Live Streaming

ULTIM'ORA

00:09

Spunta il volto di Meloni in un affresco restaurato a Roma: lei ironizza e il Mic indaga

(Adnkronos) - La notizia del presunto volto di Giorgia Meloni, spuntato nella centralissima basilica romana di San Lorenzo in Lucina, finisce al centro della scena. La raffigurazione, che sarebbe frutto di un audace colpo di pennello di un restauratore, che ritoccando il volto di un cherubino 'omaggia' la presidente del Consiglio, agita le opposizioni. Non basta l'ironia della stessa Meloni ("non mi sento affatto un angelo", scrive sui social) a impedire la richiesta di chiarimenti di Pd, M5s e Avs. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l'autenticità e il valore storico", avverte la democratica Irene Manzi, capogruppo di commissione Cultura della Camera.  

Si dice poi interdetta la pentastellata Alessandra Maiorino: "Se la notizia corrisponde al vero, allora è necessario che la Soprintendenza e il ministero della Cultura facciano chiarezza su ogni responsabilità". "Se tutto fosse confermato ci troveremmo davanti a un gigante e inaccettabile esempio di culto della personalità, come non se ne vedeva dai tempi del fascismo", attacca Filiberto Zaratti di Avs. Replica alle opposizioni il senatore meloniano Matteo Gelmetti, che parla di "ennesimo caso di indignazione selettiva, dove l'arte diventa improvvisamente uno scandalo solo quando non piace a qualcuno". "Stupisce che una raffigurazione simbolica venga trasformata in un caso politico, come se l'Italia non avesse questioni ben più concrete da affrontare", aggiunge. 

 

Il vicariato intanto mette le mani avanti assicurando di essere all'oscuro della vicenda: "La modifica del volto del cherubino è stata un'iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti". Il diretto interessato, Bruno Valentinetti, autore dell'intervento fatto sull'affresco, frena: "Chi lo dice che è Giorgia Meloni? Ditemi chi dice che le assomiglia?", ribatte, ricordando come anche il parroco non lo ha detto. "Per questo volto ho fatto un restauro e ho restaurato quello che c'era prima, 25 anni fa", precisa.  

Da parte sua il ministero fa sapere che da lunedì inizieranno gli accertamenti. "Su indicazione del ministro Giuli, verificheremo la prossima settimana le carte per capire cosa è successo e se vi siano delle responsabilità", sono le parole della soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro, che già oggi si è recata in Basilica per un sopralluogo.  

Sui social intanto è boom di commenti. Nel frattempo la notizia diviene argomento di discussione anche per gli addetti ai lavori, tra storici e critici d'arte. Qualcuno ricorda come nel Rinascimento era prassi inserire qua e là volti dell'epoca -di committenti e potenti del tempo- papi, nobili. Gli stessi artisti, a partire da Michelangelo e Raffaello, spesso si ritraevano, come fece il Buonarroti nella Cappella Sistina.  

Ma il paragone con oggi, per un big della storia dell'arte come Flavio Caroli non regge affatto. "A quei tempi l'arte era una piramide, con al vertice Michelangelo e i grandi artigiani fiorentini alla base, ora è una grande pianura... e c'è una cronaca sempre più pianeggiante...". "Io non voglio giudicare -aggiunge con riferimento all'angelo 'ritoccato' di San Lorenzo- perché amo la grande storia, non amo la cronaca troppo ravvicinata...". "L'arte si deve distaccare dalla contingenza", è il suo messaggio. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

00:03

Trump: “Iran sta negoziando”. Teheran frena sulla guerra ma avverte Washington

(Adnkronos) - Gli iraniani “stanno negoziando, quindi vediamo che succede”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox News, ricordando però che “l’ultima volta che hanno negoziato, abbiamo dovuto distruggere il loro nucleare perché non ha funzionato”. 

Trump ha spiegato di non poter condividere i dettagli della strategia americana con gli alleati del Golfo: “Non possiamo rivelare il piano ai nostri alleati nel Golfo. Se lo facessi, sarebbe quasi come rivelarlo a voi, anzi potrebbe essere anche peggio”. Il presidente ha aggiunto: “Il piano è che l’Iran sta dialogando con noi e vedremo se riusciremo a fare qualcosa, altrimenti vedremo cosa succederà… Abbiamo una grande flotta diretta lì, più grande di quella che avevamo, e che abbiamo tuttora, in Venezuela”. 

Nel pieno dell’escalation verbale, Trump ha anche rilanciato sul suo social Truth Social un video non verificato che mostrerebbe una presunta fuga disordinata dei Guardiani della Rivoluzione iraniani. “In diretta da Teheran. I pasdaran sono in panic mode, se la stanno facendo sotto”, si legge nel post dell’utente “Kosher”, ricondiviso dal presidente americano, che accompagna il messaggio con immagini attribuite a scene di caos nella capitale iraniana. 

 

Dall’altra parte, le più alte sfere della sicurezza nazionale iraniana parlano di progressi nei negoziati con Washington, pur mantenendo alta l’allerta per possibili azioni militari statunitensi. Washington ha infatti dispiegato un gruppo da battaglia navale guidato dalla portaerei USS Abraham Lincoln nelle vicinanze delle coste iraniane e Teheran ha ribadito che, in caso di attacco, risponderebbe con lanci missilistici contro basi, navi e alleati statunitensi, in particolare Israele. 

Nonostante le tensioni, Trump ha affermato di ritenere che l’Iran preferisca un accordo sui programmi nucleari e missilistici piuttosto che uno scontro militare diretto. Teheran ha confermato la disponibilità a negoziare sul nucleare, ma a condizione che missili e capacità difensive restino esclusi dall’agenda. "Contrariamente all'isteria della guerra mediatica artefatta, gli accordi strutturali per i negoziati stanno progredendo", ha dichiarato Ali Larijani, capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano. 

 

"La Repubblica islamica dell'Iran non ha cercato e non cerca la guerra in alcun modo ed è profondamente convinta che una guerra non sia nell'interesse né dell'Iran, né degli Stati Uniti né della regione", ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, secondo quanto riferisce una nota della presidenza. 

Pezeshkian ha ribadito che per il suo Paese "risolvere i problemi attraverso la diplomazia è sempre stata una priorità rispetto alla guerra e speriamo che anche l'altra parte abbia capito che l'Iran non può essere costretto a negoziare attraverso minacce e forza". 

"Per la Repubblica Islamica dell'Iran, risolvere i problemi attraverso la diplomazia è sempre stata una priorità rispetto alla guerra, e speriamo che anche la controparte abbia compreso che l'Iran non può essere costretto a negoziare con minacce e forza". "Ovviamente - avverte Pezeshkian - qualsiasi aggressione o attacco al territorio della Repubblica islamica dell'Iran incontrerà una risposta decisa. Tuttavia, l'Iran continua a perseguire la risoluzione dei problemi attraverso la diplomazia". 

 

Nel contesto di un inasprimento delle tensioni, le autorità iraniane hanno prontamente negato qualsiasi collegamento tra diversi incidenti verificatisi sabato e attacchi o atti di sabotaggio. Tra questi, un'esplosione nella città portuale meridionale di Bandar Abbas è stata attribuita dai vigili del fuoco locali a una fuga di gas. Il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) ha negato che uno degli edifici appartenenti alle sue forze navali sia stato preso di mira e l'agenzia Tasnim ha smentito "voci di un tentato assassinio" riguardanti il comandante della marina delle Guardie, Alireza Tangsiri. 

Sabato, la Guida Suprema iraniana, Ayatollah Ali Khamenei, ha visitato il santuario di Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica, offrendo preghiere in occasione delle celebrazioni di 10 giorni che commemorano il 47° anniversario della Rivoluzione Islamica del 1979. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:02

Ucraina, Zelensky: "Ci prepariamo a incontri la prossima settimana"

(Adnkronos) - Kiev si sta preparando per incontri diplomatici "la prossima settimana" nell'ambito dei negoziati con Mosca per la fine della guerra in Ucraina. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, sembrando escludere l'annunciato incontro ad Abu Dhabi tra le delegazioni ucraina e russa. 

"Siamo in costante contatto con la parte americana e attendiamo che ci fornisca dettagli sui prossimi incontri. L'Ucraina è pronta a lavorare in tutti i formati di lavoro. È importante che questi incontri abbiano luogo e che portino a risultati concreti. Contiamo sugli incontri della prossima settimana e ci stiamo preparando", ha dichiarato Zelensky. 

Nel pomeriggio, l'agenzia di stampa Tass, citando una propria fonte, aveva affermato che i colloqui di oggi ad Abu Dhabi "non sono stati annullati". 

 

Intanto l'inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, ha definito "produttivi e costruttivi" gli incontri tenutisi in Florida con l'omologo russo, Kirill Dmitriev, nell'ambito degli sforzi per "promuovere una risoluzione pacifica del conflitto ucraino". "La delegazione americana comprendeva l'inviato speciale Steve Witkoff, il segretario al Tesoro Scott Bessent, Jared Kushner e il consigliere senior della Casa Bianca Josh Gruenbaum - ha scritto Witkoff su X - Siamo incoraggiati da questo incontro, che dimostra che la Russia sta lavorando per garantire la pace in Ucraina, e siamo grati al presidente Trump per la sua leadership fondamentale nella ricerca di una pace duratura e stabile". 

Anche Dmitriev ha parlato di un "incontro costruttivo per la pace". "Discussione produttiva anche sul gruppo di lavoro economico Usa-Russia", ha reso noto Dmitriev. 

 

Mentre gli Stati Uniti intensificano gli sforzi per mediare un accordo di pace, la Russia continua a colpire le infrastrutture civili ed energetiche, lasciando gli ucraini senza riscaldamento nei giorni di maggiore gelo. 

Il 29 gennaio Trump ha annunciato di aver convinto il presidente russo Vladimir Putin a sospendere per una settimana gli attacchi contro le città ucraine, a causa della grave situazione umanitaria. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha poi affermato che la tregua riguarda solo Kiev e sarebbe durata solo fino a oggi, 1 febbraio. 

Ma già ieri Mosca ha ammesso che gli attacchi contro l'Ucraina sono andati avanti: nel mirino, precisa il ministero russo in un post pubblicato su Telegram, ci sono le infrastrutture dei trasporti e i magazzini di munizioni usate dalle forze militari. 

Kiev ha denunciato i raid di 85 droni russi, con almeno due morti e tre feriti nel Donetsk, nelle cittadine di Raygorodka e Alekseevo-Druzhkovka. Le forze di difesa ucraine hanno abbattuto o neutralizzato 64 droni Shahed, Herbera, Italmas, degli 85 impiegati da Mosca nella notte, nel nord, nel sud e nell'est del Paese. "Venti di questi velivoli hanno colpito 13 località", precisano fonti ucraine. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:02

Gufi o allodole, a letto tardi o sveglia presto? Chi rischia di più, lo studio

(Adnkronos) - Il mondo, ormai è noto, si divide in allodole - chi si alza presto al mattino - e gufi - cioè gli amanti della notte, i tiratardi, ma chi rischia di più in termini di salute? A rispondere è uno studio pubblicato sul 'Journal of the American Heart Association, secondo cui sono proprio le persone con un cronotipo serale (quindi i gufi) a presentare spesso un disallineamento circadiano, che può compromettere i comportamenti salutari e le funzioni cardiometaboliche. Il lavoro che giunge a queste conclusioni è uno studio prospettico su 322.777 partecipanti alla Uk Biobank (maxi database sanitario) di età compresa tra 39 e 74 anni, senza patologie cardiovascolari note. Gli autori hanno valutato con un sistema di punteggio (Le8, che si calcola a partire da 8 fattori di rischio) l'associazione cronotipo-malattie cardiovascolari. 

E' emerso che tra gli adulti di mezza età e gli anziani, quelli con un cronotipo serale rispetto a quelli con un cronotipo intermedio presentano una salute cardiovascolare complessiva notevolmente peggiore. L'associazione osservata tra l'essere gufo e avere un rischio elevato di malattie cardiovascolari sembra in gran parte spiegata dal minor raggiungimento degli 8 parametri essenziali per la salute cardiovascolare.  

"Che gli individui con un cronotipo serale potrebbero trarre particolare beneficio da interventi mirati ai fattori di rischio delle malattie cardiovascolari", concludono gli autori.  

Lo studio, commenta l'infettivologo Matteo Bassetti in un post su X, "rivela che i cosiddetti 'gufi' potrebbero essere più a rischio di infarto e ictus". Dal maxi database sanitario, che include informazioni sulle preferenze sonno-veglia delle persone, emerge che "circa l'8% si è classificato come nottambulo, più attivo fisicamente e mentalmente nel tardo pomeriggio o la sera, e più attivo anche dopo" quella che è l'ora di andare a letto per la maggior parte delle persone. "In 14 anni, i nottambuli avevano un rischio del 16% più alto di un primo infarto o ictus rispetto alla popolazione media - riepiloga il medico - I nottambuli, soprattutto le donne, presentavano anche una salute cardiovascolare complessivamente peggiore, come riportato dai ricercatori. Essere nottambuli - conclude - non fa bene alla salute. Meglio essere attivi nelle ore centrali della giornata. Insomma, per la salute cardiovascolare meglio fare come l'allodola che come il gufo".  

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

21:55

Torino, chi è l'agente aggredito nel corteo per Askatasuna

(Adnkronos) - Si chiama Alessandro Calista, ha 29 anni ed è un agente del reparto Mobile di Padova. E' il poliziotto che a Torino, nella guerriglia scatenata da partecipanti al corteo per Askatasuna, è stato aggredito brutalmente da decine di persone con il volto coperto. Calista, sposato e padre di un figlio, è stato preso a calci e colpito a martellate da un gruppo di individui. L'agente, ormai privo del casco, è riuscito a sottrarsi al linciaggio ed è stato soccorso da un collega. 

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il capo della polizia Vittorio Pisani hanno sentito al telefono il poliziotto. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro Piantedosi, per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all'agente aggredito e a tutti gli agenti delle forze dell'ordine che hanno subito violenze. Lo si apprende dal Quirinale. 

"Il collega ha avuto ferito alle costole e al polpaccio, è stato preso a martellate. C'era anche una chiave inglese che" nell'aggressione "è caduta da qualche parte. Sono stati dei terroristi che stanno cercando il morto", ha detto Pasquale Griesi, segretario Fsp Polizia di Stato, intervenendo a 4 di sera su Rete4. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

21:11

Superenalotto, numeri e combinazione vincente 31 gennaio

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 31 gennaio. Centrato invece un '5' da oltre 200mila euro. La schedina vincente è stata giocata in una tabaccheria di Lanciano (Chieti), situata in via C. Marciani, 1. Il fortunato si porta a casa per l'esattezza 206.155,18 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 115 milioni di euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 2, 6, 7, 33, 37, 80. Numero Jolly: 11. Numero SuperStar: 80. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

20:34

Agente preso a calci e colpito a martellate, il video: aggressione choc a Torino

(Adnkronos) - Un video choc in cui si vede un poliziotto accerchiato da manifestanti a volto coperto e preso a calci e pugni sta girando in questi minuti su diversi social e viene rilanciato su numerose chat con commenti molto critici. Nel video di Torino oggi, la cui autenticità sembrerebbe confermata, si vede un agente del reparto mobile rimasto isolato e colpito ripetutamente mentre si trova a terra, mentre sono in corso i violenti scontri per il corteo di Askatasuna a Torino. 

 

“Il bilancio degli scontri di Torino è gravissimo ed è purtroppo destinato ad aggravarsi nelle prossime ore. Non siamo più nel campo della protesta, ma davanti a una violenza criminale organizzata, portata avanti da delinquenti che hanno scelto lo scontro fisico come metodo. Un poliziotto ha subito un vero e proprio tentativo di linciaggio: è stato accerchiato, colpito a bastonate e a martellate, buttato a terra e stavano tentando di finirlo in mezzo alla strada. Se oggi non stiamo commentando una tragedia irreparabile è solo grazie al provvidenziale intervento di altri colleghi che sono riusciti a proteggerlo e a strapparlo dalle mani dei suoi aggressori. Quelli scesi in piazza oggi non sono manifestanti: sono soggetti violenti e pericolosi che agiscono con la chiara volontà di ferire e uccidere. Chi continua a minimizzare o a giustificare questi episodi si sta assumendo una responsabilità enorme”, dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario del Sindacato di Polizia Coisp. 

  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

20:32

Report, nelle chat Ranucci-Boccia il "giro gay"

(Adnkronos) - E' polemica sullo scambio di whatsapp tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia, pubblicato dal "Giornale" diretto da Tommaso Cerno. I messaggi delle chat tra il conduttore di Report e l'imprenditrice campana sono finiti agli atti dell’inchiesta della Procura di Roma sul cosiddetto Boccia-gate, visto che è stata proprio la trasmissione di Raitre a mandare in onda l’audio della conversazione tra l'allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie. "Le chat depositate dai pm tracciano la genesi di quel rapporto Ranucci-Boccia, sfociato nella messa in onda, l’8 dicembre 2024, dell’audio privato", scrive "il Giornale", che ne riporta poi diversi stralci. Tra l'altro, alcuni in cui si fa riferimento all’esistenza di una presunta "lobby gay di destra che tirerebbe i fili dell’informazione", scrive il quotidiano.  

E' Boccia, a quanto ricostruisce "il Giornale", che, nei giorni in cui si intensifica il rapporto con il conduttore di Report, punta l’attenzione su Tommaso Cerno, allora direttore de Il tempo e ospite, la mattina del 17 settembre 2024, a L’Aria che tira proprio sulla vicenda che la riguardava per la mancata nomina come consigliera ai Grandi eventi per il ministro della Cultura. La donna, che in quella stessa giornata aveva avuto l’incontro con Ranucci - come emerge dai messaggi su whatsapp -, alle 21.29 scrive al giornalista: "Ho visto Cerno all’Aria che tira... è davvero scandaloso". A quel punto il conduttore di Report la avvisa: "Quello è un altro del giro... giro gay, pericolosissimo".  

Chiede che "venga fatta piena chiarezza sulle chat tra la Boccia e Sigfrido Ranucci" e che si apra "una riflessione seria e responsabile sul rapporto tra informazione, politica e tutela della sfera privata", il vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei Deputati, Elisabetta Gardini.  

Attacca anche il presidente dei senatori di Fi Maurizio Gasparri, membro della Commissione Antimafia: Ranucci "ha denigrato con linguaggio omofobo giornalisti come Cerno e Giletti. Quindi si conferma personaggio non solo spregiudicato nella gestione delle fonti e nel traffico di notizie di ogni genere e tipo, ma anche portatore di un linguaggio di discriminazione. Credo che sarà opportuno portare all'attenzione degli organi che devono combattere l'odio, il linguaggio e il comportamento di Ranucci", sottolinea Gasparri chiedendo che a valutare la condotta del conduttore Rai sia "anche l'ordine dei giornalisti". 

"Tirare in ballo il 'giro gay' o la 'lobby gay', è omofobia pura e semplice. Il solito complottismo insopportabile e stereotipato. La Rai prenda provvedimenti, non può si può accettare che un conduttore della tv pubblica si esprima in questa maniera", afferma il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, capogruppo in commissione Giustizia di palazzo Madama. 

Ranucci, dal canto suo, chiede invece chiarezza al direttore del Giornale, Tommaso Cerno: secondo il conduttore le chat "sono state riportate in maniera parziale, se non manipolate". "E' stato tolto dalla chat - sottolinea sui social - il nome di un personaggio legato ai servizi segreti, Marco Mancini, amico di Cerno e della Cavallaro (l'autrice dell'articolo, ndr), che ha rapporti parentali con uomini dei servizi e che avrebbe spiegato il mio riferimento a Giletti, che nulla aveva a che fare con frasi omofobe che mi sono state attribuite. Fatto che verrà dimostrato nelle sedi competenti".  

Pronta la replica di Cerno: "Nessuna censura su Mancini, il pezzo era centrato sulla vicenda della lobby gay di cui parla Ranucci, perché quello mi sembrava il tema, comunque per fare chiarezza, ora sul sito del Giornale abbiamo pubblicato tutta per intero la chat, ma resta sempre quello il punto: le accuse alla presunta lobby gay, di cui farei parte con Signorini, Giletti e un fantomatico mister B", dice all'Adnkronos, annunciando: "Domani sul cartaceo ci sarà tutto, ma non cambia la sostanza, restano quelle affermazioni sul giro gay, sulle frasi omofobe, su cui scriviamo".  

 

 

 

 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

19:49

Askatasuna, troupe Rai aggredita a Torino da antagonisti

(Adnkronos) - Aggressione ad una troupe della Rai a Torino, oggi 31 gennaio, durante il corteo sceso in piazza per chiedere l'apertura del centro sociale Askatasuna. "La Rai condanna con la massima fermezza la gravissima aggressione subita oggi a Torino dalla giornalista Bianca Leonardi e dal suo film maker, appartenenti all troupe del programma 'Far West', da parte di gruppi antagonisti, incappucciati, nel corso del corteo per la riapertura di Askatasuna", si legge in una nota della Rai.  

"I giornalisti sono stati presi di mira, aggrediti fisicamente, minacciati e costretti ad allontanarsi con la forza, mentre venivano lanciati sassi e distrutta l'attrezzatura di lavoro - si legge ancora - Un’azione violenta e organizzata, messa in atto con l’unico obiettivo di impedire alla Rai di documentare e raccontare quanto stava accadendo". 

"L’aggressione assume un significato ancora più grave alla luce del fatto che 'Far West' ha realizzato un’inchiesta su Askatasuna che ha contribuito a far emergere criticità e responsabilità poi al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale - spiega ancora la nota - Colpire i giornalisti Rai in questo contesto significa tentare di intimidire il servizio pubblico e di punire chi fa informazione. La Rai esprime piena solidarietà ai colleghi aggrediti e ribadisce che non accetterà intimidazioni né zone franche imposte con la violenza. Attaccare i giornalisti significa attaccare il diritto dei cittadini a essere informati". 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

19:36

Chirurgia, salvare la mano da trauma o malattia. Al San Camillo di Roma il centro d'élite

(Adnkronos) - Ricollegare arterie, vene e nervi, anche di calibri piccolissimi. Trattare un trauma urgente della mano e dell'arto superiore. Ridare una qualità della vita a chi ha subito l'amputazione traumatica del pollice che costituisce una grave menomazione funzionale. E' il lavoro quotidiano del chirurgo della mano in un grande ospedale italiano. Nicola Felici, next president della Società italiana di Chirurgia della mano, è il direttore della Uoc di Chirurgia plastica ricostruttiva e Chirurgia della mano dell'Ao San Camillo-Forlanini di Roma, il centro di riferimento del Lazio per i traumi complessi degli arti, accreditato dalla Federazione europea delle Società scientifiche di chirurgia della mano (Fessh) come 'Hand Trauma and Replantation Center'. 

I numeri del Centro: "Ogni anno trattiamo in urgenza circa 400 traumi maggiori della mano e dell'arto superiore - elenca Felici - A questi si aggiungono circa 150 interventi su pazienti con lesioni traumatiche dei nervi periferici e del plesso brachiale, 300 interventi per patologie degenerative della mano (artrosi, malattia di Dupuytren, eccetera), un centinaio di interventi di ortoplastica, ossia ricostruzioni microchirurgiche complesse dell'arto inferiore a seguito di gravi fratture esposte, eseguite in collaborazione con i colleghi traumatologi". 

"Oltre a questa attività chirurgica - prosegue - vengono eseguiti circa 900 interventi per patologie minori della mano (dita a scatto, sindrome del tunnel carpale) e tutti gli interventi di chirurgia plastica ricostruttiva su altri distretti come la ricostruzione mammaria dopo mastectomia, le ricostruzioni post-oncologiche del distretto testa-collo, i tumori cutanei, la chirurgia di conferma di genere, per un totale di circa 2.000 interventi di chirurgia maggiore". 

Chi è il chirurgo della mano? "In Italia, come nella maggior parte dei paesi Europei, non esiste la specializzazione in Chirurgia della mano - risponde Felici - Il chirurgo della mano generalmente è uno specialista in Chirurgia plastica ricostruttiva, oppure uno specialista in Ortopedia che si è appassionato a questa 'super-specializzazione', ha seguito un percorso formativo orientato sulle patologie della mano, frequentando centri di riferimento per questo tipo di chirurgia. In Italia alla fine degli anni '60 sono sorte due scuole molto importanti che sono state per decenni riferimenti europei e mondiali: il reparto di Chirurgia plastica dell'ospedale di Legnano diretto da Ezio Morelli ed il reparto di Chirurgia della mano di Brescia, di estrazione ortopedica, diretto da Giorgio Brunelli, due grandi maestri e pionieri della chirurgia della mano e della microchirurgia ricostruttiva. Quest'ultima disciplina, la microchirurgia, costituisce un bagaglio tecnico imprescindibile per chi vuole diventare un chirurgo della mano. Grazie alla tecnica microchirurgica è possibile ricollegare arterie, vene e nervi, anche di calibri piccolissimi, mediante l'impiego di strumentario dedicato e del microscopio operatorio. In questo modo è possibile reimpiantare una mano, una gamba o un dito amputato". 

Quali sono stati gli interventi più complessi del 2025? "I traumi complessi sono il nostro pane quotidiano - spiega Felici - Cito 2 esempi: un ragazzo di 24 anni che 3 anni fa, a seguito di incidente motociclistico, aveva subito una lesione totale di tutte le radici del plesso brachiale, ossia dei nervi che a livello della colonna cervicale escono dal midollo per innervare spalla, braccio, avambraccio e mano. Arto completamente paralizzato. La microchirurgia riparativa del plesso brachiale e dei nervi periferici è da sempre uno dei miei grandi interessi - racconta il chirurgo - Grazie ad un intervento sulle radici del plesso brachiale che avevo eseguito sul paziente 6 mesi dopo il trauma, il paziente da circa 3 mesi aveva recuperato i movimenti di spalla e gomito, quindi all'inizio del 2025 abbiamo eseguito un trapianto microchirurgico di un muscolo prelevato dalla sua coscia e reimpiantato sul braccio per permettergli di muovere anche le dita della mano re-innervando il muscolo con l'impiego di 2 nervi intercostali. Da qualche mese il paziente ha ricominciato a muovere anche le dita". 

Il secondo caso "è quello di un giovane di 20 anni che è arrivato con una grave frattura esposta di gamba, dinamica: moto contro trattore. La vascolarizzazione era interrotta e il piede era ischemico, esisteva il rischio concreto di dover amputare la gamba. Come sempre in questi casi, abbiamo immediatamente portato il paziente in sala operatoria per tentare di salvare il piede, ricostruire i tessuti danneggiati dal trauma con il trapianto microvascolare di un lembo cutaneo e permettere ai colleghi ortopedici di riallineare la frattura - evidenzia lo specialista - Durante l'intervento ci siamo accorti però che il paziente aveva un'anomalia anatomica: una delle 3 arterie della gamba, quella che porta il maggior volume di sangue al piede, era completamente mancante. Io e i miei collaboratori abbiamo dovuto usare tutta la nostra creatività per non arrenderci all'amputazione della gamba. Alla fine, dopo 3 interventi e un successivo trattamento ortopedico, abbiamo vinto noi. Andrea oggi cammina con la sua gamba e con il suo piede". 

"Ovviamente, non sempre 'vinciamo' noi, siamo preparati ad affrontare anche gli insuccessi: la nostra è una chirurgia ad alto coefficiente di complessità e le variabili che possono determinare un insuccesso sono moltissime e non sempre è possibile dominarle tutte come vorremmo", chiosa Felici.  

Tra le mission del team c'è la ricostruzione degli esiti dei traumi amputativi del pollice mediante trapianto microchirurgico autologo di dita del piede. "L'amputazione traumatica del pollice costituisce una grave menomazione funzionale - illustra Felici - La mano perde la funzione di presa per l'assenza dell'elemento opponente. In questi casi si tenta sempre di reimpiantare il pollice amputato, ma non sempre i reimpianti hanno un esito favorevole. Questa tecnica viene usata proprio dopo un insuccesso. Perché tendiamo a non arrenderci mai. Si propone al paziente di utilizzare una parte del suo alluce per ricostruire il pollice amputato. Anche in questo caso si tratta di un intervento microchirurgico. I risultati sono molto buoni, sia dal punto di vista estetico che funzionale. Il danno funzionale del piede è assolutamente tollerabile ed il paziente può continuare a camminare normalmente". 

Come sta cambiando il lavoro del chirurgo? Oggi il robot è 'di casa', evidenzia l'esperto, ma c'è anche l'organizzazione della sala. "Come direttore di questa Unità operativa, il mio obiettivo è di migliorare costantemente i risultati e questo si fa attraverso il perfezionamento dei processi organizzativi e dei percorsi assistenziali con cui si tratta il paziente dall'ingresso in ospedale alla sala operatoria, alla terapia intensiva, al reparto di degenza, fino alla dimissione e alla riabilitazione. Fino ad alcuni anni fa - ricorda Felici - il chirurgo svolgeva la parte principale del suo lavoro in sala operatoria. Sicuramente l'intervento chirurgico è ancora il centro del trattamento, ma l'approccio multispecialistico e la condivisione di percorsi basati sulle linee guida e le evidenze scientifiche sono elementi indispensabili per l'eccellenza clinica. Posso ritenermi fortunato perché coordino dei collaboratori che sono giovani professionisti molto bravi e appassionati a cui posso trasmettere la mia esperienza e valorizzarne le attitudini. E perché lavoro in un grande ospedale dove il livello di competenza dei colleghi di tutte le specialità con cui collaboro ogni giorno è altissimo, e in cui la Direzione strategica è molto efficiente, attenta alle esigenze e pronta a sostenere le progettualità dei clinici. Quando ho proposto di introdurre nelle sale operatorie il robot microchirurgico. Il direttore generale Angelo Aliquò ha colto l'importanza del progetto di innovazione tecnologica e lo ha supportato con entusiasmo". 

Guardiamo al futuro, come potrebbe cambiare l'approccio della chirurgia della mano con nuove tecnologie? "Il futuro è già iniziato - dice Felici - Da un anno abbiamo a disposizione un robot microchirurgico. Si tratta di un upgrade notevole: ci permette di lavorare con sicurezza su arterie, vene e vasi linfatici di calibro molto piccolo, al di sotto del mezzo millimetro di diametro. Vuol dire poter reimpiantare più agevolmente una falange ad un bambino di un anno o eseguire ricostruzioni di tessuti molto raffinate che consentono di ottenere risultati funzionali sempre migliori. C'è il progetto di acquisire anche un microscopio robotico che in associazione al robot microchirurgico permetterà al chirurgo operatore di lavorare a distanza dal tavolo operatorio. Ovviamente la tecnologia non sostituisce il ruolo del chirurgo, ma ne potenzia e supporta le abilità". 

E' una specializzazione che soffre della carenza di vocazioni? "Sicuramente la specializzazione in Chirurgia plastica non soffre di questa carenza: dopo la Dermatologia è la più richiesta. Il problema - rimarca Felici - è che su 100 medici che si specializzano oggi in Chirurgia plastica 90 di loro si dedicheranno alla chirurgia estetica - avverte - L'esigua minoranza che sceglie di orientarsi verso la chirurgia della mano e la microchirurgia ricostruttiva affronta un percorso formativo complesso e articolato che può essere impegnativo, ma estremamente affascinante e ricco di soddisfazioni. Nell'Unità operativa che dirigo e nei corsi di formazione che organizzo vengono a frequentare specializzandi da università di tutta Italia e dall'estero; in molti di loro vedo la stessa passione che ha contagiato anche me da giovanissimo per la chirurgia della mano e la microchirurgia. I tanti sacrifici imposti dall'acquisizione di abilità ed esperienza in un ambito così complesso e super specialistico - conclude - vengono ripagati quotidianamente da soddisfazioni come quelle di riuscire a reimpiantare una mano o restituire la funzione ad un arto paralizzato".  

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

19:01

Anna Tatangelo, tour rimandato: "Non è una decisione facile, ho bisogno di tempo"

(Adnkronos) - "Non è una decisione facile, ma sento che è quella giusta". Anna Tatangelo ha annunciato sui social il rinvio delle date del tour 'Tatangeles'. "Mancherebbe poco, ma ho bisogno di chiedervi ancora un po' di pazienza", ha scritto la cantante, diventata mamma lo scorso 3 gennaio della piccola Beatrice.  

Alla base della sua decisione c'è proprio la maternità: "In questo momento della mia vita ho imparato quanto sia importante fermarsi. Come madre oggi sento il bisogno di dedicare tempo alla mia famiglia, soprattutto alla mia piccolina, con la stessa verità e presenza che ho sempre messo la musica", ha continuato.  

Tuttavia si tratta solo di uno stop temporaneo, le date sono state riprogrammate per l'autunno. "Sento una grande responsabilità nei vostri riguardi. Per me queste due date rappresentano qualcosa di importante e unico. Ci tengo a creare uno spettacolo che vi somigli, che vi ripaghi dell’amore e della fiducia che mi regalate ogni giorno da anni". 

Tatangelo ha sottolineato l'esigenza di prendersi del tempo "per recuperare energie e preparare tutto come meritate" e "curare tutto nei minimi dettagli". I concerti di Milano e Napoli, inizialmente previsti per il 9 e il 17 aprile, si terranno rispettivamente il 19 novembre a Milano e il 17 novembre a Napoli.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

18:45

Napoli, grave infortunio per Di Lorenzo: esce in barella contro la Fiorentina

(Adnkronos) - Grave infortunio per Giovanni Di Lorenzo. Oggi, sabato 31 gennaio, il terzino del Napoli è uscito in barella durante il primo tempo della sfida contro la Fiorentina, valida per la 23esima giornata di Serie A. Al minuto 29, con il risultato fermo sull'1-0, Di Lorenzo è andato a saltare sugli sviluppi di un calcio d'angolo per contrastare un giocatore viola, ma si è fatto male ricadendo sul terreno di gioco. 

Il terzino della Nazionale ha infatti appoggiato male la gamba, infortunandosi al ginocchio. Immediato l'intervento dello staff tecnico del Napoli, con il giocatore che è stato trasportato fuori dal campo in barella ed è stato caricato in ambulanza. Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi, con Conte che dopo un consulto con i propri collaboratori ha inserito al suo posto Olivera. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

18:18

Guerriglia urbana a corteo per Askatasuna, incendi e feriti. Meloni: "Colpito lo Stato"

(Adnkronos) - Scontri a Torino durante la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, del 18 dicembre scorso. Petardi e bombe carta sono stati lanciati contro le forze dell'ordine che, in risposta, hanno effettuato un fitto lancio di lacrimogeni.  

Sono 11 secondo una prima stima le forze dell’ordine rimaste ferite. Mentre il 118 ha parlato di tre persone ferite trasportate al Cto e tre all’ospedale Giovanni Bosco, senza specificare se si tratta di agenti o manifestanti. In un video choc si vede un poliziotto accerchiato da manifestanti a volto coperto e preso a calci e pugni. Nelle immagini di Torino Oggi, la cui autenticità sembrerebbe confermata, il poliziotto del reparto mobile rimasto isolato e colpito ripetutamente mentre si trova a terra. 

 

"Quanto accaduto oggi è grave e inaccettabile", scrive sui social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ricordando come "uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia". Per Meloni "le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato".  

"A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata", aggiunge, concludendo che "questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni". 

Per contrastare la violenza e la criminalità "il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende", conclude Meloni. "Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile".  

 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato Piantedosi, per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all'agente aggredito e a tutti gli agenti delle forze dell'ordine che hanno subito violenze, si apprende dal Quirinale. 

"Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili", dichiara il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi., secondo il quale "le immagini del vigliacco e infame pestaggio di un poliziotto da parte di questi squadristi rossi confermano l’urgenza di ricorrere a nuovi e più forti strumenti per sconfiggere i violenti e i delinquenti che si nascondono dietro i movimenti ed il diritto di manifestare. La settimana prossima sarà quella in cui discuteremo e lavoreremo per proporre nuove norme anche per questo. Sarà anche l’occasione per vedere chi sta veramente dalla parte dello Stato e di chi lo rappresenta. Con i fatti e non solo a chiacchiere. Intanto lavoreremo perché questa vile aggressione non resti impunita ed abbia la risposta che merita da parte dallo Stato. La Repubblica italiana ha già sconfitto il terrorismo e sconfiggerà anche questo movimento antagonista ormai chiaramente eversivo". 

"Sono indignato da queste immagini che arrivano da Torino. Come si può prendere a martellate qualcuno? Per di più un poliziotto in servizio. Questi sono i figli di papà, i facinorosi e vigliacchi dei centri sociali. Mi stringo a tutte le forze dell’ordine, a chi con grande sacrificio e senso del dovere rappresenta lo Stato e le Istituzioni", scrive in un post su X il ministro degli Esteri e leader di Fi Antonio Tajani. 

Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini che parla di "immagini bestiali da Torino. Calci in faccia, pugni e sassi. In tanti contro uno. Per questa gentaglia il carcere non basta, infami vigliacchi loro e chi li protegge". 

Duro anche il commento del Ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall’odio. Se avessero altre armi le userebbero. E allora vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante. La mia totale solidarietà alle forze di polizia, costrette a subire violenza per il solo fatto di aver giurato di proteggere tutti noi. Non si possono affrontare persone che si considerano in guerra con gli Stati ed i loro servitori, trattandole come fossero manifestanti civili e pacifici. Non lo sono", scrive sui social. 

"Solidarietà all’agente aggredito a Torino e condanna della brutale violenza estremista, a sfondo ormai semi eversivo, dei ‘miliziani’ di Askatasuna. Invito a una riflessione unanime sulla necessità di proteggere gli spazi di civiltà e di libertà d’espressione sapendo tenerli distinti da ogni ambigua ombra che rievoca il peggiore secondo Novecento" , dice il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. 

 

"Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La solidarietà mia e di tutto il Partito democratico va agli agenti delle forze dell’ordine e ai giornalisti colpiti e alla città di Torino, che hanno subito un’aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto", dice la segretaria del Pd Elly Schlein. 

"Le immagini che arrivano da Torino sono inqualificabili. Il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle Forze dell’ordine e della troupe Rai. Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità. Agli agenti feriti e a tutti i professionisti coinvolti va la nostra piena solidarietà", scrive sui social Giuseppe Conte, leader del M5s. 

 

I disordini sono scoppiati quando il corteo è arrivato nei pressi di largo Rivella e ha girato lungo Corso Regina Margherita per raggiungere la sede di Askatasuna. A quel punto un gruppo di manifestanti a volto coperto riconducibili all'area anarchica e antagonista ha cominciato a lanciare petardi, bombe carta e fuochi d'artificio all'indirizzo delle forze dell'ordine, che hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni e idranti. . 

Un gruppo di manifestanti a volto coperto ha raggiunto le vie laterali allo stabile sgomberato e ha continuato a lanciare contro le forze dell’ordine bombe carta, fumogeni e artifizi pirotecnici utilizzando anche tubi di metallo come mortai. Nel corso degli scontri sono stati dati alle fiamme anche alcuni cassonetti dei rifiuti. Mentre un blindato della polizia è stato bloccato nel controviale di corso Regina Margherita e ha preso fuoco dopo che alcuni manifestanti hanno lanciato contro un oggetto in fiamme. Nel tentativo di far arretrare i manifestanti le forze dell’ordine sono avanzate lungo corso Regina sia a piedi, sia utilizzando l’idrante e i lacrimogeni. 

Tornata la calma, nel quartiere Vanchiglia si contano i danni: insegne e cartelloni divelti, frammenti di muri danneggiati per ricavare pietre, cocci di bottiglia, piante sradicate, cassonetti dati alle fiamme, muri imbrattati, indumenti abbandonati.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

18:15

Milano Cortina, possibile ruolo a cerimonia apertura per bambino lasciato a piedi dal bus

(Adnkronos) - A quanto si apprende il bambino di 11 anni, costretto a scendere dal bus nel bellunese perché non aveva il nuovo biglietto da 10 euro, potrebbe avere un ruolo nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2026 di Milano-Cortina.  

La vicenda ha suscitato polemiche perché il piccolo è stato costretto a percorrere oltre 6 chilometri a piedi sotto la neve. Il bambino parteciperà all'attesa cerimonia per i Giochi invernali. 

La Provincia di Belluno, intanto, è corsa ai ripari e da oggi ha ripristinato - anche - il vecchio biglietto chilometrico sulla linea 30 Calalzo-Cortina di Dolomiti Bus e degli altri operatori, la linea dalla quale mercoledì scorso venne fatto scendere il bambino bellunese, proprio perché aveva solo i ‘vecchi’ biglietti chilometrici e non quello nuovo ‘olimpico’ a tariffa fissa da 10 euro.  

I lavoratori pendolari e gli studenti che risiedono in provincia di Belluno e che devono fare brevi tratti tra un paese e l’altro lungo la statale 51 Alemagna – come nel caso del bambino bellunese - potranno quindi continuare a usare i vecchi biglietti da 2,50 euro acquistati a terra e obliterarli a bordo dei bus, senza la necessità di scaricare l’apposita App o pagare solo con il bancomat Pos.  

In sede di controllo dei biglietti, sarà necessario esibire valido documento di identità per appurare la residenza. Con l’aggiunta del biglietto a fascia chilometrica, un viaggio andata/ritorno completo da Calalzo a Cortina ai residenti costerà 9 euro (12 se il biglietto viene acquistato sul bus) contro i 10 del ticket olimpico valido 24 ore su tutta la linea pensato per i turisti. Rimangono sempre validi i vecchi abbonamenti e anche le misure già previste dalla Provincia, ossia i 500 abbonamenti omaggio e i 10mila euro di rimborso per i biglietti olimpici comprati dai residenti. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

18:14

Thais Wiggers a Verissimo con le stampelle, l'incidente e il nuovo amore: "25 anni di differenza"

(Adnkronos) - Thais Wiggers con le stampelle a Verissimo. La modella brasiliana nella puntata di oggi, sabato 31 gennaio, ha raccontato l'incidente avvenuto in montagna - che le ha provocato la frattura della caviglia - durante le vacanze natalizie sulle Dolomiti. "Stavamo facendo lo slittino sulla neve, solo che sull'ultima curva siamo andati troppo veloci e abbiamo urtato una barriera. Ho messo il piede per attutire l'impatto, ma ho colpito la caviglia", ha raccontato Wiggers.  

Spazio poi all'amore. Thais Wiggers a Verissimo ha parlato del suo nuovo compagno e ha risposto alle critiche ricevute sui social riguardo alla differenza d’età, lui è più grande di 25 anni: "Nonostante ci sia questa differenza, lui è una persona molto giovanile e sportiva. E poi per me non è la prima volta perché anche con Teo Mammucari, il papà di mia figlia, c'erano 20 anni di differenza". E sul nuovo compagno, Thais Wiggers ha aggiunto: "È brasiliano, ma vive in Inghilterra dove studiano i suoi figli. Mi piace avere questa vicinanza culturale".  

Thais Wiggers ha ammesso di sognare il matrimonio in futuro: "Non mi sono mai sposata, sarebbe una bellissima cosa". E sulla possibilità di avere altri figli: "Mia figlia ha 17 anni e in questi anni mi sono molto dedicata a lei. Ci sarebbe troppa differenza di età. Vederla grande è bellissimo e io mi godo la mia libertà. Amo i bambini, ma non avrei voglia di tornare a cambiare pannolini e perdere ore di sonno". 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

18:06

Valeria Graci, la difficile separazione dall'ex marito: "Le cicatrici rimangono ma fortificano"

(Adnkronos) - Un passato che ha lasciato tante cicatrici. Valeria Graci, ospite oggi 31 gennaio a Verissimo, ha parlato della difficile separazione dall'ex marito: anni fa aveva rivelato di essere stata vittima di violenza psicologica. "Lascio alla giustizia il tempo di portare avanti le cose. I rapporti sono diversi adesso, il tempo cura un po', le cicatrici rimangono, però fortificano tantissimo", ha detto l'attrice comica nel salotto di Silvia Toffanin.  

Ma a distanza di anni Valeria Graci ha assunto una nuova consapevolezza: "Se non avessi vissuto quei momenti, quelle difficoltà, oggi non sarei la donna che sono. Qualcuna l'ho superata, qualcuna la combatto ancora, ma mi hanno aiutato a diventare la donna forte che sono oggi e che non permetterà più a nessuno di mangiarle in testa". 

Valeria Graci ora è felice: ha ritrovato l'amore. "La vita torna a sorprenderti quando meno te lo aspetti. Quando pensi che non ci sia più niente che ti possa stupire si fanno degli incontri. L'incontro con Antonio è stato magico, sono molto innamorata", ha detto Graci che ha rivelato come il loro incontro è stato un vero e proprio "colpo di fulmine".  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

17:13

Frana Niscemi, palazzina di tre piani crolla nel precipizio: era nella zona rossa

(Adnkronos) - Una palazzina di tre piani è crollata nel precipizio nella zona rossa di Niscemi (Caltanissetta). L'immobile da domenica, dal giorno della frana, era in bilico. E oggi il crollo. L'edificio si trovava nel quartiere Sante Croci, proprio sul ciglio in zona rossa, interdetta da domenica. Da questa mattina piove quasi ininterrottamente a Niscemi.  

 

Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha firmato il decreto di costituzione di una Commissione di studio con il compito, fra l’altro, “di approfondire le cause e l’evoluzione del movimento franoso che interessa il territorio comunale di Niscemi, la velocità del relativo movimento e le condizioni di rischio residuo”.  

Si vogliono anche proporre, per il post emergenza, “gli interventi di prevenzione e di mitigazione del rischio da movimento franoso” del territorio niscemese. La Commissione di studio potrà inoltre raccogliere informazioni e condurre indagini su progetti, esperienze e sperimentazioni italiane e straniere, nonché svolgere ogni attività utile al perseguimento delle sue finalità”. La Commissione è presieduta da Enrico Foti, rettore dell’Università di Catania, e composta da: Fausto Guzzetti, Accademico dei Lincei, Mauro Scaccianoce, presidente dell’Assemblea nazionale dei presidenti degli Ordini provinciali degli Ingegneri, Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, Giuseppe Sappa, professore Ordinario di Geologia applicata – Università degli Studi di Roma La Sapienza.  

La Commissione di studio avrà un mese di tempo per terminare i propri lavori e potrà avvalersi della collaborazione del Dipartimento nazionale della Protezione civile e del Dipartimento Casa Italia. Ai componenti “non spettano compensi, gettoni di presenza o altri emolumenti”. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

16:08

Sanremo, serata cover con varietà inedita: non manca il doppio omaggio a Vanoni

(Adnkronos) - Per Sanremo 2026, si annuncia una serata cover di una varietà inedita, tanto per le canzoni scelte quanto per gli ospiti. Le cover spaziano da Ray Charles e Frank Sinatra a Pupo e Cristina D'Avena, passando per Luigi Tenco e Lucio Dalla. E i duetti vedono coinvolte le personalità artistiche più disparate, da Fiorella Mannoia a Cristina D'Avena, dal misterioso e provocatorio TonyPitony alla giornalista Francesca Fagnani. Duetti "travolgenti, incredibili, alcuni anche improbabili", come ha ammesso lo stesso Carlo Conti, che "sorprenderanno e faranno cantare e ballare" il Teatro Ariston, venerdì 27 febbraio. Nessuno dei Big ha scelto di esibirsi con un collega in gara, nonostante il regolamento lo permettesse anche quest'anno.  

 

Due gli omaggi a Ornella Vanoni, scomparsa due mesi fa: il primo è quello di Patty Pravo che intonerà 'Ti lascio una canzone' accompagnata da una coreografia del primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko; il secondo è quello di Michele Bravi con 'Domani è un altro giorno', che canterà insieme a Fiorella Mannoia (mentre Arisa canterà, accompagnata dal Coro del Teatro Regio di Parma, 'Quello che le donne non dicono', il brano scritto per la Mannoia da Enrico Ruggeri). Doppio omaggio anche per Gianna Nannini: Fedez & Marco Masini intoneranno una loro versione di 'Meravigliosa creatura', accompagnati dal violoncellista Stjepan Hauser, mentre Levante ha scelto 'I maschi' e duetterà con Gaia.  

 

Doppietta anche per Mina, con Fulminacci che ha scelto di portare sul palco 'Parole parole' insieme alla 'belva' Francesca Fagnani, al suo debutto 'in gara' sul palco dell'Ariston, e con Malika Ayane che intonerà 'Mi sei scoppiato dentro il cuore' con l'attore Claudio Santamaria (non nuovo ad incursioni canore al festival). Anche Lucio Dalla è stato scelto da due artisti: Tommaso Paradiso, che canterà 'L’ultima luna' con gli Stadio, e Tredici Pietro, che ha scelto 'Vita' (il brano cantato da Lucio con il padre di Pietro, Gianni Morandi) per cantarlo a Sanremo con Galeffi, accompagnato da Fudasca e la sua band.  

 

Il grande cantautorato italiano è la scelta anche di Chiello, che salirà sul palco con Morgan per intonare 'Mi sono innamorato di te' di Luigi Tenco; di Nayt, che ha chiamato Joan Thiele per cantare 'La canzone dell’amore perduto' di Fabrizio De André; di Leo Gassmann che canterà con Aiello 'Era già tutto previsto' di Riccardo Cocciante.  

E se Maria Antonietta & Colombre hanno voluto Brunori sas per intonare 'Il mondo' di Jimmy Fontana (brano che risale al 1965), altri Big hanno attinto ad un repertorio cantautorale più recente, alcuni chiamando a duettare gli interpreti originali dei brani: Luchè canterà 'Falco a metà' con l'autore Gianluca Grignani; Eddie Brock ha voluto Fabrizio Moro e la sua 'Portami via'; Mara Sattei ha chiamato Mecna per una versione de 'L’ultimo bacio' di Carmen Consoli; Enrico Nigiotti ha scelto 'En e Xanax' di Samuele Bersani per duettare con Alfa.  

Decisamente più ritmate le scelte di Lda & Aka 7even, che proporranno 'Andamento lento' con l'autore Tullio De Piscopo, e di Samurai Jay che canterà 'Baila morena' di Zucchero accompagnato da Belén Rodríguez e Roy Paci. Promettono poi un trionfo dell'ultra pop e cori dell'Ariston sia Dargen D'Amico, che con Pupo canterà la hit di quest'ultimo 'Su di noi' accompagnato anche dalla tromba di Fabrizio Bosso, che le Bambole di Pezza che con Cristina d’Avena eseguiranno il tormentone 'Occhi di gatto', sigla dell'omonima serie tv d'animazione manga.  

 

Desta grande curiosità anche la scelta di J-Ax che ha annunciato 'E la vita, la vita' di Cochi e Renato, da eseguire con la finora sconosciuta Ligera County Fam, nome di fantasia che sembra alludere al termine dialettale milanese 'ligera', che indicava un tempo la piccola malavita locale, e che nasconde probabilmente il ritorno sul palco degli stessi Cochi e Renato.  

 

Sette gli artisti che hanno fatto scelte esotiche, attingendo al repertorio internazionale, sempre all'insegna della massima varietà: Elettra Lamborghini canterà con le spagnole Las Ketchup (già in gara Sanremo 2004 con Danny Losito e il brano 'Single') il loro tormentone del 2002 'Aserejé', chissà se con relativa coreografia diventata iconica nei balli di gruppo di quegli anni; Ditonellapiaga ha voluto TonyPitony, il misterioso cantante siciliano famoso per i suoi testi politicamente scorretti, per intonare 'The Lady Is a Tramp' di Frank Sinatra; Sayf con Alex Britti e Mario Biondi porterà sul palco 'Hit the Road Jack' di Ray Charles; Raf con The Kolors eseguirà 'The riddle' di Gigi D'Agostino; Ermal Meta con Dardust proporrà 'Golden hour' del cantatuore statunitense Jvke; Serena Brancale canterà il celeberrimo 'Besame mucho' con lo statunitense Gregory Porter e la catanese Delia. A metà strada tra Italia e Inghilterra la scelta di Francesco Renga che porterà sul palco con Giusy Ferreri 'Ragazzo solo, ragazza sola', la versione con testo italiano (scritto da Mogol) di 'Space Oddity' di David Bowie.  

Su trenta proposte, sono molte quelle dagli esiti imprevedibili, imperscrutabili. Davvero difficile tentare di capire chi potrà essere incoronato vincitore della Serata delle Cover di Sanremo 2026, anche perché nella quarta serata del festivsl, venerdì 27 febbraio, saranno in campo sia il Televoto che la Giuria della Sala Stampa Tv e Web e la Giuria delle Radio. L'unica cosa prevedibile è, con tanti ospiti e cambi di palco complicati, l'inizio a tarda notte dell'ultima puntata del 'Dopofestival' di Nicola Savino. (di Antonella Nesi)  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

15:43

E' morto Demond Wilson, star della sitcom 'Sanford and Son'

(Adnkronos) - È morto all'età di 79 anni Demond Wilson, attore statunitense diventato celebre per il ruolo di Lamont Sanford, il figlio di Fred Sanford, nella popolare sitcom della "Sanford and Son" (1972-77). L'attore è deceduto venerdì mattina nella sua abitazione di Palm Springs, in California, a causa di complicazioni legate a un tumore. A dare la notizia è stato il figlio, Demond Wilson Jr., che ha dichiarato al sito Tmz: "Lo amavo. È stato un grande uomo". 

Nato a Valdosta, in Georgia, il 13 ottobre 1946, Grady Demond Wilson è cresciuto a New York, dove ha studiato danza e si è esibito fin da giovanissimo, debuttando all’Apollo Theater di Harlem. Proveniente da una famiglia afroamericana profondamente religiosa, da ragazzo ha anche svolto il servizio di chierichetto. Tra il 1966 e il 1968 ha prestato servizio militare in Vietnam con la 4/a Divisione di Fanteria, rimanendo ferito. Tornato negli Stati Uniti, ha ripreso la carriera artistica lavorando a Broadway, per poi trasferirsi a Hollywood, dove ha ottenuto ruoli in serie televisive come "Missione impossibile" e in film come "L'organizzazione sfida l'ispettore Tibbs" (1971), accanto a Sidney Poitier. 

Il grande successo arriva nel 1972 con "Sanford and Son", in cui interpreta Lamont Sanford per 135 episodi fino al 1977. Durante l'uscita temporanea di scena di Redd Foxx per una disputa contrattuale, Wilson rimase l'unico protagonista della serie. In seguito recitò nella sitcom "Baby… I'm Back!" (1978) e fu protagonista della versione afroamericana de "La strana coppia", nel ruolo di Oscar Madison, tra il 1982 e il 1983. 

Parallelamente alla carriera di attore, Wilson si è dedicato alla scrittura, pubblicando numerosi libri di ispirazione cristiana e saggi critici sul movimento New Age. Nel 2009 ha dato alle stampe l'autobiografia "Second Banana: The Bittersweet Memoirs of the Sanford & Son Years", in cui ha raccontato il dietro le quinte della celebre sitcom, sottolineandone l'importanza storica per la rappresentazione afroamericana in televisione. 

Sposato con 'ex modella Cicely Johnston, Wilson era amico d'infanzia del cestista Charlie Scott, membro della Basketball Hall of Fame. Dopo una lunga pausa dalle scene, era tornato a recitare nel 2023 nel film drammatico "Eleanor's Bench", segnando la sua ultima apparizione sullo schermo. (di Paolo Martini) 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

15:27

Epstein, i nuovi file: la foto che imbarazza l'ex principe Andrea

(Adnkronos) - L’ex principe Andrea torna al centro delle polemiche con la pubblicazione di oltre 3 milioni di pagine relative al caso Epstein, che gli era già costato la revoca dei titoli reali e il distacco dal Royal Lodge. In una foto emersa e analizzata dai media britannici, Andrea appare in ginocchio a quattro zampe sopra una donna distesa a terra, il cui volto è stato oscurato dal Dipartimento di Giustizia americano. L’immagine non è accompagnata da spiegazioni sul contesto, e non è chiaro quando sia stata scattata, ma getta nuovamente un’ombra sui rapporti tra l’ex membro della famiglia reale britannica e il defunto finanziere condannato per reati sessuali. Mountbatten-Windsor ha sempre respinto ogni accusa, sostenendo di non aver "visto, assistito o sospettato alcun comportamento del genere". 

In due foto, Mountbatten-Windsor è ritratto mentre tocca la donna, completamente vestita, all’altezza dello stomaco, mentre in un’altra guarda direttamente verso la macchina fotografica. Tra i documenti emergono anche scambi di email risalenti al 2010 tra Epstein e un account identificato come 'The Duke', che suggeriscono l’organizzazione di incontri e cene, tra cui un invito a conoscere una donna russa di 26 anni, due anni dopo che Epstein aveva già patteggiato per adescamento di minorenni. Epstein scriveva che "potresti goderti una cena" con lei, e Mountbatten-Windsor rispondeva: "Sarebbe un piacere vederla - aggiungendo - Mi dia i suoi recapiti per mettermi in contatto". Le email, come sottolinea la Bbc, "non indicano reati", ma rivelano contatti proseguiti nel tempo. 

In un file del 2020 le autorità statunitensi avevano chiesto formalmente di poter interrogare Mountbatten-Windsor, ritenendo che potesse essere "testimone e/o partecipante" a eventi rilevanti per l’inchiesta, pur precisando che "il principe Andrea non è attualmente un obiettivo dell’indagine" e che non erano state raccolte prove di reati a suo carico. L’ex principe ha sempre negato le accuse: "Non ho mai visto, assistito o sospettato comportamenti del genere", e riguardo alle accuse di aggressione sessuale mosse da Virginia Giuffre ha affermato di non averla mai incontrata, pur avendo raggiunto un accordo civile nel 2022.  

Non solo l'ex principe Andrea, ma anche l’ex duchessa di York, Sarah Ferguson, torna nell'occhio del ciclone dopo la pubblicazione. Tra i documenti esaminati dai media britannici emergono email in cui il finanziere condannato per reati sessuali chiedeva a "Fergie" di rilasciare dichiarazioni a suo favore, e la mole di corrispondenza tra i due testimonia un rapporto duraturo e consolidato negli anni. Come per l’ex marito, anche la 68enne si trova ora all’estero in cerca di una nuova sistemazione. 

Nelle email risalenti al 2011, due anni dopo la condanna di Epstein per adescamento di minorenni, il finanziere chiedeva a Ferguson di sostenere pubblicamente che "lui non fosse un pedofilo" e che lei fosse stata "ingannata nel credere alle accuse false" avanzate da avvocati civili in Florida: "Penso che Fergie ora possa dire: 'Non sono un pedofilo… sono stata INGANNATA nel credere a storie false'", scriveva Epstein al suo pubblicista Mike Sitrick. Sitrick replicava: "Qualunque sia la sua scusa, deve dire che si è sbagliata, chiedere scusa, sentirsi terribilmente dispiaciuta. Jeffrey non è un pedofilo… dobbiamo avere tutti questi elementi. Ha creato questo problema. Deve risolverlo". "Non possiamo dipendere dal fatto che lei faccia come vorremmo… Fergie e Hope non sono sufficienti", aggiungeva Epstein, che in un’altra email chiedeva di "redigere la dichiarazione che in un mondo ideale Fergie pubblicherà".  

Le email rivelano anche un rapporto personale molto stretto tra Ferguson ed Epstein. La duchessa lo definiva "mio caro, spettacolare e speciale amico Jeffrey" e "una leggenda", ringraziandolo per la sua gentilezza: "Non sono mai stata più toccata dalla gentilezza di un amico come dal tuo complimento davanti alle mie figlie. Grazie Jeffrey per essere il fratello che ho sempre desiderato". Epstein, dal canto suo, definiva la gestione delle finanze di Ferguson "dolorosa" e "un incredibile caos". La duchessa, in un’intervista all’Evening Standard del 2011, aveva ammesso: "Non voglio avere mai più nulla a che fare con Jeffrey Epstein. Aborro la pedofilia e qualsiasi abuso sessuale di bambini. È stato un enorme errore di giudizio”. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

Programmi

Live Streaming

ULTIM'ORA

00:09

Spunta il volto di Meloni in un affresco restaurato a Roma: lei ironizza e il Mic indaga

(Adnkronos) - La notizia del presunto volto di Giorgia Meloni, spuntato nella centralissima basilica romana di San Lorenzo in Lucina, finisce al centro della scena. La raffigurazione, che sarebbe frutto di un audace colpo di pennello di un restauratore, che ritoccando il volto di un cherubino 'omaggia' la presidente del Consiglio, agita le opposizioni. Non basta l'ironia della stessa Meloni ("non mi sento affatto un angelo", scrive sui social) a impedire la richiesta di chiarimenti di Pd, M5s e Avs. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l'autenticità e il valore storico", avverte la democratica Irene Manzi, capogruppo di commissione Cultura della Camera.  

Si dice poi interdetta la pentastellata Alessandra Maiorino: "Se la notizia corrisponde al vero, allora è necessario che la Soprintendenza e il ministero della Cultura facciano chiarezza su ogni responsabilità". "Se tutto fosse confermato ci troveremmo davanti a un gigante e inaccettabile esempio di culto della personalità, come non se ne vedeva dai tempi del fascismo", attacca Filiberto Zaratti di Avs. Replica alle opposizioni il senatore meloniano Matteo Gelmetti, che parla di "ennesimo caso di indignazione selettiva, dove l'arte diventa improvvisamente uno scandalo solo quando non piace a qualcuno". "Stupisce che una raffigurazione simbolica venga trasformata in un caso politico, come se l'Italia non avesse questioni ben più concrete da affrontare", aggiunge. 

 

Il vicariato intanto mette le mani avanti assicurando di essere all'oscuro della vicenda: "La modifica del volto del cherubino è stata un'iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti". Il diretto interessato, Bruno Valentinetti, autore dell'intervento fatto sull'affresco, frena: "Chi lo dice che è Giorgia Meloni? Ditemi chi dice che le assomiglia?", ribatte, ricordando come anche il parroco non lo ha detto. "Per questo volto ho fatto un restauro e ho restaurato quello che c'era prima, 25 anni fa", precisa.  

Da parte sua il ministero fa sapere che da lunedì inizieranno gli accertamenti. "Su indicazione del ministro Giuli, verificheremo la prossima settimana le carte per capire cosa è successo e se vi siano delle responsabilità", sono le parole della soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro, che già oggi si è recata in Basilica per un sopralluogo.  

Sui social intanto è boom di commenti. Nel frattempo la notizia diviene argomento di discussione anche per gli addetti ai lavori, tra storici e critici d'arte. Qualcuno ricorda come nel Rinascimento era prassi inserire qua e là volti dell'epoca -di committenti e potenti del tempo- papi, nobili. Gli stessi artisti, a partire da Michelangelo e Raffaello, spesso si ritraevano, come fece il Buonarroti nella Cappella Sistina.  

Ma il paragone con oggi, per un big della storia dell'arte come Flavio Caroli non regge affatto. "A quei tempi l'arte era una piramide, con al vertice Michelangelo e i grandi artigiani fiorentini alla base, ora è una grande pianura... e c'è una cronaca sempre più pianeggiante...". "Io non voglio giudicare -aggiunge con riferimento all'angelo 'ritoccato' di San Lorenzo- perché amo la grande storia, non amo la cronaca troppo ravvicinata...". "L'arte si deve distaccare dalla contingenza", è il suo messaggio. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

00:03

Trump: “Iran sta negoziando”. Teheran frena sulla guerra ma avverte Washington

(Adnkronos) - Gli iraniani “stanno negoziando, quindi vediamo che succede”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox News, ricordando però che “l’ultima volta che hanno negoziato, abbiamo dovuto distruggere il loro nucleare perché non ha funzionato”. 

Trump ha spiegato di non poter condividere i dettagli della strategia americana con gli alleati del Golfo: “Non possiamo rivelare il piano ai nostri alleati nel Golfo. Se lo facessi, sarebbe quasi come rivelarlo a voi, anzi potrebbe essere anche peggio”. Il presidente ha aggiunto: “Il piano è che l’Iran sta dialogando con noi e vedremo se riusciremo a fare qualcosa, altrimenti vedremo cosa succederà… Abbiamo una grande flotta diretta lì, più grande di quella che avevamo, e che abbiamo tuttora, in Venezuela”. 

Nel pieno dell’escalation verbale, Trump ha anche rilanciato sul suo social Truth Social un video non verificato che mostrerebbe una presunta fuga disordinata dei Guardiani della Rivoluzione iraniani. “In diretta da Teheran. I pasdaran sono in panic mode, se la stanno facendo sotto”, si legge nel post dell’utente “Kosher”, ricondiviso dal presidente americano, che accompagna il messaggio con immagini attribuite a scene di caos nella capitale iraniana. 

 

Dall’altra parte, le più alte sfere della sicurezza nazionale iraniana parlano di progressi nei negoziati con Washington, pur mantenendo alta l’allerta per possibili azioni militari statunitensi. Washington ha infatti dispiegato un gruppo da battaglia navale guidato dalla portaerei USS Abraham Lincoln nelle vicinanze delle coste iraniane e Teheran ha ribadito che, in caso di attacco, risponderebbe con lanci missilistici contro basi, navi e alleati statunitensi, in particolare Israele. 

Nonostante le tensioni, Trump ha affermato di ritenere che l’Iran preferisca un accordo sui programmi nucleari e missilistici piuttosto che uno scontro militare diretto. Teheran ha confermato la disponibilità a negoziare sul nucleare, ma a condizione che missili e capacità difensive restino esclusi dall’agenda. "Contrariamente all'isteria della guerra mediatica artefatta, gli accordi strutturali per i negoziati stanno progredendo", ha dichiarato Ali Larijani, capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano. 

 

"La Repubblica islamica dell'Iran non ha cercato e non cerca la guerra in alcun modo ed è profondamente convinta che una guerra non sia nell'interesse né dell'Iran, né degli Stati Uniti né della regione", ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, secondo quanto riferisce una nota della presidenza. 

Pezeshkian ha ribadito che per il suo Paese "risolvere i problemi attraverso la diplomazia è sempre stata una priorità rispetto alla guerra e speriamo che anche l'altra parte abbia capito che l'Iran non può essere costretto a negoziare attraverso minacce e forza". 

"Per la Repubblica Islamica dell'Iran, risolvere i problemi attraverso la diplomazia è sempre stata una priorità rispetto alla guerra, e speriamo che anche la controparte abbia compreso che l'Iran non può essere costretto a negoziare con minacce e forza". "Ovviamente - avverte Pezeshkian - qualsiasi aggressione o attacco al territorio della Repubblica islamica dell'Iran incontrerà una risposta decisa. Tuttavia, l'Iran continua a perseguire la risoluzione dei problemi attraverso la diplomazia". 

 

Nel contesto di un inasprimento delle tensioni, le autorità iraniane hanno prontamente negato qualsiasi collegamento tra diversi incidenti verificatisi sabato e attacchi o atti di sabotaggio. Tra questi, un'esplosione nella città portuale meridionale di Bandar Abbas è stata attribuita dai vigili del fuoco locali a una fuga di gas. Il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) ha negato che uno degli edifici appartenenti alle sue forze navali sia stato preso di mira e l'agenzia Tasnim ha smentito "voci di un tentato assassinio" riguardanti il comandante della marina delle Guardie, Alireza Tangsiri. 

Sabato, la Guida Suprema iraniana, Ayatollah Ali Khamenei, ha visitato il santuario di Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica, offrendo preghiere in occasione delle celebrazioni di 10 giorni che commemorano il 47° anniversario della Rivoluzione Islamica del 1979. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:02

Ucraina, Zelensky: "Ci prepariamo a incontri la prossima settimana"

(Adnkronos) - Kiev si sta preparando per incontri diplomatici "la prossima settimana" nell'ambito dei negoziati con Mosca per la fine della guerra in Ucraina. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, sembrando escludere l'annunciato incontro ad Abu Dhabi tra le delegazioni ucraina e russa. 

"Siamo in costante contatto con la parte americana e attendiamo che ci fornisca dettagli sui prossimi incontri. L'Ucraina è pronta a lavorare in tutti i formati di lavoro. È importante che questi incontri abbiano luogo e che portino a risultati concreti. Contiamo sugli incontri della prossima settimana e ci stiamo preparando", ha dichiarato Zelensky. 

Nel pomeriggio, l'agenzia di stampa Tass, citando una propria fonte, aveva affermato che i colloqui di oggi ad Abu Dhabi "non sono stati annullati". 

 

Intanto l'inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, ha definito "produttivi e costruttivi" gli incontri tenutisi in Florida con l'omologo russo, Kirill Dmitriev, nell'ambito degli sforzi per "promuovere una risoluzione pacifica del conflitto ucraino". "La delegazione americana comprendeva l'inviato speciale Steve Witkoff, il segretario al Tesoro Scott Bessent, Jared Kushner e il consigliere senior della Casa Bianca Josh Gruenbaum - ha scritto Witkoff su X - Siamo incoraggiati da questo incontro, che dimostra che la Russia sta lavorando per garantire la pace in Ucraina, e siamo grati al presidente Trump per la sua leadership fondamentale nella ricerca di una pace duratura e stabile". 

Anche Dmitriev ha parlato di un "incontro costruttivo per la pace". "Discussione produttiva anche sul gruppo di lavoro economico Usa-Russia", ha reso noto Dmitriev. 

 

Mentre gli Stati Uniti intensificano gli sforzi per mediare un accordo di pace, la Russia continua a colpire le infrastrutture civili ed energetiche, lasciando gli ucraini senza riscaldamento nei giorni di maggiore gelo. 

Il 29 gennaio Trump ha annunciato di aver convinto il presidente russo Vladimir Putin a sospendere per una settimana gli attacchi contro le città ucraine, a causa della grave situazione umanitaria. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha poi affermato che la tregua riguarda solo Kiev e sarebbe durata solo fino a oggi, 1 febbraio. 

Ma già ieri Mosca ha ammesso che gli attacchi contro l'Ucraina sono andati avanti: nel mirino, precisa il ministero russo in un post pubblicato su Telegram, ci sono le infrastrutture dei trasporti e i magazzini di munizioni usate dalle forze militari. 

Kiev ha denunciato i raid di 85 droni russi, con almeno due morti e tre feriti nel Donetsk, nelle cittadine di Raygorodka e Alekseevo-Druzhkovka. Le forze di difesa ucraine hanno abbattuto o neutralizzato 64 droni Shahed, Herbera, Italmas, degli 85 impiegati da Mosca nella notte, nel nord, nel sud e nell'est del Paese. "Venti di questi velivoli hanno colpito 13 località", precisano fonti ucraine. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri

00:02

Gufi o allodole, a letto tardi o sveglia presto? Chi rischia di più, lo studio

(Adnkronos) - Il mondo, ormai è noto, si divide in allodole - chi si alza presto al mattino - e gufi - cioè gli amanti della notte, i tiratardi, ma chi rischia di più in termini di salute? A rispondere è uno studio pubblicato sul 'Journal of the American Heart Association, secondo cui sono proprio le persone con un cronotipo serale (quindi i gufi) a presentare spesso un disallineamento circadiano, che può compromettere i comportamenti salutari e le funzioni cardiometaboliche. Il lavoro che giunge a queste conclusioni è uno studio prospettico su 322.777 partecipanti alla Uk Biobank (maxi database sanitario) di età compresa tra 39 e 74 anni, senza patologie cardiovascolari note. Gli autori hanno valutato con un sistema di punteggio (Le8, che si calcola a partire da 8 fattori di rischio) l'associazione cronotipo-malattie cardiovascolari. 

E' emerso che tra gli adulti di mezza età e gli anziani, quelli con un cronotipo serale rispetto a quelli con un cronotipo intermedio presentano una salute cardiovascolare complessiva notevolmente peggiore. L'associazione osservata tra l'essere gufo e avere un rischio elevato di malattie cardiovascolari sembra in gran parte spiegata dal minor raggiungimento degli 8 parametri essenziali per la salute cardiovascolare.  

"Che gli individui con un cronotipo serale potrebbero trarre particolare beneficio da interventi mirati ai fattori di rischio delle malattie cardiovascolari", concludono gli autori.  

Lo studio, commenta l'infettivologo Matteo Bassetti in un post su X, "rivela che i cosiddetti 'gufi' potrebbero essere più a rischio di infarto e ictus". Dal maxi database sanitario, che include informazioni sulle preferenze sonno-veglia delle persone, emerge che "circa l'8% si è classificato come nottambulo, più attivo fisicamente e mentalmente nel tardo pomeriggio o la sera, e più attivo anche dopo" quella che è l'ora di andare a letto per la maggior parte delle persone. "In 14 anni, i nottambuli avevano un rischio del 16% più alto di un primo infarto o ictus rispetto alla popolazione media - riepiloga il medico - I nottambuli, soprattutto le donne, presentavano anche una salute cardiovascolare complessivamente peggiore, come riportato dai ricercatori. Essere nottambuli - conclude - non fa bene alla salute. Meglio essere attivi nelle ore centrali della giornata. Insomma, per la salute cardiovascolare meglio fare come l'allodola che come il gufo".  

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

21:55

Torino, chi è l'agente aggredito nel corteo per Askatasuna

(Adnkronos) - Si chiama Alessandro Calista, ha 29 anni ed è un agente del reparto Mobile di Padova. E' il poliziotto che a Torino, nella guerriglia scatenata da partecipanti al corteo per Askatasuna, è stato aggredito brutalmente da decine di persone con il volto coperto. Calista, sposato e padre di un figlio, è stato preso a calci e colpito a martellate da un gruppo di individui. L'agente, ormai privo del casco, è riuscito a sottrarsi al linciaggio ed è stato soccorso da un collega. 

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il capo della polizia Vittorio Pisani hanno sentito al telefono il poliziotto. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro Piantedosi, per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all'agente aggredito e a tutti gli agenti delle forze dell'ordine che hanno subito violenze. Lo si apprende dal Quirinale. 

"Il collega ha avuto ferito alle costole e al polpaccio, è stato preso a martellate. C'era anche una chiave inglese che" nell'aggressione "è caduta da qualche parte. Sono stati dei terroristi che stanno cercando il morto", ha detto Pasquale Griesi, segretario Fsp Polizia di Stato, intervenendo a 4 di sera su Rete4. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

21:11

Superenalotto, numeri e combinazione vincente 31 gennaio

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 31 gennaio. Centrato invece un '5' da oltre 200mila euro. La schedina vincente è stata giocata in una tabaccheria di Lanciano (Chieti), situata in via C. Marciani, 1. Il fortunato si porta a casa per l'esattezza 206.155,18 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 115 milioni di euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 2, 6, 7, 33, 37, 80. Numero Jolly: 11. Numero SuperStar: 80. 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

20:34

Agente preso a calci e colpito a martellate, il video: aggressione choc a Torino

(Adnkronos) - Un video choc in cui si vede un poliziotto accerchiato da manifestanti a volto coperto e preso a calci e pugni sta girando in questi minuti su diversi social e viene rilanciato su numerose chat con commenti molto critici. Nel video di Torino oggi, la cui autenticità sembrerebbe confermata, si vede un agente del reparto mobile rimasto isolato e colpito ripetutamente mentre si trova a terra, mentre sono in corso i violenti scontri per il corteo di Askatasuna a Torino. 

 

“Il bilancio degli scontri di Torino è gravissimo ed è purtroppo destinato ad aggravarsi nelle prossime ore. Non siamo più nel campo della protesta, ma davanti a una violenza criminale organizzata, portata avanti da delinquenti che hanno scelto lo scontro fisico come metodo. Un poliziotto ha subito un vero e proprio tentativo di linciaggio: è stato accerchiato, colpito a bastonate e a martellate, buttato a terra e stavano tentando di finirlo in mezzo alla strada. Se oggi non stiamo commentando una tragedia irreparabile è solo grazie al provvidenziale intervento di altri colleghi che sono riusciti a proteggerlo e a strapparlo dalle mani dei suoi aggressori. Quelli scesi in piazza oggi non sono manifestanti: sono soggetti violenti e pericolosi che agiscono con la chiara volontà di ferire e uccidere. Chi continua a minimizzare o a giustificare questi episodi si sta assumendo una responsabilità enorme”, dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario del Sindacato di Polizia Coisp. 

  

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

20:32

Report, nelle chat Ranucci-Boccia il "giro gay"

(Adnkronos) - E' polemica sullo scambio di whatsapp tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia, pubblicato dal "Giornale" diretto da Tommaso Cerno. I messaggi delle chat tra il conduttore di Report e l'imprenditrice campana sono finiti agli atti dell’inchiesta della Procura di Roma sul cosiddetto Boccia-gate, visto che è stata proprio la trasmissione di Raitre a mandare in onda l’audio della conversazione tra l'allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie. "Le chat depositate dai pm tracciano la genesi di quel rapporto Ranucci-Boccia, sfociato nella messa in onda, l’8 dicembre 2024, dell’audio privato", scrive "il Giornale", che ne riporta poi diversi stralci. Tra l'altro, alcuni in cui si fa riferimento all’esistenza di una presunta "lobby gay di destra che tirerebbe i fili dell’informazione", scrive il quotidiano.  

E' Boccia, a quanto ricostruisce "il Giornale", che, nei giorni in cui si intensifica il rapporto con il conduttore di Report, punta l’attenzione su Tommaso Cerno, allora direttore de Il tempo e ospite, la mattina del 17 settembre 2024, a L’Aria che tira proprio sulla vicenda che la riguardava per la mancata nomina come consigliera ai Grandi eventi per il ministro della Cultura. La donna, che in quella stessa giornata aveva avuto l’incontro con Ranucci - come emerge dai messaggi su whatsapp -, alle 21.29 scrive al giornalista: "Ho visto Cerno all’Aria che tira... è davvero scandaloso". A quel punto il conduttore di Report la avvisa: "Quello è un altro del giro... giro gay, pericolosissimo".  

Chiede che "venga fatta piena chiarezza sulle chat tra la Boccia e Sigfrido Ranucci" e che si apra "una riflessione seria e responsabile sul rapporto tra informazione, politica e tutela della sfera privata", il vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei Deputati, Elisabetta Gardini.  

Attacca anche il presidente dei senatori di Fi Maurizio Gasparri, membro della Commissione Antimafia: Ranucci "ha denigrato con linguaggio omofobo giornalisti come Cerno e Giletti. Quindi si conferma personaggio non solo spregiudicato nella gestione delle fonti e nel traffico di notizie di ogni genere e tipo, ma anche portatore di un linguaggio di discriminazione. Credo che sarà opportuno portare all'attenzione degli organi che devono combattere l'odio, il linguaggio e il comportamento di Ranucci", sottolinea Gasparri chiedendo che a valutare la condotta del conduttore Rai sia "anche l'ordine dei giornalisti". 

"Tirare in ballo il 'giro gay' o la 'lobby gay', è omofobia pura e semplice. Il solito complottismo insopportabile e stereotipato. La Rai prenda provvedimenti, non può si può accettare che un conduttore della tv pubblica si esprima in questa maniera", afferma il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, capogruppo in commissione Giustizia di palazzo Madama. 

Ranucci, dal canto suo, chiede invece chiarezza al direttore del Giornale, Tommaso Cerno: secondo il conduttore le chat "sono state riportate in maniera parziale, se non manipolate". "E' stato tolto dalla chat - sottolinea sui social - il nome di un personaggio legato ai servizi segreti, Marco Mancini, amico di Cerno e della Cavallaro (l'autrice dell'articolo, ndr), che ha rapporti parentali con uomini dei servizi e che avrebbe spiegato il mio riferimento a Giletti, che nulla aveva a che fare con frasi omofobe che mi sono state attribuite. Fatto che verrà dimostrato nelle sedi competenti".  

Pronta la replica di Cerno: "Nessuna censura su Mancini, il pezzo era centrato sulla vicenda della lobby gay di cui parla Ranucci, perché quello mi sembrava il tema, comunque per fare chiarezza, ora sul sito del Giornale abbiamo pubblicato tutta per intero la chat, ma resta sempre quello il punto: le accuse alla presunta lobby gay, di cui farei parte con Signorini, Giletti e un fantomatico mister B", dice all'Adnkronos, annunciando: "Domani sul cartaceo ci sarà tutto, ma non cambia la sostanza, restano quelle affermazioni sul giro gay, sulle frasi omofobe, su cui scriviamo".  

 

 

 

 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: politica

19:49

Askatasuna, troupe Rai aggredita a Torino da antagonisti

(Adnkronos) - Aggressione ad una troupe della Rai a Torino, oggi 31 gennaio, durante il corteo sceso in piazza per chiedere l'apertura del centro sociale Askatasuna. "La Rai condanna con la massima fermezza la gravissima aggressione subita oggi a Torino dalla giornalista Bianca Leonardi e dal suo film maker, appartenenti all troupe del programma 'Far West', da parte di gruppi antagonisti, incappucciati, nel corso del corteo per la riapertura di Askatasuna", si legge in una nota della Rai.  

"I giornalisti sono stati presi di mira, aggrediti fisicamente, minacciati e costretti ad allontanarsi con la forza, mentre venivano lanciati sassi e distrutta l'attrezzatura di lavoro - si legge ancora - Un’azione violenta e organizzata, messa in atto con l’unico obiettivo di impedire alla Rai di documentare e raccontare quanto stava accadendo". 

"L’aggressione assume un significato ancora più grave alla luce del fatto che 'Far West' ha realizzato un’inchiesta su Askatasuna che ha contribuito a far emergere criticità e responsabilità poi al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale - spiega ancora la nota - Colpire i giornalisti Rai in questo contesto significa tentare di intimidire il servizio pubblico e di punire chi fa informazione. La Rai esprime piena solidarietà ai colleghi aggrediti e ribadisce che non accetterà intimidazioni né zone franche imposte con la violenza. Attaccare i giornalisti significa attaccare il diritto dei cittadini a essere informati". 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

19:36

Chirurgia, salvare la mano da trauma o malattia. Al San Camillo di Roma il centro d'élite

(Adnkronos) - Ricollegare arterie, vene e nervi, anche di calibri piccolissimi. Trattare un trauma urgente della mano e dell'arto superiore. Ridare una qualità della vita a chi ha subito l'amputazione traumatica del pollice che costituisce una grave menomazione funzionale. E' il lavoro quotidiano del chirurgo della mano in un grande ospedale italiano. Nicola Felici, next president della Società italiana di Chirurgia della mano, è il direttore della Uoc di Chirurgia plastica ricostruttiva e Chirurgia della mano dell'Ao San Camillo-Forlanini di Roma, il centro di riferimento del Lazio per i traumi complessi degli arti, accreditato dalla Federazione europea delle Società scientifiche di chirurgia della mano (Fessh) come 'Hand Trauma and Replantation Center'. 

I numeri del Centro: "Ogni anno trattiamo in urgenza circa 400 traumi maggiori della mano e dell'arto superiore - elenca Felici - A questi si aggiungono circa 150 interventi su pazienti con lesioni traumatiche dei nervi periferici e del plesso brachiale, 300 interventi per patologie degenerative della mano (artrosi, malattia di Dupuytren, eccetera), un centinaio di interventi di ortoplastica, ossia ricostruzioni microchirurgiche complesse dell'arto inferiore a seguito di gravi fratture esposte, eseguite in collaborazione con i colleghi traumatologi". 

"Oltre a questa attività chirurgica - prosegue - vengono eseguiti circa 900 interventi per patologie minori della mano (dita a scatto, sindrome del tunnel carpale) e tutti gli interventi di chirurgia plastica ricostruttiva su altri distretti come la ricostruzione mammaria dopo mastectomia, le ricostruzioni post-oncologiche del distretto testa-collo, i tumori cutanei, la chirurgia di conferma di genere, per un totale di circa 2.000 interventi di chirurgia maggiore". 

Chi è il chirurgo della mano? "In Italia, come nella maggior parte dei paesi Europei, non esiste la specializzazione in Chirurgia della mano - risponde Felici - Il chirurgo della mano generalmente è uno specialista in Chirurgia plastica ricostruttiva, oppure uno specialista in Ortopedia che si è appassionato a questa 'super-specializzazione', ha seguito un percorso formativo orientato sulle patologie della mano, frequentando centri di riferimento per questo tipo di chirurgia. In Italia alla fine degli anni '60 sono sorte due scuole molto importanti che sono state per decenni riferimenti europei e mondiali: il reparto di Chirurgia plastica dell'ospedale di Legnano diretto da Ezio Morelli ed il reparto di Chirurgia della mano di Brescia, di estrazione ortopedica, diretto da Giorgio Brunelli, due grandi maestri e pionieri della chirurgia della mano e della microchirurgia ricostruttiva. Quest'ultima disciplina, la microchirurgia, costituisce un bagaglio tecnico imprescindibile per chi vuole diventare un chirurgo della mano. Grazie alla tecnica microchirurgica è possibile ricollegare arterie, vene e nervi, anche di calibri piccolissimi, mediante l'impiego di strumentario dedicato e del microscopio operatorio. In questo modo è possibile reimpiantare una mano, una gamba o un dito amputato". 

Quali sono stati gli interventi più complessi del 2025? "I traumi complessi sono il nostro pane quotidiano - spiega Felici - Cito 2 esempi: un ragazzo di 24 anni che 3 anni fa, a seguito di incidente motociclistico, aveva subito una lesione totale di tutte le radici del plesso brachiale, ossia dei nervi che a livello della colonna cervicale escono dal midollo per innervare spalla, braccio, avambraccio e mano. Arto completamente paralizzato. La microchirurgia riparativa del plesso brachiale e dei nervi periferici è da sempre uno dei miei grandi interessi - racconta il chirurgo - Grazie ad un intervento sulle radici del plesso brachiale che avevo eseguito sul paziente 6 mesi dopo il trauma, il paziente da circa 3 mesi aveva recuperato i movimenti di spalla e gomito, quindi all'inizio del 2025 abbiamo eseguito un trapianto microchirurgico di un muscolo prelevato dalla sua coscia e reimpiantato sul braccio per permettergli di muovere anche le dita della mano re-innervando il muscolo con l'impiego di 2 nervi intercostali. Da qualche mese il paziente ha ricominciato a muovere anche le dita". 

Il secondo caso "è quello di un giovane di 20 anni che è arrivato con una grave frattura esposta di gamba, dinamica: moto contro trattore. La vascolarizzazione era interrotta e il piede era ischemico, esisteva il rischio concreto di dover amputare la gamba. Come sempre in questi casi, abbiamo immediatamente portato il paziente in sala operatoria per tentare di salvare il piede, ricostruire i tessuti danneggiati dal trauma con il trapianto microvascolare di un lembo cutaneo e permettere ai colleghi ortopedici di riallineare la frattura - evidenzia lo specialista - Durante l'intervento ci siamo accorti però che il paziente aveva un'anomalia anatomica: una delle 3 arterie della gamba, quella che porta il maggior volume di sangue al piede, era completamente mancante. Io e i miei collaboratori abbiamo dovuto usare tutta la nostra creatività per non arrenderci all'amputazione della gamba. Alla fine, dopo 3 interventi e un successivo trattamento ortopedico, abbiamo vinto noi. Andrea oggi cammina con la sua gamba e con il suo piede". 

"Ovviamente, non sempre 'vinciamo' noi, siamo preparati ad affrontare anche gli insuccessi: la nostra è una chirurgia ad alto coefficiente di complessità e le variabili che possono determinare un insuccesso sono moltissime e non sempre è possibile dominarle tutte come vorremmo", chiosa Felici.  

Tra le mission del team c'è la ricostruzione degli esiti dei traumi amputativi del pollice mediante trapianto microchirurgico autologo di dita del piede. "L'amputazione traumatica del pollice costituisce una grave menomazione funzionale - illustra Felici - La mano perde la funzione di presa per l'assenza dell'elemento opponente. In questi casi si tenta sempre di reimpiantare il pollice amputato, ma non sempre i reimpianti hanno un esito favorevole. Questa tecnica viene usata proprio dopo un insuccesso. Perché tendiamo a non arrenderci mai. Si propone al paziente di utilizzare una parte del suo alluce per ricostruire il pollice amputato. Anche in questo caso si tratta di un intervento microchirurgico. I risultati sono molto buoni, sia dal punto di vista estetico che funzionale. Il danno funzionale del piede è assolutamente tollerabile ed il paziente può continuare a camminare normalmente". 

Come sta cambiando il lavoro del chirurgo? Oggi il robot è 'di casa', evidenzia l'esperto, ma c'è anche l'organizzazione della sala. "Come direttore di questa Unità operativa, il mio obiettivo è di migliorare costantemente i risultati e questo si fa attraverso il perfezionamento dei processi organizzativi e dei percorsi assistenziali con cui si tratta il paziente dall'ingresso in ospedale alla sala operatoria, alla terapia intensiva, al reparto di degenza, fino alla dimissione e alla riabilitazione. Fino ad alcuni anni fa - ricorda Felici - il chirurgo svolgeva la parte principale del suo lavoro in sala operatoria. Sicuramente l'intervento chirurgico è ancora il centro del trattamento, ma l'approccio multispecialistico e la condivisione di percorsi basati sulle linee guida e le evidenze scientifiche sono elementi indispensabili per l'eccellenza clinica. Posso ritenermi fortunato perché coordino dei collaboratori che sono giovani professionisti molto bravi e appassionati a cui posso trasmettere la mia esperienza e valorizzarne le attitudini. E perché lavoro in un grande ospedale dove il livello di competenza dei colleghi di tutte le specialità con cui collaboro ogni giorno è altissimo, e in cui la Direzione strategica è molto efficiente, attenta alle esigenze e pronta a sostenere le progettualità dei clinici. Quando ho proposto di introdurre nelle sale operatorie il robot microchirurgico. Il direttore generale Angelo Aliquò ha colto l'importanza del progetto di innovazione tecnologica e lo ha supportato con entusiasmo". 

Guardiamo al futuro, come potrebbe cambiare l'approccio della chirurgia della mano con nuove tecnologie? "Il futuro è già iniziato - dice Felici - Da un anno abbiamo a disposizione un robot microchirurgico. Si tratta di un upgrade notevole: ci permette di lavorare con sicurezza su arterie, vene e vasi linfatici di calibro molto piccolo, al di sotto del mezzo millimetro di diametro. Vuol dire poter reimpiantare più agevolmente una falange ad un bambino di un anno o eseguire ricostruzioni di tessuti molto raffinate che consentono di ottenere risultati funzionali sempre migliori. C'è il progetto di acquisire anche un microscopio robotico che in associazione al robot microchirurgico permetterà al chirurgo operatore di lavorare a distanza dal tavolo operatorio. Ovviamente la tecnologia non sostituisce il ruolo del chirurgo, ma ne potenzia e supporta le abilità". 

E' una specializzazione che soffre della carenza di vocazioni? "Sicuramente la specializzazione in Chirurgia plastica non soffre di questa carenza: dopo la Dermatologia è la più richiesta. Il problema - rimarca Felici - è che su 100 medici che si specializzano oggi in Chirurgia plastica 90 di loro si dedicheranno alla chirurgia estetica - avverte - L'esigua minoranza che sceglie di orientarsi verso la chirurgia della mano e la microchirurgia ricostruttiva affronta un percorso formativo complesso e articolato che può essere impegnativo, ma estremamente affascinante e ricco di soddisfazioni. Nell'Unità operativa che dirigo e nei corsi di formazione che organizzo vengono a frequentare specializzandi da università di tutta Italia e dall'estero; in molti di loro vedo la stessa passione che ha contagiato anche me da giovanissimo per la chirurgia della mano e la microchirurgia. I tanti sacrifici imposti dall'acquisizione di abilità ed esperienza in un ambito così complesso e super specialistico - conclude - vengono ripagati quotidianamente da soddisfazioni come quelle di riuscire a reimpiantare una mano o restituire la funzione ad un arto paralizzato".  

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

19:01

Anna Tatangelo, tour rimandato: "Non è una decisione facile, ho bisogno di tempo"

(Adnkronos) - "Non è una decisione facile, ma sento che è quella giusta". Anna Tatangelo ha annunciato sui social il rinvio delle date del tour 'Tatangeles'. "Mancherebbe poco, ma ho bisogno di chiedervi ancora un po' di pazienza", ha scritto la cantante, diventata mamma lo scorso 3 gennaio della piccola Beatrice.  

Alla base della sua decisione c'è proprio la maternità: "In questo momento della mia vita ho imparato quanto sia importante fermarsi. Come madre oggi sento il bisogno di dedicare tempo alla mia famiglia, soprattutto alla mia piccolina, con la stessa verità e presenza che ho sempre messo la musica", ha continuato.  

Tuttavia si tratta solo di uno stop temporaneo, le date sono state riprogrammate per l'autunno. "Sento una grande responsabilità nei vostri riguardi. Per me queste due date rappresentano qualcosa di importante e unico. Ci tengo a creare uno spettacolo che vi somigli, che vi ripaghi dell’amore e della fiducia che mi regalate ogni giorno da anni". 

Tatangelo ha sottolineato l'esigenza di prendersi del tempo "per recuperare energie e preparare tutto come meritate" e "curare tutto nei minimi dettagli". I concerti di Milano e Napoli, inizialmente previsti per il 9 e il 17 aprile, si terranno rispettivamente il 19 novembre a Milano e il 17 novembre a Napoli.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

18:45

Napoli, grave infortunio per Di Lorenzo: esce in barella contro la Fiorentina

(Adnkronos) - Grave infortunio per Giovanni Di Lorenzo. Oggi, sabato 31 gennaio, il terzino del Napoli è uscito in barella durante il primo tempo della sfida contro la Fiorentina, valida per la 23esima giornata di Serie A. Al minuto 29, con il risultato fermo sull'1-0, Di Lorenzo è andato a saltare sugli sviluppi di un calcio d'angolo per contrastare un giocatore viola, ma si è fatto male ricadendo sul terreno di gioco. 

Il terzino della Nazionale ha infatti appoggiato male la gamba, infortunandosi al ginocchio. Immediato l'intervento dello staff tecnico del Napoli, con il giocatore che è stato trasportato fuori dal campo in barella ed è stato caricato in ambulanza. Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi, con Conte che dopo un consulto con i propri collaboratori ha inserito al suo posto Olivera. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: sport

18:18

Guerriglia urbana a corteo per Askatasuna, incendi e feriti. Meloni: "Colpito lo Stato"

(Adnkronos) - Scontri a Torino durante la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, del 18 dicembre scorso. Petardi e bombe carta sono stati lanciati contro le forze dell'ordine che, in risposta, hanno effettuato un fitto lancio di lacrimogeni.  

Sono 11 secondo una prima stima le forze dell’ordine rimaste ferite. Mentre il 118 ha parlato di tre persone ferite trasportate al Cto e tre all’ospedale Giovanni Bosco, senza specificare se si tratta di agenti o manifestanti. In un video choc si vede un poliziotto accerchiato da manifestanti a volto coperto e preso a calci e pugni. Nelle immagini di Torino Oggi, la cui autenticità sembrerebbe confermata, il poliziotto del reparto mobile rimasto isolato e colpito ripetutamente mentre si trova a terra. 

 

"Quanto accaduto oggi è grave e inaccettabile", scrive sui social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ricordando come "uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia". Per Meloni "le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato".  

"A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata", aggiunge, concludendo che "questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni". 

Per contrastare la violenza e la criminalità "il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende", conclude Meloni. "Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile".  

 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato Piantedosi, per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all'agente aggredito e a tutti gli agenti delle forze dell'ordine che hanno subito violenze, si apprende dal Quirinale. 

"Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili", dichiara il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi., secondo il quale "le immagini del vigliacco e infame pestaggio di un poliziotto da parte di questi squadristi rossi confermano l’urgenza di ricorrere a nuovi e più forti strumenti per sconfiggere i violenti e i delinquenti che si nascondono dietro i movimenti ed il diritto di manifestare. La settimana prossima sarà quella in cui discuteremo e lavoreremo per proporre nuove norme anche per questo. Sarà anche l’occasione per vedere chi sta veramente dalla parte dello Stato e di chi lo rappresenta. Con i fatti e non solo a chiacchiere. Intanto lavoreremo perché questa vile aggressione non resti impunita ed abbia la risposta che merita da parte dallo Stato. La Repubblica italiana ha già sconfitto il terrorismo e sconfiggerà anche questo movimento antagonista ormai chiaramente eversivo". 

"Sono indignato da queste immagini che arrivano da Torino. Come si può prendere a martellate qualcuno? Per di più un poliziotto in servizio. Questi sono i figli di papà, i facinorosi e vigliacchi dei centri sociali. Mi stringo a tutte le forze dell’ordine, a chi con grande sacrificio e senso del dovere rappresenta lo Stato e le Istituzioni", scrive in un post su X il ministro degli Esteri e leader di Fi Antonio Tajani. 

Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini che parla di "immagini bestiali da Torino. Calci in faccia, pugni e sassi. In tanti contro uno. Per questa gentaglia il carcere non basta, infami vigliacchi loro e chi li protegge". 

Duro anche il commento del Ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall’odio. Se avessero altre armi le userebbero. E allora vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante. La mia totale solidarietà alle forze di polizia, costrette a subire violenza per il solo fatto di aver giurato di proteggere tutti noi. Non si possono affrontare persone che si considerano in guerra con gli Stati ed i loro servitori, trattandole come fossero manifestanti civili e pacifici. Non lo sono", scrive sui social. 

"Solidarietà all’agente aggredito a Torino e condanna della brutale violenza estremista, a sfondo ormai semi eversivo, dei ‘miliziani’ di Askatasuna. Invito a una riflessione unanime sulla necessità di proteggere gli spazi di civiltà e di libertà d’espressione sapendo tenerli distinti da ogni ambigua ombra che rievoca il peggiore secondo Novecento" , dice il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. 

 

"Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La solidarietà mia e di tutto il Partito democratico va agli agenti delle forze dell’ordine e ai giornalisti colpiti e alla città di Torino, che hanno subito un’aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto", dice la segretaria del Pd Elly Schlein. 

"Le immagini che arrivano da Torino sono inqualificabili. Il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle Forze dell’ordine e della troupe Rai. Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità. Agli agenti feriti e a tutti i professionisti coinvolti va la nostra piena solidarietà", scrive sui social Giuseppe Conte, leader del M5s. 

 

I disordini sono scoppiati quando il corteo è arrivato nei pressi di largo Rivella e ha girato lungo Corso Regina Margherita per raggiungere la sede di Askatasuna. A quel punto un gruppo di manifestanti a volto coperto riconducibili all'area anarchica e antagonista ha cominciato a lanciare petardi, bombe carta e fuochi d'artificio all'indirizzo delle forze dell'ordine, che hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni e idranti. . 

Un gruppo di manifestanti a volto coperto ha raggiunto le vie laterali allo stabile sgomberato e ha continuato a lanciare contro le forze dell’ordine bombe carta, fumogeni e artifizi pirotecnici utilizzando anche tubi di metallo come mortai. Nel corso degli scontri sono stati dati alle fiamme anche alcuni cassonetti dei rifiuti. Mentre un blindato della polizia è stato bloccato nel controviale di corso Regina Margherita e ha preso fuoco dopo che alcuni manifestanti hanno lanciato contro un oggetto in fiamme. Nel tentativo di far arretrare i manifestanti le forze dell’ordine sono avanzate lungo corso Regina sia a piedi, sia utilizzando l’idrante e i lacrimogeni. 

Tornata la calma, nel quartiere Vanchiglia si contano i danni: insegne e cartelloni divelti, frammenti di muri danneggiati per ricavare pietre, cocci di bottiglia, piante sradicate, cassonetti dati alle fiamme, muri imbrattati, indumenti abbandonati.  

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

18:15

Milano Cortina, possibile ruolo a cerimonia apertura per bambino lasciato a piedi dal bus

(Adnkronos) - A quanto si apprende il bambino di 11 anni, costretto a scendere dal bus nel bellunese perché non aveva il nuovo biglietto da 10 euro, potrebbe avere un ruolo nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2026 di Milano-Cortina.  

La vicenda ha suscitato polemiche perché il piccolo è stato costretto a percorrere oltre 6 chilometri a piedi sotto la neve. Il bambino parteciperà all'attesa cerimonia per i Giochi invernali. 

La Provincia di Belluno, intanto, è corsa ai ripari e da oggi ha ripristinato - anche - il vecchio biglietto chilometrico sulla linea 30 Calalzo-Cortina di Dolomiti Bus e degli altri operatori, la linea dalla quale mercoledì scorso venne fatto scendere il bambino bellunese, proprio perché aveva solo i ‘vecchi’ biglietti chilometrici e non quello nuovo ‘olimpico’ a tariffa fissa da 10 euro.  

I lavoratori pendolari e gli studenti che risiedono in provincia di Belluno e che devono fare brevi tratti tra un paese e l’altro lungo la statale 51 Alemagna – come nel caso del bambino bellunese - potranno quindi continuare a usare i vecchi biglietti da 2,50 euro acquistati a terra e obliterarli a bordo dei bus, senza la necessità di scaricare l’apposita App o pagare solo con il bancomat Pos.  

In sede di controllo dei biglietti, sarà necessario esibire valido documento di identità per appurare la residenza. Con l’aggiunta del biglietto a fascia chilometrica, un viaggio andata/ritorno completo da Calalzo a Cortina ai residenti costerà 9 euro (12 se il biglietto viene acquistato sul bus) contro i 10 del ticket olimpico valido 24 ore su tutta la linea pensato per i turisti. Rimangono sempre validi i vecchi abbonamenti e anche le misure già previste dalla Provincia, ossia i 500 abbonamenti omaggio e i 10mila euro di rimborso per i biglietti olimpici comprati dai residenti. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

18:14

Thais Wiggers a Verissimo con le stampelle, l'incidente e il nuovo amore: "25 anni di differenza"

(Adnkronos) - Thais Wiggers con le stampelle a Verissimo. La modella brasiliana nella puntata di oggi, sabato 31 gennaio, ha raccontato l'incidente avvenuto in montagna - che le ha provocato la frattura della caviglia - durante le vacanze natalizie sulle Dolomiti. "Stavamo facendo lo slittino sulla neve, solo che sull'ultima curva siamo andati troppo veloci e abbiamo urtato una barriera. Ho messo il piede per attutire l'impatto, ma ho colpito la caviglia", ha raccontato Wiggers.  

Spazio poi all'amore. Thais Wiggers a Verissimo ha parlato del suo nuovo compagno e ha risposto alle critiche ricevute sui social riguardo alla differenza d’età, lui è più grande di 25 anni: "Nonostante ci sia questa differenza, lui è una persona molto giovanile e sportiva. E poi per me non è la prima volta perché anche con Teo Mammucari, il papà di mia figlia, c'erano 20 anni di differenza". E sul nuovo compagno, Thais Wiggers ha aggiunto: "È brasiliano, ma vive in Inghilterra dove studiano i suoi figli. Mi piace avere questa vicinanza culturale".  

Thais Wiggers ha ammesso di sognare il matrimonio in futuro: "Non mi sono mai sposata, sarebbe una bellissima cosa". E sulla possibilità di avere altri figli: "Mia figlia ha 17 anni e in questi anni mi sono molto dedicata a lei. Ci sarebbe troppa differenza di età. Vederla grande è bellissimo e io mi godo la mia libertà. Amo i bambini, ma non avrei voglia di tornare a cambiare pannolini e perdere ore di sonno". 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

18:06

Valeria Graci, la difficile separazione dall'ex marito: "Le cicatrici rimangono ma fortificano"

(Adnkronos) - Un passato che ha lasciato tante cicatrici. Valeria Graci, ospite oggi 31 gennaio a Verissimo, ha parlato della difficile separazione dall'ex marito: anni fa aveva rivelato di essere stata vittima di violenza psicologica. "Lascio alla giustizia il tempo di portare avanti le cose. I rapporti sono diversi adesso, il tempo cura un po', le cicatrici rimangono, però fortificano tantissimo", ha detto l'attrice comica nel salotto di Silvia Toffanin.  

Ma a distanza di anni Valeria Graci ha assunto una nuova consapevolezza: "Se non avessi vissuto quei momenti, quelle difficoltà, oggi non sarei la donna che sono. Qualcuna l'ho superata, qualcuna la combatto ancora, ma mi hanno aiutato a diventare la donna forte che sono oggi e che non permetterà più a nessuno di mangiarle in testa". 

Valeria Graci ora è felice: ha ritrovato l'amore. "La vita torna a sorprenderti quando meno te lo aspetti. Quando pensi che non ci sia più niente che ti possa stupire si fanno degli incontri. L'incontro con Antonio è stato magico, sono molto innamorata", ha detto Graci che ha rivelato come il loro incontro è stato un vero e proprio "colpo di fulmine".  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

17:13

Frana Niscemi, palazzina di tre piani crolla nel precipizio: era nella zona rossa

(Adnkronos) - Una palazzina di tre piani è crollata nel precipizio nella zona rossa di Niscemi (Caltanissetta). L'immobile da domenica, dal giorno della frana, era in bilico. E oggi il crollo. L'edificio si trovava nel quartiere Sante Croci, proprio sul ciglio in zona rossa, interdetta da domenica. Da questa mattina piove quasi ininterrottamente a Niscemi.  

 

Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha firmato il decreto di costituzione di una Commissione di studio con il compito, fra l’altro, “di approfondire le cause e l’evoluzione del movimento franoso che interessa il territorio comunale di Niscemi, la velocità del relativo movimento e le condizioni di rischio residuo”.  

Si vogliono anche proporre, per il post emergenza, “gli interventi di prevenzione e di mitigazione del rischio da movimento franoso” del territorio niscemese. La Commissione di studio potrà inoltre raccogliere informazioni e condurre indagini su progetti, esperienze e sperimentazioni italiane e straniere, nonché svolgere ogni attività utile al perseguimento delle sue finalità”. La Commissione è presieduta da Enrico Foti, rettore dell’Università di Catania, e composta da: Fausto Guzzetti, Accademico dei Lincei, Mauro Scaccianoce, presidente dell’Assemblea nazionale dei presidenti degli Ordini provinciali degli Ingegneri, Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, Giuseppe Sappa, professore Ordinario di Geologia applicata – Università degli Studi di Roma La Sapienza.  

La Commissione di studio avrà un mese di tempo per terminare i propri lavori e potrà avvalersi della collaborazione del Dipartimento nazionale della Protezione civile e del Dipartimento Casa Italia. Ai componenti “non spettano compensi, gettoni di presenza o altri emolumenti”. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: cronaca

16:08

Sanremo, serata cover con varietà inedita: non manca il doppio omaggio a Vanoni

(Adnkronos) - Per Sanremo 2026, si annuncia una serata cover di una varietà inedita, tanto per le canzoni scelte quanto per gli ospiti. Le cover spaziano da Ray Charles e Frank Sinatra a Pupo e Cristina D'Avena, passando per Luigi Tenco e Lucio Dalla. E i duetti vedono coinvolte le personalità artistiche più disparate, da Fiorella Mannoia a Cristina D'Avena, dal misterioso e provocatorio TonyPitony alla giornalista Francesca Fagnani. Duetti "travolgenti, incredibili, alcuni anche improbabili", come ha ammesso lo stesso Carlo Conti, che "sorprenderanno e faranno cantare e ballare" il Teatro Ariston, venerdì 27 febbraio. Nessuno dei Big ha scelto di esibirsi con un collega in gara, nonostante il regolamento lo permettesse anche quest'anno.  

 

Due gli omaggi a Ornella Vanoni, scomparsa due mesi fa: il primo è quello di Patty Pravo che intonerà 'Ti lascio una canzone' accompagnata da una coreografia del primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko; il secondo è quello di Michele Bravi con 'Domani è un altro giorno', che canterà insieme a Fiorella Mannoia (mentre Arisa canterà, accompagnata dal Coro del Teatro Regio di Parma, 'Quello che le donne non dicono', il brano scritto per la Mannoia da Enrico Ruggeri). Doppio omaggio anche per Gianna Nannini: Fedez & Marco Masini intoneranno una loro versione di 'Meravigliosa creatura', accompagnati dal violoncellista Stjepan Hauser, mentre Levante ha scelto 'I maschi' e duetterà con Gaia.  

 

Doppietta anche per Mina, con Fulminacci che ha scelto di portare sul palco 'Parole parole' insieme alla 'belva' Francesca Fagnani, al suo debutto 'in gara' sul palco dell'Ariston, e con Malika Ayane che intonerà 'Mi sei scoppiato dentro il cuore' con l'attore Claudio Santamaria (non nuovo ad incursioni canore al festival). Anche Lucio Dalla è stato scelto da due artisti: Tommaso Paradiso, che canterà 'L’ultima luna' con gli Stadio, e Tredici Pietro, che ha scelto 'Vita' (il brano cantato da Lucio con il padre di Pietro, Gianni Morandi) per cantarlo a Sanremo con Galeffi, accompagnato da Fudasca e la sua band.  

 

Il grande cantautorato italiano è la scelta anche di Chiello, che salirà sul palco con Morgan per intonare 'Mi sono innamorato di te' di Luigi Tenco; di Nayt, che ha chiamato Joan Thiele per cantare 'La canzone dell’amore perduto' di Fabrizio De André; di Leo Gassmann che canterà con Aiello 'Era già tutto previsto' di Riccardo Cocciante.  

E se Maria Antonietta & Colombre hanno voluto Brunori sas per intonare 'Il mondo' di Jimmy Fontana (brano che risale al 1965), altri Big hanno attinto ad un repertorio cantautorale più recente, alcuni chiamando a duettare gli interpreti originali dei brani: Luchè canterà 'Falco a metà' con l'autore Gianluca Grignani; Eddie Brock ha voluto Fabrizio Moro e la sua 'Portami via'; Mara Sattei ha chiamato Mecna per una versione de 'L’ultimo bacio' di Carmen Consoli; Enrico Nigiotti ha scelto 'En e Xanax' di Samuele Bersani per duettare con Alfa.  

Decisamente più ritmate le scelte di Lda & Aka 7even, che proporranno 'Andamento lento' con l'autore Tullio De Piscopo, e di Samurai Jay che canterà 'Baila morena' di Zucchero accompagnato da Belén Rodríguez e Roy Paci. Promettono poi un trionfo dell'ultra pop e cori dell'Ariston sia Dargen D'Amico, che con Pupo canterà la hit di quest'ultimo 'Su di noi' accompagnato anche dalla tromba di Fabrizio Bosso, che le Bambole di Pezza che con Cristina d’Avena eseguiranno il tormentone 'Occhi di gatto', sigla dell'omonima serie tv d'animazione manga.  

 

Desta grande curiosità anche la scelta di J-Ax che ha annunciato 'E la vita, la vita' di Cochi e Renato, da eseguire con la finora sconosciuta Ligera County Fam, nome di fantasia che sembra alludere al termine dialettale milanese 'ligera', che indicava un tempo la piccola malavita locale, e che nasconde probabilmente il ritorno sul palco degli stessi Cochi e Renato.  

 

Sette gli artisti che hanno fatto scelte esotiche, attingendo al repertorio internazionale, sempre all'insegna della massima varietà: Elettra Lamborghini canterà con le spagnole Las Ketchup (già in gara Sanremo 2004 con Danny Losito e il brano 'Single') il loro tormentone del 2002 'Aserejé', chissà se con relativa coreografia diventata iconica nei balli di gruppo di quegli anni; Ditonellapiaga ha voluto TonyPitony, il misterioso cantante siciliano famoso per i suoi testi politicamente scorretti, per intonare 'The Lady Is a Tramp' di Frank Sinatra; Sayf con Alex Britti e Mario Biondi porterà sul palco 'Hit the Road Jack' di Ray Charles; Raf con The Kolors eseguirà 'The riddle' di Gigi D'Agostino; Ermal Meta con Dardust proporrà 'Golden hour' del cantatuore statunitense Jvke; Serena Brancale canterà il celeberrimo 'Besame mucho' con lo statunitense Gregory Porter e la catanese Delia. A metà strada tra Italia e Inghilterra la scelta di Francesco Renga che porterà sul palco con Giusy Ferreri 'Ragazzo solo, ragazza sola', la versione con testo italiano (scritto da Mogol) di 'Space Oddity' di David Bowie.  

Su trenta proposte, sono molte quelle dagli esiti imprevedibili, imperscrutabili. Davvero difficile tentare di capire chi potrà essere incoronato vincitore della Serata delle Cover di Sanremo 2026, anche perché nella quarta serata del festivsl, venerdì 27 febbraio, saranno in campo sia il Televoto che la Giuria della Sala Stampa Tv e Web e la Giuria delle Radio. L'unica cosa prevedibile è, con tanti ospiti e cambi di palco complicati, l'inizio a tarda notte dell'ultima puntata del 'Dopofestival' di Nicola Savino. (di Antonella Nesi)  

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

15:43

E' morto Demond Wilson, star della sitcom 'Sanford and Son'

(Adnkronos) - È morto all'età di 79 anni Demond Wilson, attore statunitense diventato celebre per il ruolo di Lamont Sanford, il figlio di Fred Sanford, nella popolare sitcom della "Sanford and Son" (1972-77). L'attore è deceduto venerdì mattina nella sua abitazione di Palm Springs, in California, a causa di complicazioni legate a un tumore. A dare la notizia è stato il figlio, Demond Wilson Jr., che ha dichiarato al sito Tmz: "Lo amavo. È stato un grande uomo". 

Nato a Valdosta, in Georgia, il 13 ottobre 1946, Grady Demond Wilson è cresciuto a New York, dove ha studiato danza e si è esibito fin da giovanissimo, debuttando all’Apollo Theater di Harlem. Proveniente da una famiglia afroamericana profondamente religiosa, da ragazzo ha anche svolto il servizio di chierichetto. Tra il 1966 e il 1968 ha prestato servizio militare in Vietnam con la 4/a Divisione di Fanteria, rimanendo ferito. Tornato negli Stati Uniti, ha ripreso la carriera artistica lavorando a Broadway, per poi trasferirsi a Hollywood, dove ha ottenuto ruoli in serie televisive come "Missione impossibile" e in film come "L'organizzazione sfida l'ispettore Tibbs" (1971), accanto a Sidney Poitier. 

Il grande successo arriva nel 1972 con "Sanford and Son", in cui interpreta Lamont Sanford per 135 episodi fino al 1977. Durante l'uscita temporanea di scena di Redd Foxx per una disputa contrattuale, Wilson rimase l'unico protagonista della serie. In seguito recitò nella sitcom "Baby… I'm Back!" (1978) e fu protagonista della versione afroamericana de "La strana coppia", nel ruolo di Oscar Madison, tra il 1982 e il 1983. 

Parallelamente alla carriera di attore, Wilson si è dedicato alla scrittura, pubblicando numerosi libri di ispirazione cristiana e saggi critici sul movimento New Age. Nel 2009 ha dato alle stampe l'autobiografia "Second Banana: The Bittersweet Memoirs of the Sanford & Son Years", in cui ha raccontato il dietro le quinte della celebre sitcom, sottolineandone l'importanza storica per la rappresentazione afroamericana in televisione. 

Sposato con 'ex modella Cicely Johnston, Wilson era amico d'infanzia del cestista Charlie Scott, membro della Basketball Hall of Fame. Dopo una lunga pausa dalle scene, era tornato a recitare nel 2023 nel film drammatico "Eleanor's Bench", segnando la sua ultima apparizione sullo schermo. (di Paolo Martini) 

Immagine in aggiornamento

Categoria: spettacoli

15:27

Epstein, i nuovi file: la foto che imbarazza l'ex principe Andrea

(Adnkronos) - L’ex principe Andrea torna al centro delle polemiche con la pubblicazione di oltre 3 milioni di pagine relative al caso Epstein, che gli era già costato la revoca dei titoli reali e il distacco dal Royal Lodge. In una foto emersa e analizzata dai media britannici, Andrea appare in ginocchio a quattro zampe sopra una donna distesa a terra, il cui volto è stato oscurato dal Dipartimento di Giustizia americano. L’immagine non è accompagnata da spiegazioni sul contesto, e non è chiaro quando sia stata scattata, ma getta nuovamente un’ombra sui rapporti tra l’ex membro della famiglia reale britannica e il defunto finanziere condannato per reati sessuali. Mountbatten-Windsor ha sempre respinto ogni accusa, sostenendo di non aver "visto, assistito o sospettato alcun comportamento del genere". 

In due foto, Mountbatten-Windsor è ritratto mentre tocca la donna, completamente vestita, all’altezza dello stomaco, mentre in un’altra guarda direttamente verso la macchina fotografica. Tra i documenti emergono anche scambi di email risalenti al 2010 tra Epstein e un account identificato come 'The Duke', che suggeriscono l’organizzazione di incontri e cene, tra cui un invito a conoscere una donna russa di 26 anni, due anni dopo che Epstein aveva già patteggiato per adescamento di minorenni. Epstein scriveva che "potresti goderti una cena" con lei, e Mountbatten-Windsor rispondeva: "Sarebbe un piacere vederla - aggiungendo - Mi dia i suoi recapiti per mettermi in contatto". Le email, come sottolinea la Bbc, "non indicano reati", ma rivelano contatti proseguiti nel tempo. 

In un file del 2020 le autorità statunitensi avevano chiesto formalmente di poter interrogare Mountbatten-Windsor, ritenendo che potesse essere "testimone e/o partecipante" a eventi rilevanti per l’inchiesta, pur precisando che "il principe Andrea non è attualmente un obiettivo dell’indagine" e che non erano state raccolte prove di reati a suo carico. L’ex principe ha sempre negato le accuse: "Non ho mai visto, assistito o sospettato comportamenti del genere", e riguardo alle accuse di aggressione sessuale mosse da Virginia Giuffre ha affermato di non averla mai incontrata, pur avendo raggiunto un accordo civile nel 2022.  

Non solo l'ex principe Andrea, ma anche l’ex duchessa di York, Sarah Ferguson, torna nell'occhio del ciclone dopo la pubblicazione. Tra i documenti esaminati dai media britannici emergono email in cui il finanziere condannato per reati sessuali chiedeva a "Fergie" di rilasciare dichiarazioni a suo favore, e la mole di corrispondenza tra i due testimonia un rapporto duraturo e consolidato negli anni. Come per l’ex marito, anche la 68enne si trova ora all’estero in cerca di una nuova sistemazione. 

Nelle email risalenti al 2011, due anni dopo la condanna di Epstein per adescamento di minorenni, il finanziere chiedeva a Ferguson di sostenere pubblicamente che "lui non fosse un pedofilo" e che lei fosse stata "ingannata nel credere alle accuse false" avanzate da avvocati civili in Florida: "Penso che Fergie ora possa dire: 'Non sono un pedofilo… sono stata INGANNATA nel credere a storie false'", scriveva Epstein al suo pubblicista Mike Sitrick. Sitrick replicava: "Qualunque sia la sua scusa, deve dire che si è sbagliata, chiedere scusa, sentirsi terribilmente dispiaciuta. Jeffrey non è un pedofilo… dobbiamo avere tutti questi elementi. Ha creato questo problema. Deve risolverlo". "Non possiamo dipendere dal fatto che lei faccia come vorremmo… Fergie e Hope non sono sufficienti", aggiungeva Epstein, che in un’altra email chiedeva di "redigere la dichiarazione che in un mondo ideale Fergie pubblicherà".  

Le email rivelano anche un rapporto personale molto stretto tra Ferguson ed Epstein. La duchessa lo definiva "mio caro, spettacolare e speciale amico Jeffrey" e "una leggenda", ringraziandolo per la sua gentilezza: "Non sono mai stata più toccata dalla gentilezza di un amico come dal tuo complimento davanti alle mie figlie. Grazie Jeffrey per essere il fratello che ho sempre desiderato". Epstein, dal canto suo, definiva la gestione delle finanze di Ferguson "dolorosa" e "un incredibile caos". La duchessa, in un’intervista all’Evening Standard del 2011, aveva ammesso: "Non voglio avere mai più nulla a che fare con Jeffrey Epstein. Aborro la pedofilia e qualsiasi abuso sessuale di bambini. È stato un enorme errore di giudizio”. 

 

Immagine in aggiornamento

Categoria: internazionale/esteri