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19:51

Imprese, Tasca (A2a): "Tre dimensioni per integrare cultura aziendale e just transition"

(Adnkronos) - "L’integrazione tra la cultura aziendale e strategica di A2a e la Just transition è avvenuta incrociando tre dimensioni, quella organizzativa, quella economico - finanziaria e quella culturale, in questo modo siamo riusciti a considerare la Just transition come un passaggio del nostro piano industriale nella valutazione dei nostri investimenti”. Lo ha detto ⁠Roberto Tasca, Presidente di A2a, intervenendo oggi a Roma a ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’, l’evento del Gruppo - realizzato in collaborazione con Assonime e con il contributo di partner strategici quali The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano - dove è stato presentato l’Engagement Value Index report. 

Poi entra nel dettaglio: “In merito alla dimensione organizzativa, e successivamente a quella economico - finanziaria, ci siamo dotati di una funzione interna che si occupasse strettamente di declinare per noi questi temi con una visione e una rilevanza internazionale. Lo abbiamo fatto trasformando le nostre analisi degli investimenti in processi che tengono conto di questi elementi. Just transition vuol dire, fondamentalmente, occuparsi del futuro del nostro pianeta, delle nostre comunità e dei nostri territori, quindi abbiamo poi cercato di sintetizzare nel nostro piano, che è un piano decennale, quelle che sono le indicazioni”. 

“Quanto alla terza dimensione - prosegue ancora Tasca - è la dimensione culturale. Abbiamo operato a livello aziendale affinché questi temi fossero compresi, conosciuti e approfonditi e soprattutto affinchè si superasse quel grado di diffidenza che un po' li governa; ovvero: anche oggi, a seguito di quelli che sono i cambiamenti politici europei e internazionali e quelli che sono anche i fattori critici geopolitici del momento, vediamo come in realtà ci sia una resistenza psicologica, anche ad affrontare queste tematiche, legata soprattutto al fatto che si ritengono molto lontane da noi, ecco perché, anche con un passaggio culturale importante, abbiamo lavorato su questo” conclude. 

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Categoria: sostenibilita

19:50

Imprese, Ventura (A2a): "Con stakeholder engagement dialogo con attori coinvolti"

(Adnkronos) - "Lo stakeholder engagement significa avere relazioni continuative con tutti i territori e i diversi pubblici con cui un'azienda ha a che fare: dai clienti, ai fornitori, alle istituzioni, ai dipendenti, oltre alle varie comunità di riferimento”. Così Carlotta Ventura, Chief Communication, Sustainability e Regional Affairs in A2a, in occasione dell’evento ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’ oggi a Roma. Realizzato da A2a in collaborazione con Assonime, l’incontro vede il contributo dei partner strategici The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano. Durante l’appuntamento è stato presentato l’Engagement Value Index report con cui il Gruppo ha misurato gli impatti generati sui territori. 

  

Per Ventura, "è necessario misurare tutto il lavoro che viene fatto sui territori perché è un importante investimento di risorse, in termini economici, di tempo, sia da parte dell'azienda che da parte degli interlocutori con cui siamo in contatto”, afferma. Poi aggiunge: “Si tratta di un beneficio concreto sia per le aziende che per le comunità. Dal dialogo con gli stakeholder nascono anche opportunità e si possono mitigare eventuali rischi che altrimenti non verrebbero intercettati”. 

  

Ma in che modo A2a ha sistematizzato lo stakeholder engagement? “Abbiamo delle riunioni fisse nel corso dell'anno in cui le proposte di dialogo vengono tradotte in attività concrete”, conclude Ventura. 

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Categoria: sostenibilita

19:36

Milano-Cortina, lo studio: Giochi hanno riportato al centro lo sport femminile

(Adnkronos) - Come sono state raccontate le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali Milano Cortina dai media televisivi italiani? Quali immagini, linguaggi e protagonisti emergono nella narrazione mainstream dei Giochi? Donne e uomini sono rappresentati allo stesso modo? A queste domande risponde la ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026” promossa da Comitato Olimpico Internazionale e Fondazione Bracco, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026. 

Da sempre, i Giochi Olimpici e Paralimpici rappresentano una piattaforma globale, che contribuisce a plasmare il modo in cui lo sport viene raccontato e percepito. La ricerca, realizzata dall’Osservatorio di Pavia – istituto di ricerca indipendente specializzato nello studio dei contenuti dell’informazione – analizza come lo sport e i suoi protagonisti vengono raccontati nei telegiornali italiani, con un’attenzione specifica alla presenza e narrazione delle atlete nell’informazione sportiva. Concepito come un vero e proprio percorso di osservazione nel tempo, lo studio ha analizzato la copertura mediatica in diverse fasi, concentrandosi sulla rappresentazione televisiva nazionale tra luglio 2024 e marzo 2026: dai Giochi di Parigi, passando per un anno di informazione ordinaria, fino ai Giochi di Milano Cortina 2026. Ciò ha permesso di ottenere, per la prima volta, una visione organica e approfondita del racconto mediatico. Il risultato non è soltanto una fotografia accurata del presente, ma anche una preziosa eredità di conoscenze e buone pratiche, per contribuire a orientare le future edizioni dei Giochi Olimpici e Paralimpici. 

“Di queste Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano e Cortina porterò sempre nel cuore soprattutto i volti delle tantissime atlete azzurre che hanno vinto con merito e impegno un numero straordinario di medaglie”, ha affermato Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco. “È stata una grande emozione ammirare le gesta delle nostre campionesse a iniziare da Chiara Mazzel, sciatrice paralimpica che ha vinto 1 oro e 3 argenti, dando un contributo decisivo al record di podi della squadra italiana; ma naturalmente ho esultato anche per le straordinarie imprese di Federica Brignone, Francesca Lollobrigida, Sofia Goggia, Arianna Fontana e Lisa Vittozzi. Ragazze coraggiose, che con tenacia, grinta, sacrificio, determinazione hanno scritto pagine memorabili dello sport invernale italiano. E che, sostenute da una incrollabile passione, hanno saputo imporsi anche all’attenzione dei media”. 

 

“I Giochi Milano-Cortina 2026 hanno registrato uno dei più alti livelli di partecipazione femminile nelle Olimpiadi invernali: il 47,9% degli atleti erano donne, protagoniste assolute del medagliere”, ha ricordato il Sottosegretario allo Sport e ai Giovani, Federica Picchi. “La Lombardia esprime grande orgoglio per le atlete olimpiche e paralimpiche italiane, da Federica Brignone a Chiara Mazzel, da Francesca Lollobrigida ad Arianna Fontana. Proprio Fontana, pattinatrice di short track, donna, giovane, valtellinese, con 14 medaglie è tra i campioni – uomini e donne – più vincenti nella storia dei Giochi invernali. Un fenomeno anche la collega Lollobrigida che, con due ori a Milano-Cortina 2026 in tasca, e suo figlio in braccio durante la vittoria, ha raccontato il sostegno ricevuto dalla FISG durante la maternità, auspicando che tutte le Federazioni facciano lo stesso. Per questo, con Regione e CONI Lombardia stiamo creando un fondo per favorire la conciliazione tra carriera sportiva e maternità, lo stesso impegno che stiamo mettendo nella realizzazione di percorsi dual career con tutti i CUS Lombardi”. 

“Grazie all'insieme del movimento Olimpico, abbiamo raggiunto i Giochi Olimpici Invernali più equilibrati dal punto di vista di genere nella storia con oltre il 47% di atlete”, ha sottolineato Charlotte Groppo, Responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Comitato Olimpico Internazionale. “Questo progresso è più di un semplice dato statistico: è il riflesso di opportunità che si ampliano, di barriere che continuano a cadere e di un futuro in cui ogni ragazza può vedersi sul campo di gioco.” 

“Abbiamo appena vissuto la straordinaria esperienza di Olimpiadi e Paralimpiadi, che Milano ha accolto con grande capacità di risposta, e portiamo negli occhi e nel cuore le immagini delle grandi atlete protagoniste di prove di talento”, ha dichiarato la delegata del Sindaco alle Pari opportunità di genere, Elena Lattuada. “Ci auguriamo che questa presenza venga mantenuta nel tempo, perché, come evidenziato dall’Osservatorio di Pavia, alla grande copertura mediatica durante le competizioni segue spesso il silenzio. Proprio per la capacità e il coraggio dimostrati, questo silenzio non deve più esserci”, sottolinea Lattuada. “Se le Olimpiadi hanno avuto ampio risalto, le Paralimpiadi hanno ricevuto minore attenzione, nonostante le storie di grande coraggio e determinazione. L’invito è a non dimenticare questo evento e a valorizzare chi fa dello sport espressione di talento, resilienza e forza, soprattutto tra atleti e atlete con disabilità.” 

 

“La Fondazione Milano Cortina 2026 fin dalla fase di candidatura ha deciso di profondere un forte impegno nella promozione della parità di genere all’interno dell’organizzazione e verso tutti gli stakeholder esterni, riconoscendola come una componente fondamentale di un cambiamento duraturo e significativo.”, ha affermato Diana Bianchedi, Chief Strategy Planning & Legacy Officer, Fondazione Milano Cortina 2026. “Sono stati sviluppati dei progetti lungo tutto il percorso di avvicinamento ai Giochi. Grazie anche al supporto del CIO, i Giochi Olimpici Invernali 2026 hanno segnato un record storico, con una partecipazione delle atlete più alta di sempre e il numero più alto di ufficiali e capi missione donne. Ci auguriamo che questi risultati possano fungere da ispirazione per le future generazioni. Solo lavorando tutti insieme potremo raggiungere obiettivi ancora più grandi e significativi.” 

I risultati dello studio sono stati presentati in anteprima presso la Sala Stampa di Palazzo Regione Lombardia alla presenza di Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco, Charlotte Groppo, Responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Comitato Olimpico Internazionale, Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia, Federica Picchi, Sottosegretario con delega Sport e Giovani di Regione Lombardia, Elena Lattuada, Delegata del Sindaco del Comune di Milano alle Pari opportunità di genere, Andrea Monti, Chief Communications Officer, Fondazione Milano Cortina 2026, Greta Barbone, Human Rights Manager, Fondazione Milano Cortina 2026, Valentina Marchei, atleta olimpica, Head of Ambassador Programme di Fondazione Milano Cortina 2026, Presidente della Commissione Atleti del Coni, e Monia Azzalini, Responsabile settore Diversità, Equità e Inclusione dell’Osservatorio di Pavia. 

Realizzata dall’Osservatorio di Pavia, la ricerca analizza il racconto delle Olimpiadi e Paralimpiadi nelle principali testate televisive, esaminando immagini, linguaggi e voci coinvolte nelle notizie dedicate allo sport, da un punto di vista quantitativo e qualitativo. La ricerca indaga come il sistema mediatico contribuisca a modellare il racconto dello sport, valutando se e quanto le narrazioni televisive riescano a essere inclusive e sensibili al tema della parità di genere. Avviato in occasione dei Giochi di Parigi 2024 e sviluppato fino alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, il monitoraggio traccia le principali tendenze nella copertura mediatica dello sport, evidenziando progressi, criticità e nuove prospettive. 

 

Durante i Giochi di Parigi 2024 la copertura dei telegiornali italiani (a cui sono dedicate il 75% delle notizie) ha mostrato un’attenzione relativamente equilibrata tra sport femminili e maschili e una presenza significativa delle atlete nella narrazione dell’evento. In quei giorni, discipline, storie e protagonisti che raramente trovano spazio nell’informazione sportiva quotidiana sono entrati nel racconto mediatico, contribuendo ad ampliare lo sguardo del pubblico sullo sport. Anche l’analisi dei Giochi Paralimpici di Parigi 2024 ha restituito indicazioni preziose su come lo sport venga rappresentato nei media. Pur in presenza di una copertura più limitata, l’attenzione dedicata alle Paralimpiadi 2024 ha permesso di osservare dinamiche narrative specifiche, tra cui la persistenza di stereotipi legati alla disabilità o al genere, che pongono con forza il tema della qualità del racconto mediatico. 

Nel cosiddetto tempo ordinario, cioè quando l’attenzione si sposta dai grandi eventi allo sport “ordinario”, il quadro cambia. L’analisi dell’anno successivo ai Giochi di Parigi ha mostrato come la copertura televisiva torni a concentrarsi su poche discipline dominanti e su protagonisti già consolidati nel sistema mediatico. In questo contesto specifico, la presenza dello sport femminile e delle sue protagoniste tende nuovamente a ridursi, segnalando come l’effetto di apertura e di maggiore visibilità generato dai Giochi non sempre riesca a tradursi in un cambiamento realmente strutturale nel modo in cui lo sport viene raccontato 

I Giochi Invernali Milano Cortina 2026 riportano al centro dell’attenzione lo sport femminile con un incremento della visibilità delle atlete (58% vs. il 42% degli atleti) e delle discipline sportive femminili all’interno dei telegiornali italiani. Inoltre Milano Cortina 2026 è stata l’edizione dei Giochi olimpici invernali più bilanciata di sempre, con il 47% di donne e il 53% di uomini e la rappresentanza femminile italiana è stata del 47%, perfettamente in linea con la quota internazionale. La copertura tra competizioni femminili e maschili è stata equilibrata. La maggior parte dei servizi analizzati ha raccontato le competizioni senza una netta prevalenza di genere: il 53% delle notizie ha coperto discipline sia maschili sia femminili, mentre il 24% ha riguardato competizioni femminili e il 23% competizioni maschili. Anche le voci femminili e maschili sono state bilanciate: 49% le donne intervistate vs. 51% degli uomini. 

 

Il linguaggio è stato correttamente declinato (84% delle notizie utilizza un linguaggio correttamente declinato secondo il genere) sebbene in alcuni casi la narrazione abbia insistito su elementi biografici o familiari (la maternità come chiave ricorrente). Si evidenziano metafore estranee al campo sportivo che finiscono per attribuire il successo a una dimensione simbolica piuttosto che alla competenza tecnica. Accanto a queste rappresentazioni, alcuni servizi televisivi hanno proposto anche narrazioni che mettono in discussione stereotipi tradizionali legati al genere. In particolare, alcune cronache hanno dato spazio alle emozioni degli atleti, mostrando momenti di commozione o di forte coinvolgimento personale dopo le gare. 

Diversamente il racconto dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 si sviluppa all’interno di uno spazio informativo limitato e si caratterizza per una forte selettività nella costruzione dei contenuti. All’interno di questo quadro, la distribuzione della visibilità evidenzia la presenza di gerarchie marcate. Le atlete, che rappresentano solo il 26% dei partecipanti, vedono ulteriormente ridotta la loro presenza nel racconto mediatico, dove si fermano al 14% delle notizie. In questo contesto, la copertura delle competizioni si concentra in particolare su tre discipline - lo sci alpino, lo sci di fondo e lo snowboard - all’interno delle quali solo le prime due offrono spazio alle gare femminili. Ne deriva una rappresentazione in cui la presenza delle atlete risulta non solo limitata, ma anche fortemente dipendente dalla struttura stessa delle discipline più raccontate e dai risultati conseguiti. 

In sintesi, il percorso di osservazione ha messo in evidenza una dinamica ricorrente: la visibilità delle donne nello sport tende ad ampliarsi in coincidenza con i momenti di maggiore attenzione mediatica. In queste occasioni il racconto si apre a una maggiore pluralità di discipline, storie e protagoniste, contribuendo ad arricchire lo sguardo del pubblico sul mondo delle competizioni femminili. Una ultima nota di attenzione riguarda l’impostazione del racconto sportivo. In diversi casi l’attenzione si sposta infatti verso dimensioni collaterali alla prestazione agonistica, soffermandosi su elementi personali, estetici o simbolici che ridimensionano la centralità delle competenze e dei risultati sportivi. Le Olimpiadi hanno dimostrato che lo sport italiano, femminile e maschile, ha fatto importanti passi avanti. Ora la sfida è costruire una narrazione ancora più equa per chi racconta il mondo dello sport. 

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Categoria: sport

19:34

Milano-Cortina, Picchi (Regione Lombardia): "Olimpiadi virtuose, emersa forte parità di genere"

(Adnkronos) - “Da questo report emerge il particolare virtuosismo di queste Olimpiadi, con delle percentuali mai osservate prima. Nel dettaglio, si è osservata una particolare parità di genere, sia per la presenza delle atlete sia per un numero di eventi con protagoniste atlete, che equipara quelli maschili. In queste Olimpiadi, inoltre, abbiamo avuto modo di vedere anche l'eccellenza delle nostre atlete e valorizzarle dal punto di vista tecnico, oltre che da quello emotivo, osservando anche una parte atletica completa”. Lo ha detto Federica Picchi, Sottosegretario Sport e Giovani di Regione Lombardia alla presentazione da parte di Fondazione Bracco e Comitato Olimpico Internazionale, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026, dei risultati della ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026” realizzata dall’Osservatorio di Pavia. “Abbiamo visto una Francesca Lollobrigida che, con la sua ricchezza e il messaggio di bellezza della maternità, ha arricchito il valore sportivo che già portava con sé. Abbiamo visto anche Arianna Fontana, la prima atleta più medagliata d'Italia nella storia. E’ stata, quindi, un'Olimpiade con una forte parità di genere e ricca di messaggi e argomenti, che hanno visto le donne al centro”, conclude. 

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Categoria: sport

19:32

Milano-Cortina, Fontana: "Ai Giochi presenza femminile pari se non superiore a quella maschile"

(Adnkronos) - “Dall’indagine presentata oggi abbiamo visto che la presenza femminile, anche nella comunicazione, è stata molto importante e pari, se non in alcuni casi anche superiore, alla presenza maschile”. E’ quanto affermato da Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, intervenendo alla presentazione da parte di Fondazione Bracco e Comitato Olimpico Internazionale, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026, dei risultati della ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026” realizzata dall’Osservatorio di Pavia. 

  

“Questa è un'ottima notizia anche perché le donne in queste Olimpiadi si sono distinte sia per i risultati sia per le storie che hanno saputo raccontare: Francesca Lollobrigida, ad esempio, che fra una medaglia d'oro e l'altra ha avuto un bambino - spiega Fontana - o la storia di Federica Brignone, che fino a sei mesi fa aveva le stampelle e che con un grande sacrificio è riuscita a vincere addirittura due medaglie d'oro. Pertanto, penso che la presenza femminile nello sport sia sempre più importante, presente e più riconosciuta dai nostri cittadini”. 

  

Il presidente Fontana, poi, racconta che avrebbe voluto vedere una maggior copertura mediatica per le Paralimpiadi: “Speravo ci fosse una maggior copertura, anche perché oggettivamente le Paralimpiadi sono importanti come le Olimpiadi o forse anche di più. Pertanto, è necessario lavorare in futuro, come si è lavorato per raggiungere la parità tra presenza femminile e maschile, per fare in modo che anche le Paralimpiadi possano avere la stessa presenza delle Olimpiadi”, conclude. 

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Categoria: sport

19:31

"Servo", "pavido", "gay fascista": insulti e minacce social a Diaco dopo l'endorsement per il 'Sì' al referendum

(Adnkronos) - “Servo”, “coglione”, "leccaculo”, “sempre stato una merda”, “ridicolo”, “imbarazzante”, “pavido”, “sei solo un aiutante dei corrotti, corruttori e malavitosi”, “prendilo nel c..”, “I gay fascisti come lui andrebbero…”. Il conduttore Rai Pierluigi Diaco è da ieri destinatario di una campagna di odio verbale, condito da velate minacce, dopo la dichiarazione che ha rilasciato in esclusiva all’Adnkronos.  

L’odio social è testimoniato anche dalla centinaia di messaggi violenti comparsi a commento della sua dichiarazione nei post pubblicati sui canali dell’agenzia. Contattato dall’Adnkronos, Diaco sottolinea: “Non commento i social. Che dicano quello che vogliono. Io ho detto pubblicamente la mia con educazione”. 

 

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Categoria: politica

19:26

Formazione, Silvestri (Fond. Consulenti per lavoro): "Bilancio non può che essere positivo"

(Adnkronos) - "Il bilancio dal punto di vista della formazione non può che essere positivo. E' un bilancio collegato anche al cosiddetto Programma Gol, attraverso il quale il Pnrr ha investito ben 5 miliardi di euro proprio sulle politiche attive e sulla formazione. Un programma molto complesso, con alti e bassi, elementi molto positivi e qualche chiaroscuro, ma complessivamente molto importante e anche esaltante, perché ha portato diverse innovazioni nel mercato del lavoro, nel modo di realizzare le politiche del lavoro nel nostro ordinamento; e soprattutto ha rotto il diaframma importantissimo che separava le attività di politiche attive vere e proprie dalla formazione. Ora non si può più prescindere da una sinergia tra queste due politiche perché oggi si è compreso che la formazione deve andare di pari passo con quello che è il cosiddetto assessment, cioè l'affiancamento dei disoccupati nel tentativo di trovare una migliore occupazione o un'occupazione a tutti gli effetti. Questo diaframma è stato appunto abbattuto, dunque il futuro non può che andare verso la direzione di rafforzare questo obiettivo. Tant'è vero che quei primi bandi che cominciamo a studiare sul cosiddetto 'dopo Gol', si veda ad esempio la Regione Veneto che continua a rappresentare un punto di riferimento da questo punto di vista, già si prevede una serie di iniziative che hanno sicuramente attinto da questa fondamentale innovazione apportata dal programma Gol". Lo ha detto Vincenzo Silvestri, Presidente della Fondazione Consulenti per il Lavoro, intervenuto in apertura dei lavori dell'assemblea dei consigli provinciali dei Consulenti del lavoro a Torino. 

 

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Categoria: economia

19:20

Referendum, Parodi: "Credo possa vincere il No, con riforma più difficile legge uguale per tutti"

(Adnkronos) - "Alla fine del 1700 il re Federico di Prussia il Grande si è costruito un palazzo molto bello per le vacanze, Palazzo Sanssouci, vicino al quale c'era un mulino di un mugnaio. Al re il mulino dava fastidio a causa del rumore e voleva assolutamente farlo abbattere prima con le buone poi con le cattive. Il mugnaio gli ha risposto: 'Guarda caro re, che c'è un giudice a Berlino' e il re non lo ha abbattuto. Ecco, io credo che se passerà la riforma sarà più difficile per il mugnaio e per tutte le persone semplici, per le persone vulnerabili, per i più deboli, avere la possibilità di dire al re che c'è un giudice a Berlino, che non ha il diritto di abbattere il mulino" e "che la legge è uguale per tutti". Lo afferma, in un'intervista all'Adnkronos, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) Cesare Parodi in vista del referendum sulla giustizia che si terrà domenica e lunedì prossimi.  

"È molto semplice la questione: chi è potente a livello politico, economico, sociale ha meno bisogno dell'indipendenza della magistratura - continua -. Sono i deboli economicamente e socialmente che hanno bisogno di poter contare su una magistratura in grado di dire, davanti e chiunque, che la legge viene applicata nello stesso modo per tutti".  

Secondo Parodi non basta che nella Costituzione ci sia scritto il principio di uguaglianza davanti alla legge perché esso va anche "garantito". "C'è scritto nella Costituzione anche il diritto alla salute ma se poi non vengono costruiti gli ospedali non conta niente", continua spiegando che i principi non devono restare astratti.  

 

"Io non faccio politica, non sono un oppositore del governo, mi occupo dell'Anm e quindi non mi piace l'idea che i cittadini pensino che i magistrati siano nemici del governo perché non lo siamo", continua Parodi. 

"Mi avvilisce che sono stati usati dei toni tipo 'con la riforma non ci saranno più errori e ingiuste detenzioni' o casi Garlasco - continua -. Le ingiuste detenzioni in Italia sono circa l'1% delle misure cautelari, in Francia sono il 4%. Ma in Francia nessuno pensa di denigrare la magistratura".  

"Io continuo a credere che potrà vincere il No, ma se non dovesse vincere il No mi spiacerebbe per l'immagine che è stata data della magistratura - sottolinea -. E questo secondo me ha condizionato molto l'opinione pubblica". 

Nessun "boicottaggio politico", i giudici applicano le leggi "nel loro contesto globale e alle volte i risultati sono diversi da quelli sperati, ma non per scelta dei magistrati", afferma Parodi. "L'altra sera ero a un convegno e c'era il professor Zagrebelsky che ha detto una cosa bellissima: la politica è il fiume che va avanti con le grandi scelte e che non deve essere in nessun modo fermato o deviato e la magistratura sono gli argini. E gli argini non deviano il fiume ma fanno in modo che questo fiume non possa, ogni tanto, debordare dal suo corso e travolgere i diritti dei cittadini da una parte e dall'altra - continua - Io non vorrei mai vivere in un Paese dove i giudici governano, voglio vivere in un Paese dove la politica governa, ma i giudici sono liberi di applicare la legge. Le sentenze si possono criticare, ma un conto è criticare una sentenza, un altro è dire, come è successo, che d'ora in poi la magistratura dovrà assecondare le linee del governo. Questo non vuol dire criticare, vuole dire condizionare". 

"Lasciamo perdere le frasi estreme, come bisogna togliere di mezzo la magistratura, che può anche essere una forzatura - prosegue Parodi - Io mi limito alle frasi che sono state dette invece con la massima tranquillità e ce ne è una impressionante scritta dal ministro Nordio nel suo libro: 'con la riforma la politica recupera la sua libertà di azione'. Cosa vuol dire questo? Chi ha mai impedito alla politica di fare le leggi?". 

"Una legge si inserisce in un contesto più ampio e deve essere coordinata con altre leggi dello Stato o, come spesso accade, con altre leggi europee. Un governo fa una legge e ha un obiettivo, poi quando i giudici la ricevono devono verificare se ci sono altre leggi o altre normative europee e internazionali che incidono su quella situazione e magari a quel punto il risultato finale è diverso da quello atteso ma non perché il magistrato ha disatteso la legge - conclude - Non è una questione di fare del boicottaggio politico, ma di applicare le leggi nel loro contesto globale e alle volte i risultati sono diversi da quelli sperati, ma non per scelta dei magistrati". 

 

"Io faccio il pubblico ministero da 36 anni e sentirmi dire che sono qua per liberare i pedofili, gli stupratori o per portare via i bambini dalle famiglie è qualcosa che mi umilia profondamente. Ci sono tantissimi magistrati, come me, che sono profondamente umiliati dall'essere indicati ai cittadini italiani, da una fonte così autorevole, come persone che sono qui per difendere i criminali. Ciò non corrisponde alla realtà che conosco, tanti magistrati sono avviliti da questa immagine che viene data", continua Parodi riferendosi alle parole della premier Giorgia Meloni sui rischi se al referendum non passasse il Sì. 

"Sia ben chiaro, i magistrati sbagliano e gli sbagli sono gravi per chi li subisce, ma qui si dimentica di dire una cosa di una banalità estrema: in tutti i sistemi giudiziari ci sono moltissimi sbagli e, numeri alla mano, in altri Paesi europei, anche solo in America o in Gran Bretagna, gli errori giudiziari sono più numerosi che in Italia. Ma nessuno in quei Paesi viene a pensare di limitare la libertà della magistratura perché ci sono degli sbagli", osserva. 

 

E ancora: "Sull'Anm assolutamente non avrà nessuna conseguenza, anche se qualcuno lo vorrebbe; l'associazione si chiama Associazione magistrati e siccome rimarremo magistrati con due carriere diverse non c'è nessuna ragione per cui l'associazione modifichi i suoi atteggiamenti e rimarrà sicuramente un momento importante della vita della giustizia".  

"Avrà un ruolo per certi aspetti ancora più rilevante - sottolinea - perché sarà l'unico luogo in cui i magistrati saranno rappresentati in base alle loro concrete sensibilità e non in base al caso", continua. 

Parodi infatti ritorna sul meccanismo del sorteggio previsto dalla riforma per Csm e Alta Corte ricordando che "in nessun Paese al mondo in un ruolo di responsabilità come può essere il Consiglio superiore della magistratura si viene scelti a caso". Secondo Parodi "il problema del correntismo non c'è stato solo nella magistratura italiana, si presenta in tutti i contesti umani organizzati dove a un certo punto qualcuno approfitta del ruolo che ha avuto per fini personali e non per l'interesse collettivo", sottolinea aggiungendo però che in nessun caso del genere si ricorre al sorteggio. 

"Nessuno ha mai pensato di utilizzare il sorteggio a fronte di criticità: si cercano uomini e donne migliori, si cercano metodi di individuazione migliori, ma sicuramente non ci si affida al caso che è il contrario della ricerca del merito", spiega. 

 

"La giustizia - continua il presidente dell'Anm - va avanti, non si è mai fermata. Io in questo periodo ho fatto campagna elettorale, ma ho lavorato comunque tutti i giorni. Quindi la giustizia non si è fermata oggi, non si fermerà domani. Vediamo che cosa accadrà, io credo che sia indispensabile un dialogo fra tutte le parti".  

"La giustizia che funziona non c'entra con questa riforma, io ho un ufficio dove ho il 50% del personale amministrativo; per me la giustizia che funziona è avere, non dico il 100%, ma il 70% del personale e poter quindi gestire in maniera più serena un ufficio importante come una procura della Repubblica - sottolinea -. L'informatica, la questione delle carceri, la geografia giudiziaria, il numero dei magistrati: questi sono i problemi che dovrebbero essere risolti per poter dire che abbiamo una giustizia efficiente. Invece purtroppo questi problemi sono spesso rimandati". 

 

"L'affluenza sarà un dato molto importante. Io credo che ci sarà un'affluenza consistente per quella che è la situazione italiana, sicuramente superiore al 50%", dice quindi Parodi sulla partecipazione attesa alle urne. 

 

"Auspico la vittoria del No, ma al di là degli esiti auspico che tutti quanti sappiano fare un passo indietro. Io mi sono sempre battuto in questo senso e seguo il presidente Mattarella che dice da mesi di stare tranquilli, civili, avere dei rapporti di dialogo, delle interlocuzioni assolutamente lineari e non espressivi di aggressività. Io sono contento di una cosa: sono riuscito a finire questa campagna senza aver mai avuto atteggiamenti aggressivi, senza mai insultare nessuno. E mi creda mi sono preso tanti di quegli insulti sui social...", continua sulla campagna referendaria. 

 

"I rapporti fra Anm e Csm sono minimali. Io mi prendo questa responsabilità: l'unico momento in cui ci può essere in qualche misura, per forza di cose, un rapporto è quando il Csm deve essere rinnovato e allora i meccanismi elettorali fanno sì che per forza di cose ci si aggreghi attorno a sensibilità comuni", spiega quindi Parodi, replicando alle parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio secondo il quale con la vittoria del Sì l'associazione smetterebbe di essere "un centro di potere". 

"Ma è rarissimo il caso in cui c'è qualche contatto, qualche scambio di informazioni legato soprattutto a specifiche leggi", spiega facendo l'esempio del raggiungimento degli obiettivi del Pnrr. 

 

"La vicenda Palamara c'è stata e lo sappiamo tutti; la cosa che io trovo veramente fastidiosa e incredibile è che attraverso queste vicende, Palamara o simili, si faccia l'equazione che tutti i magistrati sono così", continua il presidente dell'Anm, ricordando che "in Italia ci sono 9.200 magistrati iscritti all'Anm su 9.500 e gli iscritti alle correnti sono 2000". 

"In Italia abbiamo un caso clamoroso: Nicola Gratteri, che pure è iscritto all'Anm anche se non è in straordinari rapporti con l'Associazione, ed è diventato procuratore di Catanzaro e di Napoli, ma non è iscritto a una corrente", conclude. 

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Categoria: politica

19:06

Welfare Day 2026, oltre 150 ospiti, tra professionisti del settore, hr director e manager

(Adnkronos) - Si è svolto oggi il Welfare Day 2026, l’appuntamento di Comunicazione Italiana dedicato al welfare development, realizzato in collaborazione con Pluxee Italia, azienda leader a livello globale nel settore dei benefit aziendali e dell’engagement dei dipendenti. Giunto alla sua quarta edizione, l’evento ha visto la partecipazione di oltre 150 ospiti, tra hr director, hr manager e professionisti del settore, in aggiunta a 100 collegati in streaming, con l’obiettivo di approfondire modelli, strumenti e prospettive per lo sviluppo di politiche di welfare sempre più efficaci e orientate al benessere delle persone. 

La giornata si è aperta con il talk show “Il benessere come leva strategica: dalla teoria alla pratica aziendale”. Con la partecipazione di realtà quali Asm Terni, Avio, Capgemini, Conserve Italia, Gruppo Bcc Iccrea, Inps e Nokia, il panel ha affrontato il passaggio da un approccio dichiarativo al benessere a un sistema strutturato di politiche e iniziative in grado di generare impatto concreto sulle persone e sulle organizzazioni, affrontando nodi cruciali come la misurazione dei risultati, il coordinamento interno e il rischio di interventi frammentati. A seguire, il Main Keynote della giornata, tenuto da Tommaso Palermo e Giuseppina Ardagna – rispettivamente Managing Director e Communication & PR Manager di Pluxee Italia – ha offerto una lettura data-driven del welfare aziendale, mettendo in relazione le scelte delle imprese, i comportamenti delle persone e gli impatti su attrattività, retention e benessere organizzativo. 

“Il Welfare Day si conferma come uno dei principali momenti di confronto sulle tematiche del benessere in azienda, dei benefit e dell’engagement delle persone. Siamo particolarmente orgogliosi di aver presentato nuovi dati e insight a sostegno di una visione del welfare come elemento strategico per le organizzazioni, e non più accessorio. Incrociando in modo sistematico il punto di vista dei lavoratori e quello delle imprese, emerge un welfare motore di crescita, interno ed esterno, che tocca attrazione, retention e produttività. Un welfare che crescerà ulteriormente dimostrando valore HR misurabile, concretezza e supporto alle esigenze quotidiane per i dipendenti, superando i gap di comunicazione che ancora oggi permangono tra aziende e dipendenti” ha dichiarato Anna Maria Mazzini, Marketing & Product Director Italy di Pluxee, a margine dell’evento. 

Altro momento di grande interesse è stata l’intervista a Carine Vitu, Hr Vice President Emeaa di Pluxee Group, che ha offerto una prospettiva internazionale sui trend emergenti in materia di benefit e welfare, evidenziando le differenze di interpretazione e le principali sfide e opportunità per le organizzazioni in un contesto globale. 

Nel corso della mattinata, i talk show hanno approfondito due direttrici centrali, con la partecipazione di speaker di primarie aziende italiane e internazionali: da un lato il tema del welfare inclusivo, inteso come capacità di rispondere a bisogni differenziati lungo le diverse fasi della vita e del lavoro; dall’altro il ruolo del welfare come leva di engagement, in un contesto in cui il lavoro è sempre più parte di un equilibrio più ampio tra tempo, relazioni e realizzazione personale. 

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Categoria: lavoro

18:59

Milano-Cortina, Bracco: "Più equilibrio di genere in questa edizione dei Giochi Invernali"

(Adnkronos) - “Il Comitato Olimpico Internazionale e la Fondazione Milano Cortina 2026, nostri partner in questa iniziativa, hanno fatto dei Giochi Invernali italiani l’edizione più equilibrata di sempre dal punto di vista del genere. Un traguardo molto importante: musica per le mie orecchie, che mi batto da tempo per l’empowerment femminile nell’impresa e nelle istituzioni. Di queste Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano e Cortina porterò nel cuore soprattutto i volti delle atlete azzurre, che hanno vinto con merito e impegno un numero straordinario di medaglie”. 

 

Sono le parole di Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco, in occasione della presentazione, da parte di Fondazione Bracco e Comitato Olimpico Internazionale, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026, dei risultati della ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026” realizzata dall’Osservatorio di Pavia.  

“È stata una grande emozione ammirare le gesta delle nostre campionesse, a iniziare da Chiara Mazzel, sciatrice paralimpica che ha vinto 1 oro e 3 argenti, dando un contributo decisivo al record di podi della squadra italiana - spiega - Ho esultato anche per le straordinarie imprese di Federica Brignone, Francesca Lollobrigida, Sofia Goggia, Arianna Fontana e Lisa Vittozzi. Quest’ultima, dopo il fantastico oro nel biathlon è stata designata dal Coni come portabandiera azzurra durante la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona”.  

“Si tratta di donne che con fatica, cadendo e rialzandosi, sostenute da una incrollabile passione, hanno saputo imporsi anche all’attenzione dei media. Ragazze coraggiose, che con tenacia, grinta, sacrificio, determinazione hanno scritto pagine memorabili dello sport invernale italiano”, conclude Bracco. 

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Categoria: sport

18:48

Emergenza medica per Chuck Norris, l'attore ricoverato alle Hawaii

(Adnkronos) - Paura per Chuck Norris. Da quanto apprende 'TMZ' da fonti a conoscenza diretta, l'attore è stato ricoverato in un ospedale alle Hawaii in seguito a "un'emergenza medica sull'isola di Kauai". Il sito d'intrattenimento però non conosce la natura dell'emergenza. Al momento sembrerebbe che Norris sia di buon umore. 

L'attore ha compiuto 86 anni lo scorso 10 marzo e ha festeggiato l'occasione pubblicando sui social media un video in cui si allena con un istruttore. 

 

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Categoria: spettacoli

18:36

Smartphone prima di dormire? "Provoca problemi seri", l'allarme di Bassetti

(Adnkronos) - L'abuso del cellulare prima di dormire crea problemi al sonno e può danneggiare la salute del cuore e del cervello. Il professor Matteo Bassetti, dal proprio profilo Instagram, accende i riflettori su una pessima abitudine estremamente diffusa. "Ci sono un sacco di effetti negativi a cascata delle luci prima di dormire: basta poca luce, pochissima, diffusa prima di dormire, perché il nostro corpo diventi bersaglio di disturbi di vario genere, anche seri", scrive il direttore del reparto malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. 

"Un danno che parte dai telefonini che usiamo tutti i giorni: la luce blu che fissiamo mentre maneggiamo il cellulare può disturbare il sonno, e non solo. Sono diversi gli studi che negli ultimi anni, hanno collegato l’esposizione alla luce notturna, oltre che all’interruzione del sonno, anche ad effetti negativi sulla salute cardiaca, metabolica, cognitiva e mentale", aggiunge. 

 

Gli studi a cui fa riferimento Bassetti in maniera generica hanno delineato il quadro relativo agli effetti della 'luce blu'. La blue light prodotta dagli smartphone o dai tablet può condizionare la produzione di melatonina, che favorisce il sonno, fino a sopprimerla. L'effetto, che può ritardare il sonno, è più evidente in caso di esposizione prolungata in un ambiente buio. 

Passare da un post all'altro tiene attivo il cervello, con la possibilità di causare stress o eccitazione: in ogni caso, il cervello rischia di trovarsi in uno status in cui diventa più complicato 'disattivarsi'. Anche questo processo incide sul rinvio del sonno e sulla riduzione della durata del riposo notturno, con un effetto a catena. 

 

Tra gli studi spicca, negli ultimi mesi, quello condotto dal team guidato dal professor Shady Abohashem del Massachusetts General Hospital - docente alla Harvard Medical School in Boston - e presentato nel novembre 2025 all'American Heart Association Scientific Sessions. La ricerca riguarda più di 450 adulti di Boston senza malattie cardiache preesistenti. Lo studio ha impiegato imaging cerebrale e satelliti per misurare la luce notturna esterna, evidenziando un collegamento sostanzialmente diretto: più luce, più rischio cardiaco, con meccanismi relativi ai processi di infiammazione che possono arrivare a condizionare le arterie. La soluzione? Per ridurre i rischi bisogna spegnere gli schermi almeno 1 ora prima di dormire, usare modalità notturne o filtri blue-light, mantenere la stanza totalmente buia. O, in alternativa, la maschera sugli occhi. 

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Categoria: cronaca

18:24

Biagi, De Luca (Consulenti lavoro): "Lungimirante e visionario, oggi norme seguono suo pensiero"

(Adnkronos) - Biagi parlava 25 anni fa "del concetto di adattabilità, di occupabilità, di un mercato del lavoro moderno, di politiche attive che sono centrali oggi e lo saranno ancora di più domani, con le nuove norme che sono state introdotte negli ultimi tre anni. Questo fa capire quanto fosse lungimirante. Provate a pensare a quello che teorizzava in materia di occupazione dei giovani e delle donne, quando ha disegnato per i giovani l'apprendistato professionalizzante o i percorsi di alternanza scuola-lavoro. Sull'occupazione femminile ancora oggi, anche noi come categoria sosteniamo che per incrementarla non servono strumenti normativi ma servono servizi alla famiglia che devono essere presenti sul territorio, esattamente quello che teorizzava Biagi". Lo ha detto Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, intervenendo alla tavola rotonda 'L’eredità di Marco Biagi e il futuro del diritto del lavoro' nel corso dell'evento 'Dentro il futuro'. in corso a Torino e trasmesso in diretta sulla web tv dei consulenti del lavoro 'Diciottominuti - edizione speciale'. All'inizio dell'evento è stato trasmesso l'intervento del giuslavorista al congresso dei consulenti del lavoro nel novembre 2001, meno di sei mesi prima di essere ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002, 24 anni fa.  

Secondo De Luca "dalla Legge Biagi poi peraltro è venuto fuori 'disegnata', giusto per restare nel tema della lungimiranza, quella che è stata l'evoluzione della nostra categoria, che è iniziata proprio da quegli anni, grazie a quel riconoscimento di professionalità, di garanzia istituzionale, di certezza e tutela della fede pubblica che è avvenuta con la possibilità di costituire presso i nostri consigli provinciali le commissioni di certificazione, e per il Consiglio Nazionale di poter fare politiche attive anche per il tramite di un altro soggetto, la Fondazione Consulenti per il lavoro", sottolinea.  

 

Secondo De Luca tutti "puntini che se li uniamo insieme e poi andiamo a completarli con le previsioni delle ultime norme che sono state introdotte in questi anni portano a disegnare la professione moderna di consulente del lavoro. Non è un caso che la piattaforma Siisl, quella del sistema di inclusione lavorativa, è stata dedicata dal ministro del Lavoro proprio a Marco Biagi perché in qualche modo ne completa il pensiero a a distanza di 24 anni. Pensate quanto tempo abbiamo sperperato come Paese con una visione retrodatata che ha trovato il suo culmine con la visione assistenzialista che abbiamo vissuto fino al 2022, e quanto lavoro avremmo potuto creare, come è stato creato in questi ultimi tre anni, se soltanto fossero stati applicati prima interamente i principi che Biagi aveva esposto nel 2001. È incredibile come noi oggi siamo qui a parlare di futuro e quel futuro è stato scritto in maniera visionaria 25 anni fa", ha continuato De Luca. "Marco Biagi oggi ci direbbe di proseguire a fare quello che abbiamo fatto 23 anni fa dopo la legge Biagi, e cioè guardare al futuro costruendo una professione ancora più legata a quelle che sono le mutate condizioni. Ci direbbe per esempio di interessarci di intelligenza artificiale, come abbiamo già fatto e come faremo in maniera ancora più convinta, indossando i panni del supervisor in azienda che solo noi possiamo andare a fare visto le caratteristiche che disegnano le linee guida sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella gestione dei rapporti di lavoro. Ci direbbe comunque di applicare quel criterio di principio, di adattabilità, guardandoci ogni mattina allo specchio e chiedendoci se quello che sappiamo fare è adatto alla mutata condizione del mondo del lavoro, o se forse dobbiamo applicare nuovi modi, nuove specializzazioni, una nuova capacità di esprimere la nostra professione. Un po' quello che tutti dovrebbero fare ,e devono fare, in questa transizione digitale così invasiva". 

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Categoria: economia

18:15

Trump, la battuta gela la premier giapponese: "Attacco Iran come Pearl Harbor"

(Adnkronos) - Donald Trump 'regala' una battuta che fa calare il gelo alla Casa Bianca durante l'incontro con la premier del Giappone, Sanae Takaichi. "Perché non abbiamo avvisato gli alleati sull'attacco all'Iran? Volevamo sfruttare l'effetto sorpresa, che il Giappone conosce benissimo. Perché non ci avete avvisato prima di Pearl Harbor?", chiede il presidente degli Stati Uniti. Takaichi ascolta le parole dell'interprete, l'espressione del suo viso tradisce un pizzico di disagio... 

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Categoria: internazionale/esteri

18:11

Conclusioni a 25 sull'Ucraina, Orban blocca tutto

(Adnkronos) - Viktor Orban colpisce ancora usando l'arma che sa maneggiare meglio, il diritto di veto. Il premier ungherese, che è anche il membro del Consiglio Europeo con la maggiore anzianità di servizio, ha bloccato, spalleggiato dal premier slovacco Robert Fico, il prestito da 90 miliardi di euro per sostenere l'Ucraina nel 2026 e 2027 che l'Ue aveva concordato nel summit dello scorso dicembre. Gli altri leader europei non hanno potuto fare altro che protestare e rinfacciargli il fatto che è venuto meno alla parola data, "l'unica cosa che gli dà fastidio", secondo una fonte diplomatica, perché "sa che è vero".  

Tutto inutile: il prestito all'Ucraina rimane bloccato, insieme al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, in attesa delle elezioni politiche che si terranno in Ungheria il prossimo 12 aprile. La discussione tra i capi di Stato e di governo dell'Ue sul prestito da 90 miliardi di euro all'Ucraina si è dunque conclusa presto, a Bruxelles, con l'approvazione delle conclusioni a 25, senza l'Ungheria e senza neppure la Slovacchia, come già era accaduto nello scorso dicembre. E' da tempo, comunque, che il Consiglio Europeo non approva conclusioni all'unanimità sull'Ucraina, poiché l'Ungheria si è sfilata da un pezzo.  

"La posizione ungherese è molto semplice - ha ribadito Orban, arrivando al Consiglio Europeo - siamo pronti a sostenere l'Ucraina quando riavremo il nostro petrolio, che è bloccato" dagli ucraini. No oil, no money: niente petrolio, niente soldi, come Orban va ripetendo da giorni, in tutte le salse. Le conclusioni approvate oggi, ben 17 punti, si aprono sottolineando, al punto 2, che il testo viene "saldamente" sostenuto da "25 capi di Stato o di governo". Tecnicamente, per quanto saldo sia il sostegno dei 25, se non sono a 27, non sono conclusioni del Consiglio Europeo: non hanno lo stesso valore giuridico e segnalano l'esistenza di una divisione tra i leader. 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è collegato con i 27 in videoconferenza, per sottolineare che "ormai da tre mesi, la più importante garanzia di sicurezza finanziaria per l'Ucraina da parte dell'Europa non funziona: il pacchetto di sostegno da 90 miliardi di euro per quest'anno e il prossimo. Per noi è fondamentale". 

Niente da fare: Orban e Fico hanno mantenuto il veto, come previsto alla vigilia da fonti diplomatiche. Non ha aiutato a sbloccare l'impasse il fatto che Zelensky si sia spinto nei giorni scorsi a minacciare di morte, non troppo velatamente, il premier ungherese, cosa che Orban ha immediatamente sfruttato in campagna elettorale. Dato in svantaggio da alcuni sondaggi rispetto ai rivali di Tisza, di fronte al rischio di perdere il potere Orban non guarda in faccia a nessuno: primum vivere.  

Durante la discussione che è seguita al discorso di Zelensky, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, come hanno riferito fonti Ue, ha affrontato la questione del comportamento dell'Ungheria in merito al prestito all'Ucraina, "deciso per consenso" dal Consiglio Europeo a dicembre, con il sostegno di "tutti" i capi di Stato e di governo, Orban e Fico inclusi. Come già fatto nei precedenti scambi con l'ungherese, Costa ha affermato che questo tipo di comportamento è "inaccettabile" e che viola i principi di buona fede e di sincera cooperazione sanciti dai trattati. 

Anche gli altri leader hanno espresso a Orban il loro disappunto. C'è ben poco, tuttavia, che Costa e i capi di Stato e di governo possano fare, a parte protestare: senza il via libera dell'Ungheria (e della Slovacchia), è impossibile modificare il regolamento sull'Mff 2021-27, indispensabile per effettuare il prestito all'Ucraina da 90 mld di euro, garantito dal bilancio Ue, concordato nello scorso dicembre e che dovrebbe avvenire mediante cooperazione rafforzata, a 24 (senza Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca).  

Il motivo del veto è, almeno ufficialmente, la questione dell'oleodotto Druzhba, danneggiato da un bombardamento russo alla fine di gennaio. L'oleodotto, costruito dall'Urss per portare il petrolio dagli Urali e dalla Siberia ai Paesi del Comecon, prima di essere bombardato dai russi riforniva Ungheria e Slovacchia di greggio, in virtù di una eccezione alle sanzioni strappata dai due Paesi, privi di acceso al mare.  

Gli ungheresi sostengono che sarebbe stato danneggiato solo un magazzino, e che l'oleodotto potrebbe essere riparato in pochi giorni, se gli ucraini lo volessero. Hanno anche accusato Kiev di ritardarne apposta la riparazione, per influire sul voto del 12 aprile, in combutta con l'Ue. Il presidente Volodymyr Zelensky, dietro forti pressioni da parte dei vertici dell'Unione, ha detto che lo riparerà, grazie a fondi e aiuti europei, ma che ci vorrà "un mese e mezzo". La Commissione Europea, la cui presidente Ursula von der Leyen aveva detto di disporre di soluzioni alternative, che poi alla prova dei fatti non si sono materializzate, ha inviato una missione in Ucraina per verificare lo stato della pipeline. 

Per Costa, ricorda una fonte Ue, la situazione dell'oleodotto Druzhba è una questione diversa dal prestito. Il suo ripristino dipende esclusivamente dalla capacità dell'Ucraina di ripararlo e dalla volontà della Russia di non distruggerlo nuovamente. Costa, prosegue la fonte, sta collaborando con le autorità ucraine per fornire loro "assistenza" e il presidente Zelenskyy si è "appena impegnato a ripristinare completamente il flusso di petrolio il prima possibile" e a rispettare "pienamente" il ruolo dell'Ucraina come "partner energetico affidabile" dell'Ue.  

Costa ha inoltre ricordato che alcune dichiarazioni pubbliche del presidente Zelensky sul primo ministro ungherese sono "inaccettabili" e che "questa escalation non è nell'interesse di nessuno". Tutto inutile: Orban non si è mosso di un millimetro, continuando a brandire il veto, come fa regolarmente da anni nelle occasioni più svariate. Invano il cancelliere tedesco Friedrich Merz gli ha pubblicamente rinfacciato che "il principio che regola il funzionamento dell'Unione Europea è quello della lealtà e dell'affidabilità. E dò per scontato che tutti gli Stati membri dell'Unione europea lo rispettino". 

Il premier belga Bart De Wever ha indicato che lo sblocco del prestito all'Ucraina, molto probabilmente, dovrà attendere fino a dopo le elezioni in Ungheria, previste per il 12 aprile. "Ho l'impressione che faccia parte della sua campagna elettorale", ha notato. Dopo aver rampognato Orban in privato e in pubblico, il presidente Costa ha preferito procedere con gli altri punti all'ordine del giorno, visto che il premier magiaro non ha fatto una piega. In ogni caso, come ha spiegato una fonte diplomatica, l'Ucraina ha ancora un po' di tempo, grazie ad un accordo con il Fmi, prima di rimanere priva di fondi. Può sopravvivere fino a dopo il 12 aprile senza fare default. Sempre che Orban le elezioni le perda davvero. (di Tommaso Gallavotti)  

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Categoria: internazionale/esteri

18:07

Biagi, Pizzuti: "Sua flessibilità era 'buona', non voleva cancellare art.18"

(Adnkronos) - "Biagi ha affrontato tantissime tematiche del diritto al lavoro, i suoi scritti sono molto vasti. Sulla flessibilità aveva una visione ben chiara che non è stata sempre riportata in modo fedele. Il professor non voleva moltiplicare le fattispecie, non voleva assolutamente creare tante tipologie di rapporti subordinati, ma voleva semplicemente creare un nucleo di tutele indisponibile per tutti i lavoratori e poi alcuni rapporti in cui a questo nucleo di tutele si sommavano delle tutele invece disponibili, con l'istituto della certificazione del contratto che ha richiamato prima il presidente De Luca. Quindi una flessibilità 'buona', questo si vedeva sul contratto a termine dove Biagi voleva ampliare le causali che erano 230 all'epoca. Penso all'articolo 18. Il professor Biagi voleva un articolo 18 modulato, non lo voleva cancellare, ma non è l'unica tutela possibile, la Corte Costituzionale ce lo insegna. Il risarcimento del danno è come la reintegrazione, è costituzionalmente lecito". Lo ha detto Paolo Pizzuti, ordinario di diritto del lavoro e sindacale dell'Università del Molise, intervenendo alla tavola rotonda 'L’eredità di Marco Biagi e il futuro del diritto del lavoro' nel corso dell'evento 'Dentro il futuro'. in corso a Torino e trasmesso in diretta sulla web tv dei consulenti del lavoro 'Diciottominuti - edizione speciale'. All'inizio dell'evento è stato trasmesso l'intervento del giuslavorista al congresso dei consulenti del lavoro nel novembre 2001, meno di sei mesi prima di essere ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002, 24 anni fa. 

"Biagi -ha continuato Pizzuti- era un grande fautore della contrattazione collettiva, anche decentrata. Era contro il centralismo regolativo, così lo chiamava, cioè il legislatore che regola tutto. La delega alla contrattazione collettiva la considerava virtuosa e questo per esempio oggigiorno ci direbbe che la legge sul salario minimo non sarebbe approvata da Biagi, perché è una legge che toglie alla contrattazione collettiva un campo elettivo di regolamentazione, che è quello dei salari", ha continuato. "Terzo punto, la tutela dei più deboli. Non è vero che Biagi era per la precarizzazione ma era -ha sottolineato- per la tutela dei più deboli, aveva fatto misure pratiche. Ricordo il patto di Milano, il patto di Modena in cui Biagi si occupò di inserire una causale specifica per il contratto a termine per gli extracomunitari", ha concluso.  

 

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Categoria: lavoro

17:39

Iran, Pasdaran diffondono video: "Ecco jet Usa colpito"

(Adnkronos) - I Guardiani della Rivoluzione diffondono un video, non verificato in maniera indipendente, che documenterebbe l'azione con cui l'Iran ha colpito un F-15 degli Stati Uniti. E' il primo caccia americano colpito dall'Iran nella guerra iniziata il 28 febbraio. Il jet è riuscito ad atterrare in una base degli Stati Uniti in Medio Oriente, il pilota è sostanzialmente illeso. 

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Categoria: internazionale/esteri

17:36

Amadeus è il quarto giudice del serale di 'Amici 25', il video-annuncio

(Adnkronos) - È ufficiale: Amadeus è il quarto giudice del serale di 'Amici 25'. La conferma arriva dai canali social del programma con un video messaggio in cui il conduttore svela il mistero dietro gli indizi e accetta l'iconica maglia dorata. La venticinquesima edizione del talent show prenderà il via sabato 21 marzo in prima serata su Canale 5. Nel video, Amadeus ha spiegato il significato dei simboli che hanno alimentato il toto-nomi: "SpongeBob era il cartone animato preferito di mio figlio quando era piccolo. Quando ho fatto i cinque Festival di Sanremo mi ha regalato questo pupazzo come portafortuna". Sul cavallo ha aggiunto: "Sono cresciuto insieme ai cavalli, fanno parte della mia famiglia". Infine, lo zaino che "c'è sempre, perché ho paura di dimenticarmi qualcosa, è il mio kit di sopravvivenza".  

Nel filmato è poi intervenuta Maria De Filippi, consegnandogli la felpa da giudice: "Anche tu non sei allievo ma giudice". "La metto nello zaino - ha scherzato Amadeus - 'Amici' fa parte delle cose importanti e quindi va conservata nel mio zaino. Sono felice".  

 

Il conduttore si unisce così a una giuria che quest'anno diventa a quattro, affiancando Gigi D'Alessio, Cristiano Malgioglio ed Elena D'Amario. Nel cast della serata anche Alessandro Cattelan in un ruolo tutto da scoprire. La direzione artistica è affidata per il sesto anno consecutivo al coreografo internazionale Stéphane Jarny.  

Il programma, ideato e condotto da Maria De Filippi, è prodotto da Fascino Pgt per Mediaset, con produttore esecutivo Paola Di Gesu e regia di Andrea Vicario. 

 

A sfidarsi saranno 17 allievi, divisi in tre squadre. Il team capitanato da Anna Pettinelli ed Emanuel Lo sarà composto dai cantanti Gard, Opi e Valentina e dai ballerini Alessio e Kiara. La squadra guidata dal duo formato da Alessandra Celentano e Rudy Zerbi vedrà in gara i cantanti Caterina, Elena, Plasma e Riccardo ei ballerini Antonio, Emiliano e Nicola. Infine, nel gruppo di Lorella Cuccarini e Veronica Peparini ci saranno i cantanti Angie, Lorenzo e Michele e i ballerini Alex e Simone.  

 

La prima puntata vedrà inoltre la partecipazione del duo comico Pio e Amedeo, mentre la super ospite musicale sarà Annalisa, che presenterà il suo nuovo singolo 'Canzone estiva'. 

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Categoria: spettacoli

17:31

Minori stranieri non accompagnati, la Svizzera al fianco di Italia e Unhcr

(Adnkronos) - La collaborazione tra Svizzera e Italia in ambito di migrazione, per potenziare gli sforzi compiuti finora dall’Italia nella gestione di complessi flussi migratori, si arricchisce di un nuovo capitolo: nel pomeriggio di oggi, l’Ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, si è recato in visita presso il centro di accoglienza per minori di Sicignano degli Aburni (Salerno), accompagnato da Marco Notarbartolo, Senior Community-Based Protection Associate di Unhcr e da un rappresentante della prefettura. 

Il centro di Sicignano degli Alburni accoglie attualmente 25 minori stranieri non accompagnati, prevalentemente di età compresa tra 16 e 17 anni, che risiedono nella struttura da un minimo di 8 ad un massimo di 18 mesi. Le nazionalità principali sono Egitto e Bangladesh, mentre altri ragazzi provengono da Tunisia e Guinea. È una delle 34 strutture di accoglienza finora coinvolte nel progetto Rafforzare i Servizi di Accoglienza e Protezione per Minori Non Accompagnati in Italia (Enhancing Reception and Protection Services for Unaccompanied Children in Italy), promosso dal Ministero dell’Interno italiano, dalla Segreteria di Stato della migrazione della Svizzera (Sem) e dall’Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati. 

Nel corso della visita, l’Ambasciatore Balzaretti ha incontrato i minori presenti e gli operatori del centro, per parlare dei bisogni e delle istanze dei ragazzi accolti. Un momento di dialogo, che rientra nell’iniziativa 'In Cammino con la Svizzera' che porterà l’Ambasciatore, entro il 2027, nelle venti regioni italiane, per rafforzare il dialogo e il rapporto di vicinanza tra la Svizzera e l’Italia. In ricordo di ogni viaggio, l’Ambasciatore donerà ad un’istituzione locale una panchina, prodotta in Svizzera con materiali riciclati, che rimarrà alla comunità come luogo di scambio, di dialogo e d’informazione. 

“La migrazione è un fenomeno globale che interessa tutti gli Stati europei. L’anno scorso ho visitato un centro di accoglienza a Como; anche oggi – dopo aver parlato sia con il team che i giovani - posso dirlo: sono colpito dal lavoro che i nostri partner fanno con le autorità e con i responsabili dei centri che accompagnano gli adolescenti che arrivano da soli e li sostengono nel trovare e seguire la propria strada. Con il secondo contributo svizzero sosteniamo questo progetto, che mira a rafforzare le strutture di assistenza ai minori stranieri non accompagnati in tutta Italia, dal nord al sud. Anche il personale ne beneficia molto, perché si scambiano esperienze e buone pratiche tra le diverse regioni. I mediatori culturali hanno un ruolo molto importante: lavorano a stretto contatto con i giovani per creare un clima di fiducia. Ed è proprio questa fiducia che permette di costruire insieme un futuro comune” ha dichiarato l’ambasciatore Balzaretti. 

“I minori che arrivano in Italia da soli hanno affrontato viaggi lunghi e difficili e hanno bisogno, prima di tutto, di un luogo sicuro in cui possano essere ascoltati, sostenuti e accompagnati nella costruzione del loro futuro. Rafforzare la qualità dell’accoglienza e sostenere il personale che lavora ogni giorno nei centri è essenziale per garantire che ogni bambino riceva l’attenzione e la protezione di cui ha bisogno. La collaborazione tra le istituzioni italiane, la Svizzera e l’Unhcr rappresenta un passo importante per offrire risposte sempre più efficaci, nel pieno rispetto del superiore interesse del minore”, ha dichiarato Anna Leer, vicerappresentante dell’Unhcr per l’Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino. 

Il progetto Rafforzare i Servizi di Accoglienza e Protezione per Minori Non Accompagnati in Italia (Enhancing Reception and Protection Services for Unaccompanied Children in Italy), avviato nell’ottobre 2024, nasce per supportare gli sforzi delle autorità italiane nell’individuare i bisogni e nello sviluppare percorsi individuali di inclusione e protezione. Nel 2025, gli arrivi di minori stranieri non accompagnati sono stati 12.177, pari a circa il 18% degli arrivi complessivi via mare. Un numero in crescita rispetto al 2024, quando erano il 13%. Ad oggi, in Italia vivono circa 16.000 minori stranieri non accompagnati. Molti di loro restano nel Paese per anni, affrontando percorsi complessi di integrazione, istruzione, tutela legale e sostegno psicologico. Il progetto mira a rafforzare il sistema di accoglienza loro dedicato; ad oggi la sfida fondamentale, nell’ottica del superiore interesse del minore, resta quella di rafforzare ed incrementare gli interventi di supporto individualizzato, per rispondere in maniera sempre più efficace al rischio che i ragazzi cadano nelle reti criminali, finendo vittime di abuso e sfruttamento. 

Le attività di progetto si articolano su quattro pilastri principali: Rafforzamento del coordinamento istituzionale: migliorare il lavoro congiunto tra livelli nazionale e locale, in coerenza con le priorità del Governo italiano e con le altre attività di supporto già in corso. Interventi diretti nei centri di accoglienza: operare in regioni strategiche come Lombardia, Puglia, Basilicata e Campania, dove mancavano interventi specializzati di agenzie internazionali e Ong, garantendo un sostegno concreto ai minori. Attraverso Save the Children, partner operativo di Unhcr, vengono offerti supporto psicosociale; informazione sui diritti e sulle prospettive future; attività ricreative per favorire il benessere emotivo e promuovere inclusione e senso di normalità. La presenza quotidiana degli operatori permette anche di ottenere preziose informazioni sulle esigenze dei giovani e quindi di individuare gli ambiti in cui è possibile migliorare il sistema di protezione e accoglienza. 

Formazione e supporto al personale dei centri: sviluppare le competenze degli operatori dei centri di prima accoglienza per rafforzare la qualità dell’assistenza offerta ai minori. E infine individuazione dei bisogni dei minori: rimettere al centro i bisogni dei minori, all’interno dei centri, con l’obiettivo di supportare le autorità italiane nell’identificazione delle aree da potenziare. 

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Categoria: internazionale/esteri

17:30

Diabete, nuovi dati positivi per retatrutide su emoglobina glicata e peso

(Adnkronos) - Riduzione dell'emoglobina glicata (HbA1c) e perdita di peso superiori rispetto al placebo. Sono questi, in sintesi, i risultati diffusi oggi da Eli Lilly and Company relativi allo studio Transcend-T2D-1, un trial clinico di fase 3 che valuta l'efficacia e la sicurezza di retatrutide, triplo agonista dei recettori ormonali di Gip, Glp-1 e glucagone first-in-class in fase sperimentale, come terapia aggiuntiva a dieta ed esercizio fisico in pazienti con diabete di tipo 2. Lo studio - informa l'azienda in una nota - ha arruolato adulti con controllo glicemico inadeguato con sola dieta ed esercizio fisico, e una durata media del diabete di 2,5 anni. Retatrutide ha raggiunto l'endpoint primario e tutti gli endpoint secondari chiave, dimostrando una riduzione dell'HbA1c e una perdita di peso superiori rispetto al placebo, a 40 settimane, utilizzando sia la stima di efficacia sia la stima del regime di trattamento. Per l'endpoint primario, i partecipanti in trattamento hanno ottenuto riduzioni medie dell'HbA1c fino al 2,0%, secondo la stima di efficacia. Per un endpoint secondario chiave, i partecipanti in trattamento con retatrutide hanno perso in media fino a 16,6 kg (16,8%), secondo la stima di efficacia. La perdita di peso è continuata fino al termine del periodo di trattamento.  

"I risultati dello studio confermano il potenziale del triplo agonista retatrutide nel trattamento del diabete di tipo 2 – afferma Elias Khalil, presidente e amministratore delegato Italy Hub di Eli Lilly - raggiungendo obiettivi significativi sia nel controllo dell'emoglobina glicata sia nella perdita di peso. Questa molecola potrebbe offrire alla comunità scientifica e ai pazienti una nuova opzione terapeutica in grado di rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti di chi convive con una malattia cronica complessa, rafforzando il nostro impegno nel proseguire con determinazione verso soluzioni sempre più efficaci e personalizzate". 

Il trattamento - riferisce l'azienda - ha inoltre mostrato miglioramenti clinicamente significativi rispetto al basale nei principali fattori di rischio cardiovascolare, tra cui il colesterolo non-Hdl, i trigliceridi e la pressione arteriosa sistolica. In linea con gli eventi avversi osservati nei trial clinici per altre terapie a base di incretine, gli eventi avversi più comuni tra i partecipanti trattati con retatrutide (4 mg, 9 mg, 12 mg) sono stati: nausea (16,4%, 19,5%, 26,5% rispettivamente, vs. 3,7% con placebo), diarrea (18,7%, 26,3%, 22,8% rispettivamente, vs. 4,5% con placebo) e vomito (15,7%, 15,0%, 17,6% rispettivamente, vs. 2,2% con placebo), verificatisi principalmente durante la fase di aumento progressivo della dose. L’incidenza di disestesia si è verificata nel 4,5%, 2,3% e 4,4% (rispettivamente 4 mg, 9 mg e 12 mg) dei pazienti trattati con retatrutide, rispetto allo 0% con placebo. Gli episodi di disestesia erano generalmente lievi e la maggior parte si è risolta nel corso del trattamento. I tassi di interruzione dovuti a eventi avversi sono stati del 2,2%, 4,5% e 5,1% rispettivamente con retatrutide 4 mg, 9 mg e 12 mg, rispetto allo 0% con placebo. I risultati dettagliati dello studio Transcend-T2D-1 saranno presentati alle American Diabetes Association Scientific Sessions di giugno e pubblicati su un peer-reviewed journal. Ulteriori risultati del programma di trial clinici su retatrutide sono attesi nel corso del prossimo anno. 

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Categoria: salute

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19:51

Imprese, Tasca (A2a): "Tre dimensioni per integrare cultura aziendale e just transition"

(Adnkronos) - "L’integrazione tra la cultura aziendale e strategica di A2a e la Just transition è avvenuta incrociando tre dimensioni, quella organizzativa, quella economico - finanziaria e quella culturale, in questo modo siamo riusciti a considerare la Just transition come un passaggio del nostro piano industriale nella valutazione dei nostri investimenti”. Lo ha detto ⁠Roberto Tasca, Presidente di A2a, intervenendo oggi a Roma a ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’, l’evento del Gruppo - realizzato in collaborazione con Assonime e con il contributo di partner strategici quali The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano - dove è stato presentato l’Engagement Value Index report. 

Poi entra nel dettaglio: “In merito alla dimensione organizzativa, e successivamente a quella economico - finanziaria, ci siamo dotati di una funzione interna che si occupasse strettamente di declinare per noi questi temi con una visione e una rilevanza internazionale. Lo abbiamo fatto trasformando le nostre analisi degli investimenti in processi che tengono conto di questi elementi. Just transition vuol dire, fondamentalmente, occuparsi del futuro del nostro pianeta, delle nostre comunità e dei nostri territori, quindi abbiamo poi cercato di sintetizzare nel nostro piano, che è un piano decennale, quelle che sono le indicazioni”. 

“Quanto alla terza dimensione - prosegue ancora Tasca - è la dimensione culturale. Abbiamo operato a livello aziendale affinché questi temi fossero compresi, conosciuti e approfonditi e soprattutto affinchè si superasse quel grado di diffidenza che un po' li governa; ovvero: anche oggi, a seguito di quelli che sono i cambiamenti politici europei e internazionali e quelli che sono anche i fattori critici geopolitici del momento, vediamo come in realtà ci sia una resistenza psicologica, anche ad affrontare queste tematiche, legata soprattutto al fatto che si ritengono molto lontane da noi, ecco perché, anche con un passaggio culturale importante, abbiamo lavorato su questo” conclude. 

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Categoria: sostenibilita

19:50

Imprese, Ventura (A2a): "Con stakeholder engagement dialogo con attori coinvolti"

(Adnkronos) - "Lo stakeholder engagement significa avere relazioni continuative con tutti i territori e i diversi pubblici con cui un'azienda ha a che fare: dai clienti, ai fornitori, alle istituzioni, ai dipendenti, oltre alle varie comunità di riferimento”. Così Carlotta Ventura, Chief Communication, Sustainability e Regional Affairs in A2a, in occasione dell’evento ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’ oggi a Roma. Realizzato da A2a in collaborazione con Assonime, l’incontro vede il contributo dei partner strategici The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano. Durante l’appuntamento è stato presentato l’Engagement Value Index report con cui il Gruppo ha misurato gli impatti generati sui territori. 

  

Per Ventura, "è necessario misurare tutto il lavoro che viene fatto sui territori perché è un importante investimento di risorse, in termini economici, di tempo, sia da parte dell'azienda che da parte degli interlocutori con cui siamo in contatto”, afferma. Poi aggiunge: “Si tratta di un beneficio concreto sia per le aziende che per le comunità. Dal dialogo con gli stakeholder nascono anche opportunità e si possono mitigare eventuali rischi che altrimenti non verrebbero intercettati”. 

  

Ma in che modo A2a ha sistematizzato lo stakeholder engagement? “Abbiamo delle riunioni fisse nel corso dell'anno in cui le proposte di dialogo vengono tradotte in attività concrete”, conclude Ventura. 

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Categoria: sostenibilita

19:36

Milano-Cortina, lo studio: Giochi hanno riportato al centro lo sport femminile

(Adnkronos) - Come sono state raccontate le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali Milano Cortina dai media televisivi italiani? Quali immagini, linguaggi e protagonisti emergono nella narrazione mainstream dei Giochi? Donne e uomini sono rappresentati allo stesso modo? A queste domande risponde la ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026” promossa da Comitato Olimpico Internazionale e Fondazione Bracco, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026. 

Da sempre, i Giochi Olimpici e Paralimpici rappresentano una piattaforma globale, che contribuisce a plasmare il modo in cui lo sport viene raccontato e percepito. La ricerca, realizzata dall’Osservatorio di Pavia – istituto di ricerca indipendente specializzato nello studio dei contenuti dell’informazione – analizza come lo sport e i suoi protagonisti vengono raccontati nei telegiornali italiani, con un’attenzione specifica alla presenza e narrazione delle atlete nell’informazione sportiva. Concepito come un vero e proprio percorso di osservazione nel tempo, lo studio ha analizzato la copertura mediatica in diverse fasi, concentrandosi sulla rappresentazione televisiva nazionale tra luglio 2024 e marzo 2026: dai Giochi di Parigi, passando per un anno di informazione ordinaria, fino ai Giochi di Milano Cortina 2026. Ciò ha permesso di ottenere, per la prima volta, una visione organica e approfondita del racconto mediatico. Il risultato non è soltanto una fotografia accurata del presente, ma anche una preziosa eredità di conoscenze e buone pratiche, per contribuire a orientare le future edizioni dei Giochi Olimpici e Paralimpici. 

“Di queste Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano e Cortina porterò sempre nel cuore soprattutto i volti delle tantissime atlete azzurre che hanno vinto con merito e impegno un numero straordinario di medaglie”, ha affermato Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco. “È stata una grande emozione ammirare le gesta delle nostre campionesse a iniziare da Chiara Mazzel, sciatrice paralimpica che ha vinto 1 oro e 3 argenti, dando un contributo decisivo al record di podi della squadra italiana; ma naturalmente ho esultato anche per le straordinarie imprese di Federica Brignone, Francesca Lollobrigida, Sofia Goggia, Arianna Fontana e Lisa Vittozzi. Ragazze coraggiose, che con tenacia, grinta, sacrificio, determinazione hanno scritto pagine memorabili dello sport invernale italiano. E che, sostenute da una incrollabile passione, hanno saputo imporsi anche all’attenzione dei media”. 

 

“I Giochi Milano-Cortina 2026 hanno registrato uno dei più alti livelli di partecipazione femminile nelle Olimpiadi invernali: il 47,9% degli atleti erano donne, protagoniste assolute del medagliere”, ha ricordato il Sottosegretario allo Sport e ai Giovani, Federica Picchi. “La Lombardia esprime grande orgoglio per le atlete olimpiche e paralimpiche italiane, da Federica Brignone a Chiara Mazzel, da Francesca Lollobrigida ad Arianna Fontana. Proprio Fontana, pattinatrice di short track, donna, giovane, valtellinese, con 14 medaglie è tra i campioni – uomini e donne – più vincenti nella storia dei Giochi invernali. Un fenomeno anche la collega Lollobrigida che, con due ori a Milano-Cortina 2026 in tasca, e suo figlio in braccio durante la vittoria, ha raccontato il sostegno ricevuto dalla FISG durante la maternità, auspicando che tutte le Federazioni facciano lo stesso. Per questo, con Regione e CONI Lombardia stiamo creando un fondo per favorire la conciliazione tra carriera sportiva e maternità, lo stesso impegno che stiamo mettendo nella realizzazione di percorsi dual career con tutti i CUS Lombardi”. 

“Grazie all'insieme del movimento Olimpico, abbiamo raggiunto i Giochi Olimpici Invernali più equilibrati dal punto di vista di genere nella storia con oltre il 47% di atlete”, ha sottolineato Charlotte Groppo, Responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Comitato Olimpico Internazionale. “Questo progresso è più di un semplice dato statistico: è il riflesso di opportunità che si ampliano, di barriere che continuano a cadere e di un futuro in cui ogni ragazza può vedersi sul campo di gioco.” 

“Abbiamo appena vissuto la straordinaria esperienza di Olimpiadi e Paralimpiadi, che Milano ha accolto con grande capacità di risposta, e portiamo negli occhi e nel cuore le immagini delle grandi atlete protagoniste di prove di talento”, ha dichiarato la delegata del Sindaco alle Pari opportunità di genere, Elena Lattuada. “Ci auguriamo che questa presenza venga mantenuta nel tempo, perché, come evidenziato dall’Osservatorio di Pavia, alla grande copertura mediatica durante le competizioni segue spesso il silenzio. Proprio per la capacità e il coraggio dimostrati, questo silenzio non deve più esserci”, sottolinea Lattuada. “Se le Olimpiadi hanno avuto ampio risalto, le Paralimpiadi hanno ricevuto minore attenzione, nonostante le storie di grande coraggio e determinazione. L’invito è a non dimenticare questo evento e a valorizzare chi fa dello sport espressione di talento, resilienza e forza, soprattutto tra atleti e atlete con disabilità.” 

 

“La Fondazione Milano Cortina 2026 fin dalla fase di candidatura ha deciso di profondere un forte impegno nella promozione della parità di genere all’interno dell’organizzazione e verso tutti gli stakeholder esterni, riconoscendola come una componente fondamentale di un cambiamento duraturo e significativo.”, ha affermato Diana Bianchedi, Chief Strategy Planning & Legacy Officer, Fondazione Milano Cortina 2026. “Sono stati sviluppati dei progetti lungo tutto il percorso di avvicinamento ai Giochi. Grazie anche al supporto del CIO, i Giochi Olimpici Invernali 2026 hanno segnato un record storico, con una partecipazione delle atlete più alta di sempre e il numero più alto di ufficiali e capi missione donne. Ci auguriamo che questi risultati possano fungere da ispirazione per le future generazioni. Solo lavorando tutti insieme potremo raggiungere obiettivi ancora più grandi e significativi.” 

I risultati dello studio sono stati presentati in anteprima presso la Sala Stampa di Palazzo Regione Lombardia alla presenza di Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco, Charlotte Groppo, Responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Comitato Olimpico Internazionale, Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia, Federica Picchi, Sottosegretario con delega Sport e Giovani di Regione Lombardia, Elena Lattuada, Delegata del Sindaco del Comune di Milano alle Pari opportunità di genere, Andrea Monti, Chief Communications Officer, Fondazione Milano Cortina 2026, Greta Barbone, Human Rights Manager, Fondazione Milano Cortina 2026, Valentina Marchei, atleta olimpica, Head of Ambassador Programme di Fondazione Milano Cortina 2026, Presidente della Commissione Atleti del Coni, e Monia Azzalini, Responsabile settore Diversità, Equità e Inclusione dell’Osservatorio di Pavia. 

Realizzata dall’Osservatorio di Pavia, la ricerca analizza il racconto delle Olimpiadi e Paralimpiadi nelle principali testate televisive, esaminando immagini, linguaggi e voci coinvolte nelle notizie dedicate allo sport, da un punto di vista quantitativo e qualitativo. La ricerca indaga come il sistema mediatico contribuisca a modellare il racconto dello sport, valutando se e quanto le narrazioni televisive riescano a essere inclusive e sensibili al tema della parità di genere. Avviato in occasione dei Giochi di Parigi 2024 e sviluppato fino alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, il monitoraggio traccia le principali tendenze nella copertura mediatica dello sport, evidenziando progressi, criticità e nuove prospettive. 

 

Durante i Giochi di Parigi 2024 la copertura dei telegiornali italiani (a cui sono dedicate il 75% delle notizie) ha mostrato un’attenzione relativamente equilibrata tra sport femminili e maschili e una presenza significativa delle atlete nella narrazione dell’evento. In quei giorni, discipline, storie e protagonisti che raramente trovano spazio nell’informazione sportiva quotidiana sono entrati nel racconto mediatico, contribuendo ad ampliare lo sguardo del pubblico sullo sport. Anche l’analisi dei Giochi Paralimpici di Parigi 2024 ha restituito indicazioni preziose su come lo sport venga rappresentato nei media. Pur in presenza di una copertura più limitata, l’attenzione dedicata alle Paralimpiadi 2024 ha permesso di osservare dinamiche narrative specifiche, tra cui la persistenza di stereotipi legati alla disabilità o al genere, che pongono con forza il tema della qualità del racconto mediatico. 

Nel cosiddetto tempo ordinario, cioè quando l’attenzione si sposta dai grandi eventi allo sport “ordinario”, il quadro cambia. L’analisi dell’anno successivo ai Giochi di Parigi ha mostrato come la copertura televisiva torni a concentrarsi su poche discipline dominanti e su protagonisti già consolidati nel sistema mediatico. In questo contesto specifico, la presenza dello sport femminile e delle sue protagoniste tende nuovamente a ridursi, segnalando come l’effetto di apertura e di maggiore visibilità generato dai Giochi non sempre riesca a tradursi in un cambiamento realmente strutturale nel modo in cui lo sport viene raccontato 

I Giochi Invernali Milano Cortina 2026 riportano al centro dell’attenzione lo sport femminile con un incremento della visibilità delle atlete (58% vs. il 42% degli atleti) e delle discipline sportive femminili all’interno dei telegiornali italiani. Inoltre Milano Cortina 2026 è stata l’edizione dei Giochi olimpici invernali più bilanciata di sempre, con il 47% di donne e il 53% di uomini e la rappresentanza femminile italiana è stata del 47%, perfettamente in linea con la quota internazionale. La copertura tra competizioni femminili e maschili è stata equilibrata. La maggior parte dei servizi analizzati ha raccontato le competizioni senza una netta prevalenza di genere: il 53% delle notizie ha coperto discipline sia maschili sia femminili, mentre il 24% ha riguardato competizioni femminili e il 23% competizioni maschili. Anche le voci femminili e maschili sono state bilanciate: 49% le donne intervistate vs. 51% degli uomini. 

 

Il linguaggio è stato correttamente declinato (84% delle notizie utilizza un linguaggio correttamente declinato secondo il genere) sebbene in alcuni casi la narrazione abbia insistito su elementi biografici o familiari (la maternità come chiave ricorrente). Si evidenziano metafore estranee al campo sportivo che finiscono per attribuire il successo a una dimensione simbolica piuttosto che alla competenza tecnica. Accanto a queste rappresentazioni, alcuni servizi televisivi hanno proposto anche narrazioni che mettono in discussione stereotipi tradizionali legati al genere. In particolare, alcune cronache hanno dato spazio alle emozioni degli atleti, mostrando momenti di commozione o di forte coinvolgimento personale dopo le gare. 

Diversamente il racconto dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 si sviluppa all’interno di uno spazio informativo limitato e si caratterizza per una forte selettività nella costruzione dei contenuti. All’interno di questo quadro, la distribuzione della visibilità evidenzia la presenza di gerarchie marcate. Le atlete, che rappresentano solo il 26% dei partecipanti, vedono ulteriormente ridotta la loro presenza nel racconto mediatico, dove si fermano al 14% delle notizie. In questo contesto, la copertura delle competizioni si concentra in particolare su tre discipline - lo sci alpino, lo sci di fondo e lo snowboard - all’interno delle quali solo le prime due offrono spazio alle gare femminili. Ne deriva una rappresentazione in cui la presenza delle atlete risulta non solo limitata, ma anche fortemente dipendente dalla struttura stessa delle discipline più raccontate e dai risultati conseguiti. 

In sintesi, il percorso di osservazione ha messo in evidenza una dinamica ricorrente: la visibilità delle donne nello sport tende ad ampliarsi in coincidenza con i momenti di maggiore attenzione mediatica. In queste occasioni il racconto si apre a una maggiore pluralità di discipline, storie e protagoniste, contribuendo ad arricchire lo sguardo del pubblico sul mondo delle competizioni femminili. Una ultima nota di attenzione riguarda l’impostazione del racconto sportivo. In diversi casi l’attenzione si sposta infatti verso dimensioni collaterali alla prestazione agonistica, soffermandosi su elementi personali, estetici o simbolici che ridimensionano la centralità delle competenze e dei risultati sportivi. Le Olimpiadi hanno dimostrato che lo sport italiano, femminile e maschile, ha fatto importanti passi avanti. Ora la sfida è costruire una narrazione ancora più equa per chi racconta il mondo dello sport. 

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Categoria: sport

19:34

Milano-Cortina, Picchi (Regione Lombardia): "Olimpiadi virtuose, emersa forte parità di genere"

(Adnkronos) - “Da questo report emerge il particolare virtuosismo di queste Olimpiadi, con delle percentuali mai osservate prima. Nel dettaglio, si è osservata una particolare parità di genere, sia per la presenza delle atlete sia per un numero di eventi con protagoniste atlete, che equipara quelli maschili. In queste Olimpiadi, inoltre, abbiamo avuto modo di vedere anche l'eccellenza delle nostre atlete e valorizzarle dal punto di vista tecnico, oltre che da quello emotivo, osservando anche una parte atletica completa”. Lo ha detto Federica Picchi, Sottosegretario Sport e Giovani di Regione Lombardia alla presentazione da parte di Fondazione Bracco e Comitato Olimpico Internazionale, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026, dei risultati della ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026” realizzata dall’Osservatorio di Pavia. “Abbiamo visto una Francesca Lollobrigida che, con la sua ricchezza e il messaggio di bellezza della maternità, ha arricchito il valore sportivo che già portava con sé. Abbiamo visto anche Arianna Fontana, la prima atleta più medagliata d'Italia nella storia. E’ stata, quindi, un'Olimpiade con una forte parità di genere e ricca di messaggi e argomenti, che hanno visto le donne al centro”, conclude. 

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Categoria: sport

19:32

Milano-Cortina, Fontana: "Ai Giochi presenza femminile pari se non superiore a quella maschile"

(Adnkronos) - “Dall’indagine presentata oggi abbiamo visto che la presenza femminile, anche nella comunicazione, è stata molto importante e pari, se non in alcuni casi anche superiore, alla presenza maschile”. E’ quanto affermato da Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, intervenendo alla presentazione da parte di Fondazione Bracco e Comitato Olimpico Internazionale, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026, dei risultati della ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026” realizzata dall’Osservatorio di Pavia. 

  

“Questa è un'ottima notizia anche perché le donne in queste Olimpiadi si sono distinte sia per i risultati sia per le storie che hanno saputo raccontare: Francesca Lollobrigida, ad esempio, che fra una medaglia d'oro e l'altra ha avuto un bambino - spiega Fontana - o la storia di Federica Brignone, che fino a sei mesi fa aveva le stampelle e che con un grande sacrificio è riuscita a vincere addirittura due medaglie d'oro. Pertanto, penso che la presenza femminile nello sport sia sempre più importante, presente e più riconosciuta dai nostri cittadini”. 

  

Il presidente Fontana, poi, racconta che avrebbe voluto vedere una maggior copertura mediatica per le Paralimpiadi: “Speravo ci fosse una maggior copertura, anche perché oggettivamente le Paralimpiadi sono importanti come le Olimpiadi o forse anche di più. Pertanto, è necessario lavorare in futuro, come si è lavorato per raggiungere la parità tra presenza femminile e maschile, per fare in modo che anche le Paralimpiadi possano avere la stessa presenza delle Olimpiadi”, conclude. 

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Categoria: sport

19:31

"Servo", "pavido", "gay fascista": insulti e minacce social a Diaco dopo l'endorsement per il 'Sì' al referendum

(Adnkronos) - “Servo”, “coglione”, "leccaculo”, “sempre stato una merda”, “ridicolo”, “imbarazzante”, “pavido”, “sei solo un aiutante dei corrotti, corruttori e malavitosi”, “prendilo nel c..”, “I gay fascisti come lui andrebbero…”. Il conduttore Rai Pierluigi Diaco è da ieri destinatario di una campagna di odio verbale, condito da velate minacce, dopo la dichiarazione che ha rilasciato in esclusiva all’Adnkronos.  

L’odio social è testimoniato anche dalla centinaia di messaggi violenti comparsi a commento della sua dichiarazione nei post pubblicati sui canali dell’agenzia. Contattato dall’Adnkronos, Diaco sottolinea: “Non commento i social. Che dicano quello che vogliono. Io ho detto pubblicamente la mia con educazione”. 

 

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Categoria: politica

19:26

Formazione, Silvestri (Fond. Consulenti per lavoro): "Bilancio non può che essere positivo"

(Adnkronos) - "Il bilancio dal punto di vista della formazione non può che essere positivo. E' un bilancio collegato anche al cosiddetto Programma Gol, attraverso il quale il Pnrr ha investito ben 5 miliardi di euro proprio sulle politiche attive e sulla formazione. Un programma molto complesso, con alti e bassi, elementi molto positivi e qualche chiaroscuro, ma complessivamente molto importante e anche esaltante, perché ha portato diverse innovazioni nel mercato del lavoro, nel modo di realizzare le politiche del lavoro nel nostro ordinamento; e soprattutto ha rotto il diaframma importantissimo che separava le attività di politiche attive vere e proprie dalla formazione. Ora non si può più prescindere da una sinergia tra queste due politiche perché oggi si è compreso che la formazione deve andare di pari passo con quello che è il cosiddetto assessment, cioè l'affiancamento dei disoccupati nel tentativo di trovare una migliore occupazione o un'occupazione a tutti gli effetti. Questo diaframma è stato appunto abbattuto, dunque il futuro non può che andare verso la direzione di rafforzare questo obiettivo. Tant'è vero che quei primi bandi che cominciamo a studiare sul cosiddetto 'dopo Gol', si veda ad esempio la Regione Veneto che continua a rappresentare un punto di riferimento da questo punto di vista, già si prevede una serie di iniziative che hanno sicuramente attinto da questa fondamentale innovazione apportata dal programma Gol". Lo ha detto Vincenzo Silvestri, Presidente della Fondazione Consulenti per il Lavoro, intervenuto in apertura dei lavori dell'assemblea dei consigli provinciali dei Consulenti del lavoro a Torino. 

 

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Categoria: economia

19:20

Referendum, Parodi: "Credo possa vincere il No, con riforma più difficile legge uguale per tutti"

(Adnkronos) - "Alla fine del 1700 il re Federico di Prussia il Grande si è costruito un palazzo molto bello per le vacanze, Palazzo Sanssouci, vicino al quale c'era un mulino di un mugnaio. Al re il mulino dava fastidio a causa del rumore e voleva assolutamente farlo abbattere prima con le buone poi con le cattive. Il mugnaio gli ha risposto: 'Guarda caro re, che c'è un giudice a Berlino' e il re non lo ha abbattuto. Ecco, io credo che se passerà la riforma sarà più difficile per il mugnaio e per tutte le persone semplici, per le persone vulnerabili, per i più deboli, avere la possibilità di dire al re che c'è un giudice a Berlino, che non ha il diritto di abbattere il mulino" e "che la legge è uguale per tutti". Lo afferma, in un'intervista all'Adnkronos, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) Cesare Parodi in vista del referendum sulla giustizia che si terrà domenica e lunedì prossimi.  

"È molto semplice la questione: chi è potente a livello politico, economico, sociale ha meno bisogno dell'indipendenza della magistratura - continua -. Sono i deboli economicamente e socialmente che hanno bisogno di poter contare su una magistratura in grado di dire, davanti e chiunque, che la legge viene applicata nello stesso modo per tutti".  

Secondo Parodi non basta che nella Costituzione ci sia scritto il principio di uguaglianza davanti alla legge perché esso va anche "garantito". "C'è scritto nella Costituzione anche il diritto alla salute ma se poi non vengono costruiti gli ospedali non conta niente", continua spiegando che i principi non devono restare astratti.  

 

"Io non faccio politica, non sono un oppositore del governo, mi occupo dell'Anm e quindi non mi piace l'idea che i cittadini pensino che i magistrati siano nemici del governo perché non lo siamo", continua Parodi. 

"Mi avvilisce che sono stati usati dei toni tipo 'con la riforma non ci saranno più errori e ingiuste detenzioni' o casi Garlasco - continua -. Le ingiuste detenzioni in Italia sono circa l'1% delle misure cautelari, in Francia sono il 4%. Ma in Francia nessuno pensa di denigrare la magistratura".  

"Io continuo a credere che potrà vincere il No, ma se non dovesse vincere il No mi spiacerebbe per l'immagine che è stata data della magistratura - sottolinea -. E questo secondo me ha condizionato molto l'opinione pubblica". 

Nessun "boicottaggio politico", i giudici applicano le leggi "nel loro contesto globale e alle volte i risultati sono diversi da quelli sperati, ma non per scelta dei magistrati", afferma Parodi. "L'altra sera ero a un convegno e c'era il professor Zagrebelsky che ha detto una cosa bellissima: la politica è il fiume che va avanti con le grandi scelte e che non deve essere in nessun modo fermato o deviato e la magistratura sono gli argini. E gli argini non deviano il fiume ma fanno in modo che questo fiume non possa, ogni tanto, debordare dal suo corso e travolgere i diritti dei cittadini da una parte e dall'altra - continua - Io non vorrei mai vivere in un Paese dove i giudici governano, voglio vivere in un Paese dove la politica governa, ma i giudici sono liberi di applicare la legge. Le sentenze si possono criticare, ma un conto è criticare una sentenza, un altro è dire, come è successo, che d'ora in poi la magistratura dovrà assecondare le linee del governo. Questo non vuol dire criticare, vuole dire condizionare". 

"Lasciamo perdere le frasi estreme, come bisogna togliere di mezzo la magistratura, che può anche essere una forzatura - prosegue Parodi - Io mi limito alle frasi che sono state dette invece con la massima tranquillità e ce ne è una impressionante scritta dal ministro Nordio nel suo libro: 'con la riforma la politica recupera la sua libertà di azione'. Cosa vuol dire questo? Chi ha mai impedito alla politica di fare le leggi?". 

"Una legge si inserisce in un contesto più ampio e deve essere coordinata con altre leggi dello Stato o, come spesso accade, con altre leggi europee. Un governo fa una legge e ha un obiettivo, poi quando i giudici la ricevono devono verificare se ci sono altre leggi o altre normative europee e internazionali che incidono su quella situazione e magari a quel punto il risultato finale è diverso da quello atteso ma non perché il magistrato ha disatteso la legge - conclude - Non è una questione di fare del boicottaggio politico, ma di applicare le leggi nel loro contesto globale e alle volte i risultati sono diversi da quelli sperati, ma non per scelta dei magistrati". 

 

"Io faccio il pubblico ministero da 36 anni e sentirmi dire che sono qua per liberare i pedofili, gli stupratori o per portare via i bambini dalle famiglie è qualcosa che mi umilia profondamente. Ci sono tantissimi magistrati, come me, che sono profondamente umiliati dall'essere indicati ai cittadini italiani, da una fonte così autorevole, come persone che sono qui per difendere i criminali. Ciò non corrisponde alla realtà che conosco, tanti magistrati sono avviliti da questa immagine che viene data", continua Parodi riferendosi alle parole della premier Giorgia Meloni sui rischi se al referendum non passasse il Sì. 

"Sia ben chiaro, i magistrati sbagliano e gli sbagli sono gravi per chi li subisce, ma qui si dimentica di dire una cosa di una banalità estrema: in tutti i sistemi giudiziari ci sono moltissimi sbagli e, numeri alla mano, in altri Paesi europei, anche solo in America o in Gran Bretagna, gli errori giudiziari sono più numerosi che in Italia. Ma nessuno in quei Paesi viene a pensare di limitare la libertà della magistratura perché ci sono degli sbagli", osserva. 

 

E ancora: "Sull'Anm assolutamente non avrà nessuna conseguenza, anche se qualcuno lo vorrebbe; l'associazione si chiama Associazione magistrati e siccome rimarremo magistrati con due carriere diverse non c'è nessuna ragione per cui l'associazione modifichi i suoi atteggiamenti e rimarrà sicuramente un momento importante della vita della giustizia".  

"Avrà un ruolo per certi aspetti ancora più rilevante - sottolinea - perché sarà l'unico luogo in cui i magistrati saranno rappresentati in base alle loro concrete sensibilità e non in base al caso", continua. 

Parodi infatti ritorna sul meccanismo del sorteggio previsto dalla riforma per Csm e Alta Corte ricordando che "in nessun Paese al mondo in un ruolo di responsabilità come può essere il Consiglio superiore della magistratura si viene scelti a caso". Secondo Parodi "il problema del correntismo non c'è stato solo nella magistratura italiana, si presenta in tutti i contesti umani organizzati dove a un certo punto qualcuno approfitta del ruolo che ha avuto per fini personali e non per l'interesse collettivo", sottolinea aggiungendo però che in nessun caso del genere si ricorre al sorteggio. 

"Nessuno ha mai pensato di utilizzare il sorteggio a fronte di criticità: si cercano uomini e donne migliori, si cercano metodi di individuazione migliori, ma sicuramente non ci si affida al caso che è il contrario della ricerca del merito", spiega. 

 

"La giustizia - continua il presidente dell'Anm - va avanti, non si è mai fermata. Io in questo periodo ho fatto campagna elettorale, ma ho lavorato comunque tutti i giorni. Quindi la giustizia non si è fermata oggi, non si fermerà domani. Vediamo che cosa accadrà, io credo che sia indispensabile un dialogo fra tutte le parti".  

"La giustizia che funziona non c'entra con questa riforma, io ho un ufficio dove ho il 50% del personale amministrativo; per me la giustizia che funziona è avere, non dico il 100%, ma il 70% del personale e poter quindi gestire in maniera più serena un ufficio importante come una procura della Repubblica - sottolinea -. L'informatica, la questione delle carceri, la geografia giudiziaria, il numero dei magistrati: questi sono i problemi che dovrebbero essere risolti per poter dire che abbiamo una giustizia efficiente. Invece purtroppo questi problemi sono spesso rimandati". 

 

"L'affluenza sarà un dato molto importante. Io credo che ci sarà un'affluenza consistente per quella che è la situazione italiana, sicuramente superiore al 50%", dice quindi Parodi sulla partecipazione attesa alle urne. 

 

"Auspico la vittoria del No, ma al di là degli esiti auspico che tutti quanti sappiano fare un passo indietro. Io mi sono sempre battuto in questo senso e seguo il presidente Mattarella che dice da mesi di stare tranquilli, civili, avere dei rapporti di dialogo, delle interlocuzioni assolutamente lineari e non espressivi di aggressività. Io sono contento di una cosa: sono riuscito a finire questa campagna senza aver mai avuto atteggiamenti aggressivi, senza mai insultare nessuno. E mi creda mi sono preso tanti di quegli insulti sui social...", continua sulla campagna referendaria. 

 

"I rapporti fra Anm e Csm sono minimali. Io mi prendo questa responsabilità: l'unico momento in cui ci può essere in qualche misura, per forza di cose, un rapporto è quando il Csm deve essere rinnovato e allora i meccanismi elettorali fanno sì che per forza di cose ci si aggreghi attorno a sensibilità comuni", spiega quindi Parodi, replicando alle parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio secondo il quale con la vittoria del Sì l'associazione smetterebbe di essere "un centro di potere". 

"Ma è rarissimo il caso in cui c'è qualche contatto, qualche scambio di informazioni legato soprattutto a specifiche leggi", spiega facendo l'esempio del raggiungimento degli obiettivi del Pnrr. 

 

"La vicenda Palamara c'è stata e lo sappiamo tutti; la cosa che io trovo veramente fastidiosa e incredibile è che attraverso queste vicende, Palamara o simili, si faccia l'equazione che tutti i magistrati sono così", continua il presidente dell'Anm, ricordando che "in Italia ci sono 9.200 magistrati iscritti all'Anm su 9.500 e gli iscritti alle correnti sono 2000". 

"In Italia abbiamo un caso clamoroso: Nicola Gratteri, che pure è iscritto all'Anm anche se non è in straordinari rapporti con l'Associazione, ed è diventato procuratore di Catanzaro e di Napoli, ma non è iscritto a una corrente", conclude. 

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Categoria: politica

19:06

Welfare Day 2026, oltre 150 ospiti, tra professionisti del settore, hr director e manager

(Adnkronos) - Si è svolto oggi il Welfare Day 2026, l’appuntamento di Comunicazione Italiana dedicato al welfare development, realizzato in collaborazione con Pluxee Italia, azienda leader a livello globale nel settore dei benefit aziendali e dell’engagement dei dipendenti. Giunto alla sua quarta edizione, l’evento ha visto la partecipazione di oltre 150 ospiti, tra hr director, hr manager e professionisti del settore, in aggiunta a 100 collegati in streaming, con l’obiettivo di approfondire modelli, strumenti e prospettive per lo sviluppo di politiche di welfare sempre più efficaci e orientate al benessere delle persone. 

La giornata si è aperta con il talk show “Il benessere come leva strategica: dalla teoria alla pratica aziendale”. Con la partecipazione di realtà quali Asm Terni, Avio, Capgemini, Conserve Italia, Gruppo Bcc Iccrea, Inps e Nokia, il panel ha affrontato il passaggio da un approccio dichiarativo al benessere a un sistema strutturato di politiche e iniziative in grado di generare impatto concreto sulle persone e sulle organizzazioni, affrontando nodi cruciali come la misurazione dei risultati, il coordinamento interno e il rischio di interventi frammentati. A seguire, il Main Keynote della giornata, tenuto da Tommaso Palermo e Giuseppina Ardagna – rispettivamente Managing Director e Communication & PR Manager di Pluxee Italia – ha offerto una lettura data-driven del welfare aziendale, mettendo in relazione le scelte delle imprese, i comportamenti delle persone e gli impatti su attrattività, retention e benessere organizzativo. 

“Il Welfare Day si conferma come uno dei principali momenti di confronto sulle tematiche del benessere in azienda, dei benefit e dell’engagement delle persone. Siamo particolarmente orgogliosi di aver presentato nuovi dati e insight a sostegno di una visione del welfare come elemento strategico per le organizzazioni, e non più accessorio. Incrociando in modo sistematico il punto di vista dei lavoratori e quello delle imprese, emerge un welfare motore di crescita, interno ed esterno, che tocca attrazione, retention e produttività. Un welfare che crescerà ulteriormente dimostrando valore HR misurabile, concretezza e supporto alle esigenze quotidiane per i dipendenti, superando i gap di comunicazione che ancora oggi permangono tra aziende e dipendenti” ha dichiarato Anna Maria Mazzini, Marketing & Product Director Italy di Pluxee, a margine dell’evento. 

Altro momento di grande interesse è stata l’intervista a Carine Vitu, Hr Vice President Emeaa di Pluxee Group, che ha offerto una prospettiva internazionale sui trend emergenti in materia di benefit e welfare, evidenziando le differenze di interpretazione e le principali sfide e opportunità per le organizzazioni in un contesto globale. 

Nel corso della mattinata, i talk show hanno approfondito due direttrici centrali, con la partecipazione di speaker di primarie aziende italiane e internazionali: da un lato il tema del welfare inclusivo, inteso come capacità di rispondere a bisogni differenziati lungo le diverse fasi della vita e del lavoro; dall’altro il ruolo del welfare come leva di engagement, in un contesto in cui il lavoro è sempre più parte di un equilibrio più ampio tra tempo, relazioni e realizzazione personale. 

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Categoria: lavoro

18:59

Milano-Cortina, Bracco: "Più equilibrio di genere in questa edizione dei Giochi Invernali"

(Adnkronos) - “Il Comitato Olimpico Internazionale e la Fondazione Milano Cortina 2026, nostri partner in questa iniziativa, hanno fatto dei Giochi Invernali italiani l’edizione più equilibrata di sempre dal punto di vista del genere. Un traguardo molto importante: musica per le mie orecchie, che mi batto da tempo per l’empowerment femminile nell’impresa e nelle istituzioni. Di queste Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano e Cortina porterò nel cuore soprattutto i volti delle atlete azzurre, che hanno vinto con merito e impegno un numero straordinario di medaglie”. 

 

Sono le parole di Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco, in occasione della presentazione, da parte di Fondazione Bracco e Comitato Olimpico Internazionale, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026, dei risultati della ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026” realizzata dall’Osservatorio di Pavia.  

“È stata una grande emozione ammirare le gesta delle nostre campionesse, a iniziare da Chiara Mazzel, sciatrice paralimpica che ha vinto 1 oro e 3 argenti, dando un contributo decisivo al record di podi della squadra italiana - spiega - Ho esultato anche per le straordinarie imprese di Federica Brignone, Francesca Lollobrigida, Sofia Goggia, Arianna Fontana e Lisa Vittozzi. Quest’ultima, dopo il fantastico oro nel biathlon è stata designata dal Coni come portabandiera azzurra durante la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona”.  

“Si tratta di donne che con fatica, cadendo e rialzandosi, sostenute da una incrollabile passione, hanno saputo imporsi anche all’attenzione dei media. Ragazze coraggiose, che con tenacia, grinta, sacrificio, determinazione hanno scritto pagine memorabili dello sport invernale italiano”, conclude Bracco. 

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Categoria: sport

18:48

Emergenza medica per Chuck Norris, l'attore ricoverato alle Hawaii

(Adnkronos) - Paura per Chuck Norris. Da quanto apprende 'TMZ' da fonti a conoscenza diretta, l'attore è stato ricoverato in un ospedale alle Hawaii in seguito a "un'emergenza medica sull'isola di Kauai". Il sito d'intrattenimento però non conosce la natura dell'emergenza. Al momento sembrerebbe che Norris sia di buon umore. 

L'attore ha compiuto 86 anni lo scorso 10 marzo e ha festeggiato l'occasione pubblicando sui social media un video in cui si allena con un istruttore. 

 

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Categoria: spettacoli

18:36

Smartphone prima di dormire? "Provoca problemi seri", l'allarme di Bassetti

(Adnkronos) - L'abuso del cellulare prima di dormire crea problemi al sonno e può danneggiare la salute del cuore e del cervello. Il professor Matteo Bassetti, dal proprio profilo Instagram, accende i riflettori su una pessima abitudine estremamente diffusa. "Ci sono un sacco di effetti negativi a cascata delle luci prima di dormire: basta poca luce, pochissima, diffusa prima di dormire, perché il nostro corpo diventi bersaglio di disturbi di vario genere, anche seri", scrive il direttore del reparto malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. 

"Un danno che parte dai telefonini che usiamo tutti i giorni: la luce blu che fissiamo mentre maneggiamo il cellulare può disturbare il sonno, e non solo. Sono diversi gli studi che negli ultimi anni, hanno collegato l’esposizione alla luce notturna, oltre che all’interruzione del sonno, anche ad effetti negativi sulla salute cardiaca, metabolica, cognitiva e mentale", aggiunge. 

 

Gli studi a cui fa riferimento Bassetti in maniera generica hanno delineato il quadro relativo agli effetti della 'luce blu'. La blue light prodotta dagli smartphone o dai tablet può condizionare la produzione di melatonina, che favorisce il sonno, fino a sopprimerla. L'effetto, che può ritardare il sonno, è più evidente in caso di esposizione prolungata in un ambiente buio. 

Passare da un post all'altro tiene attivo il cervello, con la possibilità di causare stress o eccitazione: in ogni caso, il cervello rischia di trovarsi in uno status in cui diventa più complicato 'disattivarsi'. Anche questo processo incide sul rinvio del sonno e sulla riduzione della durata del riposo notturno, con un effetto a catena. 

 

Tra gli studi spicca, negli ultimi mesi, quello condotto dal team guidato dal professor Shady Abohashem del Massachusetts General Hospital - docente alla Harvard Medical School in Boston - e presentato nel novembre 2025 all'American Heart Association Scientific Sessions. La ricerca riguarda più di 450 adulti di Boston senza malattie cardiache preesistenti. Lo studio ha impiegato imaging cerebrale e satelliti per misurare la luce notturna esterna, evidenziando un collegamento sostanzialmente diretto: più luce, più rischio cardiaco, con meccanismi relativi ai processi di infiammazione che possono arrivare a condizionare le arterie. La soluzione? Per ridurre i rischi bisogna spegnere gli schermi almeno 1 ora prima di dormire, usare modalità notturne o filtri blue-light, mantenere la stanza totalmente buia. O, in alternativa, la maschera sugli occhi. 

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Categoria: cronaca

18:24

Biagi, De Luca (Consulenti lavoro): "Lungimirante e visionario, oggi norme seguono suo pensiero"

(Adnkronos) - Biagi parlava 25 anni fa "del concetto di adattabilità, di occupabilità, di un mercato del lavoro moderno, di politiche attive che sono centrali oggi e lo saranno ancora di più domani, con le nuove norme che sono state introdotte negli ultimi tre anni. Questo fa capire quanto fosse lungimirante. Provate a pensare a quello che teorizzava in materia di occupazione dei giovani e delle donne, quando ha disegnato per i giovani l'apprendistato professionalizzante o i percorsi di alternanza scuola-lavoro. Sull'occupazione femminile ancora oggi, anche noi come categoria sosteniamo che per incrementarla non servono strumenti normativi ma servono servizi alla famiglia che devono essere presenti sul territorio, esattamente quello che teorizzava Biagi". Lo ha detto Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, intervenendo alla tavola rotonda 'L’eredità di Marco Biagi e il futuro del diritto del lavoro' nel corso dell'evento 'Dentro il futuro'. in corso a Torino e trasmesso in diretta sulla web tv dei consulenti del lavoro 'Diciottominuti - edizione speciale'. All'inizio dell'evento è stato trasmesso l'intervento del giuslavorista al congresso dei consulenti del lavoro nel novembre 2001, meno di sei mesi prima di essere ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002, 24 anni fa.  

Secondo De Luca "dalla Legge Biagi poi peraltro è venuto fuori 'disegnata', giusto per restare nel tema della lungimiranza, quella che è stata l'evoluzione della nostra categoria, che è iniziata proprio da quegli anni, grazie a quel riconoscimento di professionalità, di garanzia istituzionale, di certezza e tutela della fede pubblica che è avvenuta con la possibilità di costituire presso i nostri consigli provinciali le commissioni di certificazione, e per il Consiglio Nazionale di poter fare politiche attive anche per il tramite di un altro soggetto, la Fondazione Consulenti per il lavoro", sottolinea.  

 

Secondo De Luca tutti "puntini che se li uniamo insieme e poi andiamo a completarli con le previsioni delle ultime norme che sono state introdotte in questi anni portano a disegnare la professione moderna di consulente del lavoro. Non è un caso che la piattaforma Siisl, quella del sistema di inclusione lavorativa, è stata dedicata dal ministro del Lavoro proprio a Marco Biagi perché in qualche modo ne completa il pensiero a a distanza di 24 anni. Pensate quanto tempo abbiamo sperperato come Paese con una visione retrodatata che ha trovato il suo culmine con la visione assistenzialista che abbiamo vissuto fino al 2022, e quanto lavoro avremmo potuto creare, come è stato creato in questi ultimi tre anni, se soltanto fossero stati applicati prima interamente i principi che Biagi aveva esposto nel 2001. È incredibile come noi oggi siamo qui a parlare di futuro e quel futuro è stato scritto in maniera visionaria 25 anni fa", ha continuato De Luca. "Marco Biagi oggi ci direbbe di proseguire a fare quello che abbiamo fatto 23 anni fa dopo la legge Biagi, e cioè guardare al futuro costruendo una professione ancora più legata a quelle che sono le mutate condizioni. Ci direbbe per esempio di interessarci di intelligenza artificiale, come abbiamo già fatto e come faremo in maniera ancora più convinta, indossando i panni del supervisor in azienda che solo noi possiamo andare a fare visto le caratteristiche che disegnano le linee guida sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella gestione dei rapporti di lavoro. Ci direbbe comunque di applicare quel criterio di principio, di adattabilità, guardandoci ogni mattina allo specchio e chiedendoci se quello che sappiamo fare è adatto alla mutata condizione del mondo del lavoro, o se forse dobbiamo applicare nuovi modi, nuove specializzazioni, una nuova capacità di esprimere la nostra professione. Un po' quello che tutti dovrebbero fare ,e devono fare, in questa transizione digitale così invasiva". 

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Categoria: economia

18:15

Trump, la battuta gela la premier giapponese: "Attacco Iran come Pearl Harbor"

(Adnkronos) - Donald Trump 'regala' una battuta che fa calare il gelo alla Casa Bianca durante l'incontro con la premier del Giappone, Sanae Takaichi. "Perché non abbiamo avvisato gli alleati sull'attacco all'Iran? Volevamo sfruttare l'effetto sorpresa, che il Giappone conosce benissimo. Perché non ci avete avvisato prima di Pearl Harbor?", chiede il presidente degli Stati Uniti. Takaichi ascolta le parole dell'interprete, l'espressione del suo viso tradisce un pizzico di disagio... 

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Categoria: internazionale/esteri

18:11

Conclusioni a 25 sull'Ucraina, Orban blocca tutto

(Adnkronos) - Viktor Orban colpisce ancora usando l'arma che sa maneggiare meglio, il diritto di veto. Il premier ungherese, che è anche il membro del Consiglio Europeo con la maggiore anzianità di servizio, ha bloccato, spalleggiato dal premier slovacco Robert Fico, il prestito da 90 miliardi di euro per sostenere l'Ucraina nel 2026 e 2027 che l'Ue aveva concordato nel summit dello scorso dicembre. Gli altri leader europei non hanno potuto fare altro che protestare e rinfacciargli il fatto che è venuto meno alla parola data, "l'unica cosa che gli dà fastidio", secondo una fonte diplomatica, perché "sa che è vero".  

Tutto inutile: il prestito all'Ucraina rimane bloccato, insieme al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, in attesa delle elezioni politiche che si terranno in Ungheria il prossimo 12 aprile. La discussione tra i capi di Stato e di governo dell'Ue sul prestito da 90 miliardi di euro all'Ucraina si è dunque conclusa presto, a Bruxelles, con l'approvazione delle conclusioni a 25, senza l'Ungheria e senza neppure la Slovacchia, come già era accaduto nello scorso dicembre. E' da tempo, comunque, che il Consiglio Europeo non approva conclusioni all'unanimità sull'Ucraina, poiché l'Ungheria si è sfilata da un pezzo.  

"La posizione ungherese è molto semplice - ha ribadito Orban, arrivando al Consiglio Europeo - siamo pronti a sostenere l'Ucraina quando riavremo il nostro petrolio, che è bloccato" dagli ucraini. No oil, no money: niente petrolio, niente soldi, come Orban va ripetendo da giorni, in tutte le salse. Le conclusioni approvate oggi, ben 17 punti, si aprono sottolineando, al punto 2, che il testo viene "saldamente" sostenuto da "25 capi di Stato o di governo". Tecnicamente, per quanto saldo sia il sostegno dei 25, se non sono a 27, non sono conclusioni del Consiglio Europeo: non hanno lo stesso valore giuridico e segnalano l'esistenza di una divisione tra i leader. 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è collegato con i 27 in videoconferenza, per sottolineare che "ormai da tre mesi, la più importante garanzia di sicurezza finanziaria per l'Ucraina da parte dell'Europa non funziona: il pacchetto di sostegno da 90 miliardi di euro per quest'anno e il prossimo. Per noi è fondamentale". 

Niente da fare: Orban e Fico hanno mantenuto il veto, come previsto alla vigilia da fonti diplomatiche. Non ha aiutato a sbloccare l'impasse il fatto che Zelensky si sia spinto nei giorni scorsi a minacciare di morte, non troppo velatamente, il premier ungherese, cosa che Orban ha immediatamente sfruttato in campagna elettorale. Dato in svantaggio da alcuni sondaggi rispetto ai rivali di Tisza, di fronte al rischio di perdere il potere Orban non guarda in faccia a nessuno: primum vivere.  

Durante la discussione che è seguita al discorso di Zelensky, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, come hanno riferito fonti Ue, ha affrontato la questione del comportamento dell'Ungheria in merito al prestito all'Ucraina, "deciso per consenso" dal Consiglio Europeo a dicembre, con il sostegno di "tutti" i capi di Stato e di governo, Orban e Fico inclusi. Come già fatto nei precedenti scambi con l'ungherese, Costa ha affermato che questo tipo di comportamento è "inaccettabile" e che viola i principi di buona fede e di sincera cooperazione sanciti dai trattati. 

Anche gli altri leader hanno espresso a Orban il loro disappunto. C'è ben poco, tuttavia, che Costa e i capi di Stato e di governo possano fare, a parte protestare: senza il via libera dell'Ungheria (e della Slovacchia), è impossibile modificare il regolamento sull'Mff 2021-27, indispensabile per effettuare il prestito all'Ucraina da 90 mld di euro, garantito dal bilancio Ue, concordato nello scorso dicembre e che dovrebbe avvenire mediante cooperazione rafforzata, a 24 (senza Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca).  

Il motivo del veto è, almeno ufficialmente, la questione dell'oleodotto Druzhba, danneggiato da un bombardamento russo alla fine di gennaio. L'oleodotto, costruito dall'Urss per portare il petrolio dagli Urali e dalla Siberia ai Paesi del Comecon, prima di essere bombardato dai russi riforniva Ungheria e Slovacchia di greggio, in virtù di una eccezione alle sanzioni strappata dai due Paesi, privi di acceso al mare.  

Gli ungheresi sostengono che sarebbe stato danneggiato solo un magazzino, e che l'oleodotto potrebbe essere riparato in pochi giorni, se gli ucraini lo volessero. Hanno anche accusato Kiev di ritardarne apposta la riparazione, per influire sul voto del 12 aprile, in combutta con l'Ue. Il presidente Volodymyr Zelensky, dietro forti pressioni da parte dei vertici dell'Unione, ha detto che lo riparerà, grazie a fondi e aiuti europei, ma che ci vorrà "un mese e mezzo". La Commissione Europea, la cui presidente Ursula von der Leyen aveva detto di disporre di soluzioni alternative, che poi alla prova dei fatti non si sono materializzate, ha inviato una missione in Ucraina per verificare lo stato della pipeline. 

Per Costa, ricorda una fonte Ue, la situazione dell'oleodotto Druzhba è una questione diversa dal prestito. Il suo ripristino dipende esclusivamente dalla capacità dell'Ucraina di ripararlo e dalla volontà della Russia di non distruggerlo nuovamente. Costa, prosegue la fonte, sta collaborando con le autorità ucraine per fornire loro "assistenza" e il presidente Zelenskyy si è "appena impegnato a ripristinare completamente il flusso di petrolio il prima possibile" e a rispettare "pienamente" il ruolo dell'Ucraina come "partner energetico affidabile" dell'Ue.  

Costa ha inoltre ricordato che alcune dichiarazioni pubbliche del presidente Zelensky sul primo ministro ungherese sono "inaccettabili" e che "questa escalation non è nell'interesse di nessuno". Tutto inutile: Orban non si è mosso di un millimetro, continuando a brandire il veto, come fa regolarmente da anni nelle occasioni più svariate. Invano il cancelliere tedesco Friedrich Merz gli ha pubblicamente rinfacciato che "il principio che regola il funzionamento dell'Unione Europea è quello della lealtà e dell'affidabilità. E dò per scontato che tutti gli Stati membri dell'Unione europea lo rispettino". 

Il premier belga Bart De Wever ha indicato che lo sblocco del prestito all'Ucraina, molto probabilmente, dovrà attendere fino a dopo le elezioni in Ungheria, previste per il 12 aprile. "Ho l'impressione che faccia parte della sua campagna elettorale", ha notato. Dopo aver rampognato Orban in privato e in pubblico, il presidente Costa ha preferito procedere con gli altri punti all'ordine del giorno, visto che il premier magiaro non ha fatto una piega. In ogni caso, come ha spiegato una fonte diplomatica, l'Ucraina ha ancora un po' di tempo, grazie ad un accordo con il Fmi, prima di rimanere priva di fondi. Può sopravvivere fino a dopo il 12 aprile senza fare default. Sempre che Orban le elezioni le perda davvero. (di Tommaso Gallavotti)  

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Categoria: internazionale/esteri

18:07

Biagi, Pizzuti: "Sua flessibilità era 'buona', non voleva cancellare art.18"

(Adnkronos) - "Biagi ha affrontato tantissime tematiche del diritto al lavoro, i suoi scritti sono molto vasti. Sulla flessibilità aveva una visione ben chiara che non è stata sempre riportata in modo fedele. Il professor non voleva moltiplicare le fattispecie, non voleva assolutamente creare tante tipologie di rapporti subordinati, ma voleva semplicemente creare un nucleo di tutele indisponibile per tutti i lavoratori e poi alcuni rapporti in cui a questo nucleo di tutele si sommavano delle tutele invece disponibili, con l'istituto della certificazione del contratto che ha richiamato prima il presidente De Luca. Quindi una flessibilità 'buona', questo si vedeva sul contratto a termine dove Biagi voleva ampliare le causali che erano 230 all'epoca. Penso all'articolo 18. Il professor Biagi voleva un articolo 18 modulato, non lo voleva cancellare, ma non è l'unica tutela possibile, la Corte Costituzionale ce lo insegna. Il risarcimento del danno è come la reintegrazione, è costituzionalmente lecito". Lo ha detto Paolo Pizzuti, ordinario di diritto del lavoro e sindacale dell'Università del Molise, intervenendo alla tavola rotonda 'L’eredità di Marco Biagi e il futuro del diritto del lavoro' nel corso dell'evento 'Dentro il futuro'. in corso a Torino e trasmesso in diretta sulla web tv dei consulenti del lavoro 'Diciottominuti - edizione speciale'. All'inizio dell'evento è stato trasmesso l'intervento del giuslavorista al congresso dei consulenti del lavoro nel novembre 2001, meno di sei mesi prima di essere ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002, 24 anni fa. 

"Biagi -ha continuato Pizzuti- era un grande fautore della contrattazione collettiva, anche decentrata. Era contro il centralismo regolativo, così lo chiamava, cioè il legislatore che regola tutto. La delega alla contrattazione collettiva la considerava virtuosa e questo per esempio oggigiorno ci direbbe che la legge sul salario minimo non sarebbe approvata da Biagi, perché è una legge che toglie alla contrattazione collettiva un campo elettivo di regolamentazione, che è quello dei salari", ha continuato. "Terzo punto, la tutela dei più deboli. Non è vero che Biagi era per la precarizzazione ma era -ha sottolineato- per la tutela dei più deboli, aveva fatto misure pratiche. Ricordo il patto di Milano, il patto di Modena in cui Biagi si occupò di inserire una causale specifica per il contratto a termine per gli extracomunitari", ha concluso.  

 

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Categoria: lavoro

17:39

Iran, Pasdaran diffondono video: "Ecco jet Usa colpito"

(Adnkronos) - I Guardiani della Rivoluzione diffondono un video, non verificato in maniera indipendente, che documenterebbe l'azione con cui l'Iran ha colpito un F-15 degli Stati Uniti. E' il primo caccia americano colpito dall'Iran nella guerra iniziata il 28 febbraio. Il jet è riuscito ad atterrare in una base degli Stati Uniti in Medio Oriente, il pilota è sostanzialmente illeso. 

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Categoria: internazionale/esteri

17:36

Amadeus è il quarto giudice del serale di 'Amici 25', il video-annuncio

(Adnkronos) - È ufficiale: Amadeus è il quarto giudice del serale di 'Amici 25'. La conferma arriva dai canali social del programma con un video messaggio in cui il conduttore svela il mistero dietro gli indizi e accetta l'iconica maglia dorata. La venticinquesima edizione del talent show prenderà il via sabato 21 marzo in prima serata su Canale 5. Nel video, Amadeus ha spiegato il significato dei simboli che hanno alimentato il toto-nomi: "SpongeBob era il cartone animato preferito di mio figlio quando era piccolo. Quando ho fatto i cinque Festival di Sanremo mi ha regalato questo pupazzo come portafortuna". Sul cavallo ha aggiunto: "Sono cresciuto insieme ai cavalli, fanno parte della mia famiglia". Infine, lo zaino che "c'è sempre, perché ho paura di dimenticarmi qualcosa, è il mio kit di sopravvivenza".  

Nel filmato è poi intervenuta Maria De Filippi, consegnandogli la felpa da giudice: "Anche tu non sei allievo ma giudice". "La metto nello zaino - ha scherzato Amadeus - 'Amici' fa parte delle cose importanti e quindi va conservata nel mio zaino. Sono felice".  

 

Il conduttore si unisce così a una giuria che quest'anno diventa a quattro, affiancando Gigi D'Alessio, Cristiano Malgioglio ed Elena D'Amario. Nel cast della serata anche Alessandro Cattelan in un ruolo tutto da scoprire. La direzione artistica è affidata per il sesto anno consecutivo al coreografo internazionale Stéphane Jarny.  

Il programma, ideato e condotto da Maria De Filippi, è prodotto da Fascino Pgt per Mediaset, con produttore esecutivo Paola Di Gesu e regia di Andrea Vicario. 

 

A sfidarsi saranno 17 allievi, divisi in tre squadre. Il team capitanato da Anna Pettinelli ed Emanuel Lo sarà composto dai cantanti Gard, Opi e Valentina e dai ballerini Alessio e Kiara. La squadra guidata dal duo formato da Alessandra Celentano e Rudy Zerbi vedrà in gara i cantanti Caterina, Elena, Plasma e Riccardo ei ballerini Antonio, Emiliano e Nicola. Infine, nel gruppo di Lorella Cuccarini e Veronica Peparini ci saranno i cantanti Angie, Lorenzo e Michele e i ballerini Alex e Simone.  

 

La prima puntata vedrà inoltre la partecipazione del duo comico Pio e Amedeo, mentre la super ospite musicale sarà Annalisa, che presenterà il suo nuovo singolo 'Canzone estiva'. 

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Categoria: spettacoli

17:31

Minori stranieri non accompagnati, la Svizzera al fianco di Italia e Unhcr

(Adnkronos) - La collaborazione tra Svizzera e Italia in ambito di migrazione, per potenziare gli sforzi compiuti finora dall’Italia nella gestione di complessi flussi migratori, si arricchisce di un nuovo capitolo: nel pomeriggio di oggi, l’Ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, si è recato in visita presso il centro di accoglienza per minori di Sicignano degli Aburni (Salerno), accompagnato da Marco Notarbartolo, Senior Community-Based Protection Associate di Unhcr e da un rappresentante della prefettura. 

Il centro di Sicignano degli Alburni accoglie attualmente 25 minori stranieri non accompagnati, prevalentemente di età compresa tra 16 e 17 anni, che risiedono nella struttura da un minimo di 8 ad un massimo di 18 mesi. Le nazionalità principali sono Egitto e Bangladesh, mentre altri ragazzi provengono da Tunisia e Guinea. È una delle 34 strutture di accoglienza finora coinvolte nel progetto Rafforzare i Servizi di Accoglienza e Protezione per Minori Non Accompagnati in Italia (Enhancing Reception and Protection Services for Unaccompanied Children in Italy), promosso dal Ministero dell’Interno italiano, dalla Segreteria di Stato della migrazione della Svizzera (Sem) e dall’Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati. 

Nel corso della visita, l’Ambasciatore Balzaretti ha incontrato i minori presenti e gli operatori del centro, per parlare dei bisogni e delle istanze dei ragazzi accolti. Un momento di dialogo, che rientra nell’iniziativa 'In Cammino con la Svizzera' che porterà l’Ambasciatore, entro il 2027, nelle venti regioni italiane, per rafforzare il dialogo e il rapporto di vicinanza tra la Svizzera e l’Italia. In ricordo di ogni viaggio, l’Ambasciatore donerà ad un’istituzione locale una panchina, prodotta in Svizzera con materiali riciclati, che rimarrà alla comunità come luogo di scambio, di dialogo e d’informazione. 

“La migrazione è un fenomeno globale che interessa tutti gli Stati europei. L’anno scorso ho visitato un centro di accoglienza a Como; anche oggi – dopo aver parlato sia con il team che i giovani - posso dirlo: sono colpito dal lavoro che i nostri partner fanno con le autorità e con i responsabili dei centri che accompagnano gli adolescenti che arrivano da soli e li sostengono nel trovare e seguire la propria strada. Con il secondo contributo svizzero sosteniamo questo progetto, che mira a rafforzare le strutture di assistenza ai minori stranieri non accompagnati in tutta Italia, dal nord al sud. Anche il personale ne beneficia molto, perché si scambiano esperienze e buone pratiche tra le diverse regioni. I mediatori culturali hanno un ruolo molto importante: lavorano a stretto contatto con i giovani per creare un clima di fiducia. Ed è proprio questa fiducia che permette di costruire insieme un futuro comune” ha dichiarato l’ambasciatore Balzaretti. 

“I minori che arrivano in Italia da soli hanno affrontato viaggi lunghi e difficili e hanno bisogno, prima di tutto, di un luogo sicuro in cui possano essere ascoltati, sostenuti e accompagnati nella costruzione del loro futuro. Rafforzare la qualità dell’accoglienza e sostenere il personale che lavora ogni giorno nei centri è essenziale per garantire che ogni bambino riceva l’attenzione e la protezione di cui ha bisogno. La collaborazione tra le istituzioni italiane, la Svizzera e l’Unhcr rappresenta un passo importante per offrire risposte sempre più efficaci, nel pieno rispetto del superiore interesse del minore”, ha dichiarato Anna Leer, vicerappresentante dell’Unhcr per l’Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino. 

Il progetto Rafforzare i Servizi di Accoglienza e Protezione per Minori Non Accompagnati in Italia (Enhancing Reception and Protection Services for Unaccompanied Children in Italy), avviato nell’ottobre 2024, nasce per supportare gli sforzi delle autorità italiane nell’individuare i bisogni e nello sviluppare percorsi individuali di inclusione e protezione. Nel 2025, gli arrivi di minori stranieri non accompagnati sono stati 12.177, pari a circa il 18% degli arrivi complessivi via mare. Un numero in crescita rispetto al 2024, quando erano il 13%. Ad oggi, in Italia vivono circa 16.000 minori stranieri non accompagnati. Molti di loro restano nel Paese per anni, affrontando percorsi complessi di integrazione, istruzione, tutela legale e sostegno psicologico. Il progetto mira a rafforzare il sistema di accoglienza loro dedicato; ad oggi la sfida fondamentale, nell’ottica del superiore interesse del minore, resta quella di rafforzare ed incrementare gli interventi di supporto individualizzato, per rispondere in maniera sempre più efficace al rischio che i ragazzi cadano nelle reti criminali, finendo vittime di abuso e sfruttamento. 

Le attività di progetto si articolano su quattro pilastri principali: Rafforzamento del coordinamento istituzionale: migliorare il lavoro congiunto tra livelli nazionale e locale, in coerenza con le priorità del Governo italiano e con le altre attività di supporto già in corso. Interventi diretti nei centri di accoglienza: operare in regioni strategiche come Lombardia, Puglia, Basilicata e Campania, dove mancavano interventi specializzati di agenzie internazionali e Ong, garantendo un sostegno concreto ai minori. Attraverso Save the Children, partner operativo di Unhcr, vengono offerti supporto psicosociale; informazione sui diritti e sulle prospettive future; attività ricreative per favorire il benessere emotivo e promuovere inclusione e senso di normalità. La presenza quotidiana degli operatori permette anche di ottenere preziose informazioni sulle esigenze dei giovani e quindi di individuare gli ambiti in cui è possibile migliorare il sistema di protezione e accoglienza. 

Formazione e supporto al personale dei centri: sviluppare le competenze degli operatori dei centri di prima accoglienza per rafforzare la qualità dell’assistenza offerta ai minori. E infine individuazione dei bisogni dei minori: rimettere al centro i bisogni dei minori, all’interno dei centri, con l’obiettivo di supportare le autorità italiane nell’identificazione delle aree da potenziare. 

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Categoria: internazionale/esteri

17:30

Diabete, nuovi dati positivi per retatrutide su emoglobina glicata e peso

(Adnkronos) - Riduzione dell'emoglobina glicata (HbA1c) e perdita di peso superiori rispetto al placebo. Sono questi, in sintesi, i risultati diffusi oggi da Eli Lilly and Company relativi allo studio Transcend-T2D-1, un trial clinico di fase 3 che valuta l'efficacia e la sicurezza di retatrutide, triplo agonista dei recettori ormonali di Gip, Glp-1 e glucagone first-in-class in fase sperimentale, come terapia aggiuntiva a dieta ed esercizio fisico in pazienti con diabete di tipo 2. Lo studio - informa l'azienda in una nota - ha arruolato adulti con controllo glicemico inadeguato con sola dieta ed esercizio fisico, e una durata media del diabete di 2,5 anni. Retatrutide ha raggiunto l'endpoint primario e tutti gli endpoint secondari chiave, dimostrando una riduzione dell'HbA1c e una perdita di peso superiori rispetto al placebo, a 40 settimane, utilizzando sia la stima di efficacia sia la stima del regime di trattamento. Per l'endpoint primario, i partecipanti in trattamento hanno ottenuto riduzioni medie dell'HbA1c fino al 2,0%, secondo la stima di efficacia. Per un endpoint secondario chiave, i partecipanti in trattamento con retatrutide hanno perso in media fino a 16,6 kg (16,8%), secondo la stima di efficacia. La perdita di peso è continuata fino al termine del periodo di trattamento.  

"I risultati dello studio confermano il potenziale del triplo agonista retatrutide nel trattamento del diabete di tipo 2 – afferma Elias Khalil, presidente e amministratore delegato Italy Hub di Eli Lilly - raggiungendo obiettivi significativi sia nel controllo dell'emoglobina glicata sia nella perdita di peso. Questa molecola potrebbe offrire alla comunità scientifica e ai pazienti una nuova opzione terapeutica in grado di rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti di chi convive con una malattia cronica complessa, rafforzando il nostro impegno nel proseguire con determinazione verso soluzioni sempre più efficaci e personalizzate". 

Il trattamento - riferisce l'azienda - ha inoltre mostrato miglioramenti clinicamente significativi rispetto al basale nei principali fattori di rischio cardiovascolare, tra cui il colesterolo non-Hdl, i trigliceridi e la pressione arteriosa sistolica. In linea con gli eventi avversi osservati nei trial clinici per altre terapie a base di incretine, gli eventi avversi più comuni tra i partecipanti trattati con retatrutide (4 mg, 9 mg, 12 mg) sono stati: nausea (16,4%, 19,5%, 26,5% rispettivamente, vs. 3,7% con placebo), diarrea (18,7%, 26,3%, 22,8% rispettivamente, vs. 4,5% con placebo) e vomito (15,7%, 15,0%, 17,6% rispettivamente, vs. 2,2% con placebo), verificatisi principalmente durante la fase di aumento progressivo della dose. L’incidenza di disestesia si è verificata nel 4,5%, 2,3% e 4,4% (rispettivamente 4 mg, 9 mg e 12 mg) dei pazienti trattati con retatrutide, rispetto allo 0% con placebo. Gli episodi di disestesia erano generalmente lievi e la maggior parte si è risolta nel corso del trattamento. I tassi di interruzione dovuti a eventi avversi sono stati del 2,2%, 4,5% e 5,1% rispettivamente con retatrutide 4 mg, 9 mg e 12 mg, rispetto allo 0% con placebo. I risultati dettagliati dello studio Transcend-T2D-1 saranno presentati alle American Diabetes Association Scientific Sessions di giugno e pubblicati su un peer-reviewed journal. Ulteriori risultati del programma di trial clinici su retatrutide sono attesi nel corso del prossimo anno. 

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Categoria: salute