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18:31

Trump fa insider trading con la guerra in Iran? I dati legano gli annunci ai movimenti su petrolio e azioni

(Adnkronos) - Era già successo con gli annunci e le retromarce sui dazi, ora lo schema si ripete con la 'tregua' in Iran e il petrolio. Il rapporto di Donald Trump con i mercati finanziari è da sempre border line con l'insider trading. Con le sue mosse sbandierate su Truth a segnare momenti propizi per comprare o vendere e incassare milioni di dollari. Ma veramente il presidente degli Stati Uniti favorisce la speculazione finanziaria? La domanda sarebbe incredibile se solo una serie di indizi non somigliassero sempre più da vicino a delle prove.  

La comunità finanziaria globale era rimasta sbalordita dal candore dell'affermazione, "questo è il momento giusto per comprare", che aveva accompagnato l'annuncio di uno stop ai dazi precedentemente imposti a tutto il mondo. Eravamo a metà aprile 2025, e quelle parole accostate all'effettivo rialzo delle quotazioni che ne seguirono, alimentarono la richiesta dei Democratici americani di indagare a fondo per capire se la corrispondenza fra causa ed effetto fosse documentabile.  

Quasi un anno dopo, il Financial Times torna alla stessa denuncia, circostanziata. Questa volta nel mirino finisce l'annuncio, sempre via Truth, di una presunta tregua e di altrettanto presunti negoziati avanzati con Teheran per arrivare a un accordo che possa essere un primo passo verso la fine della guerra in Medio Oriente. E' evidente che si tratti di una notizia market (e price) sensitive, come si definiscono le indiscrezioni che hanno la forza di far schizzare o deprimere i corsi azionari. In questo caso, con un effetto diretto sulle quotazioni del petrolio, l'annuncio del presidente americano è di quelli particolarmente sensibili. Per questo il quotidiano economico britannico è andato a verificare. Bene, anzi malissimo, tra le 6:49 e le 6:50 ora di New York, quindici minuti prima dell'annuncio del presidente, sono stati scambiati 6.200 contratti futures sul Brent e sul West Texas Intermediate per un valore di 580 milioni di dollari.  

Questi movimenti sono insoliti per l'orario, per il volume e per la precisione chirurgica con cui sono stati piazzati. Perché l’annuncio di Trump alle 07:04 ha innescato un flusso di vendite sul petrolio che ne ha fatto scendere rapidamente il prezzo, incidendo ovviamente anche sul rialzo dei mercati azionari. Muovendo tantissimo denaro che è passato rapidamente da una mano all'altra.  

Sembra paradossale, se non addirittura distopico, arrivare all'equazione che lega causa ed effetto. La Casa Bianca ovviamente respinge formalmente ogni accusa ma il fatto, accertato, che passino enormi somme di denaro di mano in corrispondenza dei tira e molla di Trump fa del presidente americano una potenziale, gigantesca, fonte di informazioni riservate per fare insider trading. (Di Fabio Insenga) 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

17:55

Delmastro si dimette: "Ho commesso una leggerezza". Lascia anche capo di gabinetto Bartolozzi

(Adnkronos) - Andrea Delmastro Delle Vedove e Giusi Bartolozzi si sono dimessi. "Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia - dichiara Delmastro in una nota - Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il presidente del Consiglio". A quanto si apprende si è dimessa anche la capo di gabinetto del ministro della Giustizia. 

Il passo indietro del sottosegretario è arrivato all'indomani dell'esito del risultato referendario e dopo giorni di polemiche per le notizie di stampa sul caso della quota, poi ceduta, in una società intestata alla figlia 18enne di Mauro Caroccia. Caroccia, il cui nome compare nelle carte dell'inchiesta capitolina sul boss Michele Senese, sta scontando una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni con l'aggravante mafiosa. 

Sulla vicenda l'opposizione aveva presentato interrogazioni e chiesto che del caso si occupasse la Commissione parlamentare Antimafia: Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, aveva annunciato la richiesta, domani nella capigruppo della Camera, di calendarizzare la mozione di revoca degli incarichi a Delmastro, già depositata lo scorso giovedì.  

Le dimissioni di Delmastro arrivano dopo una riunione che si è tenuta nel pomeriggio al ministero tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, lo stesso Delmastro e la capo di gabinetto Bartolozzi. 

Anche le dimissioni di Bartolozzi arrivano all'indomani del risultato del referendum e dopo le polemiche delle scorse settimane per le parole che la capo di gabinetto aveva pronunciato alla trasmissione 'Il Punto' sull'emittente siciliana Telecolor. "La cosa che i cittadini dovrebbero comprendere è che qui non c'è una guerra tra due clan, politica e magistratura. La riforma è tesa a far recuperare alla magistratura la credibilità che ha purtroppo perso, e lo dico da magistrato", aveva detto Bartolozzi.  

Del resto, "finché le cose non capitano sulla pelle, voi non avete idea di cosa voglia dire", aveva aggiunto la capo di gabinetto di Carlo Nordio accennando all'inchiesta che la vede indagata a Roma per false comunicazioni al pm, concludendo: "Ecco, Io faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle. Votate sì, ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione". 

Immediate le reazioni. "Dopo il travolgente voto popolare di oltre 14 milioni di italiani Meloni si è dovuta arrendere. E poco fa il sottosegretario alla Giustizia Delmastro si è finalmente dimesso, così come Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia. Le dimissioni di Delmastro erano assolutamente necessarie e per questo il M5S aveva presentato nei giorni scorsi una mozione di revoca. Il danno arrecato al prestigio della massima Istituzione di governo è stato pesantissimo", scrive sui social il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che aggiunge: "Si sciolgono come neve al sole le chiacchiere della premier su complotti e 'manine': alcuni quotidiani hanno semplicemente 'osato' fare il proprio mestiere, pubblicando le notizie e le immagini che comprovavano gli affari di Delmastro e di tre dirigenti di Fratelli d'Italia in società con la famiglia di un prestanome del clan Senese. L'elenco degli orrori non è finito. L’impatto di questo travolgente voto popolare riuscirà a far dimettere anche la ministra Santanchè?", conclude Conte.  

“Fino a ieri Delmastro e Bartolozzi, nonostante le richieste delle opposizioni, sono rimasti al loro posto con il ministro Nordio a difendere il loro operato. Ora, nel giro di mezz’ora, assistiamo a due dimissioni. Cosa è cambiato? - chiede il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia - L'esito del referendum ha spaventato il governo? Ci sono fatti che non conosciamo? E' intervenuta la presidente del Consiglio? Il ministro della Giustizia ha cambiato idea? A questo punto è urgente e necessario che Nordio venga in aula a spiegare al Parlamento e al Paese, viste le vicende di queste settimane, che cosa sta avvenendo al suo ministero. Non si gioca con le istituzioni e con gli incarichi di governo".  

Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa verde, sottolinea: "Sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi. Giorgia Meloni in questi mesi ha difeso gli impuniti: un sottosegretario condannato per rivelazione di segreti d'ufficio che ha continuato a esercitare le sue funzioni e che, non soddisfatto, apriva società con persone legate alla camorra. Se non ci fosse stata la valanga di No, Delmastro e Bartolozzi sarebbero ancora al loro posto. Altro che 'non ha fatto nulla di scorretto': Delmastro è stato condannato per rivelazione di segreti d'ufficio e ha fatto società con soggetti legati alla camorra. Ora aspettiamo le dimissioni della ministra Santanchè, rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato".  

Nicola Fratoianni di Avs evidenzia che "le necessarie e doverose dimissioni di Delmastro dal ministero di Grazia e Giustizia arrivano con imperdonabile ritardo. Devono essere chiariti ancora molti aspetti, e vedremo nei prossimi giorni quali sviluppi ci saranno. Intanto accogliamo le dimissioni sue e della capo di gabinetto del ministro di Grazia e Giustizia Bartolozzi come una buona notizia". 

"Bene le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, che per quanto ci riguarda arrivano persino tardi, visto che avrebbero dovuto farlo prima. Dopo tutto quello che è accaduto, dal caso Almasri fino alle modalità anti istituzionali con cui il ministro e i principali attori di via Arenula hanno condotto la campagna per il referendum, la domanda è: a che ora si dimette il ministro Nordio?", afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi. "Certo che, in un Paese normale, un terremoto del genere in un dicastero chiave come quello della Giustizia porterebbe l'intero governo a cadere", conclude Magi. 

Carlo Calenda scrive sui social: "Arrivano le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi; necessarie, doverose e tardive. Procederei secondo la allegata to do list", aggiunge riferendosi a un post di questa mattina in cui elencava una serie di 'cose da fare' in cui metteva al primo posto: "Mandare a casa Bartolozzi, Delmastro, Urso, Santanchè (minimo sindacale)". 

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Categoria: politica

17:53

Svelata la prima immagine di Hogwarts dalla nuova serie di 'Harry Potter'

(Adnkronos) - Hbo ha diffuso una nuova immagine ufficiale della nuova serie di 'Harry Potter', offrendo ai fan un primo sguardo alla Hogwarts che farà da sfondo al reboot televisivo dell’universo creato da J.K. Rowling. Lo scatto, pubblicato sull’account Instagram ufficiale della produzione, preannuncia il lancio del primo trailer previsto per domani e mostra Harry - interpretato dal giovane Dominic McLaughlin - di spalle mentre si avvicina al campo da Quidditch, avvolto in un mantello rosso e oro con il suo cognome e il numero 7 da giocatore. Davanti a lui, un gruppo di studenti sta entrando nell’arena, decorata con le bandiere di Grifondoro e Tassorosso. 

A firmare l’aspetto visivo della scuola è Mara LePere-Schloop, production designer già nota per 'Intervista con il vampiro' e 'Pachinko'. La serie è attualmente in produzione ai Warner Bros. Studios Leavesden, nel Regno Unito, gli stessi dove furono girati i film originali. 

Il cast riunisce volti giovani e interpreti di grande esperienza: oltre a McLaughlin nei panni di Harry, ci sono Alastair Stout nel ruolo di Ron Weasley, Arabella Stanton in quello di Hermione Granger, John Lithgow nel ruolo di Albus Dumbledore, Janet McTeer in quello di Minerva McGonagall, Paapa Essiedu nei panni di Severus Piton e Nick Frost in quelli di Rubeus Hagrid. 

La nuova trasposizione televisiva è guidata dalla showrunner Francesca Gardiner e dal regista Mark Mylod. Tra i produttori esecutivi figurano J.K. Rowling, Neil Blair, Ruth Kenley-Letts per Brontë Film and Tv e David Heyman, storico produttore della saga cinematografica. 

La serie seguirà il percorso del giovane Harry mentre scopre di essere un mago, lascia la famiglia 'babbana' e approda a Hogwarts, dove stringerà amicizia con Ron e Hermione e affronterà la minaccia di Lord Voldemort. Un ritorno alle origini che promette di riportare sullo schermo, in forma seriale, l’intero arco narrativo dei romanzi.  

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Categoria: spettacoli

17:20

Poste-Tim, Lasco: "Nostra strategia non cambia, continueremo a investire sulle persone"

(Adnkronos) - “La nostra strategia è una e unica: investire sulle nostre persone. Con Del Fante, in ogni occasione, ringraziamo i nostri colleghi: se oggi siamo arrivati a questo è anche e soprattutto grazie a loro, alla capacità, alla motivazione che hanno sempre dimostrato in questi anni di fare squadra, di fare sistema e di portare i risultati”. Lo sottolinea il direttore generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco, in un’intervista rilasciata al Tg Poste. “Continueremo a investire sulle persone. In questi anni abbiamo assunto circa 40mila persone, un ricambio generazionale importantissimo. Abbiamo portato in casa tantissimi giovani, su 40 mila il 60% sono under 30, si è molto alzato il livello di scolarizzazione con circa il 30% di laureati, l’età media si è abbassata da 51 a 47 anni e oggi il 54% dei nostri dipendenti è donna”, precisa Lasco.  

“Le nostre risorse hanno capito l’investimento che stiamo facendo sulle persone e c’è stata una grande risposta. Stiamo investendo tanto sulla formazione e sul mondo welfare”, sottolinea. “Al Fondo Sanitario Integrativo hanno aderito tutti i 120 mila colleghi e in 50 mila hanno aderito al nostro progetto welfare. Quando l’operazione con Tim verrà a compimento l’integrazione sarà naturale”, spiega Lasco. “Continueremo il nostro processo di investimento sulle persone, daremo il benvenuto ai colleghi di Tim con grande motivazione e cultura professionale. Non faremo altro che continuare sulla nostra strada di fare grandi risultati e di fare grande Poste Italiane”, conclude. 

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Categoria: economia

17:19

Poste-Tim: Del Fante: "Opas è naturale evoluzione di un percorso iniziato anni fa"

(Adnkronos) - “L’offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim rappresenta una naturale evoluzione di un dossier avviato cinque anni fa insieme al Direttore Generale Giuseppe Lasco. Abbiamo fatto il primo investimento un anno fa, quindi possiamo dire di esserci fidanzati con Tim”. Lo sottolinea l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, in un’intervista rilasciata al Tg Poste. 

“Adesso siamo fermamente convinti che il matrimonio sia il prossimo passo, e quindi abbiamo proposto a tutti gli azionisti di Tim di venire a bordo dell'iniziativa di Poste” sottolinea. L’Ad ricorda che "il gruppo ha avviato lo studio dell’offerta già diversi anni fa”, aggiungendo che “due aziende storiche e iconiche come Poste Italiane e Tim, unite, possono proiettare il sistema Italia verso un futuro che sta diventando ogni giorno sempre più tecnologico”. Vogliamo essere, conclude Del Fante “l'abilitatore della trasformazione tecnologica, delle abitudini degli italiani, persone fisiche, delle imprese, della pubblica amministrazione”. 

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Categoria: economia

17:14

Salvare la vista in tempo di guerra, il modello 'corridoi teleterapeutici'

(Adnkronos) - In tempi di conflitti continui proteggere la propria salute, e in particolare la vista, diventa sempre più difficile. La guerra in Ucraina, ad esempio, ha costretto milioni di persone a lasciare il proprio Paese, ma quasi 4 milioni rimangono sul territorio affrontando condizioni estremamente difficili e con urgente bisogno di cure. La telemedicina in questi contesti ha rivoluzionato l'accesso alle consulenze, ma la medicina in tempo di guerra mette in luce i limiti dell'assistenza di tipo meramente consultivo. In caso di patologie in cui il tempo è un fattore cruciale, le competenze che si limitano a fornire raccomandazioni potrebbero arrivare troppo tardi per essere efficaci. Ciò che occorre è una transizione verso la telemedicina terapeutica, ovvero modelli in cui le conoscenze specialistiche superano i confini mentre l'autorità terapeutica rimane radicata a livello locale. Una pubblicazione su 'Nature', cui hanno contribuito Andrea Cusumano, oftalmologo e docente di Malattie dell'apparato visivo, e Marco Lombardo, PhD presso il Dipartimento di Medicina sperimentale dell'università di Roma Tor Vergata, approfondisce questi nuovi aspetti di terapia oftlamologica. Il titolo del paper è 'Local control, remote expertise: governing therapeutic telemedicine in wartime'. 

"Noi introduciamo - spiega Cusumano - il concetto di 'corridoi teleterapeutici': partnership di cliniche strutturate per trattamenti laser teleguidati transnazionali, concepite per garantire l'accesso alle terapie prioritarie quando i sistemi di riferimento convenzionali diventano insicuri o inaccessibili". Un esempio concreto? "Il 3 dicembre 2025 - racconta lo specialista - i nostri team italiani e ucraini hanno implementato un flusso di lavoro transnazionale teleguidato per la terapia laser retinica che ha collegato Kiev e Roma. Due pazienti sono stati trattati a Kiev e uno a Roma per una lacerazione retinica e un'occlusione di una vena retinica ramificata con ischemia periferica. Tutte le procedure sono state completate come previsto, senza deviazioni impreviste, e i pazienti hanno espresso grande soddisfazione per un modello che ha integrato in modo evidente le competenze distribuite nell'assistenza locale". 

"Questi corridoi non devono essere intesi come confronti digitali improvvisati, ma come infrastrutture sanitarie regolamentate, caratterizzate da protocolli operativi, chiarezza nelle credenziali, protezione dei dati e valutazione prospettica. Il loro scopo non è quello di sostituire i medici locali, ma di estendere la loro portata in condizioni di stress sistemico", precisa Cusumano. "Al di là dell'Ucraina - rimarca l'esperto - tali architetture rischiano di diventare essenziali ovunque la distribuzione dell'assistenza sanitaria sia destabilizzata, sia da conflitti armati che da disastri climatici o da un estremo isolamento geografico. L'oftalmologia offre un esempio particolarmente chiaro: diverse malattie della retina progrediscono rapidamente fino alla perdita irreversibile della vista, ma rimangono altamente curabili se affrontate tempestivamente. Tali interventi richiedono precisione e spesso traggono beneficio dal giudizio di un sottospecialista, risorse che un conflitto armato può rendere improvvisamente inaccessibili". 

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Categoria: salute

17:09

Referendum, il vicepresidente della Cei: "Italiani chiedono riforme più condivise, ruolo importante dei giovani"

(Adnkronos) - “Mi pare che gli italiani abbiano detto che, quando si toccano gli equilibri della Costituzione, chiedono misura, chiarezza e condivisione”. Il vicepresidente della Cei, mons. Francesco Savino, all’Adnkronos analizza l’esito del referendum costituzionale sulla giustizia che ha sancito la vittoria del no.  

“Il No- sottolinea il vicepresidente della Cei - ha prevalso con il 53,74% e l’affluenza si è attestata al 58,93%: numeri che dicono non disinteresse, ma una partecipazione vigile. Non leggo un rifiuto di ogni riforma, bensì la domanda di riforme più meditate, più comprensibili e più largamente condivise”.  

Mons. Savino analizza anche il ruolo dei giovani, come pure dei fuori sede: “I giovani hanno avuto un ruolo importante: le prime analisi mostrano una loro presenza significativa e un orientamento più netto verso il No, specie tra i 18 e i 34 anni. Quanto ai fuori sede, questo referendum ha riportato all’attenzione una questione di giustizia democratica: molti cittadini che studiano o lavorano lontano dalla residenza non hanno potuto votare nel luogo in cui vivono e hanno dovuto rientrare nel comune di iscrizione elettorale. È un tema che merita ascolto serio, perché la partecipazione va sempre resa più accessibile”.  

Gli elettori del centrodestra al Sud hanno disertato le urne. Come legge questo dato? “Userei parole prudenti: più che una diserzione generalizzata - osserva il vescovo, vicepresidente per l’Italia meridionale della Cei - vedo una mobilitazione meno compatta del previsto. Le analisi dei flussi richiamate oggi mostrano, da un lato, una quota non irrilevante di astensione nell’elettorato di centrodestra e, dall’altro, nelle città del Sud, anche una parte di voti orientati verso il No. È un segnale che invita tutti a non leggere il Paese in modo schematico: quando si parla di giustizia e di assetti costituzionali, gli elettori spesso ragionano con maggiore libertà rispetto agli schieramenti”.  

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Categoria: politica

16:48

Gli amori di Gino Paoli, da Stefania Sandrelli a Ornella Vanoni

(Adnkronos) - Gino Paoli ha incarnato per decenni l’idea del cantautore tormentato e irresistibile, protagonista di una vita sentimentale complessa, segnata da slanci intensi e da un episodio mai davvero archiviato: quel colpo di pistola al cuore nel 1963, sopravvissuto come simbolo di un’esistenza vissuta sempre sul confine tra eccesso e poesia. Due matrimoni, relazioni celebri, cinque figli e una lunga scia di cronache che, soprattutto negli anni Sessanta, hanno raccontato con curiosità e talvolta moralismo la sua vita privata, spesso fuori dagli schemi dell’epoca. 

Il 1954 segna l’incontro con Anna Fabbri, che diventa sua moglie nel 1957. Un’unione che durerà ufficialmente fino al 1970, attraversando però anni difficili. Nel 1964 nasce il loro figlio Giovanni, mentre il matrimonio è già messo alla prova da relazioni parallele e dall’esposizione mediatica. Fabbri, sempre lontana dai riflettori, resta una presenza discreta ma fondamentale anche nei momenti più complessi. Giovanni è scomparso il 7 marzo 2025 a 60 anni per un infarto. 

All’inizio degli anni ’60 entra nella vita del cantautore Ornella Vanoni. Il loro rapporto nasce come collaborazione professionale e si trasforma presto in una relazione sentimentale. Il legame si sviluppa nei primi anni del decennio, quando Paoli è già sposato, e si conclude dopo poco tempo, senza però interrompere una complicità che continuerà negli anni successivi, anche sul piano artistico, fino agli anni ’80 e oltre. 

Il 1961 è un anno decisivo: il 5 giugno, durante una serata alla Bussola di Viareggio, Paoli incontra Stefania Sandrelli. Lei ha 15 anni e ha appena debuttato al cinema con tre film, tra cui 'Divorzio all’italiana' di Pietro Germi accanto a Marcello Mastroianni. Da quell’incontro nella sala da ballo nasce una storia travolgente che si protrarrà fino al 1968, alimentando l’attenzione della stampa per quell'amore all'epoca scandaloso. Nel 1963, nel pieno di questa fase turbolenta, Paoli compie il gesto estremo che segnerà per sempre la sua biografia: un colpo di pistola al cuore da cui sopravvive. L’anno successivo, nel 1964, nasce Amanda, figlia della relazione con Sandrelli, mentre a pochi mesi di distanza era già diventato padre di Giovanni con la moglie. 

Gli anni Settanta e Ottanta segnano una fase di transizione, fino all’approdo a una nuova stabilità. Nel 1991 Paoli sposa Paola Penzo, compagna già da tempo. Con lei costruisce un rapporto più solido e duraturo, destinato ad accompagnarlo fino alla fine. Dalla loro unione nascono tre figli: Niccolò (1981), Tommaso (1992) e Francesco (2000). (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

16:32

Iran, l'ambasciatore Ferrara: "La diplomazia non è ancora finita"

(Adnkronos) - La diplomazia non è ancora finita. È l’affermazione con cui l’ambasciatore Pasquale Ferrara ha concluso la sua lectio magistralis - la prima per la sede di Brescia - nell’aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione delle celebrazioni del decennale del corso di laurea triennale in Scienze politiche e delle relazioni internazionali. "Un evento nato dall’urgenza di proporre una riflessione storica sulla diplomazia, nel momento in cui assistiamo al ritorno della politica di potenza", come fa notare il preside della facoltà di Scienze politiche e sociali Andrea Santini. 

A seminare incertezza sul futuro della diplomazia è, infatti, la realtà internazionale. L’esempio più eclatante, secondo l’ex direttore politico al Ministero degli Esteri, è quello degli Stati Uniti. Il “glorioso” Dipartimento di Stato, dove è sempre invalsa la prassi della “diplomazia riflessiva”, quella per cui "il diplomatico virtuoso non dovrebbe essere semplicemente un servitore obbediente", oggi "appare sempre più una sorta di catacomba della diplomazia". Con la conseguenza che "le decisioni sembrano calare dall’alto, già completamente definite, da una ristretta cerchia di consiglieri attorno al presidente Trump", riferisce un comunicato dell'Università Cattolica.  

Due nomi, in particolare, riflettono questa deriva: il genero di Trump Jared Kushner e Steve Witkoff, imprenditore immobiliare divenuto inviato per ogni tipo di dossier. "L’accantonamento della diplomazia professionale, in particolare, accusata di essere parte del “deep state”, nella nuova ventata populista e autoritaria produce guasti gravi che rischiano di produrre effetti negativi duraturi. E spesso i guai cominciano proprio quando i consiglieri soppiantano i diplomatici".  

Gli Stati Uniti "si sono trasformati, attraverso forme di coercizione economica (i dazi unilaterali) e abuso di posizione dominante in campo militare, in una potenza estrattiva, in un egemone predatorio, in una cleptocrazia, secondo le più aggiornate analisi di studiosi statunitensi" fa notare il diplomatico. 

Non mancano, però, esempi virtuosi di quello che riesce a ottenere una vera azione diplomatica, sotto forma di "mediazione", sotto forma di "manutenzione" operata da piccole o medie potenze, come Qatar, Giordania, Norvegia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Egitto, Algeria. Stando ai conflitti in corso, "è stato grazie alla mediazione se prigionieri di guerra russi e ucraini sono tornati a casa". "Ed è sempre grazie alla mediazione – e non certo attraverso i barbari bombardamenti indiscriminati di Gaza da parte dell’esercito israeliano - se la gran parte degli ostaggi detenuti da Hamas sono stati liberati". 

Per converso sono le pratiche di pseudo-diplomazia che alimentano i conflitti, nella misura in cui vengono colpiti i mediatori. Basti pensare che "per due volte, nell’arco di soli 9 mesi, Stati Uniti e Iran erano sembrati sul punto di trovare un accordo sul programma nucleare, e che, per due volte, Stati Uniti e Israele hanno rovesciato il tavolo e lanciato un attacco militare illegale contro l’Iran nel bel mezzo del negoziato. Per inciso, Israele ha eliminato, con un assassinio mirato, proprio Ali Larijani, che in qualità di negoziatore si era recato a Mascate il 10 febbraio per incontri riguardanti la facilitazione intrapresa dall’Oman". 

Sul fronte russo-ucraino, più volte l’annuncio di una tregua è coinciso con gli attacchi alle infrastrutture energetiche dell'Ucraina e "rientra in questa concezione di guerra totale, in cui persino le parole perdono la loro rilevanza semantica". Ma l’elenco non si ferma qui. «Con gravità analoga, se non maggiore, sono migliaia gli episodi di violazione della tregua a Gaza da parte di Israele, dopo la scenografica "pace eterna" decretata a Sharm-el-Sheik il 13 ottobre 2025 con il cosiddetto “Gaza Peace Summit”, e l’inaugurazione dell’impresentabile “Board of peace” il 16 febbraio 2026 a Washington, mentre, dall'inizio del cosiddetto "cessate-il-fuoco'', centinaia di palestinesi sono stati uccisi (la metà donne e bambini) e migliaia sono stati di feriti da droni o da cecchini».  

In un contesto internazionale in cui non si distingue più la pace e la guerra, e imperano la “non-pace” e la “non-guerra”, trova credito il concetto di diplomazia coercitiva. Si tratta di un evidente ossimoro. Coercizione e diplomazia sono opzioni alternative. E il negoziato impositivo, carattere distintivo dello stile trumpiano (il “power deal”), ha le fattezze dell’ultimatum più che quelli dell’intesa. Negoziare con la minaccia di un’azione armata (tipica è l’espressione “tutte le opzioni sono sul tavolo”) non è nemmeno più diplomazia, è una minaccia, e quindi una forma embrionale e preliminare di conflitto. 

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Categoria: internazionale/esteri

16:07

Bridgerton, la stagione 5 è ufficiale: in un video i nuovi protagonisti

(Adnkronos) - È ufficiale. 'Bridgerton', la serie Netflix di successo ispirata ai romanzi di Julia Quinn, avrà una quinta stagione. La data di uscita non è ancora nota, ma la piattaforma fa sapere ai "cari lettori" di Lady Whistledown che "una certa contessa troverà di nuovo l'amore" e che "la quinta stagione di Bridgerton è in fase di produzione". 

Netflix fa riferimento alla nuova protagonista di questa stagione, Francesca Bridgerton. È lei la Contessa di Kilmartin che troverà di nuovo l'amore. Da come si intuisce nelle prime immagini rilasciate dalla piattaforma streaming, il suo nuovo interesse amoroso sarà Michaela Stirling, cugina del defunto marito John. 

Francesca sarà la quinta dei fratelli Bridgerton ad avere una stagione dedicata, dopo quelle che si sono concentrate rispettivamente su Daphne, Anthony, Colin e Benedict. 

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Categoria: spettacoli

15:59

Grande Fratello, oggi la terza puntata: anticipazioni, nomination e incontri speciali

(Adnkronos) - Stasera, martedì 24 marzo, nuovo appuntamento con 'Grande Fratello', il reality show condotto da Ilary Blasi in onda su Canale 5. In studio nel ruolo di opinioniste, Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli. 

 

Esplodono le prime tensioni e la Casa si divide. In questi giorni si è parlato di 'pillole gate': Dario Cassini è accusato di aver inscenato un furto dei suoi medicinali per mettere in cattiva luce Antonella Elia. Quale sarà la verità?  

E ancora, si parlerà del motivo del litigio tra Adriana Volpe e Alessandra Mussolini. Mentre Francesca Manzini e Marco Berry sono al centro delle polemiche della Casa. 

Tra le mura del Grande Fratello è scattato il primo bacio: Lucia Ilardo e Renato Biancardi sono i protagonisti. E non finiscono le sorprese: incontro speciale per Antonella Elia. A fare il suo ingresso in Casa, il suo ex Pietro Delle Piane che racconterà la sua verità sulla fine del loro rapporto. 

E infine, il verdetto del televoto decreterà la prima eliminazione di questa edizione. Chi abbandonerà la Casa? 

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Categoria: spettacoli

15:48

'Spare' di Harry è il libro più letto... nei bagni di tutta la Gran Bretagna

(Adnkronos) - Il campionato di calcio o il medagliere olimpionico, il cane più bello e quello più brutto, fino a chi mangia più hot dog, alla corsa degli zombie e a chi lancia più lontano il telefonino: di gare e di record, in giro per il mondo, ce ne sono di tutti i gusti. Ma la classifica dei libri più letti nei bagni britannici proprio mancava. E dato che esiste e che evidentemente se ne sentiva il bisogno, indovinate chi si trova sul podio più alto. Ma 'Spare', naturalmente. La biografia del 2023 del principe Harry è stata votata come il libro numero uno da leggere in bagno in Gran Bretagna. Secondo un sondaggio commissionato dal marchio di carta igienica Cushelle, le persone non amano soltanto scorrere le notizie sui social media mentre sono 'in seduta' o leggere giornali e riviste e persino rispondere alle telefonate e alle videochiamate. I sudditi di Sua Maestà, infatti, prediligono anche i libri, e il bestseller del secondogenito di re Carlo ha la meglio su 'Come perdere gli amici e alienare le persone' di Toby Young, che si è classificato subito dopo, leggermente davanti a '1984' di George Orwell e a 'Breve storia del tempo' di Stephen Hawking. 'Febbre a 90°' di Nick Hornby completa la top five dei libri più avvincenti, seguito da 'Essere Jordan' di Katie Price e poi da 'Il codice Da Vinci' di Dan Brown. 

La psicologa comportamentale Jo Hemmings, che ha partecipato allo studio, ha detto al Mirror: "Il bagno è uno dei pochi luoghi in cui le persone si sentono brevemente distaccate dalle pressioni e dalle aspettative sociali, quindi spesso si sentono attratte da libri coinvolgenti, colloquiali o persino un po' provocatori. Un'autobiografia come 'Spare' si adatta perfettamente a questo stile: è facile da leggere una parte alla volta, è coinvolgente a livello emotivo, è basata su una narrazione personale e, non è un caso, il suo titolo può essere inteso anche come prezioso 'tempo libero'!". Secondo lo studio, i britannici vanno in bagno sei volte al giorno, trascorrendovi poco più di cinque minuti a sessione: ben sette giorni interi all'anno. Vanno in bagno per sfuggire a tutto. Quasi un terzo dei genitori confessa di fingere a volte di "dover andare in bagno" solo per sfuggire ai figli, mentre un quarto usa il bagno per evitare il partner e il 22 per cento vi si intrufola per non incontrare i colleghi di lavoro. 

La Hemmings ha aggiunto: “La vita moderna è incredibilmente rumorosa, a livello digitale, sociale ed emotivo. Le persone sono sovrastimolate e non riposano a sufficienza. Il bagno è uno spazio in cui i confini vengono culturalmente rispettati. Dietro una porta chiusa, si ha il permesso di fare una pausa. Non è un caso che le persone prolunghino le loro visite in bagno, sia per scelta che inconsciamente. Non si limitano a espletare i propri bisogni; si prendono un momento prezioso per regolare le proprie emozioni. Cushelle ha colto un'intuizione culturale geniale. Siamo alla disperata ricerca di quei pochi minuti di privacy perduti, e l'idea di una distrazione completamente consumabile, monouso e senza sensi di colpa è un colpo di genio”. Per la cronaca, il classico di Jane Austen, 'Orgoglio e pregiudizio', si è classificato all'ottavo posto, superando di poco 'La mia vita' di Alex Ferguson e 'Il diario di Bridget Jones' di Helen Fielding. In tutto questo, c'è da scommettere che, nel campionato del 2027, un nuovo libro che si affaccerà nei bagni britannici spiazzerà sia i grandi classici che la biografia di Harry. Se le scriverà (ed è molto probabile che lo faccia), Sarah Ferguson scalerà non solo questa, ma qualsiasi altra classifica con le rivelazioni sui suoi rapporti e quelli di Andrew Mountabatten-Windsor con Jeffrey Epstein e su come fu trattata Lady Diana dalla famiglia reale.  

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Categoria: internazionale/royalfamilynews

15:47

Ai, Rossi (Microsoft): “Ai skills alliance percorso gratuito per lavoratori e imprese”

(Adnkronos) - “L’Ai Skills Alliance nasce come patto tra Microsoft e una serie di associazioni di categoria, territoriali, ordini e organizzazioni professionali, con l'obiettivo di supportare i lavoratori in una fase di profonda trasformazione. Lo scopo è fornire a chi lavora e alle aziende gli strumenti per utilizzare l'intelligenza artificiale in modo responsabile e consapevole nella quotidianità”. Così Federica Rossi, Ai Skills director di Microsoft Elevate, descrive il progetto che punta a trasformare l'innovazione in opportunità concreta per il sistema Paese. (Video) 

L'iniziativa intende colmare un divario netto: i dati dell'osservatorio AI Skills 4 Agents - sviluppato da Teha Group in collaborazione con Microsoft Italia - evidenziano un paradosso nel mercato italiano. A fronte di un tasso di utilizzo di soluzioni basate su intelligenza artificiale pari al 90% da parte delle grandi imprese italiane (+5% rispetto al 2024), persiste infatti una forte carenza di profili qualificati. 

Il 68% delle imprese lamenta l'assenza di know-how adeguato, il 72% la mancanza di cultura digitale e change magement, fattori questi che rappresentano il principale ostacolo alla diffusione dell’AI e in particolare dell’AI agentica, ovvero sistemi intelligenti capaci di agire in autonomia per raggiungere obiettivi complessi senza costante supervisione umana. La diffusione di questa tecnologia potrebbe generare un incremento del Pil nazionale fino al 18% al 2040, pari a 336 miliardi di euro annui. 

In questo scenario si inserisce Microsoft Elevate, programma globale che mette a disposizione percorsi di apprendimento attraverso partnership nei settori dell'istruzione, del non-profit e delle associazioni. Nell’ambito del programma, in Italia, l'Ai Skills Alliance offre una didattica gratuita per tutti organizzata per livelli (https://learn.aiskillsalliance.it/), che accompagna i partecipanti dai principi di base fino all'impiego operativo dell'intelligenza artificiale nelle diverse funzioni aziendali. 

“Sono 37 i membri dell’Ai Skills Alliance, tra associazioni e reti di imprese che hanno già nella propria missione il supporto alla competitività. Sono invece 12 i partner tecnici che mettono a disposizione la loro esperienza attraverso eventi e workshop per studiare casi reali e utilizzi avanzati”, spiega Rossi. 

Poi entra nel dettaglio: “Il percorso formativo creato nell'ambito dell'Alleanza parte dalle nozioni essenziali: cos'è l'Ai generativa, come si crea un prompt e come si usa la tecnologia in modo sicuro. Il livello successivo riguarda invece l’applicazione pratica nei principali ruoli aziendali, come risorse umane, vendite, amministrazione, marketing e comunicazione. Questo passaggio è strutturato per offrire workshop ed esercizi interattivi e di apprendimento più divertenti, fruibili su una piattaforma dedicata”. 

Il percorso descritto da Rossi è solo una delle fasi del programma Ai Skills Alliance. C’è infatti un ulteriore step, orientato all'adozione che garantisce un accesso privilegiato al programma AI L.A.B. (Learn, adopt, benefit) - iniziativa strategica promossa da Microsoft Italia in collaborazione con un ecosistema di partner tecnologici nata per accompagnare le aziende italiane nel percorso di adozione responsabile dell'intelligenza artificiale generativa - e il supporto nella ricerca di finanziamenti per le realtà che intendono implementare soluzioni proprietarie. 

Ai Skills Alliance vanta già il supporto di numerosi partner strategici come associazioni del mondo industriale, organizzazioni pubbliche, fondazioni e organizzazioni di ordini professionali che , insieme ai partner tecnici stanno lavorando per estendere le opportunità di apprendimento a tutte le proprie reti associate. 

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Categoria: lavoro

15:36

Energia, Dell’Acqua (Arera): "A giorni convocazione associazioni"

(Adnkronos) - A giorni l’Arera convocherà le associazioni per raccogliere idee per la tutela degli utenti. Lo ha annunciato Nicola Dell'Acqua, presidente dell'Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, durante ill’ intervento all’ assemblea dell’Associazione reseller e trader energia (Arte) a Roma. “L’Autorità sarà sempre al fianco degli operatori che operano con trasparenza e lealtà. Ma sarà altrettanto ferma nel vigilare a tutela dei consumatori”, aggiunge, sottolineando che la protezione del cliente finale “resta per noi una priorità assoluta”. L’Arera “ha un compito chiaro: regolare, con rigore e indipendenza, settori che toccano ogni giorno la vita reale delle persone”, sottolinea.  

“Un impegno preciso: cittadini e imprese hanno pari dignità nella nostra azione regolatoria. Non possiamo tutelare gli uni a discapito degli altri. La buona regolazione trova il punto di equilibrio: mercati efficienti da un lato, protezione di chi si trova in posizione più debole dall’altro”. 

Sulle tensioni geopolitiche Dell’Acqua osserva inoltre che “la crisi energetica del 2022 ha mostrato con brutalità quanto famiglie e imprese possano essere colpite da dinamiche di prezzo che sfuggono al controllo nazionale. Quella lezione non è stata dimenticata. E le tensioni geopolitiche degli ultimi mesi, incluse quelle legate agli approvvigionamenti e alla volatilità dei mercati internazionali, ci ricordano che la sicurezza energetica resta una questione aperta, che richiede vigilanza costante e risposte strutturali”. 

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Categoria: economia

15:33

Iran, Dell'Acqua (Arera): "Raddoppio gas, autonomia energetica o sempre esposti a crisi"

(Adnkronos) - "Dovrebbe ormai essere chiaro a tutti" dopo il Covid, la guerra in Ucraina e adesso in Medio Oriente che "se non diventiamo autonomi nell'energia avremo sempre una guerra, sempre una pandemia, sempre uno scombussolamento politico che ci porterà ad avere situazioni come quella di oggi" con il prezzo del gas attualmente a circa "57 euro/mwh, mentre prima della guerra era a 27-28 euro". Così all'Adnkronos il presidente dell'Arera Nicola Dell'Acqua, a margine dell'Assemblea Arte, l'associazione dei reseller e trader energetici.  

"Compito di Arera è regolare - scandisce - compito delle istituzioni è capire che avremo sempre situazioni di questo genere” se l’Italia non diventa autonoma sotto il profilo energetico. 

ll presidente dell'Authority di regolazione per energia reti e ambiente considera "un passo avanti enorme" le recenti misure approvate dal governo contro il caro-energia con il decreto Bollette. "Anche per i principi che pone il provvedimento - aggiunge - cioè di risparmiare, di aggredire gli oneri di sistema e di mettere in discussione un sistema come gli Ets che in questo momento sta mettendo in difficoltà l'Europa". Un decreto che "ci voleva assolutamente e anche noi, come regolatori, non possiamo che vederlo in ottima luce". E conclude: "E' un inizio, spero poi si inizi ad aggredire anche altre situazioni che con il governo abbiamo sotto controllo". 

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Categoria: economia

15:33

Trapianti, in Italia numeri in crescita: "2025 anno migliore di sempre"

(Adnkronos) - Nel 2025 la Rete trapiantologica italiana "ha confermato e migliorato i dati di attività relativi a donazioni e trapianti: lo scorso anno sono stati registrati i numeri più alti mai realizzati sia per l'attività relativa agli organi che per quella che riguarda i tessuti e le cellule staminali emopoietiche". A confermarlo è il report preliminare del Centro nazionale trapianti (Cnt) presentato oggi dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, e dal direttore del Cnt, Giuseppe Feltrin, in occasione degli Stati generali della Rete trapiantologica, al via oggi a Roma. Appuntamento che arriva dopo il caso del piccolo Domenico a cui era stato trapiantato un cuore danneggiato, il 23 dicembre 2025, all'ospedale Monaldi di Napoli.  

"Ancora una volta le donazioni di organi hanno toccato un nuovo primato: nel 2025 sono state 2.164 (+3,2% in confronto al 2024), a partire da 3.293 segnalazioni di potenziali donatori arrivate dalle rianimazioni (+3,2%). Grazie ai prelievi di organi effettuati sono stati realizzati 4.697 trapianti, 55 in più rispetto all'anno precedente (+1,2%). Sia per le donazioni che per i trapianti si tratta dei numeri più alti di sempre in Italia", emerge dal rapporto. Il tasso nazionale di donazione si è assestato dunque a quota 30,2 donatori per milione di persone (pmp), un livello che permette al nostro Paese di essere tra i primi in Europa. "Le regioni che hanno segnato i tassi di donazione più elevati sono Veneto (49,5 donatori pmp), Toscana (47,3) e Piemonte (41,9), mentre va segnalata la crescita dei tassi nelle regioni meridionali, come in Basilicata (+5,7), Puglia (+4,4) e Campania (+3,9). Stabili, invece - precisa il Cnt - le opposizioni al prelievo degli organi registrate nelle rianimazioni al momento del decesso dei potenziali donatori: la percentuale dei 'no' è stata del 28,8, +0,1% rispetto al 2024".  

Con le donazioni crescono conseguentemente anche i trapianti. "A segnare l’aumento percentuale maggiore sono stati anche quest’anno quelli di cuore, passati dai 413 del 2024 ai 461 del 2025 (+11,6%). Stabili i trapianti di rene (2.347), in lieve crescita quelli di fegato (1.770), ai quali vanno aggiunti anche 150 trapianti di polmone e 33 di pancreas. In aumento anche i trapianti da donatore vivente, passati da 366 a 382 (357 di rene e 25 di fegato). Complessivamente in Italia ci sono stati nel 2025 73,4 trapianti per milione di abitanti: a livello regionale il tasso più elevato è stato registrato in Veneto (145,3), seguito da Piemonte (125,8) e Friuli Venezia Giulia (95,4)", continua il report. "La donazione a cuore fermo (donation after cardiac death, Dcd), ovvero quella da pazienti la cui morte viene constatata dopo un arresto cardiaco di almeno 20 minuti, si conferma uno dei settori trainanti dell'intera attività: le segnalazioni di donatori di questo tipo sono cresciute del 47,2%, portando le donazioni a quota 435 (+53,2%) e i trapianti a 937 (+50,6%), il 19,9% del totale dei trapianti effettuati (nel 2024 erano stati il 14,5%). Negli ultimi 12 mesi i centri in grado di effettuare questo tipo di donazioni sono passati da 85 a 111, dislocati in 17 regioni italiane", prosegue il rapporto.  

"Negativo, invece - rileva il Cnt - il bilancio relativo alle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2025 nei Comuni italiani al momento del rilascio della carta d’identità elettronica. Su 3.782.100 dichiarazioni raccolte lo scorso anno, i consensi sono stati 2.266.917 (59,9%) e le opposizioni 1.515.183 (40,1%, nel 2024 furono il 36,3%). A scegliere di registrare la propria volontà (positiva o negativa) è stato dunque il 59,2% dei 6.383.035 cittadini - sottolinea il report - che hanno richiesto un nuovo documento, mentre il 38,8% (2.600.935 persone) ha preferito astenersi. L'aumento dei 'no' ha riguardato tutte le regioni italiane e tutte le fasce demografiche, in particolare i 18-30enni, tra i quali le opposizioni sono salite dal 33,6% al 39,7%. Complessivamente nel Sistema informativo trapianti al 31 dicembre 2025 erano presenti 24.841.250 dichiarazioni di volontà: 16.990.804 consensi (68,4%) e 7.850.446 opposizioni (31,6%)". 

Infine, il rapporto preliminare 2025 fa il punto anche sull'attività di donazione e trapianto di tessuti e di midollo osseo. "Lo scorso anno - si legge - ha segnato numeri da primato anche per quanto riguarda i tessuti: è stato raggiunto il massimo storico sia per le donazioni (16.825, +5,6%) che per i trapianti (27.351, +2,6%), con risultati significativi in particolare per le cornee e il tessuto muscolo-scheletrico". 

"Segno positivo anche per le cellule staminali emopoietiche: mai così tante donazioni effettive (490, +19,5%) e trapianti da donatore non familiare (1.161, +6%). Il numero degli iscritti attivi nel registro Ibmdr (ovvero le persone effettivamente disponibili a donare) è cresciuto ancora, arrivando a quota 525.682 (+2,6%), grazie al reclutamento nel 2025 di altri 30.872 nuovi potenziali donatori tra i 18 e i 35 anni", conclude il report.  

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Categoria: cronaca

15:21

Gino Paoli, addio al cantautore dell'anima: la musica, l'amore e le crisi personali

(Adnkronos) - Per sempre un punto di riferimento per la canzone d'autore. Gino Paoli, scomparso all’età di 91 anni nella sua casa di Genova dopo un breve ricovero in una clinica privata, ha saputo raccontare con rara sensibilità l’amore, la malinconia e le sfumature della vita quotidiana. Il cantautore lascia in eredità un patrimonio musicale fatto di autentiche perle: brani di grande popolarità come 'Il cielo in una stanza', 'La gatta', 'Che cosa c’è', 'Senza fine', 'Sapore di sale', 'Una lunga storia d’amore' e 'Quattro amici al bar'.  

Ogni canzone è un frammento di vita, un piccolo capolavoro di poesia urbana, capace di raccontare storie con leggerezza e profondità insieme, toccando il cuore di generazioni intere. Quella di Paoli è stata una vita intensa, segnata da successi straordinari, amori tormentati, crisi personali (compreso un tentato suicidio) e un impegno che ha travalicato i confini della musica fino alla politica, come deputato eletto come indipendente nelle liste del Partito comunista italiano. 

 

Nato a Monfalcone (Gorizia) il 23 settembre 1934, da una famiglia di origini toscane e giuliano-dalmate, Gino Paoli si trasferisce da neonato a Genova, città a cui resterà sempre profondamente legato. La sua carriera inizia negli anni Cinquanta, nel fermento della nascente 'scuola genovese', con amici e colleghi destinati a diventare leggende della musica italiana: Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e poco dopo Fabrizio De André. Con il gruppo I Diavoli del Rock si esibisce nei pomeriggi studenteschi e nei locali della Liguria, iniziando a sperimentare melodie, armonie e testi intrisi di sentimento. 

Il primo approdo discografico avviene nel 1959 con la casa Ricordi, che pubblica i suoi primi 45 giri: 'La tua mano', 'Non occupatemi il telefono', 'Senza parole', 'Sassi'. Brani che inizialmente passano inosservati, ma che getteranno le basi di quello che sarà il repertorio immortale di Paoli. Il vero exploit arriva nel 1960 grazie a Mina e al brano 'Il cielo in una stanza', su suggerimento di Mogol, che scala le classifiche e consacra Paoli come cantautore di fama nazionale. Il successo non si ferma: 'La gatta', inizialmente ignorata, diventa un classico grazie al passaparola, e Paoli entra nell’Olimpo della canzone italiana. 

Negli anni successivi, la sua penna dà vita a brani intramontabili: 'Sapore di sale', arrangiato da Ennio Morricone e con il contributo di Gato Barbieri al sassofono, diventa un simbolo della musica italiana anni Sessanta; 'Che cosa c’è', Senza fine, scritta per Ornella Vanoni, diventano inni alla delicatezza dei sentimenti e alla capacità di raccontare l’animo umano con semplicità e profondità. Paoli partecipa a cinque edizioni del Festival di Sanremo, componendo anche colonne sonore per film, da 'Prima della rivoluzione' di Bernardo Bertolucci a numerose pellicole televisive e cinematografiche, sempre con arrangiamenti sofisticati e innovativi. 

 

La vita privata di Paoli è altrettanto intensa e complessa. Dalla prima moglie, Anna Fabbri, nasce il figlio Giovanni, morto per un infarto all'età di 60 anni il 7 marzo 2025. Parallelamente, negli anni Sessanta, si intreccia la celebre e controversa relazione con l'attrice Stefania Sandrelli, ancora minorenne, dalla quale nasce Amanda Sandrelli, che seguirà le orme materne diventando attrice. La storia con Ornella Vanoni, iniziata anch’essa negli anni Sessanta, sarà lunga, tormentata, ma anche fonte di ispirazione per alcune delle più belle canzoni d’amore della storia italiana: 'Senza fine', 'Anche se', 'Me in tutto il mondo'. Con Ornella Vanoni, morta a 91 anni lo scorso 21 novembre, è poi tornato a collaborare professionalmente negli anni Ottanta e Duemila, ottenendo successo con la tournée dal titolo allusivo 'Ti ricordi? No, non mi ricordo'. Dal 1991 era sposato con Paola Penzo, autrice di alcuni suoi brani, con la quale ha avuto tre figli: Nicolò (1980), Tommaso (1992) e Francesco (2000). 

 

Non sono mancati periodi bui. Nel 1963, sopraffatto da crisi personali e sentimentali, Paoli tenta il suicidio sparandosi un colpo al cuore. L’ogiva, fortunatamente, non perfora il miocardio ma resta incapsulata nel torace per tutta la vita, un monito silenzioso e doloroso della fragilità umana dietro il volto del cantautore. L’alcol e, in seguito, la droga, accompagnano alcuni anni di profonda crisi, che tuttavia non spegne la sua creatività. 

Dopo un periodo di minore visibilità negli anni Settanta, segnato da album di minor successo e partecipazioni a festival senza fortuna, Paoli torna alla ribalta negli anni Ottanta con 'Una lunga storia d’amore' (1984), colonna sonora del film 'Una donna allo specchio' con Stefania Sandrelli. La canzone segna la rinascita artistica e lo porta a un tour trionfale con Ornella Vanoni, documentato nel doppio album live 'Insieme'. Nel 1989, su invito personale del patron Adriano Aragozzini partecipa al Festival di Sanremo con 'Questa volta no'. 

Negli anni Novanta, Paoli conferma la sua capacità di reinventarsi: il 1991 è l'anno del suo grande successo con 'Matto come un gatto', album il cui brano trainante 'Quattro amici al bar' vince il Festivalbar, riporta Paoli in testa alle classifiche e diventa un successo generazionale, mentre brani come 'Senza contorno' e 'La bella e la bestia' mostrano un artista sempre attento alle sonorità contemporanee senza perdere la sua identità poetica. Collabora con Zucchero, scrive canzoni per Ron, Peppino di Capri, Giorgia, e continua a reinterpretare classici internazionali di Charles Aznavour, Jacques Brel e Leo Ferré, dimostrando una versatilità rara. Il 2002 è l'anno del ritorno a Sanremo con 'Un altro amore', che si classifica terzo e vince il premio della critica. 

 

Gino Paoli non è stato solo interprete: ha scoperto e lanciato artisti come Lucio Dalla e Fabrizio De André, ha tradotto e adattato brani francesi, portando al pubblico italiano capolavori come 'Ne me quitte pas' (Non andare via) e 'Avec le temps' (Col tempo). Il suo incontro con il jazz, già negli anni Sessanta, si consolida negli anni Duemila grazie a collaborazioni con Danilo Rea, Enrico Rava e altri grandi nomi italiani. Nascono così album come 'Due come noi che…' (2012), 'Napoli con amore' (2013) e '3' (2017), in cui la fusione tra canzone e jazz diventa sublime, dimostrando la sua capacità di reinventarsi pur rimanendo fedele al suo stile.  

 

Non solo musica. Gino Paoli è stato presidente della Siae per due anni, tra il 2013 e il 2015, dimettendosi dalla carica in seguito ad accuse di presunta evasione fiscale, dichiarando alla stampa: "Non ho commesso reati. Difenderò la mia dignità". Secondo la Procura di Genova, nel 2008 avrebbe sottratto al fisco italiano circa 2 milioni di euro, derivanti da esibizioni alle feste dell’Unità, trasferendoli illecitamente presso un istituto di credito svizzero e omettendo di dichiarare circa 800.000 euro nella dichiarazione dei redditi del 2009. Contestualmente vennero disposte perquisizioni presso la sua abitazione di Genova e le sedi delle sue società. Nel luglio 2016 il reato venne dichiarato prescritto e il pubblico ministero chiese l’archiviazione, non essendo possibile stabilire con certezza la data di inizio dell’evasione, nonostante Paoli avesse nel frattempo concordato con l’Agenzia delle Entrate un piano di rateizzazione per estinguere il debito. 

Nel 1987 Paoli si candidò alle elezioni politiche e venne eletto deputato nelle file del Partito Comunista Italiano (poi Pds); tuttavia, una volta in Parlamento, aderì al gruppo della Sinistra indioendente, non essendosi mai iscritto formalmente ad alcun partito. Nel 1992 lasciò l’attività politica, non venendo rieletto nelle liste del Pds. Ha inoltre ricoperto l’incarico di assessore alla Cultura nel comune di Arenzano (Genova). Pur militando politicamente, non ha mai rinunciato al suo spirito libero, definendosi “anarchico per natura”, eredità del nonno analfabeta che conosceva a memoria la "Divina Commedia". Un anarchico “artigiano” della canzone, capace di trasformare ogni limite in ispirazione musicale. 

Anche negli ultimi anni Gino Paoli non ha smesso di sorprendere, fino al doppio album 'Appunti di un lungo viaggio' (2019), dove la sua poetica rimane intatta: l’equilibrio tra introspezione e narrazione, tra sentimento e melodia, è la cifra che rende unica la sua musica. (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

14:50

Athora Italia, solo 8% non pensionati ha organizzato con cura vita post-lavoro

(Adnkronos) - Athora Italia, compagnia assicurativa vita del Gruppo Athora, ha presentato in collaborazione con Nomisma la seconda edizione dell’Osservatorio Look to the Future, l’indagine che fotografa il sentiment degli italiani sui temi del risparmio e degli investimenti, della previdenza e della protezione, con il capitolo rivolto alla longevità e alla previdenza complementare. Ne hanno discusso oggi Jozef Bala, ceo di Athora Italia, Silvia Zucconi, direttore New Market Intelligence di Nomisma e Sergio Sorgi, sociologo e fondatore di Progetica. 

La prospettiva di vivere a lungo genera infatti sentimenti contrastanti nel tessuto sociale italiano: se oltre la metà della popolazione in pensione guarda al futuro con ottimismo (63%), tra i non pensionati la longevità è spesso associata ad ansia e preoccupazione (29%). La ricerca evidenzia una contraddizione sociologica profonda, dove il timore per la perdita di vigoria fisica e autonomia prevale sulla pianificazione economica. Tre italiani su quattro (74%) si dicono preoccupati dalla prospettiva di una futura non autosufficienza, temendo soprattutto il carico di cura sui familiari, la necessità di modificare radicalmente le proprie abitudini di vita e l’impegno economico. 

Nonostante queste paure, prevale un diffuso 'breve-terminismo': solo l’8% dei non pensionati dichiara di aver già organizzato con cura la propria vita post-lavoro. Gli italiani attribuiscono al risparmio un valore centrale, ma adottano spesso strategie basate sul senso comune, più che sul buon senso: il 47% punta sulla riduzione delle spese non necessarie, agendo come accantonatori di risorse, ma senza una reale finalizzazione. Ci troviamo di fronte a un risparmio spesso 'primitivo' e non pianificato. E tra chi non sta accumulando risorse economiche per la propria vecchiaia, il 53% ammette difficoltà ad accantonare risorse sufficienti. 

 

Ma è la difficoltà di visione a riflettersi in una marcata sottostima del tempo e della realtà previdenziale. Oltre un terzo dei lavoratori prevede infatti di andare in pensione all’età di vecchiaia prevista di 65-67 anni. Parallelamente, solo un terzo (33%) di chi lavora immagina di trascorrere più di 20 anni in pensione, mentre chi ha già concluso l’attività lavorativa ha ben compreso che il tempo della longevità sarà molto più esteso (57%). A ciò si aggiunge un mix di sfiducia e scarsa conoscenza del sistema pubblico: il 70% dei non pensionati teme di non ricevere un assegno adeguato allo stile di vita desiderato e il 42% è convinto che i contributi versati oggi serviranno ad erogare le pensioni di domani. 

Eppure, la preoccupazione per il futuro non si traduce in attivazione: solo il 27% degli italiani dichiara di avere attivato un piano pensionistico integrativo, mentre il 36% dichiara che si attiverà, manifestando tuttavia una chiara tendenza alla procrastinazione. A questo si accompagna una certa ingenuità nel rapporto tra versamenti e prestazioni, dove si genera un’asimmetria: se il 36% di coloro che conoscono fondi pensione o PIP desidera un’integrazione superiore ai 700 euro mensili, la disponibilità media a investire rimane modesta, con il 75% del campione che non sarebbe disposto a superare i 200 euro al mese. 

Un punto centrale emerso dall’indagine riguarda il cosiddetto costo del rimpianto: la ricerca mostra come la consapevolezza dell’importanza di una pianificazione tempestiva cresca con l’avanzare dell’età. La metà degli over 50 (50%) dichiara apertamente che avrebbe dovuto pensare alla propria previdenza complementare molto prima di quanto effettivamente fatto. Questo sentimento è confermato da chi è già in pensione: il 20% dei pensionati ammette che, potendo tornare indietro, pianificherebbe il pensionamento con molto più anticipo. Di contro, per il 27% che ha agito, l’assenza di rimpianto è totale: il 91% dei sottoscrittori di piani pensionistici si dichiara tra soddisfatto ed estremamente soddisfatto della scelta fatta. 

 

Un ostacolo determinante alla pianificazione è rappresentato dalle modalità con cui gli italiani si informano. Nonostante la complessità della materia, solo il 21% degli italiani che non conoscono questi strumenti dichiara di voler approfondire attivamente il funzionamento dei prodotti previdenziali, contro il 45% dei poco o per nulla interessati. In questo vuoto informativo, le scelte vengono spesso delegate ad amici e parenti, ritenuti più attendibili rispetto alle figure professionali, o ci si affida alla consulenza bancaria o finanziaria. Questa tendenza a cercare risposte nel “senso comune” piuttosto che nelle competenze tecniche alimenta il rischio di scelte inefficienti, confermando l’urgenza di un nuovo modello di consulenza che sappia parlare un linguaggio diretto, empatico e quotidiano. 

In occasione della presentazione, Jozef Bala, ceo di Athora Italia, ha dichiarato: “I dati dell’Osservatorio ci consegnano l’immagine di un’Italia che risparmia con sacrificio, ma che fatica a trasformare quel risparmio in un progetto di vita solido. Come Compagnia assicurativa abbiamo il dovere di comunicare che la previdenza complementare è una strategia per mitigare il rimpianto futuro e garantire quella serenità che, come dimostra la ricerca, appartiene oggi solo a chi ha saputo pianificare per tempo. Che sia la strada da percorrere ce lo dice chiaramente quel 91% tra i sottoscrittori di strumenti integrativi soddisfatti della scelta fatta. In continuità con gli insight emersi nella prima edizione della ricerca, si rafforza il bisogno di avvicinare il ruolo dell’assicuratore a vero consulente finanziario e troviamo anche conferma della necessità di implementare percorsi di educazione finanziaria rivolti soprattutto alle giovani generazioni, che aiutino a superare la sottovalutazione del tempo e la procrastinazione, supportando scelte più informate e consapevoli”. 

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Categoria: lavoro

14:50

Gino Paoli, il ricordo di Iva Zanicchi: "La colonna sonora della mia vita"

(Adnkronos) - "Gino Paoli è stato la colonna sonora della mia vita. Mi ricordo che da ragazzina, ero in campeggio a Marina di Massa e il primo ballo che feci con un ragazzino che mi piaceva tantissimo era sulle note de 'La Gatta'. Un momento indimenticabile". Così Iva Zanicchi ricorda con l'Adnkronos Gino Paoli, scomparso stanotte a 91 anni. "Gino - aggiunge Zanicchi - ha scritto canzoni memorabili come 'Senza fine' che Ornella (Vanoni, ndr) interpretò in maniera magistrale e 'Il 'Cielo in una stanza', portata al successo da Mina. Però quando le cantava lui avevano un altro sapore". 

"Gino era un uomo molto scherzoso, non era, come lo descrivono, un musone - sottolinea Zanicchi - anzi. Era molto intelligente ed ironico. Ricordo che quando mi incontrava mi storpiava sempre il nome: mi chiamava 'Zanicchiola'. E poi aveva un grande fascino: ha avuto donne bellissime, come la Sandrelli, ed era legatissimo a Ornella Vanoni, che non ha mai nascosto di averlo amato moltissimo'', conclude. 

 

In collegamento con La volta buona, Iva Zanicchi ha confessato che nel suo cuore resta un rammarico: non aver mai inciso una canzone insieme a Gino Paoli. "Una volta gli chiesi di scrivere una canzone per me, mi aveva detto che lo avrebbe fatto, non è successo e mi dispiace. Ma le sue poesie sono eterne". E ha aggiunto: "Ho invidiato tanto Ornella Vanoni, 'Senza fine' è una canzone che avrei tanto voluto cantare io".  

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Categoria: spettacoli

14:47

Lecce, abusi su bambina di 8 anni: due arresti per violenza sessuale aggravata, in carcere anche la madre

(Adnkronos) - Due persone, un uomo di 71 anni e una donna di 53, sono state arrestate dai carabinieri della Stazione di Taviano, in provincia di Lecce, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo salentino, per violenza sessuale aggravata ai danni di una bambina di 8 anni e produzione e detenzione di materiale pedopornografico. La vittima è la figlia della donna. Le misure cautelari sono state eseguite, con l'ausilio delle Stazioni di Taurisano, Supersano e della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casarano, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Lecce. Entrambi risiedono nel basso Salento.  

I militari di Taviano hanno ricostruito una sequenza di comportamenti protrattisi tra agosto 2024 e agosto 2025. Nel corso di quel periodo, i due indagati avrebbero costretto la bambina a subire ripetutamente gravi abusi sessuali da parte dell'uomo. La madre, secondo l'accusa, avrebbe partecipato attivamente. Quest'ultima avrebbe inoltre documentato gli abusi attraverso la produzione di fotografie e video, trasmessi all’uomo unitamente ad altro materiale pedopornografico riguardante la bambina. Al momento dell'esecuzione della misura cautelare, i militari dell’Arma hanno sequestrato gli apparati informatici nella disponibilità di entrambi gli arrestati. Il materiale, che potrebbe rivelarsi determinante per l'ulteriore sviluppo delle indagini, sarà sottoposto ad accertamenti tecnici disposti dall'Autorità Giudiziaria. La bambina, nel frattempo, è stata affidata a una comunità protetta, per garantirne l'incolumità e avviarne il percorso di supporto e recupero. Ora l'uomo e la donna si trovano in carcere.  

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Categoria: cronaca

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18:31

Trump fa insider trading con la guerra in Iran? I dati legano gli annunci ai movimenti su petrolio e azioni

(Adnkronos) - Era già successo con gli annunci e le retromarce sui dazi, ora lo schema si ripete con la 'tregua' in Iran e il petrolio. Il rapporto di Donald Trump con i mercati finanziari è da sempre border line con l'insider trading. Con le sue mosse sbandierate su Truth a segnare momenti propizi per comprare o vendere e incassare milioni di dollari. Ma veramente il presidente degli Stati Uniti favorisce la speculazione finanziaria? La domanda sarebbe incredibile se solo una serie di indizi non somigliassero sempre più da vicino a delle prove.  

La comunità finanziaria globale era rimasta sbalordita dal candore dell'affermazione, "questo è il momento giusto per comprare", che aveva accompagnato l'annuncio di uno stop ai dazi precedentemente imposti a tutto il mondo. Eravamo a metà aprile 2025, e quelle parole accostate all'effettivo rialzo delle quotazioni che ne seguirono, alimentarono la richiesta dei Democratici americani di indagare a fondo per capire se la corrispondenza fra causa ed effetto fosse documentabile.  

Quasi un anno dopo, il Financial Times torna alla stessa denuncia, circostanziata. Questa volta nel mirino finisce l'annuncio, sempre via Truth, di una presunta tregua e di altrettanto presunti negoziati avanzati con Teheran per arrivare a un accordo che possa essere un primo passo verso la fine della guerra in Medio Oriente. E' evidente che si tratti di una notizia market (e price) sensitive, come si definiscono le indiscrezioni che hanno la forza di far schizzare o deprimere i corsi azionari. In questo caso, con un effetto diretto sulle quotazioni del petrolio, l'annuncio del presidente americano è di quelli particolarmente sensibili. Per questo il quotidiano economico britannico è andato a verificare. Bene, anzi malissimo, tra le 6:49 e le 6:50 ora di New York, quindici minuti prima dell'annuncio del presidente, sono stati scambiati 6.200 contratti futures sul Brent e sul West Texas Intermediate per un valore di 580 milioni di dollari.  

Questi movimenti sono insoliti per l'orario, per il volume e per la precisione chirurgica con cui sono stati piazzati. Perché l’annuncio di Trump alle 07:04 ha innescato un flusso di vendite sul petrolio che ne ha fatto scendere rapidamente il prezzo, incidendo ovviamente anche sul rialzo dei mercati azionari. Muovendo tantissimo denaro che è passato rapidamente da una mano all'altra.  

Sembra paradossale, se non addirittura distopico, arrivare all'equazione che lega causa ed effetto. La Casa Bianca ovviamente respinge formalmente ogni accusa ma il fatto, accertato, che passino enormi somme di denaro di mano in corrispondenza dei tira e molla di Trump fa del presidente americano una potenziale, gigantesca, fonte di informazioni riservate per fare insider trading. (Di Fabio Insenga) 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

17:55

Delmastro si dimette: "Ho commesso una leggerezza". Lascia anche capo di gabinetto Bartolozzi

(Adnkronos) - Andrea Delmastro Delle Vedove e Giusi Bartolozzi si sono dimessi. "Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia - dichiara Delmastro in una nota - Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il presidente del Consiglio". A quanto si apprende si è dimessa anche la capo di gabinetto del ministro della Giustizia. 

Il passo indietro del sottosegretario è arrivato all'indomani dell'esito del risultato referendario e dopo giorni di polemiche per le notizie di stampa sul caso della quota, poi ceduta, in una società intestata alla figlia 18enne di Mauro Caroccia. Caroccia, il cui nome compare nelle carte dell'inchiesta capitolina sul boss Michele Senese, sta scontando una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni con l'aggravante mafiosa. 

Sulla vicenda l'opposizione aveva presentato interrogazioni e chiesto che del caso si occupasse la Commissione parlamentare Antimafia: Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, aveva annunciato la richiesta, domani nella capigruppo della Camera, di calendarizzare la mozione di revoca degli incarichi a Delmastro, già depositata lo scorso giovedì.  

Le dimissioni di Delmastro arrivano dopo una riunione che si è tenuta nel pomeriggio al ministero tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, lo stesso Delmastro e la capo di gabinetto Bartolozzi. 

Anche le dimissioni di Bartolozzi arrivano all'indomani del risultato del referendum e dopo le polemiche delle scorse settimane per le parole che la capo di gabinetto aveva pronunciato alla trasmissione 'Il Punto' sull'emittente siciliana Telecolor. "La cosa che i cittadini dovrebbero comprendere è che qui non c'è una guerra tra due clan, politica e magistratura. La riforma è tesa a far recuperare alla magistratura la credibilità che ha purtroppo perso, e lo dico da magistrato", aveva detto Bartolozzi.  

Del resto, "finché le cose non capitano sulla pelle, voi non avete idea di cosa voglia dire", aveva aggiunto la capo di gabinetto di Carlo Nordio accennando all'inchiesta che la vede indagata a Roma per false comunicazioni al pm, concludendo: "Ecco, Io faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle. Votate sì, ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione". 

Immediate le reazioni. "Dopo il travolgente voto popolare di oltre 14 milioni di italiani Meloni si è dovuta arrendere. E poco fa il sottosegretario alla Giustizia Delmastro si è finalmente dimesso, così come Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia. Le dimissioni di Delmastro erano assolutamente necessarie e per questo il M5S aveva presentato nei giorni scorsi una mozione di revoca. Il danno arrecato al prestigio della massima Istituzione di governo è stato pesantissimo", scrive sui social il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che aggiunge: "Si sciolgono come neve al sole le chiacchiere della premier su complotti e 'manine': alcuni quotidiani hanno semplicemente 'osato' fare il proprio mestiere, pubblicando le notizie e le immagini che comprovavano gli affari di Delmastro e di tre dirigenti di Fratelli d'Italia in società con la famiglia di un prestanome del clan Senese. L'elenco degli orrori non è finito. L’impatto di questo travolgente voto popolare riuscirà a far dimettere anche la ministra Santanchè?", conclude Conte.  

“Fino a ieri Delmastro e Bartolozzi, nonostante le richieste delle opposizioni, sono rimasti al loro posto con il ministro Nordio a difendere il loro operato. Ora, nel giro di mezz’ora, assistiamo a due dimissioni. Cosa è cambiato? - chiede il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia - L'esito del referendum ha spaventato il governo? Ci sono fatti che non conosciamo? E' intervenuta la presidente del Consiglio? Il ministro della Giustizia ha cambiato idea? A questo punto è urgente e necessario che Nordio venga in aula a spiegare al Parlamento e al Paese, viste le vicende di queste settimane, che cosa sta avvenendo al suo ministero. Non si gioca con le istituzioni e con gli incarichi di governo".  

Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa verde, sottolinea: "Sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi. Giorgia Meloni in questi mesi ha difeso gli impuniti: un sottosegretario condannato per rivelazione di segreti d'ufficio che ha continuato a esercitare le sue funzioni e che, non soddisfatto, apriva società con persone legate alla camorra. Se non ci fosse stata la valanga di No, Delmastro e Bartolozzi sarebbero ancora al loro posto. Altro che 'non ha fatto nulla di scorretto': Delmastro è stato condannato per rivelazione di segreti d'ufficio e ha fatto società con soggetti legati alla camorra. Ora aspettiamo le dimissioni della ministra Santanchè, rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato".  

Nicola Fratoianni di Avs evidenzia che "le necessarie e doverose dimissioni di Delmastro dal ministero di Grazia e Giustizia arrivano con imperdonabile ritardo. Devono essere chiariti ancora molti aspetti, e vedremo nei prossimi giorni quali sviluppi ci saranno. Intanto accogliamo le dimissioni sue e della capo di gabinetto del ministro di Grazia e Giustizia Bartolozzi come una buona notizia". 

"Bene le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, che per quanto ci riguarda arrivano persino tardi, visto che avrebbero dovuto farlo prima. Dopo tutto quello che è accaduto, dal caso Almasri fino alle modalità anti istituzionali con cui il ministro e i principali attori di via Arenula hanno condotto la campagna per il referendum, la domanda è: a che ora si dimette il ministro Nordio?", afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi. "Certo che, in un Paese normale, un terremoto del genere in un dicastero chiave come quello della Giustizia porterebbe l'intero governo a cadere", conclude Magi. 

Carlo Calenda scrive sui social: "Arrivano le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi; necessarie, doverose e tardive. Procederei secondo la allegata to do list", aggiunge riferendosi a un post di questa mattina in cui elencava una serie di 'cose da fare' in cui metteva al primo posto: "Mandare a casa Bartolozzi, Delmastro, Urso, Santanchè (minimo sindacale)". 

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Categoria: politica

17:53

Svelata la prima immagine di Hogwarts dalla nuova serie di 'Harry Potter'

(Adnkronos) - Hbo ha diffuso una nuova immagine ufficiale della nuova serie di 'Harry Potter', offrendo ai fan un primo sguardo alla Hogwarts che farà da sfondo al reboot televisivo dell’universo creato da J.K. Rowling. Lo scatto, pubblicato sull’account Instagram ufficiale della produzione, preannuncia il lancio del primo trailer previsto per domani e mostra Harry - interpretato dal giovane Dominic McLaughlin - di spalle mentre si avvicina al campo da Quidditch, avvolto in un mantello rosso e oro con il suo cognome e il numero 7 da giocatore. Davanti a lui, un gruppo di studenti sta entrando nell’arena, decorata con le bandiere di Grifondoro e Tassorosso. 

A firmare l’aspetto visivo della scuola è Mara LePere-Schloop, production designer già nota per 'Intervista con il vampiro' e 'Pachinko'. La serie è attualmente in produzione ai Warner Bros. Studios Leavesden, nel Regno Unito, gli stessi dove furono girati i film originali. 

Il cast riunisce volti giovani e interpreti di grande esperienza: oltre a McLaughlin nei panni di Harry, ci sono Alastair Stout nel ruolo di Ron Weasley, Arabella Stanton in quello di Hermione Granger, John Lithgow nel ruolo di Albus Dumbledore, Janet McTeer in quello di Minerva McGonagall, Paapa Essiedu nei panni di Severus Piton e Nick Frost in quelli di Rubeus Hagrid. 

La nuova trasposizione televisiva è guidata dalla showrunner Francesca Gardiner e dal regista Mark Mylod. Tra i produttori esecutivi figurano J.K. Rowling, Neil Blair, Ruth Kenley-Letts per Brontë Film and Tv e David Heyman, storico produttore della saga cinematografica. 

La serie seguirà il percorso del giovane Harry mentre scopre di essere un mago, lascia la famiglia 'babbana' e approda a Hogwarts, dove stringerà amicizia con Ron e Hermione e affronterà la minaccia di Lord Voldemort. Un ritorno alle origini che promette di riportare sullo schermo, in forma seriale, l’intero arco narrativo dei romanzi.  

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Categoria: spettacoli

17:20

Poste-Tim, Lasco: "Nostra strategia non cambia, continueremo a investire sulle persone"

(Adnkronos) - “La nostra strategia è una e unica: investire sulle nostre persone. Con Del Fante, in ogni occasione, ringraziamo i nostri colleghi: se oggi siamo arrivati a questo è anche e soprattutto grazie a loro, alla capacità, alla motivazione che hanno sempre dimostrato in questi anni di fare squadra, di fare sistema e di portare i risultati”. Lo sottolinea il direttore generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco, in un’intervista rilasciata al Tg Poste. “Continueremo a investire sulle persone. In questi anni abbiamo assunto circa 40mila persone, un ricambio generazionale importantissimo. Abbiamo portato in casa tantissimi giovani, su 40 mila il 60% sono under 30, si è molto alzato il livello di scolarizzazione con circa il 30% di laureati, l’età media si è abbassata da 51 a 47 anni e oggi il 54% dei nostri dipendenti è donna”, precisa Lasco.  

“Le nostre risorse hanno capito l’investimento che stiamo facendo sulle persone e c’è stata una grande risposta. Stiamo investendo tanto sulla formazione e sul mondo welfare”, sottolinea. “Al Fondo Sanitario Integrativo hanno aderito tutti i 120 mila colleghi e in 50 mila hanno aderito al nostro progetto welfare. Quando l’operazione con Tim verrà a compimento l’integrazione sarà naturale”, spiega Lasco. “Continueremo il nostro processo di investimento sulle persone, daremo il benvenuto ai colleghi di Tim con grande motivazione e cultura professionale. Non faremo altro che continuare sulla nostra strada di fare grandi risultati e di fare grande Poste Italiane”, conclude. 

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Categoria: economia

17:19

Poste-Tim: Del Fante: "Opas è naturale evoluzione di un percorso iniziato anni fa"

(Adnkronos) - “L’offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim rappresenta una naturale evoluzione di un dossier avviato cinque anni fa insieme al Direttore Generale Giuseppe Lasco. Abbiamo fatto il primo investimento un anno fa, quindi possiamo dire di esserci fidanzati con Tim”. Lo sottolinea l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, in un’intervista rilasciata al Tg Poste. 

“Adesso siamo fermamente convinti che il matrimonio sia il prossimo passo, e quindi abbiamo proposto a tutti gli azionisti di Tim di venire a bordo dell'iniziativa di Poste” sottolinea. L’Ad ricorda che "il gruppo ha avviato lo studio dell’offerta già diversi anni fa”, aggiungendo che “due aziende storiche e iconiche come Poste Italiane e Tim, unite, possono proiettare il sistema Italia verso un futuro che sta diventando ogni giorno sempre più tecnologico”. Vogliamo essere, conclude Del Fante “l'abilitatore della trasformazione tecnologica, delle abitudini degli italiani, persone fisiche, delle imprese, della pubblica amministrazione”. 

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Categoria: economia

17:14

Salvare la vista in tempo di guerra, il modello 'corridoi teleterapeutici'

(Adnkronos) - In tempi di conflitti continui proteggere la propria salute, e in particolare la vista, diventa sempre più difficile. La guerra in Ucraina, ad esempio, ha costretto milioni di persone a lasciare il proprio Paese, ma quasi 4 milioni rimangono sul territorio affrontando condizioni estremamente difficili e con urgente bisogno di cure. La telemedicina in questi contesti ha rivoluzionato l'accesso alle consulenze, ma la medicina in tempo di guerra mette in luce i limiti dell'assistenza di tipo meramente consultivo. In caso di patologie in cui il tempo è un fattore cruciale, le competenze che si limitano a fornire raccomandazioni potrebbero arrivare troppo tardi per essere efficaci. Ciò che occorre è una transizione verso la telemedicina terapeutica, ovvero modelli in cui le conoscenze specialistiche superano i confini mentre l'autorità terapeutica rimane radicata a livello locale. Una pubblicazione su 'Nature', cui hanno contribuito Andrea Cusumano, oftalmologo e docente di Malattie dell'apparato visivo, e Marco Lombardo, PhD presso il Dipartimento di Medicina sperimentale dell'università di Roma Tor Vergata, approfondisce questi nuovi aspetti di terapia oftlamologica. Il titolo del paper è 'Local control, remote expertise: governing therapeutic telemedicine in wartime'. 

"Noi introduciamo - spiega Cusumano - il concetto di 'corridoi teleterapeutici': partnership di cliniche strutturate per trattamenti laser teleguidati transnazionali, concepite per garantire l'accesso alle terapie prioritarie quando i sistemi di riferimento convenzionali diventano insicuri o inaccessibili". Un esempio concreto? "Il 3 dicembre 2025 - racconta lo specialista - i nostri team italiani e ucraini hanno implementato un flusso di lavoro transnazionale teleguidato per la terapia laser retinica che ha collegato Kiev e Roma. Due pazienti sono stati trattati a Kiev e uno a Roma per una lacerazione retinica e un'occlusione di una vena retinica ramificata con ischemia periferica. Tutte le procedure sono state completate come previsto, senza deviazioni impreviste, e i pazienti hanno espresso grande soddisfazione per un modello che ha integrato in modo evidente le competenze distribuite nell'assistenza locale". 

"Questi corridoi non devono essere intesi come confronti digitali improvvisati, ma come infrastrutture sanitarie regolamentate, caratterizzate da protocolli operativi, chiarezza nelle credenziali, protezione dei dati e valutazione prospettica. Il loro scopo non è quello di sostituire i medici locali, ma di estendere la loro portata in condizioni di stress sistemico", precisa Cusumano. "Al di là dell'Ucraina - rimarca l'esperto - tali architetture rischiano di diventare essenziali ovunque la distribuzione dell'assistenza sanitaria sia destabilizzata, sia da conflitti armati che da disastri climatici o da un estremo isolamento geografico. L'oftalmologia offre un esempio particolarmente chiaro: diverse malattie della retina progrediscono rapidamente fino alla perdita irreversibile della vista, ma rimangono altamente curabili se affrontate tempestivamente. Tali interventi richiedono precisione e spesso traggono beneficio dal giudizio di un sottospecialista, risorse che un conflitto armato può rendere improvvisamente inaccessibili". 

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Categoria: salute

17:09

Referendum, il vicepresidente della Cei: "Italiani chiedono riforme più condivise, ruolo importante dei giovani"

(Adnkronos) - “Mi pare che gli italiani abbiano detto che, quando si toccano gli equilibri della Costituzione, chiedono misura, chiarezza e condivisione”. Il vicepresidente della Cei, mons. Francesco Savino, all’Adnkronos analizza l’esito del referendum costituzionale sulla giustizia che ha sancito la vittoria del no.  

“Il No- sottolinea il vicepresidente della Cei - ha prevalso con il 53,74% e l’affluenza si è attestata al 58,93%: numeri che dicono non disinteresse, ma una partecipazione vigile. Non leggo un rifiuto di ogni riforma, bensì la domanda di riforme più meditate, più comprensibili e più largamente condivise”.  

Mons. Savino analizza anche il ruolo dei giovani, come pure dei fuori sede: “I giovani hanno avuto un ruolo importante: le prime analisi mostrano una loro presenza significativa e un orientamento più netto verso il No, specie tra i 18 e i 34 anni. Quanto ai fuori sede, questo referendum ha riportato all’attenzione una questione di giustizia democratica: molti cittadini che studiano o lavorano lontano dalla residenza non hanno potuto votare nel luogo in cui vivono e hanno dovuto rientrare nel comune di iscrizione elettorale. È un tema che merita ascolto serio, perché la partecipazione va sempre resa più accessibile”.  

Gli elettori del centrodestra al Sud hanno disertato le urne. Come legge questo dato? “Userei parole prudenti: più che una diserzione generalizzata - osserva il vescovo, vicepresidente per l’Italia meridionale della Cei - vedo una mobilitazione meno compatta del previsto. Le analisi dei flussi richiamate oggi mostrano, da un lato, una quota non irrilevante di astensione nell’elettorato di centrodestra e, dall’altro, nelle città del Sud, anche una parte di voti orientati verso il No. È un segnale che invita tutti a non leggere il Paese in modo schematico: quando si parla di giustizia e di assetti costituzionali, gli elettori spesso ragionano con maggiore libertà rispetto agli schieramenti”.  

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Categoria: politica

16:48

Gli amori di Gino Paoli, da Stefania Sandrelli a Ornella Vanoni

(Adnkronos) - Gino Paoli ha incarnato per decenni l’idea del cantautore tormentato e irresistibile, protagonista di una vita sentimentale complessa, segnata da slanci intensi e da un episodio mai davvero archiviato: quel colpo di pistola al cuore nel 1963, sopravvissuto come simbolo di un’esistenza vissuta sempre sul confine tra eccesso e poesia. Due matrimoni, relazioni celebri, cinque figli e una lunga scia di cronache che, soprattutto negli anni Sessanta, hanno raccontato con curiosità e talvolta moralismo la sua vita privata, spesso fuori dagli schemi dell’epoca. 

Il 1954 segna l’incontro con Anna Fabbri, che diventa sua moglie nel 1957. Un’unione che durerà ufficialmente fino al 1970, attraversando però anni difficili. Nel 1964 nasce il loro figlio Giovanni, mentre il matrimonio è già messo alla prova da relazioni parallele e dall’esposizione mediatica. Fabbri, sempre lontana dai riflettori, resta una presenza discreta ma fondamentale anche nei momenti più complessi. Giovanni è scomparso il 7 marzo 2025 a 60 anni per un infarto. 

All’inizio degli anni ’60 entra nella vita del cantautore Ornella Vanoni. Il loro rapporto nasce come collaborazione professionale e si trasforma presto in una relazione sentimentale. Il legame si sviluppa nei primi anni del decennio, quando Paoli è già sposato, e si conclude dopo poco tempo, senza però interrompere una complicità che continuerà negli anni successivi, anche sul piano artistico, fino agli anni ’80 e oltre. 

Il 1961 è un anno decisivo: il 5 giugno, durante una serata alla Bussola di Viareggio, Paoli incontra Stefania Sandrelli. Lei ha 15 anni e ha appena debuttato al cinema con tre film, tra cui 'Divorzio all’italiana' di Pietro Germi accanto a Marcello Mastroianni. Da quell’incontro nella sala da ballo nasce una storia travolgente che si protrarrà fino al 1968, alimentando l’attenzione della stampa per quell'amore all'epoca scandaloso. Nel 1963, nel pieno di questa fase turbolenta, Paoli compie il gesto estremo che segnerà per sempre la sua biografia: un colpo di pistola al cuore da cui sopravvive. L’anno successivo, nel 1964, nasce Amanda, figlia della relazione con Sandrelli, mentre a pochi mesi di distanza era già diventato padre di Giovanni con la moglie. 

Gli anni Settanta e Ottanta segnano una fase di transizione, fino all’approdo a una nuova stabilità. Nel 1991 Paoli sposa Paola Penzo, compagna già da tempo. Con lei costruisce un rapporto più solido e duraturo, destinato ad accompagnarlo fino alla fine. Dalla loro unione nascono tre figli: Niccolò (1981), Tommaso (1992) e Francesco (2000). (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

16:32

Iran, l'ambasciatore Ferrara: "La diplomazia non è ancora finita"

(Adnkronos) - La diplomazia non è ancora finita. È l’affermazione con cui l’ambasciatore Pasquale Ferrara ha concluso la sua lectio magistralis - la prima per la sede di Brescia - nell’aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione delle celebrazioni del decennale del corso di laurea triennale in Scienze politiche e delle relazioni internazionali. "Un evento nato dall’urgenza di proporre una riflessione storica sulla diplomazia, nel momento in cui assistiamo al ritorno della politica di potenza", come fa notare il preside della facoltà di Scienze politiche e sociali Andrea Santini. 

A seminare incertezza sul futuro della diplomazia è, infatti, la realtà internazionale. L’esempio più eclatante, secondo l’ex direttore politico al Ministero degli Esteri, è quello degli Stati Uniti. Il “glorioso” Dipartimento di Stato, dove è sempre invalsa la prassi della “diplomazia riflessiva”, quella per cui "il diplomatico virtuoso non dovrebbe essere semplicemente un servitore obbediente", oggi "appare sempre più una sorta di catacomba della diplomazia". Con la conseguenza che "le decisioni sembrano calare dall’alto, già completamente definite, da una ristretta cerchia di consiglieri attorno al presidente Trump", riferisce un comunicato dell'Università Cattolica.  

Due nomi, in particolare, riflettono questa deriva: il genero di Trump Jared Kushner e Steve Witkoff, imprenditore immobiliare divenuto inviato per ogni tipo di dossier. "L’accantonamento della diplomazia professionale, in particolare, accusata di essere parte del “deep state”, nella nuova ventata populista e autoritaria produce guasti gravi che rischiano di produrre effetti negativi duraturi. E spesso i guai cominciano proprio quando i consiglieri soppiantano i diplomatici".  

Gli Stati Uniti "si sono trasformati, attraverso forme di coercizione economica (i dazi unilaterali) e abuso di posizione dominante in campo militare, in una potenza estrattiva, in un egemone predatorio, in una cleptocrazia, secondo le più aggiornate analisi di studiosi statunitensi" fa notare il diplomatico. 

Non mancano, però, esempi virtuosi di quello che riesce a ottenere una vera azione diplomatica, sotto forma di "mediazione", sotto forma di "manutenzione" operata da piccole o medie potenze, come Qatar, Giordania, Norvegia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Egitto, Algeria. Stando ai conflitti in corso, "è stato grazie alla mediazione se prigionieri di guerra russi e ucraini sono tornati a casa". "Ed è sempre grazie alla mediazione – e non certo attraverso i barbari bombardamenti indiscriminati di Gaza da parte dell’esercito israeliano - se la gran parte degli ostaggi detenuti da Hamas sono stati liberati". 

Per converso sono le pratiche di pseudo-diplomazia che alimentano i conflitti, nella misura in cui vengono colpiti i mediatori. Basti pensare che "per due volte, nell’arco di soli 9 mesi, Stati Uniti e Iran erano sembrati sul punto di trovare un accordo sul programma nucleare, e che, per due volte, Stati Uniti e Israele hanno rovesciato il tavolo e lanciato un attacco militare illegale contro l’Iran nel bel mezzo del negoziato. Per inciso, Israele ha eliminato, con un assassinio mirato, proprio Ali Larijani, che in qualità di negoziatore si era recato a Mascate il 10 febbraio per incontri riguardanti la facilitazione intrapresa dall’Oman". 

Sul fronte russo-ucraino, più volte l’annuncio di una tregua è coinciso con gli attacchi alle infrastrutture energetiche dell'Ucraina e "rientra in questa concezione di guerra totale, in cui persino le parole perdono la loro rilevanza semantica". Ma l’elenco non si ferma qui. «Con gravità analoga, se non maggiore, sono migliaia gli episodi di violazione della tregua a Gaza da parte di Israele, dopo la scenografica "pace eterna" decretata a Sharm-el-Sheik il 13 ottobre 2025 con il cosiddetto “Gaza Peace Summit”, e l’inaugurazione dell’impresentabile “Board of peace” il 16 febbraio 2026 a Washington, mentre, dall'inizio del cosiddetto "cessate-il-fuoco'', centinaia di palestinesi sono stati uccisi (la metà donne e bambini) e migliaia sono stati di feriti da droni o da cecchini».  

In un contesto internazionale in cui non si distingue più la pace e la guerra, e imperano la “non-pace” e la “non-guerra”, trova credito il concetto di diplomazia coercitiva. Si tratta di un evidente ossimoro. Coercizione e diplomazia sono opzioni alternative. E il negoziato impositivo, carattere distintivo dello stile trumpiano (il “power deal”), ha le fattezze dell’ultimatum più che quelli dell’intesa. Negoziare con la minaccia di un’azione armata (tipica è l’espressione “tutte le opzioni sono sul tavolo”) non è nemmeno più diplomazia, è una minaccia, e quindi una forma embrionale e preliminare di conflitto. 

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Categoria: internazionale/esteri

16:07

Bridgerton, la stagione 5 è ufficiale: in un video i nuovi protagonisti

(Adnkronos) - È ufficiale. 'Bridgerton', la serie Netflix di successo ispirata ai romanzi di Julia Quinn, avrà una quinta stagione. La data di uscita non è ancora nota, ma la piattaforma fa sapere ai "cari lettori" di Lady Whistledown che "una certa contessa troverà di nuovo l'amore" e che "la quinta stagione di Bridgerton è in fase di produzione". 

Netflix fa riferimento alla nuova protagonista di questa stagione, Francesca Bridgerton. È lei la Contessa di Kilmartin che troverà di nuovo l'amore. Da come si intuisce nelle prime immagini rilasciate dalla piattaforma streaming, il suo nuovo interesse amoroso sarà Michaela Stirling, cugina del defunto marito John. 

Francesca sarà la quinta dei fratelli Bridgerton ad avere una stagione dedicata, dopo quelle che si sono concentrate rispettivamente su Daphne, Anthony, Colin e Benedict. 

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Categoria: spettacoli

15:59

Grande Fratello, oggi la terza puntata: anticipazioni, nomination e incontri speciali

(Adnkronos) - Stasera, martedì 24 marzo, nuovo appuntamento con 'Grande Fratello', il reality show condotto da Ilary Blasi in onda su Canale 5. In studio nel ruolo di opinioniste, Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli. 

 

Esplodono le prime tensioni e la Casa si divide. In questi giorni si è parlato di 'pillole gate': Dario Cassini è accusato di aver inscenato un furto dei suoi medicinali per mettere in cattiva luce Antonella Elia. Quale sarà la verità?  

E ancora, si parlerà del motivo del litigio tra Adriana Volpe e Alessandra Mussolini. Mentre Francesca Manzini e Marco Berry sono al centro delle polemiche della Casa. 

Tra le mura del Grande Fratello è scattato il primo bacio: Lucia Ilardo e Renato Biancardi sono i protagonisti. E non finiscono le sorprese: incontro speciale per Antonella Elia. A fare il suo ingresso in Casa, il suo ex Pietro Delle Piane che racconterà la sua verità sulla fine del loro rapporto. 

E infine, il verdetto del televoto decreterà la prima eliminazione di questa edizione. Chi abbandonerà la Casa? 

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Categoria: spettacoli

15:48

'Spare' di Harry è il libro più letto... nei bagni di tutta la Gran Bretagna

(Adnkronos) - Il campionato di calcio o il medagliere olimpionico, il cane più bello e quello più brutto, fino a chi mangia più hot dog, alla corsa degli zombie e a chi lancia più lontano il telefonino: di gare e di record, in giro per il mondo, ce ne sono di tutti i gusti. Ma la classifica dei libri più letti nei bagni britannici proprio mancava. E dato che esiste e che evidentemente se ne sentiva il bisogno, indovinate chi si trova sul podio più alto. Ma 'Spare', naturalmente. La biografia del 2023 del principe Harry è stata votata come il libro numero uno da leggere in bagno in Gran Bretagna. Secondo un sondaggio commissionato dal marchio di carta igienica Cushelle, le persone non amano soltanto scorrere le notizie sui social media mentre sono 'in seduta' o leggere giornali e riviste e persino rispondere alle telefonate e alle videochiamate. I sudditi di Sua Maestà, infatti, prediligono anche i libri, e il bestseller del secondogenito di re Carlo ha la meglio su 'Come perdere gli amici e alienare le persone' di Toby Young, che si è classificato subito dopo, leggermente davanti a '1984' di George Orwell e a 'Breve storia del tempo' di Stephen Hawking. 'Febbre a 90°' di Nick Hornby completa la top five dei libri più avvincenti, seguito da 'Essere Jordan' di Katie Price e poi da 'Il codice Da Vinci' di Dan Brown. 

La psicologa comportamentale Jo Hemmings, che ha partecipato allo studio, ha detto al Mirror: "Il bagno è uno dei pochi luoghi in cui le persone si sentono brevemente distaccate dalle pressioni e dalle aspettative sociali, quindi spesso si sentono attratte da libri coinvolgenti, colloquiali o persino un po' provocatori. Un'autobiografia come 'Spare' si adatta perfettamente a questo stile: è facile da leggere una parte alla volta, è coinvolgente a livello emotivo, è basata su una narrazione personale e, non è un caso, il suo titolo può essere inteso anche come prezioso 'tempo libero'!". Secondo lo studio, i britannici vanno in bagno sei volte al giorno, trascorrendovi poco più di cinque minuti a sessione: ben sette giorni interi all'anno. Vanno in bagno per sfuggire a tutto. Quasi un terzo dei genitori confessa di fingere a volte di "dover andare in bagno" solo per sfuggire ai figli, mentre un quarto usa il bagno per evitare il partner e il 22 per cento vi si intrufola per non incontrare i colleghi di lavoro. 

La Hemmings ha aggiunto: “La vita moderna è incredibilmente rumorosa, a livello digitale, sociale ed emotivo. Le persone sono sovrastimolate e non riposano a sufficienza. Il bagno è uno spazio in cui i confini vengono culturalmente rispettati. Dietro una porta chiusa, si ha il permesso di fare una pausa. Non è un caso che le persone prolunghino le loro visite in bagno, sia per scelta che inconsciamente. Non si limitano a espletare i propri bisogni; si prendono un momento prezioso per regolare le proprie emozioni. Cushelle ha colto un'intuizione culturale geniale. Siamo alla disperata ricerca di quei pochi minuti di privacy perduti, e l'idea di una distrazione completamente consumabile, monouso e senza sensi di colpa è un colpo di genio”. Per la cronaca, il classico di Jane Austen, 'Orgoglio e pregiudizio', si è classificato all'ottavo posto, superando di poco 'La mia vita' di Alex Ferguson e 'Il diario di Bridget Jones' di Helen Fielding. In tutto questo, c'è da scommettere che, nel campionato del 2027, un nuovo libro che si affaccerà nei bagni britannici spiazzerà sia i grandi classici che la biografia di Harry. Se le scriverà (ed è molto probabile che lo faccia), Sarah Ferguson scalerà non solo questa, ma qualsiasi altra classifica con le rivelazioni sui suoi rapporti e quelli di Andrew Mountabatten-Windsor con Jeffrey Epstein e su come fu trattata Lady Diana dalla famiglia reale.  

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Categoria: internazionale/royalfamilynews

15:47

Ai, Rossi (Microsoft): “Ai skills alliance percorso gratuito per lavoratori e imprese”

(Adnkronos) - “L’Ai Skills Alliance nasce come patto tra Microsoft e una serie di associazioni di categoria, territoriali, ordini e organizzazioni professionali, con l'obiettivo di supportare i lavoratori in una fase di profonda trasformazione. Lo scopo è fornire a chi lavora e alle aziende gli strumenti per utilizzare l'intelligenza artificiale in modo responsabile e consapevole nella quotidianità”. Così Federica Rossi, Ai Skills director di Microsoft Elevate, descrive il progetto che punta a trasformare l'innovazione in opportunità concreta per il sistema Paese. (Video) 

L'iniziativa intende colmare un divario netto: i dati dell'osservatorio AI Skills 4 Agents - sviluppato da Teha Group in collaborazione con Microsoft Italia - evidenziano un paradosso nel mercato italiano. A fronte di un tasso di utilizzo di soluzioni basate su intelligenza artificiale pari al 90% da parte delle grandi imprese italiane (+5% rispetto al 2024), persiste infatti una forte carenza di profili qualificati. 

Il 68% delle imprese lamenta l'assenza di know-how adeguato, il 72% la mancanza di cultura digitale e change magement, fattori questi che rappresentano il principale ostacolo alla diffusione dell’AI e in particolare dell’AI agentica, ovvero sistemi intelligenti capaci di agire in autonomia per raggiungere obiettivi complessi senza costante supervisione umana. La diffusione di questa tecnologia potrebbe generare un incremento del Pil nazionale fino al 18% al 2040, pari a 336 miliardi di euro annui. 

In questo scenario si inserisce Microsoft Elevate, programma globale che mette a disposizione percorsi di apprendimento attraverso partnership nei settori dell'istruzione, del non-profit e delle associazioni. Nell’ambito del programma, in Italia, l'Ai Skills Alliance offre una didattica gratuita per tutti organizzata per livelli (https://learn.aiskillsalliance.it/), che accompagna i partecipanti dai principi di base fino all'impiego operativo dell'intelligenza artificiale nelle diverse funzioni aziendali. 

“Sono 37 i membri dell’Ai Skills Alliance, tra associazioni e reti di imprese che hanno già nella propria missione il supporto alla competitività. Sono invece 12 i partner tecnici che mettono a disposizione la loro esperienza attraverso eventi e workshop per studiare casi reali e utilizzi avanzati”, spiega Rossi. 

Poi entra nel dettaglio: “Il percorso formativo creato nell'ambito dell'Alleanza parte dalle nozioni essenziali: cos'è l'Ai generativa, come si crea un prompt e come si usa la tecnologia in modo sicuro. Il livello successivo riguarda invece l’applicazione pratica nei principali ruoli aziendali, come risorse umane, vendite, amministrazione, marketing e comunicazione. Questo passaggio è strutturato per offrire workshop ed esercizi interattivi e di apprendimento più divertenti, fruibili su una piattaforma dedicata”. 

Il percorso descritto da Rossi è solo una delle fasi del programma Ai Skills Alliance. C’è infatti un ulteriore step, orientato all'adozione che garantisce un accesso privilegiato al programma AI L.A.B. (Learn, adopt, benefit) - iniziativa strategica promossa da Microsoft Italia in collaborazione con un ecosistema di partner tecnologici nata per accompagnare le aziende italiane nel percorso di adozione responsabile dell'intelligenza artificiale generativa - e il supporto nella ricerca di finanziamenti per le realtà che intendono implementare soluzioni proprietarie. 

Ai Skills Alliance vanta già il supporto di numerosi partner strategici come associazioni del mondo industriale, organizzazioni pubbliche, fondazioni e organizzazioni di ordini professionali che , insieme ai partner tecnici stanno lavorando per estendere le opportunità di apprendimento a tutte le proprie reti associate. 

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Categoria: lavoro

15:36

Energia, Dell’Acqua (Arera): "A giorni convocazione associazioni"

(Adnkronos) - A giorni l’Arera convocherà le associazioni per raccogliere idee per la tutela degli utenti. Lo ha annunciato Nicola Dell'Acqua, presidente dell'Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, durante ill’ intervento all’ assemblea dell’Associazione reseller e trader energia (Arte) a Roma. “L’Autorità sarà sempre al fianco degli operatori che operano con trasparenza e lealtà. Ma sarà altrettanto ferma nel vigilare a tutela dei consumatori”, aggiunge, sottolineando che la protezione del cliente finale “resta per noi una priorità assoluta”. L’Arera “ha un compito chiaro: regolare, con rigore e indipendenza, settori che toccano ogni giorno la vita reale delle persone”, sottolinea.  

“Un impegno preciso: cittadini e imprese hanno pari dignità nella nostra azione regolatoria. Non possiamo tutelare gli uni a discapito degli altri. La buona regolazione trova il punto di equilibrio: mercati efficienti da un lato, protezione di chi si trova in posizione più debole dall’altro”. 

Sulle tensioni geopolitiche Dell’Acqua osserva inoltre che “la crisi energetica del 2022 ha mostrato con brutalità quanto famiglie e imprese possano essere colpite da dinamiche di prezzo che sfuggono al controllo nazionale. Quella lezione non è stata dimenticata. E le tensioni geopolitiche degli ultimi mesi, incluse quelle legate agli approvvigionamenti e alla volatilità dei mercati internazionali, ci ricordano che la sicurezza energetica resta una questione aperta, che richiede vigilanza costante e risposte strutturali”. 

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Categoria: economia

15:33

Iran, Dell'Acqua (Arera): "Raddoppio gas, autonomia energetica o sempre esposti a crisi"

(Adnkronos) - "Dovrebbe ormai essere chiaro a tutti" dopo il Covid, la guerra in Ucraina e adesso in Medio Oriente che "se non diventiamo autonomi nell'energia avremo sempre una guerra, sempre una pandemia, sempre uno scombussolamento politico che ci porterà ad avere situazioni come quella di oggi" con il prezzo del gas attualmente a circa "57 euro/mwh, mentre prima della guerra era a 27-28 euro". Così all'Adnkronos il presidente dell'Arera Nicola Dell'Acqua, a margine dell'Assemblea Arte, l'associazione dei reseller e trader energetici.  

"Compito di Arera è regolare - scandisce - compito delle istituzioni è capire che avremo sempre situazioni di questo genere” se l’Italia non diventa autonoma sotto il profilo energetico. 

ll presidente dell'Authority di regolazione per energia reti e ambiente considera "un passo avanti enorme" le recenti misure approvate dal governo contro il caro-energia con il decreto Bollette. "Anche per i principi che pone il provvedimento - aggiunge - cioè di risparmiare, di aggredire gli oneri di sistema e di mettere in discussione un sistema come gli Ets che in questo momento sta mettendo in difficoltà l'Europa". Un decreto che "ci voleva assolutamente e anche noi, come regolatori, non possiamo che vederlo in ottima luce". E conclude: "E' un inizio, spero poi si inizi ad aggredire anche altre situazioni che con il governo abbiamo sotto controllo". 

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Categoria: economia

15:33

Trapianti, in Italia numeri in crescita: "2025 anno migliore di sempre"

(Adnkronos) - Nel 2025 la Rete trapiantologica italiana "ha confermato e migliorato i dati di attività relativi a donazioni e trapianti: lo scorso anno sono stati registrati i numeri più alti mai realizzati sia per l'attività relativa agli organi che per quella che riguarda i tessuti e le cellule staminali emopoietiche". A confermarlo è il report preliminare del Centro nazionale trapianti (Cnt) presentato oggi dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, e dal direttore del Cnt, Giuseppe Feltrin, in occasione degli Stati generali della Rete trapiantologica, al via oggi a Roma. Appuntamento che arriva dopo il caso del piccolo Domenico a cui era stato trapiantato un cuore danneggiato, il 23 dicembre 2025, all'ospedale Monaldi di Napoli.  

"Ancora una volta le donazioni di organi hanno toccato un nuovo primato: nel 2025 sono state 2.164 (+3,2% in confronto al 2024), a partire da 3.293 segnalazioni di potenziali donatori arrivate dalle rianimazioni (+3,2%). Grazie ai prelievi di organi effettuati sono stati realizzati 4.697 trapianti, 55 in più rispetto all'anno precedente (+1,2%). Sia per le donazioni che per i trapianti si tratta dei numeri più alti di sempre in Italia", emerge dal rapporto. Il tasso nazionale di donazione si è assestato dunque a quota 30,2 donatori per milione di persone (pmp), un livello che permette al nostro Paese di essere tra i primi in Europa. "Le regioni che hanno segnato i tassi di donazione più elevati sono Veneto (49,5 donatori pmp), Toscana (47,3) e Piemonte (41,9), mentre va segnalata la crescita dei tassi nelle regioni meridionali, come in Basilicata (+5,7), Puglia (+4,4) e Campania (+3,9). Stabili, invece - precisa il Cnt - le opposizioni al prelievo degli organi registrate nelle rianimazioni al momento del decesso dei potenziali donatori: la percentuale dei 'no' è stata del 28,8, +0,1% rispetto al 2024".  

Con le donazioni crescono conseguentemente anche i trapianti. "A segnare l’aumento percentuale maggiore sono stati anche quest’anno quelli di cuore, passati dai 413 del 2024 ai 461 del 2025 (+11,6%). Stabili i trapianti di rene (2.347), in lieve crescita quelli di fegato (1.770), ai quali vanno aggiunti anche 150 trapianti di polmone e 33 di pancreas. In aumento anche i trapianti da donatore vivente, passati da 366 a 382 (357 di rene e 25 di fegato). Complessivamente in Italia ci sono stati nel 2025 73,4 trapianti per milione di abitanti: a livello regionale il tasso più elevato è stato registrato in Veneto (145,3), seguito da Piemonte (125,8) e Friuli Venezia Giulia (95,4)", continua il report. "La donazione a cuore fermo (donation after cardiac death, Dcd), ovvero quella da pazienti la cui morte viene constatata dopo un arresto cardiaco di almeno 20 minuti, si conferma uno dei settori trainanti dell'intera attività: le segnalazioni di donatori di questo tipo sono cresciute del 47,2%, portando le donazioni a quota 435 (+53,2%) e i trapianti a 937 (+50,6%), il 19,9% del totale dei trapianti effettuati (nel 2024 erano stati il 14,5%). Negli ultimi 12 mesi i centri in grado di effettuare questo tipo di donazioni sono passati da 85 a 111, dislocati in 17 regioni italiane", prosegue il rapporto.  

"Negativo, invece - rileva il Cnt - il bilancio relativo alle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2025 nei Comuni italiani al momento del rilascio della carta d’identità elettronica. Su 3.782.100 dichiarazioni raccolte lo scorso anno, i consensi sono stati 2.266.917 (59,9%) e le opposizioni 1.515.183 (40,1%, nel 2024 furono il 36,3%). A scegliere di registrare la propria volontà (positiva o negativa) è stato dunque il 59,2% dei 6.383.035 cittadini - sottolinea il report - che hanno richiesto un nuovo documento, mentre il 38,8% (2.600.935 persone) ha preferito astenersi. L'aumento dei 'no' ha riguardato tutte le regioni italiane e tutte le fasce demografiche, in particolare i 18-30enni, tra i quali le opposizioni sono salite dal 33,6% al 39,7%. Complessivamente nel Sistema informativo trapianti al 31 dicembre 2025 erano presenti 24.841.250 dichiarazioni di volontà: 16.990.804 consensi (68,4%) e 7.850.446 opposizioni (31,6%)". 

Infine, il rapporto preliminare 2025 fa il punto anche sull'attività di donazione e trapianto di tessuti e di midollo osseo. "Lo scorso anno - si legge - ha segnato numeri da primato anche per quanto riguarda i tessuti: è stato raggiunto il massimo storico sia per le donazioni (16.825, +5,6%) che per i trapianti (27.351, +2,6%), con risultati significativi in particolare per le cornee e il tessuto muscolo-scheletrico". 

"Segno positivo anche per le cellule staminali emopoietiche: mai così tante donazioni effettive (490, +19,5%) e trapianti da donatore non familiare (1.161, +6%). Il numero degli iscritti attivi nel registro Ibmdr (ovvero le persone effettivamente disponibili a donare) è cresciuto ancora, arrivando a quota 525.682 (+2,6%), grazie al reclutamento nel 2025 di altri 30.872 nuovi potenziali donatori tra i 18 e i 35 anni", conclude il report.  

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Categoria: cronaca

15:21

Gino Paoli, addio al cantautore dell'anima: la musica, l'amore e le crisi personali

(Adnkronos) - Per sempre un punto di riferimento per la canzone d'autore. Gino Paoli, scomparso all’età di 91 anni nella sua casa di Genova dopo un breve ricovero in una clinica privata, ha saputo raccontare con rara sensibilità l’amore, la malinconia e le sfumature della vita quotidiana. Il cantautore lascia in eredità un patrimonio musicale fatto di autentiche perle: brani di grande popolarità come 'Il cielo in una stanza', 'La gatta', 'Che cosa c’è', 'Senza fine', 'Sapore di sale', 'Una lunga storia d’amore' e 'Quattro amici al bar'.  

Ogni canzone è un frammento di vita, un piccolo capolavoro di poesia urbana, capace di raccontare storie con leggerezza e profondità insieme, toccando il cuore di generazioni intere. Quella di Paoli è stata una vita intensa, segnata da successi straordinari, amori tormentati, crisi personali (compreso un tentato suicidio) e un impegno che ha travalicato i confini della musica fino alla politica, come deputato eletto come indipendente nelle liste del Partito comunista italiano. 

 

Nato a Monfalcone (Gorizia) il 23 settembre 1934, da una famiglia di origini toscane e giuliano-dalmate, Gino Paoli si trasferisce da neonato a Genova, città a cui resterà sempre profondamente legato. La sua carriera inizia negli anni Cinquanta, nel fermento della nascente 'scuola genovese', con amici e colleghi destinati a diventare leggende della musica italiana: Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e poco dopo Fabrizio De André. Con il gruppo I Diavoli del Rock si esibisce nei pomeriggi studenteschi e nei locali della Liguria, iniziando a sperimentare melodie, armonie e testi intrisi di sentimento. 

Il primo approdo discografico avviene nel 1959 con la casa Ricordi, che pubblica i suoi primi 45 giri: 'La tua mano', 'Non occupatemi il telefono', 'Senza parole', 'Sassi'. Brani che inizialmente passano inosservati, ma che getteranno le basi di quello che sarà il repertorio immortale di Paoli. Il vero exploit arriva nel 1960 grazie a Mina e al brano 'Il cielo in una stanza', su suggerimento di Mogol, che scala le classifiche e consacra Paoli come cantautore di fama nazionale. Il successo non si ferma: 'La gatta', inizialmente ignorata, diventa un classico grazie al passaparola, e Paoli entra nell’Olimpo della canzone italiana. 

Negli anni successivi, la sua penna dà vita a brani intramontabili: 'Sapore di sale', arrangiato da Ennio Morricone e con il contributo di Gato Barbieri al sassofono, diventa un simbolo della musica italiana anni Sessanta; 'Che cosa c’è', Senza fine, scritta per Ornella Vanoni, diventano inni alla delicatezza dei sentimenti e alla capacità di raccontare l’animo umano con semplicità e profondità. Paoli partecipa a cinque edizioni del Festival di Sanremo, componendo anche colonne sonore per film, da 'Prima della rivoluzione' di Bernardo Bertolucci a numerose pellicole televisive e cinematografiche, sempre con arrangiamenti sofisticati e innovativi. 

 

La vita privata di Paoli è altrettanto intensa e complessa. Dalla prima moglie, Anna Fabbri, nasce il figlio Giovanni, morto per un infarto all'età di 60 anni il 7 marzo 2025. Parallelamente, negli anni Sessanta, si intreccia la celebre e controversa relazione con l'attrice Stefania Sandrelli, ancora minorenne, dalla quale nasce Amanda Sandrelli, che seguirà le orme materne diventando attrice. La storia con Ornella Vanoni, iniziata anch’essa negli anni Sessanta, sarà lunga, tormentata, ma anche fonte di ispirazione per alcune delle più belle canzoni d’amore della storia italiana: 'Senza fine', 'Anche se', 'Me in tutto il mondo'. Con Ornella Vanoni, morta a 91 anni lo scorso 21 novembre, è poi tornato a collaborare professionalmente negli anni Ottanta e Duemila, ottenendo successo con la tournée dal titolo allusivo 'Ti ricordi? No, non mi ricordo'. Dal 1991 era sposato con Paola Penzo, autrice di alcuni suoi brani, con la quale ha avuto tre figli: Nicolò (1980), Tommaso (1992) e Francesco (2000). 

 

Non sono mancati periodi bui. Nel 1963, sopraffatto da crisi personali e sentimentali, Paoli tenta il suicidio sparandosi un colpo al cuore. L’ogiva, fortunatamente, non perfora il miocardio ma resta incapsulata nel torace per tutta la vita, un monito silenzioso e doloroso della fragilità umana dietro il volto del cantautore. L’alcol e, in seguito, la droga, accompagnano alcuni anni di profonda crisi, che tuttavia non spegne la sua creatività. 

Dopo un periodo di minore visibilità negli anni Settanta, segnato da album di minor successo e partecipazioni a festival senza fortuna, Paoli torna alla ribalta negli anni Ottanta con 'Una lunga storia d’amore' (1984), colonna sonora del film 'Una donna allo specchio' con Stefania Sandrelli. La canzone segna la rinascita artistica e lo porta a un tour trionfale con Ornella Vanoni, documentato nel doppio album live 'Insieme'. Nel 1989, su invito personale del patron Adriano Aragozzini partecipa al Festival di Sanremo con 'Questa volta no'. 

Negli anni Novanta, Paoli conferma la sua capacità di reinventarsi: il 1991 è l'anno del suo grande successo con 'Matto come un gatto', album il cui brano trainante 'Quattro amici al bar' vince il Festivalbar, riporta Paoli in testa alle classifiche e diventa un successo generazionale, mentre brani come 'Senza contorno' e 'La bella e la bestia' mostrano un artista sempre attento alle sonorità contemporanee senza perdere la sua identità poetica. Collabora con Zucchero, scrive canzoni per Ron, Peppino di Capri, Giorgia, e continua a reinterpretare classici internazionali di Charles Aznavour, Jacques Brel e Leo Ferré, dimostrando una versatilità rara. Il 2002 è l'anno del ritorno a Sanremo con 'Un altro amore', che si classifica terzo e vince il premio della critica. 

 

Gino Paoli non è stato solo interprete: ha scoperto e lanciato artisti come Lucio Dalla e Fabrizio De André, ha tradotto e adattato brani francesi, portando al pubblico italiano capolavori come 'Ne me quitte pas' (Non andare via) e 'Avec le temps' (Col tempo). Il suo incontro con il jazz, già negli anni Sessanta, si consolida negli anni Duemila grazie a collaborazioni con Danilo Rea, Enrico Rava e altri grandi nomi italiani. Nascono così album come 'Due come noi che…' (2012), 'Napoli con amore' (2013) e '3' (2017), in cui la fusione tra canzone e jazz diventa sublime, dimostrando la sua capacità di reinventarsi pur rimanendo fedele al suo stile.  

 

Non solo musica. Gino Paoli è stato presidente della Siae per due anni, tra il 2013 e il 2015, dimettendosi dalla carica in seguito ad accuse di presunta evasione fiscale, dichiarando alla stampa: "Non ho commesso reati. Difenderò la mia dignità". Secondo la Procura di Genova, nel 2008 avrebbe sottratto al fisco italiano circa 2 milioni di euro, derivanti da esibizioni alle feste dell’Unità, trasferendoli illecitamente presso un istituto di credito svizzero e omettendo di dichiarare circa 800.000 euro nella dichiarazione dei redditi del 2009. Contestualmente vennero disposte perquisizioni presso la sua abitazione di Genova e le sedi delle sue società. Nel luglio 2016 il reato venne dichiarato prescritto e il pubblico ministero chiese l’archiviazione, non essendo possibile stabilire con certezza la data di inizio dell’evasione, nonostante Paoli avesse nel frattempo concordato con l’Agenzia delle Entrate un piano di rateizzazione per estinguere il debito. 

Nel 1987 Paoli si candidò alle elezioni politiche e venne eletto deputato nelle file del Partito Comunista Italiano (poi Pds); tuttavia, una volta in Parlamento, aderì al gruppo della Sinistra indioendente, non essendosi mai iscritto formalmente ad alcun partito. Nel 1992 lasciò l’attività politica, non venendo rieletto nelle liste del Pds. Ha inoltre ricoperto l’incarico di assessore alla Cultura nel comune di Arenzano (Genova). Pur militando politicamente, non ha mai rinunciato al suo spirito libero, definendosi “anarchico per natura”, eredità del nonno analfabeta che conosceva a memoria la "Divina Commedia". Un anarchico “artigiano” della canzone, capace di trasformare ogni limite in ispirazione musicale. 

Anche negli ultimi anni Gino Paoli non ha smesso di sorprendere, fino al doppio album 'Appunti di un lungo viaggio' (2019), dove la sua poetica rimane intatta: l’equilibrio tra introspezione e narrazione, tra sentimento e melodia, è la cifra che rende unica la sua musica. (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

14:50

Athora Italia, solo 8% non pensionati ha organizzato con cura vita post-lavoro

(Adnkronos) - Athora Italia, compagnia assicurativa vita del Gruppo Athora, ha presentato in collaborazione con Nomisma la seconda edizione dell’Osservatorio Look to the Future, l’indagine che fotografa il sentiment degli italiani sui temi del risparmio e degli investimenti, della previdenza e della protezione, con il capitolo rivolto alla longevità e alla previdenza complementare. Ne hanno discusso oggi Jozef Bala, ceo di Athora Italia, Silvia Zucconi, direttore New Market Intelligence di Nomisma e Sergio Sorgi, sociologo e fondatore di Progetica. 

La prospettiva di vivere a lungo genera infatti sentimenti contrastanti nel tessuto sociale italiano: se oltre la metà della popolazione in pensione guarda al futuro con ottimismo (63%), tra i non pensionati la longevità è spesso associata ad ansia e preoccupazione (29%). La ricerca evidenzia una contraddizione sociologica profonda, dove il timore per la perdita di vigoria fisica e autonomia prevale sulla pianificazione economica. Tre italiani su quattro (74%) si dicono preoccupati dalla prospettiva di una futura non autosufficienza, temendo soprattutto il carico di cura sui familiari, la necessità di modificare radicalmente le proprie abitudini di vita e l’impegno economico. 

Nonostante queste paure, prevale un diffuso 'breve-terminismo': solo l’8% dei non pensionati dichiara di aver già organizzato con cura la propria vita post-lavoro. Gli italiani attribuiscono al risparmio un valore centrale, ma adottano spesso strategie basate sul senso comune, più che sul buon senso: il 47% punta sulla riduzione delle spese non necessarie, agendo come accantonatori di risorse, ma senza una reale finalizzazione. Ci troviamo di fronte a un risparmio spesso 'primitivo' e non pianificato. E tra chi non sta accumulando risorse economiche per la propria vecchiaia, il 53% ammette difficoltà ad accantonare risorse sufficienti. 

 

Ma è la difficoltà di visione a riflettersi in una marcata sottostima del tempo e della realtà previdenziale. Oltre un terzo dei lavoratori prevede infatti di andare in pensione all’età di vecchiaia prevista di 65-67 anni. Parallelamente, solo un terzo (33%) di chi lavora immagina di trascorrere più di 20 anni in pensione, mentre chi ha già concluso l’attività lavorativa ha ben compreso che il tempo della longevità sarà molto più esteso (57%). A ciò si aggiunge un mix di sfiducia e scarsa conoscenza del sistema pubblico: il 70% dei non pensionati teme di non ricevere un assegno adeguato allo stile di vita desiderato e il 42% è convinto che i contributi versati oggi serviranno ad erogare le pensioni di domani. 

Eppure, la preoccupazione per il futuro non si traduce in attivazione: solo il 27% degli italiani dichiara di avere attivato un piano pensionistico integrativo, mentre il 36% dichiara che si attiverà, manifestando tuttavia una chiara tendenza alla procrastinazione. A questo si accompagna una certa ingenuità nel rapporto tra versamenti e prestazioni, dove si genera un’asimmetria: se il 36% di coloro che conoscono fondi pensione o PIP desidera un’integrazione superiore ai 700 euro mensili, la disponibilità media a investire rimane modesta, con il 75% del campione che non sarebbe disposto a superare i 200 euro al mese. 

Un punto centrale emerso dall’indagine riguarda il cosiddetto costo del rimpianto: la ricerca mostra come la consapevolezza dell’importanza di una pianificazione tempestiva cresca con l’avanzare dell’età. La metà degli over 50 (50%) dichiara apertamente che avrebbe dovuto pensare alla propria previdenza complementare molto prima di quanto effettivamente fatto. Questo sentimento è confermato da chi è già in pensione: il 20% dei pensionati ammette che, potendo tornare indietro, pianificherebbe il pensionamento con molto più anticipo. Di contro, per il 27% che ha agito, l’assenza di rimpianto è totale: il 91% dei sottoscrittori di piani pensionistici si dichiara tra soddisfatto ed estremamente soddisfatto della scelta fatta. 

 

Un ostacolo determinante alla pianificazione è rappresentato dalle modalità con cui gli italiani si informano. Nonostante la complessità della materia, solo il 21% degli italiani che non conoscono questi strumenti dichiara di voler approfondire attivamente il funzionamento dei prodotti previdenziali, contro il 45% dei poco o per nulla interessati. In questo vuoto informativo, le scelte vengono spesso delegate ad amici e parenti, ritenuti più attendibili rispetto alle figure professionali, o ci si affida alla consulenza bancaria o finanziaria. Questa tendenza a cercare risposte nel “senso comune” piuttosto che nelle competenze tecniche alimenta il rischio di scelte inefficienti, confermando l’urgenza di un nuovo modello di consulenza che sappia parlare un linguaggio diretto, empatico e quotidiano. 

In occasione della presentazione, Jozef Bala, ceo di Athora Italia, ha dichiarato: “I dati dell’Osservatorio ci consegnano l’immagine di un’Italia che risparmia con sacrificio, ma che fatica a trasformare quel risparmio in un progetto di vita solido. Come Compagnia assicurativa abbiamo il dovere di comunicare che la previdenza complementare è una strategia per mitigare il rimpianto futuro e garantire quella serenità che, come dimostra la ricerca, appartiene oggi solo a chi ha saputo pianificare per tempo. Che sia la strada da percorrere ce lo dice chiaramente quel 91% tra i sottoscrittori di strumenti integrativi soddisfatti della scelta fatta. In continuità con gli insight emersi nella prima edizione della ricerca, si rafforza il bisogno di avvicinare il ruolo dell’assicuratore a vero consulente finanziario e troviamo anche conferma della necessità di implementare percorsi di educazione finanziaria rivolti soprattutto alle giovani generazioni, che aiutino a superare la sottovalutazione del tempo e la procrastinazione, supportando scelte più informate e consapevoli”. 

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Categoria: lavoro

14:50

Gino Paoli, il ricordo di Iva Zanicchi: "La colonna sonora della mia vita"

(Adnkronos) - "Gino Paoli è stato la colonna sonora della mia vita. Mi ricordo che da ragazzina, ero in campeggio a Marina di Massa e il primo ballo che feci con un ragazzino che mi piaceva tantissimo era sulle note de 'La Gatta'. Un momento indimenticabile". Così Iva Zanicchi ricorda con l'Adnkronos Gino Paoli, scomparso stanotte a 91 anni. "Gino - aggiunge Zanicchi - ha scritto canzoni memorabili come 'Senza fine' che Ornella (Vanoni, ndr) interpretò in maniera magistrale e 'Il 'Cielo in una stanza', portata al successo da Mina. Però quando le cantava lui avevano un altro sapore". 

"Gino era un uomo molto scherzoso, non era, come lo descrivono, un musone - sottolinea Zanicchi - anzi. Era molto intelligente ed ironico. Ricordo che quando mi incontrava mi storpiava sempre il nome: mi chiamava 'Zanicchiola'. E poi aveva un grande fascino: ha avuto donne bellissime, come la Sandrelli, ed era legatissimo a Ornella Vanoni, che non ha mai nascosto di averlo amato moltissimo'', conclude. 

 

In collegamento con La volta buona, Iva Zanicchi ha confessato che nel suo cuore resta un rammarico: non aver mai inciso una canzone insieme a Gino Paoli. "Una volta gli chiesi di scrivere una canzone per me, mi aveva detto che lo avrebbe fatto, non è successo e mi dispiace. Ma le sue poesie sono eterne". E ha aggiunto: "Ho invidiato tanto Ornella Vanoni, 'Senza fine' è una canzone che avrei tanto voluto cantare io".  

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14:47

Lecce, abusi su bambina di 8 anni: due arresti per violenza sessuale aggravata, in carcere anche la madre

(Adnkronos) - Due persone, un uomo di 71 anni e una donna di 53, sono state arrestate dai carabinieri della Stazione di Taviano, in provincia di Lecce, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo salentino, per violenza sessuale aggravata ai danni di una bambina di 8 anni e produzione e detenzione di materiale pedopornografico. La vittima è la figlia della donna. Le misure cautelari sono state eseguite, con l'ausilio delle Stazioni di Taurisano, Supersano e della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casarano, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Lecce. Entrambi risiedono nel basso Salento.  

I militari di Taviano hanno ricostruito una sequenza di comportamenti protrattisi tra agosto 2024 e agosto 2025. Nel corso di quel periodo, i due indagati avrebbero costretto la bambina a subire ripetutamente gravi abusi sessuali da parte dell'uomo. La madre, secondo l'accusa, avrebbe partecipato attivamente. Quest'ultima avrebbe inoltre documentato gli abusi attraverso la produzione di fotografie e video, trasmessi all’uomo unitamente ad altro materiale pedopornografico riguardante la bambina. Al momento dell'esecuzione della misura cautelare, i militari dell’Arma hanno sequestrato gli apparati informatici nella disponibilità di entrambi gli arrestati. Il materiale, che potrebbe rivelarsi determinante per l'ulteriore sviluppo delle indagini, sarà sottoposto ad accertamenti tecnici disposti dall'Autorità Giudiziaria. La bambina, nel frattempo, è stata affidata a una comunità protetta, per garantirne l'incolumità e avviarne il percorso di supporto e recupero. Ora l'uomo e la donna si trovano in carcere.  

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Categoria: cronaca