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Ucraina, il bluff della Russia e l'avanzata che non c'è: i numeri smentiscono Putin

(Adnkronos) - Vladimir Putin alza la posta e continua a raccontare una guerra che non c'è. La Russia ha aggredito l'Ucraina quasi 4 anni fa e descrive, anche all'inizio del 2026, un quadro che non trova riscontri sul campo. "Avanziamo ovunque", il messaggio che arriva sistematicamente da Mosca. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nelle ultime ore ha affermato che "il corridoio decisionale" per l'Ucraina "si sta restringendo". 

Kiev, secondo la Russia, è spalle al muro e le difese si stanno sgretolando. Il presidente Volodymyr Zelensky, quindi, dovrebbe piegarsi alle richieste di Mosca per chiudere il conflitto, concedendo ben più di quanto è previsto dal piano che Ucraina e Stati Uniti stanno discutendo. 

I dati, però, evidenziano che le ambizioni russe non sono fondate. Le difese ucraine non sono sull'orlo del collasso e le forze di Kiev sono state in grado di impedire alle forze russe di raggiungere militarmente l'obiettivo di Putin di sottomettere tutta l'Ucraina, sottolinea l'Institute for the study of war (Isw), think tank americano che monitora quotidianamente il conflitto. 

 

Gli analisti ricordano che al top della propria avanzata, nel marzo 2022, le forze russe avevano conquistato il 26,16% dell'Ucraina. La successiva controffensiva per respingere le forze da Kiev e dall'Ucraina settentrionale ha ridotto questa quota al 20,21% alla fine di aprile 2022. Il controllo territoriale della Russia ha continuato a diminuire al 17,84% alla fine del 2022, dopo le azioni condotte dai reparti di Kiev a Kharkiv e Kherson. Il controllo degli invasori sull'Ucraina è rimasto sostanzialmente costante nel 2023, 2024 e 2025.  

L'esercito di Putin controllava tra il 17,9 e il 18,52% dell'Ucraina nel 2023 e nel 2024. La percentuale è salita al 19,32% alla fine del 2025, con un progresso pari all'1,5% negli ultimi 3 anni di combattimenti. L'avanzata, alla fine, è stata estremamente limitata, poiché l'esercito aggressore ha dovuto ricorrere ad assalti guidati dalla fanteria, con perdite altissime in termini di uomini e mezzi. Non c'è stata una costante capacità di ripristinare la manovra meccanizzata sul campo di battaglia. "È probabile che i progressi russi continueranno ad essere lenti e faticosi, difficilmente porteranno a un rapido crollo della linea del fronte", la sintesi dell'Isw. 

 

Eppure, la strategia di Mosca a livello di comunicazione non cambia. Il capo di Stato Maggiore, Valery Gerasimov, continua a fornire informazioni che non trovano riscontri. Nell'ultimo aggiornamento, Gerasimov ha affermato che le forze russe stanno avanzando praticamente in tutte le direzioni del fronte e che i tentativi ucraini di fermare l'ondata sono falliti. 

In particolare, secondo il generale, le truppe russe avrebbero conquistato oltre 300 chilometri quadrati di territorio nelle prime due settimane di gennaio 2026. Tutto falso, o quasi: l'Isw, sulla base di riscontri, sostiene che l'esercito invasore abbia aumentato la presenza (attraverso missioni di infiltrazione o assalti) in soli 73,82 chilometri quadrati tra il 31 dicembre e il 13 gennaio. In pratica, tre quarti dei successi vantati da Gerasimov non esistono. 

Gerasimov ha affermato che le forze russe stanno espandendo la zona cuscinetto negli oblast settentrionali di Sumy e Kharkiv, grazie in particolare alla conquista dei villaggi di Hrabovske e Komarivka. In realtà, osserva l'Isw, ka linea del fronte in queste aree è rimasta in gran parte inattiva per anni e i recenti attacchi russi tra la fine di dicembre 2025 e la metà di gennaio 2026 avevano solo obiettivi di propaganda. Il Cremlino sta cercando di presentare queste azioni di portata limitata come l'apertura di un nuovo settore del fronte: in realtà non c'è nessun segnale relativo ad una massiccia offensiva imminente. 

 

Il caso più recente di informazione 'gonfiata' riguarda la conquista di Kupyansk. La città, nella migliore delle ipotesi per Mosca, è terreno di combattimenti. Non c'è il controllo da parte dei reparti di Mosca e persino i milblogger russi - che raccontano la guerra con informazioni spesso non fornite dalle autorità - hanno riconosciuto che le ripetute affermazioni del comando militare russo su Kupyansk sono prive di fondamento. Lo schema, alla fine, è sempre lo stesso: diffondere la falsa narrazione secondo cui una vittoria russa in Ucraina è inevitabile per convincere Kiev e l'Occidente che Zelensky dovrebbe accettare subito le richieste di Putin per evitare condizioni peggiori. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:19

Influenza 2026, il virologo: "Fase acuta superata ma numeri alti per un altro mese"

(Adnkronos) - L'influenza K lascia il segno anche a metà gennaio 2026, ma i dati autorizzano a sperare che il peggio sia passato. L'ondata di virus continua a mettere al letto migliaia di italiani, mentre i dati indicano un trend apparentemente incoraggiante. "L'incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 5 gennaio all'11 gennaio, è stata pari a 13,3 casi per 1.000 assistiti, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 14,1", commenta il bollettino settimanale RespiVirNet dell'Istituto superiore di sanità. 

In attesa di ulteriori elementi, che emergeranno nelle prossime settimane, il report fa notare che "l'intensità è molto alta in Basilicata, alta in Abruzzo, Sicilia e Sardegna, media nelle Marche, nel Lazio, in Molise e in Puglia, bassa in tutte le altre regioni eccetto Campania e Calabria, i cui dati non sono disponibili". 

 

In generale, "la fase acuta dell'ondata di virus influenzali dovrebbe essere superata, ma con che velocità scende la curva dei casi e come si abbasserà lo possiamo solo supporre dalla analisi degli anni precedenti. Va detto che i numeri rimarranno significativi ancora per 3-4 settimane, quindi è anche possibile che si arrivi a sfiorare i 14-15 milioni totali di contagi come in passato", dice all'Adnkronos Salute il virologo Mauro Pistello, direttore dell'Unità di Virologia dell'azienda ospedaliera universitaria di Pisa, vicepresidente della Società italiana di microbiologia.  

"E' una stagione influenzale partita forte con 3-4 settimane di anticipo - prosegue il virologo - che ha dato una coda di accessi al pronto soccorso e un numero considerevole di polmoniti. Abbiamo visto anche molte doppie infezioni - con Covid o rinovirus - che potrebbero essere una delle cause di quadri più complessi. In più c'è il predominio della variante K che è abbastanza aggressiva, si trasmette facilmente e sembra allungare anche i tempi di recupero. Vediamo che l'H3N2 viene contratto più dai giovani, mentre l'H1N1 più dagli over 50. Però sono ottimista che potremmo esserci lasciati il peggio alle spalle", conclude Pistello.  

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Categoria: cronaca

00:19

Groenlandia e Artico, l'Italia prepara la strategia: da terre rare a petrolio, le opportunità

(Adnkronos) - Dalle infrastrutture alle rinnovabili, dall'industria della difesa e delle navi alle terre rare, l'Artico - mentre Donald Trump punta ad annettere la Groenlandia agli Stati Uniti per motivi di 'sicurezza nazionale' - è una possibilità economica che apre nuovi scenari di sviluppo per il tessuto delle aziende italiane. 

È uno dei pilastri su cui poggia il Piano per l'Artico presentato dal governo, che infatti, ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sta approntando un "tavolo imprenditoriale artico" a cui siederanno "tutti i nostri principali gruppi industriali e piccole e medie imprese in settori chiave" per lanciare una "missione imprenditoriale" per la regione. I settori di interesse sono numerosi, a partire da quello energetico.  

 

L'area, infatti, è particolarmente ricca di risorse naturali: idrocarburi come gas naturale e petrolio, ma anche terre rare, oltre ad altri minerali strategici fondamentali per la transizione energetica globale. La Us Geological Survey, nel 2008, calcolava che circa il 30% del gas naturale e il 13% del petrolio ancora non scoperti a livello globale si troverebbero sepolti sotto i ghiacci artici. 

Non si tratta solo di prospettive future: l'import italiano di idrocarburi dalla regione artica ha subito una decisiva spinta negli ultimi sei anni, a partire, cioè, dall'invasione russa dell'Ucraina, con l'azzeramento delle importazioni le importazioni da Mosca e cercando, quindi, una diversificazione delle fonti.  

In questo nuovo scenario il ruolo della Norvegia è diventato centrale: le esportazioni verso l'Italia sono arrivate a coprire il 6,5% del totale delle importazioni di gas naturale nel 2023. Non a caso, Eni è tra le aziende italiane che rientra nel novero dei soggetti già attivi nella regione: la sua società controllata norvegese Vår Energi è presente con importanti operazioni offshore nel Mare del Nord, nel Mar di Norvegia e nel Mare di Barents. Lo evidenzia anche il piano del governo: Eni "ha maturato una vasta conoscenza di contesti ad alta complessità come quello artico mostrandosi molto sensibile all'impatto dei cambiamenti climatici e alla conservazione degli ecosistemi", si legge nel piano Italiano, che ricorda la più ampia collaborazione della società guidata da Claudio Descalzi con il Cnr, centrata sulle ricerche sulle trasformazioni ambientali in Artico attraverso l'istituzione e lo sviluppo del Centro di Ricerca 'Aldo Pontremoli'.  

 

Ma i riflettori sono tutti puntati sulle terre rare, cruciali nella transizione energetica europea. Il progressivo assottigliamento della coltre ghiacciata aumenterà, nel tempo, l'accessibilità di queste risorse ed il loro sfruttamento, in condizioni ambientali che però rimangono difficili; sia in ragione della natura selvatica e inospitale di molte aree artiche, sia per la sostanziale mancanza di infrastrutture, sia per la necessaria attenzione alla conservazione degli ecosistemi ambientali. Questo quindi "richiederà importanti investimenti ed un ampio ricorso a tecnologie di frontiera", si legge nel dossier elaborato dalla Farnesina, che 'schiera' Enel Green Power. 

 

"Le competenze nel settore geotermico possono essere messe direttamente a servizio dell'Artico per contribuire allo sviluppo di soluzioni energetiche pulite a livello locale ma dalle ricadute più ampie, guardando in particolare alle collaborazioni per la valorizzazione energetica della forza del vento e del mare nel rispetto dell'ecosistema artico". 

L'Italia ha dalla sua un solido know-how nel campo della geotermia (attualmente rappresenta il primo Paese geo-termoelettrico europeo, seguito dall'Islanda) e propone, in questo campo, "di sviluppare sinergie con i Paesi artici per l'applicazione di tecnologie che contribuiscano alla riduzione delle emissioni climalteranti", come fatto nel 2024 con il memorandum d'Intesa italo-islandese in materia di cooperazione nel settore dell'energia geotermica. 

 

In questo quadro, la Groenlandia gioca un ruolo chiave: la mappatura delle risorse minerarie deve, in molti casi, ancora passare dalle stime dei geologi all'esplorazione sul terreno e gli investimenti nel settore estrattivo nell'Isola Verde avranno inizialmente uno "sviluppo lento per i costi elevati e le considerazioni di impatto ambientale", ma "sono destinati a crescere in una prospettiva di medio periodo proprio per le grandi ricchezze disponibili e quelle ancora da scoprire", viene evidenziato nel piano. 

 

C'è poi il capitolo centrale della difesa, la cui attualità è tornata di forza alla ribalta sulla scia dei teatri geopolitici che vanno aprendosi su più fronti. Dal 2019 Leonardo è coinvolta attivamente nella regione partecipando al progetto 'Artic Security and Emergency Preparedness Network' (Arcsar), che riunisce forze di sicurezza, autorità civili, centri di ricerca e attori industriali dei Paesi artici e atlantici con l'obiettivo di "fronteggiare emergenze, catastrofi naturali e rischi legati alla crescente attività marittima nell'Artico". 

Legato a doppio filo, c'è tutto il dossier spazio, soprattutto le attività di osservazione satellitare, centrale per "le svariate implicazioni di sicurezza", ma anche per il monitoraggio delle attività marittime, la lotta all'inquinamento, il controllo del movimento del ghiaccio marino, le applicazioni metereologiche e le soluzioni di risposta alle emergenze. In questo campo opera attivamente e-Geos, una joint venture tra l'Agenzia Spaziale Italiana e Telespazio, che si occupa di gestire ed estrarre preziose informazioni dai dati raccolti dal sistema satellitare Cosmo-SkyMed. Inoltre, il dialogo operativo costante tra Agenzie Spaziali, finalizzato anche tramite la conclusione di specifiche intese, ha favorito la collaborazione istituzionale e l'impegno finanziario in un settore che si presenta in rapida espansione a livello globale. 

 

Infine, il fronte industriale: lo sviluppo delle rotte marittime artiche apre "notevoli prospettive" nel campo della cantieristica. Questo è particolarmente vero per l'Italia che vanta una lunga tradizione che la rende competitiva, come dimostrato dall'attività di Fincantieri in Norvegia, attraverso la sua controllata Vard, attiva nella costruzione di navi dedicate proprio all'ambiente artico, con applicazioni nelle navi da ricerca, da lavoro e per la sicurezza delle infrastrutture. 

Tra gli investimenti della società guidata da Pierroberto Folgiero, salta all'occhio l'intero segmento dell'Underwater; si tratta di un mercato in espansione, che – secondo le stime di Fincantieri – è previsto raddoppiare già solo nel periodo 2026-2030 da circa euro 22 miliardi a euro 43 miliardi, trainato sia dalla difesa, con la crescita del business 'convenzionale' (sottomarini, effettori e sistemi sonar) ma anche della richiesta di soluzioni per missioni di Mine Warfare, Isr (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) e Asw (AntiSubmarine Warfare), in risposta a minacce sempre più ibride e asimmetriche. 

E ora, anche nell'oceano artico il settore, sottolinea la Farnesina, "sta conoscendo un significativo sviluppo ed attira l'interesse di diverse altre imprese italiane, con riguardo in particolare alla subacquea, ai sistemi di immersione ed alla stessa connettività digitale per la produzione di cavi sottomarini ad alta capacità e la realizzazione di infrastrutture resilienti lungo le nuove rotte artiche". 

Non ci sono però solo le navi: anche le telecomunicazioni saranno "sempre più strategiche per mettere in connessione le persone in aree tanto remote", e i trasporti, entrambi "fondamentali per aumentare mobilità e connettività"; ancora "le costruzioni ad altissima efficienza energetica, dell'eco-design e del recupero dei materiali di scarto in un'ottica di economia circolare"; tutti settori in cui, insomma, "si potranno creare spazi di opportunità per le eccellenze italiane". (di Martina Regis) 

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Categoria: economia

00:17

Groenlandia, la nuova minaccia di Trump: "Dazi a chi non sostiene piano Usa"

(Adnkronos) - Di ora in ora le mire di Donald Trump sulla Groenlandia si fanno sempre più insistenti. A nulla valgono per ora gli sforzi europei volti a frenare l'intento del presidente americano che vuole l'isola a tutti i costi per motivi di sicurezza nazionale, dice, contro i rischi che potrebbero arrivare da Russia e Cina. L'ultima minaccia del tycoon riguarda i dazi, settore che nei mesi scorsi ha segnato una profonda spaccatura tra gli Usa e buona parte del resto del mondo. "Potrei imporre dazi ai Paesi che non ci seguono sulla Groenlandia", ha detto Trump, parlando durante la tavola rotonda sugli investimenti rurali. "Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale e quindi potrei farlo", ha aggiunto.  

Poi, parlando ai giornalisti davanti alla Casa Bianca, ha ribadito: ''Sì, stiamo parlando con la Nato" della Groenlandia, ''abbiamo un disperato bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale'' perché ''se non l'avessimo, avremmo una falla nella sicurezza nazionale''. 

Trump è ''serio'' a proposito della Groenlandia e il suo inviato speciale Jeff Landry è convinto che ''un accordo ci sarà'' perché ''ci sono già le basi'' per realizzarlo. Intervistato da Fox News, Landry ha spiegato che Trump ''ha già posto le basi. Ha detto alla Danimarca cosa sta cercando e ora si tratta di far sì che il segretario Rubio e il vicepresidente J.D. Vance raggiungano un accordo". 

Il capo del Comando congiunto artico della Danimarca ha dichiarato all'Afp che gli Stati Uniti sono stati invitati a partecipare a esercitazioni militari in Groenlandia insieme agli alleati della Nato. "Certamente, gli Usa in quanto parte della Nato sono invitati qui", ha affermato il maggiore generale Soren Andersen, a bordo di una nave della Marina danese nel porto di Nuuk, la capitale groenlandese. Andersen ha sottolineato che le esercitazioni riguardano "ciò che sta accadendo in Ucraina" e ha osservato di non aver mai visto navi russe o cinesi vicino all'isola artica, che è un territorio autonomo danese. 

Intanto è tornato a farsi sentire il Cremlino: la Groenlandia "è territorio della Danimarca". Dinanzi alle rivendicazioni degli Stati Uniti sull'isola, il portavoce Dmitry Peskov ha definito la situazione "insolita e straordinaria" per quanto riguarda il diritto internazionale, che per gli Stati Uniti "non è una priorità". 

Alcuni Paesi europei hanno già inviato militari in Groenlandia, anche se non molti. Gli Usa hanno circa 200 militari di stanza nell'isola, che è grande sette volte l'Italia. Che non manderà nessuno. "Da tempo la Difesa si interessa dell'Artico, con la Marina, l'Aeronautica, l'Esercito con esercitazioni che non sono iniziate adesso e che non sono sicuramente 15 soldati mandati in Groenlandia, mi chiedo a fare cosa? Una gita? Immaginate, 15 italiani, 15 francesi, 15 tedeschi: mi sembra l'inizio di una barzelletta. Penso sia nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, pensando sempre in ottica Nato, Onu. Io sono per allargare, non frazionare in nazioni un mondo già troppo frazionato", ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso della conferenza di presentazione del documento strategico sull'Artico.  

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha parlato della situazione in Groenlandia ''in un lungo e cordiale colloquio telefonico con il segretario di Stato americano Marco Rubio''. Come ha spiegato lo stesso Tajani su 'X', ''sulla Groenlandia ho ribadito l'importanza di garantire la sicurezza della regione artica nel quadro della Nato''. 

"La Groenlandia è un'isola di grande importanza strategica, oggi abbiamo presentato la strategia italiana per l'Artico. Il tema della sicurezza della Groenlandia è un problema che ci interessa e che deve essere garantito assolutamente dalla Nato, perché la Groenlandia vi fa parte. Non bisogna sottovalutare i rischi della Groenlandia anche in futuro e quindi è bene che la Nato sia presente. E' bene anche che l'Europa faccia la sua parte, ma non è inviando 10-15 soldati che si risolvono i problemi della sicurezza, serve una strategia, al di là delle scelte di inviare qualcuno. Noi non invieremo nessuno", ha detto Tajani a Catania, a margine di un incontro con la redazione de La Sicilia nella nuova sede del quotidiano.  

Lunedì prossimo, 19 gennaio, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, riceverà il ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, e la ministra degli Esteri della Groenlandia, Vivian Motzfeldt, nel quartier generale dell'Alleanza atlantica, a Bruxelles. Lo comunica la Nato, specificando che non sono previsti appuntamenti con la stampa.  

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Categoria: internazionale/esteri

00:16

Iran, Trump: "Mi sono convinto da solo a non attaccare"

(Adnkronos) - Alla fine l'attacco Usa all'Iran non c'è stato. Almeno per ora. "Nessuno mi ha convinto. Mi sono convinto da solo" a non attaccare l'Iran, ha detto il presidente americano, Donald Trump, parlando ai giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per la Florida, rispondendo a una domanda sul ruolo degli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno svolto nei giorni scorsi un ruolo di mediazione per cercare una soluzione diplomatica alla crisi iraniana, dopo giorni di proteste soffocate nel sangue e la morte di migliaia di dimostranti scesi in piazza contro il regime. 

Trump ha dichiarato di essersi "convinto" a rimandare un'azione militare contro l'Iran, in parte perché Teheran ha dichiarato di voler annullare le esecuzioni programmate dei manifestanti detenuti. Il presidente americano ha anche ringraziato la leadership iraniana. "Rispetto molto il fatto che tutte le impiccagioni programmate, che avrebbero dovuto aver luogo ieri (oltre 800), siano state annullate dalla leadership dell'Iran. Grazie!", ha scritto il tycoon su Truth. 

Trump e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, hanno avuto un nuovo colloquio telefonico sull'Iran, scrive Axios in esclusiva citando due proprie fonti ben informate e sottolineando che si tratta della seconda telefonata tra i due leader in due giorni per discutere della situazione iraniana. La Casa Bianca e l'ufficio del primo ministro israeliano hanno rifiutato di rilasciare dichiarazioni in merito, sottolinea Axios. 

Anche il presidente russo, Vladimir Putin, ha parlato della crisi in Iran, oltre che della situazione in Medio Oriente, con il premier israeliano Netanyahu in un colloquio telefonico, ha reso noto il Cremlino. Il presidente russo ha illustrato a Netanyahu la posizione di Mosca sull'intensificarsi degli sforzi politici e diplomatici per la stabilità in Medio Oriente e confermato la disponibilità della Russia ad avviare sforzi di mediazione per un dialogo costruttivo.  

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha ringraziato Putin per il suo sostegno alle Nazioni Unite, dove si è discusso delle proteste e della loro violenta repressione da parte del regime. Lo riferisce la presidenza iraniana, dopo il colloquio telefonico tra Pezeshkian e Putin, durante il quale il leader della Repubblica islamica ha sottolineato come sia "evidente il ruolo e il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti e dell'entità sionista negli eventi recenti in Iran". 

Intanto il figlio maggiore dell'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi, ha annunciato: ''Tornerò in Iran'' perché ''sono l'unico che può garantire la transizione'' verso un governo democratico. Pahlavi ha parlato nel corso di una conferenza stampa a Washington trasmessa sul suo account X. ''Il regime cadrà'', ha sostenuto Reza Pahlavi, che ha anche rivolto un appello alla comunità internazionale, chiedendo di ''prendere di mira'' i Guardiani della Rivoluzione'', i Pasdaran. "La Repubblica Islamica cadrà, non è una questione di 'se', ma di 'quando'", ha dichiarato. 

Pahlavi ha rivolto un appello ai manifestanti in Iran. ''Chiedo a tutti voi coraggiosi compatrioti in tutto l'Iran di alzare la voce della rabbia e di protestare da sabato 17 a lunedì 19 gennaio, esattamente alle 20, con slogan nazionali, e di mostrare al mondo che la fine di questi criminali anti-iraniani è vicina'', ha scritto su X. ''Il mondo vede il vostro coraggio e offrirà un sostegno più chiaro e concreto alla vostra rivoluzione nazionale. Vi assicuro: insieme riprenderemo l'Iran e lo ricostruiremo da capo'', ha aggiunto. 

L'Unione europea ha consigliato alle compagnie aeree europee di evitare lo spazio aereo iraniano. "La presenza e il possibile utilizzo di un'ampia gamma di armi e sistemi di difesa aerea, oltre alle imprevedibili risposte'', ''creano un rischio elevato per i voli civili che operano a tutte le altitudini e a tutti i livelli di volo", ha affermato l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea in un bollettino. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:15

Gaza, nasce il 'Board of Peace': l'annuncio di Trump, ecco chi sono i membri

(Adnkronos) - Nasce il 'Board of Peace' per Gaza. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nominato nel board per porre fine al conflitto il segretario di Stato Marco Rubio, Steve Witkoff, Jared Kushner, l'ex premier britannico Sir Tony Blair, l'ad di Apollo Management Marc Rowan, il banchiere statunitense ed ex ad di Mastercard Ajay Banga, il viceconsigliere Usa per la Sicurezza Nazionale Robert Robert Gabriel. E' quanto si legge in una nota della Casa Bianca. 

Il 'Board of Peace', sottolinea la Casa Bianca, "svolgerà un ruolo essenziale nell'attuazione di tutti i 20 punti del piano" degli Stati Uniti "fornendo supervisione strategica, mobilitando risorse internazionali e garantendo la responsabilità durante la transizione di Gaza dal conflitto alla pace e allo sviluppo". 

Ciascun membro del Consiglio Esecutivo del 'Board of Peace' "supervisionerà un portafoglio specifico, fondamentale per la stabilizzazione di Gaza e il suo successo a lungo termine, includendo, tra l'altro, il rafforzamento della capacità di governo, le relazioni regionali, la ricostruzione, l'attrazione degli investimenti, il finanziamento su larga scala e la mobilitazione di capitali". 

Gli Stati Uniti, sottolinea la Casa Bianca, restano "pienamente impegnati a sostenere questo quadro di transizione, lavorando in stretta collaborazione con Israele, i principali Paesi arabi e la comunità internazionale per raggiungere gli obiettivi del Piano Globale. Il Presidente invita tutte le parti a cooperare pienamente con l'Ncag, il Board of Peace e la Forza Internazionale di Stabilizzazione, al fine di garantire un'attuazione rapida e di successo del Piano Globale".  

Sarà lo stesso Trump a presiedere il 'Board of Peace'. Blair rappresenta una scelta controversa in Medio Oriente a causa del suo ruolo nell'invasione dell'Iraq del 2003 e lo stesso Trump aveva dichiarato lo scorso anno di voler assicurarsi che fosse una "scelta accettabile per tutti". 

Secondo il Financial Times, il presidente degli Stati Uniti vorrebbe estendere ad altre aree calde del mondo il 'Board of Peace' messo in piedi per gestire la seconda fase dell'accordo per la Striscia di Gaza. Il Financial Times cita proprie fonti e afferma che tra le zone a cui Trump vorrebbe applicare lo stesso board ci sono il Venezuela e l'Ucraina. Diplomatici occidentali e arabi, però, hanno espresso preoccupazione in merito all'idea di conferire al nuovo organismo un mandato più ampio per mediare ben oltre il Medio Oriente. Una persona informata sull'idea ha affermato al Financial Times di credere che l'Amministrazione Trump consideri il 'Board of Peace' "come un potenziale sostituto delle Nazioni Unite, una sorta di organismo parallelo non ufficiale per gestire altri conflitti oltre a Gaza". 

La proposta di ampliare il mandato del consiglio ha creato disagio negli altri governi, dato che l'organismo controllato da Trump è stato concepito per aiutare a governare l'enclave palestinese. "C'è cautela nella regione riguardo" a questa ipotesi, ha detto un diplomatico arabo, aggiungendo che l'argomento è stato discusso tra i funzionari regionali. "Questa non è una procedura normale", ha aggiunto. Un funzionario statunitense ha affermato che il 'Board of Peace' è incentrato sul conflitto tra Israele e Gaza. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:12

Il caffè fa bene al cuore? Lo studio e l'ipotesi sull'effetto protettivo

(Adnkronos) - Il caffè non è sempre dannoso per il cuore. E, secondo uno studio recente, potrebbe avere anche un effetto protettivo per soggetti a rischio. Lo studio clinico Does Eliminating Coffee Avoid Fibrillation (Decaf) ha acceso i riflettori sugli effetti della bevanda su 200 soggetti costretti a convivere con aritmia cardiaca. Il Journal of the American Medical Association ha pubblicato i risultati della ricerca, che sono stati presentati anche alla conferenza dell'American Heart Association a New Orleans. 

Solo negli Stati Uniti, la fibrillazione atriale è una condizione diagnosticata a 10 milioni di persone. Questi soggetti possono presentare palpitazioni e potenzialmente rischiano insufficienza cardiaca, coaguli di sangue e ictus. 

 

Non è insolito che i medici consiglino a chi soffre di fibrillazione atriale di interrompere il consumo di caffè contenente caffeina, che può innescare un aumento della frequenza cardiaca. I risultati dello studio, citato recentemente anche dal Guardian, potrebbero modificare il quadro complessivo. 

La ricerca, durata sei mesi, ha coinvolto in particolare individui anziani tra Stati Uniti, Canada e Australia che avevano bevuto regolarmente caffè negli ultimi cinque anni. I soggetti coinvolti nello studio sono stati divisi in maniera casuale in due gruppi: un gruppo ha ridotto l'assunzione di caffè, l'altro ha bevuto almeno una tazzina al giorno. Il monitoraggio dei partecipanti è avvenuto attraverso elettrocardiogrammi e dispositivi indossati, che hanno segnalato eventuali anomalie nel battito cardiaco. 

 

La ricerca ha evidenziato un dato che può apparire sorprendente: chi beveva caffè aveva il 17% di probabilità in meno di avere una recidiva di battito cardiaco irregolare durante lo studio. L'intervallo tra un episodio e l'altro, inoltre, si è allungato in maniera sensibile. 

Secondo il professor Marcus, cardiologo e docente presso l'Università della California a San Francisco, l'esito dello studio indica "quanto il caffè con caffeina sembri essere protettivo nel prevenire la fibrillazione atriale". La ricerca, in realtà, presenta anche limiti: è stata estesa a bevande diverse dal caffè ma contenenti caffeina e non ha valutato in maniera approfondita le differenze nelle abitudini di esercizio fisico o nella dieta dei partecipanti. 

In questo contesto, vanno evidenziate le parole della professoressa Johanna Contreras, cardiologa presso il Mount Sinai Fuster Heart Hospital di New York, alla NBC: lo studio fa ritenere che per chi soffre di fibrillazione atriale sia accettabile consumare caffè con moderazione. Ma l'esperta non si spinge ad affermare con certezza che la bevanda abbia proprietà protettive. 

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Categoria: cronaca

00:11

Cresce la moda del testosterone antiaging, funziona o fa male? Cosa dicono gli esperti

(Adnkronos) - Testosterone preso come antiaging. Dagli Usa all'Europa c'è un'impennata di popolarità tra uomini e donne per usi non approvati dell'ormone 'venduto' sempre più spesso come elisir di giovinezza.  

Era dicembre 2025 quando negli Usa un panel di esperti della Fda (Food and Drug Administration) riprendeva in mano il nodo della terapia sostitutiva del testosterone (Trt) per la salute maschile, riflettendo sull'opportunità di modifiche normative che consentissero di allentare le restrizioni e rendere questi farmaci più accessibili. Oltreoceano il tema è molto sentito, anche perché - come riporta ad esempio 'Nbc News' - queste terapie hanno registrato un'impennata di popolarità negli ultimi 5 anni circa, in gran parte tra giovani uomini che li assumono per usi non approvati, come l'aumento della massa muscolare.  

Il farmaco è ampiamente pubblicizzato sui social. E alcune cliniche del benessere e centri che si occupano di longevità propongono il testosterone come chiave per rallentare gli effetti dell'invecchiamento, anche se in realtà la stessa Fda in un 'Safety Announcement' di marzo 2025 precisava che i benefici e la sicurezza di questi farmaci non sono stati stabiliti per il trattamento dei bassi livelli di testosterone dovuti all'invecchiamento.  

Mentre il dibattito sul piano scientifico continua, basta fare una semplice ricerca sul web per intercettare proposte di 'booster', che siano integratori, rimedi fitoterapici, diete ad hoc. Con molteplici benefici sponsorizzati: energia, forza fisica, riduzione della nebbia cognitiva, anti-aging. Un trend a cui strizza l'occhio anche il fronte istituzionale. Appena pochi giorni fa, il 14 gennaio il segretario della Salute statunitense, Robert F. Kennedy Jr, intervenendo in un podcast ha dichiarato che il presidente Trump ha un livello di testosterone mai visto in un uomo di oltre 70 anni, per lodare la sua costituzione robusta e giovanile. Rfk Jr non è nuovo ad affermazioni sull'ormone sessuale maschile e tempo fa lui stesso non ha fatto mistero di assumerlo come parte di quello che definisce un protocollo anti-invecchiamento. C'è poi anche il versante femminile. A ottobre dell'anno scorso il 'New York Times Magazine' dedicava al tema un ampio servizio, spiegando che non esiste un prodotto a base di testosterone approvato dalla Fda per le donne, l'assicurazione non lo copre, molti medici non lo prescrivono, eppure è diventato un fenomeno culturale.  

Nel focus un'esperta, Stephanie Faubion della Mayo Clinic, affermava di aver visto un forte aumento del numero di donne che si rivolgono al suo studio chiedendo informazioni sul testosterone, molte delle quali si aspettano i risultati irrealistici promessi dagli influencer sui social media. "Non è un farmaco anti-invecchiamento", ha affermato la specialista. Altro episodio significativo dell'interesse crescente ha come scenario il recente Ces di Las Vegas 2026, il salone dell'elettronica di consumo, dove è stato presentato un piccolo dispositivo per la misurazione fai-da-te della concentrazione di testosterone nella saliva. Lo slogan: 'Forza + Energia'. Insomma, la tendenza ad assumere l'ormone al di fuori delle indicazioni validate dall'evidenza scientifica per trattare disturbi tipici dell'invecchiamento maschile e femminile si sta diffondendo. E non solo negli Usa, anche in Europa.  

Ma cosa ne pensano gli esperti italiani di questo trend? Diversi di loro, le cui voci sono state raccolte nell'ambito del progetto 'Fatti per capire' (di Barbara Gallavotti, realizzato dal Museo nazionale Scienza e Tecnologia di Milano), usano toni cauti. 

Il testosterone è presente sia nell'uomo che nella donna, in diverse concentrazioni e con funzioni differenti: per lui è responsabile dello sviluppo dell'apparato genitale, della comparsa dei caratteri sessuali secondari e del processo di produzione degli spermatozoi; per lei è un precursore dell'estradiolo, principale ormone sessuale femminile. In entrambi influisce su densità ossea, sviluppo di massa muscolare, tono dell'umore, libido, e con l'età la concentrazione cala progressivamente. Diversi documenti ufficiali affrontano l'argomento: secondo le linee guida della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità e della Società italiana di endocrinologia la somministrazione di testosterone all'adulto di sesso maschile, è indicata in presenza di sintomi di una sua carenza confermata dal dosaggio dell'ormone nel sangue. Le linee guida della European Society of Endocrinology puntualizzano che nelle donne in menopausa è indicato solo per il disturbo del desiderio ipoattivo, un calo persistente della libido.  

Ad oggi, spiega Rossella Nappi, ordinaria di Ginecologia e Ostetricia dell'università di Pavia e presidente della International Menopause Society, "sappiamo che una condizione di equilibrio ormonale è positiva per la salute della donna e anche per il suo benessere psicologico, perché il testosterone agisce a livello del cervello, ma manca l'evidenza scientifica che la somministrazione di questo ormone possa alleviare disturbi della menopausa come alterazioni dell'umore o nebbia cognitiva". C'è poi il nodo della misurazione: "Il dosaggio del testosterone nella saliva è inaffidabile allo stato attuale delle conoscenze - continua la ginecologa ed endocrinologa - L'unico metodo attendibile conosciuto per misurarne la concentrazione è la spettrofotometria di massa eseguita su un campione di sangue". Inoltre, per la donna "non è ancora stato possibile identificare una soglia" al di sotto della quale si manifestano sintomi da carenza di testosterone.  

Su questo fronte, riepiloga dunque Nappi, "sono necessarie ulteriori ricerche. L'unica indicazione per la quale è dimostrato un vantaggio della somministrazione di testosterone è il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo, che può accompagnare la menopausa. La diagnosi si effettua sulla base della manifestazione clinica del disturbo. Le linee guida della International Menopause Society prevedono in questo caso una dose di 300 microgrammi 2 volte a settimana sotto forma di gel transdermico per 6 mesi. Se il trattamento porta benefici si prosegue, altrimenti si interrompe. Bisogna essere molto cauti", ripete la specialista, perché un dosaggio eccessivo nella donna "può provocare effetti androgenici indesiderati come la caduta dei capelli, l'aumento della peluria e l'acne seborroica". 

"In Europa e in Italia non esistono prodotti registrati a base di testosterone formulati espressamente per la donna. Esistono solo quelli formulati per l'uomo - precisa Giuseppe Cirino, past president della Società italiana di farmacologia e ordinario di Farmacologia all'università Federico II di Napoli - Di solito, quindi, per il trattamento del disturbo sessuale ipoattivo si utilizza la formulazione per l'uomo a dose ridotta, ricordando che la concentrazione di testosterone nell'organismo maschile è pari a 10-20 volte quella nell'organismo femminile. Di recente è stato pubblicato uno studio che ha valutato l'efficacia nel trattamento di altri disturbi della menopausa, a carico dell'umore e delle funzioni cognitive. Si tratta di uno studio osservazionale, condotto su 510 donne per 4 mesi, senza il confronto con un gruppo di controllo trattato con il placebo. Al termine è stato osservato un miglioramento dei sintomi delle donne trattate, ma senza gruppo di controllo non possiamo escludere l'effetto placebo. Inoltre, il trattamento è stato troppo breve per valutare sia l'efficacia che la sicurezza".  

"L'uomo di età avanzata, che sperimenta una diminuzione fisiologica della concentrazione di testosterone e vede in questo ormone l'elisir di giovinezza, più che l'energia e la massa muscolare cerca la prestanza sessuale - prosegue Cirino - E il testosterone, prescritto dal medico nel dosaggio appropriato, può contribuire ad aumentare il suo desiderio sessuale, ma bisogna tener conto del fatto che lo stesso desiderio, l'energia e il vigore dipendono da una molteplicità di fattori, alcuni fisici, altri psicologici su cui abbiamo un controllo limitato". 

I dati epidemiologici, interviene Daniele Gianfrilli, endocrinologo andrologo, ordinario di Endocrinologia dell'università La Sapienza di Roma, "indicano che con l'avanzare dell'età nell'uomo si può verificare un abbassamento della concentrazione del testosterone che va oltre la riduzione fisiologica legata all'età e che può essere correlato a diversi problemi di salute: patologie metaboliche come l'obesità, il diabete e l'ipercolesterolemia, disfunzioni sessuali, calo delle funzioni cognitive e della massa muscolare. In presenza di queste manifestazioni, se l'analisi del sangue conferma la diminuzione del livello di testosterone, è indicata la prescrizione di una terapia ormonale sostitutiva che arreca benefici non solo al desiderio sessuale, ma anche alla salute generale. Allo stato attuale, non c'è però alcuna evidenza dell'efficacia e della sicurezza della somministrazione di questo ormone come farmaco anti-aging a soggetti sani, in assenza di una diagnosi di ipogonadismo". 

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Categoria: cronaca

00:02

Previsioni meteo, neve in arrivo al Nord e venti di Scirocco al Sud

(Adnkronos) - Neve in arrivo sull'Italia al Nord, mentre i venti di Scirocco si faranno sentire al Sud. "Sarà un periodo turbolento almeno fino a mercoledì" dice all'Adnkronos Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it. "Nelle prossime ore la perturbazione atlantica entrerà sul nostro settore occidentale portando fenomeni su Nord-Ovest, Sardegna e Sicilia. Cadrà la neve in modo diffuso sulle Alpi occidentali oltre i 1000-1200 metri ed entro la tarda mattinata di sabato qualche fenomeno guadagnerà terreno anche verso Calabria, Basilicata e Puglia, decretando l'inizio del duplice attacco perturbato dei prossimi giorni". Ci si aspetta "tanta neve in Piemonte e un forte maltempo nelle isole maggiori".  

 

"Domenica 18 gennaio, World Snow Day (Giornata mondiale della neve, ndr.), vedrà altre nevicate significative su Valle d'Aosta e Piemonte, oltre i mille metri di quota con un meteo di nuovo dal sapore invernale sul Nord-Ovest italiano; di contro, al Sud inizieranno a soffiare venti nordafricani, di Scirocco, miti e molto umidi: le piogge diverranno via via più intense sulla Sardegna orientale e su tutto il versante ionico, dal Metaponto a Siracusa - prosegue Tedici -. Questo duplice attacco continuerà lunedì, con neve fino a quote collinari al Nord-Ovest (Cuneo con 15 centimetri) e con tanto vento e tanta pioggia al Sud. Dovremo monitorare entrambi gli scenari, ma la situazione peggiore sarà quella che interesserà Sardegna, Sicilia e Calabria".  

 

"Da lunedì 19 gennaio su queste regioni avremo piogge torrenziali, venti di burrasca e mareggiate estreme con onde sotto la costa fino a 7 metri (Sicilia orientale) e al largo addirittura di 10 metri. In pratica, purtroppo, si prevede la 'tempesta perfetta' sullo Ionio, sullo Stretto di Sicilia e sul Canale di Sardegna. Si formeranno "onde altissime" e, avverte, da lunedì a mercoledì dovremo monitorare attentamente Sicilia orientale e meridionale, Calabria ionica e Sardegna". 

 

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Categoria: cronaca

22:12

Uganda, leader opposizione Bobi Wine portato via con elicottero militare

(Adnkronos) - Il leader dell'opposizione ugandese cè stato portato via dalla sua casa a bordo di un elicottero militare. Lo ha denunciato il suo partito, la National Unity Platform (Nup). "Un elicottero dell'esercito è atterrato nel complesso del presidente Bobi Wine e lo ha portato con la forza verso una destinazione sconosciuta", ha dichiarato il Nup sul suo account di X. 

La cattura di Wine, il cui vero nome è Robert Kyagulanyi, è avvenuta dopo che lo stesso leader dell'opposizione aveva dichiarato che l'esercito aveva circondato la sua casa nel quartiere di Magere, alla periferia della capitale ugandese Kampala. Wine aveva parlato di "massiccia" frode elettorale alle elezioni di giovedì. 

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Categoria: internazionale/esteri

21:20

SuperEnalotto, la combinazione vincente di oggi 16 gennaio

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del SuperEnalotto di oggi venerdì 16 gennaio 2026. In 2 hanno invece centrato il 5 incassando rispettivamente 69.741,41 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti 6 sale così a 107.400.000 euro. 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

Questa la combinazione vincente di oggi: 14, 21, 24, 52, 80, 86; Numero Jolly 57; Super Star 14. 

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Categoria: cronaca

20:58

Travolto mentre va a scuola, 14enne muore nel Torinese

(Adnkronos) - Non ce l'ha fatta il ragazzino 14enne, investito questa mattina da un'auto a San Sebastiano Po, nel Torinese, mentre cercava di raggiungere la fermata dell'autobus.  

Subito dopo l'incidente era stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato in codice rosso in ospedale a Torino, dove è deceduto nel tardo pomeriggio nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita.  

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Categoria: cronaca

19:30

'Lady Golpe', chiesto processo per calunnia

(Adnkronos) - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Donatella Di Rosa, nota come 'Lady Golpe', per l'accusa di calunnia nei confronti dell'ex colonnello del Ros Massimo Giraudo. La donna tra febbraio e aprile 2024 aveva presentato querela e reso dichiarazioni ai pm, riferendo che il colonnello, "dopo averla contattata per motivi di lavoro, le aveva inviato su WhatsApp messaggi dal contenuto sessuale esplicito e dal carattere molestatorio, proponendole incontri e pratiche sessuali estreme", si legge nel capo di imputazione, e "incolpava, sapendolo innocente, il colonnello Giraudo di porre in essere nei suoi confronti condotte persecutorie e moleste". 

Accuse che avevano portato all’iscrizione di un procedimento a carico di Giraudo. Di Rosa inoltre avrebbe “alterato” le prove dell’innocenza di Giraudo “poiché cancellava dal proprio telefono cellulare, nella chat con Giraudo, circa 200 messaggi in modo da alterare il senso complessivo delle conversazioni intercorse tra loro, in particolare facendo apparire i messaggi di Giraudo, isolati dal reale contesto caratterizzato da affettuosità e confidenze reciproche e consensuali, molesti e imposti alla Di Rosa contro la sua volontà”. 

Il pm ha indicato come parte offesa l’’ex colonnello del Ros, assistito dall’avvocato Roberto De Vita. Il gip alla luce della richiesta della procura ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 14 maggio. Nel 1993 Donatella Di Rosa, ex moglie di un colonnello della Folgore, fece delle dichiarazioni alla stampa, poi rivelatesi infondate, su un presunto colpo di Stato progettato a cavallo degli anni Ottanta e Novanta da alcuni militari, tra cui l'ex marito e per questo fu ribattezzata ‘Lady Golpe’. “Fallisce miseramente il tentativo di delegittimare uno dei più importanti investigatori italiani - commenta all’Adnkronos l’avvocato De Vita - protagonista di indagini di mafia e di stragi, a cui la storia recente della Repubblica deve moltissimo per la difesa della democrazia e della giustizia”. 

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Categoria: cronaca

19:29

E' morto Tony Dallara, da 'Come prima' a 'Romantica' cambiò la canzone italiana

(Adnkronos) - Il cantante Tony Dallara, pseudonimo di Antonio Lardera, è morto oggi all'età di 89 anni. La notizia della scomparsa è stata appresa dall'Adnkronos da ambienti musicali. Il suo nome resta legato a una lunga serie di successi entrati nella storia della canzone, da "Come prima" a "Romantica", da "Ti dirò" fino a "Bambina, bambina", brani che dalla fine degli anni Cinquanta segnarono una svolta nello stile interpretativo e nel gusto del pubblico. Dallara, uno dei primi "urlatori", è stato protagonista assoluto della musica leggera italiana tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, uno degli interpreti più popolari della sua generazione, capace di segnare un'epoca con uno stile vocale innovativo e una serie di successi entrati nella storia della canzone italiana. 

Nato a Campobasso il 30 giugno 1936, ultimo di cinque figli, Antonio Lardera cresce a Milano, dove la famiglia si trasferisce quando è ancora bambino. Il padre, Battista Lardera, ex corista del Teatro alla Scala, gli trasmette fin da giovanissimo l'amore per la musica. Dopo la scuola dell'obbligo inizia a lavorare come barista e poi come impiegato, ma la passione per il canto prende presto il sopravvento. Comincia così a esibirsi nei locali milanesi con alcuni gruppi vocali, tra cui i Rocky Mountains, che diventeranno in seguito I Campioni, condividendo i palchi cittadini con altri giovani destinati a segnare un’epoca. 

In quegli anni Tony Dallara guarda con attenzione alla musica americana, in particolare a Frankie Laine e ai Platters, rimanendo colpito dallo stile del loro solista Tony Williams. È proprio ispirandosi a quel modo di cantare, potente e ritmicamente innovativo, che Dallara rielabora il repertorio melodico italiano, introducendo una vocalità nuova, più intensa e moderna rispetto alla tradizione dominante. 

La svolta arriva nel 1957, quando viene assunto come fattorino all'etichetta discografica Music. Il direttore Walter Guertler lo ascolta cantare quasi per caso, va a sentirlo esibirsi al Santa Tecla di Milano e decide di metterlo sotto contratto. È Guertler a suggerirgli il nome d'arte "Dallara", ritenendo "Lardera" poco musicale, e a fargli incidere "Come prima", brano già presentato senza successo alla commissione del Festival di Sanremo nel 1955. 

Pubblicata alla fine del 1957, "Come prima" diventa in pochi mesi un fenomeno discografico senza precedenti. Il 45 giri scala rapidamente la hit-parade italiana, rimanendo per settimane al primo posto e vendendo circa 300mila copie, un record per l'epoca. Il successo travalica i confini nazionali, raggiungendo le classifiche dei Paesi Bassi e del Belgio. Il brano diventa un evergreen internazionale e viene inciso anche dai Platters nella versione inglese. A Dallara viene cucita addosso l'etichetta di "urlatore", simbolo di una generazione che si allontana dalla tradizione melodica di cantanti come Claudio Villa o Luciano Tajoli per guardare ai modelli statunitensi. 

Tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta, nonostante il servizio militare, Dallara pubblica una lunga serie di successi: "Ti dirò", "Brivido blu", "Non partir", "Ghiaccio bollente", "Julia". Parallelamente si affaccia al cinema, partecipando a film che raccontano il nascente mondo della musica giovanile, come "I ragazzi del juke-box" di Lucio Fulci, accanto ad artisti quali Adriano Celentano, Fred Buscaglione e Gianni Meccia. 

Il 1960 segna il momento più alto della sua carriera. Tony Dallara vince il Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel con "Romantica", brano che trionfa anche a Canzonissima. "Romantica" diventa il suo più grande successo, viene tradotto in numerose lingue - persino in giapponese - e consacra definitivamente la sua popolarità anche all'estero. Nello stesso anno prende parte a nuovi film musicali, confermando il suo ruolo centrale nello spettacolo italiano dell'epoca. 

Nel 1961 torna a Sanremo in coppia con Gino Paoli con "Un uomo vivo" e conquista nuovamente Canzonissima con "Bambina, bambina", che rappresenta l'ultimo grande exploit commerciale della sua carriera discografica. Sempre nello stesso periodo incide "La novia", che resta per settimane al primo posto delle classifiche italiane e ottiene ottimi riscontri anche all'estero. 

A partire dal 1962, con il mutare dei gusti del pubblico e l'affermarsi del beat, la popolarità di Dallara inizia progressivamente a diminuire. L'artista tenta nuove strade musicali, partecipa ancora a Sanremo e ad altre manifestazioni, ma senza riuscire a ripetere i successi degli anni d’oro. La televisione e la radio, lentamente, si allontanano da lui. 

Negli anni Settanta Tony Dallara decide di ritirarsi dalla scena musicale e di dedicarsi a un'altra grande passione: la pittura. Espone le sue opere in diverse gallerie, conquistando la stima del mondo artistico e stringendo un rapporto di amicizia con Renato Guttuso. È un periodo lontano dai riflettori, ma ricco di soddisfazioni personali. Dagli inizi degli anni Ottanta, complice il revival della musica italiana, Dallara torna a esibirsi dal vivo, soprattutto nei mesi estivi, riproponendo i suoi grandi successi. Incide nuove versioni dei brani storici, partecipa a programmi televisivi e rimane una presenza riconoscibile dello spettacolo italiano. Negli anni Novanta e Duemila continua a collaborare con altri artisti, senza mai interrompere il legame con il suo pubblico. Negli ultimi anni aveva affrontato gravi problemi di salute, arrivando a trascorrere anche un lungo periodo in coma. Nonostante ciò, nel 2024 era tornato in televisione, partecipando a "Domenica In", dove aveva emozionato il pubblico cantando dal vivo "Romantica", "Come prima" e "Ti dirò". (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

19:27

Strage di Bologna, le motivazioni della Cassazione: "Accertato contributo Bellini, suo alibi falso"

(Adnkronos) - “È stata ampiamente accertata la presenza di Bellini sul luogo del delitto subito dopo lo scoppio dell'ordigno esplosivo. Presenza che il ricorrente ha contrastato allegando un alibi dimostratosi non solo falso, ma organizzato previamente in modo ‘raffinato’ ed eseguito ‘abilmente’ nei minimi particolari in vista dello specifico contributo che il ricorrente avrebbe offerto per la realizzazione del delitto e degli altrettanto specifici ‘pericoli’ che egli doveva contrastare (essere visto sul posto al momento dello scoppio)”. È quanto scrivono i giudici della sesta sezione penale della Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 1 luglio hanno confermato l’ergastolo per l'ex esponente di Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, accusato di concorso nella strage di Bologna del 2 agosto 1980, in cui morirono 85 persone e oltre 200 rimasero ferite. 

I supremi giudici, con la sentenza, hanno confermato anche le condanne per gli altri due imputati che avevano presentato il ricorso contro la sentenza d'appello di Bologna: si tratta dell'ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel, accusato di depistaggio e condannato a sei anni di reclusione, e Domenico Catracchia, ex amministratore di condominio in via Gradoli, a Roma, accusato di false informazioni al pm al fine di sviare le indagini, condannato a quattro anni. Rigettando il ricorso della difesa e accogliendo quanto chiesto nella requisitoria dal sostituto procuratore generale della Cassazione Antonio Balsamo, i supremi giudici sottolineano nelle motivazioni come “la sentenza impugnata sia pervenuta all'affermazione di responsabilità di Bellini attraverso una ricostruzione indiziaria rigorosa, priva di illogicità manifeste, fondata su elementi dimostrativi dotati dello spessore indicato dall'art. 192 del codice penale e nel rispetto dei principi di diritto che regolano la valutazione della prova indiziaria”. 

In particolare, si legge nella sentenza di 109 pagine, “il contributo concorsuale di Bellini è stato indicato e vagliato dalla sentenza impugnata, secondo i canoni rigorosi indicati dalla giurisprudenza di legittimità, ed è consistito in un'attività essenziale nella commissione del delitto: il trasporto dell'esplosivo. Convergevano su tale punto l'intercettazione di Carlo Maria Maggi e le dichiarazioni di Gianfranco Maggi e Dino Bartoli, confortate dalla storia criminale di Bellini (che disponeva di un preciso canale privilegiato in esponenti della destra estremista anche per ottenere esplosivi, la cui provenienza era stata ritenuta ‘compatibile’ con l'esplosivo utilizzato nella strage). La partecipazione alla strage di Bellini trovava ulteriori elementi di supporto, tutti tra loro concordanti: le dichiarazioni di Triestina Tommasi; l'incontro con Picciafuoco, la militanza di Bellini in Avanguardia Nazionale, i suoi rapporti con la destra eversiva militarmente organizzata, con i servizi di sicurezza e segreti deviati e con il procuratore della Repubblica Ugo Sisti nonché le coperture e le protezioni ricevute anche da apparati istituzionali, in Italia ed all'estero, prima e dopo la strage” scrivono i supremi giudici. 

Ricostruendo la vicenda, i giudici della Cassazione sottolineano che la sentenza della Corte di assise di appello ha stabilito che “l'esecuzione materiale della strage di Bologna” è “imputabile ad un commando terroristico composto da più cellule costituite a loro volta da più soggetti provenienti da varie organizzazioni eversive di destra, uniti dal comune obiettivo di destabilizzare l'ordine democratico o, comunque, anche da soggetti legati ad apparati istituzionali ‘deviati’ disponibili a partecipare a gravissime operazioni delittuose per ricevere in contropartita agevolazioni, protezioni ed anche compensi in denaro; tra tali soggetti vi era senza ombra di dubbio il latitante Paolo Bellini – si legge - la cui presenza alla stazione di Bologna al momento della strage era finalizzata a trasportare, consegnare e collocare quantomeno parte dell'esplosivo utilizzato oppure, a voler prescindere dal trasporto, dalla consegna e dalla collocazione dell'esplosivo, a fornire un materiale supporto all'azione degli altri compartecipi, nella piena consapevolezza che presso la sala di aspetto di seconda classe sarebbe stato collocato un micidiale ordigno; gli autori materiali della strage sono stati coordinati nella esecuzione da funzionari dei servizi segreti e da altri esponenti di apparati dello Stato ‘deviati’, che a loro volta hanno risposto alle direttive dei vertici della Loggia P2, il cui capo indiscusso Licio Gelli ha sia direttamente finanziato la strage, sia organizzato ripetutamente operazioni di depistaggio, anche mediatico”.  

Secondo la Corte di Appello, “per ritenere colpevole Paolo Bellini era sufficiente e necessaria la prova che egli avesse consapevolmente arrecato un concreto contributo ad un piano criminoso che si prefiggeva di uccidere indiscriminatamente innumerevoli persone (compresi bambini), seminando terrore e sgomento in tutto il Paese e tale prova agli atti sussisteva al di là di ogni ragionevole dubbio in quanto la accertata inequivocabilmente presenza di Paolo Bellini, che si era per tale ragione appositamente precostituito un articolatissimo ‘alibi’, alla stazione di Bologna al momento della strage era finalizzata a trasportare, consegnare e collocare quantomeno parte dell'esplosivo utilizzato, oppure, a prescindere dal trasporto, dalla consegna e dalla collocazione dell'esplosivo, a fornire un materiale supporto all'azione degli altri compartecipi, nella piena consapevolezza – si legge - che presso la sala di aspetto di seconda classe sarebbe stato collocato un micidiale ordigno”. 

Intanto lo scorso gennaio è diventata definitiva la condanna all’ergastolo anche per l’ex Nar Gilberto Cavallini, accusato di aver fornito alloggio a Francesca Mambro, Giusva Fioravanti e Luigi Ciavardini, nella fase immediatamente alla strage, di aver falsificato il documento intestato a Flavio Caggiula, consegnato da Ciavardini a Fioravanti, e di aver messo a disposizione un’auto per raggiungere il luogo della strage. 

“Questa sentenza conferma quello che avevamo sempre detto cioè che la strage è stata organizzata e finanziata dai vertici della loggia massonica P2, è stata protetta dai vertici dei servizi segreti italiani ed eseguita da terroristi fascisti appartenenti a varie sigle”. Così all’Adnkronos Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, commenta le motivazioni depositate oggi, della sentenza della Cassazione che lo scorso luglio ha confermato l’ergastolo per l'ex esponente di Avanguardia Nazionale, Paolo Bellini. 

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Categoria: cronaca

19:26

Amadeus torna in Rai? Di Liberatore chiarisce: "Nessun dialogo in cantiere"

(Adnkronos) - Amadeus di nuovo in Rai? "Per adesso non c'è stato proprio nulla. In questo momento non abbiamo messo in cantiere ulteriori dialoghi", così il Direttore Intrattenimento Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, chiarisce le indiscrezioni circolate su un possibile ritorno del conduttore. Incontrato in piazza di Spagna a Roma, a margine della spot 'Tutti cantano Sanremo', Di Liberatore ha smentito così i rumors su un possibile ritorno del conduttore alla guida del nuovo spettacolo musicale 'Mirror' che sarebbe dovuto partire a marzo. 

Il direttore ha precisato che il progetto è in una fase talmente embrionale da non aver ancora affrontato il tema della conduzione. "Non ci eravamo nemmeno arrivati, diciamo, alla conduzione", ha spiegato. "Ci siamo fermati soltanto ad analizzare gli ingredienti e i sapori che potevano stare all'interno di uno spettacolo di questo tipo". Proprio a causa di questa fase di sviluppo, la partenza del programma, inizialmente prevista per marzo, è stata posticipata.  

"Ci stiamo lavorando, non so se ce la facciamo a farlo a fine maggio o lo spostiamo in autunno", ha confermato Di Liberatore, motivando la decisione con la necessità di "incastrare con quelli che sono gli impegni degli artisti" e di individuare "un momento di palinsesto un pochino più performante". La strategia attuale, ha concluso il direttore, è focalizzata altrove: "Quello che stiamo facendo è concentrarci bene sui programmi in essere e allo stesso tempo potenziare i programmi e puntare sui talent che abbiamo a disposizione, che per noi sono veramente un fiore all'occhiello". 

Parlando di Sanremo, invece, il Direttore Intrattenimento Prime Time Rai ha spiegato che è ancora presto per pensare a chi sostituirà Carlo Conti l'anno prossimo alla conduzione e direzione artistica. "In questo momento ci stiamo concentrando solo sul festival 2026, perché è importante farlo bene e questo è l'obiettivo", ha dichiarato Di Liberatore. Alla conduzione 2027 del festival, dunque, "andremo a pensarci subito dopo, ora è bene proteggere il festival". 

Sollecitato sull'ipotesi di una riconferma di Conti, Di Liberatore non ha usato mezzi termini: "Carlo? Stiamo parlando di un diamante per quanto riguarda l'azienda, quindi figurati. Per noi fa parte del patrimonio dell'azienda". Il direttore Rai è poi entrato nel merito del lavoro specifico per l'edizione alle porte, manifestando grande fiducia. "Carlo sta facendo un ottimo lavoro, con un festival equilibrato ma ricco allo stesso tempo, basato sul ritorno delle canzoni belle. Credo che stia facendo proprio un ottimo lavoro", ha concluso. 

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Categoria: spettacoli

19:18

Iran, opposizioni in piazza a Roma. Conte: "Mancata unità Parlamento? Non a causa nostra"

(Adnkronos) - E' gremita piazza del Campidoglio per la manifestazione indetta da Amnesty e Donna Vita Libertà a sostegno dei dissidenti in Iran. Elly Schlein, Giuseppe Conte con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli restano ai piedi del palco. C'è anche Riccardo Magi, più in là. Restano scorie dopo le tensioni in Parlamento sulla risoluzione bipartisan sull'Iran su cui i 5 Stelle si sono astenuti presentando un loro testo. "Sbaglia chi rompe l'unità", ribadisce il leader di Più Europa che insieme ai riformisti dem ha stigmatizzato la scelta dei pentastellati.  

Distinguo su cui Schlein non si sofferma. La segretaria si intrattiene con Conte e i leader di Avs a favore di telecamere. Progressisti compatti sull'Iran? "Noi ci siamo sempre stati. Il Pd è sempre stato al fianco del movimento Donna Vita Libertà", risponde la segretaria del Pd ai cronisti. In piazza tanti esponenti dem da Nicola Zingaretti a Matteo Orfini e Michela De Biase. C'è anche il riformista Filippo Sensi. Interviene dal palco il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Con Conte ci sono anche Vittoria Baldino, Francesco Silvestri e Stefania Ascari, tra gli altri.  

Il leader M5S ribatte a chi accusa i 5 Stelle di aver fatto mancare la compattezza in Parlamento: una "strumentalizzazione", dice. "Abbiamo detto dall'inizio che eravamo assolutamente d'accordo con la mozione che è stata presentata. Abbiamo chiesto soltanto un impegno in più, cioè una condanna verso opzioni militari unilaterali al di fuori del quadro del diritto internazionale. La compattezza non ci è stata dimostrata su questo ulteriore impegno, che per noi è essenziale. Perché ieri c'è stato il Venezuela, domani c'è la Groenlandia... Se continuiamo così si sfascia tutto l'ordine mondiale. Non mi sembra una questione secondaria". E poi rivolto alla maggioranza attacca: "Ci sono esponenti del centrodestra qui oggi? Siamo qui e io non li ho visti. Io non ho capito quale sia la posizione del centrodestra".  

"È importantissimo per noi essere qua - dice Schlein - a dare piena solidarietà e supporto al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà. Serve che la comunità internazionale e l'Unione europea usino ogni leva diplomatica e facciano ogni sforzo per isolare il regime. Siamo qui per sottolineare il supporto alla autodeterminazione del popolo iraniano". Ieri in commissione Esteri il Pd - tranne la riformista Lia Quartapelle - ha votato a favore anche dei punti della risoluzione M5S, oltre che quella bipartisan che è stata approvata.  

Stessa scelta da Avs. "Sono risoluzioni che condannano la repressione in Iran, condannano il regime sanguinario degli Ayatollah e questo è un elemento importante, però non pensiamo che il bombardamento degli Stati Uniti d'America possa risolvere. Il rischio è che ci possa essere quello che è accaduto in Iraq e in Libia, ovvero una situazione di guerra civile", osserva Bonelli. Argomenti che non convincono Magi: "In Italia, sarebbe stato importante avere un segnale unitario del Parlamento italiano. Purtroppo non c'è stato perché c'è sempre chi deve fare un posizionamento personale o di partito in più''.  

Critiche a cui ribatte Fratoianni: "Siamo tutti e tutte insieme e lo siamo non da oggi, lo dico a chi dalle parti del centrodestra gioca in modo strumentale accusandoci di ambiguità. Noi abbiamo sottoscritto e votato entrambe le risoluzioni, condividiamo la risoluzione che è stata fatta da tutti e da tutte le forze politiche, e naturalmente condividiamo anche la necessità di esprimersi in modo molto chiaro contro qualsiasi ipotesi di intervento militare straniero. I richiami all'unanimità, l'unità nazionale sono spesso un po' pelosi. L'unità si costruisce sui fatti".  

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Categoria: politica

19:05

Federica Torzullo scomparsa da Anguillara, nuovi sopralluoghi: trovati dei guanti monouso

(Adnkronos) - Proseguono le ricerche di Federica Torzullo, la 41enne di Anguillara Sabazia, scomparsa lo scorso 8 gennaio. Questa mattina verso le 10, i carabinieri hanno effettuato un nuovo sopralluogo alla ditta di Claudio Carlomagno, dove ieri pomeriggio erano stati effettuati dei controlli anche ai vari mezzi da lavoro presenti nel piazzale. Oggi, venerdì 16 gennaio, le ricerche si sono concentrate invece sull'area boschiva vicino al piazzale, scandagliandola con metal detector e scavando in alcuni punti. 

Verso le 13, i carabinieri invece sono arrivati nell'area della discarica frequentata dal marito della 41enne scomparsa. carabinieri, raggiunti poco dopo anche dalla squadra rilievi tecnico scientifici del nucleo investigativo dei carabinieri di Ostia, hanno iniziato a scavare prima con le pale e poi, verso le 16, con le ruspe alla ricerca di tracce utili a ritrovare la 41enne. Sarebbero stati repertati anche dei guanti monouso, trovati all'esterno della discarica.  

 

"Mi sto avvalendo della collaborazione di questi miei compagni di avventure. Siamo tutti cacciatori, siamo pratici. Siamo in giro da stamattina alle 6" dice Stefano Torzullo, padre di Federica, alla trasmissione di Retequattro Quarto Grado. "Da venerdì mattina non abbiamo notizie - prosegue Torzullo - è qualcosa che non si può descrivere. Mia figlia dicono che fosse bravissima sul lavoro, con il figlio era attentissima. Io devo trovare mia figlia a tutti i costi. Fosse l’ultima cosa che faccio nella mia vita. Del resto, non mi interessa niente". Sui messaggi che la madre di Federica ha ricevuto dal suo cellulare la mattina della scomparsa, Torzullo spiega: "Non sappiamo chi li ha mandati quei messaggi che sono arrivati". 

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Categoria: cronaca

18:42

Sicurezza, Gasparri: "Supportiamo Piantedosi, suoi provvedimenti esemplari". Le reazioni all'intervista Adnkronos

(Adnkronos) - "Stiamo supportando da tempo il lavoro di Matteo Piantedosi, come ministro dell'Interno. I suoi interventi, i suoi provvedimenti e la sua azione sono esemplari". Lo dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, commentando l'intervista del ministro dell'Interno all'Adnkronos sui temi di principale attualità politica, a cominciare dall'emergenza sicurezza. 

"Stiamo anche collaborando in vista dell'esame parlamentare del prossimo decreto-legge, teso a rafforzare i provvedimenti per i presidi di sicurezza - dice Gasparri - Siamo in piena sintonia anche sul fatto che finché non ci saranno forze dell'ordine che possano sostituire i militari, l'operazione ‘strade sicure’ debba andare avanti nelle città italiane con l'impegno delle forze armate. Per Forza Italia quello della sicurezza è un obiettivo prioritario. Quando si parla di diritti, infatti, bisogna ricordarsi che il primo diritto è quello di essere vivi, sicuri nella propria casa, con la propria famiglia, nella propria città. La vera politica dei diritti è quella del diritto alla sicurezza e alla libertà". 

"Condividiamo in pieno l'approccio, il pragmatismo e l'impostazione culturale del ministro Piantedosi, che abbiamo già apprezzato quando era prefetto e ha sempre avuto un visione chiara delle necessità del nostro Paese'', dice all'Adnkronos il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi.  

''Per quanto riguarda Forza Italia - sottolinea - noi vogliamo che ci sia maggiore sicurezza e attenzione alla microcriminalità, che quotidianamente impaurisce le persone che si muovono per le strade". Nevi si sofferma sul futuro dell'operazione 'Strade Sicure': ''Certamente, la presenza dei poliziotti e dei carabinieri deve essere aumentata, ma nel frattempo non dobbiamo sguarnire il territorio anche dei militari, almeno fino a quando non ci sarà più disponibilità delle Forze dell'Ordine''. 

Il senatore Alberto Balboni, responsabile sicurezza di Fratelli d'Italia, sottolinea che ''la sicurezza per noi, come ha detto Piantedosi, resta sempre una priorità assoluta e tuttavia la situazione negli ultimi tempi non è peggiorata, è, seppur faticosamente, migliorata: i reati sono diminuiti nel 2025 3,5% in meno. Rispetto a 10 anni fa, anche gli omicidi, ma anche tutti gli altri reati, sono diminuiti. Ci sono certamente delle criticità, ma bisogna lavorare seriamente senza farsi trascinare da allarmismi, perché gli allarmismi non aiutano a risolvere i problemi. Su questo lo condivido perfettamente''. 

All'opposizione che parla di ''ennesimo, inutile pacchetto sicurezza'', Balboni replica: ''Dicevano che era inutile anche tutto ciò che abbiamo fatto finora, eppure ha funzionato. Poi è vero, c'è un'emergenza, soprattutto per quanto riguarda le bande giovanili, è una novità degli ultimi tempi questa recrudescenza così forte di delinquenza giovanile. Noi stiamo approntando parecchie misure proprio per fronteggiare questa emergenza, per lavorare sia sul lato della prevenzione, responsabilizzando di più le famiglie e adottando ulteriori misure per impedire la vendita di armi da taglio, anche online, ai ragazzi, abbassiamo a 12 anni le misure di prevenzione, facciamo tutto ciò che è necessario per contrastare questo nuovo fenomeno. Poi, se qualcuno pensa di avere la bacchetta magica - conclude il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato - bisognerebbe chiedergli perché non l'ha usata quando governava lui''.  

''Apprezziamo le parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che ha definito ‘fiore all’occhiello’ Strade Sicure, l’operazione avviata nel 2008 con il suo predecessore Roberto Maroni, che ricordiamo sempre con grande stima e affetto. Per la Lega l’impiego dei militari dell’Esercito Italiano nelle nostre strade, stazioni e punti sensibili è ormai diventato parte integrante del sistema di pubblica sicurezza italiano, indispensabile per proteggere i nostri cittadini e il nostro Paese, anche per il futuro'', commenta Eugenio Zoffili, capogruppo della Lega in commissione Difesa alla Camera.  

''Ne parleremo mercoledì mattina in Commissione difesa alla Camera, quando verrà avviato l’iter della risoluzione della Lega per l’aumento del numero dei militari dell’Esercito Italiano e dove metteremo nero su bianco il mantenimento e il potenziamento dell’Operazione con almeno 3000 soldati in più''. 

Di "piena sintonia con la linea espressa dal ministro Piantedosi sulla sicurezza e sul contrasto all’immigrazione illegale" parla Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati. "Condividiamo l’impostazione - sottolinea - e daremo il nostro contributo in Parlamento perché le nuove norme siano approvate".  

"Nessuna svolta repressiva, solo l’esigenza - aggiunge il leader centrista - di un più efficace contrasto alla criminalità e di una seria risposta alla richiesta di maggiore protezione e tutela che arriva dai cittadini. Abbiamo detto che è una priorità, manteniamo l'impegno". 

“La sicurezza è una priorità del governo Meloni, come dimostrano le parole del ministro Piantedosi”, afferma Michaela Biancofiore, capogruppo al Senato di Civici d’Italia, Nm, Udc, Maie. "Il rafforzamento degli organici di polizia in strada - aggiunge l’esponente centrista - è necessario per contrastare fenomeni di violenza, come quelli di cui abbiamo letto nei giorni scorsi".  

"È evidente, però, che se chi vive di illegalità è cittadino straniero che non ha titolo per stare in Italia, e che magari aveva già precedenti con la giustizia, è lasciato libero di delinquere sulle basi di cavilli normativi o grazie al furore ideologico dell’accoglienza indiscriminata dei migranti irregolari assistiamo a un cortocircuito. Per questo il contrasto ai trafficanti di esseri umani, con interventi anche in mare, non può essere interpretato come una norma contro le Ong. Mentre le espulsioni - sottolinea - devono essere permesse e non bloccate da giudici politicizzati. Anche i centri in Albania, anche in questo caso osteggiati dalle opposizioni con l’aiuto di certa magistratura, funzioneranno, dopo l’entrata in vigore dei regolamenti Ue”.  

“Il governo Meloni - conclude Biancofiore - propone soluzioni per fronteggiare il tema della sicurezza, su cui come ha giustamente sottolineato Piantedosi ‘non c’è emergenza’, mentre l’opposizione continua ad essere vittima delle sue contraddizioni”. 

Secondo Vittoria Baldino, deputata del Movimento 5 Stelle, "Piantedosi nega l'emergenza sicurezza perché il responsabile dell'emergenza è lui, essendo il titolare dell'ordine pubblico e della sicurezza del nostro Paese. Per molto meno l'attuale presidente del Consiglio e l'attuale vicepremier hanno chiesto le dimissioni dei ministri dell'Interno precedenti. I numeri sulla sicurezza nelle città sono impietosi, abbiamo paura, e mi ci metto anch'io in quanto donna, a camminare da sole per strada, a prendere una metro, un treno".  

"Purtroppo tutto quello che sanno fare è negare il fatto che ci sia un problema sicurezza o scaricare la responsabilità sugli altri, in realtà loro sono andati al governo promettendo legge e ordine, ma quello che viviamo è la fotografia di quello che non stanno facendo - aggiunge - Hanno raccolto l'indignazione dei sindacati delle forze dell'ordine che hanno parlato di legge di bilancio che le ha penalizzate e hanno detto che per il governo la sicurezza è solo uno slogan". 

In merito all'ampia convergenza auspicata dal ministro dell'Interno sul nuovo pacchetto sicurezza, Baldino sostiene che "si ostinano a farci pensare che attraverso una legge, un decreto si possa risolvere un problema che invece si deve risolvere con l'attenzione, la cura, la programmazione d'investimenti per i presidi del nostro territorio, con l'illuminazione delle nostre città senza tagliare fondi ai comuni, cosa che invece stanno facendo. Non è con un decreto, lo abbiamo già visto e sperimentato, che si risolvono i problemi, avvertiti come emergenza dai cittadini".  

Le opposizioni, nei loro precedenti governi, non hanno stanziato risorse per rimediare ai pensionamenti e al turn over nelle forze dell'ordine? "Ci sono le Olimpiadi, loro sono campioni olimpici nello scaricabarile - risponde la deputata dei pentastellati - Piantedosi stesso, in quanto titolare del dicastero, sa benissimo leggendo i dati che i governi Conte hanno fatto delle assunzioni straordinarie, cose che loro non stanno facendo". "Si mettessero a lavorare, che sono a fine mandato, piuttosto che parlare", conclude Baldino. 

Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs in commissione Affari costituzionali, commenta: "Il ministro Piantedosi conferma con la sua intervista che nel nostro Paese non esiste una emergenza sicurezza, sottolinea anche che i reati sono in calo, eppure la destra vuole imporre l’ennesimo decreto che prevede una stretta repressiva micidiale. Notiamo che non riesce proprio a pronunciare la parola Casapound, si occupa solo di quei centri sociali che negli anni hanno creato comunità e aggregazione virtuose mentre agita lo spauracchio dell’immigrato". 

"Le norme contro i ricongiungimenti familiari e i minori non accompagnati sono un distillato di disumanità. Il tema sicurezza è molto importante e delicato nella società contemporanea per essere gestito con il cinismo e la strumentalità di questa destra”, conclude Zaratti.  

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Categoria: politica

18:25

Il salto con gli sci a Milano Cortina 2026: regole e programma

(Adnkronos) - Saltare con gli sci ai piedi, per diventare immortali grazie ad alcune delle cartoline più belle delle prossime Olimpiadi invernali. Sarà Predazzo (provincia autonoma di Trento), in Val di Fiemme, a ospitare le gare di salto con gli sci di Milano Cortina 2026. Tra le discipline più spettacolari della rassegna a cinque cerchi, questo sport è presente alle Olimpiadi da Chamonix 1924. E ha sempre regalato adrenalina pura.  

Intanto, qualche linea guida. In questo sport, l'atleta scivola lungo una rampa, la pista di lancio, da cui si stacca poi in volo per atterrare più lontano possibile dal trampolino. Per la classifica (e dunque il podio) conta non solo la lunghezza del salto, ma anche lo stile dell'esecuzione (dalla stabilità degli sci durante il salto al bilanciamento, passando per posizione del corpo e atterraggio. 

Quando inizia la storia olimpica del salto con gli sci? Questa disciplina ha esordito ai Giochi a Chamonix 1924, con il trampolino lungo maschile. In seguito, sono entrati nel programma il trampolino normale maschile (1964, a Innsbruck), l’evento a squadre maschile (1988, Calgary), il trampolino normale femminile (2014, Sochi) e la gara a squadre miste (2022, Pechino). A Milano Cortina 2026 sarà introdotta la prova femminile individuale dal trampolino lungo e il super team uomini, che sostituirà la gara a squadre maschile. A Milano Cortina, il teatro delle gare sarà il Predazzo Ski Jumping Stadium. 

Come si svolgeranno le gare di salto con gli sci a Milano Cortina 2026? Le competizioni si articoleranno in sei eventi: l'individuale trampolino piccolo donne, l'individuale trampolino grande donne, l'individuale trampolino piccolo uomini, l'individuale trampolino grande uomini, il super team uomini e la gara a squadre mista. 

Nelle gare individuali, prima della finale ci sarà una prova per stabilire l'ordine di partenza. La finale consisterà in due salti. Tutti i 50 atleti parteciperanno al primo salto, con i migliori 30 'promossi' al secondo. La classifica finale verrà fuori dalla somma dei punteggi dei due salti, assegnati dai giudici. 

Nell'evento super team maschile ogni nazione schiererà due atleti divisi in due gruppi. La gara si svilupperà in tre salti. Dopo il primo salto solo le prime dodici squadre andranno al secondo salto, mentre i migliori otto dopo il secondo salto parteciperanno al salto finale. 

Nella gara a squadre miste ogni nazione competerà con due uomini e due donne. La gara si articola in due salti e le atlete e gli atleti sono divisi in quattro gruppi. Dopo il primo salto, le prime otto squadre parteciperanno al salto finale (come visto nel super team maschile). 

In tutte le discipline, il risultato della performance verrà stabilito dalla lunghezza del salto effettuato e dallo stile dell'esecuzione, valutato dai giudici. 

Ecco il programma delle gare di salto con gli sci a Milano Cortina 2026:  

Giovedì 5 febbraio  

Ore 17, Trampolino piccolo donne - All. uff. 1 

Ore 20, Trampolino piccolo uomini - All. uff. 1 

Venerdì 6 febbraio  

Ore 9 Trampolino piccolo donne - All. uff. 2 

Sabato 7 febbraio  

Ore 17:45 Ind. NH donne - Turno di prova 

Ore 18:45, Individuale NH donne - 1° turno 

Ore 19:57, Individuale NH donne - Finale 

Domenica 8 febbraio  

Ore 16:30, Trampolino piccolo donne - All. uff. 3 

Ore 19, Trampolino piccolo uomini - All. uff. 2 

Lunedì 9 febbraio  

Ore 18, Ind. NH uomini - Turno di prova 

Ore 19, Individuale NH uomini - 1° turno 

Ore 20:12, Individuale NH uomini - Turno finale 

Martedì 10 febbraio  

Ore 17:30, gara a squadre mista - Turno di prova 

Ore 18:45, gara a squadre mista - 1° turno 

Ore 20, gara a squadre mista - Finale 

Giovedì 12 febbraio  

Ore 17, Trampolino grande donne - All. uff. 1 

Ore 20, Trampolino grande uomini - All. uff. 1 

Venerdì 13 febbraio  

Ore 18:30, Trampolino grande uomini - All. uff. 2 

Sabato 14 febbraio  

Ore 9, Trampolino grande donne - All. uff. 2 

Ore 17:30, Ind. LH uomini - Turno di prova 

Ore 18:45, Individuale LH uomini - 1° turno 

Ore 19:57, Individuale LH uomini - Turno finale 

Domenica 15 febbraio  

Ore 11:30, Trampolino grande uomini - All. uff. 3 

Ore 17:30, Ind. LH donne - Turno di prova 

Ore 18:45, Individuale LH donne - 1° turno 

Ore 19:57 Ind. trampolino grande donne - Finale 

Lunedì 16 febbraio  

Ore 18, Super team uomini - Turno di prova 

Ore 19 Super team uomini - 1º turno 

Ore 19:43 Super team uomini - 2º turno 

Ore 20:20 Super team uomini - Finale 

L'Italia non ha mai vinto medaglie olimpiche nel salto con gli sci. Ad oggi, i migliori risultati azzurri sono il 7° posto di Ivan Lunardi nel trampolino grande ad Albertville 1992 per le gare maschili e il 5° posto di Evelyn Insam dal trampolino normale a Sochi 2014 per le gare femminili. Il miglior risultato di squadra è invece l'8° posto a Lillehammer 1994 (con Ivo Pertile, Andrea Cecon, Roberto Cecon, Ivan Lunardi).  

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Categoria: milano-cortina-2026/discipline

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01:33

Ucraina, il bluff della Russia e l'avanzata che non c'è: i numeri smentiscono Putin

(Adnkronos) - Vladimir Putin alza la posta e continua a raccontare una guerra che non c'è. La Russia ha aggredito l'Ucraina quasi 4 anni fa e descrive, anche all'inizio del 2026, un quadro che non trova riscontri sul campo. "Avanziamo ovunque", il messaggio che arriva sistematicamente da Mosca. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nelle ultime ore ha affermato che "il corridoio decisionale" per l'Ucraina "si sta restringendo". 

Kiev, secondo la Russia, è spalle al muro e le difese si stanno sgretolando. Il presidente Volodymyr Zelensky, quindi, dovrebbe piegarsi alle richieste di Mosca per chiudere il conflitto, concedendo ben più di quanto è previsto dal piano che Ucraina e Stati Uniti stanno discutendo. 

I dati, però, evidenziano che le ambizioni russe non sono fondate. Le difese ucraine non sono sull'orlo del collasso e le forze di Kiev sono state in grado di impedire alle forze russe di raggiungere militarmente l'obiettivo di Putin di sottomettere tutta l'Ucraina, sottolinea l'Institute for the study of war (Isw), think tank americano che monitora quotidianamente il conflitto. 

 

Gli analisti ricordano che al top della propria avanzata, nel marzo 2022, le forze russe avevano conquistato il 26,16% dell'Ucraina. La successiva controffensiva per respingere le forze da Kiev e dall'Ucraina settentrionale ha ridotto questa quota al 20,21% alla fine di aprile 2022. Il controllo territoriale della Russia ha continuato a diminuire al 17,84% alla fine del 2022, dopo le azioni condotte dai reparti di Kiev a Kharkiv e Kherson. Il controllo degli invasori sull'Ucraina è rimasto sostanzialmente costante nel 2023, 2024 e 2025.  

L'esercito di Putin controllava tra il 17,9 e il 18,52% dell'Ucraina nel 2023 e nel 2024. La percentuale è salita al 19,32% alla fine del 2025, con un progresso pari all'1,5% negli ultimi 3 anni di combattimenti. L'avanzata, alla fine, è stata estremamente limitata, poiché l'esercito aggressore ha dovuto ricorrere ad assalti guidati dalla fanteria, con perdite altissime in termini di uomini e mezzi. Non c'è stata una costante capacità di ripristinare la manovra meccanizzata sul campo di battaglia. "È probabile che i progressi russi continueranno ad essere lenti e faticosi, difficilmente porteranno a un rapido crollo della linea del fronte", la sintesi dell'Isw. 

 

Eppure, la strategia di Mosca a livello di comunicazione non cambia. Il capo di Stato Maggiore, Valery Gerasimov, continua a fornire informazioni che non trovano riscontri. Nell'ultimo aggiornamento, Gerasimov ha affermato che le forze russe stanno avanzando praticamente in tutte le direzioni del fronte e che i tentativi ucraini di fermare l'ondata sono falliti. 

In particolare, secondo il generale, le truppe russe avrebbero conquistato oltre 300 chilometri quadrati di territorio nelle prime due settimane di gennaio 2026. Tutto falso, o quasi: l'Isw, sulla base di riscontri, sostiene che l'esercito invasore abbia aumentato la presenza (attraverso missioni di infiltrazione o assalti) in soli 73,82 chilometri quadrati tra il 31 dicembre e il 13 gennaio. In pratica, tre quarti dei successi vantati da Gerasimov non esistono. 

Gerasimov ha affermato che le forze russe stanno espandendo la zona cuscinetto negli oblast settentrionali di Sumy e Kharkiv, grazie in particolare alla conquista dei villaggi di Hrabovske e Komarivka. In realtà, osserva l'Isw, ka linea del fronte in queste aree è rimasta in gran parte inattiva per anni e i recenti attacchi russi tra la fine di dicembre 2025 e la metà di gennaio 2026 avevano solo obiettivi di propaganda. Il Cremlino sta cercando di presentare queste azioni di portata limitata come l'apertura di un nuovo settore del fronte: in realtà non c'è nessun segnale relativo ad una massiccia offensiva imminente. 

 

Il caso più recente di informazione 'gonfiata' riguarda la conquista di Kupyansk. La città, nella migliore delle ipotesi per Mosca, è terreno di combattimenti. Non c'è il controllo da parte dei reparti di Mosca e persino i milblogger russi - che raccontano la guerra con informazioni spesso non fornite dalle autorità - hanno riconosciuto che le ripetute affermazioni del comando militare russo su Kupyansk sono prive di fondamento. Lo schema, alla fine, è sempre lo stesso: diffondere la falsa narrazione secondo cui una vittoria russa in Ucraina è inevitabile per convincere Kiev e l'Occidente che Zelensky dovrebbe accettare subito le richieste di Putin per evitare condizioni peggiori. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:19

Influenza 2026, il virologo: "Fase acuta superata ma numeri alti per un altro mese"

(Adnkronos) - L'influenza K lascia il segno anche a metà gennaio 2026, ma i dati autorizzano a sperare che il peggio sia passato. L'ondata di virus continua a mettere al letto migliaia di italiani, mentre i dati indicano un trend apparentemente incoraggiante. "L'incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 5 gennaio all'11 gennaio, è stata pari a 13,3 casi per 1.000 assistiti, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 14,1", commenta il bollettino settimanale RespiVirNet dell'Istituto superiore di sanità. 

In attesa di ulteriori elementi, che emergeranno nelle prossime settimane, il report fa notare che "l'intensità è molto alta in Basilicata, alta in Abruzzo, Sicilia e Sardegna, media nelle Marche, nel Lazio, in Molise e in Puglia, bassa in tutte le altre regioni eccetto Campania e Calabria, i cui dati non sono disponibili". 

 

In generale, "la fase acuta dell'ondata di virus influenzali dovrebbe essere superata, ma con che velocità scende la curva dei casi e come si abbasserà lo possiamo solo supporre dalla analisi degli anni precedenti. Va detto che i numeri rimarranno significativi ancora per 3-4 settimane, quindi è anche possibile che si arrivi a sfiorare i 14-15 milioni totali di contagi come in passato", dice all'Adnkronos Salute il virologo Mauro Pistello, direttore dell'Unità di Virologia dell'azienda ospedaliera universitaria di Pisa, vicepresidente della Società italiana di microbiologia.  

"E' una stagione influenzale partita forte con 3-4 settimane di anticipo - prosegue il virologo - che ha dato una coda di accessi al pronto soccorso e un numero considerevole di polmoniti. Abbiamo visto anche molte doppie infezioni - con Covid o rinovirus - che potrebbero essere una delle cause di quadri più complessi. In più c'è il predominio della variante K che è abbastanza aggressiva, si trasmette facilmente e sembra allungare anche i tempi di recupero. Vediamo che l'H3N2 viene contratto più dai giovani, mentre l'H1N1 più dagli over 50. Però sono ottimista che potremmo esserci lasciati il peggio alle spalle", conclude Pistello.  

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Categoria: cronaca

00:19

Groenlandia e Artico, l'Italia prepara la strategia: da terre rare a petrolio, le opportunità

(Adnkronos) - Dalle infrastrutture alle rinnovabili, dall'industria della difesa e delle navi alle terre rare, l'Artico - mentre Donald Trump punta ad annettere la Groenlandia agli Stati Uniti per motivi di 'sicurezza nazionale' - è una possibilità economica che apre nuovi scenari di sviluppo per il tessuto delle aziende italiane. 

È uno dei pilastri su cui poggia il Piano per l'Artico presentato dal governo, che infatti, ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sta approntando un "tavolo imprenditoriale artico" a cui siederanno "tutti i nostri principali gruppi industriali e piccole e medie imprese in settori chiave" per lanciare una "missione imprenditoriale" per la regione. I settori di interesse sono numerosi, a partire da quello energetico.  

 

L'area, infatti, è particolarmente ricca di risorse naturali: idrocarburi come gas naturale e petrolio, ma anche terre rare, oltre ad altri minerali strategici fondamentali per la transizione energetica globale. La Us Geological Survey, nel 2008, calcolava che circa il 30% del gas naturale e il 13% del petrolio ancora non scoperti a livello globale si troverebbero sepolti sotto i ghiacci artici. 

Non si tratta solo di prospettive future: l'import italiano di idrocarburi dalla regione artica ha subito una decisiva spinta negli ultimi sei anni, a partire, cioè, dall'invasione russa dell'Ucraina, con l'azzeramento delle importazioni le importazioni da Mosca e cercando, quindi, una diversificazione delle fonti.  

In questo nuovo scenario il ruolo della Norvegia è diventato centrale: le esportazioni verso l'Italia sono arrivate a coprire il 6,5% del totale delle importazioni di gas naturale nel 2023. Non a caso, Eni è tra le aziende italiane che rientra nel novero dei soggetti già attivi nella regione: la sua società controllata norvegese Vår Energi è presente con importanti operazioni offshore nel Mare del Nord, nel Mar di Norvegia e nel Mare di Barents. Lo evidenzia anche il piano del governo: Eni "ha maturato una vasta conoscenza di contesti ad alta complessità come quello artico mostrandosi molto sensibile all'impatto dei cambiamenti climatici e alla conservazione degli ecosistemi", si legge nel piano Italiano, che ricorda la più ampia collaborazione della società guidata da Claudio Descalzi con il Cnr, centrata sulle ricerche sulle trasformazioni ambientali in Artico attraverso l'istituzione e lo sviluppo del Centro di Ricerca 'Aldo Pontremoli'.  

 

Ma i riflettori sono tutti puntati sulle terre rare, cruciali nella transizione energetica europea. Il progressivo assottigliamento della coltre ghiacciata aumenterà, nel tempo, l'accessibilità di queste risorse ed il loro sfruttamento, in condizioni ambientali che però rimangono difficili; sia in ragione della natura selvatica e inospitale di molte aree artiche, sia per la sostanziale mancanza di infrastrutture, sia per la necessaria attenzione alla conservazione degli ecosistemi ambientali. Questo quindi "richiederà importanti investimenti ed un ampio ricorso a tecnologie di frontiera", si legge nel dossier elaborato dalla Farnesina, che 'schiera' Enel Green Power. 

 

"Le competenze nel settore geotermico possono essere messe direttamente a servizio dell'Artico per contribuire allo sviluppo di soluzioni energetiche pulite a livello locale ma dalle ricadute più ampie, guardando in particolare alle collaborazioni per la valorizzazione energetica della forza del vento e del mare nel rispetto dell'ecosistema artico". 

L'Italia ha dalla sua un solido know-how nel campo della geotermia (attualmente rappresenta il primo Paese geo-termoelettrico europeo, seguito dall'Islanda) e propone, in questo campo, "di sviluppare sinergie con i Paesi artici per l'applicazione di tecnologie che contribuiscano alla riduzione delle emissioni climalteranti", come fatto nel 2024 con il memorandum d'Intesa italo-islandese in materia di cooperazione nel settore dell'energia geotermica. 

 

In questo quadro, la Groenlandia gioca un ruolo chiave: la mappatura delle risorse minerarie deve, in molti casi, ancora passare dalle stime dei geologi all'esplorazione sul terreno e gli investimenti nel settore estrattivo nell'Isola Verde avranno inizialmente uno "sviluppo lento per i costi elevati e le considerazioni di impatto ambientale", ma "sono destinati a crescere in una prospettiva di medio periodo proprio per le grandi ricchezze disponibili e quelle ancora da scoprire", viene evidenziato nel piano. 

 

C'è poi il capitolo centrale della difesa, la cui attualità è tornata di forza alla ribalta sulla scia dei teatri geopolitici che vanno aprendosi su più fronti. Dal 2019 Leonardo è coinvolta attivamente nella regione partecipando al progetto 'Artic Security and Emergency Preparedness Network' (Arcsar), che riunisce forze di sicurezza, autorità civili, centri di ricerca e attori industriali dei Paesi artici e atlantici con l'obiettivo di "fronteggiare emergenze, catastrofi naturali e rischi legati alla crescente attività marittima nell'Artico". 

Legato a doppio filo, c'è tutto il dossier spazio, soprattutto le attività di osservazione satellitare, centrale per "le svariate implicazioni di sicurezza", ma anche per il monitoraggio delle attività marittime, la lotta all'inquinamento, il controllo del movimento del ghiaccio marino, le applicazioni metereologiche e le soluzioni di risposta alle emergenze. In questo campo opera attivamente e-Geos, una joint venture tra l'Agenzia Spaziale Italiana e Telespazio, che si occupa di gestire ed estrarre preziose informazioni dai dati raccolti dal sistema satellitare Cosmo-SkyMed. Inoltre, il dialogo operativo costante tra Agenzie Spaziali, finalizzato anche tramite la conclusione di specifiche intese, ha favorito la collaborazione istituzionale e l'impegno finanziario in un settore che si presenta in rapida espansione a livello globale. 

 

Infine, il fronte industriale: lo sviluppo delle rotte marittime artiche apre "notevoli prospettive" nel campo della cantieristica. Questo è particolarmente vero per l'Italia che vanta una lunga tradizione che la rende competitiva, come dimostrato dall'attività di Fincantieri in Norvegia, attraverso la sua controllata Vard, attiva nella costruzione di navi dedicate proprio all'ambiente artico, con applicazioni nelle navi da ricerca, da lavoro e per la sicurezza delle infrastrutture. 

Tra gli investimenti della società guidata da Pierroberto Folgiero, salta all'occhio l'intero segmento dell'Underwater; si tratta di un mercato in espansione, che – secondo le stime di Fincantieri – è previsto raddoppiare già solo nel periodo 2026-2030 da circa euro 22 miliardi a euro 43 miliardi, trainato sia dalla difesa, con la crescita del business 'convenzionale' (sottomarini, effettori e sistemi sonar) ma anche della richiesta di soluzioni per missioni di Mine Warfare, Isr (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) e Asw (AntiSubmarine Warfare), in risposta a minacce sempre più ibride e asimmetriche. 

E ora, anche nell'oceano artico il settore, sottolinea la Farnesina, "sta conoscendo un significativo sviluppo ed attira l'interesse di diverse altre imprese italiane, con riguardo in particolare alla subacquea, ai sistemi di immersione ed alla stessa connettività digitale per la produzione di cavi sottomarini ad alta capacità e la realizzazione di infrastrutture resilienti lungo le nuove rotte artiche". 

Non ci sono però solo le navi: anche le telecomunicazioni saranno "sempre più strategiche per mettere in connessione le persone in aree tanto remote", e i trasporti, entrambi "fondamentali per aumentare mobilità e connettività"; ancora "le costruzioni ad altissima efficienza energetica, dell'eco-design e del recupero dei materiali di scarto in un'ottica di economia circolare"; tutti settori in cui, insomma, "si potranno creare spazi di opportunità per le eccellenze italiane". (di Martina Regis) 

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Categoria: economia

00:17

Groenlandia, la nuova minaccia di Trump: "Dazi a chi non sostiene piano Usa"

(Adnkronos) - Di ora in ora le mire di Donald Trump sulla Groenlandia si fanno sempre più insistenti. A nulla valgono per ora gli sforzi europei volti a frenare l'intento del presidente americano che vuole l'isola a tutti i costi per motivi di sicurezza nazionale, dice, contro i rischi che potrebbero arrivare da Russia e Cina. L'ultima minaccia del tycoon riguarda i dazi, settore che nei mesi scorsi ha segnato una profonda spaccatura tra gli Usa e buona parte del resto del mondo. "Potrei imporre dazi ai Paesi che non ci seguono sulla Groenlandia", ha detto Trump, parlando durante la tavola rotonda sugli investimenti rurali. "Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale e quindi potrei farlo", ha aggiunto.  

Poi, parlando ai giornalisti davanti alla Casa Bianca, ha ribadito: ''Sì, stiamo parlando con la Nato" della Groenlandia, ''abbiamo un disperato bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale'' perché ''se non l'avessimo, avremmo una falla nella sicurezza nazionale''. 

Trump è ''serio'' a proposito della Groenlandia e il suo inviato speciale Jeff Landry è convinto che ''un accordo ci sarà'' perché ''ci sono già le basi'' per realizzarlo. Intervistato da Fox News, Landry ha spiegato che Trump ''ha già posto le basi. Ha detto alla Danimarca cosa sta cercando e ora si tratta di far sì che il segretario Rubio e il vicepresidente J.D. Vance raggiungano un accordo". 

Il capo del Comando congiunto artico della Danimarca ha dichiarato all'Afp che gli Stati Uniti sono stati invitati a partecipare a esercitazioni militari in Groenlandia insieme agli alleati della Nato. "Certamente, gli Usa in quanto parte della Nato sono invitati qui", ha affermato il maggiore generale Soren Andersen, a bordo di una nave della Marina danese nel porto di Nuuk, la capitale groenlandese. Andersen ha sottolineato che le esercitazioni riguardano "ciò che sta accadendo in Ucraina" e ha osservato di non aver mai visto navi russe o cinesi vicino all'isola artica, che è un territorio autonomo danese. 

Intanto è tornato a farsi sentire il Cremlino: la Groenlandia "è territorio della Danimarca". Dinanzi alle rivendicazioni degli Stati Uniti sull'isola, il portavoce Dmitry Peskov ha definito la situazione "insolita e straordinaria" per quanto riguarda il diritto internazionale, che per gli Stati Uniti "non è una priorità". 

Alcuni Paesi europei hanno già inviato militari in Groenlandia, anche se non molti. Gli Usa hanno circa 200 militari di stanza nell'isola, che è grande sette volte l'Italia. Che non manderà nessuno. "Da tempo la Difesa si interessa dell'Artico, con la Marina, l'Aeronautica, l'Esercito con esercitazioni che non sono iniziate adesso e che non sono sicuramente 15 soldati mandati in Groenlandia, mi chiedo a fare cosa? Una gita? Immaginate, 15 italiani, 15 francesi, 15 tedeschi: mi sembra l'inizio di una barzelletta. Penso sia nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, pensando sempre in ottica Nato, Onu. Io sono per allargare, non frazionare in nazioni un mondo già troppo frazionato", ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso della conferenza di presentazione del documento strategico sull'Artico.  

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha parlato della situazione in Groenlandia ''in un lungo e cordiale colloquio telefonico con il segretario di Stato americano Marco Rubio''. Come ha spiegato lo stesso Tajani su 'X', ''sulla Groenlandia ho ribadito l'importanza di garantire la sicurezza della regione artica nel quadro della Nato''. 

"La Groenlandia è un'isola di grande importanza strategica, oggi abbiamo presentato la strategia italiana per l'Artico. Il tema della sicurezza della Groenlandia è un problema che ci interessa e che deve essere garantito assolutamente dalla Nato, perché la Groenlandia vi fa parte. Non bisogna sottovalutare i rischi della Groenlandia anche in futuro e quindi è bene che la Nato sia presente. E' bene anche che l'Europa faccia la sua parte, ma non è inviando 10-15 soldati che si risolvono i problemi della sicurezza, serve una strategia, al di là delle scelte di inviare qualcuno. Noi non invieremo nessuno", ha detto Tajani a Catania, a margine di un incontro con la redazione de La Sicilia nella nuova sede del quotidiano.  

Lunedì prossimo, 19 gennaio, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, riceverà il ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, e la ministra degli Esteri della Groenlandia, Vivian Motzfeldt, nel quartier generale dell'Alleanza atlantica, a Bruxelles. Lo comunica la Nato, specificando che non sono previsti appuntamenti con la stampa.  

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Categoria: internazionale/esteri

00:16

Iran, Trump: "Mi sono convinto da solo a non attaccare"

(Adnkronos) - Alla fine l'attacco Usa all'Iran non c'è stato. Almeno per ora. "Nessuno mi ha convinto. Mi sono convinto da solo" a non attaccare l'Iran, ha detto il presidente americano, Donald Trump, parlando ai giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per la Florida, rispondendo a una domanda sul ruolo degli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno svolto nei giorni scorsi un ruolo di mediazione per cercare una soluzione diplomatica alla crisi iraniana, dopo giorni di proteste soffocate nel sangue e la morte di migliaia di dimostranti scesi in piazza contro il regime. 

Trump ha dichiarato di essersi "convinto" a rimandare un'azione militare contro l'Iran, in parte perché Teheran ha dichiarato di voler annullare le esecuzioni programmate dei manifestanti detenuti. Il presidente americano ha anche ringraziato la leadership iraniana. "Rispetto molto il fatto che tutte le impiccagioni programmate, che avrebbero dovuto aver luogo ieri (oltre 800), siano state annullate dalla leadership dell'Iran. Grazie!", ha scritto il tycoon su Truth. 

Trump e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, hanno avuto un nuovo colloquio telefonico sull'Iran, scrive Axios in esclusiva citando due proprie fonti ben informate e sottolineando che si tratta della seconda telefonata tra i due leader in due giorni per discutere della situazione iraniana. La Casa Bianca e l'ufficio del primo ministro israeliano hanno rifiutato di rilasciare dichiarazioni in merito, sottolinea Axios. 

Anche il presidente russo, Vladimir Putin, ha parlato della crisi in Iran, oltre che della situazione in Medio Oriente, con il premier israeliano Netanyahu in un colloquio telefonico, ha reso noto il Cremlino. Il presidente russo ha illustrato a Netanyahu la posizione di Mosca sull'intensificarsi degli sforzi politici e diplomatici per la stabilità in Medio Oriente e confermato la disponibilità della Russia ad avviare sforzi di mediazione per un dialogo costruttivo.  

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha ringraziato Putin per il suo sostegno alle Nazioni Unite, dove si è discusso delle proteste e della loro violenta repressione da parte del regime. Lo riferisce la presidenza iraniana, dopo il colloquio telefonico tra Pezeshkian e Putin, durante il quale il leader della Repubblica islamica ha sottolineato come sia "evidente il ruolo e il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti e dell'entità sionista negli eventi recenti in Iran". 

Intanto il figlio maggiore dell'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi, ha annunciato: ''Tornerò in Iran'' perché ''sono l'unico che può garantire la transizione'' verso un governo democratico. Pahlavi ha parlato nel corso di una conferenza stampa a Washington trasmessa sul suo account X. ''Il regime cadrà'', ha sostenuto Reza Pahlavi, che ha anche rivolto un appello alla comunità internazionale, chiedendo di ''prendere di mira'' i Guardiani della Rivoluzione'', i Pasdaran. "La Repubblica Islamica cadrà, non è una questione di 'se', ma di 'quando'", ha dichiarato. 

Pahlavi ha rivolto un appello ai manifestanti in Iran. ''Chiedo a tutti voi coraggiosi compatrioti in tutto l'Iran di alzare la voce della rabbia e di protestare da sabato 17 a lunedì 19 gennaio, esattamente alle 20, con slogan nazionali, e di mostrare al mondo che la fine di questi criminali anti-iraniani è vicina'', ha scritto su X. ''Il mondo vede il vostro coraggio e offrirà un sostegno più chiaro e concreto alla vostra rivoluzione nazionale. Vi assicuro: insieme riprenderemo l'Iran e lo ricostruiremo da capo'', ha aggiunto. 

L'Unione europea ha consigliato alle compagnie aeree europee di evitare lo spazio aereo iraniano. "La presenza e il possibile utilizzo di un'ampia gamma di armi e sistemi di difesa aerea, oltre alle imprevedibili risposte'', ''creano un rischio elevato per i voli civili che operano a tutte le altitudini e a tutti i livelli di volo", ha affermato l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea in un bollettino. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:15

Gaza, nasce il 'Board of Peace': l'annuncio di Trump, ecco chi sono i membri

(Adnkronos) - Nasce il 'Board of Peace' per Gaza. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nominato nel board per porre fine al conflitto il segretario di Stato Marco Rubio, Steve Witkoff, Jared Kushner, l'ex premier britannico Sir Tony Blair, l'ad di Apollo Management Marc Rowan, il banchiere statunitense ed ex ad di Mastercard Ajay Banga, il viceconsigliere Usa per la Sicurezza Nazionale Robert Robert Gabriel. E' quanto si legge in una nota della Casa Bianca. 

Il 'Board of Peace', sottolinea la Casa Bianca, "svolgerà un ruolo essenziale nell'attuazione di tutti i 20 punti del piano" degli Stati Uniti "fornendo supervisione strategica, mobilitando risorse internazionali e garantendo la responsabilità durante la transizione di Gaza dal conflitto alla pace e allo sviluppo". 

Ciascun membro del Consiglio Esecutivo del 'Board of Peace' "supervisionerà un portafoglio specifico, fondamentale per la stabilizzazione di Gaza e il suo successo a lungo termine, includendo, tra l'altro, il rafforzamento della capacità di governo, le relazioni regionali, la ricostruzione, l'attrazione degli investimenti, il finanziamento su larga scala e la mobilitazione di capitali". 

Gli Stati Uniti, sottolinea la Casa Bianca, restano "pienamente impegnati a sostenere questo quadro di transizione, lavorando in stretta collaborazione con Israele, i principali Paesi arabi e la comunità internazionale per raggiungere gli obiettivi del Piano Globale. Il Presidente invita tutte le parti a cooperare pienamente con l'Ncag, il Board of Peace e la Forza Internazionale di Stabilizzazione, al fine di garantire un'attuazione rapida e di successo del Piano Globale".  

Sarà lo stesso Trump a presiedere il 'Board of Peace'. Blair rappresenta una scelta controversa in Medio Oriente a causa del suo ruolo nell'invasione dell'Iraq del 2003 e lo stesso Trump aveva dichiarato lo scorso anno di voler assicurarsi che fosse una "scelta accettabile per tutti". 

Secondo il Financial Times, il presidente degli Stati Uniti vorrebbe estendere ad altre aree calde del mondo il 'Board of Peace' messo in piedi per gestire la seconda fase dell'accordo per la Striscia di Gaza. Il Financial Times cita proprie fonti e afferma che tra le zone a cui Trump vorrebbe applicare lo stesso board ci sono il Venezuela e l'Ucraina. Diplomatici occidentali e arabi, però, hanno espresso preoccupazione in merito all'idea di conferire al nuovo organismo un mandato più ampio per mediare ben oltre il Medio Oriente. Una persona informata sull'idea ha affermato al Financial Times di credere che l'Amministrazione Trump consideri il 'Board of Peace' "come un potenziale sostituto delle Nazioni Unite, una sorta di organismo parallelo non ufficiale per gestire altri conflitti oltre a Gaza". 

La proposta di ampliare il mandato del consiglio ha creato disagio negli altri governi, dato che l'organismo controllato da Trump è stato concepito per aiutare a governare l'enclave palestinese. "C'è cautela nella regione riguardo" a questa ipotesi, ha detto un diplomatico arabo, aggiungendo che l'argomento è stato discusso tra i funzionari regionali. "Questa non è una procedura normale", ha aggiunto. Un funzionario statunitense ha affermato che il 'Board of Peace' è incentrato sul conflitto tra Israele e Gaza. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:12

Il caffè fa bene al cuore? Lo studio e l'ipotesi sull'effetto protettivo

(Adnkronos) - Il caffè non è sempre dannoso per il cuore. E, secondo uno studio recente, potrebbe avere anche un effetto protettivo per soggetti a rischio. Lo studio clinico Does Eliminating Coffee Avoid Fibrillation (Decaf) ha acceso i riflettori sugli effetti della bevanda su 200 soggetti costretti a convivere con aritmia cardiaca. Il Journal of the American Medical Association ha pubblicato i risultati della ricerca, che sono stati presentati anche alla conferenza dell'American Heart Association a New Orleans. 

Solo negli Stati Uniti, la fibrillazione atriale è una condizione diagnosticata a 10 milioni di persone. Questi soggetti possono presentare palpitazioni e potenzialmente rischiano insufficienza cardiaca, coaguli di sangue e ictus. 

 

Non è insolito che i medici consiglino a chi soffre di fibrillazione atriale di interrompere il consumo di caffè contenente caffeina, che può innescare un aumento della frequenza cardiaca. I risultati dello studio, citato recentemente anche dal Guardian, potrebbero modificare il quadro complessivo. 

La ricerca, durata sei mesi, ha coinvolto in particolare individui anziani tra Stati Uniti, Canada e Australia che avevano bevuto regolarmente caffè negli ultimi cinque anni. I soggetti coinvolti nello studio sono stati divisi in maniera casuale in due gruppi: un gruppo ha ridotto l'assunzione di caffè, l'altro ha bevuto almeno una tazzina al giorno. Il monitoraggio dei partecipanti è avvenuto attraverso elettrocardiogrammi e dispositivi indossati, che hanno segnalato eventuali anomalie nel battito cardiaco. 

 

La ricerca ha evidenziato un dato che può apparire sorprendente: chi beveva caffè aveva il 17% di probabilità in meno di avere una recidiva di battito cardiaco irregolare durante lo studio. L'intervallo tra un episodio e l'altro, inoltre, si è allungato in maniera sensibile. 

Secondo il professor Marcus, cardiologo e docente presso l'Università della California a San Francisco, l'esito dello studio indica "quanto il caffè con caffeina sembri essere protettivo nel prevenire la fibrillazione atriale". La ricerca, in realtà, presenta anche limiti: è stata estesa a bevande diverse dal caffè ma contenenti caffeina e non ha valutato in maniera approfondita le differenze nelle abitudini di esercizio fisico o nella dieta dei partecipanti. 

In questo contesto, vanno evidenziate le parole della professoressa Johanna Contreras, cardiologa presso il Mount Sinai Fuster Heart Hospital di New York, alla NBC: lo studio fa ritenere che per chi soffre di fibrillazione atriale sia accettabile consumare caffè con moderazione. Ma l'esperta non si spinge ad affermare con certezza che la bevanda abbia proprietà protettive. 

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Categoria: cronaca

00:11

Cresce la moda del testosterone antiaging, funziona o fa male? Cosa dicono gli esperti

(Adnkronos) - Testosterone preso come antiaging. Dagli Usa all'Europa c'è un'impennata di popolarità tra uomini e donne per usi non approvati dell'ormone 'venduto' sempre più spesso come elisir di giovinezza.  

Era dicembre 2025 quando negli Usa un panel di esperti della Fda (Food and Drug Administration) riprendeva in mano il nodo della terapia sostitutiva del testosterone (Trt) per la salute maschile, riflettendo sull'opportunità di modifiche normative che consentissero di allentare le restrizioni e rendere questi farmaci più accessibili. Oltreoceano il tema è molto sentito, anche perché - come riporta ad esempio 'Nbc News' - queste terapie hanno registrato un'impennata di popolarità negli ultimi 5 anni circa, in gran parte tra giovani uomini che li assumono per usi non approvati, come l'aumento della massa muscolare.  

Il farmaco è ampiamente pubblicizzato sui social. E alcune cliniche del benessere e centri che si occupano di longevità propongono il testosterone come chiave per rallentare gli effetti dell'invecchiamento, anche se in realtà la stessa Fda in un 'Safety Announcement' di marzo 2025 precisava che i benefici e la sicurezza di questi farmaci non sono stati stabiliti per il trattamento dei bassi livelli di testosterone dovuti all'invecchiamento.  

Mentre il dibattito sul piano scientifico continua, basta fare una semplice ricerca sul web per intercettare proposte di 'booster', che siano integratori, rimedi fitoterapici, diete ad hoc. Con molteplici benefici sponsorizzati: energia, forza fisica, riduzione della nebbia cognitiva, anti-aging. Un trend a cui strizza l'occhio anche il fronte istituzionale. Appena pochi giorni fa, il 14 gennaio il segretario della Salute statunitense, Robert F. Kennedy Jr, intervenendo in un podcast ha dichiarato che il presidente Trump ha un livello di testosterone mai visto in un uomo di oltre 70 anni, per lodare la sua costituzione robusta e giovanile. Rfk Jr non è nuovo ad affermazioni sull'ormone sessuale maschile e tempo fa lui stesso non ha fatto mistero di assumerlo come parte di quello che definisce un protocollo anti-invecchiamento. C'è poi anche il versante femminile. A ottobre dell'anno scorso il 'New York Times Magazine' dedicava al tema un ampio servizio, spiegando che non esiste un prodotto a base di testosterone approvato dalla Fda per le donne, l'assicurazione non lo copre, molti medici non lo prescrivono, eppure è diventato un fenomeno culturale.  

Nel focus un'esperta, Stephanie Faubion della Mayo Clinic, affermava di aver visto un forte aumento del numero di donne che si rivolgono al suo studio chiedendo informazioni sul testosterone, molte delle quali si aspettano i risultati irrealistici promessi dagli influencer sui social media. "Non è un farmaco anti-invecchiamento", ha affermato la specialista. Altro episodio significativo dell'interesse crescente ha come scenario il recente Ces di Las Vegas 2026, il salone dell'elettronica di consumo, dove è stato presentato un piccolo dispositivo per la misurazione fai-da-te della concentrazione di testosterone nella saliva. Lo slogan: 'Forza + Energia'. Insomma, la tendenza ad assumere l'ormone al di fuori delle indicazioni validate dall'evidenza scientifica per trattare disturbi tipici dell'invecchiamento maschile e femminile si sta diffondendo. E non solo negli Usa, anche in Europa.  

Ma cosa ne pensano gli esperti italiani di questo trend? Diversi di loro, le cui voci sono state raccolte nell'ambito del progetto 'Fatti per capire' (di Barbara Gallavotti, realizzato dal Museo nazionale Scienza e Tecnologia di Milano), usano toni cauti. 

Il testosterone è presente sia nell'uomo che nella donna, in diverse concentrazioni e con funzioni differenti: per lui è responsabile dello sviluppo dell'apparato genitale, della comparsa dei caratteri sessuali secondari e del processo di produzione degli spermatozoi; per lei è un precursore dell'estradiolo, principale ormone sessuale femminile. In entrambi influisce su densità ossea, sviluppo di massa muscolare, tono dell'umore, libido, e con l'età la concentrazione cala progressivamente. Diversi documenti ufficiali affrontano l'argomento: secondo le linee guida della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità e della Società italiana di endocrinologia la somministrazione di testosterone all'adulto di sesso maschile, è indicata in presenza di sintomi di una sua carenza confermata dal dosaggio dell'ormone nel sangue. Le linee guida della European Society of Endocrinology puntualizzano che nelle donne in menopausa è indicato solo per il disturbo del desiderio ipoattivo, un calo persistente della libido.  

Ad oggi, spiega Rossella Nappi, ordinaria di Ginecologia e Ostetricia dell'università di Pavia e presidente della International Menopause Society, "sappiamo che una condizione di equilibrio ormonale è positiva per la salute della donna e anche per il suo benessere psicologico, perché il testosterone agisce a livello del cervello, ma manca l'evidenza scientifica che la somministrazione di questo ormone possa alleviare disturbi della menopausa come alterazioni dell'umore o nebbia cognitiva". C'è poi il nodo della misurazione: "Il dosaggio del testosterone nella saliva è inaffidabile allo stato attuale delle conoscenze - continua la ginecologa ed endocrinologa - L'unico metodo attendibile conosciuto per misurarne la concentrazione è la spettrofotometria di massa eseguita su un campione di sangue". Inoltre, per la donna "non è ancora stato possibile identificare una soglia" al di sotto della quale si manifestano sintomi da carenza di testosterone.  

Su questo fronte, riepiloga dunque Nappi, "sono necessarie ulteriori ricerche. L'unica indicazione per la quale è dimostrato un vantaggio della somministrazione di testosterone è il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo, che può accompagnare la menopausa. La diagnosi si effettua sulla base della manifestazione clinica del disturbo. Le linee guida della International Menopause Society prevedono in questo caso una dose di 300 microgrammi 2 volte a settimana sotto forma di gel transdermico per 6 mesi. Se il trattamento porta benefici si prosegue, altrimenti si interrompe. Bisogna essere molto cauti", ripete la specialista, perché un dosaggio eccessivo nella donna "può provocare effetti androgenici indesiderati come la caduta dei capelli, l'aumento della peluria e l'acne seborroica". 

"In Europa e in Italia non esistono prodotti registrati a base di testosterone formulati espressamente per la donna. Esistono solo quelli formulati per l'uomo - precisa Giuseppe Cirino, past president della Società italiana di farmacologia e ordinario di Farmacologia all'università Federico II di Napoli - Di solito, quindi, per il trattamento del disturbo sessuale ipoattivo si utilizza la formulazione per l'uomo a dose ridotta, ricordando che la concentrazione di testosterone nell'organismo maschile è pari a 10-20 volte quella nell'organismo femminile. Di recente è stato pubblicato uno studio che ha valutato l'efficacia nel trattamento di altri disturbi della menopausa, a carico dell'umore e delle funzioni cognitive. Si tratta di uno studio osservazionale, condotto su 510 donne per 4 mesi, senza il confronto con un gruppo di controllo trattato con il placebo. Al termine è stato osservato un miglioramento dei sintomi delle donne trattate, ma senza gruppo di controllo non possiamo escludere l'effetto placebo. Inoltre, il trattamento è stato troppo breve per valutare sia l'efficacia che la sicurezza".  

"L'uomo di età avanzata, che sperimenta una diminuzione fisiologica della concentrazione di testosterone e vede in questo ormone l'elisir di giovinezza, più che l'energia e la massa muscolare cerca la prestanza sessuale - prosegue Cirino - E il testosterone, prescritto dal medico nel dosaggio appropriato, può contribuire ad aumentare il suo desiderio sessuale, ma bisogna tener conto del fatto che lo stesso desiderio, l'energia e il vigore dipendono da una molteplicità di fattori, alcuni fisici, altri psicologici su cui abbiamo un controllo limitato". 

I dati epidemiologici, interviene Daniele Gianfrilli, endocrinologo andrologo, ordinario di Endocrinologia dell'università La Sapienza di Roma, "indicano che con l'avanzare dell'età nell'uomo si può verificare un abbassamento della concentrazione del testosterone che va oltre la riduzione fisiologica legata all'età e che può essere correlato a diversi problemi di salute: patologie metaboliche come l'obesità, il diabete e l'ipercolesterolemia, disfunzioni sessuali, calo delle funzioni cognitive e della massa muscolare. In presenza di queste manifestazioni, se l'analisi del sangue conferma la diminuzione del livello di testosterone, è indicata la prescrizione di una terapia ormonale sostitutiva che arreca benefici non solo al desiderio sessuale, ma anche alla salute generale. Allo stato attuale, non c'è però alcuna evidenza dell'efficacia e della sicurezza della somministrazione di questo ormone come farmaco anti-aging a soggetti sani, in assenza di una diagnosi di ipogonadismo". 

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Categoria: cronaca

00:02

Previsioni meteo, neve in arrivo al Nord e venti di Scirocco al Sud

(Adnkronos) - Neve in arrivo sull'Italia al Nord, mentre i venti di Scirocco si faranno sentire al Sud. "Sarà un periodo turbolento almeno fino a mercoledì" dice all'Adnkronos Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it. "Nelle prossime ore la perturbazione atlantica entrerà sul nostro settore occidentale portando fenomeni su Nord-Ovest, Sardegna e Sicilia. Cadrà la neve in modo diffuso sulle Alpi occidentali oltre i 1000-1200 metri ed entro la tarda mattinata di sabato qualche fenomeno guadagnerà terreno anche verso Calabria, Basilicata e Puglia, decretando l'inizio del duplice attacco perturbato dei prossimi giorni". Ci si aspetta "tanta neve in Piemonte e un forte maltempo nelle isole maggiori".  

 

"Domenica 18 gennaio, World Snow Day (Giornata mondiale della neve, ndr.), vedrà altre nevicate significative su Valle d'Aosta e Piemonte, oltre i mille metri di quota con un meteo di nuovo dal sapore invernale sul Nord-Ovest italiano; di contro, al Sud inizieranno a soffiare venti nordafricani, di Scirocco, miti e molto umidi: le piogge diverranno via via più intense sulla Sardegna orientale e su tutto il versante ionico, dal Metaponto a Siracusa - prosegue Tedici -. Questo duplice attacco continuerà lunedì, con neve fino a quote collinari al Nord-Ovest (Cuneo con 15 centimetri) e con tanto vento e tanta pioggia al Sud. Dovremo monitorare entrambi gli scenari, ma la situazione peggiore sarà quella che interesserà Sardegna, Sicilia e Calabria".  

 

"Da lunedì 19 gennaio su queste regioni avremo piogge torrenziali, venti di burrasca e mareggiate estreme con onde sotto la costa fino a 7 metri (Sicilia orientale) e al largo addirittura di 10 metri. In pratica, purtroppo, si prevede la 'tempesta perfetta' sullo Ionio, sullo Stretto di Sicilia e sul Canale di Sardegna. Si formeranno "onde altissime" e, avverte, da lunedì a mercoledì dovremo monitorare attentamente Sicilia orientale e meridionale, Calabria ionica e Sardegna". 

 

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Categoria: cronaca

22:12

Uganda, leader opposizione Bobi Wine portato via con elicottero militare

(Adnkronos) - Il leader dell'opposizione ugandese cè stato portato via dalla sua casa a bordo di un elicottero militare. Lo ha denunciato il suo partito, la National Unity Platform (Nup). "Un elicottero dell'esercito è atterrato nel complesso del presidente Bobi Wine e lo ha portato con la forza verso una destinazione sconosciuta", ha dichiarato il Nup sul suo account di X. 

La cattura di Wine, il cui vero nome è Robert Kyagulanyi, è avvenuta dopo che lo stesso leader dell'opposizione aveva dichiarato che l'esercito aveva circondato la sua casa nel quartiere di Magere, alla periferia della capitale ugandese Kampala. Wine aveva parlato di "massiccia" frode elettorale alle elezioni di giovedì. 

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Categoria: internazionale/esteri

21:20

SuperEnalotto, la combinazione vincente di oggi 16 gennaio

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del SuperEnalotto di oggi venerdì 16 gennaio 2026. In 2 hanno invece centrato il 5 incassando rispettivamente 69.741,41 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti 6 sale così a 107.400.000 euro. 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

Questa la combinazione vincente di oggi: 14, 21, 24, 52, 80, 86; Numero Jolly 57; Super Star 14. 

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Categoria: cronaca

20:58

Travolto mentre va a scuola, 14enne muore nel Torinese

(Adnkronos) - Non ce l'ha fatta il ragazzino 14enne, investito questa mattina da un'auto a San Sebastiano Po, nel Torinese, mentre cercava di raggiungere la fermata dell'autobus.  

Subito dopo l'incidente era stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato in codice rosso in ospedale a Torino, dove è deceduto nel tardo pomeriggio nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita.  

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Categoria: cronaca

19:30

'Lady Golpe', chiesto processo per calunnia

(Adnkronos) - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Donatella Di Rosa, nota come 'Lady Golpe', per l'accusa di calunnia nei confronti dell'ex colonnello del Ros Massimo Giraudo. La donna tra febbraio e aprile 2024 aveva presentato querela e reso dichiarazioni ai pm, riferendo che il colonnello, "dopo averla contattata per motivi di lavoro, le aveva inviato su WhatsApp messaggi dal contenuto sessuale esplicito e dal carattere molestatorio, proponendole incontri e pratiche sessuali estreme", si legge nel capo di imputazione, e "incolpava, sapendolo innocente, il colonnello Giraudo di porre in essere nei suoi confronti condotte persecutorie e moleste". 

Accuse che avevano portato all’iscrizione di un procedimento a carico di Giraudo. Di Rosa inoltre avrebbe “alterato” le prove dell’innocenza di Giraudo “poiché cancellava dal proprio telefono cellulare, nella chat con Giraudo, circa 200 messaggi in modo da alterare il senso complessivo delle conversazioni intercorse tra loro, in particolare facendo apparire i messaggi di Giraudo, isolati dal reale contesto caratterizzato da affettuosità e confidenze reciproche e consensuali, molesti e imposti alla Di Rosa contro la sua volontà”. 

Il pm ha indicato come parte offesa l’’ex colonnello del Ros, assistito dall’avvocato Roberto De Vita. Il gip alla luce della richiesta della procura ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 14 maggio. Nel 1993 Donatella Di Rosa, ex moglie di un colonnello della Folgore, fece delle dichiarazioni alla stampa, poi rivelatesi infondate, su un presunto colpo di Stato progettato a cavallo degli anni Ottanta e Novanta da alcuni militari, tra cui l'ex marito e per questo fu ribattezzata ‘Lady Golpe’. “Fallisce miseramente il tentativo di delegittimare uno dei più importanti investigatori italiani - commenta all’Adnkronos l’avvocato De Vita - protagonista di indagini di mafia e di stragi, a cui la storia recente della Repubblica deve moltissimo per la difesa della democrazia e della giustizia”. 

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Categoria: cronaca

19:29

E' morto Tony Dallara, da 'Come prima' a 'Romantica' cambiò la canzone italiana

(Adnkronos) - Il cantante Tony Dallara, pseudonimo di Antonio Lardera, è morto oggi all'età di 89 anni. La notizia della scomparsa è stata appresa dall'Adnkronos da ambienti musicali. Il suo nome resta legato a una lunga serie di successi entrati nella storia della canzone, da "Come prima" a "Romantica", da "Ti dirò" fino a "Bambina, bambina", brani che dalla fine degli anni Cinquanta segnarono una svolta nello stile interpretativo e nel gusto del pubblico. Dallara, uno dei primi "urlatori", è stato protagonista assoluto della musica leggera italiana tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, uno degli interpreti più popolari della sua generazione, capace di segnare un'epoca con uno stile vocale innovativo e una serie di successi entrati nella storia della canzone italiana. 

Nato a Campobasso il 30 giugno 1936, ultimo di cinque figli, Antonio Lardera cresce a Milano, dove la famiglia si trasferisce quando è ancora bambino. Il padre, Battista Lardera, ex corista del Teatro alla Scala, gli trasmette fin da giovanissimo l'amore per la musica. Dopo la scuola dell'obbligo inizia a lavorare come barista e poi come impiegato, ma la passione per il canto prende presto il sopravvento. Comincia così a esibirsi nei locali milanesi con alcuni gruppi vocali, tra cui i Rocky Mountains, che diventeranno in seguito I Campioni, condividendo i palchi cittadini con altri giovani destinati a segnare un’epoca. 

In quegli anni Tony Dallara guarda con attenzione alla musica americana, in particolare a Frankie Laine e ai Platters, rimanendo colpito dallo stile del loro solista Tony Williams. È proprio ispirandosi a quel modo di cantare, potente e ritmicamente innovativo, che Dallara rielabora il repertorio melodico italiano, introducendo una vocalità nuova, più intensa e moderna rispetto alla tradizione dominante. 

La svolta arriva nel 1957, quando viene assunto come fattorino all'etichetta discografica Music. Il direttore Walter Guertler lo ascolta cantare quasi per caso, va a sentirlo esibirsi al Santa Tecla di Milano e decide di metterlo sotto contratto. È Guertler a suggerirgli il nome d'arte "Dallara", ritenendo "Lardera" poco musicale, e a fargli incidere "Come prima", brano già presentato senza successo alla commissione del Festival di Sanremo nel 1955. 

Pubblicata alla fine del 1957, "Come prima" diventa in pochi mesi un fenomeno discografico senza precedenti. Il 45 giri scala rapidamente la hit-parade italiana, rimanendo per settimane al primo posto e vendendo circa 300mila copie, un record per l'epoca. Il successo travalica i confini nazionali, raggiungendo le classifiche dei Paesi Bassi e del Belgio. Il brano diventa un evergreen internazionale e viene inciso anche dai Platters nella versione inglese. A Dallara viene cucita addosso l'etichetta di "urlatore", simbolo di una generazione che si allontana dalla tradizione melodica di cantanti come Claudio Villa o Luciano Tajoli per guardare ai modelli statunitensi. 

Tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta, nonostante il servizio militare, Dallara pubblica una lunga serie di successi: "Ti dirò", "Brivido blu", "Non partir", "Ghiaccio bollente", "Julia". Parallelamente si affaccia al cinema, partecipando a film che raccontano il nascente mondo della musica giovanile, come "I ragazzi del juke-box" di Lucio Fulci, accanto ad artisti quali Adriano Celentano, Fred Buscaglione e Gianni Meccia. 

Il 1960 segna il momento più alto della sua carriera. Tony Dallara vince il Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel con "Romantica", brano che trionfa anche a Canzonissima. "Romantica" diventa il suo più grande successo, viene tradotto in numerose lingue - persino in giapponese - e consacra definitivamente la sua popolarità anche all'estero. Nello stesso anno prende parte a nuovi film musicali, confermando il suo ruolo centrale nello spettacolo italiano dell'epoca. 

Nel 1961 torna a Sanremo in coppia con Gino Paoli con "Un uomo vivo" e conquista nuovamente Canzonissima con "Bambina, bambina", che rappresenta l'ultimo grande exploit commerciale della sua carriera discografica. Sempre nello stesso periodo incide "La novia", che resta per settimane al primo posto delle classifiche italiane e ottiene ottimi riscontri anche all'estero. 

A partire dal 1962, con il mutare dei gusti del pubblico e l'affermarsi del beat, la popolarità di Dallara inizia progressivamente a diminuire. L'artista tenta nuove strade musicali, partecipa ancora a Sanremo e ad altre manifestazioni, ma senza riuscire a ripetere i successi degli anni d’oro. La televisione e la radio, lentamente, si allontanano da lui. 

Negli anni Settanta Tony Dallara decide di ritirarsi dalla scena musicale e di dedicarsi a un'altra grande passione: la pittura. Espone le sue opere in diverse gallerie, conquistando la stima del mondo artistico e stringendo un rapporto di amicizia con Renato Guttuso. È un periodo lontano dai riflettori, ma ricco di soddisfazioni personali. Dagli inizi degli anni Ottanta, complice il revival della musica italiana, Dallara torna a esibirsi dal vivo, soprattutto nei mesi estivi, riproponendo i suoi grandi successi. Incide nuove versioni dei brani storici, partecipa a programmi televisivi e rimane una presenza riconoscibile dello spettacolo italiano. Negli anni Novanta e Duemila continua a collaborare con altri artisti, senza mai interrompere il legame con il suo pubblico. Negli ultimi anni aveva affrontato gravi problemi di salute, arrivando a trascorrere anche un lungo periodo in coma. Nonostante ciò, nel 2024 era tornato in televisione, partecipando a "Domenica In", dove aveva emozionato il pubblico cantando dal vivo "Romantica", "Come prima" e "Ti dirò". (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

19:27

Strage di Bologna, le motivazioni della Cassazione: "Accertato contributo Bellini, suo alibi falso"

(Adnkronos) - “È stata ampiamente accertata la presenza di Bellini sul luogo del delitto subito dopo lo scoppio dell'ordigno esplosivo. Presenza che il ricorrente ha contrastato allegando un alibi dimostratosi non solo falso, ma organizzato previamente in modo ‘raffinato’ ed eseguito ‘abilmente’ nei minimi particolari in vista dello specifico contributo che il ricorrente avrebbe offerto per la realizzazione del delitto e degli altrettanto specifici ‘pericoli’ che egli doveva contrastare (essere visto sul posto al momento dello scoppio)”. È quanto scrivono i giudici della sesta sezione penale della Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 1 luglio hanno confermato l’ergastolo per l'ex esponente di Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, accusato di concorso nella strage di Bologna del 2 agosto 1980, in cui morirono 85 persone e oltre 200 rimasero ferite. 

I supremi giudici, con la sentenza, hanno confermato anche le condanne per gli altri due imputati che avevano presentato il ricorso contro la sentenza d'appello di Bologna: si tratta dell'ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel, accusato di depistaggio e condannato a sei anni di reclusione, e Domenico Catracchia, ex amministratore di condominio in via Gradoli, a Roma, accusato di false informazioni al pm al fine di sviare le indagini, condannato a quattro anni. Rigettando il ricorso della difesa e accogliendo quanto chiesto nella requisitoria dal sostituto procuratore generale della Cassazione Antonio Balsamo, i supremi giudici sottolineano nelle motivazioni come “la sentenza impugnata sia pervenuta all'affermazione di responsabilità di Bellini attraverso una ricostruzione indiziaria rigorosa, priva di illogicità manifeste, fondata su elementi dimostrativi dotati dello spessore indicato dall'art. 192 del codice penale e nel rispetto dei principi di diritto che regolano la valutazione della prova indiziaria”. 

In particolare, si legge nella sentenza di 109 pagine, “il contributo concorsuale di Bellini è stato indicato e vagliato dalla sentenza impugnata, secondo i canoni rigorosi indicati dalla giurisprudenza di legittimità, ed è consistito in un'attività essenziale nella commissione del delitto: il trasporto dell'esplosivo. Convergevano su tale punto l'intercettazione di Carlo Maria Maggi e le dichiarazioni di Gianfranco Maggi e Dino Bartoli, confortate dalla storia criminale di Bellini (che disponeva di un preciso canale privilegiato in esponenti della destra estremista anche per ottenere esplosivi, la cui provenienza era stata ritenuta ‘compatibile’ con l'esplosivo utilizzato nella strage). La partecipazione alla strage di Bellini trovava ulteriori elementi di supporto, tutti tra loro concordanti: le dichiarazioni di Triestina Tommasi; l'incontro con Picciafuoco, la militanza di Bellini in Avanguardia Nazionale, i suoi rapporti con la destra eversiva militarmente organizzata, con i servizi di sicurezza e segreti deviati e con il procuratore della Repubblica Ugo Sisti nonché le coperture e le protezioni ricevute anche da apparati istituzionali, in Italia ed all'estero, prima e dopo la strage” scrivono i supremi giudici. 

Ricostruendo la vicenda, i giudici della Cassazione sottolineano che la sentenza della Corte di assise di appello ha stabilito che “l'esecuzione materiale della strage di Bologna” è “imputabile ad un commando terroristico composto da più cellule costituite a loro volta da più soggetti provenienti da varie organizzazioni eversive di destra, uniti dal comune obiettivo di destabilizzare l'ordine democratico o, comunque, anche da soggetti legati ad apparati istituzionali ‘deviati’ disponibili a partecipare a gravissime operazioni delittuose per ricevere in contropartita agevolazioni, protezioni ed anche compensi in denaro; tra tali soggetti vi era senza ombra di dubbio il latitante Paolo Bellini – si legge - la cui presenza alla stazione di Bologna al momento della strage era finalizzata a trasportare, consegnare e collocare quantomeno parte dell'esplosivo utilizzato oppure, a voler prescindere dal trasporto, dalla consegna e dalla collocazione dell'esplosivo, a fornire un materiale supporto all'azione degli altri compartecipi, nella piena consapevolezza che presso la sala di aspetto di seconda classe sarebbe stato collocato un micidiale ordigno; gli autori materiali della strage sono stati coordinati nella esecuzione da funzionari dei servizi segreti e da altri esponenti di apparati dello Stato ‘deviati’, che a loro volta hanno risposto alle direttive dei vertici della Loggia P2, il cui capo indiscusso Licio Gelli ha sia direttamente finanziato la strage, sia organizzato ripetutamente operazioni di depistaggio, anche mediatico”.  

Secondo la Corte di Appello, “per ritenere colpevole Paolo Bellini era sufficiente e necessaria la prova che egli avesse consapevolmente arrecato un concreto contributo ad un piano criminoso che si prefiggeva di uccidere indiscriminatamente innumerevoli persone (compresi bambini), seminando terrore e sgomento in tutto il Paese e tale prova agli atti sussisteva al di là di ogni ragionevole dubbio in quanto la accertata inequivocabilmente presenza di Paolo Bellini, che si era per tale ragione appositamente precostituito un articolatissimo ‘alibi’, alla stazione di Bologna al momento della strage era finalizzata a trasportare, consegnare e collocare quantomeno parte dell'esplosivo utilizzato, oppure, a prescindere dal trasporto, dalla consegna e dalla collocazione dell'esplosivo, a fornire un materiale supporto all'azione degli altri compartecipi, nella piena consapevolezza – si legge - che presso la sala di aspetto di seconda classe sarebbe stato collocato un micidiale ordigno”. 

Intanto lo scorso gennaio è diventata definitiva la condanna all’ergastolo anche per l’ex Nar Gilberto Cavallini, accusato di aver fornito alloggio a Francesca Mambro, Giusva Fioravanti e Luigi Ciavardini, nella fase immediatamente alla strage, di aver falsificato il documento intestato a Flavio Caggiula, consegnato da Ciavardini a Fioravanti, e di aver messo a disposizione un’auto per raggiungere il luogo della strage. 

“Questa sentenza conferma quello che avevamo sempre detto cioè che la strage è stata organizzata e finanziata dai vertici della loggia massonica P2, è stata protetta dai vertici dei servizi segreti italiani ed eseguita da terroristi fascisti appartenenti a varie sigle”. Così all’Adnkronos Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, commenta le motivazioni depositate oggi, della sentenza della Cassazione che lo scorso luglio ha confermato l’ergastolo per l'ex esponente di Avanguardia Nazionale, Paolo Bellini. 

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Categoria: cronaca

19:26

Amadeus torna in Rai? Di Liberatore chiarisce: "Nessun dialogo in cantiere"

(Adnkronos) - Amadeus di nuovo in Rai? "Per adesso non c'è stato proprio nulla. In questo momento non abbiamo messo in cantiere ulteriori dialoghi", così il Direttore Intrattenimento Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, chiarisce le indiscrezioni circolate su un possibile ritorno del conduttore. Incontrato in piazza di Spagna a Roma, a margine della spot 'Tutti cantano Sanremo', Di Liberatore ha smentito così i rumors su un possibile ritorno del conduttore alla guida del nuovo spettacolo musicale 'Mirror' che sarebbe dovuto partire a marzo. 

Il direttore ha precisato che il progetto è in una fase talmente embrionale da non aver ancora affrontato il tema della conduzione. "Non ci eravamo nemmeno arrivati, diciamo, alla conduzione", ha spiegato. "Ci siamo fermati soltanto ad analizzare gli ingredienti e i sapori che potevano stare all'interno di uno spettacolo di questo tipo". Proprio a causa di questa fase di sviluppo, la partenza del programma, inizialmente prevista per marzo, è stata posticipata.  

"Ci stiamo lavorando, non so se ce la facciamo a farlo a fine maggio o lo spostiamo in autunno", ha confermato Di Liberatore, motivando la decisione con la necessità di "incastrare con quelli che sono gli impegni degli artisti" e di individuare "un momento di palinsesto un pochino più performante". La strategia attuale, ha concluso il direttore, è focalizzata altrove: "Quello che stiamo facendo è concentrarci bene sui programmi in essere e allo stesso tempo potenziare i programmi e puntare sui talent che abbiamo a disposizione, che per noi sono veramente un fiore all'occhiello". 

Parlando di Sanremo, invece, il Direttore Intrattenimento Prime Time Rai ha spiegato che è ancora presto per pensare a chi sostituirà Carlo Conti l'anno prossimo alla conduzione e direzione artistica. "In questo momento ci stiamo concentrando solo sul festival 2026, perché è importante farlo bene e questo è l'obiettivo", ha dichiarato Di Liberatore. Alla conduzione 2027 del festival, dunque, "andremo a pensarci subito dopo, ora è bene proteggere il festival". 

Sollecitato sull'ipotesi di una riconferma di Conti, Di Liberatore non ha usato mezzi termini: "Carlo? Stiamo parlando di un diamante per quanto riguarda l'azienda, quindi figurati. Per noi fa parte del patrimonio dell'azienda". Il direttore Rai è poi entrato nel merito del lavoro specifico per l'edizione alle porte, manifestando grande fiducia. "Carlo sta facendo un ottimo lavoro, con un festival equilibrato ma ricco allo stesso tempo, basato sul ritorno delle canzoni belle. Credo che stia facendo proprio un ottimo lavoro", ha concluso. 

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Categoria: spettacoli

19:18

Iran, opposizioni in piazza a Roma. Conte: "Mancata unità Parlamento? Non a causa nostra"

(Adnkronos) - E' gremita piazza del Campidoglio per la manifestazione indetta da Amnesty e Donna Vita Libertà a sostegno dei dissidenti in Iran. Elly Schlein, Giuseppe Conte con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli restano ai piedi del palco. C'è anche Riccardo Magi, più in là. Restano scorie dopo le tensioni in Parlamento sulla risoluzione bipartisan sull'Iran su cui i 5 Stelle si sono astenuti presentando un loro testo. "Sbaglia chi rompe l'unità", ribadisce il leader di Più Europa che insieme ai riformisti dem ha stigmatizzato la scelta dei pentastellati.  

Distinguo su cui Schlein non si sofferma. La segretaria si intrattiene con Conte e i leader di Avs a favore di telecamere. Progressisti compatti sull'Iran? "Noi ci siamo sempre stati. Il Pd è sempre stato al fianco del movimento Donna Vita Libertà", risponde la segretaria del Pd ai cronisti. In piazza tanti esponenti dem da Nicola Zingaretti a Matteo Orfini e Michela De Biase. C'è anche il riformista Filippo Sensi. Interviene dal palco il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Con Conte ci sono anche Vittoria Baldino, Francesco Silvestri e Stefania Ascari, tra gli altri.  

Il leader M5S ribatte a chi accusa i 5 Stelle di aver fatto mancare la compattezza in Parlamento: una "strumentalizzazione", dice. "Abbiamo detto dall'inizio che eravamo assolutamente d'accordo con la mozione che è stata presentata. Abbiamo chiesto soltanto un impegno in più, cioè una condanna verso opzioni militari unilaterali al di fuori del quadro del diritto internazionale. La compattezza non ci è stata dimostrata su questo ulteriore impegno, che per noi è essenziale. Perché ieri c'è stato il Venezuela, domani c'è la Groenlandia... Se continuiamo così si sfascia tutto l'ordine mondiale. Non mi sembra una questione secondaria". E poi rivolto alla maggioranza attacca: "Ci sono esponenti del centrodestra qui oggi? Siamo qui e io non li ho visti. Io non ho capito quale sia la posizione del centrodestra".  

"È importantissimo per noi essere qua - dice Schlein - a dare piena solidarietà e supporto al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà. Serve che la comunità internazionale e l'Unione europea usino ogni leva diplomatica e facciano ogni sforzo per isolare il regime. Siamo qui per sottolineare il supporto alla autodeterminazione del popolo iraniano". Ieri in commissione Esteri il Pd - tranne la riformista Lia Quartapelle - ha votato a favore anche dei punti della risoluzione M5S, oltre che quella bipartisan che è stata approvata.  

Stessa scelta da Avs. "Sono risoluzioni che condannano la repressione in Iran, condannano il regime sanguinario degli Ayatollah e questo è un elemento importante, però non pensiamo che il bombardamento degli Stati Uniti d'America possa risolvere. Il rischio è che ci possa essere quello che è accaduto in Iraq e in Libia, ovvero una situazione di guerra civile", osserva Bonelli. Argomenti che non convincono Magi: "In Italia, sarebbe stato importante avere un segnale unitario del Parlamento italiano. Purtroppo non c'è stato perché c'è sempre chi deve fare un posizionamento personale o di partito in più''.  

Critiche a cui ribatte Fratoianni: "Siamo tutti e tutte insieme e lo siamo non da oggi, lo dico a chi dalle parti del centrodestra gioca in modo strumentale accusandoci di ambiguità. Noi abbiamo sottoscritto e votato entrambe le risoluzioni, condividiamo la risoluzione che è stata fatta da tutti e da tutte le forze politiche, e naturalmente condividiamo anche la necessità di esprimersi in modo molto chiaro contro qualsiasi ipotesi di intervento militare straniero. I richiami all'unanimità, l'unità nazionale sono spesso un po' pelosi. L'unità si costruisce sui fatti".  

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Categoria: politica

19:05

Federica Torzullo scomparsa da Anguillara, nuovi sopralluoghi: trovati dei guanti monouso

(Adnkronos) - Proseguono le ricerche di Federica Torzullo, la 41enne di Anguillara Sabazia, scomparsa lo scorso 8 gennaio. Questa mattina verso le 10, i carabinieri hanno effettuato un nuovo sopralluogo alla ditta di Claudio Carlomagno, dove ieri pomeriggio erano stati effettuati dei controlli anche ai vari mezzi da lavoro presenti nel piazzale. Oggi, venerdì 16 gennaio, le ricerche si sono concentrate invece sull'area boschiva vicino al piazzale, scandagliandola con metal detector e scavando in alcuni punti. 

Verso le 13, i carabinieri invece sono arrivati nell'area della discarica frequentata dal marito della 41enne scomparsa. carabinieri, raggiunti poco dopo anche dalla squadra rilievi tecnico scientifici del nucleo investigativo dei carabinieri di Ostia, hanno iniziato a scavare prima con le pale e poi, verso le 16, con le ruspe alla ricerca di tracce utili a ritrovare la 41enne. Sarebbero stati repertati anche dei guanti monouso, trovati all'esterno della discarica.  

 

"Mi sto avvalendo della collaborazione di questi miei compagni di avventure. Siamo tutti cacciatori, siamo pratici. Siamo in giro da stamattina alle 6" dice Stefano Torzullo, padre di Federica, alla trasmissione di Retequattro Quarto Grado. "Da venerdì mattina non abbiamo notizie - prosegue Torzullo - è qualcosa che non si può descrivere. Mia figlia dicono che fosse bravissima sul lavoro, con il figlio era attentissima. Io devo trovare mia figlia a tutti i costi. Fosse l’ultima cosa che faccio nella mia vita. Del resto, non mi interessa niente". Sui messaggi che la madre di Federica ha ricevuto dal suo cellulare la mattina della scomparsa, Torzullo spiega: "Non sappiamo chi li ha mandati quei messaggi che sono arrivati". 

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Categoria: cronaca

18:42

Sicurezza, Gasparri: "Supportiamo Piantedosi, suoi provvedimenti esemplari". Le reazioni all'intervista Adnkronos

(Adnkronos) - "Stiamo supportando da tempo il lavoro di Matteo Piantedosi, come ministro dell'Interno. I suoi interventi, i suoi provvedimenti e la sua azione sono esemplari". Lo dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, commentando l'intervista del ministro dell'Interno all'Adnkronos sui temi di principale attualità politica, a cominciare dall'emergenza sicurezza. 

"Stiamo anche collaborando in vista dell'esame parlamentare del prossimo decreto-legge, teso a rafforzare i provvedimenti per i presidi di sicurezza - dice Gasparri - Siamo in piena sintonia anche sul fatto che finché non ci saranno forze dell'ordine che possano sostituire i militari, l'operazione ‘strade sicure’ debba andare avanti nelle città italiane con l'impegno delle forze armate. Per Forza Italia quello della sicurezza è un obiettivo prioritario. Quando si parla di diritti, infatti, bisogna ricordarsi che il primo diritto è quello di essere vivi, sicuri nella propria casa, con la propria famiglia, nella propria città. La vera politica dei diritti è quella del diritto alla sicurezza e alla libertà". 

"Condividiamo in pieno l'approccio, il pragmatismo e l'impostazione culturale del ministro Piantedosi, che abbiamo già apprezzato quando era prefetto e ha sempre avuto un visione chiara delle necessità del nostro Paese'', dice all'Adnkronos il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi.  

''Per quanto riguarda Forza Italia - sottolinea - noi vogliamo che ci sia maggiore sicurezza e attenzione alla microcriminalità, che quotidianamente impaurisce le persone che si muovono per le strade". Nevi si sofferma sul futuro dell'operazione 'Strade Sicure': ''Certamente, la presenza dei poliziotti e dei carabinieri deve essere aumentata, ma nel frattempo non dobbiamo sguarnire il territorio anche dei militari, almeno fino a quando non ci sarà più disponibilità delle Forze dell'Ordine''. 

Il senatore Alberto Balboni, responsabile sicurezza di Fratelli d'Italia, sottolinea che ''la sicurezza per noi, come ha detto Piantedosi, resta sempre una priorità assoluta e tuttavia la situazione negli ultimi tempi non è peggiorata, è, seppur faticosamente, migliorata: i reati sono diminuiti nel 2025 3,5% in meno. Rispetto a 10 anni fa, anche gli omicidi, ma anche tutti gli altri reati, sono diminuiti. Ci sono certamente delle criticità, ma bisogna lavorare seriamente senza farsi trascinare da allarmismi, perché gli allarmismi non aiutano a risolvere i problemi. Su questo lo condivido perfettamente''. 

All'opposizione che parla di ''ennesimo, inutile pacchetto sicurezza'', Balboni replica: ''Dicevano che era inutile anche tutto ciò che abbiamo fatto finora, eppure ha funzionato. Poi è vero, c'è un'emergenza, soprattutto per quanto riguarda le bande giovanili, è una novità degli ultimi tempi questa recrudescenza così forte di delinquenza giovanile. Noi stiamo approntando parecchie misure proprio per fronteggiare questa emergenza, per lavorare sia sul lato della prevenzione, responsabilizzando di più le famiglie e adottando ulteriori misure per impedire la vendita di armi da taglio, anche online, ai ragazzi, abbassiamo a 12 anni le misure di prevenzione, facciamo tutto ciò che è necessario per contrastare questo nuovo fenomeno. Poi, se qualcuno pensa di avere la bacchetta magica - conclude il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato - bisognerebbe chiedergli perché non l'ha usata quando governava lui''.  

''Apprezziamo le parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che ha definito ‘fiore all’occhiello’ Strade Sicure, l’operazione avviata nel 2008 con il suo predecessore Roberto Maroni, che ricordiamo sempre con grande stima e affetto. Per la Lega l’impiego dei militari dell’Esercito Italiano nelle nostre strade, stazioni e punti sensibili è ormai diventato parte integrante del sistema di pubblica sicurezza italiano, indispensabile per proteggere i nostri cittadini e il nostro Paese, anche per il futuro'', commenta Eugenio Zoffili, capogruppo della Lega in commissione Difesa alla Camera.  

''Ne parleremo mercoledì mattina in Commissione difesa alla Camera, quando verrà avviato l’iter della risoluzione della Lega per l’aumento del numero dei militari dell’Esercito Italiano e dove metteremo nero su bianco il mantenimento e il potenziamento dell’Operazione con almeno 3000 soldati in più''. 

Di "piena sintonia con la linea espressa dal ministro Piantedosi sulla sicurezza e sul contrasto all’immigrazione illegale" parla Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati. "Condividiamo l’impostazione - sottolinea - e daremo il nostro contributo in Parlamento perché le nuove norme siano approvate".  

"Nessuna svolta repressiva, solo l’esigenza - aggiunge il leader centrista - di un più efficace contrasto alla criminalità e di una seria risposta alla richiesta di maggiore protezione e tutela che arriva dai cittadini. Abbiamo detto che è una priorità, manteniamo l'impegno". 

“La sicurezza è una priorità del governo Meloni, come dimostrano le parole del ministro Piantedosi”, afferma Michaela Biancofiore, capogruppo al Senato di Civici d’Italia, Nm, Udc, Maie. "Il rafforzamento degli organici di polizia in strada - aggiunge l’esponente centrista - è necessario per contrastare fenomeni di violenza, come quelli di cui abbiamo letto nei giorni scorsi".  

"È evidente, però, che se chi vive di illegalità è cittadino straniero che non ha titolo per stare in Italia, e che magari aveva già precedenti con la giustizia, è lasciato libero di delinquere sulle basi di cavilli normativi o grazie al furore ideologico dell’accoglienza indiscriminata dei migranti irregolari assistiamo a un cortocircuito. Per questo il contrasto ai trafficanti di esseri umani, con interventi anche in mare, non può essere interpretato come una norma contro le Ong. Mentre le espulsioni - sottolinea - devono essere permesse e non bloccate da giudici politicizzati. Anche i centri in Albania, anche in questo caso osteggiati dalle opposizioni con l’aiuto di certa magistratura, funzioneranno, dopo l’entrata in vigore dei regolamenti Ue”.  

“Il governo Meloni - conclude Biancofiore - propone soluzioni per fronteggiare il tema della sicurezza, su cui come ha giustamente sottolineato Piantedosi ‘non c’è emergenza’, mentre l’opposizione continua ad essere vittima delle sue contraddizioni”. 

Secondo Vittoria Baldino, deputata del Movimento 5 Stelle, "Piantedosi nega l'emergenza sicurezza perché il responsabile dell'emergenza è lui, essendo il titolare dell'ordine pubblico e della sicurezza del nostro Paese. Per molto meno l'attuale presidente del Consiglio e l'attuale vicepremier hanno chiesto le dimissioni dei ministri dell'Interno precedenti. I numeri sulla sicurezza nelle città sono impietosi, abbiamo paura, e mi ci metto anch'io in quanto donna, a camminare da sole per strada, a prendere una metro, un treno".  

"Purtroppo tutto quello che sanno fare è negare il fatto che ci sia un problema sicurezza o scaricare la responsabilità sugli altri, in realtà loro sono andati al governo promettendo legge e ordine, ma quello che viviamo è la fotografia di quello che non stanno facendo - aggiunge - Hanno raccolto l'indignazione dei sindacati delle forze dell'ordine che hanno parlato di legge di bilancio che le ha penalizzate e hanno detto che per il governo la sicurezza è solo uno slogan". 

In merito all'ampia convergenza auspicata dal ministro dell'Interno sul nuovo pacchetto sicurezza, Baldino sostiene che "si ostinano a farci pensare che attraverso una legge, un decreto si possa risolvere un problema che invece si deve risolvere con l'attenzione, la cura, la programmazione d'investimenti per i presidi del nostro territorio, con l'illuminazione delle nostre città senza tagliare fondi ai comuni, cosa che invece stanno facendo. Non è con un decreto, lo abbiamo già visto e sperimentato, che si risolvono i problemi, avvertiti come emergenza dai cittadini".  

Le opposizioni, nei loro precedenti governi, non hanno stanziato risorse per rimediare ai pensionamenti e al turn over nelle forze dell'ordine? "Ci sono le Olimpiadi, loro sono campioni olimpici nello scaricabarile - risponde la deputata dei pentastellati - Piantedosi stesso, in quanto titolare del dicastero, sa benissimo leggendo i dati che i governi Conte hanno fatto delle assunzioni straordinarie, cose che loro non stanno facendo". "Si mettessero a lavorare, che sono a fine mandato, piuttosto che parlare", conclude Baldino. 

Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs in commissione Affari costituzionali, commenta: "Il ministro Piantedosi conferma con la sua intervista che nel nostro Paese non esiste una emergenza sicurezza, sottolinea anche che i reati sono in calo, eppure la destra vuole imporre l’ennesimo decreto che prevede una stretta repressiva micidiale. Notiamo che non riesce proprio a pronunciare la parola Casapound, si occupa solo di quei centri sociali che negli anni hanno creato comunità e aggregazione virtuose mentre agita lo spauracchio dell’immigrato". 

"Le norme contro i ricongiungimenti familiari e i minori non accompagnati sono un distillato di disumanità. Il tema sicurezza è molto importante e delicato nella società contemporanea per essere gestito con il cinismo e la strumentalità di questa destra”, conclude Zaratti.  

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Categoria: politica

18:25

Il salto con gli sci a Milano Cortina 2026: regole e programma

(Adnkronos) - Saltare con gli sci ai piedi, per diventare immortali grazie ad alcune delle cartoline più belle delle prossime Olimpiadi invernali. Sarà Predazzo (provincia autonoma di Trento), in Val di Fiemme, a ospitare le gare di salto con gli sci di Milano Cortina 2026. Tra le discipline più spettacolari della rassegna a cinque cerchi, questo sport è presente alle Olimpiadi da Chamonix 1924. E ha sempre regalato adrenalina pura.  

Intanto, qualche linea guida. In questo sport, l'atleta scivola lungo una rampa, la pista di lancio, da cui si stacca poi in volo per atterrare più lontano possibile dal trampolino. Per la classifica (e dunque il podio) conta non solo la lunghezza del salto, ma anche lo stile dell'esecuzione (dalla stabilità degli sci durante il salto al bilanciamento, passando per posizione del corpo e atterraggio. 

Quando inizia la storia olimpica del salto con gli sci? Questa disciplina ha esordito ai Giochi a Chamonix 1924, con il trampolino lungo maschile. In seguito, sono entrati nel programma il trampolino normale maschile (1964, a Innsbruck), l’evento a squadre maschile (1988, Calgary), il trampolino normale femminile (2014, Sochi) e la gara a squadre miste (2022, Pechino). A Milano Cortina 2026 sarà introdotta la prova femminile individuale dal trampolino lungo e il super team uomini, che sostituirà la gara a squadre maschile. A Milano Cortina, il teatro delle gare sarà il Predazzo Ski Jumping Stadium. 

Come si svolgeranno le gare di salto con gli sci a Milano Cortina 2026? Le competizioni si articoleranno in sei eventi: l'individuale trampolino piccolo donne, l'individuale trampolino grande donne, l'individuale trampolino piccolo uomini, l'individuale trampolino grande uomini, il super team uomini e la gara a squadre mista. 

Nelle gare individuali, prima della finale ci sarà una prova per stabilire l'ordine di partenza. La finale consisterà in due salti. Tutti i 50 atleti parteciperanno al primo salto, con i migliori 30 'promossi' al secondo. La classifica finale verrà fuori dalla somma dei punteggi dei due salti, assegnati dai giudici. 

Nell'evento super team maschile ogni nazione schiererà due atleti divisi in due gruppi. La gara si svilupperà in tre salti. Dopo il primo salto solo le prime dodici squadre andranno al secondo salto, mentre i migliori otto dopo il secondo salto parteciperanno al salto finale. 

Nella gara a squadre miste ogni nazione competerà con due uomini e due donne. La gara si articola in due salti e le atlete e gli atleti sono divisi in quattro gruppi. Dopo il primo salto, le prime otto squadre parteciperanno al salto finale (come visto nel super team maschile). 

In tutte le discipline, il risultato della performance verrà stabilito dalla lunghezza del salto effettuato e dallo stile dell'esecuzione, valutato dai giudici. 

Ecco il programma delle gare di salto con gli sci a Milano Cortina 2026:  

Giovedì 5 febbraio  

Ore 17, Trampolino piccolo donne - All. uff. 1 

Ore 20, Trampolino piccolo uomini - All. uff. 1 

Venerdì 6 febbraio  

Ore 9 Trampolino piccolo donne - All. uff. 2 

Sabato 7 febbraio  

Ore 17:45 Ind. NH donne - Turno di prova 

Ore 18:45, Individuale NH donne - 1° turno 

Ore 19:57, Individuale NH donne - Finale 

Domenica 8 febbraio  

Ore 16:30, Trampolino piccolo donne - All. uff. 3 

Ore 19, Trampolino piccolo uomini - All. uff. 2 

Lunedì 9 febbraio  

Ore 18, Ind. NH uomini - Turno di prova 

Ore 19, Individuale NH uomini - 1° turno 

Ore 20:12, Individuale NH uomini - Turno finale 

Martedì 10 febbraio  

Ore 17:30, gara a squadre mista - Turno di prova 

Ore 18:45, gara a squadre mista - 1° turno 

Ore 20, gara a squadre mista - Finale 

Giovedì 12 febbraio  

Ore 17, Trampolino grande donne - All. uff. 1 

Ore 20, Trampolino grande uomini - All. uff. 1 

Venerdì 13 febbraio  

Ore 18:30, Trampolino grande uomini - All. uff. 2 

Sabato 14 febbraio  

Ore 9, Trampolino grande donne - All. uff. 2 

Ore 17:30, Ind. LH uomini - Turno di prova 

Ore 18:45, Individuale LH uomini - 1° turno 

Ore 19:57, Individuale LH uomini - Turno finale 

Domenica 15 febbraio  

Ore 11:30, Trampolino grande uomini - All. uff. 3 

Ore 17:30, Ind. LH donne - Turno di prova 

Ore 18:45, Individuale LH donne - 1° turno 

Ore 19:57 Ind. trampolino grande donne - Finale 

Lunedì 16 febbraio  

Ore 18, Super team uomini - Turno di prova 

Ore 19 Super team uomini - 1º turno 

Ore 19:43 Super team uomini - 2º turno 

Ore 20:20 Super team uomini - Finale 

L'Italia non ha mai vinto medaglie olimpiche nel salto con gli sci. Ad oggi, i migliori risultati azzurri sono il 7° posto di Ivan Lunardi nel trampolino grande ad Albertville 1992 per le gare maschili e il 5° posto di Evelyn Insam dal trampolino normale a Sochi 2014 per le gare femminili. Il miglior risultato di squadra è invece l'8° posto a Lillehammer 1994 (con Ivo Pertile, Andrea Cecon, Roberto Cecon, Ivan Lunardi).  

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