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SoloAffitti, in Italia 8 milioni di case sfitte, proprietari frenati da morosità e tempi incerti rientro
(Adnkronos) - In Italia l’emergenza abitativa non nasce da una carenza di immobili, ma da un’offerta che fatica ad attivarsi. È quanto emerge dall’analisi della rete SoloAffitti, presentata a RentVolution, l’iniziativa istituzionale dedicata all’evoluzione del mercato delle locazioni, nella Sala Koch di Palazzo Madama. All’incontro hanno partecipato, il promotore dell’iniziativa, il senatore Massimo Garavaglia e il senatore Andrea De Priamo insieme a Silvia Spronelli (SoloAffitti), Giorgio Spaziani Testa (Confedilizia), Francesco La Commare (Fiaip) e Gian Battista Baccarini (Confassociazioni Real Estate) con Pasquale Ciacciarelli, Assessore alle Politiche abitative della Regione Lazio.
Nel corso dell’evento, SoloAffitti ha presentato i nuovi dati sul mercato e una serie di proposte di intervento nell’ambito del disegno di legge sugli affitti promosso dal senatore Garavaglia, con l’obiettivo di rimettere in circolo gli immobili oggi inutilizzati. L’analisi evidenzia un mercato in cui, a fronte di circa 4,3 milioni di abitazioni locate, gli immobili effettivamente sfitti sono circa 8 milioni, mentre gli affitti brevi si fermano tra le 500mila e le 600mila unità, secondo le elaborazioni di SoloAffitti. Il dato restituisce un paradosso evidente: il patrimonio abitativo esiste, ma una parte consistente resta fuori dal mercato, con un rapporto di circa 1 abitazione locata su 3.
A frenare l’offerta è innanzitutto un problema di fiducia. Secondo il Rapporto, l’86% dei proprietari indica il mancato pagamento del canone tra le principali preoccupazioni e il 62% teme il ricorso a una procedura di sfratto. Due elementi strettamente legati: da un lato l’inadempimento, dall’altro la difficoltà a rientrare in possesso dell’immobile in tempi certi. Anche quando i dati ufficiali parlano di circa 40 mila provvedimenti annui (40.158 nel 2024), il fenomeno reale è più ampio. Molte situazioni si chiudono prima della sentenza, ma producono comunque perdite economiche. Come evidenzia anche il Ddl Buonguerrieri, il numero degli sfratti rappresenta quindi solo la punta dell’iceberg di un problema più diffuso, fatto di ritardi nei pagamenti, accordi parziali e rilascio degli immobili senza saldo del dovuto. Nel tempo si è consolidata una vera e propria “memoria lunga dello sfratto”: oltre 1,1 milioni di provvedimenti dal 2004 e una stima che arriva a circa 2 milioni dal 1978. Un fenomeno diffuso che ha contribuito a radicare una percezione di rischio elevata e duratura, incidendo direttamente sulle scelte dei proprietari. È in questo contesto che una parte crescente dello stock immobiliare resta fuori dal mercato: non per mancanza di domanda, ma per un equilibrio che, oggi, non garantisce sufficiente sicurezza a chi affitta.
È proprio a partire da questo quadro che si inseriscono le proposte avanzate da SoloAffitti nell’ambito del disegno di legge sugli affitti promosso dal senatore Massimo Garavaglia, con l’obiettivo di intervenire sulle principali criticità del mercato. Secondo SoloAffitti, il ddl rappresenta un passo nella direzione giusta perché introduce elementi di maggiore flessibilità, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di incidere sul nodo centrale: la fiducia dei proprietari. Da un lato, la revisione delle durate contrattuali – con formule più brevi e flessibili – può contribuire ad avvicinare la normativa alla realtà delle locazioni, oggi caratterizzate da una permanenza media di poco superiore ai due anni. Dall’altro, il rafforzamento dei riferimenti ai valori di mercato può migliorare la trasparenza dei canoni, ma non è sufficiente da solo a riequilibrare il sistema.
Il punto decisivo resta quello delle tutele. Senza strumenti più efficaci di garanzia della rendita e senza una riduzione dei tempi e delle incertezze legate alle procedure di sfratto, difficilmente sarà possibile riportare sul mercato una quota significativa degli immobili oggi inutilizzati. È su questo equilibrio – tra flessibilità e sicurezza – che si gioca la reale capacità della riforma di incidere sull’emergenza abitativa. Il clima di incertezza spinge i proprietari a comportamenti difensivi. La selezione dell’inquilino è ormai generalizzata: la verifica della capacità reddituale è diventata quasi obbligatoria, spesso anticipata dagli stessi inquilini. Sul fronte delle garanzie, l’80% si affida al solo deposito cauzionale, che copre 2-3 mensilità ed è spesso inadeguato rispetto ai rischi. Quando emergono criticità, le soluzioni restano parziali: accordi, rilascio con perdite o tempi lunghi in sede giudiziale.
In questo contesto cresce la scelta di non affittare: molti proprietari preferiscono lasciare l’immobile vuoto o destinarlo ad altro uso. Non è una logica di rendimento, ma di riduzione del rischio. La composizione della proprietà immobiliare italiana è un elemento decisivo per comprendere il fenomeno. La maggioranza dei locatori è costituita da piccoli proprietari, spesso titolari di uno o due immobili. Solo il 29% ha un approccio pienamente economico all’investimento, mentre il 36% ha acquisito gli immobili per eredità e il 28% mantiene un legame affettivo con la casa. Questo dato cambia la lettura del mercato: la scelta di affittare o meno dipende soprattutto dal livello di sicurezza percepito, più che dal rendimento. Non sorprende quindi che molti proprietari preferiscano rinunciare alla locazione.
Nel dibattito pubblico, gli affitti brevi vengono spesso indicati come una delle principali cause della tensione abitativa. L’analisi dei dati suggerisce però una lettura più articolata. Il numero di immobili destinati alla locazione turistica resta nettamente inferiore rispetto a quelli residenziali e non rappresenta sempre un’alternativa diretta. In molti casi, infatti, il proprietario che sceglie il breve non avrebbe comunque optato per la locazione tradizionale, ma avrebbe mantenuto l’immobile in disponibilità o lo avrebbe destinato ad altre finalità. Anche nei contesti di grandi eventi – come il Giubileo a Roma o le Olimpiadi a Milano – si osserva un aumento dell’offerta turistica (+15% a Roma nel 2025, circa +10% a Milano in occasione delle Olimpiadi), ma senza un impatto strutturale sugli equilibri complessivi del mercato. In un sistema caratterizzato da un’offerta rigidamente limitata, anche variazioni numericamente contenute possono incidere sui prezzi, ma non sono sufficienti a spiegare da sole l’emergenza abitativa. Il nodo resta quindi interno al mercato residenziale e alla sua capacità di attivare l’offerta esistente.
Cambia la natura della domanda: secondo i dati della rete SoloAffitti, 3 inquilini su 4 scelgono l’affitto consapevolmente, mentre il 27% avrebbe preferito acquistare. Non è più una soluzione transitoria, ma una risposta a stili di vita più mobili. La flessibilità è il principale fattore attrattivo. La durata effettiva delle locazioni è di circa 28 mesi, ben al di sotto delle durate contrattuali formali. A incidere è anche il contesto economico: oltre la metà degli inquilini ha aumentato il budget per l’affitto di oltre il 10%. Eppure, la domanda non si riduce e, in presenza di un’offerta limitata, tende a prolungare la permanenza negli immobili, riducendo ulteriormente la disponibilità.
La domanda di locazione si articola su esigenze diverse: il 43,6% degli inquilini prende casa in affitto come abitazione principale, il 32,6% per motivi di lavoro, il 18,7% per motivi di studio e il restante 4,75% per altre ragioni. Sul piano della composizione, il 25% degli inquilini è single, il 38,5% è rappresentato da coppie senza figli, il 24,6% da coppie con figli, mentre l’11,8% riguarda situazioni di condivisione tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare. Si registra inoltre un progressivo aumento dell’età media degli inquilini, passata dai 35 anni del 2024 ai 37 del 2025. In calo la quota degli under 25 (dal 21,7% al 17,1%) e, seppur lievemente, quella tra i 25 e i 35 anni (dal 34,3% al 33,9%). Crescono invece gli inquilini tra i 35 e i 50 anni (dal 29,6% al 33,1%) e quelli sopra i 50 anni (dal 14,4% al 15,8%), a conferma di una domanda sempre più adulta e strutturata.
Il risultato è un mercato con un’offerta rigida a fronte di una domanda molto dinamica. I tempi di locazione si sono più che dimezzati rispetto agli anni precedenti (attestandosi oggi intorno a 1,8 mesi medi), segnalando una forte pressione della domanda. Sul fronte dei canoni, il quadro è più articolato di una semplice crescita generalizzata. Nel 2025 la media nelle città si attesta intorno ai 698 euro mensili (+4% rispetto al 2024), ma il dato medio nasconde andamenti molto differenziati tra i territori. Accanto a città in cui i canoni continuano a salire in modo significativo – come Genova e Trieste (+11%), Ancona e Palermo (+7%), Bari (+5%) – emergono segnali di assestamento e, in alcuni casi, di correzione (con valori medi come Milano 1.152 euro, Bologna 879, Napoli 906 e Torino 583).
Il caso più evidente è quello di Milano, dove si registra una flessione del 10%: un dato che non segnala tanto un’inversione strutturale, quanto una fase di riequilibrio dopo anni di crescita sostenuta e di forte pressione della domanda. Roma, invece, si mantiene su livelli elevati ma più stabili, con circa 1.019 euro medi mensili (+2%). Le variazioni dipendono anche dalle caratteristiche degli immobili: la presenza di un garage comporta una maggiorazione media dell’11% (circa +80 euro), un posto auto del 7% (circa +50 euro), mentre un immobile non arredato registra una riduzione del 9% (circa -66 euro) e uno parzialmente arredato del 5% (circa -34 euro). Nel complesso, più che una crescita lineare dei canoni, si osserva oggi un mercato ancora sotto tensione ma in fase di progressivo riassestamento, con dinamiche locali sempre più marcate.

Categoria: economia
12:49
Smeg, con Musa estetica raffinata e sofisticata per la cucina
(Adnkronos) - In oltre 75 anni di storia, Smeg ha fondato un linguaggio distintivo per gli elettrodomestici rendendoli protagonisti dell’ambiente in cui sono inseriti ed elevandoli da mero apparecchio funzionale ad oggetto di design.
Un’autentica expertise che ha saputo evolvere con stili e tendenze dell’interior sino a diventare signature del brand. E' in questo percorso che si inserisce Musa, la più recente collezione che arricchisce il catalogo Smeg con un’estetica raffinata e sofisticata, pensata per rispondere alle nuove esigenze dell’arredo contemporaneo. La cucina è un osservatorio privilegiato dell’evoluzione della casa: luogo di relazione, cura e trasformazione, in cui materiali, forme e luce contribuiscono a definire atmosfere e significati. Negli interni cresce l’attenzione verso volumi morbidi, stondature misurate, proporzioni equilibrate e un uso espressivo dell’illuminazione. (VIDEO)
Da questa visione nasce Musa, una collezione sviluppata da Smeg in collaborazione con BorromeodeSilva, che unisce rigore progettuale ed equilibrio visivo, linee essenziali e dettagli sinuosi, un’estetica che cambia percezione con la distanza e con l’incidenza della luce, restituendo profondità e dinamismo agli elementi della cucina.
“Musa rappresenta il frutto della nostra expertise nel design e nelle estetiche di prodotto. E' un’espressione dei valori che guidano Smeg da oltre 75 anni: ricerca della qualità, attenzione al dettaglio e capacità di coniugare innovazione e stile. Con questa collezione non presentiamo solo nuovi elettrodomestici, ma un linguaggio visivo coerente, capace di dialogare con gli spazi e con chi vive la casa, confermando l’identità e la visione estetica che contraddistinguono il marchio”, commenta Vittorio Bertazzoni, presidente di Smeg.
Il linguaggio visivo di Musa nasce dall’incontro tra geometria e curvature, interpretate attraverso un’alternanza calibrata tra superfici lucide e opache che diventa elemento identitario per generare profondità, movimento e texture. Una palette monocromatica, intensa e grafica, conferisce ai prodotti un’aura sofisticata, valorizzata da giochi di riflessi che cambiano a seconda dell’ambiente. “Abbiamo fondato il progetto - spiega lo studio BorromeodeSilva - su linee essenziali che valorizzano gli elementi d’uso e su proporzioni attentamente studiate . La relazione tra luce e superfici in vetro è stata indagata per esaltarne le qualità attraverso un gioco tra pieni e vuoti. Il risultato è un’estetica rigorosa ma seducente, caratterizzata da un’espressività formale coerente con la cultura e l’identità di Smeg”.
La collezione Musa si articola in diversi prodotti per offrire ampia libertà compositiva e rispondere alle esigenze di interior designer e utenti finali. I forni sono disponibili in due finiture – un nero opaco e un silver entrambi impreziositi dal contrasto con dettagli lucidi – due formati (60 e 45 cm) e molteplici varianti. Dal punto di vista tecnologico, la proposta si sviluppa lungo un percorso crescente di funzionalità: dai modelli essenziali, pensati per un utilizzo immediato e intuitivo, alle versioni dotate di display base e sistema pizza con pietra refrattaria dedicata, fino ai modelli più avanzati, che integrano funzioni evolute come la cottura a vapore o l’impiego delle microonde in combinazione con le modalità tradizionali.
In perfetta continuità estetica con i forni, i piani a induzione Musa riprendono gli elementi distintivi della collezione e si caratterizzano per un design grafico ottenuto dal dialogo tra lucido e opaco. La gamma comprende modelli di display Digi Touch e tecnologia Bridge, disponibili in diverse configurazioni di potenza e numero di zone, e soluzioni più evolute con display Compact Slider Plus e tecnologia Multizone. In occasione di Eurocucina saranno presentate anche la cappa a muro, i cassetti a parete e la macchina del caffè da incasso. Questa articolazione permette alla collezione di inserirsi con versatilità in contesti diversi, adattandosi con naturalezza sia a composizioni coordinate sia all’utilizzo come elemento singolo. Musa amplia e arricchisce così il catalogo Smeg fatto di collezioni iconiche come Classica, disegnata dall’architetto Guido Canali e che da più di 40 anni contraddistingue la proposta dell’azienda. La nuova estetica è però perfettamente coordinabile con altri prodotti Smeg, confermando la capacità del marchio di offrire soluzioni complete e sinergiche tra loro.

Categoria: lavoro
12:30
Iran, Pahlavi: "Basta negoziare con i terroristi, paese libero porterà opportunità economiche"
(Adnkronos) - “Bisogna fermare un regime che minaccia il traffico via acqua e bisogna mostrare coraggio. Questo regime non cambierà. Basta ricatti, basta prendere ostaggi, basta negoziare con i terroristi. Immaginate che un Iran liberato si impegnerebbe immediatamente a riportare la stabilità regionale, a collaborare con i propri Paesi vicini, con gli israeliani e con i sauditi. Non dovrete più fare attività di polizia nel Medio Oriente perché a quel punto si apriranno le porte anche a opportunità economiche, a una prosperità. Qualcosa che porterà quindi a un mondo più stabile”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro ieri organizzato presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.
“Ed è questo che è in gioco - ha aggiunto Pahlavi - gli iraniani sono pronti a fare la loro parte, ma abbiamo bisogno di aiuto dall'esterno. Questo dovrebbe essere il nostro focus. Dovremmo sfruttare questa opportunità d'oro che forse non si ripresenterà per decenni in futuro. Qual è il costo di consentire che questo accada rispetto invece a mettere fine a questo regime? Contemporaneamente questo eliminerà ogni problema che avete avuto sin dall'inizio del regime: la minaccia nucleare, il supporto delle organizzazioni proxy e il terrorismo radicale che si diffonde in Occidente, l'instabilità regionale, la belligeranza rispetto ai paesi vicini”.
In merito alla chiusura dello stretto di Hormuz, Pahlavi ha dichiarato: “Tutti sono nervosi in merito alla stabilità economica e all'aumento del prezzo del petrolio. Tutti ce ne rendiamo conto ma c'è un prezzo ancora più alto da pagare. Se la situazione prosegue in questo modo, le conseguenze saranno peggiori di quanto possiate immaginare. C’è un animale ferito che ora farà rappresaglie per vendicarsi e questo non può essere consentito. L’alleanza fra Teheran e Mosca è uno degli elementi fondamentali di cui preoccuparsi. Non so quale sia la posizione della Cina, credo abbia una prospettiva molto a lungo termine sui processi globali. Generalmente alla Cina non interessa che tipo di regime deve affrontare, a patto che i propri interessi economici siano conservati. È soltanto una questione di calcolo. Per i paesi democratici l'approccio è diverso e la cosa migliore è esprimere solidarietà con i popoli che hanno le stesse visioni e gli stessi valori”.

Categoria: internazionale/esteri
12:30
Iran, Pahlavi: "Potrei guidare governo di transizione, no a vendette"
(Adnkronos) - “Quello che mi mette nella posizione di svolgere il ruolo di leader per la transizione, in attesa che il popolo iraniano scelga il proprio futuro, è il sostegno di milioni di iraniani. Prima che interrompessero la connessione internet, in tutte le province del paese veniva citato un solo nome: il mio. Non ho iniziato ora, lo faccio da 46 anni. Considerati la mia posizione e il mio passato, le persone mi chiamano a milioni per le strade dell'Iran, chiedendomi di prendere la guida. Una volta che ci si sveglierà al mattino con il regime crollato e si entrerà in una nuova fase, penso che il mio primo atto sarà un appello al popolo, alla calma, alla disciplina affinché il processo di transizione si possa verificare. La cosa più importante che chiederò ai miei connazionali è di fidarsi del processo e di non reagire duramente sulla base della necessità di trovare vendetta o ritorsione, ma consentire al processo di svolgersi”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato ieri presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.
Alla domanda sui rapporti con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Pahlavi ha risposto: “Se mi ha abbandonato? Non sono io l’oggetto del contendere. L'attenzione va sul popolo iraniano, devono essere loro a votare e scegliere il proprio futuro. Non sono io che mi candido alla carica. Qualunque leader, Trump o Meloni, non deve dimenticarsi di essere a favore della democrazia e del diritto del popolo iraniano a determinare il proprio futuro”. “Quello che sto cercando di fare è unificare il popolo su quattro principi fondamentali - ha proseguito Pahlavi - Innanzitutto l'integrità territoriale dell'Iran, che è molto importante per noi. Il secondo principio è la chiara separazione della religione dal governo, che è una condicio sine qua non per la democrazia. Il terzo elemento è il principio di uguaglianza di tutti i cittadini ai sensi della legge a prescindere dall’etnia o dalla religione. Posso guidare un governo transitorio dal giorno del crollo del regime fino all’elezione di un’assemblea costituente dove si terrà il dibattito politico. Sarà la maggioranza degli iraniani a decidere il futuro del paese, si tratti di una repubblica democratica o di una monarchia costituzionale. La mia posizione è assolutamente neutrale, il progetto costituzionale dovrà essere redatto, presentato e ratificato tramite referendum. Sostenere questo processo è il modo più veloce per avere una transizione stabile, ma soprattutto un esito democratico”.

Categoria: internazionale/esteri
12:29
Iran, Pahlavi: "Serve supporto esterno per abbattere regime, come per Mandela"
(Adnkronos) - “Voglio fare un appello a tutti i governi, compreso quello italiano: fate sentire la vostra voce affinché gli arresti e le esecuzioni si fermino. Mentre tutti attendono l'esito dei negoziati, in Iran non c'è stato un cessate il fuoco da parte del regime rispetto al popolo iraniano. Siamo disposti a sacrificare la nostra vita per liberarci ma è importante capire che storicamente nel mondo i regimi sono stati abbattuti grazie al supporto esterno. È accaduto con Nelson Mandela e con Solidarnosc ad esempio. Gli iraniani meritano lo stesso sostegno. C’è inoltre una comunanza di interessi con il presidente Zelensky e con l’Ucraina, loro lottano contro un occupante straniero, noi contro un occupante interno”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.
“Il regime cerca di prendere tempo - ha spiegato Pahlavi - sa che sta affrontando due leader molto forti, che sono pronti a intervenire. Sto parlando del primo ministro Netanyahu e del presidente Trump. Come iraniani non pensiamo che Israele o gli Stati Uniti o qualunque altro paese debba fare il lavoro per noi. Tutto quello che abbiamo chiesto è: aiutateci ad avere un situazione di parità. Perché di fronte a un regime che utilizza gli omicidi è molto difficile per noi superare quell'approccio. Nel frattempo continuano gli arresti, le torture, le detenzioni e gli omicidi. Nessuno presta attenzione a questo aspetto. Il fatto che il popolo iraniano stia soffrendo è assente dalle discussioni. Il popolo iraniano deve essere liberato e bisogna ripristinare l’accesso a internet. Si tratta di elementi importanti perché gli iraniani non devono rimanere fuori dell'equazione. A quel tavolo non hanno voce, voi potete essere la loro voce al tavolo dei negoziati”.

Categoria: internazionale/esteri
12:24
Caso Epstein, terremoto nel governo Starmer: silurato il massimo funzionario del Foreign Office dopo rivelazioni su Mandelson
(Adnkronos) - Il più alto funzionario del Ministero degli Esteri, Sir Olly Robbins, si è dimesso dal suo incarico dopo che è emerso che il suo dipartimento non ha informato il Primo Ministro Keir Starmer del mancato superamento da parte di Lord Mandelson - coinvolto nello scandalo Epstein - dei controlli di sicurezza necessari per accedere all'incarico di ambasciatore negli Stati Uniti. Secondo quanto appreso dalla BBC, Sir Keir Starmer e il Ministro degli Esteri Yvette Cooper hanno perso la fiducia in Sir Olly Robbins, che di fatto è stato rimosso dall'incarico.
Prima dell'annuncio, Downing Street aveva repicato alle ultime rivelazioni sul caso Mandelson affermando che Starmer non era venuto a conoscenza fino a martedì scorso del mancato nulla osta sulla sicurezza per Mandelson. La precisazione segue la rivelazione del Guardian sul mancato superamento del 'developed vetting', il processo di controlli di più alto livello per accedere al via libera della sicurezza nazionale del Regno Unito, richiesto per chi nel quadro dell'incarico che è chiamato a svolgere può accedere a informazioni 'Top Secret' o lavorare in agenzie di intelligence. Consiste in un processo di controlli approfondito e in più fasi, che include questionari dettagliati, interviste personali e approfondite indagini su finanze, relazioni e stile di vita.
Da parte sua Starmer si è detto "assolutamente furioso" sul caso Mandelson. Parlando con i giornalisti da Parigi, dove si trova per la conferenza sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz, il capo del governo di Londra ha definito "imperdonabile" e "sconvolgente" il fatto che non gli fosse stato detto che Mandelson "non aveva superato i controlli di sicurezza mentre io intervenivo in Parlamento affermando che erano state seguite le procedure previste".
"Non solo non ne sono stato informato io, ma nessun ministro ne è stato informato e sono assolutamente furioso per questo", ha continuato, annunciando che intende recarsi in Parlamento per "esporre tutti i fatti rilevanti in piena trasparenza, in modo che il Parlamento abbia un quadro completo della situazione". Starmer dovrebbe rilasciare una dichiarazione sulla questione alla Camera dei Comuni lunedì.
Alla domanda se considerasse credibile che un alto funzionario pubblico abbia "unilateralmente" scavalcato l'esito del controllo sulla sicurezza per approvare una nomina politica, il primo ministro ha ribadito: "Non mi è stato detto che non aveva passato il controllo della sicurezza. Nessun ministro è stato informato che non aveva passato il controllo della sicurezza, al Numero 10 non è stato detto che non aveva passato il controllo della sicurezza." "È totalmente inaccettabile che il primo ministro - che fa la nomina - non venga informato che il controllo della sicurezza è fallito", afferma.
Da parte sua, il Ministero degli Esteri ha annunciato che sta "lavorando con urgenza" per soddisfare la richiesta del Primo Ministro di accertare i fatti. La deputata laburista Emily Thornberry, che presiede la Commissione Affari Esteri della Camera dei Comuni, ha detto di essersi sentita "ingannata" da Robbins, già sottosegretario permanente agli Esteri, capo del servizio diplomatico, che ha testimoniato davanti alla sua commissione a novembre riguardo al processo di verifica di Mandelson.
"Il fatto è che tutte le strade portano alle dimissioni" di Keir Starmer, ha affermato la leader Tory Kemi Badenoch in una intervista alla Bbc. "Il codice di governo prevede che quando un esponente del governo scopre...che il Parlamento è stato inavvertitamente male informato, deve correggere il prima possibile quanto dichiarato. La prima opportunità sarebbe stata mercoledì mattina, alla sessione di domande al Premier. Quando ha invece impartito un lungo sermone su qualunque cosa, rifiutando di rispondere alle domanche che gli ho posto. Non ha detto allora alla Camera dei comuni che stava violando il codice di governo". L'aver sostenuto che un processo dovuto sarebbe seguito, quando non è stato così, è stata un'altra violazione, che ha male informato il Parlamento, ha aggiunto Badenoch. "Non importa quale storia racconti il Premier. Incappa comunque in disonestà deliberata, che sia la storia di copertura o la storia originale (il momento esatto in cui ha appreso della bocciatura di Mandelson, ndr) una delle due possibilità è comunque disonestà deliberata. Non possono essere entrambe vere, le due versioni. E questa è la ragione per cui sta mentendo", ha concluso.

Categoria: internazionale/esteri
12:23
Perché il Gis ha sede a Livorno? Dalle BR alla rapina di Napoli
(Adnkronos) - Dopo la spettacolare rapina a Napoli, nella sede del Crédit Agricole, in molti si sono chiesti perché il Gis, Gruppo di intervento speciale dei Carabinieri, specializzato in questo tipo di operazioni, abbia sede a Livorno e debba, in caso di emergenza, partire da lì.
Le ragioni sono principalmente storiche e operative, legate alla presenza del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania" nella stessa città.
Il GIS fu costituito il 18 ottobre 1977 per volontà di Francesco Cossiga, all’epoca ministro dell’Interno, in piena emergenza terroristica. Erano gli anni in cui le Brigate Rosse moltiplicavano attacchi contro politici, magistrati e forze dell'ordine, con il picco massimo proprio tra il 1977 e il 1980. L'Italia non disponeva di un reparto specializzato nel contrasto al terrorismo e nella gestione di sequestri di persona con ostaggi.
Cossiga stabilì che il personale del nuovo reparto dovesse essere tratto dal Battaglione Carabinieri Paracadutisti "Tuscania", già stanziato a Livorno, perché considerato il più addestrato per interventi ad alto rischio, anche in presenza di ostaggi. Servivano uomini pronti a operazioni chirurgiche e ad alto rischio. Il modello operativo era quello delle forze speciali tedesche del GSG-9, create dopo la strage di Monaco del 1972.
Ancora oggi la selezione degli aspiranti GIS parte dal "Tuscania", e il reparto ha sede nella stessa caserma Vannucci di Livorno. Questo legame organico ha reso naturale mantenere la collocazione geografica nel tempo.
Il Gis è inquadrato nella 2ª Brigata Mobile Carabinieri e dipende per l'impiego dal Comando Generale dell'Arma. Per le operazioni all'estero, risponde invece al Cofs (Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali), con sede a Roma-Centocelle.

Categoria: cronaca
12:16
Privitera (Key to Energy): "Data center opportunità sviluppo sistema industriale"
(Adnkronos) - “Guardando sotto il profilo del sistema energetico e di come i data center rappresentino un’opportunità per lo sviluppo del sistema industriale italiano, è importante immaginare questa risorsa come generatore capace di sostenere l’incremento delle altre risorse, quali ad esempio quelle rinnovabili, stabilizzando il consumo in alcune zone del paese; questa industria sta facendo passi importanti nella direzione della crescita, è bene metterla nella condizione di poter effettivamente partecipare con un ruolo attivo”.
Sono le parole di Orazio Privitera, Ceo Key to Energy, partecipando a Milano alla presentazione dello studio ‘Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale’, promosso da Engie Italia in collaborazione proprio con Key to Energy.
“In che modo è possibile tutto ciò? - aggiunge ancora Privitera - Muovendosi lungo gli anelli della catena industriale del settore stesso. Sono risorse che sicuramente hanno bisogno di energia, di altre facility, ma proprio guardando alla parte energetica il tema della connessione è molto importante”.
Poi conclude: “Ho letto dai media che c'è tanta preoccupazione intorno al discorso della saturazione della rete a causa della concentrazione di alcune iniziative: ecco, come tutte le risorse ormai che partecipano al mercato energetico, un mercato a livello europeo ma anche a livello italiano molto evoluto, dove le risorse non possono essere viste come singolo elemento ma in maniera integrata, anche per i data center sarà importante guardare alle opportunità di insediarsi in alcune zone del paese dove effettivamente l'impatto può essere addirittura positivo”.

Categoria: economia
12:15
Ue-India, Massolo: "Europa sviluppi autonomia strategica, funzionali rapporti con Nuova Dehli"
(Adnkronos) - “L’idea di questa giornata di approfondimento - ha spiegato Massolo - è nata dal fatto che non è ignorabile una realtà come l’India per popolazione, per estensione, per avanzamento tecnologico, per ruolo strategico e per questa dottrina dell’allineamento variabile che il suo governo propugna. Il Centro studi americani, che chiaramente ha come asse di interesse quello di inseguire gli sviluppi della realtà internazionale, con particolare riguardo agli Stati Uniti, non poteva non occuparsi di questo importante attore della scena internazionale. Anche gli americani evidentemente puntano sull’India nell’ambito di un equilibrio globale che vede invece Cina e Stati Uniti come i maggiori rivali strategici di quest’epoca”.
Massolo ha poi commentato i possibili effetti dell’accordo commerciale di libero scambio firmato da Unione Europea e India, dopo circa 20 anni di trattative. “Naturalmente il mercato indiano è un mercato grande - ha sottolineato Massolo - che noi speriamo sia accogliente anche per i prodotti europei e viceversa. Quando si parla di rapporti fra grandi aree economiche integrate bisogna sfruttare le opportunità ma anche guardarsi dalle insidie. Del resto la via di accordi come questi è una via obbligata anche per l’Europa che deve cercare mercati di sbocco in un momento in cui qualche mercato tradizionale, a cominciare da quello americano, invece si chiude”.

Categoria: internazionale/esteri
12:15
Ue-India, Angeloni: "Opportunità di partenariati strategici su settori tech"
(Adnkronos) - “Abbiamo atteso questo accordo di libero scambio tra Unione Europea e India dal 2008, è stato negoziato a lungo ed è sicuramente un accordo di estrema importanza per l’Europa e per l’Italia. Aldilà degli scambi commerciali, della riduzione delle tariffe, del tempo che ci vorrà per applicarlo e delle linee rosse che sono state messe a protezione dei rispettivi settori strategici, il vero sviluppo sarà quello di poter avere partenariati sugli investimenti di natura strategica, sui settori tech, che sono quelli di cui oggi l’India ha bisogno. Insieme ad altri paesi europei possiamo essere fornitori, quindi esistono grandissime prospettive, non immediate, ma sicuramente molto importanti per noi”. Lo ha dichiarato Lorenzo Angeloni, già ambasciatore d’Italia in India, a margine dell’evento “India potenza emergente: crescita, opportunità e impatti globali” organizzato dal Centro studi americani di Roma.
Angeloni ha poi commentato la politica di autonomia strategica dell’India: “È uno dei pilastri su cui questo paese basa le sue ambizioni di grande potenza. Secondo il punto di vista indiano, in un mondo in cambiamento e verso un approccio multipolare, la politica estera dell’India dipende sostanzialmente dall’India. Non ci sono alleanze preconfezionate ma eventualmente rapporti su basi concrete, su questioni non ideologiche. Una politica quindi che deve sapersi destreggiare, date queste premesse, e devo dire che il governo indiano appare in grado con Modi di saperlo fare. Si è registrato un grande incremento di accordi e di relazioni in questi anni, anche con grandi difficoltà nei confronti degli Stati Stati Uniti e della Cina che però vanno gestite accuratamente cercando di evitare che diventino dei conflitti. L’India riesce attraverso questo insieme di leve a gestire un rapporto di politica estera con tutto il mondo”.

Categoria: internazionale/esteri
12:13
Iacono (Engie): "Data center opportunità per transizione energetica"
(Adnkronos) - “Lo studio realizzato da Engie con la collaborazione di Key to Energy ha evidenziato una prospettiva di grande crescita dei data center in Italia nei prossimi anni, una crescita anche più alta rispetto a quella prevista in Europa. Governarla significa avere a che fare anche con la tematica energia. Noi pensiamo che questa possa essere un'opportunità di competitività e di abilitazione della transizione energetica”. Lo ha detto Monica Iacono, Ceo Engie Italia, commentando i risultati dello studio ‘Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale’, promosso dall’operatore energetico in collaborazione con Key to Energy e presentato a Milano.
Poi prosegue: “Accesso alla rete, approvvigionamenti da rinnovabili stabili e tempi di autorizzazione, autorizzativi certi, sono tutti fattori imprescindibili e abilitanti per cogliere questa opportunità. Engie si propone come operatore integrato su tutta la filiera energetica, quindi in grado di gestire questi progetti complessi dalla tematica energetica alla tematica anche operativa” afferma.
Soffermandosi poi sull’incontro a Milano, osserva: “La sintesi di questa giornata credo sia ben chiara, la trasformazione digitale ed energetica del Paese non è la sfida di un singolo settore, ma richiede il contributo coordinato di tutti gli attori coinvolti. Il digitale sta cambiando radicalmente il modo in cui lavoriamo, impariamo, ci muoviamo, siamo alle prese con una rivoluzione e dietro questa rivoluzione ci sono infrastrutture fisiche che stanno diventando a tutti gli effetti dei pilastri più sensibili del processo di modernizzazione del paese ovvero i data center”.
Infine: “Vogliamo creare un ambiente che abiliti l'interlocuzione tra tutti gli stakeholder, in grado di facilitare il confronto costruendo soluzioni condivise e contribuendo a governare una delle trasformazioni con impatto diretto sulla competitività e sulla sostenibilità del Paese; con questo spirito abbiamo promosso un momento di confronto e con lo stesso spirito intendiamo proseguire il lavoro, facendo dialogare energia e digitale per costruire insieme, un modello di sviluppo solido, sicuro e orientato al futuro”, conclude

Categoria: economia
12:12
Savini (Mimit): "Data center infrastruttura chiave per sviluppo industriale"
(Adnkronos) - “I data center sono un abilitatore fondamentale per il salto industriale del Paese: rappresentano oggi quello che in passato sono state ferrovie e autostrade per lo sviluppo economico”. Sono le parole di Giovanni Savini, dirigente del ministero delle Imprese e del Made in Italy, intervenuto a Milano alla presentazione dello studio ‘Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale’, promosso da Engie Italia in collaborazione con Key to Energy.
Savini ha sottolineato come il settore stia registrando “un segnale di grande attenzione verso l’Italia, sia da parte di operatori nazionali sia internazionali”, evidenziato dall’elevato numero di richieste di connessione per nuovi progetti.
Dal lato istituzionale, ha spiegato, “l’obiettivo è creare le condizioni affinché questi investimenti restino in Italia e arrivino a compimento”.
Tra le misure adottate, Savini ha ricordato le procedure semplificate per i progetti strategici e il lavoro di coordinamento tra amministrazioni: “Abbiamo messo attorno ad un tavolo tutti i soggetti coinvolti, dal ministero dell’Ambiente a Terna, per risolvere criticità concrete e favorire lo sviluppo dei progetti” ha concluso Savini.

Categoria: economia
12:09
Studio Engie- Key to Energy, consumi energetici data center in Italia potrebbero diventare 2-4 volte quelli attuali entro 2030
(Adnkronos) - L’espansione dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione stanno ridisegnando infrastrutture e scelte industriali, facendo dei data center un driver chiave nella transizione energetica.
Le prospettive di sviluppo sono particolarmente rilevanti: entro il 2030 i consumi energetici dei data center a livello globale potrebbero crescere fino al 30% annuo e al 16% in Europa. In Italia si stima un aumento che può arrivare a 2 o 4 volte i consumi attuali, superando il 10% dei consumi europei del settore. In questo contesto i player del settore energetico diventano attori cruciali garantire un fabbisogno sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale. E’ quanto emerge dallo studio “Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale”, promosso da Engie Italia in collaborazione con Key to Energy.
Negli ultimi cinque anni, rileva l’analisi, la domanda energetica a livello globale è cresciuta del 23% raggiungendo 545 TWh di consumi; in Europa dell’11%, con 80TWh; in Italia del 17%, con 4,2 TWh. Il trend subirà una decisa accelerazione entro il 2030: nel mondo la domanda raggiungerà oltre 2mila TWh, in Europa 167 e in Italia 21,6 TWh con una crescita del 37%. Lo studio evidenzia come l’Italia cresca oltre la media europea (+11%) e si consolidi sempre più come hub strategico nel Mediterraneo, con il 70% degli investimenti concentrati nel Nord del Paese, in particolare nell’area milanese. Gli investimenti previsti tra il 2026 e il 2028 ammontano a circa 110 miliardi di euro in Europa e 25 miliardi in Italia. La crescita del mercato è sempre più guidata dagli hyperscaler, con il passaggio da piccoli data center a grandi campus superiori ai 30 MW, più efficienti ma anche più energivori.
Accanto alle opportunità emergono però alcune criticità, legate alla disponibilità di infrastrutture energetiche. In Italia, le richieste di connessione hanno raggiunto i 79 GW, con possibili fenomeni di saturazione della rete in alcune aree, e i ritardi nel time-to-grid possono comportare perdite fino a 1,1 milioni di euro di Ebitda per ogni anno di slittamento. In questo scenario, accelerare la transizione verso un’energia stabile e competitiva diventa un fattore chiave per lo sviluppo del settore e gli operatori energetici saranno sempre più abilitatori e partner per lo sviluppo, la gestione e l’approvvigionamento energetico dei data center.
Lo studio evidenzia come uno stretto coordinamento tra lo sviluppo dei data center e la transizione energetica potrebbe generare sinergie rilevanti, massimizzando l’integrazione delle rinnovabili e minimizzando la necessità di nuovi interventi infrastrutturali. Si assiste a un progressivo cambio di paradigma perché l’aumento della dimensione dei data center amplifica l’esposizione al rischio di prezzo accentuando l’esigenza di una fornitura energetica competitiva, stabile e sostenibile nel tempo. Dal 2028 - 2030 i data center potranno diventare attori energetici sempre più attivi e fondamentale risulta il ruolo di soluzioni avanzate come i Power Purchase Agreement (Ppa) rinnovabili, anche multi-tecnologici (fotovoltaico e eolico), insieme ai sistemi di accumulo, che garantiscono flessibilità e sicurezza energetica. A queste si affiancano modelli di generazione on-site e configurazioni behind-the-meter, in grado di ridurre i costi energetici fino al 30%, e si diffonde l’utilizzo di siti brownfield, che consentono iter autorizzativi più rapidi e minori impatti sul territorio.
“La crescita dei data center rende sempre più evidente che transizione digitale ed energetica sono due dimensioni strettamente connesse. Le infrastrutture digitali possono diventare un vero abilitatore della transizione energetica, se integrate fin dall’inizio con sistemi elettrici resilienti, rinnovabili e flessibili”, afferma Monica Iacono, Ceo di Engie Italia. “Accelerare lo sviluppo delle rinnovabili e favorire il ricorso a contratti di lungo termine è una condizione industriale essenziale per garantire stabilità, sicurezza e competitività alla crescita del digitale. In questo contesto, ENGIE Italia interpreta il proprio ruolo come quello di un operatore integrato, capace di mettere l’energia al servizio dell’innovazione digitale e di contribuire a governare lo sviluppo dei data center in modo coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione e di sicurezza del sistema”.
Engie è tra i principali partner energetici dei data center a livello globale: fornisce oltre 15 TWh di energia al settore e conta più di 5 GW di contratti rinnovabili (Ppa), oltre a essere pioniera nei contratti green 24/7. Presente lungo l’intera filiera e in oltre 20 Paesi, il Gruppo punta a rafforzare il proprio ruolo nella transizione energetica, accelerando l’accesso a siti già alimentati, sviluppando nuova capacità rinnovabile e garantendo forniture affidabili e competitive. “La crescita dei data center in Italia cambia il ruolo dell’energia: da costo a leva strategica di competitività e sostenibilità”, spiega Orazio Privitera, Ceo di Ket to Energy. “Governarla in modo efficace richiede modelli energetici integrati (on-site, off-site e ibridi), analisi della rete per orientare localizzazione e connessioni, simulazioni di scenario per anticipare prezzi e vincoli regolatori e un Energy Management capace di gestire dinamicamente costi, rischi e obiettivi Esg. L’integrazione tra mercato, rete e gestione operativa consente di centrare il time to market e aumentare resilienza e valore dei progetti data center”.

Categoria: economia
12:09
Affitti, Garavaglia: "Serve un contratto piu' libero tra le parti"
(Adnkronos) - "Le case non vanno sul mercato perché il rischio di metterlo a reddito con un affitto e poi non avere più a disposizione l'immobile, è alto. Si possono fare delle cose: migliorare le procedure di sgombero, però serve anche un contratto di affitto diverso, libero tra le parti, che aumenta le tutele del proprietario ma garantisce all'inquilino un affitto più basso. In questa maniera si potrebbero rimettere sul mercato migliaia di immobili". Così il senatore Massimo Garavaglia, durante RentVolution, evento di SoloAffitti sulle locazioni che si è tenuto in Senato.

Categoria: economia
12:01
Concertone 1 maggio a Roma, Arisa e Spollon in pole per la conduzione. Ditonellapiaga e Syf nel cast
(Adnkronos) - Arisa e Pierpaolo Spollon in pole position per la conduzione del Concertone del primo maggio 2026 in piazza San Giovanni a Roma e in diretta su Rai3. I nomi della cantante e dell'attore, anticipati da 'L'Espresso', rimbalzano da ieri sul web e trovano conferma anche in ambienti vicini all'organizzazione. Ma, in attesa di un'ufficializzazione, non è chiaro se siano stati già firmati i relativi contratti.
Arisa è reduce dalla sua ottava partecipazione al Festival di Sanremo 2026 con il brano 'Magica favola' ed ha all'attivo diverse collaborazioni televisive con la Rai, da 'The Voice' a 'Canzonissima'. Spollon è molto noto per le sue interpretazioni in alcuni dei titoli di punta della fiction Rai, da 'L'allieva' a 'Doc - Nelle tue mani', da 'Blanca' a 'Che Dio ci aiuti'.
Nel frattempo prende sempre più forma il cast musicale che sarà protagonista sul palco della lunga maratona di piazza San Giovanni. Dopo l'annuncio dei Litfiba e di Riccardo Cocciante, sono stati ufficializzati sull'account Instagram dell'evento anche Emma Nolde, La Niña, Angelica Bove, Sayf, Eddie Brock, Ditonellapiaga, Birthh e Frah Quintale.

Categoria: spettacoli
11:59
Registratori di cassa e Pos, ancora pochi giorni per fare l'abbinamento online
(Adnkronos) - Ultimi giorni per gli esercenti per completare il collegamento tra registratori telematici e Pos. Il termine fissato dall’Agenzia delle Entrate scade lunedì 20 aprile e riguarda gli strumenti di pagamento che erano già in uso il 1 gennaio 2026 o attivati nei primi mesi del 2026. Si tratta di un abbinamento 'virtuale' tramite un servizio online disponibile gratuitamente nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate.
L’obbligo di collegamento, introdotto dalla legge di Bilancio 2025 per le operazioni effettuate dal 1 gennaio 2026, ha trovato attuazione con un provvedimento dell’Agenzia, cui è seguita l’attivazione di un apposito servizio web. A supporto degli operatori e dei loro intermediari, è a disposizione una guida dedicata, che spiega passo dopo passo come procedere, e alcune Faq di chiarimento.
Come collegare Rt e Pos. Per abbinare registratori telematici e Pos, l’esercente, anche tramite intermediario delegato, deve accedere al portale 'Fatture e corrispettivi' e associare, tramite il servizio 'Gestione collegamenti', la matricola del registratore telematico già censito in Anagrafe tributaria con i dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui risulta titolare. Per rendere più semplice l’operazione, all’esercente viene mostrato l’elenco degli strumenti di pagamento elettronico di cui risulta titolare, preventivamente comunicati all’Agenzia dagli operatori finanziari. Nel caso in cui la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri non siano effettuate tramite un registratore telematico ma utilizzando la procedura web dell’Agenzia ('Documento Commerciale on line'), il collegamento può essere realizzato tramite lo stesso servizio.
Le scadenze da rispettare. Per gli strumenti di pagamento già in uso al 1 gennaio 2026 o utilizzati tra l’1 e il 31 gennaio 2026, è previsto un termine di 45 giorni a partire dal 5 marzo 2026: per completare la registrazione c’è tempo, quindi, fino a lunedì prossimo, 20 aprile. Per la prima associazione o per eventuali variazioni, invece, l’abbinamento dovrà essere effettuato a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento di pagamento elettronico e comunque entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Quindi se un nuovo Pos inizia a operare a marzo, andrà collegato al registratore telematico tra il 6 e il 31 maggio.
Una guida operativa a disposizione degli esercenti. Per rendere più agevole l’uso del servizio da parte degli esercenti, l’Agenzia delle Entrate, sul proprio sito, ha messo a disposizione nel mese di febbraio una guida operativa in cui, anche attraverso immagini e tabelle, sono illustrati i passi per portare a termine l’abbinamento. Sempre sul sito dell’Agenzia, sono consultabili le Faq dedicate a diversi argomenti: ad esempio la possibilità di collegare uno stesso strumento di pagamento a più registratori di cassa telematici; l’esclusione dall’obbligo per gli esercenti che utilizzano il Pos esclusivamente per pagamenti relativi a operazioni esonerate dall’obbligo di emissione del documento commerciale; gli identificativi degli strumenti di pagamento elettronico necessari per effettuare il collegamento.

Categoria: economia
11:51
Design, Pannello Ecologico di Gruppo Saviola protagonista evento più atteso a livello internazionale per legno-arredo
(Adnkronos) - In occasione della 64esima edizione della Milano Design Week, Gruppo Saviola conferma il proprio ruolo di riferimento nella cultura del progetto e dell’innovazione sostenibile partecipando alla manifestazione con il suo prodotto di punta, Pannello Ecologico, che sarà protagonista di diverse installazioni che mettono al centro materia, design e responsabilità ambientale.
Tra i principali appuntamenti, dal 20 al 26 aprile, Pannello Ecologico è parte del progetto “Sensory Landscape” di Elle Decor Italia, allestito nello storico Palazzo Bovara in Corso Venezia 51 (Milano). L’installazione, ideata da Piero Lissoni in collaborazione con Antonio Perazzi per il landscape design e con il contributo di netsuke studio per la exhibition design coordination, esplora la sensorialità come strumento di riconnessione profonda con lo spazio. Un invito a rallentare e a riscoprire i cinque sensi attraverso un linguaggio progettuale essenziale, dove la materia diventa elemento narrativo discreto ma centrale. In questo contesto, Pannello Ecologico, attraverso la finitura Zero.Matt Evolution, contribuisce a dare forma a un paesaggio percettivo che riflette i valori di sostenibilità, sottrazione consapevole e cultura del progetto condivisi da oltre 50 aziende.
Durante la Design Week, Pannello Ecologico è inoltre protagonista di altri importanti progetti del Fuorisalone: Presso Galleria Lorenzelli (Porta Venezia – Milano) la mostra “Mask Il Volto Nascosto” di Lorenzelli Arte, allestita con Pannello Ecologico, esplora il potenziale espressivo della materia attraverso l’allestimento e il racconto del prodotto. Un percorso che mette in dialogo design, materia e identità di brand, aperto per tutta la durata della manifestazione.
Altro progetto di grande ispirazione sarà rappresentato dalla presenza di Pannello Ecologico con “Techneteca” promosso da Repubblica del Design, archivio del “saper fare” sostenibile nato per celebrare i 100 anni del complesso scolastico di viale L.Bodio 22 (Milano), è un progetto diffuso con sedi nel capoluogo Lombardo e in Provincia di Venezia.
Il progetto prende forma in un contesto volutamente paradossale: un bunker, che non è solo uno spazio fisico, ma è simbolo di protezione e stratificazione, in cui ciò che normalmente resta invisibile, diventa oggetto di osservazione e confronto. Dedicato ai temi della memoria del progetto, della sostenibilità e della transizione ecologica, “Techneteca” debutta durante la Milano Design Week per poi diventare un archivio permanente, valorizzando il patrimonio storico e culturale del design.
Resta confermata la presenza di Pannello Ecologico all’Adi Design Museum in Piazza Compasso d’Oro 1 (Milano), con StrippedWood, finitura di grande tendenza in questo contesto che è esposta fino al 4 giugno 2026. Il prodotto Saviola è stato selezionato tra quelli in concorso per il Compasso d’Oro 2026, riconoscendo il contributo dell’azienda alla ricerca sui materiali e all’evoluzione del design italiano.n Attraverso queste installazioni, tutte aperte al pubblico, Gruppo Saviola ribadisce il proprio impegno nella promozione di un design responsabile, capace di coniugare innovazione, estetica e sostenibilità, dimostrando come Pannello Ecologico® possa essere non solo materiale industriale, ma un vero e proprio linguaggio progettuale.

Categoria: sostenibilita
11:45
Farmaceutica, a Takeda premio Leonardo International 2026, rafforzato l'asse Italia-Giappone
(Adnkronos) - Takeda ha ricevuto il premio Leonardo International 2026, conferito dal Comitato Leonardo a Christophe Weber, presidente e Ceo dell'azienda farmaceutica. La cerimonia ufficiale si è tenuta a Roma presso Palazzo Piacentini nell'ambito della Giornata nazionale del Made in Italy, alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e di rappresentanti del mondo imprenditoriale. Il premio Leonardo International celebra ogni anno una personalità che abbia contribuito a rafforzare i rapporti economici e culturali con l'Italia, sostenendone la crescita industriale, scientifica e tecnologica. I diversi riconoscimenti, conferiti dal Comitato Leonardo - nato nel 1993 su iniziativa di Ice (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), Confindustria e di un gruppo di imprenditori - intendono promuovere e celebrare la qualità e il valore delle aziende italiane.
"Il Made in Italy continua a esprimere una straordinaria capacità di attrazione, confermandosi un fattore determinante di successo e competitività a livello globale - ha affermato Sergio Dompé, presidente del Comitato Leonardo - La qualità, la creatività, l'innovazione e il saper fare delle nostre imprese costituiscono un patrimonio unico, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Dati Istat del 2025 sul commercio estero mostrano che nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto un valore di 643 miliardi di euro, con una crescita del 3,3% rispetto all'anno precedente. In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche, instabilità delle catene del valore e nuove dinamiche competitive, il Made in Italy è chiamato a rafforzare ulteriormente la propria resilienza e capacità di adattamento. Affrontare queste sfide significa investire ancora di più in innovazione, solidità industriale e presenza sui mercati globali, preservando al contempo l'identità che rende le nostre imprese riconoscibili e affidabili nel mondo".
"Come Comitato Leonardo - ha aggiunto Dompé - rinnoviamo con convinzione il nostro impegno a promuovere e valorizzare le eccellenze del Made in Italy, preservandone l'identità e i valori distintivi. Sostenere queste realtà significa contribuire concretamente alla crescita economica del Paese e al rafforzamento del suo posizionamento internazionale. E' nostro dovere rivolgere lo sguardo tanto ai grandi campioni consolidati che rendono l'Italia protagonista sui mercati globali, quanto alle nuove realtà che rappresentano il futuro del Made in Italy. Per questo dedichiamo particolare attenzione alle imprese più giovani e al ruolo centrale della formazione quale strumento fondamentale per trasmettere competenze, visione e cultura d’impresa alle generazioni future. Investire nel capitale umano significa garantire continuità e nuova linfa al patrimonio di competenze che ci rende unici".
Nella motivazione ufficiale del premio, il Comitato Leonardo - riporta una nota - ha sottolineato come, sotto la guida di Christophe Weber, Takeda abbia rafforzato la propria presenza in Italia attraverso investimenti strategici e attività industriali e di ricerca, consolidando in modo significativo il proprio ruolo nel panorama biofarmaceutico internazionale e nella rete globale del gruppo; un riconoscimento che, conferito sotto l'Alto Patronato del presidente della Repubblica e accompagnato ieri dal ricevimento al Palazzo del Quirinale da parte del presidente Sergio Mattarella, assume un particolare valore istituzionale e prestigio. "Takeda è onorata di ricevere questo riconoscimento in occasione della giornata del Made in Italy - ha dichiarato Weber - Da oltre 40 anni contribuiamo allo sviluppo di un ecosistema di eccellenza nelle scienze della vita, in particolare nei siti produttivi di Pisa e Rieti. Siamo orgogliosi del contributo che apportiamo per posizionare l'Italia come centro avanzato di produzione e innovazione, con investimenti che sostengono la ricerca, la produzione avanzata e l'occupazione qualificata. Confidiamo di continuare a realizzare la nostra visione di scoprire e fornire trattamenti che trasformano la vita". Investimenti che si sono tradotti per Takeda Italia anche in un rafforzato posizionamento come centro avanzato di produzione e innovazione, autorizzato all'esportazione verso oltre 50 Paesi, tra cui mercati cruciali come Usa e Cina, oltre a Giappone, Europa e Canada.
"La partnership tra Italia e Giappone è strategica per Takeda e per l'intero ecosistema dell'innovazione - ha spiegato Anna Maria Bencini, General manager di Takeda Italia - Il Premio Leonardo International conferma il valore di una cooperazione fondata su visione condivisa, investimenti e fiducia reciproca. In Italia Takeda ha sempre sostenuto la ricerca e l'industria delle Life sciences attraverso investimenti, competenze qualificate e collaborazione con le istituzioni, con l'obiettivo di rafforzare il ruolo del Paese come polo d'eccellenza scientifica e produttiva internazionale".
"Il riconoscimento assegnato a Takeda rappresenta un segnale forte del valore che gli investimenti industriali e la ricerca farmaceutica generano per la nostra nazione, sempre di più in produzioni strategiche per salute e sicurezza, come nel caso dei plasmaderivati - ha commentato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria - La capacità di rafforzare il ruolo dell'Italia come hub produttivo e scientifico internazionale, insieme allo sviluppo di collaborazioni strategiche come quella tra Italia e Giappone, conferma quanto il settore delle Life sciences sia centrale per la crescita, l'innovazione e la competitività del nostro sistema industriale. In questo contesto, iniziative come il Premio Leonardo contribuiscono a valorizzare modelli virtuosi di impresa capaci di coniugare innovazione, produzione avanzata e occupazione qualificata, rafforzando l'attrattività dell'Italia a livello globale". E in questa direzione - conclude la nota - Takeda conferma il proprio impegno in R&S per sviluppare una pipeline ampia e altamente innovativa in aree terapeutiche di frontiera. Questo si affianca agli investimenti continui nei suoi oltre 25 siti industriali nel mondo, di cui 8 dedicati ai plasmaderivati, dove la capacità produttiva è aumentata del 65% negli ultimi 4 anni.

Categoria: salute
11:40
Ascolti tv, testa a testa nel prime time di giovedì 16 aprile
(Adnkronos) - Testa e testa nel prime time di ieri giovedì 16 aprile tra 'Stanno Tutti invitati' su Canale 5 (2.469.000 spettatori e il 19.3% di share) e 'Uno Sbirro in Appennino' su Rai1 (3.186.000 spettatori e il 19% di share). Su Rai2 'Ore 14 Sera' ottiene 1.205.000 spettatori e il 6.1%, nella prima parte, e 957.000 spettatori e il 7.9%, nella seconda parte.
Su Rete4 Dritto e Rovescio totalizza 873.000 spettatori, pari al 6.9% di share, seguito da 'Splendida Cornice' su Rai 3 con 977.000 spettatori pari al 6.5% di share, 'Armor' su Italia 1 con 780.000 spettatori e il 4.5% di share e 'In Viaggio con Barbero' su La7, con 414.000 spettatori e il 2.4% di share.
Nell'access prime time, 'La Ruota della Fortuna su Canale 5 totalizza 4.901.000 spettatori pari al 24.4% di share, su Rai 1 'Affari Tuoi' 4.496.000 spettatori pari al 22.6% di share, Cinque Minuti 3.693.000 spettatori pari al 21.4%.
Da segnalare nel mattino di Rai2 l'ottimo ascolto de 'La Pennicanza', con 408.000 spettatori e l'8.9% di share.

Categoria: spettacoli
11:40
Anestesisti-rianimatori: "Riconvocare tavolo tecnico su nuovo art. 187 Codice strada"
(Adnkronos) - La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), in riferimento alla recente pronuncia della Corte costituzionale sulla guida sotto l'effetto di sostanze psicotrope e stupefacenti, auspica la riconvocazione del tavolo tecnico istituito presso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per l'analisi e la revisione delle criticità dell'articolo 187 del Codice della strada. La società partecipa al tavolo in qualità di componente scientifico.
La sentenza n. 10/2026 della Corte costituzionale ha stabilito che guidare dopo aver assunto farmaci oppiacei è punibile solo se c'è un effettivo stato di alterazione psico-fisica che crea condizioni di rischio per se stessi e per gli altri utenti della strada. "Questa sentenza - spiega Siaarti in una nota - ha evidenziato la necessità di una valutazione approfondita delle modalità di accertamento dell'influenza delle sostanze psicoattive sulla capacità di guida e richiamato l'importanza di soglie di concentrazione nei fluidi biologici definite su basi scientifiche. Va sottolineato che l'obiettivo non è indebolire le tutele per la sicurezza stradale, bensì fondare l'accertamento su criteri scientificamente solidi e proporzionati", precisano gli anestesisti-rianimatori.
Siaarti rileva che il tema richiede "un approccio interdisciplinare, fondato su evidenze cliniche e neuroscientifiche, al fine di distinguere oggettivamente tra presenza residua di una sostanza nei fluidi biologici ed effetto farmacologico attivo sulla capacità di guida: una distinzione che ha rilevanti implicazioni sia per la sicurezza pubblica sia per la tutela dei diritti individuali, quale è quello di non soffrire il dolore". La società scientifica degli anestesisti e rianimatori considera pertanto il pronunciamento della Corte costituzionale "un'opportunità significativa per riprendere i lavori del tavolo tecnico in sede ministeriale e per promuovere uno studio coordinato a livello governativo, orientato a elaborare criteri chiari e basati su evidenze scientifiche per l'identificazione di condizioni di effettivo pericolo alla guida e per la salvaguardia della salute pubblica". Siaarti, inoltre, ribadisce la propria piena disponibilità a contribuire, con le proprie competenze tecniche e quelle dei propri soci, ai lavori del tavolo tecnico, allo scopo di "pervenire a un quadro normativo equilibrato che concili la sicurezza stradale con il principio di proporzionalità nell'accertamento dell'idoneità alla guida".

Categoria: salute
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SoloAffitti, in Italia 8 milioni di case sfitte, proprietari frenati da morosità e tempi incerti rientro
(Adnkronos) - In Italia l’emergenza abitativa non nasce da una carenza di immobili, ma da un’offerta che fatica ad attivarsi. È quanto emerge dall’analisi della rete SoloAffitti, presentata a RentVolution, l’iniziativa istituzionale dedicata all’evoluzione del mercato delle locazioni, nella Sala Koch di Palazzo Madama. All’incontro hanno partecipato, il promotore dell’iniziativa, il senatore Massimo Garavaglia e il senatore Andrea De Priamo insieme a Silvia Spronelli (SoloAffitti), Giorgio Spaziani Testa (Confedilizia), Francesco La Commare (Fiaip) e Gian Battista Baccarini (Confassociazioni Real Estate) con Pasquale Ciacciarelli, Assessore alle Politiche abitative della Regione Lazio.
Nel corso dell’evento, SoloAffitti ha presentato i nuovi dati sul mercato e una serie di proposte di intervento nell’ambito del disegno di legge sugli affitti promosso dal senatore Garavaglia, con l’obiettivo di rimettere in circolo gli immobili oggi inutilizzati. L’analisi evidenzia un mercato in cui, a fronte di circa 4,3 milioni di abitazioni locate, gli immobili effettivamente sfitti sono circa 8 milioni, mentre gli affitti brevi si fermano tra le 500mila e le 600mila unità, secondo le elaborazioni di SoloAffitti. Il dato restituisce un paradosso evidente: il patrimonio abitativo esiste, ma una parte consistente resta fuori dal mercato, con un rapporto di circa 1 abitazione locata su 3.
A frenare l’offerta è innanzitutto un problema di fiducia. Secondo il Rapporto, l’86% dei proprietari indica il mancato pagamento del canone tra le principali preoccupazioni e il 62% teme il ricorso a una procedura di sfratto. Due elementi strettamente legati: da un lato l’inadempimento, dall’altro la difficoltà a rientrare in possesso dell’immobile in tempi certi. Anche quando i dati ufficiali parlano di circa 40 mila provvedimenti annui (40.158 nel 2024), il fenomeno reale è più ampio. Molte situazioni si chiudono prima della sentenza, ma producono comunque perdite economiche. Come evidenzia anche il Ddl Buonguerrieri, il numero degli sfratti rappresenta quindi solo la punta dell’iceberg di un problema più diffuso, fatto di ritardi nei pagamenti, accordi parziali e rilascio degli immobili senza saldo del dovuto. Nel tempo si è consolidata una vera e propria “memoria lunga dello sfratto”: oltre 1,1 milioni di provvedimenti dal 2004 e una stima che arriva a circa 2 milioni dal 1978. Un fenomeno diffuso che ha contribuito a radicare una percezione di rischio elevata e duratura, incidendo direttamente sulle scelte dei proprietari. È in questo contesto che una parte crescente dello stock immobiliare resta fuori dal mercato: non per mancanza di domanda, ma per un equilibrio che, oggi, non garantisce sufficiente sicurezza a chi affitta.
È proprio a partire da questo quadro che si inseriscono le proposte avanzate da SoloAffitti nell’ambito del disegno di legge sugli affitti promosso dal senatore Massimo Garavaglia, con l’obiettivo di intervenire sulle principali criticità del mercato. Secondo SoloAffitti, il ddl rappresenta un passo nella direzione giusta perché introduce elementi di maggiore flessibilità, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di incidere sul nodo centrale: la fiducia dei proprietari. Da un lato, la revisione delle durate contrattuali – con formule più brevi e flessibili – può contribuire ad avvicinare la normativa alla realtà delle locazioni, oggi caratterizzate da una permanenza media di poco superiore ai due anni. Dall’altro, il rafforzamento dei riferimenti ai valori di mercato può migliorare la trasparenza dei canoni, ma non è sufficiente da solo a riequilibrare il sistema.
Il punto decisivo resta quello delle tutele. Senza strumenti più efficaci di garanzia della rendita e senza una riduzione dei tempi e delle incertezze legate alle procedure di sfratto, difficilmente sarà possibile riportare sul mercato una quota significativa degli immobili oggi inutilizzati. È su questo equilibrio – tra flessibilità e sicurezza – che si gioca la reale capacità della riforma di incidere sull’emergenza abitativa. Il clima di incertezza spinge i proprietari a comportamenti difensivi. La selezione dell’inquilino è ormai generalizzata: la verifica della capacità reddituale è diventata quasi obbligatoria, spesso anticipata dagli stessi inquilini. Sul fronte delle garanzie, l’80% si affida al solo deposito cauzionale, che copre 2-3 mensilità ed è spesso inadeguato rispetto ai rischi. Quando emergono criticità, le soluzioni restano parziali: accordi, rilascio con perdite o tempi lunghi in sede giudiziale.
In questo contesto cresce la scelta di non affittare: molti proprietari preferiscono lasciare l’immobile vuoto o destinarlo ad altro uso. Non è una logica di rendimento, ma di riduzione del rischio. La composizione della proprietà immobiliare italiana è un elemento decisivo per comprendere il fenomeno. La maggioranza dei locatori è costituita da piccoli proprietari, spesso titolari di uno o due immobili. Solo il 29% ha un approccio pienamente economico all’investimento, mentre il 36% ha acquisito gli immobili per eredità e il 28% mantiene un legame affettivo con la casa. Questo dato cambia la lettura del mercato: la scelta di affittare o meno dipende soprattutto dal livello di sicurezza percepito, più che dal rendimento. Non sorprende quindi che molti proprietari preferiscano rinunciare alla locazione.
Nel dibattito pubblico, gli affitti brevi vengono spesso indicati come una delle principali cause della tensione abitativa. L’analisi dei dati suggerisce però una lettura più articolata. Il numero di immobili destinati alla locazione turistica resta nettamente inferiore rispetto a quelli residenziali e non rappresenta sempre un’alternativa diretta. In molti casi, infatti, il proprietario che sceglie il breve non avrebbe comunque optato per la locazione tradizionale, ma avrebbe mantenuto l’immobile in disponibilità o lo avrebbe destinato ad altre finalità. Anche nei contesti di grandi eventi – come il Giubileo a Roma o le Olimpiadi a Milano – si osserva un aumento dell’offerta turistica (+15% a Roma nel 2025, circa +10% a Milano in occasione delle Olimpiadi), ma senza un impatto strutturale sugli equilibri complessivi del mercato. In un sistema caratterizzato da un’offerta rigidamente limitata, anche variazioni numericamente contenute possono incidere sui prezzi, ma non sono sufficienti a spiegare da sole l’emergenza abitativa. Il nodo resta quindi interno al mercato residenziale e alla sua capacità di attivare l’offerta esistente.
Cambia la natura della domanda: secondo i dati della rete SoloAffitti, 3 inquilini su 4 scelgono l’affitto consapevolmente, mentre il 27% avrebbe preferito acquistare. Non è più una soluzione transitoria, ma una risposta a stili di vita più mobili. La flessibilità è il principale fattore attrattivo. La durata effettiva delle locazioni è di circa 28 mesi, ben al di sotto delle durate contrattuali formali. A incidere è anche il contesto economico: oltre la metà degli inquilini ha aumentato il budget per l’affitto di oltre il 10%. Eppure, la domanda non si riduce e, in presenza di un’offerta limitata, tende a prolungare la permanenza negli immobili, riducendo ulteriormente la disponibilità.
La domanda di locazione si articola su esigenze diverse: il 43,6% degli inquilini prende casa in affitto come abitazione principale, il 32,6% per motivi di lavoro, il 18,7% per motivi di studio e il restante 4,75% per altre ragioni. Sul piano della composizione, il 25% degli inquilini è single, il 38,5% è rappresentato da coppie senza figli, il 24,6% da coppie con figli, mentre l’11,8% riguarda situazioni di condivisione tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare. Si registra inoltre un progressivo aumento dell’età media degli inquilini, passata dai 35 anni del 2024 ai 37 del 2025. In calo la quota degli under 25 (dal 21,7% al 17,1%) e, seppur lievemente, quella tra i 25 e i 35 anni (dal 34,3% al 33,9%). Crescono invece gli inquilini tra i 35 e i 50 anni (dal 29,6% al 33,1%) e quelli sopra i 50 anni (dal 14,4% al 15,8%), a conferma di una domanda sempre più adulta e strutturata.
Il risultato è un mercato con un’offerta rigida a fronte di una domanda molto dinamica. I tempi di locazione si sono più che dimezzati rispetto agli anni precedenti (attestandosi oggi intorno a 1,8 mesi medi), segnalando una forte pressione della domanda. Sul fronte dei canoni, il quadro è più articolato di una semplice crescita generalizzata. Nel 2025 la media nelle città si attesta intorno ai 698 euro mensili (+4% rispetto al 2024), ma il dato medio nasconde andamenti molto differenziati tra i territori. Accanto a città in cui i canoni continuano a salire in modo significativo – come Genova e Trieste (+11%), Ancona e Palermo (+7%), Bari (+5%) – emergono segnali di assestamento e, in alcuni casi, di correzione (con valori medi come Milano 1.152 euro, Bologna 879, Napoli 906 e Torino 583).
Il caso più evidente è quello di Milano, dove si registra una flessione del 10%: un dato che non segnala tanto un’inversione strutturale, quanto una fase di riequilibrio dopo anni di crescita sostenuta e di forte pressione della domanda. Roma, invece, si mantiene su livelli elevati ma più stabili, con circa 1.019 euro medi mensili (+2%). Le variazioni dipendono anche dalle caratteristiche degli immobili: la presenza di un garage comporta una maggiorazione media dell’11% (circa +80 euro), un posto auto del 7% (circa +50 euro), mentre un immobile non arredato registra una riduzione del 9% (circa -66 euro) e uno parzialmente arredato del 5% (circa -34 euro). Nel complesso, più che una crescita lineare dei canoni, si osserva oggi un mercato ancora sotto tensione ma in fase di progressivo riassestamento, con dinamiche locali sempre più marcate.

Categoria: economia
12:49
Smeg, con Musa estetica raffinata e sofisticata per la cucina
(Adnkronos) - In oltre 75 anni di storia, Smeg ha fondato un linguaggio distintivo per gli elettrodomestici rendendoli protagonisti dell’ambiente in cui sono inseriti ed elevandoli da mero apparecchio funzionale ad oggetto di design.
Un’autentica expertise che ha saputo evolvere con stili e tendenze dell’interior sino a diventare signature del brand. E' in questo percorso che si inserisce Musa, la più recente collezione che arricchisce il catalogo Smeg con un’estetica raffinata e sofisticata, pensata per rispondere alle nuove esigenze dell’arredo contemporaneo. La cucina è un osservatorio privilegiato dell’evoluzione della casa: luogo di relazione, cura e trasformazione, in cui materiali, forme e luce contribuiscono a definire atmosfere e significati. Negli interni cresce l’attenzione verso volumi morbidi, stondature misurate, proporzioni equilibrate e un uso espressivo dell’illuminazione. (VIDEO)
Da questa visione nasce Musa, una collezione sviluppata da Smeg in collaborazione con BorromeodeSilva, che unisce rigore progettuale ed equilibrio visivo, linee essenziali e dettagli sinuosi, un’estetica che cambia percezione con la distanza e con l’incidenza della luce, restituendo profondità e dinamismo agli elementi della cucina.
“Musa rappresenta il frutto della nostra expertise nel design e nelle estetiche di prodotto. E' un’espressione dei valori che guidano Smeg da oltre 75 anni: ricerca della qualità, attenzione al dettaglio e capacità di coniugare innovazione e stile. Con questa collezione non presentiamo solo nuovi elettrodomestici, ma un linguaggio visivo coerente, capace di dialogare con gli spazi e con chi vive la casa, confermando l’identità e la visione estetica che contraddistinguono il marchio”, commenta Vittorio Bertazzoni, presidente di Smeg.
Il linguaggio visivo di Musa nasce dall’incontro tra geometria e curvature, interpretate attraverso un’alternanza calibrata tra superfici lucide e opache che diventa elemento identitario per generare profondità, movimento e texture. Una palette monocromatica, intensa e grafica, conferisce ai prodotti un’aura sofisticata, valorizzata da giochi di riflessi che cambiano a seconda dell’ambiente. “Abbiamo fondato il progetto - spiega lo studio BorromeodeSilva - su linee essenziali che valorizzano gli elementi d’uso e su proporzioni attentamente studiate . La relazione tra luce e superfici in vetro è stata indagata per esaltarne le qualità attraverso un gioco tra pieni e vuoti. Il risultato è un’estetica rigorosa ma seducente, caratterizzata da un’espressività formale coerente con la cultura e l’identità di Smeg”.
La collezione Musa si articola in diversi prodotti per offrire ampia libertà compositiva e rispondere alle esigenze di interior designer e utenti finali. I forni sono disponibili in due finiture – un nero opaco e un silver entrambi impreziositi dal contrasto con dettagli lucidi – due formati (60 e 45 cm) e molteplici varianti. Dal punto di vista tecnologico, la proposta si sviluppa lungo un percorso crescente di funzionalità: dai modelli essenziali, pensati per un utilizzo immediato e intuitivo, alle versioni dotate di display base e sistema pizza con pietra refrattaria dedicata, fino ai modelli più avanzati, che integrano funzioni evolute come la cottura a vapore o l’impiego delle microonde in combinazione con le modalità tradizionali.
In perfetta continuità estetica con i forni, i piani a induzione Musa riprendono gli elementi distintivi della collezione e si caratterizzano per un design grafico ottenuto dal dialogo tra lucido e opaco. La gamma comprende modelli di display Digi Touch e tecnologia Bridge, disponibili in diverse configurazioni di potenza e numero di zone, e soluzioni più evolute con display Compact Slider Plus e tecnologia Multizone. In occasione di Eurocucina saranno presentate anche la cappa a muro, i cassetti a parete e la macchina del caffè da incasso. Questa articolazione permette alla collezione di inserirsi con versatilità in contesti diversi, adattandosi con naturalezza sia a composizioni coordinate sia all’utilizzo come elemento singolo. Musa amplia e arricchisce così il catalogo Smeg fatto di collezioni iconiche come Classica, disegnata dall’architetto Guido Canali e che da più di 40 anni contraddistingue la proposta dell’azienda. La nuova estetica è però perfettamente coordinabile con altri prodotti Smeg, confermando la capacità del marchio di offrire soluzioni complete e sinergiche tra loro.

Categoria: lavoro
12:30
Iran, Pahlavi: "Basta negoziare con i terroristi, paese libero porterà opportunità economiche"
(Adnkronos) - “Bisogna fermare un regime che minaccia il traffico via acqua e bisogna mostrare coraggio. Questo regime non cambierà. Basta ricatti, basta prendere ostaggi, basta negoziare con i terroristi. Immaginate che un Iran liberato si impegnerebbe immediatamente a riportare la stabilità regionale, a collaborare con i propri Paesi vicini, con gli israeliani e con i sauditi. Non dovrete più fare attività di polizia nel Medio Oriente perché a quel punto si apriranno le porte anche a opportunità economiche, a una prosperità. Qualcosa che porterà quindi a un mondo più stabile”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro ieri organizzato presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.
“Ed è questo che è in gioco - ha aggiunto Pahlavi - gli iraniani sono pronti a fare la loro parte, ma abbiamo bisogno di aiuto dall'esterno. Questo dovrebbe essere il nostro focus. Dovremmo sfruttare questa opportunità d'oro che forse non si ripresenterà per decenni in futuro. Qual è il costo di consentire che questo accada rispetto invece a mettere fine a questo regime? Contemporaneamente questo eliminerà ogni problema che avete avuto sin dall'inizio del regime: la minaccia nucleare, il supporto delle organizzazioni proxy e il terrorismo radicale che si diffonde in Occidente, l'instabilità regionale, la belligeranza rispetto ai paesi vicini”.
In merito alla chiusura dello stretto di Hormuz, Pahlavi ha dichiarato: “Tutti sono nervosi in merito alla stabilità economica e all'aumento del prezzo del petrolio. Tutti ce ne rendiamo conto ma c'è un prezzo ancora più alto da pagare. Se la situazione prosegue in questo modo, le conseguenze saranno peggiori di quanto possiate immaginare. C’è un animale ferito che ora farà rappresaglie per vendicarsi e questo non può essere consentito. L’alleanza fra Teheran e Mosca è uno degli elementi fondamentali di cui preoccuparsi. Non so quale sia la posizione della Cina, credo abbia una prospettiva molto a lungo termine sui processi globali. Generalmente alla Cina non interessa che tipo di regime deve affrontare, a patto che i propri interessi economici siano conservati. È soltanto una questione di calcolo. Per i paesi democratici l'approccio è diverso e la cosa migliore è esprimere solidarietà con i popoli che hanno le stesse visioni e gli stessi valori”.

Categoria: internazionale/esteri
12:30
Iran, Pahlavi: "Potrei guidare governo di transizione, no a vendette"
(Adnkronos) - “Quello che mi mette nella posizione di svolgere il ruolo di leader per la transizione, in attesa che il popolo iraniano scelga il proprio futuro, è il sostegno di milioni di iraniani. Prima che interrompessero la connessione internet, in tutte le province del paese veniva citato un solo nome: il mio. Non ho iniziato ora, lo faccio da 46 anni. Considerati la mia posizione e il mio passato, le persone mi chiamano a milioni per le strade dell'Iran, chiedendomi di prendere la guida. Una volta che ci si sveglierà al mattino con il regime crollato e si entrerà in una nuova fase, penso che il mio primo atto sarà un appello al popolo, alla calma, alla disciplina affinché il processo di transizione si possa verificare. La cosa più importante che chiederò ai miei connazionali è di fidarsi del processo e di non reagire duramente sulla base della necessità di trovare vendetta o ritorsione, ma consentire al processo di svolgersi”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato ieri presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.
Alla domanda sui rapporti con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Pahlavi ha risposto: “Se mi ha abbandonato? Non sono io l’oggetto del contendere. L'attenzione va sul popolo iraniano, devono essere loro a votare e scegliere il proprio futuro. Non sono io che mi candido alla carica. Qualunque leader, Trump o Meloni, non deve dimenticarsi di essere a favore della democrazia e del diritto del popolo iraniano a determinare il proprio futuro”. “Quello che sto cercando di fare è unificare il popolo su quattro principi fondamentali - ha proseguito Pahlavi - Innanzitutto l'integrità territoriale dell'Iran, che è molto importante per noi. Il secondo principio è la chiara separazione della religione dal governo, che è una condicio sine qua non per la democrazia. Il terzo elemento è il principio di uguaglianza di tutti i cittadini ai sensi della legge a prescindere dall’etnia o dalla religione. Posso guidare un governo transitorio dal giorno del crollo del regime fino all’elezione di un’assemblea costituente dove si terrà il dibattito politico. Sarà la maggioranza degli iraniani a decidere il futuro del paese, si tratti di una repubblica democratica o di una monarchia costituzionale. La mia posizione è assolutamente neutrale, il progetto costituzionale dovrà essere redatto, presentato e ratificato tramite referendum. Sostenere questo processo è il modo più veloce per avere una transizione stabile, ma soprattutto un esito democratico”.

Categoria: internazionale/esteri
12:29
Iran, Pahlavi: "Serve supporto esterno per abbattere regime, come per Mandela"
(Adnkronos) - “Voglio fare un appello a tutti i governi, compreso quello italiano: fate sentire la vostra voce affinché gli arresti e le esecuzioni si fermino. Mentre tutti attendono l'esito dei negoziati, in Iran non c'è stato un cessate il fuoco da parte del regime rispetto al popolo iraniano. Siamo disposti a sacrificare la nostra vita per liberarci ma è importante capire che storicamente nel mondo i regimi sono stati abbattuti grazie al supporto esterno. È accaduto con Nelson Mandela e con Solidarnosc ad esempio. Gli iraniani meritano lo stesso sostegno. C’è inoltre una comunanza di interessi con il presidente Zelensky e con l’Ucraina, loro lottano contro un occupante straniero, noi contro un occupante interno”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.
“Il regime cerca di prendere tempo - ha spiegato Pahlavi - sa che sta affrontando due leader molto forti, che sono pronti a intervenire. Sto parlando del primo ministro Netanyahu e del presidente Trump. Come iraniani non pensiamo che Israele o gli Stati Uniti o qualunque altro paese debba fare il lavoro per noi. Tutto quello che abbiamo chiesto è: aiutateci ad avere un situazione di parità. Perché di fronte a un regime che utilizza gli omicidi è molto difficile per noi superare quell'approccio. Nel frattempo continuano gli arresti, le torture, le detenzioni e gli omicidi. Nessuno presta attenzione a questo aspetto. Il fatto che il popolo iraniano stia soffrendo è assente dalle discussioni. Il popolo iraniano deve essere liberato e bisogna ripristinare l’accesso a internet. Si tratta di elementi importanti perché gli iraniani non devono rimanere fuori dell'equazione. A quel tavolo non hanno voce, voi potete essere la loro voce al tavolo dei negoziati”.

Categoria: internazionale/esteri
12:24
Caso Epstein, terremoto nel governo Starmer: silurato il massimo funzionario del Foreign Office dopo rivelazioni su Mandelson
(Adnkronos) - Il più alto funzionario del Ministero degli Esteri, Sir Olly Robbins, si è dimesso dal suo incarico dopo che è emerso che il suo dipartimento non ha informato il Primo Ministro Keir Starmer del mancato superamento da parte di Lord Mandelson - coinvolto nello scandalo Epstein - dei controlli di sicurezza necessari per accedere all'incarico di ambasciatore negli Stati Uniti. Secondo quanto appreso dalla BBC, Sir Keir Starmer e il Ministro degli Esteri Yvette Cooper hanno perso la fiducia in Sir Olly Robbins, che di fatto è stato rimosso dall'incarico.
Prima dell'annuncio, Downing Street aveva repicato alle ultime rivelazioni sul caso Mandelson affermando che Starmer non era venuto a conoscenza fino a martedì scorso del mancato nulla osta sulla sicurezza per Mandelson. La precisazione segue la rivelazione del Guardian sul mancato superamento del 'developed vetting', il processo di controlli di più alto livello per accedere al via libera della sicurezza nazionale del Regno Unito, richiesto per chi nel quadro dell'incarico che è chiamato a svolgere può accedere a informazioni 'Top Secret' o lavorare in agenzie di intelligence. Consiste in un processo di controlli approfondito e in più fasi, che include questionari dettagliati, interviste personali e approfondite indagini su finanze, relazioni e stile di vita.
Da parte sua Starmer si è detto "assolutamente furioso" sul caso Mandelson. Parlando con i giornalisti da Parigi, dove si trova per la conferenza sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz, il capo del governo di Londra ha definito "imperdonabile" e "sconvolgente" il fatto che non gli fosse stato detto che Mandelson "non aveva superato i controlli di sicurezza mentre io intervenivo in Parlamento affermando che erano state seguite le procedure previste".
"Non solo non ne sono stato informato io, ma nessun ministro ne è stato informato e sono assolutamente furioso per questo", ha continuato, annunciando che intende recarsi in Parlamento per "esporre tutti i fatti rilevanti in piena trasparenza, in modo che il Parlamento abbia un quadro completo della situazione". Starmer dovrebbe rilasciare una dichiarazione sulla questione alla Camera dei Comuni lunedì.
Alla domanda se considerasse credibile che un alto funzionario pubblico abbia "unilateralmente" scavalcato l'esito del controllo sulla sicurezza per approvare una nomina politica, il primo ministro ha ribadito: "Non mi è stato detto che non aveva passato il controllo della sicurezza. Nessun ministro è stato informato che non aveva passato il controllo della sicurezza, al Numero 10 non è stato detto che non aveva passato il controllo della sicurezza." "È totalmente inaccettabile che il primo ministro - che fa la nomina - non venga informato che il controllo della sicurezza è fallito", afferma.
Da parte sua, il Ministero degli Esteri ha annunciato che sta "lavorando con urgenza" per soddisfare la richiesta del Primo Ministro di accertare i fatti. La deputata laburista Emily Thornberry, che presiede la Commissione Affari Esteri della Camera dei Comuni, ha detto di essersi sentita "ingannata" da Robbins, già sottosegretario permanente agli Esteri, capo del servizio diplomatico, che ha testimoniato davanti alla sua commissione a novembre riguardo al processo di verifica di Mandelson.
"Il fatto è che tutte le strade portano alle dimissioni" di Keir Starmer, ha affermato la leader Tory Kemi Badenoch in una intervista alla Bbc. "Il codice di governo prevede che quando un esponente del governo scopre...che il Parlamento è stato inavvertitamente male informato, deve correggere il prima possibile quanto dichiarato. La prima opportunità sarebbe stata mercoledì mattina, alla sessione di domande al Premier. Quando ha invece impartito un lungo sermone su qualunque cosa, rifiutando di rispondere alle domanche che gli ho posto. Non ha detto allora alla Camera dei comuni che stava violando il codice di governo". L'aver sostenuto che un processo dovuto sarebbe seguito, quando non è stato così, è stata un'altra violazione, che ha male informato il Parlamento, ha aggiunto Badenoch. "Non importa quale storia racconti il Premier. Incappa comunque in disonestà deliberata, che sia la storia di copertura o la storia originale (il momento esatto in cui ha appreso della bocciatura di Mandelson, ndr) una delle due possibilità è comunque disonestà deliberata. Non possono essere entrambe vere, le due versioni. E questa è la ragione per cui sta mentendo", ha concluso.

Categoria: internazionale/esteri
12:23
Perché il Gis ha sede a Livorno? Dalle BR alla rapina di Napoli
(Adnkronos) - Dopo la spettacolare rapina a Napoli, nella sede del Crédit Agricole, in molti si sono chiesti perché il Gis, Gruppo di intervento speciale dei Carabinieri, specializzato in questo tipo di operazioni, abbia sede a Livorno e debba, in caso di emergenza, partire da lì.
Le ragioni sono principalmente storiche e operative, legate alla presenza del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania" nella stessa città.
Il GIS fu costituito il 18 ottobre 1977 per volontà di Francesco Cossiga, all’epoca ministro dell’Interno, in piena emergenza terroristica. Erano gli anni in cui le Brigate Rosse moltiplicavano attacchi contro politici, magistrati e forze dell'ordine, con il picco massimo proprio tra il 1977 e il 1980. L'Italia non disponeva di un reparto specializzato nel contrasto al terrorismo e nella gestione di sequestri di persona con ostaggi.
Cossiga stabilì che il personale del nuovo reparto dovesse essere tratto dal Battaglione Carabinieri Paracadutisti "Tuscania", già stanziato a Livorno, perché considerato il più addestrato per interventi ad alto rischio, anche in presenza di ostaggi. Servivano uomini pronti a operazioni chirurgiche e ad alto rischio. Il modello operativo era quello delle forze speciali tedesche del GSG-9, create dopo la strage di Monaco del 1972.
Ancora oggi la selezione degli aspiranti GIS parte dal "Tuscania", e il reparto ha sede nella stessa caserma Vannucci di Livorno. Questo legame organico ha reso naturale mantenere la collocazione geografica nel tempo.
Il Gis è inquadrato nella 2ª Brigata Mobile Carabinieri e dipende per l'impiego dal Comando Generale dell'Arma. Per le operazioni all'estero, risponde invece al Cofs (Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali), con sede a Roma-Centocelle.

Categoria: cronaca
12:16
Privitera (Key to Energy): "Data center opportunità sviluppo sistema industriale"
(Adnkronos) - “Guardando sotto il profilo del sistema energetico e di come i data center rappresentino un’opportunità per lo sviluppo del sistema industriale italiano, è importante immaginare questa risorsa come generatore capace di sostenere l’incremento delle altre risorse, quali ad esempio quelle rinnovabili, stabilizzando il consumo in alcune zone del paese; questa industria sta facendo passi importanti nella direzione della crescita, è bene metterla nella condizione di poter effettivamente partecipare con un ruolo attivo”.
Sono le parole di Orazio Privitera, Ceo Key to Energy, partecipando a Milano alla presentazione dello studio ‘Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale’, promosso da Engie Italia in collaborazione proprio con Key to Energy.
“In che modo è possibile tutto ciò? - aggiunge ancora Privitera - Muovendosi lungo gli anelli della catena industriale del settore stesso. Sono risorse che sicuramente hanno bisogno di energia, di altre facility, ma proprio guardando alla parte energetica il tema della connessione è molto importante”.
Poi conclude: “Ho letto dai media che c'è tanta preoccupazione intorno al discorso della saturazione della rete a causa della concentrazione di alcune iniziative: ecco, come tutte le risorse ormai che partecipano al mercato energetico, un mercato a livello europeo ma anche a livello italiano molto evoluto, dove le risorse non possono essere viste come singolo elemento ma in maniera integrata, anche per i data center sarà importante guardare alle opportunità di insediarsi in alcune zone del paese dove effettivamente l'impatto può essere addirittura positivo”.

Categoria: economia
12:15
Ue-India, Massolo: "Europa sviluppi autonomia strategica, funzionali rapporti con Nuova Dehli"
(Adnkronos) - “L’idea di questa giornata di approfondimento - ha spiegato Massolo - è nata dal fatto che non è ignorabile una realtà come l’India per popolazione, per estensione, per avanzamento tecnologico, per ruolo strategico e per questa dottrina dell’allineamento variabile che il suo governo propugna. Il Centro studi americani, che chiaramente ha come asse di interesse quello di inseguire gli sviluppi della realtà internazionale, con particolare riguardo agli Stati Uniti, non poteva non occuparsi di questo importante attore della scena internazionale. Anche gli americani evidentemente puntano sull’India nell’ambito di un equilibrio globale che vede invece Cina e Stati Uniti come i maggiori rivali strategici di quest’epoca”.
Massolo ha poi commentato i possibili effetti dell’accordo commerciale di libero scambio firmato da Unione Europea e India, dopo circa 20 anni di trattative. “Naturalmente il mercato indiano è un mercato grande - ha sottolineato Massolo - che noi speriamo sia accogliente anche per i prodotti europei e viceversa. Quando si parla di rapporti fra grandi aree economiche integrate bisogna sfruttare le opportunità ma anche guardarsi dalle insidie. Del resto la via di accordi come questi è una via obbligata anche per l’Europa che deve cercare mercati di sbocco in un momento in cui qualche mercato tradizionale, a cominciare da quello americano, invece si chiude”.

Categoria: internazionale/esteri
12:15
Ue-India, Angeloni: "Opportunità di partenariati strategici su settori tech"
(Adnkronos) - “Abbiamo atteso questo accordo di libero scambio tra Unione Europea e India dal 2008, è stato negoziato a lungo ed è sicuramente un accordo di estrema importanza per l’Europa e per l’Italia. Aldilà degli scambi commerciali, della riduzione delle tariffe, del tempo che ci vorrà per applicarlo e delle linee rosse che sono state messe a protezione dei rispettivi settori strategici, il vero sviluppo sarà quello di poter avere partenariati sugli investimenti di natura strategica, sui settori tech, che sono quelli di cui oggi l’India ha bisogno. Insieme ad altri paesi europei possiamo essere fornitori, quindi esistono grandissime prospettive, non immediate, ma sicuramente molto importanti per noi”. Lo ha dichiarato Lorenzo Angeloni, già ambasciatore d’Italia in India, a margine dell’evento “India potenza emergente: crescita, opportunità e impatti globali” organizzato dal Centro studi americani di Roma.
Angeloni ha poi commentato la politica di autonomia strategica dell’India: “È uno dei pilastri su cui questo paese basa le sue ambizioni di grande potenza. Secondo il punto di vista indiano, in un mondo in cambiamento e verso un approccio multipolare, la politica estera dell’India dipende sostanzialmente dall’India. Non ci sono alleanze preconfezionate ma eventualmente rapporti su basi concrete, su questioni non ideologiche. Una politica quindi che deve sapersi destreggiare, date queste premesse, e devo dire che il governo indiano appare in grado con Modi di saperlo fare. Si è registrato un grande incremento di accordi e di relazioni in questi anni, anche con grandi difficoltà nei confronti degli Stati Stati Uniti e della Cina che però vanno gestite accuratamente cercando di evitare che diventino dei conflitti. L’India riesce attraverso questo insieme di leve a gestire un rapporto di politica estera con tutto il mondo”.

Categoria: internazionale/esteri
12:13
Iacono (Engie): "Data center opportunità per transizione energetica"
(Adnkronos) - “Lo studio realizzato da Engie con la collaborazione di Key to Energy ha evidenziato una prospettiva di grande crescita dei data center in Italia nei prossimi anni, una crescita anche più alta rispetto a quella prevista in Europa. Governarla significa avere a che fare anche con la tematica energia. Noi pensiamo che questa possa essere un'opportunità di competitività e di abilitazione della transizione energetica”. Lo ha detto Monica Iacono, Ceo Engie Italia, commentando i risultati dello studio ‘Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale’, promosso dall’operatore energetico in collaborazione con Key to Energy e presentato a Milano.
Poi prosegue: “Accesso alla rete, approvvigionamenti da rinnovabili stabili e tempi di autorizzazione, autorizzativi certi, sono tutti fattori imprescindibili e abilitanti per cogliere questa opportunità. Engie si propone come operatore integrato su tutta la filiera energetica, quindi in grado di gestire questi progetti complessi dalla tematica energetica alla tematica anche operativa” afferma.
Soffermandosi poi sull’incontro a Milano, osserva: “La sintesi di questa giornata credo sia ben chiara, la trasformazione digitale ed energetica del Paese non è la sfida di un singolo settore, ma richiede il contributo coordinato di tutti gli attori coinvolti. Il digitale sta cambiando radicalmente il modo in cui lavoriamo, impariamo, ci muoviamo, siamo alle prese con una rivoluzione e dietro questa rivoluzione ci sono infrastrutture fisiche che stanno diventando a tutti gli effetti dei pilastri più sensibili del processo di modernizzazione del paese ovvero i data center”.
Infine: “Vogliamo creare un ambiente che abiliti l'interlocuzione tra tutti gli stakeholder, in grado di facilitare il confronto costruendo soluzioni condivise e contribuendo a governare una delle trasformazioni con impatto diretto sulla competitività e sulla sostenibilità del Paese; con questo spirito abbiamo promosso un momento di confronto e con lo stesso spirito intendiamo proseguire il lavoro, facendo dialogare energia e digitale per costruire insieme, un modello di sviluppo solido, sicuro e orientato al futuro”, conclude

Categoria: economia
12:12
Savini (Mimit): "Data center infrastruttura chiave per sviluppo industriale"
(Adnkronos) - “I data center sono un abilitatore fondamentale per il salto industriale del Paese: rappresentano oggi quello che in passato sono state ferrovie e autostrade per lo sviluppo economico”. Sono le parole di Giovanni Savini, dirigente del ministero delle Imprese e del Made in Italy, intervenuto a Milano alla presentazione dello studio ‘Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale’, promosso da Engie Italia in collaborazione con Key to Energy.
Savini ha sottolineato come il settore stia registrando “un segnale di grande attenzione verso l’Italia, sia da parte di operatori nazionali sia internazionali”, evidenziato dall’elevato numero di richieste di connessione per nuovi progetti.
Dal lato istituzionale, ha spiegato, “l’obiettivo è creare le condizioni affinché questi investimenti restino in Italia e arrivino a compimento”.
Tra le misure adottate, Savini ha ricordato le procedure semplificate per i progetti strategici e il lavoro di coordinamento tra amministrazioni: “Abbiamo messo attorno ad un tavolo tutti i soggetti coinvolti, dal ministero dell’Ambiente a Terna, per risolvere criticità concrete e favorire lo sviluppo dei progetti” ha concluso Savini.

Categoria: economia
12:09
Studio Engie- Key to Energy, consumi energetici data center in Italia potrebbero diventare 2-4 volte quelli attuali entro 2030
(Adnkronos) - L’espansione dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione stanno ridisegnando infrastrutture e scelte industriali, facendo dei data center un driver chiave nella transizione energetica.
Le prospettive di sviluppo sono particolarmente rilevanti: entro il 2030 i consumi energetici dei data center a livello globale potrebbero crescere fino al 30% annuo e al 16% in Europa. In Italia si stima un aumento che può arrivare a 2 o 4 volte i consumi attuali, superando il 10% dei consumi europei del settore. In questo contesto i player del settore energetico diventano attori cruciali garantire un fabbisogno sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale. E’ quanto emerge dallo studio “Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale”, promosso da Engie Italia in collaborazione con Key to Energy.
Negli ultimi cinque anni, rileva l’analisi, la domanda energetica a livello globale è cresciuta del 23% raggiungendo 545 TWh di consumi; in Europa dell’11%, con 80TWh; in Italia del 17%, con 4,2 TWh. Il trend subirà una decisa accelerazione entro il 2030: nel mondo la domanda raggiungerà oltre 2mila TWh, in Europa 167 e in Italia 21,6 TWh con una crescita del 37%. Lo studio evidenzia come l’Italia cresca oltre la media europea (+11%) e si consolidi sempre più come hub strategico nel Mediterraneo, con il 70% degli investimenti concentrati nel Nord del Paese, in particolare nell’area milanese. Gli investimenti previsti tra il 2026 e il 2028 ammontano a circa 110 miliardi di euro in Europa e 25 miliardi in Italia. La crescita del mercato è sempre più guidata dagli hyperscaler, con il passaggio da piccoli data center a grandi campus superiori ai 30 MW, più efficienti ma anche più energivori.
Accanto alle opportunità emergono però alcune criticità, legate alla disponibilità di infrastrutture energetiche. In Italia, le richieste di connessione hanno raggiunto i 79 GW, con possibili fenomeni di saturazione della rete in alcune aree, e i ritardi nel time-to-grid possono comportare perdite fino a 1,1 milioni di euro di Ebitda per ogni anno di slittamento. In questo scenario, accelerare la transizione verso un’energia stabile e competitiva diventa un fattore chiave per lo sviluppo del settore e gli operatori energetici saranno sempre più abilitatori e partner per lo sviluppo, la gestione e l’approvvigionamento energetico dei data center.
Lo studio evidenzia come uno stretto coordinamento tra lo sviluppo dei data center e la transizione energetica potrebbe generare sinergie rilevanti, massimizzando l’integrazione delle rinnovabili e minimizzando la necessità di nuovi interventi infrastrutturali. Si assiste a un progressivo cambio di paradigma perché l’aumento della dimensione dei data center amplifica l’esposizione al rischio di prezzo accentuando l’esigenza di una fornitura energetica competitiva, stabile e sostenibile nel tempo. Dal 2028 - 2030 i data center potranno diventare attori energetici sempre più attivi e fondamentale risulta il ruolo di soluzioni avanzate come i Power Purchase Agreement (Ppa) rinnovabili, anche multi-tecnologici (fotovoltaico e eolico), insieme ai sistemi di accumulo, che garantiscono flessibilità e sicurezza energetica. A queste si affiancano modelli di generazione on-site e configurazioni behind-the-meter, in grado di ridurre i costi energetici fino al 30%, e si diffonde l’utilizzo di siti brownfield, che consentono iter autorizzativi più rapidi e minori impatti sul territorio.
“La crescita dei data center rende sempre più evidente che transizione digitale ed energetica sono due dimensioni strettamente connesse. Le infrastrutture digitali possono diventare un vero abilitatore della transizione energetica, se integrate fin dall’inizio con sistemi elettrici resilienti, rinnovabili e flessibili”, afferma Monica Iacono, Ceo di Engie Italia. “Accelerare lo sviluppo delle rinnovabili e favorire il ricorso a contratti di lungo termine è una condizione industriale essenziale per garantire stabilità, sicurezza e competitività alla crescita del digitale. In questo contesto, ENGIE Italia interpreta il proprio ruolo come quello di un operatore integrato, capace di mettere l’energia al servizio dell’innovazione digitale e di contribuire a governare lo sviluppo dei data center in modo coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione e di sicurezza del sistema”.
Engie è tra i principali partner energetici dei data center a livello globale: fornisce oltre 15 TWh di energia al settore e conta più di 5 GW di contratti rinnovabili (Ppa), oltre a essere pioniera nei contratti green 24/7. Presente lungo l’intera filiera e in oltre 20 Paesi, il Gruppo punta a rafforzare il proprio ruolo nella transizione energetica, accelerando l’accesso a siti già alimentati, sviluppando nuova capacità rinnovabile e garantendo forniture affidabili e competitive. “La crescita dei data center in Italia cambia il ruolo dell’energia: da costo a leva strategica di competitività e sostenibilità”, spiega Orazio Privitera, Ceo di Ket to Energy. “Governarla in modo efficace richiede modelli energetici integrati (on-site, off-site e ibridi), analisi della rete per orientare localizzazione e connessioni, simulazioni di scenario per anticipare prezzi e vincoli regolatori e un Energy Management capace di gestire dinamicamente costi, rischi e obiettivi Esg. L’integrazione tra mercato, rete e gestione operativa consente di centrare il time to market e aumentare resilienza e valore dei progetti data center”.

Categoria: economia
12:09
Affitti, Garavaglia: "Serve un contratto piu' libero tra le parti"
(Adnkronos) - "Le case non vanno sul mercato perché il rischio di metterlo a reddito con un affitto e poi non avere più a disposizione l'immobile, è alto. Si possono fare delle cose: migliorare le procedure di sgombero, però serve anche un contratto di affitto diverso, libero tra le parti, che aumenta le tutele del proprietario ma garantisce all'inquilino un affitto più basso. In questa maniera si potrebbero rimettere sul mercato migliaia di immobili". Così il senatore Massimo Garavaglia, durante RentVolution, evento di SoloAffitti sulle locazioni che si è tenuto in Senato.

Categoria: economia
12:01
Concertone 1 maggio a Roma, Arisa e Spollon in pole per la conduzione. Ditonellapiaga e Syf nel cast
(Adnkronos) - Arisa e Pierpaolo Spollon in pole position per la conduzione del Concertone del primo maggio 2026 in piazza San Giovanni a Roma e in diretta su Rai3. I nomi della cantante e dell'attore, anticipati da 'L'Espresso', rimbalzano da ieri sul web e trovano conferma anche in ambienti vicini all'organizzazione. Ma, in attesa di un'ufficializzazione, non è chiaro se siano stati già firmati i relativi contratti.
Arisa è reduce dalla sua ottava partecipazione al Festival di Sanremo 2026 con il brano 'Magica favola' ed ha all'attivo diverse collaborazioni televisive con la Rai, da 'The Voice' a 'Canzonissima'. Spollon è molto noto per le sue interpretazioni in alcuni dei titoli di punta della fiction Rai, da 'L'allieva' a 'Doc - Nelle tue mani', da 'Blanca' a 'Che Dio ci aiuti'.
Nel frattempo prende sempre più forma il cast musicale che sarà protagonista sul palco della lunga maratona di piazza San Giovanni. Dopo l'annuncio dei Litfiba e di Riccardo Cocciante, sono stati ufficializzati sull'account Instagram dell'evento anche Emma Nolde, La Niña, Angelica Bove, Sayf, Eddie Brock, Ditonellapiaga, Birthh e Frah Quintale.

Categoria: spettacoli
11:59
Registratori di cassa e Pos, ancora pochi giorni per fare l'abbinamento online
(Adnkronos) - Ultimi giorni per gli esercenti per completare il collegamento tra registratori telematici e Pos. Il termine fissato dall’Agenzia delle Entrate scade lunedì 20 aprile e riguarda gli strumenti di pagamento che erano già in uso il 1 gennaio 2026 o attivati nei primi mesi del 2026. Si tratta di un abbinamento 'virtuale' tramite un servizio online disponibile gratuitamente nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate.
L’obbligo di collegamento, introdotto dalla legge di Bilancio 2025 per le operazioni effettuate dal 1 gennaio 2026, ha trovato attuazione con un provvedimento dell’Agenzia, cui è seguita l’attivazione di un apposito servizio web. A supporto degli operatori e dei loro intermediari, è a disposizione una guida dedicata, che spiega passo dopo passo come procedere, e alcune Faq di chiarimento.
Come collegare Rt e Pos. Per abbinare registratori telematici e Pos, l’esercente, anche tramite intermediario delegato, deve accedere al portale 'Fatture e corrispettivi' e associare, tramite il servizio 'Gestione collegamenti', la matricola del registratore telematico già censito in Anagrafe tributaria con i dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui risulta titolare. Per rendere più semplice l’operazione, all’esercente viene mostrato l’elenco degli strumenti di pagamento elettronico di cui risulta titolare, preventivamente comunicati all’Agenzia dagli operatori finanziari. Nel caso in cui la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri non siano effettuate tramite un registratore telematico ma utilizzando la procedura web dell’Agenzia ('Documento Commerciale on line'), il collegamento può essere realizzato tramite lo stesso servizio.
Le scadenze da rispettare. Per gli strumenti di pagamento già in uso al 1 gennaio 2026 o utilizzati tra l’1 e il 31 gennaio 2026, è previsto un termine di 45 giorni a partire dal 5 marzo 2026: per completare la registrazione c’è tempo, quindi, fino a lunedì prossimo, 20 aprile. Per la prima associazione o per eventuali variazioni, invece, l’abbinamento dovrà essere effettuato a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento di pagamento elettronico e comunque entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Quindi se un nuovo Pos inizia a operare a marzo, andrà collegato al registratore telematico tra il 6 e il 31 maggio.
Una guida operativa a disposizione degli esercenti. Per rendere più agevole l’uso del servizio da parte degli esercenti, l’Agenzia delle Entrate, sul proprio sito, ha messo a disposizione nel mese di febbraio una guida operativa in cui, anche attraverso immagini e tabelle, sono illustrati i passi per portare a termine l’abbinamento. Sempre sul sito dell’Agenzia, sono consultabili le Faq dedicate a diversi argomenti: ad esempio la possibilità di collegare uno stesso strumento di pagamento a più registratori di cassa telematici; l’esclusione dall’obbligo per gli esercenti che utilizzano il Pos esclusivamente per pagamenti relativi a operazioni esonerate dall’obbligo di emissione del documento commerciale; gli identificativi degli strumenti di pagamento elettronico necessari per effettuare il collegamento.

Categoria: economia
11:51
Design, Pannello Ecologico di Gruppo Saviola protagonista evento più atteso a livello internazionale per legno-arredo
(Adnkronos) - In occasione della 64esima edizione della Milano Design Week, Gruppo Saviola conferma il proprio ruolo di riferimento nella cultura del progetto e dell’innovazione sostenibile partecipando alla manifestazione con il suo prodotto di punta, Pannello Ecologico, che sarà protagonista di diverse installazioni che mettono al centro materia, design e responsabilità ambientale.
Tra i principali appuntamenti, dal 20 al 26 aprile, Pannello Ecologico è parte del progetto “Sensory Landscape” di Elle Decor Italia, allestito nello storico Palazzo Bovara in Corso Venezia 51 (Milano). L’installazione, ideata da Piero Lissoni in collaborazione con Antonio Perazzi per il landscape design e con il contributo di netsuke studio per la exhibition design coordination, esplora la sensorialità come strumento di riconnessione profonda con lo spazio. Un invito a rallentare e a riscoprire i cinque sensi attraverso un linguaggio progettuale essenziale, dove la materia diventa elemento narrativo discreto ma centrale. In questo contesto, Pannello Ecologico, attraverso la finitura Zero.Matt Evolution, contribuisce a dare forma a un paesaggio percettivo che riflette i valori di sostenibilità, sottrazione consapevole e cultura del progetto condivisi da oltre 50 aziende.
Durante la Design Week, Pannello Ecologico è inoltre protagonista di altri importanti progetti del Fuorisalone: Presso Galleria Lorenzelli (Porta Venezia – Milano) la mostra “Mask Il Volto Nascosto” di Lorenzelli Arte, allestita con Pannello Ecologico, esplora il potenziale espressivo della materia attraverso l’allestimento e il racconto del prodotto. Un percorso che mette in dialogo design, materia e identità di brand, aperto per tutta la durata della manifestazione.
Altro progetto di grande ispirazione sarà rappresentato dalla presenza di Pannello Ecologico con “Techneteca” promosso da Repubblica del Design, archivio del “saper fare” sostenibile nato per celebrare i 100 anni del complesso scolastico di viale L.Bodio 22 (Milano), è un progetto diffuso con sedi nel capoluogo Lombardo e in Provincia di Venezia.
Il progetto prende forma in un contesto volutamente paradossale: un bunker, che non è solo uno spazio fisico, ma è simbolo di protezione e stratificazione, in cui ciò che normalmente resta invisibile, diventa oggetto di osservazione e confronto. Dedicato ai temi della memoria del progetto, della sostenibilità e della transizione ecologica, “Techneteca” debutta durante la Milano Design Week per poi diventare un archivio permanente, valorizzando il patrimonio storico e culturale del design.
Resta confermata la presenza di Pannello Ecologico all’Adi Design Museum in Piazza Compasso d’Oro 1 (Milano), con StrippedWood, finitura di grande tendenza in questo contesto che è esposta fino al 4 giugno 2026. Il prodotto Saviola è stato selezionato tra quelli in concorso per il Compasso d’Oro 2026, riconoscendo il contributo dell’azienda alla ricerca sui materiali e all’evoluzione del design italiano.n Attraverso queste installazioni, tutte aperte al pubblico, Gruppo Saviola ribadisce il proprio impegno nella promozione di un design responsabile, capace di coniugare innovazione, estetica e sostenibilità, dimostrando come Pannello Ecologico® possa essere non solo materiale industriale, ma un vero e proprio linguaggio progettuale.

Categoria: sostenibilita
11:45
Farmaceutica, a Takeda premio Leonardo International 2026, rafforzato l'asse Italia-Giappone
(Adnkronos) - Takeda ha ricevuto il premio Leonardo International 2026, conferito dal Comitato Leonardo a Christophe Weber, presidente e Ceo dell'azienda farmaceutica. La cerimonia ufficiale si è tenuta a Roma presso Palazzo Piacentini nell'ambito della Giornata nazionale del Made in Italy, alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e di rappresentanti del mondo imprenditoriale. Il premio Leonardo International celebra ogni anno una personalità che abbia contribuito a rafforzare i rapporti economici e culturali con l'Italia, sostenendone la crescita industriale, scientifica e tecnologica. I diversi riconoscimenti, conferiti dal Comitato Leonardo - nato nel 1993 su iniziativa di Ice (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), Confindustria e di un gruppo di imprenditori - intendono promuovere e celebrare la qualità e il valore delle aziende italiane.
"Il Made in Italy continua a esprimere una straordinaria capacità di attrazione, confermandosi un fattore determinante di successo e competitività a livello globale - ha affermato Sergio Dompé, presidente del Comitato Leonardo - La qualità, la creatività, l'innovazione e il saper fare delle nostre imprese costituiscono un patrimonio unico, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Dati Istat del 2025 sul commercio estero mostrano che nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto un valore di 643 miliardi di euro, con una crescita del 3,3% rispetto all'anno precedente. In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche, instabilità delle catene del valore e nuove dinamiche competitive, il Made in Italy è chiamato a rafforzare ulteriormente la propria resilienza e capacità di adattamento. Affrontare queste sfide significa investire ancora di più in innovazione, solidità industriale e presenza sui mercati globali, preservando al contempo l'identità che rende le nostre imprese riconoscibili e affidabili nel mondo".
"Come Comitato Leonardo - ha aggiunto Dompé - rinnoviamo con convinzione il nostro impegno a promuovere e valorizzare le eccellenze del Made in Italy, preservandone l'identità e i valori distintivi. Sostenere queste realtà significa contribuire concretamente alla crescita economica del Paese e al rafforzamento del suo posizionamento internazionale. E' nostro dovere rivolgere lo sguardo tanto ai grandi campioni consolidati che rendono l'Italia protagonista sui mercati globali, quanto alle nuove realtà che rappresentano il futuro del Made in Italy. Per questo dedichiamo particolare attenzione alle imprese più giovani e al ruolo centrale della formazione quale strumento fondamentale per trasmettere competenze, visione e cultura d’impresa alle generazioni future. Investire nel capitale umano significa garantire continuità e nuova linfa al patrimonio di competenze che ci rende unici".
Nella motivazione ufficiale del premio, il Comitato Leonardo - riporta una nota - ha sottolineato come, sotto la guida di Christophe Weber, Takeda abbia rafforzato la propria presenza in Italia attraverso investimenti strategici e attività industriali e di ricerca, consolidando in modo significativo il proprio ruolo nel panorama biofarmaceutico internazionale e nella rete globale del gruppo; un riconoscimento che, conferito sotto l'Alto Patronato del presidente della Repubblica e accompagnato ieri dal ricevimento al Palazzo del Quirinale da parte del presidente Sergio Mattarella, assume un particolare valore istituzionale e prestigio. "Takeda è onorata di ricevere questo riconoscimento in occasione della giornata del Made in Italy - ha dichiarato Weber - Da oltre 40 anni contribuiamo allo sviluppo di un ecosistema di eccellenza nelle scienze della vita, in particolare nei siti produttivi di Pisa e Rieti. Siamo orgogliosi del contributo che apportiamo per posizionare l'Italia come centro avanzato di produzione e innovazione, con investimenti che sostengono la ricerca, la produzione avanzata e l'occupazione qualificata. Confidiamo di continuare a realizzare la nostra visione di scoprire e fornire trattamenti che trasformano la vita". Investimenti che si sono tradotti per Takeda Italia anche in un rafforzato posizionamento come centro avanzato di produzione e innovazione, autorizzato all'esportazione verso oltre 50 Paesi, tra cui mercati cruciali come Usa e Cina, oltre a Giappone, Europa e Canada.
"La partnership tra Italia e Giappone è strategica per Takeda e per l'intero ecosistema dell'innovazione - ha spiegato Anna Maria Bencini, General manager di Takeda Italia - Il Premio Leonardo International conferma il valore di una cooperazione fondata su visione condivisa, investimenti e fiducia reciproca. In Italia Takeda ha sempre sostenuto la ricerca e l'industria delle Life sciences attraverso investimenti, competenze qualificate e collaborazione con le istituzioni, con l'obiettivo di rafforzare il ruolo del Paese come polo d'eccellenza scientifica e produttiva internazionale".
"Il riconoscimento assegnato a Takeda rappresenta un segnale forte del valore che gli investimenti industriali e la ricerca farmaceutica generano per la nostra nazione, sempre di più in produzioni strategiche per salute e sicurezza, come nel caso dei plasmaderivati - ha commentato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria - La capacità di rafforzare il ruolo dell'Italia come hub produttivo e scientifico internazionale, insieme allo sviluppo di collaborazioni strategiche come quella tra Italia e Giappone, conferma quanto il settore delle Life sciences sia centrale per la crescita, l'innovazione e la competitività del nostro sistema industriale. In questo contesto, iniziative come il Premio Leonardo contribuiscono a valorizzare modelli virtuosi di impresa capaci di coniugare innovazione, produzione avanzata e occupazione qualificata, rafforzando l'attrattività dell'Italia a livello globale". E in questa direzione - conclude la nota - Takeda conferma il proprio impegno in R&S per sviluppare una pipeline ampia e altamente innovativa in aree terapeutiche di frontiera. Questo si affianca agli investimenti continui nei suoi oltre 25 siti industriali nel mondo, di cui 8 dedicati ai plasmaderivati, dove la capacità produttiva è aumentata del 65% negli ultimi 4 anni.

Categoria: salute
11:40
Ascolti tv, testa a testa nel prime time di giovedì 16 aprile
(Adnkronos) - Testa e testa nel prime time di ieri giovedì 16 aprile tra 'Stanno Tutti invitati' su Canale 5 (2.469.000 spettatori e il 19.3% di share) e 'Uno Sbirro in Appennino' su Rai1 (3.186.000 spettatori e il 19% di share). Su Rai2 'Ore 14 Sera' ottiene 1.205.000 spettatori e il 6.1%, nella prima parte, e 957.000 spettatori e il 7.9%, nella seconda parte.
Su Rete4 Dritto e Rovescio totalizza 873.000 spettatori, pari al 6.9% di share, seguito da 'Splendida Cornice' su Rai 3 con 977.000 spettatori pari al 6.5% di share, 'Armor' su Italia 1 con 780.000 spettatori e il 4.5% di share e 'In Viaggio con Barbero' su La7, con 414.000 spettatori e il 2.4% di share.
Nell'access prime time, 'La Ruota della Fortuna su Canale 5 totalizza 4.901.000 spettatori pari al 24.4% di share, su Rai 1 'Affari Tuoi' 4.496.000 spettatori pari al 22.6% di share, Cinque Minuti 3.693.000 spettatori pari al 21.4%.
Da segnalare nel mattino di Rai2 l'ottimo ascolto de 'La Pennicanza', con 408.000 spettatori e l'8.9% di share.

Categoria: spettacoli
11:40
Anestesisti-rianimatori: "Riconvocare tavolo tecnico su nuovo art. 187 Codice strada"
(Adnkronos) - La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), in riferimento alla recente pronuncia della Corte costituzionale sulla guida sotto l'effetto di sostanze psicotrope e stupefacenti, auspica la riconvocazione del tavolo tecnico istituito presso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per l'analisi e la revisione delle criticità dell'articolo 187 del Codice della strada. La società partecipa al tavolo in qualità di componente scientifico.
La sentenza n. 10/2026 della Corte costituzionale ha stabilito che guidare dopo aver assunto farmaci oppiacei è punibile solo se c'è un effettivo stato di alterazione psico-fisica che crea condizioni di rischio per se stessi e per gli altri utenti della strada. "Questa sentenza - spiega Siaarti in una nota - ha evidenziato la necessità di una valutazione approfondita delle modalità di accertamento dell'influenza delle sostanze psicoattive sulla capacità di guida e richiamato l'importanza di soglie di concentrazione nei fluidi biologici definite su basi scientifiche. Va sottolineato che l'obiettivo non è indebolire le tutele per la sicurezza stradale, bensì fondare l'accertamento su criteri scientificamente solidi e proporzionati", precisano gli anestesisti-rianimatori.
Siaarti rileva che il tema richiede "un approccio interdisciplinare, fondato su evidenze cliniche e neuroscientifiche, al fine di distinguere oggettivamente tra presenza residua di una sostanza nei fluidi biologici ed effetto farmacologico attivo sulla capacità di guida: una distinzione che ha rilevanti implicazioni sia per la sicurezza pubblica sia per la tutela dei diritti individuali, quale è quello di non soffrire il dolore". La società scientifica degli anestesisti e rianimatori considera pertanto il pronunciamento della Corte costituzionale "un'opportunità significativa per riprendere i lavori del tavolo tecnico in sede ministeriale e per promuovere uno studio coordinato a livello governativo, orientato a elaborare criteri chiari e basati su evidenze scientifiche per l'identificazione di condizioni di effettivo pericolo alla guida e per la salvaguardia della salute pubblica". Siaarti, inoltre, ribadisce la propria piena disponibilità a contribuire, con le proprie competenze tecniche e quelle dei propri soci, ai lavori del tavolo tecnico, allo scopo di "pervenire a un quadro normativo equilibrato che concili la sicurezza stradale con il principio di proporzionalità nell'accertamento dell'idoneità alla guida".

Categoria: salute




































