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15:46

Ue, Pignataro (Ion group): "Rinascimento tech grande opportunità"

(Adnkronos) - "Siamo davanti un nuovo Rinascimento", il tech "è una grande opportunità per l'Europa non importa che sia prodotto altrove". Così Andrea Pignataro, fondatore e ceo di Ion group, colosso globale di software finanziari, nel corso di un panel a Fii Europa a Roma. 

"La politica deve capire che la velocità è un valore strategico: quindi ogni paese può introdurre pacchetti fiscali per incentivare la rapida adozione di queste misure e aumentare la produttività" che, come indicato nel Rapporto Draghi, è necessaria per la "competitività". "Con l'ondata della digitalizzazione il Regno Unito, la Francia, la Germania e l'Italia che indipendentemente nell'arco di 10 anni hanno introdotto dei pacchetti fiscali per stimolare gli investimenti" che hanno aumentato la produttività. 

"L’Europa è stata finanziata principalmente dalle banche. E il problema del finanziamento bancario è che le informazioni rimangono private. E se non si dispone delle informazioni, non si possono davvero sviluppare mercati dei capitali profondi".  

"Man mano che la dimensione degli investimenti crescerà, le banche dovranno sindacare sempre di più i loro prestiti sul mercato, e quella sindacazione faciliterà la distribuzione delle informazioni. Il che attirerà poi nuovo capitale. Non è quindi che manchiamo della capacità, del capitale umano o dell’intelligenza per farlo", osserva.  

"C’è un problema di struttura di mercato, perché evidentemente occorre educare le imprese a confrontarsi con gli investitori, il che è diverso dal confrontarsi con una banca o con una banca di relazione. E occorre avere banche che si vedano anche come facilitatori, come un motore di abbinamento tra capitale privato, capitale istituzionale e le esigenze delle imprese. Ebbene, in questo risiede la crescita del credito privato, e quella fascia ideale tra un milione e cinquecento milioni di dollari", afferma. 

Categoria: economia

15:42

Dolce&Gabbana, affresco siciliano

(Adnkronos) - I primi a comparire sono modelli a piedi nudi. Indossano accappatoi bianchi e blu polvere, pigiami leggeri, t-shirt e pantaloncini e avanzano lentamente tra colonne che evocano un tempio antico. Sullo sfondo scorrono le immagini di Taormina dal tramonto all'alba: il mare, la luce che cambia, i profili della costa. È da qui che prende forma la primavera-estate 2027 menswear di Dolce&Gabbana, una collezione che riporta il marchio al luogo che più di ogni altro ne ha definito l’immaginario. “Per noi la Sicilia non è mai stata una tendenza. È il luogo da cui tutto ha avuto origine e al quale, da quasi quarant’anni, continuiamo naturalmente a tornare”, spiegano Domenico Dolce e Stefano Gabbana. La chiave di lettura dell’intera sfilata. La Sicilia che il duo racconta sulla passerella del Teatro Metropol di Milano non è quella da cartolina ma un territorio fatto di contaminazioni culturali, architetture e paesaggi incantevoli.  

“Con questa collezione abbiamo voluto raccontare la ricchezza e la complessità di questa terra, attraversandone luoghi, memorie e tradizioni - sottolineano gli stilisti - dai templi greci alle città barocche, dai borghi affacciati sul mare ai gesti antichi custoditi nelle botteghe artigiane”. La collezione si apre nel segno del nero Sicilia, e poi si accende man mano di colore. La sartoria resta centrale ma perde rigidità: le giacche si alleggeriscono, i volumi si ammorbidiscono e il guardaroba si muove progressivamente verso una dimensione più rilassata. Polo in maglia, camicie reinterpretate attraverso lavorazioni tricot, completi in lino e costumi in seta costruiscono una narrazione che guarda al viaggio e alla villeggiatura mediterranea. È una leggerezza che non rinuncia però alla complessità delle lavorazioni. Il denim è attraversato da spille ricche di cristalli colorati e applicate a giacche e jeans. I completi gessati vengono traforati, ricamati e ricoperti di cristalli, mentre alcune superfici introducono richiami al mondo marino e al corallo.  

Crochet, intrecci e lavorazioni manuali percorrono l’intera collezione come un filo continuo. Anche i colori seguono il racconto degli stilisti. “Il nero Sicilia evoca l’intensità e il rigore dell’isola, il bianco il suo aspetto più leggero e luminoso - spiegano Dolce e Gabbana - il blu richiama il mare, il verde il pistacchio, i beige naturali ricordano la corda e le lavorazioni manuali tramandate nel tempo”. Una palette che accompagna il passaggio dal nero iniziale fino a un finale total white luminoso e quasi impalpabile nella parata finale dei modelli. L'immaginario evocato dalla collezione sembra strizzare l'occhio anche al cinema europeo degli anni Sessanta e a figure come Alain Delon in 'Plein Soleil': uomini eleganti senza essere formali, abituati a vivere il mare, il sole e la sartoria con la stessa naturalezza. Un riferimento che emerge soprattutto nei completi leggeri, nelle camicie aperte sul collo e nei volumi rilassati che attraversano l'intera sfilata. 

 

L’attenzione ai dettagli artigianali assume un significato particolare in un momento di evoluzione per la maison. Un’identità che oggi si traduce nello sviluppo di categorie considerate strategiche come pelletteria, accessori e calzature. Non a caso proprio gli accessori emergono come uno dei punti focali della collezione, tra borse da spalla o a mano (in vari formati) occhiali da sole, spille, cinture e collane stile rosario. “Ogni colore, ogni tessuto, ogni dettaglio racconta una storia fatta di memoria, bellezza e saper fare. È una collezione ricca perché ricca è la Sicilia: un mosaico di influenze, tradizioni e contrasti che continua a ispirare la nostra visione creativa e a definirne l’identità più autentica”, concludono Dolce e Gabbana. 

Per tutta la sfilata ritornano le immagini di Taormina e della baia di Mazzarò, luoghi che da 40 anni occupano una posizione speciale non solo nell’universo del marchio ma anche nel cuore dei due creativi. Al termine dello show, Stefano Gabbana raggiunge la passerella per il saluto finale insieme a Domenico Dolce, indossando una t-shirt con il volto di Madonna tratto da 'Confessions II - The Film'. Il riferimento al film–videoclip non casuale: Dolce&Gabbana hanno firmato i costumi di scena per la popstar e per tutti i protagonisti del progetto, contribuendo a definire l’estetica visiva di un’opera che fonde, ancora una volta, musica e moda. Lo show arriva inoltre in un momento particolarmente significativo per l'azienda, impegnata in una fase di evoluzione organizzativa guidata da Stefano Cantino, co-ceo al fianco di Alfonso Dolce, e arrivato al vertice della maison per accompagnarne il percorso di crescita. (di Federica Mochi) 

  

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Categoria: moda

15:04

Il 25 giugno a Bologna 'Awakening of Lights'

(Adnkronos) - Il 25 giugno alle 21:15, in occasione del Future Show del WMF - We make future, 500 droni luminosi daranno vita ad 'Awakening of Lights', lo spettacolo firmato Allumee. Si tratta di un appuntamento aperto al pubblico nell’ambito del più grande evento internazionale sull’innovazione AI, Tech e Digital, in programma a BolognaFiere dal 24 al 26 giugno. La manifestazione si svolgerà con il patrocinio della Commissione Europea, MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia - Romagna e del Comune di Bologna, con il supporto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna, in partnership con Visit Emilia - Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed ESA – European Space Agency. "Al WMF lavoriamo ogni anno per mostrare come la tecnologia possa diventare uno strumento di connessione, ispirazione e costruzione del futuro. Questo drone show rappresenta perfettamente questa visione: un'esperienza che unisce innovazione, creatività e partecipazione collettiva, trasformando il cielo in uno spazio di racconto condiviso e di immaginazione del domani." Ha dichiarato Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On media Group e ideatore del WMF - We make future.  

Lo spettacolo porterà in volo immagini, simboli e animazioni luminose, trasformando la tecnologia dei droni in una narrazione visiva capace di unire intrattenimento, precisione ingegneristica e racconto collettivo. Le narrazioni luminose serviranno anche a raccontare i valori che da sempre guidano il WMF, come la costruzione di comunità, la collaborazione tra persone, imprese e territori e l'impegno condiviso verso un futuro migliore. Lo show celebrerà la capacità dell'innovazione di unire competenze, generare impatto positivo e trasformare la tecnologia in uno strumento al servizio del progresso umano e sociale. “Awakening of Lights racconta la storia della Luce, dalle sue origini cosmiche fino ai contorni del suo futuro. Innovazione e poesia si incontrano nel cielo — ed è esattamente questo che Allumee cerca di creare : momenti che raccontano storie, trasmettono messaggi e suscitano emozioni. È uno spettacolo che risuona profondamente con il messaggio di We Make Future, dove innovazione e creatività si fondono. Perché una tecnologia vale qualcosa solo quando riesce a toccare le persone”. Lo ha dichiarato Luigi Onesti, direttore generale di Allumee Italia. I ticket per assistere allo spettacolo sono in offerta a partire da 9€+iva solo fino al 19 giugno.  

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Categoria: economia

14:35

Spagna, rinviata a giudizio la moglie del premier Sanchez: passaporto ritirato

(Adnkronos) - Il giudice Juan Carlos Peinado ha rinviato a giudizio la moglie del premier spagnolo Pedro Sanchez, Begona Gomez, ritirandole il passaporto, vietandole quindi di lasciare il Paese e ordinandole di comparire in tribunale due volte al mese in attesa di giudizio nel processo a suo carico per corruzione. Lo riporta El Paìs. 

Secondo Peinado ci sono "ragionevoli motivi per sospettare un atto criminale" da parte della first lady, oltre che il rischio di un tentativo di "sfuggire alla giustizia". Il giudice arriva persino ad affermare che gli agenti di polizia che scortano e sorvegliano la sicurezza di Gomez potrebbero aiutarla a fuggire. 

"Non c'è dubbio che questi agenti, di propria iniziativa o su ordine dei superiori, potrebbero essere proprio coloro che collaborano all'azione o alle azioni per facilitarne'' la fuga, ha detto il magistrato. 

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Categoria: internazionale/esteri

14:21

Nuovo affondo di Trump: "Popolarità Meloni bassa perché ha abbandonato gli Stati Uniti"

(Adnkronos) - Donald Trump è tornato ad attaccare oggi, sabato 20 giugno, la premier italiana Giorgia Meloni, ribadendo che “gli avrebbe chiesto più volte una foto insieme durante il G7 in Francia”. In un nuovo post su Truth Social, il presidente americano ha sostenuto che Meloni “sta andando male in Italia, forse perché ha lasciato gli Stati Uniti, un Paese che ama e protegge davvero l’Italia, quando si è trattato di negare all’Iran di ottenere o sviluppare un’arma nucleare”. 

Trump ha accusato anche la Nato, “per quello che vale”, e ha aggiunto che l’Italia “non avrebbe neanche concesso l’uso delle piste di atterraggio, creando un grande problema logistico, nonostante gli Stati Uniti spendano centinaia di miliardi l’anno per proteggere l’Italia e altri ‘cosiddetti’ alleati”. 

Secondo Trump, ora Meloni “vorrebbe tornare amica per far crescere i consensi”, ma lui chiude la porta: “No grazie!!!”. 

 

Lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni si era inasprito dopo le parole dell’ex presidente Usa, che aveva sostenuto che la premier lo avesse “implorato” per una foto al G7 di Evian e, successivamente, nella serata di venerdì 19 giugno, l’aveva accusata di essere stata “assente sullo Stretto di Hormuz”. “Era una mia fan, ma non la voglio più”, aveva dichiarato Trump. Meloni aveva replicato subito sui social, bollando come “totalmente inventate” le frasi sullo scatto al G7 e dicendosi “allibita” per l’atteggiamento del leader americano nei confronti degli alleati. 

La polemica aveva portato anche alla telefonata di solidarietà del Capo dello Stato Sergio Mattarella alla premier e all’annullamento della visita negli Stati Uniti del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva definito le parole di Trump “gravi e offensive per tutta l’Italia”. 

Nella giornata di oggi sullo scontro diplomatico tra Washington e Roma è intervenuto Matteo Salvini, difendendo la premier e ribadendo la compattezza dell’esecutivo. "Chi attacca il presidente del Consiglio attacca tutto il governo e tutta l’Italia" ha detto dal Gazebo della Lega‑Mercato a Milano, precisando che le polemiche "non compromettono i rapporti fra due Paesi amici, fra due popoli amici". 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

14:19

MotoGp Repubblica Ceca, Bagnaia domina la sprint davanti a Ogura - Rivivi la gara

(Adnkronos) - Pecco Bagnaia c'è e si prende la gara sprint della MotoGp in Repubblica Ceca oggi, sabato 20 giugno. Sul podio, al termine di una gara tiratissima, Ai Ogura sull'Aprilia Trackhouse (che era partito in pole) e Marc Marquez sull'altra Ducati. 

Sul circuito di Brno il pilota italiano mette in pista una prestazione perfetta con gomma morbida, accumulando vantaggio sul giapponese nella prima metà della gara e gestendolo poi nel finale. Chiude quarto Di Giannantonio, poi Martin, Raul Fernandez e Bastianini. Cade il leader del Mondiale Marco Bezzecchi, quando era quinto. Fuori anche Acosta, Vinales, Moreira e Marini. Domani, alle 14, il Gran Premio.  

 

In mattinata, Ai Ogura si era preso la pole position, facendo segnare il miglior tempo in 1:51.139 davanti a Fabio Di Giannantonio e Pecco Bagnaia. Domani, per la prima volta dal suo arrivo in MotoGp, il giapponese partirà davanti a tutti.  

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Categoria: sport

13:59

Mondiali, nuove misure per spostamenti Iran? L'idea della Casa Bianca

(Adnkronos) - Novità in arrivo per l'Iran ai Mondiali 2026? La Casa Bianca sta valutando possibili modifiche alle limitazioni che riguardano la nazionale del ct Ghalenoei in vista delle prossime partite di Coppa del Mondo. A confermarlo è stato Andrew Giuliani, responsabile della task force governativa dedicata all'organizzazione del torneo, intervenuto a una televisione locale di Seattle. 

Secondo Giuliani, l'obiettivo dell'amministrazione statunitense è conciliare le esigenze di sicurezza con il regolare svolgimento della competizione, visto che - al momento - i giocatori e lo staff dell'Iran possono entrare negli Stati Uniti soltanto poche ore prima delle gare, con l'obbligo di lasciare il Paese subito dopo (QUI IL RACCONTO). 

 

Una situazione che la nazionale iraniana considera penalizzante, come spiegato dal ct Ghalenoei dopo la prima partita pareggiata contro la Nuova Zelanda. In una comunicazione inviata alla Bbc, la Federcalcio iraniana ha contestato le misure in vigore, sostenendo come il loro trattamento sia differente rispetto alle altre squadre qualificate. Per questo motivo, l'Iran starebbe pensando di inviare un reclamo formale alla Fifa. 

Le dichiarazioni di Giuliani lasciano comunque aperta la porta a possibili correttivi, magari nei prossimi giorni: "Vogliamo trovare un equilibrio tra la competitività sul campo e la tutela della sicurezza nazionale".  

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Categoria: sport

13:09

Fondazione FS, debuttano in Italia le nuove carrozze panoramiche per il turismo ferroviario

(Adnkronos) - Le nuove carrozze panoramiche della Fondazione FS Italiane (Gruppo FS) debuttano sulla ferrovia Palazzolo sull’Oglio-Paratico Sarnico, che quest’anno celebra i suoi 150 anni, segnando un’ulteriore evoluzione del turismo ferroviario in Italia. Il servizio prenderà ufficialmente il via sabato 27 giugno, e proseguirà ogni sabato fino al prossimo 29 agosto, con otto treni programmati, quattro in una direzione e altrettanti nell’altra. Il progetto e il programma dei treni è stato illustrato questa mattina in una conferenza stampa alla stazione Milano Centrale dall’Assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile di Regione Lombardia, che ha sostenuto il progetto, Franco Lucente, dall’Assessore alle Infrastrutture e Opere Pubbliche Claudia Terzi e dal Direttore Generale della Fondazione FS Luigi Cantamessa. Le nuove carrozze rappresentano un esempio concreto di sostenibilità e valorizzazione del patrimonio ferroviario. Il progetto nasce infatti dal riuso e dalla successiva trasformazione di tre carri pianali dismessi in vetture panoramiche completamente aperte, realizzate presso le Officine Grandi Riparazioni di Rimini attraverso un progetto sviluppato internamente al Gruppo FS, con il supporto delle migliori eccellenze ingegneristiche del settore ferroviario. 

“Oggi inauguriamo una nuova fase nel turismo ferroviario attraverso treni storici con le carrozze panoramiche, le prime mai costruite in Italia, che faranno la spola tra Palazzolo sull’Oglio e Paratico- Sarnico, percorrendo la ferrovia turistica del Lago d'Iseo. Un esempio concreto di riutilizzo di vecchi carri merci dismessi e riportati a nuova vita come carrozze completamente scoperte”, ha dichiarato Luigi Cantamessa, Direttore Generale della Fondazione FS. “Uno sforzo tecnico importante che ci ha permesso di introdurre anche in Italia, come nel Nord Europa, un modello di trasporto slow mai sperimentato e in grado di valorizzare pienamente il territorio. La Franciacorta e il Sebino si candidano oggi a punto di riferimento del turismo ferroviario nazionale. Ringrazio Regione Lombardia per aver reso possibile la fase di avvio di questa iniziativa che permette di vivere il treno come mai accaduto prima”. Le carrozze panoramiche offrono ai turisti un’esperienza immersiva e realmente slow, consentendo loro di ammirare senza barriere il paesaggio attraversato. Un viaggio lento e suggestivo tra i vigneti della Franciacorta, il fiume Oglio e le sponde del Lago d’Iseo, pensato per valorizzare il territorio e promuovere una nuova modalità di fruizione del patrimonio ferroviario e turistico. Il costo del biglietto per vivere questa nuova esperienza è di 15 euro A/R. Sarà possibile raggiungere la stazione di Palazzolo sull’Oglio con i treni regionali di Trenord, partner di Fondazione FS Italiane in questa iniziativa. 

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Categoria: economia

13:04

Mondiali, il selfie del ct del Giappone con Kane

(Adnkronos) - Durante i Mondiali 2026, i social ritirano fuori anche episodi curiosi legati ai giocatori e agli allenatori, rendendoli virali. Tra questi c'è il siparietto che - qualche mese fa - ha visto protagonista il ct del Giappone Hajime Moriyasu, 'pizzicato' dalle telecamere in un'insolita richiesta di selfie alla stella della nazionale inglese Harry Kane.  

Il commissario tecnico nipponico, entusiasta quasi come un tifoso, aveva fermato l'attaccante del Bayern Monaco incontrato in occasione di un'amichevole con la nazionale di Tuchel a Wembley, chiedendo una foto ricordo. Il video è tornato d'attualità sui social in queste ore, mostrando un lato insolito e di sicuro spontaneo di Moriyasu, che tra l'altro aveva battuto 1-0 l'Inghilterra.  

 

Dopo il pareggio nella prima partita dei Mondiali contro l'Olanda, il Giappone tornerà in campo contro la Tunisia nella notte tra sabato 20 e domenica 21 giugno, alle 6 ora italiana, per la seconda gara del gruppo F.  

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Categoria: sport

12:56

Trema la Grecia, terremoto di magnitudo 5.8 a Creta

(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 5.8 è stato registrato oggi nella zona sudoccidentale di Creta, in Grecia. Lo riferisce il Centro sismologico euro-mediterraneo spiegando che il sisma ha avuto un epicentro a 13 chilometri di profondità, a 69 chilometri a sud-ovest di Rethymno. Non si segnalano danni. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:36

Usa-Iran, intelligence avverte Trump: "Netanyahu non si ferma in Libano, accordo a rischio"

(Adnkronos) - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu rischia di minare l'accordo tra Stati Uniti e Iran. E' l'avvertimento che l'intelligence americana ha inviato al presidente Donald Trump in un quadro internazionale ad alta tensione. Israele, anche dopo la conferma del cessate il fuoco con Hezbollah, ha portato avanti raid in Libano. Netanyahu, nel quadro delineato dal Washington Post, appare intenzionato a proseguire le operazioni militari. Gli attacchi contro obiettivi riconducibili a Hezbollah metterebbero a rischio l'intesa tra Washington e Teheran. Per la Repubblica islamica, la fine delle ostilità in Libano è una pietra angolare del memorandum siglato pochi giorni fa. 

Se Netanyahu aumentasse l'intensità dei raid potrebbe anche compromettere il rapporto con Trump in una fase già complessa. Mercoledì, nella conferenza tenuta a Versailles alla fine del G7, il presidente americano non ha negato gli attriti con il premier israeliano: "C'è una piccola disputa sul Libano, Netanyahu non ha bisogno di abbattere un edificio ogni volta che ci entra qualcuno di Hezbollah". Il report dell'intelligence accende i riflettori sulle elezioni in programma in autunno in Israele: Netanyahu è 'costretto' a mantenere una massiccia presenza militare in Libano e a colpire Hezbollah senza soluzione di continuità. 

 

E questo è ciò che accadrà, afferma il New York Times sulla base di altre informazioni di intelligence. Le forze di difesa israeliane (Idf) continueranno a martellare il sud del Libano. Il primo ministro, secondo il quotidiano, si trova ad affrontare una pressione politica interna che gli chiede di continuare a colpire Hezbollah per garantire la sicurezza delle comunità che vivono nel nord di Israele. 

Nelle ultime ore, sono almeno 16 le persone uccise in Libano e 12 quelle rimaste ferite a causa dei raid aerei israeliani, secondo quanto rende noto la protezione civile libanese riferendosi agli attacchi contro il distretto di Nabatieh, nel sud del Paese. Il personale della protezione civile ha trasportato in ospedale "16 morti e 12 feriti", si legge in un comunicato. I soccorritori al lavoro "dalle prime ore del mattino" nel distretto in risposta agli "attacchi che prendono di mira la zona". 

"La continuazione dei brutali attacchi di Israele mira a ostacolare qualsiasi soluzione che permetta il ripristino della stabilità in Libano", è la posizione dell'esercito libanese in un comunicato stampa postato su X. L'esercito afferma inoltre che nel raid condotto oggi dalle Idf è stato ucciso "un ufficiale militare" sulla strada Kafr Reman-Nabatieh. 

"Il Libano non è nemico di Israele. Il problema è Hezbollah, che trascina ripetutamente il Libano nella distruzione, privando i libanesi di stabilità, sicurezza e prosperità", dice il colonnello Ella Wawiya, portavoce delle Idf, in un post su X. Se Hezbollah smettesse di violare gli accordi e di compiere da attività ostili, secondo Wawiya "la calma e la stabilità potrebbero essere raggiunte per entrambe le parti, israeliani e libanesi". ''Un futuro diverso per i libanesi è possibile. Un futuro basato sulla stabilità, lo sviluppo e la prosperità, anziché sulla continua spirale di scontri", aggiunge il colonnello israeliano. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:35

Milano, trovata con 10 chili di cocaina in auto: arrestata pusher 74enne

(Adnkronos) - Una donna di 74 anni è stata arrestata dai carabinieri della Stazione di Trezzano sul Naviglio, nel milanese, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L'anziana, cittadina italiana con precedenti di polizia, è stata trovata in possesso di circa 10 chilogrammi di cocaina durante un controllo effettuato nei giorni scorsi in un parcheggio pubblico della zona commerciale di Opera. 

I militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno fermato la donna mentre era alla guida della propria autovettura per una verifica dei documenti. Fin dai primi momenti del controllo, i carabinieri hanno notato il forte stato di agitazione della conducente e percepito un intenso odore proveniente dall'abitacolo, dove si trovavano anche due cani che abbaiavano insistentemente. 

L'attenzione dei militari è stata attirata da una grande busta della spesa appoggiata sul sedile posteriore dell'auto. All'interno erano visibili diversi involucri di colore nero, circostanza che ha spinto i Carabinieri ad approfondire gli accertamenti procedendo alla perquisizione del veicolo. 

Il controllo ha consentito di rinvenire e sequestrare dieci involucri contenenti complessivamente circa 10 chili di cocaina. La droga era stata accuratamente ricoperta da uno strato di caffè, utilizzato come espediente per mascherarne l'odore e rendere più difficile l'individuazione durante eventuali controlli delle forze dell'ordine. 

Al termine delle formalità di rito, la 74enne è stata arrestata e trasferita presso la casa circondariale di Milano San Vittore, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per chiarire la provenienza dello stupefacente e individuare eventuali complici coinvolti nel traffico di droga. 

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Categoria: cronaca

12:19

Dalle sfide per l'Europa secondo Draghi all'autobiografia di Antognoni, le novità in libreria

(Adnkronos) - Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos. 

E' in libreria con Mondadori 'Ai confini del vento' di Nina Quarenghi. La promessa di un regalo alla piccola Lea, un bacio frettoloso a Luigi: così Ines lascia Parigi, senza immaginare che quel viaggio in treno la porterà molto più lontano di quanto pensa. La valigia che ha con sé nasconde nel doppiofondo il peso della sua condanna: quando viene aperta dagli agenti di frontiera, inizia a soffiare contro Ines un vento impetuoso, destinato a trascinarla da un carcere all’altro fino al confine del mondo, a Ponza. Sull’isola è il mare a segnare il perimetro della prigionia, un mare che non si può attraversare e che al tempo stesso misura la profondità dell’orizzonte, mentre l’isola vive secondo le sue regole. O meglio, i suoi divieti: niente radio, niente macchina fotografica, niente libri censurati, niente riunioni, processioni, uscite dopo il coprifuoco.  

Le lettere che Ines scambia con Luigi sono l’unica cosa capace di tenerla ancorata a un mondo lontano, dove lentamente il ricordo di sua figlia perde contorni e sostanza. Resta solo lo strazio della nostalgia. Il tempo a Ponza è scandito dalle stagioni che sembrano eterne, mentre la terra arida è percorsa da piedi maschili. Sono poche le donne confinate, si contano sulle dita di una mano. Se la mano si chiude, però, diventa un pugno capace di fare miracoli, di intessere una rete tanto solida da sostenere chiunque perda l’equilibrio. Anche Ines e Carla, la sorella minore che ha subìto la stessa condanna, entrano a far parte di quella rete, in cui ognuna ha il proprio ruolo senza bisogno di dirselo.  

L’amicizia che nasce è speciale: quelle donne non si sono scelte, sono capitate, proprio come succede con le sorelle. E allo stesso modo si sono accettate nonostante tutto. Mentre sorreggono il fardello dei giorni, le donne confinate a Ponza parlano di ribellione, e la Resistenza si fa quotidiana: è resistenza alla fame, al freddo, alle umiliazioni dei militi e, soprattutto, alla solitudine. È trovare un linguaggio segreto per comunicare con l’esterno, e avere il coraggio di fidarsi dei propri compagni di confino e di rimanere in silenzio di fronte all’appello. Con una lingua calda, misurata, intensa, Nina Quarenghi tratteggia un affresco corale capace di far emozionare e sentire sulla pelle quegli ideali che ancora oggi ci tengono in vita. E rende urgente la domanda: a cosa saremmo disposti a rinunciare per non tradirli? Nina Quarenghi è nata a Castiglione delle Stiviere nel 1973 e dal 2002 vive a Roma, dove insegna italiano e storia. Fa parte del direttivo dell’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (Irsifar) ed è stata redattrice della rivista di didattica della storia “Novecento.org”. Tra le opere pubblicate, il romanzo 'Cuore Agro' (Arkadia, 2018) è stato vincitore dell’XI edizione del premio Nazionale Zingarelli. Per Garzanti ha curato il volume 'Registri di classe' (2023), nel quale sono stati raccolti tutti i diari di classe del poeta Giorgio Caproni, maestro elementare dal 1935 al 1973. 

E' sugli scaffali con Rizzoli 'Competere o sparire', il saggio dell'ex presidente del Consiglio Mario Draghi. “Stiamo assistendo - afferma - all’erosione delle fondamenta della nostra prosperità. Stiamo scivolando verso una maggiore dipendenza e insicurezza, e offriamo il fianco a chi vorrebbe sfruttare la nostra debolezza per dividerci. Stiamo diventando, passo dopo passo, meno liberi di scegliere il nostro destino. L’Unione Europea esiste per garantire che non venga mai meno il rispetto dei valori fondamentali dell’Europa: democrazia, libertà, pace, equità e prosperità nella cornice di un ambiente sostenibile. Se l’Europa non sarà più in grado di garantire questi valori ai suoi cittadini, avrà perso la sua ragion d’essere". Il vecchio ordine mondiale è andato in frantumi. Sul versante economico, l’Italia e l’Europa sono in ritardo nelle sfide tecnologiche e devono fare i conti con l’aggressività delle due vere superpotenze, gli Stati Uniti e la Cina. Su quello politico, la pace di cui l’Unione Europea è stata la principale garante non esiste più, travolta da guerre feroci di cui non si vede la fine.  

In questo scenario, Mario Draghi – che nel 2012, da presidente della BCE, ha salvato l’euro durante la crisi del debito sovrano e nel 2021 è diventato presidente del Consiglio nel pieno della pandemia – è stato chiamato a redigere un rapporto sulla competitività europea che traccia le linee guida per il rilancio dell’Unione. Questo libro è la più lucida analisi del nuovo, turbolento mondo in cui viviamo, e un appello per difendere, in nome dei valori su cui si fonda l’Europa, la nostra stessa libertà. Paradossalmente, “le forze che oggi mettono alla prova l’Europa stanno compiendo qualcosa che decenni di pace e prosperità non sono riusciti a fare: stanno spingendo gli europei a riconoscere, ancora una volta, ciò che hanno in comune e ciò che sono disposti a costruire insieme”: è oggi il momento di impegnarsi affinché l’Europa si riappropri del futuro. 

Pasolini nudo contro il suo tempo. E contro il nostro. Ascanio Celestini sfida l'autore di 'Ragazzi di vita' in un corpo a corpo con la memoria. Ne esce 'Pasolini. Una vita, anzi due', in libreria con Laterza: un libro urgente, necessario, scomodo. Senza filtri. Senza scuse. Vincenzo Cerami l’aveva capito: prendete tutta l’opera di Pasolini, dalla prima poesia infantile fino all’ultimo fotogramma di Salò, e avrete il ritratto, il disegno della storia italiana dalla fine del fascismo alla metà degli anni Settanta. Ascanio Celestini rilancia: facciamone un gioco. Un gioco vero, un azzardo pericoloso, che costringe a guardare in faccia le nostre contraddizioni. 1964: l’Italia del boom sta già franando, si trama un colpo di Stato e Pasolini che fa? Gira Il Vangelo secondo Matteo. Provocazione? Fuga? O uno sguardo così lucido da vedere due millenni di storia nello stesso momento?  

Valle Giulia, marzo 1968: gli studenti si scontrano coi poliziotti e Pasolini osa scrivere "io simpatizzavo coi poliziotti". E poche righe dopo "Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia". Tradimento? Follia? O l’unico intellettuale italiano che aveva il coraggio di rifiutare le ovvietà del proprio tempo? Il gioco è dunque quello di rimettere Pasolini nel suo tempo. Un tempo che fu breve e pieno. E che oggi è possibile guardare per intero, dall’inizio alla fine. Smettiamola con le domande inutili del tipo "chissà cosa direbbe Pasolini oggi" della distruzione di Gaza, del capitalismo di Stato in Cina o della guerra in Ucraina, di Internet e dei social!  

E raccontiamo non un solo Pasolini, ma almeno due: il poeta friulano e il regista romano, l’intellettuale corsaro e l’uomo fragile, il profeta della società dei consumi e la vittima della violenza di uno dei grandi ‘misteri italiani’. Ascanio Celestini vuole ritrovare lo sguardo del poeta. Solo così Pasolini resta una presenza viva, un interlocutore necessario per chiunque voglia comprendere le contraddizioni del presente. 

Solferino pubblica 'Le verità provvisorie' (Solferino) di Carmen Pellegrino. Quando la vita mostra il suo volto più duro, sono le storie a salvarci. Nei momenti di attraversamento è facile smarrirsi, ma qualcosa – una voce, un libro, una frase – torna sempre a orientare la bussola. Per Carmen, dopo la morte dei genitori, si apre il tempo dell’incertezza. Si chiede se sia stata una brava figlia, se esista un’espressione socialmente accettabile della tristezza, e si scontra con la fragilità, nella crisi, di molte relazioni, d’amore e di amicizia. Cerca un appiglio nella concretezza del mondo: le piante di cui riempie la casa, la terra amata da suo padre, gli ulivi. Ad accompagnare questo percorso frastagliato di elaborazione sono le pagine dei diari: i suoi e quelli degli altri. Così, nel prodigio delle scritture che sanno incontrarsi al di là del tempo e dello spazio, dialoga con la sé del passato, con la sua storia famigliare, con narrazioni di trincea e prigionia. Intanto, autori che hanno interrogato la perdita come Joan Didion, Susan Sontag, Paul Auster diventano presenze vive: illuminano il dolore, lo nominano, lo rendono abitabile. 

Questo memoir generoso, di inesauribile ricchezza letteraria, acuto e sensibile come un sismografo dell’anima, parla a chiunque abbia affrontato un lutto. Tende una mano alle nostre solitudini e trasforma l’esperienza individuale in una testimonianza condivisa. Perché la vita è più forte di ogni fine. 

Uscirà il 23 giugno con La Nave di Teseo 'Fox' di Joyce Carol Oates. Chi è davvero Francis Harlan Fox? Quando arriva alla Langhorne Academy, prestigiosa scuola privata immersa in un paesaggio idilliaco, Francis Fox conquista tutti: studenti, genitori, colleghi. Professore di inglese brillante, attento, sensibile e carismatico, sembra incarnare l’idea stessa dell’insegnante ideale. Eppure, dietro il fascino e l’intelligenza affilata, qualcosa resta inafferrabile: il suo passato è nebuloso, la sua storia personale piena di zone d’ombra. La sua scomparsa, il ritrovamento della sua auto semi-affondata in uno stagno e di resti umani nei boschi vicini causa paura e scalpore nella piccola comunità. L’indagine che segue non si limita a ricostruire una sparizione e una possibile morte: costringe tutti a interrogarsi su chi fosse davvero Francis Fox, su ciò che ha nascosto e su quanto profondamente abbia manipolato chi gli stava intorno. 

Joyce Carol Oates scava una volta di più nel cuore nero dell’America dando vita a un romanzo potente e inquietante, capace di raccontare il male più profondo, esplorando i confini ambigui tra vittima e predatore, colpa e complicità, vendetta e giustizia grazie a un protagonista tanto terribile quanto affascinante e, soprattutto, indimenticabile. Joyce Carol Oates ha ricevuto numerosi importanti riconoscimenti, tra i quali la National Medal of Humanities, il National Book Critics Circle Ivan Sandrof Lifetime Achievement Award, il National Book Award e il PEN/Malamud Award for Excellence in Short Fiction. Autrice enormemente prolifica, ha scritto alcune delle opere più significative del nostro tempo. Presso La nave di Teseo ha pubblicato 'Ho fatto la spia' (2020), 'Pericoli di un viaggio nel tempo' (2021), 'La notte, il sonno, la morte e le stelle' (2021), 'L’altra te' (2022), 'Respira' (2022), 'Babysitter' (2023), 'Dammi il tuo cuore' (2023), 'Macellaio' (2024), 'Un libro di martiri americani' (2025) e le nuove edizioni di 'Una brava ragazza' (2020), 'La figlia dello straniero' (2020), 'Blonde' (2021), 'Sorella, mio unico amore' (2022) e 'La madre che mi manca' (2024). Ha insegnato alla Princeton University ed è membro dell’American Academy of Arts and Letters dal 1978. 

E' sugli scaffali con Piemme 'Una vita da dieci', l'autobiografia di Giancarlo Antognoni scritta con Luca Calamai. "Giancarlo Antognoni dimostra di avere grandi qualità. Gioca guardando le stelle". Fu con queste parole che Sandro Ciotti, durante una storica radiocronaca, battezzò l'eleganza senza tempo di un ragazzo destinato a diventare leggenda. In questo libro, per la prima volta, l'Unico 10 si mette a nudo, raccontando cinquant'anni di una vita. Non è solo la cronaca di una carriera straordinaria - dai 450 milioni scommessi dal presidente Ugolini al debutto a Verona sotto lo sguardo di Liedholm, fino al trionfo mondiale del 1982 - ma è soprattutto la dichiarazione d'amore di un uomo che ha scelto di appartenere a un solo popolo, a una sola squadra: la Fiorentina.  

Antognoni ripercorre i suoi 'no' più celebri: quelli all'Avvocato Agnelli e alla Juventus, quelli a Dino Viola e al Milan. Scelte fatte ascoltando il battito del cuore più che il richiamo dei trofei o dei soldi. Tra queste pagine ritroviamo il calcio "pane e salame" delle bandiere come Gigi Riva e Gaetano Scirea, l'amicizia fraterna con Paolo Rossi i duelli con i campioni di ieri, ma anche le fragilità, i gravi infortuni e le amicizie nate nello spogliatoio e consolidate per le vie di una Firenze magica. In occasione del centenario della Fiorentina, Una vita da dieci è il viaggio di un "fiorentino adottato" che ha preferito l'abbraccio eterno della sua città a mille scudetti altrove. Un uomo, ma soprattutto un calciatore che non ha mai tradito, rimanendo per sempre nel firmamento di una sola squadra. 

Sarà disponibile dal 30 giugno con Marsilio 'Cemento e sangue' di Carlo Calabrò. San Paolo è una città che cresce divorando sé stessa. Il cemento copre tutto: fiumi, corpi, responsabilità. L’autoritarismo non ha più bisogno del volto antico della dittatura: è mediatico, privatizzato, e non si nasconde. Everton Barros, cronista svogliato di un grande quotidiano, una mattina riconosce tra le acque nere del rio Pinheiros il cadavere di Flávio Bloch, amico eco-attivista. La polizia archivia il caso come suicidio. Everton no. Decide di indagare, anche se il suo stesso giornale vorrebbe lasciar perdere. Intorno a quella morte si aprono altre piste: un palazzinaro assassinato, un ingegnere svizzero scomparso tra Amazzonia e narcotraffico.  

A collegarle sembra esserci Donato Abreu, politico in ascesa, volto televisivo rassicurante, promotore di un piano che trasforma edilizia popolare e senzatetto in un affare. Everton indaga senza protezioni. Più si avvicina alla verità, più capisce che ogni rivelazione produce altra violenza, ogni domanda mette qualcuno in pericolo. Non c’è un colpevole da smascherare: c’è un sistema in cui informazione, finanza, criminalità e politica lavorano insieme. Un noir di stampo civile dentro una metropoli costruita sul cemento e sul silenzio, dove la sostenibilità è una farsa, la filantropia una copertura, e ogni promessa di progresso ha un prezzo. Pagato dai più deboli. Carlo Calabrò è nato a Palermo. Bioingegnere per formazione, sceneggiatore e attore per passione, in un paio di vite precedenti è stato anche consulente, banker e imprenditore tra Parigi e San Paolo. Sposato, due figli, vive e lavora a New York. Calabrò ha scritto anche 'Meccanica di un addio', pubblicato nel 2024. 

Fazi manda sugli scaffali 'Anita de Monte ride per ultima' della statunitense Xochitl Gonzalez. Autunno 1985, New York City. Anita de Monte, giovane artista cubana, sta vivendo il suo momento di gloria: ha appena vinto un premio importante che la porterà a Roma, e le sue opere verranno esposte al Metropolitan Museum. Ogni sera frequenta party sfavillanti nel cuore pulsante di Manhattan, circondata dagli artisti e dai galleristi che contano; al suo fianco c’è sempre il marito Jack Martin: WASP di nascita e vero maschio alfa, nonché uno dei più acclamati scultori del suo tempo.  

Finché, una notte, Anita muore precipitando da una finestra. La sua tragica scomparsa per un po’ è sulla bocca di tutti. Fino a quando non lo è più. Nel 1998 il nome di Anita è stato quasi dimenticato. Raquel, studentessa di Storia dell’arte in un college prestigioso, sta preparando la sua tesi. Attorniata da colleghi privilegiati il cui futuro è già tracciato, si sente un’outsider: gli studenti di colore, come lei, sono una minoranza, e sa bene di dover lavorare il doppio per avere le stesse opportunità. Ma quando inizia una relazione con un laureando più grande, ricco e ben introdotto, si ritrova inaspettatamente a salire di rango nella scala sociale. Mentre cerca di destreggiarsi tra due mondi, Raquel si imbatte nella storia di Anita de Monte e inizia a rendersi conto che qualcosa non torna. Scoprirà che dietro la scomparsa dell’artista c’è una verità molto scomoda, che all’epoca dei fatti è stata opportunamente insabbiata. 

Anita de Monte ride per ultima è un’avvincente e spiritosa riflessione sul potere, sull’amore e sul mondo dell’arte contemporanea; con acume e umorismo, nel suo secondo romanzo la statunitense Xochitl Gonzalez mette a nudo le spietate dinamiche che governano il rarefatto mondo dell’élite. 

Sarà in libreria con Guanda dal 23 giugno 'Sono d'acqua i nostri pensieri' di Loretta Franceschin. Nel cuore nebbioso del Polesine, nei primi anni Settanta, la piccola Elena scopre l’esistenza di un fratello di cui nessuno le ha mai parlato. La madre Adelia, però, non è pronta a rivelarle ciò che le ha sempre tenuto nascosto. Soprattutto ora che il suo matrimonio inizia a mostrare delle crepe. Da qualche tempo il marito Alvise, innamorato della sua terra e desideroso di valorizzarne la bellezza, si è iscritto alla facoltà di architettura a Venezia.  

Qui assiste al fermento delle lotte studentesche e incontra Antonia, una ragazza affascinante e schiva. Con lei, nelle calli della città e lungo i canali, Alvise vive una stagione che non ha mai conosciuto e si allontana a poco a poco dalla famiglia. Adelia, nella loro casa sulle rive del Po, percepisce la distanza del marito, ma non riesce a coglierne la vera ragione. Fino a una sera di primavera che li costringerà a interrogarsi sul loro legame e a confrontarsi con le ferite che ognuno dei due si porta dentro. Loretta Franceschin racconta un amore che si sfalda, attraverso un paesaggio che lo riflette: quello delle acque del Po che nel loro scorrere accompagnano i segreti e i desideri dei personaggi, e si mescolano ai loro stati d’animo, divenendone specchio e vibrante metafora. 

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Categoria: cultura

12:10

Scontro Meloni-Trump, Salvini: "Chi attacca la premier colpisce l'Italia"

(Adnkronos) - Dopo le frasi di Donald Trump su Giorgia Meloni, che hanno acceso lo scontro diplomatico tra Washington e Roma, Matteo Salvini interviene oggi, sabato 20 giugno, difendendo la premier e ribadendo la compattezza dell'esecutivo. "Io posso solo ripetere che chi attacca il presidente del Consiglio attacca tutto il governo e tutta l'Italia", afferma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, parlando al Gazebo della Lega-Mercato a Milano. "Ciò ovviamente non compromette i rapporti fra due Paesi amici, fra due popoli amici".  

A chi gli chiede se si sia pentito del sostegno al presidente Usa, Salvini replica con una battuta: "Non mi devo pentire, mi pento e mi dolgo quando vado a confessarmi in chiesa". E sul rapporto con Trump, dopo le polemiche, chiarisce: alla domanda 'vi sentite ancora trumpiani?' risponde: "Io mi sento italiano, sono vicepresidente del Consiglio e voglio avere buoni rapporti con tutti". 

 

"La mia agenda la faccio settimana per settimana, posso dire dove vado oggi pomeriggio, ossia in piazza San Carlo a Milano e dove vado domani con mia figlia" risponde Salvini a chi gli chiedeva se andrà al ricevimento per il 4 luglio a Villa Taverna (che si tiene il 2, ndr.). Non è mancata, poi, una risposta ironica a chi parlava di un Nobel per il proprietario del Milan Gerry Cardinale. "Ecco lì si compromettono i rapporti con gli Stati Uniti...", ha ironizzato Salvini, noto tifoso del Milan. 

 

Lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni si era acceso dopo le parole dell’ex presidente Usa, che aveva accusato la premier di aver "implorato" una foto al G7 di Evian e, poi, nella serata di ieri, venerdì 19 giugno, di essere stata "assente sullo Stretto di Hormuz". "Era una mia fan, ma non la voglio più" aveva detto il presidente Usa. Meloni aveva replicato immediatamente sui social, definendo quelle frasi relative allo scatto al G7 "totalmente inventate". Si era detta anche "allibita" per l’atteggiamento del leader americano verso gli alleati.  

Lo scontro aveva portato anche alla telefonata di solidarietà del Capo dello Stato Sergio Mattarella alla premier e all'annullamento della visita negli Stati Uniti del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva giudicato le parole di Trump "gravi e offensive per tutta l’Italia". 

 

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Categoria: politica

12:03

Per recarsi in ufficio se ne va uno stipendio all'anno, i conti della Cna

(Adnkronos) - Risparmiare 300 euro al mese di affitto può costare oltre 2mila euro l’anno tra carburante, manutenzione e spostamenti. In alcune città il 90% del risparmio viene assorbito dalla mobilità. Sempre più persone sono costrette ad allontanarsi dai grandi centri urbani per trovare abitazioni a prezzi sostenibili, ma il risparmio sull’affitto viene spesso eroso dall’aumento delle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro. È quanto emerge da una analisi della Cna sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro. Una famiglia che sceglie di trasferirsi fuori città per risparmiare 300 euro al mese sul canone di locazione può arrivare a sostenere oltre 2.000 euro annui aggiuntivi tra carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altre spese di mobilità. In questo modo oltre la metà del beneficio ottenuto sull’affitto rischia di essere assorbito dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro. Il fenomeno assume dimensioni diverse a seconda dei territori. Nelle grandi aree metropolitane il trasferimento nella cintura urbana continua a garantire un vantaggio economico significativo, ma molto inferiore a quello che appare a prima vista. 

A Milano, ad esempio, un nucleo familiare può risparmiare mediamente circa 5.400 euro l’anno sul canone di locazione scegliendo un’abitazione fuori città, ma oltre 2.300 euro vengono assorbiti dai maggiori costi di mobilità. Il beneficio reale si riduce così a poco più di 3.000 euro annui. A Roma il risparmio teorico sull’affitto sfiora i 4.800 euro l’anno ma il costo aggiuntivo degli spostamenti supera i 2.200 euro, riducendo il vantaggio effettivo a circa 2.600 euro. Situazione analoga a Firenze e Bologna, dove oltre la metà del beneficio derivante da un affitto più basso viene erosa dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro. Nelle città medie il quadro è ancora più critico. A Bari, Napoli, Perugia e Ancona il risparmio sull’affitto viene assorbito per oltre due terzi dalle spese di mobilità. In alcuni territori del Mezzogiorno il vantaggio economico residuo si riduce a poche centinaia di euro l’anno. A Potenza, Catanzaro, Salerno e Lecce fino all’85-90% del risparmio ottenuto sul canone rischia di essere cancellato dal costo degli spostamenti quotidiani. 

La situazione è ancora più pesante per gli artigiani e le piccole imprese che operano quotidianamente sul territorio. Installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti non si limitano a raggiungere il luogo di lavoro: il lavoro stesso si svolge in movimento, tra clienti, cantieri, fornitori e interventi di assistenza. Secondo le elaborazioni della Cna, un serramentista percorre mediamente circa 20mila chilometri all’anno sostenendo costi di mobilità che possono superare i 4.500 euro per veicolo. Per un elettricista che opera quotidianamente sul territorio la spesa annua sale a circa 5.600 euro, mentre per termoidraulici e manutentori, che percorrono mediamente 30milachilometri l’anno, il conto può raggiungere i 6.700 euro. La situazione più onerosa riguarda gli installatori di impianti che, tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, arrivano a percorrere fino a 35mila chilometri l’anno. Per queste imprese il costo della mobilità può sfiorare gli 8mila euro annui per ciascun veicolo operativo. “Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti – sottolinea il presidente Cna Dario Costantini – servono risposte coordinate. Oltre alle politiche abitative sono necessari interventi sul piano delle infrastrutture e per alzare quantità e qualità dell’offerta di trasporto pubblico locale”. 

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Categoria: lavoro

11:47

Fii, Geary: “L’Europa ha risparmi, la sfida è trasformarli in capitale per innovazione”

(Adnkronos) - Gli investitori globali restano positivi sugli Stati Uniti, ma iniziano a diversificare di più verso Europa e Giappone. Scott Geary, vice chair di Wellington Management, lo spiega durante lo speciale Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, descrivendo le tendenze che attraversano patrimoni, asset allocation e settori strategici. 

Il grande interrogativo dei clienti globali riguarda l’esposizione agli Stati Uniti. Molti portafogli sono stati fortemente sovrappesati sull’America, e per Geary ci sono buone ragioni: innovazione tecnologica, resilienza dei consumatori, forza degli utili aziendali. La posizione sugli Usa resta quindi positiva, ma la ricerca di diversificazione sta diventando più forte. 

L’Europa rientra in questo movimento. Il continente sta passando da un modello trainato dall’efficienza a uno più orientato alla resilienza, e da una logica basata sulle esportazioni a una crescita più domestica. In passato il successo europeo si reggeva su tre pilastri: esportazioni verso Cina e Stati Uniti, energia a basso costo dalla Russia, ombrello di sicurezza americano. Tutti questi presupposti stanno cambiando. 

La domanda cinese è più debole, il rapporto con gli Stati Uniti è condizionato da tariffe e tensioni commerciali, l’energia non è più solo una questione di prezzo ma di sicurezza nazionale. Anche sulla difesa l’Europa difficilmente potrà continuare a delegare come in passato. Questo apre un ciclo di ricostruzione di capacità interne. 

Le opportunità più rilevanti emergono in energia e difesa. Sulle rinnovabili l’interesse resta, ma può oscillare. Quando però l’energia diventa sicurezza nazionale, aumentano gli investimenti in reti, potenza, accumulo e infrastrutture. Sul fronte della difesa crescono manifattura avanzata, aerospazio e ingegneria. 

Il nodo è il capitale. Per Geary l’Europa non manca di risparmio delle famiglie. Il problema è che molta liquidità resta ferma in depositi o strumenti a basso rendimento. Si crea così un paradosso: carenza di capitale per innovazione e investimenti, ma surplus di risparmio nei bilanci delle famiglie. La sfida è mettere insieme questi due estremi. 

Asset manager e asset owner avranno un ruolo crescente in questo passaggio. Anche l’industria della gestione del risparmio sta vivendo una trasformazione profonda, sia sul lato dei clienti sia su quello dei prodotti. La ricchezza retail diventa una fonte di capitale sempre più importante, mentre crescono Etf, Etf attivi, mercati privati e prodotti che combinano pubblico e privato. 

Per Geary, la capacità di incanalare il risparmio europeo verso aree più innovative sarà uno dei fattori decisivi per finanziare la nuova agenda industriale, energetica e difensiva del continente. 

Categoria: economia

11:47

Gp Repubblica Ceca, Ogura in pole position davanti a Di Giannantonio e Bagnaia

(Adnkronos) - Ai Ogura si prende la pole position nel Gran Premio della Repubblica Ceca a Brno, facendo segnare - oggi, sabato 20 giugno - il miglior tempo in 1:51.139 davanti a Fabio Di Giannantonio e Pecco Bagnaia. Per il giapponese è la prima volta in MotoGp. 

Quarto il leader del Mondiale piloti Marco Bezzecchi, poi Marc Marquez e Moreira. Morbidelli è nono. La gara di domani sarà in salita anche per Martin (secondo nel Mondiale, a -20 da Bezzecchi), che scatterà decimo (con due long lap penalty).  

Alle 15 si torna in pista per la gara sprint, che assegnerà i primi punti del weekend.  

Ecco la griglia di partenza del Gp della Repubblica Ceca:  

1 Ai Ogura Aprilia (Q2) 

2 Fabio Di Giannantonio Ducati (Q2) 

3 Francesco Bagnaia Ducati (Q2) 

4 Marco Bezzecchi Aprilia (Q2) 

5 Marc Marquez Ducati (Q2) 

6 Diogo Moreira Honda (Q2) 

7 Raul Fernandez Aprilia (Q2) 

8 Pedro Acosta KTM (Q2) 

9 Franco Morbidelli Ducati (Q2) 

10 Jorge Martin Aprilia (Q2) 

11 Fermin Aldeguer Ducati (Q2) 

12 Joan Mir Honda (Q2) 

13 Maverick Vinales KTM (Q1) 

14 Alex Marquez Ducati (Q1) 

15 Fabio Quartararo Yamaha (Q1) 

16 Luca Marini Honda (Q1) 

17 Enea Bastianini KTM (Q1) 

18 Jack Miller Yamaha (Q1) 

19 Alex Rins Yamaha (Q1) 

20 Brad Binder KTM (Q1) 

21 Toprak Razgatlioglu Yamaha (Q1) 

22 Cal Crutchlow Honda (Q1) 

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Categoria: sport

11:43

Fii, Ben Amor: "Creatività e pensiero critico non vanno consegnati all’intelligenza artificiale"

(Adnkronos) - L’intelligenza artificiale può aiutare l’educazione, ma alcune competenze devono restare patrimonio umano e non possono essere delegate alle macchine. Yanis Ben Amor, executive director del Center for Sustainable Development della Columbia University, lo spiega durante lo speciale Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, presentando il lavoro realizzato con Fii Institute sulle “non-negotiable skills”.  

La domanda di partenza riguarda il rischio che insegnanti e professori finiscano per trasferire all’AI alcune capacità che i bambini non impareranno più. Non sarebbe la prima volta nella storia. Ben Amor cita il calcolo mentale: un tempo era considerato una competenza indispensabile, poi l’arrivo delle calcolatrici e degli smartphone lo ha reso molto meno praticato. 

Con l’intelligenza artificiale il rischio è più ampio. Per questo, negli ultimi due anni, un lavoro internazionale con oltre 40 università, molte anche del Global South, ha cercato di individuare le competenze che ogni bambino dovrebbe continuare ad apprendere “da ora e per sempre”. Tra queste ci sono creatività e pensiero critico, ma il rapporto ne individua più di nove, accompagnandole con casi concreti per spiegare perché debbano essere protette. 

Il ragionamento si allarga poi all’impatto dell’AI sul lavoro. Ben Amor ricorda che la partnership tra Columbia e Fii Institute osserva quattro ambiti: educazione, etica, sanità e macroeconomia. Sulla dimensione occupazionale, il lavoro è guidato da Jeffrey Sachs, con due rapporti dedicati all’impatto sui posti di lavoro. 

Un primo effetto sembra già visibile negli Stati Uniti, soprattutto tra i laureati alla ricerca di un primo impiego: le offerte sono diminuite. Ma attribuire tutto all’AI sarebbe troppo semplice. Una spiegazione è che la produttività dei team già presenti nelle aziende sia aumentata, riducendo la necessità di assumere nuove persone. Un’altra riguarda il quadro economico generale, segnato da crisi successive e da un clima di incertezza che spinge le imprese a rallentare le assunzioni. 

Secondo Ben Amor, molte aziende preferiscono spiegare tagli o mancate assunzioni con l’AI perché appare una motivazione più moderna e meno problematica da comunicare rispetto a una difficoltà economica. Solo un periodo di normalizzazione permetterà di capire quanto l’impatto sia davvero legato alla tecnologia. 

La storia delle innovazioni tecnologiche suggerisce comunque prudenza. Ogni grande evoluzione ha cancellato alcuni lavori, ma ne ha anche creati altri che prima non esistevano. Il “prompt writer” è un esempio: dieci anni fa sarebbe stato un mestiere incomprensibile ai più. L’AI, quindi, non porta solo rischi, ma anche opportunità oggi difficili da immaginare. 

Categoria: economia

11:36

Fii, Bondevik: "Ho cambiato idea sull'Ue, e in Norvegia serve un nuovo dibattito"

(Adnkronos) - La Norvegia è rimasta per decenni europea senza entrare nell’Unione europea. Ma il nuovo contesto geopolitico riapre una discussione che sembrava chiusa dopo due referendum contrari. Kjell Magne Bondevik, ex primo ministro norvegese, lo racconta durante lo speciale Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma. 

Bondevik non dà per scontato che oggi la maggioranza dei norvegesi voglia cambiare posizione, ma riconosce la necessità di un nuovo dibattito. La sua evoluzione personale è significativa: votò no ai referendum del 1972 e del 1994, pur non essendo mai stato totalmente contrario. Oggi la sua posizione si è ribaltata: prevale l’idea che la Norvegia debba guardare con maggiore favore all’adesione o comunque a un rapporto più stretto con l’Europa. 

Il motivo principale è il cambiamento del quadro internazionale. La Cina è sempre più ambiziosa e investe molto anche in Europa. La Russia, storicamente vicina con cui Oslo aveva convissuto in modo pacifico, è diventata un vicino aggressivo e imprevedibile. Gli Stati Uniti, intanto, mostrano una tendenza più nazionalistica e un certo distacco dall’Europa e dalle organizzazioni internazionali. 

In questo scenario, l’Europa rischia di essere compressa tra grandi potenze. Ma non è debole come spesso si racconta: l’economia dell’Unione europea insieme a quella del Regno Unito ha una dimensione paragonabile a quella degli Stati Uniti ed è ancora superiore a quella cinese. Per Bondevik, il potenziale europeo esiste, ma va rafforzato. 

La sicurezza è una parte centrale del ragionamento. Ma non è l’unica. Anche sul clima la prospettiva norvegese è cambiata. Nel 1994 molti temevano che l’ingresso nell’Ue avrebbe frenato le politiche climatiche di Oslo. Oggi la realtà appare diversa: l’Unione è spesso all’avanguardia, mentre la Norvegia arriva dopo. 

Il discorso si collega anche al fondo sovrano norvegese, uno dei più grandi al mondo e uno degli strumenti che hanno reso il Paese così ricco. La regola resta quella di non prelevare direttamente dal fondo, ma di utilizzare al massimo il 3% del rendimento annuo nel bilancio pubblico. Con la crescita enorme del patrimonio, anche questa quota è diventata molto significativa. 

Il fondo mantiene criteri etici di investimento e un consiglio che fornisce indicazioni al governo e alla gestione patrimoniale, anche per ritirare investimenti da società che violano valori fondamentali. Ma il nuovo contesto internazionale impone una revisione. Le regole etiche restano importanti, ma vanno adattate a una situazione politica segnata da guerre, tensioni e nuove priorità strategiche. 

Categoria: economia

11:29

Fii, Hovland: "Il futuro dell’AI sarà controllare dati e modelli senza kill switch esterni"

(Adnkronos) - La sovranità dell’intelligenza artificiale non riguarda solo i modelli, ma l’intera infrastruttura software che consente di controllare dati, calcolo e deployment. Bjorn Hovland, ceo di CIQ, lo spiega durante lo speciale Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, collocando il tema dentro la competizione geopolitica sui modelli frontier. 

CIQ lavora sul livello infrastrutturale sotto i modelli. La società è tra i principali sostenitori di Rocky Linux, una delle distribuzioni Linux più diffuse nei carichi di lavoro legati all’AI, e sviluppa prodotti ottimizzati per automazione e orchestrazione. L’obiettivo è consentire un controllo locale e sovrano dell’infrastruttura AI, indipendentemente dal fatto che questa si trovi in un data center proprietario o presso hyperscaler come Google e Aws. 

Per Hovland, nei prossimi tre-cinque anni si vedrà una spinta molto forte verso il controllo locale dell’intelligenza artificiale. I modelli frontier restano nelle mani di pochi soggetti e possono essere condizionati da decisioni politiche o regolatorie. L’episodio legato a Mythos, con un’azione del governo statunitense che ne ha limitato l’accesso, viene indicato come esempio del rischio di dipendenza. 

La risposta può arrivare dai modelli open weight e open source. Secondo Hovland, queste soluzioni tendono a restare indietro di 6-12 mesi rispetto ai modelli frontier, ma il divario si riduce nel tempo. Capacità oggi disponibili solo in sistemi chiusi possono quindi arrivare nell’ecosistema aperto nell’arco di pochi mesi. 

È in questo spazio che strumenti come quelli di CIQ diventano rilevanti: permettono a governi, imprese e organizzazioni di usare quei modelli, adattarli, addestrarli e implementarli mantenendo controllo locale su dati e capacità di calcolo. La questione non è soltanto tecnica, ma strategica: evitare di dipendere da soggetti esterni che possano spegnere o limitare l’accesso a tecnologie essenziali. 

Gli eventi come Fii Priority Europe, nella visione di Hovland, servono anche a portare la discussione sull’AI verso una dimensione più sovrana. Non solo per i panel pubblici, ma per la concentrazione di decisori, leader, investitori e tecnologi nello stesso luogo. Le conversazioni più importanti spesso avvengono fuori dal palco, negli incontri riservati, dove si costruiscono relazioni e si scambiano idee in modo più diretto. 

La corsa all’AI resta geopolitica, ma il suo esito dipenderà anche da chi saprà offrire controllo, interoperabilità e indipendenza. Il futuro, conclude Hovland, apparterrà alle società che permettono di addestrare, adattare e distribuire intelligenza artificiale senza dipendere da parti esterne con un “kill switch”. 

Categoria: economia

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15:42

Dolce&Gabbana, affresco siciliano

(Adnkronos) - I primi a comparire sono modelli a piedi nudi. Indossano accappatoi bianchi e blu polvere, pigiami leggeri, t-shirt e pantaloncini e avanzano lentamente tra colonne che evocano un tempio antico. Sullo sfondo scorrono le immagini di Taormina dal tramonto all'alba: il mare, la luce che cambia, i profili della costa. È da qui che prende forma la primavera-estate 2027 menswear di Dolce&Gabbana, una collezione che riporta il marchio al luogo che più di ogni altro ne ha definito l’immaginario. “Per noi la Sicilia non è mai stata una tendenza. È il luogo da cui tutto ha avuto origine e al quale, da quasi quarant’anni, continuiamo naturalmente a tornare”, spiegano Domenico Dolce e Stefano Gabbana. La chiave di lettura dell’intera sfilata. La Sicilia che il duo racconta sulla passerella del Teatro Metropol di Milano non è quella da cartolina ma un territorio fatto di contaminazioni culturali, architetture e paesaggi incantevoli.  

“Con questa collezione abbiamo voluto raccontare la ricchezza e la complessità di questa terra, attraversandone luoghi, memorie e tradizioni - sottolineano gli stilisti - dai templi greci alle città barocche, dai borghi affacciati sul mare ai gesti antichi custoditi nelle botteghe artigiane”. La collezione si apre nel segno del nero Sicilia, e poi si accende man mano di colore. La sartoria resta centrale ma perde rigidità: le giacche si alleggeriscono, i volumi si ammorbidiscono e il guardaroba si muove progressivamente verso una dimensione più rilassata. Polo in maglia, camicie reinterpretate attraverso lavorazioni tricot, completi in lino e costumi in seta costruiscono una narrazione che guarda al viaggio e alla villeggiatura mediterranea. È una leggerezza che non rinuncia però alla complessità delle lavorazioni. Il denim è attraversato da spille ricche di cristalli colorati e applicate a giacche e jeans. I completi gessati vengono traforati, ricamati e ricoperti di cristalli, mentre alcune superfici introducono richiami al mondo marino e al corallo.  

Crochet, intrecci e lavorazioni manuali percorrono l’intera collezione come un filo continuo. Anche i colori seguono il racconto degli stilisti. “Il nero Sicilia evoca l’intensità e il rigore dell’isola, il bianco il suo aspetto più leggero e luminoso - spiegano Dolce e Gabbana - il blu richiama il mare, il verde il pistacchio, i beige naturali ricordano la corda e le lavorazioni manuali tramandate nel tempo”. Una palette che accompagna il passaggio dal nero iniziale fino a un finale total white luminoso e quasi impalpabile nella parata finale dei modelli. L'immaginario evocato dalla collezione sembra strizzare l'occhio anche al cinema europeo degli anni Sessanta e a figure come Alain Delon in 'Plein Soleil': uomini eleganti senza essere formali, abituati a vivere il mare, il sole e la sartoria con la stessa naturalezza. Un riferimento che emerge soprattutto nei completi leggeri, nelle camicie aperte sul collo e nei volumi rilassati che attraversano l'intera sfilata. 

 

L’attenzione ai dettagli artigianali assume un significato particolare in un momento di evoluzione per la maison. Un’identità che oggi si traduce nello sviluppo di categorie considerate strategiche come pelletteria, accessori e calzature. Non a caso proprio gli accessori emergono come uno dei punti focali della collezione, tra borse da spalla o a mano (in vari formati) occhiali da sole, spille, cinture e collane stile rosario. “Ogni colore, ogni tessuto, ogni dettaglio racconta una storia fatta di memoria, bellezza e saper fare. È una collezione ricca perché ricca è la Sicilia: un mosaico di influenze, tradizioni e contrasti che continua a ispirare la nostra visione creativa e a definirne l’identità più autentica”, concludono Dolce e Gabbana. 

Per tutta la sfilata ritornano le immagini di Taormina e della baia di Mazzarò, luoghi che da 40 anni occupano una posizione speciale non solo nell’universo del marchio ma anche nel cuore dei due creativi. Al termine dello show, Stefano Gabbana raggiunge la passerella per il saluto finale insieme a Domenico Dolce, indossando una t-shirt con il volto di Madonna tratto da 'Confessions II - The Film'. Il riferimento al film–videoclip non casuale: Dolce&Gabbana hanno firmato i costumi di scena per la popstar e per tutti i protagonisti del progetto, contribuendo a definire l’estetica visiva di un’opera che fonde, ancora una volta, musica e moda. Lo show arriva inoltre in un momento particolarmente significativo per l'azienda, impegnata in una fase di evoluzione organizzativa guidata da Stefano Cantino, co-ceo al fianco di Alfonso Dolce, e arrivato al vertice della maison per accompagnarne il percorso di crescita. (di Federica Mochi) 

  

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Categoria: moda

15:04

Il 25 giugno a Bologna 'Awakening of Lights'

(Adnkronos) - Il 25 giugno alle 21:15, in occasione del Future Show del WMF - We make future, 500 droni luminosi daranno vita ad 'Awakening of Lights', lo spettacolo firmato Allumee. Si tratta di un appuntamento aperto al pubblico nell’ambito del più grande evento internazionale sull’innovazione AI, Tech e Digital, in programma a BolognaFiere dal 24 al 26 giugno. La manifestazione si svolgerà con il patrocinio della Commissione Europea, MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia - Romagna e del Comune di Bologna, con il supporto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna, in partnership con Visit Emilia - Romagna e con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed ESA – European Space Agency. "Al WMF lavoriamo ogni anno per mostrare come la tecnologia possa diventare uno strumento di connessione, ispirazione e costruzione del futuro. Questo drone show rappresenta perfettamente questa visione: un'esperienza che unisce innovazione, creatività e partecipazione collettiva, trasformando il cielo in uno spazio di racconto condiviso e di immaginazione del domani." Ha dichiarato Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On media Group e ideatore del WMF - We make future.  

Lo spettacolo porterà in volo immagini, simboli e animazioni luminose, trasformando la tecnologia dei droni in una narrazione visiva capace di unire intrattenimento, precisione ingegneristica e racconto collettivo. Le narrazioni luminose serviranno anche a raccontare i valori che da sempre guidano il WMF, come la costruzione di comunità, la collaborazione tra persone, imprese e territori e l'impegno condiviso verso un futuro migliore. Lo show celebrerà la capacità dell'innovazione di unire competenze, generare impatto positivo e trasformare la tecnologia in uno strumento al servizio del progresso umano e sociale. “Awakening of Lights racconta la storia della Luce, dalle sue origini cosmiche fino ai contorni del suo futuro. Innovazione e poesia si incontrano nel cielo — ed è esattamente questo che Allumee cerca di creare : momenti che raccontano storie, trasmettono messaggi e suscitano emozioni. È uno spettacolo che risuona profondamente con il messaggio di We Make Future, dove innovazione e creatività si fondono. Perché una tecnologia vale qualcosa solo quando riesce a toccare le persone”. Lo ha dichiarato Luigi Onesti, direttore generale di Allumee Italia. I ticket per assistere allo spettacolo sono in offerta a partire da 9€+iva solo fino al 19 giugno.  

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Categoria: economia

14:35

Spagna, rinviata a giudizio la moglie del premier Sanchez: passaporto ritirato

(Adnkronos) - Il giudice Juan Carlos Peinado ha rinviato a giudizio la moglie del premier spagnolo Pedro Sanchez, Begona Gomez, ritirandole il passaporto, vietandole quindi di lasciare il Paese e ordinandole di comparire in tribunale due volte al mese in attesa di giudizio nel processo a suo carico per corruzione. Lo riporta El Paìs. 

Secondo Peinado ci sono "ragionevoli motivi per sospettare un atto criminale" da parte della first lady, oltre che il rischio di un tentativo di "sfuggire alla giustizia". Il giudice arriva persino ad affermare che gli agenti di polizia che scortano e sorvegliano la sicurezza di Gomez potrebbero aiutarla a fuggire. 

"Non c'è dubbio che questi agenti, di propria iniziativa o su ordine dei superiori, potrebbero essere proprio coloro che collaborano all'azione o alle azioni per facilitarne'' la fuga, ha detto il magistrato. 

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Categoria: internazionale/esteri

14:21

Nuovo affondo di Trump: "Popolarità Meloni bassa perché ha abbandonato gli Stati Uniti"

(Adnkronos) - Donald Trump è tornato ad attaccare oggi, sabato 20 giugno, la premier italiana Giorgia Meloni, ribadendo che “gli avrebbe chiesto più volte una foto insieme durante il G7 in Francia”. In un nuovo post su Truth Social, il presidente americano ha sostenuto che Meloni “sta andando male in Italia, forse perché ha lasciato gli Stati Uniti, un Paese che ama e protegge davvero l’Italia, quando si è trattato di negare all’Iran di ottenere o sviluppare un’arma nucleare”. 

Trump ha accusato anche la Nato, “per quello che vale”, e ha aggiunto che l’Italia “non avrebbe neanche concesso l’uso delle piste di atterraggio, creando un grande problema logistico, nonostante gli Stati Uniti spendano centinaia di miliardi l’anno per proteggere l’Italia e altri ‘cosiddetti’ alleati”. 

Secondo Trump, ora Meloni “vorrebbe tornare amica per far crescere i consensi”, ma lui chiude la porta: “No grazie!!!”. 

 

Lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni si era inasprito dopo le parole dell’ex presidente Usa, che aveva sostenuto che la premier lo avesse “implorato” per una foto al G7 di Evian e, successivamente, nella serata di venerdì 19 giugno, l’aveva accusata di essere stata “assente sullo Stretto di Hormuz”. “Era una mia fan, ma non la voglio più”, aveva dichiarato Trump. Meloni aveva replicato subito sui social, bollando come “totalmente inventate” le frasi sullo scatto al G7 e dicendosi “allibita” per l’atteggiamento del leader americano nei confronti degli alleati. 

La polemica aveva portato anche alla telefonata di solidarietà del Capo dello Stato Sergio Mattarella alla premier e all’annullamento della visita negli Stati Uniti del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva definito le parole di Trump “gravi e offensive per tutta l’Italia”. 

Nella giornata di oggi sullo scontro diplomatico tra Washington e Roma è intervenuto Matteo Salvini, difendendo la premier e ribadendo la compattezza dell’esecutivo. "Chi attacca il presidente del Consiglio attacca tutto il governo e tutta l’Italia" ha detto dal Gazebo della Lega‑Mercato a Milano, precisando che le polemiche "non compromettono i rapporti fra due Paesi amici, fra due popoli amici". 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

14:19

MotoGp Repubblica Ceca, Bagnaia domina la sprint davanti a Ogura - Rivivi la gara

(Adnkronos) - Pecco Bagnaia c'è e si prende la gara sprint della MotoGp in Repubblica Ceca oggi, sabato 20 giugno. Sul podio, al termine di una gara tiratissima, Ai Ogura sull'Aprilia Trackhouse (che era partito in pole) e Marc Marquez sull'altra Ducati. 

Sul circuito di Brno il pilota italiano mette in pista una prestazione perfetta con gomma morbida, accumulando vantaggio sul giapponese nella prima metà della gara e gestendolo poi nel finale. Chiude quarto Di Giannantonio, poi Martin, Raul Fernandez e Bastianini. Cade il leader del Mondiale Marco Bezzecchi, quando era quinto. Fuori anche Acosta, Vinales, Moreira e Marini. Domani, alle 14, il Gran Premio.  

 

In mattinata, Ai Ogura si era preso la pole position, facendo segnare il miglior tempo in 1:51.139 davanti a Fabio Di Giannantonio e Pecco Bagnaia. Domani, per la prima volta dal suo arrivo in MotoGp, il giapponese partirà davanti a tutti.  

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Categoria: sport

13:59

Mondiali, nuove misure per spostamenti Iran? L'idea della Casa Bianca

(Adnkronos) - Novità in arrivo per l'Iran ai Mondiali 2026? La Casa Bianca sta valutando possibili modifiche alle limitazioni che riguardano la nazionale del ct Ghalenoei in vista delle prossime partite di Coppa del Mondo. A confermarlo è stato Andrew Giuliani, responsabile della task force governativa dedicata all'organizzazione del torneo, intervenuto a una televisione locale di Seattle. 

Secondo Giuliani, l'obiettivo dell'amministrazione statunitense è conciliare le esigenze di sicurezza con il regolare svolgimento della competizione, visto che - al momento - i giocatori e lo staff dell'Iran possono entrare negli Stati Uniti soltanto poche ore prima delle gare, con l'obbligo di lasciare il Paese subito dopo (QUI IL RACCONTO). 

 

Una situazione che la nazionale iraniana considera penalizzante, come spiegato dal ct Ghalenoei dopo la prima partita pareggiata contro la Nuova Zelanda. In una comunicazione inviata alla Bbc, la Federcalcio iraniana ha contestato le misure in vigore, sostenendo come il loro trattamento sia differente rispetto alle altre squadre qualificate. Per questo motivo, l'Iran starebbe pensando di inviare un reclamo formale alla Fifa. 

Le dichiarazioni di Giuliani lasciano comunque aperta la porta a possibili correttivi, magari nei prossimi giorni: "Vogliamo trovare un equilibrio tra la competitività sul campo e la tutela della sicurezza nazionale".  

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Categoria: sport

13:09

Fondazione FS, debuttano in Italia le nuove carrozze panoramiche per il turismo ferroviario

(Adnkronos) - Le nuove carrozze panoramiche della Fondazione FS Italiane (Gruppo FS) debuttano sulla ferrovia Palazzolo sull’Oglio-Paratico Sarnico, che quest’anno celebra i suoi 150 anni, segnando un’ulteriore evoluzione del turismo ferroviario in Italia. Il servizio prenderà ufficialmente il via sabato 27 giugno, e proseguirà ogni sabato fino al prossimo 29 agosto, con otto treni programmati, quattro in una direzione e altrettanti nell’altra. Il progetto e il programma dei treni è stato illustrato questa mattina in una conferenza stampa alla stazione Milano Centrale dall’Assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile di Regione Lombardia, che ha sostenuto il progetto, Franco Lucente, dall’Assessore alle Infrastrutture e Opere Pubbliche Claudia Terzi e dal Direttore Generale della Fondazione FS Luigi Cantamessa. Le nuove carrozze rappresentano un esempio concreto di sostenibilità e valorizzazione del patrimonio ferroviario. Il progetto nasce infatti dal riuso e dalla successiva trasformazione di tre carri pianali dismessi in vetture panoramiche completamente aperte, realizzate presso le Officine Grandi Riparazioni di Rimini attraverso un progetto sviluppato internamente al Gruppo FS, con il supporto delle migliori eccellenze ingegneristiche del settore ferroviario. 

“Oggi inauguriamo una nuova fase nel turismo ferroviario attraverso treni storici con le carrozze panoramiche, le prime mai costruite in Italia, che faranno la spola tra Palazzolo sull’Oglio e Paratico- Sarnico, percorrendo la ferrovia turistica del Lago d'Iseo. Un esempio concreto di riutilizzo di vecchi carri merci dismessi e riportati a nuova vita come carrozze completamente scoperte”, ha dichiarato Luigi Cantamessa, Direttore Generale della Fondazione FS. “Uno sforzo tecnico importante che ci ha permesso di introdurre anche in Italia, come nel Nord Europa, un modello di trasporto slow mai sperimentato e in grado di valorizzare pienamente il territorio. La Franciacorta e il Sebino si candidano oggi a punto di riferimento del turismo ferroviario nazionale. Ringrazio Regione Lombardia per aver reso possibile la fase di avvio di questa iniziativa che permette di vivere il treno come mai accaduto prima”. Le carrozze panoramiche offrono ai turisti un’esperienza immersiva e realmente slow, consentendo loro di ammirare senza barriere il paesaggio attraversato. Un viaggio lento e suggestivo tra i vigneti della Franciacorta, il fiume Oglio e le sponde del Lago d’Iseo, pensato per valorizzare il territorio e promuovere una nuova modalità di fruizione del patrimonio ferroviario e turistico. Il costo del biglietto per vivere questa nuova esperienza è di 15 euro A/R. Sarà possibile raggiungere la stazione di Palazzolo sull’Oglio con i treni regionali di Trenord, partner di Fondazione FS Italiane in questa iniziativa. 

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Categoria: economia

13:04

Mondiali, il selfie del ct del Giappone con Kane

(Adnkronos) - Durante i Mondiali 2026, i social ritirano fuori anche episodi curiosi legati ai giocatori e agli allenatori, rendendoli virali. Tra questi c'è il siparietto che - qualche mese fa - ha visto protagonista il ct del Giappone Hajime Moriyasu, 'pizzicato' dalle telecamere in un'insolita richiesta di selfie alla stella della nazionale inglese Harry Kane.  

Il commissario tecnico nipponico, entusiasta quasi come un tifoso, aveva fermato l'attaccante del Bayern Monaco incontrato in occasione di un'amichevole con la nazionale di Tuchel a Wembley, chiedendo una foto ricordo. Il video è tornato d'attualità sui social in queste ore, mostrando un lato insolito e di sicuro spontaneo di Moriyasu, che tra l'altro aveva battuto 1-0 l'Inghilterra.  

 

Dopo il pareggio nella prima partita dei Mondiali contro l'Olanda, il Giappone tornerà in campo contro la Tunisia nella notte tra sabato 20 e domenica 21 giugno, alle 6 ora italiana, per la seconda gara del gruppo F.  

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Categoria: sport

12:56

Trema la Grecia, terremoto di magnitudo 5.8 a Creta

(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 5.8 è stato registrato oggi nella zona sudoccidentale di Creta, in Grecia. Lo riferisce il Centro sismologico euro-mediterraneo spiegando che il sisma ha avuto un epicentro a 13 chilometri di profondità, a 69 chilometri a sud-ovest di Rethymno. Non si segnalano danni. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:36

Usa-Iran, intelligence avverte Trump: "Netanyahu non si ferma in Libano, accordo a rischio"

(Adnkronos) - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu rischia di minare l'accordo tra Stati Uniti e Iran. E' l'avvertimento che l'intelligence americana ha inviato al presidente Donald Trump in un quadro internazionale ad alta tensione. Israele, anche dopo la conferma del cessate il fuoco con Hezbollah, ha portato avanti raid in Libano. Netanyahu, nel quadro delineato dal Washington Post, appare intenzionato a proseguire le operazioni militari. Gli attacchi contro obiettivi riconducibili a Hezbollah metterebbero a rischio l'intesa tra Washington e Teheran. Per la Repubblica islamica, la fine delle ostilità in Libano è una pietra angolare del memorandum siglato pochi giorni fa. 

Se Netanyahu aumentasse l'intensità dei raid potrebbe anche compromettere il rapporto con Trump in una fase già complessa. Mercoledì, nella conferenza tenuta a Versailles alla fine del G7, il presidente americano non ha negato gli attriti con il premier israeliano: "C'è una piccola disputa sul Libano, Netanyahu non ha bisogno di abbattere un edificio ogni volta che ci entra qualcuno di Hezbollah". Il report dell'intelligence accende i riflettori sulle elezioni in programma in autunno in Israele: Netanyahu è 'costretto' a mantenere una massiccia presenza militare in Libano e a colpire Hezbollah senza soluzione di continuità. 

 

E questo è ciò che accadrà, afferma il New York Times sulla base di altre informazioni di intelligence. Le forze di difesa israeliane (Idf) continueranno a martellare il sud del Libano. Il primo ministro, secondo il quotidiano, si trova ad affrontare una pressione politica interna che gli chiede di continuare a colpire Hezbollah per garantire la sicurezza delle comunità che vivono nel nord di Israele. 

Nelle ultime ore, sono almeno 16 le persone uccise in Libano e 12 quelle rimaste ferite a causa dei raid aerei israeliani, secondo quanto rende noto la protezione civile libanese riferendosi agli attacchi contro il distretto di Nabatieh, nel sud del Paese. Il personale della protezione civile ha trasportato in ospedale "16 morti e 12 feriti", si legge in un comunicato. I soccorritori al lavoro "dalle prime ore del mattino" nel distretto in risposta agli "attacchi che prendono di mira la zona". 

"La continuazione dei brutali attacchi di Israele mira a ostacolare qualsiasi soluzione che permetta il ripristino della stabilità in Libano", è la posizione dell'esercito libanese in un comunicato stampa postato su X. L'esercito afferma inoltre che nel raid condotto oggi dalle Idf è stato ucciso "un ufficiale militare" sulla strada Kafr Reman-Nabatieh. 

"Il Libano non è nemico di Israele. Il problema è Hezbollah, che trascina ripetutamente il Libano nella distruzione, privando i libanesi di stabilità, sicurezza e prosperità", dice il colonnello Ella Wawiya, portavoce delle Idf, in un post su X. Se Hezbollah smettesse di violare gli accordi e di compiere da attività ostili, secondo Wawiya "la calma e la stabilità potrebbero essere raggiunte per entrambe le parti, israeliani e libanesi". ''Un futuro diverso per i libanesi è possibile. Un futuro basato sulla stabilità, lo sviluppo e la prosperità, anziché sulla continua spirale di scontri", aggiunge il colonnello israeliano. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:35

Milano, trovata con 10 chili di cocaina in auto: arrestata pusher 74enne

(Adnkronos) - Una donna di 74 anni è stata arrestata dai carabinieri della Stazione di Trezzano sul Naviglio, nel milanese, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L'anziana, cittadina italiana con precedenti di polizia, è stata trovata in possesso di circa 10 chilogrammi di cocaina durante un controllo effettuato nei giorni scorsi in un parcheggio pubblico della zona commerciale di Opera. 

I militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno fermato la donna mentre era alla guida della propria autovettura per una verifica dei documenti. Fin dai primi momenti del controllo, i carabinieri hanno notato il forte stato di agitazione della conducente e percepito un intenso odore proveniente dall'abitacolo, dove si trovavano anche due cani che abbaiavano insistentemente. 

L'attenzione dei militari è stata attirata da una grande busta della spesa appoggiata sul sedile posteriore dell'auto. All'interno erano visibili diversi involucri di colore nero, circostanza che ha spinto i Carabinieri ad approfondire gli accertamenti procedendo alla perquisizione del veicolo. 

Il controllo ha consentito di rinvenire e sequestrare dieci involucri contenenti complessivamente circa 10 chili di cocaina. La droga era stata accuratamente ricoperta da uno strato di caffè, utilizzato come espediente per mascherarne l'odore e rendere più difficile l'individuazione durante eventuali controlli delle forze dell'ordine. 

Al termine delle formalità di rito, la 74enne è stata arrestata e trasferita presso la casa circondariale di Milano San Vittore, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per chiarire la provenienza dello stupefacente e individuare eventuali complici coinvolti nel traffico di droga. 

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Categoria: cronaca

12:19

Dalle sfide per l'Europa secondo Draghi all'autobiografia di Antognoni, le novità in libreria

(Adnkronos) - Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos. 

E' in libreria con Mondadori 'Ai confini del vento' di Nina Quarenghi. La promessa di un regalo alla piccola Lea, un bacio frettoloso a Luigi: così Ines lascia Parigi, senza immaginare che quel viaggio in treno la porterà molto più lontano di quanto pensa. La valigia che ha con sé nasconde nel doppiofondo il peso della sua condanna: quando viene aperta dagli agenti di frontiera, inizia a soffiare contro Ines un vento impetuoso, destinato a trascinarla da un carcere all’altro fino al confine del mondo, a Ponza. Sull’isola è il mare a segnare il perimetro della prigionia, un mare che non si può attraversare e che al tempo stesso misura la profondità dell’orizzonte, mentre l’isola vive secondo le sue regole. O meglio, i suoi divieti: niente radio, niente macchina fotografica, niente libri censurati, niente riunioni, processioni, uscite dopo il coprifuoco.  

Le lettere che Ines scambia con Luigi sono l’unica cosa capace di tenerla ancorata a un mondo lontano, dove lentamente il ricordo di sua figlia perde contorni e sostanza. Resta solo lo strazio della nostalgia. Il tempo a Ponza è scandito dalle stagioni che sembrano eterne, mentre la terra arida è percorsa da piedi maschili. Sono poche le donne confinate, si contano sulle dita di una mano. Se la mano si chiude, però, diventa un pugno capace di fare miracoli, di intessere una rete tanto solida da sostenere chiunque perda l’equilibrio. Anche Ines e Carla, la sorella minore che ha subìto la stessa condanna, entrano a far parte di quella rete, in cui ognuna ha il proprio ruolo senza bisogno di dirselo.  

L’amicizia che nasce è speciale: quelle donne non si sono scelte, sono capitate, proprio come succede con le sorelle. E allo stesso modo si sono accettate nonostante tutto. Mentre sorreggono il fardello dei giorni, le donne confinate a Ponza parlano di ribellione, e la Resistenza si fa quotidiana: è resistenza alla fame, al freddo, alle umiliazioni dei militi e, soprattutto, alla solitudine. È trovare un linguaggio segreto per comunicare con l’esterno, e avere il coraggio di fidarsi dei propri compagni di confino e di rimanere in silenzio di fronte all’appello. Con una lingua calda, misurata, intensa, Nina Quarenghi tratteggia un affresco corale capace di far emozionare e sentire sulla pelle quegli ideali che ancora oggi ci tengono in vita. E rende urgente la domanda: a cosa saremmo disposti a rinunciare per non tradirli? Nina Quarenghi è nata a Castiglione delle Stiviere nel 1973 e dal 2002 vive a Roma, dove insegna italiano e storia. Fa parte del direttivo dell’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (Irsifar) ed è stata redattrice della rivista di didattica della storia “Novecento.org”. Tra le opere pubblicate, il romanzo 'Cuore Agro' (Arkadia, 2018) è stato vincitore dell’XI edizione del premio Nazionale Zingarelli. Per Garzanti ha curato il volume 'Registri di classe' (2023), nel quale sono stati raccolti tutti i diari di classe del poeta Giorgio Caproni, maestro elementare dal 1935 al 1973. 

E' sugli scaffali con Rizzoli 'Competere o sparire', il saggio dell'ex presidente del Consiglio Mario Draghi. “Stiamo assistendo - afferma - all’erosione delle fondamenta della nostra prosperità. Stiamo scivolando verso una maggiore dipendenza e insicurezza, e offriamo il fianco a chi vorrebbe sfruttare la nostra debolezza per dividerci. Stiamo diventando, passo dopo passo, meno liberi di scegliere il nostro destino. L’Unione Europea esiste per garantire che non venga mai meno il rispetto dei valori fondamentali dell’Europa: democrazia, libertà, pace, equità e prosperità nella cornice di un ambiente sostenibile. Se l’Europa non sarà più in grado di garantire questi valori ai suoi cittadini, avrà perso la sua ragion d’essere". Il vecchio ordine mondiale è andato in frantumi. Sul versante economico, l’Italia e l’Europa sono in ritardo nelle sfide tecnologiche e devono fare i conti con l’aggressività delle due vere superpotenze, gli Stati Uniti e la Cina. Su quello politico, la pace di cui l’Unione Europea è stata la principale garante non esiste più, travolta da guerre feroci di cui non si vede la fine.  

In questo scenario, Mario Draghi – che nel 2012, da presidente della BCE, ha salvato l’euro durante la crisi del debito sovrano e nel 2021 è diventato presidente del Consiglio nel pieno della pandemia – è stato chiamato a redigere un rapporto sulla competitività europea che traccia le linee guida per il rilancio dell’Unione. Questo libro è la più lucida analisi del nuovo, turbolento mondo in cui viviamo, e un appello per difendere, in nome dei valori su cui si fonda l’Europa, la nostra stessa libertà. Paradossalmente, “le forze che oggi mettono alla prova l’Europa stanno compiendo qualcosa che decenni di pace e prosperità non sono riusciti a fare: stanno spingendo gli europei a riconoscere, ancora una volta, ciò che hanno in comune e ciò che sono disposti a costruire insieme”: è oggi il momento di impegnarsi affinché l’Europa si riappropri del futuro. 

Pasolini nudo contro il suo tempo. E contro il nostro. Ascanio Celestini sfida l'autore di 'Ragazzi di vita' in un corpo a corpo con la memoria. Ne esce 'Pasolini. Una vita, anzi due', in libreria con Laterza: un libro urgente, necessario, scomodo. Senza filtri. Senza scuse. Vincenzo Cerami l’aveva capito: prendete tutta l’opera di Pasolini, dalla prima poesia infantile fino all’ultimo fotogramma di Salò, e avrete il ritratto, il disegno della storia italiana dalla fine del fascismo alla metà degli anni Settanta. Ascanio Celestini rilancia: facciamone un gioco. Un gioco vero, un azzardo pericoloso, che costringe a guardare in faccia le nostre contraddizioni. 1964: l’Italia del boom sta già franando, si trama un colpo di Stato e Pasolini che fa? Gira Il Vangelo secondo Matteo. Provocazione? Fuga? O uno sguardo così lucido da vedere due millenni di storia nello stesso momento?  

Valle Giulia, marzo 1968: gli studenti si scontrano coi poliziotti e Pasolini osa scrivere "io simpatizzavo coi poliziotti". E poche righe dopo "Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia". Tradimento? Follia? O l’unico intellettuale italiano che aveva il coraggio di rifiutare le ovvietà del proprio tempo? Il gioco è dunque quello di rimettere Pasolini nel suo tempo. Un tempo che fu breve e pieno. E che oggi è possibile guardare per intero, dall’inizio alla fine. Smettiamola con le domande inutili del tipo "chissà cosa direbbe Pasolini oggi" della distruzione di Gaza, del capitalismo di Stato in Cina o della guerra in Ucraina, di Internet e dei social!  

E raccontiamo non un solo Pasolini, ma almeno due: il poeta friulano e il regista romano, l’intellettuale corsaro e l’uomo fragile, il profeta della società dei consumi e la vittima della violenza di uno dei grandi ‘misteri italiani’. Ascanio Celestini vuole ritrovare lo sguardo del poeta. Solo così Pasolini resta una presenza viva, un interlocutore necessario per chiunque voglia comprendere le contraddizioni del presente. 

Solferino pubblica 'Le verità provvisorie' (Solferino) di Carmen Pellegrino. Quando la vita mostra il suo volto più duro, sono le storie a salvarci. Nei momenti di attraversamento è facile smarrirsi, ma qualcosa – una voce, un libro, una frase – torna sempre a orientare la bussola. Per Carmen, dopo la morte dei genitori, si apre il tempo dell’incertezza. Si chiede se sia stata una brava figlia, se esista un’espressione socialmente accettabile della tristezza, e si scontra con la fragilità, nella crisi, di molte relazioni, d’amore e di amicizia. Cerca un appiglio nella concretezza del mondo: le piante di cui riempie la casa, la terra amata da suo padre, gli ulivi. Ad accompagnare questo percorso frastagliato di elaborazione sono le pagine dei diari: i suoi e quelli degli altri. Così, nel prodigio delle scritture che sanno incontrarsi al di là del tempo e dello spazio, dialoga con la sé del passato, con la sua storia famigliare, con narrazioni di trincea e prigionia. Intanto, autori che hanno interrogato la perdita come Joan Didion, Susan Sontag, Paul Auster diventano presenze vive: illuminano il dolore, lo nominano, lo rendono abitabile. 

Questo memoir generoso, di inesauribile ricchezza letteraria, acuto e sensibile come un sismografo dell’anima, parla a chiunque abbia affrontato un lutto. Tende una mano alle nostre solitudini e trasforma l’esperienza individuale in una testimonianza condivisa. Perché la vita è più forte di ogni fine. 

Uscirà il 23 giugno con La Nave di Teseo 'Fox' di Joyce Carol Oates. Chi è davvero Francis Harlan Fox? Quando arriva alla Langhorne Academy, prestigiosa scuola privata immersa in un paesaggio idilliaco, Francis Fox conquista tutti: studenti, genitori, colleghi. Professore di inglese brillante, attento, sensibile e carismatico, sembra incarnare l’idea stessa dell’insegnante ideale. Eppure, dietro il fascino e l’intelligenza affilata, qualcosa resta inafferrabile: il suo passato è nebuloso, la sua storia personale piena di zone d’ombra. La sua scomparsa, il ritrovamento della sua auto semi-affondata in uno stagno e di resti umani nei boschi vicini causa paura e scalpore nella piccola comunità. L’indagine che segue non si limita a ricostruire una sparizione e una possibile morte: costringe tutti a interrogarsi su chi fosse davvero Francis Fox, su ciò che ha nascosto e su quanto profondamente abbia manipolato chi gli stava intorno. 

Joyce Carol Oates scava una volta di più nel cuore nero dell’America dando vita a un romanzo potente e inquietante, capace di raccontare il male più profondo, esplorando i confini ambigui tra vittima e predatore, colpa e complicità, vendetta e giustizia grazie a un protagonista tanto terribile quanto affascinante e, soprattutto, indimenticabile. Joyce Carol Oates ha ricevuto numerosi importanti riconoscimenti, tra i quali la National Medal of Humanities, il National Book Critics Circle Ivan Sandrof Lifetime Achievement Award, il National Book Award e il PEN/Malamud Award for Excellence in Short Fiction. Autrice enormemente prolifica, ha scritto alcune delle opere più significative del nostro tempo. Presso La nave di Teseo ha pubblicato 'Ho fatto la spia' (2020), 'Pericoli di un viaggio nel tempo' (2021), 'La notte, il sonno, la morte e le stelle' (2021), 'L’altra te' (2022), 'Respira' (2022), 'Babysitter' (2023), 'Dammi il tuo cuore' (2023), 'Macellaio' (2024), 'Un libro di martiri americani' (2025) e le nuove edizioni di 'Una brava ragazza' (2020), 'La figlia dello straniero' (2020), 'Blonde' (2021), 'Sorella, mio unico amore' (2022) e 'La madre che mi manca' (2024). Ha insegnato alla Princeton University ed è membro dell’American Academy of Arts and Letters dal 1978. 

E' sugli scaffali con Piemme 'Una vita da dieci', l'autobiografia di Giancarlo Antognoni scritta con Luca Calamai. "Giancarlo Antognoni dimostra di avere grandi qualità. Gioca guardando le stelle". Fu con queste parole che Sandro Ciotti, durante una storica radiocronaca, battezzò l'eleganza senza tempo di un ragazzo destinato a diventare leggenda. In questo libro, per la prima volta, l'Unico 10 si mette a nudo, raccontando cinquant'anni di una vita. Non è solo la cronaca di una carriera straordinaria - dai 450 milioni scommessi dal presidente Ugolini al debutto a Verona sotto lo sguardo di Liedholm, fino al trionfo mondiale del 1982 - ma è soprattutto la dichiarazione d'amore di un uomo che ha scelto di appartenere a un solo popolo, a una sola squadra: la Fiorentina.  

Antognoni ripercorre i suoi 'no' più celebri: quelli all'Avvocato Agnelli e alla Juventus, quelli a Dino Viola e al Milan. Scelte fatte ascoltando il battito del cuore più che il richiamo dei trofei o dei soldi. Tra queste pagine ritroviamo il calcio "pane e salame" delle bandiere come Gigi Riva e Gaetano Scirea, l'amicizia fraterna con Paolo Rossi i duelli con i campioni di ieri, ma anche le fragilità, i gravi infortuni e le amicizie nate nello spogliatoio e consolidate per le vie di una Firenze magica. In occasione del centenario della Fiorentina, Una vita da dieci è il viaggio di un "fiorentino adottato" che ha preferito l'abbraccio eterno della sua città a mille scudetti altrove. Un uomo, ma soprattutto un calciatore che non ha mai tradito, rimanendo per sempre nel firmamento di una sola squadra. 

Sarà disponibile dal 30 giugno con Marsilio 'Cemento e sangue' di Carlo Calabrò. San Paolo è una città che cresce divorando sé stessa. Il cemento copre tutto: fiumi, corpi, responsabilità. L’autoritarismo non ha più bisogno del volto antico della dittatura: è mediatico, privatizzato, e non si nasconde. Everton Barros, cronista svogliato di un grande quotidiano, una mattina riconosce tra le acque nere del rio Pinheiros il cadavere di Flávio Bloch, amico eco-attivista. La polizia archivia il caso come suicidio. Everton no. Decide di indagare, anche se il suo stesso giornale vorrebbe lasciar perdere. Intorno a quella morte si aprono altre piste: un palazzinaro assassinato, un ingegnere svizzero scomparso tra Amazzonia e narcotraffico.  

A collegarle sembra esserci Donato Abreu, politico in ascesa, volto televisivo rassicurante, promotore di un piano che trasforma edilizia popolare e senzatetto in un affare. Everton indaga senza protezioni. Più si avvicina alla verità, più capisce che ogni rivelazione produce altra violenza, ogni domanda mette qualcuno in pericolo. Non c’è un colpevole da smascherare: c’è un sistema in cui informazione, finanza, criminalità e politica lavorano insieme. Un noir di stampo civile dentro una metropoli costruita sul cemento e sul silenzio, dove la sostenibilità è una farsa, la filantropia una copertura, e ogni promessa di progresso ha un prezzo. Pagato dai più deboli. Carlo Calabrò è nato a Palermo. Bioingegnere per formazione, sceneggiatore e attore per passione, in un paio di vite precedenti è stato anche consulente, banker e imprenditore tra Parigi e San Paolo. Sposato, due figli, vive e lavora a New York. Calabrò ha scritto anche 'Meccanica di un addio', pubblicato nel 2024. 

Fazi manda sugli scaffali 'Anita de Monte ride per ultima' della statunitense Xochitl Gonzalez. Autunno 1985, New York City. Anita de Monte, giovane artista cubana, sta vivendo il suo momento di gloria: ha appena vinto un premio importante che la porterà a Roma, e le sue opere verranno esposte al Metropolitan Museum. Ogni sera frequenta party sfavillanti nel cuore pulsante di Manhattan, circondata dagli artisti e dai galleristi che contano; al suo fianco c’è sempre il marito Jack Martin: WASP di nascita e vero maschio alfa, nonché uno dei più acclamati scultori del suo tempo.  

Finché, una notte, Anita muore precipitando da una finestra. La sua tragica scomparsa per un po’ è sulla bocca di tutti. Fino a quando non lo è più. Nel 1998 il nome di Anita è stato quasi dimenticato. Raquel, studentessa di Storia dell’arte in un college prestigioso, sta preparando la sua tesi. Attorniata da colleghi privilegiati il cui futuro è già tracciato, si sente un’outsider: gli studenti di colore, come lei, sono una minoranza, e sa bene di dover lavorare il doppio per avere le stesse opportunità. Ma quando inizia una relazione con un laureando più grande, ricco e ben introdotto, si ritrova inaspettatamente a salire di rango nella scala sociale. Mentre cerca di destreggiarsi tra due mondi, Raquel si imbatte nella storia di Anita de Monte e inizia a rendersi conto che qualcosa non torna. Scoprirà che dietro la scomparsa dell’artista c’è una verità molto scomoda, che all’epoca dei fatti è stata opportunamente insabbiata. 

Anita de Monte ride per ultima è un’avvincente e spiritosa riflessione sul potere, sull’amore e sul mondo dell’arte contemporanea; con acume e umorismo, nel suo secondo romanzo la statunitense Xochitl Gonzalez mette a nudo le spietate dinamiche che governano il rarefatto mondo dell’élite. 

Sarà in libreria con Guanda dal 23 giugno 'Sono d'acqua i nostri pensieri' di Loretta Franceschin. Nel cuore nebbioso del Polesine, nei primi anni Settanta, la piccola Elena scopre l’esistenza di un fratello di cui nessuno le ha mai parlato. La madre Adelia, però, non è pronta a rivelarle ciò che le ha sempre tenuto nascosto. Soprattutto ora che il suo matrimonio inizia a mostrare delle crepe. Da qualche tempo il marito Alvise, innamorato della sua terra e desideroso di valorizzarne la bellezza, si è iscritto alla facoltà di architettura a Venezia.  

Qui assiste al fermento delle lotte studentesche e incontra Antonia, una ragazza affascinante e schiva. Con lei, nelle calli della città e lungo i canali, Alvise vive una stagione che non ha mai conosciuto e si allontana a poco a poco dalla famiglia. Adelia, nella loro casa sulle rive del Po, percepisce la distanza del marito, ma non riesce a coglierne la vera ragione. Fino a una sera di primavera che li costringerà a interrogarsi sul loro legame e a confrontarsi con le ferite che ognuno dei due si porta dentro. Loretta Franceschin racconta un amore che si sfalda, attraverso un paesaggio che lo riflette: quello delle acque del Po che nel loro scorrere accompagnano i segreti e i desideri dei personaggi, e si mescolano ai loro stati d’animo, divenendone specchio e vibrante metafora. 

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Categoria: cultura

12:10

Scontro Meloni-Trump, Salvini: "Chi attacca la premier colpisce l'Italia"

(Adnkronos) - Dopo le frasi di Donald Trump su Giorgia Meloni, che hanno acceso lo scontro diplomatico tra Washington e Roma, Matteo Salvini interviene oggi, sabato 20 giugno, difendendo la premier e ribadendo la compattezza dell'esecutivo. "Io posso solo ripetere che chi attacca il presidente del Consiglio attacca tutto il governo e tutta l'Italia", afferma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, parlando al Gazebo della Lega-Mercato a Milano. "Ciò ovviamente non compromette i rapporti fra due Paesi amici, fra due popoli amici".  

A chi gli chiede se si sia pentito del sostegno al presidente Usa, Salvini replica con una battuta: "Non mi devo pentire, mi pento e mi dolgo quando vado a confessarmi in chiesa". E sul rapporto con Trump, dopo le polemiche, chiarisce: alla domanda 'vi sentite ancora trumpiani?' risponde: "Io mi sento italiano, sono vicepresidente del Consiglio e voglio avere buoni rapporti con tutti". 

 

"La mia agenda la faccio settimana per settimana, posso dire dove vado oggi pomeriggio, ossia in piazza San Carlo a Milano e dove vado domani con mia figlia" risponde Salvini a chi gli chiedeva se andrà al ricevimento per il 4 luglio a Villa Taverna (che si tiene il 2, ndr.). Non è mancata, poi, una risposta ironica a chi parlava di un Nobel per il proprietario del Milan Gerry Cardinale. "Ecco lì si compromettono i rapporti con gli Stati Uniti...", ha ironizzato Salvini, noto tifoso del Milan. 

 

Lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni si era acceso dopo le parole dell’ex presidente Usa, che aveva accusato la premier di aver "implorato" una foto al G7 di Evian e, poi, nella serata di ieri, venerdì 19 giugno, di essere stata "assente sullo Stretto di Hormuz". "Era una mia fan, ma non la voglio più" aveva detto il presidente Usa. Meloni aveva replicato immediatamente sui social, definendo quelle frasi relative allo scatto al G7 "totalmente inventate". Si era detta anche "allibita" per l’atteggiamento del leader americano verso gli alleati.  

Lo scontro aveva portato anche alla telefonata di solidarietà del Capo dello Stato Sergio Mattarella alla premier e all'annullamento della visita negli Stati Uniti del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva giudicato le parole di Trump "gravi e offensive per tutta l’Italia". 

 

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Categoria: politica

12:03

Per recarsi in ufficio se ne va uno stipendio all'anno, i conti della Cna

(Adnkronos) - Risparmiare 300 euro al mese di affitto può costare oltre 2mila euro l’anno tra carburante, manutenzione e spostamenti. In alcune città il 90% del risparmio viene assorbito dalla mobilità. Sempre più persone sono costrette ad allontanarsi dai grandi centri urbani per trovare abitazioni a prezzi sostenibili, ma il risparmio sull’affitto viene spesso eroso dall’aumento delle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro. È quanto emerge da una analisi della Cna sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro. Una famiglia che sceglie di trasferirsi fuori città per risparmiare 300 euro al mese sul canone di locazione può arrivare a sostenere oltre 2.000 euro annui aggiuntivi tra carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altre spese di mobilità. In questo modo oltre la metà del beneficio ottenuto sull’affitto rischia di essere assorbito dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro. Il fenomeno assume dimensioni diverse a seconda dei territori. Nelle grandi aree metropolitane il trasferimento nella cintura urbana continua a garantire un vantaggio economico significativo, ma molto inferiore a quello che appare a prima vista. 

A Milano, ad esempio, un nucleo familiare può risparmiare mediamente circa 5.400 euro l’anno sul canone di locazione scegliendo un’abitazione fuori città, ma oltre 2.300 euro vengono assorbiti dai maggiori costi di mobilità. Il beneficio reale si riduce così a poco più di 3.000 euro annui. A Roma il risparmio teorico sull’affitto sfiora i 4.800 euro l’anno ma il costo aggiuntivo degli spostamenti supera i 2.200 euro, riducendo il vantaggio effettivo a circa 2.600 euro. Situazione analoga a Firenze e Bologna, dove oltre la metà del beneficio derivante da un affitto più basso viene erosa dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro. Nelle città medie il quadro è ancora più critico. A Bari, Napoli, Perugia e Ancona il risparmio sull’affitto viene assorbito per oltre due terzi dalle spese di mobilità. In alcuni territori del Mezzogiorno il vantaggio economico residuo si riduce a poche centinaia di euro l’anno. A Potenza, Catanzaro, Salerno e Lecce fino all’85-90% del risparmio ottenuto sul canone rischia di essere cancellato dal costo degli spostamenti quotidiani. 

La situazione è ancora più pesante per gli artigiani e le piccole imprese che operano quotidianamente sul territorio. Installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti non si limitano a raggiungere il luogo di lavoro: il lavoro stesso si svolge in movimento, tra clienti, cantieri, fornitori e interventi di assistenza. Secondo le elaborazioni della Cna, un serramentista percorre mediamente circa 20mila chilometri all’anno sostenendo costi di mobilità che possono superare i 4.500 euro per veicolo. Per un elettricista che opera quotidianamente sul territorio la spesa annua sale a circa 5.600 euro, mentre per termoidraulici e manutentori, che percorrono mediamente 30milachilometri l’anno, il conto può raggiungere i 6.700 euro. La situazione più onerosa riguarda gli installatori di impianti che, tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, arrivano a percorrere fino a 35mila chilometri l’anno. Per queste imprese il costo della mobilità può sfiorare gli 8mila euro annui per ciascun veicolo operativo. “Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti – sottolinea il presidente Cna Dario Costantini – servono risposte coordinate. Oltre alle politiche abitative sono necessari interventi sul piano delle infrastrutture e per alzare quantità e qualità dell’offerta di trasporto pubblico locale”. 

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Categoria: lavoro

11:47

Fii, Geary: “L’Europa ha risparmi, la sfida è trasformarli in capitale per innovazione”

(Adnkronos) - Gli investitori globali restano positivi sugli Stati Uniti, ma iniziano a diversificare di più verso Europa e Giappone. Scott Geary, vice chair di Wellington Management, lo spiega durante lo speciale Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, descrivendo le tendenze che attraversano patrimoni, asset allocation e settori strategici. 

Il grande interrogativo dei clienti globali riguarda l’esposizione agli Stati Uniti. Molti portafogli sono stati fortemente sovrappesati sull’America, e per Geary ci sono buone ragioni: innovazione tecnologica, resilienza dei consumatori, forza degli utili aziendali. La posizione sugli Usa resta quindi positiva, ma la ricerca di diversificazione sta diventando più forte. 

L’Europa rientra in questo movimento. Il continente sta passando da un modello trainato dall’efficienza a uno più orientato alla resilienza, e da una logica basata sulle esportazioni a una crescita più domestica. In passato il successo europeo si reggeva su tre pilastri: esportazioni verso Cina e Stati Uniti, energia a basso costo dalla Russia, ombrello di sicurezza americano. Tutti questi presupposti stanno cambiando. 

La domanda cinese è più debole, il rapporto con gli Stati Uniti è condizionato da tariffe e tensioni commerciali, l’energia non è più solo una questione di prezzo ma di sicurezza nazionale. Anche sulla difesa l’Europa difficilmente potrà continuare a delegare come in passato. Questo apre un ciclo di ricostruzione di capacità interne. 

Le opportunità più rilevanti emergono in energia e difesa. Sulle rinnovabili l’interesse resta, ma può oscillare. Quando però l’energia diventa sicurezza nazionale, aumentano gli investimenti in reti, potenza, accumulo e infrastrutture. Sul fronte della difesa crescono manifattura avanzata, aerospazio e ingegneria. 

Il nodo è il capitale. Per Geary l’Europa non manca di risparmio delle famiglie. Il problema è che molta liquidità resta ferma in depositi o strumenti a basso rendimento. Si crea così un paradosso: carenza di capitale per innovazione e investimenti, ma surplus di risparmio nei bilanci delle famiglie. La sfida è mettere insieme questi due estremi. 

Asset manager e asset owner avranno un ruolo crescente in questo passaggio. Anche l’industria della gestione del risparmio sta vivendo una trasformazione profonda, sia sul lato dei clienti sia su quello dei prodotti. La ricchezza retail diventa una fonte di capitale sempre più importante, mentre crescono Etf, Etf attivi, mercati privati e prodotti che combinano pubblico e privato. 

Per Geary, la capacità di incanalare il risparmio europeo verso aree più innovative sarà uno dei fattori decisivi per finanziare la nuova agenda industriale, energetica e difensiva del continente. 

Categoria: economia

11:47

Gp Repubblica Ceca, Ogura in pole position davanti a Di Giannantonio e Bagnaia

(Adnkronos) - Ai Ogura si prende la pole position nel Gran Premio della Repubblica Ceca a Brno, facendo segnare - oggi, sabato 20 giugno - il miglior tempo in 1:51.139 davanti a Fabio Di Giannantonio e Pecco Bagnaia. Per il giapponese è la prima volta in MotoGp. 

Quarto il leader del Mondiale piloti Marco Bezzecchi, poi Marc Marquez e Moreira. Morbidelli è nono. La gara di domani sarà in salita anche per Martin (secondo nel Mondiale, a -20 da Bezzecchi), che scatterà decimo (con due long lap penalty).  

Alle 15 si torna in pista per la gara sprint, che assegnerà i primi punti del weekend.  

Ecco la griglia di partenza del Gp della Repubblica Ceca:  

1 Ai Ogura Aprilia (Q2) 

2 Fabio Di Giannantonio Ducati (Q2) 

3 Francesco Bagnaia Ducati (Q2) 

4 Marco Bezzecchi Aprilia (Q2) 

5 Marc Marquez Ducati (Q2) 

6 Diogo Moreira Honda (Q2) 

7 Raul Fernandez Aprilia (Q2) 

8 Pedro Acosta KTM (Q2) 

9 Franco Morbidelli Ducati (Q2) 

10 Jorge Martin Aprilia (Q2) 

11 Fermin Aldeguer Ducati (Q2) 

12 Joan Mir Honda (Q2) 

13 Maverick Vinales KTM (Q1) 

14 Alex Marquez Ducati (Q1) 

15 Fabio Quartararo Yamaha (Q1) 

16 Luca Marini Honda (Q1) 

17 Enea Bastianini KTM (Q1) 

18 Jack Miller Yamaha (Q1) 

19 Alex Rins Yamaha (Q1) 

20 Brad Binder KTM (Q1) 

21 Toprak Razgatlioglu Yamaha (Q1) 

22 Cal Crutchlow Honda (Q1) 

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Categoria: sport

11:43

Fii, Ben Amor: "Creatività e pensiero critico non vanno consegnati all’intelligenza artificiale"

(Adnkronos) - L’intelligenza artificiale può aiutare l’educazione, ma alcune competenze devono restare patrimonio umano e non possono essere delegate alle macchine. Yanis Ben Amor, executive director del Center for Sustainable Development della Columbia University, lo spiega durante lo speciale Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, presentando il lavoro realizzato con Fii Institute sulle “non-negotiable skills”.  

La domanda di partenza riguarda il rischio che insegnanti e professori finiscano per trasferire all’AI alcune capacità che i bambini non impareranno più. Non sarebbe la prima volta nella storia. Ben Amor cita il calcolo mentale: un tempo era considerato una competenza indispensabile, poi l’arrivo delle calcolatrici e degli smartphone lo ha reso molto meno praticato. 

Con l’intelligenza artificiale il rischio è più ampio. Per questo, negli ultimi due anni, un lavoro internazionale con oltre 40 università, molte anche del Global South, ha cercato di individuare le competenze che ogni bambino dovrebbe continuare ad apprendere “da ora e per sempre”. Tra queste ci sono creatività e pensiero critico, ma il rapporto ne individua più di nove, accompagnandole con casi concreti per spiegare perché debbano essere protette. 

Il ragionamento si allarga poi all’impatto dell’AI sul lavoro. Ben Amor ricorda che la partnership tra Columbia e Fii Institute osserva quattro ambiti: educazione, etica, sanità e macroeconomia. Sulla dimensione occupazionale, il lavoro è guidato da Jeffrey Sachs, con due rapporti dedicati all’impatto sui posti di lavoro. 

Un primo effetto sembra già visibile negli Stati Uniti, soprattutto tra i laureati alla ricerca di un primo impiego: le offerte sono diminuite. Ma attribuire tutto all’AI sarebbe troppo semplice. Una spiegazione è che la produttività dei team già presenti nelle aziende sia aumentata, riducendo la necessità di assumere nuove persone. Un’altra riguarda il quadro economico generale, segnato da crisi successive e da un clima di incertezza che spinge le imprese a rallentare le assunzioni. 

Secondo Ben Amor, molte aziende preferiscono spiegare tagli o mancate assunzioni con l’AI perché appare una motivazione più moderna e meno problematica da comunicare rispetto a una difficoltà economica. Solo un periodo di normalizzazione permetterà di capire quanto l’impatto sia davvero legato alla tecnologia. 

La storia delle innovazioni tecnologiche suggerisce comunque prudenza. Ogni grande evoluzione ha cancellato alcuni lavori, ma ne ha anche creati altri che prima non esistevano. Il “prompt writer” è un esempio: dieci anni fa sarebbe stato un mestiere incomprensibile ai più. L’AI, quindi, non porta solo rischi, ma anche opportunità oggi difficili da immaginare. 

Categoria: economia

11:36

Fii, Bondevik: "Ho cambiato idea sull'Ue, e in Norvegia serve un nuovo dibattito"

(Adnkronos) - La Norvegia è rimasta per decenni europea senza entrare nell’Unione europea. Ma il nuovo contesto geopolitico riapre una discussione che sembrava chiusa dopo due referendum contrari. Kjell Magne Bondevik, ex primo ministro norvegese, lo racconta durante lo speciale Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma. 

Bondevik non dà per scontato che oggi la maggioranza dei norvegesi voglia cambiare posizione, ma riconosce la necessità di un nuovo dibattito. La sua evoluzione personale è significativa: votò no ai referendum del 1972 e del 1994, pur non essendo mai stato totalmente contrario. Oggi la sua posizione si è ribaltata: prevale l’idea che la Norvegia debba guardare con maggiore favore all’adesione o comunque a un rapporto più stretto con l’Europa. 

Il motivo principale è il cambiamento del quadro internazionale. La Cina è sempre più ambiziosa e investe molto anche in Europa. La Russia, storicamente vicina con cui Oslo aveva convissuto in modo pacifico, è diventata un vicino aggressivo e imprevedibile. Gli Stati Uniti, intanto, mostrano una tendenza più nazionalistica e un certo distacco dall’Europa e dalle organizzazioni internazionali. 

In questo scenario, l’Europa rischia di essere compressa tra grandi potenze. Ma non è debole come spesso si racconta: l’economia dell’Unione europea insieme a quella del Regno Unito ha una dimensione paragonabile a quella degli Stati Uniti ed è ancora superiore a quella cinese. Per Bondevik, il potenziale europeo esiste, ma va rafforzato. 

La sicurezza è una parte centrale del ragionamento. Ma non è l’unica. Anche sul clima la prospettiva norvegese è cambiata. Nel 1994 molti temevano che l’ingresso nell’Ue avrebbe frenato le politiche climatiche di Oslo. Oggi la realtà appare diversa: l’Unione è spesso all’avanguardia, mentre la Norvegia arriva dopo. 

Il discorso si collega anche al fondo sovrano norvegese, uno dei più grandi al mondo e uno degli strumenti che hanno reso il Paese così ricco. La regola resta quella di non prelevare direttamente dal fondo, ma di utilizzare al massimo il 3% del rendimento annuo nel bilancio pubblico. Con la crescita enorme del patrimonio, anche questa quota è diventata molto significativa. 

Il fondo mantiene criteri etici di investimento e un consiglio che fornisce indicazioni al governo e alla gestione patrimoniale, anche per ritirare investimenti da società che violano valori fondamentali. Ma il nuovo contesto internazionale impone una revisione. Le regole etiche restano importanti, ma vanno adattate a una situazione politica segnata da guerre, tensioni e nuove priorità strategiche. 

Categoria: economia

11:29

Fii, Hovland: "Il futuro dell’AI sarà controllare dati e modelli senza kill switch esterni"

(Adnkronos) - La sovranità dell’intelligenza artificiale non riguarda solo i modelli, ma l’intera infrastruttura software che consente di controllare dati, calcolo e deployment. Bjorn Hovland, ceo di CIQ, lo spiega durante lo speciale Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, collocando il tema dentro la competizione geopolitica sui modelli frontier. 

CIQ lavora sul livello infrastrutturale sotto i modelli. La società è tra i principali sostenitori di Rocky Linux, una delle distribuzioni Linux più diffuse nei carichi di lavoro legati all’AI, e sviluppa prodotti ottimizzati per automazione e orchestrazione. L’obiettivo è consentire un controllo locale e sovrano dell’infrastruttura AI, indipendentemente dal fatto che questa si trovi in un data center proprietario o presso hyperscaler come Google e Aws. 

Per Hovland, nei prossimi tre-cinque anni si vedrà una spinta molto forte verso il controllo locale dell’intelligenza artificiale. I modelli frontier restano nelle mani di pochi soggetti e possono essere condizionati da decisioni politiche o regolatorie. L’episodio legato a Mythos, con un’azione del governo statunitense che ne ha limitato l’accesso, viene indicato come esempio del rischio di dipendenza. 

La risposta può arrivare dai modelli open weight e open source. Secondo Hovland, queste soluzioni tendono a restare indietro di 6-12 mesi rispetto ai modelli frontier, ma il divario si riduce nel tempo. Capacità oggi disponibili solo in sistemi chiusi possono quindi arrivare nell’ecosistema aperto nell’arco di pochi mesi. 

È in questo spazio che strumenti come quelli di CIQ diventano rilevanti: permettono a governi, imprese e organizzazioni di usare quei modelli, adattarli, addestrarli e implementarli mantenendo controllo locale su dati e capacità di calcolo. La questione non è soltanto tecnica, ma strategica: evitare di dipendere da soggetti esterni che possano spegnere o limitare l’accesso a tecnologie essenziali. 

Gli eventi come Fii Priority Europe, nella visione di Hovland, servono anche a portare la discussione sull’AI verso una dimensione più sovrana. Non solo per i panel pubblici, ma per la concentrazione di decisori, leader, investitori e tecnologi nello stesso luogo. Le conversazioni più importanti spesso avvengono fuori dal palco, negli incontri riservati, dove si costruiscono relazioni e si scambiano idee in modo più diretto. 

La corsa all’AI resta geopolitica, ma il suo esito dipenderà anche da chi saprà offrire controllo, interoperabilità e indipendenza. Il futuro, conclude Hovland, apparterrà alle società che permettono di addestrare, adattare e distribuire intelligenza artificiale senza dipendere da parti esterne con un “kill switch”. 

Categoria: economia

11:27

Mondiali, perquisizioni choc alla Germania: cos'è successo

(Adnkronos) - Diventano un caso le perquisizioni ai giocatori durante i Mondiali 2026. In vista della partita contro la Costa d'Avorio di oggi, sabato 20 giugno, è toccato alla Germania. Come mostrato da diversi video che in queste ore stanno facendo il giro dei social, i calciatori della nazionale tedesca del ct Nagelsmann sono stati sottoposti a duri controlli prima della loro partenza verso Toronto, in Canada, dove stasera si giocherà la sfida del gruppo E.  

Tra i giocatori, il più perplesso è il capitano Neuer, sottoposto a controlli molto duri (con tanto di apertura del borsone con i propri effetti personali).  

 

All'inizio del torneo aveva fatto discutere il trattamento riservato dalla polizia ad altre nazionali, tra cui Senegal e Uzbekistan, perquisite al loro arrivo negli Stati Uniti. Per quanto riguarda l'Uzbekistan del ct Fabio Cannavaro, i giocatori erano stati controllati al loro arrivo a New York per un'amichevole contro i Paesi Bassi, con l'intervento dei cani antidroga, ma non erano stati segnalati controlli simili per la squadra olandese. 

Anche i giocatori del Senegal erano stati sottoposti a ispezioni rafforzate, mentre un arbitro somalo Omar Artan è stato respinto all'ingresso negli Stati Uniti senza spiegazioni. 

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Categoria: sport