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10:01

Von der Leyen: "Guerra in Iran costa all'Ue 500 milioni al giorno per l'energia"

(Adnkronos) - "Le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al Parlamento europeo, a due mesi dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Ribadendo l'impegno Ue per la fine della guerra, la piena riapertura dello Stretto di Hormuz e un accordo di pace che includa il nucleare iraniano, la leader dell'esecutivo Ue sottolinea che per l'Ue il conflitto rappresenta la "seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni".  

"La lezione dovrebbe essere chiara per tutti: in un mondo turbolento come il nostro, non possiamo semplicemente essere eccessivamente dipendenti dall'energia importata", prosegue von der Leyen, sottolineando che nei primi 60 giorni di conflitto l'Ue ha speso 27 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili. "Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno. La strada da percorrere è quindi ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra offerta di energia pulita, a buon mercato e prodotta in casa. Dalle rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica", aggiunge. 

La leader della Commissione europea sottlinea che già oggi i Paesi membri con una quota maggiore di fonti a basse emissioni nel proprio mix energetico sono meno colpiti dalla crisi. "In un Paese come la Svezia, quando il prezzo del gas aumenta di 1 euro per megawattora (MWh), la bolletta elettrica aumenta solo di 0,04 euro per MWh, perché quasi tutta l'elettricità svedese proviene da rinnovabili e nucleare. È così che ci isoliamo dagli shock futuri, ed è questa la strada verso un'Europa indipendente", rileva. 

Von der Leyen riconosce come ogni Paese Ue abbia un mix energetico diverso, motivo per cui la serie di misure presentate la settimana scorsa "possono essere combinate in modo diverso nelle varie parti dell'Unione". Si tratta di azioni da intraprendere in tre ambiti, ricorda, a partire da un maggiore coordinamento a livello europeo, per esempio nel riempimento degli stoccaggi nazionali di gas e le riserve di carburante, specie quello per aerei e il gasolio. "Possiamo essere molto più efficaci se coordiniamo il rilascio delle scorte petrolifere e ci assicuriamo che le raffinerie possano aumentare la produzione in tutta la nostra Unione". 

Il secondo ambito di intervento è la protezione di consumatori e le imprese con misure "mirate esclusivamente alle famiglie e alle industrie più vulnerabili, evitando di aumentare la domanda di gas e petrolio". Nel corso dell'ultima crisi, sottolinea, solo un quarto del sostegno d'emergenza era mirato in tal senso e sono stati spesi oltre 350 miliarid di euro in misure non mirate, con un "enorme impatto sulle finanze degli Stati membri" e un minamento della tutela nei confonti di chi più ne aveva bisogno. "Non ripetiamo lo stesso errore e concentriamo il nostro sostegno dove conta di più". 

"In terzo luogo, dobbiamo ridurre la domanda di energia modernizzando l'uso sistemico dell'energia. Nel breve termine, possiamo farlo attraverso una combinazione di efficienza energetica, elettrificazione e implementazione più rapida delle tecnologie digitali. Ma dobbiamo anche tenere a mente che, nel complesso, avremo bisogno di energia in abbondanza, soprattutto a causa della rapida espansione dei data center e dell'intelligenza artificiale", continua von der Leyen, sottolineando i progressi ottenuti dall'ultima crisi, quando il prezzo del gas determinava il prezzo dell'elettricità per il 70% del tempo contro il 30% odierno, motivo per cui sono stati evitati "gli enormi picchi di prezzo della crisi precedente. Ma l'elettricità rappresenta ancora meno di un quarto del nostro consumo finale di energia. Questo valore è molto inferiore a quello degli Usa o della Cina, e dovrà cambiare", conclude, riferendosi alle misure proposte per potenziare le reti elettriche europee. 

"In primavera, avevamo detto che avremmo erogato il prestito da 90 miliardi di euro, in un modo o nell'altro. Ora abbiamo mantenuto questa promessa", ha affermato inoltre von der Leyen nel suo intervento al Parlamento europeo, riferendosi allo sblocco ungherese del prestito per l'Ucraina, di cui la prima tranche da 45 miliardi verrà erogata già nel corso del trimestre corrente, come spiega. "Il nostro messaggio è chiaro: continueremo a sostenere il coraggioso popolo ucraino e le sue forze armate", aggiunge. 

"Mentre la Russia intensifica la sua aggressione, l'Europa intensifica il proprio sostegno all'Ucraina", prosegue von der Leyen, ricordando che lo stesso giorno dello sblocco è stato adottato anche il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia. "E sì, le sanzioni hanno un effetto mordente sull'economia russa. Con l'inflazione in aumento e i tassi di interesse alle stelle, le conseguenze della guerra scelta dalla Russia vengono pagate di tasca propria dai cittadini. Tanto che il Cremlino risponde nel suo solito modo, limitando internet e la libera comunicazione. Tanto che i russi sentono di vivere di nuovo dietro una Cortina di Ferro, una Cortina di Ferro digitale. Ma se la storia ha una lezione da insegnare, è che tutti i muri alla fine cadono", conclude. 

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Categoria: internazionale/esteri

09:19

Atletico Madrid-Arsenal: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Tempo di semifinali in Champions League. Oggi, mercoledì 29 aprile, l'Atletico Madrid ospita l'Arsenal - in diretta tv e streaming - nel penultimo atto della massima competizione europea. Gli spagnoli arrivano alla sfida dopo aver battuto il Barcellona nei quarti, mentre i Gunners hanno superato lo Sporting Lisbona. 

 

La sfida tra Atletico Madrid e Arsenal è in programma oggi, mercoledì 29 aprile, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 

Atletico Madrid (4-2-3-1): Oblak; Molina, Pubill, Hancko, Ruggeri; Llorente, Koke; Simeone, Griezmann, Lookman; Alvarez. All. Simeone 

Arsenal (4-3-3): Raya; White, Saliba, Gabriel, Hincapie; Odegaard, Zubimendi; Rice; Saka, Gyokeres, Trossard. All. Arteta 

 

Atletico Madrid-Arsenal sarà trasmesso in diretta televisiva e in esclusiva su Prime Video, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Prime Video. 

 

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Categoria: sport

09:15

Frodi telefoniche, Agcom introduce numeri brevi: così si riconoscono i call center

(Adnkronos) - Nuova stretta contro le truffe telefoniche: l’Agcom punta sui numeri brevi a tre cifre per rendere immediatamente riconoscibili operatori, imprese e call center che operano nel rispetto delle regole. Una novità pensata per aumentare la trasparenza e ridurre le chiamate ingannevoli che ogni giorno raggiungono milioni di utenti. 

Il meccanismo è semplice: le aziende autorizzate utilizzeranno un numero “chiamante” a tre cifre, sul modello di quelli già usati per l’assistenza clienti. In questo modo, sarà più facile distinguere le comunicazioni affidabili da quelle sospette, limitando la confusione generata da teleselling e telemarketing aggressivo. 

La decisione è stata presa dalla Commissione per le Infrastrutture e le Reti dell’Agcom, riunita lo scorso 14 aprile, nell’ambito di un aggiornamento del Piano nazionale di numerazione delle telecomunicazioni. Il provvedimento recepisce anche gli esiti della consultazione pubblica con gli operatori del settore. 

Secondo l’Autorità, le nuove regole contribuiranno “ad aumentare l’affidabilità delle imprese e la trasparenza nelle comunicazioni a beneficio degli utenti finali”, contrastando in particolare “le modalità aggressive di contatto commerciale” che negli ultimi anni hanno eroso la fiducia nei servizi di comunicazione elettronica. 

L’intervento si inserisce in un percorso più ampio e, come sottolineato dall’Agcom, segue un approccio “graduale, articolato su diversi orizzonti temporali”, con un primo pacchetto di misure già immediatamente operativo. 

Tra le novità, anche l’ampliamento delle numerazioni utilizzabili come identificativo del chiamante: non solo numeri commerciali, ma anche quelli legati a servizi senza costi per l’utente, come emergenze, pubblica utilità, servizi sociali europei, customer care, numerazioni con addebito al chiamato e sistemi per sms, mms e trasmissione dati. 

Vista la complessità delle nuove disposizioni, l’Autorità ha inoltre previsto un tavolo tecnico per definire le modalità attuative e approfondire i punti più delicati. Tra questi, la regolamentazione delle numerazioni dedicate esclusivamente a teleselling e telemarketing, ambiti particolarmente esposti ad abusi, anche alla luce delle recenti norme sui contratti di luce e gas. 

Con l’entrata in vigore delle nuove norme previste dal Decreto Bollette (la cui legge di conversione è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 18 aprile), dal 19 giugno le società di luce e gas non potranno più contattare telefonicamente gli utenti né inviare messaggi promozionali senza un consenso esplicito. 

In pratica, senza autorizzazione preventiva, qualsiasi proposta commerciale via telefono o sms diventa vietata. E non solo: eventuali contratti attivati in violazione della norma non saranno considerati validi. Spetterà infatti alle aziende dimostrare di aver ottenuto il consenso del cliente, invertendo di fatto l’onere della prova. 

Le nuove misure rafforzano il quadro di tutela già avviato contro spoofing e chiamate indesiderate. Restano però alcune criticità. Le nuove regole, infatti, non si applicano in modo uniforme a tutti gli operatori. Le telco che offrono anche servizi energetici rischiano di essere penalizzate, mentre continuano le integrazioni tra offerte di connettività e luce e gas. Secondo Asstel, l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore telecomunicazioni, il decreto “discrimina gli operatori tlc che offrono anche servizi energetici”, creando possibili squilibri in un mercato già in evoluzione. 

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Categoria: economia

09:11

Casa, nasce il laboratorio 'Orizzonti dell’abitare in Trentino'

(Adnkronos) - La casa vista come priorità strategica per il futuro del Trentino e come terreno su cui costruire nuove risposte capaci di coniugare sostenibilità, inclusione e attenzione alle specificità del territorio: questi gli obiettivi di “Orizzonti dell’abitare in Trentino”, il laboratorio promosso dall’Assessorato provinciale alle politiche per la casa presentato lo scorso 23 aprile, che muoverà i primi passi il 12 e il 13 maggio all’interno di REbuild. Il progetto mira a definire un percorso partecipato per individuare nuovi modelli di risposta al bisogno abitativo e contribuire alla futura legge provinciale sulla casa. Il laboratorio segna un elemento di discontinuità rispetto ad altre esperienze: la scelta di impostare la nuova legge sulla casa attraverso un processo partecipativo strutturato, passando da un approccio normativo “top-down” a un modello collaborativo, in cui il legislatore assume il ruolo di facilitatore di un ecosistema più ampio di interessi ed esigenze. 

La roadmap operativa prevede, dopo i confronti a REbuild, una fase di incontri sul territorio con raccolta di contributi e proposte, seguita da momenti di analisi e restituzione: in autunno è in programma un evento pubblico di presentazione delle indicazioni emerse e la consegna alla Provincia, da parte di REbuild, di un quaderno di sintesi destinato a confluire nel processo legislativo, con una presentazione pubblica complessiva entro fine anno. Con “Orizzonti dell’abitare in Trentino”, i promotori non intendono limitarsi alla raccolta di istanze e buone pratiche italiane ed europee, ma puntano ad attivare una piattaforma permanente di confronto e progettazione, in grado di accompagnare nel tempo l’evoluzione delle politiche e dei modelli di intervento. L’obiettivo è contribuire alla definizione di politiche innovative per la casa, capaci di valicare i confini provinciali. 

L’iniziativa intercetta una trasformazione profonda delle politiche abitative locali, nazionali e continentali, dove l’emergenza casa non è più gestibile attraverso misure o incentivi occasionali privi di una visione sistemica di lungo periodo. 

 

“Negli ultimi anni sono stati messi in campo interventi importanti per rispondere all’emergenza abitativa – ha spiegato l’assessore provinciale alle politiche per la casa Simone Marchiori -. Oggi è necessario compiere un passo ulteriore: trasformare queste azioni in politiche strutturali e sviluppare una visione capace di integrare le migliori esperienze, anche internazionali, adattandole alle specificità del nostro territorio avviando una fase proattiva di laboratorio. Questo percorso ci permette di integrare competenze tecniche, esperienze operative e conoscenza dei territori all’interno del processo legislativo, rafforzando la qualità delle decisioni pubbliche”. 

Il confronto tra stakeholder ed esperti, a livello nazionale ed europeo, prenderà forma a REbuild, a Riva del Garda, nel corso di due giornate che si preannunciano centrali per il futuro dell’abitare. “Sarà un’edizione interamente dedicata a questo tema strategico – sottolinea Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi, organizzatore della manifestazione giunta alla sua dodicesima edizione – un vero e proprio spazio di elaborazione avanzata, dove architetti, imprese, istituzioni e operatori del settore si incontrano per interpretare e guidare le trasformazioni in atto. Con 22 sessioni di conferenze e circa 80 relatori, anche internazionali, REbuild si configura come una piattaforma autorevole di confronto sulle grandi sfide della casa, con l’ambizione non solo di analizzare scenari, ma di costruire risposte concrete, condivise e durature ”. 

 

In un contesto di crescente pressione sul sistema abitativo – tra aumento dei prezzi, disallineamento tra redditi e costi, nuove dinamiche demografiche e trasformazioni della domanda – il professor Ezio Micelli, unico membro italiano dell’Eu Housing Advisory Board e Presidente del comitato scientifico di REbuild, ha evidenziato come la questione casa abbia ormai una dimensione europea. L’emergenza, ha spiegato, “non può essere affrontata solo attraverso nuove costruzioni, ma richiede il recupero del patrimonio esistente e un adattamento alle mutate esigenze della popolazione, anche alla luce dei flussi interni che ridisegnano la distribuzione territoriale della domanda e svuotano le aree meno attrattive. Le criticità del sistema abitativo impongono inoltre un approccio sistemico capace di integrare politiche, regole, finanza e sviluppo immobiliare, rafforzando la collaborazione tra pubblico e privato”. 

In questo quadro, l’“alleanza per la casa” tra Provincia autonoma di Trento e REbuild si configura come un’iniziativa volta a rafforzare la capacità del territorio di affrontare in modo strutturale e innovativo le sfide abitative, attraverso un modello di governance collaborativa fondato su partecipazione, integrazione delle competenze e visione di lungo periodo. 

Il percorso mira non solo a incidere sulla futura normativa provinciale, ma anche a generare conoscenza, strumenti e pratiche replicabili, contribuendo al dibattito nazionale ed europeo e consolidando il ruolo del Trentino come laboratorio di sperimentazione nelle politiche per l’abitare 

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Categoria: economia

09:08

Instagram e Facebook sotto accusa Ue: minori di 13 anni non protetti

(Adnkronos) - Instagram e Facebook violano il Digital Services Act, perché hanno identificato né valutato né mitigato adeguatamente i rischi derivanti dall'accesso ai loro servizi da parte di minori di 13 anni. E' la constatazione preliminare cui è giunta la Commissione Europea, nell'ambito dell'indagine in corso sui social del colosso americano Meta.  

Nonostante i termini e le condizioni di Meta stabiliscano a 13 anni l'età minima per accedere in sicurezza a Instagram e Facebook, le misure adottate dall'azienda per far rispettare queste restrizioni "non sembrano essere efficaci". Queste misure, rileva la Commissione, non impediscono in modo adeguato ai minori di 13 anni di accedere ai servizi, né li identificano e rimuovono tempestivamente qualora abbiano già ottenuto l'accesso. 

Ad esempio, al momento della creazione di un account, i minori di 13 anni possono inserire una data di nascita falsa che li faccia apparire almeno tredicenni, senza che siano in atto controlli efficaci per verificare la correttezza della data di nascita autodichiarata. 

Lo strumento di Meta per segnalare i minori di 13 anni sulla piattaforma, osserva la Commissione, è difficile da usare ed è pure inefficace, richiedendo fino a sette clic solo per accedere al modulo di segnalazione, che non è precompilato automaticamente con le informazioni dell'utente. Anche quando un minore di 13 anni viene segnalato perché al di sotto della soglia di età, spesso, osserva l'esecutivo Ue, non c'è un adeguato seguito e il minore segnalato può semplicemente continuare a utilizzare il servizio, "senza alcun tipo di controllo". 

Questa condotta, aggiunge l'esecutivo Ue, si basa su una valutazione del rischio "incompleta e arbitraria", che identifica in modo "inadeguato" il rischio che i minori di 13 anni accedano a Instagram e Facebook e siano esposti a esperienze "inappropriate per la loro età". La valutazione di Meta contraddice "un'ampia mole di prove" provenienti da tutta l'Unione Europea che indicano che "circa il 10-12% dei bambini sotto i 13 anni accede a Instagram e/o Facebook". Inoltre, Meta "sembra aver ignorato le prove scientifiche, facilmente disponibili, che indicano che i bambini più piccoli sono più vulnerabili ai potenziali danni causati da servizi come Facebook e Instagram".  

E dunque, in questa fase, la Commissione ritiene che Instagram e Facebook debbano modificare la propria metodologia di valutazione del rischio, per valutare quali rischi si presentino su Instagram e Facebook nell'Unione Europea e come si manifestino. Inoltre, Instagram e Facebook devono rafforzare le proprie misure per prevenire, individuare ed eliminare i minori di 13 anni dai loro servizi. Meta deve contrastare e mitigare efficacemente i rischi che i minori di 13 anni potrebbero incontrare sulle piattaforme, che devono "garantire un elevato livello di privacy, sicurezza e protezione per i minori". 

Nell'esercizio del diritto di difesa, Instagram e Facebook hanno ora la possibilità di esaminare i documenti contenuti nei fascicoli d'indagine della Commissione e di rispondere per iscritto alle conclusioni preliminari. Le piattaforme possono adottare misure per porre rimedio alle violazioni, in linea con le linee guida del Dsa del 2025 sulla protezione dei minori. Parallelamente, verrà consultato il Comitato europeo per i servizi digitali (Ebsd). 

Se le conclusioni della Commissione verranno confermate, verrà emessa una decisione di non conformità, che può comportare l'applicazione di una sanzione pecuniaria proporzionata all'infrazione, che non potrà superare il 6% del fatturato annuo globale del fornitore. La Commissione può anche imporre il pagamento di sanzioni periodiche per obbligare la piattaforma a conformarsi. Le conclusioni preliminari rientrano nel procedimento formale avviato dalla Commissione contro Instagram e Facebook ai sensi del Dsa il 16 maggio 2024.  

Per la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen, "le stesse condizioni generali di Meta indicano che i loro servizi non sono destinati ai minori di 13 anni. Tuttavia, i nostri risultati preliminari mostrano che Instagram e Facebook stanno facendo ben poco per impedire ai bambini di età inferiore a questa di accedere ai loro servizi. Il Dsa (Digital Services Act) impone alle piattaforme di far rispettare le proprie regole: i termini e le condizioni non dovrebbero essere semplici dichiarazioni scritte, ma piuttosto la base per azioni concrete volte a proteggere gli utenti, compresi i minori". 

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Categoria: internazionale/esteri

08:58

'Chi l'ha visto?', dal giallo di Campobasso all'omicidio di Foggia: le anticipazioni della puntata di stasera

(Adnkronos) - Continua il mistero della morte di mamma e figlia a Campobasso. A 'Chi l’ha visto?' in onda stasera, mercoledì 29 aprile alle 21.20 su Rai 3, dopo i risultati del Centro Antiveleni di Pavia, ci si chiede: chi ha fatto entrare la ricina in quella casa? Acquisiti tutti i dati sul cellulare di Alice, la sorella maggiore che la sera del 23 dicembre – la sera su cui si concentra l'attenzione degli inquirenti - non ha cenato con i familiari perché era fuori per una pizza con gli amici. 

E poi l'omicidio di Dino Carta, il personal trainer ucciso a Foggia: chi e perché lo ha ucciso? Si analizzano gli audio registrati da una telecamera e si cercano un uomo e una donna che in quei momenti passavano nei pressi e che potrebbero fornire delle informazioni utili. 

Infine, il caso di Pamela Genini, l'ex modella uccisa a Milano: la sua tomba è stata profanata e il suo corpo mutilato, ma da chi? Mentre Gianluca Soncin accusato di omicidio volontario attende in carcere il processo, l'amico che quella sera allertò la polizia e corse in suo aiuto, è stato a lungo ascoltato dagli inquirenti. Alla domanda dell’inviato "Hai fatto tu questo scempio?" lui risponde: "Sono cattolico, non avrei mai profanato una tomba, qualcuno vuole incastrarmi". 

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Categoria: spettacoli

08:46

'Una giornata particolare', stasera in tv lo speciale per ricordare Gino Paoli

(Adnkronos) - Stasera, mercoledì 29 aprile alle 21.15, su La7 appuntamento per ricordare Gino Paoli, una delle più iconiche voci della musica italiana a un mese dalla sua scomparsa. Aldo Cazzullo presenta 'Una Giornata Particolare', una puntata speciale che grazie all’ultima intervista al cantautore ripercorre novant’anni di storia italiana attraverso la vita, la voce e i ricordi di Gino Paoli.  

 

Aldo Cazzullo trascorre con lui un’intera giornata, dalla mattina alla sera, nella sua casa affacciata sul mare. Ne nasce un dialogo intimo e sorprendente, tra ironia e malinconia, in cui Paoli attraversa la propria esistenza come una lunga canzone: l’infanzia a Genova durante il fascismo, il dopoguerra, la ricostruzione, l’amicizia con Tenco, Lauzi e gli altri cantautori della "scuola genovese", l’esplosione del successo, gli amori, le ferite, il mestiere di scrivere e vivere. 

Il racconto è arricchito da foto inedite, materiale di repertorio e interviste esclusive a figure che hanno incrociato la sua storia artistica e personale. Dalle confessioni dei suoi grandi amori Ornella Vanoni e Stefania Sandrelli, fino ai ricordi degli amici di una vita come Renzo Piano, Antonio Ricci e Gianni Morandi, ad emergere è un profilo a 360 gradi di Paoli: l’uomo e l’artista, l’amico e l’amante, il testimone e il protagonista di un’epoca. 

Il risultato è un viaggio emozionante tra ricordi privati e memoria collettiva: la storia di Gino Paoli diventa la storia d’Italia, e la storia d’Italia si riflette nella voce di un uomo che l’ha attraversata cantando. 

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Categoria: spettacoli

08:43

730 precompilato online dal 30 aprile: ecco cosa devi sapere per non sbagliare

(Adnkronos) - Al via la stagione dichiarativa 2026: dal pomeriggio di domani, giovedì 30 aprile, sul sito dell’Agenzia delle entrate, saranno disponibili in modalità consultazione le dichiarazioni 730 già predisposte con i dati in possesso del Fisco o inviati dagli enti esterni, come datori di lavoro, farmacie e banche. In totale, sono più di 1 miliardo e 300 milioni le informazioni trasmesse per le precompilate 2026. Per l’invio del 730 ed eventuali modifiche il semaforo verde è previsto per il prossimo 14 maggio, con deadline ultima al 30 settembre. Nel 2025 sono stati 5,4 milioni i 730 inviati direttamente dai contribuenti, di cui 3,2 milioni - quasi il 60% - con la modalità semplificata, che sarà disponibile anche quest’anno. Grazie a questa modalità, il cittadino non deve più orientarsi tra quadri, righi e codici, ma è accompagnato fino all’invio della dichiarazione con un’interfaccia intuitiva e parole semplici. Tutte le regole sono definite da un provvedimento firmato dal direttore dell’Agenzia delle entrate, Vincenzo Carbone. 

Sono in totale 1.310.002.501 le informazioni ricevute dal Fisco per la predisposizione delle dichiarazioni 2026. Anche quest’anno, il primato spetta alle spese sanitarie, con oltre 1 miliardo di documenti fiscali trasmessi. A seguire, i premi assicurativi (circa 96,5 milioni di dati) e le Certificazioni Uniche (più di 71 milioni). Rispetto allo scorso anno, crescono ampiamente i dati relativi alle spese per abbonamento al trasporto pubblico (circa 2,3 milioni, +700%): dal 2025, infatti, è obbligatorio l’invio dei dati da parte delle aziende di trasporto. In aumento anche i dati dei redditi erogati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per la vendita delle eccedenze da impianti fotovoltaici (+300%), e quelli relativi ai bonus asili (+98%). A partire dalle dichiarazioni di quest’anno, inoltre, troviamo i dati dei contributi per l’acquisto di elettrodomestici ad elevata efficienza energetica (bonus elettrodomestici), riconosciuti e comunicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. 

Al via nuove funzionalità, con l’obiettivo di offrire ai contribuenti un’esperienza sempre più agevole. Da quest’anno, la persona di fiducia ha la possibilità di ampliare il proprio raggio d’azione: ad esempio, può inviare la dichiarazione dei redditi anche se congiunta, o accedere al servizio web per la gestione delle autorizzazioni in capo all’erede. Tutto ciò a condizione che sia stata preventivamente abilitata ai servizi online dell’Agenzia (provvedimento del 22 settembre 2023), nel primo caso dal soggetto dichiarante e dal coniuge, nel secondo dall’erede. Un’altra novità riguarda i contribuenti con redditi superiori a 75mila euro, per i quali il calcolo delle detrazioni nella precompilata terrà conto automaticamente del cosiddetto “riordino delle detrazioni”, introdotto dalla legge di bilancio 2025, che prevede un limite al totale complessivo delle spese detraibili in funzione del reddito e del carico familiare.  

Per visualizzare e scaricare la dichiarazione occorre accedere alla propria area riservata tramite Spid, CIe o Cns. Il contribuente che possiede i requisiti per presentare il modello 730 potrà decidere se consultare la dichiarazione in modalità semplificata o ordinaria. Scegliendo la modalità semplificata, l’utente avrà a disposizione un’interfaccia intuitiva e facilmente navigabile, in cui sono presenti i dati da confermare o modificare: “casa e altre proprietà”, “famiglia”, “lavoro”, “altri redditi”, “spese sostenute”. Una volta confermate o aggiornate le informazioni fiscali, queste verranno automaticamente riportate all’interno del modello dichiarativo. È sempre possibile delegare un familiare o una persona di fiducia direttamente dalla propria area riservata, inviando una pec o formalizzando la richiesta presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia.  

Per il modello Redditi Pf, la tabella di marcia della dichiarazione precompilata segue una tempistica leggermente rimodulata a seguito delle novità apportate dal decreto “Correttivo bis” (Dlgs n. 81/2025, articolo 4). In particolare, la norma ha posticipato da quest’anno e a regime l’invio delle certificazioni uniche di lavoro autonomo (CUA) al 30 aprile e, di conseguenza - per consentire l’utilizzo dei dati di queste certificazioni - la messa a disposizione di Redditi Pf precompilato: i modelli saranno dunque disponibili in consultazione, con possibilità di apportare eventuali modifiche e/o integrazioni, dal 20 maggio; potranno essere poi inviati dal 27 dello stesso mese e fino al 2 novembre 2026 (il 31 ottobre è sabato). 

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Categoria: economia

08:41

Spari dopo corteo 25 aprile a Roma, fermato 20enne: è accusato di tentato omicidio

(Adnkronos) - C’è un fermo per i colpi di pistola ad aria compressa sparati contro un uomo e una donna al termine del corteo per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster a Roma. Si tratta di un ventenne della Comunità ebraica perquisito ieri sera intorno alle 20 e ora in stato di fermo.  

La Digos, che aveva immediatamente acquisito le immagini delle telecamere della zona e sentito i testimoni, ha individuato dopo le indagini coordinate dalla procura di Roma il presunto autore del gesto, che a bordo di uno scooter, con giacca mimetica e casco integrale, ha sparato almeno tre colpi contro i due manifestanti, che avevano attorno al collo il fazzoletto rosso dell’Anpi.  

L'uomo è stato ferito vicino al collo e alla guancia mentre la donna alla spalla. Entrambi hanno riportato lievi escoriazioni e sono stati medicati dal 118 sul posto. 

Il 20enne è accusato di tentato omicidio. Al ragazzo viene contestata anche la detenzione e il porto abusivo di armi. 

Gli investigatori della Digos, grazie alle telecamere di sorveglianza presenti nel quartiere Ostiense, nella zona di via delle Sette Chiese, sono riusciti a ricostruire il percorso effettuato in scooter dal giovane, che si chiama Eithan Bondi. 

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Categoria: cronaca

08:28

Re Carlo e la battuta a Trump: "Parli inglese grazie a noi"

(Adnkronos) - "Se non fosse per noi, parlereste francese". Re Carlo III alla Casa Bianca punge Donald Trump nella cena ufficiale. Il sovrano, nel suo discorso, ricorda le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti: "Ha detto che, se non fosse per gli Stati Uniti, i paesi europei parlerebbero tedesco", in riferimento alla Seconda Guerra Mondiale. "Oserei dire che se, non fosse per noi, voi parlereste francese", la replica che richiama le origini degli Usa. Risultato: risate e applausi della sala. L'unico volto vagamente perplesso? Quello di Trump... 

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Categoria: internazionale/esteri

07:47

Inchiesta arbitri, da interrogatorio Rocchi a nuovi indagati e Inter-Roma: tutto sul caos in Serie A

(Adnkronos) - L'inchiesta arbitri che sta sconvolgendo la Serie A è a un bivio. L'ormai ex designatore Gianluca Rocchi, autosospesosi dopo aver ricevuto nei giorni scorsi l'avviso di garanzia con l'accusa di concorso in frode sportiva e, in particolare, di aver scelto arbitri "graditi all'Inter", ha deciso di non presentarsi all'interrogatorio con i pm della Procura di Milano giovedì 30 aprile, quando era fissato il suo invito a comparire. A confermarlo è stato l'avvocato dell'ex arbitro Antonio D'Avirro all'Adnkronos: "Rocchi non si presenterà in Procura a MIlano. Lui si sarebbe anche presentato, però sono io che allo stato ritengo di non potercelo portare, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, quindi ritengo di non esser in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo". 

 

D'Avirro ha quindi spiegato le motivazioni dietro la decisione di Rocchi di non presentarsi per l'interrogatorio in Procura: "Non posso portare una persona all'interno di un interrogatorio senza sapere quali sono gli elementi d'accusa. Un domani, quando chiuderanno le indagini, avrò a disposizione gli atti del processo, e a quel punto avrò il quadro chiaro della situazione e quindi ce lo porterò. Oggi no".  

"Poteva andare e avvalersi della facoltà di non rispondere? Sì, ma ho comunicato al pubblico ministero che Rocchi intendeva avvalersi della facoltà di non rispondere e quindi da lui siamo stati dispensati dal fare un viaggio inutile a Milano", ha concluso il legale. 

 

Al centro dell'indagine c'è anche un presunto incontro che Rocchi avrebbe avuto a San Siro il 2 aprile 2025 e in cui avrebbe deciso gli arbitri "graditi all'Inter" da designare. "Si può capire con chi parla. Il focus è quello del mondo arbitrale", è la frase, più o meno esplicita, che gli inquirenti riferiscono a chi chiede di dare un volto ai due-tre presunti ignoti al centro di uno degli episodi centrali dell'inchiesta affidata al pubblico ministero Maurizio Ascione. 

La sera del 2 aprile 2025, mentre a San Siro andava in scena la semifinale d’andata di Coppa Italia tra Milan e Inter (finita in parità) si sarebbe svolto il presunto "vertice" che, a dire di chi indaga, coinvolgerebbe Rocchi e altri fischietti. Restano cinque gli indagati - oltre a Rocchi, il supervisore Var Andrea Gervasoni e gli assistenti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo; Daniele Paterna è accusato di falsa testimonianza - , così come cinque sono le partite su cui si concentra il fascicolo che prende forma nell'ottobre del 2024.  

Secondo l’ipotesi accusatoria, il designatore Rocchi (autosospeso) avrebbe agito "in concorso con più persone" al Meazza per "combinare" o "schermare" la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile. L’obiettivo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato di evitare all'Inter un direttore di gara 'sgradito', così da avere abbinamenti più favorevoli in gare di maggiore interesse, sia in Coppa Italia che in campionato. Il 5 aprile, pochi giorni l'incontro 'sospetto', Doveri viene designato per Parma-Inter in campionato, mentre per Bologna-Inter del 20 aprile la scelta cade su Andrea Colombo ritenuto 'gradito' ai nerazzurri. 

 

Intanto ecco nuova carne al fuoco. I riflettori si sono infatti accesi su uno degli episodi più contestati dello scorso campionato: il mancato rigore concesso all'Inter nella sfida contro la Roma nonostante un'evidente trattenuta di Ndicka su Bisseck. Anche se al momento il match di San Siro non fa parte delle partite citate nell'inchiesta, Repubblica riporta una testimonianza su un presunto dialogo 'sospetto' in sala Var. 

Durante il check del Var sul contatto Ndicka-Bisseck infatti, il Var Di Bello avrebbe risposto "fatti i fatti tuoi" all'assistente Var Marco Piccinini, che indicava l'evidente fallo sul difensore nerazzurro. Il tutto, secondo la testimonianza, sarebbe avvenuto su indicazione diretta del supervisore Andrea Gervasoni, anche lui indagato e autosospesosi. 

 

Al centro dell'inchiesta, che in molti hanno già definito una "nuova Calciopoli", ci sono al momento soltanto esponenti del mondo arbitrale. Il primo a ricevere avviso di garanzia è stato, come detto, il designatore Gianluca Rocchi, che ha poi deciso di autosospendersi dal suo incarico, seguito dal supervisore Var, anch'egli autosospesosi, Andrea Gervasoni. 

A loro si sono aggiunti l'assistente Daniele Paterna, al centro della bufera per un rigore prima negato e poi concesso, secondo l'accusa dopo pressione diretta di Rocchi, in Udinese-Parma, e altri due assistenti alla sala Var, ovvero Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Il sospetto, in ogni caso, è che altri assistenti Var siano indagati, ma al momento resta un mistero l'identità, così come resta il giallo sulle persone "in concorso" che avrebbero, secondo i capi d'imputazione, contribuito ad alcune designazioni arbitrali 'pilotate' di fischietti che sarebbero stati graditi all'Inter. 

 

Per l'accusa Rocchi avrebbe combinato, con altri soggetti al momento non precisati, la designazione dell’arbitro Andrea Colombo (gradito all'Inter, a dire di chi indaga) per la partita Bologna-Inter dell’aprile 2025, vinta dai rossoblù 1-0. Altrettanto avrebbe fatto con la designazione del direttore di gara Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, in modo da evitare per l'eventuale finale e per le partite successive di campionato la designazione dello stesso arbitro, ritenuto in questo caso poco gradito ai nerazzurri. 

Inoltre, come detto, in occasione della partita Udinese-Parma del primo marzo 2025 avrebbe violato il protocollo Var, che prevede l'autonomia delle sale di Lissone, bussando e inducendo la chiamata all’On field review dell’arbitro Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del rigore all’Udinese. Sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti ci sarebbero inoltre presunte pressioni sul Var in occasione di alcune partite, Inter-Verona della stagione 2023-24 (quella della gomitata di Bastoni a Duda, ndr) e Udinese-Parma dello stesso campionato. Tra le carte della Procura non ci sarebbero invece partite legate alla stagione in corso. 

Andrea Gervasoni, supervisore Var, è indagato sempre per frode sportiva perché durante il match Salernitana-Modena (8 marzo 2025) avrebbe fatto pressione sull'addetto Var Luigi Nasca. Nasca compare anche in un altro episodio (insieme a Rodolfo Di Vuolo) cioè in Inter-Verona del 6 gennaio 2024, partita caratterizzata dalla presunta gomitata del nerazzuro Bastoni a Duda e dal mancato fischio del direttore di gara. Paterna, invece, era Var in una delle partite che compaiono nell'avviso di garanzia mandato a Rocchi: Udinese-Parma. 

 

Sulla questione è intervenuto anche il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta: "Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi", ha detto ieri il numero uno del club nerazzurro a Sky Sport, prima della partita di campionato contro il Torino, "sappiamo di aver agito nella massima correttezza, questo è il dato più importante che deve tranquillizzare tutti". Sotto i riflettori, c'è anche un presunto incontro sugli arbitri graditi e sgraditi all'Inter. 

"Nella scorsa annata, non lo dico per lamentarmi, abbiamo oggettivamente avuto decisioni avverse anche acclarate, mi riferisco ad esempio al rigore di Inter-Roma. Sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro. Se ci aspettatiamo che qualcuno venga ascoltato? Sono stato molto chiaro, non ho nulla da aggiungere”. 

 

 

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Categoria: sport

07:26

Iran 'sommerso' dal petrolio, Teheran sfrutta serbatoi abbandonati e container improvvisati

(Adnkronos) - L'Iran è sommerso da così tanto petrolio invenduto "che sta cercando affannosamente nuovi modi per stoccarlo, nella speranza di evitare un paralizzante arresto della produzione, mentre il blocco navale statunitense blocca le sue esportazioni e i negoziati per porre fine alla guerra rimangono in una fase di stallo". E' quanto scrive il 'Wall Street Journal' sottolineando che Teheran "sta riattivando siti abbandonati, utilizzando container improvvisati e cercando di spedire il greggio su rotaia verso la Cina" per far fronte al troppo greggio. "Queste misure insolite - scrive il quotidiano economico Usa - puntano a ritardare una crisi infrastrutturale e a smorzare la pressione di Washington" in un momento di stallo nello Stretto di Hormuz. 

La guerra tra Stati Uniti e Iran, rileva il 'Wsj', "si è trasformata in una corsa per vedere se a cedere per prima sarà l’industria petrolifera di Teheran o i consumatori globali di energia. Ogni barile che non può lasciare il Paese attraverso i normali canali di esportazione deve andare da qualche parte: in un serbatoio, su una nave, in un sito di stoccaggio improvvisato - o rimanere sottoterra. L'Iran spera di evitare il rischio di dover chiudere i rubinetti e aggravare le perdite di entrate, ha affermato Sanam Vakil, direttore del programma per il Medio Oriente e il Nord Africa presso Chatham House, un think tank londinese apartitico. 'La chiusura aumenterà la pressione e stimolerà i negoziati', ha detto Vakil".  

Il blocco attuale ha ridotto drasticamente la quantità di petrolio che l’Iran, esportatore netto di energia, è riuscito a caricare sulle petroliere, ha affermato la società di analisi delle materie prime Kpler. "I carichi di greggio e condensati iraniani hanno registrato una media di 2,1 milioni di barili al giorno tra il 1° e il 13 aprile. Dall’introduzione del blocco sono stati osservati solo cinque carichi, facendo scendere la media a 567.000 barili al giorno tra il 14 e il 23 aprile. A febbraio, prima della guerra, l’Iran esportava in media 2 milioni di barili al giorno". Con capacità limitate di caricare greggio sulle navi, la compagnia petrolifera nazionale iraniana ha già iniziato a ridurre la produzione, sostiene Kpler. "I tagli alla produzione spesso iniziano prima che lo stoccaggio sia tecnicamente pieno, perché gli operatori devono preservare spazio nel sistema ed evitare pericolosi colli di bottiglia". Kpler stima che la produzione di greggio iraniano potrebbe diminuire di oltre la metà rispetto ai livelli attuali, fino a un intervallo compreso tra 1,2 e 1,3 milioni di barili al giorno entro metà maggio, se il blocco dovesse continuare. 

Le scorte di petrolio dell’Iran, con il blocco, sono aumentate di 4,6 milioni di barili, raggiungendo circa 49 milioni di barili, sostiene Kpler che stima la capacità del Paese a 86 milioni di barili — o potenzialmente tra 90 e 95 milioni includendo diversi serbatoi di raffinerie al nord del Paese. "Tuttavia, vincoli operativi, limiti di sicurezza e fattori geografici fanno sì che gran parte di questa capacità potrebbe non essere utilizzabile.L’Iran ha utilizzato petroliere vuote per immagazzinare il petrolio in eccesso al largo. Nel Golfo sono ancora presenti diverse grandi petroliere con una capacità complessiva di circa 15 milioni di barili", sottolinea Kpler citato dal 'Wsj'. 

Teheran, scrive il quotidiano economico Usa, "ha iniziato a utilizzare container e serbatoi dismessi nei poli petroliferi meridionali come Ahvaz e Asaluyeh. Alcuni di questi serbatoi erano stati a lungo evitati a causa delle loro cattive condizioni, ha riferito un funzionario petrolifero iraniano. L’Iran sta inoltre cercando di trasportare petrolio via ferrovia verso la Cina, ha dichiarato Hamid Hosseini, portavoce dell’unione degli esportatori di petrolio iraniani. Le infrastrutture ferroviarie collegano Teheran alle città cinesi di Yiwu e Xi’an". 

Un’interruzione improvvisa della produzione, rileva il 'Wsj', "può danneggiare i giacimenti petroliferi più vecchi, in particolare quelli con bassa pressione o geologia fragile. Circa la metà dei giacimenti iraniani presenta una bassa pressione, rendendoli vulnerabili a perdite produttive di lungo periodo dopo eventuali stop, secondo la società di consulenza Rystad Energy". 

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Categoria: economia

07:25

Temperature oltre la media, siccità ed eventi estremi: allarme clima in Europa

(Adnkronos) - L'Europa, insieme a molte altre regioni del globo, è esposta a impatti climatici in aumento - da ondate di calore record, dal Mediterraneo all'Artico, sulla terraferma e in mare, a incendi devastanti, alla continua perdita di biodiversità mentre si sta riducendo la copertura nevosa e glaciale - con conseguenze per le società e gli ecosistemi in tutta Europa. E' quanto emerge dal rapporto European State of the Climate (Esotc) 2025, prodotto dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) che gestisce il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus, e dall’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (Omm). A partire dagli anni '80, l'Europa si sta riscaldando a un ritmo doppio rispetto alla media globale, il che la rende il continente che si sta riscaldando più rapidamente sulla Terra. 

CALDO RECORD - Nel dettaglio, nel 2025 quasi l'intero continente europeo (almeno il 95%) ha registrato temperature annuali superiori alla media. Le ondate di calore hanno colpito gran parte dell’Europa, dal Mediterraneo all’Artico. Un'ondata di caldo record durata tre settimane ha colpito la Fennoscandia subartica, con temperature nelle vicinanze e all'interno del Circolo Polare Artico che hanno superato i 30°C, con un picco di 34,9°C a Frosta, in Norvegia. Gran parte dell’Europa ha, inoltre, registrato un numero di giorni superiore alla media con stress termico almeno 'forte', con la Spagna meridionale e orientale che ha registrato fino a 50 giorni in più rispetto alla media con temperature percepite superiori a 32°C. 

COPERTURA NEVOSA E GLACIALE - Temperature superiori alla media e precipitazioni inferiori alla media hanno portato a una significativa perdita di copertura nevosa e glaciale. Nel marzo 2025, l’area coperta da neve in Europa era di circa 1,32 milioni di chilometri quadrati (31%) al di sotto della media, equivalente all’area complessiva di Francia, Italia, Germania, Svizzera e Austria. Ciò ha segnato la terza estensione nevosa più bassa dall’inizio delle registrazioni nel 1983. Anche i ghiacciai hanno subito una perdita netta di massa, con l'Islanda che ha registrato la seconda maggiore perdita di massa di ghiaccio. Inoltre, la calotta di ghiaccio della Groenlandia ha perso 139 gigatonnellate (139 miliardi di tonnellate) di ghiaccio, circa 1,5 volte il volume immagazzinato in tutti i ghiacciai delle Alpi europee. Questa perdita di ghiaccio contribuisce all'innalzamento del livello globale dei mari - spiega il Rapporto - con ogni centimetro di aumento che espone ulteriori 6 milioni di persone al rischio di inondazioni costiere.  

MARE - Nel 2025, la regione oceanica europea ha registrato la temperatura annuale della superficie del mare più alta di sempre, segnando il quarto anno consecutivo di caldo record; le ondate di calore marine sono state diffuse, interessando l’86% della regione oceanica europea. Sono state anche più intense, con il 36% della regione che ha vissuto condizioni ‘intense’ o ‘estreme’, la percentuale più alta mai registrata. L'intero Mar Mediterraneo ha registrato almeno un giorno con condizioni di ondate di calore marine 'forti' in ciascuno degli ultimi tre anni e, nel 2025, la temperatura media annuale della superficie del mare è stata la seconda più alta mai osservata. 

SICCITA' E INCENDI - In tutta Europa, circa il 70% dei fiumi ha registrato portate inferiori alla media, mentre è stato uno dei tre anni più secchi per l’umidità del suolo dal 1992. A maggio, circa la metà dell’Europa (53%) è stata colpita da condizioni di siccità. Le condizioni di caldo e siccità hanno contribuito a un'attività record di incendi boschivi in tutta Europa. In totale, un'area record di circa 1.034.000 ettari (la superficie più estesa mai registrata) è andata a fuoco in tutta Europa - un'area più grande di Cipro - con le emissioni degli incendi boschivi che hanno raggiunto i livelli più alti mai osservati.  

EVENTI ESTREMI - Durante l’anno, tempeste e inondazioni hanno colpito migliaia di persone in tutta Europa, sebbene le piogge estreme e le inondazioni siano state meno diffuse rispetto agli ultimi anni.  

RINNOVABILI - Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno fornito quasi la metà (46,4 %) dell’elettricità europea, con l’energia solare che ha raggiunto un nuovo record di contributo pari al 12,5 %. 

“L’Esotc 2025 dipinge un quadro preoccupante: il ritmo dei cambiamenti climatici richiede un intervento più urgente. Con l’aumento delle temperature, gli incendi boschivi diffusi e la siccità, le prove sono inequivocabili: il cambiamento climatico non è una minaccia futura, è la nostra realtà attuale. Per affrontare l’impatto sulla perdita di biodiversità, dobbiamo stare al passo con la rapidità con cui avviene l'adattamento nella transizione verso l'energia pulita e, allo stesso tempo, garantire che le nostre politiche e decisioni continuino a fondarsi su solide basi scientifiche”, rimarca Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l’Ecmwf. 

Per Mauro Facchini, direttore dell’Unità Copernicus presso la Commissione europea, “il rapporto ‘Lo stato del clima in Europa 2025’ dimostra ancora una volta il valore dei nostri sforzi congiunti per disporre di un sistema europeo di osservazione della Terra di livello mondiale. Mantenere i nostri archivi di dati all’avanguardia e affidabili sul sistema terrestre è fondamentale per prendere decisioni politiche informate in un clima in rapida evoluzione. Copernicus è fondamentale per aiutarci a preservare la nostra sovranità, il nostro ambiente, i sistemi alimentari, la sicurezza e l’economia”. 

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Categoria: economia

07:16

Grande Fratello, eliminata Paola Caruso: chi sono i concorrenti in nomination

(Adnkronos) - Il ritorno stellare di Valeria Marini, il malore, lo scontro tra regine, un televoto decisivo. Queste le ultime news della 13esima puntata del Grande Fratello Vip andata in onda ieri martedì 28 aprile. Ma chi è uscito dal reality? 

Entusiasmo ma anche tensioni per l'ingresso a sorpresa di Valeria Marini nella Casa. I vecchi attriti con Antonella Elia hanno fatto scoppiare un confronto tra provocazioni e accuse.  

Ma uno scontro ha riguardato anche Paola Caruso e Alessandra Mussolini da una parte e Antonella Elia e Adriana Volpe che hanno attaccato Paola. 

Al centro della puntata anche il malessere improvviso di Valeria Marini, che a poche ore dal suo ingresso. Con autoironia, la showgirl ha ammesso in diretta di aver probabilmente esagerato a tavola. Ilary Blasi decide comunque di indagare e trasforma il caso in un piccolo 'giallo' in Mystery Room. 

Nelle Nomination della dodicesima puntata, i concorrenti che avevano ricevuto più voti erano stati Alessandra, Paola, Marco Berry e Lucia Ilardo. I primi a salvarsi sono stati Alessandra e Marco. Il duello finale ha visto confrontarsi Paola Caruso e Lucia Ilardo, ma è stata la prima a dover abbandonare definitivamente il gioco. 

La concorrente, classe 1985, nata a Catanzaro, per la quale la notorietà è arrivata grazie ad Avanti un altro! dove è diventata molto famosa grazie al suo ruolo di Bonas, ha accolto il verdetto con amarezza ma anche con consapevolezza, dichiarando di aver dato il massimo nonostante le difficoltà nel comprendere fino in fondo le dinamiche del reality. 

Valeria Marini, entrata come ospite speciale nei giorni precedenti, ha lasciato la Casa. Dopo aver vissuto alcune dinamiche con i concorrenti e aver condiviso momenti di gioco e convivenza, la showgirl ha lasciato definitivamente il programma. 

Francesca, Marco, Lucia, Raul, Alessandra e Adriana sono i sei Vip. in Nomination 

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Categoria: spettacoli

06:47

Rafa Jodar, chi è il baby fenomeno che sfida Sinner a Madrid

(Adnkronos) - Rafa Jodar sfiderà Jannik Sinner nei quarti di finale del Masters 1000 di Madrid oggi, mercoledì 29 aprile. Il giovane tennista spagnolo è riuscito a regalarsi il match contro il numero 1 del mondo dopo essere partito dalle qualificazioni e aver eliminato, in serie, De Jong, De Minaur, dove sugli spalti a osservarlo c'era proprio Sinner, Fonseca e Kopriva. Jodar insomma è la vera sorpresa del torneo e considerato da molti già il nuovo fenomeno del tennis mondiale. Ma chi è Jodar?  

 

Rafael Jodar è un tennista spagnolo di 19 anni, nato nel 2006, che occupa al momento la 42esima posizione del ranking Atp, ovvero il miglior piazzamento nella classifica generale mai raggiunto nella sua ancora giovane carriera. Jodar ha iniziato a giocare da giovanissimo, emigrando negli Stati Uniti per formarsi alla University of Virginia, dove ha potuto competere a livello più alto. 

Un anno fa Jodar ha scelto di lasciare il college per dedicarsi completamente alla sua carriera sportiva, una scelta che, almeno fin qui, si sta rivelando azzeccata. Proprio nel 2025 ha conquistato tre titoli Challenger, tutti sul cemento, scalando posizioni nel ranking e facendosi notare nel circuito e partecipando alle Next Gen Atp Finals. 

Nel 2026 ha esordito nei tornei del circuito Atp, stupendo tutti a Miami: partito dalle qualificazioni, Jodar è riuscito ad arrivare fino al terzo turno, vincendo contro Hanfmann e Vukic prima di venire eliminato dall'argentino Etcheverry. 

 

In conferenza stampa Sinner ha parlato proprio della partita con Jodar, che al tempo non aveva ancora battuto Kopriva, dicendosi entusiasta di affrontarlo: "Non sarà l'unica volta che ci affrontiamo, questa è la mia sensazione", ha detto con un sorriso, "sarebbe bello se lo affrontassi prima di Roma e Roland Garros. Potrei avere un buon feedback per i tornei più importanti in arrivo". 

Un entusiasmo condiviso, ovviamente, da Jodar: "È un’altra opportunità", ha detto durante l'intervista di campo subito dopo la vittoria con Kopriva, "bisogna riprendersi bene, cercare di prepararsi nel miglior modo possibile e pensare a domani. Sarà un’altra partita dura". 

 

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Categoria: sport

06:39

Sinner-Jodar oggi a Madrid: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Jannik Sinner a caccia della semifinale a Madrid. Oggi, mercoledì 29 aprile, il tennista azzurro sfida Rafa Jodar - in diretta tv e streaming - nei quarti del Masters 1000 spagnolo. Sinner arriva all'appuntamento dopo aver superato Bonzi, Moller e Norrie negli ottavi. Il baby fenomeno di casa invece, partito dalle qualificazioni, è riuscito ad arrivare fino ai quarti battendo De Jong, De Minaur, Fonseca e Kopriva. 

 

La sfida tra Sinner e Jodar è in programma oggi, mercoledì 29 aprile, alle ore 16. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello di Madrid che sarà quindi il loro primo incrocio. 

 

Sinner-Jodar, come tutti i match del Masters 1000 di Madrid, sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali di SkySport. Il match sarà trasmesso in streaming sull'app SkyGo, su NOW e Tennis Tv. 

 

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Categoria: sport

01:02

Energia, verso proroga più breve per taglio accise. Meloni: "Ue sia coraggiosa"

(Adnkronos) - “Realismo” da un lato, quello richiamato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in Commissione durante le audizioni sul Documento di finanza pubblica; “coraggio” dall’altro, quello che la premier Giorgia Meloni invoca dall’Europa prima che la crisi energetica innescata dalla guerra in Iran entri nella sua fase più “acuta”. È lungo questo doppio binario che si muove l’azione del governo. Al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto sul “salario giusto” - circa un miliardo destinato ad aumentare le retribuzioni più basse - la presidente del Consiglio si presenta a sorpresa in conferenza stampa. Tra i temi affrontati, anche la tenuta dei conti pubblici, mentre la maggioranza lavora alla relazione sul Dfp: un testo chiamato a tenere insieme le diverse sensibilità del centrodestra, in un confronto definito “fisiologico e utile” dalla stessa Meloni. Sullo sfondo, prosegue il lavoro dell’esecutivo per prorogare il taglio delle accise in scadenza il primo maggio. 

Nel dibattito interno alla coalizione, la Lega - per voce del responsabile economico Alberto Bagnai - insiste sulla deroga al Patto di Stabilità, “una necessità dettata dai fatti”, sottolineando come i dati storici dimostrino che “il Patto non ha funzionato”. Forza Italia invece dice no: "Nessuna sospensione del Patto, a rimetterci sarebbero famiglie e imprese". La premier chiarisce che la proposta italiana non punta a una sospensione generalizzata delle regole europee; tuttavia, sottolinea che un’ipotesi del genere “non dovrebbe assolutamente essere esclusa”. L’obiettivo dell’esecutivo resta quello di ottenere margini di flessibilità per le spese in settori strategici - difesa, sicurezza ed energia. "La richiesta della Lega è semplice e fattibile", twitta il vicepremier e leader del Carroccio Matteo Salvini: "Poter spendere per aiutare cittadini, famiglie e imprese italiane in difficoltà quello che oggi l'Europa ci permetterebbe di spendere per armi e difesa”.  

Rispondendo a chi ipotizza uno scostamento di bilancio per fronteggiare l’emergenza energetica, Meloni non toglie dal tavolo la possibilità di utilizzare una parte delle risorse destinate alla difesa per mitigare l'aumento dei prezzi dell'energia: “Molto di quello che faremo noi dipende da come evolve il dibattito europeo. Penso che non dobbiamo escludere nessuna opzione ma credo che dobbiamo anche ricordarci che l'anno scorso il Parlamento aveva già autorizzato il governo alla possibilità di una flessibilità sui conti per quanto riguarda le spese di difesa e sicurezza pari allo 0,15 per cento del Pil, vuol dire 3,7 miliardi. Se oggi mi chiedete che cosa siano le spese di difesa e sicurezza, il tema energetico ci sta dentro”. Accanto a questa linea, la premier segnala anche che “c'è anche il margine di lavorare - una delle altre opzioni che noi stiamo considerando - su quello che è già stato autorizzato dal Parlamento, allargando però la platea, modificando almeno in parte quali sono le priorità alle quali ci si rivolge con quei provvedimenti”. 

Rivendicando la necessità di scelte selettive, Meloni chiarisce: “Senza venir meno alle mie responsabilità sul tema della difesa e sulla necessità di fare passi avanti per rafforzare le relative spese, oggi devo dare priorità a ciò che accade sul piano economico. Perché se non ho più una nazione, non ha neanche senso difenderla: prima la devo mettere in sicurezza, poi la difendo anche su un altro livello”. E aggiunge: “Cercheremo di far quadrare i conti. Forse non faremo tutto quello che avremmo voluto o dovuto fare, ma lavoreremo sulle priorità. Per me le spese per la difesa rimangono una priorità assoluta, ma nell'attuale contesto di crisi internazionale devo considerare prioritaria anche la necessità di calmierare i prezzi dell'energia e impedire che l'inflazione comprometta la crescita e il prodotto interno lordo”. 

Sul fronte internazionale, la presidente del Consiglio respinge l’idea che una revisione delle spese per la difesa possa incrinare i rapporti con il presidente americano Donald Trump: “Non credo di dovermi giustificare per quello che faccio a difesa dell'interesse nazionale italiano. Non ho cambiato idea sul tema delle spese per la difesa: considero, soprattutto nello scenario che abbiamo davanti, che il tema dell'autosufficienza nella capacità di difendersi non sia secondario”. E ancora: “Me ne assumo la responsabilità, perché so che è un tema che non ha grandissima popolarità. Però penso che le persone responsabili debbano fare ciò che è giusto, non solo ciò che è immediatamente popolare”. 

Quanto alle accise, Meloni conferma che il governo sta valutando una nuova proroga, probabilmente più breve rispetto alle precedenti. “Non abbiamo ancora definito con precisione la durata della proroga - ha evidenziato Meloni - ma stiamo anche valutando di non intervenire in modo orizzontale. L'aumento del gasolio, infatti, è stato molto più significativo rispetto a quello della benzina: mediamente circa +24% per il gasolio contro circa +6% per la benzina. Quindi potrebbe trattarsi di un intervento che incide maggiormente sul prezzo del gasolio rispetto a quello della benzina, per cercare di ottenere un effetto più equilibrato”. Tra le ipotesi allo studio c’è una proroga di circa 15 giorni, da varare probabilmente nel Cdm in programma giovedì, dove è atteso anche il Piano casa. 

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Categoria: politica

00:48

Cosa influenza il contenuto dei sogni? Lo svela uno studio italiano

(Adnkronos) - Capita di svegliarsi con la sensazione di aver sognato e a volte anche con il ricordo chiaro, il 'film' dell'avventura onirica vissuta. Ma cosa influenza il contenuto dei nostri sogni? E perché a volte sembrano vividi e coinvolgenti, mentre altre volte appaiono frammentari o difficili da interpretare? Prova a rispondere a queste domande comuni uno studio condotto da ricercatori italiani, esperti della Scuola Imt Alti Studi Lucca. Il lavoro - pubblicato sulla rivista 'Communications Psychology' - si è basato sull'analisi di oltre 3.700 resoconti di esperienze oniriche e di veglia raccolti da 287 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 70 anni, e offre nuove prospettive su ciò che determina la trama dei sogni, dimostrando che sia le caratteristiche individuali sia le esperienze di vita condivise giocano un ruolo chiave nel plasmare ciò che accade quando cadiamo fra le braccia di Morfeo.  

Nell'arco di 2 settimane, i volontari coinvolti nello studio hanno registrato quotidianamente le proprie esperienze, mentre i ricercatori hanno raccolto informazioni dettagliate sui loro ritmi del sonno, capacità cognitive, tratti della personalità e caratteristiche psicologiche. Utilizzando tecniche avanzate di elaborazione del linguaggio naturale (Nlp), il team è stato in grado di analizzare quantitativamente la struttura semantica dei sogni. I risultati rivelano che il contenuto onirico non è casuale o caotico, ma riflette piuttosto una complessa interazione tra tratti personali, come la tendenza a divagare con la mente, l'interesse per i sogni e la qualità del sonno, ed eventi esterni, tra cui esperienze sociali su larga scala come la pandemia di Covid. 

Esaminando le parole utilizzate dai partecipanti per descrivere sia la loro vita quotidiana che i loro sogni, il team ha osservato come la vita di tutti i giorni si trasformi durante il sonno. Anziché limitarsi a riproporre le esperienze della veglia, i sogni sembrano reinterpretarle. Elementi della routine quotidiana, come l'ambiente di lavoro, i contesti sanitari o l'istruzione, non si ripresentano così come sono. Vengono invece riorganizzati in scenari vividi e coinvolgenti, spesso fondendo contesti diversi e spostando la prospettiva in paesaggi sconosciuti. Ciò suggerisce che i sogni non si limitano a riflettere la realtà, ma la rimodellano attivamente, integrando frammenti di esperienze passate con esperienze immaginate o anticipate per creare scenari nuovi, a volte surreali. 

Queste trasformazioni variano anche da persona a persona: ad esempio i più inclini al divagare mentale tendevano a descrivere scenari onirici più frammentati e in rapida evoluzione, mentre coloro che credevano fermamente nel valore, nel significato e nell'importanza del sognare in generale e dei propri sogni in particolare sperimentavano contenuti onirici percettivamente più ricchi e coinvolgenti. Le analisi dei dati raccolti durante il lockdown disposto per il Covid-19 dai ricercatori dell'università Sapienza di Roma, e confrontate con i dati raccolti nei mesi e negli anni successivi dal team della Scuola Imt, hanno mostrato che i sogni durante il lockdown erano caratterizzati da una maggiore intensità emotiva e da riferimenti più frequenti a vincoli e limitazioni, a rispecchiare il più ampio contesto sociale. Questi effetti si sono gradualmente attenuati nel tempo, suggerendo che il contenuto dei sogni si evolve parallelamente all'adattamento psicologico ai principali eventi della vita. 

"I nostri risultati dimostrano che i sogni non sono solo un riflesso di esperienze passate, ma un processo dinamico plasmato da chi siamo e da ciò che viviamo", afferma Valentina Elce, ricercatrice della Scuola Imt e autrice principale. "Combinando grandi quantità di dati con metodi computazionali, siamo stati in grado di scoprire schemi nel contenuto dei sogni che prima erano difficili da individuare".  

Lo studio evidenzia inoltre il potenziale dell'intelligenza artificiale nella ricerca sui sogni, dimostrando che i modelli di elaborazione del linguaggio naturale (Nlp) possono cogliere in modo affidabile il significato e la struttura dei resoconti onirici con un'accuratezza paragonabile a quella di valutatori umani indipendenti. Ciò, concludono gli esperti, apre nuove possibilità per lo studio della coscienza, della memoria e della salute mentale in modo scalabile e riproducibile. 

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Categoria: cronaca

00:37

Lavoro, via libera a decreto. Meloni: "Patto con imprese e sindacati, niente ai pirati"

(Adnkronos) - Salario giusto tarato sulla base dei contratti collettivi più rappresentativi; fuori dal perimetro degli incentivi chi firma contratti pirata; bonus per le assunzioni; norme contro il caporalato digitale. Il decreto lavoro vede la luce, incassando il via libera del Consiglio dei ministri. Ad annunciarlo, in conferenza stampa, è la premier in persona, insieme al sottosegretario Alfredo Mantovano e alle ministre del Lavoro, Marina Calderone, e delle Pari opportunità, Eugenia Roccella. “Questo provvedimento è un punto di partenza di un'alleanza, un patto con i corpi intermedi, con le organizzazioni sindacali e datoriali", ha detto Giorgia Meloni. E rivendica “interlocuzioni costanti, anche se non ufficiali, non nel modello della convocazione del tavolo tradizionale”, con tutte le parti, compresi i sindacati (che nei giorni scorsi avevano osservato di non essere stati chiamati sul testo del dl), assicurando che, comunque, “se dovessero emergere proposte migliorative o elementi che non sono stati adeguatamente considerati, siamo ovviamente aperti a raccoglierli. Il governo – ha chiosato la presidente – è disponibile, quando il confronto non è pregiudiziale e c'è volontà di collaborare”. Sulla stessa linea Calderone: “Le interlocuzioni ci sono, il governo ascolta”, ha aggiunto infatti la ministra, illustrando poi nel dettaglio le misure. 

IL SALARIO GIUSTO  

La principale novità è l’introduzione del cosiddetto ‘salario giusto’ definito come il “trattamento economico complessivo definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”. Il nodo concettuale della misura, quindi, è proprio la rappresentanza che – secondo l’esecutivo – schermerebbe il mercato dal rischio dei contratti pirata. “L’accesso ai benefici previsti dal presente decreto è consentito in caso di trattamento economico individuale corrisposto non inferiore al trattamento economico complessivo determinato ai sensi del presente articolo”, si prevede infatti nel provvedimento. La stessa premier lo ha ribadito, in conferenza stampa: “Chi sottoscrive contratti pirata e chi sottopaga i lavoratori non avrà diritto a incentivi pubblici sul lavoro. In buona sostanza, con questo decreto noi diciamo da una parte sì al salario giusto, dall'altra sì a una contrattazione di qualità”, a cui ha fatto seguito anche la ministra Calderone, sottolineando proprio la “scelta di campo” del governo, che vuole “sostenere il lavoro partendo dal sostegno alla contrattazione collettiva nazionale di qualità”.  

I RINNOVI CONTRATTUALI  

Esce modificata, invece, la norma sui rinnovi contrattuali. Nelle bozze circolate nei giorni precedenti, infatti, si leggeva che gli incrementi retributivi previsti in sede di rinnovo dei contratti collettivi di lavoro scaduti decorressero “dalla data di scadenza naturale del precedente contratto". Nella misura contenuta nel testo uscito dal Cdm sono invece le parti stipulanti, nell’esercizio della propria autonomia contrattuale, a disciplinare in sede di rinnovo le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica del periodo intercorrente tra la scadenza del contratto collettivo nazionale di lavoro e la sottoscrizione del relativo rinnovo, assumendo a riferimento la data di scadenza naturale del contratto previgente. “Ribadiamo la libertà delle parti, quindi delle associazioni datoriali e sindacali a stipulare e definire anche le modalità di rinnovo" ma “per noi è importante il richiamo al fatto che i rinnovi devono andare in sequenza, e che è importante rinnovare per tempo i contratti'', ha osservato la ministra del Lavoro.  

CAPORALATO DIGITALE  

Tra le misure contenute nel decreto lavoro, anche quelle per la lotta al caporalato digitale. Il decreto interviene in particolare sulla qualificazione del rapporto lavorativo: “Quando emergono indici di controllo o di eterodirezione esercitati, anche mediante gestione algoritmica, il rapporto di lavoro si presume di natura subordinata, salvo prova contraria”, si legge nel testo. "Combattiamo il caporalato digitale che è una forma di sfruttamento del lavoro che attiene anche a delle condizioni particolari. Guardiamo al mondo dei rider ma non con l'intento di dire che tutto ciò che avviene in quel contesto è fuori dai parametri di legalità”, spiega la titolare di Via Flavia. Nella norma, quindi, “troverete che ciò che è lavoro subordinato è lavoro subordinato. Ciò che invece è lavoro autonomo, rimane ma devono essere applicate tutele e garanzie per evitare che ci sia un'incomprensione di questa differenza”. Motivo per cui ai committenti viene chiesto di aggiornare il libro unico del lavoro “per dare la dimensione di qual è l'impegno dei lavoratori autonomi nel corso del mese”. Per la stessa ragione, si prevede che in caso di lavoro intermediato da piattaforma digitale, “l'accesso alla piattaforma da parte del lavoratore può essere consentito con spid, cie o cns oppure con un account rilasciato dalla stessa piattaforma ad un singolo codice fiscale con un sistema di autentificazione a più fattori''. Assoluto divieto ci cedere, poi, le credenziali dell’account a testo: la sanzione prevista va dai 600 a 1200 euro. 

I BONUS PER LE ASSUNZIONI  

Bonus per le assunzioni 2026 di giovani, donne e dipendenti nelle regioni sotto l'ombrello della Zes con un esonero del 100% dei contributi previdenziali per i datori 'virtuosi', per cui vengono messe a terra risorse fino a quasi 1 miliardo. 

Il bonus donne si rivolge ai datori di lavoro privati che, dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato donne di qualsiasi età, ovunque residenti, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi oppure prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno dodici mesi e che appartengono ad una delle categorie di 'lavoratore svantaggiato' definite dalle direttive europee. Il limite massimo di importo per ogni lavoratrice è di 650 euro su base mensile, ma sale a 800 euro se la lavoratrice è residente nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno. La spesa complessivamente prevista è pari a 26,5 milioni di euro per il 2026, di 63,7 milioni di euro per il 2027 e di 51,3 milioni di euro per il 2028, a cui si provvede a valere sul Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027. 

Per gli under 35 privi, da almeno 24 mesi, di impiego regolarmente retribuito ovvero sono privi da almeno 12 mesi di impiego regolarmente retribuito e appartenenti ad una delle categorie di ''lavoratore svantaggiato'' previste dalle direttive europee, il testo prevede lo stesso sgravio per chi assume - nello stesso range di tempo - tra questi soggetti, ''personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato''. Il beneficio è riconosciuto per un periodo massimo di ventiquattro mesi. Il limite massimo di importo è pari a 500 euro su base mensile per ciascun lavoratore, 650 per i datori che assumono in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Zes. Il limite di spesa è di 109,7 milioni di euro per l'anno 2026, di 252,4 milioni di euro per l'anno 2027 e di 135,4 milioni di euro per l'anno 2028, a cui si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista nell'ultima legge di bilancio.  

Infine, si prevede il medesimo esonero per quei datori privati che occupano fino a 10 dipendenti nel momento dell'assunzione, che dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 assumano personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. A patto però che assumano ''presso una sede o unità produttiva ubicata in una delle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno''. I benefici contributivi ammontano a 26 milioni di euro per l'anno 2026, di 60 milioni di euro per l'anno 2027 e di 34 milioni di euro per l'anno 2028, a cui si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista nell'ultima manovra. 

ALTRI TRE ANNI PER SCIVOLO ISOPENSIONE  

Confermata, nel decreto lavoro approvato in Cdm, la proroga fino al 2029 della possibilità per i lavoratori di uscire con un anticipo fino a sette anni (anziché quattro) tramite l'isopensione, lo 'scivolo', a carico delle aziende con almeno 15 dipendenti e in eccedenza di forza lavoro, introdotto dalla riforma Fornero. 

SALTA IL LAVORO DOMESTICO  

Saltano le misure sul lavoro domestico, presenti invece nelle bozze circolate nei giorni precedenti. Nel testo del decreto, infatti, spariscono le disposizioni sulla formazione per lavoratori domestici dedicati all'assistenza domiciliare, dove si prevedeva che "i percettori di Naspi che hanno esercitato come ultima occupazione attività di lavoro domestico sono tenuti alla frequenza di corsi di assistenza familiare". Via anche quelle sull'assunzione di lavoratori domestici disoccupati per assistenza a non autosufficienti, secondo cui, in caso di assunzione di disoccupati per assistere persone con disabilità, veniva riconosciuta una copertura figurativa dei contributi, per un valore corrispondente alle rate di Naspi a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto se fosse rimasto disoccupato. Nell'ultima versione del decreto, infine, manca anche l'incremento di 500 milioni di euro per il Fondo nuove competenze per l'anno 2026. 

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Categoria: economia

00:30

Il naso non ha più segreti, creata la prima 'mappa degli odori'

(Adnkronos) - Dopo la vista, l'udito e il tatto, adesso anche il naso non avrà più segreti. Un team di scienziati ha creato la prima 'mappa degli odori' in assoluto, un diagramma dettagliato dei recettori olfattivi che colma lacune ancora presenti nella comprensione del funzionamento di questo senso. I risultati - pubblicati sulla rivista 'Cell' - aprono la strada anche allo sviluppo di terapie migliori per la perdita dell'olfatto, una condizione salita alla ribalta delle cronache ai tempi della pandemia di Covid. Sebbene la capacità di sentire gli odori sia parte integrante della vita quotidiana e svolga un ruolo fondamentale nel fornirci informazioni sull'ambiente circostante, nell'avvisarci di potenziali pericoli, nell'esaltare il nostro senso del gusto e nell'evocare emozioni e ricordi, da un punto di vita scientifico l'olfatto era rimasto ancora "estremamente misterioso", spiega Sandeep Datta, professore di Neurobiologia al Blavatnik Institute della statunitense Harvard Medical School. La conoscenza della biologia del naso era indietro rispetto ad altri sensi.  

Lavorando sui topi, Datta e il suo team hanno dunque creato una mappa dettagliata di come sono organizzati gli oltre mille tipi di recettori olfattivi presenti nel naso. E hanno scoperto che, contrariamente a quanto gli scienziati avevano a lungo creduto, i neuroni che esprimono questi recettori presentano un elevato grado di organizzazione spaziale: formano strisce orizzontali, a seconda del tipo di recettore, dalla parte superiore del naso a quella inferiore. "I nostri risultati mettono ordine in un sistema che in precedenza si riteneva privo di ordine, cambiando concettualmente il modo in cui pensiamo che funzioni", illustra Datta, che è autore senior dello studio. I ricercatori hanno inoltre stabilito che la mappa dei recettori nel naso corrisponde alle mappe nel bulbo olfattivo del cervello, fornendo indizi su come le informazioni si spostano dal naso al cervello. Sebbene la mappa degli odori sia di per sé una scoperta entusiasmante, afferma Datta, fornisce anche informazioni fondamentali che potrebbero aiutare gli scienziati a sviluppare terapie in un ambito attualmente carente. "Non possiamo risolvere il problema degli odori senza comprenderne il funzionamento a livello basilare", sottolinea.  

Era dunque un gap da colmare. Da tempo infatti esistono mappe che descrivono come i recettori presenti nell'occhio, nell'orecchio e nella pelle sono organizzati per catturare e interpretare le informazioni uditive, visive e tattili, e gli scienziati hanno capito anche come corrispondono a quelle presenti all'interno del cervello. Tuttavia, "l'olfatto è stata l'unica eccezione; è il senso a cui è mancata una mappa per più tempo", evidenzia Datta. Questo è dovuto in parte alla sua maggiore complessità rispetto agli altri sensi. I topi, ad esempio, possiedono circa 20 milioni di neuroni olfattivi che esprimono più di mille tipi di recettori olfattivi, rispetto ai soli 3 tipi principali di recettori visivi per la visione dei colori. Ogni tipo di recettore olfattivo rileva un sottoinsieme unico di molecole odorose. Gli scienziati iniziarono a identificare i tipi di recettori olfattivi nel 1991. Nei successivi 35 anni, hanno studiato se esistesse una mappa olfattiva nel naso. La teoria prevalente suggeriva però che l'espressione dei recettori fosse in gran parte casuale. Datta nel suo lavoro si è occupato di vari aspetti, tra cui le cause della perdita dell'olfatto nei pazienti affetti da Covid e il modo in cui il cervello organizza le informazioni sugli odori. E con il progredire delle tecniche genetiche, insieme ai colleghi ha deciso di riprendere in considerazione l'idea di costruire la mappa. Nel nuovo studio, il team ha combinato il sequenziamento a singola cellula e le tecniche di trascrittomica spaziale per esaminare circa 5,5 milioni di neuroni in oltre 300 topi. La prima tecnica ha permesso di identificare quali recettori olfattivi fossero espressi dai neuroni nel naso, mentre la seconda ha consentito di determinarne la localizzazione. 

E adesso, fa notare Datta, "si può affermare che questo è probabilmente il tessuto neurale più sequenziato di sempre, ma avevamo bisogno di questa mole di dati per comprendere il sistema". Gli scienziati hanno scoperto che i neuroni sono organizzati in strisce orizzontali strette e sovrapposte, dalla parte superiore del naso a quella inferiore, in base al tipo di recettore olfattivo che esprimono. Questa mappa recettoriale altamente organizzata era coerente in tutti i topi e rispecchiava l'organizzazione delle mappe olfattive nel cervello, proprio come i ricercatori hanno osservato nella vista, nell'udito e nel tatto.  

I ricercatori hanno quindi studiato come si forma la mappa olfattiva nel naso e hanno identificato l'acido retinoico come elemento chiave. Hanno scoperto che un gradiente di questa molecola nel naso guida ciascun neurone ad esprimere il tipo corretto di recettore olfattivo in base alla sua posizione spaziale. L'aggiunta o la rimozione di acido retinoico ha causato uno spostamento verso l'alto o verso il basso della mappa dei recettori. Uno studio separato condotto dal laboratorio di un'altra scienziata di Harvard, Catherine Dulac, e pubblicato nello stesso numero di 'Cell', ha ottenuto risultati coerenti. Quello che si sta indagando ora è il motivo per cui le strisce recettoriali si trovano in quest'ordine specifico. Il team sta inoltre studiando i recettori olfattivi nei tessuti umani per comprendere in che misura la mappa sia coerente tra le diverse specie. Tale comprensione fornirà informazioni utili per sviluppare trattamenti, come le terapie con cellule staminali o le interfacce cervello-computer, per trattare la perdita dell'olfatto e le sue conseguenze, tra cui un aumento del rischio di depressione. "L'olfatto ha un effetto davvero profondo e pervasivo sulla salute umana, quindi ripristinarlo non è solo una questione di piacere e sicurezza, ma anche di benessere psicologico", conclude Datta. "Senza comprendere questa mappa, siamo però destinati a fallire nello sviluppo di nuove terapie". 

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Categoria: cronaca

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Von der Leyen: "Guerra in Iran costa all'Ue 500 milioni al giorno per l'energia"

(Adnkronos) - "Le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al Parlamento europeo, a due mesi dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Ribadendo l'impegno Ue per la fine della guerra, la piena riapertura dello Stretto di Hormuz e un accordo di pace che includa il nucleare iraniano, la leader dell'esecutivo Ue sottolinea che per l'Ue il conflitto rappresenta la "seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni".  

"La lezione dovrebbe essere chiara per tutti: in un mondo turbolento come il nostro, non possiamo semplicemente essere eccessivamente dipendenti dall'energia importata", prosegue von der Leyen, sottolineando che nei primi 60 giorni di conflitto l'Ue ha speso 27 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili. "Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno. La strada da percorrere è quindi ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra offerta di energia pulita, a buon mercato e prodotta in casa. Dalle rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica", aggiunge. 

La leader della Commissione europea sottlinea che già oggi i Paesi membri con una quota maggiore di fonti a basse emissioni nel proprio mix energetico sono meno colpiti dalla crisi. "In un Paese come la Svezia, quando il prezzo del gas aumenta di 1 euro per megawattora (MWh), la bolletta elettrica aumenta solo di 0,04 euro per MWh, perché quasi tutta l'elettricità svedese proviene da rinnovabili e nucleare. È così che ci isoliamo dagli shock futuri, ed è questa la strada verso un'Europa indipendente", rileva. 

Von der Leyen riconosce come ogni Paese Ue abbia un mix energetico diverso, motivo per cui la serie di misure presentate la settimana scorsa "possono essere combinate in modo diverso nelle varie parti dell'Unione". Si tratta di azioni da intraprendere in tre ambiti, ricorda, a partire da un maggiore coordinamento a livello europeo, per esempio nel riempimento degli stoccaggi nazionali di gas e le riserve di carburante, specie quello per aerei e il gasolio. "Possiamo essere molto più efficaci se coordiniamo il rilascio delle scorte petrolifere e ci assicuriamo che le raffinerie possano aumentare la produzione in tutta la nostra Unione". 

Il secondo ambito di intervento è la protezione di consumatori e le imprese con misure "mirate esclusivamente alle famiglie e alle industrie più vulnerabili, evitando di aumentare la domanda di gas e petrolio". Nel corso dell'ultima crisi, sottolinea, solo un quarto del sostegno d'emergenza era mirato in tal senso e sono stati spesi oltre 350 miliarid di euro in misure non mirate, con un "enorme impatto sulle finanze degli Stati membri" e un minamento della tutela nei confonti di chi più ne aveva bisogno. "Non ripetiamo lo stesso errore e concentriamo il nostro sostegno dove conta di più". 

"In terzo luogo, dobbiamo ridurre la domanda di energia modernizzando l'uso sistemico dell'energia. Nel breve termine, possiamo farlo attraverso una combinazione di efficienza energetica, elettrificazione e implementazione più rapida delle tecnologie digitali. Ma dobbiamo anche tenere a mente che, nel complesso, avremo bisogno di energia in abbondanza, soprattutto a causa della rapida espansione dei data center e dell'intelligenza artificiale", continua von der Leyen, sottolineando i progressi ottenuti dall'ultima crisi, quando il prezzo del gas determinava il prezzo dell'elettricità per il 70% del tempo contro il 30% odierno, motivo per cui sono stati evitati "gli enormi picchi di prezzo della crisi precedente. Ma l'elettricità rappresenta ancora meno di un quarto del nostro consumo finale di energia. Questo valore è molto inferiore a quello degli Usa o della Cina, e dovrà cambiare", conclude, riferendosi alle misure proposte per potenziare le reti elettriche europee. 

"In primavera, avevamo detto che avremmo erogato il prestito da 90 miliardi di euro, in un modo o nell'altro. Ora abbiamo mantenuto questa promessa", ha affermato inoltre von der Leyen nel suo intervento al Parlamento europeo, riferendosi allo sblocco ungherese del prestito per l'Ucraina, di cui la prima tranche da 45 miliardi verrà erogata già nel corso del trimestre corrente, come spiega. "Il nostro messaggio è chiaro: continueremo a sostenere il coraggioso popolo ucraino e le sue forze armate", aggiunge. 

"Mentre la Russia intensifica la sua aggressione, l'Europa intensifica il proprio sostegno all'Ucraina", prosegue von der Leyen, ricordando che lo stesso giorno dello sblocco è stato adottato anche il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia. "E sì, le sanzioni hanno un effetto mordente sull'economia russa. Con l'inflazione in aumento e i tassi di interesse alle stelle, le conseguenze della guerra scelta dalla Russia vengono pagate di tasca propria dai cittadini. Tanto che il Cremlino risponde nel suo solito modo, limitando internet e la libera comunicazione. Tanto che i russi sentono di vivere di nuovo dietro una Cortina di Ferro, una Cortina di Ferro digitale. Ma se la storia ha una lezione da insegnare, è che tutti i muri alla fine cadono", conclude. 

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Categoria: internazionale/esteri

09:19

Atletico Madrid-Arsenal: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Tempo di semifinali in Champions League. Oggi, mercoledì 29 aprile, l'Atletico Madrid ospita l'Arsenal - in diretta tv e streaming - nel penultimo atto della massima competizione europea. Gli spagnoli arrivano alla sfida dopo aver battuto il Barcellona nei quarti, mentre i Gunners hanno superato lo Sporting Lisbona. 

 

La sfida tra Atletico Madrid e Arsenal è in programma oggi, mercoledì 29 aprile, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 

Atletico Madrid (4-2-3-1): Oblak; Molina, Pubill, Hancko, Ruggeri; Llorente, Koke; Simeone, Griezmann, Lookman; Alvarez. All. Simeone 

Arsenal (4-3-3): Raya; White, Saliba, Gabriel, Hincapie; Odegaard, Zubimendi; Rice; Saka, Gyokeres, Trossard. All. Arteta 

 

Atletico Madrid-Arsenal sarà trasmesso in diretta televisiva e in esclusiva su Prime Video, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Prime Video. 

 

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Categoria: sport

09:15

Frodi telefoniche, Agcom introduce numeri brevi: così si riconoscono i call center

(Adnkronos) - Nuova stretta contro le truffe telefoniche: l’Agcom punta sui numeri brevi a tre cifre per rendere immediatamente riconoscibili operatori, imprese e call center che operano nel rispetto delle regole. Una novità pensata per aumentare la trasparenza e ridurre le chiamate ingannevoli che ogni giorno raggiungono milioni di utenti. 

Il meccanismo è semplice: le aziende autorizzate utilizzeranno un numero “chiamante” a tre cifre, sul modello di quelli già usati per l’assistenza clienti. In questo modo, sarà più facile distinguere le comunicazioni affidabili da quelle sospette, limitando la confusione generata da teleselling e telemarketing aggressivo. 

La decisione è stata presa dalla Commissione per le Infrastrutture e le Reti dell’Agcom, riunita lo scorso 14 aprile, nell’ambito di un aggiornamento del Piano nazionale di numerazione delle telecomunicazioni. Il provvedimento recepisce anche gli esiti della consultazione pubblica con gli operatori del settore. 

Secondo l’Autorità, le nuove regole contribuiranno “ad aumentare l’affidabilità delle imprese e la trasparenza nelle comunicazioni a beneficio degli utenti finali”, contrastando in particolare “le modalità aggressive di contatto commerciale” che negli ultimi anni hanno eroso la fiducia nei servizi di comunicazione elettronica. 

L’intervento si inserisce in un percorso più ampio e, come sottolineato dall’Agcom, segue un approccio “graduale, articolato su diversi orizzonti temporali”, con un primo pacchetto di misure già immediatamente operativo. 

Tra le novità, anche l’ampliamento delle numerazioni utilizzabili come identificativo del chiamante: non solo numeri commerciali, ma anche quelli legati a servizi senza costi per l’utente, come emergenze, pubblica utilità, servizi sociali europei, customer care, numerazioni con addebito al chiamato e sistemi per sms, mms e trasmissione dati. 

Vista la complessità delle nuove disposizioni, l’Autorità ha inoltre previsto un tavolo tecnico per definire le modalità attuative e approfondire i punti più delicati. Tra questi, la regolamentazione delle numerazioni dedicate esclusivamente a teleselling e telemarketing, ambiti particolarmente esposti ad abusi, anche alla luce delle recenti norme sui contratti di luce e gas. 

Con l’entrata in vigore delle nuove norme previste dal Decreto Bollette (la cui legge di conversione è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 18 aprile), dal 19 giugno le società di luce e gas non potranno più contattare telefonicamente gli utenti né inviare messaggi promozionali senza un consenso esplicito. 

In pratica, senza autorizzazione preventiva, qualsiasi proposta commerciale via telefono o sms diventa vietata. E non solo: eventuali contratti attivati in violazione della norma non saranno considerati validi. Spetterà infatti alle aziende dimostrare di aver ottenuto il consenso del cliente, invertendo di fatto l’onere della prova. 

Le nuove misure rafforzano il quadro di tutela già avviato contro spoofing e chiamate indesiderate. Restano però alcune criticità. Le nuove regole, infatti, non si applicano in modo uniforme a tutti gli operatori. Le telco che offrono anche servizi energetici rischiano di essere penalizzate, mentre continuano le integrazioni tra offerte di connettività e luce e gas. Secondo Asstel, l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore telecomunicazioni, il decreto “discrimina gli operatori tlc che offrono anche servizi energetici”, creando possibili squilibri in un mercato già in evoluzione. 

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Categoria: economia

09:11

Casa, nasce il laboratorio 'Orizzonti dell’abitare in Trentino'

(Adnkronos) - La casa vista come priorità strategica per il futuro del Trentino e come terreno su cui costruire nuove risposte capaci di coniugare sostenibilità, inclusione e attenzione alle specificità del territorio: questi gli obiettivi di “Orizzonti dell’abitare in Trentino”, il laboratorio promosso dall’Assessorato provinciale alle politiche per la casa presentato lo scorso 23 aprile, che muoverà i primi passi il 12 e il 13 maggio all’interno di REbuild. Il progetto mira a definire un percorso partecipato per individuare nuovi modelli di risposta al bisogno abitativo e contribuire alla futura legge provinciale sulla casa. Il laboratorio segna un elemento di discontinuità rispetto ad altre esperienze: la scelta di impostare la nuova legge sulla casa attraverso un processo partecipativo strutturato, passando da un approccio normativo “top-down” a un modello collaborativo, in cui il legislatore assume il ruolo di facilitatore di un ecosistema più ampio di interessi ed esigenze. 

La roadmap operativa prevede, dopo i confronti a REbuild, una fase di incontri sul territorio con raccolta di contributi e proposte, seguita da momenti di analisi e restituzione: in autunno è in programma un evento pubblico di presentazione delle indicazioni emerse e la consegna alla Provincia, da parte di REbuild, di un quaderno di sintesi destinato a confluire nel processo legislativo, con una presentazione pubblica complessiva entro fine anno. Con “Orizzonti dell’abitare in Trentino”, i promotori non intendono limitarsi alla raccolta di istanze e buone pratiche italiane ed europee, ma puntano ad attivare una piattaforma permanente di confronto e progettazione, in grado di accompagnare nel tempo l’evoluzione delle politiche e dei modelli di intervento. L’obiettivo è contribuire alla definizione di politiche innovative per la casa, capaci di valicare i confini provinciali. 

L’iniziativa intercetta una trasformazione profonda delle politiche abitative locali, nazionali e continentali, dove l’emergenza casa non è più gestibile attraverso misure o incentivi occasionali privi di una visione sistemica di lungo periodo. 

 

“Negli ultimi anni sono stati messi in campo interventi importanti per rispondere all’emergenza abitativa – ha spiegato l’assessore provinciale alle politiche per la casa Simone Marchiori -. Oggi è necessario compiere un passo ulteriore: trasformare queste azioni in politiche strutturali e sviluppare una visione capace di integrare le migliori esperienze, anche internazionali, adattandole alle specificità del nostro territorio avviando una fase proattiva di laboratorio. Questo percorso ci permette di integrare competenze tecniche, esperienze operative e conoscenza dei territori all’interno del processo legislativo, rafforzando la qualità delle decisioni pubbliche”. 

Il confronto tra stakeholder ed esperti, a livello nazionale ed europeo, prenderà forma a REbuild, a Riva del Garda, nel corso di due giornate che si preannunciano centrali per il futuro dell’abitare. “Sarà un’edizione interamente dedicata a questo tema strategico – sottolinea Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi, organizzatore della manifestazione giunta alla sua dodicesima edizione – un vero e proprio spazio di elaborazione avanzata, dove architetti, imprese, istituzioni e operatori del settore si incontrano per interpretare e guidare le trasformazioni in atto. Con 22 sessioni di conferenze e circa 80 relatori, anche internazionali, REbuild si configura come una piattaforma autorevole di confronto sulle grandi sfide della casa, con l’ambizione non solo di analizzare scenari, ma di costruire risposte concrete, condivise e durature ”. 

 

In un contesto di crescente pressione sul sistema abitativo – tra aumento dei prezzi, disallineamento tra redditi e costi, nuove dinamiche demografiche e trasformazioni della domanda – il professor Ezio Micelli, unico membro italiano dell’Eu Housing Advisory Board e Presidente del comitato scientifico di REbuild, ha evidenziato come la questione casa abbia ormai una dimensione europea. L’emergenza, ha spiegato, “non può essere affrontata solo attraverso nuove costruzioni, ma richiede il recupero del patrimonio esistente e un adattamento alle mutate esigenze della popolazione, anche alla luce dei flussi interni che ridisegnano la distribuzione territoriale della domanda e svuotano le aree meno attrattive. Le criticità del sistema abitativo impongono inoltre un approccio sistemico capace di integrare politiche, regole, finanza e sviluppo immobiliare, rafforzando la collaborazione tra pubblico e privato”. 

In questo quadro, l’“alleanza per la casa” tra Provincia autonoma di Trento e REbuild si configura come un’iniziativa volta a rafforzare la capacità del territorio di affrontare in modo strutturale e innovativo le sfide abitative, attraverso un modello di governance collaborativa fondato su partecipazione, integrazione delle competenze e visione di lungo periodo. 

Il percorso mira non solo a incidere sulla futura normativa provinciale, ma anche a generare conoscenza, strumenti e pratiche replicabili, contribuendo al dibattito nazionale ed europeo e consolidando il ruolo del Trentino come laboratorio di sperimentazione nelle politiche per l’abitare 

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Categoria: economia

09:08

Instagram e Facebook sotto accusa Ue: minori di 13 anni non protetti

(Adnkronos) - Instagram e Facebook violano il Digital Services Act, perché hanno identificato né valutato né mitigato adeguatamente i rischi derivanti dall'accesso ai loro servizi da parte di minori di 13 anni. E' la constatazione preliminare cui è giunta la Commissione Europea, nell'ambito dell'indagine in corso sui social del colosso americano Meta.  

Nonostante i termini e le condizioni di Meta stabiliscano a 13 anni l'età minima per accedere in sicurezza a Instagram e Facebook, le misure adottate dall'azienda per far rispettare queste restrizioni "non sembrano essere efficaci". Queste misure, rileva la Commissione, non impediscono in modo adeguato ai minori di 13 anni di accedere ai servizi, né li identificano e rimuovono tempestivamente qualora abbiano già ottenuto l'accesso. 

Ad esempio, al momento della creazione di un account, i minori di 13 anni possono inserire una data di nascita falsa che li faccia apparire almeno tredicenni, senza che siano in atto controlli efficaci per verificare la correttezza della data di nascita autodichiarata. 

Lo strumento di Meta per segnalare i minori di 13 anni sulla piattaforma, osserva la Commissione, è difficile da usare ed è pure inefficace, richiedendo fino a sette clic solo per accedere al modulo di segnalazione, che non è precompilato automaticamente con le informazioni dell'utente. Anche quando un minore di 13 anni viene segnalato perché al di sotto della soglia di età, spesso, osserva l'esecutivo Ue, non c'è un adeguato seguito e il minore segnalato può semplicemente continuare a utilizzare il servizio, "senza alcun tipo di controllo". 

Questa condotta, aggiunge l'esecutivo Ue, si basa su una valutazione del rischio "incompleta e arbitraria", che identifica in modo "inadeguato" il rischio che i minori di 13 anni accedano a Instagram e Facebook e siano esposti a esperienze "inappropriate per la loro età". La valutazione di Meta contraddice "un'ampia mole di prove" provenienti da tutta l'Unione Europea che indicano che "circa il 10-12% dei bambini sotto i 13 anni accede a Instagram e/o Facebook". Inoltre, Meta "sembra aver ignorato le prove scientifiche, facilmente disponibili, che indicano che i bambini più piccoli sono più vulnerabili ai potenziali danni causati da servizi come Facebook e Instagram".  

E dunque, in questa fase, la Commissione ritiene che Instagram e Facebook debbano modificare la propria metodologia di valutazione del rischio, per valutare quali rischi si presentino su Instagram e Facebook nell'Unione Europea e come si manifestino. Inoltre, Instagram e Facebook devono rafforzare le proprie misure per prevenire, individuare ed eliminare i minori di 13 anni dai loro servizi. Meta deve contrastare e mitigare efficacemente i rischi che i minori di 13 anni potrebbero incontrare sulle piattaforme, che devono "garantire un elevato livello di privacy, sicurezza e protezione per i minori". 

Nell'esercizio del diritto di difesa, Instagram e Facebook hanno ora la possibilità di esaminare i documenti contenuti nei fascicoli d'indagine della Commissione e di rispondere per iscritto alle conclusioni preliminari. Le piattaforme possono adottare misure per porre rimedio alle violazioni, in linea con le linee guida del Dsa del 2025 sulla protezione dei minori. Parallelamente, verrà consultato il Comitato europeo per i servizi digitali (Ebsd). 

Se le conclusioni della Commissione verranno confermate, verrà emessa una decisione di non conformità, che può comportare l'applicazione di una sanzione pecuniaria proporzionata all'infrazione, che non potrà superare il 6% del fatturato annuo globale del fornitore. La Commissione può anche imporre il pagamento di sanzioni periodiche per obbligare la piattaforma a conformarsi. Le conclusioni preliminari rientrano nel procedimento formale avviato dalla Commissione contro Instagram e Facebook ai sensi del Dsa il 16 maggio 2024.  

Per la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen, "le stesse condizioni generali di Meta indicano che i loro servizi non sono destinati ai minori di 13 anni. Tuttavia, i nostri risultati preliminari mostrano che Instagram e Facebook stanno facendo ben poco per impedire ai bambini di età inferiore a questa di accedere ai loro servizi. Il Dsa (Digital Services Act) impone alle piattaforme di far rispettare le proprie regole: i termini e le condizioni non dovrebbero essere semplici dichiarazioni scritte, ma piuttosto la base per azioni concrete volte a proteggere gli utenti, compresi i minori". 

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Categoria: internazionale/esteri

08:58

'Chi l'ha visto?', dal giallo di Campobasso all'omicidio di Foggia: le anticipazioni della puntata di stasera

(Adnkronos) - Continua il mistero della morte di mamma e figlia a Campobasso. A 'Chi l’ha visto?' in onda stasera, mercoledì 29 aprile alle 21.20 su Rai 3, dopo i risultati del Centro Antiveleni di Pavia, ci si chiede: chi ha fatto entrare la ricina in quella casa? Acquisiti tutti i dati sul cellulare di Alice, la sorella maggiore che la sera del 23 dicembre – la sera su cui si concentra l'attenzione degli inquirenti - non ha cenato con i familiari perché era fuori per una pizza con gli amici. 

E poi l'omicidio di Dino Carta, il personal trainer ucciso a Foggia: chi e perché lo ha ucciso? Si analizzano gli audio registrati da una telecamera e si cercano un uomo e una donna che in quei momenti passavano nei pressi e che potrebbero fornire delle informazioni utili. 

Infine, il caso di Pamela Genini, l'ex modella uccisa a Milano: la sua tomba è stata profanata e il suo corpo mutilato, ma da chi? Mentre Gianluca Soncin accusato di omicidio volontario attende in carcere il processo, l'amico che quella sera allertò la polizia e corse in suo aiuto, è stato a lungo ascoltato dagli inquirenti. Alla domanda dell’inviato "Hai fatto tu questo scempio?" lui risponde: "Sono cattolico, non avrei mai profanato una tomba, qualcuno vuole incastrarmi". 

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Categoria: spettacoli

08:46

'Una giornata particolare', stasera in tv lo speciale per ricordare Gino Paoli

(Adnkronos) - Stasera, mercoledì 29 aprile alle 21.15, su La7 appuntamento per ricordare Gino Paoli, una delle più iconiche voci della musica italiana a un mese dalla sua scomparsa. Aldo Cazzullo presenta 'Una Giornata Particolare', una puntata speciale che grazie all’ultima intervista al cantautore ripercorre novant’anni di storia italiana attraverso la vita, la voce e i ricordi di Gino Paoli.  

 

Aldo Cazzullo trascorre con lui un’intera giornata, dalla mattina alla sera, nella sua casa affacciata sul mare. Ne nasce un dialogo intimo e sorprendente, tra ironia e malinconia, in cui Paoli attraversa la propria esistenza come una lunga canzone: l’infanzia a Genova durante il fascismo, il dopoguerra, la ricostruzione, l’amicizia con Tenco, Lauzi e gli altri cantautori della "scuola genovese", l’esplosione del successo, gli amori, le ferite, il mestiere di scrivere e vivere. 

Il racconto è arricchito da foto inedite, materiale di repertorio e interviste esclusive a figure che hanno incrociato la sua storia artistica e personale. Dalle confessioni dei suoi grandi amori Ornella Vanoni e Stefania Sandrelli, fino ai ricordi degli amici di una vita come Renzo Piano, Antonio Ricci e Gianni Morandi, ad emergere è un profilo a 360 gradi di Paoli: l’uomo e l’artista, l’amico e l’amante, il testimone e il protagonista di un’epoca. 

Il risultato è un viaggio emozionante tra ricordi privati e memoria collettiva: la storia di Gino Paoli diventa la storia d’Italia, e la storia d’Italia si riflette nella voce di un uomo che l’ha attraversata cantando. 

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Categoria: spettacoli

08:43

730 precompilato online dal 30 aprile: ecco cosa devi sapere per non sbagliare

(Adnkronos) - Al via la stagione dichiarativa 2026: dal pomeriggio di domani, giovedì 30 aprile, sul sito dell’Agenzia delle entrate, saranno disponibili in modalità consultazione le dichiarazioni 730 già predisposte con i dati in possesso del Fisco o inviati dagli enti esterni, come datori di lavoro, farmacie e banche. In totale, sono più di 1 miliardo e 300 milioni le informazioni trasmesse per le precompilate 2026. Per l’invio del 730 ed eventuali modifiche il semaforo verde è previsto per il prossimo 14 maggio, con deadline ultima al 30 settembre. Nel 2025 sono stati 5,4 milioni i 730 inviati direttamente dai contribuenti, di cui 3,2 milioni - quasi il 60% - con la modalità semplificata, che sarà disponibile anche quest’anno. Grazie a questa modalità, il cittadino non deve più orientarsi tra quadri, righi e codici, ma è accompagnato fino all’invio della dichiarazione con un’interfaccia intuitiva e parole semplici. Tutte le regole sono definite da un provvedimento firmato dal direttore dell’Agenzia delle entrate, Vincenzo Carbone. 

Sono in totale 1.310.002.501 le informazioni ricevute dal Fisco per la predisposizione delle dichiarazioni 2026. Anche quest’anno, il primato spetta alle spese sanitarie, con oltre 1 miliardo di documenti fiscali trasmessi. A seguire, i premi assicurativi (circa 96,5 milioni di dati) e le Certificazioni Uniche (più di 71 milioni). Rispetto allo scorso anno, crescono ampiamente i dati relativi alle spese per abbonamento al trasporto pubblico (circa 2,3 milioni, +700%): dal 2025, infatti, è obbligatorio l’invio dei dati da parte delle aziende di trasporto. In aumento anche i dati dei redditi erogati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per la vendita delle eccedenze da impianti fotovoltaici (+300%), e quelli relativi ai bonus asili (+98%). A partire dalle dichiarazioni di quest’anno, inoltre, troviamo i dati dei contributi per l’acquisto di elettrodomestici ad elevata efficienza energetica (bonus elettrodomestici), riconosciuti e comunicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. 

Al via nuove funzionalità, con l’obiettivo di offrire ai contribuenti un’esperienza sempre più agevole. Da quest’anno, la persona di fiducia ha la possibilità di ampliare il proprio raggio d’azione: ad esempio, può inviare la dichiarazione dei redditi anche se congiunta, o accedere al servizio web per la gestione delle autorizzazioni in capo all’erede. Tutto ciò a condizione che sia stata preventivamente abilitata ai servizi online dell’Agenzia (provvedimento del 22 settembre 2023), nel primo caso dal soggetto dichiarante e dal coniuge, nel secondo dall’erede. Un’altra novità riguarda i contribuenti con redditi superiori a 75mila euro, per i quali il calcolo delle detrazioni nella precompilata terrà conto automaticamente del cosiddetto “riordino delle detrazioni”, introdotto dalla legge di bilancio 2025, che prevede un limite al totale complessivo delle spese detraibili in funzione del reddito e del carico familiare.  

Per visualizzare e scaricare la dichiarazione occorre accedere alla propria area riservata tramite Spid, CIe o Cns. Il contribuente che possiede i requisiti per presentare il modello 730 potrà decidere se consultare la dichiarazione in modalità semplificata o ordinaria. Scegliendo la modalità semplificata, l’utente avrà a disposizione un’interfaccia intuitiva e facilmente navigabile, in cui sono presenti i dati da confermare o modificare: “casa e altre proprietà”, “famiglia”, “lavoro”, “altri redditi”, “spese sostenute”. Una volta confermate o aggiornate le informazioni fiscali, queste verranno automaticamente riportate all’interno del modello dichiarativo. È sempre possibile delegare un familiare o una persona di fiducia direttamente dalla propria area riservata, inviando una pec o formalizzando la richiesta presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia.  

Per il modello Redditi Pf, la tabella di marcia della dichiarazione precompilata segue una tempistica leggermente rimodulata a seguito delle novità apportate dal decreto “Correttivo bis” (Dlgs n. 81/2025, articolo 4). In particolare, la norma ha posticipato da quest’anno e a regime l’invio delle certificazioni uniche di lavoro autonomo (CUA) al 30 aprile e, di conseguenza - per consentire l’utilizzo dei dati di queste certificazioni - la messa a disposizione di Redditi Pf precompilato: i modelli saranno dunque disponibili in consultazione, con possibilità di apportare eventuali modifiche e/o integrazioni, dal 20 maggio; potranno essere poi inviati dal 27 dello stesso mese e fino al 2 novembre 2026 (il 31 ottobre è sabato). 

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Categoria: economia

08:41

Spari dopo corteo 25 aprile a Roma, fermato 20enne: è accusato di tentato omicidio

(Adnkronos) - C’è un fermo per i colpi di pistola ad aria compressa sparati contro un uomo e una donna al termine del corteo per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster a Roma. Si tratta di un ventenne della Comunità ebraica perquisito ieri sera intorno alle 20 e ora in stato di fermo.  

La Digos, che aveva immediatamente acquisito le immagini delle telecamere della zona e sentito i testimoni, ha individuato dopo le indagini coordinate dalla procura di Roma il presunto autore del gesto, che a bordo di uno scooter, con giacca mimetica e casco integrale, ha sparato almeno tre colpi contro i due manifestanti, che avevano attorno al collo il fazzoletto rosso dell’Anpi.  

L'uomo è stato ferito vicino al collo e alla guancia mentre la donna alla spalla. Entrambi hanno riportato lievi escoriazioni e sono stati medicati dal 118 sul posto. 

Il 20enne è accusato di tentato omicidio. Al ragazzo viene contestata anche la detenzione e il porto abusivo di armi. 

Gli investigatori della Digos, grazie alle telecamere di sorveglianza presenti nel quartiere Ostiense, nella zona di via delle Sette Chiese, sono riusciti a ricostruire il percorso effettuato in scooter dal giovane, che si chiama Eithan Bondi. 

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Categoria: cronaca

08:28

Re Carlo e la battuta a Trump: "Parli inglese grazie a noi"

(Adnkronos) - "Se non fosse per noi, parlereste francese". Re Carlo III alla Casa Bianca punge Donald Trump nella cena ufficiale. Il sovrano, nel suo discorso, ricorda le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti: "Ha detto che, se non fosse per gli Stati Uniti, i paesi europei parlerebbero tedesco", in riferimento alla Seconda Guerra Mondiale. "Oserei dire che se, non fosse per noi, voi parlereste francese", la replica che richiama le origini degli Usa. Risultato: risate e applausi della sala. L'unico volto vagamente perplesso? Quello di Trump... 

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Categoria: internazionale/esteri

07:47

Inchiesta arbitri, da interrogatorio Rocchi a nuovi indagati e Inter-Roma: tutto sul caos in Serie A

(Adnkronos) - L'inchiesta arbitri che sta sconvolgendo la Serie A è a un bivio. L'ormai ex designatore Gianluca Rocchi, autosospesosi dopo aver ricevuto nei giorni scorsi l'avviso di garanzia con l'accusa di concorso in frode sportiva e, in particolare, di aver scelto arbitri "graditi all'Inter", ha deciso di non presentarsi all'interrogatorio con i pm della Procura di Milano giovedì 30 aprile, quando era fissato il suo invito a comparire. A confermarlo è stato l'avvocato dell'ex arbitro Antonio D'Avirro all'Adnkronos: "Rocchi non si presenterà in Procura a MIlano. Lui si sarebbe anche presentato, però sono io che allo stato ritengo di non potercelo portare, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, quindi ritengo di non esser in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo". 

 

D'Avirro ha quindi spiegato le motivazioni dietro la decisione di Rocchi di non presentarsi per l'interrogatorio in Procura: "Non posso portare una persona all'interno di un interrogatorio senza sapere quali sono gli elementi d'accusa. Un domani, quando chiuderanno le indagini, avrò a disposizione gli atti del processo, e a quel punto avrò il quadro chiaro della situazione e quindi ce lo porterò. Oggi no".  

"Poteva andare e avvalersi della facoltà di non rispondere? Sì, ma ho comunicato al pubblico ministero che Rocchi intendeva avvalersi della facoltà di non rispondere e quindi da lui siamo stati dispensati dal fare un viaggio inutile a Milano", ha concluso il legale. 

 

Al centro dell'indagine c'è anche un presunto incontro che Rocchi avrebbe avuto a San Siro il 2 aprile 2025 e in cui avrebbe deciso gli arbitri "graditi all'Inter" da designare. "Si può capire con chi parla. Il focus è quello del mondo arbitrale", è la frase, più o meno esplicita, che gli inquirenti riferiscono a chi chiede di dare un volto ai due-tre presunti ignoti al centro di uno degli episodi centrali dell'inchiesta affidata al pubblico ministero Maurizio Ascione. 

La sera del 2 aprile 2025, mentre a San Siro andava in scena la semifinale d’andata di Coppa Italia tra Milan e Inter (finita in parità) si sarebbe svolto il presunto "vertice" che, a dire di chi indaga, coinvolgerebbe Rocchi e altri fischietti. Restano cinque gli indagati - oltre a Rocchi, il supervisore Var Andrea Gervasoni e gli assistenti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo; Daniele Paterna è accusato di falsa testimonianza - , così come cinque sono le partite su cui si concentra il fascicolo che prende forma nell'ottobre del 2024.  

Secondo l’ipotesi accusatoria, il designatore Rocchi (autosospeso) avrebbe agito "in concorso con più persone" al Meazza per "combinare" o "schermare" la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile. L’obiettivo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato di evitare all'Inter un direttore di gara 'sgradito', così da avere abbinamenti più favorevoli in gare di maggiore interesse, sia in Coppa Italia che in campionato. Il 5 aprile, pochi giorni l'incontro 'sospetto', Doveri viene designato per Parma-Inter in campionato, mentre per Bologna-Inter del 20 aprile la scelta cade su Andrea Colombo ritenuto 'gradito' ai nerazzurri. 

 

Intanto ecco nuova carne al fuoco. I riflettori si sono infatti accesi su uno degli episodi più contestati dello scorso campionato: il mancato rigore concesso all'Inter nella sfida contro la Roma nonostante un'evidente trattenuta di Ndicka su Bisseck. Anche se al momento il match di San Siro non fa parte delle partite citate nell'inchiesta, Repubblica riporta una testimonianza su un presunto dialogo 'sospetto' in sala Var. 

Durante il check del Var sul contatto Ndicka-Bisseck infatti, il Var Di Bello avrebbe risposto "fatti i fatti tuoi" all'assistente Var Marco Piccinini, che indicava l'evidente fallo sul difensore nerazzurro. Il tutto, secondo la testimonianza, sarebbe avvenuto su indicazione diretta del supervisore Andrea Gervasoni, anche lui indagato e autosospesosi. 

 

Al centro dell'inchiesta, che in molti hanno già definito una "nuova Calciopoli", ci sono al momento soltanto esponenti del mondo arbitrale. Il primo a ricevere avviso di garanzia è stato, come detto, il designatore Gianluca Rocchi, che ha poi deciso di autosospendersi dal suo incarico, seguito dal supervisore Var, anch'egli autosospesosi, Andrea Gervasoni. 

A loro si sono aggiunti l'assistente Daniele Paterna, al centro della bufera per un rigore prima negato e poi concesso, secondo l'accusa dopo pressione diretta di Rocchi, in Udinese-Parma, e altri due assistenti alla sala Var, ovvero Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Il sospetto, in ogni caso, è che altri assistenti Var siano indagati, ma al momento resta un mistero l'identità, così come resta il giallo sulle persone "in concorso" che avrebbero, secondo i capi d'imputazione, contribuito ad alcune designazioni arbitrali 'pilotate' di fischietti che sarebbero stati graditi all'Inter. 

 

Per l'accusa Rocchi avrebbe combinato, con altri soggetti al momento non precisati, la designazione dell’arbitro Andrea Colombo (gradito all'Inter, a dire di chi indaga) per la partita Bologna-Inter dell’aprile 2025, vinta dai rossoblù 1-0. Altrettanto avrebbe fatto con la designazione del direttore di gara Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, in modo da evitare per l'eventuale finale e per le partite successive di campionato la designazione dello stesso arbitro, ritenuto in questo caso poco gradito ai nerazzurri. 

Inoltre, come detto, in occasione della partita Udinese-Parma del primo marzo 2025 avrebbe violato il protocollo Var, che prevede l'autonomia delle sale di Lissone, bussando e inducendo la chiamata all’On field review dell’arbitro Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del rigore all’Udinese. Sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti ci sarebbero inoltre presunte pressioni sul Var in occasione di alcune partite, Inter-Verona della stagione 2023-24 (quella della gomitata di Bastoni a Duda, ndr) e Udinese-Parma dello stesso campionato. Tra le carte della Procura non ci sarebbero invece partite legate alla stagione in corso. 

Andrea Gervasoni, supervisore Var, è indagato sempre per frode sportiva perché durante il match Salernitana-Modena (8 marzo 2025) avrebbe fatto pressione sull'addetto Var Luigi Nasca. Nasca compare anche in un altro episodio (insieme a Rodolfo Di Vuolo) cioè in Inter-Verona del 6 gennaio 2024, partita caratterizzata dalla presunta gomitata del nerazzuro Bastoni a Duda e dal mancato fischio del direttore di gara. Paterna, invece, era Var in una delle partite che compaiono nell'avviso di garanzia mandato a Rocchi: Udinese-Parma. 

 

Sulla questione è intervenuto anche il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta: "Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi", ha detto ieri il numero uno del club nerazzurro a Sky Sport, prima della partita di campionato contro il Torino, "sappiamo di aver agito nella massima correttezza, questo è il dato più importante che deve tranquillizzare tutti". Sotto i riflettori, c'è anche un presunto incontro sugli arbitri graditi e sgraditi all'Inter. 

"Nella scorsa annata, non lo dico per lamentarmi, abbiamo oggettivamente avuto decisioni avverse anche acclarate, mi riferisco ad esempio al rigore di Inter-Roma. Sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro. Se ci aspettatiamo che qualcuno venga ascoltato? Sono stato molto chiaro, non ho nulla da aggiungere”. 

 

 

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Categoria: sport

07:26

Iran 'sommerso' dal petrolio, Teheran sfrutta serbatoi abbandonati e container improvvisati

(Adnkronos) - L'Iran è sommerso da così tanto petrolio invenduto "che sta cercando affannosamente nuovi modi per stoccarlo, nella speranza di evitare un paralizzante arresto della produzione, mentre il blocco navale statunitense blocca le sue esportazioni e i negoziati per porre fine alla guerra rimangono in una fase di stallo". E' quanto scrive il 'Wall Street Journal' sottolineando che Teheran "sta riattivando siti abbandonati, utilizzando container improvvisati e cercando di spedire il greggio su rotaia verso la Cina" per far fronte al troppo greggio. "Queste misure insolite - scrive il quotidiano economico Usa - puntano a ritardare una crisi infrastrutturale e a smorzare la pressione di Washington" in un momento di stallo nello Stretto di Hormuz. 

La guerra tra Stati Uniti e Iran, rileva il 'Wsj', "si è trasformata in una corsa per vedere se a cedere per prima sarà l’industria petrolifera di Teheran o i consumatori globali di energia. Ogni barile che non può lasciare il Paese attraverso i normali canali di esportazione deve andare da qualche parte: in un serbatoio, su una nave, in un sito di stoccaggio improvvisato - o rimanere sottoterra. L'Iran spera di evitare il rischio di dover chiudere i rubinetti e aggravare le perdite di entrate, ha affermato Sanam Vakil, direttore del programma per il Medio Oriente e il Nord Africa presso Chatham House, un think tank londinese apartitico. 'La chiusura aumenterà la pressione e stimolerà i negoziati', ha detto Vakil".  

Il blocco attuale ha ridotto drasticamente la quantità di petrolio che l’Iran, esportatore netto di energia, è riuscito a caricare sulle petroliere, ha affermato la società di analisi delle materie prime Kpler. "I carichi di greggio e condensati iraniani hanno registrato una media di 2,1 milioni di barili al giorno tra il 1° e il 13 aprile. Dall’introduzione del blocco sono stati osservati solo cinque carichi, facendo scendere la media a 567.000 barili al giorno tra il 14 e il 23 aprile. A febbraio, prima della guerra, l’Iran esportava in media 2 milioni di barili al giorno". Con capacità limitate di caricare greggio sulle navi, la compagnia petrolifera nazionale iraniana ha già iniziato a ridurre la produzione, sostiene Kpler. "I tagli alla produzione spesso iniziano prima che lo stoccaggio sia tecnicamente pieno, perché gli operatori devono preservare spazio nel sistema ed evitare pericolosi colli di bottiglia". Kpler stima che la produzione di greggio iraniano potrebbe diminuire di oltre la metà rispetto ai livelli attuali, fino a un intervallo compreso tra 1,2 e 1,3 milioni di barili al giorno entro metà maggio, se il blocco dovesse continuare. 

Le scorte di petrolio dell’Iran, con il blocco, sono aumentate di 4,6 milioni di barili, raggiungendo circa 49 milioni di barili, sostiene Kpler che stima la capacità del Paese a 86 milioni di barili — o potenzialmente tra 90 e 95 milioni includendo diversi serbatoi di raffinerie al nord del Paese. "Tuttavia, vincoli operativi, limiti di sicurezza e fattori geografici fanno sì che gran parte di questa capacità potrebbe non essere utilizzabile.L’Iran ha utilizzato petroliere vuote per immagazzinare il petrolio in eccesso al largo. Nel Golfo sono ancora presenti diverse grandi petroliere con una capacità complessiva di circa 15 milioni di barili", sottolinea Kpler citato dal 'Wsj'. 

Teheran, scrive il quotidiano economico Usa, "ha iniziato a utilizzare container e serbatoi dismessi nei poli petroliferi meridionali come Ahvaz e Asaluyeh. Alcuni di questi serbatoi erano stati a lungo evitati a causa delle loro cattive condizioni, ha riferito un funzionario petrolifero iraniano. L’Iran sta inoltre cercando di trasportare petrolio via ferrovia verso la Cina, ha dichiarato Hamid Hosseini, portavoce dell’unione degli esportatori di petrolio iraniani. Le infrastrutture ferroviarie collegano Teheran alle città cinesi di Yiwu e Xi’an". 

Un’interruzione improvvisa della produzione, rileva il 'Wsj', "può danneggiare i giacimenti petroliferi più vecchi, in particolare quelli con bassa pressione o geologia fragile. Circa la metà dei giacimenti iraniani presenta una bassa pressione, rendendoli vulnerabili a perdite produttive di lungo periodo dopo eventuali stop, secondo la società di consulenza Rystad Energy". 

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Categoria: economia

07:25

Temperature oltre la media, siccità ed eventi estremi: allarme clima in Europa

(Adnkronos) - L'Europa, insieme a molte altre regioni del globo, è esposta a impatti climatici in aumento - da ondate di calore record, dal Mediterraneo all'Artico, sulla terraferma e in mare, a incendi devastanti, alla continua perdita di biodiversità mentre si sta riducendo la copertura nevosa e glaciale - con conseguenze per le società e gli ecosistemi in tutta Europa. E' quanto emerge dal rapporto European State of the Climate (Esotc) 2025, prodotto dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) che gestisce il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus, e dall’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (Omm). A partire dagli anni '80, l'Europa si sta riscaldando a un ritmo doppio rispetto alla media globale, il che la rende il continente che si sta riscaldando più rapidamente sulla Terra. 

CALDO RECORD - Nel dettaglio, nel 2025 quasi l'intero continente europeo (almeno il 95%) ha registrato temperature annuali superiori alla media. Le ondate di calore hanno colpito gran parte dell’Europa, dal Mediterraneo all’Artico. Un'ondata di caldo record durata tre settimane ha colpito la Fennoscandia subartica, con temperature nelle vicinanze e all'interno del Circolo Polare Artico che hanno superato i 30°C, con un picco di 34,9°C a Frosta, in Norvegia. Gran parte dell’Europa ha, inoltre, registrato un numero di giorni superiore alla media con stress termico almeno 'forte', con la Spagna meridionale e orientale che ha registrato fino a 50 giorni in più rispetto alla media con temperature percepite superiori a 32°C. 

COPERTURA NEVOSA E GLACIALE - Temperature superiori alla media e precipitazioni inferiori alla media hanno portato a una significativa perdita di copertura nevosa e glaciale. Nel marzo 2025, l’area coperta da neve in Europa era di circa 1,32 milioni di chilometri quadrati (31%) al di sotto della media, equivalente all’area complessiva di Francia, Italia, Germania, Svizzera e Austria. Ciò ha segnato la terza estensione nevosa più bassa dall’inizio delle registrazioni nel 1983. Anche i ghiacciai hanno subito una perdita netta di massa, con l'Islanda che ha registrato la seconda maggiore perdita di massa di ghiaccio. Inoltre, la calotta di ghiaccio della Groenlandia ha perso 139 gigatonnellate (139 miliardi di tonnellate) di ghiaccio, circa 1,5 volte il volume immagazzinato in tutti i ghiacciai delle Alpi europee. Questa perdita di ghiaccio contribuisce all'innalzamento del livello globale dei mari - spiega il Rapporto - con ogni centimetro di aumento che espone ulteriori 6 milioni di persone al rischio di inondazioni costiere.  

MARE - Nel 2025, la regione oceanica europea ha registrato la temperatura annuale della superficie del mare più alta di sempre, segnando il quarto anno consecutivo di caldo record; le ondate di calore marine sono state diffuse, interessando l’86% della regione oceanica europea. Sono state anche più intense, con il 36% della regione che ha vissuto condizioni ‘intense’ o ‘estreme’, la percentuale più alta mai registrata. L'intero Mar Mediterraneo ha registrato almeno un giorno con condizioni di ondate di calore marine 'forti' in ciascuno degli ultimi tre anni e, nel 2025, la temperatura media annuale della superficie del mare è stata la seconda più alta mai osservata. 

SICCITA' E INCENDI - In tutta Europa, circa il 70% dei fiumi ha registrato portate inferiori alla media, mentre è stato uno dei tre anni più secchi per l’umidità del suolo dal 1992. A maggio, circa la metà dell’Europa (53%) è stata colpita da condizioni di siccità. Le condizioni di caldo e siccità hanno contribuito a un'attività record di incendi boschivi in tutta Europa. In totale, un'area record di circa 1.034.000 ettari (la superficie più estesa mai registrata) è andata a fuoco in tutta Europa - un'area più grande di Cipro - con le emissioni degli incendi boschivi che hanno raggiunto i livelli più alti mai osservati.  

EVENTI ESTREMI - Durante l’anno, tempeste e inondazioni hanno colpito migliaia di persone in tutta Europa, sebbene le piogge estreme e le inondazioni siano state meno diffuse rispetto agli ultimi anni.  

RINNOVABILI - Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno fornito quasi la metà (46,4 %) dell’elettricità europea, con l’energia solare che ha raggiunto un nuovo record di contributo pari al 12,5 %. 

“L’Esotc 2025 dipinge un quadro preoccupante: il ritmo dei cambiamenti climatici richiede un intervento più urgente. Con l’aumento delle temperature, gli incendi boschivi diffusi e la siccità, le prove sono inequivocabili: il cambiamento climatico non è una minaccia futura, è la nostra realtà attuale. Per affrontare l’impatto sulla perdita di biodiversità, dobbiamo stare al passo con la rapidità con cui avviene l'adattamento nella transizione verso l'energia pulita e, allo stesso tempo, garantire che le nostre politiche e decisioni continuino a fondarsi su solide basi scientifiche”, rimarca Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l’Ecmwf. 

Per Mauro Facchini, direttore dell’Unità Copernicus presso la Commissione europea, “il rapporto ‘Lo stato del clima in Europa 2025’ dimostra ancora una volta il valore dei nostri sforzi congiunti per disporre di un sistema europeo di osservazione della Terra di livello mondiale. Mantenere i nostri archivi di dati all’avanguardia e affidabili sul sistema terrestre è fondamentale per prendere decisioni politiche informate in un clima in rapida evoluzione. Copernicus è fondamentale per aiutarci a preservare la nostra sovranità, il nostro ambiente, i sistemi alimentari, la sicurezza e l’economia”. 

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Categoria: economia

07:16

Grande Fratello, eliminata Paola Caruso: chi sono i concorrenti in nomination

(Adnkronos) - Il ritorno stellare di Valeria Marini, il malore, lo scontro tra regine, un televoto decisivo. Queste le ultime news della 13esima puntata del Grande Fratello Vip andata in onda ieri martedì 28 aprile. Ma chi è uscito dal reality? 

Entusiasmo ma anche tensioni per l'ingresso a sorpresa di Valeria Marini nella Casa. I vecchi attriti con Antonella Elia hanno fatto scoppiare un confronto tra provocazioni e accuse.  

Ma uno scontro ha riguardato anche Paola Caruso e Alessandra Mussolini da una parte e Antonella Elia e Adriana Volpe che hanno attaccato Paola. 

Al centro della puntata anche il malessere improvviso di Valeria Marini, che a poche ore dal suo ingresso. Con autoironia, la showgirl ha ammesso in diretta di aver probabilmente esagerato a tavola. Ilary Blasi decide comunque di indagare e trasforma il caso in un piccolo 'giallo' in Mystery Room. 

Nelle Nomination della dodicesima puntata, i concorrenti che avevano ricevuto più voti erano stati Alessandra, Paola, Marco Berry e Lucia Ilardo. I primi a salvarsi sono stati Alessandra e Marco. Il duello finale ha visto confrontarsi Paola Caruso e Lucia Ilardo, ma è stata la prima a dover abbandonare definitivamente il gioco. 

La concorrente, classe 1985, nata a Catanzaro, per la quale la notorietà è arrivata grazie ad Avanti un altro! dove è diventata molto famosa grazie al suo ruolo di Bonas, ha accolto il verdetto con amarezza ma anche con consapevolezza, dichiarando di aver dato il massimo nonostante le difficoltà nel comprendere fino in fondo le dinamiche del reality. 

Valeria Marini, entrata come ospite speciale nei giorni precedenti, ha lasciato la Casa. Dopo aver vissuto alcune dinamiche con i concorrenti e aver condiviso momenti di gioco e convivenza, la showgirl ha lasciato definitivamente il programma. 

Francesca, Marco, Lucia, Raul, Alessandra e Adriana sono i sei Vip. in Nomination 

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Categoria: spettacoli

06:47

Rafa Jodar, chi è il baby fenomeno che sfida Sinner a Madrid

(Adnkronos) - Rafa Jodar sfiderà Jannik Sinner nei quarti di finale del Masters 1000 di Madrid oggi, mercoledì 29 aprile. Il giovane tennista spagnolo è riuscito a regalarsi il match contro il numero 1 del mondo dopo essere partito dalle qualificazioni e aver eliminato, in serie, De Jong, De Minaur, dove sugli spalti a osservarlo c'era proprio Sinner, Fonseca e Kopriva. Jodar insomma è la vera sorpresa del torneo e considerato da molti già il nuovo fenomeno del tennis mondiale. Ma chi è Jodar?  

 

Rafael Jodar è un tennista spagnolo di 19 anni, nato nel 2006, che occupa al momento la 42esima posizione del ranking Atp, ovvero il miglior piazzamento nella classifica generale mai raggiunto nella sua ancora giovane carriera. Jodar ha iniziato a giocare da giovanissimo, emigrando negli Stati Uniti per formarsi alla University of Virginia, dove ha potuto competere a livello più alto. 

Un anno fa Jodar ha scelto di lasciare il college per dedicarsi completamente alla sua carriera sportiva, una scelta che, almeno fin qui, si sta rivelando azzeccata. Proprio nel 2025 ha conquistato tre titoli Challenger, tutti sul cemento, scalando posizioni nel ranking e facendosi notare nel circuito e partecipando alle Next Gen Atp Finals. 

Nel 2026 ha esordito nei tornei del circuito Atp, stupendo tutti a Miami: partito dalle qualificazioni, Jodar è riuscito ad arrivare fino al terzo turno, vincendo contro Hanfmann e Vukic prima di venire eliminato dall'argentino Etcheverry. 

 

In conferenza stampa Sinner ha parlato proprio della partita con Jodar, che al tempo non aveva ancora battuto Kopriva, dicendosi entusiasta di affrontarlo: "Non sarà l'unica volta che ci affrontiamo, questa è la mia sensazione", ha detto con un sorriso, "sarebbe bello se lo affrontassi prima di Roma e Roland Garros. Potrei avere un buon feedback per i tornei più importanti in arrivo". 

Un entusiasmo condiviso, ovviamente, da Jodar: "È un’altra opportunità", ha detto durante l'intervista di campo subito dopo la vittoria con Kopriva, "bisogna riprendersi bene, cercare di prepararsi nel miglior modo possibile e pensare a domani. Sarà un’altra partita dura". 

 

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Categoria: sport

06:39

Sinner-Jodar oggi a Madrid: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Jannik Sinner a caccia della semifinale a Madrid. Oggi, mercoledì 29 aprile, il tennista azzurro sfida Rafa Jodar - in diretta tv e streaming - nei quarti del Masters 1000 spagnolo. Sinner arriva all'appuntamento dopo aver superato Bonzi, Moller e Norrie negli ottavi. Il baby fenomeno di casa invece, partito dalle qualificazioni, è riuscito ad arrivare fino ai quarti battendo De Jong, De Minaur, Fonseca e Kopriva. 

 

La sfida tra Sinner e Jodar è in programma oggi, mercoledì 29 aprile, alle ore 16. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello di Madrid che sarà quindi il loro primo incrocio. 

 

Sinner-Jodar, come tutti i match del Masters 1000 di Madrid, sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali di SkySport. Il match sarà trasmesso in streaming sull'app SkyGo, su NOW e Tennis Tv. 

 

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Categoria: sport

01:02

Energia, verso proroga più breve per taglio accise. Meloni: "Ue sia coraggiosa"

(Adnkronos) - “Realismo” da un lato, quello richiamato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in Commissione durante le audizioni sul Documento di finanza pubblica; “coraggio” dall’altro, quello che la premier Giorgia Meloni invoca dall’Europa prima che la crisi energetica innescata dalla guerra in Iran entri nella sua fase più “acuta”. È lungo questo doppio binario che si muove l’azione del governo. Al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto sul “salario giusto” - circa un miliardo destinato ad aumentare le retribuzioni più basse - la presidente del Consiglio si presenta a sorpresa in conferenza stampa. Tra i temi affrontati, anche la tenuta dei conti pubblici, mentre la maggioranza lavora alla relazione sul Dfp: un testo chiamato a tenere insieme le diverse sensibilità del centrodestra, in un confronto definito “fisiologico e utile” dalla stessa Meloni. Sullo sfondo, prosegue il lavoro dell’esecutivo per prorogare il taglio delle accise in scadenza il primo maggio. 

Nel dibattito interno alla coalizione, la Lega - per voce del responsabile economico Alberto Bagnai - insiste sulla deroga al Patto di Stabilità, “una necessità dettata dai fatti”, sottolineando come i dati storici dimostrino che “il Patto non ha funzionato”. Forza Italia invece dice no: "Nessuna sospensione del Patto, a rimetterci sarebbero famiglie e imprese". La premier chiarisce che la proposta italiana non punta a una sospensione generalizzata delle regole europee; tuttavia, sottolinea che un’ipotesi del genere “non dovrebbe assolutamente essere esclusa”. L’obiettivo dell’esecutivo resta quello di ottenere margini di flessibilità per le spese in settori strategici - difesa, sicurezza ed energia. "La richiesta della Lega è semplice e fattibile", twitta il vicepremier e leader del Carroccio Matteo Salvini: "Poter spendere per aiutare cittadini, famiglie e imprese italiane in difficoltà quello che oggi l'Europa ci permetterebbe di spendere per armi e difesa”.  

Rispondendo a chi ipotizza uno scostamento di bilancio per fronteggiare l’emergenza energetica, Meloni non toglie dal tavolo la possibilità di utilizzare una parte delle risorse destinate alla difesa per mitigare l'aumento dei prezzi dell'energia: “Molto di quello che faremo noi dipende da come evolve il dibattito europeo. Penso che non dobbiamo escludere nessuna opzione ma credo che dobbiamo anche ricordarci che l'anno scorso il Parlamento aveva già autorizzato il governo alla possibilità di una flessibilità sui conti per quanto riguarda le spese di difesa e sicurezza pari allo 0,15 per cento del Pil, vuol dire 3,7 miliardi. Se oggi mi chiedete che cosa siano le spese di difesa e sicurezza, il tema energetico ci sta dentro”. Accanto a questa linea, la premier segnala anche che “c'è anche il margine di lavorare - una delle altre opzioni che noi stiamo considerando - su quello che è già stato autorizzato dal Parlamento, allargando però la platea, modificando almeno in parte quali sono le priorità alle quali ci si rivolge con quei provvedimenti”. 

Rivendicando la necessità di scelte selettive, Meloni chiarisce: “Senza venir meno alle mie responsabilità sul tema della difesa e sulla necessità di fare passi avanti per rafforzare le relative spese, oggi devo dare priorità a ciò che accade sul piano economico. Perché se non ho più una nazione, non ha neanche senso difenderla: prima la devo mettere in sicurezza, poi la difendo anche su un altro livello”. E aggiunge: “Cercheremo di far quadrare i conti. Forse non faremo tutto quello che avremmo voluto o dovuto fare, ma lavoreremo sulle priorità. Per me le spese per la difesa rimangono una priorità assoluta, ma nell'attuale contesto di crisi internazionale devo considerare prioritaria anche la necessità di calmierare i prezzi dell'energia e impedire che l'inflazione comprometta la crescita e il prodotto interno lordo”. 

Sul fronte internazionale, la presidente del Consiglio respinge l’idea che una revisione delle spese per la difesa possa incrinare i rapporti con il presidente americano Donald Trump: “Non credo di dovermi giustificare per quello che faccio a difesa dell'interesse nazionale italiano. Non ho cambiato idea sul tema delle spese per la difesa: considero, soprattutto nello scenario che abbiamo davanti, che il tema dell'autosufficienza nella capacità di difendersi non sia secondario”. E ancora: “Me ne assumo la responsabilità, perché so che è un tema che non ha grandissima popolarità. Però penso che le persone responsabili debbano fare ciò che è giusto, non solo ciò che è immediatamente popolare”. 

Quanto alle accise, Meloni conferma che il governo sta valutando una nuova proroga, probabilmente più breve rispetto alle precedenti. “Non abbiamo ancora definito con precisione la durata della proroga - ha evidenziato Meloni - ma stiamo anche valutando di non intervenire in modo orizzontale. L'aumento del gasolio, infatti, è stato molto più significativo rispetto a quello della benzina: mediamente circa +24% per il gasolio contro circa +6% per la benzina. Quindi potrebbe trattarsi di un intervento che incide maggiormente sul prezzo del gasolio rispetto a quello della benzina, per cercare di ottenere un effetto più equilibrato”. Tra le ipotesi allo studio c’è una proroga di circa 15 giorni, da varare probabilmente nel Cdm in programma giovedì, dove è atteso anche il Piano casa. 

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Categoria: politica

00:48

Cosa influenza il contenuto dei sogni? Lo svela uno studio italiano

(Adnkronos) - Capita di svegliarsi con la sensazione di aver sognato e a volte anche con il ricordo chiaro, il 'film' dell'avventura onirica vissuta. Ma cosa influenza il contenuto dei nostri sogni? E perché a volte sembrano vividi e coinvolgenti, mentre altre volte appaiono frammentari o difficili da interpretare? Prova a rispondere a queste domande comuni uno studio condotto da ricercatori italiani, esperti della Scuola Imt Alti Studi Lucca. Il lavoro - pubblicato sulla rivista 'Communications Psychology' - si è basato sull'analisi di oltre 3.700 resoconti di esperienze oniriche e di veglia raccolti da 287 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 70 anni, e offre nuove prospettive su ciò che determina la trama dei sogni, dimostrando che sia le caratteristiche individuali sia le esperienze di vita condivise giocano un ruolo chiave nel plasmare ciò che accade quando cadiamo fra le braccia di Morfeo.  

Nell'arco di 2 settimane, i volontari coinvolti nello studio hanno registrato quotidianamente le proprie esperienze, mentre i ricercatori hanno raccolto informazioni dettagliate sui loro ritmi del sonno, capacità cognitive, tratti della personalità e caratteristiche psicologiche. Utilizzando tecniche avanzate di elaborazione del linguaggio naturale (Nlp), il team è stato in grado di analizzare quantitativamente la struttura semantica dei sogni. I risultati rivelano che il contenuto onirico non è casuale o caotico, ma riflette piuttosto una complessa interazione tra tratti personali, come la tendenza a divagare con la mente, l'interesse per i sogni e la qualità del sonno, ed eventi esterni, tra cui esperienze sociali su larga scala come la pandemia di Covid. 

Esaminando le parole utilizzate dai partecipanti per descrivere sia la loro vita quotidiana che i loro sogni, il team ha osservato come la vita di tutti i giorni si trasformi durante il sonno. Anziché limitarsi a riproporre le esperienze della veglia, i sogni sembrano reinterpretarle. Elementi della routine quotidiana, come l'ambiente di lavoro, i contesti sanitari o l'istruzione, non si ripresentano così come sono. Vengono invece riorganizzati in scenari vividi e coinvolgenti, spesso fondendo contesti diversi e spostando la prospettiva in paesaggi sconosciuti. Ciò suggerisce che i sogni non si limitano a riflettere la realtà, ma la rimodellano attivamente, integrando frammenti di esperienze passate con esperienze immaginate o anticipate per creare scenari nuovi, a volte surreali. 

Queste trasformazioni variano anche da persona a persona: ad esempio i più inclini al divagare mentale tendevano a descrivere scenari onirici più frammentati e in rapida evoluzione, mentre coloro che credevano fermamente nel valore, nel significato e nell'importanza del sognare in generale e dei propri sogni in particolare sperimentavano contenuti onirici percettivamente più ricchi e coinvolgenti. Le analisi dei dati raccolti durante il lockdown disposto per il Covid-19 dai ricercatori dell'università Sapienza di Roma, e confrontate con i dati raccolti nei mesi e negli anni successivi dal team della Scuola Imt, hanno mostrato che i sogni durante il lockdown erano caratterizzati da una maggiore intensità emotiva e da riferimenti più frequenti a vincoli e limitazioni, a rispecchiare il più ampio contesto sociale. Questi effetti si sono gradualmente attenuati nel tempo, suggerendo che il contenuto dei sogni si evolve parallelamente all'adattamento psicologico ai principali eventi della vita. 

"I nostri risultati dimostrano che i sogni non sono solo un riflesso di esperienze passate, ma un processo dinamico plasmato da chi siamo e da ciò che viviamo", afferma Valentina Elce, ricercatrice della Scuola Imt e autrice principale. "Combinando grandi quantità di dati con metodi computazionali, siamo stati in grado di scoprire schemi nel contenuto dei sogni che prima erano difficili da individuare".  

Lo studio evidenzia inoltre il potenziale dell'intelligenza artificiale nella ricerca sui sogni, dimostrando che i modelli di elaborazione del linguaggio naturale (Nlp) possono cogliere in modo affidabile il significato e la struttura dei resoconti onirici con un'accuratezza paragonabile a quella di valutatori umani indipendenti. Ciò, concludono gli esperti, apre nuove possibilità per lo studio della coscienza, della memoria e della salute mentale in modo scalabile e riproducibile. 

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Categoria: cronaca

00:37

Lavoro, via libera a decreto. Meloni: "Patto con imprese e sindacati, niente ai pirati"

(Adnkronos) - Salario giusto tarato sulla base dei contratti collettivi più rappresentativi; fuori dal perimetro degli incentivi chi firma contratti pirata; bonus per le assunzioni; norme contro il caporalato digitale. Il decreto lavoro vede la luce, incassando il via libera del Consiglio dei ministri. Ad annunciarlo, in conferenza stampa, è la premier in persona, insieme al sottosegretario Alfredo Mantovano e alle ministre del Lavoro, Marina Calderone, e delle Pari opportunità, Eugenia Roccella. “Questo provvedimento è un punto di partenza di un'alleanza, un patto con i corpi intermedi, con le organizzazioni sindacali e datoriali", ha detto Giorgia Meloni. E rivendica “interlocuzioni costanti, anche se non ufficiali, non nel modello della convocazione del tavolo tradizionale”, con tutte le parti, compresi i sindacati (che nei giorni scorsi avevano osservato di non essere stati chiamati sul testo del dl), assicurando che, comunque, “se dovessero emergere proposte migliorative o elementi che non sono stati adeguatamente considerati, siamo ovviamente aperti a raccoglierli. Il governo – ha chiosato la presidente – è disponibile, quando il confronto non è pregiudiziale e c'è volontà di collaborare”. Sulla stessa linea Calderone: “Le interlocuzioni ci sono, il governo ascolta”, ha aggiunto infatti la ministra, illustrando poi nel dettaglio le misure. 

IL SALARIO GIUSTO  

La principale novità è l’introduzione del cosiddetto ‘salario giusto’ definito come il “trattamento economico complessivo definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”. Il nodo concettuale della misura, quindi, è proprio la rappresentanza che – secondo l’esecutivo – schermerebbe il mercato dal rischio dei contratti pirata. “L’accesso ai benefici previsti dal presente decreto è consentito in caso di trattamento economico individuale corrisposto non inferiore al trattamento economico complessivo determinato ai sensi del presente articolo”, si prevede infatti nel provvedimento. La stessa premier lo ha ribadito, in conferenza stampa: “Chi sottoscrive contratti pirata e chi sottopaga i lavoratori non avrà diritto a incentivi pubblici sul lavoro. In buona sostanza, con questo decreto noi diciamo da una parte sì al salario giusto, dall'altra sì a una contrattazione di qualità”, a cui ha fatto seguito anche la ministra Calderone, sottolineando proprio la “scelta di campo” del governo, che vuole “sostenere il lavoro partendo dal sostegno alla contrattazione collettiva nazionale di qualità”.  

I RINNOVI CONTRATTUALI  

Esce modificata, invece, la norma sui rinnovi contrattuali. Nelle bozze circolate nei giorni precedenti, infatti, si leggeva che gli incrementi retributivi previsti in sede di rinnovo dei contratti collettivi di lavoro scaduti decorressero “dalla data di scadenza naturale del precedente contratto". Nella misura contenuta nel testo uscito dal Cdm sono invece le parti stipulanti, nell’esercizio della propria autonomia contrattuale, a disciplinare in sede di rinnovo le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica del periodo intercorrente tra la scadenza del contratto collettivo nazionale di lavoro e la sottoscrizione del relativo rinnovo, assumendo a riferimento la data di scadenza naturale del contratto previgente. “Ribadiamo la libertà delle parti, quindi delle associazioni datoriali e sindacali a stipulare e definire anche le modalità di rinnovo" ma “per noi è importante il richiamo al fatto che i rinnovi devono andare in sequenza, e che è importante rinnovare per tempo i contratti'', ha osservato la ministra del Lavoro.  

CAPORALATO DIGITALE  

Tra le misure contenute nel decreto lavoro, anche quelle per la lotta al caporalato digitale. Il decreto interviene in particolare sulla qualificazione del rapporto lavorativo: “Quando emergono indici di controllo o di eterodirezione esercitati, anche mediante gestione algoritmica, il rapporto di lavoro si presume di natura subordinata, salvo prova contraria”, si legge nel testo. "Combattiamo il caporalato digitale che è una forma di sfruttamento del lavoro che attiene anche a delle condizioni particolari. Guardiamo al mondo dei rider ma non con l'intento di dire che tutto ciò che avviene in quel contesto è fuori dai parametri di legalità”, spiega la titolare di Via Flavia. Nella norma, quindi, “troverete che ciò che è lavoro subordinato è lavoro subordinato. Ciò che invece è lavoro autonomo, rimane ma devono essere applicate tutele e garanzie per evitare che ci sia un'incomprensione di questa differenza”. Motivo per cui ai committenti viene chiesto di aggiornare il libro unico del lavoro “per dare la dimensione di qual è l'impegno dei lavoratori autonomi nel corso del mese”. Per la stessa ragione, si prevede che in caso di lavoro intermediato da piattaforma digitale, “l'accesso alla piattaforma da parte del lavoratore può essere consentito con spid, cie o cns oppure con un account rilasciato dalla stessa piattaforma ad un singolo codice fiscale con un sistema di autentificazione a più fattori''. Assoluto divieto ci cedere, poi, le credenziali dell’account a testo: la sanzione prevista va dai 600 a 1200 euro. 

I BONUS PER LE ASSUNZIONI  

Bonus per le assunzioni 2026 di giovani, donne e dipendenti nelle regioni sotto l'ombrello della Zes con un esonero del 100% dei contributi previdenziali per i datori 'virtuosi', per cui vengono messe a terra risorse fino a quasi 1 miliardo. 

Il bonus donne si rivolge ai datori di lavoro privati che, dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato donne di qualsiasi età, ovunque residenti, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi oppure prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno dodici mesi e che appartengono ad una delle categorie di 'lavoratore svantaggiato' definite dalle direttive europee. Il limite massimo di importo per ogni lavoratrice è di 650 euro su base mensile, ma sale a 800 euro se la lavoratrice è residente nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno. La spesa complessivamente prevista è pari a 26,5 milioni di euro per il 2026, di 63,7 milioni di euro per il 2027 e di 51,3 milioni di euro per il 2028, a cui si provvede a valere sul Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027. 

Per gli under 35 privi, da almeno 24 mesi, di impiego regolarmente retribuito ovvero sono privi da almeno 12 mesi di impiego regolarmente retribuito e appartenenti ad una delle categorie di ''lavoratore svantaggiato'' previste dalle direttive europee, il testo prevede lo stesso sgravio per chi assume - nello stesso range di tempo - tra questi soggetti, ''personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato''. Il beneficio è riconosciuto per un periodo massimo di ventiquattro mesi. Il limite massimo di importo è pari a 500 euro su base mensile per ciascun lavoratore, 650 per i datori che assumono in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Zes. Il limite di spesa è di 109,7 milioni di euro per l'anno 2026, di 252,4 milioni di euro per l'anno 2027 e di 135,4 milioni di euro per l'anno 2028, a cui si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista nell'ultima legge di bilancio.  

Infine, si prevede il medesimo esonero per quei datori privati che occupano fino a 10 dipendenti nel momento dell'assunzione, che dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 assumano personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. A patto però che assumano ''presso una sede o unità produttiva ubicata in una delle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno''. I benefici contributivi ammontano a 26 milioni di euro per l'anno 2026, di 60 milioni di euro per l'anno 2027 e di 34 milioni di euro per l'anno 2028, a cui si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista nell'ultima manovra. 

ALTRI TRE ANNI PER SCIVOLO ISOPENSIONE  

Confermata, nel decreto lavoro approvato in Cdm, la proroga fino al 2029 della possibilità per i lavoratori di uscire con un anticipo fino a sette anni (anziché quattro) tramite l'isopensione, lo 'scivolo', a carico delle aziende con almeno 15 dipendenti e in eccedenza di forza lavoro, introdotto dalla riforma Fornero. 

SALTA IL LAVORO DOMESTICO  

Saltano le misure sul lavoro domestico, presenti invece nelle bozze circolate nei giorni precedenti. Nel testo del decreto, infatti, spariscono le disposizioni sulla formazione per lavoratori domestici dedicati all'assistenza domiciliare, dove si prevedeva che "i percettori di Naspi che hanno esercitato come ultima occupazione attività di lavoro domestico sono tenuti alla frequenza di corsi di assistenza familiare". Via anche quelle sull'assunzione di lavoratori domestici disoccupati per assistenza a non autosufficienti, secondo cui, in caso di assunzione di disoccupati per assistere persone con disabilità, veniva riconosciuta una copertura figurativa dei contributi, per un valore corrispondente alle rate di Naspi a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto se fosse rimasto disoccupato. Nell'ultima versione del decreto, infine, manca anche l'incremento di 500 milioni di euro per il Fondo nuove competenze per l'anno 2026. 

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Categoria: economia

00:30

Il naso non ha più segreti, creata la prima 'mappa degli odori'

(Adnkronos) - Dopo la vista, l'udito e il tatto, adesso anche il naso non avrà più segreti. Un team di scienziati ha creato la prima 'mappa degli odori' in assoluto, un diagramma dettagliato dei recettori olfattivi che colma lacune ancora presenti nella comprensione del funzionamento di questo senso. I risultati - pubblicati sulla rivista 'Cell' - aprono la strada anche allo sviluppo di terapie migliori per la perdita dell'olfatto, una condizione salita alla ribalta delle cronache ai tempi della pandemia di Covid. Sebbene la capacità di sentire gli odori sia parte integrante della vita quotidiana e svolga un ruolo fondamentale nel fornirci informazioni sull'ambiente circostante, nell'avvisarci di potenziali pericoli, nell'esaltare il nostro senso del gusto e nell'evocare emozioni e ricordi, da un punto di vita scientifico l'olfatto era rimasto ancora "estremamente misterioso", spiega Sandeep Datta, professore di Neurobiologia al Blavatnik Institute della statunitense Harvard Medical School. La conoscenza della biologia del naso era indietro rispetto ad altri sensi.  

Lavorando sui topi, Datta e il suo team hanno dunque creato una mappa dettagliata di come sono organizzati gli oltre mille tipi di recettori olfattivi presenti nel naso. E hanno scoperto che, contrariamente a quanto gli scienziati avevano a lungo creduto, i neuroni che esprimono questi recettori presentano un elevato grado di organizzazione spaziale: formano strisce orizzontali, a seconda del tipo di recettore, dalla parte superiore del naso a quella inferiore. "I nostri risultati mettono ordine in un sistema che in precedenza si riteneva privo di ordine, cambiando concettualmente il modo in cui pensiamo che funzioni", illustra Datta, che è autore senior dello studio. I ricercatori hanno inoltre stabilito che la mappa dei recettori nel naso corrisponde alle mappe nel bulbo olfattivo del cervello, fornendo indizi su come le informazioni si spostano dal naso al cervello. Sebbene la mappa degli odori sia di per sé una scoperta entusiasmante, afferma Datta, fornisce anche informazioni fondamentali che potrebbero aiutare gli scienziati a sviluppare terapie in un ambito attualmente carente. "Non possiamo risolvere il problema degli odori senza comprenderne il funzionamento a livello basilare", sottolinea.  

Era dunque un gap da colmare. Da tempo infatti esistono mappe che descrivono come i recettori presenti nell'occhio, nell'orecchio e nella pelle sono organizzati per catturare e interpretare le informazioni uditive, visive e tattili, e gli scienziati hanno capito anche come corrispondono a quelle presenti all'interno del cervello. Tuttavia, "l'olfatto è stata l'unica eccezione; è il senso a cui è mancata una mappa per più tempo", evidenzia Datta. Questo è dovuto in parte alla sua maggiore complessità rispetto agli altri sensi. I topi, ad esempio, possiedono circa 20 milioni di neuroni olfattivi che esprimono più di mille tipi di recettori olfattivi, rispetto ai soli 3 tipi principali di recettori visivi per la visione dei colori. Ogni tipo di recettore olfattivo rileva un sottoinsieme unico di molecole odorose. Gli scienziati iniziarono a identificare i tipi di recettori olfattivi nel 1991. Nei successivi 35 anni, hanno studiato se esistesse una mappa olfattiva nel naso. La teoria prevalente suggeriva però che l'espressione dei recettori fosse in gran parte casuale. Datta nel suo lavoro si è occupato di vari aspetti, tra cui le cause della perdita dell'olfatto nei pazienti affetti da Covid e il modo in cui il cervello organizza le informazioni sugli odori. E con il progredire delle tecniche genetiche, insieme ai colleghi ha deciso di riprendere in considerazione l'idea di costruire la mappa. Nel nuovo studio, il team ha combinato il sequenziamento a singola cellula e le tecniche di trascrittomica spaziale per esaminare circa 5,5 milioni di neuroni in oltre 300 topi. La prima tecnica ha permesso di identificare quali recettori olfattivi fossero espressi dai neuroni nel naso, mentre la seconda ha consentito di determinarne la localizzazione. 

E adesso, fa notare Datta, "si può affermare che questo è probabilmente il tessuto neurale più sequenziato di sempre, ma avevamo bisogno di questa mole di dati per comprendere il sistema". Gli scienziati hanno scoperto che i neuroni sono organizzati in strisce orizzontali strette e sovrapposte, dalla parte superiore del naso a quella inferiore, in base al tipo di recettore olfattivo che esprimono. Questa mappa recettoriale altamente organizzata era coerente in tutti i topi e rispecchiava l'organizzazione delle mappe olfattive nel cervello, proprio come i ricercatori hanno osservato nella vista, nell'udito e nel tatto.  

I ricercatori hanno quindi studiato come si forma la mappa olfattiva nel naso e hanno identificato l'acido retinoico come elemento chiave. Hanno scoperto che un gradiente di questa molecola nel naso guida ciascun neurone ad esprimere il tipo corretto di recettore olfattivo in base alla sua posizione spaziale. L'aggiunta o la rimozione di acido retinoico ha causato uno spostamento verso l'alto o verso il basso della mappa dei recettori. Uno studio separato condotto dal laboratorio di un'altra scienziata di Harvard, Catherine Dulac, e pubblicato nello stesso numero di 'Cell', ha ottenuto risultati coerenti. Quello che si sta indagando ora è il motivo per cui le strisce recettoriali si trovano in quest'ordine specifico. Il team sta inoltre studiando i recettori olfattivi nei tessuti umani per comprendere in che misura la mappa sia coerente tra le diverse specie. Tale comprensione fornirà informazioni utili per sviluppare trattamenti, come le terapie con cellule staminali o le interfacce cervello-computer, per trattare la perdita dell'olfatto e le sue conseguenze, tra cui un aumento del rischio di depressione. "L'olfatto ha un effetto davvero profondo e pervasivo sulla salute umana, quindi ripristinarlo non è solo una questione di piacere e sicurezza, ma anche di benessere psicologico", conclude Datta. "Senza comprendere questa mappa, siamo però destinati a fallire nello sviluppo di nuove terapie". 

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Categoria: cronaca