Live Streaming
ULTIM'ORA
22:16
Iran, Meloni sente Merz e Starmer. Ai leader del Golfo: "Ingiustificabili attacchi a vostri Paesi"
(Adnkronos) - "Il governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile". Questa la nota di Palazzo Chigi al termine del vertice con la premier Giorgia Meloni sull'attacco da parte di Usa e Israele all'Iran.
Alla riunione hanno partecipato il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il sottosegretario Alfredo Mantovano; in collegamento telefonico il vicepresidente Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, collegato da Dubai, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Presenti i vertici dell’Intelligence. "La riunione ha consentito un’aggiornata valutazione della situazione di sicurezza per i connazionali presenti nella regione che è oggetto, fin da questa mattina, di un costante monitoraggio e assistenza da parte dell’Unità di Crisi e su cui ha riferito il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani", si legge nella nota di palazzo Chigi al termine del vertice.
Già questa mattina Meloni - che "ha condiviso le valutazioni raccolte nel pomeriggio nei numerosi contatti telefonici avuti con alcuni partner europei, a partire dal cancelliere Merz e dal primo ministro Starmer" - aveva presieduto una video call per fare il punto sulla situazione.
La presidente del Consiglio ha inoltre sentito "il re del Bahrein, l’emiro del Kuwait, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’emiro del Qatar e il principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita. Sono in corso ulteriori contatti con il sultano dell’Oman e il re di Giordania. In serata e domani si terranno ulteriori contatti con i nostri partner nelle riunioni previste a livello dei Ministri degli Esteri in ambito sia G7 che di Unione europea". Ai leader del Golfo Meloni "ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni".
"A seguito della situazione in corso in Iran, lunedì convocherò un collegio speciale dei commissari", ha scritto in un post su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo cui "per la sicurezza e la stabilità regionale, è di fondamentale importanza che non si verifichi un'ulteriore escalation attraverso gli attacchi ingiustificati dell'Iran contro i partner della regione".
Von der Leyen ha condannato gli "attacchi ingiustificabili" dell'Iran contro gli Emirati arabi uniti. "Ho espresso il nostro pieno sostegno e presentato le nostre condoglianze in seguito agli attacchi iraniani e delle vittime che hanno provocato", ha dichiarato parlando al telefono con il presidente degli emirati, Mohamed ben Zayed. "L'Europa condanna con fermezza questi attacchi ingiustificabili. E che costituiscono una violazione flagrante della sovranità degli Emirati arabi uniti oltre che di una violazione flagrante del diritto internazionale", ha aggiunto su X.
Aerei britannici "sono in volo oggi" in Medio Oriente "come parte di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri alleati", ha fatto sapere Starmer in una dichiarazione da Downing Street.
"La Germania chiede all'Iran di cessare gli attacchi militari contro Israele e altri partner nella regione. La leadership di Teheran deve porre fine alla violenza contro il proprio popolo e tornare a una soluzione negoziata". E' quanto sollecitato dal Merz in una serie di post su X, ricordando poi che "insieme alla Francia, al Regno Unito e ai partner europei, la Germania ha ripetutamente chiesto alla leadership iraniana di interrompere il suo programma nucleare, di astenersi dagli attacchi militari e di porre fine alla violenza contro la propria popolazione". "Il popolo iraniano ha il diritto di determinare il proprio futuro. La Germania sta collaborando strettamente con gli Stati Uniti, Israele e i partner della regione. Rimaniamo impegnati per la pace e la sicurezza nella regione e per la sicurezza di Israele", conclude il cancelliere.

Categoria: politica
22:01
Sanremo 2026, Top & Flop della serata finale
(Adnkronos) - La serata finale di Sanremo 2026 tra alti e bassi. I momenti top e flop all’Ariston. Al Festival, si sa, si può entrare Papi e uscire cardinali. Nelle infinite serate del festival ci sono picchi e picchiati, suoni e suonati. Una rassegna di alti e bassi, di esaltazioni e delusioni redatta in diretta durante la serata, all'insegna dell'ironia.
Andare in onda con la finale di Sanremo mentre le notizie dall'Iran e dal Medio Oriente si fanno sempre più allarmanti non è semplice ma Carlo Conti ha avuto un'intuizione da Frate Indovino: chiamare a cocondurre la finale anche la giornalista dei Tg1 Claudia Cardinaletti, alla quale affida lo 'spiegone' nell'incipit del festival.
La regia di Maurizio Pagnussat pare studiata per tenere svegli i giornalisti della Sala Stampa, provati da una settimana con 3 ore di sonno a notte: cambi continui di inquadratura, movimenti di macchina rapidi. Quando c'è da riconoscere qualche particolare sul palco (dalla spilla del cantante al bacio saffico) l'unica è chiedere al Var.

Categoria: spettacoli
21:47
Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 28 febbraio
(Adnkronos) - Nessun '6' ne '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 28 febbraio. Centrati invece tre '5' che vincono ciascuno 69.307 euro. Le schedine vincenti sono state giocate ad Abenga (SV), Salerno e Fossò (VE). Il jackpot per il prossimo concorso sale a 128,7 milioni di euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente del concorso di oggi è: 14, 17, 33, 63, 64, 80. Numero Jolly: 15. Numero SuperStar: 27.

Categoria: cronaca
21:32
Genova, 14enne accoltellato su un bus: è grave
(Adnkronos) - Un quattordicenne marocchino è stato ricoverato in codice rosso all'ospedale Villa Scassi di Genova dopo essere stato accoltellato a bordo di un autobus in via Teresa Durazzo Pallavicini. Il giovane, secondo quanto ricostruito, è stato accoltellato a torace e addome riportando profonde ferite. Sul posto il 118, la Croce Bianca di Bolzaneto e la polizia di Stato che avrebbe fermato un coetaneo di nazionalità albanese.

Categoria: cronaca
21:25
Sanremo 2026, Raf dedica 'Ora e per sempre' alla moglie Gabriella: "La mia ispirazione"
(Adnkronos) - È stata una vera e propria dichiarazione d'amore quella di Raf sul palco del Festival di Sanremo 2026. Il cantante in gara alla kermesse canora con il brano 'Ora e per sempre' ha interpretato la canzone con lo sguardo fisso in platea, rivolto alla moglie Gabriella Labate.
"Stringimi forte quando il sole sorgerà, insieme ci troverà ci troverà", canta Raf, in uno dei passaggi più intensi della canzone che è una vera e propria dedica d'amore per la moglie. La telecamere hanno inquadrato più volte Labate con gli occhi lucidi e visibilmente emozionata. Ancora più emozionato l'artista che al termine dell'esibizione ha voluto ringraziarla pubblicamente: "È stata la mia ispirazione per questo brano".
Lo spunto del pezzo, aveva raccontato Raf a 'Tv Sorrisi e Canzoni', è stato un bigliettino scritto a macchina che conteneva la promessa di matrimonio fatta alla moglie: "Quando ci siamo sposati a Cuba nel 1996, l'officiante aveva scritto il corrispettivo spagnolo della formula 'Finché morte non vi separi', ma io l'ho riscritto con le mie parole 'Ora e per sempre'.

Categoria: spettacoli
21:24
Sanremo 2026, Tredici Pietro chi è: il gran finale dopo il duetto con papà Morandi
(Adnkronos) - Questa sera, sabato 28 febbraio, Tredici Pietro torna sul palco dell'Ariston per il gran finale del Festival di Sanremo 2026, dove è in gara con il brano 'Uomo che cade'. Comunque vada la classifica finale, per Pietro Morandi - suo nome all'anagrafe - la vittoria personale è già arrivata. È successo ieri, venerdì 27 febbraio, nella serata delle cover quando il cantante ha portato sul palco il papà Gianni Morandi, regalando all'Ariston uno dei momenti più emozionanti e memorabili di questa 76esima edizione del Festival.
Inizialmente era prevista un'esibizione con Galeffi, Fudasca & Band, con il brano 'Vita' di Morandi e Lucio Dalla, omaggiando comunque la carriera del padre. Ma alla fine... Tredici Pietro ha deciso di sorprendere tutti portando anche Gianni Morandi sul palco, che è entrato a sorpresa. Il brano è stato rivisitato con l'inserimento di alcune strofe rap, trasformandolo così in un brano generazionale tra passato e presente. L'eterno ragazzo ha cercato di seguire il figlio anche nelle movenze, regalando un'esibizione unica. Alla fine della performance, Morandi emozionato ha detto: "Cantare insieme a lui è una cosa... ero tesissimo spero sia andato bene". "Sei stato bravissimo", ha risposto il figlio con orgoglio. Si vede che l'hai fatta un paio di volte".
Un'emozione indescrivibile per Tredici Pietro sicuramente, ma soprattutto per papà Gianni Morandi che sui social ha scritto: "Stasera su quel palco ho provato un’emozione diversa da tutte le altre. L'ho calcato tante volte, ma farlo accanto a mio figlio Pietro è stato qualcosa che mi porterò dentro per sempre. Quando mi ha chiesto di essere lì con lui a Sanremo ero incredulo. Lui, così indipendente, così determinato a costruire la sua strada da solo, mi ha davvero spiazzato. Mi ha detto che sarebbe stato uno dei momenti più belli della sua vita e che voleva viverlo con me, per poterselo ricordare per sempre. Grazie Pietro, per questo pezzo di vita insieme", ha scritto.
All'anagrafe Pietro Morandi, figlio dell'eterno ragazzo Gianni Morandi, l'artista arriva al Festival con una poetica che rifiuta scorciatoie. "L'opzione del talent non l'ho mai presa in considerazione", ha spiegato all'Adnkronos, sottolineando come il cognome paterno gli stia "un po' stretto". La motivazione è netta: "I raccomandati non mi piacciono. Ho sempre odiato i ricchi, anche se io, agli occhi di qualcuno, lo sono. Sono figlio di una persona ricca, mi confronto con questa cosa e non so come fare".
Il percorso che lo ha portato a Sanremo passa attraverso la gavetta e la scrittura, iniziata fin dalle scuole medie, culminata nel suo ultimo album 'Non guardare giù'. Un titolo che, spiega l'artista, "è aperto a diverse interpretazioni: può significare 'corri e viaggi', ma anche l'esatto contrario. Viviamo in un'epoca di nebbia e forse ci sta bene così". Un disco nato da un periodo complesso, segnato dal trasferimento a Milano e dal lockdown: "Mi sentivo perso, avevo abbandonato alcune realtà, tra cui una relazione di quasi sette anni. Ma lo shock emotivo è necessario e funzionale".
Un malessere che Tredici Pietro ha vissuto in autonomia, tanto che i genitori ne sono venuti a conoscenza solo tramite la stampa. "Non voglio essere sotto la cupola dei miei genitori, per me è come fallire", ribadisce il rapper, che ha scelto il suo nome d'arte unendo il nome di battesimo al 13, numero fortunato del suo gruppo di amici, scartando l'uso del cognome per non sembrare "un neomelodico". Musicalmente, Tredici Pietro difende la forza espressiva del suo genere: "Il rap concede tutto, in 30 secondi puoi raccontare quello che vuoi".
Se in passato il brano 'Verità' era stato scartato dalle selezioni sanremesi, quest'anno la porta si è aperta. Il sogno nel cassetto resta ambizioso: "Fare un disco che lasci il segno nella storia della musica italiana". Tra i desideri di collaborazione cita Geolier, Lazza, ma anche nomi distanti dal suo mondo come Lucio Corsi e Giorgia. Più difficile un duetto con papà Gianni: "Ho fatto una piccola parte in 'C'era un ragazzo', ma è un'opzione che non avrei mai ponderato".
Tredici Pietro ha raccontato in un’intervista a La Repubblica di aver vissuto una relazione durata sette anni con una ragazza che ha sofferto di alcuni problemi di salute mentale. Proprio per starle accanto, nel 2020, in piena emergenza pandemica, aveva deciso di trasferirsi a Milano.
La storia si è poi conclusa nel febbraio 2024, una rottura che ha definito dolorosissima e destabilizzante. Oggi, a distanza di tempo, dice di sentirsi pronto a rimettersi in gioco.
A 'Tv Sorrisi e Canzoni' il cantante ha spiegato che la canzone parla di una relazione. "Chi segue i propri sogni è destinato a cadere e a farsi male, però va bene così: la vita è fatta soprattutto di cadute. I successi si contano sulle dita di una mano, ma anche i nostri modelli sono persone che sono inciampate".
L’imbarazzo che ci sarà tra noi due questa sera sarà bellissimo
Lo aspetto come l’ultima cena
Sarai bellissima ma è il minimo che aspetto da te
Sarà anche colpa del tuo aspetto
Ma di me non ho rispetto
E mi sporco
Sotto la pelle
Ho gli interni neri come una Mercedes
Tu ti sporchi
A restare con me e,
Chiusa in uno specchio,
C’è tutto il tuo riflesso e… e
Cambi forma
Alle parole
Come il fumo alle feste
Muovi tutto ciò che è attorno
Come un Dio della notte
Io per te potrei anche perdermi in un gioco di niente
Ma se ti farà male allora non pensare
Chiudimi la porta in faccia
Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa
Dimmi che hai troppe
Cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
Se solo tu
Se solo sapessi che voglio soltanto che resti
Andassi via
Di questi palazzi non vedo che spenti riflessi
Dalla città (dalla città)
Che non riposa mai (che brucia ormai)
Forse sapresti chi sei
Tu sei la fine del film
La grande esplosione
La notte che conquista il giorno un nuovo colore
Sei la lama
Trafitta
E io il tuo polmone
Ma se ti farà male allora non pensare
Chiudimi la porta in faccia
Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa
Dimmi che hai troppe
Cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
Per non rischiare
Di farci male
Se guardi su c’è un uomo che cade,
L’uomo che cade, un altro che cade
Se solo tu
Andassi via
Dalla città che fotte l’anima
Forse potresti sì forse puoi
Chiudermi la porta in faccia
Se rivedermi al Margine ti scioglie l’ansia
Dimmi che hai troppe cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
Per non rischiare
Di farci male
Se guardi su c’è un uomo che cade,
L’uomo che cade, un altro che cade

Categoria: spettacoli
21:23
Iran, manager bloccato a Milano: "A Dubai c'è la mia famiglia, missili in area dove viviamo"
(Adnkronos) - "Ho lasciato la mia famiglia a Dubai. Ho comunicato con mia moglie per tutta la giornata. Mi ha raccontato che un paio di missili sono arrivati nell'area dove viviamo, nel deserto, ma sono stati intercettati dalla contraerea degli Emirati. Sia mia moglie che mio figlio stanno bene, loro si sono sentiti con amici che risiedono in altre zone di Dubai. Certo, tensione e preoccupazione non sono mancate tra la gente, ma ora pare che la situazione sia sotto controllo". A raccontarlo all'Adnkronsos Raimondo Volpe, manager italiano di Hba, una società americana attiva nel settore delle costruzioni, rimasto bloccato a Milano dopo la raffica di voli cancellati in Medio Oriente a seguito dell'attacco in Iran.
Il manager stava per rientrare a Dubai dove vive con la sua famiglia (moglie e figlio adolescente) dopo un tour di lavoro tra Svizzera e Italia, poi l'arrivo della comunicazione. "Ero salito già sull'aereo, circa due ore dopo ci hanno comunicato che lo spazio aereo di Dubai e del Middle East era stato chiuso e quindi ci hanno fatto scendere - spiega - Sono rimasto in aeroporto un altro paio d'ore, dopodiché la compagnia Emirates ha riprogrammato il volo per martedì".
"Alcuni amici di famiglia - continua il racconto il manager - spaventati dopo i missili, hanno cominciato a parlare di preparare i passaporti, i contanti, di fare la spesa come in uno stato di guerra. Le autorità emiratine, da parte loro, hanno cercato di trasmettere serenità esortando la popolazione a mantenere la calma, così come fu a giugno scorso. Ma oggi direi che è un po' diverso... sono arrivati i missili. In queste ore lì è notte e non so cosa potrà succedere". (Di Sibilla Bertolini)

Categoria: internazionale/esteri
21:23
Sanremo 2026, Sayf chi è: in gara con il brano 'Tu mi piaci tanto'
(Adnkronos) - Sayf è il 18esimo artista a esibirsi questa sera, sabato 28 febbraio, nella serata finale del Festival di Sanremo 2026. Questa è per il cantante e rapper ligure la prima partecipazione alla kermesse canora con il brano intitolato 'Tu mi piaci tanto' e ieri, venerdì 27 febbraio, nella serata delle cover Sayf si è classificato secondo nel duetto con Alex Britti e Mario Biondi sulle note di 'Hit the road Jack', ma anche accompagnato dalla mamma Samia.
Sayf è un rapper di 26 anni, classe 1999, nato da madre tunisina e padre italiano a Genova e cresciuto tra Rapallo e Santa Margherita Ligure. Si tratta di uno dei profili più interessanti della nuova scena urban in Italia, che riesce a coniugare stili diversi e non si ferma alle coordinate tradizionali del rap.
Sayf si avvicina alla musica da bambino, studiando tromba alle scuole medie. Uno strumento che lo accompagna ancora oggi nelle canzoni e nei concerti, e le cui sonorità si ritrovano in molti suoi brani. A quattordici anni nasce la sua passione per il rap e nel 2017 entra nel collettivo Luvre Muzik – fondato insieme al produttore genovese Zero Vicious – con cui pubblica due mixtape indipendenti: Sono triste (2019), progetto di 25 tracce poi "rinnegato", e Everyday Struggle (2020), scritto durante la pandemia mentre viveva a Sesto San Giovanni, a Milano.
La maturità artistica però arriva nel 2024, anno in cui Sayf fonda il collettivo Genovarabe e firma con ADA/Warner Music, pubblicando l’EP 'Se Dio Vuole' e cominciando a farsi notare con una serie di singoli che ne rivelano l’identità musicale.
Nascono quindi collaborazioni con Rhove,Disme ed Ele A e poi, nel 2025, quella con Bresh in 'Erica', uno dei brani più di successi dell'album 'Mediterraneo'. Il grande pubblico, in ogni caso, lo ha scoperto in estate con 'Sto bene al mare', brano firmato insieme a Marco Mengoni e Rkomi.
L'artista è innamorato del suo paese, l'Italia: "La amo, nonostante tutto. Siamo un paese incasinato, però rispetto a tanti nel mondo penso che sia veramente il migliore a livello di qualità della vita, di cucina, di cultura. La vedo difficilmente eguagliabile". Un amore viscerale che si lega a quello per la sua città, Genova: "È fondamentale, è mia madre. È una città viva, forse poco conosciuta e poco romanticizzata, però è bellissima".
Interrogato su un possibile impegno politico sul palco, sulla scia di Ghali, Sayf è chiaro: "Rispetto tantissimo Ghali, lo conosco e gli voglio bene, e rispetto il suo impegno politico e sociale. Detto questo, io non sono qui a fare Ghali 2.0 solo perché sono tunisino e ho i capelli simili. Credo che queste cose vadano fatte perché uno se le sente. Un impegno sociale del genere non è uno slogan, non va preso con leggerezza. Condivido le posizioni che ha preso finora e, se ci sarà una questione su cui sentirò di espormi, lo farò".
Un brano che lui stesso definisce "una supposta": una melodia orecchiabile che nasconde un testo denso e stratificato. Nel brano, l'artista italo-tunisino mescola un viaggio tra citazioni spiazzanti. Si parte dal ricordo vivido dei Mondiali del 2006 ("Me li ricordo vividamente, tifavo in modo sfegatato"), si passa per un riferimento a Luigi Tenco per raccontare la pressione del debutto ("È forse la parte più personale, un modo per esprimere la paura di non venire capito") e si arriva persino a citare lo slogan di Berlusconi, "L'Italia è il paese che amo". "È una frase usata in modo sarcastico - spiega Sayf - ma col fatto di essere anche tunisino, per me ha un valore aggiunto".
Tu, figlio di un muratore
L’Emilia che si allaga
E la Liguria pure
E intanto che si ride
E che si fa l’amore
Le tue tasse vanno spese
In un hotel a ore
Io,
Amando a modo mio
Ho sbagliato tante cose
E tante mode non le seguo
Io,
Amando a modo mio
Avrei voluto darti
Meno cuore, amore mio
E allora
Corri contro il tempo
Che il denaro non ti aspetta
E cosa vuoi che sia la fretta
Su una macchina che scheggia
E non mi vedrai alla finestra
A farti una serenata
Perché il mondo non si ferma
Ma non ho fiato più
Rallenta
Quando si spegne la luce
Tu, con chi rimani?
Ti senti a posto
Col tuo vino rosso
Il nome su un bossolo?
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Noi siamo tutti uguali
Al bar e a lavorare
Figli di nostra madre
Vogliamo solo amare
E in questa avidità
E in questo dimostrare
Tu mi piaci tanto
L’Italia per me è quella grande azione di Cannavaro
L’Italia è tristemente nota per qualche fatto ma minimizziamo
Il cielo è azzurro, e il pomeriggio
Se ci armate, noi non partiamo
E come ha detto un imprenditore
“L’Italia è il paese che amo”
Amore, amore mio
Che paura di venir capito
In questa fase di tirocinio
Tenco è morto qui vicino
Non temere, amore mio
Farò meglio per nostro figlio
Schiaccerò quelli degli altri
Così giocherà da solo
Quando si spegne la luce
Tu, con chi rimani?
Ti senti a posto
Col tuo vino rosso
Il nome su un bossolo?
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Noi siamo tutti uguali
Al bar e a lavorare
Figli di nostra madre
Vogliamo solo amare
E in questa avidità
E in questo dimostrare
Tu mi piaci tanto
Ho fatto una canzonetta
È un fiore su una camionetta
E le botte delle piazze
Le dimentichiamo
Ho fatto una canzonetta
Spero che non vi spaventi
Che possiamo ripartire
Tutti a mano, a mano
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Noi siamo tutti uguali
Al bar e a lavorare
Figli di nostra madre
Vogliamo solo amare
E in questa avidità
E in questo dimostrare
Tu mi piaci tanto.

Categoria: spettacoli
21:22
Sanremo 2026, Samurai Jay chi è: il brano 'Ossessione' e la cover con Belen
(Adnkronos) - Samurai Jay si esibirà come 21esimo artista in gara con il brano 'Ossessione' questa sera, sabato 28 febbraio, nella serata finale del Festival di Sanremo 2026.
Per la serata delle cover di ieri il cantante ha interpretato il brano 'Baila Morena' di Zucchero accompagnato da Roy Paci e Belen Rodriguez. La showgirl argentina era già apparsa sulla scalinata dell'Ariston durante la terza serata per accompagnare Samurai Jay nella parte finale del brano 'Ossessione', in cui Belen ha fatto una breve, ma intensa partecipazione: "Amo, stiamo correndo un po' troppo. Facciamolo lento", dice.
Jay, nome d'arte di Gennaro Amatore, è nato nel 1998 a Mugnano di Napoli. Cresciuto nella provincia partenopea, si avvicina alla musica fin da giovanissimo, creando così uno stile legato al contesto urbano da cui proviene. Il suo nome d'arte nasce per gioco: l'appellativo 'Samurai' gli viene attribuito da un amico che lo vedeva spesso 'sconvolto', mentre 'Jay' è un richiamo al suo nome di battesimo, Gennaro, Genny.
La sua formazione artistica è eterogenea: accanto ai riferimenti fondamentali del rap napoletano, come i Co'Sang, emergono influenze internazionali come Jay-Z e contaminazioni rock, in particolare i Linkin Park, noti per la fusione tra rap e nu-metal.
I primi passi nel panorama musicale arrivano con il brano Promessa III, incluso nel suo EP d'esordio Promesse. La vera consacrazione, però, passa attraverso singoli come Sorry Mama e Audemars, quest'ultimo realizzato in collaborazione con MV Killa e Yung Snapp.
Negli anni successivi Samurai Jay consolida la propria posizione grazie a una serie di featuring di rilievo con artisti come Geolier, Lele Blade, Shiva e Guè, diventando una delle voci più riconoscibili della nuova scena rap campana.
Nel 2020 pubblica Lacrime, il suo primo album in studio, un progetto che mette in luce un lato più intimo dell'artista. Nel 2025 il suo nome torna prepotentemente alla ribalta grazie a Halo, brano diventato virale su TikTok, nato dalla collaborazione con Vito Salamanca.
Samurai Jay non è del tutto nuovo al palco dell'Ariston. Nel 2021, infatti, si era già esibito a Sanremo insieme a Gigi D'Alessio, Ivan Granatino, Enzo Dong e Lele Blade sulle note di Guagliune.
"Vengo da un paesino, da una famiglia dove lavora solo mio padre e il sogno della musica non è un lusso che ti puoi permettere. La gente ti dice: 'Vai a lavorare'. La mia vittoria è il video di mia madre che salta e piange quando Carlo Conti ha fatto il mio nome. Quella roba lì per me vale già tutto."
Un legame fortissimo con le sue radici, con Mugnano di Napoli, dove vive ancora e dove sua madre gli ha dedicato uno striscione. "Spero di portare in alto il mio paese, la mia gente", ha detto il rapper, sottolineando l'ottimo rapporto con la nutrita rappresentanza napoletana in gara, da Sal Da Vinci a Luchè e Lda e Aka 7even.
Sul debutto al Festival di Sanremo, Samurai Jay ha confidato: "Lo affronto con lo spirito di chi si esibisce come se fosse in cameretta. Fin da piccolo mi mettevo davanti allo specchio con la chitarra e mi immaginavo davanti a un mare di persone. Mi sono sentito a casa su quel palco. Voglio lasciare spazio alle emozioni".
Grande sintonia anche con l'orchestra, diretta dal Maestro Enzo Campagnoli. "Sentire l'orchestra dell'Ariston che suona una cosa nata in cameretta... è un'emozione incredibile, ti abbraccia".
Per la serata delle cover di venerdì 27 febbraio, Samurai Jay ha scelto 'Baila Morena' di Zucchero, e sarà accompagnato da due ospiti d'eccezione: Roy Paci e Belén Rodríguez. "Roy Paci è stata una scelta istintiva, calzava a pennello con il nostro riarrangiamento”. Per quanto riguarda Belén: “Con 'Baila Morena' chi più di Belén? È la scelta più adatta. E poi mi ha sorpreso la sua umanità, è una persona incredibile, super alla mano. Vedrete, ha veramente spaccato".
Il brano 'Ossessione' è un inno alla spinta motivazionale che lo ha riportato a fare musica dopo un periodo di stop. "L'ossessione è il motore, è ciò che muove tutto", ha spiegato l'artista napoletano in un incontro con la stampa. "È dedicata a questa ossessione nei confronti della musica, nel voler fare di più. Si tratta di un'ossessione assolutamente sana e positiva, quella negativa non ci piace per niente". Il brano è nato in modo del tutto spontaneo "in cameretta” con il produttore Vito Salamanca.
Nulla è per sempre
Ma il profumo tuo sulla mia pelle
Non passa mai, no mai
Sicuramente
Stai dormendo nel letto di un altro pure stasera
Marò che pena
Siamo sempre alle solite
Una tirata tutto il weekend
Tu mi nascondi le storie
E mi racconti un'altra bugia vuoi la verità
Ora penso a me
In mezzo a questo disordine
Sarà strano ma ti sento addosso
Come un'ossessione stanotte ritorni qui
Al centro delle mie fantasie
Ti amo solo di venerdì
Bailando contigo asì
Per un'ora ti sento mia
Non è amore è una malattia
Questo maledetto feeling
Questo maledetto feeling
Andale andale
Scatta un paio di foto poi mandale
Fammi vedere cosa indossi stasera
Poi facciamo l'alta marea
Sotto la luna piena
Non sei mai stata sincera
Non può durare una vita intera
Una storia se fa solo male
Tra noi sarà solamente
Una noche de sexo
Andamento lento
Non posso fermare il tempo
Questo feeling maledetto
Io lo sento addosso
Come un'ossessione stanotte ritorni qui
Al centro delle mie fantasie
Ti amo solo di venerdì
Bailando contigo asì
Per un'ora ti sento mia
Non è amore è una malattia
Questo maledetto feeling
Questo maledetto feeling
Devo correre correre correre correre correre
Ahahah
Devo correre correre correre correre correre
Come un'ossessione stanotte ritorni qui
Al centro delle mie fantasie
Ti amo solo di venerdì
Bailando contigo asì
Per un'ora ti sento mia
Non è amore è una malattia
Questo maledetto feeling
Questo maledetto feeling
Questo maledetto feeling.

Categoria: spettacoli
21:11
Sanremo 2026, Ditonellapiaga chi è: la vincitrice della serata cover
(Adnkronos) - Ditonellapiaga torna sul palco del Festival di Sanremo 2026 per la serata finale di oggi, sabato 28 febbraio, con il brano 'Che fastidio!'. La cantante è reduce dalla vittoria di ieri nella serata delle cover in duetto con TonyPitony sulle note di 'The Lady Is a Tramp', celebre brano di Frank Sinitra.
L'esibizione era una delle più attese della serata e non ha deluso le aspettative. La cantante ha scelto di condividere il palco con il cantante mascherato da Elvis Presley, artista trasversale e provocatorio, regalando all'Ariston un'esibizione fuori dal comune. E non a caso, la preferita della serata.
Questa è la seconda partecipazione della cantante come concorrente in gara. L'artista ha debuttato sul palco dell'Ariston in coppia con Donatella Rettore con il brano 'Chimica' nel 2022. Torna in gara nel 2026 con il brano 'Che fastidio'.
Margherita Carducci, vero nome di Ditonellapiaga, nasce a Roma il 5 febbraio del 1997. I suoi genitori, Claudio e Costanza, sono entrambi insegnanti di basket, uno sport che Carducci ha praticato durante l'infanzia. Ma poi scopre la passione per la musica. Inizia sin da piccola, cantando con gli scout. Frequenta il liceo linguistico a Roma, successivamente si iscrive all'Università triennale Dams di Bologna.
Frequenta un'accademia di recitazione e dopo si dedica completamente alla musica. Inizia la sua carriera musicale nel 2019 con l'incontro dei producer romani BBprod. Il 19 luglio del 2019 esce il suo primo singolo Parli.
Nel 2020, bloccata a casa per il lockdown da Covid, si dedica completamente alla musica, anche in veste di autrice. E ad ottobre ottiene un contratto discografico con l'etichetta Dischi Belli, entrando a far parte del gruppo della BMG Rights Management. A dicembre 2020 esce il suo secondo singolo Morphina, preceduto dalla cover del brano Per un'ora d'amore dei Matia Bazar. Il 14 gennaio 2022 esce il suo primo album: Camouflage.
Nella copertina del disco, viene ritratta accanto a nonna Ludovica, a cui Margherita Carducci è molto legata, in compagnia delle sue più care amiche e la zia. Un'idea nata durante la festa di compleanno della nonna, quando l'ha vista ballare con le amiche. Ditonellapiaga è diventato il suo nome d'arte su suggerimento di un amico, ma è da sempre il suo nickname su Instagram.
Dopo la prima serata del Festival si è consumato un botta e risposta tra Miss Italia e Ditonellapiaga. Il Concorso Miss Italia ha contestato, in una nota, "l’uso indebito della denominazione 'Miss Italia' da parte della cantante, che l'ha utilizzata quale titolo di un proprio brano musicale, nonché dell'album in cui esso è inserito". "Il testo della canzone, inoltre, contiene - si legge ancora nella nota - espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell'onore delle ragazze che partecipano al Concorso".
"Tale condotta risulta gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione 'Miss Italia', nonché dell'immagine e della reputazione del Concorso e delle sue partecipanti", hanno proseguito i rappresentanti del concorso.
"Per tali ragioni, il Concorso Miss Italia ha conferito mandato agli Avvocati Prof. Avv. Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l'ulteriore utilizzo della denominazione 'Miss Italia' e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi", conclude la nota.
Oggi, in conferenza stampa a Sanremo, Ditonellapiaga replica alla notizia della possibile azione legale: "Nessun insulto, è un testo che parla di me e del rapporto con me stessa, con la perfezione".
L'artista si è detta sorpresa dalla polemica. "Io non so neanche se loro abbiano sentito il testo, perché la canzone non è uscita", ha dichiarato. "Mi dispiace che sia arrivata questa notizia, perché speravo in un po' di autoironia. Se loro lo hanno ritenuto offensivo, evidentemente non hanno la sensibilità per poter capire che parlo di me e non parlo male del concorso". Sulla questione legale, ha poi aggiunto: "Sono cose legali, non conosco il 'legalese', se ne occuperanno le persone preposte".
Ditonellapiaga ha poi chiarito l'uso della parola "disperate", al centro delle contestazioni, spiegando che è stata decontestualizzata. "Non ho detto che loro sono disperate. Il testo parla di me, che sto male e vivo male la mia bellezza", ha precisato. "Mi sembra assurdo parlare di un testo che non è uscito. È facile estrapolare una frase senza il contesto, e un attimo dopo sembra che io dica che Miss Italia è una disperata o una sfigata. Non ho mai detto questo".
"Ho detto che l'essere in difficoltà con il proprio rapporto con la bellezza può portare a una disperazione. Anzi, il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco, e quindi anche una donna bellissima può sentirsi disperata e triste", ha concluso l'artista, chiudendo l'argomento.
A 'Tv Sorrisi e Canzoni' la cantante ha spiegato che 'Che fastidio!': "È nata dopo un momento di crisi profonda in cui non sapevo bene dove stavo andando. È un brano sicuramente nel mio stile: un po' provocatorio, pungente, ma autoironico perché parlo anche delle mie abitudini".
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ho solo qualche osservazione
Un pensiero mio
La moda di Milano (che fastidio!)
Lo snob romano (che fastidio!)
Il sogno americano (che fastidio!)
E il politico italiano (che fastidio!)
La musica tribale (che fastidio!)
I cani alle dogane (che fastidio!)
E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare (che schifo!)
Stasera vado a una festa la solita farsa e non m'interessa (che fastidio!)
E la vicina molesta bussa alla porta “abbassa quei bassi” (che fastidio!)
E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e (non mi fido!)
Perché mi gira la testa e tutta la stanza e finché non passa (che fastidio!)
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ma ho come l'impressione
Di non potermi controllare
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L'amico dell'amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Su le mani solo se sei dell'acquario
Strano ti facevo proprio sagittario
La chiamo dall'India, dall'Albania, Torino
Per un piano tariffario
Nasi alla francese come in fotocopia
Imparare a vivere con un tutorial
Passa a premium, clicca qui, ascolta ora!
Cento cover Bossa Nova
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Se sono matta io!
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L'amico dell'amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta!
Nonostante i corsi di meditazione
Di respirazione
Non posso sopportare
Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!)
E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!)
Oppure l'inno nazionale al piano bar
Gli F24, lo spam
Che fastidio! Che fastidio!
Che fastidio!
Io non so più cos'è normale
Ma sono matta io
Ma sono matta io

Categoria: spettacoli
21:10
Sanremo 2026, Sal Da Vinci: dalla standing ovation alle lacrime sul palco
(Adnkronos) - Sal Da Vinci vero fenomeno nazionale. Il cantautore napoletano ha conquistato tutti con la sua 'Per sempre sì', il brano con cui è in gara al Festival di Sanremo 2026. Questa sera, sabato 28 febbraio, Da Vinci tornerà sul palco dell'Ariston per esibirsi nella serata finale che decreterà il vincitore della 76esima edizione della kermesse canora.
Il successo di Sal Da Vinci era già esploso nella prima serata del Festival, martedì 24 febbraio, ancora prima della sua esibizione, quando al momento dell'annuncio sul palco, dalla platea è partito un coro sulle note di 'Rossetto e Caffè', la hit di Da Vinci che ha dominato le piattaforme digitali nel 2025.
L'esibizione, poi, con tanto di coreografia, ha ricevuto una standing ovation con il cantante che nel vedere la platea impazzire per la sua 'Per sempre sì' non è riuscito a trattenere l'emozione. 'Per sempre sì' ha già tutta l’aria di diventare la colonna sonora di molte coppie verso il giorno del 'Sì'.
Il brano 'Per sempre sì', dalle sonorità neomelodiche e dal ritornello immediato, è virale, lo cantano proprio tutti. Tra i video più condivisi spicca quello di Mahmood e Alessandro Del Piero mentre canticchiano il brano del cantautore napoletano e ne eseguono addirittura la coreografia: "Saremo io e te, accussì, sarà per sempre sì".
Questa partecipazione al Festival segna il ritorno di Sal Da Vinci in gara dopo 17 anni. La sua precedente partecipazione risale al 2009, quando si classificò terzo con il brano 'Non riesco a farti innamorare'. Nella serata delle cover dell'edizione del 2025, Sal Da Vinci è stato ospite dei The Kolors che hanno deciso di ballare e cantare sulle note di 'Rossetto e caffè' insieme a Sal Da Vinci.
Nato a New York il 7 aprile 1969 durante la tournée negli Stati Uniti del padre Mario Da Vinci, Salvatore Michael Sorrentino, in arte Sal Da Vinci, ha iniziato a cantare da giovanissimo: si esibì per la prima volta davanti a un pubblico pagante ad appena sei anni. Anche la prima incisione arrivò in quel periodo: nel 1976 proprio in duetto proprio con il papà cantò 'Miracolo 'e Natale' di Alberto Sciotti e Tony Iglio, da cui è stata tratta una sceneggiata omonima. Nel 1977, sempre insieme al padre, debuttò in teatro con 'Caro papà' e 'Senza mamma e senza padre' e l'anno seguente arriva al cinema in 'Figlio mio sono innocente!'. Da allora continuò principalmente la carriera musicale e teatrale, con qualche incursione cinematografica nei film 'Il motorino' di Ninì Grassia e 'Troppo forte' di Carlo Verdone al fianco anche di Alberto Sordi.
La sua è una carriera musicale lunghissima, costellata di tanti successi: da 'Napule' a 'Nammurate', da 'Il mercante di stelle' a 'Bella da dimenticare' fino appunto a 'Rossetto e Caffè', certificato disco di platino. Nel 1994 ha conquistato la vittoria al Festival italiano di musica con il brano 'Vera', mentre nel 2009 è arrivato terzo al Festival di Sanremo con 'Non riesco a farti innamorare'.
Sal Da Vinci è legato a Paola Pugliese, sua moglie. Dal loro matrimonio sono nati due figli: Francesco, nel 1993, e Annachiara, nel 1998. Oggi l’artista non è soltanto padre, ma anche un nonno affettuoso e molto presente: ha tre nipoti, Salvatore e Nina – figli di Francesco – e Antonio, nato dalla relazione di Annachiara.
Nel corso degli anni non sono mancati momenti difficili in famiglia, come l’incidente che ha coinvolto la figlia Annamaria, che a vent’anni ha rischiato di perdere una mano dopo una caduta in motorino.
E quando il figlio Francesco fu colpito da meningite a causa di una diagnosi inizialmente errata. "Quella mattina era vigile ma non reagiva, lo portai immediatamente in ospedale. Io e mia moglie eravamo sconvolti e pregai la Madonna. Fu operato d’urgenza: i medici intervennero prelevando il midollo dalla colonna vertebrale. Non aveva ancora un anno e mezzo. Sono stati mesi durissimi, ma per noi è stato un vero miracolo".
Dietro questa canzone c'è un messaggio preciso: la promessa è una cosa seria, uno stile di vita. Promettere significa impegnarsi nel futuro, non solo pensando all'altra metà nel "giorno più bello", ma anche progettando la propria vita. Certo, la canzone racconta una bella storia d'amore, di due persone che si promettono amore eterno. Non un amore tormentato, ma un amore bello. Ci innamoriamo tutti allo stesso modo, spinti da una luce più grande di noi, da un'esigenza fortissima di stare insieme, di condividere e comprendere".
È cominciato tutto quanto dal principio
Io che per te ero solo un uomo sconosciuto
Poi diventato un re dal cuore innamorato
Tu una regina ora vestita in bianco sposa
Abbiamo sognato figli in una grande casa
E superato tutte le difficoltà
Perché un amore, non è amore per la vita
Se non ha affrontato la più ripida salita
E si accenderà la musica
E qui ti aspetterò
Il più grande giorno
Ti regalerò
Saremo io e te
Per sempre
Legati per la vita che
Senza te
Non vale niente
Non ha senso vivere
Con la mano sul petto
Io te lo prometto
Davanti a Dio
Saremo io e te
Da qui
Sarà per sempre sì
So bene che è una grande incognita il futuro
Ma insieme a te non mi spaventerà perché
Costruiremo tutto ma non alzeremo un muro
Litigare e far l’amore poi che male c’è
E si accenderà la musica
Per te io canterò
Il più grande giorno
Ti regalerò
Saremo io e te
Per sempre
Legati per la vita che
Senza te
Non vale niente
Non ha senso vivere
Con la mano sul petto
Io te lo prometto
Davanti a Dio
Saremo io e te
Da qui
Sarà per sempre
Sì, soltanto sì
Per questi giorni
E mille altri ancora
Un semplice sì
L’eternità è dentro una parola
Saremo io e te
Per sempre
Legati per la vita che
Senza te
Non vale niente
Non ha senso vivere
Con la mano sul petto
Io te lo prometto
Davanti a Dio
Saremo io e te
Accussì
Sarrà pe sempe sì.

Categoria: spettacoli
21:10
Sanremo 2026, Andrea Bocelli ospite: il ritorno al Festival nel ricordo di Pippo Baudo
(Adnkronos) - Andrea Bocelli è il super ospite della serata finale del Festival di Sanremo 2026. Una presenza voluta fortemente dal conduttore e direttore artistico Carlo Conti per rendere omaggio a Pippo Baudo, che fu tra i primi a credere nel talento del tenore, contribuendo alla sua consacrazione come artista internazionale.
"Io proverò eterna gratitudine perché Pippo Baudo ha creduto subito in me, ha fatto di tutto perché partecipassi al Festival del 1994 (dove il tenore vinse tra le Nuove Proposte con 'Il mare calmo della sera', ndr). Mi ha incoraggiato. E' stato un grande professionista, era una persona colta e garbata. E portava in scena anche la leggerezza", ha detto Bocelli nel corso della conferenza stampa.
Andrea Bocelli è nato nel 1958 a Lajatico, in provincia di Pisa. Cresce da genitori che gestiscono un’azienda e producono macchinari per il settore agricolo. La sua infanzia è stata segnata da un glaucoma congenito che gli ha compromesso la vista fin dalla nascita. Per questo motivo, a soli sei anni viene mandato in collegio a Reggio Emilia per imparare il Braille ma quando ha dodici anni, riceve una pallonata durante una partita di calcio che aggrava definitivamente la situazione, portandolo alla cecità totale.
La musica diventa presto il suo rifugio. Parallelamente agli studi, consegue il diploma in canto lirico al conservatorio. La svolta arriva nel 1992 quando viene scelto da Zucchero per incidere la demo di 'Miserere'. Questo e il successivo contratto con la Sugar segnano l’inizio della sua carriera internazionale.
Nel 1994 Bocelli debutta tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo con 'Il mare calmo della sera' e vince. L’anno seguente torna sul palco dell’Ariston con 'Con te partirò'. Nel 1996 pubblica 'Romanza', raccolta che supererà i 20 milioni di copie vendute nel mondo, e diventa l’album di un artista italiano più venduto di sempre a livello globale.
Negli anni successivi il tenore si esibisce nei più prestigiosi teatri del mondo e davanti a capi di Stato. Nel 2011 fonda la Andrea Bocelli Foundation, impegnata nel contrasto alla povertà e all’emarginazione sociale. Nel 2017 organizza l’Andrea Bocelli Show, evento benefico che vede la partecipazione di star internazionali come Elton John, Steven Tyler, Sharon Stone e Zara Larsson.
Nel maggio 2023 insieme a Bryn Terfel interpreta 'You’ll Never Walk Alone' in occasione dell’incoronazione di Carlo III. Tra le collaborazioni più recenti c’è quella con il tennista Jannik Sinner, numero uno del tennis mondiale, con cui ha condiviso un progetto che ha unito musica e racconto sportivo: hanno collaborato al brano ‘Polvere e Gloria’ (Dust and Glory), pubblicato il 20 giugno 2025. La canzone, cantata in italiano e inglese, celebra la perseveranza e la dedizione.
Bocelli è padre di tre figli. Dal matrimonio con Enrica Cenzatti, celebrato nel 1989 e conclusosi nel 2002, sono nati Amos e Matteo. Nel 2014 ha sposato Veronica Berti, dopo la nascita della figlia Virginia nel 2012. Oggi vive con la famiglia a Forte dei Marmi.

Categoria: spettacoli
21:09
Sanremo 2026, i Pooh ospiti del Suzuki stage: il gran finale
(Adnkronos) - I Pooh ospiti stasera, sabato 28 febbraio, sul palco di Piazza Colombo ad animare il Suzuki Stage per il gran finale. I Pooh celebrano i loro 60 anni di carriera a Sanremo, dove ricevono una targa speciale.
La storia dei Pooh è una delle più longeve del panorama della musica italiana e internazionale. Il primo nucleo nasce nel 1962 a Bologna dopo l'incontro tra Valerio Negrini e Mauro Bertoli che insieme fondono il gruppo Jaguars. Dopo alcuni anni, la formazione cambia nome: Pooh. L'idea nasce da Aliki Andris, segreteria del discografico Armando Sciacia che era una grande appassionata dell'orsetto Disnet Winnie the Pooh.
Nel 1966 avviene la svolta con l'uscita del 45 giri 'Vieni fuori' e con l’ingresso alle tastiere di Roby Facchinetti, che prende il posto di Bob Gillot, e di Riccardo Fogli al basso al posto di Gilberto Faggioli. Nel 1968 la band conquista le classifiche con 'Piccola Katy', brano che anticipa l’arrivo del chitarrista Dodi Battaglia. Da quel momento la formazione continua a consolidarsi pubblicando album uno dopo l’altro.
Determinante è il passaggio alla CBS nel 1971: sotto la guida del produttore Giancarlo Lucariello, i Pooh si trasformano in una vera macchina da successi, come dimostrano hit come 'Tanta voglia di lei' e 'Pensiero'.
Nei primi anni Settanta Valerio Negrini lascia il ruolo operativo nel gruppo, restando però come autore dei testi. Alla batteria subentra Stefano D’Orazio. Il successo aumenta e nel 1972 la band ottiene visibilità internazionale con brani come 'Noi due nel mondo e nell’anima'.
Nel 1973 un altro storico componente, Riccardo Fogli, lascia la formazione. Al suo posto entra Red Canzian, con cui il gruppo pubblica 'Parsifal'. Nel 1990 partecipano al Festival di Sanremo e vincono con il brano con 'Uomini soli'.
Gli anni Duemila sono caratterizzati dal grande successo del musical 'Pinocchio' e da un’attività costante fino al 2009, quando Stefano D’Orazio annuncia l’uscita dalla band dopo quasi quarant’anni. Nonostante questo, i Pooh proseguono come trio fino al 2015, anno della reunion che riporta insieme anche Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli. Il ritorno in cinque consente alla band di tornare negli stadi e di riempire anche l’Arena di Verona per celebrare mezzo secolo di carriera.s
Il 6 novembre 2020 Stefano D’Orazio muore a causa di complicazioni legate al Covid-19, lasciando un grande vuoto nei compagni e nei fan. Per omaggiare la sua memoria, Facchinetti, Canzian, Battaglia e Fogli decidono di ritrovarsi sul palco per dedicargli un ricordo eterno.
Nel 2023 i Pooh tornano protagonisti al Festival di Sanremo e intraprendono un nuovo tour con una formazione a cinque che vede alla batteria Phil Mer, figlio della seconda moglie di Red Canzian.

Categoria: spettacoli
20:59
Khamenei, chi è l'uomo diventato ayatollah in una notte
(Adnkronos) - La Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, sarebbe stata uccisa nei raid condotti da Israele e Stati Uniti su Teheran e che, come confermato da Canale 12 e dal New York Times, hanno raso al suolo la sua residenza.
The Times of Israel' riferisce che sarebbe stato recuperato il corpo poco dopo che il premier israeliano Benjamin Netnayahu ha affermato che c'erano "molti segnali" che indicano che "Khamenei sia morto". Data l'età e i problemi di salute che si sono susseguiti, più volte in passato erano circolate notizie - rivelatesi fake - che volevano Khamenei ricoverato in ospedale, a volte in punto di morte o che alimentavano speculazioni sul suo successore. Secondo valutazioni della Cia, a prendere il suo posto sarà una figura radicale legata ai Pasdaran.
Nato il 19 aprile del 1939 a Mashad, città santa per gli sciiti, Khamenei iniziò il percorso di studi in una 'maktab', l'allora scuola elementare. Il figlio secondogenito dell'hojatoleslam Javad Khamenei frequentò poi il seminario di Mashad, dove frequentò le lezioni del grande ayatollah Milani. Il giovane Khamenei lasciò l'Iran a 18 anni per svolgere un pellegrinaggio a Najaf, città irachena che ebbe un ruolo importante nella vita della Guida Suprema. L'anno dopo si spostò a Qom, il 'Vaticano' degli sciiti, dove fino al 1964 seguì gli insegnamenti di alcuni degli ayatollah più famosi dell'epoca, tra cui l'ayatollah Borujerdi e Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica.
"Per quanto riguarda le idee politiche e rivoluzionarie e la giurisprudenza islamica, sono certamente un discepolo dell'Imam Khomeini", affermò Khamenei, che sempre nei primi anni Sessanta si unì alle file dei rivoluzionari che si opponevano al regime dello Shah e alla sua politica filo-americana. Il 'matrimonio' con la causa khomeinista gli costò una notte in carcere nel maggio del 1963, quando il leader della rivoluzione gli affidò la missione di portare un messaggio segreto all'ayatollah Milani. Un mese dopo fu nuovamente arrestato e rinchiuso in carcere per attività antigovernative.
In quegli anni Khamenei rimase in stretto contatto con Khomeini, a quell'epoca in esilio prima in Iraq e poi in Francia, di cui divenne un fidato consigliere. Subito dopo il ritorno di quest'ultimo a Teheran nel 1979 fu nominato membro del Consiglio della Rivoluzione. Dopo il suo scioglimento divenne vice ministro della Difesa e rappresentante personale di Khomeini nel Consiglio Supremo per la Difesa. Per un breve periodo comandò i Guardiani della Rivoluzione. Falco in politica estera, fu uno dei negoziatori chiave della cosiddetta crisi degli ostaggi.
Tra i membri fondatori del Partito islamico repubblicano (Pir), nel 1981, mentre stava tenendo un discorso in una moschea di Teheran, una bomba esplose facendogli perdere l'uso del braccio destro. L'attentato venne poi rivendicato dai Mojahedin del Popolo. In quell'anno fu eletto deputato e poi presidente, incarico che ricoprì per due mandati di seguito fino al 1989, quando alla morte di Khomeini venne eletto Rahbar dall'Assemblea degli Esperti, approfittando della rottura tra il fondatore della Repubblica islamica e colui che appariva il candidato naturale alla sua successione, l'ayatollah Montazeri.
In realtà Khamenei non aveva i titoli per ottenere la carica. La Guida suprema, infatti, doveva essere riconosciuta come 'marja-e taqlid', cioè fonte di imitazione. Ma davanti al vuoto che si era creato con la morte di Khomeini, si emendò la Costituzione pur di nominare un nuovo Rahbar. In una notte fu anche 'promosso' da hojatoleslam ad ayatollah.
Sotto la sua leadership l'Iran affrontò momenti di grande difficoltà. Il primo ostacolo per la Guida Suprema fu il doppio mandato del presidente Mohammad Khatami, un riformista che spingeva per la distensione con l'Occidente, una linea che Khamenei vedeva come fumo negli occhi. Il Rahbar riuscì sostanzialmente a far fallire la presidenza Khatami bloccando molte delle sue riforme che avevano come obiettivo aprire il Paese sia da un punto di vista sociale che politico.
Fu però con il suo successore, l'ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, da molti ritenuto un suo protégé, che la Repubblica islamica fu sul punto di crollare. La contestata rielezione dell'ex sindaco di Teheran nel 2009, infatti, portò il Paese sull'orlo del caos, con migliaia di manifestanti uccisi nella repressione dell'Onda Verde. Davanti alle più gravi manifestazioni di piazza dai tempi della rivoluzione, Khamenei usò il pugno di ferro. Migliaia di dissidenti, tra cui i due leader dell'opposizione Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, furono arrestati. La presidenza Ahmadinejad fu caratterizzata anche da aspre critiche contro il governo per la gestione dell'economia e per alcune decisioni di politica estera e alla fine del mandato la rottura tra l'allora presidente e Khamenei divenne evidente.
Nel 2013 fu tempo di nuovo di un riformista alla presidenza dell'Iran. Il doppio mandato di Hassan Rohani fu caratterizzato dall'accordo sul programma nucleare (Jcpoa) che nel 2015 portò alla revoca delle sanzioni contro la Repubblica islamica. Intesa che poi nel 2018 Donald Trump fece naufragare. Khamenei appoggiò quell'accordo storico con le potenze mondiali, ma contrastò ogni tentativo di Rohani di espandere le libertà civili.
L'abbandono del Jcpoa da parte degli Stati Uniti fece sprofondare l'Iran in una nuova crisi economica, innescando una nuova ondata di proteste antigovernative nel 2019, durante le quali i manifestanti scandirono lo slogan "morte al dittatore" - un riferimento al Leader. Il 'tradimento' statunitense rafforzò quel sentimento anti-occidentale, che sfociava in un vero e proprio odio per gli Usa, che ha sempre dominato la retorica populista di Khamenei in tutti i suoi anni al potere. "L'ho detto fin dal primo giorno: non c'è da fidarsi dell'America", commentò subito dopo la mossa di Trump. Ma se c'è un 'nemico' che Khamenei non ha mai cessato di bersagliare in tutti i suoi interventi pubblici quello è stato Israele. La Guida suprema, che più volte ha negato l'Olocausto, minacciò innumerevoli volte di cancellare lo Stato ebraico, definito "un cancro", dalle mappe geografiche.
Un altro momento drammatico che fece tremare le fondamenta della Repubblica islamica sotto Khamenei fu l'uccisione del suo stretto alleato nonché amico personale Qassem Soleimani. L'allora capo della Forza Quds, corpo di elite dei Pasdaran, venne assassinato in un raid di un drone statunitense a Baghdad nel gennaio 2020. Khamenei promise "vendetta" e ordinò come rappresaglia il lancio di alcuni missili balistici contro due basi irachene che ospitavano truppe americane.
Pochi giorni dopo la morte di Soleimani, l'Iran fu scosso da un altro episodio. L'abbattimento per errore di un aereo ucraino scambiato per un velivolo nemico ad opera della contraerea dei Guardiani della Rivoluzione. Il bilancio pesantissimo di 176 morti scatenò un sentimento di rabbia e nuove proteste antigovernative.
Alcuni mesi dopo l'Iran, come il resto del mondo, fu colpito dalla pandemia. Una prova durissima per il Paese, che tra quelli del Medio Oriente ha pagato il prezzo più alto in termini di vite umane. L'ayatollah inizialmente minimizzò la minaccia del coronavirus, sostenendo che fosse una tattica per spaventare il Paese. "E' un problema che passerà. Non è niente di straordinario", disse.
Nel lungo corso del suo dominio sull'Iran, Khamenei costruì un'articolata architettura di sicurezza fondata sull' 'Asse della resistenza': una rete di alleanze e milizie in Libano, Siria, Iraq e Yemen, concepita per proiettare l'influenza iraniana e contenere Israele e gli Stati Uniti. La guerra a Gaza ha però segnato un punto di svolta. Durante il conflitto, diversi leader e comandanti di Hamas, Hezbollah e degli Houthi furono uccisi in operazioni mirate, indebolendo una struttura che per anni aveva rappresentato il principale strumento di deterrenza regionale di Teheran. Quella rete, pensata per circondare Israele e garantire profondità strategica alla Repubblica islamica, divenne progressivamente sempre più fragile, sotto pressione militare e politica, fino al 'colpo di grazia' rappresentato dalla caduta di Assad a Damasco.
Parallelamente, sul fronte interno, Khamenei ha dovuto fare i conti con un malcontento crescente. Le proteste esplose a fine dicembre in diverse città iraniane, represse duramente dalle autorità con un bilancio - secondo alcune fonti - di decine di migliaia di morti, hanno evidenziato l'ennesima frattura profonda tra establishment e società.

Categoria: internazionale/esteri
20:43
Iran, "Khamenei è morto": l'annuncio da Israele
(Adnkronos) - L'ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran, è morto. Khamenei è rimasto ucciso nell'attacco condotto oggi da Stati Uniti e Israele. Lo afferma il Times of Israel sulla base delle informazioni fornite da una fonte israeliana. I raid hanno colpito Teheran e in particolare la residenza dell'ayatollah, distrutta da 80 bombe. Il corpo di Khamenei è stato estratto dalle macerie e un'immagine è stata mostrata al premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo l'emittente israeliana Channel 12, e al presidente americano Donald Trump.
Negli stessi momenti l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha aggiornato diversi alti funzionari a Washington comunicando che l'ayatollah è stato ucciso, come riferisce Axios.
Per tutta la giornata la sorte di Khamenei è stata avvolta nel mistero. L'attacco condotto oggi ha preso di mira il compound della guida spirituale iraniana, il complesso è stato raso al suolo. "Ci sono molti segnali che Khamenei è morto. Abbiamo distrutto il sito dove si trovava il tiranno che ha diffuso il terrorismo in tutto il mondo", le parole di Netanyahu nel pomeriggio italiano.
Gli annunci da Israele hanno invertito la rotta dopo le news provenienti da Teheran. Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha usato gli aggettivi "sani e salvi" per rispondere a domande su Khamenei e sul presidente Masoud Pezeshkian. Nell'attacco al compound, ha comunicato Teheran sin da subito, morti il genero e la nuora della Guida Suprema.

Categoria: internazionale/esteri
20:41
FantaSanremo, la serata finale in diretta: i bonus e i malus assegnati
(Adnkronos) -
Stasera gli ultimi bonus e malus assegnati in questa edizione del FantaSanremo. A esibirsi nella quinta e ultima serata tutti i 30 Big in gara. I fantagiocatori sono pronti a conoscere non solo il vincitore del festival della canzone italiana ma anche quello del fantasy game dedicato alla kermesse.
Svelati i bonus validi solo per la finale, dai punti per gli abbracci a quelli per i piedi scalzi.

Categoria: spettacoli
20:37
Sanremo 2026, Giorgia Cardinaletti co-conduttrice: chi è la giornalista del Tg1
(Adnkronos) - Giorgia Cardinaletti è la co-conduttrice della serata finale del Festival di Sanremo 2026. La giornalista e volto del Tg1 affianca Carlo Conti e Laura Pausini questa sera, sabato 28 febbraio. Cardinaletti ha ricevuto la proposta nel corso di un collegamento col direttore artistico della kermesse mentre conduceva il Tg1 delle 20.
"Tu sarai qui a Sanremo per i collegamenti per il Tg1. Sabato, visto che finisci con il collegamento delle 20.30, potresti essere con me e con Laura a cocondurre il Festival?", le aveva chiesto Conti a sorpresa. "Prego? Non è uno scherzo?", aveva replicato Cardinaletti incredula, convinta inizialmente che si trattasse di uno scherzo organizzato dal direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci.
Classe 1987. Giorgia Cardinaletti, marchigiana di Fabriano, dopo il diploma al liceo classico consegue una laurea in lettere a indirizzo storico all’Università di Perugia. Dopo il percorso alla scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, dal 2012 è giornalista professionista iscritta all’Ordine dei giornalisti del Lazio.
Muove i primi passi in Rai News 24 come inviata, per poi diventarne conduttrice. Nel 2016, dopo essersi fatta conoscere come inviata di Formula 1 e volto del programma Pole Position, viene scelta alla guida de La Domenica Sportiva, incarico che ricopre fino al 2019. Nell’agosto dello stesso anno passa al TG1, dove conduce prima le edizioni ‘60 secondi’ e notturna. Nel febbraio 2020, durante la settimana del Festival di Sanremo, è al timone su RaiPlay di Dentro il Festival. Durante la pandemia di Covid-19, a gennaio del 2022 assume la conduzione di Via delle storie, programma di approfondimento in onda nella seconda serata del lunedì su Rai1. Da giugno 2022 è alla guida dell’edizione delle 20 del TG1. Nel 2025 prende parte alla serie Minimarket con Kevin Spacey, interpretando se stessa. Ha ricevuto premi come il Francesco Valentini, il Margutta e riconoscimenti come telegiornalista dell’anno.
Giorgia Cardinaletti ha avuto una relazione con il cantautore Cesare Cremonini, che l'ha citata in una sua recente intervista al 'Corriere', che si è chiusa all’inizio di quest’anno.
Ora la giornalista del Tg1 è impegnata sentimentalmente con Francesco Bechis, cronista politico del 'Messaggero'. Romano, classe 1995, due volte figlio d’arte (il padre è il direttore di Open.online Franco, la madre è Monica Mondo, volto storico di Tv2000), laurea e master alla Luiss, junior fellow della Fondazione De Gasperi, per sei anni anni firma di 'Formiche.net' per cui ha scritto di politica e sicurezza, nel 2022 entra a via del Tritone come cronista parlamentare e di governo, seguendo da vicino Palazzo Chigi e i rapporti internazionali di Draghi e Meloni. Nel 2024 ha pubblicato il libro 'Realpolitik' insieme a Giampiero Massolo, già a capo della diplomazia e dell’intelligence italiane.

Categoria: spettacoli
20:36
Sanremo 2026, Bambole di Pezza: la band femminista con 'Resta con me'
(Adnkronos) - Le Bambole di Pezza sono le quarte a esibirsi questa sera, sabato 28 febbraio, per la finale del Festival di Sanremo 2026. La band punk rock è in gara alla kermesse canora con il brano 'Resta con me'.
Una delle realtà più rappresentativa della scena rock pop-punk italiana. Le Bambole di Pezza sono nate a Milano nel 2002 inizialmente sotto contratto con Tube Records. Da sempre si sono distinte per i temi forti legati al femminismo, alla parità di genere e alla lotta contro la violenza sulle donne. Oggi il gruppo è composto da: Cleo per la voce. Morgana, chitarra solista. Dani, cori e chitarra ritmica. Xina, batteria e cori. Kaj, basso e cori.
Il debutto arriva con 'Crash Me', un album che permette alla band di intraprendere una lunga tournée. Approdano anche in televisione: partecipano come guest star a un episodio de L'Ispettore Coliandro, interpretando la band in cui suona Nikita e portando sullo schermo il brano 'Le Streghe'.
Nel 2014 arriva una reunion per celebrare i dieci anni dall'ultimo album 'Strike'. È l'inizio di un nuovo capitolo: le chitarriste storiche Morgana Blue e Dani Piccirillo rilanciano il progetto coinvolgendo Cleo, Kaj e Xina.
Nel 2022 avviene il ritorno ufficiale sui palchi in Piazza della Scala a Milano, accanto ai Rezophonic. Nello stesso anno la band pubblica 'Rumore', omaggio a Raffaella Carrà scelto come colonna sonora della miniserie dedicata all'artista, e il brano 'Non Sei Sola', realizzato con Jo Squillo per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Nel 2024 la band firma con l'etichetta Nigiri con distribuzione Sony, pubblicando i singoli Stuntman, ZenZero e Cresciuti Male, quest'ultimo in collaborazione con J-Ax. E il 24 gennaio 2025 vede la luce il loro quarto album in studio, Wanted.
"Volevamo arrivare qui consapevoli di avere alle spalle tanto impegno ed esperienza, anche da indipendenti", racconta Cloe. "Dimostrando che da un garage si può arrivare al palco di Sanremo". "Essere cinque donne su un palco così importante è già un messaggio fortissimo", sottolinea Dani. "È interessante notare come, pensando a una band, l'immagine sia quasi sempre maschile. Quest'anno, invece, l'unica band a Sanremo è di donne". Una presenza che sperano possa essere d'ispirazione. "Quando ero piccola non avevo mai visto una donna suonare uno strumento", confida Cloe. "La prima volta fu a Sanremo, vidi L'Aura al pianoforte e pensai: 'Allora posso farlo anch'io'. Speriamo che la nostra presenza porti tante ragazzine a dire: 'Adesso lo faccio anch'io'".
Un concetto, quello dell'unione, che diventa un messaggio politico. "Ci vuole coraggio a stare insieme, soprattutto in un momento storico di conflitti come questo", aggiunge Dani. "Il nostro è un messaggio politico perché presuppone un gruppo di persone. È un richiamo al valore dell'umanità, al non essere isole come la società odierna ci sta abituando. È un invito a guardarsi attorno di fronte a ogni difficoltà".
Volevo dirti in queste notti, ti penso ancora
Che la mia vita da quel giorno, è un'altra storia
E a volte per cambiare tutto basta una parola
Per diventare ciò che sono ho camminato sola
Sono una donna che non guarda in faccia niente
Mi hanno guardata male ma è il giudizio della gente
Quando ti senti stanca dalle delusioni
E l'unica certezza sono le canzoni
E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui
Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me
Ho fatto sogni senza mai, chiudere gli occhi
Vissuto vite che non sai, se immaginarti
Ho visto uomini per bene, andare in pezzi
E ho visto uomini di strada, tornare onesti
E pezzi di giornali sparsi, nella mia testa
Una ragazza una chitarra, e una tempesta
Questi non sanno cosa provo dentro
Come una foglia sempre stata al vento
E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui
Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me
E allora dimmi
Se conosci un modo
Per dimenticare i guai
Per noi che siamo stati
Sempre appesi a un filo
Aspettami nell'alba di questo mattino
Ho superato anni come questi
E avrei voluto dirti
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me.

Categoria: spettacoli
20:32
Sanremo 2026, Nino Frassica torna come co-conduttore per il gran finale
(Adnkronos) - Nino Frassica è il co-conduttore di oggi, sabato 28 febbraio, della serata finale del Festival di Sanremo 2026. L'attore, che era già stato all'Ariston l'anno scorso, sarà al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini.
Il comico sarà al fianco di Carlo Conti nei due appuntamenti di 'Sanremo Top' in programma il 7 e 14 marzo su Rai1. E la sua presenza sul palco dell'Ariston questa sera - a quanto ha appreso l'Adnkronos - servirà proprio a lanciare questi due appuntamenti.
Nino Frassica nasce a Messina nel 1950. Dopo gli anni trascorsi in Sicilia con la famiglia, si trasferisce a Milano dove intraprende un percorso che lo porterà a diventare uno dei volti più apprezzati della televisione e della comicità italiana.
Il debutto nel mondo dello spettacolo risale al 1980, con il film FF.SS. di Renzo Arbore. Cinque anni dopo Arbore lo chiama a partecipare al programma di Rai 2 Quelli della notte, e nel 1987 prende parte a Indietro tutta!. Negli anni ’80 e ’90 Frassica appare in diversi varietà e show Rai. Nel 2008, 2010 e 2013 è ospite di Carlo Conti in I migliori anni, programma.
Dal 2015 fa parte di Che fuori tempo che fa, spin-off di Che tempo che fa di Fabio Fazio, affiancando il conduttore anche alla guida del programma principale nel 2017.
Frassica è anche attore cinematografico e televisivo: dal 1999 interpreta il maresciallo dei Carabinieri Nino Cecchini nella fiction Don Matteo. Nel 2010 ottiene un ruolo minore in The Tourist, con Johnny Depp. Nel 2016 è fra i protagonisti della docuserie La mafia uccide solo d’estate, dove interpreta Fra Giacinto, un prete colluso con la mafia.
Nel 2023 partecipa come concorrente a Il Cantante Mascherato sotto la maschera del Ciuchino e recita nel film L’estate più calda, diretto da Matteo Pilati.Nel 2024 torna a condurre Striscia la notizia dopo 19 anni, affiancando per alcune settimane Michelle Hunziker. E nel 2025 ha co-condotto il Festival di Sanremo al fianco di Carlo Conti.
Nino Frassica nel 1985 ha sposato l’attrice Daniela Conti. La loro storia, però, si è conclusa nel 1993. Nel 2018 si lega a Barbara Exignotis. La sua seconda moglie è mamma di Valentina Lubrano, che Frassica considera come sua figlia.

Categoria: spettacoli
20:32
Sanremo 2026, Chiello chi è: il brano 'Ti penso sempre' e la polemica con Morgan
(Adnkronos) - Chiello è il secondo artista a esibirsi questa sera, sabato 28 febbraio, nella serata finale del Festival di Sanremo 2026 dove alla fine si decreterà il vincitore della 76esima edizione del Festival.
Questa è la prima partecipazione di Chiello come concorrente in gara con il brano 'Ti penso sempre'. Ha precedentemente calcato il palco dell'Ariston nel 2025 come ospite durante la serata delle cover con Rose Villain, sulle note di 'Fiori rosa, fiori di pesco', brano di Lucio Battisti.
Chiello, all'anagrafe Rocco Modello, è nato nel 1999 a Venosa in Basilicata. La sua è considerata come una delle voci più originali e riconoscibili della nuova scena musicale italiana. È capace di attraversare trap, indie pop e cantautorato. Inizia a fare musica intorno ai dodici anni, affascinato da un mix di stili, da Fabri Fibra a Nirvana, fino ai cantautori come Luigi Teco e Gino Paoli.
Frequenta il liceo artistico, ma abbandona al penultimo anno per dedicarsi completamente alla musica. Intraprende una carriera solista che lo porta a collaborare con artisti di primo piano come Mace, Colapesce, Rkomi, Madame, Sick Luke, Mahmood, Tedua, Coez e Guè.
Nel 2021 pubblica il singolo 'Quanto ti vorrei', prodotto da Shablo, che anticipa l'album d'esordio 'Oceano Paradiso': undici tracce che mixano vari generi, da indie pop, rock alternativo e cantautorato contemporaneo, con testi malinconici e profondi. Il disco ottiene il disco d'oro.
Il successo di 'Quanto ti vorrei' lo porta come ospite ai live di X Factor 2021, ai palchi del TIM Summer Hits e dei TIM Music Awards all'Arena di Verona nel 2022, accompagnati dal primo tour ufficiale. Nel 2023 pubblica poi l'album 'Mela marcia'.
Il 2024 e il 2025 sono gli anni di 'Scarabocchi', il terzo album in studio uscito ad aprile 2025. Nello stesso periodo, Chiello prende parte al brano 'Paradiso' di Mahmood con Tedua e a 'Ruggine' di Mace con Coez.
Nel febbraio 2025 arriva sul palco del Festival di Sanremo come ospite di Rose Villan nella serata delle cover, interpretando 'Fiori rosa, fiori di pesco' di Lucio Battisti.
Il nome 'Chiello' pare che sia nato come evoluzione di un nome d'arte usato agli inizi, 'Pistacchiello', che è diventato la sua identità artistica stabile, separata dal nome di battesimo.
Chiello nella serata delle cover di ieri, venerdì 27 febbraio, è stato accompagnato dal pianista Saverio Cigarini per la sua esibizione con il brano 'Mi sono innamorato di te' di Luigi Tenco. Il duetto era inizialmente previsto con Morgan ma a pochi giorni dall'inizio della kermesse canora, il cantante aveva annunciato la propria rinuncia spiegando che la sua presenza avrebbe rischiato di "oscurare" il giovane collega. Una versione che poi, Chiello, in conferenza stampa ha ridimensionato.
"Lui è un grande artista, su questo non ci sono dubbi, solo che abbiamo fatto un po' di prove e non ci siamo trovati, non si è creata quell'alchimia artistica e quindi ho deciso di non portarlo e non sarà presente totalmente". L'artista in gara a Sanremo ha, dunque, fornito la sua versione dei fatti e ha aggiunto: "L'arrangiamento è stato fatto da Saverio Cigarini, che è una persona molto importante per me e tra l'altro anche un grande artista, quindi sono sicuro che spaccherà tutto".
Alla domanda diretta "Quindi è stata tua la decisione di rinunciare a lui?", ha risposto: "Sì, così ho detto". E riguardo alla versione differente di Morgan ha concluso, tagliando corto: "Ma sì, ma non voglio fare queste polemiche, sembra poi la fidanzata che 'ti ho lasciato io, non mi hai lasciato tu'. No, non mi interessa questa cosa, comunque può dire quello che vuole".
Il brano parla di un amore finito. 'Ti penso sempre' è un'esperienza collettiva che chiunque di noi potrebbe vivere e che ognuno può interpretare a modo proprio.
Mi piacerebbe dirti che
Non ho pensato a te
È che non riesco a svegliarmi
E sapere che oramai non ci sei
Poi questo fottuto letto
Che non mi sembra fatto per due
Avevi detto che ero l'unico
Ed io ci avevo quasi creduto
Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Pensi sia stato uno sbaglio
Venire sotto casa tua
Non ho trovato il coraggio
Di dirti quello che ho fatto
Ma almeno non ti ho detto una bugia
Una bugia
A cosa serve il tuo odio
Se la colpa è solo tua
Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Quindi amarsi a cosa serve?
Se finiamo per odiarci
Quanto tempo che si perde
A dirsi ti amo e dopo addio
Pensi sia stato uno sbaglio
Lasciami sciogliere nell'agonia
Non meritavo uno schiaffo
Mi hai messo in bocca un'altra tua bugia
Lasciami sciogliere nell'agonia
Nell'agonia
Se ti rivedo ti.

Categoria: spettacoli
In Sardegna
Programmi
Primo Piano
Live Streaming
ULTIM'ORA
22:16
Iran, Meloni sente Merz e Starmer. Ai leader del Golfo: "Ingiustificabili attacchi a vostri Paesi"
(Adnkronos) - "Il governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile". Questa la nota di Palazzo Chigi al termine del vertice con la premier Giorgia Meloni sull'attacco da parte di Usa e Israele all'Iran.
Alla riunione hanno partecipato il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il sottosegretario Alfredo Mantovano; in collegamento telefonico il vicepresidente Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, collegato da Dubai, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Presenti i vertici dell’Intelligence. "La riunione ha consentito un’aggiornata valutazione della situazione di sicurezza per i connazionali presenti nella regione che è oggetto, fin da questa mattina, di un costante monitoraggio e assistenza da parte dell’Unità di Crisi e su cui ha riferito il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani", si legge nella nota di palazzo Chigi al termine del vertice.
Già questa mattina Meloni - che "ha condiviso le valutazioni raccolte nel pomeriggio nei numerosi contatti telefonici avuti con alcuni partner europei, a partire dal cancelliere Merz e dal primo ministro Starmer" - aveva presieduto una video call per fare il punto sulla situazione.
La presidente del Consiglio ha inoltre sentito "il re del Bahrein, l’emiro del Kuwait, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’emiro del Qatar e il principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita. Sono in corso ulteriori contatti con il sultano dell’Oman e il re di Giordania. In serata e domani si terranno ulteriori contatti con i nostri partner nelle riunioni previste a livello dei Ministri degli Esteri in ambito sia G7 che di Unione europea". Ai leader del Golfo Meloni "ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni".
"A seguito della situazione in corso in Iran, lunedì convocherò un collegio speciale dei commissari", ha scritto in un post su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo cui "per la sicurezza e la stabilità regionale, è di fondamentale importanza che non si verifichi un'ulteriore escalation attraverso gli attacchi ingiustificati dell'Iran contro i partner della regione".
Von der Leyen ha condannato gli "attacchi ingiustificabili" dell'Iran contro gli Emirati arabi uniti. "Ho espresso il nostro pieno sostegno e presentato le nostre condoglianze in seguito agli attacchi iraniani e delle vittime che hanno provocato", ha dichiarato parlando al telefono con il presidente degli emirati, Mohamed ben Zayed. "L'Europa condanna con fermezza questi attacchi ingiustificabili. E che costituiscono una violazione flagrante della sovranità degli Emirati arabi uniti oltre che di una violazione flagrante del diritto internazionale", ha aggiunto su X.
Aerei britannici "sono in volo oggi" in Medio Oriente "come parte di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri alleati", ha fatto sapere Starmer in una dichiarazione da Downing Street.
"La Germania chiede all'Iran di cessare gli attacchi militari contro Israele e altri partner nella regione. La leadership di Teheran deve porre fine alla violenza contro il proprio popolo e tornare a una soluzione negoziata". E' quanto sollecitato dal Merz in una serie di post su X, ricordando poi che "insieme alla Francia, al Regno Unito e ai partner europei, la Germania ha ripetutamente chiesto alla leadership iraniana di interrompere il suo programma nucleare, di astenersi dagli attacchi militari e di porre fine alla violenza contro la propria popolazione". "Il popolo iraniano ha il diritto di determinare il proprio futuro. La Germania sta collaborando strettamente con gli Stati Uniti, Israele e i partner della regione. Rimaniamo impegnati per la pace e la sicurezza nella regione e per la sicurezza di Israele", conclude il cancelliere.

Categoria: politica
22:01
Sanremo 2026, Top & Flop della serata finale
(Adnkronos) - La serata finale di Sanremo 2026 tra alti e bassi. I momenti top e flop all’Ariston. Al Festival, si sa, si può entrare Papi e uscire cardinali. Nelle infinite serate del festival ci sono picchi e picchiati, suoni e suonati. Una rassegna di alti e bassi, di esaltazioni e delusioni redatta in diretta durante la serata, all'insegna dell'ironia.
Andare in onda con la finale di Sanremo mentre le notizie dall'Iran e dal Medio Oriente si fanno sempre più allarmanti non è semplice ma Carlo Conti ha avuto un'intuizione da Frate Indovino: chiamare a cocondurre la finale anche la giornalista dei Tg1 Claudia Cardinaletti, alla quale affida lo 'spiegone' nell'incipit del festival.
La regia di Maurizio Pagnussat pare studiata per tenere svegli i giornalisti della Sala Stampa, provati da una settimana con 3 ore di sonno a notte: cambi continui di inquadratura, movimenti di macchina rapidi. Quando c'è da riconoscere qualche particolare sul palco (dalla spilla del cantante al bacio saffico) l'unica è chiedere al Var.

Categoria: spettacoli
21:47
Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 28 febbraio
(Adnkronos) - Nessun '6' ne '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 28 febbraio. Centrati invece tre '5' che vincono ciascuno 69.307 euro. Le schedine vincenti sono state giocate ad Abenga (SV), Salerno e Fossò (VE). Il jackpot per il prossimo concorso sale a 128,7 milioni di euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente del concorso di oggi è: 14, 17, 33, 63, 64, 80. Numero Jolly: 15. Numero SuperStar: 27.

Categoria: cronaca
21:32
Genova, 14enne accoltellato su un bus: è grave
(Adnkronos) - Un quattordicenne marocchino è stato ricoverato in codice rosso all'ospedale Villa Scassi di Genova dopo essere stato accoltellato a bordo di un autobus in via Teresa Durazzo Pallavicini. Il giovane, secondo quanto ricostruito, è stato accoltellato a torace e addome riportando profonde ferite. Sul posto il 118, la Croce Bianca di Bolzaneto e la polizia di Stato che avrebbe fermato un coetaneo di nazionalità albanese.

Categoria: cronaca
21:25
Sanremo 2026, Raf dedica 'Ora e per sempre' alla moglie Gabriella: "La mia ispirazione"
(Adnkronos) - È stata una vera e propria dichiarazione d'amore quella di Raf sul palco del Festival di Sanremo 2026. Il cantante in gara alla kermesse canora con il brano 'Ora e per sempre' ha interpretato la canzone con lo sguardo fisso in platea, rivolto alla moglie Gabriella Labate.
"Stringimi forte quando il sole sorgerà, insieme ci troverà ci troverà", canta Raf, in uno dei passaggi più intensi della canzone che è una vera e propria dedica d'amore per la moglie. La telecamere hanno inquadrato più volte Labate con gli occhi lucidi e visibilmente emozionata. Ancora più emozionato l'artista che al termine dell'esibizione ha voluto ringraziarla pubblicamente: "È stata la mia ispirazione per questo brano".
Lo spunto del pezzo, aveva raccontato Raf a 'Tv Sorrisi e Canzoni', è stato un bigliettino scritto a macchina che conteneva la promessa di matrimonio fatta alla moglie: "Quando ci siamo sposati a Cuba nel 1996, l'officiante aveva scritto il corrispettivo spagnolo della formula 'Finché morte non vi separi', ma io l'ho riscritto con le mie parole 'Ora e per sempre'.

Categoria: spettacoli
21:24
Sanremo 2026, Tredici Pietro chi è: il gran finale dopo il duetto con papà Morandi
(Adnkronos) - Questa sera, sabato 28 febbraio, Tredici Pietro torna sul palco dell'Ariston per il gran finale del Festival di Sanremo 2026, dove è in gara con il brano 'Uomo che cade'. Comunque vada la classifica finale, per Pietro Morandi - suo nome all'anagrafe - la vittoria personale è già arrivata. È successo ieri, venerdì 27 febbraio, nella serata delle cover quando il cantante ha portato sul palco il papà Gianni Morandi, regalando all'Ariston uno dei momenti più emozionanti e memorabili di questa 76esima edizione del Festival.
Inizialmente era prevista un'esibizione con Galeffi, Fudasca & Band, con il brano 'Vita' di Morandi e Lucio Dalla, omaggiando comunque la carriera del padre. Ma alla fine... Tredici Pietro ha deciso di sorprendere tutti portando anche Gianni Morandi sul palco, che è entrato a sorpresa. Il brano è stato rivisitato con l'inserimento di alcune strofe rap, trasformandolo così in un brano generazionale tra passato e presente. L'eterno ragazzo ha cercato di seguire il figlio anche nelle movenze, regalando un'esibizione unica. Alla fine della performance, Morandi emozionato ha detto: "Cantare insieme a lui è una cosa... ero tesissimo spero sia andato bene". "Sei stato bravissimo", ha risposto il figlio con orgoglio. Si vede che l'hai fatta un paio di volte".
Un'emozione indescrivibile per Tredici Pietro sicuramente, ma soprattutto per papà Gianni Morandi che sui social ha scritto: "Stasera su quel palco ho provato un’emozione diversa da tutte le altre. L'ho calcato tante volte, ma farlo accanto a mio figlio Pietro è stato qualcosa che mi porterò dentro per sempre. Quando mi ha chiesto di essere lì con lui a Sanremo ero incredulo. Lui, così indipendente, così determinato a costruire la sua strada da solo, mi ha davvero spiazzato. Mi ha detto che sarebbe stato uno dei momenti più belli della sua vita e che voleva viverlo con me, per poterselo ricordare per sempre. Grazie Pietro, per questo pezzo di vita insieme", ha scritto.
All'anagrafe Pietro Morandi, figlio dell'eterno ragazzo Gianni Morandi, l'artista arriva al Festival con una poetica che rifiuta scorciatoie. "L'opzione del talent non l'ho mai presa in considerazione", ha spiegato all'Adnkronos, sottolineando come il cognome paterno gli stia "un po' stretto". La motivazione è netta: "I raccomandati non mi piacciono. Ho sempre odiato i ricchi, anche se io, agli occhi di qualcuno, lo sono. Sono figlio di una persona ricca, mi confronto con questa cosa e non so come fare".
Il percorso che lo ha portato a Sanremo passa attraverso la gavetta e la scrittura, iniziata fin dalle scuole medie, culminata nel suo ultimo album 'Non guardare giù'. Un titolo che, spiega l'artista, "è aperto a diverse interpretazioni: può significare 'corri e viaggi', ma anche l'esatto contrario. Viviamo in un'epoca di nebbia e forse ci sta bene così". Un disco nato da un periodo complesso, segnato dal trasferimento a Milano e dal lockdown: "Mi sentivo perso, avevo abbandonato alcune realtà, tra cui una relazione di quasi sette anni. Ma lo shock emotivo è necessario e funzionale".
Un malessere che Tredici Pietro ha vissuto in autonomia, tanto che i genitori ne sono venuti a conoscenza solo tramite la stampa. "Non voglio essere sotto la cupola dei miei genitori, per me è come fallire", ribadisce il rapper, che ha scelto il suo nome d'arte unendo il nome di battesimo al 13, numero fortunato del suo gruppo di amici, scartando l'uso del cognome per non sembrare "un neomelodico". Musicalmente, Tredici Pietro difende la forza espressiva del suo genere: "Il rap concede tutto, in 30 secondi puoi raccontare quello che vuoi".
Se in passato il brano 'Verità' era stato scartato dalle selezioni sanremesi, quest'anno la porta si è aperta. Il sogno nel cassetto resta ambizioso: "Fare un disco che lasci il segno nella storia della musica italiana". Tra i desideri di collaborazione cita Geolier, Lazza, ma anche nomi distanti dal suo mondo come Lucio Corsi e Giorgia. Più difficile un duetto con papà Gianni: "Ho fatto una piccola parte in 'C'era un ragazzo', ma è un'opzione che non avrei mai ponderato".
Tredici Pietro ha raccontato in un’intervista a La Repubblica di aver vissuto una relazione durata sette anni con una ragazza che ha sofferto di alcuni problemi di salute mentale. Proprio per starle accanto, nel 2020, in piena emergenza pandemica, aveva deciso di trasferirsi a Milano.
La storia si è poi conclusa nel febbraio 2024, una rottura che ha definito dolorosissima e destabilizzante. Oggi, a distanza di tempo, dice di sentirsi pronto a rimettersi in gioco.
A 'Tv Sorrisi e Canzoni' il cantante ha spiegato che la canzone parla di una relazione. "Chi segue i propri sogni è destinato a cadere e a farsi male, però va bene così: la vita è fatta soprattutto di cadute. I successi si contano sulle dita di una mano, ma anche i nostri modelli sono persone che sono inciampate".
L’imbarazzo che ci sarà tra noi due questa sera sarà bellissimo
Lo aspetto come l’ultima cena
Sarai bellissima ma è il minimo che aspetto da te
Sarà anche colpa del tuo aspetto
Ma di me non ho rispetto
E mi sporco
Sotto la pelle
Ho gli interni neri come una Mercedes
Tu ti sporchi
A restare con me e,
Chiusa in uno specchio,
C’è tutto il tuo riflesso e… e
Cambi forma
Alle parole
Come il fumo alle feste
Muovi tutto ciò che è attorno
Come un Dio della notte
Io per te potrei anche perdermi in un gioco di niente
Ma se ti farà male allora non pensare
Chiudimi la porta in faccia
Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa
Dimmi che hai troppe
Cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
Se solo tu
Se solo sapessi che voglio soltanto che resti
Andassi via
Di questi palazzi non vedo che spenti riflessi
Dalla città (dalla città)
Che non riposa mai (che brucia ormai)
Forse sapresti chi sei
Tu sei la fine del film
La grande esplosione
La notte che conquista il giorno un nuovo colore
Sei la lama
Trafitta
E io il tuo polmone
Ma se ti farà male allora non pensare
Chiudimi la porta in faccia
Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa
Dimmi che hai troppe
Cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
Per non rischiare
Di farci male
Se guardi su c’è un uomo che cade,
L’uomo che cade, un altro che cade
Se solo tu
Andassi via
Dalla città che fotte l’anima
Forse potresti sì forse puoi
Chiudermi la porta in faccia
Se rivedermi al Margine ti scioglie l’ansia
Dimmi che hai troppe cose da dire
Cose da fare
Fogli bruciare
Per rimanere ferma a guardare
L’uomo che cade, l’uomo che cade
E faccio un’altra figuraccia
Come un bambino scivolato in una piazza
A volte siamo bravi a sparire
Per non rischiare
Di farci male
Se guardi su c’è un uomo che cade,
L’uomo che cade, un altro che cade

Categoria: spettacoli
21:23
Iran, manager bloccato a Milano: "A Dubai c'è la mia famiglia, missili in area dove viviamo"
(Adnkronos) - "Ho lasciato la mia famiglia a Dubai. Ho comunicato con mia moglie per tutta la giornata. Mi ha raccontato che un paio di missili sono arrivati nell'area dove viviamo, nel deserto, ma sono stati intercettati dalla contraerea degli Emirati. Sia mia moglie che mio figlio stanno bene, loro si sono sentiti con amici che risiedono in altre zone di Dubai. Certo, tensione e preoccupazione non sono mancate tra la gente, ma ora pare che la situazione sia sotto controllo". A raccontarlo all'Adnkronsos Raimondo Volpe, manager italiano di Hba, una società americana attiva nel settore delle costruzioni, rimasto bloccato a Milano dopo la raffica di voli cancellati in Medio Oriente a seguito dell'attacco in Iran.
Il manager stava per rientrare a Dubai dove vive con la sua famiglia (moglie e figlio adolescente) dopo un tour di lavoro tra Svizzera e Italia, poi l'arrivo della comunicazione. "Ero salito già sull'aereo, circa due ore dopo ci hanno comunicato che lo spazio aereo di Dubai e del Middle East era stato chiuso e quindi ci hanno fatto scendere - spiega - Sono rimasto in aeroporto un altro paio d'ore, dopodiché la compagnia Emirates ha riprogrammato il volo per martedì".
"Alcuni amici di famiglia - continua il racconto il manager - spaventati dopo i missili, hanno cominciato a parlare di preparare i passaporti, i contanti, di fare la spesa come in uno stato di guerra. Le autorità emiratine, da parte loro, hanno cercato di trasmettere serenità esortando la popolazione a mantenere la calma, così come fu a giugno scorso. Ma oggi direi che è un po' diverso... sono arrivati i missili. In queste ore lì è notte e non so cosa potrà succedere". (Di Sibilla Bertolini)

Categoria: internazionale/esteri
21:23
Sanremo 2026, Sayf chi è: in gara con il brano 'Tu mi piaci tanto'
(Adnkronos) - Sayf è il 18esimo artista a esibirsi questa sera, sabato 28 febbraio, nella serata finale del Festival di Sanremo 2026. Questa è per il cantante e rapper ligure la prima partecipazione alla kermesse canora con il brano intitolato 'Tu mi piaci tanto' e ieri, venerdì 27 febbraio, nella serata delle cover Sayf si è classificato secondo nel duetto con Alex Britti e Mario Biondi sulle note di 'Hit the road Jack', ma anche accompagnato dalla mamma Samia.
Sayf è un rapper di 26 anni, classe 1999, nato da madre tunisina e padre italiano a Genova e cresciuto tra Rapallo e Santa Margherita Ligure. Si tratta di uno dei profili più interessanti della nuova scena urban in Italia, che riesce a coniugare stili diversi e non si ferma alle coordinate tradizionali del rap.
Sayf si avvicina alla musica da bambino, studiando tromba alle scuole medie. Uno strumento che lo accompagna ancora oggi nelle canzoni e nei concerti, e le cui sonorità si ritrovano in molti suoi brani. A quattordici anni nasce la sua passione per il rap e nel 2017 entra nel collettivo Luvre Muzik – fondato insieme al produttore genovese Zero Vicious – con cui pubblica due mixtape indipendenti: Sono triste (2019), progetto di 25 tracce poi "rinnegato", e Everyday Struggle (2020), scritto durante la pandemia mentre viveva a Sesto San Giovanni, a Milano.
La maturità artistica però arriva nel 2024, anno in cui Sayf fonda il collettivo Genovarabe e firma con ADA/Warner Music, pubblicando l’EP 'Se Dio Vuole' e cominciando a farsi notare con una serie di singoli che ne rivelano l’identità musicale.
Nascono quindi collaborazioni con Rhove,Disme ed Ele A e poi, nel 2025, quella con Bresh in 'Erica', uno dei brani più di successi dell'album 'Mediterraneo'. Il grande pubblico, in ogni caso, lo ha scoperto in estate con 'Sto bene al mare', brano firmato insieme a Marco Mengoni e Rkomi.
L'artista è innamorato del suo paese, l'Italia: "La amo, nonostante tutto. Siamo un paese incasinato, però rispetto a tanti nel mondo penso che sia veramente il migliore a livello di qualità della vita, di cucina, di cultura. La vedo difficilmente eguagliabile". Un amore viscerale che si lega a quello per la sua città, Genova: "È fondamentale, è mia madre. È una città viva, forse poco conosciuta e poco romanticizzata, però è bellissima".
Interrogato su un possibile impegno politico sul palco, sulla scia di Ghali, Sayf è chiaro: "Rispetto tantissimo Ghali, lo conosco e gli voglio bene, e rispetto il suo impegno politico e sociale. Detto questo, io non sono qui a fare Ghali 2.0 solo perché sono tunisino e ho i capelli simili. Credo che queste cose vadano fatte perché uno se le sente. Un impegno sociale del genere non è uno slogan, non va preso con leggerezza. Condivido le posizioni che ha preso finora e, se ci sarà una questione su cui sentirò di espormi, lo farò".
Un brano che lui stesso definisce "una supposta": una melodia orecchiabile che nasconde un testo denso e stratificato. Nel brano, l'artista italo-tunisino mescola un viaggio tra citazioni spiazzanti. Si parte dal ricordo vivido dei Mondiali del 2006 ("Me li ricordo vividamente, tifavo in modo sfegatato"), si passa per un riferimento a Luigi Tenco per raccontare la pressione del debutto ("È forse la parte più personale, un modo per esprimere la paura di non venire capito") e si arriva persino a citare lo slogan di Berlusconi, "L'Italia è il paese che amo". "È una frase usata in modo sarcastico - spiega Sayf - ma col fatto di essere anche tunisino, per me ha un valore aggiunto".
Tu, figlio di un muratore
L’Emilia che si allaga
E la Liguria pure
E intanto che si ride
E che si fa l’amore
Le tue tasse vanno spese
In un hotel a ore
Io,
Amando a modo mio
Ho sbagliato tante cose
E tante mode non le seguo
Io,
Amando a modo mio
Avrei voluto darti
Meno cuore, amore mio
E allora
Corri contro il tempo
Che il denaro non ti aspetta
E cosa vuoi che sia la fretta
Su una macchina che scheggia
E non mi vedrai alla finestra
A farti una serenata
Perché il mondo non si ferma
Ma non ho fiato più
Rallenta
Quando si spegne la luce
Tu, con chi rimani?
Ti senti a posto
Col tuo vino rosso
Il nome su un bossolo?
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Noi siamo tutti uguali
Al bar e a lavorare
Figli di nostra madre
Vogliamo solo amare
E in questa avidità
E in questo dimostrare
Tu mi piaci tanto
L’Italia per me è quella grande azione di Cannavaro
L’Italia è tristemente nota per qualche fatto ma minimizziamo
Il cielo è azzurro, e il pomeriggio
Se ci armate, noi non partiamo
E come ha detto un imprenditore
“L’Italia è il paese che amo”
Amore, amore mio
Che paura di venir capito
In questa fase di tirocinio
Tenco è morto qui vicino
Non temere, amore mio
Farò meglio per nostro figlio
Schiaccerò quelli degli altri
Così giocherà da solo
Quando si spegne la luce
Tu, con chi rimani?
Ti senti a posto
Col tuo vino rosso
Il nome su un bossolo?
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Noi siamo tutti uguali
Al bar e a lavorare
Figli di nostra madre
Vogliamo solo amare
E in questa avidità
E in questo dimostrare
Tu mi piaci tanto
Ho fatto una canzonetta
È un fiore su una camionetta
E le botte delle piazze
Le dimentichiamo
Ho fatto una canzonetta
Spero che non vi spaventi
Che possiamo ripartire
Tutti a mano, a mano
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Tu mi piaci
Tu mi piaci
Tu mi piaci tanto
Noi siamo tutti uguali
Al bar e a lavorare
Figli di nostra madre
Vogliamo solo amare
E in questa avidità
E in questo dimostrare
Tu mi piaci tanto.

Categoria: spettacoli
21:22
Sanremo 2026, Samurai Jay chi è: il brano 'Ossessione' e la cover con Belen
(Adnkronos) - Samurai Jay si esibirà come 21esimo artista in gara con il brano 'Ossessione' questa sera, sabato 28 febbraio, nella serata finale del Festival di Sanremo 2026.
Per la serata delle cover di ieri il cantante ha interpretato il brano 'Baila Morena' di Zucchero accompagnato da Roy Paci e Belen Rodriguez. La showgirl argentina era già apparsa sulla scalinata dell'Ariston durante la terza serata per accompagnare Samurai Jay nella parte finale del brano 'Ossessione', in cui Belen ha fatto una breve, ma intensa partecipazione: "Amo, stiamo correndo un po' troppo. Facciamolo lento", dice.
Jay, nome d'arte di Gennaro Amatore, è nato nel 1998 a Mugnano di Napoli. Cresciuto nella provincia partenopea, si avvicina alla musica fin da giovanissimo, creando così uno stile legato al contesto urbano da cui proviene. Il suo nome d'arte nasce per gioco: l'appellativo 'Samurai' gli viene attribuito da un amico che lo vedeva spesso 'sconvolto', mentre 'Jay' è un richiamo al suo nome di battesimo, Gennaro, Genny.
La sua formazione artistica è eterogenea: accanto ai riferimenti fondamentali del rap napoletano, come i Co'Sang, emergono influenze internazionali come Jay-Z e contaminazioni rock, in particolare i Linkin Park, noti per la fusione tra rap e nu-metal.
I primi passi nel panorama musicale arrivano con il brano Promessa III, incluso nel suo EP d'esordio Promesse. La vera consacrazione, però, passa attraverso singoli come Sorry Mama e Audemars, quest'ultimo realizzato in collaborazione con MV Killa e Yung Snapp.
Negli anni successivi Samurai Jay consolida la propria posizione grazie a una serie di featuring di rilievo con artisti come Geolier, Lele Blade, Shiva e Guè, diventando una delle voci più riconoscibili della nuova scena rap campana.
Nel 2020 pubblica Lacrime, il suo primo album in studio, un progetto che mette in luce un lato più intimo dell'artista. Nel 2025 il suo nome torna prepotentemente alla ribalta grazie a Halo, brano diventato virale su TikTok, nato dalla collaborazione con Vito Salamanca.
Samurai Jay non è del tutto nuovo al palco dell'Ariston. Nel 2021, infatti, si era già esibito a Sanremo insieme a Gigi D'Alessio, Ivan Granatino, Enzo Dong e Lele Blade sulle note di Guagliune.
"Vengo da un paesino, da una famiglia dove lavora solo mio padre e il sogno della musica non è un lusso che ti puoi permettere. La gente ti dice: 'Vai a lavorare'. La mia vittoria è il video di mia madre che salta e piange quando Carlo Conti ha fatto il mio nome. Quella roba lì per me vale già tutto."
Un legame fortissimo con le sue radici, con Mugnano di Napoli, dove vive ancora e dove sua madre gli ha dedicato uno striscione. "Spero di portare in alto il mio paese, la mia gente", ha detto il rapper, sottolineando l'ottimo rapporto con la nutrita rappresentanza napoletana in gara, da Sal Da Vinci a Luchè e Lda e Aka 7even.
Sul debutto al Festival di Sanremo, Samurai Jay ha confidato: "Lo affronto con lo spirito di chi si esibisce come se fosse in cameretta. Fin da piccolo mi mettevo davanti allo specchio con la chitarra e mi immaginavo davanti a un mare di persone. Mi sono sentito a casa su quel palco. Voglio lasciare spazio alle emozioni".
Grande sintonia anche con l'orchestra, diretta dal Maestro Enzo Campagnoli. "Sentire l'orchestra dell'Ariston che suona una cosa nata in cameretta... è un'emozione incredibile, ti abbraccia".
Per la serata delle cover di venerdì 27 febbraio, Samurai Jay ha scelto 'Baila Morena' di Zucchero, e sarà accompagnato da due ospiti d'eccezione: Roy Paci e Belén Rodríguez. "Roy Paci è stata una scelta istintiva, calzava a pennello con il nostro riarrangiamento”. Per quanto riguarda Belén: “Con 'Baila Morena' chi più di Belén? È la scelta più adatta. E poi mi ha sorpreso la sua umanità, è una persona incredibile, super alla mano. Vedrete, ha veramente spaccato".
Il brano 'Ossessione' è un inno alla spinta motivazionale che lo ha riportato a fare musica dopo un periodo di stop. "L'ossessione è il motore, è ciò che muove tutto", ha spiegato l'artista napoletano in un incontro con la stampa. "È dedicata a questa ossessione nei confronti della musica, nel voler fare di più. Si tratta di un'ossessione assolutamente sana e positiva, quella negativa non ci piace per niente". Il brano è nato in modo del tutto spontaneo "in cameretta” con il produttore Vito Salamanca.
Nulla è per sempre
Ma il profumo tuo sulla mia pelle
Non passa mai, no mai
Sicuramente
Stai dormendo nel letto di un altro pure stasera
Marò che pena
Siamo sempre alle solite
Una tirata tutto il weekend
Tu mi nascondi le storie
E mi racconti un'altra bugia vuoi la verità
Ora penso a me
In mezzo a questo disordine
Sarà strano ma ti sento addosso
Come un'ossessione stanotte ritorni qui
Al centro delle mie fantasie
Ti amo solo di venerdì
Bailando contigo asì
Per un'ora ti sento mia
Non è amore è una malattia
Questo maledetto feeling
Questo maledetto feeling
Andale andale
Scatta un paio di foto poi mandale
Fammi vedere cosa indossi stasera
Poi facciamo l'alta marea
Sotto la luna piena
Non sei mai stata sincera
Non può durare una vita intera
Una storia se fa solo male
Tra noi sarà solamente
Una noche de sexo
Andamento lento
Non posso fermare il tempo
Questo feeling maledetto
Io lo sento addosso
Come un'ossessione stanotte ritorni qui
Al centro delle mie fantasie
Ti amo solo di venerdì
Bailando contigo asì
Per un'ora ti sento mia
Non è amore è una malattia
Questo maledetto feeling
Questo maledetto feeling
Devo correre correre correre correre correre
Ahahah
Devo correre correre correre correre correre
Come un'ossessione stanotte ritorni qui
Al centro delle mie fantasie
Ti amo solo di venerdì
Bailando contigo asì
Per un'ora ti sento mia
Non è amore è una malattia
Questo maledetto feeling
Questo maledetto feeling
Questo maledetto feeling.

Categoria: spettacoli
21:11
Sanremo 2026, Ditonellapiaga chi è: la vincitrice della serata cover
(Adnkronos) - Ditonellapiaga torna sul palco del Festival di Sanremo 2026 per la serata finale di oggi, sabato 28 febbraio, con il brano 'Che fastidio!'. La cantante è reduce dalla vittoria di ieri nella serata delle cover in duetto con TonyPitony sulle note di 'The Lady Is a Tramp', celebre brano di Frank Sinitra.
L'esibizione era una delle più attese della serata e non ha deluso le aspettative. La cantante ha scelto di condividere il palco con il cantante mascherato da Elvis Presley, artista trasversale e provocatorio, regalando all'Ariston un'esibizione fuori dal comune. E non a caso, la preferita della serata.
Questa è la seconda partecipazione della cantante come concorrente in gara. L'artista ha debuttato sul palco dell'Ariston in coppia con Donatella Rettore con il brano 'Chimica' nel 2022. Torna in gara nel 2026 con il brano 'Che fastidio'.
Margherita Carducci, vero nome di Ditonellapiaga, nasce a Roma il 5 febbraio del 1997. I suoi genitori, Claudio e Costanza, sono entrambi insegnanti di basket, uno sport che Carducci ha praticato durante l'infanzia. Ma poi scopre la passione per la musica. Inizia sin da piccola, cantando con gli scout. Frequenta il liceo linguistico a Roma, successivamente si iscrive all'Università triennale Dams di Bologna.
Frequenta un'accademia di recitazione e dopo si dedica completamente alla musica. Inizia la sua carriera musicale nel 2019 con l'incontro dei producer romani BBprod. Il 19 luglio del 2019 esce il suo primo singolo Parli.
Nel 2020, bloccata a casa per il lockdown da Covid, si dedica completamente alla musica, anche in veste di autrice. E ad ottobre ottiene un contratto discografico con l'etichetta Dischi Belli, entrando a far parte del gruppo della BMG Rights Management. A dicembre 2020 esce il suo secondo singolo Morphina, preceduto dalla cover del brano Per un'ora d'amore dei Matia Bazar. Il 14 gennaio 2022 esce il suo primo album: Camouflage.
Nella copertina del disco, viene ritratta accanto a nonna Ludovica, a cui Margherita Carducci è molto legata, in compagnia delle sue più care amiche e la zia. Un'idea nata durante la festa di compleanno della nonna, quando l'ha vista ballare con le amiche. Ditonellapiaga è diventato il suo nome d'arte su suggerimento di un amico, ma è da sempre il suo nickname su Instagram.
Dopo la prima serata del Festival si è consumato un botta e risposta tra Miss Italia e Ditonellapiaga. Il Concorso Miss Italia ha contestato, in una nota, "l’uso indebito della denominazione 'Miss Italia' da parte della cantante, che l'ha utilizzata quale titolo di un proprio brano musicale, nonché dell'album in cui esso è inserito". "Il testo della canzone, inoltre, contiene - si legge ancora nella nota - espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell'onore delle ragazze che partecipano al Concorso".
"Tale condotta risulta gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione 'Miss Italia', nonché dell'immagine e della reputazione del Concorso e delle sue partecipanti", hanno proseguito i rappresentanti del concorso.
"Per tali ragioni, il Concorso Miss Italia ha conferito mandato agli Avvocati Prof. Avv. Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l'ulteriore utilizzo della denominazione 'Miss Italia' e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi", conclude la nota.
Oggi, in conferenza stampa a Sanremo, Ditonellapiaga replica alla notizia della possibile azione legale: "Nessun insulto, è un testo che parla di me e del rapporto con me stessa, con la perfezione".
L'artista si è detta sorpresa dalla polemica. "Io non so neanche se loro abbiano sentito il testo, perché la canzone non è uscita", ha dichiarato. "Mi dispiace che sia arrivata questa notizia, perché speravo in un po' di autoironia. Se loro lo hanno ritenuto offensivo, evidentemente non hanno la sensibilità per poter capire che parlo di me e non parlo male del concorso". Sulla questione legale, ha poi aggiunto: "Sono cose legali, non conosco il 'legalese', se ne occuperanno le persone preposte".
Ditonellapiaga ha poi chiarito l'uso della parola "disperate", al centro delle contestazioni, spiegando che è stata decontestualizzata. "Non ho detto che loro sono disperate. Il testo parla di me, che sto male e vivo male la mia bellezza", ha precisato. "Mi sembra assurdo parlare di un testo che non è uscito. È facile estrapolare una frase senza il contesto, e un attimo dopo sembra che io dica che Miss Italia è una disperata o una sfigata. Non ho mai detto questo".
"Ho detto che l'essere in difficoltà con il proprio rapporto con la bellezza può portare a una disperazione. Anzi, il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco, e quindi anche una donna bellissima può sentirsi disperata e triste", ha concluso l'artista, chiudendo l'argomento.
A 'Tv Sorrisi e Canzoni' la cantante ha spiegato che 'Che fastidio!': "È nata dopo un momento di crisi profonda in cui non sapevo bene dove stavo andando. È un brano sicuramente nel mio stile: un po' provocatorio, pungente, ma autoironico perché parlo anche delle mie abitudini".
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ho solo qualche osservazione
Un pensiero mio
La moda di Milano (che fastidio!)
Lo snob romano (che fastidio!)
Il sogno americano (che fastidio!)
E il politico italiano (che fastidio!)
La musica tribale (che fastidio!)
I cani alle dogane (che fastidio!)
E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare (che schifo!)
Stasera vado a una festa la solita farsa e non m'interessa (che fastidio!)
E la vicina molesta bussa alla porta “abbassa quei bassi” (che fastidio!)
E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e (non mi fido!)
Perché mi gira la testa e tutta la stanza e finché non passa (che fastidio!)
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ma ho come l'impressione
Di non potermi controllare
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L'amico dell'amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Su le mani solo se sei dell'acquario
Strano ti facevo proprio sagittario
La chiamo dall'India, dall'Albania, Torino
Per un piano tariffario
Nasi alla francese come in fotocopia
Imparare a vivere con un tutorial
Passa a premium, clicca qui, ascolta ora!
Cento cover Bossa Nova
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Se sono matta io!
E allora te lo dico (che fastidio!)
Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)
L'amico dell'amico senza invito che fa il figo, che fallito
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Che fastidio!
Facciamoci una foto (che fastidio!)
Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)
Scambiamoci il numero, ti scriverò
Ma sotto quel sorriso, dico
Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta io
Se sono matta!
Nonostante i corsi di meditazione
Di respirazione
Non posso sopportare
Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!)
E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!)
Oppure l'inno nazionale al piano bar
Gli F24, lo spam
Che fastidio! Che fastidio!
Che fastidio!
Io non so più cos'è normale
Ma sono matta io
Ma sono matta io

Categoria: spettacoli
21:10
Sanremo 2026, Sal Da Vinci: dalla standing ovation alle lacrime sul palco
(Adnkronos) - Sal Da Vinci vero fenomeno nazionale. Il cantautore napoletano ha conquistato tutti con la sua 'Per sempre sì', il brano con cui è in gara al Festival di Sanremo 2026. Questa sera, sabato 28 febbraio, Da Vinci tornerà sul palco dell'Ariston per esibirsi nella serata finale che decreterà il vincitore della 76esima edizione della kermesse canora.
Il successo di Sal Da Vinci era già esploso nella prima serata del Festival, martedì 24 febbraio, ancora prima della sua esibizione, quando al momento dell'annuncio sul palco, dalla platea è partito un coro sulle note di 'Rossetto e Caffè', la hit di Da Vinci che ha dominato le piattaforme digitali nel 2025.
L'esibizione, poi, con tanto di coreografia, ha ricevuto una standing ovation con il cantante che nel vedere la platea impazzire per la sua 'Per sempre sì' non è riuscito a trattenere l'emozione. 'Per sempre sì' ha già tutta l’aria di diventare la colonna sonora di molte coppie verso il giorno del 'Sì'.
Il brano 'Per sempre sì', dalle sonorità neomelodiche e dal ritornello immediato, è virale, lo cantano proprio tutti. Tra i video più condivisi spicca quello di Mahmood e Alessandro Del Piero mentre canticchiano il brano del cantautore napoletano e ne eseguono addirittura la coreografia: "Saremo io e te, accussì, sarà per sempre sì".
Questa partecipazione al Festival segna il ritorno di Sal Da Vinci in gara dopo 17 anni. La sua precedente partecipazione risale al 2009, quando si classificò terzo con il brano 'Non riesco a farti innamorare'. Nella serata delle cover dell'edizione del 2025, Sal Da Vinci è stato ospite dei The Kolors che hanno deciso di ballare e cantare sulle note di 'Rossetto e caffè' insieme a Sal Da Vinci.
Nato a New York il 7 aprile 1969 durante la tournée negli Stati Uniti del padre Mario Da Vinci, Salvatore Michael Sorrentino, in arte Sal Da Vinci, ha iniziato a cantare da giovanissimo: si esibì per la prima volta davanti a un pubblico pagante ad appena sei anni. Anche la prima incisione arrivò in quel periodo: nel 1976 proprio in duetto proprio con il papà cantò 'Miracolo 'e Natale' di Alberto Sciotti e Tony Iglio, da cui è stata tratta una sceneggiata omonima. Nel 1977, sempre insieme al padre, debuttò in teatro con 'Caro papà' e 'Senza mamma e senza padre' e l'anno seguente arriva al cinema in 'Figlio mio sono innocente!'. Da allora continuò principalmente la carriera musicale e teatrale, con qualche incursione cinematografica nei film 'Il motorino' di Ninì Grassia e 'Troppo forte' di Carlo Verdone al fianco anche di Alberto Sordi.
La sua è una carriera musicale lunghissima, costellata di tanti successi: da 'Napule' a 'Nammurate', da 'Il mercante di stelle' a 'Bella da dimenticare' fino appunto a 'Rossetto e Caffè', certificato disco di platino. Nel 1994 ha conquistato la vittoria al Festival italiano di musica con il brano 'Vera', mentre nel 2009 è arrivato terzo al Festival di Sanremo con 'Non riesco a farti innamorare'.
Sal Da Vinci è legato a Paola Pugliese, sua moglie. Dal loro matrimonio sono nati due figli: Francesco, nel 1993, e Annachiara, nel 1998. Oggi l’artista non è soltanto padre, ma anche un nonno affettuoso e molto presente: ha tre nipoti, Salvatore e Nina – figli di Francesco – e Antonio, nato dalla relazione di Annachiara.
Nel corso degli anni non sono mancati momenti difficili in famiglia, come l’incidente che ha coinvolto la figlia Annamaria, che a vent’anni ha rischiato di perdere una mano dopo una caduta in motorino.
E quando il figlio Francesco fu colpito da meningite a causa di una diagnosi inizialmente errata. "Quella mattina era vigile ma non reagiva, lo portai immediatamente in ospedale. Io e mia moglie eravamo sconvolti e pregai la Madonna. Fu operato d’urgenza: i medici intervennero prelevando il midollo dalla colonna vertebrale. Non aveva ancora un anno e mezzo. Sono stati mesi durissimi, ma per noi è stato un vero miracolo".
Dietro questa canzone c'è un messaggio preciso: la promessa è una cosa seria, uno stile di vita. Promettere significa impegnarsi nel futuro, non solo pensando all'altra metà nel "giorno più bello", ma anche progettando la propria vita. Certo, la canzone racconta una bella storia d'amore, di due persone che si promettono amore eterno. Non un amore tormentato, ma un amore bello. Ci innamoriamo tutti allo stesso modo, spinti da una luce più grande di noi, da un'esigenza fortissima di stare insieme, di condividere e comprendere".
È cominciato tutto quanto dal principio
Io che per te ero solo un uomo sconosciuto
Poi diventato un re dal cuore innamorato
Tu una regina ora vestita in bianco sposa
Abbiamo sognato figli in una grande casa
E superato tutte le difficoltà
Perché un amore, non è amore per la vita
Se non ha affrontato la più ripida salita
E si accenderà la musica
E qui ti aspetterò
Il più grande giorno
Ti regalerò
Saremo io e te
Per sempre
Legati per la vita che
Senza te
Non vale niente
Non ha senso vivere
Con la mano sul petto
Io te lo prometto
Davanti a Dio
Saremo io e te
Da qui
Sarà per sempre sì
So bene che è una grande incognita il futuro
Ma insieme a te non mi spaventerà perché
Costruiremo tutto ma non alzeremo un muro
Litigare e far l’amore poi che male c’è
E si accenderà la musica
Per te io canterò
Il più grande giorno
Ti regalerò
Saremo io e te
Per sempre
Legati per la vita che
Senza te
Non vale niente
Non ha senso vivere
Con la mano sul petto
Io te lo prometto
Davanti a Dio
Saremo io e te
Da qui
Sarà per sempre
Sì, soltanto sì
Per questi giorni
E mille altri ancora
Un semplice sì
L’eternità è dentro una parola
Saremo io e te
Per sempre
Legati per la vita che
Senza te
Non vale niente
Non ha senso vivere
Con la mano sul petto
Io te lo prometto
Davanti a Dio
Saremo io e te
Accussì
Sarrà pe sempe sì.

Categoria: spettacoli
21:10
Sanremo 2026, Andrea Bocelli ospite: il ritorno al Festival nel ricordo di Pippo Baudo
(Adnkronos) - Andrea Bocelli è il super ospite della serata finale del Festival di Sanremo 2026. Una presenza voluta fortemente dal conduttore e direttore artistico Carlo Conti per rendere omaggio a Pippo Baudo, che fu tra i primi a credere nel talento del tenore, contribuendo alla sua consacrazione come artista internazionale.
"Io proverò eterna gratitudine perché Pippo Baudo ha creduto subito in me, ha fatto di tutto perché partecipassi al Festival del 1994 (dove il tenore vinse tra le Nuove Proposte con 'Il mare calmo della sera', ndr). Mi ha incoraggiato. E' stato un grande professionista, era una persona colta e garbata. E portava in scena anche la leggerezza", ha detto Bocelli nel corso della conferenza stampa.
Andrea Bocelli è nato nel 1958 a Lajatico, in provincia di Pisa. Cresce da genitori che gestiscono un’azienda e producono macchinari per il settore agricolo. La sua infanzia è stata segnata da un glaucoma congenito che gli ha compromesso la vista fin dalla nascita. Per questo motivo, a soli sei anni viene mandato in collegio a Reggio Emilia per imparare il Braille ma quando ha dodici anni, riceve una pallonata durante una partita di calcio che aggrava definitivamente la situazione, portandolo alla cecità totale.
La musica diventa presto il suo rifugio. Parallelamente agli studi, consegue il diploma in canto lirico al conservatorio. La svolta arriva nel 1992 quando viene scelto da Zucchero per incidere la demo di 'Miserere'. Questo e il successivo contratto con la Sugar segnano l’inizio della sua carriera internazionale.
Nel 1994 Bocelli debutta tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo con 'Il mare calmo della sera' e vince. L’anno seguente torna sul palco dell’Ariston con 'Con te partirò'. Nel 1996 pubblica 'Romanza', raccolta che supererà i 20 milioni di copie vendute nel mondo, e diventa l’album di un artista italiano più venduto di sempre a livello globale.
Negli anni successivi il tenore si esibisce nei più prestigiosi teatri del mondo e davanti a capi di Stato. Nel 2011 fonda la Andrea Bocelli Foundation, impegnata nel contrasto alla povertà e all’emarginazione sociale. Nel 2017 organizza l’Andrea Bocelli Show, evento benefico che vede la partecipazione di star internazionali come Elton John, Steven Tyler, Sharon Stone e Zara Larsson.
Nel maggio 2023 insieme a Bryn Terfel interpreta 'You’ll Never Walk Alone' in occasione dell’incoronazione di Carlo III. Tra le collaborazioni più recenti c’è quella con il tennista Jannik Sinner, numero uno del tennis mondiale, con cui ha condiviso un progetto che ha unito musica e racconto sportivo: hanno collaborato al brano ‘Polvere e Gloria’ (Dust and Glory), pubblicato il 20 giugno 2025. La canzone, cantata in italiano e inglese, celebra la perseveranza e la dedizione.
Bocelli è padre di tre figli. Dal matrimonio con Enrica Cenzatti, celebrato nel 1989 e conclusosi nel 2002, sono nati Amos e Matteo. Nel 2014 ha sposato Veronica Berti, dopo la nascita della figlia Virginia nel 2012. Oggi vive con la famiglia a Forte dei Marmi.

Categoria: spettacoli
21:09
Sanremo 2026, i Pooh ospiti del Suzuki stage: il gran finale
(Adnkronos) - I Pooh ospiti stasera, sabato 28 febbraio, sul palco di Piazza Colombo ad animare il Suzuki Stage per il gran finale. I Pooh celebrano i loro 60 anni di carriera a Sanremo, dove ricevono una targa speciale.
La storia dei Pooh è una delle più longeve del panorama della musica italiana e internazionale. Il primo nucleo nasce nel 1962 a Bologna dopo l'incontro tra Valerio Negrini e Mauro Bertoli che insieme fondono il gruppo Jaguars. Dopo alcuni anni, la formazione cambia nome: Pooh. L'idea nasce da Aliki Andris, segreteria del discografico Armando Sciacia che era una grande appassionata dell'orsetto Disnet Winnie the Pooh.
Nel 1966 avviene la svolta con l'uscita del 45 giri 'Vieni fuori' e con l’ingresso alle tastiere di Roby Facchinetti, che prende il posto di Bob Gillot, e di Riccardo Fogli al basso al posto di Gilberto Faggioli. Nel 1968 la band conquista le classifiche con 'Piccola Katy', brano che anticipa l’arrivo del chitarrista Dodi Battaglia. Da quel momento la formazione continua a consolidarsi pubblicando album uno dopo l’altro.
Determinante è il passaggio alla CBS nel 1971: sotto la guida del produttore Giancarlo Lucariello, i Pooh si trasformano in una vera macchina da successi, come dimostrano hit come 'Tanta voglia di lei' e 'Pensiero'.
Nei primi anni Settanta Valerio Negrini lascia il ruolo operativo nel gruppo, restando però come autore dei testi. Alla batteria subentra Stefano D’Orazio. Il successo aumenta e nel 1972 la band ottiene visibilità internazionale con brani come 'Noi due nel mondo e nell’anima'.
Nel 1973 un altro storico componente, Riccardo Fogli, lascia la formazione. Al suo posto entra Red Canzian, con cui il gruppo pubblica 'Parsifal'. Nel 1990 partecipano al Festival di Sanremo e vincono con il brano con 'Uomini soli'.
Gli anni Duemila sono caratterizzati dal grande successo del musical 'Pinocchio' e da un’attività costante fino al 2009, quando Stefano D’Orazio annuncia l’uscita dalla band dopo quasi quarant’anni. Nonostante questo, i Pooh proseguono come trio fino al 2015, anno della reunion che riporta insieme anche Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli. Il ritorno in cinque consente alla band di tornare negli stadi e di riempire anche l’Arena di Verona per celebrare mezzo secolo di carriera.s
Il 6 novembre 2020 Stefano D’Orazio muore a causa di complicazioni legate al Covid-19, lasciando un grande vuoto nei compagni e nei fan. Per omaggiare la sua memoria, Facchinetti, Canzian, Battaglia e Fogli decidono di ritrovarsi sul palco per dedicargli un ricordo eterno.
Nel 2023 i Pooh tornano protagonisti al Festival di Sanremo e intraprendono un nuovo tour con una formazione a cinque che vede alla batteria Phil Mer, figlio della seconda moglie di Red Canzian.

Categoria: spettacoli
20:59
Khamenei, chi è l'uomo diventato ayatollah in una notte
(Adnkronos) - La Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, sarebbe stata uccisa nei raid condotti da Israele e Stati Uniti su Teheran e che, come confermato da Canale 12 e dal New York Times, hanno raso al suolo la sua residenza.
The Times of Israel' riferisce che sarebbe stato recuperato il corpo poco dopo che il premier israeliano Benjamin Netnayahu ha affermato che c'erano "molti segnali" che indicano che "Khamenei sia morto". Data l'età e i problemi di salute che si sono susseguiti, più volte in passato erano circolate notizie - rivelatesi fake - che volevano Khamenei ricoverato in ospedale, a volte in punto di morte o che alimentavano speculazioni sul suo successore. Secondo valutazioni della Cia, a prendere il suo posto sarà una figura radicale legata ai Pasdaran.
Nato il 19 aprile del 1939 a Mashad, città santa per gli sciiti, Khamenei iniziò il percorso di studi in una 'maktab', l'allora scuola elementare. Il figlio secondogenito dell'hojatoleslam Javad Khamenei frequentò poi il seminario di Mashad, dove frequentò le lezioni del grande ayatollah Milani. Il giovane Khamenei lasciò l'Iran a 18 anni per svolgere un pellegrinaggio a Najaf, città irachena che ebbe un ruolo importante nella vita della Guida Suprema. L'anno dopo si spostò a Qom, il 'Vaticano' degli sciiti, dove fino al 1964 seguì gli insegnamenti di alcuni degli ayatollah più famosi dell'epoca, tra cui l'ayatollah Borujerdi e Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica.
"Per quanto riguarda le idee politiche e rivoluzionarie e la giurisprudenza islamica, sono certamente un discepolo dell'Imam Khomeini", affermò Khamenei, che sempre nei primi anni Sessanta si unì alle file dei rivoluzionari che si opponevano al regime dello Shah e alla sua politica filo-americana. Il 'matrimonio' con la causa khomeinista gli costò una notte in carcere nel maggio del 1963, quando il leader della rivoluzione gli affidò la missione di portare un messaggio segreto all'ayatollah Milani. Un mese dopo fu nuovamente arrestato e rinchiuso in carcere per attività antigovernative.
In quegli anni Khamenei rimase in stretto contatto con Khomeini, a quell'epoca in esilio prima in Iraq e poi in Francia, di cui divenne un fidato consigliere. Subito dopo il ritorno di quest'ultimo a Teheran nel 1979 fu nominato membro del Consiglio della Rivoluzione. Dopo il suo scioglimento divenne vice ministro della Difesa e rappresentante personale di Khomeini nel Consiglio Supremo per la Difesa. Per un breve periodo comandò i Guardiani della Rivoluzione. Falco in politica estera, fu uno dei negoziatori chiave della cosiddetta crisi degli ostaggi.
Tra i membri fondatori del Partito islamico repubblicano (Pir), nel 1981, mentre stava tenendo un discorso in una moschea di Teheran, una bomba esplose facendogli perdere l'uso del braccio destro. L'attentato venne poi rivendicato dai Mojahedin del Popolo. In quell'anno fu eletto deputato e poi presidente, incarico che ricoprì per due mandati di seguito fino al 1989, quando alla morte di Khomeini venne eletto Rahbar dall'Assemblea degli Esperti, approfittando della rottura tra il fondatore della Repubblica islamica e colui che appariva il candidato naturale alla sua successione, l'ayatollah Montazeri.
In realtà Khamenei non aveva i titoli per ottenere la carica. La Guida suprema, infatti, doveva essere riconosciuta come 'marja-e taqlid', cioè fonte di imitazione. Ma davanti al vuoto che si era creato con la morte di Khomeini, si emendò la Costituzione pur di nominare un nuovo Rahbar. In una notte fu anche 'promosso' da hojatoleslam ad ayatollah.
Sotto la sua leadership l'Iran affrontò momenti di grande difficoltà. Il primo ostacolo per la Guida Suprema fu il doppio mandato del presidente Mohammad Khatami, un riformista che spingeva per la distensione con l'Occidente, una linea che Khamenei vedeva come fumo negli occhi. Il Rahbar riuscì sostanzialmente a far fallire la presidenza Khatami bloccando molte delle sue riforme che avevano come obiettivo aprire il Paese sia da un punto di vista sociale che politico.
Fu però con il suo successore, l'ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, da molti ritenuto un suo protégé, che la Repubblica islamica fu sul punto di crollare. La contestata rielezione dell'ex sindaco di Teheran nel 2009, infatti, portò il Paese sull'orlo del caos, con migliaia di manifestanti uccisi nella repressione dell'Onda Verde. Davanti alle più gravi manifestazioni di piazza dai tempi della rivoluzione, Khamenei usò il pugno di ferro. Migliaia di dissidenti, tra cui i due leader dell'opposizione Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, furono arrestati. La presidenza Ahmadinejad fu caratterizzata anche da aspre critiche contro il governo per la gestione dell'economia e per alcune decisioni di politica estera e alla fine del mandato la rottura tra l'allora presidente e Khamenei divenne evidente.
Nel 2013 fu tempo di nuovo di un riformista alla presidenza dell'Iran. Il doppio mandato di Hassan Rohani fu caratterizzato dall'accordo sul programma nucleare (Jcpoa) che nel 2015 portò alla revoca delle sanzioni contro la Repubblica islamica. Intesa che poi nel 2018 Donald Trump fece naufragare. Khamenei appoggiò quell'accordo storico con le potenze mondiali, ma contrastò ogni tentativo di Rohani di espandere le libertà civili.
L'abbandono del Jcpoa da parte degli Stati Uniti fece sprofondare l'Iran in una nuova crisi economica, innescando una nuova ondata di proteste antigovernative nel 2019, durante le quali i manifestanti scandirono lo slogan "morte al dittatore" - un riferimento al Leader. Il 'tradimento' statunitense rafforzò quel sentimento anti-occidentale, che sfociava in un vero e proprio odio per gli Usa, che ha sempre dominato la retorica populista di Khamenei in tutti i suoi anni al potere. "L'ho detto fin dal primo giorno: non c'è da fidarsi dell'America", commentò subito dopo la mossa di Trump. Ma se c'è un 'nemico' che Khamenei non ha mai cessato di bersagliare in tutti i suoi interventi pubblici quello è stato Israele. La Guida suprema, che più volte ha negato l'Olocausto, minacciò innumerevoli volte di cancellare lo Stato ebraico, definito "un cancro", dalle mappe geografiche.
Un altro momento drammatico che fece tremare le fondamenta della Repubblica islamica sotto Khamenei fu l'uccisione del suo stretto alleato nonché amico personale Qassem Soleimani. L'allora capo della Forza Quds, corpo di elite dei Pasdaran, venne assassinato in un raid di un drone statunitense a Baghdad nel gennaio 2020. Khamenei promise "vendetta" e ordinò come rappresaglia il lancio di alcuni missili balistici contro due basi irachene che ospitavano truppe americane.
Pochi giorni dopo la morte di Soleimani, l'Iran fu scosso da un altro episodio. L'abbattimento per errore di un aereo ucraino scambiato per un velivolo nemico ad opera della contraerea dei Guardiani della Rivoluzione. Il bilancio pesantissimo di 176 morti scatenò un sentimento di rabbia e nuove proteste antigovernative.
Alcuni mesi dopo l'Iran, come il resto del mondo, fu colpito dalla pandemia. Una prova durissima per il Paese, che tra quelli del Medio Oriente ha pagato il prezzo più alto in termini di vite umane. L'ayatollah inizialmente minimizzò la minaccia del coronavirus, sostenendo che fosse una tattica per spaventare il Paese. "E' un problema che passerà. Non è niente di straordinario", disse.
Nel lungo corso del suo dominio sull'Iran, Khamenei costruì un'articolata architettura di sicurezza fondata sull' 'Asse della resistenza': una rete di alleanze e milizie in Libano, Siria, Iraq e Yemen, concepita per proiettare l'influenza iraniana e contenere Israele e gli Stati Uniti. La guerra a Gaza ha però segnato un punto di svolta. Durante il conflitto, diversi leader e comandanti di Hamas, Hezbollah e degli Houthi furono uccisi in operazioni mirate, indebolendo una struttura che per anni aveva rappresentato il principale strumento di deterrenza regionale di Teheran. Quella rete, pensata per circondare Israele e garantire profondità strategica alla Repubblica islamica, divenne progressivamente sempre più fragile, sotto pressione militare e politica, fino al 'colpo di grazia' rappresentato dalla caduta di Assad a Damasco.
Parallelamente, sul fronte interno, Khamenei ha dovuto fare i conti con un malcontento crescente. Le proteste esplose a fine dicembre in diverse città iraniane, represse duramente dalle autorità con un bilancio - secondo alcune fonti - di decine di migliaia di morti, hanno evidenziato l'ennesima frattura profonda tra establishment e società.

Categoria: internazionale/esteri
20:43
Iran, "Khamenei è morto": l'annuncio da Israele
(Adnkronos) - L'ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran, è morto. Khamenei è rimasto ucciso nell'attacco condotto oggi da Stati Uniti e Israele. Lo afferma il Times of Israel sulla base delle informazioni fornite da una fonte israeliana. I raid hanno colpito Teheran e in particolare la residenza dell'ayatollah, distrutta da 80 bombe. Il corpo di Khamenei è stato estratto dalle macerie e un'immagine è stata mostrata al premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo l'emittente israeliana Channel 12, e al presidente americano Donald Trump.
Negli stessi momenti l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha aggiornato diversi alti funzionari a Washington comunicando che l'ayatollah è stato ucciso, come riferisce Axios.
Per tutta la giornata la sorte di Khamenei è stata avvolta nel mistero. L'attacco condotto oggi ha preso di mira il compound della guida spirituale iraniana, il complesso è stato raso al suolo. "Ci sono molti segnali che Khamenei è morto. Abbiamo distrutto il sito dove si trovava il tiranno che ha diffuso il terrorismo in tutto il mondo", le parole di Netanyahu nel pomeriggio italiano.
Gli annunci da Israele hanno invertito la rotta dopo le news provenienti da Teheran. Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha usato gli aggettivi "sani e salvi" per rispondere a domande su Khamenei e sul presidente Masoud Pezeshkian. Nell'attacco al compound, ha comunicato Teheran sin da subito, morti il genero e la nuora della Guida Suprema.

Categoria: internazionale/esteri
20:41
FantaSanremo, la serata finale in diretta: i bonus e i malus assegnati
(Adnkronos) -
Stasera gli ultimi bonus e malus assegnati in questa edizione del FantaSanremo. A esibirsi nella quinta e ultima serata tutti i 30 Big in gara. I fantagiocatori sono pronti a conoscere non solo il vincitore del festival della canzone italiana ma anche quello del fantasy game dedicato alla kermesse.
Svelati i bonus validi solo per la finale, dai punti per gli abbracci a quelli per i piedi scalzi.

Categoria: spettacoli
20:37
Sanremo 2026, Giorgia Cardinaletti co-conduttrice: chi è la giornalista del Tg1
(Adnkronos) - Giorgia Cardinaletti è la co-conduttrice della serata finale del Festival di Sanremo 2026. La giornalista e volto del Tg1 affianca Carlo Conti e Laura Pausini questa sera, sabato 28 febbraio. Cardinaletti ha ricevuto la proposta nel corso di un collegamento col direttore artistico della kermesse mentre conduceva il Tg1 delle 20.
"Tu sarai qui a Sanremo per i collegamenti per il Tg1. Sabato, visto che finisci con il collegamento delle 20.30, potresti essere con me e con Laura a cocondurre il Festival?", le aveva chiesto Conti a sorpresa. "Prego? Non è uno scherzo?", aveva replicato Cardinaletti incredula, convinta inizialmente che si trattasse di uno scherzo organizzato dal direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci.
Classe 1987. Giorgia Cardinaletti, marchigiana di Fabriano, dopo il diploma al liceo classico consegue una laurea in lettere a indirizzo storico all’Università di Perugia. Dopo il percorso alla scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, dal 2012 è giornalista professionista iscritta all’Ordine dei giornalisti del Lazio.
Muove i primi passi in Rai News 24 come inviata, per poi diventarne conduttrice. Nel 2016, dopo essersi fatta conoscere come inviata di Formula 1 e volto del programma Pole Position, viene scelta alla guida de La Domenica Sportiva, incarico che ricopre fino al 2019. Nell’agosto dello stesso anno passa al TG1, dove conduce prima le edizioni ‘60 secondi’ e notturna. Nel febbraio 2020, durante la settimana del Festival di Sanremo, è al timone su RaiPlay di Dentro il Festival. Durante la pandemia di Covid-19, a gennaio del 2022 assume la conduzione di Via delle storie, programma di approfondimento in onda nella seconda serata del lunedì su Rai1. Da giugno 2022 è alla guida dell’edizione delle 20 del TG1. Nel 2025 prende parte alla serie Minimarket con Kevin Spacey, interpretando se stessa. Ha ricevuto premi come il Francesco Valentini, il Margutta e riconoscimenti come telegiornalista dell’anno.
Giorgia Cardinaletti ha avuto una relazione con il cantautore Cesare Cremonini, che l'ha citata in una sua recente intervista al 'Corriere', che si è chiusa all’inizio di quest’anno.
Ora la giornalista del Tg1 è impegnata sentimentalmente con Francesco Bechis, cronista politico del 'Messaggero'. Romano, classe 1995, due volte figlio d’arte (il padre è il direttore di Open.online Franco, la madre è Monica Mondo, volto storico di Tv2000), laurea e master alla Luiss, junior fellow della Fondazione De Gasperi, per sei anni anni firma di 'Formiche.net' per cui ha scritto di politica e sicurezza, nel 2022 entra a via del Tritone come cronista parlamentare e di governo, seguendo da vicino Palazzo Chigi e i rapporti internazionali di Draghi e Meloni. Nel 2024 ha pubblicato il libro 'Realpolitik' insieme a Giampiero Massolo, già a capo della diplomazia e dell’intelligence italiane.

Categoria: spettacoli
20:36
Sanremo 2026, Bambole di Pezza: la band femminista con 'Resta con me'
(Adnkronos) - Le Bambole di Pezza sono le quarte a esibirsi questa sera, sabato 28 febbraio, per la finale del Festival di Sanremo 2026. La band punk rock è in gara alla kermesse canora con il brano 'Resta con me'.
Una delle realtà più rappresentativa della scena rock pop-punk italiana. Le Bambole di Pezza sono nate a Milano nel 2002 inizialmente sotto contratto con Tube Records. Da sempre si sono distinte per i temi forti legati al femminismo, alla parità di genere e alla lotta contro la violenza sulle donne. Oggi il gruppo è composto da: Cleo per la voce. Morgana, chitarra solista. Dani, cori e chitarra ritmica. Xina, batteria e cori. Kaj, basso e cori.
Il debutto arriva con 'Crash Me', un album che permette alla band di intraprendere una lunga tournée. Approdano anche in televisione: partecipano come guest star a un episodio de L'Ispettore Coliandro, interpretando la band in cui suona Nikita e portando sullo schermo il brano 'Le Streghe'.
Nel 2014 arriva una reunion per celebrare i dieci anni dall'ultimo album 'Strike'. È l'inizio di un nuovo capitolo: le chitarriste storiche Morgana Blue e Dani Piccirillo rilanciano il progetto coinvolgendo Cleo, Kaj e Xina.
Nel 2022 avviene il ritorno ufficiale sui palchi in Piazza della Scala a Milano, accanto ai Rezophonic. Nello stesso anno la band pubblica 'Rumore', omaggio a Raffaella Carrà scelto come colonna sonora della miniserie dedicata all'artista, e il brano 'Non Sei Sola', realizzato con Jo Squillo per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Nel 2024 la band firma con l'etichetta Nigiri con distribuzione Sony, pubblicando i singoli Stuntman, ZenZero e Cresciuti Male, quest'ultimo in collaborazione con J-Ax. E il 24 gennaio 2025 vede la luce il loro quarto album in studio, Wanted.
"Volevamo arrivare qui consapevoli di avere alle spalle tanto impegno ed esperienza, anche da indipendenti", racconta Cloe. "Dimostrando che da un garage si può arrivare al palco di Sanremo". "Essere cinque donne su un palco così importante è già un messaggio fortissimo", sottolinea Dani. "È interessante notare come, pensando a una band, l'immagine sia quasi sempre maschile. Quest'anno, invece, l'unica band a Sanremo è di donne". Una presenza che sperano possa essere d'ispirazione. "Quando ero piccola non avevo mai visto una donna suonare uno strumento", confida Cloe. "La prima volta fu a Sanremo, vidi L'Aura al pianoforte e pensai: 'Allora posso farlo anch'io'. Speriamo che la nostra presenza porti tante ragazzine a dire: 'Adesso lo faccio anch'io'".
Un concetto, quello dell'unione, che diventa un messaggio politico. "Ci vuole coraggio a stare insieme, soprattutto in un momento storico di conflitti come questo", aggiunge Dani. "Il nostro è un messaggio politico perché presuppone un gruppo di persone. È un richiamo al valore dell'umanità, al non essere isole come la società odierna ci sta abituando. È un invito a guardarsi attorno di fronte a ogni difficoltà".
Volevo dirti in queste notti, ti penso ancora
Che la mia vita da quel giorno, è un'altra storia
E a volte per cambiare tutto basta una parola
Per diventare ciò che sono ho camminato sola
Sono una donna che non guarda in faccia niente
Mi hanno guardata male ma è il giudizio della gente
Quando ti senti stanca dalle delusioni
E l'unica certezza sono le canzoni
E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui
Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me
Ho fatto sogni senza mai, chiudere gli occhi
Vissuto vite che non sai, se immaginarti
Ho visto uomini per bene, andare in pezzi
E ho visto uomini di strada, tornare onesti
E pezzi di giornali sparsi, nella mia testa
Una ragazza una chitarra, e una tempesta
Questi non sanno cosa provo dentro
Come una foglia sempre stata al vento
E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui
Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me
E allora dimmi
Se conosci un modo
Per dimenticare i guai
Per noi che siamo stati
Sempre appesi a un filo
Aspettami nell'alba di questo mattino
Ho superato anni come questi
E avrei voluto dirti
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me.

Categoria: spettacoli
20:32
Sanremo 2026, Nino Frassica torna come co-conduttore per il gran finale
(Adnkronos) - Nino Frassica è il co-conduttore di oggi, sabato 28 febbraio, della serata finale del Festival di Sanremo 2026. L'attore, che era già stato all'Ariston l'anno scorso, sarà al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini.
Il comico sarà al fianco di Carlo Conti nei due appuntamenti di 'Sanremo Top' in programma il 7 e 14 marzo su Rai1. E la sua presenza sul palco dell'Ariston questa sera - a quanto ha appreso l'Adnkronos - servirà proprio a lanciare questi due appuntamenti.
Nino Frassica nasce a Messina nel 1950. Dopo gli anni trascorsi in Sicilia con la famiglia, si trasferisce a Milano dove intraprende un percorso che lo porterà a diventare uno dei volti più apprezzati della televisione e della comicità italiana.
Il debutto nel mondo dello spettacolo risale al 1980, con il film FF.SS. di Renzo Arbore. Cinque anni dopo Arbore lo chiama a partecipare al programma di Rai 2 Quelli della notte, e nel 1987 prende parte a Indietro tutta!. Negli anni ’80 e ’90 Frassica appare in diversi varietà e show Rai. Nel 2008, 2010 e 2013 è ospite di Carlo Conti in I migliori anni, programma.
Dal 2015 fa parte di Che fuori tempo che fa, spin-off di Che tempo che fa di Fabio Fazio, affiancando il conduttore anche alla guida del programma principale nel 2017.
Frassica è anche attore cinematografico e televisivo: dal 1999 interpreta il maresciallo dei Carabinieri Nino Cecchini nella fiction Don Matteo. Nel 2010 ottiene un ruolo minore in The Tourist, con Johnny Depp. Nel 2016 è fra i protagonisti della docuserie La mafia uccide solo d’estate, dove interpreta Fra Giacinto, un prete colluso con la mafia.
Nel 2023 partecipa come concorrente a Il Cantante Mascherato sotto la maschera del Ciuchino e recita nel film L’estate più calda, diretto da Matteo Pilati.Nel 2024 torna a condurre Striscia la notizia dopo 19 anni, affiancando per alcune settimane Michelle Hunziker. E nel 2025 ha co-condotto il Festival di Sanremo al fianco di Carlo Conti.
Nino Frassica nel 1985 ha sposato l’attrice Daniela Conti. La loro storia, però, si è conclusa nel 1993. Nel 2018 si lega a Barbara Exignotis. La sua seconda moglie è mamma di Valentina Lubrano, che Frassica considera come sua figlia.

Categoria: spettacoli
20:32
Sanremo 2026, Chiello chi è: il brano 'Ti penso sempre' e la polemica con Morgan
(Adnkronos) - Chiello è il secondo artista a esibirsi questa sera, sabato 28 febbraio, nella serata finale del Festival di Sanremo 2026 dove alla fine si decreterà il vincitore della 76esima edizione del Festival.
Questa è la prima partecipazione di Chiello come concorrente in gara con il brano 'Ti penso sempre'. Ha precedentemente calcato il palco dell'Ariston nel 2025 come ospite durante la serata delle cover con Rose Villain, sulle note di 'Fiori rosa, fiori di pesco', brano di Lucio Battisti.
Chiello, all'anagrafe Rocco Modello, è nato nel 1999 a Venosa in Basilicata. La sua è considerata come una delle voci più originali e riconoscibili della nuova scena musicale italiana. È capace di attraversare trap, indie pop e cantautorato. Inizia a fare musica intorno ai dodici anni, affascinato da un mix di stili, da Fabri Fibra a Nirvana, fino ai cantautori come Luigi Teco e Gino Paoli.
Frequenta il liceo artistico, ma abbandona al penultimo anno per dedicarsi completamente alla musica. Intraprende una carriera solista che lo porta a collaborare con artisti di primo piano come Mace, Colapesce, Rkomi, Madame, Sick Luke, Mahmood, Tedua, Coez e Guè.
Nel 2021 pubblica il singolo 'Quanto ti vorrei', prodotto da Shablo, che anticipa l'album d'esordio 'Oceano Paradiso': undici tracce che mixano vari generi, da indie pop, rock alternativo e cantautorato contemporaneo, con testi malinconici e profondi. Il disco ottiene il disco d'oro.
Il successo di 'Quanto ti vorrei' lo porta come ospite ai live di X Factor 2021, ai palchi del TIM Summer Hits e dei TIM Music Awards all'Arena di Verona nel 2022, accompagnati dal primo tour ufficiale. Nel 2023 pubblica poi l'album 'Mela marcia'.
Il 2024 e il 2025 sono gli anni di 'Scarabocchi', il terzo album in studio uscito ad aprile 2025. Nello stesso periodo, Chiello prende parte al brano 'Paradiso' di Mahmood con Tedua e a 'Ruggine' di Mace con Coez.
Nel febbraio 2025 arriva sul palco del Festival di Sanremo come ospite di Rose Villan nella serata delle cover, interpretando 'Fiori rosa, fiori di pesco' di Lucio Battisti.
Il nome 'Chiello' pare che sia nato come evoluzione di un nome d'arte usato agli inizi, 'Pistacchiello', che è diventato la sua identità artistica stabile, separata dal nome di battesimo.
Chiello nella serata delle cover di ieri, venerdì 27 febbraio, è stato accompagnato dal pianista Saverio Cigarini per la sua esibizione con il brano 'Mi sono innamorato di te' di Luigi Tenco. Il duetto era inizialmente previsto con Morgan ma a pochi giorni dall'inizio della kermesse canora, il cantante aveva annunciato la propria rinuncia spiegando che la sua presenza avrebbe rischiato di "oscurare" il giovane collega. Una versione che poi, Chiello, in conferenza stampa ha ridimensionato.
"Lui è un grande artista, su questo non ci sono dubbi, solo che abbiamo fatto un po' di prove e non ci siamo trovati, non si è creata quell'alchimia artistica e quindi ho deciso di non portarlo e non sarà presente totalmente". L'artista in gara a Sanremo ha, dunque, fornito la sua versione dei fatti e ha aggiunto: "L'arrangiamento è stato fatto da Saverio Cigarini, che è una persona molto importante per me e tra l'altro anche un grande artista, quindi sono sicuro che spaccherà tutto".
Alla domanda diretta "Quindi è stata tua la decisione di rinunciare a lui?", ha risposto: "Sì, così ho detto". E riguardo alla versione differente di Morgan ha concluso, tagliando corto: "Ma sì, ma non voglio fare queste polemiche, sembra poi la fidanzata che 'ti ho lasciato io, non mi hai lasciato tu'. No, non mi interessa questa cosa, comunque può dire quello che vuole".
Il brano parla di un amore finito. 'Ti penso sempre' è un'esperienza collettiva che chiunque di noi potrebbe vivere e che ognuno può interpretare a modo proprio.
Mi piacerebbe dirti che
Non ho pensato a te
È che non riesco a svegliarmi
E sapere che oramai non ci sei
Poi questo fottuto letto
Che non mi sembra fatto per due
Avevi detto che ero l'unico
Ed io ci avevo quasi creduto
Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Pensi sia stato uno sbaglio
Venire sotto casa tua
Non ho trovato il coraggio
Di dirti quello che ho fatto
Ma almeno non ti ho detto una bugia
Una bugia
A cosa serve il tuo odio
Se la colpa è solo tua
Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Quindi amarsi a cosa serve?
Se finiamo per odiarci
Quanto tempo che si perde
A dirsi ti amo e dopo addio
Pensi sia stato uno sbaglio
Lasciami sciogliere nell'agonia
Non meritavo uno schiaffo
Mi hai messo in bocca un'altra tua bugia
Lasciami sciogliere nell'agonia
Nell'agonia
Se ti rivedo ti.

Categoria: spettacoli










































