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12:48

Gp Miami, 'furia' Leclerc via radio con team Ferrari: "Orrendo". Cos'è successo

(Adnkronos) - Charles Leclerc manca la prima fila nelle qualifiche per la sprint del Gp di Formula 1 di Miami e si sfoga, via radio, con il suo team. "Orrendo" ha detto il pilota della Ferrari al suo ingegnere Bryan Bozzi dopo aver chiuso al quarto posto la sessione, dietro alle due McLaren e al leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli.  

Un risultato, quello maturato nella prima giornata sul circuito della Florida, che lascia tanta amarezza al monegasco per una prima fila ritenuta alla portata per la sua SF26. Alle 18 ci sarà la gara sprint, che assegnerà i primi punti del weekend. In serata, alle 22, sono fissate invece le qualifiche per il Gran Premio di domani, domenica 3 maggio. 

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Categoria: sport

12:39

I Cesaroni - Il Ritorno, da lunedì un solo episodio a settimana

(Adnkronos) - Cambio di programmazione per 'I Cesaroni - Il Ritorno', la serie diretta e interpretata da Claudio Amendola. A partire da lunedì 4 maggio, la serie co-prodotta da RTI-Publispei andrà in onda su Canale 5 con un episodio a settimana, accompagnando così il pubblico per più settimane. Una scelta editoriale pensata per valorizzare al massimo una delle serie più amate dai telespettatori.  

Dopo le prime serate, I Cesaroni - Il Ritorno ha mostrato una forte capacità di coinvolgere anche il pubblico più giovane, registrando il 33% di share media nella fascia 15-34 anni, che sale al 36% nella fascia 25-34 anni. Risultati che confermano la contemporaneità del racconto e la sua capacità di parlare a tutte le generazioni. 

Il successo è confermato anche su Mediaset Infinity: la prima puntata ha superato i 725.000 spettatori on demand, segnando il miglior debutto di sempre per una nuova serie. Inoltre, I Cesaroni - Il Ritorno, sulla piattaforma streaming di Mediaset, ha generato oltre 13 milioni di stream totali (tra episodi totali e altri contenuti) con più di 2 milioni di ore di visione, a ulteriore testimonianza dell’affetto con cui il pubblico la segue. Grande riscontro anche sui social: nelle prime tre settimane, la serie si è affermata tra i programmi più commentati, conquistando stabilmente il primo posto tra le tendenze italiane su X, non solo nelle serate di messa in onda. 

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Categoria: spettacoli

12:18

Higuain irriconoscibile sui social: "Ha recitato in Cast Away?"

(Adnkronos) - Si rivede Gonzalo Higuain. E gli appassionati fanno fatica a riconoscerlo. L'ex attaccante di Napoli, Juventus e Milan è riapparso sui social, in un selfie con un suo piccolo tifoso in un negozio di articoli sportivi a Miami, e tanti utenti hanno commentato il suo aspetto fisico: "Ma è davvero lui?" il commento che rimbalza più frequentemente su X. 

Higuain è stato fotografato in canotta, con la barba folta e il look abbastanza trascurato rispetto agli anni d'oro trascorsi in Serie A tra gol segnati a cascata.  

La foto dell'ex attaccante argentino, postata sui social da un tifoso, è presto diventata virale. Qualcuno, addirittura, scrive: "Ma ha recitato in Cast Away?" (il riferimento è al film del 2000 con Tom Hanks, che ha per protagonista un ingegnere informatico sopravvissuto a un incidente aereo avvenuto al largo di un'isola deserta del Pacifico). Qualcun altro aggiunge: "Davvero, non sembra lui".  

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Categoria: sport

12:08

Trump ritira 5000 soldati soldati Usa dalla Germania

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti ritirano circa 5.000 soldati di stanza in Germania. Dopo le minacce di Donald Trump, arriva l'ordine del Pentagono. Il segretario dalla Difesa, Pete Hegseth, ha ordinato il ritiro di circa 5.000 uomini schierati in territorio tedesco. Un portavoce del Pentagono ha spiegato all'agenzia tedesca Dpa che il ritiro dovrebbe essere completato entro i prossimi 6-12 mesi. 

 

Per il Pentagono si tratta di una decisione che "segue un'attenta revisione della presenza delle forze del Dipartimento in Europa", dettata "da esigenze operative e condizioni sul campo". Secondo dati militari Usa di metà aprile, sono circa 86.000 i militari americani in Europa, circa 39.000 dei quali in Germania. I numeri cambiano costantemente, in parte per motivi di rotazione e per le esercitazioni militari. Come riferisce il New York Times, secondo quanto indicato da funzionari che hanno parlato a condizione di anonimato, la decisione del Pentagono riporterà le forze statunitensi in Europa al livello del 2022, prima che la Russia iniziasse la guerra in Ucraina. 

Nei giorni scorsi il presidente Donald Trump aveva minacciato il ritiro delle truppe americane in Germania, Italia e Spagna. "Gli Stati Uniti stanno studiando e valutando la possibile riduzione delle truppe in Germania, con una decisione che verrà presa nel prossimo futuro", il post pubblicato dal presidente americano su Truth il 29 aprile. E' lecito domandarsi se analoghi provvedimenti verranno adottati in relazione alla presenza di soldati statunitensi in Italia, criticata più volte dal numero 1 della Casa Bianca: "Non sono contento di Italia e Spagna. Potremmo ritirare soldati? Probabilmente sì". Trump, d'altra parte, non nasconde da settimane il malumore nei confronti dell'anima europea della Nato, accusata di non aver sostenuto gli sforzi degli Usa nella guerra contro l'Iran e in particolare nella gestione della crisi dello Stretto di Hormuz. 

 

Trump, negli ultimi giorni, ha ripetutamente puntato il dito in particolare contro il cancelliere tedesco Friedrich Merz, 'colpevole' di aver definito poco lungimirante la strategia adottata dagli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran: Merz ha evidenziato le difficoltà di condurre negoziati con Teheran in uno scenario di sostanziale stallo. "Gli americani ovviamente non hanno una strategia, sono stati umiliati dall'Iran", ha detto il cancelliere provocando la reazione stizzita di Trump. 

Il New York Times non ha dubbi: il ritiro dei soldati è una 'vendetta' del presidente. Funzionari americani, scrive il quotidiano, "hanno chiarito in privato che la mossa mira a punire la Germania" che "non ha aver contribuito maggiormente allo sforzo bellico, come richiesto da Trump, e ha criticato la strategia di Trump ai massimi livelli". 

Berlino ora deve adattarsi alla nuova realtà. "Il ritiro delle forze Usa dall'Europa e anche dalla Germania doveva essere atteso", dice il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius in una dichiarazione all'Afp. "Noi europei dobbiamo assumerci maggiore responsabilità della nostra sicurezza", afferma. La Nato "collabora con gli Stati Uniti per meglio comprendere i dettagli della loro decisione" di ritirare truppe americane dalla Germania annunciata da Washington, secondo quanto afferma la portavoce dell'Alleanza atlantica Allison Hart su X. "Questo aggiustamento sottolinea la necessità per l'Europa di continuare a investire di più nella difesa e di assumersi una maggiore responsabilità nella nostra difesa comune", aggiunge. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:08

Ucraina, l'analisi di Kiev: "Rallenta avanzata forze Russia, ecco dove Mosca perde territorio"

(Adnkronos) - Nel mese di aprile, è rallentata in modo significativo l'avanzata delle forze russe in Ucraina. Rispetto al mese precedente, i russi hanno acquisito il 12 per cento in meno di territorio. E questo andamento, segnala il sito di analisi militari ucraino DeepState, viene registrato malgrado un aumento complessivo degli attacchi del 2,2 per cento. Questo significa che i militari di Mosca hanno perso efficacia sul teatro di guerra.  

L'analisi delle operazioni conferma che la regione del Donetsk rimane l'obiettivo principale di Mosca: è in questo territorio che sono stati effettuati il 36 per cento di tutti i progressi registrati sul campo, con 53 chilometri quadrati acquisiti, che è comunque quasi la metà del territorio che ha iniziato a essere controllato nel mese di marzo, di 6,5 volte meno esteso di quello preso a dicembre. A seguire, nell'interesse delle forze di Mosca è la regione di Sumy, nel nord. In questo territorio, sono stati acquisiti 44 chilometri quadrati di territorio, il 30 per cento del totale. Nella regione di Kharkiv, il 22 per cento, e a Zaporizhzhia il 12 per cento. Nella regione di Dnipopetrovsk, il territorio occupato dalle forze di Mosca si è ristretto da 105 chilometri quadrati a 98.  

A marzo, le forze ucraine hanno per la prima volta dall'estate del 2023 ripreso più territorio di quanto perduto, con la liberazione di circa 257 chilometri quadrati nei primi tre mesi dell'anno, con il picco di successi alla fine di febbraio. Negli ultimi tre mesi, di 89 chilometri quadrati. In media, ora le forze russe hanno bisogno di lanciare 36 attacchi per catturare un unico chilometro quadrato di territorio.  

La cronaca di oggi registra nuovi raid. E' di almeno due morti il bilancio di un attacco russo messo a segno con un drone che ha colpito un minibus nel distretto di Dniprovskyi, nella città ucraina di Kherson. Lo riferisce Ukrainska Pravda, precisando che le vittime sono un uomo e una donna. Nove i feriti, secondo le ultime notizie dei media locali. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

11:53

Addio ad Alex Zanardi, Mattarella: "Punto di riferimento per tutto lo sport". Meloni: "Uomo straordinario"

(Adnkronos) - "Come l’intera Italia avverto profondo dolore per la morte di Alex Zanardi. Sportivo di eccelse qualita, ha dimostrato straordinaria personalità anche dopo il gravissimo incidente che ha subito. Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a proposito della scomparsa dell'ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico Alex Zanardi.  

"La sua figura - ha continuato il Capo dello Stato - ha rappresentato punto di riferimento anche oltre il mondo dello sport e lo rimarrà nel ricordo degli italiani. Esprimo alla famiglia la vicinanza della Repubblica". 

Questo il ricordo, sui social, della premier Giorgia Meloni: "L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rimettersi in gioco ogni volta, affrontando anche le sfide più dure con determinazione, lucidità e una forza d’animo fuori dal comune. Con i suoi risultati sportivi, con il suo esempio e con la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai. A nome mio e del governo rivolgo un pensiero commosso e la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Grazie di tutto, Alex". 

 

"Si spegne una 'luce' straordinaria, una persona che ha lasciato il segno, un uomo e uno sportivo meraviglioso che ci ha insegnato ad amare la vita, profondamente, intensamente e interamente, in tutte le sue forme, anche quando te ne lascia solo una parte: Alex Zanardi. Alex è andato oltre l’ordinario, nella velocità, di fronte agli ostacoli, tra la vita amata e la morte più volte ricacciata indietro. Sempre". Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha ricordato così - su X - Alex Zanardi, scomparso all'età di 59 anni.  

Abodi ha aggiunto: "Alex, un esempio di forza, dignità, tenacia, passione, generosità, sensibilità e umanità, un testimone sempre attivo del Paralimpismo quotidiano e diffuso, così prezioso ben oltre le competizioni sportive. Alex ha saputo andare al di là del limite, trasformandolo in opportunità, ha affrontato ogni difficoltà facendola sembrare normale, ha dato un volto al coraggio e alla speranza. Alex ha dato un sorriso al dolore". 

Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha invitato le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Italia nel fine settimana per onorare la memoria di Alex Zanardi, inimitabile campione dello sport. “Perdiamo un grande campione e un grande uomo - ha detto Buonfiglio - capace più volte di rialzarsi di fronte alle difficoltà della vita. Alla sua famiglia va il cordoglio più sincero mio e del Coni". 

"Purtroppo l'aspettavamo da tempo, sapevamo la situazione, però adesso se n'è andato definitivamente. A parte il dolore, naturalmente eravamo preparati, tutto il mondo è preparato. E' stato un personaggio di grandissimo valore non solo agonistico, ma mediatico. È stato veramente colui che ha proiettato il Comitato Paralimpico ad alti vertici, ha aiutato la crescita del Comitato Paralimpico, soprattutto negli ultimi anni. E io ho avuto la grande fortuna e il grande piacere di averlo come capo missione sia a Londra, quando alzò in maniera emblematica la sua handbike dopo la vittoria, poi bissata, e poi a Rio de Janeiro. Mi ricordo le serate, mi ricordo tante cose. E' stato un personaggio straordinario. Uno dei pochi personaggi di grandissimo valore agonistico e mediatico perché ha non solo aiutato il mondo paralimpico, ma era un personaggio che poteva stare in qualunque settore, anche perché viene dal mondo dei normo. È stato anche un grande atleta normo e quindi un grandissimo atleta para". Lo dice il presidente del Comitato italiano paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, all'Adnkronos commentando la morte di Alex Zanardi. 

"Ha aiutato tantissimo il movimento e avrebbe potuto ricoprire qualunque ruolo. Dal presidente del Cip a qualunque altro tipo di ruolo, perché aveva una grande comunicativa, aveva grandissimi doti, grandissime capacità. Ed era anche umanamente straordinario. Io lo dico sinceramente, l'ho sempre detto, e lo confermerò sempre. Sicuramente gli poteva stare stretto, perché lui non era un atleta solo. Ormai aveva 54, 55 anni quando ha smesso. E poteva fare tutto, poteva raggiungere qualunque obiettivo, lui era già un personaggio di livello mondiale, quindi non è che avesse bisogno di fare il presidente del Cip, ma poteva benissimo farlo. Anzi, se ci fosse stato lui non avrei fatto io il passo e sarei rimasto alle bocce, ma io sono una persona sincera e trasparente, insomma Zanardi aveva tutto per fare qualunque cosa", ha concluso De Sanctis. 

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Categoria: sport

11:36

La megattera Timmy è libera nel Mare del Nord

(Adnkronos) - Timmy in libertà. La megattera, 12 metri per 12 tonnellate di peso, era rimasta 'intrappolata' per settimane al largo della costa tedesca e ora le ultime notizie sono state confermate dal team responsabile dell'iniziativa privata che ha organizzato la complessa operazione per salvarla e dalle immagini trasmesse in diretta da News5. Dopo il trasporto su una chiatta, dalle 9 di stamani è nelle acque del Mare del Nord, ha detto Jens Schwarck. I soccorritori sperano che il gigante del mare sia in grado di nuotare e raggiungere l'Atlantico. 

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Categoria: internazionale/esteri

11:16

Bebe Vio e il ricordo commosso di Zanardi: "Un privilegio averti come tutor sportivo e di vita"

(Adnkronos) - "Siamo diventati colleghi nel 2009, avevo 12 anni ed ero molto spesata e spaventata. Mi hai dato la forza per ripartire, convincendomi che con o senza gambe avrei potuto fare tutto". Inizia così il messaggio commosso di Bebe Vio, che ha ricordato così sui social Alex Zanardi. La schermitrice e campionessa paralimpica ha continuato: "A Londra 2012 mi hai fatto conoscere la bellezza delle Paralimpiadi e l’enorme potere che hanno di cambiare la percezione e la Cultura della Disabilità. A Rio 2016 sei stato il mio cicerone nel villaggio paralimpico e poi abbiamo realizzato il sogno insieme".  

 

Nel suo post, Bebe Vio ha poi aggiunto: "A Tokyo 2020 non c’eri, ma eri un faro per tutti noi, è stato un onore e un grande privilegio averti avuto come tutor sportivo e di vita".  

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Categoria: sport

10:56

Concertone primo maggio, mamma Giogiò: "Geolier ha mantenuto la promessa fatta sulla bara di mio figlio"

(Adnkronos) - "Sono veramente felice che da quella promessa sia iniziata una 'rivoluzione gentile'. Un seme piantato nel dolore dell'agosto del 2023 che oggi vedo fiorire e mi scalda il cuore". Così Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, detto Giogiò, commenta all’Adnkronos l'intervento del rapper Geolier che ieri, dal palco del concertone del Primo Maggio a Roma, ha ricordato le giovani vittime di Napoli, tra cui anche Giogiò. Un gesto che, per la madre del musicista ucciso nell'agosto 2023, ha radici profonde. 

"Quando mio figlio è morto, davanti alla sua bara, feci un appello", racconta Daniela Di Maggio. "Chiesi ai cantanti neomelodici e a Geolier di venire, per far vedere da che parte stavano, quella dei giusti. Lì, davanti alla bara, gli chiesi: 'Emanuele, tu mi prometti che non scriverai più canzoni con le pistole?'. E lui, davanti al sangue di Giogiò, mi disse: 'Te lo prometto'. Mi portò anche un mazzo di fiori bellissimo, e lì è iniziata questa forma catartica del cambiamento". 

"Da Sanremo ho visto in lui una nuova gentilezza, è diventato un altro ragazzo. Io sento che in questo cambiamento c'è anche la mano di mio figlio", continua. "Ieri, su quel palco enorme e importante, quando ha letto i nomi dei ragazzi vittime innocenti come Giogiò, Santo Romano e Francesco Pio Maimone mi ha dimostrato di aver mantenuto quella promessa fatta quasi tre anni fa. È la dimostrazione che Giogiò è riuscito a fare qualcosa anche da lassù”. 

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Categoria: spettacoli

10:50

Addio ad Alex Zanardi: nel 2001 il terribile incidente che gli cambiò la vita

(Adnkronos) - Il 15 settembre 2001 al Lausitzring, in Germania, la vita del pilota automobilistico Alex Zanardi - morto il primo maggio 2026 all'età di 59 anni - cambiò improvvisamente. Nella gara di Champ Car, dopo una sosta ai box e nella fase di rientro in pista, la monoposto di Zanardi perse il controllo a bassa velocità su un tratto sporco e la sua Reynard Honda - praticamente ferma sulla pista - venne centrata in un impatto violentissimo dalla Forsythe guidata dal canadese Alex Tagliani. 

Nell’impatto, avvenuto a circa di 320 km/h, la vettura di Tagliani spezzò a metà la monoposto di Zanardi, il quale subì l’amputazione immediata di entrambe le gambe. Quando arrivò il responsabile medico della Cart, Steve Olvey, le gambe erano staccate dal corpo e il sangue colava sull’asfalto. Bloccò il flusso chiudendo le arterie femorali, ma Alex in quel momento aveva solo un litro di sangue in corpo. Lo trasportarono in elicottero all’ospedale di Berlino, ma il cappellano prima di partire gli impartì l’estrema unzione.  

L’elisoccorso atterrò sul tetto dell’ospedale e il chirurgo responsabile dell’ospedale lo operò la prima volta già su quel tetto. Saranno quindici le operazioni, quattro i giorni di coma, sei le settimane di ricovero. Il 31 ottobre 2001 venne dimesso dalla clinica tedesca, pronto ad affrontare la seconda parte della sua straordinaria vita.  

Zanardi non si arrese, recuperò dall'infortunio e si reinventò. Tornò a camminare con le protesi e anche a correre in macchina, in diverse categorie. Ma la nuova passione divenne l'handbike: quarto alla sua prima gara, la Maratona di New York, nel 2007. Nel 2011, conquistò il record sui 42 km nella Grande Mela. A Londra arrivarono i primi ori paralimpici. Quattro anni più tardi, a Rio, conquistò altri due ori e un argento nella gara in linea. Tra il 2013 e il 2019 conquistò anche 12 titoli mondiali, che ne fecero il più vincente di sempre nella storia del paraciclismo. 

 

Ma la vita di Zanardi è stata fatta di lotta, sacrificio e sofferenza. Il 19 giugno 2020, con l'Italia riaperta da poco dopo il lockdown, Zanardi partecipò alla staffetta di beneficenza Obiettivo Tricolore. A San Quirico d’Orcia, in provincia di Siena, l'ex pilota sulla sua handbike andava a una velocità compresa tra i 45 e i 50 chilometri all'ora sulla strada provinciale 146 in un tratto in discesa con una pendenza tra il 4 e il 5%. In curva, all'altezza del comune di Pienza in Val D’Orcia, Zanardi perse il controllo ribaltandosi e finendo contro un camion che arrivava in direzione opposta. Nel violento impatto, il campione perse il casco.  

Subito soccorso, viene operato al Policlinico Le Scotte di Siena. Il 21 luglio 2020, trentadue giorni dopo l’incidente in handbike, Zanardi lasciò l’ospedale di Siena per essere trasferito in un centro specialistico di neuro-riabilitazione di Villa Beretta a Costa Masnaga, nel Lecchese, e poi in altri centri del nord Italia. E' qui l'atleta ha affrontato il suo periodo di recupero funzionale, tornando a comunicare ma non a parlare. A un anno e mezzo dal terribile nuovo incidente nel Senese, la moglie Daniela annunciò che Alex era tornato a casa. (di Paolo Martini) 

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Categoria: sport

10:11

È morto Alex Zanardi: l'ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico aveva 59 anni

(Adnkronos) - Addio ad Alex Zanardi. L'ex pilota di Formula 1 è morto all'età di 59 anni. "E' con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio", ha annunciato la famiglia dell’ex pilota di Formula 1. "Alex si è spento serenamente, circondato dall'affetto dei suoi cari, la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto". 

Chi era Alex Zanardi? Pilota automobilistico, campione internazionale, poi paraciclista di livello assoluto, la vita di Alessandro 'Alex' Zanardi è stata una traiettoria continua tra velocità, drammatiche cadute, faticose rinascite e nuove sfide. Una biografia che ha assunto, nel tempo, i contorni del mito sportivo e umano, fino alla sua morte avvenuta all'età di 59 anni, tra il 1 e il 2 maggio. La sua storia non è soltanto quella di un atleta, ma di un uomo che ha attraversato due esistenze: la prima vissuta dentro e accanto ai circuiti della Formula 1 e della Cart, la seconda costruita dopo il terribile incidente del 2001, quando perse entrambe le gambe al Lausitzring. E ancora una terza, segnata dalla consacrazione paralimpica e da un nuovo, devastante incidente nel 2020. 

Zanardi nasce a Bologna il 23 ottobre 1966 da Dino, idraulico, e Anna, sarta. Cresce a Castel Maggiore, dove sviluppa fin da bambino una passione quasi viscerale per i motori e per la velocità. Il primo contatto con la competizione arriva a 14 anni, quando il padre gli regala un kart. Da quel momento la sua vita prende una direzione precisa. Dopo gli esordi nelle gare locali, nel 1982 si iscrive al campionato nazionale 100cc, distinguendosi per determinazione e capacità di adattamento. Nonostante mezzi tecnici limitati e un’assistenza quasi interamente familiare, chiude terzo in classifica generale, attirando le attenzioni del settore. 

Negli anni successivi cresce rapidamente: titoli italiani, vittorie internazionali, affermazioni in Europa e una reputazione da pilota aggressivo ma intelligente. Il soprannome che si porta dietro fin dagli anni dei kart è già una dichiarazione d’identità: non un pilota conservativo, ma un interprete totale della competizione. 

Il passaggio alle formule minori segna l’inizio della costruzione del suo profilo internazionale. In Formula 3 mostra talento ma anche difficoltà di adattamento, mentre in Formula 3000 esplode definitivamente: vittorie immediate, pole position e una capacità rara di essere veloce fin dal debutto. Nel 1991 arriva il primo approdo in Formula 1 con la Jordan. È un ingresso quasi improvviso, senza test adeguati, ma con un impatto significativo: Zanardi mostra subito velocità e solidità, pur tra limiti tecnici e opportunità frammentarie. 

Seguono anni complessi: Minardi, Benetton come tester, poi Lotus tra il 1993 e il 1994. In queste stagioni il talento resta evidente, ma le condizioni tecniche delle monoposto e la fragilità dei progetti sportivi non gli permettono di emergere stabilmente. Incidenti, guasti e difficoltà economiche dei team segnano una fase instabile della sua carriera. Nel 1995, dopo un anno lontano dalle corse principali, Zanardi si avvicina al mondo americano. È una svolta decisiva. 

L’ingaggio con il team Ganassi segna la rinascita sportiva. In Cart Zanardi trova un ambiente competitivo, ma soprattutto un contesto tecnico e umano in cui riesce a esprimersi completamente. Il 1996 è l’anno dell’adattamento, ma già emergono risultati importanti: pole position, vittorie e una crescita costante che lo porta rapidamente ai vertici della categoria. Nel 1997 arriva il primo titolo Cart. È una stagione costruita con determinazione, culminata in una serie di vittorie decisive e nella capacità di gestire la pressione nelle fasi finali del campionato. 

Il 1998 è ancora più dominante: sette vittorie, continuità impressionante e secondo titolo mondiale consecutivo. In quegli anni Zanardi diventa una figura centrale del motorsport internazionale, noto per le celebri manovre di sorpasso e per uno stile di guida estremamente competitivo, talvolta discusso ma sempre efficace. 

Nel 1999 Zanardi torna in Formula 1 con la Williams. L’attesa è altissima, ma l’impatto con la nuova realtà è complesso. Le vetture sono profondamente diverse da quelle americane, il contesto tecnico è cambiato e l’adattamento si rivela difficile. Nonostante alcuni segnali positivi, la stagione è segnata da risultati modesti, problemi tecnici e un crescente senso di difficoltà. A fine anno il rapporto con la squadra si interrompe. Zanardi si ritrova nuovamente senza un volante. 

Il 15 settembre 2001, al Lausitzring in Germania, durante una gara Cart, la vita di Zanardi cambia radicalmente. Uscito dai box dopo una sosta, perde il controllo della monoposto su un tratto reso insidioso da acqua e olio. La vettura resta di fatto ferma in traiettoria. Sopraggiunge a velocità elevatissima l’auto di Alex Tagliani: l’impatto è violentissimo, la monoposto si spezza in due. Le conseguenze sono immediate e drammatiche: amputazione traumatica degli arti inferiori, emorragia massiva, condizioni critiche. I soccorsi intervengono rapidamente, con il medico della serie che riesce a stabilizzare temporaneamente la situazione. Zanardi viene trasportato in elicottero a Berlino, dove affronta un lungo e complesso percorso chirurgico: oltre quindici interventi, giorni di coma, settimane di terapia intensiva. Il 31 ottobre 2001 viene dimesso. Non è soltanto la fine di una fase della sua vita sportiva, ma l’inizio di una nuova esistenza. 

La reazione di Zanardi all’incidente del Lausitzring diventa uno dei simboli più potenti dello sport contemporaneo. Dopo la riabilitazione, si reinventa atleta. Torna inizialmente anche alle corse automobilistiche, ma la sua nuova dimensione sportiva diventa il paraciclismo. L’handbike diventa il suo nuovo strumento di competizione. 

Nel 2007 partecipa alla Maratona di New York, chiudendo quarto alla prima esperienza. Nel 2011 stabilisce un record nella stessa gara. Poi arrivano i Giochi Paralimpici: quattro ori a Londra 2012, quattro ori a Rio 2016 e un argento, oltre a dodici titoli mondiali che lo consacrano come uno dei più grandi atleti paralimpici di sempre. In questa fase Zanardi non è solo un campione, ma un simbolo pubblico di resilienza e trasformazione. 

Il 19 giugno 2020, durante una staffetta benefica in Toscana, Zanardi è coinvolto in un nuovo grave incidente. Alla guida della sua handbike, perde il controllo lungo un tratto di strada in discesa e si scontra con un camion. Le conseguenze sono nuovamente gravissime: trauma cranico, interventi chirurgici complessi, coma farmacologico e un lungo percorso di riabilitazione tra diversi centri specializzati in Italia. Dopo mesi di cure intensive e una lenta stabilizzazione clinica, nel 2021 torna a casa, dove continua la riabilitazione con il supporto della famiglia. Gli ultimi anni di vita di Zanardi sono segnati da un progressivo ritiro dalla scena pubblica e da un percorso riabilitativo continuo, lontano dai riflettori ma seguito con attenzione e rispetto dal mondo sportivo internazionale. (di Paolo Martini) 

 

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Categoria: sport

09:57

Biennale Arte, ecco perché la giuria internazionale si è dimessa: la ricostruzione

(Adnkronos) - A quattro giorni dal vernissage della Biennale Arte 2026, la più importante manifestazione culturale italiana è stata travolta da un terremoto istituzionale che non ha precedenti nella sua storia recente. La giuria internazionale si è dimessa in blocco, la cerimonia inaugurale del 9 maggio è saltata, i premi sono stati rinviati al 22 novembre, giorno di chiusura della 61esima Esposizione d'Arte e per la prima volta i Leoni d'oro e d'argento saranno assegnati dai visitatori. E sullo sfondo, come una faglia mai davvero sopita, si muovono le tensioni geopolitiche globali. 

Il punto di rottura va cercato nella decisione presa il 23 aprile dalle cinque giurate - Solange Oliveira Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi - di escludere dalla premiazione Israele e la Federazione russa in quanto paesi sotto processo per "crimini contro l'umanità" davanti alla Corte penale internazionale. Una scelta definita inizialmente “autonoma” dalla Fondazione Biennale di Venezia, ma che ha immediatamente innescato reazioni politiche e legali. 

L’esclusione colpisce due nodi sensibili: da un lato Israele, nel pieno di una crisi internazionale che alimenta accuse e controaccuse; dall’altro la Russia, già assente dal 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina ma ora pronta a riaffacciarsi nei propri spazi storici ai Giardini. La risposta non è tardata ad arrivare. L’artista israeliano Belu-Simion Fainaru, chiamato a rappresentare il suo paese nel padiglione nazionale, ha inviato una diffida formale, parlando di “discriminazione razziale” e “antisemitismo” e minacciando un ricorso fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Una mossa che ha trasformato una decisione curatoriale in un potenziale caso giudiziario internazionale. È qui che la crisi ha compiuto un salto di qualità. La Fondazione, attraverso il proprio ufficio legale, ha messo nero su bianco un elemento decisivo: le giurate potrebbero essere chiamate a rispondere personalmente dei danni in caso di contenzioso. Non si sarebbe trattato più solo di una disputa culturale o politica, ma di una questione patrimoniale diretta. Il rischio di dover risarcire - di tasca propria - eventuali danni richiesti dall’artista israeliano o dalla stessa Fondazione ha cambiato radicalmente lo scenario. 

Secondo quanto emerso durante l’ispezione a Ca' Giustinian del 29 e 30 aprile, ordinata dal ministero della Cultura, come ha appreso l'Adnkronos, le giurate sono state informate sia dell’impatto mediatico negativo della loro decisione sia della loro esposizione legale. È in questo contesto che è maturata la scelta di dimettersi. 

Nel frattempo, il caso era già da settimane all'attenzione del governo. Il ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli ha inviato gli ispettori a Venezia per fare luce sui rapporti tra la Biennale e alcuni Paesi, in particolare la Russia. L’ispezione - formalmente legata anche alle richieste di chiarimento provenienti da Bruxelles circa il rispetto delle sanzioni imposte alla Federazione russa dopo l'aggressione all'Ucraina - ha analizzato documenti, procedure e scelte organizzative. Ufficialmente il ministero si è dichiarato estraneo alle dimissioni, ma il tempismo è significativo: l’addio della giuria è arrivato proprio mentre gli ispettori lasciavano Ca’ Giustinian, nel pomeriggio di giovedì 30 aprile. 

Sul tavolo non c’è solo il caso russo. Anche Israele e Iran sono finite sotto osservazione, in un clima di crescente pressione internazionale. L’Unione europea è arrivata a minacciare la sospensione di 2,3 milioni di euro di finanziamenti del programma 'Creative Europe' per progetti legati al cinema. Di fronte al rischio di una crisi legale e finanziaria, la Fondazione guidata da Pietrangelo Buttafuoco ha compiuto una scelta drastica: cancellare la decisione della giuria e riammettere Russia e Israele alla competizione. È la scintilla finale. Da Gerusalemme, il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar ha esultato e attaccato: "Non c’è posto per la politica, i boicottaggi e l’antisemitismo nel mondo della cultura". 

A rendere ancora più instabile la situazione della Biennale Arte contribuisce un elemento spesso sottovalutato: l’assenza della curatrice Koyo Kouoh, scomparsa un anno fa. La mostra, intitolata "In Minor Key", nasceva da un’idea precisa: sottrarsi allo “spettacolo dell’orrore” per restituire dignità e ascolto. Un principio che sembra essersi infranto contro la realtà geopolitica. Senza una guida forte e con tensioni accumulate per mesi - in particolare sulla riapertura del padiglione russo - la Biennale arriva all’inaugurazione in condizioni di estrema vulnerabilità. 

Le conseguenze delle dimissioni della giuria sono immediate e clamorose. La cerimonia di inaugurazione del 9 maggio è stata cancellata (peraltro il ministro Giuli aveva già fatto sapere con largo anticipo che non ci sarebbe stato a causa della partecipazione russa). Con essa, la tradizionale assegnazione dei Leoni. Non c'erano i tempi tecnici per nominare una nuova giuria e così la Fondazione ha deciso di rinviare tutto al 22 novembre, ultimo giorno della mostra, citando esplicitamente “l’eccezionalità della situazione geopolitica internazionale”. Nel pieno della tempesta, Buttafuoco ha rilanciato con una soluzione senza precedenti: saranno i visitatori a decidere i vincitori. Nascono così i “Leoni dei visitatori”, un esperimento che ribalta il modello tradizionale basato su una giuria di esperti. Una scelta che il presidente ha definito “emergenziale”, paragonandola alle misure adottate durante la pandemia da covid. Dietro la mossa, però, c’è anche una necessità: tenere in vita la manifestazione, evitando un vuoto totale di legittimazione dopo le dimissioni della giuria. 

La crisi della Biennale Arte 2026 non è il risultato di un singolo errore, ma l’effetto cumulativo di più fattori: tensioni geopolitiche globali, fragilità istituzionali, rischi legali, pressioni politiche e assenza di una direzione curatoriale forte. La decisione iniziale della giuria - escludere Russia e Israele - ha agito da detonatore. Ma la vera esplosione è arrivata quando quella scelta ha incontrato il terreno minato del diritto internazionale, dei finanziamenti europei e degli equilibri diplomatici. (di Paolo Martini) 

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Categoria: cultura

09:35

Ostia, bomba carta davanti a Lazio store: acquisite immagini da telecamere di videosorveglianza

(Adnkronos) - Una bomba carta è stata fatta esplodere nella notte davanti alla saracinesca del Lazio store in via Carlo Bosio, a Ostia. Non sono state trovate tracce di innesco, quindi si esclude che sia stata una molotov. I carabinieri, impegnati nelle indagini per inquadrare il gesto, non escludono alcuna pista. Acquisiti i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. 

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Categoria: cronaca

08:57

Governo, Meloni: "Da oggi diventa secondo più longevo della storia repubblicana, non traguardo ma responsabilità"

(Adnkronos) - "Da oggi il governo che ho l’onore di guidare diventa il secondo più longevo della storia repubblicana. Non lo vivo come un traguardo da festeggiare, ma come una responsabilità ancora più forte verso gli italiani. Grazie a chi continua a sostenerci, a credere nel nostro lavoro e nella serietà del nostro impegno. Andremo avanti con determinazione per completare il percorso avviato, con rispetto per il mandato ricevuto dai cittadini italiani e con una sola bussola: l’interesse nazionale". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che oggi taglia il traguardo dei 1.288 giorni di governo, arrivando al secondo posto nella classifica degli esecutivi più longevi della storia della Repubblica italiana. 

Con i 1288 giorni trascorsi dal giuramento al Quirinale del 22 ottobre 2022, la premier supera il quarto esecutivo guidato da Silvio Berlusconi (1287 in carica), di cui peraltro faceva parte come ministra della Gioventù, ed è distante 124 giorni da quello che il Cav guidò dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005 (1412 giorni in carica). 

Per trovare un esecutivo di centrosinistra bisogna scendere al quinto posto della classifica: è Matteo Renzi, con i suoi 1024 giorni a palazzo Chigi, che occupa la prima posizione tra i governi più longevi della storia repubblicana guidati non dal centrodestra. Mentre il primo governo di Bettino Craxi (anche il primo esecutivo guidato da un esponente del Psi), che rimase in carica dal 4 agosto 1983 al 1º agosto 1986, è al quarto posto in assoluto (e il primo della Prima Repubblica) con i suoi 1093 giorni di 'anzianità'. 

Tra i più corti ci sono, invece, il Fanfani I, appena 22 giorni (dal 19 gennaio al 10 febbraio 1954), il De Gasperi VIII, 32 giorni (dal 16 luglio al 17 agosto 1953) e lo Spadolini II, 100 giorni (dal 23 agosto al 1º dicembre 1982). 

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Categoria: politica

08:52

Weekend con il sole, ma da lunedì cambia tutto: la mappa delle regioni colpite dal maltempo

(Adnkronos) - Weekend con il sole, ma da lunedì cambia tutto secondo quanto indicano le previsioni meteo. Il lungo ponte del Primo Maggio sarà una vera e propria oasi di serenità meteorologica per l'Italia, spiegano gli esperti de iLMeteo.it, grazie alla protezione di un’alta pressione che, pur senza gli eccessi termici diffusi delle scorse settimane, garantisce condizioni ideali per le attività all'aperto. Tuttavia, si tratta dei titoli di coda: i modelli matematici indicano infatti un ribaltone imminente dalla prossima settimana con l'apertura della "porta atlantica".  

Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che il fine settimana trascorrerà all'insegna della stabilità su quasi tutto il Paese. Il sole sarà il protagonista indiscusso, accompagnato da temperature piacevoli e tipicamente primaverili. Le massime si attesteranno diffusamente tra i 22°C e i 25°C, con picchi di 25-27°C in Pianura Padana e zone interne del Centro nella giornata di domenica, quando però inizieranno ad arrivare anche la prime nubi. Il vero cambiamento, però, è alle porte. Già dall'inizio della prossima settimana, l'alta pressione inizierà a cedere sotto la spinta di una serie di perturbazioni provenienti dall'Oceano Atlantico. Questo flusso umido e instabile segnerà la fine del periodo asciutto, portando una fase di forte instabilità che colpirà in modo particolare le regioni del Nord-Ovest. Le precipitazioni potrebbero risultare abbondanti e persistenti. Il contrasto tra l'aria più fresca oceanica e il calore accumulato in questi giorni di sole farà da innesco per fenomeni violenti: non si escludono i primi temporali stagionali a carattere grandinigeno, capaci di colpire con intensità le pianure del Nord.  

Le regioni maggiormente colpite saranno quelle settentrionali, la Toscana e il Lazio. Dopo un aprile a tratti eccezionale, maggio sembra voler ripristinare il tipico dinamismo della primavera. La perturbazione in arrivo non sarà un evento isolato, ma l'inizio di una serie di impulsi instabili che riporteranno la pioggia dove più serve, pur con il rischio di fenomeni localmente estremi a causa della tanta energia termica in gioco. E’ molto probabile che su diverse regioni italiane il mese di maggio possa risultare, in alcuni tratti, addirittura più fresco rispetto a quanto sperimentato durante il mese di aprile. Questo scenario si concretizzerà soprattutto nelle giornate in cui mancherà il diretto irraggiamento solare. Sotto la copertura nuvolosa e in presenza di precipitazioni insistenti, i termometri faranno fatica a salire, rischiando di non toccare nemmeno la soglia dei 20°C durante il giorno.  

Sabato 2. Al Nord: soleggiato e più caldo. Al Centro: bel tempo e più caldo. Al Sud: soleggiato, nubi sparse sui rilievi, un po’ ventoso. 

Domenica 3. Al Nord: cielo velato. Al Centro: bel tempo salvo velature sulle aree tirreniche. Al Sud: soleggiato e più caldo, qualche velatura in Sicilia.  

Lunedì 4. Al Nord: nuvoloso, piogge su Piemonte e Liguria. Al Centro: nubi in aumento, piovaschi in Toscana entro sera. Al Sud: poco o parzialmente nuvoloso.  

Tendenza: tempo perturbato per gran parte della settimana, piogge e temporali specie al Centro-Nord. 

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Categoria: cronaca

07:36

Trump: "Finito con l'Iran prenderemo il controllo di Cuba"

(Adnkronos) - Dopo aver annunciato un inasprimento delle sanzioni americane, Donald Trump è tornato nelle scorse ore a parlare di Cuba, e - con tono scherzoso, come evidenzia la Cnn - ha evocato la possibilità che gli Stati Uniti ne "prendano il controllo". "E' originario di un posto che si chiama Cuba, un posto di cui prenderemo quasi immediatamente il controllo", ha detto il presidente americano rivolgendosi a una persona tra la folla che lo ascoltava durante un evento in Florida. 

Nel suo intervento Trump ha collegato tutto a quanto accade in Medio Oriente. "Prima ne finiremo una, mi piacerebbe concludere il lavoro", ha affermato, riferendosi all'Iran. "Di ritorno dall'Iran, faremo sì che una delle nostre grandi unità, forse la portaerei Uss Abraham Lincoln, la più grande al mondo, si avvicini, si mantenga a circa 100 metri dalla costa e ci diranno 'molte grazie, ci arrendiamo'", ha aggiunto, alludendo a quella che - a suo avviso - potrebbe essere una risposta delle autorità cubane, mentre il pubblico rideva. 

Cuba ha già definito "illegali" e "abusive" le nuove sanzioni annunciate dagli Usa. 

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Categoria: internazionale/esteri

07:02

Verissimo 'Le Storie', anticipazioni delle puntate di oggi e domani su Canale 5

(Adnkronos) - Verissimo torna con le storie' nelle puntate di oggi sabato 2 e domani domenica 3 maggio alle ore 16.30 su Canale 5. Nel programma condotto da Silvia Toffanin verranno proposte, oltre a contenuti inediti, alcune tra le interviste più emozionanti realizzate in questa stagione. Oggi il pubblico potrà rivedere le chiacchierate con Ditonellapiaga, Eva Riccobono, Martina Colombari e Manuela Arcuri. Inoltre, spazio all’attrice Ilenia Pastorelli, in uscita al cinema con L’amore sta bene su tutto e al duro racconto di vita e al percorso di rinascita di Alessandra Battaglia. 

Domani, alle 16.30, le storie e i ritratti di Romina Power, Katia Ricciarelli, Iva Zanicchi, Serena Brancale, Rossella Brescia e Samira Lui. 

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Categoria: spettacoli

07:00

Amici, sabato 2 maggio: le anticipazioni e gli ospiti di stasera

(Adnkronos) - Amici torna questa sera, sabato 2 maggio, con un nuovo appuntamento. La finale è sempre più vicina per gli otto allievi rimasti in gara al talent show di Canale 5.  

In corsa per la vittoria ci sono i cantanti Angie e Lorenzo per la squadra Cuccarini-Peparini; i ballerini Emiliano e Nicola e i cantanti Elena e Riccardo per la squadra Zerbi-Celentano; il cantante Gard e il ballerino Alessio per la squadra Pettinelli-Emanuel Lo.  

A giudicarli come sempre: Gigi D’Alessio, Elena D’Amario, Amadeus con Cristiano Malgioglio. A intrattenere il pubblico torna Alessandro Cattelan con una nuova sfida di 'Password' che questa settimana coinvolge gli attori Marco Bocci e Giulia Michelini.  

Tornano sul palco di Amici superospiti di questa puntata due vincitrici del talent: Gaia vincitrice della 19esima edizione che si esibisce con il nuovo singolo 'Bossa Nostra' e Sarah Toscano vincitrice della 23° edizione che si esibisce con 'Atlantide' colonna sonora del film 'Non abbiam bisogno di parole' che la vede protagonista.  

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Categoria: spettacoli

06:57

Serie A, oggi Como-Napoli: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) - Como e Napoli in campo oggi per la 35esima giornata della Serie A. Il match - in diretta tv e in streaming - è in programma alle 18 di oggi, sabato 2 maggio. I lariani padroni di casa, quinti in classifica con 61 punti, vanno a caccia di una vittoria per tenere vive le speranze di acciuffare la qualificazione alla Champions League. I partenopei, secondi con 69 punti a 10 lunghezze dall'Inter capolista, devono fare risultato per non consegnare lo scudetto ai nerazzurri. In caso di k.o. del Napoli, l'Inter potrebbe festeggiare davanti alla tv. 

 

Como - (4-2-3-1) - Butez; Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Valle; Da Cunha, Perrone; Diao, Nico Paz, Baturina; Douvikas. Allenatore: Fabregas 

Napoli - (3-4-2-1) - Milinkovic-Savic; Olivera, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Gutierrez; De Bruyne, Alisson Santos; Hojlund. Allenatore: Conte. 

 

La partita Como-Napoli, valida per la 34esima giornata di Serie A, sarà trasmessa in esclusiva in diretta tv e in streaming da Dazn alle 18. 

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Categoria: sport

06:56

Serie A, oggi Atalanta-Genoa: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) - Atalanta e Genoa in campo per la 35esima giornata della Serie A. Bergamaschi e liguri - nel match in diretta tv e streaming - si affrontano oggi 2 maggio 2026 nell'anticipo serale. I nerazzurri, settimi con 54 punti, vanno a caccia di un successo per inseguire la qualificazione europea. Il Genoa, a quota 39, può conquistare aritmeticamente una salvezza di fatto già ottenuta. 

 

GENOA - (3-5-2) - Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Sabelli, Amorim, Malinovskyi, Frendrup, Ellertson; Ekhator, Colombo. Allenatore: De Rossi. 

ATALANTA - (3-4-2-1) - Carnesecchi; Ahanor, Hien, Scalvini; Bellanova, Ederson, Pasalic, Bakker; Samardzic, Raspadori; Scamacca. Allenatore: Palladino. 

 

Atalanta-Genoa sarà trasmessa oggi in diretta tv e streaming su Dazn. Il match sarà visibile anche agli abbonati Sky. La partita andrà in onda su Sky Sport Calcio, Sky Sport 251, SkyGo e Now Tv. In streaming sarà disponibile su Sky Go. 

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Categoria: sport

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12:48

Gp Miami, 'furia' Leclerc via radio con team Ferrari: "Orrendo". Cos'è successo

(Adnkronos) - Charles Leclerc manca la prima fila nelle qualifiche per la sprint del Gp di Formula 1 di Miami e si sfoga, via radio, con il suo team. "Orrendo" ha detto il pilota della Ferrari al suo ingegnere Bryan Bozzi dopo aver chiuso al quarto posto la sessione, dietro alle due McLaren e al leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli.  

Un risultato, quello maturato nella prima giornata sul circuito della Florida, che lascia tanta amarezza al monegasco per una prima fila ritenuta alla portata per la sua SF26. Alle 18 ci sarà la gara sprint, che assegnerà i primi punti del weekend. In serata, alle 22, sono fissate invece le qualifiche per il Gran Premio di domani, domenica 3 maggio. 

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Categoria: sport

12:39

I Cesaroni - Il Ritorno, da lunedì un solo episodio a settimana

(Adnkronos) - Cambio di programmazione per 'I Cesaroni - Il Ritorno', la serie diretta e interpretata da Claudio Amendola. A partire da lunedì 4 maggio, la serie co-prodotta da RTI-Publispei andrà in onda su Canale 5 con un episodio a settimana, accompagnando così il pubblico per più settimane. Una scelta editoriale pensata per valorizzare al massimo una delle serie più amate dai telespettatori.  

Dopo le prime serate, I Cesaroni - Il Ritorno ha mostrato una forte capacità di coinvolgere anche il pubblico più giovane, registrando il 33% di share media nella fascia 15-34 anni, che sale al 36% nella fascia 25-34 anni. Risultati che confermano la contemporaneità del racconto e la sua capacità di parlare a tutte le generazioni. 

Il successo è confermato anche su Mediaset Infinity: la prima puntata ha superato i 725.000 spettatori on demand, segnando il miglior debutto di sempre per una nuova serie. Inoltre, I Cesaroni - Il Ritorno, sulla piattaforma streaming di Mediaset, ha generato oltre 13 milioni di stream totali (tra episodi totali e altri contenuti) con più di 2 milioni di ore di visione, a ulteriore testimonianza dell’affetto con cui il pubblico la segue. Grande riscontro anche sui social: nelle prime tre settimane, la serie si è affermata tra i programmi più commentati, conquistando stabilmente il primo posto tra le tendenze italiane su X, non solo nelle serate di messa in onda. 

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Categoria: spettacoli

12:18

Higuain irriconoscibile sui social: "Ha recitato in Cast Away?"

(Adnkronos) - Si rivede Gonzalo Higuain. E gli appassionati fanno fatica a riconoscerlo. L'ex attaccante di Napoli, Juventus e Milan è riapparso sui social, in un selfie con un suo piccolo tifoso in un negozio di articoli sportivi a Miami, e tanti utenti hanno commentato il suo aspetto fisico: "Ma è davvero lui?" il commento che rimbalza più frequentemente su X. 

Higuain è stato fotografato in canotta, con la barba folta e il look abbastanza trascurato rispetto agli anni d'oro trascorsi in Serie A tra gol segnati a cascata.  

La foto dell'ex attaccante argentino, postata sui social da un tifoso, è presto diventata virale. Qualcuno, addirittura, scrive: "Ma ha recitato in Cast Away?" (il riferimento è al film del 2000 con Tom Hanks, che ha per protagonista un ingegnere informatico sopravvissuto a un incidente aereo avvenuto al largo di un'isola deserta del Pacifico). Qualcun altro aggiunge: "Davvero, non sembra lui".  

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Categoria: sport

12:08

Trump ritira 5000 soldati soldati Usa dalla Germania

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti ritirano circa 5.000 soldati di stanza in Germania. Dopo le minacce di Donald Trump, arriva l'ordine del Pentagono. Il segretario dalla Difesa, Pete Hegseth, ha ordinato il ritiro di circa 5.000 uomini schierati in territorio tedesco. Un portavoce del Pentagono ha spiegato all'agenzia tedesca Dpa che il ritiro dovrebbe essere completato entro i prossimi 6-12 mesi. 

 

Per il Pentagono si tratta di una decisione che "segue un'attenta revisione della presenza delle forze del Dipartimento in Europa", dettata "da esigenze operative e condizioni sul campo". Secondo dati militari Usa di metà aprile, sono circa 86.000 i militari americani in Europa, circa 39.000 dei quali in Germania. I numeri cambiano costantemente, in parte per motivi di rotazione e per le esercitazioni militari. Come riferisce il New York Times, secondo quanto indicato da funzionari che hanno parlato a condizione di anonimato, la decisione del Pentagono riporterà le forze statunitensi in Europa al livello del 2022, prima che la Russia iniziasse la guerra in Ucraina. 

Nei giorni scorsi il presidente Donald Trump aveva minacciato il ritiro delle truppe americane in Germania, Italia e Spagna. "Gli Stati Uniti stanno studiando e valutando la possibile riduzione delle truppe in Germania, con una decisione che verrà presa nel prossimo futuro", il post pubblicato dal presidente americano su Truth il 29 aprile. E' lecito domandarsi se analoghi provvedimenti verranno adottati in relazione alla presenza di soldati statunitensi in Italia, criticata più volte dal numero 1 della Casa Bianca: "Non sono contento di Italia e Spagna. Potremmo ritirare soldati? Probabilmente sì". Trump, d'altra parte, non nasconde da settimane il malumore nei confronti dell'anima europea della Nato, accusata di non aver sostenuto gli sforzi degli Usa nella guerra contro l'Iran e in particolare nella gestione della crisi dello Stretto di Hormuz. 

 

Trump, negli ultimi giorni, ha ripetutamente puntato il dito in particolare contro il cancelliere tedesco Friedrich Merz, 'colpevole' di aver definito poco lungimirante la strategia adottata dagli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran: Merz ha evidenziato le difficoltà di condurre negoziati con Teheran in uno scenario di sostanziale stallo. "Gli americani ovviamente non hanno una strategia, sono stati umiliati dall'Iran", ha detto il cancelliere provocando la reazione stizzita di Trump. 

Il New York Times non ha dubbi: il ritiro dei soldati è una 'vendetta' del presidente. Funzionari americani, scrive il quotidiano, "hanno chiarito in privato che la mossa mira a punire la Germania" che "non ha aver contribuito maggiormente allo sforzo bellico, come richiesto da Trump, e ha criticato la strategia di Trump ai massimi livelli". 

Berlino ora deve adattarsi alla nuova realtà. "Il ritiro delle forze Usa dall'Europa e anche dalla Germania doveva essere atteso", dice il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius in una dichiarazione all'Afp. "Noi europei dobbiamo assumerci maggiore responsabilità della nostra sicurezza", afferma. La Nato "collabora con gli Stati Uniti per meglio comprendere i dettagli della loro decisione" di ritirare truppe americane dalla Germania annunciata da Washington, secondo quanto afferma la portavoce dell'Alleanza atlantica Allison Hart su X. "Questo aggiustamento sottolinea la necessità per l'Europa di continuare a investire di più nella difesa e di assumersi una maggiore responsabilità nella nostra difesa comune", aggiunge. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:08

Ucraina, l'analisi di Kiev: "Rallenta avanzata forze Russia, ecco dove Mosca perde territorio"

(Adnkronos) - Nel mese di aprile, è rallentata in modo significativo l'avanzata delle forze russe in Ucraina. Rispetto al mese precedente, i russi hanno acquisito il 12 per cento in meno di territorio. E questo andamento, segnala il sito di analisi militari ucraino DeepState, viene registrato malgrado un aumento complessivo degli attacchi del 2,2 per cento. Questo significa che i militari di Mosca hanno perso efficacia sul teatro di guerra.  

L'analisi delle operazioni conferma che la regione del Donetsk rimane l'obiettivo principale di Mosca: è in questo territorio che sono stati effettuati il 36 per cento di tutti i progressi registrati sul campo, con 53 chilometri quadrati acquisiti, che è comunque quasi la metà del territorio che ha iniziato a essere controllato nel mese di marzo, di 6,5 volte meno esteso di quello preso a dicembre. A seguire, nell'interesse delle forze di Mosca è la regione di Sumy, nel nord. In questo territorio, sono stati acquisiti 44 chilometri quadrati di territorio, il 30 per cento del totale. Nella regione di Kharkiv, il 22 per cento, e a Zaporizhzhia il 12 per cento. Nella regione di Dnipopetrovsk, il territorio occupato dalle forze di Mosca si è ristretto da 105 chilometri quadrati a 98.  

A marzo, le forze ucraine hanno per la prima volta dall'estate del 2023 ripreso più territorio di quanto perduto, con la liberazione di circa 257 chilometri quadrati nei primi tre mesi dell'anno, con il picco di successi alla fine di febbraio. Negli ultimi tre mesi, di 89 chilometri quadrati. In media, ora le forze russe hanno bisogno di lanciare 36 attacchi per catturare un unico chilometro quadrato di territorio.  

La cronaca di oggi registra nuovi raid. E' di almeno due morti il bilancio di un attacco russo messo a segno con un drone che ha colpito un minibus nel distretto di Dniprovskyi, nella città ucraina di Kherson. Lo riferisce Ukrainska Pravda, precisando che le vittime sono un uomo e una donna. Nove i feriti, secondo le ultime notizie dei media locali. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

11:53

Addio ad Alex Zanardi, Mattarella: "Punto di riferimento per tutto lo sport". Meloni: "Uomo straordinario"

(Adnkronos) - "Come l’intera Italia avverto profondo dolore per la morte di Alex Zanardi. Sportivo di eccelse qualita, ha dimostrato straordinaria personalità anche dopo il gravissimo incidente che ha subito. Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a proposito della scomparsa dell'ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico Alex Zanardi.  

"La sua figura - ha continuato il Capo dello Stato - ha rappresentato punto di riferimento anche oltre il mondo dello sport e lo rimarrà nel ricordo degli italiani. Esprimo alla famiglia la vicinanza della Repubblica". 

Questo il ricordo, sui social, della premier Giorgia Meloni: "L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rimettersi in gioco ogni volta, affrontando anche le sfide più dure con determinazione, lucidità e una forza d’animo fuori dal comune. Con i suoi risultati sportivi, con il suo esempio e con la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai. A nome mio e del governo rivolgo un pensiero commosso e la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Grazie di tutto, Alex". 

 

"Si spegne una 'luce' straordinaria, una persona che ha lasciato il segno, un uomo e uno sportivo meraviglioso che ci ha insegnato ad amare la vita, profondamente, intensamente e interamente, in tutte le sue forme, anche quando te ne lascia solo una parte: Alex Zanardi. Alex è andato oltre l’ordinario, nella velocità, di fronte agli ostacoli, tra la vita amata e la morte più volte ricacciata indietro. Sempre". Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha ricordato così - su X - Alex Zanardi, scomparso all'età di 59 anni.  

Abodi ha aggiunto: "Alex, un esempio di forza, dignità, tenacia, passione, generosità, sensibilità e umanità, un testimone sempre attivo del Paralimpismo quotidiano e diffuso, così prezioso ben oltre le competizioni sportive. Alex ha saputo andare al di là del limite, trasformandolo in opportunità, ha affrontato ogni difficoltà facendola sembrare normale, ha dato un volto al coraggio e alla speranza. Alex ha dato un sorriso al dolore". 

Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha invitato le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Italia nel fine settimana per onorare la memoria di Alex Zanardi, inimitabile campione dello sport. “Perdiamo un grande campione e un grande uomo - ha detto Buonfiglio - capace più volte di rialzarsi di fronte alle difficoltà della vita. Alla sua famiglia va il cordoglio più sincero mio e del Coni". 

"Purtroppo l'aspettavamo da tempo, sapevamo la situazione, però adesso se n'è andato definitivamente. A parte il dolore, naturalmente eravamo preparati, tutto il mondo è preparato. E' stato un personaggio di grandissimo valore non solo agonistico, ma mediatico. È stato veramente colui che ha proiettato il Comitato Paralimpico ad alti vertici, ha aiutato la crescita del Comitato Paralimpico, soprattutto negli ultimi anni. E io ho avuto la grande fortuna e il grande piacere di averlo come capo missione sia a Londra, quando alzò in maniera emblematica la sua handbike dopo la vittoria, poi bissata, e poi a Rio de Janeiro. Mi ricordo le serate, mi ricordo tante cose. E' stato un personaggio straordinario. Uno dei pochi personaggi di grandissimo valore agonistico e mediatico perché ha non solo aiutato il mondo paralimpico, ma era un personaggio che poteva stare in qualunque settore, anche perché viene dal mondo dei normo. È stato anche un grande atleta normo e quindi un grandissimo atleta para". Lo dice il presidente del Comitato italiano paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, all'Adnkronos commentando la morte di Alex Zanardi. 

"Ha aiutato tantissimo il movimento e avrebbe potuto ricoprire qualunque ruolo. Dal presidente del Cip a qualunque altro tipo di ruolo, perché aveva una grande comunicativa, aveva grandissimi doti, grandissime capacità. Ed era anche umanamente straordinario. Io lo dico sinceramente, l'ho sempre detto, e lo confermerò sempre. Sicuramente gli poteva stare stretto, perché lui non era un atleta solo. Ormai aveva 54, 55 anni quando ha smesso. E poteva fare tutto, poteva raggiungere qualunque obiettivo, lui era già un personaggio di livello mondiale, quindi non è che avesse bisogno di fare il presidente del Cip, ma poteva benissimo farlo. Anzi, se ci fosse stato lui non avrei fatto io il passo e sarei rimasto alle bocce, ma io sono una persona sincera e trasparente, insomma Zanardi aveva tutto per fare qualunque cosa", ha concluso De Sanctis. 

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Categoria: sport

11:36

La megattera Timmy è libera nel Mare del Nord

(Adnkronos) - Timmy in libertà. La megattera, 12 metri per 12 tonnellate di peso, era rimasta 'intrappolata' per settimane al largo della costa tedesca e ora le ultime notizie sono state confermate dal team responsabile dell'iniziativa privata che ha organizzato la complessa operazione per salvarla e dalle immagini trasmesse in diretta da News5. Dopo il trasporto su una chiatta, dalle 9 di stamani è nelle acque del Mare del Nord, ha detto Jens Schwarck. I soccorritori sperano che il gigante del mare sia in grado di nuotare e raggiungere l'Atlantico. 

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Categoria: internazionale/esteri

11:16

Bebe Vio e il ricordo commosso di Zanardi: "Un privilegio averti come tutor sportivo e di vita"

(Adnkronos) - "Siamo diventati colleghi nel 2009, avevo 12 anni ed ero molto spesata e spaventata. Mi hai dato la forza per ripartire, convincendomi che con o senza gambe avrei potuto fare tutto". Inizia così il messaggio commosso di Bebe Vio, che ha ricordato così sui social Alex Zanardi. La schermitrice e campionessa paralimpica ha continuato: "A Londra 2012 mi hai fatto conoscere la bellezza delle Paralimpiadi e l’enorme potere che hanno di cambiare la percezione e la Cultura della Disabilità. A Rio 2016 sei stato il mio cicerone nel villaggio paralimpico e poi abbiamo realizzato il sogno insieme".  

 

Nel suo post, Bebe Vio ha poi aggiunto: "A Tokyo 2020 non c’eri, ma eri un faro per tutti noi, è stato un onore e un grande privilegio averti avuto come tutor sportivo e di vita".  

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Categoria: sport

10:56

Concertone primo maggio, mamma Giogiò: "Geolier ha mantenuto la promessa fatta sulla bara di mio figlio"

(Adnkronos) - "Sono veramente felice che da quella promessa sia iniziata una 'rivoluzione gentile'. Un seme piantato nel dolore dell'agosto del 2023 che oggi vedo fiorire e mi scalda il cuore". Così Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, detto Giogiò, commenta all’Adnkronos l'intervento del rapper Geolier che ieri, dal palco del concertone del Primo Maggio a Roma, ha ricordato le giovani vittime di Napoli, tra cui anche Giogiò. Un gesto che, per la madre del musicista ucciso nell'agosto 2023, ha radici profonde. 

"Quando mio figlio è morto, davanti alla sua bara, feci un appello", racconta Daniela Di Maggio. "Chiesi ai cantanti neomelodici e a Geolier di venire, per far vedere da che parte stavano, quella dei giusti. Lì, davanti alla bara, gli chiesi: 'Emanuele, tu mi prometti che non scriverai più canzoni con le pistole?'. E lui, davanti al sangue di Giogiò, mi disse: 'Te lo prometto'. Mi portò anche un mazzo di fiori bellissimo, e lì è iniziata questa forma catartica del cambiamento". 

"Da Sanremo ho visto in lui una nuova gentilezza, è diventato un altro ragazzo. Io sento che in questo cambiamento c'è anche la mano di mio figlio", continua. "Ieri, su quel palco enorme e importante, quando ha letto i nomi dei ragazzi vittime innocenti come Giogiò, Santo Romano e Francesco Pio Maimone mi ha dimostrato di aver mantenuto quella promessa fatta quasi tre anni fa. È la dimostrazione che Giogiò è riuscito a fare qualcosa anche da lassù”. 

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Categoria: spettacoli

10:50

Addio ad Alex Zanardi: nel 2001 il terribile incidente che gli cambiò la vita

(Adnkronos) - Il 15 settembre 2001 al Lausitzring, in Germania, la vita del pilota automobilistico Alex Zanardi - morto il primo maggio 2026 all'età di 59 anni - cambiò improvvisamente. Nella gara di Champ Car, dopo una sosta ai box e nella fase di rientro in pista, la monoposto di Zanardi perse il controllo a bassa velocità su un tratto sporco e la sua Reynard Honda - praticamente ferma sulla pista - venne centrata in un impatto violentissimo dalla Forsythe guidata dal canadese Alex Tagliani. 

Nell’impatto, avvenuto a circa di 320 km/h, la vettura di Tagliani spezzò a metà la monoposto di Zanardi, il quale subì l’amputazione immediata di entrambe le gambe. Quando arrivò il responsabile medico della Cart, Steve Olvey, le gambe erano staccate dal corpo e il sangue colava sull’asfalto. Bloccò il flusso chiudendo le arterie femorali, ma Alex in quel momento aveva solo un litro di sangue in corpo. Lo trasportarono in elicottero all’ospedale di Berlino, ma il cappellano prima di partire gli impartì l’estrema unzione.  

L’elisoccorso atterrò sul tetto dell’ospedale e il chirurgo responsabile dell’ospedale lo operò la prima volta già su quel tetto. Saranno quindici le operazioni, quattro i giorni di coma, sei le settimane di ricovero. Il 31 ottobre 2001 venne dimesso dalla clinica tedesca, pronto ad affrontare la seconda parte della sua straordinaria vita.  

Zanardi non si arrese, recuperò dall'infortunio e si reinventò. Tornò a camminare con le protesi e anche a correre in macchina, in diverse categorie. Ma la nuova passione divenne l'handbike: quarto alla sua prima gara, la Maratona di New York, nel 2007. Nel 2011, conquistò il record sui 42 km nella Grande Mela. A Londra arrivarono i primi ori paralimpici. Quattro anni più tardi, a Rio, conquistò altri due ori e un argento nella gara in linea. Tra il 2013 e il 2019 conquistò anche 12 titoli mondiali, che ne fecero il più vincente di sempre nella storia del paraciclismo. 

 

Ma la vita di Zanardi è stata fatta di lotta, sacrificio e sofferenza. Il 19 giugno 2020, con l'Italia riaperta da poco dopo il lockdown, Zanardi partecipò alla staffetta di beneficenza Obiettivo Tricolore. A San Quirico d’Orcia, in provincia di Siena, l'ex pilota sulla sua handbike andava a una velocità compresa tra i 45 e i 50 chilometri all'ora sulla strada provinciale 146 in un tratto in discesa con una pendenza tra il 4 e il 5%. In curva, all'altezza del comune di Pienza in Val D’Orcia, Zanardi perse il controllo ribaltandosi e finendo contro un camion che arrivava in direzione opposta. Nel violento impatto, il campione perse il casco.  

Subito soccorso, viene operato al Policlinico Le Scotte di Siena. Il 21 luglio 2020, trentadue giorni dopo l’incidente in handbike, Zanardi lasciò l’ospedale di Siena per essere trasferito in un centro specialistico di neuro-riabilitazione di Villa Beretta a Costa Masnaga, nel Lecchese, e poi in altri centri del nord Italia. E' qui l'atleta ha affrontato il suo periodo di recupero funzionale, tornando a comunicare ma non a parlare. A un anno e mezzo dal terribile nuovo incidente nel Senese, la moglie Daniela annunciò che Alex era tornato a casa. (di Paolo Martini) 

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Categoria: sport

10:11

È morto Alex Zanardi: l'ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico aveva 59 anni

(Adnkronos) - Addio ad Alex Zanardi. L'ex pilota di Formula 1 è morto all'età di 59 anni. "E' con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio", ha annunciato la famiglia dell’ex pilota di Formula 1. "Alex si è spento serenamente, circondato dall'affetto dei suoi cari, la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto". 

Chi era Alex Zanardi? Pilota automobilistico, campione internazionale, poi paraciclista di livello assoluto, la vita di Alessandro 'Alex' Zanardi è stata una traiettoria continua tra velocità, drammatiche cadute, faticose rinascite e nuove sfide. Una biografia che ha assunto, nel tempo, i contorni del mito sportivo e umano, fino alla sua morte avvenuta all'età di 59 anni, tra il 1 e il 2 maggio. La sua storia non è soltanto quella di un atleta, ma di un uomo che ha attraversato due esistenze: la prima vissuta dentro e accanto ai circuiti della Formula 1 e della Cart, la seconda costruita dopo il terribile incidente del 2001, quando perse entrambe le gambe al Lausitzring. E ancora una terza, segnata dalla consacrazione paralimpica e da un nuovo, devastante incidente nel 2020. 

Zanardi nasce a Bologna il 23 ottobre 1966 da Dino, idraulico, e Anna, sarta. Cresce a Castel Maggiore, dove sviluppa fin da bambino una passione quasi viscerale per i motori e per la velocità. Il primo contatto con la competizione arriva a 14 anni, quando il padre gli regala un kart. Da quel momento la sua vita prende una direzione precisa. Dopo gli esordi nelle gare locali, nel 1982 si iscrive al campionato nazionale 100cc, distinguendosi per determinazione e capacità di adattamento. Nonostante mezzi tecnici limitati e un’assistenza quasi interamente familiare, chiude terzo in classifica generale, attirando le attenzioni del settore. 

Negli anni successivi cresce rapidamente: titoli italiani, vittorie internazionali, affermazioni in Europa e una reputazione da pilota aggressivo ma intelligente. Il soprannome che si porta dietro fin dagli anni dei kart è già una dichiarazione d’identità: non un pilota conservativo, ma un interprete totale della competizione. 

Il passaggio alle formule minori segna l’inizio della costruzione del suo profilo internazionale. In Formula 3 mostra talento ma anche difficoltà di adattamento, mentre in Formula 3000 esplode definitivamente: vittorie immediate, pole position e una capacità rara di essere veloce fin dal debutto. Nel 1991 arriva il primo approdo in Formula 1 con la Jordan. È un ingresso quasi improvviso, senza test adeguati, ma con un impatto significativo: Zanardi mostra subito velocità e solidità, pur tra limiti tecnici e opportunità frammentarie. 

Seguono anni complessi: Minardi, Benetton come tester, poi Lotus tra il 1993 e il 1994. In queste stagioni il talento resta evidente, ma le condizioni tecniche delle monoposto e la fragilità dei progetti sportivi non gli permettono di emergere stabilmente. Incidenti, guasti e difficoltà economiche dei team segnano una fase instabile della sua carriera. Nel 1995, dopo un anno lontano dalle corse principali, Zanardi si avvicina al mondo americano. È una svolta decisiva. 

L’ingaggio con il team Ganassi segna la rinascita sportiva. In Cart Zanardi trova un ambiente competitivo, ma soprattutto un contesto tecnico e umano in cui riesce a esprimersi completamente. Il 1996 è l’anno dell’adattamento, ma già emergono risultati importanti: pole position, vittorie e una crescita costante che lo porta rapidamente ai vertici della categoria. Nel 1997 arriva il primo titolo Cart. È una stagione costruita con determinazione, culminata in una serie di vittorie decisive e nella capacità di gestire la pressione nelle fasi finali del campionato. 

Il 1998 è ancora più dominante: sette vittorie, continuità impressionante e secondo titolo mondiale consecutivo. In quegli anni Zanardi diventa una figura centrale del motorsport internazionale, noto per le celebri manovre di sorpasso e per uno stile di guida estremamente competitivo, talvolta discusso ma sempre efficace. 

Nel 1999 Zanardi torna in Formula 1 con la Williams. L’attesa è altissima, ma l’impatto con la nuova realtà è complesso. Le vetture sono profondamente diverse da quelle americane, il contesto tecnico è cambiato e l’adattamento si rivela difficile. Nonostante alcuni segnali positivi, la stagione è segnata da risultati modesti, problemi tecnici e un crescente senso di difficoltà. A fine anno il rapporto con la squadra si interrompe. Zanardi si ritrova nuovamente senza un volante. 

Il 15 settembre 2001, al Lausitzring in Germania, durante una gara Cart, la vita di Zanardi cambia radicalmente. Uscito dai box dopo una sosta, perde il controllo della monoposto su un tratto reso insidioso da acqua e olio. La vettura resta di fatto ferma in traiettoria. Sopraggiunge a velocità elevatissima l’auto di Alex Tagliani: l’impatto è violentissimo, la monoposto si spezza in due. Le conseguenze sono immediate e drammatiche: amputazione traumatica degli arti inferiori, emorragia massiva, condizioni critiche. I soccorsi intervengono rapidamente, con il medico della serie che riesce a stabilizzare temporaneamente la situazione. Zanardi viene trasportato in elicottero a Berlino, dove affronta un lungo e complesso percorso chirurgico: oltre quindici interventi, giorni di coma, settimane di terapia intensiva. Il 31 ottobre 2001 viene dimesso. Non è soltanto la fine di una fase della sua vita sportiva, ma l’inizio di una nuova esistenza. 

La reazione di Zanardi all’incidente del Lausitzring diventa uno dei simboli più potenti dello sport contemporaneo. Dopo la riabilitazione, si reinventa atleta. Torna inizialmente anche alle corse automobilistiche, ma la sua nuova dimensione sportiva diventa il paraciclismo. L’handbike diventa il suo nuovo strumento di competizione. 

Nel 2007 partecipa alla Maratona di New York, chiudendo quarto alla prima esperienza. Nel 2011 stabilisce un record nella stessa gara. Poi arrivano i Giochi Paralimpici: quattro ori a Londra 2012, quattro ori a Rio 2016 e un argento, oltre a dodici titoli mondiali che lo consacrano come uno dei più grandi atleti paralimpici di sempre. In questa fase Zanardi non è solo un campione, ma un simbolo pubblico di resilienza e trasformazione. 

Il 19 giugno 2020, durante una staffetta benefica in Toscana, Zanardi è coinvolto in un nuovo grave incidente. Alla guida della sua handbike, perde il controllo lungo un tratto di strada in discesa e si scontra con un camion. Le conseguenze sono nuovamente gravissime: trauma cranico, interventi chirurgici complessi, coma farmacologico e un lungo percorso di riabilitazione tra diversi centri specializzati in Italia. Dopo mesi di cure intensive e una lenta stabilizzazione clinica, nel 2021 torna a casa, dove continua la riabilitazione con il supporto della famiglia. Gli ultimi anni di vita di Zanardi sono segnati da un progressivo ritiro dalla scena pubblica e da un percorso riabilitativo continuo, lontano dai riflettori ma seguito con attenzione e rispetto dal mondo sportivo internazionale. (di Paolo Martini) 

 

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Categoria: sport

09:57

Biennale Arte, ecco perché la giuria internazionale si è dimessa: la ricostruzione

(Adnkronos) - A quattro giorni dal vernissage della Biennale Arte 2026, la più importante manifestazione culturale italiana è stata travolta da un terremoto istituzionale che non ha precedenti nella sua storia recente. La giuria internazionale si è dimessa in blocco, la cerimonia inaugurale del 9 maggio è saltata, i premi sono stati rinviati al 22 novembre, giorno di chiusura della 61esima Esposizione d'Arte e per la prima volta i Leoni d'oro e d'argento saranno assegnati dai visitatori. E sullo sfondo, come una faglia mai davvero sopita, si muovono le tensioni geopolitiche globali. 

Il punto di rottura va cercato nella decisione presa il 23 aprile dalle cinque giurate - Solange Oliveira Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi - di escludere dalla premiazione Israele e la Federazione russa in quanto paesi sotto processo per "crimini contro l'umanità" davanti alla Corte penale internazionale. Una scelta definita inizialmente “autonoma” dalla Fondazione Biennale di Venezia, ma che ha immediatamente innescato reazioni politiche e legali. 

L’esclusione colpisce due nodi sensibili: da un lato Israele, nel pieno di una crisi internazionale che alimenta accuse e controaccuse; dall’altro la Russia, già assente dal 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina ma ora pronta a riaffacciarsi nei propri spazi storici ai Giardini. La risposta non è tardata ad arrivare. L’artista israeliano Belu-Simion Fainaru, chiamato a rappresentare il suo paese nel padiglione nazionale, ha inviato una diffida formale, parlando di “discriminazione razziale” e “antisemitismo” e minacciando un ricorso fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Una mossa che ha trasformato una decisione curatoriale in un potenziale caso giudiziario internazionale. È qui che la crisi ha compiuto un salto di qualità. La Fondazione, attraverso il proprio ufficio legale, ha messo nero su bianco un elemento decisivo: le giurate potrebbero essere chiamate a rispondere personalmente dei danni in caso di contenzioso. Non si sarebbe trattato più solo di una disputa culturale o politica, ma di una questione patrimoniale diretta. Il rischio di dover risarcire - di tasca propria - eventuali danni richiesti dall’artista israeliano o dalla stessa Fondazione ha cambiato radicalmente lo scenario. 

Secondo quanto emerso durante l’ispezione a Ca' Giustinian del 29 e 30 aprile, ordinata dal ministero della Cultura, come ha appreso l'Adnkronos, le giurate sono state informate sia dell’impatto mediatico negativo della loro decisione sia della loro esposizione legale. È in questo contesto che è maturata la scelta di dimettersi. 

Nel frattempo, il caso era già da settimane all'attenzione del governo. Il ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli ha inviato gli ispettori a Venezia per fare luce sui rapporti tra la Biennale e alcuni Paesi, in particolare la Russia. L’ispezione - formalmente legata anche alle richieste di chiarimento provenienti da Bruxelles circa il rispetto delle sanzioni imposte alla Federazione russa dopo l'aggressione all'Ucraina - ha analizzato documenti, procedure e scelte organizzative. Ufficialmente il ministero si è dichiarato estraneo alle dimissioni, ma il tempismo è significativo: l’addio della giuria è arrivato proprio mentre gli ispettori lasciavano Ca’ Giustinian, nel pomeriggio di giovedì 30 aprile. 

Sul tavolo non c’è solo il caso russo. Anche Israele e Iran sono finite sotto osservazione, in un clima di crescente pressione internazionale. L’Unione europea è arrivata a minacciare la sospensione di 2,3 milioni di euro di finanziamenti del programma 'Creative Europe' per progetti legati al cinema. Di fronte al rischio di una crisi legale e finanziaria, la Fondazione guidata da Pietrangelo Buttafuoco ha compiuto una scelta drastica: cancellare la decisione della giuria e riammettere Russia e Israele alla competizione. È la scintilla finale. Da Gerusalemme, il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar ha esultato e attaccato: "Non c’è posto per la politica, i boicottaggi e l’antisemitismo nel mondo della cultura". 

A rendere ancora più instabile la situazione della Biennale Arte contribuisce un elemento spesso sottovalutato: l’assenza della curatrice Koyo Kouoh, scomparsa un anno fa. La mostra, intitolata "In Minor Key", nasceva da un’idea precisa: sottrarsi allo “spettacolo dell’orrore” per restituire dignità e ascolto. Un principio che sembra essersi infranto contro la realtà geopolitica. Senza una guida forte e con tensioni accumulate per mesi - in particolare sulla riapertura del padiglione russo - la Biennale arriva all’inaugurazione in condizioni di estrema vulnerabilità. 

Le conseguenze delle dimissioni della giuria sono immediate e clamorose. La cerimonia di inaugurazione del 9 maggio è stata cancellata (peraltro il ministro Giuli aveva già fatto sapere con largo anticipo che non ci sarebbe stato a causa della partecipazione russa). Con essa, la tradizionale assegnazione dei Leoni. Non c'erano i tempi tecnici per nominare una nuova giuria e così la Fondazione ha deciso di rinviare tutto al 22 novembre, ultimo giorno della mostra, citando esplicitamente “l’eccezionalità della situazione geopolitica internazionale”. Nel pieno della tempesta, Buttafuoco ha rilanciato con una soluzione senza precedenti: saranno i visitatori a decidere i vincitori. Nascono così i “Leoni dei visitatori”, un esperimento che ribalta il modello tradizionale basato su una giuria di esperti. Una scelta che il presidente ha definito “emergenziale”, paragonandola alle misure adottate durante la pandemia da covid. Dietro la mossa, però, c’è anche una necessità: tenere in vita la manifestazione, evitando un vuoto totale di legittimazione dopo le dimissioni della giuria. 

La crisi della Biennale Arte 2026 non è il risultato di un singolo errore, ma l’effetto cumulativo di più fattori: tensioni geopolitiche globali, fragilità istituzionali, rischi legali, pressioni politiche e assenza di una direzione curatoriale forte. La decisione iniziale della giuria - escludere Russia e Israele - ha agito da detonatore. Ma la vera esplosione è arrivata quando quella scelta ha incontrato il terreno minato del diritto internazionale, dei finanziamenti europei e degli equilibri diplomatici. (di Paolo Martini) 

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Categoria: cultura

09:35

Ostia, bomba carta davanti a Lazio store: acquisite immagini da telecamere di videosorveglianza

(Adnkronos) - Una bomba carta è stata fatta esplodere nella notte davanti alla saracinesca del Lazio store in via Carlo Bosio, a Ostia. Non sono state trovate tracce di innesco, quindi si esclude che sia stata una molotov. I carabinieri, impegnati nelle indagini per inquadrare il gesto, non escludono alcuna pista. Acquisiti i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. 

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Categoria: cronaca

08:57

Governo, Meloni: "Da oggi diventa secondo più longevo della storia repubblicana, non traguardo ma responsabilità"

(Adnkronos) - "Da oggi il governo che ho l’onore di guidare diventa il secondo più longevo della storia repubblicana. Non lo vivo come un traguardo da festeggiare, ma come una responsabilità ancora più forte verso gli italiani. Grazie a chi continua a sostenerci, a credere nel nostro lavoro e nella serietà del nostro impegno. Andremo avanti con determinazione per completare il percorso avviato, con rispetto per il mandato ricevuto dai cittadini italiani e con una sola bussola: l’interesse nazionale". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che oggi taglia il traguardo dei 1.288 giorni di governo, arrivando al secondo posto nella classifica degli esecutivi più longevi della storia della Repubblica italiana. 

Con i 1288 giorni trascorsi dal giuramento al Quirinale del 22 ottobre 2022, la premier supera il quarto esecutivo guidato da Silvio Berlusconi (1287 in carica), di cui peraltro faceva parte come ministra della Gioventù, ed è distante 124 giorni da quello che il Cav guidò dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005 (1412 giorni in carica). 

Per trovare un esecutivo di centrosinistra bisogna scendere al quinto posto della classifica: è Matteo Renzi, con i suoi 1024 giorni a palazzo Chigi, che occupa la prima posizione tra i governi più longevi della storia repubblicana guidati non dal centrodestra. Mentre il primo governo di Bettino Craxi (anche il primo esecutivo guidato da un esponente del Psi), che rimase in carica dal 4 agosto 1983 al 1º agosto 1986, è al quarto posto in assoluto (e il primo della Prima Repubblica) con i suoi 1093 giorni di 'anzianità'. 

Tra i più corti ci sono, invece, il Fanfani I, appena 22 giorni (dal 19 gennaio al 10 febbraio 1954), il De Gasperi VIII, 32 giorni (dal 16 luglio al 17 agosto 1953) e lo Spadolini II, 100 giorni (dal 23 agosto al 1º dicembre 1982). 

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Categoria: politica

08:52

Weekend con il sole, ma da lunedì cambia tutto: la mappa delle regioni colpite dal maltempo

(Adnkronos) - Weekend con il sole, ma da lunedì cambia tutto secondo quanto indicano le previsioni meteo. Il lungo ponte del Primo Maggio sarà una vera e propria oasi di serenità meteorologica per l'Italia, spiegano gli esperti de iLMeteo.it, grazie alla protezione di un’alta pressione che, pur senza gli eccessi termici diffusi delle scorse settimane, garantisce condizioni ideali per le attività all'aperto. Tuttavia, si tratta dei titoli di coda: i modelli matematici indicano infatti un ribaltone imminente dalla prossima settimana con l'apertura della "porta atlantica".  

Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che il fine settimana trascorrerà all'insegna della stabilità su quasi tutto il Paese. Il sole sarà il protagonista indiscusso, accompagnato da temperature piacevoli e tipicamente primaverili. Le massime si attesteranno diffusamente tra i 22°C e i 25°C, con picchi di 25-27°C in Pianura Padana e zone interne del Centro nella giornata di domenica, quando però inizieranno ad arrivare anche la prime nubi. Il vero cambiamento, però, è alle porte. Già dall'inizio della prossima settimana, l'alta pressione inizierà a cedere sotto la spinta di una serie di perturbazioni provenienti dall'Oceano Atlantico. Questo flusso umido e instabile segnerà la fine del periodo asciutto, portando una fase di forte instabilità che colpirà in modo particolare le regioni del Nord-Ovest. Le precipitazioni potrebbero risultare abbondanti e persistenti. Il contrasto tra l'aria più fresca oceanica e il calore accumulato in questi giorni di sole farà da innesco per fenomeni violenti: non si escludono i primi temporali stagionali a carattere grandinigeno, capaci di colpire con intensità le pianure del Nord.  

Le regioni maggiormente colpite saranno quelle settentrionali, la Toscana e il Lazio. Dopo un aprile a tratti eccezionale, maggio sembra voler ripristinare il tipico dinamismo della primavera. La perturbazione in arrivo non sarà un evento isolato, ma l'inizio di una serie di impulsi instabili che riporteranno la pioggia dove più serve, pur con il rischio di fenomeni localmente estremi a causa della tanta energia termica in gioco. E’ molto probabile che su diverse regioni italiane il mese di maggio possa risultare, in alcuni tratti, addirittura più fresco rispetto a quanto sperimentato durante il mese di aprile. Questo scenario si concretizzerà soprattutto nelle giornate in cui mancherà il diretto irraggiamento solare. Sotto la copertura nuvolosa e in presenza di precipitazioni insistenti, i termometri faranno fatica a salire, rischiando di non toccare nemmeno la soglia dei 20°C durante il giorno.  

Sabato 2. Al Nord: soleggiato e più caldo. Al Centro: bel tempo e più caldo. Al Sud: soleggiato, nubi sparse sui rilievi, un po’ ventoso. 

Domenica 3. Al Nord: cielo velato. Al Centro: bel tempo salvo velature sulle aree tirreniche. Al Sud: soleggiato e più caldo, qualche velatura in Sicilia.  

Lunedì 4. Al Nord: nuvoloso, piogge su Piemonte e Liguria. Al Centro: nubi in aumento, piovaschi in Toscana entro sera. Al Sud: poco o parzialmente nuvoloso.  

Tendenza: tempo perturbato per gran parte della settimana, piogge e temporali specie al Centro-Nord. 

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Categoria: cronaca

07:36

Trump: "Finito con l'Iran prenderemo il controllo di Cuba"

(Adnkronos) - Dopo aver annunciato un inasprimento delle sanzioni americane, Donald Trump è tornato nelle scorse ore a parlare di Cuba, e - con tono scherzoso, come evidenzia la Cnn - ha evocato la possibilità che gli Stati Uniti ne "prendano il controllo". "E' originario di un posto che si chiama Cuba, un posto di cui prenderemo quasi immediatamente il controllo", ha detto il presidente americano rivolgendosi a una persona tra la folla che lo ascoltava durante un evento in Florida. 

Nel suo intervento Trump ha collegato tutto a quanto accade in Medio Oriente. "Prima ne finiremo una, mi piacerebbe concludere il lavoro", ha affermato, riferendosi all'Iran. "Di ritorno dall'Iran, faremo sì che una delle nostre grandi unità, forse la portaerei Uss Abraham Lincoln, la più grande al mondo, si avvicini, si mantenga a circa 100 metri dalla costa e ci diranno 'molte grazie, ci arrendiamo'", ha aggiunto, alludendo a quella che - a suo avviso - potrebbe essere una risposta delle autorità cubane, mentre il pubblico rideva. 

Cuba ha già definito "illegali" e "abusive" le nuove sanzioni annunciate dagli Usa. 

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Categoria: internazionale/esteri

07:02

Verissimo 'Le Storie', anticipazioni delle puntate di oggi e domani su Canale 5

(Adnkronos) - Verissimo torna con le storie' nelle puntate di oggi sabato 2 e domani domenica 3 maggio alle ore 16.30 su Canale 5. Nel programma condotto da Silvia Toffanin verranno proposte, oltre a contenuti inediti, alcune tra le interviste più emozionanti realizzate in questa stagione. Oggi il pubblico potrà rivedere le chiacchierate con Ditonellapiaga, Eva Riccobono, Martina Colombari e Manuela Arcuri. Inoltre, spazio all’attrice Ilenia Pastorelli, in uscita al cinema con L’amore sta bene su tutto e al duro racconto di vita e al percorso di rinascita di Alessandra Battaglia. 

Domani, alle 16.30, le storie e i ritratti di Romina Power, Katia Ricciarelli, Iva Zanicchi, Serena Brancale, Rossella Brescia e Samira Lui. 

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Categoria: spettacoli

07:00

Amici, sabato 2 maggio: le anticipazioni e gli ospiti di stasera

(Adnkronos) - Amici torna questa sera, sabato 2 maggio, con un nuovo appuntamento. La finale è sempre più vicina per gli otto allievi rimasti in gara al talent show di Canale 5.  

In corsa per la vittoria ci sono i cantanti Angie e Lorenzo per la squadra Cuccarini-Peparini; i ballerini Emiliano e Nicola e i cantanti Elena e Riccardo per la squadra Zerbi-Celentano; il cantante Gard e il ballerino Alessio per la squadra Pettinelli-Emanuel Lo.  

A giudicarli come sempre: Gigi D’Alessio, Elena D’Amario, Amadeus con Cristiano Malgioglio. A intrattenere il pubblico torna Alessandro Cattelan con una nuova sfida di 'Password' che questa settimana coinvolge gli attori Marco Bocci e Giulia Michelini.  

Tornano sul palco di Amici superospiti di questa puntata due vincitrici del talent: Gaia vincitrice della 19esima edizione che si esibisce con il nuovo singolo 'Bossa Nostra' e Sarah Toscano vincitrice della 23° edizione che si esibisce con 'Atlantide' colonna sonora del film 'Non abbiam bisogno di parole' che la vede protagonista.  

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Categoria: spettacoli

06:57

Serie A, oggi Como-Napoli: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) - Como e Napoli in campo oggi per la 35esima giornata della Serie A. Il match - in diretta tv e in streaming - è in programma alle 18 di oggi, sabato 2 maggio. I lariani padroni di casa, quinti in classifica con 61 punti, vanno a caccia di una vittoria per tenere vive le speranze di acciuffare la qualificazione alla Champions League. I partenopei, secondi con 69 punti a 10 lunghezze dall'Inter capolista, devono fare risultato per non consegnare lo scudetto ai nerazzurri. In caso di k.o. del Napoli, l'Inter potrebbe festeggiare davanti alla tv. 

 

Como - (4-2-3-1) - Butez; Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Valle; Da Cunha, Perrone; Diao, Nico Paz, Baturina; Douvikas. Allenatore: Fabregas 

Napoli - (3-4-2-1) - Milinkovic-Savic; Olivera, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Gutierrez; De Bruyne, Alisson Santos; Hojlund. Allenatore: Conte. 

 

La partita Como-Napoli, valida per la 34esima giornata di Serie A, sarà trasmessa in esclusiva in diretta tv e in streaming da Dazn alle 18. 

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Categoria: sport

06:56

Serie A, oggi Atalanta-Genoa: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) - Atalanta e Genoa in campo per la 35esima giornata della Serie A. Bergamaschi e liguri - nel match in diretta tv e streaming - si affrontano oggi 2 maggio 2026 nell'anticipo serale. I nerazzurri, settimi con 54 punti, vanno a caccia di un successo per inseguire la qualificazione europea. Il Genoa, a quota 39, può conquistare aritmeticamente una salvezza di fatto già ottenuta. 

 

GENOA - (3-5-2) - Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Sabelli, Amorim, Malinovskyi, Frendrup, Ellertson; Ekhator, Colombo. Allenatore: De Rossi. 

ATALANTA - (3-4-2-1) - Carnesecchi; Ahanor, Hien, Scalvini; Bellanova, Ederson, Pasalic, Bakker; Samardzic, Raspadori; Scamacca. Allenatore: Palladino. 

 

Atalanta-Genoa sarà trasmessa oggi in diretta tv e streaming su Dazn. Il match sarà visibile anche agli abbonati Sky. La partita andrà in onda su Sky Sport Calcio, Sky Sport 251, SkyGo e Now Tv. In streaming sarà disponibile su Sky Go. 

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Categoria: sport