Live Streaming
ULTIM'ORA
12:57
Zverev, obiettivo Wimbledon e 'sfida' a Sinner: "Posso vincere ancora"
(Adnkronos) - Alexander Zverev 'sfida' Jannik Sinner verso Wimbledon 2026. Il tennista tedesco ha appena festeggiato il primo titolo Slam della carriera, vincendo il Roland Garros contro Flavio Cobolli in finale, ma non ha intenzione di fermarsi qui. Dopo tre finali perse, la 'liberazione' di Zverev dall'incubo Slam potrebbe essere infatti solo l'inizio.
"Questa vittoria cambia tante cose", ha detto Zverev in conferenza stampa, "se avessi perso anche questa finale, la mia fiducia avrebbe subito un colpo enorme. Invece ora sento di poterlo fare ancora". Il tedesco ha poi risposto a chi lo chiamava 'il migior giocatore di sempre a non aver mai vinto uno Slam': "Se qualcuno vuole definirmi il peggior campione Slam di sempre, in questo momento non potrebbe importarmene di meno."
"Ora, qualunque cosa succeda, sarò sempre un campione Slam. Nessuno potrà portarmelo via", ha detto Zverev, "forse questo mi darà più libertà. Forse la prossima volta che giocherò una finale il mio approccio mentale sarà più sereno".

Categoria: sport
12:57
Piano nazionale delle malattie croniche, le associazioni: includere oncoematologia e psoriasi
(Adnkronos) - Oggi, centinaia di migliaia di pazienti con neoplasie ematologiche croniche e psoriasi restano fuori dal Piano nazionale della cronicità. Salutequità, Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma) e Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della fondazione Corazza) lanciano la richiesta congiunta, al ministero della Salute e alle Istituzioni, per includere subito queste patologie nella programmazione nazionale per garantire equità di accesso alle cure e ridurre le disuguaglianze territoriali e i costi a carico di famiglie e Inps. “La gestione delle malattie croniche in Italia rappresenta una sfida sempre più incalzante e complessa - afferma il presidente di Salutequità Tonino Aceti - Grazie alla disponibilità del ministero della Salute abbiamo promosso un momento di confronto multistakeholder affinché il Piano nazionale della cronicità (Pnc) faccia un passo avanti per rafforzare l’equità del nostro Servizio sanitario nazionale. Il nuovo Piano nazionale prevede la possibilità di aggiornare periodicamente le schede di patologia contenute nella sua parte seconda. Neoplasie ematologiche croniche e psoriasi rispondono pienamente ai criteri di cronicità definiti dal Pnc. Lavorare su questo fronte - precisa - significa costruire un sistema che non lasci indietro nessuno. Oggi, insieme alle associazioni pazienti, stiamo chiedendo esattamente questo alle Istituzioni” .
L’appello - informa Salutequità in una nota - è stato presentato oggi al ministero della Salute nel corso dell’evento ‘Equità di accesso alle cure in oncoematologia e psoriasi. L’aggiornamento del Piano Nazionale Cronicità per garantire più diritti dei pazienti’ - promosso da Salutequità con il patrocinio di Ail e Apiafco - che ha riunito istituzioni, clinici ed esperti per discutere l’aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicità e le criticità ancora irrisolte. L'iniziativa - per gli organizzatori - segna un momento di forte convergenza tra le associazioni di pazienti, la comunità scientifica e le organizzazioni che da tempo denunciano un vulnus nel sistema di programmazione sanitaria nazionale: centinaia di migliaia di persone affette da condizioni croniche complesse non godono di una pianificazione nazionale dedicata che garantisca programmazione, continuità assistenziale ed equità di accesso alle cure. Non gestire adeguatamente queste cronicità significa aumentare ricoveri evitabili, frammentazione assistenziale e costi a carico delle famiglie.
“Oggi molte neoplasie ematologiche sono diventate patologie croniche - spiega Gaetano Biallo, direttore generale Ail - I progressi della ricerca ci hanno consegnato pazienti che vivono più a lungo - in molti casi con un'aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione sana. È una conquista straordinaria. Ma la programmazione sanitaria deve progredire velocemente. L’ingresso nel Piano cronicità è indispensabile per garantire continuità assistenziale e supporto ai pazienti e alle famiglie”.
Aggiunge la presidente Apiafco, Valeria Corazza : “La psoriasi, oggi denominata malattia psoriasica, non è una semplice patologia della pelle, è una malattia cronica sistemica con una importante rilevanza epidemiologica e un significativo impatto clinico ed economico” ha dichiarato Oggi più che mai è fondamentale riconoscere alla psoriasi la piena dignità normativa: una patologia troppo a lungo ignorata, che deve essere trattata al pari delle altre malattie croniche già incluse nel Piano nazionale delle cronicità”.
Durante l'evento - che si è svolto con il contributo non condizionante di BeOne Medicines e Ucb Pharma – si è discusso del Pnc, che nasce dall'esigenza di armonizzare le attività nell'ambito delle patologie croniche proponendo un documento condiviso con le Regioni che individui un disegno strategico comune, centrato sulla persona e orientato su una migliore organizzazione dei servizi. Il Piano prevede esplicitamente la possibilità di aggiornare periodicamente la propria parte seconda, quella relativa alle singole patologie. Nello specifico - riporta la nota - malattie che a tutti gli effetti rispondono ai criteri stabiliti dallo stesso Pnc per: rilevanza epidemiologica; gravità; peso assistenziale ed economico e difficoltà di accesso alle cure. Sono ancora escluse da questa programmazione, con conseguenze rilevanti: peso economico e sociale a carico delle famiglie; disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure; percorsi assistenziali non uniformi; accesso limitato alle terapie innovative; maggiore frammentazione tra ospedale e territorio.
In Italia - si legge nella nota - sono circa 500mila le persone che convivono con una patologia oncoematologica, e ogni anno si registrano oltre 30mila nuovi casi tra leucemie, linfomi e mieloma. I progressi della ricerca e delle terapie hanno trasformato molte neoplasie ematologiche in patologie croniche a lunga sopravvivenza, caratterizzate da bisogni assistenziali complessi e continuativi. Gli studi più recenti evidenziano, per il mieloma multiplo costi che superano i 10mila euro l'anno a carico di pazienti e famiglie. Oltre 8mila euro sono costi indiretti per riduzione e abbandono dell’attività lavorativa, perdita delle giornate di lavoro e calo della capacità produttiva. Oltre 2mila euro a paziente sono dovuti principalmente a spese per l’assistenza personale, l’acquisto di farmaci e le visite specialistiche. Per la Leucemia linfatica cronica e la macroglobulinemia di Waldenström, il costo medio per paziente è superiore a 42mila euro l'anno. I costi sanitari diretti rappresentano l'82% della spesa totale, inclusi i trattamenti e i ricoveri. Il restante 18% è imputabile a costi indiretti, cioè l'impatto sulla vita lavorativa, l'assenteismo, il ricorso agli ammortizzatori sociali e il sistema previdenziale che gravano pesantemente sulla società, sul paziente e sul caregiver. Per alcuni Linfomi a cellule B selezionati in Italia i costi diretti dell'assistenza sanitaria sono superiori ai 130 milioni di euro l’anno, mentre i costi a carico dell’Inps superano i 60 milioni di euro l’anno. Includere l'oncoematologia nel Pnc - secondo Salutequità - permetterebbe di standardizzare i Pdta e la gestione sul territorio, riducendo drasticamente questa dispersione economica e sociale a carico delle famiglie.
Per quanto riguarda la malattia psoriasica, in Italia, si stima che ne soffra una persona su 10 con cronicità o multicronicità. La malattia cronica immuno-mediata della pelle colpisce circa il 3% della popolazione nel nostro Paese. Una recente analisi di ‘real world evidence’ condotta in Italia stima in circa 1,4 milioni le persone con psoriasi a fine 2024, ma - informa Salutequità - si tratta di un dato verosimilmente sottostimato, poiché basato esclusivamente sulle informazioni registrate dal Ssn. Il profilo di comorbilità dei pazienti con malattia psoriasica è significativamente più grave rispetto alla media della popolazione, soprattutto per le patologie cardio metaboliche, infezioni ed altre patologie autoimmuni (es: 39% di pazienti con ipertensione, 22% con dislipidemie, 25% con infezioni). La sopravvivenza generale dei pazienti con malattia psoriasica è compromessa, con un rischio di mortalità superiore del 10% rispetto alla popolazione generale. Le opzioni terapeutiche sono numerose e il tasso di switch dalla prima (generalmente topica) alla seconda scelta di trattamento è solo 2,7 per 100 persone-anno, indicando complessità di gestione, rilevanza epidemiologica e gravità della patologia. Il paziente con malattia psoriasica ha necessità di utilizzo di risorse sanitarie del Ssn, e quindi un costo sanitario maggiore rispetto alla popolazione generale: il costo medio diretto annuo per paziente con psoriasi è di 1.654 euro contro 931 euro della popolazione generale (quasi l’80% in più). L’International Federation of Psoriasis Associations nella pubblicazione Speaking up for psoriasis Disease ha stimato un costo totale annuo per persona pari a 11.434 euro, comprendendo i costi sostenuti dal SSN e l’impattante spesa out of pocket (2022). Nel complesso questi dati indicano una importante rilevanza epidemiologica e un significativo impatto clinico ed economico della patologia.
Le associazioni promotrici dell’evento - riassume la nota - chiedono con urgenza: 1)L’inclusione formale delle neoplasie ematologiche croniche e della psoriasi nella parte seconda del Pnc; 2) La conseguente indicazione prioritaria di definire percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (Pdta), anche integrati dalla Digital Health, con indicatori precisi e monitorabili; 3) Il rafforzamento dell’integrazione ospedale–territorio, in particolare per una diagnosi più tempestiva, il follow-up e la gestione a lungo termine. Infine, 5) La valorizzazione del ruolo delle associazioni di pazienti nei processi di programmazione, monitoraggio e valutazione della cronicità, come previsto dallo stesso Piano nazionale cronicità.

Categoria: cronaca
12:48
Juventus, tutto su Sorloth: c'è il sì, trattativa aperta con l'Atletico
(Adnkronos) - Alexander Sorloth sarà l'erede di Dusan Vlahovic alla Juventus? Oggi, lunedì 8 giugno, secondo le ultime news di calciomercato, l'attaccante norvegese appare a un passo dai bianconeri, che hanno in tasca il sì del giocatore e stanno trattando con l'Atletico Madrid la cessione che potrebbe portarlo quindi in Serie A.
Sorloth al momento si trova negli Stati Uniti, dove sarà impegnato nei Mondiali 2026 con la sua Norvegia, ma il suo futuro potrebbe decidersi prima dell'inizio della rassegna iridata, in programma a partire dal prossimo 11 giugno. La trattativa prosegue spedita e ha subito un'accelerata dopo l'annuncio dell'addio di Vlahovic, che non rinnoverà il suo contratto in scadenza il prossimo 30 giugno.
L'addio a parametro zero dell'attaccante serbo apre quindi una voragine nell'attacco bianconero, che sarà colmata, con ogni probabilità dal centravanti norvegese. Già trovato l'accordo con il giocatore, più complicata la trattativa con l'Atletico, che chiede circa 30 milioni per cederlo. Una carta da giocare però potrebbe essere Nico Gonzalez. L'inserimento del cartellino dell'argentino, nell'ultima stagione in prestito proprio ai Colchoneros, potrebbe abbassare sensibilmente il prezzo.

Categoria: sport
12:47
Milano health week, la forza della squadra per ridurre il rischio di recidiva per cancro al seno
(Adnkronos) - "Trasformare i progressi della ricerca in maggiori possibilità di guarigione, grazie all’accesso all’innovazione, a percorsi terapeutici sempre più efficaci e al ruolo attivo delle pazienti, sempre più protagoniste all’interno della squadra di cura". È l’obiettivo del talk ‘Tumore al seno: la forza della squadra’ promosso da Novartis in occasione della Milano Health Week. In Italia, grazie alla diagnosi precoce e ai progressi terapeutici, la sopravvivenza a 5 anni nel tumore al seno ha raggiunto circa l’86%, uno dei valori più elevati in Europa, ma circa 1 donna su 5 può andare incontro a una ripresa della malattia nei primi 10 anni dalla diagnosi, rendendo centrale una gestione attenta e continuativa nel tempo.
La stima del rischio di recidiva di un tumore al seno in fase iniziale “è il compito più difficile per noi oncologi”, spiega Carmen Criscitiello, responsabile dell’Oncologia Mammaria dell’Irccs Istituto clinico Humanitas e dell’Oncologia Medica di Humanitas San Pio X. “Dopo la chirurgia, dobbiamo impostare un piano di cura adiuvante per ridurre questo rischio di recidiva e guarire quante più donne possibile. I fattori da considerare - chiarisce - sono principalmente: le dimensioni del tumore, l’interessamento o meno dei linfonodi ascellari e, nel caso, quanti linfonodi sono coinvolti. Poi, la biologia del tumore:i l’espressione dei recettori ormonali, l’indice proliferativo e il grado e, naturalmente, anche alcune caratteristiche della paziente, in particolare l’età, lo stato menopausale e l’eventuale presenza di una predisposizione genetica”.
Nel cancro al seno in fase iniziale, “in assenza di metastasi, grazie ai nuovi farmaci, abbiamo visto il rischio di recidiva abbassarsi sempre di più - sottolinea l’oncologa - Oggi riusciamo a guarire tante donne. Questo ci pone ancora di più davanti alla necessità di stratificare bene il rischio, per selezionare i trattamenti più appropriati per ciascuna donna. Significa dare una valutazione di efficacia - capire cosa serve per ridurre quel rischio - ma anche di tollerabilità e qualità di vita. Dobbiamo permettere a queste donne - precisa - non solo di vivere più a lungo e guarire, ma anche di vivere bene. C’è quindi grande attenzione alla personalizzazione delle cure, al reinserimento lavorativo, al ritorno all’attività sociale e familiare. Molto spesso queste sono donne nel pieno della loro vita sotto tutti i punti di vista ed è importante preservare anche questo aspetto”.
Sul fare squadra, per Criscitiello, ci sono due aspetti da considerate. “Il primo è gestire queste pazienti nell’ambito di un team multidisciplinare: le donne seguite all’interno di una Breast Unit hanno esiti migliori rispetto a quelle realtà che non ne dispongono. Il secondo è che la paziente stessa fa parte della squadra: può scegliere, in modo informato, cosa fare e cosa no. Oggi le pazienti hanno accesso a una enorme quantitià di informazioni, non solo attraverso Google, ma anche l’intelligenza artificiale. È una grande opportunità che porta in sé una sfida: non lasciare alla paziente l’onere di orientarsi da sola, ma accompagnarla, fornire informazioni corrette, aggiornate e, soprattutto contestualizzate alla sua storia clinica”.
La partecipazione alla Milano Health Week con Facciamo Squadra, “conferma l’impegno a costruire una collaborazione reale - evidenzia Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head di Novartis Italia - un’alleanza tra pazienti, clinici, associazioni e sistema salute, nella quale la persona con tumore al seno, che dopo la chirurgia vorrebbe lasciarsi tutto alle spalle, non si senta sola, ma possa sentirsi ascoltata, informata e protagonista attiva del proprio percorso, che disponga cioè delle informazioni necessarie per fare le domande giuste e contribuire alla scelta del percorso di cura più adatto a lei”, come in una squadra.
“In 3 decenni di impegno nella lotta al tumore al seno abbiamo più volte portato innovazione terapeutica, non ci siamo mai fermati - afferma Gnocchi - In questa fase in cui ci stiamo spostando verso le fasi più precoci della malattia, ci siamo resi conto l’innovazione da sola non basta: per essere efficace deve essere accompagnata da percorsi di cura accessibili, continui e centrati sulla persona, non solo sul farmaco. Oggi la frontiera dell’innovazione terapeutica parla molto di medicina personalizzata, cioè in grado di rispondere alle caratteristiche biologiche e cliniche del tumore. Questo è fondamentale perché permette maggiore efficacia e minori effetti collaterali, che considera i aspetti personali: la qualità di vita, le abitudini, le esigenze individuali”.
Il punto di partenza è l’ascolto. Nella campagna, ‘Facciamo squadra’, abbiamo al nostro fianco le 4 principali associazioni di pazienti impegnate nel tumore al seno e l’ascolto diretto di di circa 100mila persone nei nostri canali web e social - evidenzia Gnocchi - I dati che abbiamo analizzato attraverso le associazioni e la nostra community, ci dicono che il 72% delle donne, dopo l’intervento chirurgico, è attivamente alla ricerca di risposte, spesso in autonomia, sul web, ma che soltanto il 45%, quindi meno di una su due, si sente pienamente informata rispetto al rischio di recidiva. Nel dover affrontare una nuova fase del percorso, per ridurre il rischio di recidiva, i dati ci dicono che spesso la donna si sente sola, fatica a parlarne con il clinico e cerca informazioni altrove. Da questo bisogno abbiamo capito che la qualità delle informazioni è parte integrante della cura. L’informazione porta infatti a un maggiore empowerment della paziente nel proprio percorso terapeutico”.
Le iniziative a sostegno della prevenzione delle recidive “partono innanzitutto dall’ascolto delle reali esigenze delle pazienti - rimarca Rosanna D’Antona, presidente Europa Donna Italia - Dopo l’intervento è naturale desiderare di lasciarsi alle spalle la malattia e tornare alla propria vita; tuttavia, proprio in quel momento è importante comprendere che il percorso di cura continua, attraverso le terapie adiuvanti – quando necessarie - i controlli e una strategia condivisa con il clinico per ridurre il rischio di recidiva. Il lavoro di un’organizzazione come la nostra - continua - si sviluppa su 2 piani complementari. Da un lato svolgiamo attività di advocacy affinché l’innovazione terapeutica sia resa disponibile nel minor tempo possibile e in modo equo su tutto il territorio nazionale: per noi è fondamentale che, nella valutazione dei nuovi farmaci e dei percorsi di cura, venga considerata sempre di più anche la prospettiva delle pazienti. Dall’altro lato, lavoriamo molto sulla formazione della nostra rete composta da 185 associazioni di pazienti con tumore al seno attive sul territorio, affinché possano essere un punto di riferimento competente, accogliente e vicino alle donne”.
Una donna “bene informata - prosegue D’Antona - può avere un ruolo realmente attivo nel proprio percorso di cura. Come Europa Donna crediamo fortemente nel principio che la comunicazione sia tempo di cura. Non è un elemento accessorio, ma parte integrante della presa in carico. Nello stesso spirito abbiamo attivato il progetto Laudato Medico Young, rivolto alla formazione dei giovani specialisti che lavoreranno nelle Breast Unit. L’obiettivo - conclude - è contribuire a costruire una cultura della cura in cui competenza clinica, ascolto e comunicazione vadano insieme, perché solo così la paziente può sentirsi davvero parte del proprio percorso terapeutico”, della squadra.

Categoria: cronaca
12:43
Morto Richard Scolyer, medico che sperimentò su se stesso cura contro tumore cerebrale
(Adnkronos) - È morto all'età di 59 anni Richard Scolyer, uno dei più importanti oncologi e patologi australiani, conosciuto a livello internazionale per il suo contributo rivoluzionario nella lotta contro il melanoma e per aver scelto di sottoporsi in prima persona a un trattamento sperimentale contro un aggressivo tumore cerebrale. La notizia della sua scomparsa, avvenuta il 7 giugno 2026, è stata diffusa dalla Bbc e ha suscitato profonda commozione nel mondo scientifico e medico internazionale, dove Scolyer era considerato una figura di riferimento e un simbolo di dedizione alla ricerca. La sua storia aveva attirato l'attenzione internazionale non soltanto per i risultati ottenuti in laboratorio, ma per la straordinaria decisione presa dopo una diagnosi che per molti avrebbe rappresentato una sentenza senza appello. Nel maggio del 2023, infatti, gli era stato diagnosticato un glioblastoma di quarto grado, una delle forme più aggressive e letali di tumore cerebrale. Le statistiche offrivano poche speranze: la sopravvivenza media per pazienti con la sua patologia era compresa tra i dodici e i quattordici mesi.
Di fronte a quella prospettiva, Scolyer rifiutò di arrendersi. "Non mi sembrava giusto accettare una morte certa senza provare qualcosa di diverso", aveva raccontato in una delle numerose interviste concesse durante il percorso di cura. Quella convinzione lo spinse a fare ciò che aveva sempre fatto nella sua carriera: cercare una nuova strada attraverso la scienza.
Per quasi trent'anni Richard Scolyer aveva osservato il cancro dal microscopio e dai laboratori di ricerca. Aveva dedicato la propria vita allo studio delle cellule tumorali, contribuendo in modo determinante allo sviluppo delle moderne strategie di immunoterapia per il melanoma avanzato. Poi, improvvisamente, i ruoli si invertirono. L'uomo che aveva aiutato migliaia di pazienti si ritrovò dall'altra parte della scrivania, costretto a confrontarsi con le stesse paure, gli stessi dubbi e la stessa incertezza che accompagnano ogni diagnosi oncologica. In un passaggio che molti hanno definito profondamente umano e simbolico, Scolyer raccontò di aver compreso davvero cosa significhi attendere il risultato di una risonanza magnetica. Per anni aveva comunicato esiti clinici ai propri pazienti; ora era lui ad aspettare una risposta capace di cambiare il corso della sua vita. Quell'esperienza lo segnò profondamente e gli permise di guardare alla malattia con occhi diversi.
Accanto a lui c'era Georgina Long, collega, amica e co-direttrice del Melanoma Institute Australia. Insieme avevano costruito una delle partnership scientifiche più produttive degli ultimi decenni. Il loro lavoro aveva contribuito a trasformare radicalmente la prognosi del melanoma avanzato. Se all'inizio degli anni Duemila la sopravvivenza a lungo termine era inferiore al 10%, grazie all'immunoterapia e alle nuove combinazioni terapeutiche circa la metà dei pazienti riesce oggi a ottenere risultati impensabili fino a pochi anni fa. Quando Long venne informata della diagnosi di Scolyer, reagì come scienziata prima ancora che come collega. Se l'immunoterapia aveva rivoluzionato il trattamento del melanoma, perché non tentare di applicarne i principi anche al glioblastoma? L'idea appariva audace. Molti specialisti ritenevano che il tumore cerebrale presentasse caratteristiche biologiche molto diverse da quelle del melanoma e che i risultati ottenuti in un campo non fossero necessariamente trasferibili all'altro. Eppure la coppia decise di tentare.
Nel 2023 Richard Scolyer diventò il primo paziente al mondo a ricevere una particolare combinazione di farmaci immunoterapici prima dell'intervento chirurgico per un glioblastoma. Si trattava di una strategia mai sperimentata prima. L'obiettivo era stimolare il sistema immunitario affinché imparasse a riconoscere e attaccare le cellule tumorali ancora prima della rimozione chirurgica della massa cerebrale. Successivamente, il trattamento venne integrato con un vaccino personalizzato costruito sulle caratteristiche genetiche del tumore di Scolyer. L'intero protocollo era altamente innovativo e comportava rischi considerevoli. Non esistevano precedenti clinici in grado di garantire sicurezza o efficacia. Lo stesso Scolyer era perfettamente consapevole di essere una sorta di "paziente zero". Tuttavia riteneva che il potenziale beneficio scientifico giustificasse il tentativo. Anche se il trattamento non fosse riuscito a salvargli la vita, avrebbe potuto fornire informazioni preziose per i malati del futuro.
Fin dall'inizio, Scolyer decise di condividere pubblicamente il proprio percorso. Attraverso i social network, interviste e aggiornamenti periodici, documentò ogni fase della terapia, dalle speranze iniziali ai momenti più difficili. Lo fece innanzitutto per lasciare una testimonianza ai suoi figli, ma ben presto il suo racconto assunse un significato più ampio. Migliaia di persone iniziarono a seguire la sua vicenda. Pazienti oncologici, familiari, medici e semplici cittadini trovarono nella sua trasparenza una fonte di informazione e ispirazione. A differenza di molte narrazioni eroiche della malattia, Scolyer non nascose mai la paura, la fragilità e l'incertezza. Raccontò la realtà per quella che era: una lotta quotidiana in cui la speranza conviveva con il rischio del fallimento.
Nei mesi successivi all'intervento arrivarono segnali incoraggianti. Le analisi effettuate sul tessuto cerebrale mostrarono un aumento significativo delle cellule immunitarie attivate all'interno del tumore. Per la prima volta si osservavano evidenze concrete che l'immunoterapia potesse avere un impatto biologico rilevante anche nel glioblastoma. La comunità scientifica internazionale seguì il caso con enorme interesse. I risultati furono successivamente pubblicati sulla prestigiosa rivista "Nature Medicine" e contribuirono ad alimentare nuove linee di ricerca. Pur senza poter parlare di guarigione, il caso dimostrava che una strada fino a quel momento quasi inesplorata meritava di essere approfondita.
Uno degli aspetti più sorprendenti della vicenda riguarda la durata della sopravvivenza. Dopo l'intervento, Scolyer riuscì a mantenere una buona qualità di vita per quasi due anni. Nel marzo 2025 annunciò pubblicamente che il tumore era tornato. La prognosi tornava a essere molto difficile. Nonostante ciò continuò a condividere il proprio percorso e a sostenere la ricerca. Quando è morto, il 7 giugno 2026, erano trascorsi circa tre anni dalla diagnosi iniziale, un periodo nettamente superiore alle aspettative medie associate alla sua patologia. Gli stessi ricercatori sottolineano che non è possibile attribuire con certezza questo risultato esclusivamente all'immunoterapia. Tuttavia il caso rappresenta uno dei più importanti punti di partenza per studi futuri.
Nato il 16 dicembre 1966 a Launceston, in Tasmania, Richard Scolyer mostrò fin da giovane una straordinaria determinazione. Dopo gli studi di medicina costruì una carriera accademica e clinica di altissimo livello, diventando professore presso l'Università di Sydney e uno degli specialisti più citati al mondo nel campo della patologia del melanoma. Nel 2021 fu nominato Ufficiale dell'Ordine d'Australia per il suo contributo alla medicina. Tre anni più tardi, insieme a Georgina Long, ricevette il riconoscimento di Australiano dell'Anno, una delle più alte onorificenze civili del Paese. Ma oltre allo scienziato c'era l'uomo. Atleta appassionato, triatleta e maratoneta, continuò ad allenarsi anche durante il trattamento, mantenendo fino all'ultimo uno stile di vita attivo e combattivo. Pochi giorni prima della sua morte, Scolyer ha lasciato una lettera aperta nella quale salutava amici, colleghi e sostenitori, con cui ha rivendicaro con serenità il percorso compiuto e ribadiva la propria fiducia nella ricerca scientifica. Il suo desiderio è semplice: che altri pazienti potessero vivere più a lungo grazie a ciò che lui e il suo team avevano tentato. Oggi quell'eredità è già concreta. Negli Stati Uniti è stato avviato uno studio clinico basato sui principi sperimentati nel suo caso, mentre diversi gruppi di ricerca stanno approfondendo il ruolo dell'immunoterapia nei tumori cerebrali. Richard Scolyer lascia la moglie Kate Nicoll e i tre figli Emily, Matthew e Lucy. (di Paolo Martini)

Categoria: cronaca
12:41
Barazzutti: "Cobolli cresce a vista d'occhio, può diventare n. 3"
(Adnkronos) - Flavio Cobolli "ci ha regalato grandissime emozioni ieri a Parigi, ha fatto vivere agli italiani un Roland Garros che magari, senza Sinner, pensavamo non potesse accadere. E invece ci ha trascinati tutti insieme in questa finale, un match bello, emozionante: ci ha fatto sognare". Lo dice Corrado Barazzutti all'Adnkronos, parlando della finale di ieri del Roland Garros.
Peraltro il tennista romano ha pure rischiato di vincere: "sì, diciamo che la partita è stata vicina". A cosa può aspirare adesso il nuovo n. 10 del ranking? "Cobolli cresce giorno dopo giorno, per cui sono molto curioso di vedere dove arriverà. E perché mai non potrebbe arrivare numero tre? Dietro agli altri due, che sono di un livello incredibile. C'è molta distanza ancora, secondo me, con il numero uno e il numero due" ovvero Sinner e Alcaraz, "ma non c'è tutta questa distanza con il numero tre" ovvero Zverev. "Anzi - conclude - il numero tre è un giocatore battibile" da Cobolli.
Alexander Zverev "non può fare altro che ringraziare l'assenza di due giocatori, anzi tre: Sinner, Alcaraz e Musetti, che per cause diverse non hanno potuto giocare il Roland Garros", prosegue Barazzutti, commentando lo Slam finalmente conquistato dal tedesco al quinto set contro l'azzurro. Probabilmente anche Djokovic gli avrebbe creato dei problemi: "Djokovic secondo me è un giocatore che difficilmente adesso riesce a spuntarla tre su cinque, in modo particolare sulla terra, per quanto lo consideri sicuramente il giocatore più forte di tutti i tempi, un gladiatore eroico, una leggenda. Però obiettivamente non credo che adesso possa arrivare in fondo a uno Slam sulla terra".
"Zverev finalmente ha coronato quel sogno che accarezzava, ma non poteva cogliere perché ci sono dei giocatori, soprattutto due, che sulla terra battuta sono un'altra categoria rispetto a lui: fino quando questi giocano purtroppo si deve accontentare del terzo posto. E secondo me difficilmente avrebbe vinto il Roland Garros se ci fossero stati questi due o anche Musetti che sulla terra è un giocatore temibile per tutti".
"Sasha ha dimostrato comunque una grande tenacia nel perseguire il suo obiettivo, se lo merita, quindi -conclude Barazzutti- coglie questo torneo e se lo porta a casa confermando di essere realmente il più forte giocatore ma dietro Sinner e Alcaraz".

Categoria: sport
12:34
Maturità 2026, al via 'tour de force' per prima prova: ecco la dieta dei 7 giorni per sforzo finale
(Adnkronos) - Conto alla rovescia per la maturità 2026. Tra poco più di una settimana oltre 500mila studenti affronteranno la prima prova scritta d'italiano, il 18 giugno. Lo sforzo richiesto agli studenti non è soltanto intellettuale, ma anche strettamente biologico. "Il sistema nervoso centrale, sottoposto a ritmi di studio intensi e a un carico emotivo non indifferente, sperimenta un incremento esponenziale dei consumi energetici e dello stress ossidativo. In questa fase cruciale, la nutrizione cessa di essere una semplice necessità quotidiana e si trasforma in uno strumento strategico di supporto cognitivo. Per ottimizzare le performance cerebrali e garantire la stabilità emotiva necessaria nei sette giorni che precedono la prima prova, è possibile strutturare un percorso alimentare mirato. Non si tratta di stravolgere i propri regimi, bensì di introdurre quotidianamente un alimento chiave a densità nutrizionale specifica, capace di agire sulla sintesi dei neurotrasmettitori, sulla fluidità delle membrane sinaptiche e sull'apporto costante di glucosio al cervello". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro.
Il cammino nutrizionale verso l'esame scritto: ecco la crononutrizione dei prossimi sette giorni.
Mercoledì: "Il cioccolato fondente (minimo 75%). Il percorso prende il via con un potente attivatore del microcircolo cerebrale. I flavonoidi presenti nel cacao amaro promuovono la vascolarizzazione delle aree deputate alla memoria e all'apprendimento. Inoltre, stimolando la sintesi di serotonina ed endorfine, il cioccolato fondente agisce come modulatore positivo dell’umore, riducendo l'ansia da inizio countdown. Un quadratino da 15 grammi nel pomeriggio rappresenta lo spuntino ideale", spiega Minelli.
Giovedì: "Le noci. La morfologia di questo frutto richiama singolarmente quella degli emisferi cerebrali, quasi a suggerirne la funzione. Le noci sono tra le fonti vegetali più ricche di acido alfa-linolenico (Omega-3), un acido grasso essenziale che costituisce l'impalcatura delle membrane cellulari dei neuroni. Integrare tre o quattro noci nella colazione del secondo giorno favorisce la plasticità sinaptica, agevolando lo stoccaggio delle nozioni studiate".
Venerdì: "I mirtilli. Con l'accumularsi dei giorni, la fatica si fa sentire sotto forma di radicali liberi. I mirtilli, ricchissimi di antocianine, svolgono un'azione neuroprotettiva diretta. Questi frutti - prosegue l'immunologo - sono in grado di contrastare lo stress ossidativo cerebrale e migliorare i segnali di comunicazione tra un neurone e l'altro. Un piccolo apporto di mirtilli, consumato fresco o inserito in uno yogurt bianco naturale, agisce come uno scudo biologico per le cellule nervose".
Sabato: "Il salmone. A metà del percorso, la stanchezza cognitiva richiede un intervento strutturale. Il salmone, o in alternativa il pesce azzurro come lo sgombro, apporta generose dosi di acido docosaesaenoico (Dha). Questo specifico Omega-3 è fondamentale per mantenere efficiente la velocità di conduzione degli impulsi nervosi e per sostenere i tempi di reazione mentale. Una cena a base di pesce cotto al vapore o al forno previene il senso di annebbiamento da studio prolungato".
Domenica: "Le uova. Entrati nella fase calda del ripasso, la prima necessità diventa la prontezza nel recupero delle informazioni. L'uovo è una eccezionale fonte di colina, un nutriente essenziale precursore dell’acetilcolina, il principale neurotrasmettitore implicato nei processi di memorizzazione e di attenzione focalizzata. Un uovo alla coque o sodo a pranzo garantisce stabilità energetica senza appesantire l'apparato digerente", suggerisce Minelli.
Lunedì: "Gli spinaci. Alla vigilia degli ultimi dettagli organizzativi, l'ottimizzazione del trasporto di ossigeno ai tessuti è cruciale. Le verdure a foglia verde scuro, come gli spinaci, forniscono folati e ferro, elementi cardine per il contrasto della stanchezza fisica e mentale. Consumati cotti, con un filo d'olio extravergine d'oliva e limone, sostengono la resistenza metabolica nelle ultime ore di applicazione intensa.
Martedì: "L'infuso di camomilla e passiflora. Siamo a 48 ore dall'esame, non è più tempo di nozioni, ma di riposo. La qualità del sonno notturno determina in modo diretto la capacità di recall cognitivo del mattino seguente. Un infuso caldo a base di camomilla e passiflora, grazie alla presenza di apigenina e flavonoidi rilassanti, riduce l'iperattività del sistema nervoso autonomo, contrasta l'ansia da prestazione e propizia la fase di sonno profondo, fondamentale per consolidare la memoria a lungo termine". Mercoledì 17 giugno è l'atteso giorno prima degli esami: per i ragazzi servono 24 ore di tranquillità e zero stress. Magari concedendosi il piatto o la 'carezza' culinaria che preferiscono.
L'efficacia della strategia dei sette giorni "poggia su tre pilastri fisiologici imprescindibili", secondo Minelli: "1) Idratazione continua: una diminuzione anche solo dell'1% dell'acqua corporea totale si traduce in un calo immediato della concentrazione e della memoria a breve termine. E' fondamentale sorseggiare acqua costantemente durante il giorno, evitando l'insorgere dello stimolo della sete; 2) Controllo del carico glicemico: i pasti abbondanti o ricchi di zuccheri semplici provocano picchi glicemici seguiti da ipoglicemie reattive, responsabili di sonnolenza e stanchezza improvvisa. Sono da preferire carboidrati complessi e integrali a lento rilascio; 3) Gestione della caffeina: sebbene il caffè offra una temporanea sensazione di vigilanza, l'eccesso o il consumo tardivo rischiano di alterare l'architettura del sonno e incrementare lo stato d'ansia. Si consiglia di sospenderne l'assunzione entro la metà del pomeriggio".

Categoria: cronaca
12:32
Sinner, nuovi esami dopo malessere a Roland Garros: visita al San Raffaele di Milano
(Adnkronos) - Nuovi esami medici per Jannik Sinner. Oggi, lunedì 8 giugno, il tennista azzurro, a quanto si apprende, è arrivato questa mattina all'ospedale San Raffaele di Milano per accertamenti medici programmati. Il numero 1 del tennis mondiale dovrebbe uscire in serata dall'Irccs di via Olgettina, dove però potrebbe tornare anche domani per proseguire i controlli.
Continuano quindi gli esami per Sinner dopo il malessere che l'ha colpito al Roland Garros, portandolo all'eliminazione al secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo. L'azzurro aveva infatti accusato un colpo di calore che gli ha causato vomito e un accenno di crampi, con l'argentino, sotto di due set e 5-1 nel terzo, che è riuscito a rimontare e vincere il match al quinto parziale.
Nei primi giorni della scorsa settimana, Sinner si era recato al JMedical, struttura di Torino e di proprietà della Juventus, per alcune analisi. Dopo il ko di Parigi, Sinner ha preso un aereo con destinazione Nizza per poi tornare a Montecarlo. Da qui ha prenotato una camera al JHotel per due notti, decidendo quindi di sottoporsi subito agli esami per approfondire le cause del suo malessere. Ora la tappa a Milano.
Sinner, a Parigi, è crollato ad un passo dal traguardo. Avanti 5-1 nel terzo set contro Juan Manuel Cerundolo, dopo aver vinto i primi due parziali, il numero 1 del mondo ha rallentato tra dolori muscolari e problemi di stomaco. Sotto 0-40 nel decimo game del terzo set, ha chiesto l'intervento del fisioterapista dopo un consulto con l'arbitro. Sinner ha iniziato a muoversi male, faticando a guidare gli scambi e non trovando più slancio con il servizio: apparentemente, l'altoatesino ha accusato crampo. Al momento del cambio di campo Sinner si è seduto in panchina massaggiandosi la coscia sinistra, ma senza chiedere l'intervento del fisioterapista. Tornato in campo l'azzurro ha però cominciato a zoppicare.
"Dipende da cosa hai", gli ha detto l'arbitro quando il 24enne ha chiesto se potesse prendersi del tempo. "Non so se è disidratazione", ha detto l'azzurro, che poi ha chiamato il fisioterapista. "Mi sento la testa pesante e sento di dover vomitare", ha detto Sinner, rientrando poi negli spogliatoi. Cerundolo ha chiesto chiarimenti all'arbitro: "Stanno valutando la situazione", la risposta.
Poco dopo, Sinner è rientrato in campo per riprendere il match. Cerundolo ha ribaltato completamente la situazione, salendo a condurre 6-5: Sinner, a quel punto, ha ricevuto una nuova visita del fisioterapista e ha assunto un farmaco o un integratore. In campo, ha continuato a soffrire cedendo il terzo set per 7-5. Il copione non è cambiato nel corso del quarto parziale: Sinner, dopo aver sprecato 3 palle break, ha 'mollato' fino all'1-6 che ha rinviato il verdetto al quinto set.

Categoria: sport
12:23
Mondiali, allarme fulmini negli Usa: partite a rischio sospensione
(Adnkronos) - Allarme fulmini negli Stati Uniti in vista dei Mondiali 2026. A pochi giorni dall'inizio della rassegna iridata, che inizierà il prossimo 11 giugno e che coinvolgerà anche Canada e Messico, in America si ripresenta, proprio come in occasione del Mondiale per Club un anno fa, l'incubo fulmini, che rischia di condizionare le prossime partite di Coppa del Mondo.
Negli Stati Uniti vige infatti un 'allerta fulmini', che potrebbe portare alla sospensione di qualsiasi partita per almeno mezzora in caso di fulmini, lampi o tuoni nel raggio di 10 miglia dallo stadio in cui si sta giocando. Nel caso in cui la situazione meteo non migliorasse, la sospensione potrebbe durare ben oltre il limite stabilito e viene riproposto, eventualmente, di mezzora in mezzora. Le partite, insomma, negli stadi senza un tetto potrebbero durare ore e ore.
Un antipasto di quanto potrebbe succedere nel prossimo mese è già andato in scena in occasione dell'amichevole tra Arabia Saudita e Portorico. Il match disputato ad Austin, in Texas, è stato infatti sospeso proprio per un'allerta fulmini, in cielo a otto miglia di distanza. I giocatori sono stati scortati negli spogliatoi, con lo stadio che è stato svuotato per precauzione.

Categoria: sport
12:17
Caccia Nato abbattono drone sui cieli della Lettonia
(Adnkronos) - Un drone è stato abbattuto in Lettonia dopo una allerta aerea e l'intervento di aerei militari della Nato in corrispondenza delle regioni di Rezica e Ludza, nell'est del Paese. Lo scorso maggio, la violazione dello spazio aereo lettone da parte di droni aveva innescato una crisi politica che aveva portato alle dimissioni del ministro della Difesa e alle successive dimissioni della Premier Evika Silina. Il drone oggi è stato intercettato da aerei da caccia francesi della operazione della Nato Baltic Air Policing. La Russia ha intensificato di recente la deviazione, con disturbo elettronico, di droni ucraini sui Paesi baltici.
Intanto nella notte sono stati lanciati da Mosca 155 droni e le forze di difesa ucraine ne hanno abbattuti 124. Il comando delle forze aeree ucraine scrive su Telegram che i droni sono stati abbattuti nel nord, nel sud e nell'est del paese.
Nel frattempo il traffico ferroviario è stato sospeso nel territorio della Crimea a seguito di un attentato contro un treno in servizio sulla tratta Mosca-Simferopol, che ha causato la morte di un macchinista. "I passeggeri di tutti i treni presenti nella penisola sono stati evacuati. I passeggeri di diversi treni provenienti da Mosca e San Pietroburgo vengono attualmente trasportati a Simferopol in autobus", si legge in un comunicato della compagnia ferroviaria 'Grand Service Express'. Sono stati sospesi cinque treni diretti in Crimea e tre provenienti dalla Crimea, con ritardi fino a 7 ore. Due giorni fa, le autorità della 'Repubblica Popolare di Luhansk' avevano imposto un divieto di circolazione dei passeggeri sull'autostrada Novorossiya e sulla strada R-150, citando "un'aggressione armata da parte delle Forze Armate dell'Ucraina". I continui bombardamenti su questa autostrada, che le autorità russe utilizzano per trasportare carburante in Crimea, hanno provocato una crisi energetica nella penisola.

Categoria: internazionale/esteri
12:16
Mondiali 2026, ritiro da 'paura' per la Svizzera: campo di allenamento infestato da serpenti
(Adnkronos) - Un ritiro da paura per la Svizzera mentre prepara i Mondiali 2026, con l'area circostante il traing center presso la San Diego Jewish Academy, della nazionale elvetica infestato da serpenti. Ma non si tratta dell'ultimo reboot di 'Anaconda', anche se le stelle svizzere sono in stato di massima allerta dopo essere state avvertite della presenza di serpenti vicino al loro campo di allenamento. La nazionale è partita per San Diego per prepararsi alla partita d'esordio ai Mondiali contro il Qatar, in programma il 13 giugno. La squadra sta già affrontando le temperature umide degli Stati Uniti, mentre si adatta al nuovo ambiente, ma deve anche affrontare un altro problema allarmante: sulla mappa del loro campo di allenamento è stata segnalata una "zona infestata dai serpenti".
L'account ufficiale della squadra svizzera ha pubblicato una foto della propria struttura con le etichette che indicano le diverse sezioni, mostrando l'area riservata ai portieri sul retro del campo, mentre la palestra era coperta da un tendone. C'è anche uno spogliatoio situato proprio dietro la zona palestra. Ma l'account svizzero ha lasciato alcuni tifosi sbalorditi dopo aver definito un'enorme area intorno al campo di allenamento come una "zona serpenti". La zona problematica era stata contrassegnata con strisce rosso scuro e la scritta: "Attenzione ai serpenti". Secondo il Museo di Storia Naturale di San Diego, nella regione sono presenti quattro specie di serpenti a sonagli velenosi. Il post su Instagram è andato virale.
La Svizzera non è l'unica nazionale a stare in guardia contro la presenza di serpenti nel proprio ritiro per i Mondiali. Anche alla Norvegia è stato chiesto di prestare attenzione ai rettili pericolosi nel loro campo presso il Grandover Resort & Spa a Greensboro, nella Carolina del Nord. A Erling Haaland e ai suoi collaboratori è stato raccomandato di non "provocare" nessuno dei serpenti, che sono "molto comuni" a Greensboro. Il sito web della città afferma: "I serpenti testa di rame si trovano in tutti gli Stati Uniti orientali e sudorientali e sono molto comuni a Greensboro. “Non provocateli, non cercate di prenderli in mano o di disturbarli in alcun altro modo: è estremamente pericoloso fare qualsiasi cosa che non sia lasciarli in pace”. Il centrocampista norvegese Kristian Thorstvedt avrebbe dichiarato di "non essere contento di sentire questa notizia" quando gli è stato comunicato l'episodio dei serpenti.

Categoria: sport
12:05
Attivisti italiani Flotilla detenuti in Libia, Tajani: "Situazione complicata, non è stata formulata accusa"
(Adnkronos) - E' "una situazione complicata" quella degli attivisti italiani della Flotilla attualmente detenuti nelle carceri libiche. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani incontrando i giornalisti alla Farnesina al margine del Forum Italia-Norvegia, sottolineando che "stiamo seguendo minuto per minuto l'evolversi della situazione con il nostro console a Bengasi e anche da Roma, lavoriamo perché possano essere liberati il prima possibile".
Tajani ha aggiunto che ''è una situazione complicata perché non ci sono soltanto italiani, ma anche altre persone di altre nazionalità arrestate e questo rende un po' più complicata la situazione''. Il titolare della Farnesina ha rassicurato che ''seguiamo minuto per minuto'' la situazione e ha spiegato che ''ancora non c'è un'accusa formalizzata'' nei confronti degli attivisti italiani.
I due italiani partecipanti alla Flotilla di terra e trattenuti in Libia sono intanto apparsi davanti al Procuratore libico che ha disposto la continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza. A spiegarlo era stata il 2 giugno scorso la Farnesina, secondo cui il Console Generale a Bengasi ha presentato una nuova richiesta formale di visita consolare ai due italiani.

Categoria: internazionale/esteri
11:57
Durst Group investe 20 milioni di euro per nuovo hub italiano per la stampa tessile digitale 'Durst Como'
(Adnkronos) - Durst Group presenta ufficialmente il progetto 'Durst Como', un nuovo polo industriale e tecnologico dedicato alla stampa tessile digitale nel cuore del distretto tessile comasco.
Con un investimento di circa 20 milioni di euro in edifici e infrastrutture, il progetto mira "a creare in Lombardia un centro produttivo altamente specializzato, focalizzato sullo sviluppo di tecnologie inkjet, software, ricerca applicata e soluzioni avanzate per la stampa tessile digitale industriale". "Como stampa i tessuti del mondo da generazioni - ha detto Christoph Gamper, ceo e co-owner di Durst Group - Non siamo qui di passaggio, siamo qui per restare. 'Durst Como' è un progetto industriale con una visione di lungo periodo: tecnologia europea, realizzata qui, per il mondo". L’investimento si inserisce in un percorso di crescita che Durst Group porta avanti nel settore tessile da oltre un decennio; negli ultimi 12 anni, il gruppo ha investito complessivamente oltre 50 milioni di euro nel business tessile, con iniziative dedicate allo sviluppo dei mercati internazionali, al potenziamento delle infrastrutture di laboratorio e al rafforzamento dei propri siti di Bressanone/Brixen e Kufstein (Austria).
Con un fatturato di oltre 430 milioni di euro, Durst Group punta ora a raddoppiarlo nei prossimi cinque anni, sostenuto anche dall’ulteriore consolidamento del proprio ruolo nelle tecnologie per la stampa tessile industriale. Durst Como nasce dall’acquisizione di Aleph, azienda specializzata nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni inkjet avanzate per la stampa diretta su tessuto e su carta, avviata nel 2023 e completata nel 2025. Durst Group è attivo nel settore tessile da oltre un decennio, con Kufstein come hub di riferimento, e con l’integrazione di Aleph estende la sua presenza anche a Como, uno dei distretti tessili più riconosciuti a livello internazionale. Durst Como diventerà il terzo centro di sviluppo e produzione del Gruppo, con competenze R&S, dopo Bressanone/Brixen e Lienz. Il polo svolgerà un ruolo strategico nello sviluppo e nella produzione di tecnologie inkjet per la stampa tessile digitale, con particolare focus su fashion e home textile. Il sito sarà progressivamente sviluppato anche come centro dedicato alla collaborazione con i clienti e allo sviluppo di automazione e software per il settore tessile.
Accanto a Como, Kufstein rimane l’hub tessile del Gruppo per gli sviluppi superwide e speciali, comprese le soluzioni di asciugatura per applicazioni superwide tessili e grafiche. Insieme, questi siti complementari costituiscono la spina dorsale della presenza internazionale di Durst nella stampa tessile digitale. "Questo progetto rappresenta una tappa fondamentale del nostro percorso di crescita - ha commentato Alessandro Manes, director Global Sales Industrial Textile, Durst Group - Il nostro obiettivo è creare a Como un polo tecnologico e produttivo altamente specializzato, capace di attrarre competenze, sviluppare nuove professionalità e generare nuove opportunità per il territorio". La nuova sede di Durst Como sarà progettata secondo gli standard industriali e tecnologici di Durst Group, con particolare attenzione all’innovazione, all’efficienza e all’integrazione con il territorio.
Il progetto sarà realizzato all’interno di un edificio esistente, evitando così nuovo consumo di suolo e ulteriore impermeabilizzazione, e seguirà criteri di riqualificazione energetica orientati all’utilizzo di energia 100% non fossile. Tra le misure previste rientrano l’installazione di pompe di calore in sostituzione degli attuali impianti di riscaldamento a gas e, nella prima fase del progetto, la realizzazione di un impianto fotovoltaico di circa 600 kWp per la produzione di energia elettrica 100% green. In linea con le iniziative già adottate negli altri siti del Gruppo, Durst Como ospiterà anche una colonia di api come ulteriore misura a supporto della biodiversità e dell’ecosistema locale. Durst Como si inserisce in una più ampia visione industriale finalizzata a rafforzare le capacità produttive e di innovazione di Durst Group in Italia, valorizzando al contempo il legame con il distretto tessile comasco e il know-how della filiera tessile. Il progetto rappresenta un impegno concreto nei confronti del territorio, traducendosi in opportunità occupazionali tangibili, creazione di valore reale e ulteriore sviluppo industriale.

Categoria: economia
11:47
Ebola, Oms in Uganda: "19 casi con 2 morti, siamo fiduciosi"
(Adnkronos) - Epidemia di Ebola torna sotto controllo in Uganda? "Mi trovo in Uganda, dove il governo ha attivato una risposta rapida ed efficace all'epidemia di Ebola". A comunicarlo è stato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, parlando in un post su X della sua visita nel Paese che sta registrando casi legati all'epidemia da virus Bundibugyo in corso nel vicino Congo e ha alzato le misure di sorveglianza per arginare un'eventuale diffusione.
"Gli screening ai confini hanno aiutato a rilevare casi in arrivo dalla vicina Repubblica Democratica del Congo (Rdc) e nel Paese i sistemi di sorveglianza, test e gestione dei casi stanno lavorando con costanza. Dei 19 casi confermati finora, 14 riguardano persone entrate dalla Rdc e 5 sono cittadini ugandesi. Tristemente, 2 persone dalla Rdc sono decedute, e i nostri pensieri sono con le loro famiglie. L'Oms sta supportando l'Uganda, insieme agli Africa Cdc (Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie) e ai partner della regione, mentre il Paese guida questa risposta". "Con una collaborazione continua - conclude il Dg Oms - sono fiducioso che questa epidemia possa essere tenuta sotto controllo".

Categoria: internazionale/esteri
11:40
Zverev sorpassa Alcaraz e 'avvicina' Sinner: come cambia la Race dopo Roland Garros
(Adnkronos) - Alexander Zverev sorpassa Carlos Alcaraz e 'punta' Jannik Sinner nella Race per le Atp Finals di Torino. Il tennista tedesco ha vinto il Roland Garros 2026 battendo Flavio Cobolli in finale, conquistando così il primo titolo Slam della carriera dopo tre finali perse. Grazie al trionfo di Parigi Zverev ha infatti scavalcato Alcaraz prendendosi il secondo posto nella Race, classifica che tiene conto dei risultati conseguiti nell'anno solare e permetterà ai primi otto di partecipare alle prossime Finals, e salendo a 'soli' 900 punti dal primo posto di Jannik Sinner.
Grazie alla vittoria al Roland Garros, e ai 2000 punti garantiti dalla vittoria dello Slam, Zverev è quindi salito a 5040 punti, sorpassando Alcaraz al secondo posto. Lo spagnolo è fermo per infortunio e rimane a 3650, con il 'rischio' di scendere ancora di posizione dopo il prossimo Wimbledon, che dovrà saltare per il problema al polso.
Zverev si trova ora a 'soli' 910 punti di distanza dal primo posto di Sinner, che è invece a 5950. L'azzurro è stato rallentato dall'eliminazione al secondo turno di Parigi, mentre Flavio Cobolli, grazie alla finale raggiunta, si è preso il quarto posto a quota 2620. La Race aggiornata:
1 – Sinner (=), 5.950
2 – Zverev (+1), 5.040
3 – Alcaraz (-1), 3.650
4 – Cobolli (+8), 2.620
5 – Medvedev (-1), 2.220
6 – Fils (-1), 1.890
7 – Mensik (+15), 1.855
8 – Shelton (-2), 1.680
9 – Auger-Aliassime (+4), 1.675
10 – Ruud (-2), 1.665
Alexander Zverev, grazie alla vittoria di Parigi, ha conquistato 1600 punti in più nel ranking Atp, salendo a quota 7305 e accorciando in classifica sul secondo posto di Carlos Alcaraz, che rimane comunque distante 2655 punti. Zverev avrà però un'altra occasione di avvicinarsi ancora nel prossimo Wimbledon, che lo spagnolo salterà a causa dell'infortunio al polso. Inarrivabile, almeno per ora, il primo posto di Jannik Sinner, che nonostante il ko al secondo turno resta a 13500.
Cobolli invece fa il suo esordio in top ten e da domani sarà il nuovo numero 10 del mondo, raggiungendo quota 3540 punti.

Categoria: sport
11:35
Ascolti tv, Cobolli in finale al Roland Garros fa volare il Nove. 'Linea Verde' fa il botto col 27%
(Adnkronos) - La finale del Roland Garros tra Cobolli e Zverev ha fatto volare nel pomeriggio di domenica 7 giugno il canale Nove, con un ascolto medio (dalle 15.10 alle 20.12) di 2.605.000 spettatori con il 22% di share. Un altro risultato record da segnalare è quello di 'Linea Verde Italia' su Rai1, che già sabato aveva superato il Tg5 delle 13 e che ieri ha ottenuto 3.052.000 spettatori e il 26.9% di share.
Numeri da prime time e non molto distanti da quelli ottenuti sempre su Rai1 dall’amichevole Grecia-Italia, che ha registrato in prima serata 3.726.000 spettatori e il 22.7% di share. Al secondo posto, tra gli ascolti di prime time, 'Racconto di una Notte' su Canale 5, con 1.848.000 spettatori e il 14.9% di share. Al terzo posto, 'Il ricco, il povero e il maggiordomo' su Italia 1, con 1.103.000 spettatori e il 7.3% di share.
A seguire, tra gli altri programmi di prime time: 'Presadiretta' su Rai3 (894.000 spettatori, share 5.4%), 'Guardia del corpo' su Rete4 (722.000 spettatori, share 5.2%), 'The Rookie' su Rai2 (699.000 spettatori, share 4.2%), la replica de 'La Corrida' sul Nove (524.000 spettatori, share 5.1%), 'Jumanji – Benvenuti nella giungla' su Tv8 (389.000 spettatori, share 2.4%), 'D-Day - I Nastri Ritrovati' su La7 (189.000 spettatori, share 1.8%).

Categoria: spettacoli
11:19
Cobolli, la lettera a cuore aperto del fratello: "Fa male, ma non è una sconfitta"
(Adnkronos) - Flavio Cobolli 'piange' con la famiglia dopo la finale del Roland Garros 2026. Il tennista azzurro ha perso ieri l'ultimo atto dello Slam di Parigi, cedendo ad Alexander Zverev in cinque set e rimandando così l'appuntamento con il suo primo titolo major. Il percorso di Cobolli però ha raccolto applausi da tifosi e appassionati, ma soprattutto dalla famiglia di Flavio, con il fratello Guglielmo che gli ha dedicato una commovente lettera a cuore aperto, diventata rapidamente virale sui social.
"Flavio. Stamattina, quando sei entrato in campo, ho trattenuto il respiro. Ho pensato a tutto in un secondo solo. A quando eravamo piccoli. A tutte le volte che ti ho visto partire con la racchetta e una valigia, senza sapere quando saresti tornato. A tutte le volte che hai perso e non hai detto niente, hai solo abbassato la testa e sei ripartito. A papà accanto a te, sempre, in ogni angolo del mondo. A quanto avete dato entrambi, in silenzio, senza che nessuno capisse davvero il prezzo. Io lo capivo. Perché ero lì. Perché sono tuo fratello", ha scritto Guglielmo Cobolli sul proprio profilo Instagram.
"E stamattina eri in finale al Roland Garros. Sai cosa ho sentito in quel momento? Non eccitazione. Non ansia. Ho sentito qualcosa di più grande, qualcosa che stringeva forte, una cosa che non sapevo di avere dentro finché non ti ho visto lì in mezzo a quel campo. Era amore. Era orgoglio. Era il peso di tutto quello che so e che non vede nessun altro"
"Hai perso oggi. E fa un male che non si descrive, lo so. Un male sardo, pesante, che non passa subito. Ma quel dolore è la misura esatta di quanto hai amato questo momento. E tu lo hai amato con tutto quello che avevi. Non ti dico che andrà meglio. Non ti dico le cose che dicono tutti. Ti dico solo quello che so per certo", ha continuato Guglielmo Cobolli, "t6i ho guardato oggi e non ho visto una sconfitta. Ho visto mio fratello, in una finale Slam, che lottava fino all'ultimo respiro. Ho visto l'uomo che è diventato il ragazzo con cui sono cresciuto. Ho visto qualcosa che porterò dentro per tutta la vita. Nessun punteggio esiste che possa toccare quello. Sei il mio fratello. Sei il mio esempio. Sei la persona più coraggiosa che conosco. E ti voglio bene, Flavio. In un modo che non finisce. Grazie".

Categoria: sport
11:19
Findus rafforza l'impegno per la tutela del mare, lotta a plastiche e ripristino posidonia oceanica
(Adnkronos) - Oggi questo percorso si arricchisce di un ulteriore tassello con il lancio dei nuovi Gamberi Argentini Findus certificati Msc, tra i più riconosciuti standard internazionali per la pesca sostenibile. Un nuovo traguardo che rappresenta non solo un passo avanti nel percorso di sostenibilità aziendale, ma anche un segnale importante per l’intera categoria che consolida il ruolo di Findus come leader del mercato del surgelato ittico, con oltre 23 mila tonnellate di prodotto, che equivale al 20% del comparto, per un valore totale di 338 milioni di euro . “La salute degli oceani e la tutela delle loro risorse rappresentano una responsabilità che, come leader nel comparto ittico, sentiamo particolarmente nostra - dichiara Alessandro Solazzi, Marketing Director Southern Europe Findus - Da anni portiamo avanti un percorso concreto per contribuire alla salvaguardia del mare, nella convinzione che qualità e sostenibilità debbano procedere insieme. Il nuovo lancio dei Gamberi Argentini certificati MSC è l’ultimo tassello di un percorso che portiamo avanti da anni, per una filiera ittica sempre più responsabile.
Si tratta di un traguardo importante, che ha richiesto un impegno significativo lungo tutta la filiera, dall’identificazione di fonti di approvvigionamento certificate alla gestione di standard rigorosi di tracciabilità e sostenibilità. Come leader di mercato, vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per il settore, favorendo un modello di crescita responsabile e sostenibile lungo tutta la filiera ittica, offrendo ai consumatori prodotti che coniughino qualità, praticità e responsabilità”.Il lancio dei nuovi Gamberi Argentini Findus si inserisce in un mercato in crescita e sempre più rilevante per le abitudini di consumo degli italiani. Nel 2025, il comparto dei gamberi surgelati ha raggiunto un valore di 128 milioni di euro, in crescita del +7,5% rispetto all’anno precedente, per oltre 8.500 tonnellate vendute (+3,5%) , confermandosi un sottosegmento dinamico e in salute. Provenienti dalle acque dell’Oceano Atlantico sud-occidentale, i nuovi Gamberi Argentini Findus vengono sottoposti ad un processo di selezione, pulizia e surgelazione che ne preserva qualità e gusto. Già sgusciati e devenati, rappresentano una soluzione pratica e versatile per i consumatori, senza rinunciare all’attenzione verso la provenienza della materia prima. Findus, che già nel novembre 2025 si era distinta come la prima azienda in Italia ad utilizzare gambero argentino certificato Msc, conferma ancora una volta il proprio ruolo pionieristico nella sostenibilità ittica.
La certificazione Msc – Marine Stewardship Council garantisce che il prodotto provenga da attività di pesca sottoposte a rigorosi controlli indipendenti e gestite secondo criteri ambientali che tutelano gli stock ittici, limitano l’impatto sugli ecosistemi marini e assicurano tracciabilità lungo la filiera. Un risultato frutto di un percorso pluriennale di miglioramento nella gestione della pesca del gambero argentino, reso possibile grazie alla collaborazione tra operatori del settore, comunità scientifica e organismi indipendenti. Inserire qui il sottotitolo“Il ruolo di Msc è fornire un quadro basato su scienza e verifiche indipendenti, e progettato per supportare le attività di pesca che scelgono di diventare più sostenibili”, commenta Paola Guglielmo, responsabile della relazione con le aziende per MSC in Italia. “La certificazione ottenuta fa seguito a oltre un decennio di lavoro. La pesca è produttiva, ma anche complessa da gestire perché opera sotto diversi regimi amministrativi e richiede una solida scienza per affrontare la variabilità e l'incertezza. Costruire un sistema di gestione capace di soddisfare rigorosi standard internazionali richiede perseveranza e collaborazione. La lezione è chiara: il miglioramento avviene quando c'è una visione condivisa e quando i mercati riconoscono tutti gli sforzi compiuti. Quando le aspettative sono trasparenti e chiare, i progressi accelerano”. L’attenzione alla sostenibilità è profondamente radicata nel Dna di Findus e l’impegno per avere materie prime approvvigionate in modo sostenibile è parte di un percorso che l’azienda porta avanti da tempo, anche attraverso importanti iniziative per la tutela dei mari in collaborazione con partner strategici.
Tra i progetti all’attivo, Findus è parte della Water Defenders Alliance di LifeGate, l’alleanza che combina competenze, risorse e soluzioni unendo imprese, istituzioni, porti, cittadini, mondo della ricerca scientifica e tecnologica per difendere la salute delle nostre acque. Grazie a questa partnership, Findus ha adottato negli anni diversi Seabin (dei quali 3 attualmente attivi), dispositivi mangia-rifiuti che hanno permesso dal 2021 ad oggi di catturare dai mari italiani oltre 45,3 tonnellate di rifiuti, tra cui plastiche e microplastiche fino a 2 mm di diametro, equivalenti al peso di oltre 3 milioni di bottigliette di plastica da 0,5 litri. Se le mettessimo in fila, copriremmo una distanza pari a quella tra Milano e Roma (604 km). Nelle ultime settimane, Findus ha inoltre sostenuto il lancio di un nuovo progetto guidato dalla Water Defenders Alliance di LifeGate, in collaborazione con Aquageo e con il contributo scientifico dell’Università degli Studi 'G. d’Annunzio' di Chieti-Pescara: Aqualis, innovativo dispositivo entrato in funzione presso il Porto Turistico Marina di Pescara e progettato per contribuire concretamente alla tutela delle acque e alla lotta all’inquinamento marino. Interamente progettato e realizzato in Italia, Aqualis è un sistema tecnologico capace di intercettare tutti i rifiuti galleggianti, comprese plastiche e microplastiche fino a 1,6 mm di diametro, oltre a oli e idrocarburi presenti sulla superficie dell’acqua. Installato nei punti di maggiore accumulo dei detriti all’interno dei porti, il dispositivo può raccogliere fino a 500 kg di rifiuti galleggianti all’anno e fino a 800 kg di oli e idrocarburi, contribuendo alla protezione concreta degli ecosistemi acquatici.
“Findus partecipa da diversi anni alla Water Defenders Alliance, sostenendo soluzioni concrete e misurabili per proteggere i nostri mari dall’inquinamento da plastiche e microplastiche - dichiara Lajal Andreoletti, responsabile progetti ad impatto LifeGate - Quest’anno la nostra collaborazione si è arricchita di un nuovo importante tassello con l’installazione al Marina di Pescara del nostro primo Aqualis, la nuova tecnologia capace di raccogliere i rifiuti galleggianti dall’acqua, incluse le microplastiche e gli oli presenti in superficie. Aqualis è anche al centro di un progetto di ricerca dell’Università di Chieti-Pescara, a conferma del valore scientifico e innovativo della soluzione. Questa nuova attivazione dimostra come innovazione tecnologica, ricerca scientifica e collaborazione tra pubblico e privato possano lavorare insieme per ridurre l’inquinamento e accrescere la consapevolezza su un tema sempre più urgente”.
In un momento in cui la vulnerabilità di mari e oceani è sempre più evidente, diventa essenziale agire per proteggere e preservare questi ecosistemi fragili e fondamentali per l’equilibrio del pianeta. In questo contesto, Findus ha scelto di giocare un ruolo attivo nella conservazione delle praterie di Posidonia oceanica lungo le coste italiane aderendo al progetto “Blue Forest” promosso da One Ocean Foundation, realtà non profit italiana impegnata nella protezione dell’oceano e riconosciuta a livello internazionale come piattaforma per lo sviluppo sostenibile. L’iniziativa ha l’obiettivo di contribuire al ripristino e alla tutela delle foreste marine di Posidonia oceanica, pianta acquatica endemica del Mediterraneo dal ruolo cruciale per la biodiversità marina, la protezione delle coste e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Dopo le attività realizzate tra il 2024 e il 2025, che hanno interessato una superficie complessiva di 155 m² di riforestazione dei fondali liguri, a Sanremo, si è appena concluso un nuovo intervento in Sardegna, nell’area di Cala di Volpe, nel nord-est dell’isola, che ha previsto il ripristino di ulteriori 50 m² di prateria di Posidonia oceanica, a conferma della continuità dell’impegno nel tempo. One Ocean Foundation si occupa inoltre del monitoraggio scientifico delle aree riforestate, affidandosi a biologi marini specializzati per seguire l’evoluzione delle praterie e valutarne lo stato di crescita, garantendo così un approccio basato su evidenze scientifiche e impatto misurabile nel lungo periodo.

Categoria: economia
11:00
Pisa, in fiamme un capannone industriale: maxi incendio a Vicopisano
(Adnkronos) - Un vasto incendio è divampato nella mattinata di oggi all'interno della Delca Energy, azienda specializzata nella lavorazione di materiale plastico situata nella zona industriale di Lugnano, nel comune di Vicopisano, in provincia di Pisa. L'allarme è scattato alle 9.23, quando le squadre dei vigili del fuoco del comando di Pisa sono intervenute in via Masaccio per domare le fiamme che hanno coinvolto un capannone dello stabilimento. Al momento dell'intervento erano impegnate due squadre operative supportate da quattro automezzi antincendio e due autobottipompa.
Considerata l'entità del rogo, sono stati richiesti rinforzi dai comandi limitrofi di Lucca, Pistoia e Livorno, con l'invio di ulteriori mezzi e personale per contenere l'incendio e mettere in sicurezza l'area. Le operazioni di spegnimento risultano ancora in corso e non sono state rese note, al momento, eventuali conseguenze per le persone. Restano da accertare le cause che hanno provocato l'incendio.
La colonna di fumo generata dalle fiamme è risultata visibile anche a diversi chilometri di distanza, suscitando preoccupazione tra i residenti della zona.

Categoria: cronaca
10:44
Obbligo di lavare la pipì del cane in strada, Bassetti: "Dal punto di vista scientifico non serve a nulla"
(Adnkronos) - L'obbligo per i padroni di lavare dalla strada la pipì dei cani con l'acqua? Per l'infettivologo Matteo Bassetti "dal punto di vista scientifico non serve a nulla".
"In molti comuni italiani - scrive Bassetti sui social - vi sono ordinanze che obbligano i proprietari dei cani a portare con sé una bottiglietta d’acqua per lavare la pipì che i nostri amici a quattro zampe fanno su strade e marciapiedi. La domanda che molti mi hanno rivolto è se serva veramente dal punto di vista igienico. Risciacquare la pipì del cane con la semplice acqua ha un basso valore igienico e disinfettante, poiché l’acqua non elimina germi o batteri. Per una vera azione igienica bisognerebbe usare acqua e aceto bianco (in diluiizione 1:1) che disinfetta naturalmente, rimuovendo gli odori forti e igienizzando superficie oppure usare detersivi enzimatici, che però sono vietati per l’utilizzo in strada. Insomma una delle tante leggi all’italiana, fatta con molta approssimazione scientifico-sanitaria", conclude l'infettivologo.

Categoria: cronaca
In Sardegna
Programmi
Primo Piano
Live Streaming
ULTIM'ORA
13:02
Mirabilandia celebra la Notte Rosa 2026 con una grande serata di cabaret e comicità
(Adnkronos) - Mirabilandia si unisce ai festeggiamenti della Notte Rosa 2026, il grande Capodanno dell’estate italiana, con una serata speciale all'insegna del divertimento e della comicità che vedrà protagonisti tre volti amatissimi dal pubblico: Scintilla, Paolo Migone e Sergio Sgrilli. L'appuntamento è per sabato 20 giugno in Piazza della Fama, cuore pulsante del Parco divertimenti più grande d’Italia, dove a partire dalle ore 21.15 andrà in scena uno spettacolo di cabaret unico nel suo genere. I tre artisti si esibiranno sul palco, regalando al pubblico un’ora e mezza di battute, monologhi, improvvisazione e intrattenimento dal vivo capace di coinvolgere ospiti di tutte le età.
La serata si inserisce nel programma della Notte Rosa 2026 - l'evento che ogni anno trasforma la Riviera Romagnola e numerose località dell'Emilia-Romagna in un grande palcoscenico diffuso dedicato alla musica, allo spettacolo, alla cultura e all'intrattenimento - e rappresenta uno degli eventi clou del calendario estivo di Mirabilandia che offrirà ai visitatori l'opportunità di vivere il Parco fino alla chiusura (ore 23.00), unendo l'emozione delle attrazioni alla leggerezza di uno spettacolo pensato per celebrare l'inizio della stagione più attesa dell'anno.
“Con questa iniziativa, il Parco conferma il proprio ruolo di protagonista dell'intrattenimento in Italia, offrendo ai propri ospiti un'esperienza che combina adrenalina, spettacolo e divertimento dal vivo in una cornice unica, sottolinea Sabrina Mangia, Managing Director del parco. La Notte Rosa è un evento che celebra l’energia, l’accoglienza e la voglia di stare insieme che da sempre contraddistinguono la Romagna e Mirabilandia”.

Categoria: cronaca
12:57
Zverev, obiettivo Wimbledon e 'sfida' a Sinner: "Posso vincere ancora"
(Adnkronos) - Alexander Zverev 'sfida' Jannik Sinner verso Wimbledon 2026. Il tennista tedesco ha appena festeggiato il primo titolo Slam della carriera, vincendo il Roland Garros contro Flavio Cobolli in finale, ma non ha intenzione di fermarsi qui. Dopo tre finali perse, la 'liberazione' di Zverev dall'incubo Slam potrebbe essere infatti solo l'inizio.
"Questa vittoria cambia tante cose", ha detto Zverev in conferenza stampa, "se avessi perso anche questa finale, la mia fiducia avrebbe subito un colpo enorme. Invece ora sento di poterlo fare ancora". Il tedesco ha poi risposto a chi lo chiamava 'il migior giocatore di sempre a non aver mai vinto uno Slam': "Se qualcuno vuole definirmi il peggior campione Slam di sempre, in questo momento non potrebbe importarmene di meno."
"Ora, qualunque cosa succeda, sarò sempre un campione Slam. Nessuno potrà portarmelo via", ha detto Zverev, "forse questo mi darà più libertà. Forse la prossima volta che giocherò una finale il mio approccio mentale sarà più sereno".

Categoria: sport
12:57
Piano nazionale delle malattie croniche, le associazioni: includere oncoematologia e psoriasi
(Adnkronos) - Oggi, centinaia di migliaia di pazienti con neoplasie ematologiche croniche e psoriasi restano fuori dal Piano nazionale della cronicità. Salutequità, Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma) e Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della fondazione Corazza) lanciano la richiesta congiunta, al ministero della Salute e alle Istituzioni, per includere subito queste patologie nella programmazione nazionale per garantire equità di accesso alle cure e ridurre le disuguaglianze territoriali e i costi a carico di famiglie e Inps. “La gestione delle malattie croniche in Italia rappresenta una sfida sempre più incalzante e complessa - afferma il presidente di Salutequità Tonino Aceti - Grazie alla disponibilità del ministero della Salute abbiamo promosso un momento di confronto multistakeholder affinché il Piano nazionale della cronicità (Pnc) faccia un passo avanti per rafforzare l’equità del nostro Servizio sanitario nazionale. Il nuovo Piano nazionale prevede la possibilità di aggiornare periodicamente le schede di patologia contenute nella sua parte seconda. Neoplasie ematologiche croniche e psoriasi rispondono pienamente ai criteri di cronicità definiti dal Pnc. Lavorare su questo fronte - precisa - significa costruire un sistema che non lasci indietro nessuno. Oggi, insieme alle associazioni pazienti, stiamo chiedendo esattamente questo alle Istituzioni” .
L’appello - informa Salutequità in una nota - è stato presentato oggi al ministero della Salute nel corso dell’evento ‘Equità di accesso alle cure in oncoematologia e psoriasi. L’aggiornamento del Piano Nazionale Cronicità per garantire più diritti dei pazienti’ - promosso da Salutequità con il patrocinio di Ail e Apiafco - che ha riunito istituzioni, clinici ed esperti per discutere l’aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicità e le criticità ancora irrisolte. L'iniziativa - per gli organizzatori - segna un momento di forte convergenza tra le associazioni di pazienti, la comunità scientifica e le organizzazioni che da tempo denunciano un vulnus nel sistema di programmazione sanitaria nazionale: centinaia di migliaia di persone affette da condizioni croniche complesse non godono di una pianificazione nazionale dedicata che garantisca programmazione, continuità assistenziale ed equità di accesso alle cure. Non gestire adeguatamente queste cronicità significa aumentare ricoveri evitabili, frammentazione assistenziale e costi a carico delle famiglie.
“Oggi molte neoplasie ematologiche sono diventate patologie croniche - spiega Gaetano Biallo, direttore generale Ail - I progressi della ricerca ci hanno consegnato pazienti che vivono più a lungo - in molti casi con un'aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione sana. È una conquista straordinaria. Ma la programmazione sanitaria deve progredire velocemente. L’ingresso nel Piano cronicità è indispensabile per garantire continuità assistenziale e supporto ai pazienti e alle famiglie”.
Aggiunge la presidente Apiafco, Valeria Corazza : “La psoriasi, oggi denominata malattia psoriasica, non è una semplice patologia della pelle, è una malattia cronica sistemica con una importante rilevanza epidemiologica e un significativo impatto clinico ed economico” ha dichiarato Oggi più che mai è fondamentale riconoscere alla psoriasi la piena dignità normativa: una patologia troppo a lungo ignorata, che deve essere trattata al pari delle altre malattie croniche già incluse nel Piano nazionale delle cronicità”.
Durante l'evento - che si è svolto con il contributo non condizionante di BeOne Medicines e Ucb Pharma – si è discusso del Pnc, che nasce dall'esigenza di armonizzare le attività nell'ambito delle patologie croniche proponendo un documento condiviso con le Regioni che individui un disegno strategico comune, centrato sulla persona e orientato su una migliore organizzazione dei servizi. Il Piano prevede esplicitamente la possibilità di aggiornare periodicamente la propria parte seconda, quella relativa alle singole patologie. Nello specifico - riporta la nota - malattie che a tutti gli effetti rispondono ai criteri stabiliti dallo stesso Pnc per: rilevanza epidemiologica; gravità; peso assistenziale ed economico e difficoltà di accesso alle cure. Sono ancora escluse da questa programmazione, con conseguenze rilevanti: peso economico e sociale a carico delle famiglie; disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure; percorsi assistenziali non uniformi; accesso limitato alle terapie innovative; maggiore frammentazione tra ospedale e territorio.
In Italia - si legge nella nota - sono circa 500mila le persone che convivono con una patologia oncoematologica, e ogni anno si registrano oltre 30mila nuovi casi tra leucemie, linfomi e mieloma. I progressi della ricerca e delle terapie hanno trasformato molte neoplasie ematologiche in patologie croniche a lunga sopravvivenza, caratterizzate da bisogni assistenziali complessi e continuativi. Gli studi più recenti evidenziano, per il mieloma multiplo costi che superano i 10mila euro l'anno a carico di pazienti e famiglie. Oltre 8mila euro sono costi indiretti per riduzione e abbandono dell’attività lavorativa, perdita delle giornate di lavoro e calo della capacità produttiva. Oltre 2mila euro a paziente sono dovuti principalmente a spese per l’assistenza personale, l’acquisto di farmaci e le visite specialistiche. Per la Leucemia linfatica cronica e la macroglobulinemia di Waldenström, il costo medio per paziente è superiore a 42mila euro l'anno. I costi sanitari diretti rappresentano l'82% della spesa totale, inclusi i trattamenti e i ricoveri. Il restante 18% è imputabile a costi indiretti, cioè l'impatto sulla vita lavorativa, l'assenteismo, il ricorso agli ammortizzatori sociali e il sistema previdenziale che gravano pesantemente sulla società, sul paziente e sul caregiver. Per alcuni Linfomi a cellule B selezionati in Italia i costi diretti dell'assistenza sanitaria sono superiori ai 130 milioni di euro l’anno, mentre i costi a carico dell’Inps superano i 60 milioni di euro l’anno. Includere l'oncoematologia nel Pnc - secondo Salutequità - permetterebbe di standardizzare i Pdta e la gestione sul territorio, riducendo drasticamente questa dispersione economica e sociale a carico delle famiglie.
Per quanto riguarda la malattia psoriasica, in Italia, si stima che ne soffra una persona su 10 con cronicità o multicronicità. La malattia cronica immuno-mediata della pelle colpisce circa il 3% della popolazione nel nostro Paese. Una recente analisi di ‘real world evidence’ condotta in Italia stima in circa 1,4 milioni le persone con psoriasi a fine 2024, ma - informa Salutequità - si tratta di un dato verosimilmente sottostimato, poiché basato esclusivamente sulle informazioni registrate dal Ssn. Il profilo di comorbilità dei pazienti con malattia psoriasica è significativamente più grave rispetto alla media della popolazione, soprattutto per le patologie cardio metaboliche, infezioni ed altre patologie autoimmuni (es: 39% di pazienti con ipertensione, 22% con dislipidemie, 25% con infezioni). La sopravvivenza generale dei pazienti con malattia psoriasica è compromessa, con un rischio di mortalità superiore del 10% rispetto alla popolazione generale. Le opzioni terapeutiche sono numerose e il tasso di switch dalla prima (generalmente topica) alla seconda scelta di trattamento è solo 2,7 per 100 persone-anno, indicando complessità di gestione, rilevanza epidemiologica e gravità della patologia. Il paziente con malattia psoriasica ha necessità di utilizzo di risorse sanitarie del Ssn, e quindi un costo sanitario maggiore rispetto alla popolazione generale: il costo medio diretto annuo per paziente con psoriasi è di 1.654 euro contro 931 euro della popolazione generale (quasi l’80% in più). L’International Federation of Psoriasis Associations nella pubblicazione Speaking up for psoriasis Disease ha stimato un costo totale annuo per persona pari a 11.434 euro, comprendendo i costi sostenuti dal SSN e l’impattante spesa out of pocket (2022). Nel complesso questi dati indicano una importante rilevanza epidemiologica e un significativo impatto clinico ed economico della patologia.
Le associazioni promotrici dell’evento - riassume la nota - chiedono con urgenza: 1)L’inclusione formale delle neoplasie ematologiche croniche e della psoriasi nella parte seconda del Pnc; 2) La conseguente indicazione prioritaria di definire percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (Pdta), anche integrati dalla Digital Health, con indicatori precisi e monitorabili; 3) Il rafforzamento dell’integrazione ospedale–territorio, in particolare per una diagnosi più tempestiva, il follow-up e la gestione a lungo termine. Infine, 5) La valorizzazione del ruolo delle associazioni di pazienti nei processi di programmazione, monitoraggio e valutazione della cronicità, come previsto dallo stesso Piano nazionale cronicità.

Categoria: cronaca
12:48
Juventus, tutto su Sorloth: c'è il sì, trattativa aperta con l'Atletico
(Adnkronos) - Alexander Sorloth sarà l'erede di Dusan Vlahovic alla Juventus? Oggi, lunedì 8 giugno, secondo le ultime news di calciomercato, l'attaccante norvegese appare a un passo dai bianconeri, che hanno in tasca il sì del giocatore e stanno trattando con l'Atletico Madrid la cessione che potrebbe portarlo quindi in Serie A.
Sorloth al momento si trova negli Stati Uniti, dove sarà impegnato nei Mondiali 2026 con la sua Norvegia, ma il suo futuro potrebbe decidersi prima dell'inizio della rassegna iridata, in programma a partire dal prossimo 11 giugno. La trattativa prosegue spedita e ha subito un'accelerata dopo l'annuncio dell'addio di Vlahovic, che non rinnoverà il suo contratto in scadenza il prossimo 30 giugno.
L'addio a parametro zero dell'attaccante serbo apre quindi una voragine nell'attacco bianconero, che sarà colmata, con ogni probabilità dal centravanti norvegese. Già trovato l'accordo con il giocatore, più complicata la trattativa con l'Atletico, che chiede circa 30 milioni per cederlo. Una carta da giocare però potrebbe essere Nico Gonzalez. L'inserimento del cartellino dell'argentino, nell'ultima stagione in prestito proprio ai Colchoneros, potrebbe abbassare sensibilmente il prezzo.

Categoria: sport
12:47
Milano health week, la forza della squadra per ridurre il rischio di recidiva per cancro al seno
(Adnkronos) - "Trasformare i progressi della ricerca in maggiori possibilità di guarigione, grazie all’accesso all’innovazione, a percorsi terapeutici sempre più efficaci e al ruolo attivo delle pazienti, sempre più protagoniste all’interno della squadra di cura". È l’obiettivo del talk ‘Tumore al seno: la forza della squadra’ promosso da Novartis in occasione della Milano Health Week. In Italia, grazie alla diagnosi precoce e ai progressi terapeutici, la sopravvivenza a 5 anni nel tumore al seno ha raggiunto circa l’86%, uno dei valori più elevati in Europa, ma circa 1 donna su 5 può andare incontro a una ripresa della malattia nei primi 10 anni dalla diagnosi, rendendo centrale una gestione attenta e continuativa nel tempo.
La stima del rischio di recidiva di un tumore al seno in fase iniziale “è il compito più difficile per noi oncologi”, spiega Carmen Criscitiello, responsabile dell’Oncologia Mammaria dell’Irccs Istituto clinico Humanitas e dell’Oncologia Medica di Humanitas San Pio X. “Dopo la chirurgia, dobbiamo impostare un piano di cura adiuvante per ridurre questo rischio di recidiva e guarire quante più donne possibile. I fattori da considerare - chiarisce - sono principalmente: le dimensioni del tumore, l’interessamento o meno dei linfonodi ascellari e, nel caso, quanti linfonodi sono coinvolti. Poi, la biologia del tumore:i l’espressione dei recettori ormonali, l’indice proliferativo e il grado e, naturalmente, anche alcune caratteristiche della paziente, in particolare l’età, lo stato menopausale e l’eventuale presenza di una predisposizione genetica”.
Nel cancro al seno in fase iniziale, “in assenza di metastasi, grazie ai nuovi farmaci, abbiamo visto il rischio di recidiva abbassarsi sempre di più - sottolinea l’oncologa - Oggi riusciamo a guarire tante donne. Questo ci pone ancora di più davanti alla necessità di stratificare bene il rischio, per selezionare i trattamenti più appropriati per ciascuna donna. Significa dare una valutazione di efficacia - capire cosa serve per ridurre quel rischio - ma anche di tollerabilità e qualità di vita. Dobbiamo permettere a queste donne - precisa - non solo di vivere più a lungo e guarire, ma anche di vivere bene. C’è quindi grande attenzione alla personalizzazione delle cure, al reinserimento lavorativo, al ritorno all’attività sociale e familiare. Molto spesso queste sono donne nel pieno della loro vita sotto tutti i punti di vista ed è importante preservare anche questo aspetto”.
Sul fare squadra, per Criscitiello, ci sono due aspetti da considerate. “Il primo è gestire queste pazienti nell’ambito di un team multidisciplinare: le donne seguite all’interno di una Breast Unit hanno esiti migliori rispetto a quelle realtà che non ne dispongono. Il secondo è che la paziente stessa fa parte della squadra: può scegliere, in modo informato, cosa fare e cosa no. Oggi le pazienti hanno accesso a una enorme quantitià di informazioni, non solo attraverso Google, ma anche l’intelligenza artificiale. È una grande opportunità che porta in sé una sfida: non lasciare alla paziente l’onere di orientarsi da sola, ma accompagnarla, fornire informazioni corrette, aggiornate e, soprattutto contestualizzate alla sua storia clinica”.
La partecipazione alla Milano Health Week con Facciamo Squadra, “conferma l’impegno a costruire una collaborazione reale - evidenzia Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head di Novartis Italia - un’alleanza tra pazienti, clinici, associazioni e sistema salute, nella quale la persona con tumore al seno, che dopo la chirurgia vorrebbe lasciarsi tutto alle spalle, non si senta sola, ma possa sentirsi ascoltata, informata e protagonista attiva del proprio percorso, che disponga cioè delle informazioni necessarie per fare le domande giuste e contribuire alla scelta del percorso di cura più adatto a lei”, come in una squadra.
“In 3 decenni di impegno nella lotta al tumore al seno abbiamo più volte portato innovazione terapeutica, non ci siamo mai fermati - afferma Gnocchi - In questa fase in cui ci stiamo spostando verso le fasi più precoci della malattia, ci siamo resi conto l’innovazione da sola non basta: per essere efficace deve essere accompagnata da percorsi di cura accessibili, continui e centrati sulla persona, non solo sul farmaco. Oggi la frontiera dell’innovazione terapeutica parla molto di medicina personalizzata, cioè in grado di rispondere alle caratteristiche biologiche e cliniche del tumore. Questo è fondamentale perché permette maggiore efficacia e minori effetti collaterali, che considera i aspetti personali: la qualità di vita, le abitudini, le esigenze individuali”.
Il punto di partenza è l’ascolto. Nella campagna, ‘Facciamo squadra’, abbiamo al nostro fianco le 4 principali associazioni di pazienti impegnate nel tumore al seno e l’ascolto diretto di di circa 100mila persone nei nostri canali web e social - evidenzia Gnocchi - I dati che abbiamo analizzato attraverso le associazioni e la nostra community, ci dicono che il 72% delle donne, dopo l’intervento chirurgico, è attivamente alla ricerca di risposte, spesso in autonomia, sul web, ma che soltanto il 45%, quindi meno di una su due, si sente pienamente informata rispetto al rischio di recidiva. Nel dover affrontare una nuova fase del percorso, per ridurre il rischio di recidiva, i dati ci dicono che spesso la donna si sente sola, fatica a parlarne con il clinico e cerca informazioni altrove. Da questo bisogno abbiamo capito che la qualità delle informazioni è parte integrante della cura. L’informazione porta infatti a un maggiore empowerment della paziente nel proprio percorso terapeutico”.
Le iniziative a sostegno della prevenzione delle recidive “partono innanzitutto dall’ascolto delle reali esigenze delle pazienti - rimarca Rosanna D’Antona, presidente Europa Donna Italia - Dopo l’intervento è naturale desiderare di lasciarsi alle spalle la malattia e tornare alla propria vita; tuttavia, proprio in quel momento è importante comprendere che il percorso di cura continua, attraverso le terapie adiuvanti – quando necessarie - i controlli e una strategia condivisa con il clinico per ridurre il rischio di recidiva. Il lavoro di un’organizzazione come la nostra - continua - si sviluppa su 2 piani complementari. Da un lato svolgiamo attività di advocacy affinché l’innovazione terapeutica sia resa disponibile nel minor tempo possibile e in modo equo su tutto il territorio nazionale: per noi è fondamentale che, nella valutazione dei nuovi farmaci e dei percorsi di cura, venga considerata sempre di più anche la prospettiva delle pazienti. Dall’altro lato, lavoriamo molto sulla formazione della nostra rete composta da 185 associazioni di pazienti con tumore al seno attive sul territorio, affinché possano essere un punto di riferimento competente, accogliente e vicino alle donne”.
Una donna “bene informata - prosegue D’Antona - può avere un ruolo realmente attivo nel proprio percorso di cura. Come Europa Donna crediamo fortemente nel principio che la comunicazione sia tempo di cura. Non è un elemento accessorio, ma parte integrante della presa in carico. Nello stesso spirito abbiamo attivato il progetto Laudato Medico Young, rivolto alla formazione dei giovani specialisti che lavoreranno nelle Breast Unit. L’obiettivo - conclude - è contribuire a costruire una cultura della cura in cui competenza clinica, ascolto e comunicazione vadano insieme, perché solo così la paziente può sentirsi davvero parte del proprio percorso terapeutico”, della squadra.

Categoria: cronaca
12:43
Morto Richard Scolyer, medico che sperimentò su se stesso cura contro tumore cerebrale
(Adnkronos) - È morto all'età di 59 anni Richard Scolyer, uno dei più importanti oncologi e patologi australiani, conosciuto a livello internazionale per il suo contributo rivoluzionario nella lotta contro il melanoma e per aver scelto di sottoporsi in prima persona a un trattamento sperimentale contro un aggressivo tumore cerebrale. La notizia della sua scomparsa, avvenuta il 7 giugno 2026, è stata diffusa dalla Bbc e ha suscitato profonda commozione nel mondo scientifico e medico internazionale, dove Scolyer era considerato una figura di riferimento e un simbolo di dedizione alla ricerca. La sua storia aveva attirato l'attenzione internazionale non soltanto per i risultati ottenuti in laboratorio, ma per la straordinaria decisione presa dopo una diagnosi che per molti avrebbe rappresentato una sentenza senza appello. Nel maggio del 2023, infatti, gli era stato diagnosticato un glioblastoma di quarto grado, una delle forme più aggressive e letali di tumore cerebrale. Le statistiche offrivano poche speranze: la sopravvivenza media per pazienti con la sua patologia era compresa tra i dodici e i quattordici mesi.
Di fronte a quella prospettiva, Scolyer rifiutò di arrendersi. "Non mi sembrava giusto accettare una morte certa senza provare qualcosa di diverso", aveva raccontato in una delle numerose interviste concesse durante il percorso di cura. Quella convinzione lo spinse a fare ciò che aveva sempre fatto nella sua carriera: cercare una nuova strada attraverso la scienza.
Per quasi trent'anni Richard Scolyer aveva osservato il cancro dal microscopio e dai laboratori di ricerca. Aveva dedicato la propria vita allo studio delle cellule tumorali, contribuendo in modo determinante allo sviluppo delle moderne strategie di immunoterapia per il melanoma avanzato. Poi, improvvisamente, i ruoli si invertirono. L'uomo che aveva aiutato migliaia di pazienti si ritrovò dall'altra parte della scrivania, costretto a confrontarsi con le stesse paure, gli stessi dubbi e la stessa incertezza che accompagnano ogni diagnosi oncologica. In un passaggio che molti hanno definito profondamente umano e simbolico, Scolyer raccontò di aver compreso davvero cosa significhi attendere il risultato di una risonanza magnetica. Per anni aveva comunicato esiti clinici ai propri pazienti; ora era lui ad aspettare una risposta capace di cambiare il corso della sua vita. Quell'esperienza lo segnò profondamente e gli permise di guardare alla malattia con occhi diversi.
Accanto a lui c'era Georgina Long, collega, amica e co-direttrice del Melanoma Institute Australia. Insieme avevano costruito una delle partnership scientifiche più produttive degli ultimi decenni. Il loro lavoro aveva contribuito a trasformare radicalmente la prognosi del melanoma avanzato. Se all'inizio degli anni Duemila la sopravvivenza a lungo termine era inferiore al 10%, grazie all'immunoterapia e alle nuove combinazioni terapeutiche circa la metà dei pazienti riesce oggi a ottenere risultati impensabili fino a pochi anni fa. Quando Long venne informata della diagnosi di Scolyer, reagì come scienziata prima ancora che come collega. Se l'immunoterapia aveva rivoluzionato il trattamento del melanoma, perché non tentare di applicarne i principi anche al glioblastoma? L'idea appariva audace. Molti specialisti ritenevano che il tumore cerebrale presentasse caratteristiche biologiche molto diverse da quelle del melanoma e che i risultati ottenuti in un campo non fossero necessariamente trasferibili all'altro. Eppure la coppia decise di tentare.
Nel 2023 Richard Scolyer diventò il primo paziente al mondo a ricevere una particolare combinazione di farmaci immunoterapici prima dell'intervento chirurgico per un glioblastoma. Si trattava di una strategia mai sperimentata prima. L'obiettivo era stimolare il sistema immunitario affinché imparasse a riconoscere e attaccare le cellule tumorali ancora prima della rimozione chirurgica della massa cerebrale. Successivamente, il trattamento venne integrato con un vaccino personalizzato costruito sulle caratteristiche genetiche del tumore di Scolyer. L'intero protocollo era altamente innovativo e comportava rischi considerevoli. Non esistevano precedenti clinici in grado di garantire sicurezza o efficacia. Lo stesso Scolyer era perfettamente consapevole di essere una sorta di "paziente zero". Tuttavia riteneva che il potenziale beneficio scientifico giustificasse il tentativo. Anche se il trattamento non fosse riuscito a salvargli la vita, avrebbe potuto fornire informazioni preziose per i malati del futuro.
Fin dall'inizio, Scolyer decise di condividere pubblicamente il proprio percorso. Attraverso i social network, interviste e aggiornamenti periodici, documentò ogni fase della terapia, dalle speranze iniziali ai momenti più difficili. Lo fece innanzitutto per lasciare una testimonianza ai suoi figli, ma ben presto il suo racconto assunse un significato più ampio. Migliaia di persone iniziarono a seguire la sua vicenda. Pazienti oncologici, familiari, medici e semplici cittadini trovarono nella sua trasparenza una fonte di informazione e ispirazione. A differenza di molte narrazioni eroiche della malattia, Scolyer non nascose mai la paura, la fragilità e l'incertezza. Raccontò la realtà per quella che era: una lotta quotidiana in cui la speranza conviveva con il rischio del fallimento.
Nei mesi successivi all'intervento arrivarono segnali incoraggianti. Le analisi effettuate sul tessuto cerebrale mostrarono un aumento significativo delle cellule immunitarie attivate all'interno del tumore. Per la prima volta si osservavano evidenze concrete che l'immunoterapia potesse avere un impatto biologico rilevante anche nel glioblastoma. La comunità scientifica internazionale seguì il caso con enorme interesse. I risultati furono successivamente pubblicati sulla prestigiosa rivista "Nature Medicine" e contribuirono ad alimentare nuove linee di ricerca. Pur senza poter parlare di guarigione, il caso dimostrava che una strada fino a quel momento quasi inesplorata meritava di essere approfondita.
Uno degli aspetti più sorprendenti della vicenda riguarda la durata della sopravvivenza. Dopo l'intervento, Scolyer riuscì a mantenere una buona qualità di vita per quasi due anni. Nel marzo 2025 annunciò pubblicamente che il tumore era tornato. La prognosi tornava a essere molto difficile. Nonostante ciò continuò a condividere il proprio percorso e a sostenere la ricerca. Quando è morto, il 7 giugno 2026, erano trascorsi circa tre anni dalla diagnosi iniziale, un periodo nettamente superiore alle aspettative medie associate alla sua patologia. Gli stessi ricercatori sottolineano che non è possibile attribuire con certezza questo risultato esclusivamente all'immunoterapia. Tuttavia il caso rappresenta uno dei più importanti punti di partenza per studi futuri.
Nato il 16 dicembre 1966 a Launceston, in Tasmania, Richard Scolyer mostrò fin da giovane una straordinaria determinazione. Dopo gli studi di medicina costruì una carriera accademica e clinica di altissimo livello, diventando professore presso l'Università di Sydney e uno degli specialisti più citati al mondo nel campo della patologia del melanoma. Nel 2021 fu nominato Ufficiale dell'Ordine d'Australia per il suo contributo alla medicina. Tre anni più tardi, insieme a Georgina Long, ricevette il riconoscimento di Australiano dell'Anno, una delle più alte onorificenze civili del Paese. Ma oltre allo scienziato c'era l'uomo. Atleta appassionato, triatleta e maratoneta, continuò ad allenarsi anche durante il trattamento, mantenendo fino all'ultimo uno stile di vita attivo e combattivo. Pochi giorni prima della sua morte, Scolyer ha lasciato una lettera aperta nella quale salutava amici, colleghi e sostenitori, con cui ha rivendicaro con serenità il percorso compiuto e ribadiva la propria fiducia nella ricerca scientifica. Il suo desiderio è semplice: che altri pazienti potessero vivere più a lungo grazie a ciò che lui e il suo team avevano tentato. Oggi quell'eredità è già concreta. Negli Stati Uniti è stato avviato uno studio clinico basato sui principi sperimentati nel suo caso, mentre diversi gruppi di ricerca stanno approfondendo il ruolo dell'immunoterapia nei tumori cerebrali. Richard Scolyer lascia la moglie Kate Nicoll e i tre figli Emily, Matthew e Lucy. (di Paolo Martini)

Categoria: cronaca
12:41
Barazzutti: "Cobolli cresce a vista d'occhio, può diventare n. 3"
(Adnkronos) - Flavio Cobolli "ci ha regalato grandissime emozioni ieri a Parigi, ha fatto vivere agli italiani un Roland Garros che magari, senza Sinner, pensavamo non potesse accadere. E invece ci ha trascinati tutti insieme in questa finale, un match bello, emozionante: ci ha fatto sognare". Lo dice Corrado Barazzutti all'Adnkronos, parlando della finale di ieri del Roland Garros.
Peraltro il tennista romano ha pure rischiato di vincere: "sì, diciamo che la partita è stata vicina". A cosa può aspirare adesso il nuovo n. 10 del ranking? "Cobolli cresce giorno dopo giorno, per cui sono molto curioso di vedere dove arriverà. E perché mai non potrebbe arrivare numero tre? Dietro agli altri due, che sono di un livello incredibile. C'è molta distanza ancora, secondo me, con il numero uno e il numero due" ovvero Sinner e Alcaraz, "ma non c'è tutta questa distanza con il numero tre" ovvero Zverev. "Anzi - conclude - il numero tre è un giocatore battibile" da Cobolli.
Alexander Zverev "non può fare altro che ringraziare l'assenza di due giocatori, anzi tre: Sinner, Alcaraz e Musetti, che per cause diverse non hanno potuto giocare il Roland Garros", prosegue Barazzutti, commentando lo Slam finalmente conquistato dal tedesco al quinto set contro l'azzurro. Probabilmente anche Djokovic gli avrebbe creato dei problemi: "Djokovic secondo me è un giocatore che difficilmente adesso riesce a spuntarla tre su cinque, in modo particolare sulla terra, per quanto lo consideri sicuramente il giocatore più forte di tutti i tempi, un gladiatore eroico, una leggenda. Però obiettivamente non credo che adesso possa arrivare in fondo a uno Slam sulla terra".
"Zverev finalmente ha coronato quel sogno che accarezzava, ma non poteva cogliere perché ci sono dei giocatori, soprattutto due, che sulla terra battuta sono un'altra categoria rispetto a lui: fino quando questi giocano purtroppo si deve accontentare del terzo posto. E secondo me difficilmente avrebbe vinto il Roland Garros se ci fossero stati questi due o anche Musetti che sulla terra è un giocatore temibile per tutti".
"Sasha ha dimostrato comunque una grande tenacia nel perseguire il suo obiettivo, se lo merita, quindi -conclude Barazzutti- coglie questo torneo e se lo porta a casa confermando di essere realmente il più forte giocatore ma dietro Sinner e Alcaraz".

Categoria: sport
12:34
Maturità 2026, al via 'tour de force' per prima prova: ecco la dieta dei 7 giorni per sforzo finale
(Adnkronos) - Conto alla rovescia per la maturità 2026. Tra poco più di una settimana oltre 500mila studenti affronteranno la prima prova scritta d'italiano, il 18 giugno. Lo sforzo richiesto agli studenti non è soltanto intellettuale, ma anche strettamente biologico. "Il sistema nervoso centrale, sottoposto a ritmi di studio intensi e a un carico emotivo non indifferente, sperimenta un incremento esponenziale dei consumi energetici e dello stress ossidativo. In questa fase cruciale, la nutrizione cessa di essere una semplice necessità quotidiana e si trasforma in uno strumento strategico di supporto cognitivo. Per ottimizzare le performance cerebrali e garantire la stabilità emotiva necessaria nei sette giorni che precedono la prima prova, è possibile strutturare un percorso alimentare mirato. Non si tratta di stravolgere i propri regimi, bensì di introdurre quotidianamente un alimento chiave a densità nutrizionale specifica, capace di agire sulla sintesi dei neurotrasmettitori, sulla fluidità delle membrane sinaptiche e sull'apporto costante di glucosio al cervello". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro.
Il cammino nutrizionale verso l'esame scritto: ecco la crononutrizione dei prossimi sette giorni.
Mercoledì: "Il cioccolato fondente (minimo 75%). Il percorso prende il via con un potente attivatore del microcircolo cerebrale. I flavonoidi presenti nel cacao amaro promuovono la vascolarizzazione delle aree deputate alla memoria e all'apprendimento. Inoltre, stimolando la sintesi di serotonina ed endorfine, il cioccolato fondente agisce come modulatore positivo dell’umore, riducendo l'ansia da inizio countdown. Un quadratino da 15 grammi nel pomeriggio rappresenta lo spuntino ideale", spiega Minelli.
Giovedì: "Le noci. La morfologia di questo frutto richiama singolarmente quella degli emisferi cerebrali, quasi a suggerirne la funzione. Le noci sono tra le fonti vegetali più ricche di acido alfa-linolenico (Omega-3), un acido grasso essenziale che costituisce l'impalcatura delle membrane cellulari dei neuroni. Integrare tre o quattro noci nella colazione del secondo giorno favorisce la plasticità sinaptica, agevolando lo stoccaggio delle nozioni studiate".
Venerdì: "I mirtilli. Con l'accumularsi dei giorni, la fatica si fa sentire sotto forma di radicali liberi. I mirtilli, ricchissimi di antocianine, svolgono un'azione neuroprotettiva diretta. Questi frutti - prosegue l'immunologo - sono in grado di contrastare lo stress ossidativo cerebrale e migliorare i segnali di comunicazione tra un neurone e l'altro. Un piccolo apporto di mirtilli, consumato fresco o inserito in uno yogurt bianco naturale, agisce come uno scudo biologico per le cellule nervose".
Sabato: "Il salmone. A metà del percorso, la stanchezza cognitiva richiede un intervento strutturale. Il salmone, o in alternativa il pesce azzurro come lo sgombro, apporta generose dosi di acido docosaesaenoico (Dha). Questo specifico Omega-3 è fondamentale per mantenere efficiente la velocità di conduzione degli impulsi nervosi e per sostenere i tempi di reazione mentale. Una cena a base di pesce cotto al vapore o al forno previene il senso di annebbiamento da studio prolungato".
Domenica: "Le uova. Entrati nella fase calda del ripasso, la prima necessità diventa la prontezza nel recupero delle informazioni. L'uovo è una eccezionale fonte di colina, un nutriente essenziale precursore dell’acetilcolina, il principale neurotrasmettitore implicato nei processi di memorizzazione e di attenzione focalizzata. Un uovo alla coque o sodo a pranzo garantisce stabilità energetica senza appesantire l'apparato digerente", suggerisce Minelli.
Lunedì: "Gli spinaci. Alla vigilia degli ultimi dettagli organizzativi, l'ottimizzazione del trasporto di ossigeno ai tessuti è cruciale. Le verdure a foglia verde scuro, come gli spinaci, forniscono folati e ferro, elementi cardine per il contrasto della stanchezza fisica e mentale. Consumati cotti, con un filo d'olio extravergine d'oliva e limone, sostengono la resistenza metabolica nelle ultime ore di applicazione intensa.
Martedì: "L'infuso di camomilla e passiflora. Siamo a 48 ore dall'esame, non è più tempo di nozioni, ma di riposo. La qualità del sonno notturno determina in modo diretto la capacità di recall cognitivo del mattino seguente. Un infuso caldo a base di camomilla e passiflora, grazie alla presenza di apigenina e flavonoidi rilassanti, riduce l'iperattività del sistema nervoso autonomo, contrasta l'ansia da prestazione e propizia la fase di sonno profondo, fondamentale per consolidare la memoria a lungo termine". Mercoledì 17 giugno è l'atteso giorno prima degli esami: per i ragazzi servono 24 ore di tranquillità e zero stress. Magari concedendosi il piatto o la 'carezza' culinaria che preferiscono.
L'efficacia della strategia dei sette giorni "poggia su tre pilastri fisiologici imprescindibili", secondo Minelli: "1) Idratazione continua: una diminuzione anche solo dell'1% dell'acqua corporea totale si traduce in un calo immediato della concentrazione e della memoria a breve termine. E' fondamentale sorseggiare acqua costantemente durante il giorno, evitando l'insorgere dello stimolo della sete; 2) Controllo del carico glicemico: i pasti abbondanti o ricchi di zuccheri semplici provocano picchi glicemici seguiti da ipoglicemie reattive, responsabili di sonnolenza e stanchezza improvvisa. Sono da preferire carboidrati complessi e integrali a lento rilascio; 3) Gestione della caffeina: sebbene il caffè offra una temporanea sensazione di vigilanza, l'eccesso o il consumo tardivo rischiano di alterare l'architettura del sonno e incrementare lo stato d'ansia. Si consiglia di sospenderne l'assunzione entro la metà del pomeriggio".

Categoria: cronaca
12:32
Sinner, nuovi esami dopo malessere a Roland Garros: visita al San Raffaele di Milano
(Adnkronos) - Nuovi esami medici per Jannik Sinner. Oggi, lunedì 8 giugno, il tennista azzurro, a quanto si apprende, è arrivato questa mattina all'ospedale San Raffaele di Milano per accertamenti medici programmati. Il numero 1 del tennis mondiale dovrebbe uscire in serata dall'Irccs di via Olgettina, dove però potrebbe tornare anche domani per proseguire i controlli.
Continuano quindi gli esami per Sinner dopo il malessere che l'ha colpito al Roland Garros, portandolo all'eliminazione al secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo. L'azzurro aveva infatti accusato un colpo di calore che gli ha causato vomito e un accenno di crampi, con l'argentino, sotto di due set e 5-1 nel terzo, che è riuscito a rimontare e vincere il match al quinto parziale.
Nei primi giorni della scorsa settimana, Sinner si era recato al JMedical, struttura di Torino e di proprietà della Juventus, per alcune analisi. Dopo il ko di Parigi, Sinner ha preso un aereo con destinazione Nizza per poi tornare a Montecarlo. Da qui ha prenotato una camera al JHotel per due notti, decidendo quindi di sottoporsi subito agli esami per approfondire le cause del suo malessere. Ora la tappa a Milano.
Sinner, a Parigi, è crollato ad un passo dal traguardo. Avanti 5-1 nel terzo set contro Juan Manuel Cerundolo, dopo aver vinto i primi due parziali, il numero 1 del mondo ha rallentato tra dolori muscolari e problemi di stomaco. Sotto 0-40 nel decimo game del terzo set, ha chiesto l'intervento del fisioterapista dopo un consulto con l'arbitro. Sinner ha iniziato a muoversi male, faticando a guidare gli scambi e non trovando più slancio con il servizio: apparentemente, l'altoatesino ha accusato crampo. Al momento del cambio di campo Sinner si è seduto in panchina massaggiandosi la coscia sinistra, ma senza chiedere l'intervento del fisioterapista. Tornato in campo l'azzurro ha però cominciato a zoppicare.
"Dipende da cosa hai", gli ha detto l'arbitro quando il 24enne ha chiesto se potesse prendersi del tempo. "Non so se è disidratazione", ha detto l'azzurro, che poi ha chiamato il fisioterapista. "Mi sento la testa pesante e sento di dover vomitare", ha detto Sinner, rientrando poi negli spogliatoi. Cerundolo ha chiesto chiarimenti all'arbitro: "Stanno valutando la situazione", la risposta.
Poco dopo, Sinner è rientrato in campo per riprendere il match. Cerundolo ha ribaltato completamente la situazione, salendo a condurre 6-5: Sinner, a quel punto, ha ricevuto una nuova visita del fisioterapista e ha assunto un farmaco o un integratore. In campo, ha continuato a soffrire cedendo il terzo set per 7-5. Il copione non è cambiato nel corso del quarto parziale: Sinner, dopo aver sprecato 3 palle break, ha 'mollato' fino all'1-6 che ha rinviato il verdetto al quinto set.

Categoria: sport
12:23
Mondiali, allarme fulmini negli Usa: partite a rischio sospensione
(Adnkronos) - Allarme fulmini negli Stati Uniti in vista dei Mondiali 2026. A pochi giorni dall'inizio della rassegna iridata, che inizierà il prossimo 11 giugno e che coinvolgerà anche Canada e Messico, in America si ripresenta, proprio come in occasione del Mondiale per Club un anno fa, l'incubo fulmini, che rischia di condizionare le prossime partite di Coppa del Mondo.
Negli Stati Uniti vige infatti un 'allerta fulmini', che potrebbe portare alla sospensione di qualsiasi partita per almeno mezzora in caso di fulmini, lampi o tuoni nel raggio di 10 miglia dallo stadio in cui si sta giocando. Nel caso in cui la situazione meteo non migliorasse, la sospensione potrebbe durare ben oltre il limite stabilito e viene riproposto, eventualmente, di mezzora in mezzora. Le partite, insomma, negli stadi senza un tetto potrebbero durare ore e ore.
Un antipasto di quanto potrebbe succedere nel prossimo mese è già andato in scena in occasione dell'amichevole tra Arabia Saudita e Portorico. Il match disputato ad Austin, in Texas, è stato infatti sospeso proprio per un'allerta fulmini, in cielo a otto miglia di distanza. I giocatori sono stati scortati negli spogliatoi, con lo stadio che è stato svuotato per precauzione.

Categoria: sport
12:17
Caccia Nato abbattono drone sui cieli della Lettonia
(Adnkronos) - Un drone è stato abbattuto in Lettonia dopo una allerta aerea e l'intervento di aerei militari della Nato in corrispondenza delle regioni di Rezica e Ludza, nell'est del Paese. Lo scorso maggio, la violazione dello spazio aereo lettone da parte di droni aveva innescato una crisi politica che aveva portato alle dimissioni del ministro della Difesa e alle successive dimissioni della Premier Evika Silina. Il drone oggi è stato intercettato da aerei da caccia francesi della operazione della Nato Baltic Air Policing. La Russia ha intensificato di recente la deviazione, con disturbo elettronico, di droni ucraini sui Paesi baltici.
Intanto nella notte sono stati lanciati da Mosca 155 droni e le forze di difesa ucraine ne hanno abbattuti 124. Il comando delle forze aeree ucraine scrive su Telegram che i droni sono stati abbattuti nel nord, nel sud e nell'est del paese.
Nel frattempo il traffico ferroviario è stato sospeso nel territorio della Crimea a seguito di un attentato contro un treno in servizio sulla tratta Mosca-Simferopol, che ha causato la morte di un macchinista. "I passeggeri di tutti i treni presenti nella penisola sono stati evacuati. I passeggeri di diversi treni provenienti da Mosca e San Pietroburgo vengono attualmente trasportati a Simferopol in autobus", si legge in un comunicato della compagnia ferroviaria 'Grand Service Express'. Sono stati sospesi cinque treni diretti in Crimea e tre provenienti dalla Crimea, con ritardi fino a 7 ore. Due giorni fa, le autorità della 'Repubblica Popolare di Luhansk' avevano imposto un divieto di circolazione dei passeggeri sull'autostrada Novorossiya e sulla strada R-150, citando "un'aggressione armata da parte delle Forze Armate dell'Ucraina". I continui bombardamenti su questa autostrada, che le autorità russe utilizzano per trasportare carburante in Crimea, hanno provocato una crisi energetica nella penisola.

Categoria: internazionale/esteri
12:16
Mondiali 2026, ritiro da 'paura' per la Svizzera: campo di allenamento infestato da serpenti
(Adnkronos) - Un ritiro da paura per la Svizzera mentre prepara i Mondiali 2026, con l'area circostante il traing center presso la San Diego Jewish Academy, della nazionale elvetica infestato da serpenti. Ma non si tratta dell'ultimo reboot di 'Anaconda', anche se le stelle svizzere sono in stato di massima allerta dopo essere state avvertite della presenza di serpenti vicino al loro campo di allenamento. La nazionale è partita per San Diego per prepararsi alla partita d'esordio ai Mondiali contro il Qatar, in programma il 13 giugno. La squadra sta già affrontando le temperature umide degli Stati Uniti, mentre si adatta al nuovo ambiente, ma deve anche affrontare un altro problema allarmante: sulla mappa del loro campo di allenamento è stata segnalata una "zona infestata dai serpenti".
L'account ufficiale della squadra svizzera ha pubblicato una foto della propria struttura con le etichette che indicano le diverse sezioni, mostrando l'area riservata ai portieri sul retro del campo, mentre la palestra era coperta da un tendone. C'è anche uno spogliatoio situato proprio dietro la zona palestra. Ma l'account svizzero ha lasciato alcuni tifosi sbalorditi dopo aver definito un'enorme area intorno al campo di allenamento come una "zona serpenti". La zona problematica era stata contrassegnata con strisce rosso scuro e la scritta: "Attenzione ai serpenti". Secondo il Museo di Storia Naturale di San Diego, nella regione sono presenti quattro specie di serpenti a sonagli velenosi. Il post su Instagram è andato virale.
La Svizzera non è l'unica nazionale a stare in guardia contro la presenza di serpenti nel proprio ritiro per i Mondiali. Anche alla Norvegia è stato chiesto di prestare attenzione ai rettili pericolosi nel loro campo presso il Grandover Resort & Spa a Greensboro, nella Carolina del Nord. A Erling Haaland e ai suoi collaboratori è stato raccomandato di non "provocare" nessuno dei serpenti, che sono "molto comuni" a Greensboro. Il sito web della città afferma: "I serpenti testa di rame si trovano in tutti gli Stati Uniti orientali e sudorientali e sono molto comuni a Greensboro. “Non provocateli, non cercate di prenderli in mano o di disturbarli in alcun altro modo: è estremamente pericoloso fare qualsiasi cosa che non sia lasciarli in pace”. Il centrocampista norvegese Kristian Thorstvedt avrebbe dichiarato di "non essere contento di sentire questa notizia" quando gli è stato comunicato l'episodio dei serpenti.

Categoria: sport
12:05
Attivisti italiani Flotilla detenuti in Libia, Tajani: "Situazione complicata, non è stata formulata accusa"
(Adnkronos) - E' "una situazione complicata" quella degli attivisti italiani della Flotilla attualmente detenuti nelle carceri libiche. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani incontrando i giornalisti alla Farnesina al margine del Forum Italia-Norvegia, sottolineando che "stiamo seguendo minuto per minuto l'evolversi della situazione con il nostro console a Bengasi e anche da Roma, lavoriamo perché possano essere liberati il prima possibile".
Tajani ha aggiunto che ''è una situazione complicata perché non ci sono soltanto italiani, ma anche altre persone di altre nazionalità arrestate e questo rende un po' più complicata la situazione''. Il titolare della Farnesina ha rassicurato che ''seguiamo minuto per minuto'' la situazione e ha spiegato che ''ancora non c'è un'accusa formalizzata'' nei confronti degli attivisti italiani.
I due italiani partecipanti alla Flotilla di terra e trattenuti in Libia sono intanto apparsi davanti al Procuratore libico che ha disposto la continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza. A spiegarlo era stata il 2 giugno scorso la Farnesina, secondo cui il Console Generale a Bengasi ha presentato una nuova richiesta formale di visita consolare ai due italiani.

Categoria: internazionale/esteri
11:57
Durst Group investe 20 milioni di euro per nuovo hub italiano per la stampa tessile digitale 'Durst Como'
(Adnkronos) - Durst Group presenta ufficialmente il progetto 'Durst Como', un nuovo polo industriale e tecnologico dedicato alla stampa tessile digitale nel cuore del distretto tessile comasco.
Con un investimento di circa 20 milioni di euro in edifici e infrastrutture, il progetto mira "a creare in Lombardia un centro produttivo altamente specializzato, focalizzato sullo sviluppo di tecnologie inkjet, software, ricerca applicata e soluzioni avanzate per la stampa tessile digitale industriale". "Como stampa i tessuti del mondo da generazioni - ha detto Christoph Gamper, ceo e co-owner di Durst Group - Non siamo qui di passaggio, siamo qui per restare. 'Durst Como' è un progetto industriale con una visione di lungo periodo: tecnologia europea, realizzata qui, per il mondo". L’investimento si inserisce in un percorso di crescita che Durst Group porta avanti nel settore tessile da oltre un decennio; negli ultimi 12 anni, il gruppo ha investito complessivamente oltre 50 milioni di euro nel business tessile, con iniziative dedicate allo sviluppo dei mercati internazionali, al potenziamento delle infrastrutture di laboratorio e al rafforzamento dei propri siti di Bressanone/Brixen e Kufstein (Austria).
Con un fatturato di oltre 430 milioni di euro, Durst Group punta ora a raddoppiarlo nei prossimi cinque anni, sostenuto anche dall’ulteriore consolidamento del proprio ruolo nelle tecnologie per la stampa tessile industriale. Durst Como nasce dall’acquisizione di Aleph, azienda specializzata nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni inkjet avanzate per la stampa diretta su tessuto e su carta, avviata nel 2023 e completata nel 2025. Durst Group è attivo nel settore tessile da oltre un decennio, con Kufstein come hub di riferimento, e con l’integrazione di Aleph estende la sua presenza anche a Como, uno dei distretti tessili più riconosciuti a livello internazionale. Durst Como diventerà il terzo centro di sviluppo e produzione del Gruppo, con competenze R&S, dopo Bressanone/Brixen e Lienz. Il polo svolgerà un ruolo strategico nello sviluppo e nella produzione di tecnologie inkjet per la stampa tessile digitale, con particolare focus su fashion e home textile. Il sito sarà progressivamente sviluppato anche come centro dedicato alla collaborazione con i clienti e allo sviluppo di automazione e software per il settore tessile.
Accanto a Como, Kufstein rimane l’hub tessile del Gruppo per gli sviluppi superwide e speciali, comprese le soluzioni di asciugatura per applicazioni superwide tessili e grafiche. Insieme, questi siti complementari costituiscono la spina dorsale della presenza internazionale di Durst nella stampa tessile digitale. "Questo progetto rappresenta una tappa fondamentale del nostro percorso di crescita - ha commentato Alessandro Manes, director Global Sales Industrial Textile, Durst Group - Il nostro obiettivo è creare a Como un polo tecnologico e produttivo altamente specializzato, capace di attrarre competenze, sviluppare nuove professionalità e generare nuove opportunità per il territorio". La nuova sede di Durst Como sarà progettata secondo gli standard industriali e tecnologici di Durst Group, con particolare attenzione all’innovazione, all’efficienza e all’integrazione con il territorio.
Il progetto sarà realizzato all’interno di un edificio esistente, evitando così nuovo consumo di suolo e ulteriore impermeabilizzazione, e seguirà criteri di riqualificazione energetica orientati all’utilizzo di energia 100% non fossile. Tra le misure previste rientrano l’installazione di pompe di calore in sostituzione degli attuali impianti di riscaldamento a gas e, nella prima fase del progetto, la realizzazione di un impianto fotovoltaico di circa 600 kWp per la produzione di energia elettrica 100% green. In linea con le iniziative già adottate negli altri siti del Gruppo, Durst Como ospiterà anche una colonia di api come ulteriore misura a supporto della biodiversità e dell’ecosistema locale. Durst Como si inserisce in una più ampia visione industriale finalizzata a rafforzare le capacità produttive e di innovazione di Durst Group in Italia, valorizzando al contempo il legame con il distretto tessile comasco e il know-how della filiera tessile. Il progetto rappresenta un impegno concreto nei confronti del territorio, traducendosi in opportunità occupazionali tangibili, creazione di valore reale e ulteriore sviluppo industriale.

Categoria: economia
11:47
Ebola, Oms in Uganda: "19 casi con 2 morti, siamo fiduciosi"
(Adnkronos) - Epidemia di Ebola torna sotto controllo in Uganda? "Mi trovo in Uganda, dove il governo ha attivato una risposta rapida ed efficace all'epidemia di Ebola". A comunicarlo è stato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, parlando in un post su X della sua visita nel Paese che sta registrando casi legati all'epidemia da virus Bundibugyo in corso nel vicino Congo e ha alzato le misure di sorveglianza per arginare un'eventuale diffusione.
"Gli screening ai confini hanno aiutato a rilevare casi in arrivo dalla vicina Repubblica Democratica del Congo (Rdc) e nel Paese i sistemi di sorveglianza, test e gestione dei casi stanno lavorando con costanza. Dei 19 casi confermati finora, 14 riguardano persone entrate dalla Rdc e 5 sono cittadini ugandesi. Tristemente, 2 persone dalla Rdc sono decedute, e i nostri pensieri sono con le loro famiglie. L'Oms sta supportando l'Uganda, insieme agli Africa Cdc (Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie) e ai partner della regione, mentre il Paese guida questa risposta". "Con una collaborazione continua - conclude il Dg Oms - sono fiducioso che questa epidemia possa essere tenuta sotto controllo".

Categoria: internazionale/esteri
11:40
Zverev sorpassa Alcaraz e 'avvicina' Sinner: come cambia la Race dopo Roland Garros
(Adnkronos) - Alexander Zverev sorpassa Carlos Alcaraz e 'punta' Jannik Sinner nella Race per le Atp Finals di Torino. Il tennista tedesco ha vinto il Roland Garros 2026 battendo Flavio Cobolli in finale, conquistando così il primo titolo Slam della carriera dopo tre finali perse. Grazie al trionfo di Parigi Zverev ha infatti scavalcato Alcaraz prendendosi il secondo posto nella Race, classifica che tiene conto dei risultati conseguiti nell'anno solare e permetterà ai primi otto di partecipare alle prossime Finals, e salendo a 'soli' 900 punti dal primo posto di Jannik Sinner.
Grazie alla vittoria al Roland Garros, e ai 2000 punti garantiti dalla vittoria dello Slam, Zverev è quindi salito a 5040 punti, sorpassando Alcaraz al secondo posto. Lo spagnolo è fermo per infortunio e rimane a 3650, con il 'rischio' di scendere ancora di posizione dopo il prossimo Wimbledon, che dovrà saltare per il problema al polso.
Zverev si trova ora a 'soli' 910 punti di distanza dal primo posto di Sinner, che è invece a 5950. L'azzurro è stato rallentato dall'eliminazione al secondo turno di Parigi, mentre Flavio Cobolli, grazie alla finale raggiunta, si è preso il quarto posto a quota 2620. La Race aggiornata:
1 – Sinner (=), 5.950
2 – Zverev (+1), 5.040
3 – Alcaraz (-1), 3.650
4 – Cobolli (+8), 2.620
5 – Medvedev (-1), 2.220
6 – Fils (-1), 1.890
7 – Mensik (+15), 1.855
8 – Shelton (-2), 1.680
9 – Auger-Aliassime (+4), 1.675
10 – Ruud (-2), 1.665
Alexander Zverev, grazie alla vittoria di Parigi, ha conquistato 1600 punti in più nel ranking Atp, salendo a quota 7305 e accorciando in classifica sul secondo posto di Carlos Alcaraz, che rimane comunque distante 2655 punti. Zverev avrà però un'altra occasione di avvicinarsi ancora nel prossimo Wimbledon, che lo spagnolo salterà a causa dell'infortunio al polso. Inarrivabile, almeno per ora, il primo posto di Jannik Sinner, che nonostante il ko al secondo turno resta a 13500.
Cobolli invece fa il suo esordio in top ten e da domani sarà il nuovo numero 10 del mondo, raggiungendo quota 3540 punti.

Categoria: sport
11:35
Ascolti tv, Cobolli in finale al Roland Garros fa volare il Nove. 'Linea Verde' fa il botto col 27%
(Adnkronos) - La finale del Roland Garros tra Cobolli e Zverev ha fatto volare nel pomeriggio di domenica 7 giugno il canale Nove, con un ascolto medio (dalle 15.10 alle 20.12) di 2.605.000 spettatori con il 22% di share. Un altro risultato record da segnalare è quello di 'Linea Verde Italia' su Rai1, che già sabato aveva superato il Tg5 delle 13 e che ieri ha ottenuto 3.052.000 spettatori e il 26.9% di share.
Numeri da prime time e non molto distanti da quelli ottenuti sempre su Rai1 dall’amichevole Grecia-Italia, che ha registrato in prima serata 3.726.000 spettatori e il 22.7% di share. Al secondo posto, tra gli ascolti di prime time, 'Racconto di una Notte' su Canale 5, con 1.848.000 spettatori e il 14.9% di share. Al terzo posto, 'Il ricco, il povero e il maggiordomo' su Italia 1, con 1.103.000 spettatori e il 7.3% di share.
A seguire, tra gli altri programmi di prime time: 'Presadiretta' su Rai3 (894.000 spettatori, share 5.4%), 'Guardia del corpo' su Rete4 (722.000 spettatori, share 5.2%), 'The Rookie' su Rai2 (699.000 spettatori, share 4.2%), la replica de 'La Corrida' sul Nove (524.000 spettatori, share 5.1%), 'Jumanji – Benvenuti nella giungla' su Tv8 (389.000 spettatori, share 2.4%), 'D-Day - I Nastri Ritrovati' su La7 (189.000 spettatori, share 1.8%).

Categoria: spettacoli
11:19
Cobolli, la lettera a cuore aperto del fratello: "Fa male, ma non è una sconfitta"
(Adnkronos) - Flavio Cobolli 'piange' con la famiglia dopo la finale del Roland Garros 2026. Il tennista azzurro ha perso ieri l'ultimo atto dello Slam di Parigi, cedendo ad Alexander Zverev in cinque set e rimandando così l'appuntamento con il suo primo titolo major. Il percorso di Cobolli però ha raccolto applausi da tifosi e appassionati, ma soprattutto dalla famiglia di Flavio, con il fratello Guglielmo che gli ha dedicato una commovente lettera a cuore aperto, diventata rapidamente virale sui social.
"Flavio. Stamattina, quando sei entrato in campo, ho trattenuto il respiro. Ho pensato a tutto in un secondo solo. A quando eravamo piccoli. A tutte le volte che ti ho visto partire con la racchetta e una valigia, senza sapere quando saresti tornato. A tutte le volte che hai perso e non hai detto niente, hai solo abbassato la testa e sei ripartito. A papà accanto a te, sempre, in ogni angolo del mondo. A quanto avete dato entrambi, in silenzio, senza che nessuno capisse davvero il prezzo. Io lo capivo. Perché ero lì. Perché sono tuo fratello", ha scritto Guglielmo Cobolli sul proprio profilo Instagram.
"E stamattina eri in finale al Roland Garros. Sai cosa ho sentito in quel momento? Non eccitazione. Non ansia. Ho sentito qualcosa di più grande, qualcosa che stringeva forte, una cosa che non sapevo di avere dentro finché non ti ho visto lì in mezzo a quel campo. Era amore. Era orgoglio. Era il peso di tutto quello che so e che non vede nessun altro"
"Hai perso oggi. E fa un male che non si descrive, lo so. Un male sardo, pesante, che non passa subito. Ma quel dolore è la misura esatta di quanto hai amato questo momento. E tu lo hai amato con tutto quello che avevi. Non ti dico che andrà meglio. Non ti dico le cose che dicono tutti. Ti dico solo quello che so per certo", ha continuato Guglielmo Cobolli, "t6i ho guardato oggi e non ho visto una sconfitta. Ho visto mio fratello, in una finale Slam, che lottava fino all'ultimo respiro. Ho visto l'uomo che è diventato il ragazzo con cui sono cresciuto. Ho visto qualcosa che porterò dentro per tutta la vita. Nessun punteggio esiste che possa toccare quello. Sei il mio fratello. Sei il mio esempio. Sei la persona più coraggiosa che conosco. E ti voglio bene, Flavio. In un modo che non finisce. Grazie".

Categoria: sport
11:19
Findus rafforza l'impegno per la tutela del mare, lotta a plastiche e ripristino posidonia oceanica
(Adnkronos) - Oggi questo percorso si arricchisce di un ulteriore tassello con il lancio dei nuovi Gamberi Argentini Findus certificati Msc, tra i più riconosciuti standard internazionali per la pesca sostenibile. Un nuovo traguardo che rappresenta non solo un passo avanti nel percorso di sostenibilità aziendale, ma anche un segnale importante per l’intera categoria che consolida il ruolo di Findus come leader del mercato del surgelato ittico, con oltre 23 mila tonnellate di prodotto, che equivale al 20% del comparto, per un valore totale di 338 milioni di euro . “La salute degli oceani e la tutela delle loro risorse rappresentano una responsabilità che, come leader nel comparto ittico, sentiamo particolarmente nostra - dichiara Alessandro Solazzi, Marketing Director Southern Europe Findus - Da anni portiamo avanti un percorso concreto per contribuire alla salvaguardia del mare, nella convinzione che qualità e sostenibilità debbano procedere insieme. Il nuovo lancio dei Gamberi Argentini certificati MSC è l’ultimo tassello di un percorso che portiamo avanti da anni, per una filiera ittica sempre più responsabile.
Si tratta di un traguardo importante, che ha richiesto un impegno significativo lungo tutta la filiera, dall’identificazione di fonti di approvvigionamento certificate alla gestione di standard rigorosi di tracciabilità e sostenibilità. Come leader di mercato, vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per il settore, favorendo un modello di crescita responsabile e sostenibile lungo tutta la filiera ittica, offrendo ai consumatori prodotti che coniughino qualità, praticità e responsabilità”.Il lancio dei nuovi Gamberi Argentini Findus si inserisce in un mercato in crescita e sempre più rilevante per le abitudini di consumo degli italiani. Nel 2025, il comparto dei gamberi surgelati ha raggiunto un valore di 128 milioni di euro, in crescita del +7,5% rispetto all’anno precedente, per oltre 8.500 tonnellate vendute (+3,5%) , confermandosi un sottosegmento dinamico e in salute. Provenienti dalle acque dell’Oceano Atlantico sud-occidentale, i nuovi Gamberi Argentini Findus vengono sottoposti ad un processo di selezione, pulizia e surgelazione che ne preserva qualità e gusto. Già sgusciati e devenati, rappresentano una soluzione pratica e versatile per i consumatori, senza rinunciare all’attenzione verso la provenienza della materia prima. Findus, che già nel novembre 2025 si era distinta come la prima azienda in Italia ad utilizzare gambero argentino certificato Msc, conferma ancora una volta il proprio ruolo pionieristico nella sostenibilità ittica.
La certificazione Msc – Marine Stewardship Council garantisce che il prodotto provenga da attività di pesca sottoposte a rigorosi controlli indipendenti e gestite secondo criteri ambientali che tutelano gli stock ittici, limitano l’impatto sugli ecosistemi marini e assicurano tracciabilità lungo la filiera. Un risultato frutto di un percorso pluriennale di miglioramento nella gestione della pesca del gambero argentino, reso possibile grazie alla collaborazione tra operatori del settore, comunità scientifica e organismi indipendenti. Inserire qui il sottotitolo“Il ruolo di Msc è fornire un quadro basato su scienza e verifiche indipendenti, e progettato per supportare le attività di pesca che scelgono di diventare più sostenibili”, commenta Paola Guglielmo, responsabile della relazione con le aziende per MSC in Italia. “La certificazione ottenuta fa seguito a oltre un decennio di lavoro. La pesca è produttiva, ma anche complessa da gestire perché opera sotto diversi regimi amministrativi e richiede una solida scienza per affrontare la variabilità e l'incertezza. Costruire un sistema di gestione capace di soddisfare rigorosi standard internazionali richiede perseveranza e collaborazione. La lezione è chiara: il miglioramento avviene quando c'è una visione condivisa e quando i mercati riconoscono tutti gli sforzi compiuti. Quando le aspettative sono trasparenti e chiare, i progressi accelerano”. L’attenzione alla sostenibilità è profondamente radicata nel Dna di Findus e l’impegno per avere materie prime approvvigionate in modo sostenibile è parte di un percorso che l’azienda porta avanti da tempo, anche attraverso importanti iniziative per la tutela dei mari in collaborazione con partner strategici.
Tra i progetti all’attivo, Findus è parte della Water Defenders Alliance di LifeGate, l’alleanza che combina competenze, risorse e soluzioni unendo imprese, istituzioni, porti, cittadini, mondo della ricerca scientifica e tecnologica per difendere la salute delle nostre acque. Grazie a questa partnership, Findus ha adottato negli anni diversi Seabin (dei quali 3 attualmente attivi), dispositivi mangia-rifiuti che hanno permesso dal 2021 ad oggi di catturare dai mari italiani oltre 45,3 tonnellate di rifiuti, tra cui plastiche e microplastiche fino a 2 mm di diametro, equivalenti al peso di oltre 3 milioni di bottigliette di plastica da 0,5 litri. Se le mettessimo in fila, copriremmo una distanza pari a quella tra Milano e Roma (604 km). Nelle ultime settimane, Findus ha inoltre sostenuto il lancio di un nuovo progetto guidato dalla Water Defenders Alliance di LifeGate, in collaborazione con Aquageo e con il contributo scientifico dell’Università degli Studi 'G. d’Annunzio' di Chieti-Pescara: Aqualis, innovativo dispositivo entrato in funzione presso il Porto Turistico Marina di Pescara e progettato per contribuire concretamente alla tutela delle acque e alla lotta all’inquinamento marino. Interamente progettato e realizzato in Italia, Aqualis è un sistema tecnologico capace di intercettare tutti i rifiuti galleggianti, comprese plastiche e microplastiche fino a 1,6 mm di diametro, oltre a oli e idrocarburi presenti sulla superficie dell’acqua. Installato nei punti di maggiore accumulo dei detriti all’interno dei porti, il dispositivo può raccogliere fino a 500 kg di rifiuti galleggianti all’anno e fino a 800 kg di oli e idrocarburi, contribuendo alla protezione concreta degli ecosistemi acquatici.
“Findus partecipa da diversi anni alla Water Defenders Alliance, sostenendo soluzioni concrete e misurabili per proteggere i nostri mari dall’inquinamento da plastiche e microplastiche - dichiara Lajal Andreoletti, responsabile progetti ad impatto LifeGate - Quest’anno la nostra collaborazione si è arricchita di un nuovo importante tassello con l’installazione al Marina di Pescara del nostro primo Aqualis, la nuova tecnologia capace di raccogliere i rifiuti galleggianti dall’acqua, incluse le microplastiche e gli oli presenti in superficie. Aqualis è anche al centro di un progetto di ricerca dell’Università di Chieti-Pescara, a conferma del valore scientifico e innovativo della soluzione. Questa nuova attivazione dimostra come innovazione tecnologica, ricerca scientifica e collaborazione tra pubblico e privato possano lavorare insieme per ridurre l’inquinamento e accrescere la consapevolezza su un tema sempre più urgente”.
In un momento in cui la vulnerabilità di mari e oceani è sempre più evidente, diventa essenziale agire per proteggere e preservare questi ecosistemi fragili e fondamentali per l’equilibrio del pianeta. In questo contesto, Findus ha scelto di giocare un ruolo attivo nella conservazione delle praterie di Posidonia oceanica lungo le coste italiane aderendo al progetto “Blue Forest” promosso da One Ocean Foundation, realtà non profit italiana impegnata nella protezione dell’oceano e riconosciuta a livello internazionale come piattaforma per lo sviluppo sostenibile. L’iniziativa ha l’obiettivo di contribuire al ripristino e alla tutela delle foreste marine di Posidonia oceanica, pianta acquatica endemica del Mediterraneo dal ruolo cruciale per la biodiversità marina, la protezione delle coste e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Dopo le attività realizzate tra il 2024 e il 2025, che hanno interessato una superficie complessiva di 155 m² di riforestazione dei fondali liguri, a Sanremo, si è appena concluso un nuovo intervento in Sardegna, nell’area di Cala di Volpe, nel nord-est dell’isola, che ha previsto il ripristino di ulteriori 50 m² di prateria di Posidonia oceanica, a conferma della continuità dell’impegno nel tempo. One Ocean Foundation si occupa inoltre del monitoraggio scientifico delle aree riforestate, affidandosi a biologi marini specializzati per seguire l’evoluzione delle praterie e valutarne lo stato di crescita, garantendo così un approccio basato su evidenze scientifiche e impatto misurabile nel lungo periodo.

Categoria: economia
11:00
Pisa, in fiamme un capannone industriale: maxi incendio a Vicopisano
(Adnkronos) - Un vasto incendio è divampato nella mattinata di oggi all'interno della Delca Energy, azienda specializzata nella lavorazione di materiale plastico situata nella zona industriale di Lugnano, nel comune di Vicopisano, in provincia di Pisa. L'allarme è scattato alle 9.23, quando le squadre dei vigili del fuoco del comando di Pisa sono intervenute in via Masaccio per domare le fiamme che hanno coinvolto un capannone dello stabilimento. Al momento dell'intervento erano impegnate due squadre operative supportate da quattro automezzi antincendio e due autobottipompa.
Considerata l'entità del rogo, sono stati richiesti rinforzi dai comandi limitrofi di Lucca, Pistoia e Livorno, con l'invio di ulteriori mezzi e personale per contenere l'incendio e mettere in sicurezza l'area. Le operazioni di spegnimento risultano ancora in corso e non sono state rese note, al momento, eventuali conseguenze per le persone. Restano da accertare le cause che hanno provocato l'incendio.
La colonna di fumo generata dalle fiamme è risultata visibile anche a diversi chilometri di distanza, suscitando preoccupazione tra i residenti della zona.

Categoria: cronaca













































