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18:38

Alimentazione, Gramigna (Unigrà): "Olio di palma sostenibile è versatile e sicuro"

(Adnkronos) - "L'olio di palma sostenibile è un ingrediente molto importante per l'industria alimentare. In virtù della sua grande versatilità e della sua stabilità organolettica nel tempo, può essere impiegato in numerose applicazioni, sia tal quale, sia trasformato”.Sono le parole di Lucia Gramigna, R&D Oils and fats manager di Unigrà, azienda italiana che opera nel settore della trasformazione e vendita di oli e grassi alimentari, margarine e semilavorati destinati alla produzione alimentare, in occasione del seminario organizzato dall’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile (Uiops) e dell'Associazione italiana dell'industria olearia (Assitol), nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a Gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza, a Rimini. Un incontro durante il quale è stato presentato il Position Paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato Tecnico Scientifico Uiops. 

Gramigna si sofferma poi sulla sicurezza dell’olio di palma utilizzato dall’Industria italiana: “Subisce un processo di raffinazione - illustra - e durante questo processo, tutti gli step sono controllati nella maniera più dettagliata e precisa possibile per assicurare al consumatore un olio neutro, stabile e sicuro da tutti i punti di vista”, afferma. 

“Come azienda produttrice di olio di palma raffinato e di molti prodotti che lo utilizzano - approfondisce - proponiamo prodotti in cui i vantaggi dell'olio di palma sono esaltati al meglio, grazie alla qualità che riusciamo a garantire durante i processi per la sua produzione”, le sue parole. 

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Categoria: sostenibilita

18:36

Alimentazione, Carrassi (Assitol): "Olio di palma è materia prima strategica"

(Adnkronos) - “L'olio di palma è una materia prima strategica,” soprattutto in un panorama in cui gli esperti di nutrizione sono concordi nel dire che “bisogna limitare il consumo dei grassi animali, privilegiando gli oli vegetali”. Così Andrea Carrassi, direttore generale di Assitol, l’Associazione italiana dell'industria Olearia, partecipando oggi a Rimini al seminario organizzato con l’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile (Uiops), nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a Gelato, Pastry&Chocolate, Coffee, Bakery e Pizza. L’incontro è stato l’occasione per presentare il Position Paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato Tecnico Scientifico Uiops. 

“Da questo punto di vista l'olio di palma, con i suoi oltre 70 milioni di tonnellate prodotte ogni anno nel mondo, è sicuramente una risorsa strategica e una materia prima fondamentale per soddisfare le esigenze del mercato e della produzione agroalimentare - prosegue Carrassi - sia dei prodotti dolci che di quelli salati. Benché secondo la normativa vigente non sia obbligatorio certificare l’olio di palma come sostenibile, le aziende hanno già deciso di orientarsi volontariamente verso la direzione della certificazione. L'olio di palma sostenibile è l'alternativa sicura e sostenibile per gli oli vegetali, perché è l'unico ad avere una grande disponibilità a livello mondiale”.  

Esso viene infatti “utilizzato in tante preparazioni: le frazioni più liquide vengono utilizzate in frittura, quelle più solide sono impiegate nei grassi spalmabili, come per esempio nelle margarine o nelle preparazioni dei dolci, che a temperatura ambiente non devono, chiaramente, sciogliersi. Le sue proprietà reologiche permettono l'utilizzo dell'olio di palma in diverse condizioni. Anche per questo l'industria alimentare e i nostri artigiani pasticceri e panificatori lo conoscono e lo apprezzano, così come la ristorazione lo valorizza nella frittura”.  

“Ieri abbiamo presentato la Guida sulla frittura perfetta, realizzata in collaborazione con l'Unione Nazionale Consumatori, di Massimiliano Dona, e con i contenuti scientifici validati da Innovhub - stazioni sperimentali dell'industria, in particolare la Oli e Grassi, per raccontare al consumatore l'utilizzo degli oli e dei grassi in frittura - spiega Carrassi - Non c’è infatti una regola assoluta, ogni frittura vuole il suo olio o il suo grasso. La frittura non deve essere demonizzata, chiaramente non si possono mangiare prodotti fritti a pranzo, cena e colazione ma se si seguono i consigli che vogliamo arrivare a dare al consumatore e la si fa correttamente non fa male. A rendere l’olio di palma particolarmente adatto alla frittura anche la sua composizione: i suoi acidi grassi saturi permettono buona resistenza alle alte temperature, che tipicamente nella frittura arrivano vicine ai 200 gradi. Infine, anche il gusto dell’olio di palma non soverchia il sapore delle pietanze che vengono fritte”.  

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Categoria: economia

18:33

Alimentazione, fisiologo Banni: "L’olio di palma non è cattivo"

(Adnkronos) - “Non esiste un olio cattivo o un olio buono. L'importante è variare molto nella dieta perché tutti gli acidi grassi e tutti i grassi hanno un loro ruolo biologico e nutrizionale ben specifico. Quindi è inutile demonizzare un olio piuttosto che un altro”.A dirlo è Sebastiano Banni, professore ordinario di fisiologia presso l'università di Cagliari, al seminario organizzato oggi dall’Unione italiana per l’Olio di palma sostenibile (Uiops) e delll’Associazione italiana dell'industria olearia (Assitol) nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a Gelato, Pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza, a Rimini. Un incontro organizzato per presentare il Position Paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato Tecnico Scientifico Uiops. 

“C'è spesso una demonizzazione soprattutto verso l’olio di palma - fa notare Banni - L’acido palmitico in esso contenuto è il più presente nel nostro corpo e il più presente nella nostra dieta, indipendentemente dall'olio di palma. Il latte umano - ricorda - contiene tantissimo palmitico che svolge delle funzioni nutrizionali e biologiche fondamentali”, conclude. 

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Categoria: sostenibilita

18:30

Alimentazione, Sigep: da Unione italiana olio di palma sostenibile position paper per chiarire miti e realtà

(Adnkronos) - Superare l’approccio ideologico che ha spesso caratterizzato il dibattito sull’olio di palma, proponendo una valutazione integrata e basata sulle evidenze scientifiche, che tenga conto di nutrizione, sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e food security globale. E’ l’obiettivo del posizion paper “Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare”, documento approvato dal Comitato tecnico scientifico dell’Unione italiana per l’olio di palma sostenibile e redatto da un gruppo di lavoro composto dal prof. Sebastiano Banni, ordinario di fisiologia all’Università di Cagliari, dal dott. Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione e dal prof. Andrea Poli, presidente della Nutrition Foundation of Italy. 

Il documento è stato presentato in collaborazione con Assitol in occasione di Sigep 2026, durante un incontro in cui sono intervenuti due degli esperti che hanno redatto il documento, Giorgio Donegani e Sebastiano Banni, il direttore generale di Assitol, Andrea Carrassi; e Lucia Gramigna, R&D Oil and Fats Manager di Unigrà, che ha approfondito gli aspetti tecnologici dell’uso dell’olio di palma nell’industria alimentare. 

Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione è un organismo interdisciplinare esterno di esperti scelti per assicurare autorità, rigore scientifico e obiettività nei contenuti pubblicati o adottati dall’associazione stessa. Ha una funzione di supporto scientifico e di validazione oggettiva per tutte le attività di comunicazione e posizionamento dell’Unione sui temi dell’olio di palma sostenibile (in termini di sostenibilità ambientale, nutrizionale, sociale e di filiera). 

Tra i principali contenuti del documento: il ruolo fisiologico e nutrizionale dei grassi e dei grassi saturi all’interno di una dieta equilibrata; la neutralità dell’olio di palma rispetto al profilo lipidico quando inserito in un’alimentazione normocalorica e bilanciata; e le evidenze scientifiche più recenti sui grassi saturi ed in particolare sull’acido palmitico, naturalmente presente anche nell’organismo umano e coinvolto in funzioni biologiche essenziali. Focus anche sull’evoluzione normativa e tecnologica che ha portato a una drastica riduzione dei contaminanti di processo negli oli e grassi vegetali, oggi regolamentati da limiti europei stringenti; sul contributo dell’olio di palma sostenibile alla sicurezza alimentare globale. 

Il position paper evidenzia inoltre come l’eliminazione di un singolo ingrediente non garantisca automaticamente un miglioramento del profilo nutrizionale della dieta e sottolinea l’importanza di politiche alimentari fondate su analisi complessive del bilancio nutrizionale e di sostenibilità. 

“Il dibattito sull’olio di palma deve evolvere da una contrapposizione ideologica a una valutazione scientifica e integrata, che tenga insieme nutrizione, sicurezza alimentare e sostenibilità. L’olio di palma sostenibile è una materia prima strategica per l’equilibrio del sistema agroalimentare globale. Solo informazioni corrette e basate sulle evidenze possono guidare scelte consapevoli. Questo documento, disponibile da oggi sul sito dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile, rappresenta uno strumento di riferimento per istituzioni, operatori della filiera, media e comunità scientifica”, ha sottolineato a conclusione dell’incontro il presidente dell’ Unione italiana per l’olio di palma sostenibile, Vincenzo Tapella. 

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Categoria: sostenibilita

18:26

È morto Valentino, Meloni: "Maestro di stile ed eleganza, l'Italia perde una leggenda"

(Adnkronos) - Lo stilista Valentino Garavani è morto oggi a Roma all’età di 93 anni. L'ultimo imperatore della moda "si è spento oggi nella sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari", si legge in una nota pubblicata sui social della Fondazione Valentino Garavani.  

In tanti lo omaggiano con dei messaggi di cordoglio. A cominciare dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto", scrive sui social. 

Anche il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato la morte di Valentino con un post su X: "Ci ha lasciato un'icona del Made in Italy, che ha reso il nostro Paese un'eccellenza mondiale e la cui visione e la creatività hanno illuminato le sfilate in tutte le città". "L'Italia - continua - perde un protagonista assoluto della moda mondiale. Il suo talento ha portato il Made in Italy sulle passerelle internazionali, rendendolo simbolo di stile, creatività e prestigio. Un’eredità che resterà nella storia. Sentite condoglianze alla famiglia, ai suoi cari e a tutti i suoi collaboratori". 

Si aggiunge al cordoglio il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo: "Con la scomparsa di Valentino perdiamo un’icona assoluta di stile ed eleganza. Il suo talento, la sua visione e la sua capacità di raccontare la bellezza hanno contribuito in modo decisivo a portare in alto il nome del Made in Italy e dell’eccellenza italiana nel mondo. Ha attraversato epoche diverse, distinguendosi con coerenza e classe nel corso degli anni fino ai giorni nostri, accompagnando la carriera di stelle di ogni tempo, da Sophia Loren a Zendaya e non solo. Un ambasciatore straordinario del nostro Paese, che ha lasciato un segno profondo nella moda e nell’immaginario collettivo internazionale. Alla sua famiglia e a tutti i suoi cari va il mio più sincero pensiero di vicinanza".  

Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, dichiara: “La moda oggi perde una delle più grandi icone mondiali che abbia mai avuto. La città di Roma piange un genio assoluto che ha contributo in maniera decisiva a rendere la nostra città iconica nel mondo della moda. Con Giancarlo Giammetti da poco ha regalato alla nostra città l’ennesimo atto d’amore, con la Fondazione PM23 che sta permettendo a Roma di avere appuntamenti artistici e culturali unici nel panorama internazionale. Sicuramente con il sindaco Roberto Gualtieri troveremo il modo per rendergli il giusto omaggio”. 

Le parole del Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana: “Con la scomparsa di Valentino perdiamo uno dei più grandi simboli della moda italiana, un maestro di stile che ha portato nel mondo l’eleganza, la creatività e il talento del nostro Paese. Rivolgo un pensiero di sincero cordoglio ai familiari, ai collaboratori che ne hanno condiviso il lungo e straordinario percorso creativo e a chi continuerà a custodirne e valorizzarne l’eredità artistica e culturale". 

"Se ne va una vera leggenda, la storia del nostro stile e dell'eccellenza italiana che ha conquistato il mondo. Ciao Valentino", scrive sui social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.  

La conduttrice Simona Ventura lo ricorda sui suoi social: "Mi mancherai immenso Valentino. Un grande abbraccio va anche al tuo socio e compagno di sempre, Giancarlo Giammetti. Siete stati LA MODA, quella vera che ci faceva sognare. Una grande tristezza". 

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Categoria: politica

18:00

E' morto Valentino Garavani, l'ultimo imperatore della moda aveva 93 anni

(Adnkronos) - Addio all'ultimo imperatore della moda Valentino Garavani, lo stilista è morto oggi a Roma all'età di 93 anni.  

“Il nostro fondatore, Valentino Garavani, si è spento oggi nella sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari” si legge in una nota pubblicata sui social dello stilista e di Fondazione Valentino Garavani. 

La camera ardente sarà allestita presso PM23, in Piazza Mignanelli 23, mercoledì 21 gennaio e giovedì 22 gennaio, dalle 11 alle 18. I funerali si terranno invece venerdì 23 gennaio, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica 8 a Roma, alle 11. 

 

Dopo di lui, il diluvio. Non esiste un Valentino dopo Valentino. Sua maestà, ‘il vittorioso’, come lo aveva ribattezzato 'Time', è morto oggi e la moda non sarà più la stessa. Se Versace ha sdoganato la sensualità e Armani ha riscritto i codici dell’eleganza, il signor Valentino è stato il couturier par excellence. “Ho sempre desiderato rendere belle le donne” andava ripetendo. E con merito. Polvere di stelle e Dolce Vita, da apprendista ad artista e custode dei segreti dell’haute couture. Riduttivo definirlo stilista, troppo poco parlare solo di ‘personaggio’. Valentino è stato unico nel suo genere. Una personalità "larger than life", direbbero gli americani, fuori dall’ordinario. E non a caso. 

Prima e ultima vera icona del fashion, l’imperatore della moda non poteva che essere lui. Star tra le star. Nancy Reagan e Marella Agnelli come amiche. Sophia Loren, Aretha Franklin, Brooke Shields e Anne Hataway alla sua corte. Le supermodelle tutte: Claudia, Cindy e Naomi. La divina Liz Taylor anche. Jackie Kennedy, che gli spalanca le porte degli Usa e sposa Aristotele Onassis in un suo modello: gonna plissé e corpetto di pizzo. Farah Diba che vola via dalla Persia con un suo cappotto in zibellino. Ambizioni, talento e lusso. Ma anche follie e megalomanie. “Valentino è fuori controllo, lui fa quello che vuole, è Valentino” raccontava il suo compagno di vita e braccio destro Giancarlo Giammetti in ‘Valentino the Last Emperor’, il docu film cult che narra nel pubblico e nel privato la vita del couturier. 

Una vita goduta a pieno, la sua: lo chalet a Gstaad d’inverno, i viaggi sul TM Blue One d’estate, yatch di 46 metri sul quale amava ospitare vip e amici. I castelli, le sfilate e i tappeti rossi, dove il sogno si fonde con la realtà. Serate mondane tra clienti fascinosi, come quelli usciti dal silver screen e che rincorreva sin da bambino. “Mia sorella mi portava al cinema e io sognavo donne bellissime, estremamente sofisticate, che indossavano abiti e splendidi e gioielli. In quel periodo credo decisi di diventare uno stilista di moda. Ero solo un ragazzino di 13 anni e vedere tanta bellezza mi faceva sognare”.  

Un primato su tutti: almeno 8 le star hanno ricevuto un Oscar con indosso una sua creazione. Inseparabile dai suoi carlini, anche quando si è ritirato dalle scene, Valentino non ha mai smesso di far sentire la sua voce. Una cosa era indiscutibile: le cose andavano fatte come diceva lui o non se ne faceva nulla. Guai a contrariarlo. Come "quell'abito che mi è rimasto sullo stomaco, stanotte", raccontava lui stesso in 'The Last Emperor' e che ha chiesto alle sue première di comporre e ricomporre fino a quando non fosse stato perfetto. 

Nato sotto il segno del Toro, l’11 maggio 1932 a Voghera, Valentino è stato il deus ex machina della couture insieme a talenti come Yves Saint Laurent e Karl Lagerfeld. Tutti conoscono il rosso Valentino ma non tutti sanno che prima c’è stato il bianco. Nel 1962 nella Sala Bianca di Firenze lo stilista presenta la collezione destinata a fare la storia. Anche se decide sin dagli anni '70 di sfilare a Parigi, Roma resta un punto fermo per Valentino, con gli storici atelier di via Condotti e poi di Piazza Mignanelli. Anche oggi che il brand è di proprietà del gruppo Mayhoola for Investments, la città resta il quartier generale della maison disegnata prima da Pierpaolo Piccioli e poi da Alessandro Michele. 

I primi anni non sono facili per lo stilista di Voghera: a Parigi entra come collaboratore nella casa di moda di Jean Dessès e nell'atelier di Guy Laroche. “Fui assunto da Dessès, un couturier greco che realizzava gli abiti per la regina di Grecia - raccontò una volta - Anche Guy Laroche lavorava lì ma poi decise di mettersi in proprio e mi chiamò. Mi dissi “E’ venuto il momento di spiccare il volo”. A fine anni '50 è a Roma e grazie all'aiuto del padre insieme a uno dei suoi soci nel 1959 apre una boutique al numero 11 di via Condotti, a Roma. Ed è nella città eterna che Valentino lega il suo destino a quello di un altro giovane, Giancarlo Giammetti, figlio della borghesia capitolina, che si barcamena annoiato tra gli studi di architettura e la via Veneto della Dolce Vita. “Era la fine di luglio 1960, ero andato al Cafè de Paris con degli amici, fu lì che vidi Giancarlo per la prima volta. Non c’erano tavoli liberi", raccontò lo stilista una volta. I due si rivedono a Capri dopo qualche giorno. E' l'inizio di una vita insieme. Una storia d’amore e di moda. 

Nel 1962, dopo il trionfo della sua prima collezione a Pitti Moda di Firenze, Valentino diviene in breve uno dei più apprezzati e dei più popolari couturier del mondo. Le due pagine che l'edizione francese di Vogue gli dedica sono il segno della sua consacrazione tra i grandi della Moda. Nel 1967 gli viene conferito a Dallas il Premio Neiman Marcus, equivalente, nel mondo della moda, all'Oscar cinematografico. In questo stesso anno disegna le divise per gli assistenti di volo della Twa e presenta la prima collezione Valentino Uomo. Qualche anno dopo, nel 1968, inizia a usare come griffe la celebre 'V', e, ormai parte del gotha degli stilisti, crea l'abito da sposa per le nozze di Jacqueline Bouvier con Onassis. Inizia ufficialmente l'internazionalizzazione del brand, grazie a un'intelligente politica di collaborazioni con nuove realtà produttive. Lo stilista apre nuovi atelier nelle più importanti città della moda internazionali, tra cui Parigi, Tokyo, Ginevra, New York e Losanna.  

Dagli anni Settanta in poi Valentino veste le donne più famose del mondo ed apre boutique a New York, Parigi, Ginevra, Losanna, Tokyo. Viene creato anche un profumo che porta il suo nome, che nel 1991 sarà seguito dal profumo 'Vendetta'. Tutti vogliono Valentino. Nel 1971 è ritratto da Andy Warhol, nel 1985 riceve dal presidente della Repubblica la decorazione di Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito, nel 1986 il titolo di Cavaliere di Gran Croce, nel 1996 è nominato Cavaliere del Lavoro; nel 2006 gli viene conferita la Legion d'onore, la più alta onorificenza della Repubblica francese.  

Il terremoto per la maison arriva il 4 settembre 2007 quando Valentino dice addio alla moda. Un addio che a Roma dura tre giorni, con party kolossal al cospetto di star di Hollywood, cantanti, principesse, capi di Stato e il concerto di Annie Lennox, invitati alla mostra evento di abiti all'Ara Pacis, a una sfilata nel complesso di S. Spirito in Sassia e al galà tra le colonne del Tempio di Venere. Una celebrazione dell'ultimo imperatore' della moda che ancora oggi vive nella memoria collettiva. (di Federica Mochi) 

 

"Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto", scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

 

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Categoria: moda

17:54

E' morto lo stilista Valentino, aveva 93 anni

(Adnkronos) -  

Categoria: economia

17:45

La chiesa di Santa Maria delle Dame Monache di Capua all’Università Vanvitelli

(Adnkronos) - L’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli acquisisce al patrimonio dell’ateneo la chiesa di Santa Maria delle Dame Monache di Capua. Il monastero, adiacente alla sede del Dipartimento di Economia dell’ateneo campano, è stato consegnato oggi, 19 gennaio 2026, al rettore, Gianfranco Nicoletti, alla presenza del delegato all’edilizia, Gianfranco De Matteis, del Sindaco di Capua, Adolfo Villani, del vicesindaco ed assessore alla Pubblica Istruzione, Marisa Giacobone e della responsabile del Servizio patrimonio del Comune, Raffaella Esposito. L’acquisizione, realizzata mediante donazione modale da parte del Comune di Capua, è vincolata all’onere di destinare l’immobile alle attività proprie dell’Università, per l’accrescimento culturale dei giovani nonché per importanti iniziative di elevato livello culturale e sociale di interesse della comunità locale. 

L’obiettivo è la valorizzazione della Chiesa, attualmente in disuso, attraverso la realizzazione di una sala di rappresentanza dell’Ateneo per lo svolgimento di eventi pubblici ma anche di attività specifiche a supporto del Dipartimento di Economia. La Chiesa conventuale, conosciuta come Santa Maria delle Dame Monache, è un gioiello di architettura medievale, ubicata ad est del Corso Gran Priorato di Malta, un tempo, al di fuori della porta urbica definita Sant’Angelo.  

La sua costruzione, secondo alcuni, si farebbe risalire all’871, mentre altri studiosi la posticipano al 943, quando venne distrutto il convento di Alife in seguito ad un’incursione saracena, facendo trasferire le monache in sede capuana. L’edificio attuale presenta una pianta a croce greca a cinque navate, con bracci a terminazione curva e un portico a tre campate voltate a botte, sorretto da capitelli corinzi. La facciata è scandita da tre serliane e sormontata da un elegante fastigio barocco. Importanti ampliamenti furono realizzati tra il basso medioevo e l’età moderna: il refettorio, il dormitorio, il chiostro, il coro e il campanile (intorno al 1174); la ricostruzione della tribuna e dell’altare maggiore nel 1494; e nel XVI secolo un riassetto generale del monastero benedettino ad opera di Benvenuto Tortelli, che lo trasformò in una sorta di insula delimitata da vie pubbliche. 

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Categoria: lavoro

17:37

Bassetti: "Senza armi contro raffreddore, 2 Nobel a chi trova vaccino o farmaco"

(Adnkronos) - "Se si riuscisse a trovare un farmaco per fermare il raffreddore, o anche un vaccino per evitarlo, questo varrebbe non un premio Nobel, ma due. Infatti la sfida più grande che ci sia è trovare una terapia efficacia contro il raffreddore". Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, commenta il lavoro di un team di scienziati americani che hanno studiato il raffreddore 'alla moviola' e si sono concentrati sui meccanismi di difesa che potrebbero segnare la strada per nuove terapie. 

Lo studio su 'Cell Press Blue' spiega cosa succede nel naso attaccato dal rinovirus "apre delle possibilità enormi sia per il trattamento, lavorando sul potenziamento delle difese del sistema immunitario, che per un futuro vaccino. Oggi non abbiamo nulla che riduce i sintomi del raffreddore o eviti di farlo venire. Speriamo che questo studio porti a un passo in avanti, la forza della scienza e della ricerca è proprio questo". 

"Le mucose nasali sono degli straordinari depositi di anticorpi - sottolinea l'infettivologo - e se si riuscissero ad attivare si potrebbe ridurre i sintomi, magari con un vaccino locale". 

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Categoria: cronaca

17:24

Limes, nuovo round: Argentieri ribatte a Caracciolo

(Adnkronos) - Dopo la prima intervista su Adnkronos , che il mese scorso ha innescato un acceso dibattito pubblico, con l'uscita da "Limes" di Giorgio Arfaras, Franz Gustincich e del generale Vincenzo Camporini, Federigo Argentieri tiene a precisare le ragioni della sua rottura e a replicare alle risposte fornite in tv e sui giornali dal fondatore e direttore Lucio Caracciolo, nonché ad alcuni commenti. Al centro, non solo la linea editoriale sulla guerra in Ucraina, ma anche omissioni, scelte simboliche e un’anomalia mai chiarita: la presenza, in prima pagina, di due “corrispondenti dall’Ucraina” di cui non esistono contributi rintracciabili. 

Professore, dopo la sua intervista Caracciolo ha risposto pubblicamente. Le sue spiegazioni la convincono?  

“No. Sono risposte prevedibili, già sentite. Dire ‘raccontiamo le cose come stanno, non come vorremmo che fossero’ è uno slogan, non un’argomentazione. Qui non si tratta di desideri, ma di fatti: la Crimea e il Donbas sono aree contese. Raccontarle e colorarle come territorio russo, come avvenuto ripetutamente sulle mappe di Limes dal 2014 in poi, non è una descrizione neutra della realtà, è una scelta politica e simbolica”. 

Lei sostiene che le proteste ucraine contro quelle mappe fossero legittime.  

“Assolutamente sì. Dal 2014 l’ambasciata ucraina protestava perché la Crimea veniva rappresentata come Russia. Avevano ragione allora e hanno ragione oggi, come dimostra il fatto che quella guerra si combatte ancora. Se non fossero territori contesi, non avrebbe senso il negoziato al quale assistiamo quotidianamente. Non c’è stata alcuna abdicazione a quei territori, né giuridica né politica: inoltre, nessuna delle potenze firmatarie (Usa, Regno Unito e Russia) ha dichiarato decaduto il Memorandum di Budapest’ del dicembre 1994, che garantiva l’integrità territoriale ucraina in cambio della sua rinuncia allo status di potenza nucleare”. 

Un punto che lei considera particolarmente grave riguarda l’Holodomor.  

“È uno spartiacque. L’uso, nel 2004, di un testo letterario leggero e ironico per trattare una tragedia storica riconosciuta come genocidio – e riconosciuta ufficialmente anche dal Senato italiano nel 2023 – è stato uno sgarro grave. Nessuno ha mai chiesto conto seriamente a Caracciolo di quella scelta. Era scherno? Era sottovalutazione? Non è mai stato chiarito”. 

Lei sostiene che Limes, su altri teatri, abbia mantenuto un approccio equanime.  

“Sul Medio Oriente, sull’Asia, sull’Africa, sull’America Latina, persino su Israele in una fase drammatica, Limes ospita voci diverse e non traspare nessuna pregiudiziale. Basta guardare i numeri recenti. Questo non accade sulla Russia e sull’Ucraina, ed è questo che rende la deviazione ancora più evidente”. 

In questo contesto lei solleva una questione nuova: i corrispondenti dall’Ucraina.  

“Sì, ed è una questione semplice e fattuale. In prima pagina di Limes, dove c’erano i nostri nomi e dove tuttora sono indicati vari personaggi ormai deceduti (ai tre che voi già avevate contato si aggiungono anche Giandomenico Picco e Gyula L. Ortutay, che "corrispondeva" dall'Ungheria), compaiono due figure indicate come ‘corrispondenti dall’Ucraina’, Leonid Finberg e Miroslav Popovic. Eppure, dopo verifiche incrociate su numeri dedicati alla guerra russo-ucraina e sull’Ucraina stessa, non risultano loro articoli, analisi, reportage. La domanda è legittima: esistono? Scrivono? Vengono interpellati? O sono nomi puramente ornamentali? Per giunta, esiste da anni (ma non dall’inizio) nientemeno che un ‘coordinatore Russie’, al plurale, un termine surreale che non si sentiva dai tempi dell’impero zarista”. 

E' un problema dichiarare collaboratori che non collaborano?  

“Se tu dici di avere corrispondenti sul campo e poi non ne emerge alcuna voce, si crea un problema di trasparenza editoriale. Soprattutto se hai fatto domanda per essere classificato come rivista scientifica. Come ha rilevato su Startmag Gregory Alegi, docente di Storia alla Luiss, Limes è nell'elenco delle pubblicazioni scientifiche certificate dall'Anvur, l'agenzia pubblica che tra le altre cose valuta se le riviste rispettano determinati criteri e requisiti (e, a quanto afferma Alegi, la rivista diretta da Caracciolo non li rispetterebbe). Soprattutto su una guerra che viene continuamente raccontata come se fosse una partita tra tifoserie. Un termine - "tifo" - che considero gravemente fuorviante”. 

Perché?  

“Difendere l’Ucraina non è “tifo”. Era “tifo” ascoltare Radio Londra durante la Seconda guerra mondiale? Era “tifo” auspicare e approvare lo sbarco in Sicilia, in Normandia? Oppure augurarsi la caduta del muro di Berlino e delle dittature est europee? Qui si parla di autodifesa, di diritto internazionale, di Carta delle Nazioni Unite. Ridurre tutto a una logica da stadio è un errore culturale profondo”. 

Lei parla di una lettura distorta anche dell’articolo 11 della Costituzione.  

“L’articolo 11 non dice solo ‘l’Italia ripudia la guerra’. Dice che ripudia la guerra come offesa alla libertà di altri popoli. E infatti riconosce il diritto all’autodifesa del popolo aggredito, in linea con la Carta dell’Onu. Ignorare questo significa travisare la Costituzione e il diritto internazionale”. 

Un’altra critica riguarda i titoli e i numeri di Limes sulla guerra.  

“Titoli come ‘Stiamo perdendo la guerra’, (che sarebbe anche una buona notizia se si riconoscesse di appoggiare la Russia), o ‘Fine della guerra’ non sono neutrali. Preparano psicologicamente il lettore a un esito, suggeriscono una conclusione. Non è analisi, è orientamento. E quando lo fai su un conflitto in corso, devi sapere che stai prendendo posizione”. 

Ma la domanda che in molti hanno fatto è: perché le vostre dimissioni e le prese di distanza arrivano solo ora?  

“Non arrivano solo ora. Molti se ne erano accorti prima. Ma quando c’è di mezzo un’amicizia, una storia comune, si tende a consumare ogni possibilità di confronto prima di uscire allo scoperto. È quello che ho fatto anch’io. Inoltre, mi risulta che almeno altri tre esponenti dei due organi editoriali abbiano intenzioni analoghe”. 

In sintesi, qual è il punto centrale della sua critica?  

“È molto semplice: Limes ha mantenuto la sua qualità e il suo equilibrio originari ovunque, tranne che su Russia e Ucraina. Lì si è verificato, da due decenni, un atteggiamento sistematicamente sbilanciato. Le dichiarazioni di solidarietà provenienti da ambienti culturali russi lo confermano. Non è un’accusa ideologica, è una constatazione”. (di Giorgio Rutelli) 

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Categoria: internazionale/esteri

17:21

Groenlandia, Trump minaccia ancora: "Dazi agli europei? Lo farò al 100%"

(Adnkronos) - "Lo farò, al 100%". Così Donald Trump ha risposto a Nbc News che gli chiedeva se andrà avanti con i suoi piani di colpire con i dazi i Paesi europei che hanno mandato militari in Groenlandia, in assenza di un accordo che ceda il controllo dell'isola territorio autonomo danese agli Stati Uniti. 

"L'Europa dovrebbe concentrarsi sulla guerra con la Russia e l'Ucraina, perché, francamente, vedete come è andata. È su questo che l'Europa dovrebbe concentrarsi, non sulla Groenlandia", le parole del presidente americano, che sulla possibilità di ricorrere alla forza per acquisire l'isola ha replicato con un "no comment".  

Trump ha poi rincarato la dose sulla polemica per la mancata assegnazione del Nobel per la Pace, accusando direttamente la Norvegia di influenzare la scelta del premio, nonostante le smentite ufficiali di Oslo. Dopo la lettera inviata al premier Jonas Gahr Store, il presidente americano ha ribadito le sue accuse anche nell'’intervista a Nbc News: "La Norvegia lo controlla eccome, anche se dicono il contrario. Sostengono di non avere nulla a che fare con la decisione, ma decidono tutto loro". Un’affermazione che contraddice le ripetute spiegazioni del governo norvegese, secondo cui il Nobel è assegnato da un comitato indipendente e non dall’esecutivo.  

Eventuali ritorsioni europee ai dazi annunciati da Trump sarebbero in ogni caso "molto imprudenti", ha intanto avvertito il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, parlando con i giornalisti a margine del World Economic Forum di Davos. "Ero in viaggio e non sono stato in contatto con i funzionari europei – ha spiegato – ma ho parlato con il presidente Trump e, a quanto pare, stanno arrivando molte richieste. Penso che tutti dovrebbero prendere sul serio le parole del presidente". 

Bessent ha inoltre definito una "bufala totale" l’ipotesi secondo cui il desiderio di Trump di acquisire la Groenlandia sarebbe legato alla mancata assegnazione del Nobel per la Pace. 

Dopo la minaccia di Trump, l'Europa sta intanto preparando delle contromisure. Secondo quanto ha affermato il vice portavoce capo della Commissione Europea Olof Gill, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, sono in corso "intense consultazioni tra i leader dell'Ue", "la priorità è interagire" ed "evitare una escalation" nei rapporti con gli Usa, "non" cercare lo "scontro" con Washington. Ma se i dazi minacciati dagli Usa dovessero essere effettivamente imposti, l'Ue "ha strumenti a sua disposizione ed è preparata a reagire, se necessario", per "proteggere gli interessi" dell'Unione, ha affermato. Alla domanda se siano previsti incontri tra von der Leyen e Donald Trump a Davos questa settimana, nel contesto del World Economic Forum, il portavoce ha risposto di non essere "al corrente di alcun incontro" programmato, il che non esclude la "possibilità" che un incontro tra i due si tenga. 

Trump avrebbe ammesso con il premier britannico Keir Starmer di essere stato "male informato" sulle ragioni del recente dispiegamento di militari europei in Groenlandia. Secondo quanto riferito a Sky News da fonti britanniche dopo la telefonata di ieri tra i due leader, il presidente americano avrebbe riconosciuto che le truppe inviate sull’isola non rappresentano una provocazione contro gli Stati Uniti, come inizialmente temuto. 

La minaccia di dazi lanciata da Trump nel fine settimana era stata motivata proprio dalla presenza di un piccolo contingente europeo in Groenlandia, definita dal presidente come schierata "per ragioni sconosciute". Starmer ha cercato di chiarire che il dispiegamento risponde invece a preoccupazioni di sicurezza condivise con Washington e non a un tentativo di contrastare gli Stati Uniti. Londra e altri alleati lavorano ora a individuare una "via d’uscita" diplomatica per convincere Trump a ritirare la minaccia tariffaria e tornare a un dialogo più misurato. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

17:15

Vicenzaoro, consegnati i VO Awards

(Adnkronos) - Si è svolta ieri pomeriggio al Teatro Palladio la cerimonia di premiazione della prima edizione dei VO Awards, il riconoscimento ufficiale di Vicenzaoro, promosso da Italian Exhibition Group che valorizza creatività, innovazione, sostenibilità ed eccellenza manifatturiera del gioiello contemporaneo. I vincitori sono stati selezionati da una giuria tecnica composta da esperti del settore, affiancata dal voto di buyer e visitatori nei giorni di manifestazione. 

I premiati per categoria: Best in Icon – One of a Kind Jewellery a Alessio Boschi con Anello Jubilee, Best in Icon – High End Jewellery a Cammilli Firenze con Hypnose Ring, Best in Look – Fashion Jewellery a Mesh per Anello Lisa – The Knot Edit, Best in Look – Fine Jewellery a Marcela Salvador con Collana Ciuri, Best in Creation – Gold Manufacturing a D’Orica per la creazione Collana Ely Torchon 0141, Best in Creation – Silver Manufacturing ad Aurum con Anello Argento 960, Best in Special – Chain a Better Silver con Tennis Fine Precision; Best in Special – Young (Under 30) a Plah per Guacamaya Earrings.  

Durante l’evento Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di IEG ha spiegato che "i VO Awards nascono come progetto profondamente identitario per Vicenzaoro. Un riconoscimento che considera il gioiello come sintesi di prodotto, processo, innovazione e saper fare artigiano. Celebriamo le persone e le filiere che rendono possibile l’eccellenza del nostro settore». 

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Categoria: economia

17:14

Katia Ricciarelli: "Faccio ancora sogni erotici ma senza dare volti"

(Adnkronos) - ''Nel giorno del mio compleanno, 40 anni fa, sposai Pippo Baudo, mi feci un bel regalo. Il tempo era poco, io subito dopo dovevo andare in Russia per una turné e allora gli dissi: ci sposiamo e il giorno dopo partiamo. Lui in Russia si divertì da morire, faceva andare su e giù il sipario del teatro Bolshoi in continuazione, fu divertentissimo''. A raccontarlo, il giorno dopo il suo 80esimo compleanno, è Katia Ricciarelli, intervistata da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari a 'Un Giorno da Pecora', su Rai Radio1.  

Le sono mancati i suoi auguri? ''Negli ultimi anni no. Ogni tanto forse ero io a provare a mandare a Pippo dei messaggi, in cui chiedevo di potergli fare gli auguri, visto che, non so perché, non potevo parlarci direttamente''. Recentemente ha raccontato che spesso i suoi sogni sono a tema sessuale: ''Io sogno tantissimo, ogni notte, un po' di tutto. In quei casi non sogno qualcuno in particolare, è un qualcuno senza un viso. D'altra parte io sono sola, non ho uomini, vivo col mio cane: è troppo faticoso avere un uomo, io ho già dato". 

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Categoria: spettacoli

17:10

Oreficeria: Federpreziosi, in 2025 fatturato gioiellerie italiane a 7,4 mld

(Adnkronos) - Il fatturato complessivo delle gioiellerie italiane nel 2025 è stimato in circa 7,4 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente, per effetto dell’aumento delle materie prime. Sempre a fine 2025 risultano attive 11.842 gioiellerie in Italia, in calo rispetto all’anno precedente, non per una riduzione della domanda, ma per un processo di razionalizzazione e stabilizzazione del tessuto imprenditoriale. È la fotografia fatta da Federpreziosi durante l’evento Perché gli italiani non comprano gioielli, che si è tenuto oggi a Vicenzaoro, salone internazionale di IEG in scena al quartiere fieristico berico fino a domani. Lo stesso fenomeno - si sottolinea - si riflette sull’occupazione: gli addetti del settore, 30.600 a fine 2025, diminuiscono ma in misura meno marcata rispetto al numero delle imprese, grazie a una maggiore concentrazione del lavoro e stabilità organizzativa. L’incontro, moderato da Steven Tranquilli, direttore di Federpreziosi Confcommercio, ha visto gli interventi di Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi Confcommercio, PierLuigi Ascani, presidente di Format Research, e di alcuni operatori del settore. 

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Categoria: economia

16:40

Nel 2025 diminuiscono omicidi e femminicidi, i dati del Viminale

(Adnkronos) - Sono stati 286 gli omicidi commessi nel 2025. Tra le vittime, 97 sono donne: di queste, 85 sono state uccise in ambito familiare/affettivo (62 delle quali hanno trovato la morte per mano del partner o ex partner) È quanto emerge base ai dati del Ministero dell’Interno. Rispetto all’anno precedente, si registra un calo del 15% nei delitti che da 335 passano a 286, con una diminuzione ancora più evidente delle vittime di genere femminile che da 118 scendono a 97 (-18%). 

Anche i delitti commessi in ambito familiare/affettivo, fanno rilevare un decremento sia del numero degli eventi, che da 158 scendono a 128 (-19%), che delle vittime di genere femminile che da 101 passano a 85 (-16%). Gli omicidi commessi dal partner o ex partner nel 2025 fanno registrare, rispetto all’anno precedente, un leggero decremento passando da 72 a 71 (-1%), mentre le relative vittime di genere femminile fanno rilevare lo stesso valore in entrambi gli anni a raffronto (62).  

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Categoria: cronaca

16:10

Lutto per Stefano De Martino: è morto il padre Enrico, il suo primo maestro

(Adnkronos) - Lutto per Stefano De Martino, il popolare presentatore di 'Affari tuoi' su Rai 1. È morto questa mattina il padre Enrico, all'età di 61 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos dall'entourage del noto volto della tv pubblica. Il papà era malato da tempo e le sue condizioni di salute erano peggiorate negli ultimi mesi. 

In gioventù ballerino professionista, Enrico De Martino ha dedicato tutta la vita alla danza, collaborando con scuole e compagnie della Campania e danzando anche al Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2025 gli era stato conferito al Teatro Verdi di Salerno il premio alla carriera nell'ambito della XXIV edizione del Premio Salerno Danza, sotto la direzione artistica di Corona Paone, étoile del San Carlo, e Luigi Ferrone, primo ballerino del Massimo partenopeo. Enrico De Martino ricordava con orgoglio il proprio percorso artistico e la sua carriera interrotta a 25 anni, quando la moglie gli annunciò di essere incinta di Stefano. "A quel punto ho dovuto assumermi una responsabilità. La danza è diventata un hobby, ma ho fatto di tutto perché Stefano potesse vivere quella passione", aveva spiegato in un'intervista al 'Corriere della Sera'. Fino ai 40 anni, Enrico De Martino aveva combinato la danza con l'attività di ristoratore, continuando a collaborare con varie scuole della Campania. 

Il rapporto tra Stefano De Martino e il padre è stato negli anni profondo e complesso. Più volte il conduttore ha raccontato come Enrico fosse inizialmente contrario alla sua scelta di intraprendere la carriera nella danza, ritenuta troppo dura e incerta. Una posizione spiegata dallo stesso Enrico in diverse interviste, nelle quali aveva sottolineato le difficoltà fisiche e mentali del mestiere. Con il tempo, il legame tra padre e figlio si è progressivamente rafforzato, trovando un nuovo equilibrio soprattutto dopo la nascita di Santiago, che ha contribuito a rendere il rapporto più disteso e consapevole. Enrico ricordava anche la soddisfazione di vedere il figlio affermarsi come conduttore televisivo: "Ho seguito tutta la sua evoluzione, passo dopo passo. Vederlo condurre programmi importanti è una gioia enorme. Il regalo più grande è che è rimasto la persona che era, senza montarsi la testa". Tra i ricordi più preziosi, anche quello del primo incontro con Maria De Filippi, talent scout di Stefano ad "Amici": "Fu un bell’incontro. Mi chiese se ero contento della carriera di mio figlio e cosa potevo rispondere? Contentissimo". E il padre amava sottolineare come il successo di Stefano non abbia cambiato la sua umanità: "Ci ha sempre fatto bei regali, ma il dono più grande è che è rimasto il ragazzo che conoscevamo". 

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Categoria: spettacoli

15:56

Bassetti di nuovo contro Belen, nel mirino una 'cura anti-age'

(Adnkronos) - Matteo Bassetti di nuovo all'attacco di Belen Rodriguez. Tre giorni fa l'infettivologo aveva commentato un post della showgirl che raccontava sui social di essere rimasta per 3 giorni a letto, immobilizzata da febbre e tosse, con considerazioni vaghe sui vaccini. "Chi fa spettacolo si occupi di quello e lasci a medici e sanitari le questione sanitarie. Se Belen avesse fatto il vaccino dell'influenza, probabilmente avrebbe avuto meno problemi", aveva detto l'infettivologo. 

 

In un video pubblicato oggi su Facebook, Bassetti 'prende di mira' un trattamento fatto da Belen: "Un mese fa si mostrava sui social in poltrona con una flebo mentre le iniettavano la nicotinammide adenina dinucleotide (Nad), un trattamento che a parete di sogni ringiovanisce. La Signora Belen critica i vaccini, ma si è mai chiesta quali sono le evidenze scientifiche del NADH?", scrive l'infettivologo che nel video ricorda che si parla di "una cura che ringiovanisce": "Bene sono andato a guardare se ci fossero dei dati, delle evidenze scientifiche che la supportavano negli esseri umani. Bene, zero".  

"Ormai lo sport nazionale è criticare i vaccini", facendo un riferimento anche a Ether Parisi. "Si criticano i vaccini e poi si fa la terapia anti-age, si prendono tanti altri farmaci che hanno decisamente meno evidenza. Cerchiamo di avere un po' di educazione e di restare nel proprio, senza volere continuamente fare lo scienziato", conclude Bassetti.  

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Categoria: cronaca

15:35

Valeria Marini canta, Fiorello ride e la mamma della showgirl gli dà ragione

(Adnkronos) - Valeria Marini canta, Fiorello ride e, Gianna Orrù, la mamma della showgirl, si schiera a La volta buona. Le performance canore di Valeria Marini diventano un segmento de La pennicanza, il programma radiofonico di Fiorello.  

"Sentite la versione di 'Brava' di Mina cantata da Valeria Marini... Pensate, quando Mina ha sentito questa versione di Valeria Marini si è rotolata nel letto. Mina non esce mai da Lugano ma quando ha sentito questa versione si è messa in viaggio verso Roma. 'Che vieni a fare?', le ho chiesto. 'Io sono contro la violenza ma questa volta farò un'eccezione'", la 'ricostruzione' di Fiorello. Quindi, ecco l'audio della versione di 'Bambola' interpretata da Valeria Marini a Domenica In. "Signori, la bambola è morta!", annuncia Fiorello. 

Mentre scorrono le immagini, nello studio di La volta buona Gianna Orrù ascolta e commenta. Il verdetto della mamma di Valeria Marini è senza appello: "Ha ragione Fiorello a prendere in giro Valeria. Ma perché si mette a cantare? Vada a lezione, si studia e si impara a cantare, come tutte le cose". 

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Categoria: spettacoli

15:16

Julio Iglesias chiede l'archiviazione dell'indagine per presunti abusi

(Adnkronos) - Julio Iglesias ha chiesto l'archiviazione dell'indagine aperta nei suoi confronti per presunte aggressioni sessuali, sostenendo l'assenza di giurisdizione dei tribunali spagnoli e, di conseguenza, della Procura dell'Audiencia Nacional di Madrid. È quanto emerge da un atto depositato oggi, lunedì 19 gennaio, e visionato dai media spagnoli. 

Secondo la difesa dell'82enne cantante spagnolo, le presunte vittime avrebbero dovuto presentare denuncia nei luoghi in cui i fatti sarebbero avvenuti, ovvero nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas, dove le due ex collaboratrici affermano di aver subito abusi nel 2021 mentre lavoravano per l'artista. Iglesias ha sempre respinto ogni accusa. 

Nel documento, composto da 15 pagine e indirizzato al procuratore capo dell'Audiencia Nacional, l'avvocato dell'artista, Javier Choclán, definisce "non ammissibile" che la Procura continui ad assumere una competenza "di cui è notoriamente priva". Oltre all'archiviazione, la difesa chiede l'accesso immediato agli atti dell'indagine e una partecipazione attiva al procedimento. 

L'avvocato Choclán, legale di molti vip tra cui il calciatore Cristiano Ronaldo, denuncia inoltre un grave "pregiudizio reputazionale" per il suo assistito, sostenendo che le denuncianti avrebbero diffuso il contenuto della denuncia attraverso fughe di notizie e interviste alla stampa, rendendo il caso di imputazione di dominio mediatico prima ancora di qualsiasi decisione giudiziaria. Una circostanza che, secondo la difesa, avrebbe amplificato il danno all'immagine pubblica del cantante. 

Nel testo viene anche contestata la possibilità che le presunte vittime vengano ascoltate come testimoni protetti pur avendo scelto, secondo l'avvocato, di esporsi mediaticamente. Una situazione definita "processualmente anomala", dal momento che - si legge negli atti - la trasformazione volontaria del caso in un tema di dibattito pubblico farebbe venir meno le condizioni per l'anonimato nei confronti dell'indagato. La difesa insiste infine sulla necessità che Julio Iglesias possa essere presente durante eventuali dichiarazioni delle denuncianti, al fine di dimostrare quella che definisce la "falsità" delle accuse. "Il diritto a una difesa immediata è evidente e non ammette ritardi", si afferma nel documento depositato in tribunale. 

Iglesias si riserva inoltre la possibilità di intraprendere ulteriori azioni legali per tutelare i propri diritti, denunciando quello che considera un uso abusivo dello strumento penale e campagne mediatiche che, in assenza di una decisione giudiziaria, gli starebbero causando un danno personale e reputazionale "difficilmente riparabile". (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

15:14

Caso Garlasco, difesa Stasi: "Analisi Poggi irrilevanti, faremo accertamenti su pc Chiara"

(Adnkronos) - La difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, prende le distanze dai nuovi approfondimenti informatici diffusi dai consulenti della famiglia della vittima. Secondo quanto sostenuto, l’ipotesi di un accesso alla cartella 'Militare' presente sul computer di Stasi la sera del 12 agosto 2007, alla vigilia del delitto di Garlasco, "oltre ad essere totalmente irrilevante in considerazione del rapporto tra Alberto e Chiara, va considerato con grande cautela, come certamente sanno i consulenti di parte che lo hanno fornito alla stampa". 

In una nota, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis spiegano di aver "incaricato un consulente informatico di parte per effettuare nuovi accertamenti, soprattutto sull’accesso al file della tesi, in ipotesi avvenuto tra le 22.09 e le 22.14". Dai primi riscontri, riferisce la difesa,"il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia". "All’esito delle analisi, la difesa Stasi si riserva tutte le azioni necessarie per la tutela dei diritti del proprio assistito, nonché il deposito dei risultati ottenuti in tutte le sedi competenti" si legge nella nota degli avvocati. 

"La difesa Stasi estenderà l’analisi forense, a questo punto, anche al computer di Chiara Poggi, per tutto quanto di interesse. Se un incidente probatorio deve essere promosso, infatti, alla luce delle nuove indagini in corso, è proprio su questo computer e non certo su quello di Alberto Stasi, che non potrà in nessun caso essere riprocessato e che, peraltro, è già stato oggetto di decine di consulenze e persino di due perizie, tutti documenti in atti". 

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Categoria: cronaca

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18:38

Alimentazione, Gramigna (Unigrà): "Olio di palma sostenibile è versatile e sicuro"

(Adnkronos) - "L'olio di palma sostenibile è un ingrediente molto importante per l'industria alimentare. In virtù della sua grande versatilità e della sua stabilità organolettica nel tempo, può essere impiegato in numerose applicazioni, sia tal quale, sia trasformato”.Sono le parole di Lucia Gramigna, R&D Oils and fats manager di Unigrà, azienda italiana che opera nel settore della trasformazione e vendita di oli e grassi alimentari, margarine e semilavorati destinati alla produzione alimentare, in occasione del seminario organizzato dall’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile (Uiops) e dell'Associazione italiana dell'industria olearia (Assitol), nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a Gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza, a Rimini. Un incontro durante il quale è stato presentato il Position Paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato Tecnico Scientifico Uiops. 

Gramigna si sofferma poi sulla sicurezza dell’olio di palma utilizzato dall’Industria italiana: “Subisce un processo di raffinazione - illustra - e durante questo processo, tutti gli step sono controllati nella maniera più dettagliata e precisa possibile per assicurare al consumatore un olio neutro, stabile e sicuro da tutti i punti di vista”, afferma. 

“Come azienda produttrice di olio di palma raffinato e di molti prodotti che lo utilizzano - approfondisce - proponiamo prodotti in cui i vantaggi dell'olio di palma sono esaltati al meglio, grazie alla qualità che riusciamo a garantire durante i processi per la sua produzione”, le sue parole. 

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Categoria: sostenibilita

18:36

Alimentazione, Carrassi (Assitol): "Olio di palma è materia prima strategica"

(Adnkronos) - “L'olio di palma è una materia prima strategica,” soprattutto in un panorama in cui gli esperti di nutrizione sono concordi nel dire che “bisogna limitare il consumo dei grassi animali, privilegiando gli oli vegetali”. Così Andrea Carrassi, direttore generale di Assitol, l’Associazione italiana dell'industria Olearia, partecipando oggi a Rimini al seminario organizzato con l’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile (Uiops), nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a Gelato, Pastry&Chocolate, Coffee, Bakery e Pizza. L’incontro è stato l’occasione per presentare il Position Paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato Tecnico Scientifico Uiops. 

“Da questo punto di vista l'olio di palma, con i suoi oltre 70 milioni di tonnellate prodotte ogni anno nel mondo, è sicuramente una risorsa strategica e una materia prima fondamentale per soddisfare le esigenze del mercato e della produzione agroalimentare - prosegue Carrassi - sia dei prodotti dolci che di quelli salati. Benché secondo la normativa vigente non sia obbligatorio certificare l’olio di palma come sostenibile, le aziende hanno già deciso di orientarsi volontariamente verso la direzione della certificazione. L'olio di palma sostenibile è l'alternativa sicura e sostenibile per gli oli vegetali, perché è l'unico ad avere una grande disponibilità a livello mondiale”.  

Esso viene infatti “utilizzato in tante preparazioni: le frazioni più liquide vengono utilizzate in frittura, quelle più solide sono impiegate nei grassi spalmabili, come per esempio nelle margarine o nelle preparazioni dei dolci, che a temperatura ambiente non devono, chiaramente, sciogliersi. Le sue proprietà reologiche permettono l'utilizzo dell'olio di palma in diverse condizioni. Anche per questo l'industria alimentare e i nostri artigiani pasticceri e panificatori lo conoscono e lo apprezzano, così come la ristorazione lo valorizza nella frittura”.  

“Ieri abbiamo presentato la Guida sulla frittura perfetta, realizzata in collaborazione con l'Unione Nazionale Consumatori, di Massimiliano Dona, e con i contenuti scientifici validati da Innovhub - stazioni sperimentali dell'industria, in particolare la Oli e Grassi, per raccontare al consumatore l'utilizzo degli oli e dei grassi in frittura - spiega Carrassi - Non c’è infatti una regola assoluta, ogni frittura vuole il suo olio o il suo grasso. La frittura non deve essere demonizzata, chiaramente non si possono mangiare prodotti fritti a pranzo, cena e colazione ma se si seguono i consigli che vogliamo arrivare a dare al consumatore e la si fa correttamente non fa male. A rendere l’olio di palma particolarmente adatto alla frittura anche la sua composizione: i suoi acidi grassi saturi permettono buona resistenza alle alte temperature, che tipicamente nella frittura arrivano vicine ai 200 gradi. Infine, anche il gusto dell’olio di palma non soverchia il sapore delle pietanze che vengono fritte”.  

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Categoria: economia

18:33

Alimentazione, fisiologo Banni: "L’olio di palma non è cattivo"

(Adnkronos) - “Non esiste un olio cattivo o un olio buono. L'importante è variare molto nella dieta perché tutti gli acidi grassi e tutti i grassi hanno un loro ruolo biologico e nutrizionale ben specifico. Quindi è inutile demonizzare un olio piuttosto che un altro”.A dirlo è Sebastiano Banni, professore ordinario di fisiologia presso l'università di Cagliari, al seminario organizzato oggi dall’Unione italiana per l’Olio di palma sostenibile (Uiops) e delll’Associazione italiana dell'industria olearia (Assitol) nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a Gelato, Pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza, a Rimini. Un incontro organizzato per presentare il Position Paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato Tecnico Scientifico Uiops. 

“C'è spesso una demonizzazione soprattutto verso l’olio di palma - fa notare Banni - L’acido palmitico in esso contenuto è il più presente nel nostro corpo e il più presente nella nostra dieta, indipendentemente dall'olio di palma. Il latte umano - ricorda - contiene tantissimo palmitico che svolge delle funzioni nutrizionali e biologiche fondamentali”, conclude. 

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Categoria: sostenibilita

18:30

Alimentazione, Sigep: da Unione italiana olio di palma sostenibile position paper per chiarire miti e realtà

(Adnkronos) - Superare l’approccio ideologico che ha spesso caratterizzato il dibattito sull’olio di palma, proponendo una valutazione integrata e basata sulle evidenze scientifiche, che tenga conto di nutrizione, sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e food security globale. E’ l’obiettivo del posizion paper “Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare”, documento approvato dal Comitato tecnico scientifico dell’Unione italiana per l’olio di palma sostenibile e redatto da un gruppo di lavoro composto dal prof. Sebastiano Banni, ordinario di fisiologia all’Università di Cagliari, dal dott. Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione e dal prof. Andrea Poli, presidente della Nutrition Foundation of Italy. 

Il documento è stato presentato in collaborazione con Assitol in occasione di Sigep 2026, durante un incontro in cui sono intervenuti due degli esperti che hanno redatto il documento, Giorgio Donegani e Sebastiano Banni, il direttore generale di Assitol, Andrea Carrassi; e Lucia Gramigna, R&D Oil and Fats Manager di Unigrà, che ha approfondito gli aspetti tecnologici dell’uso dell’olio di palma nell’industria alimentare. 

Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione è un organismo interdisciplinare esterno di esperti scelti per assicurare autorità, rigore scientifico e obiettività nei contenuti pubblicati o adottati dall’associazione stessa. Ha una funzione di supporto scientifico e di validazione oggettiva per tutte le attività di comunicazione e posizionamento dell’Unione sui temi dell’olio di palma sostenibile (in termini di sostenibilità ambientale, nutrizionale, sociale e di filiera). 

Tra i principali contenuti del documento: il ruolo fisiologico e nutrizionale dei grassi e dei grassi saturi all’interno di una dieta equilibrata; la neutralità dell’olio di palma rispetto al profilo lipidico quando inserito in un’alimentazione normocalorica e bilanciata; e le evidenze scientifiche più recenti sui grassi saturi ed in particolare sull’acido palmitico, naturalmente presente anche nell’organismo umano e coinvolto in funzioni biologiche essenziali. Focus anche sull’evoluzione normativa e tecnologica che ha portato a una drastica riduzione dei contaminanti di processo negli oli e grassi vegetali, oggi regolamentati da limiti europei stringenti; sul contributo dell’olio di palma sostenibile alla sicurezza alimentare globale. 

Il position paper evidenzia inoltre come l’eliminazione di un singolo ingrediente non garantisca automaticamente un miglioramento del profilo nutrizionale della dieta e sottolinea l’importanza di politiche alimentari fondate su analisi complessive del bilancio nutrizionale e di sostenibilità. 

“Il dibattito sull’olio di palma deve evolvere da una contrapposizione ideologica a una valutazione scientifica e integrata, che tenga insieme nutrizione, sicurezza alimentare e sostenibilità. L’olio di palma sostenibile è una materia prima strategica per l’equilibrio del sistema agroalimentare globale. Solo informazioni corrette e basate sulle evidenze possono guidare scelte consapevoli. Questo documento, disponibile da oggi sul sito dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile, rappresenta uno strumento di riferimento per istituzioni, operatori della filiera, media e comunità scientifica”, ha sottolineato a conclusione dell’incontro il presidente dell’ Unione italiana per l’olio di palma sostenibile, Vincenzo Tapella. 

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Categoria: sostenibilita

18:26

È morto Valentino, Meloni: "Maestro di stile ed eleganza, l'Italia perde una leggenda"

(Adnkronos) - Lo stilista Valentino Garavani è morto oggi a Roma all’età di 93 anni. L'ultimo imperatore della moda "si è spento oggi nella sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari", si legge in una nota pubblicata sui social della Fondazione Valentino Garavani.  

In tanti lo omaggiano con dei messaggi di cordoglio. A cominciare dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto", scrive sui social. 

Anche il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato la morte di Valentino con un post su X: "Ci ha lasciato un'icona del Made in Italy, che ha reso il nostro Paese un'eccellenza mondiale e la cui visione e la creatività hanno illuminato le sfilate in tutte le città". "L'Italia - continua - perde un protagonista assoluto della moda mondiale. Il suo talento ha portato il Made in Italy sulle passerelle internazionali, rendendolo simbolo di stile, creatività e prestigio. Un’eredità che resterà nella storia. Sentite condoglianze alla famiglia, ai suoi cari e a tutti i suoi collaboratori". 

Si aggiunge al cordoglio il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo: "Con la scomparsa di Valentino perdiamo un’icona assoluta di stile ed eleganza. Il suo talento, la sua visione e la sua capacità di raccontare la bellezza hanno contribuito in modo decisivo a portare in alto il nome del Made in Italy e dell’eccellenza italiana nel mondo. Ha attraversato epoche diverse, distinguendosi con coerenza e classe nel corso degli anni fino ai giorni nostri, accompagnando la carriera di stelle di ogni tempo, da Sophia Loren a Zendaya e non solo. Un ambasciatore straordinario del nostro Paese, che ha lasciato un segno profondo nella moda e nell’immaginario collettivo internazionale. Alla sua famiglia e a tutti i suoi cari va il mio più sincero pensiero di vicinanza".  

Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, dichiara: “La moda oggi perde una delle più grandi icone mondiali che abbia mai avuto. La città di Roma piange un genio assoluto che ha contributo in maniera decisiva a rendere la nostra città iconica nel mondo della moda. Con Giancarlo Giammetti da poco ha regalato alla nostra città l’ennesimo atto d’amore, con la Fondazione PM23 che sta permettendo a Roma di avere appuntamenti artistici e culturali unici nel panorama internazionale. Sicuramente con il sindaco Roberto Gualtieri troveremo il modo per rendergli il giusto omaggio”. 

Le parole del Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana: “Con la scomparsa di Valentino perdiamo uno dei più grandi simboli della moda italiana, un maestro di stile che ha portato nel mondo l’eleganza, la creatività e il talento del nostro Paese. Rivolgo un pensiero di sincero cordoglio ai familiari, ai collaboratori che ne hanno condiviso il lungo e straordinario percorso creativo e a chi continuerà a custodirne e valorizzarne l’eredità artistica e culturale". 

"Se ne va una vera leggenda, la storia del nostro stile e dell'eccellenza italiana che ha conquistato il mondo. Ciao Valentino", scrive sui social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.  

La conduttrice Simona Ventura lo ricorda sui suoi social: "Mi mancherai immenso Valentino. Un grande abbraccio va anche al tuo socio e compagno di sempre, Giancarlo Giammetti. Siete stati LA MODA, quella vera che ci faceva sognare. Una grande tristezza". 

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Categoria: politica

18:00

E' morto Valentino Garavani, l'ultimo imperatore della moda aveva 93 anni

(Adnkronos) - Addio all'ultimo imperatore della moda Valentino Garavani, lo stilista è morto oggi a Roma all'età di 93 anni.  

“Il nostro fondatore, Valentino Garavani, si è spento oggi nella sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari” si legge in una nota pubblicata sui social dello stilista e di Fondazione Valentino Garavani. 

La camera ardente sarà allestita presso PM23, in Piazza Mignanelli 23, mercoledì 21 gennaio e giovedì 22 gennaio, dalle 11 alle 18. I funerali si terranno invece venerdì 23 gennaio, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica 8 a Roma, alle 11. 

 

Dopo di lui, il diluvio. Non esiste un Valentino dopo Valentino. Sua maestà, ‘il vittorioso’, come lo aveva ribattezzato 'Time', è morto oggi e la moda non sarà più la stessa. Se Versace ha sdoganato la sensualità e Armani ha riscritto i codici dell’eleganza, il signor Valentino è stato il couturier par excellence. “Ho sempre desiderato rendere belle le donne” andava ripetendo. E con merito. Polvere di stelle e Dolce Vita, da apprendista ad artista e custode dei segreti dell’haute couture. Riduttivo definirlo stilista, troppo poco parlare solo di ‘personaggio’. Valentino è stato unico nel suo genere. Una personalità "larger than life", direbbero gli americani, fuori dall’ordinario. E non a caso. 

Prima e ultima vera icona del fashion, l’imperatore della moda non poteva che essere lui. Star tra le star. Nancy Reagan e Marella Agnelli come amiche. Sophia Loren, Aretha Franklin, Brooke Shields e Anne Hataway alla sua corte. Le supermodelle tutte: Claudia, Cindy e Naomi. La divina Liz Taylor anche. Jackie Kennedy, che gli spalanca le porte degli Usa e sposa Aristotele Onassis in un suo modello: gonna plissé e corpetto di pizzo. Farah Diba che vola via dalla Persia con un suo cappotto in zibellino. Ambizioni, talento e lusso. Ma anche follie e megalomanie. “Valentino è fuori controllo, lui fa quello che vuole, è Valentino” raccontava il suo compagno di vita e braccio destro Giancarlo Giammetti in ‘Valentino the Last Emperor’, il docu film cult che narra nel pubblico e nel privato la vita del couturier. 

Una vita goduta a pieno, la sua: lo chalet a Gstaad d’inverno, i viaggi sul TM Blue One d’estate, yatch di 46 metri sul quale amava ospitare vip e amici. I castelli, le sfilate e i tappeti rossi, dove il sogno si fonde con la realtà. Serate mondane tra clienti fascinosi, come quelli usciti dal silver screen e che rincorreva sin da bambino. “Mia sorella mi portava al cinema e io sognavo donne bellissime, estremamente sofisticate, che indossavano abiti e splendidi e gioielli. In quel periodo credo decisi di diventare uno stilista di moda. Ero solo un ragazzino di 13 anni e vedere tanta bellezza mi faceva sognare”.  

Un primato su tutti: almeno 8 le star hanno ricevuto un Oscar con indosso una sua creazione. Inseparabile dai suoi carlini, anche quando si è ritirato dalle scene, Valentino non ha mai smesso di far sentire la sua voce. Una cosa era indiscutibile: le cose andavano fatte come diceva lui o non se ne faceva nulla. Guai a contrariarlo. Come "quell'abito che mi è rimasto sullo stomaco, stanotte", raccontava lui stesso in 'The Last Emperor' e che ha chiesto alle sue première di comporre e ricomporre fino a quando non fosse stato perfetto. 

Nato sotto il segno del Toro, l’11 maggio 1932 a Voghera, Valentino è stato il deus ex machina della couture insieme a talenti come Yves Saint Laurent e Karl Lagerfeld. Tutti conoscono il rosso Valentino ma non tutti sanno che prima c’è stato il bianco. Nel 1962 nella Sala Bianca di Firenze lo stilista presenta la collezione destinata a fare la storia. Anche se decide sin dagli anni '70 di sfilare a Parigi, Roma resta un punto fermo per Valentino, con gli storici atelier di via Condotti e poi di Piazza Mignanelli. Anche oggi che il brand è di proprietà del gruppo Mayhoola for Investments, la città resta il quartier generale della maison disegnata prima da Pierpaolo Piccioli e poi da Alessandro Michele. 

I primi anni non sono facili per lo stilista di Voghera: a Parigi entra come collaboratore nella casa di moda di Jean Dessès e nell'atelier di Guy Laroche. “Fui assunto da Dessès, un couturier greco che realizzava gli abiti per la regina di Grecia - raccontò una volta - Anche Guy Laroche lavorava lì ma poi decise di mettersi in proprio e mi chiamò. Mi dissi “E’ venuto il momento di spiccare il volo”. A fine anni '50 è a Roma e grazie all'aiuto del padre insieme a uno dei suoi soci nel 1959 apre una boutique al numero 11 di via Condotti, a Roma. Ed è nella città eterna che Valentino lega il suo destino a quello di un altro giovane, Giancarlo Giammetti, figlio della borghesia capitolina, che si barcamena annoiato tra gli studi di architettura e la via Veneto della Dolce Vita. “Era la fine di luglio 1960, ero andato al Cafè de Paris con degli amici, fu lì che vidi Giancarlo per la prima volta. Non c’erano tavoli liberi", raccontò lo stilista una volta. I due si rivedono a Capri dopo qualche giorno. E' l'inizio di una vita insieme. Una storia d’amore e di moda. 

Nel 1962, dopo il trionfo della sua prima collezione a Pitti Moda di Firenze, Valentino diviene in breve uno dei più apprezzati e dei più popolari couturier del mondo. Le due pagine che l'edizione francese di Vogue gli dedica sono il segno della sua consacrazione tra i grandi della Moda. Nel 1967 gli viene conferito a Dallas il Premio Neiman Marcus, equivalente, nel mondo della moda, all'Oscar cinematografico. In questo stesso anno disegna le divise per gli assistenti di volo della Twa e presenta la prima collezione Valentino Uomo. Qualche anno dopo, nel 1968, inizia a usare come griffe la celebre 'V', e, ormai parte del gotha degli stilisti, crea l'abito da sposa per le nozze di Jacqueline Bouvier con Onassis. Inizia ufficialmente l'internazionalizzazione del brand, grazie a un'intelligente politica di collaborazioni con nuove realtà produttive. Lo stilista apre nuovi atelier nelle più importanti città della moda internazionali, tra cui Parigi, Tokyo, Ginevra, New York e Losanna.  

Dagli anni Settanta in poi Valentino veste le donne più famose del mondo ed apre boutique a New York, Parigi, Ginevra, Losanna, Tokyo. Viene creato anche un profumo che porta il suo nome, che nel 1991 sarà seguito dal profumo 'Vendetta'. Tutti vogliono Valentino. Nel 1971 è ritratto da Andy Warhol, nel 1985 riceve dal presidente della Repubblica la decorazione di Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito, nel 1986 il titolo di Cavaliere di Gran Croce, nel 1996 è nominato Cavaliere del Lavoro; nel 2006 gli viene conferita la Legion d'onore, la più alta onorificenza della Repubblica francese.  

Il terremoto per la maison arriva il 4 settembre 2007 quando Valentino dice addio alla moda. Un addio che a Roma dura tre giorni, con party kolossal al cospetto di star di Hollywood, cantanti, principesse, capi di Stato e il concerto di Annie Lennox, invitati alla mostra evento di abiti all'Ara Pacis, a una sfilata nel complesso di S. Spirito in Sassia e al galà tra le colonne del Tempio di Venere. Una celebrazione dell'ultimo imperatore' della moda che ancora oggi vive nella memoria collettiva. (di Federica Mochi) 

 

"Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto", scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

 

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Categoria: moda

17:54

E' morto lo stilista Valentino, aveva 93 anni

(Adnkronos) -  

Categoria: economia

17:45

La chiesa di Santa Maria delle Dame Monache di Capua all’Università Vanvitelli

(Adnkronos) - L’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli acquisisce al patrimonio dell’ateneo la chiesa di Santa Maria delle Dame Monache di Capua. Il monastero, adiacente alla sede del Dipartimento di Economia dell’ateneo campano, è stato consegnato oggi, 19 gennaio 2026, al rettore, Gianfranco Nicoletti, alla presenza del delegato all’edilizia, Gianfranco De Matteis, del Sindaco di Capua, Adolfo Villani, del vicesindaco ed assessore alla Pubblica Istruzione, Marisa Giacobone e della responsabile del Servizio patrimonio del Comune, Raffaella Esposito. L’acquisizione, realizzata mediante donazione modale da parte del Comune di Capua, è vincolata all’onere di destinare l’immobile alle attività proprie dell’Università, per l’accrescimento culturale dei giovani nonché per importanti iniziative di elevato livello culturale e sociale di interesse della comunità locale. 

L’obiettivo è la valorizzazione della Chiesa, attualmente in disuso, attraverso la realizzazione di una sala di rappresentanza dell’Ateneo per lo svolgimento di eventi pubblici ma anche di attività specifiche a supporto del Dipartimento di Economia. La Chiesa conventuale, conosciuta come Santa Maria delle Dame Monache, è un gioiello di architettura medievale, ubicata ad est del Corso Gran Priorato di Malta, un tempo, al di fuori della porta urbica definita Sant’Angelo.  

La sua costruzione, secondo alcuni, si farebbe risalire all’871, mentre altri studiosi la posticipano al 943, quando venne distrutto il convento di Alife in seguito ad un’incursione saracena, facendo trasferire le monache in sede capuana. L’edificio attuale presenta una pianta a croce greca a cinque navate, con bracci a terminazione curva e un portico a tre campate voltate a botte, sorretto da capitelli corinzi. La facciata è scandita da tre serliane e sormontata da un elegante fastigio barocco. Importanti ampliamenti furono realizzati tra il basso medioevo e l’età moderna: il refettorio, il dormitorio, il chiostro, il coro e il campanile (intorno al 1174); la ricostruzione della tribuna e dell’altare maggiore nel 1494; e nel XVI secolo un riassetto generale del monastero benedettino ad opera di Benvenuto Tortelli, che lo trasformò in una sorta di insula delimitata da vie pubbliche. 

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Categoria: lavoro

17:37

Bassetti: "Senza armi contro raffreddore, 2 Nobel a chi trova vaccino o farmaco"

(Adnkronos) - "Se si riuscisse a trovare un farmaco per fermare il raffreddore, o anche un vaccino per evitarlo, questo varrebbe non un premio Nobel, ma due. Infatti la sfida più grande che ci sia è trovare una terapia efficacia contro il raffreddore". Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, commenta il lavoro di un team di scienziati americani che hanno studiato il raffreddore 'alla moviola' e si sono concentrati sui meccanismi di difesa che potrebbero segnare la strada per nuove terapie. 

Lo studio su 'Cell Press Blue' spiega cosa succede nel naso attaccato dal rinovirus "apre delle possibilità enormi sia per il trattamento, lavorando sul potenziamento delle difese del sistema immunitario, che per un futuro vaccino. Oggi non abbiamo nulla che riduce i sintomi del raffreddore o eviti di farlo venire. Speriamo che questo studio porti a un passo in avanti, la forza della scienza e della ricerca è proprio questo". 

"Le mucose nasali sono degli straordinari depositi di anticorpi - sottolinea l'infettivologo - e se si riuscissero ad attivare si potrebbe ridurre i sintomi, magari con un vaccino locale". 

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Categoria: cronaca

17:24

Limes, nuovo round: Argentieri ribatte a Caracciolo

(Adnkronos) - Dopo la prima intervista su Adnkronos , che il mese scorso ha innescato un acceso dibattito pubblico, con l'uscita da "Limes" di Giorgio Arfaras, Franz Gustincich e del generale Vincenzo Camporini, Federigo Argentieri tiene a precisare le ragioni della sua rottura e a replicare alle risposte fornite in tv e sui giornali dal fondatore e direttore Lucio Caracciolo, nonché ad alcuni commenti. Al centro, non solo la linea editoriale sulla guerra in Ucraina, ma anche omissioni, scelte simboliche e un’anomalia mai chiarita: la presenza, in prima pagina, di due “corrispondenti dall’Ucraina” di cui non esistono contributi rintracciabili. 

Professore, dopo la sua intervista Caracciolo ha risposto pubblicamente. Le sue spiegazioni la convincono?  

“No. Sono risposte prevedibili, già sentite. Dire ‘raccontiamo le cose come stanno, non come vorremmo che fossero’ è uno slogan, non un’argomentazione. Qui non si tratta di desideri, ma di fatti: la Crimea e il Donbas sono aree contese. Raccontarle e colorarle come territorio russo, come avvenuto ripetutamente sulle mappe di Limes dal 2014 in poi, non è una descrizione neutra della realtà, è una scelta politica e simbolica”. 

Lei sostiene che le proteste ucraine contro quelle mappe fossero legittime.  

“Assolutamente sì. Dal 2014 l’ambasciata ucraina protestava perché la Crimea veniva rappresentata come Russia. Avevano ragione allora e hanno ragione oggi, come dimostra il fatto che quella guerra si combatte ancora. Se non fossero territori contesi, non avrebbe senso il negoziato al quale assistiamo quotidianamente. Non c’è stata alcuna abdicazione a quei territori, né giuridica né politica: inoltre, nessuna delle potenze firmatarie (Usa, Regno Unito e Russia) ha dichiarato decaduto il Memorandum di Budapest’ del dicembre 1994, che garantiva l’integrità territoriale ucraina in cambio della sua rinuncia allo status di potenza nucleare”. 

Un punto che lei considera particolarmente grave riguarda l’Holodomor.  

“È uno spartiacque. L’uso, nel 2004, di un testo letterario leggero e ironico per trattare una tragedia storica riconosciuta come genocidio – e riconosciuta ufficialmente anche dal Senato italiano nel 2023 – è stato uno sgarro grave. Nessuno ha mai chiesto conto seriamente a Caracciolo di quella scelta. Era scherno? Era sottovalutazione? Non è mai stato chiarito”. 

Lei sostiene che Limes, su altri teatri, abbia mantenuto un approccio equanime.  

“Sul Medio Oriente, sull’Asia, sull’Africa, sull’America Latina, persino su Israele in una fase drammatica, Limes ospita voci diverse e non traspare nessuna pregiudiziale. Basta guardare i numeri recenti. Questo non accade sulla Russia e sull’Ucraina, ed è questo che rende la deviazione ancora più evidente”. 

In questo contesto lei solleva una questione nuova: i corrispondenti dall’Ucraina.  

“Sì, ed è una questione semplice e fattuale. In prima pagina di Limes, dove c’erano i nostri nomi e dove tuttora sono indicati vari personaggi ormai deceduti (ai tre che voi già avevate contato si aggiungono anche Giandomenico Picco e Gyula L. Ortutay, che "corrispondeva" dall'Ungheria), compaiono due figure indicate come ‘corrispondenti dall’Ucraina’, Leonid Finberg e Miroslav Popovic. Eppure, dopo verifiche incrociate su numeri dedicati alla guerra russo-ucraina e sull’Ucraina stessa, non risultano loro articoli, analisi, reportage. La domanda è legittima: esistono? Scrivono? Vengono interpellati? O sono nomi puramente ornamentali? Per giunta, esiste da anni (ma non dall’inizio) nientemeno che un ‘coordinatore Russie’, al plurale, un termine surreale che non si sentiva dai tempi dell’impero zarista”. 

E' un problema dichiarare collaboratori che non collaborano?  

“Se tu dici di avere corrispondenti sul campo e poi non ne emerge alcuna voce, si crea un problema di trasparenza editoriale. Soprattutto se hai fatto domanda per essere classificato come rivista scientifica. Come ha rilevato su Startmag Gregory Alegi, docente di Storia alla Luiss, Limes è nell'elenco delle pubblicazioni scientifiche certificate dall'Anvur, l'agenzia pubblica che tra le altre cose valuta se le riviste rispettano determinati criteri e requisiti (e, a quanto afferma Alegi, la rivista diretta da Caracciolo non li rispetterebbe). Soprattutto su una guerra che viene continuamente raccontata come se fosse una partita tra tifoserie. Un termine - "tifo" - che considero gravemente fuorviante”. 

Perché?  

“Difendere l’Ucraina non è “tifo”. Era “tifo” ascoltare Radio Londra durante la Seconda guerra mondiale? Era “tifo” auspicare e approvare lo sbarco in Sicilia, in Normandia? Oppure augurarsi la caduta del muro di Berlino e delle dittature est europee? Qui si parla di autodifesa, di diritto internazionale, di Carta delle Nazioni Unite. Ridurre tutto a una logica da stadio è un errore culturale profondo”. 

Lei parla di una lettura distorta anche dell’articolo 11 della Costituzione.  

“L’articolo 11 non dice solo ‘l’Italia ripudia la guerra’. Dice che ripudia la guerra come offesa alla libertà di altri popoli. E infatti riconosce il diritto all’autodifesa del popolo aggredito, in linea con la Carta dell’Onu. Ignorare questo significa travisare la Costituzione e il diritto internazionale”. 

Un’altra critica riguarda i titoli e i numeri di Limes sulla guerra.  

“Titoli come ‘Stiamo perdendo la guerra’, (che sarebbe anche una buona notizia se si riconoscesse di appoggiare la Russia), o ‘Fine della guerra’ non sono neutrali. Preparano psicologicamente il lettore a un esito, suggeriscono una conclusione. Non è analisi, è orientamento. E quando lo fai su un conflitto in corso, devi sapere che stai prendendo posizione”. 

Ma la domanda che in molti hanno fatto è: perché le vostre dimissioni e le prese di distanza arrivano solo ora?  

“Non arrivano solo ora. Molti se ne erano accorti prima. Ma quando c’è di mezzo un’amicizia, una storia comune, si tende a consumare ogni possibilità di confronto prima di uscire allo scoperto. È quello che ho fatto anch’io. Inoltre, mi risulta che almeno altri tre esponenti dei due organi editoriali abbiano intenzioni analoghe”. 

In sintesi, qual è il punto centrale della sua critica?  

“È molto semplice: Limes ha mantenuto la sua qualità e il suo equilibrio originari ovunque, tranne che su Russia e Ucraina. Lì si è verificato, da due decenni, un atteggiamento sistematicamente sbilanciato. Le dichiarazioni di solidarietà provenienti da ambienti culturali russi lo confermano. Non è un’accusa ideologica, è una constatazione”. (di Giorgio Rutelli) 

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Categoria: internazionale/esteri

17:21

Groenlandia, Trump minaccia ancora: "Dazi agli europei? Lo farò al 100%"

(Adnkronos) - "Lo farò, al 100%". Così Donald Trump ha risposto a Nbc News che gli chiedeva se andrà avanti con i suoi piani di colpire con i dazi i Paesi europei che hanno mandato militari in Groenlandia, in assenza di un accordo che ceda il controllo dell'isola territorio autonomo danese agli Stati Uniti. 

"L'Europa dovrebbe concentrarsi sulla guerra con la Russia e l'Ucraina, perché, francamente, vedete come è andata. È su questo che l'Europa dovrebbe concentrarsi, non sulla Groenlandia", le parole del presidente americano, che sulla possibilità di ricorrere alla forza per acquisire l'isola ha replicato con un "no comment".  

Trump ha poi rincarato la dose sulla polemica per la mancata assegnazione del Nobel per la Pace, accusando direttamente la Norvegia di influenzare la scelta del premio, nonostante le smentite ufficiali di Oslo. Dopo la lettera inviata al premier Jonas Gahr Store, il presidente americano ha ribadito le sue accuse anche nell'’intervista a Nbc News: "La Norvegia lo controlla eccome, anche se dicono il contrario. Sostengono di non avere nulla a che fare con la decisione, ma decidono tutto loro". Un’affermazione che contraddice le ripetute spiegazioni del governo norvegese, secondo cui il Nobel è assegnato da un comitato indipendente e non dall’esecutivo.  

Eventuali ritorsioni europee ai dazi annunciati da Trump sarebbero in ogni caso "molto imprudenti", ha intanto avvertito il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, parlando con i giornalisti a margine del World Economic Forum di Davos. "Ero in viaggio e non sono stato in contatto con i funzionari europei – ha spiegato – ma ho parlato con il presidente Trump e, a quanto pare, stanno arrivando molte richieste. Penso che tutti dovrebbero prendere sul serio le parole del presidente". 

Bessent ha inoltre definito una "bufala totale" l’ipotesi secondo cui il desiderio di Trump di acquisire la Groenlandia sarebbe legato alla mancata assegnazione del Nobel per la Pace. 

Dopo la minaccia di Trump, l'Europa sta intanto preparando delle contromisure. Secondo quanto ha affermato il vice portavoce capo della Commissione Europea Olof Gill, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, sono in corso "intense consultazioni tra i leader dell'Ue", "la priorità è interagire" ed "evitare una escalation" nei rapporti con gli Usa, "non" cercare lo "scontro" con Washington. Ma se i dazi minacciati dagli Usa dovessero essere effettivamente imposti, l'Ue "ha strumenti a sua disposizione ed è preparata a reagire, se necessario", per "proteggere gli interessi" dell'Unione, ha affermato. Alla domanda se siano previsti incontri tra von der Leyen e Donald Trump a Davos questa settimana, nel contesto del World Economic Forum, il portavoce ha risposto di non essere "al corrente di alcun incontro" programmato, il che non esclude la "possibilità" che un incontro tra i due si tenga. 

Trump avrebbe ammesso con il premier britannico Keir Starmer di essere stato "male informato" sulle ragioni del recente dispiegamento di militari europei in Groenlandia. Secondo quanto riferito a Sky News da fonti britanniche dopo la telefonata di ieri tra i due leader, il presidente americano avrebbe riconosciuto che le truppe inviate sull’isola non rappresentano una provocazione contro gli Stati Uniti, come inizialmente temuto. 

La minaccia di dazi lanciata da Trump nel fine settimana era stata motivata proprio dalla presenza di un piccolo contingente europeo in Groenlandia, definita dal presidente come schierata "per ragioni sconosciute". Starmer ha cercato di chiarire che il dispiegamento risponde invece a preoccupazioni di sicurezza condivise con Washington e non a un tentativo di contrastare gli Stati Uniti. Londra e altri alleati lavorano ora a individuare una "via d’uscita" diplomatica per convincere Trump a ritirare la minaccia tariffaria e tornare a un dialogo più misurato. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

17:15

Vicenzaoro, consegnati i VO Awards

(Adnkronos) - Si è svolta ieri pomeriggio al Teatro Palladio la cerimonia di premiazione della prima edizione dei VO Awards, il riconoscimento ufficiale di Vicenzaoro, promosso da Italian Exhibition Group che valorizza creatività, innovazione, sostenibilità ed eccellenza manifatturiera del gioiello contemporaneo. I vincitori sono stati selezionati da una giuria tecnica composta da esperti del settore, affiancata dal voto di buyer e visitatori nei giorni di manifestazione. 

I premiati per categoria: Best in Icon – One of a Kind Jewellery a Alessio Boschi con Anello Jubilee, Best in Icon – High End Jewellery a Cammilli Firenze con Hypnose Ring, Best in Look – Fashion Jewellery a Mesh per Anello Lisa – The Knot Edit, Best in Look – Fine Jewellery a Marcela Salvador con Collana Ciuri, Best in Creation – Gold Manufacturing a D’Orica per la creazione Collana Ely Torchon 0141, Best in Creation – Silver Manufacturing ad Aurum con Anello Argento 960, Best in Special – Chain a Better Silver con Tennis Fine Precision; Best in Special – Young (Under 30) a Plah per Guacamaya Earrings.  

Durante l’evento Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di IEG ha spiegato che "i VO Awards nascono come progetto profondamente identitario per Vicenzaoro. Un riconoscimento che considera il gioiello come sintesi di prodotto, processo, innovazione e saper fare artigiano. Celebriamo le persone e le filiere che rendono possibile l’eccellenza del nostro settore». 

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Categoria: economia

17:14

Katia Ricciarelli: "Faccio ancora sogni erotici ma senza dare volti"

(Adnkronos) - ''Nel giorno del mio compleanno, 40 anni fa, sposai Pippo Baudo, mi feci un bel regalo. Il tempo era poco, io subito dopo dovevo andare in Russia per una turné e allora gli dissi: ci sposiamo e il giorno dopo partiamo. Lui in Russia si divertì da morire, faceva andare su e giù il sipario del teatro Bolshoi in continuazione, fu divertentissimo''. A raccontarlo, il giorno dopo il suo 80esimo compleanno, è Katia Ricciarelli, intervistata da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari a 'Un Giorno da Pecora', su Rai Radio1.  

Le sono mancati i suoi auguri? ''Negli ultimi anni no. Ogni tanto forse ero io a provare a mandare a Pippo dei messaggi, in cui chiedevo di potergli fare gli auguri, visto che, non so perché, non potevo parlarci direttamente''. Recentemente ha raccontato che spesso i suoi sogni sono a tema sessuale: ''Io sogno tantissimo, ogni notte, un po' di tutto. In quei casi non sogno qualcuno in particolare, è un qualcuno senza un viso. D'altra parte io sono sola, non ho uomini, vivo col mio cane: è troppo faticoso avere un uomo, io ho già dato". 

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Categoria: spettacoli

17:10

Oreficeria: Federpreziosi, in 2025 fatturato gioiellerie italiane a 7,4 mld

(Adnkronos) - Il fatturato complessivo delle gioiellerie italiane nel 2025 è stimato in circa 7,4 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente, per effetto dell’aumento delle materie prime. Sempre a fine 2025 risultano attive 11.842 gioiellerie in Italia, in calo rispetto all’anno precedente, non per una riduzione della domanda, ma per un processo di razionalizzazione e stabilizzazione del tessuto imprenditoriale. È la fotografia fatta da Federpreziosi durante l’evento Perché gli italiani non comprano gioielli, che si è tenuto oggi a Vicenzaoro, salone internazionale di IEG in scena al quartiere fieristico berico fino a domani. Lo stesso fenomeno - si sottolinea - si riflette sull’occupazione: gli addetti del settore, 30.600 a fine 2025, diminuiscono ma in misura meno marcata rispetto al numero delle imprese, grazie a una maggiore concentrazione del lavoro e stabilità organizzativa. L’incontro, moderato da Steven Tranquilli, direttore di Federpreziosi Confcommercio, ha visto gli interventi di Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi Confcommercio, PierLuigi Ascani, presidente di Format Research, e di alcuni operatori del settore. 

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Categoria: economia

16:40

Nel 2025 diminuiscono omicidi e femminicidi, i dati del Viminale

(Adnkronos) - Sono stati 286 gli omicidi commessi nel 2025. Tra le vittime, 97 sono donne: di queste, 85 sono state uccise in ambito familiare/affettivo (62 delle quali hanno trovato la morte per mano del partner o ex partner) È quanto emerge base ai dati del Ministero dell’Interno. Rispetto all’anno precedente, si registra un calo del 15% nei delitti che da 335 passano a 286, con una diminuzione ancora più evidente delle vittime di genere femminile che da 118 scendono a 97 (-18%). 

Anche i delitti commessi in ambito familiare/affettivo, fanno rilevare un decremento sia del numero degli eventi, che da 158 scendono a 128 (-19%), che delle vittime di genere femminile che da 101 passano a 85 (-16%). Gli omicidi commessi dal partner o ex partner nel 2025 fanno registrare, rispetto all’anno precedente, un leggero decremento passando da 72 a 71 (-1%), mentre le relative vittime di genere femminile fanno rilevare lo stesso valore in entrambi gli anni a raffronto (62).  

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Categoria: cronaca

16:10

Lutto per Stefano De Martino: è morto il padre Enrico, il suo primo maestro

(Adnkronos) - Lutto per Stefano De Martino, il popolare presentatore di 'Affari tuoi' su Rai 1. È morto questa mattina il padre Enrico, all'età di 61 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos dall'entourage del noto volto della tv pubblica. Il papà era malato da tempo e le sue condizioni di salute erano peggiorate negli ultimi mesi. 

In gioventù ballerino professionista, Enrico De Martino ha dedicato tutta la vita alla danza, collaborando con scuole e compagnie della Campania e danzando anche al Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2025 gli era stato conferito al Teatro Verdi di Salerno il premio alla carriera nell'ambito della XXIV edizione del Premio Salerno Danza, sotto la direzione artistica di Corona Paone, étoile del San Carlo, e Luigi Ferrone, primo ballerino del Massimo partenopeo. Enrico De Martino ricordava con orgoglio il proprio percorso artistico e la sua carriera interrotta a 25 anni, quando la moglie gli annunciò di essere incinta di Stefano. "A quel punto ho dovuto assumermi una responsabilità. La danza è diventata un hobby, ma ho fatto di tutto perché Stefano potesse vivere quella passione", aveva spiegato in un'intervista al 'Corriere della Sera'. Fino ai 40 anni, Enrico De Martino aveva combinato la danza con l'attività di ristoratore, continuando a collaborare con varie scuole della Campania. 

Il rapporto tra Stefano De Martino e il padre è stato negli anni profondo e complesso. Più volte il conduttore ha raccontato come Enrico fosse inizialmente contrario alla sua scelta di intraprendere la carriera nella danza, ritenuta troppo dura e incerta. Una posizione spiegata dallo stesso Enrico in diverse interviste, nelle quali aveva sottolineato le difficoltà fisiche e mentali del mestiere. Con il tempo, il legame tra padre e figlio si è progressivamente rafforzato, trovando un nuovo equilibrio soprattutto dopo la nascita di Santiago, che ha contribuito a rendere il rapporto più disteso e consapevole. Enrico ricordava anche la soddisfazione di vedere il figlio affermarsi come conduttore televisivo: "Ho seguito tutta la sua evoluzione, passo dopo passo. Vederlo condurre programmi importanti è una gioia enorme. Il regalo più grande è che è rimasto la persona che era, senza montarsi la testa". Tra i ricordi più preziosi, anche quello del primo incontro con Maria De Filippi, talent scout di Stefano ad "Amici": "Fu un bell’incontro. Mi chiese se ero contento della carriera di mio figlio e cosa potevo rispondere? Contentissimo". E il padre amava sottolineare come il successo di Stefano non abbia cambiato la sua umanità: "Ci ha sempre fatto bei regali, ma il dono più grande è che è rimasto il ragazzo che conoscevamo". 

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Categoria: spettacoli

15:56

Bassetti di nuovo contro Belen, nel mirino una 'cura anti-age'

(Adnkronos) - Matteo Bassetti di nuovo all'attacco di Belen Rodriguez. Tre giorni fa l'infettivologo aveva commentato un post della showgirl che raccontava sui social di essere rimasta per 3 giorni a letto, immobilizzata da febbre e tosse, con considerazioni vaghe sui vaccini. "Chi fa spettacolo si occupi di quello e lasci a medici e sanitari le questione sanitarie. Se Belen avesse fatto il vaccino dell'influenza, probabilmente avrebbe avuto meno problemi", aveva detto l'infettivologo. 

 

In un video pubblicato oggi su Facebook, Bassetti 'prende di mira' un trattamento fatto da Belen: "Un mese fa si mostrava sui social in poltrona con una flebo mentre le iniettavano la nicotinammide adenina dinucleotide (Nad), un trattamento che a parete di sogni ringiovanisce. La Signora Belen critica i vaccini, ma si è mai chiesta quali sono le evidenze scientifiche del NADH?", scrive l'infettivologo che nel video ricorda che si parla di "una cura che ringiovanisce": "Bene sono andato a guardare se ci fossero dei dati, delle evidenze scientifiche che la supportavano negli esseri umani. Bene, zero".  

"Ormai lo sport nazionale è criticare i vaccini", facendo un riferimento anche a Ether Parisi. "Si criticano i vaccini e poi si fa la terapia anti-age, si prendono tanti altri farmaci che hanno decisamente meno evidenza. Cerchiamo di avere un po' di educazione e di restare nel proprio, senza volere continuamente fare lo scienziato", conclude Bassetti.  

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Categoria: cronaca

15:35

Valeria Marini canta, Fiorello ride e la mamma della showgirl gli dà ragione

(Adnkronos) - Valeria Marini canta, Fiorello ride e, Gianna Orrù, la mamma della showgirl, si schiera a La volta buona. Le performance canore di Valeria Marini diventano un segmento de La pennicanza, il programma radiofonico di Fiorello.  

"Sentite la versione di 'Brava' di Mina cantata da Valeria Marini... Pensate, quando Mina ha sentito questa versione di Valeria Marini si è rotolata nel letto. Mina non esce mai da Lugano ma quando ha sentito questa versione si è messa in viaggio verso Roma. 'Che vieni a fare?', le ho chiesto. 'Io sono contro la violenza ma questa volta farò un'eccezione'", la 'ricostruzione' di Fiorello. Quindi, ecco l'audio della versione di 'Bambola' interpretata da Valeria Marini a Domenica In. "Signori, la bambola è morta!", annuncia Fiorello. 

Mentre scorrono le immagini, nello studio di La volta buona Gianna Orrù ascolta e commenta. Il verdetto della mamma di Valeria Marini è senza appello: "Ha ragione Fiorello a prendere in giro Valeria. Ma perché si mette a cantare? Vada a lezione, si studia e si impara a cantare, come tutte le cose". 

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15:16

Julio Iglesias chiede l'archiviazione dell'indagine per presunti abusi

(Adnkronos) - Julio Iglesias ha chiesto l'archiviazione dell'indagine aperta nei suoi confronti per presunte aggressioni sessuali, sostenendo l'assenza di giurisdizione dei tribunali spagnoli e, di conseguenza, della Procura dell'Audiencia Nacional di Madrid. È quanto emerge da un atto depositato oggi, lunedì 19 gennaio, e visionato dai media spagnoli. 

Secondo la difesa dell'82enne cantante spagnolo, le presunte vittime avrebbero dovuto presentare denuncia nei luoghi in cui i fatti sarebbero avvenuti, ovvero nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas, dove le due ex collaboratrici affermano di aver subito abusi nel 2021 mentre lavoravano per l'artista. Iglesias ha sempre respinto ogni accusa. 

Nel documento, composto da 15 pagine e indirizzato al procuratore capo dell'Audiencia Nacional, l'avvocato dell'artista, Javier Choclán, definisce "non ammissibile" che la Procura continui ad assumere una competenza "di cui è notoriamente priva". Oltre all'archiviazione, la difesa chiede l'accesso immediato agli atti dell'indagine e una partecipazione attiva al procedimento. 

L'avvocato Choclán, legale di molti vip tra cui il calciatore Cristiano Ronaldo, denuncia inoltre un grave "pregiudizio reputazionale" per il suo assistito, sostenendo che le denuncianti avrebbero diffuso il contenuto della denuncia attraverso fughe di notizie e interviste alla stampa, rendendo il caso di imputazione di dominio mediatico prima ancora di qualsiasi decisione giudiziaria. Una circostanza che, secondo la difesa, avrebbe amplificato il danno all'immagine pubblica del cantante. 

Nel testo viene anche contestata la possibilità che le presunte vittime vengano ascoltate come testimoni protetti pur avendo scelto, secondo l'avvocato, di esporsi mediaticamente. Una situazione definita "processualmente anomala", dal momento che - si legge negli atti - la trasformazione volontaria del caso in un tema di dibattito pubblico farebbe venir meno le condizioni per l'anonimato nei confronti dell'indagato. La difesa insiste infine sulla necessità che Julio Iglesias possa essere presente durante eventuali dichiarazioni delle denuncianti, al fine di dimostrare quella che definisce la "falsità" delle accuse. "Il diritto a una difesa immediata è evidente e non ammette ritardi", si afferma nel documento depositato in tribunale. 

Iglesias si riserva inoltre la possibilità di intraprendere ulteriori azioni legali per tutelare i propri diritti, denunciando quello che considera un uso abusivo dello strumento penale e campagne mediatiche che, in assenza di una decisione giudiziaria, gli starebbero causando un danno personale e reputazionale "difficilmente riparabile". (di Paolo Martini) 

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15:14

Caso Garlasco, difesa Stasi: "Analisi Poggi irrilevanti, faremo accertamenti su pc Chiara"

(Adnkronos) - La difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, prende le distanze dai nuovi approfondimenti informatici diffusi dai consulenti della famiglia della vittima. Secondo quanto sostenuto, l’ipotesi di un accesso alla cartella 'Militare' presente sul computer di Stasi la sera del 12 agosto 2007, alla vigilia del delitto di Garlasco, "oltre ad essere totalmente irrilevante in considerazione del rapporto tra Alberto e Chiara, va considerato con grande cautela, come certamente sanno i consulenti di parte che lo hanno fornito alla stampa". 

In una nota, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis spiegano di aver "incaricato un consulente informatico di parte per effettuare nuovi accertamenti, soprattutto sull’accesso al file della tesi, in ipotesi avvenuto tra le 22.09 e le 22.14". Dai primi riscontri, riferisce la difesa,"il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia". "All’esito delle analisi, la difesa Stasi si riserva tutte le azioni necessarie per la tutela dei diritti del proprio assistito, nonché il deposito dei risultati ottenuti in tutte le sedi competenti" si legge nella nota degli avvocati. 

"La difesa Stasi estenderà l’analisi forense, a questo punto, anche al computer di Chiara Poggi, per tutto quanto di interesse. Se un incidente probatorio deve essere promosso, infatti, alla luce delle nuove indagini in corso, è proprio su questo computer e non certo su quello di Alberto Stasi, che non potrà in nessun caso essere riprocessato e che, peraltro, è già stato oggetto di decine di consulenze e persino di due perizie, tutti documenti in atti". 

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