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23:09

Mondiali, oggi Norvegia-Iraq - Diretta

(Adnkronos) - Esordio ai Mondiali 2026 per la Norvegia. La Nazionale scandinava sfida l'Iraq - in diretta tv e streaming - nella prima giornata del girone I della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La partita si gioca al Boston Stadium di Boston. 

 

Alle 3 l'esordio dell'Argentina contro l'Algeria. 

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Categoria: sport

23:08

Vita, morte e dignità umana: le battaglie di Ruini su fecondazione e i casi Englaro e Welby

(Adnkronos) - Per il cardinale Camillo Ruini, morto oggi a 95 anni, le questioni di bioetica, legate alla vita e alla morte, erano il banco di prova più drammatico del relativismo contemporaneo contro cui la Chiesa doveva opporsi. Nel 2005 guidò la mobilitazione dei vescovi italiani contro il referendum sulla fecondazione assistita, scegliendo la via dell’astensione. A suo parere, non era una battaglia di retroguardia, ma un modo per riaffermare che la vita umana non è mai riducibile a materiale disponibile o a prodotto tecnico.  

Nel 2009, durante il dramma di Eluana Englaro, arrivò a definire la sospensione di alimentazione e idratazione come un “omicidio”, un atto che infligge la morte “in maniera terribile” a una persona indifesa. Non si trattava, nelle sue parole, di una disputa astratta, ma della difesa di chi non può più difendersi. Anche sul caso di Piergiorgio Welby, che da malato cosciente chiese di morire, Ruini mantenne una posizione netta: non si può rivendicare al tempo stesso l’appartenenza al cattolicesimo e l’autonomia assoluta nel decidere sulla propria vita. 

Per lui, la vita non era un oggetto a disposizione del singolo, ma un dono indisponibile, che lo Stato e la comunità hanno il dovere di proteggere. Dietro queste posizioni c’era una diagnosi più profonda, che Ruini mutuava dal magistero di Benedetto XVI: la “dittatura del relativismo”, cioè la perdita di punti fermi e di riferimenti etici condivisi. Per questo sosteneva che le scelte sulla vita e sulla morte non erano semplici questioni confessionali, ma riguardavano la tenuta stessa della società. 

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Categoria: cronaca

22:58

Ruini, il cardinale protagonista della Seconda Repubblica

(Adnkronos) - Con la morte del cardinale Camillo Ruini, all'età di 95 anni, si chiude una delle stagioni più dense e influenti della storia recente della Chiesa cattolica italiana. Figura centrale nel panorama ecclesiale e culturale del Paese, Ruini ha incarnato per decenni la volontà della Chiesa di rimanere protagonista nel cuore della società, anche in un tempo segnato da profonde trasformazioni e da un crescente secolarismo. 

Protagonista di spicco dell'episcopato, Ruini, nella sua veste di presidente della Conferenza Episcopale Italiana (1991-2007) divenne dagli anni '90 il principale regista della ristrutturazione dell'intervento cattolico nello spazio pubblico, segnando una svolta rispetto al tradizionale collateralismo democristiano della Prima Repubblica. Dopo la fine della Democrazia cristiana e l'avvento di Forza Italia, il suo approccio non fu più quello del partito cattolico, bensì quello di una 'Chiesa pensante', capace di orientare la politica attraverso princìpi, alleanze culturali e visibilità mediatica. 

Nato a Sassuolo (Modena) il 19 febbraio 1931, nella diocesi di Reggio Emilia, Camillo Ruini si formò al Pontificio Collegio Capranica e alla Pontificia Università Gregoriana, dove ottenne la licenza in filosofia e teologia. Ordinato sacerdote l'8 dicembre 1954, fu fin da subito riconosciuto come un fine intellettuale e un pastore attento, capace di unire riflessione teologica e capacità di guida. 

Docente di filosofia e poi di teologia dogmatica, Ruini fu per quasi trent'anni punto di riferimento per generazioni di seminaristi e teologi, contribuendo alla formazione del clero emiliano. Il suo impegno culturale si espresse anche attraverso la presidenza del Centro culturale "Giovanni XXIII", che contribuì al dialogo tra fede e modernità in un’Italia attraversata da forti tensioni sociali e ideologiche. 

Nel 1983 fu consacrato vescovo ausiliare di Reggio Emilia e Guastalla, e nel 1986 assunse l'incarico di segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Due anni dopo fu tra i principali artefici del Convegno ecclesiale di Loreto (1985), evento che segnò la rinnovata volontà della Chiesa italiana di dialogare con la società, dopo le ferite del post-'68. Il punto culminante del suo servizio ecclesiale arrivò nel 1991, quando Papa Giovanni Paolo II lo nominò Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, presidente della Cei e, il 28 giugno dello stesso anno, lo creò cardinale. Da quel momento, Ruini divenne la voce pubblica più autorevole della Chiesa in Italia. 

Camillo Ruini fu non solo un uomo di Chiesa, ma anche un "politico della fede", capace di incidere profondamente nel dibattito culturale e legislativo italiano. Difensore tenace dell'identità cristiana del Paese, non esitò a prendere posizioni nette su temi etici come il riconoscimento delle unioni civili, la bioetica e la laicità dello Stato. Memorabile fu il suo ruolo nel referendum del 2005 sulla procreazione assistita, dove promosse con efficacia l'astensione, contribuendo al suo fallimento. Per molti, quel momento segnò l'apice della sua influenza pubblica. 

Al contempo, Ruini fu protagonista del tentativo - ispirato da Giovanni Paolo II - di rilanciare una "nuova presenza pubblica dei cattolici", non attraverso un partito confessionale, ma tramite una cultura cristiana capace di orientare le coscienze e le scelte politiche. 

Pur essendo considerato un uomo dell'ala conservatrice della Chiesa, Ruini fu sempre animato da una visione lucida e profonda delle sfide della modernità. Nel suo pensiero teologico e pastorale si avvertiva costantemente la preoccupazione per la crisi della fede in Europa, il rischio del relativismo e la necessità di una presenza cristiana capace di interrogare la cultura contemporanea. 

Anche dopo la fine dei suoi incarichi ufficiali - nel 2007 come presidente della Cei e nel 2008 come Vicario di Roma - non si ritirò dal dibattito ecclesiale. Nel 2010 fu chiamato da Papa Benedetto XVI a presiedere la Commissione internazionale d'inchiesta sulle apparizioni mariane di Medjugorje, segno della fiducia che continuava a godere ai più alti livelli della Curia romana. 

Il cardinale Ruini ha servito la Chiesa con intelligenza, rigore e passione per oltre settant'anni. È stato teologo, educatore, vescovo, consigliere di papi e guida della comunità ecclesiale italiana. Uomo sobrio, riservato ma determinato, che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della Chiesa post-conciliare. 

La traiettoria ecclesiale e pubblica del cardinale Camillo Ruini si è incrociata con le dinamiche della Seconda Repubblica. Nota e discussa la sua interazione con Silvio Berlusconi, il cui ingresso sulla scena politica nel 1994 con Forza Italia coincise con la fase di massima influenza di quello che i critici definirono 'sistema Ruini'. Entrambi operarono come attori centrali di due sistemi paralleli - 'ruinismo' e 'berlusconismo' - che, pur partendo da presupposti radicalmente diversi, trovarono un punto d'incontro nel comune obiettivo di ristrutturare l'identità italiana dopo il crollo del sistema dei partiti tradizionali e la crisi dell'etica pubblica. 

Camillo Ruini e Silvio Berlusconi non avevano nulla in comune per cultura, stile, sensibilità personale. Il primo era un teologo rigoroso, formato nella scuola tomista romana, abituato alla riservatezza del seminario e alla profondità del dibattito ecclesiale. Il secondo era un imprenditore televisivo, istrionico, pragmatico, portatore di una visione della società basata sull'individuo, sul successo e sull'iniziativa privata. Eppure, tra il 1994 e il 2007, i due 'sistemi' riuscirono a interagire proficuamente grazie a una convergenza di opportunità, favorita dal contesto storico. 

Questa convergenza non fu mai organica, ma si costruì su una serie di sinergie tattiche: Ruini vide in Berlusconi un possibile argine alla secolarizzazione e alla frammentazione dei valori familiari, mentre Berlusconi trovò nella Cei di Ruini una sponda autorevole per legittimare la propria proposta politica agli occhi del mondo cattolico. Il punto più alto di questa sinergia si registrò nel 2005 con il referendum sulla procreazione assistita. La Cei promosse apertamente l'astensione, ottenendo un successo politico e mediatico che confermò la capacità della Chiesa di incidere nella società anche in assenza di un partito confessionale. Il sostegno, tacito o esplicito, del governo Berlusconi fu fondamentale per la riuscita della campagna. 

Analogamente, su temi come il rifiuto del riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, il sostegno alla scuola privata cattolica, la sussidiarietà nel welfare e il ruolo delle organizzazioni cattoliche nella società civile, Ruini e Berlusconi marciarono in parallelo, pur senza mai formalizzare un'alleanza politica. Particolarmente significativa fu la convergenza sul principio di sussidiarietà, promosso dalla Dottrina sociale della Chiesa e interpretato in chiave neoliberale da Forza Italia. 

Non mancarono, però, momenti di tensione. L'opposizione della Cei alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione nel 2002, e successivamente il caso Boffo nel 2009 - quando il direttore di "Avvenire" Dino Boffo fu travolto da uno scandalo tirato fuori dal "Giornale" diretto da Vittorio Feltri - segnarono la fine della stagione dell'intesa. La gestione unitaria dei rapporti tra Chiesa e politica si sfaldò, portando a una maggiore frammentazione e al ritorno del pluralismo cattolico. (di Paolo Martini)  

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Categoria: politica

22:40

Francia-Senegal, contatto Mbappé-Mané e rigore negato: furia Deschamps e tv 'ingannate'

(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Francia-Senegal. Oggi, martedì 16 giugno, i Bleus hanno sfidato la Nazionale africana nella prima giornata del girone I dei Mondiali 2026, in una partita segnata anche da un episodio arbitrale decisamente contestato. Deschamps e i giocatori della Francia hanno infatti protestato in maniera veemente per un calcio di rigore non assegnato alla Francia per un contatto falloso di Mané su Mbappé in area nel corso del secondo tempo. 

Succede tutto al 60'. Mbappé brucia Mané sulla destra ed entra in area, l'attaccante interviene in scivolata ma sbaglia il tempo dell'intervento e finisce per travolgere il centravanti del Real Madrid. L'arbitro australiano Faghani però fa segno di proseguire, provocando subito le proteste francesi. 

Passa qualche secondo e il direttore di gara viene richiamato dal Var, che lo invita a rivedere l'azione. Dopo la revisione al monitor però l'arbitro assegna calcio di punizione per il Senegal, spiegando che, secondo la sua lettura, è stato Mbappé il primo a iniziare il contatto con Mané. Una decisione che ha scatenato la rabbia di Deschamps e di tutta la Francia. 

La decisione dell'arbitro ha 'sorpreso' anche i telecronisti Rai, che al gesto di Faghani, che sembrava indicare il dischetto, hanno urlato: "È calcio di rigore, calcio di rigore per la Francia". 

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Categoria: sport

22:24

Zverev e il segreto dietro trionfo a Parigi: "Ho fatto 60 iniezioni..."

(Adnkronos) - Alexander Zverev e una rivelazione choc dietro il trionfo al Roland Garros. Il tennista tedesco ha conquistato a Parigi il suo primo titolo Slam, battendo Flavio Cobolli in finale. Prima della partita però, Zverev ha dovuto fare i conti con un dolore alla schiena che lo accompagna ormai da diverso tempo. 

"L’anno scorso ho avuto problemi alla schiena e un edema osseo legato a un disturbo metabolico. È per questo che giocavo con dolore. A dicembre ho fatto molte iniezioni. Forse non erano 70, ma sono certo che ce ne siano state circa 60. Grazie a quelle ho potuto giocare quest’anno senza dolore", ha rivelato alla Bild, "Non riuscivo ad allenarmi correttamente e ho perso la tecnica, ero molto lontano dal mio miglior livello". 

"A Shanghai ho iniziato a gestire meglio questi problemi e gradualmente mi sono sentito meglio. È per questo che ho ritrovato un buon livello di gioco", ha continuato Zverev, "dopo il Masters 1000 di Roma, me ho fatto un’altra quarantina di iniezioni. Hanno quindi giocato un ruolo importante in questo titolo e mi hanno aiutato enormemente”. 

 

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Categoria: sport

22:15

Morto a 95 anni il cardinale Camillo Ruini, storico presidente della Cei

(Adnkronos) - E’ morto il cardinale Camillo Ruini, già presidente della Conferenza episcopale italiana. Il porporato aveva 95 anni. Lo scorso maggio, il cardinale era di nuovo precipitato in gravi condizioni di salute. Lo storico presidente della Cei, originario di Sassuolo, aveva compiuto 95 anni lo scorso 19 febbraio e da tempo affrontava problemi di salute legati in particolare alla funzionalità renale. Ruini fu ricoverato d'urgenza nel luglio 2024 al Policlinico Gemelli a causa di un infarto. Dopo essersi ripreso dall'attacco cardiaco, Ruini venne curato successivamente anche per un blocco renale nel 2025. 

Il cardinale Vicario di Roma, Baldassare Reina, il Consiglio episcopale con la Diocesi di Roma, “grati per la lunga e proficua vita cristiana e per il suo servizio alla Chiesa”, affidano “alla misericordia del Signore il cardinale Camillo Ruini”. “La sua guida pastorale dal 1991 al 2008, ha lasciato un segno profondo della sua intelligenza nell’interpretare la presenza dei cristiani nella città, unendovi la responsabilità di Presidente della Conferenza episcopale della Chiesa italiana. Acuto nel discernere le svolte politiche e sociali del Paese, - sottolinea Reina - ha considerato fondamentale guidare le transizioni culturali con la fierezza cattolica di essere depositari di un patrimonio di valori da non nascondere, ma da custodire e difendere, adempiendo il suo motto episcopale Veritas liberabit nos”. 

 

 

Con la morte di Ruini si chiude una delle stagioni più dense e influenti della storia recente della Chiesa cattolica italiana. Figura centrale nel panorama ecclesiale e culturale del Paese, Ruini ha incarnato per decenni la volontà della Chiesa di rimanere protagonista nel cuore della società, anche in un tempo segnato da profonde trasformazioni e da un crescente secolarismo. 

Protagonista di spicco dell'episcopato, Ruini, nella sua veste di presidente della Conferenza Episcopale Italiana (1991-2007) divenne dagli anni '90 il principale regista della ristrutturazione dell'intervento cattolico nello spazio pubblico, segnando una svolta rispetto al tradizionale collateralismo democristiano della Prima Repubblica. Dopo la fine della Democrazia cristiana e l'avvento di Forza Italia, il suo approccio non fu più quello del partito cattolico, bensì quello di una 'Chiesa pensante', capace di orientare la politica attraverso princìpi, alleanze culturali e visibilità mediatica. 

Nato a Sassuolo (Modena) il 19 febbraio 1931, nella diocesi di Reggio Emilia, Camillo Ruini si formò al Pontificio Collegio Capranica e alla Pontificia Università Gregoriana, dove ottenne la licenza in filosofia e teologia. Ordinato sacerdote l'8 dicembre 1954, fu fin da subito riconosciuto come un fine intellettuale e un pastore attento, capace di unire riflessione teologica e capacità di guida. 

Docente di filosofia e poi di teologia dogmatica, Ruini fu per quasi trent'anni punto di riferimento per generazioni di seminaristi e teologi, contribuendo alla formazione del clero emiliano. Il suo impegno culturale si espresse anche attraverso la presidenza del Centro culturale "Giovanni XXIII", che contribuì al dialogo tra fede e modernità in un’Italia attraversata da forti tensioni sociali e ideologiche. 

Nel 1983 fu consacrato vescovo ausiliare di Reggio Emilia e Guastalla, e nel 1986 assunse l'incarico di segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Due anni dopo fu tra i principali artefici del Convegno ecclesiale di Loreto (1985), evento che segnò la rinnovata volontà della Chiesa italiana di dialogare con la società, dopo le ferite del post-'68. Il punto culminante del suo servizio ecclesiale arrivò nel 1991, quando Papa Giovanni Paolo II lo nominò Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, presidente della Cei e, il 28 giugno dello stesso anno, lo creò cardinale. Da quel momento, Ruini divenne la voce pubblica più autorevole della Chiesa in Italia. 

Camillo Ruini fu non solo un uomo di Chiesa, ma anche un "politico della fede", capace di incidere profondamente nel dibattito culturale e legislativo italiano. Difensore tenace dell'identità cristiana del Paese, non esitò a prendere posizioni nette su temi etici come il riconoscimento delle unioni civili, la bioetica e la laicità dello Stato. Memorabile fu il suo ruolo nel referendum del 2005 sulla procreazione assistita, dove promosse con efficacia l'astensione, contribuendo al suo fallimento. Per molti, quel momento segnò l'apice della sua influenza pubblica. 

Al contempo, Ruini fu protagonista del tentativo - ispirato da Giovanni Paolo II - di rilanciare una "nuova presenza pubblica dei cattolici", non attraverso un partito confessionale, ma tramite una cultura cristiana capace di orientare le coscienze e le scelte politiche. 

Pur essendo considerato un uomo dell'ala conservatrice della Chiesa, Ruini fu sempre animato da una visione lucida e profonda delle sfide della modernità. Nel suo pensiero teologico e pastorale si avvertiva costantemente la preoccupazione per la crisi della fede in Europa, il rischio del relativismo e la necessità di una presenza cristiana capace di interrogare la cultura contemporanea. 

Anche dopo la fine dei suoi incarichi ufficiali - nel 2007 come presidente della Cei e nel 2008 come Vicario di Roma - non si ritirò dal dibattito ecclesiale. Nel 2010 fu chiamato da Papa Benedetto XVI a presiedere la Commissione internazionale d'inchiesta sulle apparizioni mariane di Medjugorje, segno della fiducia che continuava a godere ai più alti livelli della Curia romana.  

Il cardinale Ruini ha servito la Chiesa con intelligenza, rigore e passione per oltre settant'anni. È stato teologo, educatore, vescovo, consigliere di papi e guida della comunità ecclesiale italiana. Uomo sobrio, riservato ma determinato, che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della Chiesa post-conciliare. 

La traiettoria ecclesiale e pubblica del cardinale Camillo Ruini si è incrociata con le dinamiche della Seconda Repubblica. Nota e discussa la sua interazione con Silvio Berlusconi, il cui ingresso sulla scena politica nel 1994 con Forza Italia coincise con la fase di massima influenza di quello che i critici definirono 'sistema Ruini'. Entrambi operarono come attori centrali di due sistemi paralleli - 'ruinismo' e 'berlusconismo' - che, pur partendo da presupposti radicalmente diversi, trovarono un punto d'incontro nel comune obiettivo di ristrutturare lìidentità italiana dopo il crollo del sistema dei partiti tradizionali e la crisi dell'etica pubblica. 

Camillo Ruini e Silvio Berlusconi non avevano nulla in comune per cultura, stile, sensibilità personale. Il primo era un teologo rigoroso, formato nella scuola tomista romana, abituato alla riservatezza del seminario e alla profondità del dibattito ecclesiale. Il secondo era un imprenditore televisivo, istrionico, pragmatico, portatore di una visione della società basata sull'individuo, sul successo e sull'iniziativa privata. Eppure, tra il 1994 e il 2007, i due 'sistemi' riuscirono a interagire proficuamente grazie a una convergenza di opportunità, favorita dal contesto storico. 

Questa convergenza non fu mai organica, ma si costruì su una serie di sinergie tattiche: Ruini vide in Berlusconi un possibile argine alla secolarizzazione e alla frammentazione dei valori familiari, mentre Berlusconi trovò nella Cei di Ruini una sponda autorevole per legittimare la propria proposta politica agli occhi del mondo cattolico. Il punto più alto di questa sinergia si registrò nel 2005 con il referendum sulla procreazione assistita. La Cei promosse apertamente l'astensione, ottenendo un successo politico e mediatico che confermò la capacità della Chiesa di incidere nella società anche in assenza di un partito confessionale. Il sostegno, tacito o esplicito, del governo Berlusconi fu fondamentale per la riuscita della campagna. 

Analogamente, su temi come il rifiuto del riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, il sostegno alla scuola privata cattolica, la sussidiarietà nel welfare e il ruolo delle organizzazioni cattoliche nella società civile, Ruini e Berlusconi marciarono in parallelo, pur senza mai formalizzare un'alleanza politica. Particolarmente significativa fu la convergenza sul principio di sussidiarietà, promosso dalla Dottrina sociale della Chiesa e interpretato in chiave neoliberale da Forza Italia. 

Non mancarono, però, momenti di tensione. L'opposizione della Cei alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione nel 2002, e successivamente il caso Boffo nel 2009 - quando il direttore di "Avvenire" Dino Boffo fu travolto da uno scandalo tirato fuori dal "Giornale" diretto da Vittorio Feltri - segnarono la fine della stagione dell'intesa. La gestione unitaria dei rapporti tra Chiesa e politica si sfaldò, portando a una maggiore frammentazione e al ritorno del pluralismo cattolico. (di Paolo Martini) 

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Categoria: cronaca

22:13

Eros Ramazzotti scalda la sua città, in 42mila allo stadio Olimpico di Roma

(Adnkronos) - In 42mila allo stadio Olimpico per Eros Ramazzotti. L'artista, nato proprio nella capitale, è tornato a casa per una tappa speciale del suo "Una Storia Importante World Tour", un tour mondiale che celebra i suoi oltre quarant'anni di carriera. La serata si è aperta con le note di 'Taxi Story', ma è stato con 'Quanto amore sei', subito dopo, che l'atmosfera si è scaldata. Il boato del pubblico ha accompagnato la sentita dedica dell'artista alla sua città: "Roma, quanto amore sei". 

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Categoria: spettacoli

21:19

La maglia più bella dei Mondiali? Uruguay al top, meglio di Germania e Spagna

(Adnkronos) - Qual è la maglia più bella ai Mondiali 2026? La World Cup tra Stati Uniti, Messico e Canada non ha ancora proposto tutte le Nazionali. Il calendario della prima giornata non è ancora stato completato ma le divise di tutti i team sono ormai note tra partite, spot e foto che rimbalzano online. Il Washington Post, quindi, ha schierato Ashley Fetters Maloy, la firma di punta tra i fashion reporter per stilare una classifica delle jersey più belle. E, visto che si parla di soccer, ha snocciolato le posizioni dalla numero 11 alla numero 1. "Sono valutazioni puramente estetiche", ha precisato la giornalista prima di sfidare il giudizio severissimo dei tifosi. 

 

Il ranking comincia con la maglia dell'Arabia Saudita, che merita l'undicesimo posto per il suo design geometrico. In decima posizione, la seconda maglia del Belgio: colori tenui tra rosa e celeste, una divisa che invita a sognare. In nona posizione, a sorpresa, la terza maglia della Tunisia: tutta nera, con bordi rossi. Perché piace a Fetters Maloy? Il collo a 'v' è decisivo. Al numero 8, la casacca del Senegal. La divisa è una tela, realizzata con una tecnica particolare: è stampata al rovescio, i colori 'pieni' sono sul lato interno. All'esterno si ottiene un effetto visivo più morbido e dai toni pastello sbiaditi. Il design si ispira ai celebri Car Rapide, i coloratissimi minibus iconici che circolano a Dakar. 

'Number seven' per la prima maglia dell'Iran: minimalista nel suo bianco totale, ma con un dettaglio che ruba l'occhio. Il ghepardo che spicca come sfondo viene promosso a pieni voti. 

Al sesto posto, la seconda maglia della Scozia, perfetto esempio di tradizione: tinta unita salmone, sottili righe verticali blu per una sobria perfezione. Il Washington Post fa volare al quinto posto la seconda maglia di Curacao: gialla, bordi blu e le note di colore supplementari offerte dalle iconiche strisce dello sponsor tecnico. "Fa venire voglia di andare in spiaggia", scrive Fetters Maloy. Il design lineare, il collo stile polo e il binomio verde-oro spingono la seconda maglia del Sudafrica ai piedi del podio: quarto posto. 

Più su si piazza la seconda maglia della Spagna: il mix tra il bianco 'sporco' e i dettagli bordeaux vale la terza posizione. La Germania conquista il secondo posto con la maglia che viene definita l'edizione 'throwback' per eccellenza: la celebrazione della indimenticabile divisa utilizzata a Italia '90 fa centro. 

Nessuno può competere con la prima maglia dell'Uruguay, che si merita il primo posto senza discussione. La scelta di Fetters Maloy è condivisa anche dai colleghi di Espn: la casacca celeste è "ultra-elegante", con il colletto bianco e i bottoni che trasformano la divisa - ispirata a quella usata in particolare nelle Olimpiadi 1924 - ad una camicia. "Sembra anche qualcosa che potrebbe indossare un principe bambino o un piccolo scolaretto francese: due delle micropopolazioni più eleganti del pianeta". 

 

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Categoria: sport

21:16

Sinner, cena speciale a Montecarlo con Laila Hasanovic e... Russell

(Adnkronos) - Jannik Sinner è tornato ad allenarsi in vista di Wimbledon, ma senza rinunciare a distrarsi nella sua Montecarlo. Dopo essere stato 'paparazzato' per le strade del Principato di Monaco insieme alla fidanzata Laila Hasanovic, sulla sua vespa rossa, questa volta Sinner è stato fotografato a cena con un ospite speciale. 

Il tennista azzurro si è concesso infatti una cena a quattro con la fidanzata al suo fianco e George Russell e la compagna dall'altra parte del tavolo. Una scena che conferma il buon rapporto che lega Sinner a molti piloti di Formula 1, sport di cui Jannik è grande appassionato. 

La foto è diventata rapidamente virale, come tutto quello che riguarda Sinner, mai lontano, per quanto ci provi, dai riflettori. L'azzurro lo scorso anno è stato ospite di diversi team di Formula 1, tra cui la Ferrari, in alcuni Gp, e più volte in questo anno ha espresso pubblicamente il suo tifo per Andrea Kimi Antonelli, compagno in Mercedes proprio di Russell. 

 

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Categoria: sport

21:09

Lussemburgo, è ufficiale: libertà di abortire in Costituzione

(Adnkronos) - Il Lussemburgo inserisce il diritto all'aborto in Costituzione. Con l'approvazione definitiva dell'emendamento alla Camera dopo il primo via libera parlamentare avvenuto a marzo, il Granducato diviene il secondo Stato al mondo dopo la Francia a formalizzare l'inserimento della libertà di abortire nella carta fondamentale. 

La proposta di legge costituzionale, promossa nel 2024 su iniziativa di Marc Baum del partito della Sinistra (Déi Lénk) - che oggi ha parlato di "giornata storica" -, è stata approvata con una maggioranza schiacciante: cinquantuno voti favorevoli, sei contrari e due astensioni e costituisce un precedente significativo. Laurent Zeimet, capogruppo del Partito Popolare Cristiano Sociale (CSV), come riportano i media lussemburghesi, ha sottolineato che ai deputati del suo partito è stato permesso di votare secondo coscienza, mentre Taina Bofferding, capogruppo del Partito Operaio Socialista Lussemburghese (LSAP), ha descritto l'emendamento come un messaggio chiaro ai legislatori e alla società. Fred Keup, capo del Partito Riformista di Alternativa Democratica (ADR), ha bocciato la riforma come "inutile" e ha chiesto invece politiche familiari più efficaci. Di contro, Sam Tanson del Partito Verde (Déi Gréng) ha accolto con favore il voto, sostenendo che creerà una garanzia per le generazioni future. Gérard Schockmel del Partito Democratico (DP), opponendosi fermamente all'emendamento, lo ha criticato definendolo una fonte di false promesse. Schockmel ha sostenuto che la modifica non offrirebbe una vera garanzia, poiché le condizioni per l'aborto potrebbero comunque essere modificate attraverso una semplice legge.  

Il testo approvato recita: “La libertà di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza è garantita. La legge determina le condizioni nelle quali si esercita questa libertà”. In Lussemburgo è possibile abortire entro i primi tre mesi di gravidanza, ma anche più avanti in caso di gravi anomalie del feto o rischi per la vita della madre. 

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Categoria: internazionale/esteri

21:05

Austria-Giordania: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Esordio ai Mondiali 2026 per l'Austria. La Nazionale allenata da Ralf Rangnick, fresco di no al Milan, sfida la Giordania - in diretta tv e streaming - nella prima giornata del girone J della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La partita si giocherà allo stadio Bay Area di San Francisco. 

 

La sfida tra Austria e Giordania è in programma mercoledì 17 giugno alle 6 della mattina italiana. Ecco le probabili formazioni: 

Austria (4-2-3-1): Schlager; Laimer, Lienhart, Danso, Alaba; Schlager, Seiwald; Schmid, Gregortitsch, Sabitzer; Arnautovic. All. Rangnick 

Giordania (3-4-3): Abulaila; Al-Arab, Obaid, Nasib; Haddad, Al-Rawabdeh, Al-Rashdan, Abu Taha; Al-Tamari, Olwan, Al-Fakhouri. All. Sellami 

 

Austria-Giordania sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn. 

 

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Categoria: sport

20:15

Sinner, dal tennis allo spazio: Jannik diventa... un asteroide

(Adnkronos) - Jannik Sinner diventa... un asteroide. Il tennista azzurro ha ripreso gli allenamenti a Montecarlo in vista del prossimo Wimbledon, Slam a cui arriverà da campione in carica dopo aver vinto la finale dello scorso anno contro Carlos Alcaraz, assente per infortunio. Intanto però, Sinner avrà un omonimo nello spazio. 

Sì, perché il 'Working Group Small Bodies Nomenclature' dell’Unione astronomica internazionale ha ufficializzato un nuovo nome per un asteroide, che si chiamerà proprio 'Jannik Sinner'. Tutto è iniziato da un'iniziativa degli astronomi italiani Fabrizio Bernardi, che lavora presso lo Space Dynamics Services, e Maura Tombelli. 

“Come una cometa o un corpo celeste fisso, Sinner rappresenta un faro luminoso per le nuove generazioni. Da oggi, la sua grandezza è scritta tra le stelle", hanno detto i due astronomi, "abbiamo voluto dedicare questo asteroide a Jannik Sinner, non solo per i suoi straordinari successi sportivi, che stanno portando l'Italia al vertice del mondo del tennis, ma anche per i valori di resilienza, correttezza e dedizione assoluta che incarna dentro e fuori dal campo". 

 

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Categoria: sport

20:08

Pd, M5S e Avs accelerano: a luglio due piazze per la proposta progressista

(Adnkronos) - Un selfie a tavola per dire che la corsa verso le politiche è ufficialmente partita. E che la faranno insieme. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli postano sui social la foto del pranzo oggi da Costanza Hosteria. Ristorante vicino a Campo de Fiori, tra le rovine del teatro di Pompeo, famoso per le specialità della cucina romana. Sul menu bocche cucite, ma la focaccia bianca, si riferisce, è stata apprezzata da tutti. "Al lavoro. Per cambiare l’Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto!", annuncia Fratoianni su Instagram. Due date, due iniziative pubbliche. Una al Nord e una al Sud, per un confronto sulle proposte del campo progressista. Insomma Pd, M5S e Avs accelerano.  

Conte, che avrebbe suggerito il ristorante, rivela ai cronisti alla Camera che quello di oggi è stato solo l'ultimo di altri incontri: "Ci sono dei confronti che si sono susseguiti con una certa costanza. Ora lo abbiamo reso noto perché è arrivato il momento di rimboccarci le maniche. Ora tocca a noi". Quel selfie è "stato un modo per ribadire che stiamo lavorando". E i due incontri pubblici in programma serviranno a dire che non si parte da zero. "Un evento al Nord e uno al Sud per illustrare anche che non partiamo da zero, abbiamo già fatto un percorso in questa legislatura. Soltanto che viene un po' oscurato dal dibattito contingente, del giorno, ma in realtà c'è già un percorso di condivisione di punti programmatici, che si tratti di progetti di riforma o mozioni o risoluzioni. Valorizzeremo il percorso fatto e aggiungeremo qualcosa di nuovo".  

Dal selfie mancano i leader centristi. "Ma Renzi era sotto il tavolo?", twitta Carlo Calenda in tempo reale. "Ci siamo noi, perché abbiamo lavorato costantemente, con un certo affiatamento...", argomenta Conte. Ma il perimetro è destinato ad allargarsi. Quando, spiega Bonelli in Transatlantico, le varie forze che si muovono al centro si saranno organizzate. Si accelera per timore che la legislatura precipiti prima del previsto con elezioni anticipate? Questo, risponde Conte ai cronisti, "non dipende da noi, perché i numeri ce li ha maggioranza. Se dovessimo fare una riflessione politica, mi pare abbastanza chiaro che ormai, dopo il referendum e con Vannacci, stanno implodendo. Ma noi dobbiamo fare un percorso nostro, che stavamo già facendo. Nel momento in cui si definiscono delle date, dobbiamo essere pronti per rappresentare un progetto politico. Non c'è da parte nostra un'accelerazione, ma stiamo lavorando...".  

Conte, in una video intervista con Andrea Scanzi, torna poi sul rapporto con il leader Iv. "Do per scontato che ci sia Renzi in coalizione? No. Il mio compito, da leader politico, non è dare valutazioni sui singoli, ma guidare processi politici e l'obiettivo maggiore è cambiare l'Italia. Sicuramente c'è un problema di affidabilità, non dobbiamo creare un'accozzaglia, un caravanserraglio, che è nella tradizione del centrosinistra dividersi" a differenza che a destra. "Io lavorerò per un progetto solido e coerente, mi sto ponendo il problema dell'affidabilità ma non la posso risolvere dicendo se mi è simpatico o antipatico Tizio, Caio o Sempronio. Bisogna intercettare i processi politici. Noi siamo stati traditi anche da Di Maio, non solo da Renzi...". 

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Categoria: politica

19:59

Francia-Senegal 3-1, esordio vincente per Deschamps con doppio Mbappé e Barcola

(Adnkronos) - Vittoria per la Francia all'esordio ai Mondiali 2026. Oggi, martedì 16 giugno, i Bleus hanno battuto 3-1 il Senegal all'esordio nella rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, nella prima giornata del gruppo I. A decidere la partita la doppietta di Mbappé, al 66' e al 90'+6, e i gol di Barcola all'82' e di Mbaye al 90'+5. Con questo successo, la squadra di Didier Deschamps vola a quota 3 in testa al girone, completato da Norvegia e Iraq, in campo a mezzanotte, mentre il Senegal rimane a zero. 

Proprio Iraq e Norvegia saranno protagonisti del match di mezzanotte. 

 

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Categoria: sport

19:45

Tom Holland conferma: "Sì, ho sposato Zendaya"

(Adnkronos) - Dopo mesi di indiscrezioni e speculazioni, Tom Holland ha finalmente confermato di aver sposato Zendaya. L’attore britannico, noto per il ruolo di Spider-Man, ha rivelato la notizia durante un’intervista alla rivista "Esquire", scegliendo però un approccio prudente e senza entrare nei dettagli della cerimonia. L’occasione è arrivata quando gli è stato chiesto di commentare alcune immagini generate dall’intelligenza artificiale che, nelle scorse settimane, avevano mostrato una presunta cerimonia di matrimonio tra lui e Zendaya sul Lago di Como, in Italia. Holland ha raccontato che perfino sua nonna aveva temuto di non essere stata invitata alle nozze dopo aver visto le fotografie circolare online. 

Alla domanda se altri amici o parenti fossero stati ingannati dalle immagini false, l’attore ha fatto una lunga pausa prima di rispondere: "No, perché erano tutti lì". Una frase che ha di fatto confermato il matrimonio tra le due star. Subito dopo, però, Holland ha aggiunto: "Questo è tutto quello che otterrete da me". Le voci sulle nozze circolavano già da diversi mesi. A marzo, lo stilista Law Roach, collaboratore storico di Zendaya, aveva dichiarato sul red carpet di Access Hollywood: "Il matrimonio è già avvenuto. Ve lo siete perso. È assolutamente vero". Inoltre, l’attrice era stata più volte fotografata con una fede d’oro accanto all’anello di fidanzamento. 

Zendaya ha recentemente spiegato la sua scelta di mantenere la massima riservatezza sulla vita privata. In un’intervista al "New York Times", ha affermato di comprendere l’interesse del pubblico nei confronti della sua relazione con Holland, ma di voler preservare alcuni aspetti della propria vita lontano dai riflettori. "Cerchiamo di non nasconderci dal mondo, ma di conservare qualcosa solo per noi stessi, per la nostra famiglia e le persone che amiamo", ha dichiarato l’attrice. Anche Holland ha parlato con grande affetto della moglie, definendola "la mia migliore amica". "Sono più felice che mai quando sono con lei", ha aggiunto. "Non mi sono mai sentito così sostenuto e al sicuro in tutta la mia vita". La coppia, tra le più amate di Hollywood, tornerà presto insieme sul grande schermo in Spider-Man: Brand New Day, il nuovo capitolo della saga dedicata all’Uomo Ragno, in uscita il 31 luglio. 

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Categoria: spettacoli

19:36

Treviso, incendio all'ippodromo Sant’Artemio: sei cavalli muoiono tra le fiamme

(Adnkronos) - Sei cavalli sono morti per un incendio di vaste proporzioni scoppiato oggi pomeriggio all'interno di una scuderia dell'ippodromo Sant’Artemio di Treviso.  

Le squadre dei Vigili del Fuoco di Treviso e Conegliano sono intervenute con 5 autobotti per domare le fiamme, che si sono propagate rapidamente anche a causa della presenza di paglia nella struttura. La scuderia risulta gravemente danneggiata e in parte collassata. 

L’incendio ha generato una densa nube nera visibile da chilometri di distanza. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Sul posto anche carabinieri e polizia locale. 

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Categoria: cronaca

19:31

Spazio, la sfida della frammentazione europea e la necessità di un capitale paziente

(Adnkronos) - Tra Spazio e Artico ci sono più similitudini di quanto si possa pensare. Entrambi sono freddi, inospitali, e contesi spesso dagli stessi grandi Paesi. A dettare i tempi della competizione sono logiche geopolitiche molto simili. Nel caso dello Spazio, l'Europa per ora ha ancora la medaglia di bronzo. Ma con nuovi player determinati come India e Brasile, potrebbe perderla presto. Se ne è parlato durante l’appuntamento che il Centro Studi Americani di Roma dedica alle relazioni internazionali. L'evento, realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in collaborazione con Airpress, Aspen Institute Italia, Ecfr (European council on foreign relations), Geopolitica.info e Osservatorio artico, è stato inaugurato dai saluti istituzionali di Roberto Sgalla (direttore del Centro Studi Americani) e da Lorenzo Termine (presidente di Geopolitica.info).  

Il cuore del dibattito sullo spazio si è concentrato sulle nuove dinamiche extra-atmosferiche. Secondo il paper presentato da Riccardo Leoni, analista di geopolitica e difesa di Airpress, lo Spazio non è più relegato alla sola frontiera scientifica e di ricerca. L'Europa ha la medaglia di bronzo sulla scena spaziale globale e rischia di restare indietro in una competizione che si sta spostando dalla Terra allo spazio stesso, mentre l'industria europea è paralizzata da frammentazione interna ed egoismi nazionali che ne depotenziano la competitività rispetto ai giganti monolitici americano e cinese. La sfida critica per i prossimi decenni sarà superare questa frammentazione per consolidare un settore unificato.  

Il successo di questa operazione determinerà la rilevanza dell'Europa non solo sul piano economico, ma sempre più su quello della sicurezza strategica. La parola frammentazione torna più volte durante il dibattito, moderato dal giornalista di Repubblica Gianluca Di Feo. Ne ha parlato anche Simonetta Di Pippo, direttrice dello Space economy evolution lab (See Lab) in Sda Bocconi, già direttrice dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico. "Il problema è la frammentazione istituzionale, per l'Europa. Difficile raggiungere le dimensioni degli Stati Uniti, che hanno trovato un modello pubblico privato che sembra funzionare", ha detto. 

 

In Europa il problema principale per quegli attori privati "sono i finanziamenti. Lo sviluppo della space economy, che oggi vale oltre 600 miliardi di dollari, non decolla per la scarsa propensione al rischio di aziende e perché la finanza non comprende del tutto un settore complesso. Servirebbe un capitale più paziente". Secondo Paolo Gaudenzi, consigliere scientifico del Consolato Italiano a Boston, "dalla Space economy ormai si è passati alla Space finance. Basta guardare la quotazione di SpaceX, che ha superato di molto il valore di mercato dell'intera space economy. I bilanci annuali delle tre agenzie spaziali di Europa, Usa e Cina sono ben inferiori a quanto ha raccolto Elon Musk nella sua quotazione".  

Secondo il paper presentato da Leoni, gli Stati Uniti mantengono la leadership assoluta grazie alla sinergia tra istituzioni (Nasa), settore privato e le ingenti risorse finanziarie destinate alla neonata Space Force. Pechino intanto punta all'indipendenza tecnologica e al controllo attivo delle orbite tramite un modello centralizzato, mentre Mosca conserva un solido know-how storico ma fatica a innovare al ritmo dei competitor. L''Europa vanta eccellenze industriali ma sconta una frammentazione politica profonda e manca di un accesso logistico autonomo, dipendendo da terzi per i lanci. L'Italia possiede una filiera d'eccellenza e una crescente integrazione militare interforze, ma soffre per finanziamenti statali ancora troppo limitati. Per non restare ai margini come "junior partner", l'Europa deve colmare in fretta il divario logistico, sviluppare lanciatori propri e aumentare drasticamente gli investimenti pubblici, garantendosi un accesso autonomo, si legge nel paper . Secondo Gabriele Gambarara, vicepresidente di Elt Group, spazio e artico "condividono evidenti caratteristiche ambientali e geopolitiche: sono ambienti ostili, freddi e caratterizzati dall'assenza di luce”. Ma l’accesso allo spazio è al centro dei desideri anche di nazioni emergenti nel settore come l'India e il Brasile, spiega ancora. 

Barbara Negri, vicedirettore Scienza & innovazione e responsabile Volo umano e sperimentazione dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), dice che "esistono grandi sinergie fra lo spazio e l'Artico”. La possibilità di effettuare test in quelli che vengono definiti "analoghi dello spazio", ovvero aree che riproducono condizioni che si ritroveranno poi in ambito spaziale, rappresenta un grande banco di prova a livello scientifico. Anche secondo Arturo Varvelli, Head of the Rome office dell'Ecfr, parliamo di domini fondamentali per le dinamiche di competizione strategica attuali". Se lo Spazio rappresenta l'altitudine, nella nuova geopolitica, l'Artico ne rappresenta la latitudine più sensibile. Nella seconda parte della conferenza, l'attenzione si è spostata sul panel dedicato al Grande Nord. Partendo dal paper presentato da Leonardo Parigi (direttore di Osservatorio Artico), la discussione ha esplorato le rapide e inedite trasformazioni ambientali e politiche della regione. Un dibattito che ha visto i preziosi contributi di esperti come il generale Giorgio Cuzzelli, l'esperto di geopolitica Lucio Martino, l'inviato speciale del Maeci per l'Artico Agostino Pinna e la direttrice dell'Osservatorio di Intelligence sull’Artico Emanuela Somalvico, a conferma di come le nuove frontiere, in cielo o tra i ghiacci, siano oggi il vero banco di prova degli equilibri globali. 

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Categoria: economia

19:30

Fregata russa spara colpi di avvertimento contro yacht britannico nella Manica, Gb: "Incidente isolato"

(Adnkronos) - Il ministero della Difesa britannico conferma che la fregata russa 'Ammiraglio Grigorovich' ha aperto oggi il fuoco nella Manica per sparare colpi di avvertimento ed evitare la collisione con uno yatch che si era avvicinato troppo. "A seguito di tentativi di contattare l'imbarcazione britannica nel Canale, la Grigorovich ha sparato colpi di avvertimento, che non erano diretti contro l'imbarcazione ma per evitare una possibile collisione", ha dichiarato un portavoce della Difesa britannica, confermando quindi quanto dichiarato dalla Difesa russa. 

"Noi riteniamo che sia un incidente isolato e non collegato con l'intercettazione da parte del Regno Uniti della Smyrthos questo weekend", ha poi aggiunto riferendosi alla petroliera della flotta ombra russa intercettata dai britannici due giorni fa sempre nella Manica. Il portavoce ha poi aggiunto che la nave militare britannica Mersey "sta monitorando la nave russa e fornito sostegno alle persone a bordo dello yatch". 

I colpi sono stati esplosi a meno di 500 metri dallo yacht britannico che navigava nella Manica, circa 30 chilometri a sud dell'Isola di Wight, ha riferito il ministero della Difesa britannico, che ha avviato un'indagine sul caso. Secondo il Guardian, l'imbarcazione non ha riportato danni e nessun membro dell'equipaggio è rimasto ferito. Lo yacht ha poi proseguito la propria navigazione, mentre un'unità partita dalla nave pattuglia della Royal Navy 'Hms Tyn' ha raggiunto lo yacht per raccogliere testimonianze sull'accaduto e verificare le condizioni dell'equipaggio. 

"Lavoriamo per accertare i fatti relativi a un incidente avvenuto nella Manica", aveva dichiarato un portavoce del ministero della Difesa. 

 

La Russia ha intanto fornito la sua ricostruzione dell'incidente avvenuto nel Canale della Manica, specificando che la sua nave da guerra ha sparato colpi di avvertimento per evitare una collisione.  

"Oggi, 16 giugno alle 12.45, l'equipaggio della fregata Ammiraglio Grigorovich, nel Canale della Manica, ha avvistato lo yacht a vela civile Bright Future, battente bandiera britannica, che seguiva una rotta pericolosa avvicinandosi alla nave", ha riferito il ministero della Difesa russo. "In conformità con il Regolamento internazionale per la prevenzione delle collisioni in mare, l'equipaggio della fregata ha tentato più volte di contattare l'imbarcazione civile sul canale radio internazionale. Non si è registrata alcuna variazione di rotta dello yacht né alcuna risposta alle richieste sul canale radio internazionale. Per attirare l'attenzione dell'equipaggio dello yacht, sono stati sparati razzi e sono stati emessi segnali acustici. Nonostante queste misure, l'imbarcazione ha continuato il suo pericoloso avvicinamento. Quando la distanza si era ridotta a 150 metri, il comandante della fregata ha deciso di aprire il fuoco preventivamente in direzione della rotta dell'imbarcazione con armi leggere. Lo yacht battente bandiera britannica ha quindi immediatamente cambiato rotta e ha continuato ad allontanarsi dalla nave da guerra russa. L'equipaggio della fregata Ammiraglio Grigorovich ha agito in stretta conformità con le normative internazionali sulla navigazione e ha adottato tutte le misure necessarie per prevenire l'incidente", conclude. 

 

 

Lo yacht britannico coinvolto nell'incidente nel Canale della Manica si è avvicinato molto alla fregata russa prima che venissero sparati colpi di avvertimento, ricostruisce anche Sky News. Le fonti citate dall'emittente sottolineano che gli allarmi sono stati lanciati e i colpi sono stati usati come avvertimento per evitare una potenziale collisione mentre la visibilità era scarsa al momento dei fatti. 

Da quanto si evince, continua la stessa fonte, la fregata russa sembra avere avuto difficoltà a controllare i propri movimenti. Non è chiaro quale sia stato il motivo, forse un problema al motore. 

Si pensa che l'imbarcazione abbia allora lanciato un segnale di allarme allo yacht per evitare una collisione, ma quest'ultimo non ha cambiato rotta. Quindi sarebbero stati sparati un paio di colpi di avvertimento, sebbene non direttamente contro lo yacht. 

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Categoria: internazionale/esteri

18:45

Pg Cassazione chiede conferma condanne per familiari Saman: ''Violenza estrema, movente ignobile''

(Adnkronos) - "L'omicidio di Saman, pur avendo radici culturali proprie, tradisce il ricorso a una violenza estrema e sproporzionata, scelta come unico strumento per 'emendare una presunta colpa' (la volontà di libertà della ragazza), che realizza la natura turpe e ignobile del movente". In trentatré pagine la procura generale della Cassazione con una memoria scritta, che l'Adnkronos ha potuto visionare, firmata dall’avvocato generale Marco Dall’Olio e depositata in vista dell’udienza prevista per domani del processo per l’omicidio di Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara di Reggio Emilia, chiede di rigettare i ricorsi degli imputati e di confermare i quattro ergastoli inflitti il 18 aprile dello scorso anno dalla Corte di Appello di Bologna ai genitori della ragazza, Habbar Abbas e Nazia Shaheen e ai cugini Noman Ul Haq e Ijaz Ikram, accusati di omicidio e soppressione di cadavere, e i 22 anni di reclusione decisi per lo zio, Danish Hasnain, che in primo grado era stato condannato a 14 anni, riconosciute le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti, valutate equivalenti alle circostanze attenuanti generiche già concesse per la collaborazione prestata per il ritrovamento del corpo. I giudici di merito avevano ribaltato la sentenza di primo grado nei confronti dei cugini della vittima, che erano stati assolti e poi condannati all'ergastolo, riconoscendo le aggravanti di premeditazione e motivi abietti. Saman fu uccisa nel vialetto davanti a casa e sepolta in una buca a poca distanza dall’abitazione familiare a Novellara. Ad allertare le forze dell’ordine era stato il fidanzato della 18enne. Il corpo della giovane venne ritrovato un anno e mezzo dopo, il 18 novembre del 2022, dopo che lo zio fuggito all’estero e catturato a Parigi indicò agli investigatori il luogo dove era stata sepolta. Le indagini si erano sempre concentrate sull’ambito familiare. 

L’avvocato generale della Cassazione sottolinea nella sua requisitoria come "la Corte di Assise di Appello motiva innanzitutto circa il fatto che l'omicidio di Saman non sia stato un atto d'impeto, bensì una decisione deliberata dall'intero nucleo (eccetto il fratello Ali Haider) per sanzionare il disonore arrecato dalla ragazza, che aveva deciso di vivere secondo canoni sociali diversi da quelli di origine. In quest'ottica, la soppressione del cadavere è vista come l'estensione necessaria del progetto omicida, finalizzata a garantire l'impunità a tutti i membri del gruppo - si legge nella requisitoria scritta - Sebbene non vi sia prova che i genitori abbiano fisicamente scavato la fossa, la Corte di Assise di Appello ha affermato la loro responsabilità a titolo di concorso morale e materiale, avendo essi partecipato alla fase della 'consegna' di Saman e perciò non potendo non sapere quali conseguenze vi sarebbero state in ordine a tale gesto. Il giudice di secondo grado rileva inoltre che Habbar e Nazia avevano pianificato la partenza per il Pakistan immediatamente dopo il delitto: tale fuga postula necessariamente che il corpo non venisse ritrovato o venisse ritrovato solo dopo molto tempo; in caso contrario, l'intervento immediato delle autorità avrebbe impedito la loro partenza", evidenzia l’avvocato generale Dall’Olio. 

“Per la Corte di Assise di Appello di Bologna, motivazione che si ritiene condivisibile in punto di fatto e di diritto - scrive il rappresentante della procura generale della Cassazione - uccidere una figlia o una nipote, perché desiderosa di vivere la propria vita in libertà, è un motivo turpe e ignobile, che manifesta un senso di possesso parentale distorto e una perversità tale da giustificare l'aggravante”. Il movente “spregevole e ignobile, rivela una tale perversità da destare repulsione e ripugnanza in ogni persona di media moralità. Sul punto va precisato quanto segue: il primo giudice aveva escluso l'aggravante ritenendo che, nel contesto culturale pakistano degli imputati (definito impermeabile alle influenze esterne), il movente dell'onore non potesse considerarsi abietto in senso tecnico-giuridico, poiché costituiva una spinta non banale ma radicata nel loro retaggio - si spiega nella requisitoria - La Corte di secondo grado ha profondamente dissentito da tale impostazione, affermando che il riconoscimento di un fattore culturale non può tradursi in un inasprimento sanzionatorio o in una scusante, ma deve confrontarsi con lo sbarramento 'invalicabile' dei diritti fondamentali. Il presidio dei diritti inviolabili della persona, quale il diritto alla vita, costituisce un limite assoluto all'introduzione, nel nostro sistema, di consuetudini o costumi incompatibili con la Costituzione italiana. Nessun rispetto per le tradizioni straniere può comportare l'abdicazione del sistema penale alla punizione di condotte non tutelanti dei diritti fondamentali. Il cuore della motivazione - sottolinea il pg - risiede nell'abnorme sproporzione tra il comportamento di Saman e la reazione del clan".  

Quanto all'aggravante della premeditazione infine, l’avvocato generale della Cassazione sottolinea come l'omicidio di Saman "non è stato un atto d'impeto, bensì una decisione deliberata nell'ambito dell'intero contesto familiare, con la sola esclusione'' del fratello della vittima all'epoca sedicenne. ''Tale struttura collettiva - si legge ancora - spiega la convergenza di tutti i membri verso l'unico obiettivo di punire Saman per il disonore arrecato, rendendo logicamente necessaria la partecipazione di ciascuno secondo ruoli predefiniti". Elementi che saranno domani l’attenzione dei giudici della prima sezione penale della Suprema Corte chiamati a decidere sul processo. (di Assunta Cassiano e Daniele Dell’Aglio) 

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Categoria: cronaca

18:28

Milan, ufficiale Amorim nuovo allenatore: "Sfida che affronto con orgoglio ed entusiasmo"

(Adnkronos) - Adesso è anche ufficiale: Ruben Amorim è il nuovo allenatore del Milan. Il club rossonero ha comunicato di aver affidato la guida della prima squadra al tecnico portoghese. "Amorim - si legge nella nota - inizia la carriera da allenatore nel 2018, dopo aver concluso il percorso da calciatore professionista, durante il quale ha indossato le maglie di Belenenses e Benfica, oltre a quella della Nazionale portoghese".  

Dopo le prime esperienze in panchina al Casa Pia e al Braga, nel 2020 Amorim assume la guida dello Sporting Lisbona, dando inizio a un ciclo caratterizzato da una forte identità di gioco, innovazione e valorizzazione dei calciatori. Un percorso che si traduce in risultati concreti: due titoli di campione del Portogallo, due Coppe di Lega e una Supercoppa. Prima di approdare al Milan, ha ricoperto il ruolo di allenatore del Manchester United. Nel corso della sua carriera, Amorim ha sviluppato un approccio tattico moderno e offensivo, supportato da una solida organizzazione di gioco, dimostrando una particolare capacità nel valorizzare i giovani talenti e accompagnarli nel loro percorso di crescita. "Seguiamo Rúben da anni. Il suo percorso allo Sporting è stato straordinario e rispecchia esattamente lo stile di gioco che stiamo cercando. È uno dei tecnici più preparati e innovativi della nuova generazione europea: giovane, ambizioso, con una chiara identità calcistica e un approccio tattico ben definito", ha dichiarato Gerry Cardinale, Managing Partner di RedBird Capital Partners. "Rúben crede in un calcio offensivo e ad alta intensità. La sua filosofia si sposa perfettamente con la nostra visione, e le sue qualità di leadership, unite alla capacità di far crescere i calciatori, ci hanno colpito profondamente. Crediamo in lui e siamo entusiasti di accoglierlo nel Club". 

Queste le prime parole del tecnico: "Ci sono ambizioni che ti accompagnano per tutta la carriera e, per me, allenare il Milan è sempre stata una di queste. So perfettamente cosa rappresenta questo Club: storia, prestigio e una tifoseria straordinaria in tutto il mondo. È una sfida che affronto con orgoglio ed entusiasmo, con la piena consapevolezza di ciò che significano questi colori. Non vedo l'ora di iniziare e di vivere ogni giorno la passione che anima il Milan". 

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Categoria: sport

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ULTIM'ORA

23:09

Mondiali, oggi Norvegia-Iraq - Diretta

(Adnkronos) - Esordio ai Mondiali 2026 per la Norvegia. La Nazionale scandinava sfida l'Iraq - in diretta tv e streaming - nella prima giornata del girone I della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La partita si gioca al Boston Stadium di Boston. 

 

Alle 3 l'esordio dell'Argentina contro l'Algeria. 

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Categoria: sport

23:08

Vita, morte e dignità umana: le battaglie di Ruini su fecondazione e i casi Englaro e Welby

(Adnkronos) - Per il cardinale Camillo Ruini, morto oggi a 95 anni, le questioni di bioetica, legate alla vita e alla morte, erano il banco di prova più drammatico del relativismo contemporaneo contro cui la Chiesa doveva opporsi. Nel 2005 guidò la mobilitazione dei vescovi italiani contro il referendum sulla fecondazione assistita, scegliendo la via dell’astensione. A suo parere, non era una battaglia di retroguardia, ma un modo per riaffermare che la vita umana non è mai riducibile a materiale disponibile o a prodotto tecnico.  

Nel 2009, durante il dramma di Eluana Englaro, arrivò a definire la sospensione di alimentazione e idratazione come un “omicidio”, un atto che infligge la morte “in maniera terribile” a una persona indifesa. Non si trattava, nelle sue parole, di una disputa astratta, ma della difesa di chi non può più difendersi. Anche sul caso di Piergiorgio Welby, che da malato cosciente chiese di morire, Ruini mantenne una posizione netta: non si può rivendicare al tempo stesso l’appartenenza al cattolicesimo e l’autonomia assoluta nel decidere sulla propria vita. 

Per lui, la vita non era un oggetto a disposizione del singolo, ma un dono indisponibile, che lo Stato e la comunità hanno il dovere di proteggere. Dietro queste posizioni c’era una diagnosi più profonda, che Ruini mutuava dal magistero di Benedetto XVI: la “dittatura del relativismo”, cioè la perdita di punti fermi e di riferimenti etici condivisi. Per questo sosteneva che le scelte sulla vita e sulla morte non erano semplici questioni confessionali, ma riguardavano la tenuta stessa della società. 

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Categoria: cronaca

22:58

Ruini, il cardinale protagonista della Seconda Repubblica

(Adnkronos) - Con la morte del cardinale Camillo Ruini, all'età di 95 anni, si chiude una delle stagioni più dense e influenti della storia recente della Chiesa cattolica italiana. Figura centrale nel panorama ecclesiale e culturale del Paese, Ruini ha incarnato per decenni la volontà della Chiesa di rimanere protagonista nel cuore della società, anche in un tempo segnato da profonde trasformazioni e da un crescente secolarismo. 

Protagonista di spicco dell'episcopato, Ruini, nella sua veste di presidente della Conferenza Episcopale Italiana (1991-2007) divenne dagli anni '90 il principale regista della ristrutturazione dell'intervento cattolico nello spazio pubblico, segnando una svolta rispetto al tradizionale collateralismo democristiano della Prima Repubblica. Dopo la fine della Democrazia cristiana e l'avvento di Forza Italia, il suo approccio non fu più quello del partito cattolico, bensì quello di una 'Chiesa pensante', capace di orientare la politica attraverso princìpi, alleanze culturali e visibilità mediatica. 

Nato a Sassuolo (Modena) il 19 febbraio 1931, nella diocesi di Reggio Emilia, Camillo Ruini si formò al Pontificio Collegio Capranica e alla Pontificia Università Gregoriana, dove ottenne la licenza in filosofia e teologia. Ordinato sacerdote l'8 dicembre 1954, fu fin da subito riconosciuto come un fine intellettuale e un pastore attento, capace di unire riflessione teologica e capacità di guida. 

Docente di filosofia e poi di teologia dogmatica, Ruini fu per quasi trent'anni punto di riferimento per generazioni di seminaristi e teologi, contribuendo alla formazione del clero emiliano. Il suo impegno culturale si espresse anche attraverso la presidenza del Centro culturale "Giovanni XXIII", che contribuì al dialogo tra fede e modernità in un’Italia attraversata da forti tensioni sociali e ideologiche. 

Nel 1983 fu consacrato vescovo ausiliare di Reggio Emilia e Guastalla, e nel 1986 assunse l'incarico di segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Due anni dopo fu tra i principali artefici del Convegno ecclesiale di Loreto (1985), evento che segnò la rinnovata volontà della Chiesa italiana di dialogare con la società, dopo le ferite del post-'68. Il punto culminante del suo servizio ecclesiale arrivò nel 1991, quando Papa Giovanni Paolo II lo nominò Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, presidente della Cei e, il 28 giugno dello stesso anno, lo creò cardinale. Da quel momento, Ruini divenne la voce pubblica più autorevole della Chiesa in Italia. 

Camillo Ruini fu non solo un uomo di Chiesa, ma anche un "politico della fede", capace di incidere profondamente nel dibattito culturale e legislativo italiano. Difensore tenace dell'identità cristiana del Paese, non esitò a prendere posizioni nette su temi etici come il riconoscimento delle unioni civili, la bioetica e la laicità dello Stato. Memorabile fu il suo ruolo nel referendum del 2005 sulla procreazione assistita, dove promosse con efficacia l'astensione, contribuendo al suo fallimento. Per molti, quel momento segnò l'apice della sua influenza pubblica. 

Al contempo, Ruini fu protagonista del tentativo - ispirato da Giovanni Paolo II - di rilanciare una "nuova presenza pubblica dei cattolici", non attraverso un partito confessionale, ma tramite una cultura cristiana capace di orientare le coscienze e le scelte politiche. 

Pur essendo considerato un uomo dell'ala conservatrice della Chiesa, Ruini fu sempre animato da una visione lucida e profonda delle sfide della modernità. Nel suo pensiero teologico e pastorale si avvertiva costantemente la preoccupazione per la crisi della fede in Europa, il rischio del relativismo e la necessità di una presenza cristiana capace di interrogare la cultura contemporanea. 

Anche dopo la fine dei suoi incarichi ufficiali - nel 2007 come presidente della Cei e nel 2008 come Vicario di Roma - non si ritirò dal dibattito ecclesiale. Nel 2010 fu chiamato da Papa Benedetto XVI a presiedere la Commissione internazionale d'inchiesta sulle apparizioni mariane di Medjugorje, segno della fiducia che continuava a godere ai più alti livelli della Curia romana. 

Il cardinale Ruini ha servito la Chiesa con intelligenza, rigore e passione per oltre settant'anni. È stato teologo, educatore, vescovo, consigliere di papi e guida della comunità ecclesiale italiana. Uomo sobrio, riservato ma determinato, che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della Chiesa post-conciliare. 

La traiettoria ecclesiale e pubblica del cardinale Camillo Ruini si è incrociata con le dinamiche della Seconda Repubblica. Nota e discussa la sua interazione con Silvio Berlusconi, il cui ingresso sulla scena politica nel 1994 con Forza Italia coincise con la fase di massima influenza di quello che i critici definirono 'sistema Ruini'. Entrambi operarono come attori centrali di due sistemi paralleli - 'ruinismo' e 'berlusconismo' - che, pur partendo da presupposti radicalmente diversi, trovarono un punto d'incontro nel comune obiettivo di ristrutturare l'identità italiana dopo il crollo del sistema dei partiti tradizionali e la crisi dell'etica pubblica. 

Camillo Ruini e Silvio Berlusconi non avevano nulla in comune per cultura, stile, sensibilità personale. Il primo era un teologo rigoroso, formato nella scuola tomista romana, abituato alla riservatezza del seminario e alla profondità del dibattito ecclesiale. Il secondo era un imprenditore televisivo, istrionico, pragmatico, portatore di una visione della società basata sull'individuo, sul successo e sull'iniziativa privata. Eppure, tra il 1994 e il 2007, i due 'sistemi' riuscirono a interagire proficuamente grazie a una convergenza di opportunità, favorita dal contesto storico. 

Questa convergenza non fu mai organica, ma si costruì su una serie di sinergie tattiche: Ruini vide in Berlusconi un possibile argine alla secolarizzazione e alla frammentazione dei valori familiari, mentre Berlusconi trovò nella Cei di Ruini una sponda autorevole per legittimare la propria proposta politica agli occhi del mondo cattolico. Il punto più alto di questa sinergia si registrò nel 2005 con il referendum sulla procreazione assistita. La Cei promosse apertamente l'astensione, ottenendo un successo politico e mediatico che confermò la capacità della Chiesa di incidere nella società anche in assenza di un partito confessionale. Il sostegno, tacito o esplicito, del governo Berlusconi fu fondamentale per la riuscita della campagna. 

Analogamente, su temi come il rifiuto del riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, il sostegno alla scuola privata cattolica, la sussidiarietà nel welfare e il ruolo delle organizzazioni cattoliche nella società civile, Ruini e Berlusconi marciarono in parallelo, pur senza mai formalizzare un'alleanza politica. Particolarmente significativa fu la convergenza sul principio di sussidiarietà, promosso dalla Dottrina sociale della Chiesa e interpretato in chiave neoliberale da Forza Italia. 

Non mancarono, però, momenti di tensione. L'opposizione della Cei alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione nel 2002, e successivamente il caso Boffo nel 2009 - quando il direttore di "Avvenire" Dino Boffo fu travolto da uno scandalo tirato fuori dal "Giornale" diretto da Vittorio Feltri - segnarono la fine della stagione dell'intesa. La gestione unitaria dei rapporti tra Chiesa e politica si sfaldò, portando a una maggiore frammentazione e al ritorno del pluralismo cattolico. (di Paolo Martini)  

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Categoria: politica

22:40

Francia-Senegal, contatto Mbappé-Mané e rigore negato: furia Deschamps e tv 'ingannate'

(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Francia-Senegal. Oggi, martedì 16 giugno, i Bleus hanno sfidato la Nazionale africana nella prima giornata del girone I dei Mondiali 2026, in una partita segnata anche da un episodio arbitrale decisamente contestato. Deschamps e i giocatori della Francia hanno infatti protestato in maniera veemente per un calcio di rigore non assegnato alla Francia per un contatto falloso di Mané su Mbappé in area nel corso del secondo tempo. 

Succede tutto al 60'. Mbappé brucia Mané sulla destra ed entra in area, l'attaccante interviene in scivolata ma sbaglia il tempo dell'intervento e finisce per travolgere il centravanti del Real Madrid. L'arbitro australiano Faghani però fa segno di proseguire, provocando subito le proteste francesi. 

Passa qualche secondo e il direttore di gara viene richiamato dal Var, che lo invita a rivedere l'azione. Dopo la revisione al monitor però l'arbitro assegna calcio di punizione per il Senegal, spiegando che, secondo la sua lettura, è stato Mbappé il primo a iniziare il contatto con Mané. Una decisione che ha scatenato la rabbia di Deschamps e di tutta la Francia. 

La decisione dell'arbitro ha 'sorpreso' anche i telecronisti Rai, che al gesto di Faghani, che sembrava indicare il dischetto, hanno urlato: "È calcio di rigore, calcio di rigore per la Francia". 

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Categoria: sport

22:24

Zverev e il segreto dietro trionfo a Parigi: "Ho fatto 60 iniezioni..."

(Adnkronos) - Alexander Zverev e una rivelazione choc dietro il trionfo al Roland Garros. Il tennista tedesco ha conquistato a Parigi il suo primo titolo Slam, battendo Flavio Cobolli in finale. Prima della partita però, Zverev ha dovuto fare i conti con un dolore alla schiena che lo accompagna ormai da diverso tempo. 

"L’anno scorso ho avuto problemi alla schiena e un edema osseo legato a un disturbo metabolico. È per questo che giocavo con dolore. A dicembre ho fatto molte iniezioni. Forse non erano 70, ma sono certo che ce ne siano state circa 60. Grazie a quelle ho potuto giocare quest’anno senza dolore", ha rivelato alla Bild, "Non riuscivo ad allenarmi correttamente e ho perso la tecnica, ero molto lontano dal mio miglior livello". 

"A Shanghai ho iniziato a gestire meglio questi problemi e gradualmente mi sono sentito meglio. È per questo che ho ritrovato un buon livello di gioco", ha continuato Zverev, "dopo il Masters 1000 di Roma, me ho fatto un’altra quarantina di iniezioni. Hanno quindi giocato un ruolo importante in questo titolo e mi hanno aiutato enormemente”. 

 

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Categoria: sport

22:15

Morto a 95 anni il cardinale Camillo Ruini, storico presidente della Cei

(Adnkronos) - E’ morto il cardinale Camillo Ruini, già presidente della Conferenza episcopale italiana. Il porporato aveva 95 anni. Lo scorso maggio, il cardinale era di nuovo precipitato in gravi condizioni di salute. Lo storico presidente della Cei, originario di Sassuolo, aveva compiuto 95 anni lo scorso 19 febbraio e da tempo affrontava problemi di salute legati in particolare alla funzionalità renale. Ruini fu ricoverato d'urgenza nel luglio 2024 al Policlinico Gemelli a causa di un infarto. Dopo essersi ripreso dall'attacco cardiaco, Ruini venne curato successivamente anche per un blocco renale nel 2025. 

Il cardinale Vicario di Roma, Baldassare Reina, il Consiglio episcopale con la Diocesi di Roma, “grati per la lunga e proficua vita cristiana e per il suo servizio alla Chiesa”, affidano “alla misericordia del Signore il cardinale Camillo Ruini”. “La sua guida pastorale dal 1991 al 2008, ha lasciato un segno profondo della sua intelligenza nell’interpretare la presenza dei cristiani nella città, unendovi la responsabilità di Presidente della Conferenza episcopale della Chiesa italiana. Acuto nel discernere le svolte politiche e sociali del Paese, - sottolinea Reina - ha considerato fondamentale guidare le transizioni culturali con la fierezza cattolica di essere depositari di un patrimonio di valori da non nascondere, ma da custodire e difendere, adempiendo il suo motto episcopale Veritas liberabit nos”. 

 

 

Con la morte di Ruini si chiude una delle stagioni più dense e influenti della storia recente della Chiesa cattolica italiana. Figura centrale nel panorama ecclesiale e culturale del Paese, Ruini ha incarnato per decenni la volontà della Chiesa di rimanere protagonista nel cuore della società, anche in un tempo segnato da profonde trasformazioni e da un crescente secolarismo. 

Protagonista di spicco dell'episcopato, Ruini, nella sua veste di presidente della Conferenza Episcopale Italiana (1991-2007) divenne dagli anni '90 il principale regista della ristrutturazione dell'intervento cattolico nello spazio pubblico, segnando una svolta rispetto al tradizionale collateralismo democristiano della Prima Repubblica. Dopo la fine della Democrazia cristiana e l'avvento di Forza Italia, il suo approccio non fu più quello del partito cattolico, bensì quello di una 'Chiesa pensante', capace di orientare la politica attraverso princìpi, alleanze culturali e visibilità mediatica. 

Nato a Sassuolo (Modena) il 19 febbraio 1931, nella diocesi di Reggio Emilia, Camillo Ruini si formò al Pontificio Collegio Capranica e alla Pontificia Università Gregoriana, dove ottenne la licenza in filosofia e teologia. Ordinato sacerdote l'8 dicembre 1954, fu fin da subito riconosciuto come un fine intellettuale e un pastore attento, capace di unire riflessione teologica e capacità di guida. 

Docente di filosofia e poi di teologia dogmatica, Ruini fu per quasi trent'anni punto di riferimento per generazioni di seminaristi e teologi, contribuendo alla formazione del clero emiliano. Il suo impegno culturale si espresse anche attraverso la presidenza del Centro culturale "Giovanni XXIII", che contribuì al dialogo tra fede e modernità in un’Italia attraversata da forti tensioni sociali e ideologiche. 

Nel 1983 fu consacrato vescovo ausiliare di Reggio Emilia e Guastalla, e nel 1986 assunse l'incarico di segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Due anni dopo fu tra i principali artefici del Convegno ecclesiale di Loreto (1985), evento che segnò la rinnovata volontà della Chiesa italiana di dialogare con la società, dopo le ferite del post-'68. Il punto culminante del suo servizio ecclesiale arrivò nel 1991, quando Papa Giovanni Paolo II lo nominò Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, presidente della Cei e, il 28 giugno dello stesso anno, lo creò cardinale. Da quel momento, Ruini divenne la voce pubblica più autorevole della Chiesa in Italia. 

Camillo Ruini fu non solo un uomo di Chiesa, ma anche un "politico della fede", capace di incidere profondamente nel dibattito culturale e legislativo italiano. Difensore tenace dell'identità cristiana del Paese, non esitò a prendere posizioni nette su temi etici come il riconoscimento delle unioni civili, la bioetica e la laicità dello Stato. Memorabile fu il suo ruolo nel referendum del 2005 sulla procreazione assistita, dove promosse con efficacia l'astensione, contribuendo al suo fallimento. Per molti, quel momento segnò l'apice della sua influenza pubblica. 

Al contempo, Ruini fu protagonista del tentativo - ispirato da Giovanni Paolo II - di rilanciare una "nuova presenza pubblica dei cattolici", non attraverso un partito confessionale, ma tramite una cultura cristiana capace di orientare le coscienze e le scelte politiche. 

Pur essendo considerato un uomo dell'ala conservatrice della Chiesa, Ruini fu sempre animato da una visione lucida e profonda delle sfide della modernità. Nel suo pensiero teologico e pastorale si avvertiva costantemente la preoccupazione per la crisi della fede in Europa, il rischio del relativismo e la necessità di una presenza cristiana capace di interrogare la cultura contemporanea. 

Anche dopo la fine dei suoi incarichi ufficiali - nel 2007 come presidente della Cei e nel 2008 come Vicario di Roma - non si ritirò dal dibattito ecclesiale. Nel 2010 fu chiamato da Papa Benedetto XVI a presiedere la Commissione internazionale d'inchiesta sulle apparizioni mariane di Medjugorje, segno della fiducia che continuava a godere ai più alti livelli della Curia romana.  

Il cardinale Ruini ha servito la Chiesa con intelligenza, rigore e passione per oltre settant'anni. È stato teologo, educatore, vescovo, consigliere di papi e guida della comunità ecclesiale italiana. Uomo sobrio, riservato ma determinato, che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della Chiesa post-conciliare. 

La traiettoria ecclesiale e pubblica del cardinale Camillo Ruini si è incrociata con le dinamiche della Seconda Repubblica. Nota e discussa la sua interazione con Silvio Berlusconi, il cui ingresso sulla scena politica nel 1994 con Forza Italia coincise con la fase di massima influenza di quello che i critici definirono 'sistema Ruini'. Entrambi operarono come attori centrali di due sistemi paralleli - 'ruinismo' e 'berlusconismo' - che, pur partendo da presupposti radicalmente diversi, trovarono un punto d'incontro nel comune obiettivo di ristrutturare lìidentità italiana dopo il crollo del sistema dei partiti tradizionali e la crisi dell'etica pubblica. 

Camillo Ruini e Silvio Berlusconi non avevano nulla in comune per cultura, stile, sensibilità personale. Il primo era un teologo rigoroso, formato nella scuola tomista romana, abituato alla riservatezza del seminario e alla profondità del dibattito ecclesiale. Il secondo era un imprenditore televisivo, istrionico, pragmatico, portatore di una visione della società basata sull'individuo, sul successo e sull'iniziativa privata. Eppure, tra il 1994 e il 2007, i due 'sistemi' riuscirono a interagire proficuamente grazie a una convergenza di opportunità, favorita dal contesto storico. 

Questa convergenza non fu mai organica, ma si costruì su una serie di sinergie tattiche: Ruini vide in Berlusconi un possibile argine alla secolarizzazione e alla frammentazione dei valori familiari, mentre Berlusconi trovò nella Cei di Ruini una sponda autorevole per legittimare la propria proposta politica agli occhi del mondo cattolico. Il punto più alto di questa sinergia si registrò nel 2005 con il referendum sulla procreazione assistita. La Cei promosse apertamente l'astensione, ottenendo un successo politico e mediatico che confermò la capacità della Chiesa di incidere nella società anche in assenza di un partito confessionale. Il sostegno, tacito o esplicito, del governo Berlusconi fu fondamentale per la riuscita della campagna. 

Analogamente, su temi come il rifiuto del riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, il sostegno alla scuola privata cattolica, la sussidiarietà nel welfare e il ruolo delle organizzazioni cattoliche nella società civile, Ruini e Berlusconi marciarono in parallelo, pur senza mai formalizzare un'alleanza politica. Particolarmente significativa fu la convergenza sul principio di sussidiarietà, promosso dalla Dottrina sociale della Chiesa e interpretato in chiave neoliberale da Forza Italia. 

Non mancarono, però, momenti di tensione. L'opposizione della Cei alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione nel 2002, e successivamente il caso Boffo nel 2009 - quando il direttore di "Avvenire" Dino Boffo fu travolto da uno scandalo tirato fuori dal "Giornale" diretto da Vittorio Feltri - segnarono la fine della stagione dell'intesa. La gestione unitaria dei rapporti tra Chiesa e politica si sfaldò, portando a una maggiore frammentazione e al ritorno del pluralismo cattolico. (di Paolo Martini) 

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Categoria: cronaca

22:13

Eros Ramazzotti scalda la sua città, in 42mila allo stadio Olimpico di Roma

(Adnkronos) - In 42mila allo stadio Olimpico per Eros Ramazzotti. L'artista, nato proprio nella capitale, è tornato a casa per una tappa speciale del suo "Una Storia Importante World Tour", un tour mondiale che celebra i suoi oltre quarant'anni di carriera. La serata si è aperta con le note di 'Taxi Story', ma è stato con 'Quanto amore sei', subito dopo, che l'atmosfera si è scaldata. Il boato del pubblico ha accompagnato la sentita dedica dell'artista alla sua città: "Roma, quanto amore sei". 

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Categoria: spettacoli

21:19

La maglia più bella dei Mondiali? Uruguay al top, meglio di Germania e Spagna

(Adnkronos) - Qual è la maglia più bella ai Mondiali 2026? La World Cup tra Stati Uniti, Messico e Canada non ha ancora proposto tutte le Nazionali. Il calendario della prima giornata non è ancora stato completato ma le divise di tutti i team sono ormai note tra partite, spot e foto che rimbalzano online. Il Washington Post, quindi, ha schierato Ashley Fetters Maloy, la firma di punta tra i fashion reporter per stilare una classifica delle jersey più belle. E, visto che si parla di soccer, ha snocciolato le posizioni dalla numero 11 alla numero 1. "Sono valutazioni puramente estetiche", ha precisato la giornalista prima di sfidare il giudizio severissimo dei tifosi. 

 

Il ranking comincia con la maglia dell'Arabia Saudita, che merita l'undicesimo posto per il suo design geometrico. In decima posizione, la seconda maglia del Belgio: colori tenui tra rosa e celeste, una divisa che invita a sognare. In nona posizione, a sorpresa, la terza maglia della Tunisia: tutta nera, con bordi rossi. Perché piace a Fetters Maloy? Il collo a 'v' è decisivo. Al numero 8, la casacca del Senegal. La divisa è una tela, realizzata con una tecnica particolare: è stampata al rovescio, i colori 'pieni' sono sul lato interno. All'esterno si ottiene un effetto visivo più morbido e dai toni pastello sbiaditi. Il design si ispira ai celebri Car Rapide, i coloratissimi minibus iconici che circolano a Dakar. 

'Number seven' per la prima maglia dell'Iran: minimalista nel suo bianco totale, ma con un dettaglio che ruba l'occhio. Il ghepardo che spicca come sfondo viene promosso a pieni voti. 

Al sesto posto, la seconda maglia della Scozia, perfetto esempio di tradizione: tinta unita salmone, sottili righe verticali blu per una sobria perfezione. Il Washington Post fa volare al quinto posto la seconda maglia di Curacao: gialla, bordi blu e le note di colore supplementari offerte dalle iconiche strisce dello sponsor tecnico. "Fa venire voglia di andare in spiaggia", scrive Fetters Maloy. Il design lineare, il collo stile polo e il binomio verde-oro spingono la seconda maglia del Sudafrica ai piedi del podio: quarto posto. 

Più su si piazza la seconda maglia della Spagna: il mix tra il bianco 'sporco' e i dettagli bordeaux vale la terza posizione. La Germania conquista il secondo posto con la maglia che viene definita l'edizione 'throwback' per eccellenza: la celebrazione della indimenticabile divisa utilizzata a Italia '90 fa centro. 

Nessuno può competere con la prima maglia dell'Uruguay, che si merita il primo posto senza discussione. La scelta di Fetters Maloy è condivisa anche dai colleghi di Espn: la casacca celeste è "ultra-elegante", con il colletto bianco e i bottoni che trasformano la divisa - ispirata a quella usata in particolare nelle Olimpiadi 1924 - ad una camicia. "Sembra anche qualcosa che potrebbe indossare un principe bambino o un piccolo scolaretto francese: due delle micropopolazioni più eleganti del pianeta". 

 

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Categoria: sport

21:16

Sinner, cena speciale a Montecarlo con Laila Hasanovic e... Russell

(Adnkronos) - Jannik Sinner è tornato ad allenarsi in vista di Wimbledon, ma senza rinunciare a distrarsi nella sua Montecarlo. Dopo essere stato 'paparazzato' per le strade del Principato di Monaco insieme alla fidanzata Laila Hasanovic, sulla sua vespa rossa, questa volta Sinner è stato fotografato a cena con un ospite speciale. 

Il tennista azzurro si è concesso infatti una cena a quattro con la fidanzata al suo fianco e George Russell e la compagna dall'altra parte del tavolo. Una scena che conferma il buon rapporto che lega Sinner a molti piloti di Formula 1, sport di cui Jannik è grande appassionato. 

La foto è diventata rapidamente virale, come tutto quello che riguarda Sinner, mai lontano, per quanto ci provi, dai riflettori. L'azzurro lo scorso anno è stato ospite di diversi team di Formula 1, tra cui la Ferrari, in alcuni Gp, e più volte in questo anno ha espresso pubblicamente il suo tifo per Andrea Kimi Antonelli, compagno in Mercedes proprio di Russell. 

 

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Categoria: sport

21:09

Lussemburgo, è ufficiale: libertà di abortire in Costituzione

(Adnkronos) - Il Lussemburgo inserisce il diritto all'aborto in Costituzione. Con l'approvazione definitiva dell'emendamento alla Camera dopo il primo via libera parlamentare avvenuto a marzo, il Granducato diviene il secondo Stato al mondo dopo la Francia a formalizzare l'inserimento della libertà di abortire nella carta fondamentale. 

La proposta di legge costituzionale, promossa nel 2024 su iniziativa di Marc Baum del partito della Sinistra (Déi Lénk) - che oggi ha parlato di "giornata storica" -, è stata approvata con una maggioranza schiacciante: cinquantuno voti favorevoli, sei contrari e due astensioni e costituisce un precedente significativo. Laurent Zeimet, capogruppo del Partito Popolare Cristiano Sociale (CSV), come riportano i media lussemburghesi, ha sottolineato che ai deputati del suo partito è stato permesso di votare secondo coscienza, mentre Taina Bofferding, capogruppo del Partito Operaio Socialista Lussemburghese (LSAP), ha descritto l'emendamento come un messaggio chiaro ai legislatori e alla società. Fred Keup, capo del Partito Riformista di Alternativa Democratica (ADR), ha bocciato la riforma come "inutile" e ha chiesto invece politiche familiari più efficaci. Di contro, Sam Tanson del Partito Verde (Déi Gréng) ha accolto con favore il voto, sostenendo che creerà una garanzia per le generazioni future. Gérard Schockmel del Partito Democratico (DP), opponendosi fermamente all'emendamento, lo ha criticato definendolo una fonte di false promesse. Schockmel ha sostenuto che la modifica non offrirebbe una vera garanzia, poiché le condizioni per l'aborto potrebbero comunque essere modificate attraverso una semplice legge.  

Il testo approvato recita: “La libertà di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza è garantita. La legge determina le condizioni nelle quali si esercita questa libertà”. In Lussemburgo è possibile abortire entro i primi tre mesi di gravidanza, ma anche più avanti in caso di gravi anomalie del feto o rischi per la vita della madre. 

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Categoria: internazionale/esteri

21:05

Austria-Giordania: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Esordio ai Mondiali 2026 per l'Austria. La Nazionale allenata da Ralf Rangnick, fresco di no al Milan, sfida la Giordania - in diretta tv e streaming - nella prima giornata del girone J della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La partita si giocherà allo stadio Bay Area di San Francisco. 

 

La sfida tra Austria e Giordania è in programma mercoledì 17 giugno alle 6 della mattina italiana. Ecco le probabili formazioni: 

Austria (4-2-3-1): Schlager; Laimer, Lienhart, Danso, Alaba; Schlager, Seiwald; Schmid, Gregortitsch, Sabitzer; Arnautovic. All. Rangnick 

Giordania (3-4-3): Abulaila; Al-Arab, Obaid, Nasib; Haddad, Al-Rawabdeh, Al-Rashdan, Abu Taha; Al-Tamari, Olwan, Al-Fakhouri. All. Sellami 

 

Austria-Giordania sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn. 

 

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Categoria: sport

20:15

Sinner, dal tennis allo spazio: Jannik diventa... un asteroide

(Adnkronos) - Jannik Sinner diventa... un asteroide. Il tennista azzurro ha ripreso gli allenamenti a Montecarlo in vista del prossimo Wimbledon, Slam a cui arriverà da campione in carica dopo aver vinto la finale dello scorso anno contro Carlos Alcaraz, assente per infortunio. Intanto però, Sinner avrà un omonimo nello spazio. 

Sì, perché il 'Working Group Small Bodies Nomenclature' dell’Unione astronomica internazionale ha ufficializzato un nuovo nome per un asteroide, che si chiamerà proprio 'Jannik Sinner'. Tutto è iniziato da un'iniziativa degli astronomi italiani Fabrizio Bernardi, che lavora presso lo Space Dynamics Services, e Maura Tombelli. 

“Come una cometa o un corpo celeste fisso, Sinner rappresenta un faro luminoso per le nuove generazioni. Da oggi, la sua grandezza è scritta tra le stelle", hanno detto i due astronomi, "abbiamo voluto dedicare questo asteroide a Jannik Sinner, non solo per i suoi straordinari successi sportivi, che stanno portando l'Italia al vertice del mondo del tennis, ma anche per i valori di resilienza, correttezza e dedizione assoluta che incarna dentro e fuori dal campo". 

 

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Categoria: sport

20:08

Pd, M5S e Avs accelerano: a luglio due piazze per la proposta progressista

(Adnkronos) - Un selfie a tavola per dire che la corsa verso le politiche è ufficialmente partita. E che la faranno insieme. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli postano sui social la foto del pranzo oggi da Costanza Hosteria. Ristorante vicino a Campo de Fiori, tra le rovine del teatro di Pompeo, famoso per le specialità della cucina romana. Sul menu bocche cucite, ma la focaccia bianca, si riferisce, è stata apprezzata da tutti. "Al lavoro. Per cambiare l’Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto!", annuncia Fratoianni su Instagram. Due date, due iniziative pubbliche. Una al Nord e una al Sud, per un confronto sulle proposte del campo progressista. Insomma Pd, M5S e Avs accelerano.  

Conte, che avrebbe suggerito il ristorante, rivela ai cronisti alla Camera che quello di oggi è stato solo l'ultimo di altri incontri: "Ci sono dei confronti che si sono susseguiti con una certa costanza. Ora lo abbiamo reso noto perché è arrivato il momento di rimboccarci le maniche. Ora tocca a noi". Quel selfie è "stato un modo per ribadire che stiamo lavorando". E i due incontri pubblici in programma serviranno a dire che non si parte da zero. "Un evento al Nord e uno al Sud per illustrare anche che non partiamo da zero, abbiamo già fatto un percorso in questa legislatura. Soltanto che viene un po' oscurato dal dibattito contingente, del giorno, ma in realtà c'è già un percorso di condivisione di punti programmatici, che si tratti di progetti di riforma o mozioni o risoluzioni. Valorizzeremo il percorso fatto e aggiungeremo qualcosa di nuovo".  

Dal selfie mancano i leader centristi. "Ma Renzi era sotto il tavolo?", twitta Carlo Calenda in tempo reale. "Ci siamo noi, perché abbiamo lavorato costantemente, con un certo affiatamento...", argomenta Conte. Ma il perimetro è destinato ad allargarsi. Quando, spiega Bonelli in Transatlantico, le varie forze che si muovono al centro si saranno organizzate. Si accelera per timore che la legislatura precipiti prima del previsto con elezioni anticipate? Questo, risponde Conte ai cronisti, "non dipende da noi, perché i numeri ce li ha maggioranza. Se dovessimo fare una riflessione politica, mi pare abbastanza chiaro che ormai, dopo il referendum e con Vannacci, stanno implodendo. Ma noi dobbiamo fare un percorso nostro, che stavamo già facendo. Nel momento in cui si definiscono delle date, dobbiamo essere pronti per rappresentare un progetto politico. Non c'è da parte nostra un'accelerazione, ma stiamo lavorando...".  

Conte, in una video intervista con Andrea Scanzi, torna poi sul rapporto con il leader Iv. "Do per scontato che ci sia Renzi in coalizione? No. Il mio compito, da leader politico, non è dare valutazioni sui singoli, ma guidare processi politici e l'obiettivo maggiore è cambiare l'Italia. Sicuramente c'è un problema di affidabilità, non dobbiamo creare un'accozzaglia, un caravanserraglio, che è nella tradizione del centrosinistra dividersi" a differenza che a destra. "Io lavorerò per un progetto solido e coerente, mi sto ponendo il problema dell'affidabilità ma non la posso risolvere dicendo se mi è simpatico o antipatico Tizio, Caio o Sempronio. Bisogna intercettare i processi politici. Noi siamo stati traditi anche da Di Maio, non solo da Renzi...". 

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Categoria: politica

19:59

Francia-Senegal 3-1, esordio vincente per Deschamps con doppio Mbappé e Barcola

(Adnkronos) - Vittoria per la Francia all'esordio ai Mondiali 2026. Oggi, martedì 16 giugno, i Bleus hanno battuto 3-1 il Senegal all'esordio nella rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, nella prima giornata del gruppo I. A decidere la partita la doppietta di Mbappé, al 66' e al 90'+6, e i gol di Barcola all'82' e di Mbaye al 90'+5. Con questo successo, la squadra di Didier Deschamps vola a quota 3 in testa al girone, completato da Norvegia e Iraq, in campo a mezzanotte, mentre il Senegal rimane a zero. 

Proprio Iraq e Norvegia saranno protagonisti del match di mezzanotte. 

 

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Categoria: sport

19:45

Tom Holland conferma: "Sì, ho sposato Zendaya"

(Adnkronos) - Dopo mesi di indiscrezioni e speculazioni, Tom Holland ha finalmente confermato di aver sposato Zendaya. L’attore britannico, noto per il ruolo di Spider-Man, ha rivelato la notizia durante un’intervista alla rivista "Esquire", scegliendo però un approccio prudente e senza entrare nei dettagli della cerimonia. L’occasione è arrivata quando gli è stato chiesto di commentare alcune immagini generate dall’intelligenza artificiale che, nelle scorse settimane, avevano mostrato una presunta cerimonia di matrimonio tra lui e Zendaya sul Lago di Como, in Italia. Holland ha raccontato che perfino sua nonna aveva temuto di non essere stata invitata alle nozze dopo aver visto le fotografie circolare online. 

Alla domanda se altri amici o parenti fossero stati ingannati dalle immagini false, l’attore ha fatto una lunga pausa prima di rispondere: "No, perché erano tutti lì". Una frase che ha di fatto confermato il matrimonio tra le due star. Subito dopo, però, Holland ha aggiunto: "Questo è tutto quello che otterrete da me". Le voci sulle nozze circolavano già da diversi mesi. A marzo, lo stilista Law Roach, collaboratore storico di Zendaya, aveva dichiarato sul red carpet di Access Hollywood: "Il matrimonio è già avvenuto. Ve lo siete perso. È assolutamente vero". Inoltre, l’attrice era stata più volte fotografata con una fede d’oro accanto all’anello di fidanzamento. 

Zendaya ha recentemente spiegato la sua scelta di mantenere la massima riservatezza sulla vita privata. In un’intervista al "New York Times", ha affermato di comprendere l’interesse del pubblico nei confronti della sua relazione con Holland, ma di voler preservare alcuni aspetti della propria vita lontano dai riflettori. "Cerchiamo di non nasconderci dal mondo, ma di conservare qualcosa solo per noi stessi, per la nostra famiglia e le persone che amiamo", ha dichiarato l’attrice. Anche Holland ha parlato con grande affetto della moglie, definendola "la mia migliore amica". "Sono più felice che mai quando sono con lei", ha aggiunto. "Non mi sono mai sentito così sostenuto e al sicuro in tutta la mia vita". La coppia, tra le più amate di Hollywood, tornerà presto insieme sul grande schermo in Spider-Man: Brand New Day, il nuovo capitolo della saga dedicata all’Uomo Ragno, in uscita il 31 luglio. 

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Categoria: spettacoli

19:36

Treviso, incendio all'ippodromo Sant’Artemio: sei cavalli muoiono tra le fiamme

(Adnkronos) - Sei cavalli sono morti per un incendio di vaste proporzioni scoppiato oggi pomeriggio all'interno di una scuderia dell'ippodromo Sant’Artemio di Treviso.  

Le squadre dei Vigili del Fuoco di Treviso e Conegliano sono intervenute con 5 autobotti per domare le fiamme, che si sono propagate rapidamente anche a causa della presenza di paglia nella struttura. La scuderia risulta gravemente danneggiata e in parte collassata. 

L’incendio ha generato una densa nube nera visibile da chilometri di distanza. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Sul posto anche carabinieri e polizia locale. 

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Categoria: cronaca

19:31

Spazio, la sfida della frammentazione europea e la necessità di un capitale paziente

(Adnkronos) - Tra Spazio e Artico ci sono più similitudini di quanto si possa pensare. Entrambi sono freddi, inospitali, e contesi spesso dagli stessi grandi Paesi. A dettare i tempi della competizione sono logiche geopolitiche molto simili. Nel caso dello Spazio, l'Europa per ora ha ancora la medaglia di bronzo. Ma con nuovi player determinati come India e Brasile, potrebbe perderla presto. Se ne è parlato durante l’appuntamento che il Centro Studi Americani di Roma dedica alle relazioni internazionali. L'evento, realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in collaborazione con Airpress, Aspen Institute Italia, Ecfr (European council on foreign relations), Geopolitica.info e Osservatorio artico, è stato inaugurato dai saluti istituzionali di Roberto Sgalla (direttore del Centro Studi Americani) e da Lorenzo Termine (presidente di Geopolitica.info).  

Il cuore del dibattito sullo spazio si è concentrato sulle nuove dinamiche extra-atmosferiche. Secondo il paper presentato da Riccardo Leoni, analista di geopolitica e difesa di Airpress, lo Spazio non è più relegato alla sola frontiera scientifica e di ricerca. L'Europa ha la medaglia di bronzo sulla scena spaziale globale e rischia di restare indietro in una competizione che si sta spostando dalla Terra allo spazio stesso, mentre l'industria europea è paralizzata da frammentazione interna ed egoismi nazionali che ne depotenziano la competitività rispetto ai giganti monolitici americano e cinese. La sfida critica per i prossimi decenni sarà superare questa frammentazione per consolidare un settore unificato.  

Il successo di questa operazione determinerà la rilevanza dell'Europa non solo sul piano economico, ma sempre più su quello della sicurezza strategica. La parola frammentazione torna più volte durante il dibattito, moderato dal giornalista di Repubblica Gianluca Di Feo. Ne ha parlato anche Simonetta Di Pippo, direttrice dello Space economy evolution lab (See Lab) in Sda Bocconi, già direttrice dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico. "Il problema è la frammentazione istituzionale, per l'Europa. Difficile raggiungere le dimensioni degli Stati Uniti, che hanno trovato un modello pubblico privato che sembra funzionare", ha detto. 

 

In Europa il problema principale per quegli attori privati "sono i finanziamenti. Lo sviluppo della space economy, che oggi vale oltre 600 miliardi di dollari, non decolla per la scarsa propensione al rischio di aziende e perché la finanza non comprende del tutto un settore complesso. Servirebbe un capitale più paziente". Secondo Paolo Gaudenzi, consigliere scientifico del Consolato Italiano a Boston, "dalla Space economy ormai si è passati alla Space finance. Basta guardare la quotazione di SpaceX, che ha superato di molto il valore di mercato dell'intera space economy. I bilanci annuali delle tre agenzie spaziali di Europa, Usa e Cina sono ben inferiori a quanto ha raccolto Elon Musk nella sua quotazione".  

Secondo il paper presentato da Leoni, gli Stati Uniti mantengono la leadership assoluta grazie alla sinergia tra istituzioni (Nasa), settore privato e le ingenti risorse finanziarie destinate alla neonata Space Force. Pechino intanto punta all'indipendenza tecnologica e al controllo attivo delle orbite tramite un modello centralizzato, mentre Mosca conserva un solido know-how storico ma fatica a innovare al ritmo dei competitor. L''Europa vanta eccellenze industriali ma sconta una frammentazione politica profonda e manca di un accesso logistico autonomo, dipendendo da terzi per i lanci. L'Italia possiede una filiera d'eccellenza e una crescente integrazione militare interforze, ma soffre per finanziamenti statali ancora troppo limitati. Per non restare ai margini come "junior partner", l'Europa deve colmare in fretta il divario logistico, sviluppare lanciatori propri e aumentare drasticamente gli investimenti pubblici, garantendosi un accesso autonomo, si legge nel paper . Secondo Gabriele Gambarara, vicepresidente di Elt Group, spazio e artico "condividono evidenti caratteristiche ambientali e geopolitiche: sono ambienti ostili, freddi e caratterizzati dall'assenza di luce”. Ma l’accesso allo spazio è al centro dei desideri anche di nazioni emergenti nel settore come l'India e il Brasile, spiega ancora. 

Barbara Negri, vicedirettore Scienza & innovazione e responsabile Volo umano e sperimentazione dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), dice che "esistono grandi sinergie fra lo spazio e l'Artico”. La possibilità di effettuare test in quelli che vengono definiti "analoghi dello spazio", ovvero aree che riproducono condizioni che si ritroveranno poi in ambito spaziale, rappresenta un grande banco di prova a livello scientifico. Anche secondo Arturo Varvelli, Head of the Rome office dell'Ecfr, parliamo di domini fondamentali per le dinamiche di competizione strategica attuali". Se lo Spazio rappresenta l'altitudine, nella nuova geopolitica, l'Artico ne rappresenta la latitudine più sensibile. Nella seconda parte della conferenza, l'attenzione si è spostata sul panel dedicato al Grande Nord. Partendo dal paper presentato da Leonardo Parigi (direttore di Osservatorio Artico), la discussione ha esplorato le rapide e inedite trasformazioni ambientali e politiche della regione. Un dibattito che ha visto i preziosi contributi di esperti come il generale Giorgio Cuzzelli, l'esperto di geopolitica Lucio Martino, l'inviato speciale del Maeci per l'Artico Agostino Pinna e la direttrice dell'Osservatorio di Intelligence sull’Artico Emanuela Somalvico, a conferma di come le nuove frontiere, in cielo o tra i ghiacci, siano oggi il vero banco di prova degli equilibri globali. 

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Categoria: economia

19:30

Fregata russa spara colpi di avvertimento contro yacht britannico nella Manica, Gb: "Incidente isolato"

(Adnkronos) - Il ministero della Difesa britannico conferma che la fregata russa 'Ammiraglio Grigorovich' ha aperto oggi il fuoco nella Manica per sparare colpi di avvertimento ed evitare la collisione con uno yatch che si era avvicinato troppo. "A seguito di tentativi di contattare l'imbarcazione britannica nel Canale, la Grigorovich ha sparato colpi di avvertimento, che non erano diretti contro l'imbarcazione ma per evitare una possibile collisione", ha dichiarato un portavoce della Difesa britannica, confermando quindi quanto dichiarato dalla Difesa russa. 

"Noi riteniamo che sia un incidente isolato e non collegato con l'intercettazione da parte del Regno Uniti della Smyrthos questo weekend", ha poi aggiunto riferendosi alla petroliera della flotta ombra russa intercettata dai britannici due giorni fa sempre nella Manica. Il portavoce ha poi aggiunto che la nave militare britannica Mersey "sta monitorando la nave russa e fornito sostegno alle persone a bordo dello yatch". 

I colpi sono stati esplosi a meno di 500 metri dallo yacht britannico che navigava nella Manica, circa 30 chilometri a sud dell'Isola di Wight, ha riferito il ministero della Difesa britannico, che ha avviato un'indagine sul caso. Secondo il Guardian, l'imbarcazione non ha riportato danni e nessun membro dell'equipaggio è rimasto ferito. Lo yacht ha poi proseguito la propria navigazione, mentre un'unità partita dalla nave pattuglia della Royal Navy 'Hms Tyn' ha raggiunto lo yacht per raccogliere testimonianze sull'accaduto e verificare le condizioni dell'equipaggio. 

"Lavoriamo per accertare i fatti relativi a un incidente avvenuto nella Manica", aveva dichiarato un portavoce del ministero della Difesa. 

 

La Russia ha intanto fornito la sua ricostruzione dell'incidente avvenuto nel Canale della Manica, specificando che la sua nave da guerra ha sparato colpi di avvertimento per evitare una collisione.  

"Oggi, 16 giugno alle 12.45, l'equipaggio della fregata Ammiraglio Grigorovich, nel Canale della Manica, ha avvistato lo yacht a vela civile Bright Future, battente bandiera britannica, che seguiva una rotta pericolosa avvicinandosi alla nave", ha riferito il ministero della Difesa russo. "In conformità con il Regolamento internazionale per la prevenzione delle collisioni in mare, l'equipaggio della fregata ha tentato più volte di contattare l'imbarcazione civile sul canale radio internazionale. Non si è registrata alcuna variazione di rotta dello yacht né alcuna risposta alle richieste sul canale radio internazionale. Per attirare l'attenzione dell'equipaggio dello yacht, sono stati sparati razzi e sono stati emessi segnali acustici. Nonostante queste misure, l'imbarcazione ha continuato il suo pericoloso avvicinamento. Quando la distanza si era ridotta a 150 metri, il comandante della fregata ha deciso di aprire il fuoco preventivamente in direzione della rotta dell'imbarcazione con armi leggere. Lo yacht battente bandiera britannica ha quindi immediatamente cambiato rotta e ha continuato ad allontanarsi dalla nave da guerra russa. L'equipaggio della fregata Ammiraglio Grigorovich ha agito in stretta conformità con le normative internazionali sulla navigazione e ha adottato tutte le misure necessarie per prevenire l'incidente", conclude. 

 

 

Lo yacht britannico coinvolto nell'incidente nel Canale della Manica si è avvicinato molto alla fregata russa prima che venissero sparati colpi di avvertimento, ricostruisce anche Sky News. Le fonti citate dall'emittente sottolineano che gli allarmi sono stati lanciati e i colpi sono stati usati come avvertimento per evitare una potenziale collisione mentre la visibilità era scarsa al momento dei fatti. 

Da quanto si evince, continua la stessa fonte, la fregata russa sembra avere avuto difficoltà a controllare i propri movimenti. Non è chiaro quale sia stato il motivo, forse un problema al motore. 

Si pensa che l'imbarcazione abbia allora lanciato un segnale di allarme allo yacht per evitare una collisione, ma quest'ultimo non ha cambiato rotta. Quindi sarebbero stati sparati un paio di colpi di avvertimento, sebbene non direttamente contro lo yacht. 

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Categoria: internazionale/esteri

18:45

Pg Cassazione chiede conferma condanne per familiari Saman: ''Violenza estrema, movente ignobile''

(Adnkronos) - "L'omicidio di Saman, pur avendo radici culturali proprie, tradisce il ricorso a una violenza estrema e sproporzionata, scelta come unico strumento per 'emendare una presunta colpa' (la volontà di libertà della ragazza), che realizza la natura turpe e ignobile del movente". In trentatré pagine la procura generale della Cassazione con una memoria scritta, che l'Adnkronos ha potuto visionare, firmata dall’avvocato generale Marco Dall’Olio e depositata in vista dell’udienza prevista per domani del processo per l’omicidio di Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara di Reggio Emilia, chiede di rigettare i ricorsi degli imputati e di confermare i quattro ergastoli inflitti il 18 aprile dello scorso anno dalla Corte di Appello di Bologna ai genitori della ragazza, Habbar Abbas e Nazia Shaheen e ai cugini Noman Ul Haq e Ijaz Ikram, accusati di omicidio e soppressione di cadavere, e i 22 anni di reclusione decisi per lo zio, Danish Hasnain, che in primo grado era stato condannato a 14 anni, riconosciute le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti, valutate equivalenti alle circostanze attenuanti generiche già concesse per la collaborazione prestata per il ritrovamento del corpo. I giudici di merito avevano ribaltato la sentenza di primo grado nei confronti dei cugini della vittima, che erano stati assolti e poi condannati all'ergastolo, riconoscendo le aggravanti di premeditazione e motivi abietti. Saman fu uccisa nel vialetto davanti a casa e sepolta in una buca a poca distanza dall’abitazione familiare a Novellara. Ad allertare le forze dell’ordine era stato il fidanzato della 18enne. Il corpo della giovane venne ritrovato un anno e mezzo dopo, il 18 novembre del 2022, dopo che lo zio fuggito all’estero e catturato a Parigi indicò agli investigatori il luogo dove era stata sepolta. Le indagini si erano sempre concentrate sull’ambito familiare. 

L’avvocato generale della Cassazione sottolinea nella sua requisitoria come "la Corte di Assise di Appello motiva innanzitutto circa il fatto che l'omicidio di Saman non sia stato un atto d'impeto, bensì una decisione deliberata dall'intero nucleo (eccetto il fratello Ali Haider) per sanzionare il disonore arrecato dalla ragazza, che aveva deciso di vivere secondo canoni sociali diversi da quelli di origine. In quest'ottica, la soppressione del cadavere è vista come l'estensione necessaria del progetto omicida, finalizzata a garantire l'impunità a tutti i membri del gruppo - si legge nella requisitoria scritta - Sebbene non vi sia prova che i genitori abbiano fisicamente scavato la fossa, la Corte di Assise di Appello ha affermato la loro responsabilità a titolo di concorso morale e materiale, avendo essi partecipato alla fase della 'consegna' di Saman e perciò non potendo non sapere quali conseguenze vi sarebbero state in ordine a tale gesto. Il giudice di secondo grado rileva inoltre che Habbar e Nazia avevano pianificato la partenza per il Pakistan immediatamente dopo il delitto: tale fuga postula necessariamente che il corpo non venisse ritrovato o venisse ritrovato solo dopo molto tempo; in caso contrario, l'intervento immediato delle autorità avrebbe impedito la loro partenza", evidenzia l’avvocato generale Dall’Olio. 

“Per la Corte di Assise di Appello di Bologna, motivazione che si ritiene condivisibile in punto di fatto e di diritto - scrive il rappresentante della procura generale della Cassazione - uccidere una figlia o una nipote, perché desiderosa di vivere la propria vita in libertà, è un motivo turpe e ignobile, che manifesta un senso di possesso parentale distorto e una perversità tale da giustificare l'aggravante”. Il movente “spregevole e ignobile, rivela una tale perversità da destare repulsione e ripugnanza in ogni persona di media moralità. Sul punto va precisato quanto segue: il primo giudice aveva escluso l'aggravante ritenendo che, nel contesto culturale pakistano degli imputati (definito impermeabile alle influenze esterne), il movente dell'onore non potesse considerarsi abietto in senso tecnico-giuridico, poiché costituiva una spinta non banale ma radicata nel loro retaggio - si spiega nella requisitoria - La Corte di secondo grado ha profondamente dissentito da tale impostazione, affermando che il riconoscimento di un fattore culturale non può tradursi in un inasprimento sanzionatorio o in una scusante, ma deve confrontarsi con lo sbarramento 'invalicabile' dei diritti fondamentali. Il presidio dei diritti inviolabili della persona, quale il diritto alla vita, costituisce un limite assoluto all'introduzione, nel nostro sistema, di consuetudini o costumi incompatibili con la Costituzione italiana. Nessun rispetto per le tradizioni straniere può comportare l'abdicazione del sistema penale alla punizione di condotte non tutelanti dei diritti fondamentali. Il cuore della motivazione - sottolinea il pg - risiede nell'abnorme sproporzione tra il comportamento di Saman e la reazione del clan".  

Quanto all'aggravante della premeditazione infine, l’avvocato generale della Cassazione sottolinea come l'omicidio di Saman "non è stato un atto d'impeto, bensì una decisione deliberata nell'ambito dell'intero contesto familiare, con la sola esclusione'' del fratello della vittima all'epoca sedicenne. ''Tale struttura collettiva - si legge ancora - spiega la convergenza di tutti i membri verso l'unico obiettivo di punire Saman per il disonore arrecato, rendendo logicamente necessaria la partecipazione di ciascuno secondo ruoli predefiniti". Elementi che saranno domani l’attenzione dei giudici della prima sezione penale della Suprema Corte chiamati a decidere sul processo. (di Assunta Cassiano e Daniele Dell’Aglio) 

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Categoria: cronaca

18:28

Milan, ufficiale Amorim nuovo allenatore: "Sfida che affronto con orgoglio ed entusiasmo"

(Adnkronos) - Adesso è anche ufficiale: Ruben Amorim è il nuovo allenatore del Milan. Il club rossonero ha comunicato di aver affidato la guida della prima squadra al tecnico portoghese. "Amorim - si legge nella nota - inizia la carriera da allenatore nel 2018, dopo aver concluso il percorso da calciatore professionista, durante il quale ha indossato le maglie di Belenenses e Benfica, oltre a quella della Nazionale portoghese".  

Dopo le prime esperienze in panchina al Casa Pia e al Braga, nel 2020 Amorim assume la guida dello Sporting Lisbona, dando inizio a un ciclo caratterizzato da una forte identità di gioco, innovazione e valorizzazione dei calciatori. Un percorso che si traduce in risultati concreti: due titoli di campione del Portogallo, due Coppe di Lega e una Supercoppa. Prima di approdare al Milan, ha ricoperto il ruolo di allenatore del Manchester United. Nel corso della sua carriera, Amorim ha sviluppato un approccio tattico moderno e offensivo, supportato da una solida organizzazione di gioco, dimostrando una particolare capacità nel valorizzare i giovani talenti e accompagnarli nel loro percorso di crescita. "Seguiamo Rúben da anni. Il suo percorso allo Sporting è stato straordinario e rispecchia esattamente lo stile di gioco che stiamo cercando. È uno dei tecnici più preparati e innovativi della nuova generazione europea: giovane, ambizioso, con una chiara identità calcistica e un approccio tattico ben definito", ha dichiarato Gerry Cardinale, Managing Partner di RedBird Capital Partners. "Rúben crede in un calcio offensivo e ad alta intensità. La sua filosofia si sposa perfettamente con la nostra visione, e le sue qualità di leadership, unite alla capacità di far crescere i calciatori, ci hanno colpito profondamente. Crediamo in lui e siamo entusiasti di accoglierlo nel Club". 

Queste le prime parole del tecnico: "Ci sono ambizioni che ti accompagnano per tutta la carriera e, per me, allenare il Milan è sempre stata una di queste. So perfettamente cosa rappresenta questo Club: storia, prestigio e una tifoseria straordinaria in tutto il mondo. È una sfida che affronto con orgoglio ed entusiasmo, con la piena consapevolezza di ciò che significano questi colori. Non vedo l'ora di iniziare e di vivere ogni giorno la passione che anima il Milan". 

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Categoria: sport