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10:17
Marilyn Manson, oltre lo shock una nuova 'Golden Age'
(Adnkronos) - Non sono bastate le polemiche a fermare Marilyn Manson. D’altra parte, divieti e controversie lo hanno sempre accompagnato in tutta la sua carriera. Così, mentre fuori dal palco si discute di conventi, ricorsi al Tar e “ordini dall’alto”, l’attenzione torna dove il ‘Reverendo’, come lo chiamano affettuosamente i suoi fan, ha sempre saputo imporsi: la musica. E quella di Ferrara arriva nel momento più significativo della sua seconda vita artistica. Il concerto del Ferrara Summer Festival, il primo di tre estivi che includono Bari il 13 luglio e Roma (sold out) il 14, rappresenta la prima occasione italiana per ascoltare dal vivo ‘Exit Wound’, il nuovo singolo pubblicato qualche settimana fa e primo estratto da ‘One Assassination Under God – Chapter 2’, in uscita il 14 agosto per Nuclear Blast Records. Un disco che raccoglie l’eredità del primo capitolo pubblicato nel 2024 e conferma la ritrovata sintonia creativa tra Manson e il produttore Tyler Bates, tra gli artefici della sua rinascita artistica.
Ad aprire la serata sono gli australiani The Vowws, con un set dalle atmosfere darkwave che prepara il terreno al protagonista della serata. Come pochi artisti della sua generazione, Marilyn Manson è riuscito a ricomporre i pezzi della propria vita, trasformando le macerie in verve creativa. Il nuovo album, così come lo spettacolo portato in tour, sembrano nascere proprio da questa consapevolezza: Brian Warner, 57 anni, appare finalmente disposto a lasciare intravedere l’uomo dietro l’artista, senza più affidarsi alla maschera che per oltre trent’anni ne ha alimentato il personaggio. Sul palco questa trasformazione è evidente. Prima del suo ingresso, sulle note di Bela Lugosi’s Dead dei Bauhaus, l’atmosfera è già elettrica. Nonostante una giornata di caldo tropicale e l’allerta meteo, i fan non si lasciano scoraggiare e arrivano preparati, impermeabile nello zainetto. Un’attesa che sembra trovare conferma pochi minuti dopo la fine del concerto, quando su Ferrara si abbatte un violento temporale estivo.
Un look total black e pochissimi elementi scenici fanno da cornice al ritorno del Reverendo. Sono lontani i tempi delle Bibbie strappate, delle croci rovesciate e delle provocazioni costruite per scioccare. La scaletta guarda quasi esclusivamente all’età dell’oro della sua carriera, da 'Antichrist Superstar' (1996) a 'The Golden Age of Grotesque' (2003), passando per 'Holy Wood' (2000) e 'Mechanical Animals' (1998), affiancando ai grandi classici i nuovi brani di 'One Assassination Under God'. Oggi è talmente presente dal punto di vista fisico e interpretativo da non avere più bisogno di rifugiarsi dietro effetti shock, costumi o provocazioni. A colpire è anche un aspetto meno consueto: durante tutto il concerto interagisce con il pubblico molto più del solito, rivolgendosi più volte ai fan tra un brano e l’altro. Il cambiamento è evidente. Chi ha assistito ai concerti del 2025 a Milano e Bergamo ha ritrovato un Marilyn Manson diverso da quello degli anni più turbolenti. Cinque anni di sobrietà rivendicati pubblicamente, una forma fisica ritrovata, una voce sorprendentemente vicina ai fasti di Holy Wood e una scelta estetica quasi minimale. Oggi l’impressione è che il centro dello spettacolo sia tornata a essere la musica.
Il tour estivo che approda in Italia segna anche l’inizio di una nuova fase della formazione che accompagna la rockstar dal vivo, con una line-up in parte rinnovata. L’uscita di scena del chitarrista e produttore Tyler Bates, impegnato in altri progetti ma ancora coinvolto nella realizzazione del prossimo album, ha portato al ritorno di un volto storico come Tim Skold. L’ex Kmfdm è rientrato nella band occupandosi del basso, mentre Piggy D è passato alla chitarra. Confermato dietro la batteria Gil Sharone, mentre l’assenza di Reba Meyers (Code Orange), impegnata con altri tour, è stata colmata dall’ingresso del chitarrista Nick Annis. Le novità non riguardano soltanto la formazione. La data di Ferrara riserva alcune sorprese anche nella scaletta.
Oltre al debutto di 'Exit Wound', Manson riporta dal vivo 'Dried Up, Tied and Dead to the World', eseguita per la prima volta dal 2018, oltre alle chicche 'The Nobodies', la cover di 'Personal Jesus' dei Depeche Mode e 'If I Was Your Vampire', tra i pezzi meno eseguiti dal vivo, che chiude il set. Introducendo ‘The Nobodies’, nata dopo il massacro della Columbine High School, Manson ricorda le polemiche che lo coinvolsero: "L’ho scritta la prima volta che hanno provato a distruggermi". A distanza di quasi 30 anni, il suo nome continua a provocare reazioni contrastanti. A Ferrara, quella che sembrava una semplice soluzione logistica si è trasformata in un caso nazionale. Il backstage del Ferrara Summer Festival avrebbe dovuto trovare spazio, come già accaduto in passato, nel convento delle suore di San Vincenzo. Dopo giorni di polemiche, però, il sindaco Alan Fabbri ha annunciato il dietrofront: le religiose non avrebbero più accolto Marilyn Manson. "Purtroppo, le suore hanno comunicato di aver ricevuto ordini dall’alto", ha spiegato il primo cittadino, lasciando intendere una decisione maturata in ambito ecclesiastico e destinata, a suo dire, a riguardare non soltanto il concerto del rocker americano ma l’intero festival.
Come se non bastasse, a due giorni dallo show è arrivata anche la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna sul Ferrara Summer Festival. Accogliendo in sede cautelare il ricorso presentato da alcuni residenti di piazza Ariostea, il tribunale amministrativo ha imposto la rimodulazione degli orari degli spettacoli e nuove limitazioni acustiche. Una decisione che ha riacceso le polemiche attorno al festival, senza però mettere in discussione lo svolgimento del concerto: l’ipotesi di un rinvio è rimasta soltanto sullo sfondo, con buona pace di chi sperava in uno stop dell’evento. D'altronde, la rockstar ha costruito la propria carriera smontando simboli, linguaggi e rituali della cultura americana e cristiana. L’immagine di 'Antichrist Superstar', l’album che nel 1996 lo consacrò come una delle figure più divisive della musica contemporanea, ha finito per identificare una stagione intera della sua carriera.
Eppure quel Marilyn Manson sembra appartenere a un’altra epoca. Oggi l’artista appare molto più concentrato sul proprio repertorio che sulla provocazione fine a sé stessa. Lo dimostrano i concerti degli ultimi anni, la ritrovata forma fisica e una presenza scenica lontana dagli eccessi degli anni Novanta e Duemila. Anche fuori dai riflettori, l’immagine è cambiata: accanto a lui c’è stabilmente la moglie Lindsay Elizabeth Warner, figura che lo accompagna ormai da anni in questa fase di rinascita, mentre negli ultimi mesi è tornato a frequentare anche il mondo della moda, sfilando a Parigi per Enfants Riches Déprimés.
È difficile sostenere che Marilyn Manson faccia ancora paura come un tempo. Tra il 2000 e il 2012 ogni suo passaggio in Italia diventava un caso politico, accompagnato da proteste, prese di posizione e tentativi di fermare gli spettacoli. Adesso il clima è ben diverso. I sold out italiani, compresa la data di Roma di martedì prossimo, sono la conferma che il pubblico non ha smesso di seguirlo e che l’interesse si è progressivamente spostato dalla provocazione alla musica. Vent’anni fa celebrava la sua 'Golden Age of Grotesque'. Oggi, senza bisogno di scioccare nessuno, Marilyn Manson sembra aver trovato qualcosa di ancora più difficile: una nuova età dell’oro fondata sulla credibilità ritrovata e sulla potenza delle proprie canzoni. (di Federica Mochi)

Categoria: spettacoli
10:14
Marco Follini: "Un racconto all'House of Card per salvare l'interesse per la politica"
(Adnkronos) - "C’è una serie televisiva che in questi giorni va per la maggiore. Si intitola 'The american experiment' e racconta a un dipresso la nascita degli Stati Uniti e il percorso che li condusse, un passo dopo l’altro, alla redazione della loro Costituzione e dei relativi emendamenti successivi. E’ una storia avvincente per chi ama la politica. Ma anche una storia istruttiva. Dà il senso di un percorso tutt’altro che lineare, attraversato da molti conflitti, eppure giunto infine a un esito che pare avere in sé un suo senso compiuto. E’ la descrizione di un sistema politico 'inventato' che di lì in poi sarebbe andato incontro a vicissitudini drammatiche ma che non avrebbe mai archiviato il valore di quella fatica iniziale e anche di quelle dispute.
La serie americana dovrebbe forse aiutarci a trovare una chiave migliore per raccontare la storia politica italiana. Rendendola per quanto possibile meno divisiva e forse anche meno celebrativa. Ma cercando di dare il maggior risalto al significato della fatica istituzionale che abbiamo alle spalle. Se ripercorriamo il tracciato della nostra assemblea costituente ci imbattiamo in alcuni passaggi cruciali che sarebbero degni della nostra migliore sceneggiatura. Quando, ad esempio, Togliatti rovesciò la posizione del partito comunista e a sorpresa decise di votare a favore dell’articolo 7, riconoscendo così i patti del Laterano. O quando i democristiani convinsero il loro collega La Pira a ritirare la sua proposta secondo cui la Costituzione veniva promulgata “in nome di Dio”. Narrazioni che potrebbero essere di alto impatto emotivo e mediatico e che invece per una sorta di pigrizia collettiva vengono lasciate incustodite nel recinto di pochi specialisti della materia.
Insomma, è quasi sempre la ritualità che prevale sulla fantasia narrativa. Come se noi riuscissimo a parlare di questi temi solo nelle due opposte chiavi della celebrazione ovvero della polemica. Quando invece dovrebbe essere proprio il loro tratto avventuroso, quasi nascosto nelle pieghe, la chiave migliore per cercare di rendere l’argomento più appassionante (e magari anche più significativo per le nuove generazioni).
Il fatto è che i nostri media, da tempo immemorabile fanno del loro meglio per girare alla larga da tutto quello che potrebbe rendere più avvincente il racconto della politica. I media del presente, ovviamente. Ma anche quelli del passato. Non c’è quasi mai un documentario, una fiction che raccontino e indaghino i nostri retroscena più profondi. E non c’è quasi mai una rievocazione che sappia mescolare con un briciolo di sapienza narrativa le luci e le ombre delle grandi figure e delle grandi controversie che militano alle nostre spalle.
Gli americani hanno prodotto House of Cards, ad esempio. I danesi hanno prodotto Borgen. Noi, niente di tutto questo. In compenso produciamo ogni sera al telegiornale o nei talk show una sfilza di dichiarazioni che sembrano fatte con lo stampino, tanto si assomigliano a quelle della sera prima e a quelle, immancabili, del giorno dopo. Questa disparità colpisce soprattutto per il fatto che noi in realtà siamo un paese iperpoliticizzato. Cosa della quale ci lamentiamo come è d’obbligo. Senza capire che questo eccesso di produzione di fatica politica -produzione di addetti ai lavori, di saggi anche ben scritti, di umori popolari diffusi, di piazze affollate, di sentimenti importanti- evapora quando poi si accende la televisione.
Ora, i nuovi media potrebbero rendere a questo punto meno improba la fatica di scavare nella profondità del nostro racconto pubblico. E può darsi che queste novità tecnologiche prima o poi ci avvicineranno a risultati meno deludenti di quelli raccolti fin qui. Resta il fatto che noi, il paese che siamo, abbiamo un gran bisogno di fare pace con la politica. Sfrondandola da certe sue quotidianità. E cercando piuttosto di mettere meglio a fuoco il senso di quello che ci è capitato. Impresa che richiederebbe acume, ironia, fantasia, profondità. Tutte doti che non sarebbero poi troppo al di là della portata di tutti noi". (di Marco Follini)

Categoria: politica
10:01
Caso Adinolfi, la compagna di partito: "Ci fidavamo di lui, ora spero dica la verità"
(Adnkronos) - “Io continuo a sperare per l’amico Mario Adinolfi che dica la verità”. Parola di Cristina Zaccanti, ex insegnante e dirigente del ‘Popolo della Famiglia’ in cui ha iniziato a militare dal 2016 per poi diventare coordinatrice regionale in Piemonte e membro del consiglio nazionale. Lei stessa ha denunciato Adinolfi, assistita dall'avvocato Giorgio Dipietromaria. “Sono in pensione, molto sensibile in particolare al tema del gender e alla sua diffusione nella scuola e mi sono trovata ad accogliere questo impegno come una missione. Mi andava molto bene investire il mio tempo e quello della mia famiglia – che mi hanno visto sempre più impegnata - per una giusta causa e ritenevo talmente degno di fiducia il nostro presidente Mario Adinolfi che lo facevo con dedizione, gioia e convinzione. Poi certi nodi hanno cominciato ad arrivare al pettine”, racconta all’Adnkronos dopo la notizia dell’indagine della Guardia di Finanza su un presunto sistema di gruppi di scommessa che ha portato all’ordinanza con la quale il gip ha disposto per il giornalista e leader del Popolo della Famiglia gli arresti domiciliari. “Una vicenda surreale”, si è difeso Adinolfi che si è dichiarato “totalmente innocente" sostenendo: "Sì, gioco da decenni e come tutti i giocatori lo faccio spesso collettivamente ma senza sollecitare mai nessuno, in molti con me giocando hanno guadagnato e sì c’è qualcuno che ha perso: sono scommesse e il codice le definisce ‘obbligazioni naturali non ripetibili’, il gioco funziona così. Di certo non mi sono mai arricchito sulla pelle degli altri”.
Zaccanti che effetto le ha fatto la notizia degli arresti domiciliari?
"Da un lato la mia reazione è stata, se vogliamo, di preoccupazione materna. Dall'altro mi sono sentita sollevata perché, parafrasando Manzoni, potrei dire 'La c'è la giustizia'. Non m'aspettavo che la giustizia italiana effettivamente si muovesse con tanta tempestività. Ne approfitto, anzi, per ringraziare il pubblico ministero di Roma, Arcuri, che ha così bene inquadrato il personaggio e la situazione. So peraltro che la nostra denuncia inoltrata dal gruppo di pidieffini piemontesi, predisposta dall'avvocato Giorgio Dipietromaria, è stata affidata al procuratore Pollidori. Siamo certi che anche questo magistrato gestirà al più presto e con altrettanta competenza la nostra situazione che corrobora i capi d'accusa già enunciati”.
Lei conosceva questo presunto sistema della scommessa collettiva?
"Io ho saputo come tutti gli altri via Facebook e poi con il passaparola che c'era questa opportunità. Un investimento presentato come assolutamente legale, con le tasse pagate all'origine, un sistema sicuro, trasparente e a capitale garantito".
Perché ha iniziato ad avere perplessità?
"Nel mio ruolo di coordinatore, ho iniziato ad essere contattata da persone che mi dicevano che avevano aderito alla scommessa, ma Adinolfi non stava restituendo la somma. Io stessa gli avevo affidato meno di 10mila euro, e a onor del vero Adinolfi me l'ha anche restituita, non tutta ma parzialmente, quindi avevo motivo di incoraggiare gli altri ad avere fiducia".
E alle critiche di ingenuità che alcuni muovono come risponde?
“Alle persone che adesso dicono che siamo dei cretini perché ci siamo fidati e le scommesse si perdono, rispondo che non puntavamo alla scommessa tanto più che Adinolfi garantiva che in caso di perdita, il rischio se lo sarebbe assunta totalmente lui. Se, comunque, Adinolfi ci avesse detto che aveva perso i soldi e di dargli tempo, noi avremmo capito. Credevamo che meritasse la nostra fiducia e quindi anche il nostro aiuto proprio come si fa in famiglia".
Poi cosa è successo?
"Altri mi mettevano i dubbi, mi dicevano 'ma è possibile che Mario non restituisca?’. E io, siccome la scommessa collettiva si concludeva a dicembre del 2025, pensavo che non fosse facile per lui poter disinvestire fino a quella data".
Quindi?
"Abbiamo provato come consiglio nazionale ad avere un confronto personale per sapere cosa dovevamo rispondere alle persone che ci chiedevano cosa ci fosse di vero su questa situazione. E lui, anziché accettare questo confronto, ci ha attaccato dicendo che volevamo sottrargli il controllo del Popolo della Famiglia e metterlo in cattiva luce creando delle spaccature. Scoppiata la vicenda a ‘Le Iene’, ancora di più la sua reazione è stata purtroppo di chiusura".
Lei come ha reagito?
"A gennaio ci sarebbero state le prime scadenze (del sistema di scommessa ndr) ma Adinolfi ha iniziato a tergiversare".
Poi?
"A febbraio ho deciso di prendere le distanze. Ad aprile con il responsabile di Torino abbiamo scritto un comunicato-appello in cui non assumevamo sicuramente il tono di chi lo accusava, ma gli chiedevamo come pensava di mantenere le promesse. La sua reazione è stata espellermi dalla chat nazionale, ma non dai miei ruoli. Successivamente ho capito che, a quel punto, bisognava denunciare e ho saputo che già altri si erano mossi a Roma".
Il caso fu sollevato dalla trasmissione ‘Le Iene’, a una delle puntate del programma lei stessa partecipò. Ad aprile scorso lo stesso Adinolfi annunciò di aver querelato alcune persone, tra le quali lei, oltre alla trasmissione televisiva per i loro servizi puntando il dito contro la “serialità delle diffamazioni attuate sistematicamente dal 2016”.
"Ha detto di averlo fatto. Io non ho nulla di cui temere".
Dopo la notizia dell’inchiesta della procura di Roma, cosa si augura?
"Io continuo a sperare per l’amico Mario Adinolfi che dica la verità. Confido che restituisca, se non gli interessi, almeno il capitale perché lo aveva garantito". (di Sara Di Sciullo)

Categoria: cronaca
09:37
Omicidio ex deputata pro Brexit Ann Widdecombe, fermato un 28enne
(Adnkronos) - Un uomo di 28 anni, cittadino britannico, è stato fermato in relazione alla morte di Ann Widdecombe, ex deputata dei Tories, poi passata a Reform Uk. E' stato arrestato nel South Yorkshire, ha reso noto la Polizia, come riporta la Bbc.
Widdecombe, 78 anni, è stata trovata morta giovedì nella sua abitazione, con il corpo martoriato di ferite. L'uomo fermato è stato arrestato a circa 430 chilometri dalla proprietà di Widdecombe.
Eletta ai Comuni la prima volta nel 1987, in piena era Thatcher, Widdecombe è rimasta una deputata Tories, orientata a un programma ultra conservatore, soprattutto, sui temi sociali, fino al 2010, avendo anche incarichi come sottosegretaria. Dopo aver lasciato il Parlamento, ha anche avuto delle esperienze televisive, con la partecipazione a reality show, ma con il referendum per la Brexit è tornata in prima linea come una delle voci più prominenti per il Leave. Tra il 2019 e il 2020 è stata europarlamentare per il Brexit Party di Farage, e ora era membro di Reform Uk, di cui era portavoce per l'immigrazione e la giustizia.

Categoria: internazionale/esteri
09:31
Sinner in finale a Wimbledon, come cambia ranking e quanto guadagna se vince
(Adnkronos) - Jannik Sinner ha raggiunto la finale di Wimbledon 2026, dove oggi, domenica 12 luglio, sfiderà Alexander Zverev per il secondo titolo consecutivo sull'erba di Londra, dopo quello vinto lo scorso anno battendo Carlos Alcaraz, assente per infortunio. Una partita importante non solo perché potrebbe valere il primo titolo Slam della stagione per l'azzurro, ma anche per allungare al primo posto del ranking Atp proprio sul tedesco, che ha superato Alcaraz al secondo posto della classifica generale.
Sinner inoltre, in caso di vittoria, intascherebbe la fetta maggiore del ricco montepremi messo in palio a Londra. Ma come cambia il ranking e quanto potrebbe guadagnare Sinner in caso di vittoria?
Sinner è certo di conservare la vetta del ranking Atp anche in caso di sconfitta in finale, visto che ciò che può cambiare è solo il margine sul secondo. Al momento, l'azzurro è a 12.750 punti e vincendo il titolo potrebbe salire a quota 13.450. Dopo il successo in semifinale contro Fery, Zverev, come detto, ha superato Alcaraz (fermo per un problema al polso) portandosi a 8.480 punti. E con un successo domenica potrebbe arrivare a 9.180 punti: il possibile nuovo distacco di Sinner sul secondo oscilla quindi tra 3.070 e 4.970 punti.
Fin qui, Sinner ha già guadagnato 3,4 milioni di euro a Wimbledon. In caso di successo in finale, l'azzurro arriverà a toccare i 4,8 milioni. Nella stagione in corso, Sinner ha incassato 6,8 milioni di dollari in premi. In carriera, il 'bottino' complessivo ammonta a 64,8 milioni.

Categoria: sport
09:30
Morto il senatore Usa repubblicano Lindsey Graham, grande alleato di Trump. Il tycoon: "Persona straordinaria"
(Adnkronos) - E' morto il senatore repubblicano Lindsey Graham, grande alleato di Donald Trump. Dall'ufficio del senatore del South Carolina è stata diffusa una breve dichiarazione: Graham, 71 anni, è deceduto nella notte di sabato dopo una "breve e improvvisa malattia".
Secondo quanto riferisce di Nbc News, i servizi d'emergenza hanno ricevuto nella notte di sabato una chiamata per una richiesta di intervento nella residenza di Graham per un "arresto cardiaco". Immagini visionate da Nbc News mostrano i paramedici mentre trasportano una persona in barella verso un'ambulanza. Sul posto, stando alle notizie, c'erano anche auto della Polizia e mezzi dei Vigili del Fuoco.
"E' morto il senatore Lindsey Graham, una delle persone e dei senatori più straordinari che abbia mai conosciuto - ha scritto in un post su X il presidente degli Stati Uniti - Era sempre al lavoro ed era un vero patriota americano. Lindsey mancherà moltissimo". Nel messaggio il tycoon aggiunge: "Seguiranno dettagli e organizzazione. Che tristezza!".
Tra i primi a ricordare il senatore repubblicano Lindsey Graham ci sono il presidente israeliano Isaac Herzog, il ministro della Difesa di Israele Israel Katz e il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. "Sconvolto e addolorato" per la sua "scomparsa improvvisa" si dice Herzog in un post su X, ricordando Graham come "grande amico di Israele" e suo "caro amico", un "vero leader della partnership tra Stati Uniti e Israele". "Non dimenticheremo mai come si sia schierato al fianco del popolo di Israele nei nostri momenti più difficili e saremo eternamente grati per il suo senso di giustizia, verità e lealtà - aggiunge - Il popolo di Israele piange la sua perdita, e io sentirò terribilmente la mancanza del mio grande amico".
"Profondamente addolorato" il ministro israeliano della Difesa, che ricorda Graham come "vero amico dello Stato di Israele e uno dei suoi sostenitori più forti e fedeli", un "leader eccezionale". "Negli anni il senatore Graham si è schierato al fianco di Israele nei momenti più difficili, ha lavorato instancabilmente per rafforzare l'alleanza strategica tra Israele e Stati Uniti e ha rappresentato una voce ferma e incondizionata a sostegno della sicurezza di Israele e del suo diritto a difendersi", scrive Katz, sottolineando come dopo "il massacro del 7 ottobre" 2023 Graham si sia "recato in Israele più volte", testimonianza di "un'eccezionale dimostrazione di solidarietà e amicizia incrollabile".
"Israele ha perso uno dei suoi più grandi amici", scrive su X anche il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, che evidenzia il "sostegno incrollabile" di Graham, "il coraggio", l' "impegno saldo per la sicurezza di Israele".
Arriva poi anche il ricordo del premier israeliano, Benjamin Netanyahu. "Israele ha perso uno dei suoi più grandi amici. L'America ha perso un grande patriota. Io ho perso un amico amato", scrive su X che rievoca un recente incontro e le parole di apprezzamento per il senatore. "Lindsey capiva che la sicurezza di Israele e dell'America sono inscindibili. Ha dedicato la sua vita a difendere l'America, a rafforzare la nostra alleanza e a difendere il mondo libero", rimarca il premier israeliano.

Categoria: internazionale/esteri
08:56
Addio a Peppino di Capri, oggi l'ultimo saluto alla voce di 'Champagne': i funerali sull'isola
(Adnkronos) - Si terranno oggi, domenica 12 luglio, i funerali di Peppino di Capri, alle 17, nella chiesa di Santo Stefano a due passi dalla celebre piazzetta dell'isola.
Peppino di Capri è morto ieri dopo una lunga malattia . Avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 27 luglio. Il cantante è scomparso nella sua amata isola, a villa Castiglione. Lascia il figlio Nico, avuto con la prima moglie, ed Edoardo e Daria, avuti con Giuliana Gagliardi.
Per l'occasione è stato proclamato il lutto cittadino. "Oggi l’isola, con la scomparsa di Peppino di Capri, perde uno dei suoi figli più illustri e amati. Una perdita immensa non solo per Capri, ma per l’intero panorama della musica italiana. L’isola, con la quale non aveva mai perso i rapporti, è stata la sua casa, la sua ispirazione e il luogo al quale è rimasto profondamente legato per tutta la vita. Le sue canzoni, la sua eleganza e il suo talento hanno fatto conoscere nel mondo il nome di Capri, di cui era diventato ambasciatore della sua identità, della sua cultura e della sua anima più autentica". Così in una nota, pubblicata ieri nel giorno della scomparsa, la città di Capri.
Nell’interpretare il sentimento unanime di cordoglio e di riconoscenza della cittadinanza, rendendo il dovuto omaggio alla memoria del Maestro Peppino di Capri il sindaco Paolo Falco, con propria ordinanza, ha disposto la proclamazione del lutto cittadino nella giornata di oggi, in concomitanza con le esequie. I cittadini, le associazioni, gli enti, gli esercizi commerciali e le attività produttive sono state invitate a partecipare al lutto cittadino nelle forme ritenute più consone, quale testimonianza del comune sentimento di riconoscenza e di affetto verso il Maestro.
Interprete della grande musica italiana e pianista raffinato, con Peppino di Capri se ne va un pezzo di storia della canzone, un artista che ha attraversato ottant’anni di musica italiana e internazionale con una naturalezza che appartiene solo ai grandi. È stato il ragazzo del pianoforte che imparò a suonare davanti ai soldati durante la guerra e diventò uno dei più grandi interpreti della musica italiana. E' stato il cantante che portò il rock and roll nelle piazze italiane, che trasformò la canzone napoletana in un linguaggio moderno, che fece ballare intere generazioni con il twist e commosse il pubblico con le sue ballate d’amore: 'Champagne', 'Un grande amore e niente più', 'Luna caprese', 'Voce ‘e notte', 'Roberta'.
Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, era nato a Capri il 27 luglio 1939, in una famiglia dove la musica era un destino: il nonno nella banda dell’isola, il padre Bernardo con un negozio di dischi e strumenti e mille strumenti suonati nel tempo libero. Lui, a quattro anni, già si esibiva davanti alle truppe alleate di stanza sull’isola durante la guerra. A sei anni studiava pianoforte con una severa insegnante tedesca a Napoli, ma la sua vera vocazione arrivò presto: nel 1953, con l’amico batterista Ettore Falconieri, iniziò a suonare nei night club di Capri e Ischia come 'Duo Caprese'. Quando l’insegnante scoprì le sue esibizioni, lo cacciò. Da quel momento, Peppino si dedicò completamente alla nascente musica rock d’importazione americana.
Nel 1956 lui e Falconieri si esibirono a 'Primo applauso', condotto da Enzo Tortora, interpretando 'Cry' e 'Tu vuo’ fa’ l’americano': vinsero e portarono a casa un televisore. Due anni dopo nacquero i 'Capri Boys', con Pino Amenta, Mario Cenci e Gabriele Varano: un gruppo ispirato ai rockers americani, che alternava brani napoletani rielaborati e successi statunitensi. Nel 1958, durante una serata a Ischia, furono notati da un dirigente della Carisch: arrivò il contratto discografico e il nome che sarebbe diventato leggenda, 'Peppino di Capri e i suoi Rockers'.
Tra settembre e dicembre 1958 incideranno dieci brani negli studi Carisch. Il successo esplode con 'Nun è peccato', pubblicato il 28 novembre: un evergreen della canzone napoletana. Il primo 33 giri, uscito il 16 dicembre, diventa uno degli album più venduti della stagione. Nel 1959 arriva un altro trionfo con 'Voce ’e notte', classico del 1905 che Peppino porta di nuovo in cima alle classifiche.
Il 1960 è l’anno della consacrazione: pubblica vari 45 giri e due album, è onnipresente in hit parade, si esibisce al Ballo dei Re a Napoli e lancia evergreen come 'Nessuno al mondo', 'Nun giurà' e 'Luna caprese'. Inizia anche la carriera cinematografica, recitando accanto a Mina e Maurizio Arena nei musicarelli dell’epoca. Nel 1961 sposa la modella torinese Roberta Stoppa, si esibisce alla Carnegie Hall e conquista il Sud America. È anche il periodo delle celebri giacche di lamé, diventate un marchio di fabbrica.
A dicembre 1961 lancia il twist in Italia con 'Let’s Twist Again', che nel 1962 raggiunge il milione di copie e lo porta in vetta alle classifiche. Seguono 'Don’t play that song', 'St. Tropez Twist', tournée in Germania e negli Stati Uniti, e il successo di 'Speedy Gonzales'. Nel 1963 vince il Cantagiro davanti a Little Tony, Celentano e Paoli, scala le classifiche con 'Roberta' e incide 'Baby', versione italiana di 'Be My Baby'.
Dopo un periodo di calo, nel 1964 partecipa a 'Un disco per l’estate' con 'Solo due righe', rielabora 'Chiove', incide 'Girl' dei Beatles e 'Melancolie' in sette lingue. Nel 1965 apre i concerti italiani dei Beatles. Nel 1966 incide uno dei primi brani ska italiani, 'Operazione sole', e partecipa al Festival di Napoli. Nel 1967 debutta a Sanremo con 'Dedicato all’amore'. Nel 1968 incide 'È sera' e i Rockers si sciolgono, ma Peppino continua a esibirsi negli USA e riforma il gruppo come 'New Rockers'.
La rinascita arriva nel 1969 con 'Tu…', presentata al Festival di Napoli: è un successo enorme. Nel 1970 vince il Festival con 'Me chiamme ammore' e fonda la sua etichetta Splash. Pubblica gli album 'Napoli ieri - Napoli oggi', rielaborando classici partenopei in chiave rock. Nel 1971 torna a Sanremo con 'L’ultimo romantico', poi firma 'Amare di meno', sigla di 'Rischiatutto'. Nel 1973 vince Sanremo con 'Un grande amore e niente più' e pubblica 'Champagne', il brano che diventerà la sua canzone-simbolo nel mondo. Nel 1976 vince di nuovo Sanremo con 'Non lo faccio più'.
Negli anni successivi arrivano 'Incredibile voglia di te', 'Verdemela', 'Fiore di carta', 'Auguri', 'E mo’ e mo', 'Il sognatore'. Nel 1987 registra un album dal vivo alla Royal Albert Hall. Nel 1991 rappresenta l’Italia all’Eurovision con 'Comm’è ddoce ’o mare', arrivando settimo.
Nel 1995 torna a Sanremo con Gigi Proietti e Stefano Palatresi nel Trio Melody. Nel 1997 pubblica il suo primo CD singolo. Nel 2001 collabora con James Senese per 'Fase 3'. Nel 2005 partecipa per la quindicesima volta a Sanremo con 'La panchina' e viene insignito Commendatore della Repubblica da Carlo Azeglio Ciampi.
Nel 2007 esce 'Ad occhi chiusi… Napoli', poi 'Magnifique' (2011) e 'L’acchiappasogni' (2014). Nel 2008 festeggia i cinquant’anni di carriera con un concerto al Teatro Alfieri di Torino e pubblica il doppio DVD '50º'. Nel 2013 lancia una nuova versione di 'Champagne' con un videoclip a cartone animato. Nel 2015 partecipa al brano 'Fiumi di Champagne' di Gué Pequeno e al film 'Natale col boss'. Nel 2016 pubblica '…una musica infinita…'. Nel 2019 Rai 1 gli dedica una puntata speciale di Techetechete’. Nel 2019 esce il suo ultimo CD, 'Mister… Peppino di Capri'. Nel 2022 incide 'L’amore esiste'. Nel 2023 riceve il premio alla carriera 'Città di Sanremo'. Nel 2024 partecipa al docufilm '’O Festivàl'. Nel 2025 riceve le chiavi della città di Capri e Rai 1 trasmette il film biografico 'Champagne – Peppino di Capri'.
La sua vita privata è stata segnata da grandi amori e momenti difficili. Nel 1959 conobbe Roberta Stoppa, che sposò nel 1961. Sul finire degli anni Sessanta iniziò una relazione con Giuliana Gagliardi, studentessa di biologia. Nel 1970 nacque Igor, detto Nico, figlio concepito durante un breve ritorno con Roberta. Nel 1976 arrivò il divorzio e nel 1978 Peppino sposò Giuliana, con cui ebbe Edoardo e Dario. Giuliana è morta nel 2019 e nello stesso periodo le condizioni di salute del cantante hanno cominciato ad aggravarsi.

Categoria: cronaca
08:45
Wimbledon, oggi finale Sinner-Zverev: orario, precedenti e dove vederla in tv
(Adnkronos) - Jannik Sinner torna in finale a Wimbledon 2026. Oggi, domenica 12 luglio, il tennista azzurro sfida Alexander Zverev - in diretta tv e streaming - nell'ultimo atto dello Slam di Londra, a cui arrivava da campione in carica dopo il successo dello scorso anno contro Carlos Alcaraz, assente per infortunio. Sinner arriva alla sfida dopo aver superato Novak Djokovic in semifinale, battuto in tre set con un triplo 6-4, mentre Zverev ha sconfitto il padrone di casa Arthur Fery.
La finale tra Sinner e Zverev è in programma oggi, domenica 12 luglio, non prima delle ore 17. Quello di Londra sarà il quindicesimo confronto tra i due tennisti: l'azzurro è avanti 10-4 nei precedenti. L'ultimo successo del numero uno risale alla finale di Madrid 2026, dominata in due set con il punteggio di 6-1, 6-2.
Sinner-Zverev sarà visibile in diretta televisiva sui canali SkySport, ma anche in chiaro su Tv8. Il match si potrà seguire in streaming sull'app SkyGo, su NOW e su Tv8.it.

Categoria: sport
08:35
Iran chiude stretto Hormuz "fino a nuovo ordine". Raid Usa: "Colpiti 140 obiettivi". Sotto attacco Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Qatar
(Adnkronos) - L’Iran chiude di nuovo lo stretto di Hormuz “fino a nuovo ordine” e colpisce due navi. Gli Usa rispondono con una nuova, la terza, ondata di attacchi colpendo “circa 140 obiettivi militari”. Teheran reagisce lanciando missili e droni su Emirati, Qatar e Bahrein. Queste le ultime notizie sulla situazione di oggi domenica 12 luglio in Medio Oriente dove la tensione è altissima.
E' arrivato nella notte (ora italiana) l'annuncio della Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane - secondo quanto riportato da The Times of Israel, la chiusura dello Stretto di Hormuz fino a nuovo ordine. Una decisione che arriva dopo che è stato esploso un colpo di avvertimento contro un'imbarcazione che, secondo quanto riferito dai media di Stato, tentava di transitare lungo una rotta "non autorizzata".
L'imbarcazione è stata "colpita da raffiche di avvertimento e bloccata", hanno dichiarato le Guardie, come riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. "In seguito a questo incidente – e a causa dell'insicurezza derivante dalle interferenze illegali di attori stranieri – lo Stretto di Hormuz sarà chiuso fino a nuovo ordine e fino alla cessazione delle ingerenze americane nella regione; nessun transito di navi sarà consentito", hanno aggiunto.
Qualche ora dopo le Guardie iraniane affermano di aver colpito una seconda imbarcazione nello Stretto di Hormuz. "Una seconda imbarcazione, accusata di aver violato le norme nello Stretto di Hormuz, è stata colpita", hanno dichiarato i Guardiani in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato Irib, aggiungendo di aver attaccato anche una base statunitense in Qatar.
Le forze del Comando centrale degli Stati Uniti "hanno iniziato a lanciare il terzo ciclo di attacchi di questa settimana contro l'Iran, dopo che le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno attaccato palesemente la M/V GFS Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera cipriota che transitava nello Stretto di Hormuz", scrive su X il Centcom.
Più tardi fa sapere di aver colpito "circa 140 obiettivi militari iraniani utilizzando munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento, droni e navi da guerra". "Tra gli obiettivi - si legge in una dichiarazione - figuravano siti per missili e droni, asset navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera".
"L'Iran ha fatto una scelta sbagliata. Ora pagano". Lo scrive su X il capo del Pentagono Pete Hegseth.
Le autorità di Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Qatar segnalano quindi di essere sotto attacco. Il ministero della Difesa di Abu Dhabi, riporta The Times of Israel, riferisce che i sistemi di difesa aerea stanno intercettando missili e droni provenienti dall'Iran. Esplosioni sono state udite anche a Doha, la capitale del Qatar, secondo quanto riferito da giornalisti di Afp.
"Mantenete la parola" data o, in caso contrario, "pagherete" per non averla rispettata. Queste le parole rivolte agli Stati Uniti dal capo del Majlis, il Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, nel mezzo dell'ultima escalation tra Usa e Iran. "L'era degli accordi unilaterali è finita - ha scritto Ghalibaf in un post su X aggiungendo una foto con cui vuole mostrare il contenuto del punto cinque del memorandum d'intesa firmato a metà giugno - Ve lo abbiamo detto, mantenete la vostra parola o pagherete il prezzo. La realtà bussa alle porte".
Il passaggio del memorandum d'intesa in evidenza nel post di Ghalibaf afferma che l'Iran "adotterà le misure necessarie, facendo tutto il possibile, per garantire il transito sicuro e gratuito delle navi mercantili durante un periodo di 60 giorni dal Golfo Persico verso il Golfo di Oman e viceversa".

Categoria: internazionale/esteri
08:26
Tour de France, oggi nona tappa: orari, percorso e dove vederla in tv (in chiaro)
(Adnkronos) - Il Tour de France 2026 torna protagonista con la sua nona tappa. Oggi, domenica 12 luglio, i ciclisti scenderanno ancora in strada nella nuova edizione della Grande Boucle - in diretta tv e streaming, in chiaro - dove ad attenderli ci sarà una frazione da 185,5 chilometri che parte da Malemort e arriva a Ussel. Si tratta dell'ultima tappa prima del riposo di domani.
Il percorso che affronteranno i ciclisti non sarà omogeneo, con costanti sali scendi che culmineranno nel traguardo volante di Beynat, posto dopo 44,9 chilometri. La prima scalata sarà quella di Cote de Naves, 2,3 chilometri di salita al 7,4% di pendenza media, per poi affrontare quelle del Suc au May, 3,8 km al 7,7%, e del Cote de la Croix du Pey, 4,8 km al 6%. L'ultima salita sarà quella del Mont Bessou, dove i ciclisti affronteranno una scalata da 900 metri e 7,3% di pendenza media.
La partenza della nona tappa del Tour de France è prevista per le 13.35, con l'arrivo che è invece in programma intorno alle 17.47.
La Grande Boucle sarà trasmessa in diretta televisiva e in chiaro sui canali Rai, tra Rai 2 e RaiSport, ma anche sui canali Eurosport. Il Tour si potrà seguire anche in streaming su RaiPlay, HBO Max, Discovery+, Dazn, TIMvision e Prime Video Channels.

Categoria: sport
08:14
McGregor, il rientro nell’UFC dura pochi secondi: stop per infortunio
(Adnkronos) - Il rientro di Conor McGregor nella UFC dura pochi secondi. Il fighter 37enne, assente da 5 anni, torna nell’ottagono a Las Vegas per affrontare Max Holloway ma viene subito bloccato da un infortunio: match sospeso e annullato.
McGregor si lancia subito all’attacco con una serie di calci ma, come mostrano le immagini, poggia male la gamba destra. Il movimento provoca un infortunio che condiziona immediatamente l’atleta: McGregor non sta in piedi e deve appoggiarsi alla gabbia. Holloway si accorge subito della situazione: “Sospendete il match”.
L’attesissimo ritorno di McGregor evapora, il fighter lascia l’ottagono e diserta le interviste. Affida la sua amarezza a un post social: “Ho saltato e tirato calci per tutta la preparazione e anche nel backstage prima del match. È successo dal nulla, per me è il baratro: sono all’inferno”. Dana White, numero 1 della UFC, si sbilancia con una prima diagnosi: “Non sono un medico ma penso si tratti di un legamento crociato”.

Categoria: sport
07:40
MotoGp, oggi Gp Germania: orario, griglia di partenza e dove vederla in tv
(Adnkronos) - La MotoGp torna in pista al Sachsenring. Oggi, domenica 12 luglio, il Mondiale riparte con il Gran Premio di Germania - in diretta tv e streaming - dopo la gara Sprint di ieri dominata da Marc Marquez, che partirà dalla pole position anche nella gara lunga odierna. Dietro di lui Alex Marquez, secondo, e Fabio Di Giannantonio, terzo. Non ci sarà Marco Bezzecchi, caduto durante le qualifiche e costretto a dare forfait per infortunio. Una ghiotta occasione per Jorge Martin, che dopo il deludente sesto posto nella Sprint proverà ad allungare in testa alla classifica del Mondiale Piloti.
La griglia di partenza del Gp di Germania:
1 Marc Marquez (Ducati) 1'19"041
2 Alex Marquez (Ducati Gresini) 1'19"102 +0.061
3 Fabio Di Giannantonio (VR46) 1'19"188 +0.147
4 Raul Fernandez (KTM Tech 3) 1'19"192 +0.151
5 Ai Ogura (Aprilia Trackhouse) 1'19"348 +0.307
6 Fabio Quartararo (Yamaha) 1'19"383 +0.342
7 Franco Morbidelli (VR46) 1'19"532 +0.491
8 Marco Bezzecchi (Aprilia) 1'19"613 +0.572
9 Jorge Martin (Aprilia) 1'19"728 +0.687
10 Pedro Acosta (KTM) 1'19"740 +0.699
11 Francesco Bagnaia (Ducati) 1'19"753 +0.712
12 Jack Miller (Yamaha Pramac) 1'19"781 +0.740
Il Gran Premio di Germania di MotoGp sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. La gara si potrà seguire inoltre in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

Categoria: sport
05:36
Argentina, Messi litiga con l'arbitro: "Non mancarmi di rispetto"
(Adnkronos) - Lionel Messi litiga con l'arbitro durante Argentina-Svizzera. Oggi, domenica 12 luglio, l'Albiceleste ha sfidato la Nazionale elvetica nei quarti di finale dei Mondiali 2026, in una partita estremamente fisica e nervosa, piena di episodi arbitrali. Durante il corso del primo tempo il capitano dell'Argentina ha avuto un'accesa discussione con il direttore di gara, il portoghese Pinheiro.
Intorno alla metà del primo tempo, all'ennesima entrata dura ai suoi danni dei calciatori svizzeri, Messi si alza e va a colloquio con l'arbitro, che però non usa un tono che piace al fuoriclasse dell'Inter Miami. "Parlami correttamente, non mancarmi di rispetto", ha detto Messi al direttore di gara, secondo quanto ricostruito da Espn, "io ti sto parlando con rispetto".

Categoria: sport
04:42
Argentina-Svizzera, rigore non dato e rosso a Embolo: proteste ai Mondiali
(Adnkronos) - Proteste in Argentina-Svizzera. Oggi, domenica 12 luglio, l'Albiceleste ha sfidato la Nazionale elvetica nei quarti di finale dei Mondiali 2026, in una partita condizionata anche da alcuni episodi arbitrali. Nel corso del primo tempo infatti la squadra di Yakin ha chiesto un calcio di rigore per un contatto tra il Dibu Martinez ed Embolo, che ha rimediato un cartellino rosso per doppia ammonizione nella ripresa.
Il primo episodio arriva al 32'. Un disastro difensivo dell'Argentina permette a un giocatore della Svizzera di servire un assist perfetto per lo scatto di Embolo in area, che prende posizione sfruttando l'errore di Lisandro Martinez nella lettura e si ritrova solo davanti al Dibu Martinez. Il portiere argentino esce a valanga e respinge il pallone, travolgendo però l'avversario in uscita. La panchina di Yakin chiede il calcio di rigore, l'arbitro fa segno di proseguire e il Var tace.
Un episodio decisivo arriva nella ripresa, quando Embolo viene espulso per somma di ammonizioni. L'attaccante della Svizzera ha rimediato un cartellino giallo nel corso del primo tempo per un entrata dura su Paredes. Il mediano argentino controlla il pallone a centrocampo e lo passa a un compagno, venendo travolto dall'entrata in ritardo dell'attaccante svizzero. Embolo lo colpisce all'altezza del ginocchio e l'arbitro lo ammonisce.
La 'frittata' però Embolo la combina nella ripresa, quando si tuffa per far ammonire proprio Paredes, ingannando inzialmente il direttore di gara, e provocando le furiose proteste dell'Argentina, con Messi in testa. La decisione viene poi ribaltata dal Var, che interviene per punire la simulazione, chiaramente mostrata dalle immagini, consegnando a Embolo il secondo giallo e il conseguente cartellino rosso.

Categoria: sport
03:20
Inghilterra vince, ma Tuchel si arrabbia: "Dobbiamo giocare meglio". E Bellingham non apprezza
(Adnkronos) - Thomas Tuchel si infuria dopo la vittoria contro la Norvegia. L'Inghilterra ha battuto la Nazionale scandinava nei quarti di finale dei Mondiali 2026, raggiungendo così la semifinale del torneo, ma nonostante il successo il ct tedesco non è soddisfatto della prestazione della sua squadra.
Durante un'intervista post partita, Tuchel si è infuriato con un giornalista: "Come puoi chiedere della mentalità? Non si tratta di mentalità, si tratta della qualità del nostro gioco", ha detto l'ex tecnico del Chelsea, "ci siamo complicati la vita da soli".
"Il risultato è fantastico e l'ultimo gol è stato incredibile ma non sono contento della prestazione. Abbiamo giocato in modo sciatto, abbiamo fatto molti errori, oggi eravamo lenti", ha spiegato Tuchel, "siamo stati fortunati. Dobbiamo giocare meglio".
Le parole di Tuchel non sono piaciute a Bellingham, che ha mostrato il suo dispiacere nelle interviste post partite: "Sì, ok...", ha detto il centrocampista del Real Madrid, palesemente stizzito, "queste sono tutte partite toste, ringrazio e apprezzo il lavoro di tutti i giocatori in campo, che stanno mettendo grandi sforzi qui fuori".

Categoria: sport
02:16
Argentina-Svizzera 3-1: Albiceleste fatica, cala il tris e vola in semifinale
(Adnkronos) - L'Argentina vola in semifinale ai Mondiali 2026. Oggi, domenica 12 luglio, l'Albiceleste ha battuto, a fatica, la Svizzera per 3-1 ai tempi supplementari, dopo l'1-1 con cui si erano chiusi quelli regolamentari, nei quarti di finale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. A decidere la partita i gol di MacAllister al 10', di Ndoye al 67', di Alvarez al 112' e di Lautaro Martinez al 120'+2. Decisiva anche l'espulsione per doppia ammonizione di Embolo al 72'. In semifinale l'Argentina sfiderà l'Inghilterra, che ha battuto la Norvegia.
L'Argentina troverà in semifinale l'Inghilterra, che ha battuto 2-1 la Norvegia.

Categoria: sport
01:24
Norvegia-Inghilterra, mistero su gol Bellingham: pallone colpisce cavo telecamera?
(Adnkronos) - Proteste sul pareggio dell'Inghilterra durante il quarto di finale contro la Norvegia vinto 2-1 ai supplementari con la doppietta di Bellingham. Oggi la Nazionale dei Tre Leoni ha sfidato quella scandinava ai Mondiali 2026 per un posto in semifinale, in una partita che però sarebbe stata viziata da una clamorosa svista arbitrale. Sul rinvio del portiere norvegese Nyland infatti il pallone colpisce un cavo aereo di una telecamera e poi cade 'a piombo' sui piedi di un giocatore dell'Inghilterra: parte così l'azione che innesca Gordon e che si chiude con il primo gol di Bellingham per il provvisorio 1-1.
Succede tutto al secondo minuto di recupero del primo tempo. Il portiere della Norvegia rinvia altissimo, il pallone vola in aria e colpisce un cavo di una telecamera, cadendo sulla linea del centrocampo tra i piedi di un giocatore dell'Inghilterra. I bianchi ripartono, il pallone arriva a Bellingham che incrocia il sinistro e buca Nyland sul secondo palo.
La deviazione però non viene ravvisata né dall'arbitro né dal Var, mentre il portiere norvegese corre a lamentarsi indicando, come mostrato da immagini diventate rapidamente virali, proprio il cavo sospeso. Su X monta la protesta non solo dei tifosi scandinavi: "Il gol dell'Inghilterra è il risultato della palla che ha colpito il cavo della telecamera", scrive un utente, "il che è pazzesco perché i norvegesi lo stavano chiaramente indicando". "Nessun fischio, non è rivedibile?! Eppure come sappiamo, a volte le cose possono improvvisamente diventare rivedibili e reversibili...", ha scritto un altro, alludendo probabilmente al cartellino rosso sospeso a Folarin Balogun.
Il regolamento prevede che in caso di interferenza il gioco venga interrotto e riprenda con la palla scodellata dall'arbitro. La situazione specifica, però, è un unicum. L'arbitro Turpin evidentemente non ha notato nulla di anomalo e il Var apparentemente non è stato coinvolto. Una prima spiegazione dell'episodio arriva dalla Fifa. Come riportato dal Times, il massimo organo di governo del calcio mondiale avrebbe comunicato che il sensore presente sul pallone non avrebbe rilevato alcun contatto: "Hanno controllato i dati e non c'è alcun picco nel grafico dal sensore heartbeat della palla collegata". Se la deviazione c'è stata, in sostanza, per la Fifa è impercettibile e non confermata dalla tecnologia.

Categoria: sport
01:22
Iran chiude lo Stretto di Hormuz: "Non passa nessuna nave". Usa lanciano nuovi attacchi
(Adnkronos) - L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti lanciano nuovi attacchi su ordine di Donald Trump. Tensione altissima nelle prime ore di domenica 12 luglio: gli Usa accusano Teheran di aver colpito una nave cipriota.
Le Guardie rivoluzionarie, dopo "un colpo d'avvertimento" verso una nave che stava seguendo una rotta non autorizzata, annunciano la chiusura dello Stretto di Hormuz. Nel comunicato diffuso attraverso l'agenzia Tasnim, la marina dei pasdaran ha puntato il dito contro "l'interferenza esterna di potenze straniere" che si sarebbe manifestata attraverso i tentativi, compiuti da diverse navi, di attraversare lo Stretto secondo "rotte non autorizzate". "Data la precarietà causata da questa illegittima interferenza da parte di terzi, lo Stretto di Hormuz sarà chiuso fino a nuovo avviso e fino a quando non cesseranno le interferenze regionali da parte degli Stati Uniti", si legge nel comunicato. "Nessuna nave o imbarcazione militare sarà autorizzata a passare".
Nelle stesse ore, il Comando centrale degli Stati Uniti comunicano l'inizio del "terzo ciclo di attacchi di questa settimana contro l'Iran". Per Washington, i Pasdaran non si sono limitati ad un colpo di avvertimento: "Le Guardie della Rivoluzione Islamica hanno attaccato la M/V GFS Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera cipriota che transitava nello Stretto di Hormuz. Un membro dell'equipaggio civile è disperso e la nave non è in grado di proseguire il viaggio a causa di un incendio a bordo e danni significativi alla sala macchine". "All'Iran è stata fornita un'altra opportunità per dimostrare il rispetto del Memorandum d'Intesa", afferma il Centcom, evidenziando che il paese, "dopo essere stato ritenuto responsabile per attacchi precedenti contro navi commerciali, ha nuovamente fallito".
Per questo, "in risposta gli Stati Uniti stanno imponendo un costo elevato continuando a danneggiare la capacità dell'Iran di attaccare equipaggi civili e le navi commerciali che transitano nello stretto. Gli attacchi vengono condotti su indicazione del Comandante in Capo", il presidente Trump. Esplosioni sono state segnalate nelle città di Bushehr e Asaluyeh, secondo l'emittente Press TV.

Categoria: internazionale/esteri
00:11
Iran, Mojtaba Khamenei invoca vendetta. Anche Meloni nella lista nera del giornale di Teheran
(Adnkronos) - All'indomani della fine dei funerali del padre, Mojtaba Khamenei torna a parlare all'Iran invocando vendetta in un messaggio diretto alla Repubblica islamica e contro i suoi nemici. E stavolta le parole della nuova Guida Suprema non sono dirette solo a Usa e Israele, a Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Sono indirizzate anche ad altri Paesi e ai rispettivi leader, "di cui esiste un elenco completo dall'inizio alla fine". Tra loro - almeno stando alle parole del quotidiano Hamshahri di proprietà del comune di Teheran - c'è anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Accanto alla gratitudine espressa nei confronti delle "decine di milioni" di persone che hanno partecipato alle cerimonie in Iran e Iraq per l'ultimo saluto ad Ali Khamenei, la nuova Guida Suprema promette così di "vendicare il sangue innocente" del padre, ucciso a fine febbraio nei primi giorni di raid di Usa e Israele contro la Repubblica islamica.
"La vendetta è il volere della nostra Nazione", afferma il leader supremo nel primo messaggio dalla conclusione delle cerimonie andate avanti per sei giorni. "La vendetta è ciò che chiede la nostra Nazione e deve assolutamente avere luogo", afferma ancora Mojtaba Khamenei, che parla di "vendetta" per il "sangue puro" del padre e "di tutti i martiri di queste due guerre".
Quindi l'attacco ai leader 'complici', secondo la Guida Suprema, dell'omicidio del suo predecessore: "Questi criminali, di cui esiste un elenco completo dall'inizio alla fine, porteranno con loro nella tomba il desiderio di una morte tranquilla. Devono sapere - la minaccia - che questo non dipende dalla mia esistenza o da quella di altri funzionari".
A poche ore dal messaggio del leader supremo, ecco quindi arrivare una 'lista nera' con i nomi e i volti dei leader nel mirino, pubblicata online dal quotidiano iraniano Hamshahri. Il giornale, di proprietà del comune di Teheran, è tra i più diffusi del Paese. E nell'"elenco di coloro che dovranno attendere la vendetta della nazione iraniana" c'è anche la foto della premier Giorgia Meloni.
L'immagine pubblicata dal quotidiano di Teheran raffigura una serie di leader mondiali in divisa arancione da detenuto, con in testa il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente statunitense Donald Trump, entrambi con un mirino disegnato sulla testa. Lo stesso quotidiano richiama, a corredo dell'immagine, le parole pronunciate dal leader iraniano sulla vendetta per il padre, sia quelle sul "volere della nazione".
L'immagine, pubblicata con il titolo "La vendetta è inevitabile", ritrae anche il ministro della Difesa israeliano Israel Katz e il segretario statunitense alla Difesa Pete Hegseth, oltre al segretario agli Esteri Usa Marco Rubio e al comandante del Comando centrale (Centcom) Usa Brad Cooper. Figurano anche Mike Huckabee, ambasciatore statunitense in Israele, e altri due israeliani: il Capo di Stato maggiore dell'esercito Eyal Zamir e il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar. Chiudono la lista il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer. "I criminali si porteranno nella tomba il desiderio di una morte tranquilla", recita il sottotitolo con citazione dell'ultimo messaggio di Khamenei.

Categoria: internazionale/esteri
00:08
Donna più multitasking dell'uomo? La scienza smonta lo stereotipo: c'è una sola differenza
(Adnkronos) - Lei al mattino fa colazione e risponde alle e-mail di lavoro mentre dà istruzioni ai figli sugli impegni della giornata; all'ora di pranzo paga le bollette in pochi clic mentre consuma il suo pasto. Un occhio ai registri scolastici elettronici e di nuovo in riunione. Arriva la sera e, dopo aver recuperato i figli ai corsi pomeridiani e cenato, mentre cucina per il pranzo dell'indomani racconta una fiaba al piccolo di casa e finisce di scorrere le chat della scuola, pianificando già nella sua mente il calendario del giorno dopo. E' una quotidianità fitta di impegni quella delle donne, che devono dividersi fra più ruoli: madre, lavoratrice che si prende cura della propria carriera, caregiver degli anziani di casa, cittadina attenta ai suoi doveri, partner. Complici le continue sovrapposizioni di piani, un moderno stereotipo le dipinge decisamente più 'multitasking' dell'uomo. Ma è così? Lei è davvero più brava di lui a fare più cose contemporaneamente?
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista 'Psychological Research' smonta il mito secondo cui esiste uno squilibrio fra uomo e donna nella capacità di gestire più compiti allo stesso tempo. Gli autori dimostrano infatti che non esistono differenze generali tra i sessi al riguardo, eccetto un dettaglio. Su un punto lei ha una marcia in più: durante il multitasking può anche sostenere un dialogo, mentre gli uomini quando sono impegnati su fronti diversi tendono a ignorare più frequentemente le conversazioni.
La ricerca firmata da esperti britannici ha simulato le prestazioni di multitasking nella vita reale per valutare potenziali discrepanze maschio-femmina. Nel coordinare compiti diversi, gli uomini hanno ignorato il compito di conversazione più del doppio delle volte rispetto alle donne, mentre hanno mostrato prestazioni simili in tutti gli altri. Il multitasking, definito come la capacità di svolgere più compiti contemporaneamente o di passare con rapidità da uno all'altro, è diventato una caratteristica centrale della vita moderna, manifestandosi in contesti come la guida, il lavoro, le attività domestiche e persino il tempo libero. Nonostante il diffuso stereotipo sulla superiorità delle donne nel praticarlo, la ricerca ha mostrato in verità soltanto differenze di genere minime e incoerenti, mettendo in discussione l'esistenza di un significativo divario in questo ambito.
Con il supporto della Bial Foundation, i ricercatori André e Diana Szameitat (rispettivamente della Brunel University di Londra e della City St George's, University of London) hanno indagato sia per chiarire se esistano veramente delle differenze di genere nel multitasking e sia per esplorare possibili spiegazioni sull'origine di questo stereotipo. Nell'articolo - intitolato 'Gli uomini parlano meno delle donne durante il multitasking' - spiegano di aver sviluppato un complesso paradigma composto da 5 compiti progettati per simulare scenari di vita reale, che riproduce le richieste quotidiane in modo più fedele rispetto alla maggior parte degli studi precedenti.
Nel primo test, 41 uomini e 37 donne hanno svolto cinque compiti diversi: seguire una ricetta in cucina; cercare un numero di telefono; abbinare numeri e lettere; monitorare le parole in una presentazione; e rispondere a una domanda (ad esempio, "Preferiresti perdere tutti i tuoi soldi e oggetti di valore o tutte le foto che hai scattato, e perché?") ogni 20 secondi. Per verificare se questa differenza di genere fosse percepibile dagli altri, 160 osservatori, ignari di qualsiasi informazione preliminare, hanno guardato i video dei partecipanti e ne hanno valutato la prestazione. Nei diversi compiti, uomini e donne hanno mostrato prestazioni simili, ad eccezione del compito di conversazione, che gli uomini hanno ignorato più del doppio delle volte rispetto alle donne. Quando però eseguivano il compito della conversazione, va detto che la qualità e la velocità delle risposte non differivano da quelle delle donne.
Una possibile spiegazione suggerita dagli autori per la differente capacità di dialogo durante il multitasking è che le donne, in media, potrebbero impegnarsi maggiormente in comportamenti comunicativi in contesti sociali. Tuttavia, questa ipotesi non è stata testata direttamente nello studio e dovrebbe essere interpretata con cautela, avvertono. I risultati sono in linea con le teorie evoluzionistiche che propongono una maggiore propensione al comportamento conversazionale tra le donne. Per quanto riguarda la percezione degli altri al riguardo, nello studio si è indagato sull'aspetto facendo guardare a degli osservatori le prestazioni dei partecipanti. E questi hanno valutato gli uomini impegnati in più attività come meno in controllo del compito, con prestazioni peggiori, meno inclini allo sforzo, meno attenti, meno felici e meno gratificati rispetto alle donne impegnate in più attività.
Lo studio dimostra dunque che non esistono differenze generali tra uomini e donne nella capacità di svolgere più attività contemporaneamente, bensì una differenza specifica sul fronte delle conversazioni. Ha inoltre evidenziato come questa differenza influenzi il modo in cui le persone vengono valutate dagli altri, portando potenzialmente alla percezione di una prestazione inferiore da parte del maschio. Ciò contribuisce a spiegare perché si sia diffusa e persista l'idea della super donna multitasking. "Nel complesso, i nostri dati confermano che non ci sono differenze sostanziali tra i sessi nei compiti cognitivi visuo-manuali, ma che esistono differenze significative tra i sessi nella capacità di sostenere una conversazione mentre si svolgono più attività contemporaneamente", commenta André Szameitat. "Questa è un'abilità molto importante nella vita di tutti i giorni e quindi - conclude - potrebbe spiegare lo sviluppo del diffuso stereotipo pubblico secondo cui le donne sono più brave degli uomini nel multitasking".

Categoria: salute
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Marilyn Manson, oltre lo shock una nuova 'Golden Age'
(Adnkronos) - Non sono bastate le polemiche a fermare Marilyn Manson. D’altra parte, divieti e controversie lo hanno sempre accompagnato in tutta la sua carriera. Così, mentre fuori dal palco si discute di conventi, ricorsi al Tar e “ordini dall’alto”, l’attenzione torna dove il ‘Reverendo’, come lo chiamano affettuosamente i suoi fan, ha sempre saputo imporsi: la musica. E quella di Ferrara arriva nel momento più significativo della sua seconda vita artistica. Il concerto del Ferrara Summer Festival, il primo di tre estivi che includono Bari il 13 luglio e Roma (sold out) il 14, rappresenta la prima occasione italiana per ascoltare dal vivo ‘Exit Wound’, il nuovo singolo pubblicato qualche settimana fa e primo estratto da ‘One Assassination Under God – Chapter 2’, in uscita il 14 agosto per Nuclear Blast Records. Un disco che raccoglie l’eredità del primo capitolo pubblicato nel 2024 e conferma la ritrovata sintonia creativa tra Manson e il produttore Tyler Bates, tra gli artefici della sua rinascita artistica.
Ad aprire la serata sono gli australiani The Vowws, con un set dalle atmosfere darkwave che prepara il terreno al protagonista della serata. Come pochi artisti della sua generazione, Marilyn Manson è riuscito a ricomporre i pezzi della propria vita, trasformando le macerie in verve creativa. Il nuovo album, così come lo spettacolo portato in tour, sembrano nascere proprio da questa consapevolezza: Brian Warner, 57 anni, appare finalmente disposto a lasciare intravedere l’uomo dietro l’artista, senza più affidarsi alla maschera che per oltre trent’anni ne ha alimentato il personaggio. Sul palco questa trasformazione è evidente. Prima del suo ingresso, sulle note di Bela Lugosi’s Dead dei Bauhaus, l’atmosfera è già elettrica. Nonostante una giornata di caldo tropicale e l’allerta meteo, i fan non si lasciano scoraggiare e arrivano preparati, impermeabile nello zainetto. Un’attesa che sembra trovare conferma pochi minuti dopo la fine del concerto, quando su Ferrara si abbatte un violento temporale estivo.
Un look total black e pochissimi elementi scenici fanno da cornice al ritorno del Reverendo. Sono lontani i tempi delle Bibbie strappate, delle croci rovesciate e delle provocazioni costruite per scioccare. La scaletta guarda quasi esclusivamente all’età dell’oro della sua carriera, da 'Antichrist Superstar' (1996) a 'The Golden Age of Grotesque' (2003), passando per 'Holy Wood' (2000) e 'Mechanical Animals' (1998), affiancando ai grandi classici i nuovi brani di 'One Assassination Under God'. Oggi è talmente presente dal punto di vista fisico e interpretativo da non avere più bisogno di rifugiarsi dietro effetti shock, costumi o provocazioni. A colpire è anche un aspetto meno consueto: durante tutto il concerto interagisce con il pubblico molto più del solito, rivolgendosi più volte ai fan tra un brano e l’altro. Il cambiamento è evidente. Chi ha assistito ai concerti del 2025 a Milano e Bergamo ha ritrovato un Marilyn Manson diverso da quello degli anni più turbolenti. Cinque anni di sobrietà rivendicati pubblicamente, una forma fisica ritrovata, una voce sorprendentemente vicina ai fasti di Holy Wood e una scelta estetica quasi minimale. Oggi l’impressione è che il centro dello spettacolo sia tornata a essere la musica.
Il tour estivo che approda in Italia segna anche l’inizio di una nuova fase della formazione che accompagna la rockstar dal vivo, con una line-up in parte rinnovata. L’uscita di scena del chitarrista e produttore Tyler Bates, impegnato in altri progetti ma ancora coinvolto nella realizzazione del prossimo album, ha portato al ritorno di un volto storico come Tim Skold. L’ex Kmfdm è rientrato nella band occupandosi del basso, mentre Piggy D è passato alla chitarra. Confermato dietro la batteria Gil Sharone, mentre l’assenza di Reba Meyers (Code Orange), impegnata con altri tour, è stata colmata dall’ingresso del chitarrista Nick Annis. Le novità non riguardano soltanto la formazione. La data di Ferrara riserva alcune sorprese anche nella scaletta.
Oltre al debutto di 'Exit Wound', Manson riporta dal vivo 'Dried Up, Tied and Dead to the World', eseguita per la prima volta dal 2018, oltre alle chicche 'The Nobodies', la cover di 'Personal Jesus' dei Depeche Mode e 'If I Was Your Vampire', tra i pezzi meno eseguiti dal vivo, che chiude il set. Introducendo ‘The Nobodies’, nata dopo il massacro della Columbine High School, Manson ricorda le polemiche che lo coinvolsero: "L’ho scritta la prima volta che hanno provato a distruggermi". A distanza di quasi 30 anni, il suo nome continua a provocare reazioni contrastanti. A Ferrara, quella che sembrava una semplice soluzione logistica si è trasformata in un caso nazionale. Il backstage del Ferrara Summer Festival avrebbe dovuto trovare spazio, come già accaduto in passato, nel convento delle suore di San Vincenzo. Dopo giorni di polemiche, però, il sindaco Alan Fabbri ha annunciato il dietrofront: le religiose non avrebbero più accolto Marilyn Manson. "Purtroppo, le suore hanno comunicato di aver ricevuto ordini dall’alto", ha spiegato il primo cittadino, lasciando intendere una decisione maturata in ambito ecclesiastico e destinata, a suo dire, a riguardare non soltanto il concerto del rocker americano ma l’intero festival.
Come se non bastasse, a due giorni dallo show è arrivata anche la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna sul Ferrara Summer Festival. Accogliendo in sede cautelare il ricorso presentato da alcuni residenti di piazza Ariostea, il tribunale amministrativo ha imposto la rimodulazione degli orari degli spettacoli e nuove limitazioni acustiche. Una decisione che ha riacceso le polemiche attorno al festival, senza però mettere in discussione lo svolgimento del concerto: l’ipotesi di un rinvio è rimasta soltanto sullo sfondo, con buona pace di chi sperava in uno stop dell’evento. D'altronde, la rockstar ha costruito la propria carriera smontando simboli, linguaggi e rituali della cultura americana e cristiana. L’immagine di 'Antichrist Superstar', l’album che nel 1996 lo consacrò come una delle figure più divisive della musica contemporanea, ha finito per identificare una stagione intera della sua carriera.
Eppure quel Marilyn Manson sembra appartenere a un’altra epoca. Oggi l’artista appare molto più concentrato sul proprio repertorio che sulla provocazione fine a sé stessa. Lo dimostrano i concerti degli ultimi anni, la ritrovata forma fisica e una presenza scenica lontana dagli eccessi degli anni Novanta e Duemila. Anche fuori dai riflettori, l’immagine è cambiata: accanto a lui c’è stabilmente la moglie Lindsay Elizabeth Warner, figura che lo accompagna ormai da anni in questa fase di rinascita, mentre negli ultimi mesi è tornato a frequentare anche il mondo della moda, sfilando a Parigi per Enfants Riches Déprimés.
È difficile sostenere che Marilyn Manson faccia ancora paura come un tempo. Tra il 2000 e il 2012 ogni suo passaggio in Italia diventava un caso politico, accompagnato da proteste, prese di posizione e tentativi di fermare gli spettacoli. Adesso il clima è ben diverso. I sold out italiani, compresa la data di Roma di martedì prossimo, sono la conferma che il pubblico non ha smesso di seguirlo e che l’interesse si è progressivamente spostato dalla provocazione alla musica. Vent’anni fa celebrava la sua 'Golden Age of Grotesque'. Oggi, senza bisogno di scioccare nessuno, Marilyn Manson sembra aver trovato qualcosa di ancora più difficile: una nuova età dell’oro fondata sulla credibilità ritrovata e sulla potenza delle proprie canzoni. (di Federica Mochi)

Categoria: spettacoli
10:14
Marco Follini: "Un racconto all'House of Card per salvare l'interesse per la politica"
(Adnkronos) - "C’è una serie televisiva che in questi giorni va per la maggiore. Si intitola 'The american experiment' e racconta a un dipresso la nascita degli Stati Uniti e il percorso che li condusse, un passo dopo l’altro, alla redazione della loro Costituzione e dei relativi emendamenti successivi. E’ una storia avvincente per chi ama la politica. Ma anche una storia istruttiva. Dà il senso di un percorso tutt’altro che lineare, attraversato da molti conflitti, eppure giunto infine a un esito che pare avere in sé un suo senso compiuto. E’ la descrizione di un sistema politico 'inventato' che di lì in poi sarebbe andato incontro a vicissitudini drammatiche ma che non avrebbe mai archiviato il valore di quella fatica iniziale e anche di quelle dispute.
La serie americana dovrebbe forse aiutarci a trovare una chiave migliore per raccontare la storia politica italiana. Rendendola per quanto possibile meno divisiva e forse anche meno celebrativa. Ma cercando di dare il maggior risalto al significato della fatica istituzionale che abbiamo alle spalle. Se ripercorriamo il tracciato della nostra assemblea costituente ci imbattiamo in alcuni passaggi cruciali che sarebbero degni della nostra migliore sceneggiatura. Quando, ad esempio, Togliatti rovesciò la posizione del partito comunista e a sorpresa decise di votare a favore dell’articolo 7, riconoscendo così i patti del Laterano. O quando i democristiani convinsero il loro collega La Pira a ritirare la sua proposta secondo cui la Costituzione veniva promulgata “in nome di Dio”. Narrazioni che potrebbero essere di alto impatto emotivo e mediatico e che invece per una sorta di pigrizia collettiva vengono lasciate incustodite nel recinto di pochi specialisti della materia.
Insomma, è quasi sempre la ritualità che prevale sulla fantasia narrativa. Come se noi riuscissimo a parlare di questi temi solo nelle due opposte chiavi della celebrazione ovvero della polemica. Quando invece dovrebbe essere proprio il loro tratto avventuroso, quasi nascosto nelle pieghe, la chiave migliore per cercare di rendere l’argomento più appassionante (e magari anche più significativo per le nuove generazioni).
Il fatto è che i nostri media, da tempo immemorabile fanno del loro meglio per girare alla larga da tutto quello che potrebbe rendere più avvincente il racconto della politica. I media del presente, ovviamente. Ma anche quelli del passato. Non c’è quasi mai un documentario, una fiction che raccontino e indaghino i nostri retroscena più profondi. E non c’è quasi mai una rievocazione che sappia mescolare con un briciolo di sapienza narrativa le luci e le ombre delle grandi figure e delle grandi controversie che militano alle nostre spalle.
Gli americani hanno prodotto House of Cards, ad esempio. I danesi hanno prodotto Borgen. Noi, niente di tutto questo. In compenso produciamo ogni sera al telegiornale o nei talk show una sfilza di dichiarazioni che sembrano fatte con lo stampino, tanto si assomigliano a quelle della sera prima e a quelle, immancabili, del giorno dopo. Questa disparità colpisce soprattutto per il fatto che noi in realtà siamo un paese iperpoliticizzato. Cosa della quale ci lamentiamo come è d’obbligo. Senza capire che questo eccesso di produzione di fatica politica -produzione di addetti ai lavori, di saggi anche ben scritti, di umori popolari diffusi, di piazze affollate, di sentimenti importanti- evapora quando poi si accende la televisione.
Ora, i nuovi media potrebbero rendere a questo punto meno improba la fatica di scavare nella profondità del nostro racconto pubblico. E può darsi che queste novità tecnologiche prima o poi ci avvicineranno a risultati meno deludenti di quelli raccolti fin qui. Resta il fatto che noi, il paese che siamo, abbiamo un gran bisogno di fare pace con la politica. Sfrondandola da certe sue quotidianità. E cercando piuttosto di mettere meglio a fuoco il senso di quello che ci è capitato. Impresa che richiederebbe acume, ironia, fantasia, profondità. Tutte doti che non sarebbero poi troppo al di là della portata di tutti noi". (di Marco Follini)

Categoria: politica
10:01
Caso Adinolfi, la compagna di partito: "Ci fidavamo di lui, ora spero dica la verità"
(Adnkronos) - “Io continuo a sperare per l’amico Mario Adinolfi che dica la verità”. Parola di Cristina Zaccanti, ex insegnante e dirigente del ‘Popolo della Famiglia’ in cui ha iniziato a militare dal 2016 per poi diventare coordinatrice regionale in Piemonte e membro del consiglio nazionale. Lei stessa ha denunciato Adinolfi, assistita dall'avvocato Giorgio Dipietromaria. “Sono in pensione, molto sensibile in particolare al tema del gender e alla sua diffusione nella scuola e mi sono trovata ad accogliere questo impegno come una missione. Mi andava molto bene investire il mio tempo e quello della mia famiglia – che mi hanno visto sempre più impegnata - per una giusta causa e ritenevo talmente degno di fiducia il nostro presidente Mario Adinolfi che lo facevo con dedizione, gioia e convinzione. Poi certi nodi hanno cominciato ad arrivare al pettine”, racconta all’Adnkronos dopo la notizia dell’indagine della Guardia di Finanza su un presunto sistema di gruppi di scommessa che ha portato all’ordinanza con la quale il gip ha disposto per il giornalista e leader del Popolo della Famiglia gli arresti domiciliari. “Una vicenda surreale”, si è difeso Adinolfi che si è dichiarato “totalmente innocente" sostenendo: "Sì, gioco da decenni e come tutti i giocatori lo faccio spesso collettivamente ma senza sollecitare mai nessuno, in molti con me giocando hanno guadagnato e sì c’è qualcuno che ha perso: sono scommesse e il codice le definisce ‘obbligazioni naturali non ripetibili’, il gioco funziona così. Di certo non mi sono mai arricchito sulla pelle degli altri”.
Zaccanti che effetto le ha fatto la notizia degli arresti domiciliari?
"Da un lato la mia reazione è stata, se vogliamo, di preoccupazione materna. Dall'altro mi sono sentita sollevata perché, parafrasando Manzoni, potrei dire 'La c'è la giustizia'. Non m'aspettavo che la giustizia italiana effettivamente si muovesse con tanta tempestività. Ne approfitto, anzi, per ringraziare il pubblico ministero di Roma, Arcuri, che ha così bene inquadrato il personaggio e la situazione. So peraltro che la nostra denuncia inoltrata dal gruppo di pidieffini piemontesi, predisposta dall'avvocato Giorgio Dipietromaria, è stata affidata al procuratore Pollidori. Siamo certi che anche questo magistrato gestirà al più presto e con altrettanta competenza la nostra situazione che corrobora i capi d'accusa già enunciati”.
Lei conosceva questo presunto sistema della scommessa collettiva?
"Io ho saputo come tutti gli altri via Facebook e poi con il passaparola che c'era questa opportunità. Un investimento presentato come assolutamente legale, con le tasse pagate all'origine, un sistema sicuro, trasparente e a capitale garantito".
Perché ha iniziato ad avere perplessità?
"Nel mio ruolo di coordinatore, ho iniziato ad essere contattata da persone che mi dicevano che avevano aderito alla scommessa, ma Adinolfi non stava restituendo la somma. Io stessa gli avevo affidato meno di 10mila euro, e a onor del vero Adinolfi me l'ha anche restituita, non tutta ma parzialmente, quindi avevo motivo di incoraggiare gli altri ad avere fiducia".
E alle critiche di ingenuità che alcuni muovono come risponde?
“Alle persone che adesso dicono che siamo dei cretini perché ci siamo fidati e le scommesse si perdono, rispondo che non puntavamo alla scommessa tanto più che Adinolfi garantiva che in caso di perdita, il rischio se lo sarebbe assunta totalmente lui. Se, comunque, Adinolfi ci avesse detto che aveva perso i soldi e di dargli tempo, noi avremmo capito. Credevamo che meritasse la nostra fiducia e quindi anche il nostro aiuto proprio come si fa in famiglia".
Poi cosa è successo?
"Altri mi mettevano i dubbi, mi dicevano 'ma è possibile che Mario non restituisca?’. E io, siccome la scommessa collettiva si concludeva a dicembre del 2025, pensavo che non fosse facile per lui poter disinvestire fino a quella data".
Quindi?
"Abbiamo provato come consiglio nazionale ad avere un confronto personale per sapere cosa dovevamo rispondere alle persone che ci chiedevano cosa ci fosse di vero su questa situazione. E lui, anziché accettare questo confronto, ci ha attaccato dicendo che volevamo sottrargli il controllo del Popolo della Famiglia e metterlo in cattiva luce creando delle spaccature. Scoppiata la vicenda a ‘Le Iene’, ancora di più la sua reazione è stata purtroppo di chiusura".
Lei come ha reagito?
"A gennaio ci sarebbero state le prime scadenze (del sistema di scommessa ndr) ma Adinolfi ha iniziato a tergiversare".
Poi?
"A febbraio ho deciso di prendere le distanze. Ad aprile con il responsabile di Torino abbiamo scritto un comunicato-appello in cui non assumevamo sicuramente il tono di chi lo accusava, ma gli chiedevamo come pensava di mantenere le promesse. La sua reazione è stata espellermi dalla chat nazionale, ma non dai miei ruoli. Successivamente ho capito che, a quel punto, bisognava denunciare e ho saputo che già altri si erano mossi a Roma".
Il caso fu sollevato dalla trasmissione ‘Le Iene’, a una delle puntate del programma lei stessa partecipò. Ad aprile scorso lo stesso Adinolfi annunciò di aver querelato alcune persone, tra le quali lei, oltre alla trasmissione televisiva per i loro servizi puntando il dito contro la “serialità delle diffamazioni attuate sistematicamente dal 2016”.
"Ha detto di averlo fatto. Io non ho nulla di cui temere".
Dopo la notizia dell’inchiesta della procura di Roma, cosa si augura?
"Io continuo a sperare per l’amico Mario Adinolfi che dica la verità. Confido che restituisca, se non gli interessi, almeno il capitale perché lo aveva garantito". (di Sara Di Sciullo)

Categoria: cronaca
09:37
Omicidio ex deputata pro Brexit Ann Widdecombe, fermato un 28enne
(Adnkronos) - Un uomo di 28 anni, cittadino britannico, è stato fermato in relazione alla morte di Ann Widdecombe, ex deputata dei Tories, poi passata a Reform Uk. E' stato arrestato nel South Yorkshire, ha reso noto la Polizia, come riporta la Bbc.
Widdecombe, 78 anni, è stata trovata morta giovedì nella sua abitazione, con il corpo martoriato di ferite. L'uomo fermato è stato arrestato a circa 430 chilometri dalla proprietà di Widdecombe.
Eletta ai Comuni la prima volta nel 1987, in piena era Thatcher, Widdecombe è rimasta una deputata Tories, orientata a un programma ultra conservatore, soprattutto, sui temi sociali, fino al 2010, avendo anche incarichi come sottosegretaria. Dopo aver lasciato il Parlamento, ha anche avuto delle esperienze televisive, con la partecipazione a reality show, ma con il referendum per la Brexit è tornata in prima linea come una delle voci più prominenti per il Leave. Tra il 2019 e il 2020 è stata europarlamentare per il Brexit Party di Farage, e ora era membro di Reform Uk, di cui era portavoce per l'immigrazione e la giustizia.

Categoria: internazionale/esteri
09:31
Sinner in finale a Wimbledon, come cambia ranking e quanto guadagna se vince
(Adnkronos) - Jannik Sinner ha raggiunto la finale di Wimbledon 2026, dove oggi, domenica 12 luglio, sfiderà Alexander Zverev per il secondo titolo consecutivo sull'erba di Londra, dopo quello vinto lo scorso anno battendo Carlos Alcaraz, assente per infortunio. Una partita importante non solo perché potrebbe valere il primo titolo Slam della stagione per l'azzurro, ma anche per allungare al primo posto del ranking Atp proprio sul tedesco, che ha superato Alcaraz al secondo posto della classifica generale.
Sinner inoltre, in caso di vittoria, intascherebbe la fetta maggiore del ricco montepremi messo in palio a Londra. Ma come cambia il ranking e quanto potrebbe guadagnare Sinner in caso di vittoria?
Sinner è certo di conservare la vetta del ranking Atp anche in caso di sconfitta in finale, visto che ciò che può cambiare è solo il margine sul secondo. Al momento, l'azzurro è a 12.750 punti e vincendo il titolo potrebbe salire a quota 13.450. Dopo il successo in semifinale contro Fery, Zverev, come detto, ha superato Alcaraz (fermo per un problema al polso) portandosi a 8.480 punti. E con un successo domenica potrebbe arrivare a 9.180 punti: il possibile nuovo distacco di Sinner sul secondo oscilla quindi tra 3.070 e 4.970 punti.
Fin qui, Sinner ha già guadagnato 3,4 milioni di euro a Wimbledon. In caso di successo in finale, l'azzurro arriverà a toccare i 4,8 milioni. Nella stagione in corso, Sinner ha incassato 6,8 milioni di dollari in premi. In carriera, il 'bottino' complessivo ammonta a 64,8 milioni.

Categoria: sport
09:30
Morto il senatore Usa repubblicano Lindsey Graham, era un grande alleato di Trump. Il tycoon: "Persona strordinaria"
(Adnkronos) - E' morto il senatore repubblicano Lindsey Graham, grande alleato di Donald Trump. Dall'ufficio del senatore del South Carolina è stata diffusa una breve dichiarazione: Graham, 71 anni, è deceduto nella notte di sabato dopo una "breve e improvvisa malattia".
Secondo quanto riferisce di Nbc News, i servizi d'emergenza hanno ricevuto nella notte di sabato una chiamata per una richiesta di intervento nella residenza di Graham per un "arresto cardiaco". Immagini visionate da Nbc News mostrano i paramedici mentre trasportano una persona in barella verso un'ambulanza. Sul posto, stando alle notizie, c'erano anche auto della Polizia e mezzi dei Vigili del Fuoco.
"E' morto il senatore Lindsey Graham, una delle persone e dei senatori più straordinari che abbia mai conosciuto - ha scritto in un post su X il presidente degli Stati Uniti - Era sempre al lavoro ed era un vero patriota americano. Lindsey mancherà moltissimo". Nel messaggio il tycoon aggiunge: "Seguiranno dettagli e organizzazione. Che tristezza!".
Tra i primi a ricordare il senatore repubblicano Lindsey Graham ci sono il presidente israeliano Isaac Herzog, il ministro della Difesa di Israele Israel Katz e il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. "Sconvolto e addolorato" per la sua "scomparsa improvvisa" si dice Herzog in un post su X, ricordando Graham come "grande amico di Israele" e suo "caro amico", un "vero leader della partnership tra Stati Uniti e Israele". "Non dimenticheremo mai come si sia schierato al fianco del popolo di Israele nei nostri momenti più difficili e saremo eternamente grati per il suo senso di giustizia, verità e lealtà - aggiunge - Il popolo di Israele piange la sua perdita, e io sentirò terribilmente la mancanza del mio grande amico".
"Profondamente addolorato" il ministro israeliano della Difesa, che ricorda Graham come "vero amico dello Stato di Israele e uno dei suoi sostenitori più forti e fedeli", un "leader eccezionale". "Negli anni il senatore Graham si è schierato al fianco di Israele nei momenti più difficili, ha lavorato instancabilmente per rafforzare l'alleanza strategica tra Israele e Stati Uniti e ha rappresentato una voce ferma e incondizionata a sostegno della sicurezza di Israele e del suo diritto a difendersi", scrive Katz, sottolineando come dopo "il massacro del 7 ottobre" 2023 Graham si sia "recato in Israele più volte", testimonianza di "un'eccezionale dimostrazione di solidarietà e amicizia incrollabile".
"Israele ha perso uno dei suoi più grandi amici", scrive su X anche il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, che evidenzia il "sostegno incrollabile" di Graham, "il coraggio", l' "impegno saldo per la sicurezza di Israele".
Arriva poi anche il ricordo del premier israeliano, Benjamin Netanyahu. "Israele ha perso uno dei suoi più grandi amici. L'America ha perso un grande patriota. Io ho perso un amico amato", scrive su X che rievoca un recente incontro e le parole di apprezzamento per il senatore. "Lindsey capiva che la sicurezza di Israele e dell'America sono inscindibili. Ha dedicato la sua vita a difendere l'America, a rafforzare la nostra alleanza e a difendere il mondo libero", rimarca il premier israeliano.

Categoria: internazionale/esteri
08:56
Addio a Peppino di Capri, oggi l'ultimo saluto alla voce di 'Champagne': i funerali sull'isola
(Adnkronos) - Si terranno oggi, domenica 12 luglio, i funerali di Peppino di Capri, alle 17, nella chiesa di Santo Stefano a due passi dalla celebre piazzetta dell'isola.
Peppino di Capri è morto ieri dopo una lunga malattia . Avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 27 luglio. Il cantante è scomparso nella sua amata isola, a villa Castiglione. Lascia il figlio Nico, avuto con la prima moglie, ed Edoardo e Daria, avuti con Giuliana Gagliardi.
Per l'occasione è stato proclamato il lutto cittadino. "Oggi l’isola, con la scomparsa di Peppino di Capri, perde uno dei suoi figli più illustri e amati. Una perdita immensa non solo per Capri, ma per l’intero panorama della musica italiana. L’isola, con la quale non aveva mai perso i rapporti, è stata la sua casa, la sua ispirazione e il luogo al quale è rimasto profondamente legato per tutta la vita. Le sue canzoni, la sua eleganza e il suo talento hanno fatto conoscere nel mondo il nome di Capri, di cui era diventato ambasciatore della sua identità, della sua cultura e della sua anima più autentica". Così in una nota, pubblicata ieri nel giorno della scomparsa, la città di Capri.
Nell’interpretare il sentimento unanime di cordoglio e di riconoscenza della cittadinanza, rendendo il dovuto omaggio alla memoria del Maestro Peppino di Capri il sindaco Paolo Falco, con propria ordinanza, ha disposto la proclamazione del lutto cittadino nella giornata di oggi, in concomitanza con le esequie. I cittadini, le associazioni, gli enti, gli esercizi commerciali e le attività produttive sono state invitate a partecipare al lutto cittadino nelle forme ritenute più consone, quale testimonianza del comune sentimento di riconoscenza e di affetto verso il Maestro.
Interprete della grande musica italiana e pianista raffinato, con Peppino di Capri se ne va un pezzo di storia della canzone, un artista che ha attraversato ottant’anni di musica italiana e internazionale con una naturalezza che appartiene solo ai grandi. È stato il ragazzo del pianoforte che imparò a suonare davanti ai soldati durante la guerra e diventò uno dei più grandi interpreti della musica italiana. E' stato il cantante che portò il rock and roll nelle piazze italiane, che trasformò la canzone napoletana in un linguaggio moderno, che fece ballare intere generazioni con il twist e commosse il pubblico con le sue ballate d’amore: 'Champagne', 'Un grande amore e niente più', 'Luna caprese', 'Voce ‘e notte', 'Roberta'.
Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, era nato a Capri il 27 luglio 1939, in una famiglia dove la musica era un destino: il nonno nella banda dell’isola, il padre Bernardo con un negozio di dischi e strumenti e mille strumenti suonati nel tempo libero. Lui, a quattro anni, già si esibiva davanti alle truppe alleate di stanza sull’isola durante la guerra. A sei anni studiava pianoforte con una severa insegnante tedesca a Napoli, ma la sua vera vocazione arrivò presto: nel 1953, con l’amico batterista Ettore Falconieri, iniziò a suonare nei night club di Capri e Ischia come 'Duo Caprese'. Quando l’insegnante scoprì le sue esibizioni, lo cacciò. Da quel momento, Peppino si dedicò completamente alla nascente musica rock d’importazione americana.
Nel 1956 lui e Falconieri si esibirono a 'Primo applauso', condotto da Enzo Tortora, interpretando 'Cry' e 'Tu vuo’ fa’ l’americano': vinsero e portarono a casa un televisore. Due anni dopo nacquero i 'Capri Boys', con Pino Amenta, Mario Cenci e Gabriele Varano: un gruppo ispirato ai rockers americani, che alternava brani napoletani rielaborati e successi statunitensi. Nel 1958, durante una serata a Ischia, furono notati da un dirigente della Carisch: arrivò il contratto discografico e il nome che sarebbe diventato leggenda, 'Peppino di Capri e i suoi Rockers'.
Tra settembre e dicembre 1958 incideranno dieci brani negli studi Carisch. Il successo esplode con 'Nun è peccato', pubblicato il 28 novembre: un evergreen della canzone napoletana. Il primo 33 giri, uscito il 16 dicembre, diventa uno degli album più venduti della stagione. Nel 1959 arriva un altro trionfo con 'Voce ’e notte', classico del 1905 che Peppino porta di nuovo in cima alle classifiche.
Il 1960 è l’anno della consacrazione: pubblica vari 45 giri e due album, è onnipresente in hit parade, si esibisce al Ballo dei Re a Napoli e lancia evergreen come 'Nessuno al mondo', 'Nun giurà' e 'Luna caprese'. Inizia anche la carriera cinematografica, recitando accanto a Mina e Maurizio Arena nei musicarelli dell’epoca. Nel 1961 sposa la modella torinese Roberta Stoppa, si esibisce alla Carnegie Hall e conquista il Sud America. È anche il periodo delle celebri giacche di lamé, diventate un marchio di fabbrica.
A dicembre 1961 lancia il twist in Italia con 'Let’s Twist Again', che nel 1962 raggiunge il milione di copie e lo porta in vetta alle classifiche. Seguono 'Don’t play that song', 'St. Tropez Twist', tournée in Germania e negli Stati Uniti, e il successo di 'Speedy Gonzales'. Nel 1963 vince il Cantagiro davanti a Little Tony, Celentano e Paoli, scala le classifiche con 'Roberta' e incide 'Baby', versione italiana di 'Be My Baby'.
Dopo un periodo di calo, nel 1964 partecipa a 'Un disco per l’estate' con 'Solo due righe', rielabora 'Chiove', incide 'Girl' dei Beatles e 'Melancolie' in sette lingue. Nel 1965 apre i concerti italiani dei Beatles. Nel 1966 incide uno dei primi brani ska italiani, 'Operazione sole', e partecipa al Festival di Napoli. Nel 1967 debutta a Sanremo con 'Dedicato all’amore'. Nel 1968 incide 'È sera' e i Rockers si sciolgono, ma Peppino continua a esibirsi negli USA e riforma il gruppo come 'New Rockers'.
La rinascita arriva nel 1969 con 'Tu…', presentata al Festival di Napoli: è un successo enorme. Nel 1970 vince il Festival con 'Me chiamme ammore' e fonda la sua etichetta Splash. Pubblica gli album 'Napoli ieri - Napoli oggi', rielaborando classici partenopei in chiave rock. Nel 1971 torna a Sanremo con 'L’ultimo romantico', poi firma 'Amare di meno', sigla di 'Rischiatutto'. Nel 1973 vince Sanremo con 'Un grande amore e niente più' e pubblica 'Champagne', il brano che diventerà la sua canzone-simbolo nel mondo. Nel 1976 vince di nuovo Sanremo con 'Non lo faccio più'.
Negli anni successivi arrivano 'Incredibile voglia di te', 'Verdemela', 'Fiore di carta', 'Auguri', 'E mo’ e mo', 'Il sognatore'. Nel 1987 registra un album dal vivo alla Royal Albert Hall. Nel 1991 rappresenta l’Italia all’Eurovision con 'Comm’è ddoce ’o mare', arrivando settimo.
Nel 1995 torna a Sanremo con Gigi Proietti e Stefano Palatresi nel Trio Melody. Nel 1997 pubblica il suo primo CD singolo. Nel 2001 collabora con James Senese per 'Fase 3'. Nel 2005 partecipa per la quindicesima volta a Sanremo con 'La panchina' e viene insignito Commendatore della Repubblica da Carlo Azeglio Ciampi.
Nel 2007 esce 'Ad occhi chiusi… Napoli', poi 'Magnifique' (2011) e 'L’acchiappasogni' (2014). Nel 2008 festeggia i cinquant’anni di carriera con un concerto al Teatro Alfieri di Torino e pubblica il doppio DVD '50º'. Nel 2013 lancia una nuova versione di 'Champagne' con un videoclip a cartone animato. Nel 2015 partecipa al brano 'Fiumi di Champagne' di Gué Pequeno e al film 'Natale col boss'. Nel 2016 pubblica '…una musica infinita…'. Nel 2019 Rai 1 gli dedica una puntata speciale di Techetechete’. Nel 2019 esce il suo ultimo CD, 'Mister… Peppino di Capri'. Nel 2022 incide 'L’amore esiste'. Nel 2023 riceve il premio alla carriera 'Città di Sanremo'. Nel 2024 partecipa al docufilm '’O Festivàl'. Nel 2025 riceve le chiavi della città di Capri e Rai 1 trasmette il film biografico 'Champagne – Peppino di Capri'.
La sua vita privata è stata segnata da grandi amori e momenti difficili. Nel 1959 conobbe Roberta Stoppa, che sposò nel 1961. Sul finire degli anni Sessanta iniziò una relazione con Giuliana Gagliardi, studentessa di biologia. Nel 1970 nacque Igor, detto Nico, figlio concepito durante un breve ritorno con Roberta. Nel 1976 arrivò il divorzio e nel 1978 Peppino sposò Giuliana, con cui ebbe Edoardo e Dario. Giuliana è morta nel 2019 e nello stesso periodo le condizioni di salute del cantante hanno cominciato ad aggravarsi.

Categoria: cronaca
08:45
Wimbledon, oggi finale Sinner-Zverev: orario, precedenti e dove vederla in tv
(Adnkronos) - Jannik Sinner torna in finale a Wimbledon 2026. Oggi, domenica 12 luglio, il tennista azzurro sfida Alexander Zverev - in diretta tv e streaming - nell'ultimo atto dello Slam di Londra, a cui arrivava da campione in carica dopo il successo dello scorso anno contro Carlos Alcaraz, assente per infortunio. Sinner arriva alla sfida dopo aver superato Novak Djokovic in semifinale, battuto in tre set con un triplo 6-4, mentre Zverev ha sconfitto il padrone di casa Arthur Fery.
La finale tra Sinner e Zverev è in programma oggi, domenica 12 luglio, non prima delle ore 17. Quello di Londra sarà il quindicesimo confronto tra i due tennisti: l'azzurro è avanti 10-4 nei precedenti. L'ultimo successo del numero uno risale alla finale di Madrid 2026, dominata in due set con il punteggio di 6-1, 6-2.
Sinner-Zverev sarà visibile in diretta televisiva sui canali SkySport, ma anche in chiaro su Tv8. Il match si potrà seguire in streaming sull'app SkyGo, su NOW e su Tv8.it.

Categoria: sport
08:35
Iran chiude stretto Hormuz "fino a nuovo ordine". Raid Usa: "Colpiti 140 obiettivi". Sotto attacco Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Qatar
(Adnkronos) - L’Iran chiude di nuovo lo stretto di Hormuz “fino a nuovo ordine” e colpisce due navi. Gli Usa rispondono con una nuova, la terza, ondata di attacchi colpendo “circa 140 obiettivi militari”. Teheran reagisce lanciando missili e droni su Emirati, Qatar e Bahrein. Queste le ultime notizie sulla situazione di oggi domenica 12 luglio in Medio Oriente dove la tensione è altissima.
E' arrivato nella notte (ora italiana) l'annuncio della Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane - secondo quanto riportato da The Times of Israel, la chiusura dello Stretto di Hormuz fino a nuovo ordine. Una decisione che arriva dopo che è stato esploso un colpo di avvertimento contro un'imbarcazione che, secondo quanto riferito dai media di Stato, tentava di transitare lungo una rotta "non autorizzata".
L'imbarcazione è stata "colpita da raffiche di avvertimento e bloccata", hanno dichiarato le Guardie, come riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. "In seguito a questo incidente – e a causa dell'insicurezza derivante dalle interferenze illegali di attori stranieri – lo Stretto di Hormuz sarà chiuso fino a nuovo ordine e fino alla cessazione delle ingerenze americane nella regione; nessun transito di navi sarà consentito", hanno aggiunto.
Qualche ora dopo le Guardie iraniane affermano di aver colpito una seconda imbarcazione nello Stretto di Hormuz. "Una seconda imbarcazione, accusata di aver violato le norme nello Stretto di Hormuz, è stata colpita", hanno dichiarato i Guardiani in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato Irib, aggiungendo di aver attaccato anche una base statunitense in Qatar.
Le forze del Comando centrale degli Stati Uniti "hanno iniziato a lanciare il terzo ciclo di attacchi di questa settimana contro l'Iran, dopo che le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno attaccato palesemente la M/V GFS Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera cipriota che transitava nello Stretto di Hormuz", scrive su X il Centcom.
Più tardi fa sapere di aver colpito "circa 140 obiettivi militari iraniani utilizzando munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento, droni e navi da guerra". "Tra gli obiettivi - si legge in una dichiarazione - figuravano siti per missili e droni, asset navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera".
"L'Iran ha fatto una scelta sbagliata. Ora pagano". Lo scrive su X il capo del Pentagono Pete Hegseth.
Le autorità di Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Qatar segnalano quindi di essere sotto attacco. Il ministero della Difesa di Abu Dhabi, riporta The Times of Israel, riferisce che i sistemi di difesa aerea stanno intercettando missili e droni provenienti dall'Iran. Esplosioni sono state udite anche a Doha, la capitale del Qatar, secondo quanto riferito da giornalisti di Afp.
"Mantenete la parola" data o, in caso contrario, "pagherete" per non averla rispettata. Queste le parole rivolte agli Stati Uniti dal capo del Majlis, il Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, nel mezzo dell'ultima escalation tra Usa e Iran. "L'era degli accordi unilaterali è finita - ha scritto Ghalibaf in un post su X aggiungendo una foto con cui vuole mostrare il contenuto del punto cinque del memorandum d'intesa firmato a metà giugno - Ve lo abbiamo detto, mantenete la vostra parola o pagherete il prezzo. La realtà bussa alle porte".
Il passaggio del memorandum d'intesa in evidenza nel post di Ghalibaf afferma che l'Iran "adotterà le misure necessarie, facendo tutto il possibile, per garantire il transito sicuro e gratuito delle navi mercantili durante un periodo di 60 giorni dal Golfo Persico verso il Golfo di Oman e viceversa".

Categoria: internazionale/esteri
08:26
Tour de France, oggi nona tappa: orari, percorso e dove vederla in tv (in chiaro)
(Adnkronos) - Il Tour de France 2026 torna protagonista con la sua nona tappa. Oggi, domenica 12 luglio, i ciclisti scenderanno ancora in strada nella nuova edizione della Grande Boucle - in diretta tv e streaming, in chiaro - dove ad attenderli ci sarà una frazione da 185,5 chilometri che parte da Malemort e arriva a Ussel. Si tratta dell'ultima tappa prima del riposo di domani.
Il percorso che affronteranno i ciclisti non sarà omogeneo, con costanti sali scendi che culmineranno nel traguardo volante di Beynat, posto dopo 44,9 chilometri. La prima scalata sarà quella di Cote de Naves, 2,3 chilometri di salita al 7,4% di pendenza media, per poi affrontare quelle del Suc au May, 3,8 km al 7,7%, e del Cote de la Croix du Pey, 4,8 km al 6%. L'ultima salita sarà quella del Mont Bessou, dove i ciclisti affronteranno una scalata da 900 metri e 7,3% di pendenza media.
La partenza della nona tappa del Tour de France è prevista per le 13.35, con l'arrivo che è invece in programma intorno alle 17.47.
La Grande Boucle sarà trasmessa in diretta televisiva e in chiaro sui canali Rai, tra Rai 2 e RaiSport, ma anche sui canali Eurosport. Il Tour si potrà seguire anche in streaming su RaiPlay, HBO Max, Discovery+, Dazn, TIMvision e Prime Video Channels.

Categoria: sport
08:14
McGregor, il rientro nell’UFC dura pochi secondi: stop per infortunio
(Adnkronos) - Il rientro di Conor McGregor nella UFC dura pochi secondi. Il fighter 37enne, assente da 5 anni, torna nell’ottagono a Las Vegas per affrontare Max Holloway ma viene subito bloccato da un infortunio: match sospeso e annullato.
McGregor si lancia subito all’attacco con una serie di calci ma, come mostrano le immagini, poggia male la gamba destra. Il movimento provoca un infortunio che condiziona immediatamente l’atleta: McGregor non sta in piedi e deve appoggiarsi alla gabbia. Holloway si accorge subito della situazione: “Sospendete il match”.
L’attesissimo ritorno di McGregor evapora, il fighter lascia l’ottagono e diserta le interviste. Affida la sua amarezza a un post social: “Ho saltato e tirato calci per tutta la preparazione e anche nel backstage prima del match. È successo dal nulla, per me è il baratro: sono all’inferno”. Dana White, numero 1 della UFC, si sbilancia con una prima diagnosi: “Non sono un medico ma penso si tratti di un legamento crociato”.

Categoria: sport
07:40
MotoGp, oggi Gp Germania: orario, griglia di partenza e dove vederla in tv
(Adnkronos) - La MotoGp torna in pista al Sachsenring. Oggi, domenica 12 luglio, il Mondiale riparte con il Gran Premio di Germania - in diretta tv e streaming - dopo la gara Sprint di ieri dominata da Marc Marquez, che partirà dalla pole position anche nella gara lunga odierna. Dietro di lui Alex Marquez, secondo, e Fabio Di Giannantonio, terzo. Non ci sarà Marco Bezzecchi, caduto durante le qualifiche e costretto a dare forfait per infortunio. Una ghiotta occasione per Jorge Martin, che dopo il deludente sesto posto nella Sprint proverà ad allungare in testa alla classifica del Mondiale Piloti.
La griglia di partenza del Gp di Germania:
1 Marc Marquez (Ducati) 1'19"041
2 Alex Marquez (Ducati Gresini) 1'19"102 +0.061
3 Fabio Di Giannantonio (VR46) 1'19"188 +0.147
4 Raul Fernandez (KTM Tech 3) 1'19"192 +0.151
5 Ai Ogura (Aprilia Trackhouse) 1'19"348 +0.307
6 Fabio Quartararo (Yamaha) 1'19"383 +0.342
7 Franco Morbidelli (VR46) 1'19"532 +0.491
8 Marco Bezzecchi (Aprilia) 1'19"613 +0.572
9 Jorge Martin (Aprilia) 1'19"728 +0.687
10 Pedro Acosta (KTM) 1'19"740 +0.699
11 Francesco Bagnaia (Ducati) 1'19"753 +0.712
12 Jack Miller (Yamaha Pramac) 1'19"781 +0.740
Il Gran Premio di Germania di MotoGp sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. La gara si potrà seguire inoltre in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

Categoria: sport
05:36
Argentina, Messi litiga con l'arbitro: "Non mancarmi di rispetto"
(Adnkronos) - Lionel Messi litiga con l'arbitro durante Argentina-Svizzera. Oggi, domenica 12 luglio, l'Albiceleste ha sfidato la Nazionale elvetica nei quarti di finale dei Mondiali 2026, in una partita estremamente fisica e nervosa, piena di episodi arbitrali. Durante il corso del primo tempo il capitano dell'Argentina ha avuto un'accesa discussione con il direttore di gara, il portoghese Pinheiro.
Intorno alla metà del primo tempo, all'ennesima entrata dura ai suoi danni dei calciatori svizzeri, Messi si alza e va a colloquio con l'arbitro, che però non usa un tono che piace al fuoriclasse dell'Inter Miami. "Parlami correttamente, non mancarmi di rispetto", ha detto Messi al direttore di gara, secondo quanto ricostruito da Espn, "io ti sto parlando con rispetto".

Categoria: sport
04:42
Argentina-Svizzera, rigore non dato e rosso a Embolo: proteste ai Mondiali
(Adnkronos) - Proteste in Argentina-Svizzera. Oggi, domenica 12 luglio, l'Albiceleste ha sfidato la Nazionale elvetica nei quarti di finale dei Mondiali 2026, in una partita condizionata anche da alcuni episodi arbitrali. Nel corso del primo tempo infatti la squadra di Yakin ha chiesto un calcio di rigore per un contatto tra il Dibu Martinez ed Embolo, che ha rimediato un cartellino rosso per doppia ammonizione nella ripresa.
Il primo episodio arriva al 32'. Un disastro difensivo dell'Argentina permette a un giocatore della Svizzera di servire un assist perfetto per lo scatto di Embolo in area, che prende posizione sfruttando l'errore di Lisandro Martinez nella lettura e si ritrova solo davanti al Dibu Martinez. Il portiere argentino esce a valanga e respinge il pallone, travolgendo però l'avversario in uscita. La panchina di Yakin chiede il calcio di rigore, l'arbitro fa segno di proseguire e il Var tace.
Un episodio decisivo arriva nella ripresa, quando Embolo viene espulso per somma di ammonizioni. L'attaccante della Svizzera ha rimediato un cartellino giallo nel corso del primo tempo per un entrata dura su Paredes. Il mediano argentino controlla il pallone a centrocampo e lo passa a un compagno, venendo travolto dall'entrata in ritardo dell'attaccante svizzero. Embolo lo colpisce all'altezza del ginocchio e l'arbitro lo ammonisce.
La 'frittata' però Embolo la combina nella ripresa, quando si tuffa per far ammonire proprio Paredes, ingannando inzialmente il direttore di gara, e provocando le furiose proteste dell'Argentina, con Messi in testa. La decisione viene poi ribaltata dal Var, che interviene per punire la simulazione, chiaramente mostrata dalle immagini, consegnando a Embolo il secondo giallo e il conseguente cartellino rosso.

Categoria: sport
03:20
Inghilterra vince, ma Tuchel si arrabbia: "Dobbiamo giocare meglio". E Bellingham non apprezza
(Adnkronos) - Thomas Tuchel si infuria dopo la vittoria contro la Norvegia. L'Inghilterra ha battuto la Nazionale scandinava nei quarti di finale dei Mondiali 2026, raggiungendo così la semifinale del torneo, ma nonostante il successo il ct tedesco non è soddisfatto della prestazione della sua squadra.
Durante un'intervista post partita, Tuchel si è infuriato con un giornalista: "Come puoi chiedere della mentalità? Non si tratta di mentalità, si tratta della qualità del nostro gioco", ha detto l'ex tecnico del Chelsea, "ci siamo complicati la vita da soli".
"Il risultato è fantastico e l'ultimo gol è stato incredibile ma non sono contento della prestazione. Abbiamo giocato in modo sciatto, abbiamo fatto molti errori, oggi eravamo lenti", ha spiegato Tuchel, "siamo stati fortunati. Dobbiamo giocare meglio".
Le parole di Tuchel non sono piaciute a Bellingham, che ha mostrato il suo dispiacere nelle interviste post partite: "Sì, ok...", ha detto il centrocampista del Real Madrid, palesemente stizzito, "queste sono tutte partite toste, ringrazio e apprezzo il lavoro di tutti i giocatori in campo, che stanno mettendo grandi sforzi qui fuori".

Categoria: sport
02:16
Argentina-Svizzera 3-1: Albiceleste fatica, cala il tris e vola in semifinale
(Adnkronos) - L'Argentina vola in semifinale ai Mondiali 2026. Oggi, domenica 12 luglio, l'Albiceleste ha battuto, a fatica, la Svizzera per 3-1 ai tempi supplementari, dopo l'1-1 con cui si erano chiusi quelli regolamentari, nei quarti di finale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. A decidere la partita i gol di MacAllister al 10', di Ndoye al 67', di Alvarez al 112' e di Lautaro Martinez al 120'+2. Decisiva anche l'espulsione per doppia ammonizione di Embolo al 72'. In semifinale l'Argentina sfiderà l'Inghilterra, che ha battuto la Norvegia.
L'Argentina troverà in semifinale l'Inghilterra, che ha battuto 2-1 la Norvegia.

Categoria: sport
01:24
Norvegia-Inghilterra, mistero su gol Bellingham: pallone colpisce cavo telecamera?
(Adnkronos) - Proteste sul pareggio dell'Inghilterra durante il quarto di finale contro la Norvegia vinto 2-1 ai supplementari con la doppietta di Bellingham. Oggi la Nazionale dei Tre Leoni ha sfidato quella scandinava ai Mondiali 2026 per un posto in semifinale, in una partita che però sarebbe stata viziata da una clamorosa svista arbitrale. Sul rinvio del portiere norvegese Nyland infatti il pallone colpisce un cavo aereo di una telecamera e poi cade 'a piombo' sui piedi di un giocatore dell'Inghilterra: parte così l'azione che innesca Gordon e che si chiude con il primo gol di Bellingham per il provvisorio 1-1.
Succede tutto al secondo minuto di recupero del primo tempo. Il portiere della Norvegia rinvia altissimo, il pallone vola in aria e colpisce un cavo di una telecamera, cadendo sulla linea del centrocampo tra i piedi di un giocatore dell'Inghilterra. I bianchi ripartono, il pallone arriva a Bellingham che incrocia il sinistro e buca Nyland sul secondo palo.
La deviazione però non viene ravvisata né dall'arbitro né dal Var, mentre il portiere norvegese corre a lamentarsi indicando, come mostrato da immagini diventate rapidamente virali, proprio il cavo sospeso. Su X monta la protesta non solo dei tifosi scandinavi: "Il gol dell'Inghilterra è il risultato della palla che ha colpito il cavo della telecamera", scrive un utente, "il che è pazzesco perché i norvegesi lo stavano chiaramente indicando". "Nessun fischio, non è rivedibile?! Eppure come sappiamo, a volte le cose possono improvvisamente diventare rivedibili e reversibili...", ha scritto un altro, alludendo probabilmente al cartellino rosso sospeso a Folarin Balogun.
Il regolamento prevede che in caso di interferenza il gioco venga interrotto e riprenda con la palla scodellata dall'arbitro. La situazione specifica, però, è un unicum. L'arbitro Turpin evidentemente non ha notato nulla di anomalo e il Var apparentemente non è stato coinvolto. Una prima spiegazione dell'episodio arriva dalla Fifa. Come riportato dal Times, il massimo organo di governo del calcio mondiale avrebbe comunicato che il sensore presente sul pallone non avrebbe rilevato alcun contatto: "Hanno controllato i dati e non c'è alcun picco nel grafico dal sensore heartbeat della palla collegata". Se la deviazione c'è stata, in sostanza, per la Fifa è impercettibile e non confermata dalla tecnologia.

Categoria: sport
01:22
Iran chiude lo Stretto di Hormuz: "Non passa nessuna nave". Usa lanciano nuovi attacchi
(Adnkronos) - L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti lanciano nuovi attacchi su ordine di Donald Trump. Tensione altissima nelle prime ore di domenica 12 luglio: gli Usa accusano Teheran di aver colpito una nave cipriota.
Le Guardie rivoluzionarie, dopo "un colpo d'avvertimento" verso una nave che stava seguendo una rotta non autorizzata, annunciano la chiusura dello Stretto di Hormuz. Nel comunicato diffuso attraverso l'agenzia Tasnim, la marina dei pasdaran ha puntato il dito contro "l'interferenza esterna di potenze straniere" che si sarebbe manifestata attraverso i tentativi, compiuti da diverse navi, di attraversare lo Stretto secondo "rotte non autorizzate". "Data la precarietà causata da questa illegittima interferenza da parte di terzi, lo Stretto di Hormuz sarà chiuso fino a nuovo avviso e fino a quando non cesseranno le interferenze regionali da parte degli Stati Uniti", si legge nel comunicato. "Nessuna nave o imbarcazione militare sarà autorizzata a passare".
Nelle stesse ore, il Comando centrale degli Stati Uniti comunicano l'inizio del "terzo ciclo di attacchi di questa settimana contro l'Iran". Per Washington, i Pasdaran non si sono limitati ad un colpo di avvertimento: "Le Guardie della Rivoluzione Islamica hanno attaccato la M/V GFS Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera cipriota che transitava nello Stretto di Hormuz. Un membro dell'equipaggio civile è disperso e la nave non è in grado di proseguire il viaggio a causa di un incendio a bordo e danni significativi alla sala macchine". "All'Iran è stata fornita un'altra opportunità per dimostrare il rispetto del Memorandum d'Intesa", afferma il Centcom, evidenziando che il paese, "dopo essere stato ritenuto responsabile per attacchi precedenti contro navi commerciali, ha nuovamente fallito".
Per questo, "in risposta gli Stati Uniti stanno imponendo un costo elevato continuando a danneggiare la capacità dell'Iran di attaccare equipaggi civili e le navi commerciali che transitano nello stretto. Gli attacchi vengono condotti su indicazione del Comandante in Capo", il presidente Trump. Esplosioni sono state segnalate nelle città di Bushehr e Asaluyeh, secondo l'emittente Press TV.

Categoria: internazionale/esteri
00:11
Iran, Mojtaba Khamenei invoca vendetta. Anche Meloni nella lista nera del giornale di Teheran
(Adnkronos) - All'indomani della fine dei funerali del padre, Mojtaba Khamenei torna a parlare all'Iran invocando vendetta in un messaggio diretto alla Repubblica islamica e contro i suoi nemici. E stavolta le parole della nuova Guida Suprema non sono dirette solo a Usa e Israele, a Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Sono indirizzate anche ad altri Paesi e ai rispettivi leader, "di cui esiste un elenco completo dall'inizio alla fine". Tra loro - almeno stando alle parole del quotidiano Hamshahri di proprietà del comune di Teheran - c'è anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Accanto alla gratitudine espressa nei confronti delle "decine di milioni" di persone che hanno partecipato alle cerimonie in Iran e Iraq per l'ultimo saluto ad Ali Khamenei, la nuova Guida Suprema promette così di "vendicare il sangue innocente" del padre, ucciso a fine febbraio nei primi giorni di raid di Usa e Israele contro la Repubblica islamica.
"La vendetta è il volere della nostra Nazione", afferma il leader supremo nel primo messaggio dalla conclusione delle cerimonie andate avanti per sei giorni. "La vendetta è ciò che chiede la nostra Nazione e deve assolutamente avere luogo", afferma ancora Mojtaba Khamenei, che parla di "vendetta" per il "sangue puro" del padre e "di tutti i martiri di queste due guerre".
Quindi l'attacco ai leader 'complici', secondo la Guida Suprema, dell'omicidio del suo predecessore: "Questi criminali, di cui esiste un elenco completo dall'inizio alla fine, porteranno con loro nella tomba il desiderio di una morte tranquilla. Devono sapere - la minaccia - che questo non dipende dalla mia esistenza o da quella di altri funzionari".
A poche ore dal messaggio del leader supremo, ecco quindi arrivare una 'lista nera' con i nomi e i volti dei leader nel mirino, pubblicata online dal quotidiano iraniano Hamshahri. Il giornale, di proprietà del comune di Teheran, è tra i più diffusi del Paese. E nell'"elenco di coloro che dovranno attendere la vendetta della nazione iraniana" c'è anche la foto della premier Giorgia Meloni.
L'immagine pubblicata dal quotidiano di Teheran raffigura una serie di leader mondiali in divisa arancione da detenuto, con in testa il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente statunitense Donald Trump, entrambi con un mirino disegnato sulla testa. Lo stesso quotidiano richiama, a corredo dell'immagine, le parole pronunciate dal leader iraniano sulla vendetta per il padre, sia quelle sul "volere della nazione".
L'immagine, pubblicata con il titolo "La vendetta è inevitabile", ritrae anche il ministro della Difesa israeliano Israel Katz e il segretario statunitense alla Difesa Pete Hegseth, oltre al segretario agli Esteri Usa Marco Rubio e al comandante del Comando centrale (Centcom) Usa Brad Cooper. Figurano anche Mike Huckabee, ambasciatore statunitense in Israele, e altri due israeliani: il Capo di Stato maggiore dell'esercito Eyal Zamir e il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar. Chiudono la lista il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer. "I criminali si porteranno nella tomba il desiderio di una morte tranquilla", recita il sottotitolo con citazione dell'ultimo messaggio di Khamenei.

Categoria: internazionale/esteri
00:08
Donna più multitasking dell'uomo? La scienza smonta lo stereotipo: c'è una sola differenza
(Adnkronos) - Lei al mattino fa colazione e risponde alle e-mail di lavoro mentre dà istruzioni ai figli sugli impegni della giornata; all'ora di pranzo paga le bollette in pochi clic mentre consuma il suo pasto. Un occhio ai registri scolastici elettronici e di nuovo in riunione. Arriva la sera e, dopo aver recuperato i figli ai corsi pomeridiani e cenato, mentre cucina per il pranzo dell'indomani racconta una fiaba al piccolo di casa e finisce di scorrere le chat della scuola, pianificando già nella sua mente il calendario del giorno dopo. E' una quotidianità fitta di impegni quella delle donne, che devono dividersi fra più ruoli: madre, lavoratrice che si prende cura della propria carriera, caregiver degli anziani di casa, cittadina attenta ai suoi doveri, partner. Complici le continue sovrapposizioni di piani, un moderno stereotipo le dipinge decisamente più 'multitasking' dell'uomo. Ma è così? Lei è davvero più brava di lui a fare più cose contemporaneamente?
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista 'Psychological Research' smonta il mito secondo cui esiste uno squilibrio fra uomo e donna nella capacità di gestire più compiti allo stesso tempo. Gli autori dimostrano infatti che non esistono differenze generali tra i sessi al riguardo, eccetto un dettaglio. Su un punto lei ha una marcia in più: durante il multitasking può anche sostenere un dialogo, mentre gli uomini quando sono impegnati su fronti diversi tendono a ignorare più frequentemente le conversazioni.
La ricerca firmata da esperti britannici ha simulato le prestazioni di multitasking nella vita reale per valutare potenziali discrepanze maschio-femmina. Nel coordinare compiti diversi, gli uomini hanno ignorato il compito di conversazione più del doppio delle volte rispetto alle donne, mentre hanno mostrato prestazioni simili in tutti gli altri. Il multitasking, definito come la capacità di svolgere più compiti contemporaneamente o di passare con rapidità da uno all'altro, è diventato una caratteristica centrale della vita moderna, manifestandosi in contesti come la guida, il lavoro, le attività domestiche e persino il tempo libero. Nonostante il diffuso stereotipo sulla superiorità delle donne nel praticarlo, la ricerca ha mostrato in verità soltanto differenze di genere minime e incoerenti, mettendo in discussione l'esistenza di un significativo divario in questo ambito.
Con il supporto della Bial Foundation, i ricercatori André e Diana Szameitat (rispettivamente della Brunel University di Londra e della City St George's, University of London) hanno indagato sia per chiarire se esistano veramente delle differenze di genere nel multitasking e sia per esplorare possibili spiegazioni sull'origine di questo stereotipo. Nell'articolo - intitolato 'Gli uomini parlano meno delle donne durante il multitasking' - spiegano di aver sviluppato un complesso paradigma composto da 5 compiti progettati per simulare scenari di vita reale, che riproduce le richieste quotidiane in modo più fedele rispetto alla maggior parte degli studi precedenti.
Nel primo test, 41 uomini e 37 donne hanno svolto cinque compiti diversi: seguire una ricetta in cucina; cercare un numero di telefono; abbinare numeri e lettere; monitorare le parole in una presentazione; e rispondere a una domanda (ad esempio, "Preferiresti perdere tutti i tuoi soldi e oggetti di valore o tutte le foto che hai scattato, e perché?") ogni 20 secondi. Per verificare se questa differenza di genere fosse percepibile dagli altri, 160 osservatori, ignari di qualsiasi informazione preliminare, hanno guardato i video dei partecipanti e ne hanno valutato la prestazione. Nei diversi compiti, uomini e donne hanno mostrato prestazioni simili, ad eccezione del compito di conversazione, che gli uomini hanno ignorato più del doppio delle volte rispetto alle donne. Quando però eseguivano il compito della conversazione, va detto che la qualità e la velocità delle risposte non differivano da quelle delle donne.
Una possibile spiegazione suggerita dagli autori per la differente capacità di dialogo durante il multitasking è che le donne, in media, potrebbero impegnarsi maggiormente in comportamenti comunicativi in contesti sociali. Tuttavia, questa ipotesi non è stata testata direttamente nello studio e dovrebbe essere interpretata con cautela, avvertono. I risultati sono in linea con le teorie evoluzionistiche che propongono una maggiore propensione al comportamento conversazionale tra le donne. Per quanto riguarda la percezione degli altri al riguardo, nello studio si è indagato sull'aspetto facendo guardare a degli osservatori le prestazioni dei partecipanti. E questi hanno valutato gli uomini impegnati in più attività come meno in controllo del compito, con prestazioni peggiori, meno inclini allo sforzo, meno attenti, meno felici e meno gratificati rispetto alle donne impegnate in più attività.
Lo studio dimostra dunque che non esistono differenze generali tra uomini e donne nella capacità di svolgere più attività contemporaneamente, bensì una differenza specifica sul fronte delle conversazioni. Ha inoltre evidenziato come questa differenza influenzi il modo in cui le persone vengono valutate dagli altri, portando potenzialmente alla percezione di una prestazione inferiore da parte del maschio. Ciò contribuisce a spiegare perché si sia diffusa e persista l'idea della super donna multitasking. "Nel complesso, i nostri dati confermano che non ci sono differenze sostanziali tra i sessi nei compiti cognitivi visuo-manuali, ma che esistono differenze significative tra i sessi nella capacità di sostenere una conversazione mentre si svolgono più attività contemporaneamente", commenta André Szameitat. "Questa è un'abilità molto importante nella vita di tutti i giorni e quindi - conclude - potrebbe spiegare lo sviluppo del diffuso stereotipo pubblico secondo cui le donne sono più brave degli uomini nel multitasking".

Categoria: salute







































