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Bollette, carburante e... centri estivi: tutti gli aumenti dell'estate
(Adnkronos) - L’estate 2026 è alle porte e gli italiani stanno iniziando a fare i conti con le numerose spese che caratterizzano questo periodo. Quali sono le principali spese che le famiglie dovranno affrontare? Quali quelle destinate a crescere e quelle in calo? Quali prezzi aumenteranno di più in estate? Diversi elementi vengono fuori dal rapporto Facile.it – Consumerismo No Profit, con i principali costi dell’estate (e non). La prima voce finita sotto la lente è quella della bolletta elettrica. Il conflitto in Iran ha causato un aumento del prezzo delle materie prime, a partire dal gas, e anche le tariffe dell’energia elettrica ne hanno risentito; quelle a prezzo bloccate, ad esempio, pur ancora tutto sommato abbastanza accessibili, sono cresciute del 4% rispetto allo scorso anno. Ma bisognerà tenere d'occhio anche i prezzi in aumento del carburante e... delle vacanze. Dalle strutture ricettive ai centri estivi.
Attenzione, quindi, ai consumi elettrici, che in estate tendono a salire soprattutto se si usa il condizionatore, facendo lievitare anche le bollette. Secondo le stime di Facile.it, un condizionatore dual split in classe A+, usato in media 8 ore al giorno per tutta l’estate, ci costa all’anno fino a 146 euro in bolletta. Con un modello più efficiente (Classe A+++) la spesa può scendere fino a 74 euro, ma ancora una volta attenzione a come viene utilizzato: se troppo, e male, i consumi possono salire anche del 90%.
Per quanto riguarda le vacanze c’è un fenomeno da registrare in Italia, quello delle vacanze a rate. Nonostante quest’anno – a causa del conflitto in Iran e della paura di possibili cancellazioni nei voli – ci si aspetti un calo di viaggiatori che sceglieranno destinazioni lontane, esotiche e quindi tendenzialmente più costose, non mancano gli italiani che scelgono di ricorrere ad un prestito personale per far pesare meno sul budget familiare il costo di una vacanza. Secondo le stime di Facile.it, nei primi cinque mesi del 2026 per questa finalità sono stati erogati finanziamenti per un importo totale che arriva a circa 170 milioni di euro, cifra importante, ma in calo rispetto allo scorso anno quando il valore era superiore ai 200 milioni di euro. Chi per poter partire si è rivolto alle società di credito al consumo ha puntato ad ottenere, in media, 5.400 euro da restituire in 50 rate dal valore di 132 euro ciascuna. L’età media dei richiedenti è pari a 39 anni, ma una richiesta su quattro arriva da un under 35.
Hotel, B&B, case vacanza, residence e agriturismi continuano a registrare prezzi elevati, soprattutto nelle settimane centrali di agosto. Secondo Consumerismo, per una famiglia media una settimana in una casa vacanza o in un B&B può richiedere tra 800 e 1.800 euro, mentre per hotel e strutture di categoria superiore la spesa supera facilmente i 2.000-2.500 euro. Le destinazioni balneari restano tra le più costose, ma anche montagna, laghi, città d’arte e borghi turistici registrano aumenti medi compresi tra il 5% e il 10% rispetto ai livelli precedenti alle recenti tensioni internazionali, con punte superiori al 15% nelle località più richieste durante l’alta stagione.
Una spesa che molti italiani devono mettere in conto per l’estate, soprattutto se si viaggia all’estero, è quella della polizza viaggio, che consente di tutelarsi da una vasta gamma di imprevisti che possono rovinare la vacanza. Confrontando i dati 2026 con quelli del 2025, dall’analisi di Facile.it si scopre che la richiesta online di questi prodotti è cresciuta del 13%, nonostante negli ultimi mesi, a seguito dello scoppio del conflitto in Iran e della crisi del carburante, tanti italiani abbiano rinunciato a prenotare un viaggio all’estero.
Per quanto riguarda i prezzi, secondo l’analisi di Facile.it una polizza viaggio che comprende assistenza medica, smarrimento bagaglio e annullamento ha un costo di partenza pari a 38 euro per due settimane di viaggio in Europa, che diventa 54 euro se la vacanza è verso un paese extra europeo (ad esclusione di USA, Canada e Caraibi), 61 euro se decidiamo di viaggiare verso queste destinazioni. Le tariffe risultano in aumento, in un range compreso tra il 6% e il 13% rispetto allo scorso anno.
Pessime notizie per tutti gli italiani che si sposteranno con un’automobile: i costi, come noto, a causa del confitto in Iran sono aumentati notevolmente. Guardando al prezzo alla pompa in modalità self in data 8 giugno 2026 si registrano aumenti del 13% per la benzina e addirittura del 26% per il diesel rispetto a dodici mesi fa. Secondo i calcoli di Facile.it, quindi, per percorrere la tratta Milano-Bari andata e ritorno (circa 1.760 km), la spesa per un’auto a benzina è di 223 euro, vale a dire circa 26 euro in più rispetto allo scorso anno.
La differenza è più significativa se la vettura è diesel; la spesa stimata per quest’anno è pari a 194 euro, vale a dire 40 euro in più rispetto allo scorso anno. Considerando che giugno, luglio e agosto sono i mesi in cui ci si sposta di più, a parità di consumi, con queste tariffe gli italiani nell’estate 2026 arriverebbero a spendere 2,3 miliardi in più rispetto allo scorso anno. Anche per il 2026, a inizio anno, le tariffe autostradali sono cresciute, con un aumento medio delle principali tratte autostradali dell’1,5%, anche se su alcuni tratti specifici gli aumenti sono arrivati a sfiorare il 2%.
Gli italiani che si metteranno alla guida quest’anno, quindi, potrebbero trovare pedaggi più salati rispetto al 2025, con un’unica buona notizia: a partire dall’1 giugno 2026 gli automobilisti hanno diritto al rimborso del pedaggio, totale o parziale, in caso di ritardi causati dai cantieri stradali.
Il trasporto aereo – evidenzia Consumerismo No Profit- è tra i comparti maggiormente influenzati dalle tensioni internazionali del 2026. Nel solo mese di maggio sono stati cancellati tra 12.000 e 13.000 voli a livello mondiale, con una riduzione di circa 2 milioni di posti disponibili. Parallelamente il prezzo del carburante per l’aviazione è aumentato dell’84% rispetto a febbraio 2026. Sebbene le compagnie non possano trasferire automaticamente tutti gli aumenti sui biglietti già acquistati, la riduzione dell’offerta e l’incremento dei costi operativi rischiano di mantenere elevate le tariffe soprattutto nei periodi di maggiore domanda. Anche i prezzi dei traghetti sono cresciuti; secondo le ultime rilevazioni disponibili, le tariffe sono aumentate del 9,7% rispetto all’anno precedente. Una famiglia composta da quattro persone con auto al seguito, a Ferragosto, può arrivare a spendere oltre 1.300 euro per un viaggio di andata e ritorno verso la Sardegna.
Anche le vacanze brevi stanno diventando più costose; per una famiglia di tre o quattro persone, un semplice weekend fuori città, secondo le stime di Consumerismoe Facile.it, può facilmente costare tra i 300 e i 600 euro considerando carburante, pedaggi, parcheggi, pasti e attività ricreative. Sommando un pernottamento, la spesa può superare gli 800 euro, soprattutto nelle località turistiche e nei periodi di maggiore affluenza.
Sempre più italiani convivono con un animale domestico e l’estate porta nuove esigenze organizzative. Portare in vacanza con sé il proprio animale può comportare costi aggiuntivi per trasporto, strutture pet friendly e servizi dedicati, con una spesa che può variare mediamente tra 100 e 400 euro per una settimana di soggiorno. Molte strutture ricettive applicano supplementi per la presenza di animali domestici che possono far aumentare il costo del pernottamento, mediamente, tra il 10% e il 20%, con punte superiori nelle località turistiche più richieste. Chi, invece, sceglie di affidare Fido a pensioni specializzate o pet sitter deve mettere in conto costi compresi tra 15 e 40 euro al giorno per un cane e tra 10 e 25 euro al giorno per un gatto, con una spesa che per due settimane può facilmente superare i 300-500 euro.
C’è chi parte e chi resta, ma nell’estate 2026 una certezza accomuna milioni di famiglie italiane: spenderanno di più. Restare in città non significa affatto risparmiare. Tra bollette, figli a casa da scuola, centri estivi, uscite serali, attività ricreative e maggiori consumi domestici, l’estate si trasforma in una vera e propria stagione di spese aggiuntive; Facile.it e Consumerismo stimano che una famiglia con uno o due figli possa sostenere tra i 1.500 e i 3.000 euro di costi extra nel periodo compreso tra giugno e settembre, anche senza mettere in conto vacanze e viaggi. Una cifra che si aggiunge alle normali spese mensili.
Seppur non strettamente legate all’estate, anche le rate dei mutui variabili potrebbero aumentare nei prossimi mesi. Qualcosa, in senso negativo, si è già mosso a seguito dello scoppio del conflitto in Iran, tanto è vero che per un mutuo medio standard (126.000 euro da restituire in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile), tra marzo e giugno la rata media è aumentata di circa 11 euro. Secondo gli esperti, la prospettiva è di un ulteriore rincaro nei prossimi mesi; dall’analisi di Facile.it, guardando ai Futures aggiornati al 5 giugno 2026, si scopre che l’indice potrebbe continuare a crescere e la rata del mutuo potrebbe arrivare entro fine anno a circa 626 euro. Se si considera che a gennaio 2026 la rata era pari a 578 euro, nel 2026 l’aumento complessivo della rata media sarebbe di quasi 50 euro.
Secondo le rilevazioni di Consumerismo, nel 2026 i prezzi dei centri estivi si confermano spesso proibitivi per molte famiglie: uno privato a tempo pieno costa mediamente 190 euro a settimana al Nord, 160 euro al Centro e 135 euro al Sud, con una spesa che può superare i 700 euro al mese per ogni figlio. In quelli pubblici il costo medio si aggira intorno ai 100 euro a settimana per il tempo pieno e circa 80 euro per la mezza giornata, con importi che variano in base all’Isee familiare.
Mangiare fuori casa continua a rappresentare uno dei principali momenti di socialità dell’estate italiana, che però pesa sempre di più sul budget. Oggi per una famiglia di quattro persone una serata in pizzeria supera facilmente i 60 euro, mentre una cena al ristorante può arrivare ad una cifra compresa tra 120 e 200 euro.
Cinema all’aperto, parchi acquatici, concerti, spettacoli, eventi culturali e attività sportive registrano costi crescenti. A maggio, secondo l’Istat, i costi di servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona sono cresciuti del 3,0% su base annua (con aumenti tra il 15% e il 30% se si confrontano le tariffe con quelle di appena cinque anni fa). Oggi una giornata in un parco acquatico può costare tra i 25 e i 40 euro a persona, mentre una famiglia di quattro persone può arrivare a spendere oltre 120 euro considerando ingressi, parcheggio e consumazioni.
Anche il cinema non è immune dai rincari: un biglietto intero si colloca mediamente tra gli 8 e i 15 euro, mentre per concerti e spettacoli dal vivo la spesa può facilmente superare i 50 se non addirittura i 100 euro a persona. Per le attività sportive estive, dai campus ai corsi brevi, le famiglie possono sostenere costi compresi tra 50 e 300 euro a figlio a seconda della disciplina scelta.
Se le vacanze possono essere rinviate, la spesa alimentare resta una necessità quotidiana. I dati Istat di maggio 2026 evidenziano un aumento del 2,3% del costo del 'carrello della spesa', ma rispetto a 10 anni fa i rincari sono a doppia cifra: pane e pasta fino al +70% e +90%, latte e uova fino al +80%, carne e pesce fino al +60%, mentre l’olio extravergine d’oliva ha superato il +130%. Secondo le elaborazioni di Consumerismo, un paniere di prodotti che nel 2016 costava circa 11 euro oggi supera facilmente i 20 euro, con aumenti che incidono sui consumi quotidiani e difficilmente rinviabili.
Nel 2026 il gelato artigianale viene venduto mediamente tra i 20 e i 28 euro al kg, con punte che superano i 30 euro nelle località turistiche, mentre quello confezionato, nei supermercati si attesta intorno ai 5,8 euro al kg. Oggi un semplice cono costa mediamente tra i 3 e i 4 euro, ma nelle località turistiche si superano facilmente i 5 euro. Le stime indicano per quest’anno ulteriori aumenti compresi tra il 3% e il 5%, che si aggiungono al rincaro medio del 9% registrato nel 2025.
Nel dossier entrano quest’anno vitamine, sali minerali, integratori per lo sport e prodotti dedicati al benessere, che stanno diventando una presenza stabile nei consumi estivi degli italiani. Il mercato italiano degli integratori alimentari supera ormai i 5 miliardi di euro l’anno e, secondo le stime, circa sei italiani su dieci fanno ricorso almeno occasionalmente a questi prodotti. Durante l’estate, periodo in cui il ricorso soprattutto ad alcuni di questi integratori aumenta sensibilmente, una famiglia può arrivare a spendere tra 20 e 80 euro al mese, mentre per chi pratica sport con regolarità la spesa può superare i 100 euro mensili.

Categoria: economia
00:05
Mondiali 2026 al via tra calcio e geopolitica: ecco il 'soccer' nell'America di Trump
(Adnkronos) - Se le edizioni di Russia 2018 e Qatar 2022 erano state accompagnate da durissime polemiche sui diritti umani e sull'uso del calcio come strumento di soft power e 'sportwashing', il Mondiale 2026 – al via giovedì 11 giugno alle 21 italiane con la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica – rischia di trasformarsi nel torneo più geopolitico della storia moderna. Per la prima volta la Coppa del Mondo sarà organizzata da tre Paesi insieme – Stati Uniti, Canada e Messico – e vedrà la partecipazione record di 48 nazionali per un totale di 104 partite. Dietro quella che dovrebbe essere la più grande festa del calcio si intrecciano però guerre, crisi migratorie, visti negati, tensioni diplomatiche e rivalità commerciali, con un epicentro ben preciso: gli Stati Uniti di Donald Trump.
Con oltre un milione di visitatori attesi, la competizione rappresenterà un banco di prova cruciale per Washington, chiamata a gestire un evento planetario in una fase di forte polarizzazione interna e internazionale. Gli Stati Uniti ospiteranno 78 delle 104 gare in programma e si troveranno in una situazione senza precedenti: per la prima volta nella storia dei Mondiali, il principale Paese organizzatore è coinvolto in un durissimo confronto politico e militare con una delle nazionali partecipanti, l'Iran. L'unico precedente vagamente paragonabile risale al Mondiale del 1974, quando in piena Guerra Fredda la Germania Ovest affrontò la Germania Est nella fase a gironi, venendo sorprendentemente sconfitta ad Amburgo prima di conquistare il titolo mondiale. All'epoca, però, gli organizzatori non dovettero preoccuparsi della presenza dei tifosi ospiti: fu la Stasi a sigillare i confini, impedendo ai sostenitori della Germania dell'Est di attraversare il Muro per seguire la propria squadra.
Il caso dell'Iran nel 2026 è assai più complesso. I giocatori del Team Melli hanno ottenuto i visti statunitensi soltanto a ridosso dell'inizio del torneo, mentre a diversi dirigenti e membri dello staff l'ingresso negli Stati Uniti è stato negato. Una stretta che si inserisce in un quadro già teso, aggravato anche dalle controversie che hanno coinvolto la nazionale femminile iraniana durante la Coppa d'Asia disputata in Australia lo scorso marzo, quando diverse giocatrici subirono pressioni psicologiche per non aver cantato l'inno nazionale da membri della delegazione legati al governo, con alcune che chiesero asilo politico nel Paese. Per ridurre i rischi e scongiurare possibili incidenti diplomatici, la Fifa ha autorizzato l'Iran a stabilire il proprio quartier generale a Tijuana, in Messico. Da lì la squadra attraverserà il confine soltanto per disputare le partite in territorio statunitense. Una soluzione logistica che penalizza inevitabilmente anche i tifosi iraniani, ostacolati dalle restrizione ai visti e - secondo quanto denunciato dalla Federcalcio iraniana - anche dalla scelta del governo Usa di revocare, a pochi giorni dall'inizio del Mondiale, la quota di biglietti destinata ai tifosi della nazionale iraniana per le partite della fase a gironi.
Il tabellone potrebbe inoltre regalare uno degli incroci più carichi di significato politico dell'intera storia del torneo. Se Stati Uniti e Iran dovessero chiudere al secondo posto i rispettivi gironi, si ritroverebbero di fronte nei sedicesimi di finale il 3 luglio ad Arlington, in Texas. Il pensiero correrebbe inevitabilmente al 21 giugno 1998, quando a Lione andò in scena quella che venne definita la "madre di tutte le partite". I rapporti diplomatici tra Washington e Teheran erano interrotti da quasi vent'anni e la Guida Suprema Ali Khamenei aveva ordinato ai giocatori iraniani di non stringere la mano agli avversari. Furono allora i calciatori statunitensi a fare il primo passo, mentre le due squadre posarono insieme per una foto storica e si scambiarono rose bianche in segno di pace. L'Iran vinse 2-1 e le strade di Teheran vennero indondate dal popolo in festa, mentre l'ayatollah Ali Khamenei dichiarò: "La vittoria dei nostri giocatori sugli Stati Uniti è una splendida immagine della lotta nazionale dell'Iran in tutti gli aspetti della vita (...) Il forte e arrogante nemico ha ancora una volta assaggiato l'amaro sapore della sconfitta".
L'ombra delle politiche migratorie della Casa Bianca si allunga su tutto il torneo. Le restrizioni ai viaggi e i controlli rafforzati introdotti dall'amministrazione Trump non stanno scoraggiando soltanto i tifosi, ma hanno coinvolto direttamente atleti, dirigenti e addetti ai lavori. Nei mesi precedenti al Mondiale, diverse federazioni africane e asiatiche hanno espresso preoccupazione per le procedure di ingresso negli Stati Uniti. Sui social circolano video che mostrano delegazioni, dall'Uzbekistan guidato da Fabio Cannavaro al Senegal, sottoposte a verifiche particolarmente rigide e invasive all'arrivo nel Paese (QUI L'ARTICOLO COMPLETO). Le conseguenze hanno colpito anche alcuni protagonisti del torneo: tra questi l'arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, respinto dalle autorità statunitensi per ragioni non chiarite. "La Fifa non è coinvolta nei processi di immigrazione del Paese ospitante, inclusa l'assegnazione dei visti, ed è stata informata dalle autorità che lo status del signor Artan non sarà modificato al momento", ha dichiarato la federazione internazionale.
Sul fronte della sicurezza, Washington ha stanziato centinaia di milioni di dollari per rafforzare la protezione delle città ospitanti attraverso sistemi anti-drone, misure di cybersicurezza e difesa delle infrastrutture critiche, nel timore di possibili minacce terroristiche o disordini legati alla polarizzazione politica. In Messico, invece, l'attenzione è rivolta soprattutto alla criminalità organizzata: negli ultimi mesi la violenza dei cartelli ha interessato alcune aree coinvolte nella logistica del torneo, spingendo le autorità a dispiegare l'esercito per garantire la sicurezza delle delegazioni.
A saldare definitivamente calcio e politica è il rapporto sempre più stretto tra il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e Donald Trump. Il numero uno del calcio mondiale ha progressivamente abbandonato ogni parvenza di neutralità, sposando perfino alcuni dei pilastri della retorica trumpiana, come l'aperta ostilità verso i media tradizionali. Memorabile l'incontro nello Studio Ovale in cui Infantino consegnò a Trump un set di cartellini gialli e rossi ironizzando: "Possono servirti con i giornalisti". La sintonia ha toccato il culmine con l'istituzione del neonato Fifa Peace Prize, consegnato proprio a Trump per alleviarne la delusione della mancata assegnazione del Nobel, e per premiare il suo "ruolo strumentale nella risoluzione dei conflitti e per aver salvato migliaia di vite".
Da parte sua, Trump si è ripetutamente preso i meriti per portato negli Usa l'evento sportivo più seguito al mondo: "Ho lottato duramente per questo Mondiale, l'ho portato io in America e sarà il più grande evento strutturato nella storia del nostro Paese". Parole a cui Infantino ha fatto eco elogiando pubblicamente la Casa Bianca: "Il presidente Trump ha una visione straordinaria. Senza la sua determinazione ed energia non potremmo organizzare un torneo di questa portata".
Dietro le quinte, il torneo si configura come una gigantesca operazione di soft power. Ma se per gli Stati Uniti rappresenta una vetrina commerciale, per la Fifa è anzitutto una macchina da soldi senza precedenti, con ricavi stimati che toccheranno gli 11 miliardi di dollari. L'inedito format a tre nazioni è anche il laboratorio politico che preparerà l'edizione del 2030, assegnata in blocco a Spagna, Portogallo e Marocco (con tre partite celebrative in Sudamerica). Una scelta strutturata per blindare l'alternanza dei continenti e spianare la strada all'assegnazione automatica dell'edizione 2034 all'Arabia Saudita.

Categoria: sport
00:03
Caso Minetti, domani l'udienza a Milano "per mettere la parola fine"
(Adnkronos) - Una manciata di minuti e, salvo sorprese, sulla vicenda giudiziaria che riguarda Nicole Minetti potrebbe arrivare la parola fine. Domani, venerdì 12 giugno, davanti al Tribunale di Sorveglianza verrà celebrata l'udienza per l'affidamento in prova ai servizi sociali dopo le condanne inflitte in due diversi processi. Una nel cosiddetto 'Ruby-bis' con una pena a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione, l'altra (un anno e un mese) nel processo ribattezzato 'Rimborsopoli' dove l'ex consigliera regionale lombarda era accusata di peculato. Una doppia condanna da scontare con una misura alternativa, cioè l’affidamento in prova ai servizi sociali.
A inizio 2025, Nicole Minetti ha presentato un'istanza di grazia al Presidente della Repubblica, motivata dalla necessità di assistere il figlio adottivo in Uruguay affetto da gravi problemi di salute. L'atto di clemenza concesso lo scorso 18 febbraio per motivi umanitari, ha creato polemiche e dibattito, ma anche imposto un approfondimento investigativo per le notizie di stampa sul caso. Dopo le recente verifiche da parte della Procura generale di Milano, il Quirinale ha confermato il parere favorevole alla grazia.
E' questo atto - firmato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella -, inserito nel fascicolo Minetti che consentirà al Tribunale di Sorveglianza - nell'aula a porte chiuse del piano terra del Palazzo di Giustizia - di arrivare a pronunciare l'ordinanza di decadenza del titolo esecutivo, cioè il venir meno della materia del contendere.
Si tratterà di un'udienza (non pubblica) breve dove da un lato siederà la sostituta procuratrice generale Valeria Marino e dall'altra gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi, che non aderiranno allo sciopero promosso dall’Unione delle camere penali italiane per denunciare la "sistematica e indiscriminata captazione dei colloqui tra legali e detenuti al carcere di Perugia". Nessun nuovo documento verrà depositato, ma ci sarà solo una presa d'atto con cui - dice all'Adnkronos il legale Fisicaro - "speriamo che si metta fine a questa storia".

Categoria: cronaca
23:45
Stati Uniti lanciano nuovi raid contro l'Iran. Trump: "Se non firmano accordo bombarderemo senza pietà"
(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, come preannunciato dal presidente Donald Trump. L'avvio delle operazioni è stato reso noto dal Centcom, il Comando centrale degli Usa. "Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno iniziato alle 17:15 (ora della costa orientale degli Stati Uniti, le 23.15 italiane del 10 giugno) a lanciare ulteriori attacchi di autodifesa contro diversi obiettivi in Iran, su ordine del Comandante in Capo", vale a dire il presidente. "Gli attacchi sono una risposta all'aggressione ingiustificata e continua da parte dell'Iran", ha aggiunto il Comando.
In Iran, difese aeree attivate a ovest di Teheran, come riferisce l'agenzia Mehr. Esplosioni sono state segnalate attorno all'isola di Kish nel Golfo Persico e al porto di Sirik, vicino a Minab, nella provincia di Hormozgan nel sud del paese. Attaccato a Asalouyeh un importante impianto petrolchimico, perno della rete di infrastrutture energetiche del paese.
Tutti gli obiettivi presi di mira dagli Stati Uniti si trovano nel sud dell'Iran secondo Acios, che fa riferimento alle informazioni fornite da un alto funzionario: i raid hanno colpito sistemi di difesa aerea, radar e unità di comando e controllo dei droni.
Altre esplosioni sono state registrate nella città portuale Bandar Abbas, in particolare nella zona orientale. Lo riporta l'agenzia di stampa Mehr, segnalando che gli attacchi sono stati registrati vicino a un aeroporto e a una base aerea.
Gli Stati Uniti hanno attaccato un impianto petrolchimico nel giacimento di gas di South Pars, situato ad Asalouyeh, nel sud dell'Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim. In precedenza, la televisione di stato iraniana aveva segnalato l'attivazione della difesa aerea intorno all'impianto energetico di Asalouyeh.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato in un'intervista a Fox News di aver parlato direttamente con funzionari iraniani, che gli avrebbero chiesto di "fermare i bombardamenti". Trump ha rassicurato che "i bombardamenti cesseranno presto". ''Le forze americane hanno lanciato 49 missili Tomahawk che hanno colpito obiettivi in profondità nel territorio iraniano'' ha detto il tycoon, precisando che ''gli israeliani non sono coinvolti nell'attuale ondata di attacchi aerei'' contro l'Iran.
"Se l'Iran non firma un accordo, domani sera lo bombarderemo senza pietà" ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a Fox News, aggiungendo di essere ''ottimista'' rispetto al fatto che un accordo verrà raggiunto.
Dal canto suo Teheran ha negato che funzionari iraniani abbiano contattato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per chiedergli di fermare i bombardamenti, contraddicendo le sue dichiarazioni a Fox News. Secondo un funzionario iraniano citato dai media statali, la "falsa affermazione" di Trump sui contatti con alti funzionari iraniani "serve solo da copertura per evitare una guerra contro l'Iran".
L'agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito che ci sono stati "scontri navali" tra le forze iraniane e quelle americane. Navi americane sono state attaccate con missili e droni, lanciati dall'esercito iraniano nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo riportano i media statali iraniani.
I sistemi di difesa aerea dei Pasdaran hanno lanciato un missile contro un aereo F-16 americano che aveva violato lo "spazio aereo del Golfo", costringendolo alla ritirata. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Mehr citando le Guardie Rivoluzionarie iraniane.
Il comando militare congiunto iraniano ha ordinato la chiusura dello Stretto di Hormuz al passaggio di tutte le imbarcazioni, comprese petroliere e navi mercantili. Qualunque nave tenterà il passaggio da Hormuz verrà considerata un bersaglio, ha precisato. Lo riporta l'agenzia di stampa Mehr.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti, il Centcom, ha dichiarato su X che lo Stretto di Hormuz è aperto, smentendo la Marina dei Pasdaran che aveva affermato che lo stretto era chiuso e annunciato di aver attaccato due petroliere.
''Le navi commerciali stanno continuando a transitare dentro e fuori dallo Stretto di Hormuz questa notte", ha scritto il Centcom spiegando che questa è ''la verità''.

Categoria: internazionale/esteri
22:57
Infantino e i Mondiali 'di Trump': "Coppa del Mondo possibile solo con Donald"
(Adnkronos) - "E' un evento monumentale". Gianni Infantino, presidente della Fifa, alza il sipario sui Mondiali 2026 che si aprono l'11 giugno. Il numero 1 del calcio mondiale si presenta con una conferenza stampa fiume, stile Donald Trump. Oltre un'ora di dichiarazioni, tra messaggio iniziale e risposte ai media. I temi spinosi non mancano. Dalla presenza dell'Iran al prezzo dei biglietti, dal ruolo 'ingombrante' di Donald Trump all'esclusione dell'arbitro somalo Omar Artan.
"Sono andato a trovare l'Iran a marzo nel ritiro in Turchia. Ho promesso alla squadra che sarebbe venuta ai Mondiali, sarei andato io a prendere tutti con un autobus", dice Infantino chiarendo che i dubbi sono stati fugati 3 mesi fa: tutti i ragionamenti e le ipotesi sul ripescaggio dell'Italia, quindi, non hanno mai avuto sostanza. "Quando l'Iran giocherà, lo stadio sarà pieno e ci sarà un'atmosfera eccezionale: dimenticheremo tutto il resto e potremo pensare ad una partita. Sono felice e sono orgoglioso del lavoro fatto dal mio team", dice Infantino.
L'avvicinamento ai Mondiali è stato segnato dall'esclusione dell'arbitro somalo Omar Artan. Il direttore di gara, sbarcato a Miami sabato scorso, è stato respinto dalle autorità degli Usa per legami con sospetti terroristi. "E' una situazione spiacevole e sfortunata", dice Infantino. "È spiacevole quello che è successo a Omar. Ma non possiamo controllare tutto. Non siamo ad un livello superiore rispetto ai governi, non siamo i re del mondo: siamo un'organizzazione sportiva e cerchiamo di fare il massimo con i mezzi che abbiamo".
Sui Mondiali, inutile negarlo, c'è l'impronta di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti "ha capito immediatamente la grandezza e l'impatto dei Mondiali, ha dato istruzioni all'amministrazione per collaborare e dare supporto. Stiamo parlando della più grande potenza mondiale, certe cose vanno considerate: ne abbiamo parlato con loro prima del torneo", dice Infantino. "Ho un rapporto eccellente col presidente Trump, l'ho conosciuto durante il suo primo mandato. Stiamo collaborando strettamente durante il suo secondo mandato. Senza il suo impegno, sarebbe stato semplicemente impossibile organizzare i Mondiali negli Stati Uniti. E' determinante potersi confrontare con lui su temi importanti e poter mettere tutto sul tavolo per spiegare, senza avanzare richieste particolari: io la vedo così", dice il presidente della Fifa.
Trump non ha mancato di criticare, negli ultimi mesi, i prezzi dei biglietti: troppo alti, ha detto il presidente americano. Infantino difende la strategia della Fifa e snocciola numeri a sostegno della propria posizione. "Abbiamo venduto oltre 6 milioni di biglietti ad oggi. La richiesta è stata senza precedenti, un numero assolutamente incredibile", dice. "I prezzi più bassi, 60 dollari, sono inferiori a quelli dei biglietti delle partite degli sport americani. Lo stesso vale per il prezzo medio dei tagliandi. Il mercato è questo, se avessimo venduto i biglietti a prezzi più bassi sarebbero finiti sul mercato secondario a costi molto più alti. Il denaro dove sarebbe finito? Se li vendiamo noi, ogni dollari che entra viene destinato allo sviluppo del calcio".

Categoria: sport
22:35
Mondiali 2026, Infantino: "Felice per l'Iran, li avrei portati in bus. L'arbitro somalo? Caso sfortunato"
(Adnkronos) - "Vorrei dire che, per quanto riguarda l'Iran, sono molto contento, perché sono andato a vedere la nazionale iraniana in Turchia a marzo di quest'anno. Dicevano che l'Iran non sarebbe potuto venire ai Mondiali, ma io ho promesso loro che sarebbero venuti e che, se necessario, avrei preso un autobus per Teheran e li avrei accompagnati qui. La loro risposta è stata: "Prenderemo l'autobus e, se necessario, guideremo noi stessi. Ci siamo qualificati e vogliamo giocare". Questo è lo spirito del calcio". Queste le parole del presidente della Fifa Gianni Infantino in conferenza stampa a Città del Messico alla vigilia dell'inizio dei Mondiali 2026, l'11 giugno allo stadio Azteca tra Messico e Sudafrica.
"Ci sono delle difficoltà, non è facile, ma non so chi altro avrebbe potuto garantire, in queste circostanze – su cui non avevamo alcun controllo – che l'Iran potesse venire a giocare. Quando l'Iran giocherà, lo stadio sarà pieno e spero che ci sarà un'atmosfera positiva, perché questo è il calcio: si tratta di persone che dimenticano la realtà e si concentrano sulla partita e sulla squadra. Sono molto contento che siamo riusciti a convincere l'Iran a venire a giocare. Sono orgoglioso del lavoro svolto dalla mia squadra", ha aggiunto Infantino.
Il caso dell'arbitro somalo
Il presidente della Fifa, ha definito "sfortunato e spiacevole" il caso dell'arbitro somalo dei Mondiali, Omar Artan, a cui è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti. "È spiacevole quello che è successo a... Omar, l'arbitro somalo. Ma, ripeto, non possiamo controllare tutto", ha dichiarato Infantino alla vigilia del torneo. "Cerchiamo sempre di trovare soluzioni, ma dobbiamo anche rispettare il fatto che non siamo i Re del mondo che possono governare governi e forze di polizia, siamo un'organizzazione sportiva", ha aggiunto.
Artan, eletto miglior arbitro africano lo scorso anno, ha insistito di avere il visto corretto per entrare negli Stati Uniti, ma è stato respinto all'aeroporto internazionale di Miami e poi imbarcato su un volo di ritorno in Turchia nel fine settimana. Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha affermato che l'arbitro era "associato a presunti membri di organizzazioni terroristiche", rendendo quindi "il viaggiatore non idoneo all'ingresso negli Stati Uniti". Artan sarebbe stato il primo arbitro somalo a dirigere una fase finale dei Mondiali. Un giornalista britannico ha chiesto a Infantino se, a suo parere, la Fifa avesse "perso il controllo" del proprio torneo a causa del caso Artan e della decisione di Washington di negare i visti a 15 membri dello staff tecnico della nazionale iraniana.
"Nel 2035, credo, o almeno lo speriamo, i Mondiali femminili si terranno nel Regno Unito. Riterreste normale che la Fifa detti al governo britannico chi far entrare nel Paese e chi no? Non so, forse lo trovate normale?", ha chiesto Infantino che ha invitato i media a "calmarsi e rilassarsi", chiarendo in seguito di non voler insinuare che la Fifa non stesse facendo nulla riguardo a questioni come i visti. "Quando dico calmarsi, non intendo rilassarmi e non fare nulla. Intendo che stiamo lavorando", ha affermato. "Il nostro è un mondo molto aggressivo, la sicurezza è la priorità assoluta".
Il rapporto con Donald Trump
"Ho un ottimo rapporto con il presidente Trump. Ne sono molto felice. L'ho conosciuto durante il suo primo mandato e ora stiamo lavorando molto a stretto contatto in questo secondo mandato. Senza il suo coinvolgimento e la sua partecipazione, penso che sarebbe stato, semplice così, impossibile organizzare una Coppa del Mondo negli Stati Uniti", ha sottolineato Infantino. "Ha compreso immediatamente la portata e l'impatto della Coppa del Mondo e ha incaricato sia l'amministrazione di aiutare e assistere", haaggiunto Infantino.
Il Mondiale come 104 Super Bowl
"Il Mondiale di calcio è il più grande evento nella storia dell'umanità", ha detto il presidente della Fifa Gianni Infantino, paragonandolo "a 104 Super Bowl in un solo mese".
"Un grandissimo grazie anche ai tifosi, ai tifosi che sono qui, sei milioni e mezzo, sette milioni, non sappiamo esattamente quanti saranno negli stadi per le partite. Ci saranno molti altri milioni nelle fan zone, nei fanfest, nei watch party, non solo nei tre paesi ospitanti ma in tutto il mondo e sono i tifosi a rendere la Coppa del Mondo quello che è", ha proseguito il numero uno del calcio mondiale che ha definito "il trofeo più iconico del mondo, la coppa più incredibile, un trofeo e un pallone che fanno sognare persone in tutto il mondo e oggi spero che possiamo parlare un po' anche di calcio, perché è per questo che siamo qui".
Il giornalista detenuto in Algeria
Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha espresso in conferenza stampa a Città del Messico, la speranza che il giornalista francese Christophe Gleizes, detenuto in Algeria, riceva la grazia presidenziale. "C'è un posto vuoto, quello del giornalista francese Christophe Gleizes, l'unico giornalista sportivo imprigionato al mondo", ha dichiarato alla vigilia dei Mondiali del 2026. "Spero davvero che, in un grande atto di umanità, gli venga concessa la grazia presidenziale e che possa persino unirsi a noi durante i Mondiali", ha aggiunto.
Il caro biglietti
Il nostro prezzo d'ingresso, pari a 60 dollari, per il Mondiale è il più basso tra tutti gli sport americani nelle fasi dei playoff, e il nostro prezzo medio, inferiore a 500 dollari, è ancora una volta il più basso tra tutti gli sport americani in media. Abbiamo venduto fino ad oggi oltre 6 milioni di biglietti, come sapete ci sono sempre biglietti in vendita, dobbiamo sempre riservarne alcuni per le squadre che si qualificano per i turni supplementari. La domanda è stata senza precedenti, ma non di poco, bensì di dieci volte superiore; il numero di richieste di biglietti che abbiamo ricevuto è stato assolutamente incredibile", ha spiegato Infantino sul tema del caro biglietti.

Categoria: sport
22:15
Mondiali 2026, Infantino: "Tutti i giocatori in campo per l'inno, è un'idea di Del Piero"
(Adnkronos) - "Tutti i 26 giocatori di una nazionale saranno in campo per l'inno nazionale. E' un'idea di Alessandro Del Piero". Gianni Infantino, presidente della Fifa, svela la novità 'made in Italy' che caratterizzerà i Mondiali 2026, al via domani. Il torneo in programma in Usa, Messico e Canada proporrà un nuovo cerimoniale pre-partita. Ad ascoltare in campo l'inno nazionale non saranno solo i 22 titolari: tutta la rosa sarà sul terreno di gioco, accompagnata da un'enorme bandiera.
"Vogliamo sempre fare qualcosa di nuovo, non si tratta in questo caso di un'idea legata al business. Tutto è nato da una conversazione con Alessandro Del Piero. Qualche mese fa mi ha detto: 'Perché non fate entrare tutti i giocatori in campo per l'inno? Facciamo tutti parte della stessa squadra'. Non so se me l'ha detto perché ha realizzato un gol storico, contro la Germania ai Mondiali 2006, partendo dalla panchina... Mi è sembrata un'idea interessante, l'abbiamo proposta a giocatori e allenatori: tutti si sono detti favorevoli. Nel calcio di oggi abbiamo 11 titolari, ci sono 5 o 6 sostituizioni. Ma tutta la rosa può scendere in campo, è positivo che tutti i calciatori possano vivere il momento dell'inno", dice Infantino.

Categoria: sport
21:47
Trump: "Attacchiamo Iran con maggior forza". Teheran: "Siamo pronti, risponderemo"
(Adnkronos) - Nuove minacce di Trump all'Iran. Il presidente degli Stati Uniti annuncia che gli Stati Uniti "attaccheranno oggi con maggiore forza Teheran". "Ieri li abbiamo colpiti duramente, oggi li attaccheremo di nuovo con forza - nel caso ve lo foste perso, nel caso non aveste acceso la televisione" ha detto rispondendo ai giornalisti nello Studio Ovale. Il presidente ha quindi sottolineato che gli Stati Uniti "hanno il diritto" di rispondere militarmente a Teheran dopo l'abbattimento di un elicottero Apache americano sullo Stretto di Hormuz.
"L'accordo è completamente negoziato", gli iraniani devono "solo firmarlo" ma ritardano perchè "sanno che è significativo" perchè "proibisce completamente di avere l'arma nucleare", mentre quello raggiunto da Barack Obama apriva "la strada verso l'arma nucleare".
Con l'Iran ''eravamo davvero vicini a un accordo, ma continuano a prenderci in giro''. E ''continuano a prenderci in giro perché, sapete una cosa? Hanno avuto a che fare con alcuni presidenti davvero stupidi".
"Questa volta la guerra non si limiterà a questa regione" ha dichiarato il presidente della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana, Ebrahim Azizi, dopo che il presidente americano Donald Trump ha minacciato di colpire nuovamente l'Iran.
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha invece affermato che "l'America sta deliberatamente prendendo di mira la linfa vitale del popolo iraniano. Deve essere ritenuta responsabile per aver condotto attacchi così sistematici e brutali contro le infrastrutture civili. Si tratta di un crimine di guerra pianificato".
Un accordo duraturo per porre fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti non può essere raggiunto attraverso minacce, intimidazioni e l'uso della forza. Lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, invitando gli Stati Uniti a evitare l'uso di minacce dopo le parole del presidente americano Donald Trump.
"Le forze armate iraniane sono pienamente preparate" a rispondere agli attacchi notturni minacciati dal capo del Pentagono Pete Hegseth. Lo ha riferito una fonte militare iraniana citata dall'agenzia di stampa Tasnim dopo che Hegseth ha detto ai giornalisti che stanotte l'Iran verrà ''colpito duramente'' dagli Usa. Secondo la fonte iraniana, "se gli americani intraprenderanno azioni aggressive, dovranno affrontare una dura risposta. L'Iran prenderà di mira nuovi interessi americani in caso di attacco". "L'Iran non lascerà impunita alcuna aggressione. Se gli americani agiranno, l'Iran prenderà di mira nuovi interessi e risorse statunitensi. L'Iran non esiterà a imporre agli Stati Uniti nuove regole e condizioni di ingaggio", ha affermato la fonte militare.
"Se dovremo negoziare con le bombe, negozieremo con le bombe". Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth ai giornalisti, sostenendo che i prossimi attacchi americani contro l'Iran non saranno finalizzati alla ripresa della guerra, ma a porre le condizioni di un buon accordo. "Stanotte li colpiremo duramente e speriamo che l'Iran prenda la decisione giusta", ha aggiunto dopo aver partecipato in collegamento a una riunione che il presidente americano Donald Trump ha convocato nella Situation Room.
"Il Centcom sarà molto impegnato stasera perché colpiremo duramente l'Iran'' aggiunge. ''L'Iran ha la possibilità di concludere un ottimo accordo. Finora non si sono dimostrati disposti a farlo'', ha proseguito, affermando che ''gli Stati Uniti lanceranno bombe a raffica su infrastrutture chiave in Iran, non per far ripartire la guerra, ma per stabilire le condizioni per un accordo". Hegseth ha aggiunto che "gli attacchi che avverranno stanotte saranno forti e chiari, e se dovessero avvenire giovedì sera, saranno altrettanto forti e chiari. Il presidente Trump è pronto a raggiungere questo accordo, l'Iran farebbe bene ad accettarlo, altrimenti dovrà vedersela con i tipi di piani che ho appena avuto modo di vedere al Centcom".
Il presidente americano Donald Trump ha tenuto una riunione nella Situation Room per discutere di potenziali nuovi attacchi contro l'Iran. Lo hanno riferito ad Axios due fonti statunitensi, secondo le quali una delle opzioni che Trump sta prendendo in considerazione è quella di lanciare un'operazione su vasta scala, ma di breve durata,. L'obiettivo di questa opzione è quella di spingere l'Iran a cambiare la sua posizione nei negoziati. Secondo le fonti, all'incontro nella Situation Room hanno partecipato il vicepresidente americano JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della Cia John Ratcliffe, il capo di stato maggiore congiunto generale Dan Caine, l'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e altri alti funzionari. Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha partecipato alla riunione in collegamento dal quartier generale del Centcom a Tampa.
Sempre Axios, citando una fonte regionale, scrive che il Qatar ha cercato di organizzare un incontro trilaterale con Stati Uniti e Iran per negoziare direttamente sulle questioni ancora aperte, ma gli iraniani si sono rifiutati. La stessa fonte ha dichiarato, a condizione di anonimato, che funzionari iraniani e statunitensi hanno tenuto colloqui paralleli con mediatori qatariani a Doha negli ultimi due giorni.
Un aereo americano ha colpito una petroliera carica, ma in panne, dopo un precedente raid, nel Golfo dell'Oman che stava trasportando greggio dall'Iran in violazione al blocco imposto dagli Usa, ha reso noto il Comando centrale americano. Ieri era stata colpita "con munizioni di precisione la stanza motori della nave, dopo che l'equipaggio non aveva risposto positivamente alle direttive imposte dalle forze americane", ha spiegato il CentCom in un post su X in cui identifica la nave come la M/T Settebello con bandiera di Palau.
Cina e Russia hanno espresso preoccupazione per questa nuova escalation nel conflitto e hanno invitato Iran e Usa alla calma. "Le varie parti interessate dovrebbero mantenere la calma ed esercitare moderazione, smettere di intensificare il conflitto e di aggravare la situazione, e adottare misure concrete per allentare le tensioni", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.
La Russia è "estremamente preoccupata" per la rinnovata escalation delle tensioni in Medio Oriente e chiede "moderazione", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "Esortiamo le parti a esercitare moderazione e a cessare immediatamente gli attacchi armati", ha affermato.

Categoria: internazionale/esteri
21:42
Sondaggio politico, Fratelli d'Italia stabile e Pd cala
(Adnkronos) - Fratelli d'Italia è stabile ma aumenta il vantaggio rispetto al Pd che cala. Cambiano i numeri nel duello secondo il sondaggio dell'Istituto Noto per Porta a Porta sulle intenzioni di voto oggi, 10 giugno, in caso di elezioni. Fratelli d'Italia è sempre ampiamente il primo partito. La formazione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rimane al 29,5% senza variazioni rispetto all'ultima rilevazione dello scorso 20 maggio. Il margine sul Pd della segretaria Elly Schlein cresce: i dem scendono di un punto netto e ora valgono il 20,5%.
Nessuna variazione per il Movimento 5 Stelle di Giuseppe, che si attesta al 13%, è stabile. Anche Forza Italia e Lega restano al 7%. Alleanza verdi e sinistra è al 5,5% come nella scorsa rilevazione, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci è al 4,5% e sale di mezzo punto (+0,5%). Azione al 2,5% guadagna mezzo punto (+0,5%) mentre Italia viva al 2% lo perde (-0,5%). Noi moderati è all'1,5% stabile come +Europa all'1% e il Partito Liberaldemocratico anch’esso all’1%.
In generale, il centrodestra, comprese le altre liste (+1%), è al 46% stabile, mentre il campo largo, più gli altri (+2%), è al 44% in calo di un punto e mezzo (-1,5%). La stima dell'affluenza si attesta al 61% (+1% rispetto allo scorso 20 maggio)

Categoria: politica
21:04
Tyler Mane: "Ho un tumore al seno, mi vergognavo a dirlo"
(Adnkronos) - "Ho un tumore al seno. Capita ad un uomo su 750 e io sono uno di loro". L'attore Tyler Mane, che ha interpretato Sabretooth in X-Men, ha annunciato di essere affetto da una "forma rarissima" di cancro. Il 59enne ha reso nota la diagnosi dal proprio profilo Instagram. "Ho brutte notizie, ho iniziato la chemioterapia oggi. Il tumore al seno viene diagnosticato ad un uomo su 750 nel corso della vita, io sono uno di questi. E' una malattia rarissima e non se ne parla", dice l'attore. Secondo l'Oms, su 100 casi di tumore al seno 1 riguarda un uomo.
"Ho scoperto che le diagnosi per gli uomini arrivano quando la malattia ha già raggiunto uno stadio avanzato perché non è una patologia che viene seguita. I miei dottori non l'avevano presa in considerazione, mia moglie mi ha spinto a rimuovere un nodulo e così l'abbiamo presa in tempo", racconta. "Sarò sincero, inizialmente volevo tenere tutto segreto perché è imbarazzante. Poi, quando mi sono informato sulla malattia, mi sono convinto: è il caso di parlarne".

Categoria: spettacoli
20:46
Russia, l'ambasciatore Paramonov: "Aperti a dialogo con Italia se rinuncia ad atteggiamento ostile"
(Adnkronos) - Mosca ribadisce l''apertura' all'Italia se rinuncia a mantenere un un'atteggiamento 'ostile' ma allo stesso tempo attacca il Quirinale. Nel discorso al ricevimento per la festa nazionale russa, davanti a circa 500 ospiti invitati a villa Abamelek, l'ambasciatore a Roma, Alexey Paramonov, spiega: "Alla Russia è estranea la logica 'da fortezza' e il Paese rimane aperto al.mondo, al dialogo e alla cooperazione, anche con i Paesi occidentali, Italia compresa, a patto che questi rinuncino al proprio atteggiamento ostile e a qualsivoglia tentativo di calpestare i legittimi interessi del nostro Paese".
Mosca conduce una "politica costruttiva", mentre dall'Occidente arrivano "aggressioni". ''Nel corso di tutta la sua storia, la Russia ha sempre aspirato a condurre una politica costruttiva e non conflittuale, mirando in primo luogo a creare condizioni favorevoli al proprio sviluppo e ad armonizzare le relazioni internazionali", afferma Paramonov. Che poi osserva: "Ogni volta che questa politica è stata coronata da successo, incanalando il Paese sul percorso di un accelerato sviluppo economico e sociale, la nostra nazione ha subito aggressioni da parte dell'Occidente".
La Russia ha invaso l'Ucraina in risposta alla "guerra ibrida dell'Occidente", la tesi ribadita dall'ambasciatore. "Checché affermino oggi i nostri avversari geopolitici in merito al conflitto in Ucraina - le parole del diplomatico -, l'Operazione militare speciale condotta in quel Paese rappresenta una risposta alla guerra ibrida dell'Occidente contro la Russia, una risposta ai tentativi di limitare le nostre capacità di sviluppo sovrano, di minare i nostri legittimi interessi politici ed economici, di destabilizzare l'assetto politico interno e di relegare la Russia ai margini della storia mondiale". Ma tutto questo, rivendica l'ambasciatore, "è oggettivamente impossibile, non lo permetteremo mai".
Quindi, l'attacco al Quirinale. "Qui in Italia, da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati: la Russia sarebbe colpevole di tutti gli attuali problemi dell'ordine mondiale odierno, che si tratti dell'Europarlamentare dell'est, del Medio Oriente o dell'Africa - sostiene Paramonov in quello che sembra essere un riferimento implicito al Quirinale - Posso affermare con fermezza che queste accuse non corrispondono assolutamente al vero: sono una palese falsità. I fatti testimoniano l'esatto opposto".

Categoria: internazionale/esteri
19:56
Bufera sui medici di famiglia, ritirata riforma a incontro tecnici Schillaci-assessori regionali: ira di Bertolaso
(Adnkronos) - Bufera sulla riforma dei medici di famiglia. A quanto si apprende da fonti regionali, durante l'incontro di oggi tra gli assessori regionali alla sanità e i tecnici del ministero guidato da Orazio Schillaci, il capo di ganinetto del dicastero avrebbe annunciato il possibile ritiro della riforma della medicina territoriale che prevedeva, attraverso un decreto legge, l'inserimento dei medici di famiglia nelle Case di Comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro. La scelta avrebbe mandato su tutte le furie l'assessore regionale alla sanità della Lombardia, Guido Bertolaso, uno dei principali sponsor di questa riforma. Secondo quanto si apprende, Bertolaso sarebbe arrivato a minacciare le dimissioni. Al momento, dall'entourage dell'assessore viene precisato che non intende rilasciare dichiarazioni.
L'obiettivo "resta quello di dare una medicina territoriale più vicina ai cittadini, con la presenza dei medici di medicina generale nelle Case di comunità". Il lavoro sulle Case di comunità "va avanti", confermano intanto fonti del ministero della Salute.
Le rassicurazione del ministero arriva dopo l'incontro tra gli assessori e il capo di gabinetto del ministero, Marco Mattei. Dopo lo stop 'politico' arrivato nei giorni scorsi all'ipotesi di procedere alla riforma con un decreto legge - che sarebbe intervenuto, tra le altre cose, anche sul rapporto dei medici di famiglia con il Servizio sanitario nazionale, oggi regolato da una convenzione - si profilano ora nuove opzioni per assicurare la presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità, anche in vista della scadenza di fine giugno prevista dal Pnrr. E' questo - popolare le Case di comunità - il fine più caro al ministro Schillaci.

Categoria: politica
19:30
Domenico morto a Napoli, il consulente della famiglia: "Da vetrini confermate lesioni da ghiaccio secco"
(Adnkronos) - "L'analisi sui vetrini e sui preparati istologici" di Domenico Caliendo, il piccolo di due anni e mezzo morto il 21 febbraio scorso all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore, "dal nostro punto di vista, è andata come ci aspettavamo. Sono state riscontrate tutte quelle lesioni che ci si aspettava di trovare dopo un trasporto effettuato con ghiaccio secco, e quindi in parole povere le ustioni da freddo o danni da bassissima temperatura, e le lesioni compatibili con i 55 giorni di Ecmo a cui Domenico è stato sottoposto. Abbiamo trovato esattamente i riscontri che ci saremmo aspettati conoscendo le due situazioni di partenza". Lo dice all'Adnkronos Luca Scognamiglio, medico legale e consulente di parte della famiglia.
Il 23 dicembre scorso il bambino avrebbe dovuto ricevere un cuore nuovo mediante trapianto ma l'organo prelevato a Bolzano, quando è arrivato a Napoli, era compromesso. Intanto era già stato espiantato il cuore nativo malato. Oggi nell'istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari è proseguito l'esame dei due cuori del bambino, quello prelevato e quello nativo, nell'ambito dell'incidente probatorio relativo all'indagine. L'esame è stato affidato dal gip del tribunale Mariano Sorrentino a un collegio di periti. La prima parte dell'esame, di tipo macroscopica si era svolta il 28 aprile scorso, sempre a Bari. Oggi è proseguita, focalizzandosi sulla parte microscopica, alla presenza di tutti i consulenti delle parti processuali. "Il collegio di periti nominati dal gip ha anticipato che chiederà la proroga dell'incarico necessari per acquisire documenti che hanno già chiesto e che non sono ancora arrivati", spiega Scognamiglio.

Categoria: cronaca
19:25
Roma: mercati rionali, al Mun. I oltre 190 richieste per 86 posti, Bonaccorsi 'presidi fondamentali'
(Adnkronos) - Un segnale forte di fiducia verso i mercati rionali e verso il percorso di rilancio avviato dall'amministrazione del Municipio I di Roma. Il primo bando Bolkestein per i mercati di Vittoria, San Saba, Unità, Sommeiller e Coppelle si chiude con un risultato che supera ogni aspettativa: 197 domande pervenute a fronte di 86 concessioni disponibili, oltre il doppio rispetto a quelle previste dal bando. A trainare il risultato è stato il Mercato dell'Unità, protagonista negli ultimi anni di una profonda riqualificazione, che ha registrato oltre 118 domande per 40 posti. Molto positiva anche la risposta per il mercato Vittoria di via Sabotino, con 57 domande per 34 posti disponibili, e per il mercato di via Sommeiller, dove sono pervenute 10 candidature per soli 3 posteggi. Completano il quadro le 9 domande per il mercato di San Saba e le 3 per il mercato di Coppelle. Le concessioni avranno una durata di dieci anni. La graduatoria provvisoria sarà pubblicata entro circa un mese.
"Siamo molto soddisfatti - afferma la presidente del Municipio I Lorenza Bonaccorsi - del numero di domande ricevute che dimostrano che la scelta di investire sui mercati rionali è stata giusta e lungimirante. I mercati rappresentano un presidio economico, sociale e identitario fondamentale per i quartieri. L'elevato numero di domande ricevute conferma che gli investimenti realizzati e quelli che stiamo programmando stanno restituendo attrattività a luoghi che vogliamo sempre più vivi, moderni e capaci di rispondere alle esigenze di cittadini e operatori".
Per l'assessore al Commercio Jacopo Scatà, "l'elevata partecipazione al bando rappresenta un riconoscimento importante del lavoro che l'amministrazione municipale sta portando avanti per il rilancio e la valorizzazione dei mercati del territorio. È il segno concreto della fiducia degli operatori nel lavoro che stiamo portando avanti per rilanciare e valorizzare la rete mercatale del Municipio. Continueremo a investire nella qualità degli spazi, nei servizi e nell'innovazione, perché i mercati rionali sono una risorsa strategica per il commercio di prossimità e per la vitalità dei nostri quartieri".

Categoria: cronaca
19:01
Malattie rare, Girelli (Pd): "Ascoltare clinici e pazienti Egpa per fare norme realistiche"
(Adnkronos) - "Le scelte politiche ricadono sulle persone che vivono le situazioni di cui la politica si occupa e, soprattutto quando si parla di salute e di patologie rare, è indispensabile partire dall'ascolto di due mondi: quello dei clinici, che forniscono le risposte dal punto di vista della cura, e quello dei pazienti, che vivono direttamente la malattia. In caso contrario si rischia di elaborare norme lontane dalla realtà quotidiana". Così l'onorevole Gian Antonio Girelli (Pd), componente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area.
"Per aumentare la partecipazione attiva nelle sedi decisionali - prosegue Girelli - sono state depositate alcune proposte di legge che prevedono la presenza delle associazioni ai tavoli istituzionali non più su invito, ma in modo strutturato, così da dare loro una voce più forte nella costruzione dei percorsi organizzativi e decisionali. Spesso abbiamo norme anche molto avanzate che però trovano un'applicazione disomogenea sul territorio nazionale. La presenza delle associazioni dei pazienti può contribuire a garantire maggiore equità, raggiungendo tutte le persone che ne hanno bisogno".
"Nel nostro sistema sanitario - rimarca Girelli - è necessario superare l'attuale organizzazione in 21 modelli territoriali e, anche all'interno delle singole regioni, ridurre la distanza tra città, aree interne e zone montane, perché oggi alcune eccellenze non sono accessibili a tutti. Superare queste disuguaglianze - sottolinea - significa ripensare anche il ruolo delle autonomie in un'ottica di collaborazione che, partendo dai territori, consenta di raggiungere obiettivi nazionali in linea con l'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute senza distinzione tra persone e patologie".

Categoria: cronaca
18:57
Malattie rare, Vaglio (UniFi): "Egpa malattia con molteplici manifestazioni d'organo"
(Adnkronos) - "L'Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è una vasculite sistemica generalmente a base autoimmune, caratterizzata da due componenti principali: una legata alla proliferazione degli eosinofili, cellule spesso coinvolte nelle manifestazioni allergiche, e una componente di vasculite sistemica". Lo spiega Augusto Vaglio, professore associato di Nefrologia e direttore della Scuola di specializzazione in Nefrologia presso l'università degli Studi di Firenze, nonché coordinatore aziendale per le malattie rare e dirigente medico presso l'Unità di Nefrologia dell'Aou Meyer di Firenze, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati e promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area.
Il documento vuole essere uno strumento di informazione e un compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con Egpa. "Definire questa malattia - sottolinea Vaglio - significa innanzitutto considerarla dal punto di vista cronologico, perché presenta una fase iniziale molto lunga e difficile da riconoscere, che spesso somiglia a manifestazioni allergiche comuni come asma o rinosinusite cronica. Dopo un periodo estremamente variabile, che può andare da pochi mesi a molti anni, la malattia evolve e compaiono manifestazioni d'organo più importanti. I pazienti possono sviluppare manifestazioni eosinofile, come l'interessamento polmonare con polmoniti ricorrenti, avere un coinvolgimento cardiaco con cardiomiopatia o anche quello gastrointestinale. Nei casi più evidenti si sviluppano manifestazioni vasculitiche vere e proprie, come porpora cutanea, neuropatia periferica o interessamento renale. Si tratta quindi di una malattia con molteplici manifestazioni d'organo e una cronologia complessa".
Il ritardo diagnostico, soprattutto nelle manifestazioni d'organo come quelle cardiache, renali o neurologiche periferiche, può portare a danni cronici e quindi a disfunzioni irreversibili, come insufficienza cardiaca o renale o degenerazione neuropatica periferica. "Dobbiamo cercare di evitarlo o limitarlo, anche se va detto che è in parte intrinseco alla malattia, che nelle fasi iniziali è difficile da riconoscere", precisa lo specialista. "Per questo la sensibilizzazione della comunità scientifica resta uno degli strumenti principali a nostra disposizione".

Categoria: cronaca
18:54
Malattie rare, De Grazia (Gsk): "Portare innovazione equa e accessibile ai pazienti Egpa"
(Adnkronos) - "L'impegno di Gsk per le persone con Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è un impegno che riguarda approcci terapeutici e innovazione. Il bisogno di far arrivare l'innovazione al paziente giusto in maniera equa, accessibile e sostenibile è certamente una priorità per l'industria farmaceutica e può essere raggiunto se tutti gli stakeholder vengono messi insieme e collaborano per definire azioni e percorsi precisi e condivisi, che possano aiutare i pazienti ad arrivare il prima possibile a una diagnosi e a essere gestiti con una terapia opportuna ed efficace". Così Sara De Grazia, responsabile medico di area in Gsk Italia, intervenendo alla presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati a Roma.
"Il libro presentato oggi - sottolinea - rappresenta uno strumento di informazione e di compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con granulomatosi eosinofila con poliangioite. Nel corso dell'incontro è stata presentata la voce dei pazienti e dei caregiver, insieme a una serie di azioni che ci auguriamo vengano prese in carico dalle istituzioni. Dal punto di vista dell'industria farmaceutica - rimarca De Grazia - ciò che siamo chiamati a fare, anche a seguito dell'ascolto diretto dei pazienti, è continuare a investire e a stimolare la multidisciplinarietà nella gestione della patologia, rafforzando la pipeline per l'individuazione di nuove molecole sempre più efficaci e sicure, in grado di migliorare la qualità di vita delle persone coinvolte".

Categoria: cronaca
18:51
Malattie rare, Torracca (Apacs): "Stilata nuova roadmap in 7 azioni per la cura dell'Egpa"
(Adnkronos) - "Quando parliamo di Egpa, granulomatosi eosinofila con poliangioite, parliamo di una vasculite sistemica, una malattia rara che colpisce diversi organi. Normalmente presenta un esordio respiratorio che evolve in una fase eosinofilica e infine vasculitica, manifestandosi in maniera differente a seconda della persona e dello stadio della patologia in cui avviene la diagnosi". Così Francesca Torracca, presidente di Apacs (Associazione pazienti della sindrome di Churg-Strauss), intervenendo alla Camera dei deputati per la presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, di Egpa Study Group e delle principali società scientifiche impegnate in quest'area.
"Abbiamo elaborato una roadmap di azioni da sottoporre alle istituzioni - spiega - a partire dalla definizione di un Pdta nazionale, per garantire uniformità nella presa in carico su tutto il territorio, oggi caratterizzato da forti disomogeneità". Tra le priorità anche il riconoscimento dell'invalidità: "Non esiste un codice specifico per la patologia, ma è fondamentale per garantire il diritto alla tutela del percorso di cura, anche per chi lavora o assiste un familiare".
Infine, Torracca sottolinea la necessità di "una definizione univoca della patologia e la condivisione delle competenze attraverso un registro nazionale, indispensabile per il confronto tra clinici". "Fare informazione - conclude - è essenziale per far emergere la malattia e indirizzare correttamente pazienti e famiglie verso i percorsi di cura appropriati".

Categoria: cronaca
18:31
Cancro seno, Di Maio (Aiom): "Patient reported outcomes centrali per qualità di vita e valutazione terapie"
(Adnkronos) - "La survey di Andos e Crea Sanità ci dà messaggi molto preziosi perché ribadisce l'importanza dei patient reported outcomes e della qualità di vita nella gestione delle persone affette da tumore. In particolare, i Pro consentono di evidenziare sintomi che rischiano di essere sottoriportati e sottotrattati: si tratta di sintomi potenzialmente silenti, non sempre visibili agli occhi degli sperimentatori negli studi clinici o dei medici nella pratica quotidiana, ma con un impatto molto rilevante sulla qualità di vita". Lo ha dichiarato Massimo Di Maio, Dipartimento di Oncologia dell'università di Torino, Città della Salute e della Scienza, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), in occasione della presentazione del II Rapporto Andos-Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma.
"Un secondo messaggio - ha aggiunto - riguarda la necessità di ripensare gli endpoint utilizzati per valutare il valore dei trattamenti: non solo aspettativa di vita e risposta obiettiva, ma anche percepito, vissuto e qualità di vita, che nei pazienti hanno un ruolo fondamentale. Infine, è importante non limitare l'attenzione ai Pro nella fase di trattamento attivo, ma considerarli anche nel follow-up, dove molte persone affrontano una lunga storia dopo le terapie e c'è il rischio che aspetti rilevanti per la qualità di vita vengano sottovalutati o non adeguatamente trattati".

Categoria: cronaca
18:27
Cancro seno, Polistena (Crea Sanità): "Non basta l'approccio clinico, servono più supporto psicologico e sociale"
(Adnkronos) - "La seconda edizione del Rapporto Andos si è concentrata maggiormente sugli aspetti psicologici, sociali e sulla qualità della vita, dopo una prima edizione focalizzata soprattutto su disagio economico e tossicità finanziaria. I dati mostrano che circa il 30% delle donne operate al seno ha dovuto lasciare o ridurre l'attività lavorativa per motivi legati alla malattia o alla necessità di conciliare terapie e lavoro", ha spiegato Barbara Polistena, docente presso l'università degli Studi di Roma Tor Vergata e direttore scientifico di Crea Sanità, in occasione della presentazione del II Rapporto Andos–Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma.
"Dal punto di vista fisico - ha sottolineato - almeno un quarto delle pazienti soffre di affaticamento, disturbi del sonno e paura di morire, mentre oltre il 50% manifesta un disagio sociale significativo, con timore del giudizio altrui, difficoltà relazionali e rinuncia alle relazioni affettive. Tutti questi elementi contribuiscono a livelli elevati di ansia e depressione. La qualità della vita risulta pari a 0,8, inferiore alla media della popolazione femminile italiana pari a 0,9, sia sul piano fisico che psicologico, come confermato anche dal questionario SF12. Il rapporto evidenzia quindi che non è sufficiente un approccio esclusivamente clinico, ma serve rafforzare il supporto psicologico e sociale, che oggi appare ancora insufficiente".

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Bollette, carburante e... centri estivi: tutti gli aumenti dell'estate
(Adnkronos) - L’estate 2026 è alle porte e gli italiani stanno iniziando a fare i conti con le numerose spese che caratterizzano questo periodo. Quali sono le principali spese che le famiglie dovranno affrontare? Quali quelle destinate a crescere e quelle in calo? Quali prezzi aumenteranno di più in estate? Diversi elementi vengono fuori dal rapporto Facile.it – Consumerismo No Profit, con i principali costi dell’estate (e non). La prima voce finita sotto la lente è quella della bolletta elettrica. Il conflitto in Iran ha causato un aumento del prezzo delle materie prime, a partire dal gas, e anche le tariffe dell’energia elettrica ne hanno risentito; quelle a prezzo bloccate, ad esempio, pur ancora tutto sommato abbastanza accessibili, sono cresciute del 4% rispetto allo scorso anno. Ma bisognerà tenere d'occhio anche i prezzi in aumento del carburante e... delle vacanze. Dalle strutture ricettive ai centri estivi.
Attenzione, quindi, ai consumi elettrici, che in estate tendono a salire soprattutto se si usa il condizionatore, facendo lievitare anche le bollette. Secondo le stime di Facile.it, un condizionatore dual split in classe A+, usato in media 8 ore al giorno per tutta l’estate, ci costa all’anno fino a 146 euro in bolletta. Con un modello più efficiente (Classe A+++) la spesa può scendere fino a 74 euro, ma ancora una volta attenzione a come viene utilizzato: se troppo, e male, i consumi possono salire anche del 90%.
Per quanto riguarda le vacanze c’è un fenomeno da registrare in Italia, quello delle vacanze a rate. Nonostante quest’anno – a causa del conflitto in Iran e della paura di possibili cancellazioni nei voli – ci si aspetti un calo di viaggiatori che sceglieranno destinazioni lontane, esotiche e quindi tendenzialmente più costose, non mancano gli italiani che scelgono di ricorrere ad un prestito personale per far pesare meno sul budget familiare il costo di una vacanza. Secondo le stime di Facile.it, nei primi cinque mesi del 2026 per questa finalità sono stati erogati finanziamenti per un importo totale che arriva a circa 170 milioni di euro, cifra importante, ma in calo rispetto allo scorso anno quando il valore era superiore ai 200 milioni di euro. Chi per poter partire si è rivolto alle società di credito al consumo ha puntato ad ottenere, in media, 5.400 euro da restituire in 50 rate dal valore di 132 euro ciascuna. L’età media dei richiedenti è pari a 39 anni, ma una richiesta su quattro arriva da un under 35.
Hotel, B&B, case vacanza, residence e agriturismi continuano a registrare prezzi elevati, soprattutto nelle settimane centrali di agosto. Secondo Consumerismo, per una famiglia media una settimana in una casa vacanza o in un B&B può richiedere tra 800 e 1.800 euro, mentre per hotel e strutture di categoria superiore la spesa supera facilmente i 2.000-2.500 euro. Le destinazioni balneari restano tra le più costose, ma anche montagna, laghi, città d’arte e borghi turistici registrano aumenti medi compresi tra il 5% e il 10% rispetto ai livelli precedenti alle recenti tensioni internazionali, con punte superiori al 15% nelle località più richieste durante l’alta stagione.
Una spesa che molti italiani devono mettere in conto per l’estate, soprattutto se si viaggia all’estero, è quella della polizza viaggio, che consente di tutelarsi da una vasta gamma di imprevisti che possono rovinare la vacanza. Confrontando i dati 2026 con quelli del 2025, dall’analisi di Facile.it si scopre che la richiesta online di questi prodotti è cresciuta del 13%, nonostante negli ultimi mesi, a seguito dello scoppio del conflitto in Iran e della crisi del carburante, tanti italiani abbiano rinunciato a prenotare un viaggio all’estero.
Per quanto riguarda i prezzi, secondo l’analisi di Facile.it una polizza viaggio che comprende assistenza medica, smarrimento bagaglio e annullamento ha un costo di partenza pari a 38 euro per due settimane di viaggio in Europa, che diventa 54 euro se la vacanza è verso un paese extra europeo (ad esclusione di USA, Canada e Caraibi), 61 euro se decidiamo di viaggiare verso queste destinazioni. Le tariffe risultano in aumento, in un range compreso tra il 6% e il 13% rispetto allo scorso anno.
Pessime notizie per tutti gli italiani che si sposteranno con un’automobile: i costi, come noto, a causa del confitto in Iran sono aumentati notevolmente. Guardando al prezzo alla pompa in modalità self in data 8 giugno 2026 si registrano aumenti del 13% per la benzina e addirittura del 26% per il diesel rispetto a dodici mesi fa. Secondo i calcoli di Facile.it, quindi, per percorrere la tratta Milano-Bari andata e ritorno (circa 1.760 km), la spesa per un’auto a benzina è di 223 euro, vale a dire circa 26 euro in più rispetto allo scorso anno.
La differenza è più significativa se la vettura è diesel; la spesa stimata per quest’anno è pari a 194 euro, vale a dire 40 euro in più rispetto allo scorso anno. Considerando che giugno, luglio e agosto sono i mesi in cui ci si sposta di più, a parità di consumi, con queste tariffe gli italiani nell’estate 2026 arriverebbero a spendere 2,3 miliardi in più rispetto allo scorso anno. Anche per il 2026, a inizio anno, le tariffe autostradali sono cresciute, con un aumento medio delle principali tratte autostradali dell’1,5%, anche se su alcuni tratti specifici gli aumenti sono arrivati a sfiorare il 2%.
Gli italiani che si metteranno alla guida quest’anno, quindi, potrebbero trovare pedaggi più salati rispetto al 2025, con un’unica buona notizia: a partire dall’1 giugno 2026 gli automobilisti hanno diritto al rimborso del pedaggio, totale o parziale, in caso di ritardi causati dai cantieri stradali.
Il trasporto aereo – evidenzia Consumerismo No Profit- è tra i comparti maggiormente influenzati dalle tensioni internazionali del 2026. Nel solo mese di maggio sono stati cancellati tra 12.000 e 13.000 voli a livello mondiale, con una riduzione di circa 2 milioni di posti disponibili. Parallelamente il prezzo del carburante per l’aviazione è aumentato dell’84% rispetto a febbraio 2026. Sebbene le compagnie non possano trasferire automaticamente tutti gli aumenti sui biglietti già acquistati, la riduzione dell’offerta e l’incremento dei costi operativi rischiano di mantenere elevate le tariffe soprattutto nei periodi di maggiore domanda. Anche i prezzi dei traghetti sono cresciuti; secondo le ultime rilevazioni disponibili, le tariffe sono aumentate del 9,7% rispetto all’anno precedente. Una famiglia composta da quattro persone con auto al seguito, a Ferragosto, può arrivare a spendere oltre 1.300 euro per un viaggio di andata e ritorno verso la Sardegna.
Anche le vacanze brevi stanno diventando più costose; per una famiglia di tre o quattro persone, un semplice weekend fuori città, secondo le stime di Consumerismoe Facile.it, può facilmente costare tra i 300 e i 600 euro considerando carburante, pedaggi, parcheggi, pasti e attività ricreative. Sommando un pernottamento, la spesa può superare gli 800 euro, soprattutto nelle località turistiche e nei periodi di maggiore affluenza.
Sempre più italiani convivono con un animale domestico e l’estate porta nuove esigenze organizzative. Portare in vacanza con sé il proprio animale può comportare costi aggiuntivi per trasporto, strutture pet friendly e servizi dedicati, con una spesa che può variare mediamente tra 100 e 400 euro per una settimana di soggiorno. Molte strutture ricettive applicano supplementi per la presenza di animali domestici che possono far aumentare il costo del pernottamento, mediamente, tra il 10% e il 20%, con punte superiori nelle località turistiche più richieste. Chi, invece, sceglie di affidare Fido a pensioni specializzate o pet sitter deve mettere in conto costi compresi tra 15 e 40 euro al giorno per un cane e tra 10 e 25 euro al giorno per un gatto, con una spesa che per due settimane può facilmente superare i 300-500 euro.
C’è chi parte e chi resta, ma nell’estate 2026 una certezza accomuna milioni di famiglie italiane: spenderanno di più. Restare in città non significa affatto risparmiare. Tra bollette, figli a casa da scuola, centri estivi, uscite serali, attività ricreative e maggiori consumi domestici, l’estate si trasforma in una vera e propria stagione di spese aggiuntive; Facile.it e Consumerismo stimano che una famiglia con uno o due figli possa sostenere tra i 1.500 e i 3.000 euro di costi extra nel periodo compreso tra giugno e settembre, anche senza mettere in conto vacanze e viaggi. Una cifra che si aggiunge alle normali spese mensili.
Seppur non strettamente legate all’estate, anche le rate dei mutui variabili potrebbero aumentare nei prossimi mesi. Qualcosa, in senso negativo, si è già mosso a seguito dello scoppio del conflitto in Iran, tanto è vero che per un mutuo medio standard (126.000 euro da restituire in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile), tra marzo e giugno la rata media è aumentata di circa 11 euro. Secondo gli esperti, la prospettiva è di un ulteriore rincaro nei prossimi mesi; dall’analisi di Facile.it, guardando ai Futures aggiornati al 5 giugno 2026, si scopre che l’indice potrebbe continuare a crescere e la rata del mutuo potrebbe arrivare entro fine anno a circa 626 euro. Se si considera che a gennaio 2026 la rata era pari a 578 euro, nel 2026 l’aumento complessivo della rata media sarebbe di quasi 50 euro.
Secondo le rilevazioni di Consumerismo, nel 2026 i prezzi dei centri estivi si confermano spesso proibitivi per molte famiglie: uno privato a tempo pieno costa mediamente 190 euro a settimana al Nord, 160 euro al Centro e 135 euro al Sud, con una spesa che può superare i 700 euro al mese per ogni figlio. In quelli pubblici il costo medio si aggira intorno ai 100 euro a settimana per il tempo pieno e circa 80 euro per la mezza giornata, con importi che variano in base all’Isee familiare.
Mangiare fuori casa continua a rappresentare uno dei principali momenti di socialità dell’estate italiana, che però pesa sempre di più sul budget. Oggi per una famiglia di quattro persone una serata in pizzeria supera facilmente i 60 euro, mentre una cena al ristorante può arrivare ad una cifra compresa tra 120 e 200 euro.
Cinema all’aperto, parchi acquatici, concerti, spettacoli, eventi culturali e attività sportive registrano costi crescenti. A maggio, secondo l’Istat, i costi di servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona sono cresciuti del 3,0% su base annua (con aumenti tra il 15% e il 30% se si confrontano le tariffe con quelle di appena cinque anni fa). Oggi una giornata in un parco acquatico può costare tra i 25 e i 40 euro a persona, mentre una famiglia di quattro persone può arrivare a spendere oltre 120 euro considerando ingressi, parcheggio e consumazioni.
Anche il cinema non è immune dai rincari: un biglietto intero si colloca mediamente tra gli 8 e i 15 euro, mentre per concerti e spettacoli dal vivo la spesa può facilmente superare i 50 se non addirittura i 100 euro a persona. Per le attività sportive estive, dai campus ai corsi brevi, le famiglie possono sostenere costi compresi tra 50 e 300 euro a figlio a seconda della disciplina scelta.
Se le vacanze possono essere rinviate, la spesa alimentare resta una necessità quotidiana. I dati Istat di maggio 2026 evidenziano un aumento del 2,3% del costo del 'carrello della spesa', ma rispetto a 10 anni fa i rincari sono a doppia cifra: pane e pasta fino al +70% e +90%, latte e uova fino al +80%, carne e pesce fino al +60%, mentre l’olio extravergine d’oliva ha superato il +130%. Secondo le elaborazioni di Consumerismo, un paniere di prodotti che nel 2016 costava circa 11 euro oggi supera facilmente i 20 euro, con aumenti che incidono sui consumi quotidiani e difficilmente rinviabili.
Nel 2026 il gelato artigianale viene venduto mediamente tra i 20 e i 28 euro al kg, con punte che superano i 30 euro nelle località turistiche, mentre quello confezionato, nei supermercati si attesta intorno ai 5,8 euro al kg. Oggi un semplice cono costa mediamente tra i 3 e i 4 euro, ma nelle località turistiche si superano facilmente i 5 euro. Le stime indicano per quest’anno ulteriori aumenti compresi tra il 3% e il 5%, che si aggiungono al rincaro medio del 9% registrato nel 2025.
Nel dossier entrano quest’anno vitamine, sali minerali, integratori per lo sport e prodotti dedicati al benessere, che stanno diventando una presenza stabile nei consumi estivi degli italiani. Il mercato italiano degli integratori alimentari supera ormai i 5 miliardi di euro l’anno e, secondo le stime, circa sei italiani su dieci fanno ricorso almeno occasionalmente a questi prodotti. Durante l’estate, periodo in cui il ricorso soprattutto ad alcuni di questi integratori aumenta sensibilmente, una famiglia può arrivare a spendere tra 20 e 80 euro al mese, mentre per chi pratica sport con regolarità la spesa può superare i 100 euro mensili.

Categoria: economia
00:05
Mondiali 2026 al via tra calcio e geopolitica: ecco il 'soccer' nell'America di Trump
(Adnkronos) - Se le edizioni di Russia 2018 e Qatar 2022 erano state accompagnate da durissime polemiche sui diritti umani e sull'uso del calcio come strumento di soft power e 'sportwashing', il Mondiale 2026 – al via giovedì 11 giugno alle 21 italiane con la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica – rischia di trasformarsi nel torneo più geopolitico della storia moderna. Per la prima volta la Coppa del Mondo sarà organizzata da tre Paesi insieme – Stati Uniti, Canada e Messico – e vedrà la partecipazione record di 48 nazionali per un totale di 104 partite. Dietro quella che dovrebbe essere la più grande festa del calcio si intrecciano però guerre, crisi migratorie, visti negati, tensioni diplomatiche e rivalità commerciali, con un epicentro ben preciso: gli Stati Uniti di Donald Trump.
Con oltre un milione di visitatori attesi, la competizione rappresenterà un banco di prova cruciale per Washington, chiamata a gestire un evento planetario in una fase di forte polarizzazione interna e internazionale. Gli Stati Uniti ospiteranno 78 delle 104 gare in programma e si troveranno in una situazione senza precedenti: per la prima volta nella storia dei Mondiali, il principale Paese organizzatore è coinvolto in un durissimo confronto politico e militare con una delle nazionali partecipanti, l'Iran. L'unico precedente vagamente paragonabile risale al Mondiale del 1974, quando in piena Guerra Fredda la Germania Ovest affrontò la Germania Est nella fase a gironi, venendo sorprendentemente sconfitta ad Amburgo prima di conquistare il titolo mondiale. All'epoca, però, gli organizzatori non dovettero preoccuparsi della presenza dei tifosi ospiti: fu la Stasi a sigillare i confini, impedendo ai sostenitori della Germania dell'Est di attraversare il Muro per seguire la propria squadra.
Il caso dell'Iran nel 2026 è assai più complesso. I giocatori del Team Melli hanno ottenuto i visti statunitensi soltanto a ridosso dell'inizio del torneo, mentre a diversi dirigenti e membri dello staff l'ingresso negli Stati Uniti è stato negato. Una stretta che si inserisce in un quadro già teso, aggravato anche dalle controversie che hanno coinvolto la nazionale femminile iraniana durante la Coppa d'Asia disputata in Australia lo scorso marzo, quando diverse giocatrici subirono pressioni psicologiche per non aver cantato l'inno nazionale da membri della delegazione legati al governo, con alcune che chiesero asilo politico nel Paese. Per ridurre i rischi e scongiurare possibili incidenti diplomatici, la Fifa ha autorizzato l'Iran a stabilire il proprio quartier generale a Tijuana, in Messico. Da lì la squadra attraverserà il confine soltanto per disputare le partite in territorio statunitense. Una soluzione logistica che penalizza inevitabilmente anche i tifosi iraniani, ostacolati dalle restrizione ai visti e - secondo quanto denunciato dalla Federcalcio iraniana - anche dalla scelta del governo Usa di revocare, a pochi giorni dall'inizio del Mondiale, la quota di biglietti destinata ai tifosi della nazionale iraniana per le partite della fase a gironi.
Il tabellone potrebbe inoltre regalare uno degli incroci più carichi di significato politico dell'intera storia del torneo. Se Stati Uniti e Iran dovessero chiudere al secondo posto i rispettivi gironi, si ritroverebbero di fronte nei sedicesimi di finale il 3 luglio ad Arlington, in Texas. Il pensiero correrebbe inevitabilmente al 21 giugno 1998, quando a Lione andò in scena quella che venne definita la "madre di tutte le partite". I rapporti diplomatici tra Washington e Teheran erano interrotti da quasi vent'anni e la Guida Suprema Ali Khamenei aveva ordinato ai giocatori iraniani di non stringere la mano agli avversari. Furono allora i calciatori statunitensi a fare il primo passo, mentre le due squadre posarono insieme per una foto storica e si scambiarono rose bianche in segno di pace. L'Iran vinse 2-1 e le strade di Teheran vennero indondate dal popolo in festa, mentre l'ayatollah Ali Khamenei dichiarò: "La vittoria dei nostri giocatori sugli Stati Uniti è una splendida immagine della lotta nazionale dell'Iran in tutti gli aspetti della vita (...) Il forte e arrogante nemico ha ancora una volta assaggiato l'amaro sapore della sconfitta".
L'ombra delle politiche migratorie della Casa Bianca si allunga su tutto il torneo. Le restrizioni ai viaggi e i controlli rafforzati introdotti dall'amministrazione Trump non stanno scoraggiando soltanto i tifosi, ma hanno coinvolto direttamente atleti, dirigenti e addetti ai lavori. Nei mesi precedenti al Mondiale, diverse federazioni africane e asiatiche hanno espresso preoccupazione per le procedure di ingresso negli Stati Uniti. Sui social circolano video che mostrano delegazioni, dall'Uzbekistan guidato da Fabio Cannavaro al Senegal, sottoposte a verifiche particolarmente rigide e invasive all'arrivo nel Paese (QUI L'ARTICOLO COMPLETO). Le conseguenze hanno colpito anche alcuni protagonisti del torneo: tra questi l'arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, respinto dalle autorità statunitensi per ragioni non chiarite. "La Fifa non è coinvolta nei processi di immigrazione del Paese ospitante, inclusa l'assegnazione dei visti, ed è stata informata dalle autorità che lo status del signor Artan non sarà modificato al momento", ha dichiarato la federazione internazionale.
Sul fronte della sicurezza, Washington ha stanziato centinaia di milioni di dollari per rafforzare la protezione delle città ospitanti attraverso sistemi anti-drone, misure di cybersicurezza e difesa delle infrastrutture critiche, nel timore di possibili minacce terroristiche o disordini legati alla polarizzazione politica. In Messico, invece, l'attenzione è rivolta soprattutto alla criminalità organizzata: negli ultimi mesi la violenza dei cartelli ha interessato alcune aree coinvolte nella logistica del torneo, spingendo le autorità a dispiegare l'esercito per garantire la sicurezza delle delegazioni.
A saldare definitivamente calcio e politica è il rapporto sempre più stretto tra il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e Donald Trump. Il numero uno del calcio mondiale ha progressivamente abbandonato ogni parvenza di neutralità, sposando perfino alcuni dei pilastri della retorica trumpiana, come l'aperta ostilità verso i media tradizionali. Memorabile l'incontro nello Studio Ovale in cui Infantino consegnò a Trump un set di cartellini gialli e rossi ironizzando: "Possono servirti con i giornalisti". La sintonia ha toccato il culmine con l'istituzione del neonato Fifa Peace Prize, consegnato proprio a Trump per alleviarne la delusione della mancata assegnazione del Nobel, e per premiare il suo "ruolo strumentale nella risoluzione dei conflitti e per aver salvato migliaia di vite".
Da parte sua, Trump si è ripetutamente preso i meriti per portato negli Usa l'evento sportivo più seguito al mondo: "Ho lottato duramente per questo Mondiale, l'ho portato io in America e sarà il più grande evento strutturato nella storia del nostro Paese". Parole a cui Infantino ha fatto eco elogiando pubblicamente la Casa Bianca: "Il presidente Trump ha una visione straordinaria. Senza la sua determinazione ed energia non potremmo organizzare un torneo di questa portata".
Dietro le quinte, il torneo si configura come una gigantesca operazione di soft power. Ma se per gli Stati Uniti rappresenta una vetrina commerciale, per la Fifa è anzitutto una macchina da soldi senza precedenti, con ricavi stimati che toccheranno gli 11 miliardi di dollari. L'inedito format a tre nazioni è anche il laboratorio politico che preparerà l'edizione del 2030, assegnata in blocco a Spagna, Portogallo e Marocco (con tre partite celebrative in Sudamerica). Una scelta strutturata per blindare l'alternanza dei continenti e spianare la strada all'assegnazione automatica dell'edizione 2034 all'Arabia Saudita.

Categoria: sport
00:03
Caso Minetti, domani l'udienza a Milano "per mettere la parola fine"
(Adnkronos) - Una manciata di minuti e, salvo sorprese, sulla vicenda giudiziaria che riguarda Nicole Minetti potrebbe arrivare la parola fine. Domani, venerdì 12 giugno, davanti al Tribunale di Sorveglianza verrà celebrata l'udienza per l'affidamento in prova ai servizi sociali dopo le condanne inflitte in due diversi processi. Una nel cosiddetto 'Ruby-bis' con una pena a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione, l'altra (un anno e un mese) nel processo ribattezzato 'Rimborsopoli' dove l'ex consigliera regionale lombarda era accusata di peculato. Una doppia condanna da scontare con una misura alternativa, cioè l’affidamento in prova ai servizi sociali.
A inizio 2025, Nicole Minetti ha presentato un'istanza di grazia al Presidente della Repubblica, motivata dalla necessità di assistere il figlio adottivo in Uruguay affetto da gravi problemi di salute. L'atto di clemenza concesso lo scorso 18 febbraio per motivi umanitari, ha creato polemiche e dibattito, ma anche imposto un approfondimento investigativo per le notizie di stampa sul caso. Dopo le recente verifiche da parte della Procura generale di Milano, il Quirinale ha confermato il parere favorevole alla grazia.
E' questo atto - firmato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella -, inserito nel fascicolo Minetti che consentirà al Tribunale di Sorveglianza - nell'aula a porte chiuse del piano terra del Palazzo di Giustizia - di arrivare a pronunciare l'ordinanza di decadenza del titolo esecutivo, cioè il venir meno della materia del contendere.
Si tratterà di un'udienza (non pubblica) breve dove da un lato siederà la sostituta procuratrice generale Valeria Marino e dall'altra gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi, che non aderiranno allo sciopero promosso dall’Unione delle camere penali italiane per denunciare la "sistematica e indiscriminata captazione dei colloqui tra legali e detenuti al carcere di Perugia". Nessun nuovo documento verrà depositato, ma ci sarà solo una presa d'atto con cui - dice all'Adnkronos il legale Fisicaro - "speriamo che si metta fine a questa storia".

Categoria: cronaca
23:45
Stati Uniti lanciano nuovi raid contro l'Iran. Trump: "Se non firmano accordo bombarderemo senza pietà"
(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, come preannunciato dal presidente Donald Trump. L'avvio delle operazioni è stato reso noto dal Centcom, il Comando centrale degli Usa. "Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno iniziato alle 17:15 (ora della costa orientale degli Stati Uniti, le 23.15 italiane del 10 giugno) a lanciare ulteriori attacchi di autodifesa contro diversi obiettivi in Iran, su ordine del Comandante in Capo", vale a dire il presidente. "Gli attacchi sono una risposta all'aggressione ingiustificata e continua da parte dell'Iran", ha aggiunto il Comando.
In Iran, difese aeree attivate a ovest di Teheran, come riferisce l'agenzia Mehr. Esplosioni sono state segnalate attorno all'isola di Kish nel Golfo Persico e al porto di Sirik, vicino a Minab, nella provincia di Hormozgan nel sud del paese. Attaccato a Asalouyeh un importante impianto petrolchimico, perno della rete di infrastrutture energetiche del paese.
Tutti gli obiettivi presi di mira dagli Stati Uniti si trovano nel sud dell'Iran secondo Acios, che fa riferimento alle informazioni fornite da un alto funzionario: i raid hanno colpito sistemi di difesa aerea, radar e unità di comando e controllo dei droni.
Altre esplosioni sono state registrate nella città portuale Bandar Abbas, in particolare nella zona orientale. Lo riporta l'agenzia di stampa Mehr, segnalando che gli attacchi sono stati registrati vicino a un aeroporto e a una base aerea.
Gli Stati Uniti hanno attaccato un impianto petrolchimico nel giacimento di gas di South Pars, situato ad Asalouyeh, nel sud dell'Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim. In precedenza, la televisione di stato iraniana aveva segnalato l'attivazione della difesa aerea intorno all'impianto energetico di Asalouyeh.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato in un'intervista a Fox News di aver parlato direttamente con funzionari iraniani, che gli avrebbero chiesto di "fermare i bombardamenti". Trump ha rassicurato che "i bombardamenti cesseranno presto". ''Le forze americane hanno lanciato 49 missili Tomahawk che hanno colpito obiettivi in profondità nel territorio iraniano'' ha detto il tycoon, precisando che ''gli israeliani non sono coinvolti nell'attuale ondata di attacchi aerei'' contro l'Iran.
"Se l'Iran non firma un accordo, domani sera lo bombarderemo senza pietà" ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a Fox News, aggiungendo di essere ''ottimista'' rispetto al fatto che un accordo verrà raggiunto.
Dal canto suo Teheran ha negato che funzionari iraniani abbiano contattato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per chiedergli di fermare i bombardamenti, contraddicendo le sue dichiarazioni a Fox News. Secondo un funzionario iraniano citato dai media statali, la "falsa affermazione" di Trump sui contatti con alti funzionari iraniani "serve solo da copertura per evitare una guerra contro l'Iran".
L'agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito che ci sono stati "scontri navali" tra le forze iraniane e quelle americane. Navi americane sono state attaccate con missili e droni, lanciati dall'esercito iraniano nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo riportano i media statali iraniani.
I sistemi di difesa aerea dei Pasdaran hanno lanciato un missile contro un aereo F-16 americano che aveva violato lo "spazio aereo del Golfo", costringendolo alla ritirata. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Mehr citando le Guardie Rivoluzionarie iraniane.
Il comando militare congiunto iraniano ha ordinato la chiusura dello Stretto di Hormuz al passaggio di tutte le imbarcazioni, comprese petroliere e navi mercantili. Qualunque nave tenterà il passaggio da Hormuz verrà considerata un bersaglio, ha precisato. Lo riporta l'agenzia di stampa Mehr.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti, il Centcom, ha dichiarato su X che lo Stretto di Hormuz è aperto, smentendo la Marina dei Pasdaran che aveva affermato che lo stretto era chiuso e annunciato di aver attaccato due petroliere.
''Le navi commerciali stanno continuando a transitare dentro e fuori dallo Stretto di Hormuz questa notte", ha scritto il Centcom spiegando che questa è ''la verità''.

Categoria: internazionale/esteri
22:57
Infantino e i Mondiali 'di Trump': "Coppa del Mondo possibile solo con Donald"
(Adnkronos) - "E' un evento monumentale". Gianni Infantino, presidente della Fifa, alza il sipario sui Mondiali 2026 che si aprono l'11 giugno. Il numero 1 del calcio mondiale si presenta con una conferenza stampa fiume, stile Donald Trump. Oltre un'ora di dichiarazioni, tra messaggio iniziale e risposte ai media. I temi spinosi non mancano. Dalla presenza dell'Iran al prezzo dei biglietti, dal ruolo 'ingombrante' di Donald Trump all'esclusione dell'arbitro somalo Omar Artan.
"Sono andato a trovare l'Iran a marzo nel ritiro in Turchia. Ho promesso alla squadra che sarebbe venuta ai Mondiali, sarei andato io a prendere tutti con un autobus", dice Infantino chiarendo che i dubbi sono stati fugati 3 mesi fa: tutti i ragionamenti e le ipotesi sul ripescaggio dell'Italia, quindi, non hanno mai avuto sostanza. "Quando l'Iran giocherà, lo stadio sarà pieno e ci sarà un'atmosfera eccezionale: dimenticheremo tutto il resto e potremo pensare ad una partita. Sono felice e sono orgoglioso del lavoro fatto dal mio team", dice Infantino.
L'avvicinamento ai Mondiali è stato segnato dall'esclusione dell'arbitro somalo Omar Artan. Il direttore di gara, sbarcato a Miami sabato scorso, è stato respinto dalle autorità degli Usa per legami con sospetti terroristi. "E' una situazione spiacevole e sfortunata", dice Infantino. "È spiacevole quello che è successo a Omar. Ma non possiamo controllare tutto. Non siamo ad un livello superiore rispetto ai governi, non siamo i re del mondo: siamo un'organizzazione sportiva e cerchiamo di fare il massimo con i mezzi che abbiamo".
Sui Mondiali, inutile negarlo, c'è l'impronta di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti "ha capito immediatamente la grandezza e l'impatto dei Mondiali, ha dato istruzioni all'amministrazione per collaborare e dare supporto. Stiamo parlando della più grande potenza mondiale, certe cose vanno considerate: ne abbiamo parlato con loro prima del torneo", dice Infantino. "Ho un rapporto eccellente col presidente Trump, l'ho conosciuto durante il suo primo mandato. Stiamo collaborando strettamente durante il suo secondo mandato. Senza il suo impegno, sarebbe stato semplicemente impossibile organizzare i Mondiali negli Stati Uniti. E' determinante potersi confrontare con lui su temi importanti e poter mettere tutto sul tavolo per spiegare, senza avanzare richieste particolari: io la vedo così", dice il presidente della Fifa.
Trump non ha mancato di criticare, negli ultimi mesi, i prezzi dei biglietti: troppo alti, ha detto il presidente americano. Infantino difende la strategia della Fifa e snocciola numeri a sostegno della propria posizione. "Abbiamo venduto oltre 6 milioni di biglietti ad oggi. La richiesta è stata senza precedenti, un numero assolutamente incredibile", dice. "I prezzi più bassi, 60 dollari, sono inferiori a quelli dei biglietti delle partite degli sport americani. Lo stesso vale per il prezzo medio dei tagliandi. Il mercato è questo, se avessimo venduto i biglietti a prezzi più bassi sarebbero finiti sul mercato secondario a costi molto più alti. Il denaro dove sarebbe finito? Se li vendiamo noi, ogni dollari che entra viene destinato allo sviluppo del calcio".

Categoria: sport
22:35
Mondiali 2026, Infantino: "Felice per l'Iran, li avrei portati in bus. L'arbitro somalo? Caso sfortunato"
(Adnkronos) - "Vorrei dire che, per quanto riguarda l'Iran, sono molto contento, perché sono andato a vedere la nazionale iraniana in Turchia a marzo di quest'anno. Dicevano che l'Iran non sarebbe potuto venire ai Mondiali, ma io ho promesso loro che sarebbero venuti e che, se necessario, avrei preso un autobus per Teheran e li avrei accompagnati qui. La loro risposta è stata: "Prenderemo l'autobus e, se necessario, guideremo noi stessi. Ci siamo qualificati e vogliamo giocare". Questo è lo spirito del calcio". Queste le parole del presidente della Fifa Gianni Infantino in conferenza stampa a Città del Messico alla vigilia dell'inizio dei Mondiali 2026, l'11 giugno allo stadio Azteca tra Messico e Sudafrica.
"Ci sono delle difficoltà, non è facile, ma non so chi altro avrebbe potuto garantire, in queste circostanze – su cui non avevamo alcun controllo – che l'Iran potesse venire a giocare. Quando l'Iran giocherà, lo stadio sarà pieno e spero che ci sarà un'atmosfera positiva, perché questo è il calcio: si tratta di persone che dimenticano la realtà e si concentrano sulla partita e sulla squadra. Sono molto contento che siamo riusciti a convincere l'Iran a venire a giocare. Sono orgoglioso del lavoro svolto dalla mia squadra", ha aggiunto Infantino.
Il caso dell'arbitro somalo
Il presidente della Fifa, ha definito "sfortunato e spiacevole" il caso dell'arbitro somalo dei Mondiali, Omar Artan, a cui è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti. "È spiacevole quello che è successo a... Omar, l'arbitro somalo. Ma, ripeto, non possiamo controllare tutto", ha dichiarato Infantino alla vigilia del torneo. "Cerchiamo sempre di trovare soluzioni, ma dobbiamo anche rispettare il fatto che non siamo i Re del mondo che possono governare governi e forze di polizia, siamo un'organizzazione sportiva", ha aggiunto.
Artan, eletto miglior arbitro africano lo scorso anno, ha insistito di avere il visto corretto per entrare negli Stati Uniti, ma è stato respinto all'aeroporto internazionale di Miami e poi imbarcato su un volo di ritorno in Turchia nel fine settimana. Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha affermato che l'arbitro era "associato a presunti membri di organizzazioni terroristiche", rendendo quindi "il viaggiatore non idoneo all'ingresso negli Stati Uniti". Artan sarebbe stato il primo arbitro somalo a dirigere una fase finale dei Mondiali. Un giornalista britannico ha chiesto a Infantino se, a suo parere, la Fifa avesse "perso il controllo" del proprio torneo a causa del caso Artan e della decisione di Washington di negare i visti a 15 membri dello staff tecnico della nazionale iraniana.
"Nel 2035, credo, o almeno lo speriamo, i Mondiali femminili si terranno nel Regno Unito. Riterreste normale che la Fifa detti al governo britannico chi far entrare nel Paese e chi no? Non so, forse lo trovate normale?", ha chiesto Infantino che ha invitato i media a "calmarsi e rilassarsi", chiarendo in seguito di non voler insinuare che la Fifa non stesse facendo nulla riguardo a questioni come i visti. "Quando dico calmarsi, non intendo rilassarmi e non fare nulla. Intendo che stiamo lavorando", ha affermato. "Il nostro è un mondo molto aggressivo, la sicurezza è la priorità assoluta".
Il rapporto con Donald Trump
"Ho un ottimo rapporto con il presidente Trump. Ne sono molto felice. L'ho conosciuto durante il suo primo mandato e ora stiamo lavorando molto a stretto contatto in questo secondo mandato. Senza il suo coinvolgimento e la sua partecipazione, penso che sarebbe stato, semplice così, impossibile organizzare una Coppa del Mondo negli Stati Uniti", ha sottolineato Infantino. "Ha compreso immediatamente la portata e l'impatto della Coppa del Mondo e ha incaricato sia l'amministrazione di aiutare e assistere", haaggiunto Infantino.
Il Mondiale come 104 Super Bowl
"Il Mondiale di calcio è il più grande evento nella storia dell'umanità", ha detto il presidente della Fifa Gianni Infantino, paragonandolo "a 104 Super Bowl in un solo mese".
"Un grandissimo grazie anche ai tifosi, ai tifosi che sono qui, sei milioni e mezzo, sette milioni, non sappiamo esattamente quanti saranno negli stadi per le partite. Ci saranno molti altri milioni nelle fan zone, nei fanfest, nei watch party, non solo nei tre paesi ospitanti ma in tutto il mondo e sono i tifosi a rendere la Coppa del Mondo quello che è", ha proseguito il numero uno del calcio mondiale che ha definito "il trofeo più iconico del mondo, la coppa più incredibile, un trofeo e un pallone che fanno sognare persone in tutto il mondo e oggi spero che possiamo parlare un po' anche di calcio, perché è per questo che siamo qui".
Il giornalista detenuto in Algeria
Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha espresso in conferenza stampa a Città del Messico, la speranza che il giornalista francese Christophe Gleizes, detenuto in Algeria, riceva la grazia presidenziale. "C'è un posto vuoto, quello del giornalista francese Christophe Gleizes, l'unico giornalista sportivo imprigionato al mondo", ha dichiarato alla vigilia dei Mondiali del 2026. "Spero davvero che, in un grande atto di umanità, gli venga concessa la grazia presidenziale e che possa persino unirsi a noi durante i Mondiali", ha aggiunto.
Il caro biglietti
Il nostro prezzo d'ingresso, pari a 60 dollari, per il Mondiale è il più basso tra tutti gli sport americani nelle fasi dei playoff, e il nostro prezzo medio, inferiore a 500 dollari, è ancora una volta il più basso tra tutti gli sport americani in media. Abbiamo venduto fino ad oggi oltre 6 milioni di biglietti, come sapete ci sono sempre biglietti in vendita, dobbiamo sempre riservarne alcuni per le squadre che si qualificano per i turni supplementari. La domanda è stata senza precedenti, ma non di poco, bensì di dieci volte superiore; il numero di richieste di biglietti che abbiamo ricevuto è stato assolutamente incredibile", ha spiegato Infantino sul tema del caro biglietti.

Categoria: sport
22:15
Mondiali 2026, Infantino: "Tutti i giocatori in campo per l'inno, è un'idea di Del Piero"
(Adnkronos) - "Tutti i 26 giocatori di una nazionale saranno in campo per l'inno nazionale. E' un'idea di Alessandro Del Piero". Gianni Infantino, presidente della Fifa, svela la novità 'made in Italy' che caratterizzerà i Mondiali 2026, al via domani. Il torneo in programma in Usa, Messico e Canada proporrà un nuovo cerimoniale pre-partita. Ad ascoltare in campo l'inno nazionale non saranno solo i 22 titolari: tutta la rosa sarà sul terreno di gioco, accompagnata da un'enorme bandiera.
"Vogliamo sempre fare qualcosa di nuovo, non si tratta in questo caso di un'idea legata al business. Tutto è nato da una conversazione con Alessandro Del Piero. Qualche mese fa mi ha detto: 'Perché non fate entrare tutti i giocatori in campo per l'inno? Facciamo tutti parte della stessa squadra'. Non so se me l'ha detto perché ha realizzato un gol storico, contro la Germania ai Mondiali 2006, partendo dalla panchina... Mi è sembrata un'idea interessante, l'abbiamo proposta a giocatori e allenatori: tutti si sono detti favorevoli. Nel calcio di oggi abbiamo 11 titolari, ci sono 5 o 6 sostituizioni. Ma tutta la rosa può scendere in campo, è positivo che tutti i calciatori possano vivere il momento dell'inno", dice Infantino.

Categoria: sport
21:47
Trump: "Attacchiamo Iran con maggior forza". Teheran: "Siamo pronti, risponderemo"
(Adnkronos) - Nuove minacce di Trump all'Iran. Il presidente degli Stati Uniti annuncia che gli Stati Uniti "attaccheranno oggi con maggiore forza Teheran". "Ieri li abbiamo colpiti duramente, oggi li attaccheremo di nuovo con forza - nel caso ve lo foste perso, nel caso non aveste acceso la televisione" ha detto rispondendo ai giornalisti nello Studio Ovale. Il presidente ha quindi sottolineato che gli Stati Uniti "hanno il diritto" di rispondere militarmente a Teheran dopo l'abbattimento di un elicottero Apache americano sullo Stretto di Hormuz.
"L'accordo è completamente negoziato", gli iraniani devono "solo firmarlo" ma ritardano perchè "sanno che è significativo" perchè "proibisce completamente di avere l'arma nucleare", mentre quello raggiunto da Barack Obama apriva "la strada verso l'arma nucleare".
Con l'Iran ''eravamo davvero vicini a un accordo, ma continuano a prenderci in giro''. E ''continuano a prenderci in giro perché, sapete una cosa? Hanno avuto a che fare con alcuni presidenti davvero stupidi".
"Questa volta la guerra non si limiterà a questa regione" ha dichiarato il presidente della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana, Ebrahim Azizi, dopo che il presidente americano Donald Trump ha minacciato di colpire nuovamente l'Iran.
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha invece affermato che "l'America sta deliberatamente prendendo di mira la linfa vitale del popolo iraniano. Deve essere ritenuta responsabile per aver condotto attacchi così sistematici e brutali contro le infrastrutture civili. Si tratta di un crimine di guerra pianificato".
Un accordo duraturo per porre fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti non può essere raggiunto attraverso minacce, intimidazioni e l'uso della forza. Lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, invitando gli Stati Uniti a evitare l'uso di minacce dopo le parole del presidente americano Donald Trump.
"Le forze armate iraniane sono pienamente preparate" a rispondere agli attacchi notturni minacciati dal capo del Pentagono Pete Hegseth. Lo ha riferito una fonte militare iraniana citata dall'agenzia di stampa Tasnim dopo che Hegseth ha detto ai giornalisti che stanotte l'Iran verrà ''colpito duramente'' dagli Usa. Secondo la fonte iraniana, "se gli americani intraprenderanno azioni aggressive, dovranno affrontare una dura risposta. L'Iran prenderà di mira nuovi interessi americani in caso di attacco". "L'Iran non lascerà impunita alcuna aggressione. Se gli americani agiranno, l'Iran prenderà di mira nuovi interessi e risorse statunitensi. L'Iran non esiterà a imporre agli Stati Uniti nuove regole e condizioni di ingaggio", ha affermato la fonte militare.
"Se dovremo negoziare con le bombe, negozieremo con le bombe". Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth ai giornalisti, sostenendo che i prossimi attacchi americani contro l'Iran non saranno finalizzati alla ripresa della guerra, ma a porre le condizioni di un buon accordo. "Stanotte li colpiremo duramente e speriamo che l'Iran prenda la decisione giusta", ha aggiunto dopo aver partecipato in collegamento a una riunione che il presidente americano Donald Trump ha convocato nella Situation Room.
"Il Centcom sarà molto impegnato stasera perché colpiremo duramente l'Iran'' aggiunge. ''L'Iran ha la possibilità di concludere un ottimo accordo. Finora non si sono dimostrati disposti a farlo'', ha proseguito, affermando che ''gli Stati Uniti lanceranno bombe a raffica su infrastrutture chiave in Iran, non per far ripartire la guerra, ma per stabilire le condizioni per un accordo". Hegseth ha aggiunto che "gli attacchi che avverranno stanotte saranno forti e chiari, e se dovessero avvenire giovedì sera, saranno altrettanto forti e chiari. Il presidente Trump è pronto a raggiungere questo accordo, l'Iran farebbe bene ad accettarlo, altrimenti dovrà vedersela con i tipi di piani che ho appena avuto modo di vedere al Centcom".
Il presidente americano Donald Trump ha tenuto una riunione nella Situation Room per discutere di potenziali nuovi attacchi contro l'Iran. Lo hanno riferito ad Axios due fonti statunitensi, secondo le quali una delle opzioni che Trump sta prendendo in considerazione è quella di lanciare un'operazione su vasta scala, ma di breve durata,. L'obiettivo di questa opzione è quella di spingere l'Iran a cambiare la sua posizione nei negoziati. Secondo le fonti, all'incontro nella Situation Room hanno partecipato il vicepresidente americano JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della Cia John Ratcliffe, il capo di stato maggiore congiunto generale Dan Caine, l'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e altri alti funzionari. Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha partecipato alla riunione in collegamento dal quartier generale del Centcom a Tampa.
Sempre Axios, citando una fonte regionale, scrive che il Qatar ha cercato di organizzare un incontro trilaterale con Stati Uniti e Iran per negoziare direttamente sulle questioni ancora aperte, ma gli iraniani si sono rifiutati. La stessa fonte ha dichiarato, a condizione di anonimato, che funzionari iraniani e statunitensi hanno tenuto colloqui paralleli con mediatori qatariani a Doha negli ultimi due giorni.
Un aereo americano ha colpito una petroliera carica, ma in panne, dopo un precedente raid, nel Golfo dell'Oman che stava trasportando greggio dall'Iran in violazione al blocco imposto dagli Usa, ha reso noto il Comando centrale americano. Ieri era stata colpita "con munizioni di precisione la stanza motori della nave, dopo che l'equipaggio non aveva risposto positivamente alle direttive imposte dalle forze americane", ha spiegato il CentCom in un post su X in cui identifica la nave come la M/T Settebello con bandiera di Palau.
Cina e Russia hanno espresso preoccupazione per questa nuova escalation nel conflitto e hanno invitato Iran e Usa alla calma. "Le varie parti interessate dovrebbero mantenere la calma ed esercitare moderazione, smettere di intensificare il conflitto e di aggravare la situazione, e adottare misure concrete per allentare le tensioni", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.
La Russia è "estremamente preoccupata" per la rinnovata escalation delle tensioni in Medio Oriente e chiede "moderazione", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "Esortiamo le parti a esercitare moderazione e a cessare immediatamente gli attacchi armati", ha affermato.

Categoria: internazionale/esteri
21:42
Sondaggio politico, Fratelli d'Italia stabile e Pd cala
(Adnkronos) - Fratelli d'Italia è stabile ma aumenta il vantaggio rispetto al Pd che cala. Cambiano i numeri nel duello secondo il sondaggio dell'Istituto Noto per Porta a Porta sulle intenzioni di voto oggi, 10 giugno, in caso di elezioni. Fratelli d'Italia è sempre ampiamente il primo partito. La formazione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rimane al 29,5% senza variazioni rispetto all'ultima rilevazione dello scorso 20 maggio. Il margine sul Pd della segretaria Elly Schlein cresce: i dem scendono di un punto netto e ora valgono il 20,5%.
Nessuna variazione per il Movimento 5 Stelle di Giuseppe, che si attesta al 13%, è stabile. Anche Forza Italia e Lega restano al 7%. Alleanza verdi e sinistra è al 5,5% come nella scorsa rilevazione, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci è al 4,5% e sale di mezzo punto (+0,5%). Azione al 2,5% guadagna mezzo punto (+0,5%) mentre Italia viva al 2% lo perde (-0,5%). Noi moderati è all'1,5% stabile come +Europa all'1% e il Partito Liberaldemocratico anch’esso all’1%.
In generale, il centrodestra, comprese le altre liste (+1%), è al 46% stabile, mentre il campo largo, più gli altri (+2%), è al 44% in calo di un punto e mezzo (-1,5%). La stima dell'affluenza si attesta al 61% (+1% rispetto allo scorso 20 maggio)

Categoria: politica
21:04
Tyler Mane: "Ho un tumore al seno, mi vergognavo a dirlo"
(Adnkronos) - "Ho un tumore al seno. Capita ad un uomo su 750 e io sono uno di loro". L'attore Tyler Mane, che ha interpretato Sabretooth in X-Men, ha annunciato di essere affetto da una "forma rarissima" di cancro. Il 59enne ha reso nota la diagnosi dal proprio profilo Instagram. "Ho brutte notizie, ho iniziato la chemioterapia oggi. Il tumore al seno viene diagnosticato ad un uomo su 750 nel corso della vita, io sono uno di questi. E' una malattia rarissima e non se ne parla", dice l'attore. Secondo l'Oms, su 100 casi di tumore al seno 1 riguarda un uomo.
"Ho scoperto che le diagnosi per gli uomini arrivano quando la malattia ha già raggiunto uno stadio avanzato perché non è una patologia che viene seguita. I miei dottori non l'avevano presa in considerazione, mia moglie mi ha spinto a rimuovere un nodulo e così l'abbiamo presa in tempo", racconta. "Sarò sincero, inizialmente volevo tenere tutto segreto perché è imbarazzante. Poi, quando mi sono informato sulla malattia, mi sono convinto: è il caso di parlarne".

Categoria: spettacoli
20:46
Russia, l'ambasciatore Paramonov: "Aperti a dialogo con Italia se rinuncia ad atteggiamento ostile"
(Adnkronos) - Mosca ribadisce l''apertura' all'Italia se rinuncia a mantenere un un'atteggiamento 'ostile' ma allo stesso tempo attacca il Quirinale. Nel discorso al ricevimento per la festa nazionale russa, davanti a circa 500 ospiti invitati a villa Abamelek, l'ambasciatore a Roma, Alexey Paramonov, spiega: "Alla Russia è estranea la logica 'da fortezza' e il Paese rimane aperto al.mondo, al dialogo e alla cooperazione, anche con i Paesi occidentali, Italia compresa, a patto che questi rinuncino al proprio atteggiamento ostile e a qualsivoglia tentativo di calpestare i legittimi interessi del nostro Paese".
Mosca conduce una "politica costruttiva", mentre dall'Occidente arrivano "aggressioni". ''Nel corso di tutta la sua storia, la Russia ha sempre aspirato a condurre una politica costruttiva e non conflittuale, mirando in primo luogo a creare condizioni favorevoli al proprio sviluppo e ad armonizzare le relazioni internazionali", afferma Paramonov. Che poi osserva: "Ogni volta che questa politica è stata coronata da successo, incanalando il Paese sul percorso di un accelerato sviluppo economico e sociale, la nostra nazione ha subito aggressioni da parte dell'Occidente".
La Russia ha invaso l'Ucraina in risposta alla "guerra ibrida dell'Occidente", la tesi ribadita dall'ambasciatore. "Checché affermino oggi i nostri avversari geopolitici in merito al conflitto in Ucraina - le parole del diplomatico -, l'Operazione militare speciale condotta in quel Paese rappresenta una risposta alla guerra ibrida dell'Occidente contro la Russia, una risposta ai tentativi di limitare le nostre capacità di sviluppo sovrano, di minare i nostri legittimi interessi politici ed economici, di destabilizzare l'assetto politico interno e di relegare la Russia ai margini della storia mondiale". Ma tutto questo, rivendica l'ambasciatore, "è oggettivamente impossibile, non lo permetteremo mai".
Quindi, l'attacco al Quirinale. "Qui in Italia, da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati: la Russia sarebbe colpevole di tutti gli attuali problemi dell'ordine mondiale odierno, che si tratti dell'Europarlamentare dell'est, del Medio Oriente o dell'Africa - sostiene Paramonov in quello che sembra essere un riferimento implicito al Quirinale - Posso affermare con fermezza che queste accuse non corrispondono assolutamente al vero: sono una palese falsità. I fatti testimoniano l'esatto opposto".

Categoria: internazionale/esteri
19:56
Bufera sui medici di famiglia, ritirata riforma a incontro tecnici Schillaci-assessori regionali: ira di Bertolaso
(Adnkronos) - Bufera sulla riforma dei medici di famiglia. A quanto si apprende da fonti regionali, durante l'incontro di oggi tra gli assessori regionali alla sanità e i tecnici del ministero guidato da Orazio Schillaci, il capo di ganinetto del dicastero avrebbe annunciato il possibile ritiro della riforma della medicina territoriale che prevedeva, attraverso un decreto legge, l'inserimento dei medici di famiglia nelle Case di Comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro. La scelta avrebbe mandato su tutte le furie l'assessore regionale alla sanità della Lombardia, Guido Bertolaso, uno dei principali sponsor di questa riforma. Secondo quanto si apprende, Bertolaso sarebbe arrivato a minacciare le dimissioni. Al momento, dall'entourage dell'assessore viene precisato che non intende rilasciare dichiarazioni.
L'obiettivo "resta quello di dare una medicina territoriale più vicina ai cittadini, con la presenza dei medici di medicina generale nelle Case di comunità". Il lavoro sulle Case di comunità "va avanti", confermano intanto fonti del ministero della Salute.
Le rassicurazione del ministero arriva dopo l'incontro tra gli assessori e il capo di gabinetto del ministero, Marco Mattei. Dopo lo stop 'politico' arrivato nei giorni scorsi all'ipotesi di procedere alla riforma con un decreto legge - che sarebbe intervenuto, tra le altre cose, anche sul rapporto dei medici di famiglia con il Servizio sanitario nazionale, oggi regolato da una convenzione - si profilano ora nuove opzioni per assicurare la presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità, anche in vista della scadenza di fine giugno prevista dal Pnrr. E' questo - popolare le Case di comunità - il fine più caro al ministro Schillaci.

Categoria: politica
19:30
Domenico morto a Napoli, il consulente della famiglia: "Da vetrini confermate lesioni da ghiaccio secco"
(Adnkronos) - "L'analisi sui vetrini e sui preparati istologici" di Domenico Caliendo, il piccolo di due anni e mezzo morto il 21 febbraio scorso all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore, "dal nostro punto di vista, è andata come ci aspettavamo. Sono state riscontrate tutte quelle lesioni che ci si aspettava di trovare dopo un trasporto effettuato con ghiaccio secco, e quindi in parole povere le ustioni da freddo o danni da bassissima temperatura, e le lesioni compatibili con i 55 giorni di Ecmo a cui Domenico è stato sottoposto. Abbiamo trovato esattamente i riscontri che ci saremmo aspettati conoscendo le due situazioni di partenza". Lo dice all'Adnkronos Luca Scognamiglio, medico legale e consulente di parte della famiglia.
Il 23 dicembre scorso il bambino avrebbe dovuto ricevere un cuore nuovo mediante trapianto ma l'organo prelevato a Bolzano, quando è arrivato a Napoli, era compromesso. Intanto era già stato espiantato il cuore nativo malato. Oggi nell'istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari è proseguito l'esame dei due cuori del bambino, quello prelevato e quello nativo, nell'ambito dell'incidente probatorio relativo all'indagine. L'esame è stato affidato dal gip del tribunale Mariano Sorrentino a un collegio di periti. La prima parte dell'esame, di tipo macroscopica si era svolta il 28 aprile scorso, sempre a Bari. Oggi è proseguita, focalizzandosi sulla parte microscopica, alla presenza di tutti i consulenti delle parti processuali. "Il collegio di periti nominati dal gip ha anticipato che chiederà la proroga dell'incarico necessari per acquisire documenti che hanno già chiesto e che non sono ancora arrivati", spiega Scognamiglio.

Categoria: cronaca
19:25
Roma: mercati rionali, al Mun. I oltre 190 richieste per 86 posti, Bonaccorsi 'presidi fondamentali'
(Adnkronos) - Un segnale forte di fiducia verso i mercati rionali e verso il percorso di rilancio avviato dall'amministrazione del Municipio I di Roma. Il primo bando Bolkestein per i mercati di Vittoria, San Saba, Unità, Sommeiller e Coppelle si chiude con un risultato che supera ogni aspettativa: 197 domande pervenute a fronte di 86 concessioni disponibili, oltre il doppio rispetto a quelle previste dal bando. A trainare il risultato è stato il Mercato dell'Unità, protagonista negli ultimi anni di una profonda riqualificazione, che ha registrato oltre 118 domande per 40 posti. Molto positiva anche la risposta per il mercato Vittoria di via Sabotino, con 57 domande per 34 posti disponibili, e per il mercato di via Sommeiller, dove sono pervenute 10 candidature per soli 3 posteggi. Completano il quadro le 9 domande per il mercato di San Saba e le 3 per il mercato di Coppelle. Le concessioni avranno una durata di dieci anni. La graduatoria provvisoria sarà pubblicata entro circa un mese.
"Siamo molto soddisfatti - afferma la presidente del Municipio I Lorenza Bonaccorsi - del numero di domande ricevute che dimostrano che la scelta di investire sui mercati rionali è stata giusta e lungimirante. I mercati rappresentano un presidio economico, sociale e identitario fondamentale per i quartieri. L'elevato numero di domande ricevute conferma che gli investimenti realizzati e quelli che stiamo programmando stanno restituendo attrattività a luoghi che vogliamo sempre più vivi, moderni e capaci di rispondere alle esigenze di cittadini e operatori".
Per l'assessore al Commercio Jacopo Scatà, "l'elevata partecipazione al bando rappresenta un riconoscimento importante del lavoro che l'amministrazione municipale sta portando avanti per il rilancio e la valorizzazione dei mercati del territorio. È il segno concreto della fiducia degli operatori nel lavoro che stiamo portando avanti per rilanciare e valorizzare la rete mercatale del Municipio. Continueremo a investire nella qualità degli spazi, nei servizi e nell'innovazione, perché i mercati rionali sono una risorsa strategica per il commercio di prossimità e per la vitalità dei nostri quartieri".

Categoria: cronaca
19:01
Malattie rare, Girelli (Pd): "Ascoltare clinici e pazienti Egpa per fare norme realistiche"
(Adnkronos) - "Le scelte politiche ricadono sulle persone che vivono le situazioni di cui la politica si occupa e, soprattutto quando si parla di salute e di patologie rare, è indispensabile partire dall'ascolto di due mondi: quello dei clinici, che forniscono le risposte dal punto di vista della cura, e quello dei pazienti, che vivono direttamente la malattia. In caso contrario si rischia di elaborare norme lontane dalla realtà quotidiana". Così l'onorevole Gian Antonio Girelli (Pd), componente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area.
"Per aumentare la partecipazione attiva nelle sedi decisionali - prosegue Girelli - sono state depositate alcune proposte di legge che prevedono la presenza delle associazioni ai tavoli istituzionali non più su invito, ma in modo strutturato, così da dare loro una voce più forte nella costruzione dei percorsi organizzativi e decisionali. Spesso abbiamo norme anche molto avanzate che però trovano un'applicazione disomogenea sul territorio nazionale. La presenza delle associazioni dei pazienti può contribuire a garantire maggiore equità, raggiungendo tutte le persone che ne hanno bisogno".
"Nel nostro sistema sanitario - rimarca Girelli - è necessario superare l'attuale organizzazione in 21 modelli territoriali e, anche all'interno delle singole regioni, ridurre la distanza tra città, aree interne e zone montane, perché oggi alcune eccellenze non sono accessibili a tutti. Superare queste disuguaglianze - sottolinea - significa ripensare anche il ruolo delle autonomie in un'ottica di collaborazione che, partendo dai territori, consenta di raggiungere obiettivi nazionali in linea con l'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute senza distinzione tra persone e patologie".

Categoria: cronaca
18:57
Malattie rare, Vaglio (UniFi): "Egpa malattia con molteplici manifestazioni d'organo"
(Adnkronos) - "L'Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è una vasculite sistemica generalmente a base autoimmune, caratterizzata da due componenti principali: una legata alla proliferazione degli eosinofili, cellule spesso coinvolte nelle manifestazioni allergiche, e una componente di vasculite sistemica". Lo spiega Augusto Vaglio, professore associato di Nefrologia e direttore della Scuola di specializzazione in Nefrologia presso l'università degli Studi di Firenze, nonché coordinatore aziendale per le malattie rare e dirigente medico presso l'Unità di Nefrologia dell'Aou Meyer di Firenze, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati e promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area.
Il documento vuole essere uno strumento di informazione e un compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con Egpa. "Definire questa malattia - sottolinea Vaglio - significa innanzitutto considerarla dal punto di vista cronologico, perché presenta una fase iniziale molto lunga e difficile da riconoscere, che spesso somiglia a manifestazioni allergiche comuni come asma o rinosinusite cronica. Dopo un periodo estremamente variabile, che può andare da pochi mesi a molti anni, la malattia evolve e compaiono manifestazioni d'organo più importanti. I pazienti possono sviluppare manifestazioni eosinofile, come l'interessamento polmonare con polmoniti ricorrenti, avere un coinvolgimento cardiaco con cardiomiopatia o anche quello gastrointestinale. Nei casi più evidenti si sviluppano manifestazioni vasculitiche vere e proprie, come porpora cutanea, neuropatia periferica o interessamento renale. Si tratta quindi di una malattia con molteplici manifestazioni d'organo e una cronologia complessa".
Il ritardo diagnostico, soprattutto nelle manifestazioni d'organo come quelle cardiache, renali o neurologiche periferiche, può portare a danni cronici e quindi a disfunzioni irreversibili, come insufficienza cardiaca o renale o degenerazione neuropatica periferica. "Dobbiamo cercare di evitarlo o limitarlo, anche se va detto che è in parte intrinseco alla malattia, che nelle fasi iniziali è difficile da riconoscere", precisa lo specialista. "Per questo la sensibilizzazione della comunità scientifica resta uno degli strumenti principali a nostra disposizione".

Categoria: cronaca
18:54
Malattie rare, De Grazia (Gsk): "Portare innovazione equa e accessibile ai pazienti Egpa"
(Adnkronos) - "L'impegno di Gsk per le persone con Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è un impegno che riguarda approcci terapeutici e innovazione. Il bisogno di far arrivare l'innovazione al paziente giusto in maniera equa, accessibile e sostenibile è certamente una priorità per l'industria farmaceutica e può essere raggiunto se tutti gli stakeholder vengono messi insieme e collaborano per definire azioni e percorsi precisi e condivisi, che possano aiutare i pazienti ad arrivare il prima possibile a una diagnosi e a essere gestiti con una terapia opportuna ed efficace". Così Sara De Grazia, responsabile medico di area in Gsk Italia, intervenendo alla presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati a Roma.
"Il libro presentato oggi - sottolinea - rappresenta uno strumento di informazione e di compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con granulomatosi eosinofila con poliangioite. Nel corso dell'incontro è stata presentata la voce dei pazienti e dei caregiver, insieme a una serie di azioni che ci auguriamo vengano prese in carico dalle istituzioni. Dal punto di vista dell'industria farmaceutica - rimarca De Grazia - ciò che siamo chiamati a fare, anche a seguito dell'ascolto diretto dei pazienti, è continuare a investire e a stimolare la multidisciplinarietà nella gestione della patologia, rafforzando la pipeline per l'individuazione di nuove molecole sempre più efficaci e sicure, in grado di migliorare la qualità di vita delle persone coinvolte".

Categoria: cronaca
18:51
Malattie rare, Torracca (Apacs): "Stilata nuova roadmap in 7 azioni per la cura dell'Egpa"
(Adnkronos) - "Quando parliamo di Egpa, granulomatosi eosinofila con poliangioite, parliamo di una vasculite sistemica, una malattia rara che colpisce diversi organi. Normalmente presenta un esordio respiratorio che evolve in una fase eosinofilica e infine vasculitica, manifestandosi in maniera differente a seconda della persona e dello stadio della patologia in cui avviene la diagnosi". Così Francesca Torracca, presidente di Apacs (Associazione pazienti della sindrome di Churg-Strauss), intervenendo alla Camera dei deputati per la presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, di Egpa Study Group e delle principali società scientifiche impegnate in quest'area.
"Abbiamo elaborato una roadmap di azioni da sottoporre alle istituzioni - spiega - a partire dalla definizione di un Pdta nazionale, per garantire uniformità nella presa in carico su tutto il territorio, oggi caratterizzato da forti disomogeneità". Tra le priorità anche il riconoscimento dell'invalidità: "Non esiste un codice specifico per la patologia, ma è fondamentale per garantire il diritto alla tutela del percorso di cura, anche per chi lavora o assiste un familiare".
Infine, Torracca sottolinea la necessità di "una definizione univoca della patologia e la condivisione delle competenze attraverso un registro nazionale, indispensabile per il confronto tra clinici". "Fare informazione - conclude - è essenziale per far emergere la malattia e indirizzare correttamente pazienti e famiglie verso i percorsi di cura appropriati".

Categoria: cronaca
18:31
Cancro seno, Di Maio (Aiom): "Patient reported outcomes centrali per qualità di vita e valutazione terapie"
(Adnkronos) - "La survey di Andos e Crea Sanità ci dà messaggi molto preziosi perché ribadisce l'importanza dei patient reported outcomes e della qualità di vita nella gestione delle persone affette da tumore. In particolare, i Pro consentono di evidenziare sintomi che rischiano di essere sottoriportati e sottotrattati: si tratta di sintomi potenzialmente silenti, non sempre visibili agli occhi degli sperimentatori negli studi clinici o dei medici nella pratica quotidiana, ma con un impatto molto rilevante sulla qualità di vita". Lo ha dichiarato Massimo Di Maio, Dipartimento di Oncologia dell'università di Torino, Città della Salute e della Scienza, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), in occasione della presentazione del II Rapporto Andos-Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma.
"Un secondo messaggio - ha aggiunto - riguarda la necessità di ripensare gli endpoint utilizzati per valutare il valore dei trattamenti: non solo aspettativa di vita e risposta obiettiva, ma anche percepito, vissuto e qualità di vita, che nei pazienti hanno un ruolo fondamentale. Infine, è importante non limitare l'attenzione ai Pro nella fase di trattamento attivo, ma considerarli anche nel follow-up, dove molte persone affrontano una lunga storia dopo le terapie e c'è il rischio che aspetti rilevanti per la qualità di vita vengano sottovalutati o non adeguatamente trattati".

Categoria: cronaca
18:27
Cancro seno, Polistena (Crea Sanità): "Non basta l'approccio clinico, servono più supporto psicologico e sociale"
(Adnkronos) - "La seconda edizione del Rapporto Andos si è concentrata maggiormente sugli aspetti psicologici, sociali e sulla qualità della vita, dopo una prima edizione focalizzata soprattutto su disagio economico e tossicità finanziaria. I dati mostrano che circa il 30% delle donne operate al seno ha dovuto lasciare o ridurre l'attività lavorativa per motivi legati alla malattia o alla necessità di conciliare terapie e lavoro", ha spiegato Barbara Polistena, docente presso l'università degli Studi di Roma Tor Vergata e direttore scientifico di Crea Sanità, in occasione della presentazione del II Rapporto Andos–Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma.
"Dal punto di vista fisico - ha sottolineato - almeno un quarto delle pazienti soffre di affaticamento, disturbi del sonno e paura di morire, mentre oltre il 50% manifesta un disagio sociale significativo, con timore del giudizio altrui, difficoltà relazionali e rinuncia alle relazioni affettive. Tutti questi elementi contribuiscono a livelli elevati di ansia e depressione. La qualità della vita risulta pari a 0,8, inferiore alla media della popolazione femminile italiana pari a 0,9, sia sul piano fisico che psicologico, come confermato anche dal questionario SF12. Il rapporto evidenzia quindi che non è sufficiente un approccio esclusivamente clinico, ma serve rafforzare il supporto psicologico e sociale, che oggi appare ancora insufficiente".

Categoria: cronaca













































