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Bresh porta mare (e Liguria) a Roma, il concerto all'Auditorium
(Adnkronos) - Nel concerto di Bresh a Roma c'è tutto. Voci, luci e strumenti. Un'arena sold out, sorrisi e un po' di nostalgia, per qualcuno dolce e per altri amara. Dopotutto non ci si può godere lo show di Andrea Brasi senza inconsapevolmente sentire una fitta al cuore, lì dove fa più male. Succede un ritornello dopo l'altro, quando canzoni con un ritmo da hit estiva si mischiano a strofe più profonde di quanto sembrino. La musica, anche stasera, ricorda che non è fatta solo per ballare, ma per riflettere, guardarsi dentro, imparare dai propri errori. In una parola, crescere.
L'Auditorium della Musica, per una sera, cambia veste e abbraccia qualcosa di nuovo. Il mare, questa volta, non arriva da Ostia, ma dalla Liguria scende fino a sommergere il quartiere Flaminio. Lì dove di solito si esibiscono i grandi della musica classica, che prende il nome da Ennio Morricone, ma si adegua ai tempi e si trasforma di pari passo con la musica italiana. E Bresh, su quel palco, ci sta benissimo. Lui, genovese doc, che Roma la considera una seconda casa e la celebra intonando Venditti. Che ammette di essere in soggezione ogni volta che scende nella Capitale. E come dargli torto.
Come tutti i liguri, anche Bresh è profondamente legato alla sua terra. Ama Genova e i suoi vicoli, canta la sua storia. Sul palco c'è posto per 'Creuza de ma', brano, tutto in genovese, creato dall'indimenticato Fabrizio de André e che Brasi ha fatto un po' suo cantandolo a Sanremo insieme al figlio di Faber, Cristiano. Un'esibizione maledetta, piena di problemi tecnici e ripetuta tre volte, ha dato nuova vita a una canzone leggendaria. Che strana storia. Bresh, in ogni caso, dice che Roma e Genova qualcosa in comune ce l'hanno: "il dissacrare". Quando qualcuno si eleva oltre il suo ruolo, fino a dimenticare se stesso e la sua funzione, lo buttano giù. E la storia va avanti.
È uno dei momenti in cui Bresh prova a spiegare qualcosa del suo percorso e del suo modo di pensare. Tutte cose che, chi è lì con lui, già sa. Una dopo l'altra suonano i successi del momento e le canzoni meno conosciute, che arrivano da un passato in cui pochi avrebbero scommesso su Andrea. Eppure lui si dice contento di cantare 'Non ho Eroi' e 'Hooligans', anche se non tutti conoscono i testi. Non ci sono ospiti, eppure il palco è affollato: basso, percussioni, batteria, trombe, sax e anche tre coriste. Ai suoi lati, Dibla, la 'sua' chitarra, e Shune, il primo produttore a credere in lui. Quelli che c'erano da sempre e che Brasi non smetterà mai di ringraziare.
E così Bresh si lascia andare a un "wow" mentre i telefoni si accendono per 'La tana del granchio', la canzone che forse ha cambiato rotta alla sua storia. Il Festival, dopotutto, può essere propulsore o freno. Nel suo caso, è stata la spinta decisiva per spiccare il volo o, come direbbe lui, per trasformarsi "in un Bresh alato". Brasi è passato da essere una delle voci più apprezzate della scena rap, proveniente da quella 'Drilliguria' che ha sfornato Tedua, Izi, Rkomi e ultimo Sayf, a mainstream. Lo ascoltano gli adolescenti, le madri, i cultori del genere e della musica più 'tradizionale'. Bresh non ha confini, fugge alle definizioni, parte dal rap ma abbraccia il pop, e quello che ne esce fuori è un mix da brividi.
La sensazione, vedendolo esibirsi per oltre due ore quasi senza sosta, è che Bresh sia davvero felice di essere lì. Ha il sorriso stampato sul volto, scherza con il pubblico, lancia indumenti con il passare delle canzoni, per la gioia delle fan. Si lascia andare a discorsi che sa dove iniziano e nemmeno lui capisce dove finiscono, ma anche questo è il bello della diretta. 'Mare Nostrum', il tour partito dalle quattro date di Genova che ha fatto tappa a Roma dopo l'uscita di 'Mediterraneo, il suo ultimo album, segna anche un momento di riscatto. L'onda lunga di Sanremo si era rivelata un boomerang, travolgendo il tour estivo dello scorso anno e costringendolo ad annullare le date.
Un anno dopo invece tutti sono lì per lui, che ancora non ci crede. Bresh funziona perché parla di vita vissuta traendo ispirazione dal quotidiano, racconta quello che vede. Un viaggio in Sudamerica ha dato vita a 'Torcida', un tramonto sul mare ha ispirato 'Guasto d'amore' e un cuore spezzato, dopo una storia finita male, ha creato un capolavoro. 'Introvabile' è un momento così intimo in un concerto sembra fuoriluogo: "E se riuscissi anche un secondo a non rincorrere le idee/E mi fermassi come un treno, quando tiri forte il freno/E se facessi pure finta di star bene senza te/Potrai sentire anche il mio battito, che non starebbe fermo un attimo".
Prima che partisse la canzone, Bresh aveva detto: "questa non c'è bisogno che ve la presento", e l'ha chiusa con un "quanti cuori spezzati questa sera". Nel breve silenzio che ne è seguito, prima del boato, ognuno si è guardato dentro e ha sorriso ai propri fantasmi. Ai traumi e agli incubi. A pensieri che non se ne vogliono andare e a rimpianti che tornano. E non importa quanto tempo sia passato. Ognuno porta con sé un bagaglio, che spesso assomiglia a una cicatrice. Tutti sentono il peso dei propri sbagli e faticano a trovare pace. Bresh invita a guardare quel dolore, abbracciarlo, e andare avanti. Perché il tempo cura tutto, ma a volte ci vuole una canzone.

Categoria: spettacoli
00:33
Teddy Reno compie 100 anni, chi è il gentiluomo della canzone
(Adnkronos) - Cento anni, oggi sabato 11 luglio, per Teddy Reno, figura leggendaria della musica leggera, protagonista di un'epoca di eleganza melodica, di canzoni che parlano d'amore con grazia, di un'Italia che si scopriva moderna sognando attraverso la radio, la televisione e il Festival di Sanremo. Nel 1962 ideò il Festival degli Sconosciuti di Ariccia, una manifestazione che fece da trampolino a numerosi giovani talenti. Fu lì che conobbe Rita Pavone, allora giovanissima, che avrebbe sposato nel 1968 e con cui ha poi condiviso una vita di affetti e successi, lontano dalle luci della ribalta, nella tranquillità di Lattecaldo, in Svizzera, dove ha ottenuto la cittadinanza elvetica e ripreso il cognome originario, Merk.
"Per Teddy e per la nostra famiglia è una bellissima data - ha dichiarato la moglie Rita Pavone all'Adnkronos - Il geriatra mi ha detto che mio marito ha una tale forza che potrebbe arrivare anche a 105 anni. Facciamo in grande tranquillità una festa di compleanno in famiglia, che è la cosa più bella di tutte, dobbiamo godercelo noi questo traguardo. E oggi sono felice di aver lottato per stare sempre accanto a lui".
Nato come Ferruccio Merk Ricordi da padre austro-ungarico e da madre ebrea a Trieste l'11 luglio 1926, la sua infanzia è stata segnata dalla tragedia del fascismo e delle leggi razziali. Dopo l'8 settembre 1943 fu costretto a fuggire con la madre Paola, rifugiandosi prima a Cesena, poi a Milano Marittima e infine nel Ferrarese, dove furono arrestati e detenuti. La sua storia familiare è anche una storia di salvezza, di identità spezzate e ricomposte, che avrebbe segnato per sempre la sua sensibilità artistica.
Il suo debutto pubblico avvenne nel 1938, appena dodicenne, in un concorso per dilettanti a Rimini con la canzone "Tu sei la musica". Dopo la guerra, trovò nella musica il suo primo vero rifugio. Esordì a Radio Trieste sotto l'amministrazione alleata e, durante una tournée in Germania nel 1946 con l'orchestra di Teddy Foster, attraversò il Reno e trovò il nome d'arte che lo avrebbe consacrato. Dal 1948 cominciò a esibirsi con l'Orchestra di Pippo Barzizza e in numerosi programmi radiofonici come "Punto interrogativo" e "Il braccialetto di Sheherazade", raggiungendo rapidamente una popolarità nazionale.
Negli anni '50 divenne uno dei volti più amati della canzone italiana. Interprete raffinato del genere romantico-melodico, è stato interprete di "Addormentarmi così" (ripresa di un successo della cantante torinese Lidia Martorana), "Trieste mia, Muleta mia" (scritta dall'amico Lelio Luttazzi - anch'egli triestino - che lo seguì nell'avventura discografica come arrangiatore e direttore d'orchestra di tantissimi dischi editi dalla Cgd), "Aggio perduto o' suonno", "Accarezzame", "Na voce na chitarra e o' poco e' luna", "Chella lla", "Piccolissima serenata", "Come sinfonia", con le quali raggiunse una notorietà internazionale.
La sua voce calda e discreta, sempre vestita di garbo, fece breccia in un pubblico ampio e trasversale. Al Festival di Sanremo si classificò secondo nel 1953 con "Un bacio sulla fronte" e terzo nel 1954. Vinse il Festival di Napoli nel 1959 con "Sarrà chissà".
Teddy Reno non è stato solo interprete: è stato anche imprenditore. Fondò la CGD (Compagnia Generale del Disco), che lanciò nomi importanti della musica leggera (tra gli altri Jula de Palma, Giorgio Consolini, Betty Curtis e Johnny Dorelli) e successivamente la Galleria del Corso, etichetta con cui lavorò anche Bruno Lauzi. Negli anni '60 incise alcuni dischi usando un ulteriore pseudonimo, Rick Mantovani.
Teddy Reno fu anche volto popolare della televisione italiana sin dagli esordi, conducendo programmi come "Canzoni al caminetto" e "Souvenir", che ospitarono star internazionali come Kim Novak e Jennifer Jones. Anche il cinema lo volle tra i suoi interpreti: partecipò a una lunga serie di film tra gli anni ’50 e ’60, tra cui: "Totò, Peppino e la... malafemmina" (1956), "Peppino, le modelle e... chella llà" (1957), "Totò, Vittorio e la dottoressa" (1957), "Il giorno più corto" (1962), "Rita la zanzara" (1966) e "Little Rita nel West" (1967), questi ultimi due con Rita Pavone all'apice del successo. Sempre elegante, mai sopra le righe, Reno riusciva a portare sullo schermo la stessa misura che aveva sul palcoscenico.
La storia d'amore con Rita Pavone fu anche un caso mediatico, con la cantante più giovane di 19 anni: per sposarla nel 1968 in Svizzera, dovette a lungo, essendo già sposato con la produttrice Vania Protti, da cui aveva avuto un figlio, Franco. Dopo l'approvazione della legge sul divorzio, si sposarono civilmente ad Ariccia nel 1971. Da allora hanno vissuto insieme, lontano dai riflettori, in Svizzera, crescendo due figli -Alessandro (nato nel 1969) e Giorgio (nato nel 1974) - e condividendo progetti musicali e di vita.
Anche da anziano, Teddy Reno non ha mai smesso di cantare. Nel 2007 pubblicò "Se questo non è amore", un album di riletture dei suoi successi. Nel 2014 celebrò i 70 anni di carriera con un disco commemorativo, e nel 2016, a novant'anni, uscì il doppio album "Pezzi da... 90", con brani inediti come "L'amore non ha età" e "Uno come noi", dedicato a Papa Francesco.
Quello stesso anno, il Comune di Trieste gli conferì il Sigillo trecentesco d'argento: "È una delle giornate più belle della mia vita", disse emozionato, ricordando l'amico Lelio Luttazzi, con cui iniziò la carriera negli anni '40. (di Paolo Martini)

Categoria: spettacoli
00:31
Dengue, in focolai in Italia prevale trasmissione a breve distanza: entro 400 metri
(Adnkronos) - I focolai di dengue che si verificano in Italia quando viene importato un caso dall'estero, si sviluppano quasi completamente a breve distanza dalla fonte di infezione principale, con trasmissione dell'infezione al massimo a 400 metri distanza. Lo indica uno studio coordinato dall’Istituto superiore di Sanità (Iss) e dalla fondazione Bruno Kessler con il contributo delle Regioni interessate da focolai di Dengue sierotipo 2 nel 2024 appena pubblicato da Eurosurveillance. La ricerca conferma come l’identificazione precoce e le misure rapide di controllo degli insetti vettori siano cruciali per il controllo del focolaio.
Le infezioni autoctone da dengue sono in aumento in Europa, in particolare in Francia, Italia e Spagna, a causa della presenza della zanzara Aedes Albopictus (la cosiddetta ‘zanzara tigre’), che è in grado di diffondere il virus quando si verifica un caso importato. Lo studio si basa sull’analisi dei focolai che si sono verificati in Italia nel 2024, che hanno portato a un totale di 296 casi, il numero più alto mai registrato in Europa continentale. Analizzando le caratteristiche spaziali e temporali della successione dei contagi e applicando dei modelli matematici i ricercatori hanno cercato di ricostruire le catene di trasmissione e di stimare le caratteristiche dei focolai, quantificando la proporzione di trasmissioni che si è verificata a varie distanze e stimando l’influenza di vari fattori, incluse temperature e mezzi di controllo applicati, sulla trasmissione secondaria del virus.
Durante i focolai, ha evidenziato lo studio, il tempo di trasmissione tra un caso primario e uno secondario è risultato di 18 giorni, con il contagio che si è verificato in casa nel 15,4% dei casi. Tra i casi di cui si è potuta ricostruire la catena di trasmissione meno dell’1% si è verificato a più di 400 metri dall’origine. Una volta scoperto il focolaio la trasmissibilità cala drasticamente, con il numero di casi secondari per infezione che scende da 1,4 a 0,4. Infine, le misure di controllo dei vettori sono in grado di far diminuire del 41,3% la trasmissione, che invece aumenta del 19,8% per ogni aumento di un grado della temperatura. "I focolai autoctoni di Dengue in Italia nel 2024 sono stati causati principalmente da trasmissione a breve distanza – concludono gli autori -. I nostri risultati confermano che la diagnosi precoce dei casi e il rapido controllo dei vettori sono fondamentali per ridurre la trasmissione".

Categoria: cronaca
00:28
Nuova e intensa ondata di calore in arrivo su Italia ed Europa occidentale, cos'è la configurazione a omega
(Adnkronos) - Una nuova, intensa ondata di calore sta per colpire l'Italia e l'Europa occidentale. Da lunedì 13 luglio, un'area di bassa pressione a ovest della Penisola Iberica richiamerà aria calda di origine desertica, che rinforzerà l'anticiclone già presente da settimane sul nostro Paese. Nello stesso momento, un'altra area di bassa pressione si consoliderà tra l'Europa orientale e il Mar Nero, dando vita a quella che i meteorologi chiamano 'configurazione a omega'. E' quanto fa sapere il Cnr in una nota.
Questa volta il cuore dell'anticiclone si sposterà più a est - spiega il Cnr - coinvolgendo l'intera penisola, comprese le regioni del Sud rimaste finora ai margini del grande caldo. Lunedì sono previste temperature fino a 37-39°C in Sardegna e 36-38°C nelle zone interne. Da martedì il caldo potrebbe intensificarsi ulteriormente, con punte di 40°C o oltre in Sardegna, Sicilia e nelle zone interne del Centro Italia. "Un anticiclone funziona come una grande cupola che intrappola l'aria calda - avvertono gli esperti - Questa aria scende verso il suolo, si comprime e si scalda ancora di più. Allo stesso tempo, l'alta pressione impedisce la formazione di nuvole e blocca l'arrivo di correnti più fresche, come quelle atlantiche. Il risultato: cielo sereno e temperature in costante aumento".
Non solo. "Un anticiclone è tanto più forte quanto più è calda l'aria che lo alimenta, in particolare alle quote 'medie' ovvero quelle comprese tra 4mila e 6mila metri. Quando l'aria calda proveniente dalle regioni subtropicali si dirige verso nord, verso l'Europa centrale, l'anticiclone ha un orizzonte di vita maggiore e può durare settimane. Perché questo accada, serve una specifica combinazione: una bassa pressione posizionata sul lato occidentale dell'anticiclone che, ruotando in senso antiorario (come avviene nel nostro emisfero), 'risucchia' aria calda dal deserto africano e la spinge verso l'Europa. Il sistema si comporta come un'onda: quando il picco di alta pressione si consolida, nella parte opposta dell'onda può formarsi un altro vortice di bassa pressione, che blocca l'anticiclone e lo costringe a restare fermo sulle stesse zone per lungo tempo".
"Questa 'configurazione a omega' non è di per sé un fenomeno eccezionale, ma il cambiamento climatico ne sta rafforzando la componente anticiclonica - chiarisce il Cnr - il picco di alta pressione si sposta sempre più a nord, portando il caldo fino al nord della Francia, all'Inghilterra e persino alla Scandinavia". Inoltre, "le masse d'aria coinvolte sono sempre più calde, e questo si traduce in temperature al suolo via via più elevate. È così che si formano ondate di calore lunghe ed estese su tutto il continente. Perché questi blocchi anticiclonici si indeboliscano, servono correnti fredde e vortici abbastanza intensi da rompere la cupola di alta pressione, portando piogge e un calo delle temperature. Ma più l'atmosfera si scalda, più questa 'controparte fredda' si indebolisce, rendendo sempre più difficile spezzare il blocco".
Non basta. "A tutto questo si aggiunge un circolo vizioso legato alla temperatura del mare: un'atmosfera calda e stagnante riscalda anche il mare, che a sua volta rilascia calore nell'aria, amplificando il fenomeno. In questo periodo il Mar Ligure, il Golfo del Leone e il Mar di Corsica registrano temperature superficiali di 7-8°C superiori alla media stagionale (circa 28-29°C), mentre le coste italiane sono 4-5°C sopra la norma. Quando arriveranno i temporali, questo calore in eccesso si tradurrà anche in maggiore 'energia' per venti e piogge più intensi e violenti", la previsione degli esperti.

Categoria: economia
00:26
Max Giusti: "Tra il palco e Mediaset sto vivendo un sogno, vorrei una serata con Gerry"
(Adnkronos) - Quarant’anni di carriera non si festeggiano tutti i giorni. E Max Giusti ha deciso di farlo nel modo più naturale per lui: salendo su un palco. Il 16 luglio, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, porterà in scena "40 e sto", uno spettacolo che mescola celebrazione, sfida e ritorno alle origini. "In realtà sarebbero 41 anni – ride – perché il mio debutto risale alla stagione ’84-’85. L’anno scorso ce lo siamo dimenticati. Ma va bene così: festeggiamo adesso", dice Giusti, che da lunedì 13 luglio torna anche nel preserale di Canale 5 con 'The Wall'. "È un bel momento. Certo, domenica notte non dormirò in attesa degli ascolti. Ma sono felicissimo a Mediaset e contento anche di tornare sul palco con il mio show".
Per l'occasione e per tracciare un po' di bilanci a latere dell'anniversario, dopo la presentazione dei palinsesti Mediaset, Giusti ha incontrato un gruppo di giornalisti nel giardino a bordo piscina del ristorante La Pisanella, che gestisce insieme al circolo sportivo Play Pisana. È un luogo che gli somiglia: rilassato e pieno di vita. Un circolo sportivo rinomato per la pratica del tennis (Max è un appassionato da sempre) dove si allenano e si sono allenati diversi giovani campioni. È la sua seconda casa (anche perché abita poco distante), il posto dove si ferma a respirare tra un set televisivo e un palcoscenico.
E il palcoscenico, adesso, chiama forte. "L’anno scorso alla Cavea sono stato benissimo, è un posto bellissimo. Stavolta ho pensato a una sorta di ‘meglio di’, che non ho mai fatto: metà pezzi nuovi, metà cose attualizzate ma pescate dagli ultimi quindici anni. E alcune delle mie imitazioni-parodie, naturalmente. Mi piace vedere il pubblico come un toro: io mi metto lì con il drappo e lo sfido". Ci saranno sorprese, forse anche una guest star. "Non posso annunciarla perché… non lo sa ancora!", dice ridendo. "Posso solo dire che la mia prima ospitata in una trasmissione televisiva è stata anche la sua".
Questa volta, però, sarà diverso. "Sarà la prima volta che in platea non ci sarà mio padre. Vivo quella fase in cui i miei si sono fatti vecchietti e ho cercato di creare un team in casa che possa aiutarli. È una cosa che ti cambia lo sguardo, anche sul palco".
La paura del palco, quella dei primi anni, oggi non c’è più. "All’inizio sì, ce n'era tanta. L’incertezza sull’accoglienza di una battuta, il dubbio. Ora no. Mi rendo conto io prima se per la platea che ho davanti è meglio tagliarla. È un istinto che arriva con il tempo". Il “sentore di avercela fatta” per lui ha un luogo preciso: il Sistina. "Dieci sere al Sistina, il salotto buono di Roma. È come aprire una pasticceria a un diabetico e dirgli che non gli fa più male mangiare lo zucchero…". E il pubblico più difficile? "Napoli. Non fa applausi a scena aperta. Poi magari alla fine ti fa dieci minuti di applausi. È un pubblico che devi conquistare centimetro dopo centimetro".
Sul politicamente corretto ha una posizione netta: "Per me è la mia coscienza. Si può dire tutto, dipende come lo dici e in quale contesto. Per far ridere non posso buttare via anni di conquiste sociali. Non è questione di censura: è questione di rispetto. Io sono d'accordo con il principio che la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri". Il successo della stand up comedy lo ha spronato sul ritmo. "Oggi anche io vado più veloce". Ma, soprattutto, gli spettacoli sono influenzati dal clima che si respira intorno. "E in quarant’anni il clima è cambiato tantissimo: siamo cresciuti negli anni ’80, anni di benessere e spensieratezza. Ora è un’altra storia".
Ed è per questo che negli spettacoli di oggi ha tolto tutto ciò che non fa ridere. "C’era un periodo in cui prima del finale si faceva una riflessione più seria. Ma dati i tempi, l’unica regola che mi do è far ridere in maniera non banale. Ho tolto le riflessioni sull’attualità perché non sono pieno di certezze. Chi sono io per insegnarti a campare?". Concorda con Francesco De Gregori, quando dice che i proclami non vanno fatti sul palco? "No. Se uno se la sente, è giusto che lo faccia. Ma io non me la sento. Questo mondo sembra un B‑movie di terz'ordine. Non sono contento del mondo che sto vivendo e di quello che sto lasciando ai miei figli… Intendiamoci: io voglio campare altri trent’anni! Ma non me la sento di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato. E non mi piace nemmeno che me lo dicano altri: dimmi come la vedi tu, poi io mi faccio la mia idea", sottolinea.
Il racconto della sua vita è sempre attraversato da un senso "di gratitudine ma anche di rivalsa". "Sono cresciuto al Trullo, figlio unico di due genitori che facevano lavori umili. Ho smesso presto di studiare. Quando mi proposero la versione inglese di ‘Aggiungi un posto a tavola’ per il Covent Garden. Dovetti dire no per la lingua. Anche per questo ai miei figli ho fatto fare la scuola internazionale. E quando viaggio con loro rimango un po' male leggendo nei loro occhi l’imbarazzo per il mio inglese, pieno di perifrasi per ovviare al vocabolario ristretto", sorride.
Per il grande show alla Cavea ha un’idea spiazzante per l'incipit: "Vorrei iniziare con ‘Tarzan Boy’ di Baltimora. Tutti ricordano solo il ritornello ‘ohohoh‑ohoh‑ohohoh’ ma nessuno sa le parole. È un modo per tornare agli anni dei miei esordi".
Giusti si definisce "un onnivoro, un entusiasta" e ammette di aver imparato tardi a dire di no. "Il sì di cui mi sono pentito? Forse quello per ‘Stile Libero Max’. Io non sono capace a fare scherzi telefonici crudeli. Non era la cifra giusta per me".
Ma oggi sul fronte televisivo Max sta vivendo un momento che definisce senza esitazioni "un sogno". Il 13 luglio debutta la nuova edizione di 'The Wall' nel preserale di Canale 5, dopo il felice approdo a Mediaset l'anno scorso con 'Caduta Libera' e poi con 'Scherzi a parte', che tornerà anche nella prossima stagione dopo un debutto al 26% di share e una media oltre il 23%. "A Mediaset mi trovo benissimo. A Cologno Monzese c’è un welfare pazzesco: dall’asilo nido alla tintoria, dalla libreria al ristorante, dalla mensa al negozio di alimentari. È un posto dove ti senti sostenuto", rimarca.
E il sostegno, per lui, ha avuto in primis il volto di Pier Silvio Berlusconi ("un editore con una visione") ma anche di due colleghi speciali. "Mi piacerebbe fare una serata con Gerry Scotti, anche solo uno speciale. Lui per me è un punto di riferimento, e quando abbiamo testato ‘The Wall’, a girare il numero zero ad Atene mi ha accompagnato lui". Ma non è stato l’unico. "Mi sono sentito molto sostenuto anche da un’altra colonna di Mediaset: Paolo Bonolis. Fu lui a dirmi per primo che aveva parlato molto bene di me ai vertici Mediaset e che forse qualcosa si stava muovendo. Eravamo al Sistina: andai subito a dirlo all’orecchio a mia moglie. Ero tutto felice. Ma un anno fa non avrei mai sperato di essere dove sono ora. Mi sento fortunato e sono felicissimo".
Anche il cinema gli ha regalato soddisfazioni importanti. "Ho fatto tre film da protagonista: ‘Appena un minuto’ di Francesco Mandelli, ‘La seconda chance’ di Umberto Carteni e ‘Dicono di te’, sempre di Carteni. Di due ho scritto anche la sceneggiatura. Ma forse quello che mi ha dato più soddisfazione è ‘La seconda chance’ che non ho scritto, perché quando ti scrivi addosso la sceneggiatura tendi a essere indulgente con te stesso. Qui invece mi sono trovato a interpretare un professore di latino e sono stato molto fiero, anche pensando alla faccia della mia professoressa e a tutte le insufficienze che mi aveva dato al liceo scientifico", ironizza. "Ma insomma, per ora, se continuo a questo ritmo con la tv e con il teatro (in ballo c’è anche il ritorno al Sistina con ‘Il Marchese del Grillo’, ndr.) sarà difficile avere tempo per il cinema. Chissà, magari una serie tv, ma ora le vogliono fare tutti, non c’è più lo snobismo dei primi tempi da parte dei grandi nomi del cinema".
Infine, la radio. Con 'Radio2 SuperMax' è stato a lungo uno dei volti di punta del palinsesto di Rai Radio2. "Ora ho cambiato editore, ma mai dire mai. In radio mi sono divertito moltissimo".
Sui progetti futuri, Giusti non può dire molto, ma oltre agli impegni già noti qualcosa di altro si muove. Dopo il recupero di 'Scherzi a parte' con una versione innovativa e il pubblico in studio, circola voce che il conduttore sia stato coinvolto nei test sui numeri zero di altri titoli storici. E chissà che non ci sia di mezzo anche il ritorno di 'Ok il prezzo è giusto', annunciato da Pier Silvio Berlusconi per la prossima stagione. "Non so niente", si schermisce con un sorriso.
Quando invece gli si chiede quale programma della storia della tv abbia amato di più, non ha dubbi: "Portobello. Metà della tv di oggi è nata da lì. Rifarlo? No, non me la sentirei".
E Sanremo? "E a chi non piacerebbe? Ma non ne voglio parlare perché mi porta sfortuna. E poi fare Sanremo implica tutta una serie di giri che durano anni. Ora sto benissimo dove sto, ma se mi chiamassero e Mediaset mi desse la liberatoria, certo che non direi di no", conclude con un sorriso.

Categoria: spettacoli
00:23
Legge elettorale, intesa sul voto dei fuorisede ma nodi restano nel centrodestra. FdI: "In aula mai divisi"
(Adnkronos) - "Mi pare che si stia andando verso una soluzione". Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, si dice ottimista sull'esito del confronto nel centrodestra sulla legge elettorale. L'unità raggiunta dalla maggioranza sul voto dei fuorisede (tramite un emendamento presentato oggi a firma del meloniano Fabio Roscani, del leghista Luca Toccalini, del forzista Simone Leoni e dell'esponente di Noi Moderati, Maria Chiara Fazio) fa ben sperare i vertici di via della Scrofa, che guardano con maggior fiducia alle trattative per portare a casa la riforma del Rosatellum entro l'estate, nonostante le resistenze degli alleati su alcuni aspetti del testo, a cominciare dalle preferenze.
Il responsabile organizzativo di Fdi, Giovanni Donzelli, non ha dubbi: "Ricordo che il centrodestra fino a oggi non si è mai diviso in nessuna votazione che c'è stata alla Camera o al Senato e non ho motivo di credere che finirà diversamente questa volta". Sulla stessa linea Roscani: "Il fatto che si sia trovata la sintesi su un tema così delicato come il voto per i fuori sede, mi fa dire di essere ottimista sulla possibilità di raggiungere una soluzione unitaria sull'intera riforma elettorale".
L'ottimismo dei meloniani, però, non troverebbe riscontro negli altri partner della coalizione. I nodi da sciogliere restano, eccome. Tant'è che un big della maggioranza dice a mezza bocca: 'oggi ci siamo ricompattati sui fuori sede, fondamentale bacino di voti, ma sulla riforma continua il gioco delle tre carte...'.
Il presidente dei deputati leghisti, Riccardo Molinari, conferma le riserve sulle preferenze: "E' noto per che per noi la legge elettorale non è mai stata una priorità, perché sappiamo tutti che questa proposta di modifica nasce da FdI e da Giorgia Meloni. Quello che noi abbiamo sempre detto è che si è arrivati ad un testo di compromesso, dove la Lega ha già fatto delle rinunce, perché per noi il sistema migliore era quello con i collegi uninominali. E siccome con questa legge ci abbiamo rinunciato -rimarca- pensiamo che oggi andare a ricambiare un testo su un tema così sensibile come quello delle preferenze sia molto complicato".
Molinari va dritto al punto e ritira fuori il fantasma del pareggio che costringerebbe Meloni a un'alleanza con Roberto Vannacci: "Per noi questa legge che prevede i collegi è un'ottima legge e, allo stesso tempo, capiamo l'esigenza di Meloni di evitare un'eventuale situazione di pareggio e quindi eventuali alleanze strane, contro natura, governi tecnici. Riteniamo però che incaponirsi sulle preferenze non abbia molto senso. Se poi, troveranno una mediazione che vada bene a tutti, non è questione di vita o di morte, questo lo ha già detto anche Salvini: le preferenze le abbiamo sempre prese tutti".
Intanto Forza Italia esprime soddisfazione per l'accordo sul voto dei fuorisede, che favorisce specialmente i giovani studenti ("è un nuovo capitolo di un impegno storico e coerente per riavvicinare le persone alla politica e modernizzare ancor di più il Paese") e conta di approvare la riforma elettorale prima della pausa estiva ma sa benissimo che la partita è ancora aperta e che il rischio che salti tutto è sempre dietro l'angolo, sia a Montecitorio, sia al Senato. La linea del partito azzurro, comunque, è quella indicata da Antonio Tajani più volte: "Ascolteremo le richieste di tutti, ma la nostra posizione è quella del testo approvato. Vediamo i tecnici cosa faranno e quali saranno le proposte concrete degli altri".
L'esame della legge elettorale riprenderà il 14 luglio, in aula alla Camera (il 13 scade il termine per gli emendamenti). Fdi, per bocca di Donzelli, fa sapere che in Aula il gruppo sarà compatto: "La prossima settimana in Aula si discuterà la legge elettorale, noi siamo un gruppo sempre molto presente, molto compatto, senza nessuna anomalia nelle nostre votazioni". Un modo per dire: cari alleati, mi raccomando, non facciamo scherzi.

Categoria: politica
00:05
Trump: "Se l'Iran mi uccide, ci sarà una risposta mai vista". Usa e Iran verso nuovi colloqui in Svizzera
(Adnkronos) - L'Iran avrebbe un piano per assassinare Donald Trump. La presunta nuova minaccia, emersa da informazioni dell'intelligence israeliana, sarebbe stata presa molto sul serio dal presidente americano, che ha dichiarato di aver lasciato "istruzioni" nel caso in cui Teheran riuscisse a portare a compimento un attentato contro di lui. "Sono da molto tempo sulla loro lista. È questo il problema con cui abbiamo a che fare", ha detto al New York Post. Trump ha aggiunto di aver ordinato che, se dovesse essere ucciso, "li bombardino come mai è stato fatto prima". Il presidente ha voluto ribadire che l'Iran lo considera "l'obiettivo numero uno da molto tempo".
Sul piano diplomatico, intanto, sembra che un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran potrebbe svolgersi la prossima settimana, probabilmente in Svizzera. Lo scrive Axios, citando una fonte informata, dopo che Trump in un post sul Truth Social ha detto di aver accettato di "proseguire i colloqui, come richiesto da Teheran", pur ribadendo che il cessate il fuoco "è finito".
Secondo Axios negoziatori del Qatar sono andaati ieri in Iran, in coordinamento con Washington, per incontrare funzionari di Teheran e tentare di far rientrare l'escalation degli ultimi giorni. L'obiettivo è creare le condizioni per la ripresa dei negoziati. "È chiaro che entrambe le parti vogliono tornare al memorandum di intesa", ha detto un diplomatico informato della visita, riferendosi all'accordo firmato a metà giugno.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e quello omanita Badr al-Busaidi dovrebbero incontrarsi, infine, oggi a Mascate per discutere della crisi di Hormuz.
Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran, sia direttamente sia tramite mediatori regionali, di pubblicare entro oggi una dichiarazione che confermi l'apertura dello Stretto di Hormuz e l’impegno a non sparare contro le navi commerciali in transito. Secondo tre alti funzionari americani, citati da Axios, Teheran avrebbe violato il memorandum d'intesa firmato tre settimane fa, sparando ripetutamente contro navi commerciali dentro e intorno allo Stretto. Per Washington il mancato rispetto di un impegno così diretto solleva dubbi sulla volontà e la capacità dell'Iran di attuare un accordo nucleare molto più complesso.

Categoria: internazionale/esteri
23:21
Funerali di Khamenei, spunta un uomo col volto coperto: sui social è caccia a Mojtaba
(Adnkronos) - Impazza sui social la teoria di un uomo misterioso con il volto oscurato che avrebbe assistito al funerale di Ali Khamenei e che qualcuno ritiene possa essere il figlio Mojtaba. "L'uomo, in piedi a fianco di un piccolo gruppo di persone, è apparso in un video sgranato, diventato virale sui social media, alimentando il sospetto che si trattasse del figlio dell'ayatollah e nuovo leader supremo dell'Iran, Mojtaba Khamenei. Nel video il volto non era nitido e, a parte le vesti simili a quelle indossate da molti altri chierici sciiti alla cerimonia, non c'era nulla che indicasse che si trattasse proprio di Khamenei".
Successivamente, Reza Mousavi Vaez, un religioso iraniano, rileva la 'Cnn', ha dichiarato sui social network di essere lui l'uomo ripreso nel filmato. Tuttavia, il fatto stesso che il video sia diventato virale, sottolinea il canale all news Usa, "è emblematico: molti sostenitori erano più concentrati a cercare segni della presenza di Mojtaba che a seguire la solenne cerimonia per rendere omaggio al leader più longevo – e forse più influente – nei 47 anni di storia della Repubblica Islamica".
L'assenza dell'attuale Guida suprema Mojtaba Khamenei ai funerali del suo predecessore e padre Ali Khamenei ha sollevato anche interrogativi sul suo stato di salute e su una sua eventuale morte, ma potrebbe anche indicare un'evoluzione del ruolo del numero uno iraniano. Per sei giorni, milioni di persone hanno assistito alle cerimonie in onore di suo padre, ucciso in un raid israelo-americano il 28 febbraio, all'età di 86 anni, di cui quasi 37 trascorsi alla guida della Repubblica Islamica. I funerali si sono conclusi con la sua sepoltura nella città santa di Mashhad, dove hanno sfilato tutte le più importanti personalità politiche. Mentre Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento, Gholamhossein Mohseni Ejei, potente capo del potere giudiziario e Mostafa Khamenei, figlio maggiore di Ali, erano presenti ai funerali, non c'è stata traccia della nuova Guida suprema iraniana.
Nominato poco dopo la morte del padre, Mojtaba Khamenei non ha ancora fatto alcuna apparizione pubblica, né ha rilasciato alcuna dichiarazione scritta. Tra le ipotesi più accreditate c'è quella della possibilità che sia rimasto ferito gravemente o addirittura sfigurato nel raid che ha ucciso suo padre. Anche se è ancora troppo presto per farlo fuori dai giochi, Mojtaba Khamenei sembra essere comunque una figura politica ben diversa da quella di suo padre o del fondatore della Repubblica Islamica Ruhollah Khomeini. La nuova Guida suprema sembra, infatti, lasciare maggiore spazio ai Guardiani della Rivoluzione. "La sua scarsa visibilità pubblica e la sua assenza ai funerali del proprio padre non sono un buon auspicio per la sua immagine presso l'opinione pubblica, ma potrebbe trattarsi solo di una situazione transitoria", sottolinea Farzan Sabet, ricercatore presso l'Istituto di alti studi internazionali di Ginevra, intervistato dall'Afp. Secondo l'esperto, questa assenza è probabilmente legata a "diverse ferite che lo rendono impresentabile al pubblico" e a considerazioni di sicurezza "a causa del rischio che un'apparizione pubblica possa essere utilizzata per sorvegliarlo e preparare un attentato". Sabet comunque sostiene che potrebbe verificarsi una "lotta per il potere" tra Mojtaba Khamenei e Ghalibaf, diventato, complice la guerra, la figura politica iraniana più in vista.
Da parte sua, Jason Brodsky, esperto del think tank statunitense United Against Nuclear Iran (Uani), sottolinea che, sebbene la Guida suprema abbia potuto contare sul sostegno dei Guardiani della Rivoluzione per ottenere la sua carica, questo potrebbe renderlo "più dipendente" da loro. "L'equilibrio delle forze tra l'ufficio del leader supremo e i Guardiani della Rivoluzione è cambiato", osserva. Brodsky descrive Mojtaba Khamenei come un "leader più debole" rispetto a suo padre, ricordando che ad Ali Khamenei comuque sono serviti "anni per consolidare la propria autorità" dopo essere stato nominato nel 1989, alla morte di Khomeini. "Mentre l'Iran cerca di mostrarsi forte e unito" dopo la guerra, l'assenza del suo nuovo leader supremo dimostra che "la paranoia e la paura vivono dietro le quinte", a seguito della morte di numerosi funzionari nell'attacco del 28 febbraio. Alex Vatanka, ricercatore associato presso il Middle East Institute, evidenzia che Mojtaba Khamenei "non può superare il carisma di Khomeini né fingere di avere la stessa autorità di suo padre". Tanto più che il rifiuto delle "successioni ereditarie" ha alimentato la rivoluzione che ha travolto lo scià nel 1979. "Mojtaba dovrà governare più attraverso le istituzioni che ponendosi al di sopra di esse", scrive sulla rivista Al-Majalla.

Categoria: internazionale/esteri
23:06
Wimbledon, Sinner troppo forte e Djokovic si inchina: "Jannik superiore"
(Adnkronos) - "Jannik è stato superiore". Novak Djokovic si inchina dopo la netta sconfitta contro Jannik Sinner in semifinale a Wimbledon. Il serbo, 39 anni, è stato sconfitto in 3 set dall'azzurro che in finale sfiderà il tedesco Alex Zverev. "Non credo avrei potuto far nient'altro, è stata una bella lezione. Ero mezzo passo più lento su ogni colpo, Jannik è stato superiore a me di almeno un livello. Io non stato abbastanza reattivo, non avevo sufficiente equilibrio: c'era poco da fare. Mi sentivo bene fisicamente, lui è stato dominante in campo: è stato semplicemente migliore, bisogna fare i complimenti e basta. Io il migliore del mondo in risposta? Lo ero...", dice Djokovic in conferenza stampa.
Il serbo oscilla tra la soddisfazione per una competitività 'eterna' e la delusione per la sconfitta. "Io do sempre il massimo. L'anno scorso ho raggiunto 4 semifinali nei tornei dello Slam. Quest'anno, finora, ho raggiunto una finale e una semifinale. Per il 99% dei giocatori sarebbe un risultato ottimo a livello di Slam, per me non è abbastanza buono. Sono fortunato e allo stesso tempo maledetto, sono abituato a risultati di altissimo livello. In un certo senso sto facendo i conti con me stesso: mi dico 'è incredibile che tu sia ancora in grado di giocare a un livello così alto e spingere i giovani al limite'", dice.
"Allo stesso tempo, continuo ad avere aspettative altissime. Mi piace la competizione, mi piace questo brivido e per viverlo sopporto un peso notevole a livello fisico. Sono contento che in questo torneo il corpo abbia retto piuttosto bene", ammette. "Quando sto bene, sento che sono ancora in grado di giocare come un top 5, sono ancora in grado di competere al livello più alto. Cerco di vivere un giorno alla volta, nessuno mi costringe a giocare e non avverto pressione particolare. Gioco perché voglio e perché posso farlo ancora ad alto livello", spiega ancora. Quindi, ci si vede a Wimbledon nel 2027? "Vediamo, mi piacerebbe giocare qui ancora un anno".

Categoria: sport
22:36
Wimbledon, Sinner a caccia del bis senza tremare: "Mi godo la finale"
(Adnkronos) - "Mi godo la finale". Jannik Sinner ad un passo dal secondo titolo consecutivo a Wimbledon. L'azzurro, numero 1 del mondo, ha travolto Novak Djokovic in semifinale con un 6-4 periodico. Domenica, in finale, la sfida con il tedesco Alex Zverev, fresco trionfatore al Roland Garros.
"Vengo da 2 anni incredibili, sono di nuovo in una finale Slam e affronto tutto questo in modo 'naturale'. Sto giocando una stagione ottima, ho vinto tanti tornei e ho perso poche partite. Sto provando cose nuove dopo il Roland Garros, mi sembra stiano funzionando", dice analizzando la prestazione fornita in semifinale. "Ho servito molto bene, stiamo dedicando molta attenzione alla battuta. Sapevo di dover alzare il livello, ci sono riuscito. Mi sono mosso meglio del solito, ho giocato tutti i colpi con grande attenzione: ho interpretato tutti i punti bene a livello mentale. Contro Djokovic bisogna giocare il miglior tennis, altrimenti finisce male. In particolare in un torneo dello Slam. Novak gioca ancora ad altissimo livello, è davvero un modello per tutti. E' un onore giocare contro di lui, questi match sono speciali", aggiunge.
Contro Zverev, Sinner ha vinto gli ultimi 9 confronti diretti. "Non conta niente", taglia corto l'azurro. "Zverev sta benissimo, si vede l'effetto della vittoria al Roland Garros, gli ha dato enorme fiducia. Sta servendo benissimo, su questi campi è un fattore importante. E' un avversario difficile da affrontare su questa superficie", dice. "Io sono felice di essere in questa posizione e di potermi giocare il titolo qui. Io, ripeto, cercherò di fare il massimo. Per ora mi godo la possibilità di giocare una nuova finale a Wimbledon", conclude.

Categoria: sport
22:06
New York, 'mea culpa' di Mamdani: Little Italy torna sulla mappa
(Adnkronos) - Little Italy torna sulla mappa di New York City. Il sindaco della Grande Mela, Zohran Mamdani, annuncia la 'correzione' dopo la denuncia dell'Italian American Civil Rights League. Little Italy è stata esclusa dalla mappa delle 'enclave di immigrati di New York'. Gli italoamericani della Grande Mela hanno protesta in maniera veemente nelle ultime 48 ore, anche se la 'vecchia' Little Italy di fatto non esiste più. La comunità italiana a New York ovviamente non è più concentrata nei 2 'storici' isolati. L'esclusione dalla mappa, però, è stata considerata un affronto in ogni caso. Lo stesso trattamento, d'altra parte, è stato riservato a comunità ebraiche o irlandesi: tutte sparite dalla cartina.
"Questa mappa è stata creata nel 2023 dalla precedente amministrazione, l'abbiamo ereditata e abbiamo aggiunto diverse comunità", si difende Mamdani promettendo un intervento. "Non è una lista completa con tutte le 200 comunità che chiamano New York 'casa'. Ci saranno modifiche, questo comprende l'inserimento di Little Italy".

Categoria: internazionale/esteri
21:33
A Montecassino il cardinale Pizzaballa riceve il premio Pacis Nuntius 2026: "A Gaza la devastazione è totale"
(Adnkronos) - A Montecassino il patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha ricevuto il premio Pacis Nuntius 2026, accolto dal padre Abate Dom Luca Fallica e dalla comunità benedettina. Nel monastero, raso al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale, il cardinale ha richiamato la devastazione di Gaza, "l'80% è distrutta", ha detto, e ha lanciato un appello alla pace: il cambiamento deve partire dal basso, con lavoro sociale, culturale e un linguaggio non violento (VIDEO).
Nel suo saluto, Dom Luca Fallica ha ricordato il cammino spirituale che condurrà al 2029, fondato su pace, luce, comunione e speranza. "Stiamo scandendo il cammino che ci condurrà a celebrare nel 2029 i 1500 anni dell'arrivo di San Benedetto su questo colle e della conseguente nascita di questa abbazia di Montecassino" ha detto, spiegando che il premio è stato assegnato a Pizzaballa per il suo impegno in Terra Santa. Ha richiamato San Benedetto, San Paolo VI e la storia dell'Abbazia come simboli di ricostruzione e testimonianza di pace.
Pizzaballa ha confessato l’emozione di trovarsi per la prima volta a Montecassino, riconoscendo il valore simbolico del monastero nella memoria europea. Il cardinale ha lanciato un messaggio di speranza: il cambiamento deve partire dal basso, con lavoro sociale e culturale, facendo rete e curando il linguaggio, "prima forma di violenza". La pace, ha detto, richiede tempo, ma può arrivare se si crede nel percorso e si lavora insieme.
Nel chiostro dei Benefattori, la Gendarmeria Vaticana ha offerto un omaggio musicale. Poi una bandiera della pace lunga 20 metri, realizzata a mano, ha ricoperto la scala del chiostro del Bramante. La mattinata si è conclusa con la preghiera del cardinale nella cappella delle Reliquie e nell'oratorio di San Giovanni Battista, nel punto più vicino alla reliquia di San Benedetto.

Categoria: cronaca
21:00
Sinner, Djokovic ko e finale a Wimbledon: "Vincere contro Nole è speciale". Poi la battuta sulle star in tribuna
(Adnkronos) - Jannik Sinner sorride dopo il successo in semifinale di Wimbledon contro Novak Djokovic. Il tennista azzurro ha superato il serbo in tre set e domenica 12 luglio si giocherà la finale del torneo inglese contro Alexander Zverev: "Penso sia speciale essere ancora in finale e averlo fatto con Novak, che ispira le nuove generazioni, lo è ancora di più" ha detto il numero uno del ranking Atp al termine del match. "Sapevamo che sarebbe stata dura oggi, ho perso con lui agli Australian Open. Serviva adattarsi, venivo da una partita dura ai quarti. Ho cercato di servire bene, ho mescolato un po' le cose e sono felice. Oggi ho alzato il livello".
Sinner ha anche trovato il tempo di sorridere con una considerazione sulla moda, visto che ad assistere alla sfida c'erano anche la direttrice di Vogue America Anna Winthur e lo stilista Tom Ford: "E' stato un po' strano giocare davanti a così tante stelle della moda, un po' inquietante" ha detto l'azzurro. "Sono però un tennista e devo mettere la palla in campo. Ci vediamo domenica".

Categoria: sport
20:47
Sinner-Zverev, domenica la finale di Wimbledon: orario, precedenti e dove vederla
(Adnkronos) - Jannik Sinner torna in campo per la finale di Wimbledon 2026 contro Alexander Zverev. Archiviato con una vittoria convincente il penultimo atto dello Slam inglese contro Novak Djokovic, il fuoriclasse azzurro sfiderà il tedesco (campione al Roland Garros) per bissare il titolo vinto l'anno scorso a Londra. Ecco data e orario della finale, precedenti tra i due e dove vedere il match in tv (anche in chiaro) e in streaming
La finale di Wimbledon 2026 tra Sinner e Zverev (in programma domenica 12 luglio, non prima delle 17) sarà il quindicesimo confronto tra i due tennisti: l'azzurro è avanti 10-4 nei precedenti. L'ultimo successo del numero uno risale alla finale di Madrid 2026, dominata 6-1 6-2.
Sinner-Zverev sarà visibile in diretta televisiva sui canali Sky Sport, ma anche in chiaro su Tv8. Il match si potrà seguire in streaming sull'app Sky Go, su NOW e su Tv8.it.

Categoria: sport
20:41
Re Carlo ha incontrato Harry e Meghan con i loro figli. Archie e Lilibet non vedevano il nonno da 4 anni
(Adnkronos) - Incontro tra Re Carlo III e il figlio Harry. Il Duca, con la moglie Meghan Markle è i figli Archie, 7 anni, e Lilibet, 5 anni, hanno fatto visita al sovrano e alla Regina Camilla.
Buckingham Palace, riferiscono i media britannici, ha confermato che il Re e la Regina hanno ospitato la famiglia a Highgrove House, la residenza di campagna del monarca nel Gloucestershire, nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 10 luglio. I figli del Duca e della Duchessa di Sussex hanno visitato l'ultima volta il Regno Unito nel giugno 2022.
Archie e Lilibet stanno crescendo in California, dove il Duca e la Duchessa di Sussex si sono trasferiti nel 2020. Sono passati quattro anni da quando i figli di Harry hanno visto il loro nonno, re Carlo.

Categoria: internazionale/esteri
20:20
Mondiali, Spagna vola in semifinale: Belgio battuto 2-1
(Adnkronos) - La Spagna batte il Belgio per 2-1 nei quarti di finale dei Mondiali 2026 e vola in semifinale contro la Francia. A Los Angeles, le Furie Rosse si impongono con i gol di Fabian Ruiz al 30' e di Merino all'88'. In mezzo, il provvisorio pareggio belga con De Ketelaere al 41'.
Gli iberici sbloccano il risultato alla mezz'ora. Yamal innesca Pedro Porro sulla fascia destra, cross basso e girata di Dani Olmo: Courtois respinge, Fabian Ruiz ribadisce in rete per l'1-0. Il Belgio pareggia alla prima vera azione offensiva. Castagne da destra crossa, De Ketelaere inventa un gol da bomber vero: colpo di testa in avvitamento, 1-1 al 41'. Il gol partita arriva all'88'. Cubarsì cerca il jolly da 25 metri, Lammens - entrato al posto dell'infortunato Courtois - confeziona una mezza papera: non blocca e non allontana, Merino - già match winner contro il Portogallo - piomba sul pallone e firma il 2-1. La Spagna campione d'Europa vola in semifinale per la seconda volta nella propria storia. Martedì a Dallas la sfida con la Francia: sarà Yamal contro Mbappé.
Domani si giocheranno le altre due semifinali: Inghilterra-Norvegia (sabato 11 luglio alle 23 ora italiana) e Argentina-Svizzera (nella notte tra sabato 11 e domenica 12, alle 3 ora italiana)

Categoria: sport
20:01
"Vai Nole, puoi battere Sinner". E Djokovic se la ride: "Magari dieci anni fa"
(Adnkronos) - Momento tutto da ridere durante la semifinale di Wimbledon 2026 tra Jannik Sinner e Novak Djokovic. Nel corso del terzo set del match, con l'azzurro avanti di due set e sul 2-1 nel terzo parziale (con un break) il serbo ha la possibilità di riaprire il discorso con una palla break. Sinner però la annulla con un ace da applausi e poi chiude il game rapidamente, portandosi sul 3-1. Djokovic si lascia andare a un sorriso amaro e proprio in quel momento un tifoso prova a incoraggiarlo: "Puoi farcela, Nole. Andiamo a vincere" il grido che si alza dalle tribune del Centrale.
L'ex numero uno ha la risposta pronta, che strappa un sorriso a tutti i presenti e anche un lungo applauso di incoraggiamento: "Magari dieci anni fa...". Parole pronunciate con il sorriso e con grande sportività dal serbo, che ha poi perso il match 6-4 6-4 6-4.

Categoria: sport
19:53
Sinner in finale a Wimbledon, come cambia il ranking Atp e quanto guadagna
(Adnkronos) - Jannik Sinner vola in finale di Wimbledon 2026 e tiene vivo il sogno del 'back to back' sull'erba londinese. Domenica 12 luglio il fuoriclasse azzurro affronterà il tedesco Alexander Zverev, ma il numero uno del ranking Atp ha già la certezza di restare in testa alla classifica anche in caso di sconfitta e si assicura già la qualificazione per le Atp Finals di Torino.
Zverev, che proprio oggi ha superato Alcaraz al secondo posto del ranking, è diventato il primo inseguitore dell'azzurro. Ecco come potrebbero cambiare i distacchi dopo l'ultimo atto dello Slam inglese (prima finale Slam della stagione per Sinner, la settima in carriera) e quanto guadagnerà il vincitore.
Sinner è certo di conservare la vetta del ranking Atp anche in caso di sconfitta in finale, visto che ciò che può cambiare è solo il margine sul secondo. Al momento, l'azzurro è a 12.750 punti e vincendo il titolo potrebbe salire a quota 13.450 puni. Dopo il successo in semifinale contro Fery, Zverev ha superato Alcaraz (fermo per un problema al polso) portandosi a 8.480 punti. E con un successo domenica potrebbe arrivare a 9.180 punti: il possibile nuovo distacco di Sinner sul secondo oscilla quindi tra 3.070 e 4.970 punti.
Con i suoi 8.160 punti, Alcaraz scende al terzo posto del ranking Atp e il fattore è da non sottovalutare, perché potrebbe stravolgere i prossimi tornei. Il regolamento Atp spiega come il numero 1 e il numero 2 del mondo debbano essere collocati nella parte alta e in quella bassa dei tabelloni, mentre il numero 3 viene sorteggiato in una delle due metà. E dunque, Sinner e Alcaraz potrebbero incrociarsi già in semifinale in semifinale nei prossimi tornei (e non solo in finale, come visto nell'ultimo periodo).
Fin qui, Sinner ha già guadagnato 3,4 milioni di euro a Wimbledon. In caso di successo in finale, l'azzurro arriverà a toccare i 4,8 milioni. Nella stagione in corso, Sinner ha incassato 6,8 milioni di dollari in premi. In carriera, il 'bottino' complessivo ammonta a 64,8 milioni.

Categoria: sport
19:42
Forza Italia, il 'tesoretto' di Tajani: conti in attivo nel 2025 con avanzo circa 3 milioni euro
(Adnkronos) - Conti in attivo per Forza Italia nel 2025. Secondo l'ultimo bilancio, chiuso al 31 dicembre scorso, il partito guidato da Antonio Tajani, esattamente tre anni dopo la morte del suo fondatore Silvio Berlusconi, presenta un avanzo di circa 3 milioni di euro (per l'esattezza 2 milioni 931mila 780 euro) e, per ''effetto di tale risultato'', scrive nella sua relazione il tesoriere Fabio Roscioli, il patrimonio netto ''riduce la perdita progressiva passando da euro 98 milioni 778 mila 469 euro del precedente esercizio agli attuali 95 milioni 846 mila 689 euro".
A rimpinguare le casse è soprattutto il boom di iscritti, che grazie ai tesserati ha contribuito alla causa con quasi 2,7 milioni di euro. Nel complesso si tratta di un vero e proprio tesoretto in tempi di magra post abolizione del finanziamento pubblico. Si registra, inoltre, un "risultato positivo della gestione caratteristica pari ad euro 2 milioni 808 mila 110 euro''. Carte alla mano, il ''totale dei proventi della gestione caratteristica", ovvero l'ammontare degli 'introiti' comprensivi del 2 per mille e delle 'donazioni' dei parlamentari e delle imprese, presenta un "incremento di 214 mila 900 euro rispetto all’anno precedente dovuto ad un ulteriore successo decretato dalla campagna adesioni che ha bilanciato il decremento delle contribuzioni da terzi". Nello specifico, spiega Roscioli, "durante l’anno in esame si è assistito ad un aumento degli importi incassati dal tesseramento raggiungendo complessivamente la somma di euro 2 milioni 73 mila 460 euro".
Ad aumentare le finanze anche il contributo delle quote associative annuali (''le singole voci che compongono la voce dei proventi evidenziano un incremento delle quote associative di 1 milione 048 mila 204 euro'') mentre ''per le contribuzioni da terzi" si registra un "decremento rispetto all’anno precedente pari 763 mila 612 euro''.
La zavorra dei debiti di Forza Italia accumulata in passato si riduce. Il partito riduce il suo 'debito' verso i figli di Silvio Berlusconi, che alla morte del fondatore del movimento azzurro avevano ereditato circa 100 milioni di passivo sotto forma di fidejussioni bancarie garantite personalmente dal leader del centrodestra. Spulciando l'ultimo bilancio, quello chiuso al 31 dicembre scorso, si scopre, infatti, che la posta 'debiti' "ammonta complessivamente a 94 milioni 959 mila 950 euro" con un ''decremento di 2 milioni 816mila 210 euro'' rispetto a ''quanto esistente'' nell'esercizio precedente. Nel dettaglio, scrive il tesoriere Fabio Roscioli nella nota integrativa, i cosiddeti debiti verso altri finanziatori, in questo caso verso la famiglia del Cav, "espongono l'ammontare di 90 milioni 433 mila 600 euro'' e ''scaturiscono dalla escussione di fidejussioni rilasciate dal presidente Silvio Berlusconi rilasciate a diversi istituti bancari a garanzia di affidamenti da questi concessi al nostro Movimento in anni antecedenti alla entrata in vigore del decreto legge 28 dicembre 2013 n°149 convertito in legge del 21 febbraio 2014 n°13''.
Pertanto, Berlusconi, ''al momento della estinzione dei debiti di Fi, continua l'amministratore delle casse azzurre, ''è divenuto il principale creditore nei confronti del partito per l'importo pari ai pagamenti da lui effettuati; a seguito del decesso del nostro Presidente questo credito si è trasferito ai suoi aventi diritto'', ovvero i cinque figli, Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi. Carte alla mano, se nel 2014 i ''debiti'' nei confronti dell'ex premier attraverso l'esposizione verso le banche arrivavano a 46 milioni 517 mila 788 euro e nel 2015 ammontavano a 43 milioni 915 mila 812 euro, nel 2025 la situazione è cambiata: al 31 dicembre scorso, precisa Roscioli, i 'debiti verso eredi del presidente Berlusconi per saldo esposizione verso banche'' raggiunge quota 90 milioni 433mila 600 euro. In sostanza, la famiglia Berlusconi continua (e continuerà) a sostenere economicamente la creatura politica del padre (resta infatti la principale creditrice del partito e, di fatto, l'unico proprietario del movimento azzurro), ma il passivo pregresso si è notevolmente ridotto rispetto ai rendiconti finanziari precedenti. A conferma che il 'soccorso familiare' non verrà a mancare, c'è da registrare anche il contributo di Paolo Berlusconi, fratello dell'ex leader di Fi, attraverso un pegno di 4 milioni di euro. Nei ''conti d'ordine'', rivela Roscioli, figura nella voce 'Garanzie (pegni, ipoteche) a/da terzi' un ammontare di 7 milioni di euro relativo a garanzie reali a copertura di tre linee di credito concesse da Banca Popolare di Milano per complessivi 6 milioni 905 mila euro, rilasciate in precedenti esercizi, per 3 milioni di euro dal presidente Silvio Berlusconi (cui sono subentrati gli eredi nelle persone di Marina Elvira, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi) e per 4 milioni dal dott. Paolo Berlusconi''. In sintesi, la ''perdita progressiva'' di Fi grazie a un avanzo di 2 milioni 931 mila 780 euro, passa da 98 milioni 778 mila 469 euro del precedente esercizio agli attuali 95 milioni 846 mila 689 euro.
In calo sono pure i 'debiti'' verso le banche, che ''ammontano a 2 milioni 988 mila 511 euro e diminuiscono di 2 milioni 563 mila 516 euro rispetto al precedente esercizio, dove mostravano l'importo di 5 milioni 552 mila 027 euro'': la voce è essenzialmente composta da linee di credito concesse da un istituto bancario. Si riducono anche i 'debiti verso fornitori', stimati in 943 mila 008 euro: ''sono diminuiti di 70 mila 165 euro e rappresentano quanto da liquidare per debiti relativi alle attività del partito''. Quanto all'attivo, invece, va segnalato che solo dai parlamentari in cassa sono arrivati 532 mila 988 euro, mentre i consiglieri regionali hanno versato 275mila 490 euro. Fi può contare poi su 1 milione 250 mila 289 euro derivanti da 'altre persone fisiche', ovvero non eletti, e su 1 milione 202 mila 500 euro arrivati da varie imprese. Il contributo da 'associazioni, partiti e movimenti politici' si ferma a 7mila 886 euro.
L'obiettivo primario di Forza Italia resta quello di ''continuare a migliorare la situazione patrimoniale complessiva, nonostante le ingenti spese''. A metterlo nero su bianco è il tesoriere Fabio Roscioli nella sua relazione gestionale dell'ultimo bilancio, quello del 2025. L'amministatore delle casse azzurre guarda al futuro e elenca tutte le iniziative che nel 2026 continueranno, anzi, saranno incrementate, per assicuare al partito il maggior numero di risorse necessaria per abbattare i debiti e provare a rilanciarsi. Dal progetto 'Sostieni Fi' al fundraising (attraverso cene e incontri) a varie campagna di comunicazione sui social e sul web: da tutto questo parte e si svilupperà la mobilitazione di Fi a 'caccia di soldi' per svolgere la propria attività politica e constrastare il caso dei 'morosi', 'stanando', laddove è possibile, i cattivi pagatori. Nel "corso del 2026'', scrive Roscioli, ''il nostro Movimento si impegnerà a concentrare gli sforzi volti ad incrementare i proventi coinvolgendo i nostri elettori, i simpatizzanti e gli eletti a qualsiasi livello anche per garantire un flusso di introiti costante e protratto nel tempo". Il ''partito'', spiega, ''continuerà le attività, già intraprese nel corso degli esercizi precedenti, di recupero delle somme arretrate dovute al Movimento da parte degli eletti al fine di ottenere un concreto apporto da tutti i parlamentari, europarlamentari e i consiglieri regionali anche alla luce del regolamento per la contribuzione degli eletti approvato dalla Segreteria Nazionale che conferma l’obbligo, da parte di questi ultimi, del versamento dei contributi mensili".
"Si segnala'', continua il tesoriere, 'che al fine di incrementare i proventi si è attivato un meccanismo di contribuzione libera al Partito tramite il Progetto 'Sostieni Forza Italia', in ottemperanza alla normativa sulla trasparenza vigente, è possibile versare contributi al partito direttamente dal nostro sito. Analogamente è stato creato un link personalizzato per ogni eletto a livello nazionale e regionale che consente la raccolta fondi in modo semplice anche attraverso la diffusione via social che ad oggi, tuttavia, non è stato utilizzato". Roscioli annuncia che farà di tutto per incrementere il 2Xmille. Carte alla mano, la "voce contributi dello Stato relativi alla destinazione del due per mille dell’Irpef è pari 788 mila 656 euro e registra un decremento di 18 mila 827 euro rispetto all’anno precedente''. ''Continueranno le numerose iniziative mediante imponenti campagne di comunicazione sia digitali che sui social network -assicura Roscioli- volte a rendere edotti, sensibilizzare e coinvolgere i nostri elettori e il maggior numero possibile di nostri simpatizzanti circa la possibilità di destinare il 2 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche al nostro Movimento. L’individuazione di responsabili nazionali e locali della raccolta fondi derivante dalla destinazione del 2 per mille ai partiti politici è solo uno dei molteplici passi che si sono intrapresi al fine di conseguire un auspicabile incremento delle somme destinate al nostro Movimento".
E ancora: ''Si implementeranno, anche attraverso progetti ad hoc, le consuete iniziative già svolte nel corso dell’anno precedente, volte ad incentivare la raccolta fondi proveniente da terzi sostenitori, anche tramite la programmazione di manifestazioni ed eventi sia a livello nazionale che a livello locale". Verrà, quindi, "di nuovo richiesto il coinvolgimento diretto dei nostri eletti chiamati ad organizzare eventi a carattere centrale o periferico e il nostro Movimento si farà promotore di iniziative quali a titolo non esaustivo: cene, convegni, feste nazionali e locali, incontri e dibattiti a tema per sollecitare una raccolta fondi a termini di legge".

Categoria: politica
19:17
Nato smentisce Conte: "La Russia è una minaccia per la sicurezza euro-atlantica"
(Adnkronos) - "La Russia rappresenta chiaramente una minaccia per la sicurezza euro-atlantica". Ad affermarlo a 'Il Foglio' è il colonnello Martin L. O’Donnell, il portavoce del generale americano Alexus G. Grynkewich, l'attuale Supreme Allied Commander Europe, il comandante più importante della Nato in Europa, commentando le dichiarazioni del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte che sosteneva che Grynkewich avesse affermato che la Russia non rappresentasse una minaccia per l’Europa.
Nelle sue dichiarazioni al Financial Times, il generale Grynkewich ha spiegato che, secondo la sua valutazione, la Russia al momento non sta cercando uno scontro diretto con la Nato, perché è consapevole del nostro vantaggio. Ha, poi, sottolineato quanto sia importante che la Russia continui a comprendere che qualsiasi aggressione contro di noi sarebbe destinata al fallimento. Non c’è dunque alcun dubbio che la Russia rappresenti una minaccia: il punto decisivo è essere preparati ad affrontarla come Alleanza difensiva”.
Sul Foglio, scrive il direttore Claudio Cerasa,"abbiamo raccontato il modo incredibile con cui il leader del M5s, Giuseppe Conte, per dimostrare l’indimostrabile, ovvero che la Russia non rappresenti alcuna minaccia per l’Europa, ha utilizzato, stravolgendole, le parole rilasciate al Financial Times dal generale americano Alexus G. Grynkewich. Secondo Conte, 'stanno costruendo una minaccia russa per convincerci ad armarci fino ai denti, ma persino il comandante delle forze Nato ha detto al Financial Times che la Russia non rappresenta una minaccia per l’Europa'. Sul Foglio abbiamo spiegato che in verità il generale Grynkewich ha detto una cosa molto diversa, ha detto che grazie alla capacità di deterrenza della Nato, 'la Russia non sta cercando oggi uno scontro diretto con la Nato'. Ma siccome non possiamo pensare che un ex premier sia così irresponsabile da stravolgere le parole di un generale della Nato siamo andati direttamente alla fonte e abbiamo chiesto allo staff del generale Grynkewich, attuale Supreme Allied Commander Europe, il comandante più importante della Nato in Europa, se abbia ragione Conte oppure no".
Interpellato dal Foglio a proposito delle dichiarazioni al Financial Times, il portavoce del generale, il colonnello Martin L. O’Donnell, ha quindi spiegato che "la Russia rappresenta chiaramente una minaccia per la sicurezza euro-atlantica, come i leader alleati hanno appena ribadito ancora una volta ad Ankara".
"Alle sciocchezze di Conte - scrive Cerasa-, ha risposto dal suo campo base anche la Nato. Resta solo da capire se, dal campo largo, qualche altro generale avrà il coraggio di replicare e di inchiodare Conte alla sua propaganda e alle sue falsità".

Categoria: internazionale/esteri
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Bresh porta mare (e Liguria) a Roma, il concerto all'Auditorium
(Adnkronos) - Nel concerto di Bresh a Roma c'è tutto. Voci, luci e strumenti. Un'arena sold out, sorrisi e un po' di nostalgia, per qualcuno dolce e per altri amara. Dopotutto non ci si può godere lo show di Andrea Brasi senza inconsapevolmente sentire una fitta al cuore, lì dove fa più male. Succede un ritornello dopo l'altro, quando canzoni con un ritmo da hit estiva si mischiano a strofe più profonde di quanto sembrino. La musica, anche stasera, ricorda che non è fatta solo per ballare, ma per riflettere, guardarsi dentro, imparare dai propri errori. In una parola, crescere.
L'Auditorium della Musica, per una sera, cambia veste e abbraccia qualcosa di nuovo. Il mare, questa volta, non arriva da Ostia, ma dalla Liguria scende fino a sommergere il quartiere Flaminio. Lì dove di solito si esibiscono i grandi della musica classica, che prende il nome da Ennio Morricone, ma si adegua ai tempi e si trasforma di pari passo con la musica italiana. E Bresh, su quel palco, ci sta benissimo. Lui, genovese doc, che Roma la considera una seconda casa e la celebra intonando Venditti. Che ammette di essere in soggezione ogni volta che scende nella Capitale. E come dargli torto.
Come tutti i liguri, anche Bresh è profondamente legato alla sua terra. Ama Genova e i suoi vicoli, canta la sua storia. Sul palco c'è posto per 'Creuza de ma', brano, tutto in genovese, creato dall'indimenticato Fabrizio de André e che Brasi ha fatto un po' suo cantandolo a Sanremo insieme al figlio di Faber, Cristiano. Un'esibizione maledetta, piena di problemi tecnici e ripetuta tre volte, ha dato nuova vita a una canzone leggendaria. Che strana storia. Bresh, in ogni caso, dice che Roma e Genova qualcosa in comune ce l'hanno: "il dissacrare". Quando qualcuno si eleva oltre il suo ruolo, fino a dimenticare se stesso e la sua funzione, lo buttano giù. E la storia va avanti.
È uno dei momenti in cui Bresh prova a spiegare qualcosa del suo percorso e del suo modo di pensare. Tutte cose che, chi è lì con lui, già sa. Una dopo l'altra suonano i successi del momento e le canzoni meno conosciute, che arrivano da un passato in cui pochi avrebbero scommesso su Andrea. Eppure lui si dice contento di cantare 'Non ho Eroi' e 'Hooligans', anche se non tutti conoscono i testi. Non ci sono ospiti, eppure il palco è affollato: basso, percussioni, batteria, trombe, sax e anche tre coriste. Ai suoi lati, Dibla, la 'sua' chitarra, e Shune, il primo produttore a credere in lui. Quelli che c'erano da sempre e che Brasi non smetterà mai di ringraziare.
E così Bresh si lascia andare a un "wow" mentre i telefoni si accendono per 'La tana del granchio', la canzone che forse ha cambiato rotta alla sua storia. Il Festival, dopotutto, può essere propulsore o freno. Nel suo caso, è stata la spinta decisiva per spiccare il volo o, come direbbe lui, per trasformarsi "in un Bresh alato". Brasi è passato da essere una delle voci più apprezzate della scena rap, proveniente da quella 'Drilliguria' che ha sfornato Tedua, Izi, Rkomi e ultimo Sayf, a mainstream. Lo ascoltano gli adolescenti, le madri, i cultori del genere e della musica più 'tradizionale'. Bresh non ha confini, fugge alle definizioni, parte dal rap ma abbraccia il pop, e quello che ne esce fuori è un mix da brividi.
La sensazione, vedendolo esibirsi per oltre due ore quasi senza sosta, è che Bresh sia davvero felice di essere lì. Ha il sorriso stampato sul volto, scherza con il pubblico, lancia indumenti con il passare delle canzoni, per la gioia delle fan. Si lascia andare a discorsi che sa dove iniziano e nemmeno lui capisce dove finiscono, ma anche questo è il bello della diretta. 'Mare Nostrum', il tour partito dalle quattro date di Genova che ha fatto tappa a Roma dopo l'uscita di 'Mediterraneo, il suo ultimo album, segna anche un momento di riscatto. L'onda lunga di Sanremo si era rivelata un boomerang, travolgendo il tour estivo dello scorso anno e costringendolo ad annullare le date.
Un anno dopo invece tutti sono lì per lui, che ancora non ci crede. Bresh funziona perché parla di vita vissuta traendo ispirazione dal quotidiano, racconta quello che vede. Un viaggio in Sudamerica ha dato vita a 'Torcida', un tramonto sul mare ha ispirato 'Guasto d'amore' e un cuore spezzato, dopo una storia finita male, ha creato un capolavoro. 'Introvabile' è un momento così intimo in un concerto sembra fuoriluogo: "E se riuscissi anche un secondo a non rincorrere le idee/E mi fermassi come un treno, quando tiri forte il freno/E se facessi pure finta di star bene senza te/Potrai sentire anche il mio battito, che non starebbe fermo un attimo".
Prima che partisse la canzone, Bresh aveva detto: "questa non c'è bisogno che ve la presento", e l'ha chiusa con un "quanti cuori spezzati questa sera". Nel breve silenzio che ne è seguito, prima del boato, ognuno si è guardato dentro e ha sorriso ai propri fantasmi. Ai traumi e agli incubi. A pensieri che non se ne vogliono andare e a rimpianti che tornano. E non importa quanto tempo sia passato. Ognuno porta con sé un bagaglio, che spesso assomiglia a una cicatrice. Tutti sentono il peso dei propri sbagli e faticano a trovare pace. Bresh invita a guardare quel dolore, abbracciarlo, e andare avanti. Perché il tempo cura tutto, ma a volte ci vuole una canzone.

Categoria: spettacoli
00:33
Teddy Reno compie 100 anni, chi è il gentiluomo della canzone
(Adnkronos) - Cento anni, oggi sabato 11 luglio, per Teddy Reno, figura leggendaria della musica leggera, protagonista di un'epoca di eleganza melodica, di canzoni che parlano d'amore con grazia, di un'Italia che si scopriva moderna sognando attraverso la radio, la televisione e il Festival di Sanremo. Nel 1962 ideò il Festival degli Sconosciuti di Ariccia, una manifestazione che fece da trampolino a numerosi giovani talenti. Fu lì che conobbe Rita Pavone, allora giovanissima, che avrebbe sposato nel 1968 e con cui ha poi condiviso una vita di affetti e successi, lontano dalle luci della ribalta, nella tranquillità di Lattecaldo, in Svizzera, dove ha ottenuto la cittadinanza elvetica e ripreso il cognome originario, Merk.
"Per Teddy e per la nostra famiglia è una bellissima data - ha dichiarato la moglie Rita Pavone all'Adnkronos - Il geriatra mi ha detto che mio marito ha una tale forza che potrebbe arrivare anche a 105 anni. Facciamo in grande tranquillità una festa di compleanno in famiglia, che è la cosa più bella di tutte, dobbiamo godercelo noi questo traguardo. E oggi sono felice di aver lottato per stare sempre accanto a lui".
Nato come Ferruccio Merk Ricordi da padre austro-ungarico e da madre ebrea a Trieste l'11 luglio 1926, la sua infanzia è stata segnata dalla tragedia del fascismo e delle leggi razziali. Dopo l'8 settembre 1943 fu costretto a fuggire con la madre Paola, rifugiandosi prima a Cesena, poi a Milano Marittima e infine nel Ferrarese, dove furono arrestati e detenuti. La sua storia familiare è anche una storia di salvezza, di identità spezzate e ricomposte, che avrebbe segnato per sempre la sua sensibilità artistica.
Il suo debutto pubblico avvenne nel 1938, appena dodicenne, in un concorso per dilettanti a Rimini con la canzone "Tu sei la musica". Dopo la guerra, trovò nella musica il suo primo vero rifugio. Esordì a Radio Trieste sotto l'amministrazione alleata e, durante una tournée in Germania nel 1946 con l'orchestra di Teddy Foster, attraversò il Reno e trovò il nome d'arte che lo avrebbe consacrato. Dal 1948 cominciò a esibirsi con l'Orchestra di Pippo Barzizza e in numerosi programmi radiofonici come "Punto interrogativo" e "Il braccialetto di Sheherazade", raggiungendo rapidamente una popolarità nazionale.
Negli anni '50 divenne uno dei volti più amati della canzone italiana. Interprete raffinato del genere romantico-melodico, è stato interprete di "Addormentarmi così" (ripresa di un successo della cantante torinese Lidia Martorana), "Trieste mia, Muleta mia" (scritta dall'amico Lelio Luttazzi - anch'egli triestino - che lo seguì nell'avventura discografica come arrangiatore e direttore d'orchestra di tantissimi dischi editi dalla Cgd), "Aggio perduto o' suonno", "Accarezzame", "Na voce na chitarra e o' poco e' luna", "Chella lla", "Piccolissima serenata", "Come sinfonia", con le quali raggiunse una notorietà internazionale.
La sua voce calda e discreta, sempre vestita di garbo, fece breccia in un pubblico ampio e trasversale. Al Festival di Sanremo si classificò secondo nel 1953 con "Un bacio sulla fronte" e terzo nel 1954. Vinse il Festival di Napoli nel 1959 con "Sarrà chissà".
Teddy Reno non è stato solo interprete: è stato anche imprenditore. Fondò la CGD (Compagnia Generale del Disco), che lanciò nomi importanti della musica leggera (tra gli altri Jula de Palma, Giorgio Consolini, Betty Curtis e Johnny Dorelli) e successivamente la Galleria del Corso, etichetta con cui lavorò anche Bruno Lauzi. Negli anni '60 incise alcuni dischi usando un ulteriore pseudonimo, Rick Mantovani.
Teddy Reno fu anche volto popolare della televisione italiana sin dagli esordi, conducendo programmi come "Canzoni al caminetto" e "Souvenir", che ospitarono star internazionali come Kim Novak e Jennifer Jones. Anche il cinema lo volle tra i suoi interpreti: partecipò a una lunga serie di film tra gli anni ’50 e ’60, tra cui: "Totò, Peppino e la... malafemmina" (1956), "Peppino, le modelle e... chella llà" (1957), "Totò, Vittorio e la dottoressa" (1957), "Il giorno più corto" (1962), "Rita la zanzara" (1966) e "Little Rita nel West" (1967), questi ultimi due con Rita Pavone all'apice del successo. Sempre elegante, mai sopra le righe, Reno riusciva a portare sullo schermo la stessa misura che aveva sul palcoscenico.
La storia d'amore con Rita Pavone fu anche un caso mediatico, con la cantante più giovane di 19 anni: per sposarla nel 1968 in Svizzera, dovette a lungo, essendo già sposato con la produttrice Vania Protti, da cui aveva avuto un figlio, Franco. Dopo l'approvazione della legge sul divorzio, si sposarono civilmente ad Ariccia nel 1971. Da allora hanno vissuto insieme, lontano dai riflettori, in Svizzera, crescendo due figli -Alessandro (nato nel 1969) e Giorgio (nato nel 1974) - e condividendo progetti musicali e di vita.
Anche da anziano, Teddy Reno non ha mai smesso di cantare. Nel 2007 pubblicò "Se questo non è amore", un album di riletture dei suoi successi. Nel 2014 celebrò i 70 anni di carriera con un disco commemorativo, e nel 2016, a novant'anni, uscì il doppio album "Pezzi da... 90", con brani inediti come "L'amore non ha età" e "Uno come noi", dedicato a Papa Francesco.
Quello stesso anno, il Comune di Trieste gli conferì il Sigillo trecentesco d'argento: "È una delle giornate più belle della mia vita", disse emozionato, ricordando l'amico Lelio Luttazzi, con cui iniziò la carriera negli anni '40. (di Paolo Martini)

Categoria: spettacoli
00:31
Dengue, in focolai in Italia prevale trasmissione a breve distanza: entro 400 metri
(Adnkronos) - I focolai di dengue che si verificano in Italia quando viene importato un caso dall'estero, si sviluppano quasi completamente a breve distanza dalla fonte di infezione principale, con trasmissione dell'infezione al massimo a 400 metri distanza. Lo indica uno studio coordinato dall’Istituto superiore di Sanità (Iss) e dalla fondazione Bruno Kessler con il contributo delle Regioni interessate da focolai di Dengue sierotipo 2 nel 2024 appena pubblicato da Eurosurveillance. La ricerca conferma come l’identificazione precoce e le misure rapide di controllo degli insetti vettori siano cruciali per il controllo del focolaio.
Le infezioni autoctone da dengue sono in aumento in Europa, in particolare in Francia, Italia e Spagna, a causa della presenza della zanzara Aedes Albopictus (la cosiddetta ‘zanzara tigre’), che è in grado di diffondere il virus quando si verifica un caso importato. Lo studio si basa sull’analisi dei focolai che si sono verificati in Italia nel 2024, che hanno portato a un totale di 296 casi, il numero più alto mai registrato in Europa continentale. Analizzando le caratteristiche spaziali e temporali della successione dei contagi e applicando dei modelli matematici i ricercatori hanno cercato di ricostruire le catene di trasmissione e di stimare le caratteristiche dei focolai, quantificando la proporzione di trasmissioni che si è verificata a varie distanze e stimando l’influenza di vari fattori, incluse temperature e mezzi di controllo applicati, sulla trasmissione secondaria del virus.
Durante i focolai, ha evidenziato lo studio, il tempo di trasmissione tra un caso primario e uno secondario è risultato di 18 giorni, con il contagio che si è verificato in casa nel 15,4% dei casi. Tra i casi di cui si è potuta ricostruire la catena di trasmissione meno dell’1% si è verificato a più di 400 metri dall’origine. Una volta scoperto il focolaio la trasmissibilità cala drasticamente, con il numero di casi secondari per infezione che scende da 1,4 a 0,4. Infine, le misure di controllo dei vettori sono in grado di far diminuire del 41,3% la trasmissione, che invece aumenta del 19,8% per ogni aumento di un grado della temperatura. "I focolai autoctoni di Dengue in Italia nel 2024 sono stati causati principalmente da trasmissione a breve distanza – concludono gli autori -. I nostri risultati confermano che la diagnosi precoce dei casi e il rapido controllo dei vettori sono fondamentali per ridurre la trasmissione".

Categoria: cronaca
00:28
Nuova e intensa ondata di calore in arrivo su Italia ed Europa occidentale, cos'è la configurazione a omega
(Adnkronos) - Una nuova, intensa ondata di calore sta per colpire l'Italia e l'Europa occidentale. Da lunedì 13 luglio, un'area di bassa pressione a ovest della Penisola Iberica richiamerà aria calda di origine desertica, che rinforzerà l'anticiclone già presente da settimane sul nostro Paese. Nello stesso momento, un'altra area di bassa pressione si consoliderà tra l'Europa orientale e il Mar Nero, dando vita a quella che i meteorologi chiamano 'configurazione a omega'. E' quanto fa sapere il Cnr in una nota.
Questa volta il cuore dell'anticiclone si sposterà più a est - spiega il Cnr - coinvolgendo l'intera penisola, comprese le regioni del Sud rimaste finora ai margini del grande caldo. Lunedì sono previste temperature fino a 37-39°C in Sardegna e 36-38°C nelle zone interne. Da martedì il caldo potrebbe intensificarsi ulteriormente, con punte di 40°C o oltre in Sardegna, Sicilia e nelle zone interne del Centro Italia. "Un anticiclone funziona come una grande cupola che intrappola l'aria calda - avvertono gli esperti - Questa aria scende verso il suolo, si comprime e si scalda ancora di più. Allo stesso tempo, l'alta pressione impedisce la formazione di nuvole e blocca l'arrivo di correnti più fresche, come quelle atlantiche. Il risultato: cielo sereno e temperature in costante aumento".
Non solo. "Un anticiclone è tanto più forte quanto più è calda l'aria che lo alimenta, in particolare alle quote 'medie' ovvero quelle comprese tra 4mila e 6mila metri. Quando l'aria calda proveniente dalle regioni subtropicali si dirige verso nord, verso l'Europa centrale, l'anticiclone ha un orizzonte di vita maggiore e può durare settimane. Perché questo accada, serve una specifica combinazione: una bassa pressione posizionata sul lato occidentale dell'anticiclone che, ruotando in senso antiorario (come avviene nel nostro emisfero), 'risucchia' aria calda dal deserto africano e la spinge verso l'Europa. Il sistema si comporta come un'onda: quando il picco di alta pressione si consolida, nella parte opposta dell'onda può formarsi un altro vortice di bassa pressione, che blocca l'anticiclone e lo costringe a restare fermo sulle stesse zone per lungo tempo".
"Questa 'configurazione a omega' non è di per sé un fenomeno eccezionale, ma il cambiamento climatico ne sta rafforzando la componente anticiclonica - chiarisce il Cnr - il picco di alta pressione si sposta sempre più a nord, portando il caldo fino al nord della Francia, all'Inghilterra e persino alla Scandinavia". Inoltre, "le masse d'aria coinvolte sono sempre più calde, e questo si traduce in temperature al suolo via via più elevate. È così che si formano ondate di calore lunghe ed estese su tutto il continente. Perché questi blocchi anticiclonici si indeboliscano, servono correnti fredde e vortici abbastanza intensi da rompere la cupola di alta pressione, portando piogge e un calo delle temperature. Ma più l'atmosfera si scalda, più questa 'controparte fredda' si indebolisce, rendendo sempre più difficile spezzare il blocco".
Non basta. "A tutto questo si aggiunge un circolo vizioso legato alla temperatura del mare: un'atmosfera calda e stagnante riscalda anche il mare, che a sua volta rilascia calore nell'aria, amplificando il fenomeno. In questo periodo il Mar Ligure, il Golfo del Leone e il Mar di Corsica registrano temperature superficiali di 7-8°C superiori alla media stagionale (circa 28-29°C), mentre le coste italiane sono 4-5°C sopra la norma. Quando arriveranno i temporali, questo calore in eccesso si tradurrà anche in maggiore 'energia' per venti e piogge più intensi e violenti", la previsione degli esperti.

Categoria: economia
00:26
Max Giusti: "Tra il palco e Mediaset sto vivendo un sogno, vorrei una serata con Gerry"
(Adnkronos) - Quarant’anni di carriera non si festeggiano tutti i giorni. E Max Giusti ha deciso di farlo nel modo più naturale per lui: salendo su un palco. Il 16 luglio, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, porterà in scena "40 e sto", uno spettacolo che mescola celebrazione, sfida e ritorno alle origini. "In realtà sarebbero 41 anni – ride – perché il mio debutto risale alla stagione ’84-’85. L’anno scorso ce lo siamo dimenticati. Ma va bene così: festeggiamo adesso", dice Giusti, che da lunedì 13 luglio torna anche nel preserale di Canale 5 con 'The Wall'. "È un bel momento. Certo, domenica notte non dormirò in attesa degli ascolti. Ma sono felicissimo a Mediaset e contento anche di tornare sul palco con il mio show".
Per l'occasione e per tracciare un po' di bilanci a latere dell'anniversario, dopo la presentazione dei palinsesti Mediaset, Giusti ha incontrato un gruppo di giornalisti nel giardino a bordo piscina del ristorante La Pisanella, che gestisce insieme al circolo sportivo Play Pisana. È un luogo che gli somiglia: rilassato e pieno di vita. Un circolo sportivo rinomato per la pratica del tennis (Max è un appassionato da sempre) dove si allenano e si sono allenati diversi giovani campioni. È la sua seconda casa (anche perché abita poco distante), il posto dove si ferma a respirare tra un set televisivo e un palcoscenico.
E il palcoscenico, adesso, chiama forte. "L’anno scorso alla Cavea sono stato benissimo, è un posto bellissimo. Stavolta ho pensato a una sorta di ‘meglio di’, che non ho mai fatto: metà pezzi nuovi, metà cose attualizzate ma pescate dagli ultimi quindici anni. E alcune delle mie imitazioni-parodie, naturalmente. Mi piace vedere il pubblico come un toro: io mi metto lì con il drappo e lo sfido". Ci saranno sorprese, forse anche una guest star. "Non posso annunciarla perché… non lo sa ancora!", dice ridendo. "Posso solo dire che la mia prima ospitata in una trasmissione televisiva è stata anche la sua".
Questa volta, però, sarà diverso. "Sarà la prima volta che in platea non ci sarà mio padre. Vivo quella fase in cui i miei si sono fatti vecchietti e ho cercato di creare un team in casa che possa aiutarli. È una cosa che ti cambia lo sguardo, anche sul palco".
La paura del palco, quella dei primi anni, oggi non c’è più. "All’inizio sì, ce n'era tanta. L’incertezza sull’accoglienza di una battuta, il dubbio. Ora no. Mi rendo conto io prima se per la platea che ho davanti è meglio tagliarla. È un istinto che arriva con il tempo". Il “sentore di avercela fatta” per lui ha un luogo preciso: il Sistina. "Dieci sere al Sistina, il salotto buono di Roma. È come aprire una pasticceria a un diabetico e dirgli che non gli fa più male mangiare lo zucchero…". E il pubblico più difficile? "Napoli. Non fa applausi a scena aperta. Poi magari alla fine ti fa dieci minuti di applausi. È un pubblico che devi conquistare centimetro dopo centimetro".
Sul politicamente corretto ha una posizione netta: "Per me è la mia coscienza. Si può dire tutto, dipende come lo dici e in quale contesto. Per far ridere non posso buttare via anni di conquiste sociali. Non è questione di censura: è questione di rispetto. Io sono d'accordo con il principio che la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri". Il successo della stand up comedy lo ha spronato sul ritmo. "Oggi anche io vado più veloce". Ma, soprattutto, gli spettacoli sono influenzati dal clima che si respira intorno. "E in quarant’anni il clima è cambiato tantissimo: siamo cresciuti negli anni ’80, anni di benessere e spensieratezza. Ora è un’altra storia".
Ed è per questo che negli spettacoli di oggi ha tolto tutto ciò che non fa ridere. "C’era un periodo in cui prima del finale si faceva una riflessione più seria. Ma dati i tempi, l’unica regola che mi do è far ridere in maniera non banale. Ho tolto le riflessioni sull’attualità perché non sono pieno di certezze. Chi sono io per insegnarti a campare?". Concorda con Francesco De Gregori, quando dice che i proclami non vanno fatti sul palco? "No. Se uno se la sente, è giusto che lo faccia. Ma io non me la sento. Questo mondo sembra un B‑movie di terz'ordine. Non sono contento del mondo che sto vivendo e di quello che sto lasciando ai miei figli… Intendiamoci: io voglio campare altri trent’anni! Ma non me la sento di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato. E non mi piace nemmeno che me lo dicano altri: dimmi come la vedi tu, poi io mi faccio la mia idea", sottolinea.
Il racconto della sua vita è sempre attraversato da un senso "di gratitudine ma anche di rivalsa". "Sono cresciuto al Trullo, figlio unico di due genitori che facevano lavori umili. Ho smesso presto di studiare. Quando mi proposero la versione inglese di ‘Aggiungi un posto a tavola’ per il Covent Garden. Dovetti dire no per la lingua. Anche per questo ai miei figli ho fatto fare la scuola internazionale. E quando viaggio con loro rimango un po' male leggendo nei loro occhi l’imbarazzo per il mio inglese, pieno di perifrasi per ovviare al vocabolario ristretto", sorride.
Per il grande show alla Cavea ha un’idea spiazzante per l'incipit: "Vorrei iniziare con ‘Tarzan Boy’ di Baltimora. Tutti ricordano solo il ritornello ‘ohohoh‑ohoh‑ohohoh’ ma nessuno sa le parole. È un modo per tornare agli anni dei miei esordi".
Giusti si definisce "un onnivoro, un entusiasta" e ammette di aver imparato tardi a dire di no. "Il sì di cui mi sono pentito? Forse quello per ‘Stile Libero Max’. Io non sono capace a fare scherzi telefonici crudeli. Non era la cifra giusta per me".
Ma oggi sul fronte televisivo Max sta vivendo un momento che definisce senza esitazioni "un sogno". Il 13 luglio debutta la nuova edizione di 'The Wall' nel preserale di Canale 5, dopo il felice approdo a Mediaset l'anno scorso con 'Caduta Libera' e poi con 'Scherzi a parte', che tornerà anche nella prossima stagione dopo un debutto al 26% di share e una media oltre il 23%. "A Mediaset mi trovo benissimo. A Cologno Monzese c’è un welfare pazzesco: dall’asilo nido alla tintoria, dalla libreria al ristorante, dalla mensa al negozio di alimentari. È un posto dove ti senti sostenuto", rimarca.
E il sostegno, per lui, ha avuto in primis il volto di Pier Silvio Berlusconi ("un editore con una visione") ma anche di due colleghi speciali. "Mi piacerebbe fare una serata con Gerry Scotti, anche solo uno speciale. Lui per me è un punto di riferimento, e quando abbiamo testato ‘The Wall’, a girare il numero zero ad Atene mi ha accompagnato lui". Ma non è stato l’unico. "Mi sono sentito molto sostenuto anche da un’altra colonna di Mediaset: Paolo Bonolis. Fu lui a dirmi per primo che aveva parlato molto bene di me ai vertici Mediaset e che forse qualcosa si stava muovendo. Eravamo al Sistina: andai subito a dirlo all’orecchio a mia moglie. Ero tutto felice. Ma un anno fa non avrei mai sperato di essere dove sono ora. Mi sento fortunato e sono felicissimo".
Anche il cinema gli ha regalato soddisfazioni importanti. "Ho fatto tre film da protagonista: ‘Appena un minuto’ di Francesco Mandelli, ‘La seconda chance’ di Umberto Carteni e ‘Dicono di te’, sempre di Carteni. Di due ho scritto anche la sceneggiatura. Ma forse quello che mi ha dato più soddisfazione è ‘La seconda chance’ che non ho scritto, perché quando ti scrivi addosso la sceneggiatura tendi a essere indulgente con te stesso. Qui invece mi sono trovato a interpretare un professore di latino e sono stato molto fiero, anche pensando alla faccia della mia professoressa e a tutte le insufficienze che mi aveva dato al liceo scientifico", ironizza. "Ma insomma, per ora, se continuo a questo ritmo con la tv e con il teatro (in ballo c’è anche il ritorno al Sistina con ‘Il Marchese del Grillo’, ndr.) sarà difficile avere tempo per il cinema. Chissà, magari una serie tv, ma ora le vogliono fare tutti, non c’è più lo snobismo dei primi tempi da parte dei grandi nomi del cinema".
Infine, la radio. Con 'Radio2 SuperMax' è stato a lungo uno dei volti di punta del palinsesto di Rai Radio2. "Ora ho cambiato editore, ma mai dire mai. In radio mi sono divertito moltissimo".
Sui progetti futuri, Giusti non può dire molto, ma oltre agli impegni già noti qualcosa di altro si muove. Dopo il recupero di 'Scherzi a parte' con una versione innovativa e il pubblico in studio, circola voce che il conduttore sia stato coinvolto nei test sui numeri zero di altri titoli storici. E chissà che non ci sia di mezzo anche il ritorno di 'Ok il prezzo è giusto', annunciato da Pier Silvio Berlusconi per la prossima stagione. "Non so niente", si schermisce con un sorriso.
Quando invece gli si chiede quale programma della storia della tv abbia amato di più, non ha dubbi: "Portobello. Metà della tv di oggi è nata da lì. Rifarlo? No, non me la sentirei".
E Sanremo? "E a chi non piacerebbe? Ma non ne voglio parlare perché mi porta sfortuna. E poi fare Sanremo implica tutta una serie di giri che durano anni. Ora sto benissimo dove sto, ma se mi chiamassero e Mediaset mi desse la liberatoria, certo che non direi di no", conclude con un sorriso.

Categoria: spettacoli
00:23
Legge elettorale, intesa sul voto dei fuorisede ma nodi restano nel centrodestra. FdI: "In aula mai divisi"
(Adnkronos) - "Mi pare che si stia andando verso una soluzione". Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, si dice ottimista sull'esito del confronto nel centrodestra sulla legge elettorale. L'unità raggiunta dalla maggioranza sul voto dei fuorisede (tramite un emendamento presentato oggi a firma del meloniano Fabio Roscani, del leghista Luca Toccalini, del forzista Simone Leoni e dell'esponente di Noi Moderati, Maria Chiara Fazio) fa ben sperare i vertici di via della Scrofa, che guardano con maggior fiducia alle trattative per portare a casa la riforma del Rosatellum entro l'estate, nonostante le resistenze degli alleati su alcuni aspetti del testo, a cominciare dalle preferenze.
Il responsabile organizzativo di Fdi, Giovanni Donzelli, non ha dubbi: "Ricordo che il centrodestra fino a oggi non si è mai diviso in nessuna votazione che c'è stata alla Camera o al Senato e non ho motivo di credere che finirà diversamente questa volta". Sulla stessa linea Roscani: "Il fatto che si sia trovata la sintesi su un tema così delicato come il voto per i fuori sede, mi fa dire di essere ottimista sulla possibilità di raggiungere una soluzione unitaria sull'intera riforma elettorale".
L'ottimismo dei meloniani, però, non troverebbe riscontro negli altri partner della coalizione. I nodi da sciogliere restano, eccome. Tant'è che un big della maggioranza dice a mezza bocca: 'oggi ci siamo ricompattati sui fuori sede, fondamentale bacino di voti, ma sulla riforma continua il gioco delle tre carte...'.
Il presidente dei deputati leghisti, Riccardo Molinari, conferma le riserve sulle preferenze: "E' noto per che per noi la legge elettorale non è mai stata una priorità, perché sappiamo tutti che questa proposta di modifica nasce da FdI e da Giorgia Meloni. Quello che noi abbiamo sempre detto è che si è arrivati ad un testo di compromesso, dove la Lega ha già fatto delle rinunce, perché per noi il sistema migliore era quello con i collegi uninominali. E siccome con questa legge ci abbiamo rinunciato -rimarca- pensiamo che oggi andare a ricambiare un testo su un tema così sensibile come quello delle preferenze sia molto complicato".
Molinari va dritto al punto e ritira fuori il fantasma del pareggio che costringerebbe Meloni a un'alleanza con Roberto Vannacci: "Per noi questa legge che prevede i collegi è un'ottima legge e, allo stesso tempo, capiamo l'esigenza di Meloni di evitare un'eventuale situazione di pareggio e quindi eventuali alleanze strane, contro natura, governi tecnici. Riteniamo però che incaponirsi sulle preferenze non abbia molto senso. Se poi, troveranno una mediazione che vada bene a tutti, non è questione di vita o di morte, questo lo ha già detto anche Salvini: le preferenze le abbiamo sempre prese tutti".
Intanto Forza Italia esprime soddisfazione per l'accordo sul voto dei fuorisede, che favorisce specialmente i giovani studenti ("è un nuovo capitolo di un impegno storico e coerente per riavvicinare le persone alla politica e modernizzare ancor di più il Paese") e conta di approvare la riforma elettorale prima della pausa estiva ma sa benissimo che la partita è ancora aperta e che il rischio che salti tutto è sempre dietro l'angolo, sia a Montecitorio, sia al Senato. La linea del partito azzurro, comunque, è quella indicata da Antonio Tajani più volte: "Ascolteremo le richieste di tutti, ma la nostra posizione è quella del testo approvato. Vediamo i tecnici cosa faranno e quali saranno le proposte concrete degli altri".
L'esame della legge elettorale riprenderà il 14 luglio, in aula alla Camera (il 13 scade il termine per gli emendamenti). Fdi, per bocca di Donzelli, fa sapere che in Aula il gruppo sarà compatto: "La prossima settimana in Aula si discuterà la legge elettorale, noi siamo un gruppo sempre molto presente, molto compatto, senza nessuna anomalia nelle nostre votazioni". Un modo per dire: cari alleati, mi raccomando, non facciamo scherzi.

Categoria: politica
00:05
Trump: "Se l'Iran mi uccide, ci sarà una risposta mai vista". Usa e Iran verso nuovi colloqui in Svizzera
(Adnkronos) - L'Iran avrebbe un piano per assassinare Donald Trump. La presunta nuova minaccia, emersa da informazioni dell'intelligence israeliana, sarebbe stata presa molto sul serio dal presidente americano, che ha dichiarato di aver lasciato "istruzioni" nel caso in cui Teheran riuscisse a portare a compimento un attentato contro di lui. "Sono da molto tempo sulla loro lista. È questo il problema con cui abbiamo a che fare", ha detto al New York Post. Trump ha aggiunto di aver ordinato che, se dovesse essere ucciso, "li bombardino come mai è stato fatto prima". Il presidente ha voluto ribadire che l'Iran lo considera "l'obiettivo numero uno da molto tempo".
Sul piano diplomatico, intanto, sembra che un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran potrebbe svolgersi la prossima settimana, probabilmente in Svizzera. Lo scrive Axios, citando una fonte informata, dopo che Trump in un post sul Truth Social ha detto di aver accettato di "proseguire i colloqui, come richiesto da Teheran", pur ribadendo che il cessate il fuoco "è finito".
Secondo Axios negoziatori del Qatar sono andaati ieri in Iran, in coordinamento con Washington, per incontrare funzionari di Teheran e tentare di far rientrare l'escalation degli ultimi giorni. L'obiettivo è creare le condizioni per la ripresa dei negoziati. "È chiaro che entrambe le parti vogliono tornare al memorandum di intesa", ha detto un diplomatico informato della visita, riferendosi all'accordo firmato a metà giugno.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e quello omanita Badr al-Busaidi dovrebbero incontrarsi, infine, oggi a Mascate per discutere della crisi di Hormuz.
Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran, sia direttamente sia tramite mediatori regionali, di pubblicare entro oggi una dichiarazione che confermi l'apertura dello Stretto di Hormuz e l’impegno a non sparare contro le navi commerciali in transito. Secondo tre alti funzionari americani, citati da Axios, Teheran avrebbe violato il memorandum d'intesa firmato tre settimane fa, sparando ripetutamente contro navi commerciali dentro e intorno allo Stretto. Per Washington il mancato rispetto di un impegno così diretto solleva dubbi sulla volontà e la capacità dell'Iran di attuare un accordo nucleare molto più complesso.

Categoria: internazionale/esteri
23:21
Funerali di Khamenei, spunta un uomo col volto coperto: sui social è caccia a Mojtaba
(Adnkronos) - Impazza sui social la teoria di un uomo misterioso con il volto oscurato che avrebbe assistito al funerale di Ali Khamenei e che qualcuno ritiene possa essere il figlio Mojtaba. "L'uomo, in piedi a fianco di un piccolo gruppo di persone, è apparso in un video sgranato, diventato virale sui social media, alimentando il sospetto che si trattasse del figlio dell'ayatollah e nuovo leader supremo dell'Iran, Mojtaba Khamenei. Nel video il volto non era nitido e, a parte le vesti simili a quelle indossate da molti altri chierici sciiti alla cerimonia, non c'era nulla che indicasse che si trattasse proprio di Khamenei".
Successivamente, Reza Mousavi Vaez, un religioso iraniano, rileva la 'Cnn', ha dichiarato sui social network di essere lui l'uomo ripreso nel filmato. Tuttavia, il fatto stesso che il video sia diventato virale, sottolinea il canale all news Usa, "è emblematico: molti sostenitori erano più concentrati a cercare segni della presenza di Mojtaba che a seguire la solenne cerimonia per rendere omaggio al leader più longevo – e forse più influente – nei 47 anni di storia della Repubblica Islamica".
L'assenza dell'attuale Guida suprema Mojtaba Khamenei ai funerali del suo predecessore e padre Ali Khamenei ha sollevato anche interrogativi sul suo stato di salute e su una sua eventuale morte, ma potrebbe anche indicare un'evoluzione del ruolo del numero uno iraniano. Per sei giorni, milioni di persone hanno assistito alle cerimonie in onore di suo padre, ucciso in un raid israelo-americano il 28 febbraio, all'età di 86 anni, di cui quasi 37 trascorsi alla guida della Repubblica Islamica. I funerali si sono conclusi con la sua sepoltura nella città santa di Mashhad, dove hanno sfilato tutte le più importanti personalità politiche. Mentre Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento, Gholamhossein Mohseni Ejei, potente capo del potere giudiziario e Mostafa Khamenei, figlio maggiore di Ali, erano presenti ai funerali, non c'è stata traccia della nuova Guida suprema iraniana.
Nominato poco dopo la morte del padre, Mojtaba Khamenei non ha ancora fatto alcuna apparizione pubblica, né ha rilasciato alcuna dichiarazione scritta. Tra le ipotesi più accreditate c'è quella della possibilità che sia rimasto ferito gravemente o addirittura sfigurato nel raid che ha ucciso suo padre. Anche se è ancora troppo presto per farlo fuori dai giochi, Mojtaba Khamenei sembra essere comunque una figura politica ben diversa da quella di suo padre o del fondatore della Repubblica Islamica Ruhollah Khomeini. La nuova Guida suprema sembra, infatti, lasciare maggiore spazio ai Guardiani della Rivoluzione. "La sua scarsa visibilità pubblica e la sua assenza ai funerali del proprio padre non sono un buon auspicio per la sua immagine presso l'opinione pubblica, ma potrebbe trattarsi solo di una situazione transitoria", sottolinea Farzan Sabet, ricercatore presso l'Istituto di alti studi internazionali di Ginevra, intervistato dall'Afp. Secondo l'esperto, questa assenza è probabilmente legata a "diverse ferite che lo rendono impresentabile al pubblico" e a considerazioni di sicurezza "a causa del rischio che un'apparizione pubblica possa essere utilizzata per sorvegliarlo e preparare un attentato". Sabet comunque sostiene che potrebbe verificarsi una "lotta per il potere" tra Mojtaba Khamenei e Ghalibaf, diventato, complice la guerra, la figura politica iraniana più in vista.
Da parte sua, Jason Brodsky, esperto del think tank statunitense United Against Nuclear Iran (Uani), sottolinea che, sebbene la Guida suprema abbia potuto contare sul sostegno dei Guardiani della Rivoluzione per ottenere la sua carica, questo potrebbe renderlo "più dipendente" da loro. "L'equilibrio delle forze tra l'ufficio del leader supremo e i Guardiani della Rivoluzione è cambiato", osserva. Brodsky descrive Mojtaba Khamenei come un "leader più debole" rispetto a suo padre, ricordando che ad Ali Khamenei comuque sono serviti "anni per consolidare la propria autorità" dopo essere stato nominato nel 1989, alla morte di Khomeini. "Mentre l'Iran cerca di mostrarsi forte e unito" dopo la guerra, l'assenza del suo nuovo leader supremo dimostra che "la paranoia e la paura vivono dietro le quinte", a seguito della morte di numerosi funzionari nell'attacco del 28 febbraio. Alex Vatanka, ricercatore associato presso il Middle East Institute, evidenzia che Mojtaba Khamenei "non può superare il carisma di Khomeini né fingere di avere la stessa autorità di suo padre". Tanto più che il rifiuto delle "successioni ereditarie" ha alimentato la rivoluzione che ha travolto lo scià nel 1979. "Mojtaba dovrà governare più attraverso le istituzioni che ponendosi al di sopra di esse", scrive sulla rivista Al-Majalla.

Categoria: internazionale/esteri
23:06
Wimbledon, Sinner troppo forte e Djokovic si inchina: "Jannik superiore"
(Adnkronos) - "Jannik è stato superiore". Novak Djokovic si inchina dopo la netta sconfitta contro Jannik Sinner in semifinale a Wimbledon. Il serbo, 39 anni, è stato sconfitto in 3 set dall'azzurro che in finale sfiderà il tedesco Alex Zverev. "Non credo avrei potuto far nient'altro, è stata una bella lezione. Ero mezzo passo più lento su ogni colpo, Jannik è stato superiore a me di almeno un livello. Io non stato abbastanza reattivo, non avevo sufficiente equilibrio: c'era poco da fare. Mi sentivo bene fisicamente, lui è stato dominante in campo: è stato semplicemente migliore, bisogna fare i complimenti e basta. Io il migliore del mondo in risposta? Lo ero...", dice Djokovic in conferenza stampa.
Il serbo oscilla tra la soddisfazione per una competitività 'eterna' e la delusione per la sconfitta. "Io do sempre il massimo. L'anno scorso ho raggiunto 4 semifinali nei tornei dello Slam. Quest'anno, finora, ho raggiunto una finale e una semifinale. Per il 99% dei giocatori sarebbe un risultato ottimo a livello di Slam, per me non è abbastanza buono. Sono fortunato e allo stesso tempo maledetto, sono abituato a risultati di altissimo livello. In un certo senso sto facendo i conti con me stesso: mi dico 'è incredibile che tu sia ancora in grado di giocare a un livello così alto e spingere i giovani al limite'", dice.
"Allo stesso tempo, continuo ad avere aspettative altissime. Mi piace la competizione, mi piace questo brivido e per viverlo sopporto un peso notevole a livello fisico. Sono contento che in questo torneo il corpo abbia retto piuttosto bene", ammette. "Quando sto bene, sento che sono ancora in grado di giocare come un top 5, sono ancora in grado di competere al livello più alto. Cerco di vivere un giorno alla volta, nessuno mi costringe a giocare e non avverto pressione particolare. Gioco perché voglio e perché posso farlo ancora ad alto livello", spiega ancora. Quindi, ci si vede a Wimbledon nel 2027? "Vediamo, mi piacerebbe giocare qui ancora un anno".

Categoria: sport
22:36
Wimbledon, Sinner a caccia del bis senza tremare: "Mi godo la finale"
(Adnkronos) - "Mi godo la finale". Jannik Sinner ad un passo dal secondo titolo consecutivo a Wimbledon. L'azzurro, numero 1 del mondo, ha travolto Novak Djokovic in semifinale con un 6-4 periodico. Domenica, in finale, la sfida con il tedesco Alex Zverev, fresco trionfatore al Roland Garros.
"Vengo da 2 anni incredibili, sono di nuovo in una finale Slam e affronto tutto questo in modo 'naturale'. Sto giocando una stagione ottima, ho vinto tanti tornei e ho perso poche partite. Sto provando cose nuove dopo il Roland Garros, mi sembra stiano funzionando", dice analizzando la prestazione fornita in semifinale. "Ho servito molto bene, stiamo dedicando molta attenzione alla battuta. Sapevo di dover alzare il livello, ci sono riuscito. Mi sono mosso meglio del solito, ho giocato tutti i colpi con grande attenzione: ho interpretato tutti i punti bene a livello mentale. Contro Djokovic bisogna giocare il miglior tennis, altrimenti finisce male. In particolare in un torneo dello Slam. Novak gioca ancora ad altissimo livello, è davvero un modello per tutti. E' un onore giocare contro di lui, questi match sono speciali", aggiunge.
Contro Zverev, Sinner ha vinto gli ultimi 9 confronti diretti. "Non conta niente", taglia corto l'azurro. "Zverev sta benissimo, si vede l'effetto della vittoria al Roland Garros, gli ha dato enorme fiducia. Sta servendo benissimo, su questi campi è un fattore importante. E' un avversario difficile da affrontare su questa superficie", dice. "Io sono felice di essere in questa posizione e di potermi giocare il titolo qui. Io, ripeto, cercherò di fare il massimo. Per ora mi godo la possibilità di giocare una nuova finale a Wimbledon", conclude.

Categoria: sport
22:06
New York, 'mea culpa' di Mamdani: Little Italy torna sulla mappa
(Adnkronos) - Little Italy torna sulla mappa di New York City. Il sindaco della Grande Mela, Zohran Mamdani, annuncia la 'correzione' dopo la denuncia dell'Italian American Civil Rights League. Little Italy è stata esclusa dalla mappa delle 'enclave di immigrati di New York'. Gli italoamericani della Grande Mela hanno protesta in maniera veemente nelle ultime 48 ore, anche se la 'vecchia' Little Italy di fatto non esiste più. La comunità italiana a New York ovviamente non è più concentrata nei 2 'storici' isolati. L'esclusione dalla mappa, però, è stata considerata un affronto in ogni caso. Lo stesso trattamento, d'altra parte, è stato riservato a comunità ebraiche o irlandesi: tutte sparite dalla cartina.
"Questa mappa è stata creata nel 2023 dalla precedente amministrazione, l'abbiamo ereditata e abbiamo aggiunto diverse comunità", si difende Mamdani promettendo un intervento. "Non è una lista completa con tutte le 200 comunità che chiamano New York 'casa'. Ci saranno modifiche, questo comprende l'inserimento di Little Italy".

Categoria: internazionale/esteri
21:33
A Montecassino il cardinale Pizzaballa riceve il premio Pacis Nuntius 2026: "A Gaza la devastazione è totale"
(Adnkronos) - A Montecassino il patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha ricevuto il premio Pacis Nuntius 2026, accolto dal padre Abate Dom Luca Fallica e dalla comunità benedettina. Nel monastero, raso al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale, il cardinale ha richiamato la devastazione di Gaza, "l'80% è distrutta", ha detto, e ha lanciato un appello alla pace: il cambiamento deve partire dal basso, con lavoro sociale, culturale e un linguaggio non violento (VIDEO).
Nel suo saluto, Dom Luca Fallica ha ricordato il cammino spirituale che condurrà al 2029, fondato su pace, luce, comunione e speranza. "Stiamo scandendo il cammino che ci condurrà a celebrare nel 2029 i 1500 anni dell'arrivo di San Benedetto su questo colle e della conseguente nascita di questa abbazia di Montecassino" ha detto, spiegando che il premio è stato assegnato a Pizzaballa per il suo impegno in Terra Santa. Ha richiamato San Benedetto, San Paolo VI e la storia dell'Abbazia come simboli di ricostruzione e testimonianza di pace.
Pizzaballa ha confessato l’emozione di trovarsi per la prima volta a Montecassino, riconoscendo il valore simbolico del monastero nella memoria europea. Il cardinale ha lanciato un messaggio di speranza: il cambiamento deve partire dal basso, con lavoro sociale e culturale, facendo rete e curando il linguaggio, "prima forma di violenza". La pace, ha detto, richiede tempo, ma può arrivare se si crede nel percorso e si lavora insieme.
Nel chiostro dei Benefattori, la Gendarmeria Vaticana ha offerto un omaggio musicale. Poi una bandiera della pace lunga 20 metri, realizzata a mano, ha ricoperto la scala del chiostro del Bramante. La mattinata si è conclusa con la preghiera del cardinale nella cappella delle Reliquie e nell'oratorio di San Giovanni Battista, nel punto più vicino alla reliquia di San Benedetto.

Categoria: cronaca
21:00
Sinner, Djokovic ko e finale a Wimbledon: "Vincere contro Nole è speciale". Poi la battuta sulle star in tribuna
(Adnkronos) - Jannik Sinner sorride dopo il successo in semifinale di Wimbledon contro Novak Djokovic. Il tennista azzurro ha superato il serbo in tre set e domenica 12 luglio si giocherà la finale del torneo inglese contro Alexander Zverev: "Penso sia speciale essere ancora in finale e averlo fatto con Novak, che ispira le nuove generazioni, lo è ancora di più" ha detto il numero uno del ranking Atp al termine del match. "Sapevamo che sarebbe stata dura oggi, ho perso con lui agli Australian Open. Serviva adattarsi, venivo da una partita dura ai quarti. Ho cercato di servire bene, ho mescolato un po' le cose e sono felice. Oggi ho alzato il livello".
Sinner ha anche trovato il tempo di sorridere con una considerazione sulla moda, visto che ad assistere alla sfida c'erano anche la direttrice di Vogue America Anna Winthur e lo stilista Tom Ford: "E' stato un po' strano giocare davanti a così tante stelle della moda, un po' inquietante" ha detto l'azzurro. "Sono però un tennista e devo mettere la palla in campo. Ci vediamo domenica".

Categoria: sport
20:47
Sinner-Zverev, domenica la finale di Wimbledon: orario, precedenti e dove vederla
(Adnkronos) - Jannik Sinner torna in campo per la finale di Wimbledon 2026 contro Alexander Zverev. Archiviato con una vittoria convincente il penultimo atto dello Slam inglese contro Novak Djokovic, il fuoriclasse azzurro sfiderà il tedesco (campione al Roland Garros) per bissare il titolo vinto l'anno scorso a Londra. Ecco data e orario della finale, precedenti tra i due e dove vedere il match in tv (anche in chiaro) e in streaming
La finale di Wimbledon 2026 tra Sinner e Zverev (in programma domenica 12 luglio, non prima delle 17) sarà il quindicesimo confronto tra i due tennisti: l'azzurro è avanti 10-4 nei precedenti. L'ultimo successo del numero uno risale alla finale di Madrid 2026, dominata 6-1 6-2.
Sinner-Zverev sarà visibile in diretta televisiva sui canali Sky Sport, ma anche in chiaro su Tv8. Il match si potrà seguire in streaming sull'app Sky Go, su NOW e su Tv8.it.

Categoria: sport
20:41
Re Carlo ha incontrato Harry e Meghan con i loro figli. Archie e Lilibet non vedevano il nonno da 4 anni
(Adnkronos) - Incontro tra Re Carlo III e il figlio Harry. Il Duca, con la moglie Meghan Markle è i figli Archie, 7 anni, e Lilibet, 5 anni, hanno fatto visita al sovrano e alla Regina Camilla.
Buckingham Palace, riferiscono i media britannici, ha confermato che il Re e la Regina hanno ospitato la famiglia a Highgrove House, la residenza di campagna del monarca nel Gloucestershire, nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 10 luglio. I figli del Duca e della Duchessa di Sussex hanno visitato l'ultima volta il Regno Unito nel giugno 2022.
Archie e Lilibet stanno crescendo in California, dove il Duca e la Duchessa di Sussex si sono trasferiti nel 2020. Sono passati quattro anni da quando i figli di Harry hanno visto il loro nonno, re Carlo.

Categoria: internazionale/esteri
20:20
Mondiali, Spagna vola in semifinale: Belgio battuto 2-1
(Adnkronos) - La Spagna batte il Belgio per 2-1 nei quarti di finale dei Mondiali 2026 e vola in semifinale contro la Francia. A Los Angeles, le Furie Rosse si impongono con i gol di Fabian Ruiz al 30' e di Merino all'88'. In mezzo, il provvisorio pareggio belga con De Ketelaere al 41'.
Gli iberici sbloccano il risultato alla mezz'ora. Yamal innesca Pedro Porro sulla fascia destra, cross basso e girata di Dani Olmo: Courtois respinge, Fabian Ruiz ribadisce in rete per l'1-0. Il Belgio pareggia alla prima vera azione offensiva. Castagne da destra crossa, De Ketelaere inventa un gol da bomber vero: colpo di testa in avvitamento, 1-1 al 41'. Il gol partita arriva all'88'. Cubarsì cerca il jolly da 25 metri, Lammens - entrato al posto dell'infortunato Courtois - confeziona una mezza papera: non blocca e non allontana, Merino - già match winner contro il Portogallo - piomba sul pallone e firma il 2-1. La Spagna campione d'Europa vola in semifinale per la seconda volta nella propria storia. Martedì a Dallas la sfida con la Francia: sarà Yamal contro Mbappé.
Domani si giocheranno le altre due semifinali: Inghilterra-Norvegia (sabato 11 luglio alle 23 ora italiana) e Argentina-Svizzera (nella notte tra sabato 11 e domenica 12, alle 3 ora italiana)

Categoria: sport
20:01
"Vai Nole, puoi battere Sinner". E Djokovic se la ride: "Magari dieci anni fa"
(Adnkronos) - Momento tutto da ridere durante la semifinale di Wimbledon 2026 tra Jannik Sinner e Novak Djokovic. Nel corso del terzo set del match, con l'azzurro avanti di due set e sul 2-1 nel terzo parziale (con un break) il serbo ha la possibilità di riaprire il discorso con una palla break. Sinner però la annulla con un ace da applausi e poi chiude il game rapidamente, portandosi sul 3-1. Djokovic si lascia andare a un sorriso amaro e proprio in quel momento un tifoso prova a incoraggiarlo: "Puoi farcela, Nole. Andiamo a vincere" il grido che si alza dalle tribune del Centrale.
L'ex numero uno ha la risposta pronta, che strappa un sorriso a tutti i presenti e anche un lungo applauso di incoraggiamento: "Magari dieci anni fa...". Parole pronunciate con il sorriso e con grande sportività dal serbo, che ha poi perso il match 6-4 6-4 6-4.

Categoria: sport
19:53
Sinner in finale a Wimbledon, come cambia il ranking Atp e quanto guadagna
(Adnkronos) - Jannik Sinner vola in finale di Wimbledon 2026 e tiene vivo il sogno del 'back to back' sull'erba londinese. Domenica 12 luglio il fuoriclasse azzurro affronterà il tedesco Alexander Zverev, ma il numero uno del ranking Atp ha già la certezza di restare in testa alla classifica anche in caso di sconfitta e si assicura già la qualificazione per le Atp Finals di Torino.
Zverev, che proprio oggi ha superato Alcaraz al secondo posto del ranking, è diventato il primo inseguitore dell'azzurro. Ecco come potrebbero cambiare i distacchi dopo l'ultimo atto dello Slam inglese (prima finale Slam della stagione per Sinner, la settima in carriera) e quanto guadagnerà il vincitore.
Sinner è certo di conservare la vetta del ranking Atp anche in caso di sconfitta in finale, visto che ciò che può cambiare è solo il margine sul secondo. Al momento, l'azzurro è a 12.750 punti e vincendo il titolo potrebbe salire a quota 13.450 puni. Dopo il successo in semifinale contro Fery, Zverev ha superato Alcaraz (fermo per un problema al polso) portandosi a 8.480 punti. E con un successo domenica potrebbe arrivare a 9.180 punti: il possibile nuovo distacco di Sinner sul secondo oscilla quindi tra 3.070 e 4.970 punti.
Con i suoi 8.160 punti, Alcaraz scende al terzo posto del ranking Atp e il fattore è da non sottovalutare, perché potrebbe stravolgere i prossimi tornei. Il regolamento Atp spiega come il numero 1 e il numero 2 del mondo debbano essere collocati nella parte alta e in quella bassa dei tabelloni, mentre il numero 3 viene sorteggiato in una delle due metà. E dunque, Sinner e Alcaraz potrebbero incrociarsi già in semifinale in semifinale nei prossimi tornei (e non solo in finale, come visto nell'ultimo periodo).
Fin qui, Sinner ha già guadagnato 3,4 milioni di euro a Wimbledon. In caso di successo in finale, l'azzurro arriverà a toccare i 4,8 milioni. Nella stagione in corso, Sinner ha incassato 6,8 milioni di dollari in premi. In carriera, il 'bottino' complessivo ammonta a 64,8 milioni.

Categoria: sport
19:42
Forza Italia, il 'tesoretto' di Tajani: conti in attivo nel 2025 con avanzo circa 3 milioni euro
(Adnkronos) - Conti in attivo per Forza Italia nel 2025. Secondo l'ultimo bilancio, chiuso al 31 dicembre scorso, il partito guidato da Antonio Tajani, esattamente tre anni dopo la morte del suo fondatore Silvio Berlusconi, presenta un avanzo di circa 3 milioni di euro (per l'esattezza 2 milioni 931mila 780 euro) e, per ''effetto di tale risultato'', scrive nella sua relazione il tesoriere Fabio Roscioli, il patrimonio netto ''riduce la perdita progressiva passando da euro 98 milioni 778 mila 469 euro del precedente esercizio agli attuali 95 milioni 846 mila 689 euro".
A rimpinguare le casse è soprattutto il boom di iscritti, che grazie ai tesserati ha contribuito alla causa con quasi 2,7 milioni di euro. Nel complesso si tratta di un vero e proprio tesoretto in tempi di magra post abolizione del finanziamento pubblico. Si registra, inoltre, un "risultato positivo della gestione caratteristica pari ad euro 2 milioni 808 mila 110 euro''. Carte alla mano, il ''totale dei proventi della gestione caratteristica", ovvero l'ammontare degli 'introiti' comprensivi del 2 per mille e delle 'donazioni' dei parlamentari e delle imprese, presenta un "incremento di 214 mila 900 euro rispetto all’anno precedente dovuto ad un ulteriore successo decretato dalla campagna adesioni che ha bilanciato il decremento delle contribuzioni da terzi". Nello specifico, spiega Roscioli, "durante l’anno in esame si è assistito ad un aumento degli importi incassati dal tesseramento raggiungendo complessivamente la somma di euro 2 milioni 73 mila 460 euro".
Ad aumentare le finanze anche il contributo delle quote associative annuali (''le singole voci che compongono la voce dei proventi evidenziano un incremento delle quote associative di 1 milione 048 mila 204 euro'') mentre ''per le contribuzioni da terzi" si registra un "decremento rispetto all’anno precedente pari 763 mila 612 euro''.
La zavorra dei debiti di Forza Italia accumulata in passato si riduce. Il partito riduce il suo 'debito' verso i figli di Silvio Berlusconi, che alla morte del fondatore del movimento azzurro avevano ereditato circa 100 milioni di passivo sotto forma di fidejussioni bancarie garantite personalmente dal leader del centrodestra. Spulciando l'ultimo bilancio, quello chiuso al 31 dicembre scorso, si scopre, infatti, che la posta 'debiti' "ammonta complessivamente a 94 milioni 959 mila 950 euro" con un ''decremento di 2 milioni 816mila 210 euro'' rispetto a ''quanto esistente'' nell'esercizio precedente. Nel dettaglio, scrive il tesoriere Fabio Roscioli nella nota integrativa, i cosiddeti debiti verso altri finanziatori, in questo caso verso la famiglia del Cav, "espongono l'ammontare di 90 milioni 433 mila 600 euro'' e ''scaturiscono dalla escussione di fidejussioni rilasciate dal presidente Silvio Berlusconi rilasciate a diversi istituti bancari a garanzia di affidamenti da questi concessi al nostro Movimento in anni antecedenti alla entrata in vigore del decreto legge 28 dicembre 2013 n°149 convertito in legge del 21 febbraio 2014 n°13''.
Pertanto, Berlusconi, ''al momento della estinzione dei debiti di Fi, continua l'amministratore delle casse azzurre, ''è divenuto il principale creditore nei confronti del partito per l'importo pari ai pagamenti da lui effettuati; a seguito del decesso del nostro Presidente questo credito si è trasferito ai suoi aventi diritto'', ovvero i cinque figli, Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi. Carte alla mano, se nel 2014 i ''debiti'' nei confronti dell'ex premier attraverso l'esposizione verso le banche arrivavano a 46 milioni 517 mila 788 euro e nel 2015 ammontavano a 43 milioni 915 mila 812 euro, nel 2025 la situazione è cambiata: al 31 dicembre scorso, precisa Roscioli, i 'debiti verso eredi del presidente Berlusconi per saldo esposizione verso banche'' raggiunge quota 90 milioni 433mila 600 euro. In sostanza, la famiglia Berlusconi continua (e continuerà) a sostenere economicamente la creatura politica del padre (resta infatti la principale creditrice del partito e, di fatto, l'unico proprietario del movimento azzurro), ma il passivo pregresso si è notevolmente ridotto rispetto ai rendiconti finanziari precedenti. A conferma che il 'soccorso familiare' non verrà a mancare, c'è da registrare anche il contributo di Paolo Berlusconi, fratello dell'ex leader di Fi, attraverso un pegno di 4 milioni di euro. Nei ''conti d'ordine'', rivela Roscioli, figura nella voce 'Garanzie (pegni, ipoteche) a/da terzi' un ammontare di 7 milioni di euro relativo a garanzie reali a copertura di tre linee di credito concesse da Banca Popolare di Milano per complessivi 6 milioni 905 mila euro, rilasciate in precedenti esercizi, per 3 milioni di euro dal presidente Silvio Berlusconi (cui sono subentrati gli eredi nelle persone di Marina Elvira, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi) e per 4 milioni dal dott. Paolo Berlusconi''. In sintesi, la ''perdita progressiva'' di Fi grazie a un avanzo di 2 milioni 931 mila 780 euro, passa da 98 milioni 778 mila 469 euro del precedente esercizio agli attuali 95 milioni 846 mila 689 euro.
In calo sono pure i 'debiti'' verso le banche, che ''ammontano a 2 milioni 988 mila 511 euro e diminuiscono di 2 milioni 563 mila 516 euro rispetto al precedente esercizio, dove mostravano l'importo di 5 milioni 552 mila 027 euro'': la voce è essenzialmente composta da linee di credito concesse da un istituto bancario. Si riducono anche i 'debiti verso fornitori', stimati in 943 mila 008 euro: ''sono diminuiti di 70 mila 165 euro e rappresentano quanto da liquidare per debiti relativi alle attività del partito''. Quanto all'attivo, invece, va segnalato che solo dai parlamentari in cassa sono arrivati 532 mila 988 euro, mentre i consiglieri regionali hanno versato 275mila 490 euro. Fi può contare poi su 1 milione 250 mila 289 euro derivanti da 'altre persone fisiche', ovvero non eletti, e su 1 milione 202 mila 500 euro arrivati da varie imprese. Il contributo da 'associazioni, partiti e movimenti politici' si ferma a 7mila 886 euro.
L'obiettivo primario di Forza Italia resta quello di ''continuare a migliorare la situazione patrimoniale complessiva, nonostante le ingenti spese''. A metterlo nero su bianco è il tesoriere Fabio Roscioli nella sua relazione gestionale dell'ultimo bilancio, quello del 2025. L'amministatore delle casse azzurre guarda al futuro e elenca tutte le iniziative che nel 2026 continueranno, anzi, saranno incrementate, per assicuare al partito il maggior numero di risorse necessaria per abbattare i debiti e provare a rilanciarsi. Dal progetto 'Sostieni Fi' al fundraising (attraverso cene e incontri) a varie campagna di comunicazione sui social e sul web: da tutto questo parte e si svilupperà la mobilitazione di Fi a 'caccia di soldi' per svolgere la propria attività politica e constrastare il caso dei 'morosi', 'stanando', laddove è possibile, i cattivi pagatori. Nel "corso del 2026'', scrive Roscioli, ''il nostro Movimento si impegnerà a concentrare gli sforzi volti ad incrementare i proventi coinvolgendo i nostri elettori, i simpatizzanti e gli eletti a qualsiasi livello anche per garantire un flusso di introiti costante e protratto nel tempo". Il ''partito'', spiega, ''continuerà le attività, già intraprese nel corso degli esercizi precedenti, di recupero delle somme arretrate dovute al Movimento da parte degli eletti al fine di ottenere un concreto apporto da tutti i parlamentari, europarlamentari e i consiglieri regionali anche alla luce del regolamento per la contribuzione degli eletti approvato dalla Segreteria Nazionale che conferma l’obbligo, da parte di questi ultimi, del versamento dei contributi mensili".
"Si segnala'', continua il tesoriere, 'che al fine di incrementare i proventi si è attivato un meccanismo di contribuzione libera al Partito tramite il Progetto 'Sostieni Forza Italia', in ottemperanza alla normativa sulla trasparenza vigente, è possibile versare contributi al partito direttamente dal nostro sito. Analogamente è stato creato un link personalizzato per ogni eletto a livello nazionale e regionale che consente la raccolta fondi in modo semplice anche attraverso la diffusione via social che ad oggi, tuttavia, non è stato utilizzato". Roscioli annuncia che farà di tutto per incrementere il 2Xmille. Carte alla mano, la "voce contributi dello Stato relativi alla destinazione del due per mille dell’Irpef è pari 788 mila 656 euro e registra un decremento di 18 mila 827 euro rispetto all’anno precedente''. ''Continueranno le numerose iniziative mediante imponenti campagne di comunicazione sia digitali che sui social network -assicura Roscioli- volte a rendere edotti, sensibilizzare e coinvolgere i nostri elettori e il maggior numero possibile di nostri simpatizzanti circa la possibilità di destinare il 2 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche al nostro Movimento. L’individuazione di responsabili nazionali e locali della raccolta fondi derivante dalla destinazione del 2 per mille ai partiti politici è solo uno dei molteplici passi che si sono intrapresi al fine di conseguire un auspicabile incremento delle somme destinate al nostro Movimento".
E ancora: ''Si implementeranno, anche attraverso progetti ad hoc, le consuete iniziative già svolte nel corso dell’anno precedente, volte ad incentivare la raccolta fondi proveniente da terzi sostenitori, anche tramite la programmazione di manifestazioni ed eventi sia a livello nazionale che a livello locale". Verrà, quindi, "di nuovo richiesto il coinvolgimento diretto dei nostri eletti chiamati ad organizzare eventi a carattere centrale o periferico e il nostro Movimento si farà promotore di iniziative quali a titolo non esaustivo: cene, convegni, feste nazionali e locali, incontri e dibattiti a tema per sollecitare una raccolta fondi a termini di legge".

Categoria: politica
19:17
Nato smentisce Conte: "La Russia è una minaccia per la sicurezza euro-atlantica"
(Adnkronos) - "La Russia rappresenta chiaramente una minaccia per la sicurezza euro-atlantica". Ad affermarlo a 'Il Foglio' è il colonnello Martin L. O’Donnell, il portavoce del generale americano Alexus G. Grynkewich, l'attuale Supreme Allied Commander Europe, il comandante più importante della Nato in Europa, commentando le dichiarazioni del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte che sosteneva che Grynkewich avesse affermato che la Russia non rappresentasse una minaccia per l’Europa.
Nelle sue dichiarazioni al Financial Times, il generale Grynkewich ha spiegato che, secondo la sua valutazione, la Russia al momento non sta cercando uno scontro diretto con la Nato, perché è consapevole del nostro vantaggio. Ha, poi, sottolineato quanto sia importante che la Russia continui a comprendere che qualsiasi aggressione contro di noi sarebbe destinata al fallimento. Non c’è dunque alcun dubbio che la Russia rappresenti una minaccia: il punto decisivo è essere preparati ad affrontarla come Alleanza difensiva”.
Sul Foglio, scrive il direttore Claudio Cerasa,"abbiamo raccontato il modo incredibile con cui il leader del M5s, Giuseppe Conte, per dimostrare l’indimostrabile, ovvero che la Russia non rappresenti alcuna minaccia per l’Europa, ha utilizzato, stravolgendole, le parole rilasciate al Financial Times dal generale americano Alexus G. Grynkewich. Secondo Conte, 'stanno costruendo una minaccia russa per convincerci ad armarci fino ai denti, ma persino il comandante delle forze Nato ha detto al Financial Times che la Russia non rappresenta una minaccia per l’Europa'. Sul Foglio abbiamo spiegato che in verità il generale Grynkewich ha detto una cosa molto diversa, ha detto che grazie alla capacità di deterrenza della Nato, 'la Russia non sta cercando oggi uno scontro diretto con la Nato'. Ma siccome non possiamo pensare che un ex premier sia così irresponsabile da stravolgere le parole di un generale della Nato siamo andati direttamente alla fonte e abbiamo chiesto allo staff del generale Grynkewich, attuale Supreme Allied Commander Europe, il comandante più importante della Nato in Europa, se abbia ragione Conte oppure no".
Interpellato dal Foglio a proposito delle dichiarazioni al Financial Times, il portavoce del generale, il colonnello Martin L. O’Donnell, ha quindi spiegato che "la Russia rappresenta chiaramente una minaccia per la sicurezza euro-atlantica, come i leader alleati hanno appena ribadito ancora una volta ad Ankara".
"Alle sciocchezze di Conte - scrive Cerasa-, ha risposto dal suo campo base anche la Nato. Resta solo da capire se, dal campo largo, qualche altro generale avrà il coraggio di replicare e di inchiodare Conte alla sua propaganda e alle sue falsità".

Categoria: internazionale/esteri






































