Live Streaming

ULTIM'ORA

20:32

Cerundolo, paura al Queen's: pallina lo colpisce alla gola

(Adnkronos) - Paura per Francisco Cerundolo al Queen's. Oggi, venerdì 19 giugno, il tennista argentino ha battuto il britannico Arthur Fery nei quarti di finale dell'Atp 500 di Londra, torneo preparatorio a Wimbledon 2026, a cui Jannik Sinner arriva da campione in carica, in tre set con il punteggio di 7-6 (1), 3-6, 6-4 al termine di una partita caratterizzata da alcuni momenti di panico. 

Durante uno scambio infatti, Cerundolo è salito a rete per colpire con una volée, ma è stato centrato dal passante di rovescio di Fery, che lo ha colpito alla gola. L'argentino è quindi collassato a terra tenendosi il collo, con il britannico che ha subito superato la rete ed è andato a sincerarsi delle condizioni dell'avversario. 

Dopo qualche secondo a terra, dove Cerundolo è stato raggiunto dal giudice di sedia e dallo staff medico, l'argentino si è rialzato ed è tornato in campo, tra gli applausi del Queen's. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

20:17

Sinner e il pronostico di Mouratoglu: "È il favorito per Wimbledon"

(Adnkronos) - Jannik Sinner è il favorito per vincere Wimbledon 2026, parola di Patrick Mouratoglou. L'allenatore francese ha infatti espresso un giudizio fermo, per quanto un po' scontato ranking alla mano, alla vigilia dell'inizio dello Slam di Londra. Proprio nei giorni scorsi Sinner è arrivato nella capitale inglese per iniziare a prendere confidenza con l'erba, avendo scelto di non partecipare a nessun torneo preparatorio e allungare il riposo dopo il malessere accusato a Parigi. 

"Con il forfait di Alcaraz, Sinner è il grande favorito per Wimbledon", ha detto Mouratoglu in un video pubblicato sul suo profilo Instagram, "il livello a cui sta giocando in questo momento è nettamente superiore a quello degli altri. Tuttavia, non credo che quanto accaduto al Roland Garros influenzerà le prestazioni o la fiducia di Jannik Sinner".  

"Guardate ciò che ha realizzato da gennaio: è impressionante il numero di partite consecutive che ha vinto nei Masters 1000. Per questo sarà il grande favorito", ha spiegato l'allenatore, "essere il campione in carica comporta sempre una pressione aggiuntiva, ma penso che Jannik sia ormai abituato a gestire questo tipo di pressione. È il grande favorito e credo che sia il giocatore meglio posizionato per conquistare il titolo". I due rivali principali a contendere Wimbledon a Sinner, secondo Mouratoglu, sono Alexander Zverev e Novak Djokovic. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

20:05

Scontro tra due treni a nord di Londra, soccorsi in azione: si temono vittime e feriti

(Adnkronos) - Una collisione tra due treni si è verificata oggi, venerdì 19 giugno, nell'area di Bedford, a nord di Londra. Lo riferisce la British Transport Police, citata da Sky News. Sul posto sono intervenuti un'eliambulanza e una squadra specializzata nelle operazioni in aree a rischio (Hazardous Area Response Team), mentre l’East of England Ambulance Service ha classificato l’episodio come major incident. 

Le autorità invitano la popolazione a evitare la zona, in attesa di chiarire la dinamica dello scontro e di fornire informazioni sul numero delle persone coinvolte. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

20:03

Mondiali, oggi Stati Uniti-Australia - Diretta

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti tornano in campo ai Mondiali 2026. Oggi, venerdì 18 giugno, la Nazionale americana sfida l'Australia - in diretta tv e streaming - nella seconda giornata del girone D della rassegna iridata. La squadra allenata da ct Pochettino è reduce dalla netta vittoria dell'esordio contro il Paraguay, battuto 4-1, mentre l'Australia ha superato la Turchia 2-0. Si giocherà quindi, al Seattle Stadium di Seattle, per ipotecare il passaggio del turno e prendersi il primo posto del girone. 

 

A mezzanotte in programma la sfida tra Scozia e Marocco, alle 3 Brasile-Haiti. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

20:01

Mondiali, Van der Vaart: "Giapponesi sono tutti uguali". Accuse di razzismo

(Adnkronos) - Bufera e accuse di razzismo ai Mondiali 2026. L'ex calciatore del Real Madrid e della Nazionale olandese Rafael van der Vaart è entrato nel mirino della critica dopo aver espresso un giudizio valutato come razzista sul Giappone, ultimo avversario proprio dell'Olanda all'esordio nella rassegna iridata. 

Van der Vaart, in diretta televisiva a un emittente olandese per cui sta commentando i Mondiali, aveva detto infatti che "i giapponesi sono tutti uguali". Una frase infelice che ha provocato indignazione e portato alle scuse dell'ex calciatore: "Mi dispiace moltissimo. Posso capire che alcune persone possano aver trovato offensive le mie parole. Se ho ferito qualcuno con il mio commento, mi scuso", ha detto Van der Vaart.  

"Non era assolutamente mia intenzione offendere. Prendo molto sul serio le reazioni e comprendo che le mie parole possano essere interpretate in modo diverso", ha continuato Van der Vaart, "per questo motivo, voglio anche sottolineare che non avevo assolutamente intenzioni razziste o discriminatorie con la mia osservazione. Spero che le mie intenzioni e il contesto del commento siano più chiari dopo questa spiegazione". 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

20:00

Ultimo, il concerto‑evento diventa un caso di studio all'Università Tor Vergata

(Adnkronos) - A pochissime settimane da Ultimo 2026 – La favola per sempre, il live più atteso dell’anno, che ha registrato lo storico sold out di 250mila biglietti venduti in sole tre ore e con un anno di anticipo, l’Ateneo di Roma Tor Vergata sta seguendo dall’interno i lavori di preparazione e costruzione di questo evento da record. Come annunciato nei giorni scorsi dal rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, l’Ateneo, per questo concerto-evento, è coinvolto anche in un'attività di ricerca sulle tecnologie per lo spettacolo. Un’iniziativa che rafforza il dialogo tra produzione culturale, ricerca scientifica e innovazione. 

Questo evento, ospitato all'interno del campus universitario, su un'area di 150mila mq (15 ettari), rappresenta anche una straordinaria occasione per coinvolgere studenti e studentesse provenienti dalle diverse facoltà dell’Ateneo in specifici progetti di stage, di ricerca e attività di tesi. In relazione alla parte tecnologica, gli studenti di Roma Tor Vergata sono parte attiva del progetto di ricerca guidato dai professori Marco Re e Mauro De Sanctis, del dipartimento di Ingegneria Elettronica, affiancati dalla produzione dello show, ovvero dalla squadra di Vivo Concerti, produttore e organizzatore dell’evento, e Agorà, azienda che cura la parte tecnologica relativa ad audio, video e luci.  

Le attività di ricerca dell'Ateneo in relazione al concerto sono due: la prima riguarda l’impatto acustico e quindi le emissioni sonore nelle aree posteriori e laterali del palco; la seconda, relativa alle telecomunicazioni, studierà mediante misure passive in loco, lo stato del traffico di dati quando decine di migliaia di telefoni cellulari sono presenti in una regione ristretta di spazio. Inoltre alcuni studenti sono stati selezionati in base alle competenze e alle aree di interesse per ricoprire un ruolo fattivamente operativo sull’evento del 4 luglio. Questi saranno inseriti nei diversi reparti di Vivo Concerti grazie ad internship extracurricolari e sperimenteranno in prima persona il lavoro e la gestione di un evento così complesso e mastodontico. La realizzazione de La Favola per Sempre all’Università di Roma Tor Vergata è un’occasione più unica che rara, e un caso di studio senza precedenti, per avvicinare l’Ateneo, gli studenti e il mondo del lavoro. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

19:56

Sorelle scomparse in Abruzzo, proseguono ricerche nel lago di Barrea

(Adnkronos) - Le ricerche delle due sorelle scomparse in Abruzzo sono proseguite nella zona del lago di Barrea, dove nei giorni successivi alla scomparsa si erano concentrate attività di perlustrazione da parte di vigili del fuoco, volontari e Protezione civile. 

Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sulle piste seguite e sulle verifiche in corso. Ma delle adolescenti Sarah e Alisya Di Giacinto al momento nessuna traccia. In forse anche l'attribuzione a una delle due sorelle del fermaglio trovato non lontano dalla casa famiglia: potrebbe non essere di Sarah come in un primo momento si era detto, dal momento che il padre non l'ha riconosciuto. 

Di loro non si hanno più notizie da oltre una settimana. La procura di Sulmona, del caso si sta occupando il pm Stefano Iafolla, ha aperto un nuovo fascicolo, ipotizzando il reato di abbandono di minore nei confronti dei responsabili della struttura che ospitava le ragazze. 

L'iscrizione nel registro degli indagati sarebbe un atto dovuto, conseguente alla denuncia, presentata dal padre delle ragazzine, assistito dall'avvocato Francesco Riccardi, che sembrano svanite nel nulla. Il nuovo procedimento si affianca a quello già avviato nei giorni scorsi per sottrazione di minore. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

19:47

Spagna, Borja Iglesias scorda pass e sicurezza non lo fa entrare

(Adnkronos) - Borja Iglesias resta fuori... dal ritiro della Spagna. Il calciatore iberico, attaccante del Celta Vigo, è stato fermato dalla sicurezza all'esterno della struttura che ospita le Furie Rosse, impegnate nei Mondiali 2026, che non volevano farlo entrare. Il calciatore era infatti sprovvisto del pass, e nessuno lo ha riconosciuto. 

"Sono un giocatore della Nazionale, devo entrare", ha detto Iglesias all'addetta alla sicurezza, come mostrato da un video diventato rapidamente virale su X. "Hai il pass? Sei un giocatore?", gli hanno chiesto al cancello, "Sì, sono un calciatore", è stata la risposta del centravanti del Celta Vigo. 

Iglesias ha poi chiamato qualcuno dello staff della Nazionale, che lo ha fatto entrare nel ritiro della Spagna. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

18:42

Anne Hathaway è incinta, diventerà mamma per la terza volta: l'annuncio

(Adnkronos) - Anne Hathaway è incinta. L'attrice statunitense lo ha rivelato con un videoclip condiviso sul suo profilo social nelle ultime ore: "Baby sono tua", ha scritto riprendendo il celebre brano omonimo 'Baby I'm Yours' di Barbara Lewis. 

Nel filmato appare Hathaway inizialmente con le braccia incrociate quasi a nascondere le forme. Poi, l'attrice con disinvoltura allontana le braccia e scopre il pancione già evidente.  

 

 

Così l'attrice Hathaway - reduce dal successo de 'Il diavolo veste Prada 2' - ha annunciato sui social di aspettare il suo bambino, il terzo dal marito Adam Shulman.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

18:40

Fii, Stella Li: "Italia centrale per la strategia Byd in Europa, spingeremo ricerca e design"

(Adnkronos) - L’Italia è un Paese centrale nella strategia europea di Byd, non solo come mercato, ma anche come piattaforma per design, marketing e ricerca. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Stella Li, Executive Vice President e CEO Americas, Europe and Mena di Byd Company Limited. 

Li presenta Byd come "un’azienda di ingegneri". Il gruppo, spiega, ha quasi un milione di dipendenti e oltre il 10% lavora nell’ingegneria. Gli ingegneri dedicati alla ricerca e sviluppo sono 120mila e l’azienda, secondo i numeri indicati dalla manager, sviluppa 52 brevetti per giorno lavorativo. È da questa base tecnologica che nasce la strategia del gruppo cinese: entrare nei mercati non solo vendendo automobili, ma usando la tecnologia per cambiare l’esperienza di guida e la vita quotidiana delle persone. 

In Europa, il principale ostacolo alla diffusione dell’elettrico resta la prudenza dei consumatori. Molti automobilisti esitano a passare ai veicoli elettrici perché temono la carenza di infrastrutture di ricarica e soffrono ancora la cosiddetta "range anxiety", l’ansia da autonomia. Per rispondere a queste preoccupazioni, Byd ha sviluppato la tecnologia Dmi, pensata per consentire un uso elettrico nei tragitti quotidiani e una modalità ibrida plug-in nei viaggi più lunghi, con consumi ridotti. 

Il nodo infrastrutturale resta però decisivo. Secondo Li, le tre sfide principali per il settore nei prossimi anni saranno la rete di ricarica, le prestazioni a basse temperature e i tempi di ricarica. Da qui lo sviluppo della ricarica flash, con stazioni da un megawatt che, secondo la manager, possono rendere l’auto pronta in cinque minuti e portare la batteria dal 10 al 97% in nove minuti. Anche con temperature fredde, aggiunge, servirebbero solo tre minuti in più. 

Byd lavora anche a una soluzione che combina caricatore e batteria, pensata per i luoghi in cui la rete elettrica non ha potenza sufficiente. Secondo Li, il sistema può essere installato dove siano disponibili almeno 100 kilowatt, senza aggiungere ulteriore pressione alla rete, sfruttando l’elettricità nelle ore serali e immagazzinandola nelle batterie per alimentare caricatori da uno a tre megawatt. 

L’Italia, in questo quadro, ha un ruolo particolare. "È un Paese molto importante per noi", sottolinea Li. Byd ha un grande ufficio a Milano e ha creato una design house nel capoluogo lombardo. In prospettiva, questa presenza potrà diventare un quartier generale per il marketing e per il design fuori dalla Cina. La società intende inoltre spingere molto sulla ricerca e sviluppo nel nostro Paese. 

Li cita anche il progetto Marco Polo, realizzato insieme al professor Jeffrey Sachs, come simbolo di una nuova via della seta elettrica. Se 750 anni fa Marco Polo impiegò anni per arrivare in Cina, il nuovo viaggio sarà percorso con auto elettriche Byd, partendo da Roma e attraversando circa 12 Paesi per 15mila chilometri in 43 giorni. Lungo questo percorso, definito "secret road", Byd installerà più di 15 caricatori flash per sostenere il viaggio. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:40

Fii, Hasani: "La prossima AI deve uscire dai data center e andare nei dispositivi"

(Adnkronos) - La prossima fase dell’AI non sarà soltanto nei grandi data center, ma nei dispositivi che usiamo ogni giorno: telefoni, laptop, auto, aerei, robot e sistemi industriali. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Ramin Hasani, co-founder e CEO di Liquid AI. 

Liquid AI, spiega Hasani, è una società nata tre anni fa come spin-off del Mit e lavora sui foundation model costruiti da zero. L’obiettivo non è semplicemente creare modelli sempre più grandi, ma massimizzare l’intelligenza nella versione più piccola possibile di un processore. "Vogliamo capire come costruire il tipo più potente di intelligenza, ma tenendo conto di dove questa intelligenza debba andare", osserva. 

Il punto di partenza è una critica al modo in cui oggi si parla di AI. Gran parte dell’attenzione è concentrata su modelli potenti ma pesanti, collocati nei data center. Hasani ricorda invece che fuori dai data center esistono circa 35 miliardi di processori, distribuiti in dispositivi personali, computer, automobili, aerei, macchine industriali e infrastrutture. È lì che Liquid AI vuole portare l’intelligenza. 

La tecnologia sviluppata dalla società si basa sui "liquid foundation models", definiti così per la loro flessibilità. Hasani precisa che non si tratta di un’architettura basata sui transformer, ma di una tecnologia diversa, pensata per portare capacità di AI avanzate nei dispositivi di uso quotidiano. La società lavora con clienti enterprise: produttori di smartphone, produttori di personal computer, aziende dei semiconduttori e costruttori automobilistici. 

La differenza, secondo Hasani, sta nel progettare i modelli direttamente per i processori e nel considerare fin dall’inizio il costo energetico dell’intelligenza. Non è un adattamento successivo, ma una scelta strutturale. Questo approccio, aggiunge, rende i modelli utili anche nei data center, soprattutto in applicazioni che richiedono bassissima latenza, come e-commerce e tecnologie finanziarie. 

Alla domanda sulla prossima grande frontiera dell’AI, Hasani indica prima di tutto "l’automazione dell’automazione". I grandi modelli sono ormai in grado di generare codice in modo autonomo e questo apre la strada a pipeline sempre più automatizzate, in cui gli esseri umani diventano coordinatori e orchestratori di grandi sistemi autonomi. 

La seconda frontiera è l’AI nel mondo reale. Hasani cita la scoperta scientifica, dalla chimica alla fisica, dalla matematica alla ricerca di nuove soluzioni in diversi campi della conoscenza. Un altro ambito decisivo è la robotica. Per portare l’AI dentro i robot, però, servono modelli più affidabili, capaci di ridurre il rischio di allucinazioni e di funzionare in ambienti fisici dove l’errore può avere conseguenze concrete. 

Per Hasani, le opportunità più importanti sono quindi nei sistemi autonomi, nell’AI applicata alla scoperta scientifica e nella robotica. Ma tutte queste frontiere richiedono una condizione: portare intelligenza potente, efficiente e affidabile fuori dai data center, dove oggi la maggior parte della discussione sull’AI continua a concentrarsi. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:39

Fii, Cabral: "Intesa Brasile-Ue sui minerali critici pilastro per l’autonomia europea"

(Adnkronos) - L’accordo tra Brasile e Unione europea sui minerali critici può diventare un pilastro fondamentale per rafforzare il rapporto tra le due sponde dell’Atlantico e sostenere l’autonomia industriale europea. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Ana Cabral, Co-Chairperson e CEO di Sigma Lithium, una delle principali società attive nel settore del litio. 

Cabral colloca l’intesa dentro un quadro più ampio. L’Europa vuole industrializzare una parte della filiera dei materiali critici all’interno del continente, mentre il Brasile è interessato ad attrarre partner disposti a investire nel Paese e a sviluppare la catena del valore fino al punto in cui dispone di vantaggi competitivi. È in questo spazio intermedio, il cosiddetto midstream della supply chain, che le partnership strategiche possono diventare decisive. 

Sigma Lithium, spiega Cabral, industrializza il litio fino alla produzione di ossido di litio. Non si tratta quindi di esportare semplicemente materia prima grezza, ma di portare avanti una prima fase di trasformazione industriale nel Paese produttore. Questo consente di rendere il materiale più competitivo e più coerente con le esigenze delle filiere internazionali. 

Per l’Europa, il tema non riguarda solo l’accesso ai materiali. Secondo Cabral, il continente deve cercare ambienti produttivi a basso costo, ma anche materiali tracciabili e sostenibili, in linea con il proprio modello regolatorio e industriale. La competitività europea passa anche da qui: costruire autonomia senza perdere il vantaggio della sostenibilità e della trasparenza delle filiere. 

L’America Latina, in questo quadro, può diventare un partner naturale. Cabral cita Brasile, Argentina, Cile e Perù come Paesi con un settore minerario e di trasformazione ormai industrializzato, sottoposto a regole stringenti e con una lunga tradizione di organizzazione del lavoro. Nel caso del litio, aggiunge, non esiste davvero la possibilità economica di vendere solo minerale grezzo: servono gradi diversi di industrializzazione nel Paese in cui il materiale viene prodotto. 

La sostenibilità, per Cabral, non è un elemento accessorio, ma una condizione della collaborazione. Il Brasile, osserva, ha una delle normative sul lavoro più stringenti al mondo e le imprese devono rispettare livelli elevati di compliance. Sigma Lithium, ricorda, ha raggiunto 1.010 giorni senza incidenti con perdita di tempo e non ha mai registrato fatalità. Non viene presentato come un traguardo straordinario, ma come il rispetto di un obbligo. 

È proprio questa combinazione di industrializzazione, tracciabilità, regole del lavoro e sostenibilità che può rendere il Brasile e l’America Latina partner importanti per l’Europa. Per Cabral, l’obiettivo brasiliano è trasformare la ricchezza mineraria in prosperità per il Paese, mentre l’Europa può trovare nella regione una base solida per rendere concreta la propria strategia sui materiali critici. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:25

Sicurezza, sistema italiano di fronte a sfide nuovo disordine globale

(Adnkronos) - In uno scenario internazionale caratterizzato da crescente instabilità geopolitica, competizione strategica tra potenze, minacce ibride e profonde trasformazioni tecnologiche, la capacità di comprendere e governare la complessità rappresenta una delle principali sfide per la tutela degli interessi nazionali. Questi i temi al centro del seminario 'Il sistema di sicurezza italiano di fronte alle sfide del nuovo disordine globale', promosso presso Europa experience 'David Sassoli', sede di rappresentanza del Parlamento europeo in Italia, nell'ambito del corso di alta formazione 'Leadership, intelligence e difesa', organizzato da Spes Academy 'Carlo Azeglio Ciampi', Fondazione Aises, ConnectEd Mind e Società italiana di intelligence (Socint). 

Dopo i saluti istituzionali di Fabrizio Spada, responsabile dell'ufficio del Parlamento europeo in Italia, sono intervenuti Valerio De Luca, presidente della Fondazione Aises e direttore della Spes Academy, Luca Scognamillo, Capo di gabinetto del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), l'ambasciatore Francesco Talò, inviato speciale Imec e Daniele Ruvinetti, senior advisor della Fondazione MedOr. 

Nel suo intervento introduttivo, Valerio De Luca ha evidenziato il legame tra sicurezza nazionale, leadership e qualità delle decisioni: "La sicurezza nazionale -ha affermato- dipende sempre meno dalla sola disponibilità di risorse e sempre più dalla qualità delle decisioni. È da questa consapevolezza che nasce ConnectEd Mind, la prima startup italiana dedicata alla sicurezza cognitiva, sviluppata per rafforzare i processi decisionali attraverso l'integrazione tra pensiero critico, leadership, intelligenza artificiale e metodo dell'intelligence. Oggi la frontiera della sicurezza è cognitiva e la capacità di una Nazione di affrontare le sfide del futuro dipende dalla qualità delle decisioni di chi la guida". 

Nel corso del seminario è stato illustrato il ruolo del sistema del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica nel supporto ai processi decisionali dello Stato. Particolare attenzione è stata dedicata al nuovo modello di gestione delle crisi e alla innovazione introdotta dal Dpcm del 22 aprile 2026, volto a rafforzare il coordinamento interistituzionale e la capacità di risposta del sistema nazionale di fronte a minacce sempre più complesse e multidimensionali. 

L'ambasciatore Francesco Maria Talò ha evidenziato come l'attuale fase di disordine globale imponga una riflessione sull'evoluzione dell'architettura della sicurezza internazionale e sul ruolo della cooperazione tra alleati e partner strategici: "L'architettura della sicurezza internazionale -ha spiegato- non si fonda più soltanto sugli equilibri militari, ma anche sulla capacità delle democrazie di garantire sicurezza energetica, tecnologica, economica e infrastrutturale. In un contesto segnato da competizione strategica e crescente frammentazione, il rafforzamento della cooperazione tra partner e alleati rappresenta una condizione essenziale per la stabilità, la prosperità e lo sviluppo. Il vecchio ordine internazionale non tornerà più, inutile averne nostalgia; dobbiamo adeguarci ad una realtà di caos ed incertezza; per questo occorre essere più agili nei processi decisionali ed abbattere i compartimenti stagni di strutture che non rispondono alle sfide orizzontali del momento". 

Daniele Ruvinetti ha richiamato l'attenzione sulla necessità di rafforzare la resilienza strategica del sistema Paese in uno scenario caratterizzato da rischi sempre più interconnessi: "La sicurezza contemporanea -ha detto- richiede una visione integrata capace di coniugare intelligence, innovazione, resilienza economica e sviluppo del capitale umano. La capacità di proteggere infrastrutture critiche, filiere industriali strategiche ed ecosistemi dell'innovazione rappresenta oggi un elemento decisivo per la competitività e la sicurezza del sistema Paese. Investire nella cultura della sicurezza significa rafforzare la capacità delle istituzioni e delle organizzazioni di affrontare con efficacia scenari sempre più complessi e interconnessi". Nel corso del dibattito è emersa la necessità di rafforzare una cultura della sicurezza capace di integrare intelligence, innovazione tecnologica, sicurezza economica, resilienza democratica e sviluppo del capitale umano. In uno scenario internazionale sempre più competitivo e caratterizzato da profonde trasformazioni geopolitiche e tecnologiche, la formazione delle nuove classi dirigenti rappresenta un investimento strategico per la resilienza e la competitività del sistema Paese. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:12

Continuità al vertice di Sport e Salute, confermati Presidente Mezzaroma, ad Nepi Molineris e l'intero CdA

(Adnkronos) - L’Assemblea degli Azionisti di Sport e Salute, società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha confermato integralmente il Consiglio di Amministrazione, riconoscendo il lavoro svolto nell’ultimo triennio e il percorso di crescita e consolidamento della Società. Confermati alla guida il Presidente Marco Mezzaroma e l’Amministratore Delegato Diego Nepi Molineris. Rinnovati anche i componenti del CdA Maria Spena, Rita Di Quinzio e Fabio Caiazzo. Le designazioni hanno ricevuto il parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato. Presidente del Collegio dei Sindaci è Piero Alonzo; completano il Collegio Claudia Adami ed Elena Gazzola. 

L’Assemblea ha inoltre approvato il bilancio 2025, che conferma una fase di forte crescita e sviluppo: valore della produzione record pari a 183 milioni di euro, risultato operativo di 13,07 milioni e un utile di 13,7 milioni. Nel corso dell’anno Sport e Salute ha gestito circa 1,3 miliardi di euro di risorse, sostenendo programmi per lo sport, la promozione dell’attività fisica e lo sviluppo dei territori. Sono state organizzate circa 1 milione di ore di attività sportive con oltre 2,5 milioni di partecipanti. Realizzati 195 nuovi impianti sportivi per 85 milioni di euro e gestiti oltre 1.600 progetti sociali e sportivi sul territorio nazionale. A questi numeri si aggiungono le 145 giornate dedicate ai grandi eventi sportivi e non solo, oltre al ruolo di soggetto attuatore dell’America’s Cup, in programma nel 2027, fortemente voluta dal Governo italiano. Rilevanti anche i risultati dei programmi per giovani e scuola: con Scuola Attiva, nell’anno scolastico 2024-2025, sono stati coinvolti circa 2,2 milioni di bambini e ragazzi tra 5 e 13 anni, il 12,6% in più rispetto all’anno precedente, con 12.200 scuole partecipanti e 7.700 tutor e tecnici federali. 

Sul fronte della formazione, la Scuola dello Sport ha realizzato 184 attività con oltre 18.000 partecipanti - un forte impegno contro il “drop out” sportivo - insieme a 124 iniziative rivolte agli Organismi Sportivi. Organizzati inoltre 104 eventi territoriali dei Giochi della Gioventù e 35 iniziative del progetto “Sport è Salute”, con oltre 300.000 beneficiari. Prosegue infine la modernizzazione del sistema sportivo nazionale con l’aggiornamento del Censimento degli impianti sportivi nel 90% delle regioni italiane, il coinvolgimento di 4.800 Comuni e il potenziamento del Registro delle attività sportive dilettantistiche. La conferma del CdA rappresenta un riconoscimento del lavoro svolto e rafforza la strategia di Sport e Salute nel sostenere lo sport italiano come leva di crescita sociale, educativa ed economica per il Paese. 

“Sono stati tre anni di lavoro intensi, in cui abbiamo tradotto le linee guida del Governo in progetti e azioni concrete in tutta Italia, come dimostra il bilancio approvato oggi. Per questa fiducia rinnovata a tutto il CdA, ringrazio il Governo e in particolare i Ministri Giorgetti e Abodi, così come le Commissioni parlamentari. La interpreto come un riconoscimento al lavoro svolto da tutte le donne e gli uomini di Sport e Salute. Soprattutto è un mandato a proseguire lungo questo percorso", le parole di Marco Mezzaroma, dopo la conferma alla presidenza di Sport e Salute. "Nei prossimi tre anni vogliamo alzare l'asticella e portare lo sport lì dove ancora non arriva, dalla scuola alle periferie geografiche e sociali, abbattendo ogni barriera d'accesso. Continueremo a valorizzare i territori e ad attrarre grandi eventi internazionali, lavorando con determinazione al fianco del sistema sportivo e delle istituzioni. Lo sport è una leva strategica per il Paese, merita il massimo impegno quotidiano e noi continueremo a garantirlo”, ha aggiunto Mezzaroma. 

“Siamo felici e orgogliosi per questa riconferma e ringraziamo il Governo, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e le Commissioni parlamentari di Camera e Senato per la fiducia accordata. Tre anni fa Sport e Salute era una realtà da costruire, con un progetto ambizioso. Oggi è una Società consolidata, con un ruolo riconosciuto nel sistema sportivo nazionale. Gli obiettivi del mandato sono stati raggiunti grazie a risultati concreti, continuità d’azione e affidabilità istituzionale e operativa". Lo ha dichiarato Diego Nepi Molineris, dopo la conferma ad Amministratore Delegato di Sport e Salute. "Il bilancio 2025 conferma la crescita della Società, con risultati economici, gestionali e sociali importanti e il massimo valore della produzione dalla sua nascita, dimostrando la solidità del modello e la capacità di generare valore per lo sport italiano. Abbiamo lavorato per rendere lo sport sempre più accessibile, riconoscendolo come diritto fondamentale, strumento di prevenzione, benessere e qualità della vita, oltre che come elemento di crescita sociale ed educativa, in linea con l’articolo 33 della Costituzione. Un ringraziamento va a tutta la squadra di Sport e Salute che ha reso possibile questo percorso. Ora ci attendono nuove sfide, che affronteremo con visione, entusiasmo e responsabilità”. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

18:08

Fii, Schiattarella: "Nel Golfo la modernità non deve copiare l’Occidente"

(Adnkronos) - Costruire nel Golfo non significa importare modelli occidentali, ma aiutare i Paesi emergenti a trovare una propria via alla contemporaneità. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Andrea Schiattarella, CEO di Schiattarella Associati, studio romano di architettura con una lunga presenza in Arabia Saudita. 

"Siamo presenti lì dal 2010", racconta Schiattarella, ricordando il lavoro svolto soprattutto sugli asset culturali. Tra i progetti citati ci sono Diriyah Art Futures, indicato come il primo centro di arte digitale del Middle East, e il lavoro per la sede del Red Sea Film Festival a Gedda. "Abbiamo lavorato abbastanza intensamente nel Paese e abbiamo acquisito una discreta notorietà", spiega. 

L’esperienza saudita, osserva, nasce da un cambio di approccio. Quando lo studio è arrivato nel Paese, si è trovato davanti a un sistema che tendeva a importare modelli occidentali: città costruite su maglie cartesiane, grandi autostrade di stampo americano, edifici e grattacieli potenzialmente replicabili "da Dubai al Nuovo Messico". La scelta di Schiattarella Associati è stata diversa: ascoltare la realtà locale, la cultura del posto e lavorare su quel patrimonio per sviluppare un linguaggio contemporaneo radicato nel contesto. 

"La vera sfida oggi, un po’ in tutti i settori per questi Paesi emergenti, è indagare come culture differenti da quelle occidentali possano avere una loro contemporaneità, un loro futuro", sottolinea Schiattarella. Il punto, spiega, è costruire luoghi moderni che non sembrino semplicemente estensioni di Londra, Parigi o New York, ma che mantengano un’impronta riconoscibile e legata alla cultura locale. 

Da qui il richiamo alla "biodiversità culturale" e alla "biodiversità architettonica". Come in ecologia la perdita di biodiversità riduce la ricchezza del pianeta, anche l’omologazione globale dei linguaggi architettonici rischia di impoverire le culture. "La globalizzazione non va combattuta, perché lo scambio è una grande cosa", precisa. Ma lo scambio, conclude, deve avvenire "alla pari tra le varie e diverse culture". È questa, per Schiattarella, una delle sfide più rilevanti non solo per l’architettura, ma per l’umanità. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:07

Fii, Rama: "Albania più vicina che mai all’Ue, chiudere negoziati entro fine 2027"

(Adnkronos) - L’Albania è "più vicina che mai" all’ingresso nell’Unione europea e l’obiettivo condiviso con la Commissione è chiudere tutti i capitoli negoziali "fino alla fine del 2027". A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Edi Rama, primo ministro della Repubblica d’Albania, intervenuto a margine dei lavori del summit promosso dal Future Investment Initiative Institute. 

Rama risponde anche alle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che a Evian ha rivendicato il ruolo dell’accordo Italia-Albania sui migranti come esperienza anticipatrice rispetto alle nuove intese europee. "Bisogna credere a quello che dice il vostro presidente del Consiglio", dice il premier albanese, riconoscendo a Meloni di essere stata "all’avanguardia di questo sforzo e di questa battaglia". "Tutto il credito va a lei", aggiunge, auspicando che il percorso avviato "sia utile per l’Italia e per l’Europa". 

Sul processo di adesione all’Ue, Rama respinge l’idea che il traguardo sia ancora lontano. "Non è lontano, è più vicino che mai", sottolinea. L’Albania, candidata dal 2014, ha aperto i negoziati nel 2020 e ora, ricorda il premier, "abbiamo aperto tutti i capitoli dei negoziati" e superato "quel momento intermedio che apre la strada alla chiusura dei capitoli". 

Le proteste in corso nel Paese, legate anche al contestato progetto immobiliare da quattro miliardi di dollari associato alla famiglia Kushner-Trump, non vengono lette da Rama come un freno al percorso europeo. "Le proteste sono parte organica di una società libera e democratica, sono dappertutto", dice. Anzi, per il premier rappresentano "un’altra ragione per rispettare l’Albania come un Paese libero, democratico, dove c’è dibattito e dove ci sono anche proteste pacifiche". 

Alla domanda su cosa debba fare l’Europa per tornare ad attrarre capitali e mantenere gli investimenti, Rama individua un nodo essenzialmente politico. "Tutto il resto è chiarissimo, tutti sanno quello che manca, tutti sanno quello che deve essere raggiunto", osserva. Le risorse ci sono, così come "le capacità, i talenti, la conoscenza". Ma serve una scelta di fondo: "Vuole l’Europa funzionare come una potenza importante nel nuovo scacchiere mondiale?". Per Rama, senza la capacità di prendere decisioni giuste, rapide e poi adottarle in tutto il suo perimetro, il continente rischia di non tradurre il proprio potenziale in potenza reale. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:06

Fii, Bonomi: "In Europa i capitali ci sono, serve un cambio di attitudine"

(Adnkronos) - Gli 800 miliardi di investimenti indicati dal piano Draghi per rilanciare la competitività europea possono sembrare molti, ma il vero problema non è la mancanza di capitali. È la capacità di usarli. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Andrea Bonomi, chairman di Investindustrial. 

"Sembrano tanti quei capitali, ma in verità ci sono", osserva Bonomi. Il continente, secondo il chairman di Investindustrial, ha bisogno soprattutto di "un cambio di attitudine", di "un cambio di regolamentazione" e di una maggiore capacità di pianificazione. Il paragone è con i Paesi del Golfo: "Gli arabi hanno un piano che si chiama vision plan e noi abbiamo degli studi. Adesso bisogna passare dagli studi all’implementazione". 

Investindustrial ha già investito in Arabia Saudita, in particolare nel settore alimentare. Per Riyad, spiega Bonomi, la food security è un tema cruciale. L’operazione citata riguarda l’acquisizione di un leader nel ketchup, inserito in una piattaforma food già di dimensioni tali da permettere nuove operazioni nel mercato saudita. La parola chiave, anche qui, è scala: rendere le aziende abbastanza grandi da competere e crescere sui mercati globali. 

Bonomi interviene anche sul tema delle quotazioni italiane e del ricorso sempre più frequente al mercato americano da parte delle nuove aziende tecnologiche. "Gli Stati Uniti hanno un mercato dei capitali molto più forte del nostro", riconosce. Ma questo non significa che l’Europa sia condannata a restare indietro. Serve, piuttosto, recuperare una diversa visione della borsa: "La borsa non è una fine, ma un inizio di costruire qualcosa". 

Gli interventi sul Tuf e sulla regolamentazione vengono giudicati "passi nella buona direzione", ma non sufficienti se non accompagnati da un’attitudine più favorevole agli imprenditori. "I governi devono continuare, e lo stanno facendo, ma devono accelerare", afferma Bonomi. L’Europa, conclude, deve ritrovare "il coraggio che c’era dopo la guerra o negli anni ’50", quando si costruivano impianti, industrie e infrastrutture. Oggi la sfida è tornare a costruire, ma con impianti e metodologie più moderne. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:04

Fii, Buono: "newcleo verso quotazione Usa, operazione può chiudersi in poche settimane"

(Adnkronos) - La quotazione americana di newcleo procede e potrebbe chiudersi "nell’arco di un paio di settimane da quando il filing fatto con la Sec diventa pubblico.". A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Stefano Buono, fondatore e Ceo di newcleo, intervenuto sul percorso della società tra Europa e Stati Uniti e sulla scelta di guardare al Nasdaq per finanziare l’innovazione nel nucleare avanzato. 

"Il progetto della quotazione sta andando molto bene", spiega Buono. L’operazione avviene attraverso un merger con una società americana già presente sul mercato, un percorso che, secondo il fondatore di newcleo, ha già superato "la parte più difficile". La società ha raccolto "220 milioni di sottoscrizioni" per il momento in cui il merger sarà effettivo e ha depositato il dossier alla Sec. La valutazione indicata è di circa "2,4 miliardi di euro". 

La scelta degli Stati Uniti è legata alla natura stessa dell’azienda. "Ho sempre pensato al mercato americano come un possibile outcome, perché siamo un’azienda innovatrice e quindi il mercato americano è più naturale", spiega. Il passaggio è stato accelerato dall’ingresso operativo nel sistema americano: newcleo, afferma, è "l’unica azienda al mondo" con un progetto avanzato per una fabbrica di combustibile da materiale nucleare riciclato, reso possibile anche da un recente cambiamento di policy negli Stati Uniti. 

Buono affronta anche il tema più generale della distanza tra Europa e Stati Uniti nei mercati dei capitali. Per aziende come newcleo, dice, serve un mercato capace di comprendere e finanziare l’innovazione. "I capitali che ci sono negli Stati Uniti a disposizione di questo tipo di investimenti sono almeno cento volte quelli che ci sono in Europa", afferma. Una differenza che rende il mercato americano "proprio un’altra dimensione". 

La raccolta servirà a finanziare più fronti. In Italia, newcleo ha costruito una macchina che Buono definisce rappresentativa di un futuro Smr: ha la complessità di un reattore nucleare, ma è riscaldata dall’elettricità e non dalla reazione nucleare, con una potenza significativa di 10 megawatt. "Addirittura c’è una turbina di Fincantieri che abbiamo installato due giorni fa", aggiunge. Il capitale raccolto servirà anche ad avanzare nel licensing, ad avviare la costruzione della fabbrica americana del combustibile, a sviluppare il reattore negli Stati Uniti e a proseguire i progetti europei in Slovacchia e Francia. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:03

Fii, Benigni: "L'industria è in un momento d'oro, ma l’Europa non faccia solo procurement"

(Adnkronos) - L’industria europea della difesa vive un "momento d’oro", ma gli investimenti in arrivo non devono limitarsi agli acquisti: devono rafforzare tecnologie, competenze e filiere industriali. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Domitilla Benigni, electronics engineer, Ceo e Coo di ELT Group, intervenuta al forum dedicato agli investimenti e alla sicurezza europea. 

ELT Group è presente da anni in Arabia Saudita e dal 2022 ha costituito una società di diritto saudita. Una scelta, spiega Benigni, coerente con una visione di lungo periodo e con Saudi Vision 2030. Nel Paese il gruppo sta pianificando il trasferimento progressivo di attività di logistica e manutenzione, con l’obiettivo di arrivare anche allo sviluppo di nuovi prodotti nel proprio settore. 

Il tema delle competenze è centrale. Nel comparto dell’elettromagnetismo, sottolinea Benigni, i talenti sono ancora insufficienti: "Siamo tutti in Europa soprattutto alla ricerca di talenti". Il punto riguarda non solo le imprese, ma la capacità dell’intero ecosistema europeo di reggere una fase di forte crescita della spesa per sicurezza e difesa. 

"Questi investimenti plurimiliardari nella difesa che l’Europa sta finalmente facendo" aprono una fase nuova, osserva. Ma vanno affrontati con entusiasmo e, allo stesso tempo, con attenzione. "Dobbiamo tutti utilizzare questi investimenti in maniera appropriata", avverte Benigni. La priorità deve essere orientare le risorse verso nuovi prodotti, nuove tecnologie e nuove competenze. 

Da qui il messaggio al sistema europeo: "Non bisogna solo fare procurement". Secondo Benigni, limitarsi agli acquisti non aiuta davvero le industrie. Serve invece una crescita dell’ecosistema industriale della difesa, con una strategia di lungo periodo e una maggiore capacità di execution. L’Europa, ricorda, ha identificato con trasparenza i propri gap tecnologici. Ora deve colmarli, mettendo a terra i piani e trasformando le risorse disponibili in capacità industriale, innovazione e autonomia. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:03

Fii, Moretti: "Per il mid-market europeo la parola chiave è scala"

(Adnkronos) - Per il mid-market europeo la parola chiave dei prossimi anni è "scala". Senza dimensioni adeguate, le aziende non riescono a competere né a finanziare gli investimenti necessari per crescere a livello internazionale. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Mauro Moretti, founder e CEO di Three Hills. 

Moretti presenta Three Hills come una realtà nata quasi 14 anni fa e cresciuta progressivamente fino a gestire circa 3,5 miliardi di euro. La società è guidata da Londra, dove si trova il quartier generale, ma l’Italia ha assunto un ruolo sempre più rilevante. "Investiamo in tutta Europa, però i due Paesi che la fanno da padrone sono Uk e Italia, che pesano circa il 30% ciascuno", spiega. A questi si aggiunge la crescita dell’ufficio di Parigi, che oggi rappresenta quasi il 20% delle masse. 

La base degli investitori è composta soprattutto da istituzionali, circa il 70% del capitale, ma Moretti rivendica anche il ruolo dei grandi family office e delle famiglie imprenditoriali. La presenza di imprenditori tra gli investitori crea, secondo il fondatore di Three Hills, una connessione più naturale con le aziende finanziate. È un elemento che la società intende mantenere anche nei prossimi anni, mentre si prepara a lanciare due nuovi fondi, uno dopo l’estate e un altro nel 2027, con l’obiettivo di avvicinarsi ai 4-5 miliardi. 

Il nome Three Hills nasce dalle "tre colline umbre" di Collazzone, vicino Perugia, il paese in cui Moretti è cresciuto. Ma il modello è internazionale: un approccio ibrido al capitale, capace di combinare strumenti di debito ed equity. "Abbiamo portato sul mercato qualcosa di diverso dal private equity tradizionale", sottolinea. Questa flessibilità consente di entrare in aziende che non avrebbero mai considerato la vendita della maggioranza, preservando il Dna imprenditoriale europeo. 

Tra gli esempi citati c’è Sec Newgate, gruppo di comunicazione e public affairs supportato nel percorso di buy and build internazionale, fino allo sviluppo di una forte presenza americana. Il Medio Oriente, aggiunge Moretti, è cambiato: fino a pochi anni fa era visto soprattutto come luogo dove raccogliere capitali. Oggi molte aziende del portafoglio vogliono crescere in quei mercati anche con il proprio business. Il dialogo con fondi sovrani e family office diventa così più strategico: uno scambio tra capitali e know how, più bilanciato e più interessante per entrambe le parti. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

Live Streaming

ULTIM'ORA

20:32

Cerundolo, paura al Queen's: pallina lo colpisce alla gola

(Adnkronos) - Paura per Francisco Cerundolo al Queen's. Oggi, venerdì 19 giugno, il tennista argentino ha battuto il britannico Arthur Fery nei quarti di finale dell'Atp 500 di Londra, torneo preparatorio a Wimbledon 2026, a cui Jannik Sinner arriva da campione in carica, in tre set con il punteggio di 7-6 (1), 3-6, 6-4 al termine di una partita caratterizzata da alcuni momenti di panico. 

Durante uno scambio infatti, Cerundolo è salito a rete per colpire con una volée, ma è stato centrato dal passante di rovescio di Fery, che lo ha colpito alla gola. L'argentino è quindi collassato a terra tenendosi il collo, con il britannico che ha subito superato la rete ed è andato a sincerarsi delle condizioni dell'avversario. 

Dopo qualche secondo a terra, dove Cerundolo è stato raggiunto dal giudice di sedia e dallo staff medico, l'argentino si è rialzato ed è tornato in campo, tra gli applausi del Queen's. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

20:17

Sinner e il pronostico di Mouratoglu: "È il favorito per Wimbledon"

(Adnkronos) - Jannik Sinner è il favorito per vincere Wimbledon 2026, parola di Patrick Mouratoglou. L'allenatore francese ha infatti espresso un giudizio fermo, per quanto un po' scontato ranking alla mano, alla vigilia dell'inizio dello Slam di Londra. Proprio nei giorni scorsi Sinner è arrivato nella capitale inglese per iniziare a prendere confidenza con l'erba, avendo scelto di non partecipare a nessun torneo preparatorio e allungare il riposo dopo il malessere accusato a Parigi. 

"Con il forfait di Alcaraz, Sinner è il grande favorito per Wimbledon", ha detto Mouratoglu in un video pubblicato sul suo profilo Instagram, "il livello a cui sta giocando in questo momento è nettamente superiore a quello degli altri. Tuttavia, non credo che quanto accaduto al Roland Garros influenzerà le prestazioni o la fiducia di Jannik Sinner".  

"Guardate ciò che ha realizzato da gennaio: è impressionante il numero di partite consecutive che ha vinto nei Masters 1000. Per questo sarà il grande favorito", ha spiegato l'allenatore, "essere il campione in carica comporta sempre una pressione aggiuntiva, ma penso che Jannik sia ormai abituato a gestire questo tipo di pressione. È il grande favorito e credo che sia il giocatore meglio posizionato per conquistare il titolo". I due rivali principali a contendere Wimbledon a Sinner, secondo Mouratoglu, sono Alexander Zverev e Novak Djokovic. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

20:05

Scontro tra due treni a nord di Londra, soccorsi in azione: si temono vittime e feriti

(Adnkronos) - Una collisione tra due treni si è verificata oggi, venerdì 19 giugno, nell'area di Bedford, a nord di Londra. Lo riferisce la British Transport Police, citata da Sky News. Sul posto sono intervenuti un'eliambulanza e una squadra specializzata nelle operazioni in aree a rischio (Hazardous Area Response Team), mentre l’East of England Ambulance Service ha classificato l’episodio come major incident. 

Le autorità invitano la popolazione a evitare la zona, in attesa di chiarire la dinamica dello scontro e di fornire informazioni sul numero delle persone coinvolte. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

20:03

Mondiali, oggi Stati Uniti-Australia - Diretta

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti tornano in campo ai Mondiali 2026. Oggi, venerdì 18 giugno, la Nazionale americana sfida l'Australia - in diretta tv e streaming - nella seconda giornata del girone D della rassegna iridata. La squadra allenata da ct Pochettino è reduce dalla netta vittoria dell'esordio contro il Paraguay, battuto 4-1, mentre l'Australia ha superato la Turchia 2-0. Si giocherà quindi, al Seattle Stadium di Seattle, per ipotecare il passaggio del turno e prendersi il primo posto del girone. 

 

A mezzanotte in programma la sfida tra Scozia e Marocco, alle 3 Brasile-Haiti. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

20:01

Mondiali, Van der Vaart: "Giapponesi sono tutti uguali". Accuse di razzismo

(Adnkronos) - Bufera e accuse di razzismo ai Mondiali 2026. L'ex calciatore del Real Madrid e della Nazionale olandese Rafael van der Vaart è entrato nel mirino della critica dopo aver espresso un giudizio valutato come razzista sul Giappone, ultimo avversario proprio dell'Olanda all'esordio nella rassegna iridata. 

Van der Vaart, in diretta televisiva a un emittente olandese per cui sta commentando i Mondiali, aveva detto infatti che "i giapponesi sono tutti uguali". Una frase infelice che ha provocato indignazione e portato alle scuse dell'ex calciatore: "Mi dispiace moltissimo. Posso capire che alcune persone possano aver trovato offensive le mie parole. Se ho ferito qualcuno con il mio commento, mi scuso", ha detto Van der Vaart.  

"Non era assolutamente mia intenzione offendere. Prendo molto sul serio le reazioni e comprendo che le mie parole possano essere interpretate in modo diverso", ha continuato Van der Vaart, "per questo motivo, voglio anche sottolineare che non avevo assolutamente intenzioni razziste o discriminatorie con la mia osservazione. Spero che le mie intenzioni e il contesto del commento siano più chiari dopo questa spiegazione". 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

20:00

Ultimo, il concerto‑evento diventa un caso di studio all'Università Tor Vergata

(Adnkronos) - A pochissime settimane da Ultimo 2026 – La favola per sempre, il live più atteso dell’anno, che ha registrato lo storico sold out di 250mila biglietti venduti in sole tre ore e con un anno di anticipo, l’Ateneo di Roma Tor Vergata sta seguendo dall’interno i lavori di preparazione e costruzione di questo evento da record. Come annunciato nei giorni scorsi dal rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, l’Ateneo, per questo concerto-evento, è coinvolto anche in un'attività di ricerca sulle tecnologie per lo spettacolo. Un’iniziativa che rafforza il dialogo tra produzione culturale, ricerca scientifica e innovazione. 

Questo evento, ospitato all'interno del campus universitario, su un'area di 150mila mq (15 ettari), rappresenta anche una straordinaria occasione per coinvolgere studenti e studentesse provenienti dalle diverse facoltà dell’Ateneo in specifici progetti di stage, di ricerca e attività di tesi. In relazione alla parte tecnologica, gli studenti di Roma Tor Vergata sono parte attiva del progetto di ricerca guidato dai professori Marco Re e Mauro De Sanctis, del dipartimento di Ingegneria Elettronica, affiancati dalla produzione dello show, ovvero dalla squadra di Vivo Concerti, produttore e organizzatore dell’evento, e Agorà, azienda che cura la parte tecnologica relativa ad audio, video e luci.  

Le attività di ricerca dell'Ateneo in relazione al concerto sono due: la prima riguarda l’impatto acustico e quindi le emissioni sonore nelle aree posteriori e laterali del palco; la seconda, relativa alle telecomunicazioni, studierà mediante misure passive in loco, lo stato del traffico di dati quando decine di migliaia di telefoni cellulari sono presenti in una regione ristretta di spazio. Inoltre alcuni studenti sono stati selezionati in base alle competenze e alle aree di interesse per ricoprire un ruolo fattivamente operativo sull’evento del 4 luglio. Questi saranno inseriti nei diversi reparti di Vivo Concerti grazie ad internship extracurricolari e sperimenteranno in prima persona il lavoro e la gestione di un evento così complesso e mastodontico. La realizzazione de La Favola per Sempre all’Università di Roma Tor Vergata è un’occasione più unica che rara, e un caso di studio senza precedenti, per avvicinare l’Ateneo, gli studenti e il mondo del lavoro. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

19:56

Sorelle scomparse in Abruzzo, proseguono ricerche nel lago di Barrea

(Adnkronos) - Le ricerche delle due sorelle scomparse in Abruzzo sono proseguite nella zona del lago di Barrea, dove nei giorni successivi alla scomparsa si erano concentrate attività di perlustrazione da parte di vigili del fuoco, volontari e Protezione civile. 

Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sulle piste seguite e sulle verifiche in corso. Ma delle adolescenti Sarah e Alisya Di Giacinto al momento nessuna traccia. In forse anche l'attribuzione a una delle due sorelle del fermaglio trovato non lontano dalla casa famiglia: potrebbe non essere di Sarah come in un primo momento si era detto, dal momento che il padre non l'ha riconosciuto. 

Di loro non si hanno più notizie da oltre una settimana. La procura di Sulmona, del caso si sta occupando il pm Stefano Iafolla, ha aperto un nuovo fascicolo, ipotizzando il reato di abbandono di minore nei confronti dei responsabili della struttura che ospitava le ragazze. 

L'iscrizione nel registro degli indagati sarebbe un atto dovuto, conseguente alla denuncia, presentata dal padre delle ragazzine, assistito dall'avvocato Francesco Riccardi, che sembrano svanite nel nulla. Il nuovo procedimento si affianca a quello già avviato nei giorni scorsi per sottrazione di minore. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

19:47

Spagna, Borja Iglesias scorda pass e sicurezza non lo fa entrare

(Adnkronos) - Borja Iglesias resta fuori... dal ritiro della Spagna. Il calciatore iberico, attaccante del Celta Vigo, è stato fermato dalla sicurezza all'esterno della struttura che ospita le Furie Rosse, impegnate nei Mondiali 2026, che non volevano farlo entrare. Il calciatore era infatti sprovvisto del pass, e nessuno lo ha riconosciuto. 

"Sono un giocatore della Nazionale, devo entrare", ha detto Iglesias all'addetta alla sicurezza, come mostrato da un video diventato rapidamente virale su X. "Hai il pass? Sei un giocatore?", gli hanno chiesto al cancello, "Sì, sono un calciatore", è stata la risposta del centravanti del Celta Vigo. 

Iglesias ha poi chiamato qualcuno dello staff della Nazionale, che lo ha fatto entrare nel ritiro della Spagna. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

18:42

Anne Hathaway è incinta, diventerà mamma per la terza volta: l'annuncio

(Adnkronos) - Anne Hathaway è incinta. L'attrice statunitense lo ha rivelato con un videoclip condiviso sul suo profilo social nelle ultime ore: "Baby sono tua", ha scritto riprendendo il celebre brano omonimo 'Baby I'm Yours' di Barbara Lewis. 

Nel filmato appare Hathaway inizialmente con le braccia incrociate quasi a nascondere le forme. Poi, l'attrice con disinvoltura allontana le braccia e scopre il pancione già evidente.  

 

 

Così l'attrice Hathaway - reduce dal successo de 'Il diavolo veste Prada 2' - ha annunciato sui social di aspettare il suo bambino, il terzo dal marito Adam Shulman.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

18:40

Fii, Stella Li: "Italia centrale per la strategia Byd in Europa, spingeremo ricerca e design"

(Adnkronos) - L’Italia è un Paese centrale nella strategia europea di Byd, non solo come mercato, ma anche come piattaforma per design, marketing e ricerca. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Stella Li, Executive Vice President e CEO Americas, Europe and Mena di Byd Company Limited. 

Li presenta Byd come "un’azienda di ingegneri". Il gruppo, spiega, ha quasi un milione di dipendenti e oltre il 10% lavora nell’ingegneria. Gli ingegneri dedicati alla ricerca e sviluppo sono 120mila e l’azienda, secondo i numeri indicati dalla manager, sviluppa 52 brevetti per giorno lavorativo. È da questa base tecnologica che nasce la strategia del gruppo cinese: entrare nei mercati non solo vendendo automobili, ma usando la tecnologia per cambiare l’esperienza di guida e la vita quotidiana delle persone. 

In Europa, il principale ostacolo alla diffusione dell’elettrico resta la prudenza dei consumatori. Molti automobilisti esitano a passare ai veicoli elettrici perché temono la carenza di infrastrutture di ricarica e soffrono ancora la cosiddetta "range anxiety", l’ansia da autonomia. Per rispondere a queste preoccupazioni, Byd ha sviluppato la tecnologia Dmi, pensata per consentire un uso elettrico nei tragitti quotidiani e una modalità ibrida plug-in nei viaggi più lunghi, con consumi ridotti. 

Il nodo infrastrutturale resta però decisivo. Secondo Li, le tre sfide principali per il settore nei prossimi anni saranno la rete di ricarica, le prestazioni a basse temperature e i tempi di ricarica. Da qui lo sviluppo della ricarica flash, con stazioni da un megawatt che, secondo la manager, possono rendere l’auto pronta in cinque minuti e portare la batteria dal 10 al 97% in nove minuti. Anche con temperature fredde, aggiunge, servirebbero solo tre minuti in più. 

Byd lavora anche a una soluzione che combina caricatore e batteria, pensata per i luoghi in cui la rete elettrica non ha potenza sufficiente. Secondo Li, il sistema può essere installato dove siano disponibili almeno 100 kilowatt, senza aggiungere ulteriore pressione alla rete, sfruttando l’elettricità nelle ore serali e immagazzinandola nelle batterie per alimentare caricatori da uno a tre megawatt. 

L’Italia, in questo quadro, ha un ruolo particolare. "È un Paese molto importante per noi", sottolinea Li. Byd ha un grande ufficio a Milano e ha creato una design house nel capoluogo lombardo. In prospettiva, questa presenza potrà diventare un quartier generale per il marketing e per il design fuori dalla Cina. La società intende inoltre spingere molto sulla ricerca e sviluppo nel nostro Paese. 

Li cita anche il progetto Marco Polo, realizzato insieme al professor Jeffrey Sachs, come simbolo di una nuova via della seta elettrica. Se 750 anni fa Marco Polo impiegò anni per arrivare in Cina, il nuovo viaggio sarà percorso con auto elettriche Byd, partendo da Roma e attraversando circa 12 Paesi per 15mila chilometri in 43 giorni. Lungo questo percorso, definito "secret road", Byd installerà più di 15 caricatori flash per sostenere il viaggio. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:40

Fii, Hasani: "La prossima AI deve uscire dai data center e andare nei dispositivi"

(Adnkronos) - La prossima fase dell’AI non sarà soltanto nei grandi data center, ma nei dispositivi che usiamo ogni giorno: telefoni, laptop, auto, aerei, robot e sistemi industriali. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Ramin Hasani, co-founder e CEO di Liquid AI. 

Liquid AI, spiega Hasani, è una società nata tre anni fa come spin-off del Mit e lavora sui foundation model costruiti da zero. L’obiettivo non è semplicemente creare modelli sempre più grandi, ma massimizzare l’intelligenza nella versione più piccola possibile di un processore. "Vogliamo capire come costruire il tipo più potente di intelligenza, ma tenendo conto di dove questa intelligenza debba andare", osserva. 

Il punto di partenza è una critica al modo in cui oggi si parla di AI. Gran parte dell’attenzione è concentrata su modelli potenti ma pesanti, collocati nei data center. Hasani ricorda invece che fuori dai data center esistono circa 35 miliardi di processori, distribuiti in dispositivi personali, computer, automobili, aerei, macchine industriali e infrastrutture. È lì che Liquid AI vuole portare l’intelligenza. 

La tecnologia sviluppata dalla società si basa sui "liquid foundation models", definiti così per la loro flessibilità. Hasani precisa che non si tratta di un’architettura basata sui transformer, ma di una tecnologia diversa, pensata per portare capacità di AI avanzate nei dispositivi di uso quotidiano. La società lavora con clienti enterprise: produttori di smartphone, produttori di personal computer, aziende dei semiconduttori e costruttori automobilistici. 

La differenza, secondo Hasani, sta nel progettare i modelli direttamente per i processori e nel considerare fin dall’inizio il costo energetico dell’intelligenza. Non è un adattamento successivo, ma una scelta strutturale. Questo approccio, aggiunge, rende i modelli utili anche nei data center, soprattutto in applicazioni che richiedono bassissima latenza, come e-commerce e tecnologie finanziarie. 

Alla domanda sulla prossima grande frontiera dell’AI, Hasani indica prima di tutto "l’automazione dell’automazione". I grandi modelli sono ormai in grado di generare codice in modo autonomo e questo apre la strada a pipeline sempre più automatizzate, in cui gli esseri umani diventano coordinatori e orchestratori di grandi sistemi autonomi. 

La seconda frontiera è l’AI nel mondo reale. Hasani cita la scoperta scientifica, dalla chimica alla fisica, dalla matematica alla ricerca di nuove soluzioni in diversi campi della conoscenza. Un altro ambito decisivo è la robotica. Per portare l’AI dentro i robot, però, servono modelli più affidabili, capaci di ridurre il rischio di allucinazioni e di funzionare in ambienti fisici dove l’errore può avere conseguenze concrete. 

Per Hasani, le opportunità più importanti sono quindi nei sistemi autonomi, nell’AI applicata alla scoperta scientifica e nella robotica. Ma tutte queste frontiere richiedono una condizione: portare intelligenza potente, efficiente e affidabile fuori dai data center, dove oggi la maggior parte della discussione sull’AI continua a concentrarsi. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:39

Fii, Cabral: "Intesa Brasile-Ue sui minerali critici pilastro per l’autonomia europea"

(Adnkronos) - L’accordo tra Brasile e Unione europea sui minerali critici può diventare un pilastro fondamentale per rafforzare il rapporto tra le due sponde dell’Atlantico e sostenere l’autonomia industriale europea. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Ana Cabral, Co-Chairperson e CEO di Sigma Lithium, una delle principali società attive nel settore del litio. 

Cabral colloca l’intesa dentro un quadro più ampio. L’Europa vuole industrializzare una parte della filiera dei materiali critici all’interno del continente, mentre il Brasile è interessato ad attrarre partner disposti a investire nel Paese e a sviluppare la catena del valore fino al punto in cui dispone di vantaggi competitivi. È in questo spazio intermedio, il cosiddetto midstream della supply chain, che le partnership strategiche possono diventare decisive. 

Sigma Lithium, spiega Cabral, industrializza il litio fino alla produzione di ossido di litio. Non si tratta quindi di esportare semplicemente materia prima grezza, ma di portare avanti una prima fase di trasformazione industriale nel Paese produttore. Questo consente di rendere il materiale più competitivo e più coerente con le esigenze delle filiere internazionali. 

Per l’Europa, il tema non riguarda solo l’accesso ai materiali. Secondo Cabral, il continente deve cercare ambienti produttivi a basso costo, ma anche materiali tracciabili e sostenibili, in linea con il proprio modello regolatorio e industriale. La competitività europea passa anche da qui: costruire autonomia senza perdere il vantaggio della sostenibilità e della trasparenza delle filiere. 

L’America Latina, in questo quadro, può diventare un partner naturale. Cabral cita Brasile, Argentina, Cile e Perù come Paesi con un settore minerario e di trasformazione ormai industrializzato, sottoposto a regole stringenti e con una lunga tradizione di organizzazione del lavoro. Nel caso del litio, aggiunge, non esiste davvero la possibilità economica di vendere solo minerale grezzo: servono gradi diversi di industrializzazione nel Paese in cui il materiale viene prodotto. 

La sostenibilità, per Cabral, non è un elemento accessorio, ma una condizione della collaborazione. Il Brasile, osserva, ha una delle normative sul lavoro più stringenti al mondo e le imprese devono rispettare livelli elevati di compliance. Sigma Lithium, ricorda, ha raggiunto 1.010 giorni senza incidenti con perdita di tempo e non ha mai registrato fatalità. Non viene presentato come un traguardo straordinario, ma come il rispetto di un obbligo. 

È proprio questa combinazione di industrializzazione, tracciabilità, regole del lavoro e sostenibilità che può rendere il Brasile e l’America Latina partner importanti per l’Europa. Per Cabral, l’obiettivo brasiliano è trasformare la ricchezza mineraria in prosperità per il Paese, mentre l’Europa può trovare nella regione una base solida per rendere concreta la propria strategia sui materiali critici. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:25

Sicurezza, sistema italiano di fronte a sfide nuovo disordine globale

(Adnkronos) - In uno scenario internazionale caratterizzato da crescente instabilità geopolitica, competizione strategica tra potenze, minacce ibride e profonde trasformazioni tecnologiche, la capacità di comprendere e governare la complessità rappresenta una delle principali sfide per la tutela degli interessi nazionali. Questi i temi al centro del seminario 'Il sistema di sicurezza italiano di fronte alle sfide del nuovo disordine globale', promosso presso Europa experience 'David Sassoli', sede di rappresentanza del Parlamento europeo in Italia, nell'ambito del corso di alta formazione 'Leadership, intelligence e difesa', organizzato da Spes Academy 'Carlo Azeglio Ciampi', Fondazione Aises, ConnectEd Mind e Società italiana di intelligence (Socint). 

Dopo i saluti istituzionali di Fabrizio Spada, responsabile dell'ufficio del Parlamento europeo in Italia, sono intervenuti Valerio De Luca, presidente della Fondazione Aises e direttore della Spes Academy, Luca Scognamillo, Capo di gabinetto del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), l'ambasciatore Francesco Talò, inviato speciale Imec e Daniele Ruvinetti, senior advisor della Fondazione MedOr. 

Nel suo intervento introduttivo, Valerio De Luca ha evidenziato il legame tra sicurezza nazionale, leadership e qualità delle decisioni: "La sicurezza nazionale -ha affermato- dipende sempre meno dalla sola disponibilità di risorse e sempre più dalla qualità delle decisioni. È da questa consapevolezza che nasce ConnectEd Mind, la prima startup italiana dedicata alla sicurezza cognitiva, sviluppata per rafforzare i processi decisionali attraverso l'integrazione tra pensiero critico, leadership, intelligenza artificiale e metodo dell'intelligence. Oggi la frontiera della sicurezza è cognitiva e la capacità di una Nazione di affrontare le sfide del futuro dipende dalla qualità delle decisioni di chi la guida". 

Nel corso del seminario è stato illustrato il ruolo del sistema del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica nel supporto ai processi decisionali dello Stato. Particolare attenzione è stata dedicata al nuovo modello di gestione delle crisi e alla innovazione introdotta dal Dpcm del 22 aprile 2026, volto a rafforzare il coordinamento interistituzionale e la capacità di risposta del sistema nazionale di fronte a minacce sempre più complesse e multidimensionali. 

L'ambasciatore Francesco Maria Talò ha evidenziato come l'attuale fase di disordine globale imponga una riflessione sull'evoluzione dell'architettura della sicurezza internazionale e sul ruolo della cooperazione tra alleati e partner strategici: "L'architettura della sicurezza internazionale -ha spiegato- non si fonda più soltanto sugli equilibri militari, ma anche sulla capacità delle democrazie di garantire sicurezza energetica, tecnologica, economica e infrastrutturale. In un contesto segnato da competizione strategica e crescente frammentazione, il rafforzamento della cooperazione tra partner e alleati rappresenta una condizione essenziale per la stabilità, la prosperità e lo sviluppo. Il vecchio ordine internazionale non tornerà più, inutile averne nostalgia; dobbiamo adeguarci ad una realtà di caos ed incertezza; per questo occorre essere più agili nei processi decisionali ed abbattere i compartimenti stagni di strutture che non rispondono alle sfide orizzontali del momento". 

Daniele Ruvinetti ha richiamato l'attenzione sulla necessità di rafforzare la resilienza strategica del sistema Paese in uno scenario caratterizzato da rischi sempre più interconnessi: "La sicurezza contemporanea -ha detto- richiede una visione integrata capace di coniugare intelligence, innovazione, resilienza economica e sviluppo del capitale umano. La capacità di proteggere infrastrutture critiche, filiere industriali strategiche ed ecosistemi dell'innovazione rappresenta oggi un elemento decisivo per la competitività e la sicurezza del sistema Paese. Investire nella cultura della sicurezza significa rafforzare la capacità delle istituzioni e delle organizzazioni di affrontare con efficacia scenari sempre più complessi e interconnessi". Nel corso del dibattito è emersa la necessità di rafforzare una cultura della sicurezza capace di integrare intelligence, innovazione tecnologica, sicurezza economica, resilienza democratica e sviluppo del capitale umano. In uno scenario internazionale sempre più competitivo e caratterizzato da profonde trasformazioni geopolitiche e tecnologiche, la formazione delle nuove classi dirigenti rappresenta un investimento strategico per la resilienza e la competitività del sistema Paese. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:12

Continuità al vertice di Sport e Salute, confermati Presidente Mezzaroma, ad Nepi Molineris e l'intero CdA

(Adnkronos) - L’Assemblea degli Azionisti di Sport e Salute, società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha confermato integralmente il Consiglio di Amministrazione, riconoscendo il lavoro svolto nell’ultimo triennio e il percorso di crescita e consolidamento della Società. Confermati alla guida il Presidente Marco Mezzaroma e l’Amministratore Delegato Diego Nepi Molineris. Rinnovati anche i componenti del CdA Maria Spena, Rita Di Quinzio e Fabio Caiazzo. Le designazioni hanno ricevuto il parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato. Presidente del Collegio dei Sindaci è Piero Alonzo; completano il Collegio Claudia Adami ed Elena Gazzola. 

L’Assemblea ha inoltre approvato il bilancio 2025, che conferma una fase di forte crescita e sviluppo: valore della produzione record pari a 183 milioni di euro, risultato operativo di 13,07 milioni e un utile di 13,7 milioni. Nel corso dell’anno Sport e Salute ha gestito circa 1,3 miliardi di euro di risorse, sostenendo programmi per lo sport, la promozione dell’attività fisica e lo sviluppo dei territori. Sono state organizzate circa 1 milione di ore di attività sportive con oltre 2,5 milioni di partecipanti. Realizzati 195 nuovi impianti sportivi per 85 milioni di euro e gestiti oltre 1.600 progetti sociali e sportivi sul territorio nazionale. A questi numeri si aggiungono le 145 giornate dedicate ai grandi eventi sportivi e non solo, oltre al ruolo di soggetto attuatore dell’America’s Cup, in programma nel 2027, fortemente voluta dal Governo italiano. Rilevanti anche i risultati dei programmi per giovani e scuola: con Scuola Attiva, nell’anno scolastico 2024-2025, sono stati coinvolti circa 2,2 milioni di bambini e ragazzi tra 5 e 13 anni, il 12,6% in più rispetto all’anno precedente, con 12.200 scuole partecipanti e 7.700 tutor e tecnici federali. 

Sul fronte della formazione, la Scuola dello Sport ha realizzato 184 attività con oltre 18.000 partecipanti - un forte impegno contro il “drop out” sportivo - insieme a 124 iniziative rivolte agli Organismi Sportivi. Organizzati inoltre 104 eventi territoriali dei Giochi della Gioventù e 35 iniziative del progetto “Sport è Salute”, con oltre 300.000 beneficiari. Prosegue infine la modernizzazione del sistema sportivo nazionale con l’aggiornamento del Censimento degli impianti sportivi nel 90% delle regioni italiane, il coinvolgimento di 4.800 Comuni e il potenziamento del Registro delle attività sportive dilettantistiche. La conferma del CdA rappresenta un riconoscimento del lavoro svolto e rafforza la strategia di Sport e Salute nel sostenere lo sport italiano come leva di crescita sociale, educativa ed economica per il Paese. 

“Sono stati tre anni di lavoro intensi, in cui abbiamo tradotto le linee guida del Governo in progetti e azioni concrete in tutta Italia, come dimostra il bilancio approvato oggi. Per questa fiducia rinnovata a tutto il CdA, ringrazio il Governo e in particolare i Ministri Giorgetti e Abodi, così come le Commissioni parlamentari. La interpreto come un riconoscimento al lavoro svolto da tutte le donne e gli uomini di Sport e Salute. Soprattutto è un mandato a proseguire lungo questo percorso", le parole di Marco Mezzaroma, dopo la conferma alla presidenza di Sport e Salute. "Nei prossimi tre anni vogliamo alzare l'asticella e portare lo sport lì dove ancora non arriva, dalla scuola alle periferie geografiche e sociali, abbattendo ogni barriera d'accesso. Continueremo a valorizzare i territori e ad attrarre grandi eventi internazionali, lavorando con determinazione al fianco del sistema sportivo e delle istituzioni. Lo sport è una leva strategica per il Paese, merita il massimo impegno quotidiano e noi continueremo a garantirlo”, ha aggiunto Mezzaroma. 

“Siamo felici e orgogliosi per questa riconferma e ringraziamo il Governo, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e le Commissioni parlamentari di Camera e Senato per la fiducia accordata. Tre anni fa Sport e Salute era una realtà da costruire, con un progetto ambizioso. Oggi è una Società consolidata, con un ruolo riconosciuto nel sistema sportivo nazionale. Gli obiettivi del mandato sono stati raggiunti grazie a risultati concreti, continuità d’azione e affidabilità istituzionale e operativa". Lo ha dichiarato Diego Nepi Molineris, dopo la conferma ad Amministratore Delegato di Sport e Salute. "Il bilancio 2025 conferma la crescita della Società, con risultati economici, gestionali e sociali importanti e il massimo valore della produzione dalla sua nascita, dimostrando la solidità del modello e la capacità di generare valore per lo sport italiano. Abbiamo lavorato per rendere lo sport sempre più accessibile, riconoscendolo come diritto fondamentale, strumento di prevenzione, benessere e qualità della vita, oltre che come elemento di crescita sociale ed educativa, in linea con l’articolo 33 della Costituzione. Un ringraziamento va a tutta la squadra di Sport e Salute che ha reso possibile questo percorso. Ora ci attendono nuove sfide, che affronteremo con visione, entusiasmo e responsabilità”. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

18:08

Fii, Schiattarella: "Nel Golfo la modernità non deve copiare l’Occidente"

(Adnkronos) - Costruire nel Golfo non significa importare modelli occidentali, ma aiutare i Paesi emergenti a trovare una propria via alla contemporaneità. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Andrea Schiattarella, CEO di Schiattarella Associati, studio romano di architettura con una lunga presenza in Arabia Saudita. 

"Siamo presenti lì dal 2010", racconta Schiattarella, ricordando il lavoro svolto soprattutto sugli asset culturali. Tra i progetti citati ci sono Diriyah Art Futures, indicato come il primo centro di arte digitale del Middle East, e il lavoro per la sede del Red Sea Film Festival a Gedda. "Abbiamo lavorato abbastanza intensamente nel Paese e abbiamo acquisito una discreta notorietà", spiega. 

L’esperienza saudita, osserva, nasce da un cambio di approccio. Quando lo studio è arrivato nel Paese, si è trovato davanti a un sistema che tendeva a importare modelli occidentali: città costruite su maglie cartesiane, grandi autostrade di stampo americano, edifici e grattacieli potenzialmente replicabili "da Dubai al Nuovo Messico". La scelta di Schiattarella Associati è stata diversa: ascoltare la realtà locale, la cultura del posto e lavorare su quel patrimonio per sviluppare un linguaggio contemporaneo radicato nel contesto. 

"La vera sfida oggi, un po’ in tutti i settori per questi Paesi emergenti, è indagare come culture differenti da quelle occidentali possano avere una loro contemporaneità, un loro futuro", sottolinea Schiattarella. Il punto, spiega, è costruire luoghi moderni che non sembrino semplicemente estensioni di Londra, Parigi o New York, ma che mantengano un’impronta riconoscibile e legata alla cultura locale. 

Da qui il richiamo alla "biodiversità culturale" e alla "biodiversità architettonica". Come in ecologia la perdita di biodiversità riduce la ricchezza del pianeta, anche l’omologazione globale dei linguaggi architettonici rischia di impoverire le culture. "La globalizzazione non va combattuta, perché lo scambio è una grande cosa", precisa. Ma lo scambio, conclude, deve avvenire "alla pari tra le varie e diverse culture". È questa, per Schiattarella, una delle sfide più rilevanti non solo per l’architettura, ma per l’umanità. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:07

Fii, Rama: "Albania più vicina che mai all’Ue, chiudere negoziati entro fine 2027"

(Adnkronos) - L’Albania è "più vicina che mai" all’ingresso nell’Unione europea e l’obiettivo condiviso con la Commissione è chiudere tutti i capitoli negoziali "fino alla fine del 2027". A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Edi Rama, primo ministro della Repubblica d’Albania, intervenuto a margine dei lavori del summit promosso dal Future Investment Initiative Institute. 

Rama risponde anche alle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che a Evian ha rivendicato il ruolo dell’accordo Italia-Albania sui migranti come esperienza anticipatrice rispetto alle nuove intese europee. "Bisogna credere a quello che dice il vostro presidente del Consiglio", dice il premier albanese, riconoscendo a Meloni di essere stata "all’avanguardia di questo sforzo e di questa battaglia". "Tutto il credito va a lei", aggiunge, auspicando che il percorso avviato "sia utile per l’Italia e per l’Europa". 

Sul processo di adesione all’Ue, Rama respinge l’idea che il traguardo sia ancora lontano. "Non è lontano, è più vicino che mai", sottolinea. L’Albania, candidata dal 2014, ha aperto i negoziati nel 2020 e ora, ricorda il premier, "abbiamo aperto tutti i capitoli dei negoziati" e superato "quel momento intermedio che apre la strada alla chiusura dei capitoli". 

Le proteste in corso nel Paese, legate anche al contestato progetto immobiliare da quattro miliardi di dollari associato alla famiglia Kushner-Trump, non vengono lette da Rama come un freno al percorso europeo. "Le proteste sono parte organica di una società libera e democratica, sono dappertutto", dice. Anzi, per il premier rappresentano "un’altra ragione per rispettare l’Albania come un Paese libero, democratico, dove c’è dibattito e dove ci sono anche proteste pacifiche". 

Alla domanda su cosa debba fare l’Europa per tornare ad attrarre capitali e mantenere gli investimenti, Rama individua un nodo essenzialmente politico. "Tutto il resto è chiarissimo, tutti sanno quello che manca, tutti sanno quello che deve essere raggiunto", osserva. Le risorse ci sono, così come "le capacità, i talenti, la conoscenza". Ma serve una scelta di fondo: "Vuole l’Europa funzionare come una potenza importante nel nuovo scacchiere mondiale?". Per Rama, senza la capacità di prendere decisioni giuste, rapide e poi adottarle in tutto il suo perimetro, il continente rischia di non tradurre il proprio potenziale in potenza reale. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:06

Fii, Bonomi: "In Europa i capitali ci sono, serve un cambio di attitudine"

(Adnkronos) - Gli 800 miliardi di investimenti indicati dal piano Draghi per rilanciare la competitività europea possono sembrare molti, ma il vero problema non è la mancanza di capitali. È la capacità di usarli. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Andrea Bonomi, chairman di Investindustrial. 

"Sembrano tanti quei capitali, ma in verità ci sono", osserva Bonomi. Il continente, secondo il chairman di Investindustrial, ha bisogno soprattutto di "un cambio di attitudine", di "un cambio di regolamentazione" e di una maggiore capacità di pianificazione. Il paragone è con i Paesi del Golfo: "Gli arabi hanno un piano che si chiama vision plan e noi abbiamo degli studi. Adesso bisogna passare dagli studi all’implementazione". 

Investindustrial ha già investito in Arabia Saudita, in particolare nel settore alimentare. Per Riyad, spiega Bonomi, la food security è un tema cruciale. L’operazione citata riguarda l’acquisizione di un leader nel ketchup, inserito in una piattaforma food già di dimensioni tali da permettere nuove operazioni nel mercato saudita. La parola chiave, anche qui, è scala: rendere le aziende abbastanza grandi da competere e crescere sui mercati globali. 

Bonomi interviene anche sul tema delle quotazioni italiane e del ricorso sempre più frequente al mercato americano da parte delle nuove aziende tecnologiche. "Gli Stati Uniti hanno un mercato dei capitali molto più forte del nostro", riconosce. Ma questo non significa che l’Europa sia condannata a restare indietro. Serve, piuttosto, recuperare una diversa visione della borsa: "La borsa non è una fine, ma un inizio di costruire qualcosa". 

Gli interventi sul Tuf e sulla regolamentazione vengono giudicati "passi nella buona direzione", ma non sufficienti se non accompagnati da un’attitudine più favorevole agli imprenditori. "I governi devono continuare, e lo stanno facendo, ma devono accelerare", afferma Bonomi. L’Europa, conclude, deve ritrovare "il coraggio che c’era dopo la guerra o negli anni ’50", quando si costruivano impianti, industrie e infrastrutture. Oggi la sfida è tornare a costruire, ma con impianti e metodologie più moderne. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:04

Fii, Buono: "newcleo verso quotazione Usa, operazione può chiudersi in poche settimane"

(Adnkronos) - La quotazione americana di newcleo procede e potrebbe chiudersi "nell’arco di un paio di settimane da quando il filing fatto con la Sec diventa pubblico.". A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Stefano Buono, fondatore e Ceo di newcleo, intervenuto sul percorso della società tra Europa e Stati Uniti e sulla scelta di guardare al Nasdaq per finanziare l’innovazione nel nucleare avanzato. 

"Il progetto della quotazione sta andando molto bene", spiega Buono. L’operazione avviene attraverso un merger con una società americana già presente sul mercato, un percorso che, secondo il fondatore di newcleo, ha già superato "la parte più difficile". La società ha raccolto "220 milioni di sottoscrizioni" per il momento in cui il merger sarà effettivo e ha depositato il dossier alla Sec. La valutazione indicata è di circa "2,4 miliardi di euro". 

La scelta degli Stati Uniti è legata alla natura stessa dell’azienda. "Ho sempre pensato al mercato americano come un possibile outcome, perché siamo un’azienda innovatrice e quindi il mercato americano è più naturale", spiega. Il passaggio è stato accelerato dall’ingresso operativo nel sistema americano: newcleo, afferma, è "l’unica azienda al mondo" con un progetto avanzato per una fabbrica di combustibile da materiale nucleare riciclato, reso possibile anche da un recente cambiamento di policy negli Stati Uniti. 

Buono affronta anche il tema più generale della distanza tra Europa e Stati Uniti nei mercati dei capitali. Per aziende come newcleo, dice, serve un mercato capace di comprendere e finanziare l’innovazione. "I capitali che ci sono negli Stati Uniti a disposizione di questo tipo di investimenti sono almeno cento volte quelli che ci sono in Europa", afferma. Una differenza che rende il mercato americano "proprio un’altra dimensione". 

La raccolta servirà a finanziare più fronti. In Italia, newcleo ha costruito una macchina che Buono definisce rappresentativa di un futuro Smr: ha la complessità di un reattore nucleare, ma è riscaldata dall’elettricità e non dalla reazione nucleare, con una potenza significativa di 10 megawatt. "Addirittura c’è una turbina di Fincantieri che abbiamo installato due giorni fa", aggiunge. Il capitale raccolto servirà anche ad avanzare nel licensing, ad avviare la costruzione della fabbrica americana del combustibile, a sviluppare il reattore negli Stati Uniti e a proseguire i progetti europei in Slovacchia e Francia. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:03

Fii, Benigni: "L'industria è in un momento d'oro, ma l’Europa non faccia solo procurement"

(Adnkronos) - L’industria europea della difesa vive un "momento d’oro", ma gli investimenti in arrivo non devono limitarsi agli acquisti: devono rafforzare tecnologie, competenze e filiere industriali. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Domitilla Benigni, electronics engineer, Ceo e Coo di ELT Group, intervenuta al forum dedicato agli investimenti e alla sicurezza europea. 

ELT Group è presente da anni in Arabia Saudita e dal 2022 ha costituito una società di diritto saudita. Una scelta, spiega Benigni, coerente con una visione di lungo periodo e con Saudi Vision 2030. Nel Paese il gruppo sta pianificando il trasferimento progressivo di attività di logistica e manutenzione, con l’obiettivo di arrivare anche allo sviluppo di nuovi prodotti nel proprio settore. 

Il tema delle competenze è centrale. Nel comparto dell’elettromagnetismo, sottolinea Benigni, i talenti sono ancora insufficienti: "Siamo tutti in Europa soprattutto alla ricerca di talenti". Il punto riguarda non solo le imprese, ma la capacità dell’intero ecosistema europeo di reggere una fase di forte crescita della spesa per sicurezza e difesa. 

"Questi investimenti plurimiliardari nella difesa che l’Europa sta finalmente facendo" aprono una fase nuova, osserva. Ma vanno affrontati con entusiasmo e, allo stesso tempo, con attenzione. "Dobbiamo tutti utilizzare questi investimenti in maniera appropriata", avverte Benigni. La priorità deve essere orientare le risorse verso nuovi prodotti, nuove tecnologie e nuove competenze. 

Da qui il messaggio al sistema europeo: "Non bisogna solo fare procurement". Secondo Benigni, limitarsi agli acquisti non aiuta davvero le industrie. Serve invece una crescita dell’ecosistema industriale della difesa, con una strategia di lungo periodo e una maggiore capacità di execution. L’Europa, ricorda, ha identificato con trasparenza i propri gap tecnologici. Ora deve colmarli, mettendo a terra i piani e trasformando le risorse disponibili in capacità industriale, innovazione e autonomia. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

18:03

Fii, Moretti: "Per il mid-market europeo la parola chiave è scala"

(Adnkronos) - Per il mid-market europeo la parola chiave dei prossimi anni è "scala". Senza dimensioni adeguate, le aziende non riescono a competere né a finanziare gli investimenti necessari per crescere a livello internazionale. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Mauro Moretti, founder e CEO di Three Hills. 

Moretti presenta Three Hills come una realtà nata quasi 14 anni fa e cresciuta progressivamente fino a gestire circa 3,5 miliardi di euro. La società è guidata da Londra, dove si trova il quartier generale, ma l’Italia ha assunto un ruolo sempre più rilevante. "Investiamo in tutta Europa, però i due Paesi che la fanno da padrone sono Uk e Italia, che pesano circa il 30% ciascuno", spiega. A questi si aggiunge la crescita dell’ufficio di Parigi, che oggi rappresenta quasi il 20% delle masse. 

La base degli investitori è composta soprattutto da istituzionali, circa il 70% del capitale, ma Moretti rivendica anche il ruolo dei grandi family office e delle famiglie imprenditoriali. La presenza di imprenditori tra gli investitori crea, secondo il fondatore di Three Hills, una connessione più naturale con le aziende finanziate. È un elemento che la società intende mantenere anche nei prossimi anni, mentre si prepara a lanciare due nuovi fondi, uno dopo l’estate e un altro nel 2027, con l’obiettivo di avvicinarsi ai 4-5 miliardi. 

Il nome Three Hills nasce dalle "tre colline umbre" di Collazzone, vicino Perugia, il paese in cui Moretti è cresciuto. Ma il modello è internazionale: un approccio ibrido al capitale, capace di combinare strumenti di debito ed equity. "Abbiamo portato sul mercato qualcosa di diverso dal private equity tradizionale", sottolinea. Questa flessibilità consente di entrare in aziende che non avrebbero mai considerato la vendita della maggioranza, preservando il Dna imprenditoriale europeo. 

Tra gli esempi citati c’è Sec Newgate, gruppo di comunicazione e public affairs supportato nel percorso di buy and build internazionale, fino allo sviluppo di una forte presenza americana. Il Medio Oriente, aggiunge Moretti, è cambiato: fino a pochi anni fa era visto soprattutto come luogo dove raccogliere capitali. Oggi molte aziende del portafoglio vogliono crescere in quei mercati anche con il proprio business. Il dialogo con fondi sovrani e family office diventa così più strategico: uno scambio tra capitali e know how, più bilanciato e più interessante per entrambe le parti. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia