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15:30

Milano Cortina, incubo McGrath: inforca e 'butta' l'oro nello slalom. Poi scavalca le recinzioni e si dispera nella neve

(Adnkronos) - Olimpiadi di Milano Cortina da incubo per Atle Lie McGrath. Il norvegese, dominatore della prima manche dello slalom maschile oggi, lunedì 16 febbraio, ha inforcato nella seconda manche, vedendo così sfumare la possibilità della medaglia d'oro. Dopo l'uscita dal tracciato, McGrath è apparso disperato. Ha gettato in area e bastoncini e, dopo essersi diretto da solo nel bosco, superando le recinzioni della pista Stelvio di Bormio, si è buttato a terra disperato. 

Cos'è successo alle Olimpiadi? Lo svizzero Loic Meillard ha vinto oggi la medaglia d’oro nello slalom maschile, al termine di due manche clamorose. Dietro di lui l’austriaco Fabio Gstrein, medaglia d’argento, e il norvegese Henti Kristoffersen. Una gara finita con l’uscita del favorito Atle Lie McGrath, dominatore della prima manche.  

Dopo la complicata mattinata, che aveva visto uscire fuori a causa della neve abbondante decine di atleti (tra cui il campione olimpico di gigante, Lucas Pinheiro Braathen) McGrath era partito in testa davanti allo svizzero Loic Meillard (+0.59) e all’austriaco Fabio Gstrein (+0.94).  

Meillard, penultimo a scendere, è stato però fenomenale e ha messo dietro tutti con una prova maiuscola (1:53.61 il tempo complessivo, 56.73+56.88). Per McGrath, una tensione notevole gestita male. Fino all'inforcata. Un finale da dimenticare per le sue Olimpiadi. 

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Categoria: milano-cortina-2026/protagonisti

15:17

Marotta: "Gogna mediatica contro Bastoni. Saviano? Non so chi sia"

(Adnkronos) - Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter, difende Alessandro Bastoni dopo la bufera per la clamorosa simulazione nel match tra i nerazzurri e la Juventus. Il numero 1 del club, con una dichiarazione in Lega, punge i bianconeri e replica in maniera gelida a Roberto Saviano, secondo cui la Serie A non avrà credibilità finché Marotta avrà un ruolo nel calcio. 

"La nostra posizione è semplicissima. C'è stata una presa di posizione mediatica smisurata rispetto a quello che è accaduto. Bastoni è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là i quello che è successo", dice Marotta riferendosi alla simulazione con cui Bastoni, già ammonito, nel big match di sabato sera ha provocato l'espulsione del bianconero Kalulu. "Bastoni è un giocatore con oltre 300 partite in Serie A. Non si è mai reso protagonista di fatti clamorosi, rappresenta un patrimonio della Nazionale e qualcuno mette in dubbio la sua presenza nelle prossime convocazioni: è ingiusto. E' stato fatto un errore, ma chi non ha fatto errori? Sin dagli anni '50 ci sono giocatori famosi per le simulazioni. Siamo davanti ad un fatto ordinario, non straordinario", dice approfondendo la difesa del difensore nerazzurro. 

"Sicuramente è stato un fatto deprecabile, legato però a fattori concomitanti: c'è il braccio del giocatore della Juventus, c'è il fischio immediato dell'arbitro. Tutto questo ha portato ad una decisione sbagliata. Questa classe arbitrale c'era anche l'anno scorso, quando abbiamo perso lo scudetto per un punto. E c'era un rigore, riconosciuto a posteriori, non assegnato a noi in Inter-Roma: ci siamo attenuti alle decisioni. Quest'anno l'Inter è intervenuta solo dopo il match di Napoli in cui è stato concesso un rigore che ha indirizzato la partita e che è stato giudicato non giusto dagli organi competenti", dice. 

A chi invoca cambiamenti regolamentari, replica: "C'è un malessere generale? Deve esserci allora un'assunzione di responsabilità da arbitri, società, calciatori, organi istituzionali. Dobbiamo confrontarci in modo senza fare polemiche, magari inasprendo le pene nei confronti di tutti: giocatori, dirigenti, allenatori. E parlo di pene pecuniarie per comportamenti inaccettabili anche a livello verbale". 

In coda, il 'veleno': "A proposito di simulazione voglio ricordare un episodio avvenuto alla penultima giornata del 2021-2022 in Juventus-Inter. Cuadrado ha guadagnato un rigore con una palese simulazione, la Juventus ha vinto all'ultimo minuto e ha conquistato la qualificazione alla Champions League che portò 60-70 milioni", dice rispondendo ad una domanda ad hoc. Alla Juventus si fa riferimento anche quando si parla delle proteste bianconere a San Siro: "Giorgio Chiellini è un dirigente giovane e inesperto, ci siamo confrontati. Quello che è successo fa parte delle dinamiche che si verificano negli spogliatoi". Quindi, la 'non replica' a Saviano: "Non so neanche chi sia Roberto Saviano, non mi conosce, non so che ruolo abbia e non voglio dargli importanza. Ha fatto dichiarazioni che saranno prese in considerazione dai nostri avvocati".  

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Categoria: sport

15:01

Ue, Ghribi (Gsd-Gksd): "Rapporto transatlantico centrale e imprescindibile"

(Adnkronos) - Il presidente di Ecam (European Council for Africa and the Middle East) e vicepresidente del Gruppo San Donato ha preso parte ai lavori della Munich Security Conference 2026. La Conferenza di Monaco "offre ogni anno una fotografia nitida del tempo che stiamo vivendo - ha affermato Ghribi -. E quella di quest’anno è chiara: non è il tempo delle rotture clamorose, ma delle ridefinizioni profonde". Secondo Ghribi, l’asse tra Europa e Stati Uniti non si spezza, ma evolve: "Il messaggio emerso con forza è questo: gli Stati Uniti non intendono disingaggiarsi dall’Europa, ma chiedono una maggiore responsabilizzazione europea in materia di difesa, sicurezza, capacità industriale e autonomia strategica. Non siamo davanti al temuto divorzio, bensì a una redistribuzione delle responsabilità". L’Occidente attraversa una fase di maturazione strategica, non di frattura strutturale. Il legame transatlantico resta la spina dorsale dell’equilibrio occidentale, ma non può più tradursi in una dipendenza assoluta in settori decisivi. In questo quadro, l’Europa si trova davanti a un passaggio storico: difesa comune, politica industriale integrata, superamento dei veti paralizzanti, revisione del modello intergovernativo. La questione non è più teorica, ma operativa. Ma la riflessione di Monaco non si esaurisce nel perimetro occidentale. "Un’Europa più autonoma – ha sottolineato Ghribi – non significa un’Europa chiusa. Al contrario, significa un’Europa più aperta al mondo, capace di dialogare con tutte le grandi potenze e di difendere la libertà dei commerci e degli scambi come architrave della stabilità globale. In questo contesto, il ruolo della Cina assume una rilevanza strategica. Il confronto con Pechino non può essere ridotto a una logica di contrapposizione. L’Europa deve mantenere un dialogo franco e realistico con la Cina, tutelando i propri interessi senza rinunciare ai benefici dell’interdipendenza economica globale. In un mondo frammentato, la libertà degli scambi resta uno strumento di equilibrio". 

La recente spinta europea verso nuovi accordi commerciali, dal Mercosur all’India, dimostra che Bruxelles intende rafforzare la propria proiezione globale attraverso il commercio, la cooperazione industriale e la diversificazione delle partnership strategiche. “La libertà dei commerci – continua Ghribi- non è solo una questione economica. È una scelta geopolitica. È il modo con cui l’Europa afferma la propria vocazione multilaterale e la propria fiducia nelle regole.” In questo scenario, l’Italia si colloca in una linea di equilibrio strategico: difesa esplicita del rapporto transatlantico, dialogo costruttivo con la Cina, centralità del Mediterraneo e dell’Africa come piattaforma naturale di leadership.  

Il Mediterraneo allargato "rappresenta per l’Italia una cerniera tra Occidente e Sud globale, e il il dossier Gaza e il rapporto con l’Africa "offrono uno spazio strategico che non possiamo sottovalutare". In parallelo "la crescita dell’export e la resilienza industriale rafforzano la nostra credibilità nei tavoli europei e internazionali. In un mondo instabile, la solidità economica è parte integrante della politica estera. La sicurezza, - ha ribadito Ghribi, - non è solo deterrenza militare. È capacità industriale, coesione economica, apertura commerciale, tenuta delle alleanze e maturità politica. Tutte dimensioni finalizzate alla pace e alla prosperità. La fase post-Monaco non segna una crisi, ma una transizione. Il futuro non sarà né esclusivamente americano né esclusivamente europeo, e non potrà prescindere dal dialogo con la Cina e con le grandi economie emergenti. Sarà un equilibrio nuovo, se sapremo trasformare le tensioni in evoluzione strategica". "La vera sfida – ha concluso Ghribi – è tenere insieme lo storico e imprescindibile rapporto transatlantico con un’apertura globale e un’accentuata responsabilità europea. L’Europa deve rafforzarsi e puntare sulla propria capacità di dialogare politicamente e economicamente su scala globale. Solo così potrà essere protagonista della nuova fase storica che si sta aprendo". 

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Categoria: internazionale/esteri

14:36

X down oggi 16 febbraio, problemi al social: cosa succede

(Adnkronos) - Problemi per X e il social è down oggi 16 febbraio. Nel primo pomeriggio, l'accesso alla piattaforma è diventato sostanzialmente impossibile per molti utenti. Inutile provare ad aprire l'app per caricare i post, pubblicare messaggi o consultare le notifiche. Ad ogni tentativo corrisponde un messaggio che invita a riprovare l'operazione in un altro momento. La situazione è tornata progressivamente alla normalità dopo circa un'ora. 

I problemi non sono stati limitati all'Italia. A giudicare dal boom di segnalazioni su Downdetector, il sito che monitora le anomalie della rete, down per il social di Elon Musk sostanzialmente ovunque: dalla Francia alla Germania, dal Canada agli Stati Uniti, dall'Australia al Brasile. 

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Categoria: internazionale/esteri

14:36

Sanremo 2026, l'IA ha già deciso chi vincerà: sarà corsa a due tra Paradiso e Ditonellapiaga

(Adnkronos) - Tra otto giorni, la luce rossa di una telecamera sancirà l'inizio di Sanremo 2026, che sabato 28 febbraio a tarda notte (più probabile che tecnicamente sarà già il primo marzo) proclamerà il vincitore di questa edizione. Ma l'intelligenza artificiale ha già deciso chi vincerà, o quasi.  

L'Adnkronos ha ripetutamente interrogato alcuni dei principali assistenti basati su intelligenza artificiale generativa e le risposte sono in parte diverse ma puntano sostanzialmente su una corsa a due. Secondo ChatGpt il vincitore più probabile è Tommaso Paradiso con il brano 'I romantici'. A supporto della risposta ChatGpt indica anche i motivi per cui il cantautore romano è quello che ha più probabilità di affermarsi: l'allineamento forte con i gusti del pubblico generalista italiano (radio + televoto); il carisma da performer televisivo e appeal cross-generazionale; la narrativa di un esordio al festival molto atteso; una canzone pop che si presterebbe bene a collegarsi ai voti; i dati aggregati su quote e sentiment generale che lo piazzano sempre tra i favoriti principali. Sul podio, secondo Chat Gpt, saliranno anche, al secondo posto, Fedez & Marco Masini con 'Male necessario' e, al terzo, Levante con 'Sei tu'.  

Diverso, ma non troppo, il parere di Gemini, che punta su un podio guidato da Ditonellapiaga con la sua 'Che fastidio!', mettendo al secondo posto Tommaso Paradiso con 'I romantici' e al terzo Fedez & Marco Masini con 'Male necessario'. Per Gemini, Margherita Carducci (Ditonellapiaga) ha tutte le carte in regola per scalzare Big Ben più noti. Il pronostico Gemini si basa su tre considerazione fondamentali: il favore della critica, l'effetto uptempo e quella che lo stesso assitente IA definisce la "quota Angelina Mango/Annalisa".  

Nei pre-ascolti della stampa, argomenta Gemini, il brano di Ditonellapiaga 'Che fastidio!' ha ottenuto i punteggi più alti in assoluto (medie tra il 7.5 e l'8) e sottolinea "sappiamo quanto pesi il voto dei giornalisti nella serata finale per bilanciare il televoto". Quanto alla sonorità del brano (effetto uptempo), storicamente, dopo edizioni vinte da ballad o pezzi molto intensi, il Festival tende a premiare brani freschi, ironici e ritmati che funzionano in radio. E il pezzo di Ditonellapiaga è descritto da più parti come trascinante e modernissimo. Quanto alla "quota Angelina Mango/Annalisa", eccola spiegata: "Il pubblico sta premiando molto la nuova ondata del pop femminile che unisce carisma scenico a testi brillanti. Ditonellapiaga occupa esattamente questo spazio quest'anno". Gemini mette comunque le mani avanti per un eventuale scivolone: "Quest'anno il Festival di Sanremo si presenta come una delle competizioni più incerte degli ultimi anni, con un cast che mescola sapientemente 'mostri sacri', ritorni d'autore e nuove leve del pop-urban". 

Più ondivago, in sintonia con il nome stesso dell'assistente, è Perplexity, che indica una prima volta Ditonellapiaga per poi cambiare il pronostico in favore di Tommaso Paradiso. A favore di Ditonellapiaga come candidata più solida alla vittoria di Sanremo 2026 Perplexity cita le pagelle dei preascolti stampa, dove l'artista ha la media più alta, ottenendo voti alti anche da testate molto diverse tra loro. A favore di Tommaso Paradiso giocherebbe invece il fatto che mette d’accordo gran parte del pubblico generalista, lo streaming e gli ascoltatori radiofonici. Perplexity si lancia poi in una disamina del perché Paradiso ha un vantaggio potenziale nel voto di tutte le giurie: la Giuria delle Radio tende a premiare brani con forte vocazione airplay e un singolo sanremese di Paradiso, se centrato, parte con un bias positivo enorme rispetto a molti colleghi più “di nicchia”; la Sala Stampa Tv/Web in un cast così pop potrebbe vedere in Paradiso un compromesso “autorevole ma non radicale”, soprattutto se il testo è narrativo e generazionale, cosa in cui lui è forte; "la sua tenuta nel televoto sarebbe assicurata dal fatto che non è il personaggio più polarizzante del cast, non spacca cioè in due l’opinione pubblica come può succedere, ad esempio, a un Fedez, e può raccogliere voti trasversali", argomenta l'intelligenza artificiale. Sul secondo gradino del podio, Perplexity vede Fedez & Masini con 'Male necessario' e sul terzo Serena Brancale con 'Qui con me'.  

Il verdetto altalenante di Perplexity conferma però che l'intelligenza artificiale, sulla base di quanto finora è stato scritto di Sanremo 2026, vede una corsa a due per la vittoria tra Tommaso Paradiso e Ditonellapiaga. Naturalmente, quello che manca alle considerazioni dell'IA è l'ascolto diretto dei brani e la valutazione di come verranno eseguiti sul palco dell'Ariston. Ma se dovesse andare come l'IA ha previsto, in un futuro non lontano potremo dire: ai chatbot l'ardua sentenza. (di Antonella Nesi) 

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Categoria: spettacoli

14:14

Milano, gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi a processo per il caso Beic

(Adnkronos) - Il giudice per l'udineza preliminare di Milano Fabrizio Filice ha mandato a processo gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi accusati, insieme ad altri quattro imputati, di turbativa d'asta e false dichiarazioni sul conflitto d'interessi per il caso del concorso internazionale per la realizzazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic) a Milano. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 17 aprile. 

Oltre ai due archistar, il processo vede imputato l'architetto Pier Paolo Tamburelli, Angelo Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi che lavoravano all'epoca dei fatti nello stesso dipartimento universitario con Boeri e Zucchi, e Andrea Caputo che di Boeri è stato allievo e collaboratore e che alla fine arriverà terzo nella graduatoria del concorso internazionale del 2022 sull'opera che sorge nella zona centrale di Porta Vittoria. 

Nella chiusura indagine firmata dai pubblici ministeri Giancarla Serafini, Paolo Filippini e Mauro Clerici, si sottolinea come Boeri e Zucchi abbiano "concordato" di non escludere i progetti reciprocamente favoriti, come Boeri sia stato contattato in più occasioni da Tamburelli con l'intenzione di influire sulla gara internazionale e come Zucchi abbia omesso di dichiarare, dopo la propria nomina a commissario, la presenza di un conflitto di interessi con Floridi e Lunati (Onsitestudio), "nonostante fosse consapevole della loro partecipazione al concorso, come dallo stesso ammesso in sede di interrogatorio preventivo davanti al giudice per le indagini preliminari".  

Un presunto raggiro - violando la regola dell'anonimato - che ha permesso al gruppo di professionisti vincitore di accaparrarsi un progetto di oltre 8,6 milioni di euro per la realizzazione della Beic. Accuse che tutti gli imputati hanno sempre respinto.  

 

"Sono molto tranquillo, credo che nel dibattimento si dimostrerà che abbiamo agito con rigore", afferma l'architetto Zucchi. "Io speravo che i documenti potessero già dissipare i dubbi", ma ora bisognerà attendere il processo. "Sono trent’anni che faccio parte di giurie e sono sempre stato rigoroso. Non farò mai più una giuria in vita mia" chiosa.  

Nel febbraio del 2025 la procura aveva chiesto i domiciliari per Zucchi e gli altri due archistar Boeri e Tamburelli. Il giudice aveva rifiutato la misura cautelare e aveva disposto per Zucchi "in qualità sia di docente universitario che di professionista esterno, l'attività di comporre commissioni giudicatrici nell'ambito di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, per la durata di otto mesi". Interdittiva terminata alcuni mesi fa.  

 

"Confermo la fiducia nella magistratura. Confido di poter dimostrare nel corso del dibattimento la mia totale estraneità ai fatti che mi sono contestati", le parole di Boeri. 

 

 

 

 

 

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Categoria: cronaca

14:12

Omicidio dei tre cacciatori a Messina, l'indagato fa parziali ammissioni e poi sceglie il silenzio

(Adnkronos) - "Quella mattina ero lì e ho partecipato alla sparatoria". Colpo di scena nel giallo sull’omicidio dei tre cacciatori uccisi il 28 gennaio nel bosco di Montagnagrande, nel messinese. A confessare di avere partecipato alla mattanza in cui sono stati uccisi i fratelli Davis Pino, 26 anni, e Giuseppe Pino, 44 anni, di San Pier Niceto e Antonio Gatani, 82 anni di Patti, l’unico indagato è il bracciante agricolo 52enne A. S. che, però, da quel momento ha scelto il silenzio.  

L’uomo, dopo avere detto agli inquirenti, da persona informata dei fatti, quindi senza la presenza di un legale, di essere stato lì quella mattina del triplice omicidio, al momento della interruzione della sit (sommarie informazioni testimoniali), per procedere con un legale, perché iscritto nel registro degli indagati, ha deciso di chiudersi in silenzio. E da quel momento non ha più parlato. Non lo ha fatto neppure nei giorni scorsi, quando è stato sentito come indagato dalla Procura di Patti (Messina), alla presenza dei suoi difensori. In quella occasione, davanti al Procuratore Angelo Cavallo e alla pm Roberto Ampolo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei prossimi giorni, l’uomo, indagato per omicidio, verrà interrogato nuovamente, in attesa del risultato di una serie di esami balistici in corso da parte dei Ris.  

Gli avvocati difensori di A. S., Tommaso Calderone e Filippo Barbera, dopo avere chiesto la "riserva di incidente probatorio", congelando per dieci giorni l'inizio di tutti gli esami irripetibili su fucili, cartucce, proiettili, scarponi, vestiario, telefono, tampone per i residui di polvere da sparo riconducibili all'indagato, hanno presentato, nei giorni scorsi, come apprende l'Adnkronos, la rinuncia di incidente probatorio. 

Gli esami balistici sono ritenuti fondamentali dal Procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, che nelle prossime settimane lascerà la Procura per insediarsi come Procuratore di Termini Imerese (Palermo). Il tampone sui residui di polvere da sparo effettuato all'indagato il giorno dopo la sparatoria, da persona informata sui fatti, potrebbe non servire perché l’uomo è un cacciatore, quindi anche nei giorni precedenti aveva usato l’arma.  

Le uniche certezze, finora, sono i tre morti. E che l’indagato era amico di Gatani con cui condivideva la passione per la caccia al cinghiale nero dei Nebrodi, proprio dove è avvenuta la sparatoria, in contrada Caristia.  

L’indagato, subito dopo il ritrovamento dei tre cadaveri, la mattina del 28 gennaio, chiamato dagli inquirenti ha ammesso di essere andato all'alba a casa di Gatani, "intorno alle 6, o poco prima". Dopo una pausa caffè i due sono andati a prendere il cane da caccia di Gatani, nella sua campagna di Montagnareale. Però qui, in un primo momento, dice di avere lasciato l’amico e di essere andato via, perché "pioveva". Poi, nelle ore successive, sempre da persona informata sui fatti, quindi non da indagato, ha ammesso di essere stato lì e di avere partecipato alla sparatoria. Salvo poi, quando è stato chiamato il legale, avvalersi del silenzio. Cosa che continua a fare anche ora. (di Elvira Terranova) 

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Categoria: cronaca

14:09

Un'altra giovane rifugiata ucraina è stata uccisa negli Usa, è il secondo caso in pochi mesi

(Adnkronos) - La 21enne rifugiata ucraina Kateryna Tovmash è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco negli Stati Uniti, in North Carolina. La polizia locale ha identificato la giovane e il 28enne Matthew Wade come le vittime di un duplice omicidio avvenuto il 14 febbraio. Secondo il Moore County Sheriff’s Office è stato arrestato il sospettato, Caleb Fosnaugh, che in passato aveva avuto una relazione con la ragazza. Il fratello della vittima, Mykhailo Tovmash, citato dai media ucraini, ha raccontato sui social che la giovane stava accudendo i fratelli minori quando un uomo sarebbe entrato nell’appartamento aprendo il fuoco contro lei e Wade. Le autorità non hanno confermato questa versione e le indagini sono in corso. 

Il caso richiama un’altra tragedia avvenuta sempre in North Carolina e riguardante una giovane rifugiata ucraina: lo scorso agosto la 23enne Iryna Zarutska fu uccisa a coltellate su un treno a Charlotte. Per quell’attacco, ripreso dalle telecamere e che scioccò l’opinione pubblica americana, è accusato Decarlos Brown Jr, 34enne senza fissa dimora già arrestato in precedenza per 14 reati distinti.  

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Categoria: internazionale/esteri

14:08

I Duran Duran in Italia a luglio con tre concerti

(Adnkronos) - L’estate italiana si prepara ad accogliere una delle band più iconiche e influenti della storia della musica: i Duran Duran annunciano tre straordinari concerti nel nostro Paese, in tre tra le location più suggestive e prestigiose d’Italia. 

Il 7 luglio all’Arena di Verona, il 9 luglio nella maestosa cornice della Reggia di Caserta e l’11 luglio a Villa Manin a Codroipo, il pubblico italiano avrà l’opportunità di vivere tre serate uniche, dove l’energia e il carisma di una band leggendaria incontreranno scenari di incomparabile bellezza. 

Protagonisti assoluti della scena internazionale dagli anni ’80 a oggi, i Duran Duran hanno ridefinito il linguaggio del pop e del rock, influenzando generazioni di artisti e conquistando milioni di fan in tutto il mondo. Con oltre 100 milioni di dischi venduti e una carriera che attraversa più di quattro decenni, la band, composta dai membri originali Simon Le Bon (voce), John Taylor (basso), Nick Rhodes (tastiere) e Roger Taylor (batteria), continua a rappresentare un punto di riferimento sulla scena globale, incarnando innovazione, eleganza e straordinaria potenza live. 

Il loro repertorio ha segnato intere generazioni. Brani come 'Hungry Like the Wolf', 'Ordinary World', 'The Reflex' e 'Come Undone' sono diventati autentici inni globali, capaci di attraversare epoche e stili mantenendo intatta la loro forza. 

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Categoria: spettacoli

14:00

Ucraina, allarme Zelensky: "Russia prepara attacco massiccio"

(Adnkronos) - La Russia prepara "un attacco massiccio" contro le infrastrutture energetiche dell'Ucraina. L'allarme arriva dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla vigilia dei colloqui a Ginevra. Zelensky denuncia un ultimo attacco contro obiettivi del settore energetico in Ucraina. "Questo dice molto di come la Russia consideri il lavoro diplomatico dei partner - ha scritto in un post su X il presidente ucraino dopo il briefing con i vertici militari sulla situazione al fronte - Ogni missile russo è la risposta dell'aggressore ai loro appelli a porre fine alla guerra". Per Zelensky serve un pressing continuo sulla Russia e vanno offerte all'Ucraina "garanzie di sicurezza chiare". 

Il presidente ucraino ha precisato di aver dato istruzioni ai vertici militari e di Ukrenergo affinché venga ulteriormente rafforzata la sicurezza dei siti considerati a rischio, "tenendo conto delle informazioni di intelligence sui preparativi da parte della Russia per un attacco massiccio". La fornitura di missili per la difesa aerea resta una "priorità", ha ribadito. 

In un precedente post, il presidente ucraino ha sottolineato che "è un errore grave permettere all'aggressore di prendere qualcosa. E' stato un grosso errore fin dall'inizio, a partire dal 2014. E anche prima di allora". Mentre la guerra in Ucraina sta per entrare nel quarto anno dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala, Zelensky ha messo in chiaro: "Non voglio essere il presidente che ripeterà gli errori commessi dai miei predecessori o da altre persone. Non parlo solo dell'Ucraina. Parlo dei leader di diversi Paesi che hanno permesso a un Paese aggressivo come la Russia di entrare nel loro territorio. Non si può fermare Putin con baci o fiori. Io non l'ho mai fatto ed è per questo non penso sia la strada giusta. Il mio consiglio per tutti è di non farlo con Putin". Altrimenti, ha avvertito, "ci sarà un primo passo, poi in cinque anni ricostruirà il suo esercito, aumenterà il numero di soldati, il suo esercito sarà ben addestrato. Perché ha perso molto personale ben addestrato. Attualmente perde 30-35.000 persone al mese. Potete immaginare tutto questo nel XXI secolo? Potete immaginare che sta perdendo 35.000 persone al mese? Non sono certo lo sappia". 

Zelensky ha insistito per "sanzioni totali" contro la Russia e affinché il nucleare non resti escluso. "Sanzioni totali significa totali", ha scritto a chiare lettere su X, ringraziando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che "ha adottato misure forti sanzionando Lukoil e Rosneft". "Può sanzionare tutto il loro settore dell'energia, in particolare l'energia nucleare", ha aggiunto il presidente ucraino, convinto che "sarà un messaggio potente per gli europei".  

"Gli europei hanno fatto molto, ma non hanno ancora sanzionato l'energia nucleare russa, Rosatom", ha incalzato Zelensky, citando dirigenti e parenti e affermando che vivono in Europa e negli Stati Uniti. "Andate in Russia. Tornate a casa. Non rispettate nessuno negli Usa. Non rispettate le regole. Non rispettate la democrazia - ha concluso - Non rispettate l'Ucraina né l'Europa. Andatevene a casa". 

 

L'agenda dei colloqui di domani sull'Ucraina, a cui prenderanno parte a Ginevra delegazioni di Stati Uniti, Ucraina e Russia, "sarà più ampia" rispetto a quella delle trattative, in due diversi round, di Abu Dhabi. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, precisando che si discuterà anche dei territori. "Questa è la ragione per cui è richiesta la presenza del nostro capo negoziatore, Vladimir Medinsky", ha spiegato. Ad Abu Dhabi guidava la delegazione russa invece il direttore del Gru Igor Kostyukov.  

C'è anche l'ipotesi di un cessate il fuoco energetico sul tavolo dei negoziati. Lo scrive l'agenzia di stampa russa Tass citando una fonte occidentale: "La questione di un cessate il fuoco energetico verrà senza dubbio sollevata". 

 

Da Budapest Marco Rubio ha rivendicato che gli Stati Uniti sembrano essere "l'unica nazione sulla Terra" in grado di portare rappresentanti ucraini e russi "al tavolo per parlare". "Non voglio insultare nessuno, ma le Nazioni Unite non sono in grado di farlo, non c'è un altro Paese in Europa che è stato in grado di farlo", ha affermato il segretario di Stato Usa rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa con Viktor Orban.  

"Noi non siamo cercando di imporre un accordo a nessuno - ha detto Rubio - non stiamo cercando di costringere nessuno ad accettare un accordo che non vogliono. Vogliamo solo aiutarli, perché pensiamo che sia una guerra incredibilmente dannosa, incredibilmente distruttiva".  

Per Orban, "se Trump fosse stato il presidente degli Stati Uniti questa guerra non sarebbe mai scoppiata. E se lui non fosse il presidente allora non avremmo avuto nessuna chance di mettere fine alla guerra con la pace". Il premier ungherese ha assicurato di "continuare a sostenere gli sforzi di pace" degli Stati Uniti, aggiungendo, durante la conferenza stampa con Rubio, che l'Ungheria "rimane pronta" ad offrire Budapest come sede di un vertice di pace, se questo sarà possibile.  

 

Sul campo la Russia ha intanto rivendicato il controllo di due località nella regione di Sumy e nel Donetsk, nell'est dell'Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, sono sotto controllo russo le località di Pokrovka, nella regione di Sumy, e Minkivka, nel Donetsk. Lo riportano i media russi.  

 

Nel 2025 le vittime civili in Ucraina causate dai bombardamenti sono aumentate del 26%, un dato che riflette l'aumento degli attacchi russi contro città e infrastrutture del Paese. Secondo quanto riportato dal Guardian, che cita Action on Armed Violence (AOAV), 2.248 civili sono stati uccisi e 12.493 feriti a causa delle violenze in Ucraina, con un numero di vittime e incidenti in significativo aumento. 

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Categoria: internazionale/esteri

14:00

William più realista del re, avrebbe bandito Andrew già nel 2019

(Adnkronos) - Il principe William voleva che Andrew Mountbatten-Windsor venisse bandito subito dopo la sua intervista a Bbc Newsnight del 2019, che considerava una "macchia per la famiglia". In seguito alle rivelazioni sulla stretta relazione dell'allora duca di York con Jeffrey Epstein, William chiese che lo zio venisse immediatamente allontanato dalla famiglia reale "prima che la situazione degenerasse". Ne parla il Royal Editor del Mirror, Russell Myers, nella nuova biografia 'William and Catherine: The Intimate Inside Story', che sarà pubblicata il 26 febbraio e che contiene dettagli inediti sul principe e sulla principessa di Galles.  

Fra gli aneddoti presenti nel libro, spicca la discussione che William ebbe con il padre, il futuro re Carlo, a cui chiese l'immediata rimozione dello zio dalla famiglia reale, in netto anticipo, dunque, con la decisione, che il sovrano avrebbe preso nell'ottobre dello scorso anno, di privare Andrea dei titoli e delle onorificenze reali.  

Il principe di Galles litigò con il padre per le azioni di Andrew e gli chiese di bandirlo subito dopo la messa in onda della sua intervista all'emittente britannica, nella quale non si scusò per il suo legame con Jeffrey Epstein è né riconobbe che le ragazze erano vittime di abusi sessuali. Nella biografia, l'autore scrive che, dopo aver espresso preoccupazioni riguardo lo zio, William fu "rimesso al suo posto" dal padre.  

"L'intervista fu un disastro - dichiara Myers - non solo per Andrew, la cui reputazione era a pezzi, ma per la monarchia in generale. Improvvisamente il palazzo si ritrovò coinvolto in una vera e propria sparatoria, con interrogativi sempre più profondi sulla sua rilevanza nel mondo moderno, persino sulla sua sopravvivenza. In seguito, William parlò con suo padre per implorare lui e la regina di agire immediatamente, temendo non solo la reazione negativa dell'opinione pubblica, ma anche per il suo stesso futuro. Iniziò a "litigare" con re Carlo riguardo l'esilio di Andrea. "La decisione del sovrano di riportare il fratello in seno alla famiglia era una questione con cui William era fondamentalmente in disaccordo, a tal punto da sfidare direttamente Charles". 

Nel libro si legge: "Una fonte di palazzo vicina a William ha dichiarato: 'Il principe di Galles era irremovibile sul fatto che l'intera vicenda non sarebbe mai finita e, nonostante ciò che altri potrebbero aver pensato, non c'era assolutamente alcun vantaggio nel fatto che Andrew fosse protetto'. La sua opinione era chiarissima: Andrew non avrebbe dovuto avvicinarsi alla famiglia in nessuna circostanza, né per associazione, né alle cerimonie familiari, né in nessun luogo. Ogni volta che c'era una nuova rivelazione, di cui nessuno sapeva quando sarebbe arrivata o quale sarebbe stata la successiva, era una macchia per tutta la famiglia". 

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Categoria: internazionale/royalfamilynews

13:54

Meloni torna a Niscemi: "Mercoledì il decreto, 150 milioni per case, indennizzi e messa in sicurezza"

(Adnkronos) - La premier Giorgia Meloni è tornata oggi, lunedì 16 febbraio, in Sicilia per una ricognizione nelle aree colpite dal ciclone Harry, a cominciare da Niscemi. Accompagnata dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha fatto un sopralluogo nella zona rossa del Comune di Niscemi. 

Da Niscemi la premier ha annunciato un decreto con risorse subito per 150 milioni di euro al Cdm di mercoledì. "Il decreto arriva mercoledì, è immediatamente operativo, quindi le risorse dal giorno dopo ci sono", ha annunciato la presidente del Consiglio.  

Per Niscemi abbiamo ''un commissario straordinario, che è il capo della protezione civile, il prefetto Fabio Ciciliano, perché - ha spiegato Menoli - non volendo perdere neanche un giorno di tempo così siamo già operativi con la struttura. Le risorse sono dedicate alle tre grandi priorità soprattutto: la demolizione delle case che devono essere demolite, la messa in sicurezza del territorio e ovviamente gli indennizzi per chi ha perso le case e anche per le attività produttive al netto di quello che è stato già fatto e al netto di quel che prevede il resto del decreto".  

Per quanto riguarda altre tempistiche come la definizione della fascia di rispetto che è sul fronte di frana. "Queste sono decisioni che si possono prendere su dati tecnici. Se io forzassi delle decisioni perché voglio dare delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio, sarei una pazza. Questo non lo voglio fare", ha affermato Meloni.  

"Penso che non si debba forzare per la sicurezza, la salute e per la certezza. Noi - ha sottolineato la premier - vogliamo dare delle risposte certe. Su questo non posso e non voglio dare una tempistica di cui non sono certa. Posso dire che oggi Niscemi sia il Comune più monitorato d'Europa e ci sono tutte le migliori eccellenze che noi abbiamo - avete visto il genio militare, la Protezione civile, i vigili del fuoco - e puntiamo a dare risposte certe quando lo sono. Per fare questo ci vuole del tempo, non è una decisione che si può forzare per assecondare politicamente, sarebbe irresponsabile". 

"E' stato molto importante incontrare i cittadini - ha detto Meloni dopo il sopralluogo - penso che faccia la differenza sempre quando ci si mette la faccia e si parla direttamente con le persone per capire anche quali sono le loro paure, ma anche quali sono le loro speranze. Poi ci sono quelle cose sulle quali si può rispondere positivamente, altre sulle quali magari è più difficile. Ma se non si riesce a parlare, non si possono dare queste risposte". 

"Abbiamo parlato con il sindaco di Niscemi - ha spiegato Meloni - ma anche con i comitati che rappresentano i cittadini per cercare di avere anche da loro elementi e vorremmo che fosse partecipato tutto il confronto, che poi porterà ovviamente a dover dare vita alle ordinanze. Al netto di questo stanziamento e di questo lavoro che riguarda la demolizione, la ricostruzione, gli indennizzi ai cittadini, c'è tutto un lavoro che si sta facendo sulla viabilità, sulle scuole, sulla sistemazione temporanea dei cittadini che poi dovranno cercare un'altra casa e che verranno indennizzati per poter comprare un'altra casa. E' un lavoro molto complesso - ha ammesso - ma che vorremmo che andasse in velocità. Per me qui è molto importante che non accada quello che è accaduto con la frana di fine anni 90". 

"Stiamo cercando di dare una risposta complessiva a tutti i territori coinvolti, chiaramente in raccordo con i presidenti delle Regioni interessate, Schifani, Occhiuto e Todde, mentre per Niscemi c'è il commissario straordinario Ciciliano. Per il solo Comune di Niscemi c'è uno stanziamento di 150 milioni di euro. E' un lavoro molto complesso ma che vorremmo andasse in velocità''. 

"Accolgo con grande apprezzamento il suo ritorno oggi a Niscemi e nelle altre aree interessate dall’emergenza. La sua presenza, accompagnata dal capo del Dipartimento Protezione Civile Fabio Ciciliano, conferma l’attenzione concreta verso le nostre comunità, già dimostrata con la prima visita dello scorso 28 gennaio", scrive sui social il governatore siciliano Renato Schifani. "In queste ore mi trovo a Roma per una serie di interlocuzioni istituzionali legate agli ulteriori interventi necessari, con l’obiettivo di accelerare procedure e risorse a sostegno di famiglie, imprese e amministrazioni locali - dice - La collaborazione tra Governo e Regione Siciliana è fondamentale per garantire risposte rapide ed efficaci. Continuiamo a lavorare, insieme, per assicurare alla #Sicilia il supporto e gli strumenti di cui ha bisogno in questa fase delicata". 

"Sono sicuro che il governo nazionale avrà una grande sensibilità, così come è stato da parte del governo regionale". Lo ha detto, nel corso di una diretta Fb, il sindaco di Niscemi (Caltanissetta), Massimiliano Conti. Che poi ha aggiunto: "Dobbiamo risollevarci e riguadagnare fiducia. Dobbiamo continuare la nostra vita affrontando l'emergenza con il confronto". 

 

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Categoria: politica

13:45

Cime tempestose domina il box office, secondo posto per Muccino

(Adnkronos) - 'Cime tempestose' di Emerald Fennell senza rivali al box office: con 3.666.156 euro in 4 giorni di programmazione domina il weekend degli incassi nelle sale italiane (40 milioni di dollari negli States, 82 milioni worldwide) e scalza 'Le cose non dette' di Gabriele Muccino dal primato. Ora secondo, il film del regista italiano incassa altri 928.346 euro e porta a 5.701.719 gli incassi complessivi. In terza posizione troviamo la commedia 'Agata Christian - Delitto sulle nevi', con 852.250 euro e 2.664.793 euro totali. 

'Hamnet - Nel nome del figlio' di Chloé Zhao è quarto con 543.580 euro (1.382.946 euro totali), mentre al quinto posto troviamo la new entry 'Goat - Sogna in grande', con 515.812 euro. 'Lavoreremo da grandi' di e con Antonio Albanese è sesto con 495.794 euro (1.467.825 euro totali), mentre 'Il mago del Cremlino - Le origini di Putin' di Olivier Assayas esordisce in settima posizione, con 326.905 euro (331.523 euro considerando alcune anteprime). È ancora in top ten 'Buen camino', ottavo con 288.361 euro e 76.142.237 euro totali (con 37.429 spettatori). L’altro esordio del fine settimana è il thriller 'Crime 101 - La strada del crimine', nono con 244.592 euro. Chiude la top ten 'Marty Supreme' con 210.896 euro e 4.471.336 euro complessivi. 

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Categoria: spettacoli

13:27

Erutta vulcano Kilauea: fontane di lava alte fino a 250 metri

(Adnkronos) - Nuova eruzione del vulcano Kilauea nelle isole Hawaii, con fontane di lava alte fino a 250 metri. Lo rende noto il dipartimento di vulcanologia del Servizio Geologico degli Stati Uniti, mentre sui social vengono condivisi video della spettacolare eruzione. 

Con un post su 'X' l'agenzia governativa americana spiega che la fontana della bocca sud del vulcano è ora alta 250 metri, mentre quella della bocca nord è alta 180 metri. L'eruzione ha coperto di lava almeno il 40% del fondo del cratere con 10 milioni di metri cubi di lava fuoriusciti. 

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Categoria: internazionale/esteri

13:17

Venezia, le maschere dei Carnevali della tradizione oggi protagoniste

(Adnkronos) - Dopo l’apertura della Festa Veneziana sul Canal Grande, l’edizione del Carnevale di Venezia di quest’anno entra nel vivo con uno degli appuntamenti più identitari: oggi tornano, come da tradizione, le maschere dei Carnevali storici coordinate dall'Unione nazionale delle pro loco d’Italia (Unpli) e da Fondazione Pro Loco Italia. Oltre 11 gruppi provenienti da 8 regioni italiane animeranno la città con riti, teatralità popolare, costumi artigianali e simboli comunitari, trasformando Venezia in un grande palcoscenico nazionale del patrimonio culturale immateriale. 

Per la Campania ci sarà la Pro Loco Eboli con la maschera di don Annibale, protagonista di una farsa carnevalesca di origine settecentesca che intreccia canto, musica e recitazione popolare in un rito collettivo culminante nella tarantella finale. Con la Pro Loco Olevano sul Tusciano arriverà il Carnevale dei Poveri – “La Cantata dei dodici mesi a dorso d’asino”, rappresentazione antropologica che mette in scena il ciclo dell’anno agricolo attraverso tredici figuranti simbolici. La Pro Loco Aquara presenterà la tradizionale manifestazione dei mesi, mascherata contadina in cui i dodici mesi e le stagioni raccontano in rima le fasi dell’anno agrario tra simboli di morte e rinascita. Dall’Emilia-Romagna sarà presente la Pro Loco Civitella di Romagna con le sue maschere in cartapesta realizzate artigianalmente e la tradizione dei Pasqualotti, espressione di satira e cultura romagnola. 

Il Friuli Venezia Giulia parteciperà con il Carnevale rituale del Pust di Mersino, nel territorio di Pulfero, tra le espressioni più antiche e significative delle Valli del Natisone. Una tradizione arcaica che, attraverso maschere multicolori, campanacci e cortei itineranti, rinnova il rito propiziatorio del passaggio dall’inverno alla primavera. Dal Lazio parteciperà la Pro Loco Cori con la Compagnia Rinascimentale “Tres Lusores”, impegnata nella ricostruzione filologica delle danze del XVI secolo tratte dai trattati di Fabritio Caroso, in un dialogo tra cultura di corte e tradizione popolare. 

Dalla Liguria saranno presenti le maschere storiche coordinate dalle Pro Loco del territorio: la Pro Loco di Genova porterà figure della tradizione cittadina come Capitan Spaventa, O Marcheise e O Paisan, espressioni della Commedia dell’Arte e del mondo popolare genovese; la Pro Loco Savona presenterà Re Cicciolin, simbolo identitario del Carnevale savonese e della cultura marinara; la Pro Loco La Spezia accompagnerà Batiston e Maìa, protagonisti del Carlevà spezzino con il rituale del matrimonio e del rogo finale; la Pro Loco Loano sarà rappresentata da Puè Pepin e Beciancin, maschere storiche del CarnevaLöa, celebrazione tra satira e maestria nella cartapesta. 

Dalla Sicilia parteciperà l’associazione A Maschira con la Pro Loco di San Filippo del Mela, legata alla leggenda degli Scacciùni e caratterizzata dall’imponente copricapo conico decorato da nastri multicolori, simbolo di orgoglio e memoria comunitaria. Il Comune di Misterbianco porterà i celebri “Costumi più belli di Sicilia”, autentiche opere d’arte sartoriale frutto di mesi di lavoro artigianale e simbolo di creatività collettiva. Dal Veneto sarà presente la Pro Loco Canale d’Agordo con la Zinghenésta, mascherata alpina che unisce danza, musica e teatro popolare e culmina nel tradizionale processo al Carnevale, rito catartico di passaggio alla Quaresima. Presente anche lo Zogo de l’Oca con la Pro Loco di Mirano che costituisce una delle tradizioni popolari più rappresentative della cittadina della terraferma veneziana, in provincia di Venezia.  

Dalla Sardegna parteciperà la maschera arcaica di Su Bundhu di Orani, figura antropo-bovina in sughero e orbace legata ai riti del fuoco di Sant’Antonio Abate e ai cicli agro-pastorali, simbolo ancestrale di fertilità e forza primordiale. I festeggiamenti di questo Carnevale sardo sono accompagnati da musiche tradizionali della Barbagia: i suonatori di launeddas di San vito arricchiscono l’evento con il loro suono continuo e rituale, dialogando con i gesti delle maschere e il fuoco e contribuendo a creare un’atmosfera propiziatoria e collettiva. 

“Il Carnevale – dichiara Antonino La Spina, presidente di Unpli – è un grande racconto collettivo: dietro ogni maschera c’è una comunità, dietro ogni rito c’è un territorio che resiste e si rinnova. Tornare a Venezia con le maschere dei Carnevali della tradizione significa riaffermare il valore del patrimonio culturale immateriale italiano e il ruolo fondamentale delle Pro Loco nella sua tutela e promozione”. 

“Essere presenti in un contesto internazionale come quello del Carnevale di Venezia – aggiunge Fernando Tomasello, coordinatore del Centro Studi di Fondazione Pro Loco Italia – vuol dire dimostrare che i piccoli centri custodiscono una ricchezza culturale straordinaria. Le nostre maschere non sono folklore statico, ma strumenti vivi di identità, coesione e sviluppo territoriale”. 

"La giornata del 16 febbraio non rappresenta soltanto una sfilata di costumi e personaggi, ma un vero e proprio incontro tra comunità, un momento di dialogo tra territori diversi che trovano nel Carnevale un linguaggio comune fatto di creatività, ironia, memoria e partecipazione - sottolinea l'Unpli - Venezia diventa così crocevia delle identità locali, luogo simbolico in cui il patrimonio immateriale italiano si racconta e si rinnova davanti a un pubblico nazionale e internazionale. Attraverso le Pro Loco, custodi quotidiane di tradizioni, saperi artigianali, dialetti, ritualità e pratiche collettive, Unpli riafferma il proprio impegno nella salvaguardia e nella valorizzazione delle espressioni culturali popolari, riconoscendo nel Carnevale non solo una festa, ma uno strumento di coesione sociale, promozione culturale e sviluppo sostenibile dei territori. Il Carnevale di Venezia 2026 si conferma così non soltanto un grande evento spettacolare, ma uno spazio di rappresentazione dell’Italia più autentica, quella che nei piccoli centri trova la propria energia creativa e la trasforma, anno dopo anno, in patrimonio condiviso". 

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Categoria: cronaca

13:11

Libri, mercoledì presentazione del libro 'Custodi della democrazia' di Marta Cartabia

(Adnkronos) - Il libro “Custodi della democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico” di Marta Cartabia, edito Egea, sarà presentato il prossimo 18 febbraio alle 17.30 al Centro studi americani in via Michelangelo Caetani 32 a Roma. "Le democrazie sono oggi in fase di regressione in molti paesi del mondo. Istituzioni democratiche un tempo solide e principi dati per acquisiti, come la separazione dei poteri, vengono messi sotto pressione, mentre le corti costituzionali – loro 'custodi' – si trovano al centro di attacchi che ne minacciano l’indipendenza - osserva il Centro studi americani - Eppure, sono proprio queste corti, nate dalla reazione ai totalitarismi del Novecento, che possono offrire un contributo significativo per preservare i vulnerabili principi democratici. Il cuore della vita democratica resta nelle istituzioni rappresentative".  

"Ma dalla prima sentenza della Corte italiana – che liberò la parola dalla censura fascista – alle odierne sfide della disinformazione digitale, emerge con chiarezza che le corti costituzionali svolgono un ruolo essenziale nella costruzione di una democrazia matura, vigilando anzitutto sui limiti al potere affinché essa non si trasformi in una 'tirannia della maggioranza', secondo la celebre espressione di Tocqueville. In questo quadro, Marta Cartabia rilancia la proposta di un 'costituzionalismo collaborativo' che, superando le sterili contrapposizioni tra volontà popolare e garanzie costituzionali, tra democrazia e costituzionalismo, tra governi e corti, possa tracciare la via per ricomporre conflitti che rischiano di lacerare il tessuto democratico - continua la nota del Centro studi americani - È un appello alla collaborazione tra istituzioni diverse ma complementari, ciascuna nel proprio ruolo e con le proprie specifiche funzioni, ma tutte impegnate a orientare la vita sociale ai principi costituzionali. Ed è insieme un invito alla consapevolezza civica rivolto a tutti i cittadini, e non solo agli esperti, per ricordare che la libertà e i diritti non sono conquiste definitive, ma beni fragili, da custodire e praticare insieme, ogni giorno". 

Dopo i saluti di Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani, intervengono: Giuliano Amato, presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente onorario del Centro Studi Americani, Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, Università Bocconi e presidente emerita della Corte costituzionale, Francesco Clementi, Sapienza Università di Roma e CdA Centro Studi Americani. Modera Donatella Stasio, giornalista. 

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Categoria: cronaca

13:10

Epibatidina, tossina della rana freccia: cos'è il veleno che potrebbe aver ucciso Navalny

(Adnkronos) - Il leader dell'opposizione russa Alexei Navalny, di cui oggi ricorrono due anni dalla morte, sarebbe stato ucciso utilizzando una tossina mortale presente nelle rane freccia velenose in Sud America. Tracce di epibatidina sono state trovate nei campioni del corpo di Navalny e molto probabilmente sono state la causa della sua morte in una colonia penale siberiana due anni fa, ha affermato il ministero degli Esteri del Regno Unito. Secondo l'esperta di tossicologia Jill Johnson, l'epibatidina è una neurotossina naturale isolata dalla pelle della rana freccia velenosa dell'Ecuador "200 volte più potente" della morfina, come ha dichiarato alla Bbc russa. La sostanza si trova naturalmente nelle rane freccia selvatiche del Sud America, ma può anche essere prodotta in laboratorio. 

 

Le specie note come rana freccia velenosa di Anthony e rana velenosa fantasma sono tra quelle che secernono la tossina sulla loro pelle. Sebbene l'epibatidina sia stata studiata come antidolorifico e per alleviare le dolorose condizioni infiammatorie polmonari, non viene utilizzata clinicamente a causa della sua tossicità. Secondo la Johnson, questo potente composto chimico agisce sui recettori nicotinici del sistema nervoso. Poiché stimola eccessivamente questi recettori nervosi, se non dosata correttamente può causare contrazioni muscolari, paralisi, convulsioni, rallentamento del battito cardiaco, insufficienza respiratoria e, infine, la morte, ha spiegato. 

Alastair Hay, professore di tossicologia ambientale presso l'Università di Leeds, ha dichiarato che i suoi effetti possono causare il blocco della respirazione e che "chiunque venga avvelenato muore per soffocamento". La presenza di tossina nel sangue di una persona "suggerisce una somministrazione deliberata", ha aggiunto. La tossicità dell'epibatidina può addirittura essere "aumentata dalla somministrazione concomitante di altri farmaci e queste combinazioni sono state oggetto di ricerca". L'epibatidina è estremamente rara e si trova solo in una regione geografica e solo in tracce, ha affermato la Johnson. Si ritiene che la rana freccia a cui si riferivano il ministero degli Esteri del Regno Unito e altri fosse la rana freccia di Anthony, una specie endemica dell'Ecuador e del Perù. 

 

Le rane producono la sostanza chimica mangiando cibi adatti a produrre alcaloidi, un tipo di composto organico che sintetizza l'epibatidina e la accumula nella loro pelle. Se la dieta della rana cambia, le sue riserve di epibatidina si esauriscono. "Trovare una rana selvatica nel posto giusto, che mangi esattamente il cibo necessario per produrre gli alcaloidi giusti, è quasi impossibile... quasi", ha detto la Johnson. "Si tratta di un metodo di avvelenamento umano incredibilmente raro. Gli unici altri casi di avvelenamento da epibatidina di cui sono a conoscenza sono stati condotti in laboratorio e non sono risultati fatali". Mosca ha sostenuto che Navalny sia morto per cause naturali, sebbene la vedova Yulia Navalnaya abbia sempre sostenuto che il marito sia stato "assassinato" tramite avvelenamento. 

Il Cremlino ha respinto come “infondata” la ricostruzione. “Naturalmente non accettiamo tali accuse. Non siamo d'accordo. Le consideriamo parziali e infondate”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov, ribadendo la linea ufficiale russa che esclude responsabilità dello Stato nella morte dell’oppositore. mentre l'ambasciata russa a Londra ha negato il coinvolgimento di Mosca nella morte di Navalny e ha descritto l'annuncio come "debolezza di spirito dei favolisti occidentali" e "necropropaganda". 

Hamish de Bretton-Gordon, ex alto ufficiale del Regno Unito e della NATO, nonché esperto di armi chimiche, ha affermato che le persone dovrebbero prendere tutto ciò che dice il Cremlino, compresa la morte di Navalny, "con le pinze". Ha dichiarato al programma Today di BBC Radio 4 che i paesi della NATO "hanno dimostrato di avere le prove che Navalny è stato assassinato dallo Stato". 

Al momento della sua morte, Navalny era in carcere da tre anni e in seguito era stato trasferito in una colonia penale nell'Artico. Secondo i resoconti russi, il 47enne avrebbe fatto una breve passeggiata, avrebbe detto di non sentirsi bene, poi sarebbe crollato e non avrebbe più ripreso conoscenza. 

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Categoria: internazionale/esteri

13:04

Milano Cortina, nuovo show di Sighel: l'azzurro taglia il traguardo (ancora) di spalle

(Adnkronos) - Pietro Sighel l'ha rifatto. E il pubblico di Milano ha apprezzato. L'azzurro di short track, già oro olimpico nella staffetta mista, ha dato spettacolo nelle batterie dei 500 metri alle Olimpiadi di Milano Cortina, oggi lunedì 16 febbraio. Sighel, impegnato dall'inizio della corsa in un testa a testa per il primo posto, è stato urtato a pochissimi metri dall'arrivo dal lettone Reinis Berzins, a sua volta travolto dal turco Furkan Akar. Rimasto incredibilmente in piedi sui pattini, si è girato dopo l'urto e ha tagliato il traguardo di schiena. Proprio come aveva fatto la settimana scorsa all'arrivo della staffetta mista vinta dall'Italia. In quel caso, per scelta. 

Si sono qualificati ai quarti di finale anche gli altri due azzurri, il ventenne all'esordio olimpico Lorenzo Previtali, e Thomas Nadalini, oro settimana scorsa nella staffetta mista.  

Quarti, semifinali e finali dei 500 metri maschili di short track sono in programma mercoledì 18 febbraio. 

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13:00

Ilia Malinin, l'odio online e la pressione infinita: il post dopo il crollo a Milano Cortina

(Adnkronos) - Il “vile odio” diffuso sui social e la “insormontabile pressione”. Così Ilia Malinin, il pattinatore statunitense ‘Dio dei quadrupli’, racconta sui social la sua versione sul crollo che venerdì scorso lo ha portato dall’essere il super favorito per l’oro a chiudere solo ottavo la gara di pattinaggio artistico maschile a Milano Cortina 2026.  

“Sul palcoscenico più grande del mondo, coloro che sembrano i più forti potrebbero ancora combattere battaglie invisibili dentro di sé”, scrive Malinin su Instagram a corredo di un video che intervalla le immagini delle sue lacrime di venerdì a Milano-Cortina con quelle sorridenti dei grandi successi che a solo 21 anni ha già collezionato. “Persino i ricordi più felici possono finire macchiati dal rumore. Il vile odio online attacca la mente e la paura la attira nell'oscurità, non importa quanto ci si sforzi di rimanere sani di mente, nonostante l'infinita e insormontabile pressione. Tutto si accumula mentre questi momenti ti scorrono davanti agli occhi, con il risultato di un inevitabile crollo. Questa è la versione della storia”, spiega Malinin. 

 

 

Oro nel team event con la squadra Usa, primo con un ampio margine dopo il programma corto, venerdì sera ‘Quad God’ scendeva in pista per ultimo, da super favorito. Gli atleti alle prime quattro posizioni provvisorie, incluso l’italiano Daniel Grassl, sono tutti caduti. La Milano Ice Skating Arena, strapiena per il prodigio a stelle e strisce, lo attendeva chiedendosi non se avrebbe vinto (quello sembrava scontato) ma se avrebbe portato per la prima volta a un’Olimpiade il quadruplo Axel. Primo elemento del suo programma e primo errore: il salto di Malinin è stato solo semplice. Da lì in avanti una spirale negativa: due cadute e salti declassati. Il backflip eseguito quasi per inerzia, è stato ininfluente sul verdetto dei giudici: quindicesimo nel programma libero, ottavo nella graduatoria finale.  

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Categoria: sport

12:49

Milano Cortina, Achille Lauro sarà alla cerimonia di chiusura all'Arena di Verona

(Adnkronos) - Achille Lauro sarà sul palco della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. Lo annuncia l'organizzazione con una nota. Tra gli artisti italiani più iconici e riconoscibili del panorama contemporaneo, si esibirà il 22 febbraio nella cornice senza tempo dell’Arena di Verona. Dopo il successo della cerimonia di apertura, e nel pieno delle emozioni delle competizioni sportive, l’annuncio della partecipazione di Achille Lauro, aggiunge nuovi dettagli sul gran finale.  

La cerimonia di chiusura, realizzata in collaborazione di Filmmaster, sarà il momento simbolico in cui Milano Cortina 2026 si trasformerà in memoria collettiva: un saluto al mondo, una celebrazione degli atleti, dei valori Olimpici e dell’eredità culturale che l’Italia vuole lasciare. Un appuntamento che unirà spettacolo, emozione e visione, destinato a restare nella storia.  

In questo contesto si inserisce la presenza di Achille Lauro, cantante romano, ma nato a Verona, e icona del pop contemporaneo, capace di superare i confini della musica e muoversi tra moda, performance art e immaginario simbolico. La sua identità artistica, riconosciuta anche a livello internazionale, si distingue per una forte capacità narrativa: ogni apparizione diventa un racconto riconoscibile e carico di significato. Artista acclamato dal grande pubblico e dalla critica, Achille Lauro ha calcato alcuni dei palchi più importanti in Italia e all’estero, costruendo un percorso segnato da sperimentazione, libertà espressiva e continua evoluzione. Una trasversalità culturale che lo rende l’interprete ideale di un evento che vuole parlare al mondo, attraversando generazioni e linguaggi.  

La sua partecipazione trova una connessione naturale con il concept della cerimonia di chiusura, intitolata 'Beauty in Action'. Il titolo è un tributo alla bellezza in movimento: quella che vive nello sport, si riflette nell’arte, nasce dalle relazioni umane e prende forma nei luoghi che ospitano i Giochi. Achille Lauro incarna pienamente lo spirito dell’evento. La sua presenza contribuirà a creare un momento memorabile, rafforzando l’attrattiva internazionale della Cerimonia e la connessione con le nuove generazioni. Il legame tra l’artista e Milano Cortina 2026 si è già espresso in occasione del suo ruolo di tedoforo, confermando una relazione fondata su valori condivisi e su una visione comune della cultura come strumento di unione.  

La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 non sarà solo la celebrazione dei successi sportivi, ma un momento destinato a lasciare un’eredità culturale duratura per Verona e per l’Italia. In questo atto finale dei Giochi, la musica si affermerà come linguaggio universale, capace di celebrare insieme unità e diversità e di trasformare l’evento in un’esperienza realmente condivisa.  

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Categoria: milano-cortina-2026

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15:30

Milano Cortina, incubo McGrath: inforca e 'butta' l'oro nello slalom. Poi scavalca le recinzioni e si dispera nella neve

(Adnkronos) - Olimpiadi di Milano Cortina da incubo per Atle Lie McGrath. Il norvegese, dominatore della prima manche dello slalom maschile oggi, lunedì 16 febbraio, ha inforcato nella seconda manche, vedendo così sfumare la possibilità della medaglia d'oro. Dopo l'uscita dal tracciato, McGrath è apparso disperato. Ha gettato in area e bastoncini e, dopo essersi diretto da solo nel bosco, superando le recinzioni della pista Stelvio di Bormio, si è buttato a terra disperato. 

Cos'è successo alle Olimpiadi? Lo svizzero Loic Meillard ha vinto oggi la medaglia d’oro nello slalom maschile, al termine di due manche clamorose. Dietro di lui l’austriaco Fabio Gstrein, medaglia d’argento, e il norvegese Henti Kristoffersen. Una gara finita con l’uscita del favorito Atle Lie McGrath, dominatore della prima manche.  

Dopo la complicata mattinata, che aveva visto uscire fuori a causa della neve abbondante decine di atleti (tra cui il campione olimpico di gigante, Lucas Pinheiro Braathen) McGrath era partito in testa davanti allo svizzero Loic Meillard (+0.59) e all’austriaco Fabio Gstrein (+0.94).  

Meillard, penultimo a scendere, è stato però fenomenale e ha messo dietro tutti con una prova maiuscola (1:53.61 il tempo complessivo, 56.73+56.88). Per McGrath, una tensione notevole gestita male. Fino all'inforcata. Un finale da dimenticare per le sue Olimpiadi. 

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15:17

Marotta: "Gogna mediatica contro Bastoni. Saviano? Non so chi sia"

(Adnkronos) - Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter, difende Alessandro Bastoni dopo la bufera per la clamorosa simulazione nel match tra i nerazzurri e la Juventus. Il numero 1 del club, con una dichiarazione in Lega, punge i bianconeri e replica in maniera gelida a Roberto Saviano, secondo cui la Serie A non avrà credibilità finché Marotta avrà un ruolo nel calcio. 

"La nostra posizione è semplicissima. C'è stata una presa di posizione mediatica smisurata rispetto a quello che è accaduto. Bastoni è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là i quello che è successo", dice Marotta riferendosi alla simulazione con cui Bastoni, già ammonito, nel big match di sabato sera ha provocato l'espulsione del bianconero Kalulu. "Bastoni è un giocatore con oltre 300 partite in Serie A. Non si è mai reso protagonista di fatti clamorosi, rappresenta un patrimonio della Nazionale e qualcuno mette in dubbio la sua presenza nelle prossime convocazioni: è ingiusto. E' stato fatto un errore, ma chi non ha fatto errori? Sin dagli anni '50 ci sono giocatori famosi per le simulazioni. Siamo davanti ad un fatto ordinario, non straordinario", dice approfondendo la difesa del difensore nerazzurro. 

"Sicuramente è stato un fatto deprecabile, legato però a fattori concomitanti: c'è il braccio del giocatore della Juventus, c'è il fischio immediato dell'arbitro. Tutto questo ha portato ad una decisione sbagliata. Questa classe arbitrale c'era anche l'anno scorso, quando abbiamo perso lo scudetto per un punto. E c'era un rigore, riconosciuto a posteriori, non assegnato a noi in Inter-Roma: ci siamo attenuti alle decisioni. Quest'anno l'Inter è intervenuta solo dopo il match di Napoli in cui è stato concesso un rigore che ha indirizzato la partita e che è stato giudicato non giusto dagli organi competenti", dice. 

A chi invoca cambiamenti regolamentari, replica: "C'è un malessere generale? Deve esserci allora un'assunzione di responsabilità da arbitri, società, calciatori, organi istituzionali. Dobbiamo confrontarci in modo senza fare polemiche, magari inasprendo le pene nei confronti di tutti: giocatori, dirigenti, allenatori. E parlo di pene pecuniarie per comportamenti inaccettabili anche a livello verbale". 

In coda, il 'veleno': "A proposito di simulazione voglio ricordare un episodio avvenuto alla penultima giornata del 2021-2022 in Juventus-Inter. Cuadrado ha guadagnato un rigore con una palese simulazione, la Juventus ha vinto all'ultimo minuto e ha conquistato la qualificazione alla Champions League che portò 60-70 milioni", dice rispondendo ad una domanda ad hoc. Alla Juventus si fa riferimento anche quando si parla delle proteste bianconere a San Siro: "Giorgio Chiellini è un dirigente giovane e inesperto, ci siamo confrontati. Quello che è successo fa parte delle dinamiche che si verificano negli spogliatoi". Quindi, la 'non replica' a Saviano: "Non so neanche chi sia Roberto Saviano, non mi conosce, non so che ruolo abbia e non voglio dargli importanza. Ha fatto dichiarazioni che saranno prese in considerazione dai nostri avvocati".  

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Categoria: sport

15:01

Ue, Ghribi (Gsd-Gksd): "Rapporto transatlantico centrale e imprescindibile"

(Adnkronos) - Il presidente di Ecam (European Council for Africa and the Middle East) e vicepresidente del Gruppo San Donato ha preso parte ai lavori della Munich Security Conference 2026. La Conferenza di Monaco "offre ogni anno una fotografia nitida del tempo che stiamo vivendo - ha affermato Ghribi -. E quella di quest’anno è chiara: non è il tempo delle rotture clamorose, ma delle ridefinizioni profonde". Secondo Ghribi, l’asse tra Europa e Stati Uniti non si spezza, ma evolve: "Il messaggio emerso con forza è questo: gli Stati Uniti non intendono disingaggiarsi dall’Europa, ma chiedono una maggiore responsabilizzazione europea in materia di difesa, sicurezza, capacità industriale e autonomia strategica. Non siamo davanti al temuto divorzio, bensì a una redistribuzione delle responsabilità". L’Occidente attraversa una fase di maturazione strategica, non di frattura strutturale. Il legame transatlantico resta la spina dorsale dell’equilibrio occidentale, ma non può più tradursi in una dipendenza assoluta in settori decisivi. In questo quadro, l’Europa si trova davanti a un passaggio storico: difesa comune, politica industriale integrata, superamento dei veti paralizzanti, revisione del modello intergovernativo. La questione non è più teorica, ma operativa. Ma la riflessione di Monaco non si esaurisce nel perimetro occidentale. "Un’Europa più autonoma – ha sottolineato Ghribi – non significa un’Europa chiusa. Al contrario, significa un’Europa più aperta al mondo, capace di dialogare con tutte le grandi potenze e di difendere la libertà dei commerci e degli scambi come architrave della stabilità globale. In questo contesto, il ruolo della Cina assume una rilevanza strategica. Il confronto con Pechino non può essere ridotto a una logica di contrapposizione. L’Europa deve mantenere un dialogo franco e realistico con la Cina, tutelando i propri interessi senza rinunciare ai benefici dell’interdipendenza economica globale. In un mondo frammentato, la libertà degli scambi resta uno strumento di equilibrio". 

La recente spinta europea verso nuovi accordi commerciali, dal Mercosur all’India, dimostra che Bruxelles intende rafforzare la propria proiezione globale attraverso il commercio, la cooperazione industriale e la diversificazione delle partnership strategiche. “La libertà dei commerci – continua Ghribi- non è solo una questione economica. È una scelta geopolitica. È il modo con cui l’Europa afferma la propria vocazione multilaterale e la propria fiducia nelle regole.” In questo scenario, l’Italia si colloca in una linea di equilibrio strategico: difesa esplicita del rapporto transatlantico, dialogo costruttivo con la Cina, centralità del Mediterraneo e dell’Africa come piattaforma naturale di leadership.  

Il Mediterraneo allargato "rappresenta per l’Italia una cerniera tra Occidente e Sud globale, e il il dossier Gaza e il rapporto con l’Africa "offrono uno spazio strategico che non possiamo sottovalutare". In parallelo "la crescita dell’export e la resilienza industriale rafforzano la nostra credibilità nei tavoli europei e internazionali. In un mondo instabile, la solidità economica è parte integrante della politica estera. La sicurezza, - ha ribadito Ghribi, - non è solo deterrenza militare. È capacità industriale, coesione economica, apertura commerciale, tenuta delle alleanze e maturità politica. Tutte dimensioni finalizzate alla pace e alla prosperità. La fase post-Monaco non segna una crisi, ma una transizione. Il futuro non sarà né esclusivamente americano né esclusivamente europeo, e non potrà prescindere dal dialogo con la Cina e con le grandi economie emergenti. Sarà un equilibrio nuovo, se sapremo trasformare le tensioni in evoluzione strategica". "La vera sfida – ha concluso Ghribi – è tenere insieme lo storico e imprescindibile rapporto transatlantico con un’apertura globale e un’accentuata responsabilità europea. L’Europa deve rafforzarsi e puntare sulla propria capacità di dialogare politicamente e economicamente su scala globale. Solo così potrà essere protagonista della nuova fase storica che si sta aprendo". 

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14:36

X down oggi 16 febbraio, problemi al social: cosa succede

(Adnkronos) - Problemi per X e il social è down oggi 16 febbraio. Nel primo pomeriggio, l'accesso alla piattaforma è diventato sostanzialmente impossibile per molti utenti. Inutile provare ad aprire l'app per caricare i post, pubblicare messaggi o consultare le notifiche. Ad ogni tentativo corrisponde un messaggio che invita a riprovare l'operazione in un altro momento. La situazione è tornata progressivamente alla normalità dopo circa un'ora. 

I problemi non sono stati limitati all'Italia. A giudicare dal boom di segnalazioni su Downdetector, il sito che monitora le anomalie della rete, down per il social di Elon Musk sostanzialmente ovunque: dalla Francia alla Germania, dal Canada agli Stati Uniti, dall'Australia al Brasile. 

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Categoria: internazionale/esteri

14:36

Sanremo 2026, l'IA ha già deciso chi vincerà: sarà corsa a due tra Paradiso e Ditonellapiaga

(Adnkronos) - Tra otto giorni, la luce rossa di una telecamera sancirà l'inizio di Sanremo 2026, che sabato 28 febbraio a tarda notte (più probabile che tecnicamente sarà già il primo marzo) proclamerà il vincitore di questa edizione. Ma l'intelligenza artificiale ha già deciso chi vincerà, o quasi.  

L'Adnkronos ha ripetutamente interrogato alcuni dei principali assistenti basati su intelligenza artificiale generativa e le risposte sono in parte diverse ma puntano sostanzialmente su una corsa a due. Secondo ChatGpt il vincitore più probabile è Tommaso Paradiso con il brano 'I romantici'. A supporto della risposta ChatGpt indica anche i motivi per cui il cantautore romano è quello che ha più probabilità di affermarsi: l'allineamento forte con i gusti del pubblico generalista italiano (radio + televoto); il carisma da performer televisivo e appeal cross-generazionale; la narrativa di un esordio al festival molto atteso; una canzone pop che si presterebbe bene a collegarsi ai voti; i dati aggregati su quote e sentiment generale che lo piazzano sempre tra i favoriti principali. Sul podio, secondo Chat Gpt, saliranno anche, al secondo posto, Fedez & Marco Masini con 'Male necessario' e, al terzo, Levante con 'Sei tu'.  

Diverso, ma non troppo, il parere di Gemini, che punta su un podio guidato da Ditonellapiaga con la sua 'Che fastidio!', mettendo al secondo posto Tommaso Paradiso con 'I romantici' e al terzo Fedez & Marco Masini con 'Male necessario'. Per Gemini, Margherita Carducci (Ditonellapiaga) ha tutte le carte in regola per scalzare Big Ben più noti. Il pronostico Gemini si basa su tre considerazione fondamentali: il favore della critica, l'effetto uptempo e quella che lo stesso assitente IA definisce la "quota Angelina Mango/Annalisa".  

Nei pre-ascolti della stampa, argomenta Gemini, il brano di Ditonellapiaga 'Che fastidio!' ha ottenuto i punteggi più alti in assoluto (medie tra il 7.5 e l'8) e sottolinea "sappiamo quanto pesi il voto dei giornalisti nella serata finale per bilanciare il televoto". Quanto alla sonorità del brano (effetto uptempo), storicamente, dopo edizioni vinte da ballad o pezzi molto intensi, il Festival tende a premiare brani freschi, ironici e ritmati che funzionano in radio. E il pezzo di Ditonellapiaga è descritto da più parti come trascinante e modernissimo. Quanto alla "quota Angelina Mango/Annalisa", eccola spiegata: "Il pubblico sta premiando molto la nuova ondata del pop femminile che unisce carisma scenico a testi brillanti. Ditonellapiaga occupa esattamente questo spazio quest'anno". Gemini mette comunque le mani avanti per un eventuale scivolone: "Quest'anno il Festival di Sanremo si presenta come una delle competizioni più incerte degli ultimi anni, con un cast che mescola sapientemente 'mostri sacri', ritorni d'autore e nuove leve del pop-urban". 

Più ondivago, in sintonia con il nome stesso dell'assistente, è Perplexity, che indica una prima volta Ditonellapiaga per poi cambiare il pronostico in favore di Tommaso Paradiso. A favore di Ditonellapiaga come candidata più solida alla vittoria di Sanremo 2026 Perplexity cita le pagelle dei preascolti stampa, dove l'artista ha la media più alta, ottenendo voti alti anche da testate molto diverse tra loro. A favore di Tommaso Paradiso giocherebbe invece il fatto che mette d’accordo gran parte del pubblico generalista, lo streaming e gli ascoltatori radiofonici. Perplexity si lancia poi in una disamina del perché Paradiso ha un vantaggio potenziale nel voto di tutte le giurie: la Giuria delle Radio tende a premiare brani con forte vocazione airplay e un singolo sanremese di Paradiso, se centrato, parte con un bias positivo enorme rispetto a molti colleghi più “di nicchia”; la Sala Stampa Tv/Web in un cast così pop potrebbe vedere in Paradiso un compromesso “autorevole ma non radicale”, soprattutto se il testo è narrativo e generazionale, cosa in cui lui è forte; "la sua tenuta nel televoto sarebbe assicurata dal fatto che non è il personaggio più polarizzante del cast, non spacca cioè in due l’opinione pubblica come può succedere, ad esempio, a un Fedez, e può raccogliere voti trasversali", argomenta l'intelligenza artificiale. Sul secondo gradino del podio, Perplexity vede Fedez & Masini con 'Male necessario' e sul terzo Serena Brancale con 'Qui con me'.  

Il verdetto altalenante di Perplexity conferma però che l'intelligenza artificiale, sulla base di quanto finora è stato scritto di Sanremo 2026, vede una corsa a due per la vittoria tra Tommaso Paradiso e Ditonellapiaga. Naturalmente, quello che manca alle considerazioni dell'IA è l'ascolto diretto dei brani e la valutazione di come verranno eseguiti sul palco dell'Ariston. Ma se dovesse andare come l'IA ha previsto, in un futuro non lontano potremo dire: ai chatbot l'ardua sentenza. (di Antonella Nesi) 

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Categoria: spettacoli

14:14

Milano, gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi a processo per il caso Beic

(Adnkronos) - Il giudice per l'udineza preliminare di Milano Fabrizio Filice ha mandato a processo gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi accusati, insieme ad altri quattro imputati, di turbativa d'asta e false dichiarazioni sul conflitto d'interessi per il caso del concorso internazionale per la realizzazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic) a Milano. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 17 aprile. 

Oltre ai due archistar, il processo vede imputato l'architetto Pier Paolo Tamburelli, Angelo Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi che lavoravano all'epoca dei fatti nello stesso dipartimento universitario con Boeri e Zucchi, e Andrea Caputo che di Boeri è stato allievo e collaboratore e che alla fine arriverà terzo nella graduatoria del concorso internazionale del 2022 sull'opera che sorge nella zona centrale di Porta Vittoria. 

Nella chiusura indagine firmata dai pubblici ministeri Giancarla Serafini, Paolo Filippini e Mauro Clerici, si sottolinea come Boeri e Zucchi abbiano "concordato" di non escludere i progetti reciprocamente favoriti, come Boeri sia stato contattato in più occasioni da Tamburelli con l'intenzione di influire sulla gara internazionale e come Zucchi abbia omesso di dichiarare, dopo la propria nomina a commissario, la presenza di un conflitto di interessi con Floridi e Lunati (Onsitestudio), "nonostante fosse consapevole della loro partecipazione al concorso, come dallo stesso ammesso in sede di interrogatorio preventivo davanti al giudice per le indagini preliminari".  

Un presunto raggiro - violando la regola dell'anonimato - che ha permesso al gruppo di professionisti vincitore di accaparrarsi un progetto di oltre 8,6 milioni di euro per la realizzazione della Beic. Accuse che tutti gli imputati hanno sempre respinto.  

 

"Sono molto tranquillo, credo che nel dibattimento si dimostrerà che abbiamo agito con rigore", afferma l'architetto Zucchi. "Io speravo che i documenti potessero già dissipare i dubbi", ma ora bisognerà attendere il processo. "Sono trent’anni che faccio parte di giurie e sono sempre stato rigoroso. Non farò mai più una giuria in vita mia" chiosa.  

Nel febbraio del 2025 la procura aveva chiesto i domiciliari per Zucchi e gli altri due archistar Boeri e Tamburelli. Il giudice aveva rifiutato la misura cautelare e aveva disposto per Zucchi "in qualità sia di docente universitario che di professionista esterno, l'attività di comporre commissioni giudicatrici nell'ambito di procedure per l'affidamento di contratti pubblici, per la durata di otto mesi". Interdittiva terminata alcuni mesi fa.  

 

"Confermo la fiducia nella magistratura. Confido di poter dimostrare nel corso del dibattimento la mia totale estraneità ai fatti che mi sono contestati", le parole di Boeri. 

 

 

 

 

 

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Categoria: cronaca

14:12

Omicidio dei tre cacciatori a Messina, l'indagato fa parziali ammissioni e poi sceglie il silenzio

(Adnkronos) - "Quella mattina ero lì e ho partecipato alla sparatoria". Colpo di scena nel giallo sull’omicidio dei tre cacciatori uccisi il 28 gennaio nel bosco di Montagnagrande, nel messinese. A confessare di avere partecipato alla mattanza in cui sono stati uccisi i fratelli Davis Pino, 26 anni, e Giuseppe Pino, 44 anni, di San Pier Niceto e Antonio Gatani, 82 anni di Patti, l’unico indagato è il bracciante agricolo 52enne A. S. che, però, da quel momento ha scelto il silenzio.  

L’uomo, dopo avere detto agli inquirenti, da persona informata dei fatti, quindi senza la presenza di un legale, di essere stato lì quella mattina del triplice omicidio, al momento della interruzione della sit (sommarie informazioni testimoniali), per procedere con un legale, perché iscritto nel registro degli indagati, ha deciso di chiudersi in silenzio. E da quel momento non ha più parlato. Non lo ha fatto neppure nei giorni scorsi, quando è stato sentito come indagato dalla Procura di Patti (Messina), alla presenza dei suoi difensori. In quella occasione, davanti al Procuratore Angelo Cavallo e alla pm Roberto Ampolo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei prossimi giorni, l’uomo, indagato per omicidio, verrà interrogato nuovamente, in attesa del risultato di una serie di esami balistici in corso da parte dei Ris.  

Gli avvocati difensori di A. S., Tommaso Calderone e Filippo Barbera, dopo avere chiesto la "riserva di incidente probatorio", congelando per dieci giorni l'inizio di tutti gli esami irripetibili su fucili, cartucce, proiettili, scarponi, vestiario, telefono, tampone per i residui di polvere da sparo riconducibili all'indagato, hanno presentato, nei giorni scorsi, come apprende l'Adnkronos, la rinuncia di incidente probatorio. 

Gli esami balistici sono ritenuti fondamentali dal Procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, che nelle prossime settimane lascerà la Procura per insediarsi come Procuratore di Termini Imerese (Palermo). Il tampone sui residui di polvere da sparo effettuato all'indagato il giorno dopo la sparatoria, da persona informata sui fatti, potrebbe non servire perché l’uomo è un cacciatore, quindi anche nei giorni precedenti aveva usato l’arma.  

Le uniche certezze, finora, sono i tre morti. E che l’indagato era amico di Gatani con cui condivideva la passione per la caccia al cinghiale nero dei Nebrodi, proprio dove è avvenuta la sparatoria, in contrada Caristia.  

L’indagato, subito dopo il ritrovamento dei tre cadaveri, la mattina del 28 gennaio, chiamato dagli inquirenti ha ammesso di essere andato all'alba a casa di Gatani, "intorno alle 6, o poco prima". Dopo una pausa caffè i due sono andati a prendere il cane da caccia di Gatani, nella sua campagna di Montagnareale. Però qui, in un primo momento, dice di avere lasciato l’amico e di essere andato via, perché "pioveva". Poi, nelle ore successive, sempre da persona informata sui fatti, quindi non da indagato, ha ammesso di essere stato lì e di avere partecipato alla sparatoria. Salvo poi, quando è stato chiamato il legale, avvalersi del silenzio. Cosa che continua a fare anche ora. (di Elvira Terranova) 

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Categoria: cronaca

14:09

Un'altra giovane rifugiata ucraina è stata uccisa negli Usa, è il secondo caso in pochi mesi

(Adnkronos) - La 21enne rifugiata ucraina Kateryna Tovmash è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco negli Stati Uniti, in North Carolina. La polizia locale ha identificato la giovane e il 28enne Matthew Wade come le vittime di un duplice omicidio avvenuto il 14 febbraio. Secondo il Moore County Sheriff’s Office è stato arrestato il sospettato, Caleb Fosnaugh, che in passato aveva avuto una relazione con la ragazza. Il fratello della vittima, Mykhailo Tovmash, citato dai media ucraini, ha raccontato sui social che la giovane stava accudendo i fratelli minori quando un uomo sarebbe entrato nell’appartamento aprendo il fuoco contro lei e Wade. Le autorità non hanno confermato questa versione e le indagini sono in corso. 

Il caso richiama un’altra tragedia avvenuta sempre in North Carolina e riguardante una giovane rifugiata ucraina: lo scorso agosto la 23enne Iryna Zarutska fu uccisa a coltellate su un treno a Charlotte. Per quell’attacco, ripreso dalle telecamere e che scioccò l’opinione pubblica americana, è accusato Decarlos Brown Jr, 34enne senza fissa dimora già arrestato in precedenza per 14 reati distinti.  

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Categoria: internazionale/esteri

14:08

I Duran Duran in Italia a luglio con tre concerti

(Adnkronos) - L’estate italiana si prepara ad accogliere una delle band più iconiche e influenti della storia della musica: i Duran Duran annunciano tre straordinari concerti nel nostro Paese, in tre tra le location più suggestive e prestigiose d’Italia. 

Il 7 luglio all’Arena di Verona, il 9 luglio nella maestosa cornice della Reggia di Caserta e l’11 luglio a Villa Manin a Codroipo, il pubblico italiano avrà l’opportunità di vivere tre serate uniche, dove l’energia e il carisma di una band leggendaria incontreranno scenari di incomparabile bellezza. 

Protagonisti assoluti della scena internazionale dagli anni ’80 a oggi, i Duran Duran hanno ridefinito il linguaggio del pop e del rock, influenzando generazioni di artisti e conquistando milioni di fan in tutto il mondo. Con oltre 100 milioni di dischi venduti e una carriera che attraversa più di quattro decenni, la band, composta dai membri originali Simon Le Bon (voce), John Taylor (basso), Nick Rhodes (tastiere) e Roger Taylor (batteria), continua a rappresentare un punto di riferimento sulla scena globale, incarnando innovazione, eleganza e straordinaria potenza live. 

Il loro repertorio ha segnato intere generazioni. Brani come 'Hungry Like the Wolf', 'Ordinary World', 'The Reflex' e 'Come Undone' sono diventati autentici inni globali, capaci di attraversare epoche e stili mantenendo intatta la loro forza. 

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Categoria: spettacoli

14:00

Ucraina, allarme Zelensky: "Russia prepara attacco massiccio"

(Adnkronos) - La Russia prepara "un attacco massiccio" contro le infrastrutture energetiche dell'Ucraina. L'allarme arriva dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla vigilia dei colloqui a Ginevra. Zelensky denuncia un ultimo attacco contro obiettivi del settore energetico in Ucraina. "Questo dice molto di come la Russia consideri il lavoro diplomatico dei partner - ha scritto in un post su X il presidente ucraino dopo il briefing con i vertici militari sulla situazione al fronte - Ogni missile russo è la risposta dell'aggressore ai loro appelli a porre fine alla guerra". Per Zelensky serve un pressing continuo sulla Russia e vanno offerte all'Ucraina "garanzie di sicurezza chiare". 

Il presidente ucraino ha precisato di aver dato istruzioni ai vertici militari e di Ukrenergo affinché venga ulteriormente rafforzata la sicurezza dei siti considerati a rischio, "tenendo conto delle informazioni di intelligence sui preparativi da parte della Russia per un attacco massiccio". La fornitura di missili per la difesa aerea resta una "priorità", ha ribadito. 

In un precedente post, il presidente ucraino ha sottolineato che "è un errore grave permettere all'aggressore di prendere qualcosa. E' stato un grosso errore fin dall'inizio, a partire dal 2014. E anche prima di allora". Mentre la guerra in Ucraina sta per entrare nel quarto anno dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala, Zelensky ha messo in chiaro: "Non voglio essere il presidente che ripeterà gli errori commessi dai miei predecessori o da altre persone. Non parlo solo dell'Ucraina. Parlo dei leader di diversi Paesi che hanno permesso a un Paese aggressivo come la Russia di entrare nel loro territorio. Non si può fermare Putin con baci o fiori. Io non l'ho mai fatto ed è per questo non penso sia la strada giusta. Il mio consiglio per tutti è di non farlo con Putin". Altrimenti, ha avvertito, "ci sarà un primo passo, poi in cinque anni ricostruirà il suo esercito, aumenterà il numero di soldati, il suo esercito sarà ben addestrato. Perché ha perso molto personale ben addestrato. Attualmente perde 30-35.000 persone al mese. Potete immaginare tutto questo nel XXI secolo? Potete immaginare che sta perdendo 35.000 persone al mese? Non sono certo lo sappia". 

Zelensky ha insistito per "sanzioni totali" contro la Russia e affinché il nucleare non resti escluso. "Sanzioni totali significa totali", ha scritto a chiare lettere su X, ringraziando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che "ha adottato misure forti sanzionando Lukoil e Rosneft". "Può sanzionare tutto il loro settore dell'energia, in particolare l'energia nucleare", ha aggiunto il presidente ucraino, convinto che "sarà un messaggio potente per gli europei".  

"Gli europei hanno fatto molto, ma non hanno ancora sanzionato l'energia nucleare russa, Rosatom", ha incalzato Zelensky, citando dirigenti e parenti e affermando che vivono in Europa e negli Stati Uniti. "Andate in Russia. Tornate a casa. Non rispettate nessuno negli Usa. Non rispettate le regole. Non rispettate la democrazia - ha concluso - Non rispettate l'Ucraina né l'Europa. Andatevene a casa". 

 

L'agenda dei colloqui di domani sull'Ucraina, a cui prenderanno parte a Ginevra delegazioni di Stati Uniti, Ucraina e Russia, "sarà più ampia" rispetto a quella delle trattative, in due diversi round, di Abu Dhabi. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, precisando che si discuterà anche dei territori. "Questa è la ragione per cui è richiesta la presenza del nostro capo negoziatore, Vladimir Medinsky", ha spiegato. Ad Abu Dhabi guidava la delegazione russa invece il direttore del Gru Igor Kostyukov.  

C'è anche l'ipotesi di un cessate il fuoco energetico sul tavolo dei negoziati. Lo scrive l'agenzia di stampa russa Tass citando una fonte occidentale: "La questione di un cessate il fuoco energetico verrà senza dubbio sollevata". 

 

Da Budapest Marco Rubio ha rivendicato che gli Stati Uniti sembrano essere "l'unica nazione sulla Terra" in grado di portare rappresentanti ucraini e russi "al tavolo per parlare". "Non voglio insultare nessuno, ma le Nazioni Unite non sono in grado di farlo, non c'è un altro Paese in Europa che è stato in grado di farlo", ha affermato il segretario di Stato Usa rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa con Viktor Orban.  

"Noi non siamo cercando di imporre un accordo a nessuno - ha detto Rubio - non stiamo cercando di costringere nessuno ad accettare un accordo che non vogliono. Vogliamo solo aiutarli, perché pensiamo che sia una guerra incredibilmente dannosa, incredibilmente distruttiva".  

Per Orban, "se Trump fosse stato il presidente degli Stati Uniti questa guerra non sarebbe mai scoppiata. E se lui non fosse il presidente allora non avremmo avuto nessuna chance di mettere fine alla guerra con la pace". Il premier ungherese ha assicurato di "continuare a sostenere gli sforzi di pace" degli Stati Uniti, aggiungendo, durante la conferenza stampa con Rubio, che l'Ungheria "rimane pronta" ad offrire Budapest come sede di un vertice di pace, se questo sarà possibile.  

 

Sul campo la Russia ha intanto rivendicato il controllo di due località nella regione di Sumy e nel Donetsk, nell'est dell'Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, sono sotto controllo russo le località di Pokrovka, nella regione di Sumy, e Minkivka, nel Donetsk. Lo riportano i media russi.  

 

Nel 2025 le vittime civili in Ucraina causate dai bombardamenti sono aumentate del 26%, un dato che riflette l'aumento degli attacchi russi contro città e infrastrutture del Paese. Secondo quanto riportato dal Guardian, che cita Action on Armed Violence (AOAV), 2.248 civili sono stati uccisi e 12.493 feriti a causa delle violenze in Ucraina, con un numero di vittime e incidenti in significativo aumento. 

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Categoria: internazionale/esteri

14:00

William più realista del re, avrebbe bandito Andrew già nel 2019

(Adnkronos) - Il principe William voleva che Andrew Mountbatten-Windsor venisse bandito subito dopo la sua intervista a Bbc Newsnight del 2019, che considerava una "macchia per la famiglia". In seguito alle rivelazioni sulla stretta relazione dell'allora duca di York con Jeffrey Epstein, William chiese che lo zio venisse immediatamente allontanato dalla famiglia reale "prima che la situazione degenerasse". Ne parla il Royal Editor del Mirror, Russell Myers, nella nuova biografia 'William and Catherine: The Intimate Inside Story', che sarà pubblicata il 26 febbraio e che contiene dettagli inediti sul principe e sulla principessa di Galles.  

Fra gli aneddoti presenti nel libro, spicca la discussione che William ebbe con il padre, il futuro re Carlo, a cui chiese l'immediata rimozione dello zio dalla famiglia reale, in netto anticipo, dunque, con la decisione, che il sovrano avrebbe preso nell'ottobre dello scorso anno, di privare Andrea dei titoli e delle onorificenze reali.  

Il principe di Galles litigò con il padre per le azioni di Andrew e gli chiese di bandirlo subito dopo la messa in onda della sua intervista all'emittente britannica, nella quale non si scusò per il suo legame con Jeffrey Epstein è né riconobbe che le ragazze erano vittime di abusi sessuali. Nella biografia, l'autore scrive che, dopo aver espresso preoccupazioni riguardo lo zio, William fu "rimesso al suo posto" dal padre.  

"L'intervista fu un disastro - dichiara Myers - non solo per Andrew, la cui reputazione era a pezzi, ma per la monarchia in generale. Improvvisamente il palazzo si ritrovò coinvolto in una vera e propria sparatoria, con interrogativi sempre più profondi sulla sua rilevanza nel mondo moderno, persino sulla sua sopravvivenza. In seguito, William parlò con suo padre per implorare lui e la regina di agire immediatamente, temendo non solo la reazione negativa dell'opinione pubblica, ma anche per il suo stesso futuro. Iniziò a "litigare" con re Carlo riguardo l'esilio di Andrea. "La decisione del sovrano di riportare il fratello in seno alla famiglia era una questione con cui William era fondamentalmente in disaccordo, a tal punto da sfidare direttamente Charles". 

Nel libro si legge: "Una fonte di palazzo vicina a William ha dichiarato: 'Il principe di Galles era irremovibile sul fatto che l'intera vicenda non sarebbe mai finita e, nonostante ciò che altri potrebbero aver pensato, non c'era assolutamente alcun vantaggio nel fatto che Andrew fosse protetto'. La sua opinione era chiarissima: Andrew non avrebbe dovuto avvicinarsi alla famiglia in nessuna circostanza, né per associazione, né alle cerimonie familiari, né in nessun luogo. Ogni volta che c'era una nuova rivelazione, di cui nessuno sapeva quando sarebbe arrivata o quale sarebbe stata la successiva, era una macchia per tutta la famiglia". 

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Categoria: internazionale/royalfamilynews

13:54

Meloni torna a Niscemi: "Mercoledì il decreto, 150 milioni per case, indennizzi e messa in sicurezza"

(Adnkronos) - La premier Giorgia Meloni è tornata oggi, lunedì 16 febbraio, in Sicilia per una ricognizione nelle aree colpite dal ciclone Harry, a cominciare da Niscemi. Accompagnata dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha fatto un sopralluogo nella zona rossa del Comune di Niscemi. 

Da Niscemi la premier ha annunciato un decreto con risorse subito per 150 milioni di euro al Cdm di mercoledì. "Il decreto arriva mercoledì, è immediatamente operativo, quindi le risorse dal giorno dopo ci sono", ha annunciato la presidente del Consiglio.  

Per Niscemi abbiamo ''un commissario straordinario, che è il capo della protezione civile, il prefetto Fabio Ciciliano, perché - ha spiegato Menoli - non volendo perdere neanche un giorno di tempo così siamo già operativi con la struttura. Le risorse sono dedicate alle tre grandi priorità soprattutto: la demolizione delle case che devono essere demolite, la messa in sicurezza del territorio e ovviamente gli indennizzi per chi ha perso le case e anche per le attività produttive al netto di quello che è stato già fatto e al netto di quel che prevede il resto del decreto".  

Per quanto riguarda altre tempistiche come la definizione della fascia di rispetto che è sul fronte di frana. "Queste sono decisioni che si possono prendere su dati tecnici. Se io forzassi delle decisioni perché voglio dare delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio, sarei una pazza. Questo non lo voglio fare", ha affermato Meloni.  

"Penso che non si debba forzare per la sicurezza, la salute e per la certezza. Noi - ha sottolineato la premier - vogliamo dare delle risposte certe. Su questo non posso e non voglio dare una tempistica di cui non sono certa. Posso dire che oggi Niscemi sia il Comune più monitorato d'Europa e ci sono tutte le migliori eccellenze che noi abbiamo - avete visto il genio militare, la Protezione civile, i vigili del fuoco - e puntiamo a dare risposte certe quando lo sono. Per fare questo ci vuole del tempo, non è una decisione che si può forzare per assecondare politicamente, sarebbe irresponsabile". 

"E' stato molto importante incontrare i cittadini - ha detto Meloni dopo il sopralluogo - penso che faccia la differenza sempre quando ci si mette la faccia e si parla direttamente con le persone per capire anche quali sono le loro paure, ma anche quali sono le loro speranze. Poi ci sono quelle cose sulle quali si può rispondere positivamente, altre sulle quali magari è più difficile. Ma se non si riesce a parlare, non si possono dare queste risposte". 

"Abbiamo parlato con il sindaco di Niscemi - ha spiegato Meloni - ma anche con i comitati che rappresentano i cittadini per cercare di avere anche da loro elementi e vorremmo che fosse partecipato tutto il confronto, che poi porterà ovviamente a dover dare vita alle ordinanze. Al netto di questo stanziamento e di questo lavoro che riguarda la demolizione, la ricostruzione, gli indennizzi ai cittadini, c'è tutto un lavoro che si sta facendo sulla viabilità, sulle scuole, sulla sistemazione temporanea dei cittadini che poi dovranno cercare un'altra casa e che verranno indennizzati per poter comprare un'altra casa. E' un lavoro molto complesso - ha ammesso - ma che vorremmo che andasse in velocità. Per me qui è molto importante che non accada quello che è accaduto con la frana di fine anni 90". 

"Stiamo cercando di dare una risposta complessiva a tutti i territori coinvolti, chiaramente in raccordo con i presidenti delle Regioni interessate, Schifani, Occhiuto e Todde, mentre per Niscemi c'è il commissario straordinario Ciciliano. Per il solo Comune di Niscemi c'è uno stanziamento di 150 milioni di euro. E' un lavoro molto complesso ma che vorremmo andasse in velocità''. 

"Accolgo con grande apprezzamento il suo ritorno oggi a Niscemi e nelle altre aree interessate dall’emergenza. La sua presenza, accompagnata dal capo del Dipartimento Protezione Civile Fabio Ciciliano, conferma l’attenzione concreta verso le nostre comunità, già dimostrata con la prima visita dello scorso 28 gennaio", scrive sui social il governatore siciliano Renato Schifani. "In queste ore mi trovo a Roma per una serie di interlocuzioni istituzionali legate agli ulteriori interventi necessari, con l’obiettivo di accelerare procedure e risorse a sostegno di famiglie, imprese e amministrazioni locali - dice - La collaborazione tra Governo e Regione Siciliana è fondamentale per garantire risposte rapide ed efficaci. Continuiamo a lavorare, insieme, per assicurare alla #Sicilia il supporto e gli strumenti di cui ha bisogno in questa fase delicata". 

"Sono sicuro che il governo nazionale avrà una grande sensibilità, così come è stato da parte del governo regionale". Lo ha detto, nel corso di una diretta Fb, il sindaco di Niscemi (Caltanissetta), Massimiliano Conti. Che poi ha aggiunto: "Dobbiamo risollevarci e riguadagnare fiducia. Dobbiamo continuare la nostra vita affrontando l'emergenza con il confronto". 

 

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Categoria: politica

13:45

Cime tempestose domina il box office, secondo posto per Muccino

(Adnkronos) - 'Cime tempestose' di Emerald Fennell senza rivali al box office: con 3.666.156 euro in 4 giorni di programmazione domina il weekend degli incassi nelle sale italiane (40 milioni di dollari negli States, 82 milioni worldwide) e scalza 'Le cose non dette' di Gabriele Muccino dal primato. Ora secondo, il film del regista italiano incassa altri 928.346 euro e porta a 5.701.719 gli incassi complessivi. In terza posizione troviamo la commedia 'Agata Christian - Delitto sulle nevi', con 852.250 euro e 2.664.793 euro totali. 

'Hamnet - Nel nome del figlio' di Chloé Zhao è quarto con 543.580 euro (1.382.946 euro totali), mentre al quinto posto troviamo la new entry 'Goat - Sogna in grande', con 515.812 euro. 'Lavoreremo da grandi' di e con Antonio Albanese è sesto con 495.794 euro (1.467.825 euro totali), mentre 'Il mago del Cremlino - Le origini di Putin' di Olivier Assayas esordisce in settima posizione, con 326.905 euro (331.523 euro considerando alcune anteprime). È ancora in top ten 'Buen camino', ottavo con 288.361 euro e 76.142.237 euro totali (con 37.429 spettatori). L’altro esordio del fine settimana è il thriller 'Crime 101 - La strada del crimine', nono con 244.592 euro. Chiude la top ten 'Marty Supreme' con 210.896 euro e 4.471.336 euro complessivi. 

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Categoria: spettacoli

13:27

Erutta vulcano Kilauea: fontane di lava alte fino a 250 metri

(Adnkronos) - Nuova eruzione del vulcano Kilauea nelle isole Hawaii, con fontane di lava alte fino a 250 metri. Lo rende noto il dipartimento di vulcanologia del Servizio Geologico degli Stati Uniti, mentre sui social vengono condivisi video della spettacolare eruzione. 

Con un post su 'X' l'agenzia governativa americana spiega che la fontana della bocca sud del vulcano è ora alta 250 metri, mentre quella della bocca nord è alta 180 metri. L'eruzione ha coperto di lava almeno il 40% del fondo del cratere con 10 milioni di metri cubi di lava fuoriusciti. 

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Categoria: internazionale/esteri

13:17

Venezia, le maschere dei Carnevali della tradizione oggi protagoniste

(Adnkronos) - Dopo l’apertura della Festa Veneziana sul Canal Grande, l’edizione del Carnevale di Venezia di quest’anno entra nel vivo con uno degli appuntamenti più identitari: oggi tornano, come da tradizione, le maschere dei Carnevali storici coordinate dall'Unione nazionale delle pro loco d’Italia (Unpli) e da Fondazione Pro Loco Italia. Oltre 11 gruppi provenienti da 8 regioni italiane animeranno la città con riti, teatralità popolare, costumi artigianali e simboli comunitari, trasformando Venezia in un grande palcoscenico nazionale del patrimonio culturale immateriale. 

Per la Campania ci sarà la Pro Loco Eboli con la maschera di don Annibale, protagonista di una farsa carnevalesca di origine settecentesca che intreccia canto, musica e recitazione popolare in un rito collettivo culminante nella tarantella finale. Con la Pro Loco Olevano sul Tusciano arriverà il Carnevale dei Poveri – “La Cantata dei dodici mesi a dorso d’asino”, rappresentazione antropologica che mette in scena il ciclo dell’anno agricolo attraverso tredici figuranti simbolici. La Pro Loco Aquara presenterà la tradizionale manifestazione dei mesi, mascherata contadina in cui i dodici mesi e le stagioni raccontano in rima le fasi dell’anno agrario tra simboli di morte e rinascita. Dall’Emilia-Romagna sarà presente la Pro Loco Civitella di Romagna con le sue maschere in cartapesta realizzate artigianalmente e la tradizione dei Pasqualotti, espressione di satira e cultura romagnola. 

Il Friuli Venezia Giulia parteciperà con il Carnevale rituale del Pust di Mersino, nel territorio di Pulfero, tra le espressioni più antiche e significative delle Valli del Natisone. Una tradizione arcaica che, attraverso maschere multicolori, campanacci e cortei itineranti, rinnova il rito propiziatorio del passaggio dall’inverno alla primavera. Dal Lazio parteciperà la Pro Loco Cori con la Compagnia Rinascimentale “Tres Lusores”, impegnata nella ricostruzione filologica delle danze del XVI secolo tratte dai trattati di Fabritio Caroso, in un dialogo tra cultura di corte e tradizione popolare. 

Dalla Liguria saranno presenti le maschere storiche coordinate dalle Pro Loco del territorio: la Pro Loco di Genova porterà figure della tradizione cittadina come Capitan Spaventa, O Marcheise e O Paisan, espressioni della Commedia dell’Arte e del mondo popolare genovese; la Pro Loco Savona presenterà Re Cicciolin, simbolo identitario del Carnevale savonese e della cultura marinara; la Pro Loco La Spezia accompagnerà Batiston e Maìa, protagonisti del Carlevà spezzino con il rituale del matrimonio e del rogo finale; la Pro Loco Loano sarà rappresentata da Puè Pepin e Beciancin, maschere storiche del CarnevaLöa, celebrazione tra satira e maestria nella cartapesta. 

Dalla Sicilia parteciperà l’associazione A Maschira con la Pro Loco di San Filippo del Mela, legata alla leggenda degli Scacciùni e caratterizzata dall’imponente copricapo conico decorato da nastri multicolori, simbolo di orgoglio e memoria comunitaria. Il Comune di Misterbianco porterà i celebri “Costumi più belli di Sicilia”, autentiche opere d’arte sartoriale frutto di mesi di lavoro artigianale e simbolo di creatività collettiva. Dal Veneto sarà presente la Pro Loco Canale d’Agordo con la Zinghenésta, mascherata alpina che unisce danza, musica e teatro popolare e culmina nel tradizionale processo al Carnevale, rito catartico di passaggio alla Quaresima. Presente anche lo Zogo de l’Oca con la Pro Loco di Mirano che costituisce una delle tradizioni popolari più rappresentative della cittadina della terraferma veneziana, in provincia di Venezia.  

Dalla Sardegna parteciperà la maschera arcaica di Su Bundhu di Orani, figura antropo-bovina in sughero e orbace legata ai riti del fuoco di Sant’Antonio Abate e ai cicli agro-pastorali, simbolo ancestrale di fertilità e forza primordiale. I festeggiamenti di questo Carnevale sardo sono accompagnati da musiche tradizionali della Barbagia: i suonatori di launeddas di San vito arricchiscono l’evento con il loro suono continuo e rituale, dialogando con i gesti delle maschere e il fuoco e contribuendo a creare un’atmosfera propiziatoria e collettiva. 

“Il Carnevale – dichiara Antonino La Spina, presidente di Unpli – è un grande racconto collettivo: dietro ogni maschera c’è una comunità, dietro ogni rito c’è un territorio che resiste e si rinnova. Tornare a Venezia con le maschere dei Carnevali della tradizione significa riaffermare il valore del patrimonio culturale immateriale italiano e il ruolo fondamentale delle Pro Loco nella sua tutela e promozione”. 

“Essere presenti in un contesto internazionale come quello del Carnevale di Venezia – aggiunge Fernando Tomasello, coordinatore del Centro Studi di Fondazione Pro Loco Italia – vuol dire dimostrare che i piccoli centri custodiscono una ricchezza culturale straordinaria. Le nostre maschere non sono folklore statico, ma strumenti vivi di identità, coesione e sviluppo territoriale”. 

"La giornata del 16 febbraio non rappresenta soltanto una sfilata di costumi e personaggi, ma un vero e proprio incontro tra comunità, un momento di dialogo tra territori diversi che trovano nel Carnevale un linguaggio comune fatto di creatività, ironia, memoria e partecipazione - sottolinea l'Unpli - Venezia diventa così crocevia delle identità locali, luogo simbolico in cui il patrimonio immateriale italiano si racconta e si rinnova davanti a un pubblico nazionale e internazionale. Attraverso le Pro Loco, custodi quotidiane di tradizioni, saperi artigianali, dialetti, ritualità e pratiche collettive, Unpli riafferma il proprio impegno nella salvaguardia e nella valorizzazione delle espressioni culturali popolari, riconoscendo nel Carnevale non solo una festa, ma uno strumento di coesione sociale, promozione culturale e sviluppo sostenibile dei territori. Il Carnevale di Venezia 2026 si conferma così non soltanto un grande evento spettacolare, ma uno spazio di rappresentazione dell’Italia più autentica, quella che nei piccoli centri trova la propria energia creativa e la trasforma, anno dopo anno, in patrimonio condiviso". 

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Categoria: cronaca

13:11

Libri, mercoledì presentazione del libro 'Custodi della democrazia' di Marta Cartabia

(Adnkronos) - Il libro “Custodi della democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico” di Marta Cartabia, edito Egea, sarà presentato il prossimo 18 febbraio alle 17.30 al Centro studi americani in via Michelangelo Caetani 32 a Roma. "Le democrazie sono oggi in fase di regressione in molti paesi del mondo. Istituzioni democratiche un tempo solide e principi dati per acquisiti, come la separazione dei poteri, vengono messi sotto pressione, mentre le corti costituzionali – loro 'custodi' – si trovano al centro di attacchi che ne minacciano l’indipendenza - osserva il Centro studi americani - Eppure, sono proprio queste corti, nate dalla reazione ai totalitarismi del Novecento, che possono offrire un contributo significativo per preservare i vulnerabili principi democratici. Il cuore della vita democratica resta nelle istituzioni rappresentative".  

"Ma dalla prima sentenza della Corte italiana – che liberò la parola dalla censura fascista – alle odierne sfide della disinformazione digitale, emerge con chiarezza che le corti costituzionali svolgono un ruolo essenziale nella costruzione di una democrazia matura, vigilando anzitutto sui limiti al potere affinché essa non si trasformi in una 'tirannia della maggioranza', secondo la celebre espressione di Tocqueville. In questo quadro, Marta Cartabia rilancia la proposta di un 'costituzionalismo collaborativo' che, superando le sterili contrapposizioni tra volontà popolare e garanzie costituzionali, tra democrazia e costituzionalismo, tra governi e corti, possa tracciare la via per ricomporre conflitti che rischiano di lacerare il tessuto democratico - continua la nota del Centro studi americani - È un appello alla collaborazione tra istituzioni diverse ma complementari, ciascuna nel proprio ruolo e con le proprie specifiche funzioni, ma tutte impegnate a orientare la vita sociale ai principi costituzionali. Ed è insieme un invito alla consapevolezza civica rivolto a tutti i cittadini, e non solo agli esperti, per ricordare che la libertà e i diritti non sono conquiste definitive, ma beni fragili, da custodire e praticare insieme, ogni giorno". 

Dopo i saluti di Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani, intervengono: Giuliano Amato, presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente onorario del Centro Studi Americani, Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, Università Bocconi e presidente emerita della Corte costituzionale, Francesco Clementi, Sapienza Università di Roma e CdA Centro Studi Americani. Modera Donatella Stasio, giornalista. 

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Categoria: cronaca

13:10

Epibatidina, tossina della rana freccia: cos'è il veleno che potrebbe aver ucciso Navalny

(Adnkronos) - Il leader dell'opposizione russa Alexei Navalny, di cui oggi ricorrono due anni dalla morte, sarebbe stato ucciso utilizzando una tossina mortale presente nelle rane freccia velenose in Sud America. Tracce di epibatidina sono state trovate nei campioni del corpo di Navalny e molto probabilmente sono state la causa della sua morte in una colonia penale siberiana due anni fa, ha affermato il ministero degli Esteri del Regno Unito. Secondo l'esperta di tossicologia Jill Johnson, l'epibatidina è una neurotossina naturale isolata dalla pelle della rana freccia velenosa dell'Ecuador "200 volte più potente" della morfina, come ha dichiarato alla Bbc russa. La sostanza si trova naturalmente nelle rane freccia selvatiche del Sud America, ma può anche essere prodotta in laboratorio. 

 

Le specie note come rana freccia velenosa di Anthony e rana velenosa fantasma sono tra quelle che secernono la tossina sulla loro pelle. Sebbene l'epibatidina sia stata studiata come antidolorifico e per alleviare le dolorose condizioni infiammatorie polmonari, non viene utilizzata clinicamente a causa della sua tossicità. Secondo la Johnson, questo potente composto chimico agisce sui recettori nicotinici del sistema nervoso. Poiché stimola eccessivamente questi recettori nervosi, se non dosata correttamente può causare contrazioni muscolari, paralisi, convulsioni, rallentamento del battito cardiaco, insufficienza respiratoria e, infine, la morte, ha spiegato. 

Alastair Hay, professore di tossicologia ambientale presso l'Università di Leeds, ha dichiarato che i suoi effetti possono causare il blocco della respirazione e che "chiunque venga avvelenato muore per soffocamento". La presenza di tossina nel sangue di una persona "suggerisce una somministrazione deliberata", ha aggiunto. La tossicità dell'epibatidina può addirittura essere "aumentata dalla somministrazione concomitante di altri farmaci e queste combinazioni sono state oggetto di ricerca". L'epibatidina è estremamente rara e si trova solo in una regione geografica e solo in tracce, ha affermato la Johnson. Si ritiene che la rana freccia a cui si riferivano il ministero degli Esteri del Regno Unito e altri fosse la rana freccia di Anthony, una specie endemica dell'Ecuador e del Perù. 

 

Le rane producono la sostanza chimica mangiando cibi adatti a produrre alcaloidi, un tipo di composto organico che sintetizza l'epibatidina e la accumula nella loro pelle. Se la dieta della rana cambia, le sue riserve di epibatidina si esauriscono. "Trovare una rana selvatica nel posto giusto, che mangi esattamente il cibo necessario per produrre gli alcaloidi giusti, è quasi impossibile... quasi", ha detto la Johnson. "Si tratta di un metodo di avvelenamento umano incredibilmente raro. Gli unici altri casi di avvelenamento da epibatidina di cui sono a conoscenza sono stati condotti in laboratorio e non sono risultati fatali". Mosca ha sostenuto che Navalny sia morto per cause naturali, sebbene la vedova Yulia Navalnaya abbia sempre sostenuto che il marito sia stato "assassinato" tramite avvelenamento. 

Il Cremlino ha respinto come “infondata” la ricostruzione. “Naturalmente non accettiamo tali accuse. Non siamo d'accordo. Le consideriamo parziali e infondate”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov, ribadendo la linea ufficiale russa che esclude responsabilità dello Stato nella morte dell’oppositore. mentre l'ambasciata russa a Londra ha negato il coinvolgimento di Mosca nella morte di Navalny e ha descritto l'annuncio come "debolezza di spirito dei favolisti occidentali" e "necropropaganda". 

Hamish de Bretton-Gordon, ex alto ufficiale del Regno Unito e della NATO, nonché esperto di armi chimiche, ha affermato che le persone dovrebbero prendere tutto ciò che dice il Cremlino, compresa la morte di Navalny, "con le pinze". Ha dichiarato al programma Today di BBC Radio 4 che i paesi della NATO "hanno dimostrato di avere le prove che Navalny è stato assassinato dallo Stato". 

Al momento della sua morte, Navalny era in carcere da tre anni e in seguito era stato trasferito in una colonia penale nell'Artico. Secondo i resoconti russi, il 47enne avrebbe fatto una breve passeggiata, avrebbe detto di non sentirsi bene, poi sarebbe crollato e non avrebbe più ripreso conoscenza. 

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Categoria: internazionale/esteri

13:04

Milano Cortina, nuovo show di Sighel: l'azzurro taglia il traguardo (ancora) di spalle

(Adnkronos) - Pietro Sighel l'ha rifatto. E il pubblico di Milano ha apprezzato. L'azzurro di short track, già oro olimpico nella staffetta mista, ha dato spettacolo nelle batterie dei 500 metri alle Olimpiadi di Milano Cortina, oggi lunedì 16 febbraio. Sighel, impegnato dall'inizio della corsa in un testa a testa per il primo posto, è stato urtato a pochissimi metri dall'arrivo dal lettone Reinis Berzins, a sua volta travolto dal turco Furkan Akar. Rimasto incredibilmente in piedi sui pattini, si è girato dopo l'urto e ha tagliato il traguardo di schiena. Proprio come aveva fatto la settimana scorsa all'arrivo della staffetta mista vinta dall'Italia. In quel caso, per scelta. 

Si sono qualificati ai quarti di finale anche gli altri due azzurri, il ventenne all'esordio olimpico Lorenzo Previtali, e Thomas Nadalini, oro settimana scorsa nella staffetta mista.  

Quarti, semifinali e finali dei 500 metri maschili di short track sono in programma mercoledì 18 febbraio. 

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Categoria: milano-cortina-2026/extra

13:00

Ilia Malinin, l'odio online e la pressione infinita: il post dopo il crollo a Milano Cortina

(Adnkronos) - Il “vile odio” diffuso sui social e la “insormontabile pressione”. Così Ilia Malinin, il pattinatore statunitense ‘Dio dei quadrupli’, racconta sui social la sua versione sul crollo che venerdì scorso lo ha portato dall’essere il super favorito per l’oro a chiudere solo ottavo la gara di pattinaggio artistico maschile a Milano Cortina 2026.  

“Sul palcoscenico più grande del mondo, coloro che sembrano i più forti potrebbero ancora combattere battaglie invisibili dentro di sé”, scrive Malinin su Instagram a corredo di un video che intervalla le immagini delle sue lacrime di venerdì a Milano-Cortina con quelle sorridenti dei grandi successi che a solo 21 anni ha già collezionato. “Persino i ricordi più felici possono finire macchiati dal rumore. Il vile odio online attacca la mente e la paura la attira nell'oscurità, non importa quanto ci si sforzi di rimanere sani di mente, nonostante l'infinita e insormontabile pressione. Tutto si accumula mentre questi momenti ti scorrono davanti agli occhi, con il risultato di un inevitabile crollo. Questa è la versione della storia”, spiega Malinin. 

 

 

Oro nel team event con la squadra Usa, primo con un ampio margine dopo il programma corto, venerdì sera ‘Quad God’ scendeva in pista per ultimo, da super favorito. Gli atleti alle prime quattro posizioni provvisorie, incluso l’italiano Daniel Grassl, sono tutti caduti. La Milano Ice Skating Arena, strapiena per il prodigio a stelle e strisce, lo attendeva chiedendosi non se avrebbe vinto (quello sembrava scontato) ma se avrebbe portato per la prima volta a un’Olimpiade il quadruplo Axel. Primo elemento del suo programma e primo errore: il salto di Malinin è stato solo semplice. Da lì in avanti una spirale negativa: due cadute e salti declassati. Il backflip eseguito quasi per inerzia, è stato ininfluente sul verdetto dei giudici: quindicesimo nel programma libero, ottavo nella graduatoria finale.  

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Categoria: sport

12:49

Milano Cortina, Achille Lauro sarà alla cerimonia di chiusura all'Arena di Verona

(Adnkronos) - Achille Lauro sarà sul palco della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. Lo annuncia l'organizzazione con una nota. Tra gli artisti italiani più iconici e riconoscibili del panorama contemporaneo, si esibirà il 22 febbraio nella cornice senza tempo dell’Arena di Verona. Dopo il successo della cerimonia di apertura, e nel pieno delle emozioni delle competizioni sportive, l’annuncio della partecipazione di Achille Lauro, aggiunge nuovi dettagli sul gran finale.  

La cerimonia di chiusura, realizzata in collaborazione di Filmmaster, sarà il momento simbolico in cui Milano Cortina 2026 si trasformerà in memoria collettiva: un saluto al mondo, una celebrazione degli atleti, dei valori Olimpici e dell’eredità culturale che l’Italia vuole lasciare. Un appuntamento che unirà spettacolo, emozione e visione, destinato a restare nella storia.  

In questo contesto si inserisce la presenza di Achille Lauro, cantante romano, ma nato a Verona, e icona del pop contemporaneo, capace di superare i confini della musica e muoversi tra moda, performance art e immaginario simbolico. La sua identità artistica, riconosciuta anche a livello internazionale, si distingue per una forte capacità narrativa: ogni apparizione diventa un racconto riconoscibile e carico di significato. Artista acclamato dal grande pubblico e dalla critica, Achille Lauro ha calcato alcuni dei palchi più importanti in Italia e all’estero, costruendo un percorso segnato da sperimentazione, libertà espressiva e continua evoluzione. Una trasversalità culturale che lo rende l’interprete ideale di un evento che vuole parlare al mondo, attraversando generazioni e linguaggi.  

La sua partecipazione trova una connessione naturale con il concept della cerimonia di chiusura, intitolata 'Beauty in Action'. Il titolo è un tributo alla bellezza in movimento: quella che vive nello sport, si riflette nell’arte, nasce dalle relazioni umane e prende forma nei luoghi che ospitano i Giochi. Achille Lauro incarna pienamente lo spirito dell’evento. La sua presenza contribuirà a creare un momento memorabile, rafforzando l’attrattiva internazionale della Cerimonia e la connessione con le nuove generazioni. Il legame tra l’artista e Milano Cortina 2026 si è già espresso in occasione del suo ruolo di tedoforo, confermando una relazione fondata su valori condivisi e su una visione comune della cultura come strumento di unione.  

La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 non sarà solo la celebrazione dei successi sportivi, ma un momento destinato a lasciare un’eredità culturale duratura per Verona e per l’Italia. In questo atto finale dei Giochi, la musica si affermerà come linguaggio universale, capace di celebrare insieme unità e diversità e di trasformare l’evento in un’esperienza realmente condivisa.  

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Categoria: milano-cortina-2026