Live Streaming

ULTIM'ORA

06:44

'Chi l'ha visto?', stasera il punto sulla scomparsa della piccola Kata

(Adnkronos) - La piccola Kata è scomparsa due anni e mezzo fa dall'ex hotel Astor di Firenze, dove abitava con la famiglia: chi l'ha rapita e perché? Il punto sulla vicenda a "Chi l'ha visto?" condotto da Federica Sciarelli, in onda stasera mercoledì 18 marzo dalle 21.20 su Rai 3. La mamma, in studio, chiede che si continui a indagare: “Temo che sia stata venduta e adottata illegalmente”.  

E poi il caso Cinturrino e l'audio in cui l'assistente capo parla di droga e prende i soldi dalla cover del cellulare di un ragazzo tunisino fermato. Cinturrino è stato indagato – insieme alla collega che ha firmato il verbale con lui - per falso, arresto illegale, calunnia, concussione e spaccio. Ma l'inchiesta si è allargata anche ad altri episodi e con lui sono stati indagati altri poliziotti. Si approfondirà con documenti inediti .  

Continua, inoltre, l’inchiesta sul cosiddetto “Chef Milza”, l’uomo accusato di aver fatto uccidere la compagna per intascare il premio dell’assicurazione. Le indagini proseguono e si cerca di capire se ci siano altre vittime: in onda, testimonianze inedite. Infine, come sempre gli appelli dei familiari e le segnalazioni dei telespettatori. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

06:43

Cuba, l'ultimatum di Trump: "Il presidente Diaz Canel esca di scena"

(Adnkronos) - Ultimatum a L'Avana. La crisi di Cuba è profonda, gli Stati Uniti si preparano a 'prendere' l'isola e Donald Trump pone le condizioni. Il presidente americano, che già si dice "orgoglioso" per la svolta ritenuta inevitabile, a prescindere dall'iter che verrà scelto pone una condizione: l'uscita di scena dell'attuale presidente Miguel Diaz Canel. La mossa, quindi, favorirebbe un cambio al vertice del governo cubano, senza però un rovesciamento del regime comunista. Come rivelano fonti informate sui colloqui citate dal New York Times, finora non sono state chieste azioni contro membri della famiglia Castro, che di fatto continua a tenere le redini del regime instaurato con la rivoluzione guidata nel 1959 da Fidel.  

Insomma, l'amministrazione Trump punta a replicare a Cuba il modello Venezuela, dove, di fronte al rifiuto di Nicolas Maduro di cedere alle minacce e le pressioni e dimettersi, con un blitz delle forze speciali Usa del 3 gennaio e la cattura del presidente si è passati al governo della sua ex vice Delcy Rodriguez, ottenendo quindi la collaborazione e adesione piena all'agenda di Washington senza un cambio di regime.  

 

Secondo alcuni funzionari dell'amministrazione, la rimozione di Diaz Canel, considerato un falco della vecchia guardia, permetterebbe i richiesti cambiamenti economici strutturali. E Trump, che ieri ha detto di poter "fare quello che voglio di una nazione indebolita" e ormai messa in ginocchio dal suo blocco energetico che sta portando al collasso il già fragilissimo sistema economico e sociale dell'isola, da decenni sottoposta all'embargo, potrebbe rivendicare con gli americani un'altra vittoria, affermando di aver fatto cadere un altro leader di sinistra che si opponeva agli Stati Uniti.  

In questo quadro si inserisce l'annuncio, affidato a Oscar Perez Oliva Fraga, vicepremier e ministro dello sviluppo economico, della decisione del governo di permettere ai cubani all'estero, anche quelli della diaspora negli Stati Uniti, di investire con le proprie società nell'isola. "Cuba è aperta ad avere una relazione commerciale fluida con le società americane, anche con i cubani residenti negli Usa e i loro discendenti", ha detto in un'intervista a Nbcnews.  

L'enfasi dell'amministrazione Trump sui cambiamenti economici potrebbe però lasciare insoddisfatti alcuni esponenti della comunità cubana in esilio negli Usa, che da decenni sognano il rovesciamento del regime e potrebbero chiedere a Trump, e al segretario di Stato Marco Rubio, nato in una famiglia di esiliati in Florida, una maggiore azione politica. Per rispondere alle loro richieste, i negoziatori Usa spingono per rimuovere anche altri esponenti della vecchia guardia, ancora fedeli ai principi della rivoluzione del 1959.  

Ex vice presidente e funzionario regionale del partito comunista, Diaz Canel è diventato presidente nel 2018, dopo essere stato scelto da Raul Castro, che era succeduto al fratello Fidel nel 2008 quando il lider maximo, dopo 48 anni, aveva lasciato la guida del Paese per i motivi di salute che nel 2016 lo portarono alla morte. Ora 94enne, Raul mantiene ancora l'effettiva influenza sulle scelte politiche e economiche di Cuba. E ha al suo fianco Raul Guillermo Rodriguez Castro, il nipote noto come Raulito, che sta effettivamente conducendo i negoziati con Rubio e che, secondo le fonti del Times, probabilmente continuerebbe a tenere le redini del Paese dopo l'eventuale uscita di scena di Diaz Canel.  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

06:38

Tottenham-Atletico Madrid: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Torna la Champions League. Oggi, mercoledì 18 marzo, il Tottenham ospita l'Atletico Madrid - in diretta tv e streaming - nel ritorno degli ottavi di finale della massima competizione europea. Si parte dalla vittoria per 5-2 dei Colchoneros in Spagna, segnata dalla scelta, rivelatasi disastrosa, di Tudor di lanciare Kinsky in porta al posto di Vicario, salvo poi sostituirlo dopo meno di 15 minuti proprio con l'azzurro dopo due papere del portiere ceco.  

Servirà insomma un'impresa agli Spurs per ribaltare il risultato, mentre gli uomini di Simeone vedono a un passo i quarti di Champions League. 

  

La sfida tra Tottenham e Atletico Madrid è in programma oggi, mercoledì 18 marzo, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 

Tottenham (4-2-3-1): Vicario; Porro, Danso, Van de Ven, Spence; Gray, Sarr; Tel, Simons, Kolo Muani; Solanke. All. Tudor 

Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Pubill, Le Normand, Hancko, Ruggeri; Simeone, Llorente, Cardoso, Lookman; Griezmann, Alvarez. All. Simeone. 

 

Tottenham-Atletico Madrid sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match sarà visibile anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

06:37

Champions, oggi Liverpool-Galatasaray: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) - Torna in campo il Liverpool in Champions League. Oggi, mercoledì 18 marzo, i Reds affrontano il Galatasaray nel ritorno degli ottavi della massima competizione europea. La squadra di Arne Slot dovrà ribaltare ad Anfield il ko per 1-0 della sfida d'andata in Turchia. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.  

Ecco le probabili formazioni di Liverpool-Galatasaray, in campo alle 21:  

 Liverpool (4-2-3-1) Alisson; Frimpong, Konaté, van Dijk, Robertson; Gravenberch, Mac Allister; Salah, Wirtz, Szoboszlai; Gakpo. All. Slot 

Galatasaray (4-2-3-1) Cakir; Singo, Ayhan, Bardakci, Jakobs; Torreira, Lemina; Yilmaz, Gabriel Sara, Lang; Osimhen. All. Buruk 

Liverpool-Galatasaray sarà visibile in diretta su Sky Sport, canale di riferimento 252. La partita sarà visibile anche gratis, in chiaro, su Tv8, e in streaming su Sky Go, Now e Tv8.it.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

06:37

Scooter e moto 2026, prenotazione ecobonus al via da oggi: fino a 4mila euro di incentivo

(Adnkronos) - Bonus 2026 per moto e motorini al via. Si aprono oggi, mercoledì 18 marzo, dalle 12 le prenotazioni degli incentivi per i concessionari tramite il portale dedicato degli incentivi per l'acquisto di scooter e moto. Per il contributo, la legge di bilancio 2021 aveva previsto uno stanziamento complessivo di 150 milioni di euro: 20 milioni annui dal 2021 al 2023 e 30 milioni annui dal 2024 al 2026. 

 

Il contributo, rivolto a chi acquista un veicolo elettrico o ibrido nuovo di fabbrica delle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7e, verrà calcolato sulla percentuale del prezzo di acquisto: 30% per gli acquisti senza rottamazione, fino a 3mila euro e 40% per gli acquisti con rottamazione fino a 4mila euro. La misura è gestita da Invitalia per conto del Mimit. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

06:36

Champions, oggi Barcellona-Newcastle: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) - Torna in campo il Barcellona in Champions League. Oggi, mercoledì 18 marzo, i blaugrana ospitano il Newcastle al Camp Nou nel ritorno degli ottavi di finale della massima competizione europea. La sfida d'andata della scorsa settimana è terminata 1-1: al gol di Gordon per gli inglesi, a quattro minuti dal novantesimo, ha risposto Yamal in pieno recupero su rigore. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming. 

Ecco le probabili formazioni di Barcellona-Newcastle, in campo alle 18:45:  

Barcellona (4-2-3-1) Joan Garcia; Araujo, Cubarsi, Gerard Martin, Cancelo; Pedri, Bernal; Lamine Yamal, Fermin, Raphinha; Lewandowski. All. Flick. 

Newcastle (4-3-3) Ramsdale; Trippier, Thiaw, Burn, Hall; Joelinton, Tonali, Ramsey; Elanga, Gordon, Barnes. All. Howe. 

La partita di Champions League tra Barcellona e Newcastle sarà visibile in diretta su Sky, canali Sky Sport Uno (203) e Sky Sport (254). Partita visibile anche in streaming su Sky Go e Now.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

06:36

Champions, oggi Bayern Monaco-Atalanta: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) - L'Atalanta torna in campo in Champions League. Oggi, mercoledì 18 marzo, i bergamaschi affrontano il Bayern Monaco nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League. In Germania, la squadra di Palladino andrà a caccia di un'impresa complicatissima, visto che per la qualificazione ai quarti servirà rimontare la sconfitta per 6-1 rimediata una settimana fa alla New Balance Arena di Bergamo. Ecco orario, precedenti e dove vedere la partita in tv e streaming. 

Ecco le probabili formazioni di Bayern Monaco-Atalanta, in campo stasera alle 21:  

Bayern Monaco (4-2-3-1) Urbig; Stanisic, Upamecano, Tah, Laimer; Pavlovic, Goretzka; Bischof, Gnabry, Diaz; Jackson. All. Kompany 

Atalanta (3-4-2-1) Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Pasalic, Bernasconi; Samardzic, Zalewski; Scamacca. All: Palladino 

La partita di Champions tra Atalanta e Bayern Monaco sarà visibile in diretta e in esclusiva, anche in streaming, su Amazon Prime Video.  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

06:35

La 'linea diretta' con Trump, tutti i giornalisti hanno il numero privato del presidente a Washington

(Adnkronos) - Le telefonate arrivano a tarda notte, prima che il presidente Usa vada a dormire. O durante le sue pause. Oppure quando si trova a giocare a golf, in Florida, ed è magari di buon umore. Arrivano di prima mattina: appena inizia a pubblicare su Truth Social, segnale che è sveglio e potrebbe avere voglia di parlare. Si fanno più intense, poi - anche dieci chiamate nel giro di due ore - appena qualche testata pubblica la propria piccola esclusiva telefonica. Insomma, l'iPhone personale di Donald Trump non smette mai di squillare, perché il suo numero di Palm Beach è diventato il massimo status symbol in una città ossessionata dalla vicinanza al potere e all'influenza. 

Va precisato che l'accesso al presidente dipende esclusivamente dal suo umore e dai suoi impegni e ci sono giorni in cui non risponde a nessuna chiamata o riattacca subito in faccia ai suoi interlocutori. In ogni caso, anche se in qualche occasione si è dimostrato infastidito dall'occasionale telefonata, lui e i suoi collaboratori fino ad ora non hanno avuto molto da obiettare. Tanto che, nelle settimane trascorse da quando gli Stati Uniti e Israele hanno avviato le operazioni militari in Iran, Trump ha rilasciato oltre 40 interviste al cellulare. Spesso e volentieri le conversazioni durano pochissimi minuti, al massimo dieci, in quelle che diventano delle piccole esclusive su quanto da lui dichiarato al giornalista di turno. D'altronde le telefonate, a differenza delle conferenze stampa formali, avvengono nel vivo del momento, in risposta a una domanda specifica, posta da un giornalista specifico, con un obiettivo preciso e sotto una particolare pressione temporale, con il presidente che può interrompere la conversazione in qualsiasi istante.  

I più alti funzionari della Casa Bianca si sentono spesso frustrati dal fatto che queste reazioni estemporanee, prive di contesto o di un'adeguata riflessione, possano essere trattate con una serietà quasi pari a quella riservata a un'intervista formale concessa nello Studio Ovale. 

Il numero a dieci cifre nel primo anno di presidenza Trump 2.0, era un bene prezioso gelosamente custodito dagli amici del presidente e da una manciata di giornalisti che lo utilizzavano con parsimonia. Chiamare il presidente rappresentava un privilegio e un modo per sfoggiare il proprio status: quel genere di mossa capace di conferire un po' più di risonanza e di garantire un'immediata rilevanza ai reporter della Casa Bianca. Negli ultimi mesi, però, sono diventate così tante le persone che chiamano Trump sul suo iPhone privato che i suoi consiglieri hanno smesso di tenere il conto o provare a filtrare chi può e chi non può chiamarlo. Quasi nessuna telefonata proviene da un contatto registrato nel dispositivo.  

L'ufficio comunicazioni della Casa Bianca ha cercato, con garbo, di incoraggiare i giornalisti a seguire i canali appropriati per le richieste di intervista, minacciando di cambiare il numero qualora il fenomeno diventasse incontrollabile. Ma, allo stesso tempo, le regole le fa Trump, e, per ora, il presidente non sembra infastidito da tutto ciò. “Gli piace”, dicono le persone vicine a lui. 

The Atlantic ha persino riferito che il telefono privato del tycoon di New York sarebbe stato messo in vendita al miglior offerente, tanto che la Casa Bianca ha ricevuto segnalazioni di amministratori delegati disposti a offrire denaro per ottenerlo e di appassionati di criptovalute pronti a scambiarlo con moneta digitale. Nel frattempo, i giornalisti della capitale americana hanno iniziato a intavolare veri e propri scambi tra loro, offrendo i contatti di altri leader mondiali — o talvolta persino quelli di decine di personaggi celebri — pur di riuscire a salvare sul proprio telefono il contatto più ambito di tutti.  

Una delle paure alla West Wing è che qualcuno fornisca a Trump informazioni errate — o gli propini una teoria del complotto — provocando una reazione che i collaboratori saranno poi costretti a disinnescare. Ma c'è anche la preoccupazione che il presidente sprechi il proprio tempo a rispondere su cose insignificanti, distogliendo l'attenzione dalle argomentazioni che la Casa Bianca intende promuovere. Tra l'altro, si racconta che, quando risponde, il presidente sia spesso distratto e non esiti a mettere il vivavoce anche davanti a folti gruppi di persone, chiacchierando in modo disinvolto e divertendosi a prendere in giro i suoi interlocutori. Insomma, Trump non prende queste telefonate così sul serio. E anche i giornalisti stanno iniziando a rendersi conto della cosa.  

Come ha osservato di recente con una certa ironia la testata The Atlantic: “Poche di queste interviste hanno avuto un impatto duraturo sulla comprensione che la nazione ha della guerra”. Per esempio: in una serie di nove interviste telefoniche riguardanti la guerra in Iran, Trump ha fornito nove risposte diverse e vaghe, offrendo scarsi indizi su quando la Casa Bianca avrebbe effettivamente potuto porre fine al conflitto. Il 28 febbraio ha affermato che la guerra avrebbe potuto concludersi nel giro di due o tre giorni. Il giorno successivo, ha dichiarato alla ABC che, con ogni probabilità, ci sarebbero volute in realtà quattro o cinque settimane. Il 2 marzo ha detto a Jake Tapper che gli Stati Uniti erano "leggermente in anticipo sulla tabella di marcia" rispetto alla finestra temporale di quattro settimane prevista. Tuttavia, appena due giorni più tardi, ha riferito alla rivista Time che non vi erano "limiti di tempo". 

Nei circoli giornalistici di Washington, secondo quanto ha potuto riscontrare l'Adnkronos, le chiamate vengono spesso viste come “inutili” e “spudorate”. Tuttavia, nessuno può evitare – una volta ottenuto il numero – di tentare la sorte e vedere se il presidente risponderà oppure no. Un’intervista esclusiva con Trump, anche per pochi secondi e a prescidere dai contenuti, può comunque sia accrescere il prestigio di qualsiasi reporter nella capitale americana.  

L'anno scorso, The Atlantic ha riferito che lo staff di Trump lo ha informato che le chiamate effettuate dal suo telefono personale avrebbero potuto verosimilmente essere intercettate da agenzie di intelligence straniere. Ma la cosa non sembra preoccupare the Donald: “Il Presidente Trump è il presidente più trasparente e accessibile della storia, ed è davvero il miglior portavoce di se stesso”, ha dichiarato la segretaria stampa della Casa Bianca Karoline Leavitt. “La stampa non si stanca mai di lui, e lui lo sa bene”. (di Iacopo Luzi) 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:15

Hormuz e petrolio, Trump: "Usa avanti da soli". Arriva la nave con 2200 marines

(Adnkronos) - "Facciamo da soli". Donald Trump chiude le comunicazioni con la Nato 'ingrata' e si prepara ad agire per liberare lo Stretto di Hormuz dal blocco dell'Iran che, nella guerra iniziata il 28 febbraio, paralizza il traffico del greggio e fa volare il prezzo del petrolio. Il presidente degli Stati Uniti accantona il progetto di una maxi coalizione internazionale con la partecipazione di paesi europei e asiatici: l'anima europea della Nato risponde 'no' alla sollecitazione di Washington, nessun segnale positivo da Cina e Giappone. 

 

"Non abbiamo bisogno di nessuno, non vogliamo l'aiuto della Nato. Siamo il paese più potente del mondo", dice Trump nell'ennesima giornata caratterizzata dal consueto diluvio di parole, davanti alle telecamere o sui social. "Nessun paese della Nato vuole aiutarci, è meraviglioso. La Nato ha appoggiato la nostra azione, nessuno ha detto 'non dovresti farlo'. Ora la Nato sta commettendo un errore stupido. Noi, come Stati Uniti, dovremo ricordarcene", dice Trump con tono vagamente minatorio. D'altra parte, afferma ancora, gli Usa possono andare avanti da soli: "Grazie ai successi militari che abbiamo ottenuto non abbiamo più bisogno dell'aiuto della Nato, non ci è mai servito", dice. In realtà, Washington può contare sui partner della regione: oltre a Israele, sono pronti ad attivarsi Emirati Arabi, Qatar, Arabia Saudita.  

 

La macchina bellica americana sta acquisendo nuovi elementi. La nave anfibia d'assalto Uss Tripoli si sta avvicinando allo Stretto di Malacca, a largo di Singapore, mentre si dirige verso il Medio Oriente. Si ritiene che la nave da guerra americana stia trasportando in Medio Oriente truppe dalle 31esima Marine Expeditionary Unit, una forza di risposta rapida di 2200 marines e marinai. Secondo i media israeliani, e in particolare per l'emittente Kan tv, sono i segnali di un'azione di forza. Lo stesso Trump, d'altra parte, fa ripetutamente riferimento all'ipotesi di un'accelerazione. L'attacco alle strutture militari dell'isola di Kharg, il cuore del sistema petrolifero iraniano, è stato un antipasto. "Potremmo colpire le infrastrutture petrolifere", dice Trump. O, come lascia suppore l'imminente arrivo dei marines, gli Stati Uniti potrebbero optare per la soluzione 'boots on the ground': l'utilizzo di truppe di terra per acquisire il controllo dell'isola non è da scartare. "Non ho paura di nulla", dice Trump a chi chiede se abbia un peso il pericolo di impantanarsi in una guerra del Vietnam 2.0. 

 

L'Iran non ha le risorse per opporsi alla spallata ma, nonostante la "Marina distrutta" e la capacità missilistica ridotta all'8% - come dice Trump - ha i mezzi e le risorse per colpire le petroliere nello Stretto. La strategia di Teheran è anche diplomatica. La repubblica islamica, in questa situazione di stallo, secondo la Cnn ha avviato colloqui e trattative con otto paesi al di fuori del Medio Oriente per garantire il passaggio sicuro al petrolio scambiato in valuta cinese. 

I paesi in questione, al momento non noti, hanno allacciato contatti con Teheran per valutare la possibilità di arrivare ad un'intesa che, inevitabilmente, depotenzierebbe ogni azione di Trump. L'Iran sinora ha annunciato che prenderà di mira le navi provenienti da Stati Uniti, da Israele e dai paesi che sostengono l'offensiva. Il 'no' di molte nazioni alla coalizione proposta da Trump, in teoria, allarga la platea dei paesi che potrebbero ottenere il via libera di Teheran. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:11

Iran, la lista di Netanyahu e la caccia a Mojtaba Khamenei: "Elimineremo tutti"

(Adnkronos) - L'Iran perde la testa. Israele elimina il capo del Consiglio di sicurezza Ali Larijani, peso massimo nello scacchiere di Teheran, decapita il vertice dei Basij paramilitari e mette nel mirino la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Intanto, il premier Benjamin Netanyahu esorta il popolo alla rivolta 'impossibile'. Il raid condotto a Teheran priva il regime di un pilastro. Larijani era il vertice politico di un paese già privato di elementi chiave. "Stiamo aiutando i nostri amici americani nel Golfo e indebolendo il regime nella speranza di dare al popolo iraniano l'opportunità di rimuoverlo", dice Netanyahu. La rimozione del regime ''non avverrà subito, non sarà facile. Ma se persevereremo in questo, daremo loro l'opportunità di prendere in mano il proprio destino", aggiunge il primo ministro. "Abbiamo eliminato Ari Larijani, ora gli iraniani hanno la chance di prendere in mano il loro destino. Larijani era il capo delle Guardie Rivoluzionarie, la banda di gangster che di fatto governava l'Iran", ripete Netanyahu, che invia un messaggio successivo alla popolazione: "Stiamo colpendo le basi, stiamo colpendo nelle piazze. Uscite e festeggiate, vigiliamo dall'alto". 

 

La missione non è compiuta. Nella lista di obiettivi che Netanyahu mostra all'ambasciatore americano Mike Huckabee ("Abbiamo cancellato altri 2 nomi") c'è anche il nome di Mojtaba Khamenei. Il leader spirituale continua ad essere un fantasma: ferito negli attacchi all'inizio della guerra, il figlio e successore dell'ayatollah Ali Khamenei si manifesta solo attraverso messaggi pubblici. La sorte di Mojtaba non è chiara, rumors relativi ad un ricovero d'emergenza a Mosca e voci su condizioni gravi. Le forze di difesa israeliane non hanno certezze, dice il portavoce Effie Defrin. 

"Ma posso dire una cosa: continueremo – come abbiamo dimostrato – a perseguire chiunque rappresenti una minaccia per lo Stato di Israele. Chiunque alzi un dito contro di esso non è immune da noi. Lo inseguiremo, lo troveremo e lo neutralizzeremo". Israele continuerà a colpire i membri delle forze paramilitari iraniane Basij dopo aver eliminato il comandante Gholamreza Soleimani: "Lo ripeto, li colpiremo tutti, ovunque e in qualsiasi momento". L'operazione non è destinata a chiudersi in tempi brevi: "E' una ampagna prolungata, che includerà anche il periodo della Pasqua ebraica", dice il portavoce spostando l'orizzonte ai primi otto giorni di aprile. In una giornata chiave, rischia di passare relativamente inosservato il colpo durissimo inferto ai Basij: i paramilitari perdono, secondo i report, decine di elementi di primo livello. L'organizzazione è un meccanismo essenziale nel sistema che il regime ha creato per controllare il territorio: in teoria, gli spazi di manovra sul terreno potrebbero aumentare. 

 

In realtà, l'effetto immediato dell'eliminazione di Larijani, secondo gli analisti, sarà un'ulteriore chiusura a riccio del regime che ha già dimostrato di poter rimpiazzare elementi apicali senza modificare assetto e caratteristiche. I pasdaran, sempre più padroni della situazione, stringeranno ulteriormente le maglie. Larijani era una figura pragmatica, capace di conciliare le posizioni moderate con la linea dura dei militari, destinati a pesare ancora di più. In questo quadro, i messaggi di Netanyahu che esorta la popolazione alla rivolta appaiono a dir poco azzardati. Il rovesciamento del regime, in tempi brevi, non sembra una prospettiva concreta. Ne sono consapevoli gli Stati Uniti, a giudicare da un cablo prodotto dall'ambasciata americana a Gerusalemme visionato dal Washington Post: se i cittadini scendessero in piazza verrebbero "massacrati". 

Il regime "non crolla" e punta a "combattere fino alla fine". Tali concetti, scrive il WP, sono chiari anche ai funzionari israeliani e sono la sintesi degli incontri che i diplomatici Usa hanno avuto mercoledì e giovedì della scorsa settimana con funzionari dei ministeri della Difesa e degli Esteri e del Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliani. Il quadro è chiaro anche a Donald Trump: "Il regime presidia le strade con le mitragliatrici, non è pensabile scendere in piazza e protestare". 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:09

Dieta Mind per rallentare l'invecchiamento del cervello, cosa si mangia e cosa si evita

(Adnkronos) - Si chiama Mind ed è un regime alimentare che mixa i principi della dieta mediterranea e di uno schema che punta a contrastare la pressione alta. Raccomanda il consumo regolare di verdure a foglia verde e altri ortaggi, frutti di bosco, frutta secca, cereali integrali, pesce, legumi, olio d'oliva e pollame, oltre a un consumo moderato di vino. E fra i cibi da limitare indica burro/margarina, formaggio, carne rossa, dolci e cibi fritti da fast food. Secondo un team di scienziati, autori di una ricerca pubblicata online sul 'Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry', seguirne le prescrizioni potrebbe essere la chiave per mantenere giovane il cervello, rallentando i cambiamenti strutturali legati al suo invecchiamento.  

In particolare gli esperti hanno scoperto che la dieta Mind è associata a una minore perdita di tessuto nel tempo, soprattutto di materia grigia, il centro di elaborazione delle informazioni del cervello, che svolge un ruolo chiave nella memoria, nell'apprendimento e nel processo decisionale, e a un minore ingrossamento dei ventricoli, che riflette l'atrofia cerebrale, in cui la perdita di tessuto è accompagnata dall'ingrossamento degli spazi pieni di liquido cerebrospinale. 

Lo schema della Neurodegenerative Delay diet (Mind in breve), era già stato precedentemente collegato a una migliore salute cognitiva, osservano i ricercatori. Tuttavia, non era chiaro quale effetto potesse avere sui cambiamenti strutturali del cervello legati all'età, associati a malattie neurodegenerative come l'Alzheimer e il Parkinson. Per approfondire ulteriormente la questione, i ricercatori si sono concentrati su 1.647 persone di mezza età e anziane (età media 60 anni all'inizio dello studio) appartenenti alla coorte dei discendenti del Framingham Heart Study (Fos, Framingham Heart Study Offspring cohort). Tutti i partecipanti si sono sottoposti a regolari controlli medici ogni 4-8 anni, con risonanze magnetiche cerebrali ogni 2-6 anni a partire dal 1999, e hanno compilato almeno un questionario sulla frequenza del consumo dei vari alimenti durante i controlli effettuati tra il 1991-1995, il 1995-1998 e il 1998-2001 per la valutazione dell'apporto nutrizionale. Inoltre, si sono sottoposti ad almeno 2 risonanze magnetiche cerebrali tra il 1999 e il 2019, senza evidenza di ictus o demenza al momento della prima.  

Il loro punteggio medio nella dieta Mind era di poco inferiore a 7 su un massimo di 15, dove 15 indica il livello più alto di aderenza. Nel gruppo collocato al top per i livelli di aderenza alla dieta Mind c'era maggiore probabilità di trovare donne e laureati, e minore probabilità che vi fossero fumatori o persone con obesità. Inoltre, un numero inferiore di loro presentava problemi di salute che potevano influire sulla salute del cervello, tra cui diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Durante un periodo di monitoraggio medio di 12 anni, le risonanze magnetiche di tutti i partecipanti hanno evidenziato riduzioni del volume cerebrale totale, della sostanza grigia, della sostanza bianca e dell'ippocampo, unitamente ad aumenti del liquido cerebrospinale, del volume ventricolare e delle iperintensità della sostanza bianca (punti luminosi indicativi di danno tissutale). Tuttavia, punteggi più elevati nella dieta Mind sono stati associati a una più lenta riduzione o perdita della materia grigia. Ogni aumento di 3 punti è stato associato a una perdita più lenta (0,279 centimetri cubi per anno), equivalente al 20% in meno di declino legato all'età e a 2,5 anni di invecchiamento cerebrale ritardato. Analogamente, ogni aumento di 3 punti nel punteggio della dieta Mind è risultato associato a una più lenta espansione del volume ventricolare totale di -0,071 cm³/anno, equivalente a una perdita di tessuto inferiore dell'8% e a un ritardo di 1 anno nell'invecchiamento cerebrale. 

Tra i principali fattori dietetici che hanno contribuito alle associazioni benefiche osservate figurano i frutti di bosco, associati a un aumento più lento dei volumi ventricolari, e il pollame, anch'esso associato a un aumento più lento dei volumi ventricolari e a un declino più lento della materia grigia. D'altro canto, un maggiore consumo di dolci è stato associato a una più rapida espansione ventricolare e atrofia dell'ippocampo, mentre i cibi fritti da fast food sono stati anche collegati a un maggiore declino del volume dell'ippocampo. "Gli alimenti consigliati da Mind, ricchi di antiossidanti come i frutti di bosco, e fonti proteiche di alta qualità come il pollame possono ridurre lo stress ossidativo e attenuare i danni neuronali", suggeriscono i ricercatori. "Al contrario, i cibi fritti dei fast food, spesso ricchi di grassi malsani, grassi trans e prodotti finali di glicazione avanzata, possono contribuire all'infiammazione e ai danni vascolari".  

Inaspettatamente, un maggiore consumo di cereali integrali è risultato associato a cambiamenti strutturali sfavorevoli, tra cui un declino più rapido della materia grigia e del volume dell'ippocampo, e una più rapida espansione ventricolare, mentre un maggiore consumo di formaggio è risultato associato a riduzioni più lente della materia grigia e del volume dell'ippocampo, a un minore ingrossamento ventricolare e a un minor numero di punti luminosi. Le associazioni riscontrate sono risultate coerenti in una serie di ulteriori analisi e più forti nei partecipanti più anziani, suggerendo che la dieta in questione potrebbe essere più vantaggiosa per chi è a maggior rischio di invecchiamento cerebrale più rapido o presenta una maggiore variabilità nel tasso di atrofia cerebrale, dicono i ricercatori.  

Sono state inoltre osservate associazioni più forti per le persone che erano più attive fisicamente e non in sovrappeso o obese, il che suggerisce che strategie di stile di vita combinate potrebbero contribuire a ridurre il rischio di malattie neurodegenerative, aggiungono gli esperti. Il lavoro presentato - precisano - è uno studio osservazionale e, come tale, non è possibile trarre conclusioni definitive in merito a un rapporto di causa-effetto. Tuttavia, concludono gli autori, "questi risultati rafforzano il potenziale della dieta Mind come modello alimentare salutare per il cervello e ne supportano il ruolo nelle strategie volte a rallentare la neurodegenerazione nelle popolazioni anziane". 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

00:06

Maltempo sull'Italia anche oggi, allerta gialla in 9 regioni: pioggia, neve e vento fino a burrasca

(Adnkronos) - Il maltempo non molla l'Italia neanche oggi, mercoledì 18 marzo. Un nuovo impulso perturbato proveniente dall’Europa nord-orientale porterà su gran parte dei nostri settori adriatici piogge e precipitazioni nevose a quote di alta collina. Il passaggio della perturbazione attiverà anche un deciso rinforzo della ventilazione su gran parte delle regioni centro-settentrionali. Sulla base delle previsioni disponibili, la Protezione Civile ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede l'allerta gialla per 9 regioni. 

L’avviso prevede precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Puglia in estensione dalle prime ore di oggi, ad Abruzzo, Molise e Marche. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate ed attività elettrica. Dalle prime ore della giornata di domani si prevedono venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali su Friuli Venezia giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio centro-settentrionale. Attese mareggiate lungo le coste esposte. Si prevedono inoltre nevicate: mediamente al di sopra degli 800-1000 metri su Emilia-Romagna con apporti al suolo da deboli a moderati; mediamente al di sopra dei 700-900 metri su Abruzzo e Molise con apporti al suolo da moderati ad abbondanti, specie alle quote più alte.  

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani allerta gialla in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e su alcuni settori di Marche, Umbria, Lazio e Sicilia. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

00:03

Iran frena con gli attacchi a Israele, colpa dei danni subiti o cambio di strategia? L'analisi

(Adnkronos) - Una netta frenata  nel ritmo degli attacchi missilistici dell'Iran contro Israele ha attirato nelle ultime ore l'attenzione degli analisti, sollevando interrogativi sul futuro della guerra e sulle possibilità di un'ulteriore escalation. "Le capacità missilistiche dell'Iran sono ridotte all'8%", dice il presidente americano Donald Trump in una delle numerose dichiarazioni sull'operazione iniziata il 28 febbraio. Sono passate oltre 2 settimane dai primi raid e dalle prime ondate di missili, l'Iran è stato colpito ogni giorno da attacchi durissimi che hanno colpito le postazioni di lancio e le fabbriche che producevano missili e droni. 

I colpi assestati a ripetizione da Stati Uniti e Israele hanno lasciato il segno. Secondo la tv al Jazeera, gli attacchi iraniani hanno subito un evidente rallentamento tra la sera di domenica 15 marzo e lunedì 16. In questo lasso di tempo - osserva l’emittente qatarina - sono state registrate soltanto due ondate di lanci missilistici, attribuite alle Guardie Rivoluzionarie e alle forze armate regolari iraniane, presentate rispettivamente come la 55esima e la 56esima fase della risposta militare. Nei giorni precedenti, al contrario, l'Iran eseguiva quotidianamente tra le 5 e le 10 ondate di questo tipo, il che rende il netto ridimensionamento oggetto di numerose analisi e speculazioni. 

 

Secondo l’inviato di Al Jazeera a Teheran, alcuni osservatori militari collegano questa frenata ai recenti colpi subiti dall'Iran a opera di Stati Uniti e Israele su installazioni interne al paese, che potrebbero aver danneggiato infrastrutture critiche per il lancio di missili. Tale ipotesi appare plausibile dal punto di vista tecnico-strategico. Altri analisti, invece, ritengono che il calo rifletta un cambiamento deliberato nella condotta delle operazioni: l'Iran starebbe redistribuendo gli sforzi bellici lungo l'intero “asse di resistenza”, considerando il fronte che va dall'Iran all'Iraq fino al Libano come un unico teatro di scontro. L'obiettivo sarebbe logorare progressivamente l'avversario israeliano attraverso una pressione distribuita e coordinata tra i vari attori coinvolti. 

Al Jazeera cita fonti vicine agli ambienti militari iraniani che parlano di preparativi per fasi successive “potenzialmente più intense”, con un possibile ampliamento degli obiettivi verso quelli definiti "strategici", o " asset più sensibili”. 

 

Parallelamente agli sviluppi sul campo, Teheran si muove anche sul piano politico-diplomatico per mitigare le ripercussioni regionali del conflitto. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, di cui è stata annunciata ieri la morte, aveva diffuso nella serata di lunedì un messaggio via i social indirizzato "al mondo islamico", interpretato dagli osservatori come diretto soprattutto alle nazioni arabe e ai Paesi vicini. Secondo la lettura prevalente a Teheran, il testo esprime una certa preoccupazione per le reazioni arabe agli ultimi attacchi iraniani e per i possibili effetti negativi sulle relazioni bilaterali, suggerisce Al Jazeera, secondo cui l'obiettivo dichiarato del testo è rassicurare i Paesi della regione che le operazioni militari non li prendono di mira direttamente, cercando così di contenere le tensioni, preservare canali di dialogo e gettare le basi per una gestione post-conflitto dei rapporti regionali. 

In sintesi- sottolinea l’emittente di Doha- mentre il ritmo dei lanci missilistici rallenta, forse per ragioni operative o per scelta strategica, l'Iran sembra calibrare attentamente sia le mosse militari sia quelle politiche, in un tentativo di mantenere iniziativa sul campo senza alienarsi completamente il vicinato arabo-musulmano. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

23:14

Marocco vince Coppa d'Africa... dopo due mesi: finale decisa a tavolino, Senegal beffato

(Adnkronos) - Il Marocco ha vinto la Coppa d'Africa... con oltre due mesi di ritardo. Oggi, martedì 17 marzo, a rovesciare il risultato del campo che aveva visto il Senegal trionfare in finale 1-0 ai supplementari con il gol di Gueye il 18 gennaio 2026, è stata la Caf, la Federazione africana, accogliendo il ricordo di quella marocchina e assegnando, di fatto, la coppa a tavolino al Marocco: vittoria a tavolino per 3-0 e trionfo. 

Alla base della decisione della Federazione quanto successo durante la finale, con il Senegal che ha abbandonato il terreno di gioco per diversi minuti provocando la sospensione della partita dopo l'assegnazione al Marocco di un calcio di rigore, poi sbagliato da Brahim Diaz con un osceno cucchiaio. 

La decisione è stata comunicata con una nota ufficiale diramata dalla Caf: "Il Comitato d'Appello della CAF ha deciso che la Nazionale del Senegal, in base all'articolo 84 del regolamento della Coppa d'Africa, è dichiarata sconfitta a tavolino nella finale della Coppa d'Africa 2025, con il risultato della Partita registrato come 3-0 a favore della Federazione del Marocco". 

"Il ricorso presentato dalla Fedeazione del Marocco è dichiarato ammissibile nella forma e il ricorso è accolto. Il Comitato d'Appello della CAF ritiene inoltre che la condotta della squadra senegalese rientri nell'ambito di applicazione degli articoli 82 e 84 del Regolamento della Coppa d'Africa. Si dichiara che la Federazione del Senegal, attraverso la condotta della sua squadra, ha violato l'articolo 82 del regolamento della Coppa d'Africa. In applicazione dell'articolo 84 del Regolamento della Coppa d'Africa, la squadra del Senegal viene dichiarata sconfitta a tavolino, con il risultato finale di 3-0 a favore della Federazione del Marocco", la sentenza. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

22:44

Gf Vip, Lucarelli contro Todaro: il botta e risposta (e la frecciata dal passato)

(Adnkronos) - Selvaggia Lucarelli contro Raimondo Todaro. È bastato un primo collegamento tra la Casa del Grande Fratello Vip, oggi nella prima puntata dello show su Canale 5, e lo studio per riaccendere le tensioni tra il concorrente e l'opinionista.  

I dissapori tra i due risalgono ai tempi di Ballando con le stelle quando lui vestiva i panni di maestro di ballo e Lucarelli quelli di giurata. Proprio in quell'occasione sono nate le prime incomprensioni mai del tutto chiarite.  

Lucarelli ha accusato Todaro di non averla mai salutata in questi anni tra i corridoi della Rai, confermando che tra i due non c'è mai stato feeling. Versione confermata anche dall'opinionista Cesara Buonamici.  

Il ballerino ha replicato spiegando di voler risultare serio e formale: "Non l'ho fatto per educazione, mi sembra brutto salutare come se volessi comprare i vostri giudizi". Immediata la controreplica di Lucarelli che lo ha stuzzicato: "Ah quindi lo hai fatto per eccesso di educazione, non per maleducazione".  

Lucarelli ha poi ricordato le critiche del passato diventando più pungente: "Hai sempre detto che ti giudicavo nel ballo senza sapere una cippa. Quest'anno ti gudicherò io su una cosa su cui tu non sai niente: te stesso". 

A stemperare il clima ci ha pensato la conduttrice Ilary Blasi: "Raimondo, dai ti conveniva salutarla". "Piuttosto che un saluto finto preferisco non salutarla", ha sottolineato il concorrente confermando che tra i due non scorre buon sangue.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

21:37

Manchester City-Real Madrid, braccio di Silva in area: espulsione e calcio di rigore

(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Manchester City-Real Madrid. Oggi, martedì 17 marzo, gli inglesi sfidano i Blancos nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League, tentando una clamorosa rimonta dopo il 3-0 subito al Bernabeu, firmato dalla tripletta di Valverde. Un compito reso decisamente in salita dal calcio di rigore assegnato alla squadra di Arbeloa per fallo di mano di Bernardo Silva nel corso del primo tempo, contestato da Guardiola, che invece recrimina su due presunti penalty non fischiati. 

Il vantaggio del Real arriva al 20'. Un tiro da centro area di Vinicius uviene deviato in calcio d'angolo da Bernardo Silva, appostato sul palo a difesa della porta di Donnarumma. L'intervento del centrocampista portoghese è però con il braccio, che si allarga in direzione del pallone, provocando le proteste immediate dei giocatori del Real, che chiedevano ad ampi gesti calcio di rigore. 

Il direttore di gara francese però inizialmente fischia fuorigioco di Vinicius a inizio azione, ma il Var lo richiama, annulla l'offside, visto che il brasiliano è scattato in posizione regolare e invita Turpin al monitor per valutare l'intervento di Bernardo Silva. Dopo la revisione, l'arbitro espelle il portoghese e capitano del City assegnando calcio di rigore al Real, poi trasformato da Vinicius per l'1-0 dei Blancos. 

Nel corso del primo tempo invece Guardiola protesta per due presunti rigori non fischiati al Manchester City. Nella prima situazione Haaland devia il pallone con il tacco da calcio d'angolo, trovando la deviazione anche in questo caso di braccio di Fran Garcia, che salta in maniera scomposta. Nella seconda invece Cherki dribbla lo stesso giocatore spagnolo, che interviene all'ingresso dell'area di rigore colpendolo sulla parte esterna dello scarpino. Nessun intervento da parte del Var. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

21:26

Psicodramma Bodo, rimonta Sporting in Champions: 5-0 e norvegesi eliminati

(Adnkronos) - Psicodramma Bodo/Glimt in Champions League. Oggi, martedì 17 marzo, i norvegesi, mattatori dell'Inter nei playoff della massima competizione europea, hanno subito la clamorosa rimonta dello Sporting Lisbona, capace di imporsi per 4-0 nel ritorno degli ottavi di finale dopo aver perso 3-0 in Norvegia all'andata, eliminando così la squadra di Knutsen. 

Il Bodo non è riuscito a ripetere la 'solita' grande partita dell'andata, subendo subito l'ambiente caldissimo dello stadio Alvalade così come la pressione degli avversari, capaci di sbloccare il match al 34' con Inacio. Nella ripresa arrivano anche le reti di Goncalves al 61' e di Suarez su calcio di rigore al 78'.  

La rimonta, e il dramma sportivo del Bodo, si compie definitivamente nei tempi supplementari, con i gol di Araujo al 92' e di Nel al 121' per il definitivo 5-0 . Al prossimo turno lo Sporting sfiderà la vincente di Arsenal-Bayer Leverkusen. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

20:31

Trump, la Nato dice no a piano per Hormuz? Rudy Giuliani: "Arrabbiato con l'Italia"

(Adnkronos) - "Sono arrabbiato con l'Italia". Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e da tempo vicino a Donald Trump, con un tweet critica i paesi europei membri della Nato che non hanno raccolto l'appello del presidente degli Stati Uniti per formare una coalizione internazionale destinata a liberare lo Stretto di Hormuz. Trump, oggi 17 marzo, ha reso noto che "tutti gli alleati della Nato hanno detto no". Il presidente ha stigmatizzato l'atteggiamento dei partner europei: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto di nessuno". Trump, in particolare, ha puntato il dito contro il Regno Unito e contro il premier britannico Keir Starmer. 

Giuliani, su X, torna sull'argomento. "Il presidente Ronald Reagan disse una volta che, come gli esseri umani, le nazioni hanno pochissimi amici veramente leali e annoverava Israele tra i migliori. Oggi sarebbe scioccato dal Regno Unito, ma non dalla Francia. Io sono scioccato, arrabbiato e imbarazzato per l'Italia. Israele, da solo, li supera tutti", scrive l'ex sindaco di New York. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

20:13

Champions League, Real Madrid batte Manchester City e va ai quarti. Tris Psg con il Chelsea

(Adnkronos) - Real Madrid e Paris Saint-Germain volano ai quarti di Champions League. Oggi, martedì 17 marzo, i Blancos hanno battuto 2-1 all'Etihad Stadium contro il Manchester City di Guardiola, in una partita decisa dalla doppietta di Vinicius al 22', su rigore, e al 93', con il momentaneo pareggio di Haaland al 41', passando il turno dopo il 3-0 dell'andata firmato Valverde.  

Tutto facile invece per il Psg di Luis Enrique, che dopo il 5-2 del Parco dei Principi, ha battuto il Chelsea 3-0 anche a Stamford Bridge grazie alle reti di Kvaratskhelia al 6', Barcola al 14' e Mayulu al 62'. 

Ai quarti di finale il Real Madrid sfiderà la vincente di Bayern Monaco-Atalanta, mentre il Psg se la vedrà con una tra Galatasaray e Liverpool. 

Passa il turno anche l'Arsenal, vincente contro il Bayer Leverkusen 2-0 all'Emirates Stadium dopo l'1-1 in Germania. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

20:00

Chi è Joe Kent, che si è dimesso contro la guerra, e perché i trumpiani lo avevano già scaricato

(Adnkronos) - Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center nominato da Trump, si è dimesso con una lettera pubblicata su X in cui sostiene di non poter “in coscienza” sostenere la guerra in Iran. Il documento, però, contiene una serie di affermazioni false o distorte che stanno già scatenando reazioni bipartisan, e hanno convinto la Casa Bianca a scaricarlo con insolita velocità. 

Kent è un ex ufficiale delle forze speciali dell'esercito americano con oltre due decenni di servizio in teatri come Iraq, Afghanistan e Siria. Ha costruito la sua carriera politica cavalcando le teorie del complotto di Trump: si è candidato al Congresso nel 2022 sostenendo che le elezioni del 2020 fossero state rubate e definendo i partecipanti al 6 gennaio "prigionieri politici". Ha perso sia nel 2022 sia nel 2024 contro la democratica Marie Gluesenkamp Perez nello stato di Washington. Trump lo ha nominato direttore del Nctc nel febbraio 2025 e il Senato l'ha confermato a luglio. Prima di quella nomina era consigliere senior della direttrice dell'intelligence Tulsi Gabbard. 

La prima moglie di Kent, Shannon Kent, era un tecnico delle comunicazioni crittografate della Marina americana. Il 16 gennaio 2019 si trovava a Manbij, nel nord della Siria, quando un attentatore suicida dell'Isis fece esplodere il suo giubbotto esplosivo fuori da un ristorante frequentato dal personale americano. Shannon morì insieme ad altri tre americani: fu la prima donna americana uccisa in combattimento in Siria dall'inizio delle operazioni contro l'Isis. Nella lettera di dimissioni, Kent scrive che sua moglie è morta in una guerra “fabbricata da Israele”.  

Nella lettera, Kent accusa Israele di aver “trascinato” gli Usa nella disastrosa guerra in Iraq, costata migliaia di vite americane. Una frase che replica una delle narrazioni antisemite più longeve del panorama cospirazionista americano. I fatti storici dicono l'opposto: la guerra in Iraq del 2003 fu decisa dall'amministrazione Bush sulla base di intelligence americana (rivelatasi falsa) sulle presunte armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Il governo israeliano, anzi, avvertì l'amministrazione americana che un Iraq destabilizzato avrebbe rafforzato l'Iran, vero nemico strategico di Israele. Presentare Israele come l'architetto del disastro iracheno è una distorsione storica che appartiene al registro del cosiddetto "Zionist Occupied Government" (Zog), teoria del complotto di matrice suprematista bianca. 

Kent nella lettera loda il raid del gennaio 2020 che uccise il generale iraniano Qassem Soleimani come esempio di come Trump sappia usare la forza senza trascinarsi in conflitti interminabili. Solo che nel 2020, all'epoca del raid, Kent avesse pubblicamente avvertito che quella stessa operazione rischiava di scatenare una guerra in piena regola con l'Iran, e la criticava apertamente.  

La fretta con cui l'amministrazione Trump ha preso le distanze da Kent non è solo ideologica. Secondo fonti dell'amministrazione riferite da Fox News, Kent era considerato un "leaker", uno che spiffera le informazioni riservate ottenute in virtù del suo ruolo, da mesi era stato escluso dai briefing di intelligence presidenziale e non era stato coinvolto in nessuna discussione relativa all'Iran. La Casa Bianca, sempre secondo le ricostruzioni apparse sui media conservatori americani, aveva già chiesto a Tulsi Gabbard di licenziarlo per le presunte fughe di notizie, ma la direttrice dell'intelligence non aveva mai agito. Le sue dimissioni arrivano quindi quando era già di fatto messo da parte, il che trasforma la lettera da atto di coscienza a sfogo di un funzionario già esautorato. 

Kent appartiene a quella frangia del movimento Maga che ha abbracciato le posizioni di Tucker Carlson sull'”America First” spinte fino all'ostilità aperta verso Israele. Già dal 2022, quando era ancora candidato al Congresso, Kent si era opposto pubblicamente ai finanziamenti americani all'Ucraina, sostenendo che l'invasione russa sarebbe stata provocata dagli stessi Stati Uniti attraverso l'espansione della Nato verso est, ricalcando perfettamente la posizione del Cremlino. 

Ha frequentato ambienti vicini al cosiddetto paleoconservatorismo e al nazionalismo bianco online, in particolare il gruppo dei Proud Boys, posizioni che lo avevano già messo in rotta di collisione con altri esponenti dell'amministrazione come il direttore dell'Fbi Kash Patel, dopo che tentò di accedere ai sistemi Fbi per indagare sull'assassinio di Charlie Kirk, avanzando ipotesi di coinvolgimento straniero. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

Programmi

Live Streaming

ULTIM'ORA

06:44

'Chi l'ha visto?', stasera il punto sulla scomparsa della piccola Kata

(Adnkronos) - La piccola Kata è scomparsa due anni e mezzo fa dall'ex hotel Astor di Firenze, dove abitava con la famiglia: chi l'ha rapita e perché? Il punto sulla vicenda a "Chi l'ha visto?" condotto da Federica Sciarelli, in onda stasera mercoledì 18 marzo dalle 21.20 su Rai 3. La mamma, in studio, chiede che si continui a indagare: “Temo che sia stata venduta e adottata illegalmente”.  

E poi il caso Cinturrino e l'audio in cui l'assistente capo parla di droga e prende i soldi dalla cover del cellulare di un ragazzo tunisino fermato. Cinturrino è stato indagato – insieme alla collega che ha firmato il verbale con lui - per falso, arresto illegale, calunnia, concussione e spaccio. Ma l'inchiesta si è allargata anche ad altri episodi e con lui sono stati indagati altri poliziotti. Si approfondirà con documenti inediti .  

Continua, inoltre, l’inchiesta sul cosiddetto “Chef Milza”, l’uomo accusato di aver fatto uccidere la compagna per intascare il premio dell’assicurazione. Le indagini proseguono e si cerca di capire se ci siano altre vittime: in onda, testimonianze inedite. Infine, come sempre gli appelli dei familiari e le segnalazioni dei telespettatori. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

06:43

Cuba, l'ultimatum di Trump: "Il presidente Diaz Canel esca di scena"

(Adnkronos) - Ultimatum a L'Avana. La crisi di Cuba è profonda, gli Stati Uniti si preparano a 'prendere' l'isola e Donald Trump pone le condizioni. Il presidente americano, che già si dice "orgoglioso" per la svolta ritenuta inevitabile, a prescindere dall'iter che verrà scelto pone una condizione: l'uscita di scena dell'attuale presidente Miguel Diaz Canel. La mossa, quindi, favorirebbe un cambio al vertice del governo cubano, senza però un rovesciamento del regime comunista. Come rivelano fonti informate sui colloqui citate dal New York Times, finora non sono state chieste azioni contro membri della famiglia Castro, che di fatto continua a tenere le redini del regime instaurato con la rivoluzione guidata nel 1959 da Fidel.  

Insomma, l'amministrazione Trump punta a replicare a Cuba il modello Venezuela, dove, di fronte al rifiuto di Nicolas Maduro di cedere alle minacce e le pressioni e dimettersi, con un blitz delle forze speciali Usa del 3 gennaio e la cattura del presidente si è passati al governo della sua ex vice Delcy Rodriguez, ottenendo quindi la collaborazione e adesione piena all'agenda di Washington senza un cambio di regime.  

 

Secondo alcuni funzionari dell'amministrazione, la rimozione di Diaz Canel, considerato un falco della vecchia guardia, permetterebbe i richiesti cambiamenti economici strutturali. E Trump, che ieri ha detto di poter "fare quello che voglio di una nazione indebolita" e ormai messa in ginocchio dal suo blocco energetico che sta portando al collasso il già fragilissimo sistema economico e sociale dell'isola, da decenni sottoposta all'embargo, potrebbe rivendicare con gli americani un'altra vittoria, affermando di aver fatto cadere un altro leader di sinistra che si opponeva agli Stati Uniti.  

In questo quadro si inserisce l'annuncio, affidato a Oscar Perez Oliva Fraga, vicepremier e ministro dello sviluppo economico, della decisione del governo di permettere ai cubani all'estero, anche quelli della diaspora negli Stati Uniti, di investire con le proprie società nell'isola. "Cuba è aperta ad avere una relazione commerciale fluida con le società americane, anche con i cubani residenti negli Usa e i loro discendenti", ha detto in un'intervista a Nbcnews.  

L'enfasi dell'amministrazione Trump sui cambiamenti economici potrebbe però lasciare insoddisfatti alcuni esponenti della comunità cubana in esilio negli Usa, che da decenni sognano il rovesciamento del regime e potrebbero chiedere a Trump, e al segretario di Stato Marco Rubio, nato in una famiglia di esiliati in Florida, una maggiore azione politica. Per rispondere alle loro richieste, i negoziatori Usa spingono per rimuovere anche altri esponenti della vecchia guardia, ancora fedeli ai principi della rivoluzione del 1959.  

Ex vice presidente e funzionario regionale del partito comunista, Diaz Canel è diventato presidente nel 2018, dopo essere stato scelto da Raul Castro, che era succeduto al fratello Fidel nel 2008 quando il lider maximo, dopo 48 anni, aveva lasciato la guida del Paese per i motivi di salute che nel 2016 lo portarono alla morte. Ora 94enne, Raul mantiene ancora l'effettiva influenza sulle scelte politiche e economiche di Cuba. E ha al suo fianco Raul Guillermo Rodriguez Castro, il nipote noto come Raulito, che sta effettivamente conducendo i negoziati con Rubio e che, secondo le fonti del Times, probabilmente continuerebbe a tenere le redini del Paese dopo l'eventuale uscita di scena di Diaz Canel.  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

06:38

Tottenham-Atletico Madrid: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Torna la Champions League. Oggi, mercoledì 18 marzo, il Tottenham ospita l'Atletico Madrid - in diretta tv e streaming - nel ritorno degli ottavi di finale della massima competizione europea. Si parte dalla vittoria per 5-2 dei Colchoneros in Spagna, segnata dalla scelta, rivelatasi disastrosa, di Tudor di lanciare Kinsky in porta al posto di Vicario, salvo poi sostituirlo dopo meno di 15 minuti proprio con l'azzurro dopo due papere del portiere ceco.  

Servirà insomma un'impresa agli Spurs per ribaltare il risultato, mentre gli uomini di Simeone vedono a un passo i quarti di Champions League. 

  

La sfida tra Tottenham e Atletico Madrid è in programma oggi, mercoledì 18 marzo, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 

Tottenham (4-2-3-1): Vicario; Porro, Danso, Van de Ven, Spence; Gray, Sarr; Tel, Simons, Kolo Muani; Solanke. All. Tudor 

Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Pubill, Le Normand, Hancko, Ruggeri; Simeone, Llorente, Cardoso, Lookman; Griezmann, Alvarez. All. Simeone. 

 

Tottenham-Atletico Madrid sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match sarà visibile anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

06:37

Champions, oggi Liverpool-Galatasaray: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) - Torna in campo il Liverpool in Champions League. Oggi, mercoledì 18 marzo, i Reds affrontano il Galatasaray nel ritorno degli ottavi della massima competizione europea. La squadra di Arne Slot dovrà ribaltare ad Anfield il ko per 1-0 della sfida d'andata in Turchia. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.  

Ecco le probabili formazioni di Liverpool-Galatasaray, in campo alle 21:  

 Liverpool (4-2-3-1) Alisson; Frimpong, Konaté, van Dijk, Robertson; Gravenberch, Mac Allister; Salah, Wirtz, Szoboszlai; Gakpo. All. Slot 

Galatasaray (4-2-3-1) Cakir; Singo, Ayhan, Bardakci, Jakobs; Torreira, Lemina; Yilmaz, Gabriel Sara, Lang; Osimhen. All. Buruk 

Liverpool-Galatasaray sarà visibile in diretta su Sky Sport, canale di riferimento 252. La partita sarà visibile anche gratis, in chiaro, su Tv8, e in streaming su Sky Go, Now e Tv8.it.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

06:37

Scooter e moto 2026, prenotazione ecobonus al via da oggi: fino a 4mila euro di incentivo

(Adnkronos) - Bonus 2026 per moto e motorini al via. Si aprono oggi, mercoledì 18 marzo, dalle 12 le prenotazioni degli incentivi per i concessionari tramite il portale dedicato degli incentivi per l'acquisto di scooter e moto. Per il contributo, la legge di bilancio 2021 aveva previsto uno stanziamento complessivo di 150 milioni di euro: 20 milioni annui dal 2021 al 2023 e 30 milioni annui dal 2024 al 2026. 

 

Il contributo, rivolto a chi acquista un veicolo elettrico o ibrido nuovo di fabbrica delle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7e, verrà calcolato sulla percentuale del prezzo di acquisto: 30% per gli acquisti senza rottamazione, fino a 3mila euro e 40% per gli acquisti con rottamazione fino a 4mila euro. La misura è gestita da Invitalia per conto del Mimit. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: economia

06:36

Champions, oggi Barcellona-Newcastle: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) - Torna in campo il Barcellona in Champions League. Oggi, mercoledì 18 marzo, i blaugrana ospitano il Newcastle al Camp Nou nel ritorno degli ottavi di finale della massima competizione europea. La sfida d'andata della scorsa settimana è terminata 1-1: al gol di Gordon per gli inglesi, a quattro minuti dal novantesimo, ha risposto Yamal in pieno recupero su rigore. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming. 

Ecco le probabili formazioni di Barcellona-Newcastle, in campo alle 18:45:  

Barcellona (4-2-3-1) Joan Garcia; Araujo, Cubarsi, Gerard Martin, Cancelo; Pedri, Bernal; Lamine Yamal, Fermin, Raphinha; Lewandowski. All. Flick. 

Newcastle (4-3-3) Ramsdale; Trippier, Thiaw, Burn, Hall; Joelinton, Tonali, Ramsey; Elanga, Gordon, Barnes. All. Howe. 

La partita di Champions League tra Barcellona e Newcastle sarà visibile in diretta su Sky, canali Sky Sport Uno (203) e Sky Sport (254). Partita visibile anche in streaming su Sky Go e Now.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

06:36

Champions, oggi Bayern Monaco-Atalanta: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) - L'Atalanta torna in campo in Champions League. Oggi, mercoledì 18 marzo, i bergamaschi affrontano il Bayern Monaco nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League. In Germania, la squadra di Palladino andrà a caccia di un'impresa complicatissima, visto che per la qualificazione ai quarti servirà rimontare la sconfitta per 6-1 rimediata una settimana fa alla New Balance Arena di Bergamo. Ecco orario, precedenti e dove vedere la partita in tv e streaming. 

Ecco le probabili formazioni di Bayern Monaco-Atalanta, in campo stasera alle 21:  

Bayern Monaco (4-2-3-1) Urbig; Stanisic, Upamecano, Tah, Laimer; Pavlovic, Goretzka; Bischof, Gnabry, Diaz; Jackson. All. Kompany 

Atalanta (3-4-2-1) Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Pasalic, Bernasconi; Samardzic, Zalewski; Scamacca. All: Palladino 

La partita di Champions tra Atalanta e Bayern Monaco sarà visibile in diretta e in esclusiva, anche in streaming, su Amazon Prime Video.  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

06:35

La 'linea diretta' con Trump, tutti i giornalisti hanno il numero privato del presidente a Washington

(Adnkronos) - Le telefonate arrivano a tarda notte, prima che il presidente Usa vada a dormire. O durante le sue pause. Oppure quando si trova a giocare a golf, in Florida, ed è magari di buon umore. Arrivano di prima mattina: appena inizia a pubblicare su Truth Social, segnale che è sveglio e potrebbe avere voglia di parlare. Si fanno più intense, poi - anche dieci chiamate nel giro di due ore - appena qualche testata pubblica la propria piccola esclusiva telefonica. Insomma, l'iPhone personale di Donald Trump non smette mai di squillare, perché il suo numero di Palm Beach è diventato il massimo status symbol in una città ossessionata dalla vicinanza al potere e all'influenza. 

Va precisato che l'accesso al presidente dipende esclusivamente dal suo umore e dai suoi impegni e ci sono giorni in cui non risponde a nessuna chiamata o riattacca subito in faccia ai suoi interlocutori. In ogni caso, anche se in qualche occasione si è dimostrato infastidito dall'occasionale telefonata, lui e i suoi collaboratori fino ad ora non hanno avuto molto da obiettare. Tanto che, nelle settimane trascorse da quando gli Stati Uniti e Israele hanno avviato le operazioni militari in Iran, Trump ha rilasciato oltre 40 interviste al cellulare. Spesso e volentieri le conversazioni durano pochissimi minuti, al massimo dieci, in quelle che diventano delle piccole esclusive su quanto da lui dichiarato al giornalista di turno. D'altronde le telefonate, a differenza delle conferenze stampa formali, avvengono nel vivo del momento, in risposta a una domanda specifica, posta da un giornalista specifico, con un obiettivo preciso e sotto una particolare pressione temporale, con il presidente che può interrompere la conversazione in qualsiasi istante.  

I più alti funzionari della Casa Bianca si sentono spesso frustrati dal fatto che queste reazioni estemporanee, prive di contesto o di un'adeguata riflessione, possano essere trattate con una serietà quasi pari a quella riservata a un'intervista formale concessa nello Studio Ovale. 

Il numero a dieci cifre nel primo anno di presidenza Trump 2.0, era un bene prezioso gelosamente custodito dagli amici del presidente e da una manciata di giornalisti che lo utilizzavano con parsimonia. Chiamare il presidente rappresentava un privilegio e un modo per sfoggiare il proprio status: quel genere di mossa capace di conferire un po' più di risonanza e di garantire un'immediata rilevanza ai reporter della Casa Bianca. Negli ultimi mesi, però, sono diventate così tante le persone che chiamano Trump sul suo iPhone privato che i suoi consiglieri hanno smesso di tenere il conto o provare a filtrare chi può e chi non può chiamarlo. Quasi nessuna telefonata proviene da un contatto registrato nel dispositivo.  

L'ufficio comunicazioni della Casa Bianca ha cercato, con garbo, di incoraggiare i giornalisti a seguire i canali appropriati per le richieste di intervista, minacciando di cambiare il numero qualora il fenomeno diventasse incontrollabile. Ma, allo stesso tempo, le regole le fa Trump, e, per ora, il presidente non sembra infastidito da tutto ciò. “Gli piace”, dicono le persone vicine a lui. 

The Atlantic ha persino riferito che il telefono privato del tycoon di New York sarebbe stato messo in vendita al miglior offerente, tanto che la Casa Bianca ha ricevuto segnalazioni di amministratori delegati disposti a offrire denaro per ottenerlo e di appassionati di criptovalute pronti a scambiarlo con moneta digitale. Nel frattempo, i giornalisti della capitale americana hanno iniziato a intavolare veri e propri scambi tra loro, offrendo i contatti di altri leader mondiali — o talvolta persino quelli di decine di personaggi celebri — pur di riuscire a salvare sul proprio telefono il contatto più ambito di tutti.  

Una delle paure alla West Wing è che qualcuno fornisca a Trump informazioni errate — o gli propini una teoria del complotto — provocando una reazione che i collaboratori saranno poi costretti a disinnescare. Ma c'è anche la preoccupazione che il presidente sprechi il proprio tempo a rispondere su cose insignificanti, distogliendo l'attenzione dalle argomentazioni che la Casa Bianca intende promuovere. Tra l'altro, si racconta che, quando risponde, il presidente sia spesso distratto e non esiti a mettere il vivavoce anche davanti a folti gruppi di persone, chiacchierando in modo disinvolto e divertendosi a prendere in giro i suoi interlocutori. Insomma, Trump non prende queste telefonate così sul serio. E anche i giornalisti stanno iniziando a rendersi conto della cosa.  

Come ha osservato di recente con una certa ironia la testata The Atlantic: “Poche di queste interviste hanno avuto un impatto duraturo sulla comprensione che la nazione ha della guerra”. Per esempio: in una serie di nove interviste telefoniche riguardanti la guerra in Iran, Trump ha fornito nove risposte diverse e vaghe, offrendo scarsi indizi su quando la Casa Bianca avrebbe effettivamente potuto porre fine al conflitto. Il 28 febbraio ha affermato che la guerra avrebbe potuto concludersi nel giro di due o tre giorni. Il giorno successivo, ha dichiarato alla ABC che, con ogni probabilità, ci sarebbero volute in realtà quattro o cinque settimane. Il 2 marzo ha detto a Jake Tapper che gli Stati Uniti erano "leggermente in anticipo sulla tabella di marcia" rispetto alla finestra temporale di quattro settimane prevista. Tuttavia, appena due giorni più tardi, ha riferito alla rivista Time che non vi erano "limiti di tempo". 

Nei circoli giornalistici di Washington, secondo quanto ha potuto riscontrare l'Adnkronos, le chiamate vengono spesso viste come “inutili” e “spudorate”. Tuttavia, nessuno può evitare – una volta ottenuto il numero – di tentare la sorte e vedere se il presidente risponderà oppure no. Un’intervista esclusiva con Trump, anche per pochi secondi e a prescidere dai contenuti, può comunque sia accrescere il prestigio di qualsiasi reporter nella capitale americana.  

L'anno scorso, The Atlantic ha riferito che lo staff di Trump lo ha informato che le chiamate effettuate dal suo telefono personale avrebbero potuto verosimilmente essere intercettate da agenzie di intelligence straniere. Ma la cosa non sembra preoccupare the Donald: “Il Presidente Trump è il presidente più trasparente e accessibile della storia, ed è davvero il miglior portavoce di se stesso”, ha dichiarato la segretaria stampa della Casa Bianca Karoline Leavitt. “La stampa non si stanca mai di lui, e lui lo sa bene”. (di Iacopo Luzi) 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:15

Hormuz e petrolio, Trump: "Usa avanti da soli". Arriva la nave con 2200 marines

(Adnkronos) - "Facciamo da soli". Donald Trump chiude le comunicazioni con la Nato 'ingrata' e si prepara ad agire per liberare lo Stretto di Hormuz dal blocco dell'Iran che, nella guerra iniziata il 28 febbraio, paralizza il traffico del greggio e fa volare il prezzo del petrolio. Il presidente degli Stati Uniti accantona il progetto di una maxi coalizione internazionale con la partecipazione di paesi europei e asiatici: l'anima europea della Nato risponde 'no' alla sollecitazione di Washington, nessun segnale positivo da Cina e Giappone. 

 

"Non abbiamo bisogno di nessuno, non vogliamo l'aiuto della Nato. Siamo il paese più potente del mondo", dice Trump nell'ennesima giornata caratterizzata dal consueto diluvio di parole, davanti alle telecamere o sui social. "Nessun paese della Nato vuole aiutarci, è meraviglioso. La Nato ha appoggiato la nostra azione, nessuno ha detto 'non dovresti farlo'. Ora la Nato sta commettendo un errore stupido. Noi, come Stati Uniti, dovremo ricordarcene", dice Trump con tono vagamente minatorio. D'altra parte, afferma ancora, gli Usa possono andare avanti da soli: "Grazie ai successi militari che abbiamo ottenuto non abbiamo più bisogno dell'aiuto della Nato, non ci è mai servito", dice. In realtà, Washington può contare sui partner della regione: oltre a Israele, sono pronti ad attivarsi Emirati Arabi, Qatar, Arabia Saudita.  

 

La macchina bellica americana sta acquisendo nuovi elementi. La nave anfibia d'assalto Uss Tripoli si sta avvicinando allo Stretto di Malacca, a largo di Singapore, mentre si dirige verso il Medio Oriente. Si ritiene che la nave da guerra americana stia trasportando in Medio Oriente truppe dalle 31esima Marine Expeditionary Unit, una forza di risposta rapida di 2200 marines e marinai. Secondo i media israeliani, e in particolare per l'emittente Kan tv, sono i segnali di un'azione di forza. Lo stesso Trump, d'altra parte, fa ripetutamente riferimento all'ipotesi di un'accelerazione. L'attacco alle strutture militari dell'isola di Kharg, il cuore del sistema petrolifero iraniano, è stato un antipasto. "Potremmo colpire le infrastrutture petrolifere", dice Trump. O, come lascia suppore l'imminente arrivo dei marines, gli Stati Uniti potrebbero optare per la soluzione 'boots on the ground': l'utilizzo di truppe di terra per acquisire il controllo dell'isola non è da scartare. "Non ho paura di nulla", dice Trump a chi chiede se abbia un peso il pericolo di impantanarsi in una guerra del Vietnam 2.0. 

 

L'Iran non ha le risorse per opporsi alla spallata ma, nonostante la "Marina distrutta" e la capacità missilistica ridotta all'8% - come dice Trump - ha i mezzi e le risorse per colpire le petroliere nello Stretto. La strategia di Teheran è anche diplomatica. La repubblica islamica, in questa situazione di stallo, secondo la Cnn ha avviato colloqui e trattative con otto paesi al di fuori del Medio Oriente per garantire il passaggio sicuro al petrolio scambiato in valuta cinese. 

I paesi in questione, al momento non noti, hanno allacciato contatti con Teheran per valutare la possibilità di arrivare ad un'intesa che, inevitabilmente, depotenzierebbe ogni azione di Trump. L'Iran sinora ha annunciato che prenderà di mira le navi provenienti da Stati Uniti, da Israele e dai paesi che sostengono l'offensiva. Il 'no' di molte nazioni alla coalizione proposta da Trump, in teoria, allarga la platea dei paesi che potrebbero ottenere il via libera di Teheran. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:11

Iran, la lista di Netanyahu e la caccia a Mojtaba Khamenei: "Elimineremo tutti"

(Adnkronos) - L'Iran perde la testa. Israele elimina il capo del Consiglio di sicurezza Ali Larijani, peso massimo nello scacchiere di Teheran, decapita il vertice dei Basij paramilitari e mette nel mirino la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Intanto, il premier Benjamin Netanyahu esorta il popolo alla rivolta 'impossibile'. Il raid condotto a Teheran priva il regime di un pilastro. Larijani era il vertice politico di un paese già privato di elementi chiave. "Stiamo aiutando i nostri amici americani nel Golfo e indebolendo il regime nella speranza di dare al popolo iraniano l'opportunità di rimuoverlo", dice Netanyahu. La rimozione del regime ''non avverrà subito, non sarà facile. Ma se persevereremo in questo, daremo loro l'opportunità di prendere in mano il proprio destino", aggiunge il primo ministro. "Abbiamo eliminato Ari Larijani, ora gli iraniani hanno la chance di prendere in mano il loro destino. Larijani era il capo delle Guardie Rivoluzionarie, la banda di gangster che di fatto governava l'Iran", ripete Netanyahu, che invia un messaggio successivo alla popolazione: "Stiamo colpendo le basi, stiamo colpendo nelle piazze. Uscite e festeggiate, vigiliamo dall'alto". 

 

La missione non è compiuta. Nella lista di obiettivi che Netanyahu mostra all'ambasciatore americano Mike Huckabee ("Abbiamo cancellato altri 2 nomi") c'è anche il nome di Mojtaba Khamenei. Il leader spirituale continua ad essere un fantasma: ferito negli attacchi all'inizio della guerra, il figlio e successore dell'ayatollah Ali Khamenei si manifesta solo attraverso messaggi pubblici. La sorte di Mojtaba non è chiara, rumors relativi ad un ricovero d'emergenza a Mosca e voci su condizioni gravi. Le forze di difesa israeliane non hanno certezze, dice il portavoce Effie Defrin. 

"Ma posso dire una cosa: continueremo – come abbiamo dimostrato – a perseguire chiunque rappresenti una minaccia per lo Stato di Israele. Chiunque alzi un dito contro di esso non è immune da noi. Lo inseguiremo, lo troveremo e lo neutralizzeremo". Israele continuerà a colpire i membri delle forze paramilitari iraniane Basij dopo aver eliminato il comandante Gholamreza Soleimani: "Lo ripeto, li colpiremo tutti, ovunque e in qualsiasi momento". L'operazione non è destinata a chiudersi in tempi brevi: "E' una ampagna prolungata, che includerà anche il periodo della Pasqua ebraica", dice il portavoce spostando l'orizzonte ai primi otto giorni di aprile. In una giornata chiave, rischia di passare relativamente inosservato il colpo durissimo inferto ai Basij: i paramilitari perdono, secondo i report, decine di elementi di primo livello. L'organizzazione è un meccanismo essenziale nel sistema che il regime ha creato per controllare il territorio: in teoria, gli spazi di manovra sul terreno potrebbero aumentare. 

 

In realtà, l'effetto immediato dell'eliminazione di Larijani, secondo gli analisti, sarà un'ulteriore chiusura a riccio del regime che ha già dimostrato di poter rimpiazzare elementi apicali senza modificare assetto e caratteristiche. I pasdaran, sempre più padroni della situazione, stringeranno ulteriormente le maglie. Larijani era una figura pragmatica, capace di conciliare le posizioni moderate con la linea dura dei militari, destinati a pesare ancora di più. In questo quadro, i messaggi di Netanyahu che esorta la popolazione alla rivolta appaiono a dir poco azzardati. Il rovesciamento del regime, in tempi brevi, non sembra una prospettiva concreta. Ne sono consapevoli gli Stati Uniti, a giudicare da un cablo prodotto dall'ambasciata americana a Gerusalemme visionato dal Washington Post: se i cittadini scendessero in piazza verrebbero "massacrati". 

Il regime "non crolla" e punta a "combattere fino alla fine". Tali concetti, scrive il WP, sono chiari anche ai funzionari israeliani e sono la sintesi degli incontri che i diplomatici Usa hanno avuto mercoledì e giovedì della scorsa settimana con funzionari dei ministeri della Difesa e degli Esteri e del Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliani. Il quadro è chiaro anche a Donald Trump: "Il regime presidia le strade con le mitragliatrici, non è pensabile scendere in piazza e protestare". 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:09

Dieta Mind per rallentare l'invecchiamento del cervello, cosa si mangia e cosa si evita

(Adnkronos) - Si chiama Mind ed è un regime alimentare che mixa i principi della dieta mediterranea e di uno schema che punta a contrastare la pressione alta. Raccomanda il consumo regolare di verdure a foglia verde e altri ortaggi, frutti di bosco, frutta secca, cereali integrali, pesce, legumi, olio d'oliva e pollame, oltre a un consumo moderato di vino. E fra i cibi da limitare indica burro/margarina, formaggio, carne rossa, dolci e cibi fritti da fast food. Secondo un team di scienziati, autori di una ricerca pubblicata online sul 'Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry', seguirne le prescrizioni potrebbe essere la chiave per mantenere giovane il cervello, rallentando i cambiamenti strutturali legati al suo invecchiamento.  

In particolare gli esperti hanno scoperto che la dieta Mind è associata a una minore perdita di tessuto nel tempo, soprattutto di materia grigia, il centro di elaborazione delle informazioni del cervello, che svolge un ruolo chiave nella memoria, nell'apprendimento e nel processo decisionale, e a un minore ingrossamento dei ventricoli, che riflette l'atrofia cerebrale, in cui la perdita di tessuto è accompagnata dall'ingrossamento degli spazi pieni di liquido cerebrospinale. 

Lo schema della Neurodegenerative Delay diet (Mind in breve), era già stato precedentemente collegato a una migliore salute cognitiva, osservano i ricercatori. Tuttavia, non era chiaro quale effetto potesse avere sui cambiamenti strutturali del cervello legati all'età, associati a malattie neurodegenerative come l'Alzheimer e il Parkinson. Per approfondire ulteriormente la questione, i ricercatori si sono concentrati su 1.647 persone di mezza età e anziane (età media 60 anni all'inizio dello studio) appartenenti alla coorte dei discendenti del Framingham Heart Study (Fos, Framingham Heart Study Offspring cohort). Tutti i partecipanti si sono sottoposti a regolari controlli medici ogni 4-8 anni, con risonanze magnetiche cerebrali ogni 2-6 anni a partire dal 1999, e hanno compilato almeno un questionario sulla frequenza del consumo dei vari alimenti durante i controlli effettuati tra il 1991-1995, il 1995-1998 e il 1998-2001 per la valutazione dell'apporto nutrizionale. Inoltre, si sono sottoposti ad almeno 2 risonanze magnetiche cerebrali tra il 1999 e il 2019, senza evidenza di ictus o demenza al momento della prima.  

Il loro punteggio medio nella dieta Mind era di poco inferiore a 7 su un massimo di 15, dove 15 indica il livello più alto di aderenza. Nel gruppo collocato al top per i livelli di aderenza alla dieta Mind c'era maggiore probabilità di trovare donne e laureati, e minore probabilità che vi fossero fumatori o persone con obesità. Inoltre, un numero inferiore di loro presentava problemi di salute che potevano influire sulla salute del cervello, tra cui diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Durante un periodo di monitoraggio medio di 12 anni, le risonanze magnetiche di tutti i partecipanti hanno evidenziato riduzioni del volume cerebrale totale, della sostanza grigia, della sostanza bianca e dell'ippocampo, unitamente ad aumenti del liquido cerebrospinale, del volume ventricolare e delle iperintensità della sostanza bianca (punti luminosi indicativi di danno tissutale). Tuttavia, punteggi più elevati nella dieta Mind sono stati associati a una più lenta riduzione o perdita della materia grigia. Ogni aumento di 3 punti è stato associato a una perdita più lenta (0,279 centimetri cubi per anno), equivalente al 20% in meno di declino legato all'età e a 2,5 anni di invecchiamento cerebrale ritardato. Analogamente, ogni aumento di 3 punti nel punteggio della dieta Mind è risultato associato a una più lenta espansione del volume ventricolare totale di -0,071 cm³/anno, equivalente a una perdita di tessuto inferiore dell'8% e a un ritardo di 1 anno nell'invecchiamento cerebrale. 

Tra i principali fattori dietetici che hanno contribuito alle associazioni benefiche osservate figurano i frutti di bosco, associati a un aumento più lento dei volumi ventricolari, e il pollame, anch'esso associato a un aumento più lento dei volumi ventricolari e a un declino più lento della materia grigia. D'altro canto, un maggiore consumo di dolci è stato associato a una più rapida espansione ventricolare e atrofia dell'ippocampo, mentre i cibi fritti da fast food sono stati anche collegati a un maggiore declino del volume dell'ippocampo. "Gli alimenti consigliati da Mind, ricchi di antiossidanti come i frutti di bosco, e fonti proteiche di alta qualità come il pollame possono ridurre lo stress ossidativo e attenuare i danni neuronali", suggeriscono i ricercatori. "Al contrario, i cibi fritti dei fast food, spesso ricchi di grassi malsani, grassi trans e prodotti finali di glicazione avanzata, possono contribuire all'infiammazione e ai danni vascolari".  

Inaspettatamente, un maggiore consumo di cereali integrali è risultato associato a cambiamenti strutturali sfavorevoli, tra cui un declino più rapido della materia grigia e del volume dell'ippocampo, e una più rapida espansione ventricolare, mentre un maggiore consumo di formaggio è risultato associato a riduzioni più lente della materia grigia e del volume dell'ippocampo, a un minore ingrossamento ventricolare e a un minor numero di punti luminosi. Le associazioni riscontrate sono risultate coerenti in una serie di ulteriori analisi e più forti nei partecipanti più anziani, suggerendo che la dieta in questione potrebbe essere più vantaggiosa per chi è a maggior rischio di invecchiamento cerebrale più rapido o presenta una maggiore variabilità nel tasso di atrofia cerebrale, dicono i ricercatori.  

Sono state inoltre osservate associazioni più forti per le persone che erano più attive fisicamente e non in sovrappeso o obese, il che suggerisce che strategie di stile di vita combinate potrebbero contribuire a ridurre il rischio di malattie neurodegenerative, aggiungono gli esperti. Il lavoro presentato - precisano - è uno studio osservazionale e, come tale, non è possibile trarre conclusioni definitive in merito a un rapporto di causa-effetto. Tuttavia, concludono gli autori, "questi risultati rafforzano il potenziale della dieta Mind come modello alimentare salutare per il cervello e ne supportano il ruolo nelle strategie volte a rallentare la neurodegenerazione nelle popolazioni anziane". 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

00:06

Maltempo sull'Italia anche oggi, allerta gialla in 9 regioni: pioggia, neve e vento fino a burrasca

(Adnkronos) - Il maltempo non molla l'Italia neanche oggi, mercoledì 18 marzo. Un nuovo impulso perturbato proveniente dall’Europa nord-orientale porterà su gran parte dei nostri settori adriatici piogge e precipitazioni nevose a quote di alta collina. Il passaggio della perturbazione attiverà anche un deciso rinforzo della ventilazione su gran parte delle regioni centro-settentrionali. Sulla base delle previsioni disponibili, la Protezione Civile ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede l'allerta gialla per 9 regioni. 

L’avviso prevede precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Puglia in estensione dalle prime ore di oggi, ad Abruzzo, Molise e Marche. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate ed attività elettrica. Dalle prime ore della giornata di domani si prevedono venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali su Friuli Venezia giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio centro-settentrionale. Attese mareggiate lungo le coste esposte. Si prevedono inoltre nevicate: mediamente al di sopra degli 800-1000 metri su Emilia-Romagna con apporti al suolo da deboli a moderati; mediamente al di sopra dei 700-900 metri su Abruzzo e Molise con apporti al suolo da moderati ad abbondanti, specie alle quote più alte.  

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani allerta gialla in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e su alcuni settori di Marche, Umbria, Lazio e Sicilia. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

00:03

Iran frena con gli attacchi a Israele, colpa dei danni subiti o cambio di strategia? L'analisi

(Adnkronos) - Una netta frenata  nel ritmo degli attacchi missilistici dell'Iran contro Israele ha attirato nelle ultime ore l'attenzione degli analisti, sollevando interrogativi sul futuro della guerra e sulle possibilità di un'ulteriore escalation. "Le capacità missilistiche dell'Iran sono ridotte all'8%", dice il presidente americano Donald Trump in una delle numerose dichiarazioni sull'operazione iniziata il 28 febbraio. Sono passate oltre 2 settimane dai primi raid e dalle prime ondate di missili, l'Iran è stato colpito ogni giorno da attacchi durissimi che hanno colpito le postazioni di lancio e le fabbriche che producevano missili e droni. 

I colpi assestati a ripetizione da Stati Uniti e Israele hanno lasciato il segno. Secondo la tv al Jazeera, gli attacchi iraniani hanno subito un evidente rallentamento tra la sera di domenica 15 marzo e lunedì 16. In questo lasso di tempo - osserva l’emittente qatarina - sono state registrate soltanto due ondate di lanci missilistici, attribuite alle Guardie Rivoluzionarie e alle forze armate regolari iraniane, presentate rispettivamente come la 55esima e la 56esima fase della risposta militare. Nei giorni precedenti, al contrario, l'Iran eseguiva quotidianamente tra le 5 e le 10 ondate di questo tipo, il che rende il netto ridimensionamento oggetto di numerose analisi e speculazioni. 

 

Secondo l’inviato di Al Jazeera a Teheran, alcuni osservatori militari collegano questa frenata ai recenti colpi subiti dall'Iran a opera di Stati Uniti e Israele su installazioni interne al paese, che potrebbero aver danneggiato infrastrutture critiche per il lancio di missili. Tale ipotesi appare plausibile dal punto di vista tecnico-strategico. Altri analisti, invece, ritengono che il calo rifletta un cambiamento deliberato nella condotta delle operazioni: l'Iran starebbe redistribuendo gli sforzi bellici lungo l'intero “asse di resistenza”, considerando il fronte che va dall'Iran all'Iraq fino al Libano come un unico teatro di scontro. L'obiettivo sarebbe logorare progressivamente l'avversario israeliano attraverso una pressione distribuita e coordinata tra i vari attori coinvolti. 

Al Jazeera cita fonti vicine agli ambienti militari iraniani che parlano di preparativi per fasi successive “potenzialmente più intense”, con un possibile ampliamento degli obiettivi verso quelli definiti "strategici", o " asset più sensibili”. 

 

Parallelamente agli sviluppi sul campo, Teheran si muove anche sul piano politico-diplomatico per mitigare le ripercussioni regionali del conflitto. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, di cui è stata annunciata ieri la morte, aveva diffuso nella serata di lunedì un messaggio via i social indirizzato "al mondo islamico", interpretato dagli osservatori come diretto soprattutto alle nazioni arabe e ai Paesi vicini. Secondo la lettura prevalente a Teheran, il testo esprime una certa preoccupazione per le reazioni arabe agli ultimi attacchi iraniani e per i possibili effetti negativi sulle relazioni bilaterali, suggerisce Al Jazeera, secondo cui l'obiettivo dichiarato del testo è rassicurare i Paesi della regione che le operazioni militari non li prendono di mira direttamente, cercando così di contenere le tensioni, preservare canali di dialogo e gettare le basi per una gestione post-conflitto dei rapporti regionali. 

In sintesi- sottolinea l’emittente di Doha- mentre il ritmo dei lanci missilistici rallenta, forse per ragioni operative o per scelta strategica, l'Iran sembra calibrare attentamente sia le mosse militari sia quelle politiche, in un tentativo di mantenere iniziativa sul campo senza alienarsi completamente il vicinato arabo-musulmano. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

23:14

Marocco vince Coppa d'Africa... dopo due mesi: finale decisa a tavolino, Senegal beffato

(Adnkronos) - Il Marocco ha vinto la Coppa d'Africa... con oltre due mesi di ritardo. Oggi, martedì 17 marzo, a rovesciare il risultato del campo che aveva visto il Senegal trionfare in finale 1-0 ai supplementari con il gol di Gueye il 18 gennaio 2026, è stata la Caf, la Federazione africana, accogliendo il ricordo di quella marocchina e assegnando, di fatto, la coppa a tavolino al Marocco: vittoria a tavolino per 3-0 e trionfo. 

Alla base della decisione della Federazione quanto successo durante la finale, con il Senegal che ha abbandonato il terreno di gioco per diversi minuti provocando la sospensione della partita dopo l'assegnazione al Marocco di un calcio di rigore, poi sbagliato da Brahim Diaz con un osceno cucchiaio. 

La decisione è stata comunicata con una nota ufficiale diramata dalla Caf: "Il Comitato d'Appello della CAF ha deciso che la Nazionale del Senegal, in base all'articolo 84 del regolamento della Coppa d'Africa, è dichiarata sconfitta a tavolino nella finale della Coppa d'Africa 2025, con il risultato della Partita registrato come 3-0 a favore della Federazione del Marocco". 

"Il ricorso presentato dalla Fedeazione del Marocco è dichiarato ammissibile nella forma e il ricorso è accolto. Il Comitato d'Appello della CAF ritiene inoltre che la condotta della squadra senegalese rientri nell'ambito di applicazione degli articoli 82 e 84 del Regolamento della Coppa d'Africa. Si dichiara che la Federazione del Senegal, attraverso la condotta della sua squadra, ha violato l'articolo 82 del regolamento della Coppa d'Africa. In applicazione dell'articolo 84 del Regolamento della Coppa d'Africa, la squadra del Senegal viene dichiarata sconfitta a tavolino, con il risultato finale di 3-0 a favore della Federazione del Marocco", la sentenza. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

22:44

Gf Vip, Lucarelli contro Todaro: il botta e risposta (e la frecciata dal passato)

(Adnkronos) - Selvaggia Lucarelli contro Raimondo Todaro. È bastato un primo collegamento tra la Casa del Grande Fratello Vip, oggi nella prima puntata dello show su Canale 5, e lo studio per riaccendere le tensioni tra il concorrente e l'opinionista.  

I dissapori tra i due risalgono ai tempi di Ballando con le stelle quando lui vestiva i panni di maestro di ballo e Lucarelli quelli di giurata. Proprio in quell'occasione sono nate le prime incomprensioni mai del tutto chiarite.  

Lucarelli ha accusato Todaro di non averla mai salutata in questi anni tra i corridoi della Rai, confermando che tra i due non c'è mai stato feeling. Versione confermata anche dall'opinionista Cesara Buonamici.  

Il ballerino ha replicato spiegando di voler risultare serio e formale: "Non l'ho fatto per educazione, mi sembra brutto salutare come se volessi comprare i vostri giudizi". Immediata la controreplica di Lucarelli che lo ha stuzzicato: "Ah quindi lo hai fatto per eccesso di educazione, non per maleducazione".  

Lucarelli ha poi ricordato le critiche del passato diventando più pungente: "Hai sempre detto che ti giudicavo nel ballo senza sapere una cippa. Quest'anno ti gudicherò io su una cosa su cui tu non sai niente: te stesso". 

A stemperare il clima ci ha pensato la conduttrice Ilary Blasi: "Raimondo, dai ti conveniva salutarla". "Piuttosto che un saluto finto preferisco non salutarla", ha sottolineato il concorrente confermando che tra i due non scorre buon sangue.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

21:37

Manchester City-Real Madrid, braccio di Silva in area: espulsione e calcio di rigore

(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Manchester City-Real Madrid. Oggi, martedì 17 marzo, gli inglesi sfidano i Blancos nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League, tentando una clamorosa rimonta dopo il 3-0 subito al Bernabeu, firmato dalla tripletta di Valverde. Un compito reso decisamente in salita dal calcio di rigore assegnato alla squadra di Arbeloa per fallo di mano di Bernardo Silva nel corso del primo tempo, contestato da Guardiola, che invece recrimina su due presunti penalty non fischiati. 

Il vantaggio del Real arriva al 20'. Un tiro da centro area di Vinicius uviene deviato in calcio d'angolo da Bernardo Silva, appostato sul palo a difesa della porta di Donnarumma. L'intervento del centrocampista portoghese è però con il braccio, che si allarga in direzione del pallone, provocando le proteste immediate dei giocatori del Real, che chiedevano ad ampi gesti calcio di rigore. 

Il direttore di gara francese però inizialmente fischia fuorigioco di Vinicius a inizio azione, ma il Var lo richiama, annulla l'offside, visto che il brasiliano è scattato in posizione regolare e invita Turpin al monitor per valutare l'intervento di Bernardo Silva. Dopo la revisione, l'arbitro espelle il portoghese e capitano del City assegnando calcio di rigore al Real, poi trasformato da Vinicius per l'1-0 dei Blancos. 

Nel corso del primo tempo invece Guardiola protesta per due presunti rigori non fischiati al Manchester City. Nella prima situazione Haaland devia il pallone con il tacco da calcio d'angolo, trovando la deviazione anche in questo caso di braccio di Fran Garcia, che salta in maniera scomposta. Nella seconda invece Cherki dribbla lo stesso giocatore spagnolo, che interviene all'ingresso dell'area di rigore colpendolo sulla parte esterna dello scarpino. Nessun intervento da parte del Var. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

21:26

Psicodramma Bodo, rimonta Sporting in Champions: 5-0 e norvegesi eliminati

(Adnkronos) - Psicodramma Bodo/Glimt in Champions League. Oggi, martedì 17 marzo, i norvegesi, mattatori dell'Inter nei playoff della massima competizione europea, hanno subito la clamorosa rimonta dello Sporting Lisbona, capace di imporsi per 4-0 nel ritorno degli ottavi di finale dopo aver perso 3-0 in Norvegia all'andata, eliminando così la squadra di Knutsen. 

Il Bodo non è riuscito a ripetere la 'solita' grande partita dell'andata, subendo subito l'ambiente caldissimo dello stadio Alvalade così come la pressione degli avversari, capaci di sbloccare il match al 34' con Inacio. Nella ripresa arrivano anche le reti di Goncalves al 61' e di Suarez su calcio di rigore al 78'.  

La rimonta, e il dramma sportivo del Bodo, si compie definitivamente nei tempi supplementari, con i gol di Araujo al 92' e di Nel al 121' per il definitivo 5-0 . Al prossimo turno lo Sporting sfiderà la vincente di Arsenal-Bayer Leverkusen. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

20:31

Trump, la Nato dice no a piano per Hormuz? Rudy Giuliani: "Arrabbiato con l'Italia"

(Adnkronos) - "Sono arrabbiato con l'Italia". Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e da tempo vicino a Donald Trump, con un tweet critica i paesi europei membri della Nato che non hanno raccolto l'appello del presidente degli Stati Uniti per formare una coalizione internazionale destinata a liberare lo Stretto di Hormuz. Trump, oggi 17 marzo, ha reso noto che "tutti gli alleati della Nato hanno detto no". Il presidente ha stigmatizzato l'atteggiamento dei partner europei: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto di nessuno". Trump, in particolare, ha puntato il dito contro il Regno Unito e contro il premier britannico Keir Starmer. 

Giuliani, su X, torna sull'argomento. "Il presidente Ronald Reagan disse una volta che, come gli esseri umani, le nazioni hanno pochissimi amici veramente leali e annoverava Israele tra i migliori. Oggi sarebbe scioccato dal Regno Unito, ma non dalla Francia. Io sono scioccato, arrabbiato e imbarazzato per l'Italia. Israele, da solo, li supera tutti", scrive l'ex sindaco di New York. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

20:13

Champions League, Real Madrid batte Manchester City e va ai quarti. Tris Psg con il Chelsea

(Adnkronos) - Real Madrid e Paris Saint-Germain volano ai quarti di Champions League. Oggi, martedì 17 marzo, i Blancos hanno battuto 2-1 all'Etihad Stadium contro il Manchester City di Guardiola, in una partita decisa dalla doppietta di Vinicius al 22', su rigore, e al 93', con il momentaneo pareggio di Haaland al 41', passando il turno dopo il 3-0 dell'andata firmato Valverde.  

Tutto facile invece per il Psg di Luis Enrique, che dopo il 5-2 del Parco dei Principi, ha battuto il Chelsea 3-0 anche a Stamford Bridge grazie alle reti di Kvaratskhelia al 6', Barcola al 14' e Mayulu al 62'. 

Ai quarti di finale il Real Madrid sfiderà la vincente di Bayern Monaco-Atalanta, mentre il Psg se la vedrà con una tra Galatasaray e Liverpool. 

Passa il turno anche l'Arsenal, vincente contro il Bayer Leverkusen 2-0 all'Emirates Stadium dopo l'1-1 in Germania. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

20:00

Chi è Joe Kent, che si è dimesso contro la guerra, e perché i trumpiani lo avevano già scaricato

(Adnkronos) - Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center nominato da Trump, si è dimesso con una lettera pubblicata su X in cui sostiene di non poter “in coscienza” sostenere la guerra in Iran. Il documento, però, contiene una serie di affermazioni false o distorte che stanno già scatenando reazioni bipartisan, e hanno convinto la Casa Bianca a scaricarlo con insolita velocità. 

Kent è un ex ufficiale delle forze speciali dell'esercito americano con oltre due decenni di servizio in teatri come Iraq, Afghanistan e Siria. Ha costruito la sua carriera politica cavalcando le teorie del complotto di Trump: si è candidato al Congresso nel 2022 sostenendo che le elezioni del 2020 fossero state rubate e definendo i partecipanti al 6 gennaio "prigionieri politici". Ha perso sia nel 2022 sia nel 2024 contro la democratica Marie Gluesenkamp Perez nello stato di Washington. Trump lo ha nominato direttore del Nctc nel febbraio 2025 e il Senato l'ha confermato a luglio. Prima di quella nomina era consigliere senior della direttrice dell'intelligence Tulsi Gabbard. 

La prima moglie di Kent, Shannon Kent, era un tecnico delle comunicazioni crittografate della Marina americana. Il 16 gennaio 2019 si trovava a Manbij, nel nord della Siria, quando un attentatore suicida dell'Isis fece esplodere il suo giubbotto esplosivo fuori da un ristorante frequentato dal personale americano. Shannon morì insieme ad altri tre americani: fu la prima donna americana uccisa in combattimento in Siria dall'inizio delle operazioni contro l'Isis. Nella lettera di dimissioni, Kent scrive che sua moglie è morta in una guerra “fabbricata da Israele”.  

Nella lettera, Kent accusa Israele di aver “trascinato” gli Usa nella disastrosa guerra in Iraq, costata migliaia di vite americane. Una frase che replica una delle narrazioni antisemite più longeve del panorama cospirazionista americano. I fatti storici dicono l'opposto: la guerra in Iraq del 2003 fu decisa dall'amministrazione Bush sulla base di intelligence americana (rivelatasi falsa) sulle presunte armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Il governo israeliano, anzi, avvertì l'amministrazione americana che un Iraq destabilizzato avrebbe rafforzato l'Iran, vero nemico strategico di Israele. Presentare Israele come l'architetto del disastro iracheno è una distorsione storica che appartiene al registro del cosiddetto "Zionist Occupied Government" (Zog), teoria del complotto di matrice suprematista bianca. 

Kent nella lettera loda il raid del gennaio 2020 che uccise il generale iraniano Qassem Soleimani come esempio di come Trump sappia usare la forza senza trascinarsi in conflitti interminabili. Solo che nel 2020, all'epoca del raid, Kent avesse pubblicamente avvertito che quella stessa operazione rischiava di scatenare una guerra in piena regola con l'Iran, e la criticava apertamente.  

La fretta con cui l'amministrazione Trump ha preso le distanze da Kent non è solo ideologica. Secondo fonti dell'amministrazione riferite da Fox News, Kent era considerato un "leaker", uno che spiffera le informazioni riservate ottenute in virtù del suo ruolo, da mesi era stato escluso dai briefing di intelligence presidenziale e non era stato coinvolto in nessuna discussione relativa all'Iran. La Casa Bianca, sempre secondo le ricostruzioni apparse sui media conservatori americani, aveva già chiesto a Tulsi Gabbard di licenziarlo per le presunte fughe di notizie, ma la direttrice dell'intelligence non aveva mai agito. Le sue dimissioni arrivano quindi quando era già di fatto messo da parte, il che trasforma la lettera da atto di coscienza a sfogo di un funzionario già esautorato. 

Kent appartiene a quella frangia del movimento Maga che ha abbracciato le posizioni di Tucker Carlson sull'”America First” spinte fino all'ostilità aperta verso Israele. Già dal 2022, quando era ancora candidato al Congresso, Kent si era opposto pubblicamente ai finanziamenti americani all'Ucraina, sostenendo che l'invasione russa sarebbe stata provocata dagli stessi Stati Uniti attraverso l'espansione della Nato verso est, ricalcando perfettamente la posizione del Cremlino. 

Ha frequentato ambienti vicini al cosiddetto paleoconservatorismo e al nazionalismo bianco online, in particolare il gruppo dei Proud Boys, posizioni che lo avevano già messo in rotta di collisione con altri esponenti dell'amministrazione come il direttore dell'Fbi Kash Patel, dopo che tentò di accedere ai sistemi Fbi per indagare sull'assassinio di Charlie Kirk, avanzando ipotesi di coinvolgimento straniero. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri