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19:01
Malattie rare, Girelli (Pd): "Ascoltare clinici e pazienti Egpa per fare norme realistiche"
(Adnkronos) - "Le scelte politiche ricadono sulle persone che vivono le situazioni di cui la politica si occupa e, soprattutto quando si parla di salute e di patologie rare, è indispensabile partire dall'ascolto di due mondi: quello dei clinici, che forniscono le risposte dal punto di vista della cura, e quello dei pazienti, che vivono direttamente la malattia. In caso contrario si rischia di elaborare norme lontane dalla realtà quotidiana". Così l'onorevole Gian Antonio Girelli (Pd), componente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area.
"Per aumentare la partecipazione attiva nelle sedi decisionali - prosegue Girelli - sono state depositate alcune proposte di legge che prevedono la presenza delle associazioni ai tavoli istituzionali non più su invito, ma in modo strutturato, così da dare loro una voce più forte nella costruzione dei percorsi organizzativi e decisionali. Spesso abbiamo norme anche molto avanzate che però trovano un'applicazione disomogenea sul territorio nazionale. La presenza delle associazioni dei pazienti può contribuire a garantire maggiore equità, raggiungendo tutte le persone che ne hanno bisogno".
"Nel nostro sistema sanitario - rimarca Girelli - è necessario superare l'attuale organizzazione in 21 modelli territoriali e, anche all'interno delle singole regioni, ridurre la distanza tra città, aree interne e zone montane, perché oggi alcune eccellenze non sono accessibili a tutti. Superare queste disuguaglianze - sottolinea - significa ripensare anche il ruolo delle autonomie in un'ottica di collaborazione che, partendo dai territori, consenta di raggiungere obiettivi nazionali in linea con l'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute senza distinzione tra persone e patologie".

Categoria: cronaca
18:57
Malattie rare, Vaglio (UniFi): "Egpa malattia con molteplici manifestazioni d'organo"
(Adnkronos) - "L'Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è una vasculite sistemica generalmente a base autoimmune, caratterizzata da due componenti principali: una legata alla proliferazione degli eosinofili, cellule spesso coinvolte nelle manifestazioni allergiche, e una componente di vasculite sistemica". Lo spiega Augusto Vaglio, professore associato di Nefrologia e direttore della Scuola di specializzazione in Nefrologia presso l'università degli Studi di Firenze, nonché coordinatore aziendale per le malattie rare e dirigente medico presso l'Unità di Nefrologia dell'Aou Meyer di Firenze, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati e promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area.
Il documento vuole essere uno strumento di informazione e un compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con Egpa. "Definire questa malattia - sottolinea Vaglio - significa innanzitutto considerarla dal punto di vista cronologico, perché presenta una fase iniziale molto lunga e difficile da riconoscere, che spesso somiglia a manifestazioni allergiche comuni come asma o rinosinusite cronica. Dopo un periodo estremamente variabile, che può andare da pochi mesi a molti anni, la malattia evolve e compaiono manifestazioni d'organo più importanti. I pazienti possono sviluppare manifestazioni eosinofile, come l'interessamento polmonare con polmoniti ricorrenti, avere un coinvolgimento cardiaco con cardiomiopatia o anche quello gastrointestinale. Nei casi più evidenti si sviluppano manifestazioni vasculitiche vere e proprie, come porpora cutanea, neuropatia periferica o interessamento renale. Si tratta quindi di una malattia con molteplici manifestazioni d'organo e una cronologia complessa".
Il ritardo diagnostico, soprattutto nelle manifestazioni d'organo come quelle cardiache, renali o neurologiche periferiche, può portare a danni cronici e quindi a disfunzioni irreversibili, come insufficienza cardiaca o renale o degenerazione neuropatica periferica. "Dobbiamo cercare di evitarlo o limitarlo, anche se va detto che è in parte intrinseco alla malattia, che nelle fasi iniziali è difficile da riconoscere", precisa lo specialista. "Per questo la sensibilizzazione della comunità scientifica resta uno degli strumenti principali a nostra disposizione".

Categoria: cronaca
18:54
Malattie rare, De Grazia (Gsk): "Portare innovazione equa e accessibile ai pazienti Egpa"
(Adnkronos) - "L'impegno di Gsk per le persone con Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è un impegno che riguarda approcci terapeutici e innovazione. Il bisogno di far arrivare l'innovazione al paziente giusto in maniera equa, accessibile e sostenibile è certamente una priorità per l'industria farmaceutica e può essere raggiunto se tutti gli stakeholder vengono messi insieme e collaborano per definire azioni e percorsi precisi e condivisi, che possano aiutare i pazienti ad arrivare il prima possibile a una diagnosi e a essere gestiti con una terapia opportuna ed efficace". Così Sara De Grazia, responsabile medico di area in Gsk Italia, intervenendo alla presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati a Roma.
"Il libro presentato oggi - sottolinea - rappresenta uno strumento di informazione e di compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con granulomatosi eosinofila con poliangioite. Nel corso dell'incontro è stata presentata la voce dei pazienti e dei caregiver, insieme a una serie di azioni che ci auguriamo vengano prese in carico dalle istituzioni. Dal punto di vista dell'industria farmaceutica - rimarca De Grazia - ciò che siamo chiamati a fare, anche a seguito dell'ascolto diretto dei pazienti, è continuare a investire e a stimolare la multidisciplinarietà nella gestione della patologia, rafforzando la pipeline per l'individuazione di nuove molecole sempre più efficaci e sicure, in grado di migliorare la qualità di vita delle persone coinvolte".

Categoria: cronaca
18:51
Malattie rare, Torracca (Apacs): "Stilata nuova roadmap in 7 azioni per la cura dell'Egpa"
(Adnkronos) - "Quando parliamo di Egpa, granulomatosi eosinofila con poliangioite, parliamo di una vasculite sistemica, una malattia rara che colpisce diversi organi. Normalmente presenta un esordio respiratorio che evolve in una fase eosinofilica e infine vasculitica, manifestandosi in maniera differente a seconda della persona e dello stadio della patologia in cui avviene la diagnosi". Così Francesca Torracca, presidente di Apacs (Associazione pazienti della sindrome di Churg-Strauss), intervenendo alla Camera dei deputati per la presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, di Egpa Study Group e delle principali società scientifiche impegnate in quest'area.
"Abbiamo elaborato una roadmap di azioni da sottoporre alle istituzioni - spiega - a partire dalla definizione di un Pdta nazionale, per garantire uniformità nella presa in carico su tutto il territorio, oggi caratterizzato da forti disomogeneità". Tra le priorità anche il riconoscimento dell'invalidità: "Non esiste un codice specifico per la patologia, ma è fondamentale per garantire il diritto alla tutela del percorso di cura, anche per chi lavora o assiste un familiare".
Infine, Torracca sottolinea la necessità di "una definizione univoca della patologia e la condivisione delle competenze attraverso un registro nazionale, indispensabile per il confronto tra clinici". "Fare informazione - conclude - è essenziale per far emergere la malattia e indirizzare correttamente pazienti e famiglie verso i percorsi di cura appropriati".

Categoria: cronaca
18:31
Cancro seno, Di Maio (Aiom): "Patient reported outcomes centrali per qualità di vita e valutazione terapie"
(Adnkronos) - "La survey di Andos e Crea Sanità ci dà messaggi molto preziosi perché ribadisce l'importanza dei patient reported outcomes e della qualità di vita nella gestione delle persone affette da tumore. In particolare, i Pro consentono di evidenziare sintomi che rischiano di essere sottoriportati e sottotrattati: si tratta di sintomi potenzialmente silenti, non sempre visibili agli occhi degli sperimentatori negli studi clinici o dei medici nella pratica quotidiana, ma con un impatto molto rilevante sulla qualità di vita". Lo ha dichiarato Massimo Di Maio, Dipartimento di Oncologia dell'università di Torino, Città della Salute e della Scienza, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), in occasione della presentazione del II Rapporto Andos-Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma.
"Un secondo messaggio - ha aggiunto - riguarda la necessità di ripensare gli endpoint utilizzati per valutare il valore dei trattamenti: non solo aspettativa di vita e risposta obiettiva, ma anche percepito, vissuto e qualità di vita, che nei pazienti hanno un ruolo fondamentale. Infine, è importante non limitare l'attenzione ai Pro nella fase di trattamento attivo, ma considerarli anche nel follow-up, dove molte persone affrontano una lunga storia dopo le terapie e c'è il rischio che aspetti rilevanti per la qualità di vita vengano sottovalutati o non adeguatamente trattati".

Categoria: cronaca
18:27
Cancro seno, Polistena (Crea Sanità): "Non basta l'approccio clinico, servono più supporto psicologico e sociale"
(Adnkronos) - "La seconda edizione del Rapporto Andos si è concentrata maggiormente sugli aspetti psicologici, sociali e sulla qualità della vita, dopo una prima edizione focalizzata soprattutto su disagio economico e tossicità finanziaria. I dati mostrano che circa il 30% delle donne operate al seno ha dovuto lasciare o ridurre l'attività lavorativa per motivi legati alla malattia o alla necessità di conciliare terapie e lavoro", ha spiegato Barbara Polistena, docente presso l'università degli Studi di Roma Tor Vergata e direttore scientifico di Crea Sanità, in occasione della presentazione del II Rapporto Andos–Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma.
"Dal punto di vista fisico - ha sottolineato - almeno un quarto delle pazienti soffre di affaticamento, disturbi del sonno e paura di morire, mentre oltre il 50% manifesta un disagio sociale significativo, con timore del giudizio altrui, difficoltà relazionali e rinuncia alle relazioni affettive. Tutti questi elementi contribuiscono a livelli elevati di ansia e depressione. La qualità della vita risulta pari a 0,8, inferiore alla media della popolazione femminile italiana pari a 0,9, sia sul piano fisico che psicologico, come confermato anche dal questionario SF12. Il rapporto evidenzia quindi che non è sufficiente un approccio esclusivamente clinico, ma serve rafforzare il supporto psicologico e sociale, che oggi appare ancora insufficiente".

Categoria: cronaca
18:21
Bill Gates testimonia a porte chiuse sul caso Epstein: "Grave errore incontrarlo"
(Adnkronos) - Bill Gates non ha "mai assistito o avuto indizi del fatto che Epstein fosse coinvolto in condotte criminali. Non sono mai andato nella sua isola, nel suo ranch o nella sua casa in Florida. Non ho mai avuto comportamenti che hanno reso qualcuno vittima". E' quanto ha affermato nella dichiarazione con cui si è aperta la sua deposizione a porte chiuse di fronte alla commissione di viglianza della Camera Usa che sta indagando sul caso Epstein.
"Epstein era venuto a conoscenza di informazioni sulla mia vita personale, compreso il fatto che ero stato infedele a mia moglie. Queste relazioni non hanno niente a che vedere con le mie interazioni con Epstein, ma sono state dolorose per la mia famiglia", spiegato, aggiungendo che il finanziere pedofilo cercò in vari modi di "avere una relazione personale, ma io non sono stato mai interessato".
Gates ha raccontato che nel 2011 era stato presentato a Epstein che gli promise di potere raccogliere miliardi di dollari per le campagna per la salute globale della Fondazione Gates. "Mi ricordo che ero al corrente del fatto che avesse avuto problemi legale in precedenza, ma non avevo pienamente realizzato il tipo di crimini che aveva commesso ed ho accettato che mi venisse presentato senza fare i controlli che avrei dovuto fare", ha poi ammesso il fondatore di Microsoft, secondo il testo della sua deposizione ottenuto dalla Cnn.
Gates ha anche detto che Epstein cercò, senza successo, di usare le informazioni sulle sue infedeltà, "insieme a molte bugie aggiunte" per spingerlo a riprendere le interazioni dopo che erano state chiuse completamente nel dicembre del 2014. "Non avrei mai dovuto incontrare Epstein", ha concluso Gates ammettendo di fronte ai deputati di aver commesso "un grave errore di valutazione".
Come spiega Ap, il deputato repubblicano statunitense James Comer, in qualità di presidente della commissione, ha formalmente richiesto la testimonianza di Gates a seguito della sua "frequente menzione in un considerevole corpus di documenti" rilasciati dal Dipartimento di Giustizia, nell'ambito della sua inchiesta su Epstein. "Tali fascicoli - si spiega - delineano un quadro che include figure di elevato potere nei settori della tecnologia, della finanza, della politica e in altre aree industriali. Ciascuna di queste personalità ha negato qualsiasi coinvolgimento nei crimini attribuiti a Epstein, sebbene alcuni abbiano mantenuto o instaurato relazioni di amicizia con lui anche dopo che la sua storia di abusi sessuali è emersa pubblicamente.
Tra i documenti in questione figurano registrazioni del calendario relative a incontri tra Gates ed Epstein, corrispondenza via email tra i due concernente progetti filantropici, nonché fotografie di Gates in occasione di eventi ai quali l'imprenditore ha partecipato. La loro relazione professionale ha avuto inizio nel 2011, tre anni dopo che Epstein si era dichiarato colpevole di aver sollecitato prostituzione da un minore, e si è protratta almeno fino alla fine del 2014, secondo quanto attestato dai documenti.
Epstein è stato formalmente incriminato nel luglio 2019 con accuse di traffico sessuale di minori e cospirazione per commettere traffico sessuale di minori. Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che l'imprenditore pedofilo aveva costituito una vasta rete di ragazze minorenni, alcune delle quali di appena 14 anni, per abusarne sessualmente tra il 2002 e il 2005. In attesa di processo, l'uomo si è poi suicidato nel 2019.
Gates non è stato oggetto di alcuna accusa di illecito in relazione al caso e ha negato qualsiasi conoscenza degli abusi perpetrati dall'imprenditore pedofilo nei confronti di ragazze. Ha invece dichiarato che i loro incontri erano finalizzati esclusivamente alla discussione di tematiche filantropiche e ha definito la sua associazione con Epstein "un enorme errore".

Categoria: internazionale/esteri
18:01
Cornetteria star di TikTok, sospesa l'attività: lavoratori in nero e violazioni igieniche
(Adnkronos) - È stata sospesa l'attività della cornetteria più virale di TikTok: Cip&Ciop, situata a Napoli nel quartiere Marianella. Nell'ultimo anno è diventata un vero fenomeno social: oltre un milione e mezzo di follower, centinaia di clienti ogni giorno e video capaci di totalizzare migliaia di visualizzazioni. Il successo, tuttavia, si è scontrato con un controllo eseguito dai carabinieri e dal personale dell’Asl di Napoli.
I militari hanno individuato, infatti, due lavoratori in nero ed è scattata una sanzione di circa 36mila euro a cui si sono aggiunti altri 24mila euro di sanzioni amministrative. Sul fronte igienico sanitario, invece, sono state riscontrate 3 non conformità gravi e sono stati sequestrati 450 chilogrammi di alimenti. Inoltre, è stata contestata una sanzione amministrativa di 5 mila euro. Per il titolare è scattata la denuncia, mentre l’attività è stata immediatamente sospesa.
Sulla pagina Instagram del locale è stato condiviso un messaggio in cui si precisa che la cornetteria è stata sospesa "temporaneamente". In particolare, si legge, "ci è stato richiesto di adeguare la separazione tra l'area di lavorazione e l'area aperta al pubblico mediante l'installazione di una vetrata a tutta altezza, al fine di garantiere una maggiore tutela dei prodotti alimentari".
E sui lavoratori in nero, il locale precisa che su 12 collaboratori è stata riscontrata la posizione di una persona "in fase di prova", gli altri risultano "regolarmente inquadrati e in possesso della documentazione richiesta per operare nel settore alimentare".
L'obiettivo è quello di "collaborare con le autorità per riprendere l'attività nel pieno rispetto delle normative vigenti".

Categoria: cronaca
17:58
Gianmarco Pozzoli, dalla depressione alla rinascita: "In un anno ho perso tutto"
(Adnkronos) - "Ero vuoto, smarrito, finito". Così Gianmarco Pozzoli si è messo a nudo, raccontando l'ultimo anno vissuto, definito da lui come "il più buio della mia vita" dove "ho perso tutto: il lavoro, un matrimonio e 14 chili". Il comico milanese, 54 anni, conosciuto dal web grazie ai video virali della 'The Pozzolis Family' ha condiviso sui social un lungo sfogo in cui ha parlato del tunnel nero in cui è sprofondato subito dopo la fine del suo matrimonio con Alice Mangione.
"Questo è un video molto importante per me. Racconta tutto il profondo disagio che ho vissuto, mesi fa, mentre il mondo si preparava al Natale, io mi aggiravo come uno zombie per Roma, una città che amo profondamente, ma che in quel periodo, neanche riuscivo a vedere e a godermi. Ero una foglia morta che rotolava per le strade. Solo il palco mi ridava per qualche ora, un apparente vitalità. Ma fuori da lì, ero vuoto, smarrito, finito", ha esordito così lo youtuber.
Gianmarco Pozzoli ha raccontato la sua battaglia contro la depressione, durata tre mesi: "Ero ormai indifferente alla gioia. La leggerezza non sapevo più cosa fosse. Sentivo di non appartenere più a nessun luogo, a nessuna persona". E per i figli era diventato "la brutta copia indebolita del loro padre".
La svolta è arrivata solo quando il comico ha deciso di affidarsi a uno specialista, scegliendo il ricovero presso il San Raffaele Turro di Milano: "Uno specialista mi ha rimesso in sesto, mi ha reso più ottimista e più forte di prima".
E ha lanciato così un appello: "Non fate l’errore di sottovalutare un malessere mentale, un idea che si radica nella vostra mente, distruggendo giorno dopo giorno, la vostra autostima. Intervenite il prima possibile. Fatevi aiutare. Per tornare a volervi bene. Fatelo per voi, i vostri figli e i vostri amici", ha concluso.

Categoria: spettacoli
17:49
Erdogan attacca: "Israele minaccia per umanità". Ira Netanyahu: "No lezioni da dittatore antisemita"
(Adnkronos) - Israele è "una minaccia per l'umanità", per questo "va fermato". No, "non accettiamo lezioni da un dittatore antisemita che stermina i curdi''. E' un botta e risposta al vetriolo quello a distanza tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Con il leader turco che, ancora una volta, è tornato a paragonare il premier israeliano ad Adolf Hitler.
''Ottantacinque anni fa, il silenzio e la mancata azione di fronte a Hitler portarono alla morte di 80 milioni di persone in tutto il mondo. Tutta l'umanità pagò il prezzo della follia di un tiranno squilibrato. Oggi, lo stesso errore si sta ripetendo'', ha dichiarato Erdogan in Parlamento. ''Le azioni genocidarie del macellaio di Gaza Netanyahu e del suo governo vengono osservate con lo stesso silenzio e la stessa mancanza di reazione che un tempo accolsero Hitler'', ha aggiunto Erdogan, sottolineando che ''nessuno dovrebbe dimenticare che quando un incendio divampa, non brucia solo la regione in cui ha inizio'', ma ''le sue scintille si propagano in tutto il mondo''.
Quindi, ha sottolineato il presidente turco, ''così come oggi il mondo intero sta pagando il prezzo della situazione irrisolta nello Stretto di Hormuz, se non si pone fine all'illegalità di Israele, tutta l'umanità, insieme alla regione, ne subirà le conseguenze''.
La risposta di Netanyahu non si è fatta attendere ed è stata affidata a 'X'. ''Il dittatore antisemita Erdogan, che sta commettendo un genocidio contro i curdi, sostiene l'organizzazione terroristica Hamas, opprime il suo stesso popolo e imprigiona gli oppositori politici, è l'ultima persona che può dare lezioni di moralità allo Stato di Israele'', ha scritto il premier israeliano in un post. ''Lo Stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane, l'esercito più morale del mondo, continueranno ad agire con fermezza contro l'Iran e i suoi alleati, che minacciano il Medio Oriente e il mondo intero'', ha concluso.
L'attacco di Erdogan a Netanyahu è l'ultimo di una serie, alimentato negli anni dalle politiche del governo israeliano contro i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania e contro il Libano. A giugno di un anno fa, sempre in Parlamento, Erdogan aveva definito Netanyahu "di gran lunga peggio di Hitler" e aveva difeso il ''diritto legttimo dell'Iran di difendersi dal terrorismo di Israele''.
Due anni fa, ancora una volta a giugno in Parlamento, Erdogan aveva definito Netanyahu un ''malato di mente'' che con le sue azioni in Libano avrebbe ''aggravato il disastro''. Più di recente, lo scorso marzo, in un discorso effettuato durante il primo giorno dell’Eid-al-Fitr Erdogan aveva detto che "il terrore di Netanyahu continua a minacciare la pace regionale e globale".

Categoria: internazionale/esteri
17:25
F24 e addebito diretto sul conto corrente, ecco come funzionerà
(Adnkronos) - Novità in arrivo per i contribuenti italiani. Grazie al Decreto Semplificazioni sarà infatti possibile pagare le tasse come la gran parte delle bollette, decidendo di abbinare l'Iban del proprio conto corrente all'F24, consentendo così di pagare tutte le somme dovute all'Agenzia delle Entrate. L'addebito automatico, previsto a livello normativo, non è ancora attivo, ma si attendono novità a breve.
Ma come funzionerà questa svolta digitale concretamente? “I modelli F24 sempre più potranno essere gestiti attraverso piattaforme digitali e canali di pagamento più rapidi, con procedure automatizzate simili a quelle già utilizzate per luce, gas, acqua o telefonia, tipo PagoPa con bollettini già prestampati, quindi tramite home banking, tabaccherie, app ed altri sistemi digitali. Naturalmente gli F24 con compensazioni o a zero devono essere pagati ancora tramite Entratel o altri canali dell'Agenzia delle Entrate", spiega ad Adnkronos/Labitalia Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti.
Una svolta digitale necessaria, secondo il professionista. "La possibilità di pagare gli F24 con modalità sempre più simili a quelle utilizzate per le bollette rappresenta un passo importante verso la semplificazione del rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria", sottolinea Cuchel.
E non mancheranno i vantaggi, come sottolinea Cuchel: "Rendere i pagamenti fiscali più intuitivi, digitali e accessibili significa ridurre errori, tempi burocratici e difficoltà operative sia per i cittadini sia per le imprese. È una misura che va nella direzione giusta perché favorisce trasparenza, tracciabilità ed efficienza amministrativa. Per i professionisti e per le aziende significa poter gestire gli adempimenti con procedure più snelle e moderne, mentre per la pubblica amministrazione vuol dire migliorare la qualità dei controlli e velocizzare la gestione degli incassi", rimarca.
Ma per Cuchel, in conclusione, "la vera sfida sarà accompagnare questa innovazione con sistemi informatici realmente integrati e con una semplificazione concreta delle procedure fiscali". (di Fabio Paluccio)

Categoria: lavoro
17:21
Truppe russe al confine con la Nato, l'allarme danese: "Rischio guerra nei prossimi tre anni"
(Adnkronos) - La Russia non si starebbe preparando soltanto a sostenere la guerra in Ucraina. Secondo una lunga inchiesta della tv pubblica danese DR, realizzata insieme alle omologhe svedese Svt, norvegese Nrk e al media estone Delfi, Mosca starebbe riorganizzando in profondità il proprio dispositivo militare lungo il confine con l’Europa settentrionale, dall’Artico al Baltico, in vista di un possibile confronto di larga scala con la Nato.
È questa la sostanza più rilevante del lavoro giornalistico intitolato “Krigsplan Europa”, “Piano di guerra Europa”: nuove basi, ampliamento di strutture esistenti, ricostituzione di grandi unità militari, aumento della capacità logistica e trasformazione delle forze russe da brigate a divisioni. Non un semplice rafforzamento difensivo, ma una riorganizzazione pensata per sostenere operazioni prolungate e ad alta intensità.
Il punto più delicato riguarda i tempi. Le fonti consultate da DR indicano nei prossimi uno-tre anni la fase potenzialmente più pericolosa per l’Europa, soprattutto nel periodo immediatamente successivo a un’eventuale fine dei combattimenti in Ucraina. In quello scenario, Mosca potrebbe disporre di un esercito temprato dal conflitto, di un’economia già convertita alla produzione bellica e di una capacità di mobilitazione più rapida rispetto al ritmo con cui i Paesi europei stanno ricostruendo le proprie difese.
L’inchiesta di DR nasce da un lavoro durato oltre un anno e mezzo e si fonda su oltre 25 colloqui approfonditi con capi dei servizi di intelligence nordici, generali, ufficiali di alto rango della Nato e fonti con accesso diretto a informazioni classificate sull’attività militare russa.
A questa base testimoniale si aggiungono immagini satellitari inedite, analizzate da Marko Eklund, ex ufficiale dell’intelligence militare finlandese, documenti riservati della Nato relativi a scenari di guerra e le valutazioni di minaccia pubblicate negli ultimi anni da sette agenzie di intelligence della regione.
La conclusione che emerge è netta: la Russia sta rafforzando l’intero arco di confine con la Nato nel Nord Europa, dalla Norvegia e dalla Finlandia fino alla Lituania. L’allargamento dell’Alleanza a Finlandia e Svezia ha trasformato quell’area in uno dei fronti più sensibili della sicurezza europea. Mosca, secondo l’inchiesta, sta rispondendo con una riorganizzazione militare strutturale.
Il passaggio più significativo non riguarda soltanto il numero dei soldati, ma il tipo di forze schierate. Mosca starebbe trasformando unità organizzate in brigate, composte indicativamente da circa 4.000 uomini, in divisioni, che possono arrivare a circa 10.000 soldati ciascuna.
La differenza è sostanziale. Le brigate sono più leggere e flessibili. Le divisioni, invece, sono pensate per operazioni di combattimento di maggiore durata, con artiglieria, logistica, supporto pesante e capacità di condurre una guerra convenzionale su vasta scala. È per questo che gli esperti consultati dall’inchiesta leggono il cambiamento come un segnale politico e militare: non si tratta di un dispositivo di frontiera o di una misura simbolica, ma di un assetto compatibile con scenari di guerra ad alta intensità.
Secondo Marko Eklund, quando le operazioni in Ucraina saranno terminate, la Russia potrebbe arrivare a schierare circa 115.000 soldati nelle aree di confine con l’Europa settentrionale. A questi si aggiungerebbe la possibilità di mobilitare rapidamente centinaia di migliaia di veterani del conflitto ucraino, spostandoli da altre aree del territorio russo verso il fianco nordico e baltico.
Il generale Thomas Nilsson, capo dell’intelligence militare svedese, ha sintetizzato così il senso delle immagini satellitari mostrate da Svt: “Non crediamo che siano lì solo per fare bella figura. Si tratta di prepararsi a uno scontro con la Nato in un conflitto di grande scala in futuro”.
Il passaggio centrale riguarda la cosiddetta finestra di vulnerabilità. Secondo le fonti di DR, la fase più rischiosa potrebbe aprirsi subito dopo la fine o il congelamento della guerra in Ucraina. Il motivo è semplice: in quel momento la Russia potrebbe disporre di forze combattenti esperte, di industrie militari ancora in pieno regime e di un vantaggio temporale rispetto al riarmo europeo.
Un capo dell’intelligence nordica, citato dall’inchiesta, spiega che Mosca potrebbe decidere di agire non quando sarà al massimo della propria preparazione, ma quando l’avversario sarà ancora troppo debole. Il fattore decisivo, dunque, non sarebbe solo la forza assoluta della Russia, ma il divario temporaneo tra la sua capacità di mobilitazione e la lentezza con cui l’Europa sta colmando i propri vuoti militari.
Il generale norvegese Eirik Kristoffersen, capo delle forze armate di Oslo, ha indicato in due-tre anni l’orizzonte del peggior scenario possibile. La sua valutazione parte dalla constatazione che la produzione militare russa non è in calo, ma al contrario resta su livelli molto elevati. Finché l’Europa non avrà aumentato in modo sostanziale la propria produzione di munizioni, sistemi di difesa, mezzi terrestri, capacità aeree e tecnologie avanzate, Mosca potrebbe conservare un vantaggio operativo.
È questo il cuore politico dell’inchiesta: non la previsione certa di un attacco russo, ma l’idea che nei prossimi anni l’Europa possa trovarsi nel punto più esposto della propria transizione militare. Troppo tardi per affidarsi alle vecchie certezze del periodo post-Guerra fredda, troppo presto per disporre davvero delle nuove capacità promesse dai piani di riarmo.
Il rafforzamento russo riguarda un’area che negli ultimi anni ha cambiato natura strategica. L’ingresso della Finlandia nella Nato nel 2023 e quello della Svezia nel 2024 hanno allungato enormemente la frontiera diretta tra l’Alleanza e la Russia. La penisola di Kola, il Baltico, la regione di San Pietroburgo e l’ex distretto militare di Leningrado sono tornati al centro della pianificazione militare europea.
Per Mosca, quella fascia territoriale è cruciale: protegge l’accesso all’Artico, ospita assetti navali strategici, collega il Nord con il Baltico e guarda direttamente ai Paesi che oggi più di altri percepiscono la minaccia russa come concreta. Per Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Svezia e Norvegia, invece, il problema non è teorico. È geografico.
La possibilità che la Russia sposti forze veterane dall’Ucraina verso il confine nordico e baltico viene considerata dagli apparati di sicurezza della regione come una delle variabili principali dei prossimi anni. Non significa che un conflitto sia inevitabile. Significa che l’Europa deve prepararsi a uno scenario in cui Mosca possa usare la pressione militare come strumento di intimidazione, coercizione politica o, nel caso peggiore, aggressione diretta.
L’inchiesta non descrive soltanto la minaccia russa. Mette in evidenza anche le debolezze della risposta europea. Un alto ufficiale Nato interpellato da DR indica una serie di lacune: forze convenzionali insufficienti su terra, mare e aria; accesso limitato alle capacità spaziali; carenza di sistemi unmanned, cioè droni e piattaforme senza equipaggio; difficoltà nella protezione aerea di infrastrutture civili e militari.
Quest’ultimo punto viene indicato come il maggiore “buco” nelle capacità europee. In uno scenario di guerra moderna, aeroporti, porti, centrali energetiche, reti ferroviarie, nodi digitali, basi militari e infrastrutture logistiche diventerebbero obiettivi prioritari. La difesa aerea europea, pur rafforzata negli ultimi anni, resta frammentata e non sempre sufficiente a coprire un conflitto ad alta intensità su più fronti.
La questione si intreccia con il ruolo degli Stati Uniti. Da Washington arriva da tempo un messaggio chiaro: l’Europa deve assumersi una quota maggiore della propria sicurezza. Anche senza immaginare un ritiro americano dalla Nato, l’ipotesi che gli Stati Uniti siano impegnati contemporaneamente in altri teatri, a partire dall’Indo-Pacifico, obbliga gli europei a ragionare su una maggiore autonomia operativa nella deterrenza verso Mosca.
Il quadro delineato da DR si inserisce in un filone più ampio di analisi strategiche analizzate dall’Adnkronos. Il Sipri, istituto svedese tra i più autorevoli nel monitoraggio della spesa militare globale, ha documentato l’aumento della spesa russa per la difesa e il peso crescente dell’economia di guerra. L’International Institute for Strategic Studies, nel Military Balance, ha seguito la ricostituzione di unità e comandi russi orientati verso il fianco nordico e baltico.
Anche il Finnish Institute of International Affairs ha analizzato la riorganizzazione militare russa nel Nord, collegandola direttamente all’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. La Rand Corporation, nei suoi lavori sulla deterrenza nel fianco orientale dell’Alleanza, ha più volte sottolineato la vulnerabilità dei Paesi baltici nelle prime fasi di un eventuale conflitto. L’European Council on Foreign Relations ha invece richiamato l’attenzione sulla differenza di percezione tra Est e Ovest dell’Europa: per i Paesi di frontiera la minaccia è immediata, mentre in molte capitali occidentali e meridionali viene ancora percepita come più lontana.
Il Kiel Institute for the World Economy ha documentato la resilienza dell’economia russa nonostante le sanzioni e la capacità di mantenere alta la produzione di armamenti. È un elemento importante perché riduce l’efficacia dell’idea secondo cui la pressione economica, da sola, possa contenere nel breve periodo la minaccia militare russa.
L’ambasciata russa a Copenaghen ha respinto le conclusioni dell’inchiesta. L’ambasciatore Vladimir Barbin ha definito “una menzogna” l’affermazione secondo cui la Russia avrebbe deciso di attaccare uno o più Paesi Nato nel prossimo futuro. Secondo la versione russa, accuse di questo tipo servirebbero a spaventare gli europei e a giustificare il rafforzamento militare dei Paesi Nato e dell’Unione europea.
Il Ministero della Difesa e il Ministero degli Esteri russi, secondo quanto riportato da DR, non hanno risposto alle richieste di commento.
La smentita di Mosca era prevedibile. Ma non cancella il dato militare. L’inchiesta non sostiene che un attacco sia stato deciso, né indica una data. Descrive invece un’evoluzione delle capacità russe, un cambiamento nella postura militare e una convergenza di valutazioni tra intelligence nordiche, ufficiali Nato ed esperti indipendenti. In altre parole: non una profezia, ma un segnale d’allarme.
Il generale danese Brian Nissen, che in caso di conflitto avrebbe responsabilità nel comando di una forza fino a 150.000 soldati per la difesa dei Paesi baltici e di parte della Polonia, ha descritto l’eventuale scontro con la Russia come una guerra multidimensionale: terra, aria, mare, spazio e cyberspazio. Una guerra per la sopravvivenza delle democrazie europee e del loro modo di vivere.
Sono parole dure, ma spiegano il cambio di linguaggio avvenuto negli ultimi anni nelle capitali del Nord e dell’Est Europa. Dopo l’invasione dell’Ucraina, la minaccia russa non viene più letta soltanto come pressione diplomatica o guerra ibrida. Viene considerata anche come possibilità convenzionale, da prevenire attraverso la deterrenza.
Questo non significa che il conflitto tra Russia e Nato sia inevitabile. Al contrario, l’obiettivo della deterrenza è proprio impedire che lo diventi. Ma per funzionare, la deterrenza deve essere credibile. E la credibilità dipende da capacità militari reali, tempi rapidi di risposta, scorte sufficienti, produzione industriale, difesa aerea, intelligence, logistica e unità politica.
Il messaggio più scomodo dell’inchiesta DR riguarda l’Europa più che la Russia. Mosca si sta adattando a una lunga stagione di confronto con l’Occidente. L’Europa, invece, sta ancora cercando di trasformare la consapevolezza politica in capacità militare. Il divario tra questi due tempi è il punto di maggiore vulnerabilità.
Per anni la sicurezza europea si è fondata sulla superiorità tecnologica occidentale, sulla protezione americana e sull’idea che una guerra convenzionale ad alta intensità nel continente fosse improbabile. L’Ucraina ha smentito questa illusione. Ora il fronte nordico e baltico costringe l’Alleanza a misurarsi con una seconda domanda: cosa accadrebbe se la Russia, dopo l’Ucraina, decidesse di testare la coesione della Nato proprio nel punto in cui il riarmo europeo non è ancora completo?
La risposta non è scritta. Ma secondo DR, intelligence nordiche e ufficiali Nato concordano su un punto: il tempo a disposizione non è infinito. (di Giorgio Rutelli)

Categoria: internazionale/esteri
17:21
Cappellacci (Fi), 'dal Parlamento misure concrete su screening e innovazione'
(Adnkronos) - "Il tema dell’oncologia è un tema importantissimo per il nostro Servizio sanitario nazionale e per i cittadini. Tutti, purtroppo, sono stati toccati direttamente o indirettamente da questa realtà. Questo Governo e il Parlamento sono impegnati in modo significativo su diversi fronti: dalla prevenzione ai risultati concreti, anche grazie al lavoro svolto in sinergia con la comunità scientifica e le associazioni dei pazienti, fino alle terapie innovative che oggi tracciano la strada del futuro". Così all'Adnkronos Salute Ugo Cappellacci, presidente della XII Commissione Affari Sociali e Salute della Camera dei deputati durante l'Oncology Summit 2026 oggi nella Sala Regina della Camera, evento nato da un'iniziativa dello stesso deputato di Forza Italia.
Cappellacci ha poi richiamato l’attenzione anche sul tema del cosiddetto "stigma" dei pazienti oncologici guariti: "Chi ha superato la malattia, in passato, poteva trovarsi ancora penalizzato da una sorta di 'peso' legato alla propria storia clinica, che di fatto limitava l’accesso a servizi come mutui bancari o assicurazioni, arrivando persino a incidere su scelte di vita come l’adozione di un bambino. La legge sull’oblio oncologico ha risolto questo problema, cancellando questo stigma". Tra i provvedimenti citati anche il Piano nazionale di prevenzione e l’estensione degli screening per il tumore al seno. "C’è un impegno importante che si traduce in fatti concreti e in un miglioramento effettivo della qualità di vita delle persone".
Infine, a proposito del Summit sull’oncologia e del dialogo tra istituzioni e mondo scientifico, Cappellacci ha spiegato: "Il futuro dell’oncologia è entrato da tempo nelle istituzioni. Questo summit serve da un lato a prendere atto di quanto già realizzato dal Parlamento e dal Governo, dall’altro a confermare un metodo basato sul dialogo e sull’ascolto. Un metodo che parte dalle società scientifiche e dalle associazioni dei pazienti, mettendo a sistema tutti i soggetti coinvolti" ha poi cloncluso.

Categoria: cronaca
17:20
Di Maio (Aiom), 'gli screening salvano vite ma adesione ancora troppo bassa'
(Adnkronos) - In oncologia "gli screening rappresentano uno strumento prezioso perché, per diverse patologie, hanno dimostrato di ridurre la mortalità. Il motivo è semplice: consentono di individuare il tumore in una fase più precoce e quindi più facilmente curabile. In Italia, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, il Servizio sanitario nazionale offre già programmi di screening per alcuni dei tumori più diffusi, come quelli della mammella, della cervice uterina e del colon-retto. Ora chiediamo che questa offerta possa essere estesa anche ad altre patologie, a partire dal tumore del polmone. È dimostrato che la Tac spirale nei forti fumatori riduce la mortalità per questa malattia, ma al momento non rientra ancora nei programmi di screening pubblici". Così all'Adnkronos Salute , presidente nazionale di Aiom (Associazione italiana oncologia medica) e Massimo Di Maiodirettore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino in occasione dell'Oncology Summit 2026, oggi alla Camera dei deputati.
Secondo Di Maio, è necessario migliorare sia l’offerta da parte delle Regioni sia l’adesione dei cittadini. "Anche dove i programmi sono disponibili, la partecipazione resta inferiore a quanto auspicabile. È un peccato, perché aderire agli screening significa investire concretamente nella propria salute" ha aggiunto.
Sul tema della partecipazione, il presidente degli oncologi osserva che in Italia "gli screening rivolti alle donne sono più numerosi, grazie ai programmi per il tumore della mammella e della cervice uterina. Per il tumore del colon-retto, che riguarda uomini e donne, la partecipazione al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci rimane purtroppo subottimale in entrambi i sessi. Dobbiamo rafforzare la cultura della prevenzione - ha rimarcato - e far comprendere che questi test possono letteralmente salvare la vita".
Di Maio ha infine sottolineato il valore dell’Oncology Summit come momento di confronto tra clinici e istituzioni. "È un’occasione importante per fare il punto sui risultati raggiunti dall’oncologia italiana, che oggi garantisce livelli di cura elevati, ma anche per individuare ciò che resta da migliorare. Dall’efficienza dei percorsi diagnostici e terapeutici alla tempestività della presa in carico dei pazienti, ci sono ancora aspetti su cui lavorare. Incontri come questo non servono soltanto a valorizzare quanto è stato fatto, ma soprattutto a costruire le basi per ulteriori progressi" ha poi concluso.

Categoria: cronaca
17:19
Perrone (Fondazione Aiom), 'screening e rincaro sigarette contro il cancro'
(Adnkronos) - "Rafforzare gli screening oncologici e, più in generale, le politiche di prevenzione anche attraverso misure che incidano sui principali fattori di rischio, come il tabagismo". Così all'Adnkronos Salute Francesco Perrone, presidente di Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medica) durante l'Oncology Summit oggi nella Sala Regina della Camera, evento nato da un'iniziativa di Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia e presidente della XII Commissione Affari Sociali e Salute della Camera. Obiettivo dell'evento, organizzato da Nomos Centro studi parlamentari con il patrocinio di Aiom, offrire uno spazio di confronto e dibattito tra clinici, pazienti e rappresentanti delle istituzioni.
"Quando parliamo degli screening, parliamo della prevenzione secondaria. In Italia esistono programmi per i tre principali tumori: mammella, colon-retto e cervice uterina. Tuttavia, - sottolinea Perrone - non funzionano come dovrebbero: dovrebbero essere più efficaci su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto non garantiscono gli stessi livelli di copertura nelle diverse regioni". Secondo Perrone, si tratta di una "criticità che richiede un impegno condiviso all’interno del Servizio sanitario nazionale. Rispondere a un programma di screening significa aumentare in modo significativo le possibilità di guarigione in caso di malattia, ed è un messaggio che deve essere chiaro a tutti" ha aggiunto.
Accanto alla diagnosi precoce, ha sottolineato Perrone, è però necessario "intervenire ancora prima, riducendo l’esposizione ai fattori di rischio. Negli ultimi anni abbiamo compreso che dobbiamo fare di più per diminuire il numero di persone che si ammalano. Questo significa educazione sanitaria e azioni proattive sui fattori di rischio noti". Tra questi, il principale resta il fumo di sigaretta, "strettamente correlato, in termini di causa ed effetto, ai tumori del polmone, ma anche a numerose altre forme tumorali e a patologie cardiovascolari". Per questo motivo, ha rimarcato, "Aiom, Fondazione Aiom, Fondazione Veronesi e Fondazione Airc hanno promosso un’iniziativa congiunta per sollecitare il Parlamento a intervenire sul prezzo dei prodotti del tabacco. Abbiamo raccolto le firme necessarie per proporre una legge che aumenti il costo delle sigarette e di tutti i prodotti da fumo. In altri Paesi questa misura ha prodotto risultati significativi. Chiediamo che possa accadere anche in Italia, per ridurre il numero di persone che si ammalano di cancro".

Categoria: cronaca
17:16
Seconda giornata a Piacenza Expo tra supply chain nucleare, mobilità idrogeno e protezione infrastrutture
(Adnkronos) - Seconda giornata intensa a Piacenza Expo per le tre manifestazioni organizzate da Mediapoint & Exhibitions di Fabio Potestà: Nuclear Power-Expo, Hydrogen-Expo e Cybsec-Expo proseguono con un fitto programma di convegni che approfondiscono i temi più urgenti delle rispettive filiere. Nei padiglioni si alternano espositori, delegazioni istituzionali e delegati tecnici provenienti da tutta Italia e dall’estero, a conferma della crescente rilevanza internazionale delle tre manifestazioni.
Sul fronte nucleare, la giornata si è articolata in quattro sessioni di alto profilo, aprendosi con il convegno dedicato alla Iso 19443, lo standard di qualità per la supply chain nucleare, con la partecipazione di operatori di primo livello internazionale, tra cui Westinghouse Electric Italy e Fomas Group. In parallelo si è tenuto il Meeting della European Fusion Association, appuntamento di riferimento per la comunità europea della fusione. Successivamente, il convegno su Diritto Nucleare, con videosaluto introduttivo del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, per affrontare le opportunità e le sfide del quadro normativo italiano e internazionale a pochi giorni dall’approvazione del Ddl delega alla Camera.
Nel pomeriggio, il convegno sulla Supply Chain italiana del nucleare, in collaborazione con Ain - Associazione Italiana Nucleare, ha affrontato prospettive e criticità della filiera, mettendo in evidenza il valore delle competenze industriali italiane e le opportunità di sviluppo del settore. "Il confronto tra i principali operatori ha confermato la forza della filiera nucleare italiana, la seconda industria manifatturiera nucleare in Europa dopo la Francia. Il dibattito ha fatto emergere sia le opportunità sia le sfide che caratterizzano il comparto, offrendo indicazioni utili alle imprese interessate a entrare nella supply chain. Una filiera già attiva sui mercati internazionali e che ci aspettiamo possa presto avere un ruolo centrale anche nel futuro programma nucleare nazionale", ha dichiarato Stefano Monti, presidente di Ain. Sono seguiti interventi estesi sulla ricerca applicata da parte di Enea alle opportunità del mercato polacco per le imprese italiane. Ha chiuso la giornata la sessione Building Europe’s Fusion Industrial Base, promossa dalla European Fusion Association, con speaker da Ansaldo Nucleare, Asg e Simic.
Hydrogen-Expo ha offerto un programma per coprire l’intera catena del valore dell’idrogeno. In mattinata si è parlato delle infrastrutture di distribuzione in occasione del convegno Idrogeno a domicilio, e della sessione H2IT dedicata a idrogeno e derivati per la mobilità del futuro, con la partecipazione di operatori del trasporto su gomma e di Hydrogen Europe. "Mettendo in luce un punto fondamentale: per generare valore reale dall'idrogeno nella mobilità, occorre allineare tutti i segmenti della filiera contemporaneamente, le infrastrutture di rifornimento, i produttori di mezzi e le imprese che li integreranno nei propri processi. Solo costruendo un ecosistema coeso tra questi attori saremo in grado di essere competitivi a livello europeo. Come H2IT lavoriamo esattamente per questo: abilitare il confronto tra gli stakeholder e creare le condizioni affinché gli strumenti di supporto raggiungano davvero chi ne ha bisogno lungo tutta la catena del valore", ha dichiarato Cristina Maggi, direttrice di H2IT - Associazione Italiana Idrogeno. Simone Mausoli, Hydrogen Senior Business Development Manager di Bureau Veritas Italia ha aggiunto: "Penso che l'idrogeno sia finalmente arrivato alla fase conclusiva. Attualmente, dopo la gestazione di anni di studi di fattibilità e altro, i primi impianti stanno prendendo luce. Il nostro impegno è affiancare le società che vogliono investire in questo mercato, partendo dagli studi di fattibilità sino al commissioning dell'impianto ed alla certificazione".
Il convegno su profili regolatori e applicazioni nel panorama italiano ed europeo ha aggiornato la filiera sul quadro normativo in evoluzione. Nel pomeriggio l’Hydrogen Safety Day, con il coinvolgimento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e dell’Università di Padova, si è entrati nel dettaglio della gestione del rischio, delle normative Atex e degli iter autorizzativi per gli impianti idrogeno, con un focus specifico sull’intersezione tra sicurezza degli impianti e cybersecurity. La sessione Made in Italy e l’Industrial Accelerator Act, con la partecipazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e di Hydrogen Europe, ha completato il quadro con una visione di politica industriale europea.
In serata, l’atteso appuntamento con la 4ª edizione degli Ihta - Italian Hydrogen Technology Awards, i riconoscimenti ideati per dare visibilità internazionale alle imprese italiane che operano nella filiera tecnologica dell’idrogeno ed a seguire una cena di gala per favorire networking fra gli attori della filiera protagonisti in fiera.
Cybsec-Expo ha dedicato la seconda giornata a due sessioni di forte impatto istituzionale. In mattinata il convegno sulla Protezione informatica delle reti industriali, moderato da Confindustria Piacenza e Confapi Piacenza, ha affrontato i temi della cyber resilience e del Cyber Resilience Act con un approccio orientato alle Pmi industriali. "La distinzione tra sicurezza pubblica e sicurezza privata nel mondo delle infrastrutture critiche ha perso di senso. Reti, sistemi e infrastrutture sono oggi così interconnessi che il confine tra i due ambiti è di fatto indistinguibile. Dobbiamo andare verso una vera osmosi tra sicurezza cibernetica pubblica e privata: è l'unico approccio all'altezza di un contesto diventato strutturalmente più pericoloso e più complesso", ha dichiarato Andrea Margelletti, presidente di Cesi - Centro Studi Internazionali. Nel pomeriggio, la Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica ha portato in fiera la prospettiva delle forze dell’ordine sul cybercrime, con interventi della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Piacenza e del Nucleo Operativo di Bologna. A seguire, il prezioso contributo di Women4Cyber Italy per completare il quadro con il profilo giuridico delle minacce digitali.

Categoria: economia
17:15
Dieta d'estate e 'sfida' tra tacchino e pollo, ecco chi vince a tavola secondo il medico-nutrizionista
(Adnkronos) - Con l'arrivo del caldo e la voglia di piatti freschi, le insalate arricchite con straccetti o cubetti di carne bianca diventano un classico intramontabile dell'estate. Se dal punto di vista culinario pollo e tacchino sembrano quasi intercambiabili, sotto il profilo biochimico e nutrizionale presentano sfumature diverse e interessanti, capaci di influenzare il nostro benessere sotto l'ombrellone.
"Se isoliamo il taglio estivo per eccellenza, ovvero il petto deprivato della pelle, scopriamo che le differenze macroscopiche sono sottili ma significative per il metabolismo. Il tacchino vanta una densità proteica leggermente superiore e una percentuale di grassi saturi eccezionalmente bassa, configurandosi come una delle opzioni più magre in assoluto. Sorprendentemente, il tacchino supera il pollo anche sul fronte del ferro eme, la forma più facilmente assorbibile dall'organismo, con uno scarto di circa il 40% a suo favore. Entrambi i volatili, composti per circa il 75% da acqua, offrono comunque un eccellente supporto all'idratazione sistemica nei mesi caldi". Così all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro.
"La vera differenza, quella che impatta sulla biochimica del benessere estivo, si gioca però sul terreno dei micronutrienti e degli aminoacidi. Il tacchino è ben noto per l'elevato contenuto di triptofano, un aminoacido essenziale che funge da precursore della serotonina, il neurotrasmettitore del buon umore, e della melatonina, l'ormone che regola il sonno. Poiché - prosegue - le lunghe giornate estive e l'afa possono alterare i ritmi circadiani e compromettere la qualità del riposo, un'insalata serale a base di tacchino può biochimicamente favorire un sonno più ristoratore. Inoltre, il tacchino offre una quota superiore di selenio, un oligoelemento fondamentale per la funzionalità tiroidea e per i sistemi antiossidanti endogeni, prezioso in estate quando lo stress ossidativo indotto dai raggi Uv è ai massimi livelli. Il pollo, d'altra parte, risponde brillantemente sul fronte della vitamina B6, essenziale per il metabolismo degli aminoacidi e per l'energetica cellulare, superando il tacchino in questa specifica funzione, mentre quest'ultimo si distingue per la maggiore disponibilità di vitamina B12, cruciale per il sistema nervoso".
Per sfruttare appieno il potenziale di questi alimenti all'interno di un'insalata, "la chimica degli abbinamenti suggerisce alcune combinazioni strategiche. Il ferro presente in queste carni bianche viene assorbito in modo molto più efficiente se associato alla vitamina C: condire il piatto con succo di limone fresco o aggiungere ingredienti come i pomodori trasforma la pietanza in un booster biodisponibile contro la spossatezza estiva. Inoltre, essendo sia il pollo che il tacchino estremamente magri, l'aggiunta di una quota di grassi 'buoni', come l'acido oleico dell'olio extravergine d'oliva o i polinsaturi dell'avocado, è biologicamente necessaria per assimilare le vitamine liposolubili contenute negli ortaggi. Infine, l'abbinamento con verdure ricche di potassio e acqua, come cetrioli o sedano, contrasta la ritenzione idrica e reintegra i liquidi persi con la sudorazione".
In sintesi, "se l'obiettivo principale è la massima leggerezza combinata con un piccolo sprint sul fronte del ferro e del rilassamento neuro-muscolare, il tacchino si aggiudica un leggero vantaggio estivo. Se invece si cerca un sapore più tradizionale con un ottimo apporto di vitamina B6 per il supporto energetico, il pollo resta una certezza scientificamente inappuntabile", conclude.

Categoria: salute
16:48
Donzelli chiude a Vannacci: "E' contro di noi, vuol far cadere il governo"
(Adnkronos) - C'è "una serie di persone" che è "contro il lavoro che sta facendo il governo di centrodestra", e "tra questi c'è anche Vannacci". Lo dice il responsabile organizzazione di Fdi, Giovanni Donzelli, a 'Point break' di Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti, in onda stasera sul canale 550 San Marino RTV, diretta da Roberto Sergio. "Non vedo perché dovrei parlare di alleanza con uno che è contro di noi esattamente come il Pd. Vannacci è tra quelli che vorrebbero far cadere il governo Meloni", avverte Donzelli.
"Paradossalmente Fratelli d'Italia - continua - avrebbe da guadagnarci con l'attuale legge elettorale perché continuerebbe a fare il primo partito e continuerebbe ad essere determinante per qualsiasi governo, ma a noi non interessa pareggiare noi vogliamo una legge elettorale che dia la possibilità il giorno dopo le elezioni di dire chi ha vinto e chi ha perso". Sulle preferenze il responsabile organizzativo del partito di Giorgia Meloni ha detto "presenteremo l'emendamento che introduce le preferenze in aula e sarà l'aula a decidere". La legge elettorale si scrive con le opposizioni a tutti i costi ? "No" dice Donzelli a Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti "con le opposizioni ricerca del dialogo a tutti i costi ma la legge elettorale si farà perché serve al Paese".
Sul fronte Ucraina, spiega, "ha difeso finora l'Europa e si è meritata la possibilità di essere un partner strategico e in futuro, vedendo le modalità, anche un componente dell'Europa".

Categoria: politica
16:44
Juventus e Torino, vietate le trasferte fino al 3 novembre: la decisione del Viminale
(Adnkronos) - Stop alle trasferte per i tifosi del Torino e della Juventus. Dopo gli incidenti avvenuti nel corso del derby del 24 maggio scorso, il Viminale ha disposto il divieto di trasferta fino al 3 novembre 2026. La misura incide sulle prime dieci giornate della stagione 2026/2027 del campionato di calcio.
L'episodio risale al 24 maggio quando la partita è iniziata con un notevole ritardo rispetto alle altre in programma alle 20.45 a causa di disordini fuori dallo stadio. Il prepartita è stato caratterizzato da violenti scontri tra le due tifoserie avvenuti nel pomeriggio, con un tifoso di 36 anni che ha riportato un trauma cranico ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso.

Categoria: cronaca
16:13
Malattie rare, nuova roadmap per la cura dell’Egpa tra reti multidisciplinari e terapie mirate
(Adnkronos) - Superare la frammentazione assistenziale, azzerare i ritardi diagnostici e promuovere percorsi di presa in carico efficaci. Sono gli obiettivi del piano in 7 punti elaborato dalle associazioni dei pazienti con Granulomatosi eosinofila con poliangioite (Egpa) presentato oggi a Roma alla Camera dei Deputati in un evento che ha visto riuniti istituzioni, comunità scientifica, associazione di pazienti e Industria. La roadmap di azioni concrete scaturisce dal lavoro di ascolto e co-creazione che ha dato vita al Libro bianco 'Storie di vita con Egpa”, promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, di Egpa Study Group e delle principali società scientifiche impegnate in quest’area: un punto di partenza fondamentale che ha raccolto evidenze, criticità e proposte lungo tutto il patient journey della persona con Egpa. “L’evento di oggi segna il passaggio successivo: dalla consapevolezza alla responsabilità condivisa, dalla fotografia del problema alla definizione di priorità attuabili”. A sottolinearlo è Francesca R. Torracca, presidente Apacs Aps (Associazione Pazienti Sindrome di Churg-Strauss). “Le Istituzioni sono sensibilizzate sulle tante criticità su cui si deve velocemente intervenire affinché la rarità non sia una condanna. E siamo fiduciosi, perché il cambiamento è già iniziato”.
Il piano d’azione in 7 punti. Concretezza la parola chiave che ha guidato il confronto verso una roadmap di interventi prioritari; l’adozione di un Pdta a livello nazionale; il superamento delle disomogeneità regionali attraverso una governance nazionale realmente condivisa sulle vasculiti rare; l’introduzione di un codice di invalidità civile specifico per l’Egpa; la definizione univoca delle caratteristiche strutturali della patologia; l’istituzione di un Registro Nazionale dell’Egpa; l’attivazione di campagne pubbliche di informazione e formazione; l’ottimale utilizzo dei fondi dedicati nell’ambito del Piano nazionale malattie rare 2023-2026
Cos’è l’Egpa: il punto di vista dei clinici. E'una malattia rara con una prevalenza inferiore a 5 casi ogni 100.000 abitanti. “Nelle sue fasi iniziali è spesso confusa con asma grave o rinosinusite cronica, e diventa particolarmente pericolosa quando evolve nella fase vasculitica, aggredendo organi vitali come il cuore, i reni e il sistema nervoso periferico” spiega Augusto Vaglio, Professore Associato in Nefrologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Nefrologia presso l’Università degli Studi di Firenze, Coordinatore aziendale delle Malattie Rare e Dirigente Medico presso Unità di Nefrologia, Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer, Firenze. “È frequente che la diagnosi della malattia sia tardiva. Spesso, infatti, passano anni prima di riuscire a identificarla, un tempo troppolungo in cui i danni d’organo evolvono in modo irreversibile. Il tempo è un fattore critico di successo del percorso terapeutico”.
La complessità sistemica dell'Egpa impone di agire subito sulla governance del percorso del paziente: oggi manca un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (Pdta) condiviso a livello nazionale e questa mancanza di uniformità crea una sanità a più velocità, quando servirebbe invece connettere la medicina del territorio con i grandi centri hub ospedalieri, creando delle corsie preferenziali di accesso. “Il paziente deve sentirsi parte di un “sistema familiare” in cui ogni figura sanitaria coinvolta lo segue in modo coordinato - aggiunge Cristiano Caruso, Direttore UOSD Allergologia e Immunologia Clinica, Fondazione Policlinico A. Gemelli Irccs roma e delegato ai rapporti con associazione pazienti della Siaaic, Società Italiana Allergologia Asma e Immunologia Clinica. “In questo senso l’ospedale non deve accentrare, ma condividere la presa in carico con il territorio per garantire continuità assistenziale. Altro elemento centrale è il caregiver, figura fondamentale per il paziente soprattutto in presenza di problemi di mobilità, immunosoppressione o difficoltà a seguire il percorso da solo. In assenza di una rete territoriale o familiare, anche una terapia efficace può non bastare”.
Oltre all’adozione di Pdta chiari, condivisi e omogenei a livello nazionale, è urgente il riconoscimento di un codice di invalidità specifico, che valorizzi la complessità e l’impatto sistemico dell’EGPA. Serve inoltre un impegno deciso per potenziare la formazione dei medici di medicina generale e degli specialisti. “Si tratta di una patologia che unisce la vasculite all'infiltrazione di eosinofili nei tessuti - spiega Giacomo Emmi, Professore Ordinario di Medicina Interna, Università di Trieste e direttore Struttura complessa medicina clinica, immunologia e reumatologia, ospedale yniversitario Cattinara, Trieste – Questa infiammazione può nel tempo causare a livello cardiaco fibrosi ed eventuale insufficienza cardiaca anche in soggetti giovani, compromettendo la loro salute fisica e psicologica. Il precoce danno infiammatorio a carico di arterie e vene accelera la degenerazione vascolare, elevando il rischio di eventi trombotici, tra cui infarto ed ictus fino ad un paziente su quattro. La terapia spazia dal cortisone agli immunosoppressori e farmaci biologici in base alla gravità, ma richiede sempre una gestione multidisciplinare guidata da uno specialista”.
Tra le criticità evidenziate, ancora, la disparità nell’accesso ai farmaci tra le varie regioni. “L'azione terapeutica deve evolvere verso una reale sostenibilità nella vita quotidiana del paziente - afferma Roberto Padoan, Responsabile del Centro Vasculiti di Padova presso l’Uoc Reumatologia dell'Azienda Ospedale-Università Padova – La gestione dell’Egpa è cambiata in modo significativo grazie all’arrivo di terapie mirate, capaci di agire su meccanismi chiave della malattia, inclusa l’infiammazione eosinofilica. Oggi la sfida è portare precocemente queste innovazioni nei percorsi di cura ordinari, con l’obiettivo di controllare meglio la malattia, limitare il ricorso prolungato ai glucocorticoidi e migliorare la qualità di vita dei pazienti”.
Il ruolo della politica. L’appello della comunità scientifica ha trovato ascolto presso i decisori politici e istituzionali. "Ospitare alla Camera dei deputati la presentazione del Libro Bianco sull’Egpa significa contribuire a dare attenzione istituzionale a una patologia rara ancora poco conosciuta ma fortemente impattante per pazienti e caregiver. È fondamentale sostenere occasioni di dialogo come questa, che mettono in rete istituzioni, clinici e associazioni pazienti per promuovere una presa in carico più tempestiva ed equa. Le evidenze e le proposte contenute nel Libro Bianco potranno inoltre costituire una base di lavoro utile anche per future iniziative parlamentari finalizzate a mantenere alta l’attenzione sui bisogni dei pazienti con Egpa", afferma Gian Antonio Girelli, componente XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.
Il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche è condizione imprescindibile per migliorare concretamente la vita dei pazienti con Egpa, malattia che, per la sua complessità e la sua scarsa conoscenza, rischia di essere invisibile. “Accendere i riflettori sulle malattie rare significa dare attenzione a bisogni spesso poco visibili ma molto concreti per pazienti e famiglie. La presentazione di oggi del Libro Bianco sull’Egpa rappresenta un momento importante per valorizzare il lavoro svolto da Apacs, dalla comunità scientifica e da tutti gli stakeholder coinvolti, favorendo una maggiore consapevolezza su diagnosi, presa in carico e qualità della vita. È ora dovere delle istituzioni tradurre questa consapevolezza in un impegno concreto e continuativo a sostegno dei malati rari, rafforzando le politiche di presa in carico e l’equità di accesso alle cure.” aggiunge la senatrice Elena Murelli, capogruppo 10a Commissione Affari sociali e membro IV Commissione Politiche dell'Ue del Senato della Repubblica

Categoria: salute
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Malattie rare, Girelli (Pd): "Ascoltare clinici e pazienti Egpa per fare norme realistiche"
(Adnkronos) - "Le scelte politiche ricadono sulle persone che vivono le situazioni di cui la politica si occupa e, soprattutto quando si parla di salute e di patologie rare, è indispensabile partire dall'ascolto di due mondi: quello dei clinici, che forniscono le risposte dal punto di vista della cura, e quello dei pazienti, che vivono direttamente la malattia. In caso contrario si rischia di elaborare norme lontane dalla realtà quotidiana". Così l'onorevole Gian Antonio Girelli (Pd), componente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area.
"Per aumentare la partecipazione attiva nelle sedi decisionali - prosegue Girelli - sono state depositate alcune proposte di legge che prevedono la presenza delle associazioni ai tavoli istituzionali non più su invito, ma in modo strutturato, così da dare loro una voce più forte nella costruzione dei percorsi organizzativi e decisionali. Spesso abbiamo norme anche molto avanzate che però trovano un'applicazione disomogenea sul territorio nazionale. La presenza delle associazioni dei pazienti può contribuire a garantire maggiore equità, raggiungendo tutte le persone che ne hanno bisogno".
"Nel nostro sistema sanitario - rimarca Girelli - è necessario superare l'attuale organizzazione in 21 modelli territoriali e, anche all'interno delle singole regioni, ridurre la distanza tra città, aree interne e zone montane, perché oggi alcune eccellenze non sono accessibili a tutti. Superare queste disuguaglianze - sottolinea - significa ripensare anche il ruolo delle autonomie in un'ottica di collaborazione che, partendo dai territori, consenta di raggiungere obiettivi nazionali in linea con l'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute senza distinzione tra persone e patologie".

Categoria: cronaca
18:57
Malattie rare, Vaglio (UniFi): "Egpa malattia con molteplici manifestazioni d'organo"
(Adnkronos) - "L'Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è una vasculite sistemica generalmente a base autoimmune, caratterizzata da due componenti principali: una legata alla proliferazione degli eosinofili, cellule spesso coinvolte nelle manifestazioni allergiche, e una componente di vasculite sistemica". Lo spiega Augusto Vaglio, professore associato di Nefrologia e direttore della Scuola di specializzazione in Nefrologia presso l'università degli Studi di Firenze, nonché coordinatore aziendale per le malattie rare e dirigente medico presso l'Unità di Nefrologia dell'Aou Meyer di Firenze, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati e promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area.
Il documento vuole essere uno strumento di informazione e un compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con Egpa. "Definire questa malattia - sottolinea Vaglio - significa innanzitutto considerarla dal punto di vista cronologico, perché presenta una fase iniziale molto lunga e difficile da riconoscere, che spesso somiglia a manifestazioni allergiche comuni come asma o rinosinusite cronica. Dopo un periodo estremamente variabile, che può andare da pochi mesi a molti anni, la malattia evolve e compaiono manifestazioni d'organo più importanti. I pazienti possono sviluppare manifestazioni eosinofile, come l'interessamento polmonare con polmoniti ricorrenti, avere un coinvolgimento cardiaco con cardiomiopatia o anche quello gastrointestinale. Nei casi più evidenti si sviluppano manifestazioni vasculitiche vere e proprie, come porpora cutanea, neuropatia periferica o interessamento renale. Si tratta quindi di una malattia con molteplici manifestazioni d'organo e una cronologia complessa".
Il ritardo diagnostico, soprattutto nelle manifestazioni d'organo come quelle cardiache, renali o neurologiche periferiche, può portare a danni cronici e quindi a disfunzioni irreversibili, come insufficienza cardiaca o renale o degenerazione neuropatica periferica. "Dobbiamo cercare di evitarlo o limitarlo, anche se va detto che è in parte intrinseco alla malattia, che nelle fasi iniziali è difficile da riconoscere", precisa lo specialista. "Per questo la sensibilizzazione della comunità scientifica resta uno degli strumenti principali a nostra disposizione".

Categoria: cronaca
18:54
Malattie rare, De Grazia (Gsk): "Portare innovazione equa e accessibile ai pazienti Egpa"
(Adnkronos) - "L'impegno di Gsk per le persone con Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è un impegno che riguarda approcci terapeutici e innovazione. Il bisogno di far arrivare l'innovazione al paziente giusto in maniera equa, accessibile e sostenibile è certamente una priorità per l'industria farmaceutica e può essere raggiunto se tutti gli stakeholder vengono messi insieme e collaborano per definire azioni e percorsi precisi e condivisi, che possano aiutare i pazienti ad arrivare il prima possibile a una diagnosi e a essere gestiti con una terapia opportuna ed efficace". Così Sara De Grazia, responsabile medico di area in Gsk Italia, intervenendo alla presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati a Roma.
"Il libro presentato oggi - sottolinea - rappresenta uno strumento di informazione e di compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con granulomatosi eosinofila con poliangioite. Nel corso dell'incontro è stata presentata la voce dei pazienti e dei caregiver, insieme a una serie di azioni che ci auguriamo vengano prese in carico dalle istituzioni. Dal punto di vista dell'industria farmaceutica - rimarca De Grazia - ciò che siamo chiamati a fare, anche a seguito dell'ascolto diretto dei pazienti, è continuare a investire e a stimolare la multidisciplinarietà nella gestione della patologia, rafforzando la pipeline per l'individuazione di nuove molecole sempre più efficaci e sicure, in grado di migliorare la qualità di vita delle persone coinvolte".

Categoria: cronaca
18:51
Malattie rare, Torracca (Apacs): "Stilata nuova roadmap in 7 azioni per la cura dell'Egpa"
(Adnkronos) - "Quando parliamo di Egpa, granulomatosi eosinofila con poliangioite, parliamo di una vasculite sistemica, una malattia rara che colpisce diversi organi. Normalmente presenta un esordio respiratorio che evolve in una fase eosinofilica e infine vasculitica, manifestandosi in maniera differente a seconda della persona e dello stadio della patologia in cui avviene la diagnosi". Così Francesca Torracca, presidente di Apacs (Associazione pazienti della sindrome di Churg-Strauss), intervenendo alla Camera dei deputati per la presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, di Egpa Study Group e delle principali società scientifiche impegnate in quest'area.
"Abbiamo elaborato una roadmap di azioni da sottoporre alle istituzioni - spiega - a partire dalla definizione di un Pdta nazionale, per garantire uniformità nella presa in carico su tutto il territorio, oggi caratterizzato da forti disomogeneità". Tra le priorità anche il riconoscimento dell'invalidità: "Non esiste un codice specifico per la patologia, ma è fondamentale per garantire il diritto alla tutela del percorso di cura, anche per chi lavora o assiste un familiare".
Infine, Torracca sottolinea la necessità di "una definizione univoca della patologia e la condivisione delle competenze attraverso un registro nazionale, indispensabile per il confronto tra clinici". "Fare informazione - conclude - è essenziale per far emergere la malattia e indirizzare correttamente pazienti e famiglie verso i percorsi di cura appropriati".

Categoria: cronaca
18:31
Cancro seno, Di Maio (Aiom): "Patient reported outcomes centrali per qualità di vita e valutazione terapie"
(Adnkronos) - "La survey di Andos e Crea Sanità ci dà messaggi molto preziosi perché ribadisce l'importanza dei patient reported outcomes e della qualità di vita nella gestione delle persone affette da tumore. In particolare, i Pro consentono di evidenziare sintomi che rischiano di essere sottoriportati e sottotrattati: si tratta di sintomi potenzialmente silenti, non sempre visibili agli occhi degli sperimentatori negli studi clinici o dei medici nella pratica quotidiana, ma con un impatto molto rilevante sulla qualità di vita". Lo ha dichiarato Massimo Di Maio, Dipartimento di Oncologia dell'università di Torino, Città della Salute e della Scienza, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), in occasione della presentazione del II Rapporto Andos-Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma.
"Un secondo messaggio - ha aggiunto - riguarda la necessità di ripensare gli endpoint utilizzati per valutare il valore dei trattamenti: non solo aspettativa di vita e risposta obiettiva, ma anche percepito, vissuto e qualità di vita, che nei pazienti hanno un ruolo fondamentale. Infine, è importante non limitare l'attenzione ai Pro nella fase di trattamento attivo, ma considerarli anche nel follow-up, dove molte persone affrontano una lunga storia dopo le terapie e c'è il rischio che aspetti rilevanti per la qualità di vita vengano sottovalutati o non adeguatamente trattati".

Categoria: cronaca
18:27
Cancro seno, Polistena (Crea Sanità): "Non basta l'approccio clinico, servono più supporto psicologico e sociale"
(Adnkronos) - "La seconda edizione del Rapporto Andos si è concentrata maggiormente sugli aspetti psicologici, sociali e sulla qualità della vita, dopo una prima edizione focalizzata soprattutto su disagio economico e tossicità finanziaria. I dati mostrano che circa il 30% delle donne operate al seno ha dovuto lasciare o ridurre l'attività lavorativa per motivi legati alla malattia o alla necessità di conciliare terapie e lavoro", ha spiegato Barbara Polistena, docente presso l'università degli Studi di Roma Tor Vergata e direttore scientifico di Crea Sanità, in occasione della presentazione del II Rapporto Andos–Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma.
"Dal punto di vista fisico - ha sottolineato - almeno un quarto delle pazienti soffre di affaticamento, disturbi del sonno e paura di morire, mentre oltre il 50% manifesta un disagio sociale significativo, con timore del giudizio altrui, difficoltà relazionali e rinuncia alle relazioni affettive. Tutti questi elementi contribuiscono a livelli elevati di ansia e depressione. La qualità della vita risulta pari a 0,8, inferiore alla media della popolazione femminile italiana pari a 0,9, sia sul piano fisico che psicologico, come confermato anche dal questionario SF12. Il rapporto evidenzia quindi che non è sufficiente un approccio esclusivamente clinico, ma serve rafforzare il supporto psicologico e sociale, che oggi appare ancora insufficiente".

Categoria: cronaca
18:21
Bill Gates testimonia a porte chiuse sul caso Epstein: "Grave errore incontrarlo"
(Adnkronos) - Bill Gates non ha "mai assistito o avuto indizi del fatto che Epstein fosse coinvolto in condotte criminali. Non sono mai andato nella sua isola, nel suo ranch o nella sua casa in Florida. Non ho mai avuto comportamenti che hanno reso qualcuno vittima". E' quanto ha affermato nella dichiarazione con cui si è aperta la sua deposizione a porte chiuse di fronte alla commissione di viglianza della Camera Usa che sta indagando sul caso Epstein.
"Epstein era venuto a conoscenza di informazioni sulla mia vita personale, compreso il fatto che ero stato infedele a mia moglie. Queste relazioni non hanno niente a che vedere con le mie interazioni con Epstein, ma sono state dolorose per la mia famiglia", spiegato, aggiungendo che il finanziere pedofilo cercò in vari modi di "avere una relazione personale, ma io non sono stato mai interessato".
Gates ha raccontato che nel 2011 era stato presentato a Epstein che gli promise di potere raccogliere miliardi di dollari per le campagna per la salute globale della Fondazione Gates. "Mi ricordo che ero al corrente del fatto che avesse avuto problemi legale in precedenza, ma non avevo pienamente realizzato il tipo di crimini che aveva commesso ed ho accettato che mi venisse presentato senza fare i controlli che avrei dovuto fare", ha poi ammesso il fondatore di Microsoft, secondo il testo della sua deposizione ottenuto dalla Cnn.
Gates ha anche detto che Epstein cercò, senza successo, di usare le informazioni sulle sue infedeltà, "insieme a molte bugie aggiunte" per spingerlo a riprendere le interazioni dopo che erano state chiuse completamente nel dicembre del 2014. "Non avrei mai dovuto incontrare Epstein", ha concluso Gates ammettendo di fronte ai deputati di aver commesso "un grave errore di valutazione".
Come spiega Ap, il deputato repubblicano statunitense James Comer, in qualità di presidente della commissione, ha formalmente richiesto la testimonianza di Gates a seguito della sua "frequente menzione in un considerevole corpus di documenti" rilasciati dal Dipartimento di Giustizia, nell'ambito della sua inchiesta su Epstein. "Tali fascicoli - si spiega - delineano un quadro che include figure di elevato potere nei settori della tecnologia, della finanza, della politica e in altre aree industriali. Ciascuna di queste personalità ha negato qualsiasi coinvolgimento nei crimini attribuiti a Epstein, sebbene alcuni abbiano mantenuto o instaurato relazioni di amicizia con lui anche dopo che la sua storia di abusi sessuali è emersa pubblicamente.
Tra i documenti in questione figurano registrazioni del calendario relative a incontri tra Gates ed Epstein, corrispondenza via email tra i due concernente progetti filantropici, nonché fotografie di Gates in occasione di eventi ai quali l'imprenditore ha partecipato. La loro relazione professionale ha avuto inizio nel 2011, tre anni dopo che Epstein si era dichiarato colpevole di aver sollecitato prostituzione da un minore, e si è protratta almeno fino alla fine del 2014, secondo quanto attestato dai documenti.
Epstein è stato formalmente incriminato nel luglio 2019 con accuse di traffico sessuale di minori e cospirazione per commettere traffico sessuale di minori. Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che l'imprenditore pedofilo aveva costituito una vasta rete di ragazze minorenni, alcune delle quali di appena 14 anni, per abusarne sessualmente tra il 2002 e il 2005. In attesa di processo, l'uomo si è poi suicidato nel 2019.
Gates non è stato oggetto di alcuna accusa di illecito in relazione al caso e ha negato qualsiasi conoscenza degli abusi perpetrati dall'imprenditore pedofilo nei confronti di ragazze. Ha invece dichiarato che i loro incontri erano finalizzati esclusivamente alla discussione di tematiche filantropiche e ha definito la sua associazione con Epstein "un enorme errore".

Categoria: internazionale/esteri
18:01
Cornetteria star di TikTok, sospesa l'attività: lavoratori in nero e violazioni igieniche
(Adnkronos) - È stata sospesa l'attività della cornetteria più virale di TikTok: Cip&Ciop, situata a Napoli nel quartiere Marianella. Nell'ultimo anno è diventata un vero fenomeno social: oltre un milione e mezzo di follower, centinaia di clienti ogni giorno e video capaci di totalizzare migliaia di visualizzazioni. Il successo, tuttavia, si è scontrato con un controllo eseguito dai carabinieri e dal personale dell’Asl di Napoli.
I militari hanno individuato, infatti, due lavoratori in nero ed è scattata una sanzione di circa 36mila euro a cui si sono aggiunti altri 24mila euro di sanzioni amministrative. Sul fronte igienico sanitario, invece, sono state riscontrate 3 non conformità gravi e sono stati sequestrati 450 chilogrammi di alimenti. Inoltre, è stata contestata una sanzione amministrativa di 5 mila euro. Per il titolare è scattata la denuncia, mentre l’attività è stata immediatamente sospesa.
Sulla pagina Instagram del locale è stato condiviso un messaggio in cui si precisa che la cornetteria è stata sospesa "temporaneamente". In particolare, si legge, "ci è stato richiesto di adeguare la separazione tra l'area di lavorazione e l'area aperta al pubblico mediante l'installazione di una vetrata a tutta altezza, al fine di garantiere una maggiore tutela dei prodotti alimentari".
E sui lavoratori in nero, il locale precisa che su 12 collaboratori è stata riscontrata la posizione di una persona "in fase di prova", gli altri risultano "regolarmente inquadrati e in possesso della documentazione richiesta per operare nel settore alimentare".
L'obiettivo è quello di "collaborare con le autorità per riprendere l'attività nel pieno rispetto delle normative vigenti".

Categoria: cronaca
17:58
Gianmarco Pozzoli, dalla depressione alla rinascita: "In un anno ho perso tutto"
(Adnkronos) - "Ero vuoto, smarrito, finito". Così Gianmarco Pozzoli si è messo a nudo, raccontando l'ultimo anno vissuto, definito da lui come "il più buio della mia vita" dove "ho perso tutto: il lavoro, un matrimonio e 14 chili". Il comico milanese, 54 anni, conosciuto dal web grazie ai video virali della 'The Pozzolis Family' ha condiviso sui social un lungo sfogo in cui ha parlato del tunnel nero in cui è sprofondato subito dopo la fine del suo matrimonio con Alice Mangione.
"Questo è un video molto importante per me. Racconta tutto il profondo disagio che ho vissuto, mesi fa, mentre il mondo si preparava al Natale, io mi aggiravo come uno zombie per Roma, una città che amo profondamente, ma che in quel periodo, neanche riuscivo a vedere e a godermi. Ero una foglia morta che rotolava per le strade. Solo il palco mi ridava per qualche ora, un apparente vitalità. Ma fuori da lì, ero vuoto, smarrito, finito", ha esordito così lo youtuber.
Gianmarco Pozzoli ha raccontato la sua battaglia contro la depressione, durata tre mesi: "Ero ormai indifferente alla gioia. La leggerezza non sapevo più cosa fosse. Sentivo di non appartenere più a nessun luogo, a nessuna persona". E per i figli era diventato "la brutta copia indebolita del loro padre".
La svolta è arrivata solo quando il comico ha deciso di affidarsi a uno specialista, scegliendo il ricovero presso il San Raffaele Turro di Milano: "Uno specialista mi ha rimesso in sesto, mi ha reso più ottimista e più forte di prima".
E ha lanciato così un appello: "Non fate l’errore di sottovalutare un malessere mentale, un idea che si radica nella vostra mente, distruggendo giorno dopo giorno, la vostra autostima. Intervenite il prima possibile. Fatevi aiutare. Per tornare a volervi bene. Fatelo per voi, i vostri figli e i vostri amici", ha concluso.

Categoria: spettacoli
17:49
Erdogan attacca: "Israele minaccia per umanità". Ira Netanyahu: "No lezioni da dittatore antisemita"
(Adnkronos) - Israele è "una minaccia per l'umanità", per questo "va fermato". No, "non accettiamo lezioni da un dittatore antisemita che stermina i curdi''. E' un botta e risposta al vetriolo quello a distanza tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Con il leader turco che, ancora una volta, è tornato a paragonare il premier israeliano ad Adolf Hitler.
''Ottantacinque anni fa, il silenzio e la mancata azione di fronte a Hitler portarono alla morte di 80 milioni di persone in tutto il mondo. Tutta l'umanità pagò il prezzo della follia di un tiranno squilibrato. Oggi, lo stesso errore si sta ripetendo'', ha dichiarato Erdogan in Parlamento. ''Le azioni genocidarie del macellaio di Gaza Netanyahu e del suo governo vengono osservate con lo stesso silenzio e la stessa mancanza di reazione che un tempo accolsero Hitler'', ha aggiunto Erdogan, sottolineando che ''nessuno dovrebbe dimenticare che quando un incendio divampa, non brucia solo la regione in cui ha inizio'', ma ''le sue scintille si propagano in tutto il mondo''.
Quindi, ha sottolineato il presidente turco, ''così come oggi il mondo intero sta pagando il prezzo della situazione irrisolta nello Stretto di Hormuz, se non si pone fine all'illegalità di Israele, tutta l'umanità, insieme alla regione, ne subirà le conseguenze''.
La risposta di Netanyahu non si è fatta attendere ed è stata affidata a 'X'. ''Il dittatore antisemita Erdogan, che sta commettendo un genocidio contro i curdi, sostiene l'organizzazione terroristica Hamas, opprime il suo stesso popolo e imprigiona gli oppositori politici, è l'ultima persona che può dare lezioni di moralità allo Stato di Israele'', ha scritto il premier israeliano in un post. ''Lo Stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane, l'esercito più morale del mondo, continueranno ad agire con fermezza contro l'Iran e i suoi alleati, che minacciano il Medio Oriente e il mondo intero'', ha concluso.
L'attacco di Erdogan a Netanyahu è l'ultimo di una serie, alimentato negli anni dalle politiche del governo israeliano contro i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania e contro il Libano. A giugno di un anno fa, sempre in Parlamento, Erdogan aveva definito Netanyahu "di gran lunga peggio di Hitler" e aveva difeso il ''diritto legttimo dell'Iran di difendersi dal terrorismo di Israele''.
Due anni fa, ancora una volta a giugno in Parlamento, Erdogan aveva definito Netanyahu un ''malato di mente'' che con le sue azioni in Libano avrebbe ''aggravato il disastro''. Più di recente, lo scorso marzo, in un discorso effettuato durante il primo giorno dell’Eid-al-Fitr Erdogan aveva detto che "il terrore di Netanyahu continua a minacciare la pace regionale e globale".

Categoria: internazionale/esteri
17:25
F24 e addebito diretto sul conto corrente, ecco come funzionerà
(Adnkronos) - Novità in arrivo per i contribuenti italiani. Grazie al Decreto Semplificazioni sarà infatti possibile pagare le tasse come la gran parte delle bollette, decidendo di abbinare l'Iban del proprio conto corrente all'F24, consentendo così di pagare tutte le somme dovute all'Agenzia delle Entrate. L'addebito automatico, previsto a livello normativo, non è ancora attivo, ma si attendono novità a breve.
Ma come funzionerà questa svolta digitale concretamente? “I modelli F24 sempre più potranno essere gestiti attraverso piattaforme digitali e canali di pagamento più rapidi, con procedure automatizzate simili a quelle già utilizzate per luce, gas, acqua o telefonia, tipo PagoPa con bollettini già prestampati, quindi tramite home banking, tabaccherie, app ed altri sistemi digitali. Naturalmente gli F24 con compensazioni o a zero devono essere pagati ancora tramite Entratel o altri canali dell'Agenzia delle Entrate", spiega ad Adnkronos/Labitalia Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti.
Una svolta digitale necessaria, secondo il professionista. "La possibilità di pagare gli F24 con modalità sempre più simili a quelle utilizzate per le bollette rappresenta un passo importante verso la semplificazione del rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria", sottolinea Cuchel.
E non mancheranno i vantaggi, come sottolinea Cuchel: "Rendere i pagamenti fiscali più intuitivi, digitali e accessibili significa ridurre errori, tempi burocratici e difficoltà operative sia per i cittadini sia per le imprese. È una misura che va nella direzione giusta perché favorisce trasparenza, tracciabilità ed efficienza amministrativa. Per i professionisti e per le aziende significa poter gestire gli adempimenti con procedure più snelle e moderne, mentre per la pubblica amministrazione vuol dire migliorare la qualità dei controlli e velocizzare la gestione degli incassi", rimarca.
Ma per Cuchel, in conclusione, "la vera sfida sarà accompagnare questa innovazione con sistemi informatici realmente integrati e con una semplificazione concreta delle procedure fiscali". (di Fabio Paluccio)

Categoria: lavoro
17:21
Truppe russe al confine con la Nato, l'allarme danese: "Rischio guerra nei prossimi tre anni"
(Adnkronos) - La Russia non si starebbe preparando soltanto a sostenere la guerra in Ucraina. Secondo una lunga inchiesta della tv pubblica danese DR, realizzata insieme alle omologhe svedese Svt, norvegese Nrk e al media estone Delfi, Mosca starebbe riorganizzando in profondità il proprio dispositivo militare lungo il confine con l’Europa settentrionale, dall’Artico al Baltico, in vista di un possibile confronto di larga scala con la Nato.
È questa la sostanza più rilevante del lavoro giornalistico intitolato “Krigsplan Europa”, “Piano di guerra Europa”: nuove basi, ampliamento di strutture esistenti, ricostituzione di grandi unità militari, aumento della capacità logistica e trasformazione delle forze russe da brigate a divisioni. Non un semplice rafforzamento difensivo, ma una riorganizzazione pensata per sostenere operazioni prolungate e ad alta intensità.
Il punto più delicato riguarda i tempi. Le fonti consultate da DR indicano nei prossimi uno-tre anni la fase potenzialmente più pericolosa per l’Europa, soprattutto nel periodo immediatamente successivo a un’eventuale fine dei combattimenti in Ucraina. In quello scenario, Mosca potrebbe disporre di un esercito temprato dal conflitto, di un’economia già convertita alla produzione bellica e di una capacità di mobilitazione più rapida rispetto al ritmo con cui i Paesi europei stanno ricostruendo le proprie difese.
L’inchiesta di DR nasce da un lavoro durato oltre un anno e mezzo e si fonda su oltre 25 colloqui approfonditi con capi dei servizi di intelligence nordici, generali, ufficiali di alto rango della Nato e fonti con accesso diretto a informazioni classificate sull’attività militare russa.
A questa base testimoniale si aggiungono immagini satellitari inedite, analizzate da Marko Eklund, ex ufficiale dell’intelligence militare finlandese, documenti riservati della Nato relativi a scenari di guerra e le valutazioni di minaccia pubblicate negli ultimi anni da sette agenzie di intelligence della regione.
La conclusione che emerge è netta: la Russia sta rafforzando l’intero arco di confine con la Nato nel Nord Europa, dalla Norvegia e dalla Finlandia fino alla Lituania. L’allargamento dell’Alleanza a Finlandia e Svezia ha trasformato quell’area in uno dei fronti più sensibili della sicurezza europea. Mosca, secondo l’inchiesta, sta rispondendo con una riorganizzazione militare strutturale.
Il passaggio più significativo non riguarda soltanto il numero dei soldati, ma il tipo di forze schierate. Mosca starebbe trasformando unità organizzate in brigate, composte indicativamente da circa 4.000 uomini, in divisioni, che possono arrivare a circa 10.000 soldati ciascuna.
La differenza è sostanziale. Le brigate sono più leggere e flessibili. Le divisioni, invece, sono pensate per operazioni di combattimento di maggiore durata, con artiglieria, logistica, supporto pesante e capacità di condurre una guerra convenzionale su vasta scala. È per questo che gli esperti consultati dall’inchiesta leggono il cambiamento come un segnale politico e militare: non si tratta di un dispositivo di frontiera o di una misura simbolica, ma di un assetto compatibile con scenari di guerra ad alta intensità.
Secondo Marko Eklund, quando le operazioni in Ucraina saranno terminate, la Russia potrebbe arrivare a schierare circa 115.000 soldati nelle aree di confine con l’Europa settentrionale. A questi si aggiungerebbe la possibilità di mobilitare rapidamente centinaia di migliaia di veterani del conflitto ucraino, spostandoli da altre aree del territorio russo verso il fianco nordico e baltico.
Il generale Thomas Nilsson, capo dell’intelligence militare svedese, ha sintetizzato così il senso delle immagini satellitari mostrate da Svt: “Non crediamo che siano lì solo per fare bella figura. Si tratta di prepararsi a uno scontro con la Nato in un conflitto di grande scala in futuro”.
Il passaggio centrale riguarda la cosiddetta finestra di vulnerabilità. Secondo le fonti di DR, la fase più rischiosa potrebbe aprirsi subito dopo la fine o il congelamento della guerra in Ucraina. Il motivo è semplice: in quel momento la Russia potrebbe disporre di forze combattenti esperte, di industrie militari ancora in pieno regime e di un vantaggio temporale rispetto al riarmo europeo.
Un capo dell’intelligence nordica, citato dall’inchiesta, spiega che Mosca potrebbe decidere di agire non quando sarà al massimo della propria preparazione, ma quando l’avversario sarà ancora troppo debole. Il fattore decisivo, dunque, non sarebbe solo la forza assoluta della Russia, ma il divario temporaneo tra la sua capacità di mobilitazione e la lentezza con cui l’Europa sta colmando i propri vuoti militari.
Il generale norvegese Eirik Kristoffersen, capo delle forze armate di Oslo, ha indicato in due-tre anni l’orizzonte del peggior scenario possibile. La sua valutazione parte dalla constatazione che la produzione militare russa non è in calo, ma al contrario resta su livelli molto elevati. Finché l’Europa non avrà aumentato in modo sostanziale la propria produzione di munizioni, sistemi di difesa, mezzi terrestri, capacità aeree e tecnologie avanzate, Mosca potrebbe conservare un vantaggio operativo.
È questo il cuore politico dell’inchiesta: non la previsione certa di un attacco russo, ma l’idea che nei prossimi anni l’Europa possa trovarsi nel punto più esposto della propria transizione militare. Troppo tardi per affidarsi alle vecchie certezze del periodo post-Guerra fredda, troppo presto per disporre davvero delle nuove capacità promesse dai piani di riarmo.
Il rafforzamento russo riguarda un’area che negli ultimi anni ha cambiato natura strategica. L’ingresso della Finlandia nella Nato nel 2023 e quello della Svezia nel 2024 hanno allungato enormemente la frontiera diretta tra l’Alleanza e la Russia. La penisola di Kola, il Baltico, la regione di San Pietroburgo e l’ex distretto militare di Leningrado sono tornati al centro della pianificazione militare europea.
Per Mosca, quella fascia territoriale è cruciale: protegge l’accesso all’Artico, ospita assetti navali strategici, collega il Nord con il Baltico e guarda direttamente ai Paesi che oggi più di altri percepiscono la minaccia russa come concreta. Per Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Svezia e Norvegia, invece, il problema non è teorico. È geografico.
La possibilità che la Russia sposti forze veterane dall’Ucraina verso il confine nordico e baltico viene considerata dagli apparati di sicurezza della regione come una delle variabili principali dei prossimi anni. Non significa che un conflitto sia inevitabile. Significa che l’Europa deve prepararsi a uno scenario in cui Mosca possa usare la pressione militare come strumento di intimidazione, coercizione politica o, nel caso peggiore, aggressione diretta.
L’inchiesta non descrive soltanto la minaccia russa. Mette in evidenza anche le debolezze della risposta europea. Un alto ufficiale Nato interpellato da DR indica una serie di lacune: forze convenzionali insufficienti su terra, mare e aria; accesso limitato alle capacità spaziali; carenza di sistemi unmanned, cioè droni e piattaforme senza equipaggio; difficoltà nella protezione aerea di infrastrutture civili e militari.
Quest’ultimo punto viene indicato come il maggiore “buco” nelle capacità europee. In uno scenario di guerra moderna, aeroporti, porti, centrali energetiche, reti ferroviarie, nodi digitali, basi militari e infrastrutture logistiche diventerebbero obiettivi prioritari. La difesa aerea europea, pur rafforzata negli ultimi anni, resta frammentata e non sempre sufficiente a coprire un conflitto ad alta intensità su più fronti.
La questione si intreccia con il ruolo degli Stati Uniti. Da Washington arriva da tempo un messaggio chiaro: l’Europa deve assumersi una quota maggiore della propria sicurezza. Anche senza immaginare un ritiro americano dalla Nato, l’ipotesi che gli Stati Uniti siano impegnati contemporaneamente in altri teatri, a partire dall’Indo-Pacifico, obbliga gli europei a ragionare su una maggiore autonomia operativa nella deterrenza verso Mosca.
Il quadro delineato da DR si inserisce in un filone più ampio di analisi strategiche analizzate dall’Adnkronos. Il Sipri, istituto svedese tra i più autorevoli nel monitoraggio della spesa militare globale, ha documentato l’aumento della spesa russa per la difesa e il peso crescente dell’economia di guerra. L’International Institute for Strategic Studies, nel Military Balance, ha seguito la ricostituzione di unità e comandi russi orientati verso il fianco nordico e baltico.
Anche il Finnish Institute of International Affairs ha analizzato la riorganizzazione militare russa nel Nord, collegandola direttamente all’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. La Rand Corporation, nei suoi lavori sulla deterrenza nel fianco orientale dell’Alleanza, ha più volte sottolineato la vulnerabilità dei Paesi baltici nelle prime fasi di un eventuale conflitto. L’European Council on Foreign Relations ha invece richiamato l’attenzione sulla differenza di percezione tra Est e Ovest dell’Europa: per i Paesi di frontiera la minaccia è immediata, mentre in molte capitali occidentali e meridionali viene ancora percepita come più lontana.
Il Kiel Institute for the World Economy ha documentato la resilienza dell’economia russa nonostante le sanzioni e la capacità di mantenere alta la produzione di armamenti. È un elemento importante perché riduce l’efficacia dell’idea secondo cui la pressione economica, da sola, possa contenere nel breve periodo la minaccia militare russa.
L’ambasciata russa a Copenaghen ha respinto le conclusioni dell’inchiesta. L’ambasciatore Vladimir Barbin ha definito “una menzogna” l’affermazione secondo cui la Russia avrebbe deciso di attaccare uno o più Paesi Nato nel prossimo futuro. Secondo la versione russa, accuse di questo tipo servirebbero a spaventare gli europei e a giustificare il rafforzamento militare dei Paesi Nato e dell’Unione europea.
Il Ministero della Difesa e il Ministero degli Esteri russi, secondo quanto riportato da DR, non hanno risposto alle richieste di commento.
La smentita di Mosca era prevedibile. Ma non cancella il dato militare. L’inchiesta non sostiene che un attacco sia stato deciso, né indica una data. Descrive invece un’evoluzione delle capacità russe, un cambiamento nella postura militare e una convergenza di valutazioni tra intelligence nordiche, ufficiali Nato ed esperti indipendenti. In altre parole: non una profezia, ma un segnale d’allarme.
Il generale danese Brian Nissen, che in caso di conflitto avrebbe responsabilità nel comando di una forza fino a 150.000 soldati per la difesa dei Paesi baltici e di parte della Polonia, ha descritto l’eventuale scontro con la Russia come una guerra multidimensionale: terra, aria, mare, spazio e cyberspazio. Una guerra per la sopravvivenza delle democrazie europee e del loro modo di vivere.
Sono parole dure, ma spiegano il cambio di linguaggio avvenuto negli ultimi anni nelle capitali del Nord e dell’Est Europa. Dopo l’invasione dell’Ucraina, la minaccia russa non viene più letta soltanto come pressione diplomatica o guerra ibrida. Viene considerata anche come possibilità convenzionale, da prevenire attraverso la deterrenza.
Questo non significa che il conflitto tra Russia e Nato sia inevitabile. Al contrario, l’obiettivo della deterrenza è proprio impedire che lo diventi. Ma per funzionare, la deterrenza deve essere credibile. E la credibilità dipende da capacità militari reali, tempi rapidi di risposta, scorte sufficienti, produzione industriale, difesa aerea, intelligence, logistica e unità politica.
Il messaggio più scomodo dell’inchiesta DR riguarda l’Europa più che la Russia. Mosca si sta adattando a una lunga stagione di confronto con l’Occidente. L’Europa, invece, sta ancora cercando di trasformare la consapevolezza politica in capacità militare. Il divario tra questi due tempi è il punto di maggiore vulnerabilità.
Per anni la sicurezza europea si è fondata sulla superiorità tecnologica occidentale, sulla protezione americana e sull’idea che una guerra convenzionale ad alta intensità nel continente fosse improbabile. L’Ucraina ha smentito questa illusione. Ora il fronte nordico e baltico costringe l’Alleanza a misurarsi con una seconda domanda: cosa accadrebbe se la Russia, dopo l’Ucraina, decidesse di testare la coesione della Nato proprio nel punto in cui il riarmo europeo non è ancora completo?
La risposta non è scritta. Ma secondo DR, intelligence nordiche e ufficiali Nato concordano su un punto: il tempo a disposizione non è infinito. (di Giorgio Rutelli)

Categoria: internazionale/esteri
17:21
Cappellacci (Fi), 'dal Parlamento misure concrete su screening e innovazione'
(Adnkronos) - "Il tema dell’oncologia è un tema importantissimo per il nostro Servizio sanitario nazionale e per i cittadini. Tutti, purtroppo, sono stati toccati direttamente o indirettamente da questa realtà. Questo Governo e il Parlamento sono impegnati in modo significativo su diversi fronti: dalla prevenzione ai risultati concreti, anche grazie al lavoro svolto in sinergia con la comunità scientifica e le associazioni dei pazienti, fino alle terapie innovative che oggi tracciano la strada del futuro". Così all'Adnkronos Salute Ugo Cappellacci, presidente della XII Commissione Affari Sociali e Salute della Camera dei deputati durante l'Oncology Summit 2026 oggi nella Sala Regina della Camera, evento nato da un'iniziativa dello stesso deputato di Forza Italia.
Cappellacci ha poi richiamato l’attenzione anche sul tema del cosiddetto "stigma" dei pazienti oncologici guariti: "Chi ha superato la malattia, in passato, poteva trovarsi ancora penalizzato da una sorta di 'peso' legato alla propria storia clinica, che di fatto limitava l’accesso a servizi come mutui bancari o assicurazioni, arrivando persino a incidere su scelte di vita come l’adozione di un bambino. La legge sull’oblio oncologico ha risolto questo problema, cancellando questo stigma". Tra i provvedimenti citati anche il Piano nazionale di prevenzione e l’estensione degli screening per il tumore al seno. "C’è un impegno importante che si traduce in fatti concreti e in un miglioramento effettivo della qualità di vita delle persone".
Infine, a proposito del Summit sull’oncologia e del dialogo tra istituzioni e mondo scientifico, Cappellacci ha spiegato: "Il futuro dell’oncologia è entrato da tempo nelle istituzioni. Questo summit serve da un lato a prendere atto di quanto già realizzato dal Parlamento e dal Governo, dall’altro a confermare un metodo basato sul dialogo e sull’ascolto. Un metodo che parte dalle società scientifiche e dalle associazioni dei pazienti, mettendo a sistema tutti i soggetti coinvolti" ha poi cloncluso.

Categoria: cronaca
17:20
Di Maio (Aiom), 'gli screening salvano vite ma adesione ancora troppo bassa'
(Adnkronos) - In oncologia "gli screening rappresentano uno strumento prezioso perché, per diverse patologie, hanno dimostrato di ridurre la mortalità. Il motivo è semplice: consentono di individuare il tumore in una fase più precoce e quindi più facilmente curabile. In Italia, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, il Servizio sanitario nazionale offre già programmi di screening per alcuni dei tumori più diffusi, come quelli della mammella, della cervice uterina e del colon-retto. Ora chiediamo che questa offerta possa essere estesa anche ad altre patologie, a partire dal tumore del polmone. È dimostrato che la Tac spirale nei forti fumatori riduce la mortalità per questa malattia, ma al momento non rientra ancora nei programmi di screening pubblici". Così all'Adnkronos Salute , presidente nazionale di Aiom (Associazione italiana oncologia medica) e Massimo Di Maiodirettore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino in occasione dell'Oncology Summit 2026, oggi alla Camera dei deputati.
Secondo Di Maio, è necessario migliorare sia l’offerta da parte delle Regioni sia l’adesione dei cittadini. "Anche dove i programmi sono disponibili, la partecipazione resta inferiore a quanto auspicabile. È un peccato, perché aderire agli screening significa investire concretamente nella propria salute" ha aggiunto.
Sul tema della partecipazione, il presidente degli oncologi osserva che in Italia "gli screening rivolti alle donne sono più numerosi, grazie ai programmi per il tumore della mammella e della cervice uterina. Per il tumore del colon-retto, che riguarda uomini e donne, la partecipazione al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci rimane purtroppo subottimale in entrambi i sessi. Dobbiamo rafforzare la cultura della prevenzione - ha rimarcato - e far comprendere che questi test possono letteralmente salvare la vita".
Di Maio ha infine sottolineato il valore dell’Oncology Summit come momento di confronto tra clinici e istituzioni. "È un’occasione importante per fare il punto sui risultati raggiunti dall’oncologia italiana, che oggi garantisce livelli di cura elevati, ma anche per individuare ciò che resta da migliorare. Dall’efficienza dei percorsi diagnostici e terapeutici alla tempestività della presa in carico dei pazienti, ci sono ancora aspetti su cui lavorare. Incontri come questo non servono soltanto a valorizzare quanto è stato fatto, ma soprattutto a costruire le basi per ulteriori progressi" ha poi concluso.

Categoria: cronaca
17:19
Perrone (Fondazione Aiom), 'screening e rincaro sigarette contro il cancro'
(Adnkronos) - "Rafforzare gli screening oncologici e, più in generale, le politiche di prevenzione anche attraverso misure che incidano sui principali fattori di rischio, come il tabagismo". Così all'Adnkronos Salute Francesco Perrone, presidente di Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medica) durante l'Oncology Summit oggi nella Sala Regina della Camera, evento nato da un'iniziativa di Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia e presidente della XII Commissione Affari Sociali e Salute della Camera. Obiettivo dell'evento, organizzato da Nomos Centro studi parlamentari con il patrocinio di Aiom, offrire uno spazio di confronto e dibattito tra clinici, pazienti e rappresentanti delle istituzioni.
"Quando parliamo degli screening, parliamo della prevenzione secondaria. In Italia esistono programmi per i tre principali tumori: mammella, colon-retto e cervice uterina. Tuttavia, - sottolinea Perrone - non funzionano come dovrebbero: dovrebbero essere più efficaci su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto non garantiscono gli stessi livelli di copertura nelle diverse regioni". Secondo Perrone, si tratta di una "criticità che richiede un impegno condiviso all’interno del Servizio sanitario nazionale. Rispondere a un programma di screening significa aumentare in modo significativo le possibilità di guarigione in caso di malattia, ed è un messaggio che deve essere chiaro a tutti" ha aggiunto.
Accanto alla diagnosi precoce, ha sottolineato Perrone, è però necessario "intervenire ancora prima, riducendo l’esposizione ai fattori di rischio. Negli ultimi anni abbiamo compreso che dobbiamo fare di più per diminuire il numero di persone che si ammalano. Questo significa educazione sanitaria e azioni proattive sui fattori di rischio noti". Tra questi, il principale resta il fumo di sigaretta, "strettamente correlato, in termini di causa ed effetto, ai tumori del polmone, ma anche a numerose altre forme tumorali e a patologie cardiovascolari". Per questo motivo, ha rimarcato, "Aiom, Fondazione Aiom, Fondazione Veronesi e Fondazione Airc hanno promosso un’iniziativa congiunta per sollecitare il Parlamento a intervenire sul prezzo dei prodotti del tabacco. Abbiamo raccolto le firme necessarie per proporre una legge che aumenti il costo delle sigarette e di tutti i prodotti da fumo. In altri Paesi questa misura ha prodotto risultati significativi. Chiediamo che possa accadere anche in Italia, per ridurre il numero di persone che si ammalano di cancro".

Categoria: cronaca
17:16
Seconda giornata a Piacenza Expo tra supply chain nucleare, mobilità idrogeno e protezione infrastrutture
(Adnkronos) - Seconda giornata intensa a Piacenza Expo per le tre manifestazioni organizzate da Mediapoint & Exhibitions di Fabio Potestà: Nuclear Power-Expo, Hydrogen-Expo e Cybsec-Expo proseguono con un fitto programma di convegni che approfondiscono i temi più urgenti delle rispettive filiere. Nei padiglioni si alternano espositori, delegazioni istituzionali e delegati tecnici provenienti da tutta Italia e dall’estero, a conferma della crescente rilevanza internazionale delle tre manifestazioni.
Sul fronte nucleare, la giornata si è articolata in quattro sessioni di alto profilo, aprendosi con il convegno dedicato alla Iso 19443, lo standard di qualità per la supply chain nucleare, con la partecipazione di operatori di primo livello internazionale, tra cui Westinghouse Electric Italy e Fomas Group. In parallelo si è tenuto il Meeting della European Fusion Association, appuntamento di riferimento per la comunità europea della fusione. Successivamente, il convegno su Diritto Nucleare, con videosaluto introduttivo del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, per affrontare le opportunità e le sfide del quadro normativo italiano e internazionale a pochi giorni dall’approvazione del Ddl delega alla Camera.
Nel pomeriggio, il convegno sulla Supply Chain italiana del nucleare, in collaborazione con Ain - Associazione Italiana Nucleare, ha affrontato prospettive e criticità della filiera, mettendo in evidenza il valore delle competenze industriali italiane e le opportunità di sviluppo del settore. "Il confronto tra i principali operatori ha confermato la forza della filiera nucleare italiana, la seconda industria manifatturiera nucleare in Europa dopo la Francia. Il dibattito ha fatto emergere sia le opportunità sia le sfide che caratterizzano il comparto, offrendo indicazioni utili alle imprese interessate a entrare nella supply chain. Una filiera già attiva sui mercati internazionali e che ci aspettiamo possa presto avere un ruolo centrale anche nel futuro programma nucleare nazionale", ha dichiarato Stefano Monti, presidente di Ain. Sono seguiti interventi estesi sulla ricerca applicata da parte di Enea alle opportunità del mercato polacco per le imprese italiane. Ha chiuso la giornata la sessione Building Europe’s Fusion Industrial Base, promossa dalla European Fusion Association, con speaker da Ansaldo Nucleare, Asg e Simic.
Hydrogen-Expo ha offerto un programma per coprire l’intera catena del valore dell’idrogeno. In mattinata si è parlato delle infrastrutture di distribuzione in occasione del convegno Idrogeno a domicilio, e della sessione H2IT dedicata a idrogeno e derivati per la mobilità del futuro, con la partecipazione di operatori del trasporto su gomma e di Hydrogen Europe. "Mettendo in luce un punto fondamentale: per generare valore reale dall'idrogeno nella mobilità, occorre allineare tutti i segmenti della filiera contemporaneamente, le infrastrutture di rifornimento, i produttori di mezzi e le imprese che li integreranno nei propri processi. Solo costruendo un ecosistema coeso tra questi attori saremo in grado di essere competitivi a livello europeo. Come H2IT lavoriamo esattamente per questo: abilitare il confronto tra gli stakeholder e creare le condizioni affinché gli strumenti di supporto raggiungano davvero chi ne ha bisogno lungo tutta la catena del valore", ha dichiarato Cristina Maggi, direttrice di H2IT - Associazione Italiana Idrogeno. Simone Mausoli, Hydrogen Senior Business Development Manager di Bureau Veritas Italia ha aggiunto: "Penso che l'idrogeno sia finalmente arrivato alla fase conclusiva. Attualmente, dopo la gestazione di anni di studi di fattibilità e altro, i primi impianti stanno prendendo luce. Il nostro impegno è affiancare le società che vogliono investire in questo mercato, partendo dagli studi di fattibilità sino al commissioning dell'impianto ed alla certificazione".
Il convegno su profili regolatori e applicazioni nel panorama italiano ed europeo ha aggiornato la filiera sul quadro normativo in evoluzione. Nel pomeriggio l’Hydrogen Safety Day, con il coinvolgimento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e dell’Università di Padova, si è entrati nel dettaglio della gestione del rischio, delle normative Atex e degli iter autorizzativi per gli impianti idrogeno, con un focus specifico sull’intersezione tra sicurezza degli impianti e cybersecurity. La sessione Made in Italy e l’Industrial Accelerator Act, con la partecipazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e di Hydrogen Europe, ha completato il quadro con una visione di politica industriale europea.
In serata, l’atteso appuntamento con la 4ª edizione degli Ihta - Italian Hydrogen Technology Awards, i riconoscimenti ideati per dare visibilità internazionale alle imprese italiane che operano nella filiera tecnologica dell’idrogeno ed a seguire una cena di gala per favorire networking fra gli attori della filiera protagonisti in fiera.
Cybsec-Expo ha dedicato la seconda giornata a due sessioni di forte impatto istituzionale. In mattinata il convegno sulla Protezione informatica delle reti industriali, moderato da Confindustria Piacenza e Confapi Piacenza, ha affrontato i temi della cyber resilience e del Cyber Resilience Act con un approccio orientato alle Pmi industriali. "La distinzione tra sicurezza pubblica e sicurezza privata nel mondo delle infrastrutture critiche ha perso di senso. Reti, sistemi e infrastrutture sono oggi così interconnessi che il confine tra i due ambiti è di fatto indistinguibile. Dobbiamo andare verso una vera osmosi tra sicurezza cibernetica pubblica e privata: è l'unico approccio all'altezza di un contesto diventato strutturalmente più pericoloso e più complesso", ha dichiarato Andrea Margelletti, presidente di Cesi - Centro Studi Internazionali. Nel pomeriggio, la Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica ha portato in fiera la prospettiva delle forze dell’ordine sul cybercrime, con interventi della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Piacenza e del Nucleo Operativo di Bologna. A seguire, il prezioso contributo di Women4Cyber Italy per completare il quadro con il profilo giuridico delle minacce digitali.

Categoria: economia
17:15
Dieta d'estate e 'sfida' tra tacchino e pollo, ecco chi vince a tavola secondo il medico-nutrizionista
(Adnkronos) - Con l'arrivo del caldo e la voglia di piatti freschi, le insalate arricchite con straccetti o cubetti di carne bianca diventano un classico intramontabile dell'estate. Se dal punto di vista culinario pollo e tacchino sembrano quasi intercambiabili, sotto il profilo biochimico e nutrizionale presentano sfumature diverse e interessanti, capaci di influenzare il nostro benessere sotto l'ombrellone.
"Se isoliamo il taglio estivo per eccellenza, ovvero il petto deprivato della pelle, scopriamo che le differenze macroscopiche sono sottili ma significative per il metabolismo. Il tacchino vanta una densità proteica leggermente superiore e una percentuale di grassi saturi eccezionalmente bassa, configurandosi come una delle opzioni più magre in assoluto. Sorprendentemente, il tacchino supera il pollo anche sul fronte del ferro eme, la forma più facilmente assorbibile dall'organismo, con uno scarto di circa il 40% a suo favore. Entrambi i volatili, composti per circa il 75% da acqua, offrono comunque un eccellente supporto all'idratazione sistemica nei mesi caldi". Così all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro.
"La vera differenza, quella che impatta sulla biochimica del benessere estivo, si gioca però sul terreno dei micronutrienti e degli aminoacidi. Il tacchino è ben noto per l'elevato contenuto di triptofano, un aminoacido essenziale che funge da precursore della serotonina, il neurotrasmettitore del buon umore, e della melatonina, l'ormone che regola il sonno. Poiché - prosegue - le lunghe giornate estive e l'afa possono alterare i ritmi circadiani e compromettere la qualità del riposo, un'insalata serale a base di tacchino può biochimicamente favorire un sonno più ristoratore. Inoltre, il tacchino offre una quota superiore di selenio, un oligoelemento fondamentale per la funzionalità tiroidea e per i sistemi antiossidanti endogeni, prezioso in estate quando lo stress ossidativo indotto dai raggi Uv è ai massimi livelli. Il pollo, d'altra parte, risponde brillantemente sul fronte della vitamina B6, essenziale per il metabolismo degli aminoacidi e per l'energetica cellulare, superando il tacchino in questa specifica funzione, mentre quest'ultimo si distingue per la maggiore disponibilità di vitamina B12, cruciale per il sistema nervoso".
Per sfruttare appieno il potenziale di questi alimenti all'interno di un'insalata, "la chimica degli abbinamenti suggerisce alcune combinazioni strategiche. Il ferro presente in queste carni bianche viene assorbito in modo molto più efficiente se associato alla vitamina C: condire il piatto con succo di limone fresco o aggiungere ingredienti come i pomodori trasforma la pietanza in un booster biodisponibile contro la spossatezza estiva. Inoltre, essendo sia il pollo che il tacchino estremamente magri, l'aggiunta di una quota di grassi 'buoni', come l'acido oleico dell'olio extravergine d'oliva o i polinsaturi dell'avocado, è biologicamente necessaria per assimilare le vitamine liposolubili contenute negli ortaggi. Infine, l'abbinamento con verdure ricche di potassio e acqua, come cetrioli o sedano, contrasta la ritenzione idrica e reintegra i liquidi persi con la sudorazione".
In sintesi, "se l'obiettivo principale è la massima leggerezza combinata con un piccolo sprint sul fronte del ferro e del rilassamento neuro-muscolare, il tacchino si aggiudica un leggero vantaggio estivo. Se invece si cerca un sapore più tradizionale con un ottimo apporto di vitamina B6 per il supporto energetico, il pollo resta una certezza scientificamente inappuntabile", conclude.

Categoria: salute
16:48
Donzelli chiude a Vannacci: "E' contro di noi, vuol far cadere il governo"
(Adnkronos) - C'è "una serie di persone" che è "contro il lavoro che sta facendo il governo di centrodestra", e "tra questi c'è anche Vannacci". Lo dice il responsabile organizzazione di Fdi, Giovanni Donzelli, a 'Point break' di Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti, in onda stasera sul canale 550 San Marino RTV, diretta da Roberto Sergio. "Non vedo perché dovrei parlare di alleanza con uno che è contro di noi esattamente come il Pd. Vannacci è tra quelli che vorrebbero far cadere il governo Meloni", avverte Donzelli.
"Paradossalmente Fratelli d'Italia - continua - avrebbe da guadagnarci con l'attuale legge elettorale perché continuerebbe a fare il primo partito e continuerebbe ad essere determinante per qualsiasi governo, ma a noi non interessa pareggiare noi vogliamo una legge elettorale che dia la possibilità il giorno dopo le elezioni di dire chi ha vinto e chi ha perso". Sulle preferenze il responsabile organizzativo del partito di Giorgia Meloni ha detto "presenteremo l'emendamento che introduce le preferenze in aula e sarà l'aula a decidere". La legge elettorale si scrive con le opposizioni a tutti i costi ? "No" dice Donzelli a Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti "con le opposizioni ricerca del dialogo a tutti i costi ma la legge elettorale si farà perché serve al Paese".
Sul fronte Ucraina, spiega, "ha difeso finora l'Europa e si è meritata la possibilità di essere un partner strategico e in futuro, vedendo le modalità, anche un componente dell'Europa".

Categoria: politica
16:44
Juventus e Torino, vietate le trasferte fino al 3 novembre: la decisione del Viminale
(Adnkronos) - Stop alle trasferte per i tifosi del Torino e della Juventus. Dopo gli incidenti avvenuti nel corso del derby del 24 maggio scorso, il Viminale ha disposto il divieto di trasferta fino al 3 novembre 2026. La misura incide sulle prime dieci giornate della stagione 2026/2027 del campionato di calcio.
L'episodio risale al 24 maggio quando la partita è iniziata con un notevole ritardo rispetto alle altre in programma alle 20.45 a causa di disordini fuori dallo stadio. Il prepartita è stato caratterizzato da violenti scontri tra le due tifoserie avvenuti nel pomeriggio, con un tifoso di 36 anni che ha riportato un trauma cranico ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso.

Categoria: cronaca
16:13
Malattie rare, nuova roadmap per la cura dell’Egpa tra reti multidisciplinari e terapie mirate
(Adnkronos) - Superare la frammentazione assistenziale, azzerare i ritardi diagnostici e promuovere percorsi di presa in carico efficaci. Sono gli obiettivi del piano in 7 punti elaborato dalle associazioni dei pazienti con Granulomatosi eosinofila con poliangioite (Egpa) presentato oggi a Roma alla Camera dei Deputati in un evento che ha visto riuniti istituzioni, comunità scientifica, associazione di pazienti e Industria. La roadmap di azioni concrete scaturisce dal lavoro di ascolto e co-creazione che ha dato vita al Libro bianco 'Storie di vita con Egpa”, promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, di Egpa Study Group e delle principali società scientifiche impegnate in quest’area: un punto di partenza fondamentale che ha raccolto evidenze, criticità e proposte lungo tutto il patient journey della persona con Egpa. “L’evento di oggi segna il passaggio successivo: dalla consapevolezza alla responsabilità condivisa, dalla fotografia del problema alla definizione di priorità attuabili”. A sottolinearlo è Francesca R. Torracca, presidente Apacs Aps (Associazione Pazienti Sindrome di Churg-Strauss). “Le Istituzioni sono sensibilizzate sulle tante criticità su cui si deve velocemente intervenire affinché la rarità non sia una condanna. E siamo fiduciosi, perché il cambiamento è già iniziato”.
Il piano d’azione in 7 punti. Concretezza la parola chiave che ha guidato il confronto verso una roadmap di interventi prioritari; l’adozione di un Pdta a livello nazionale; il superamento delle disomogeneità regionali attraverso una governance nazionale realmente condivisa sulle vasculiti rare; l’introduzione di un codice di invalidità civile specifico per l’Egpa; la definizione univoca delle caratteristiche strutturali della patologia; l’istituzione di un Registro Nazionale dell’Egpa; l’attivazione di campagne pubbliche di informazione e formazione; l’ottimale utilizzo dei fondi dedicati nell’ambito del Piano nazionale malattie rare 2023-2026
Cos’è l’Egpa: il punto di vista dei clinici. E'una malattia rara con una prevalenza inferiore a 5 casi ogni 100.000 abitanti. “Nelle sue fasi iniziali è spesso confusa con asma grave o rinosinusite cronica, e diventa particolarmente pericolosa quando evolve nella fase vasculitica, aggredendo organi vitali come il cuore, i reni e il sistema nervoso periferico” spiega Augusto Vaglio, Professore Associato in Nefrologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Nefrologia presso l’Università degli Studi di Firenze, Coordinatore aziendale delle Malattie Rare e Dirigente Medico presso Unità di Nefrologia, Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer, Firenze. “È frequente che la diagnosi della malattia sia tardiva. Spesso, infatti, passano anni prima di riuscire a identificarla, un tempo troppolungo in cui i danni d’organo evolvono in modo irreversibile. Il tempo è un fattore critico di successo del percorso terapeutico”.
La complessità sistemica dell'Egpa impone di agire subito sulla governance del percorso del paziente: oggi manca un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (Pdta) condiviso a livello nazionale e questa mancanza di uniformità crea una sanità a più velocità, quando servirebbe invece connettere la medicina del territorio con i grandi centri hub ospedalieri, creando delle corsie preferenziali di accesso. “Il paziente deve sentirsi parte di un “sistema familiare” in cui ogni figura sanitaria coinvolta lo segue in modo coordinato - aggiunge Cristiano Caruso, Direttore UOSD Allergologia e Immunologia Clinica, Fondazione Policlinico A. Gemelli Irccs roma e delegato ai rapporti con associazione pazienti della Siaaic, Società Italiana Allergologia Asma e Immunologia Clinica. “In questo senso l’ospedale non deve accentrare, ma condividere la presa in carico con il territorio per garantire continuità assistenziale. Altro elemento centrale è il caregiver, figura fondamentale per il paziente soprattutto in presenza di problemi di mobilità, immunosoppressione o difficoltà a seguire il percorso da solo. In assenza di una rete territoriale o familiare, anche una terapia efficace può non bastare”.
Oltre all’adozione di Pdta chiari, condivisi e omogenei a livello nazionale, è urgente il riconoscimento di un codice di invalidità specifico, che valorizzi la complessità e l’impatto sistemico dell’EGPA. Serve inoltre un impegno deciso per potenziare la formazione dei medici di medicina generale e degli specialisti. “Si tratta di una patologia che unisce la vasculite all'infiltrazione di eosinofili nei tessuti - spiega Giacomo Emmi, Professore Ordinario di Medicina Interna, Università di Trieste e direttore Struttura complessa medicina clinica, immunologia e reumatologia, ospedale yniversitario Cattinara, Trieste – Questa infiammazione può nel tempo causare a livello cardiaco fibrosi ed eventuale insufficienza cardiaca anche in soggetti giovani, compromettendo la loro salute fisica e psicologica. Il precoce danno infiammatorio a carico di arterie e vene accelera la degenerazione vascolare, elevando il rischio di eventi trombotici, tra cui infarto ed ictus fino ad un paziente su quattro. La terapia spazia dal cortisone agli immunosoppressori e farmaci biologici in base alla gravità, ma richiede sempre una gestione multidisciplinare guidata da uno specialista”.
Tra le criticità evidenziate, ancora, la disparità nell’accesso ai farmaci tra le varie regioni. “L'azione terapeutica deve evolvere verso una reale sostenibilità nella vita quotidiana del paziente - afferma Roberto Padoan, Responsabile del Centro Vasculiti di Padova presso l’Uoc Reumatologia dell'Azienda Ospedale-Università Padova – La gestione dell’Egpa è cambiata in modo significativo grazie all’arrivo di terapie mirate, capaci di agire su meccanismi chiave della malattia, inclusa l’infiammazione eosinofilica. Oggi la sfida è portare precocemente queste innovazioni nei percorsi di cura ordinari, con l’obiettivo di controllare meglio la malattia, limitare il ricorso prolungato ai glucocorticoidi e migliorare la qualità di vita dei pazienti”.
Il ruolo della politica. L’appello della comunità scientifica ha trovato ascolto presso i decisori politici e istituzionali. "Ospitare alla Camera dei deputati la presentazione del Libro Bianco sull’Egpa significa contribuire a dare attenzione istituzionale a una patologia rara ancora poco conosciuta ma fortemente impattante per pazienti e caregiver. È fondamentale sostenere occasioni di dialogo come questa, che mettono in rete istituzioni, clinici e associazioni pazienti per promuovere una presa in carico più tempestiva ed equa. Le evidenze e le proposte contenute nel Libro Bianco potranno inoltre costituire una base di lavoro utile anche per future iniziative parlamentari finalizzate a mantenere alta l’attenzione sui bisogni dei pazienti con Egpa", afferma Gian Antonio Girelli, componente XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.
Il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche è condizione imprescindibile per migliorare concretamente la vita dei pazienti con Egpa, malattia che, per la sua complessità e la sua scarsa conoscenza, rischia di essere invisibile. “Accendere i riflettori sulle malattie rare significa dare attenzione a bisogni spesso poco visibili ma molto concreti per pazienti e famiglie. La presentazione di oggi del Libro Bianco sull’Egpa rappresenta un momento importante per valorizzare il lavoro svolto da Apacs, dalla comunità scientifica e da tutti gli stakeholder coinvolti, favorendo una maggiore consapevolezza su diagnosi, presa in carico e qualità della vita. È ora dovere delle istituzioni tradurre questa consapevolezza in un impegno concreto e continuativo a sostegno dei malati rari, rafforzando le politiche di presa in carico e l’equità di accesso alle cure.” aggiunge la senatrice Elena Murelli, capogruppo 10a Commissione Affari sociali e membro IV Commissione Politiche dell'Ue del Senato della Repubblica

Categoria: salute













































