Live Streaming

ULTIM'ORA

07:15

Afghanistan-Pakistan, due forti esplosioni a Jalalabad

(Adnkronos) - Due forti esplosioni sono state udite a Jalalabad, nella provincia di Nangarhar, nell'est dell'Afghanistan dal 2021 di nuovo in mano ai Talebani. Lo ha segnalato un giornalista dell'agenzia Afp sul posto all'indomani della nuova escalation tra Afghanistan e Pakistan. Il reporter ha riferito di aver riconosciuto il rumore di un caccia e di aver poi udito esplosioni dalla direzione dell'aeroporto di Jalalabad.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

01:47

Sanremo 2026, Ditonellapiaga vince la serata delle cover: chi è TonyPitony

(Adnkronos) - Ditonellapiaga e TonyPitony hanno vinto la serata delle cover del Festival di Sanremo 2026. La cantante, in gara alla kermesse canora con il brano 'Chefastidio!', ha invitato il cantante mascherato da Elvis Presley per esibirsi insieme sulle note di 'The Lady Is a Tramp', celebre brano di Frank Sinitra.  

Era uno degli artisti più attesi sul palco dell'Ariston e non ha deluso le aspettative. TonyPitony, performer e cantante mascherato noto per il suo stile sfacciato, autore della sigla del FantaSanremo, nasconde la sua vera identità dietro la maschera di Elvis Presley. Ma cosa sappiamo di lui?  

È nato a Siracusa, città in cui vive e lavora tutt’oggi. TonyPitoni è stato ospite di Gianluca Gazzoli nel podcast 'Passa dal BSMT' dove ha raccontato la sua storia, partendo proprio dalla maschera scelta: "Mi protegge dalle rotture. Non sopporterei mai l’idea di essere guardato al ristorante, ad esempio".  

Pitony ha definito il suo progetto artistico come una festa: "La musica per me è una festa. Voglio creare un ambiente di famiglia. Io sono lo zio brillo che durante la cena canta la canzone sporca".  

Tony Pitony è esploso sui social diventando virale in poco tempo grazie a testi provocatori, come 'Mi piacciono le nere e Donne ricche'. La sua carriera musicale nasce quasi per gioco, per far divertire gli amici: "Se iniziassi a scrivere per inseguire il successo non sarei un artista". Per TonyPitoni, lo stile provocatorio ha lo scopo di stimolare pensiero critico e riflessione attuale. "L’essere volgare è come per dire: ‘Guardami, sono qua, guarda che si può fare’. Sei pazzo se pensi che sia altro'". 

Tony Pitony ha raccontato di aver studiato teatro per sette anni a Londra, tra recitazione, opere liriche e doppiaggio. Un'esperienza che ha influenzato fortemente la sua presenza scenica e la sua interazione con il pubblico: "Io non mi reputo un cantante, io sono un attore", ha spiegato a Gazzoli.  

Interessante l'aspetto dei riferimenti culturali a cui si ispira: da Andy Kaufman e Jim Carrey, fino a Tim Minchin e, in Italia, Elio. Tony Pitony mantiene un basso profilo sulla vita privata, a partire dalla maschera che non ha mai tolto. "Voglio mantenerla, senza andare a rincorrere cose che sono più veloci di me". E sulla sua partecipazione a X Factor del 2020, TonyPitoni ha spiegato: "Il mio piano era: vado lì e non passo. Volevo trollarli". 

Alla fine dell'applauditissima esibizione, il cantante mascherato da Elvis Presley ha estratto un caco - sì, il frutto - e lo ha poggiato sul palco dell'Ariston, lasciando i telespettatori interdetti.  

Un gesto comunque in linea con il suo stile provocatorio. In realtà il riferimento non è casuale. Il gesto è da ricercare in uno dei suoi brani, 'Tony's Vocal', in cui canta: "Se vado a ****** giuro che **** sul palco. E non lo dico per dire, lo dico veramente". 

She gets too hungry, for dinner at eight 

She likes the theater and never comes late 

She never bothers, with people she'd hate 

That's why the lady is a tramp 

Doesn't like dice games, with barons or earls 

Won't go to Harlem in ermine and pearls 

Won't dish the dirt with the rest of the girls 

That's why this chick is a tramp 

She loves the free, cool wind in her hair 

Life without care 

She's broke and it's oak 

Doesn't like California, it's cold and it's damp 

That's why the lady is a tramp 

She gets far too hungry, they wait there for dinner at eight 

She adores the theater however doesn't get there late 

She'd never bother with someone she'd hate 

That is why the lady is a tramp 

Doesn't like dice games with barons and earls 

Never makes a trip up to Harlem, driving shiny Lincoln's and Ford's 

She won't dish the dirt, with the rest of those broads 

That's why this chick is a Tramp 

She loves the free, fine, wild, knocked out, coo coo, groovy wind in her hair 

Life's without a care 

She's broke, but it's oak 

She loathes California, it's so cold, and so damp 

That's why the lady, that's why the lady 

That's why the lady is a tramp 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

01:44

Sanremo, Ditonellapiaga e TonyPitony vincono la serata cover: la classifica, ecco i primi 10

(Adnkronos) - Ditonellapiaga con TonyPitony con 'The Lady is a Tramp' vincono la serata cover di Sanremo 2026. A votare nella quarta serata del festival sono state tutte e tre le giurie (giuria della Sala Stampa, Tv e Web con un peso del 33%, giuria delle Radio con un peso del 33% e Televoto con un peso del 34%) e non fa media per la vittoria del festival.  

Al secondo posto nella classifica di stasera ci sono Sayf con Alex Britti e Mario Biondi con 'Hit the road Jack', al terzo Arisa con Il Coro Teatro Regio di Parma con 'Quello che le donne non dicono'. 

Sono state comunicate solo le prime dieci posizioni: al quarto posto le Bambole di Pezza con Cristina D’Avena ('Occhi di gatto'); al quinto Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band ('Vita'); al sest Sal Da Vinci con Michele Zarrillo (Cinque giorni); al settimo LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo ('Andamento lento'); all'ottavo Nayt con Joan Thiele ('La canzone dell’amore perduto'); al nono Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso ('Su di noi'); al decimo Luchè con Gianluca Grignani ('Falco a metà'). 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

01:19

Sanremo 2026, Gianluca Grignani 'dissa' Laura Pausini sul palco: cosa ha detto

(Adnkronos) - Gianluca Grignani ha lanciato una stoccata a Laura Pausini direttamente dal palco del Festival di Sanremo 2026. Il cantante, ospite questa sera, venerdì 27 febbraio, nella serata delle cover in duetto con Luché con il brano 'Falco a metà', ha colto l'occasione per togliersi dalla scarpa un sassolino contro la cantante.  

Terminata l'esibizione, Carlo Conti gli ha consegnato i tradizionali fiori di Sanremo. Ma Grignani aveva già la battuta pronta: "C'è anche il numero di Laura Pausini? Così la posso chiamare...". Una frase sottile che fa riferimento alla polemica dello scorso anno legata alla cover de 'La mia storia tra le dita'. 

I dissapori tra i due erano nati in estate dopo che Laura aveva inciso la cover di 'La mia storia tra le dita' di Grignani e il cantautore l'aveva bacchettata sui social per non aver sottolineato chi fosse l'autore del brano e per aver modificato il testo, alterandone il significato originale.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

01:14

È morto Neil Sedaka, addio alla leggenda del pop americano

(Adnkronos) - Il cantautore, pianista e compositore statunitense Neil Sedaka, tra i protagonisti assoluti del pop internazionale tra gli anni Cinquanta e Settanta, autore di intramontabili successi come "Breaking Up Is Hard to Do" e "Laughter in the Rain", è morto venerdì 27 febbraio a Los Angeles all'età di 86 anni. L'annuncio è stato dato dalla famiglia con un comunicato in cui lo si ricorda come "una vera leggenda del rock and roll, un'ispirazione per milioni di persone e, soprattutto, un marito, padre e nonno straordinario". Con la sua scomparsa si chiude una stagione fondamentale della musica leggera americana. 

Autore di classici come "Oh! Carol", "Calendar Girl", "Happy Birthday, Sweet Sixteen", "Bad Blood" e "Love Will Keep Us Together", Sedaka ha attraversato oltre mezzo secolo di storia dello spettacolo, reinventandosi più volte e lasciando un catalogo di oltre 700 canzoni. Tra i dischi d'oro di Sedaka ce ne sono tre interamente italiani, ovvero non successi americani dell'artista tradotti nella nostra lingua (almeno dieci sue canzoni divennero regine dei juke-box nostrani), ma brani scritti da autori residenti nel nostro paese. "I tuoi capricci" e "La terza luna", entrambe di Luis Bacalov e Franco Migliacci, e "Adesso no" di Gianni Meccia furono nella prima metà dei Fabulous Sixties le canzoni che maggiormente legarono il cantante newyorkese al pubblico di casa nostra. In italiano Neil Sedaka ha inciso quattordici 45 giri e tre album, concedendosi addirittura tre brani del repertorio partenopeo: "I'te vurria vasà", '"Na sera 'e maggio" e "Scapricciatello". Sedaka è noto in Italia anche per "La notte è fatta per amare", "Il re dei pagliacci", "Un giorno inutile", "Lettera bruciata", "Esagerata", "I tuoi capricci" e "Tu non lo sai". 

Nato il 13 marzo 1939 a New York in una famiglia ebraica, Sedaka crebbe con il padre Mordechai che lavorava come tassista, mentre la madre Eleanor contribuì in modo decisivo alla sua formazione musicale acquistandogli il primo pianoforte quando aveva nove anni. Dotato di talento precoce, ottenne una borsa di studio alla divisione preparatoria della Juilliard School di New York, dove ricevette una rigorosa educazione classica. Ancora adolescente iniziò a collaborare con il paroliere Howard Greenfield, suo vicino di casa. I due formarono uno dei sodalizi più fortunati del Brill Building, il cuore dell'industria discografica newyorkese dell'epoca. Scrivevano con disciplina quasi quotidiana e in pochi anni misero a segno una serie impressionante di successi. Il primo grande risultato arrivò nel 1958, quando Connie Francis incise "Stupid Cupid". Il brano entrò nella Billboard Hot 100 e aprì la strada ad altre collaborazioni, tra cui "La spiaggia del desiderio", tema dell'omonimo film del 1960 che divenne una delle canzoni simbolo della cantante. 

Parallelamente all'attività di autore, Sedaka intraprese la carriera solista. Con il suo stile pulito, la voce tenorile capace di salire con naturalezza verso il falsetto e una scrittura melodica immediata, conquistò il pubblico adolescente di fine anni Cinquanta. Tra il 1959 e il 1962 infilò una serie di hit consecutive: "Oh! Carol" (ispirata a una giovane Carole King), "Stairway to Heaven", "Calendar Girl", "Little Devil", "Happy Birthday, Sweet Sixteen" e "Next Door to an Angel". Nel 1962 raggiunse il primo posto della classifica statunitense con "Breaking Up Is Hard to Do", brano dal celebre incipit nonsense ("Do do do, down dooby doo down down") che rimase per 14 settimane in classifica. In quegli anni Sedaka e Greenfield vendettero milioni di dischi e divennero tra gli autori più richiesti del mercato americano. 

La critica sottolineava la combinazione di melodie orecchiabili, strutture compatte da "due minuti e mezzo" e un equilibrio tra leggerezza pop e suggestioni rhythm and blues. Sedaka stesso rivendicò più volte la capacità di raccontare una storia completa nello spazio di un singolo radiofonico. 

Con l'irrompere della cosiddetta "British Invasion" a metà anni Sessanta, dominata da gruppi britannici, molti artisti pop statunitensi persero centralità. Anche la popolarità di Sedaka subì un ridimensionamento. Alcuni singoli pubblicati in quel periodo non ottennero il riscontro sperato e nel 1966 la sua etichetta decise di non rinnovargli il contratto. Sedaka si concentrò allora prevalentemente sulla scrittura per altri interpreti. Contribuì al repertorio di gruppi come The Monkees e The 5th Dimension, mentre brani come "Solitaire" conobbero nuova fortuna grazie alle interpretazioni di The Carpenters. Questa fase consolidò la sua reputazione di autore versatile, capace di adattarsi a stili differenti. 

All'inizio degli anni Settanta Sedaka si trasferì nel Regno Unito nel tentativo di rilanciare la propria carriera. L'incontro con Elton John si rivelò decisivo: firmò con la sua etichetta e pubblicò nuovi lavori che lo riportarono nelle classifiche internazionali. Nel 1974 "Laughter in the Rain", scritto con Phil Cody, raggiunse il primo posto negli Stati Uniti, segnando un clamoroso ritorno. L'anno successivo "Bad Blood", con la partecipazione vocale dello stesso Elton John, conquistò nuovamente la vetta della Billboard Hot 100. Sedaka ripropose anche "Breaking Up Is Hard to Do" in versione ballad, trasformando il brano in un successo rinnovato e dimostrando la solidità della propria scrittura. 

Sempre nel 1975 il duo Captain & Tennille incise "Love Will Keep Us Together". Il singolo divenne il più venduto dell'anno negli Stati Uniti e vinse il Grammy Award come Record of the Year, consacrando definitivamente la 'seconda vita' artistica di Sedaka. 

Nel corso della sua carriera, Sedaka ha ricevuto cinque nomination ai Grammy Awards ed è entrato nella Songwriters Hall of Fame. Il suo repertorio è stato interpretato da artisti di generazioni diverse, a testimonianza della durata e dell’universalità delle sue melodie. Nei primi anni Duemila un musical teatrale, "Breaking Up Is Hard to Do", è stato dedicato alle sue canzoni, riportando in scena il patrimonio creativo costruito insieme a Greenfield e ad altri collaboratori. Sedaka ha sempre sottolineato come la sua musica fosse il risultato di una sintesi tra formazione classica, tradizione pop, standard melodici e energia rock. Una combinazione che gli ha permesso di attraversare mode e trasformazioni dell’industria discografica, mantenendo una riconoscibilità immediata. 

Nel 1962 sposò Leba Strassberg con cui ha condiviso oltre sessant'anni di matrimonio. La coppia ha avuto due figli, Dara e Marc, e tre nipoti. Fino agli ultimi anni Sedaka ha continuato a esibirsi dal vivo e a raccontare con orgoglio il proprio percorso, ricordando come il successo di "Laughter in the Rain" avesse segnato una svolta economica e professionale inattesa. (di Paolo Martini) 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

01:03

Sanremo 2026, Aiello chi è: la cover con Leo Gassmann

(Adnkronos) - Aiello sarà tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreterà 'Era già tutto previsto' di Riccardo Cocciante, con Leo Gassmann, in gara al Festival con il brano 'Naturale'. 

Nato a Cosenza il 26 luglio 1985, Aiello cresce con la musica fin da piccolo: il padre lo introduce a artisti come Lucio Battisti, Mina, Carmen Consoli, Whitney Houston e Barry White. A dieci anni inizia a studiare pianoforte e violino, mentre a sedici anni comincia a scrivere le prime canzoni e a esibirsi dal vivo. Dopo il diploma scientifico, consegue una laurea triennale in scienze della comunicazione e una magistrale in Economia. 

Nel 2011 tenta la prima esperienza a Sanremo Giovani, senza però riuscire a passare. Dedice poi di trasferirsi in Australia per cercare nuove ispirazioni e suona con band locali. Tornato in Italia, pubblica il suo primo singolo autoprodotto, Riparo, e nel 2017 l’EP di debutto Hi-Hello. 

Il vero punto di svolta arriva nel 2019 con il singolo Arsenico, che conquista il pubblico e ottiene il disco di platino. Nel 2020 Aiello riceve una candidatura al David di Donatello come miglior canzone originale per il brano Festa, colonna sonora del film Bangla. Sempre nello stesso periodo pubblica Vienimi (a ballare), certificato disco d’oro.  

Lo stile di Aiello unisce pop, indie e R&B. La sua voce, al tempo stesso graffiante e romantica, lo distingue come artitsa unico nel panorama musicale italiano contemporaneo. L’ultimo singolo uscito è Sentimentale, in collaborazione con Levante, del 2025. 

Sul fronte privato, nel 2020 Aiello è stato accostato a Laura Torrisi, ma il cantante non ha mai confermato legami sentimentali pubblici.  

Era già tutto previsto 

Fin da quando tu ballando 

Mi hai baciato di nascosto 

Mentre lui che non guardava 

Agli amici raccontava 

Delle cose che sai dire 

Delle cose che sai fare 

Nei momenti dell'amore 

Mentre ti stringevo forte 

E tu mi dicevi piano 

"Io non lo amo, non lo amo" 

Era già tutto previsto 

Fino al punto che sapevo 

Che oggi tu mi avresti detto 

Quelle cose che mi dici 

Che non siamo più felici 

Che io sono troppo buono 

Che per te ci vuole un uomo 

Che ti sappia soddisfare 

Che non ti basta solo dare 

Ma vorresti anche avere nell'amore 

Ma quale amore? 

Era già tutto previsto 

Anche l'uomo che sceglievi 

E il sorriso che gli fai 

Mentre ti sta portando via 

Ho previsto che sarei 

Restato solo in casa mia 

E mi butto sopra il letto 

E mi abbraccio il tuo cuscino 

Non ho saputo prevedere 

Solo che però adesso io 

Vorrei morire 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

00:54

Alessandro Gassmann, lo sfogo dopo Morandi sul palco: "Mi rode il c**o"

(Adnkronos) - Alessandro Gassmann vede Gianni Morandi a Sanremo 2026 e si scaglia contro le regole "non uguali per tutti" al Festival. L'attore ha pubblicato sui social un posto sfogo - poi rimosso - in cui ha spiegato di non aver potuto presentare sul palco dell'Ariston la nuova serie Rai, 'Guerrieri', di cui è protagonista, in partenza dal 9 marzo su Rai 1, perché padre di un artista in gara, Leo Gassmann con il brano 'Naturale'. Gianni Morandi, nella quarta serata del Festival, è stato protagonista del duetto con il figlio Tredici Pietro. 

"Ah… quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al festival, e sono assolutamente d’accordo, regola senza senso", ha esordito Gassmann sui social nel post eliminato dopo qualche minuto. Ma le stesse parole erano però state condivise anche sulle Instagram stories, dove sono ancora ora visibili.  

"Ma mi hanno detto che non potevo perché padre di un cantante - ha spiegato -. Vabbè dai, sti cazzi, regole non uguali per tutti. Ci vediamo dal 9 marzo". E poi ha rincarato la dose: "Dico sempre quello che penso mi rode il culo".  

 

Lo sfogo è arrivato dopo la presenza sul palco di Gianni Morandi che ha accompagnato il figlio Tredici Pietro in un duetto nella serata delle cover con il brano 'Vita', esibizione che ha emozionato il pubblico dell'Ariston.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

00:49

Cuba, Trump e il piano per L'Avana: "acquisizione amichevole" e modello Venezuela

(Adnkronos) - "A friendly takover". "Una acquisizione amichevole". Donald Trump auspica una svolta soft per Cuba, sbilanciandosi su un cambio di regime nell'isola caraibica. Il presidente degli Stati Uniti delinea un iter basato su dialogo e trattative con L'Avana. "Il governo cubano sta parlando con noi e ha grossi problemi, come sapete. Non hanno soldi, non hanno nulla al momento, ma stanno dialogando con noi e forse vedremo una presa di controllo pacifica di Cuba", dice Trump ai giornalisti prima di lasciare la Casa Bianca per volare in Texas. 

Con l'economia cubana ormai spinta dal blocco petrolifero sull'orlo del collasso, Trump spera di raggiungere un accordo con il governo cubano che eviti il caos. Washington sembra voler puntare anche nell'isola caraibica al modello Venezuela: a Caracas, dopo il blitz con cui le forze speciali Usa hanno catturato Nicolas Maduro, il governo è nelle mani della sua ex vice, Delcy Rodriguez, bolivariana nelle dichiarazioni, ma assolutamente collaborativa e allineata a Washington nei fatti. Per la svolta a Cuba, ipotizza Trump, basterà parlare. 

In questo quadro, si è inserita la vicenda dei 10 cubani, almeno due dei quali cittadini americani secondo l'amministrazione Trump, che mercoledì sono entrati nelle acque territoriali dell'Avana a bordo di un motoscafo, risultato poi essere stato rubato la notte prima nelle Florida Keys, carico di armi ed equipaggiamento militare. Nel conflitto a fuoco con le forze di sicurezza cubana, che la Guardia Costiera dell'Avana sostiene essere stato avviato dal gruppo che stava tentando "un'infiltrazione a scopi terroristici", sono rimasti uccisi 4 appartenenti al gruppo, uno dei quali di cittadinanza americana, e gli altri sei sono rimasti feriti e poi sono stati arrestati.  

Interpellato dai giornalisti mentre partecipava al vertici dei Paesi caraibici a Saint Kitts and Nevis, il segretario di Stato americano Marco Rubio si è affrettato a dire che nessun componente del gruppo aveva legami con il governo americano. Non è chiaro però se la vicenda dai contorni ancora poco nitidi possa influenzare i piani dell'amministrazione Trump di costringere, con minacce e promesse, l'Avana a seguire le orme di Caracas.  

Al modello Venezuela ha fatto un esplicito riferimento lo stesso Rubio, che da figlio di esuli cubani per decenni ha invocato la caduta del regime castrista: "Cuba ha bisogno di cambiamento, ma non deve avvenire tutto insieme, da un giorno all'altro, tutti siamo maturi e realistici, per esempio stiamo vedendo un processo del genere in Venezuela", ha detto parlando al vertice dei Paesi dei Caraibi il segretario di Stato americano che, secondo fonti informate, sta discutendo un possibile accordo con Raul Guillermo Rodriguez Castro, il nipote di Raul.  

Alla luce di queste rivelazioni, il Times si chiede se "l'infiltrazione" di giovedì sia un piano mal orchestrato da parte di un commando improvvisato, o "una trappola attentamente ideata dal governo cubano in un momento di crescente tensione con gli Usa". E ricorda che in effetti l'episodio è l'ultimo di una lunga serie di episodi bellicosi da parte di gruppi di esuli determinati a far cadere il regime.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:48

Iran, Trump boccia i negoziati: "Non sono contento". Attacco più vicino, i segnali

(Adnkronos) - "L'Iran non può avere armi nucleari, non sono contento di come sta negoziando. Non voglio usare la forza ma a volte è necessario". Donald Trump compie un altro passo verso l'attacco all'Iran. Il dialogo con Teheran, dice il presidente degli Stati Uniti, non ha dato sinora i risultati auspicati. Washington chiede lo smantellamento del programma nucleare. "Non c'è bisogno di arricchire l'uranio quando si dispone di così tanto petrolio, quindi non sono soddisfatto dei negoziati. Dico: nessun arricchimento. Né del 20%, né del 30%", sentenzia il numero 1 della Casa Bianca. 

Teheran, ad un bivio decisivo, prova a dare un segnale e accetta di non accumulare scorte di uranio arricchito. La disponibilità dell'Iran viene certificata dal ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaid, al programma della Cbs News 'Face the Nation': i negoziatori, dice, hanno compiuto "progressi sostanziali" e che un accordo ora "è alla nostra portata". 

"Si tratta di qualcosa di completamente nuovo. Rende davvero meno rilevante la questione dell'arricchimento, perché ora stiamo parlando di zero scorte", sottolinea Badr Albusaid. "Se non è possibile accumulare uranio arricchito, allora non c'è modo di creare una bomba", spiega il ministro degli Esteri omanita. L'Iran è disposto a concedere agli ispettori dell'Aiea pieno accesso ai propri siti nucleari per verificare i termini dell’accordo. Il ministro si dice "piuttosto fiducioso" che anche ispettori americani potranno avere accesso a un certo punto del processo.  

 

La disponibilità iraniana, finora solo sulla carta, basterà per invertire la rotta? Washington ha ridotto il proprio staff nelle ambasciate in Israele e in Iraq. La base americana di Al-Ubeid in Qatar risulta svuotata, la Cina invita i suoi cittadini a lasciare l'Iran e a prestare la "massima attenzione" in Israele. La sequenza delle ultime ore non passa inosservata. Secondo Axios, l'attacco potrebbe essere "imminente". 

Trump spiega di non aver ancora preso una decisione e di voler raggiungere un accordo. Il presidente mantiene una linea fluida sulla forza militare, affermando di non volerla usare ma che "a volte è necessario". "Credo si possa dire che il rischio esiste sempre", dice replicando a chi chiede se esista il rischio che eventuali raid contro l'Iran possano trasformarsi in un conflitto lungo termine in Medio Oriente. 

Nelle scorse ore il Dipartimento di Stato americano ha annunciato l'inizio dell'evacuazione del personale "non essenziale" dall'ambasciata in Israele e dei loro familiari, citando "rischi per la sicurezza" nel contesto delle crescenti tensioni regionali. La sede resterà operativa: ambasciatore, diplomatici e personale impegnato nell'assistenza ai cittadini Usa, nella sicurezza e negli affari militari e di intelligence rimarranno nel Paese. 

"Le persone possono considerare di lasciare Israele finché sono disponibili voli commerciali", ha affermato il Dipartimento di Stato. L'ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, ha scritto allo staff invitando chiunque voglia lasciare il Paese a farlo già subito. 

Misure analoghe sono state adottate anche in Iraq: secondo quanto riferito dall'emittente Al-Hadath, Washington ha ordinato l'evacuazione dei dipendenti non essenziali e delle loro famiglie dall'ambasciata a Baghdad. Nelle ultime 24 ore un numero significativo di cittadini americani ha lasciato il Paese attraverso l'aeroporto internazionale della capitale irachena. 

 

Trump, pur ribadendo nel discorso sullo Stato dell'Unione di preferire una soluzione diplomatica alla crisi con Teheran, ha rafforzato in modo massiccio la presenza militare in Medio Oriente. Ma, come avrebbe evidenziato il capo degli Stati Maggiori Riuniti, Dan Caine, in un briefing a porte chiuse alla Casa Bianca, c'è il timore che un eventuale attacco possa innescare una reazione a catena nella regione, con il rischio che vengano lanciati missili balistici contro Israele e obiettivi statunitensi e che si apra un nuovo fronte con Hezbollah in Libano.  

Da parte iraniana si ribadisce sempre con forza che le linee rosse sul nucleare non saranno mai superate. La delegazione a Ginevra - stando a ricostruzioni di stampa - avrebbe respinto le richieste americane di smantellare i tre principali siti nucleari (Fordo, Isfahan e Natanz) e di spedire all'estero tutto il suo uranio arricchito.  

Intanto la retorica anti-Usa è al massimo volume nella Repubblica islamica. Il portavoce delle Forze Armate ha avvertito che "qualsiasi azione avventata americana porterà a un incendio diffuso nella regione", sottolineando che, in caso di scontro, gli interessi Usa nell'area sarebbero a portata dei missili di Teheran. "Non cerchiamo di accendere guerre, ma non ne abbiamo paura e difenderemo con forza la nostra patria e gli interessi del nostro popolo", ha dichiarato il generale di brigata Abolfazl Shekarchi. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:14

Bere acqua calda fa bene? Falsi miti e (pochi) benefici, le risposte

(Adnkronos) - Un bicchiere d'acqua per cominciare la giornata. E' l'abitudine consolidata più o meno di chiunque. Acqua dal rubinetto o da una bottiglia, generalmente fresca o fredda. Ma non solo. L'abitudine di bere un bicchiere di acqua tiepida, se non calda, è più diffusa di quanto si pensi e si basa su convinzioni che, soprattutto in alcuni paesi, appaiono radicate: si ritiene che l'acqua calda migliori la digestione, acceleri il metabolismo, favorisca la disintossicazione dell'organismo.  

 

Il tema torna sotto i riflettori di Popular Science, che prova a fare chiarezza. "Bere acqua calda o tiepida può produrre un effetto positivo, ma i benefici sono spesso amplificati", dice la professoressa Diane Lindsay-Adler, nutrizionista e docente al New York Medical College. In generale, una bevanda calda - non necessariamente solo acqua - può avere un effetto positivo per soggetti alle prese con un raffreddore o con gola irritata. Limone, miele e aglio nell'acqua possono portare giovamento secondo la dottoressa Natasha Bhuyan. Dare sollievo, però, non significa curare. Bevande calde non elimineranno la causa della gola arrossata o del naso 'gocciolante': il malessere dipende da virus e batteri. 

 

Capitolo digestione: c'è chi beve acqua calda pensando di ottenere un effetto sul relativo al tratto gastrointestinale che viene stimolato dal liquido a temperatura più o meno 'elevata'. I nervi inviano un avviso al resto del sistema gastrointestinale, spiega la professoressa Allison Miner, docente di nutrizione e studi alimentari alla George Mason University. Il liquido caldo, acqua compresa, può causare il movimento del tratto gastrointestinale e innescare il processo di eliminazione delle scorie.  

"Ecco perché le bevande calde sono comunemente raccomandate dai gastroenterologi come prima bevanda al mattino, quando si è malati o stitici", aggiunge la professoressa Lindsay-Adler evidenziando che "l'effetto è neurologico e muscolare: il calore favorisce il rilassamento e aumenta il benessere, il che può indirettamente favorire la digestione". Il meccanismo però non è automatico, né costante o generalizzato. Il discorso, in sostanza, è simile a quello che erroneamente attribuisce all'acqua calda qualità 'curative' in relazione al mal di gola.  

 

La scienza è ancor più netta quando si associa all'acqua calda il 'potere' di accelerare il metabolismo: "C'è una sorta di costo metabolico quando ingeriamo qualcosa che non è alla temperatura del nostro corpo, un costo metabolico molto lieve e non cambia il nostro peso corporeo", sentenzia la professoressa Milner. 

Altro mito da sfatare: l'idea che l'acqua calda non ha nessuna proprietà disintossicante. "La disintossicazione si basa su fegato e reni", taglia corto Lindsay-Adler. Non ci sono prove che un bicchiere d'acqua calda sia diverso dall'acqua a temperatura ambiente o fredda. Non è in discussione l'importanza dell'acqua e di una corretta idratazione per garantire la corretta funzionalità di reni e fegato. 

L'acqua calda, riassumendo, non fa particolarmente bene. Può far male? Non più di altre bevande 'hot'. Il rischio reale è uno solo ed è legato all'assunzione di liquidi con una temperatura superiore a 65 gradi: farlo in maniera sistematica può irritare l'esofago, provocando un processo di infiammazione che può rappresentare il punto di partenza di patologie più complesse. In tal senso, è opportuno limitare il consumo di bevande roventi. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

00:08

Sanremo 2026, TonyPitony e il caco sul palco: il significato del gesto

(Adnkronos) - TonyPitony ha mantenuto la sua promessa: ha portato un caco sul palco dell'Ariston a Sanremo 2026. Il cantante è stato ospite oggi, venerdì 27 febbraio, al Festival in occasione della serata delle cover per duettare con Ditonellapiaga sulle note di 'The Lady Is a Tramp', celebre brano di Frank Sinitra.  

Alla fine dell'applauditissima esibizione, il cantante mascherato da Elvis Presley ha estratto un caco - sì, il frutto - e lo ha poggiato sul palco dell'Ariston, lasciando i telespettatori interdetti.  

Un gesto comunque in linea con il suo stile provocatorio. In realtà il riferimento non è casuale. Il gesto è da ricercare in uno dei suoi brani, 'Tony's Vocal', in cui canta: "Se vado a ****** giuro che **** sul palco. E non lo dico per dire, lo dico veramente".  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

23:05

Sanremo 2026, Mario Biondi e Alex Britti: la cover con Sayf

(Adnkronos) - Mario Biondi e Alex Britti tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpretano il brano 'Hit the Road Jack' di Ray Charles, con Sayf, in gara al Festival con il brano 'Tu mi piaci tanto'. 

Classe 1971, Mario Biondi (Ranno vero cognome) è nato a Catania. Biondi cresce in una famiglia d'arte: il padre Stefano Ranno, noto come Stefano Biondi, era cantante e musicista. Mario sceglie di adottare il cognome Biondi in omaggio al padre. Fin da piccolo si sibisce in chiese e teatri locali e diventando voce solista di cori gospel. 

Dopo alcuni anni di gavetta, la svolta arriva nel 2004 con il singolo This Is What You Are, che lo rende noto anche al pubblico internazionale. Nel 2006 pubblica l’album Handful of Soul vendendo oltre 300.000 copie in Italia e consolidando la sua fama. Successivamente escono album di successo con diverse collaborazioni di artisti italiani e internazionali, tra cui Renato Zero, Amalia Gré e Chiara Civello. 

Nel 2013 Biondi pubblica Sun che lo consacra come artista internazionale, con tour in Europa, Stati Uniti e Giappone. La sua musica fonde soul, jazz e funk, ispirata anche da grandi nomi della musica italiana come Lucio Battisti, Gino Paoli e Pino Daniele.  

Mario Biondi è padre di dieci figli avuti da quattro donne diverse, tra cui la moglie Romina Lunari.  

Alex Britti nasce a Roma il 23 agosto 1968. Impara a suonare la chitarra a soli 8 anni e già a 17 anni si esibisce come chitarrista accompagnando band e artisti internazionali. Nel 1992 pubblica il suo album d’esordio come cantautore, Alex Britti. Il primo grande traguardo arriva con Solo una volta (o tutta la vita) che conquista le classifiche italiane. Nel 1999 vince la sezione Nuove proposte del Festival di Sanremo con Oggi sono io, brano che lo consacra nel panorama della musica italiana. L’anno successivo ottiene un ottimo riscontro con i singoli Una su 1.000.000 e La vasca. 

Con il quinto album in studio, Fiesta, Britti esplora jazz e blues, collaborando con Maurizio Costanzo e firmando canzoni come Quanto ti amo. Nel 2011 partecipa alla colonna sonora del film Immaturi con il brano omonimo, che gli vale una candidatura ai David di Donatello.  

Britti ha anche partecipato a Celebrity MasterChef nel 2017 e dal 2018 è docente nel talent show Amici di Maria De Filippi. Tra i singoli più recenti si ricordano Brittish e Una parola differente. 

Dal 2003 ha avuto una relazione con la showgirl Luisa Corna, durata circa un anno. Successivamente ha conosciuto Nicole, con cui si è sposato e ha avuto un figlio, Edoardo. Appassionato di calcio, tifa per la Roma, e colleziona chitarre: attualmente ne possiede più di 50, conservando gelosamente anche il primo strumento con cui ha imparato a suonare. 

Hit the road Jack and don't you come back 

No more, no more, no more, no more 

Hit the road Jack and don't you come back no more 

What you say? 

Hit the road Jack and don't you come back 

No more, no more, no more, no more 

Hit the road Jack and don't you come back no more 

Old woman, old woman, don't treat me so mean 

You're the meanest old woman that I've ever seen 

I guess if you said so 

I'll have to pack my things and go (that's right) 

Hit the road Jack and don't you come back 

No more, no more, no more, no more 

Hit the road Jack and don't you come back no more 

What you say? 

Hit the road Jack and don't you come back 

No more, no more, no more, no more 

Hit the road Jack and don't you come back no more 

Now baby, listen baby, don't ya treat me this way 

'Cause I'll be back on my feet some day 

(Don't care if you do 'cause it's understood) 

(You ain't got no money, you just ain't no good) 

Well, I guess if you say so 

I'll have to pack my things and go (that's right) 

Hit the road Jack and don't you come back 

No more, no more, no more, no more 

Hit the road Jack and don't you come back no more 

What you say? 

Hit the road Jack and don't you come back 

No more, no more, no more, no more 

Hit the road Jack and don't you come back no more 

Well (don't you come back no more) 

Uh, what you say? (Don't you come back no more) 

I didn't understand you (don't you come back no more) 

You can't mean that (don't you come back no more) 

Oh, now baby, please (don't you come back no more) 

What you tryin' to do to me? (Don't you come back no more) 

Oh, don't treat me like that (don't you come back no more). 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

23:03

Sanremo 2026, Joan Thiele chi è: la cover con Nayt

(Adnkronos) - Joan Thiele tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreta il brano 'La canzone dell'amore perduto' di Fabrizio De André, con Nayt, in gara al Festival con il brano 'Prima che'. 

Il palco dell'Ariston non è nuovo per Joan Thiele, l'artista ha partecipato come concorrente big lo scorso anno con il brano 'Eco'.  

Alessandra Joan Thiele, in arte Joan Thiele, è nata a Desenzano del Garda il 21 settembre del 1991. Cantautrice e produttrice discografica italiana poliedrica di origini italiane, svizzere e colombiane. La sua musica è un mix di influenze di culture e luoghi: Colombia, Caraibi, Canada e Inghilterra.  

La sua carriera musicale ha inizio a Londra, dove nel 2016 muove i primi passi nella musica e comincia a farsi conoscere ai più attraverso il suo primo EP omonimo 'Joan Thiele' con i singoli 'Save Me' e 'Taxi Driver'. Nel 2018 pubblica il suo album d'esordio, 'Tango'. Nel frattempo, collabora con Myss Keta, Elodie e con il rapper Nitro. Nel 2020 pubblica il suo primo EP in italiano, 'Operazione Oro' che mescola pop, R&B e suggestioni cinematografiche che ricordano le colonne sonore del cinema italiano anni 60-70.  

Il 6 dicembre esce, su tutte le piattaforme digitali, 'Veleno', il nuovo singolo che anticipa il suo percorso al Festival di Sanremo 2025. 

Nel 2023 ha vinto il premio David di Donatello alla migliore canzone originale per 'Proiettili (ti mangio il cuore)', brano della colonna sonora del film, Ti mangio il cuore, presentato alla 79esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. 

Joan Thiele ed Elodie sono molte amiche, le due colleghe hanno collaborato per il brano 'Proiettili', contenuto nel film “Ti mangio il cuore”, in cui Elodie è protagonista. Nel 2026 è apparsa nel film Franco Battiato - Il lungo viaggio di Renato De Maria e, in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, si è esibita all'Arena di Verona nel brano Il mondo di Jimmy Fontana insieme a Roberto Bolle 

Ricordi, sbocciavan le viole 

con le nostre parole 

"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai", 

Vorrei dirti ora le stesse cose 

ma come fan presto, amore, ad appassire le rose 

così per noi 

L'amore che strappa i capelli è perduto ormai, 

non resta che qualche svogliata carezza, e un po' di tenerezza 

E quando ti troverai in mano 

quei fiori appassiti al sole 

di un aprile ormai lontano, 

li rimpiangerai 

Ma sarà la prima che incontri per strada 

che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato, 

per un amore nuovo. 

E sarà la prima che incontri per strada 

che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato, 

per un amore nuovo. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

23:02

Sanremo 2026, Dardust chi è: la cover con Ermal Meta

(Adnkronos) - Dardust tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreta 'Golden Hour' di JVKE, insieme a Ermal Meta, concorrente in gara con il brano 'Stella stellina'. 

Dardust, nome d’arte di Dario Faini è uno polistrumentista, compositore e produttore tra i più influenti della musica italiana contemporanea. Dardust ha alle spalle collaborazioni con alcuni dei nomi più importanti della scena italiana, da Mahmood a Thegiornalisti, passando per Emma Marrone e Giusy Ferreri.  

Nasce ad Ascoli Piceno e inizia da giovanissimo con il pianoforte, spicca subito la sua capacità di fondere il pianoforte classico con sonorità elettroniche. Nel 2006 firma un contratto come autore con la Universal Music Publishing, esperienza che lo introduce al mondo della composizione professionale. 

Nel 2015 debutta come artista solista con l’album 7, seguito l’anno successivo da Birth, dando vita al progetto Dardust, omaggio evidente a Ziggy Stardust di David Bowie. È autore di brani di successo per artisti come Mahmood, vincitore del Festival di Sanremo 2019 con Soldi, e ha firmato cinque brani al Festival di Sanremo 2021, tra cui Voce di Madame, La genesi del tuo colore di Irama e Amare de La Rappresentante di Lista, oltre a Glicine di Noemi e Quando trovo te di Francesco Renga. 

It was just two lovers 

Sittin' in the car, listening to Blonde 

Fallin' for each other 

Pink and orange skies, feelin' super childish 

No Donald Glover 

Missed call from my mother 

Like, "Where you at tonight?" Got no alibi 

I was all alone with the love of my life 

She's got glitter for skin 

My radiant beam in the night 

I don't need no light to see you 

Shine 

It's your golden hour (oh) 

You slow down time 

In your golden hour (oh) 

We were just two lovers 

Feet up on the dash, drivin' nowhere fast 

Burnin' through the summer 

Radio on blast, make the moment last 

She got solar power 

Minutes feel like hours 

She knew she was the baddest, can you even imagine 

Fallin' like I did? 

For the love of my life 

She's got glow on her face 

A glorious look in her eyes 

My angel of light 

I was all alone with the love of my life 

She's got glitter for skin 

My radiant beam in the night 

I don't need no light to see you 

Shine 

It's your golden hour (oh) 

You slow down time 

In your golden hour (oh) 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

22:43

Sanremo 2026, Gianluca Grignani chi è: la cover con Luchè

(Adnkronos) - Gianluca Grignani sarà tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreta il suo celebre brano 'Falco a metà', con Luchè, in gara al Festival con il brano 'Labirinto'. 

Non ha bisogno di presentazioni. Gianluca Grignani è uno degli artisti più amati e più apprezzati nella storia della musica italiana. Nato a Milano il 7 aprile 1972, fin da ragazzo fa della musica la sua passione principale: tra le sue influenze figurano Elvis Presley, The Beatles e Lucio Battisti. Il debutto arriva negli anni ’90 quando partecipa a Sanremo Giovani con La mia storia tra le dita, anticipando l’album Destinazione Paradiso, venduto in Italia in 800.000 copie e in versione spagnola anche in Sud America. La partecipazione al Festival di Sanremo 1995 lo consacra come uno dei cantautori italiani più importanti. 

Nel corso degli anni, Grignani ha pubblicato numerosi album: La fabbrica di plastica (1996), inizialmente contestato ma poi considerato un cult, Campi di popcorn (1998), Sdraiato su una nuvola (2000) e Uguali e diversi (2002). Tra i successi più recenti, Il re del niente (2005) gli vale i premi Mia Martini e Lunezia, mentre nel 2008 torna a Sanremo con Cammina nel sole. Negli anni 2010 collabora con artisti del calibro di Gianni Morandi e Lucio Dalla.  

La sua ultima partecipazione a Sanremo in gara è del 2023, con Quando ti manca il fiato. In quella occasione, nel corso di una sua esibizione, aveva chiesto alla regia di fermare la canzone, citando come riferimento l’episodio di Blanco e le rose spezzate sul palco nella prima serata del Festival: "L’ho imparata a 50 anni questa cosa, a 20 anni non avrei saputo farlo", aveva dichiarato, minimizzando così l'accaduto che aveva scatenato diverse polemiche.  

Nel 2025, Grignani è stato protagonista di una polemica che ha coinvolto Laura Pausini riguardo la cover di La mia storia tra le dita. Secondo l’artista, la cantante non lo aveva citato correttamente e aveva modificato il testo, alterandone il significato originale. A luglio 2025 Pausini aveva annunciato la cover, mentre a settembre Grignani e il co-autore Massimo Luca hanno formalmente diffidato la cantante. Lo staff di Pausini ha definito le accuse "ridicole", spiegando che erano state ottenute le necessarie autorizzazioni dall’editore. 

Gianluca Grignani è stato sposato con Francesca Dall’Olio, dalla quale ha avuto quattro figli – Ginevra, Giselle, Giosuè e Giona – la coppia si separa poi nel 2020. Oggi sembrerebbe essere single. 

Negli anni, Grignani ha dovuto affrontare diverse vicende personali: un’indagine per droga nel 2007 da cui è stato scagionato e il ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza nel 2008. 

Sono seduto su un grattacielo 

Vedo gli aerei passare 

Poi guardo giù, voglio saltare 

Voglio imparare a volare 

E allora volo via 

Siamo in viaggio io e la mente mia 

Guardami, ho già spiccato il volo 

Ed ora sono proprio sopra casa tua 

Il falco va 

Senza catene 

Fugge agli sguardi 

Sa che conviene 

E indifferente sorvola già 

Tutte le accuse 

Boschi e città 

Io che son falco 

Falco a metà 

Sono di nuovo sul grattacielo 

Ed ho imparato a volare 

Se guardo giù quello che vedo 

Ora è la gente passare 

E chissà se questo è 

Il segreto per vivere con me 

Seduto su un grattacielo devo stare 

In alto come un falco 

Per non farmi catturare 

Ma il falco va 

Senza catene 

Fugge agli sguardi 

Sa che conviene 

E indifferente sorvola già 

Tutte le accuse 

Boschi e città 

And so my friends 

Libera le ali, ogni anima le ha (oh-oh-oh) 

Rubale alla libertà 

And so my friends 

Libera le ali, ogni anima le ha (oh-oh-oh) 

Rubale alla libertà 

Il falco va 

Senza catene 

Fugge agli sguardi 

Sa che conviene 

E indifferente 

Sorvola già 

Tutte le accuse 

Boschi e città 

Io che son falco 

Falco a metà 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

22:43

Sanremo 2026, Michele Zarrillo chi è: la cover con Sal Da Vinci

(Adnkronos) - Michele Zarrillo sarà tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreterà il suo celebre brano 'Cinque giorni', con Sal Da Vinci, in gara al Festival con il brano 'Per sempre sì'. 

Una delle carriere più longeve e acclamate nella storia della musica italiana. Michele Zarrillo nasce a Roma il 13 giugno 1957. Negli anni ’70 fonda il gruppo Semiramis. Nel 1974 è voce solista del gruppo Rovescio della Medaglia, iniziando a farsi notare nel panorama musicale italiano. 

Negli anni successivi firma brani per artisti come Renato Zero e Ornella Vanoni. Nel 1987 vince nella categoria 'Nuove Proposte' con La notte dei pensieri'.  

Nel 1994 partecipa alla kermesse canora con 'Cinque Giorni', si classifica al quinto posto, ma consolida Zarrillo tra i grandi della musica italiana. Partecipa ancora al Festival con L’alfabeto degli amanti nel 2006 e L’ultimo film insieme nel 2008. 

Nel 2013 ha dovuto mettere in stop la sua carriera a causa di un infarto. Torna in scena nel 2014. Nel 2018 Michele Zarrillo partecipa come giudice e coach al programma Ora o mai più e nel 2021 partecipa come ospite al Festival di Sanremo. Ma sul palco dell’Ariston torna anche nel 2023 con Will durante la serata delle cover. 

Cinque giorni che ti ho perso 

Quanto freddo in questa vita, ma tu 

Non mi hai cercato più 

Troppa gente che mi chiede 

Scava dentro la ferita e in me 

Non cicatrizzi mai 

Faccio male anche a un amico 

Che ogni sera è qui 

Gli ho giurato di ascoltarlo 

Ma tradisco lui e me 

Perché quando tu sei ferito non sai mai, oh mai 

Se conviene più guarire 

O affondare giù, per sempre 

Amore mio, come farò 

A rassegnarmi a vivere 

E proprio io che ti amo 

Ti sto implorando 

Aiutami a distruggerti 

Cinque giorni che ti ho perso 

Mille lacrime cadute 

Ed io inchiodato a te 

Tutto e ancora più di tutto 

Per cercare di scappare 

Ho provato a disprezzarti 

A tradirti, a farmi male 

Perché quando tu stai annegando non sai mai, oh mai 

Se conviene farsi forza 

O lasciarsi andare giù nel mare 

Amore mio, come farò 

A rassegnarmi a vivere 

E proprio io che ti amo 

Ti sto implorando 

Aiutami a distruggerti 

Se un giorno tornerò nei tuoi pensieri 

Mi dici tu chi ti perdonerà 

Di esserti dimenticata ieri 

Quando bastava stringersi di più 

Parlare un po' 

Amore 

E proprio io che ti amo 

Ti sto implorando 

Aiutami a distruggerti 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

22:42

Sanremo 2026, Caterina Caselli riceve il premio alla carriera: l'omaggio al 'Casco d'Oro'

(Adnkronos) - Il Festival di Sanremo 2026 ha omaggiato Caterina Caselli. Il 'Casco d'Oro' della canzone italiana è salita sul palco dell'Ariston durante la serata delle cover del 27 febbraio per ricevere il premio alla carriera dal conduttore e direttore artistico della kermesse canora, Carlo Conti.  

Caterina Caselli sta per compiere ottant'anni (è nata il 10 aprile 1946), ma il suo sguardo resta quello di una donna che sa guardare avanti. Il 'Casco d'Oro' della canzone italiana non è solo un soprannome dovuto all'iconica acconciatura a caschetto che la rese famosa negli anni Sessanta: è il simbolo di una personalità che ha attraversato decenni di musica, costume e cultura popolare con la stessa energia di una giovanissima ragazza che cresceva a Magreta, frazione di Formigine, in provincia di Modena. Figlia di un salumiere socialista e di una magliaia, Caterina ha conosciuto presto il dolore: il suicidio del padre quando lei aveva quattordici anni le lasciò un segno indelebile, ma anche una determinazione silenziosa, la voglia di costruire la propria vita con le proprie regole. 

Dagli esordi in piccoli complessi emiliani alla partecipazione, a diciassette anni, a "Voci Nuove" di Castrocaro, Caselli ha mostrato subito una curiosità instancabile per la musica e lo spettacolo. Non era la ragazza che si accontentava di cantare: cercava di capire, di sperimentare, di mettersi in gioco. Trasferitasi a Milano, e poi a Roma, frequentò il celebre Piper, il tempio del Beat italiano, dove si esibiva non solo per farsi ascoltare, ma per condividere un'esperienza generazionale: ballare, cantare, sfidare la noia dei matusa e respirare la libertà dei giovani anni Sessanta. 

Il talento di Caselli emerge subito: la sua voce chiara e decisa, la capacità di interpretare brani che univano ironia, passione e modernità, le permisero di imporsi in un panorama dominato dagli uomini. Non era solo una cantante: era un personaggio capace di incarnare lo spirito di un'epoca. La sua carriera da interprete, negli anni Sessanta e Settanta, è costellata di successi: dal trionfo al Festivalbar con "Perdono", ai film musicali come "Io non protesto, io amo", da Saremo con "Nessuno mi può giudicare" fino a piccoli capolavori come "Insieme a te non ci sto più", che ancora oggi vengono considerati tra i vertici della canzone italiana per capacità interpretativa ed eleganza stilistica. 

Ma Caterina Caselli non si è fermata alla ribalta: il suo vero genio emerge dietro le quinte. Nel 1975, dopo il matrimonio con il discografico Piero Sugar e la nascita del figlio Filippo, decise di ritirarsi dalle scene per dedicarsi alla carriera di produttrice discografica. Con un fiuto eccezionale, ha scoperto e lanciato alcuni dei più grandi nomi della musica italiana: Andrea Bocelli, Elisa, i Negramaro, gli Avion Travel, Malika Ayane, Madame, Sangiovanni. La sua etichetta Ascolto, e successivamente il lavoro nella Sugar Music, hanno segnato decenni di successi, creando una filiera musicale capace di unire qualità artistica e intuizione commerciale. 

Caterina Caselli ha saputo attraversare generazioni di ascoltatori senza mai perdere identità. La sua figura è un ponte tra passato e presente: dagli anni del beat e dei balzi al Piper, agli scenari contemporanei in cui la musica è sempre più digitale e veloce, Caselli ha mantenuto uno sguardo lucido e raffinato, consapevole del valore della qualità e della ricerca del talento. Non c’è stata moda o tendenza capace di smuovere la sua convinzione: la musica deve emozionare, la carriera deve avere senso, e il talento va coltivato con rispetto. 

Oltre alla musica, Caterina Caselli ha lasciato un segno anche nel cinema e nella televisione. Dai film musicali degli anni Sessanta alle apparizioni in programmi come "Senza Rete" o il recente docufilm "Caterina Caselli - Una vita 100 vite", la sua presenza ha sempre trasmesso un equilibrio raro tra fascino e autorevolezza. E anche quando ha cantato di nuovo, come nel 2006 per il film "Arrivederci amore, ciao", vincendo il David di Donatello per la migliore canzone originale, o nel 2012 al Concerto per l'Emilia insieme a Francesco Guccini, ha dimostrato che la sua voce non invecchia, così come non invecchiano la sua curiosità e la sua energia creativa. 

Caterina Caselli è stata anche una figura simbolo della rivoluzione femminile silenziosa degli anni Sessanta. La sua immagine, il suo stile e il modo di cantare portavano con sé un messaggio chiaro: la donna può essere autonoma, libera, forte e creativa. La rivendicazione di spazi emotivi e affettivi nei testi delle sue canzoni precedeva il femminismo organizzato, incarnando una rivoluzione intima, privata, ma percepita da milioni di giovani ascoltatori. 

Oggi, il "Casco d'Oro" non è solo un ricordo iconico: è una testimonianza vivente di come talento, intelligenza, perseveranza e coraggio possano trasformare la storia di un'intera industria. Sessant'anni di carriera - tra palco, studio, management e produzione - fanno di Caterina Caselli un simbolo della musica italiana, ma anche della capacità di reinventarsi, di guidare, di ascoltare e di capire ciò che conta veramente. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

22:29

Sanremo 2026, canta Tredici Pietro e a sorpresa arriva... Gianni Morandi

(Adnkronos) - Alla fine Tredici Pietro lo ha fatto: ha portato il papà Gianni Morandi sul palco del Festival di Sanremo 2026. In occasione della quarta serata, quella dedicata alle cover, il cantante in gara alla kermesse ha sorpreso il pubblico dell'Ariston con una presenza (quasi) inaspettata.  

Inizialmente era prevista un'esibizione con Galeffi, Fudasca & Band, con il brano 'Vita' di Morandi e Lucio Dalla, omaggiando comunque la carriera del padre. Ma alla fine... Tredici Pietro ha deciso di sorprendere tutti portando anche Gianni Morandi sul palco, che è entrato a sorpresa.  

Il brano è stato rivisitato con l'inserimento di alcune strofe rap, trasformandolo così in un brano generazionale tra passato e presente. L'eterno ragazzo ha cercato di seguire il figlio anche nelle movenze, regalando un'esibizione unica. Alla fine della performance, Morandi emozionato ha detto: "Cantare insieme a lui è una cosa... ero tesissimo spero sia andato bene". "Sei stato bravissimo", ha risposto il figlio con orgoglio. Si vede che l'hai fatta un paio di volte". 

"Stasera su quel palco ho provato un’emozione diversa da tutte le altre. L'ho calcato tante volte, ma farlo accanto a mio figlio Pietro è stato qualcosa che mi porterò dentro per sempre", ha scritto Gianni Morandi in un post su Facebook. "Quando mi ha chiesto di essere lì con lui a Sanremo ero incredulo. Lui, così indipendente, così determinato a costruire la sua strada da solo, mi ha davvero spiazzato. Mi ha detto che sarebbe stato uno dei momenti più belli della sua vita e che voleva viverlo con me, per poterselo ricordare per sempre", ha aggiunto. "Grazie Pietro, per questo pezzo di vita insieme" 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

22:28

Sanremo 2026, Alfa chi è: la cover con Enrico Nigiotti

(Adnkronos) - Alfa tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreta 'En e Xanax' di Samuele Bersani, insieme a Enrico Nigiotti, concorrente in gara con il brano 'Ogni volta che non so volare'. 

Alfa, all’anagrafe Andrea De Filippi, nasce a Genova nel 2000. La passione per la musica nasce e cresce sin dall'infanzia: inizia a studiare chitarra a otto anni, sperimenta con il pianoforte e alle medie entra in una band, consolidando la passione per la musica e la composizione di brani.  

Inizialmente si avvicina al mondo del rap, partecipando a gare di freestyle locali. Tuttavia, con il tempo, abbandona la scena rap, sentendosi distante. La sua ricerca di autenticità lo porta così a uno stile più ricercato, fatto di testi sinceri. 

Nel 2019 pubblica il primo album, 'Before Wanderlust', seguito da 'Nord' nel 2021. Il successo arriva nel 2023 con 'Bellissimissima', che scala le classifiche italiane, segnando una vera e propria svolta nella sua carriera. 

Il 2024 rappresenta l'anno della consacrazione: Alfa partecipa al Festival di Sanremo con il brano 'Vai', si classifica decimo. Il brano anticipa l’uscita del suo terzo album, 'Non so chi ha creato il mondo ma ne era innamorato'. Parte poi con il suo primo tour nei palazzetti italiani. 

Parallelamente alla musica, Alfa completa il liceo classico a Genova nel 2020 e intraprende brevemente gli studi universitari in Economia a Milano, poi interrotti per dedicarsi a tempo pieno alla carriera musicale.  

Il nome d’arte Alfa deriva dalla prima lettera dell’alfabeto greco, e simboleggia per Andrea un 'inizio' e un continuo rinnovamento, un tratto che Andrea ha sempre ricercato nella sua carriera.  

Il cantante ha parlato spesso della sua adolescenza, segnata da momenti difficili: vittima di bullismo a scuola, il cantante ha imparato a trasformare le difficoltà in forza, trasportando quelle sensazioni nella musica. Per lui, la musica resta un rifugio e una forma di crescita personale e la considera la sua "migliore amica". 

En e Xanax non si conoscevano 

Prima di un comune attacco di panico e subito 

Filarono all'unisono 

Lei, la figlia di un'americana trapiantata a Roma 

E lui, un figlio di puttana 

Ormai disoccupata 

En e Xanax, si tranquillizzavano 

Con le loro lingue al gusto di medicina amara 

E chiodi di garofano 

Lei per strada, lui rubava i libri della biblioteca 

E poi glieli leggeva 

Seduto sopra un cofano 

Se non ti spaventerai con le mie paure 

Un giorno che mi dirai le tue 

Troveremo il modo di rimuoverle 

In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore 

E su di me puoi contare per una rivoluzione 

Tu hai l'anima che io vorrei avere 

En e Xanax quando litigavano 

Avrebbero potuto fermare anche il traffico di New York 

O uccidersi al telefono 

Lei si calmava, lui la ritrovava nuda sulla sedia 

E poi sovrapponevano 

Il battito cardiaco 

Se non ti spaventerai con le mie paure 

Un giorno che mi dirai le tue 

Troveremo il modo di rimuoverle 

In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore 

E su di me puoi contare per una rivoluzione 

Tu hai l'anima che io vorrei avere 

En e Xanax si anestetizzavano 

Con le loro lingue al gusto di menta e marijuana 

E poi si addormentavano 

E poi si addormentavano 

E poi si addormentavano 

E poi si addormentavano 

E poi si addormentavano 

E poi si addormentavano 

E poi si addormentavano 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

22:25

Sanremo 2026, TonyPitony chi è: la cover con Ditonellapiaga

(Adnkronos) - TonyPitony tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreta il brano di Frank Sinatra 'The Lady Is a Tramp' insieme a Ditonellapiaga, concorrente in gara con il brano 'Che fastidio!'. 

Non è in gara ma è uno degli artisti più attesi sul palco dell'Ariston. TonyPitony, performer e cantante mascherato noto per il suo stile sfacciato, autore della sigla del FantaSanremo, nasconde la sua vera identità dietro la maschera di Elvis Presley. Ma cosa sappiamo di lui? 

È nato a Siracusa, città in cui vive e lavora tutt’oggi. TonyPitoni è stato ospite di Gianluca Gazzoli nel podcast 'Passa dal BSMT' dove ha raccontato la sua storia, partendo proprio dalla maschera scelta: "Mi protegge dalle rotture. Non sopporterei mai l’idea di essere guardato al ristorante, ad esempio".  

Pitony ha definito il suo progetto artistico come una festa: "La musica per me è una festa. Voglio creare un ambiente di famiglia. Io sono lo zio brillo che durante la cena canta la canzone sporca".  

Tony Pitony è esploso sui social diventando virale in poco tempo grazie a testi provocatori, come 'Mi piacciono le nere e Donne ricche'. La sua carriera musicale nasce quasi per gioco, per far divertire gli amici: "Se iniziassi a scrivere per inseguire il successo non sarei un artista". Per TonyPitoni, lo stile provocatorio ha lo scopo di stimolare pensiero critico e riflessione attuale. "L’essere volgare è come per dire: ‘Guardami, sono qua, guarda che si può fare’. Sei pazzo se pensi che sia altro'". 

Tony Pitony ha raccontato di aver studiato teatro per sette anni a Londra, tra recitazione, opere liriche e doppiaggio. Un'esperienza che ha influenzato fortemente la sua presenza scenica e la sua interazione con il pubblico: "Io non mi reputo un cantante, io sono un attore", ha spiegato a Gazzoli.  

Interessante l'aspetto dei riferimenti culturali a cui si ispira: da Andy Kaufman e Jim Carrey, fino a Tim Minchin e, in Italia, Elio. Tony Pitony mantiene un basso profilo sulla vita privata, a partire dalla maschera che non ha mai tolto. "Voglio mantenerla, senza andare a rincorrere cose che sono più veloci di me". E sulla sua partecipazione a X Factor del 2020, TonyPitoni ha spiegato: "Il mio piano era: vado lì e non passo. Volevo trollarli".  

 

She gets too hungry, for dinner at eight 

She likes the theater and never comes late 

She never bothers, with people she'd hate 

That's why the lady is a tramp 

Doesn't like dice games, with barons or earls 

Won't go to Harlem in ermine and pearls 

Won't dish the dirt with the rest of the girls 

That's why this chick is a tramp 

She loves the free, cool wind in her hair 

Life without care 

She's broke and it's oak 

Doesn't like California, it's cold and it's damp 

That's why the lady is a tramp 

She gets far too hungry, they wait there for dinner at eight 

She adores the theater however doesn't get there late 

She'd never bother with someone she'd hate 

That is why the lady is a tramp 

Doesn't like dice games with barons and earls 

Never makes a trip up to Harlem, driving shiny Lincoln's and Ford's 

She won't dish the dirt, with the rest of those broads 

That's why this chick is a Tramp 

She loves the free, fine, wild, knocked out, coo coo, groovy wind in her hair 

Life's without a care 

She's broke, but it's oak 

She loathes California, it's so cold, and so damp 

That's why the lady, that's why the lady 

That's why the lady is a tramp 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

Programmi

Live Streaming

ULTIM'ORA

07:34

Iran, Israele: "Abbiamo lanciato attacco preventivo"

(Adnkronos) - Due colonne di fumo nero si vedono nel cielo della capitale iraniana, Teheran. Lo riferisce l'agenzia Afp. "Lo Stato di Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l'Iran per rimuovere le minacce per lo Stato di Israele", ha annunciato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, come riporta il Times of Israel. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

07:15

Afghanistan-Pakistan, due forti esplosioni a Jalalabad

(Adnkronos) - Due forti esplosioni sono state udite a Jalalabad, nella provincia di Nangarhar, nell'est dell'Afghanistan dal 2021 di nuovo in mano ai Talebani. Lo ha segnalato un giornalista dell'agenzia Afp sul posto all'indomani della nuova escalation tra Afghanistan e Pakistan. Il reporter ha riferito di aver riconosciuto il rumore di un caccia e di aver poi udito esplosioni dalla direzione dell'aeroporto di Jalalabad.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

01:47

Sanremo 2026, Ditonellapiaga vince la serata delle cover: chi è TonyPitony

(Adnkronos) - Ditonellapiaga e TonyPitony hanno vinto la serata delle cover del Festival di Sanremo 2026. La cantante, in gara alla kermesse canora con il brano 'Chefastidio!', ha invitato il cantante mascherato da Elvis Presley per esibirsi insieme sulle note di 'The Lady Is a Tramp', celebre brano di Frank Sinitra.  

Era uno degli artisti più attesi sul palco dell'Ariston e non ha deluso le aspettative. TonyPitony, performer e cantante mascherato noto per il suo stile sfacciato, autore della sigla del FantaSanremo, nasconde la sua vera identità dietro la maschera di Elvis Presley. Ma cosa sappiamo di lui?  

È nato a Siracusa, città in cui vive e lavora tutt’oggi. TonyPitoni è stato ospite di Gianluca Gazzoli nel podcast 'Passa dal BSMT' dove ha raccontato la sua storia, partendo proprio dalla maschera scelta: "Mi protegge dalle rotture. Non sopporterei mai l’idea di essere guardato al ristorante, ad esempio".  

Pitony ha definito il suo progetto artistico come una festa: "La musica per me è una festa. Voglio creare un ambiente di famiglia. Io sono lo zio brillo che durante la cena canta la canzone sporca".  

Tony Pitony è esploso sui social diventando virale in poco tempo grazie a testi provocatori, come 'Mi piacciono le nere e Donne ricche'. La sua carriera musicale nasce quasi per gioco, per far divertire gli amici: "Se iniziassi a scrivere per inseguire il successo non sarei un artista". Per TonyPitoni, lo stile provocatorio ha lo scopo di stimolare pensiero critico e riflessione attuale. "L’essere volgare è come per dire: ‘Guardami, sono qua, guarda che si può fare’. Sei pazzo se pensi che sia altro'". 

Tony Pitony ha raccontato di aver studiato teatro per sette anni a Londra, tra recitazione, opere liriche e doppiaggio. Un'esperienza che ha influenzato fortemente la sua presenza scenica e la sua interazione con il pubblico: "Io non mi reputo un cantante, io sono un attore", ha spiegato a Gazzoli.  

Interessante l'aspetto dei riferimenti culturali a cui si ispira: da Andy Kaufman e Jim Carrey, fino a Tim Minchin e, in Italia, Elio. Tony Pitony mantiene un basso profilo sulla vita privata, a partire dalla maschera che non ha mai tolto. "Voglio mantenerla, senza andare a rincorrere cose che sono più veloci di me". E sulla sua partecipazione a X Factor del 2020, TonyPitoni ha spiegato: "Il mio piano era: vado lì e non passo. Volevo trollarli". 

Alla fine dell'applauditissima esibizione, il cantante mascherato da Elvis Presley ha estratto un caco - sì, il frutto - e lo ha poggiato sul palco dell'Ariston, lasciando i telespettatori interdetti.  

Un gesto comunque in linea con il suo stile provocatorio. In realtà il riferimento non è casuale. Il gesto è da ricercare in uno dei suoi brani, 'Tony's Vocal', in cui canta: "Se vado a ****** giuro che **** sul palco. E non lo dico per dire, lo dico veramente". 

She gets too hungry, for dinner at eight 

She likes the theater and never comes late 

She never bothers, with people she'd hate 

That's why the lady is a tramp 

Doesn't like dice games, with barons or earls 

Won't go to Harlem in ermine and pearls 

Won't dish the dirt with the rest of the girls 

That's why this chick is a tramp 

She loves the free, cool wind in her hair 

Life without care 

She's broke and it's oak 

Doesn't like California, it's cold and it's damp 

That's why the lady is a tramp 

She gets far too hungry, they wait there for dinner at eight 

She adores the theater however doesn't get there late 

She'd never bother with someone she'd hate 

That is why the lady is a tramp 

Doesn't like dice games with barons and earls 

Never makes a trip up to Harlem, driving shiny Lincoln's and Ford's 

She won't dish the dirt, with the rest of those broads 

That's why this chick is a Tramp 

She loves the free, fine, wild, knocked out, coo coo, groovy wind in her hair 

Life's without a care 

She's broke, but it's oak 

She loathes California, it's so cold, and so damp 

That's why the lady, that's why the lady 

That's why the lady is a tramp 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

01:44

Sanremo, Ditonellapiaga e TonyPitony vincono la serata cover: la classifica, ecco i primi 10

(Adnkronos) - Ditonellapiaga con TonyPitony con 'The Lady is a Tramp' vincono la serata cover di Sanremo 2026. A votare nella quarta serata del festival sono state tutte e tre le giurie (giuria della Sala Stampa, Tv e Web con un peso del 33%, giuria delle Radio con un peso del 33% e Televoto con un peso del 34%) e non fa media per la vittoria del festival.  

Al secondo posto nella classifica di stasera ci sono Sayf con Alex Britti e Mario Biondi con 'Hit the road Jack', al terzo Arisa con Il Coro Teatro Regio di Parma con 'Quello che le donne non dicono'. 

Sono state comunicate solo le prime dieci posizioni: al quarto posto le Bambole di Pezza con Cristina D’Avena ('Occhi di gatto'); al quinto Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band ('Vita'); al sest Sal Da Vinci con Michele Zarrillo (Cinque giorni); al settimo LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo ('Andamento lento'); all'ottavo Nayt con Joan Thiele ('La canzone dell’amore perduto'); al nono Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso ('Su di noi'); al decimo Luchè con Gianluca Grignani ('Falco a metà'). 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

01:19

Sanremo 2026, Gianluca Grignani 'dissa' Laura Pausini sul palco: cosa ha detto

(Adnkronos) - Gianluca Grignani ha lanciato una stoccata a Laura Pausini direttamente dal palco del Festival di Sanremo 2026. Il cantante, ospite questa sera, venerdì 27 febbraio, nella serata delle cover in duetto con Luché con il brano 'Falco a metà', ha colto l'occasione per togliersi dalla scarpa un sassolino contro la cantante.  

Terminata l'esibizione, Carlo Conti gli ha consegnato i tradizionali fiori di Sanremo. Ma Grignani aveva già la battuta pronta: "C'è anche il numero di Laura Pausini? Così la posso chiamare...". Una frase sottile che fa riferimento alla polemica dello scorso anno legata alla cover de 'La mia storia tra le dita'. 

I dissapori tra i due erano nati in estate dopo che Laura aveva inciso la cover di 'La mia storia tra le dita' di Grignani e il cantautore l'aveva bacchettata sui social per non aver sottolineato chi fosse l'autore del brano e per aver modificato il testo, alterandone il significato originale.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

01:14

È morto Neil Sedaka, addio alla leggenda del pop americano

(Adnkronos) - Il cantautore, pianista e compositore statunitense Neil Sedaka, tra i protagonisti assoluti del pop internazionale tra gli anni Cinquanta e Settanta, autore di intramontabili successi come "Breaking Up Is Hard to Do" e "Laughter in the Rain", è morto venerdì 27 febbraio a Los Angeles all'età di 86 anni. L'annuncio è stato dato dalla famiglia con un comunicato in cui lo si ricorda come "una vera leggenda del rock and roll, un'ispirazione per milioni di persone e, soprattutto, un marito, padre e nonno straordinario". Con la sua scomparsa si chiude una stagione fondamentale della musica leggera americana. 

Autore di classici come "Oh! Carol", "Calendar Girl", "Happy Birthday, Sweet Sixteen", "Bad Blood" e "Love Will Keep Us Together", Sedaka ha attraversato oltre mezzo secolo di storia dello spettacolo, reinventandosi più volte e lasciando un catalogo di oltre 700 canzoni. Tra i dischi d'oro di Sedaka ce ne sono tre interamente italiani, ovvero non successi americani dell'artista tradotti nella nostra lingua (almeno dieci sue canzoni divennero regine dei juke-box nostrani), ma brani scritti da autori residenti nel nostro paese. "I tuoi capricci" e "La terza luna", entrambe di Luis Bacalov e Franco Migliacci, e "Adesso no" di Gianni Meccia furono nella prima metà dei Fabulous Sixties le canzoni che maggiormente legarono il cantante newyorkese al pubblico di casa nostra. In italiano Neil Sedaka ha inciso quattordici 45 giri e tre album, concedendosi addirittura tre brani del repertorio partenopeo: "I'te vurria vasà", '"Na sera 'e maggio" e "Scapricciatello". Sedaka è noto in Italia anche per "La notte è fatta per amare", "Il re dei pagliacci", "Un giorno inutile", "Lettera bruciata", "Esagerata", "I tuoi capricci" e "Tu non lo sai". 

Nato il 13 marzo 1939 a New York in una famiglia ebraica, Sedaka crebbe con il padre Mordechai che lavorava come tassista, mentre la madre Eleanor contribuì in modo decisivo alla sua formazione musicale acquistandogli il primo pianoforte quando aveva nove anni. Dotato di talento precoce, ottenne una borsa di studio alla divisione preparatoria della Juilliard School di New York, dove ricevette una rigorosa educazione classica. Ancora adolescente iniziò a collaborare con il paroliere Howard Greenfield, suo vicino di casa. I due formarono uno dei sodalizi più fortunati del Brill Building, il cuore dell'industria discografica newyorkese dell'epoca. Scrivevano con disciplina quasi quotidiana e in pochi anni misero a segno una serie impressionante di successi. Il primo grande risultato arrivò nel 1958, quando Connie Francis incise "Stupid Cupid". Il brano entrò nella Billboard Hot 100 e aprì la strada ad altre collaborazioni, tra cui "La spiaggia del desiderio", tema dell'omonimo film del 1960 che divenne una delle canzoni simbolo della cantante. 

Parallelamente all'attività di autore, Sedaka intraprese la carriera solista. Con il suo stile pulito, la voce tenorile capace di salire con naturalezza verso il falsetto e una scrittura melodica immediata, conquistò il pubblico adolescente di fine anni Cinquanta. Tra il 1959 e il 1962 infilò una serie di hit consecutive: "Oh! Carol" (ispirata a una giovane Carole King), "Stairway to Heaven", "Calendar Girl", "Little Devil", "Happy Birthday, Sweet Sixteen" e "Next Door to an Angel". Nel 1962 raggiunse il primo posto della classifica statunitense con "Breaking Up Is Hard to Do", brano dal celebre incipit nonsense ("Do do do, down dooby doo down down") che rimase per 14 settimane in classifica. In quegli anni Sedaka e Greenfield vendettero milioni di dischi e divennero tra gli autori più richiesti del mercato americano. 

La critica sottolineava la combinazione di melodie orecchiabili, strutture compatte da "due minuti e mezzo" e un equilibrio tra leggerezza pop e suggestioni rhythm and blues. Sedaka stesso rivendicò più volte la capacità di raccontare una storia completa nello spazio di un singolo radiofonico. 

Con l'irrompere della cosiddetta "British Invasion" a metà anni Sessanta, dominata da gruppi britannici, molti artisti pop statunitensi persero centralità. Anche la popolarità di Sedaka subì un ridimensionamento. Alcuni singoli pubblicati in quel periodo non ottennero il riscontro sperato e nel 1966 la sua etichetta decise di non rinnovargli il contratto. Sedaka si concentrò allora prevalentemente sulla scrittura per altri interpreti. Contribuì al repertorio di gruppi come The Monkees e The 5th Dimension, mentre brani come "Solitaire" conobbero nuova fortuna grazie alle interpretazioni di The Carpenters. Questa fase consolidò la sua reputazione di autore versatile, capace di adattarsi a stili differenti. 

All'inizio degli anni Settanta Sedaka si trasferì nel Regno Unito nel tentativo di rilanciare la propria carriera. L'incontro con Elton John si rivelò decisivo: firmò con la sua etichetta e pubblicò nuovi lavori che lo riportarono nelle classifiche internazionali. Nel 1974 "Laughter in the Rain", scritto con Phil Cody, raggiunse il primo posto negli Stati Uniti, segnando un clamoroso ritorno. L'anno successivo "Bad Blood", con la partecipazione vocale dello stesso Elton John, conquistò nuovamente la vetta della Billboard Hot 100. Sedaka ripropose anche "Breaking Up Is Hard to Do" in versione ballad, trasformando il brano in un successo rinnovato e dimostrando la solidità della propria scrittura. 

Sempre nel 1975 il duo Captain & Tennille incise "Love Will Keep Us Together". Il singolo divenne il più venduto dell'anno negli Stati Uniti e vinse il Grammy Award come Record of the Year, consacrando definitivamente la 'seconda vita' artistica di Sedaka. 

Nel corso della sua carriera, Sedaka ha ricevuto cinque nomination ai Grammy Awards ed è entrato nella Songwriters Hall of Fame. Il suo repertorio è stato interpretato da artisti di generazioni diverse, a testimonianza della durata e dell’universalità delle sue melodie. Nei primi anni Duemila un musical teatrale, "Breaking Up Is Hard to Do", è stato dedicato alle sue canzoni, riportando in scena il patrimonio creativo costruito insieme a Greenfield e ad altri collaboratori. Sedaka ha sempre sottolineato come la sua musica fosse il risultato di una sintesi tra formazione classica, tradizione pop, standard melodici e energia rock. Una combinazione che gli ha permesso di attraversare mode e trasformazioni dell’industria discografica, mantenendo una riconoscibilità immediata. 

Nel 1962 sposò Leba Strassberg con cui ha condiviso oltre sessant'anni di matrimonio. La coppia ha avuto due figli, Dara e Marc, e tre nipoti. Fino agli ultimi anni Sedaka ha continuato a esibirsi dal vivo e a raccontare con orgoglio il proprio percorso, ricordando come il successo di "Laughter in the Rain" avesse segnato una svolta economica e professionale inattesa. (di Paolo Martini) 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

01:03

Sanremo 2026, Aiello chi è: la cover con Leo Gassmann

(Adnkronos) - Aiello sarà tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreterà 'Era già tutto previsto' di Riccardo Cocciante, con Leo Gassmann, in gara al Festival con il brano 'Naturale'. 

Nato a Cosenza il 26 luglio 1985, Aiello cresce con la musica fin da piccolo: il padre lo introduce a artisti come Lucio Battisti, Mina, Carmen Consoli, Whitney Houston e Barry White. A dieci anni inizia a studiare pianoforte e violino, mentre a sedici anni comincia a scrivere le prime canzoni e a esibirsi dal vivo. Dopo il diploma scientifico, consegue una laurea triennale in scienze della comunicazione e una magistrale in Economia. 

Nel 2011 tenta la prima esperienza a Sanremo Giovani, senza però riuscire a passare. Dedice poi di trasferirsi in Australia per cercare nuove ispirazioni e suona con band locali. Tornato in Italia, pubblica il suo primo singolo autoprodotto, Riparo, e nel 2017 l’EP di debutto Hi-Hello. 

Il vero punto di svolta arriva nel 2019 con il singolo Arsenico, che conquista il pubblico e ottiene il disco di platino. Nel 2020 Aiello riceve una candidatura al David di Donatello come miglior canzone originale per il brano Festa, colonna sonora del film Bangla. Sempre nello stesso periodo pubblica Vienimi (a ballare), certificato disco d’oro.  

Lo stile di Aiello unisce pop, indie e R&B. La sua voce, al tempo stesso graffiante e romantica, lo distingue come artitsa unico nel panorama musicale italiano contemporaneo. L’ultimo singolo uscito è Sentimentale, in collaborazione con Levante, del 2025. 

Sul fronte privato, nel 2020 Aiello è stato accostato a Laura Torrisi, ma il cantante non ha mai confermato legami sentimentali pubblici.  

Era già tutto previsto 

Fin da quando tu ballando 

Mi hai baciato di nascosto 

Mentre lui che non guardava 

Agli amici raccontava 

Delle cose che sai dire 

Delle cose che sai fare 

Nei momenti dell'amore 

Mentre ti stringevo forte 

E tu mi dicevi piano 

"Io non lo amo, non lo amo" 

Era già tutto previsto 

Fino al punto che sapevo 

Che oggi tu mi avresti detto 

Quelle cose che mi dici 

Che non siamo più felici 

Che io sono troppo buono 

Che per te ci vuole un uomo 

Che ti sappia soddisfare 

Che non ti basta solo dare 

Ma vorresti anche avere nell'amore 

Ma quale amore? 

Era già tutto previsto 

Anche l'uomo che sceglievi 

E il sorriso che gli fai 

Mentre ti sta portando via 

Ho previsto che sarei 

Restato solo in casa mia 

E mi butto sopra il letto 

E mi abbraccio il tuo cuscino 

Non ho saputo prevedere 

Solo che però adesso io 

Vorrei morire 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

00:54

Alessandro Gassmann, lo sfogo dopo Morandi sul palco: "Mi rode il c**o"

(Adnkronos) - Alessandro Gassmann vede Gianni Morandi a Sanremo 2026 e si scaglia contro le regole "non uguali per tutti" al Festival. L'attore ha pubblicato sui social un posto sfogo - poi rimosso - in cui ha spiegato di non aver potuto presentare sul palco dell'Ariston la nuova serie Rai, 'Guerrieri', di cui è protagonista, in partenza dal 9 marzo su Rai 1, perché padre di un artista in gara, Leo Gassmann con il brano 'Naturale'. Gianni Morandi, nella quarta serata del Festival, è stato protagonista del duetto con il figlio Tredici Pietro. 

"Ah… quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al festival, e sono assolutamente d’accordo, regola senza senso", ha esordito Gassmann sui social nel post eliminato dopo qualche minuto. Ma le stesse parole erano però state condivise anche sulle Instagram stories, dove sono ancora ora visibili.  

"Ma mi hanno detto che non potevo perché padre di un cantante - ha spiegato -. Vabbè dai, sti cazzi, regole non uguali per tutti. Ci vediamo dal 9 marzo". E poi ha rincarato la dose: "Dico sempre quello che penso mi rode il culo".  

 

Lo sfogo è arrivato dopo la presenza sul palco di Gianni Morandi che ha accompagnato il figlio Tredici Pietro in un duetto nella serata delle cover con il brano 'Vita', esibizione che ha emozionato il pubblico dell'Ariston.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

00:49

Cuba, Trump e il piano per L'Avana: "acquisizione amichevole" e modello Venezuela

(Adnkronos) - "A friendly takover". "Una acquisizione amichevole". Donald Trump auspica una svolta soft per Cuba, sbilanciandosi su un cambio di regime nell'isola caraibica. Il presidente degli Stati Uniti delinea un iter basato su dialogo e trattative con L'Avana. "Il governo cubano sta parlando con noi e ha grossi problemi, come sapete. Non hanno soldi, non hanno nulla al momento, ma stanno dialogando con noi e forse vedremo una presa di controllo pacifica di Cuba", dice Trump ai giornalisti prima di lasciare la Casa Bianca per volare in Texas. 

Con l'economia cubana ormai spinta dal blocco petrolifero sull'orlo del collasso, Trump spera di raggiungere un accordo con il governo cubano che eviti il caos. Washington sembra voler puntare anche nell'isola caraibica al modello Venezuela: a Caracas, dopo il blitz con cui le forze speciali Usa hanno catturato Nicolas Maduro, il governo è nelle mani della sua ex vice, Delcy Rodriguez, bolivariana nelle dichiarazioni, ma assolutamente collaborativa e allineata a Washington nei fatti. Per la svolta a Cuba, ipotizza Trump, basterà parlare. 

In questo quadro, si è inserita la vicenda dei 10 cubani, almeno due dei quali cittadini americani secondo l'amministrazione Trump, che mercoledì sono entrati nelle acque territoriali dell'Avana a bordo di un motoscafo, risultato poi essere stato rubato la notte prima nelle Florida Keys, carico di armi ed equipaggiamento militare. Nel conflitto a fuoco con le forze di sicurezza cubana, che la Guardia Costiera dell'Avana sostiene essere stato avviato dal gruppo che stava tentando "un'infiltrazione a scopi terroristici", sono rimasti uccisi 4 appartenenti al gruppo, uno dei quali di cittadinanza americana, e gli altri sei sono rimasti feriti e poi sono stati arrestati.  

Interpellato dai giornalisti mentre partecipava al vertici dei Paesi caraibici a Saint Kitts and Nevis, il segretario di Stato americano Marco Rubio si è affrettato a dire che nessun componente del gruppo aveva legami con il governo americano. Non è chiaro però se la vicenda dai contorni ancora poco nitidi possa influenzare i piani dell'amministrazione Trump di costringere, con minacce e promesse, l'Avana a seguire le orme di Caracas.  

Al modello Venezuela ha fatto un esplicito riferimento lo stesso Rubio, che da figlio di esuli cubani per decenni ha invocato la caduta del regime castrista: "Cuba ha bisogno di cambiamento, ma non deve avvenire tutto insieme, da un giorno all'altro, tutti siamo maturi e realistici, per esempio stiamo vedendo un processo del genere in Venezuela", ha detto parlando al vertice dei Paesi dei Caraibi il segretario di Stato americano che, secondo fonti informate, sta discutendo un possibile accordo con Raul Guillermo Rodriguez Castro, il nipote di Raul.  

Alla luce di queste rivelazioni, il Times si chiede se "l'infiltrazione" di giovedì sia un piano mal orchestrato da parte di un commando improvvisato, o "una trappola attentamente ideata dal governo cubano in un momento di crescente tensione con gli Usa". E ricorda che in effetti l'episodio è l'ultimo di una lunga serie di episodi bellicosi da parte di gruppi di esuli determinati a far cadere il regime.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:48

Iran, Trump boccia i negoziati: "Non sono contento". Attacco più vicino, i segnali

(Adnkronos) - "L'Iran non può avere armi nucleari, non sono contento di come sta negoziando. Non voglio usare la forza ma a volte è necessario". Donald Trump compie un altro passo verso l'attacco all'Iran. Il dialogo con Teheran, dice il presidente degli Stati Uniti, non ha dato sinora i risultati auspicati. Washington chiede lo smantellamento del programma nucleare. "Non c'è bisogno di arricchire l'uranio quando si dispone di così tanto petrolio, quindi non sono soddisfatto dei negoziati. Dico: nessun arricchimento. Né del 20%, né del 30%", sentenzia il numero 1 della Casa Bianca. 

Teheran, ad un bivio decisivo, prova a dare un segnale e accetta di non accumulare scorte di uranio arricchito. La disponibilità dell'Iran viene certificata dal ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaid, al programma della Cbs News 'Face the Nation': i negoziatori, dice, hanno compiuto "progressi sostanziali" e che un accordo ora "è alla nostra portata". 

"Si tratta di qualcosa di completamente nuovo. Rende davvero meno rilevante la questione dell'arricchimento, perché ora stiamo parlando di zero scorte", sottolinea Badr Albusaid. "Se non è possibile accumulare uranio arricchito, allora non c'è modo di creare una bomba", spiega il ministro degli Esteri omanita. L'Iran è disposto a concedere agli ispettori dell'Aiea pieno accesso ai propri siti nucleari per verificare i termini dell’accordo. Il ministro si dice "piuttosto fiducioso" che anche ispettori americani potranno avere accesso a un certo punto del processo.  

 

La disponibilità iraniana, finora solo sulla carta, basterà per invertire la rotta? Washington ha ridotto il proprio staff nelle ambasciate in Israele e in Iraq. La base americana di Al-Ubeid in Qatar risulta svuotata, la Cina invita i suoi cittadini a lasciare l'Iran e a prestare la "massima attenzione" in Israele. La sequenza delle ultime ore non passa inosservata. Secondo Axios, l'attacco potrebbe essere "imminente". 

Trump spiega di non aver ancora preso una decisione e di voler raggiungere un accordo. Il presidente mantiene una linea fluida sulla forza militare, affermando di non volerla usare ma che "a volte è necessario". "Credo si possa dire che il rischio esiste sempre", dice replicando a chi chiede se esista il rischio che eventuali raid contro l'Iran possano trasformarsi in un conflitto lungo termine in Medio Oriente. 

Nelle scorse ore il Dipartimento di Stato americano ha annunciato l'inizio dell'evacuazione del personale "non essenziale" dall'ambasciata in Israele e dei loro familiari, citando "rischi per la sicurezza" nel contesto delle crescenti tensioni regionali. La sede resterà operativa: ambasciatore, diplomatici e personale impegnato nell'assistenza ai cittadini Usa, nella sicurezza e negli affari militari e di intelligence rimarranno nel Paese. 

"Le persone possono considerare di lasciare Israele finché sono disponibili voli commerciali", ha affermato il Dipartimento di Stato. L'ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, ha scritto allo staff invitando chiunque voglia lasciare il Paese a farlo già subito. 

Misure analoghe sono state adottate anche in Iraq: secondo quanto riferito dall'emittente Al-Hadath, Washington ha ordinato l'evacuazione dei dipendenti non essenziali e delle loro famiglie dall'ambasciata a Baghdad. Nelle ultime 24 ore un numero significativo di cittadini americani ha lasciato il Paese attraverso l'aeroporto internazionale della capitale irachena. 

 

Trump, pur ribadendo nel discorso sullo Stato dell'Unione di preferire una soluzione diplomatica alla crisi con Teheran, ha rafforzato in modo massiccio la presenza militare in Medio Oriente. Ma, come avrebbe evidenziato il capo degli Stati Maggiori Riuniti, Dan Caine, in un briefing a porte chiuse alla Casa Bianca, c'è il timore che un eventuale attacco possa innescare una reazione a catena nella regione, con il rischio che vengano lanciati missili balistici contro Israele e obiettivi statunitensi e che si apra un nuovo fronte con Hezbollah in Libano.  

Da parte iraniana si ribadisce sempre con forza che le linee rosse sul nucleare non saranno mai superate. La delegazione a Ginevra - stando a ricostruzioni di stampa - avrebbe respinto le richieste americane di smantellare i tre principali siti nucleari (Fordo, Isfahan e Natanz) e di spedire all'estero tutto il suo uranio arricchito.  

Intanto la retorica anti-Usa è al massimo volume nella Repubblica islamica. Il portavoce delle Forze Armate ha avvertito che "qualsiasi azione avventata americana porterà a un incendio diffuso nella regione", sottolineando che, in caso di scontro, gli interessi Usa nell'area sarebbero a portata dei missili di Teheran. "Non cerchiamo di accendere guerre, ma non ne abbiamo paura e difenderemo con forza la nostra patria e gli interessi del nostro popolo", ha dichiarato il generale di brigata Abolfazl Shekarchi. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:14

Bere acqua calda fa bene? Falsi miti e (pochi) benefici, le risposte

(Adnkronos) - Un bicchiere d'acqua per cominciare la giornata. E' l'abitudine consolidata più o meno di chiunque. Acqua dal rubinetto o da una bottiglia, generalmente fresca o fredda. Ma non solo. L'abitudine di bere un bicchiere di acqua tiepida, se non calda, è più diffusa di quanto si pensi e si basa su convinzioni che, soprattutto in alcuni paesi, appaiono radicate: si ritiene che l'acqua calda migliori la digestione, acceleri il metabolismo, favorisca la disintossicazione dell'organismo.  

 

Il tema torna sotto i riflettori di Popular Science, che prova a fare chiarezza. "Bere acqua calda o tiepida può produrre un effetto positivo, ma i benefici sono spesso amplificati", dice la professoressa Diane Lindsay-Adler, nutrizionista e docente al New York Medical College. In generale, una bevanda calda - non necessariamente solo acqua - può avere un effetto positivo per soggetti alle prese con un raffreddore o con gola irritata. Limone, miele e aglio nell'acqua possono portare giovamento secondo la dottoressa Natasha Bhuyan. Dare sollievo, però, non significa curare. Bevande calde non elimineranno la causa della gola arrossata o del naso 'gocciolante': il malessere dipende da virus e batteri. 

 

Capitolo digestione: c'è chi beve acqua calda pensando di ottenere un effetto sul relativo al tratto gastrointestinale che viene stimolato dal liquido a temperatura più o meno 'elevata'. I nervi inviano un avviso al resto del sistema gastrointestinale, spiega la professoressa Allison Miner, docente di nutrizione e studi alimentari alla George Mason University. Il liquido caldo, acqua compresa, può causare il movimento del tratto gastrointestinale e innescare il processo di eliminazione delle scorie.  

"Ecco perché le bevande calde sono comunemente raccomandate dai gastroenterologi come prima bevanda al mattino, quando si è malati o stitici", aggiunge la professoressa Lindsay-Adler evidenziando che "l'effetto è neurologico e muscolare: il calore favorisce il rilassamento e aumenta il benessere, il che può indirettamente favorire la digestione". Il meccanismo però non è automatico, né costante o generalizzato. Il discorso, in sostanza, è simile a quello che erroneamente attribuisce all'acqua calda qualità 'curative' in relazione al mal di gola.  

 

La scienza è ancor più netta quando si associa all'acqua calda il 'potere' di accelerare il metabolismo: "C'è una sorta di costo metabolico quando ingeriamo qualcosa che non è alla temperatura del nostro corpo, un costo metabolico molto lieve e non cambia il nostro peso corporeo", sentenzia la professoressa Milner. 

Altro mito da sfatare: l'idea che l'acqua calda non ha nessuna proprietà disintossicante. "La disintossicazione si basa su fegato e reni", taglia corto Lindsay-Adler. Non ci sono prove che un bicchiere d'acqua calda sia diverso dall'acqua a temperatura ambiente o fredda. Non è in discussione l'importanza dell'acqua e di una corretta idratazione per garantire la corretta funzionalità di reni e fegato. 

L'acqua calda, riassumendo, non fa particolarmente bene. Può far male? Non più di altre bevande 'hot'. Il rischio reale è uno solo ed è legato all'assunzione di liquidi con una temperatura superiore a 65 gradi: farlo in maniera sistematica può irritare l'esofago, provocando un processo di infiammazione che può rappresentare il punto di partenza di patologie più complesse. In tal senso, è opportuno limitare il consumo di bevande roventi. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

00:08

Sanremo 2026, TonyPitony e il caco sul palco: il significato del gesto

(Adnkronos) - TonyPitony ha mantenuto la sua promessa: ha portato un caco sul palco dell'Ariston a Sanremo 2026. Il cantante è stato ospite oggi, venerdì 27 febbraio, al Festival in occasione della serata delle cover per duettare con Ditonellapiaga sulle note di 'The Lady Is a Tramp', celebre brano di Frank Sinitra.  

Alla fine dell'applauditissima esibizione, il cantante mascherato da Elvis Presley ha estratto un caco - sì, il frutto - e lo ha poggiato sul palco dell'Ariston, lasciando i telespettatori interdetti.  

Un gesto comunque in linea con il suo stile provocatorio. In realtà il riferimento non è casuale. Il gesto è da ricercare in uno dei suoi brani, 'Tony's Vocal', in cui canta: "Se vado a ****** giuro che **** sul palco. E non lo dico per dire, lo dico veramente".  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

23:05

Sanremo 2026, Mario Biondi e Alex Britti: la cover con Sayf

(Adnkronos) - Mario Biondi e Alex Britti tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpretano il brano 'Hit the Road Jack' di Ray Charles, con Sayf, in gara al Festival con il brano 'Tu mi piaci tanto'. 

Classe 1971, Mario Biondi (Ranno vero cognome) è nato a Catania. Biondi cresce in una famiglia d'arte: il padre Stefano Ranno, noto come Stefano Biondi, era cantante e musicista. Mario sceglie di adottare il cognome Biondi in omaggio al padre. Fin da piccolo si sibisce in chiese e teatri locali e diventando voce solista di cori gospel. 

Dopo alcuni anni di gavetta, la svolta arriva nel 2004 con il singolo This Is What You Are, che lo rende noto anche al pubblico internazionale. Nel 2006 pubblica l’album Handful of Soul vendendo oltre 300.000 copie in Italia e consolidando la sua fama. Successivamente escono album di successo con diverse collaborazioni di artisti italiani e internazionali, tra cui Renato Zero, Amalia Gré e Chiara Civello. 

Nel 2013 Biondi pubblica Sun che lo consacra come artista internazionale, con tour in Europa, Stati Uniti e Giappone. La sua musica fonde soul, jazz e funk, ispirata anche da grandi nomi della musica italiana come Lucio Battisti, Gino Paoli e Pino Daniele.  

Mario Biondi è padre di dieci figli avuti da quattro donne diverse, tra cui la moglie Romina Lunari.  

Alex Britti nasce a Roma il 23 agosto 1968. Impara a suonare la chitarra a soli 8 anni e già a 17 anni si esibisce come chitarrista accompagnando band e artisti internazionali. Nel 1992 pubblica il suo album d’esordio come cantautore, Alex Britti. Il primo grande traguardo arriva con Solo una volta (o tutta la vita) che conquista le classifiche italiane. Nel 1999 vince la sezione Nuove proposte del Festival di Sanremo con Oggi sono io, brano che lo consacra nel panorama della musica italiana. L’anno successivo ottiene un ottimo riscontro con i singoli Una su 1.000.000 e La vasca. 

Con il quinto album in studio, Fiesta, Britti esplora jazz e blues, collaborando con Maurizio Costanzo e firmando canzoni come Quanto ti amo. Nel 2011 partecipa alla colonna sonora del film Immaturi con il brano omonimo, che gli vale una candidatura ai David di Donatello.  

Britti ha anche partecipato a Celebrity MasterChef nel 2017 e dal 2018 è docente nel talent show Amici di Maria De Filippi. Tra i singoli più recenti si ricordano Brittish e Una parola differente. 

Dal 2003 ha avuto una relazione con la showgirl Luisa Corna, durata circa un anno. Successivamente ha conosciuto Nicole, con cui si è sposato e ha avuto un figlio, Edoardo. Appassionato di calcio, tifa per la Roma, e colleziona chitarre: attualmente ne possiede più di 50, conservando gelosamente anche il primo strumento con cui ha imparato a suonare. 

Hit the road Jack and don't you come back 

No more, no more, no more, no more 

Hit the road Jack and don't you come back no more 

What you say? 

Hit the road Jack and don't you come back 

No more, no more, no more, no more 

Hit the road Jack and don't you come back no more 

Old woman, old woman, don't treat me so mean 

You're the meanest old woman that I've ever seen 

I guess if you said so 

I'll have to pack my things and go (that's right) 

Hit the road Jack and don't you come back 

No more, no more, no more, no more 

Hit the road Jack and don't you come back no more 

What you say? 

Hit the road Jack and don't you come back 

No more, no more, no more, no more 

Hit the road Jack and don't you come back no more 

Now baby, listen baby, don't ya treat me this way 

'Cause I'll be back on my feet some day 

(Don't care if you do 'cause it's understood) 

(You ain't got no money, you just ain't no good) 

Well, I guess if you say so 

I'll have to pack my things and go (that's right) 

Hit the road Jack and don't you come back 

No more, no more, no more, no more 

Hit the road Jack and don't you come back no more 

What you say? 

Hit the road Jack and don't you come back 

No more, no more, no more, no more 

Hit the road Jack and don't you come back no more 

Well (don't you come back no more) 

Uh, what you say? (Don't you come back no more) 

I didn't understand you (don't you come back no more) 

You can't mean that (don't you come back no more) 

Oh, now baby, please (don't you come back no more) 

What you tryin' to do to me? (Don't you come back no more) 

Oh, don't treat me like that (don't you come back no more). 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

23:03

Sanremo 2026, Joan Thiele chi è: la cover con Nayt

(Adnkronos) - Joan Thiele tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreta il brano 'La canzone dell'amore perduto' di Fabrizio De André, con Nayt, in gara al Festival con il brano 'Prima che'. 

Il palco dell'Ariston non è nuovo per Joan Thiele, l'artista ha partecipato come concorrente big lo scorso anno con il brano 'Eco'.  

Alessandra Joan Thiele, in arte Joan Thiele, è nata a Desenzano del Garda il 21 settembre del 1991. Cantautrice e produttrice discografica italiana poliedrica di origini italiane, svizzere e colombiane. La sua musica è un mix di influenze di culture e luoghi: Colombia, Caraibi, Canada e Inghilterra.  

La sua carriera musicale ha inizio a Londra, dove nel 2016 muove i primi passi nella musica e comincia a farsi conoscere ai più attraverso il suo primo EP omonimo 'Joan Thiele' con i singoli 'Save Me' e 'Taxi Driver'. Nel 2018 pubblica il suo album d'esordio, 'Tango'. Nel frattempo, collabora con Myss Keta, Elodie e con il rapper Nitro. Nel 2020 pubblica il suo primo EP in italiano, 'Operazione Oro' che mescola pop, R&B e suggestioni cinematografiche che ricordano le colonne sonore del cinema italiano anni 60-70.  

Il 6 dicembre esce, su tutte le piattaforme digitali, 'Veleno', il nuovo singolo che anticipa il suo percorso al Festival di Sanremo 2025. 

Nel 2023 ha vinto il premio David di Donatello alla migliore canzone originale per 'Proiettili (ti mangio il cuore)', brano della colonna sonora del film, Ti mangio il cuore, presentato alla 79esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. 

Joan Thiele ed Elodie sono molte amiche, le due colleghe hanno collaborato per il brano 'Proiettili', contenuto nel film “Ti mangio il cuore”, in cui Elodie è protagonista. Nel 2026 è apparsa nel film Franco Battiato - Il lungo viaggio di Renato De Maria e, in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, si è esibita all'Arena di Verona nel brano Il mondo di Jimmy Fontana insieme a Roberto Bolle 

Ricordi, sbocciavan le viole 

con le nostre parole 

"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai", 

Vorrei dirti ora le stesse cose 

ma come fan presto, amore, ad appassire le rose 

così per noi 

L'amore che strappa i capelli è perduto ormai, 

non resta che qualche svogliata carezza, e un po' di tenerezza 

E quando ti troverai in mano 

quei fiori appassiti al sole 

di un aprile ormai lontano, 

li rimpiangerai 

Ma sarà la prima che incontri per strada 

che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato, 

per un amore nuovo. 

E sarà la prima che incontri per strada 

che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato, 

per un amore nuovo. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

23:02

Sanremo 2026, Dardust chi è: la cover con Ermal Meta

(Adnkronos) - Dardust tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreta 'Golden Hour' di JVKE, insieme a Ermal Meta, concorrente in gara con il brano 'Stella stellina'. 

Dardust, nome d’arte di Dario Faini è uno polistrumentista, compositore e produttore tra i più influenti della musica italiana contemporanea. Dardust ha alle spalle collaborazioni con alcuni dei nomi più importanti della scena italiana, da Mahmood a Thegiornalisti, passando per Emma Marrone e Giusy Ferreri.  

Nasce ad Ascoli Piceno e inizia da giovanissimo con il pianoforte, spicca subito la sua capacità di fondere il pianoforte classico con sonorità elettroniche. Nel 2006 firma un contratto come autore con la Universal Music Publishing, esperienza che lo introduce al mondo della composizione professionale. 

Nel 2015 debutta come artista solista con l’album 7, seguito l’anno successivo da Birth, dando vita al progetto Dardust, omaggio evidente a Ziggy Stardust di David Bowie. È autore di brani di successo per artisti come Mahmood, vincitore del Festival di Sanremo 2019 con Soldi, e ha firmato cinque brani al Festival di Sanremo 2021, tra cui Voce di Madame, La genesi del tuo colore di Irama e Amare de La Rappresentante di Lista, oltre a Glicine di Noemi e Quando trovo te di Francesco Renga. 

It was just two lovers 

Sittin' in the car, listening to Blonde 

Fallin' for each other 

Pink and orange skies, feelin' super childish 

No Donald Glover 

Missed call from my mother 

Like, "Where you at tonight?" Got no alibi 

I was all alone with the love of my life 

She's got glitter for skin 

My radiant beam in the night 

I don't need no light to see you 

Shine 

It's your golden hour (oh) 

You slow down time 

In your golden hour (oh) 

We were just two lovers 

Feet up on the dash, drivin' nowhere fast 

Burnin' through the summer 

Radio on blast, make the moment last 

She got solar power 

Minutes feel like hours 

She knew she was the baddest, can you even imagine 

Fallin' like I did? 

For the love of my life 

She's got glow on her face 

A glorious look in her eyes 

My angel of light 

I was all alone with the love of my life 

She's got glitter for skin 

My radiant beam in the night 

I don't need no light to see you 

Shine 

It's your golden hour (oh) 

You slow down time 

In your golden hour (oh) 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

22:43

Sanremo 2026, Gianluca Grignani chi è: la cover con Luchè

(Adnkronos) - Gianluca Grignani sarà tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreta il suo celebre brano 'Falco a metà', con Luchè, in gara al Festival con il brano 'Labirinto'. 

Non ha bisogno di presentazioni. Gianluca Grignani è uno degli artisti più amati e più apprezzati nella storia della musica italiana. Nato a Milano il 7 aprile 1972, fin da ragazzo fa della musica la sua passione principale: tra le sue influenze figurano Elvis Presley, The Beatles e Lucio Battisti. Il debutto arriva negli anni ’90 quando partecipa a Sanremo Giovani con La mia storia tra le dita, anticipando l’album Destinazione Paradiso, venduto in Italia in 800.000 copie e in versione spagnola anche in Sud America. La partecipazione al Festival di Sanremo 1995 lo consacra come uno dei cantautori italiani più importanti. 

Nel corso degli anni, Grignani ha pubblicato numerosi album: La fabbrica di plastica (1996), inizialmente contestato ma poi considerato un cult, Campi di popcorn (1998), Sdraiato su una nuvola (2000) e Uguali e diversi (2002). Tra i successi più recenti, Il re del niente (2005) gli vale i premi Mia Martini e Lunezia, mentre nel 2008 torna a Sanremo con Cammina nel sole. Negli anni 2010 collabora con artisti del calibro di Gianni Morandi e Lucio Dalla.  

La sua ultima partecipazione a Sanremo in gara è del 2023, con Quando ti manca il fiato. In quella occasione, nel corso di una sua esibizione, aveva chiesto alla regia di fermare la canzone, citando come riferimento l’episodio di Blanco e le rose spezzate sul palco nella prima serata del Festival: "L’ho imparata a 50 anni questa cosa, a 20 anni non avrei saputo farlo", aveva dichiarato, minimizzando così l'accaduto che aveva scatenato diverse polemiche.  

Nel 2025, Grignani è stato protagonista di una polemica che ha coinvolto Laura Pausini riguardo la cover di La mia storia tra le dita. Secondo l’artista, la cantante non lo aveva citato correttamente e aveva modificato il testo, alterandone il significato originale. A luglio 2025 Pausini aveva annunciato la cover, mentre a settembre Grignani e il co-autore Massimo Luca hanno formalmente diffidato la cantante. Lo staff di Pausini ha definito le accuse "ridicole", spiegando che erano state ottenute le necessarie autorizzazioni dall’editore. 

Gianluca Grignani è stato sposato con Francesca Dall’Olio, dalla quale ha avuto quattro figli – Ginevra, Giselle, Giosuè e Giona – la coppia si separa poi nel 2020. Oggi sembrerebbe essere single. 

Negli anni, Grignani ha dovuto affrontare diverse vicende personali: un’indagine per droga nel 2007 da cui è stato scagionato e il ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza nel 2008. 

Sono seduto su un grattacielo 

Vedo gli aerei passare 

Poi guardo giù, voglio saltare 

Voglio imparare a volare 

E allora volo via 

Siamo in viaggio io e la mente mia 

Guardami, ho già spiccato il volo 

Ed ora sono proprio sopra casa tua 

Il falco va 

Senza catene 

Fugge agli sguardi 

Sa che conviene 

E indifferente sorvola già 

Tutte le accuse 

Boschi e città 

Io che son falco 

Falco a metà 

Sono di nuovo sul grattacielo 

Ed ho imparato a volare 

Se guardo giù quello che vedo 

Ora è la gente passare 

E chissà se questo è 

Il segreto per vivere con me 

Seduto su un grattacielo devo stare 

In alto come un falco 

Per non farmi catturare 

Ma il falco va 

Senza catene 

Fugge agli sguardi 

Sa che conviene 

E indifferente sorvola già 

Tutte le accuse 

Boschi e città 

And so my friends 

Libera le ali, ogni anima le ha (oh-oh-oh) 

Rubale alla libertà 

And so my friends 

Libera le ali, ogni anima le ha (oh-oh-oh) 

Rubale alla libertà 

Il falco va 

Senza catene 

Fugge agli sguardi 

Sa che conviene 

E indifferente 

Sorvola già 

Tutte le accuse 

Boschi e città 

Io che son falco 

Falco a metà 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

22:43

Sanremo 2026, Michele Zarrillo chi è: la cover con Sal Da Vinci

(Adnkronos) - Michele Zarrillo sarà tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreterà il suo celebre brano 'Cinque giorni', con Sal Da Vinci, in gara al Festival con il brano 'Per sempre sì'. 

Una delle carriere più longeve e acclamate nella storia della musica italiana. Michele Zarrillo nasce a Roma il 13 giugno 1957. Negli anni ’70 fonda il gruppo Semiramis. Nel 1974 è voce solista del gruppo Rovescio della Medaglia, iniziando a farsi notare nel panorama musicale italiano. 

Negli anni successivi firma brani per artisti come Renato Zero e Ornella Vanoni. Nel 1987 vince nella categoria 'Nuove Proposte' con La notte dei pensieri'.  

Nel 1994 partecipa alla kermesse canora con 'Cinque Giorni', si classifica al quinto posto, ma consolida Zarrillo tra i grandi della musica italiana. Partecipa ancora al Festival con L’alfabeto degli amanti nel 2006 e L’ultimo film insieme nel 2008. 

Nel 2013 ha dovuto mettere in stop la sua carriera a causa di un infarto. Torna in scena nel 2014. Nel 2018 Michele Zarrillo partecipa come giudice e coach al programma Ora o mai più e nel 2021 partecipa come ospite al Festival di Sanremo. Ma sul palco dell’Ariston torna anche nel 2023 con Will durante la serata delle cover. 

Cinque giorni che ti ho perso 

Quanto freddo in questa vita, ma tu 

Non mi hai cercato più 

Troppa gente che mi chiede 

Scava dentro la ferita e in me 

Non cicatrizzi mai 

Faccio male anche a un amico 

Che ogni sera è qui 

Gli ho giurato di ascoltarlo 

Ma tradisco lui e me 

Perché quando tu sei ferito non sai mai, oh mai 

Se conviene più guarire 

O affondare giù, per sempre 

Amore mio, come farò 

A rassegnarmi a vivere 

E proprio io che ti amo 

Ti sto implorando 

Aiutami a distruggerti 

Cinque giorni che ti ho perso 

Mille lacrime cadute 

Ed io inchiodato a te 

Tutto e ancora più di tutto 

Per cercare di scappare 

Ho provato a disprezzarti 

A tradirti, a farmi male 

Perché quando tu stai annegando non sai mai, oh mai 

Se conviene farsi forza 

O lasciarsi andare giù nel mare 

Amore mio, come farò 

A rassegnarmi a vivere 

E proprio io che ti amo 

Ti sto implorando 

Aiutami a distruggerti 

Se un giorno tornerò nei tuoi pensieri 

Mi dici tu chi ti perdonerà 

Di esserti dimenticata ieri 

Quando bastava stringersi di più 

Parlare un po' 

Amore 

E proprio io che ti amo 

Ti sto implorando 

Aiutami a distruggerti 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

22:42

Sanremo 2026, Caterina Caselli riceve il premio alla carriera: l'omaggio al 'Casco d'Oro'

(Adnkronos) - Il Festival di Sanremo 2026 ha omaggiato Caterina Caselli. Il 'Casco d'Oro' della canzone italiana è salita sul palco dell'Ariston durante la serata delle cover del 27 febbraio per ricevere il premio alla carriera dal conduttore e direttore artistico della kermesse canora, Carlo Conti.  

Caterina Caselli sta per compiere ottant'anni (è nata il 10 aprile 1946), ma il suo sguardo resta quello di una donna che sa guardare avanti. Il 'Casco d'Oro' della canzone italiana non è solo un soprannome dovuto all'iconica acconciatura a caschetto che la rese famosa negli anni Sessanta: è il simbolo di una personalità che ha attraversato decenni di musica, costume e cultura popolare con la stessa energia di una giovanissima ragazza che cresceva a Magreta, frazione di Formigine, in provincia di Modena. Figlia di un salumiere socialista e di una magliaia, Caterina ha conosciuto presto il dolore: il suicidio del padre quando lei aveva quattordici anni le lasciò un segno indelebile, ma anche una determinazione silenziosa, la voglia di costruire la propria vita con le proprie regole. 

Dagli esordi in piccoli complessi emiliani alla partecipazione, a diciassette anni, a "Voci Nuove" di Castrocaro, Caselli ha mostrato subito una curiosità instancabile per la musica e lo spettacolo. Non era la ragazza che si accontentava di cantare: cercava di capire, di sperimentare, di mettersi in gioco. Trasferitasi a Milano, e poi a Roma, frequentò il celebre Piper, il tempio del Beat italiano, dove si esibiva non solo per farsi ascoltare, ma per condividere un'esperienza generazionale: ballare, cantare, sfidare la noia dei matusa e respirare la libertà dei giovani anni Sessanta. 

Il talento di Caselli emerge subito: la sua voce chiara e decisa, la capacità di interpretare brani che univano ironia, passione e modernità, le permisero di imporsi in un panorama dominato dagli uomini. Non era solo una cantante: era un personaggio capace di incarnare lo spirito di un'epoca. La sua carriera da interprete, negli anni Sessanta e Settanta, è costellata di successi: dal trionfo al Festivalbar con "Perdono", ai film musicali come "Io non protesto, io amo", da Saremo con "Nessuno mi può giudicare" fino a piccoli capolavori come "Insieme a te non ci sto più", che ancora oggi vengono considerati tra i vertici della canzone italiana per capacità interpretativa ed eleganza stilistica. 

Ma Caterina Caselli non si è fermata alla ribalta: il suo vero genio emerge dietro le quinte. Nel 1975, dopo il matrimonio con il discografico Piero Sugar e la nascita del figlio Filippo, decise di ritirarsi dalle scene per dedicarsi alla carriera di produttrice discografica. Con un fiuto eccezionale, ha scoperto e lanciato alcuni dei più grandi nomi della musica italiana: Andrea Bocelli, Elisa, i Negramaro, gli Avion Travel, Malika Ayane, Madame, Sangiovanni. La sua etichetta Ascolto, e successivamente il lavoro nella Sugar Music, hanno segnato decenni di successi, creando una filiera musicale capace di unire qualità artistica e intuizione commerciale. 

Caterina Caselli ha saputo attraversare generazioni di ascoltatori senza mai perdere identità. La sua figura è un ponte tra passato e presente: dagli anni del beat e dei balzi al Piper, agli scenari contemporanei in cui la musica è sempre più digitale e veloce, Caselli ha mantenuto uno sguardo lucido e raffinato, consapevole del valore della qualità e della ricerca del talento. Non c’è stata moda o tendenza capace di smuovere la sua convinzione: la musica deve emozionare, la carriera deve avere senso, e il talento va coltivato con rispetto. 

Oltre alla musica, Caterina Caselli ha lasciato un segno anche nel cinema e nella televisione. Dai film musicali degli anni Sessanta alle apparizioni in programmi come "Senza Rete" o il recente docufilm "Caterina Caselli - Una vita 100 vite", la sua presenza ha sempre trasmesso un equilibrio raro tra fascino e autorevolezza. E anche quando ha cantato di nuovo, come nel 2006 per il film "Arrivederci amore, ciao", vincendo il David di Donatello per la migliore canzone originale, o nel 2012 al Concerto per l'Emilia insieme a Francesco Guccini, ha dimostrato che la sua voce non invecchia, così come non invecchiano la sua curiosità e la sua energia creativa. 

Caterina Caselli è stata anche una figura simbolo della rivoluzione femminile silenziosa degli anni Sessanta. La sua immagine, il suo stile e il modo di cantare portavano con sé un messaggio chiaro: la donna può essere autonoma, libera, forte e creativa. La rivendicazione di spazi emotivi e affettivi nei testi delle sue canzoni precedeva il femminismo organizzato, incarnando una rivoluzione intima, privata, ma percepita da milioni di giovani ascoltatori. 

Oggi, il "Casco d'Oro" non è solo un ricordo iconico: è una testimonianza vivente di come talento, intelligenza, perseveranza e coraggio possano trasformare la storia di un'intera industria. Sessant'anni di carriera - tra palco, studio, management e produzione - fanno di Caterina Caselli un simbolo della musica italiana, ma anche della capacità di reinventarsi, di guidare, di ascoltare e di capire ciò che conta veramente. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

22:29

Sanremo 2026, canta Tredici Pietro e a sorpresa arriva... Gianni Morandi

(Adnkronos) - Alla fine Tredici Pietro lo ha fatto: ha portato il papà Gianni Morandi sul palco del Festival di Sanremo 2026. In occasione della quarta serata, quella dedicata alle cover, il cantante in gara alla kermesse ha sorpreso il pubblico dell'Ariston con una presenza (quasi) inaspettata.  

Inizialmente era prevista un'esibizione con Galeffi, Fudasca & Band, con il brano 'Vita' di Morandi e Lucio Dalla, omaggiando comunque la carriera del padre. Ma alla fine... Tredici Pietro ha deciso di sorprendere tutti portando anche Gianni Morandi sul palco, che è entrato a sorpresa.  

Il brano è stato rivisitato con l'inserimento di alcune strofe rap, trasformandolo così in un brano generazionale tra passato e presente. L'eterno ragazzo ha cercato di seguire il figlio anche nelle movenze, regalando un'esibizione unica. Alla fine della performance, Morandi emozionato ha detto: "Cantare insieme a lui è una cosa... ero tesissimo spero sia andato bene". "Sei stato bravissimo", ha risposto il figlio con orgoglio. Si vede che l'hai fatta un paio di volte". 

"Stasera su quel palco ho provato un’emozione diversa da tutte le altre. L'ho calcato tante volte, ma farlo accanto a mio figlio Pietro è stato qualcosa che mi porterò dentro per sempre", ha scritto Gianni Morandi in un post su Facebook. "Quando mi ha chiesto di essere lì con lui a Sanremo ero incredulo. Lui, così indipendente, così determinato a costruire la sua strada da solo, mi ha davvero spiazzato. Mi ha detto che sarebbe stato uno dei momenti più belli della sua vita e che voleva viverlo con me, per poterselo ricordare per sempre", ha aggiunto. "Grazie Pietro, per questo pezzo di vita insieme" 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

22:28

Sanremo 2026, Alfa chi è: la cover con Enrico Nigiotti

(Adnkronos) - Alfa tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreta 'En e Xanax' di Samuele Bersani, insieme a Enrico Nigiotti, concorrente in gara con il brano 'Ogni volta che non so volare'. 

Alfa, all’anagrafe Andrea De Filippi, nasce a Genova nel 2000. La passione per la musica nasce e cresce sin dall'infanzia: inizia a studiare chitarra a otto anni, sperimenta con il pianoforte e alle medie entra in una band, consolidando la passione per la musica e la composizione di brani.  

Inizialmente si avvicina al mondo del rap, partecipando a gare di freestyle locali. Tuttavia, con il tempo, abbandona la scena rap, sentendosi distante. La sua ricerca di autenticità lo porta così a uno stile più ricercato, fatto di testi sinceri. 

Nel 2019 pubblica il primo album, 'Before Wanderlust', seguito da 'Nord' nel 2021. Il successo arriva nel 2023 con 'Bellissimissima', che scala le classifiche italiane, segnando una vera e propria svolta nella sua carriera. 

Il 2024 rappresenta l'anno della consacrazione: Alfa partecipa al Festival di Sanremo con il brano 'Vai', si classifica decimo. Il brano anticipa l’uscita del suo terzo album, 'Non so chi ha creato il mondo ma ne era innamorato'. Parte poi con il suo primo tour nei palazzetti italiani. 

Parallelamente alla musica, Alfa completa il liceo classico a Genova nel 2020 e intraprende brevemente gli studi universitari in Economia a Milano, poi interrotti per dedicarsi a tempo pieno alla carriera musicale.  

Il nome d’arte Alfa deriva dalla prima lettera dell’alfabeto greco, e simboleggia per Andrea un 'inizio' e un continuo rinnovamento, un tratto che Andrea ha sempre ricercato nella sua carriera.  

Il cantante ha parlato spesso della sua adolescenza, segnata da momenti difficili: vittima di bullismo a scuola, il cantante ha imparato a trasformare le difficoltà in forza, trasportando quelle sensazioni nella musica. Per lui, la musica resta un rifugio e una forma di crescita personale e la considera la sua "migliore amica". 

En e Xanax non si conoscevano 

Prima di un comune attacco di panico e subito 

Filarono all'unisono 

Lei, la figlia di un'americana trapiantata a Roma 

E lui, un figlio di puttana 

Ormai disoccupata 

En e Xanax, si tranquillizzavano 

Con le loro lingue al gusto di medicina amara 

E chiodi di garofano 

Lei per strada, lui rubava i libri della biblioteca 

E poi glieli leggeva 

Seduto sopra un cofano 

Se non ti spaventerai con le mie paure 

Un giorno che mi dirai le tue 

Troveremo il modo di rimuoverle 

In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore 

E su di me puoi contare per una rivoluzione 

Tu hai l'anima che io vorrei avere 

En e Xanax quando litigavano 

Avrebbero potuto fermare anche il traffico di New York 

O uccidersi al telefono 

Lei si calmava, lui la ritrovava nuda sulla sedia 

E poi sovrapponevano 

Il battito cardiaco 

Se non ti spaventerai con le mie paure 

Un giorno che mi dirai le tue 

Troveremo il modo di rimuoverle 

In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore 

E su di me puoi contare per una rivoluzione 

Tu hai l'anima che io vorrei avere 

En e Xanax si anestetizzavano 

Con le loro lingue al gusto di menta e marijuana 

E poi si addormentavano 

E poi si addormentavano 

E poi si addormentavano 

E poi si addormentavano 

E poi si addormentavano 

E poi si addormentavano 

E poi si addormentavano 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli