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19:56
A 78 anni prende l'undicesima laurea, il super studente non si ferma
(Adnkronos) - Laurea numero 11. Michele Antonio Carmosino, originario di Vastogirardi in provincia di Isernia, all'età di 78 anni ha conseguito l'undicesima laurea. Carmosino ha completato l'ennesimo corso di studi presso l'Università La Sapienza laureandosi in Studi Storico-Artistici all’età di 78 anni.
La prima laurea di Carmosino risale al 1972, in Ingegneria. Da allora, la sua carriera accademica non si è mai fermata. Il 'super studente' si è laureato in Giurisprudenza, Economia e Commercio, Lettere, Scienze Politiche, Lingue, fino a Medicina, ottenuta nel 2022, con successiva abilitazione alla professione medica.

Categoria: cronaca
19:53
Serie A, oggi Milan-Genoa - Diretta
(Adnkronos) - Il Milan torna in campo in Serie A. Oggi, giovedì 8 gennaio, i rossoneri affrontano il Genoa a San Siro nel posticipo della diciannovesima giornata di campionato. La squadra di Allegri arriva dal comodo successo dell'ultimo turno contro il Cagliari, mentre i rossoblù hanno pareggiato contro il Pisa nell'ultima partita.
Nel prossimo turno di campionato il Milan volerà a Firenze per sfidare la Fiorentina, mentre il Genoa ospiterà il Cagliari.

Categoria: sport
19:51
Referendum giustizia, Marattin: "Data non mi appassiona, importante buona campagna"
(Adnkronos) - Il referendum “sia quando sia. E’ giusto che ci sia tempo per una buona campagna elettorale ma non mi appassiona questo tema”. Lo ha detto il segretario del Pld Luigi Marattin, a margine di una iniziativa del Comitato giustizia si’ sul referendum sulla separazione delle carriere, parlando della data del referendum.
Categoria: politica
18:50
Mauro Repetto: "Reunion con Max Pezzali? Pronto, sul palco o in birreria"
(Adnkronos) - "Le canzoni sono nostre. Io sono pronto sia sul palcoscenico, sia in birreria, sia a lavare i piatti. A qualunque cosa, io sono pronto". Risponde così Mauro Repetto, ex 883 i nsieme a Max Pezzali, incalzato da Caterina Balivo durante la puntata di oggi, giovedì 8 gennaio, de 'La Volta Buona'. A poche ore dall’annuncio ufficiale di Max Pezzali super ospite a Sanremo 2026, Caterina Balivo chiede a Mauro Repetto, ex 883: "La reunion ci sarà oppure no a Sanremo? Mauro, ci sarai anche tu?”.
E Repetto risponde sibillino: "Allora, io sono a disposizione in tutte le birrerie di Sanremo. In effetti sono molto backstage, sono molto compagno di banco, sono molto co-autore di tutte le canzoni degli 883 e quindi sulla scena eravamo unici, eravamo originali, eravamo surrealisti. A Sanremo sono contento che lui sarà lì e io sarò in ogni birreria, pronto a bere una birra con lui e con Nicola Savino, con grande piacere".

Categoria: spettacoli
18:13
Venezuela annuncia rilascio prigionieri politici, fuori anche detenuti stranieri. Italia spera per Trentini
(Adnkronos) - Il presidente del Parlamento venezuelano, Jorge Rodriguez, annuncia il rilascio di un "numero importante" di prigionieri, tra cui alcuni cittadini stranieri. Tra loro potrebbe esserci anche l'italiano Alberto Trentini, cooperante veneto detenuto da oltre un anno in Venezuela.
Il rilascio avverrà "nelle prossime ore", secondo quanto riferito dal New York Times. Rodriguez non ha specificato quante persone saranno liberate. Il presidente del Parlamento, secondo il Nyt, ha spiegato che la decisione di scarcerare i prigionieri politici è stata presa come "un gesto unilaterale per rafforzare la nostra incrollabile volontà di consolidare la pace nella Repubblica e la convivenza pacifica tra tutti".
Come fa notare il quotidiano americano, si tratta del primo gesto pubblico di conciliazione della nuova amministrazione nei confronti dell'opposizione venezuelana dopo la destituzione del presidente Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti.
Per l'Ong Foro Penal, in totale i 'prigionieri politici' nelle carceri venezuelane sarebbero 806: si tratterebbe di 105 donne, un adolescente e 86 stranieri.
Restano quindi accesi i riflettori sul cooperante italiano Alberto Trentini. Con una speranza in più e uno spiraglio aperto per l'operatore umanitario dopo l'annuncio.
Nel frattempo il governo Meloni continua a lavorare sul dossier con la massima discrezione, nel tentativo di arrivare alla liberazione di Trentini. Del caso ha parlato ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il leader di Forza Italia ha riferito di aver discusso con il segretario di Stato americano Marco Rubio degli sforzi in corso per la liberazione dei prigionieri politici ancora detenuti a Caracas. Rubio - ha aggiunto - "ha accolto positivamente la posizione dell'Italia e credo che anche gli Stati Uniti ci aiuteranno a liberare i prigionieri politici, come Trentini". Tajani interverrà in Parlamento martedì 13 gennaio sulla crisi venezuelana, oltre che sulla strage di Crans-Montana in Svizzera. Sul blitz statunitense e sulla cattura del presidente Nicolas Maduro, il titolare della Farnesina terrà un'informativa.
Cinque detenuti spagnoli, quattro con cittadinanza solo spagnola, una con doppia cittadinanza spagnola-venezuelana, sono stati rilasciati in Venezuela. A darne notizia è El Pais. I detenuti liberati, scrive, sono Andrés Martínez Adasme, José María Basoa, Miguel Moreno, Ernesto Gorbe e la spagnola-venezuelana Rocío San Miguel. A confermarlo fonti diplomatiche.

Categoria: internazionale/esteri
18:09
Fa tutto Rubio, i mille incarichi dal Venezuela alla Groenlandia. E lui se la ride su X
(Adnkronos) - Nuovo presidente del Venezuela? Marco Rubio. Nuovo premier della Groenlandia? Marco Rubio. Nuovo leader in Iran? Ovviamente, Marco Rubio. La politica estera 'movimentata' di Donald Trump comporta un super-lavoro per il segretario di Stato americano. Rubio è stato centrale nella definizione della strategia di Washington nei confronti del Venezuela. Nei prossimi giorni, il numero 1 della diplomazia vedrà i vertici della Danimarca per discutere di Groenlandia, l'isola nel mirino della Casa Bianca. Sullo sfondo, la crisi dell'Iran con la prospettiva di una nuova azione di Usa e Israele. Nell'era dell'intelligenza artificale, il multitasking Rubio diventa un tormentone sui social con una valanga di foto che attribuiscono al segretario di Stato tutti i possibili incarichi disponibili.
Il politico della Florida si ritrova anche quarterback dei Green Bay Packers della NFL, manager del Chelsea, governatore del Minnesota. Alla fine, anche il riservato Rubio - poco avvezzo a twittare - deve pubblicare un post per evitare l'ennesimo incarico. I Miami Dolphins stanno cercando un nuovo allenatore e un nuovo general manager. "Di solito non rispondo alle indiscrezioni online, ma sento il bisogno di farlo in questo momento. Non mi candiderò per le posizioni attualmente vacanti di allenatore e general manager Miami Dolphins. Anche se non si sa mai cosa ci riserva il futuro, la mia attenzione deve rimanere concentrata sugli eventi globali e sui preziosi archivi degli Stati Uniti d'America. Grazie", il messaggio.

Categoria: internazionale/esteri
18:08
Trump lascia 66 organizzazioni multilaterali, Cardi: "Sistema è vecchio, ma non va demolito"
(Adnkronos) - È stato rappresentante permanente alle Nazioni Unite quando l'Italia è stata presidente del Consiglio di Sicurezza e, per oltre metà della sua quarantennale carriera diplomatica, impegnato nello sforzo multilaterale del nostro Paese, anche come inviato speciale del governo per la riforma dell’Onu. Sebastiano Cardi oggi è partner di International Strategic Network e con l’Adnkronos analizza la decisione degli Stati Uniti di uscire da 66 organizzazioni multilaterali, sancita con un executive order di Trump. Una scelta che, pur non del tutto inedita nella storia americana, segna una svolta più netta e strutturale nel rapporto di Washington con il sistema multilaterale nato nel secondo dopoguerra.
Ambasciatore Cardi, gli Stati Uniti hanno annunciato l’uscita da 66 organizzazioni multilaterali. Perché è una notizia così rilevante, anche se in Italia sta passando relativamente sotto traccia?
È una notizia molto significativa. L’executive order è un atto importante perché, oltre alle uscite già note - dal Consiglio dei diritti umani all’Unesco - elenca in modo sistematico una lunga serie di organizzazioni dalle quali gli Stati Uniti intendono prendere le distanze. Il primo effetto concreto sarà quasi certamente il taglio dei finanziamenti, ed è questo l’elemento più immediato e destabilizzante per il sistema multilaterale.
Si tratta di una rottura senza precedenti o di una tendenza che ha già avuto altri precedenti nella storia americana?
Non è una novità assoluta. Il rapporto degli Stati Uniti con il multilateralismo è sempre stato complesso, anche sotto amministrazioni democratiche. In passato Washington ha già sospeso o bloccato finanziamenti alle Nazioni Unite. Tuttavia, questa decisione si colloca in un contesto globale completamente diverso. Durante il primo mandato Trump, quando io ero all’Onu, l’ambasciatrice Nikki Haley, pur repubblicana, interpretò il suo ruolo in modo fortemente multilaterale. Oggi siamo a un livello molto più avanzato di distanziamento.
Lei parla di una svolta più profonda. In che senso?
Non parlerei di isolazionismo. Trump dimostra anzi di voler intervenire in modo molto deciso e muscolare sulle grandi questioni internazionali. Ma è evidente una presa di distanza dal metodo multilaterale, dalle istituzioni come le Nazioni Unite intese come garanzia della gestione delle relazioni internazionali. Questo rappresenta un vulnus serio per un sistema che, pur con tutti i suoi limiti, ha retto per ottant’anni.
Eppure lei stesso riconosce che il sistema multilaterale è invecchiato.
Sì, ed è giusto dire che non è invecchiato bene. Il sistema nato nel 1945 non è riuscito a riformarsi, non ha saputo stare al passo con i cambiamenti del mondo. In questo senso, alcune critiche hanno un fondo di verità. Ma il fatto che il sistema sia imperfetto non giustifica il suo smantellamento. Buttare via il metodo multilaterale significa rinunciare a un quadro di regole condivise.
Trump tende ad applicare la sua “Art of the deal”: scioccare la controparte con annunci forti per poi trovare un compromesso (che convenga più a lui ovviamente). Lo ha fatto sui dazi e lo sta facendo su Venezuela e Groenlandia. Ma chi è la sua controparte quando si parla di difendere il multilateralismo?
Credo che il soggetto naturale sia l’Unione europea. L’Europa è essa stessa un progetto multilaterale, fondato sui valori emersi dopo la Seconda guerra mondiale: evitare i conflitti, costruire la convivenza pacifica attraverso regole comuni. Non è solo una questione politica, ma anche economica. I nove principali mercati di sbocco dell’Italia, ad esempio, sono europei. L’Europa incarna quel metodo che oggi viene messo in discussione.
L’Unione europea ha la forza di svolgere questo ruolo?
Al momento, purtroppo, non quanto servirebbe. L’Europa è divisa, ha governi deboli e al suo interno esistono forze che guardano con favore a pulsioni unilateraliste. Il rischio è che questo “virus” attecchisca anche dentro l’Unione. Ma proprio per questo l’Europa dovrebbe reagire, cercando di difendere il sistema di regole e di richiamare tutti, a partire dagli Stati Uniti, a un approccio condiviso.
Se allarghiamo lo sguardo oltre l’Occidente, come vedono il multilateralismo le potenze emergenti, dall’India ai Paesi del Golfo?
Paesi come l’India manifestano con decisione l’intenzione di rafforzare il proprio profilo internazionale, non solo economico ma anche politico. Anche i Paesi africani e quelli del Golfo non hanno alcun interesse in un mondo privo di regole. Il sistema multilaterale offre loro un luogo di confronto continuo, un’autorità superiore alla quale fare riferimento per gestire instabilità e conflitti.
E la Cina, che dopo aver “sfruttato” negli ultimi 30 anni il sistema multilaterale si è fatta un “suo” club, la Sco, Shanghai security conference?
La Cina ha investito molto nel sistema Onu. Ancora oggi, quando si parla del gruppo dei G77, che oggi sono diventati 134 e rappresentano quello che gli occidentali consideravano “il resto del mondo”, si dice “G77 più Cina”. Pechino ha interesse a mantenere un ruolo di guida in questo vasto aggregato di Paesi non allineati. Anche per la Cina, quindi, le regole e il multilateralismo restano uno strumento utile, pur con tutte le ambiguità del caso.
Veniamo alla lista delle organizzazioni da cui gli Stati Uniti si ritirano, di cui 31 sono della famiglia Onu. A parte l’Unctad, l’Iccrom e l’istituzione che si occupa di cambiamento climatico, le altre sono poco conosciute al grande pubblico. Che giudizio dà di questa proliferazione?
È una lista lunghissima, composta perlopiù da organizzazioni di secondo livello. Questo conferma che l’Onu è invecchiata male: nel tempo ha creato una pletora di organismi che in alcuni casi assorbono risorse senza produrre un reale valore aggiunto politico o economico. La mancata riforma strutturale l’ha resa un’organizzazione elefantiaca, difficile da controllare e governare.
Ma esistono anche agenzie che funzionano e producono risultati concreti.
Assolutamente sì. Penso al World Food Programme, all’Unhcr, alla Fao, all’Unicef, all’Unesco. Sono realtà che sul campo fanno la differenza. Il problema non è negare il valore dell’Onu, ma riconoscere che senza una riforma profonda il sistema rischia di perdere credibilità e legittimità.
Il punto, quindi, non è solo l’uscita da alcune organizzazioni.
Il punto vero è la tendenza generale: l’abbandono progressivo di un metodo fondato su trattati, convenzioni, regole condivise. Pensiamo ai grandi accordi sul controllo degli armamenti, al Trattato di non proliferazione nucleare, alle convenzioni sulle armi chimiche e biologiche, alle mine antipersona. Per decenni questi strumenti hanno contribuito alla sicurezza globale. Se diventano lettera morta, il mondo diventa oggettivamente più insicuro.
Questo vale anche per l’economia globale?
Il Gatt prima e l’Organizzazione mondiale del commercio poi sono stati pilastri del sistema post-bellico. Oggi l’Omc sembra quasi scomparsa dal dibattito pubblico, sostituita dalle guerre tariffarie. Eppure il libero scambio regolato è stato uno degli elementi che ha permesso al mondo di prosperare.
Il conflitto in Ucraina è un esempio della crisi del multilateralismo?
L’Osce, di cui ancora fa parte la Russia e che pure aveva svolto un ruolo importante sul Donbas, oggi è paralizzata. La soluzione del conflitto rischia di essere affidata solo alle grandi potenze, Stati Uniti e Russia, senza un reale coinvolgimento europeo. Questo è un problema enorme: è un conflitto che si combatte in Europa, ma l’Europa fatica ad avere voce.
In conclusione, che scenario intravede?
Vedo un preoccupante sgretolamento di un sistema che, pur imperfetto, ha garantito le regole del gioco per ottant’anni. Il rischio è un ritorno a una politica di grandi blocchi contrapposti. Spero che questa fase sia transitoria e che si possa tornare a un dialogo più strutturato e regolato. Perché uscire dal sistema multilaterale significa non sapere davvero dove si va a finire. (di Giorgio Rutelli)

Categoria: internazionale/esteri
17:24
Martina Colombari dopo Ballando: "Tre risonanze magnetiche e un'ecografia"
(Adnkronos) - Tre risonanze magnetiche e un'ecografia. Martina Colombari, dopo l'esperienza a Ballando con le stelle, si è sottoposta a una serie di controlli medici per verificare le condizioni fisiche messe a dura prova dal programma.
A raccontarlo è stata la stessa attrice attraverso alcune Instagram stories dove ha spiegato di aver effettuato "tre risonanze magnetiche e un'ecografia", precisando però "post Ballando con le stelle, ma ne è valsa la pena". Una conferma che rifarebbe il percorso nel dance show di Rai 1, senza alcun rimpianto, nonostante le difficoltà.
In un'altra stories, Colombari ha poi scherzato col medico, elencando con ironia i problemi fisici riscontrati: "Come mi hai trovata? Col menisco, con la caviglia, popliteo", ha detto l’ex concorrente, che si è classificata quinta in coppia con Luca Favilla.

Categoria: spettacoli
17:23
Lotteria Italia, a Roma caccia al nuovo milionario: "Qui al bar non verrà..."
(Adnkronos) - A un paio di giorni dall'estrazione, resta avvolto nel mistero il vincitore del primo premio da 5 milioni della Lotteria Italia. Un silenzio che alimenta curiosità e interrogativi dei cittadini, dato che dai gestori dell'esercizio commerciale di Roma non è ancora arrivata alcuna segnalazione ufficiale. Daniele Ciavaglia, titolare della ricevitoria Le 7 Meraviglie a Roma, dove è stato acquistato il primo biglietto vincente, ha commentato all'Adnkronos: "Ancora non abbiamo notizie su chi possa essere il vincitore, non sappiamo nulla. C'è molta riservatezza tra la gente del posto, alcuni dicono che non hanno nemmeno comprato il biglietto. Sinceramente non credo che si presenti in ricevitoria per ringraziare o festeggiare. Molto probabilmente si tratta di un turista di passaggio, non ho la più pallida idea di chi possa essere."
L'unica certezza è che il biglietto milionario è stato venduto, ma chi lo ha acquistato non si è ancora presentato nella ricevitoria dove è stato emesso e, al momento, non sono emersi elementi utili per risalire all’identità del diretto interessato. Una prudenza comprensibile spesso dettata dal desiderio di tutelare la propria privacy o di muoversi con cautela prima di rendere nota una vincita così rilevante. Resta però il giallo su chi abbia in tasca il biglietto vincente, mentre la caccia al nuovo milionario, per ora, resta apertissima.

Categoria: cronaca
17:20
Usa, affondo di Macron: "No a neocolonialismo, si stanno allontanando da alleati"
(Adnkronos) - Gli Stati Uniti "si stanno gradualmente allontanando" dagli alleati e "si stanno liberando dalle regole internazionali''. Intervenendo alla Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori a Parigi, il presidente francese Emmanuel Macron lancia l'affondo agli Usa di Donald Trump, sottolineando che c'è ''un tentativo reale di dividersi il mondo'' tra ''le grandi potenze''.
Macron ha denunciato una crescente "aggressione neocoloniale" nelle relazioni diplomatiche, affermando che "le istituzioni del multilateralismo funzionano sempre meno efficacemente. Ci stiamo evolvendo in un mondo di grandi potenze con una reale tentazione di dividere il mondo tra loro''.
“Noi rifiutiamo il nuovo colonialismo e il nuovo imperialismo, ma rifiutiamo anche il vassallaggio e il disfattismo - ha affermato ancora Macron nel suo intervento -. Quello che siamo riusciti a fare per la Francia e in Europa è andato nella giusta direzione. Più autonomia strategica, meno dipendenza dagli Stati Uniti e dalla Cina". Poi il presidente Macron è tornato a chiedere di "reinvestire nell'Onu, sarebbe assurdo non farlo".

Categoria: internazionale/esteri
16:50
Adsp Mtcs sigla protocollo intesa con Coni per collaborazione su grandi eventi agonistici
(Adnkronos) - Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale fanno squadra per valorizzare lo sport nell’area di riferimento dell’AdSP. Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e il Presidente dell’AdSP, Raffaele Latrofa, hanno sottoscritto oggi - al Foro Italico - un protocollo d’intesa finalizzato allo sviluppo di una collaborazione, soprattutto in vista di grandi eventi agonistici. L’accordo si prefigge, fino al termine dell’attuale quadriennio olimpico, la promozione del movimento dando risalto al ruolo dei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta nell’accogliere delegazioni, atleti e tifosi in arrivo via mare e sviluppando poli nelle zone retroportuali, anche come leva di rigenerazione urbana.
Previsto anche l’eventuale utilizzo di aree demaniali portuali dismesse o riqualificate per la realizzazione di strutture temporanee, l’organizzazione di crociere tematiche in occasione di manifestazioni nonché di campus sportivi nelle aree interessate, con la possibilità di favorire l’inclusione sociale, veicolando gli ideali sportivi a beneficio dei giovani e delle scuole presenti nelle zone portuali.
La sinergia, destinata anche a diffondere discipline sportive come vela, canottaggio, canoa e kayak, nuoto in acque libere e altri sport nautici all’interno dei porti e dei bacini gestiti dall’AdSP, vivrà nel segno della sostenibilità, mediante progetti di decarbonizzazione e appuntamenti pilota su sport a impatto zero. Le rispettive competenze e visioni strategiche si fondono in una cooperazione che intende utilizzare lo sport come fondamentale motore di crescita nei territori portuali. "Con questo Protocollo vogliamo trasformare i nostri porti in veri e propri luoghi di incontro tra mare, sport e comunità. È una grande opportunità per promuovere inclusione, sostenibilità e valorizzare il territorio, in sintonia con i grandi eventi che attendono la nostra regione. Mi piace definirlo 'sport nei porti', perché l’atto di oggi è una cornice straordinaria che riempiremo di contenuti concreti, alcuni dei quali sono già frutto di rapporti con il Coni. I porti accolgono il mondo e lo sport italiano rappresenta la Nazione: insieme possiamo rafforzare il legame porto-città e diffondere i valori dello sport", commenta il presidente dell'AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale Raffaele Latrofa.

Categoria: economia
16:36
Raoul Bova dopo lo scandalo: "I figli mi hanno aiutato a rialzarmi"
(Adnkronos) - "Quando hai tutto il mondo contro è difficile rialzarsi". Raoul Bova commenta senza filtri i mesi più difficili della sua vita, segnati da una vera e propria bufera mediatica iniziata da alcuni audio privati sottratti, un tentativo di ricatto e chat che in poche ore sono diventate virali sui social travolgendo la sua sfera privata - come la fine della relazione con Rocio Munoz Morales - e anche la sua vita professionale.
Ad aiutarlo a superare questo difficile momento sono stati "i figli, gli amici e la fede - aggiunge l'attore in occasione della conferenza stampa di 'Don Matteo 15' a Roma - che non mi hanno mai abbandonato. C'è poi un istinto di sopravvivenza che ti spinge a rialzarti, ma anche la voglia di trovare giustizia".
"Non ho fatto la cosa giusta, però vado avanti, non posso non andare avanti. A meno che non decida di buttarmi dal quinto piano, ma a quel punto la darei vinta a chi cerca di affossarmi", dice l'attore romano. L'incontro è anche l'occasione per togliere ogni dubbio sul presunto licenziamento della Rai dopo lo scandalo: "In molti lo hanno scritto, ma non è vero. Per rispetto della serie e del pubblico ho subito detto che ero pronto a dare le mie dimissioni, se fosse stato ritenuto giusto, senza oppormi". Dall'azienda, dalla produzione e dal cast è arrivato un grande supporto: "Tutti mi hanno dato fiducia facendomi sentire parte di una famiglia, senza alcun giudizio".
Parlando di Don Massimo, Bova spiega come ci sia tanto di lui nel personaggio che interpreta: "Il tema di questa serie è la vocazione, la ricerca di sé stessi e la ricerca di un posto nel mondo. Sono domande che io stesso mi pongo. C'è tanto di me in Don Massimo: il rapporto con Dio e la debolezza, a volte, nell'affrontare determinate situazioni", ma anche "il sostegno delle persone che ti sono attorno". Diretta da Alexis Sweet, Alessandro Tonda, Tobia Campana, Riccardo Donna e Tiziana Aristarco, 'Don Matteo 15' – una produzione Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction – va in onda a partire da questa sera, 8 gennaio, e per 10 serate.
La parola d’ordine della stagione è 'cuore' perché tutti i protagonisti, tra quelli noti al pubblico ed i nuovi, si trovano a fare i conti con i sentimenti. Accanto a Don Massimo, Natalina, Pippo e il Maresciallo Cecchini, l’intrecciarsi di storie segue la coppia formata dal Capitano dei Carabinieri, Diego Martini (Eugenio Mastrandrea) e Giulia Mezzanotte (Federica Sabatini), la sorella di Don Massimo. E se Diego sembra avere le idee chiare, sono molte le domande che angustiano Giulia, che ha appena perso la madre, non ha una vera direzione a livello professionale e non riesce ancora a capire quale sia il suo posto nel mondo. A mettere in crisi il Maresciallo Cecchini arriva Caterina Provvedi (Irene Giancontieri) nuova e agguerrita Marescialla il cui trasferimento - forse frutto di un disguido - la porta a contendersi il posto proprio con Cecchini. Anche per Don Massimo non mancano le sfide che hanno, soprattutto, il volto della misteriosa Maria (Fiamma Parente), adolescente incinta e senza memoria. Ad arricchire le trame - investigative e non - delle dieci serate le partecipazioni di Diletta Leotta, Max Tortora e Tosca D’Aquino, Valeria Fabrizi, Alessandro Borghese, Giulio Beranek e Carolina Benvenga.

Categoria: spettacoli
16:26
Infastidito dalla musica alta del locale, spara contro la cassa: arrestato
(Adnkronos) - Infastidito dal volume troppo alto della musica ha esploso diversi colpi di arma da fuoco contro la cassa di un locale. Protagonista un 59enne di Acireale, in provincia di Catania, arrestato dai carabinieri che hanno denunciato anche il fratello di 62 anni. L'accusa per loro è di detenzione illecita di armi e munizioni. I militari sono intervenuti nei pressi di via Serra, nella periferia del paese, dove era stata segnalata l'esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco. Giunti sul posto hanno notato, sul muro di cinta di un esercizio commerciale, una cassa acustica con un foro del tutto simile a quello prodotto da un proiettile. Il titolare del negozio ha raccontato loro che proprio quella cassa era da tempo al centro di una diatriba con uno dei residenti del quartiere. L'uomo, disturbato dal 'rumore', quella mattina però aveva deciso di passare alle vie di fatto, esplodendo svariati colpi di pistola dalla sua abitazione, mentre il titolare si trovava all'interno del negozio insieme al padre e a due clienti.
Raggiunto nella sua abitazione, il 59enne, dopo avere inizialmente negato il possesso di armi, ha consegnato un fucile calibro 12, nascosto sotto un armadio. Su un muretto del bagno, i carabinieri hanno trovato una pistola calibro 38 special carica e 9 munizioni, mentre nel camino c'erano 13 bossoli dello stesso calibro, verosimilmente quelli poco prima esplosi. L'uomo ha spiegato ai militari che le armi ritrovate nella propria abitazione erano di proprietà del defunto padre, nella cui casa - di cui aveva le chiavi solo il fratello 62enne dell'uomo - dentro un armadio blindato erano custodite una pistola calibro 32 e 74 cartucce di vario calibro, mentre altre 272 cartucce calibro 12 erano nel garage. "Nell'originaria denuncia di detenzione - spiegano gli investigatori dell'Arma - risultano altre armi che, allo stato, sono mancanti". L’arresto del 59enne è stato convalidato e l'uomo è stato posto ai domiciliari. Per il fratello, invece, è scattata la denuncia.

Categoria: cronaca
16:09
La biografa di Lindsay Kemp: "Con David Bowie un grande amore, tentò suicidio per lui"
(Adnkronos) - "Lindsay Kemp è stato follemente innamorato di David Bowie. Dopo aver scoperto un suo tradimento tentò il suicidio, si tagliò le vene in camerino, dopo uno spettacolo, sgorgava sangue...naturalmente tutto molto teatrale. Ma fecero pace e ritornarono a teatro insieme con 'Ziggy Stardust and Spiders from Marts', un capolavoro, uno spartiacque nella storia dei concerti rock". Parla con l'Adnkronos, a 10 anni dalla scomparsa di David Bowie, Daniela Maccari, una delle più note interpreti di Lindsay Kemp, oggi erede accanto a David Haughton, dell'immenso patrimonio del grande artista inglese.
"Non ho mai conosciuto personalmente David Bowie - aggiunge - Ma Lindsay ha raccontato nelle sue memorie, che negli anni mi dettava in inglese, e che presto saranno pubblicate, l'incontro che ha profondamente influenzato tutta la poetica musicale e spettacolare di Bowie. Era il 1967, galeotta fu l'agenzia teatrale Nems Enterprises che rappresentava i due artisti, Lindsay e un quasi sconosciuto David Jones, a cui il regista, danzatore e coreografo aveva 'rubato' le note del suo brano 'When I live my dream' per 'Clowns' al Littlle Theatre di Londra".
Il primo appuntamento fra loro a Batemen Street nel quartiere di Soho. "Una casa in cui abitavano come all'interno di una grande famiglia, ballerini, attori, vicini di casa di passaggio, chi per fumare, chi per chiedere una birra...Bowie non si spaventò, più tardi confesserà, 'sin dal primo momento ho desiderato unirmi a questo circo' - prosegue Daniela Maccari - 'Tutto quello che pensavo fosse bohèmien...era la vita stessa di Lindsay, la sua quotidianità è puro teatro'. Comincia in quegli anni una grande avventura artistica e sentimentale che unirà Lindsay e David non solo sul palcoscenico. Una 'rivoluzione gentile' la loro, una 'soft revolution', dopo la tragedia della guerra, alla riscoperta di una nuova libertà".
"Nasce 'Pierrot in Turquoise', un omaggio alla Commedia dell'Arte, al turchese, pietra simbolo di eternità per il buddismo. In quegli anni - ricorda ancora - David Bowie stava pensando di ritirarsi in un monastero buddista, scherzando confesserà più tardi che 'Lindsay mi ha salvato dal radermi la testa'".
La relazione tra Lindsay Kemp e David Bowie va avanti, tra alti e bassi, tra scappatelle e tradimenti, fino al 1968, poi la rottura, ma non la separazione definitiva. "Nel 1972 - racconta ancora la biografa di Kemp - Lindsay è ad Edimburgo per il primo embrione di 'Flowers' ed è Angela Bowie, la Angie della canzone dei Rolling Stones, a chiedere di realizzare la regia di 'Ziggy Stardust'. Lindsay accetta la sfida, sarà l'uomo delle stelle, lo 'Starman', dell'omonima canzone. Scendeva da scale altissime e ogni sera si pentiva di aver avuto quella idea registica - sottolinea ancora - Lui che aveva il terrore dell'altezza".
"Aveva firmato, non solo la regia, ma anche la scenografia (scale, ballatoi molto simili alla messa in scena di 'Flowers'), i costumi (l'abito a ragnatela, che utilizzerà anche nei suoi spettacoli) il trucco, di ispirazione giapponese. Un trionfo anche per David Bowie, nasceva il 'theatre rock', 'glam rock', il 'glitter rock", conclude Daniela Maccari, che nel 2020 ha firmato i costumi, il trucco e le coreografie dello spettacolo 'The Bowie Show' con Andy dei Bluvertigo & The Bowie Show, ispirandosi allo storico 'Ziggy Stardust' del '72.

Categoria: spettacoli
16:08
Sabahi: ''Peggior incubo di Khamenei è fare la fine di Maduro, ma non fuggirà come Assad''
(Adnkronos) - ''In questo momento il peggior incubo di Khamenei'', la guida suprema dell'Iran, è quello di ''fare la fine di Maduro'', il deposto presidente venezuelano catturato in un blltz dagli Stati Uniti e portato in un carcere di Brooklyn per poi essere processato a Manhattan. Ma quello che è ''altamente improbabile'' è che l'Ayatollah Ali Khamenei faccia ''la stessa scelta di Assad'', l'ex presidente siriano rimosso nel dicembre del 2024, e ''che abbia l'aereo pronto per andare in Russia come ha fatto lui''. Lo spiega all'Adnkronos Farian Sabahi, professoressa associata in Storia contemporanea presso l'Università degli Studi dell’Insubria, sottolineando che ''Khamenei ha 86 anni, ha passato tutta la sua vita a difendere la Repubblica islamica'' e ''preferirebbe la morte con il martirio e passare alla storia come quello che si è sacrificato come l'Imam Hossein nel 680 d.C.'' piuttosto che fuggire.
Inoltre, ''a differenza di Maduro, Khamenei può ancora contare sul sostegno della cerchia dei suoi fedelissimi e dei Pasdaran'', sebbene ''anche in Iran c'è un'infiltrazione del Mossad, altrimenti lo scorso giugno non ci sarebbe stata la strage dei Pasdaran''. Quello che ''è possibile che gli Stati Uniti facciano un tentativo, non è da escludere, è questo è il peggior incubo di Khamenei in questo momento''.
Sabahi ricorda che ''anche nella guerra dei 12 giorni'' con Israele a giugno Khamenei ''era rinchiuso in un bunker, era sparito dai riflettori'' e anche quella odierna è ''una situazione che sicuramente percepisce come delicata''. Però l'Iran ''non è lo stesso Paese'' del Venezuela, ''l'Iran non è nel giardino di casa degli Stati Uniti, per gli americani arrivare a Teheran non è immediato come arrivare a Caracas''. Tra l'altro i dodici giorni della guerra di giugno con Israele ''hanno fatto disamorare gli iraniani in Iran rispetto a un intervento militare estero''.
Per quanto riguarda le manifestazioni, esplose nuovamente il 28 dicembre per il carovita e allargatesi ad altri settori della società civile con gli studenti universitari in prima linea, secondo Sabahi ''la piazza non ha un leader''. Autrice di 'Alla corte dello scià' e di 'Noi donne di Teheran', Sabahi sottolinea che ''non c'è nessun giornalista occidentale in questo momento in Iran'' e le notizie che ''noi leggiamo sui media dell'opposizione'' che parlano di ''slogan a favore dell'ultimo scià e di suo figlio non sappiamo con che frequenza ci siano realmente''.
Sabahi riflette sul fatto che ''Reza Pahlavi è un principe, primogenito dell'ultimo scià, nato nel 1960 che ha lasciato l'Iran quando aveva 16 anni per la formazione militare negli Stati Uniti e da allora non è più potuto rientrare''. Reza Pahlavi ''si è detto pronto a guidare la transizione verso la democrazia'', ma ha anche chiarito di ''non voler trasferirsi stabilmente in Iran per il resto della sua vita'' perché ''negli Stati Uniti ha tutti i suoi affetti''.
Inoltre ''il nome di Reza Pahlavi evoca sì lo splendore dell'antico regno persiano, ma evoca anche le disuguaglianze sociali che c'erano in Iran al tempo dello scià e le torture della Savak, la polizia segreta dello scià, e l'asservimento dell'Iran agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna'', spiega.
Sull'Iran incombe poi ''il rischio di un ulteriore bombardamento israeliano'', già minacciato durante una conferenza stampa congiunta a Mar-a-Lago, in Florida, tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. ''A giugno, dopo il bombardamento israeliano, l'opinione pubblica iraniana si era compattata con il regime'', afferma Sabahi, ricordando che ''erano stati bombardati interi quartieri residenziali di Teheran, era stato detto alla popolazione della capitale di andarsene perché c'era l'intenzione di condurre raid a tappeto''. L'effetto delle minacce di Trump e Netanyahu, quindi, è in parte quello di unire gli iraniani, ma ''dipende''.
''Viste dalla diaspora iraniana, le minacce di Trump contro il regime'' sono ''aiuti'', perché il presidente americano si è detto disposto a intervenire nel caso venissero uccisi manifestanti come nelle precedenti manifestazioni. ''Ma intervenire come? Con le bombe? Da chi è in Iran questo intervento ovviamente non viene visto favorevolmente'', anche perché ''di recente i bombardamenti hanno sventrato interi quartieri residenziali'' oltre che ''l'enorme deposito di carburante'' per cui ''a un certo punto non si poteva più scappare'' e anche ''mio padre era rimasto bloccato lì''. Inoltre ''Israele aveva annunciato di voler bombardare il carcere di Evin per far scappare i detenuti, ma hanno bombardato le palazzine dove erano detenuti prigionieri politici causando morti''.

Categoria: internazionale/esteri
16:02
La volta buona, Stefania Orlando: "Derubata in casa mentre dormivo. Sono traumatizzata"
(Adnkronos) - Stefania Orlando è stata derubata in casa di notte mentre dormiva in camera da letto. La showgirl ospite oggi a La volta buona ha raccontato il drammatico episodio che l'ha coinvolta la notte del 2 gennaio. Orlando ha spiegato di aver scoperto solo al risveglio che i ladri erano entrati in casa sua forzando le inferriate del salotto.
"La notte non ho capito nulla, sentivo solo che qualcosa batteva forte sui tubi, ma non ho collegato. Pensavo fossero i vicini. La mattina però mi sono svegliata e quando sono uscita dalla camera da letto, ho visto la finestra spalancata, e la porta senza le chiavi dentro", ha spiegato Stefania Orlando che ancora oggi ammette di essere rimasta "traumatizzata". "Da quella notte non dormo più da sola, i miei amici si alternano per farmi compagnia".
Orlando, per concludere, ha lanciato un messaggio a chi, come lei, utilizza spesso i social: "Non diamo in pasto la nostra vita sui social perché anche questo può indurre i malviventi a fare queste azioni".

Categoria: spettacoli
16:01
La procura di Roma apre un'inchiesta sulla strage di Crans Montana
(Adnkronos) - La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sull’incendio di Crans Montana in cui la notte di Capodanno sono morte 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite. Fra le vittime ci sono gli italiani Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini, tutti fra i 15 e i 17 anni.
Nel fascicolo avviato dalla procura di Roma, competente per gli italiani morti all’estero, si procede per omicidio colposo e incendio.

Categoria: lavoro
15:46
David Bowie 10 anni dopo, due nuove biografie raccontano il 'Duca Bianco'
(Adnkronos) - Due nuove biografie raccontano chi era David Bowie. A dieci anni dalla sua scomparsa, l'ombra del cantautore britannico continua a proiettarsi sulla musica, sull’arte e sull’immaginario collettivo. E il 2026 si apre con due nuove biografie che, da prospettive diverse ma complementari (scritte rispettivamente da un critico italiano e da uno inglese) provano a restituire la complessità di un artista che ha attraversato epoche, generi e identità come pochi altri.
Da un lato 'David Bowie. For Ever and Ever (White Star)' di Claudio Fabretti, 208 pagine corredate da un’ampia sezione fotografica, uscito a fine 2025 e già tradotto in più lingue. Dall’altro 'David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo' (Hoepli), il nuovo lavoro di Paul Morley, tra i più autorevoli biografi britannici e giornalista della Nme. Due libri diversi nello sguardo, ma uniti dall’urgenza di raccontare un Bowie che continua a mutare anche dopo la sua morte.
Fabretti ripercorre il viaggio del ragazzo di Brixton diventato dandy del rock, attraversando tutte le sue metamorfosi: dal menestrello psych-folk a Ziggy Stardust, dal Duca Bianco berlinese al soulman plastificato, fino all’outsider post-industriale. Una galleria di personaggi che non furono mai semplici maschere, ma proiezioni dei suoi tumulti interiori. "E' un libro fotografico che nasce dall'idea di raccontare Bowie attraverso le sue evoluzioni -spiega all'Adnkronos Fabretti, critico musicale e direttore della rivista on-line OndaRock - che non sono stati solo travestimenti di facciata, ma hanno espresso i suoi mutamenti interiori. Scavando un po', si scopre che nei suoi personaggi ci sono tante questioni filosofiche, politiche, sociali che lui voleva esprimere in questo modo".
Il volume alterna biografia e analisi musicale, fino all’ultimo atto orchestrato con Blackstar, pubblicato due giorni prima della morte. "Da Ziggy Stardust al Duca Bianco, al Clown Pierrot di 'Ashes to Ashes', esprime tutta una serie di contraddizioni e di complessità". La modernità di David Bowie resta ancora oggi un faro evidente nella musica e non solo. "E' sempre riuscito a precorrere i tempi -dice Fabretti- Era già avanti alla sua epoca, ha anticipato il punk, la new wave nel periodo di Berlino, aveva una sua preveggenza, uno sguardo lontano anche sui temi politici. Basta pensare alla sua canzone 'I'm afraid of Americans' (tratto da 'Showgirls', 1995, ndr), niente di più attuale", sorride il critico.
Paul Morley sceglie invece una struttura tematica: fantasia e realtà, arte e morte, Est e Ovest. Oltre lo spazio e il tempo, nella versione italiana curata da Ezio Guaitamacchi con prefazione di Manuel Agnelli e Paolo Fresu, in uscita domani, venerdì 9 gennaio, racconta un Bowie che continua a trasformarsi anche nell’era digitale. "Ho iniziato a notare che su YouTube potevo guardare un’incredibile quantità di materiale su David Bowie, e in qualche modo grazie a questi video stava prendendo forma un altro Bowie, qualcosa che non avremmo potuto prevedere all’epoca in cui sono stati girati", dice Morley all'Adnkronos. "E ho pensato che fosse interessante il fatto che l’idea di Bowie stesse cambiando con le nuove tecnologie in modi per i quali lui, in un certo senso, si era quasi preparato. Ho iniziato a notare che persino le performance più strane e poco conosciute di David Bowie facevano parte del modo in cui Bowie si presentava al mondo, al futuro".
Il libro attraversa Londra, Berlino, Ziggy, il Duca Bianco e il saluto cosmico di Blackstar, componendo una 'playlist esistenziale' che mostra come Bowie abbia anticipato estetiche e inquietudini del XXI secolo. Due libri, due prospettive, un’unica certezza: dieci anni dopo, David Bowie continua a parlarci. E, come sempre, è ancora un passo avanti.

Categoria: spettacoli
15:43
Lotteria Italia, i consigli del commercialista ai fortunati vincitori
(Adnkronos) - Come ogni anno la Befana ha portato con sè anche tantissimi premi per i fortunati vincitori della Lotteria Italia 2026. Ma cosa fare dopo aver scoperto di essere in possesso di uno dei biglietti vincenti? Adnkronos/Labitalia lo ha chiesto a Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti.
"Dopo aver scoperto di essere in possesso del biglietto vincente -spiega Cuchel- occorre verificare ufficialmente la vincita attraverso i canali autorizzati (Bollettino Ufficiale dell’estrazione della Lotteria Italia 2025 sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli www.adm.gov.it). È consigliabile mantenere la massima riservatezza e valutare il supporto di un professionista (commercialista, notaio o avvocato), soprattutto per premi di importo elevato", sottolinea.
Ma come funziona il ritiro dei premi? "Il ritiro dei premi della Lotteria Italia 2025 cambia a seconda che il biglietto vincente sia cartaceo oppure acquistato online. In entrambi i casi, però, ci sono regole e scadenze precise da rispettare", spiega Cuchel.
"Se la vincita riguarda un biglietto stampato, la prima cosa da fare -spiega Cuchel- è conservarlo con cura, evitando pieghe, strappi o altri danni: il tagliando deve essere integro e originale. Il premio va reclamato entro 180 giorni dalla pubblicazione del bollettino ufficiale dell’estrazione. Il biglietto può essere presentato: all’Ufficio Premi di Lotterie Nazionali S.r.l. a Roma (Viale del Campo Boario, 56/D); oppure presso uno sportello Intesa Sanpaolo: in questo caso la banca ritira il biglietto, lo inoltra all’Ufficio Premi e rilascia al vincitore una ricevuta.
Secondo il commercialista, "al momento della richiesta servono: documento d’identità; codice fiscale; Iban del conto su cui accreditare la vincita (se si sceglie l’accredito). Il vincitore può scegliere tra tre modalità di pagamento: assegno circolare dell’importo vinto (incassabile presso Intesa Sanpaolo), accredito su conto bancario, accredito su conto postale".
"Per i biglietti comprati su internet -spiega Cuchel- la riscossione segue un iter specifico: può richiedere il premio solo il titolare del conto gioco con cui è stato acquistato il biglietto. Anche in questo caso ci si può rivolgere: all’Ufficio premi, oppure a uno sportello Intesa Sanpaolo, che rilascia ricevuta e trasmette la domanda a Lotterie nazionali. Il termine resta lo stesso: 180 giorni dalla pubblicazione del bollettino sul sito Adm. Qui, oltre ai documenti personali, viene richiesta anche: la stampa del promemoria di gioco (recuperabile nelle sezioni 'Movimenti e giocate' e 'I miei biglietti' del conto gioco), documento d’identità, codice fiscale, Iban intestato al titolare del conto gioco, e la scelta della modalità di pagamento (assegno, accredito bancario o postale)".
"Secondo il regolamento, i premi dell’estrazione finale (6 gennaio 2026) vengono liquidati entro 45 giorni da quando l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mette a disposizione i fondi necessari per i pagamenti", sottolinea Cuchel.
"Un elemento importante -conclude Cuchel- riguarda le imposte: le vincite della Lotteria Italia non subiscono ritenute né prelievi; quindi, l’importo previsto dal premio viene pagato per intero al vincitore".

Categoria: economia
15:40
Poste, nuovi prototipi di cargo e-bike per consegnare pacchi nei centri storici
(Adnkronos) - Poste Italiane sperimenta nuovi prototipi innovativi di veicoli leggeri e completamente green per efficientare ulteriormente il servizio di recapito di posta e pacchi. In collaborazione con il Centro nazionale per la mobilità sostenibile MoSt e in partnership tecnologica con aziende dell’automotive, Poste Italiane sta lavorando in particolare sullo sviluppo di nuovi prototipi di cargo e-bike elettrici a tre ruote. Il team di progetto, oltre a Poste Italiane, è composto da Italian Aluminium Technology, Pirelli e da ricercatori della Università degli Studi di Firenze, dell’Università degli Studi di Bergamo e del Politecnico di Milano. Tra i principali obiettivi del progetto, in fase sperimentale in Puglia, c’è anche l’integrazione di una sofisticata componente tecnologica per rafforzare la sicurezza nelle fasi di recapito di posta e pacchi.
Le cargo e-bike di Poste Italiane rappresentano una soluzione innovativa e sostenibile per il recapito urbano, concepite per rispondere alle nuove esigenze di consegna nelle città i cui centri storici sono tutelati da norme per la limitazione del traffico su gomma e la riduzione delle emissioni di CO2.
Il prototipo è caratterizzato da una capacità di carico superiore rispetto alle biciclette tradizionali, grazie a un vano modulare capiente fino a 700 litri, per un massimo di 100 chilogrammi. La configurazione a tre ruote, inoltre, offre maggiore stabilità durante la guida e consente di operare in modo sicuro anche in aree con traffico intenso o con pavimentazioni irregolari. La velocità massima è limitata a 25 chilometri orari come previsto dalla normativa per i veicoli leggeri a pedalata assistita. La rete di sensori, radar e calcolatori elettronici integrati sul veicolo, offre innovativi servizi di supporto al conducente; e permette di fornire dati utili alla ricerca di soluzioni sempre più efficaci per incrementare la sicurezza. Questi dispositivi consentono di rilevare ostacoli lungo il percorso, monitorare lo stato e l’usura degli pneumatici, fornire al conducente supporto per migliorare lo stile di guida contribuendo alla prevenzione degli incidenti e all’efficienza delle operazioni.
Le cargo e-bike, inoltre, sono equipaggiate con un sistema di antibloccaggio delle ruote per maggiore sicurezza e un sistema di rigenerazione energetica che sfrutta sia la frenata sia l’energia solare, tramite pannelli fotovoltaici integrati. L’apertura e la chiusura del vano di carico avvengono attraverso la tecnologia di comunicazione Nfc; mentre un sistema di allerta informa il conducente in caso di ostacoli improvvisi. Le cargo e-bike, dotate di sensori in grado di rilevare dati come la qualità dell’aria, la temperatura e l’umidità, hanno anche la funzione di monitorare gli indicatori ambientali, fornendo così informazioni utili per la gestione intelligente dello spazio urbano e di contribuire a favorire migliori condizioni di vita nei centri cittadini in cui operano.
Poste Italiane prosegue, dunque, nel suo processo di evoluzione tecnologica a beneficio della transizione green. Al 30 settembre 2025 l’azienda dispone di una flotta composta da quasi 29 mila mezzi a basse emissioni, di cui circa 6.200 completamente green e 8.800 ibridi, confermandosi così all’avanguardia in Italia nel processo di decarbonizzazione del trasporto, in linea con quanto previsto
dal piano strategico quadriennale “2024–2028 The Connecting Platform”. La flotta green di Poste Italiane, la più estesa d’Europa tra quelle aziendali, comprende veicoli di nuova generazione alimentati da motori elettrici, ibridi e a combustione interna a ridotto impatto ambientale, tutti progettati per coniugare sostenibilità, efficienza e sicurezza.

Categoria: economia
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19:56
A 78 anni prende l'undicesima laurea, il super studente non si ferma
(Adnkronos) - Laurea numero 11. Michele Antonio Carmosino, originario di Vastogirardi in provincia di Isernia, all'età di 78 anni ha conseguito l'undicesima laurea. Carmosino ha completato l'ennesimo corso di studi presso l'Università La Sapienza laureandosi in Studi Storico-Artistici all’età di 78 anni.
La prima laurea di Carmosino risale al 1972, in Ingegneria. Da allora, la sua carriera accademica non si è mai fermata. Il 'super studente' si è laureato in Giurisprudenza, Economia e Commercio, Lettere, Scienze Politiche, Lingue, fino a Medicina, ottenuta nel 2022, con successiva abilitazione alla professione medica.

Categoria: cronaca
19:53
Serie A, oggi Milan-Genoa - Diretta
(Adnkronos) - Il Milan torna in campo in Serie A. Oggi, giovedì 8 gennaio, i rossoneri affrontano il Genoa a San Siro nel posticipo della diciannovesima giornata di campionato. La squadra di Allegri arriva dal comodo successo dell'ultimo turno contro il Cagliari, mentre i rossoblù hanno pareggiato contro il Pisa nell'ultima partita.
Nel prossimo turno di campionato il Milan volerà a Firenze per sfidare la Fiorentina, mentre il Genoa ospiterà il Cagliari.

Categoria: sport
19:51
Referendum giustizia, Marattin: "Data non mi appassiona, importante buona campagna"
(Adnkronos) - Il referendum “sia quando sia. E’ giusto che ci sia tempo per una buona campagna elettorale ma non mi appassiona questo tema”. Lo ha detto il segretario del Pld Luigi Marattin, a margine di una iniziativa del Comitato giustizia si’ sul referendum sulla separazione delle carriere, parlando della data del referendum.
Categoria: politica
18:50
Mauro Repetto: "Reunion con Max Pezzali? Pronto, sul palco o in birreria"
(Adnkronos) - "Le canzoni sono nostre. Io sono pronto sia sul palcoscenico, sia in birreria, sia a lavare i piatti. A qualunque cosa, io sono pronto". Risponde così Mauro Repetto, ex 883 i nsieme a Max Pezzali, incalzato da Caterina Balivo durante la puntata di oggi, giovedì 8 gennaio, de 'La Volta Buona'. A poche ore dall’annuncio ufficiale di Max Pezzali super ospite a Sanremo 2026, Caterina Balivo chiede a Mauro Repetto, ex 883: "La reunion ci sarà oppure no a Sanremo? Mauro, ci sarai anche tu?”.
E Repetto risponde sibillino: "Allora, io sono a disposizione in tutte le birrerie di Sanremo. In effetti sono molto backstage, sono molto compagno di banco, sono molto co-autore di tutte le canzoni degli 883 e quindi sulla scena eravamo unici, eravamo originali, eravamo surrealisti. A Sanremo sono contento che lui sarà lì e io sarò in ogni birreria, pronto a bere una birra con lui e con Nicola Savino, con grande piacere".

Categoria: spettacoli
18:13
Venezuela annuncia rilascio prigionieri politici, fuori anche detenuti stranieri. Italia spera per Trentini
(Adnkronos) - Il presidente del Parlamento venezuelano, Jorge Rodriguez, annuncia il rilascio di un "numero importante" di prigionieri, tra cui alcuni cittadini stranieri. Tra loro potrebbe esserci anche l'italiano Alberto Trentini, cooperante veneto detenuto da oltre un anno in Venezuela.
Il rilascio avverrà "nelle prossime ore", secondo quanto riferito dal New York Times. Rodriguez non ha specificato quante persone saranno liberate. Il presidente del Parlamento, secondo il Nyt, ha spiegato che la decisione di scarcerare i prigionieri politici è stata presa come "un gesto unilaterale per rafforzare la nostra incrollabile volontà di consolidare la pace nella Repubblica e la convivenza pacifica tra tutti".
Come fa notare il quotidiano americano, si tratta del primo gesto pubblico di conciliazione della nuova amministrazione nei confronti dell'opposizione venezuelana dopo la destituzione del presidente Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti.
Per l'Ong Foro Penal, in totale i 'prigionieri politici' nelle carceri venezuelane sarebbero 806: si tratterebbe di 105 donne, un adolescente e 86 stranieri.
Restano quindi accesi i riflettori sul cooperante italiano Alberto Trentini. Con una speranza in più e uno spiraglio aperto per l'operatore umanitario dopo l'annuncio.
Nel frattempo il governo Meloni continua a lavorare sul dossier con la massima discrezione, nel tentativo di arrivare alla liberazione di Trentini. Del caso ha parlato ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il leader di Forza Italia ha riferito di aver discusso con il segretario di Stato americano Marco Rubio degli sforzi in corso per la liberazione dei prigionieri politici ancora detenuti a Caracas. Rubio - ha aggiunto - "ha accolto positivamente la posizione dell'Italia e credo che anche gli Stati Uniti ci aiuteranno a liberare i prigionieri politici, come Trentini". Tajani interverrà in Parlamento martedì 13 gennaio sulla crisi venezuelana, oltre che sulla strage di Crans-Montana in Svizzera. Sul blitz statunitense e sulla cattura del presidente Nicolas Maduro, il titolare della Farnesina terrà un'informativa.
Cinque detenuti spagnoli, quattro con cittadinanza solo spagnola, una con doppia cittadinanza spagnola-venezuelana, sono stati rilasciati in Venezuela. A darne notizia è El Pais. I detenuti liberati, scrive, sono Andrés Martínez Adasme, José María Basoa, Miguel Moreno, Ernesto Gorbe e la spagnola-venezuelana Rocío San Miguel. A confermarlo fonti diplomatiche.

Categoria: internazionale/esteri
18:09
Fa tutto Rubio, i mille incarichi dal Venezuela alla Groenlandia. E lui se la ride su X
(Adnkronos) - Nuovo presidente del Venezuela? Marco Rubio. Nuovo premier della Groenlandia? Marco Rubio. Nuovo leader in Iran? Ovviamente, Marco Rubio. La politica estera 'movimentata' di Donald Trump comporta un super-lavoro per il segretario di Stato americano. Rubio è stato centrale nella definizione della strategia di Washington nei confronti del Venezuela. Nei prossimi giorni, il numero 1 della diplomazia vedrà i vertici della Danimarca per discutere di Groenlandia, l'isola nel mirino della Casa Bianca. Sullo sfondo, la crisi dell'Iran con la prospettiva di una nuova azione di Usa e Israele. Nell'era dell'intelligenza artificale, il multitasking Rubio diventa un tormentone sui social con una valanga di foto che attribuiscono al segretario di Stato tutti i possibili incarichi disponibili.
Il politico della Florida si ritrova anche quarterback dei Green Bay Packers della NFL, manager del Chelsea, governatore del Minnesota. Alla fine, anche il riservato Rubio - poco avvezzo a twittare - deve pubblicare un post per evitare l'ennesimo incarico. I Miami Dolphins stanno cercando un nuovo allenatore e un nuovo general manager. "Di solito non rispondo alle indiscrezioni online, ma sento il bisogno di farlo in questo momento. Non mi candiderò per le posizioni attualmente vacanti di allenatore e general manager Miami Dolphins. Anche se non si sa mai cosa ci riserva il futuro, la mia attenzione deve rimanere concentrata sugli eventi globali e sui preziosi archivi degli Stati Uniti d'America. Grazie", il messaggio.

Categoria: internazionale/esteri
18:08
Trump lascia 66 organizzazioni multilaterali, Cardi: "Sistema è vecchio, ma non va demolito"
(Adnkronos) - È stato rappresentante permanente alle Nazioni Unite quando l'Italia è stata presidente del Consiglio di Sicurezza e, per oltre metà della sua quarantennale carriera diplomatica, impegnato nello sforzo multilaterale del nostro Paese, anche come inviato speciale del governo per la riforma dell’Onu. Sebastiano Cardi oggi è partner di International Strategic Network e con l’Adnkronos analizza la decisione degli Stati Uniti di uscire da 66 organizzazioni multilaterali, sancita con un executive order di Trump. Una scelta che, pur non del tutto inedita nella storia americana, segna una svolta più netta e strutturale nel rapporto di Washington con il sistema multilaterale nato nel secondo dopoguerra.
Ambasciatore Cardi, gli Stati Uniti hanno annunciato l’uscita da 66 organizzazioni multilaterali. Perché è una notizia così rilevante, anche se in Italia sta passando relativamente sotto traccia?
È una notizia molto significativa. L’executive order è un atto importante perché, oltre alle uscite già note - dal Consiglio dei diritti umani all’Unesco - elenca in modo sistematico una lunga serie di organizzazioni dalle quali gli Stati Uniti intendono prendere le distanze. Il primo effetto concreto sarà quasi certamente il taglio dei finanziamenti, ed è questo l’elemento più immediato e destabilizzante per il sistema multilaterale.
Si tratta di una rottura senza precedenti o di una tendenza che ha già avuto altri precedenti nella storia americana?
Non è una novità assoluta. Il rapporto degli Stati Uniti con il multilateralismo è sempre stato complesso, anche sotto amministrazioni democratiche. In passato Washington ha già sospeso o bloccato finanziamenti alle Nazioni Unite. Tuttavia, questa decisione si colloca in un contesto globale completamente diverso. Durante il primo mandato Trump, quando io ero all’Onu, l’ambasciatrice Nikki Haley, pur repubblicana, interpretò il suo ruolo in modo fortemente multilaterale. Oggi siamo a un livello molto più avanzato di distanziamento.
Lei parla di una svolta più profonda. In che senso?
Non parlerei di isolazionismo. Trump dimostra anzi di voler intervenire in modo molto deciso e muscolare sulle grandi questioni internazionali. Ma è evidente una presa di distanza dal metodo multilaterale, dalle istituzioni come le Nazioni Unite intese come garanzia della gestione delle relazioni internazionali. Questo rappresenta un vulnus serio per un sistema che, pur con tutti i suoi limiti, ha retto per ottant’anni.
Eppure lei stesso riconosce che il sistema multilaterale è invecchiato.
Sì, ed è giusto dire che non è invecchiato bene. Il sistema nato nel 1945 non è riuscito a riformarsi, non ha saputo stare al passo con i cambiamenti del mondo. In questo senso, alcune critiche hanno un fondo di verità. Ma il fatto che il sistema sia imperfetto non giustifica il suo smantellamento. Buttare via il metodo multilaterale significa rinunciare a un quadro di regole condivise.
Trump tende ad applicare la sua “Art of the deal”: scioccare la controparte con annunci forti per poi trovare un compromesso (che convenga più a lui ovviamente). Lo ha fatto sui dazi e lo sta facendo su Venezuela e Groenlandia. Ma chi è la sua controparte quando si parla di difendere il multilateralismo?
Credo che il soggetto naturale sia l’Unione europea. L’Europa è essa stessa un progetto multilaterale, fondato sui valori emersi dopo la Seconda guerra mondiale: evitare i conflitti, costruire la convivenza pacifica attraverso regole comuni. Non è solo una questione politica, ma anche economica. I nove principali mercati di sbocco dell’Italia, ad esempio, sono europei. L’Europa incarna quel metodo che oggi viene messo in discussione.
L’Unione europea ha la forza di svolgere questo ruolo?
Al momento, purtroppo, non quanto servirebbe. L’Europa è divisa, ha governi deboli e al suo interno esistono forze che guardano con favore a pulsioni unilateraliste. Il rischio è che questo “virus” attecchisca anche dentro l’Unione. Ma proprio per questo l’Europa dovrebbe reagire, cercando di difendere il sistema di regole e di richiamare tutti, a partire dagli Stati Uniti, a un approccio condiviso.
Se allarghiamo lo sguardo oltre l’Occidente, come vedono il multilateralismo le potenze emergenti, dall’India ai Paesi del Golfo?
Paesi come l’India manifestano con decisione l’intenzione di rafforzare il proprio profilo internazionale, non solo economico ma anche politico. Anche i Paesi africani e quelli del Golfo non hanno alcun interesse in un mondo privo di regole. Il sistema multilaterale offre loro un luogo di confronto continuo, un’autorità superiore alla quale fare riferimento per gestire instabilità e conflitti.
E la Cina, che dopo aver “sfruttato” negli ultimi 30 anni il sistema multilaterale si è fatta un “suo” club, la Sco, Shanghai security conference?
La Cina ha investito molto nel sistema Onu. Ancora oggi, quando si parla del gruppo dei G77, che oggi sono diventati 134 e rappresentano quello che gli occidentali consideravano “il resto del mondo”, si dice “G77 più Cina”. Pechino ha interesse a mantenere un ruolo di guida in questo vasto aggregato di Paesi non allineati. Anche per la Cina, quindi, le regole e il multilateralismo restano uno strumento utile, pur con tutte le ambiguità del caso.
Veniamo alla lista delle organizzazioni da cui gli Stati Uniti si ritirano, di cui 31 sono della famiglia Onu. A parte l’Unctad, l’Iccrom e l’istituzione che si occupa di cambiamento climatico, le altre sono poco conosciute al grande pubblico. Che giudizio dà di questa proliferazione?
È una lista lunghissima, composta perlopiù da organizzazioni di secondo livello. Questo conferma che l’Onu è invecchiata male: nel tempo ha creato una pletora di organismi che in alcuni casi assorbono risorse senza produrre un reale valore aggiunto politico o economico. La mancata riforma strutturale l’ha resa un’organizzazione elefantiaca, difficile da controllare e governare.
Ma esistono anche agenzie che funzionano e producono risultati concreti.
Assolutamente sì. Penso al World Food Programme, all’Unhcr, alla Fao, all’Unicef, all’Unesco. Sono realtà che sul campo fanno la differenza. Il problema non è negare il valore dell’Onu, ma riconoscere che senza una riforma profonda il sistema rischia di perdere credibilità e legittimità.
Il punto, quindi, non è solo l’uscita da alcune organizzazioni.
Il punto vero è la tendenza generale: l’abbandono progressivo di un metodo fondato su trattati, convenzioni, regole condivise. Pensiamo ai grandi accordi sul controllo degli armamenti, al Trattato di non proliferazione nucleare, alle convenzioni sulle armi chimiche e biologiche, alle mine antipersona. Per decenni questi strumenti hanno contribuito alla sicurezza globale. Se diventano lettera morta, il mondo diventa oggettivamente più insicuro.
Questo vale anche per l’economia globale?
Il Gatt prima e l’Organizzazione mondiale del commercio poi sono stati pilastri del sistema post-bellico. Oggi l’Omc sembra quasi scomparsa dal dibattito pubblico, sostituita dalle guerre tariffarie. Eppure il libero scambio regolato è stato uno degli elementi che ha permesso al mondo di prosperare.
Il conflitto in Ucraina è un esempio della crisi del multilateralismo?
L’Osce, di cui ancora fa parte la Russia e che pure aveva svolto un ruolo importante sul Donbas, oggi è paralizzata. La soluzione del conflitto rischia di essere affidata solo alle grandi potenze, Stati Uniti e Russia, senza un reale coinvolgimento europeo. Questo è un problema enorme: è un conflitto che si combatte in Europa, ma l’Europa fatica ad avere voce.
In conclusione, che scenario intravede?
Vedo un preoccupante sgretolamento di un sistema che, pur imperfetto, ha garantito le regole del gioco per ottant’anni. Il rischio è un ritorno a una politica di grandi blocchi contrapposti. Spero che questa fase sia transitoria e che si possa tornare a un dialogo più strutturato e regolato. Perché uscire dal sistema multilaterale significa non sapere davvero dove si va a finire. (di Giorgio Rutelli)

Categoria: internazionale/esteri
17:24
Martina Colombari dopo Ballando: "Tre risonanze magnetiche e un'ecografia"
(Adnkronos) - Tre risonanze magnetiche e un'ecografia. Martina Colombari, dopo l'esperienza a Ballando con le stelle, si è sottoposta a una serie di controlli medici per verificare le condizioni fisiche messe a dura prova dal programma.
A raccontarlo è stata la stessa attrice attraverso alcune Instagram stories dove ha spiegato di aver effettuato "tre risonanze magnetiche e un'ecografia", precisando però "post Ballando con le stelle, ma ne è valsa la pena". Una conferma che rifarebbe il percorso nel dance show di Rai 1, senza alcun rimpianto, nonostante le difficoltà.
In un'altra stories, Colombari ha poi scherzato col medico, elencando con ironia i problemi fisici riscontrati: "Come mi hai trovata? Col menisco, con la caviglia, popliteo", ha detto l’ex concorrente, che si è classificata quinta in coppia con Luca Favilla.

Categoria: spettacoli
17:23
Lotteria Italia, a Roma caccia al nuovo milionario: "Qui al bar non verrà..."
(Adnkronos) - A un paio di giorni dall'estrazione, resta avvolto nel mistero il vincitore del primo premio da 5 milioni della Lotteria Italia. Un silenzio che alimenta curiosità e interrogativi dei cittadini, dato che dai gestori dell'esercizio commerciale di Roma non è ancora arrivata alcuna segnalazione ufficiale. Daniele Ciavaglia, titolare della ricevitoria Le 7 Meraviglie a Roma, dove è stato acquistato il primo biglietto vincente, ha commentato all'Adnkronos: "Ancora non abbiamo notizie su chi possa essere il vincitore, non sappiamo nulla. C'è molta riservatezza tra la gente del posto, alcuni dicono che non hanno nemmeno comprato il biglietto. Sinceramente non credo che si presenti in ricevitoria per ringraziare o festeggiare. Molto probabilmente si tratta di un turista di passaggio, non ho la più pallida idea di chi possa essere."
L'unica certezza è che il biglietto milionario è stato venduto, ma chi lo ha acquistato non si è ancora presentato nella ricevitoria dove è stato emesso e, al momento, non sono emersi elementi utili per risalire all’identità del diretto interessato. Una prudenza comprensibile spesso dettata dal desiderio di tutelare la propria privacy o di muoversi con cautela prima di rendere nota una vincita così rilevante. Resta però il giallo su chi abbia in tasca il biglietto vincente, mentre la caccia al nuovo milionario, per ora, resta apertissima.

Categoria: cronaca
17:20
Usa, affondo di Macron: "No a neocolonialismo, si stanno allontanando da alleati"
(Adnkronos) - Gli Stati Uniti "si stanno gradualmente allontanando" dagli alleati e "si stanno liberando dalle regole internazionali''. Intervenendo alla Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori a Parigi, il presidente francese Emmanuel Macron lancia l'affondo agli Usa di Donald Trump, sottolineando che c'è ''un tentativo reale di dividersi il mondo'' tra ''le grandi potenze''.
Macron ha denunciato una crescente "aggressione neocoloniale" nelle relazioni diplomatiche, affermando che "le istituzioni del multilateralismo funzionano sempre meno efficacemente. Ci stiamo evolvendo in un mondo di grandi potenze con una reale tentazione di dividere il mondo tra loro''.
“Noi rifiutiamo il nuovo colonialismo e il nuovo imperialismo, ma rifiutiamo anche il vassallaggio e il disfattismo - ha affermato ancora Macron nel suo intervento -. Quello che siamo riusciti a fare per la Francia e in Europa è andato nella giusta direzione. Più autonomia strategica, meno dipendenza dagli Stati Uniti e dalla Cina". Poi il presidente Macron è tornato a chiedere di "reinvestire nell'Onu, sarebbe assurdo non farlo".

Categoria: internazionale/esteri
16:50
Adsp Mtcs sigla protocollo intesa con Coni per collaborazione su grandi eventi agonistici
(Adnkronos) - Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale fanno squadra per valorizzare lo sport nell’area di riferimento dell’AdSP. Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e il Presidente dell’AdSP, Raffaele Latrofa, hanno sottoscritto oggi - al Foro Italico - un protocollo d’intesa finalizzato allo sviluppo di una collaborazione, soprattutto in vista di grandi eventi agonistici. L’accordo si prefigge, fino al termine dell’attuale quadriennio olimpico, la promozione del movimento dando risalto al ruolo dei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta nell’accogliere delegazioni, atleti e tifosi in arrivo via mare e sviluppando poli nelle zone retroportuali, anche come leva di rigenerazione urbana.
Previsto anche l’eventuale utilizzo di aree demaniali portuali dismesse o riqualificate per la realizzazione di strutture temporanee, l’organizzazione di crociere tematiche in occasione di manifestazioni nonché di campus sportivi nelle aree interessate, con la possibilità di favorire l’inclusione sociale, veicolando gli ideali sportivi a beneficio dei giovani e delle scuole presenti nelle zone portuali.
La sinergia, destinata anche a diffondere discipline sportive come vela, canottaggio, canoa e kayak, nuoto in acque libere e altri sport nautici all’interno dei porti e dei bacini gestiti dall’AdSP, vivrà nel segno della sostenibilità, mediante progetti di decarbonizzazione e appuntamenti pilota su sport a impatto zero. Le rispettive competenze e visioni strategiche si fondono in una cooperazione che intende utilizzare lo sport come fondamentale motore di crescita nei territori portuali. "Con questo Protocollo vogliamo trasformare i nostri porti in veri e propri luoghi di incontro tra mare, sport e comunità. È una grande opportunità per promuovere inclusione, sostenibilità e valorizzare il territorio, in sintonia con i grandi eventi che attendono la nostra regione. Mi piace definirlo 'sport nei porti', perché l’atto di oggi è una cornice straordinaria che riempiremo di contenuti concreti, alcuni dei quali sono già frutto di rapporti con il Coni. I porti accolgono il mondo e lo sport italiano rappresenta la Nazione: insieme possiamo rafforzare il legame porto-città e diffondere i valori dello sport", commenta il presidente dell'AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale Raffaele Latrofa.

Categoria: economia
16:36
Raoul Bova dopo lo scandalo: "I figli mi hanno aiutato a rialzarmi"
(Adnkronos) - "Quando hai tutto il mondo contro è difficile rialzarsi". Raoul Bova commenta senza filtri i mesi più difficili della sua vita, segnati da una vera e propria bufera mediatica iniziata da alcuni audio privati sottratti, un tentativo di ricatto e chat che in poche ore sono diventate virali sui social travolgendo la sua sfera privata - come la fine della relazione con Rocio Munoz Morales - e anche la sua vita professionale.
Ad aiutarlo a superare questo difficile momento sono stati "i figli, gli amici e la fede - aggiunge l'attore in occasione della conferenza stampa di 'Don Matteo 15' a Roma - che non mi hanno mai abbandonato. C'è poi un istinto di sopravvivenza che ti spinge a rialzarti, ma anche la voglia di trovare giustizia".
"Non ho fatto la cosa giusta, però vado avanti, non posso non andare avanti. A meno che non decida di buttarmi dal quinto piano, ma a quel punto la darei vinta a chi cerca di affossarmi", dice l'attore romano. L'incontro è anche l'occasione per togliere ogni dubbio sul presunto licenziamento della Rai dopo lo scandalo: "In molti lo hanno scritto, ma non è vero. Per rispetto della serie e del pubblico ho subito detto che ero pronto a dare le mie dimissioni, se fosse stato ritenuto giusto, senza oppormi". Dall'azienda, dalla produzione e dal cast è arrivato un grande supporto: "Tutti mi hanno dato fiducia facendomi sentire parte di una famiglia, senza alcun giudizio".
Parlando di Don Massimo, Bova spiega come ci sia tanto di lui nel personaggio che interpreta: "Il tema di questa serie è la vocazione, la ricerca di sé stessi e la ricerca di un posto nel mondo. Sono domande che io stesso mi pongo. C'è tanto di me in Don Massimo: il rapporto con Dio e la debolezza, a volte, nell'affrontare determinate situazioni", ma anche "il sostegno delle persone che ti sono attorno". Diretta da Alexis Sweet, Alessandro Tonda, Tobia Campana, Riccardo Donna e Tiziana Aristarco, 'Don Matteo 15' – una produzione Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction – va in onda a partire da questa sera, 8 gennaio, e per 10 serate.
La parola d’ordine della stagione è 'cuore' perché tutti i protagonisti, tra quelli noti al pubblico ed i nuovi, si trovano a fare i conti con i sentimenti. Accanto a Don Massimo, Natalina, Pippo e il Maresciallo Cecchini, l’intrecciarsi di storie segue la coppia formata dal Capitano dei Carabinieri, Diego Martini (Eugenio Mastrandrea) e Giulia Mezzanotte (Federica Sabatini), la sorella di Don Massimo. E se Diego sembra avere le idee chiare, sono molte le domande che angustiano Giulia, che ha appena perso la madre, non ha una vera direzione a livello professionale e non riesce ancora a capire quale sia il suo posto nel mondo. A mettere in crisi il Maresciallo Cecchini arriva Caterina Provvedi (Irene Giancontieri) nuova e agguerrita Marescialla il cui trasferimento - forse frutto di un disguido - la porta a contendersi il posto proprio con Cecchini. Anche per Don Massimo non mancano le sfide che hanno, soprattutto, il volto della misteriosa Maria (Fiamma Parente), adolescente incinta e senza memoria. Ad arricchire le trame - investigative e non - delle dieci serate le partecipazioni di Diletta Leotta, Max Tortora e Tosca D’Aquino, Valeria Fabrizi, Alessandro Borghese, Giulio Beranek e Carolina Benvenga.

Categoria: spettacoli
16:26
Infastidito dalla musica alta del locale, spara contro la cassa: arrestato
(Adnkronos) - Infastidito dal volume troppo alto della musica ha esploso diversi colpi di arma da fuoco contro la cassa di un locale. Protagonista un 59enne di Acireale, in provincia di Catania, arrestato dai carabinieri che hanno denunciato anche il fratello di 62 anni. L'accusa per loro è di detenzione illecita di armi e munizioni. I militari sono intervenuti nei pressi di via Serra, nella periferia del paese, dove era stata segnalata l'esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco. Giunti sul posto hanno notato, sul muro di cinta di un esercizio commerciale, una cassa acustica con un foro del tutto simile a quello prodotto da un proiettile. Il titolare del negozio ha raccontato loro che proprio quella cassa era da tempo al centro di una diatriba con uno dei residenti del quartiere. L'uomo, disturbato dal 'rumore', quella mattina però aveva deciso di passare alle vie di fatto, esplodendo svariati colpi di pistola dalla sua abitazione, mentre il titolare si trovava all'interno del negozio insieme al padre e a due clienti.
Raggiunto nella sua abitazione, il 59enne, dopo avere inizialmente negato il possesso di armi, ha consegnato un fucile calibro 12, nascosto sotto un armadio. Su un muretto del bagno, i carabinieri hanno trovato una pistola calibro 38 special carica e 9 munizioni, mentre nel camino c'erano 13 bossoli dello stesso calibro, verosimilmente quelli poco prima esplosi. L'uomo ha spiegato ai militari che le armi ritrovate nella propria abitazione erano di proprietà del defunto padre, nella cui casa - di cui aveva le chiavi solo il fratello 62enne dell'uomo - dentro un armadio blindato erano custodite una pistola calibro 32 e 74 cartucce di vario calibro, mentre altre 272 cartucce calibro 12 erano nel garage. "Nell'originaria denuncia di detenzione - spiegano gli investigatori dell'Arma - risultano altre armi che, allo stato, sono mancanti". L’arresto del 59enne è stato convalidato e l'uomo è stato posto ai domiciliari. Per il fratello, invece, è scattata la denuncia.

Categoria: cronaca
16:09
La biografa di Lindsay Kemp: "Con David Bowie un grande amore, tentò suicidio per lui"
(Adnkronos) - "Lindsay Kemp è stato follemente innamorato di David Bowie. Dopo aver scoperto un suo tradimento tentò il suicidio, si tagliò le vene in camerino, dopo uno spettacolo, sgorgava sangue...naturalmente tutto molto teatrale. Ma fecero pace e ritornarono a teatro insieme con 'Ziggy Stardust and Spiders from Marts', un capolavoro, uno spartiacque nella storia dei concerti rock". Parla con l'Adnkronos, a 10 anni dalla scomparsa di David Bowie, Daniela Maccari, una delle più note interpreti di Lindsay Kemp, oggi erede accanto a David Haughton, dell'immenso patrimonio del grande artista inglese.
"Non ho mai conosciuto personalmente David Bowie - aggiunge - Ma Lindsay ha raccontato nelle sue memorie, che negli anni mi dettava in inglese, e che presto saranno pubblicate, l'incontro che ha profondamente influenzato tutta la poetica musicale e spettacolare di Bowie. Era il 1967, galeotta fu l'agenzia teatrale Nems Enterprises che rappresentava i due artisti, Lindsay e un quasi sconosciuto David Jones, a cui il regista, danzatore e coreografo aveva 'rubato' le note del suo brano 'When I live my dream' per 'Clowns' al Littlle Theatre di Londra".
Il primo appuntamento fra loro a Batemen Street nel quartiere di Soho. "Una casa in cui abitavano come all'interno di una grande famiglia, ballerini, attori, vicini di casa di passaggio, chi per fumare, chi per chiedere una birra...Bowie non si spaventò, più tardi confesserà, 'sin dal primo momento ho desiderato unirmi a questo circo' - prosegue Daniela Maccari - 'Tutto quello che pensavo fosse bohèmien...era la vita stessa di Lindsay, la sua quotidianità è puro teatro'. Comincia in quegli anni una grande avventura artistica e sentimentale che unirà Lindsay e David non solo sul palcoscenico. Una 'rivoluzione gentile' la loro, una 'soft revolution', dopo la tragedia della guerra, alla riscoperta di una nuova libertà".
"Nasce 'Pierrot in Turquoise', un omaggio alla Commedia dell'Arte, al turchese, pietra simbolo di eternità per il buddismo. In quegli anni - ricorda ancora - David Bowie stava pensando di ritirarsi in un monastero buddista, scherzando confesserà più tardi che 'Lindsay mi ha salvato dal radermi la testa'".
La relazione tra Lindsay Kemp e David Bowie va avanti, tra alti e bassi, tra scappatelle e tradimenti, fino al 1968, poi la rottura, ma non la separazione definitiva. "Nel 1972 - racconta ancora la biografa di Kemp - Lindsay è ad Edimburgo per il primo embrione di 'Flowers' ed è Angela Bowie, la Angie della canzone dei Rolling Stones, a chiedere di realizzare la regia di 'Ziggy Stardust'. Lindsay accetta la sfida, sarà l'uomo delle stelle, lo 'Starman', dell'omonima canzone. Scendeva da scale altissime e ogni sera si pentiva di aver avuto quella idea registica - sottolinea ancora - Lui che aveva il terrore dell'altezza".
"Aveva firmato, non solo la regia, ma anche la scenografia (scale, ballatoi molto simili alla messa in scena di 'Flowers'), i costumi (l'abito a ragnatela, che utilizzerà anche nei suoi spettacoli) il trucco, di ispirazione giapponese. Un trionfo anche per David Bowie, nasceva il 'theatre rock', 'glam rock', il 'glitter rock", conclude Daniela Maccari, che nel 2020 ha firmato i costumi, il trucco e le coreografie dello spettacolo 'The Bowie Show' con Andy dei Bluvertigo & The Bowie Show, ispirandosi allo storico 'Ziggy Stardust' del '72.

Categoria: spettacoli
16:08
Sabahi: ''Peggior incubo di Khamenei è fare la fine di Maduro, ma non fuggirà come Assad''
(Adnkronos) - ''In questo momento il peggior incubo di Khamenei'', la guida suprema dell'Iran, è quello di ''fare la fine di Maduro'', il deposto presidente venezuelano catturato in un blltz dagli Stati Uniti e portato in un carcere di Brooklyn per poi essere processato a Manhattan. Ma quello che è ''altamente improbabile'' è che l'Ayatollah Ali Khamenei faccia ''la stessa scelta di Assad'', l'ex presidente siriano rimosso nel dicembre del 2024, e ''che abbia l'aereo pronto per andare in Russia come ha fatto lui''. Lo spiega all'Adnkronos Farian Sabahi, professoressa associata in Storia contemporanea presso l'Università degli Studi dell’Insubria, sottolineando che ''Khamenei ha 86 anni, ha passato tutta la sua vita a difendere la Repubblica islamica'' e ''preferirebbe la morte con il martirio e passare alla storia come quello che si è sacrificato come l'Imam Hossein nel 680 d.C.'' piuttosto che fuggire.
Inoltre, ''a differenza di Maduro, Khamenei può ancora contare sul sostegno della cerchia dei suoi fedelissimi e dei Pasdaran'', sebbene ''anche in Iran c'è un'infiltrazione del Mossad, altrimenti lo scorso giugno non ci sarebbe stata la strage dei Pasdaran''. Quello che ''è possibile che gli Stati Uniti facciano un tentativo, non è da escludere, è questo è il peggior incubo di Khamenei in questo momento''.
Sabahi ricorda che ''anche nella guerra dei 12 giorni'' con Israele a giugno Khamenei ''era rinchiuso in un bunker, era sparito dai riflettori'' e anche quella odierna è ''una situazione che sicuramente percepisce come delicata''. Però l'Iran ''non è lo stesso Paese'' del Venezuela, ''l'Iran non è nel giardino di casa degli Stati Uniti, per gli americani arrivare a Teheran non è immediato come arrivare a Caracas''. Tra l'altro i dodici giorni della guerra di giugno con Israele ''hanno fatto disamorare gli iraniani in Iran rispetto a un intervento militare estero''.
Per quanto riguarda le manifestazioni, esplose nuovamente il 28 dicembre per il carovita e allargatesi ad altri settori della società civile con gli studenti universitari in prima linea, secondo Sabahi ''la piazza non ha un leader''. Autrice di 'Alla corte dello scià' e di 'Noi donne di Teheran', Sabahi sottolinea che ''non c'è nessun giornalista occidentale in questo momento in Iran'' e le notizie che ''noi leggiamo sui media dell'opposizione'' che parlano di ''slogan a favore dell'ultimo scià e di suo figlio non sappiamo con che frequenza ci siano realmente''.
Sabahi riflette sul fatto che ''Reza Pahlavi è un principe, primogenito dell'ultimo scià, nato nel 1960 che ha lasciato l'Iran quando aveva 16 anni per la formazione militare negli Stati Uniti e da allora non è più potuto rientrare''. Reza Pahlavi ''si è detto pronto a guidare la transizione verso la democrazia'', ma ha anche chiarito di ''non voler trasferirsi stabilmente in Iran per il resto della sua vita'' perché ''negli Stati Uniti ha tutti i suoi affetti''.
Inoltre ''il nome di Reza Pahlavi evoca sì lo splendore dell'antico regno persiano, ma evoca anche le disuguaglianze sociali che c'erano in Iran al tempo dello scià e le torture della Savak, la polizia segreta dello scià, e l'asservimento dell'Iran agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna'', spiega.
Sull'Iran incombe poi ''il rischio di un ulteriore bombardamento israeliano'', già minacciato durante una conferenza stampa congiunta a Mar-a-Lago, in Florida, tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. ''A giugno, dopo il bombardamento israeliano, l'opinione pubblica iraniana si era compattata con il regime'', afferma Sabahi, ricordando che ''erano stati bombardati interi quartieri residenziali di Teheran, era stato detto alla popolazione della capitale di andarsene perché c'era l'intenzione di condurre raid a tappeto''. L'effetto delle minacce di Trump e Netanyahu, quindi, è in parte quello di unire gli iraniani, ma ''dipende''.
''Viste dalla diaspora iraniana, le minacce di Trump contro il regime'' sono ''aiuti'', perché il presidente americano si è detto disposto a intervenire nel caso venissero uccisi manifestanti come nelle precedenti manifestazioni. ''Ma intervenire come? Con le bombe? Da chi è in Iran questo intervento ovviamente non viene visto favorevolmente'', anche perché ''di recente i bombardamenti hanno sventrato interi quartieri residenziali'' oltre che ''l'enorme deposito di carburante'' per cui ''a un certo punto non si poteva più scappare'' e anche ''mio padre era rimasto bloccato lì''. Inoltre ''Israele aveva annunciato di voler bombardare il carcere di Evin per far scappare i detenuti, ma hanno bombardato le palazzine dove erano detenuti prigionieri politici causando morti''.

Categoria: internazionale/esteri
16:02
La volta buona, Stefania Orlando: "Derubata in casa mentre dormivo. Sono traumatizzata"
(Adnkronos) - Stefania Orlando è stata derubata in casa di notte mentre dormiva in camera da letto. La showgirl ospite oggi a La volta buona ha raccontato il drammatico episodio che l'ha coinvolta la notte del 2 gennaio. Orlando ha spiegato di aver scoperto solo al risveglio che i ladri erano entrati in casa sua forzando le inferriate del salotto.
"La notte non ho capito nulla, sentivo solo che qualcosa batteva forte sui tubi, ma non ho collegato. Pensavo fossero i vicini. La mattina però mi sono svegliata e quando sono uscita dalla camera da letto, ho visto la finestra spalancata, e la porta senza le chiavi dentro", ha spiegato Stefania Orlando che ancora oggi ammette di essere rimasta "traumatizzata". "Da quella notte non dormo più da sola, i miei amici si alternano per farmi compagnia".
Orlando, per concludere, ha lanciato un messaggio a chi, come lei, utilizza spesso i social: "Non diamo in pasto la nostra vita sui social perché anche questo può indurre i malviventi a fare queste azioni".

Categoria: spettacoli
16:01
La procura di Roma apre un'inchiesta sulla strage di Crans Montana
(Adnkronos) - La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sull’incendio di Crans Montana in cui la notte di Capodanno sono morte 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite. Fra le vittime ci sono gli italiani Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini, tutti fra i 15 e i 17 anni.
Nel fascicolo avviato dalla procura di Roma, competente per gli italiani morti all’estero, si procede per omicidio colposo e incendio.

Categoria: lavoro
15:46
David Bowie 10 anni dopo, due nuove biografie raccontano il 'Duca Bianco'
(Adnkronos) - Due nuove biografie raccontano chi era David Bowie. A dieci anni dalla sua scomparsa, l'ombra del cantautore britannico continua a proiettarsi sulla musica, sull’arte e sull’immaginario collettivo. E il 2026 si apre con due nuove biografie che, da prospettive diverse ma complementari (scritte rispettivamente da un critico italiano e da uno inglese) provano a restituire la complessità di un artista che ha attraversato epoche, generi e identità come pochi altri.
Da un lato 'David Bowie. For Ever and Ever (White Star)' di Claudio Fabretti, 208 pagine corredate da un’ampia sezione fotografica, uscito a fine 2025 e già tradotto in più lingue. Dall’altro 'David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo' (Hoepli), il nuovo lavoro di Paul Morley, tra i più autorevoli biografi britannici e giornalista della Nme. Due libri diversi nello sguardo, ma uniti dall’urgenza di raccontare un Bowie che continua a mutare anche dopo la sua morte.
Fabretti ripercorre il viaggio del ragazzo di Brixton diventato dandy del rock, attraversando tutte le sue metamorfosi: dal menestrello psych-folk a Ziggy Stardust, dal Duca Bianco berlinese al soulman plastificato, fino all’outsider post-industriale. Una galleria di personaggi che non furono mai semplici maschere, ma proiezioni dei suoi tumulti interiori. "E' un libro fotografico che nasce dall'idea di raccontare Bowie attraverso le sue evoluzioni -spiega all'Adnkronos Fabretti, critico musicale e direttore della rivista on-line OndaRock - che non sono stati solo travestimenti di facciata, ma hanno espresso i suoi mutamenti interiori. Scavando un po', si scopre che nei suoi personaggi ci sono tante questioni filosofiche, politiche, sociali che lui voleva esprimere in questo modo".
Il volume alterna biografia e analisi musicale, fino all’ultimo atto orchestrato con Blackstar, pubblicato due giorni prima della morte. "Da Ziggy Stardust al Duca Bianco, al Clown Pierrot di 'Ashes to Ashes', esprime tutta una serie di contraddizioni e di complessità". La modernità di David Bowie resta ancora oggi un faro evidente nella musica e non solo. "E' sempre riuscito a precorrere i tempi -dice Fabretti- Era già avanti alla sua epoca, ha anticipato il punk, la new wave nel periodo di Berlino, aveva una sua preveggenza, uno sguardo lontano anche sui temi politici. Basta pensare alla sua canzone 'I'm afraid of Americans' (tratto da 'Showgirls', 1995, ndr), niente di più attuale", sorride il critico.
Paul Morley sceglie invece una struttura tematica: fantasia e realtà, arte e morte, Est e Ovest. Oltre lo spazio e il tempo, nella versione italiana curata da Ezio Guaitamacchi con prefazione di Manuel Agnelli e Paolo Fresu, in uscita domani, venerdì 9 gennaio, racconta un Bowie che continua a trasformarsi anche nell’era digitale. "Ho iniziato a notare che su YouTube potevo guardare un’incredibile quantità di materiale su David Bowie, e in qualche modo grazie a questi video stava prendendo forma un altro Bowie, qualcosa che non avremmo potuto prevedere all’epoca in cui sono stati girati", dice Morley all'Adnkronos. "E ho pensato che fosse interessante il fatto che l’idea di Bowie stesse cambiando con le nuove tecnologie in modi per i quali lui, in un certo senso, si era quasi preparato. Ho iniziato a notare che persino le performance più strane e poco conosciute di David Bowie facevano parte del modo in cui Bowie si presentava al mondo, al futuro".
Il libro attraversa Londra, Berlino, Ziggy, il Duca Bianco e il saluto cosmico di Blackstar, componendo una 'playlist esistenziale' che mostra come Bowie abbia anticipato estetiche e inquietudini del XXI secolo. Due libri, due prospettive, un’unica certezza: dieci anni dopo, David Bowie continua a parlarci. E, come sempre, è ancora un passo avanti.

Categoria: spettacoli
15:43
Lotteria Italia, i consigli del commercialista ai fortunati vincitori
(Adnkronos) - Come ogni anno la Befana ha portato con sè anche tantissimi premi per i fortunati vincitori della Lotteria Italia 2026. Ma cosa fare dopo aver scoperto di essere in possesso di uno dei biglietti vincenti? Adnkronos/Labitalia lo ha chiesto a Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti.
"Dopo aver scoperto di essere in possesso del biglietto vincente -spiega Cuchel- occorre verificare ufficialmente la vincita attraverso i canali autorizzati (Bollettino Ufficiale dell’estrazione della Lotteria Italia 2025 sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli www.adm.gov.it). È consigliabile mantenere la massima riservatezza e valutare il supporto di un professionista (commercialista, notaio o avvocato), soprattutto per premi di importo elevato", sottolinea.
Ma come funziona il ritiro dei premi? "Il ritiro dei premi della Lotteria Italia 2025 cambia a seconda che il biglietto vincente sia cartaceo oppure acquistato online. In entrambi i casi, però, ci sono regole e scadenze precise da rispettare", spiega Cuchel.
"Se la vincita riguarda un biglietto stampato, la prima cosa da fare -spiega Cuchel- è conservarlo con cura, evitando pieghe, strappi o altri danni: il tagliando deve essere integro e originale. Il premio va reclamato entro 180 giorni dalla pubblicazione del bollettino ufficiale dell’estrazione. Il biglietto può essere presentato: all’Ufficio Premi di Lotterie Nazionali S.r.l. a Roma (Viale del Campo Boario, 56/D); oppure presso uno sportello Intesa Sanpaolo: in questo caso la banca ritira il biglietto, lo inoltra all’Ufficio Premi e rilascia al vincitore una ricevuta.
Secondo il commercialista, "al momento della richiesta servono: documento d’identità; codice fiscale; Iban del conto su cui accreditare la vincita (se si sceglie l’accredito). Il vincitore può scegliere tra tre modalità di pagamento: assegno circolare dell’importo vinto (incassabile presso Intesa Sanpaolo), accredito su conto bancario, accredito su conto postale".
"Per i biglietti comprati su internet -spiega Cuchel- la riscossione segue un iter specifico: può richiedere il premio solo il titolare del conto gioco con cui è stato acquistato il biglietto. Anche in questo caso ci si può rivolgere: all’Ufficio premi, oppure a uno sportello Intesa Sanpaolo, che rilascia ricevuta e trasmette la domanda a Lotterie nazionali. Il termine resta lo stesso: 180 giorni dalla pubblicazione del bollettino sul sito Adm. Qui, oltre ai documenti personali, viene richiesta anche: la stampa del promemoria di gioco (recuperabile nelle sezioni 'Movimenti e giocate' e 'I miei biglietti' del conto gioco), documento d’identità, codice fiscale, Iban intestato al titolare del conto gioco, e la scelta della modalità di pagamento (assegno, accredito bancario o postale)".
"Secondo il regolamento, i premi dell’estrazione finale (6 gennaio 2026) vengono liquidati entro 45 giorni da quando l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mette a disposizione i fondi necessari per i pagamenti", sottolinea Cuchel.
"Un elemento importante -conclude Cuchel- riguarda le imposte: le vincite della Lotteria Italia non subiscono ritenute né prelievi; quindi, l’importo previsto dal premio viene pagato per intero al vincitore".

Categoria: economia
15:40
Poste, nuovi prototipi di cargo e-bike per consegnare pacchi nei centri storici
(Adnkronos) - Poste Italiane sperimenta nuovi prototipi innovativi di veicoli leggeri e completamente green per efficientare ulteriormente il servizio di recapito di posta e pacchi. In collaborazione con il Centro nazionale per la mobilità sostenibile MoSt e in partnership tecnologica con aziende dell’automotive, Poste Italiane sta lavorando in particolare sullo sviluppo di nuovi prototipi di cargo e-bike elettrici a tre ruote. Il team di progetto, oltre a Poste Italiane, è composto da Italian Aluminium Technology, Pirelli e da ricercatori della Università degli Studi di Firenze, dell’Università degli Studi di Bergamo e del Politecnico di Milano. Tra i principali obiettivi del progetto, in fase sperimentale in Puglia, c’è anche l’integrazione di una sofisticata componente tecnologica per rafforzare la sicurezza nelle fasi di recapito di posta e pacchi.
Le cargo e-bike di Poste Italiane rappresentano una soluzione innovativa e sostenibile per il recapito urbano, concepite per rispondere alle nuove esigenze di consegna nelle città i cui centri storici sono tutelati da norme per la limitazione del traffico su gomma e la riduzione delle emissioni di CO2.
Il prototipo è caratterizzato da una capacità di carico superiore rispetto alle biciclette tradizionali, grazie a un vano modulare capiente fino a 700 litri, per un massimo di 100 chilogrammi. La configurazione a tre ruote, inoltre, offre maggiore stabilità durante la guida e consente di operare in modo sicuro anche in aree con traffico intenso o con pavimentazioni irregolari. La velocità massima è limitata a 25 chilometri orari come previsto dalla normativa per i veicoli leggeri a pedalata assistita. La rete di sensori, radar e calcolatori elettronici integrati sul veicolo, offre innovativi servizi di supporto al conducente; e permette di fornire dati utili alla ricerca di soluzioni sempre più efficaci per incrementare la sicurezza. Questi dispositivi consentono di rilevare ostacoli lungo il percorso, monitorare lo stato e l’usura degli pneumatici, fornire al conducente supporto per migliorare lo stile di guida contribuendo alla prevenzione degli incidenti e all’efficienza delle operazioni.
Le cargo e-bike, inoltre, sono equipaggiate con un sistema di antibloccaggio delle ruote per maggiore sicurezza e un sistema di rigenerazione energetica che sfrutta sia la frenata sia l’energia solare, tramite pannelli fotovoltaici integrati. L’apertura e la chiusura del vano di carico avvengono attraverso la tecnologia di comunicazione Nfc; mentre un sistema di allerta informa il conducente in caso di ostacoli improvvisi. Le cargo e-bike, dotate di sensori in grado di rilevare dati come la qualità dell’aria, la temperatura e l’umidità, hanno anche la funzione di monitorare gli indicatori ambientali, fornendo così informazioni utili per la gestione intelligente dello spazio urbano e di contribuire a favorire migliori condizioni di vita nei centri cittadini in cui operano.
Poste Italiane prosegue, dunque, nel suo processo di evoluzione tecnologica a beneficio della transizione green. Al 30 settembre 2025 l’azienda dispone di una flotta composta da quasi 29 mila mezzi a basse emissioni, di cui circa 6.200 completamente green e 8.800 ibridi, confermandosi così all’avanguardia in Italia nel processo di decarbonizzazione del trasporto, in linea con quanto previsto
dal piano strategico quadriennale “2024–2028 The Connecting Platform”. La flotta green di Poste Italiane, la più estesa d’Europa tra quelle aziendali, comprende veicoli di nuova generazione alimentati da motori elettrici, ibridi e a combustione interna a ridotto impatto ambientale, tutti progettati per coniugare sostenibilità, efficienza e sicurezza.

Categoria: economia












































