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13:54

Lombardo (Gruppo Sanit): "Contro la fuga dei medici puntiamo su under 30 e formazione"

(Adnkronos) - "Abbiamo scelto deliberatamente di puntare sui giovani neolaureati, con un'età media dei nostri dipendenti di 25-26 anni. Preferiamo assumere persone che non hanno esperienza pregressa, così possiamo formarle secondo i nostri standard di qualità e il nostro approccio al paziente". Così Ermanno Lombardo, amministratore del Gruppo Sanit, in una nota spiega la strategia innovativa nel reclutamento e nella formazione dei giovani professionisti sanitari. Questa filosofia - si legge - si contrappone nettamente alla situazione del settore pubblico, dove nell'ultimo decennio il numero di occupati sanitari è crollato da 74.206 a 59.784 unità, con una perdita di 14.422 professionisti. Un dato che evidenzia le difficoltà strutturali del Servizio sanitario nazionale nel trattenere e valorizzare il proprio personale, mentre il privato sta costruendo un modello alternativo basato sulla formazione continua e sulla valorizzazione dei giovani talenti.  

Il settore sanitario italiano - ricorda il gruppo - sta affrontando una crisi del personale senza precedenti, con il Servizio sanitario nazionale che paga i propri medici il 76% in meno rispetto ai colleghi olandesi e il 72,3% in meno rispetto a quelli tedeschi. Un divario retributivo che sta spingendo sempre più professionisti verso il settore privato, dove negli ultimi 5 anni si è registrato un incremento complessivo di 29.918 unità tra pubblico e privato, ma con una netta preferenza per le strutture private. La strategia di reclutamento messa in atto dal Gruppo Sanit prevede l'inserimento di neolaureati tra i 21 e i 22 anni, che iniziano un percorso formativo strutturato all'interno dell'azienda. “I nostri collaboratori più senior hanno ora 29-30 anni, mentre i nuovi ingressi partono dai 21-22 anni appena laureati - sottolinea Lombardo - Questo ci permette di creare una cultura aziendale solida". 

Il paradosso del sistema sanitario italiano emerge anche dai dati prospettici, evidenzia il gruppo. Entro il 2032 è previsto un surplus di oltre 32mila medici, nonostante l'attuale percezione di carenza. Questo apparente controsenso si spiega con la distribuzione disomogenea dei professionisti e con la crescente attrattività del settore privato rispetto al pubblico. Nel 2022 il personale sanitario totale in Italia ammontava a 727.169 unità, di cui 625.282 dipendenti del Ssn, ma la tendenza mostra un progressivo spostamento verso il privato. Particolarmente significativo è l'incremento del personale infermieristico e ostetrico, cresciuto del 7,8% tra il 2019 e il 2023, raggiungendo le 289.545 unità. Questo aumento, tuttavia, non è distribuito uniformemente tra pubblico e privato, con quest'ultimo che mostra maggiore capacità di attrazione grazie a condizioni lavorative più flessibili e percorsi di carriera più rapidi.  

"La nostra visione è quella di portare la salute e la prevenzione dove serve, vicino alle persone - chiarisce Lombardo - Non vogliamo creare grandi cliniche centralizzate, ma strutture di prossimità distribuite sul territorio, rendendo le cure accessibili a tutti". Questo approccio, riporta la nota, si traduce in un modello che privilegia la capillarità rispetto alla concentrazione. 

La formazione dei giovani professionisti rappresenta un investimento strategico per il futuro del settore. "Cerchiamo giovani che non abbiano ancora sviluppato abitudini lavorative consolidate - precisa Lombardo - In questo modo possiamo impostare un metodo di lavoro che unisce professionalità e attenzione al paziente, evitando sia l'approccio freddo sia quello troppo informale delle piccole strutture". 

Questa strategia - conclude la nota - si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione del settore sanitario, dove la competizione per i talenti diventa sempre più accesa. Mentre il pubblico fatica a rinnovare il proprio organico e a trattenere i professionisti più qualificati, il privato sta costruendo un modello alternativo basato su formazione continua, valorizzazione dei giovani e condizioni lavorative competitive. La sfida per il futuro sarà mantenere un equilibrio tra pubblico e privato che garantisca l'accesso universale alle cure, valorizzando al contempo i professionisti sanitari attraverso percorsi di carriera attrattivi e condizioni lavorative adeguate. In questo scenario, l'investimento sui giovani e sulla loro formazione rappresenta una delle chiavi per costruire un sistema sanitario sostenibile e di qualità. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: salute

13:52

Barilla sostiene Dynamo Camp donando 40mila confezioni di Abbracci Mulino Bianco

(Adnkronos) - Barilla sarà al fianco di Dynamo Camp per la raccolta fondi 'Biscotti di felicità'. Si tratta del primo grande evento di piazza nazionale di Dynamo, uno dei primi centri italiani di Terapia Ricreativa per bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, che toccherà 18 regioni e oltre 100 piazze italiane il 14 e il 15 marzo. Ad accompagnare lo staff della Fondazione ci saranno 3.000 volontari, tra cui alcuni dipendenti del Gruppo Barilla, che distribuiranno 40mila biscottiere in edizione limitata Dynamo contenenti una confezione di Abbracci Mulino Bianco. L’azienda di Parma affianca la Fondazione non solo con la donazione di prodotto, ma contribuendo alla copertura di una parte rilevante dei costi dell’iniziativa, compresa la produzione delle speciali latte che contengono i biscotti.  

Tramite una donazione, gli aderenti potranno sostenere il progetto, nato per sensibilizzare sul grave isolamento personale, sociale ed economico che vivono molte famiglie con figli affetti da gravi patologie o disabilità, e volto a sostenere i programmi di Dynamo dedicati a bambini, ragazzi e famiglie. Il messaggio della mobilitazione, racchiuso nel motto “Aiutaci a moltiplicare la felicità”, vuole esprimere vicinanza e fiducia: l’abbraccio è il simbolo di un sostegno concreto alle famiglie e di una responsabilità condivisa da tutta la comunità. 

“In Barilla crediamo che il cibo possa essere un potente veicolo di vicinanza e condivisione. Con ‘Biscotti di felicità’ vogliamo trasformare un gesto semplice, come donare e ricevere un biscotto, in un segno concreto di supporto alle famiglie che affrontano ogni giorno la complessità di una patologia grave. Essere al fianco di Dynamo Camp significa stare vicino a queste famiglie con un aiuto reale e tangibile”, ha dichiarato il Gruppo Barilla. 

 

La partnership tra Barilla e Dynamo Camp ha inizio nel 2019 e si inserisce nel più ampio percorso di Diversity & Inclusion che l’azienda di Parma porta avanti da anni. Nel Gruppo sono attivi 17 Employee Resource Group in tutto il mondo, che coinvolgono circa 2.000 collaboratori. Si tratta di gruppi volontari organizzati, guidati e formati dalle persone Barilla con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale ancora più inclusiva e stimolare il cambiamento all’interno dell’azienda. Tra questi spicca ThisAbility, il programma dedicato a valorizzare i talenti delle persone con disabilità. Creato nel 2018, è formato da volontari che credono nel percorso “dalla disabilità alla possibilità” e che lavorano per promuovere un ambiente di lavoro inclusivo.  

Le persone Barilla partecipano attivamente ai programmi di volontariato presso Dynamo Camp, con l’obiettivo di contribuire a dare ai giovani ospiti momenti di svago e benessere in un ambiente sicuro e stimolante. Inoltre, i volontari saranno in piazza insieme allo staff di Dynamo per 'Biscotti di Felicità', la grande campagna di solidarietà che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere la partecipazione gratuita di famiglie con bambini affetti da patologie gravi o croniche ai programmi di Dynamo Camp. Tutte le attività per gli ospiti sono strutturate secondo il modello della Terapia Ricreativa Dynamo, che ha obiettivi di svago e divertimento ma anche e soprattutto di essere di stimolo alle capacità, sostenendo la fiducia in sé stessi e la speranza, con benefici di lungo periodo sulla qualità di vita. Le principali attività proposte sono arrampicata, tiro con l’arco, attività in acqua, fattoria e cavallo, circo, orti, ceramica, hip hop, rap, storie magiche, Dynamo Art Factory, Radio Dynamo, Dynamo Studios e Dynamo Musical. 

Dynamo Academy ha collaborato con Barilla anche in occasione della nascita del Barilla Innovation & Technology Experience, il nuovo centro di ricerca e sviluppo dell’azienda di Parma, creando percorsi tattili e per ipovedenti, arredi flessibili e ascensori per ogni scala favorendo una relazione armoniosa tra persone e spazi. L’evento coinvolgerà le seguenti città italiane: Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli, Bari, Belluno, Bergamo, Biella, Bologna, Brescia, Campobasso, Carpi, Casale Monferrato, Castiglione delle Stiviere, Como, Cremona, Cuneo, Firenze, Forlì, Genova, Imola, La Spezia, Latina, Lecce, Lecco, Legnano, Livorno, Lodi, Lucca, Mantova, Massa, Melfi, Milano, Modena, Monza, Napoli, Novara, Padova, Palermo, Parabiago, Parma, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Prato, Ravenna, Rho, Rimini, Roma, Saronno, Savona, Seveso, Siena, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varazze, Varese, Venezia, Verona, Viareggio, Vicenza. L’elenco completo è disponibile su www.dynamocamp.org. Per chi non potrà partecipare di persona, l’adesione sarà possibile anche online (Regali Solidali Dynamo - Quando un gesto semplice fa la differenza). 

 

Categoria: economia

13:33

Birra Heineken lancia nuova campagna su scelta analcolica

(Adnkronos) - Serve davvero un motivo particolare per scegliere una birra analcolica? Heineken risponde con un deciso no e ribalta il pregiudizio con '0.0 Reasons Needed', la campagna globale dedicata a Heineken 0.0, da oggi al via anche in Italia. In un’epoca in cui le abitudini di consumo stanno cambiando e la moderazione entra in modo sempre più naturale nei momenti di convivialità, il brand assume un ruolo centrale nel guidare l’evoluzione del segmento e contribuire a superare i pregiudizi che lo circondano. La campagna rivendica la libertà di scegliere, celebrando uno stile di vita equilibrato e consapevole. Non è questione di dover fare a meno di qualcosa, ma è una possibilità in più, da scegliere liberamente, quando e come si desidera. 

Firmata da LePub, la campagna - disponibile da oggi sulle piattaforme digitali e sui canali social del brand - smonta con ironia e leggerezza i più comuni automatismi legati alla scelta analcolica. Attraverso scene comuni di vita quotidiana, lancia un messaggio semplice e diretto: non serve alcuna ragione speciale per bere una Heineken 0.0, se non il piacere del suo gusto inconfondibile. Un progetto che celebra una nuova socialità senza limiti, rispondendo in modo concreto alle esigenze dei consumatori. 

Il nuovo spot, diretto da Hanna Maria Hendrich, gioca con uno degli stereotipi più diffusi: chi beve una birra analcolica viene immediatamente associato al ruolo del 'guidatore designato'. Con tono ironico mostra invece come la scelta di una Heineken 0.0 possa nascere semplicemente dal piacere del suo gusto rinfrescante e dal desiderio di godersi il momento, in totalità. Una narrazione che si inserisce in un cambiamento culturale più ampio e, come prima birra analcolica e leader della categoria, Heineken 0.0 si fa portavoce di un approccio aperto e libero da preconcetti. 

“In Heineken - commenta Michela Filippi, Marketing Director di Heineken Italia - lavoriamo da anni per ampliare le possibilità di scelta dei consumatori, contribuendo a rendere la moderazione un’opzione sempre più naturale e quotidiana. Oggi, vediamo chiari segnali di cambiamento: sempre più persone, soprattutto tra i più giovani, scelgono la birra analcolica per accompagnare la convivialità in diversi momenti, dal pranzo con gli amici alle pause in ufficio, fino all’aperitivo. Con ‘0.0 Reasons Needed’ vogliamo contribuire a questo cambiamento culturale, liberando le persone dal bisogno di giustificare le proprie scelte: che sia per una necessità o semplicemente per piacere, scegliere una Heineken 0.0 deve essere una questione di gusto". 

La campagna arriva in un momento di forte sviluppo e ridefinizione del segmento analcolico. Secondo una recente ricerca condotta da Heineken Italia in collaborazione con AstraRicerche nell’ambito della campagna Together, la birra analcolica è oggi una scelta sempre più diffusa e consapevole, soprattutto tra Genz e Millennials, tanto che più di 1 giovane su 3 (33,6%) la considera una valida alternativa alla birra tradizionale. Questa evoluzione si riflette anche nelle occasioni di consumo, sempre più ampie e trasversali: dalla socialità quotidiana, come aperitivi e cene, fino a momenti più funzionali come lo sport o il lavoro. Il 40,2% di Millennials e Gen Z dichiara di sceglierla prima o dopo l’attività sportiva, mentre il 13% la utilizza in vista di momenti importanti come esami, presentazioni o colloqui. La 0.0 entra così anche nei luoghi di lavoro: l’8,2% degli intervistati la consuma durante una pausa o un brainstorming. A guidare questa evoluzione è anche una crescente attenzione al gusto: per il 61% dei giovani italiani, infatti, il sapore è comparabile a quello della birra alcolica. 

Heineken 0.0 si conferma così protagonista di questa evoluzione, offrendo una lager analcolica dal gusto pieno e distintivo, pensata per accompagnare ogni momento della giornata senza rinunce. Con '0.0 Reasons Needed', il brand rafforza il proprio ruolo di leader della categoria e continua a promuovere una cultura del consumo più consapevole, inclusiva e libera da pregiudizi. Un impegno che valorizza la moderazione come scelta personale e sempre più parte della quotidianità. 

 

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Categoria: economia

13:31

Tommaso Paradiso si sposa? Prima Sanremo, poi le nozze: il video conferma

(Adnkronos) - Tommaso Paradiso si sposa? Il cantante, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2026, ora sarebbe pronto a convolare a nozze con la compagna Carolina Sansoni.  

Il cantante ha scelto un modo 'sanremese' per annunciare la grande notizia: ha pubblicato un video su TikTok in cui appare accanto alla campagna mentre i due si divertono a eseguire la celebre coreografia di 'Per sempre sì', il brano vincitore della 76esima della kermesse canora. A suggellare il momento, nell'ultima mossa della coreografia, spicca il dettaglio del vistoso anello indossato da Sansoni. Un gesto che confermerebbe quindi la proposta di matrimonio.  

 

 

Tommaso Paradiso è legato sentimentalmente da diversi anni alla compagna Carolina Sansoni, imprenditrice e fondatrice dell'agenzia 'Talk in Pills' e di 'Denoise Design', una start-up che mescola creatività e moda. I due si sono conosciuti nel 2017 a una partita di calcio e da quel momento non si sono più lasciati. La coppia oggi vive a Roma con gli amatissimi cani Ugo e Pina, e nell'aprile del 2025 è nata la loro prima figlia, Anna. 

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Categoria: spettacoli

13:28

Meloni 'decapitata' dalla ghigliottina, il video choc dal Carnevale di Reggio Emilia

(Adnkronos) - Giorgia Meloni ghigliottinata: ecco l'ultima trovata degli haters della presidente del Consiglio. In un video choc, ripubblicato sui social dai canali di Fratelli d'Italia, e risalente come scrive il Secolo d'Italia a una sfilata del 'Carnevale popolare' di Reggio Emilia di sabato 28 febbraio, un ragazzo vestito da boia - felpa nera e volto coperto da un passamontagna dello stesso colore - con un'ascia di cartone in mano, si prodiga nel tagliare la testa (di carta) della premier italiana davanti a una riproduzione della ghigliottina tra le grida di giubilo di chi assiste alla scena. 

 

Non è solo Meloni, però, a finire sotto i colpi della scure. Tra le 'teste' riconoscibili che potrebbero aver ricevuto lo stesso trattamento si intravede anche quella del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. "Collezionali tutti", c'è scritto in un cartello verde posto sotto il patibolo. Così come accanto si scorge una 'ruota della fortuna' con una freccia che indica il cognome 'Meloni', ma anche quello di 'Bibi', di Viktor Orban, Donald Trump e persino Vladimir Putin, scritto Peoutin, ed Elon Musk, coperto però dall'erba che di fatto ne ostruisce la visuale. 

"Ecco come certi centri sociali promuovono valori come tolleranza e rispetto di cui tanto si vantano. Quello andato in scena a Reggio Emilia durante il carnevale è uno spettacolo degradante che non diverte nessuno. La loro violenza, seppur simbolica, è il segno di un vuoto politico e culturale che provano a riempire con l’odio. Vergognatevi e chiedete scusa", scrivono sui social da Fdi. 

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Categoria: politica

13:18

Iran, con conflitto in Medio Oriente in rialzo dollaro e oro: cosa cambia

(Adnkronos) - Il dollaro e l’oro sono in rialzo sui mercati dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente dopo l'attacco di Israele e Usa contro l'Iran. Gli investitori, infatti, si stanno orientando verso asset considerati beni rifugio. Il conflitto ha “scosso la fiducia degli investitori in tutto il mondo” e “provocato un massiccio disimpegno dagli investimenti rischiosi, facendo salire il valore dei beni rifugio come l’oro e il dollaro”, commenta Patrick Munnelly, analista di Tickmill.  

Dopo essere balzato di oltre l’1% rispetto alla valuta britannica, che ha toccato il livello più basso contro il dollaro da metà dicembre, il biglietto verde guadagnava lo 0,65% sulla sterlina intorno alle 11.25 a 1,3394 dollari. La valuta americana avanzava anche dello 0,57% rispetto all'euro, a 1,1745 dollari per un euro, e dello 0,49% nei confronti della valuta giapponese, a 156,82 yen per un dollaro. 

L’oro guadagnava dal canto suo il 2,05%, a 5.387,30 dollari l’oncia, avvicinandosi al suo record storico di quasi 5.600 dollari l’oncia raggiunto a fine gennaio. I principali armatori mondiali evitano ormai lo strategico stretto di Hormuz, attraverso il quale transita il 20% del consumo mondiale di petrolio, perturbando così l’approvvigionamento globale. L’impennata dei prezzi degli idrocarburi tende inoltre a rafforzare il dollaro, valuta favorita poiché è quella in cui il petrolio è denominato. 

Il dollaro beneficia anche dello status degli Stati Uniti come primo produttore mondiale di petrolio, mentre “l’euro e lo yen sono legati a Paesi importatori che pagano più cara la loro energia”, sottolinea Stephen Innes di Spi Am. Così, “quando la bolletta energetica aumenta”, la loro “valuta ne subisce le conseguenze”, osserva l’analista.  

L’aumento dei prezzi dell’energia rischia inoltre di compromettere il rallentamento dell’inflazione, il che potrebbe dissuadere la Fed dall’abbassare i tassi di interesse troppo rapidamente, con il rischio di non riuscire poi a contenerla. "Il mercato si interroga sulla pertinenza di due tagli dei tassi americani quest’anno", che finora erano previsti, rileva Innes. Lo stesso rischio inflazionistico incombe anche nell’area euro, dove "alla luce delle tensioni commerciali e geopolitiche, i rischi di stagflazione potrebbero riemergere", secondo Ipek Ozkardeskaya, analista di Swissquote Bank. 

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Categoria: economia

12:50

Iran, nuovi attacchi contro i Pasdaran a Teheran: il video dei raid senza sosta

(Adnkronos) - Nuovo attacco su vasta scala oggi, lunedì 2 marzo, nel cuore di Teheran, nel terzo giorno dell'operazione congiunta Usa-Israele contro l'Iran. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato che "l'aeronautica militare israeliana, sotto la guida dell'intelligence israeliana, ha avviato un ulteriore ampio attacco contro obiettivi del regime terroristico iraniano". L'aggiornamento arriva dopo che i media iraniani avevano riferito di esplosioni udite nella capitale. Si tratta della sesta ondata di attacchi dall'inizio dell'operazione militare 'Ruggito del Leone', precisa Sky News. Decine i video postati sui social, dove si vedono raid continui di diversi minuti contro le posizioni dei Guardiani della Rivoluzione 

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Categoria: altro

12:46

Italiani bloccati a Dubai e nel Golfo, cosa rischiano e cosa aspettarsi

(Adnkronos) - Decine di migliaia di italiani si trovano improvvisamente “incastrati” tra Emirati Arabi Uniti, Oman, Bahrein e Qatar: chi era arrivato per una vacanza al sole di Dubai, chi stava solo facendo scalo verso l’Asia o l’Oceania, chi lì vive e lavora da anni. Nel giro di poche ore, quella che per molti è la capitale globale del turismo e del transito aereo si è trasformata in una città sotto attacco, con scie di intercettori nel cielo e boati nella notte. E mentre l’Iran continua a lanciare missili e droni contro gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo, l’incognita è una sola: quanto durerà questa sospensione forzata, e quanto è vicino il punto di rottura della stabilità regionale. 

Secondo i dati del governo italiano, nell’area mediorientale oggi sotto pressione si trovano oltre 58 mila connazionali, tra residenti e viaggiatori. A Dubai da sola si stima una comunità di circa 20 mila italiani stabili, a cui si aggiungono centinaia di turisti e passeggeri in transito rimasti bloccati per la chiusura a singhiozzo dello spazio aereo e la cancellazione di migliaia di voli. Il cuore del problema è proprio la funzione degli Emirati e del Qatar come hub globali: chi parte da Roma o Milano per Bangkok, Bali, Sydney o Tokyo passa quasi sempre da Dubai, Abu Dhabi o Doha. 

In queste ore negli aeroporti, nelle lounge e perfino nelle navi da crociera ferme in porto, si incrociano storie simili. C’è chi è partito per una vacanza sul Golfo e si ritrova in cabina a seguire le breaking news, in attesa di capire se e quando potrà essere imbarcato su un volo di rientro. C’è chi doveva sbarcare a Doha per prendere un volo serale per l’Italia e si è visto chiudere davanti, nel giro di pochi minuti, sia lo scalo qatariota che quello di partenza. E ci sono i residenti, dalla classe media degli expat alle professionalità più qualificate, che oscillano tra la volontà di rimanere al proprio posto di lavoro e la tentazione di mandare in anticipo famiglia e figli in Europa. 

La Farnesina ha attivato una task force dedicata, con l’Unità di crisi che invita a registrarsi, a mantenere i contatti con ambasciate e consolati e soprattutto a restare negli alloggi o negli hotel seguendo le indicazioni delle autorità locali. Il messaggio politico, per ora, è doppio: da un lato rassicurare – “non corrono gravi pericoli” – dall’altro preparare il terreno a un possibile rientro scaglionato, senza evocare ancora apertamente ponti aerei o evacuazioni straordinarie. 

Per comprendere il contesto in cui si muovono gli italiani sul posto occorre guardare al quadro più ampio del Golfo. Dopo il massiccio attacco congiunto Stati Uniti–Israele contro infrastrutture militari iraniane, Teheran ha risposto con una pioggia di missili balistici, missili da crociera e droni contro una serie di obiettivi nella regione. Non era mai accaduto nella storia che tutti i Paesi della regione fossero colpiti nello stesso momento. Nel mirino non ci sono formalmente le monarchie del Golfo, ma le basi americane, gli asset israeliani e le infrastrutture che supportano l’apparato militare occidentale. Il problema, però, è che queste strutture convivono con aeroporti civili, quartieri residenziali, hub energetici e finanziari che sostengono economie profondamente globalizzate. 

Gli Emirati Arabi Uniti, e in particolare Dubai e Abu Dhabi, dispongono di uno degli scudi aerei più sofisticati al mondo, con sistemi stratificati come Thaad, Patriot, batterie a corto raggio e difese dedicate ai droni. I numeri diffusi nelle ultime ore parlano di un tasso di intercettazione molto elevato, superiore al 90 per cento per missili e droni diretti contro il territorio emiratino. Ma la guerra moderna ha un effetto collaterale sottovalutato: anche quando lo scudo funziona, i detriti ricadono a terra. È così che si spiegano gli incendi sull'isola artificiale di Palm Jumeirah, i danni alle strutture aeroportuali e agli hotel di lusso come il 7 stelle Burj Al Arab, le vetrate infrante, e anche le prime vittime civili. 

Doha vive una situazione simile, seppur con numeri più contenuti. Il Qatar ha intercettato la maggior parte dei vettori diretti verso la base di Al Udeid, ma ha comunque registrato feriti per le schegge dei missili abbattuti e un clima di tensione che ha portato alla sospensione temporanea dei voli e allo spostamento delle lezioni scolastiche online. L’immagine di “porto sicuro” del Golfo, costruita per decenni su stabilità, neutralità diplomatica e potenza economica, è incrinata da un dato nuovo: la guerra può arrivare, anche solo per poche ore, sopra le teste di milioni di residenti e di visitatori internazionali. 

Nella crisi in corso l’Arabia Saudita è il grande attore che, per ora, cerca di restare un passo indietro rispetto al fronte diretto. Il regno ha già sperimentato sulla propria pelle quanto possano essere vulnerabili le sue infrastrutture: dall’attacco agli impianti di Abqaiq e Khurais nel 2019, attribuito alla combinazione di droni e missili di matrice iraniana, Riad ha investito massicciamente in sistemi di difesa aerea stratificati e in un coordinamento sempre più stretto con Washington. 

Anche in questi giorni lo spazio aereo saudita è parte integrante del quadro di rischio. Alcuni vettori iraniani hanno sorvolato o lambito l’area di responsabilità saudita, e il timore, a Riad, è duplice: da un lato la possibilità di errori di calcolo o di traiettorie che si trasformino in impatti sul territorio; dall’altro il ruolo dei proxy filo-iraniani nello Yemen, gli Houthi, che già in passato hanno colpito aeroporti, oleodotti e impianti petroliferi sauditi con droni e missili. Pur non essendo il bersaglio principale dell’ondata attuale, l’Arabia Saudita ospita infrastrutture energetiche e militari che restano tra gli obiettivi più sensibili di qualunque strategia di pressione iraniana. 

Per gli italiani e per gli altri stranieri che vivono o transitano nel regno, questo si traduce in una situazione di vigilanza alta ma non ancora in un blocco sistematico: i cieli sauditi restano una possibile valvola di sfogo per le riprotezioni, ma il margine di manovra dipende direttamente da quanto l’Arabia Saudita riuscirà a restare ai margini – e non al centro – della prossima fase del confronto. 

Al centro di questo scenario c’è una domanda chiave: quanto a lungo l’Iran può continuare a colpire? La risposta che emerge dalle analisi di think tank e media dell’area è che Teheran conserva una capacità significativa di attacchi a ondate, ma non illimitata. Prima dell’attuale crisi, le stime di intelligence parlavano di un arsenale di migliaia di missili balistici e di una produzione industriale in crescita, con l’obiettivo dichiarato di poter lanciare in futuro ondate massicce da migliaia di vettori. 

Gli attacchi degli ultimi giorni hanno già consumato una quota rilevante di questi stock, ma l’Iran non si affida solo alle scorte. Negli ultimi anni ha investito molto nel rafforzare il proprio complesso militare-industriale, nelle cosiddette “città dei missili” sotterranee e nella capacità di produrre droni kamikaze in serie. Dai messaggi dei Pasdaran emerge un elemento di fondo: Teheran sembra voler dimostrare che può proseguire questa campagna il tempo sufficiente a logorare le difese dei suoi avversari, più che annientare obiettivi specifici. 

Ma forse il vero moltiplicatore di potenza iraniano non è interno, bensì esterno: la rete di gruppi armati alleati che compongono l’“Asse della Resistenza”. Dallo Yemen delle milizie Houthi all’Iraq delle forze di mobilitazione popolare, fino a Hezbollah in Libano, Teheran ha costruito una cintura di proxy in grado di colpire basi americane, infrastrutture energetiche, rotte marittime e obiettivi israeliani su più fronti. In questo momento non tutti sono mobilitati al massimo livello, ma la possibilità che gli attacchi si estendano e si intensifichino tramite questi attori è uno degli scenari che più preoccupano le monarchie del Golfo. 

La logica di fondo è asimmetrica: un drone o un missile iraniano costa relativamente poco, un intercettore lanciato dai sistemi di difesa del Golfo o dagli Stati Uniti costa molto di più. È una guerra di inventari e di bilanci, in cui l’obiettivo non è necessariamente vincere una battaglia decisiva, ma consumare nel tempo le riserve e la capacità di resistenza dell’avversario. 

Le dichiarazioni pubbliche puntano a una linea di equilibrio complessa. Da un lato, Emirati e Qatar ribadiscono di non essere parte belligerante, insistono sul fatto che il loro territorio viene usato come piattaforma militare dagli alleati ma che le loro società restano aperte, ordinate, funzionanti. La parola d’ordine, sui media locali, è evitare il panico: mostrare immagini di intercettazioni efficaci, evidenziare la rapidità con cui gli incendi vengono domati, rassicurare sulla continuità dei servizi di base. 

Dall’altro lato, cresce l’irritazione per essere diventati, di fatto, il campo di battaglia altrui. Le prese di posizione di figure di spicco emiratine – che ricordano all’Iran che “la vostra guerra non è con i vicini” – esprimono l’insofferenza per una situazione in cui la scelta strategica di ospitare basi americane si traduce oggi nel pagare il prezzo politico, economico e psicologico degli attacchi di rappresaglia. Negli articoli di analisi pubblicati da media regionali emerge un leitmotiv: se le ondate iraniane dovessero continuare con la stessa intensità per un’intera settimana, la pressione interna e internazionale sui governi del Golfo per passare da spettatori colpiti ad attori militari veri e propri aumenterebbe sensibilmente. Lo stesso scenario è stato disegnato da Kobi Michael, esperto israeliano dell’Inss, in un’intervista all’Adnkronos . 

In altre parole, più l’Iran insisterà, più la possibilità che Emirati e Arabia Saudita partecipino a operazioni dirette contro obiettivi iraniani, o quantomeno diano mano più libera agli Stati Uniti, smetterà di essere un tabù. È questo il punto in cui una crisi “gestibile” può trasformarsi in un conflitto regionale aperto. 

Guardando alle prossime 72 ore, lo scenario che si delinea nelle analisi dei media del Golfo e medio-orientali è fatto di biforcazioni molto nette. Una prima traiettoria è quella della de escalation controllata: l’Iran potrebbe considerare soddisfatta la propria esigenza di dimostrazione di forza e ridurre la frequenza degli attacchi, lasciando spazio a una mediazione diplomatica guidata da attori come Oman, Qatar e Turchia. In questo caso assisteremmo a una riapertura graduale e “a finestre” degli spazi aerei, con una lenta ripresa dei voli commerciali e, per gli italiani, a rientri scaglionati nell’arco di alcuni giorni, a partire da studenti, gruppi organizzati e categorie considerate più fragili. 

Un secondo scenario è quello dello stallo a bassa intensità: attacchi intermittenti, calibrati per mantenere la pressione ma senza superare la soglia oltre la quale gli Stati del Golfo si sentirebbero costretti a intervenire apertamente. Qui la parola chiave sarebbe incertezza: aeroporti che aprono e chiudono a seconda delle finestre di rischio, compagnie aeree che riprogrammano in corsa, viaggiatori costretti a prolungare la permanenza in hotel o presso amici e parenti. Per gli italiani vorrebbe dire permanenze forzate anche di una settimana o più, affidandosi a riprotezioni creative via scali alternativi come Mascate, Il Cairo, Riad o persino scali più lontani. Per chi arriva dall’Asia, visto che sono chiusi sia lo spazio aereo a nord (Russia) che al sud (Iran e Golfo) al momento l’unico “corridoio” percorribile è quello che passa dagli “stan” (Pakistan, Uzbekistan, Turkmenistan), sorvola l’Azerbaigian, e poi usa la Turchia come punto di scalo, con Istanbul al centro di un grande puzzle di voli riprotetti.  

Il terzo scenario, il più temuto, è quello dell’escalation regionale. In questa ipotesi, la combinazione tra persistenza degli attacchi iraniani, mobilitazione piena dei proxy e pressione interna porterebbe almeno alcuni Stati del Golfo ad accettare un ruolo più diretto in azioni contro l’Iran. A quel punto lo spazio aereo civile di gran parte della regione potrebbe essere chiuso o estremamente limitato per un periodo più lungo, e l’Italia – insieme ad altri Paesi europei – potrebbe trovarsi costretta a organizzare voli speciali, anche militari, con finestre temporali ristrette e priorità per categorie particolari di cittadini. 

Per ora, però, non siamo ancora a questo punto. Le città del Golfo non sono in uno stato di guerra totale: la vita continua, seppur con la nuova abitudine di alzare gli occhi al cielo quando si sente un boato. Per gli italiani che si trovano a Dubai, Abu Dhabi o Doha la sfida è gestire una crisi fatta di attese, informazioni frammentarie, decisioni da prendere in condizioni di incertezza. È una crisi che mette alla prova non solo le difese antimissile e le diplomazie, ma anche la fiducia in quei luoghi che, fino a ieri, erano le capitali indiscusse della sicurezza e della prevedibilità nel cuore di un Medio Oriente instabile. (di Giorgio Rutelli) 

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Categoria: internazionale/esteri

12:36

Pisa-Bologna: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Trasferta di campionato per il Bologna. Oggi, lunedì 2 marzo, i rossoblù sfidano il Pisa - in diretta tv e streaming - all'Arena Garibaldi nella 27esima giornata di Serie A. La squadra di Italiano arriva dalla vittoria per 1-0 contro il Brann ai playoff di Conference League, che ha garantito l'accesso agli ottavi di finale, mentre nell'ultima giornata di campionato aveva vinto con lo stesso risultato contro l'Udinese. Il Pisa invece nell'ultimo turno è stato battuto dalla Fiorentina 1-0 al Franchi. 

 

La sfida tra Pisa e Bologna è in programma oggi, lunedì 2 marzo, alle ore 18.30. Ecco le probabili formazioni: 

Pisa (3-5-2): Nicolas; Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov; Touré, Aebischer, Loyola, Marin, Iling Junior; Moreo, Durosinmi. All. Hiljermark 

Bologna (4-3-3): Skorupski; De Silvestri, Vitik, Lucumi, Joao Mario; Sohm, Freuler, Pobega; Orsolini, Dallinga, Dominguez. All. Italiano 

 

Pisa-Bologna sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, disponibili tramite smart tv. Il match si potrà seguire anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn. 

 

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Categoria: sport

12:32

Conti pubblici, nel 2025 deficit scende al 3,1%. Giorgetti: "Dato provvisorio, peccato colpo di coda Superbonus"

(Adnkronos) - **** 

Nel 2025 l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,1%, a fronte del -3,4 % nel 2024. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil è stato pari a +0,7% (+0,5% nel 2024). Lo comunica l'Istat.  

Nel 2025 il rapporto tra debito e Pil è salito al 137,1% dal 134,7%, il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 2.258.049 milioni di euro correnti, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil è cresciuto dello 0,5% rileva l'Istat. Quanto alla pressione fiscale complessiva, cioè l'ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil, nel 2025 è risultata pari al 43,1%, in aumento rispetto all’anno precedente (era al 42,4%), per effetto di una crescita delle entrate fiscali e contributive (+4,2%) superiore a quella del Pil a prezzi correnti (+2,5%), comunica l'Istat. 

Il dato del deficit/Pil pari al 3,1% nel 2025 non è quello definitivo. Come specifica l'istituto di statistica, infatti, "il conto consolidato delle Ap sarà trasmesso all’autorità statistica europea, come da Regolamento, entro il 31 marzo. Il conto è suscettibile di modifiche a conclusione del processo di notifica per deficit eccessivo, il 21 aprile 2026, se dovessero essere disponibili informazioni più aggiornate". 

"E’ un dato provvisorio, prima delle comunicazioni che l’Italia farà all’Ue. Cercheremo di capire le valutazioni Istat. Peccato per il colpo di coda del Superbonus condomini, causa principale del dato di oggi", afferma in una nota il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. 

Replica a stretto giro il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli: "Caro Giancarlo, come tu ben sai il Superbonus non influisce sul deficit. Significa che nonostante la folle austerità che avete imposto e il record di pressione fiscale che avete raggiunto, non siete nemmeno riusciti a portare il deficit sotto il 3%. Sapete perché? Perché l’Italia è a crescita zero da quando siete al governo. Distruggere il tessuto produttivo porta a questo. Per una volta, guardatevi allo specchio e smettetela di cercare scuse puerili, avete portato il Paese sull’orlo del baratro".  

Per Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Pd, "i dati Istat resi noti oggi certificano i risultati assolutamente insoddisfacenti della politica economica del governo. Nel 2025 il Pil è cresciuto appena dello 0,5%. Di fatto, siamo in una condizione di semi stagnazione, con una dinamica dell’economia ben al di sotto della media europea, e questo nonostante la forte spinta del Pnrr".  

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Categoria: economia

12:31

Ascolti tv, il film su Battiato vince prima serata con 18,8% di share

(Adnkronos) - 'Franco Battiato – Il lungo viaggio' ha vinto la prima serata di ieri, 1 marzo, con il 18,8% di share. Il film tv, in onda su Rai1, con Dario Aita nei panni del grande cantautore siciliano ha incollato allo schermo 2.961.000 telespettatori. A seguire, 'Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo' su Canale 5 che ha totalizzato 1.781.000 telespettatori e il 14,3%. Su Italia 1 'Le Iene' hanno conquistato 1.237.000 telespettatori e il 9,6%. Sul Nove 'Che tempo che fa' è stato visto da 1.610.000 telespettatori, pari al 9%. 

Su Rete 4 'Fuori dal Coro' ha segnato 663.000 telespettatori e il 5,2%. Su Rai3 'Presadiretta' ha ottenuto 842.000 telespettatori e il 4,7%. Poco sotto con il 4,6% c'è 'Una commedia pericolosa', in onda su Rai2, che ha intrattenuto 811.000 telespettatori. Infine, su La7 'Il caso Epstein – Il racconto continua' ha raggiunto 573.000 telespettatori e il 3,7%, mentre su Tv8 'I mercenari – The Expendables' è stato visto da 297.000 telespettatori, pari all'1,7%. 

Nella fascia access prime time, su Canale 5 'La Ruota della Fortuna' ha conquistato 4.923.000 telespettatori e il 24,4%, mentre su Rai1 'Dietrofestival' ha totalizzato 4.452.000 telespettatori, pari al 22%. 

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Categoria: spettacoli

12:25

Brignone, stagione finita: "Mi prendo una pausa, corpo chiede il conto"

(Adnkronos) - Si è conclusa a Soldeu la breve ma incredibile stagione di Federica Brignone. La bicampionessa olimpica di supergigante e gigante a Milano Cortina 2026, rientrata in pista con risultati pazzeschi dopo il grave infortunio del 3 aprile 2025, ha deciso, come comunicato dalla Fisi, di non prendere parte né alle prossime tappe di Coppa del mondo in programma da venerdì 6 a domenica marzo in Val di Fassa, né ai successivi fine settimana di Are del 14/15 marzo (gigante e slalom) e delle finali in Norvegia dal 21 al 25 marzo. 

"Credo di avere chiesto molto al mio corpo nel corso di questi mesi", ha dichiarato Brignone, "dal giorno stesso in cui mi sono infortunata ho dedicato tutta me stessa all’obiettivo di partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ottenendo il doppio risultato di portare la bandiera tricolore e di salire sul podio. Ce l’ho fatta addirittura in due occasioni, salendo oltretutto sul gradino più alto del podio".  

"Ho provato a proseguire la stagione, adesso però il mio fisico mi sta presentando il conto", ha spiegato Brignone, "quindi approfitto della stagione ormai al capolinea per concedermi una pausa e continuare successivamente al meglio la riabilitazione, che è stata logicamente forzata nel corso di tutto questo tempo per arrivare al miracolo che siamo stati capaci di compiere. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nel sogno olimpico e mi hanno permesso di rimettermi in piedi e partecipare a questa stagione”. 

La squadra italiana si presenterà dunque con Sofia Goggia, Laura Pirovano, Elena Curtoni, Nicol Delago, Nadia Delago, Roberta Melesi, Asja Zenere, Sara Allemand, Sara Thaler e Ilaria Ghisalberti. Il programma prevede due discese venerdì 6 marzo sabato 7 marzo, seguite da un supergigante domenica 8 marzo. 

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Categoria: sport

12:22

Gyala, deep-tech 100% italiana raccoglie 4 mln euro

(Adnkronos) - Gyala, società italiana deep tech attiva nella cyber resilienza di infrastrutture IT, OT e IoT, ha chiuso un round di finanziamento in equity da 4 milioni di euro sottoscritto da Deep Ocean Sgr S.p.A – in qualità di lead investor -, Terna Forward S.r.l, Cdp Venture Capital Sgr S.p.A. e Ventive S.r.l. L’operazione rappresenta una tappa strategica per Gyala, che sviluppa tecnologie proprietarie interamente italiane, inizialmente concepite in collaborazione con il comparto Difesa e oggi impiegate anche per la protezione di infrastrutture critiche civili, dall’energia alla sanità, con un focus su scenari IT/OT ad alta complessità. Grazie ad Agger, la piattaforma proprietaria full stack per la detection e reaction automatizzata in ambienti IT/OT/IoT, Gyala rappresenta un unicum nel panorama della Ot Cyber Resilience.  

Il nuovo capitale accelererà la roadmap di Agger, con focus su visibilità OT avanzata, difesa autonoma e orchestrazione intelligente delle risposte, permettendo di potenziare il team tecnico e di R&D, rafforzare le attività di go-to-market in Italia e consolidare la presenza della soluzione nei settori critici (come energia, industria, sanità, difesa) creando fondamenta solide per l’espansione internazionale. 

“Gyala nasce con un Dna tecnologico italiano e una visione globale”, spiega Andrea Storico Chairman e co-founder.“Vogliamo portare resilienza dove le soluzioni tradizionali non arrivano, supportando la trasformazione cyber dei sistemi più sensibili del Paese. La fiducia degli investitori istituzionali conferma la solidità della nostra visione industriale. I nostri obiettivi sono concreti; intendiamo costruire la prossima generazione di difesa cyber - accelerando l’evoluzione tecnologica di Agger - rafforzare la presenza sul mercato e affrontare con solidità la fase di scala internazionale, mantenendo al centro una tecnologia proprietaria italiana, pensata per la protezione di ciò che è davvero strategico per il Paese”. 

 

“Quello che ci ha colpito di Gyala come Deep Blue Ventures” - commenta Domenico Nesci, Partner di Deep Blue Ventures, “è l'integrazione nella propria piattaforma della protezione da attacchi esterni dell'infrastruttura OT delle imprese clienti. La capacità della tecnologia proprietaria di Gyala di difendere efficacemente ambienti IT/OT anche estremamente complessi colma un gap importante nella catena del valore della cybersecurity. La solidità del team, inoltre, e l'opportunità con il round di consolidare la presenza nazionale e sviluppare quella internazionale ci hanno definitivamente convinto a investire. Con Gyala il nostro Paese dimostra di poter esprimere tecnologie proprietarie fortemente strategiche, non solo per l'Italia”.  

“Gyala rappresenta un caso raro nel panorama europeo della cybersecurity industriale: una tecnologia proprietaria, sviluppata interamente in Italia, con radici profonde nel comparto Difesa e una piattaforma, Agger, pensata per rilevare e neutralizzare automaticamente le minacce negli ambienti nevralgici più complessi”, dichiara Mario Scuderi, Responsabile del Fondo Evoluzione di CDP Venture Capital. “La solidità tecnica del team e la chiarezza della visione industriale ci hanno portato a sostenere questo progetto con convinzione: siamo certi che Gyala abbia tutte le carte in regola per affermarsi come riferimento internazionale nella protezione delle infrastrutture strategiche”. 

Roberto Sfoglietta ceo & Founder di Ventive afferma: “Gyala ha dimostrato di aver costruito non solo una piattaforma tecnologica solida, ma anche un modello di business scalabile, adatto a mercati complessi e regolamentati. Il nostro investimento sostiene una fase di consolidamento organizzativo e commerciale, fondamentale per trasformare una forte base tecnologica in leadership di mercato”. 

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Categoria: economia

12:16

Tram deragliato a Milano, conducente indagato per disastro ferroviario. Errore sull'identità della seconda vittima

(Adnkronos) - Indagato per disastro ferroviario il conducente del tram della linea 9 deragliato a Milano, in viale Vittorio Veneto, il 27 febbraio. Un atto dovuto che gli consentirà di nominare propri consulenti e partecipare agli accertamenti tecnici dell’inchiesta. 

L'ipotesi di reato è contenuta nella relazione inviata dalla Polizia locale di Milano alla pm Elisa Calanducci che coordina le indagini sull’incidente che ha coinvolto un mezzo Atm (società non indagata). Nell'incidente hanno perso la vita due passeggeri e alcune decine di persone sono rimaste ferite, alcune delle quali ancora in gravi condizioni. 

Dagli inquirenti arriva una precisazione sull’identità della seconda vittima.Se la prima vittima è il passeggero Ferdinando Favia, la seconda vittima è un uomo nordafricano le cui generalità non vengono diffuse perché non sono stati ancora avvertiti i familiari. Abodu Karim Tourè, l’uomo senegalese indicato da giorni come morto è invece ricoverato in ospedale in condizioni gravi (codice rosso). 

La scatola nera, le comunicazioni audio tra il conducente del tram e la centrale Atm, le telecamere presenti a bordo del mezzo di ultima generazione ma anche di quelle pubbliche presenti lungo viale Vittorio Veneto. È su questi approfondimenti che la Procura di Milano parte per cercare conferma alla versione fornita dal tranviere che ha parlato di un malore poco prima del deragliamento in cui venerdì scorso hanno perso la vita due passeggeri.  

Il fascicolo dell’indagine, affidato alla pm Elisa Calanducci, contiene anche le acquisizioni e i sequestri (effettuati stamani negli uffici Atm) della documentazione tecnica del tramlink, il nuovo tram bidirezionale con un efficiente sistema di frenata e con una velocità massima di 50 chilometri l’ora. E verifiche saranno necessarie anche per accertare che il sistema automatico di monitoraggio (il cosiddetto ‘uomo morto’ non entrato in funzione) fosse perfettamente funzionante. La tesi del malore del tranviere - la diagnosi parla di sincope vasovagale - viene valutata e sarà confrontata con le versione fornite dai testimoni presenti sul tram o che hanno visto l’incidente in diretta.  

“So che nelle prossime ore ci saranno gli approfondimenti necessari. Al di là del cordoglio, che non dura 24 ore, ma va avanti per tutta la vita per i morti, l'accompagnamento per i feriti e il ringraziamento per i soccorritori e volontari, è chiaro che tutti parlano dell'ipotesi di un malore del conducente come unica causa. Perché di guasto tecnico, essendo mezzi nuovi è difficile parlare. Vedremo se emergerà qualcosa d'altro”. Così il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, parlando dell’incidente. 

 

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Categoria: cronaca

12:12

Indian Wells, stanotte sorteggio: orario, possibili avversari Sinner e dove vederlo in tv

(Adnkronos) - Quando gioca Jannik Sinner? Il tennista azzurro si prepara a tornare in campo nel Masters 1000 di Indian Wells, in programma dal 4 al 15 marzo. Nella notte tra oggi, lunedì 2 marzo, e domani, martedì 3, andrà in scena il sorteggio del tabellone principale del torneo, a cui Sinner arriva dopo la delusione dell'Atp 500 di Doha, dove è stato eliminato nei quarti di finale da Jakub Mensik, e dalla sconfitta nella semifinale degli Australian Open per mano di Novak Djokovic. 

 

Il sorteggio del Masters 1000 di Indian Wells è in programma notte tra oggi, lunedì 2 marzo, e domani, martedì 3 alla mezzanotte ora italiana. Sarà possibile seguire i sorteggi in diretta streaming su 'The Tennis Channel', mentre non sarà garantita una diretta televisiva.  

Il torneo invece sarà trasmesso in diretta tv e in esclusiva sui canali SkySport, visibili anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW. 

 

Ranking alla mano, Sinner, confermato numero due del mondo, potrà sfidare Carlos Alcaraz soltanto in finale, mentre nel penultimo atto del torneo potrà incrociare uno tra Novak Djokovic, nella rivincita di Melbourne, o Alexander Zverev. Ai quarti invece potrà pescare dalla testa di serie numero 5 fino all'8: si tratta di Lorenzo Musetti, Alex De Minaur, Taylor Fritz e Ben Shelton. 

Agli ottavi c'è il 'pericolo' di un derby italiano con Flavio Cobolli, fresco vincitore dell'Atp di Acapulco e numero 15 del mondo. Nel terzo turno potrà affrontare tennisti tra il 25esimo e il 32esimo posto del ranking, mentre più 'agevole', sulla carta, il secondo turno, a cui Sinner arriverà senza giocare grazie al bye del primo, e dove non troverà teste di serie. 

 

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Categoria: sport

12:05

Sanremo in chiave 'green', i look dei Big diventano un messaggio culturale

(Adnkronos) - L'industria della moda resta uno dei settori più inquinanti al mondo, responsabile di circa il 10% delle emissioni globali di gas serra e del 20% dello spreco idrico industriale secondo i dati delle Nazioni Unite. Eppure, proprio nei contesti di massima visibilità mediatica, le scelte di stile possono trasformarsi in potenti messaggi culturali. È su questo terreno che si innesta l'iniziativa di Aceper – Associazione Consumatori e Produttori Energie Rinnovabili – che per il secondo anno consecutivo ha pubblicato una classifica dei brand di moda più sostenibili presenti al Festival di Sanremo, analizzando i look indossati dai cantanti in gara non per il loro valore estetico, ma sulla base di parametri concreti: uso di materiali a basso impatto, trasparenza della filiera produttiva, politiche ambientali e impegno sociale. Veronica Pitea, presidente di ACEPER, spiega la filosofia alla base dell'operazione: "Per noi la sostenibilità è un valore che attraversa tutti i settori, dalla transizione energetica alla responsabilità sociale, fino alla moda. Anche il palco dell'Ariston può diventare uno spazio di racconto per un cambiamento culturale più ampio". Non si tratta dunque di un esercizio di costume, ma di un tentativo di portare criteri oggettivi dentro un mondo che troppo spesso si affida a dichiarazioni di intenti prive di riscontri misurabili.  

In cima alla classifica 2026 si posiziona Louis Vuitton, indossato da Luchè, brand del gruppo Lvmh che si distingue per il programma ambientale 'Life 360', strutturato su obiettivi di tracciabilità, riduzione delle emissioni e impiego di materiali a minor impatto. Al secondo posto Emporio Armani, scelto da Levante e da altri artisti, che negli anni ha avviato un percorso di integrazione di pratiche ambientali e materiali più responsabili. Terzo gradino del podio per Golden Goose, indossato da Tredici Pietro, che con i suoi 'Forward Store' promuove riparazione, risuolatura e personalizzazione dei prodotti per estenderne il ciclo di vita, andando oltre il semplice utilizzo di materiali riciclati. "La moda a Sanremo non è solo spettacolo", sottolinea Pitea. "I look scelti dagli artisti diventano sempre più strumenti di comunicazione culturale e sociale. In un contesto in cui il pubblico è attento ai temi ambientali, le scelte sartoriali possono contribuire a promuovere filiere più trasparenti e innovazione nei materiali".  

Un principio che si riflette nelle posizioni successive della graduatoria: Jil Sander, quarto classificato e scelto da Fedez insieme a Masini, appartiene al gruppo Otb che promuove progetti sociali attraverso la Otb Foundation con politiche su energia e materiali a basso impatto. Corneliani, indossato da Colombre, utilizza prevalentemente fibre naturali e organiche da fornitori selezionati e impiega energia proveniente per la maggior parte da fonti rinnovabili. Barena Venezia, scelta da Enrico Nigiotti, concentra la produzione quasi interamente in Veneto, riducendo significativamente le emissioni legate ai trasporti. 

Nella parte centrale della classifica si colloca Ami Paris, che veste Fulminacci e sta rafforzando il proprio percorso attraverso l'eliminazione progressiva di sostanze chimiche pericolose e l'incremento di materiali certificati. Vivienne Westwood, indossato da Mara Sattei, porta sul palco un marchio storicamente legato all'attivismo climatico e alla critica del consumismo. Lardini, che ha vestito Eddie Brock, pone al centro quella che definisce "sostenibilità umana", con un forte codice etico a tutela di lavoratori e territorio e una produzione di qualità pensata per durare nel tempo. Chiude la graduatoria Antonio Marras, definito il re dell'upcycling creativo, che ha realizzato un outfit artigianale su misura per Michele Bravi. L'impatto sociale dell'iniziativa va oltre la semplice curiosità da red carpet. 

"Osservare il Festival anche attraverso la lente della sostenibilità significa ribadire che la transizione verso un modello più responsabile riguarda ogni settore, inclusa l'industria creativa", afferma Pitea. "Perché la sostenibilità non è una tendenza, ma un percorso che coinvolge energia, imprese, cultura e stile di vita». A rafforzare questo messaggio, Aceper ha istituito il Green Carpet Award, un riconoscimento simbolico destinato agli artisti che hanno scelto di indossare il marchio ritenuto più green secondo i criteri dell'associazione. «Premiamo non solo la musica, ma anche le scelte consapevoli di stile, capaci di promuovere una cultura della sostenibilità e di responsabilità nel mondo della moda", precisa Pitea.  

Le prospettive di mercato sembrano dare ragione a questo approccio. La crescente attenzione dei consumatori verso la sostenibilità nella moda riflette un cambiamento significativo nelle aspettative del pubblico e nelle pratiche del settore. I brand che investono in trasparenza di filiera, economia circolare e riduzione dell'impatto ambientale non rispondono soltanto a un imperativo etico, ma intercettano una domanda di mercato in espansione. Il palcoscenico di Sanremo, con i suoi milioni di telespettatori, amplifica questa dinamica trasformando ogni abito in una dichiarazione pubblica. "Ogni scelta fatta sotto i riflettori dell'Ariston ha il potere di orientare la percezione di milioni di persone", conclude Pitea. "Se un artista sceglie un brand che investe davvero nella sostenibilità, quel messaggio arriva più lontano di qualsiasi campagna pubblicitaria". 

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Categoria: spettacoli

11:42

Ora legale in Italia, quando arriva e come cambiano orologi

(Adnkronos) - L'arrivo di marzo avvicina anche l'ora legale. Poche settimane e la primavera abbandonerà l'ora solare, per spostare le lancette degli orologi avanti di un'ora. Il cambio di ora, con l'avvento di quella legale, è prevista per l'ultimo weekend del mese, nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo. Ecco quando arriva e come cambia l'ora con quella legale. 

 

Nel 2026 l'ora legale arriverà in anticipo. Il suo avvento è previsto infatti un giorno prima rispetto al 2025, iniziando un trend che continuerà nei prossimi anni. L'ora legale infatti continuerà ad anticiparsi nei prossimi tre anni, fino al 25 marzo del 2029. Tutto, o quasi, cambierà invece dal 2030, dove il ciclo sarà 'resettato' e si tornerà a spostare gli orologi il 31 marzo. 

 

L'arrivo dell'ora legale segna una serie di cambiamenti nella vita quotidiana. Come detto, dalla notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, le lancette verranno spostate un'ora avanti: le 2 diventeranno le 3 e così via. Nella notte del cambio ora si dormirà un ora in meno, ma ciò porterà le giornate ad allungarsi: il tramonto arriverà infatti un'ora più tardi, garantendo quindi un pomeriggio più 'lungo' e illuminato dal sole. 

Questo aiuterà ovviamente anche a ridurre le spese energetiche, con la riduzione dell'illuminazione artificiale, a beneficio di quella naturale, e un effetto diretto sulle bollette. 

 

Con l'arrivo dell'ora legale le giornate andranno progressivamente ad allungarsi. Al mattino farà giorno più tardi, ma il buio arriverà più avanti nel corso della sera. Il picco si avrà il giorno del solstizio d'estate, fissato come sempre per il 21 giugno 2026. L'ora legale sarà in vigore fino all'ultima domenica di ottobre, quella del 25, quando tornerà invece l'ora solare e le lancette degli orologi dovranno essere spostate nuovamente un'ora indietro. 

 

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Categoria: cronaca

11:19

Caccia Usa precipitano in Kuwait, Centcom: "Apparente incidente fuoco amico"

(Adnkronos) -  

Gli Stati Uniti rendono noto che tre suoi F-15 Strike Eagles abbattuti oggi in Kuwait sono stati colpiti "in un apparente incidente di fuoco amico". E' quanto si legge in un comunicato del Centcom, che risolve il 'mistero' sui caccia precipitati questa mattina durante l'operazione Furia Epica avviata dagli Stati Uniti contro l'Iran. In salvo e in condizioni stabili i sei militari a bordo dei velivoli 

Secondo la ricostruzione fornita i tre jet "durante un combattimento attivo, che comprendeva attacchi da parte di aerei, missili balistici e droni iraniani, sono stati abbattuti per errore dalle difese anti aeree del Kuwait". "Il Kuwait ha ammesso l'incidente e siamo grati per gli sforzi delle difese del Kuwait e del loro sostegno per l'operazione", prosegue il Cencom aggiungendo che "le cause dell'incidente sono al centro di un'indagine". 

La comunicazione ufficiale è arrivata dopo la diffusione di un video che mostra un aereo, probabilmente un F-15 secondo la Cnn, che perde quota e si schianta al suolo. Il pilota, come evidenzia il filmato, fa in tempo ad abbandonare l'apparecchio e a salvarsi lanciandosi con il paracadute. "Le autorità competenti hanno immediatamente le operazioni per la ricerca e il soccorso", specifica il portavoce del ministero della Difesa, il colonnello Said Al-Atwan.  

 

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Categoria: internazionale/esteri

11:19

Roma, auto in fuga provoca incidente mortale: chi sono le tre vittime, tutte della stessa famiglia

(Adnkronos) - Sono marito e moglie, italiani di 70 e 64 anni, e il figlio di 41 anni, le vittime dell'incidente provocato da un'auto in fuga ieri sera in via Collatina a Roma. L'uomo e la donna sono morti sul colpo mentre il figlio poco dopo l'arrivo in ospedale. Sul posto sono intervenute diverse pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale dei Gruppi VI Torri, V Casilino e VII Tuscolano.  

Secondo quanto si apprende, le tre vittime stavano tornando a casa dopo una festa di famiglia. Alessio Ardovini, 41 anni, il padre Giovanni Battista Ardovini, di 70 anni, e la madre Patrizia Capraro di 64 anni abitavano a Casetta Mistica. I genitori erano pensionati mentre il figlio lavorava in un fast food. 

 

La famiglia, che era residente a Guidonia, viaggiava a bordo di una Fiat Punto mentre i fuggitivi erano su una Toyota Yaris. A provocare lo scontro sarebbe stata l'auto in fuga che ha invaso la corsia di marcia opposta lungo via Collatina, in prossimità del civico 661. Il conducente e i passeggeri della Toyota, di origine sudamericana, sono stati trasportati due al Policlinico di Tor Vergata e uno all’ospedale Sandro Pertini. Gli agenti intervenuti hanno provveduto a circoscrivere temporaneamente l’area per consentire i soccorsi e procedere ai rilievi del caso.  

 

Le indagini sulla dinamica dell’incidente sono tuttora in fase di svolgimento da parte del VI Gruppo Torri della Polizia Locale. Secondo quanto ricostruito, la Yaris è fuggita a un controllo di un equipaggio della Polizia nella zona del Quarticciolo. L'inseguimento, nato per una segnalazione per spaccio, è iniziato all'incrocio tra via Palmiro Togliatti e la Prenestina in via Ascoli Satriano. 

Durante la corsa, l’equipaggio della Polizia è rimasto in scia, sebbene a distanza, per non generare rischi. Il veicolo in fuga, giunto all’altezza di via Collatina, ha invaso il senso di marcia opposto, impattando contro la Punto. Nella Yaris sono stati trovati jammer e cacciaviti atti allo scasso.  

 

 

I tre sudamericani che erano a bordo dell'auto sono stati arrestati per omicidio stradale dalla Polizia. I tre sono anche accusati di violazione degli obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti, resistenza, porto di oggetti atti allo scasso e resistenza in vincolo di continuazione. A quanto si apprende, uno dei tre uomini ha precedenti per maltrattamenti e furto in abitazione.  

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Categoria: cronaca

10:58

Incidente all'Ex Ilva di Taranto, operaio precipita da 10 metri e muore

(Adnkronos) - Tragedia sul avoro oggi, lunedì 2 marzo, nello stabilimento ex Ilva di Taranto. Un operaio, Loris Costantino, è morto dopo essere precipitato da un'altezza di 10-12 metri. L'uomo, dipendente di una ditta dell'indotto, la Gea Power, secondo le prime informazioni stava lavorando su una passerella grigliata del reparto agglomerato quando è caduto. Le sue condizioni sono apparse subito gravi. Portato al pronto soccorso dell'ospedale 'Santissima Annunziata', è deceduto poco dopo. 

La dinamica dell'incidente ricorda, la morte di Claudio Salamida, 47 anni, precipitato il 12 gennaio scorso nel reparto Acciaieria 2. Secondo fonti sanitarie Costantino aveva 36 anni, e non 25 come emerso in un primo momento. Risiedeva nel quartiere di Talsano alla periferia del capoluogo jonico.  

Dopo l'incidente mortale, i sindacati dei metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Usb hanno occupato la direzione aziendale e proclamato uno sciopero di 24 ore, su tre turni, a partire dalle 12.30 di oggi. "Un altro incidente mortale di un lavoratore in una fabbrica ormai al collasso, abbandonata a se stessa da una politica che, negli anni, è stata incapace di trovare soluzioni e, soprattutto, di impedire che i lavoratori perdano la vita", evidenziano. 

"Lo stabilimento non è in sicurezza e con le continue denunce dei Rls (rappresentanti lavoratori per la sicurezza ndr) e delle organizzazioni sindacali, anche a i tavoli ministeriali, abbiamo più volte segnalato le criticità degli impianti e la necessità di reperire risorse per programmare attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. Siamo rimasti inascoltati e, mentre il governo continua a trattare con i 'futuri' acquirenti, lo stabilimento cade a pezzi", affermano i sindacati. "Il governo deve assumersi le sue di responsabilità e non può continuare a scaricarle verso altri- spiegano i sindacati - soprattutto quando non si è consequenziali rispetto alle risorse necessarie per le manutenzioni e con un personale in Cigs con punte di oltre il 50/60% che dovrebbe garantirle. L'incontro convocato il 5 marzo a palazzo Chigi dovrà servire per trovare soluzioni a tutela di tutti i lavoratori di Adi in As, Ilva in As e di tutto l'appalto". 

Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria esprime "profondo cordoglio" per la tragica scomparsa di un lavoratore appartenente a un’impresa appaltatrice, impegnato in attività di pulizia all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto. Adi in As, si legge in una nota, comunica "che sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e ribadisce la piena collaborazione con le autorità competenti, al fine di mettere a disposizione ogni elemento utile all’accertamento dei fatti". 

È arrivata ai sindacati la convocazione dalla Presidenza del Consiglio per un incontro a Palazzo Chigi per il 5 marzo ore 11,30 sull’ex Ilva. 

 

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Categoria: cronaca

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13:54

Lombardo (Gruppo Sanit): "Contro la fuga dei medici puntiamo su under 30 e formazione"

(Adnkronos) - "Abbiamo scelto deliberatamente di puntare sui giovani neolaureati, con un'età media dei nostri dipendenti di 25-26 anni. Preferiamo assumere persone che non hanno esperienza pregressa, così possiamo formarle secondo i nostri standard di qualità e il nostro approccio al paziente". Così Ermanno Lombardo, amministratore del Gruppo Sanit, in una nota spiega la strategia innovativa nel reclutamento e nella formazione dei giovani professionisti sanitari. Questa filosofia - si legge - si contrappone nettamente alla situazione del settore pubblico, dove nell'ultimo decennio il numero di occupati sanitari è crollato da 74.206 a 59.784 unità, con una perdita di 14.422 professionisti. Un dato che evidenzia le difficoltà strutturali del Servizio sanitario nazionale nel trattenere e valorizzare il proprio personale, mentre il privato sta costruendo un modello alternativo basato sulla formazione continua e sulla valorizzazione dei giovani talenti.  

Il settore sanitario italiano - ricorda il gruppo - sta affrontando una crisi del personale senza precedenti, con il Servizio sanitario nazionale che paga i propri medici il 76% in meno rispetto ai colleghi olandesi e il 72,3% in meno rispetto a quelli tedeschi. Un divario retributivo che sta spingendo sempre più professionisti verso il settore privato, dove negli ultimi 5 anni si è registrato un incremento complessivo di 29.918 unità tra pubblico e privato, ma con una netta preferenza per le strutture private. La strategia di reclutamento messa in atto dal Gruppo Sanit prevede l'inserimento di neolaureati tra i 21 e i 22 anni, che iniziano un percorso formativo strutturato all'interno dell'azienda. “I nostri collaboratori più senior hanno ora 29-30 anni, mentre i nuovi ingressi partono dai 21-22 anni appena laureati - sottolinea Lombardo - Questo ci permette di creare una cultura aziendale solida". 

Il paradosso del sistema sanitario italiano emerge anche dai dati prospettici, evidenzia il gruppo. Entro il 2032 è previsto un surplus di oltre 32mila medici, nonostante l'attuale percezione di carenza. Questo apparente controsenso si spiega con la distribuzione disomogenea dei professionisti e con la crescente attrattività del settore privato rispetto al pubblico. Nel 2022 il personale sanitario totale in Italia ammontava a 727.169 unità, di cui 625.282 dipendenti del Ssn, ma la tendenza mostra un progressivo spostamento verso il privato. Particolarmente significativo è l'incremento del personale infermieristico e ostetrico, cresciuto del 7,8% tra il 2019 e il 2023, raggiungendo le 289.545 unità. Questo aumento, tuttavia, non è distribuito uniformemente tra pubblico e privato, con quest'ultimo che mostra maggiore capacità di attrazione grazie a condizioni lavorative più flessibili e percorsi di carriera più rapidi.  

"La nostra visione è quella di portare la salute e la prevenzione dove serve, vicino alle persone - chiarisce Lombardo - Non vogliamo creare grandi cliniche centralizzate, ma strutture di prossimità distribuite sul territorio, rendendo le cure accessibili a tutti". Questo approccio, riporta la nota, si traduce in un modello che privilegia la capillarità rispetto alla concentrazione. 

La formazione dei giovani professionisti rappresenta un investimento strategico per il futuro del settore. "Cerchiamo giovani che non abbiano ancora sviluppato abitudini lavorative consolidate - precisa Lombardo - In questo modo possiamo impostare un metodo di lavoro che unisce professionalità e attenzione al paziente, evitando sia l'approccio freddo sia quello troppo informale delle piccole strutture". 

Questa strategia - conclude la nota - si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione del settore sanitario, dove la competizione per i talenti diventa sempre più accesa. Mentre il pubblico fatica a rinnovare il proprio organico e a trattenere i professionisti più qualificati, il privato sta costruendo un modello alternativo basato su formazione continua, valorizzazione dei giovani e condizioni lavorative competitive. La sfida per il futuro sarà mantenere un equilibrio tra pubblico e privato che garantisca l'accesso universale alle cure, valorizzando al contempo i professionisti sanitari attraverso percorsi di carriera attrattivi e condizioni lavorative adeguate. In questo scenario, l'investimento sui giovani e sulla loro formazione rappresenta una delle chiavi per costruire un sistema sanitario sostenibile e di qualità. 

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Categoria: salute

13:52

Barilla sostiene Dynamo Camp donando 40mila confezioni di Abbracci Mulino Bianco

(Adnkronos) - Barilla sarà al fianco di Dynamo Camp per la raccolta fondi 'Biscotti di felicità'. Si tratta del primo grande evento di piazza nazionale di Dynamo, uno dei primi centri italiani di Terapia Ricreativa per bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, che toccherà 18 regioni e oltre 100 piazze italiane il 14 e il 15 marzo. Ad accompagnare lo staff della Fondazione ci saranno 3.000 volontari, tra cui alcuni dipendenti del Gruppo Barilla, che distribuiranno 40mila biscottiere in edizione limitata Dynamo contenenti una confezione di Abbracci Mulino Bianco. L’azienda di Parma affianca la Fondazione non solo con la donazione di prodotto, ma contribuendo alla copertura di una parte rilevante dei costi dell’iniziativa, compresa la produzione delle speciali latte che contengono i biscotti.  

Tramite una donazione, gli aderenti potranno sostenere il progetto, nato per sensibilizzare sul grave isolamento personale, sociale ed economico che vivono molte famiglie con figli affetti da gravi patologie o disabilità, e volto a sostenere i programmi di Dynamo dedicati a bambini, ragazzi e famiglie. Il messaggio della mobilitazione, racchiuso nel motto “Aiutaci a moltiplicare la felicità”, vuole esprimere vicinanza e fiducia: l’abbraccio è il simbolo di un sostegno concreto alle famiglie e di una responsabilità condivisa da tutta la comunità. 

“In Barilla crediamo che il cibo possa essere un potente veicolo di vicinanza e condivisione. Con ‘Biscotti di felicità’ vogliamo trasformare un gesto semplice, come donare e ricevere un biscotto, in un segno concreto di supporto alle famiglie che affrontano ogni giorno la complessità di una patologia grave. Essere al fianco di Dynamo Camp significa stare vicino a queste famiglie con un aiuto reale e tangibile”, ha dichiarato il Gruppo Barilla. 

 

La partnership tra Barilla e Dynamo Camp ha inizio nel 2019 e si inserisce nel più ampio percorso di Diversity & Inclusion che l’azienda di Parma porta avanti da anni. Nel Gruppo sono attivi 17 Employee Resource Group in tutto il mondo, che coinvolgono circa 2.000 collaboratori. Si tratta di gruppi volontari organizzati, guidati e formati dalle persone Barilla con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale ancora più inclusiva e stimolare il cambiamento all’interno dell’azienda. Tra questi spicca ThisAbility, il programma dedicato a valorizzare i talenti delle persone con disabilità. Creato nel 2018, è formato da volontari che credono nel percorso “dalla disabilità alla possibilità” e che lavorano per promuovere un ambiente di lavoro inclusivo.  

Le persone Barilla partecipano attivamente ai programmi di volontariato presso Dynamo Camp, con l’obiettivo di contribuire a dare ai giovani ospiti momenti di svago e benessere in un ambiente sicuro e stimolante. Inoltre, i volontari saranno in piazza insieme allo staff di Dynamo per 'Biscotti di Felicità', la grande campagna di solidarietà che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere la partecipazione gratuita di famiglie con bambini affetti da patologie gravi o croniche ai programmi di Dynamo Camp. Tutte le attività per gli ospiti sono strutturate secondo il modello della Terapia Ricreativa Dynamo, che ha obiettivi di svago e divertimento ma anche e soprattutto di essere di stimolo alle capacità, sostenendo la fiducia in sé stessi e la speranza, con benefici di lungo periodo sulla qualità di vita. Le principali attività proposte sono arrampicata, tiro con l’arco, attività in acqua, fattoria e cavallo, circo, orti, ceramica, hip hop, rap, storie magiche, Dynamo Art Factory, Radio Dynamo, Dynamo Studios e Dynamo Musical. 

Dynamo Academy ha collaborato con Barilla anche in occasione della nascita del Barilla Innovation & Technology Experience, il nuovo centro di ricerca e sviluppo dell’azienda di Parma, creando percorsi tattili e per ipovedenti, arredi flessibili e ascensori per ogni scala favorendo una relazione armoniosa tra persone e spazi. L’evento coinvolgerà le seguenti città italiane: Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli, Bari, Belluno, Bergamo, Biella, Bologna, Brescia, Campobasso, Carpi, Casale Monferrato, Castiglione delle Stiviere, Como, Cremona, Cuneo, Firenze, Forlì, Genova, Imola, La Spezia, Latina, Lecce, Lecco, Legnano, Livorno, Lodi, Lucca, Mantova, Massa, Melfi, Milano, Modena, Monza, Napoli, Novara, Padova, Palermo, Parabiago, Parma, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Prato, Ravenna, Rho, Rimini, Roma, Saronno, Savona, Seveso, Siena, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varazze, Varese, Venezia, Verona, Viareggio, Vicenza. L’elenco completo è disponibile su www.dynamocamp.org. Per chi non potrà partecipare di persona, l’adesione sarà possibile anche online (Regali Solidali Dynamo - Quando un gesto semplice fa la differenza). 

 

Categoria: economia

13:33

Birra Heineken lancia nuova campagna su scelta analcolica

(Adnkronos) - Serve davvero un motivo particolare per scegliere una birra analcolica? Heineken risponde con un deciso no e ribalta il pregiudizio con '0.0 Reasons Needed', la campagna globale dedicata a Heineken 0.0, da oggi al via anche in Italia. In un’epoca in cui le abitudini di consumo stanno cambiando e la moderazione entra in modo sempre più naturale nei momenti di convivialità, il brand assume un ruolo centrale nel guidare l’evoluzione del segmento e contribuire a superare i pregiudizi che lo circondano. La campagna rivendica la libertà di scegliere, celebrando uno stile di vita equilibrato e consapevole. Non è questione di dover fare a meno di qualcosa, ma è una possibilità in più, da scegliere liberamente, quando e come si desidera. 

Firmata da LePub, la campagna - disponibile da oggi sulle piattaforme digitali e sui canali social del brand - smonta con ironia e leggerezza i più comuni automatismi legati alla scelta analcolica. Attraverso scene comuni di vita quotidiana, lancia un messaggio semplice e diretto: non serve alcuna ragione speciale per bere una Heineken 0.0, se non il piacere del suo gusto inconfondibile. Un progetto che celebra una nuova socialità senza limiti, rispondendo in modo concreto alle esigenze dei consumatori. 

Il nuovo spot, diretto da Hanna Maria Hendrich, gioca con uno degli stereotipi più diffusi: chi beve una birra analcolica viene immediatamente associato al ruolo del 'guidatore designato'. Con tono ironico mostra invece come la scelta di una Heineken 0.0 possa nascere semplicemente dal piacere del suo gusto rinfrescante e dal desiderio di godersi il momento, in totalità. Una narrazione che si inserisce in un cambiamento culturale più ampio e, come prima birra analcolica e leader della categoria, Heineken 0.0 si fa portavoce di un approccio aperto e libero da preconcetti. 

“In Heineken - commenta Michela Filippi, Marketing Director di Heineken Italia - lavoriamo da anni per ampliare le possibilità di scelta dei consumatori, contribuendo a rendere la moderazione un’opzione sempre più naturale e quotidiana. Oggi, vediamo chiari segnali di cambiamento: sempre più persone, soprattutto tra i più giovani, scelgono la birra analcolica per accompagnare la convivialità in diversi momenti, dal pranzo con gli amici alle pause in ufficio, fino all’aperitivo. Con ‘0.0 Reasons Needed’ vogliamo contribuire a questo cambiamento culturale, liberando le persone dal bisogno di giustificare le proprie scelte: che sia per una necessità o semplicemente per piacere, scegliere una Heineken 0.0 deve essere una questione di gusto". 

La campagna arriva in un momento di forte sviluppo e ridefinizione del segmento analcolico. Secondo una recente ricerca condotta da Heineken Italia in collaborazione con AstraRicerche nell’ambito della campagna Together, la birra analcolica è oggi una scelta sempre più diffusa e consapevole, soprattutto tra Genz e Millennials, tanto che più di 1 giovane su 3 (33,6%) la considera una valida alternativa alla birra tradizionale. Questa evoluzione si riflette anche nelle occasioni di consumo, sempre più ampie e trasversali: dalla socialità quotidiana, come aperitivi e cene, fino a momenti più funzionali come lo sport o il lavoro. Il 40,2% di Millennials e Gen Z dichiara di sceglierla prima o dopo l’attività sportiva, mentre il 13% la utilizza in vista di momenti importanti come esami, presentazioni o colloqui. La 0.0 entra così anche nei luoghi di lavoro: l’8,2% degli intervistati la consuma durante una pausa o un brainstorming. A guidare questa evoluzione è anche una crescente attenzione al gusto: per il 61% dei giovani italiani, infatti, il sapore è comparabile a quello della birra alcolica. 

Heineken 0.0 si conferma così protagonista di questa evoluzione, offrendo una lager analcolica dal gusto pieno e distintivo, pensata per accompagnare ogni momento della giornata senza rinunce. Con '0.0 Reasons Needed', il brand rafforza il proprio ruolo di leader della categoria e continua a promuovere una cultura del consumo più consapevole, inclusiva e libera da pregiudizi. Un impegno che valorizza la moderazione come scelta personale e sempre più parte della quotidianità. 

 

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Categoria: economia

13:31

Tommaso Paradiso si sposa? Prima Sanremo, poi le nozze: il video conferma

(Adnkronos) - Tommaso Paradiso si sposa? Il cantante, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2026, ora sarebbe pronto a convolare a nozze con la compagna Carolina Sansoni.  

Il cantante ha scelto un modo 'sanremese' per annunciare la grande notizia: ha pubblicato un video su TikTok in cui appare accanto alla campagna mentre i due si divertono a eseguire la celebre coreografia di 'Per sempre sì', il brano vincitore della 76esima della kermesse canora. A suggellare il momento, nell'ultima mossa della coreografia, spicca il dettaglio del vistoso anello indossato da Sansoni. Un gesto che confermerebbe quindi la proposta di matrimonio.  

 

 

Tommaso Paradiso è legato sentimentalmente da diversi anni alla compagna Carolina Sansoni, imprenditrice e fondatrice dell'agenzia 'Talk in Pills' e di 'Denoise Design', una start-up che mescola creatività e moda. I due si sono conosciuti nel 2017 a una partita di calcio e da quel momento non si sono più lasciati. La coppia oggi vive a Roma con gli amatissimi cani Ugo e Pina, e nell'aprile del 2025 è nata la loro prima figlia, Anna. 

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Categoria: spettacoli

13:28

Meloni 'decapitata' dalla ghigliottina, il video choc dal Carnevale di Reggio Emilia

(Adnkronos) - Giorgia Meloni ghigliottinata: ecco l'ultima trovata degli haters della presidente del Consiglio. In un video choc, ripubblicato sui social dai canali di Fratelli d'Italia, e risalente come scrive il Secolo d'Italia a una sfilata del 'Carnevale popolare' di Reggio Emilia di sabato 28 febbraio, un ragazzo vestito da boia - felpa nera e volto coperto da un passamontagna dello stesso colore - con un'ascia di cartone in mano, si prodiga nel tagliare la testa (di carta) della premier italiana davanti a una riproduzione della ghigliottina tra le grida di giubilo di chi assiste alla scena. 

 

Non è solo Meloni, però, a finire sotto i colpi della scure. Tra le 'teste' riconoscibili che potrebbero aver ricevuto lo stesso trattamento si intravede anche quella del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. "Collezionali tutti", c'è scritto in un cartello verde posto sotto il patibolo. Così come accanto si scorge una 'ruota della fortuna' con una freccia che indica il cognome 'Meloni', ma anche quello di 'Bibi', di Viktor Orban, Donald Trump e persino Vladimir Putin, scritto Peoutin, ed Elon Musk, coperto però dall'erba che di fatto ne ostruisce la visuale. 

"Ecco come certi centri sociali promuovono valori come tolleranza e rispetto di cui tanto si vantano. Quello andato in scena a Reggio Emilia durante il carnevale è uno spettacolo degradante che non diverte nessuno. La loro violenza, seppur simbolica, è il segno di un vuoto politico e culturale che provano a riempire con l’odio. Vergognatevi e chiedete scusa", scrivono sui social da Fdi. 

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Categoria: politica

13:18

Iran, con conflitto in Medio Oriente in rialzo dollaro e oro: cosa cambia

(Adnkronos) - Il dollaro e l’oro sono in rialzo sui mercati dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente dopo l'attacco di Israele e Usa contro l'Iran. Gli investitori, infatti, si stanno orientando verso asset considerati beni rifugio. Il conflitto ha “scosso la fiducia degli investitori in tutto il mondo” e “provocato un massiccio disimpegno dagli investimenti rischiosi, facendo salire il valore dei beni rifugio come l’oro e il dollaro”, commenta Patrick Munnelly, analista di Tickmill.  

Dopo essere balzato di oltre l’1% rispetto alla valuta britannica, che ha toccato il livello più basso contro il dollaro da metà dicembre, il biglietto verde guadagnava lo 0,65% sulla sterlina intorno alle 11.25 a 1,3394 dollari. La valuta americana avanzava anche dello 0,57% rispetto all'euro, a 1,1745 dollari per un euro, e dello 0,49% nei confronti della valuta giapponese, a 156,82 yen per un dollaro. 

L’oro guadagnava dal canto suo il 2,05%, a 5.387,30 dollari l’oncia, avvicinandosi al suo record storico di quasi 5.600 dollari l’oncia raggiunto a fine gennaio. I principali armatori mondiali evitano ormai lo strategico stretto di Hormuz, attraverso il quale transita il 20% del consumo mondiale di petrolio, perturbando così l’approvvigionamento globale. L’impennata dei prezzi degli idrocarburi tende inoltre a rafforzare il dollaro, valuta favorita poiché è quella in cui il petrolio è denominato. 

Il dollaro beneficia anche dello status degli Stati Uniti come primo produttore mondiale di petrolio, mentre “l’euro e lo yen sono legati a Paesi importatori che pagano più cara la loro energia”, sottolinea Stephen Innes di Spi Am. Così, “quando la bolletta energetica aumenta”, la loro “valuta ne subisce le conseguenze”, osserva l’analista.  

L’aumento dei prezzi dell’energia rischia inoltre di compromettere il rallentamento dell’inflazione, il che potrebbe dissuadere la Fed dall’abbassare i tassi di interesse troppo rapidamente, con il rischio di non riuscire poi a contenerla. "Il mercato si interroga sulla pertinenza di due tagli dei tassi americani quest’anno", che finora erano previsti, rileva Innes. Lo stesso rischio inflazionistico incombe anche nell’area euro, dove "alla luce delle tensioni commerciali e geopolitiche, i rischi di stagflazione potrebbero riemergere", secondo Ipek Ozkardeskaya, analista di Swissquote Bank. 

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Categoria: economia

12:50

Iran, nuovi attacchi contro i Pasdaran a Teheran: il video dei raid senza sosta

(Adnkronos) - Nuovo attacco su vasta scala oggi, lunedì 2 marzo, nel cuore di Teheran, nel terzo giorno dell'operazione congiunta Usa-Israele contro l'Iran. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato che "l'aeronautica militare israeliana, sotto la guida dell'intelligence israeliana, ha avviato un ulteriore ampio attacco contro obiettivi del regime terroristico iraniano". L'aggiornamento arriva dopo che i media iraniani avevano riferito di esplosioni udite nella capitale. Si tratta della sesta ondata di attacchi dall'inizio dell'operazione militare 'Ruggito del Leone', precisa Sky News. Decine i video postati sui social, dove si vedono raid continui di diversi minuti contro le posizioni dei Guardiani della Rivoluzione 

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Categoria: altro

12:46

Italiani bloccati a Dubai e nel Golfo, cosa rischiano e cosa aspettarsi

(Adnkronos) - Decine di migliaia di italiani si trovano improvvisamente “incastrati” tra Emirati Arabi Uniti, Oman, Bahrein e Qatar: chi era arrivato per una vacanza al sole di Dubai, chi stava solo facendo scalo verso l’Asia o l’Oceania, chi lì vive e lavora da anni. Nel giro di poche ore, quella che per molti è la capitale globale del turismo e del transito aereo si è trasformata in una città sotto attacco, con scie di intercettori nel cielo e boati nella notte. E mentre l’Iran continua a lanciare missili e droni contro gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo, l’incognita è una sola: quanto durerà questa sospensione forzata, e quanto è vicino il punto di rottura della stabilità regionale. 

Secondo i dati del governo italiano, nell’area mediorientale oggi sotto pressione si trovano oltre 58 mila connazionali, tra residenti e viaggiatori. A Dubai da sola si stima una comunità di circa 20 mila italiani stabili, a cui si aggiungono centinaia di turisti e passeggeri in transito rimasti bloccati per la chiusura a singhiozzo dello spazio aereo e la cancellazione di migliaia di voli. Il cuore del problema è proprio la funzione degli Emirati e del Qatar come hub globali: chi parte da Roma o Milano per Bangkok, Bali, Sydney o Tokyo passa quasi sempre da Dubai, Abu Dhabi o Doha. 

In queste ore negli aeroporti, nelle lounge e perfino nelle navi da crociera ferme in porto, si incrociano storie simili. C’è chi è partito per una vacanza sul Golfo e si ritrova in cabina a seguire le breaking news, in attesa di capire se e quando potrà essere imbarcato su un volo di rientro. C’è chi doveva sbarcare a Doha per prendere un volo serale per l’Italia e si è visto chiudere davanti, nel giro di pochi minuti, sia lo scalo qatariota che quello di partenza. E ci sono i residenti, dalla classe media degli expat alle professionalità più qualificate, che oscillano tra la volontà di rimanere al proprio posto di lavoro e la tentazione di mandare in anticipo famiglia e figli in Europa. 

La Farnesina ha attivato una task force dedicata, con l’Unità di crisi che invita a registrarsi, a mantenere i contatti con ambasciate e consolati e soprattutto a restare negli alloggi o negli hotel seguendo le indicazioni delle autorità locali. Il messaggio politico, per ora, è doppio: da un lato rassicurare – “non corrono gravi pericoli” – dall’altro preparare il terreno a un possibile rientro scaglionato, senza evocare ancora apertamente ponti aerei o evacuazioni straordinarie. 

Per comprendere il contesto in cui si muovono gli italiani sul posto occorre guardare al quadro più ampio del Golfo. Dopo il massiccio attacco congiunto Stati Uniti–Israele contro infrastrutture militari iraniane, Teheran ha risposto con una pioggia di missili balistici, missili da crociera e droni contro una serie di obiettivi nella regione. Non era mai accaduto nella storia che tutti i Paesi della regione fossero colpiti nello stesso momento. Nel mirino non ci sono formalmente le monarchie del Golfo, ma le basi americane, gli asset israeliani e le infrastrutture che supportano l’apparato militare occidentale. Il problema, però, è che queste strutture convivono con aeroporti civili, quartieri residenziali, hub energetici e finanziari che sostengono economie profondamente globalizzate. 

Gli Emirati Arabi Uniti, e in particolare Dubai e Abu Dhabi, dispongono di uno degli scudi aerei più sofisticati al mondo, con sistemi stratificati come Thaad, Patriot, batterie a corto raggio e difese dedicate ai droni. I numeri diffusi nelle ultime ore parlano di un tasso di intercettazione molto elevato, superiore al 90 per cento per missili e droni diretti contro il territorio emiratino. Ma la guerra moderna ha un effetto collaterale sottovalutato: anche quando lo scudo funziona, i detriti ricadono a terra. È così che si spiegano gli incendi sull'isola artificiale di Palm Jumeirah, i danni alle strutture aeroportuali e agli hotel di lusso come il 7 stelle Burj Al Arab, le vetrate infrante, e anche le prime vittime civili. 

Doha vive una situazione simile, seppur con numeri più contenuti. Il Qatar ha intercettato la maggior parte dei vettori diretti verso la base di Al Udeid, ma ha comunque registrato feriti per le schegge dei missili abbattuti e un clima di tensione che ha portato alla sospensione temporanea dei voli e allo spostamento delle lezioni scolastiche online. L’immagine di “porto sicuro” del Golfo, costruita per decenni su stabilità, neutralità diplomatica e potenza economica, è incrinata da un dato nuovo: la guerra può arrivare, anche solo per poche ore, sopra le teste di milioni di residenti e di visitatori internazionali. 

Nella crisi in corso l’Arabia Saudita è il grande attore che, per ora, cerca di restare un passo indietro rispetto al fronte diretto. Il regno ha già sperimentato sulla propria pelle quanto possano essere vulnerabili le sue infrastrutture: dall’attacco agli impianti di Abqaiq e Khurais nel 2019, attribuito alla combinazione di droni e missili di matrice iraniana, Riad ha investito massicciamente in sistemi di difesa aerea stratificati e in un coordinamento sempre più stretto con Washington. 

Anche in questi giorni lo spazio aereo saudita è parte integrante del quadro di rischio. Alcuni vettori iraniani hanno sorvolato o lambito l’area di responsabilità saudita, e il timore, a Riad, è duplice: da un lato la possibilità di errori di calcolo o di traiettorie che si trasformino in impatti sul territorio; dall’altro il ruolo dei proxy filo-iraniani nello Yemen, gli Houthi, che già in passato hanno colpito aeroporti, oleodotti e impianti petroliferi sauditi con droni e missili. Pur non essendo il bersaglio principale dell’ondata attuale, l’Arabia Saudita ospita infrastrutture energetiche e militari che restano tra gli obiettivi più sensibili di qualunque strategia di pressione iraniana. 

Per gli italiani e per gli altri stranieri che vivono o transitano nel regno, questo si traduce in una situazione di vigilanza alta ma non ancora in un blocco sistematico: i cieli sauditi restano una possibile valvola di sfogo per le riprotezioni, ma il margine di manovra dipende direttamente da quanto l’Arabia Saudita riuscirà a restare ai margini – e non al centro – della prossima fase del confronto. 

Al centro di questo scenario c’è una domanda chiave: quanto a lungo l’Iran può continuare a colpire? La risposta che emerge dalle analisi di think tank e media dell’area è che Teheran conserva una capacità significativa di attacchi a ondate, ma non illimitata. Prima dell’attuale crisi, le stime di intelligence parlavano di un arsenale di migliaia di missili balistici e di una produzione industriale in crescita, con l’obiettivo dichiarato di poter lanciare in futuro ondate massicce da migliaia di vettori. 

Gli attacchi degli ultimi giorni hanno già consumato una quota rilevante di questi stock, ma l’Iran non si affida solo alle scorte. Negli ultimi anni ha investito molto nel rafforzare il proprio complesso militare-industriale, nelle cosiddette “città dei missili” sotterranee e nella capacità di produrre droni kamikaze in serie. Dai messaggi dei Pasdaran emerge un elemento di fondo: Teheran sembra voler dimostrare che può proseguire questa campagna il tempo sufficiente a logorare le difese dei suoi avversari, più che annientare obiettivi specifici. 

Ma forse il vero moltiplicatore di potenza iraniano non è interno, bensì esterno: la rete di gruppi armati alleati che compongono l’“Asse della Resistenza”. Dallo Yemen delle milizie Houthi all’Iraq delle forze di mobilitazione popolare, fino a Hezbollah in Libano, Teheran ha costruito una cintura di proxy in grado di colpire basi americane, infrastrutture energetiche, rotte marittime e obiettivi israeliani su più fronti. In questo momento non tutti sono mobilitati al massimo livello, ma la possibilità che gli attacchi si estendano e si intensifichino tramite questi attori è uno degli scenari che più preoccupano le monarchie del Golfo. 

La logica di fondo è asimmetrica: un drone o un missile iraniano costa relativamente poco, un intercettore lanciato dai sistemi di difesa del Golfo o dagli Stati Uniti costa molto di più. È una guerra di inventari e di bilanci, in cui l’obiettivo non è necessariamente vincere una battaglia decisiva, ma consumare nel tempo le riserve e la capacità di resistenza dell’avversario. 

Le dichiarazioni pubbliche puntano a una linea di equilibrio complessa. Da un lato, Emirati e Qatar ribadiscono di non essere parte belligerante, insistono sul fatto che il loro territorio viene usato come piattaforma militare dagli alleati ma che le loro società restano aperte, ordinate, funzionanti. La parola d’ordine, sui media locali, è evitare il panico: mostrare immagini di intercettazioni efficaci, evidenziare la rapidità con cui gli incendi vengono domati, rassicurare sulla continuità dei servizi di base. 

Dall’altro lato, cresce l’irritazione per essere diventati, di fatto, il campo di battaglia altrui. Le prese di posizione di figure di spicco emiratine – che ricordano all’Iran che “la vostra guerra non è con i vicini” – esprimono l’insofferenza per una situazione in cui la scelta strategica di ospitare basi americane si traduce oggi nel pagare il prezzo politico, economico e psicologico degli attacchi di rappresaglia. Negli articoli di analisi pubblicati da media regionali emerge un leitmotiv: se le ondate iraniane dovessero continuare con la stessa intensità per un’intera settimana, la pressione interna e internazionale sui governi del Golfo per passare da spettatori colpiti ad attori militari veri e propri aumenterebbe sensibilmente. Lo stesso scenario è stato disegnato da Kobi Michael, esperto israeliano dell’Inss, in un’intervista all’Adnkronos . 

In altre parole, più l’Iran insisterà, più la possibilità che Emirati e Arabia Saudita partecipino a operazioni dirette contro obiettivi iraniani, o quantomeno diano mano più libera agli Stati Uniti, smetterà di essere un tabù. È questo il punto in cui una crisi “gestibile” può trasformarsi in un conflitto regionale aperto. 

Guardando alle prossime 72 ore, lo scenario che si delinea nelle analisi dei media del Golfo e medio-orientali è fatto di biforcazioni molto nette. Una prima traiettoria è quella della de escalation controllata: l’Iran potrebbe considerare soddisfatta la propria esigenza di dimostrazione di forza e ridurre la frequenza degli attacchi, lasciando spazio a una mediazione diplomatica guidata da attori come Oman, Qatar e Turchia. In questo caso assisteremmo a una riapertura graduale e “a finestre” degli spazi aerei, con una lenta ripresa dei voli commerciali e, per gli italiani, a rientri scaglionati nell’arco di alcuni giorni, a partire da studenti, gruppi organizzati e categorie considerate più fragili. 

Un secondo scenario è quello dello stallo a bassa intensità: attacchi intermittenti, calibrati per mantenere la pressione ma senza superare la soglia oltre la quale gli Stati del Golfo si sentirebbero costretti a intervenire apertamente. Qui la parola chiave sarebbe incertezza: aeroporti che aprono e chiudono a seconda delle finestre di rischio, compagnie aeree che riprogrammano in corsa, viaggiatori costretti a prolungare la permanenza in hotel o presso amici e parenti. Per gli italiani vorrebbe dire permanenze forzate anche di una settimana o più, affidandosi a riprotezioni creative via scali alternativi come Mascate, Il Cairo, Riad o persino scali più lontani. Per chi arriva dall’Asia, visto che sono chiusi sia lo spazio aereo a nord (Russia) che al sud (Iran e Golfo) al momento l’unico “corridoio” percorribile è quello che passa dagli “stan” (Pakistan, Uzbekistan, Turkmenistan), sorvola l’Azerbaigian, e poi usa la Turchia come punto di scalo, con Istanbul al centro di un grande puzzle di voli riprotetti.  

Il terzo scenario, il più temuto, è quello dell’escalation regionale. In questa ipotesi, la combinazione tra persistenza degli attacchi iraniani, mobilitazione piena dei proxy e pressione interna porterebbe almeno alcuni Stati del Golfo ad accettare un ruolo più diretto in azioni contro l’Iran. A quel punto lo spazio aereo civile di gran parte della regione potrebbe essere chiuso o estremamente limitato per un periodo più lungo, e l’Italia – insieme ad altri Paesi europei – potrebbe trovarsi costretta a organizzare voli speciali, anche militari, con finestre temporali ristrette e priorità per categorie particolari di cittadini. 

Per ora, però, non siamo ancora a questo punto. Le città del Golfo non sono in uno stato di guerra totale: la vita continua, seppur con la nuova abitudine di alzare gli occhi al cielo quando si sente un boato. Per gli italiani che si trovano a Dubai, Abu Dhabi o Doha la sfida è gestire una crisi fatta di attese, informazioni frammentarie, decisioni da prendere in condizioni di incertezza. È una crisi che mette alla prova non solo le difese antimissile e le diplomazie, ma anche la fiducia in quei luoghi che, fino a ieri, erano le capitali indiscusse della sicurezza e della prevedibilità nel cuore di un Medio Oriente instabile. (di Giorgio Rutelli) 

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Categoria: internazionale/esteri

12:36

Pisa-Bologna: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Trasferta di campionato per il Bologna. Oggi, lunedì 2 marzo, i rossoblù sfidano il Pisa - in diretta tv e streaming - all'Arena Garibaldi nella 27esima giornata di Serie A. La squadra di Italiano arriva dalla vittoria per 1-0 contro il Brann ai playoff di Conference League, che ha garantito l'accesso agli ottavi di finale, mentre nell'ultima giornata di campionato aveva vinto con lo stesso risultato contro l'Udinese. Il Pisa invece nell'ultimo turno è stato battuto dalla Fiorentina 1-0 al Franchi. 

 

La sfida tra Pisa e Bologna è in programma oggi, lunedì 2 marzo, alle ore 18.30. Ecco le probabili formazioni: 

Pisa (3-5-2): Nicolas; Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov; Touré, Aebischer, Loyola, Marin, Iling Junior; Moreo, Durosinmi. All. Hiljermark 

Bologna (4-3-3): Skorupski; De Silvestri, Vitik, Lucumi, Joao Mario; Sohm, Freuler, Pobega; Orsolini, Dallinga, Dominguez. All. Italiano 

 

Pisa-Bologna sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, disponibili tramite smart tv. Il match si potrà seguire anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn. 

 

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Categoria: sport

12:32

Conti pubblici, nel 2025 deficit scende al 3,1%. Giorgetti: "Dato provvisorio, peccato colpo di coda Superbonus"

(Adnkronos) - **** 

Nel 2025 l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,1%, a fronte del -3,4 % nel 2024. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil è stato pari a +0,7% (+0,5% nel 2024). Lo comunica l'Istat.  

Nel 2025 il rapporto tra debito e Pil è salito al 137,1% dal 134,7%, il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 2.258.049 milioni di euro correnti, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil è cresciuto dello 0,5% rileva l'Istat. Quanto alla pressione fiscale complessiva, cioè l'ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil, nel 2025 è risultata pari al 43,1%, in aumento rispetto all’anno precedente (era al 42,4%), per effetto di una crescita delle entrate fiscali e contributive (+4,2%) superiore a quella del Pil a prezzi correnti (+2,5%), comunica l'Istat. 

Il dato del deficit/Pil pari al 3,1% nel 2025 non è quello definitivo. Come specifica l'istituto di statistica, infatti, "il conto consolidato delle Ap sarà trasmesso all’autorità statistica europea, come da Regolamento, entro il 31 marzo. Il conto è suscettibile di modifiche a conclusione del processo di notifica per deficit eccessivo, il 21 aprile 2026, se dovessero essere disponibili informazioni più aggiornate". 

"E’ un dato provvisorio, prima delle comunicazioni che l’Italia farà all’Ue. Cercheremo di capire le valutazioni Istat. Peccato per il colpo di coda del Superbonus condomini, causa principale del dato di oggi", afferma in una nota il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. 

Replica a stretto giro il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli: "Caro Giancarlo, come tu ben sai il Superbonus non influisce sul deficit. Significa che nonostante la folle austerità che avete imposto e il record di pressione fiscale che avete raggiunto, non siete nemmeno riusciti a portare il deficit sotto il 3%. Sapete perché? Perché l’Italia è a crescita zero da quando siete al governo. Distruggere il tessuto produttivo porta a questo. Per una volta, guardatevi allo specchio e smettetela di cercare scuse puerili, avete portato il Paese sull’orlo del baratro".  

Per Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Pd, "i dati Istat resi noti oggi certificano i risultati assolutamente insoddisfacenti della politica economica del governo. Nel 2025 il Pil è cresciuto appena dello 0,5%. Di fatto, siamo in una condizione di semi stagnazione, con una dinamica dell’economia ben al di sotto della media europea, e questo nonostante la forte spinta del Pnrr".  

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Categoria: economia

12:31

Ascolti tv, il film su Battiato vince prima serata con 18,8% di share

(Adnkronos) - 'Franco Battiato – Il lungo viaggio' ha vinto la prima serata di ieri, 1 marzo, con il 18,8% di share. Il film tv, in onda su Rai1, con Dario Aita nei panni del grande cantautore siciliano ha incollato allo schermo 2.961.000 telespettatori. A seguire, 'Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo' su Canale 5 che ha totalizzato 1.781.000 telespettatori e il 14,3%. Su Italia 1 'Le Iene' hanno conquistato 1.237.000 telespettatori e il 9,6%. Sul Nove 'Che tempo che fa' è stato visto da 1.610.000 telespettatori, pari al 9%. 

Su Rete 4 'Fuori dal Coro' ha segnato 663.000 telespettatori e il 5,2%. Su Rai3 'Presadiretta' ha ottenuto 842.000 telespettatori e il 4,7%. Poco sotto con il 4,6% c'è 'Una commedia pericolosa', in onda su Rai2, che ha intrattenuto 811.000 telespettatori. Infine, su La7 'Il caso Epstein – Il racconto continua' ha raggiunto 573.000 telespettatori e il 3,7%, mentre su Tv8 'I mercenari – The Expendables' è stato visto da 297.000 telespettatori, pari all'1,7%. 

Nella fascia access prime time, su Canale 5 'La Ruota della Fortuna' ha conquistato 4.923.000 telespettatori e il 24,4%, mentre su Rai1 'Dietrofestival' ha totalizzato 4.452.000 telespettatori, pari al 22%. 

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Categoria: spettacoli

12:25

Brignone, stagione finita: "Mi prendo una pausa, corpo chiede il conto"

(Adnkronos) - Si è conclusa a Soldeu la breve ma incredibile stagione di Federica Brignone. La bicampionessa olimpica di supergigante e gigante a Milano Cortina 2026, rientrata in pista con risultati pazzeschi dopo il grave infortunio del 3 aprile 2025, ha deciso, come comunicato dalla Fisi, di non prendere parte né alle prossime tappe di Coppa del mondo in programma da venerdì 6 a domenica marzo in Val di Fassa, né ai successivi fine settimana di Are del 14/15 marzo (gigante e slalom) e delle finali in Norvegia dal 21 al 25 marzo. 

"Credo di avere chiesto molto al mio corpo nel corso di questi mesi", ha dichiarato Brignone, "dal giorno stesso in cui mi sono infortunata ho dedicato tutta me stessa all’obiettivo di partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ottenendo il doppio risultato di portare la bandiera tricolore e di salire sul podio. Ce l’ho fatta addirittura in due occasioni, salendo oltretutto sul gradino più alto del podio".  

"Ho provato a proseguire la stagione, adesso però il mio fisico mi sta presentando il conto", ha spiegato Brignone, "quindi approfitto della stagione ormai al capolinea per concedermi una pausa e continuare successivamente al meglio la riabilitazione, che è stata logicamente forzata nel corso di tutto questo tempo per arrivare al miracolo che siamo stati capaci di compiere. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nel sogno olimpico e mi hanno permesso di rimettermi in piedi e partecipare a questa stagione”. 

La squadra italiana si presenterà dunque con Sofia Goggia, Laura Pirovano, Elena Curtoni, Nicol Delago, Nadia Delago, Roberta Melesi, Asja Zenere, Sara Allemand, Sara Thaler e Ilaria Ghisalberti. Il programma prevede due discese venerdì 6 marzo sabato 7 marzo, seguite da un supergigante domenica 8 marzo. 

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Categoria: sport

12:22

Gyala, deep-tech 100% italiana raccoglie 4 mln euro

(Adnkronos) - Gyala, società italiana deep tech attiva nella cyber resilienza di infrastrutture IT, OT e IoT, ha chiuso un round di finanziamento in equity da 4 milioni di euro sottoscritto da Deep Ocean Sgr S.p.A – in qualità di lead investor -, Terna Forward S.r.l, Cdp Venture Capital Sgr S.p.A. e Ventive S.r.l. L’operazione rappresenta una tappa strategica per Gyala, che sviluppa tecnologie proprietarie interamente italiane, inizialmente concepite in collaborazione con il comparto Difesa e oggi impiegate anche per la protezione di infrastrutture critiche civili, dall’energia alla sanità, con un focus su scenari IT/OT ad alta complessità. Grazie ad Agger, la piattaforma proprietaria full stack per la detection e reaction automatizzata in ambienti IT/OT/IoT, Gyala rappresenta un unicum nel panorama della Ot Cyber Resilience.  

Il nuovo capitale accelererà la roadmap di Agger, con focus su visibilità OT avanzata, difesa autonoma e orchestrazione intelligente delle risposte, permettendo di potenziare il team tecnico e di R&D, rafforzare le attività di go-to-market in Italia e consolidare la presenza della soluzione nei settori critici (come energia, industria, sanità, difesa) creando fondamenta solide per l’espansione internazionale. 

“Gyala nasce con un Dna tecnologico italiano e una visione globale”, spiega Andrea Storico Chairman e co-founder.“Vogliamo portare resilienza dove le soluzioni tradizionali non arrivano, supportando la trasformazione cyber dei sistemi più sensibili del Paese. La fiducia degli investitori istituzionali conferma la solidità della nostra visione industriale. I nostri obiettivi sono concreti; intendiamo costruire la prossima generazione di difesa cyber - accelerando l’evoluzione tecnologica di Agger - rafforzare la presenza sul mercato e affrontare con solidità la fase di scala internazionale, mantenendo al centro una tecnologia proprietaria italiana, pensata per la protezione di ciò che è davvero strategico per il Paese”. 

 

“Quello che ci ha colpito di Gyala come Deep Blue Ventures” - commenta Domenico Nesci, Partner di Deep Blue Ventures, “è l'integrazione nella propria piattaforma della protezione da attacchi esterni dell'infrastruttura OT delle imprese clienti. La capacità della tecnologia proprietaria di Gyala di difendere efficacemente ambienti IT/OT anche estremamente complessi colma un gap importante nella catena del valore della cybersecurity. La solidità del team, inoltre, e l'opportunità con il round di consolidare la presenza nazionale e sviluppare quella internazionale ci hanno definitivamente convinto a investire. Con Gyala il nostro Paese dimostra di poter esprimere tecnologie proprietarie fortemente strategiche, non solo per l'Italia”.  

“Gyala rappresenta un caso raro nel panorama europeo della cybersecurity industriale: una tecnologia proprietaria, sviluppata interamente in Italia, con radici profonde nel comparto Difesa e una piattaforma, Agger, pensata per rilevare e neutralizzare automaticamente le minacce negli ambienti nevralgici più complessi”, dichiara Mario Scuderi, Responsabile del Fondo Evoluzione di CDP Venture Capital. “La solidità tecnica del team e la chiarezza della visione industriale ci hanno portato a sostenere questo progetto con convinzione: siamo certi che Gyala abbia tutte le carte in regola per affermarsi come riferimento internazionale nella protezione delle infrastrutture strategiche”. 

Roberto Sfoglietta ceo & Founder di Ventive afferma: “Gyala ha dimostrato di aver costruito non solo una piattaforma tecnologica solida, ma anche un modello di business scalabile, adatto a mercati complessi e regolamentati. Il nostro investimento sostiene una fase di consolidamento organizzativo e commerciale, fondamentale per trasformare una forte base tecnologica in leadership di mercato”. 

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Categoria: economia

12:16

Tram deragliato a Milano, conducente indagato per disastro ferroviario. Errore sull'identità della seconda vittima

(Adnkronos) - Indagato per disastro ferroviario il conducente del tram della linea 9 deragliato a Milano, in viale Vittorio Veneto, il 27 febbraio. Un atto dovuto che gli consentirà di nominare propri consulenti e partecipare agli accertamenti tecnici dell’inchiesta. 

L'ipotesi di reato è contenuta nella relazione inviata dalla Polizia locale di Milano alla pm Elisa Calanducci che coordina le indagini sull’incidente che ha coinvolto un mezzo Atm (società non indagata). Nell'incidente hanno perso la vita due passeggeri e alcune decine di persone sono rimaste ferite, alcune delle quali ancora in gravi condizioni. 

Dagli inquirenti arriva una precisazione sull’identità della seconda vittima.Se la prima vittima è il passeggero Ferdinando Favia, la seconda vittima è un uomo nordafricano le cui generalità non vengono diffuse perché non sono stati ancora avvertiti i familiari. Abodu Karim Tourè, l’uomo senegalese indicato da giorni come morto è invece ricoverato in ospedale in condizioni gravi (codice rosso). 

La scatola nera, le comunicazioni audio tra il conducente del tram e la centrale Atm, le telecamere presenti a bordo del mezzo di ultima generazione ma anche di quelle pubbliche presenti lungo viale Vittorio Veneto. È su questi approfondimenti che la Procura di Milano parte per cercare conferma alla versione fornita dal tranviere che ha parlato di un malore poco prima del deragliamento in cui venerdì scorso hanno perso la vita due passeggeri.  

Il fascicolo dell’indagine, affidato alla pm Elisa Calanducci, contiene anche le acquisizioni e i sequestri (effettuati stamani negli uffici Atm) della documentazione tecnica del tramlink, il nuovo tram bidirezionale con un efficiente sistema di frenata e con una velocità massima di 50 chilometri l’ora. E verifiche saranno necessarie anche per accertare che il sistema automatico di monitoraggio (il cosiddetto ‘uomo morto’ non entrato in funzione) fosse perfettamente funzionante. La tesi del malore del tranviere - la diagnosi parla di sincope vasovagale - viene valutata e sarà confrontata con le versione fornite dai testimoni presenti sul tram o che hanno visto l’incidente in diretta.  

“So che nelle prossime ore ci saranno gli approfondimenti necessari. Al di là del cordoglio, che non dura 24 ore, ma va avanti per tutta la vita per i morti, l'accompagnamento per i feriti e il ringraziamento per i soccorritori e volontari, è chiaro che tutti parlano dell'ipotesi di un malore del conducente come unica causa. Perché di guasto tecnico, essendo mezzi nuovi è difficile parlare. Vedremo se emergerà qualcosa d'altro”. Così il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, parlando dell’incidente. 

 

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Categoria: cronaca

12:12

Indian Wells, stanotte sorteggio: orario, possibili avversari Sinner e dove vederlo in tv

(Adnkronos) - Quando gioca Jannik Sinner? Il tennista azzurro si prepara a tornare in campo nel Masters 1000 di Indian Wells, in programma dal 4 al 15 marzo. Nella notte tra oggi, lunedì 2 marzo, e domani, martedì 3, andrà in scena il sorteggio del tabellone principale del torneo, a cui Sinner arriva dopo la delusione dell'Atp 500 di Doha, dove è stato eliminato nei quarti di finale da Jakub Mensik, e dalla sconfitta nella semifinale degli Australian Open per mano di Novak Djokovic. 

 

Il sorteggio del Masters 1000 di Indian Wells è in programma notte tra oggi, lunedì 2 marzo, e domani, martedì 3 alla mezzanotte ora italiana. Sarà possibile seguire i sorteggi in diretta streaming su 'The Tennis Channel', mentre non sarà garantita una diretta televisiva.  

Il torneo invece sarà trasmesso in diretta tv e in esclusiva sui canali SkySport, visibili anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW. 

 

Ranking alla mano, Sinner, confermato numero due del mondo, potrà sfidare Carlos Alcaraz soltanto in finale, mentre nel penultimo atto del torneo potrà incrociare uno tra Novak Djokovic, nella rivincita di Melbourne, o Alexander Zverev. Ai quarti invece potrà pescare dalla testa di serie numero 5 fino all'8: si tratta di Lorenzo Musetti, Alex De Minaur, Taylor Fritz e Ben Shelton. 

Agli ottavi c'è il 'pericolo' di un derby italiano con Flavio Cobolli, fresco vincitore dell'Atp di Acapulco e numero 15 del mondo. Nel terzo turno potrà affrontare tennisti tra il 25esimo e il 32esimo posto del ranking, mentre più 'agevole', sulla carta, il secondo turno, a cui Sinner arriverà senza giocare grazie al bye del primo, e dove non troverà teste di serie. 

 

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Categoria: sport

12:05

Sanremo in chiave 'green', i look dei Big diventano un messaggio culturale

(Adnkronos) - L'industria della moda resta uno dei settori più inquinanti al mondo, responsabile di circa il 10% delle emissioni globali di gas serra e del 20% dello spreco idrico industriale secondo i dati delle Nazioni Unite. Eppure, proprio nei contesti di massima visibilità mediatica, le scelte di stile possono trasformarsi in potenti messaggi culturali. È su questo terreno che si innesta l'iniziativa di Aceper – Associazione Consumatori e Produttori Energie Rinnovabili – che per il secondo anno consecutivo ha pubblicato una classifica dei brand di moda più sostenibili presenti al Festival di Sanremo, analizzando i look indossati dai cantanti in gara non per il loro valore estetico, ma sulla base di parametri concreti: uso di materiali a basso impatto, trasparenza della filiera produttiva, politiche ambientali e impegno sociale. Veronica Pitea, presidente di ACEPER, spiega la filosofia alla base dell'operazione: "Per noi la sostenibilità è un valore che attraversa tutti i settori, dalla transizione energetica alla responsabilità sociale, fino alla moda. Anche il palco dell'Ariston può diventare uno spazio di racconto per un cambiamento culturale più ampio". Non si tratta dunque di un esercizio di costume, ma di un tentativo di portare criteri oggettivi dentro un mondo che troppo spesso si affida a dichiarazioni di intenti prive di riscontri misurabili.  

In cima alla classifica 2026 si posiziona Louis Vuitton, indossato da Luchè, brand del gruppo Lvmh che si distingue per il programma ambientale 'Life 360', strutturato su obiettivi di tracciabilità, riduzione delle emissioni e impiego di materiali a minor impatto. Al secondo posto Emporio Armani, scelto da Levante e da altri artisti, che negli anni ha avviato un percorso di integrazione di pratiche ambientali e materiali più responsabili. Terzo gradino del podio per Golden Goose, indossato da Tredici Pietro, che con i suoi 'Forward Store' promuove riparazione, risuolatura e personalizzazione dei prodotti per estenderne il ciclo di vita, andando oltre il semplice utilizzo di materiali riciclati. "La moda a Sanremo non è solo spettacolo", sottolinea Pitea. "I look scelti dagli artisti diventano sempre più strumenti di comunicazione culturale e sociale. In un contesto in cui il pubblico è attento ai temi ambientali, le scelte sartoriali possono contribuire a promuovere filiere più trasparenti e innovazione nei materiali".  

Un principio che si riflette nelle posizioni successive della graduatoria: Jil Sander, quarto classificato e scelto da Fedez insieme a Masini, appartiene al gruppo Otb che promuove progetti sociali attraverso la Otb Foundation con politiche su energia e materiali a basso impatto. Corneliani, indossato da Colombre, utilizza prevalentemente fibre naturali e organiche da fornitori selezionati e impiega energia proveniente per la maggior parte da fonti rinnovabili. Barena Venezia, scelta da Enrico Nigiotti, concentra la produzione quasi interamente in Veneto, riducendo significativamente le emissioni legate ai trasporti. 

Nella parte centrale della classifica si colloca Ami Paris, che veste Fulminacci e sta rafforzando il proprio percorso attraverso l'eliminazione progressiva di sostanze chimiche pericolose e l'incremento di materiali certificati. Vivienne Westwood, indossato da Mara Sattei, porta sul palco un marchio storicamente legato all'attivismo climatico e alla critica del consumismo. Lardini, che ha vestito Eddie Brock, pone al centro quella che definisce "sostenibilità umana", con un forte codice etico a tutela di lavoratori e territorio e una produzione di qualità pensata per durare nel tempo. Chiude la graduatoria Antonio Marras, definito il re dell'upcycling creativo, che ha realizzato un outfit artigianale su misura per Michele Bravi. L'impatto sociale dell'iniziativa va oltre la semplice curiosità da red carpet. 

"Osservare il Festival anche attraverso la lente della sostenibilità significa ribadire che la transizione verso un modello più responsabile riguarda ogni settore, inclusa l'industria creativa", afferma Pitea. "Perché la sostenibilità non è una tendenza, ma un percorso che coinvolge energia, imprese, cultura e stile di vita». A rafforzare questo messaggio, Aceper ha istituito il Green Carpet Award, un riconoscimento simbolico destinato agli artisti che hanno scelto di indossare il marchio ritenuto più green secondo i criteri dell'associazione. «Premiamo non solo la musica, ma anche le scelte consapevoli di stile, capaci di promuovere una cultura della sostenibilità e di responsabilità nel mondo della moda", precisa Pitea.  

Le prospettive di mercato sembrano dare ragione a questo approccio. La crescente attenzione dei consumatori verso la sostenibilità nella moda riflette un cambiamento significativo nelle aspettative del pubblico e nelle pratiche del settore. I brand che investono in trasparenza di filiera, economia circolare e riduzione dell'impatto ambientale non rispondono soltanto a un imperativo etico, ma intercettano una domanda di mercato in espansione. Il palcoscenico di Sanremo, con i suoi milioni di telespettatori, amplifica questa dinamica trasformando ogni abito in una dichiarazione pubblica. "Ogni scelta fatta sotto i riflettori dell'Ariston ha il potere di orientare la percezione di milioni di persone", conclude Pitea. "Se un artista sceglie un brand che investe davvero nella sostenibilità, quel messaggio arriva più lontano di qualsiasi campagna pubblicitaria". 

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Categoria: spettacoli

11:42

Ora legale in Italia, quando arriva e come cambiano orologi

(Adnkronos) - L'arrivo di marzo avvicina anche l'ora legale. Poche settimane e la primavera abbandonerà l'ora solare, per spostare le lancette degli orologi avanti di un'ora. Il cambio di ora, con l'avvento di quella legale, è prevista per l'ultimo weekend del mese, nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo. Ecco quando arriva e come cambia l'ora con quella legale. 

 

Nel 2026 l'ora legale arriverà in anticipo. Il suo avvento è previsto infatti un giorno prima rispetto al 2025, iniziando un trend che continuerà nei prossimi anni. L'ora legale infatti continuerà ad anticiparsi nei prossimi tre anni, fino al 25 marzo del 2029. Tutto, o quasi, cambierà invece dal 2030, dove il ciclo sarà 'resettato' e si tornerà a spostare gli orologi il 31 marzo. 

 

L'arrivo dell'ora legale segna una serie di cambiamenti nella vita quotidiana. Come detto, dalla notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, le lancette verranno spostate un'ora avanti: le 2 diventeranno le 3 e così via. Nella notte del cambio ora si dormirà un ora in meno, ma ciò porterà le giornate ad allungarsi: il tramonto arriverà infatti un'ora più tardi, garantendo quindi un pomeriggio più 'lungo' e illuminato dal sole. 

Questo aiuterà ovviamente anche a ridurre le spese energetiche, con la riduzione dell'illuminazione artificiale, a beneficio di quella naturale, e un effetto diretto sulle bollette. 

 

Con l'arrivo dell'ora legale le giornate andranno progressivamente ad allungarsi. Al mattino farà giorno più tardi, ma il buio arriverà più avanti nel corso della sera. Il picco si avrà il giorno del solstizio d'estate, fissato come sempre per il 21 giugno 2026. L'ora legale sarà in vigore fino all'ultima domenica di ottobre, quella del 25, quando tornerà invece l'ora solare e le lancette degli orologi dovranno essere spostate nuovamente un'ora indietro. 

 

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Categoria: cronaca

11:19

Caccia Usa precipitano in Kuwait, Centcom: "Apparente incidente fuoco amico"

(Adnkronos) -  

Gli Stati Uniti rendono noto che tre suoi F-15 Strike Eagles abbattuti oggi in Kuwait sono stati colpiti "in un apparente incidente di fuoco amico". E' quanto si legge in un comunicato del Centcom, che risolve il 'mistero' sui caccia precipitati questa mattina durante l'operazione Furia Epica avviata dagli Stati Uniti contro l'Iran. In salvo e in condizioni stabili i sei militari a bordo dei velivoli 

Secondo la ricostruzione fornita i tre jet "durante un combattimento attivo, che comprendeva attacchi da parte di aerei, missili balistici e droni iraniani, sono stati abbattuti per errore dalle difese anti aeree del Kuwait". "Il Kuwait ha ammesso l'incidente e siamo grati per gli sforzi delle difese del Kuwait e del loro sostegno per l'operazione", prosegue il Cencom aggiungendo che "le cause dell'incidente sono al centro di un'indagine". 

La comunicazione ufficiale è arrivata dopo la diffusione di un video che mostra un aereo, probabilmente un F-15 secondo la Cnn, che perde quota e si schianta al suolo. Il pilota, come evidenzia il filmato, fa in tempo ad abbandonare l'apparecchio e a salvarsi lanciandosi con il paracadute. "Le autorità competenti hanno immediatamente le operazioni per la ricerca e il soccorso", specifica il portavoce del ministero della Difesa, il colonnello Said Al-Atwan.  

 

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Categoria: internazionale/esteri

11:19

Roma, auto in fuga provoca incidente mortale: chi sono le tre vittime, tutte della stessa famiglia

(Adnkronos) - Sono marito e moglie, italiani di 70 e 64 anni, e il figlio di 41 anni, le vittime dell'incidente provocato da un'auto in fuga ieri sera in via Collatina a Roma. L'uomo e la donna sono morti sul colpo mentre il figlio poco dopo l'arrivo in ospedale. Sul posto sono intervenute diverse pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale dei Gruppi VI Torri, V Casilino e VII Tuscolano.  

Secondo quanto si apprende, le tre vittime stavano tornando a casa dopo una festa di famiglia. Alessio Ardovini, 41 anni, il padre Giovanni Battista Ardovini, di 70 anni, e la madre Patrizia Capraro di 64 anni abitavano a Casetta Mistica. I genitori erano pensionati mentre il figlio lavorava in un fast food. 

 

La famiglia, che era residente a Guidonia, viaggiava a bordo di una Fiat Punto mentre i fuggitivi erano su una Toyota Yaris. A provocare lo scontro sarebbe stata l'auto in fuga che ha invaso la corsia di marcia opposta lungo via Collatina, in prossimità del civico 661. Il conducente e i passeggeri della Toyota, di origine sudamericana, sono stati trasportati due al Policlinico di Tor Vergata e uno all’ospedale Sandro Pertini. Gli agenti intervenuti hanno provveduto a circoscrivere temporaneamente l’area per consentire i soccorsi e procedere ai rilievi del caso.  

 

Le indagini sulla dinamica dell’incidente sono tuttora in fase di svolgimento da parte del VI Gruppo Torri della Polizia Locale. Secondo quanto ricostruito, la Yaris è fuggita a un controllo di un equipaggio della Polizia nella zona del Quarticciolo. L'inseguimento, nato per una segnalazione per spaccio, è iniziato all'incrocio tra via Palmiro Togliatti e la Prenestina in via Ascoli Satriano. 

Durante la corsa, l’equipaggio della Polizia è rimasto in scia, sebbene a distanza, per non generare rischi. Il veicolo in fuga, giunto all’altezza di via Collatina, ha invaso il senso di marcia opposto, impattando contro la Punto. Nella Yaris sono stati trovati jammer e cacciaviti atti allo scasso.  

 

 

I tre sudamericani che erano a bordo dell'auto sono stati arrestati per omicidio stradale dalla Polizia. I tre sono anche accusati di violazione degli obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti, resistenza, porto di oggetti atti allo scasso e resistenza in vincolo di continuazione. A quanto si apprende, uno dei tre uomini ha precedenti per maltrattamenti e furto in abitazione.  

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Categoria: cronaca

10:58

Incidente all'Ex Ilva di Taranto, operaio precipita da 10 metri e muore

(Adnkronos) - Tragedia sul avoro oggi, lunedì 2 marzo, nello stabilimento ex Ilva di Taranto. Un operaio, Loris Costantino, è morto dopo essere precipitato da un'altezza di 10-12 metri. L'uomo, dipendente di una ditta dell'indotto, la Gea Power, secondo le prime informazioni stava lavorando su una passerella grigliata del reparto agglomerato quando è caduto. Le sue condizioni sono apparse subito gravi. Portato al pronto soccorso dell'ospedale 'Santissima Annunziata', è deceduto poco dopo. 

La dinamica dell'incidente ricorda, la morte di Claudio Salamida, 47 anni, precipitato il 12 gennaio scorso nel reparto Acciaieria 2. Secondo fonti sanitarie Costantino aveva 36 anni, e non 25 come emerso in un primo momento. Risiedeva nel quartiere di Talsano alla periferia del capoluogo jonico.  

Dopo l'incidente mortale, i sindacati dei metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Usb hanno occupato la direzione aziendale e proclamato uno sciopero di 24 ore, su tre turni, a partire dalle 12.30 di oggi. "Un altro incidente mortale di un lavoratore in una fabbrica ormai al collasso, abbandonata a se stessa da una politica che, negli anni, è stata incapace di trovare soluzioni e, soprattutto, di impedire che i lavoratori perdano la vita", evidenziano. 

"Lo stabilimento non è in sicurezza e con le continue denunce dei Rls (rappresentanti lavoratori per la sicurezza ndr) e delle organizzazioni sindacali, anche a i tavoli ministeriali, abbiamo più volte segnalato le criticità degli impianti e la necessità di reperire risorse per programmare attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. Siamo rimasti inascoltati e, mentre il governo continua a trattare con i 'futuri' acquirenti, lo stabilimento cade a pezzi", affermano i sindacati. "Il governo deve assumersi le sue di responsabilità e non può continuare a scaricarle verso altri- spiegano i sindacati - soprattutto quando non si è consequenziali rispetto alle risorse necessarie per le manutenzioni e con un personale in Cigs con punte di oltre il 50/60% che dovrebbe garantirle. L'incontro convocato il 5 marzo a palazzo Chigi dovrà servire per trovare soluzioni a tutela di tutti i lavoratori di Adi in As, Ilva in As e di tutto l'appalto". 

Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria esprime "profondo cordoglio" per la tragica scomparsa di un lavoratore appartenente a un’impresa appaltatrice, impegnato in attività di pulizia all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto. Adi in As, si legge in una nota, comunica "che sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e ribadisce la piena collaborazione con le autorità competenti, al fine di mettere a disposizione ogni elemento utile all’accertamento dei fatti". 

È arrivata ai sindacati la convocazione dalla Presidenza del Consiglio per un incontro a Palazzo Chigi per il 5 marzo ore 11,30 sull’ex Ilva. 

 

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Categoria: cronaca