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00:19

"Arbitro è il miglior giocatore dell'Inter", l'espulsione di Kalulu fa il giro del mondo

(Adnkronos) - "Il miglior giocatore dell'Inter è stato l'arbitro". La scandalosa espulsione di Pierre Kalulu nel match Inter-Juventus supera i confini della tv italiana e viene stigmatizzata all'estero. E' Vincent Grella, ex calciatore australiano con un passato in Serie A, a commentare episodio e partita per Paramount+. Tutto ruota attorno all'espulsione di Kalulu, cacciato al 42' dall'arbitro La Penna dopo una chiara simulazione di Bastoni: il difensore dell'Inter, già ammonito, 'vola' provocando il secondo giallo che costa l'espulsione dell'avversario. Bastoni, per completare l'opera, esulta come se avesse segnato. 

 

"E' un fatto, è quello che ho visto. Nel match più importante dell'anno, il miglior giocatore dell'Inter è stato l'arbitro. L'Inter ha giocato malissimo, è stata aiutata dall'arbitro e non ha sfruttato il vantaggio" a livello di gioco. "Non ha mostrato killer instinct. Se la Juventus avesse giocato con 11 giocatori oggi avrebbe battuto l'Inter", dice Grella. 

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Categoria: sport

00:12

Ucraina, Zelensky: "Trump chiede concessioni a noi ma non a Putin"

(Adnkronos) - Donald Trump chiede 'solo' all'Ucraina e non alla Russia di Vladimir Putin. Kiev vorrebbe garanzie di sicurezza più solide e durature dagli Stati Uniti in caso di accordo con Mosca per porre fine alla guerra. A Monaco di Baviera, dove partecipa alla Conferenza sulla sicurezza, Volodymyr Zelensky fotografa le distanze tra la posizione ucraina e quella americana. 

Da una parte Zelensky auspica che i negoziati di pace mediati dagli Stati Uniti, in programma a Ginevra la prossima settimana, assumano un carattere sostanziale. Dall'altra non manca di evidenziare come al suo Paese venga "troppo spesso" richiesto di effettuare concessioni. E muove un'accusa nei confronti della Russia, imputandole il tentativo di rallentare il processo negoziale. 

 

Le delegazioni ucraina, russa e americana sono attese nella città svizzera in riva al lago martedì e mercoledì 17-18 febbraio. "Speriamo vivamente che gli incontri trilaterali della prossima settimana siano seri, sostanziali, utili per tutti noi, ma onestamente a volte sembra che le parti stiano parlando di cose completamente diverse", ha detto Zelensky nel corso di un evento all'annuale Conferenza sulla sicurezza di Monaco. "Gli americani tornano spesso sul tema delle concessioni. E troppo spesso, queste concessioni vengono discusse solo nel contesto di ciò che l’Ucraina dovrebbe cedere, non la Russia", ha sottolineato il presidente ucraino.  

Zelensky, in Germania, ha incontrato il segretario di Stato americano Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia a stelle e strisce è stato informato "della situazione sul fronte, degli attacchi russi in corso e delle conseguenze di questi attacchi sul sistema energetico". I due hanno anche "discusso il processo diplomatico e gli incontri trilaterali", compreso l'incontro della prossima settimana a Ginevra.  

Il presidente ucraino ha inoltre avuto un colloquio telefonico con l'inviato Usa Steve Witkoff e con il genero di Donald Trump, Jared Kushner. In un breve dichiarazione, il leader di Kiev ha riferito di aver "discusso alcuni sviluppi a seguito degli incontri ad Abu Dhabi". "Noi contiamo sul fatto che questi colloqui possano essere veramente produttivi", ha scritto Zelensky sui social. 

Ucraina e Russia hanno recentemente concluso due cicli di colloqui, mediati da Washington ad Abu Dhabi, descritti dalle parti come costruttivi, sebbene privi di progressi significativi. Zelensky ha sollecitato un'azione più incisiva da parte degli alleati dell'Ucraina al fine di esercitare pressione sulla Russia per il raggiungimento della pace, sia attraverso l'inasprimento delle sanzioni sia mediante un incremento delle forniture di armamenti. Richiamando il suo appello di quattro anni or sono, pronunciato nella medesima conferenza pochi giorni prima dell'afflusso di decine di migliaia di forze russe in Ucraina, Zelensky ha asserito che vi sono state troppe parole da parte dei funzionari occidentali e insufficienti azioni concrete.  

"Oggi", sulle garanzie di sicurezza, "abbiamo una proposta da parte degli Stati Uniti per 15 anni. Noi però vorremmo avere più di 20 anni, 30, 50. Vedremo cosa saranno disposti ad accettare l'Amministrazione e il Congresso", ha detto ancora Zelensky, aggiungendo di aver avuto "un incontro con investitori e imprenditori: hanno bisogno di garanzie che vadano avanti per più di cinque, dieci anni". Trump ha l'autorità per costringere Putin a dichiarare un cessate il fuoco e avrebbe dovuto farlo, ha affermato ancora Zelenskiy ammettendo di sentire ''un po'' la pressione da parte del presidente americano per mettere fino alla guerra con la Russia. ''Ma capisco il presidente americano'', ha aggiunto. 

Zelensky ha fatto notare anche come "l’Europa è praticamente assente al tavolo. A mio avviso è un grande errore, davvero. Noi ucraini stiamo cercando di coinvolgervi pienamente nel processo, in modo che gli interessi e la voce dell’Europa vengano presi in considerazione". 

 

Funzionari ucraini hanno indicato la necessità di un cessate il fuoco per poter indire un referendum su qualsiasi accordo di pace, che verrebbe organizzato contestualmente alle elezioni nazionali. "Dateci un cessate il fuoco di due mesi e terremo le elezioni", ha affermato Zelensky, il quale ha respinto nuovamente l'ipotesi di andare al voto mentre prosegue il conflitto con la Russia. "Vedo paragoni con la rielezione di Lincoln durante la Guerra civile americana. Ma come si può paragonare alla nostra situazione? La nostra gente è sotto i missili, non è una guerra di terra", ha detto.  

Dal canto suo la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito "i deliri di un malato" le dichiarazioni di Zelensky sul rinvio a tempo indeterminato delle elezioni in Ucraina. "Quello che dice Zelensky non si può più nemmeno chiamare dichiarazioni: sono i deliri di un malato, un segno di squilibrio mentale. Le prove sono numerosissime", ha affermato ai giornalisti, citata dalla Tass. "Prima invita tutti a organizzare il processo elettorale e poi, in un attimo, o ci ripensa o rinvia tutto: ormai è impossibile persino capirlo", ha aggiunto. Zakharova ha infine osservato che "non sorprende più" il modo in cui "il regime di Kiev si prende gioco dell’Ucraina", sostenendo che "da tempo abbiamo visto come distruggono la statualità ucraina". 

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Categoria: internazionale/esteri

00:10

Ciclone di San Valentino si allontana ma il maltempo non molla l'Italia, allerta gialla in 11 regioni oggi

(Adnkronos) - Nonostante il ciclone di San Valentino inizi ad allontanarsi dall'Italia, anche oggi 15 febbraio ci aspetta una domenica di maltempo con temporali, pioggia e vento. L'allerta gialla riguarda ben 11 regioni. E, sulla base delle previsioni disponibili, la Protezione civile d’intesa ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche. 

L’avviso prevede precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, forti raffiche di vento e locale attività elettrica. 

Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, domenica 15 febbraio, allerta gialla su settori di Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Sardegna e sull’intero territorio di Lazio, Umbria, Molise, Calabria e Sicilia. 

 

Domani mattina a Venezia sono previsti 120 centimetri alle 9.20, un livello che, se confermato, farà nuovamente alzare tutte e quattro le barriere del Mose. Per la serata di domani il Centro maree del Comune di Venezia prevede altri 100 centimetri verso le 22.50, un livello che però potrebbe diminuire e bloccare il sollevamento delle barriere. Condizioni favorevoli al fenomeno dell'acqua alta sono comunque previste almeno fino a giovedì 19 febbraio. 

 

Ieri oltre 50 persone sono state evacuate in seguito a una mareggiata che ha allagato le case a ridosso degli scogli nella zona della foce del Tevere nel Comune di Fiumicino, nel Lazio. Chiuse alcune strade nella provincia di Roma.  

Palermo, Messina, Catania e Trapani sono state le province maggiormente colpite dall'ondata di maltempo che si è abbattuta sabato anche sulla Sicilia. La Regione Calabria ha chiesto lo stato di emergenza nazionale per i danni del maltempo che negli ultimi giorni ha duramente colpito il territorio. 

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Categoria: cronaca

00:06

Ue-Usa, Meloni 'pontiera' ad Addis Abeba: "Unire e non dividere"

(Adnkronos) - Ad Addis Abeba, dove l'Italia rilancia il suo ruolo di ponte con l'Africa, Giorgia Meloni è costretta anche a difendere quello - più fragile che mai - tra Europa e Stati Uniti. Le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz sulla possibile "frattura" transatlantica, pronunciate alla Conferenza di Monaco (alla quale la premier ha scelto, ancora una volta, di non partecipare), fanno da sfondo alla tappa etiope e spingono la presidente del Consiglio a intervenire dopo il silenzio iniziale di ieri. 

"Siamo in una fase molto complessa delle relazioni internazionali", riconosce Meloni a margine del summit dell'Unione Africana, ospitato nel moderno African Union Conference Center and Office Complex, quartier generale dell'Ua. La premier concede che Merz "fa una valutazione corretta" , quando sostiene che l'Europa debba fare di più per sé stessa, a partire dalla sicurezza e dal potenziamento del pilastro europeo della Nato. Ma il messaggio politico va nella direzione opposta a quella di una rottura: "Lavorare a una maggiore integrazione tra Europa e Stati Uniti, valorizzare quello che ci unisce piuttosto che quello che può dividerci, è molto importante per tutti, particolarmente per i Paesi europei". Italia in primis. 

Parallelamente, la premier insiste sulla necessità che l'Europa rafforzi la propria postura strategica. L'Unione, afferma, deve tornare "effettivamente un attore geopolitico", cambiando prospettiva: non interrogarsi su ciò che gli altri fanno o non fanno per noi, ma su "che cosa noi dobbiamo fare per essere autonomi, forti, capaci di rispondere a un'era della geopolitica nella quale di certezze non ce ne sono più moltissime". L'autonomia europea, nella lettura di Palazzo Chigi, non è alternativa all'alleanza con Washington ma serve a renderla più equilibrata. Meloni prende invece le distanze dalle critiche di Merz alla cultura Maga: "Sono valutazioni politiche", osserva, chiarendo che non si tratta di un terreno di competenza dell'Unione europea. Anche qui la linea è quella di evitare nuove crepe nel rapporto con gli Stati Uniti. 

 

Sul fronte mediorientale, la premier annuncia che l'Italia è stata invitata come Paese osservatore al Board per Gaza convocato dal presidente americano Donald Trump a Washington il 19 febbraio. Roma - sottolinea - è orientata a rispondere positivamente, ritenendo "necessaria" una presenza italiana ed europea per la stabilizzazione della regione. La partecipazione dell'Italia al Board in qualità di osservatore rappresenta, per Meloni, "una buona soluzione" alla luce dei vincoli costituzionali che, al momento, impediscono al Paese di entrare a pieno titolo nell'organismo voluto e creato dall'inquilino della Casa Bianca. 

È soprattutto il nodo migratorio, insieme alla parola chiave "cooperazione", a dominare però il discorso con cui la presidente del Consiglio chiude la sua due giorni in Etiopia, intervenendo come ospite d'onore alla 39ª sessione ordinaria dell'Unione Africana, dopo aver co-presieduto il vertice Italia-Africa insieme al premier etiope Abiy Ahmed. Davanti ai leader africani la premier rivendica il ruolo dell'Italia come partner affidabile e mette subito in chiaro la sua visione: "La vera cooperazione non vede mai un soggetto attivo e uno passivo, esiste solo in una relazione tra pari".  

 

È la cornice dentro cui Meloni inserisce il Piano Mattei per l'Africa, definito "uno dei risultati più concreti di questa idea di cooperazione" e presentato come "una piattaforma aperta" allineata con l'Agenda 2063 dell'Ua, con investimenti che spaziano dalle infrastrutture all'energia fino alla formazione e con progetti simbolo come il Corridoio di Lobito, su cui - rivendica - "l'Italia è in prima linea insieme agli Stati Uniti e all'Unione europea". Ma è sul capitolo migrazioni che si concentra una buona fetta del discorso. La presidente del Consiglio insiste sulla necessità di affrontare le cause profonde delle partenze e rivendica l'obiettivo di "garantire agli uomini e alle donne di questo continente una libertà troppo spesso negata, la libertà di scegliere di restare nel proprio Paese", collegando esplicitamente sviluppo economico e gestione dei flussi. Per Meloni la risposta passa da investimenti mirati: "Per garantire il diritto a non dover emigrare, è necessario offrire opportunità concrete di formazione e lavoro", valorizzare il capitale umano e costruire "partenariati industriali e joint venture capaci di generare occupazione stabile e di qualità nei territori". A rafforzare la linea anti-esodo la premier cita il cardinale Robert Sarah, ricordando che "se i giovani lasciano la propria terra e il proprio popolo alla ricerca della promessa di una vita migliore, che ne sarà della storia, della cultura e dell’esistenza del Paese che hanno abbandonato?". 

In questo quadro Meloni sottolinea anche l'impegno italiano sul fronte del debito, indicato come passaggio "cruciale per costruire un'Africa veramente libera", ricordando l'"ampio programma di conversione del debito dei Paesi africani" lanciato dall'Italia, con "la trasformazione completa del debito dei Paesi più fragili e vulnerabili in investimenti" e nuove clausole di sospensione per gli Stati colpiti da shock climatici. Nel mosaico della missione etiope si conferma così la linea del governo italiano: mentre a sud del Mediterraneo Roma cerca di costruire ponti di sviluppo con l'Africa, a ovest lavora per evitare che il legame transatlantico si incrini. Per Palazzo Chigi, la vera sfida geopolitica resta sempre la stessa: unire e non dividere. (dall'inviato Antonio Atte) 

 

 

 

 

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Categoria: politica

00:04

Pesce crudo e rischio epatite, l'immunologo: "Ecco quando può accadere"

(Adnkronos) - Il caso del trentenne neuroscienziato Matteo Ascenzi ricoverato all'Inmi Spallanzani di Roma con epatite dopo una cena a base di sushi ad Anagni, "ci pone di fronte a un quesito diagnostico che supera la narrazione classica della malattia da sushi. Sebbene il consumo di pesce crudo richiami immediatamente l’Anisakiasi, un valore enzimatico così esplosivo non è certamente il reperto tipico di una parassitosi intestinale, ma il segnale di un insulto epatico massivo che richiede un’analisi su almeno tre livelli". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione umana alla Lum.  

"Davanti a un fegato in sofferenza acuta dopo l'ingestione di prodotti ittici, la prima pista è quella dei virus a trasmissione oro-fecale, come l'Epatite A o E. In un simile contesto, il pesce (tonno, salmone o branzino che sia) non è la sorgente biologica del virus, ma funge da veicolo. La contaminazione - spiega Minelli - avviene a valle: o attraverso acque di stoccaggio inquinate o, più frequentemente, tramite manipolazioni non igieniche durante la preparazione. A differenza di quel che accade nella parassitosi, per il virus non è necessario che il pesce sia l'ospite naturale; basta un contatto accidentale durante la catena del freddo o la lavorazione in cucina per innescare l'infezione nel consumatore. La sfida - osserva - non è rinunciare a una tradizione culinaria ormai globale, ma prenderci cura della salute pubblica attraverso una vigilanza che non ammette deroghe e che, in forza di una primaria competenza capace di distinguere dove finisce l'infestazione parassitaria e dove inizia l'emergenza virologica o la reattività molecolare crociata, sia in grado di guidare il cittadino verso scelte salubri perché consapevoli".  

 

"Esiste, però, una possibilità parassitaria diretta, sebbene rara, in grado di giustificare un coinvolgimento epatico: la forma ectopica dell'anisakis. Grazie a un dente cuticolare perforante e alla secrezione di enzimi litici, la larva può bucare la parete dello stomaco e migrare nel fegato. Qui - precisa l'immunologo - a verificarsi non è una semplice lesione generata dal contatto con il parassita, ma una risposta infiammatoria granulomatosa: il sistema immunitario, non riuscendo a eliminare l’anisakis, lo 'recinta' con un muro di cellule infiammatorie (eosinofili e macrofagi). Se le larve sono multiple o la reazione dell'ospite è particolarmente violenta, le lesioni erosive che ne conseguono possono causare un rilascio massiccio di transaminasi nel sangue". 

 

"Esiste poi un terzo scenario, squisitamente immuno-allergico: la sensibilizzazione all'antigene 'Ani s3'. Si tratta di una tropomiosina, proteina strutturale che l'anisakis condivide per 'cross-reattività' con acari della polvere, crostacei, lumache e perfino scarafaggi - prosegue Minelli -In un soggetto già sensibilizzato, questa proteina può scatenare orticaria e reazioni anafilattiche anche se il pesce è stato abbattuto correttamente (poiché l'allergene è termoresistente). Tuttavia, l'allergia non alza le transaminasi a 3500. Il picco enzimatico è un segno di danno cellulare fisico, non di una reazione istaminica. Dunque, se un paziente dopo aver mangiato del sushi manifesta un'epatite, o ha contratto un’infezione virale oppure ha subìto una migrazione fisica del parassita". 

 

Per quanto inediti, anzi proprio perché tali, casi di questo tipo servono a perfezionare la prevenzione. Certo non si tratta di demonizzare il settore: "Il pesce è un alimento nobile, fondamentale per l'apporto di omega-3 e la salute cardiovascolare. Tuttavia, la sicurezza non può poggiare solo sull'abbattimento termico. Qui il problema non è più (solo) il parassita migrato nei tessuti del pesce, ma la gestione igienica della filiera o la salubrità delle acque da cui provengono i prodotti, specialmente se parliamo di organismi filtranti. È una distinzione fondamentale: mentre l'anisakis si combatte con il freddo dell'abbattitore, il virus - chiosa l'immunologo - si combatte con la prevenzione ambientale e il rigore dei processi di manipolazione". 

 

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Categoria: salute

00:02

Allenamento a digiuno o dopo mangiato? Lo studio e la scelta

(Adnkronos) - Camminare, come ogni esercizio fisico, produce benefici per la salute. Il movimento giova al quadro cardiovascolare, aiuta il cuore, abbassa la pressione e contribuisce a tenere sotto controllo glicemia e colesterolo. L'attività, abbinata ad un'alimentazione equilibrata, consente anche di incidere sul peso e sul dimagrimento. Ognuno ha la propria routine, tra orari e programmi. Lo studio condotto dagli scienziati della Nottingham Trent University si sofferma su un 'dilemma' abbinato ad ogni tipo di attività, anche ad una elementare come camminare. Meglio l'esercizio fisico a digiuno o dopo un pasto? 

Nell''archivio', ricorda la NTU, sono state prodotte ricerche secondo cui allenarsi a stomaco vuoto aiuta a bruciare circa il 70% di grassi in più rispetto a chi si allena due ore dopo aver mangiato. Gli scienziati della Nottingham Trent University hanno evidenziato che i soggetti osservati nella ricerca - a prescindere all'esercizio svolto a digiuno 'prolungato' o 120 minuti dopo un pasto nel tardo pomeriggio - non compensavano eccessivamente le calorie saltate durante la giornata. 

I ricercatori hanno progettato lo studio - pubblicato sull'International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism - in modo che i partecipanti si allenassero su una cyclette alle 18.30 - nella fascia oraria più gettonata per le attività - a intensità moderata per 30 minuti, prima di completare una prova cronometrata per percorrere la distanza più lunga possibile in 15 minuti. Le persone coinvolte nella ricerca hanno ripetuto l'esercizio due volte in giorni diversi: una volta dopo un digiuno di 7 ore - in una situazione per certi versi paragonabile a quella che si vive ogni mattina al risveglio - e una volta dopo aver consumato un pasto 2 ore prima con una misurazione oculata del cibo assunto. 

I risultati hanno mostrato che, analogamente all'attività fisica svolta dopo un digiuno prolungato, l'allenamento dopo il 'mini digiuno serale' aumentava la quantità di grassi bruciati durante l'esercizio. La quantità di grassi bruciati durante la pedalata di 30 minuti è aumentata di circa il 70%, passando da 4,5 grammi a 7,7 grammi, rispetto al digiuno prolungato. Programmare l'allenamento tra pomeriggio e sera, inoltre, condizionava il regime alimentare della giornata portando ad una riduzione media di 440 calorie assunte. Insomma, l'esercizio fisico 120 minuti dopo un pasto appare vantaggioso: si brucia più grasso e si arriva all'allenamento con meno calorie assunte. 

I ricercatori hanno anche scoperto tuttavia, che nonostante questi benefici, nel test cronometrato dopo il pasto sono state coperte distanze inferiori rispetto a quelle registrate nel test più lontano dall'assunzione di cibo. 

 

"Volevamo valutare l'impatto dell'esercizio fisico a digiuno nelle prime ore della sera, il momento più popolare per allenarsi durante la settimana", le parole di Tommy Slater, ricercatore in scienze dello sport presso la Facoltà di Scienze e Tecnologia della Nottingham Trent University. "Digiunare prima dell'esercizio fisico serale potrebbe apportare benefici alla salute, aumentando la quantità di grassi bruciati durante l'attività o riducendo il numero di calorie assunte durante il giorno. Se eseguito regolarmente, potrebbe migliorare il modo in cui l'organismo gestisce i picchi di glicemia dopo i pasti", spiega. "Il digiuno durante il giorno sembra però ridurre le prestazioni, la motivazione e il piacere di fare esercizio fisico: questo potrebbe rendere più difficile per alcuni individui mantenere un impegno costante a lungo termineo a lungo termine", aggiunge. 

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Categoria: cronaca

23:04

Kalulu espulso in Inter-Juve, furia Spalletti contro La Penna

(Adnkronos) - Furia Spalletti in Inter-Juventus e rabbia bianconera dopo l'espulsione di Kalulu provocata da una solare simulazione di Bastoni. Oggi, sabato 14 febbraio, i nerazzurri hanno battuto i bianconeri a San Siro per 3-2, nel big match della 25esima giornata di Serie A. La partita è stata fortemente condizionata dall'espulsione, per doppia ammonizione, di Kalulu al 42', contestatissima sia dal difensore francese che dal tecnico bianconero, che a fine primo tempo è andato a lamentarsi direttamente con l'arbitro La Penna. Kalulu ha rimediato la seconda ammonizione per un'evidente simulazione di Bastoni che fa espellere l'avversario e esulta come se avesse segnato un gol. 

Un video che arriva dagli spalti di San Siro mostra Spalletti infuriato per la decisione del direttore di gara urlare: "Ci hai rovinato la partita", spalleggiato dalla dirigenza della Juventus. Giorgio Chiellini grida: "Non esiste una cosa del genere", e anche Damien Comolli si scaglia contro La Penna, tanto da essere spinto a forza via nel tunnel dallo stesso Spalletti. 

Nel post partita, Chiellini si presenta ai microfoni di Sky: "Non si può parlare di calcio, quello che è successo è imbarazzante. E' stato visto in tutto il mondo, bisogna cambiare subito", dice il dirigente bianconero invocando una svolta a livello arbitrale dopo una lunga serie di episodi a dir poco controversi. "Probabilmente da domani si cambierà il Var, ma non è accettabile che non ci sia un livello adeguato ad una partita del genere, questa è l'immagine che diamo del nostro calcio. A fine partita non abbiamo avuto modo di parlare con l'arbitro", dice Chiellini a Dazn. 

"E' da inizio anno che abbiamo messo in evidenza che non è una struttura adeguata al campionato del genere, ogni settimana una squadra diversa è qui a lamentarsi. Non so quale sia il punto, so solo che non si può andare avanti così, non si può permettere questo tipo di spettacolo -sottolinea l'ex capitano di Juventus e Nazionale-. In questo momento c'è una defaillance, un gruppo che non funziona, chi ci mette la faccia ha detto che andrà via, vediamo cosa succede adesso. Il protocollo andrà cambiato, stasera ne è stata la prova, ma ci sono altri modi per evitare che certe cose succedano. Le scelte non competono a me, ma è evidente che l'arbitro di stasera non era adeguato". 

 

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Categoria: sport

21:40

Inter-Juve, Kalulu espulso nel primo tempo: Bastoni 'vola' e esulta

(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Inter-Juventus. Nel big match di oggi, sabato 14 febbraio, Pierre Kalulu è stato espulso nel finale di primo tempo dopo aver rimediato la seconda ammonizione della sua partita, scatenando la furia del difensore francese prima e di Luciano Spalletti in panchina poi. Ma cos'è successo a San Siro? 

Succede tutto al 42'. Kalulu, già ammonito, interviene su Bastoni che stava facendo ripartire l'azione nerazzurra e l'arbitro La Penna estrae immediatamente il secondo giallo e quindi il cartellino rosso. Le immagini però mostrano che il giocatore francese non colpisce il difensore dell'Inter, che si lascia cadere inducendo all'errore il direttore di gara. 

Kalulu, già destinatario di un discutibile primo cartellino giallo per un'entrata su Barella, invoca l'intervento del Var dopo aver protestato in maniera veemente con La Penna: il Var però non può rimediare all'errore poiché il provvedimento disciplinare è un'ammonizione e non un'espulsione diretta. Confermata quindi, per forza di cose, la decisione di campo e l'ex giocatore del Milan è costretto ad abbandonare il terreno di gioco, lasciando in dieci la Juventus per i minuti finali del primo tempo e per l'intera ripresa. Bastoni, già ammonito, dopo il tuffo che poteva essere punito con un cartellino giallo per simulazione esulta per il rosso 'inventato' ai danni di Kalulu. A completare il quadro, la decisione del tecnico nerazzurro Cristian Chivu all'intervallo: Bastoni, dopo l'episodio plateale, viene sostituito. 

 

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Categoria: sport

21:05

Superenalotto, la combinazione vincente di oggi 14 febbraio

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 14 febbraio. Centrati quarantadue punti '5' che vincono ciascuno 4.936,20 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 122 milioni di euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Questa la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 5, 23, 40, 47, 80, 85. Numero Jolly: 6. Numero SuperStar: 47. 

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Categoria: cronaca

20:44

Bergamo, tenta di rapire bimba di un anno e mezzo e le rompe gamba: arrestato

(Adnkronos) -  Arrestato dalla polizia a Bergamo un cittadino rumeno, senza fissa dimora e privo di precedenti di polizia, gravemente indiziato di tentato sequestro di persona ai danni di una bambina di un anno e mezzo, nonché di lesioni personali aggravate.  

Intorno alle 13 l’uomo stava entrando in un supermercato mentre una famiglia, composta dai genitori e da una figlioletta usciva. In quel frangente, lo sconosciuto ha improvvisamente afferrato la bambina per le gambe, tentando con violenza di sottrarla alla madre che la teneva per mano, cercando di trascinarla verso l’interno del centro commerciale. 

La donna è riuscita a opporsi con forza e ha immediatamente chiesto aiuto; il padre, che si trovava a breve distanza, è intervenuto prontamente per bloccare l’aggressore. Anche alcuni passanti e gli addetti alla vigilanza sono intervenuti, riuscendo a immobilizzarlo fino all’arrivo delle forze dell’ordine. La volante giunta sul posto ha messo in sicurezza la minore e ha accompagnato l’uomo in Questura. Gli accertamenti effettuati, anche grazie alle testimonianze raccolte e all’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. 

La bambina è stata trasportata in ospedale per gli accertamenti clinici, che hanno evidenziato una frattura del femore, provocata dalla violenza con cui l'uomo ha cercato di afferrarla. Al termine delle attività di indagine, il cittadino rumeno è stato arrestato per sequestro di persona aggravato, in quanto commesso ai danni di minore degli anni quattordici, nonché per lesioni personali aggravate, ed è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha condiviso ogni fase dell’attività istruttoria e disposto la custodia in carcere in attesa di convalida.  

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Categoria: cronaca

20:43

"Mi vuoi sposare?", proposta di matrimonio a L'eredità

(Adnkronos) - "Federica, mi vuoi sposare?". A L'Eredità, il programma condotto da Marco Liorni su Raiuno, arriva la proposta di matrimonio. Uno dei concorrenti, Stefano, sfrutta l'occasione per compiere il grande passo. "Federica, sei la cosa più bella che sia mai successa nella vita. Sei il traguardo di ogni mio viaggio e la destinazione di ogni mia giornata", esordisce il giovane. "Vorrei che continuassi a esserlo per sempre. Federica, mi vuoi sposare?", la domanda che sorprende il pubblico in studio e scatena l'applauso. 

 

 

"Ma che bello!", dice Liorni, sorpreso come tutti. "Ora siamo tutti in attesa della risposta...", aggiunge il conduttore. "Ho voluto approfittarne", spiega il concorrente. "Dobbiamo andare avanti con la puntata, io starei qui a chiedervi tutta la vostra storia", chiosa Liorni.  

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Categoria: spettacoli

20:02

Jutta Leerdam, San Valentino a... Milano Cortina: il messaggio di Jake Paul dopo l'oro alle Olimpiadi

(Adnkronos) - Un oro a Milano Cortina con tanto di record olimpico nel pattinaggio di velocità su ghiaccio nei 1000 metri. Jutta Leerdam è stata fin qui protagonista alle Olimpiadi invernali, facendo parlare di sé per grandiosi risultati in pista e un po' di gossip fuori. Dopo il suo trionfo allo Speed Skating Stadium di Milano, pochi giorni fa, festeggiato tra le lacrime insieme al fidanzato Jake Paul, la star olandese del pattinaggio ha postato oggi nelle sue stories Instagram la cronaca di un San Valentino particolare.  

Un San Valentino trascorso nel Villaggio Olimpico, postando le foto di una speciale pin dedicata alla giornata degli innamorati, in versione olimpica, e una dedica del fidanzato Jake Paul. Il pugile-youtuber romanticamente le chiede: "Jutta, vuoi essere il mio San Valentino?". Lei condivide la foto, con tanto di cuori, in attesa di tornare in pista. Una nuova puntata della storia d'amore più seguita (di sicuro in termini di follower) delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.  

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Categoria: milano-cortina-2026/extra

19:50

Edoardo Bove torna in campo, esordio con il Watford a poco più di un anno da malore

(Adnkronos) - A poco più di 14 mesi dal malore in campo durante Fiorentina-Inter, Edoardo Bove è tornato finalmente in campo. Il 23enne centrocampista romano è entrato in campo con la maglia del Watford nei minuti finali della trasferta della Championship (la Serie B inglese) contro il Preston North End.  

L'ex giocatore viola è sceso in campo con la maglia numero 15 e ha giocato complessivamente 11 minuti del match che si è concluso sul punteggio di 2-2. Bove, visibilmente emozionato, al termine della partita ha raggiunto la tribuna per abbracciare Martina, la sua ragazza. 

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19:48

Inter-Juventus 3-2 tra i veleni, bufera per espulsione 'inventata' di Kalulu

(Adnkronos) - L'Inter batte la Juventus nel big match della 25esima giornata di Serie A. Oggi, sabato 14 febbraio, i nerazzurri hanno superato i bianconeri a San Siro 3-2 al termine di una partita ricca di episodi e ribaltoni, con veementi proteste bianconere contro l'arbitro La Penna. A decidere la partita l'autogol di Cambiaso al 17', la rete di Esposito al 76' e quella di Zielinski al 90'. Nel mezzo il doppio momentaneo pari bianconeri firmato Cambiaso al 26' e Locatelli all'83'. Decisiva per indirizzare il match la contestatissima espulsione, per doppia ammonizione, di Kalulu al 42'. 

Con questa vittoria la squadra di Chivu sale a 61 punti in classifica, tornando così a +8 sul Milan secondo, ma con una partita da recuperare contro il Como. Rimane invece ferma al quarto posto a quota 46 la Juve di Spalletti. 

Nel prossimo turno di Serie A, la Juventus ospiterà il Como, mentre l'Inter volerà a Lecce. 

 

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19:24

Lione, morto il militante di estrema destra aggredito. Macron: "Delitto atroce"

(Adnkronos) - E' morto Quentin, il giovane studente e militante nazionalista di 23 anni che giovedì è stato aggredito a Lione dopo un violento attacco a margine di una conferenza a Sciences Po Lyon dell'europarlamentare del partito di estrema sinistra di La France Insoumise, Rima Hassan. Lo ha annunciato la Procura di Lione. "L’indagine prosegue ed è ora condotta con l’accusa di percosse mortali aggravate, oltre a violenze aggravate da tre circostanze", ha precisato la procura in un comunicato. 

"A Lione, Quentin è stato vittima di una violenza inaudita. Ha perso la vita a 23 anni soltanto. Alla sua famiglia e ai suoi cari esprimo i miei pensieri e il sostegno della Nazione. In una Repubblica, nessuna causa, nessuna ideologia giustificherà mai che si uccida", il messaggio su X del presidente Emmanuel Macron. 

"Al contrario, lo scopo principale delle nostre istituzioni è quello di civilizzare i dibattiti e proteggere la libera espressione delle argomentazioni. Perseguire, assicurare alla giustizia e condannare i responsabili di questa atrocità è essenziale. L'odio che uccide non ha posto nella nostra società. Invito alla calma, alla moderazione e al rispetto", sottolinea ancora Macron. 

 

Le circostanze dell'aggressione non sono ancora chiare. Il 23enne è stato assistito giovedì alle 19.40 dai soccorsi. Ferito molto gravemente e con una commozione cerebrale, il giovane è stato ricoverato all'ospedale Edouard-Herriot. Secondo le prime ricostruzioni emerse sulla stampa francese, il militante sarebbe stato uno dei membri del servizio d’ordine del collettivo identitario francese Némésis. 

In occasione della conferenza di Rima Hassan, alle 17.40 di giovedì i membri di Némésis hanno esposto uno striscione con la scritta "Fuori gli islamo-sinistrorsi". È stato allora che sarebbe scoppiata una rissa tra una cinquantina di individui. 

Il collettivo femminista di estrema destra francese Némésis in un messaggio su 'X' accusa un gruppo di "una trentina di antifa" di essere all’origine dell’aggressione. Il collettivo sostiene che un collaboratore del deputato Lfi Raphaël Arnault si trovava in quel gruppo. Sempre secondo Némésis gli aggressori sarebbero affiliati al movimento di estrema sinistra 'La Jeune Garde antifasciste', creato nel 2018 proprio da Arnault che è stato sciolto nel giugno 2025 dalle autorità francesi. La famiglia di Quentin comunque, riferisce 'Le Monde', ha smentito che il giovane, che era uno studente di matematica, facesse parte di "un servizio d'ordine" o che fosse "un agente di sicurezza". 

Numerose le reazioni politiche legate all'aggressione Quentin. "Ho appreso con sgomento" la notizia dell'aggressione al giovane Quentin, ha scritto su 'X' l'europarlamentare del partito di estrema sinistra Lfi, Rima Hassan. "Per ciascuno dei miei spostamenti, l'unico e solo servizio d'ordine con cui collaboro e che mi accompagna è quello di La France insoumise, che non fa mai ricorso alla violenza e che non è in alcun modo coinvolto in questi scontri. Un'inchiesta deve fare piena luce sulle circostanze di questi fatti estremamente gravi e inaccettabili, che condanno con fermezza". Anche il coordinatore nazionale di La France insoumise in un post su X si è espresso sulla vicenda. "Questo clima di violenza deve cessare. Nessuno deve perdere la vita per le proprie idee", ha sottolineato su 'X' Manuel Bompard. 

Il presidente del partito di estrema destra Rassemblement National, Jordan Bardella, ha parlato "di un violento attacco da parte di membri della Jeune Garde, alcuni dei quali sarebbero vicini al deputato della Lfi Raphaël Arnault": "I fatti sono estremamente gravi e richiedono la mobilitazione dell'intera classe politica. L'impunità dell'estrema sinistra deve finire: oltre alla condanna esemplare dei colpevoli, auspico che lo scioglimento di questo piccolo gruppo sia finalmente effettivo. È tempo di riconoscere il pericolo che l'estrema sinistra, con la sua intolleranza che cerca di eliminare ogni pensiero dissenziente, anche attraverso l'intimidazione e la violenza, rappresenta per le nostre istituzioni, per la democrazia e per la società". 

Anche la leader di Rn Marine Le Pen ha denunciato "le milizie di estrema sinistra": "Il governo deve classificare queste milizie come gruppi terroristici. Ciò implica che debbano essere trattate come tali e che le leggi e i regolamenti previsti debbano essere applicati a loro". 

 

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Categoria: internazionale/esteri

19:13

Telefonata Tomba-Braathen dopo l'oro a Milano Cortina: "Lucas, sei il migliore". E il brasiliano: "Grazie leggenda"

(Adnkronos) - Complimenti speciali, per una vittoria storica. Indimenticabile. Lucas Pinheiro Braathen si è preso il palcoscenico oggi sabato 14 febbraio a Bormio, conquistando l'oro alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 con due manche da favola. Si tratta della prima medaglia del Brasile e del Sudamerica alle Olimpiadi invernali e lo sciatore verdeoro non ha nascosto l'emozione al traguardo. Un'emozione diventata ancora più forte dopo la chiamata della leggenda azzurra Alberto Tomba (tre ori orimpici nel palmares, tra le altre cose) che ci ha tenuto a complimentarsi con lui. "Ciao fratello mio", dice Tomba al telefono.  

"Come stai? Bravo, bravo davvero per questa medaglia d'oro per il Brasile. Ci stai credendo o ancora no? Stai piangendo come me, congratulazioni Lucas". Braathen, contentissimo per la telefonata di uno dei suoi idoli, ha provato a trattenere le lacrime: "Grazie leggenda. No no, ancora non ci credo".  

Poco dopo, Braathen ha commentato così il suo oro: "Non so cosa dire. Non posso crederci. Non è importante da quale nazione arrivi, quale è il colore della pelle. Se credi in un tuo sogno puoi farcela con il lavoro e l'ostinazione. Anche il Brasile sarà orgoglioso di questa vittoria e potrà festeggiare". 

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Categoria: milano-cortina-2026/extra

19:11

Mattarella a Nuoro per i 100 anni dal Nobel di Grazia Deledda: "Perenne modernità opera"

(Adnkronos) - "Quest'estate, nelle due settimane di vacanza che mi erano consentite, ho portato con me in montagna alcuni libri da leggere, alcuni recenti, altri da rileggere. Tra questi due di Grazia Deledda: 'Il vecchio della montagna' e 'Canne al vento'. Li avevo letti da giovane studente, il che vuol dire molti decenni addietro, e ho ritrovato le medesime emozioni, le stesse impressioni che allora avevo registrato, trovandone conferma della modernità, vorrei aggiungere della perenne modernità dell'opera di Grazia Deledda". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Nuoro alle celebrazioni per il centenario del conferimento del Premio Nobel a Grazia Deledda. 

"È una riconoscenza - ha aggiunto il capo dello Stato - che chiunque abbia letto le sue opere non può che coltivare e avvertire. Ed è una riconoscenza che questa mattina è stata sottolineata dagli interventi che abbiamo ascoltato. Vorrei esprimere un apprezzamento per l'iniziativa e anche il ringraziamento al sindaco per avermi invitato a essere presente quest'oggi in questa apertura di 'Anno Deleddiano', ringraziando molto per quanto viene fatto per sottolineare l'immenso contributo fornito alla cultura italiana da questa regione e segnatamente da Grazia Deledda". 

"Prima di tornare nel continente, come diciamo noi tutti isolani, non potevo non esprimere con grande calore, con grande convinzione, l'apprezzamento per quanto fornisce questa città, questa regione, al nostro Paese. È un momento importante nella vita del mondo, non sempre chiaro, non sempre ordinato, ma il contributo che le nostre regioni, segnatamente questa regione, forniscono alla vita nazionale è un contributo indispensabile per affrontare tutti i problemi e le emergenze che si presentano", ha affermato ancora Mattarella. 

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Categoria: politica

18:58

Cataldi colpisce di braccio, arbitro assegna rigore: cos'è successo in Lazio-Atalanta

(Adnkronos) - Episodio arbitrale in Lazio-Atalanta. Oggi, sabato 14 febbraio, la Dea è andata in vantaggio nel match dell'Olimpico grazie a un calcio di rigore trasformato da Ederson per tocco di mano di Cataldi in area. Ma cos'è successo? 

Accade tutto al 39', Zappacosta scende sulla destra e mette al centro, Cataldi in scivolata intercetta il pallone con il braccio e l'arbitro Sacchi indica il dischetto. Le immagini mostrano il centrocampista che interviene in maniera scomposta, colpendo la sfera con il braccio alto oltre la figura.  

I giocatori della Lazio protestano per una presunta posizione irregolare di Zappacosta in partenza, ma un check del Var conferma che l'esterno bergamasco è tenuto in gioco da Provstgaard. 

 

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Categoria: sport

18:31

Danimarca e Usa sul ghiaccio, a Milano Cortina il derby Groenlandia: quando l’hockey diventa geopolitica

(Adnkronos) - Ghiaccio bollente. Appuntamento al Santa Giulia Ice Hockey Arena, dove Danimarca e Usa scendono sul ghiaccio per il match del Group C del torneo maschile di hockey delle olimpiadi Milano Cortina. Sulla carta è una partita del girone preliminare. Nella sostanza, (forse) qualcosa di più. Gli Stati Uniti partono favoriti per profondità di roster e tradizione. La Danimarca arriva con meno talento individuale, ma con un surplus emotivo. La Groenlandia — territorio autonomo danese al centro degli appetiti strategici di Donald Trump - diventa il convitato di pietra. Qualcuno, tra addetti ai lavori e semplici curiosi, lo chiama già “derby della Groenlandia”.  

Antica tradizione. L’hockey su ghiaccio, la storia insegna, ha spesso travalicato il perimetro sportivo. È disciplina di confine: fisica, identitaria, nazionale. Durante la Guerra Fredda è teatro simbolico dello scontro tra blocchi. La Genesi resta la Summit Series 1972: otto incontri di hockey su ghiaccio disputate fra le nazionali dell'Unione Sovietica e del Canada. Dopo l’avvio choc in Canada, la serie si decide a Mosca con il gol di Paul Henderson a 34 secondi dalla fine di Gara 8. Liberazione nazionale per Ottawa, rivincita simbolica per l’Occidente: sconfitta per il gigante comunista. Sullo sfondo veleni e robe da spy story: accuse di arbitraggi filo-sovietici, incidenti sul ghiaccio, scorrettezze in campo.  

Otto anni dopo, Olimpiadi Invernali di Lake Placid 1980, il 'Miracle on Ice': miracolo sul ghiaccio. Gli Stati Uniti di Herb Brooks battono 4-3 l’Urss dominatrice. Mezzo miracolo: la squadra statunitense è composta da dilettanti e giocatori universitari, l'Urss un colosso. In piena crisi afghana, con il boicottaggio americano di Mosca 1980 alle porte, quella semifinale diviene racconto epico di riscatto ideologico, quasi profezia: reaganismo vincente, fine del comunismo vicina. La Casa Bianca apre le porte alla squadra; il ghiaccio è caldo. 

Ancora prima, mondiali 1969 a Stoccolma: sono le braci di un fuoco spento. Le vittorie cecoslovacche sull’Urss accendono proteste di massa contro la normalizzazione seguita alla Primavera di Praga, ormai piegata. Gli studenti scendono in piazza: "Stavolta abbiamo vinto noi". Gli slogan: "Brežnev 3, Dubček 4". Hockey e guerra fredda, ma anche hockey e libertà: sempre l'Urss di mezzo. Tempi più recenti, molto più recenti: 2025, al Four Nations Face-Off, Usa-Canada degenera in una zuffa epica: 3 risse in 9 secondi e botte da orbi. Poco prima l'affronto di Donald Trump ai vicini nord-americani: dazi sulle merci o una stellina in più sulla bandiera degli Usa. (di Andrea Persili) 

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18:08

Roma, valigia abbandonata in via del Corso: allarme rientrato

(Adnkronos) - E' rientrato l’allarme scattato nel pomeriggio di oggi sabato 14 febbraio in via del Corso a Roma, dove una valigia abbandonata in mezzo alla strada aveva fatto scattare le procedure di sicurezza nel pieno dell’orario di maggiore afflusso per lo shopping in centro.  

Dopo le verifiche da parte degli artificieri, la valigia è risultata non contenere nulla di pericoloso. La situazione è tornata alla normalità e la circolazione nella zona è stata ripristinata. 

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00:19

"Arbitro è il miglior giocatore dell'Inter", l'espulsione di Kalulu fa il giro del mondo

(Adnkronos) - "Il miglior giocatore dell'Inter è stato l'arbitro". La scandalosa espulsione di Pierre Kalulu nel match Inter-Juventus supera i confini della tv italiana e viene stigmatizzata all'estero. E' Vincent Grella, ex calciatore australiano con un passato in Serie A, a commentare episodio e partita per Paramount+. Tutto ruota attorno all'espulsione di Kalulu, cacciato al 42' dall'arbitro La Penna dopo una chiara simulazione di Bastoni: il difensore dell'Inter, già ammonito, 'vola' provocando il secondo giallo che costa l'espulsione dell'avversario. Bastoni, per completare l'opera, esulta come se avesse segnato. 

 

"E' un fatto, è quello che ho visto. Nel match più importante dell'anno, il miglior giocatore dell'Inter è stato l'arbitro. L'Inter ha giocato malissimo, è stata aiutata dall'arbitro e non ha sfruttato il vantaggio" a livello di gioco. "Non ha mostrato killer instinct. Se la Juventus avesse giocato con 11 giocatori oggi avrebbe battuto l'Inter", dice Grella. 

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00:12

Ucraina, Zelensky: "Trump chiede concessioni a noi ma non a Putin"

(Adnkronos) - Donald Trump chiede 'solo' all'Ucraina e non alla Russia di Vladimir Putin. Kiev vorrebbe garanzie di sicurezza più solide e durature dagli Stati Uniti in caso di accordo con Mosca per porre fine alla guerra. A Monaco di Baviera, dove partecipa alla Conferenza sulla sicurezza, Volodymyr Zelensky fotografa le distanze tra la posizione ucraina e quella americana. 

Da una parte Zelensky auspica che i negoziati di pace mediati dagli Stati Uniti, in programma a Ginevra la prossima settimana, assumano un carattere sostanziale. Dall'altra non manca di evidenziare come al suo Paese venga "troppo spesso" richiesto di effettuare concessioni. E muove un'accusa nei confronti della Russia, imputandole il tentativo di rallentare il processo negoziale. 

 

Le delegazioni ucraina, russa e americana sono attese nella città svizzera in riva al lago martedì e mercoledì 17-18 febbraio. "Speriamo vivamente che gli incontri trilaterali della prossima settimana siano seri, sostanziali, utili per tutti noi, ma onestamente a volte sembra che le parti stiano parlando di cose completamente diverse", ha detto Zelensky nel corso di un evento all'annuale Conferenza sulla sicurezza di Monaco. "Gli americani tornano spesso sul tema delle concessioni. E troppo spesso, queste concessioni vengono discusse solo nel contesto di ciò che l’Ucraina dovrebbe cedere, non la Russia", ha sottolineato il presidente ucraino.  

Zelensky, in Germania, ha incontrato il segretario di Stato americano Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia a stelle e strisce è stato informato "della situazione sul fronte, degli attacchi russi in corso e delle conseguenze di questi attacchi sul sistema energetico". I due hanno anche "discusso il processo diplomatico e gli incontri trilaterali", compreso l'incontro della prossima settimana a Ginevra.  

Il presidente ucraino ha inoltre avuto un colloquio telefonico con l'inviato Usa Steve Witkoff e con il genero di Donald Trump, Jared Kushner. In un breve dichiarazione, il leader di Kiev ha riferito di aver "discusso alcuni sviluppi a seguito degli incontri ad Abu Dhabi". "Noi contiamo sul fatto che questi colloqui possano essere veramente produttivi", ha scritto Zelensky sui social. 

Ucraina e Russia hanno recentemente concluso due cicli di colloqui, mediati da Washington ad Abu Dhabi, descritti dalle parti come costruttivi, sebbene privi di progressi significativi. Zelensky ha sollecitato un'azione più incisiva da parte degli alleati dell'Ucraina al fine di esercitare pressione sulla Russia per il raggiungimento della pace, sia attraverso l'inasprimento delle sanzioni sia mediante un incremento delle forniture di armamenti. Richiamando il suo appello di quattro anni or sono, pronunciato nella medesima conferenza pochi giorni prima dell'afflusso di decine di migliaia di forze russe in Ucraina, Zelensky ha asserito che vi sono state troppe parole da parte dei funzionari occidentali e insufficienti azioni concrete.  

"Oggi", sulle garanzie di sicurezza, "abbiamo una proposta da parte degli Stati Uniti per 15 anni. Noi però vorremmo avere più di 20 anni, 30, 50. Vedremo cosa saranno disposti ad accettare l'Amministrazione e il Congresso", ha detto ancora Zelensky, aggiungendo di aver avuto "un incontro con investitori e imprenditori: hanno bisogno di garanzie che vadano avanti per più di cinque, dieci anni". Trump ha l'autorità per costringere Putin a dichiarare un cessate il fuoco e avrebbe dovuto farlo, ha affermato ancora Zelenskiy ammettendo di sentire ''un po'' la pressione da parte del presidente americano per mettere fino alla guerra con la Russia. ''Ma capisco il presidente americano'', ha aggiunto. 

Zelensky ha fatto notare anche come "l’Europa è praticamente assente al tavolo. A mio avviso è un grande errore, davvero. Noi ucraini stiamo cercando di coinvolgervi pienamente nel processo, in modo che gli interessi e la voce dell’Europa vengano presi in considerazione". 

 

Funzionari ucraini hanno indicato la necessità di un cessate il fuoco per poter indire un referendum su qualsiasi accordo di pace, che verrebbe organizzato contestualmente alle elezioni nazionali. "Dateci un cessate il fuoco di due mesi e terremo le elezioni", ha affermato Zelensky, il quale ha respinto nuovamente l'ipotesi di andare al voto mentre prosegue il conflitto con la Russia. "Vedo paragoni con la rielezione di Lincoln durante la Guerra civile americana. Ma come si può paragonare alla nostra situazione? La nostra gente è sotto i missili, non è una guerra di terra", ha detto.  

Dal canto suo la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito "i deliri di un malato" le dichiarazioni di Zelensky sul rinvio a tempo indeterminato delle elezioni in Ucraina. "Quello che dice Zelensky non si può più nemmeno chiamare dichiarazioni: sono i deliri di un malato, un segno di squilibrio mentale. Le prove sono numerosissime", ha affermato ai giornalisti, citata dalla Tass. "Prima invita tutti a organizzare il processo elettorale e poi, in un attimo, o ci ripensa o rinvia tutto: ormai è impossibile persino capirlo", ha aggiunto. Zakharova ha infine osservato che "non sorprende più" il modo in cui "il regime di Kiev si prende gioco dell’Ucraina", sostenendo che "da tempo abbiamo visto come distruggono la statualità ucraina". 

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Categoria: internazionale/esteri

00:10

Ciclone di San Valentino si allontana ma il maltempo non molla l'Italia, allerta gialla in 11 regioni oggi

(Adnkronos) - Nonostante il ciclone di San Valentino inizi ad allontanarsi dall'Italia, anche oggi 15 febbraio ci aspetta una domenica di maltempo con temporali, pioggia e vento. L'allerta gialla riguarda ben 11 regioni. E, sulla base delle previsioni disponibili, la Protezione civile d’intesa ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche. 

L’avviso prevede precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, forti raffiche di vento e locale attività elettrica. 

Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, domenica 15 febbraio, allerta gialla su settori di Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Sardegna e sull’intero territorio di Lazio, Umbria, Molise, Calabria e Sicilia. 

 

Domani mattina a Venezia sono previsti 120 centimetri alle 9.20, un livello che, se confermato, farà nuovamente alzare tutte e quattro le barriere del Mose. Per la serata di domani il Centro maree del Comune di Venezia prevede altri 100 centimetri verso le 22.50, un livello che però potrebbe diminuire e bloccare il sollevamento delle barriere. Condizioni favorevoli al fenomeno dell'acqua alta sono comunque previste almeno fino a giovedì 19 febbraio. 

 

Ieri oltre 50 persone sono state evacuate in seguito a una mareggiata che ha allagato le case a ridosso degli scogli nella zona della foce del Tevere nel Comune di Fiumicino, nel Lazio. Chiuse alcune strade nella provincia di Roma.  

Palermo, Messina, Catania e Trapani sono state le province maggiormente colpite dall'ondata di maltempo che si è abbattuta sabato anche sulla Sicilia. La Regione Calabria ha chiesto lo stato di emergenza nazionale per i danni del maltempo che negli ultimi giorni ha duramente colpito il territorio. 

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Categoria: cronaca

00:06

Ue-Usa, Meloni 'pontiera' ad Addis Abeba: "Unire e non dividere"

(Adnkronos) - Ad Addis Abeba, dove l'Italia rilancia il suo ruolo di ponte con l'Africa, Giorgia Meloni è costretta anche a difendere quello - più fragile che mai - tra Europa e Stati Uniti. Le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz sulla possibile "frattura" transatlantica, pronunciate alla Conferenza di Monaco (alla quale la premier ha scelto, ancora una volta, di non partecipare), fanno da sfondo alla tappa etiope e spingono la presidente del Consiglio a intervenire dopo il silenzio iniziale di ieri. 

"Siamo in una fase molto complessa delle relazioni internazionali", riconosce Meloni a margine del summit dell'Unione Africana, ospitato nel moderno African Union Conference Center and Office Complex, quartier generale dell'Ua. La premier concede che Merz "fa una valutazione corretta" , quando sostiene che l'Europa debba fare di più per sé stessa, a partire dalla sicurezza e dal potenziamento del pilastro europeo della Nato. Ma il messaggio politico va nella direzione opposta a quella di una rottura: "Lavorare a una maggiore integrazione tra Europa e Stati Uniti, valorizzare quello che ci unisce piuttosto che quello che può dividerci, è molto importante per tutti, particolarmente per i Paesi europei". Italia in primis. 

Parallelamente, la premier insiste sulla necessità che l'Europa rafforzi la propria postura strategica. L'Unione, afferma, deve tornare "effettivamente un attore geopolitico", cambiando prospettiva: non interrogarsi su ciò che gli altri fanno o non fanno per noi, ma su "che cosa noi dobbiamo fare per essere autonomi, forti, capaci di rispondere a un'era della geopolitica nella quale di certezze non ce ne sono più moltissime". L'autonomia europea, nella lettura di Palazzo Chigi, non è alternativa all'alleanza con Washington ma serve a renderla più equilibrata. Meloni prende invece le distanze dalle critiche di Merz alla cultura Maga: "Sono valutazioni politiche", osserva, chiarendo che non si tratta di un terreno di competenza dell'Unione europea. Anche qui la linea è quella di evitare nuove crepe nel rapporto con gli Stati Uniti. 

 

Sul fronte mediorientale, la premier annuncia che l'Italia è stata invitata come Paese osservatore al Board per Gaza convocato dal presidente americano Donald Trump a Washington il 19 febbraio. Roma - sottolinea - è orientata a rispondere positivamente, ritenendo "necessaria" una presenza italiana ed europea per la stabilizzazione della regione. La partecipazione dell'Italia al Board in qualità di osservatore rappresenta, per Meloni, "una buona soluzione" alla luce dei vincoli costituzionali che, al momento, impediscono al Paese di entrare a pieno titolo nell'organismo voluto e creato dall'inquilino della Casa Bianca. 

È soprattutto il nodo migratorio, insieme alla parola chiave "cooperazione", a dominare però il discorso con cui la presidente del Consiglio chiude la sua due giorni in Etiopia, intervenendo come ospite d'onore alla 39ª sessione ordinaria dell'Unione Africana, dopo aver co-presieduto il vertice Italia-Africa insieme al premier etiope Abiy Ahmed. Davanti ai leader africani la premier rivendica il ruolo dell'Italia come partner affidabile e mette subito in chiaro la sua visione: "La vera cooperazione non vede mai un soggetto attivo e uno passivo, esiste solo in una relazione tra pari".  

 

È la cornice dentro cui Meloni inserisce il Piano Mattei per l'Africa, definito "uno dei risultati più concreti di questa idea di cooperazione" e presentato come "una piattaforma aperta" allineata con l'Agenda 2063 dell'Ua, con investimenti che spaziano dalle infrastrutture all'energia fino alla formazione e con progetti simbolo come il Corridoio di Lobito, su cui - rivendica - "l'Italia è in prima linea insieme agli Stati Uniti e all'Unione europea". Ma è sul capitolo migrazioni che si concentra una buona fetta del discorso. La presidente del Consiglio insiste sulla necessità di affrontare le cause profonde delle partenze e rivendica l'obiettivo di "garantire agli uomini e alle donne di questo continente una libertà troppo spesso negata, la libertà di scegliere di restare nel proprio Paese", collegando esplicitamente sviluppo economico e gestione dei flussi. Per Meloni la risposta passa da investimenti mirati: "Per garantire il diritto a non dover emigrare, è necessario offrire opportunità concrete di formazione e lavoro", valorizzare il capitale umano e costruire "partenariati industriali e joint venture capaci di generare occupazione stabile e di qualità nei territori". A rafforzare la linea anti-esodo la premier cita il cardinale Robert Sarah, ricordando che "se i giovani lasciano la propria terra e il proprio popolo alla ricerca della promessa di una vita migliore, che ne sarà della storia, della cultura e dell’esistenza del Paese che hanno abbandonato?". 

In questo quadro Meloni sottolinea anche l'impegno italiano sul fronte del debito, indicato come passaggio "cruciale per costruire un'Africa veramente libera", ricordando l'"ampio programma di conversione del debito dei Paesi africani" lanciato dall'Italia, con "la trasformazione completa del debito dei Paesi più fragili e vulnerabili in investimenti" e nuove clausole di sospensione per gli Stati colpiti da shock climatici. Nel mosaico della missione etiope si conferma così la linea del governo italiano: mentre a sud del Mediterraneo Roma cerca di costruire ponti di sviluppo con l'Africa, a ovest lavora per evitare che il legame transatlantico si incrini. Per Palazzo Chigi, la vera sfida geopolitica resta sempre la stessa: unire e non dividere. (dall'inviato Antonio Atte) 

 

 

 

 

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Categoria: politica

00:04

Pesce crudo e rischio epatite, l'immunologo: "Ecco quando può accadere"

(Adnkronos) - Il caso del trentenne neuroscienziato Matteo Ascenzi ricoverato all'Inmi Spallanzani di Roma con epatite dopo una cena a base di sushi ad Anagni, "ci pone di fronte a un quesito diagnostico che supera la narrazione classica della malattia da sushi. Sebbene il consumo di pesce crudo richiami immediatamente l’Anisakiasi, un valore enzimatico così esplosivo non è certamente il reperto tipico di una parassitosi intestinale, ma il segnale di un insulto epatico massivo che richiede un’analisi su almeno tre livelli". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione umana alla Lum.  

"Davanti a un fegato in sofferenza acuta dopo l'ingestione di prodotti ittici, la prima pista è quella dei virus a trasmissione oro-fecale, come l'Epatite A o E. In un simile contesto, il pesce (tonno, salmone o branzino che sia) non è la sorgente biologica del virus, ma funge da veicolo. La contaminazione - spiega Minelli - avviene a valle: o attraverso acque di stoccaggio inquinate o, più frequentemente, tramite manipolazioni non igieniche durante la preparazione. A differenza di quel che accade nella parassitosi, per il virus non è necessario che il pesce sia l'ospite naturale; basta un contatto accidentale durante la catena del freddo o la lavorazione in cucina per innescare l'infezione nel consumatore. La sfida - osserva - non è rinunciare a una tradizione culinaria ormai globale, ma prenderci cura della salute pubblica attraverso una vigilanza che non ammette deroghe e che, in forza di una primaria competenza capace di distinguere dove finisce l'infestazione parassitaria e dove inizia l'emergenza virologica o la reattività molecolare crociata, sia in grado di guidare il cittadino verso scelte salubri perché consapevoli".  

 

"Esiste, però, una possibilità parassitaria diretta, sebbene rara, in grado di giustificare un coinvolgimento epatico: la forma ectopica dell'anisakis. Grazie a un dente cuticolare perforante e alla secrezione di enzimi litici, la larva può bucare la parete dello stomaco e migrare nel fegato. Qui - precisa l'immunologo - a verificarsi non è una semplice lesione generata dal contatto con il parassita, ma una risposta infiammatoria granulomatosa: il sistema immunitario, non riuscendo a eliminare l’anisakis, lo 'recinta' con un muro di cellule infiammatorie (eosinofili e macrofagi). Se le larve sono multiple o la reazione dell'ospite è particolarmente violenta, le lesioni erosive che ne conseguono possono causare un rilascio massiccio di transaminasi nel sangue". 

 

"Esiste poi un terzo scenario, squisitamente immuno-allergico: la sensibilizzazione all'antigene 'Ani s3'. Si tratta di una tropomiosina, proteina strutturale che l'anisakis condivide per 'cross-reattività' con acari della polvere, crostacei, lumache e perfino scarafaggi - prosegue Minelli -In un soggetto già sensibilizzato, questa proteina può scatenare orticaria e reazioni anafilattiche anche se il pesce è stato abbattuto correttamente (poiché l'allergene è termoresistente). Tuttavia, l'allergia non alza le transaminasi a 3500. Il picco enzimatico è un segno di danno cellulare fisico, non di una reazione istaminica. Dunque, se un paziente dopo aver mangiato del sushi manifesta un'epatite, o ha contratto un’infezione virale oppure ha subìto una migrazione fisica del parassita". 

 

Per quanto inediti, anzi proprio perché tali, casi di questo tipo servono a perfezionare la prevenzione. Certo non si tratta di demonizzare il settore: "Il pesce è un alimento nobile, fondamentale per l'apporto di omega-3 e la salute cardiovascolare. Tuttavia, la sicurezza non può poggiare solo sull'abbattimento termico. Qui il problema non è più (solo) il parassita migrato nei tessuti del pesce, ma la gestione igienica della filiera o la salubrità delle acque da cui provengono i prodotti, specialmente se parliamo di organismi filtranti. È una distinzione fondamentale: mentre l'anisakis si combatte con il freddo dell'abbattitore, il virus - chiosa l'immunologo - si combatte con la prevenzione ambientale e il rigore dei processi di manipolazione". 

 

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Categoria: salute

00:02

Allenamento a digiuno o dopo mangiato? Lo studio e la scelta

(Adnkronos) - Camminare, come ogni esercizio fisico, produce benefici per la salute. Il movimento giova al quadro cardiovascolare, aiuta il cuore, abbassa la pressione e contribuisce a tenere sotto controllo glicemia e colesterolo. L'attività, abbinata ad un'alimentazione equilibrata, consente anche di incidere sul peso e sul dimagrimento. Ognuno ha la propria routine, tra orari e programmi. Lo studio condotto dagli scienziati della Nottingham Trent University si sofferma su un 'dilemma' abbinato ad ogni tipo di attività, anche ad una elementare come camminare. Meglio l'esercizio fisico a digiuno o dopo un pasto? 

Nell''archivio', ricorda la NTU, sono state prodotte ricerche secondo cui allenarsi a stomaco vuoto aiuta a bruciare circa il 70% di grassi in più rispetto a chi si allena due ore dopo aver mangiato. Gli scienziati della Nottingham Trent University hanno evidenziato che i soggetti osservati nella ricerca - a prescindere all'esercizio svolto a digiuno 'prolungato' o 120 minuti dopo un pasto nel tardo pomeriggio - non compensavano eccessivamente le calorie saltate durante la giornata. 

I ricercatori hanno progettato lo studio - pubblicato sull'International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism - in modo che i partecipanti si allenassero su una cyclette alle 18.30 - nella fascia oraria più gettonata per le attività - a intensità moderata per 30 minuti, prima di completare una prova cronometrata per percorrere la distanza più lunga possibile in 15 minuti. Le persone coinvolte nella ricerca hanno ripetuto l'esercizio due volte in giorni diversi: una volta dopo un digiuno di 7 ore - in una situazione per certi versi paragonabile a quella che si vive ogni mattina al risveglio - e una volta dopo aver consumato un pasto 2 ore prima con una misurazione oculata del cibo assunto. 

I risultati hanno mostrato che, analogamente all'attività fisica svolta dopo un digiuno prolungato, l'allenamento dopo il 'mini digiuno serale' aumentava la quantità di grassi bruciati durante l'esercizio. La quantità di grassi bruciati durante la pedalata di 30 minuti è aumentata di circa il 70%, passando da 4,5 grammi a 7,7 grammi, rispetto al digiuno prolungato. Programmare l'allenamento tra pomeriggio e sera, inoltre, condizionava il regime alimentare della giornata portando ad una riduzione media di 440 calorie assunte. Insomma, l'esercizio fisico 120 minuti dopo un pasto appare vantaggioso: si brucia più grasso e si arriva all'allenamento con meno calorie assunte. 

I ricercatori hanno anche scoperto tuttavia, che nonostante questi benefici, nel test cronometrato dopo il pasto sono state coperte distanze inferiori rispetto a quelle registrate nel test più lontano dall'assunzione di cibo. 

 

"Volevamo valutare l'impatto dell'esercizio fisico a digiuno nelle prime ore della sera, il momento più popolare per allenarsi durante la settimana", le parole di Tommy Slater, ricercatore in scienze dello sport presso la Facoltà di Scienze e Tecnologia della Nottingham Trent University. "Digiunare prima dell'esercizio fisico serale potrebbe apportare benefici alla salute, aumentando la quantità di grassi bruciati durante l'attività o riducendo il numero di calorie assunte durante il giorno. Se eseguito regolarmente, potrebbe migliorare il modo in cui l'organismo gestisce i picchi di glicemia dopo i pasti", spiega. "Il digiuno durante il giorno sembra però ridurre le prestazioni, la motivazione e il piacere di fare esercizio fisico: questo potrebbe rendere più difficile per alcuni individui mantenere un impegno costante a lungo termineo a lungo termine", aggiunge. 

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Categoria: cronaca

23:04

Kalulu espulso in Inter-Juve, furia Spalletti contro La Penna

(Adnkronos) - Furia Spalletti in Inter-Juventus e rabbia bianconera dopo l'espulsione di Kalulu provocata da una solare simulazione di Bastoni. Oggi, sabato 14 febbraio, i nerazzurri hanno battuto i bianconeri a San Siro per 3-2, nel big match della 25esima giornata di Serie A. La partita è stata fortemente condizionata dall'espulsione, per doppia ammonizione, di Kalulu al 42', contestatissima sia dal difensore francese che dal tecnico bianconero, che a fine primo tempo è andato a lamentarsi direttamente con l'arbitro La Penna. Kalulu ha rimediato la seconda ammonizione per un'evidente simulazione di Bastoni che fa espellere l'avversario e esulta come se avesse segnato un gol. 

Un video che arriva dagli spalti di San Siro mostra Spalletti infuriato per la decisione del direttore di gara urlare: "Ci hai rovinato la partita", spalleggiato dalla dirigenza della Juventus. Giorgio Chiellini grida: "Non esiste una cosa del genere", e anche Damien Comolli si scaglia contro La Penna, tanto da essere spinto a forza via nel tunnel dallo stesso Spalletti. 

Nel post partita, Chiellini si presenta ai microfoni di Sky: "Non si può parlare di calcio, quello che è successo è imbarazzante. E' stato visto in tutto il mondo, bisogna cambiare subito", dice il dirigente bianconero invocando una svolta a livello arbitrale dopo una lunga serie di episodi a dir poco controversi. "Probabilmente da domani si cambierà il Var, ma non è accettabile che non ci sia un livello adeguato ad una partita del genere, questa è l'immagine che diamo del nostro calcio. A fine partita non abbiamo avuto modo di parlare con l'arbitro", dice Chiellini a Dazn. 

"E' da inizio anno che abbiamo messo in evidenza che non è una struttura adeguata al campionato del genere, ogni settimana una squadra diversa è qui a lamentarsi. Non so quale sia il punto, so solo che non si può andare avanti così, non si può permettere questo tipo di spettacolo -sottolinea l'ex capitano di Juventus e Nazionale-. In questo momento c'è una defaillance, un gruppo che non funziona, chi ci mette la faccia ha detto che andrà via, vediamo cosa succede adesso. Il protocollo andrà cambiato, stasera ne è stata la prova, ma ci sono altri modi per evitare che certe cose succedano. Le scelte non competono a me, ma è evidente che l'arbitro di stasera non era adeguato". 

 

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Categoria: sport

21:40

Inter-Juve, Kalulu espulso nel primo tempo: Bastoni 'vola' e esulta

(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Inter-Juventus. Nel big match di oggi, sabato 14 febbraio, Pierre Kalulu è stato espulso nel finale di primo tempo dopo aver rimediato la seconda ammonizione della sua partita, scatenando la furia del difensore francese prima e di Luciano Spalletti in panchina poi. Ma cos'è successo a San Siro? 

Succede tutto al 42'. Kalulu, già ammonito, interviene su Bastoni che stava facendo ripartire l'azione nerazzurra e l'arbitro La Penna estrae immediatamente il secondo giallo e quindi il cartellino rosso. Le immagini però mostrano che il giocatore francese non colpisce il difensore dell'Inter, che si lascia cadere inducendo all'errore il direttore di gara. 

Kalulu, già destinatario di un discutibile primo cartellino giallo per un'entrata su Barella, invoca l'intervento del Var dopo aver protestato in maniera veemente con La Penna: il Var però non può rimediare all'errore poiché il provvedimento disciplinare è un'ammonizione e non un'espulsione diretta. Confermata quindi, per forza di cose, la decisione di campo e l'ex giocatore del Milan è costretto ad abbandonare il terreno di gioco, lasciando in dieci la Juventus per i minuti finali del primo tempo e per l'intera ripresa. Bastoni, già ammonito, dopo il tuffo che poteva essere punito con un cartellino giallo per simulazione esulta per il rosso 'inventato' ai danni di Kalulu. A completare il quadro, la decisione del tecnico nerazzurro Cristian Chivu all'intervallo: Bastoni, dopo l'episodio plateale, viene sostituito. 

 

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Categoria: sport

21:05

Superenalotto, la combinazione vincente di oggi 14 febbraio

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 14 febbraio. Centrati quarantadue punti '5' che vincono ciascuno 4.936,20 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 122 milioni di euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Questa la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 5, 23, 40, 47, 80, 85. Numero Jolly: 6. Numero SuperStar: 47. 

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Categoria: cronaca

20:44

Bergamo, tenta di rapire bimba di un anno e mezzo e le rompe gamba: arrestato

(Adnkronos) -  Arrestato dalla polizia a Bergamo un cittadino rumeno, senza fissa dimora e privo di precedenti di polizia, gravemente indiziato di tentato sequestro di persona ai danni di una bambina di un anno e mezzo, nonché di lesioni personali aggravate.  

Intorno alle 13 l’uomo stava entrando in un supermercato mentre una famiglia, composta dai genitori e da una figlioletta usciva. In quel frangente, lo sconosciuto ha improvvisamente afferrato la bambina per le gambe, tentando con violenza di sottrarla alla madre che la teneva per mano, cercando di trascinarla verso l’interno del centro commerciale. 

La donna è riuscita a opporsi con forza e ha immediatamente chiesto aiuto; il padre, che si trovava a breve distanza, è intervenuto prontamente per bloccare l’aggressore. Anche alcuni passanti e gli addetti alla vigilanza sono intervenuti, riuscendo a immobilizzarlo fino all’arrivo delle forze dell’ordine. La volante giunta sul posto ha messo in sicurezza la minore e ha accompagnato l’uomo in Questura. Gli accertamenti effettuati, anche grazie alle testimonianze raccolte e all’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. 

La bambina è stata trasportata in ospedale per gli accertamenti clinici, che hanno evidenziato una frattura del femore, provocata dalla violenza con cui l'uomo ha cercato di afferrarla. Al termine delle attività di indagine, il cittadino rumeno è stato arrestato per sequestro di persona aggravato, in quanto commesso ai danni di minore degli anni quattordici, nonché per lesioni personali aggravate, ed è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha condiviso ogni fase dell’attività istruttoria e disposto la custodia in carcere in attesa di convalida.  

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Categoria: cronaca

20:43

"Mi vuoi sposare?", proposta di matrimonio a L'eredità

(Adnkronos) - "Federica, mi vuoi sposare?". A L'Eredità, il programma condotto da Marco Liorni su Raiuno, arriva la proposta di matrimonio. Uno dei concorrenti, Stefano, sfrutta l'occasione per compiere il grande passo. "Federica, sei la cosa più bella che sia mai successa nella vita. Sei il traguardo di ogni mio viaggio e la destinazione di ogni mia giornata", esordisce il giovane. "Vorrei che continuassi a esserlo per sempre. Federica, mi vuoi sposare?", la domanda che sorprende il pubblico in studio e scatena l'applauso. 

 

 

"Ma che bello!", dice Liorni, sorpreso come tutti. "Ora siamo tutti in attesa della risposta...", aggiunge il conduttore. "Ho voluto approfittarne", spiega il concorrente. "Dobbiamo andare avanti con la puntata, io starei qui a chiedervi tutta la vostra storia", chiosa Liorni.  

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Categoria: spettacoli

20:02

Jutta Leerdam, San Valentino a... Milano Cortina: il messaggio di Jake Paul dopo l'oro alle Olimpiadi

(Adnkronos) - Un oro a Milano Cortina con tanto di record olimpico nel pattinaggio di velocità su ghiaccio nei 1000 metri. Jutta Leerdam è stata fin qui protagonista alle Olimpiadi invernali, facendo parlare di sé per grandiosi risultati in pista e un po' di gossip fuori. Dopo il suo trionfo allo Speed Skating Stadium di Milano, pochi giorni fa, festeggiato tra le lacrime insieme al fidanzato Jake Paul, la star olandese del pattinaggio ha postato oggi nelle sue stories Instagram la cronaca di un San Valentino particolare.  

Un San Valentino trascorso nel Villaggio Olimpico, postando le foto di una speciale pin dedicata alla giornata degli innamorati, in versione olimpica, e una dedica del fidanzato Jake Paul. Il pugile-youtuber romanticamente le chiede: "Jutta, vuoi essere il mio San Valentino?". Lei condivide la foto, con tanto di cuori, in attesa di tornare in pista. Una nuova puntata della storia d'amore più seguita (di sicuro in termini di follower) delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.  

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Categoria: milano-cortina-2026/extra

19:50

Edoardo Bove torna in campo, esordio con il Watford a poco più di un anno da malore

(Adnkronos) - A poco più di 14 mesi dal malore in campo durante Fiorentina-Inter, Edoardo Bove è tornato finalmente in campo. Il 23enne centrocampista romano è entrato in campo con la maglia del Watford nei minuti finali della trasferta della Championship (la Serie B inglese) contro il Preston North End.  

L'ex giocatore viola è sceso in campo con la maglia numero 15 e ha giocato complessivamente 11 minuti del match che si è concluso sul punteggio di 2-2. Bove, visibilmente emozionato, al termine della partita ha raggiunto la tribuna per abbracciare Martina, la sua ragazza. 

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Categoria: sport

19:48

Inter-Juventus 3-2 tra i veleni, bufera per espulsione 'inventata' di Kalulu

(Adnkronos) - L'Inter batte la Juventus nel big match della 25esima giornata di Serie A. Oggi, sabato 14 febbraio, i nerazzurri hanno superato i bianconeri a San Siro 3-2 al termine di una partita ricca di episodi e ribaltoni, con veementi proteste bianconere contro l'arbitro La Penna. A decidere la partita l'autogol di Cambiaso al 17', la rete di Esposito al 76' e quella di Zielinski al 90'. Nel mezzo il doppio momentaneo pari bianconeri firmato Cambiaso al 26' e Locatelli all'83'. Decisiva per indirizzare il match la contestatissima espulsione, per doppia ammonizione, di Kalulu al 42'. 

Con questa vittoria la squadra di Chivu sale a 61 punti in classifica, tornando così a +8 sul Milan secondo, ma con una partita da recuperare contro il Como. Rimane invece ferma al quarto posto a quota 46 la Juve di Spalletti. 

Nel prossimo turno di Serie A, la Juventus ospiterà il Como, mentre l'Inter volerà a Lecce. 

 

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Categoria: sport

19:24

Lione, morto il militante di estrema destra aggredito. Macron: "Delitto atroce"

(Adnkronos) - E' morto Quentin, il giovane studente e militante nazionalista di 23 anni che giovedì è stato aggredito a Lione dopo un violento attacco a margine di una conferenza a Sciences Po Lyon dell'europarlamentare del partito di estrema sinistra di La France Insoumise, Rima Hassan. Lo ha annunciato la Procura di Lione. "L’indagine prosegue ed è ora condotta con l’accusa di percosse mortali aggravate, oltre a violenze aggravate da tre circostanze", ha precisato la procura in un comunicato. 

"A Lione, Quentin è stato vittima di una violenza inaudita. Ha perso la vita a 23 anni soltanto. Alla sua famiglia e ai suoi cari esprimo i miei pensieri e il sostegno della Nazione. In una Repubblica, nessuna causa, nessuna ideologia giustificherà mai che si uccida", il messaggio su X del presidente Emmanuel Macron. 

"Al contrario, lo scopo principale delle nostre istituzioni è quello di civilizzare i dibattiti e proteggere la libera espressione delle argomentazioni. Perseguire, assicurare alla giustizia e condannare i responsabili di questa atrocità è essenziale. L'odio che uccide non ha posto nella nostra società. Invito alla calma, alla moderazione e al rispetto", sottolinea ancora Macron. 

 

Le circostanze dell'aggressione non sono ancora chiare. Il 23enne è stato assistito giovedì alle 19.40 dai soccorsi. Ferito molto gravemente e con una commozione cerebrale, il giovane è stato ricoverato all'ospedale Edouard-Herriot. Secondo le prime ricostruzioni emerse sulla stampa francese, il militante sarebbe stato uno dei membri del servizio d’ordine del collettivo identitario francese Némésis. 

In occasione della conferenza di Rima Hassan, alle 17.40 di giovedì i membri di Némésis hanno esposto uno striscione con la scritta "Fuori gli islamo-sinistrorsi". È stato allora che sarebbe scoppiata una rissa tra una cinquantina di individui. 

Il collettivo femminista di estrema destra francese Némésis in un messaggio su 'X' accusa un gruppo di "una trentina di antifa" di essere all’origine dell’aggressione. Il collettivo sostiene che un collaboratore del deputato Lfi Raphaël Arnault si trovava in quel gruppo. Sempre secondo Némésis gli aggressori sarebbero affiliati al movimento di estrema sinistra 'La Jeune Garde antifasciste', creato nel 2018 proprio da Arnault che è stato sciolto nel giugno 2025 dalle autorità francesi. La famiglia di Quentin comunque, riferisce 'Le Monde', ha smentito che il giovane, che era uno studente di matematica, facesse parte di "un servizio d'ordine" o che fosse "un agente di sicurezza". 

Numerose le reazioni politiche legate all'aggressione Quentin. "Ho appreso con sgomento" la notizia dell'aggressione al giovane Quentin, ha scritto su 'X' l'europarlamentare del partito di estrema sinistra Lfi, Rima Hassan. "Per ciascuno dei miei spostamenti, l'unico e solo servizio d'ordine con cui collaboro e che mi accompagna è quello di La France insoumise, che non fa mai ricorso alla violenza e che non è in alcun modo coinvolto in questi scontri. Un'inchiesta deve fare piena luce sulle circostanze di questi fatti estremamente gravi e inaccettabili, che condanno con fermezza". Anche il coordinatore nazionale di La France insoumise in un post su X si è espresso sulla vicenda. "Questo clima di violenza deve cessare. Nessuno deve perdere la vita per le proprie idee", ha sottolineato su 'X' Manuel Bompard. 

Il presidente del partito di estrema destra Rassemblement National, Jordan Bardella, ha parlato "di un violento attacco da parte di membri della Jeune Garde, alcuni dei quali sarebbero vicini al deputato della Lfi Raphaël Arnault": "I fatti sono estremamente gravi e richiedono la mobilitazione dell'intera classe politica. L'impunità dell'estrema sinistra deve finire: oltre alla condanna esemplare dei colpevoli, auspico che lo scioglimento di questo piccolo gruppo sia finalmente effettivo. È tempo di riconoscere il pericolo che l'estrema sinistra, con la sua intolleranza che cerca di eliminare ogni pensiero dissenziente, anche attraverso l'intimidazione e la violenza, rappresenta per le nostre istituzioni, per la democrazia e per la società". 

Anche la leader di Rn Marine Le Pen ha denunciato "le milizie di estrema sinistra": "Il governo deve classificare queste milizie come gruppi terroristici. Ciò implica che debbano essere trattate come tali e che le leggi e i regolamenti previsti debbano essere applicati a loro". 

 

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Categoria: internazionale/esteri

19:13

Telefonata Tomba-Braathen dopo l'oro a Milano Cortina: "Lucas, sei il migliore". E il brasiliano: "Grazie leggenda"

(Adnkronos) - Complimenti speciali, per una vittoria storica. Indimenticabile. Lucas Pinheiro Braathen si è preso il palcoscenico oggi sabato 14 febbraio a Bormio, conquistando l'oro alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 con due manche da favola. Si tratta della prima medaglia del Brasile e del Sudamerica alle Olimpiadi invernali e lo sciatore verdeoro non ha nascosto l'emozione al traguardo. Un'emozione diventata ancora più forte dopo la chiamata della leggenda azzurra Alberto Tomba (tre ori orimpici nel palmares, tra le altre cose) che ci ha tenuto a complimentarsi con lui. "Ciao fratello mio", dice Tomba al telefono.  

"Come stai? Bravo, bravo davvero per questa medaglia d'oro per il Brasile. Ci stai credendo o ancora no? Stai piangendo come me, congratulazioni Lucas". Braathen, contentissimo per la telefonata di uno dei suoi idoli, ha provato a trattenere le lacrime: "Grazie leggenda. No no, ancora non ci credo".  

Poco dopo, Braathen ha commentato così il suo oro: "Non so cosa dire. Non posso crederci. Non è importante da quale nazione arrivi, quale è il colore della pelle. Se credi in un tuo sogno puoi farcela con il lavoro e l'ostinazione. Anche il Brasile sarà orgoglioso di questa vittoria e potrà festeggiare". 

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Categoria: milano-cortina-2026/extra

19:11

Mattarella a Nuoro per i 100 anni dal Nobel di Grazia Deledda: "Perenne modernità opera"

(Adnkronos) - "Quest'estate, nelle due settimane di vacanza che mi erano consentite, ho portato con me in montagna alcuni libri da leggere, alcuni recenti, altri da rileggere. Tra questi due di Grazia Deledda: 'Il vecchio della montagna' e 'Canne al vento'. Li avevo letti da giovane studente, il che vuol dire molti decenni addietro, e ho ritrovato le medesime emozioni, le stesse impressioni che allora avevo registrato, trovandone conferma della modernità, vorrei aggiungere della perenne modernità dell'opera di Grazia Deledda". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Nuoro alle celebrazioni per il centenario del conferimento del Premio Nobel a Grazia Deledda. 

"È una riconoscenza - ha aggiunto il capo dello Stato - che chiunque abbia letto le sue opere non può che coltivare e avvertire. Ed è una riconoscenza che questa mattina è stata sottolineata dagli interventi che abbiamo ascoltato. Vorrei esprimere un apprezzamento per l'iniziativa e anche il ringraziamento al sindaco per avermi invitato a essere presente quest'oggi in questa apertura di 'Anno Deleddiano', ringraziando molto per quanto viene fatto per sottolineare l'immenso contributo fornito alla cultura italiana da questa regione e segnatamente da Grazia Deledda". 

"Prima di tornare nel continente, come diciamo noi tutti isolani, non potevo non esprimere con grande calore, con grande convinzione, l'apprezzamento per quanto fornisce questa città, questa regione, al nostro Paese. È un momento importante nella vita del mondo, non sempre chiaro, non sempre ordinato, ma il contributo che le nostre regioni, segnatamente questa regione, forniscono alla vita nazionale è un contributo indispensabile per affrontare tutti i problemi e le emergenze che si presentano", ha affermato ancora Mattarella. 

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Categoria: politica

18:58

Cataldi colpisce di braccio, arbitro assegna rigore: cos'è successo in Lazio-Atalanta

(Adnkronos) - Episodio arbitrale in Lazio-Atalanta. Oggi, sabato 14 febbraio, la Dea è andata in vantaggio nel match dell'Olimpico grazie a un calcio di rigore trasformato da Ederson per tocco di mano di Cataldi in area. Ma cos'è successo? 

Accade tutto al 39', Zappacosta scende sulla destra e mette al centro, Cataldi in scivolata intercetta il pallone con il braccio e l'arbitro Sacchi indica il dischetto. Le immagini mostrano il centrocampista che interviene in maniera scomposta, colpendo la sfera con il braccio alto oltre la figura.  

I giocatori della Lazio protestano per una presunta posizione irregolare di Zappacosta in partenza, ma un check del Var conferma che l'esterno bergamasco è tenuto in gioco da Provstgaard. 

 

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Categoria: sport

18:31

Danimarca e Usa sul ghiaccio, a Milano Cortina il derby Groenlandia: quando l’hockey diventa geopolitica

(Adnkronos) - Ghiaccio bollente. Appuntamento al Santa Giulia Ice Hockey Arena, dove Danimarca e Usa scendono sul ghiaccio per il match del Group C del torneo maschile di hockey delle olimpiadi Milano Cortina. Sulla carta è una partita del girone preliminare. Nella sostanza, (forse) qualcosa di più. Gli Stati Uniti partono favoriti per profondità di roster e tradizione. La Danimarca arriva con meno talento individuale, ma con un surplus emotivo. La Groenlandia — territorio autonomo danese al centro degli appetiti strategici di Donald Trump - diventa il convitato di pietra. Qualcuno, tra addetti ai lavori e semplici curiosi, lo chiama già “derby della Groenlandia”.  

Antica tradizione. L’hockey su ghiaccio, la storia insegna, ha spesso travalicato il perimetro sportivo. È disciplina di confine: fisica, identitaria, nazionale. Durante la Guerra Fredda è teatro simbolico dello scontro tra blocchi. La Genesi resta la Summit Series 1972: otto incontri di hockey su ghiaccio disputate fra le nazionali dell'Unione Sovietica e del Canada. Dopo l’avvio choc in Canada, la serie si decide a Mosca con il gol di Paul Henderson a 34 secondi dalla fine di Gara 8. Liberazione nazionale per Ottawa, rivincita simbolica per l’Occidente: sconfitta per il gigante comunista. Sullo sfondo veleni e robe da spy story: accuse di arbitraggi filo-sovietici, incidenti sul ghiaccio, scorrettezze in campo.  

Otto anni dopo, Olimpiadi Invernali di Lake Placid 1980, il 'Miracle on Ice': miracolo sul ghiaccio. Gli Stati Uniti di Herb Brooks battono 4-3 l’Urss dominatrice. Mezzo miracolo: la squadra statunitense è composta da dilettanti e giocatori universitari, l'Urss un colosso. In piena crisi afghana, con il boicottaggio americano di Mosca 1980 alle porte, quella semifinale diviene racconto epico di riscatto ideologico, quasi profezia: reaganismo vincente, fine del comunismo vicina. La Casa Bianca apre le porte alla squadra; il ghiaccio è caldo. 

Ancora prima, mondiali 1969 a Stoccolma: sono le braci di un fuoco spento. Le vittorie cecoslovacche sull’Urss accendono proteste di massa contro la normalizzazione seguita alla Primavera di Praga, ormai piegata. Gli studenti scendono in piazza: "Stavolta abbiamo vinto noi". Gli slogan: "Brežnev 3, Dubček 4". Hockey e guerra fredda, ma anche hockey e libertà: sempre l'Urss di mezzo. Tempi più recenti, molto più recenti: 2025, al Four Nations Face-Off, Usa-Canada degenera in una zuffa epica: 3 risse in 9 secondi e botte da orbi. Poco prima l'affronto di Donald Trump ai vicini nord-americani: dazi sulle merci o una stellina in più sulla bandiera degli Usa. (di Andrea Persili) 

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Categoria: sport

18:08

Roma, valigia abbandonata in via del Corso: allarme rientrato

(Adnkronos) - E' rientrato l’allarme scattato nel pomeriggio di oggi sabato 14 febbraio in via del Corso a Roma, dove una valigia abbandonata in mezzo alla strada aveva fatto scattare le procedure di sicurezza nel pieno dell’orario di maggiore afflusso per lo shopping in centro.  

Dopo le verifiche da parte degli artificieri, la valigia è risultata non contenere nulla di pericoloso. La situazione è tornata alla normalità e la circolazione nella zona è stata ripristinata. 

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Categoria: cronaca