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19:14
Genova, auto investe pedoni: 3 feriti
(Adnkronos) - Tre pedoni sono stati investiti alle 18 di oggi dal conducente di una Smart a Genova, in piazza Massena, nel quartiere di Cornigliano. Secondo le prime informazioni l'auto avrebbe travolto le vittime, che sarebbero anziani, sul marciapiede. Sul posto, per soccorrere i tre feriti, stanno intervenendo il 118, la Croce Oro di Sampierdarena e la Croce Verde Pegliese, oltre ai vigili del fuoco e il nucleo Infortunistica della polizia locale.

Categoria: cronaca
19:10
Mondiali 2026, Norvegia-Francia: in palio il primato del Gruppo I, Blues avanti a 1,62 su Sisal.it
(Adnkronos) - Il Mondiale entra sempre più nel vivo e le gare si fanno via via più interessanti. Norvegia – Francia, ad esempio, è il match che assegna il primato del Gruppo I: entrambe a 6 punti e certe della qualificazione, le due squadre andranno a caccia del successo che decreterà chi sarà la regina del girone. La Francia ha il vantaggio della differenza reti, a Mbappè e compagni basterà quindi il pareggio per blindare il primo posto e scegliersi la strada verso il MetLife Stadium di New York per il turno successivo. Per gli esperti di Sisal, la squadra di Deschamps non si accontenterà, la vittoria è infatti a 1,62, mentre il tris di vittorie norvegese sale a 4,50, stessa quota per il pareggio. Quel che è certo è che vedremo in campo due delle squadre con il miglior potenziale offensivo del torneo: 7 gol in due gare per la Norvegia, 6 per la Francia. Ci si aspetta dunque una sfida all’insegna dello spettacolo, con entrambe in rete, a 1,72, e da Over 2,50, a 1,60.
Norvegia – Francia sarà anche il duello tra due indiscutibili protagonisti di questo Mondiale: Haaland da un lato, Mbappè dall’altro. Entrambi non hanno tradito le aspettative della viglia e hanno trascinato le rispettive squadre verso la vetta del Gruppo: quattro reti a testa in due gare, con due doppiette a partita. Chi sarà più decisivo nella sfida del gol? Per gli esperti Sisal è in vantaggio il francese, con la marcatura a 1,80 contro 2,50 del norvegese mentre la terza doppietta è a 5,00 per l’attaccante del Real Madrid e a 7,50 per quello del Manchester City. Mbappè è in leggero vantaggio anche nella sfida dei tiri in porta, a 2,25 contro il 2,75 di Haaland e il 3,75 del pareggio.

Categoria: sport
18:57
Cartabellotta: "Il Ssn fatica ad adattarsi alla rivoluzione digitale"
(Adnkronos) - "La trasformazione digitale offre grandissime opportunità in tutti gli ambiti: il vero problema è che noi non riusciamo a colmare il gap tra la capacità della tecnologia di svilupparsi continuamente e molto rapidamente e la capacità del Servizio sanitario nazionale di adattarsi a questa evoluzione da un punto di vista organizzativo, amministrativo e burocratico". A dirlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, a margine della seconda giornata di 'We Make Future 2026', il festival dedicato alla tecnologia e all’innovazione digitale fino a domani nei padiglioni di BolognaFiere.
"Questo gap si allarga continuamenteù - spiega Cartabellotta - quindi dobbiamo riuscire a rendere accessibili ai pazienti che ne hanno bisogno tutte le innovazioni tecnologiche e farmacologiche in modo da non creare disparità di accesso, perché oggi si stanno creando disuguaglianze digitali che si aggiungono a quelle già esistenti. Quindi bisogna investire sull’alfabetizzazione digitale e sull’informazione di cittadini e pazienti".
In quest’ottica, "We Make Future rappresenta una sorta di punta di diamante nella divulgazione di questi strumenti ma si parla sempre tra addetti ai lavori: mi piacerebbe che anche le istituzioni sanitarie partecipassero in maniera proattiva a questo tipo di manifestazioni perché è fondamentale modificare l’assetto normativo che va ad ostacolare l’applicazione dell’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale del Ssn" conclude Cartabellotta.

Categoria: economia
18:49
Vertice Macron-Meloni: "Italia e Francia partner naturali e indispensabili"
(Adnkronos) - "Italia e Francia sono partner naturali e indispensabili". Così il presidente francese Emmanuel Macron, parlando alla stampa al fianco della premier Giorgia Meloni, in chiusura del vertice integorvernativo Italia-Francia. "Oggetto del vertice era proiettare la nostra relazione verso il futuro, con obiettivi chiari - ha aggiunto il capo dell'Eliseo - era il senso anche del Trattato del Quirinale, che da cinque anni ha dato un quadro più ambizioso e concreto alla nostra collaborazione".
Italia e Francia condividono "la visione di un'Europa più competitiva. L'Ue deve accelerare, investire di più, ridurre l'indipendenza, diversificarsi", ha continuato. "Vogliamo che le nostre aziende possano essere protette dalla concorrenza sleale e possano investire - ha aggiunto - dobbiamo sostenere la protezione nell'Unione Europea attraverso una preferenza europea nei settori strategici, garantendo investimenti che siano redditizi per gli investitori stranieri".
Italia e Francia "rafforzano la cooperazione" nel settore energetico, ha poi spiegato il presidente francese. "E' più necessario che mai rafforzare l'indipendenza energetica europea - ha detto il capo dell'Eliseo -. La Francia ha già molti anni fa fatto una scelta chiara sulla produzione di energia nucleare, e il processo legislativo in corso in Italia tende a far ripartire il nucleare".
"Voglio rallegrarmi della volontà degli industriali italiani di partecipare allo sviluppo e all'implementazione in Europa del progetto del piccolo reattore nucleare Nuwar - ha aggiunto -. Vogliamo quindi costruire con l'Italia una partnership industriale globale nel campo del nucleare civile su tutta la catena di valore".
Nel settore spaziale, continua Macron, "la nostra cooperazione è stata un motore storico per l'Europa e deve restarlo. Dobbiamo continuare a mettere competenze al servizio del rafforzamento della competitività, della resilienza, della sovranità europea per l'accesso autonomo allo spazio, le comunicazioni via satellite, l'esplorazione e l'osservazione, la difesa spaziale - ha aggiunto il capo dell'Eliseo - per questo abbiamo riaffermato il nostro sostegno al "Progetto Bromo", che consentirà la creazione di un leader europeo".
Sul tema della sicurezza, "abbiamo deciso la creazione di una squadra mista italo-francese al servizio della lotta contro l'immigrazione irregolare, mettendo in atto anche il patto sull'immigrazione e l'asilo".
"Lavoriamo insieme strettamente nel quadro della comunità politica europea - ha aggiunto - abbiamo lanciato insieme la coalizione europea contro le droghe e il narcotraffico, con dei risultati operativi per la resilienza portuaria e la lotta contro i flussi finanziari illeciti e la riabilitazione" mentre sull'Ucraina "negli ultimi giorni siamo riusciti a convergere nuovamente con gli Stati Uniti".
E ancora: "Vogliamo avviare una coalizione per il periodo successivo all'Unifil, ovviamente in coordinamento con l'Unione europea e le Nazioni Unite, al fine di rafforzare la sovranità del Libano e quella delle sue forze armate"
Italia e Francia "moltiplicano" la collaborazione nel campo dei trasporti, ha poi detto in chiusura del vertice. "Portiamo avanti il progetto del tunnel del Colle di Tenda - ha sottolineato -. il Trattato del Quirinale da questo punto di visto è stato davvero decisivo". "Andiamo avanti sul progetto di collegamento ferroviario Lione-Torino, così come sull'asse ferroviario Marsiglia-Genova, che è ormai aperto ai finanziamenti europei", ha aggiunto.
"Senza Italia e Francia l'Europa e l'Occidente non sarebbero quello che sono. Noi siamo due grandi nazioni fondatrici dell'Unione europea, con interessi convergenti in moltissimi campi, con complementarità strategiche da un punto di vista politico, economico, industriale, culturale e sociale, che sono la nostra ricchezza e rappresentano un valore aggiunto per l'intero continente europeo e non solo". Così la premier Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa congiunta.
"Celebriamo il 36º Vertice intergovernativo tra Italia e Francia e credo che questo numero racconti bene quanto le relazioni tra le nostre nazioni siano strutturate nel tempo e profonde", ha detto ancora.
Sul dossier ucraino "constatiamo che, a fronte di una ripetuta disponibilità di Kiev al negoziato, da parte russa invece si continui a rifiutare il dialogo, ponendo precondizioni che sono oggettivamente irricevibili. Ma in questo complesso contesto matura con sempre maggiore convinzione la consapevolezza che vi sia spazio, e vi debba essere spazio, per un ruolo dell'Europa, partendo dal presupposto che sia il percorso per la pace sia il futuro assetto post-conflitto si associano a interessi fondamentali del nostro continente".
Per quanto riguarda la crisi in Libano, spiega la premier, "Italia e Francia possono fare assolutamente la differenza. Sono due nazioni impegnate da sempre per la pace e la stabilità. Come sapete, a fine anno terminerà la missione Unifil ed è necessario, dal nostro punto di vista, garantire una presenza internazionale che scongiuri un pericolosissimo vuoto di sicurezza".
Si è intanto svolta la cerimonia di scambio degli accordi nell'ambito del vertice intergovernativo. Tra i principali atti firmati figurano la Dichiarazione d'Intenti per il rafforzamento della cooperazione tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero dell'Europa e degli Affari Esteri francese, insieme a una Dichiarazione congiunta sui mari e l'oceano.
Sul fronte della sicurezza è stata sottoscritta un'intesa amministrativa per la creazione e l'organizzazione di una Squadra Mista italo-francese per il contrasto all'immigrazione clandestina, mentre in ambito difesa è stato adottato il Cronoprogramma di Difesa Italia-Francia 2026-2031.
Siglata inoltre una Dichiarazione congiunta sulla collaborazione nel settore spaziale nel quadro del Trattato del Quirinale, un Memorandum d'Intesa sulla cooperazione in materia di indicazioni geografiche, una Dichiarazione d'Intenti sul patrimonio culturale e una Dichiarazione sullo sviluppo dell'asse ferroviario Marsiglia-Nizza-Genova.

Categoria: internazionale/esteri
18:44
Doncic al Foro Italico, canestri sul Centrale per la stella Nba
(Adnkronos) - Il primo canestro di Luka Dončić al Centrale del Foro Italico è molto più di una semplice immagine suggestiva: è un’anticipazione di futuro. Per un giorno, il cuore del Foro Italico si è trasformato da campo da tennis che ha ospitato il numero uno del mondo Jannik Sinner, ad arena di basket, dimostrando in modo tangibile ciò che il Centrale potrà diventare nei prossimi anni: uno spazio contemporaneo, coperto, polifunzionale e capace di ospitare grandi eventi internazionali durante tutto l’anno. Accolto dal presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma e dall’amministratore delegato Diego Nepi Molineris, Dončić ha calcato “il parquet” allestito in appena 48 ore nell’ambito del progetto Sport Illumina, regalando a Roma un’immagine che parla di innovazione, versatilità ma soprattutto futuro.
La presenza della stella dei Los Angeles Lakers assume un significato ancora più rilevante alla luce del suo coinvolgimento nel progetto della nuova Basketball Club Roma SPQR, nato con l’ambizione di riportare il grande basket nella Capitale e di accompagnare Roma verso le future sfide della Nba in Europa. “L’evoluzione del Centrale, con la sua trasformazione strutturale, rappresenta un passaggio strategico per rendere il Foro Italico un luogo sempre più moderno, attrattivo e capace di ospitare eventi sportivi e di intrattenimento durante tutto l’anno. È una visione che guarda al futuro dello sport e della città di Roma”, le parole del presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma.
“Vedere Luka Dončić segnare al Centrale significa vedere, per qualche istante, il futuro prendere forma. In due giorni abbiamo trasformato un campo da tennis in un’arena di basket: è la dimostrazione concreta della flessibilità e della vocazione internazionale di questo impianto. Il Foro Italico non si limita a seguire il cambiamento: vuole essere il luogo in cui il cambiamento accade”, ha detto l’ad di Sport e Salute Diego Nepi Molineris. Per qualche minuto il futuro è sembrato già presente. E Roma ha potuto immaginare cosa significa avere nel Foro Italico una delle più innovative arene multifunzionali d’Europa.

Categoria: sport
18:27
Trump, via libera dalla Corte Suprema: Usa possono respingere migranti prima dell'ingresso
(Adnkronos) - Vittoria per Donald Trump. Con i voti favorevoli dei sei giudici conservatori, e quelli contrari delle tre giudici liberal, la Corte Suprema ha affermato che il governo americano può legalmente respingere i richiedenti asilo prima che mettano piede in territorio americano. La sentenza quindi costituisce un punto a favore dell'amministrazione del presidente che potrebbe così reintrodurre la pratica, in vigore in passato, che permette agli agenti di confine di respingere migranti prima che possano fisicamente attraversare la frontiera tra Stati Uniti e Messico, impedendo così loro di fare domanda di asilo.
"Nel linguaggio comune, nessuno direbbe che una persona arriva in un luogo, che sia una casa, una città o un Paese, prima che questa persona vi sia entrata fisicamente", si legge nella sentenza scritta dal giudice Samuel Alito, sostenuta dagli altri cinque giudici conservatori. "L'interpretazione illogica della Corte è guidata quasi interamente dalla concentrazione su un'unica parola 'in'", scrive invece nella sentenza del dissenso la giudice Sonia Sotomayor, aggiungendo che "le parole, però, devono essere lette in un contesto".
In effetti, il ricorso su cui si è espressa la Corte Suprema è relativo ad un caso avviato nel 2017 da un gruppo per i diritti dei migranti Al Otro Lado per difendere i 13 richiedenti asilo dopo che l'amministrazione Obama nel 2016 aveva iniziato ad adottare in modo informale la pratica per rispondere al sovraffollamento di valichi di confine, in particolare nell'area di San Diego.
L'amministrazione, secondo la sentenza, può cancellare le protezioni umanitarie temporanea per haitiani e siriani che vivono legalmente negli Stati Uniti. Il provvedimento può aprire la strada alla deportazione a centinaia migliaia di persone fuggite dalla guerra in Siria o dalla violenza di Haiti, e che potrà essere applicata ad oltre un milione di cittadini di 17 Paesi che godevano dello status di protezione quando Trump è tornato alla Casa Bianca.
Da allora il dipartimento della Sicurezza Interna ha cercato di eliminare la protezione per i cittadini di 13 di questi Paesi, Haiti e Siria in testa, molti dei quali considerati altamente pericolosi dal dipartimento di Stato. Tra questi Venezuala, Honduras, Afghanistan e Nepal. Nella sentenza della maggioranza il giudice Alito ha sostenuto la debolezza legale dell'argomento sostenuto dagli immigrati haitiani, riguardo al fatto che la decisione dell'amministrazione Trump fosse motivata da discriminazione razziale.
Il Congresso nel 1990 ha creato lo status di protezione temporanea per proteggere immigrati irregolari dalla deportazione in Paesi sconvolti da guerre, disastri naturali e altre crisi straordinarie, permettendo di rimanere negli Usa e lavorare legalmente finoa 18 mesi. Il governo può rinnovare queste protezioni, e lo ha fatto diverse volte per diversi Paesi. E' su questo punto che si concentrano le critiche di Trump e della sua base: "Ricordatevi questo è uno status temporaneo", ha detto John Sauer, il solicitor general della Casa Bianca, presentando gli argomenti dell'amministrazione Trump di fronte alla Corte lo scorso aprile.

Categoria: cronaca
18:11
Uccide moglie e figlio a fucilate, la confessione: "Ho fatto quello che andava fatto"
(Adnkronos) - "Ho preso il fucile e ho sparato: ho fatto quello che andava fatto”. È questa una delle frasi più agghiaccianti agli atti dell’inchiesta della Procura di Lucca sul duplice omicidio avvenuto a Pieve, frazione del comune di Camaiore, dove Piero Moriconi, 63 anni, ha ucciso la moglie Kety Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko Moriconi, 24 anni, all’interno dell’abitazione familiare. Un’altra frase, riferita agli inquirenti e pronunciata dopo l’arrivo dei carabinieri, “Mi sono liberato”, viene ora analizzata dagli investigatori insieme al quadro complessivo di una vicenda che, secondo quanto emerso, sarebbe stata segnata da una premeditazione maturata almeno nelle tre settimane precedenti al delitto.
L’uomo, secondo una ricostruzione investigativa riportata dall'Adnkronos, avrebbe infatti iniziato a elaborare l’idea di uccidere moglie e figlio circa venti giorni prima, in un contesto di tensioni familiari crescenti, legate - secondo quanto riferito dallo stesso indagato - ai contrasti con il figlio, che manifestava la propria omosessualità apertamente e il desiderio di intraprendere un percorso per cambiare sesso. “Era matto mio figlio”, avrebbe ripetuto il 63enne nel corso dell’interrogatorio. "E mia moglie difendeva sempre Mirko", accennando anche al fatto che sarebbe stato picchiato da lei.
Piero Moriconi, muratore di professione, si trova ora detenuto nel carcere di Lucca dopo il fermo eseguito dai carabinieri su disposizione della Procura, coordinata dal pubblico ministero Elena Leone. Il suo interrogatorio, protrattosi per diverse ore, ha fornito agli investigatori una prima ricostruzione del movente, incentrato su conflitti familiari, dissidi economici e rapporti sempre più deteriorati con moglie e figlio. “Abbiamo litigato. È stata l’ennesima discussione per i soldi”, avrebbe raccontato l’uomo agli inquirenti, ricostruendo gli istanti precedenti al gesto. In un’altra passaggio dell’interrogatorio, avrebbe aggiunto: “Mio figlio continuava a chiedere soldi”. Parole che gli investigatori stanno verificando alla luce delle testimonianze e del contesto complessivo, ancora in fase di definizione.
Il duplice omicidio si è consumato nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno nella casa dove la convivenza tra i tre si era trasformata nel tempo in un progressivo accumulo di tensioni. Da almeno quattro anni la situazione era diventata tesa, al punto che sui social il 12 ottobre 2022 Mirko aveva scritto: "Ragazzi è brutto pensare che un padre ti preferisca morto piuttosto che gay". L’arma utilizzata per il duplice delitto, un fucile da caccia regolarmente detenuto, è stata impiegata a distanza ravvicinata contro le vittime. Al momento dell’intervento dei carabinieri, l’uomo non ha opposto resistenza.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il quadro familiare sarebbe stato segnato da conflitti reiterati e da una frattura sempre più profonda tra padre e figlio. Mirko, lavorava nel settore della ristorazione e aveva una forte passione per la musica, che lo portava a esibirsi anche durante serate di intrattenimento nei locali della Versilia, facendosi chiamare Michelangelo Andreoni, utilizzando il cognome della madre a cui era legatissimo. Era conosciuto nell’ambiente lavorativo come un ragazzo socievole e molto presente nella vita sociale del territorio.
La madre, Kety Andreoni, lavorava da anni come operatrice socio-sanitaria in una struttura per anziani della zona. Colleghi e responsabili la descrivono come una presenza stabile e affidabile, profondamente integrata nel tessuto umano della residenza
Il giovane 24enne, secondo quanto emerge da testimonianze e contenuti sui social, aveva più volte raccontato pubblicamente il proprio disagio familiare. In alcuni messaggi aveva descritto il rapporto con il padre come estremamente conflittuale, arrivando a riferire frasi di rifiuto e incomprensione legate alla propria identità personale come "ragazzo gay". Il contesto domestico, secondo quanto riferito da più fonti, era segnato da litigi frequenti, talvolta udibili anche all’esterno dell’abitazione. Alcuni vicini hanno parlato di urla e discussioni ricorrenti, e in almeno un’occasione recente sarebbe stato richiesto l’intervento dei soccorsi per una situazione di forte tensione.
Gli investigatori stanno inoltre verificando le dichiarazioni dell’indagato relative a presunti problemi comportamentali del figlio e a difficoltà economiche che avrebbero aggravato il rapporto familiare. Tali elementi, al momento, non trovano riscontri definitivi e restano oggetto di approfondimento.
Nel giorno successivo alla tragedia, la comunità di Camaiore si è svegliata sotto il segno del lutto cittadino. Negozi chiusi, bandiere a mezz’asta e il suono delle campane a morto hanno accompagnato le prime ore di una giornata segnata dal silenzio. Il sindaco Marcello Pierucci ha parlato di "un dolore profondo" che attraversa l’intero territorio. "Quanto accaduto a Camaiore ci lascia attoniti: le vite di una madre e di suo figlio sono state spezzate in modo folle e drammatico, in un contesto familiare segnato da un profondo disagio. Gli accertamenti in corso da parte della magistratura chiariranno le ragioni di questo sconsiderato gesto del marito e padre”, ha detto l'arcivescovo di Lucca, Paolo Giulietti.
La Procura di Lucca prosegue ora gli accertamenti per chiarire la dinamica esatta del delitto e definire con precisione la genesi della premeditazione, mentre si attende la convalida del fermo, fissata davanti al giudice per domani, e l’esito degli esami medico-legali.
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Categoria: cronaca
18:10
Sostenibilità, Grandi (Comune Milano): "Transizione ecologica necessaria per benessere e costi"
(Adnkronos) - “Questa è una sfida importantissima e dobbiamo capire una cosa: la transizione ecologica, la necessità di cambiare i nostri consumi, l'economia circolare, l'attenzione all'ambiente, al suolo, al clima, non sono cose che dobbiamo fare solo perché ci fanno stare un po’ meglio, ma anche perché sono economicamente vantaggiose e non ci possiamo più permettere di affrontare i cambiamenti climatici come li stiamo affrontando adesso, con dei costi che ricadono sulla società e quindi su di noi”. E’ quanto affermato da Elena Eva Maria Grandi, assessora all'Ambiente e Verde, alla presentazione dell’Accordo Quadro per la sostenibilità siglato tra CoReVe - il Consorzio Recupero Vetro - e l’Università Iulm, presentato all’università Iulm alla presenza, tra gli altri, della Prof.ssa Federica Ricceri, Delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell’Università Iulm, e Gianni Scotti, Presidente di CoReVe.
Poi prosegue: “E’ importante capire che la strada che dobbiamo percorrere va attraversata insieme, da soli gli amministratori pubblici e la politica non fanno niente se non ci sono le aziende, le imprese, i centri di ricerca, le università. Stiamo lavorando tutti insieme con una serie di progetti del Comune di Milano, lavoriamo per trovare più soluzioni possibili ognuno nel suo pezzetto da sommare con gli altri per avviarci verso quel percorso che è l'agenda 2030, anche se sul 30 siamo molto indietro. Voi studenti avete in mano il futuro del nostro paese e del pianeta, tanto più sarete consapevoli e preparati, in grado di diventare comunicatori e narratori di un cambiamento necessario, e tanto più noi forse riusciremo ad accelerare su quella transizione che dobbiamo assolutamente compiere e portare a termine, da portatori di quei messaggi di consumi consapevoli in economia circolare”. E ancora: “Ad esempio il vetro è una materia preziosissima, una materia tra le più antiche che l'uomo ha elaborato capace di rigenerarsi continuamente. Apparentemente ha meno pericolosità della plastica, nei nostri mari banalmente affonda, ma se non continueremo a lavorare tutti per il riuso ed il riciclo e riutilizzo del vetro, avremo perso una grande risorsa, ovvero quella di una materia già lavorata che possiamo continuamente trasformare in altri oggetti”.
“Quanto alla raccolta differenziata Milano è una città europea - sostiene l’assessora - e le grandi metropoli sono macchine più complesse da gestire. In Europa siamo una città con una percentuale tra il 63/64% di raccolta differenziata. Abbiamo ambizioni di migliorare rapidamente e di raccoglierne di più, ma dobbiamo mettere a terra azioni che facilitano questa crescita. Il nostro meccanismo di porta a porta è gestito da un'azienda partecipata del Comune che è Amsa, del gruppo A2A, che ogni settimana raccoglie due, tre, quattro volte i rifiuti: è evidente che questo non basta. Abbiamo una città che è sempre più meta di turismo e che ha un'attività culturale e di divertimento notturno intenso. Ecco noi su questo dobbiamo lavorare perché le nostre aree di movida sono aree estese dislocate in tutta la città, nel centro ma non solo, e l'idea di immaginare una raccolta del vetro localizzata, come dovremmo fare per la plastica, anche nelle aree della movida, andando a sommarsi a case, uffici, alberghi, strada, diventa sempre più difficile, proprio perché molteplici sono i luoghi in cui si mangia e si beve. Tradotto: si producono molti più rifiuti in luoghi ancora più complicati da gestire per un’azienda che punta ad incrementare la raccolta differenziata”.

Categoria: economia
18:06
L'indagine, ‘salumi nella dieta ma più informazione’, al via Buoni a sapersi
(Adnkronos) - Gli italiani continuano a consumare i salumi, ma desiderano informazioni più approfondite e verificabili sul loro profilo nutrizionale e sul loro impatto sulla salute. Sono i risultati di una indagine diffusi per l’avvio della campagna informativa ‘Buoni a sapersi’, da parte di Ivsi– Istituto valorizzazione salumi italiani, con il sostegno di Assica – Associazione industriali delle carni e dei salumi. Al centro della campagna trova spazio l’Osservatorio di Ivsi, un progetto dedicato al monitoraggio delle percezioni dei consumatori e delle conversazioni online sui salumi, con l’obiettivo di promuovere una corretta informazione scientifica e contrastare eccessive semplificazioni e allarmismi, in un panorama informativo molto spesso impreciso e frammentato.
L’Osservatorio - informa una nota - nasce da una doppia attività di indagine realizzata con il supporto dell’ente di ricerca AstraRicerche, che ha coinvolto oltre 1.200 italiani tra i 18 e i 70 anni nel mese di giugno, e di Extreme, società specializzata nell'analisi strategica delle conversazioni web e social e nella data intelligence, che ha analizzato oltre 10mila contenuti pubblicati online tra novembre 2025 e maggio 2026. Alla campagna Buoni a Sapersi sarà inoltre dedicato un sito web – salumi-buoniasapersi.it – che ospiterà i dati dell’Osservatorio e offrirà approfondimenti e informazioni utili su salumi e nutrizione, oltre a contenuti finalizzati a “sfatare falsi miti ed eccessive semplificazioni” che ancora persistono sui prodotti di questo settore. La campagna coinvolgerà anche i social media e vedrà il coinvolgimento di alcuni professionisti e creator specializzati in nutrizione e divulgazione scientifica.
Nel dettaglio i risultati evidenziano che oltre il 60% degli intervistati dichiara di consumare salumi almeno una volta alla settimana, mentre solo il 4,8% non li consuma mai. Il consumo quotidiano resta invece marginale (2,3%), confermando che questi prodotti rappresentano una presenza stabile, ma generalmente moderata, nelle abitudini alimentari del Paese. Nonostante ciò - riferisce la nota - il 38,1% degli italiani afferma di sentirsi poco o per nulla informato sui valori nutrizionali dei salumi, mentre appena il 7,8% si considera molto informato. Vi sono poi diversi fattori che impensieriscono gli italiani: le principali preoccupazioni riguardano la presenza di conservanti e additivi (40,1%), l’impatto sulla salute (37,3%) e la provenienza della carne (26,2%).
“Le principali preoccupazioni emerse dall’indagine sono molto chiare: il consumatore vuole sapere non solo se un prodotto è buono, ma anche se è sicuro, da dove proviene, come è stato prodotto e quale ruolo può avere nella sua alimentazione - spiega Elisabetta Bernardi, specialista in Scienza dell’alimentazione, biologa e nutrizionista - A queste domande non bisogna rispondere con semplificazioni, ma con trasparenza: spiegando le funzioni degli ingredienti, la regolamentazione dei processi, la qualità della filiera e soprattutto il concetto di porzione, frequenza e contesto alimentare”.
Secondo l’esperta, “bisogna fornire risposte che spieghino che gli additivi presenti nella lista ingredienti hanno funzioni precise e che i processi produttivi sono sottoposti a norme e controlli. Sale, spezie, eventuali ulteriori conservanti o antiossidanti vanno letti come componenti che possono contribuire alla conservazione, alla sicurezza microbiologica, alla stabilità e alla qualità sensoriale del prodotto, sempre nel rispetto della normativa e con dichiarazione in etichetta. Allo stesso tempo - chiarisce - per una corretta informazione nutrizionale, è essenziale parlare di porzione, frequenza e contesto: un salume consumato in quantità moderate, non quotidianamente, e inserito in un pasto ricco di verdure, frutta, cereali integrali o legumi ha un significato molto diverso da un consumo frequente, abbondante e isolato”.
Uno dei dati più significativi emersi dalla survey riguarda la percezione della disinformazione: il 36,2% degli intervistati considera esagerata l’affermazione secondo cui i salumi sarebbero tutti ricchi di conservanti, il 31,2% ritiene eccessiva l’idea che possano provocare il cancro, mentre il 26,6% non condivide la convinzione che non possano far parte di una dieta sana ed equilibrata. Solo il 15,3% degli italiani ritiene che sul tema dei salumi in realtà non esistano semplificazioni eccessive o fake news. Di fronte a una delle affermazioni più radicali – ‘i salumi sono cancerogeni e andrebbero evitati completamente’, che estremizza l’inserimento dei salumi nel Gruppo 1 della classificazione Oms/Iarc – quasi il 60% degli intervistati - si legge nella nota - si dichiara in disaccordo, segnale di un approccio generalmente equilibrato e meno incline agli estremismi; d’accordo con questa posizione è il 31,9% degli intervistati. “Il termine ‘cancerogeno’, spesso percepito dall'opinione pubblica come sinonimo di pericolo assoluto - riporta la nota - in ambito scientifico indica semplicemente la presenza di evidenze che collegano un determinato fattore a un aumento del rischio di sviluppare alcune forme di tumore”. Nel caso dei salumi e, più in generale, delle carni lavorate, le evidenze scientifiche disponibili indicano che “un consumo frequente ed elevato possa essere associato a un aumento del rischio relativo di alcune patologie oncologiche. Tuttavia, questo dato deve essere interpretato all'interno di un quadro più ampio che comprende quantità consumate, frequenza di assunzione, stile di vita, attività fisica e qualità complessiva della dieta”. Per questo motivo, “le raccomandazioni nutrizionali non prevedono l’eliminazione totale dei salumi, bensì un consumo moderato e coerente con una dieta varia ed equilibrata”.
L’indagine mostra che il 65,5% degli italiani considera i salumi compatibili con una dieta sana ed equilibrata. Anche dalle conversazioni online analizzate da Extreme emerge una visione sempre più orientata al concetto di equilibrio: gli utenti non si interrogano tanto sul singolo alimento, quanto sulle modalità e sulla frequenza di consumo.
“Non tutti i salumi hanno le stesse caratteristiche e, quando presenti, conservanti e additivi sono regolamentati, dichiarati in etichetta e utilizzati con specifiche funzioni di sicurezza e conservazione - precisa Bernardi - I dati in tema di rischio oncologico riflettono una maggiore attenzione alle evidenze scientifiche, che associano l’aumento del rischio soprattutto a consumi elevati e abituali di carni lavorate. La prevenzione nutrizionale, tuttavia, non consiste soltanto nel ridurre alcuni alimenti, ma nel costruire un modello alimentare complessivamente equilibrato. Nel caso del tumore del colon-retto, ad esempio, oltre a limitare gli eccessi è importante garantire un adeguato apporto di fibra attraverso verdura, frutta, legumi e cereali integrali, alimenti che favoriscono la salute intestinale e contribuiscono alla qualità della dieta. Anche il consumo adeguato di latte, yogurt e derivati può svolgere un ruolo favorevole grazie all’apporto di calcio. Il messaggio più corretto, quindi, non è semplicemente ridurre, ma costruire meglio il piatto”.
L’analisi condotta da Extreme conferma che il rapporto tra salumi e salute rappresenta oggi uno dei principali driver della conversazione digitale sul tema. Se al primo posto - Contin la nota - si collocano i contenuti gastronomici – il 37,1% delle conversazioni – il tema ‘salute e salumi’ si posiziona al secondo posto con il 14,8% di Share of Voice e oltre 237 milioni di visualizzazioni potenziali. Nel dettaglio, i temi più discussi riguardano frequenza di consumo, compatibilità con una dieta equilibrata, presenza di additivi, nitriti e nitrati, sicurezza alimentare e interpretazione della classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate. Tra i principali fattori “negativi”, online emergono le preoccupazioni relative alla sicurezza alimentare e alle possibili contaminazioni (12,7%), insieme ai temi della cancerogenicità e del rischio tumori (11,9%), spesso però affrontati con semplificazioni o toni allarmistici. “Il consumatore continua a vivere i salumi come alimenti di gusto, tradizione e convivialità, ma chiede anche criteri chiari per inserirli correttamente nella dieta - osserva Bernardi - Le preoccupazioni per sicurezza alimentare e contaminazioni, pari al 12,7%, e quelle per cancerogenicità e rischio tumori, pari all’11,9%, vanno distinte e spiegate. Il messaggio nutrizionale più corretto non è isolare il singolo alimento, ma guardare al modello complessivo. La prevenzione non si costruisce solo riducendo alcuni consumi, ma anche aumentando alimenti protettivi, come fibra da verdura, frutta, legumi e cereali integrali, e un adeguato apporto di calcio da latte, yogurt e derivati”.
In un ecosistema informativo sempre più frammentato, gli italiani continuano a riconoscere il valore delle fonti scientifiche qualificate. Per il 54,4% degli intervistati, medici e nutrizionisti rappresentano il principale punto di riferimento per informarsi correttamente sui temi dell’alimentazione. Proprio per questo nasce l’Osservatorio: uno strumento permanente di ascolto, monitoraggio e divulgazione, pensato per raccogliere dubbi e domande dei consumatori e offrire risposte fondate sui dati, favorendo un confronto trasparente tra cittadini, professionisti della salute, media e mondo produttivo.
Nel caso del prosciutto cotto, nonostante il ritorno nel dibattito pubblico di temi legati alla salute e alla già citata classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate, le abitudini di consumo sono rimaste sostanzialmente stabili. “Il 58,7% degli italiani - precisa la nota - dichiara infatti di non aver modificato il proprio consumo di prosciutto cotto nell'ultimo anno, mentre il 17,8% lo ha aumentato. La percezione del prodotto rimane prevalentemente positiva”. Tra gli aspetti maggiormente apprezzati emergono la sua adattabilità a tutta la famiglia (49,5%), la compatibilità con una dieta equilibrata (42,2%), la digeribilità (31,7%) e l’apporto proteico (31,2%). L’analisi delle conversazioni online conferma questa immagine. “Il prosciutto cotto mantiene un forte valore non solo nutrizionale, ma anche affettivo e culturale per gli italiani - sottolinea la nutrizionista - Il 36,3% lo associa ai propri ricordi e il 59% lo consuma ancora oggi soprattutto in panini e toast, a conferma della sua familiarità nella quotidianità. Questo aspetto è rilevante perché le raccomandazioni nutrizionali devono tenere conto anche delle abitudini reali delle persone. Inserito in preparazioni equilibrate, insieme a cereali integrali, verdure e frutta, il prosciutto cotto può contribuire a un modello alimentare coerente con la dieta mediterranea”.
I dati rilevati “dalle ricerche condotte - riassume Monica Malavasi, direttrice Ivsi - ci restituiscono l'immagine di un consumatore attento, consapevole e desideroso di comprendere meglio il rapporto tra alimentazione e salute, ma mostrano chiaramente che sul tema dei salumi esistono ancora dubbi, percezioni distorte e informazioni spesso semplificate o decontestualizzate. Per questo abbiamo deciso di dare vita all'Osservatorio di Ivsi: uno strumento permanente di ascolto e monitoraggio che ci consentirà di intercettare le domande dei consumatori e contribuire a un dibattito pubblico fondato sui dati e sulle evidenze scientifiche. Il nostro obiettivo è affrontare le questioni che vengono sollevate con trasparenza, rigore e responsabilità, offrendo informazioni corrette e verificabili su prodotti che fanno parte della tradizione alimentare italiana e che, se consumati con equilibrio - conclude - trovano spazio all'interno di uno stile di vita sano”.

Categoria: cronaca
17:55
Fisco, Abruzzese (Confindustria): "Iper ammortamento? Alte le aspettative delle imprese"
(Adnkronos) - “Le aspettative delle imprese rispetto all'iper ammortamento sono molto alte perché possiamo contare, in questo momento, su una misura che ha un'estensione temporale di circa tre anni, che vanta un aggiornamento dell'ambito dei beni agevolabili ed è una misura già conosciuta dalle imprese, perché si è recuperata la logica di uno strumento di deduzione maggiorata del reddito imponibile già sperimentata a partire dal 2015”. Lo ha detto Giulia Abruzzese, Direttore Politiche fiscali di Confindustria, a Milano, in occasione del secondo appuntamento del 2026 dell’EY Tax Talk, momento di approfondimento che ha riunito professionisti e istituzioni per un confronto sulle principali novità di fiscalità domestica e internazionale, con un aggiornamento sui temi di maggiore impatto per le imprese.
“La misura ha una dotazione finanziaria importante, pari a circa 10 miliardi, spalmati in un periodo di 8-9 anni. C'è un po’ di preoccupazione per la parte procedurale. - aggiunge - Da pochi giorni è stata aperta la piattaforma del Gse che dovrà curare le comunicazioni preventive e consuntive delle imprese, che saranno in totale cinque, a cui adempiere. Queste possono essere un po’ gravose e ridondanti, per questo si spera che quanto prima vengano emanate dal Mimit e dal Gse le linee guida per accompagnare le imprese in questo adempimento”.
“Chiediamo che si torni a parlare con una certa urgenza di misure che favoriscano la patrimonializzazione delle imprese, dopo il superamento improvviso dell'Ace con la legge di bilancio di due anni fa. Una misura che aveva sostenuto negli ultimi 15 anni il rafforzamento patrimoniale delle imprese, riducendo l'indebitamento nei confronti del settore bancario e che, a nostro avviso, non è stata rimpiazzata da un'analoga misura con le stesse potenzialità e la stessa dotazione finanziaria - aggiunge - Quindi chiediamo che se ne torni a parlare, riproponendo un incentivo stabile alla patrimonializzazione delle imprese, anche pensando a dei correttivi alla vecchia Ace, che magari presentava dei punti di potenziale miglioramento”.
“Sulla crescita dimensionale delle imprese, la leva fiscale non è l'unico aspetto di cui tener conto, esistono infatti altri driver. Ad incidere, assieme alla leva finanziaria, è la cultura d'impresa, la capacità di gestire in maniera oculata i passaggi generazionali, e quindi l'ingresso in azienda delle nuove generazioni. - precisa - Qui la leva fiscale può fungere da catalizzatore. Chiediamo quindi che vengano corrette alcune storture che noi oggi vediamo. Pensiamo, ad esempio, alla necessità di superare delle norme recenti che riguardano la deduzione degli avviamenti, che sono penalizzanti per operazioni aggregative. In secondo luogo chiediamo di rivedere le aliquote sull’affrancamento, che non sono competitive rispetto alle aliquote delle imposte che sostituiscono”.
“Possiamo immaginare di ripensare, in maniera un po’ più ambiziosa, alcuni strumenti sperimentati nel passato, come il bonus aggregazioni, oppure di dirottare anche nell'ambito delle aggregazioni strumenti come il credito d'imposta per le spese di consulenza per la quotazione di Pmi - conclude - sempre per dare un impulso ulteriore a queste operazioni di M&A”, conclude.

Categoria: economia
17:53
Fisco, Iuvinale (Mef): "Mobilità globale impone una revisione delle regole fiscali"
(Adnkronos) - “La mobilità globale è un fenomeno sempre più accentuato e, soprattutto dopo la pandemia, ha avuto una diffusione molto ampia. In tal senso, la comunità internazionale, e in particolare l'Ocse, sta lavorando a una soluzione strutturale di modifica delle regole fiscali internazionali attuali, che riguardano la tassazione delle imprese e delle persone fisiche, anche il transfer pricing, che sono impattati da queste modifiche delle dinamiche globali e di lavoro”. Così Marco Iuvinale, direttore rapporti fiscali Internazionali del ministero dell’Economia e delle Finanze, intervenendo all’Ey Tax Talk, l’appuntamento di approfondimento che ha riunito professionisti e istituzioni per un confronto sulle principali novità di fiscalità domestica e internazionale, con un aggiornamento sui temi di maggiore impatto per le imprese.
“Ciò che ci si aspetta è un’azione su tutti gli aspetti della fiscalità, dalle persone fisiche alle società transfer pricing, ai cosiddetti nomadi digitali, che è un fenomeno che si va accentuando - spiega Iuvinale - e rivedere l'impianto delle regole internazionali esistenti per creare maggiore certezza e allineamento tra l'impianto delle regole attuali e l'evoluzione dell'economia e del lavoro, che le mettono sotto pressione”.
“In tal senso, come Italia, partecipiamo a questa discussione e siamo in contatto con le imprese per raccogliere le loro evidenze su questo tema, che è un aspetto rilevante, e capire, anche nelle dinamiche delle imprese, quanto questo possa influenzare le decisioni dei policy maker e della comunità internazionale”, conclude.

Categoria: economia
17:34
Fisco, Cazzato (EY): "Tema beneficiario effettivo merita attenzione a livello giuridico"
(Adnkronos) - “Il tema del beneficiario effettivo è un tema importante che merita una grande attenzione sia nel quadro giuridico esistente, sia da parte del legislatore. Se vogliamo iniziare dal primo profilo, dal punto di vista dell'approccio delle società italiane che distribuiscono dividendi, bisogna essere molto cauti e molto prudenti nella valutazione della sussistenza, delle condizioni che portano alla distribuzione di dividendi in esenzione d'imposta o con agevolazioni di vario tipo. Di conseguenza bisogna prestare una grande attenzione sull'acquisizione di tutta la documentazione probatoria che in qualche modo giustifica l'operato del sostituto”. Sono le parole di Annalisa Cazzato, EY Tax, in occasione dell’Ey Tax Talk. L’appuntamento, svoltosi a Milano, ha permesso a professionisti e istituzioni di approfondire i principali temi di attualità fiscale, come le novità introdotte dalla riforma fiscale e dalla legge di bilancio, e i più recenti sviluppi in ambito internazionale.
E prosegue: “Avere un sostituto d'imposta italiano significa avere per l'amministrazione finanziaria italiana un soggetto con cui, in qualche modo, prendersela e quindi un soggetto che viene sottoposto ad attività di accertamento e verifica. Il tema è molto complesso, non esiste una normativa certa di applicazione e i contorni delle norme applicabili sono molto labili perché condizionati dagli interventi degli organi giurisprudenziali internazionali e nazionali”
Cazzato conclude: “In uno scenario che mina la certezza del comportamento del distributore italiano, noi intendiamo farci promotori dell'adozione di misure legislative che regolino in maniera più netta e chiara i profili di responsabilità e gli obblighi del sostituto. Tutto questo nell'interesse delle aziende italiane, ma anche nell'interesse dell'attrazione dei capitali stranieri che vengono in Italia e possono contare su politiche di distribuzione dei dividendi molto più serene da parte delle imprese del tessuto nazionale”.

Categoria: economia
17:30
Si blocca treno a Milano sotto il sole, 300 passeggeri senza aria condizionata
(Adnkronos) - Un treno regionale è rimasto bloccato questo pomeriggio all'altezza di piazza Sire Raul, a Milano, vicino alla stazione di Lambrate. I 300 passeggeri a bordo sono rimasti bloccati al caldo senz'aria condizionata per circa un'ora. Sul posto sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco, con tre mezzi, la protezione civile, la polizia locale e la Polfer.
Rfi sul suo sito informa gli utenti che "dalle 15.30 la circolazione ferroviaria è rallentata in prossimità di Milano Lambrate per accertamenti tecnici alla linea elettrica" e rassicura sul fatto che "è in corso l'intervento dei tecnici di Rfi". Trenord annuncia "ritardi medi di 40 minuti, possibili variazioni di percorso e cancellazioni".
Nel pomeriggio è iniziato il trasbordo su un altro convoglio dei circa 300 passeggeri. Il 118 è intervenuto per eventuali emergenze legate al caldo estremo e la protazione civile ha distribuito bottigliette d'acqua. Non ci sarebbero però - a quanto apprende l'Adnkronos - situazioni di particolare criticità.

Categoria: cronaca
17:28
Lite con l'elettricista, Raz Degan a giudizio per violenza privata. La difesa: "Fiduciosi"
(Adnkronos) - "Siamo fiduciosi nella giustizia e nel buon esito del procedimento giudiziario". Lo dice all'Adnkronos l'avvocato Francesco Bianco, che difende Raz Degan davanti al tribunale di Brindisi in relazione a un episodio avvenuto in un trullo di proprietà dell'attore tra Cisternino e Ostuni, il 31 luglio del 2024. In quella occasione ci sarebbe stata una lite con un elettricista che nell'abitazione aveva effettuato alcuni lavori. Degan è accusato di violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
Dopo l'udienza predibattimentale, è stata disposta la prosecuziuone del giudizio ed è stato fissato al 2 ottobre prossimo l'inizio del dibattimento vero e proprio davanti al giudice monocratico. All'origine del litigio ci sarebbero stati proprio i lavori effettuati nel trullo dall'artigiano. La presunta vittima presentò una denuncia accusando l'attore di avergli sottratto il telefonino e le chiavi dell'auto.

Categoria: cronaca
17:20
Doncic annuncia il primo giocatore del Roma Basket Club, è Nico Mannion
(Adnkronos) - "Abbiamo avuto il primo contratto firmato, il primo giocatore della squadra sarà Nico Mannion per il Roma Basket". Così Luka Doncic ha ufficializzato la prima firma del Basketball Club Roma SPQR, in visita al Playground di Scalo San Lorenzo. La stella dei Los Angeles Lakers e rappresentante del nuovo Club di Roma, società che parteciperà al Campionato di Serie A nella stagione sportiva 2026/2027 oggi ha anche incontrato il presidente della Federbasket Giovanni Petrucci per parlare dei temi legati allo sviluppo della pallacanestro nella Capitale, e nel pomeriggio lo stesso Doncic ha incontri previsti anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l'assessore allo Sport Alessandro Onorato, il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, e le autorità di Sport e Salute il presidente Marco Mezzaroma e l'ad Diego Nepi Molineris che gli faranno conoscere il centrale del Foro Italico, oggetto di copertura per permettere al club tra due anni di poter giocare le gare interne lì.
Intanto Roma potrebbe diventare la prima città a passare, da una stagione all'altra, dall'assenza di squadre nella massima categoria ad averne addirittura due. Il percorso della franchigia di Doncic prosegue dopo aver raggiunto con il presidente del Coni Luciano Bonfiglio l'accordo per l'utilizzo, per gli allenamenti ed il trattamento degli atleti, del Centro Di Preparazione Olimpica "Giulio Onesti". Per quanto riguarda invece le partite casalinghe di LBA ed Eurocup è vicino l'accordo che porterebbe il club al Palazzetto dello Sport di Piazzale Apollodoro.

Categoria: sport
17:19
Castelporziano, torri intelligenti monitorano qualità aria e incendi
(Adnkronos) - Da metà febbraio a inizio maggio 2026 sono 14 gli sforamenti giornalieri per il Pm10 nell’area di Castelporziano, nessuna giornata ha fatto registrare valori sopra i 100 microgrammi per metrocubo (µg/mc). Sul fronte incendi, la telecamera non ha rilevato anomalie. Sono i dati su qualità dell'aria e incendi rilevati da tre centraline con sensori IoT, una telecamera antincendio smart e gateway dotati di intelligenza artificiale, installati su tre torri di telecomunicazione di Inwit che monitorano e vigilano da febbraio 2026 sull’area naturale. Legambiente le ha censite tra le migliori esperienze nazionali dei 'Cantieri della transizione ecologica' rendendole protagoniste insieme a Inwit della 42esima tappa della sua campagna in programma oggi nel Lazio, che si è aperta con la visita guidata a una delle tre 'tower' di Inwit dove sono installati le centraline e la telecamera antincendio.
Le centraline IoT sono dei veri e proprio laboratori di analisi in miniatura, capaci di misurare fino a 14 diversi parametri ambientali, tra cui anche gli inquinanti critici come le polveri sottili (Pm10); mentre le telecamere antincendio scrutano l'orizzonte alla ricerca di anomalie. Grazie all'AI riconoscono le caratteristiche di un focolaio e quando il sistema rileva una potenziale minaccia, tramite un 'site gateway', un piccolo computer installato sulla torre trasmette la segnalazione agli enti preposti, dando così un prezioso supporto al lavoro delle Forze dell'ordine e della Protezione Civile impegnate nel contrastare i roghi e permettendo un intervento tempestivo.
DATI MONITORAGGI - Dalla seconda metà di febbraio a inizio maggio 2026 le 3 centraline IoT installate per il monitoraggio della qualità dell'aria hanno registrato nell’area della Riserva naturale statale Tenuta di Castelporziano Castelporziano 14 sforamenti giornalieri per il Pm10 (riferimento normativo 50 microgrammi per metro cubo come media giornaliera da non superare per più di 35 giorni all’anno), nessuna giornata ha fatto registrare però valori sopra i 100 µg/mc; 3 gli sforamenti ad Acilia e 5 a Castelporziano. Le medie di questi primi mesi di monitoraggio sono in linea con le medie di Pm10 registrate nello stesso periodo nelle altre stazioni di monitoraggio presenti in Abruzzo e non riscontrano elementi di criticità da segnalare. La telecamera antincendio in questi mesi non ha, invece, rilevato anomalie sul fronte incendi, nella zona monitorata. Le tecnologie integrate per la visione notturna e la gestione della luce consentono di ottenere immagini nitide sia di giorno sia di notte, anche in presenza di forti contrasti luminosi o scarsa illuminazione.
“La transizione ecologica - commenta il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani - passa anche dalla capacità di mettere in relazione tecnologia, ricerca scientifica e protezione degli ecosistemi, costruendo nuovi strumenti per affrontare le sfide ambientali dei prossimi anni. Per questo siamo convinti che in un Paese sempre più esposto agli effetti della crisi climatica, dagli incendi boschivi agli eventi meteo estremi, le infrastrutture digitali possono diventare strumenti strategici per il monitoraggio ambientale, la prevenzione dei rischi e la pianificazione di strategie di adattamento. Lo abbiamo visto in Abruzzo e ora anche nel Lazio. In particolare, per quanto riguarda la prevenzione incendi, è fondamentale lavorare sempre di più in questa direzione anche per contrastare la piaga dei roghi che ogni anno colpisce l’Italia. Secondo il nostro ultimo report 'Italia in fumo' nel 2025 nella Penisola si sono verificati 1.908 incendi che hanno distrutto 96.517 ettari di territorio, equivalenti a circa 135.178 campi da calcio. Nel Lazio sempre nel 2025 ci sono stati 141 incendi per un totale di 4545 ettari bruciati. Di fronte a questo scenario, sistemi di monitoraggio ambientale integrati e tecnologie di controllo del territorio diventano strumenti fondamentali non solo per intervenire tempestivamente ma anche per pianificare strategie di adattamento climatico”.
“Le nostre torri di telecomunicazione si confermano un hub tecnologico e una piattaforma multi-servizio, in grado di abilitare servizi a tutela dei territori e delle comunità. Il modello della condivisione su cui si basano le infrastrutture digitali in logica neutral host non è solo un driver di efficienza industriale, ma un elemento strategico per accelerare la transizione ecologica e digitale, generando valore concreto per il Paese”, osserva Diego Galli, direttore generale di Inwit.

Categoria: cronaca
17:19
Caldo estremo in Francia, bambino di 3 anni trovato morto in auto
(Adnkronos) - Un bambino di 3 anni è morto in Francia, in condizioni meteo estreme per l'ondata di caldo, dopo essere stato lasciato in auto. Il piccolo, riferisce l'agenzia Afp, nella giornata di ieri caratterizzata da altissime temperature è stato lasciato nell'abitacolo di un auto a Saint-Gratien, nella Val-d'Oise. Il bambino è stato "trovato dai genitori nel veicolo parcheggiato davanti alla loro abitazione", ha riferito una fonte della polizia, mentre i vigili del fuoco hanno confermato il decesso. Secondo le prime ricostruzioni, la mamma si sarebbe addormentata con l'altro figlio, un bimbo di 18 mesi, mentre il padre sarebbe stato impegnato in lavori in giarino. Secondo la ricostruzione della procura, il bambino di 3 anni sarebbe entrato da solo nell'auto parcheggiata con le portiere sbloccate.
Mercoledì 24 giugno, evidenzia Le Figaro, è stata già la giornata più calda mai registrata in Francia, con una temperatura massima media giornaliera di 30 gradi. Il record di temperature massime, già battuto il giorno precedente, è stato nuovamente superato con una media di 38,5 gradi. In archivio anche la 'notte da record': la temperatura minima rilevata da 30 stazioni di riferimento si è attestata a 22 gradi. Il precedente primato, stabilito tra lunedì e martedì, era di 21,6 gradi. Il caldo record aumenta la pressione sulle strutture sanitarie. A Parigi, mercoledì sono stati registrati 25 arresti cardiaci in 24 ore: di media, si segnalano quotidianamente meno di 10 episodi, ha evidenziato il ministero della Salute.
Il sindaco di Parigi, Emmanuel Gregoire, nelle ultime ore ha fatto genericamente riferimento a un "aumento della mortalità" nella capitale a causa dell'ondata di calore. "La mortalità è in aumento, abbiamo quasi tutti gli indicatori che segnalano una situazione difficile. Questo comprende le chiamate al servizio di emergenza medica, le chiamate ai vigili del fuoco, i ricoveri al pronto soccorso e i decessi", ha detto all'emittente TF1, precisando che "spetta alle autorità sanitarie" comunicare dati puntuali.
Il quadro meteo cambierà marginalmente nelle prossime ore. Venerdì 26 giugno, 61 dipartimenti saranno in allerta rossa per caldo estremo (oggi sono 72) e 25 in allerta arancione, ha annunciato Meteo-France. "L'aria più calda si sposterà gradualmente verso est attraverso il Paese, mentre temporali localmente rilevante nella tarda serata di giovedì porteranno aria relativamente più fresca da ovest", secondo le previsioni, che prospettano "un graduale calo delle temperature lungo la costa atlantica".
In Spagna almeno 212 decessi registrati tra domenica e mercoledì sono attribuibili all'ondata di caldo record. E' quanto emerso da dati pubblicati dall'Instituto de Salud Carlos III di Madrid. Negli stessi giorni del 2025 alla medesima causa risultavano riconducibili 98 decessi.
Si tratta di stime basate su un sistema noto come 'MoMo' (Sistema de Monitorización de la Mortalidad Diaria), che raccoglie ogni giorno informazioni sul numero di decessi in Spagna, effettua calcoli sulla base del confronto con previsioni secondo dati storici e integra fattori come le temperature comunicate dall'Agenzia nazionale per la meteorologia per elaborare i dati.
Ieri l'Agenzia nazionale per la meteorologia (Aemet) ha reso noto che lunedì e martedì sono state le giornate più calde mai registrate a giugno in Spagna almeno dal 1950. Tra metà maggio e fine settembre 2025, 3.832 decessi erano stati attribuiti al caldo utilizzando lo stesso sistema 'MoMo'.

Categoria: internazionale/esteri
17:17
Inwit, torri 'intelligenti' per la prevenzione degli incendi nella tenuta di Castelporziano a Roma
(Adnkronos) - Una telecamera antincendio dotata di intelligenza artificiale e tre centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell'aria a supporto della Riserva naturale statale tenuta di Castelporziano, a Roma. Nell’ambito della campagna nazionale di Legambiente 'I cantieri della transizione ecologica' e in collaborazione con RomaNatura, la tower company ha installato lo scorso marzo nei pressi della riserva presidenziale, a pochi km dalla Capitale, su 3 torri per le telecomunicazioni sistemi avanzati capaci allo stesso tempo di prevenire l’insorgere di incendi e monitorare la qualità dell’aria, generando così valore ambientale e sociale.
L'obiettivo della collaborazione è duplice: creare una base dati a lungo termine sulla qualità dell'aria per analizzare le tendenze, identificare eventuali criticità e stimolare l'adozione di misure correttive da parte di enti pubblici e privati; potenziare la resilienza del territorio contro il rischio incendi, una minaccia costante per gli ecosistemi, soprattutto in estate. “Quando pensiamo alle torri per le telecomunicazioni, pensiamo soprattutto alla connettività: telefonate, internet, streaming, social network, 5G. In realtà queste infrastrutture possono fare molto di più, grazie alla loro diffusione sul territorio. Noi ne abbiamo circa 26.000 e ne abbiamo almeno una nell’84% dei comuni italiani”, è il commento di Diego Galli, direttore generale di Inwit.
“Da questa idea nasce il progetto. Su 3 torri a ridosso di questa riserva, abbiamo installato una telecamera smart collegata a un gateway dotato di intelligenza artificiale in grado di individuare tempestivamente eventuali principi di incendio, riconoscendo per esempio i pennacchi di fumo e inviando un allarme immediato alle centrali operative. La posizione elevata delle torri permette di monitorare aree molto ampie e di intervenire prima che una situazione potenzialmente pericolosa si trasformi in un'emergenza. Accanto a questo, abbiamo installato anche centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell'aria. Si tratta di veri e propri laboratori in miniatura che rilevano numerosi parametri ambientali, dagli inquinanti alle polveri sottili, fino ai dati meteorologici. L'obiettivo è creare una base informativa utile per comprendere meglio l'evoluzione dell'ambiente e supportare eventuali interventi di tutela. Il punto forse più interessante è che questo modello è immediatamente replicabile”, aggiunge Galli.
Secondo i recenti dati Ispra basati sui rilevamenti europei Effis (European forest fire information system) rilasciati la scorsa settimana (15 giugno), la situazione italiana per l'anno 2025 si presenta in questo modo: nel 2025 la superficie totale percorsa dal fuoco in Italia ha raggiunto i 965 km² (96.500 ettari), un dato che quasi raddoppia le stime registrate nell'intero 2024. Il 48% degli eventi nel 2025 ha aggredito direttamente gli ecosistemi forestali, mandando in fumo 123 km² (12.300 ettari) di boschi. Un dato particolarmente allarmante è che oltre il 30% della superficie bruciata totale si concentrava all'interno della rete delle aree protette italiane. Il Sud Italia e le isole maggiori confermano il trend storico di massima vulnerabilità: Sicilia, Calabria e Campania da sole rappresentano il 71% dell'intera area forestale nazionale colpita dai roghi.
Con il progetto Inwit, replicabile su tutti i territori italiani, le infrastrutture nate per la connettività digitale diventano strumenti fondamentali per la sostenibilità e la tutela dei territori, generando un valore condiviso per ambiente e comunità. Dall'avvio delle sperimentazioni sul territorio nazionale, il sistema di videosorveglianza intelligente dotato di software di intelligenza artificiale, installato sulle torri, è in grado di scattare ed elaborare immagini, intercettando tempestivamente potenziali anomalie e principi di incendio, (pennacchi di fumo) distinguendo i segnali per la loro intensità. E laddove il monitoraggio segnali un’anomalia significativa lancia un allarme immediato, inoltrato alle centrali operative, permette di evitare escalation legate alla natura accidentale/colposa dell’episodio, consentendo di sventare situazioni critiche in aree protette e tutelando patrimoni boschivi di grande valore. Tutto questo è possibile grazie alla capillarità delle torri Inwit, in media una ogni 3 km.

Categoria: cronaca
17:16
Tre anni di Bat Trieste, presenza nel Paese genera valore per economia nazionale
(Adnkronos) - La presenza in Italia di Bat, leader nel settore dei beni di largo consumo legati alla nicotina, rappresenta un valore per il sistema Paese, con ricadute economiche, occupazionali e industriali che superano il perimetro locale, coinvolgendo filiere, competenze e fornitori distribuiti sull’intero territorio nazionale. A confermare la capacità dell’azienda di produrre impatto in tutta Italia è, in particolare, l''A Better Tomorrow Innovation Hub' di Trieste, che quest’anno celebra il suo terzo anniversario. Per l’occasione, è stata presentata oggi, presso la sede di Trieste della Camera di Commercio Venezia Giulia, la nuova edizione dello studio realizzato dal Mib Trieste School of Management. Secondo l’analisi, nel 2025, Bat Trieste ha attivato una produzione complessiva pari a 275,6 milioni di euro nel sistema economico nazionale. Per ogni euro di produzione dell’azienda si attiva un effetto moltiplicativo fino a 5,5 euro. Allo stesso tempo, il Valore Aggiunto generato da Bat Trieste è stato pari a 29,8 milioni di euro, di cui oltre il 90% distribuito in Friuli Venezia Giulia e circa il 10% nel resto d’Italia. Un dato particolarmente significativo a conferma di un impatto dell’Hub che, pur fortemente radicato sul territorio, produce benefici lungo l’intero sistema economico nazionale.
Per quanto riguarda la dimensione quantitativa, l’impatto diretto si assesta - nel 2025 - sui 50 milioni di euro, quello indiretto, relativo alla catena di fornitura calcolato attraverso precisi modelli economici, vale 159 milioni di euro, mentre il calcolo dell’indotto, che tiene in considerazione l’effetto sui redditi delle famiglie coinvolte lungo la catena di fornitura, porta la produzione complessiva attivata da Bat Trieste fino a 275,6 milioni di euro. Lo stabilimento di Trieste nasce e cresce in forte connessione col territorio, ma la sua vocazione industriale e tecnologica lo rende un abilitatore di filiere nazionali ad alta specializzazione, con ricadute che interessano imprese, fornitori e competenze presenti in diverse aree produttive del Paese. Secondo quanto emerso dallo studio, la crescita di Bat Trieste non è infatti solo il risultato di un progetto industriale solido, ma anche della qualità delle relazioni costruite nel tempo con un ampio ecosistema di stakeholder.
"Per Bat, costruire A Better Tomorrow significa trasformare una visione in un modello di crescita concreto, misurabile e scalabile. Trieste rappresenta pienamente questo approccio: non solo un investimento di successo, ma un hub strategico in cui innovazione, collaborazione istituzionale e creazione di valore per il territorio si integrano in modo coerente” – dichiara Simone Masè, Presidente e Amministratore Delegato di Bat Italia. “I risultati dello studio Mib dimostrano che è possibile generare impatto economico e sociale tangibile mantenendo al tempo stesso una prospettiva globale. È esattamente questo equilibrio – tra radicamento locale e visione internazionale – che guida le nostre scelte e che vogliamo continuare a rafforzare”.
Lo studio aggiorna e amplia le evidenze raccolte nelle precedenti edizioni, integrando all’analisi dell’impatto diretto una valutazione degli effetti indiretti e indotti generati dall’attività dell’azienda e una nuova componente qualitativa che approfondisce il rapporto con il territorio, identificando gli elementi distintivi del cosiddetto 'Modello Bat', basato sulla collaborazione tra impresa, istituzioni, fornitori e comunità locale. L’analisi degli effetti diretti, indiretti e indotti - si legge nello studio - conferma la centralità di Bat Trieste come attore di sviluppo economico e occupazionale. L’ampiezza delle stime relative agli effetti indotti riflette la varietà dei comportamenti di spesa delle famiglie, ma in ogni scenario emerge una capacità strutturale di generare valore diffuso. Nel complesso, il modello produttivo e relazionale dell’azienda si conferma un fattore di crescita stabile e rilevante per il Friuli Venezia Giulia e per il sistema economico italiano.
“Gli obiettivi dello studio sono molteplici. Da un lato c’è la quantificazione delle ricadute dirette e indirette sull’economia di un territorio circoscritto, inclusi gli aspetti occupazionali. Dall’altro, il report restituisce una sintesi del percorso di crescita di Bat Trieste e delle modalità con cui questo si è concretizzato dal gennaio 2022 a dicembre 2025, valorizzando la relazione con il territorio e ricambiando con risultati concreti la fiducia riposta in noi da istituzioni e comunità locale. Bat Trieste ha quasi raggiunto i 400 dipendenti diretti a poco più di quattro anni dal suo insediamento, evidenziando livelli di crescita costanti che tengono al centro la catena di fornitura locale", ha dichiarato Andrea Di Paolo, Presidente di Bat Trieste.
"Bat Trieste è un attore fondamentale del tessuto produttivo della Venezia Giulia. Ed è la dimostrazione di quanto si possa fare quando si trova un territorio pronto ad accogliere nuovi insediamenti produttivi, ricettivo ed elastico in tutte le sue componenti, amministrative e imprenditoriali, umane e occupazionali. Un territorio, quello della Venezia Giulia, con un alto indice di valore aggiunto per singola unità, come viene ben dimostrato e confermato anche dallo studio realizzato da Bat Trieste e che ne attesta l’importante posizionamento in quest’area. Ben vengano, quindi, aziende come Bat Trieste capaci di portare contributi fondamentali a queste performance per un territorio che ha davvero dimostrato come professionalità, lungimiranza e collaborazione tra istituzioni e realtà imprenditoriali siano riusciti a far crescere in armonia sviluppo e società. Voglio ricordare anche l’attenzione avuta da Bat Trieste per il tessuto sociale in cui ha messo radici. Dallo sport, alle associazioni, alle istituzioni e alla Fondazione Villa Russiz di Capriva del Friuli che, con le sue finalità, contribuisce in maniera determinante ad affiancare il percorso di vita di decine di giovani e giovanissimi che si trovano a vivere gravi complessità familiari", ha dichiarato Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia.
La terza edizione dello studio introduce anche un confronto diretto con alcuni dei soggetti che, nel tempo, hanno interagito con Bat Trieste attraverso relazioni di fornitura, rapporti istituzionali o attività di sponsorship. Le interviste restituiscono un’immagine coerente: la società è percepita come un partner capace di generare valore oltre la dimensione commerciale, favorendo crescita, innovazione, reputazione e attrattività del territorio.
Le collaborazioni hanno prodotto assunzioni, investimenti, trasferimento di competenze e ricadute positive sul tessuto imprenditoriale locale. Anche le istituzioni coinvolte confermano l’esistenza di un 'Modello Bat', fondato su cooperazione, rapidità amministrativa e coesione territoriale, capace di rafforzare l’attrattività di Trieste e del Friuli Venezia Giulia ben oltre il perimetro immediato del’insediamento. L’analisi restituisce l’immagine di un’azienda che cresce insieme al territorio e che contribuisce a modellarne dinamiche economiche, occupazionali e sociali.

Categoria: economia
17:14
Imprese, Masè (Bat Italia): "Studio Mib rende visibile il lavoro di Bat Trieste"
(Adnkronos) - "Lo studio del Mib è di grande importanza per noi, perché riesce ad unire l'aspetto del monitoraggio e della raccolta delle informazioni ad una restituzione di risultato molto concreta in termini di numeri, uno per tutti il 90% del valore creato dalla nostra presenza sul territorio rimane all’interno di esso. Siamo lieti di poter leggere questo tipo di analisi, che danno sempre più concretezza e rendono visibile il lavoro fatto dalle aziende, nel caso di Bat Trieste in un territorio molto collaborativo di cui sentiamo di essere entrati a far parte". Sono le parole di Simone Masè, presidente e amministratore delegato di Bat Italia, partecipando oggi a Trieste all’incontro durante il quale è stata presentata la terza edizione dello studio realizzato dal Mib - Trieste School of Management sull’impatto dell’hub friulano sulla città e sul Paese.
Lo studio evidenzia inoltre come ogni euro investito da Bat Trieste genera € 5,5 per l'economia del territorio, dati in linea con lo shared value, ossia il valore condiviso, che guida l'attività di Bat Trieste.
"Quello di Trieste rappresenta un hub sempre più rilevante nella strategia globale di Bat, un'azienda multinazionale diffusa nel mondo, con grandi impianti produttivi in Indonesia, Bangladesh, Stati Uniti, Romania ed altri. Il ruolo di Trieste è strategico perché è nuovo - spiega - è espressione di qualità e di eccellenza e perché a Trieste ci occupiamo di attività legate all'innovazione, aspetti che sono visti come un ‘gioiello’ e che presentiamo sia all’interno della nostra organizzazione che in tutte quelle situazioni dove siamo chiamati a parlare del nostro hub di Trieste. Ci sono tutti i presupposti perché assuma sempre maggiore rilevanza e possa essere sempre più un elemento portante dell'assetto produttivo globale di Bat".

Categoria: economia
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19:14
Genova, auto investe pedoni: 3 feriti
(Adnkronos) - Tre pedoni sono stati investiti alle 18 di oggi dal conducente di una Smart a Genova, in piazza Massena, nel quartiere di Cornigliano. Secondo le prime informazioni l'auto avrebbe travolto le vittime, che sarebbero anziani, sul marciapiede. Sul posto, per soccorrere i tre feriti, stanno intervenendo il 118, la Croce Oro di Sampierdarena e la Croce Verde Pegliese, oltre ai vigili del fuoco e il nucleo Infortunistica della polizia locale.

Categoria: cronaca
19:10
Mondiali 2026, Norvegia-Francia: in palio il primato del Gruppo I, Blues avanti a 1,62 su Sisal.it
(Adnkronos) - Il Mondiale entra sempre più nel vivo e le gare si fanno via via più interessanti. Norvegia – Francia, ad esempio, è il match che assegna il primato del Gruppo I: entrambe a 6 punti e certe della qualificazione, le due squadre andranno a caccia del successo che decreterà chi sarà la regina del girone. La Francia ha il vantaggio della differenza reti, a Mbappè e compagni basterà quindi il pareggio per blindare il primo posto e scegliersi la strada verso il MetLife Stadium di New York per il turno successivo. Per gli esperti di Sisal, la squadra di Deschamps non si accontenterà, la vittoria è infatti a 1,62, mentre il tris di vittorie norvegese sale a 4,50, stessa quota per il pareggio. Quel che è certo è che vedremo in campo due delle squadre con il miglior potenziale offensivo del torneo: 7 gol in due gare per la Norvegia, 6 per la Francia. Ci si aspetta dunque una sfida all’insegna dello spettacolo, con entrambe in rete, a 1,72, e da Over 2,50, a 1,60.
Norvegia – Francia sarà anche il duello tra due indiscutibili protagonisti di questo Mondiale: Haaland da un lato, Mbappè dall’altro. Entrambi non hanno tradito le aspettative della viglia e hanno trascinato le rispettive squadre verso la vetta del Gruppo: quattro reti a testa in due gare, con due doppiette a partita. Chi sarà più decisivo nella sfida del gol? Per gli esperti Sisal è in vantaggio il francese, con la marcatura a 1,80 contro 2,50 del norvegese mentre la terza doppietta è a 5,00 per l’attaccante del Real Madrid e a 7,50 per quello del Manchester City. Mbappè è in leggero vantaggio anche nella sfida dei tiri in porta, a 2,25 contro il 2,75 di Haaland e il 3,75 del pareggio.

Categoria: sport
18:57
Cartabellotta: "Il Ssn fatica ad adattarsi alla rivoluzione digitale"
(Adnkronos) - "La trasformazione digitale offre grandissime opportunità in tutti gli ambiti: il vero problema è che noi non riusciamo a colmare il gap tra la capacità della tecnologia di svilupparsi continuamente e molto rapidamente e la capacità del Servizio sanitario nazionale di adattarsi a questa evoluzione da un punto di vista organizzativo, amministrativo e burocratico". A dirlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, a margine della seconda giornata di 'We Make Future 2026', il festival dedicato alla tecnologia e all’innovazione digitale fino a domani nei padiglioni di BolognaFiere.
"Questo gap si allarga continuamenteù - spiega Cartabellotta - quindi dobbiamo riuscire a rendere accessibili ai pazienti che ne hanno bisogno tutte le innovazioni tecnologiche e farmacologiche in modo da non creare disparità di accesso, perché oggi si stanno creando disuguaglianze digitali che si aggiungono a quelle già esistenti. Quindi bisogna investire sull’alfabetizzazione digitale e sull’informazione di cittadini e pazienti".
In quest’ottica, "We Make Future rappresenta una sorta di punta di diamante nella divulgazione di questi strumenti ma si parla sempre tra addetti ai lavori: mi piacerebbe che anche le istituzioni sanitarie partecipassero in maniera proattiva a questo tipo di manifestazioni perché è fondamentale modificare l’assetto normativo che va ad ostacolare l’applicazione dell’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale del Ssn" conclude Cartabellotta.

Categoria: economia
18:49
Vertice Macron-Meloni: "Italia e Francia partner naturali e indispensabili"
(Adnkronos) - "Italia e Francia sono partner naturali e indispensabili". Così il presidente francese Emmanuel Macron, parlando alla stampa al fianco della premier Giorgia Meloni, in chiusura del vertice integorvernativo Italia-Francia. "Oggetto del vertice era proiettare la nostra relazione verso il futuro, con obiettivi chiari - ha aggiunto il capo dell'Eliseo - era il senso anche del Trattato del Quirinale, che da cinque anni ha dato un quadro più ambizioso e concreto alla nostra collaborazione".
Italia e Francia condividono "la visione di un'Europa più competitiva. L'Ue deve accelerare, investire di più, ridurre l'indipendenza, diversificarsi", ha continuato. "Vogliamo che le nostre aziende possano essere protette dalla concorrenza sleale e possano investire - ha aggiunto - dobbiamo sostenere la protezione nell'Unione Europea attraverso una preferenza europea nei settori strategici, garantendo investimenti che siano redditizi per gli investitori stranieri".
Italia e Francia "rafforzano la cooperazione" nel settore energetico, ha poi spiegato il presidente francese. "E' più necessario che mai rafforzare l'indipendenza energetica europea - ha detto il capo dell'Eliseo -. La Francia ha già molti anni fa fatto una scelta chiara sulla produzione di energia nucleare, e il processo legislativo in corso in Italia tende a far ripartire il nucleare".
"Voglio rallegrarmi della volontà degli industriali italiani di partecipare allo sviluppo e all'implementazione in Europa del progetto del piccolo reattore nucleare Nuwar - ha aggiunto -. Vogliamo quindi costruire con l'Italia una partnership industriale globale nel campo del nucleare civile su tutta la catena di valore".
Nel settore spaziale, continua Macron, "la nostra cooperazione è stata un motore storico per l'Europa e deve restarlo. Dobbiamo continuare a mettere competenze al servizio del rafforzamento della competitività, della resilienza, della sovranità europea per l'accesso autonomo allo spazio, le comunicazioni via satellite, l'esplorazione e l'osservazione, la difesa spaziale - ha aggiunto il capo dell'Eliseo - per questo abbiamo riaffermato il nostro sostegno al "Progetto Bromo", che consentirà la creazione di un leader europeo".
Sul tema della sicurezza, "abbiamo deciso la creazione di una squadra mista italo-francese al servizio della lotta contro l'immigrazione irregolare, mettendo in atto anche il patto sull'immigrazione e l'asilo".
"Lavoriamo insieme strettamente nel quadro della comunità politica europea - ha aggiunto - abbiamo lanciato insieme la coalizione europea contro le droghe e il narcotraffico, con dei risultati operativi per la resilienza portuaria e la lotta contro i flussi finanziari illeciti e la riabilitazione" mentre sull'Ucraina "negli ultimi giorni siamo riusciti a convergere nuovamente con gli Stati Uniti".
E ancora: "Vogliamo avviare una coalizione per il periodo successivo all'Unifil, ovviamente in coordinamento con l'Unione europea e le Nazioni Unite, al fine di rafforzare la sovranità del Libano e quella delle sue forze armate"
Italia e Francia "moltiplicano" la collaborazione nel campo dei trasporti, ha poi detto in chiusura del vertice. "Portiamo avanti il progetto del tunnel del Colle di Tenda - ha sottolineato -. il Trattato del Quirinale da questo punto di visto è stato davvero decisivo". "Andiamo avanti sul progetto di collegamento ferroviario Lione-Torino, così come sull'asse ferroviario Marsiglia-Genova, che è ormai aperto ai finanziamenti europei", ha aggiunto.
"Senza Italia e Francia l'Europa e l'Occidente non sarebbero quello che sono. Noi siamo due grandi nazioni fondatrici dell'Unione europea, con interessi convergenti in moltissimi campi, con complementarità strategiche da un punto di vista politico, economico, industriale, culturale e sociale, che sono la nostra ricchezza e rappresentano un valore aggiunto per l'intero continente europeo e non solo". Così la premier Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa congiunta.
"Celebriamo il 36º Vertice intergovernativo tra Italia e Francia e credo che questo numero racconti bene quanto le relazioni tra le nostre nazioni siano strutturate nel tempo e profonde", ha detto ancora.
Sul dossier ucraino "constatiamo che, a fronte di una ripetuta disponibilità di Kiev al negoziato, da parte russa invece si continui a rifiutare il dialogo, ponendo precondizioni che sono oggettivamente irricevibili. Ma in questo complesso contesto matura con sempre maggiore convinzione la consapevolezza che vi sia spazio, e vi debba essere spazio, per un ruolo dell'Europa, partendo dal presupposto che sia il percorso per la pace sia il futuro assetto post-conflitto si associano a interessi fondamentali del nostro continente".
Per quanto riguarda la crisi in Libano, spiega la premier, "Italia e Francia possono fare assolutamente la differenza. Sono due nazioni impegnate da sempre per la pace e la stabilità. Come sapete, a fine anno terminerà la missione Unifil ed è necessario, dal nostro punto di vista, garantire una presenza internazionale che scongiuri un pericolosissimo vuoto di sicurezza".
Si è intanto svolta la cerimonia di scambio degli accordi nell'ambito del vertice intergovernativo. Tra i principali atti firmati figurano la Dichiarazione d'Intenti per il rafforzamento della cooperazione tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero dell'Europa e degli Affari Esteri francese, insieme a una Dichiarazione congiunta sui mari e l'oceano.
Sul fronte della sicurezza è stata sottoscritta un'intesa amministrativa per la creazione e l'organizzazione di una Squadra Mista italo-francese per il contrasto all'immigrazione clandestina, mentre in ambito difesa è stato adottato il Cronoprogramma di Difesa Italia-Francia 2026-2031.
Siglata inoltre una Dichiarazione congiunta sulla collaborazione nel settore spaziale nel quadro del Trattato del Quirinale, un Memorandum d'Intesa sulla cooperazione in materia di indicazioni geografiche, una Dichiarazione d'Intenti sul patrimonio culturale e una Dichiarazione sullo sviluppo dell'asse ferroviario Marsiglia-Nizza-Genova.

Categoria: internazionale/esteri
18:44
Doncic al Foro Italico, canestri sul Centrale per la stella Nba
(Adnkronos) - Il primo canestro di Luka Dončić al Centrale del Foro Italico è molto più di una semplice immagine suggestiva: è un’anticipazione di futuro. Per un giorno, il cuore del Foro Italico si è trasformato da campo da tennis che ha ospitato il numero uno del mondo Jannik Sinner, ad arena di basket, dimostrando in modo tangibile ciò che il Centrale potrà diventare nei prossimi anni: uno spazio contemporaneo, coperto, polifunzionale e capace di ospitare grandi eventi internazionali durante tutto l’anno. Accolto dal presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma e dall’amministratore delegato Diego Nepi Molineris, Dončić ha calcato “il parquet” allestito in appena 48 ore nell’ambito del progetto Sport Illumina, regalando a Roma un’immagine che parla di innovazione, versatilità ma soprattutto futuro.
La presenza della stella dei Los Angeles Lakers assume un significato ancora più rilevante alla luce del suo coinvolgimento nel progetto della nuova Basketball Club Roma SPQR, nato con l’ambizione di riportare il grande basket nella Capitale e di accompagnare Roma verso le future sfide della Nba in Europa. “L’evoluzione del Centrale, con la sua trasformazione strutturale, rappresenta un passaggio strategico per rendere il Foro Italico un luogo sempre più moderno, attrattivo e capace di ospitare eventi sportivi e di intrattenimento durante tutto l’anno. È una visione che guarda al futuro dello sport e della città di Roma”, le parole del presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma.
“Vedere Luka Dončić segnare al Centrale significa vedere, per qualche istante, il futuro prendere forma. In due giorni abbiamo trasformato un campo da tennis in un’arena di basket: è la dimostrazione concreta della flessibilità e della vocazione internazionale di questo impianto. Il Foro Italico non si limita a seguire il cambiamento: vuole essere il luogo in cui il cambiamento accade”, ha detto l’ad di Sport e Salute Diego Nepi Molineris. Per qualche minuto il futuro è sembrato già presente. E Roma ha potuto immaginare cosa significa avere nel Foro Italico una delle più innovative arene multifunzionali d’Europa.

Categoria: sport
18:27
Trump, via libera dalla Corte Suprema: Usa possono respingere migranti prima dell'ingresso
(Adnkronos) - Vittoria per Donald Trump. Con i voti favorevoli dei sei giudici conservatori, e quelli contrari delle tre giudici liberal, la Corte Suprema ha affermato che il governo americano può legalmente respingere i richiedenti asilo prima che mettano piede in territorio americano. La sentenza quindi costituisce un punto a favore dell'amministrazione del presidente che potrebbe così reintrodurre la pratica, in vigore in passato, che permette agli agenti di confine di respingere migranti prima che possano fisicamente attraversare la frontiera tra Stati Uniti e Messico, impedendo così loro di fare domanda di asilo.
"Nel linguaggio comune, nessuno direbbe che una persona arriva in un luogo, che sia una casa, una città o un Paese, prima che questa persona vi sia entrata fisicamente", si legge nella sentenza scritta dal giudice Samuel Alito, sostenuta dagli altri cinque giudici conservatori. "L'interpretazione illogica della Corte è guidata quasi interamente dalla concentrazione su un'unica parola 'in'", scrive invece nella sentenza del dissenso la giudice Sonia Sotomayor, aggiungendo che "le parole, però, devono essere lette in un contesto".
In effetti, il ricorso su cui si è espressa la Corte Suprema è relativo ad un caso avviato nel 2017 da un gruppo per i diritti dei migranti Al Otro Lado per difendere i 13 richiedenti asilo dopo che l'amministrazione Obama nel 2016 aveva iniziato ad adottare in modo informale la pratica per rispondere al sovraffollamento di valichi di confine, in particolare nell'area di San Diego.
L'amministrazione, secondo la sentenza, può cancellare le protezioni umanitarie temporanea per haitiani e siriani che vivono legalmente negli Stati Uniti. Il provvedimento può aprire la strada alla deportazione a centinaia migliaia di persone fuggite dalla guerra in Siria o dalla violenza di Haiti, e che potrà essere applicata ad oltre un milione di cittadini di 17 Paesi che godevano dello status di protezione quando Trump è tornato alla Casa Bianca.
Da allora il dipartimento della Sicurezza Interna ha cercato di eliminare la protezione per i cittadini di 13 di questi Paesi, Haiti e Siria in testa, molti dei quali considerati altamente pericolosi dal dipartimento di Stato. Tra questi Venezuala, Honduras, Afghanistan e Nepal. Nella sentenza della maggioranza il giudice Alito ha sostenuto la debolezza legale dell'argomento sostenuto dagli immigrati haitiani, riguardo al fatto che la decisione dell'amministrazione Trump fosse motivata da discriminazione razziale.
Il Congresso nel 1990 ha creato lo status di protezione temporanea per proteggere immigrati irregolari dalla deportazione in Paesi sconvolti da guerre, disastri naturali e altre crisi straordinarie, permettendo di rimanere negli Usa e lavorare legalmente finoa 18 mesi. Il governo può rinnovare queste protezioni, e lo ha fatto diverse volte per diversi Paesi. E' su questo punto che si concentrano le critiche di Trump e della sua base: "Ricordatevi questo è uno status temporaneo", ha detto John Sauer, il solicitor general della Casa Bianca, presentando gli argomenti dell'amministrazione Trump di fronte alla Corte lo scorso aprile.

Categoria: cronaca
18:11
Uccide moglie e figlio a fucilate, la confessione: "Ho fatto quello che andava fatto"
(Adnkronos) - "Ho preso il fucile e ho sparato: ho fatto quello che andava fatto”. È questa una delle frasi più agghiaccianti agli atti dell’inchiesta della Procura di Lucca sul duplice omicidio avvenuto a Pieve, frazione del comune di Camaiore, dove Piero Moriconi, 63 anni, ha ucciso la moglie Kety Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko Moriconi, 24 anni, all’interno dell’abitazione familiare. Un’altra frase, riferita agli inquirenti e pronunciata dopo l’arrivo dei carabinieri, “Mi sono liberato”, viene ora analizzata dagli investigatori insieme al quadro complessivo di una vicenda che, secondo quanto emerso, sarebbe stata segnata da una premeditazione maturata almeno nelle tre settimane precedenti al delitto.
L’uomo, secondo una ricostruzione investigativa riportata dall'Adnkronos, avrebbe infatti iniziato a elaborare l’idea di uccidere moglie e figlio circa venti giorni prima, in un contesto di tensioni familiari crescenti, legate - secondo quanto riferito dallo stesso indagato - ai contrasti con il figlio, che manifestava la propria omosessualità apertamente e il desiderio di intraprendere un percorso per cambiare sesso. “Era matto mio figlio”, avrebbe ripetuto il 63enne nel corso dell’interrogatorio. "E mia moglie difendeva sempre Mirko", accennando anche al fatto che sarebbe stato picchiato da lei.
Piero Moriconi, muratore di professione, si trova ora detenuto nel carcere di Lucca dopo il fermo eseguito dai carabinieri su disposizione della Procura, coordinata dal pubblico ministero Elena Leone. Il suo interrogatorio, protrattosi per diverse ore, ha fornito agli investigatori una prima ricostruzione del movente, incentrato su conflitti familiari, dissidi economici e rapporti sempre più deteriorati con moglie e figlio. “Abbiamo litigato. È stata l’ennesima discussione per i soldi”, avrebbe raccontato l’uomo agli inquirenti, ricostruendo gli istanti precedenti al gesto. In un’altra passaggio dell’interrogatorio, avrebbe aggiunto: “Mio figlio continuava a chiedere soldi”. Parole che gli investigatori stanno verificando alla luce delle testimonianze e del contesto complessivo, ancora in fase di definizione.
Il duplice omicidio si è consumato nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno nella casa dove la convivenza tra i tre si era trasformata nel tempo in un progressivo accumulo di tensioni. Da almeno quattro anni la situazione era diventata tesa, al punto che sui social il 12 ottobre 2022 Mirko aveva scritto: "Ragazzi è brutto pensare che un padre ti preferisca morto piuttosto che gay". L’arma utilizzata per il duplice delitto, un fucile da caccia regolarmente detenuto, è stata impiegata a distanza ravvicinata contro le vittime. Al momento dell’intervento dei carabinieri, l’uomo non ha opposto resistenza.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il quadro familiare sarebbe stato segnato da conflitti reiterati e da una frattura sempre più profonda tra padre e figlio. Mirko, lavorava nel settore della ristorazione e aveva una forte passione per la musica, che lo portava a esibirsi anche durante serate di intrattenimento nei locali della Versilia, facendosi chiamare Michelangelo Andreoni, utilizzando il cognome della madre a cui era legatissimo. Era conosciuto nell’ambiente lavorativo come un ragazzo socievole e molto presente nella vita sociale del territorio.
La madre, Kety Andreoni, lavorava da anni come operatrice socio-sanitaria in una struttura per anziani della zona. Colleghi e responsabili la descrivono come una presenza stabile e affidabile, profondamente integrata nel tessuto umano della residenza
Il giovane 24enne, secondo quanto emerge da testimonianze e contenuti sui social, aveva più volte raccontato pubblicamente il proprio disagio familiare. In alcuni messaggi aveva descritto il rapporto con il padre come estremamente conflittuale, arrivando a riferire frasi di rifiuto e incomprensione legate alla propria identità personale come "ragazzo gay". Il contesto domestico, secondo quanto riferito da più fonti, era segnato da litigi frequenti, talvolta udibili anche all’esterno dell’abitazione. Alcuni vicini hanno parlato di urla e discussioni ricorrenti, e in almeno un’occasione recente sarebbe stato richiesto l’intervento dei soccorsi per una situazione di forte tensione.
Gli investigatori stanno inoltre verificando le dichiarazioni dell’indagato relative a presunti problemi comportamentali del figlio e a difficoltà economiche che avrebbero aggravato il rapporto familiare. Tali elementi, al momento, non trovano riscontri definitivi e restano oggetto di approfondimento.
Nel giorno successivo alla tragedia, la comunità di Camaiore si è svegliata sotto il segno del lutto cittadino. Negozi chiusi, bandiere a mezz’asta e il suono delle campane a morto hanno accompagnato le prime ore di una giornata segnata dal silenzio. Il sindaco Marcello Pierucci ha parlato di "un dolore profondo" che attraversa l’intero territorio. "Quanto accaduto a Camaiore ci lascia attoniti: le vite di una madre e di suo figlio sono state spezzate in modo folle e drammatico, in un contesto familiare segnato da un profondo disagio. Gli accertamenti in corso da parte della magistratura chiariranno le ragioni di questo sconsiderato gesto del marito e padre”, ha detto l'arcivescovo di Lucca, Paolo Giulietti.
La Procura di Lucca prosegue ora gli accertamenti per chiarire la dinamica esatta del delitto e definire con precisione la genesi della premeditazione, mentre si attende la convalida del fermo, fissata davanti al giudice per domani, e l’esito degli esami medico-legali.
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Categoria: cronaca
18:10
Sostenibilità, Grandi (Comune Milano): "Transizione ecologica necessaria per benessere e costi"
(Adnkronos) - “Questa è una sfida importantissima e dobbiamo capire una cosa: la transizione ecologica, la necessità di cambiare i nostri consumi, l'economia circolare, l'attenzione all'ambiente, al suolo, al clima, non sono cose che dobbiamo fare solo perché ci fanno stare un po’ meglio, ma anche perché sono economicamente vantaggiose e non ci possiamo più permettere di affrontare i cambiamenti climatici come li stiamo affrontando adesso, con dei costi che ricadono sulla società e quindi su di noi”. E’ quanto affermato da Elena Eva Maria Grandi, assessora all'Ambiente e Verde, alla presentazione dell’Accordo Quadro per la sostenibilità siglato tra CoReVe - il Consorzio Recupero Vetro - e l’Università Iulm, presentato all’università Iulm alla presenza, tra gli altri, della Prof.ssa Federica Ricceri, Delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell’Università Iulm, e Gianni Scotti, Presidente di CoReVe.
Poi prosegue: “E’ importante capire che la strada che dobbiamo percorrere va attraversata insieme, da soli gli amministratori pubblici e la politica non fanno niente se non ci sono le aziende, le imprese, i centri di ricerca, le università. Stiamo lavorando tutti insieme con una serie di progetti del Comune di Milano, lavoriamo per trovare più soluzioni possibili ognuno nel suo pezzetto da sommare con gli altri per avviarci verso quel percorso che è l'agenda 2030, anche se sul 30 siamo molto indietro. Voi studenti avete in mano il futuro del nostro paese e del pianeta, tanto più sarete consapevoli e preparati, in grado di diventare comunicatori e narratori di un cambiamento necessario, e tanto più noi forse riusciremo ad accelerare su quella transizione che dobbiamo assolutamente compiere e portare a termine, da portatori di quei messaggi di consumi consapevoli in economia circolare”. E ancora: “Ad esempio il vetro è una materia preziosissima, una materia tra le più antiche che l'uomo ha elaborato capace di rigenerarsi continuamente. Apparentemente ha meno pericolosità della plastica, nei nostri mari banalmente affonda, ma se non continueremo a lavorare tutti per il riuso ed il riciclo e riutilizzo del vetro, avremo perso una grande risorsa, ovvero quella di una materia già lavorata che possiamo continuamente trasformare in altri oggetti”.
“Quanto alla raccolta differenziata Milano è una città europea - sostiene l’assessora - e le grandi metropoli sono macchine più complesse da gestire. In Europa siamo una città con una percentuale tra il 63/64% di raccolta differenziata. Abbiamo ambizioni di migliorare rapidamente e di raccoglierne di più, ma dobbiamo mettere a terra azioni che facilitano questa crescita. Il nostro meccanismo di porta a porta è gestito da un'azienda partecipata del Comune che è Amsa, del gruppo A2A, che ogni settimana raccoglie due, tre, quattro volte i rifiuti: è evidente che questo non basta. Abbiamo una città che è sempre più meta di turismo e che ha un'attività culturale e di divertimento notturno intenso. Ecco noi su questo dobbiamo lavorare perché le nostre aree di movida sono aree estese dislocate in tutta la città, nel centro ma non solo, e l'idea di immaginare una raccolta del vetro localizzata, come dovremmo fare per la plastica, anche nelle aree della movida, andando a sommarsi a case, uffici, alberghi, strada, diventa sempre più difficile, proprio perché molteplici sono i luoghi in cui si mangia e si beve. Tradotto: si producono molti più rifiuti in luoghi ancora più complicati da gestire per un’azienda che punta ad incrementare la raccolta differenziata”.

Categoria: economia
18:06
L'indagine, ‘salumi nella dieta ma più informazione’, al via Buoni a sapersi
(Adnkronos) - Gli italiani continuano a consumare i salumi, ma desiderano informazioni più approfondite e verificabili sul loro profilo nutrizionale e sul loro impatto sulla salute. Sono i risultati di una indagine diffusi per l’avvio della campagna informativa ‘Buoni a sapersi’, da parte di Ivsi– Istituto valorizzazione salumi italiani, con il sostegno di Assica – Associazione industriali delle carni e dei salumi. Al centro della campagna trova spazio l’Osservatorio di Ivsi, un progetto dedicato al monitoraggio delle percezioni dei consumatori e delle conversazioni online sui salumi, con l’obiettivo di promuovere una corretta informazione scientifica e contrastare eccessive semplificazioni e allarmismi, in un panorama informativo molto spesso impreciso e frammentato.
L’Osservatorio - informa una nota - nasce da una doppia attività di indagine realizzata con il supporto dell’ente di ricerca AstraRicerche, che ha coinvolto oltre 1.200 italiani tra i 18 e i 70 anni nel mese di giugno, e di Extreme, società specializzata nell'analisi strategica delle conversazioni web e social e nella data intelligence, che ha analizzato oltre 10mila contenuti pubblicati online tra novembre 2025 e maggio 2026. Alla campagna Buoni a Sapersi sarà inoltre dedicato un sito web – salumi-buoniasapersi.it – che ospiterà i dati dell’Osservatorio e offrirà approfondimenti e informazioni utili su salumi e nutrizione, oltre a contenuti finalizzati a “sfatare falsi miti ed eccessive semplificazioni” che ancora persistono sui prodotti di questo settore. La campagna coinvolgerà anche i social media e vedrà il coinvolgimento di alcuni professionisti e creator specializzati in nutrizione e divulgazione scientifica.
Nel dettaglio i risultati evidenziano che oltre il 60% degli intervistati dichiara di consumare salumi almeno una volta alla settimana, mentre solo il 4,8% non li consuma mai. Il consumo quotidiano resta invece marginale (2,3%), confermando che questi prodotti rappresentano una presenza stabile, ma generalmente moderata, nelle abitudini alimentari del Paese. Nonostante ciò - riferisce la nota - il 38,1% degli italiani afferma di sentirsi poco o per nulla informato sui valori nutrizionali dei salumi, mentre appena il 7,8% si considera molto informato. Vi sono poi diversi fattori che impensieriscono gli italiani: le principali preoccupazioni riguardano la presenza di conservanti e additivi (40,1%), l’impatto sulla salute (37,3%) e la provenienza della carne (26,2%).
“Le principali preoccupazioni emerse dall’indagine sono molto chiare: il consumatore vuole sapere non solo se un prodotto è buono, ma anche se è sicuro, da dove proviene, come è stato prodotto e quale ruolo può avere nella sua alimentazione - spiega Elisabetta Bernardi, specialista in Scienza dell’alimentazione, biologa e nutrizionista - A queste domande non bisogna rispondere con semplificazioni, ma con trasparenza: spiegando le funzioni degli ingredienti, la regolamentazione dei processi, la qualità della filiera e soprattutto il concetto di porzione, frequenza e contesto alimentare”.
Secondo l’esperta, “bisogna fornire risposte che spieghino che gli additivi presenti nella lista ingredienti hanno funzioni precise e che i processi produttivi sono sottoposti a norme e controlli. Sale, spezie, eventuali ulteriori conservanti o antiossidanti vanno letti come componenti che possono contribuire alla conservazione, alla sicurezza microbiologica, alla stabilità e alla qualità sensoriale del prodotto, sempre nel rispetto della normativa e con dichiarazione in etichetta. Allo stesso tempo - chiarisce - per una corretta informazione nutrizionale, è essenziale parlare di porzione, frequenza e contesto: un salume consumato in quantità moderate, non quotidianamente, e inserito in un pasto ricco di verdure, frutta, cereali integrali o legumi ha un significato molto diverso da un consumo frequente, abbondante e isolato”.
Uno dei dati più significativi emersi dalla survey riguarda la percezione della disinformazione: il 36,2% degli intervistati considera esagerata l’affermazione secondo cui i salumi sarebbero tutti ricchi di conservanti, il 31,2% ritiene eccessiva l’idea che possano provocare il cancro, mentre il 26,6% non condivide la convinzione che non possano far parte di una dieta sana ed equilibrata. Solo il 15,3% degli italiani ritiene che sul tema dei salumi in realtà non esistano semplificazioni eccessive o fake news. Di fronte a una delle affermazioni più radicali – ‘i salumi sono cancerogeni e andrebbero evitati completamente’, che estremizza l’inserimento dei salumi nel Gruppo 1 della classificazione Oms/Iarc – quasi il 60% degli intervistati - si legge nella nota - si dichiara in disaccordo, segnale di un approccio generalmente equilibrato e meno incline agli estremismi; d’accordo con questa posizione è il 31,9% degli intervistati. “Il termine ‘cancerogeno’, spesso percepito dall'opinione pubblica come sinonimo di pericolo assoluto - riporta la nota - in ambito scientifico indica semplicemente la presenza di evidenze che collegano un determinato fattore a un aumento del rischio di sviluppare alcune forme di tumore”. Nel caso dei salumi e, più in generale, delle carni lavorate, le evidenze scientifiche disponibili indicano che “un consumo frequente ed elevato possa essere associato a un aumento del rischio relativo di alcune patologie oncologiche. Tuttavia, questo dato deve essere interpretato all'interno di un quadro più ampio che comprende quantità consumate, frequenza di assunzione, stile di vita, attività fisica e qualità complessiva della dieta”. Per questo motivo, “le raccomandazioni nutrizionali non prevedono l’eliminazione totale dei salumi, bensì un consumo moderato e coerente con una dieta varia ed equilibrata”.
L’indagine mostra che il 65,5% degli italiani considera i salumi compatibili con una dieta sana ed equilibrata. Anche dalle conversazioni online analizzate da Extreme emerge una visione sempre più orientata al concetto di equilibrio: gli utenti non si interrogano tanto sul singolo alimento, quanto sulle modalità e sulla frequenza di consumo.
“Non tutti i salumi hanno le stesse caratteristiche e, quando presenti, conservanti e additivi sono regolamentati, dichiarati in etichetta e utilizzati con specifiche funzioni di sicurezza e conservazione - precisa Bernardi - I dati in tema di rischio oncologico riflettono una maggiore attenzione alle evidenze scientifiche, che associano l’aumento del rischio soprattutto a consumi elevati e abituali di carni lavorate. La prevenzione nutrizionale, tuttavia, non consiste soltanto nel ridurre alcuni alimenti, ma nel costruire un modello alimentare complessivamente equilibrato. Nel caso del tumore del colon-retto, ad esempio, oltre a limitare gli eccessi è importante garantire un adeguato apporto di fibra attraverso verdura, frutta, legumi e cereali integrali, alimenti che favoriscono la salute intestinale e contribuiscono alla qualità della dieta. Anche il consumo adeguato di latte, yogurt e derivati può svolgere un ruolo favorevole grazie all’apporto di calcio. Il messaggio più corretto, quindi, non è semplicemente ridurre, ma costruire meglio il piatto”.
L’analisi condotta da Extreme conferma che il rapporto tra salumi e salute rappresenta oggi uno dei principali driver della conversazione digitale sul tema. Se al primo posto - Contin la nota - si collocano i contenuti gastronomici – il 37,1% delle conversazioni – il tema ‘salute e salumi’ si posiziona al secondo posto con il 14,8% di Share of Voice e oltre 237 milioni di visualizzazioni potenziali. Nel dettaglio, i temi più discussi riguardano frequenza di consumo, compatibilità con una dieta equilibrata, presenza di additivi, nitriti e nitrati, sicurezza alimentare e interpretazione della classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate. Tra i principali fattori “negativi”, online emergono le preoccupazioni relative alla sicurezza alimentare e alle possibili contaminazioni (12,7%), insieme ai temi della cancerogenicità e del rischio tumori (11,9%), spesso però affrontati con semplificazioni o toni allarmistici. “Il consumatore continua a vivere i salumi come alimenti di gusto, tradizione e convivialità, ma chiede anche criteri chiari per inserirli correttamente nella dieta - osserva Bernardi - Le preoccupazioni per sicurezza alimentare e contaminazioni, pari al 12,7%, e quelle per cancerogenicità e rischio tumori, pari all’11,9%, vanno distinte e spiegate. Il messaggio nutrizionale più corretto non è isolare il singolo alimento, ma guardare al modello complessivo. La prevenzione non si costruisce solo riducendo alcuni consumi, ma anche aumentando alimenti protettivi, come fibra da verdura, frutta, legumi e cereali integrali, e un adeguato apporto di calcio da latte, yogurt e derivati”.
In un ecosistema informativo sempre più frammentato, gli italiani continuano a riconoscere il valore delle fonti scientifiche qualificate. Per il 54,4% degli intervistati, medici e nutrizionisti rappresentano il principale punto di riferimento per informarsi correttamente sui temi dell’alimentazione. Proprio per questo nasce l’Osservatorio: uno strumento permanente di ascolto, monitoraggio e divulgazione, pensato per raccogliere dubbi e domande dei consumatori e offrire risposte fondate sui dati, favorendo un confronto trasparente tra cittadini, professionisti della salute, media e mondo produttivo.
Nel caso del prosciutto cotto, nonostante il ritorno nel dibattito pubblico di temi legati alla salute e alla già citata classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate, le abitudini di consumo sono rimaste sostanzialmente stabili. “Il 58,7% degli italiani - precisa la nota - dichiara infatti di non aver modificato il proprio consumo di prosciutto cotto nell'ultimo anno, mentre il 17,8% lo ha aumentato. La percezione del prodotto rimane prevalentemente positiva”. Tra gli aspetti maggiormente apprezzati emergono la sua adattabilità a tutta la famiglia (49,5%), la compatibilità con una dieta equilibrata (42,2%), la digeribilità (31,7%) e l’apporto proteico (31,2%). L’analisi delle conversazioni online conferma questa immagine. “Il prosciutto cotto mantiene un forte valore non solo nutrizionale, ma anche affettivo e culturale per gli italiani - sottolinea la nutrizionista - Il 36,3% lo associa ai propri ricordi e il 59% lo consuma ancora oggi soprattutto in panini e toast, a conferma della sua familiarità nella quotidianità. Questo aspetto è rilevante perché le raccomandazioni nutrizionali devono tenere conto anche delle abitudini reali delle persone. Inserito in preparazioni equilibrate, insieme a cereali integrali, verdure e frutta, il prosciutto cotto può contribuire a un modello alimentare coerente con la dieta mediterranea”.
I dati rilevati “dalle ricerche condotte - riassume Monica Malavasi, direttrice Ivsi - ci restituiscono l'immagine di un consumatore attento, consapevole e desideroso di comprendere meglio il rapporto tra alimentazione e salute, ma mostrano chiaramente che sul tema dei salumi esistono ancora dubbi, percezioni distorte e informazioni spesso semplificate o decontestualizzate. Per questo abbiamo deciso di dare vita all'Osservatorio di Ivsi: uno strumento permanente di ascolto e monitoraggio che ci consentirà di intercettare le domande dei consumatori e contribuire a un dibattito pubblico fondato sui dati e sulle evidenze scientifiche. Il nostro obiettivo è affrontare le questioni che vengono sollevate con trasparenza, rigore e responsabilità, offrendo informazioni corrette e verificabili su prodotti che fanno parte della tradizione alimentare italiana e che, se consumati con equilibrio - conclude - trovano spazio all'interno di uno stile di vita sano”.

Categoria: cronaca
17:55
Fisco, Abruzzese (Confindustria): "Iper ammortamento? Alte le aspettative delle imprese"
(Adnkronos) - “Le aspettative delle imprese rispetto all'iper ammortamento sono molto alte perché possiamo contare, in questo momento, su una misura che ha un'estensione temporale di circa tre anni, che vanta un aggiornamento dell'ambito dei beni agevolabili ed è una misura già conosciuta dalle imprese, perché si è recuperata la logica di uno strumento di deduzione maggiorata del reddito imponibile già sperimentata a partire dal 2015”. Lo ha detto Giulia Abruzzese, Direttore Politiche fiscali di Confindustria, a Milano, in occasione del secondo appuntamento del 2026 dell’EY Tax Talk, momento di approfondimento che ha riunito professionisti e istituzioni per un confronto sulle principali novità di fiscalità domestica e internazionale, con un aggiornamento sui temi di maggiore impatto per le imprese.
“La misura ha una dotazione finanziaria importante, pari a circa 10 miliardi, spalmati in un periodo di 8-9 anni. C'è un po’ di preoccupazione per la parte procedurale. - aggiunge - Da pochi giorni è stata aperta la piattaforma del Gse che dovrà curare le comunicazioni preventive e consuntive delle imprese, che saranno in totale cinque, a cui adempiere. Queste possono essere un po’ gravose e ridondanti, per questo si spera che quanto prima vengano emanate dal Mimit e dal Gse le linee guida per accompagnare le imprese in questo adempimento”.
“Chiediamo che si torni a parlare con una certa urgenza di misure che favoriscano la patrimonializzazione delle imprese, dopo il superamento improvviso dell'Ace con la legge di bilancio di due anni fa. Una misura che aveva sostenuto negli ultimi 15 anni il rafforzamento patrimoniale delle imprese, riducendo l'indebitamento nei confronti del settore bancario e che, a nostro avviso, non è stata rimpiazzata da un'analoga misura con le stesse potenzialità e la stessa dotazione finanziaria - aggiunge - Quindi chiediamo che se ne torni a parlare, riproponendo un incentivo stabile alla patrimonializzazione delle imprese, anche pensando a dei correttivi alla vecchia Ace, che magari presentava dei punti di potenziale miglioramento”.
“Sulla crescita dimensionale delle imprese, la leva fiscale non è l'unico aspetto di cui tener conto, esistono infatti altri driver. Ad incidere, assieme alla leva finanziaria, è la cultura d'impresa, la capacità di gestire in maniera oculata i passaggi generazionali, e quindi l'ingresso in azienda delle nuove generazioni. - precisa - Qui la leva fiscale può fungere da catalizzatore. Chiediamo quindi che vengano corrette alcune storture che noi oggi vediamo. Pensiamo, ad esempio, alla necessità di superare delle norme recenti che riguardano la deduzione degli avviamenti, che sono penalizzanti per operazioni aggregative. In secondo luogo chiediamo di rivedere le aliquote sull’affrancamento, che non sono competitive rispetto alle aliquote delle imposte che sostituiscono”.
“Possiamo immaginare di ripensare, in maniera un po’ più ambiziosa, alcuni strumenti sperimentati nel passato, come il bonus aggregazioni, oppure di dirottare anche nell'ambito delle aggregazioni strumenti come il credito d'imposta per le spese di consulenza per la quotazione di Pmi - conclude - sempre per dare un impulso ulteriore a queste operazioni di M&A”, conclude.

Categoria: economia
17:53
Fisco, Iuvinale (Mef): "Mobilità globale impone una revisione delle regole fiscali"
(Adnkronos) - “La mobilità globale è un fenomeno sempre più accentuato e, soprattutto dopo la pandemia, ha avuto una diffusione molto ampia. In tal senso, la comunità internazionale, e in particolare l'Ocse, sta lavorando a una soluzione strutturale di modifica delle regole fiscali internazionali attuali, che riguardano la tassazione delle imprese e delle persone fisiche, anche il transfer pricing, che sono impattati da queste modifiche delle dinamiche globali e di lavoro”. Così Marco Iuvinale, direttore rapporti fiscali Internazionali del ministero dell’Economia e delle Finanze, intervenendo all’Ey Tax Talk, l’appuntamento di approfondimento che ha riunito professionisti e istituzioni per un confronto sulle principali novità di fiscalità domestica e internazionale, con un aggiornamento sui temi di maggiore impatto per le imprese.
“Ciò che ci si aspetta è un’azione su tutti gli aspetti della fiscalità, dalle persone fisiche alle società transfer pricing, ai cosiddetti nomadi digitali, che è un fenomeno che si va accentuando - spiega Iuvinale - e rivedere l'impianto delle regole internazionali esistenti per creare maggiore certezza e allineamento tra l'impianto delle regole attuali e l'evoluzione dell'economia e del lavoro, che le mettono sotto pressione”.
“In tal senso, come Italia, partecipiamo a questa discussione e siamo in contatto con le imprese per raccogliere le loro evidenze su questo tema, che è un aspetto rilevante, e capire, anche nelle dinamiche delle imprese, quanto questo possa influenzare le decisioni dei policy maker e della comunità internazionale”, conclude.

Categoria: economia
17:34
Fisco, Cazzato (EY): "Tema beneficiario effettivo merita attenzione a livello giuridico"
(Adnkronos) - “Il tema del beneficiario effettivo è un tema importante che merita una grande attenzione sia nel quadro giuridico esistente, sia da parte del legislatore. Se vogliamo iniziare dal primo profilo, dal punto di vista dell'approccio delle società italiane che distribuiscono dividendi, bisogna essere molto cauti e molto prudenti nella valutazione della sussistenza, delle condizioni che portano alla distribuzione di dividendi in esenzione d'imposta o con agevolazioni di vario tipo. Di conseguenza bisogna prestare una grande attenzione sull'acquisizione di tutta la documentazione probatoria che in qualche modo giustifica l'operato del sostituto”. Sono le parole di Annalisa Cazzato, EY Tax, in occasione dell’Ey Tax Talk. L’appuntamento, svoltosi a Milano, ha permesso a professionisti e istituzioni di approfondire i principali temi di attualità fiscale, come le novità introdotte dalla riforma fiscale e dalla legge di bilancio, e i più recenti sviluppi in ambito internazionale.
E prosegue: “Avere un sostituto d'imposta italiano significa avere per l'amministrazione finanziaria italiana un soggetto con cui, in qualche modo, prendersela e quindi un soggetto che viene sottoposto ad attività di accertamento e verifica. Il tema è molto complesso, non esiste una normativa certa di applicazione e i contorni delle norme applicabili sono molto labili perché condizionati dagli interventi degli organi giurisprudenziali internazionali e nazionali”
Cazzato conclude: “In uno scenario che mina la certezza del comportamento del distributore italiano, noi intendiamo farci promotori dell'adozione di misure legislative che regolino in maniera più netta e chiara i profili di responsabilità e gli obblighi del sostituto. Tutto questo nell'interesse delle aziende italiane, ma anche nell'interesse dell'attrazione dei capitali stranieri che vengono in Italia e possono contare su politiche di distribuzione dei dividendi molto più serene da parte delle imprese del tessuto nazionale”.

Categoria: economia
17:30
Si blocca treno a Milano sotto il sole, 300 passeggeri senza aria condizionata
(Adnkronos) - Un treno regionale è rimasto bloccato questo pomeriggio all'altezza di piazza Sire Raul, a Milano, vicino alla stazione di Lambrate. I 300 passeggeri a bordo sono rimasti bloccati al caldo senz'aria condizionata per circa un'ora. Sul posto sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco, con tre mezzi, la protezione civile, la polizia locale e la Polfer.
Rfi sul suo sito informa gli utenti che "dalle 15.30 la circolazione ferroviaria è rallentata in prossimità di Milano Lambrate per accertamenti tecnici alla linea elettrica" e rassicura sul fatto che "è in corso l'intervento dei tecnici di Rfi". Trenord annuncia "ritardi medi di 40 minuti, possibili variazioni di percorso e cancellazioni".
Nel pomeriggio è iniziato il trasbordo su un altro convoglio dei circa 300 passeggeri. Il 118 è intervenuto per eventuali emergenze legate al caldo estremo e la protazione civile ha distribuito bottigliette d'acqua. Non ci sarebbero però - a quanto apprende l'Adnkronos - situazioni di particolare criticità.

Categoria: cronaca
17:28
Lite con l'elettricista, Raz Degan a giudizio per violenza privata. La difesa: "Fiduciosi"
(Adnkronos) - "Siamo fiduciosi nella giustizia e nel buon esito del procedimento giudiziario". Lo dice all'Adnkronos l'avvocato Francesco Bianco, che difende Raz Degan davanti al tribunale di Brindisi in relazione a un episodio avvenuto in un trullo di proprietà dell'attore tra Cisternino e Ostuni, il 31 luglio del 2024. In quella occasione ci sarebbe stata una lite con un elettricista che nell'abitazione aveva effettuato alcuni lavori. Degan è accusato di violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
Dopo l'udienza predibattimentale, è stata disposta la prosecuziuone del giudizio ed è stato fissato al 2 ottobre prossimo l'inizio del dibattimento vero e proprio davanti al giudice monocratico. All'origine del litigio ci sarebbero stati proprio i lavori effettuati nel trullo dall'artigiano. La presunta vittima presentò una denuncia accusando l'attore di avergli sottratto il telefonino e le chiavi dell'auto.

Categoria: cronaca
17:20
Doncic annuncia il primo giocatore del Roma Basket Club, è Nico Mannion
(Adnkronos) - "Abbiamo avuto il primo contratto firmato, il primo giocatore della squadra sarà Nico Mannion per il Roma Basket". Così Luka Doncic ha ufficializzato la prima firma del Basketball Club Roma SPQR, in visita al Playground di Scalo San Lorenzo. La stella dei Los Angeles Lakers e rappresentante del nuovo Club di Roma, società che parteciperà al Campionato di Serie A nella stagione sportiva 2026/2027 oggi ha anche incontrato il presidente della Federbasket Giovanni Petrucci per parlare dei temi legati allo sviluppo della pallacanestro nella Capitale, e nel pomeriggio lo stesso Doncic ha incontri previsti anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l'assessore allo Sport Alessandro Onorato, il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, e le autorità di Sport e Salute il presidente Marco Mezzaroma e l'ad Diego Nepi Molineris che gli faranno conoscere il centrale del Foro Italico, oggetto di copertura per permettere al club tra due anni di poter giocare le gare interne lì.
Intanto Roma potrebbe diventare la prima città a passare, da una stagione all'altra, dall'assenza di squadre nella massima categoria ad averne addirittura due. Il percorso della franchigia di Doncic prosegue dopo aver raggiunto con il presidente del Coni Luciano Bonfiglio l'accordo per l'utilizzo, per gli allenamenti ed il trattamento degli atleti, del Centro Di Preparazione Olimpica "Giulio Onesti". Per quanto riguarda invece le partite casalinghe di LBA ed Eurocup è vicino l'accordo che porterebbe il club al Palazzetto dello Sport di Piazzale Apollodoro.

Categoria: sport
17:19
Castelporziano, torri intelligenti monitorano qualità aria e incendi
(Adnkronos) - Da metà febbraio a inizio maggio 2026 sono 14 gli sforamenti giornalieri per il Pm10 nell’area di Castelporziano, nessuna giornata ha fatto registrare valori sopra i 100 microgrammi per metrocubo (µg/mc). Sul fronte incendi, la telecamera non ha rilevato anomalie. Sono i dati su qualità dell'aria e incendi rilevati da tre centraline con sensori IoT, una telecamera antincendio smart e gateway dotati di intelligenza artificiale, installati su tre torri di telecomunicazione di Inwit che monitorano e vigilano da febbraio 2026 sull’area naturale. Legambiente le ha censite tra le migliori esperienze nazionali dei 'Cantieri della transizione ecologica' rendendole protagoniste insieme a Inwit della 42esima tappa della sua campagna in programma oggi nel Lazio, che si è aperta con la visita guidata a una delle tre 'tower' di Inwit dove sono installati le centraline e la telecamera antincendio.
Le centraline IoT sono dei veri e proprio laboratori di analisi in miniatura, capaci di misurare fino a 14 diversi parametri ambientali, tra cui anche gli inquinanti critici come le polveri sottili (Pm10); mentre le telecamere antincendio scrutano l'orizzonte alla ricerca di anomalie. Grazie all'AI riconoscono le caratteristiche di un focolaio e quando il sistema rileva una potenziale minaccia, tramite un 'site gateway', un piccolo computer installato sulla torre trasmette la segnalazione agli enti preposti, dando così un prezioso supporto al lavoro delle Forze dell'ordine e della Protezione Civile impegnate nel contrastare i roghi e permettendo un intervento tempestivo.
DATI MONITORAGGI - Dalla seconda metà di febbraio a inizio maggio 2026 le 3 centraline IoT installate per il monitoraggio della qualità dell'aria hanno registrato nell’area della Riserva naturale statale Tenuta di Castelporziano Castelporziano 14 sforamenti giornalieri per il Pm10 (riferimento normativo 50 microgrammi per metro cubo come media giornaliera da non superare per più di 35 giorni all’anno), nessuna giornata ha fatto registrare però valori sopra i 100 µg/mc; 3 gli sforamenti ad Acilia e 5 a Castelporziano. Le medie di questi primi mesi di monitoraggio sono in linea con le medie di Pm10 registrate nello stesso periodo nelle altre stazioni di monitoraggio presenti in Abruzzo e non riscontrano elementi di criticità da segnalare. La telecamera antincendio in questi mesi non ha, invece, rilevato anomalie sul fronte incendi, nella zona monitorata. Le tecnologie integrate per la visione notturna e la gestione della luce consentono di ottenere immagini nitide sia di giorno sia di notte, anche in presenza di forti contrasti luminosi o scarsa illuminazione.
“La transizione ecologica - commenta il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani - passa anche dalla capacità di mettere in relazione tecnologia, ricerca scientifica e protezione degli ecosistemi, costruendo nuovi strumenti per affrontare le sfide ambientali dei prossimi anni. Per questo siamo convinti che in un Paese sempre più esposto agli effetti della crisi climatica, dagli incendi boschivi agli eventi meteo estremi, le infrastrutture digitali possono diventare strumenti strategici per il monitoraggio ambientale, la prevenzione dei rischi e la pianificazione di strategie di adattamento. Lo abbiamo visto in Abruzzo e ora anche nel Lazio. In particolare, per quanto riguarda la prevenzione incendi, è fondamentale lavorare sempre di più in questa direzione anche per contrastare la piaga dei roghi che ogni anno colpisce l’Italia. Secondo il nostro ultimo report 'Italia in fumo' nel 2025 nella Penisola si sono verificati 1.908 incendi che hanno distrutto 96.517 ettari di territorio, equivalenti a circa 135.178 campi da calcio. Nel Lazio sempre nel 2025 ci sono stati 141 incendi per un totale di 4545 ettari bruciati. Di fronte a questo scenario, sistemi di monitoraggio ambientale integrati e tecnologie di controllo del territorio diventano strumenti fondamentali non solo per intervenire tempestivamente ma anche per pianificare strategie di adattamento climatico”.
“Le nostre torri di telecomunicazione si confermano un hub tecnologico e una piattaforma multi-servizio, in grado di abilitare servizi a tutela dei territori e delle comunità. Il modello della condivisione su cui si basano le infrastrutture digitali in logica neutral host non è solo un driver di efficienza industriale, ma un elemento strategico per accelerare la transizione ecologica e digitale, generando valore concreto per il Paese”, osserva Diego Galli, direttore generale di Inwit.

Categoria: cronaca
17:19
Caldo estremo in Francia, bambino di 3 anni trovato morto in auto
(Adnkronos) - Un bambino di 3 anni è morto in Francia, in condizioni meteo estreme per l'ondata di caldo, dopo essere stato lasciato in auto. Il piccolo, riferisce l'agenzia Afp, nella giornata di ieri caratterizzata da altissime temperature è stato lasciato nell'abitacolo di un auto a Saint-Gratien, nella Val-d'Oise. Il bambino è stato "trovato dai genitori nel veicolo parcheggiato davanti alla loro abitazione", ha riferito una fonte della polizia, mentre i vigili del fuoco hanno confermato il decesso. Secondo le prime ricostruzioni, la mamma si sarebbe addormentata con l'altro figlio, un bimbo di 18 mesi, mentre il padre sarebbe stato impegnato in lavori in giarino. Secondo la ricostruzione della procura, il bambino di 3 anni sarebbe entrato da solo nell'auto parcheggiata con le portiere sbloccate.
Mercoledì 24 giugno, evidenzia Le Figaro, è stata già la giornata più calda mai registrata in Francia, con una temperatura massima media giornaliera di 30 gradi. Il record di temperature massime, già battuto il giorno precedente, è stato nuovamente superato con una media di 38,5 gradi. In archivio anche la 'notte da record': la temperatura minima rilevata da 30 stazioni di riferimento si è attestata a 22 gradi. Il precedente primato, stabilito tra lunedì e martedì, era di 21,6 gradi. Il caldo record aumenta la pressione sulle strutture sanitarie. A Parigi, mercoledì sono stati registrati 25 arresti cardiaci in 24 ore: di media, si segnalano quotidianamente meno di 10 episodi, ha evidenziato il ministero della Salute.
Il sindaco di Parigi, Emmanuel Gregoire, nelle ultime ore ha fatto genericamente riferimento a un "aumento della mortalità" nella capitale a causa dell'ondata di calore. "La mortalità è in aumento, abbiamo quasi tutti gli indicatori che segnalano una situazione difficile. Questo comprende le chiamate al servizio di emergenza medica, le chiamate ai vigili del fuoco, i ricoveri al pronto soccorso e i decessi", ha detto all'emittente TF1, precisando che "spetta alle autorità sanitarie" comunicare dati puntuali.
Il quadro meteo cambierà marginalmente nelle prossime ore. Venerdì 26 giugno, 61 dipartimenti saranno in allerta rossa per caldo estremo (oggi sono 72) e 25 in allerta arancione, ha annunciato Meteo-France. "L'aria più calda si sposterà gradualmente verso est attraverso il Paese, mentre temporali localmente rilevante nella tarda serata di giovedì porteranno aria relativamente più fresca da ovest", secondo le previsioni, che prospettano "un graduale calo delle temperature lungo la costa atlantica".
In Spagna almeno 212 decessi registrati tra domenica e mercoledì sono attribuibili all'ondata di caldo record. E' quanto emerso da dati pubblicati dall'Instituto de Salud Carlos III di Madrid. Negli stessi giorni del 2025 alla medesima causa risultavano riconducibili 98 decessi.
Si tratta di stime basate su un sistema noto come 'MoMo' (Sistema de Monitorización de la Mortalidad Diaria), che raccoglie ogni giorno informazioni sul numero di decessi in Spagna, effettua calcoli sulla base del confronto con previsioni secondo dati storici e integra fattori come le temperature comunicate dall'Agenzia nazionale per la meteorologia per elaborare i dati.
Ieri l'Agenzia nazionale per la meteorologia (Aemet) ha reso noto che lunedì e martedì sono state le giornate più calde mai registrate a giugno in Spagna almeno dal 1950. Tra metà maggio e fine settembre 2025, 3.832 decessi erano stati attribuiti al caldo utilizzando lo stesso sistema 'MoMo'.

Categoria: internazionale/esteri
17:17
Inwit, torri 'intelligenti' per la prevenzione degli incendi nella tenuta di Castelporziano a Roma
(Adnkronos) - Una telecamera antincendio dotata di intelligenza artificiale e tre centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell'aria a supporto della Riserva naturale statale tenuta di Castelporziano, a Roma. Nell’ambito della campagna nazionale di Legambiente 'I cantieri della transizione ecologica' e in collaborazione con RomaNatura, la tower company ha installato lo scorso marzo nei pressi della riserva presidenziale, a pochi km dalla Capitale, su 3 torri per le telecomunicazioni sistemi avanzati capaci allo stesso tempo di prevenire l’insorgere di incendi e monitorare la qualità dell’aria, generando così valore ambientale e sociale.
L'obiettivo della collaborazione è duplice: creare una base dati a lungo termine sulla qualità dell'aria per analizzare le tendenze, identificare eventuali criticità e stimolare l'adozione di misure correttive da parte di enti pubblici e privati; potenziare la resilienza del territorio contro il rischio incendi, una minaccia costante per gli ecosistemi, soprattutto in estate. “Quando pensiamo alle torri per le telecomunicazioni, pensiamo soprattutto alla connettività: telefonate, internet, streaming, social network, 5G. In realtà queste infrastrutture possono fare molto di più, grazie alla loro diffusione sul territorio. Noi ne abbiamo circa 26.000 e ne abbiamo almeno una nell’84% dei comuni italiani”, è il commento di Diego Galli, direttore generale di Inwit.
“Da questa idea nasce il progetto. Su 3 torri a ridosso di questa riserva, abbiamo installato una telecamera smart collegata a un gateway dotato di intelligenza artificiale in grado di individuare tempestivamente eventuali principi di incendio, riconoscendo per esempio i pennacchi di fumo e inviando un allarme immediato alle centrali operative. La posizione elevata delle torri permette di monitorare aree molto ampie e di intervenire prima che una situazione potenzialmente pericolosa si trasformi in un'emergenza. Accanto a questo, abbiamo installato anche centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell'aria. Si tratta di veri e propri laboratori in miniatura che rilevano numerosi parametri ambientali, dagli inquinanti alle polveri sottili, fino ai dati meteorologici. L'obiettivo è creare una base informativa utile per comprendere meglio l'evoluzione dell'ambiente e supportare eventuali interventi di tutela. Il punto forse più interessante è che questo modello è immediatamente replicabile”, aggiunge Galli.
Secondo i recenti dati Ispra basati sui rilevamenti europei Effis (European forest fire information system) rilasciati la scorsa settimana (15 giugno), la situazione italiana per l'anno 2025 si presenta in questo modo: nel 2025 la superficie totale percorsa dal fuoco in Italia ha raggiunto i 965 km² (96.500 ettari), un dato che quasi raddoppia le stime registrate nell'intero 2024. Il 48% degli eventi nel 2025 ha aggredito direttamente gli ecosistemi forestali, mandando in fumo 123 km² (12.300 ettari) di boschi. Un dato particolarmente allarmante è che oltre il 30% della superficie bruciata totale si concentrava all'interno della rete delle aree protette italiane. Il Sud Italia e le isole maggiori confermano il trend storico di massima vulnerabilità: Sicilia, Calabria e Campania da sole rappresentano il 71% dell'intera area forestale nazionale colpita dai roghi.
Con il progetto Inwit, replicabile su tutti i territori italiani, le infrastrutture nate per la connettività digitale diventano strumenti fondamentali per la sostenibilità e la tutela dei territori, generando un valore condiviso per ambiente e comunità. Dall'avvio delle sperimentazioni sul territorio nazionale, il sistema di videosorveglianza intelligente dotato di software di intelligenza artificiale, installato sulle torri, è in grado di scattare ed elaborare immagini, intercettando tempestivamente potenziali anomalie e principi di incendio, (pennacchi di fumo) distinguendo i segnali per la loro intensità. E laddove il monitoraggio segnali un’anomalia significativa lancia un allarme immediato, inoltrato alle centrali operative, permette di evitare escalation legate alla natura accidentale/colposa dell’episodio, consentendo di sventare situazioni critiche in aree protette e tutelando patrimoni boschivi di grande valore. Tutto questo è possibile grazie alla capillarità delle torri Inwit, in media una ogni 3 km.

Categoria: cronaca
17:16
Tre anni di Bat Trieste, presenza nel Paese genera valore per economia nazionale
(Adnkronos) - La presenza in Italia di Bat, leader nel settore dei beni di largo consumo legati alla nicotina, rappresenta un valore per il sistema Paese, con ricadute economiche, occupazionali e industriali che superano il perimetro locale, coinvolgendo filiere, competenze e fornitori distribuiti sull’intero territorio nazionale. A confermare la capacità dell’azienda di produrre impatto in tutta Italia è, in particolare, l''A Better Tomorrow Innovation Hub' di Trieste, che quest’anno celebra il suo terzo anniversario. Per l’occasione, è stata presentata oggi, presso la sede di Trieste della Camera di Commercio Venezia Giulia, la nuova edizione dello studio realizzato dal Mib Trieste School of Management. Secondo l’analisi, nel 2025, Bat Trieste ha attivato una produzione complessiva pari a 275,6 milioni di euro nel sistema economico nazionale. Per ogni euro di produzione dell’azienda si attiva un effetto moltiplicativo fino a 5,5 euro. Allo stesso tempo, il Valore Aggiunto generato da Bat Trieste è stato pari a 29,8 milioni di euro, di cui oltre il 90% distribuito in Friuli Venezia Giulia e circa il 10% nel resto d’Italia. Un dato particolarmente significativo a conferma di un impatto dell’Hub che, pur fortemente radicato sul territorio, produce benefici lungo l’intero sistema economico nazionale.
Per quanto riguarda la dimensione quantitativa, l’impatto diretto si assesta - nel 2025 - sui 50 milioni di euro, quello indiretto, relativo alla catena di fornitura calcolato attraverso precisi modelli economici, vale 159 milioni di euro, mentre il calcolo dell’indotto, che tiene in considerazione l’effetto sui redditi delle famiglie coinvolte lungo la catena di fornitura, porta la produzione complessiva attivata da Bat Trieste fino a 275,6 milioni di euro. Lo stabilimento di Trieste nasce e cresce in forte connessione col territorio, ma la sua vocazione industriale e tecnologica lo rende un abilitatore di filiere nazionali ad alta specializzazione, con ricadute che interessano imprese, fornitori e competenze presenti in diverse aree produttive del Paese. Secondo quanto emerso dallo studio, la crescita di Bat Trieste non è infatti solo il risultato di un progetto industriale solido, ma anche della qualità delle relazioni costruite nel tempo con un ampio ecosistema di stakeholder.
"Per Bat, costruire A Better Tomorrow significa trasformare una visione in un modello di crescita concreto, misurabile e scalabile. Trieste rappresenta pienamente questo approccio: non solo un investimento di successo, ma un hub strategico in cui innovazione, collaborazione istituzionale e creazione di valore per il territorio si integrano in modo coerente” – dichiara Simone Masè, Presidente e Amministratore Delegato di Bat Italia. “I risultati dello studio Mib dimostrano che è possibile generare impatto economico e sociale tangibile mantenendo al tempo stesso una prospettiva globale. È esattamente questo equilibrio – tra radicamento locale e visione internazionale – che guida le nostre scelte e che vogliamo continuare a rafforzare”.
Lo studio aggiorna e amplia le evidenze raccolte nelle precedenti edizioni, integrando all’analisi dell’impatto diretto una valutazione degli effetti indiretti e indotti generati dall’attività dell’azienda e una nuova componente qualitativa che approfondisce il rapporto con il territorio, identificando gli elementi distintivi del cosiddetto 'Modello Bat', basato sulla collaborazione tra impresa, istituzioni, fornitori e comunità locale. L’analisi degli effetti diretti, indiretti e indotti - si legge nello studio - conferma la centralità di Bat Trieste come attore di sviluppo economico e occupazionale. L’ampiezza delle stime relative agli effetti indotti riflette la varietà dei comportamenti di spesa delle famiglie, ma in ogni scenario emerge una capacità strutturale di generare valore diffuso. Nel complesso, il modello produttivo e relazionale dell’azienda si conferma un fattore di crescita stabile e rilevante per il Friuli Venezia Giulia e per il sistema economico italiano.
“Gli obiettivi dello studio sono molteplici. Da un lato c’è la quantificazione delle ricadute dirette e indirette sull’economia di un territorio circoscritto, inclusi gli aspetti occupazionali. Dall’altro, il report restituisce una sintesi del percorso di crescita di Bat Trieste e delle modalità con cui questo si è concretizzato dal gennaio 2022 a dicembre 2025, valorizzando la relazione con il territorio e ricambiando con risultati concreti la fiducia riposta in noi da istituzioni e comunità locale. Bat Trieste ha quasi raggiunto i 400 dipendenti diretti a poco più di quattro anni dal suo insediamento, evidenziando livelli di crescita costanti che tengono al centro la catena di fornitura locale", ha dichiarato Andrea Di Paolo, Presidente di Bat Trieste.
"Bat Trieste è un attore fondamentale del tessuto produttivo della Venezia Giulia. Ed è la dimostrazione di quanto si possa fare quando si trova un territorio pronto ad accogliere nuovi insediamenti produttivi, ricettivo ed elastico in tutte le sue componenti, amministrative e imprenditoriali, umane e occupazionali. Un territorio, quello della Venezia Giulia, con un alto indice di valore aggiunto per singola unità, come viene ben dimostrato e confermato anche dallo studio realizzato da Bat Trieste e che ne attesta l’importante posizionamento in quest’area. Ben vengano, quindi, aziende come Bat Trieste capaci di portare contributi fondamentali a queste performance per un territorio che ha davvero dimostrato come professionalità, lungimiranza e collaborazione tra istituzioni e realtà imprenditoriali siano riusciti a far crescere in armonia sviluppo e società. Voglio ricordare anche l’attenzione avuta da Bat Trieste per il tessuto sociale in cui ha messo radici. Dallo sport, alle associazioni, alle istituzioni e alla Fondazione Villa Russiz di Capriva del Friuli che, con le sue finalità, contribuisce in maniera determinante ad affiancare il percorso di vita di decine di giovani e giovanissimi che si trovano a vivere gravi complessità familiari", ha dichiarato Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia.
La terza edizione dello studio introduce anche un confronto diretto con alcuni dei soggetti che, nel tempo, hanno interagito con Bat Trieste attraverso relazioni di fornitura, rapporti istituzionali o attività di sponsorship. Le interviste restituiscono un’immagine coerente: la società è percepita come un partner capace di generare valore oltre la dimensione commerciale, favorendo crescita, innovazione, reputazione e attrattività del territorio.
Le collaborazioni hanno prodotto assunzioni, investimenti, trasferimento di competenze e ricadute positive sul tessuto imprenditoriale locale. Anche le istituzioni coinvolte confermano l’esistenza di un 'Modello Bat', fondato su cooperazione, rapidità amministrativa e coesione territoriale, capace di rafforzare l’attrattività di Trieste e del Friuli Venezia Giulia ben oltre il perimetro immediato del’insediamento. L’analisi restituisce l’immagine di un’azienda che cresce insieme al territorio e che contribuisce a modellarne dinamiche economiche, occupazionali e sociali.

Categoria: economia
17:14
Imprese, Masè (Bat Italia): "Studio Mib rende visibile il lavoro di Bat Trieste"
(Adnkronos) - "Lo studio del Mib è di grande importanza per noi, perché riesce ad unire l'aspetto del monitoraggio e della raccolta delle informazioni ad una restituzione di risultato molto concreta in termini di numeri, uno per tutti il 90% del valore creato dalla nostra presenza sul territorio rimane all’interno di esso. Siamo lieti di poter leggere questo tipo di analisi, che danno sempre più concretezza e rendono visibile il lavoro fatto dalle aziende, nel caso di Bat Trieste in un territorio molto collaborativo di cui sentiamo di essere entrati a far parte". Sono le parole di Simone Masè, presidente e amministratore delegato di Bat Italia, partecipando oggi a Trieste all’incontro durante il quale è stata presentata la terza edizione dello studio realizzato dal Mib - Trieste School of Management sull’impatto dell’hub friulano sulla città e sul Paese.
Lo studio evidenzia inoltre come ogni euro investito da Bat Trieste genera € 5,5 per l'economia del territorio, dati in linea con lo shared value, ossia il valore condiviso, che guida l'attività di Bat Trieste.
"Quello di Trieste rappresenta un hub sempre più rilevante nella strategia globale di Bat, un'azienda multinazionale diffusa nel mondo, con grandi impianti produttivi in Indonesia, Bangladesh, Stati Uniti, Romania ed altri. Il ruolo di Trieste è strategico perché è nuovo - spiega - è espressione di qualità e di eccellenza e perché a Trieste ci occupiamo di attività legate all'innovazione, aspetti che sono visti come un ‘gioiello’ e che presentiamo sia all’interno della nostra organizzazione che in tutte quelle situazioni dove siamo chiamati a parlare del nostro hub di Trieste. Ci sono tutti i presupposti perché assuma sempre maggiore rilevanza e possa essere sempre più un elemento portante dell'assetto produttivo globale di Bat".

Categoria: economia








































