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06:51

Meloni oggi a Parigi, Europa discute piano per Stretto di Hormuz

(Adnkronos) - Giorgia Meloni oggi a Parigi per il vertice sullo Stretto di Hormuz. La presidente del Consiglio sarà in Francia per il vertice organizzato dal presidente Emmanuel Macron e dal premier britannico Keir Starmer. L'Europa, più volte criticata dal presidente americano Donald Trump con attacchi diretti anche alla premier italiana, cerca una linea comune e una strategia in relazione alla 'via del petrolio' paralizzata da settimane dall'Iran e sottoposta da giorni al blocco navale degli Stati Uniti. Al summit, che dovrebbe coinvolgere circa 40 paesi, parteciperà anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, come evidenzia la Bild. La Germania, quando la guerra tra Usa e Iran sarà terminata, sarebbe disposta a schierare navi per sminare lo Stretto e mettere in sicurezza il braccio di mare determinante per il 20% del commercio del petrolio mondiale. 

Merz, scrive Bild, ha espresso la disponibilità della Germania a contribuire alla sicurezza dello Stretto. L'intervento di Berlino è subordinato a un mandato delle Nazioni Unite, a una decisione del governo e all'approvazione del Bundestag. "Siamo ancora lontani da questo obiettivo", la posizione attuale del cancelliere. 

 

Il piano dell'Europa, come anticipato dal Wall Street Journal, prevede la creazione di una coalizione internazionale con l'obiettivo di ripristinare la sicurezza della navigazione nello Stretto una volta terminato il conflitto iraniano, senza il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. L'iniziativa si dovrebbe configurare come una missione difensiva con operazioni di sminamento e con il dispiegamento di navi militari per garantire il transito delle imbarcazioni. Macron ha precisato che la missione escluderebbe le "parti belligeranti", ovvero Stati Uniti, Israele e Iran, e non sarebbe sotto comando americano. Il vertice di Parigi servirà a limare differenze che, secondo il WSJ, dividono Francia e Regno Unito: Parigi ritiene che l'assenza degli Stati Uniti renderebbe la missione più accettabile per Teheran, mentre Londra teme ripercussioni nei rapporti con Washington. Il piano si articolerebbe in tre fasi: evacuazione delle navi bloccate, bonifica delle mine e successivo pattugliamento con scorte militari. 

 

Lo stop al traffico navale nello Stretto di Hormuz ha effetti in particolare sul commercio del petrolio e, quindi, sui prezzi dei carburanti. Il costo di benzina e diesel nell'ultimo mese e mezzo è aumentato in molti paesi, Italia compresa. La crisi di Hormuz investe il settore dell'energia, con conseguenze a cascata. Senza una soluzione in tempi brevi, il settore aereo va incontro in Europa ad una complessa gestione delle scorte di carburante, con il rischio di una riduzione dei voli. Hormuz è determinante anche per il commercio dei fertilizzanti: in prospettiva, i problemi si tradurrebbero in un aumento dei prezzi destinato ad avere ripercussioni anche sui costi di prodotti alimentari largamente diffusi. 

 

L'iniziativa del Vecchio Continente è stata bocciata senza appello da Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha definito "molto triste" il piano che verrà discusso a Parigi. Il numero 1 della Casa Bianca considera "straordinario" il blocco navale attuato da Washington. "Si sta rivelando molto solido, fortissimo", dice. "L'Iran è bloccato, non sta facendo affari.  

Nessuna nave può superare la nostra marina", aggiunge. Il blocco potrebbe addirittura allargarsi, a giudicare dalle dichiarazioni del generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori congiunti. Gli Stati Uniti, dice in un briefing al Pentagono, daranno la caccia alle navi di qualsiasi Paese che possa fornire "supporto materiale" all'Iran in altre regioni.  

"Oltre a questo blocco le nostre forze armate, attraverso operazioni e attività in altre aree di responsabilità, daranno attivamente la caccia a qualsiasi nave battente bandiera iraniana o a qualsiasi nave che tenti di fornire supporto materiale all'Iran", afferma. "Questo include le navi della flotta ombra che trasportano petrolio iraniano. Sono imbarcazioni che eludono le normative internazionali, le sanzioni o i requisiti assicurativi". 

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Categoria: politica

01:26

Trump, nuovo attacco all'Italia: "Gli Usa per voi non ci saranno"

(Adnkronos) - "L'Italia non c'era per noi, noi non ci saremo per loro". Donald Trump si scaglia contro l'Italia con un laconico messaggio sul social Truth. Il presidente degli Stati Uniti torna ad attaccare dopo le critiche mosse negli ultimi giorni alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Nel post ("Italy wasn’t there for us, we won’t be there for them!"), Trump propone un articolo del quotidiano britannico The Guardian relativo alla mancata concessione della base siciliana di Sigonella agli Usa: "L'Italia ha negato l'utilizzo di una base aerea in Sicilia ad aerei militari statunitensi che trasportavano armi destinate alla guerra in Iran, poiché gli Stati Uniti non hanno seguito la procedura di autorizzazione richiesta", si legge nell'incipit dell'articolo del 31 marzo. 

 

Trump utilizza l'articolo per puntare nuovamente il dito contro l'Italia, accusata - come altri membri della Nato e alleati degli Usa - di non aver sostenuto gli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran. Il presidente degli Stati Uniti ha mosso le prime critiche alla premier italiana in un'intervista al Corriere della Sera il 14 aprile. "Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo", ha detto Trump facendo riferimento alla mancata partecipazione dell'Italia - al pari degli altri membri Nato - alle operazioni americane nello Stretto di Hormuz. "Dice semplicemente che l’Italia non vuole essere coinvolta. Anche se l’Italia ottiene il suo petrolio da là, anche se l’America è molto importante per l‘Italia. Non pensa che l’Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei. Non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. E' molto diversa da quello che pensavo...Non è più la stessa persona, e l’Italia non sarà lo stesso Paese, l’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l'Europa". 

Trump ha concesso il bis in un'intervista a Fox News. Meloni, secondo il numero 1 della Casa Bianca, "è stata negativa. Con chiunque ci abbia rifiutato l'aiuto in questa situazione iraniana, non abbiamo lo stesso rapporto. Giusto per essere chiari: l'Italia prende un sacco di petrolio dallo Stretto di Hormuz". Le critiche all'Italia si aggiungono a quelle mosse nelle scorse settimane al Regno Unito e al premier britannico Keir Starmer, 'reo' di non aver risposto positivamente alla richiesta di collaborazione avanzata da Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha ripetutamente fatto riferimento anche al presidente francese Emmanuel Macron. Nel mirino della Casa Bianca, in generale, la Nato: "Perché spendiamo centinaia di miliardi di dollari per la Nato, se poi non stanno dalla nostra parte? Se non sono con noi sull'Iran, non lo saranno neanche su temi molto più grandi". 

 

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Categoria: internazionale/esteri

01:05

Il mistero del super drone Usa (da 240 milioni) sparito nel Golfo Persico

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno perso un super drone da 240 milioni nel Golfo Persico. La marina americana, secondo un report diffuso nelle ultime ore come riferisce la Cnn, documenta l'incidente che ha coinvolto il velivolo MQ-4C Triton lo scorso 9 aprile in un'area imprecisata: i dettagli non vengono resi noti per motivi di sicurezza. Secondo la Cnn, che si basa sui dati di monitoraggio del sito FlightRadar24, il drone MQ-4C è decollato dalla base di Sigonella, in Italia, e ha fatto perdere le proprie tracce nel Golfo Persico. L'apparecchio era in volo sullo Stretto di Hormuz ma durante l'operazione ha perso quota, passando da 50mila a 9mila piedi: a quel punto, il contatto radar si è interrotto. Non sono note le cause dell'incidente. L'Iran, ad oggi, non ha rivendicato l'abbattimento di un simile velivolo. 

Northrop Grumman, azienda che produce il drone, definisce il Triton "il principale velivolo senza pilota al mondo per l'intelligence, la sorveglianza, la ricognizione e l'individuazione di obiettivi in ambito marittimo". L'apparecchio è alimentato da un motore a reazione e con un'autonomia di 8.500 miglia (circa 13.700 km) e può rimanere in volo per oltre 24 ore. Northrop Grumman afferma di aver prodotto solo 20 pezzi. Il Triton, oltre ad essere raro, è anche preziosissimo: secondo la Cnn, il costo si aggira sui 240 milioni di dollari. Più del doppio rispetto a quello di un un caccia stealth F-35C. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:42

Bologna e Fiorentina eliminate, Italia fuori dalle coppe

(Adnkronos) - Non c'è più Italia nelle coppe europee 2025-2026. L'Aston Villa travolge il Bologna per 4-0 nel ritorno dei quarti di finale di Europa League e vola in semifinale. Gli inglesi, vittoriosi per 3-1 all'andata al Dall'Ara, dominano la sfida davanti al proprio pubblico. I Villans sbloccano il risultato con Watkins al 16' e, dopo aver sprecato un rigore, raddoppiano con Buendía al 26'. Il tris dei padroni di casa arriva al 39' con Rogers. Konsa all'89' chiude i conti: 4-0 e poker. 

Finisce anche l'avventura della Fiorentina in Conference League. I viola, dopo aver perso per 3-0 sul campo del Crystal Palace all'andata, al ritorno si impongono per 2-1: vittoria inutile, toscani eliminati. Gli inglesi ipotecano il passaggio del turno con il gol di Sarr, che al 17' sblocca il risultato. La Fiorentina pareggia al 30' con il rigore di Gudmundsson e trova il gol vittoria al 53' con Ndour. 

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Categoria: sport

00:28

E' morto Manninger, l'ex portiere della Juve travolto da un treno

(Adnkronos) - Alex Manninger, ex portiere che ha giocato in Italia anche nella Juventus, è morto all'età di 48 anni. L'ex calciatore austriaco era in auto, ad un passaggio a livello nell'area di Salisburgo, quando la sua vettura è stata travolta da un treno. Manninger era da solo nel veicolo. I soccorritori lo hanno estratto dall'auto e hanno provato a rianimarlo senza successo. 

Manninger, 33 volte in Nazionale, in carriera ha indossato le squadre di diverse squadre italiane. E' sbarcato in Serie A con la Fiorentina nel 2001-2002, poi ha militato nel Torino, nel Bologna, nel Brescia e nel Siena prima di approdare alla Juve nel 2008. In maglia bianconera è rimasto fino al 2012 con 42 presenze complessive tra campionato e coppe come secondo di Gigi Buffon. 

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Categoria: sport

00:21

Atp Barcellona, Musetti ai quarti e Sonego eliminato

(Adnkronos) - Lorenzo Musetti ai quarti del torneo Atp di Barcellona. L'azzurro, testa di serie numero 2, negli ottavi di finale supera il francese Corentin Moutet per 6-3, 6-4. Il toscano affronterà il francese Arthur Fils, testa di serie numero 9, vittorioso in 2 set contro lo statunitense Brandon Nakashima per 6-2, 6-3. Eliminato, invece, Lorenzo Sonego. Il piemontese viene sconfitto dal russo Andrei Rublev, numero 5 del tabellone, che si impone per 6-2, 6-3. 

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Categoria: sport

00:17

Meteo, settimana pazza da lunedì: pioggia, sole e poi temporali sul 25 aprile

(Adnkronos) - Pioggia, poi sole e caldo, quindi ancora maltempo. Il quadro meteo della prossima settimana in Italia, secondo le previsioni, si presenta a dir poco movimentato con una serie di ribaltoni verso il 25 aprile da Nord al Sud, da Milano a Roma in particolare. Il periodo a dir poco instabile si apre lunedì 20 aprile con l'arrivo di un fronte temporalesco destinato a dare il via ad una fase decisamente dinamica. Come sottolinea ilmeteo.it, i temporali colpiranno inizialmente il Nord e in particolare Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. Quindi, il maltempo colpirà anche il Centro con pioggia intensa e con il rischio di grandine. Nel pomeriggio, temporali possibili anche sulle regioni di Nord Ovest. Nessuna sostanziale variazione nella giornata di martedì 21 aprile: pioggia sull'arco alpino centro-orientale e, scendendo verso Sud, su Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo. Ombrelli a portata di mano anche in altre zone del Centro Nord: la pressione infatti si manterrà piuttosto bassa, favorendo una certa instabilità, peraltro tipica della Primavera. 

Il maltempo concederà un break da mercoledì 22 Aprile con il ritorno dell'alta pressione e del sole. Gli unici disturbi saranno limitati alle Alpi e alle Prealpi, nonché alle zone interne del Centro, dove potrebbero svilupparsi i classici temporali pomeridiani. Nei giorni successivi il tempo si manterrà in generale stabile, con prevalenza di sole e con temperature in leggero aumento. Troppo presto, però, per parlare di una duratura inversione di tendenza. Il weekend del 25 e 26 aprile, l'ultimo del mese, sarà condizionato da una perturbazione in discesa dal Nord Europa: l'ondata di maltempo, con il ritorno di pioggia e temporali, si 'candida' a colpire anche l'Italia. 

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Categoria: cronaca

00:07

Voli a rischio in Europa tra 6 settimane? Crisi di Hormuz e effetto sul traffico aereo

(Adnkronos) - Voli a rischio in Europa tra sei settimane, quando potrebbe cominciare a scarseggiare il carburante per gli aerei. E' l'allarme lanciato da Fatih Birol, direttore esecutivo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, che delinea lo scenario legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, determinante per il 20% del commercio del petrolio mondiale. Il braccio di mare, paralizzato dall'Iran durante la guerra con gli Usa, è attualmente 'sigillato' dal blocco navale attuato dagli Stati Uniti. Le conseguenze sul traffico aereo in Europa, dice Birol, saranno dirompenti nel giro di poco più di un mese. 

Il Vecchio Continente ha "carburante forse per 6 settimane", dice il numero 1 dell'AIE. Se lo Stretto non verrà riaperto in tempi brevi, "presto sentiremo news relative alla possibile cancellazione di voli dalla città A alla città B come risultato della carenza di carburante per gli aerei". Birol fa riferimento ad un orizzonte temporale di circa 6 settimane. Si tratta di una prospettiva migliore, in ogni caso, rispetto a quella illustrata il 9 aprile da ACI Europe, come ricorda la Cnn. La scorsa settimana, l'ente che rappresenta gli aeroporti europei ha stimato che il rischio di carenza di carburante potrebbe concretizzarsi già alla fine di questo mese. 

 

In questo quadro, le compagnie iniziano a rivedere la propria programmazione. Lufthansa, come evidenzia la Bild, rende noto che ridurrà i voli meno produttivi e lascerà a terra 27 aerei della compagnia sussidiaria regionale Cityline a partire da sabato. Le misure vengono definite "inevitabili" alla luce di "costi aumentati" per il carburante, come spiega il Cfo Till Streichert. Le decisioni, già pianificate, verranno attuate in anticipo rispetto ai programmi iniziali vista la situazione contingente. "La crisi attuale ci costringe a implementare le misure in anticipo", dice Streichert. Lufthansa ridurrà attività su rotte a corto, medio e lungo raggio con la prospettiva di lasciare a terra aeromobili "inefficienti". "L'obiettivo è quello di definire meglio le nostre piattaforme a corto e medio raggio e renderle più competitive", afferma Streichert. 

 

La chiusura dello Stretto di Hormuz incide anche sull'attività delle compagnie aeree cinesi, che hanno iniziato a cancellare voli diretti verso il Sudest asiatico e l'Australia. La Cnn riferisce che negli ultimi giorni sono stati annullati voli che avrebbero dovuto portare viaggiatori all'estero, soprattutto in località di vacanza abitualmente selezionate dal turismo cinese. Le compagnie, secondo l'emittente, avrebbero annullato voli per Melbourne e per la Thailandia con un preavviso di pochi giorni rispetto ad un periodo particolarmente favorevole per le vacanze: a maggio la Cina si ferma dall'1 al 5 per celebrare la Festa del Lavoro. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:01

Trump: "Papa deve capire, Iran può colpire anche Italia". Ottimismo sui negoziati: "Accordo vicino con Teheran"

(Adnkronos) - "Il Papa deve capire che l'Iran non può avere un'arma nucleare. Altrimenti ogni paese, compresa l'Italia dove risiede il Papa, sarebbe in pericolo. L'Iran non avrà armi atomiche, ha dato il suo consenso". Donald Trump prova ad abbassare i toni dopo gli attacchi a Papa Leone XIV ma non modifica la propria linea nei confronti del Pontefice, criticato nei giorni scorsi per un atteggiamento 'soft' nei confronti dell'Iran. Intanto, il presidente americano annuncia ulteriori progressi nel dialogo con Teheran per porre fine alla guerra. "Il Papa deve capire", ripete Trump attribuendo al Pontefice dichiarazioni in realtà mai fatte. 

"Io non ho nulla contro il Papa, non c'è uno scontro con lui. Il Papa ha fatto una dichiarazione, dice 'l'Iran può avere un'arma nucleare'. Io dico che l'Iran non può averla", afferma il presidente degli Stati Uniti prima di volare a Las Vegas per un evento. Trump, che negli ultimi 2 giorni ha criticato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiama in causa indirettamente anche l'Italia: "Sarebbe in pericolo come ogni paese" se Teheran avesse accesso alle armi atomiche. 

"Io ho il diritto di non essere d'accordo con il Papa. Lui ha il diritto di quello che desidera, voglio che dica quello che vuole. Ma io ho il diritto di non essere d'accordo. Il Papa deve capire una cosa molto semplice, l'Iran non può avere un'arma nucleare: il mondo sarebbe in grave pericolo. Io sono il presidente degli Stati Uniti e come tale non posso permettere all'Iran di avere armi atomiche, tutto qui. Non le avranno", sentenzia. In base alle dichiarazioni di Trump, Stati Uniti e Iran sono vicini ad un'intesa totale. 

 

"Abbiamo un accordo su molti punti", dice prima di annunciare una potenziale svolta: Teheran, che in realtà non offre nessun tipo di conferma, avrebbe accettato di rinunciare al programma per l'arricchimento dell'uranio. "L'Iran non avrà armi atomiche, ha dato il suo consenso". La Repubblica islamica, dice il numero 1 della Casa Bianca "ha accettato di riconsegnarci" quella che Trump definisce "nuclear dust": non è chiaro se il riferimento sia ai 440 chili di uranio arricchito al 60% prodotti sinora. La rinuncia iraniana al programma nucleare sarebbe assoluta: "Non c'è un limite di 20 anni, non avranno armi nucleari", dice escludendo uno stop a tempo. 

In generale, il quadro delineato dal presidente americano è estremamente positivo. "Stiamo andando molto bene, il blocco navale dello Stretto di Hormuz è fantastico, nessuna nave pensa lontanamente di violarlo", dice facendo riferimento al blocco del braccio di mare determinante per il 20% del commercio mondiale di petrolio. Strada in discesa verso la pace, a quanto pare. "L'Iran vuole un accordo. Gli iraniani non hanno più nulla, i nuovi leader sono ragionevoli. L'Iran è disposto a fare oggi cose che non era pronto a fare 2 mesi fa. I mercati vanno bene, il prezzo del petrolio scende". Per completare l'opera serve un altro round di negoziati. Quando si torna al tavolo? "Probabilmente nel corso del weekend". E se non si trova un accordo? "Si ricomincia a combattere", dice Trump correggendo subito il tiro: "Abbiamo molti accordi con l'Iran, credo possa succedere qualcosa di positivo in tempi brevi". Il dialogo tra Teheran e Washington è favorito dalla mediazione del Pakistan. "Se l'accordo venisse firmato a Islamabad, potrei andare. Sì, andrei: vogliono che io vada", dice il presidente americano. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:00

Sciopero dei giornalisti oggi 16 aprile. La nota Fnsi e il comunicato Fieg

(Adnkronos) -  

Sciopero dei giornalisti oggi giovedì 16 aprile 2026. 

Le giornaliste e i giornalisti italiani scioperano, oggi, per la terza volta. Non lo facciamo a cuor leggero, ma riteniamo che sia necessario informare i lettori, la società e la politica di ciò che sta accadendo nel nostro settore, tanto fondamentale per la democrazia quanto fragile. 

Il contratto stipulato con gli editori della Fieg per regolare il lavoro dei giornalisti dipendenti è scaduto da 10 anni, anni in cui gli editori hanno goduto di aiuti pubblici, mentre i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione. Non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale e per il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top. 

E va anche peggio alle migliaia di colleghe e colleghi collaboratori e a partita Iva che da anni attendono la determinazione dell’equo compenso e che per questo motivo hanno redditi che sono sotto la soglia di povertà. 

Gli editori si sono garantiti tagli del costo del lavoro ricorrendo a pratiche di dumping contrattuale attraverso l’uso smodato del lavoro precario. 

Con il nostro lavoro e i nostri sacrifici quotidiani, siamo gli azionisti di maggioranza di molte aziende editoriali.  

Per la Federazione nazionale della Stampa italiana dignità e futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale, il recupero salariale e la difesa dei diritti che non sono privilegi, ma il modo con cui possiamo resistere alle minacce, dentro e fuori dalle redazioni. La dignità del nostro lavoro incide pesantemente sulla qualità dell’informazione che arriva a voi cittadini.  

Per questo riteniamo anche che il settore debba essere finanziato di più e meglio, che i finanziamenti non possano produrre la distruzione e l’appiattimento dell’informazione, ma riportare ricavi alle testate. Noi giornalisti siamo pronti a parlarne e a confrontarci. Ma gli editori? 

 

Gli editori della FIEG, fin dall’inizio dell’avvio del confronto per il rinnovo contrattuale, hanno rappresentato la necessità di un cambiamento sostanziale delle regole contrattuali per recuperare efficienza e produttività e consentire di affrontare adeguatamente le nuove sfide del mercato, attraversato da un’innovazione tecnologica epocale. 

Ci si trova infatti a dover applicare un contratto nazionale di lavoro pieno di rigidità, vincoli ed istituti ormai insostenibili che ostacolano la competitività ed aggravano la situazione economica delle aziende, rappresentando peraltro una barriera all’ingresso delle nuove professionalità. 

Non può certamente essere considerato un fattore di sviluppo un contratto che prevede, a titolo di esempio, 40 giorni all’anno tra ferie e permessi, il pagamento di un’indennità per ex festività soppresse 50 anni fa, maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo ben al disopra della media degli altri contratti nazionali nonché il riconoscimento di scatti di anzianità in percentuale sulla retribuzione che garantiscono ampiamente il recupero dell’inflazione.  

Gli editori vogliono ritrovare condizioni di sostenibilità economica per non danneggiare ulteriormente tanto le aziende quanto le professionalità. 

A tal fine si è proposto al sindacato di affrontare la sfida della completa modernizzazione del contratto e dell’introduzione di regole specifiche per favorire l’inserimento di giovani professionisti, come già sperimentato con successo nell’ultimo rinnovo contrattuale firmato con lo stesso sindacato. 

Gli editori non si sono mai sottratti al confronto né hanno mai abbandonato il tavolo negoziale e ribadiscono la propria disponibilità a proseguire nelle trattative per il rinnovo del contratto. 

Categoria: economia

23:55

Usa-Iran, Stretto di Hormuz e negoziati: i messaggi di Trump e lo scenario

(Adnkronos) - Petrolio, Stretto di Hormuz e arricchimento dell'uranio. Si apre uno spiraglio per un nuovo round di colloqui tra Usa e Iran per porre fine alla guerra, congelata per ora dalla tregua che scade il 21 aprile. Intanto i temi chiave - sui quali si è arenato l'accordo a Islamabad - non cambiano nel quadro che Donald Trump ha delineato nelle ultime ore con il consueto uragano di dichiarazioni. "La guerra è quasi finita, una nuova tregua non è necessaria", la sintesi della posizione del presidente degli Stati Uniti, tornato ad attaccare per la seconda volta in due giorni la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e in generale gli alleati della Nato: "L'Italia prende un sacco di petrolio da Hormuz. Noi paghiamo miliardi per la Nato, ma quando abbiamo bisogno degli alleati non ci aiutano". 

 

Sul fronte dello Stretto, la situazione al momento è in una fase di stallo: Hormuz resta infatti bloccato dagli Stati Uniti e Teheran continua a minacciare pesanti ritorsioni - l'ultima delle quali è un possibile stop al traffico commerciale nel Mar Rosso - se gli Usa dovessero continuare il blocco navale contro i suoi porti, compromettendo così il già fragile cessate il fuoco in vigore dall'8 aprile scorso. 

Da parte iraniana, il consigliere militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha avvertito che l'Iran affonderebbe le navi americane nello Stretto se gli Stati Uniti decidessero di “sorvegliare” questo snodo cruciale per il traffico marittimo. 

“Trump vuole diventare il poliziotto dello Stretto di Hormuz. È davvero questo il vostro compito? È questo il compito di un esercito potente come quello degli Stati Uniti?”, ha tuonato nelle scorse ore alla tv di Stato Mohsen Rezaei, ex comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, ora nominato consulente militare da Khamenei. "Queste vostre navi saranno affondate dai nostri primi missili e hanno creato un grande pericolo per l'esercito statunitense. Possono sicuramente essere colpite dai nostri missili e noi possiamo distruggerle", ha minacciato Rezaei, che si è presentato in uniforme militare all'emittente statale. 

Secondo il generale Ali Abdollahi, comandante del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, il mantenimento delle restrizioni e la creazione di "insicurezza per le navi mercantili e le petroliere iraniane" costituirebbero "il preludio" alla rottura della tregua. 

In risposta, ha aggiunto il generale nelle dichiarazioni riportate dalla tv di Stato, Teheran potrebbe quindi reagire bloccando i traffici marittimi lungo le principali rotte della regione. "Le potenti forze armate della Repubblica islamica non permetteranno alcuna esportazione o importazione nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman o nel Mar Rosso", ha avvertito. 

Ma non è tutto. Qualsiasi intervento esterno sulla sicurezza dello Stretto rischia di "complicare ulteriormente la situazione", ha quindi avvertito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, commentando l'ipotesi di una coalizione europea per garantire la sicurezza marittima nell'area a due giorni dalla video-conferenza di Parigi. Rispondendo a una domanda sulle iniziative dell'Ue e di alcuni Paesi, tra cui la Germania, disponibili anche a colloqui diretti con Teheran sulla questione, Baghaei - secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Irna - ha ribadito che la sicurezza dello Stretto è stata garantita dall'Iran "per decenni". 

"In questi 40 giorni, l'unica ragione per cui la sicurezza in questa via navigabile è stata a rischio è stata la guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista", ha affermato il portavoce, che ha quindi messo in guardia da nuove iniziative esterne. "Credo che qualsiasi movimento e qualsiasi intervento negli affari regionali non farà altro che complicare ulteriormente la situazione", ha scandito. 

Baghaei ha aggiunto che Teheran guarda con favore al fatto che "molti Paesi europei abbiano la saggezza di non cadere nella trappola" tesa da Washington e da Israele, sottolineando che la Repubblica islamica, insieme ai Paesi della regione, è in grado di garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz "a condizione che cessino gli interventi e le guerre imposti dagli Stati Uniti nella regione". 

Quello sull'ipotesi di un intervento europeo sembra per ora essere l'unico punto di incontro tra Usa e Iran. Secondo il presidente americano Donald Trump sarebbe in effetti "molto triste" il presunto piano europeo per riaprire lo Stretto di Hormuz senza il coinvolgimento degli Stati Uniti, rivelato in anteprima dal Wall Street Journal. "Lo Stretto di Hormuz si sta già riaprendo, ci sono navi che entrano ed escono - ha detto a Fox News -. Ma come si fa a stare con un gruppo di Paesi con quest'atteggiamento? Guardate alla Groenlandia: ci serviva per proteggere il mondo dalla Russia e la Cina". 

"La Cina - ha poi aggiunto il tycoon - è molto contenta che io stia riaprendo definitivamente lo Stretto di Hormuz. Lo sto facendo anche per loro e per il mondo intero".  

Nessun grande cambio di posizioni anche sul nodo uranio. Mentre gli Usa continuano a chiedere lo smantellamento degli impianti nucleari e la rimozione dal Paese delle scorte di uranio arricchito al 60%, ancora nelle ultime ore il ministero degli Esteri iraniano ha ribadito il diritto "indiscutibile" di Teheran di arricchire l'uranio, a un livello che ha tuttavia definito "negoziabile". Il diritto al nucleare civile non può essere "revocato sotto pressione o attraverso la guerra", ha quindi affermato il portavoce. 

"Per quanto riguarda il livello e il tipo di arricchimento, abbiamo sempre detto che la questione era negoziabile. Abbiamo insistito sul fatto che l'Iran dovrebbe poter continuare l'arricchimento in base alle proprie esigenze", ha aggiunto. 

 

Per aumentare la pressione sull’Iran, gli Stati Uniti intanto stanno inviando circa 10.000 militari e diverse navi da guerra in Medio Oriente, hanno rivelato al Washington Post funzionari americani, secondo cui la mossa rappresenta il cuore della nuova strategia dell’amministrazione guidata da Trump, che rafforza la propria presenza nella regione. Il dispiegamento - che include portaerei e unità dei Marines - si aggiunge ai circa 50.000 soldati statunitensi già operativi nell’area, offrendo a Washington più opzioni in caso di fallimento delle trattative, inclusi possibili attacchi o persino operazioni di terra. 

Tra le forze in arrivo - scrive il quotidiano - figurano circa 6.000 uomini a bordo della portaerei Uss George H.W. Bush e del suo gruppo navale, oltre a circa 4.200 militari del Boxer Amphibious Ready Group con l’11ª Marine Expeditionary Unit. Il rafforzamento militare coincide con la scadenza della tregua di due settimane e si integra con le unità già presenti, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss Gerald R. Ford. Secondo fonti militari, l’obiettivo è garantire ai comandanti sul campo una maggiore flessibilità operativa nel caso in cui il confronto con Teheran dovesse intensificarsi. 

 

Dopo le indiscrezioni rincorse dai media, la Casa Bianca ha intanto confermato che gli Stati Uniti stanno discutendo di un possibile secondo round di negoziati con l'Iran che, se venissero confermati, si svolgerebbero con ogni probabilità di nuovo a Islamabad. "Si svolgono discussioni di questo tipo, ma nulla è ufficiale fino a che non ve lo confermiamo noi", ha affermato la portavoce, Karoline Leavitt, esprimendo ottimismo sulla prospettiva di un accordo. Il Pakistan "è l'unico mediatore" in queste trattative, ha aggiunto. 

"Ho visto alcune notizie, di nuovo, notizie errate, secondo cui avremmo formalmente richiesto un'estensione del cessate il fuoco. Questo non è vero", ha poi precisato Leavitt, rispondendo alle domande dei giornalisti e ribadendo che "in questo momento restiamo molto impegnati in questi negoziati, in questi colloqui". 

"Avete sentito direttamente dal vicepresidente e dal presidente questa settimana che queste conversazioni sono produttive e in corso, ed è a questo punto che ci troviamo ora", ha aggiunto Leavitt, assicurando che gli Stati Uniti "si sentono fiduciosi sulle prospettive di un accordo" con l'Iran. Quindi, alla domanda di un giornalista se un potenziale secondo round di colloqui con l'Iran si terrà di nuovo a Islamabad, la portavoce ha risposto che i negoziati "molto probabilmente si terranno nello stesso luogo della volta precedente". 

Stati Uniti e Iran potrebbero quindi tornare a incontrarsi già la prossima settimana, spiega intanto Sky News, che cita un'indiscrezione simile del Wall Street Journal, parlando di un accordo "di principio" per un nuovo incontro, anche se restano da definire data e dettagli logistici. E ci sarebbe un "accordo di principio" anche per estendere il cessate il fuoco tra i due Paesi, riferisce l’Associated Press, citando fonti regionali, secondo cui i mediatori sarebbero più vicini a prolungare la fragile tregua prima della sua scadenza, fissata al 21 aprile, nel tentativo di evitare una nuova escalation. 

In particolare, Stati Uniti e Iran starebbero valutando di estendere di due settimane la tregua, riportano vari media internazionali tra cui al-Arabiya, che rilanciano una notizia di Bloomberg. Secondo una persona informata sui fatti citata dall'agenzia di stampa, i mediatori sarebbbero al lavoro per avviare colloqui tecnici mirati a risolvere i nodi più delicati del confronto. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

23:52

Pechino Express, domani la nuova tappa in Cina con le coppie 'mixate'

(Adnkronos) - Domani, giovedì 16 aprile, sesta tappa dell'incredibile viaggio di 'Pechino Express'. Le coppie, sulla rotta dell’Estremo Oriente, sono in Cina tra mille difficoltà, nuovi imprevisti, sfide di calligrafia con gli ideogrammi delle lingue locali e una Prova Vantaggio 'gustosissima'. 

 

Allo start della sesta tappa tutti i viaggiatori riceveranno infatti dal conduttore Costantino della Gherardesca l’indicazione di dover correre mixati fino al raggiungimento del 'Libro Rosso': si rinnoverà una delle tradizioni più amate nello show Sky Original prodotto da Banijay Italia, dunque, e si formeranno nuove coppie che assumeranno anche nuovi nomi, quelli di 'animali - guida' cari alla tradizione cinese.  

Costantino e l’inviata per la Cina Giulia Salemi guideranno le coppie per 355 chilometri: dall’antica città di Huizhou, passando poi per Meren Quifeng, sede del 'Libro Rosso', fino al 'Tappeto Rosso' finale fissato a Nanjing, una delle quattro antiche grandi capitali della Cina.  

 

Queste le coppie 'originarie' ancora in gara: Biagio Izzo e Francesco Paolantoni 'Gli Spassusi', Chanel Totti e Filippo Laurino 'I Raccomandati', Jo Squillo e Michelle Masullo 'Le Dj', Fiona May e Patrick Stevens 'I Veloci', Dani Faiv e Tony 2Milli 'I Rapper', e Candelaria e Camila Solórzano 'Le Albiceleste'. Ma per iniziare la nuova tappa, le coppie 'mixate' dovranno di fatto ripartire da zero, testando la reciproca sintonia attraverso dinamiche di gioco che saranno sfidanti.  

'Pechino Express' è in esclusiva su Sky alle ore 21.15 e in streaming solo su Now. Le puntate restano poi sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go. 

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Categoria: spettacoli

23:39

Camminare di pomeriggio è meglio per la glicemia, lo studio e l'orario ideale

(Adnkronos) - Meglio camminare di mattina o di pomeriggio? Per il controllo della glicemia la risposta cambia a seconda dell'orario, soprattutto se si soffre di diabete di tipo 2. Una review pubblicata su Trends in Endocrinology & Metabolism - firmata da ricercatori dell'università di Copenhagen e del Karolinska Institutet di Stoccolma - evidenzia che l'esercizio fisico svolto nel pomeriggio offre benefici maggiori in relazione al metabolismo del glucosio rispetto a quello mattutino. Gli studi mostrano infatti livelli di glicemia più bassi e una migliore risposta insulinica dopo le sessioni pomeridiane. Un aspetto importante soprattutto per chi è affetto da diabete di tipo 2. 

 

Secondo l'analisi che trova spazio anche sul Washington Post, per questa specifica categoria di soggetti, l'esercizio fisico svolto nel tardo pomeriggio tende a portare a miglioramenti sostanziali e duraturi nel controllo della glicemia. Lo stesso esercizio fisico svolto al mattino presto, d'altro canto, spesso causa un aumento della glicemia e una risposta insulinica alterata. "C'è un crescente numero di prove che suggeriscono che l'esercizio fisico svolto nel tardo pomeriggio possa offrire benefici supplementari per la salute", sostiene la professoressa Trine Moholdt, scienziata dello sport presso l'Università norvegese di scienza e tecnologia di Trondheim, in Norvegia. 

Spesso si tende a sottovalutare uno degli effetti dell'esercizio fisico come 'regolatore del ritmo circadiano'. Il corpo umano segue un ciclo di 24 ore che aiuta ogni individuo a scandire uando ci svegliamo, dormiamo, mangiamo e, in generale, quando funzioniamo. Il ciclo, evidenzia la revisione, è gestito dagli 'orologi' molecolari presenti praticamente in ogni cellula e organo del nostro corpo, che si coordinano con un orologio biologico centrale situato nel cervello. 

La frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, la secrezione di insulina, la fame, la temperatura corporea, l'energia, la sonnolenza, la forza, la divisione cellulare funzionano tra picchi e cali prevedibili durante il giorno e la notte. Nelle persone con diabete di tipo 2, però, questi cicli spesso vengono interrotti, se non addirittura stravolti. Tali soggetti, secondo la revisione degli studi, vanno incontro ad un 'disallineamento circadiano': alcune funzioni biologiche non si verificano quando dovrebbero, o non si verificano affatto. 

 

In particolare, come hanno osservato gli scienziati, quando uomini di mezza età con diabete di tipo 2 hanno iniziato un programma di esercizio fisico relativamente intenso al mattino o al pomeriggio, secondo uno degli studi analizzati nella revisione, i risultati sono stati significativi. I loro allenamenti erano stati identici in entrambi i momenti della giornata. Ma quando i ricercatori hanno misurato i livelli di glicemia degli uomini dopo l'allenamento, hanno notato che le sessioni pomeridiane portavano a livelli più bassi e salutari che resistevano fino a 24 ore. Gli stessi allenamenti eseguiti al mattino, invece, causavano livelli di glicemia più elevati e una minore sensibilità all'insulina, che duravano anch'essi per ore: altri esperimenti hanno prodotto risultati comparabili. "La maggior parte degli studi riporta livelli di glucosio post-esercizio più elevati negli individui con diabete di tipo 2... al mattino rispetto al pomeriggio", hanno scritto gli autori della nuova revisione. 

Perché l'esercizio fisico mattutino sembra aggravare i problemi di glicemia nelle persone con diabete di tipo 2? Probabilmente, secondo Harriet Wallberg-Henriksson, professoressa di fisiologia presso il Karolinska Institute di Stoccolma e autrice senior della nuova revisione, a causa del cosiddetto 'fenomeno dell'alba', che provoca un picco glicemico particolarmente elevato al mattino.  

 

In quasi tutti gli individui, i livelli di cortisolo - un ormone legato allo stress - aumentano al mattino presto. Questa 'fiammata' di cortisolo aiuta l'organismo a svegliarsi e stimola il fegato a rilasciare gli zuccheri immagazzinati. Nelle persone con un metabolismo sano, il pancreas produce poi insulina per spingere lo zucchero nel sangue verso i muscoli, con la fornitura provvidenziale di energia quando iniziamo ad alzarci e a muoverci. Le persone con diabete di tipo 2, tuttavia, producono meno insulina e sono anche resistenti ai suoi effetti, quindi i loro livelli di glicemia in genere aumentano e rimangono elevati al mattino presto. 

Allenarsi al mattino presto, soprattutto in modo intenso, ad esempio con una corsa o un'intensa pedalata in bicicletta, di solito aumenta ulteriormente i livelli di cortisolo e amplifica il fabbisogno energetico dei muscoli, portando al rilascio di una maggiore quantità di zuccheri nel sangue. Questo non rappresenta un problema per le persone con un buon controllo della glicemia, i cui muscoli bruceranno la maggior parte di questi zuccheri. 

Secondo la professoressa Wallberg-Henriksson, le persone con diabete di tipo 2, che spesso presentano la massima insulino-resistenza al mattino presto, non riescono a trasportare efficacemente l'eccesso di zucchero nel sangue ai muscoli. Di conseguenza, questo rimane in circolo e continua ad aumentare nel flusso sanguigno. Tale quadro "rende l'esercizio fisico mattutino meno efficace per il metabolismo del glucosio nelle persone con diabete di tipo 2 rispetto allo stesso allenamento svolto più tardi nel corso della giornata". 

 

Tuttavia, anche l'esercizio fisico mattutino rimane benefico per le persone con diabete di tipo 2, ha affermato Juleen Zierath, fisiologa del Karolinska Institute e coautrice della revisione. "Il messaggio più importante rimane che l'esercizio fisico, a qualsiasi ora, è meglio di nessun esercizio", ha evidenziato. 

Chi soffre di diabete di tipo 2 e preferisce allenarsi al mattino, potrebbe voler mantenere un'intensità relativamente bassa, ha suggerito Wallberg-Henriksson. "Un'attività fisica più leggera, come una camminata veloce, non sembra avere lo stesso effetto legato all'orario" di uno sforzo più intenso. 

La review non cancella tutti gli interrogativi sugli effetti dell'orario dell'esercizio fisico. La maggior parte degli studi inclusi nella revisione erano di piccole dimensioni, a breve termine e coinvolgevano uomini adulti, con attenzione ridotta alle donne e agli anziani. Altri aspetti, come le malattie cardiovascolari, il sonno e la longevità potrebbero essere influenzati dal momento in cui ci si allena. 

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Categoria: cronaca

23:36

Ictus in carcere per Ratko Mladic, il Macellaio di Bosnia "in condizioni molto gravi"

(Adnkronos) - Il criminale di guerra serbo-bosniaco Ratko Mladic, detenuto all'Aia dove sta scontando una condanna all'ergastolo, avrebbe avuto un ictus e le sue condizioni di salute sarebbero delicate, ha dichiarato il figlio alla televisione pubblica serbo-bosniaca. Mladic è stato condannato all'ergastolo da un tribunale delle Nazioni Unite nel 2017 per genocidio e crimini di guerra durante la guerra in Bosnia negli anni '90. Il comandante militare serbo-bosniaco in tempo di guerra, noto come il "Macellaio di Bosnia", è stato giudicato colpevole in particolare per il suo ruolo nell'assedio di Sarajevo e nel massacro di Srebrenica del 1995, in cui furono uccisi 8.000 uomini e ragazzi musulmani bosniaci, un evento che la giustizia internazionale ha riconosciuto come genocidio.  

Il figlio Darko Mladic ha dichiarato alla televisione Rtrs di aver ricevuto le prime informazioni sulla salute del padre venerdì, dopo essere stato contattato da un medico autorizzato dalle Nazioni Unite che ha spiegato "che ritengono si sia trattato di un ictus silenzioso, che era stato portato in un ospedale civile e poi riportato (in prigione) dopo scansioni ed esami" 

Secondo Darko Mladic, le condizioni del padre peggiorano quotidianamente. "La situazione è molto grave". La famiglia sta ancora aspettando la documentazione medica dall'Aia affinché i medici serbi possano esaminare quanto accaduto, ha affermato. "Non c'è motivo per cui non ce la diano... Questi sono i suoi diritti fondamentali", ha sottolineato. La famiglia spera che a Mladic, 83 anni secondo i documenti del tribunale delle Nazioni Unite, possa essere permesso di ricevere cure in Serbia, ha aggiunto il figlio. 

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Categoria: internazionale/esteri

23:23

Aston Villa-Bologna: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Il Bologna torna in campo in Europa League. Giovedì 16 aprile i rossoblù affrontano l'Aston Villa - in diretta tv e streaming - in trasferta nel ritorno dei quarti di finale della seconda competizione europea. La squadra di Italiano, che aveva eliminato la Roma agli ottavi, è reduce dalla vittoria casalinga contro il Lecce, battuto 2-0 nell'ultimo turno di Serie A, mentre al Villa Park si ripartirà dal 3-1 con cui gli uomini di Emery si sono imposti al Dall'Ara. 

 

La sfida tra Aston Villa e Bologna è in programma giovedì 16 aprile alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 

Aston Villa (4-2-3-1): Emiliano Martinez; Cash, Konsa, Pau Torres, Digne; Onana, Tielemans; McGinn, Rogers, Buendia; Watkins. All. Emery. 

Bologna (4-2-3-1): Ravaglia; Joao Mario, Heggem, Vitik, Miranda; Ferguson, Freuler, Pobega; Bernardeschi, Castro, Rowe. All. Italiano. 

 

Aston Villa-Bologna sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. La partita sarà disponibile anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW. 

 

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Categoria: sport

23:23

Fiorentina-Crystal Palace: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) - La Fiorentina torna in campo in Conference League. Giovedì 16 aprile i viola ospitano il Crystal Palace - in diretta tv e streaming - nel ritorno dei quarti di finale della terza competizione europea. La squadra di Vanoli va a caccia dell'impresa al Franchi, dopo aver perso l'andata per 3-0 a Londra. 

 

La sfida tra Fiorentina e Crystal Palace è in programma giovedì 16 aprile alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 

Fiorentina (4-3-3): De Gea; Comuzzo, Pongracic, Ranieri, Balbo; Ndour, Fagioli, Mandragora; Solomon, Piccoli, Gudmundsson. All. Vanoli. 

Crystal Palace (3-4-2-1): Benitez; Richards, Lacroix, Canvot; Munoz, Wharton, Lerma, Mitchell; Sarr, Pino; Mateta. All. Glasner 

 

Fiorentina-Crystal Palace sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. La partita sarà disponibile anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW. 

 

Categoria: sport

23:21

Camavinga espulso, caos in Bayern Monaco-Real Madrid. In Spagna: "Ingiustizia"

(Adnkronos) - Caos e proteste in Bayern Monaco-Real Madrid. Oggi, mercoledì 15 aprile, i tedeschi hanno battuto gli spagnoli nel ritorno dei quarti di finale di Champions League, imponendosi per 4-3 al termine di una partita spettacolare condizionata però dall'espulsione, contestatissima, di Eduardo Camavinga nel finale di partita. 

Succede tutto all'86'. Il centrocampista francese, subentrato nel corso del secondo tempo, riceve un primo cartellino giallo al 78', rimediando la seconda ammonizione dopo soli otto minuti. Il motivo? Perdita di tempo. Sul punteggio di 3-2 per i suoi, e quindi con il discorso qualificazione in perfetta parità, Camavinga porta a spasso il pallone per il campo e lo allontana per rallentare la ripresa del gioco bavarese, ma l'arbitro Vincic estrae il secondo giallo e conseguente cartellino rosso. 

Furiose le proteste del Real Madrid, con Vinicius che applaude ironicamente al direttore di gara, e gli uomini di Arbeloa che prendono subito due gol, uscendo così dalla Champions League. A fine partita i giocatori assediano l'arbitro sloveno, con Arda Guler che viene espulso. Il caos travolge ovviamente la Spagna. I media iberici gridano allo scandalo, con Marca che apre con l'eloquente titolo: "Injusticia", ovvero "Ingiustizia", proprio in riferimento all'espulsione di Camavinga. 

 

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Categoria: sport

22:43

Borges serve dal basso sul match point, Etcheverry 'offeso'. E Barcellona fischia

(Adnkronos) - Fischi e tensione a Barcellona. Oggi, martedì 15 aprile, proprio mentre Carlos Alcaraz annunciava il suo ritiro dall'Atp 500 spagnolo permettendo a Jannik Sinner di allungare al numero 1 del ranking, il portoghese Nuno Borges batteva Tomas Etcheverry negli ottavi di finale del torneo catalano. 

Fin qui, tutto bene, se non fosse che per sigillare il suo successo Borges abbia scelto la maniera meno sportiva possibile, seppur rivelatasi efficace. Sul match point e con il servizio a favore, il portoghese ha scelto di battere dal basso per sorprendere l'avversario, riuscendo effettivamente a firmare un ace. 

Una scelta non molto in linea con il bon ton che caratterizza il tennis, e che ha infatti provocato la reazione di Etcheverry prima e del pubblico poi. L'argentino ha salutato l'avversario senza nemmeno guardarlo in faccia, visibilmente infastidito, mentre gli spalti di Barcellona hanno iniziato a fischiare, non rispondendo al saluto di Borges. 

 

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Categoria: sport

22:19

Bari, bambino cade dal settimo piano: è gravissimo

(Adnkronos) - Un bambino di circa 8 anni è caduto dall'alto da un balcone al 6°/7° piano al quartiere San Paolo di Bari. Il piccolo è ricoverato in gravissime condizioni in ospedale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il fatto è accaduto in un palazzo di via Leotta. Il piccolo è stato soccorso dal 118 e trasportato al Policlinico di Bari dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per salvargli la vita. 

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Categoria: cronaca

22:03

Alcaraz si ritira da Barcellona, Sinner allunga al numero 1. Come cambia ranking

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz si ritira da Barcellona per infortunio e Sinner allunga nel ranking Atp. Oggi, mercoledì 15 aprile, il tennista spagnolo ha annunciato il suo forfait alla vigilia degli ottavi di finale dell'Atp 500 catalano a causa di un problema fisico accusato nel primo turno contro il finlandese Virtanen.  

"E' complicato sedermi qui oggi e annunciare che non potrò proseguire il torneo", ha detto Alcaraz in conferenza stampa, "Nel match di ieri ho sentito un dolore al polso, che è aumentato gradualmente. Non credevo sarebbe diventata una situazione grave, ma è un infortunio più serio del previsto". Come cambia quindi il ranking Atp dopo il forfait di Alcaraz? 

 

Il forfait di Alcaraz permette a Sinner di scongiurare il controsorpasso dello spagnolo e allungare al primo posto del ranking Atp. Alcaraz avrebbe infatti avuto l'occasione di tornare immediatamente numero 1 del mondo, dopo essere stato sorpassato in vetta con la vittoria dell'azzurro nella finale di Montecarlo, qualora avesse vinto a Barcellona, andando a soli 10 punti di vantaggio su Sinner. 

Ora che ha abbandonato il torneo agli ottavi invece, Alcaraz si ritrova a perdere punti. Lo spagnolo infatti aveva raggiunto la finale lo scorso anno, risultato che oggi gli fa perdere 280 punti, scivolando a quota 12.960 contro i 13.350 di Sinner, che è sicuro di rimanere numero 1 almeno fino ai prossimi Internazionali d'Italia. 

 

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Categoria: sport

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06:51

Meloni oggi a Parigi, Europa discute piano per Stretto di Hormuz

(Adnkronos) - Giorgia Meloni oggi a Parigi per il vertice sullo Stretto di Hormuz. La presidente del Consiglio sarà in Francia per il vertice organizzato dal presidente Emmanuel Macron e dal premier britannico Keir Starmer. L'Europa, più volte criticata dal presidente americano Donald Trump con attacchi diretti anche alla premier italiana, cerca una linea comune e una strategia in relazione alla 'via del petrolio' paralizzata da settimane dall'Iran e sottoposta da giorni al blocco navale degli Stati Uniti. Al summit, che dovrebbe coinvolgere circa 40 paesi, parteciperà anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, come evidenzia la Bild. La Germania, quando la guerra tra Usa e Iran sarà terminata, sarebbe disposta a schierare navi per sminare lo Stretto e mettere in sicurezza il braccio di mare determinante per il 20% del commercio del petrolio mondiale. 

Merz, scrive Bild, ha espresso la disponibilità della Germania a contribuire alla sicurezza dello Stretto. L'intervento di Berlino è subordinato a un mandato delle Nazioni Unite, a una decisione del governo e all'approvazione del Bundestag. "Siamo ancora lontani da questo obiettivo", la posizione attuale del cancelliere. 

 

Il piano dell'Europa, come anticipato dal Wall Street Journal, prevede la creazione di una coalizione internazionale con l'obiettivo di ripristinare la sicurezza della navigazione nello Stretto una volta terminato il conflitto iraniano, senza il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. L'iniziativa si dovrebbe configurare come una missione difensiva con operazioni di sminamento e con il dispiegamento di navi militari per garantire il transito delle imbarcazioni. Macron ha precisato che la missione escluderebbe le "parti belligeranti", ovvero Stati Uniti, Israele e Iran, e non sarebbe sotto comando americano. Il vertice di Parigi servirà a limare differenze che, secondo il WSJ, dividono Francia e Regno Unito: Parigi ritiene che l'assenza degli Stati Uniti renderebbe la missione più accettabile per Teheran, mentre Londra teme ripercussioni nei rapporti con Washington. Il piano si articolerebbe in tre fasi: evacuazione delle navi bloccate, bonifica delle mine e successivo pattugliamento con scorte militari. 

 

Lo stop al traffico navale nello Stretto di Hormuz ha effetti in particolare sul commercio del petrolio e, quindi, sui prezzi dei carburanti. Il costo di benzina e diesel nell'ultimo mese e mezzo è aumentato in molti paesi, Italia compresa. La crisi di Hormuz investe il settore dell'energia, con conseguenze a cascata. Senza una soluzione in tempi brevi, il settore aereo va incontro in Europa ad una complessa gestione delle scorte di carburante, con il rischio di una riduzione dei voli. Hormuz è determinante anche per il commercio dei fertilizzanti: in prospettiva, i problemi si tradurrebbero in un aumento dei prezzi destinato ad avere ripercussioni anche sui costi di prodotti alimentari largamente diffusi. 

 

L'iniziativa del Vecchio Continente è stata bocciata senza appello da Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha definito "molto triste" il piano che verrà discusso a Parigi. Il numero 1 della Casa Bianca considera "straordinario" il blocco navale attuato da Washington. "Si sta rivelando molto solido, fortissimo", dice. "L'Iran è bloccato, non sta facendo affari.  

Nessuna nave può superare la nostra marina", aggiunge. Il blocco potrebbe addirittura allargarsi, a giudicare dalle dichiarazioni del generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori congiunti. Gli Stati Uniti, dice in un briefing al Pentagono, daranno la caccia alle navi di qualsiasi Paese che possa fornire "supporto materiale" all'Iran in altre regioni.  

"Oltre a questo blocco le nostre forze armate, attraverso operazioni e attività in altre aree di responsabilità, daranno attivamente la caccia a qualsiasi nave battente bandiera iraniana o a qualsiasi nave che tenti di fornire supporto materiale all'Iran", afferma. "Questo include le navi della flotta ombra che trasportano petrolio iraniano. Sono imbarcazioni che eludono le normative internazionali, le sanzioni o i requisiti assicurativi". 

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Categoria: politica

01:26

Trump, nuovo attacco all'Italia: "Gli Usa per voi non ci saranno"

(Adnkronos) - "L'Italia non c'era per noi, noi non ci saremo per loro". Donald Trump si scaglia contro l'Italia con un laconico messaggio sul social Truth. Il presidente degli Stati Uniti torna ad attaccare dopo le critiche mosse negli ultimi giorni alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Nel post ("Italy wasn’t there for us, we won’t be there for them!"), Trump propone un articolo del quotidiano britannico The Guardian relativo alla mancata concessione della base siciliana di Sigonella agli Usa: "L'Italia ha negato l'utilizzo di una base aerea in Sicilia ad aerei militari statunitensi che trasportavano armi destinate alla guerra in Iran, poiché gli Stati Uniti non hanno seguito la procedura di autorizzazione richiesta", si legge nell'incipit dell'articolo del 31 marzo. 

 

Trump utilizza l'articolo per puntare nuovamente il dito contro l'Italia, accusata - come altri membri della Nato e alleati degli Usa - di non aver sostenuto gli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran. Il presidente degli Stati Uniti ha mosso le prime critiche alla premier italiana in un'intervista al Corriere della Sera il 14 aprile. "Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo", ha detto Trump facendo riferimento alla mancata partecipazione dell'Italia - al pari degli altri membri Nato - alle operazioni americane nello Stretto di Hormuz. "Dice semplicemente che l’Italia non vuole essere coinvolta. Anche se l’Italia ottiene il suo petrolio da là, anche se l’America è molto importante per l‘Italia. Non pensa che l’Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei. Non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. E' molto diversa da quello che pensavo...Non è più la stessa persona, e l’Italia non sarà lo stesso Paese, l’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l'Europa". 

Trump ha concesso il bis in un'intervista a Fox News. Meloni, secondo il numero 1 della Casa Bianca, "è stata negativa. Con chiunque ci abbia rifiutato l'aiuto in questa situazione iraniana, non abbiamo lo stesso rapporto. Giusto per essere chiari: l'Italia prende un sacco di petrolio dallo Stretto di Hormuz". Le critiche all'Italia si aggiungono a quelle mosse nelle scorse settimane al Regno Unito e al premier britannico Keir Starmer, 'reo' di non aver risposto positivamente alla richiesta di collaborazione avanzata da Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha ripetutamente fatto riferimento anche al presidente francese Emmanuel Macron. Nel mirino della Casa Bianca, in generale, la Nato: "Perché spendiamo centinaia di miliardi di dollari per la Nato, se poi non stanno dalla nostra parte? Se non sono con noi sull'Iran, non lo saranno neanche su temi molto più grandi". 

 

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Categoria: internazionale/esteri

01:05

Il mistero del super drone Usa (da 240 milioni) sparito nel Golfo Persico

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno perso un super drone da 240 milioni nel Golfo Persico. La marina americana, secondo un report diffuso nelle ultime ore come riferisce la Cnn, documenta l'incidente che ha coinvolto il velivolo MQ-4C Triton lo scorso 9 aprile in un'area imprecisata: i dettagli non vengono resi noti per motivi di sicurezza. Secondo la Cnn, che si basa sui dati di monitoraggio del sito FlightRadar24, il drone MQ-4C è decollato dalla base di Sigonella, in Italia, e ha fatto perdere le proprie tracce nel Golfo Persico. L'apparecchio era in volo sullo Stretto di Hormuz ma durante l'operazione ha perso quota, passando da 50mila a 9mila piedi: a quel punto, il contatto radar si è interrotto. Non sono note le cause dell'incidente. L'Iran, ad oggi, non ha rivendicato l'abbattimento di un simile velivolo. 

Northrop Grumman, azienda che produce il drone, definisce il Triton "il principale velivolo senza pilota al mondo per l'intelligence, la sorveglianza, la ricognizione e l'individuazione di obiettivi in ambito marittimo". L'apparecchio è alimentato da un motore a reazione e con un'autonomia di 8.500 miglia (circa 13.700 km) e può rimanere in volo per oltre 24 ore. Northrop Grumman afferma di aver prodotto solo 20 pezzi. Il Triton, oltre ad essere raro, è anche preziosissimo: secondo la Cnn, il costo si aggira sui 240 milioni di dollari. Più del doppio rispetto a quello di un un caccia stealth F-35C. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:42

Bologna e Fiorentina eliminate, Italia fuori dalle coppe

(Adnkronos) - Non c'è più Italia nelle coppe europee 2025-2026. L'Aston Villa travolge il Bologna per 4-0 nel ritorno dei quarti di finale di Europa League e vola in semifinale. Gli inglesi, vittoriosi per 3-1 all'andata al Dall'Ara, dominano la sfida davanti al proprio pubblico. I Villans sbloccano il risultato con Watkins al 16' e, dopo aver sprecato un rigore, raddoppiano con Buendía al 26'. Il tris dei padroni di casa arriva al 39' con Rogers. Konsa all'89' chiude i conti: 4-0 e poker. 

Finisce anche l'avventura della Fiorentina in Conference League. I viola, dopo aver perso per 3-0 sul campo del Crystal Palace all'andata, al ritorno si impongono per 2-1: vittoria inutile, toscani eliminati. Gli inglesi ipotecano il passaggio del turno con il gol di Sarr, che al 17' sblocca il risultato. La Fiorentina pareggia al 30' con il rigore di Gudmundsson e trova il gol vittoria al 53' con Ndour. 

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Categoria: sport

00:28

E' morto Manninger, l'ex portiere della Juve travolto da un treno

(Adnkronos) - Alex Manninger, ex portiere che ha giocato in Italia anche nella Juventus, è morto all'età di 48 anni. L'ex calciatore austriaco era in auto, ad un passaggio a livello nell'area di Salisburgo, quando la sua vettura è stata travolta da un treno. Manninger era da solo nel veicolo. I soccorritori lo hanno estratto dall'auto e hanno provato a rianimarlo senza successo. 

Manninger, 33 volte in Nazionale, in carriera ha indossato le squadre di diverse squadre italiane. E' sbarcato in Serie A con la Fiorentina nel 2001-2002, poi ha militato nel Torino, nel Bologna, nel Brescia e nel Siena prima di approdare alla Juve nel 2008. In maglia bianconera è rimasto fino al 2012 con 42 presenze complessive tra campionato e coppe come secondo di Gigi Buffon. 

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Categoria: sport

00:21

Atp Barcellona, Musetti ai quarti e Sonego eliminato

(Adnkronos) - Lorenzo Musetti ai quarti del torneo Atp di Barcellona. L'azzurro, testa di serie numero 2, negli ottavi di finale supera il francese Corentin Moutet per 6-3, 6-4. Il toscano affronterà il francese Arthur Fils, testa di serie numero 9, vittorioso in 2 set contro lo statunitense Brandon Nakashima per 6-2, 6-3. Eliminato, invece, Lorenzo Sonego. Il piemontese viene sconfitto dal russo Andrei Rublev, numero 5 del tabellone, che si impone per 6-2, 6-3. 

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Categoria: sport

00:17

Meteo, settimana pazza da lunedì: pioggia, sole e poi temporali sul 25 aprile

(Adnkronos) - Pioggia, poi sole e caldo, quindi ancora maltempo. Il quadro meteo della prossima settimana in Italia, secondo le previsioni, si presenta a dir poco movimentato con una serie di ribaltoni verso il 25 aprile da Nord al Sud, da Milano a Roma in particolare. Il periodo a dir poco instabile si apre lunedì 20 aprile con l'arrivo di un fronte temporalesco destinato a dare il via ad una fase decisamente dinamica. Come sottolinea ilmeteo.it, i temporali colpiranno inizialmente il Nord e in particolare Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. Quindi, il maltempo colpirà anche il Centro con pioggia intensa e con il rischio di grandine. Nel pomeriggio, temporali possibili anche sulle regioni di Nord Ovest. Nessuna sostanziale variazione nella giornata di martedì 21 aprile: pioggia sull'arco alpino centro-orientale e, scendendo verso Sud, su Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo. Ombrelli a portata di mano anche in altre zone del Centro Nord: la pressione infatti si manterrà piuttosto bassa, favorendo una certa instabilità, peraltro tipica della Primavera. 

Il maltempo concederà un break da mercoledì 22 Aprile con il ritorno dell'alta pressione e del sole. Gli unici disturbi saranno limitati alle Alpi e alle Prealpi, nonché alle zone interne del Centro, dove potrebbero svilupparsi i classici temporali pomeridiani. Nei giorni successivi il tempo si manterrà in generale stabile, con prevalenza di sole e con temperature in leggero aumento. Troppo presto, però, per parlare di una duratura inversione di tendenza. Il weekend del 25 e 26 aprile, l'ultimo del mese, sarà condizionato da una perturbazione in discesa dal Nord Europa: l'ondata di maltempo, con il ritorno di pioggia e temporali, si 'candida' a colpire anche l'Italia. 

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Categoria: cronaca

00:07

Voli a rischio in Europa tra 6 settimane? Crisi di Hormuz e effetto sul traffico aereo

(Adnkronos) - Voli a rischio in Europa tra sei settimane, quando potrebbe cominciare a scarseggiare il carburante per gli aerei. E' l'allarme lanciato da Fatih Birol, direttore esecutivo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, che delinea lo scenario legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, determinante per il 20% del commercio del petrolio mondiale. Il braccio di mare, paralizzato dall'Iran durante la guerra con gli Usa, è attualmente 'sigillato' dal blocco navale attuato dagli Stati Uniti. Le conseguenze sul traffico aereo in Europa, dice Birol, saranno dirompenti nel giro di poco più di un mese. 

Il Vecchio Continente ha "carburante forse per 6 settimane", dice il numero 1 dell'AIE. Se lo Stretto non verrà riaperto in tempi brevi, "presto sentiremo news relative alla possibile cancellazione di voli dalla città A alla città B come risultato della carenza di carburante per gli aerei". Birol fa riferimento ad un orizzonte temporale di circa 6 settimane. Si tratta di una prospettiva migliore, in ogni caso, rispetto a quella illustrata il 9 aprile da ACI Europe, come ricorda la Cnn. La scorsa settimana, l'ente che rappresenta gli aeroporti europei ha stimato che il rischio di carenza di carburante potrebbe concretizzarsi già alla fine di questo mese. 

 

In questo quadro, le compagnie iniziano a rivedere la propria programmazione. Lufthansa, come evidenzia la Bild, rende noto che ridurrà i voli meno produttivi e lascerà a terra 27 aerei della compagnia sussidiaria regionale Cityline a partire da sabato. Le misure vengono definite "inevitabili" alla luce di "costi aumentati" per il carburante, come spiega il Cfo Till Streichert. Le decisioni, già pianificate, verranno attuate in anticipo rispetto ai programmi iniziali vista la situazione contingente. "La crisi attuale ci costringe a implementare le misure in anticipo", dice Streichert. Lufthansa ridurrà attività su rotte a corto, medio e lungo raggio con la prospettiva di lasciare a terra aeromobili "inefficienti". "L'obiettivo è quello di definire meglio le nostre piattaforme a corto e medio raggio e renderle più competitive", afferma Streichert. 

 

La chiusura dello Stretto di Hormuz incide anche sull'attività delle compagnie aeree cinesi, che hanno iniziato a cancellare voli diretti verso il Sudest asiatico e l'Australia. La Cnn riferisce che negli ultimi giorni sono stati annullati voli che avrebbero dovuto portare viaggiatori all'estero, soprattutto in località di vacanza abitualmente selezionate dal turismo cinese. Le compagnie, secondo l'emittente, avrebbero annullato voli per Melbourne e per la Thailandia con un preavviso di pochi giorni rispetto ad un periodo particolarmente favorevole per le vacanze: a maggio la Cina si ferma dall'1 al 5 per celebrare la Festa del Lavoro. 

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Trump: "Papa deve capire, Iran può colpire anche Italia". Ottimismo sui negoziati: "Accordo vicino con Teheran"

(Adnkronos) - "Il Papa deve capire che l'Iran non può avere un'arma nucleare. Altrimenti ogni paese, compresa l'Italia dove risiede il Papa, sarebbe in pericolo. L'Iran non avrà armi atomiche, ha dato il suo consenso". Donald Trump prova ad abbassare i toni dopo gli attacchi a Papa Leone XIV ma non modifica la propria linea nei confronti del Pontefice, criticato nei giorni scorsi per un atteggiamento 'soft' nei confronti dell'Iran. Intanto, il presidente americano annuncia ulteriori progressi nel dialogo con Teheran per porre fine alla guerra. "Il Papa deve capire", ripete Trump attribuendo al Pontefice dichiarazioni in realtà mai fatte. 

"Io non ho nulla contro il Papa, non c'è uno scontro con lui. Il Papa ha fatto una dichiarazione, dice 'l'Iran può avere un'arma nucleare'. Io dico che l'Iran non può averla", afferma il presidente degli Stati Uniti prima di volare a Las Vegas per un evento. Trump, che negli ultimi 2 giorni ha criticato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiama in causa indirettamente anche l'Italia: "Sarebbe in pericolo come ogni paese" se Teheran avesse accesso alle armi atomiche. 

"Io ho il diritto di non essere d'accordo con il Papa. Lui ha il diritto di quello che desidera, voglio che dica quello che vuole. Ma io ho il diritto di non essere d'accordo. Il Papa deve capire una cosa molto semplice, l'Iran non può avere un'arma nucleare: il mondo sarebbe in grave pericolo. Io sono il presidente degli Stati Uniti e come tale non posso permettere all'Iran di avere armi atomiche, tutto qui. Non le avranno", sentenzia. In base alle dichiarazioni di Trump, Stati Uniti e Iran sono vicini ad un'intesa totale. 

 

"Abbiamo un accordo su molti punti", dice prima di annunciare una potenziale svolta: Teheran, che in realtà non offre nessun tipo di conferma, avrebbe accettato di rinunciare al programma per l'arricchimento dell'uranio. "L'Iran non avrà armi atomiche, ha dato il suo consenso". La Repubblica islamica, dice il numero 1 della Casa Bianca "ha accettato di riconsegnarci" quella che Trump definisce "nuclear dust": non è chiaro se il riferimento sia ai 440 chili di uranio arricchito al 60% prodotti sinora. La rinuncia iraniana al programma nucleare sarebbe assoluta: "Non c'è un limite di 20 anni, non avranno armi nucleari", dice escludendo uno stop a tempo. 

In generale, il quadro delineato dal presidente americano è estremamente positivo. "Stiamo andando molto bene, il blocco navale dello Stretto di Hormuz è fantastico, nessuna nave pensa lontanamente di violarlo", dice facendo riferimento al blocco del braccio di mare determinante per il 20% del commercio mondiale di petrolio. Strada in discesa verso la pace, a quanto pare. "L'Iran vuole un accordo. Gli iraniani non hanno più nulla, i nuovi leader sono ragionevoli. L'Iran è disposto a fare oggi cose che non era pronto a fare 2 mesi fa. I mercati vanno bene, il prezzo del petrolio scende". Per completare l'opera serve un altro round di negoziati. Quando si torna al tavolo? "Probabilmente nel corso del weekend". E se non si trova un accordo? "Si ricomincia a combattere", dice Trump correggendo subito il tiro: "Abbiamo molti accordi con l'Iran, credo possa succedere qualcosa di positivo in tempi brevi". Il dialogo tra Teheran e Washington è favorito dalla mediazione del Pakistan. "Se l'accordo venisse firmato a Islamabad, potrei andare. Sì, andrei: vogliono che io vada", dice il presidente americano. 

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Sciopero dei giornalisti oggi 16 aprile. La nota Fnsi e il comunicato Fieg

(Adnkronos) -  

Sciopero dei giornalisti oggi giovedì 16 aprile 2026. 

Le giornaliste e i giornalisti italiani scioperano, oggi, per la terza volta. Non lo facciamo a cuor leggero, ma riteniamo che sia necessario informare i lettori, la società e la politica di ciò che sta accadendo nel nostro settore, tanto fondamentale per la democrazia quanto fragile. 

Il contratto stipulato con gli editori della Fieg per regolare il lavoro dei giornalisti dipendenti è scaduto da 10 anni, anni in cui gli editori hanno goduto di aiuti pubblici, mentre i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione. Non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale e per il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top. 

E va anche peggio alle migliaia di colleghe e colleghi collaboratori e a partita Iva che da anni attendono la determinazione dell’equo compenso e che per questo motivo hanno redditi che sono sotto la soglia di povertà. 

Gli editori si sono garantiti tagli del costo del lavoro ricorrendo a pratiche di dumping contrattuale attraverso l’uso smodato del lavoro precario. 

Con il nostro lavoro e i nostri sacrifici quotidiani, siamo gli azionisti di maggioranza di molte aziende editoriali.  

Per la Federazione nazionale della Stampa italiana dignità e futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale, il recupero salariale e la difesa dei diritti che non sono privilegi, ma il modo con cui possiamo resistere alle minacce, dentro e fuori dalle redazioni. La dignità del nostro lavoro incide pesantemente sulla qualità dell’informazione che arriva a voi cittadini.  

Per questo riteniamo anche che il settore debba essere finanziato di più e meglio, che i finanziamenti non possano produrre la distruzione e l’appiattimento dell’informazione, ma riportare ricavi alle testate. Noi giornalisti siamo pronti a parlarne e a confrontarci. Ma gli editori? 

 

Gli editori della FIEG, fin dall’inizio dell’avvio del confronto per il rinnovo contrattuale, hanno rappresentato la necessità di un cambiamento sostanziale delle regole contrattuali per recuperare efficienza e produttività e consentire di affrontare adeguatamente le nuove sfide del mercato, attraversato da un’innovazione tecnologica epocale. 

Ci si trova infatti a dover applicare un contratto nazionale di lavoro pieno di rigidità, vincoli ed istituti ormai insostenibili che ostacolano la competitività ed aggravano la situazione economica delle aziende, rappresentando peraltro una barriera all’ingresso delle nuove professionalità. 

Non può certamente essere considerato un fattore di sviluppo un contratto che prevede, a titolo di esempio, 40 giorni all’anno tra ferie e permessi, il pagamento di un’indennità per ex festività soppresse 50 anni fa, maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo ben al disopra della media degli altri contratti nazionali nonché il riconoscimento di scatti di anzianità in percentuale sulla retribuzione che garantiscono ampiamente il recupero dell’inflazione.  

Gli editori vogliono ritrovare condizioni di sostenibilità economica per non danneggiare ulteriormente tanto le aziende quanto le professionalità. 

A tal fine si è proposto al sindacato di affrontare la sfida della completa modernizzazione del contratto e dell’introduzione di regole specifiche per favorire l’inserimento di giovani professionisti, come già sperimentato con successo nell’ultimo rinnovo contrattuale firmato con lo stesso sindacato. 

Gli editori non si sono mai sottratti al confronto né hanno mai abbandonato il tavolo negoziale e ribadiscono la propria disponibilità a proseguire nelle trattative per il rinnovo del contratto. 

Categoria: economia

23:55

Usa-Iran, Stretto di Hormuz e negoziati: i messaggi di Trump e lo scenario

(Adnkronos) - Petrolio, Stretto di Hormuz e arricchimento dell'uranio. Si apre uno spiraglio per un nuovo round di colloqui tra Usa e Iran per porre fine alla guerra, congelata per ora dalla tregua che scade il 21 aprile. Intanto i temi chiave - sui quali si è arenato l'accordo a Islamabad - non cambiano nel quadro che Donald Trump ha delineato nelle ultime ore con il consueto uragano di dichiarazioni. "La guerra è quasi finita, una nuova tregua non è necessaria", la sintesi della posizione del presidente degli Stati Uniti, tornato ad attaccare per la seconda volta in due giorni la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e in generale gli alleati della Nato: "L'Italia prende un sacco di petrolio da Hormuz. Noi paghiamo miliardi per la Nato, ma quando abbiamo bisogno degli alleati non ci aiutano". 

 

Sul fronte dello Stretto, la situazione al momento è in una fase di stallo: Hormuz resta infatti bloccato dagli Stati Uniti e Teheran continua a minacciare pesanti ritorsioni - l'ultima delle quali è un possibile stop al traffico commerciale nel Mar Rosso - se gli Usa dovessero continuare il blocco navale contro i suoi porti, compromettendo così il già fragile cessate il fuoco in vigore dall'8 aprile scorso. 

Da parte iraniana, il consigliere militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha avvertito che l'Iran affonderebbe le navi americane nello Stretto se gli Stati Uniti decidessero di “sorvegliare” questo snodo cruciale per il traffico marittimo. 

“Trump vuole diventare il poliziotto dello Stretto di Hormuz. È davvero questo il vostro compito? È questo il compito di un esercito potente come quello degli Stati Uniti?”, ha tuonato nelle scorse ore alla tv di Stato Mohsen Rezaei, ex comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, ora nominato consulente militare da Khamenei. "Queste vostre navi saranno affondate dai nostri primi missili e hanno creato un grande pericolo per l'esercito statunitense. Possono sicuramente essere colpite dai nostri missili e noi possiamo distruggerle", ha minacciato Rezaei, che si è presentato in uniforme militare all'emittente statale. 

Secondo il generale Ali Abdollahi, comandante del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, il mantenimento delle restrizioni e la creazione di "insicurezza per le navi mercantili e le petroliere iraniane" costituirebbero "il preludio" alla rottura della tregua. 

In risposta, ha aggiunto il generale nelle dichiarazioni riportate dalla tv di Stato, Teheran potrebbe quindi reagire bloccando i traffici marittimi lungo le principali rotte della regione. "Le potenti forze armate della Repubblica islamica non permetteranno alcuna esportazione o importazione nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman o nel Mar Rosso", ha avvertito. 

Ma non è tutto. Qualsiasi intervento esterno sulla sicurezza dello Stretto rischia di "complicare ulteriormente la situazione", ha quindi avvertito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, commentando l'ipotesi di una coalizione europea per garantire la sicurezza marittima nell'area a due giorni dalla video-conferenza di Parigi. Rispondendo a una domanda sulle iniziative dell'Ue e di alcuni Paesi, tra cui la Germania, disponibili anche a colloqui diretti con Teheran sulla questione, Baghaei - secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Irna - ha ribadito che la sicurezza dello Stretto è stata garantita dall'Iran "per decenni". 

"In questi 40 giorni, l'unica ragione per cui la sicurezza in questa via navigabile è stata a rischio è stata la guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista", ha affermato il portavoce, che ha quindi messo in guardia da nuove iniziative esterne. "Credo che qualsiasi movimento e qualsiasi intervento negli affari regionali non farà altro che complicare ulteriormente la situazione", ha scandito. 

Baghaei ha aggiunto che Teheran guarda con favore al fatto che "molti Paesi europei abbiano la saggezza di non cadere nella trappola" tesa da Washington e da Israele, sottolineando che la Repubblica islamica, insieme ai Paesi della regione, è in grado di garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz "a condizione che cessino gli interventi e le guerre imposti dagli Stati Uniti nella regione". 

Quello sull'ipotesi di un intervento europeo sembra per ora essere l'unico punto di incontro tra Usa e Iran. Secondo il presidente americano Donald Trump sarebbe in effetti "molto triste" il presunto piano europeo per riaprire lo Stretto di Hormuz senza il coinvolgimento degli Stati Uniti, rivelato in anteprima dal Wall Street Journal. "Lo Stretto di Hormuz si sta già riaprendo, ci sono navi che entrano ed escono - ha detto a Fox News -. Ma come si fa a stare con un gruppo di Paesi con quest'atteggiamento? Guardate alla Groenlandia: ci serviva per proteggere il mondo dalla Russia e la Cina". 

"La Cina - ha poi aggiunto il tycoon - è molto contenta che io stia riaprendo definitivamente lo Stretto di Hormuz. Lo sto facendo anche per loro e per il mondo intero".  

Nessun grande cambio di posizioni anche sul nodo uranio. Mentre gli Usa continuano a chiedere lo smantellamento degli impianti nucleari e la rimozione dal Paese delle scorte di uranio arricchito al 60%, ancora nelle ultime ore il ministero degli Esteri iraniano ha ribadito il diritto "indiscutibile" di Teheran di arricchire l'uranio, a un livello che ha tuttavia definito "negoziabile". Il diritto al nucleare civile non può essere "revocato sotto pressione o attraverso la guerra", ha quindi affermato il portavoce. 

"Per quanto riguarda il livello e il tipo di arricchimento, abbiamo sempre detto che la questione era negoziabile. Abbiamo insistito sul fatto che l'Iran dovrebbe poter continuare l'arricchimento in base alle proprie esigenze", ha aggiunto. 

 

Per aumentare la pressione sull’Iran, gli Stati Uniti intanto stanno inviando circa 10.000 militari e diverse navi da guerra in Medio Oriente, hanno rivelato al Washington Post funzionari americani, secondo cui la mossa rappresenta il cuore della nuova strategia dell’amministrazione guidata da Trump, che rafforza la propria presenza nella regione. Il dispiegamento - che include portaerei e unità dei Marines - si aggiunge ai circa 50.000 soldati statunitensi già operativi nell’area, offrendo a Washington più opzioni in caso di fallimento delle trattative, inclusi possibili attacchi o persino operazioni di terra. 

Tra le forze in arrivo - scrive il quotidiano - figurano circa 6.000 uomini a bordo della portaerei Uss George H.W. Bush e del suo gruppo navale, oltre a circa 4.200 militari del Boxer Amphibious Ready Group con l’11ª Marine Expeditionary Unit. Il rafforzamento militare coincide con la scadenza della tregua di due settimane e si integra con le unità già presenti, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss Gerald R. Ford. Secondo fonti militari, l’obiettivo è garantire ai comandanti sul campo una maggiore flessibilità operativa nel caso in cui il confronto con Teheran dovesse intensificarsi. 

 

Dopo le indiscrezioni rincorse dai media, la Casa Bianca ha intanto confermato che gli Stati Uniti stanno discutendo di un possibile secondo round di negoziati con l'Iran che, se venissero confermati, si svolgerebbero con ogni probabilità di nuovo a Islamabad. "Si svolgono discussioni di questo tipo, ma nulla è ufficiale fino a che non ve lo confermiamo noi", ha affermato la portavoce, Karoline Leavitt, esprimendo ottimismo sulla prospettiva di un accordo. Il Pakistan "è l'unico mediatore" in queste trattative, ha aggiunto. 

"Ho visto alcune notizie, di nuovo, notizie errate, secondo cui avremmo formalmente richiesto un'estensione del cessate il fuoco. Questo non è vero", ha poi precisato Leavitt, rispondendo alle domande dei giornalisti e ribadendo che "in questo momento restiamo molto impegnati in questi negoziati, in questi colloqui". 

"Avete sentito direttamente dal vicepresidente e dal presidente questa settimana che queste conversazioni sono produttive e in corso, ed è a questo punto che ci troviamo ora", ha aggiunto Leavitt, assicurando che gli Stati Uniti "si sentono fiduciosi sulle prospettive di un accordo" con l'Iran. Quindi, alla domanda di un giornalista se un potenziale secondo round di colloqui con l'Iran si terrà di nuovo a Islamabad, la portavoce ha risposto che i negoziati "molto probabilmente si terranno nello stesso luogo della volta precedente". 

Stati Uniti e Iran potrebbero quindi tornare a incontrarsi già la prossima settimana, spiega intanto Sky News, che cita un'indiscrezione simile del Wall Street Journal, parlando di un accordo "di principio" per un nuovo incontro, anche se restano da definire data e dettagli logistici. E ci sarebbe un "accordo di principio" anche per estendere il cessate il fuoco tra i due Paesi, riferisce l’Associated Press, citando fonti regionali, secondo cui i mediatori sarebbero più vicini a prolungare la fragile tregua prima della sua scadenza, fissata al 21 aprile, nel tentativo di evitare una nuova escalation. 

In particolare, Stati Uniti e Iran starebbero valutando di estendere di due settimane la tregua, riportano vari media internazionali tra cui al-Arabiya, che rilanciano una notizia di Bloomberg. Secondo una persona informata sui fatti citata dall'agenzia di stampa, i mediatori sarebbbero al lavoro per avviare colloqui tecnici mirati a risolvere i nodi più delicati del confronto. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

23:52

Pechino Express, domani la nuova tappa in Cina con le coppie 'mixate'

(Adnkronos) - Domani, giovedì 16 aprile, sesta tappa dell'incredibile viaggio di 'Pechino Express'. Le coppie, sulla rotta dell’Estremo Oriente, sono in Cina tra mille difficoltà, nuovi imprevisti, sfide di calligrafia con gli ideogrammi delle lingue locali e una Prova Vantaggio 'gustosissima'. 

 

Allo start della sesta tappa tutti i viaggiatori riceveranno infatti dal conduttore Costantino della Gherardesca l’indicazione di dover correre mixati fino al raggiungimento del 'Libro Rosso': si rinnoverà una delle tradizioni più amate nello show Sky Original prodotto da Banijay Italia, dunque, e si formeranno nuove coppie che assumeranno anche nuovi nomi, quelli di 'animali - guida' cari alla tradizione cinese.  

Costantino e l’inviata per la Cina Giulia Salemi guideranno le coppie per 355 chilometri: dall’antica città di Huizhou, passando poi per Meren Quifeng, sede del 'Libro Rosso', fino al 'Tappeto Rosso' finale fissato a Nanjing, una delle quattro antiche grandi capitali della Cina.  

 

Queste le coppie 'originarie' ancora in gara: Biagio Izzo e Francesco Paolantoni 'Gli Spassusi', Chanel Totti e Filippo Laurino 'I Raccomandati', Jo Squillo e Michelle Masullo 'Le Dj', Fiona May e Patrick Stevens 'I Veloci', Dani Faiv e Tony 2Milli 'I Rapper', e Candelaria e Camila Solórzano 'Le Albiceleste'. Ma per iniziare la nuova tappa, le coppie 'mixate' dovranno di fatto ripartire da zero, testando la reciproca sintonia attraverso dinamiche di gioco che saranno sfidanti.  

'Pechino Express' è in esclusiva su Sky alle ore 21.15 e in streaming solo su Now. Le puntate restano poi sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go. 

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Categoria: spettacoli

23:39

Camminare di pomeriggio è meglio per la glicemia, lo studio e l'orario ideale

(Adnkronos) - Meglio camminare di mattina o di pomeriggio? Per il controllo della glicemia la risposta cambia a seconda dell'orario, soprattutto se si soffre di diabete di tipo 2. Una review pubblicata su Trends in Endocrinology & Metabolism - firmata da ricercatori dell'università di Copenhagen e del Karolinska Institutet di Stoccolma - evidenzia che l'esercizio fisico svolto nel pomeriggio offre benefici maggiori in relazione al metabolismo del glucosio rispetto a quello mattutino. Gli studi mostrano infatti livelli di glicemia più bassi e una migliore risposta insulinica dopo le sessioni pomeridiane. Un aspetto importante soprattutto per chi è affetto da diabete di tipo 2. 

 

Secondo l'analisi che trova spazio anche sul Washington Post, per questa specifica categoria di soggetti, l'esercizio fisico svolto nel tardo pomeriggio tende a portare a miglioramenti sostanziali e duraturi nel controllo della glicemia. Lo stesso esercizio fisico svolto al mattino presto, d'altro canto, spesso causa un aumento della glicemia e una risposta insulinica alterata. "C'è un crescente numero di prove che suggeriscono che l'esercizio fisico svolto nel tardo pomeriggio possa offrire benefici supplementari per la salute", sostiene la professoressa Trine Moholdt, scienziata dello sport presso l'Università norvegese di scienza e tecnologia di Trondheim, in Norvegia. 

Spesso si tende a sottovalutare uno degli effetti dell'esercizio fisico come 'regolatore del ritmo circadiano'. Il corpo umano segue un ciclo di 24 ore che aiuta ogni individuo a scandire uando ci svegliamo, dormiamo, mangiamo e, in generale, quando funzioniamo. Il ciclo, evidenzia la revisione, è gestito dagli 'orologi' molecolari presenti praticamente in ogni cellula e organo del nostro corpo, che si coordinano con un orologio biologico centrale situato nel cervello. 

La frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, la secrezione di insulina, la fame, la temperatura corporea, l'energia, la sonnolenza, la forza, la divisione cellulare funzionano tra picchi e cali prevedibili durante il giorno e la notte. Nelle persone con diabete di tipo 2, però, questi cicli spesso vengono interrotti, se non addirittura stravolti. Tali soggetti, secondo la revisione degli studi, vanno incontro ad un 'disallineamento circadiano': alcune funzioni biologiche non si verificano quando dovrebbero, o non si verificano affatto. 

 

In particolare, come hanno osservato gli scienziati, quando uomini di mezza età con diabete di tipo 2 hanno iniziato un programma di esercizio fisico relativamente intenso al mattino o al pomeriggio, secondo uno degli studi analizzati nella revisione, i risultati sono stati significativi. I loro allenamenti erano stati identici in entrambi i momenti della giornata. Ma quando i ricercatori hanno misurato i livelli di glicemia degli uomini dopo l'allenamento, hanno notato che le sessioni pomeridiane portavano a livelli più bassi e salutari che resistevano fino a 24 ore. Gli stessi allenamenti eseguiti al mattino, invece, causavano livelli di glicemia più elevati e una minore sensibilità all'insulina, che duravano anch'essi per ore: altri esperimenti hanno prodotto risultati comparabili. "La maggior parte degli studi riporta livelli di glucosio post-esercizio più elevati negli individui con diabete di tipo 2... al mattino rispetto al pomeriggio", hanno scritto gli autori della nuova revisione. 

Perché l'esercizio fisico mattutino sembra aggravare i problemi di glicemia nelle persone con diabete di tipo 2? Probabilmente, secondo Harriet Wallberg-Henriksson, professoressa di fisiologia presso il Karolinska Institute di Stoccolma e autrice senior della nuova revisione, a causa del cosiddetto 'fenomeno dell'alba', che provoca un picco glicemico particolarmente elevato al mattino.  

 

In quasi tutti gli individui, i livelli di cortisolo - un ormone legato allo stress - aumentano al mattino presto. Questa 'fiammata' di cortisolo aiuta l'organismo a svegliarsi e stimola il fegato a rilasciare gli zuccheri immagazzinati. Nelle persone con un metabolismo sano, il pancreas produce poi insulina per spingere lo zucchero nel sangue verso i muscoli, con la fornitura provvidenziale di energia quando iniziamo ad alzarci e a muoverci. Le persone con diabete di tipo 2, tuttavia, producono meno insulina e sono anche resistenti ai suoi effetti, quindi i loro livelli di glicemia in genere aumentano e rimangono elevati al mattino presto. 

Allenarsi al mattino presto, soprattutto in modo intenso, ad esempio con una corsa o un'intensa pedalata in bicicletta, di solito aumenta ulteriormente i livelli di cortisolo e amplifica il fabbisogno energetico dei muscoli, portando al rilascio di una maggiore quantità di zuccheri nel sangue. Questo non rappresenta un problema per le persone con un buon controllo della glicemia, i cui muscoli bruceranno la maggior parte di questi zuccheri. 

Secondo la professoressa Wallberg-Henriksson, le persone con diabete di tipo 2, che spesso presentano la massima insulino-resistenza al mattino presto, non riescono a trasportare efficacemente l'eccesso di zucchero nel sangue ai muscoli. Di conseguenza, questo rimane in circolo e continua ad aumentare nel flusso sanguigno. Tale quadro "rende l'esercizio fisico mattutino meno efficace per il metabolismo del glucosio nelle persone con diabete di tipo 2 rispetto allo stesso allenamento svolto più tardi nel corso della giornata". 

 

Tuttavia, anche l'esercizio fisico mattutino rimane benefico per le persone con diabete di tipo 2, ha affermato Juleen Zierath, fisiologa del Karolinska Institute e coautrice della revisione. "Il messaggio più importante rimane che l'esercizio fisico, a qualsiasi ora, è meglio di nessun esercizio", ha evidenziato. 

Chi soffre di diabete di tipo 2 e preferisce allenarsi al mattino, potrebbe voler mantenere un'intensità relativamente bassa, ha suggerito Wallberg-Henriksson. "Un'attività fisica più leggera, come una camminata veloce, non sembra avere lo stesso effetto legato all'orario" di uno sforzo più intenso. 

La review non cancella tutti gli interrogativi sugli effetti dell'orario dell'esercizio fisico. La maggior parte degli studi inclusi nella revisione erano di piccole dimensioni, a breve termine e coinvolgevano uomini adulti, con attenzione ridotta alle donne e agli anziani. Altri aspetti, come le malattie cardiovascolari, il sonno e la longevità potrebbero essere influenzati dal momento in cui ci si allena. 

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Categoria: cronaca

23:36

Ictus in carcere per Ratko Mladic, il Macellaio di Bosnia "in condizioni molto gravi"

(Adnkronos) - Il criminale di guerra serbo-bosniaco Ratko Mladic, detenuto all'Aia dove sta scontando una condanna all'ergastolo, avrebbe avuto un ictus e le sue condizioni di salute sarebbero delicate, ha dichiarato il figlio alla televisione pubblica serbo-bosniaca. Mladic è stato condannato all'ergastolo da un tribunale delle Nazioni Unite nel 2017 per genocidio e crimini di guerra durante la guerra in Bosnia negli anni '90. Il comandante militare serbo-bosniaco in tempo di guerra, noto come il "Macellaio di Bosnia", è stato giudicato colpevole in particolare per il suo ruolo nell'assedio di Sarajevo e nel massacro di Srebrenica del 1995, in cui furono uccisi 8.000 uomini e ragazzi musulmani bosniaci, un evento che la giustizia internazionale ha riconosciuto come genocidio.  

Il figlio Darko Mladic ha dichiarato alla televisione Rtrs di aver ricevuto le prime informazioni sulla salute del padre venerdì, dopo essere stato contattato da un medico autorizzato dalle Nazioni Unite che ha spiegato "che ritengono si sia trattato di un ictus silenzioso, che era stato portato in un ospedale civile e poi riportato (in prigione) dopo scansioni ed esami" 

Secondo Darko Mladic, le condizioni del padre peggiorano quotidianamente. "La situazione è molto grave". La famiglia sta ancora aspettando la documentazione medica dall'Aia affinché i medici serbi possano esaminare quanto accaduto, ha affermato. "Non c'è motivo per cui non ce la diano... Questi sono i suoi diritti fondamentali", ha sottolineato. La famiglia spera che a Mladic, 83 anni secondo i documenti del tribunale delle Nazioni Unite, possa essere permesso di ricevere cure in Serbia, ha aggiunto il figlio. 

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Categoria: internazionale/esteri

23:23

Aston Villa-Bologna: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Il Bologna torna in campo in Europa League. Giovedì 16 aprile i rossoblù affrontano l'Aston Villa - in diretta tv e streaming - in trasferta nel ritorno dei quarti di finale della seconda competizione europea. La squadra di Italiano, che aveva eliminato la Roma agli ottavi, è reduce dalla vittoria casalinga contro il Lecce, battuto 2-0 nell'ultimo turno di Serie A, mentre al Villa Park si ripartirà dal 3-1 con cui gli uomini di Emery si sono imposti al Dall'Ara. 

 

La sfida tra Aston Villa e Bologna è in programma giovedì 16 aprile alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 

Aston Villa (4-2-3-1): Emiliano Martinez; Cash, Konsa, Pau Torres, Digne; Onana, Tielemans; McGinn, Rogers, Buendia; Watkins. All. Emery. 

Bologna (4-2-3-1): Ravaglia; Joao Mario, Heggem, Vitik, Miranda; Ferguson, Freuler, Pobega; Bernardeschi, Castro, Rowe. All. Italiano. 

 

Aston Villa-Bologna sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. La partita sarà disponibile anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW. 

 

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Categoria: sport

23:23

Fiorentina-Crystal Palace: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) - La Fiorentina torna in campo in Conference League. Giovedì 16 aprile i viola ospitano il Crystal Palace - in diretta tv e streaming - nel ritorno dei quarti di finale della terza competizione europea. La squadra di Vanoli va a caccia dell'impresa al Franchi, dopo aver perso l'andata per 3-0 a Londra. 

 

La sfida tra Fiorentina e Crystal Palace è in programma giovedì 16 aprile alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 

Fiorentina (4-3-3): De Gea; Comuzzo, Pongracic, Ranieri, Balbo; Ndour, Fagioli, Mandragora; Solomon, Piccoli, Gudmundsson. All. Vanoli. 

Crystal Palace (3-4-2-1): Benitez; Richards, Lacroix, Canvot; Munoz, Wharton, Lerma, Mitchell; Sarr, Pino; Mateta. All. Glasner 

 

Fiorentina-Crystal Palace sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. La partita sarà disponibile anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW. 

 

Categoria: sport

23:21

Camavinga espulso, caos in Bayern Monaco-Real Madrid. In Spagna: "Ingiustizia"

(Adnkronos) - Caos e proteste in Bayern Monaco-Real Madrid. Oggi, mercoledì 15 aprile, i tedeschi hanno battuto gli spagnoli nel ritorno dei quarti di finale di Champions League, imponendosi per 4-3 al termine di una partita spettacolare condizionata però dall'espulsione, contestatissima, di Eduardo Camavinga nel finale di partita. 

Succede tutto all'86'. Il centrocampista francese, subentrato nel corso del secondo tempo, riceve un primo cartellino giallo al 78', rimediando la seconda ammonizione dopo soli otto minuti. Il motivo? Perdita di tempo. Sul punteggio di 3-2 per i suoi, e quindi con il discorso qualificazione in perfetta parità, Camavinga porta a spasso il pallone per il campo e lo allontana per rallentare la ripresa del gioco bavarese, ma l'arbitro Vincic estrae il secondo giallo e conseguente cartellino rosso. 

Furiose le proteste del Real Madrid, con Vinicius che applaude ironicamente al direttore di gara, e gli uomini di Arbeloa che prendono subito due gol, uscendo così dalla Champions League. A fine partita i giocatori assediano l'arbitro sloveno, con Arda Guler che viene espulso. Il caos travolge ovviamente la Spagna. I media iberici gridano allo scandalo, con Marca che apre con l'eloquente titolo: "Injusticia", ovvero "Ingiustizia", proprio in riferimento all'espulsione di Camavinga. 

 

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22:43

Borges serve dal basso sul match point, Etcheverry 'offeso'. E Barcellona fischia

(Adnkronos) - Fischi e tensione a Barcellona. Oggi, martedì 15 aprile, proprio mentre Carlos Alcaraz annunciava il suo ritiro dall'Atp 500 spagnolo permettendo a Jannik Sinner di allungare al numero 1 del ranking, il portoghese Nuno Borges batteva Tomas Etcheverry negli ottavi di finale del torneo catalano. 

Fin qui, tutto bene, se non fosse che per sigillare il suo successo Borges abbia scelto la maniera meno sportiva possibile, seppur rivelatasi efficace. Sul match point e con il servizio a favore, il portoghese ha scelto di battere dal basso per sorprendere l'avversario, riuscendo effettivamente a firmare un ace. 

Una scelta non molto in linea con il bon ton che caratterizza il tennis, e che ha infatti provocato la reazione di Etcheverry prima e del pubblico poi. L'argentino ha salutato l'avversario senza nemmeno guardarlo in faccia, visibilmente infastidito, mentre gli spalti di Barcellona hanno iniziato a fischiare, non rispondendo al saluto di Borges. 

 

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Categoria: sport

22:19

Bari, bambino cade dal settimo piano: è gravissimo

(Adnkronos) - Un bambino di circa 8 anni è caduto dall'alto da un balcone al 6°/7° piano al quartiere San Paolo di Bari. Il piccolo è ricoverato in gravissime condizioni in ospedale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il fatto è accaduto in un palazzo di via Leotta. Il piccolo è stato soccorso dal 118 e trasportato al Policlinico di Bari dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per salvargli la vita. 

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22:03

Alcaraz si ritira da Barcellona, Sinner allunga al numero 1. Come cambia ranking

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz si ritira da Barcellona per infortunio e Sinner allunga nel ranking Atp. Oggi, mercoledì 15 aprile, il tennista spagnolo ha annunciato il suo forfait alla vigilia degli ottavi di finale dell'Atp 500 catalano a causa di un problema fisico accusato nel primo turno contro il finlandese Virtanen.  

"E' complicato sedermi qui oggi e annunciare che non potrò proseguire il torneo", ha detto Alcaraz in conferenza stampa, "Nel match di ieri ho sentito un dolore al polso, che è aumentato gradualmente. Non credevo sarebbe diventata una situazione grave, ma è un infortunio più serio del previsto". Come cambia quindi il ranking Atp dopo il forfait di Alcaraz? 

 

Il forfait di Alcaraz permette a Sinner di scongiurare il controsorpasso dello spagnolo e allungare al primo posto del ranking Atp. Alcaraz avrebbe infatti avuto l'occasione di tornare immediatamente numero 1 del mondo, dopo essere stato sorpassato in vetta con la vittoria dell'azzurro nella finale di Montecarlo, qualora avesse vinto a Barcellona, andando a soli 10 punti di vantaggio su Sinner. 

Ora che ha abbandonato il torneo agli ottavi invece, Alcaraz si ritrova a perdere punti. Lo spagnolo infatti aveva raggiunto la finale lo scorso anno, risultato che oggi gli fa perdere 280 punti, scivolando a quota 12.960 contro i 13.350 di Sinner, che è sicuro di rimanere numero 1 almeno fino ai prossimi Internazionali d'Italia. 

 

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