Live Streaming

ULTIM'ORA

09:04

Easyjet, Antitrust avvia istruttoria per pratica commerciale scorretta

(Adnkronos) - L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di easyJet Airline Company Limited per una pratica commerciale scorretta. La società, sottolinea l'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, "avrebbe strutturato - sul proprio sito internet https://www.easyjet.com/ite sulla propria app - la procedura di acquisto online del servizio accessorio di trasporto in stiva di bagagli e/o attrezzatura sportiva, per viaggi di andata e ritorno, pubblicizzando solo il prezzo medio del servizio e proponendo come opzione di default l’acquisto cumulativo del servizio per entrambe le tratte, anche quando non effettivamente interessato".  

Il consumatore, rileva l'Authority, "sarebbe così indotto in errore sull’effettivo prezzo del sevizio per ciascuna tratta di viaggio e, nel caso voglia acquistare il servizio accessorio per una sola delle tratte, dovrebbe attivarsi per superare la scelta di default operata da easyJet, interrompendo la procedura di prenotazione online (tramite sito o app)".  

Secondo l’Autorità, questa condotta "potrebbe costituire una pratica commerciale ingannevole e aggressiva, ai sensi degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo". L’avvio dell’istruttoria "segue una moral suasion alla quale easyJet non si è conformata", sottolinea l'Antitrust. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

08:33

Trump, oggi il checkup tra dubbi e domande: "Io sto benissimo"

(Adnkronos) - "Sto benissimo". Donald Trump e gli esami medici, nuova puntata. Oggi, 26 maggio il presidente degli Stati Uniti, 80 anni il 14 giugno, si sottopone al terzo checkup programmato negli ultimi 13 mesi. Trump, il più anziano presidente ad insediarsi alla Casa Bianca, è atteso al Walter Reed National Military Medical Center per una serie di controlli e per una visita dentistica, come ha anticipato la Casa Bianca all'inizio di maggio. 

Lo scorso anno, Trump si è sottoposto ai controlli nel mese di aprile. Ad ottobre 2025 è tornato per un approfondimento 'programmato', che ha però alimentato discussioni sulle reali condizioni dell'uomo più potente del mondo. All'inizio del 2026, Trump ha chiarito di essersi sottoposto ad un controllo, non è chiaro quale sia stato l'esame nel dettaglio. Il medico del presidente, il dottor Sean Barbabella, ha affermato che gli esami sono serviti per "escludere in maniera definitiva problemi cardiovascolari". 

 

Negli ultimi mesi, hanno avuto ampio risalto le immagini che hanno documentato lividi sulle mani di Trump. Un effetto collaterale associabile alla somministrazione massiccia di cardioaspirina per prevenire rischi cardiovascolari. Il numero 1 della Casa Bianca ha ammesso di assumere dosi superiori a quelle raccomandate. Il presidente americano deve convivere anche con l'insufficienza venosa che si manifesta con un evidente gonfiore alle caviglie. Sarebbe indicato il movimento per contrastare il problema, ma Trump non ha mai nascosto lo scarso feeling con l'esercizio fisico. In questo quadro, integrato da due visite dentistiche in Florida di routine, la Casa Bianca ha ripetutamente affermato che il paziente speciale è "in eccellenti condizioni di salute". Il presidente, inoltre, continua a sottolineare gli ottimi risultati ottenuti nei test cognitivi a cui si è sottoposto nel corso dei precedenti controlli al Walter Reed. 

 

Dichiarazioni e comunicati, però, non sembrano sufficienti per cancellare dubbi e scetticismo. Su X, periodicamente, spuntano video e foto che ritraggono Trump con gli occhi semichiusi durante eventi e appuntamenti. "Questa Casa Bianca sembra proprio non voler riconoscere l'esistenza di nessuna questione, ma le persone anziane sviluppano problemi di salute e il presidente ha quasi 80 anni", ha affermato il dottor Jonathan Reiner, per anni cardiologo dell'ex vicepresidente Dick Cheney, al Washington Post. "Sembra esserci una mancanza di sincerità da parte della Casa Bianca", ha aggiunto. Anche i cittadini probabilmente cominciano a porsi qualche domanda. Secondo un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos condotto ad aprile, il 40% degli americani ritengono che Trump abbia la lucidità necessaria per svolgere il proprio ruolo. A settembre dello scorso anno, il giudizio positivo era espresso dal 47% del campione. Per il 44%, ad aprile, il presidente è in buona salute. A settembre 2025, lo pensava il 54%. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

08:19

Vladimiro Crisafulli è il nuovo sindaco di Enna, vince senza il simbolo del Pd

(Adnkronos) - E' Vladimiro Crisafulli detto Mirello il nuovo sindaco di Enna. Sostenuto dal centrosinistra, ma orfano del simbolo del Pd, ha ottenuto 9.975 voti, il 64,11% delle preferenze. Si è fermato al 32,23% il candidato del centrodestra Ezio De Rose.  

"Il simbolo del Pd a Crisafulli? Siamo un partito, è acqua passata. Adesso bisogna parlare di come si amministra Enna". Così intervistato da Telecolor il segretario regionale del Pd siciliano Anthony Barbagallo.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

08:05

Estate all'improvviso e senso di debolezza, il medico: "Il fisico non ha tempo di adattarsi"

(Adnkronos) - Testa ovattata, senso di debolezza, malessere generale. Il clima estivo che arriva improvvisamente può metterci a dura prova. "È il problema che si percepisce quando si passa da una temperatura di tipo primaverile a un caldo repentino, con 6-8 gradi di sbalzo. In questi casi ovviamente il nostro organismo non ha il tempo di adattarsi. Veniamo esposti a uno stress ambientale maggiore del solito", sottolinea all'Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina Interna all'università Sapienza di Roma, che spiega il senso di disagio che molte persone avvertono con il rapido arrivo di giornate dal clima estivo.  

 

Ciò che accade al nostro corpo con il caldo, descrive l'esperto, "è un fenomeno di importante vasodilatazione. Questo perché il corpo deve mantenere la temperatura entro limiti normali. Quando all'esterno il termometro sale, l'organismo mette in atto tutte le reazioni per tenere la temperatura costante. Quindi si crea vasodilatazione, il che vuol dire che si abbassa la pressione. Se oltre al caldo c'è anche un tasso di umidità elevato, si ha poi una maggiore sudorazione a cui si aggiunge una perdita di liquidi attraverso il respiro. Di conseguenza bisogna bere moltissimo per reidratare, altrimenti tra la vasodilatazione e la perdita di liquidi la pressione si abbassa moltissimo. Di conseguenza si possono avere svenimenti, ipotimia o delle vere e proprie sincopi".  

 

Il buonsenso, in questi casi, "è il miglior consigliere. La prima precauzione è sicuramente evitare di esporsi alle temperature maggiori sottovalutando il problema", raccomanda Sesti. Il suggerimento è "camminare all'ombra e scegliere luoghi ventilati, perché la ventilazione aiuta a disperdere il calore meglio". All'interno, invece, "è bene a far circolare l'aria in modo da avere temperatura ambientale più accettabile". L'altra raccomandazione "è quella di evitare pasti particolarmente pesanti da digerire, con carichi di alimenti che richiedono più energia per essere digeriti, ovvero grassi e proteine. Meglio mangiare frutta, verdura, molta insalata. Anche perché questi alimenti contengono sali minerali, vitamine, liquidi".  

L'altro elemento che ci aiuta a difenderci è l'abbigliamento: "È bene usare dei vestiti che traspirano, con fibre naturali, essenzialmente cotone e lino, perché aiutano a mantenere bassa la temperatura durante le attività normali, anche quando si sta al chiuso", conclude il medico internista. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

07:54

Podcast, libri, serie e programmi tv: in Italia è ‘crime mania’

(Adnkronos) - Dai podcast che battono ogni record di ascolto alle serie tv evento, dai bestseller che dominano le classifiche ai programmi che hanno fatto la storia del piccolo schermo. In Italia la 'crime mania' non è più una semplice tendenza, ma un imponente fenomeno culturale ed economico che contagia ogni media. Un'attrazione per il mistero, il crimine e la cronaca nera che trova conferma nei numeri del mercato, nei palinsesti e nelle scelte di un pubblico sempre più affamato di indagini e racconti dal lato oscuro. 

A guidare questa nuova onda sono soprattutto i podcast. Fenomeni come ‘Indagini’ de Il Post, con la voce pacata e precisa di Stefano Nazzi, o i racconti virali di Elisa De Marco con il suo ‘Elisa True Crime’, hanno trasformato complesse vicende giudiziarie in narrazioni avvincenti per milioni di ascoltatori. Un successo confermato dalle classifiche di Spotify, che per il terzo anno consecutivo incoronano ‘Elisa True Crime’ come podcast più ascoltato in Italia, seguito proprio da ‘Indagini’. Il successo è tale da aver superato i confini dell'audio, traducendosi in libri bestseller e tour teatrali che registrano il tutto esaurito. 

Il mondo dell'editoria, d'altronde, non solo conferma ma certifica il trend. Secondo il più recente Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia dell'Associazione Italiana Editori (Aie), il genere 'crime' è uno dei motori principali del mercato. Analizzando la narrativa italiana e straniera, il valore complessivo della categoria (giallo, thriller e horror) è cresciuto in modo esponenziale, passando dai 97,2 milioni di euro del 2019 ai 111,9 milioni di euro del 2024. Anche la sola narrativa italiana di genere thriller e giallo mostra la sua solidità, passando da un valore di 48,4 milioni di euro nel 2019 a 48,6 milioni nel 2024. Il dato sulla lettura è altrettanto eloquente: con quasi 3 milioni di appassionati, il giallo si conferma la categoria più corposa, seconda solo ai romanzi. A queste analisi si aggiungono le rilevazioni dell'Associazione Librai Italiani (Ali), secondo cui tra i libri più venduti a livello nazionale nei primi mesi dell'anno figurano stabilmente le opere di giallisti di punta come Piergiorgio Pulixi, Maurizio De Giovanni e Alessandro Robecchi, a testimonianza di come il pubblico premi gli autori specializzati nel genere.  

La televisione, da parte sua, cavalca da sempre questo interesse. Programmi storici come ‘Chi l'ha visto?’, in onda dal 1989, rappresentano l'archetipo del genere, unendo servizio pubblico e racconto popolare con una base di pubblico fedelissima, come dimostra l'11% di share (1.647.000 spettatori) dell’ultima puntata. A questo si affiancano format più recenti come ‘Belve Crime’ che intercetta la curiosità del pubblico attraverso interviste-interrogatorio. 

Ma è sulle piattaforme streaming che il genere raggiunge il suo apice produttivo. Il filone delle docu-serie e delle fiction ispirate a fatti reali domina l'offerta, con titoli di grande richiamo. Ne sono un esempio le serie Netflix, come ‘Vatican Girl’ sul caso Orlandi, la miniserie evento ‘Il Mostro’ di Stefano Sollima, che nel 2025 ha riacceso i riflettori sul Mostro di Firenze. Sulla stessa piattaforma trovano spazio ricostruzioni come ‘Marta – Il delitto della Sapienza’ e la docu-serie ‘Il Caso Yara’ sull'omicidio di Yara Gambirasio.  

Anche Disney+ ha ampliato il suo catalogo crime con titoli come ‘Avetrana - Qui non è Hollywood’ sul delitto di di Sarah Scazzi, 'The Twisted Tale of Amanda Knox', la storia della studentessa americana accusata dell'omicidio della sua coinquilina Meredith Kercher, e la recente produzione originale ‘World Wide Mafia, ‘Ndrangheta’. Quest'ultima, attraverso l'accesso esclusivo alle indagini del magistrato Nicola Gratteri, racconta la lotta dello Stato contro la criminalità organizzata calabrese, culminata nel maxiprocesso ‘Rinascita Scott’. 

La Rai, con la sua piattaforma RaiPlay, partecipa con progetti come ‘Dark Lines’, che utilizza la graphic novel per narrare otto casi di femminicidio, tra cui quelli di Meredith Kercher ed Elisa Claps. Anche i grandi network internazionali guardano all'Italia: Hbo ha infatti in cantiere due attese miniserie. La prima è ‘Melania’ con Maria Esposito (‘Mare Fuori’) nei panni di Melania Rea; la seconda è ‘Saman – La verità nascosta’, che racconterà la straziante lotta per la libertà della giovane pachistana uccisa dalla famiglia per aver rifiutato un matrimonio combinato. Da ‘Vatican Girl’ a ‘Melania’, dunque, l'industria audiovisiva continua a investire su storie che attingono dalla cronaca, trovando nel pubblico una fame insaziabile di inquietante intrattenimento. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

07:53

Carburanti, stangata prezzi in 10 anni: diesel +75,5% e benzina +38%

(Adnkronos) - In Italia il prezzo medio del gasolio è salito in 10 anni del +75,5%, contro una media Ue del +69,2%, mentre la benzina costa il 38% in più rispetto al 2016, al netto degli sconti sulle accise disposti dal governo per far fronte all'emergenza in Medio Oriente. E' quanto segnala il Codacons, che sulla base dell’ultimo report della Commissione Europea ha analizzato l’andamento dei prezzi dei carburanti nei vari Stati membri. Lituania e Lettonia sono i Paesi europei dove i listini alla pompa hanno subito i rincari maggiori negli ultimi 10 anni, mentre Malta, grazie ai prezzi amministrati dallo Stato, è l’unico Paese dove i prezzi sono rimasti quasi fermi, con una crescita di appena il 4,3% per il gasolio, rivela il Codacons.  

Mettendo a confronto i listini di metà maggio 2016 con quelli della settimana del 18 maggio 2026 rilevati dalla Commissione Ue, si scopre che per un pieno di gasolio si spendono in Italia 35,7 euro in più rispetto a 10 anni fa, conto che salirebbe a +48 euro senza il taglio delle accise da 24,4 centesimi di euro in vigore fino allo scorso 22 maggio. Per la benzina, invece, la maggiore spesa per un pieno rispetto al 2016 risulta pari a +24,5 euro (+27,6 euro senza lo sconto sulle accise). 

Per quanto riguarda il gasolio, Lituania e Lettonia sono i Paesi che detengono il primato degli aumenti in Europa, con il prezzo medio del diesel salito da maggio 2016 a maggio 2026 del +106%, seguiti da Paesi Bassi (103%) e Lussemburgo (102%), nazioni dove i listini del gasolio sono più che raddoppiati in 10 anni - spiega il Codacons – Male anche Francia, Belgio e Bulgaria con aumenti superiori al 90%. Se la media Ue di aumento si ferma nello stesso periodo al 69,2% l’Italia, grazie al taglio delle accise da 24,4 centesimi, risulta al penultimo posto nella classifica europea dei rincari, segnando un +56,3%. Anche sul fronte della benzina, i Paesi più penalizzati sono Lettonia e Lituania, che registrano dal 2016 a oggi un aumento del prezzo medio del +71,5% la prima e del +69,3% la seconda. Seguono Lussemburgo (+67%), Repubblica Ceca (66%), Estonia (+64%). L’Italia risulta al terzultimo posto con un incremento dei listini del +34%, superata da Spagna (+33,8%) e Malta (+4,7%). 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

07:42

Terremoto in Cile, la forte scossa di magnitudo 6.9

(Adnkronos) - Terremoto di magnitudo 6,9 nel Cile settentrionale. Il Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS) ha fornito questa informazione, specificando che non sono pervenute segnalazioni immediate di vittime o danni materiali. 

L'epicentro del sisma, che si è verificato alle 17.53 ora locale di lunedì, è stato localizzato nel deserto di Atacama, a una distanza di circa 31 chilometri dalla città di Calama, con una profondità focale di approssimativamente 100 chilometri, come indicato dall'agenzia statunitense. Il Servizio nazionale per la Prevenzione e la Risposta ai Disastri del Cile ha comunicato l'assenza di rischio di tsunami e ha confermato la mancata segnalazione di feriti o danni di rilievo. I media locali hanno riportato che l'evento è stato avvertito nelle regioni di Arica, Tarapacá, Antofagasta e Atacama. L'emittente TVN ha trasmesso immagini che documentavano la caduta di merci dagli scaffali dei supermercati. 

Il Cile si configura come una delle nazioni a più elevata attività sismica a livello globale. La popolazione cilena tende a considerare terremoti di magnitudo inferiore a 7 come eventi di scarsa preoccupazione. Nel 1960, la città meridionale di Valdivia subì devastazioni in seguito a un terremoto di magnitudo 9,5, che detiene il primato di più potente mai registrato e che causò 9.500 decessi. Nel 2010, un sisma di magnitudo 8,8 verificatosi al largo della costa del Cile centrale generò uno tsunami e provocò oltre 520 vittime. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

07:37

Sinner-Tabur: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Jannik Sinner esordisce al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 26 maggio, il tennista azzurro sfida il francese Clement Tabur - in diretta tv e streaming - nel primo turno dello Slam parigino, in cui lo scorso anno è stato battuto da Carlos Alcaraz, assente per infortunio, in finale dopo un'epica partita-maratona da oltre cinque ore.  

Sinner arriva all'appuntamento dopo il trionfo agli Internazionali d'Italia, dove è riuscito a battere Casper Ruud in finale conquistando il suo sesto Masters 1000 consecutivo. Il francese invece, che avrà dalla sua il sostegno del pubblico, è arrivato al torneo grazie a una wild card. 

 

La sfida tra Sinner e Tabur è in programma oggi, martedì 26 maggio, alle ore 20.15, con il match che aprirà la sessione serale del Philippe-Chatrier. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello del Roland Garros che sarà quindi il loro primo incrocio. 

 

Sinner-Tabur, come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

07:35

Morto il sassofonista Sonny Rollins, il gigante del jazz aveva 95 anni

(Adnkronos) - Addio a Sonny Rollins, il sassofonista jazz è morto a 95 anni. La notizia è stata confermata dalla sua portavoce Terri Hinte. Rollins è stato universalmente celebrato per la sua maestria improvvisativa e si annoverava tra gli ultimi grandi esponenti dell'era bebop e, al pari di John Coltrane e Charlie Parker, tra i sassofonisti più influenti del suo tempo. 

Era particolarmente apprezzato per la sua capacità di improvvisare. Riguardo alle sue doti musicali, nel 2018 dichiarò a People: "Molti di quelli con cui sono cresciuto durante la mia prima adolescenza volevamo diventare musicisti jazz, ma non avevamo il talento necessario. Era un dono. La musica è un dono. Chiunque può imparare la musica, ma solo poche persone hanno un dono tale da essere davvero abbastanza talentuose – specialmente al giorno d’oggi – da sfondare in questo mondo altamente competitivo". 

Walter Theodore Rollins, questo il suo nome di battesimo, era nato a New York nel 1930. I suoi genitori erano originari delle Isole Vergini e lo allevarono ad Harlem. Iniziò a suonare il pianoforte prima di passare al sassofono contralto, ma a 16 anni passò al tenore, lo strumento per cui sarebbe diventato famoso, per emulare il suo idolo Coleman Hawkins. 

Prima di compiere 20 anni, aveva già collaborato con grandi del jazz come Babs Gonzales, J.J. Johnson, Bud Powell, Miles Davis e Thelonious Monk, che definì il suo 'guru musicale' in un'intervista del 2013 si legge su People. “Ho suonato con Monk, ho provato con Monk e mi ha insegnato molto, era anche una persona molto buona”, spiegò. 

Negli anni '50, sviluppò una dipendenza dall'eroina. Ma nel 1954, dopo diversi arresti legati all'eroina, fu sottoposto a cure presso un ospedale per tossicodipendenti all'interno di una prigione federale a Lexington, nel Kentucky. L'ospedale, noto come 'The Narco Farm', era famoso nel mondo della musica per aiutare le persone a disintossicarsi (anche se non erano state arrestate), ed era l'unico centro di riabilitazione del Paese all'epoca. 

In seguito, si trasferì a Chicago, dove rientrò lentamente nella scena jazz mantenendo la sobrietà. “Pensavo: ‘Sono un musicista e devo essere abbastanza forte da stare in mezzo alla droga’, perché quella era la scena”, raccontò al Chicago Reader nel 2008. “Ero pulito quando lasciai Lexington, ma dovevo in qualche modo ritrovare la mia strada nella società”. 

Rollins è stato candidato ai Grammy sette volte, vincendone due. Nel 2004 ha ricevuto un Grammy alla carriera e nel 2011 il Kennedy Center Honor e la National Medal of the Arts. Nel 2017 il suo archivio personale è stato acquisito dallo Schomburg Center for Research in Black Culture presso la New York Public Library. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

07:01

Iran, Trump e gli Accordi di Abramo: una lunga storia tra fiumi di parole e realtà

(Adnkronos) - Donald Trump e gli Accordi di Abramo. Una storia che il tycoon vorrebbe si ripetesse. Era il 2020, era il primo mandato di Trump alla Casa Bianca. Bahrein ed Emirati Arabi uniti decisero di normalizzare i loro rapporti con Israele nell'ambito degli Accordi di Abramo, con la 'mano' degli Stati Uniti. Si unì poi il Marocco. Poi ancora, l'anno successivo, l'ambasciata Usa a Khartoum annunciava la firma da parte del Sudan della "Dichiarazione degli Accordi di Abramo" per spianare la strada alla normalizzazione dei rapporti con Israele. Lo scorso anno il Kazakistan è diventato il primo Paese ad annunciare un'adesione durante il secondo mandato di Trump alla Casa Bianca. "Esclusivamente nell'interesse del Kazakistan", dicevano da Astana. 

Adesso Trump parla di allargare gli Accordi ad Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania e scrive la parola "obbligatorio" dopo che nei giorni scorsi era già tornato a evocare "gli storici Accordi di Abramo". Non solo, il tycoon arriva anche a ipotizzare un coinvolgimento dell'Iran. Nella passata Amministrazione era stato Jared Kushner, genero del tycoon, l'architetto principale degli Accordi di Abramo. E Kushner resta sotto i riflettori nella 'nuova' Amministrazione Trump.  

Da tempo il presidente auspica di allargare gli Accordi e riuscire a spingere Riad verso la normalizzazione con Israele. Ma la linea della monarchia del Golfo è stata sempre caratterizzata da quella che gli osservatori descrivono come 'prudenza'. "Vogliamo essere parte degli Accordi di Abramo, ma vogliamo anche essere sicuri ci sia un percorso chiaro verso una soluzione a due Stati", verso uno stato palestinese, diceva lo scorso novembre Mbs, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, parlando dallo Studio Ovale. Nel post di ieri su Truth, il presidente degli Stati Uniti scrive che tutto "dovrebbe iniziare con la firma immediata da parte di Arabia Saudita e Qatar, e tutti dovrebbero poi seguire" Riad e Doha. Presto una fonte saudita ha ribadito alla Cnn che Riad resta sulla "stessa posizione di sempre" e ha insistito su "un percorso irreversibile verso uno stato palestinese". 

Egitto e Giordania si trovano da sempre al centro di equilibri diplomatici complessi. Hanno buoni rapporti con Washington, sono stati i primi Paesi arabi della storia a firmare trattati di pace con Israele, confinano con la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. Il Qatar, attore regionale sempre in primo piano, ha lavorato per presentare al mondo il suo ruolo di mediatore. E' stato tra l'altro protagonista dei negoziati per un cessate il fuoco nell'enclave palestinese e la liberazione degli ostaggi dopo l'attacco di Hamas in Israele del 7 ottobre 2023. Ieri, come confermato dall'agenzia ufficiale iraniana Irna, negoziatori di Teheran sono arrivati a Doha nel quadro di un "processo diplomatico" in corso per porre fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti, al conflitto iniziato con l'avvio - lo scorso 28 febbraio - di operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, a cui Teheran non ha mancato di rispondere prendendo di mira anche obiettivi nei Paesi del Golfo - e fermato da un fragile tregua. 

Ruolo di mediazione anche per il Pakistan. Nei mesi scorsi c'era chi parlava di mediatore "improbabile". Eppure il Pakistan, che vanta un'amicizia con Pechino come Teheran e una lunga e complicata storia di difficile alleanza con Washington, è riuscito a far sedere intorno allo stesso tavolo iraniani e americani dopo settimane di operazioni americane e israeliane che hanno martellato la Repubblica islamica e a cui Teheran non ha mancato di rispondere con obiettivi nei Paesi del Golfo nel mirino. C'è chi di Islamabad ha scritto di un "delicato gioco di equilibrismo diplomatico" pensando all'Iran, ma anche al patto saudita-pakistano. Con l'Arabia Saudita, eterna rivale dell'Iran nell'area, culla dell'Islam sunnita, Islamabad ha dallo scorso settembre un patto di difesa. La monarchia del Golfo è cruciale per il Pakistan anche dal punto di vista di legami economici e politici, non solo storici e religiosi.  

E c'è la Turchia. C'è chi è convinto il potenziale degli Accordi di Abramo non possa essere realizzato senza il coinvolgimento di Ankara. Ma Recep Tayyip Erdogan non ha mai risparmiato critiche al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo stesso Netanyahu che evidenziò il ruolo di Trump negli Accordi di Abramo sostenendo nei mesi scorsi la candidatura del tycoon al Premio Nobel per la Pace. Nel post su Truth Trump scrive anche di volere l'adesione dello stesso Iran, dopo l'eventuale firma di un accordo che ponga fine al conflitto. E, senza mai citare Israele nel lungo post, ammette anche che - tra Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania - "è possibile che uno o due" Paesi "abbiano motivi per non aderire, e questo sarà accettato".  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

06:43

Roland Garros, il programma di oggi: da Sinner a Darderi, gli italiani in campo e dove vederli

(Adnkronos) - Terza giornata di match al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 26 maggio, è il grande giorno del debutto di Jannik Sinner sulla terra rossa di Parigi, contro Clement Tabur. Il day 3 dello Slam parigino vedrà in campo anche la numero uno del ranking femminile Aryna Sabalenka, contro Jessica Bouzas Maneiro, e gli italiani Elisabetta Cocciaretto, Matteo Arnaldi e Luciano Darderi. In campo anche Coco Gauff e Felic Auger-Aliassime. Ecco tutti i match di oggi e dove vederli in tv e streaming.  

Ecco il programma di oggi, martedì 26 maggio, al Roland Garros:  

COURT PHILIPPE-CHATRIER - dalle ore 12  

[1] A. Sabalenka - J. Bouzas Maneiro (ESP) 

A. Muller (FRA) - S. Tsitsipas (GRE) 

[4] C. Gauff (USA) - T. Townsens (USA) 

non prima delle 20:15 

[1] J. Sinner (ITA) - [WC] C. Tabur (FRA)  

COURT SUZANNE-LENGLEN - dalle ore 11  

[WC] A. Walton (AUS) - [6] D. Medvedev 

L. Siegemund (GER) - [16] N. Osaka (JPN) 

[22] A. Kalinskaya - L. Boisson (FRA) 

[4] F. Auger-Aliassime (CAN) - D. Altmaier (USAGER 

COURT SIMONNE-MATHIEU - dalle ore 11  

M. Cilic (CRO) - [WC] M. Kouame (FRA) 

V. Kopriva (CZE) - [30] C. Moutet (FRA) 

H. Vandewinkel (BEL) - [19] M. Keys (USA) 

K. Birrel (AUS) - [5] J. Pegula (USA) 

COURT 14 - dalle ore 11  

[17] I. Jovic (USA) - A. Eala (PHI) 

[Q] T. Faurel (FRA) - [16] V. Vacherot (MON) 

[9] A. Bublik (KAZ) - Jan-Lennard Struff (GER) 

[9] V. Mboko (CAN) - N. Bartunkova (CZE) 

COURT 7 - dalle ore 11  

[29] T. Griekspoor (NED) - M. Arnaldi (ITA)  

[Q] L. Fruhvirtova (CZE) - E. Jacquemot (FRA) 

A. Kalinina (UKR) - D. Parry (FRA) 

S. Ofner (AUT) - [14] L. Darderi (ITA)  

COURT 6 - dalle ore 11  

D. Vekic (CRO) - [WC] A. Tubello (FRA) 

[12] L. Noskova (CZE) - M. Sakkari (GRE) 

C. Garin (CHI) - [18] L. Tien (USA) 

[Q] J. Faria (POR) - D. Shapovalov (CAN) 

COURT 8 - dalle ore 11  

A. Tabilo (CHI) - K. Majchrzak (POL) 

Match to be defined 

A. Ruzic (CRO) - [Q] A. Krueger (USA) 

J. Fearnley (GBR) - J. Manuel Cerundolo (ARG) 

COURT 4 - dalle ore 11  

Match to be defined 

[Q] F. Diaz Acosta (ARG) - Z. Zhang (CHN) 

COURT 5 - dalle ore 11  

D. Galfi (HUN) - [Q] M. Sherif (EGY) 

COURT 9 - dalle ore 11  

[Q] C. Lu (USA) - M. Uchijima (JPN) 

M. Landaluce (ESP) - [Q] Juan Carlos Prado Angelo (BOL) 

[Q] E. Pridankina - O. Oliynykova (UKE) 

COURT 12 - dalle ore 11  

E. Navarro (USA) - J. Tjen (INA) 

[30] A. Li (USA) - S. Zhang (CHN) 

S. Baez (ARG) - R. Andres Burruchaga (ARG) 

E. Quinn (USA) - F. Comesana (ARG) 

COURT 13 - dalle ore 11  

A. Popyrin (AUS) - Z. Svajda (USA) 

[20] C. Norrie (GBR) - A. Daniel Vallejo (PAR) 

[Q] A. Korneeva - E. Cocciaretto (ITA)  

S. Waltert (SUI) - K. Siniakova (CZE) 

Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

03:26

Usa-Iran, attacco americano contro barche e siti di missili. Trump: "Uranio sarà distrutto"

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti attaccano l'Iran colpendo barche e siti di lancio dei missili nello Stretto di Hormuz. Mentre i negoziati per la fine della guerra vanno avanti, il Comando centrale americano (Centcom) annuncia l'esecuzione di "attacchi di autodifesa" che potrebbero complicare ulteriormente le trattative tra l'amministrazione del presidente Donald Trump e Teheran. 

"Le forze statunitensi hanno condotto oggi attacchi di autodifesa nel sud dell'Iran per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane", dice il portavoce del Centcom, il capitano Timothy Hawkins, in un comunicato. "Gli obiettivi hanno incluso siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane che tentavano di posizionare mine. Il Comando Centrale degli Stati Uniti continua a difendere le proprie forze, pur mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco in corso", aggiunge il portavoce. 

Già nelle scorse settimane si erano verificate situazioni simili. All'inizio di maggio, in particolare, le forze armate americane hanno preso di mira installazioni militari iraniane ritenute responsabili di una serie di attacchi "non provocati" con missili, droni e piccole imbarcazioni contro le navi della marina statunitense presenti nello Stretto. 

 

Mentre va in scena l'attacco, Trump su Truth si esprime sull'uranio in possesso dell'Iran, uno dei nodi dei negoziati per porre fine alla guerra. Teheran dispone di circa 440 chili di materiale arricchito al 60%: con pochi altri procedimenti relativamente semplici, l'uranio potrebbe raggiungere la soglia di arricchimento necessaria per la produzione di armi atomiche. 

"L'uranio arricchito (polvere nucleare!) verrà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere riportato in patria e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran, distrutto sul posto o in un altro luogo accettabile, con la Commissione per l'Energia Atomica, o un organismo equivalente, come testimone di questo processo e di questo evento", l'annuncio del presidente americano. La scorsa settimana Trump aveva dichiarato ai giornalisti nello Studio Ovale che gli Stati Uniti non avrebbero arretrato nel dialogo sul tema.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:09

Ebola, Oms: "L'epidemia è estremamente grave e difficile". In Congo oltre 900 casi sospetti

(Adnkronos) - "Ci troviamo ad affrontare un'epidemia" di Ebola "estremamente grave e difficile". A dirlo è il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un briefing virtuale con le autorità africane. In questa fase "si sta diffondendo rapidamente. Finora nella Repubblica Democratica del Congo sono stati confermati 101 casi con 10 decessi, ma sappiamo che l'epidemia nella Rdc è molto più estesa: attualmente si contano oltre 900 casi sospetti e 220 decessi sospetti", mentre in Uganda i casi confemati diventano 7. 

"Venerdì scorso - ha sottolineato il Dg - l'Oms ha innalzato il livello di rischio" nella Rdc "da alto a molto alto. Continuiamo a valutare il rischio come alto a livello regionale e basso a livello globale", ha precisato. "I Paesi confinanti con la Rdc sono particolarmente a rischio e dovrebbero adottare misure immediate", ha esortato Tedros annunciando che oggi, 26 maggio, si recherà "nella Repubblica Democratica del Congo con Chikwe Ihekweazu, direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell'Oms". "Ringrazio i governi della Rdc e dell'Uganda per la loro leadership nella risposta all'epidemia" che "il 17 maggio ho dichiarato emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale" o Pheic, ha ricordato il capo dell'agenzia delle Nazioni Unite per la sanità. Apprezzamento particolare per l'Uganda che, "per prevenire un'ulteriore diffusione del virus, ha annullato la commemorazione della Giornata dei Martiri", evento che "attira fino a 2 milioni di persone".  

L'Oms, ha proseguito il Dg, sta supportanto i governi "in stretta collaborazione con l'Africa Cdc e molti altri". Lo scorso "venerdì abbiamo convocato una riunione dei ministri della Salute africani a margine dell'Assemblea mondiale della sanità, per aggiornarli e sollecitarli ad agire. Durante la discussione è stata sottolineata l'importanza degli interventi a livello comunitario, laddove vi è una carenza di fiducia. Insieme all'Africa Cdc, l'Oms sta istituendo un Team di supporto per la gestione degli incidenti (Imst) a livello continentale. Stiamo inoltre finalizzando un Piano strategico di preparazione e risposta multi-agenzia, allineato con i piani nazionali della Repubblica Democratica del Congo e dell'Uganda, e con i nostri partner. Nell'ambito dell'Imst e del piano strategico, ci avvaliamo dell'esperienza maturata con l'Africa Cdc in precedenti epidemie". L'agenzia delle Nazioni Unite per la salute, ha continuato Tedros, "è presente sul territorio e supporta le autorità nazionali in ogni aspetto della risposta, tra cui il tracciamento dei contatti, l'istituzione di centri di trattamento, il rafforzamento delle capacità di laboratorio, la gestione dei casi, la prevenzione e il controllo delle infezioni, la comunicazione del rischio, il coinvolgimento della comunità e altro ancora. Abbiamo inoltre stanziato 3,9 milioni di dollari dal Fondo di contingenza per le emergenze dell'Oms".  

"Diversi aspetti di questa epidemia la rendono particolarmente complessa - ha spiegato il numero uno dell'Oms - Innanzitutto, il ritardo nell'individuazione" del primo focolaio "significa che ora ci troviamo a dover rincorrere un'epidemia in rapida diffusione. Stiamo urgentemente intensificando le operazioni, ma al momento l'epidemia ci sta superando. In secondo luogo, le province di Ituri e del Nord Kivu sono estremamente insicure, con un'intensificazione dei combattimenti negli ultimi mesi che ha causato lo sfollamento di oltre 100mila persone. Inoltre, tra la popolazione locale c'è una forte sfiducia nei confronti delle autorità esterne. Nell'ultima settimana si sono verificati due episodi di violenza contro strutture sanitarie. Instaurare un rapporto di fiducia con le comunità colpite è fondamentale per una risposta efficace ed è una delle nostre massime priorità. In terzo luogo, non esistono vaccini o terapie approvati per il virus Bundibugyo. Ci sono stati solo due precedenti focolai di Bundibugyo, in Uganda nel 2007 e nella Repubblica Democratica del Congo nel 2012". 

"La scorsa settimana l'Oms ha riunito i leader di diverse organizzazioni partner nell'ambito della Rete provvisoria per le contromisure mediche, per esaminare lo stato di sviluppo di vaccini, terapie e strumenti diagnostici", e "ha raccomandato di dare priorità a due anticorpi monoclonali per l'avanzamento nelle sperimentazioni cliniche - ha ricordato il Dg - Raccomandiamo inoltre la valutazione dell'antivirale obeldesivir in una sperimentazione clinica come profilassi post-esposizione per le persone ad alto rischio di contatto. Questa sperimentazione clinica è attualmente in fase di sviluppo congiunto con l'Africa Cdc e il Collaborative Open Research Consortium on filovuruses. Stiamo inoltre discutendo con i partner i vaccini candidati in fase di sviluppo e produzione". 

"La situazione peggiorerà prima di migliorare", prevede Tedros. "Ma conosciamo questo virus e sappiamo come fermarlo - ha assicurato - Abbiamo fermato tutte le precedenti epidemie di Ebola e fermeremo anche questa", ma riuscirci "è possibile solo con l'unità. La domanda è quanto velocemente ci riusciremo e quante altre vite andranno perse prima di riuscirci. L'Oms - ha concluso il capo dell'agenzia ginevrina - è pienamente impegnata a lavorare sotto la guida dei governi della Repubblica Democratica del Congo e dell'Uganda, fianco a fianco con l'Africa Cdc e tutti gli altri partner. Non ci fermeremo finché non avremo portato questa epidemia sotto controllo". 

 

Intanto "i test per Ebola effettuati oggi al 'Sacco' di Milano su due persone rientrate nelle scorse ore dall’Uganda sono negativi. I due sono stati sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica nell'ambito delle attività di monitoraggio con riferimento all’epidemia di malattia da Ebola che si è sviluppata nella Repubblica Democratica del Congo". Lo rende noto il ministero della Salute che, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia. 

Il ministero della Salute "sta anche partecipando al Comitato operativo della Protezione civile nell'ambito delle attività di coordinamento e monitoraggio in corso. Il ministero continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell’evoluzione del quadro epidemiologico. Il rischio in Italia resta molto basso". 

Come spiega l'assessore regionale della Lombardia al Welfare, Guido Bertolaso in riferimento ai due casi sospetti a Milano, i pazienti sono risultati negativi anche ai test per malaria e per i principali virus respiratori attualmente monitorati. "Le condizioni cliniche dei due soggetti restano sotto osservazione da parte degli specialisti infettivologi. Alla luce dei primi risultati diagnostici - continua Bertolaso - tra le ipotesi attualmente considerate vi è quella di un’infezione di origine batterica a carico dell’apparato gastroenterico. È stata infatti riscontrata positività alla Shigella in entrambi i soggetti". 

Sono in corso ulteriori approfondimenti microbiologici e colturali. "Al momento non sussistono elementi di allarme per la salute pubblica. Se questa mattina fossero state rispettate le corrette tempistiche e procedure – conclude l’assessore – si sarebbe potuta evitare l’attivazione di un allarme mediatico che ha comportato un notevole dispiego di risorse e attività operative”. 

 

L'Uganda ha confermato due nuovi casi, portando a sette il totale da quando l'epidemia è stata rilevata anche in questo Paese dell'Africa orientale, il 15 maggio. "I due nuovi casi confermati - ha informato il ministero della Salute dell'Uganda - sono operatori sanitari ugandesi che lavorano in una struttura privata a Kampala", la Capitale del Paese. "Entrambi i pazienti sono stati ricoverati nell'unità di trattamento designata". 

 

Intanto, nella Repubblica Democratica del Congo i casi sospetti di Ebola hanno ormai superato quota 900, secondo l'ultimo aggiornamento diffuso dal ministero della Sanità del Paese. Secondo i dati al 23 maggio, il focolaio da virus Bundibugyo risulta attivo in 3 province: Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu. Sul totale di 904 casi sospetti cumulativi, distribuiti in 11 zone sanitarie del Paese attualmente colpite dal virus, quelli finora confermati in laboratorio sono 101. I decessi sospetti secondo il rapporto sono 119. E al momento sono stati identificati 1.817 contatti, anche se il tasso di monitoraggio resta ancora basso (20%).  

I numeri delle infezioni sospette sono dunque in crescita, "con l'intensificarsi delle attività di sorveglianza nella risposta all'epidemia", evidenzia in un post su X il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus che avverte anche delle difficoltà in cui ci si sta muovendo. "Nella provincia di Ituri, epicentro dell'epidemia, quasi 5 milioni di persone vivono in una situazione di conflitto in corso. Oggi, 1 persona su 4 ha bisogno di assistenza umanitaria e 1 su 5 è sfollata internamente. La violenza sta costringendo le persone a fuggire, compresi gli operatori sanitari e umanitari. Ciò sta ostacolando gravemente gli sforzi per intensificare il tracciamento dei contatti e identificare le infezioni in tempo utile per fornire assistenza. L'insicurezza persistente e la paura alimentano inoltre la sfiducia all'interno delle comunità". 

In questo momento, continua il Dg Oms "i partner umanitari e sanitari mantengono una presenza in tutto l'Ituri, anche in alcune delle aree più difficili da raggiungere e più insicure". E la situazione è complicata anche dal fatto che "le comunità si trovano ad affrontare non solo la minaccia dell'Ebola, ma anche una vasta gamma di malattie". I partner sul campo stanno supportando l'erogazione di diversi servizi: assistenza sanitaria materna, riproduttiva, neonatale, dell'infanzia e dell'adolescenza - elenca - trattamento della malnutrizione acuta grave con complicanza, servizi di salute mentale, cura delle ferite e supporto per le vittime di violenza sessuale, forniture mediche, vaccinazioni di routine, servizi sanitari comunitari. Fornire un pacchetto completo di servizi è essenziale, non solo per soddisfare i bisogni sanitari urgenti, ma anche per costruire la fiducia che è fondamentale per una risposta efficace ad Ebola". 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:07

È già emergenza caldo, mercoledì il giorno più afoso con 15 città da bollino arancione

(Adnkronos) - L'estate ancora non è iniziata ma è già emergenza caldo. Nel primo bollettino sulle ondate di calore diffuso dal ministero della Salute - sulla base dei dati di 27 città, con previsioni a 24, 48 e 72 ore - si parte già con i primi bollini gialli e arancioni, in un crescendo che vede mercoledì 27 maggio come il giorno più caldo, con 15 città in 'allerta' arancione.  

 

Ma l'afa comincerà a mordere già da oggi, martedì 26 maggio, con i primi bollini arancioni previsti per 12 città: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Viterbo. Nella stessa giornata sono previsti anche 5 bollini gialli (Genova, Latina, Milano, Napoli, Verona) e 10 città - molte delle quali al Sud - restano invece al livello 0 di allerta (bollino verde), Ancona, Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Messina, Palermo, Pescara e Reggio Calabria.  

 

Domani il numero di città con bollino arancione salirà a quota 15, con l'aggiunta di Latina, Milano e Verona che passano dal livello 1 al livello 2 di allerta. Completano il quadro del primo mercoledì bollente 6 città bollino giallo: Catania, Genova, Messina, Napoli, Pescara, Reggio Calabria. Segno che le temperature sono in crescita anche al Sud. Le uniche città che resteranno in verde anche mercoledì sono 6: Ancora, Bari, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia e Palermo.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

00:05

Iran-Usa, si tratta su Hormuz: tra distensione e rischio 'incubo logistico'

(Adnkronos) - La possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, inserita tra i punti del memorandum d'intesa in discussione tra le parti, viene letta come un segnale di allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Ma, secondo analisi rilanciate dalla Cnn, la fine delle ostilità non coinciderebbe affatto con un ritorno rapido alla normalità. L'emittente americana definisce infatti la fase post-riapertura un vero e proprio "incubo logistico", sottolineando come il sistema del trasporto petrolifero nel Golfo richieda una complessa sequenza di operazioni prima di tornare a regime. 

Nel Golfo, infatti, restano bloccate altre 160 petroliere, con circa 170 milioni di barili di greggio a bordo. Prima ancora di parlare di piena riapertura, queste navi dovranno defluire dallo stretto e liberare i corridoi di transito: un'operazione lenta, complessa e condizionata dalle capacità portuali e dalla sicurezza della navigazione. Secondo gli analisti di Kpler, il ripristino completo del traffico potrebbe richiedere fino a tre mesi. 

Il secondo nodo riguarda le scorte accumulate a terra durante il blocco. Raffinerie e depositi si sono progressivamente saturati, perché il petrolio estratto non poteva essere spedito. Prima di riportare la produzione ai livelli ordinari, sarà necessario smaltire questi stock, rallentando ulteriormente la ripresa del sistema.  

Terzo passaggio, il più delicato: il riavvio dei pozzi nel Medio Oriente. Dopo settimane di stop o produzione ridotta, gli impianti non possono essere semplicemente riaccesi. Servono interventi graduali e tecnicamente complessi per ristabilire pressioni, flussi e condizioni di sicurezza nei giacimenti. 

Infine, resta il capitolo delle infrastrutture danneggiate durante il conflitto: raffinerie, impianti energetici e nodi logistici che richiederanno mesi, se non anni, per tornare pienamente operativi. Per questo, anche con Hormuz formalmente riaperto, gli analisti avvertono che il sistema energetico globale resterà sotto pressione. 

 

Washington e Teheran starebbero discutendo un piano che prevede di riaprire lo Stretto 30 giorni dopo aver raggiunto un'intesa, rivela, citando una fonte diplomatica mediorientale, il quotidiano finanziario Nikkei. 

Un alto funzionario statunitense aveva precedentemente affermato che l'Iran avrebbe acconsentito "in linea di principio" alla riapertura dello Stretto - bloccato al traffico commerciale per la maggior parte della guerra - in cambio della revoca del blocco statunitense dei porti iraniani. Ci sarebbero poi 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo. 

 

L'apertura dello Stretto avverrà ''in fasi'', ha dichiarato intqnro un funzionario iraniano a condizione di anonimato al Washington Post. Nella prima fase, ha spiegato, gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, inizieranno le operazioni di sminamento nello Stretto e verrà revocato il blocco statunitense. Non vengono fatte previsioni su quando lo Stretto tornerà navigabile, ma un alto funzionario dell'Amministrazione Trump ha presentato al Washington Post il nuovo accordo come un mezzo per "alleviare i costi del carburante per le famiglie americane ". A condizione di anonimato, il funzionario ha affermato che l'attuale blocco statunitense verrà "allentato proporzionalmente" con l'apertura dello Stretto. Inoltre i beni congelati non saranno sbloccati finché Teheran non inizierà a cedere il suo uranio altamente arricchito. 

Nel frattempo un alto funzionario dell'Amministrazione Trump ha spiegato al Washington Post che è già stato messo a punto un "quadro di riferimento" che estende la tregua di 60 giorni in attesa che le parti raggiungano un "accordo definitivo" per porre fine alla guerra. Al momento nessun documento è stato ancora firmato e non è chiaro quanto l'accordo quadro sia vincolante, ha precisato il funzionario. In ogni caso la garanzia è che tutti ''cessino i combattimenti nella regione'', ha aggiunto la fonte, garantendo al contempo il diritto di Israele di ''agire contro le minacce imminenti''. 

Un diplomatico ben informato ha spiegato che l'ultima proposta è in attesa dell'approvazione dell'Iran. La proposta, ha precisato, prevede che una volta firmato il memorandum d'intesa l'Iran riapra immediatamente lo Stretto di Hormuz e garantisca che il traffico marittimo torni alle condizioni prebelliche entro 30 giorni. L'Iran, gli Stati Uniti e i loro alleati porranno inoltre immediatamente fine alle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano. Nella proposta, ha spiegato il diplomatico, c'è anche la richiesta che l'Iran mantenga il suo impegno a non sviluppare mai armi nucleari e che le sue scorte di materiale arricchito vengano smaltite secondo un metodo concordato. 

Citando un alto funzionario dell'Amministrazione Usa, il Washington Post spiega che il memorandum d'intesa "impegna" gli iraniani a non dotarsi di armi nucleari e prevede la "rinuncia alla polvere nucleare", ossia le scorte di uranio altamente arricchito. Nei prossimi due mesi le due parti discuteranno "il meccanismo" per raggiungere tale obiettivo, ha aggiunto. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:02

Amministrative, delusione centrosinistra: "Ma la partita delle politiche resta aperta"

(Adnkronos) - La piccola tornata di amministrative 2026 consegna l'indicazione al campo progressista che la strada è ancora lunga da percorrere. Se era atteso un effetto referendum, questo non c'è stato. Sulle principali città al voto, il centrosinistra perde Reggio Calabria e soprattutto una doccia gelida arriva da Venezia. Qui, complici le polemiche tra il caso Venezi e la Biennale, le aspettative di un ribaltone erano alte, con sondaggi promettenti per il centrosinistra. E invece, il dem Andrea Martella è sotto il 40%, mentre lo scrutinio è ancora in corso. Il centrodestra in grande vantaggio, vede vicinissima la vittoria già al primo turno. Poi c'è il caso Salerno con la vittoria tutta personale di Vincenzo De Luca: per la quinta volta sindaco, eletto al primo turno senza il sostegno del Pd e con M5S e Avs in pista con un altro candidato.  

 

Notizie positive per il centrosinistra arrivano un po' a macchia di leopardo da altri capoluoghi al voto. E' buono il quadro della Toscana dove il campo progressista tiene Prato con il 'gran' ritorno di Matteo Biffoni, sindaco per la terza volta, dopo i guai di Ilaria Buggetti, dimessasi a seguito di una inchiesta. C'è la conquista Pistoia con Giovanni Capecchi che espugna la città al primo turno, mentre sarà ballottaggio ad Arezzo. Tra le note positive anche Chieti con Giovanni Legnini che manca di un soffio la vittoria al primo turno, mentre potrebbe farcela ad incassare subito la vittoria ad Avellino, Nello Pizza. C'è poi Imola con Marco Panieri riconfermato sindaco come ad Andria, Giovanna Bruno. Vince al primo turno anche Andrea Munari a Vicenza e a Enna con Vladimiro Crisafulli.  

 

Ma a dare un po' il segno alla tornata è la delusione di Venezia. Il responsabile Organizzazione della segreteria Schlein, Igor Taruffi non nasconde che se "ci sono diversi elementi positivi, poi certo ci sono anche alcuni risultati che non ci lasciano del tutto soddisfatti". Taruffi invita a "fare i conti alla fine", parla di voto locale e ribadisce il percorso verso le politiche: "Noi continuiamo, come abbiamo sempre detto, a ritenere che la partita per le elezioni politiche del prossimo anno è aperta". Lo fa anche Paola Taverna dei 5 Stelle che parla di "risultati in chiaroscuro" e conferma l'impegno M5S sulla costruzione del programma per "offrire quanto prima - a livello nazionale - un’alternativa a questo governo".  

Per tracciare un bilancio "dovremo fare i conti alla fine", insiste Taruffi. "Perché credo che prima di dichiarare vittoria o di fare proiezioni nazionali di un voto che comunque rimane locale, aspettiamo di vedere i risultati dei 18 comuni: il centrodestra ne governava cinque, il centrosinistra otto, vediamo alla fine quali saranno i risultati". Da martedì non cambia nulla, quindi? "Noi continuiamo, come abbiamo sempre detto, a ritenere che la partita per le elezioni politiche del prossimo anno è aperta, lo abbiamo detto dopo le regionali, lo abbiamo detto dopo il referendum, lo continuiamo a dire ovviamente oggi, perché da questo punto di vista, credo, effettivamente non è cambiato nulla. Certo è che dobbiamo continuare a insistere con le nostre proposte sui temi del lavoro, dello sviluppo industriale, della crescita e le cose che il governo non sta facendo e che io sono convinto il prossimo anno daranno un risultato favorevole al centrosinistra". 

Per la vicepresidente M5S e delegata ai Territori, Taverna "questa tornata elettorale offre risultati in chiaroscuro: alcuni risultati ci rallegrano altri non ci soddisfano, in attesa degli esiti di tanti altri comuni che andranno al ballottaggio". L'esponente pentastellata sottolinea anche il dato dell'astensionismo: "Anche in queste due giornate di voto si è registrata una crescita del popolo dell’astensione; segno che i cittadini chiedono giustamente progetti e programmi all’altezza delle loro aspettative e dei loro desideri. Questo voto, essendo a carattere locale, va interpretato in base alle condizioni e ai risultati di ogni singola realtà comunale. È improprio ricavarne valutazioni di ordine generale, ancor più proiettate sul dibattito nazionale". Quindi ribadisce che "il M5S continua a lavorare per allargare le maglie della partecipazione e definire i programmi in maniera da offrire quanto prima - a livello nazionale - un’alternativa a questo governo che affama gli italiani per investire esclusivamente in armi”. 

Avs sottolinea i buoni risultati in Toscana: "I progressisti, la sinistra e gli ecologisti tornano al governo di Pistoia, un risultato straordinario grazie a una larga coalizione di centrosinistra e alla candidatura di Giovanni Capecchi. Bene la vittoria al primo turno di Matteo Biffoni a Prato, di Michelangelo Betti a Cascina, di David Ermini a Figline-Incisa Valdarno e di Damiano Sforzi a Sesto Fiorentino". Maria Elena Boschi, capogruppo di Iv alla Camera, mette in guardia il centrodestra dai 'trionfalismi': "Non c’è stata la spallata del centrodestra. Queste amministrative raccontano una realtà molto articolata in cui i risultati dei partiti della maggioranza mostrano numeri ben lontani dai trionfalismi di queste ore. Noi siamo orgogliosi del risultato di Italia Viva-Casa Riformista. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare per dare ai cittadini un’alternativa credibile a un governo che continua a raccontare un Paese che non esiste”. 

 

A spoglio ancora in corso, arriva quindi il commento al voto della segretaria del Pd, Elly Schlein. “Nel complesso i dati confermano i buoni risultati in Toscana con le vittorie al primo turno a Prato e Pistoia e in Emilia-Romagna. Così come risultati positivi li stiamo riscontrando anche in Campania a partire da Avellino e in Puglia con la netta riconferma di Andria, su percentuali alte come accade a Mantova. Un risultato che nel suo insieme, pur con tutte le specifiche del caso trattandosi di un voto locale, conferma che quando siamo uniti come campo progressista siamo competitivi e lo saremo anche alle prossime elezioni politiche". 

"In Veneto, a Venezia - continua la dem -, sapevamo che non sarebbe stato facile dopo 11 anni di governo della destra, e l’unità di un’ampia alleanza di centrosinistra non è bastata a vincere. Ma voglio comunque ringraziare Andrea Martella per il lavoro unitario e per l’impegno messo nella campagna elettorale. In bocca al lupo e buon lavoro ai nuovi sindaci e consiglieri eletti in tutta Italia”. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

00:02

Amministrative, governo scaccia i fantasmi del referendum: è subito vittoria a Venezia e Reggio Calabria

(Adnkronos) - Il "miracolo mondiale" è compiuto, e i fantasmi sono scacciati, manca solo l'ufficialità: il centrodestra tiene Venezia al primo turno e si riprende dopo dodici anni Reggio Calabria. Nessun messaggio nefasto per la presidente del Consiglio, che in un tweet ne spedisce uno lei alla coalizione progressista.  

"E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani", scrive su X Giorgia Meloni levandosi più di qualche sassolino dalla scarpa, specialmente dopo il referendum perso solo due mesi fa.  

D'altronde, i due comuni più grandi chiamati alle urne in questa tornata elettorale di amministrative restituiscono alla maggioranza di governo una vittoria netta. Con i dovuti distinguo. Se per la città calabrese quella di Francesco Cannizzaro, di Forza Italia, non è una sorpresa, per Simone Venturini si tratta di un vero e proprio ribaltone, almeno a leggere i sondaggi. Dato per sconfitto alla vigilia del voto, il 38enne candidato del centrodestra e sostenuto anche dal Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin, delfino del sindaco uscente Luigi Brugnaro, non solo la spunta al primo turno, ma riesce a dare un distacco in doppia cifra al senatore del Partito democratico Andrea Martella, che durante la campagna elettorale aveva ospitato in Laguna tutti i leader del centrosinistra, che sognavano che proprio da Venezia partisse un messaggio dai cittadini con l'avviso di sfratto al governo. 

Poi, chiaramente, non ci sono solo Venezia e Reggio Calabria. Al netto della perdita di Pistoia, in cui la vicesindaca Anna Maria Celesti cede il passo a Giovanni Capecchi, candidato del campo largo, ad Arezzo Marcello Comandini andrà al ballottaggio. Bene poi la riconferma di Vincenzo Voce a Crotone, così come il vantaggio di Sandro Parcaroli a Macerata e di Filippo Boscagli a Lecco, entrambi al secondo turno. E questo rimanendo soltanto ai grandi comuni: a spoglio ancora in corso, il centrodestra è avanti in 31 centri contro i 41 del centrosinistra. 

"Avanza il centrodestra, la Lega conferma e conquista sindaci in tutta Italia! Grazie per la fiducia", è il commento a caldo del leader del Carroccio, Matteo Salvini, mentre da Forza Italia tutta l'attenzione è rivolta al grande successo ottenuto da Cannizzaro: "A Reggio Calabria stavince il candidato sindaco di Forza Italia Ciccio Cannizzaro. E’ la sintesi di una tornata elettorale che ha visto il centro-destra uscire consolidato nei consensi. E Forza Italia cresce ovunque. Si illudeva chi riteneva la sinistra pronta a diventare forza trainante del Paese. Buon lavoro a tutti gli eletti", scrive su X l'altro vicepremier Antonio Tajani, leader degli azzurri. Per Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati, queste "comunali smentiscono insomma la narrazione di un campo largo lanciato ovunque verso facili successi sull’onda lunga del referendum".  

Certo, però, è che questa tornata elettorale rimane confinata alle amministrative, guai a leggerci qualcosa di più. Tuttalpiù, per dirla come Giovanni Donzelli, il messaggio è sì arrivato, ma è una realtà dei fatti in cui si infrangono i sogni del centrosinistra: "Gioiscono su come è cambiato il vento, poi gli italiani si esprimono e si svegliano e i loro sogni si infrangono sulla realtà dei fatti - dice il responsabile organizzazione e deputato di Fratelli d'Italia -. Noi lavoriamo sempre serenamente pensando agli italiani e facciamo quello che dobbiamo fare, poi certamente lo vediamo che dai cittadini arriva la conferma che apprezzono il nostro buon lavoro e siamo contenti".  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

23:35

Flotilla, l'attivista italiana: "Sgomberati con violenza da forze Libia Ovest. Verso Misurata per rimpatrio"

(Adnkronos) - "Siamo stati attaccati dalle forze libiche dell'ovest nel nostro accampamento verso le 18.30. Eravamo in presidio ad attendere il rilascio delle compagne e dei compagni (i dieci attivisti fermati ieri dalle milizie della Libia dell'Est dopo aver oltrepassato il confine e ancora non rilasciati ndr), quando abbiamo visto arrivare le camionette nere con a bordo i militari. Erano tutti a volto coperto. Prima due, poi quattro, poi altri ancora. Ci siamo radunati tutti nella moschea ma i militari hanno iniziato a intimarci violentemente di sgomberare l'area, di salire sui pullman e di andare via". Così all'Adnkronos Sara Suriano, attivista pugliese, descrive quanto accaduto questo pomeriggio a Sirte, nella Libia dell'Ovest, dove si trovavano lei e gli altri partecipanti della Land Convoy, la missione internazionale organizzata insieme dalla Maghreb Sumud e dalla Global Sumud Flotilla con l'obiettivo di portare aiuti umanitari al valico di Rafah, tra Egitto e la striscia di Gaza per consegnarli alla popolazione palestinese. Peraltro a Sirte il convoglio formato da circa 250 persone provenienti da diversi continenti e da automezzi, autobus, una ambulanza e camion contenenti case modulari e beni di consumo, era rimasto accampato per nove giorni proprio vicino alla stessa moschea senza che accadesse nulla.  

"Ora siamo in pullman diretti verso Misurata preceduti e seguiti dalle camionette militari", aggiunge. "Non ci è stato detto dove ci stiano portando ma abbiamo saputo dal console che siamo diretti a Misurata per il rimpatrio", aggiunge. "Ci urlavano di andare anche se chiedevamo solo di prendere i nostri effetti personali. C’è stato molto caos. Due compagne italiane erano rimaste nella moschea - dice Suriano - ma non ci è stato permesso di tornare indietro a caricarle. Abbiamo ripreso i contatti con loro e verificato che sono nell'altro bus solo ora. Un ragazzo dell'organizzazione è privo di sensi e si ipotizza un trauma cranico perché colpito da un pugno. La moschea, in cui erano rimaste alcune donne, alla fine è stata sgomberata con il gas. Alcune donne sono state strattonate, colpite alla schiena, una presa per il collo, una trascinata fuori per i piedi. Il tutto è durato sino alle 20.30 circa. Tutti e 7 i componenti della delegazione italiana che erano in Libia - rassicura - stanno bene", assicura. Intanto i dieci attivisti fermati ieri sono ancora nelle mani del governo della Libia dell'Est.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

22:25

A Roma debutto mondiale della Ferrari Luce, la prima full electric del Cavallino

(Adnkronos) - Ferrari apre un nuovo capitolo della propria sua storia e presenta in anteprima mondiale la nuova Ferrari Luce, la prima vettura full electric della Casa di Maranello. Il debutto è avvenuto nella splendida cornice della Vela di Calatrava – Città dello Sport di Roma, scelta simbolica non casuale perchè proprio il 25 maggio 1947, al Gran Premio di Roma sul circuito delle Terme di Caracalla, la Ferrari 125 S conquistò la sua prima vittoria ufficiale del Cavallino Rampante. 

La Ferrari Luce non nasce come una declinazione elettrica della gamma, ma come un nuovo modello di Ferrari completamente inedito, sviluppato su una piattaforma totalmente dedicata.  

Il design è stato sviluppato in collaborazione con LoveFrom, il collettivo creativo fondato da Sir Jony Ive e Marc Newson che ha avuto il compito di reinterpretare un linguaggio nuovo per Ferrari creando un’architettura completamente nuova capace di esaltare contemporaneamente le prestazioni, la percezione di lusso e la spaziosità. 

Il risultato è una vettura dalla silhouette inedita, definita da una grande glass house simile ad una conchiglia, con superfici pure e continue. Le nuove appendici flottanti anteriori e posteriori contribuiscono a dare un’efficienza aerodinamica sempre piu’ spinta, mentre i cerchi da 23 pollici all’anteriore e 24 al posteriore sono i più grandi mai adottati su una Ferrari stradale. 

Quattro motori elettrici, quattro sospensioni attive elettricamente attuate e quattro ruote sterzanti  

Dal punto di vista tecnico, la Ferrari Luce è spinta da quattro motori elettrici, uno per ruota, progettati e assemblati internamente. La potenza massima complessiva raggiunge i 1.050 CV con prestazioni da vera supercar; accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, da 0 a 200 km/h in 6,8 secondi e una velocità massima superiore ai 310 km/h. La grande batteria da 122 kW consente un’autonomia superiore ai 530 km e supporta la ricarica rapida fino a 350 kW. Il peso in ordine di marcia si attesta a 2.260 kg. 

La gestione di una potenza cosi’ importante è aiutata dal nuovo e-manettino, che modula potenza e trazione in funzione della modalità selezionata che troviamo sulla sinistra del volante e dall’iconico manettino a cinque posizioni che si adatta alle diverse condizioni di aderenza. 

Particolare attenzione è stata dedicata al sound, perchè l’approccio di Ferrari Luce nasce da un principio preciso: il suono deve essere autentico, funzionale e coerente con la meccanica della vettura. Il sound che si sente non utilizza un suono artificiale, ma un vero sistema sviluppato e brevettato internamente che capta in tempo reale le vibrazioni generate dagli organi rotanti dell’assale elettrico, le filtra e le amplifica in maniera funzionale a favore di chi guida. Questo sound si sente solo quando il manettino è nella posizione “performance”. 

Internamente Ferrari Luce è una supercar capace di accogliere comodamente cinque persone tramite quattro porte, quelle posteriori sono con un’apertura controvento come la Purosangue. Esternamente introduce una lettura aerodinamica fortemente integrata al design. Le due grandi ali, poste all’anteriore e al posteriore, lavorano sulla gestione dei flussi d’aria contribuendo ad avere la massima stabilità della vettura mentre i gruppi ottici sono perfettamente integrati nelle superfici. A luci spente, i fanali anteriori e posteriori sembrano quasi scomparire, preservando la pulizia della carrozzeria. Un particolare amarcord, i fanali posteriori rotondi richiamano molto la tradizione e la bellezza essenziale di modelli iconici come Ferrari 360 Modena e la 458 Italia. 

Il progetto della nuova Ferrari Luce ha dato origine ad oltre 60 nuovi brevetti tutti progettati in casa Maranello  

La Ferrari Luce porta al debutto la trazione integrale elettrica, una prima assoluta per la Casa di Maranello. Si tratta di una soluzione che consente al torque vectoring di esprimere appieno il proprio potenziale, distribuendo la coppia in modo puntuale tra le ruote e rendendo la vettura più precisa, prevedibile e leggibile in ogni fase di guida. 

A completare il quadro tecnico intervengono anche il nuovo torque shift engagement e la rigenerazione estesa che sono stati sviluppati per consentire una progressione naturale della coppia e del freno motore. Il risultato è una Ferrari immediata, controllabile e capace di restituire al pilota le sensazioni di una vera supercar. 

In occasione della presentazione John Elkann, Presidente di Ferrari ha dichiarato: "Con Ferrari Luce, ridefiniamo ancora una volta i limiti del possibile. Oggi non presentiamo soltanto una nuova vettura, ma inauguriamo un capitolo che trasforma la nostra visione in realtà, rafforzando la tradizione Ferrari di anticipare e plasmare il futuro. Un simile passo avanti nell’innovazione di prodotto non poteva che nascere da un’innovazione di processo: per questo abbiamo scelto di intraprendere nuove collaborazioni, come quella con LoveFrom per il design. E, come sempre, la nostra ricerca ed eccellenza ingegneristica sono state messe al servizio delle emozioni di guida, senza compromessi. Roma, luogo simbolo della nostra prima vittoria, diventa il punto di partenza per una Ferrari che illumina il futuro e apre nuovi orizzonti." 

Benedetto Vigna, CEO di Ferrari conclude esprimendo la convinzione "che un’azienda dimostri la sua leadership quando ha il coraggio di osare e di affrontare la sfida delle nuove tecnologie. Ferrari Luce nasce proprio da questa sfida, offrendo una nostra inedita visione dell’elettrificazione. Mai come oggi offriamo la massima libertà di scelta ai nostri clienti: in linea con la nostra convinzione nella neutralità tecnologica, siamo i primi al mondo ad affiancare l’architettura full electric a quella ibrida e termica per delle vetture sportive. Non ci siamo limitati a innovare nella motorizzazione, ma con Luce abbiamo inaugurato un vero e proprio segmento di gamma. Questo modello è il frutto di più di 60 nostri nuovi brevetti, ed è al centro di un ecosistema di collaborazioni con partner tecnologici d’eccellenza. Abbiamo dato vita a una vettura che coniuga emozioni di guida uniche con prestazioni, piacere di guida e comfort straordinari per i Ferraristi di oggi e di domani." 

Immagine in aggiornamento

Categoria: motori

20:55

Amministrative, Schlein: "Centrosinistra competitivo per politiche. Venezia? Unità non è bastata"

(Adnkronos) - A spoglio ancora in corso, arriva il commento ai primi risultati del voto per le amministrative 2026 della segretaria del Pd, Elly Schlein. “Nel complesso i dati confermano i buoni risultati in Toscana con le vittorie al primo turno a Prato e Pistoia e in Emilia-Romagna. Così come risultati positivi li stiamo riscontrando anche in Campania a partire da Avellino e in Puglia con la netta riconferma di Andria, su percentuali alte come accade a Mantova. Un risultato che nel suo insieme, pur con tutte le specifiche del caso trattandosi di un voto locale, conferma che quando siamo uniti come campo progressista siamo competitivi e lo saremo anche alle prossime elezioni politiche". 

"In Veneto, a Venezia - continua la dem -, sapevamo che non sarebbe stato facile dopo 11 anni di governo della destra, e l’unità di un’ampia alleanza di centrosinistra non è bastata a vincere. Ma voglio comunque ringraziare Andrea Martella per il lavoro unitario e per l’impegno messo nella campagna elettorale. In bocca al lupo e buon lavoro ai nuovi sindaci e consiglieri eletti in tutta Italia”.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

Programmi

Live Streaming

ULTIM'ORA

09:04

Easyjet, Antitrust avvia istruttoria per pratica commerciale scorretta

(Adnkronos) - L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di easyJet Airline Company Limited per una pratica commerciale scorretta. La società, sottolinea l'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, "avrebbe strutturato - sul proprio sito internet https://www.easyjet.com/ite sulla propria app - la procedura di acquisto online del servizio accessorio di trasporto in stiva di bagagli e/o attrezzatura sportiva, per viaggi di andata e ritorno, pubblicizzando solo il prezzo medio del servizio e proponendo come opzione di default l’acquisto cumulativo del servizio per entrambe le tratte, anche quando non effettivamente interessato".  

Il consumatore, rileva l'Authority, "sarebbe così indotto in errore sull’effettivo prezzo del sevizio per ciascuna tratta di viaggio e, nel caso voglia acquistare il servizio accessorio per una sola delle tratte, dovrebbe attivarsi per superare la scelta di default operata da easyJet, interrompendo la procedura di prenotazione online (tramite sito o app)".  

Secondo l’Autorità, questa condotta "potrebbe costituire una pratica commerciale ingannevole e aggressiva, ai sensi degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo". L’avvio dell’istruttoria "segue una moral suasion alla quale easyJet non si è conformata", sottolinea l'Antitrust. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

08:33

Trump, oggi il checkup tra dubbi e domande: "Io sto benissimo"

(Adnkronos) - "Sto benissimo". Donald Trump e gli esami medici, nuova puntata. Oggi, 26 maggio il presidente degli Stati Uniti, 80 anni il 14 giugno, si sottopone al terzo checkup programmato negli ultimi 13 mesi. Trump, il più anziano presidente ad insediarsi alla Casa Bianca, è atteso al Walter Reed National Military Medical Center per una serie di controlli e per una visita dentistica, come ha anticipato la Casa Bianca all'inizio di maggio. 

Lo scorso anno, Trump si è sottoposto ai controlli nel mese di aprile. Ad ottobre 2025 è tornato per un approfondimento 'programmato', che ha però alimentato discussioni sulle reali condizioni dell'uomo più potente del mondo. All'inizio del 2026, Trump ha chiarito di essersi sottoposto ad un controllo, non è chiaro quale sia stato l'esame nel dettaglio. Il medico del presidente, il dottor Sean Barbabella, ha affermato che gli esami sono serviti per "escludere in maniera definitiva problemi cardiovascolari". 

 

Negli ultimi mesi, hanno avuto ampio risalto le immagini che hanno documentato lividi sulle mani di Trump. Un effetto collaterale associabile alla somministrazione massiccia di cardioaspirina per prevenire rischi cardiovascolari. Il numero 1 della Casa Bianca ha ammesso di assumere dosi superiori a quelle raccomandate. Il presidente americano deve convivere anche con l'insufficienza venosa che si manifesta con un evidente gonfiore alle caviglie. Sarebbe indicato il movimento per contrastare il problema, ma Trump non ha mai nascosto lo scarso feeling con l'esercizio fisico. In questo quadro, integrato da due visite dentistiche in Florida di routine, la Casa Bianca ha ripetutamente affermato che il paziente speciale è "in eccellenti condizioni di salute". Il presidente, inoltre, continua a sottolineare gli ottimi risultati ottenuti nei test cognitivi a cui si è sottoposto nel corso dei precedenti controlli al Walter Reed. 

 

Dichiarazioni e comunicati, però, non sembrano sufficienti per cancellare dubbi e scetticismo. Su X, periodicamente, spuntano video e foto che ritraggono Trump con gli occhi semichiusi durante eventi e appuntamenti. "Questa Casa Bianca sembra proprio non voler riconoscere l'esistenza di nessuna questione, ma le persone anziane sviluppano problemi di salute e il presidente ha quasi 80 anni", ha affermato il dottor Jonathan Reiner, per anni cardiologo dell'ex vicepresidente Dick Cheney, al Washington Post. "Sembra esserci una mancanza di sincerità da parte della Casa Bianca", ha aggiunto. Anche i cittadini probabilmente cominciano a porsi qualche domanda. Secondo un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos condotto ad aprile, il 40% degli americani ritengono che Trump abbia la lucidità necessaria per svolgere il proprio ruolo. A settembre dello scorso anno, il giudizio positivo era espresso dal 47% del campione. Per il 44%, ad aprile, il presidente è in buona salute. A settembre 2025, lo pensava il 54%. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

08:19

Vladimiro Crisafulli è il nuovo sindaco di Enna, vince senza il simbolo del Pd

(Adnkronos) - E' Vladimiro Crisafulli detto Mirello il nuovo sindaco di Enna. Sostenuto dal centrosinistra, ma orfano del simbolo del Pd, ha ottenuto 9.975 voti, il 64,11% delle preferenze. Si è fermato al 32,23% il candidato del centrodestra Ezio De Rose.  

"Il simbolo del Pd a Crisafulli? Siamo un partito, è acqua passata. Adesso bisogna parlare di come si amministra Enna". Così intervistato da Telecolor il segretario regionale del Pd siciliano Anthony Barbagallo.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

08:05

Estate all'improvviso e senso di debolezza, il medico: "Il fisico non ha tempo di adattarsi"

(Adnkronos) - Testa ovattata, senso di debolezza, malessere generale. Il clima estivo che arriva improvvisamente può metterci a dura prova. "È il problema che si percepisce quando si passa da una temperatura di tipo primaverile a un caldo repentino, con 6-8 gradi di sbalzo. In questi casi ovviamente il nostro organismo non ha il tempo di adattarsi. Veniamo esposti a uno stress ambientale maggiore del solito", sottolinea all'Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina Interna all'università Sapienza di Roma, che spiega il senso di disagio che molte persone avvertono con il rapido arrivo di giornate dal clima estivo.  

 

Ciò che accade al nostro corpo con il caldo, descrive l'esperto, "è un fenomeno di importante vasodilatazione. Questo perché il corpo deve mantenere la temperatura entro limiti normali. Quando all'esterno il termometro sale, l'organismo mette in atto tutte le reazioni per tenere la temperatura costante. Quindi si crea vasodilatazione, il che vuol dire che si abbassa la pressione. Se oltre al caldo c'è anche un tasso di umidità elevato, si ha poi una maggiore sudorazione a cui si aggiunge una perdita di liquidi attraverso il respiro. Di conseguenza bisogna bere moltissimo per reidratare, altrimenti tra la vasodilatazione e la perdita di liquidi la pressione si abbassa moltissimo. Di conseguenza si possono avere svenimenti, ipotimia o delle vere e proprie sincopi".  

 

Il buonsenso, in questi casi, "è il miglior consigliere. La prima precauzione è sicuramente evitare di esporsi alle temperature maggiori sottovalutando il problema", raccomanda Sesti. Il suggerimento è "camminare all'ombra e scegliere luoghi ventilati, perché la ventilazione aiuta a disperdere il calore meglio". All'interno, invece, "è bene a far circolare l'aria in modo da avere temperatura ambientale più accettabile". L'altra raccomandazione "è quella di evitare pasti particolarmente pesanti da digerire, con carichi di alimenti che richiedono più energia per essere digeriti, ovvero grassi e proteine. Meglio mangiare frutta, verdura, molta insalata. Anche perché questi alimenti contengono sali minerali, vitamine, liquidi".  

L'altro elemento che ci aiuta a difenderci è l'abbigliamento: "È bene usare dei vestiti che traspirano, con fibre naturali, essenzialmente cotone e lino, perché aiutano a mantenere bassa la temperatura durante le attività normali, anche quando si sta al chiuso", conclude il medico internista. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

07:54

Podcast, libri, serie e programmi tv: in Italia è ‘crime mania’

(Adnkronos) - Dai podcast che battono ogni record di ascolto alle serie tv evento, dai bestseller che dominano le classifiche ai programmi che hanno fatto la storia del piccolo schermo. In Italia la 'crime mania' non è più una semplice tendenza, ma un imponente fenomeno culturale ed economico che contagia ogni media. Un'attrazione per il mistero, il crimine e la cronaca nera che trova conferma nei numeri del mercato, nei palinsesti e nelle scelte di un pubblico sempre più affamato di indagini e racconti dal lato oscuro. 

A guidare questa nuova onda sono soprattutto i podcast. Fenomeni come ‘Indagini’ de Il Post, con la voce pacata e precisa di Stefano Nazzi, o i racconti virali di Elisa De Marco con il suo ‘Elisa True Crime’, hanno trasformato complesse vicende giudiziarie in narrazioni avvincenti per milioni di ascoltatori. Un successo confermato dalle classifiche di Spotify, che per il terzo anno consecutivo incoronano ‘Elisa True Crime’ come podcast più ascoltato in Italia, seguito proprio da ‘Indagini’. Il successo è tale da aver superato i confini dell'audio, traducendosi in libri bestseller e tour teatrali che registrano il tutto esaurito. 

Il mondo dell'editoria, d'altronde, non solo conferma ma certifica il trend. Secondo il più recente Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia dell'Associazione Italiana Editori (Aie), il genere 'crime' è uno dei motori principali del mercato. Analizzando la narrativa italiana e straniera, il valore complessivo della categoria (giallo, thriller e horror) è cresciuto in modo esponenziale, passando dai 97,2 milioni di euro del 2019 ai 111,9 milioni di euro del 2024. Anche la sola narrativa italiana di genere thriller e giallo mostra la sua solidità, passando da un valore di 48,4 milioni di euro nel 2019 a 48,6 milioni nel 2024. Il dato sulla lettura è altrettanto eloquente: con quasi 3 milioni di appassionati, il giallo si conferma la categoria più corposa, seconda solo ai romanzi. A queste analisi si aggiungono le rilevazioni dell'Associazione Librai Italiani (Ali), secondo cui tra i libri più venduti a livello nazionale nei primi mesi dell'anno figurano stabilmente le opere di giallisti di punta come Piergiorgio Pulixi, Maurizio De Giovanni e Alessandro Robecchi, a testimonianza di come il pubblico premi gli autori specializzati nel genere.  

La televisione, da parte sua, cavalca da sempre questo interesse. Programmi storici come ‘Chi l'ha visto?’, in onda dal 1989, rappresentano l'archetipo del genere, unendo servizio pubblico e racconto popolare con una base di pubblico fedelissima, come dimostra l'11% di share (1.647.000 spettatori) dell’ultima puntata. A questo si affiancano format più recenti come ‘Belve Crime’ che intercetta la curiosità del pubblico attraverso interviste-interrogatorio. 

Ma è sulle piattaforme streaming che il genere raggiunge il suo apice produttivo. Il filone delle docu-serie e delle fiction ispirate a fatti reali domina l'offerta, con titoli di grande richiamo. Ne sono un esempio le serie Netflix, come ‘Vatican Girl’ sul caso Orlandi, la miniserie evento ‘Il Mostro’ di Stefano Sollima, che nel 2025 ha riacceso i riflettori sul Mostro di Firenze. Sulla stessa piattaforma trovano spazio ricostruzioni come ‘Marta – Il delitto della Sapienza’ e la docu-serie ‘Il Caso Yara’ sull'omicidio di Yara Gambirasio.  

Anche Disney+ ha ampliato il suo catalogo crime con titoli come ‘Avetrana - Qui non è Hollywood’ sul delitto di di Sarah Scazzi, 'The Twisted Tale of Amanda Knox', la storia della studentessa americana accusata dell'omicidio della sua coinquilina Meredith Kercher, e la recente produzione originale ‘World Wide Mafia, ‘Ndrangheta’. Quest'ultima, attraverso l'accesso esclusivo alle indagini del magistrato Nicola Gratteri, racconta la lotta dello Stato contro la criminalità organizzata calabrese, culminata nel maxiprocesso ‘Rinascita Scott’. 

La Rai, con la sua piattaforma RaiPlay, partecipa con progetti come ‘Dark Lines’, che utilizza la graphic novel per narrare otto casi di femminicidio, tra cui quelli di Meredith Kercher ed Elisa Claps. Anche i grandi network internazionali guardano all'Italia: Hbo ha infatti in cantiere due attese miniserie. La prima è ‘Melania’ con Maria Esposito (‘Mare Fuori’) nei panni di Melania Rea; la seconda è ‘Saman – La verità nascosta’, che racconterà la straziante lotta per la libertà della giovane pachistana uccisa dalla famiglia per aver rifiutato un matrimonio combinato. Da ‘Vatican Girl’ a ‘Melania’, dunque, l'industria audiovisiva continua a investire su storie che attingono dalla cronaca, trovando nel pubblico una fame insaziabile di inquietante intrattenimento. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

07:53

Carburanti, stangata prezzi in 10 anni: diesel +75,5% e benzina +38%

(Adnkronos) - In Italia il prezzo medio del gasolio è salito in 10 anni del +75,5%, contro una media Ue del +69,2%, mentre la benzina costa il 38% in più rispetto al 2016, al netto degli sconti sulle accise disposti dal governo per far fronte all'emergenza in Medio Oriente. E' quanto segnala il Codacons, che sulla base dell’ultimo report della Commissione Europea ha analizzato l’andamento dei prezzi dei carburanti nei vari Stati membri. Lituania e Lettonia sono i Paesi europei dove i listini alla pompa hanno subito i rincari maggiori negli ultimi 10 anni, mentre Malta, grazie ai prezzi amministrati dallo Stato, è l’unico Paese dove i prezzi sono rimasti quasi fermi, con una crescita di appena il 4,3% per il gasolio, rivela il Codacons.  

Mettendo a confronto i listini di metà maggio 2016 con quelli della settimana del 18 maggio 2026 rilevati dalla Commissione Ue, si scopre che per un pieno di gasolio si spendono in Italia 35,7 euro in più rispetto a 10 anni fa, conto che salirebbe a +48 euro senza il taglio delle accise da 24,4 centesimi di euro in vigore fino allo scorso 22 maggio. Per la benzina, invece, la maggiore spesa per un pieno rispetto al 2016 risulta pari a +24,5 euro (+27,6 euro senza lo sconto sulle accise). 

Per quanto riguarda il gasolio, Lituania e Lettonia sono i Paesi che detengono il primato degli aumenti in Europa, con il prezzo medio del diesel salito da maggio 2016 a maggio 2026 del +106%, seguiti da Paesi Bassi (103%) e Lussemburgo (102%), nazioni dove i listini del gasolio sono più che raddoppiati in 10 anni - spiega il Codacons – Male anche Francia, Belgio e Bulgaria con aumenti superiori al 90%. Se la media Ue di aumento si ferma nello stesso periodo al 69,2% l’Italia, grazie al taglio delle accise da 24,4 centesimi, risulta al penultimo posto nella classifica europea dei rincari, segnando un +56,3%. Anche sul fronte della benzina, i Paesi più penalizzati sono Lettonia e Lituania, che registrano dal 2016 a oggi un aumento del prezzo medio del +71,5% la prima e del +69,3% la seconda. Seguono Lussemburgo (+67%), Repubblica Ceca (66%), Estonia (+64%). L’Italia risulta al terzultimo posto con un incremento dei listini del +34%, superata da Spagna (+33,8%) e Malta (+4,7%). 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

07:42

Terremoto in Cile, la forte scossa di magnitudo 6.9

(Adnkronos) - Terremoto di magnitudo 6,9 nel Cile settentrionale. Il Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS) ha fornito questa informazione, specificando che non sono pervenute segnalazioni immediate di vittime o danni materiali. 

L'epicentro del sisma, che si è verificato alle 17.53 ora locale di lunedì, è stato localizzato nel deserto di Atacama, a una distanza di circa 31 chilometri dalla città di Calama, con una profondità focale di approssimativamente 100 chilometri, come indicato dall'agenzia statunitense. Il Servizio nazionale per la Prevenzione e la Risposta ai Disastri del Cile ha comunicato l'assenza di rischio di tsunami e ha confermato la mancata segnalazione di feriti o danni di rilievo. I media locali hanno riportato che l'evento è stato avvertito nelle regioni di Arica, Tarapacá, Antofagasta e Atacama. L'emittente TVN ha trasmesso immagini che documentavano la caduta di merci dagli scaffali dei supermercati. 

Il Cile si configura come una delle nazioni a più elevata attività sismica a livello globale. La popolazione cilena tende a considerare terremoti di magnitudo inferiore a 7 come eventi di scarsa preoccupazione. Nel 1960, la città meridionale di Valdivia subì devastazioni in seguito a un terremoto di magnitudo 9,5, che detiene il primato di più potente mai registrato e che causò 9.500 decessi. Nel 2010, un sisma di magnitudo 8,8 verificatosi al largo della costa del Cile centrale generò uno tsunami e provocò oltre 520 vittime. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

07:37

Sinner-Tabur: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Jannik Sinner esordisce al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 26 maggio, il tennista azzurro sfida il francese Clement Tabur - in diretta tv e streaming - nel primo turno dello Slam parigino, in cui lo scorso anno è stato battuto da Carlos Alcaraz, assente per infortunio, in finale dopo un'epica partita-maratona da oltre cinque ore.  

Sinner arriva all'appuntamento dopo il trionfo agli Internazionali d'Italia, dove è riuscito a battere Casper Ruud in finale conquistando il suo sesto Masters 1000 consecutivo. Il francese invece, che avrà dalla sua il sostegno del pubblico, è arrivato al torneo grazie a una wild card. 

 

La sfida tra Sinner e Tabur è in programma oggi, martedì 26 maggio, alle ore 20.15, con il match che aprirà la sessione serale del Philippe-Chatrier. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello del Roland Garros che sarà quindi il loro primo incrocio. 

 

Sinner-Tabur, come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

07:35

Morto il sassofonista Sonny Rollins, il gigante del jazz aveva 95 anni

(Adnkronos) - Addio a Sonny Rollins, il sassofonista jazz è morto a 95 anni. La notizia è stata confermata dalla sua portavoce Terri Hinte. Rollins è stato universalmente celebrato per la sua maestria improvvisativa e si annoverava tra gli ultimi grandi esponenti dell'era bebop e, al pari di John Coltrane e Charlie Parker, tra i sassofonisti più influenti del suo tempo. 

Era particolarmente apprezzato per la sua capacità di improvvisare. Riguardo alle sue doti musicali, nel 2018 dichiarò a People: "Molti di quelli con cui sono cresciuto durante la mia prima adolescenza volevamo diventare musicisti jazz, ma non avevamo il talento necessario. Era un dono. La musica è un dono. Chiunque può imparare la musica, ma solo poche persone hanno un dono tale da essere davvero abbastanza talentuose – specialmente al giorno d’oggi – da sfondare in questo mondo altamente competitivo". 

Walter Theodore Rollins, questo il suo nome di battesimo, era nato a New York nel 1930. I suoi genitori erano originari delle Isole Vergini e lo allevarono ad Harlem. Iniziò a suonare il pianoforte prima di passare al sassofono contralto, ma a 16 anni passò al tenore, lo strumento per cui sarebbe diventato famoso, per emulare il suo idolo Coleman Hawkins. 

Prima di compiere 20 anni, aveva già collaborato con grandi del jazz come Babs Gonzales, J.J. Johnson, Bud Powell, Miles Davis e Thelonious Monk, che definì il suo 'guru musicale' in un'intervista del 2013 si legge su People. “Ho suonato con Monk, ho provato con Monk e mi ha insegnato molto, era anche una persona molto buona”, spiegò. 

Negli anni '50, sviluppò una dipendenza dall'eroina. Ma nel 1954, dopo diversi arresti legati all'eroina, fu sottoposto a cure presso un ospedale per tossicodipendenti all'interno di una prigione federale a Lexington, nel Kentucky. L'ospedale, noto come 'The Narco Farm', era famoso nel mondo della musica per aiutare le persone a disintossicarsi (anche se non erano state arrestate), ed era l'unico centro di riabilitazione del Paese all'epoca. 

In seguito, si trasferì a Chicago, dove rientrò lentamente nella scena jazz mantenendo la sobrietà. “Pensavo: ‘Sono un musicista e devo essere abbastanza forte da stare in mezzo alla droga’, perché quella era la scena”, raccontò al Chicago Reader nel 2008. “Ero pulito quando lasciai Lexington, ma dovevo in qualche modo ritrovare la mia strada nella società”. 

Rollins è stato candidato ai Grammy sette volte, vincendone due. Nel 2004 ha ricevuto un Grammy alla carriera e nel 2011 il Kennedy Center Honor e la National Medal of the Arts. Nel 2017 il suo archivio personale è stato acquisito dallo Schomburg Center for Research in Black Culture presso la New York Public Library. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

07:01

Iran, Trump e gli Accordi di Abramo: una lunga storia tra fiumi di parole e realtà

(Adnkronos) - Donald Trump e gli Accordi di Abramo. Una storia che il tycoon vorrebbe si ripetesse. Era il 2020, era il primo mandato di Trump alla Casa Bianca. Bahrein ed Emirati Arabi uniti decisero di normalizzare i loro rapporti con Israele nell'ambito degli Accordi di Abramo, con la 'mano' degli Stati Uniti. Si unì poi il Marocco. Poi ancora, l'anno successivo, l'ambasciata Usa a Khartoum annunciava la firma da parte del Sudan della "Dichiarazione degli Accordi di Abramo" per spianare la strada alla normalizzazione dei rapporti con Israele. Lo scorso anno il Kazakistan è diventato il primo Paese ad annunciare un'adesione durante il secondo mandato di Trump alla Casa Bianca. "Esclusivamente nell'interesse del Kazakistan", dicevano da Astana. 

Adesso Trump parla di allargare gli Accordi ad Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania e scrive la parola "obbligatorio" dopo che nei giorni scorsi era già tornato a evocare "gli storici Accordi di Abramo". Non solo, il tycoon arriva anche a ipotizzare un coinvolgimento dell'Iran. Nella passata Amministrazione era stato Jared Kushner, genero del tycoon, l'architetto principale degli Accordi di Abramo. E Kushner resta sotto i riflettori nella 'nuova' Amministrazione Trump.  

Da tempo il presidente auspica di allargare gli Accordi e riuscire a spingere Riad verso la normalizzazione con Israele. Ma la linea della monarchia del Golfo è stata sempre caratterizzata da quella che gli osservatori descrivono come 'prudenza'. "Vogliamo essere parte degli Accordi di Abramo, ma vogliamo anche essere sicuri ci sia un percorso chiaro verso una soluzione a due Stati", verso uno stato palestinese, diceva lo scorso novembre Mbs, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, parlando dallo Studio Ovale. Nel post di ieri su Truth, il presidente degli Stati Uniti scrive che tutto "dovrebbe iniziare con la firma immediata da parte di Arabia Saudita e Qatar, e tutti dovrebbero poi seguire" Riad e Doha. Presto una fonte saudita ha ribadito alla Cnn che Riad resta sulla "stessa posizione di sempre" e ha insistito su "un percorso irreversibile verso uno stato palestinese". 

Egitto e Giordania si trovano da sempre al centro di equilibri diplomatici complessi. Hanno buoni rapporti con Washington, sono stati i primi Paesi arabi della storia a firmare trattati di pace con Israele, confinano con la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. Il Qatar, attore regionale sempre in primo piano, ha lavorato per presentare al mondo il suo ruolo di mediatore. E' stato tra l'altro protagonista dei negoziati per un cessate il fuoco nell'enclave palestinese e la liberazione degli ostaggi dopo l'attacco di Hamas in Israele del 7 ottobre 2023. Ieri, come confermato dall'agenzia ufficiale iraniana Irna, negoziatori di Teheran sono arrivati a Doha nel quadro di un "processo diplomatico" in corso per porre fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti, al conflitto iniziato con l'avvio - lo scorso 28 febbraio - di operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, a cui Teheran non ha mancato di rispondere prendendo di mira anche obiettivi nei Paesi del Golfo - e fermato da un fragile tregua. 

Ruolo di mediazione anche per il Pakistan. Nei mesi scorsi c'era chi parlava di mediatore "improbabile". Eppure il Pakistan, che vanta un'amicizia con Pechino come Teheran e una lunga e complicata storia di difficile alleanza con Washington, è riuscito a far sedere intorno allo stesso tavolo iraniani e americani dopo settimane di operazioni americane e israeliane che hanno martellato la Repubblica islamica e a cui Teheran non ha mancato di rispondere con obiettivi nei Paesi del Golfo nel mirino. C'è chi di Islamabad ha scritto di un "delicato gioco di equilibrismo diplomatico" pensando all'Iran, ma anche al patto saudita-pakistano. Con l'Arabia Saudita, eterna rivale dell'Iran nell'area, culla dell'Islam sunnita, Islamabad ha dallo scorso settembre un patto di difesa. La monarchia del Golfo è cruciale per il Pakistan anche dal punto di vista di legami economici e politici, non solo storici e religiosi.  

E c'è la Turchia. C'è chi è convinto il potenziale degli Accordi di Abramo non possa essere realizzato senza il coinvolgimento di Ankara. Ma Recep Tayyip Erdogan non ha mai risparmiato critiche al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo stesso Netanyahu che evidenziò il ruolo di Trump negli Accordi di Abramo sostenendo nei mesi scorsi la candidatura del tycoon al Premio Nobel per la Pace. Nel post su Truth Trump scrive anche di volere l'adesione dello stesso Iran, dopo l'eventuale firma di un accordo che ponga fine al conflitto. E, senza mai citare Israele nel lungo post, ammette anche che - tra Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania - "è possibile che uno o due" Paesi "abbiano motivi per non aderire, e questo sarà accettato".  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

06:43

Roland Garros, il programma di oggi: da Sinner a Darderi, gli italiani in campo e dove vederli

(Adnkronos) - Terza giornata di match al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 26 maggio, è il grande giorno del debutto di Jannik Sinner sulla terra rossa di Parigi, contro Clement Tabur. Il day 3 dello Slam parigino vedrà in campo anche la numero uno del ranking femminile Aryna Sabalenka, contro Jessica Bouzas Maneiro, e gli italiani Elisabetta Cocciaretto, Matteo Arnaldi e Luciano Darderi. In campo anche Coco Gauff e Felic Auger-Aliassime. Ecco tutti i match di oggi e dove vederli in tv e streaming.  

Ecco il programma di oggi, martedì 26 maggio, al Roland Garros:  

COURT PHILIPPE-CHATRIER - dalle ore 12  

[1] A. Sabalenka - J. Bouzas Maneiro (ESP) 

A. Muller (FRA) - S. Tsitsipas (GRE) 

[4] C. Gauff (USA) - T. Townsens (USA) 

non prima delle 20:15 

[1] J. Sinner (ITA) - [WC] C. Tabur (FRA)  

COURT SUZANNE-LENGLEN - dalle ore 11  

[WC] A. Walton (AUS) - [6] D. Medvedev 

L. Siegemund (GER) - [16] N. Osaka (JPN) 

[22] A. Kalinskaya - L. Boisson (FRA) 

[4] F. Auger-Aliassime (CAN) - D. Altmaier (USAGER 

COURT SIMONNE-MATHIEU - dalle ore 11  

M. Cilic (CRO) - [WC] M. Kouame (FRA) 

V. Kopriva (CZE) - [30] C. Moutet (FRA) 

H. Vandewinkel (BEL) - [19] M. Keys (USA) 

K. Birrel (AUS) - [5] J. Pegula (USA) 

COURT 14 - dalle ore 11  

[17] I. Jovic (USA) - A. Eala (PHI) 

[Q] T. Faurel (FRA) - [16] V. Vacherot (MON) 

[9] A. Bublik (KAZ) - Jan-Lennard Struff (GER) 

[9] V. Mboko (CAN) - N. Bartunkova (CZE) 

COURT 7 - dalle ore 11  

[29] T. Griekspoor (NED) - M. Arnaldi (ITA)  

[Q] L. Fruhvirtova (CZE) - E. Jacquemot (FRA) 

A. Kalinina (UKR) - D. Parry (FRA) 

S. Ofner (AUT) - [14] L. Darderi (ITA)  

COURT 6 - dalle ore 11  

D. Vekic (CRO) - [WC] A. Tubello (FRA) 

[12] L. Noskova (CZE) - M. Sakkari (GRE) 

C. Garin (CHI) - [18] L. Tien (USA) 

[Q] J. Faria (POR) - D. Shapovalov (CAN) 

COURT 8 - dalle ore 11  

A. Tabilo (CHI) - K. Majchrzak (POL) 

Match to be defined 

A. Ruzic (CRO) - [Q] A. Krueger (USA) 

J. Fearnley (GBR) - J. Manuel Cerundolo (ARG) 

COURT 4 - dalle ore 11  

Match to be defined 

[Q] F. Diaz Acosta (ARG) - Z. Zhang (CHN) 

COURT 5 - dalle ore 11  

D. Galfi (HUN) - [Q] M. Sherif (EGY) 

COURT 9 - dalle ore 11  

[Q] C. Lu (USA) - M. Uchijima (JPN) 

M. Landaluce (ESP) - [Q] Juan Carlos Prado Angelo (BOL) 

[Q] E. Pridankina - O. Oliynykova (UKE) 

COURT 12 - dalle ore 11  

E. Navarro (USA) - J. Tjen (INA) 

[30] A. Li (USA) - S. Zhang (CHN) 

S. Baez (ARG) - R. Andres Burruchaga (ARG) 

E. Quinn (USA) - F. Comesana (ARG) 

COURT 13 - dalle ore 11  

A. Popyrin (AUS) - Z. Svajda (USA) 

[20] C. Norrie (GBR) - A. Daniel Vallejo (PAR) 

[Q] A. Korneeva - E. Cocciaretto (ITA)  

S. Waltert (SUI) - K. Siniakova (CZE) 

Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

03:26

Usa-Iran, attacco americano contro barche e siti di missili. Trump: "Uranio sarà distrutto"

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti attaccano l'Iran colpendo barche e siti di lancio dei missili nello Stretto di Hormuz. Mentre i negoziati per la fine della guerra vanno avanti, il Comando centrale americano (Centcom) annuncia l'esecuzione di "attacchi di autodifesa" che potrebbero complicare ulteriormente le trattative tra l'amministrazione del presidente Donald Trump e Teheran. 

"Le forze statunitensi hanno condotto oggi attacchi di autodifesa nel sud dell'Iran per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane", dice il portavoce del Centcom, il capitano Timothy Hawkins, in un comunicato. "Gli obiettivi hanno incluso siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane che tentavano di posizionare mine. Il Comando Centrale degli Stati Uniti continua a difendere le proprie forze, pur mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco in corso", aggiunge il portavoce. 

Già nelle scorse settimane si erano verificate situazioni simili. All'inizio di maggio, in particolare, le forze armate americane hanno preso di mira installazioni militari iraniane ritenute responsabili di una serie di attacchi "non provocati" con missili, droni e piccole imbarcazioni contro le navi della marina statunitense presenti nello Stretto. 

 

Mentre va in scena l'attacco, Trump su Truth si esprime sull'uranio in possesso dell'Iran, uno dei nodi dei negoziati per porre fine alla guerra. Teheran dispone di circa 440 chili di materiale arricchito al 60%: con pochi altri procedimenti relativamente semplici, l'uranio potrebbe raggiungere la soglia di arricchimento necessaria per la produzione di armi atomiche. 

"L'uranio arricchito (polvere nucleare!) verrà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere riportato in patria e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran, distrutto sul posto o in un altro luogo accettabile, con la Commissione per l'Energia Atomica, o un organismo equivalente, come testimone di questo processo e di questo evento", l'annuncio del presidente americano. La scorsa settimana Trump aveva dichiarato ai giornalisti nello Studio Ovale che gli Stati Uniti non avrebbero arretrato nel dialogo sul tema.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:09

Ebola, Oms: "L'epidemia è estremamente grave e difficile". In Congo oltre 900 casi sospetti

(Adnkronos) - "Ci troviamo ad affrontare un'epidemia" di Ebola "estremamente grave e difficile". A dirlo è il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un briefing virtuale con le autorità africane. In questa fase "si sta diffondendo rapidamente. Finora nella Repubblica Democratica del Congo sono stati confermati 101 casi con 10 decessi, ma sappiamo che l'epidemia nella Rdc è molto più estesa: attualmente si contano oltre 900 casi sospetti e 220 decessi sospetti", mentre in Uganda i casi confemati diventano 7. 

"Venerdì scorso - ha sottolineato il Dg - l'Oms ha innalzato il livello di rischio" nella Rdc "da alto a molto alto. Continuiamo a valutare il rischio come alto a livello regionale e basso a livello globale", ha precisato. "I Paesi confinanti con la Rdc sono particolarmente a rischio e dovrebbero adottare misure immediate", ha esortato Tedros annunciando che oggi, 26 maggio, si recherà "nella Repubblica Democratica del Congo con Chikwe Ihekweazu, direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell'Oms". "Ringrazio i governi della Rdc e dell'Uganda per la loro leadership nella risposta all'epidemia" che "il 17 maggio ho dichiarato emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale" o Pheic, ha ricordato il capo dell'agenzia delle Nazioni Unite per la sanità. Apprezzamento particolare per l'Uganda che, "per prevenire un'ulteriore diffusione del virus, ha annullato la commemorazione della Giornata dei Martiri", evento che "attira fino a 2 milioni di persone".  

L'Oms, ha proseguito il Dg, sta supportanto i governi "in stretta collaborazione con l'Africa Cdc e molti altri". Lo scorso "venerdì abbiamo convocato una riunione dei ministri della Salute africani a margine dell'Assemblea mondiale della sanità, per aggiornarli e sollecitarli ad agire. Durante la discussione è stata sottolineata l'importanza degli interventi a livello comunitario, laddove vi è una carenza di fiducia. Insieme all'Africa Cdc, l'Oms sta istituendo un Team di supporto per la gestione degli incidenti (Imst) a livello continentale. Stiamo inoltre finalizzando un Piano strategico di preparazione e risposta multi-agenzia, allineato con i piani nazionali della Repubblica Democratica del Congo e dell'Uganda, e con i nostri partner. Nell'ambito dell'Imst e del piano strategico, ci avvaliamo dell'esperienza maturata con l'Africa Cdc in precedenti epidemie". L'agenzia delle Nazioni Unite per la salute, ha continuato Tedros, "è presente sul territorio e supporta le autorità nazionali in ogni aspetto della risposta, tra cui il tracciamento dei contatti, l'istituzione di centri di trattamento, il rafforzamento delle capacità di laboratorio, la gestione dei casi, la prevenzione e il controllo delle infezioni, la comunicazione del rischio, il coinvolgimento della comunità e altro ancora. Abbiamo inoltre stanziato 3,9 milioni di dollari dal Fondo di contingenza per le emergenze dell'Oms".  

"Diversi aspetti di questa epidemia la rendono particolarmente complessa - ha spiegato il numero uno dell'Oms - Innanzitutto, il ritardo nell'individuazione" del primo focolaio "significa che ora ci troviamo a dover rincorrere un'epidemia in rapida diffusione. Stiamo urgentemente intensificando le operazioni, ma al momento l'epidemia ci sta superando. In secondo luogo, le province di Ituri e del Nord Kivu sono estremamente insicure, con un'intensificazione dei combattimenti negli ultimi mesi che ha causato lo sfollamento di oltre 100mila persone. Inoltre, tra la popolazione locale c'è una forte sfiducia nei confronti delle autorità esterne. Nell'ultima settimana si sono verificati due episodi di violenza contro strutture sanitarie. Instaurare un rapporto di fiducia con le comunità colpite è fondamentale per una risposta efficace ed è una delle nostre massime priorità. In terzo luogo, non esistono vaccini o terapie approvati per il virus Bundibugyo. Ci sono stati solo due precedenti focolai di Bundibugyo, in Uganda nel 2007 e nella Repubblica Democratica del Congo nel 2012". 

"La scorsa settimana l'Oms ha riunito i leader di diverse organizzazioni partner nell'ambito della Rete provvisoria per le contromisure mediche, per esaminare lo stato di sviluppo di vaccini, terapie e strumenti diagnostici", e "ha raccomandato di dare priorità a due anticorpi monoclonali per l'avanzamento nelle sperimentazioni cliniche - ha ricordato il Dg - Raccomandiamo inoltre la valutazione dell'antivirale obeldesivir in una sperimentazione clinica come profilassi post-esposizione per le persone ad alto rischio di contatto. Questa sperimentazione clinica è attualmente in fase di sviluppo congiunto con l'Africa Cdc e il Collaborative Open Research Consortium on filovuruses. Stiamo inoltre discutendo con i partner i vaccini candidati in fase di sviluppo e produzione". 

"La situazione peggiorerà prima di migliorare", prevede Tedros. "Ma conosciamo questo virus e sappiamo come fermarlo - ha assicurato - Abbiamo fermato tutte le precedenti epidemie di Ebola e fermeremo anche questa", ma riuscirci "è possibile solo con l'unità. La domanda è quanto velocemente ci riusciremo e quante altre vite andranno perse prima di riuscirci. L'Oms - ha concluso il capo dell'agenzia ginevrina - è pienamente impegnata a lavorare sotto la guida dei governi della Repubblica Democratica del Congo e dell'Uganda, fianco a fianco con l'Africa Cdc e tutti gli altri partner. Non ci fermeremo finché non avremo portato questa epidemia sotto controllo". 

 

Intanto "i test per Ebola effettuati oggi al 'Sacco' di Milano su due persone rientrate nelle scorse ore dall’Uganda sono negativi. I due sono stati sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica nell'ambito delle attività di monitoraggio con riferimento all’epidemia di malattia da Ebola che si è sviluppata nella Repubblica Democratica del Congo". Lo rende noto il ministero della Salute che, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia. 

Il ministero della Salute "sta anche partecipando al Comitato operativo della Protezione civile nell'ambito delle attività di coordinamento e monitoraggio in corso. Il ministero continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell’evoluzione del quadro epidemiologico. Il rischio in Italia resta molto basso". 

Come spiega l'assessore regionale della Lombardia al Welfare, Guido Bertolaso in riferimento ai due casi sospetti a Milano, i pazienti sono risultati negativi anche ai test per malaria e per i principali virus respiratori attualmente monitorati. "Le condizioni cliniche dei due soggetti restano sotto osservazione da parte degli specialisti infettivologi. Alla luce dei primi risultati diagnostici - continua Bertolaso - tra le ipotesi attualmente considerate vi è quella di un’infezione di origine batterica a carico dell’apparato gastroenterico. È stata infatti riscontrata positività alla Shigella in entrambi i soggetti". 

Sono in corso ulteriori approfondimenti microbiologici e colturali. "Al momento non sussistono elementi di allarme per la salute pubblica. Se questa mattina fossero state rispettate le corrette tempistiche e procedure – conclude l’assessore – si sarebbe potuta evitare l’attivazione di un allarme mediatico che ha comportato un notevole dispiego di risorse e attività operative”. 

 

L'Uganda ha confermato due nuovi casi, portando a sette il totale da quando l'epidemia è stata rilevata anche in questo Paese dell'Africa orientale, il 15 maggio. "I due nuovi casi confermati - ha informato il ministero della Salute dell'Uganda - sono operatori sanitari ugandesi che lavorano in una struttura privata a Kampala", la Capitale del Paese. "Entrambi i pazienti sono stati ricoverati nell'unità di trattamento designata". 

 

Intanto, nella Repubblica Democratica del Congo i casi sospetti di Ebola hanno ormai superato quota 900, secondo l'ultimo aggiornamento diffuso dal ministero della Sanità del Paese. Secondo i dati al 23 maggio, il focolaio da virus Bundibugyo risulta attivo in 3 province: Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu. Sul totale di 904 casi sospetti cumulativi, distribuiti in 11 zone sanitarie del Paese attualmente colpite dal virus, quelli finora confermati in laboratorio sono 101. I decessi sospetti secondo il rapporto sono 119. E al momento sono stati identificati 1.817 contatti, anche se il tasso di monitoraggio resta ancora basso (20%).  

I numeri delle infezioni sospette sono dunque in crescita, "con l'intensificarsi delle attività di sorveglianza nella risposta all'epidemia", evidenzia in un post su X il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus che avverte anche delle difficoltà in cui ci si sta muovendo. "Nella provincia di Ituri, epicentro dell'epidemia, quasi 5 milioni di persone vivono in una situazione di conflitto in corso. Oggi, 1 persona su 4 ha bisogno di assistenza umanitaria e 1 su 5 è sfollata internamente. La violenza sta costringendo le persone a fuggire, compresi gli operatori sanitari e umanitari. Ciò sta ostacolando gravemente gli sforzi per intensificare il tracciamento dei contatti e identificare le infezioni in tempo utile per fornire assistenza. L'insicurezza persistente e la paura alimentano inoltre la sfiducia all'interno delle comunità". 

In questo momento, continua il Dg Oms "i partner umanitari e sanitari mantengono una presenza in tutto l'Ituri, anche in alcune delle aree più difficili da raggiungere e più insicure". E la situazione è complicata anche dal fatto che "le comunità si trovano ad affrontare non solo la minaccia dell'Ebola, ma anche una vasta gamma di malattie". I partner sul campo stanno supportando l'erogazione di diversi servizi: assistenza sanitaria materna, riproduttiva, neonatale, dell'infanzia e dell'adolescenza - elenca - trattamento della malnutrizione acuta grave con complicanza, servizi di salute mentale, cura delle ferite e supporto per le vittime di violenza sessuale, forniture mediche, vaccinazioni di routine, servizi sanitari comunitari. Fornire un pacchetto completo di servizi è essenziale, non solo per soddisfare i bisogni sanitari urgenti, ma anche per costruire la fiducia che è fondamentale per una risposta efficace ad Ebola". 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:07

È già emergenza caldo, mercoledì il giorno più afoso con 15 città da bollino arancione

(Adnkronos) - L'estate ancora non è iniziata ma è già emergenza caldo. Nel primo bollettino sulle ondate di calore diffuso dal ministero della Salute - sulla base dei dati di 27 città, con previsioni a 24, 48 e 72 ore - si parte già con i primi bollini gialli e arancioni, in un crescendo che vede mercoledì 27 maggio come il giorno più caldo, con 15 città in 'allerta' arancione.  

 

Ma l'afa comincerà a mordere già da oggi, martedì 26 maggio, con i primi bollini arancioni previsti per 12 città: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Viterbo. Nella stessa giornata sono previsti anche 5 bollini gialli (Genova, Latina, Milano, Napoli, Verona) e 10 città - molte delle quali al Sud - restano invece al livello 0 di allerta (bollino verde), Ancona, Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Messina, Palermo, Pescara e Reggio Calabria.  

 

Domani il numero di città con bollino arancione salirà a quota 15, con l'aggiunta di Latina, Milano e Verona che passano dal livello 1 al livello 2 di allerta. Completano il quadro del primo mercoledì bollente 6 città bollino giallo: Catania, Genova, Messina, Napoli, Pescara, Reggio Calabria. Segno che le temperature sono in crescita anche al Sud. Le uniche città che resteranno in verde anche mercoledì sono 6: Ancora, Bari, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia e Palermo.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

00:05

Iran-Usa, si tratta su Hormuz: tra distensione e rischio 'incubo logistico'

(Adnkronos) - La possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, inserita tra i punti del memorandum d'intesa in discussione tra le parti, viene letta come un segnale di allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Ma, secondo analisi rilanciate dalla Cnn, la fine delle ostilità non coinciderebbe affatto con un ritorno rapido alla normalità. L'emittente americana definisce infatti la fase post-riapertura un vero e proprio "incubo logistico", sottolineando come il sistema del trasporto petrolifero nel Golfo richieda una complessa sequenza di operazioni prima di tornare a regime. 

Nel Golfo, infatti, restano bloccate altre 160 petroliere, con circa 170 milioni di barili di greggio a bordo. Prima ancora di parlare di piena riapertura, queste navi dovranno defluire dallo stretto e liberare i corridoi di transito: un'operazione lenta, complessa e condizionata dalle capacità portuali e dalla sicurezza della navigazione. Secondo gli analisti di Kpler, il ripristino completo del traffico potrebbe richiedere fino a tre mesi. 

Il secondo nodo riguarda le scorte accumulate a terra durante il blocco. Raffinerie e depositi si sono progressivamente saturati, perché il petrolio estratto non poteva essere spedito. Prima di riportare la produzione ai livelli ordinari, sarà necessario smaltire questi stock, rallentando ulteriormente la ripresa del sistema.  

Terzo passaggio, il più delicato: il riavvio dei pozzi nel Medio Oriente. Dopo settimane di stop o produzione ridotta, gli impianti non possono essere semplicemente riaccesi. Servono interventi graduali e tecnicamente complessi per ristabilire pressioni, flussi e condizioni di sicurezza nei giacimenti. 

Infine, resta il capitolo delle infrastrutture danneggiate durante il conflitto: raffinerie, impianti energetici e nodi logistici che richiederanno mesi, se non anni, per tornare pienamente operativi. Per questo, anche con Hormuz formalmente riaperto, gli analisti avvertono che il sistema energetico globale resterà sotto pressione. 

 

Washington e Teheran starebbero discutendo un piano che prevede di riaprire lo Stretto 30 giorni dopo aver raggiunto un'intesa, rivela, citando una fonte diplomatica mediorientale, il quotidiano finanziario Nikkei. 

Un alto funzionario statunitense aveva precedentemente affermato che l'Iran avrebbe acconsentito "in linea di principio" alla riapertura dello Stretto - bloccato al traffico commerciale per la maggior parte della guerra - in cambio della revoca del blocco statunitense dei porti iraniani. Ci sarebbero poi 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo. 

 

L'apertura dello Stretto avverrà ''in fasi'', ha dichiarato intqnro un funzionario iraniano a condizione di anonimato al Washington Post. Nella prima fase, ha spiegato, gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, inizieranno le operazioni di sminamento nello Stretto e verrà revocato il blocco statunitense. Non vengono fatte previsioni su quando lo Stretto tornerà navigabile, ma un alto funzionario dell'Amministrazione Trump ha presentato al Washington Post il nuovo accordo come un mezzo per "alleviare i costi del carburante per le famiglie americane ". A condizione di anonimato, il funzionario ha affermato che l'attuale blocco statunitense verrà "allentato proporzionalmente" con l'apertura dello Stretto. Inoltre i beni congelati non saranno sbloccati finché Teheran non inizierà a cedere il suo uranio altamente arricchito. 

Nel frattempo un alto funzionario dell'Amministrazione Trump ha spiegato al Washington Post che è già stato messo a punto un "quadro di riferimento" che estende la tregua di 60 giorni in attesa che le parti raggiungano un "accordo definitivo" per porre fine alla guerra. Al momento nessun documento è stato ancora firmato e non è chiaro quanto l'accordo quadro sia vincolante, ha precisato il funzionario. In ogni caso la garanzia è che tutti ''cessino i combattimenti nella regione'', ha aggiunto la fonte, garantendo al contempo il diritto di Israele di ''agire contro le minacce imminenti''. 

Un diplomatico ben informato ha spiegato che l'ultima proposta è in attesa dell'approvazione dell'Iran. La proposta, ha precisato, prevede che una volta firmato il memorandum d'intesa l'Iran riapra immediatamente lo Stretto di Hormuz e garantisca che il traffico marittimo torni alle condizioni prebelliche entro 30 giorni. L'Iran, gli Stati Uniti e i loro alleati porranno inoltre immediatamente fine alle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano. Nella proposta, ha spiegato il diplomatico, c'è anche la richiesta che l'Iran mantenga il suo impegno a non sviluppare mai armi nucleari e che le sue scorte di materiale arricchito vengano smaltite secondo un metodo concordato. 

Citando un alto funzionario dell'Amministrazione Usa, il Washington Post spiega che il memorandum d'intesa "impegna" gli iraniani a non dotarsi di armi nucleari e prevede la "rinuncia alla polvere nucleare", ossia le scorte di uranio altamente arricchito. Nei prossimi due mesi le due parti discuteranno "il meccanismo" per raggiungere tale obiettivo, ha aggiunto. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:02

Amministrative, delusione centrosinistra: "Ma la partita delle politiche resta aperta"

(Adnkronos) - La piccola tornata di amministrative 2026 consegna l'indicazione al campo progressista che la strada è ancora lunga da percorrere. Se era atteso un effetto referendum, questo non c'è stato. Sulle principali città al voto, il centrosinistra perde Reggio Calabria e soprattutto una doccia gelida arriva da Venezia. Qui, complici le polemiche tra il caso Venezi e la Biennale, le aspettative di un ribaltone erano alte, con sondaggi promettenti per il centrosinistra. E invece, il dem Andrea Martella è sotto il 40%, mentre lo scrutinio è ancora in corso. Il centrodestra in grande vantaggio, vede vicinissima la vittoria già al primo turno. Poi c'è il caso Salerno con la vittoria tutta personale di Vincenzo De Luca: per la quinta volta sindaco, eletto al primo turno senza il sostegno del Pd e con M5S e Avs in pista con un altro candidato.  

 

Notizie positive per il centrosinistra arrivano un po' a macchia di leopardo da altri capoluoghi al voto. E' buono il quadro della Toscana dove il campo progressista tiene Prato con il 'gran' ritorno di Matteo Biffoni, sindaco per la terza volta, dopo i guai di Ilaria Buggetti, dimessasi a seguito di una inchiesta. C'è la conquista Pistoia con Giovanni Capecchi che espugna la città al primo turno, mentre sarà ballottaggio ad Arezzo. Tra le note positive anche Chieti con Giovanni Legnini che manca di un soffio la vittoria al primo turno, mentre potrebbe farcela ad incassare subito la vittoria ad Avellino, Nello Pizza. C'è poi Imola con Marco Panieri riconfermato sindaco come ad Andria, Giovanna Bruno. Vince al primo turno anche Andrea Munari a Vicenza e a Enna con Vladimiro Crisafulli.  

 

Ma a dare un po' il segno alla tornata è la delusione di Venezia. Il responsabile Organizzazione della segreteria Schlein, Igor Taruffi non nasconde che se "ci sono diversi elementi positivi, poi certo ci sono anche alcuni risultati che non ci lasciano del tutto soddisfatti". Taruffi invita a "fare i conti alla fine", parla di voto locale e ribadisce il percorso verso le politiche: "Noi continuiamo, come abbiamo sempre detto, a ritenere che la partita per le elezioni politiche del prossimo anno è aperta". Lo fa anche Paola Taverna dei 5 Stelle che parla di "risultati in chiaroscuro" e conferma l'impegno M5S sulla costruzione del programma per "offrire quanto prima - a livello nazionale - un’alternativa a questo governo".  

Per tracciare un bilancio "dovremo fare i conti alla fine", insiste Taruffi. "Perché credo che prima di dichiarare vittoria o di fare proiezioni nazionali di un voto che comunque rimane locale, aspettiamo di vedere i risultati dei 18 comuni: il centrodestra ne governava cinque, il centrosinistra otto, vediamo alla fine quali saranno i risultati". Da martedì non cambia nulla, quindi? "Noi continuiamo, come abbiamo sempre detto, a ritenere che la partita per le elezioni politiche del prossimo anno è aperta, lo abbiamo detto dopo le regionali, lo abbiamo detto dopo il referendum, lo continuiamo a dire ovviamente oggi, perché da questo punto di vista, credo, effettivamente non è cambiato nulla. Certo è che dobbiamo continuare a insistere con le nostre proposte sui temi del lavoro, dello sviluppo industriale, della crescita e le cose che il governo non sta facendo e che io sono convinto il prossimo anno daranno un risultato favorevole al centrosinistra". 

Per la vicepresidente M5S e delegata ai Territori, Taverna "questa tornata elettorale offre risultati in chiaroscuro: alcuni risultati ci rallegrano altri non ci soddisfano, in attesa degli esiti di tanti altri comuni che andranno al ballottaggio". L'esponente pentastellata sottolinea anche il dato dell'astensionismo: "Anche in queste due giornate di voto si è registrata una crescita del popolo dell’astensione; segno che i cittadini chiedono giustamente progetti e programmi all’altezza delle loro aspettative e dei loro desideri. Questo voto, essendo a carattere locale, va interpretato in base alle condizioni e ai risultati di ogni singola realtà comunale. È improprio ricavarne valutazioni di ordine generale, ancor più proiettate sul dibattito nazionale". Quindi ribadisce che "il M5S continua a lavorare per allargare le maglie della partecipazione e definire i programmi in maniera da offrire quanto prima - a livello nazionale - un’alternativa a questo governo che affama gli italiani per investire esclusivamente in armi”. 

Avs sottolinea i buoni risultati in Toscana: "I progressisti, la sinistra e gli ecologisti tornano al governo di Pistoia, un risultato straordinario grazie a una larga coalizione di centrosinistra e alla candidatura di Giovanni Capecchi. Bene la vittoria al primo turno di Matteo Biffoni a Prato, di Michelangelo Betti a Cascina, di David Ermini a Figline-Incisa Valdarno e di Damiano Sforzi a Sesto Fiorentino". Maria Elena Boschi, capogruppo di Iv alla Camera, mette in guardia il centrodestra dai 'trionfalismi': "Non c’è stata la spallata del centrodestra. Queste amministrative raccontano una realtà molto articolata in cui i risultati dei partiti della maggioranza mostrano numeri ben lontani dai trionfalismi di queste ore. Noi siamo orgogliosi del risultato di Italia Viva-Casa Riformista. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare per dare ai cittadini un’alternativa credibile a un governo che continua a raccontare un Paese che non esiste”. 

 

A spoglio ancora in corso, arriva quindi il commento al voto della segretaria del Pd, Elly Schlein. “Nel complesso i dati confermano i buoni risultati in Toscana con le vittorie al primo turno a Prato e Pistoia e in Emilia-Romagna. Così come risultati positivi li stiamo riscontrando anche in Campania a partire da Avellino e in Puglia con la netta riconferma di Andria, su percentuali alte come accade a Mantova. Un risultato che nel suo insieme, pur con tutte le specifiche del caso trattandosi di un voto locale, conferma che quando siamo uniti come campo progressista siamo competitivi e lo saremo anche alle prossime elezioni politiche". 

"In Veneto, a Venezia - continua la dem -, sapevamo che non sarebbe stato facile dopo 11 anni di governo della destra, e l’unità di un’ampia alleanza di centrosinistra non è bastata a vincere. Ma voglio comunque ringraziare Andrea Martella per il lavoro unitario e per l’impegno messo nella campagna elettorale. In bocca al lupo e buon lavoro ai nuovi sindaci e consiglieri eletti in tutta Italia”. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

00:02

Amministrative, governo scaccia i fantasmi del referendum: è subito vittoria a Venezia e Reggio Calabria

(Adnkronos) - Il "miracolo mondiale" è compiuto, e i fantasmi sono scacciati, manca solo l'ufficialità: il centrodestra tiene Venezia al primo turno e si riprende dopo dodici anni Reggio Calabria. Nessun messaggio nefasto per la presidente del Consiglio, che in un tweet ne spedisce uno lei alla coalizione progressista.  

"E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani", scrive su X Giorgia Meloni levandosi più di qualche sassolino dalla scarpa, specialmente dopo il referendum perso solo due mesi fa.  

D'altronde, i due comuni più grandi chiamati alle urne in questa tornata elettorale di amministrative restituiscono alla maggioranza di governo una vittoria netta. Con i dovuti distinguo. Se per la città calabrese quella di Francesco Cannizzaro, di Forza Italia, non è una sorpresa, per Simone Venturini si tratta di un vero e proprio ribaltone, almeno a leggere i sondaggi. Dato per sconfitto alla vigilia del voto, il 38enne candidato del centrodestra e sostenuto anche dal Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin, delfino del sindaco uscente Luigi Brugnaro, non solo la spunta al primo turno, ma riesce a dare un distacco in doppia cifra al senatore del Partito democratico Andrea Martella, che durante la campagna elettorale aveva ospitato in Laguna tutti i leader del centrosinistra, che sognavano che proprio da Venezia partisse un messaggio dai cittadini con l'avviso di sfratto al governo. 

Poi, chiaramente, non ci sono solo Venezia e Reggio Calabria. Al netto della perdita di Pistoia, in cui la vicesindaca Anna Maria Celesti cede il passo a Giovanni Capecchi, candidato del campo largo, ad Arezzo Marcello Comandini andrà al ballottaggio. Bene poi la riconferma di Vincenzo Voce a Crotone, così come il vantaggio di Sandro Parcaroli a Macerata e di Filippo Boscagli a Lecco, entrambi al secondo turno. E questo rimanendo soltanto ai grandi comuni: a spoglio ancora in corso, il centrodestra è avanti in 31 centri contro i 41 del centrosinistra. 

"Avanza il centrodestra, la Lega conferma e conquista sindaci in tutta Italia! Grazie per la fiducia", è il commento a caldo del leader del Carroccio, Matteo Salvini, mentre da Forza Italia tutta l'attenzione è rivolta al grande successo ottenuto da Cannizzaro: "A Reggio Calabria stavince il candidato sindaco di Forza Italia Ciccio Cannizzaro. E’ la sintesi di una tornata elettorale che ha visto il centro-destra uscire consolidato nei consensi. E Forza Italia cresce ovunque. Si illudeva chi riteneva la sinistra pronta a diventare forza trainante del Paese. Buon lavoro a tutti gli eletti", scrive su X l'altro vicepremier Antonio Tajani, leader degli azzurri. Per Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati, queste "comunali smentiscono insomma la narrazione di un campo largo lanciato ovunque verso facili successi sull’onda lunga del referendum".  

Certo, però, è che questa tornata elettorale rimane confinata alle amministrative, guai a leggerci qualcosa di più. Tuttalpiù, per dirla come Giovanni Donzelli, il messaggio è sì arrivato, ma è una realtà dei fatti in cui si infrangono i sogni del centrosinistra: "Gioiscono su come è cambiato il vento, poi gli italiani si esprimono e si svegliano e i loro sogni si infrangono sulla realtà dei fatti - dice il responsabile organizzazione e deputato di Fratelli d'Italia -. Noi lavoriamo sempre serenamente pensando agli italiani e facciamo quello che dobbiamo fare, poi certamente lo vediamo che dai cittadini arriva la conferma che apprezzono il nostro buon lavoro e siamo contenti".  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

23:35

Flotilla, l'attivista italiana: "Sgomberati con violenza da forze Libia Ovest. Verso Misurata per rimpatrio"

(Adnkronos) - "Siamo stati attaccati dalle forze libiche dell'ovest nel nostro accampamento verso le 18.30. Eravamo in presidio ad attendere il rilascio delle compagne e dei compagni (i dieci attivisti fermati ieri dalle milizie della Libia dell'Est dopo aver oltrepassato il confine e ancora non rilasciati ndr), quando abbiamo visto arrivare le camionette nere con a bordo i militari. Erano tutti a volto coperto. Prima due, poi quattro, poi altri ancora. Ci siamo radunati tutti nella moschea ma i militari hanno iniziato a intimarci violentemente di sgomberare l'area, di salire sui pullman e di andare via". Così all'Adnkronos Sara Suriano, attivista pugliese, descrive quanto accaduto questo pomeriggio a Sirte, nella Libia dell'Ovest, dove si trovavano lei e gli altri partecipanti della Land Convoy, la missione internazionale organizzata insieme dalla Maghreb Sumud e dalla Global Sumud Flotilla con l'obiettivo di portare aiuti umanitari al valico di Rafah, tra Egitto e la striscia di Gaza per consegnarli alla popolazione palestinese. Peraltro a Sirte il convoglio formato da circa 250 persone provenienti da diversi continenti e da automezzi, autobus, una ambulanza e camion contenenti case modulari e beni di consumo, era rimasto accampato per nove giorni proprio vicino alla stessa moschea senza che accadesse nulla.  

"Ora siamo in pullman diretti verso Misurata preceduti e seguiti dalle camionette militari", aggiunge. "Non ci è stato detto dove ci stiano portando ma abbiamo saputo dal console che siamo diretti a Misurata per il rimpatrio", aggiunge. "Ci urlavano di andare anche se chiedevamo solo di prendere i nostri effetti personali. C’è stato molto caos. Due compagne italiane erano rimaste nella moschea - dice Suriano - ma non ci è stato permesso di tornare indietro a caricarle. Abbiamo ripreso i contatti con loro e verificato che sono nell'altro bus solo ora. Un ragazzo dell'organizzazione è privo di sensi e si ipotizza un trauma cranico perché colpito da un pugno. La moschea, in cui erano rimaste alcune donne, alla fine è stata sgomberata con il gas. Alcune donne sono state strattonate, colpite alla schiena, una presa per il collo, una trascinata fuori per i piedi. Il tutto è durato sino alle 20.30 circa. Tutti e 7 i componenti della delegazione italiana che erano in Libia - rassicura - stanno bene", assicura. Intanto i dieci attivisti fermati ieri sono ancora nelle mani del governo della Libia dell'Est.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

22:25

A Roma debutto mondiale della Ferrari Luce, la prima full electric del Cavallino

(Adnkronos) - Ferrari apre un nuovo capitolo della propria sua storia e presenta in anteprima mondiale la nuova Ferrari Luce, la prima vettura full electric della Casa di Maranello. Il debutto è avvenuto nella splendida cornice della Vela di Calatrava – Città dello Sport di Roma, scelta simbolica non casuale perchè proprio il 25 maggio 1947, al Gran Premio di Roma sul circuito delle Terme di Caracalla, la Ferrari 125 S conquistò la sua prima vittoria ufficiale del Cavallino Rampante. 

La Ferrari Luce non nasce come una declinazione elettrica della gamma, ma come un nuovo modello di Ferrari completamente inedito, sviluppato su una piattaforma totalmente dedicata.  

Il design è stato sviluppato in collaborazione con LoveFrom, il collettivo creativo fondato da Sir Jony Ive e Marc Newson che ha avuto il compito di reinterpretare un linguaggio nuovo per Ferrari creando un’architettura completamente nuova capace di esaltare contemporaneamente le prestazioni, la percezione di lusso e la spaziosità. 

Il risultato è una vettura dalla silhouette inedita, definita da una grande glass house simile ad una conchiglia, con superfici pure e continue. Le nuove appendici flottanti anteriori e posteriori contribuiscono a dare un’efficienza aerodinamica sempre piu’ spinta, mentre i cerchi da 23 pollici all’anteriore e 24 al posteriore sono i più grandi mai adottati su una Ferrari stradale. 

Quattro motori elettrici, quattro sospensioni attive elettricamente attuate e quattro ruote sterzanti  

Dal punto di vista tecnico, la Ferrari Luce è spinta da quattro motori elettrici, uno per ruota, progettati e assemblati internamente. La potenza massima complessiva raggiunge i 1.050 CV con prestazioni da vera supercar; accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, da 0 a 200 km/h in 6,8 secondi e una velocità massima superiore ai 310 km/h. La grande batteria da 122 kW consente un’autonomia superiore ai 530 km e supporta la ricarica rapida fino a 350 kW. Il peso in ordine di marcia si attesta a 2.260 kg. 

La gestione di una potenza cosi’ importante è aiutata dal nuovo e-manettino, che modula potenza e trazione in funzione della modalità selezionata che troviamo sulla sinistra del volante e dall’iconico manettino a cinque posizioni che si adatta alle diverse condizioni di aderenza. 

Particolare attenzione è stata dedicata al sound, perchè l’approccio di Ferrari Luce nasce da un principio preciso: il suono deve essere autentico, funzionale e coerente con la meccanica della vettura. Il sound che si sente non utilizza un suono artificiale, ma un vero sistema sviluppato e brevettato internamente che capta in tempo reale le vibrazioni generate dagli organi rotanti dell’assale elettrico, le filtra e le amplifica in maniera funzionale a favore di chi guida. Questo sound si sente solo quando il manettino è nella posizione “performance”. 

Internamente Ferrari Luce è una supercar capace di accogliere comodamente cinque persone tramite quattro porte, quelle posteriori sono con un’apertura controvento come la Purosangue. Esternamente introduce una lettura aerodinamica fortemente integrata al design. Le due grandi ali, poste all’anteriore e al posteriore, lavorano sulla gestione dei flussi d’aria contribuendo ad avere la massima stabilità della vettura mentre i gruppi ottici sono perfettamente integrati nelle superfici. A luci spente, i fanali anteriori e posteriori sembrano quasi scomparire, preservando la pulizia della carrozzeria. Un particolare amarcord, i fanali posteriori rotondi richiamano molto la tradizione e la bellezza essenziale di modelli iconici come Ferrari 360 Modena e la 458 Italia. 

Il progetto della nuova Ferrari Luce ha dato origine ad oltre 60 nuovi brevetti tutti progettati in casa Maranello  

La Ferrari Luce porta al debutto la trazione integrale elettrica, una prima assoluta per la Casa di Maranello. Si tratta di una soluzione che consente al torque vectoring di esprimere appieno il proprio potenziale, distribuendo la coppia in modo puntuale tra le ruote e rendendo la vettura più precisa, prevedibile e leggibile in ogni fase di guida. 

A completare il quadro tecnico intervengono anche il nuovo torque shift engagement e la rigenerazione estesa che sono stati sviluppati per consentire una progressione naturale della coppia e del freno motore. Il risultato è una Ferrari immediata, controllabile e capace di restituire al pilota le sensazioni di una vera supercar. 

In occasione della presentazione John Elkann, Presidente di Ferrari ha dichiarato: "Con Ferrari Luce, ridefiniamo ancora una volta i limiti del possibile. Oggi non presentiamo soltanto una nuova vettura, ma inauguriamo un capitolo che trasforma la nostra visione in realtà, rafforzando la tradizione Ferrari di anticipare e plasmare il futuro. Un simile passo avanti nell’innovazione di prodotto non poteva che nascere da un’innovazione di processo: per questo abbiamo scelto di intraprendere nuove collaborazioni, come quella con LoveFrom per il design. E, come sempre, la nostra ricerca ed eccellenza ingegneristica sono state messe al servizio delle emozioni di guida, senza compromessi. Roma, luogo simbolo della nostra prima vittoria, diventa il punto di partenza per una Ferrari che illumina il futuro e apre nuovi orizzonti." 

Benedetto Vigna, CEO di Ferrari conclude esprimendo la convinzione "che un’azienda dimostri la sua leadership quando ha il coraggio di osare e di affrontare la sfida delle nuove tecnologie. Ferrari Luce nasce proprio da questa sfida, offrendo una nostra inedita visione dell’elettrificazione. Mai come oggi offriamo la massima libertà di scelta ai nostri clienti: in linea con la nostra convinzione nella neutralità tecnologica, siamo i primi al mondo ad affiancare l’architettura full electric a quella ibrida e termica per delle vetture sportive. Non ci siamo limitati a innovare nella motorizzazione, ma con Luce abbiamo inaugurato un vero e proprio segmento di gamma. Questo modello è il frutto di più di 60 nostri nuovi brevetti, ed è al centro di un ecosistema di collaborazioni con partner tecnologici d’eccellenza. Abbiamo dato vita a una vettura che coniuga emozioni di guida uniche con prestazioni, piacere di guida e comfort straordinari per i Ferraristi di oggi e di domani." 

Immagine in aggiornamento

Categoria: motori

20:55

Amministrative, Schlein: "Centrosinistra competitivo per politiche. Venezia? Unità non è bastata"

(Adnkronos) - A spoglio ancora in corso, arriva il commento ai primi risultati del voto per le amministrative 2026 della segretaria del Pd, Elly Schlein. “Nel complesso i dati confermano i buoni risultati in Toscana con le vittorie al primo turno a Prato e Pistoia e in Emilia-Romagna. Così come risultati positivi li stiamo riscontrando anche in Campania a partire da Avellino e in Puglia con la netta riconferma di Andria, su percentuali alte come accade a Mantova. Un risultato che nel suo insieme, pur con tutte le specifiche del caso trattandosi di un voto locale, conferma che quando siamo uniti come campo progressista siamo competitivi e lo saremo anche alle prossime elezioni politiche". 

"In Veneto, a Venezia - continua la dem -, sapevamo che non sarebbe stato facile dopo 11 anni di governo della destra, e l’unità di un’ampia alleanza di centrosinistra non è bastata a vincere. Ma voglio comunque ringraziare Andrea Martella per il lavoro unitario e per l’impegno messo nella campagna elettorale. In bocca al lupo e buon lavoro ai nuovi sindaci e consiglieri eletti in tutta Italia”.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica