazione dalla procedura possa avere un effetto tangibile per l'elettorato. Elettori che nessun politico, che sia di destra, sinistra e centro, può permettersi di ignorare.
Sulle sue richieste, Meloni ha riferito di non avere incontrato chiusure pregiudiziali tra i suoi omologhi del Consiglio Europeo. "Conosciamo la posizione tedesca sulla materia - ha detto - ma sicuramente anche i tedeschi si rendono conto di quanto sia difficile la situazione che si sta affrontando. C'è sicuramente la volontà di venirsi incontro, cioè di trovare delle soluzioni che possano andare bene per tutti" per contenere gli effetti dannosi dei rincari dell'energia.
"Chiaramente - ha proseguito - io capisco le diversità, le difficoltà, i vincoli costituzionali che hanno gli altri (la Germania, ndr), come gli altri tentano di venire incontro a quelle che sono specificità italiane: ci si deve trovare a un certo punto. Sicuramente io non trovo una chiusura nel senso di dire: 'Non ci interessa'. Tutti capiscono che, quando il problema impatta anche solo su alcuni Stati membri, alla fine, siccome le nostre economie sono interconnesse, arriva anche dagli altri".
Ma questo, ha notato ancora Meloni, "lo capiscono tutti. Si parte anche da posizioni che sono leggermente distanti, ma si sta cercando di avvicinarsi". L'attivazione della clausola nazionale di salvaguardia viene proposta dalla Commissione. Devono sussistere tre condizioni: si deve trattare di "circostanze eccezionali al di fuori del controllo dello Stato membro"; queste circostanze devono avere "rilevanti ripercussioni" sulle finanze pubbliche nazionali; l’attivazione della clausola non deve compromettere "la sostenibilità di bilancio nel medio termine".
Mentre, almeno per ora, le condizioni per la Gec sicuramente non sussistono, per la Nec, almeno sulla carta, sembrano esserci più margini. Si vedrà nelle prossime settimane se la Commissione e Roma, finora in ottimi rapporti anche perché l'Ecr nel Parlamento Europeo è di fatto parte informale della 'maggioranza variabile' che appoggia la Von der Leyen bis, si verranno incontro su questo: l'Ecofin e l'Eurogruppo si riuniranno due volte a maggio, prima a Bruxelles e poi a Nicosia, quindi non mancheranno le occasioni per parlarsi.
Sull'energia, Meloni ha fatto notare di non essere affatto "sola" nel Consiglio Europeo. Il premier spagnolo Pedro Sanchez, a conferma, ha invitato apertamente a discutere delle regole di bilancio, per finanziare gli enormi investimenti che richiederà l'elettrificazione dell'economia, nonché a prorogare Next Generation Ue, allo stesso fine.
Meloni, dal canto suo, ha anche assicurato di non aver fatto mancare "la chiarezza", ieri "sull'energia" e oggi sul Qfp, il quadro pluriennale finanziario 2028-34, il tema dell'incontro dei leader di stamani, "che è chiaramente un negoziato difficilissimo, nel quale le posizioni tra loro partono in maniera molto diversa".
Il cancelliere Friedrich Merz ha chiarito subito all'ingresso, in un breve ma chiarissimo doorstep, come la pensa sull'Mff 2028-34: "Dovremo stabilire nuove priorità", ha detto, "questo vuol dire che dovremo anche ridurre la spesa nel bilancio europeo in altri settori. Dal punto di vista tedesco, un aumento del debito è fuori discussione. Anche l'emissione di obbligazioni europee sul mercato dei capitali è fuori discussione". E mentre i tre presidenti Ue, Roberta Metsola, Ursula von der Leyen e Antonio Costa chiedevano nuove risorse proprie per finanziare le nuove priorità Ue, Merz li ha gelati: "L'Europa deve fare i conti con le risorse che ha", ha detto.
Tradotto: volete finanziare le nuove priorità? Tagliate la coesione e la Pac, cosa che è appunto prevista, in qualche misura, nella proposta da 2mila miliardi di euro avanzata dalla Commissione. Il premier olandese Rob Jetten ha delineato una posizione simile a quella di Merz, definendo "inaccettabile" l'aumento della dotazione finanziaria dell'Mff.
Von der Leyen ha fatto notare ancora una volta che, senza nuove risorse proprie, sarà inevitabile alzare i contributi nazionali degli Stati membri, opzione assai sgradita a Germania e Olanda, che sono contributori netti al bilancio Ue. Per non parlare del debito comune Ue, un tabù sia a Berlino che all'Aja. Si vedrà come andrà a finire: quelle messe sul tavolo oggi sono posizioni negoziali. Tutti sanno che dovranno cedere qualcosa, alla fine, per incassare qualcos'altro.
Meloni, per contro, ha delineato la sua trincea: ci sono delle "linee rosse", ha detto, "che l'Italia ha. Una di queste riguarda i fondi della Coesione e i fondi della Politica agricola comune, che non vuol dire non essere d'accordo, perché siamo d'accordo tanto sulla difesa quanto sulla competitività. Ma le cose camminano insieme. E' inutile che noi ci occupiamo della nostra sicurezza, se poi non ci occupiamo della sicurezza alimentare, ed è inutile che cerchiamo di costruire competitività se non capiamo che la coesione, cioè mettere tutti i territori nella condizione di competere ad armi pari, è la precondizione di qualsiasi forma di competitività".
Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha ribadito che il negoziato sull'Mff 2028-34 deve chiudersi "entro fine anno", per consentirgli di dispiegare i suoi effetti dall'inizio del 2028. E' parso più un modo per fare pressione: il negoziato sarà lungo e difficile, e Costa è il primo a saperlo perfettamente. Per questo ha costretto i leader, stamani a Nicosia, a confrontarsi, cosa che non avevano fatto a marzo.
Il negoziato sarà, come ha detto Meloni, "difficilissimo" e probabilmente lungo, esattamente come fu quello sull'attuale Mff 2021-27, condotto nel 2020. Ma la premier confida che, alla fine, un accordo si troverà. "Come sempre - ha detto - noi portiamo con chiarezza tutte le nostre posizioni. Poi cerchiamo delle sintesi, che sono complesse, ma secondo me possibili". (dall'inviato Tommaso Gallavotti)

Categoria: internazionale/esteri
00:04
Italia ripescata ai Mondiali? Iran 'sfotte': "Trump non capisce di calcio"
(Adnkronos) - L'Iran 'sfotte' l'Italia sull'ipotesi ripescaggio ai prossimi Mondiali. Oggi, venerdì 24 aprile, l'ambasciata iraniana in Ghana ha pubblicato un messaggio sul proprio profilo ufficiale X riferendosi direttamente ai cittadini e al governo italiano, dopo che ne giorni scorsi il Financial Times aveva rivelato la proposta che sarebbe arrivata dall'inviato di Donald Trump, Paolo Zampolli, al presidente americano e al presidente della Fifa, Gianni Infantino: escludere la Nazionale della Repubblica islamica, a causa del conflitto in corso con gli Stati Uniti, in favore degli azzurri. Una prospettiva che però, ovviamente, non piace a Teheran.
"Cara Italia, quell’uomo, allergico alle civiltà, è diventato geloso e ti ha offerto qualcosa riguardo a uno sport che né gli piace né capisce", ha scritto l'ambasciata iraniana riferendosi a Donald Trump, "sappiamo che ami troppo il calcio per prendere anche solo in considerazione un’offerta del genere".
"L'ananas sulla pizza potresti sopportarlo. Questo, mai. Comunque, Lasciamolo alla sua confusione e torniamo ai litigi che solo le vere civiltà capiscono", ha suggerito l'ambasciata con una nemmeno troppo velata ironia, "scegli tu l’argomento: pizza, pasta, polpette, paradiso. Avvertenza: abbiamo le prove!".
"L'Italia al posto dell'Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo... E' una domanda interessante... Stanno pensando di rimpiazzare l'Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti", aveva detto Donald Trump, che aveva rivelato di non occuparsi dei prossimi Mondiali di calcio che gli Usa ospiteranno con Canada e Messico dall'11 giugno al 19 luglio. E il ripescaggio dell'Italia non è quindi minimamente nei suoi pensieri.
Il presidente americano è infatti caduto dalle nuvole quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda a tema calcistico: l'Italia potrebbe sostituire l'Iran ai Mondiali? L'ipotesi è caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. "Non ci penso troppo...", dice Trump girando la questione al segretario di Stato Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia è ancora più netto.
"Non so da dove venga fuori tutto questo. Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto" agli iraniani "che non possono venire", aveva aggiunto il segretario di Stato,". "Il problema non sarebbero gli atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che l'Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell'Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici", aveva aggiunto. "Non vorremmo penalizzare gli atleti", aveva concluso Trump.
In ogni caso, l'ipotesi era stata scartata categoricamente dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio: "Non penso sia una cosa possibile", ha detto a margine del premio Città di Roma, "in più, come seconda cosa, mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo di andare ai Mondiali". Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: "Non penso sia opportuno un ripescaggio al Mondiale. Ci si qualifica sul campo".
A scatenare tutto, come detto, la proposta di Zampolli. "Ho suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali", aveva rivelato al Financial Times, "sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione" nel torneo al via l'11 giugno. La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena estesa da Trump, mette infatti in discussione la presenza della selezione della repubblica islamica alla manifestazione.
La Fifa, che non si è pronunciata ufficialmente, ha già 'bocciato' l'idea di Zampolli. Il quotidiano spagnolo El Pais ha infatti rivelato come fonti interne al massimo organismo di governo del calcio l'abbiano giudicata "impraticabile". Soprattutto perché, in caso di forfait dell'Iran, un'eventualità che giudicano come improbabile, a subentrare sarebbe una Nazionale della stessa confederazione, ovvero quella asiatica. Nel caso toccherebbe quindi agli Emirati Arabi Uniti.

Categoria: sport
00:03
Iran-Usa, prove di dialogo a Islamabad. Trump manda Witkoff e Kushner
(Adnkronos) - Nuove prove di dialogo tra Stati Uniti e Iran. Con il mistero. Con la guerra congelata dalla tregua prolungata da Donald Trump, i riflettori si accendono nuovamente sul Pakistan, mediatore tra Washington e Teheran. A Islamabad arrivano gli emissari dei due paesi, senza però i pesi massimi che hanno partecipato al primo round di trattative. L'Iran schiera il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, già arrivato a destinazione. Non c'è, invece, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento. Gli Usa rispondono con Steve Witkoff, inviato speciale di Trump, e Jared Kushner, emissario e genero del presidente. Saranno loro a partire nella giornata di sabato, senza il vicepresidente JD Vance.
Si parte, nella migliore delle ipotesi, con un dialogo ad un livello più basso. In realtà, l'incontro diretto tra le due delegazioni nel corso del weekend non è scontato. La nuova 'scintilla' diplomatica per ora non basta a incidere in maniera uniforme sul prezzo del petrolio. A New York il greggio chiude in calo: il West Texas Intermediate (Wti) con consegne a giugno scende di di 1,45 dollari (-1,51%) a 94,4 dollari al barile. A Londra, invece, il Brent con consegne a giugno chiude in rialzo di 26 cents (+0,25%) a 105,33 dollari al barile. Due quotazioni divergenti, manifesto di un quadro tutto da decifrare.
La Casa Bianca assicura che il duo Witkoff-Kushner vedrà il ministro degli Esteri iraniano e avrà "colloqui diretti con la delegazione iraniana mediati dai pakistani, che sono stati amici incredibili in questo processo", come dice la portavoce Karoline Leavitt a Fox News. "Gli iraniani ci hanno chiamato rispondendo all'appello del presidente e hanno chiesto di avere questo faccia a faccia. Speriamo sia una conversazione produttiva che ci avvicini a un accordo". In sostanza, secondo Washington, Teheran sarebbe pronta a formulare la proposta che Trump attende da giorni.
Toccherebbe proprio a Araghchi presentare l''offerta' per riaccendere le trattative con gli Stati Uniti e compiere un passo verso la pace. In assenza di un'apertura, la tregua che Trump ha prorogato senza una deadline precisa rischia di scricchiolare: le Forze armate americane, secondo la Cnn, stanno mettendo a punti piani d'attacco percolpire le capacità iraniane nello Stretto di Hormuz. Nel mirino finirebbero le piccole imbarcazioni d'attacco veloci, navi posamine e altri mezzi asimmetrici che hanno aiutato la Repubblica islamica a paralizzare il braccio di mare determinante per il 20% del commercio mondiale di petrolio.
Le linee rosse delineate dalla Casa Bianca sono note: lo Stretto di Hormuz va riaperto, l'Iran non potrà mai avere armi nucleari. In caso di segnali positivi, Vance volerebbe in Pakistan per un'ulteriore accelerazione nei negoziati: "Il vicepresidente, per quanto ne so, è in standby e sarebbe disposto a essere inviato in Pakistan se ritenessimo necessario un impiego del suo tempo", la formula usata da Leavitt.
L'Iran, nelle stesse ore, delinea uno scenario nettamente diverso: la delegazione vola in Pakistan per una serie di colloqui con il premier pakistano, Shehbaz Sharif, e il capo dell'Esercito, il feldmaresciallo Asim Munir. "Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi non terrà alcun negoziato con gli americani a Islamabad", riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, citando una dichiarazione ufficiale che accusa i media statunitensi di diffondere notizie false sul presunto nuovo ciclo di colloqui. Nel comunicato, intitolato 'I media americani mentono ancora', si afferma che "funzionari e media statunitensi inventano storie su nuovi contatti da oltre dieci giorni" e che un negoziato con Washington "non è attualmente all’ordine del giorno". Secondo la stessa fonte, Araghchi discuterà invece con le autorità pakistane le "valutazioni dell’Iran sulla fine della guerra".
La versione sembra confermata dal Pakistan. "La possibilità di un incontro trilaterale con gli Stati Uniti verrà valutata dopo il nostro faccia a faccia con Abbas Araghchi", riferisce ad Axios un funzionario, precisando che i colloqui con il ministro iraniano si concentreranno sul rilancio dei negoziati con l’amministrazione Trump. Secondo le stesse fonti, Araghchi dovrebbe poi proseguire il suo viaggio verso Muscat, in Oman, e successivamente a Mosca, rendendo incerta la tempistica di un eventuale incontro con gli emissari statunitensi.
Come accade da settimane, non c'è sempre corrispondenza tra le posizioni espresse in pubblico e ciò che accade dietro le quinte. Due funzionari iraniani rivelano al New York Times che in privato le autorità di Teheran avrebbero scambiato messaggi con il Pakistan e intrapreso iniziative diplomatiche per riprendere i colloqui. L'incontro al tavolo con il duo Kushner-Witkoff potrebbe avvenire lunedì, dopo colloqui bilaterali separati tra le due delegazioni e i mediatori pakistani.
Trump, intanto, ha avuto nella giornata di venerdì un colloquio con l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim Al-Thani. Secondo un comunicato diffuso dall'ufficio dell'emiro, i due leader hanno discusso della situazione nello Stretto di Hormuz e dell'influenza sulla "sicurezza della navigazione marittima e sulle catene di approvvigionamento globali". "L'emiro", si legge ancora, "ha sottolineato la necessità di ridurre la tensione e sostenere soluzioni pacifiche" e ha affermato che il Qatar è pronto a sostenere gli sforzi di mediazione del Pakistan.
Un ruolo prova a giocarlo anche l'Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha infatti avuto un colloquio con il segretario di Stato americano Marco Rubio, durante il quale ha "sottolineato l’importanza della rapida ripresa dei negoziati a Islamabad per una soluzione pacifica duratura". "Ne avevo discusso anche con il Ministro Araghchi", ricorda il vicepremier su X, " evidenziando la necessità di un accordo che assicuri la natura esclusivamente civile del programma nucleare iraniano". "Resta prioritario riaprire rapidamente e in sicurezza lo Stretto di Hormuz, per evitare ulteriori ripercussioni economiche globali, "ha aggiunto Tajani, "l’Italia è pronta a fare la sua parte, contribuendo a iniziative multilaterali per la sicurezza marittima e la libertà di navigazione".

Categoria: internazionale/esteri
23:57
Napoli, Conte attacca Lukaku: "Non mi ha nemmeno salutato, sono deluso"
(Adnkronos) - Antonio Conte attacca Romelu Lukaku. Oggi, venerdì 24 aprile, il Napoli ha battuto la Cremonese 4-0 al Maradona nell'anticipo della 24esima giornata di Serie A, ma nel post partita a tenere banco è il caso scoppiato intorno all'attaccante azzurro, che ha deciso di rimanere in Belgio per curarsi dall'infortunio piuttosto che tornare a Napoli.
Una decisione che non è piaciuta affatto né a Conte e né alla società, che nei giorni scorsi ha avuto un colloquio con il giocatore, tornato per qualche ora in Italia, ma senza incontrare il suo allenatore. "Non ho avuto modo di parlare con lui, so che lo ha fatto un nostro dirigente", ha rivelato proprio Conte ai microfoni di Dazn.
"Il mio ufficio era lì, ma nessuno ha bussato alla porta e questo mi è dispiaciuto tanto, perché mi sarei aspettato comunque un saluto o un messaggio", ha spiegato l'allenatore del Napoli, "in queste situazioni si cerca di capire tutti, l’allenatore deve farlo, anche se nessuno si sforza di capire l’allenatore".

Categoria: sport
23:42
Napoli rimanda festa Inter, quando può arrivare lo scudetto?
(Adnkronos) - Il Napoli fa slittare la festa scudetto dell'Inter. Oggi, venerdì 24 aprile, la squadra azzurra ha battuto la Cremonese 4-0 al Maradona nell'anticipo della 24esima giornata di Serie A, salendo a 69 punti in classifica, staccando il Milan al secondo posto, ora a -3, e portandosi -9 dalla squadra di Chivu.
Un risultato che non permette all'Inter di festeggiare il tricolore in questa giornata. Anche se l'Inter dovesse battere il Torino nella partita in programma domenica 26 aprile, tornerebbe a +12 sulla squadra di Conte, così come sul Milan se i rossoneri dovessero battere la Juventus, un margine che, a quattro giornate dalla fine del campionato lascia aperto un potenziale aggancio in vetta.
Se l'Inter dovesse perdere tutte le rimanenti partite di Serie A, mentre se il Napoli dovesse vincerle tutte, aggancerebbero i nerazzurri in testa e lo scudetto si risolverebbe con uno spareggio. Quindi quando potrà festeggiare lo scudetto l'Inter?
L'Inter potrebbe quindi festeggiare lo scudetto nella prossima giornata di Serie A. Se dovesse vincere a Torino infatti, Chivu si laureerebbe campione d'Italia con tre giornate d'anticipo vincendo la successiva partita casalinga contro il Parma, conquistando così un margine che non sarebbe più colmabile dalle inseguitrici. Se non dovessero arrivare tre punti contro i granata invece l'appuntamento sarebbe rimandato alla giornata ancora successiva e, in caso di vittoria, arriverebbe all'Olimpico di Roma contro la Lazio.

Categoria: sport
23:20
Rafa Jodar, chi è tennista che incanta Madrid e potrebbe sfidare Sinner
(Adnkronos) - Rafa Jodar incanta Madrid, davanti a Jannik Sinner. Oggi, venerdì 24 aprile, il giovane tennista spagnolo ha battuto a sorpresa l'australiano Alex De Minaur nel secondo turno del Masters 1000 spagnolo, imponendosi in due set con il netto punteggio di 6-3, 6-1, in una partita che, tra gli spettatori, vedeva proprio l'azzurro, che potrebbe incrociarlo nei quarti di finale del torneo. Ma chi è Jodar?
Rafael Jodar è un tennista spagnolo di 19 anni, nato nel 2006, che occupa al momento la 42esima posizione del ranking Atp, ovvero il miglior piazzamento nella classifica generale mai raggiunto nella sua ancora giovane carriera. Jodar ha iniziato a giocare da giovanissimo, emigrando negli Stati Uniti per formarsi alla University of Virginia, dove ha potuto competere a livello più alto.
Un anno fa Jodar ha scelto di lasciare il college per dedicarsi completamente alla sua carriera sportiva, una scelta che, almeno fin qui, si sta rivelando azzeccata. Proprio nel 2025 ha conquistato tre titoli Challenger, tutti sul cemento, scalando posizioni nel ranking e facendosi notare nel circuito e partecipando alle Next Gen Atp Finals.
Nel 2026 ha esordito nei tornei del circuito Atp, stupendo tutti a Miami: partito dalle qualificazioni, Jodar è riuscito ad arrivare fino al terzo turno, vincendo contro Hanfmann e Vukic prima di venire eliminato dall'argentino Etcheverry.

Categoria: sport
22:54
Napoli-Cremonese, braccio di Grassi su tiro Giovane: giusto rigore?
(Adnkronos) - Proteste in Napoli-Cremonese. Oggi, venerdì 24 aprile, gli azzurri hanno ospitato i lombardi al Maradona nell'anticipo della 24esima giornata di Serie A, in una partita segnata anche da un episodio arbitrale. Sul finale di partita infatti l'arbitro Doveri ha fischiato un calcio di rigore per il Napoli per tocco di mano di Grassi all'interno dell'area lombarda, tra le proteste della squadra di Giampaolo.
Succede tutto all'83'. Giovane, entrato in campo nel secondo tempo, riceve palla al limite dell'area e calcia con il destro trovando la deviazione con il braccio di Grassi. L'arbitro indica subito il dischetto, provocando le proteste dei giocatori in campo e della panchina di Giampaolo. Dopo un rapido colloquio con il Var, Doveri conferma la sua decisione, poi McTominay sbaglia il calcio di rigore.

Categoria: sport
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25 aprile, cortei in tutta Italia: momenti di tensione a Roma - Diretta
(Adnkronos) - Manifestazioni, cortei, cerimonie istituzionali ed eventi culturali oggi 25 aprile 2026, ricordare la fine dell’occupazione nazifascista e la nascita della Repubblica democratica.
Momenti di tensione nel corso della manifestazione promossa dall'Anpi in Piazza di Porta San Paolo a Roma, a cui aderiscono sindacati e movimento studenteschi. Un gruppo di circa 10 manifestanti dei Radicali italiani con bandiere dell'Ucraina hanno raggiunto la Piramide Cestia. Sono intervenute immediatamente le forze dell’ordine. La situazione è tornata alla normalità con l’allontanamento del gruppo di manifestanti. Fra i manifestanti si trova anche il segretario della Cgil Maurizio Landini. Sventolano tante bandiere rosse e dell’Anpi, ma anche bandiere della pace, di Emergency, Palestina, Iran e Hezbollah. Sulle note di Bella ciao e i cori "Ora e sempre Resistenza" in migliaia procedono per le vie della Capitale in direzione di Parco Schuster, dove terminerà il corteo. In testa sfilano i partigiani.
Anche Milano si prepara al corteo nazionale per il 25 Aprile, che quest'anno marcerà unito da porta Venezia, per poi dividersi all'arrivo in tre spezzoni. Con "divisioni e strascichi di polemiche", la festa della Liberazione quest'anno "sarà delicata", ha anticipato il sindaco Giuseppe Sala questa mattina, a margine della deposizione delle corone a Palazzo Marino.
Le news e gli aggiornamenti

Categoria: cronaca
12:06
Il Kraken è esistito e dominava gli oceani, la scoperta sul 'mostro dei mari'
(Adnkronos) - Il Kraken è esistito davvero e dominava gli oceani. E' la scoperta a cui sono approdati gli scienziati dell'università di Hokkaido, in Giappone, dopo uno studio su fossili risalenti anche a 100 milioni di anni fa. Il team coordinato dal professor Yasuhiro Iba, paleontologo dell'ateneo nipponico, sostiene che gigantesche piovre - lunghe fino a 20 metri - erano i più temibili predatori in mare nel Cretaceo, l'ultimo periodo dell'era Mesozoica, durato circa 79 milioni di anni da 145 a 66 milioni di anni fa.
"Il nostro studio dimostra che non si trattava semplicemente di versioni ingrandite dei polpi moderni", dice Iba. "Si trattava di predatori giganti che si collocavano al vertice della catena alimentare marina del Cretaceo. Questo cambia la visione secondo cui i mari in quel periodo fossero dominati solo da grandi predatori vertebrati", prosegue il ricercatore. Lo studio si è basato su un'analisi dettagliata dei 'becchi', le uniche parti rigida del corpo dei polpi che si trovano al centro di ogni singolo tentacolo. Il team ha riesaminato 15 becchi in precedenza attribuiti a esemplari di calamaro. Grazie a tecniche di imaging digitale, il team ha anche scoperto altri 12 becchi di polpo nascosti all'interno di rocce del Cretaceo, risalenti a un periodo compreso tra 72 e 100 milioni di anni fa. In particolare, quindi, i ricercatori sono arrivati alla conclusione secondo cui una specie di 'kraken' - il Nanaimoteuthis haggarti - avesse un becco più grande di quello del calamaro gigante moderno, una creatura che raggiunge circa 12 metri di lunghezza e sinora ritenuta il più grande invertebrato.
Gli scienziati, usando come parametro le dimensioni dei polpi moderni, hanno stimato che le dimensioni del Nanaimoteuthis haggarti variassero tra 7 e 19 metri di lunghezza. "Vedere un becco di queste dimensioni è davvero sorprendente, a dire il vero. Era un animale enorme. Di certo non avrei voluto nuotare negli antichi oceani con queste creature nei paraggi", l'osservazione, come riferisce il Guardian, del professor Thomas Clements, paleobiologo dell'Università di Reading. I polpi moderni non ingoiano le prede intere, ma usano i loro lunghi e flessibili tentacoli per catturarle. Con il becco, sottomettono e smembrano la preda. I 'kraken' del Cretaceo, secondo l'analisi dei becchi che appaiono arrotondati o scheggiati, adottavano una strategia simile. "Probabilmente" questi animali "usavano i lunghi tentacoli per afferrare la preda e utilizzavano il becco per frantumare strutture dure come conchiglie o ossa. La notevole usura dei becchi indica un utilizzo frequente". Le prede, probabilmente, erano pesci, animali con guscio e anche rettili marini giganti come i mosasauri, creature di dimensioni paragonabili a quelle dei kraken. La ricerca ha evidenziato un ulteriore dettaglio. I becchi esaminato appaio più consumati da un lato rispetto all'altro, un'indicazione che lascia supporre una preferenza per un 'braccio' utilizzato per compiti specifici, proprio come fanno i polpi moderni. "Questo significa che questi animali non erano solo potenti, ma anche predatori comportamentalmente sofisticati", chiosa Iba.

Categoria: internazionale/esteri
11:58
Carlo III negli Stati Uniti: la posta in gioco della visita tra rischi e opportunità
(Adnkronos) - "Alti rischi, con una posta in gioco elevata e grandi opportunità". Così una fonte reale ha descritto alla Bbc la visita di Stato che re Carlo III e la regina Camilla effettueranno la prossima settimana negli Stati Uniti. Un viaggio che non rappresenta solo un'occasione per scattare foto di circostanza con il presidente americano Donald Trump, dire qualche parola di circostanza e incontrare qualche celebrità all'ambasciata di Londra a Washington. Perché "la visita avviene nel momento di maggiore crisi nelle relazioni anglo-americane da un secolo a questa parte", afferma Andrew Lownie, autore della biografia di Andrew Mountbatten-Windsor. "Abbiamo a che fare con un presidente molto imprevedibile", afferma Lownie, aggiungendo che se c'è qualcuno che può influenzare Trump, quello è re Carlo. Perché il presidente americano ha più volte detto di ammirare il sovrano britannico, anche se è difficile dire se tale ammirazione sia ricambiata dato che quando si chiede agli addetti ai lavori come il re veda Trump, tendono a ripetere quanto Trump ammiri il re.
Lo storico reale Ed Owens afferma che questa visita di Stato negli Stati Uniti si svolge in un momento di tensioni politiche "molto insolite" e sarà un "enorme evento globale", in cui il re avrà l'opportunità di difendere i "valori tradizionali di democrazia, libertà e indipendenza". Trump è "l'antitesi completa del Re, ma è un professionista e troverà punti di interesse comune", afferma Lownie a proposito dell'approccio del re.
Ci sono quindi tutti gli ingredienti per la più grande sfida diplomatica del regno del re: guerra, scandali e personalità complesse, sottolinea la Bbc. Sebbene il presidente degli Stati Uniti si dichiari un ammiratore della famiglia reale britannica, critica regolarmente il premier Keir Starmer e ha definito le portaerei del Regno Unito "giocattoli" rispetto a quelle statunitensi. Il re è il capo delle Forze Armate britanniche e le relazioni politiche tra Stati Uniti e Regno Unito sono a un punto pericolosamente basso.
La Bbc descrive un contesto di funzionari nervosi che si chiederanno cosa succederebbe se Trump si lasciasse andare a commenti su Starmer durante la visita di re Carlo. "Non so quanto sarà disciplinato. Lo show di Trump non si spegne solo perché il re è in città", avverte Max Bergmann, ex consigliere senior del Dipartimento di Stato americano durante l'amministrazione Obama. Anche il re subisce pressioni. Dopo lo scandalo che ha coinvolto suo fratello Andrew Mountbatten-Windsor, è molto probabile che le vittime del molestatore sessuale Jeffrey Epstein rilasceranno interviste lamentandosi del fatto che i reali in visita non le incontrino.
Tra le difficoltà di questo viaggio, la Bbc ricorda anche i problemi di salute del re, 77 anni, che si trova ad affrontare un programma serrato di quattro giorni negli Stati Uniti dopo aver convissuto con il cancro per oltre due anni. Il viaggio prevede appuntamenti a Washington, come un discorso al Congresso martedì, la prima volta di un reale britannico dai tempi di sua madre, la regina Elisabetta II, nel 1991. Secondo lo storico Owens, quando re Carlo parlerà, "l'elefante nella stanza" sarà lo scandalo Epstein, con membri del Congresso che hanno chiesto a Mountbatten-Windsor di testimoniare e al re di incontrare le vittime di Epstein. Seguirà una cena di stato, una visita simbolica al memoriale dell'11 settembre e un ricevimento a New York e, infine, la possibilità di visitare un parco nazionale della Virginia.
"Sì, ci troviamo ad affrontare delle sfide, ma la visita mirerà anche a celebrare i legami storici tra le nostre nazioni e a creare le condizioni affinché questa partnership possa continuare a lungo nel futuro", ha dichiarato una fonte reale alla Bbc.

Categoria: internazionale/esteri
11:25
Addio a Dean Tavoularis, Coppola piange il suo scenografo da Oscar
(Adnkronos) - Morto all'età di 93 anni Dean Tavoularis, il celebre scenografo statunitense vincitore dell’Oscar che collaborò con il regista Francis Ford Coppola in 13 film, tra cui tutti e tre i titoli de 'Il Padrino', 'Apocalypse Now' e 'Un sogno lungo un giorno'. La notizia della scomparsa, avvenuta in un ospedale di Parigi per cause naturali, è stata diffusa dallo scrittore e critico cinematografico di 'The Hollywood Reporter' Jordan Mintzer. I due avevano collaborato al libro 'Conversations With Dean Tavoularis', pubblicato nel 2022.
Coppola ha pubblicato una storia su Instagram rendendo omaggio a Tavoularis. Il leggendario regista ha scritto: 'Il mio caro amico e collaboratore Dean Tavoularis è scomparso, una perdita profonda. Non sarei in grado di elencare i molti modi in cui ha arricchito il mio lavoro e la mia vita personale. Era uno zio affettuoso per i miei figli. Era un grande artista, un grande amico, un grande scenografo e un grande uomo.'
Tavoularis è stato per oltre vent’anni il direttore artistico di riferimento di Coppola, contribuendo in modo determinante all’immaginario visivo di opere, oltre alla saga del 'Padrino', di 'La conversazione', 'Apocalypse Now' (sul set incontrò la sua futura moglie, l'attrice francese Aurore Clément), 'Rusty il selvaggio' e 'Tucker: un uomo e il suo sogno'. Il suo lavoro gli è valso l’Oscar per la migliore scenografia nel 1975 per 'Il Padrino - Parte II', oltre a numerose altre candidature e riconoscimenti internazionali, tra cui un premio Bafta.
Nato a Lowell, nel Massachusetts, il 18 maggio 1932 da genitori greci e cresciuto a Los Angeles, Tavoularis si era formato tra architettura e arti visive prima di entrare nel sistema degli studi hollywoodiani. I suoi primi passi nell’industria cinematografica avvengono alla Disney negli anni Cinquanta, dove lavora a classici dell’animazione e della produzione live action come 'La bella e la bestia' e 'Mary Poppins', per poi approdare a film di grande successo come '20.000 leghe sotto i mari' e 'Il grande colpo di San Francisco'.
La svolta arriva alla fine degli anni Sessanta con 'Gangster Story' (1967) di Arthur Penn, film che segna una nuova estetica del cinema americano e che impone Tavoularis come uno dei più innovativi art director della sua generazione. Da quel momento la sua carriera si intreccia con i nomi più importanti del cinema internazionale: Michelangelo Antonioni lo vuole per 'Zabriskie Point' (1970), mentre Roman Polanski lo coinvolge in diverse produzioni, fino a 'La nona porta' (1999) e 'Carnage' (2011).
Ma è il sodalizio con Francis Ford Coppola a definire la sua eredità artistica. Dal 1972 al 1996 Tavoularis diventa il principale architetto visivo del “mondo Coppola”, contribuendo a costruire ambientazioni diventate simboliche nella storia del cinema: le dimore dei Corleone, la New York degli anni Venti e la giungla del Vietnam in 'Apocalypse Now', fino alle atmosfere decadenti e barocche di 'Un sogno lungo un giorno' (1981). Nonostante il successo, la carriera del scenografo non è stata priva di difficoltà. Dopo il flop commerciale di 'Un sogno lungo un giorno', Tavoularis ha raccontato di essere stato per anni emarginato da Hollywood, esperienza che lo ha portato a lavorare anche lontano dai grandi set, dedicandosi alla pittura e ad attività artistiche parallele. Il suo stile, caratterizzato da una straordinaria attenzione al dettaglio storico e da una capacità unica di trasformare gli spazi in narrazione visiva, ha contribuito a ridefinire il ruolo dello scenografo nel cinema contemporaneo. Le sue ambientazioni non erano semplici fondali, ma veri e propri dispositivi narrativi capaci di raccontare potere, declino, memoria e conflitto. Negli ultimi anni Tavoularis aveva diradato le sue apparizioni nel cinema, pur mantenendo legami con il mondo artistico e collaborando ancora con Coppola in progetti collaterali, tra cui il design legato alle sue attività vinicole in California. (di Paolo Martini)

Categoria: spettacoli
10:54
Rettore dell'Università Link, Carlo Alberto Giusti, premiato a New York dalla Niaf
(Adnkronos) - Il magnifico rettore dell’Università degli Studi Link, Carlo Alberto Giusti, ha portato a termine una missione strategica negli Stati Uniti in occasione della presentazione del suo volume “The American Club - La fabbrica della cultura statunitense, il vero soft power dell’Occidente”, dedicato alle università statunitensi e uscito da poche settimana in libreria per Paesi Edizioni. Lo rende noto la stessa Università degli Studi Link sottolineando che Giusti ha incontrato il console generale italiano a New York, Giuseppe Pastorelli, e il direttore dell’Istituto di Cultura Italiano a New York, Claudio Pagliara, per presentare il volume, le attività e i corsi dell'Università Link e programmare future collaborazioni.
A conclusione della missione si è tenuto il Gala annuale che la Niaf, National Italian American Foundation, tiene a New York. In questa occasione è stato conferito a Carlo Alberto Giusti il premio per l’Amicizia Accademica, intitolato al presidente di Yale University, Angelo Bartlett Giamatti.
“L'università - ha spiegato il rettore della Link - è l’asset principale su cui tutti gli Stati devono investire, perché soltanto la diplomazia culturale e lo scambio scientifico che il sistema universitario sa assicurare può dare speranza all’uscita dalla crisi internazionale che stiamo vivendo”.

Categoria: universita
10:37
Tragedia a Fiumicino, auto travolge un pedone e si ribalta: un morto e tre feriti gravi
(Adnkronos) - Notte drammatica a Fiumicino, alle porte di Roma, dove un grave incidente stradale lungo via Coccia di Morto ha causato un morto e tre feriti gravi. Lo schianto è avvenuto poco dopo la mezzanotte del 25 aprile 2026, nei pressi dell’area del supermercato Conad, in direzione Focene. La vittima è un uomo che, secondo diverse segnalazioni raccolte sul posto, si trovava a piedi al centro della carreggiata al momento dell’impatto. Per cause ancora in corso di accertamento, è stato travolto da un’auto in transito che nello schianto si è ribaltata. Le tre persone che si trovavano nel veicolo sono state estratte e portate in codice rosso all'ospedale Grassi di Ostia.
Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. La Polizia Stradale ha effettuato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, mentre i carabinieri hanno gestito la sicurezza dell’area.
Via Coccia di Morto è rimasta chiusa per diverse ore durante la notte, con la viabilità completamente bloccata fino all’alba per consentire i soccorsi e la rimozione dei veicoli incidentati.

Categoria: cronaca
09:25
Ponte del 25 aprile col caldo: fino a 27°C in Italia, poi arriva il maltempo
(Adnkronos) - Meteo oggi e Ponte del 25 Aprile: Italia baciata dal sole con clima quasi estivo. L’alta pressione domina su gran parte del Paese, con temperature fino a 27°C soprattutto al Nord. Ma attenzione: il tempo potrebbe cambiare già nei prossimi giorni, con rovesci in arrivo e un possibile ribaltone in vista del Primo Maggio.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ci indica una piccolissima eccezione in un contesto quasi totale di cieli azzurri: sulla Liguria di Ponente avremo la formazione di qualche innocua nuvola marittima, in locale estensione anche al resto della regione. Su questi settori, dunque, il sole risulterà a tratti un po’ offuscato.
Altrove il tempo sarà eccellente, ma con una distribuzione delle temperature decisamente curiosa: farà sensibilmente più caldo al Nord rispetto al Sud! Al settentrione sono previsti picchi di 27°C, specialmente nei fondovalle alpini, al Centro intorno ai 23-25°C mentre al Sud il tempo sarà decisamente più mite, con i termometri che si fermeranno sui 21-23°C.
L'idillio atmosferico inizierà a mostrare qualche segnale di cedimento con l'inizio della nuova settimana. Lunedì assisteremo a un lieve calo della pressione sulle regioni settentrionali con qualche rovescio perlopiù relegato ad Alpi e Appennini. Da martedì, però, l'instabilità dovrebbe farsi più invadente, interessando anche la Pianura Padana con acquazzoni "a macchia di leopardo" e un conseguente calo termico.
Discorso diametralmente opposto per il Centro-Sud: qui il meteo si manterrà non solo stabile, ma vedrà un'impennata termica. Le temperature saliranno al Meridione, raggiungendo punte di 27-29°C.
Veniamo alla previsione più importante e attesa: cosa succederà per il Ponte del Primo Maggio? L'evoluzione atmosferica indica che, tra martedì 28 e giovedì 30, l'Italia sarà attraversata da un irregolare peggioramento: le precipitazioni interesseranno dapprima il Nord, per poi scivolare gradualmente verso la fascia adriatica e, infine, verso il Sud. Tuttavia, rimane una solida speranza: proprio all'inizio del mese di maggio potrebbe tornare in grande stile l’Anticiclone Africano, facendo da scudo alle perturbazioni e garantendo un rapido e nuovo miglioramento in extremis.
Non ci resta che sperare in questo subitaneo ritorno. L'indiscusso protagonista, che ci sta regalando il bellissimo weekend della Liberazione, ha tutte le carte in regola per concedere il "bis" proprio per la Festa dei Lavoratori. E noi, ovviamente, facciamo il tifo per lui.
NEL DETTAGLIO
Sabato 25. Al Nord: sole e caldo per il periodo; qualche nuvola in Liguria. Al Centro: sole e caldo per il periodo. Al Sud: soleggiato.
Domenica 26. Al Nord: soleggiato e caldo per il periodo; qualche nuvola in Liguria. Al Centro: sole e caldo per il periodo. Al Sud: soleggiato.
Lunedì 27. Al Nord: nubi irregolari, qualche rovescio dal pomeriggio specie sui rilievi. Al Centro: soleggiato e caldo per il periodo. Al Sud: soleggiato e più caldo.
Tendenza: instabilità in rapido trasferimento dal Nord al Sud entro fine mese; probabile nuovo miglioramento con l’inizio di Maggio.
Ponte del 25 aprile col caldo, clima quasi estivo, ma cambia tutto nei prossimi giorni

Categoria: internazionale/esteri
08:27
Terremoto in Grecia, nuova scossa a Creta: paura ma nessun danno
(Adnkronos) - La terra torna a tremare in Grecia. Nelle prime ore di oggi, sabato 25 aprile 2026, un terremoto ha colpito il sud-est dell’isola di Creta, riaccendendo l’attenzione sull’area.
Secondo quanto riportato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), la scossa ha raggiunto una magnitudo 4.6 ed è stata registrata alle 03:47 (ora italiana), con epicentro in mare e una profondità di circa 15 chilometri.
Anche l’United States Geological Survey (Usgs) conferma che il sisma si inserisce in una sequenza di scosse avvenute al largo della costa meridionale dell’isola.
Al momento non si segnalano danni a persone o edifici, ma la scossa è stata avvertita in diverse zone.
Il terremoto di oggi arriva a poche ore da una scossa ben più intensa registrata ieri sempre nella stessa zona.
In quel caso, il sisma aveva raggiunto una magnitudo 5.8, con epicentro a circa 23 chilometri a sud-sud-ovest di Lasithi e una profondità di 9,7 chilometri.. La scossa principale, avvenuta alle 5:18 del mattino, è stata chiaramente avvertita dalla popolazione, spingendo molte persone a scendere in strada per la paura. Nonostante l’intensità, anche in quel caso non sono stati registrati danni significativi né vittime.
Dopo il terremoto principale, sono state registrate diverse repliche di minore intensità, segno di un’attività sismica ancora in corso.

Categoria: internazionale/esteri
08:17
Serie A, oggi Bologna-Roma: orario, probabili formazioni e dove vederla
(Adnkronos) - La Roma torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 25 aprile, i giallorossi saranno impegnati in trasferta al Dall'Ara contro il Bologna (sfida visibile in tv e streaming), in una delle sfide della 34esima giornata di campionato. La squadra di Italiano arriva al match dopo il ko contro la Juve, mentre i giallorossi hanno pareggiato contro l'Atalanta nell'ultimo turno e vanno a caccia di punti pesanti per cercare di rientrare nella corsa Champions. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Bologna-Roma, in campo oggi alle 18:
BOLOGNA (4-3-3) Ravaglia; Joao Mario, Vitik, Lucumi, Miranda; Ferguson, Freuler, Pobega; Orsolini, Castro, Rowe. All.: Italiano
ROMA (3-4-2-1) Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All.: Gasperini
La partita Bologna-Roma, valida per la 34esima giornata di Serie A, sarà trasmessa in esclusiva, in diretta e in streaming, da Dazn.

Categoria: sport
08:13
Affitti brevi, cambia cedolare secca: dal terzo immobile scatta l’attività d’impresa
(Adnkronos) - Dal primo gennaio 2026 è partita la stretta fiscale sulle locazioni brevi. I proprietari potranno continuare a fruire della cedolare secca per i primi due immobili, ma a partire dal terzo immobile concesso in affitto breve sarà obbligatorio aprire la partita Iva, perché si presumerà l’esercizio di un’attività di impresa. Queste, in sintesi le principali novità in tema di locazioni brevi previste dalla Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199 del 30/12/2025) ricordate da Giuseppe Donato Nuzzo di Immobiliare.it. Il legislatore ha esteso nel tempo la facoltà di optare per il regime della cedolare secca, circoscrivendone tuttavia l’applicazione ai primi due immobili concessi in locazione. Fino al 31 dicembre 2025 la presunzione di attività imprenditoriale era legata al limite del quinto immobile in affitto.
Le nuove norme diminuiscono a tre il numero degli immobili a partire dai quali l’attività di locazione breve si considera reddito d’impresa. L’obiettivo dichiarato del Legislatore è quello di limitare l’ambito di applicazione della cedolare secca, evitando che attività economicamente strutturate possano continuare a beneficiare di un regime fiscale agevolato pensato per i piccoli locatori. In questa direzione si muove anche la giurisprudenza più recente, che tende a valorizzare non soltanto il dato numerico degli immobili locati, ma anche le concrete modalità di svolgimento dell’attività, quando questa si presenta stabile, ripetuta e organizzata.
La prima novità riguarda le aliquote. Le Legge di Bilancio 2026 modifica l’art. 4, comma 2, del D.L. n. 50/2017 sulle locazioni brevi (convertito in L. n. 96/2017). La cedolare secca sarà applicabile con aliquote diverse in base al numero di immobili: cedolare secca al 21% per i redditi derivanti dai contratti di locazione breve relativi a una unità immobiliare scelta dal contribuente in dichiarazione dei redditi; cedolare secca al 26% per il secondo immobile.
L’altra novità rilevante riguarda la 'presunzione d’impresa'. Se, da un lato, il legislatore ha confermato la disciplina della cedolare secca per il 2026; dall’altro, ha diminuito a tre (erano cinque) il numero degli immobili a partire dal quale si determina il passaggio al regime imprenditoriale, con conseguente esclusione del regime della cedolare secca. Secondo la relazione tecnica allegata alla legge di Bilancio, da questi affitti arriverà un maggiore gettito Irpef (uscito dal perimetro della cedolare) stimato in circa 13 milioni ogni anno, a regime. Nello specifico, l’art. 1, comma 17, della legge di bilancio modifica l’art. 1, comma 595, della legge n. 178/2020, incidendo indirettamente anche sull’applicazione della cedolare secca. In particolare: l’orizzonte temporale di applicazione del regime agevolato viene prorogato sino al 2026; il limite quantitativo degli immobili destinabili alle locazioni brevi in regime non imprenditoriale viene ridimensionato, passando da quattro a due unità immobiliari.
Questo significa che, a partire dall’anno d’imposta 2026, la destinazione di tre o più appartamenti alla locazione breve comporterà automaticamente l’esercizio di attività d’impresa, con conseguente obbligo di aprire la partita Iva e iscriversi alla gestione previdenziale, salvo che non si sia già coperti per un’altra attività. Si tratta di una soglia normativa che oggi si intreccia con un orientamento giurisprudenziale sempre più netto.
La Corte di giustizia tributaria di primo grado di Firenze, con sentenza n. 148 del 2 marzo 2026, ha infatti ribadito che la natura imprenditoriale dell’attività può emergere da una serie di indici concreti: mumero elevato delle prenotazioni; continuità nel tempo dell’attività; presenza dell’immobile sulle principali piattaforme telematiche e consistenza degli introiti, specie in assenza di altri redditi imponibili. Dunque, anche in assenza di servizi aggiuntivi particolarmente articolati, l’attività di locazione turistica può ugualmente assumere carattere imprenditoriale quando risulta esercitata in modo abituale e organizzato. La sentenza fiorentina segnala che il vero punto di attenzione non sarà soltanto il numero degli appartamenti, ma anche il modello gestionale adottato dal proprietario: quando le prenotazioni si susseguono in modo sistematico, l’attività si prolunga negli anni e l’organizzazione si appoggia stabilmente alle piattaforme online, il rischio di riqualificazione in termini imprenditoriali diventa molto più concreto.
Nel conteggio degli immobili occorre fare riferimento sempre all’unità immobiliare (e non ai singoli contratti) e l’immobile va considerato per intero: anche con contratti diversi, un appartamento suddiviso in varie stanze messe in locazione separatamente continua a valere come una sola casa. Non devono essere inclusi nel conteggio gli immobili concessi in locazione ordinaria (4+4) o con contratti di locazione transitoria superiore a 30 giorni.
L’apertura della partita Iva dal terzo immobile in poi comporterà per i proprietari l’applicazione del regime fiscale ordinario (e dunque una maggiore tassazione). Un effetto negativo che i proprietari potranno limitare in parte con l’eventuale accesso al regime forfettario. Inoltre, occorre tenere in considerazione che l’apertura della partita IVA comporta, di regola, l’obbligo di versare i contributi previdenziali, con un sensibile incremento degli oneri complessivi a fine anno. Sul piano amministrativo, poi, si rende necessaria una contabilità molto più articolata rispetto al semplice versamento della cedolare secca, per via della gestione di fatturazione, registrazioni e adempimenti IVA. Non solo: la giurisprudenza fiorentina richiamata esclude anche che quanto eventualmente versato come cedolare secca possa essere automaticamente 'compensato' con le imposte accertate sul reddito d’impresa, trattandosi di regimi alternativi, diversi per struttura e presupposti.
Alle nuove regole fiscali si aggiungono le regole restrittive previste nei regolamenti comunali. Proprio nei giorni scorsi, la Corte Costituzionale (sentenza n. 186/2025) ha dato via libera alla legge regionale della Toscana sugli affitti brevi, confermando la generale competenza dei Comuni ad adottare norme proprie che vadano a limitare il ricorso alle locazioni brevi, soprattutto nei centri storici. Una sentenza storica, che potrebbe spingere altre regioni e, di conseguenza, molti altri Comuni (soprattutto quelli a forte vocazione turistica) ad adottare nuovi limiti e divieti in materia.

Categoria: economia
08:06
MotoGp, si corre in Spagna: dalle qualifiche alla gara, orario e dove vedere (in chiaro) Gp Jerez
(Adnkronos) - Riparte la MotoGp dopo la pausa forzata, con il Gp di Jerez. Il Motomondiale torna con l'appuntamento sul circuito spagnolo, dopo l'annullamento del Gran Premio del Qatar a causa delle tensioni legate al conflitto in Medio Oriente. Si riparte dal dominio dell'Aprilia di Marco Bezzecchi: il pilota italiano, reduce da tre successi nelle prime tre gare della stagione, guida la classifica ed è pronto a stupire nuovamente anche sul circuito dedicato ad Angel Nieto. Ecco programma e orari del weekend e dove vedere il Gp di Jerez in tv e streaming.
Ecco il programma del Gp di Jerez:
Sabato 25 aprile
Ore 10.45: MotoGP - qualifiche
Ore 14.55: MotoGP - sprint
Domenica 26 aprile
Ore 14: MotoGP - gara
Il Grand Prix Estrella Galicia di Spagna verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport su Sky Sport MotoGP (canale 208) e in streaming su Sky Go e Now. Il Gp sarà visibile anche in chiaro su Tv8, a partire da sabato mattina, con le qualifiche e la gara Sprint delle ore 15. Domenica la gara sarà visibile anche in chiaro alle 14.

Categoria: sport
07:59
Iran-Usa, verso un nuovo round di colloqui: Trump manda Witkoff e Kushner in Pakistan - Diretta
(Adnkronos) - Gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero partire oggi per il Pakistan per partecipare ai colloqui con l'Iran, ma permane l'incertezza. Teheran nega l'esistenza di piani per negoziati diretti con la delegazione statunitense a Islamabad, dove il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato funzionari pakistani.
Da parte sua il presidente Donald Trump ha affermato che l'Iran presenterà un'offerta agli Stati Uniti ma non ne conosceva ancora i dettagli. E solo il giorno prima aveva suggerito che l'incertezza sulla leadership iraniana stava complicando i negoziati.
Nel frattempo in Libano, dopo l’annuncio dell’estensione di tre settimane del cessate il fuoco, Israele ha dichiarato che continuerà a colpire “qualsiasi minaccia”, secondo il primo ministro Benjamin Netanyahu, che accusa Hezbollah, sostenuto dall’Iran, di voler sabotare la tregua.
Tutte le news e gli aggiornamenti in diretta.

Categoria: internazionale/esteri
07:38
Verissimo, ospiti e anticipazioni della puntata di oggi
(Adnkronos) - Torna Verissimo oggi, sabato 25 aprile, con una nuova puntata su Canale 5 alle 16.30. Silvia Toffanin accoglie in studio Massimo Boldi. L'attore sarà accompagnato dalle tre figlie Micaela, Manuela e Marta. Quindi, ecco Benedetta Parodi e Fabio Caressa. La coppia della tv sarà in studio con 2 dei 3 figli, Eleonora e Diego.
Il 'menù' prevede quindi le interviste a Serena Rossi e Federico Russo, che interpreta Mimmo nella serie I Cesaroni. Quindi spazio a Kiara, la ballerina eliminata nell’ultima puntata del serale di Amici. In chiusura, ecco Martina Nasoni, accompagnata dalla mamma Simona: racconterà la nuova vita iniziata con il trapianto di cuore a cui è sottoposta ad agosto 2025.

Categoria: spettacoli
07:08
Energia, Meloni al tavolo della Ue: la strategia per combattere crisi
(Adnkronos) - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è venuta a Cipro a cercare delle "risposte" alla crisi energetica. Per ora, alla fine della seconda giornata del Consiglio Europeo informale a Nicosia dopo la cena di giovedì sera ad Agia Napa, aperture esplicite alle richieste di avere flessibilità di bilancio per arginare la crisi energetica scatenata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz non se ne sono viste, ma neppure si sono registrate chiusure pregiudiziali.
Sia la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sia il commissario Valdis Dombrovskis, quest'ultimo dal Forum economico di Delfi, in Grecia, hanno ribadito che, ad oggi, non ci sono le condizioni per attivare la clausola generale di salvaguardia del patto di stabilità, quella che era scattata nel marzo del 2020, per consentire agli Stati membri di fare deficit per affrontare le conseguenze dei lockdown dovuti alla pandemia di Covid per l'economia.
"L'attivazione della clausola generale di salvaguardia non sarebbe appropriata in questo momento", ha detto Dombrovskis. "La clausola generale di salvaguardia - ha ricordato - può essere attivata solo nel caso di una grave recessione nell'area euro o nell'Ue complessivamente intese".
Poche ore dopo la presidente gli ha fatto eco da Nicosia: la clausola generale di salvaguardia (Gec nel gergo comunitario, General Escape Clause), ha detto, "può essere attivata solo in caso di grave recessione economica nell'area euro o nell'Unione Europea nel suo complesso. Per fortuna, non è questa la situazione in cui ci troviamo attualmente. Ma", ha aggiunto Von der Leyen, "continuiamo a monitorare attentamente gli sviluppi e l'Ecofin discuterà la questione in dettaglio".
Tuttavia, la presidente del Consiglio aveva avanzato ieri una richiesta un po' diversa, rimodulata rispetto a quella delle settimane scorse, quella di scorporare dai calcoli ai fini della valutazione del rispetto del patto di stabilità le spese affrontate per attutire la crisi energetica. Meloni non lo ha detto esplicitamente, ma è parso un riferimento mirato all'altra clausola di salvaguardia, quella nazionale (Nec, National Escape Clause), introdotta con la riforma del patto di stabilità della fine del 2023. Non per la difesa, per la quale è stata attivata per 17 Stati membri (favorendo il riarmo tedesco), ma per l'energia, che per l'Italia oggi è "una priorità".
E su questo, ma a Von der Leyen non è stato possibile fare la domanda diretta, la presidente della Commissione non ha ribadito quello che aveva detto non molto tempo fa, cioè che non sussistono le condizioni per attivare né la Gec né la Nec. Ha parlato solo della prima, non della seconda. Che questa sia un'apertura o meno, si vedrà, ma almeno non c'è una chiusura aperta. Fino a qualche tempo fa, il governo italiano aveva chiaramente detto di mirare all'attivazione della Gec, anche probabilmente per evitare un possibile 'effetto stigma' derivante dall'attivazione della Nec.
Ma, verosimilmente, c'era anche un altro motivo. Senza entrare in dettagli troppo tecnici per ragioni di spazio, a causa di come il patto di stabilità è stato riformato nel 2023, con una fortissima impronta tedesca (accettata alla fine obtorto collo anche dall'Italia, perché Berlino aveva il coltello dalla parte del manico: in assenza di una riforma, sarebbero tornate in vigore le vecchie regole, comunque peggiori di quelle nuove), la Nec tratta in modo diverso i Paesi che sono fuori dalla procedura per deficit da quelli che già ci sono dentro.
In parole povere, chi è fuori dalla procedura (Edp), se attiva la Nec e spende di più per la difesa sforando il tetto del 3% del deficit/Pil, non finisce in procedura. Chi invece si trova già in procedura, come l'Italia, se attiva la Nec allunga la propria permanenza in procedura: non esce neanche se, al netto delle spese aggiuntive per la difesa, sarebbe sceso sotto la soglia del 3%. Si tratta di una forte asimmetria "voluta dal legislatore", come ha ricordato Dombrovskis, che denota la fortissima impronta germanica del nuovo patto: chi ha un debito (Schuld in tedesco) ha anche una colpa (sempre Schuld), che deve espiare. E dunque, chi è in procedura per deficit viene trattato diversamente da chi, 'virtuoso', non ci è entrato.
Cosa è cambiato per l'Italia rispetto a qualche giorno fa? E' successo che Eurostat ha certificato, l'altroieri, che il deficit del nostro Paese in rapporto al Pil nel 2025 è stato del 3,1%, quindi Roma non uscirà dalla procedura per deficit, cosa che sperava di ottenere, a un anno e mezzo dalla scadenza della legislatura. Allora, visto che tanto in procedura l'Italia ci rimarrà comunque, l'opzione della Nec torna attuale, anche perché, con la crisi energetica, non è garantito che si riuscirà ad uscire dalla procedura l'anno venturo.
E in ogni caso, anche se il Paese uscisse dall'Edp nella primavera del 2027, poco dopo finirà la legislatura, troppo tardi perché la liberazione dalla procedura possa avere un effetto tangibile per l'elettorato. Elettori che nessun politico, che sia di destra, sinistra e centro, può permettersi di ignorare.
Sulle sue richieste, Meloni ha riferito di non avere incontrato chiusure pregiudiziali tra i suoi omologhi del Consiglio Europeo. "Conosciamo la posizione tedesca sulla materia - ha detto - ma sicuramente anche i tedeschi si rendono conto di quanto sia difficile la situazione che si sta affrontando. C'è sicuramente la volontà di venirsi incontro, cioè di trovare delle soluzioni che possano andare bene per tutti" per contenere gli effetti dannosi dei rincari dell'energia.
"Chiaramente - ha proseguito - io capisco le diversità, le difficoltà, i vincoli costituzionali che hanno gli altri (la Germania, ndr), come gli altri tentano di venire incontro a quelle che sono specificità italiane: ci si deve trovare a un certo punto. Sicuramente io non trovo una chiusura nel senso di dire: 'Non ci interessa'. Tutti capiscono che, quando il problema impatta anche solo su alcuni Stati membri, alla fine, siccome le nostre economie sono interconnesse, arriva anche dagli altri".
Ma questo, ha notato ancora Meloni, "lo capiscono tutti. Si parte anche da posizioni che sono leggermente distanti, ma si sta cercando di avvicinarsi". L'attivazione della clausola nazionale di salvaguardia viene proposta dalla Commissione. Devono sussistere tre condizioni: si deve trattare di "circostanze eccezionali al di fuori del controllo dello Stato membro"; queste circostanze devono avere "rilevanti ripercussioni" sulle finanze pubbliche nazionali; l’attivazione della clausola non deve compromettere "la sostenibilità di bilancio nel medio termine".
Mentre, almeno per ora, le condizioni per la Gec sicuramente non sussistono, per la Nec, almeno sulla carta, sembrano esserci più margini. Si vedrà nelle prossime settimane se la Commissione e Roma, finora in ottimi rapporti anche perché l'Ecr nel Parlamento Europeo è di fatto parte informale della 'maggioranza variabile' che appoggia la Von der Leyen bis, si verranno incontro su questo: l'Ecofin e l'Eurogruppo si riuniranno due volte a maggio, prima a Bruxelles e poi a Nicosia, quindi non mancheranno le occasioni per parlarsi.
Sull'energia, Meloni ha fatto notare di non essere affatto "sola" nel Consiglio Europeo. Il premier spagnolo Pedro Sanchez, a conferma, ha invitato apertamente a discutere delle regole di bilancio, per finanziare gli enormi investimenti che richiederà l'elettrificazione dell'economia, nonché a prorogare Next Generation Ue, allo stesso fine.
Meloni, dal canto suo, ha anche assicurato di non aver fatto mancare "la chiarezza", ieri "sull'energia" e oggi sul Qfp, il quadro pluriennale finanziario 2028-34, il tema dell'incontro dei leader di stamani, "che è chiaramente un negoziato difficilissimo, nel quale le posizioni tra loro partono in maniera molto diversa".
Il cancelliere Friedrich Merz ha chiarito subito all'ingresso, in un breve ma chiarissimo doorstep, come la pensa sull'Mff 2028-34: "Dovremo stabilire nuove priorità", ha detto, "questo vuol dire che dovremo anche ridurre la spesa nel bilancio europeo in altri settori. Dal punto di vista tedesco, un aumento del debito è fuori discussione. Anche l'emissione di obbligazioni europee sul mercato dei capitali è fuori discussione". E mentre i tre presidenti Ue, Roberta Metsola, Ursula von der Leyen e Antonio Costa chiedevano nuove risorse proprie per finanziare le nuove priorità Ue, Merz li ha gelati: "L'Europa deve fare i conti con le risorse che ha", ha detto.
Tradotto: volete finanziare le nuove priorità? Tagliate la coesione e la Pac, cosa che è appunto prevista, in qualche misura, nella proposta da 2mila miliardi di euro avanzata dalla Commissione. Il premier olandese Rob Jetten ha delineato una posizione simile a quella di Merz, definendo "inaccettabile" l'aumento della dotazione finanziaria dell'Mff.
Von der Leyen ha fatto notare ancora una volta che, senza nuove risorse proprie, sarà inevitabile alzare i contributi nazionali degli Stati membri, opzione assai sgradita a Germania e Olanda, che sono contributori netti al bilancio Ue. Per non parlare del debito comune Ue, un tabù sia a Berlino che all'Aja. Si vedrà come andrà a finire: quelle messe sul tavolo oggi sono posizioni negoziali. Tutti sanno che dovranno cedere qualcosa, alla fine, per incassare qualcos'altro.
Meloni, per contro, ha delineato la sua trincea: ci sono delle "linee rosse", ha detto, "che l'Italia ha. Una di queste riguarda i fondi della Coesione e i fondi della Politica agricola comune, che non vuol dire non essere d'accordo, perché siamo d'accordo tanto sulla difesa quanto sulla competitività. Ma le cose camminano insieme. E' inutile che noi ci occupiamo della nostra sicurezza, se poi non ci occupiamo della sicurezza alimentare, ed è inutile che cerchiamo di costruire competitività se non capiamo che la coesione, cioè mettere tutti i territori nella condizione di competere ad armi pari, è la precondizione di qualsiasi forma di competitività".
Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha ribadito che il negoziato sull'Mff 2028-34 deve chiudersi "entro fine anno", per consentirgli di dispiegare i suoi effetti dall'inizio del 2028. E' parso più un modo per fare pressione: il negoziato sarà lungo e difficile, e Costa è il primo a saperlo perfettamente. Per questo ha costretto i leader, stamani a Nicosia, a confrontarsi, cosa che non avevano fatto a marzo.
Il negoziato sarà, come ha detto Meloni, "difficilissimo" e probabilmente lungo, esattamente come fu quello sull'attuale Mff 2021-27, condotto nel 2020. Ma la premier confida che, alla fine, un accordo si troverà. "Come sempre - ha detto - noi portiamo con chiarezza tutte le nostre posizioni. Poi cerchiamo delle sintesi, che sono complesse, ma secondo me possibili". (dall'inviato Tommaso Gallavotti)

Categoria: internazionale/esteri
00:04
Italia ripescata ai Mondiali? Iran 'sfotte': "Trump non capisce di calcio"
(Adnkronos) - L'Iran 'sfotte' l'Italia sull'ipotesi ripescaggio ai prossimi Mondiali. Oggi, venerdì 24 aprile, l'ambasciata iraniana in Ghana ha pubblicato un messaggio sul proprio profilo ufficiale X riferendosi direttamente ai cittadini e al governo italiano, dopo che ne giorni scorsi il Financial Times aveva rivelato la proposta che sarebbe arrivata dall'inviato di Donald Trump, Paolo Zampolli, al presidente americano e al presidente della Fifa, Gianni Infantino: escludere la Nazionale della Repubblica islamica, a causa del conflitto in corso con gli Stati Uniti, in favore degli azzurri. Una prospettiva che però, ovviamente, non piace a Teheran.
"Cara Italia, quell’uomo, allergico alle civiltà, è diventato geloso e ti ha offerto qualcosa riguardo a uno sport che né gli piace né capisce", ha scritto l'ambasciata iraniana riferendosi a Donald Trump, "sappiamo che ami troppo il calcio per prendere anche solo in considerazione un’offerta del genere".
"L'ananas sulla pizza potresti sopportarlo. Questo, mai. Comunque, Lasciamolo alla sua confusione e torniamo ai litigi che solo le vere civiltà capiscono", ha suggerito l'ambasciata con una nemmeno troppo velata ironia, "scegli tu l’argomento: pizza, pasta, polpette, paradiso. Avvertenza: abbiamo le prove!".
"L'Italia al posto dell'Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo... E' una domanda interessante... Stanno pensando di rimpiazzare l'Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti", aveva detto Donald Trump, che aveva rivelato di non occuparsi dei prossimi Mondiali di calcio che gli Usa ospiteranno con Canada e Messico dall'11 giugno al 19 luglio. E il ripescaggio dell'Italia non è quindi minimamente nei suoi pensieri.
Il presidente americano è infatti caduto dalle nuvole quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda a tema calcistico: l'Italia potrebbe sostituire l'Iran ai Mondiali? L'ipotesi è caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. "Non ci penso troppo...", dice Trump girando la questione al segretario di Stato Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia è ancora più netto.
"Non so da dove venga fuori tutto questo. Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto" agli iraniani "che non possono venire", aveva aggiunto il segretario di Stato,". "Il problema non sarebbero gli atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che l'Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell'Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici", aveva aggiunto. "Non vorremmo penalizzare gli atleti", aveva concluso Trump.
In ogni caso, l'ipotesi era stata scartata categoricamente dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio: "Non penso sia una cosa possibile", ha detto a margine del premio Città di Roma, "in più, come seconda cosa, mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo di andare ai Mondiali". Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: "Non penso sia opportuno un ripescaggio al Mondiale. Ci si qualifica sul campo".
A scatenare tutto, come detto, la proposta di Zampolli. "Ho suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali", aveva rivelato al Financial Times, "sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione" nel torneo al via l'11 giugno. La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena estesa da Trump, mette infatti in discussione la presenza della selezione della repubblica islamica alla manifestazione.
La Fifa, che non si è pronunciata ufficialmente, ha già 'bocciato' l'idea di Zampolli. Il quotidiano spagnolo El Pais ha infatti rivelato come fonti interne al massimo organismo di governo del calcio l'abbiano giudicata "impraticabile". Soprattutto perché, in caso di forfait dell'Iran, un'eventualità che giudicano come improbabile, a subentrare sarebbe una Nazionale della stessa confederazione, ovvero quella asiatica. Nel caso toccherebbe quindi agli Emirati Arabi Uniti.

Categoria: sport
00:03
Iran-Usa, prove di dialogo a Islamabad. Trump manda Witkoff e Kushner
(Adnkronos) - Nuove prove di dialogo tra Stati Uniti e Iran. Con il mistero. Con la guerra congelata dalla tregua prolungata da Donald Trump, i riflettori si accendono nuovamente sul Pakistan, mediatore tra Washington e Teheran. A Islamabad arrivano gli emissari dei due paesi, senza però i pesi massimi che hanno partecipato al primo round di trattative. L'Iran schiera il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, già arrivato a destinazione. Non c'è, invece, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento. Gli Usa rispondono con Steve Witkoff, inviato speciale di Trump, e Jared Kushner, emissario e genero del presidente. Saranno loro a partire nella giornata di sabato, senza il vicepresidente JD Vance.
Si parte, nella migliore delle ipotesi, con un dialogo ad un livello più basso. In realtà, l'incontro diretto tra le due delegazioni nel corso del weekend non è scontato. La nuova 'scintilla' diplomatica per ora non basta a incidere in maniera uniforme sul prezzo del petrolio. A New York il greggio chiude in calo: il West Texas Intermediate (Wti) con consegne a giugno scende di di 1,45 dollari (-1,51%) a 94,4 dollari al barile. A Londra, invece, il Brent con consegne a giugno chiude in rialzo di 26 cents (+0,25%) a 105,33 dollari al barile. Due quotazioni divergenti, manifesto di un quadro tutto da decifrare.
La Casa Bianca assicura che il duo Witkoff-Kushner vedrà il ministro degli Esteri iraniano e avrà "colloqui diretti con la delegazione iraniana mediati dai pakistani, che sono stati amici incredibili in questo processo", come dice la portavoce Karoline Leavitt a Fox News. "Gli iraniani ci hanno chiamato rispondendo all'appello del presidente e hanno chiesto di avere questo faccia a faccia. Speriamo sia una conversazione produttiva che ci avvicini a un accordo". In sostanza, secondo Washington, Teheran sarebbe pronta a formulare la proposta che Trump attende da giorni.
Toccherebbe proprio a Araghchi presentare l''offerta' per riaccendere le trattative con gli Stati Uniti e compiere un passo verso la pace. In assenza di un'apertura, la tregua che Trump ha prorogato senza una deadline precisa rischia di scricchiolare: le Forze armate americane, secondo la Cnn, stanno mettendo a punti piani d'attacco percolpire le capacità iraniane nello Stretto di Hormuz. Nel mirino finirebbero le piccole imbarcazioni d'attacco veloci, navi posamine e altri mezzi asimmetrici che hanno aiutato la Repubblica islamica a paralizzare il braccio di mare determinante per il 20% del commercio mondiale di petrolio.
Le linee rosse delineate dalla Casa Bianca sono note: lo Stretto di Hormuz va riaperto, l'Iran non potrà mai avere armi nucleari. In caso di segnali positivi, Vance volerebbe in Pakistan per un'ulteriore accelerazione nei negoziati: "Il vicepresidente, per quanto ne so, è in standby e sarebbe disposto a essere inviato in Pakistan se ritenessimo necessario un impiego del suo tempo", la formula usata da Leavitt.
L'Iran, nelle stesse ore, delinea uno scenario nettamente diverso: la delegazione vola in Pakistan per una serie di colloqui con il premier pakistano, Shehbaz Sharif, e il capo dell'Esercito, il feldmaresciallo Asim Munir. "Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi non terrà alcun negoziato con gli americani a Islamabad", riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, citando una dichiarazione ufficiale che accusa i media statunitensi di diffondere notizie false sul presunto nuovo ciclo di colloqui. Nel comunicato, intitolato 'I media americani mentono ancora', si afferma che "funzionari e media statunitensi inventano storie su nuovi contatti da oltre dieci giorni" e che un negoziato con Washington "non è attualmente all’ordine del giorno". Secondo la stessa fonte, Araghchi discuterà invece con le autorità pakistane le "valutazioni dell’Iran sulla fine della guerra".
La versione sembra confermata dal Pakistan. "La possibilità di un incontro trilaterale con gli Stati Uniti verrà valutata dopo il nostro faccia a faccia con Abbas Araghchi", riferisce ad Axios un funzionario, precisando che i colloqui con il ministro iraniano si concentreranno sul rilancio dei negoziati con l’amministrazione Trump. Secondo le stesse fonti, Araghchi dovrebbe poi proseguire il suo viaggio verso Muscat, in Oman, e successivamente a Mosca, rendendo incerta la tempistica di un eventuale incontro con gli emissari statunitensi.
Come accade da settimane, non c'è sempre corrispondenza tra le posizioni espresse in pubblico e ciò che accade dietro le quinte. Due funzionari iraniani rivelano al New York Times che in privato le autorità di Teheran avrebbero scambiato messaggi con il Pakistan e intrapreso iniziative diplomatiche per riprendere i colloqui. L'incontro al tavolo con il duo Kushner-Witkoff potrebbe avvenire lunedì, dopo colloqui bilaterali separati tra le due delegazioni e i mediatori pakistani.
Trump, intanto, ha avuto nella giornata di venerdì un colloquio con l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim Al-Thani. Secondo un comunicato diffuso dall'ufficio dell'emiro, i due leader hanno discusso della situazione nello Stretto di Hormuz e dell'influenza sulla "sicurezza della navigazione marittima e sulle catene di approvvigionamento globali". "L'emiro", si legge ancora, "ha sottolineato la necessità di ridurre la tensione e sostenere soluzioni pacifiche" e ha affermato che il Qatar è pronto a sostenere gli sforzi di mediazione del Pakistan.
Un ruolo prova a giocarlo anche l'Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha infatti avuto un colloquio con il segretario di Stato americano Marco Rubio, durante il quale ha "sottolineato l’importanza della rapida ripresa dei negoziati a Islamabad per una soluzione pacifica duratura". "Ne avevo discusso anche con il Ministro Araghchi", ricorda il vicepremier su X, " evidenziando la necessità di un accordo che assicuri la natura esclusivamente civile del programma nucleare iraniano". "Resta prioritario riaprire rapidamente e in sicurezza lo Stretto di Hormuz, per evitare ulteriori ripercussioni economiche globali, "ha aggiunto Tajani, "l’Italia è pronta a fare la sua parte, contribuendo a iniziative multilaterali per la sicurezza marittima e la libertà di navigazione".

Categoria: internazionale/esteri
23:57
Napoli, Conte attacca Lukaku: "Non mi ha nemmeno salutato, sono deluso"
(Adnkronos) - Antonio Conte attacca Romelu Lukaku. Oggi, venerdì 24 aprile, il Napoli ha battuto la Cremonese 4-0 al Maradona nell'anticipo della 24esima giornata di Serie A, ma nel post partita a tenere banco è il caso scoppiato intorno all'attaccante azzurro, che ha deciso di rimanere in Belgio per curarsi dall'infortunio piuttosto che tornare a Napoli.
Una decisione che non è piaciuta affatto né a Conte e né alla società, che nei giorni scorsi ha avuto un colloquio con il giocatore, tornato per qualche ora in Italia, ma senza incontrare il suo allenatore. "Non ho avuto modo di parlare con lui, so che lo ha fatto un nostro dirigente", ha rivelato proprio Conte ai microfoni di Dazn.
"Il mio ufficio era lì, ma nessuno ha bussato alla porta e questo mi è dispiaciuto tanto, perché mi sarei aspettato comunque un saluto o un messaggio", ha spiegato l'allenatore del Napoli, "in queste situazioni si cerca di capire tutti, l’allenatore deve farlo, anche se nessuno si sforza di capire l’allenatore".

Categoria: sport
23:42
Napoli rimanda festa Inter, quando può arrivare lo scudetto?
(Adnkronos) - Il Napoli fa slittare la festa scudetto dell'Inter. Oggi, venerdì 24 aprile, la squadra azzurra ha battuto la Cremonese 4-0 al Maradona nell'anticipo della 24esima giornata di Serie A, salendo a 69 punti in classifica, staccando il Milan al secondo posto, ora a -3, e portandosi -9 dalla squadra di Chivu.
Un risultato che non permette all'Inter di festeggiare il tricolore in questa giornata. Anche se l'Inter dovesse battere il Torino nella partita in programma domenica 26 aprile, tornerebbe a +12 sulla squadra di Conte, così come sul Milan se i rossoneri dovessero battere la Juventus, un margine che, a quattro giornate dalla fine del campionato lascia aperto un potenziale aggancio in vetta.
Se l'Inter dovesse perdere tutte le rimanenti partite di Serie A, mentre se il Napoli dovesse vincerle tutte, aggancerebbero i nerazzurri in testa e lo scudetto si risolverebbe con uno spareggio. Quindi quando potrà festeggiare lo scudetto l'Inter?
L'Inter potrebbe quindi festeggiare lo scudetto nella prossima giornata di Serie A. Se dovesse vincere a Torino infatti, Chivu si laureerebbe campione d'Italia con tre giornate d'anticipo vincendo la successiva partita casalinga contro il Parma, conquistando così un margine che non sarebbe più colmabile dalle inseguitrici. Se non dovessero arrivare tre punti contro i granata invece l'appuntamento sarebbe rimandato alla giornata ancora successiva e, in caso di vittoria, arriverebbe all'Olimpico di Roma contro la Lazio.

Categoria: sport
23:20
Rafa Jodar, chi è tennista che incanta Madrid e potrebbe sfidare Sinner
(Adnkronos) - Rafa Jodar incanta Madrid, davanti a Jannik Sinner. Oggi, venerdì 24 aprile, il giovane tennista spagnolo ha battuto a sorpresa l'australiano Alex De Minaur nel secondo turno del Masters 1000 spagnolo, imponendosi in due set con il netto punteggio di 6-3, 6-1, in una partita che, tra gli spettatori, vedeva proprio l'azzurro, che potrebbe incrociarlo nei quarti di finale del torneo. Ma chi è Jodar?
Rafael Jodar è un tennista spagnolo di 19 anni, nato nel 2006, che occupa al momento la 42esima posizione del ranking Atp, ovvero il miglior piazzamento nella classifica generale mai raggiunto nella sua ancora giovane carriera. Jodar ha iniziato a giocare da giovanissimo, emigrando negli Stati Uniti per formarsi alla University of Virginia, dove ha potuto competere a livello più alto.
Un anno fa Jodar ha scelto di lasciare il college per dedicarsi completamente alla sua carriera sportiva, una scelta che, almeno fin qui, si sta rivelando azzeccata. Proprio nel 2025 ha conquistato tre titoli Challenger, tutti sul cemento, scalando posizioni nel ranking e facendosi notare nel circuito e partecipando alle Next Gen Atp Finals.
Nel 2026 ha esordito nei tornei del circuito Atp, stupendo tutti a Miami: partito dalle qualificazioni, Jodar è riuscito ad arrivare fino al terzo turno, vincendo contro Hanfmann e Vukic prima di venire eliminato dall'argentino Etcheverry.

Categoria: sport
22:54
Napoli-Cremonese, braccio di Grassi su tiro Giovane: giusto rigore?
(Adnkronos) - Proteste in Napoli-Cremonese. Oggi, venerdì 24 aprile, gli azzurri hanno ospitato i lombardi al Maradona nell'anticipo della 24esima giornata di Serie A, in una partita segnata anche da un episodio arbitrale. Sul finale di partita infatti l'arbitro Doveri ha fischiato un calcio di rigore per il Napoli per tocco di mano di Grassi all'interno dell'area lombarda, tra le proteste della squadra di Giampaolo.
Succede tutto all'83'. Giovane, entrato in campo nel secondo tempo, riceve palla al limite dell'area e calcia con il destro trovando la deviazione con il braccio di Grassi. L'arbitro indica subito il dischetto, provocando le proteste dei giocatori in campo e della panchina di Giampaolo. Dopo un rapido colloquio con il Var, Doveri conferma la sua decisione, poi McTominay sbaglia il calcio di rigore.

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