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Il senatore Menia e il diverbio con la coppia gay a Fiumicino: "Siate educati", "Omofobo"

(Adnkronos) - Diverbio in aeroporto, a Fiumicino, tra il senatore triestino di Fratelli d'Italia Roberto Menia e una coppia gay, nella saletta di attesa dello scalo romano. A far scattare Menia, le effusioni tra due uomini, una coppia gay, che nel corso di una videochiamata si lascia andare a carezze e baci. "Io -dice all'AdnKronos Menia- gli ho semplicemente ricordato l'educazione, sottolineando che le regole valgono per tutti". Dalla coppia la replica, con l'accusa di omofobia e il diverbio che si accende. "Lei è una brutta persona, un omofobo", mi hanno apostrofato, racconta Menia. In zona anche il capogruppo del M5S di Palazzo Madama, Luca Pirondini, che interviene invitando il senatore meloniano a calmarsi e a non dare lezioni di educazione a nessuno. "Anche una assistente dell'aeroporto si è avvicinata -aggiunge Menia- . Anche lei ha visto che sono stato insultato, hanno minacciato pure di usare le mani, ma io non avevo certo timore, comunque -conclude- questi pensano di potersi comportare come vogliono, mentre ci sono regole di educazione che valgono per tutti". 

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Categoria: cronaca

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Più isolati con lo smart working, in uno studio l'impatto sul benessere mentale

(Adnkronos) - Sulla carta a molti piacerebbe essere 'smart worker': potersi risparmiare il viaggio in auto o sui mezzi pubblici per raggiungere l'ufficio, svolgere la propria attività in un ambiente più rilassato, poter pranzare a casa. Ma la realtà non è così rosea come sembra. Secondo un nuovo studio, il lavoro da remoto ha un prezzo in termini umani e la bilancia costi-benefici non è così favorevole. Chi lo pratica in maniera prolungata finisce per essere più solo e con un benessere peggiorato. La ricerca che fotografa l'impatto sulla salute mentale dello smart working è pubblicata su 'Science' e si basa sui dati di sondaggi condotti su oltre 500mila americani.  

C'è uno spartiacque che separa un prima e un dopo: la pandemia di Covid. Sull'onda dell'emergenza sanitaria vissuta a livello globale, infatti, una delle misure adottate in molti Paesi per arginare la corsa del virus è stata disporre che le aziende adottassero o aumentassero laddove possibile i livelli di smart working. Quello che però emerge dallo studio - firmato da Natalia Emanuel della Federal Reserve Bank of New York con i colleghi Amanda Pallais di Harvard University e Emma Harrington di University of Virginia - è che l'aumento del lavoro da remoto, causato dalla pandemia, ha incrementato notevolmente il tempo trascorso in solitudine e peggiorato la salute mentale dei lavoratori. L'analisi appena pubblicata va oltre la principale conseguenza del lavoro a distanza solitamente valutata negli studi precedenti: la produttività dei lavoratori. I risultati dello studio suggeriscono che "il passaggio al lavoro da casa comporta costi misurabili a livello di popolazione", scrivono Emma Zhang e Rourke O'Brien della Yale University in un articolo di approfondimento correlato.  

Dopo che la pandemia ha portato molte persone a lavorare da casa, gli esiti delle ricerche che valutavano l'impatto sulla salute mentale dei dipendenti sono stati contrastanti. Per comprendere meglio l'effetto del lavoro da remoto sul benessere umano, Emanuel e colleghi hanno quindi analizzato nel dettaglio i dati di 5 sondaggi rappresentativi a livello nazionale condotti negli Stati Uniti, che insieme coprono un arco di tempo di oltre un decennio e includono 568mila intervistati. Gli esperti hanno confrontato le esperienze dei lavoratori prima della pandemia (dal 2011 al 2019) con quelle del periodo successivo al picco (dal 2022 al 2024), escludendo gli anni di emergenza sanitaria acuta del 2020 e del 2021. E hanno scoperto che i lavoratori con mansioni che si prestavano al lavoro da remoto hanno sperimentato un aumento post-pandemia sostanzialmente maggiore del tempo trascorso in solitudine, un peggioramento del benessere mentale misurato da diversi indicatori e un aumento dell'utilizzo di servizi di salute mentale e di prescrizioni mediche. 

Questi effetti sono stati particolarmente pronunciati tra le persone che già vivevano da sole. "Poiché i nostri dati si fermano al 2024, non possiamo cogliere appieno gli adattamenti a lungo termine tra i lavoratori che possono lavorare da remoto", puntualizzano gli autori mettendo in evidenza un limite del loro studio. Qualora infatti i lavoratori avessero apportato modifiche, come ad esempio coltivare reti sociali al di fuori del lavoro, potrebbero non averne ancora tratto tutti i benefici al momento della ricerca, argomentano. "Nell'ambito di diverse modalità di lavoro a distanza - concludono dunque Emanuel e colleghi - sia le singole persone che le organizzazioni potrebbero voler dare priorità" all'esigenza di "ridurre l'effetto di isolamento del lavoro da remoto, ad esempio coordinando delle giornate in ufficio per i lavoratori ibridi o incoraggiando l'interazione informale, anche online" degli smart worker. 

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Categoria: salute

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Berlusconi e Dell'Utri, archiviate le accuse per le stragi di mafia del 1993: "Nessuna prova"

(Adnkronos) - Dopo oltre trent’anni di indagini, processi, riaperture e archiviazioni, arriva un nuovo punto fermo giudiziario nell’inchiesta sui presunti mandanti esterni della stagione stragista della mafia che nel 1993 insanguinò l’Italia. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha disposto l’archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello Dell’Utri, ultimo indagato nel procedimento aperto dalla Direzione distrettuale antimafia fiorentina per fare luce su eventuali responsabilità esterne a Cosa Nostra nella pianificazione degli attentati che colpirono Firenze, Milano e Roma. Si tratta della sesta archivIazione nello stesso filone di indagine sui cosiddetti mandanti esterni delle stragi mafiose.  

Nel decreto firmato il 15 gennaio scorso, il gip afferma che "mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi". Una conclusione che segna l’ennesimo capitolo di una delle inchieste più lunghe e controverse della storia giudiziaria italiana e che rappresenta la sesta archiviazione del fascicolo relativo ai cosiddetti “mandanti occulti” delle stragi.  

 

La stagione stragista del 1993 rappresenta uno dei momenti più drammatici della lotta tra lo Stato e la mafia. Dopo gli attentati del 1992 in cui persero la vita i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Cosa Nostra avviò una nuova strategia terroristica che spostò il teatro degli attacchi dalla Sicilia al resto del Paese. 

Il 27 maggio 1993 un’autobomba esplose in via dei Georgofili, a Firenze, provocando la morte di cinque persone e causando danni devastanti al patrimonio artistico della città. Due mesi più tardi, nella notte tra il 27 e il 28 luglio, un’altra autobomba esplose in via Palestro, a Milano, causando cinque vittime. Nelle stesse ore, a Roma, due ordigni colpirono la basilica di San Giovanni in Laterano e la chiesa di San Giorgio al Velabro. A questi attentati si aggiunse il tentato attacco allo stadio Olimpico di Roma del 23 gennaio 1994, che non andò a segno per un malfunzionamento del sistema di innesco. Per quelle stragi, negli anni successivi, la magistratura ha ottenuto condanne definitive nei confronti dei principali vertici mafiosi coinvolti nella strategia del terrore, tra cui Totò Riina, Leoluca Bagarella, Matteo Messina Denaro e i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano. 

 

 

Una volta individuati e condannati gli esecutori e gli organizzatori mafiosi degli attentati, l’attenzione investigativa si è concentrata su una domanda rimasta aperta per decenni: Cosa Nostra agì da sola oppure vi furono soggetti esterni interessati a orientare o sfruttare politicamente la campagna stragista? Su questa ipotesi si è sviluppata gran parte dell’attività investigativa della Procura di Firenze. L’obiettivo era verificare se, oltre ai vertici mafiosi già condannati, esistessero figure del mondo politico, economico o istituzionale che avessero avuto un ruolo nell’ideazione o nella promozione delle stragi. Nel corso degli anni il fascicolo è stato aperto, archiviato e successivamente riaperto più volte sulla base di nuove dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni e ulteriori elementi investigativi. 

 

 

L’ultima riapertura risale al dicembre 2022, quando la Direzione distrettuale antimafia fiorentina iscrisse nuovamente nel registro degli indagati Silvio Berlusconi (indagato sino al momento del suo decesso, il 12 giugno 2023) e Marcello Dell’Utri. Secondo l’impostazione investigativa della Procura di Firenze, la strategia stragista avrebbe avuto anche una finalità politica. In particolare, gli inquirenti cercavano di verificare l’ipotesi che gli attentati fossero stati funzionali a favorire un nuovo scenario politico nazionale caratterizzato dall’ascesa di Forza Italia. All’interno di questo quadro investigativo, Marcello Dell’Utri era sospettato di avere svolto un ruolo di collegamento tra ambienti mafiosi e il nascente progetto politico che avrebbe portato alla vittoria elettorale del 1994. L’accusa ipotizzava che Dell’Utri avesse istigato o sollecitato il boss Giuseppe Graviano a promuovere la campagna stragista. Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe inoltre avuto una funzione di “indicatore dei luoghi” da colpire, contribuendo all’individuazione degli obiettivi degli attentati. 

Per la Procura fiorentina, la creazione di un clima di paura e instabilità avrebbe potuto favorire cambiamenti negli equilibri politici italiani in una fase storica segnata dalla fine della Prima Repubblica e dal crollo dei tradizionali partiti di governo.  

 

 

Si trattava tuttavia di una ricostruzione che, secondo il gip, non ha trovato riscontri sufficienti per sostenere un’accusa in giudizio. Nel decreto di archiviazione, il giudice Patrizia Martucci evidenzia come gli elementi raccolti non siano stati ritenuti idonei a dimostrare l’esistenza di rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e, di conseguenza, tra l’organizzazione mafiosa e Marcello Dell’Utri nell’ambito della progettazione delle stragi. La decisione arriva dopo che la stessa Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento al termine delle ulteriori verifiche investigative. Il gip ha dunque condiviso la valutazione finale degli stessi magistrati inquirenti, ritenendo che il materiale raccolto nel corso delle indagini non fosse sufficiente a superare la soglia richiesta per l’esercizio dell’azione penale. 

Fin dall’inizio dell’inchiesta, la difesa di Dell’Utri ha respinto ogni addebito, definendo le accuse prive di fondamento. Gli avvocati dell’ex senatore di Forza Italia hanno contestato in particolare l’attendibilità di alcune dichiarazioni provenienti da collaboratori di giustizia e hanno sostenuto che mancassero riscontri oggettivi capaci di confermare le ipotesi formulate dagli investigatori. Nel luglio 2023 gli investigatori avevano eseguito perquisizioni nell’abitazione e negli uffici milanesi di Dell’Utri, acquisendo documentazione ritenuta utile agli accertamenti. Tuttavia, anche tali attività non hanno prodotto elementi considerati decisivi per sostenere le contestazioni formulate. 

 

 

Parallelamente all’inchiesta sulle stragi del 1993, negli ultimi anni l’attenzione degli investigatori si è concentrata anche su alcuni consistenti versamenti economici effettuati da Silvio Berlusconi a favore di Marcello Dell’Utri e della moglie. Secondo gli atti giudiziari, a Marcello Dell'Utri sarebbero arrivati complessivamente circa 42 milioni di euro da Berlusconi dal 2014, attraverso bonifici e altre operazioni finanziarie contestate dagli inquirenti. Secondo la ricostruzione riportata dagli inquirenti in un procedimento distinto, tali somme avrebbero potuto rappresentare una forma di compensazione o di sostegno economico riconducibile a vicende ancora oggetto di approfondimento giudiziario. Tra le ipotesi formulate dalla Procura figurava quella del cosiddetto “prezzo del silenzio”, espressione utilizzata nell’ambito dell’attività investigativa per descrivere il possibile significato attribuito a quei trasferimenti di denaro. Questo filone, tuttavia, segue un percorso autonomo rispetto all’indagine sulle stragi ed è stato trasferito alla magistratura milanese per competenza territoriale dove è tuttora pendente. 

 

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Categoria: cronaca

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Effetto clima 'pazzo' sulle infezioni da zanzare, per ogni grado in più il rischio aumenta del 20%

(Adnkronos) - Effetto 'clima pazzo' sulle malattie trasmesse dalle zanzare: per ogni grado di temperatura in più, il rischio di infezioni come Dengue, Chikungunya e West Nile aumenta del 16-32%: una media del +20% e oltre, stando ai dati discussi dai massimi esperti nazionali e regionali intervenuti insieme ai rappresentanti di Istituto superiore di sanità e ministero della Salute al congresso 'Arbovirosi: nuove sfide per l'Italia', che si è appena concluso a Verona. Un evento organizzato dall'Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, centro di eccellenza nella ricerca, diagnosi e cura di queste patologie.  

"Non sono più malattie sporadiche e importate - avvertono gli specialisti - ma problemi di salute pubblica" che non risparmiano l'Italia, diventata oggi un''osservata speciale' per il pericolo crescente di aree sempre più estese interessate da possibili focolai stabili e autoctoni, come hanno dimostrato i numeri delle ultime stagioni estive. Un quadro che rende "necessari diagnosi precoci e interventi tempestivi per ridurre la trasmissione" e scongiurare epidemie: interventi istituzionali da progettare con un'ottica One Health che integri salute umana, animale e ambientale, accompagnati da un'opera di sensibilizzazione e responsabilizzazione dei cittadini. Chiamati anche loro ad adottare "misure preventive individuali e domestiche per ridurre l'esposizione alle punture di zanzara", dall'uso di repellenti e zanzariere alla rimozione delle acque stagnanti. 

L'innalzamento delle temperature aumenta la capacità di trasmissione delle arbovirosi perché favorisce la sopravvivenza e la proliferazione delle zanzare, nonché la capacità di replicazione virale di Dengue, Chikungunya e West Nile, spiegano gli esperti che citano 3 studi pubblicati su 'Frontiers in Climate', 'Tropical Medicine and Infectious Disease' e 'Parasitology & Vector-Borne Diseases'.  

Nel primo lavoro, da un'analisi di 45 studi condotti nei Paesi a più alta incidenza di Dengue - Brasile, Indonesia e India - i ricercatori hanno evidenziato l'associazione tra variabili climatiche e incidenza della malattia, calcolando un rischio del 16% in più per ogni incremento di 1 grado della temperatura. Il secondo studio, condotto sui 1.145 casi di West Nile registrati in Italia tra il 2012 e il 2020, ha identificato la temperatura media dell'aria come principale fattore climatico predittivo della patologia, con un aumento del 32% di rischio di ammalarsi per ogni grado centigrado in più. L'ultima ricerca, attraverso una revisione sistematica di 34 studi sperimentali, ha confermato l'impatto della temperatura sulla capacità delle zanzare di trasmettere anche la Chikungunya, con effetto più marcato al di sopra dei 28 gradi centigradi. 

"Le arbovirosi non sono più eventi importati e sporadici, ma si stanno progressivamente stabilizzando nel nostro territorio, sostenute da un cambiamento climatico che amplia le aree geografiche esposte. Rappresentano dunque un gruppo di malattie importanti per la salute pubblica", afferma Federico Gobbi, direttore del Dipartimento di Malattie infettive e tropicali dell'Irccs di Negrar e professore associato di Malattie infettive all'università di Brescia. "Punto chiave delle anomalie climatiche - aggiunge Federica Gobbo, medico veterinario del Laboratorio di entomologia sanitaria dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie - è l'effetto combinato sul ciclo riproduttivo delle zanzare tigre, che diventa più rapido, e sulla stabilità di temperature più miti durante l'inverno, non più in grado di decimare le larve, come avviene in Italia, con l'effetto di una stagione attiva anticipata e prolungata". 

"Di fronte a questo scenario - dichiara Anna Teresa Palamara, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell'Iss - la vera sfida risiede nella capacità di non farsi trovare impreparati: è fondamentale mantenere un monitoraggio costante e una sorveglianza attiva anche in assenza di criticità o di evidenti emergenze epidemiche. Solo attraverso una prevenzione continua e strutturata è possibile intercettare precocemente i segnali di rischio prima che si trasformino in focolai diffusi. Per questo motivo l'Istituto superiore di sanità è da sempre in prima fila, offrendo competenze multidisciplinari cruciali per il contrasto preventivo e permanente alle arbovirosi e facendo da raccordo con le altre istituzioni, nazionali e locali. Questo stesso convegno, che segue quello analogo che si è svolto lo scorso anno in istituto, è un ottimo esempio di collaborazione, che può diventare un appuntamento annuale per mettere l'accento sul problema delle arbovirosi all'inizio della stagione".  

Secondo il bollettino diramato a maggio dall'Iss, con dati al 30 aprile, dall'inizio del 2026 sono stati confermati 133 casi di Dengue, tutti associati a viaggi all'estero. L'anno record è stato il 2024, con oltre 700 casi a livello nazionale e il più grande focolaio mai registrato in Europa, identificato a Fano nelle Marche con 223 casi. Per la Chikungunya, invece, dal primo gennaio a fine aprile 2026 sono 13 i casi confermati, tutti importati. Il 2025 è stato un anno eccezionale per questa arbovirosi, con 469 casi contro i 17 dell'anno precedente, di cui 384 sono stati autoctoni da trasmissione locale, mentre solo 85 legati a viaggi all'estero. Anche per il West Nile, presente in Italia con trasmissione autoctona da oltre 20 anni, il 2025 ha rappresentato un anno record. Con 274 casi registrati, il nostro è stato il Paese più colpito in Europa, ricorda una nota dal meeting veronese. Nel ultimo report dell'Iss si segnalavano anche 3 casi di Zika virus, tutti importati. Per tutte le arbovirosi moniorate, da inizio anno nessun decesso. 

"A preoccupare gli esperti è anche la mancanza di terapie farmacologiche specifiche per la Dengue e la Chikungunya - rimarca Gobbi - Per queste due patologie esistono dei vaccini, ma al momento sono indicati soltanto per viaggiatori che si recano in zone endemiche: è necessario valutare un loro eventuale utilizzo anche in caso di epidemie autoctone", ritiene lo specialista. "In questo quadro - sottolinea - rafforzare il sistema di sorveglianza e migliorare l'allerta e la rapidità di risposta, con il contributo attivo dei cittadini, consentirebbe di ridurre drasticamente la trasmissione. Una zanzara tigre che punge un paziente con Chikungunya può trasmettere a sua volta questa infezione dopo soli 5 giorni, per cui in presenza di febbri estive improvvise associate ad altri malesseri è fondamentale rivolgersi subito al proprio medico", raccomanda Gobbi. "Ciò consente, in caso di diagnosi positiva di infezione, di attivare la disinfestazione e di fermare in tempo la catena di trasmissione".  

"Ma la lotta alla diffusione delle arbovirosi - ammoniscono gli esperti - si gioca anche sul terreno della prevenzione, attraverso misure che riducono al minimo l'esposizione alle punture delle zanzare, usando repellenti, zanzariere e svuotando, non solo in estate, ma anche in primavera e autunno, contenitori di acqua stagnante come sottovasi, secchi e grondaie, per eliminare i siti di riproduzione". 

"Per limitare la diffusione di queste patologie, la strategia chiave è dunque 'fare rete': da un lato la sinergia tra operatori sanitari e istituzioni a ogni livello, dall'altra una collaborazione più diretta e attiva tra ospedale, territorio e cittadini, in un approccio One Health che integri l'attività tra laboratori di riferimento umani, istituti zooprofilattici e sorveglianza ambientale", conclude Claudio Cracco, amministratore delegato dell'Irccs di Negrar, centro pioniere del sistema di sorveglianza istituito dalla Regione Veneto a partire dal 2010. 

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Categoria: salute

23:40

Iran, l'avvertimento di Trump: "Se Teheran uccide soldati americani, attacco subito"

(Adnkronos) - Donald Trump potrebbe decidere di attaccare nuovamente l'Iran? Sì. E' il presidente degli Stati Uniti a indicare "un'ottima ragione" che spingerebbe la Casa Bianca a riprendere l'offensiva come Teheran. "Se uccidessero soldati americani lo farei molto rapidamente. E' una domanda molto interessante", dice Trump - abbozzando un sorriso - nello Studio Ovale rispondendo alle domande dei cronisti. "Abbiamo perso 13 soldati, sono 13 di troppo. Ma l'Iran non avrà un'arma nucleare", afferma il presidente mettendo sui piatti della bilancia il prezzo pagato a livello di vite umane e il risultato ottenuto. La guerra è congelata dalla tregua mentre Washington e Teheran dialogano, tra frenate e ostacoli, per concludere definitivamente il conflitto. 

 

Se servisse, Trump sarebbe anche disposto a incontrare l'ayatollah Mojtaba Khamenei, la Guida Suprema della repubblica islamica. "Non voglio un meeting, ma se dovessi incontrare" Khamenei "sarei onorato. Vorrei vedere se fosse possibile fare un accordo. Se dovesse esserci un incontro, sarei rispettoso. Direi che non sono la sua persona preferita, ma penso che lui sia un 'professionista' e in certi ambienti ha un'ottima reputazione", dice il presidente. 

Sul tavolo dei negoziati, tra i nodi spicca quello relativo all'uranio arricchito al 60% da Teheran. Trump è convinto che gli Stati Uniti, alla fine, entreranno in possesso della "polvere nucleare". Il materiale va recuperato dai depositi sotterranei in cui è collocato da tempo. Il presidente americano ammette di aver pensato, all'inizio della guerra, ad un'azione per acquisire l'uranio arricchito. "Non è però come andare in Venezuela: arrivi, agisci in 5 minuti, te ne vai. Lì in Iran devi rimanere 2 settimane, devi trasportare equipaggiamenti e apparecchiature in una zona di guerra. All'inizio dell'operazione avevamo pensato di farlo, ma avremmo dovuto rimanere lì per 1-2 settimane e l'idea non mi piaceva", spiega rispondendo alle domande dei media. "Potremmo recuperare il materiale anche ora, stiamo controllando 3 impianti: ci sono telecamere puntate su ogni centimetro di terra, sapremmo cosa fare se qualcuno si avvicinasse", afferma.  

Capitolo Hormuz: lo Stretto, ancora sotto la minaccia di missili e droni iraniani, è blindato dal blocco navale degli Stati Uniti. Trump ribadisce che i paesi europei avrebbero dovuto agire per sostenere gli sforzi degli Stati Uniti. "Non abbiamo bisogno dell'aiuto, siamo il paese più potente del mondo", dice il presidente. "Abbiamo offerto alla Nato la possibilità di aiutare, non ne avevamo bisogno. E non abbiamo bisogno del petrolio che passa per lo Stretto di Hormuz. Serve a loro, alcuni paesi europei ne hanno un bisogno tremendo e avrebbero dovuto dire 'vogliamo aiutare'", dice. 

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Categoria: internazionale/esteri

22:30

Trump non ha dubbi: "Gli italiani mi adorano"

(Adnkronos) - "Gli italiani adorano Trump". Donald Trump si concede una battuta nello Studio Ovale per rispondere ad una domanda sul restauro della fontana dedicata a Cristoforo Colombo a Washington. "Cosa rappresenta la fontana? Gli italiani adorano Trump", dice il presidente americano. "C'era chi voleva tirare giù la statua. Noi non solo non lo abbiamo fatto, ma l'abbiamo resa più bella. Non pensavo che il marmo sarebbe stato così bello una volta ripulito da graffiti e scritte", dice il presidente. Alla domanda sull'Italia posta dalla giornalista Maria Luisa Rossi Hawkins fa seguito una domanda sul rapporto con i paesi europei in relazione allo Stretto di Hormuz: che tipo di aiuto vorrebbero gli Stati Uniti? "Non abbiamo bisogno dell'aiuto, siamo il paese più potente del mondo. Abbiamo offerto alla Nato la possibilità di aiutare, non ne avevamo bisogno. E non abbiamo bisogno del petrolio che passa per lo Stretto di Hormuz. Serve a loro, alcuni paesi europei ne hanno un bisogno tremendo e avrebbero dovuto dire 'vogliamo aiutare'", dice Trump. 

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Categoria: internazionale/esteri

21:28

Grazia a Minetti, Travaglio: "La procura di Milano chieda scusa al Fatto Quotidiano"

(Adnkronos) - "La procura non può accusare il Fatto Quotidiano di falso, è diffamazione. Quella cosa lì se la rimangiano e chiedono scusa, altrimenti li denunciamo". Marco Travaglio, direttore del fatto Quotidiano, si esprime così a Otto e mezzo, su La7, in relazione alla vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti. La procura generale di Milano ha confermato il parere favorevole alla grazia evidenziando che "risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito". 

"Il caso è chiuso per quanto riguarda le competenze del presidente della Repubblica, del ministero della Giustizia e della procura generale di Milano. Il caso per noi non è chiuso, continueremo a lavorare su questa vicenda invereconda per dare notizie. Non sta a noi, al Fatto Quotidiano, dare e togliere la grazia. Noi ci siamo occupati di una grazia che non stava né in cielo né in terra. Abbiamo fatto interviste a testimoni che hanno smontato punto per punto il parere della procura di Milano favorevole alla grazia, abbiamo offerto notizie dicendo per primi che era stata concessa la grazia", dice Travaglio. "Abbiamo fatto interviste che non possono essere smentite, i magistrati non hanno sentito questi testimoni: non ho mai visto un'inchiesta relativa ad un testimone che non viene sentito. Potevano sentire i testimoni senza fare rogatorie.  

Noi continueremo a documentare che i due presupposti all'orgine della grazia non sono veri: la Minetti avrebbe cambiato vita dopo la morte di Berlusconi, il bambino poteva essere curato solo all'estero. La procura non può accusare il Fatto Quotidiano di falso, è diffamazione. Quella cosa lì se la rimangiano e chiedono scusa, altrimenti li denunciamo", aggiunge. I legali di Nicole Minetti hanno preannunciato una richiesta di risarcimento 'monstre'. Anche in questo caso, Travaglio prospetta l'ipotesi di un'azione legale: "Chi chiede cifre di questo tipo in genere finisce per sborsare soldi e non li riceve".  

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Categoria: cronaca

21:14

Sonia Bruganelli: "Donate gli organi". L'appello dopo due mesi trascorsi in ospedale

(Adnkronos) - "Donate gli organi". È questo l'appello di Sonia Bruganelli lanciato sui social, tramite le Instagram stories, dopo aver trascorso due mesi in ospedale al fianco della figlia Silvia Bonolis, nata dal matrimonio con l'ex marito Paolo Bonolis.  

L'imprenditrice aveva condiviso la notizia del ricovero della figlia lo scorso 10 maggio, nel giorno della Festa della mamma. Bruganelli non ha mai reso noto il motivo del ricovero, ma è noto che Silvia sia nata con una patologia cardiaca congenita. Subito dopo la nascita, infatti, ha subito un’operazione delicata. La giovane ha riportato una ipossia cerebrale che le ha causato danni neurologici con conseguenze sul piano motorio. 

L'ex moglie di Bonolis ha prima ringraziato gli utenti per tutti i messaggi ricevuti, poi ha voluto lanciare un messaggio importante, frutto dalla sua permanenza in ospedale: "Non avete idea di quanti bambini siano in ospedale in attesa di un cuore, di un polmone. Io credo che, nel 2026, in un'epoca in cui tutto sta diventando sostituibile dall'intelligenza artificiale, l'unica cosa che non possiamo sostituire è il nostro corpo e quindi i nostri organi. Donarli credo sia un atto di civiltà e di rispetto per la vita". 

Durante il ricovero della figlia, Sonia Bruganelli si è fatta carico del dolore che si respira nei corridoi di un ospedale: "Silvia in questi due mesi ha conosciuto nuovi amici in un posto dove i bambini non dovrebbero vivere mai. In un posto dove ogni giorno le infermiere sono abituate a compiere le manovre più difficili e complicate sempre con un sorriso. In un posto dove ogni mamma diventa mamma di qualsiasi altro bambino per cercare di dare un po' di respiro a qualche mamma che si ritrova da sola".  

Un argomento che le sta molto a cuore: "È importante - ha aggunto Bruganelli - capire che nel disastro e nel dolore di una morte si può regalare una vita a tutti i bambini che ad oggi sono dentro l'ospedale".  

L'imprenditrice, in conclusione, ha sottolineato che la figlia non è stata sottoposta a un trapianto di cuore: "Ha subito un importante intervento, ma non un trapianto. Lo specifico per evitare illazioni".  

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Categoria: spettacoli

21:13

Superenalotto, numeri combinazione vincente: centrati due 5 da 111mila euro

(Adnkronos) - Non sono stati centrati né '6' né '5+1' nel concorso del Superenalotto di oggi, 4 giugno 2026. Sono due invece i punti '5' centrati, che vincono ciascuno 111.841,75 euro: le schedine sono state giocate a Dorno, in provincia di Pavia, e a Trabia, in provincia di Palermo. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 174,1 milioni di euro. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

La combinazione vincente del SuperEnalotto: 12, 33, 43, 55, 74, 75. Numero Jolly 70, SuperStar 59.  

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Categoria: cronaca

20:51

Ucraina-Russia, Zelensky scrive a Putin: "Incontriamoci e chiudiamo la guerra"

(Adnkronos) - "Incontriamoci". E' la proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Vladimir Putin in una lunga "lettera aperta" al presidente della Russia. Il numero 1 di Kiev prende l'iniziativa per favorire una soluzione negoziale della guerra in corso da 4 anni e mezzo. "Può venire a Mosca", la replica del Cremlino attraverso le parole del portavoce Dmitri Peskov. "Sono felice che parlino di un incontro, sarebbe ottimo se si incontrassero. Dovrebbero farlo", la 'benedizione' del presidente americano Donald Trump. "Entrambi scenderanno a compromessi che ho suggerito io. Sono persone eccellenti, guidano paesi splendidi. Penso che arriveranno ad un compromesso", aggiunge. 

 

Zelensky nella lettera sottolinea che "sta ai leader risolvere le questioni chiave, è sempre stato così e sempre lo sarà". "Propongo di fissare una data chiara per un incontro", scrive il presidente ucraino, spiegando che Kiev "propone di mettere fine a questa guerra attraverso un impegno diretto tra noi e voi". E l'Ucraina, assicura Zelensky, "è pronta per un cessate il fuoco completo per la durata dei negoziati".  

Negoziare mentre è in corso una tregua "è una prassi standard e gli attuali sviluppi riguardo all'Iran non fanno che rafforzare questo punto", sottolinea Zelensky nella lunga lettera aperta, che si apre ricordando che quando Putin "arrivò al potere 26 anni fa molte persone in Ucraina lo giudicavano in modo positivo, così era, ma quello era il passato ". "Un tentativo di stabilire un vero silenzio è il modo migliore per iniziare a parlarsi. Crediamo che non sarebbe un semplice tentativo, ma un vero cessate il fuoco, se è quello che volete", sottolinea ancora il presidente ucraino. 

Che poi avverte Putin: "Se lei non arriverà personalmente alla conclusione che è ora di porre fine a questa guerra, l'Ucraina continuerà a lottare per la sua esistenza. Avremo coloro che ci sostengono. Ma anche lei dovrà lottare molto più duramente per la sua stessa esistenza, non quella della Russia, ma la sua". "E questa non è una minaccia da parte mia o dell'Ucraina. È un fatto della storia russa che conoscete bene: quando la Russia si stanca, arriva il cambiamento - conclude - Possiamo lavorare verso quella stanchezza. Può fermare la sua guerra". 

Zelensky sollecita il coinvolgimento dell'Europa e anche degli Stati Uniti nella risoluzione della guerra in Ucraina. Nella lettera, il presidente ucraino scrive: "Abbiamo sentito dire che vi era stata promessa in Alaska la risoluzione di alcune questioni riguardanti l'Ucraina e l'Europa", scrive riferendosi al vertice tra Putin e Donald Trump andato in scena in Alaska il 15 agosto dello scorso anno. "Ma potete constatare da soli che le questioni ucraine ed europee non vengono decise ad Anchorage", afferma. 

"Dato che la guerra si sta svolgendo in Europa, e dato che l'Ucraina necessita di garanzie di sicurezza, mentre anche voi cercate garanzie di sicurezza per voi stessi, sarebbe logico coinvolgere coloro che possono autenticamente fungere da garanti - sottolinea Zelensky - Riteniamo che l'Europa debba far parte di questo processo, coloro che hanno realmente la capacità di influenzare la situazione. Riteniamo inoltre che gli Stati Uniti debbano far parte del processo. Questo è ciò che potrebbe aiutare a plasmare una nuova architettura di sicurezza per la nostra parte di mondo". 

 

La risposta del Cremlino alla lettera arriva a stretto giro: Zelensky può venire a Mosca a incontrare Vladimir Putin "in qualsiasi momento", dice il portavoce Dmitry Peskov. A Putin, nella serata del 4 giugno, la lettera di Zelensky non è ancora stata mostrata, aggiunge Peskov lasciando così lo spazio per una risposta più articolata. Il presidente ucraino, in passato, ha sempre escluso categoricamente l'ipotesi di un incontro nella capitale russa. 

Putin, nelle stesse ora in cui viene resa nota la lettera di Zelensky, incontra i responsabili delle agenzie di stampa internazionali a margine del Forum di San Pietroburgo. "Le truppe russe stanno avanzando ogni giorno lungo tutto il fronte", dice il presidente russo, aprendo in teoria ad una soluzione negoziale: "Siamo certamente pronti e disponibili a raggiungere un accordo con l'Ucraina con mezzi pacifici. E specificamente sulla base di quanto discusso nell'incontro con il presidente Trump ad Anchorage. A quel tempo furono sottoposte alla Russia delle questioni che ci avrebbero permesso di fare certi compromessi". "E la Russia è d'accordo sui compromessi che abbiamo discusso ad Anchorage. Anche la parte ucraina deve essere d'accordo su questi compromessi. E il conflitto giungerà rapidamente alla sua naturale conclusione", afferma ancora. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

20:42

Roland Garros, semifinale Arnaldi-Cobolli trasmessa in chiaro. Binaghi: "Gesto di grande sensibilità"

(Adnkronos) - La semifinale italiana del Roland Garros tra Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli sarà trasmessa in in tv in chiaro chiaro su NOVE domani, venerdì 5 giugno, in diretta da Parigi alle 19 (con prepartita dalle 18:30). Non era mai accaduto che due tennisti italiani si affrontassero in semifinale in un torneo del Grande Slam.  

Anche la semifinale del doppio maschile Bolelli-Vavassori, impegnati contro Granollers-Zeballos, sarà trasmessa alle 12 in chiaro su Supertennis TV, oltre che sui canali Eurosport e sulle piattaforme WBD.  

La notizia è stata commentata così dal presidente della Federtennis Angelo Binaghi: "Desidero ringraziare Eurosport e Warner Bros. Discovery per aver scelto di trasmettere in chiaro sul Nove la semifinale del Roland-Garros che vedrà domani protagonisti Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi, straordinari ambasciatori del tennis italiano nel mondo, e per aver inoltre consentito a SuperTennis di trasmettere in chiaro le fasi finali del doppio maschile che vedono impegnata la nostra fantastica coppia formata da Andrea Vavassori e Simone Bolelli. Si tratta di un gesto di grande sensibilità e attenzione nei confronti dei milioni di appassionati che stanno vivendo con entusiasmo uno dei momenti più importanti della storia del tennis italiano".  

Binaghi ha aggiunto: "La disponibilità dimostrata da Eurosport testimonia come, anche tra operatori con finalità diverse, sia possibile trovare soluzioni intelligenti e collaborative quando in gioco c’è un interesse generale del Paese e la possibilità di avvicinare milioni di persone allo sport. È questo lo spirito che dovrebbe accompagnare sempre i grandi eventi sportivi: la consapevolezza che, in alcuni momenti speciali, la valorizzazione del movimento e la condivisione delle emozioni collettive debbano prevalere su logiche più rigide ed esclusive". E ancora: "Quando lo sport riesce a coinvolgere l’intero Paese, renderlo accessibile al maggior numero possibile di persone significa compiere una scelta di valore non soltanto televisiva, ma anche culturale e sociale". 

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Categoria: sport

20:02

Roland Garros, Chwalinska contro Andreeva nella finale femminile

(Adnkronos) - La polacca Maja Chwalinska contro la russa Mirra Andreeva nella finale del singolare femminile del Roland Garros, in programma sabato 6 giugno a Parigi. Chwalinska, 24 anni e numero 114 del mondo, diventa la prima giocatrice proveniente dalle qualificazioni a raggiungere la finale dello Slam francese. In semifinale, supera la russa Diana Shnaider, testa di serie numero 25, per 7-6 (7-4), 6-4 in 2h10'. Più agevole il successo che Andreeva, numero 8 del tabellone, ottiene contro l'ucraina Marta Kostyuk, testa di serie numero 15: la russa si impone per 6-1, 6-3 in 1h15'. 

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Categoria: sport

19:50

Ambiente, Fritelli (Nextchem): "Mare centrale nello scenario geopolitico"

(Adnkronos) - "L’acqua, come il mare, è da sempre una spinta all’innovazione e al cambiamento. In Nextchem uniamo un approccio ingegneristico rigoroso a una visione umanistica, che si riflette nel nostro motto ‘Planet Aqua, Planet Peace’. Non ci sfugge quanto il mare sia tornato nodale nello scenario geopolitico e altrettanto nodale nel dibattito tra sviluppo e sostenibilità. Uno spazio di convivenza, conflitto e innovazione". Sono le parole di Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, alla Venice Climate Week dove il gruppo porta il suo contributo, “non solo competenza tecnologica, ma una visione industriale concreta".  

Fritelli richiama il ruolo del gruppo: "Il gruppo Maire, di cui faccio parte, è attivo da sempre nella realizzazione di infrastrutture per la produzione di energia. Da qualche anno abbiamo aperto una fabbrica dedicata allo sviluppo di tecnologie per la transizione energetica. Una transizione - sottolinea - che prenderà i prossimi 30 o 50 anni, senza che nessuno, in questo contesto, neghi il fatto che i combustibili fossili rimarranno una fonte del mix energetico che contribuirà ad alimentare questo Paese". 

"Il tema vero è lo sviluppo di quelle tecnologie che, nel tempo, potranno consentire di diversificare dai combustibili fossili - continua - Chi lavora ogni giorno su soluzioni sa che la trasformazione del settore non avviene per salti, ma attraverso un percorso fatto di scelte tecnologiche, integrazione e tempo. Non esiste una panacea, esiste invece la volontà di integrare le tecnologie a disposizione". 

 

Entrando nel merito del business, Fritelli spiega: "Il gruppo è attivo in tre settori principali: la produzione di tecnologie per generare vettori energetici, quindi quelli che fanno muovere le persone; la produzione di tecnologie per le plastiche e la circolarità, quindi tutto ciò che consente di recuperare materiali e le tecnologie che permettono di ridurre l’impatto ambientale dei settori più energivori". Nel caso specifico del settore marittimo "che contribuisce oggi al 3% dell’inquinamento di effetto serra, CO₂, a livello mondiale ed è destinato a crescere in conseguenza della crescita del commercio internazionale, il gruppo offre tecnologie per la produzione di vettori energetici alternativi al diesel o a un combustibile tradizionale", si sofferma. 

"Il nostro lavoro sul maritime parte da un approccio aperto e multi soluzione - spiega Fritelli - Parliamo di una filiera che valorizza metanolo a basso contenuto di carbonio, idrogeno e ammoniaca, tre vettori energetici chiave per avvicinarci a una navigazione a basse emissioni di carbonio. A questi si affiancano le tecnologie di riciclo meccanico e chimico, fondamentali per affrontare un’altra emergenza che riguarda da vicino i nostri mari: la dispersione delle plastiche". Sui carburanti del futuro per lo shipping, Fritelli è netto: "Le tecnologie per la produzione di carburanti che hanno un impatto ambientale minore rispetto a quelli utilizzati oggi nelle imbarcazioni sono l’idrogeno, il metanolo e l’ammoniaca. Ogni Paese si sta posizionando su uno di questi tre vettori energetici". 

E continua: "Noi riteniamo che, per l’Europa e per buona parte del mondo, il metanolo sia il combustibile migliore per la transizione dal combustibile tradizionale. Proponiamo tecnologie per produrre biometanolo da scarti agricoli, metanolo prodotto in maniera tradizionale ma catturando la CO₂ fino all’e metanolo, quello che si ottiene da fonti energetiche rinnovabili – sole, vento, acqua – e che porta a combustibili verdi". 

 

"Il metanolo, tuttavia, ha ancora un costo di produzione abbastanza inarrivabile in termini di competitività a livello mondiale - riconosce - Quando si parla di vettori energetici, si parla di commodities. Le commodities hanno il difetto di dover essere competitive a livello globale, mentre l’energia elettrica deve essere disponibile a livello locale. Una commodity - petrolio, gas, metanolo - deve essere disponibile a un prezzo competitivo a livello mondiale", osserva. Da qui la necessità di un cambio di scala: "Per poter essere competitivi a livello mondiale bisogna ristrutturare l’intero sistema, non è sufficiente fare un’iniziativa localizzata - avverte Fritelli - L’intero sistema significa la produzione del metanolo, le navi che possono utilizzare metanolo, i porti che sono in grado di ospitare attività di bunkering e di distribuzione del metanolo e, in ultima analisi, gli utilizzatori finali che devono essere disponibili a pagare un prezzo maggiore per quel combustibile". 

"C’è il regolatore, c’è l’infrastruttura, ci sono i trasportatori, i produttori: l’intero anello deve essere d’accordo nel percorso da fare - ribadisce - È un cambiamento graduale ma reale, che ci consente di affiancare - e nel tempo superare - i combustibili tradizionali. Ma la sfida più urgente è di ecosistema: perché questo percorso diventi concreto, devono muoversi insieme industria, istituzioni e regolatori, in un’azione coordinata capace di trasformare l’innovazione in realtà operativa". Il fattore tempo resta cruciale: "Il tutto va realizzato in tempi brevi, perché non dimentichiamoci che ci sono le agende 2030 e 2050", ricorda Fritelli. "La Comunità Europea ha fatto una serie di azioni ben precise per arrivare a certe percentuali di decarbonizzazione al 2030 e poi al 2050. È un settore che comunque prevede anche altri attori a livello mondiale". 

In questo quadro, Fritelli richiama il ruolo della Cina: "La rapidità con la quale sta sviluppando nuovi impianti per la produzione di metanolo, anche verde, è senza precedenti a livello mondiale e, come è successo per l’auto elettrica, ci aspettiamo che questo sia di sprone e di incentivo ad altre economie per fare lo stesso". Un approccio "coerente con il nostro animo che cambia orizzonte, ma resta saldo nella convinzione che sia possibile immaginare e disegnare un nuovo futuro dei mari, trasformando obiettivi climatici in soluzioni industriali concrete e scalabili sulla base di tecnologie già disponibili", conclude. 

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Categoria: economia

19:37

Usa-Russia, intesa per tunnel sotto lo Stretto di Bering: "Si farà"

(Adnkronos) - Un tunnel sotto lo Stretto di Bering per collegare Russia e Stati Uniti. Il disgelo tra Mosca e Washington viaggia sul fondo dell'Oceano. Domani sarà firmato un memorandum "per continuare a lavorare al progetto di un tunnel" sotto lo Stretto per un collegamento dalla regione russa della Chukotka all'Alaska, ha anticipato il direttore per il Fondo russo per gli investimenti diretti e inviato del Cremlino per gli investimenti stranieri, Kirill Dmitriev, a margine del Forum economico di San Pietroburgo. 

"Un tunnel si farà. E sarà uno dei progetti per infrastrutture più grandi fra i nostri due Paesi", ha commentato, parlando con i giornalisti. E' presente al Forum per la prima volta da anni una delegazione degli Usa guidata da Rosney Mims Cook, presidente della Commissione belle arti dell'Amministrazione. Dmitriev ha parlato di un accordo raggiunto con una società di consulenza americana specializzata nella progettazione di parchi. Dmitriev aveva già proposto il progetto per un tunnel sotto lo stretto lo scorso ottobre, parlando di una infrastruttura dal costo di 65 miliardi di dollari riducibili a otto, con tecnologia della Boring di Elon Musk. 

 

I rapporti tra Russia e Stati Uniti si gestiscono anche sul ghiaccio. A distanza di oltre sette anni, le nazionali dei due paesi torneranno ad affrontarsi in una partita amichevole di hockey su ghiaccio il prossimo 1 luglio a Mosca. L'evento assume un significato particolare alla luce dell'esclusione delle squadre russe dalle competizioni internazionali decisa nel 2022, dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina. L'annuncio è stato dato dal presidente e amministratore delegato della Camera di commercio americana in Russia (AmCham Russia), Robert Agee, durante la sessione "Russia-Usa: Dialogo delle culture" del Forum di San Pietroburgo. L'incontro si svolgerà in concomitanza con le celebrazioni per il 250° anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti, che ricorre il 4 luglio. Lo riporta il Moscow Times. 

L'iniziativa nasce dai colloqui avuti nel marzo 2025 tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, che avevano discusso la possibilità di organizzare una serie di incontri amichevoli tra squadre russe e americane nei due Paesi. "Speriamo che questo contribuisca a sciogliere il ghiaccio che si è formato tra noi", ha dichiarato Agee. Il manager ha spiegato che la partita si disputerà al palaghiaccio del complesso olimpico Luzhniki e vedrà la partecipazione anche della stella russa della National Hockey League (Nhl), Alexander Ovechkin, di cui è noto il sostegno a Putin. Le squadre saranno composte da un mix di giocatori professionisti e dilettanti. 

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Categoria: internazionale/esteri

19:27

La 'rinascita' di Belen Rodriguez: il racconto sui social dopo il ricovero

(Adnkronos) - Belen documenta la sua rinascita. Dopo la notizia del suo ricovero in ospedale, la showgirl argentina è tornata attiva sui social per condividere momenti della sua quotidianità.  

Belen ha condiviso nelle ultime ore un carosello di foto dove, tra selfie e scatti allo specchio, si è mostrata serena davanti all'obiettivo. Tra le immagini, compare anche la secondogenita Luna Marì. Belen si è immortalata davanti a uno specchio in tenuta sportiva, poi mentre durante un pranzo nel cuore di Milano e infine in un selfie in macchina, mentre manda un bacio alla telecamera.  

Belen sta condividendo la sua ripartenza dopo un periodo difficile. Lo scorso 25 maggio la showgirl è stata trasportata al Policlinico di Milano per accertamenti, a seguito dell'allarme lanciato da uno dei vicini, preoccupato per le grida provenienti dalle finestre del suo appartamento in zona Brera. Dopo circa 24 ore di ricovero, la showgirl è stata dimessa. 

 

 

Sotto il post non mancano messaggi di sostegno e affetto da parte degli utenti, dove le augurano una pronta guarigione: "Io ti auguro di stare bene con te stessa e di volerti bene di più! Apprezza quello che la vita ti sta donando, lasciare stare tutto ciò che è superficiale,accetta i cambiamenti ed osservali in una maniera positiva", "Ti auguro il meglio", "Ricorda cara Belen, noi donne cadiamo 10 volte e ci rialziamo 11", si legge.  

La popolare showgirl argentina qualche tempo fa aveva anche raccontato in un video del periodo difficile che stava attraversando e della depressione che in passato l'aveva colpita. "Non ho mai fatto un segreto di aver sofferto di attacchi di panico. Ne ho avuti, nella vita, uno dopo l'altro. Non è facile riuscire ad accettarsi con queste fragilità, soprattutto quando fai un lavoro pubblico e la tua fragilità può diventare anche una presa in giro", aveva confessato. 

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Categoria: spettacoli

19:26

Ambiente, Università Genova-AmSpec Italia-Conou presentano progetto per rilevamento rapido Pfas

(Adnkronos) - Sviluppare strumenti rapidi, selettivi e a basso costo per rilevare la presenza di Pfas direttamente sul campo, anche in contesti ambientali e industriali complessi. E' questo l’obiettivo del progetto di ricerca sui 'Dispositivi Analitici in Carta per il Rilevamento in-situ di Pfas', presentato oggi al Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova. Il progetto è sviluppato dal Laboratorio di Nanostrutture per l’Energia e l’Ambiente dell’Università di Genova, in collaborazione con AmSpec Italia S.r.l. e Conou – Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati. 

La ricerca nasce per rispondere a una delle sfide ambientali e sanitarie più rilevanti degli ultimi anni: il monitoraggio dei Pfas, sostanze per- e polifluoroalchiliche note anche come “Forever Chemicals” per la loro estrema stabilità e persistenza nell’ambiente. Utilizzati per decenni in numerosi ambiti industriali e domestici, i Pfas sono oggi al centro dell’attenzione internazionale per la loro ampia diffusione e per capacità di contaminare acqua, suolo e organismi viventi. La crescente consapevolezza dei rischi legati alla loro presenza ha spinto le autorità internazionali, tra cui l’Epa statunitense, a definire limiti di esposizione sempre più restrittivi. 

Attualmente, il metodo analitico standard per la rilevazione, basato su EPA 537.1 – SPE + HPLC-MS/MS richiede però strumentazioni complesse, comporta costi elevati per campione ed è difficilmente applicabile direttamente sul campo, nonché poco agevole su matrici non acquose, come gli oli lubrificanti. Da qui la novità del progetto: sviluppare metodi di screening innovativi realizzati mediante dispositivi analitici in carta, capaci di offrire analisi più rapide, accessibili, selettive e utilizzabili anche su matrici complesse. L’attività di ricerca comprenderà la progettazione di reagenti specifici e lo sviluppo di modelli predittivi per migliorare la velocità e l’efficienza delle analisi. 

 

L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’Accordo Quadro tra il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale – Laboratorio di Nanostrutture per l’Energia e l’Ambiente e AmSpec Italia S.r.l., che ha portato alla nascita della “AmSpec Academy”, piattaforma dedicata allo sviluppo di attività di ricerca congiunta. “La capacità di analizzare matrici potenzialmente inquinate e inquinanti rappresenta da sempre una sfida tecnologica e metodologica per le imprese del settore – dichiarano da AmSpec Italia - Partecipare a questa ricerca, mettendo al servizio le nostre competenze, è per noi un obiettivo prioritario, poiché attraverso un’iniziativa di tipo aziendale possiamo concretamente contribuire al benessere della collettività.”  

“I Pfas sono un problema ambientale complesso e articolato. È necessario agire su più livelli, a partire dal passaggio fondamentale della loro individuazione – dichiara Laura Gaggero Prorettrice alla Ricerca dell’Università di Genova - In questo contesto si inserisce questa ricerca, che mira a sfruttare tecnologie innovative per ottenere sistemi di screening in grado di rispondere alle reali esigenze industriali”.  

“La raccolta dei rifiuti industriali pericolosi, come l’olio minerale usato, richiede un’attenzione sempre maggiore al monitoraggio degli inquinanti organici persistenti”, dichiara Riccardo Piunti, presidente del Conou. “I controlli preventivi in fase di raccolta devono essere rapidi e di agevole esecuzione. I Pfas saranno l’inquinante del secolo: è necessario attrezzarci al meglio, da subito”. 

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Categoria: economia

19:19

Vannacci: "Pozzolo non era ubriaco, rimane in Futuro Nazionale"

(Adnkronos) - Roberto Vannacci 'perdona' il deputato Emanuele Pozzolo, al volante con un tasso alcolemico superiore alla norma. "Se Pozzolo ha sbagliato, come sembra che effettivamente abbia sbagliato perché aveva un tasso alcolemico maggiore rispetto a quello consentito, sarà sanzionato in base a quanto previsto dalla normativa vigente. La legge è uguale per tutti, anche per Pozzolo", dice il leader di Futuro Nazionale in una conferenza stampa. "Pozzolo resterà nel partito perché io non abbandono nessuno. Nessuno rimane indietro di quelli che sono stati con me in 1000 campi di battaglia. E quindi non rimane indietro neanche mio partito politico, a meno che non ci sia dolo, colpa grave o menefreghismo", aggiunge l'ex generale. 

"Risultare positivo al tasso alcolemico non significa che una persona è ubriaca. Il codice della strada prevede che al di là di 0,5 incorrono delle sanzioni per chi guida. Ma la definizione di ubriaco è diversa da quella che conosco io. Ubriaco è una persona incapace di intendere e di volere e che quindi non è responsabile delle azioni che sta commettendo. Invece lo 0,5% del tasso alcolemico previsto dal codice della strada è un limite tecnico messo dal codice della strada per il quale Pozzolo sarà sanzionato. Non mi risulta - afferma Vannacci - che il codice della strada dica che chi supera lo 0,5% è ubriaco. Dice che è vietato guidare con un tasso alcolemico superiore allo 0,5". 

Futuro Nazionale, a quanto pare, si allarga. "Non metto limiti alla provvidenza, quando ci saranno nuovi ingressi, li annunceremo", sorride Roberto Vannacci quando gli chiedono di rivelare i nomi delle prossime new entry parlamentari. Se l’ex generale della Folgore non si pronuncia per non ‘bruciare’ i papabili, ambienti vicini a Futuro Nazionale assicurano che presto arriveranno due deputati di Forza Italia, Maurizio Pierro e Davide Bergamini. Tra i potenziali nuovi acquisti di Vannacci figurano anche i leghisti Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof. 

Futuro Nazionale intanto si concentra sulle elezioni amministrative. "Stiamo lavorando per una squadra forte e stiamo anche lavorando per un candidato sindaco a Roma. Questo è quello che faremo anche alle politiche nazionali e quello che faremo a Milano e in tantissimi altri Comuni dove ci saranno le amministrative o le elezioni regionali. Sono appena tornato dalla Sicilia e ho appena detto che anche in Sicilia, dove si svolgeranno le regionali, saremo presenti", dice Vannacci, prima di soffermarsi su eventuali alleanze politiche alle prossime scadenze elettorali: "Poi se nell'ambito delle strategie politiche che si svilupperanno saranno possibili delle alleanze e delle sinergie tra forze che si avvicinano agli stessi principi di Futuro Nazionale senza passare quelle famose linee rosse che ho già definito e che per noi non sono negoziabili, questo lo vedremo durante lo svolgimento dell'attività politica, ma non è un discorso da farsi oggi nella maniera più assoluta". 

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Categoria: politica

19:13

Vaccini, Selvi (Longevitas): "Prevenzione chiave per popolazione anziana"

(Adnkronos) - “Quando parliamo di longevità e di invecchiamento in salute, la prevenzione vaccinale è fondamentale perché consente di ridurre l'impatto di tutte quelle infezioni che interessano soprattutto la popolazione anziana e che hanno un carico gravoso in termini di ospedalizzazioni e di danni per la salute, con complicanze che possono essere anche a lungo termine. È importante, quindi, per allungare la vita e migliorarne la qualità”. Così Eleonora Selvi, presidente di Fondazione Longevitas, partecipando oggi a Roma alla tappa di ‘Un Consiglio in salute’. Si tratta di un’iniziativa promossa dal Consiglio Regionale del Lazio, in collaborazione con Asl Roma 1 e La Banca delle visite, dedicata alla salute e al benessere delle persone anziane. 

Durante l’incontro i cittadini hanno avuto la possibilità di accedere gratuitamente alla vaccinazione herpes zoster, a screening oncologici, rilevazione dei parametri vitali e orientamento ai servizi sanitari territoriali. La dottoressa si sofferma poi sul progetto ‘Vaccinarsi nel Lazio’ che “prevede una serie di giornate di sensibilizzazione della popolazione over 65 sull'importanza della prevenzione vaccinale”. Gli appuntamenti sono organizzati in collaborazione con le Asl “coinvolgendo le associazioni territoriali e i luoghi di aggregazione, proprio per avvicinare la prevenzione vaccinale ai luoghi nei quali le persone passano la maggior parte del loro tempo - spiega Selvi - I centri ludico-ricreativi diventano così dei veri e propri hub di salute. Queste giornate sono state inserite anche nel programma ‘Consiglio in Salute’ del Consiglio Regionale del Lazio”. 

 

“Quando parliamo di prevenzione vaccinale, la prossimità è fondamentale - continua - soprattutto per avvicinarsi ai cittadini più adulti, più anziani e più fragili. Questo vale per tutte le vaccinazioni dell'età adulta. Penso, ad esempio, all'herpes zoster, una delle ultime entrate nel calendario vaccinale che registra ancora coperture molto basse. Per questa vaccinazione, la disponibilità degli studi dei medici di medicina generale o delle stesse farmacie può essere veramente importante, non solo per avvicinare i cittadini, ma anche per sfruttare l'opportunità della co-somministrazione insieme alla vaccinazione antinfluenzale e a quella anti-pneumococcica”, osserva. 

“Ciò agevolerebbe sicuramente tutte quelle persone che sono frenate non tanto dall'esitazione vaccinale, quanto dalla difficoltà di accedere a strutture che spesso vengono percepite come distanti - sottolinea - Penso soprattutto alle aree interne e a tutte quelle zone meno servite del nostro Paese in cui diventa veramente complicato accedere alle strutture sanitarie. In questo contesto, il medico di medicina generale e la farmacia dei servizi diventano quel punto di riferimento capace di semplificare la vita dei cittadini, con grande vantaggio per la salute della comunità”. 

Selvi conclude poi con l’auspicio che “che tutte le regioni italiane vadano in questa direzione, puntando proprio sulla prossimità. Anche per la Regione Lazio, che ha appena firmato un protocollo d'intesa con le farmacie, sarebbe importante estenderlo alla vaccinazione contro l'herpes zoster. L'auspicio è, dunque, che si vada verso una capillarità sempre maggiore”. 

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Categoria: cronaca

19:03

Atletica, oggi Golden Gala a Roma: da Jacobs a Battocletti, programma gare e dove vederle in tv e streaming

(Adnkronos) - Torna il Golden Gala Pietro Mennea. Oggi, giovedì 4 giugno, allo stadio Olimpico di Roma arriva la quarta tappa della Diamond League 2026, l'unico appuntamento in Italia del massimo circuito mondiale di atletica. L’Italia sarà rappresentata - tra gli altri - da assi come Marcell Jacobs, Andy Diaz, Leonardo Fabbri e Nadia Battocletti (saranno 18 gli azzurri impegnati). Tra campioni e stelle internazionali, ecco tutti gli orari delle gare e dove vederle in tv e streaming.  

Ecco il programma delle gare:  

19.10 Tiro del giavellotto (maschile) 

19.15 Salto con l’asta (femminile) 

19.48 Salto triplo (maschile) 

21.04 400 ostacoli (femminile) 

21.07 Salto in alto (maschile) 

21.15 800 metri (maschile) – non valevole per la Diamond League 

21.27 Getto del peso (maschile) 

21.28 100 ostacoli 

21.35 Salto in lungo (maschile) 

21.38 5000 metri (femminile) 

22.04 110 ostacoli 

22.15 400 metri (femminile) 

22.27 200 metri (femminile) 

22.37 1500 metri (femminile) 

22.52 100 metri (maschile) 

Ecco tutti gli atleti italiani impegnati oggi: 

Tiro del giavellotto (maschile): Giovanni Frattini 

Salto con l’asta (femminile): Elisa Molinarolo 

Salto triplo (maschile): Andy Diaz 

400 ostacoli (femminile): Alice Muraro, Ayomide Folorunso 

Salto in alto (maschile): Matteo Sioli 

800 metri (maschile): Francesco Pernici 

Getto del peso (maschile): Leonardo Fabbri, Zane Weir 

100 ostacoli: Giada Carmassi, Alessia Succo 

Salto in lungo (maschile): Gabriele Chilà 

5000 metri (femminile): Nadia Battocletti 

400 metri (femminile): Anna Polinari 

200 metri (femminile): Elisa Valensin 

1500 metri (femminile): Ludovica Cavalli, Gaia Sabbatini 

Tutte le gare del Golden Gala a Roma saranno visibili in diretta tv su Rai 2, dalle 21. Le competizioni saranno disponibili anche in streaming su Rai Play (dalle 20). 

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Categoria: sport

19:03

Da Duplantis a Paltrinieri, il Premio Fair Play Menarini accende la sua trentesima edizione

(Adnkronos) - C'è chi ha conquistato il mondo con un'impresa indimenticabile e chi ha trasformato un'intera carriera in un esempio di lealtà e rispetto. Sono i protagonisti della 30/a edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini, i cui vincitori sono stati annunciati oggi nel Salone d'Onore del Coni. Dal calcio al nuoto, dalla scherma allo sci paralimpico, passando per atletica, basket, pattinaggio di velocità e pallavolo: l’edizione 2026 del Premio riunisce campioni che hanno emozionato tifosi e appassionati in tutto il mondo e che continuano a lasciare il segno anche fuori dalle competizioni. “Siamo felicemente riuniti nel Salone d’Onore del Coni, dove c’è la storia dello sport italiano e dei suoi valori, per il trentesimo anniversario del Premio Fair Play Menarini. Trenta anni è un traguardo importante, è storia: si è costruito un percorso di certezze, sono stati premiati tanti campioni - dichiara il Presidente del ConiLuciano Buonfiglio - Oggi sono particolarmente felice perché vengono premiati tre giovanissimi, un messaggio che va al di là delle medaglie. Si riconoscono l'etica, il rispetto, la legalità, valori importanti da tutelare e promuovere: questi tre ragazzi sono un esempio".  

Tra i protagonisti della 30/a edizione spicca Armand Duplantis, primatista mondiale e fuoriclasse del salto con l’asta. A rappresentare il mondo del calcio, invece, ci sarà Gianfranco Zola, uno dei talenti più amati della storia sportiva italiana. Con loro Gregorio Paltrinieri, punto di riferimento del nuoto mondiale, Achille Polonara, volto della pallacanestro azzurra, Antonella Palmisano, regina della marcia, Chiara Mazzel, protagonista dello sci paralimpico italiano, e Daniele Garozzo, campione olimpico e ambasciatore della scherma italiana. A salire sul palco del Fair Play Menarini saranno anche Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti, protagonisti delle imprese azzurre nel pattinaggio di velocità, insieme a Simone Anzani, uno dei volti più rappresentativi della pallavolo italiana. Il 2 luglio il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino farà da cornice alla premiazione della 30/a edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini. Una serata che celebrerà alcune delle figure più rappresentative dello sport internazionale e che vedrà, anche quest'anno, la collaborazione di Sky Tg24. A condurre l'evento saranno Rachele Sangiuliano, Michele Cagiano e Omar Schillaci, affiancati da grandi narratori dello sport come Federico Buffa. Il fair play non ha età. Lo dimostrano Matteo Pasqualetti, Gloria Tinaburri e Alberto Belluzzi, vincitori del Premio Fair Play Menarini "Giovani". Tre ragazzi che ricordano a tutti che il fair play è una scelta che si fa ogni giorno, in gara e nella vita.  

“Da trent'anni il Premio Internazionale Fair Play Menarini celebra campioni che hanno saputo lasciare un segno non soltanto attraverso le loro vittorie, ma anche attraverso il loro modo di vivere lo sport – dichiarano Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – Le storie dei premiati di questa edizione ci ricordano che rispetto, lealtà e correttezza continuano a essere valori capaci di unire generazioni diverse e di parlare a chi ama lo sport, dentro e fuori dal campo”. Prima del gran finale, il percorso verso la 30/a edizione farà tappa il 15 giugno a Firenze con il Premio speciale Fiamme Gialle "Studio e Sport", dedicato ai giovani talenti che riescono a conciliare percorso scolastico e attività agonistica. 

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Categoria: sport

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Il senatore Menia e il diverbio con la coppia gay a Fiumicino: "Siate educati", "Omofobo"

(Adnkronos) - Diverbio in aeroporto, a Fiumicino, tra il senatore triestino di Fratelli d'Italia Roberto Menia e una coppia gay, nella saletta di attesa dello scalo romano. A far scattare Menia, le effusioni tra due uomini, una coppia gay, che nel corso di una videochiamata si lascia andare a carezze e baci. "Io -dice all'AdnKronos Menia- gli ho semplicemente ricordato l'educazione, sottolineando che le regole valgono per tutti". Dalla coppia la replica, con l'accusa di omofobia e il diverbio che si accende. "Lei è una brutta persona, un omofobo", mi hanno apostrofato, racconta Menia. In zona anche il capogruppo del M5S di Palazzo Madama, Luca Pirondini, che interviene invitando il senatore meloniano a calmarsi e a non dare lezioni di educazione a nessuno. "Anche una assistente dell'aeroporto si è avvicinata -aggiunge Menia- . Anche lei ha visto che sono stato insultato, hanno minacciato pure di usare le mani, ma io non avevo certo timore, comunque -conclude- questi pensano di potersi comportare come vogliono, mentre ci sono regole di educazione che valgono per tutti". 

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Categoria: cronaca

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Più isolati con lo smart working, in uno studio l'impatto sul benessere mentale

(Adnkronos) - Sulla carta a molti piacerebbe essere 'smart worker': potersi risparmiare il viaggio in auto o sui mezzi pubblici per raggiungere l'ufficio, svolgere la propria attività in un ambiente più rilassato, poter pranzare a casa. Ma la realtà non è così rosea come sembra. Secondo un nuovo studio, il lavoro da remoto ha un prezzo in termini umani e la bilancia costi-benefici non è così favorevole. Chi lo pratica in maniera prolungata finisce per essere più solo e con un benessere peggiorato. La ricerca che fotografa l'impatto sulla salute mentale dello smart working è pubblicata su 'Science' e si basa sui dati di sondaggi condotti su oltre 500mila americani.  

C'è uno spartiacque che separa un prima e un dopo: la pandemia di Covid. Sull'onda dell'emergenza sanitaria vissuta a livello globale, infatti, una delle misure adottate in molti Paesi per arginare la corsa del virus è stata disporre che le aziende adottassero o aumentassero laddove possibile i livelli di smart working. Quello che però emerge dallo studio - firmato da Natalia Emanuel della Federal Reserve Bank of New York con i colleghi Amanda Pallais di Harvard University e Emma Harrington di University of Virginia - è che l'aumento del lavoro da remoto, causato dalla pandemia, ha incrementato notevolmente il tempo trascorso in solitudine e peggiorato la salute mentale dei lavoratori. L'analisi appena pubblicata va oltre la principale conseguenza del lavoro a distanza solitamente valutata negli studi precedenti: la produttività dei lavoratori. I risultati dello studio suggeriscono che "il passaggio al lavoro da casa comporta costi misurabili a livello di popolazione", scrivono Emma Zhang e Rourke O'Brien della Yale University in un articolo di approfondimento correlato.  

Dopo che la pandemia ha portato molte persone a lavorare da casa, gli esiti delle ricerche che valutavano l'impatto sulla salute mentale dei dipendenti sono stati contrastanti. Per comprendere meglio l'effetto del lavoro da remoto sul benessere umano, Emanuel e colleghi hanno quindi analizzato nel dettaglio i dati di 5 sondaggi rappresentativi a livello nazionale condotti negli Stati Uniti, che insieme coprono un arco di tempo di oltre un decennio e includono 568mila intervistati. Gli esperti hanno confrontato le esperienze dei lavoratori prima della pandemia (dal 2011 al 2019) con quelle del periodo successivo al picco (dal 2022 al 2024), escludendo gli anni di emergenza sanitaria acuta del 2020 e del 2021. E hanno scoperto che i lavoratori con mansioni che si prestavano al lavoro da remoto hanno sperimentato un aumento post-pandemia sostanzialmente maggiore del tempo trascorso in solitudine, un peggioramento del benessere mentale misurato da diversi indicatori e un aumento dell'utilizzo di servizi di salute mentale e di prescrizioni mediche. 

Questi effetti sono stati particolarmente pronunciati tra le persone che già vivevano da sole. "Poiché i nostri dati si fermano al 2024, non possiamo cogliere appieno gli adattamenti a lungo termine tra i lavoratori che possono lavorare da remoto", puntualizzano gli autori mettendo in evidenza un limite del loro studio. Qualora infatti i lavoratori avessero apportato modifiche, come ad esempio coltivare reti sociali al di fuori del lavoro, potrebbero non averne ancora tratto tutti i benefici al momento della ricerca, argomentano. "Nell'ambito di diverse modalità di lavoro a distanza - concludono dunque Emanuel e colleghi - sia le singole persone che le organizzazioni potrebbero voler dare priorità" all'esigenza di "ridurre l'effetto di isolamento del lavoro da remoto, ad esempio coordinando delle giornate in ufficio per i lavoratori ibridi o incoraggiando l'interazione informale, anche online" degli smart worker. 

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Categoria: salute

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Berlusconi e Dell'Utri, archiviate le accuse per le stragi di mafia del 1993: "Nessuna prova"

(Adnkronos) - Dopo oltre trent’anni di indagini, processi, riaperture e archiviazioni, arriva un nuovo punto fermo giudiziario nell’inchiesta sui presunti mandanti esterni della stagione stragista della mafia che nel 1993 insanguinò l’Italia. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha disposto l’archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello Dell’Utri, ultimo indagato nel procedimento aperto dalla Direzione distrettuale antimafia fiorentina per fare luce su eventuali responsabilità esterne a Cosa Nostra nella pianificazione degli attentati che colpirono Firenze, Milano e Roma. Si tratta della sesta archivIazione nello stesso filone di indagine sui cosiddetti mandanti esterni delle stragi mafiose.  

Nel decreto firmato il 15 gennaio scorso, il gip afferma che "mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi". Una conclusione che segna l’ennesimo capitolo di una delle inchieste più lunghe e controverse della storia giudiziaria italiana e che rappresenta la sesta archiviazione del fascicolo relativo ai cosiddetti “mandanti occulti” delle stragi.  

 

La stagione stragista del 1993 rappresenta uno dei momenti più drammatici della lotta tra lo Stato e la mafia. Dopo gli attentati del 1992 in cui persero la vita i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Cosa Nostra avviò una nuova strategia terroristica che spostò il teatro degli attacchi dalla Sicilia al resto del Paese. 

Il 27 maggio 1993 un’autobomba esplose in via dei Georgofili, a Firenze, provocando la morte di cinque persone e causando danni devastanti al patrimonio artistico della città. Due mesi più tardi, nella notte tra il 27 e il 28 luglio, un’altra autobomba esplose in via Palestro, a Milano, causando cinque vittime. Nelle stesse ore, a Roma, due ordigni colpirono la basilica di San Giovanni in Laterano e la chiesa di San Giorgio al Velabro. A questi attentati si aggiunse il tentato attacco allo stadio Olimpico di Roma del 23 gennaio 1994, che non andò a segno per un malfunzionamento del sistema di innesco. Per quelle stragi, negli anni successivi, la magistratura ha ottenuto condanne definitive nei confronti dei principali vertici mafiosi coinvolti nella strategia del terrore, tra cui Totò Riina, Leoluca Bagarella, Matteo Messina Denaro e i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano. 

 

 

Una volta individuati e condannati gli esecutori e gli organizzatori mafiosi degli attentati, l’attenzione investigativa si è concentrata su una domanda rimasta aperta per decenni: Cosa Nostra agì da sola oppure vi furono soggetti esterni interessati a orientare o sfruttare politicamente la campagna stragista? Su questa ipotesi si è sviluppata gran parte dell’attività investigativa della Procura di Firenze. L’obiettivo era verificare se, oltre ai vertici mafiosi già condannati, esistessero figure del mondo politico, economico o istituzionale che avessero avuto un ruolo nell’ideazione o nella promozione delle stragi. Nel corso degli anni il fascicolo è stato aperto, archiviato e successivamente riaperto più volte sulla base di nuove dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni e ulteriori elementi investigativi. 

 

 

L’ultima riapertura risale al dicembre 2022, quando la Direzione distrettuale antimafia fiorentina iscrisse nuovamente nel registro degli indagati Silvio Berlusconi (indagato sino al momento del suo decesso, il 12 giugno 2023) e Marcello Dell’Utri. Secondo l’impostazione investigativa della Procura di Firenze, la strategia stragista avrebbe avuto anche una finalità politica. In particolare, gli inquirenti cercavano di verificare l’ipotesi che gli attentati fossero stati funzionali a favorire un nuovo scenario politico nazionale caratterizzato dall’ascesa di Forza Italia. All’interno di questo quadro investigativo, Marcello Dell’Utri era sospettato di avere svolto un ruolo di collegamento tra ambienti mafiosi e il nascente progetto politico che avrebbe portato alla vittoria elettorale del 1994. L’accusa ipotizzava che Dell’Utri avesse istigato o sollecitato il boss Giuseppe Graviano a promuovere la campagna stragista. Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe inoltre avuto una funzione di “indicatore dei luoghi” da colpire, contribuendo all’individuazione degli obiettivi degli attentati. 

Per la Procura fiorentina, la creazione di un clima di paura e instabilità avrebbe potuto favorire cambiamenti negli equilibri politici italiani in una fase storica segnata dalla fine della Prima Repubblica e dal crollo dei tradizionali partiti di governo.  

 

 

Si trattava tuttavia di una ricostruzione che, secondo il gip, non ha trovato riscontri sufficienti per sostenere un’accusa in giudizio. Nel decreto di archiviazione, il giudice Patrizia Martucci evidenzia come gli elementi raccolti non siano stati ritenuti idonei a dimostrare l’esistenza di rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e, di conseguenza, tra l’organizzazione mafiosa e Marcello Dell’Utri nell’ambito della progettazione delle stragi. La decisione arriva dopo che la stessa Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento al termine delle ulteriori verifiche investigative. Il gip ha dunque condiviso la valutazione finale degli stessi magistrati inquirenti, ritenendo che il materiale raccolto nel corso delle indagini non fosse sufficiente a superare la soglia richiesta per l’esercizio dell’azione penale. 

Fin dall’inizio dell’inchiesta, la difesa di Dell’Utri ha respinto ogni addebito, definendo le accuse prive di fondamento. Gli avvocati dell’ex senatore di Forza Italia hanno contestato in particolare l’attendibilità di alcune dichiarazioni provenienti da collaboratori di giustizia e hanno sostenuto che mancassero riscontri oggettivi capaci di confermare le ipotesi formulate dagli investigatori. Nel luglio 2023 gli investigatori avevano eseguito perquisizioni nell’abitazione e negli uffici milanesi di Dell’Utri, acquisendo documentazione ritenuta utile agli accertamenti. Tuttavia, anche tali attività non hanno prodotto elementi considerati decisivi per sostenere le contestazioni formulate. 

 

 

Parallelamente all’inchiesta sulle stragi del 1993, negli ultimi anni l’attenzione degli investigatori si è concentrata anche su alcuni consistenti versamenti economici effettuati da Silvio Berlusconi a favore di Marcello Dell’Utri e della moglie. Secondo gli atti giudiziari, a Marcello Dell'Utri sarebbero arrivati complessivamente circa 42 milioni di euro da Berlusconi dal 2014, attraverso bonifici e altre operazioni finanziarie contestate dagli inquirenti. Secondo la ricostruzione riportata dagli inquirenti in un procedimento distinto, tali somme avrebbero potuto rappresentare una forma di compensazione o di sostegno economico riconducibile a vicende ancora oggetto di approfondimento giudiziario. Tra le ipotesi formulate dalla Procura figurava quella del cosiddetto “prezzo del silenzio”, espressione utilizzata nell’ambito dell’attività investigativa per descrivere il possibile significato attribuito a quei trasferimenti di denaro. Questo filone, tuttavia, segue un percorso autonomo rispetto all’indagine sulle stragi ed è stato trasferito alla magistratura milanese per competenza territoriale dove è tuttora pendente. 

 

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Categoria: cronaca

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Effetto clima 'pazzo' sulle infezioni da zanzare, per ogni grado in più il rischio aumenta del 20%

(Adnkronos) - Effetto 'clima pazzo' sulle malattie trasmesse dalle zanzare: per ogni grado di temperatura in più, il rischio di infezioni come Dengue, Chikungunya e West Nile aumenta del 16-32%: una media del +20% e oltre, stando ai dati discussi dai massimi esperti nazionali e regionali intervenuti insieme ai rappresentanti di Istituto superiore di sanità e ministero della Salute al congresso 'Arbovirosi: nuove sfide per l'Italia', che si è appena concluso a Verona. Un evento organizzato dall'Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, centro di eccellenza nella ricerca, diagnosi e cura di queste patologie.  

"Non sono più malattie sporadiche e importate - avvertono gli specialisti - ma problemi di salute pubblica" che non risparmiano l'Italia, diventata oggi un''osservata speciale' per il pericolo crescente di aree sempre più estese interessate da possibili focolai stabili e autoctoni, come hanno dimostrato i numeri delle ultime stagioni estive. Un quadro che rende "necessari diagnosi precoci e interventi tempestivi per ridurre la trasmissione" e scongiurare epidemie: interventi istituzionali da progettare con un'ottica One Health che integri salute umana, animale e ambientale, accompagnati da un'opera di sensibilizzazione e responsabilizzazione dei cittadini. Chiamati anche loro ad adottare "misure preventive individuali e domestiche per ridurre l'esposizione alle punture di zanzara", dall'uso di repellenti e zanzariere alla rimozione delle acque stagnanti. 

L'innalzamento delle temperature aumenta la capacità di trasmissione delle arbovirosi perché favorisce la sopravvivenza e la proliferazione delle zanzare, nonché la capacità di replicazione virale di Dengue, Chikungunya e West Nile, spiegano gli esperti che citano 3 studi pubblicati su 'Frontiers in Climate', 'Tropical Medicine and Infectious Disease' e 'Parasitology & Vector-Borne Diseases'.  

Nel primo lavoro, da un'analisi di 45 studi condotti nei Paesi a più alta incidenza di Dengue - Brasile, Indonesia e India - i ricercatori hanno evidenziato l'associazione tra variabili climatiche e incidenza della malattia, calcolando un rischio del 16% in più per ogni incremento di 1 grado della temperatura. Il secondo studio, condotto sui 1.145 casi di West Nile registrati in Italia tra il 2012 e il 2020, ha identificato la temperatura media dell'aria come principale fattore climatico predittivo della patologia, con un aumento del 32% di rischio di ammalarsi per ogni grado centigrado in più. L'ultima ricerca, attraverso una revisione sistematica di 34 studi sperimentali, ha confermato l'impatto della temperatura sulla capacità delle zanzare di trasmettere anche la Chikungunya, con effetto più marcato al di sopra dei 28 gradi centigradi. 

"Le arbovirosi non sono più eventi importati e sporadici, ma si stanno progressivamente stabilizzando nel nostro territorio, sostenute da un cambiamento climatico che amplia le aree geografiche esposte. Rappresentano dunque un gruppo di malattie importanti per la salute pubblica", afferma Federico Gobbi, direttore del Dipartimento di Malattie infettive e tropicali dell'Irccs di Negrar e professore associato di Malattie infettive all'università di Brescia. "Punto chiave delle anomalie climatiche - aggiunge Federica Gobbo, medico veterinario del Laboratorio di entomologia sanitaria dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie - è l'effetto combinato sul ciclo riproduttivo delle zanzare tigre, che diventa più rapido, e sulla stabilità di temperature più miti durante l'inverno, non più in grado di decimare le larve, come avviene in Italia, con l'effetto di una stagione attiva anticipata e prolungata". 

"Di fronte a questo scenario - dichiara Anna Teresa Palamara, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell'Iss - la vera sfida risiede nella capacità di non farsi trovare impreparati: è fondamentale mantenere un monitoraggio costante e una sorveglianza attiva anche in assenza di criticità o di evidenti emergenze epidemiche. Solo attraverso una prevenzione continua e strutturata è possibile intercettare precocemente i segnali di rischio prima che si trasformino in focolai diffusi. Per questo motivo l'Istituto superiore di sanità è da sempre in prima fila, offrendo competenze multidisciplinari cruciali per il contrasto preventivo e permanente alle arbovirosi e facendo da raccordo con le altre istituzioni, nazionali e locali. Questo stesso convegno, che segue quello analogo che si è svolto lo scorso anno in istituto, è un ottimo esempio di collaborazione, che può diventare un appuntamento annuale per mettere l'accento sul problema delle arbovirosi all'inizio della stagione".  

Secondo il bollettino diramato a maggio dall'Iss, con dati al 30 aprile, dall'inizio del 2026 sono stati confermati 133 casi di Dengue, tutti associati a viaggi all'estero. L'anno record è stato il 2024, con oltre 700 casi a livello nazionale e il più grande focolaio mai registrato in Europa, identificato a Fano nelle Marche con 223 casi. Per la Chikungunya, invece, dal primo gennaio a fine aprile 2026 sono 13 i casi confermati, tutti importati. Il 2025 è stato un anno eccezionale per questa arbovirosi, con 469 casi contro i 17 dell'anno precedente, di cui 384 sono stati autoctoni da trasmissione locale, mentre solo 85 legati a viaggi all'estero. Anche per il West Nile, presente in Italia con trasmissione autoctona da oltre 20 anni, il 2025 ha rappresentato un anno record. Con 274 casi registrati, il nostro è stato il Paese più colpito in Europa, ricorda una nota dal meeting veronese. Nel ultimo report dell'Iss si segnalavano anche 3 casi di Zika virus, tutti importati. Per tutte le arbovirosi moniorate, da inizio anno nessun decesso. 

"A preoccupare gli esperti è anche la mancanza di terapie farmacologiche specifiche per la Dengue e la Chikungunya - rimarca Gobbi - Per queste due patologie esistono dei vaccini, ma al momento sono indicati soltanto per viaggiatori che si recano in zone endemiche: è necessario valutare un loro eventuale utilizzo anche in caso di epidemie autoctone", ritiene lo specialista. "In questo quadro - sottolinea - rafforzare il sistema di sorveglianza e migliorare l'allerta e la rapidità di risposta, con il contributo attivo dei cittadini, consentirebbe di ridurre drasticamente la trasmissione. Una zanzara tigre che punge un paziente con Chikungunya può trasmettere a sua volta questa infezione dopo soli 5 giorni, per cui in presenza di febbri estive improvvise associate ad altri malesseri è fondamentale rivolgersi subito al proprio medico", raccomanda Gobbi. "Ciò consente, in caso di diagnosi positiva di infezione, di attivare la disinfestazione e di fermare in tempo la catena di trasmissione".  

"Ma la lotta alla diffusione delle arbovirosi - ammoniscono gli esperti - si gioca anche sul terreno della prevenzione, attraverso misure che riducono al minimo l'esposizione alle punture delle zanzare, usando repellenti, zanzariere e svuotando, non solo in estate, ma anche in primavera e autunno, contenitori di acqua stagnante come sottovasi, secchi e grondaie, per eliminare i siti di riproduzione". 

"Per limitare la diffusione di queste patologie, la strategia chiave è dunque 'fare rete': da un lato la sinergia tra operatori sanitari e istituzioni a ogni livello, dall'altra una collaborazione più diretta e attiva tra ospedale, territorio e cittadini, in un approccio One Health che integri l'attività tra laboratori di riferimento umani, istituti zooprofilattici e sorveglianza ambientale", conclude Claudio Cracco, amministratore delegato dell'Irccs di Negrar, centro pioniere del sistema di sorveglianza istituito dalla Regione Veneto a partire dal 2010. 

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Categoria: salute

23:40

Iran, l'avvertimento di Trump: "Se Teheran uccide soldati americani, attacco subito"

(Adnkronos) - Donald Trump potrebbe decidere di attaccare nuovamente l'Iran? Sì. E' il presidente degli Stati Uniti a indicare "un'ottima ragione" che spingerebbe la Casa Bianca a riprendere l'offensiva come Teheran. "Se uccidessero soldati americani lo farei molto rapidamente. E' una domanda molto interessante", dice Trump - abbozzando un sorriso - nello Studio Ovale rispondendo alle domande dei cronisti. "Abbiamo perso 13 soldati, sono 13 di troppo. Ma l'Iran non avrà un'arma nucleare", afferma il presidente mettendo sui piatti della bilancia il prezzo pagato a livello di vite umane e il risultato ottenuto. La guerra è congelata dalla tregua mentre Washington e Teheran dialogano, tra frenate e ostacoli, per concludere definitivamente il conflitto. 

 

Se servisse, Trump sarebbe anche disposto a incontrare l'ayatollah Mojtaba Khamenei, la Guida Suprema della repubblica islamica. "Non voglio un meeting, ma se dovessi incontrare" Khamenei "sarei onorato. Vorrei vedere se fosse possibile fare un accordo. Se dovesse esserci un incontro, sarei rispettoso. Direi che non sono la sua persona preferita, ma penso che lui sia un 'professionista' e in certi ambienti ha un'ottima reputazione", dice il presidente. 

Sul tavolo dei negoziati, tra i nodi spicca quello relativo all'uranio arricchito al 60% da Teheran. Trump è convinto che gli Stati Uniti, alla fine, entreranno in possesso della "polvere nucleare". Il materiale va recuperato dai depositi sotterranei in cui è collocato da tempo. Il presidente americano ammette di aver pensato, all'inizio della guerra, ad un'azione per acquisire l'uranio arricchito. "Non è però come andare in Venezuela: arrivi, agisci in 5 minuti, te ne vai. Lì in Iran devi rimanere 2 settimane, devi trasportare equipaggiamenti e apparecchiature in una zona di guerra. All'inizio dell'operazione avevamo pensato di farlo, ma avremmo dovuto rimanere lì per 1-2 settimane e l'idea non mi piaceva", spiega rispondendo alle domande dei media. "Potremmo recuperare il materiale anche ora, stiamo controllando 3 impianti: ci sono telecamere puntate su ogni centimetro di terra, sapremmo cosa fare se qualcuno si avvicinasse", afferma.  

Capitolo Hormuz: lo Stretto, ancora sotto la minaccia di missili e droni iraniani, è blindato dal blocco navale degli Stati Uniti. Trump ribadisce che i paesi europei avrebbero dovuto agire per sostenere gli sforzi degli Stati Uniti. "Non abbiamo bisogno dell'aiuto, siamo il paese più potente del mondo", dice il presidente. "Abbiamo offerto alla Nato la possibilità di aiutare, non ne avevamo bisogno. E non abbiamo bisogno del petrolio che passa per lo Stretto di Hormuz. Serve a loro, alcuni paesi europei ne hanno un bisogno tremendo e avrebbero dovuto dire 'vogliamo aiutare'", dice. 

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Categoria: internazionale/esteri

22:30

Trump non ha dubbi: "Gli italiani mi adorano"

(Adnkronos) - "Gli italiani adorano Trump". Donald Trump si concede una battuta nello Studio Ovale per rispondere ad una domanda sul restauro della fontana dedicata a Cristoforo Colombo a Washington. "Cosa rappresenta la fontana? Gli italiani adorano Trump", dice il presidente americano. "C'era chi voleva tirare giù la statua. Noi non solo non lo abbiamo fatto, ma l'abbiamo resa più bella. Non pensavo che il marmo sarebbe stato così bello una volta ripulito da graffiti e scritte", dice il presidente. Alla domanda sull'Italia posta dalla giornalista Maria Luisa Rossi Hawkins fa seguito una domanda sul rapporto con i paesi europei in relazione allo Stretto di Hormuz: che tipo di aiuto vorrebbero gli Stati Uniti? "Non abbiamo bisogno dell'aiuto, siamo il paese più potente del mondo. Abbiamo offerto alla Nato la possibilità di aiutare, non ne avevamo bisogno. E non abbiamo bisogno del petrolio che passa per lo Stretto di Hormuz. Serve a loro, alcuni paesi europei ne hanno un bisogno tremendo e avrebbero dovuto dire 'vogliamo aiutare'", dice Trump. 

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Categoria: internazionale/esteri

21:28

Grazia a Minetti, Travaglio: "La procura di Milano chieda scusa al Fatto Quotidiano"

(Adnkronos) - "La procura non può accusare il Fatto Quotidiano di falso, è diffamazione. Quella cosa lì se la rimangiano e chiedono scusa, altrimenti li denunciamo". Marco Travaglio, direttore del fatto Quotidiano, si esprime così a Otto e mezzo, su La7, in relazione alla vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti. La procura generale di Milano ha confermato il parere favorevole alla grazia evidenziando che "risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito". 

"Il caso è chiuso per quanto riguarda le competenze del presidente della Repubblica, del ministero della Giustizia e della procura generale di Milano. Il caso per noi non è chiuso, continueremo a lavorare su questa vicenda invereconda per dare notizie. Non sta a noi, al Fatto Quotidiano, dare e togliere la grazia. Noi ci siamo occupati di una grazia che non stava né in cielo né in terra. Abbiamo fatto interviste a testimoni che hanno smontato punto per punto il parere della procura di Milano favorevole alla grazia, abbiamo offerto notizie dicendo per primi che era stata concessa la grazia", dice Travaglio. "Abbiamo fatto interviste che non possono essere smentite, i magistrati non hanno sentito questi testimoni: non ho mai visto un'inchiesta relativa ad un testimone che non viene sentito. Potevano sentire i testimoni senza fare rogatorie.  

Noi continueremo a documentare che i due presupposti all'orgine della grazia non sono veri: la Minetti avrebbe cambiato vita dopo la morte di Berlusconi, il bambino poteva essere curato solo all'estero. La procura non può accusare il Fatto Quotidiano di falso, è diffamazione. Quella cosa lì se la rimangiano e chiedono scusa, altrimenti li denunciamo", aggiunge. I legali di Nicole Minetti hanno preannunciato una richiesta di risarcimento 'monstre'. Anche in questo caso, Travaglio prospetta l'ipotesi di un'azione legale: "Chi chiede cifre di questo tipo in genere finisce per sborsare soldi e non li riceve".  

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Categoria: cronaca

21:14

Sonia Bruganelli: "Donate gli organi". L'appello dopo due mesi trascorsi in ospedale

(Adnkronos) - "Donate gli organi". È questo l'appello di Sonia Bruganelli lanciato sui social, tramite le Instagram stories, dopo aver trascorso due mesi in ospedale al fianco della figlia Silvia Bonolis, nata dal matrimonio con l'ex marito Paolo Bonolis.  

L'imprenditrice aveva condiviso la notizia del ricovero della figlia lo scorso 10 maggio, nel giorno della Festa della mamma. Bruganelli non ha mai reso noto il motivo del ricovero, ma è noto che Silvia sia nata con una patologia cardiaca congenita. Subito dopo la nascita, infatti, ha subito un’operazione delicata. La giovane ha riportato una ipossia cerebrale che le ha causato danni neurologici con conseguenze sul piano motorio. 

L'ex moglie di Bonolis ha prima ringraziato gli utenti per tutti i messaggi ricevuti, poi ha voluto lanciare un messaggio importante, frutto dalla sua permanenza in ospedale: "Non avete idea di quanti bambini siano in ospedale in attesa di un cuore, di un polmone. Io credo che, nel 2026, in un'epoca in cui tutto sta diventando sostituibile dall'intelligenza artificiale, l'unica cosa che non possiamo sostituire è il nostro corpo e quindi i nostri organi. Donarli credo sia un atto di civiltà e di rispetto per la vita". 

Durante il ricovero della figlia, Sonia Bruganelli si è fatta carico del dolore che si respira nei corridoi di un ospedale: "Silvia in questi due mesi ha conosciuto nuovi amici in un posto dove i bambini non dovrebbero vivere mai. In un posto dove ogni giorno le infermiere sono abituate a compiere le manovre più difficili e complicate sempre con un sorriso. In un posto dove ogni mamma diventa mamma di qualsiasi altro bambino per cercare di dare un po' di respiro a qualche mamma che si ritrova da sola".  

Un argomento che le sta molto a cuore: "È importante - ha aggunto Bruganelli - capire che nel disastro e nel dolore di una morte si può regalare una vita a tutti i bambini che ad oggi sono dentro l'ospedale".  

L'imprenditrice, in conclusione, ha sottolineato che la figlia non è stata sottoposta a un trapianto di cuore: "Ha subito un importante intervento, ma non un trapianto. Lo specifico per evitare illazioni".  

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Categoria: spettacoli

21:13

Superenalotto, numeri combinazione vincente: centrati due 5 da 111mila euro

(Adnkronos) - Non sono stati centrati né '6' né '5+1' nel concorso del Superenalotto di oggi, 4 giugno 2026. Sono due invece i punti '5' centrati, che vincono ciascuno 111.841,75 euro: le schedine sono state giocate a Dorno, in provincia di Pavia, e a Trabia, in provincia di Palermo. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 174,1 milioni di euro. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

La combinazione vincente del SuperEnalotto: 12, 33, 43, 55, 74, 75. Numero Jolly 70, SuperStar 59.  

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Categoria: cronaca

20:51

Ucraina-Russia, Zelensky scrive a Putin: "Incontriamoci e chiudiamo la guerra"

(Adnkronos) - "Incontriamoci". E' la proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Vladimir Putin in una lunga "lettera aperta" al presidente della Russia. Il numero 1 di Kiev prende l'iniziativa per favorire una soluzione negoziale della guerra in corso da 4 anni e mezzo. "Può venire a Mosca", la replica del Cremlino attraverso le parole del portavoce Dmitri Peskov. "Sono felice che parlino di un incontro, sarebbe ottimo se si incontrassero. Dovrebbero farlo", la 'benedizione' del presidente americano Donald Trump. "Entrambi scenderanno a compromessi che ho suggerito io. Sono persone eccellenti, guidano paesi splendidi. Penso che arriveranno ad un compromesso", aggiunge. 

 

Zelensky nella lettera sottolinea che "sta ai leader risolvere le questioni chiave, è sempre stato così e sempre lo sarà". "Propongo di fissare una data chiara per un incontro", scrive il presidente ucraino, spiegando che Kiev "propone di mettere fine a questa guerra attraverso un impegno diretto tra noi e voi". E l'Ucraina, assicura Zelensky, "è pronta per un cessate il fuoco completo per la durata dei negoziati".  

Negoziare mentre è in corso una tregua "è una prassi standard e gli attuali sviluppi riguardo all'Iran non fanno che rafforzare questo punto", sottolinea Zelensky nella lunga lettera aperta, che si apre ricordando che quando Putin "arrivò al potere 26 anni fa molte persone in Ucraina lo giudicavano in modo positivo, così era, ma quello era il passato ". "Un tentativo di stabilire un vero silenzio è il modo migliore per iniziare a parlarsi. Crediamo che non sarebbe un semplice tentativo, ma un vero cessate il fuoco, se è quello che volete", sottolinea ancora il presidente ucraino. 

Che poi avverte Putin: "Se lei non arriverà personalmente alla conclusione che è ora di porre fine a questa guerra, l'Ucraina continuerà a lottare per la sua esistenza. Avremo coloro che ci sostengono. Ma anche lei dovrà lottare molto più duramente per la sua stessa esistenza, non quella della Russia, ma la sua". "E questa non è una minaccia da parte mia o dell'Ucraina. È un fatto della storia russa che conoscete bene: quando la Russia si stanca, arriva il cambiamento - conclude - Possiamo lavorare verso quella stanchezza. Può fermare la sua guerra". 

Zelensky sollecita il coinvolgimento dell'Europa e anche degli Stati Uniti nella risoluzione della guerra in Ucraina. Nella lettera, il presidente ucraino scrive: "Abbiamo sentito dire che vi era stata promessa in Alaska la risoluzione di alcune questioni riguardanti l'Ucraina e l'Europa", scrive riferendosi al vertice tra Putin e Donald Trump andato in scena in Alaska il 15 agosto dello scorso anno. "Ma potete constatare da soli che le questioni ucraine ed europee non vengono decise ad Anchorage", afferma. 

"Dato che la guerra si sta svolgendo in Europa, e dato che l'Ucraina necessita di garanzie di sicurezza, mentre anche voi cercate garanzie di sicurezza per voi stessi, sarebbe logico coinvolgere coloro che possono autenticamente fungere da garanti - sottolinea Zelensky - Riteniamo che l'Europa debba far parte di questo processo, coloro che hanno realmente la capacità di influenzare la situazione. Riteniamo inoltre che gli Stati Uniti debbano far parte del processo. Questo è ciò che potrebbe aiutare a plasmare una nuova architettura di sicurezza per la nostra parte di mondo". 

 

La risposta del Cremlino alla lettera arriva a stretto giro: Zelensky può venire a Mosca a incontrare Vladimir Putin "in qualsiasi momento", dice il portavoce Dmitry Peskov. A Putin, nella serata del 4 giugno, la lettera di Zelensky non è ancora stata mostrata, aggiunge Peskov lasciando così lo spazio per una risposta più articolata. Il presidente ucraino, in passato, ha sempre escluso categoricamente l'ipotesi di un incontro nella capitale russa. 

Putin, nelle stesse ora in cui viene resa nota la lettera di Zelensky, incontra i responsabili delle agenzie di stampa internazionali a margine del Forum di San Pietroburgo. "Le truppe russe stanno avanzando ogni giorno lungo tutto il fronte", dice il presidente russo, aprendo in teoria ad una soluzione negoziale: "Siamo certamente pronti e disponibili a raggiungere un accordo con l'Ucraina con mezzi pacifici. E specificamente sulla base di quanto discusso nell'incontro con il presidente Trump ad Anchorage. A quel tempo furono sottoposte alla Russia delle questioni che ci avrebbero permesso di fare certi compromessi". "E la Russia è d'accordo sui compromessi che abbiamo discusso ad Anchorage. Anche la parte ucraina deve essere d'accordo su questi compromessi. E il conflitto giungerà rapidamente alla sua naturale conclusione", afferma ancora. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

20:42

Roland Garros, semifinale Arnaldi-Cobolli trasmessa in chiaro. Binaghi: "Gesto di grande sensibilità"

(Adnkronos) - La semifinale italiana del Roland Garros tra Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli sarà trasmessa in in tv in chiaro chiaro su NOVE domani, venerdì 5 giugno, in diretta da Parigi alle 19 (con prepartita dalle 18:30). Non era mai accaduto che due tennisti italiani si affrontassero in semifinale in un torneo del Grande Slam.  

Anche la semifinale del doppio maschile Bolelli-Vavassori, impegnati contro Granollers-Zeballos, sarà trasmessa alle 12 in chiaro su Supertennis TV, oltre che sui canali Eurosport e sulle piattaforme WBD.  

La notizia è stata commentata così dal presidente della Federtennis Angelo Binaghi: "Desidero ringraziare Eurosport e Warner Bros. Discovery per aver scelto di trasmettere in chiaro sul Nove la semifinale del Roland-Garros che vedrà domani protagonisti Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi, straordinari ambasciatori del tennis italiano nel mondo, e per aver inoltre consentito a SuperTennis di trasmettere in chiaro le fasi finali del doppio maschile che vedono impegnata la nostra fantastica coppia formata da Andrea Vavassori e Simone Bolelli. Si tratta di un gesto di grande sensibilità e attenzione nei confronti dei milioni di appassionati che stanno vivendo con entusiasmo uno dei momenti più importanti della storia del tennis italiano".  

Binaghi ha aggiunto: "La disponibilità dimostrata da Eurosport testimonia come, anche tra operatori con finalità diverse, sia possibile trovare soluzioni intelligenti e collaborative quando in gioco c’è un interesse generale del Paese e la possibilità di avvicinare milioni di persone allo sport. È questo lo spirito che dovrebbe accompagnare sempre i grandi eventi sportivi: la consapevolezza che, in alcuni momenti speciali, la valorizzazione del movimento e la condivisione delle emozioni collettive debbano prevalere su logiche più rigide ed esclusive". E ancora: "Quando lo sport riesce a coinvolgere l’intero Paese, renderlo accessibile al maggior numero possibile di persone significa compiere una scelta di valore non soltanto televisiva, ma anche culturale e sociale". 

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Categoria: sport

20:02

Roland Garros, Chwalinska contro Andreeva nella finale femminile

(Adnkronos) - La polacca Maja Chwalinska contro la russa Mirra Andreeva nella finale del singolare femminile del Roland Garros, in programma sabato 6 giugno a Parigi. Chwalinska, 24 anni e numero 114 del mondo, diventa la prima giocatrice proveniente dalle qualificazioni a raggiungere la finale dello Slam francese. In semifinale, supera la russa Diana Shnaider, testa di serie numero 25, per 7-6 (7-4), 6-4 in 2h10'. Più agevole il successo che Andreeva, numero 8 del tabellone, ottiene contro l'ucraina Marta Kostyuk, testa di serie numero 15: la russa si impone per 6-1, 6-3 in 1h15'. 

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Categoria: sport

19:50

Ambiente, Fritelli (Nextchem): "Mare centrale nello scenario geopolitico"

(Adnkronos) - "L’acqua, come il mare, è da sempre una spinta all’innovazione e al cambiamento. In Nextchem uniamo un approccio ingegneristico rigoroso a una visione umanistica, che si riflette nel nostro motto ‘Planet Aqua, Planet Peace’. Non ci sfugge quanto il mare sia tornato nodale nello scenario geopolitico e altrettanto nodale nel dibattito tra sviluppo e sostenibilità. Uno spazio di convivenza, conflitto e innovazione". Sono le parole di Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, alla Venice Climate Week dove il gruppo porta il suo contributo, “non solo competenza tecnologica, ma una visione industriale concreta".  

Fritelli richiama il ruolo del gruppo: "Il gruppo Maire, di cui faccio parte, è attivo da sempre nella realizzazione di infrastrutture per la produzione di energia. Da qualche anno abbiamo aperto una fabbrica dedicata allo sviluppo di tecnologie per la transizione energetica. Una transizione - sottolinea - che prenderà i prossimi 30 o 50 anni, senza che nessuno, in questo contesto, neghi il fatto che i combustibili fossili rimarranno una fonte del mix energetico che contribuirà ad alimentare questo Paese". 

"Il tema vero è lo sviluppo di quelle tecnologie che, nel tempo, potranno consentire di diversificare dai combustibili fossili - continua - Chi lavora ogni giorno su soluzioni sa che la trasformazione del settore non avviene per salti, ma attraverso un percorso fatto di scelte tecnologiche, integrazione e tempo. Non esiste una panacea, esiste invece la volontà di integrare le tecnologie a disposizione". 

 

Entrando nel merito del business, Fritelli spiega: "Il gruppo è attivo in tre settori principali: la produzione di tecnologie per generare vettori energetici, quindi quelli che fanno muovere le persone; la produzione di tecnologie per le plastiche e la circolarità, quindi tutto ciò che consente di recuperare materiali e le tecnologie che permettono di ridurre l’impatto ambientale dei settori più energivori". Nel caso specifico del settore marittimo "che contribuisce oggi al 3% dell’inquinamento di effetto serra, CO₂, a livello mondiale ed è destinato a crescere in conseguenza della crescita del commercio internazionale, il gruppo offre tecnologie per la produzione di vettori energetici alternativi al diesel o a un combustibile tradizionale", si sofferma. 

"Il nostro lavoro sul maritime parte da un approccio aperto e multi soluzione - spiega Fritelli - Parliamo di una filiera che valorizza metanolo a basso contenuto di carbonio, idrogeno e ammoniaca, tre vettori energetici chiave per avvicinarci a una navigazione a basse emissioni di carbonio. A questi si affiancano le tecnologie di riciclo meccanico e chimico, fondamentali per affrontare un’altra emergenza che riguarda da vicino i nostri mari: la dispersione delle plastiche". Sui carburanti del futuro per lo shipping, Fritelli è netto: "Le tecnologie per la produzione di carburanti che hanno un impatto ambientale minore rispetto a quelli utilizzati oggi nelle imbarcazioni sono l’idrogeno, il metanolo e l’ammoniaca. Ogni Paese si sta posizionando su uno di questi tre vettori energetici". 

E continua: "Noi riteniamo che, per l’Europa e per buona parte del mondo, il metanolo sia il combustibile migliore per la transizione dal combustibile tradizionale. Proponiamo tecnologie per produrre biometanolo da scarti agricoli, metanolo prodotto in maniera tradizionale ma catturando la CO₂ fino all’e metanolo, quello che si ottiene da fonti energetiche rinnovabili – sole, vento, acqua – e che porta a combustibili verdi". 

 

"Il metanolo, tuttavia, ha ancora un costo di produzione abbastanza inarrivabile in termini di competitività a livello mondiale - riconosce - Quando si parla di vettori energetici, si parla di commodities. Le commodities hanno il difetto di dover essere competitive a livello globale, mentre l’energia elettrica deve essere disponibile a livello locale. Una commodity - petrolio, gas, metanolo - deve essere disponibile a un prezzo competitivo a livello mondiale", osserva. Da qui la necessità di un cambio di scala: "Per poter essere competitivi a livello mondiale bisogna ristrutturare l’intero sistema, non è sufficiente fare un’iniziativa localizzata - avverte Fritelli - L’intero sistema significa la produzione del metanolo, le navi che possono utilizzare metanolo, i porti che sono in grado di ospitare attività di bunkering e di distribuzione del metanolo e, in ultima analisi, gli utilizzatori finali che devono essere disponibili a pagare un prezzo maggiore per quel combustibile". 

"C’è il regolatore, c’è l’infrastruttura, ci sono i trasportatori, i produttori: l’intero anello deve essere d’accordo nel percorso da fare - ribadisce - È un cambiamento graduale ma reale, che ci consente di affiancare - e nel tempo superare - i combustibili tradizionali. Ma la sfida più urgente è di ecosistema: perché questo percorso diventi concreto, devono muoversi insieme industria, istituzioni e regolatori, in un’azione coordinata capace di trasformare l’innovazione in realtà operativa". Il fattore tempo resta cruciale: "Il tutto va realizzato in tempi brevi, perché non dimentichiamoci che ci sono le agende 2030 e 2050", ricorda Fritelli. "La Comunità Europea ha fatto una serie di azioni ben precise per arrivare a certe percentuali di decarbonizzazione al 2030 e poi al 2050. È un settore che comunque prevede anche altri attori a livello mondiale". 

In questo quadro, Fritelli richiama il ruolo della Cina: "La rapidità con la quale sta sviluppando nuovi impianti per la produzione di metanolo, anche verde, è senza precedenti a livello mondiale e, come è successo per l’auto elettrica, ci aspettiamo che questo sia di sprone e di incentivo ad altre economie per fare lo stesso". Un approccio "coerente con il nostro animo che cambia orizzonte, ma resta saldo nella convinzione che sia possibile immaginare e disegnare un nuovo futuro dei mari, trasformando obiettivi climatici in soluzioni industriali concrete e scalabili sulla base di tecnologie già disponibili", conclude. 

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Categoria: economia

19:37

Usa-Russia, intesa per tunnel sotto lo Stretto di Bering: "Si farà"

(Adnkronos) - Un tunnel sotto lo Stretto di Bering per collegare Russia e Stati Uniti. Il disgelo tra Mosca e Washington viaggia sul fondo dell'Oceano. Domani sarà firmato un memorandum "per continuare a lavorare al progetto di un tunnel" sotto lo Stretto per un collegamento dalla regione russa della Chukotka all'Alaska, ha anticipato il direttore per il Fondo russo per gli investimenti diretti e inviato del Cremlino per gli investimenti stranieri, Kirill Dmitriev, a margine del Forum economico di San Pietroburgo. 

"Un tunnel si farà. E sarà uno dei progetti per infrastrutture più grandi fra i nostri due Paesi", ha commentato, parlando con i giornalisti. E' presente al Forum per la prima volta da anni una delegazione degli Usa guidata da Rosney Mims Cook, presidente della Commissione belle arti dell'Amministrazione. Dmitriev ha parlato di un accordo raggiunto con una società di consulenza americana specializzata nella progettazione di parchi. Dmitriev aveva già proposto il progetto per un tunnel sotto lo stretto lo scorso ottobre, parlando di una infrastruttura dal costo di 65 miliardi di dollari riducibili a otto, con tecnologia della Boring di Elon Musk. 

 

I rapporti tra Russia e Stati Uniti si gestiscono anche sul ghiaccio. A distanza di oltre sette anni, le nazionali dei due paesi torneranno ad affrontarsi in una partita amichevole di hockey su ghiaccio il prossimo 1 luglio a Mosca. L'evento assume un significato particolare alla luce dell'esclusione delle squadre russe dalle competizioni internazionali decisa nel 2022, dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina. L'annuncio è stato dato dal presidente e amministratore delegato della Camera di commercio americana in Russia (AmCham Russia), Robert Agee, durante la sessione "Russia-Usa: Dialogo delle culture" del Forum di San Pietroburgo. L'incontro si svolgerà in concomitanza con le celebrazioni per il 250° anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti, che ricorre il 4 luglio. Lo riporta il Moscow Times. 

L'iniziativa nasce dai colloqui avuti nel marzo 2025 tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, che avevano discusso la possibilità di organizzare una serie di incontri amichevoli tra squadre russe e americane nei due Paesi. "Speriamo che questo contribuisca a sciogliere il ghiaccio che si è formato tra noi", ha dichiarato Agee. Il manager ha spiegato che la partita si disputerà al palaghiaccio del complesso olimpico Luzhniki e vedrà la partecipazione anche della stella russa della National Hockey League (Nhl), Alexander Ovechkin, di cui è noto il sostegno a Putin. Le squadre saranno composte da un mix di giocatori professionisti e dilettanti. 

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Categoria: internazionale/esteri

19:27

La 'rinascita' di Belen Rodriguez: il racconto sui social dopo il ricovero

(Adnkronos) - Belen documenta la sua rinascita. Dopo la notizia del suo ricovero in ospedale, la showgirl argentina è tornata attiva sui social per condividere momenti della sua quotidianità.  

Belen ha condiviso nelle ultime ore un carosello di foto dove, tra selfie e scatti allo specchio, si è mostrata serena davanti all'obiettivo. Tra le immagini, compare anche la secondogenita Luna Marì. Belen si è immortalata davanti a uno specchio in tenuta sportiva, poi mentre durante un pranzo nel cuore di Milano e infine in un selfie in macchina, mentre manda un bacio alla telecamera.  

Belen sta condividendo la sua ripartenza dopo un periodo difficile. Lo scorso 25 maggio la showgirl è stata trasportata al Policlinico di Milano per accertamenti, a seguito dell'allarme lanciato da uno dei vicini, preoccupato per le grida provenienti dalle finestre del suo appartamento in zona Brera. Dopo circa 24 ore di ricovero, la showgirl è stata dimessa. 

 

 

Sotto il post non mancano messaggi di sostegno e affetto da parte degli utenti, dove le augurano una pronta guarigione: "Io ti auguro di stare bene con te stessa e di volerti bene di più! Apprezza quello che la vita ti sta donando, lasciare stare tutto ciò che è superficiale,accetta i cambiamenti ed osservali in una maniera positiva", "Ti auguro il meglio", "Ricorda cara Belen, noi donne cadiamo 10 volte e ci rialziamo 11", si legge.  

La popolare showgirl argentina qualche tempo fa aveva anche raccontato in un video del periodo difficile che stava attraversando e della depressione che in passato l'aveva colpita. "Non ho mai fatto un segreto di aver sofferto di attacchi di panico. Ne ho avuti, nella vita, uno dopo l'altro. Non è facile riuscire ad accettarsi con queste fragilità, soprattutto quando fai un lavoro pubblico e la tua fragilità può diventare anche una presa in giro", aveva confessato. 

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Categoria: spettacoli

19:26

Ambiente, Università Genova-AmSpec Italia-Conou presentano progetto per rilevamento rapido Pfas

(Adnkronos) - Sviluppare strumenti rapidi, selettivi e a basso costo per rilevare la presenza di Pfas direttamente sul campo, anche in contesti ambientali e industriali complessi. E' questo l’obiettivo del progetto di ricerca sui 'Dispositivi Analitici in Carta per il Rilevamento in-situ di Pfas', presentato oggi al Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova. Il progetto è sviluppato dal Laboratorio di Nanostrutture per l’Energia e l’Ambiente dell’Università di Genova, in collaborazione con AmSpec Italia S.r.l. e Conou – Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati. 

La ricerca nasce per rispondere a una delle sfide ambientali e sanitarie più rilevanti degli ultimi anni: il monitoraggio dei Pfas, sostanze per- e polifluoroalchiliche note anche come “Forever Chemicals” per la loro estrema stabilità e persistenza nell’ambiente. Utilizzati per decenni in numerosi ambiti industriali e domestici, i Pfas sono oggi al centro dell’attenzione internazionale per la loro ampia diffusione e per capacità di contaminare acqua, suolo e organismi viventi. La crescente consapevolezza dei rischi legati alla loro presenza ha spinto le autorità internazionali, tra cui l’Epa statunitense, a definire limiti di esposizione sempre più restrittivi. 

Attualmente, il metodo analitico standard per la rilevazione, basato su EPA 537.1 – SPE + HPLC-MS/MS richiede però strumentazioni complesse, comporta costi elevati per campione ed è difficilmente applicabile direttamente sul campo, nonché poco agevole su matrici non acquose, come gli oli lubrificanti. Da qui la novità del progetto: sviluppare metodi di screening innovativi realizzati mediante dispositivi analitici in carta, capaci di offrire analisi più rapide, accessibili, selettive e utilizzabili anche su matrici complesse. L’attività di ricerca comprenderà la progettazione di reagenti specifici e lo sviluppo di modelli predittivi per migliorare la velocità e l’efficienza delle analisi. 

 

L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’Accordo Quadro tra il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale – Laboratorio di Nanostrutture per l’Energia e l’Ambiente e AmSpec Italia S.r.l., che ha portato alla nascita della “AmSpec Academy”, piattaforma dedicata allo sviluppo di attività di ricerca congiunta. “La capacità di analizzare matrici potenzialmente inquinate e inquinanti rappresenta da sempre una sfida tecnologica e metodologica per le imprese del settore – dichiarano da AmSpec Italia - Partecipare a questa ricerca, mettendo al servizio le nostre competenze, è per noi un obiettivo prioritario, poiché attraverso un’iniziativa di tipo aziendale possiamo concretamente contribuire al benessere della collettività.”  

“I Pfas sono un problema ambientale complesso e articolato. È necessario agire su più livelli, a partire dal passaggio fondamentale della loro individuazione – dichiara Laura Gaggero Prorettrice alla Ricerca dell’Università di Genova - In questo contesto si inserisce questa ricerca, che mira a sfruttare tecnologie innovative per ottenere sistemi di screening in grado di rispondere alle reali esigenze industriali”.  

“La raccolta dei rifiuti industriali pericolosi, come l’olio minerale usato, richiede un’attenzione sempre maggiore al monitoraggio degli inquinanti organici persistenti”, dichiara Riccardo Piunti, presidente del Conou. “I controlli preventivi in fase di raccolta devono essere rapidi e di agevole esecuzione. I Pfas saranno l’inquinante del secolo: è necessario attrezzarci al meglio, da subito”. 

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Categoria: economia

19:19

Vannacci: "Pozzolo non era ubriaco, rimane in Futuro Nazionale"

(Adnkronos) - Roberto Vannacci 'perdona' il deputato Emanuele Pozzolo, al volante con un tasso alcolemico superiore alla norma. "Se Pozzolo ha sbagliato, come sembra che effettivamente abbia sbagliato perché aveva un tasso alcolemico maggiore rispetto a quello consentito, sarà sanzionato in base a quanto previsto dalla normativa vigente. La legge è uguale per tutti, anche per Pozzolo", dice il leader di Futuro Nazionale in una conferenza stampa. "Pozzolo resterà nel partito perché io non abbandono nessuno. Nessuno rimane indietro di quelli che sono stati con me in 1000 campi di battaglia. E quindi non rimane indietro neanche mio partito politico, a meno che non ci sia dolo, colpa grave o menefreghismo", aggiunge l'ex generale. 

"Risultare positivo al tasso alcolemico non significa che una persona è ubriaca. Il codice della strada prevede che al di là di 0,5 incorrono delle sanzioni per chi guida. Ma la definizione di ubriaco è diversa da quella che conosco io. Ubriaco è una persona incapace di intendere e di volere e che quindi non è responsabile delle azioni che sta commettendo. Invece lo 0,5% del tasso alcolemico previsto dal codice della strada è un limite tecnico messo dal codice della strada per il quale Pozzolo sarà sanzionato. Non mi risulta - afferma Vannacci - che il codice della strada dica che chi supera lo 0,5% è ubriaco. Dice che è vietato guidare con un tasso alcolemico superiore allo 0,5". 

Futuro Nazionale, a quanto pare, si allarga. "Non metto limiti alla provvidenza, quando ci saranno nuovi ingressi, li annunceremo", sorride Roberto Vannacci quando gli chiedono di rivelare i nomi delle prossime new entry parlamentari. Se l’ex generale della Folgore non si pronuncia per non ‘bruciare’ i papabili, ambienti vicini a Futuro Nazionale assicurano che presto arriveranno due deputati di Forza Italia, Maurizio Pierro e Davide Bergamini. Tra i potenziali nuovi acquisti di Vannacci figurano anche i leghisti Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof. 

Futuro Nazionale intanto si concentra sulle elezioni amministrative. "Stiamo lavorando per una squadra forte e stiamo anche lavorando per un candidato sindaco a Roma. Questo è quello che faremo anche alle politiche nazionali e quello che faremo a Milano e in tantissimi altri Comuni dove ci saranno le amministrative o le elezioni regionali. Sono appena tornato dalla Sicilia e ho appena detto che anche in Sicilia, dove si svolgeranno le regionali, saremo presenti", dice Vannacci, prima di soffermarsi su eventuali alleanze politiche alle prossime scadenze elettorali: "Poi se nell'ambito delle strategie politiche che si svilupperanno saranno possibili delle alleanze e delle sinergie tra forze che si avvicinano agli stessi principi di Futuro Nazionale senza passare quelle famose linee rosse che ho già definito e che per noi non sono negoziabili, questo lo vedremo durante lo svolgimento dell'attività politica, ma non è un discorso da farsi oggi nella maniera più assoluta". 

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Categoria: politica

19:13

Vaccini, Selvi (Longevitas): "Prevenzione chiave per popolazione anziana"

(Adnkronos) - “Quando parliamo di longevità e di invecchiamento in salute, la prevenzione vaccinale è fondamentale perché consente di ridurre l'impatto di tutte quelle infezioni che interessano soprattutto la popolazione anziana e che hanno un carico gravoso in termini di ospedalizzazioni e di danni per la salute, con complicanze che possono essere anche a lungo termine. È importante, quindi, per allungare la vita e migliorarne la qualità”. Così Eleonora Selvi, presidente di Fondazione Longevitas, partecipando oggi a Roma alla tappa di ‘Un Consiglio in salute’. Si tratta di un’iniziativa promossa dal Consiglio Regionale del Lazio, in collaborazione con Asl Roma 1 e La Banca delle visite, dedicata alla salute e al benessere delle persone anziane. 

Durante l’incontro i cittadini hanno avuto la possibilità di accedere gratuitamente alla vaccinazione herpes zoster, a screening oncologici, rilevazione dei parametri vitali e orientamento ai servizi sanitari territoriali. La dottoressa si sofferma poi sul progetto ‘Vaccinarsi nel Lazio’ che “prevede una serie di giornate di sensibilizzazione della popolazione over 65 sull'importanza della prevenzione vaccinale”. Gli appuntamenti sono organizzati in collaborazione con le Asl “coinvolgendo le associazioni territoriali e i luoghi di aggregazione, proprio per avvicinare la prevenzione vaccinale ai luoghi nei quali le persone passano la maggior parte del loro tempo - spiega Selvi - I centri ludico-ricreativi diventano così dei veri e propri hub di salute. Queste giornate sono state inserite anche nel programma ‘Consiglio in Salute’ del Consiglio Regionale del Lazio”. 

 

“Quando parliamo di prevenzione vaccinale, la prossimità è fondamentale - continua - soprattutto per avvicinarsi ai cittadini più adulti, più anziani e più fragili. Questo vale per tutte le vaccinazioni dell'età adulta. Penso, ad esempio, all'herpes zoster, una delle ultime entrate nel calendario vaccinale che registra ancora coperture molto basse. Per questa vaccinazione, la disponibilità degli studi dei medici di medicina generale o delle stesse farmacie può essere veramente importante, non solo per avvicinare i cittadini, ma anche per sfruttare l'opportunità della co-somministrazione insieme alla vaccinazione antinfluenzale e a quella anti-pneumococcica”, osserva. 

“Ciò agevolerebbe sicuramente tutte quelle persone che sono frenate non tanto dall'esitazione vaccinale, quanto dalla difficoltà di accedere a strutture che spesso vengono percepite come distanti - sottolinea - Penso soprattutto alle aree interne e a tutte quelle zone meno servite del nostro Paese in cui diventa veramente complicato accedere alle strutture sanitarie. In questo contesto, il medico di medicina generale e la farmacia dei servizi diventano quel punto di riferimento capace di semplificare la vita dei cittadini, con grande vantaggio per la salute della comunità”. 

Selvi conclude poi con l’auspicio che “che tutte le regioni italiane vadano in questa direzione, puntando proprio sulla prossimità. Anche per la Regione Lazio, che ha appena firmato un protocollo d'intesa con le farmacie, sarebbe importante estenderlo alla vaccinazione contro l'herpes zoster. L'auspicio è, dunque, che si vada verso una capillarità sempre maggiore”. 

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Categoria: cronaca

19:03

Atletica, oggi Golden Gala a Roma: da Jacobs a Battocletti, programma gare e dove vederle in tv e streaming

(Adnkronos) - Torna il Golden Gala Pietro Mennea. Oggi, giovedì 4 giugno, allo stadio Olimpico di Roma arriva la quarta tappa della Diamond League 2026, l'unico appuntamento in Italia del massimo circuito mondiale di atletica. L’Italia sarà rappresentata - tra gli altri - da assi come Marcell Jacobs, Andy Diaz, Leonardo Fabbri e Nadia Battocletti (saranno 18 gli azzurri impegnati). Tra campioni e stelle internazionali, ecco tutti gli orari delle gare e dove vederle in tv e streaming.  

Ecco il programma delle gare:  

19.10 Tiro del giavellotto (maschile) 

19.15 Salto con l’asta (femminile) 

19.48 Salto triplo (maschile) 

21.04 400 ostacoli (femminile) 

21.07 Salto in alto (maschile) 

21.15 800 metri (maschile) – non valevole per la Diamond League 

21.27 Getto del peso (maschile) 

21.28 100 ostacoli 

21.35 Salto in lungo (maschile) 

21.38 5000 metri (femminile) 

22.04 110 ostacoli 

22.15 400 metri (femminile) 

22.27 200 metri (femminile) 

22.37 1500 metri (femminile) 

22.52 100 metri (maschile) 

Ecco tutti gli atleti italiani impegnati oggi: 

Tiro del giavellotto (maschile): Giovanni Frattini 

Salto con l’asta (femminile): Elisa Molinarolo 

Salto triplo (maschile): Andy Diaz 

400 ostacoli (femminile): Alice Muraro, Ayomide Folorunso 

Salto in alto (maschile): Matteo Sioli 

800 metri (maschile): Francesco Pernici 

Getto del peso (maschile): Leonardo Fabbri, Zane Weir 

100 ostacoli: Giada Carmassi, Alessia Succo 

Salto in lungo (maschile): Gabriele Chilà 

5000 metri (femminile): Nadia Battocletti 

400 metri (femminile): Anna Polinari 

200 metri (femminile): Elisa Valensin 

1500 metri (femminile): Ludovica Cavalli, Gaia Sabbatini 

Tutte le gare del Golden Gala a Roma saranno visibili in diretta tv su Rai 2, dalle 21. Le competizioni saranno disponibili anche in streaming su Rai Play (dalle 20). 

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Categoria: sport

19:03

Da Duplantis a Paltrinieri, il Premio Fair Play Menarini accende la sua trentesima edizione

(Adnkronos) - C'è chi ha conquistato il mondo con un'impresa indimenticabile e chi ha trasformato un'intera carriera in un esempio di lealtà e rispetto. Sono i protagonisti della 30/a edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini, i cui vincitori sono stati annunciati oggi nel Salone d'Onore del Coni. Dal calcio al nuoto, dalla scherma allo sci paralimpico, passando per atletica, basket, pattinaggio di velocità e pallavolo: l’edizione 2026 del Premio riunisce campioni che hanno emozionato tifosi e appassionati in tutto il mondo e che continuano a lasciare il segno anche fuori dalle competizioni. “Siamo felicemente riuniti nel Salone d’Onore del Coni, dove c’è la storia dello sport italiano e dei suoi valori, per il trentesimo anniversario del Premio Fair Play Menarini. Trenta anni è un traguardo importante, è storia: si è costruito un percorso di certezze, sono stati premiati tanti campioni - dichiara il Presidente del ConiLuciano Buonfiglio - Oggi sono particolarmente felice perché vengono premiati tre giovanissimi, un messaggio che va al di là delle medaglie. Si riconoscono l'etica, il rispetto, la legalità, valori importanti da tutelare e promuovere: questi tre ragazzi sono un esempio".  

Tra i protagonisti della 30/a edizione spicca Armand Duplantis, primatista mondiale e fuoriclasse del salto con l’asta. A rappresentare il mondo del calcio, invece, ci sarà Gianfranco Zola, uno dei talenti più amati della storia sportiva italiana. Con loro Gregorio Paltrinieri, punto di riferimento del nuoto mondiale, Achille Polonara, volto della pallacanestro azzurra, Antonella Palmisano, regina della marcia, Chiara Mazzel, protagonista dello sci paralimpico italiano, e Daniele Garozzo, campione olimpico e ambasciatore della scherma italiana. A salire sul palco del Fair Play Menarini saranno anche Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti, protagonisti delle imprese azzurre nel pattinaggio di velocità, insieme a Simone Anzani, uno dei volti più rappresentativi della pallavolo italiana. Il 2 luglio il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino farà da cornice alla premiazione della 30/a edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini. Una serata che celebrerà alcune delle figure più rappresentative dello sport internazionale e che vedrà, anche quest'anno, la collaborazione di Sky Tg24. A condurre l'evento saranno Rachele Sangiuliano, Michele Cagiano e Omar Schillaci, affiancati da grandi narratori dello sport come Federico Buffa. Il fair play non ha età. Lo dimostrano Matteo Pasqualetti, Gloria Tinaburri e Alberto Belluzzi, vincitori del Premio Fair Play Menarini "Giovani". Tre ragazzi che ricordano a tutti che il fair play è una scelta che si fa ogni giorno, in gara e nella vita.  

“Da trent'anni il Premio Internazionale Fair Play Menarini celebra campioni che hanno saputo lasciare un segno non soltanto attraverso le loro vittorie, ma anche attraverso il loro modo di vivere lo sport – dichiarano Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – Le storie dei premiati di questa edizione ci ricordano che rispetto, lealtà e correttezza continuano a essere valori capaci di unire generazioni diverse e di parlare a chi ama lo sport, dentro e fuori dal campo”. Prima del gran finale, il percorso verso la 30/a edizione farà tappa il 15 giugno a Firenze con il Premio speciale Fiamme Gialle "Studio e Sport", dedicato ai giovani talenti che riescono a conciliare percorso scolastico e attività agonistica. 

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