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13:56
Ricotti (Patronato Acli): "Per un futuro equo serve pensione contributiva di garanzia"
(Adnkronos) - “Con il sistema contributivo oggi non abbiamo la certezza che le persone possano vivere con la propria pensione. La previdenza nasce per consentire alle persone di vivere serenamente quando smettono di lavorare, ma questo obiettivo rischia di non essere più garantito”. Lo ha dichiarato Paolo Ricotti, presidente nazionale Patronato Acli, in occasione del seminario 'Previdenza Next Gen. La pensione contributiva di garanzia, dentro un sistema equo e sostenibile', a Roma, durante il quale è stata lanciata, dal Patronato Acli e dalle Acli, la proposta normativa di una pensione contributiva di garanzia per assicurare una tutela previdenziale adeguata a lavoratrici e lavoratori che, pur avendo lavorato, rischiano di arrivare alla pensione con trattamenti insufficienti a causa di salari bassi, carriere discontinue, part-time involontario, periodi di cura, disoccupazione o interruzioni contributive.
“La nostra idea – ha spiegato Ricotti – è quella di introdurre un minimo previdenziale, un pavimento di garanzia che parta dalla contribuzione effettivamente versata dalle persone, ma che consenta di integrare gli importi delle future pensioni fino a raggiungere una soglia che permetta a tutti di vivere dignitosamente”. Secondo il presidente del Patronato Acli, infatti, con il passaggio al sistema contributivo il tradizionale meccanismo della pensione minima non offre più una risposta sufficiente alle nuove fragilità previdenziali. “Non si tratta di una misura assistenziale, ma di una misura di equità e giustizia – ha sottolineato Ricotti – perché tiene conto del fatto che spesso le persone non riescono a maturare una contribuzione adeguata per ragioni legate alla loro storia lavorativa e personale”. Tra i fattori indicati il divario salariale di genere, con le donne che registrano retribuzioni mediamente più basse rispetto agli uomini, l’ingresso più tardivo dei giovani nel mercato del lavoro, la precarietà e le interruzioni contributive legate ai periodi di cura.
“La previdenza deve considerare tutto quello che può accadere nella vita delle persone – ha aggiunto Ricotti – e accanto alla sostenibilità deve introdurre il principio dell’equità, garantendo a tutti la possibilità di contare su mezzi minimi che partano da quanto versato nel sistema contributivo, ma che possano andare oltre quando necessario”. Per il presidente del Patronato Acli, il tema delle pensioni future è strettamente collegato alla qualità del lavoro attuale. “Non possiamo correggere un sistema che rischia di creare fratture senza intervenire anche sui salari, sul gender gap e sulla precarietà. Le pensioni insufficienti di domani raccontano carriere lavorative frammentate che esistono già oggi. Le persone povere sono spesso figlie di salari bassi: possiamo intervenire prima o dopo, ma dobbiamo intervenire”, ha concluso.

Categoria: economia
13:54
Previdenza, Giubboni (Univ. Perugia): "Nel contributivo manca la solidarietà, serve una garanzia"
(Adnkronos) - “Il sistema di calcolo contributivo oggi in vigore non contempla più l’integrazione al trattamento minimo, che storicamente ha rappresentato il principale strumento redistributivo e solidaristico per garantire una prestazione adeguata ai pensionati”. Così Stefano Giubboni, professore ordinario di Diritto del Lavoro all’università di Perugia, intervenendo al seminario 'Previdenza Next Gen. La pensione contributiva di garanzia, dentro un sistema equo e sostenibile', organizzato a Roma da Acli e Patronato Acli.
“Questa è una grave carenza del sistema – ha spiegato Giubboni – perché il legislatore non ha considerato fino in fondo che molti dei futuri pensionati con il contributivo puro potrebbero non riuscire a maturare un montante sufficiente per ottenere una pensione realmente adeguata, dignitosa e conforme ai parametri costituzionali”.
Secondo il docente, la proposta della pensione contributiva di garanzia nasce proprio dall’esigenza di colmare questo vuoto. “Abbiamo deciso di rilanciare questa proposta perché può reintrodurre nel sistema contributivo un elemento solidaristico che oggi manca. Si tratta di un aspetto fondamentale per garantire maggiore equità previdenziale - ha sottolineato - Non significa mettere in discussione la scelta di fondo del metodo contributivo ma correggerla e integrarla in senso solidaristico. Il sistema può mantenere il principio della correlazione tra contributi versati e prestazione pensionistica, prevedendo però un meccanismo di garanzia per chi, pur avendo lavorato, rischia di non raggiungere una pensione adeguata”.

Categoria: economia
13:53
Mondiali, rissa durante conferenza di Brahim Diaz
(Adnkronos) - Rissa durante la conferenza stampa di Brahim Diaz ai Mondiali 2026. L'attaccante del Marocco è intervenuto alla vigilia dei quarti di finale contro la Francia, in programma oggi, giovedì 9 luglio, ma si è trovato di fronte una scena mai vista. Nelle ultime file della sala stampa infatti, è sfociata una lite tra due giornalisti che è culminata in una vera e propria rissa, sedata grazie all'intervento degli altri cronisti.
Proprio nel momento in cui Brahim Diaz inizia a rispondere a una domanda, dal fondo della sala si alzano le voci di due uomini che stanno litigando. Si tratterebbe di un giornalista francese e di uno marocchino, che afferma di essere stato colpito dal collega.
Diaz rimane a bocca aperta, come il resto dei presenti, e prova a trattenere una risata nervosa, che però gli fa dimenticare la domanda alla quale stava rispondendo: "Scusa, qual era la domanda?", chiede al giornalista una volta riportata la calma in sala.

Categoria: sport
13:53
Patronato Acli e Acli propongono normativa per una pensione contributiva di garanzia
(Adnkronos) - Una pensione contributiva di garanzia per assicurare una tutela previdenziale adeguata a lavoratrici e lavoratori che, pur avendo lavorato, rischiano di arrivare alla pensione con trattamenti insufficienti a causa di salari bassi, carriere discontinue, part-time involontario, periodi di cura, disoccupazione o interruzioni contributive. È questa la proposta normativa lanciata dal Patronato Acli e dalle Acli nel corso del seminario 'Previdenza Next Gen. La pensione contributiva di garanzia, dentro un sistema equo e sostenibile', dedicato al futuro previdenziale delle generazioni che vivono, e vivranno, interamente dentro il metodo contributivo. “La pensione contributiva di garanzia non nasce da una riflessione astratta, ma dalla quotidianità del servizio che il Patronato Acli svolge sul territorio”, dichiara Paolo Ricotti, Presidente nazionale del Patronato Acli. “Ogni giorno incontriamo persone che hanno lavorato, spesso con fatica e responsabilità, ma che rischiano di non maturare una pensione dignitosa perché il loro percorso professionale è stato discontinuo, povero o segnato da fragilità. Per questo riteniamo necessario introdurre nel sistema contributivo un meccanismo di garanzia: non una misura assistenziale, ma un correttivo previdenziale capace di rendere il sistema più equo, più credibile e più vicino alla vita reale delle persone”.
Nel sistema contributivo, infatti, la pensione è strettamente legata ai contributi versati durante la vita lavorativa. Questo impianto ha contribuito a rafforzare la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico, ma oggi mostra una criticità evidente: non prevede un vero meccanismo di garanzia per chi ha avuto carriere fragili. Il rischio è che una parte crescente di lavoratrici e lavoratori, pur avendo partecipato al mercato del lavoro, si trovi domani con prestazioni previdenziali troppo basse, fino a essere spinta verso strumenti assistenziali. Per il Patronato Acli e le Acli, questo rappresenta un deficit di tutela che chiama in causa non solo il futuro delle pensioni, ma anche il rapporto tra lavoro, welfare, giustizia sociale e patto tra generazioni. La proposta avanzata prevede l’introduzione, nel sistema contributivo, di una misura di garanzia previdenziale collegata alla storia assicurativo-contributiva della persona e all’età di pensionamento. Non si tratterebbe dunque di un importo minimo uguale per tutti, ma di una garanzia costruita in modo coerente con la logica contributiva: più lunga è la storia lavorativa e contributiva, maggiore deve essere la tutela riconosciuta. Nel corso del seminario, il tema è stato approfondito anche nella sua dimensione giuridica e costituzionale.
“Nel sistema contributivo puro è venuta meno la tradizionale integrazione al trattamento minimo. Questo può determinare, per ampie fasce di futuri pensionati, un problema serio di adeguatezza delle prestazioni - afferma Stefano Giubboni, professore ordinario di Diritto del Lavoro all’Università di Perugia. - La pensione contributiva di garanzia intende colmare questo deficit di tutela senza alterare la logica del metodo contributivo. È un correttivo solidaristico che resta dentro una prospettiva previdenziale, perché valorizza la storia assicurativa del lavoratore e risponde al principio sancito dall’articolo 38 della Costituzione, secondo cui i lavoratori hanno diritto a mezzi adeguati alle esigenze di vita anche nella vecchiaia”.
La proposta richiama la necessità di un intervento normativo stabile, tecnicamente verificabile e sostenibile. Tra le ipotesi discusse, è stata richiamata anche la possibilità di ripartire dal percorso già delineato nel DDL S.1010 del 2019, che prevedeva una delega al Governo per l’introduzione della pensione di garanzia per i lavoratori interamente contributivi. Il confronto ha evidenziato come la sostenibilità del sistema previdenziale non possa essere valutata soltanto sulla base degli equilibri finanziari. Un sistema può essere ordinato nei conti, ma se produce pensioni insufficienti per chi ha lavorato in condizioni di fragilità rischia di perdere sostenibilità sociale, fiducia e capacità di protezione. Per questo, secondo Patronato Acli e Acli, la pensione contributiva di garanzia rappresenta una scelta di responsabilità pubblica: serve a evitare che le disuguaglianze prodotte nel mercato del lavoro vengano registrate e amplificate nel momento della pensione.
“Una pensione adeguata e dignitosa non è un privilegio: è la promessa che ogni generazione fa a quella che verrà. Oggi quella promessa rischia di spezzarsi, perché chi ha salari bassi, carriere discontinue e lavori intermittenti domani si ritroverà con un assegno insufficiente. E le disuguaglianze che nascono nel mercato del lavoro non restano lì: se non le correggiamo, si trasmettono nel tempo e diventano una povertà che passa da una generazione all’altra”, dichiara Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale delle ACLI. “È prima di tutto una questione di responsabilità: un Paese si misura da come tratta chi ha di meno, non da come premia chi ha già di più. Non chiediamo assistenza, chiediamo giustizia previdenziale, dentro le regole del sistema contributivo. E non lo diciamo da una prospettiva avulsa dalla realtà: lo diciamo perché ogni giorno, nei nostri Patronati e nei nostri CAF, incontriamo le donne e gli uomini in carne e ossa che stanno dietro questi numeri. È il modo delle Acli di stare nel sociale: partire dalla vita reale delle persone e trasformarla in proposta. Perché servono scelte strutturali, non altre toppe e perché il nostro lavoro, per restare fedele alla nostra storia, deve sempre costruire democrazia”, conclude Manfredonia.
Al seminario sono intervenuti Stefano Giubboni, professore ordinario di Diritto del Lavoro all’Università di Perugia; Michele Raitano, professore ordinario di Politica Economica alla Sapienza Università di Roma; Matteo Jessoula, professore ordinario di Scienza Politica all’Università degli Studi di Milano; Paolo Ricotti, Presidente nazionale del Patronato Acli; Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale Acli. I lavori sono stati moderati da Fabio Insenga, giornalista e vicedirettore di Adnkronos. Con Previdenza Next Gen, Patronato Acli e Acli intendono aprire un confronto pubblico e istituzionale sul futuro del sistema previdenziale italiano, chiedendo al decisore politico di assumere il tema della pensione contributiva di garanzia come una priorità normativa.

Categoria: economia
13:38
Roma, due somali aggrediti da 10 ragazzi a San Lorenzo e feriti a coltellate: al vaglio telecamere
(Adnkronos) - Secondo quanto apprende l'Adnkronos, dieci ragazzi, tutti giovanissimi e armati di coltello, avrebbero aggredito due somali di 20 e 22 anni ferendoli uno al volto, l'altro alla schiena e a un braccio. I fatti intorno all'una e mezza della notte scorsa in piazza dell'Immacolata, nel quartiere San Lorenzo, a Roma. E' stato il più giovane a presentarsi in commissariato, col volto insanguinato, per raccontare ai poliziotti l'aggressione subita dal gruppo mentre si trovava in compagnia dell'amico, suo connazionale, andato da solo a farsi medicare al Policlinico Umberto I. Al vaglio degli agenti dellla Squadra mobile e della Polizia Scientifica, sul posto per i rilievi, i filmati delle telecamere di videosorveglianza in strada.

Categoria: cronaca
13:32
Ucraina, Trump dà via libera per produzione Patriot? Costi elevati e incognita tempi
(Adnkronos) - Il via libera alla cessione all'Ucraina della licenza per la produzione di missili intercettori per il sistema di difesa Patriot, per consentire l'avvio della produzione già entro due o tre mesi, di Donald Trump ieri ad Ankara, si presenta come una svolta positiva - data l'incapacità di Kiev a intercettare missili balistici, a fronte del successo crescente nel bloccare droni e missili da crociera - ma è ancora troppo vaga per poter essere considerata davvero così. Ed è accompagnata dal prevedibile 'nyet' all'invio all'Ucraina di missili intercettori dei magazzini Usa, in carenza come quelli degli alleati nel Golfo e in Europa. "Ne abbiamo, ma non così tanti. Anche noi ne abbiamo bisogno", ha constatato il Presidente americano, nel momento in cui si stima che le riserve degli Stati Uniti non saranno ricostituite almeno fino al 2028, anche tenendo conto del recente aumento della produzione. La sconsolante sintesi strategica è che la Russia produce più missili balistici di quanto gli Stati Uniti riescano a produrre intercettori.
La promessa di Trump è vaga perché il Presidente americano non ha precisato se Kiev sarà autorizzata a produrre i Pac-2 o i Pac-3, missili con capacità di gran lunga superiori. Lo stesso Trump ha poi ammesso di non aver ancora informato le compagnie produttrici (Lockheed Martin e Rtx Corporation, già Raytheon) della decisione annunciata ieri a Volodymir Zelensky. Non è poi chiara la disponibilità delle componenti cruciali per la produzione degli intercettori e i tempi dell'apertura di una intera catena di rifornimento di queste componenti all'Ucraina che dovrà poi aprire una fabbrica, ghiotto obiettivo per le forze di Mosca, che dovrà quindi essere protetta da batterie di Patriot da sottrarre altrove.
Negli ultimi due attacchi massicci delle forze di Mosca contro Kiev, nella notte fra l'1 e il 2 luglio, e in quella fra il 5 e il 6, le forze ucraine non sono riuscite a intercettare nessuno dei missili balistici lanciati. E Vladimir Putin ha intensificato gli attacchi missilistici contro l'Ucraina, con circa 100 missili al mese, con un andamento in aumento.
La Russia, secondo le stime ucraine, riesce a produrre fra i 60 e i 65 missili balistici Iskander, il principale missile balistico usato da Mosca, al mese. Prima che Kiev riesca a produrre i suoi intercettori, ci vorrà comunque tempo e Mosca potrà sfruttare l'intervallo di tempo per intensificare i raid missilistici.
Ogni missile intercettore per il sistema Patriot costa circa tre milioni di dollari. E fino a poco tempo fa, gli Stati Uniti non ne producevano più di 60 al mese, 50 secondo gli analisti. Per loro, e per i Paesi alleati, in Europa e nel Golfo. Ad aumentare i dubbi sulla possibilità effettiva del trasferimento, il rischio oggettivo che i russi si approprino della tecnologia del sistema che gli Stati Uniti hanno autorizzato fino a ora a produrre solo Germania e Giappone. I subcontractor che riforniscono di componenti missilistiche, sistemi per il controllo dell'accensione e della spinta, come i carburanti solidi, i sistemi guida, i grandi produttori di missili sono sempre gli stessi, come ha concluso una ricerca del Center for Strategic and International Studies.
Aziende ucraine come Fire Pont, la produttrice di alcuni droni e dei missili da crociera Flamingo, ha anticipato un programma per la produzione di un sistema di difesa anti missile a costi ridotti e ha avviato negoziati con produttori europei per la forniture di componenti complesse, a partire da una intesa già sancita con la tedesca Hensoldt, per l'acquisizione di radar avanzati. Fire Point ha già iniziato a sfornare missili da usare una volta che saranno state acquisiti i sistemi guida.

Categoria: internazionale/esteri
13:25
Attentato a Ranucci, il giornalista: "Non rinnego l'amicizia con Lavitola, in Parlamento tanti massoni"
(Adnkronos) - "Non mi pento del rapporto di amicizia" con Valter Lavitola e "mi sembra che nel Parlamento ci sono tanti iscritti alla massoneria". Lo ha dichiarato il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, intervistato dall'inviato di Esperia Alessandro Beccalossi a margine di una tappa del suo tour teatrale a Villafranca Veronese.
Rispondendo alle domande sul rapporto con Lavitola, Ranucci ha rivendicato l'amicizia personale, distinguendola dalla collaborazione professionale: "Io non ho collaborato con nessuno...". Interpellato sull'attendibilità giornalistica dell'ex faccendiere, ha quindi aggiunto che Lavitola è "un po' una scatola nera del Paese, siamo qui per questo".

Categoria: politica
13:17
Palinsesti Mediaset, Pier Silvio Berlusconi: "Barbara D'Urso? Ma quale veto. Favorevoli a un ritorno di Amadeus. Su Striscia la Notizia stiamo valutando"
(Adnkronos) - Da Barbara D'Urso a Strscia la Notizia passando per il Grande Fratello Vip, la Ruota della Fortuna, Bianca Berlinguer e Giorgio Panariello. Nel corso della serata con la stampa a Cologno Monzese, Pier Silvio Berlusconi ha risposto alla raffica di domande e annunciato le novità dei palinsesti Mediaset.
Per quanto riguarda le indiscrezioni relative a un possibile veto nei confronti di Barbara D'Urso nelle altri reti, dopo l'uscita da Mediaset, Berlusconi ha commentato: "Ma quale veto?". Il chairman e group ceo di Mfe-Mediaforeurope ha respinto con decisione questa ricostruzione: "Se avessi davvero questo potere di porre veti, non lo avrei forse utilizzato per la vicenda di Ei Towers?". Berlusconi ha poi chiarito di non avere alcuna intenzione di intervenire sulle scelte professionali della conduttrice: "Per quanto riguarda Barbara D'Urso, alla quale auguro ogni bene, non è affar nostro dove decide di andare a lavorare".
Berlusconi ha parlato anche di Amadeus, lasciando aperta la porta a una futura collaborazione con il gruppo Mediaset: "Ha già lavorato con noi e penso che lavorerà con noi anche in futuro. È un grande professionista, una persona che ha costruito una credibilità importante nel corso degli anni e che possiede un'enorme esperienza, soprattutto in ambito musicale". Berlusconi ha spiegato che l'eventuale ritorno dipenderà soprattutto dall'individuazione del progetto più adatto: "Appena ci sarà il progetto giusto, io sono totalmente favorevole" al suo ritorno.
Il chairman e Group ceo di Mfe-Mediaforeurope ha però sottolineato come la ricchezza dell'offerta e dei talent presenti nel gruppo renda complessa la costruzione del palinsesto: "Abbiamo una squadra molto ricca e non è sempre facile trovare spazio per tutti". Nonostante questo, il giudizio nei confronti del conduttore resta estremamente positivo: "Da parte nostra c'è totale apprezzamento nei suoi confronti".
Pier Silvio Berlusconi ha risposto anche a una domanda sul futuro di 'Striscia la Notizia' e sul rapporto con Antonio Ricci. Ha preferito non sbilanciarsi, spiegando che sono in corso valutazioni interne sul programma: "Su Striscia la Notizia stiamo valutando e ragionando ad oggi. Non ho alcuna informazione in più da dare". Una dichiarazione che lascia quindi aperti tutti gli scenari sul futuro dello storico tg satirico ideato da Antonio Ricci, uno dei brand più longevi e rappresentativi della televisione Mediaset.
Rispondendo a una domanda su 'La Ruota della Fortuna', sul sorpasso su 'Affari Tuoi' e sui progetti futuri, Pier Silvio Berlusconi ha spiegato che il successo del quiz non nasce da un'idea improvvisata ma da una strategia editoriale studiata da tempo: "Non è che il successo de 'La Ruota della Fortuna' porti con sé l'esperimento di altri ritorni o revival di grandi classici. È esattamente il contrario". E ha raccontato che il progetto era stato impostato l'anno precedente alla messa in onda: "Abbiamo deciso di lavorare su alcuni grandi classici della televisione e di riportarli in onda. Il primo è stato 'La Ruota della Fortuna', ma erano già in lavorazione, ed erano già parte della nostra strategia editoriale, anche 'Passaparola', 'Ok, il Prezzo è Giusto!' e altri titoli storici che per il momento non voglio ancora svelare".
Il numero uno di Mediaset ha ricordato che i segnali positivi erano arrivati fin dalle prime sperimentazioni: "La Ruota della Fortuna' era già andata in onda con ottimi ascolti nell'autunno di due stagioni fa e, a novembre, riflettendo sull'evoluzione dell'access di Canale 5, abbiamo iniziato a ragionare sul futuro. Con tutto il rispetto per il lavoro di 'Striscia la Notizia' e di Antonio Ricci, ci siamo chiesti se non fosse il momento di provare qualcosa di completamente diverso. Non una soluzione simile a quella della Rai ma un vero cambiamento". A convincere Mediaset sono stati soprattutto i dati raccolti nelle prove effettuate: "Guardando agli ascolti, alla permanenza del pubblico e alle sensazioni che avevamo raccolto fin dalle puntate zero nel preserale, a fine novembre avevamo già deciso che il futuro dell'access sarebbe stato 'La Ruota della Fortuna'. E così è stato". Sul futuro del format, Berlusconi lascia aperte diverse possibilità: "Potrebbero esserci anche delle edizioni in prima serata".
Berlusconi ha commentato anche l'arrivo di Giorgio Panariello e la collaborazione con Selvaggia Lucarelli, soffermandosi anche sulla strategia editoriale di Canale 5. Parlando di Panariello, Berlusconi ha spiegato: "E' una sfida, una novità per noi. In passato ha già lavorato con il nostro gruppo e ora realizzerà un evento destinato a ripetersi nel tempo. Stiamo inoltre lavorando per capire se ci siano le condizioni per sviluppare anche una fiction con lui".
Il top manager ha poi rivendicato la ricchezza dell'offerta italiana che alimenta la programmazione della rete: "Non so se vi rendete conto della ricchezza che abbiamo in Italia, dal cinema alla fiction, con tutti quei volti che il pubblico di Canale 5 riconosce e sente vicini. Noi continuiamo a lavorare per aggiungerne altri, mantenendo quell'intrattenimento classico che il pubblico ci chiede, ma affiancandolo a una linea di grandi eventi che probabilmente nessun altro al mondo realizza come noi". Secondo Berlusconi, questa strategia ha già prodotto risultati concreti: "Stiamo percorrendo una strada nuova. Credo che ci siamo riusciti e che sia una strada bellissima, perché questi eventi portano su Canale 5 anche un pubblico che abitualmente non segue la rete. Vorremmo esportare questo modello anche in Spagna e in Germania, ma non è semplice".
Un passaggio è stato dedicato anche a Selvaggia Lucarelli, sbarcata ufficialmente a Mediaset nel marzo 2026, come opinionista di punta dell'edizione del Grande Fratello Vip su Canale 5 e alla guida della prossima edizione de 'L'Isola dei Famosi'. "Con Selvaggia abbiamo un contratto di collaborazione. È una professionista che ci piace e intanto iniziamo così, che mi sembra già molto - ha evidenziato Berlusconi -. La posizione che avrà nel Grande Fratello è totalmente innovativa e sperimentale e credo che questo dica già molto della volontà che abbiamo di lavorare insieme anche in futuro".
Berlusconi ha confermato la centralità del Grande Fratello VIP nella strategia di Canale 5, sottolineando la fiducia nella squadra che realizzerà il programma. "La squadra è confermata e ci piace molto. Il programma partirà a settembre con una stagione classica. Non escludiamo che possa essere riproposto anche in primavera". Berlusconi ha ribadito come il reality rappresenti ormai una presenza stabile nell'offerta della rete: "Il Grande Fratello è una costante del palinsesto di Canale 5 e, sia in termini di volume produttivo sia di risultati, continua a ottenere ottimi riscontri".
Parlando invece de 'L'Isola dei Famosi', il chairman e Group ceo di Mfe-Mediaforeurope ha spiegato che il programma tornerà con un'impostazione diversa rispetto al passato: "Abbiamo cambiato formula, scegliendo una strada nuova e più efficiente. Anche la conduzione sarà diversa, proprio per provare a innovare il format". Sulla collocazione in palinsesto resta ancora qualche valutazione da completare: "Potrebbe trovare spazio tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027, oppure direttamente nei primi mesi del 2027".
E' tornato anche sul progetto di seconda serata affidato a Bianca Berlinguer, già annunciato in passato ma mai arrivato concretamente in onda: "Vi ricordate che avevo annunciato una seconda serata condotta e realizzata da Bianca Berlinguer? Non ha ancora avuto una reale produzione e una messa in onda. Io non volevo che andasse in onda in orari improbabili e contro programmazioni particolarmente difficili. Ma siccome gli orari improbabili sono una caratteristica della televisione italiana, abbiamo deciso di saltare un giro".
Il progetto, però, non è stato accantonato: "Da gennaio 2027 Bianca Berlinguer condurrà una serie di appuntamenti in seconda serata su Canale 5". Il chairman e group ceo di Mfe-Mediaforeurope ha inoltre lasciato aperta la possibilità che l'iniziativa possa proseguire anche nella stagione successiva. I nuovi appuntamenti avranno una chiara impronta politica e saranno distinti rispetto al lavoro svolto dalla giornalista su Rete 4: "Visto l'anno particolare che ci attende, le seconde serate saranno dedicate all'informazione politica, differenziandosi da 'È Sempre Cartabianca'".
Tra le novità allo studio per la prossima stagione di Canale 5 ci sono due storici game show della televisione italiana: 'Passaparola' e 'Ok, il Prezzo è Giusto!'. Ad annunciarlo è stato Federico di Chio, direttore marketing strategico Mediaset, spiegando che stanno lavorando al rilancio dei due format: "Sono due grandissimi marchi storici di Mediaset che vogliamo rivitalizzare, così come abbiamo fatto con 'La Ruota della Fortuna'" ha detto durante la serata con la stampa a Cologno Monzese.
Nel frattempo, la rete conferma i principali titoli dell'intrattenimento. Nel preserale e nell'access prime time torneranno 'Avanti un Altro!', 'The Wall', 'Caduta Libera'. Per la seconda serata spazio all'approfondimento con Federico Rampini, che tornerà in autunno con quattro nuove puntate di 'Risiko - Sfide di potere'. Per quanto riguarda Italia 1, vengono confermati alcuni dei programmi simbolo della rete: 'Le Iene', 'Le Iene Inside', 'Zelig On' e 'Sarabanda Celebrity'. Grande attenzione anche al cinema, con una programmazione che comprende alcuni dei titoli internazionali più importanti degli ultimi anni: 'Dune - Parte Due', 'Mission: Impossible', 'Cattivissimo Me 4', 'Wonka', 'Wicked' e 'Twisters - Forze della natura'.
Resta centrale anche l'offerta sportiva del gruppo Mediaset, distribuita tra Canale 5 e Italia 1, con la trasmissione di Coppa Italia, Supercoppa Italiana e delle Atp Finals di novembre. Nessuna rivoluzione invece per il daytime di Canale 5, che conferma i suoi programmi più consolidati. Nel corso della giornata troveranno ancora spazio 'Mattino Cinque', 'Forum', il TG5, 'Beautiful', 'Tutto per la mia famiglia', 'Forbidden Fruit', 'Uomini e Donne', 'Amici', 'Dentro la Notizia' e gli appuntamenti del weekend con 'Amici' e 'Verissimo'.
Tra le principali novità della prossima stagione di Rete 4 c'è 'Ore 11', il nuovo programma quotidiano affidato a Milo Infante, in onda dalle 11 alle 13, subito dopo il TG4 delle 10.30 "Sarà un programma di cronaca, attualità e approfondimento, aperto a tutto quello che accadrà" ha evidenziato di Chio. Un programma in daytime di due ore, che si inserisce in una scelta editoriale precisa: "'Ore 11', il titolo che abbiamo scelto, è un progetto sperimentale, una mossa coraggiosa. Il TG4 darà il via alla giornata alle 10.30 del mattino e poi, praticamente fino a notte fonda, fatta eccezione per 'La signora in giallo' e Forum, che continuano a registrare ottimi ascolti, la rete sarà quasi interamente dedicata all'informazione". Infante sarà protagonista anche di un nuovo programma, il martedì sera, il cui nome non è stato svelato.
Per quanto riguarda gli obiettivi, "non ci diamo target particolari. Ci piace sperimentare e vedere come risponde il pubblico. Per Natale tireremo le somme" ha aggiunto Pier Silvio Berlusconi, chairman e group ceo di Mfe-Mediaforeurope. Sul fronte della prima serata, ha precisato, l'obiettivo è quello di consolidare gradualmente le nuove proposte: "L'idea è raggiungere nel tempo la media di rete. È il modo in cui ragioniamo sui prodotti televisivi: bisogna dare loro il tempo di nascere, crescere e diventare un'abitudine per il pubblico".
La lineup della rete è confermata con 'Quarta Repubblica', 'Quarto Grado', 'Fuori dal coro', 'Dritto e rovescio', 'E' sempre Cartabianca' e 'Zona Bianca'. E tra le altre novità di Rete 4 figura anche 'Giganti', il nuovo programma di Toni Capuozzo dedicato ai grandi protagonisti della storia. I primi appuntamenti saranno incentrati su Giovanni Paolo II (Karol Wojtyła), John Fitzgerald Kennedy, la Regina Elisabetta II e Leonardo da Vinci. Rinnovato anche l'access prime time, con un "doppio access". Si conferma '4 di Sera' con Paolo Del Debbio, in onda dal lunedì al giovedì, mentre Tommaso Labate con 'RealPolitik', sarà in onda dal venerdì alla domenica.
Tra i temi affrontati da Pier Silvio Berlusconi durante la serata con la stampa a Cologno Monzese c'è stato anche quello degli orari dell'access prime time e delle parole di Stefano De Martino e Gerry Scotti, rivali nell'access prime time con 'Affari Tuoi' e 'La Ruota della Fortuna', che hanno lanciato un appello dal palco per finire prima. Il chairman e group ceo di Mfe-Mediaforeurope di Mfe-Mediaset ha ribadito la sua posizione sulla necessità di anticipare la prima serata televisiva, chiamando in causa direttamente la Rai: "La Rai è servizio pubblico, noi siamo una televisione commerciale. La Rai detta la linea e noi la seguiamo. Se la Rai andrà alle 20.30, noi la seguiremo immediatamente. Lo prometto".
Berlusconi ha spiegato di sostenere questa tesi da anni: "Sono tre anni che lo predico. E oggi, senza avere nulla contro la Rai e l'attuale dirigenza, devo dire che non hanno fatto nulla. I numeri sono soltanto delle scuse". Il numero uno di Mediaset, ha aggiunto: "Noi abbiamo l'esigenza di mandare in onda un break pubblicitario. Quando la Rai chiuderà davvero prima, chiuderemo prima anche noi. Lo prometto a voi e lo prometto alla Rai. Quando parlano di esigenze commerciali è una finta, diciamoci la verità. Loro fanno la prima mossa e noi li seguiremo". Berlusconi ha inoltre ricordato che Mediaset ha già provato a ridurre la durata dell'access prime time: "Abbiamo fatto un'intera stagione stando più corti noi e non è successo niente. La Rai è andata avanti per la sua strada e noi stiamo ancora aspettando".
L'obiettivo, ha sottolineato, è quello di riportare gli orari televisivi a una dimensione più sostenibile per il pubblico: "Saremmo felici di restituire alle famiglie italiane degli orari più normali. Ormai la seconda serata praticamente non esiste più". Su questo tema Berlusconi si è detto particolarmente convinto: "Da tempo abbiamo oltrepassato quello che è ragionevole. È vero che le famiglie italiane, per vedere la conclusione di una fiction turca o di altri programmi, devono fare orari improbabili". Da qui l'auspicio di anticipare progressivamente tutta la programmazione: "Anticipare tutto? Sì. Per quanto riguarda invece la durata della prima serata, dipende dai singoli prodotti e dalle esigenze editoriali dei diversi programmi".

Categoria: spettacoli
13:14
Lega Filo d'Oro: "Nel 2025 record di persone assistite e servizi erogati"
(Adnkronos) - "Il 2025 conferma il percorso di crescita della Fondazione Lega del Filo d'Oro, che continua ad ampliare la propria capacità di risposta ai bisogni delle persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale, rafforzando la presenza sul territorio nazionale e investendo nello sviluppo dei servizi, dell’organizzazione e delle relazioni. Un anno record in cui è stato raggiunto il numero più alto di utenti seguiti e di giornate di ricovero erogate nella storia della Fondazione, a testimonianza di un impegno costante che guarda con determinazione al futuro". E' quanto si legge in una nota. "Sono state 1.405 le persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale - informa la nota - che, assieme alle loro famiglie, hanno ricevuto uno o più servizi nelle varie modalità, in crescita del 10% rispetto al 2024. Le giornate di ricovero (a tempo pieno e degenza diurna) erogate dai 5 Centri Residenziali sono state 74.174, con un incremento del 3% nel raffronto con l’anno precedente, commisurato ai posti letto disponibili e alle modalità di saturazione previste. Quale risultato del progressivo ampliamento della presenza territoriale della Lega del Filo d’Oro, i Servizi e le Sedi Territoriali sono stati punto di riferimento per 1.120 persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale, con una crescita del 12% rispetto al 2024".
Al risultato - si legge - ha contribuito l’apertura della sede territoriale di Rende (Cosenza), primo presidio in Calabria, nata con l’obiettivo di offrire un punto di riferimento sul territorio per le persone sordocieche e le loro famiglie. "La Fondazione prosegue il suo percorso di espansione con una nuova sede a Nuoro, attiva dal mese di giugno 2026, che amplia ulteriormente la presenza dell’Ente anche in Sardegna, per un totale di 13 regioni". E' il quadro che emerge dal bilancio sociale 2025 che la Fondazione Lega del Filo d’Oro ha presentato questa mattina presso l’Università degli Studi di Milano, alla presenza di Rossano Bartoli, presidente Fondazione Lega del Filo d’Oro; Alessandro Missale, direttore Dipartimento di Economia, Management e metodi quantitativi, Università degli Studi di Milano; Clodia Vurro, responsabile scientifico del progetto, Università degli Studi di Milano; Barbara Duca, direttore Amministrazione Finanza e controllo Lega del Filo d'Oro; Roberto Costantini, direttore generale Lega del Filo d'Oro e Enzo Manes, fondatore Dynamo Camp.
"Essere presenti, con continuità e competenza, nella vita delle persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale richiede scelte organizzative coraggiose e capacità di evolvere nel tempo. Il 2025 è stato un anno importante per la Fondazione Lega del Filo d’Oro nell’evoluzione dei servizi, dell’organizzazione e delle relazioni – ha dichiarato Bartoli – Nei prossimi anni continueremo a muoverci lungo il cammino tracciato, consapevoli che le risposte ai bisogni complessi si costruiscono nel tempo, passo dopo passo. Crescere significherà avvicinarsi ancora di più alle persone, rafforzare la presenza nei territori, integrare competenze e modelli di intervento, mantenendo al centro i percorsi di vita e il rispetto delle abilità di ciascuno".
In crescita il numero dei dipendenti: al 31 dicembre 2025 erano 802 - dettaglia la nota - in aumento di 28 unità (+4%) rispetto all’anno precedente, di cui 723 con contratto a tempo indeterminato, pari al 90% dell'organico complessivo. Anche il numero di volontari, parte integrante del modello di intervento della Lega del Filo d’Oro sin dalla sua costituzione, ha registrato un sostanziale incremento. "I volontari attivi sono stati 769, con una crescita del 16% rispetto al 2024 e segnando il valore più alto mai registrato. Le ore di volontariato complessivamente donate sono state 64.326, in aumento del 12% rispetto al 2024, di cui 56.684 a diretto contatto con gli utenti". Nel corso del 2025, il supporto dei donatori privati - individui, aziende o fondazioni - è stato fondamentale per raggiungere gli obiettivi e progettare le sfide future. "Il valore totale delle donazioni è stato di 72,71 milioni di euro - emerge dal report -: escludendo i lasciti testamentari, le donazioni hanno registrato una crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Anche il numero totale dei donatori attivi è cresciuto (469.460, +2,4% rispetto al 2024), a conferma della capacità dell’Ente di instaurare relazioni di solidarietà, durature e trasparenti. I risultati economico-finanziari e la situazione patrimoniale hanno testimoniato, ancora una volta, la solidità della Fondazione e l’autonomia nel bilanciare continuità e crescita per rispondere con capillarità crescente ai bisogni degli utenti e delle loro famiglie".
Con l’obiettivo di garantire alle persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale il pieno riconoscimento dei diritti, negli ultimi anni la Lega del Filo d’Oro "si è impegnata affinché non fosse fermato l’iter per la revisione e la piena applicazione della Legge 107/2010 sul riconoscimento della sordocecità come disabilità unica e specifica. A tal proposito, il 2025 ha portato ad un ulteriore e rilevante passo avanti, con l’approvazione definitiva, il 26 novembre, del Ddl Semplificazioni-bis, che aggiorna la definizione normativa di sordocecità, superando il precedente vincolo legato all’età di insorgenza e riconoscendo la condizione indipendentemente dal momento in cui viene acquisita. Si tratta di un traguardo atteso da tempo, reso possibile anche grazie al pluriennale e costante lavoro di rappresentanza e sensibilizzazione della Lega del Filo d’Oro, che ha contribuito in modo determinante a riportare nelle Sedi Istituzionali le criticità di un impianto normativo ormai non più adeguato alle reali caratteristiche della popolazione sordocieca".
"Il bilancio sociale della Lega del Filo d’Oro continua a rappresentare uno strumento chiave per accompagnare l’Ente nel proprio percorso di crescita, in coerenza con le aspettative degli stakeholder, validate attraverso la nuova analisi di materialità che ha coinvolto 3.310 rispondenti, il numero più alto mai registrato – ha dichiarato Clodia Vurro – In questa edizione, dati e informazioni restituiscono una rafforzata capacità di generare valore attraverso la costruzione dell’autonomia, intesa non come traguardo, ma come processo che attraversa l’intero operato della Fondazione: dalla relazione con i territori, grazie a servizi di prossimità che nel 2025 hanno seguito 1.120 utenti (+12%), alla stabilità del capitale umano, con il 90% del personale a tempo indeterminato. Nel corso dell’anno, l’autonomia ha trovato un’ulteriore declinazione nella sostenibilità ambientale: il percorso che ha condotto alla certificazione colloca la Lega del Filo d'Oro tra i casi di studio del Terzo Settore capaci di tradurre la responsabilità ambientale in leva strategica di autonomia organizzativa”.

Categoria: cronaca
13:13
Addio a Bonnie Tyler, muore a 75 anni la voce roca del rock romantico
(Adnkronos) - La cantante gallese Bonnie Tyler, celebre per successi come “Total Eclipse of the Heart”, “Holding Out for a Hero” e “It’s a Heartache”, è morta all'età di 75 anni in un ospedale in Portogallo, dove era ricoverata per una grave malattia dopo un intervento chirurgico d’urgenza all’intestino. La notizia è stata comunicata dalla famiglia e dal suo team attraverso un messaggio ufficiale alla Bbc, nel quale è stato espresso il dolore per una perdita arrivata in modo improvviso. "La famiglia e il team sono distrutti nell’annunciare che Bonnie è scomparsa inaspettatamente", si legge nella dichiarazione diffusa dai suoi rappresentanti, che hanno chiesto rispetto e privacy in questo momento di lutto. La malattia aveva costretto la cantante a un lungo ricovero. Nei mesi precedenti Tyler era stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico in Portogallo e successivamente era stata posta in coma indotto dai medici per favorire il recupero. Dopo essere uscita dal coma, le sue condizioni erano rimaste comunque molto fragili, con un lungo periodo trascorso in terapia intensiva.
Nata con il nome di Gaynor Hopkins l’8 giugno 1951 a Skewen, nel distretto di Neath Port Talbot, nel sud del Galles, Bonnie Tyler aveva iniziato il suo percorso artistico lontano dai grandi palcoscenici internazionali. Cresciuta in una famiglia semplice, aveva mosso i primi passi cantando nei locali della zona di Swansea, fino a essere notata dal talent scout Roger Bell. Nel 1977 arrivò il primo grande riconoscimento con il singolo “Lost in France”, che le permise di entrare nel panorama musicale britannico. Nello stesso anno pubblicò “It’s a Heartache”, una ballata country-pop destinata a diventare un successo planetario: il brano raggiunse i vertici delle classifiche britanniche e americane, consacrando il talento di una cantante dalla voce roca e potente, diversa da qualsiasi altra Quella particolare tonalità vocale, segnata da un timbro graffiante e drammatico, sarebbe diventata il suo marchio di fabbrica. Bonnie Tyler non cercò mai di nascondere la sua unicità: trasformò una caratteristica insolita in una firma artistica capace di emozionare milioni di persone.
Il momento più alto della sua carriera arrivò nel 1983 con “Total Eclipse of the Heart”, il brano scritto da Jim Steinman, storico autore legato anche al mondo del rock e collaboratore di artisti come Meat Loaf. La canzone, contenuta nell’album “Faster Than the Speed of Night”, divenne un fenomeno globale, conquistando il primo posto nelle classifiche di numerosi Paesi e trasformando Bonnie Tyler in una star internazionale. Con quel successo diventò anche la prima artista gallese a raggiungere la vetta della classifica statunitense Billboard Hot 100. “Total Eclipse of the Heart” non è mai davvero tramontata. A distanza di decenni dalla pubblicazione continua a essere ascoltata, cantata e riscoperta dalle nuove generazioni. Il brano ha superato anche il miliardo di ascolti sulla piattaforma Spotify, confermando una popolarità rimasta intatta nel tempo. "Non mi stanco mai di cantarla", aveva raccontato Tyler in una recente intervista, spiegando il legame speciale con una canzone che il pubblico ancora oggi aspetta di intonare insieme a lei.
Dopo il successo mondiale di “Total Eclipse of the Heart”, Bonnie Tyler continuò a lasciare il segno con altri brani diventati simbolici, tra cui “Holding Out for a Hero”, inserito nella colonna sonora del film “Footloose” e successivamente riportato all’attenzione del pubblico anche grazie alla sua presenza in “Shrek 2”.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto diverse candidature ai Grammy Awards, sia per il singolo più famoso sia per l’album “Faster Than the Speed of Night”. Rimase inoltre una presenza costante sulla scena musicale europea, continuando a pubblicare dischi e a esibirsi dal vivo per decenni. Nel 2013 rappresentò il Regno Unito all’Eurovision Song Contest, mentre nel 2023 è stata insignita del titolo di Mbe, riconoscimento britannico per il contributo dato alla musica.
Negli ultimi anni Bonnie Tyler aveva continuato a celebrare il proprio repertorio, anche attraverso nuove versioni dei suoi successi. Una delle ultime riletture di “Total Eclipse of the Heart” è stata realizzata in collaborazione con il mondo della musica elettronica, a dimostrazione della capacità della cantante di attraversare epoche e generazioni diverse. A lasciare un vuoto nella sua vita privata è il marito Robert Sullivan, al suo fianco da oltre cinquant’anni, insieme alla famiglia e ai milioni di fan sparsi nel mondo. (di Paolo Martini)

Categoria: spettacoli
13:01
Mediterraneo, geopolitica, tecnologie e sicurezza nella Conferenza di Med-Or a Roma
(Adnkronos) - Le sfide poste dalla competizione geopolitica, dall’innovazione tecnologica, dalla sicurezza energetica e dalle minacce non convenzionali nel Mediterraneo. E' stato questo il tema al centro di 'Geopolitica, tecnologie e sicurezza: sfide e prospettive per l’Italia', la conferenza internazionale organizzata a Roma da Med-Or Italian Foundation in collaborazione con la Luiss School of Government. Un appuntamento che ha visto esperti ed esponenti del mondo accademico, istituzionale e industriale confrontarsi sulle principali sfide geopolitiche e tecnologiche nel Mediterraneo. L'iniziativa si inserisce nelle attività del progetto di ricerca 'Geopolitica, tecnologie e sicurezza nel Mediterraneo. Evoluzione e sfide alla sicurezza globale nel Mediterraneo Allargato, tra competizione geopolitica e rivoluzione tecnologica. Quali prospettive per l’Italia?', sviluppato nell’ambito del bando 'Geopolitica e tecnologia', promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Csf.
L’evento si è articolato in due tavole rotonde. La prima, dedicata al tema 'Connettività, tecnologia, energia e sicurezza: il Mediterraneo frontiera globale', ha visto gli interventi di Hoda A. Al Khzaimi, director of Center of Cyber Security at the New York University Abu Dhabi; Giuseppe Calabrò, consigliere per la Sicurezza energetica del ministro della Difesa e professore ordinario all'Università degli Studi della Tuscia; Mohamed Ali Chihi, executive director del Global Institute for Strategic Research (Gisr) di Doha; Stefano Del Col, direttore del Segretariato del Consiglio supremo di difesa presso la Presidenza della Repubblica Italiana; e Gaetano Quagliariello, dean della Luiss School of Government. La seconda tavola rotonda, dal titolo 'Il peso della geopolitica: tra conflitti e competizione tecnologica. Quali prospettive per il Sistema Paese', ha registrato la partecipazione di Enrico Bagnasco, presidente di Confindustria Assafrica e Mediterraneo e amministratore delegato di Sparkle; Nunzia Ciardi, vicedirettore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale; Francesco Macrì, presidente di Leonardo; e Biagio Mazzotta, presidente di Fincantieri. I lavori sono stati conclusi da Marco Minniti, presidente di Med-Or Italian Foundation.
"La Conferenza, principale evento pubblico del progetto - spiegano gli organizzatori -, intende contribuire alla diffusione dei risultati della ricerca, che confluiranno in una pubblicazione scientifica conclusiva, la cui presentazione è prevista a novembre a Milano".

Categoria: internazionale/esteri
13:01
Atac approva il bilancio 2025, conti in utile per terzo anno consecutivo
(Adnkronos) - L'Assemblea dei soci di Atac Spa ha approvato il Bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025. I risultati confermano il percorso di consolidamento economico e industriale dell'azienda, evidenziando un miglioramento dei principali indicatori economici, finanziari e operativi e rafforzando le condizioni necessarie per sostenere gli investimenti previsti dal Piano strategico operativo. Il valore della produzione supera il miliardo di euro, attestandosi a 1,023 miliardi, con un incremento del 7% rispetto al 2024 (+67,3 milioni di euro).
Particolarmente significativo è il risultato del Margine operativo lordo, che raggiunge 131,8 milioni di euro, in crescita del 20,5% rispetto all'anno precedente. Si tratta dell'indicatore che misura la capacità dell'azienda di generare valore attraverso la propria attività caratteristica e che conferma il rafforzamento della gestione operativa e il consolidamento del percorso di crescita avviato negli ultimi anni. Il bilancio si chiude inoltre con un utile netto positivo di 331 mila euro, che, come deliberato dall'Assemblea, sarà destinato in parte alla riserva legale e per la parte restante alla distribuzione al socio Roma Capitale.
Anche sotto il profilo patrimoniale e finanziario i risultati evidenziano una situazione di grande equilibrio. La Posizione finanziaria netta rimane positiva per oltre 101 milioni di euro, consentendo all'azienda di sostenere un piano di investimenti che nel solo 2025 ha quasi raggiunto i 200 milioni di euro se si considerano anche gli interventi sulle infrastrutture commissionati da Roma Capitale (23 milioni di euro). Il Patrimonio netto si attesta a 485,7 milioni di euro, confermando la solidità della struttura patrimoniale. I risultati economici sono accompagnati da un miglioramento delle principali performance operative.
Nel corso del 2025 Atac ha prodotto 147,3 milioni di vetture/chilometro, con una crescita superiore al 7% rispetto all'anno precedente, a conferma dell'incremento dell'offerta di trasporto per cittadini e visitatori. Prosegue anche il recupero della domanda. Venduto un volume di oltre 104 milioni di titoli di viaggio, quindi biglietti e abbonamenti, con un incremento dell'8,8% rispetto al 2024. A trainare la crescita sono stati soprattutto: i biglietti ordinari (+15,3%), i titoli dedicati ai turisti (+9,8%). Continua inoltre il processo di digitalizzazione dei servizi: quasi un acquisto su tre (28,9%) avviene ormai attraverso canali digitali o sistemi contactless Tap&Go, canale privilegiato dai clienti che da solo ha generato la vendita del 50% dei biglietti, rendendo più semplice e veloce l'accesso al trasporto pubblico.
Il rafforzamento dei servizi è stato accompagnato da un importante investimento sulle risorse umane. Nel corso del 2025 Atac ha effettuato 566 assunzioni, inserendo 463 nuovi conducenti e 80 ulteriori figure operative e 23 figure manageriali e tecniche, fondamentali per sostenere l'incremento dell'offerta di trasporto e garantire la continuità del servizio. L'organico aziendale si mantiene stabile intorno alle 10.200 persone, che rappresentano il principale patrimonio dell'azienda. I risultati approvati confermano il percorso di rilancio industriale di Atac e la capacità di mettere a terra i processi già avviati, dal rinnovo delle flotte alla digitalizzazione dei servizi, dagli investimenti sulle infrastrutture alla sostenibilità ambientale in un’ottica di miglioramento continuo della qualità del servizio offerto a cittadini e turisti.
L'approvazione del bilancio economico anticipa, peraltro, la presentazione del primo bilancio di sostenibilità che il Consiglio d’amministrazione dell’azienda esaminerà il prossimo 29 luglio. Si tratta di un bilancio volontario di Atac (l’obbligatorietà è prevista a partire dal prossimo anno) a conferma dell'impegno che l'azienda sta mettendo, in questi anni di trasformazione, nel rendicontare non solo i risultati economici, ma anche il valore ambientale, sociale e di governance generato per la città.

Categoria: economia
12:59
Milano, con Tales 2026 le immagini scientifiche diventano arte in metropolitana
(Adnkronos) - La scienza come diventa arte. Ha i colori di una cellula osservata al microscopio, la geometria di una struttura molecolare, la texture di un tessuto biologico immortalato durante un esperimento. Immagini che ritraggono il lavoro di migliaia di ricercatori, che nei laboratori cercano risposte e nuove soluzioni per la salute della popolazione. Così Tales - The Art of Life Sciences porta la ricerca fuori dalle mura del laboratorio, negli spazi urbani, verso la comunità, rendendola più visibile, accessibile e vicina. Il progetto trasformerà le immagini scientifiche, frutto del lavoro di giovani ricercatori, in una mostra d’arte, disponibile dal 21 al 27 settembre sui totem digitali di 6 stazioni della metropolitana di Milano. Tales 2026 - informa una nota - è promosso da ‘Bion - Cluster lombardo scienze della vita’, comunità regionale che aggrega circa cento organizzazioni pubbliche e private attive nel settore delle life sciences e opera come punto di raccordo tra ricerca, accademia, industria, clinica e servizi.
“Tales persegue due obiettivi complementari”, spiega Gianluca Vago, presidente Bion - Cluster lombardo scienze della vita e direttore del dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia (Dipo) Università Statale di Milano. “Da un lato - continua - vuole far emergere il contributo dei giovani talenti allo sviluppo della conoscenza scientifica. Dall’altro, mira ad avvicinare i cittadini e il grande pubblico a questi temi, spesso poco visibili. La scienza, per essere sostenuta e valorizzata, deve prima di tutto essere condivisa e compresa. Il progetto – aggiunge Vago - ha coinvolto 28 realtà lombarde tra Irccs, università, centri di ricerca e di innovazione, che hanno aderito all’iniziativa contribuendo alla diffusione del contest e alla valorizzazione delle attività scientifiche svolte sul territorio. Questa ampia adesione evidenzia la capacità del sistema lombardo delle scienze della vita di fare rete e di promuovere iniziative condivise, orientate alla divulgazione scientifica, alla valorizzazione della ricerca e alla promozione dei giovani talenti, che, grazie a questo progetto, hanno l’opportunità di presentare i propri lavori a un pubblico più ampio”.
“Tales rappresenta un esempio concreto di come la Lombardia intenda valorizzare il proprio straordinario patrimonio di competenze scientifiche - sottolinea Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia - creando un ponte tra i laboratori di ricerca e la società. Rendere visibile il lavoro dei giovani ricercatori significa far conoscere ai cittadini il valore della ricerca biomedica e il suo impatto sulla salute e sulla qualità della vita. La Lombardia è oggi uno dei principali ecosistemi europei delle scienze della vita e Regione continua a sostenerne la crescita attraverso investimenti nella ricerca, bandi dedicati come il ‘Consolidator’ e politiche che favoriscono l’innovazione tecnologica. Crediamo che investire sui giovani talenti e sulla capacità di fare rete tra università, Irccs, centri di ricerca e imprese sia la scelta migliore per costruire la medicina del futuro e rafforzare la competitività del nostro territorio”.
“Milano è da sempre una città che intreccia scienza, cultura e vita quotidiana, e Tales ne è un esempio perfetto - afferma Giuseppe Sala, sindaco del Comune di Milano - Portare le immagini della ricerca sui totem di 6 stazioni della metropolitana significa incontrare i cittadini negli spazi che attraversano ogni giorno, trasformando un luogo di passaggio in un’occasione di scoperta. È un modo concreto per restituire alla comunità il valore del lavoro dei nostri giovani ricercatori e per ricordare che la ricerca biomedica non appartiene solo ai laboratori, ma riguarda la salute e il futuro di tutti noi. Milano vuole continuare a essere una città dove il sapere è accessibile, condiviso e capace di ispirare, e dove i talenti trovano lo spazio per crescere e farsi conoscere”.
Il contest ‘The Art of Life Sciences’ - precisa la nota - è aperto ai ricercatori tra i 18 e i 40 anni che operano in un’organizzazione lombarda. Ogni partecipante può candidarsi con una sola immagine, accompagnata da un breve testo descrittivo in un linguaggio accessibile. Le opere caricate dai ricercatori entreranno prima in una galleria online sulla piattaforma Tales (talesofbion.it) che, dal 22 luglio, sarà aperta al voto del pubblico: chiunque potrà guardare le immagini ed esprimere la propria preferenza, trasformando la scienza in un’esperienza condivisa e partecipata. Le 30 immagini che avranno raccolto più voti entro il 7 settembre usciranno dai laboratori per entrare nella città: saranno esposte nell’ambito della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori. Il percorso culminerà il 25 settembre con la Conferenza finale, dove una giuria selezionerà le 3 immagini vincitrici di Tales 2026. I 3 ricercatori premiati riceveranno un riconoscimento ufficiale davanti alla comunità scientifica istituzionale e industriale lombarda.
L'iniziativa - concludono gli organizzatori - mette in luce il valore dei giovani talenti che si stanno formando all’interno del sistema lombardo della ricerca e contribuisce a rafforzare il legame tra eccellenza scientifica, formazione e futuro del territorio. La rete costruita attorno al progetto, inoltre, consolida l’identità dell’ecosistema regionale delle scienze della vita, rafforzandone la visibilità e promuovendo la Lombardia come un territorio capace di attrarre talenti, investimenti e nuove opportunità di collaborazione.

Categoria: cronaca
12:56
Steatosi epatica per 25% italiani, studio ‘integratore con alghe utile in 50% casi’
(Adnkronos) - La nutraceutica, insieme a una dieta mediterranea ipocalorica, può contrastare la steatosi epatica. “Sono sufficienti 6 mesi di trattamento con l’integratore a base di alghe brune Gdue, per ottenere una riduzione del peso e della massa grassa, un aumento del colesterolo ‘buono’ Hdl e, soprattutto, una diminuzione dei livelli di grasso nel fegato”. E’ quanto emerso da uno studio italiano presentato, nelle scorse settimane, a Bologna, al congresso nazionale Sinut-Società italiana di nutraceutica. Il trial clinico randomizzato, in doppio cieco, è stato condotto su 112 persone trattate con dieta ipocalorica, supplementazione con Gdue, o placebo. Dopo 24 settimane - informa una nota - un paziente su 2 non presentava più una steatosi di grado moderato-severo, un risultato significativamente migliore rispetto al gruppo di controllo che ha assunto il placebo, che ha confermato dati già osservati in studi su animali. Il nutraceutico è stato ben tollerato, senza particolari problemi di sicurezza emersi durante l’intera ricerca.
Lo studio è stato condotto dal team di Livia Pisciotta, professoressa ordinaria di Scienze dell’Alimentazione dell’Università di Genova e direttrice della Scuola di Specializzazione, in collaborazione con la Clinica Gastroenterologica dell’Università di Genova diretta da Edoardo Giannini, professore del dipartimento di Medicina interna, Irccs-Aom Policlinico San Martino del capoluogo ligure.
“Il fegato grasso legato ai disturbi metabolici è oggi una delle malattie croniche epatiche più diffuse - spiega Pisciotta - Colpisce il 25% della popolazione italiana e rappresenta ormai un importante problema di salute pubblica e interessa sempre più persone. Ciò è dovuto soprattutto alla costante crescita tra la popolazione del grave eccesso di peso, della sindrome metabolica e dell’iperglicemia. Si calcola, per esempio, che la prevalenza della steatosi epatica sale fino al 70-80% tra i pazienti obesi o fra quelli colpiti da diabete mellito di tipo 2. Oggi sappiamo che non riguarda solo il fegato ma si tratta di una manifestazione di un'alterazione metabolica che coinvolge tutto l'organismo, oggi definita Masld, malattia epatica steatosi associata a disfunzione metabolica. Insulino-resistenza, sovrappeso e accumulo di grasso - chiarisce - favoriscono il deposito di lipidi anche a livello epatico”.
La modifica dello stile di vita “resta il cardine terapeutico - sottolinea Pisciotta - tuttavia, l’aderenza a lungo termine è spesso difficile. Esiste un bisogno medico in larga parte insoddisfatto e intervenire solo su alimentazione o sedentarietà può non bastare. Troppi pazienti non raggiungono o non mantengono un calo di peso clinicamente significativo per impattare positivamente sulla patologia epatica. Di recente - puntualizza - sono stati approvati farmaci che agiscono riducendo la steatosi, spegnendo l'infiammazione e migliorando il danno epatico. Sono però indicati solo per quei pazienti con forme più avanzate della malattia, come la fibrosi epatica da moderata a severa. Quindi può essere molto utile, per le forme meno gravi di fegato grasso, ricorrere ad un trattamento efficace e ben tollerato come Gdue”.
La steatosi epatica non alcolica “è una condizione clinica che può diventare molto pericolosa - illustra Pisciotta - È asintomatica nelle fasi iniziali e quasi sempre viene diagnosticata per caso o quando è troppo tardi. Inoltre, è una delle principali cause nei Paesi Occidentali di tumore del fegato. Il trattamento di prima linea resta la dieta ipocalorica, come quella mediterranea, associata ad una costante attività fisica. Un calo ponderale del 5% circa si associa già a una riduzione del grasso epatico, mentre una diminuzione del 7-10% o superiore può portare benefici metabolici e istologici più ampi. Nutraceutici, come Gdue, presentano grandi potenzialità e sono un valido strumento di supporto nel contrasto alla malattia epatica. I risultati del trial clinico con Gdue, presentati al meeting di Bologna sono assai incoraggianti. Ora - conclude - sono necessari ulteriori studi, su popolazioni più ampie e con un follow-up più lungo, per confermare questi benefici e meglio definirne il ruolo nella pratica clinica”.

Categoria: cronaca
12:41
Heineken Italia lancia 'Together Lab', ascoltare generazione che sta riscrivendo regole stare insieme
(Adnkronos) - Si parla spesso di giovani sempre più soli, distanti dalle relazioni reali e rifugiati nel digitale. Ma le conversazioni che ogni giorno condividono online raccontano una storia diversa: quella di una generazione che continua a cercare relazioni, appartenenza e momenti di convivialità, anche se attraverso forme nuove e in continua evoluzione. Da questa intuizione nasce Together Lab, il nuovo osservatorio permanente sulla socialità contemporanea promosso da Heineken Italia nell'ambito della campagna '#Together', che quest'anno evolve scegliendo di osservare la socialità attraverso l'analisi delle conversazioni spontanee online, realizzata insieme a un team di ricercatori dell'Università Iulm coordinati dal Professor Mauro Ferraresi. Il progetto nasce dalla volontà di mettersi in ascolto dei giovani per osservare la socialità mentre prende forma e viene raccontata ogni giorno sulle piattaforme digitali: un modo nuovo per cogliere l'evoluzione autentica dello stare insieme e comprendere come stanno cambiando linguaggi, luoghi e rituali della convivialità. L'attività di social media monitoring ha analizzato oltre 14.400 contenuti pubblicati spontaneamente da giovani tra i 18 e i 35 anni sulle principali piattaforme social. Ogni piattaforma restituisce infatti una diversa grammatica della socialità: il linguaggio immediato, identitario e performativo di TikTok si affianca alla narrazione più estetica e aspirazionale di Instagram; Reddit privilegia conversazioni più approfondite e orientate al confronto, mentre YouTube e Facebook restituiscono forme diverse di racconto, scoperta e condivisione. Una pluralità di linguaggi che permette di cogliere una fotografia più completa e autentica del modo in cui Gen Z e Millennials raccontano e vivono le proprie relazioni.
Dall'analisi qualitativa delle conversazioni digitali emergono cinque tendenze che raccontano come gli under 35 stanno riscrivendo le regole della socialità Il weekend continua a essere il momento privilegiato della convivialità (32%) e viene vissuto sempre più tra esperienze fuori casa e occasioni vissute tra le mura domestiche; anche la casa diventa uno spazio sociale scelto e valorizzato (28%) che si affianca al fuori casa, che rappresenta ancora la principale modalità per stare insieme. Infatti, l'aperitivo conferma il proprio ruolo di “rito simbolo”, trasformandosi in un'occasione di relazione, appartenenza e condivisione (18%); la moderazione si afferma come un nuovo codice culturale, espressione di una socialità sempre più consapevole e inclusiva (12%); il cibo si afferma come nuovo linguaggio della socialità: condividere ricette e sperimentare in cucina diventa un modo per rafforzare i legami (10%). La birra, infine, continua ad accompagnare questi rituali, integrandosi con naturalezza nei nuovi modi di vivere la convivialità. Più che sostituire i rituali tradizionali, le nuove forme della socialità si affiancano a essi, confermando il valore duraturo delle occasioni di incontro e convivialità che continuano a trovare nei bar e nei luoghi dell'aggregazione uno dei loro principali punti di riferimento.
"Con la campagna #Together nel 2025 abbiamo scelto di accendere una riflessione sul valore della socialità e delle relazioni nella società contemporanea. Oggi, facciamo un passo ulteriore per dare ancora più forza a questo percorso: metterci in ascolto. Nasce da qui Together Lab, un punto di osservazione privilegiato che ci permette di leggere la socialità mentre prende forma, attraverso le conversazioni spontanee con cui i giovani raccontano ogni giorno il proprio modo di stare insieme. Perché la socialità è una forza culturale potente: non si limita a riflettere il modo in cui viviamo, ma contribuisce a definire i luoghi, i linguaggi e le comunità del futuro. Per una realtà come Heineken Italia, che da sempre riconosce nel piacere dello stare insieme la parte essenziale della propria identità, questo significa assumersi la responsabilità di non guardare il cambiamento da lontano, ma di comprenderlo, valorizzarlo e contribuire a renderlo possibile. Le conversazioni raccolte ci dicono che non siamo davanti a una generazione meno sociale, ma a una generazione che sta riscrivendo le regole dello stare insieme: meno modelli prestabiliti, più autenticità; meno rituali uguali per tutti, più libertà di costruire connessioni coerenti con il proprio modo di essere. È qui che #Together trova il suo significato più profondo: accompagnare l'evoluzione della socialità senza timore del cambiamento, contribuendo a creare le condizioni affinché persone, luoghi e comunità possano continuare a incontrarsi, riconoscersi e costruire relazioni significative", afferma Alfredo Pratolongo, Corporate Affairs Director di Heineken Italia.
C'è un errore che spesso si fa quando si parla di giovani: confondere il cambiamento con una perdita di interesse per lo stare insieme. In realtà, la socialità ha semplicemente cambiato forma. Il 32% dei contenuti analizzati da Iulm riguarda la ritualità del weekend. Le conversazioni raccontano una socialità che continua ad avere un ruolo centrale nella vita degli under 35, ma che si esprime attraverso modalità nuove. Le nuove generazioni non si limitano a vivere la socialità: la raccontano, la mettono in scena sui social, la curano esteticamente. Allo stesso tempo emerge anche il rovescio della medaglia: la stanchezza, il bisogno di rallentare, la scelta del divano al posto dell'uscita. Il desiderio di stare insieme resta forte, ma assume forme più flessibili, autentiche e personalizzate. L'uscita non è più un automatismo. Si pianifica, si costruisce e, a volte, si difende dalla tentazione di restare a casa. Vale per i più giovani, che la vivono come momento di espressione identitaria, e per i 25-35 anni, che la filtrano attraverso un equilibrio sempre più consapevole tra desiderio di socialità e bisogno di benessere personale. In questo scenario, il bar continua a rappresentare un punto di riferimento per gli incontri, ma la scelta del luogo non è mai casuale. Sempre più spesso è l'esperienza offerta dal locale a orientare la decisione su come trascorrere una serata con gli amici.
In questo contesto, il bar mantiene un ruolo centrale nella cultura italiana: è il luogo in cui gli incontri nascono spontaneamente, le relazioni si consolidano e la convivialità prende forma nei piccoli rituali quotidiani. Una dimensione raccontata anche da "Praise the Bar", la webseries di Heineken dedicata ai pub e ai bar come luoghi di incontro e connessione. Dopo il debutto internazionale, il progetto è arrivato anche in Italia con un episodio ambientato nel cuore di Trastevere, a Roma, dove protagonista è "Meccanismo", evoluzione contemporanea dello storico 'Café Friends', a testimonianza del ruolo che il bar continua a ricoprire nella vita delle comunità. Accanto alla socialità fuori casa cresce anche quella domestica. Nel 28% dei contenuti analizzati, soprattutto tra i 25 e i 35 anni, la casa emerge come uno spazio sociale scelto e valorizzato per condividere momenti di qualità con amici, partner o coinquilini. Pizza, film, giochi da tavolo, aperitivi home made e cene in compagnia non vengono raccontati come un ripiego, ma come una modalità autentica di vivere la convivialità. La casa non sostituisce l'uscita: è uno dei luoghi della socialità contemporanea.
L'aperitivo si conferma il rito simbolo della convivialità contemporanea: quasi il 20% dei contenuti analizzati, soprattutto tra i giovani dai 18 ai 25 anni, lo racconta come uno spazio di relazione, appartenenza e condivisione, più che come un semplice momento di consumo. Dalle conversazioni online emergono due anime complementari: da un lato la cura dell'estetica, della location e della proposta gastronomica, dall'altro la ricerca di esperienze più spontanee, accessibili e autentiche, in risposta alla pressione della performance. In questo scenario, anche il cibo assume un ruolo sempre più centrale come linguaggio della socialità: nel 10% dei contenuti, in particolare tra i 25 e i 35 anni, preparare ricette insieme, sperimentare nuovi ingredienti e condividere esperienze gastronomiche diventa un modo per costruire relazioni, in equilibrio tra tradizione e innovazione, sapori di casa e nuove contaminazioni. Parallelamente, emerge un altro cambiamento culturale destinato a ridefinire i rituali dello stare insieme: per il 12% dei giovani, soprattutto tra i 18 e i 24 anni, la moderazione non rappresenta più una rinuncia alla convivialità, ma una scelta consapevole legata a benessere, equilibrio e libertà personale. Le opzioni analcoliche entrano con naturalezza negli stessi momenti tradizionalmente associati al consumo di alcol, delineando una socialità più inclusiva, nella quale ciascuno può partecipare secondo le proprie preferenze senza sentirsi escluso o giudicato.
"La ricerca ci mostra che i giovani non stanno rinunciando alla socialità, ma ne stanno ridefinendo i rituali. In un terzo delle conversazioni, il weekend resta il momento privilegiato dello stare insieme (32%), ma sempre più spesso si divide tra esperienze fuori e dentro casa; cresce il valore dell'aperitivo come occasione di relazione e appartenenza e, soprattutto, emerge una nuova idea di convivialità, più autentica, flessibile e inclusiva, in cui anche la moderazione trova spazio senza compromettere il piacere di condividere momenti con gli altri. La socialità oggi non segue quindi modelli unici, ma si costruisce intorno a esperienze sempre più personali, autentiche e inclusive. Per i brand questo significa, prima di tutto, saper ascoltare: comprendere come evolvono i rituali dello stare insieme, quali linguaggi adottano le nuove generazioni e quali valori attribuiscono ai momenti di convivialità. Solo così è possibile costruire un'offerta capace di essere rilevante nella vita delle persone – dichiara Michela Filippi, marketing director di Heineken Italia - Per Heineken Italia questo significa continuare a interpretare i cambiamenti culturali restando vicini alle persone e al loro modo di vivere le relazioni. Da sempre accompagniamo i momenti di socialità e convivialità delle persone e continuiamo a evolvere insieme alle nuove generazioni, interpretandone linguaggi, passioni e sensibilità. Per questo sviluppiamo un portafoglio capace di accompagnare occasioni di consumo sempre più varie e diversificate, rispondendo a esigenze differenti, comprese quelle legate alla moderazione, con referenze come Heineken® 0.0 e Moretti Zero. Il nostro obiettivo è continuare a parlare alle persone attraverso i nostri brand con linguaggi credibili, inclusivi e coerenti con il modo in cui oggi vivono la convivialità. Le nuove generazioni ci chiedono meno performance e più autenticità: essere culturalmente rilevanti non significa occupare la scena, ma entrare con naturalezza nei momenti che contano davvero”.
Dallo studio emerge, infine, come la birra continui ad accompagnare con naturalezza tutti i momenti di convivialità e sia ormai parte integrante dell'esperienza conviviale. Quando si racconta una serata, si parla degli amici, dell'aperitivo, della musica, del locale o della cena condivisa: la birra è già dentro la scena. Una presenza naturale, totalmente integrata nei rituali dello stare insieme. Il suo ruolo cambia però a seconda del contesto. Al bar accompagna un momento pubblico e condiviso, parte di un rito sociale che prende forma fuori casa. Nella convivialità domestica diventa invece parte di un'esperienza più intima e relazionale, dall'aperitivo preparato in casa alla serata sul divano con gli amici. La stessa bevanda assume così significati diversi, adattandosi ai nuovi modi di vivere la socialità. Che si tratti di una serata fuori o di un momento condiviso in casa, la birra continua ad accompagnare occasioni diverse mantenendo un ruolo fondamentale all'interno dei nuovi rituali della convivialità. Su Reddit e Facebook, dove la birra compare rispettivamente nel 30% e nel 22% delle conversazioni analizzate, emerge un ulteriore elemento: cresce l'interesse verso la scoperta e la cultura birraria. Le conversazioni si concentrano su stili, abbinamenti gastronomici e nuove referenze, trasformando la sperimentazione in un'occasione di dialogo e condivisione. La scoperta di una nuova birra diventa così un pretesto per stare insieme e alimentare nuove conversazioni. "L'aspetto più interessante di questo lavoro è il punto di osservazione scelto. Invece di chiedere ai giovani come vivono la socialità, abbiamo osservato come la raccontano spontaneamente nei contesti digitali che frequentano ogni giorno. È proprio in queste conversazioni che emergono i cambiamenti culturali più profondi. – dichiara il professor Mauro Ferraresi, Università Iulm - Quello che osserviamo non è una diminuzione del desiderio di stare insieme, ma una sua trasformazione: cambiano i linguaggi, i luoghi e i rituali, mentre il valore della relazione continua a rappresentare un bisogno centrale per le nuove generazioni. Le piattaforme digitali ci permettono di cogliere queste evoluzioni mentre accadono, restituendo una fotografia meno filtrata e più autentica delle forme contemporanee della socialità".
L'analisi di 'Together Lab' evidenzia come il futuro della socialità non si giochi nella contrapposizione tra casa e fuori casa, tra online e offline o tra consumo e moderazione. Al contrario, emerge una generazione che costruisce esperienze sociali sempre più personali e autentiche, raccontandole attraverso linguaggi differenti. I giovani tra i 18 e i 24 anni e quelli tra i 25 e i 35 parlano degli stessi fenomeni, ma con codici profondamente diversi. I più giovani prediligono il formato Pov tipico di TikTok, l'ironia memetica, la brevità e lo slang generazionale. I giovani adulti adottano invece una narrazione più distesa, riflessiva ed esteticamente più curata, vicina ai codici di Instagram. Non si tratta soltanto di una differenza nello stile della comunicazione, ma di un diverso modo di attribuire significato alle esperienze.

Categoria: economia
12:40
Pier Silvio Berlusconi: "Offeso da attacchi Trump a Meloni. Vannacci? Attendiamo programma"
(Adnkronos) - "Io sono orgoglioso di essere italiano. E' una cosa che mi ha toccato, mi ha profondamente infastidito". Così Pier Silvio Berlusconi, chairman e group ceo di Mfe-Mediaforeurope, nel corso della serata con la stampa risponde a una domanda sugli attacchi del presidente Usa Donald Trump alla premier Giorgia Meloni.
"Io stimo il nostro primo ministro e penso che vista la situazione e visto il personaggio con cui abbiamo a che fare, meglio di così sarebbe difficile fare: trovare l'equilibrio tra tenere una posizione giusta con gli Stati Uniti, ma non mollare il punto sulle posizioni europee", ha affermato, precisando: "In quell'occasione mi sono sentito offeso, perché è ingiusto, offeso da italiano. Tutto il mio appoggio al nostro primo ministro, Giorgia Meloni, io penso che da italiano io debba essere con lei e sono con lei".
Sull’ascesa di Roberto Vannacci, ha detto: "L’Italia non è nuova a fenomeni che dal nulla crescano a livello politico. Ce ne sono tanti, anche in passato. Non mi stupisce che in questo momento emerga. E' un bravo comunicatore. E' efficace. E' coerente con il pensiero mio di ciò che deve essere il centro destra oggi? Direi di no, ma la propaganda è propaganda. In termini di realtà dei fatti attendiamo di vedere il programma".
"Vedremo - rimarca Pier Silvio Berlusconi - quanto è coerente con programma di centrodestra e poi vedremo cosa fare ma questo è il mio pensiero di cittadino. Non voglio dare consigli”. Rispondendo a una seconda domanda sulla postura che dovrà adottare Forza Italia su Vannacci, Berlusconi precisa: “Forza Italia deciderà in piena autonomia cosa deve fare. Io non mi permetto di dare consigli al governo e a Forza Italia".
"Ho solo espresso il mio pensiero. Un conto è la propaganda. Ma non lo dico solo per Vannacci. Lo dico per tutti. Vediamo il programma e la coerenza con il programma del centrodestra e di Forza Italia", dice ancora. "Poi - conclude - decideranno il governo e Forza Italia cosa fare".

Categoria: politica
12:34
Mondiali, Ronaldo: "Portogallo sempre"
(Adnkronos) - 'Portogallo sempre', come didascalia ad una sua foto con la maglia della nazionale lusitana. Così su Instagram Cristiano Ronaldo nel suo primo post dopo l'eliminazione dal mondiale agli ottavi di finale contro la Spagna.
In patria si sono moltiplicate le critiche nei confronti del 5 volte pallone d'oro. A 41 anni, il capitano è finito nel mirino di tifosi e media, che ritengono sia arrivato il momento di chiudere il suo ciclo in nazionale, accusandolo di aver rallentato il gioco offensivo della squadra. Anche le scelte del ct Roberto Martínez, che lo ha lasciato in campo per tutta la partita, sono state contestate, alimentando il dibattito sul futuro della nazionale portoghese, che ripartirà da Jorge Jesus come ct, e del suo simbolo più rappresentativo.

Categoria: sport
12:31
Arrivano in Italia i primi esoscheletri medicali leggeri per supportare la deambulazione
(Adnkronos) - Arriva in Italia la prima generazione di esoscheletri medicali leggeri per il supporto alla deambulazione. Wimoove S.r.l. presenta WIM e WIM S, dispositivi robotici indossabili sviluppati "per sostenere il cammino di persone con ridotta mobilità e per affiancare il lavoro di fisiatri, fisioterapisti, ortopedici, centri riabilitativi, Rsa e strutture sanitarie. Prodotti da WIRobotics, azienda sudcoreana specializzata in robotica indossabile, WIM e WIM S - informa una nota dell'azienda - sono dispositivi medici Ce Classe I secondo il regolamento Ue 2017/745. Wimoove affianca WIRobotics nello sviluppo del progetto per il mercato europeo, occupandosi anche della distribuzione e contribuendo alla sua introduzione nel sistema sanitario, riabilitativo e assistenziale, alla costruzione della rete professionale e alla valorizzazione clinica della tecnologia2.
L’introduzione di WIM e WIM S - si legge - "risponde a un bisogno sempre più rilevante: rendere più accessibili soluzioni tecnologiche leggere, indossabili e utilizzabili anche al di fuori dei grandi centri ospedalieri, con l’obiettivo di supportare la mobilità quotidiana e favorire percorsi di maggiore autonomia. A differenza degli esoscheletri destinati allo sport o alla performance outdoor, WIM e WIM S nascono per un utilizzo in ambito sanitario, riabilitativo e assistenziale. Il dispositivo agisce a livello dell’anca, supportando il movimento naturale del passo attraverso una coppia assistiva o resistiva che accompagna la flessione e l’estensione durante la camminata. La tecnologia è progettata per adattarsi al movimento dell’utente, sostenendo il cammino senza sostituire il ruolo attivo della persona e senza bypassare la valutazione del professionista sanitario. La gamma si articola in due soluzioni principali. WIM è pensato per il canale professionale: fisioterapisti, centri riabilitativi, strutture sanitarie, ospedali, Rsa e operatori che possono integrarlo all’interno di percorsi guidati. WIM S è invece orientato all’uso domestico e al canale consumer medicale, attraverso sanitarie e ortopedie partner, per pazienti e caregiver che cercano un supporto alla mobilità nella vita quotidiana".
"Con Wimoove vogliamo portare la robotica indossabile fuori da una dimensione esclusivamente ospedaliera e renderla più vicina ai bisogni reali delle persone e dei professionisti sanitari - dichiara Paolo Ferretti, Ceo di Wimoove -. Il nostro obiettivo non è sostituire il medico, il fisiatra o il fisioterapista, ma offrire loro uno strumento innovativo per accompagnare percorsi di mobilità, autonomia e continuità assistenziale. WIM e WIM S nascono proprio per creare un ponte tra tecnologia, clinica e vita quotidiana".
Le applicazioni potenziali - dettaglia la nota - riguardano diversi contesti: "Supporto alla camminata in persone anziane con decadimento funzionale, percorsi di riabilitazione motoria, assistenza in presenza di ridotta mobilità, programmi di home care e continuità del percorso dopo la dimissione. La valutazione dell’idoneità all’utilizzo resta sempre legata al quadro individuale della persona e al confronto con il professionista sanitario. La tecnologia WIM è stata oggetto di studi e valutazioni clinico-funzionali su popolazioni anziane e su contesti di cammino assistito. La documentazione disponibile riporta risultati relativi a parametri come velocità del passo, equilibrio, resistenza, forza articolare e riduzione dello sforzo muscolare. Questi elementi rappresentano una base di approfondimento per il dialogo con fisiatri, fisioterapisti, ortopedici, neurologi e strutture riabilitative interessate a integrare nuove soluzioni di robotica indossabile nei propri percorsi. Elemento centrale del progetto Wimoove è anche il modello di accesso al dispositivo. La società sta costruendo una rete di interlocutori professionali, sanitarie, ortopedie e strutture partner, con l’obiettivo di permettere agli utenti interessati di conoscere il prodotto, richiedere informazioni e valutare una prova guidata. Il sito Wimoove diventerà il punto di contatto per raccogliere richieste sia da parte di professionisti e strutture, sia da parte di pazienti e caregiver".
Con questo lancio - conclude la nota - "Wimoove si posiziona in uno spazio ancora poco presidiato del mercato: quello degli esoscheletri medicali leggeri, accessibili, indossabili e pensati per un utilizzo concreto nella quotidianità. Una frontiera in cui la robotica non è più solo tecnologia dimostrativa, ma può diventare uno strumento di supporto per la salute, la mobilità e la qualità della vita".

Categoria: cronaca
12:26
Siena, a San Quirico d’Orcia l’uomo quantico di Meggiato lungo la Via Francigena
(Adnkronos) -
Arte, natura e riflessione sul futuro si incontrano a San Quirico d’Orcia per la 55ª edizione di ‘Forme nel verde’, la più antica rassegna italiana di arte ambientale. Dal 25 luglio 2026, il borgo della Val d’Orcia ospita un percorso espositivo che intreccia scultura contemporanea, satira e creatività delle nuove generazioni. Creata da Mario Guidotti nel 1971, l’attuale edizione, promossa e organizzata dal comune senese, con la direzione artistica di Carlo Pizzichini, è rivolta alla visione di Gianfranco Meggiato; alle vignette fulminanti di Emilio Giannelli, firma del Corriere della Sera, che celebra i novant’anni, e ai lavori degli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane, il futuro dell’arte. E proprio in relazione alla valorizzazione dei giovani e al futuro dell’arte quest’anno l’iniziativa si avvale del prestigioso sostegno di Stefania Ranzato, Fondatrice di Deas Cyber, industria leader italiana nella cybersicurezza, che investe nelle nuove sfide con un approccio umanocentrico, a cui il sindaco di San Quirico D’Orcia, Marco Bartoli, è particolarmente riconoscente per la sensibilità mostrata nei confronti della manifestazione e dei temi trattati.
Le opere in esposizione - informa una nota - rispecchiano pienamente il carattere dell’iniziativa: celebrare le forme nel verde per unire l’arte alla natura. Nel dettaglio, a guidare l’edizione 2026 di ‘Forme nel verde’ sono le sculture monumentali di Meggiato con ‘In Itinere. L’Uomo quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la via Francigena’. La mostra è accompagnata da un contributo critico di Domenico Piraina, direttore Cultura del comune di Milano e di Palazzo Reale, ed è in collaborazione con Oblong Contemporary Art Gallery. La rassegna si apre nei cinquecenteschi Horti Leonini per proseguire nel centro storico, nel Palazzo Chigi Zondadari - dove è esposto in anteprima internazionale un corpus di 30 disegni inediti - e prosegue in uno dei luoghi più belli di tutta la Val d’Orcia: i famosi ‘cipressini’ in cerchio immersi nel paesaggio che è Patrimonio Unesco, meta di turisti di tutto il mondo, e dove sarà installata, al centro, l’opera ‘Germinazione’, scultura monumentale di 6 metri d’altezza.
Il titolo della mostra e le opere di Meggiato accompagnano un importante anniversario: i 1.150 anni della Via Francigena che si celebrano quest’anno e che segnano l’incontro tra il percorso millenario - 3mila chilometri che collegano Canterbury (Uk) a Roma, attraverso 5 stati europei - e le visioni della fisica quantistica, che nel Novecento hanno trasformato radicalmente il modo di comprendere la realtà, la materia, il tempo e la coscienza.
Nel paesaggio sospeso di San Quirico d’Orcia, il cammino si trasforma in una domanda aperta: che cosa stiamo realmente cercando, mentre ci muoviamo verso una meta? Nel tempo antico del pellegrinaggio, e anche oggi, l’uomo attraversa paesaggi, villaggi, silenzi e stagioni per raggiungere una meta sacra. Ma ogni vero cammino esteriore - spiegano gli organizzatori - custodisce un percorso che va in un’altra direzione, invisibile e più profonda: quella verso sé stessi, nella coscienza. La meta non è Roma e non è una destinazione fisica: è la comprensione di sé e della propria relazione con il tutto. Come l’osservatore non è esterno al fenomeno ma parte integrante di esso, allo stesso modo il pellegrino non attraversa soltanto il paesaggio: anche il paesaggio attraversa la sua mente e il suo corpo. Ogni passo modifica lo sguardo, ogni distanza diventa esperienza interiore, ogni incontro è una trasformazione.
Nel concept della mostra, l’uomo quantico è, allora, una figura simbolica del nostro tempo un essere umano che, nel mezzo della complessità contemporanea, torna a interrogarsi sulla propria presenza nel mondo. Nel mondo quantico nulla appare separato: ogni particella esiste come relazione, possibilità, vibrazione. E così la conoscenza non è soltanto accumulo di informazioni, ma esperienza viva, coscienza, ascolto. Attraverso le opere, le immagini, i suoni e le visioni, la mostra invita il visitatore a percorrere un itinerario che unisce scienza e spiritualità, percezione e memoria, realtà visibile e invisibile. La Via Francigena diventa metafora di un attraversamento universale: il viaggio dell’uomo dentro la propria coscienza. È un dialogo tra arte, cammino e coscienza, dove il viaggio dell’uomo attraverso il mondo rivela, ancora una volta, che ogni autentico pellegrinaggio è un viaggio interiore, spirituale.
San Quirico d’Orcia e la Val d’Orcia, Patrimonio Unesco - conclude la nota - accolgono il percorso espositivo di Meggiato partendo dagli Horti Leonini dove sono esposte 18 sculture: Verso la libertà; Frequenze auree; Concetti di sincronicità spaziale; Lo specchio dell’Assoluto; Fumetti in cerca d’autore; Sfera Sirio; Scorpius; Sfera Cuore; Sfera Acquarius; Disco Cabala; Sfera Atman; Cono Energia; La leggerezza dell’essere; Dancing in the dark; Venere; Sfera quantica, Respiro quantico. Nel centro storico sono installate; Attimo Fuggente, in piazza Libertà; Doppio Totem in via Dante e Uomo quantico davanti all’antica Collegiata, chiesa romanica risalente al ‘200 e monumento simbolo di San Quirico.

Categoria: cultura
12:22
Ascolti tv, boom Temptation Island: record su Canale 5 con 32,3%
(Adnkronos) - Ascolti record per la terza puntata di 'Temptation Island', in onda ieri su Canale 5, che segna il miglior risultato della storia del docu-reality con 4.007.000 di spettatori e il 32,3% di share. Medaglia d'argento per Rai1 con 'Lino d'Italia – Storia di un itAlieno' che ha interessato 1.553.000 spettatori e il 10,7% di share mentre Rai3 con 'Un Giorno in Pretura' ha totalizzato 795.000 spettatori (5,2% share).
Fuori dal podio troviamo 'White Elephant – Codice criminale' su Italia1 con 772.000 spettatori (5,2%) mentre 'In Onda Prima Serata' su La7 ha ottenuto 708.000 spettatori (4,6% share). Seguono: Rai2 con 'Tutta la Verità su Lilly' (650.000 spettatori, 5,5% share); Rete 4 con 'Zona Bianca' (615.000 spettatori, 5,6% share); Nove con 'Tutte lo vogliono' (321.000 spettatori, 2,2% share) e Tv8 con 'Now You See Me – I maghi del crimine' (298.000 spettatori, 2,1% share).

Categoria: spettacoli
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13:56
Ricotti (Patronato Acli): "Per un futuro equo serve pensione contributiva di garanzia"
(Adnkronos) - “Con il sistema contributivo oggi non abbiamo la certezza che le persone possano vivere con la propria pensione. La previdenza nasce per consentire alle persone di vivere serenamente quando smettono di lavorare, ma questo obiettivo rischia di non essere più garantito”. Lo ha dichiarato Paolo Ricotti, presidente nazionale Patronato Acli, in occasione del seminario 'Previdenza Next Gen. La pensione contributiva di garanzia, dentro un sistema equo e sostenibile', a Roma, durante il quale è stata lanciata, dal Patronato Acli e dalle Acli, la proposta normativa di una pensione contributiva di garanzia per assicurare una tutela previdenziale adeguata a lavoratrici e lavoratori che, pur avendo lavorato, rischiano di arrivare alla pensione con trattamenti insufficienti a causa di salari bassi, carriere discontinue, part-time involontario, periodi di cura, disoccupazione o interruzioni contributive.
“La nostra idea – ha spiegato Ricotti – è quella di introdurre un minimo previdenziale, un pavimento di garanzia che parta dalla contribuzione effettivamente versata dalle persone, ma che consenta di integrare gli importi delle future pensioni fino a raggiungere una soglia che permetta a tutti di vivere dignitosamente”. Secondo il presidente del Patronato Acli, infatti, con il passaggio al sistema contributivo il tradizionale meccanismo della pensione minima non offre più una risposta sufficiente alle nuove fragilità previdenziali. “Non si tratta di una misura assistenziale, ma di una misura di equità e giustizia – ha sottolineato Ricotti – perché tiene conto del fatto che spesso le persone non riescono a maturare una contribuzione adeguata per ragioni legate alla loro storia lavorativa e personale”. Tra i fattori indicati il divario salariale di genere, con le donne che registrano retribuzioni mediamente più basse rispetto agli uomini, l’ingresso più tardivo dei giovani nel mercato del lavoro, la precarietà e le interruzioni contributive legate ai periodi di cura.
“La previdenza deve considerare tutto quello che può accadere nella vita delle persone – ha aggiunto Ricotti – e accanto alla sostenibilità deve introdurre il principio dell’equità, garantendo a tutti la possibilità di contare su mezzi minimi che partano da quanto versato nel sistema contributivo, ma che possano andare oltre quando necessario”. Per il presidente del Patronato Acli, il tema delle pensioni future è strettamente collegato alla qualità del lavoro attuale. “Non possiamo correggere un sistema che rischia di creare fratture senza intervenire anche sui salari, sul gender gap e sulla precarietà. Le pensioni insufficienti di domani raccontano carriere lavorative frammentate che esistono già oggi. Le persone povere sono spesso figlie di salari bassi: possiamo intervenire prima o dopo, ma dobbiamo intervenire”, ha concluso.

Categoria: economia
13:54
Previdenza, Giubboni (Univ. Perugia): "Nel contributivo manca la solidarietà, serve una garanzia"
(Adnkronos) - “Il sistema di calcolo contributivo oggi in vigore non contempla più l’integrazione al trattamento minimo, che storicamente ha rappresentato il principale strumento redistributivo e solidaristico per garantire una prestazione adeguata ai pensionati”. Così Stefano Giubboni, professore ordinario di Diritto del Lavoro all’università di Perugia, intervenendo al seminario 'Previdenza Next Gen. La pensione contributiva di garanzia, dentro un sistema equo e sostenibile', organizzato a Roma da Acli e Patronato Acli.
“Questa è una grave carenza del sistema – ha spiegato Giubboni – perché il legislatore non ha considerato fino in fondo che molti dei futuri pensionati con il contributivo puro potrebbero non riuscire a maturare un montante sufficiente per ottenere una pensione realmente adeguata, dignitosa e conforme ai parametri costituzionali”.
Secondo il docente, la proposta della pensione contributiva di garanzia nasce proprio dall’esigenza di colmare questo vuoto. “Abbiamo deciso di rilanciare questa proposta perché può reintrodurre nel sistema contributivo un elemento solidaristico che oggi manca. Si tratta di un aspetto fondamentale per garantire maggiore equità previdenziale - ha sottolineato - Non significa mettere in discussione la scelta di fondo del metodo contributivo ma correggerla e integrarla in senso solidaristico. Il sistema può mantenere il principio della correlazione tra contributi versati e prestazione pensionistica, prevedendo però un meccanismo di garanzia per chi, pur avendo lavorato, rischia di non raggiungere una pensione adeguata”.

Categoria: economia
13:53
Mondiali, rissa durante conferenza di Brahim Diaz
(Adnkronos) - Rissa durante la conferenza stampa di Brahim Diaz ai Mondiali 2026. L'attaccante del Marocco è intervenuto alla vigilia dei quarti di finale contro la Francia, in programma oggi, giovedì 9 luglio, ma si è trovato di fronte una scena mai vista. Nelle ultime file della sala stampa infatti, è sfociata una lite tra due giornalisti che è culminata in una vera e propria rissa, sedata grazie all'intervento degli altri cronisti.
Proprio nel momento in cui Brahim Diaz inizia a rispondere a una domanda, dal fondo della sala si alzano le voci di due uomini che stanno litigando. Si tratterebbe di un giornalista francese e di uno marocchino, che afferma di essere stato colpito dal collega.
Diaz rimane a bocca aperta, come il resto dei presenti, e prova a trattenere una risata nervosa, che però gli fa dimenticare la domanda alla quale stava rispondendo: "Scusa, qual era la domanda?", chiede al giornalista una volta riportata la calma in sala.

Categoria: sport
13:53
Patronato Acli e Acli propongono normativa per una pensione contributiva di garanzia
(Adnkronos) - Una pensione contributiva di garanzia per assicurare una tutela previdenziale adeguata a lavoratrici e lavoratori che, pur avendo lavorato, rischiano di arrivare alla pensione con trattamenti insufficienti a causa di salari bassi, carriere discontinue, part-time involontario, periodi di cura, disoccupazione o interruzioni contributive. È questa la proposta normativa lanciata dal Patronato Acli e dalle Acli nel corso del seminario 'Previdenza Next Gen. La pensione contributiva di garanzia, dentro un sistema equo e sostenibile', dedicato al futuro previdenziale delle generazioni che vivono, e vivranno, interamente dentro il metodo contributivo. “La pensione contributiva di garanzia non nasce da una riflessione astratta, ma dalla quotidianità del servizio che il Patronato Acli svolge sul territorio”, dichiara Paolo Ricotti, Presidente nazionale del Patronato Acli. “Ogni giorno incontriamo persone che hanno lavorato, spesso con fatica e responsabilità, ma che rischiano di non maturare una pensione dignitosa perché il loro percorso professionale è stato discontinuo, povero o segnato da fragilità. Per questo riteniamo necessario introdurre nel sistema contributivo un meccanismo di garanzia: non una misura assistenziale, ma un correttivo previdenziale capace di rendere il sistema più equo, più credibile e più vicino alla vita reale delle persone”.
Nel sistema contributivo, infatti, la pensione è strettamente legata ai contributi versati durante la vita lavorativa. Questo impianto ha contribuito a rafforzare la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico, ma oggi mostra una criticità evidente: non prevede un vero meccanismo di garanzia per chi ha avuto carriere fragili. Il rischio è che una parte crescente di lavoratrici e lavoratori, pur avendo partecipato al mercato del lavoro, si trovi domani con prestazioni previdenziali troppo basse, fino a essere spinta verso strumenti assistenziali. Per il Patronato Acli e le Acli, questo rappresenta un deficit di tutela che chiama in causa non solo il futuro delle pensioni, ma anche il rapporto tra lavoro, welfare, giustizia sociale e patto tra generazioni. La proposta avanzata prevede l’introduzione, nel sistema contributivo, di una misura di garanzia previdenziale collegata alla storia assicurativo-contributiva della persona e all’età di pensionamento. Non si tratterebbe dunque di un importo minimo uguale per tutti, ma di una garanzia costruita in modo coerente con la logica contributiva: più lunga è la storia lavorativa e contributiva, maggiore deve essere la tutela riconosciuta. Nel corso del seminario, il tema è stato approfondito anche nella sua dimensione giuridica e costituzionale.
“Nel sistema contributivo puro è venuta meno la tradizionale integrazione al trattamento minimo. Questo può determinare, per ampie fasce di futuri pensionati, un problema serio di adeguatezza delle prestazioni - afferma Stefano Giubboni, professore ordinario di Diritto del Lavoro all’Università di Perugia. - La pensione contributiva di garanzia intende colmare questo deficit di tutela senza alterare la logica del metodo contributivo. È un correttivo solidaristico che resta dentro una prospettiva previdenziale, perché valorizza la storia assicurativa del lavoratore e risponde al principio sancito dall’articolo 38 della Costituzione, secondo cui i lavoratori hanno diritto a mezzi adeguati alle esigenze di vita anche nella vecchiaia”.
La proposta richiama la necessità di un intervento normativo stabile, tecnicamente verificabile e sostenibile. Tra le ipotesi discusse, è stata richiamata anche la possibilità di ripartire dal percorso già delineato nel DDL S.1010 del 2019, che prevedeva una delega al Governo per l’introduzione della pensione di garanzia per i lavoratori interamente contributivi. Il confronto ha evidenziato come la sostenibilità del sistema previdenziale non possa essere valutata soltanto sulla base degli equilibri finanziari. Un sistema può essere ordinato nei conti, ma se produce pensioni insufficienti per chi ha lavorato in condizioni di fragilità rischia di perdere sostenibilità sociale, fiducia e capacità di protezione. Per questo, secondo Patronato Acli e Acli, la pensione contributiva di garanzia rappresenta una scelta di responsabilità pubblica: serve a evitare che le disuguaglianze prodotte nel mercato del lavoro vengano registrate e amplificate nel momento della pensione.
“Una pensione adeguata e dignitosa non è un privilegio: è la promessa che ogni generazione fa a quella che verrà. Oggi quella promessa rischia di spezzarsi, perché chi ha salari bassi, carriere discontinue e lavori intermittenti domani si ritroverà con un assegno insufficiente. E le disuguaglianze che nascono nel mercato del lavoro non restano lì: se non le correggiamo, si trasmettono nel tempo e diventano una povertà che passa da una generazione all’altra”, dichiara Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale delle ACLI. “È prima di tutto una questione di responsabilità: un Paese si misura da come tratta chi ha di meno, non da come premia chi ha già di più. Non chiediamo assistenza, chiediamo giustizia previdenziale, dentro le regole del sistema contributivo. E non lo diciamo da una prospettiva avulsa dalla realtà: lo diciamo perché ogni giorno, nei nostri Patronati e nei nostri CAF, incontriamo le donne e gli uomini in carne e ossa che stanno dietro questi numeri. È il modo delle Acli di stare nel sociale: partire dalla vita reale delle persone e trasformarla in proposta. Perché servono scelte strutturali, non altre toppe e perché il nostro lavoro, per restare fedele alla nostra storia, deve sempre costruire democrazia”, conclude Manfredonia.
Al seminario sono intervenuti Stefano Giubboni, professore ordinario di Diritto del Lavoro all’Università di Perugia; Michele Raitano, professore ordinario di Politica Economica alla Sapienza Università di Roma; Matteo Jessoula, professore ordinario di Scienza Politica all’Università degli Studi di Milano; Paolo Ricotti, Presidente nazionale del Patronato Acli; Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale Acli. I lavori sono stati moderati da Fabio Insenga, giornalista e vicedirettore di Adnkronos. Con Previdenza Next Gen, Patronato Acli e Acli intendono aprire un confronto pubblico e istituzionale sul futuro del sistema previdenziale italiano, chiedendo al decisore politico di assumere il tema della pensione contributiva di garanzia come una priorità normativa.

Categoria: economia
13:38
Roma, due somali aggrediti da 10 ragazzi a San Lorenzo e feriti a coltellate: al vaglio telecamere
(Adnkronos) - Secondo quanto apprende l'Adnkronos, dieci ragazzi, tutti giovanissimi e armati di coltello, avrebbero aggredito due somali di 20 e 22 anni ferendoli uno al volto, l'altro alla schiena e a un braccio. I fatti intorno all'una e mezza della notte scorsa in piazza dell'Immacolata, nel quartiere San Lorenzo, a Roma. E' stato il più giovane a presentarsi in commissariato, col volto insanguinato, per raccontare ai poliziotti l'aggressione subita dal gruppo mentre si trovava in compagnia dell'amico, suo connazionale, andato da solo a farsi medicare al Policlinico Umberto I. Al vaglio degli agenti dellla Squadra mobile e della Polizia Scientifica, sul posto per i rilievi, i filmati delle telecamere di videosorveglianza in strada.

Categoria: cronaca
13:32
Ucraina, Trump dà via libera per produzione Patriot? Costi elevati e incognita tempi
(Adnkronos) - Il via libera alla cessione all'Ucraina della licenza per la produzione di missili intercettori per il sistema di difesa Patriot, per consentire l'avvio della produzione già entro due o tre mesi, di Donald Trump ieri ad Ankara, si presenta come una svolta positiva - data l'incapacità di Kiev a intercettare missili balistici, a fronte del successo crescente nel bloccare droni e missili da crociera - ma è ancora troppo vaga per poter essere considerata davvero così. Ed è accompagnata dal prevedibile 'nyet' all'invio all'Ucraina di missili intercettori dei magazzini Usa, in carenza come quelli degli alleati nel Golfo e in Europa. "Ne abbiamo, ma non così tanti. Anche noi ne abbiamo bisogno", ha constatato il Presidente americano, nel momento in cui si stima che le riserve degli Stati Uniti non saranno ricostituite almeno fino al 2028, anche tenendo conto del recente aumento della produzione. La sconsolante sintesi strategica è che la Russia produce più missili balistici di quanto gli Stati Uniti riescano a produrre intercettori.
La promessa di Trump è vaga perché il Presidente americano non ha precisato se Kiev sarà autorizzata a produrre i Pac-2 o i Pac-3, missili con capacità di gran lunga superiori. Lo stesso Trump ha poi ammesso di non aver ancora informato le compagnie produttrici (Lockheed Martin e Rtx Corporation, già Raytheon) della decisione annunciata ieri a Volodymir Zelensky. Non è poi chiara la disponibilità delle componenti cruciali per la produzione degli intercettori e i tempi dell'apertura di una intera catena di rifornimento di queste componenti all'Ucraina che dovrà poi aprire una fabbrica, ghiotto obiettivo per le forze di Mosca, che dovrà quindi essere protetta da batterie di Patriot da sottrarre altrove.
Negli ultimi due attacchi massicci delle forze di Mosca contro Kiev, nella notte fra l'1 e il 2 luglio, e in quella fra il 5 e il 6, le forze ucraine non sono riuscite a intercettare nessuno dei missili balistici lanciati. E Vladimir Putin ha intensificato gli attacchi missilistici contro l'Ucraina, con circa 100 missili al mese, con un andamento in aumento.
La Russia, secondo le stime ucraine, riesce a produrre fra i 60 e i 65 missili balistici Iskander, il principale missile balistico usato da Mosca, al mese. Prima che Kiev riesca a produrre i suoi intercettori, ci vorrà comunque tempo e Mosca potrà sfruttare l'intervallo di tempo per intensificare i raid missilistici.
Ogni missile intercettore per il sistema Patriot costa circa tre milioni di dollari. E fino a poco tempo fa, gli Stati Uniti non ne producevano più di 60 al mese, 50 secondo gli analisti. Per loro, e per i Paesi alleati, in Europa e nel Golfo. Ad aumentare i dubbi sulla possibilità effettiva del trasferimento, il rischio oggettivo che i russi si approprino della tecnologia del sistema che gli Stati Uniti hanno autorizzato fino a ora a produrre solo Germania e Giappone. I subcontractor che riforniscono di componenti missilistiche, sistemi per il controllo dell'accensione e della spinta, come i carburanti solidi, i sistemi guida, i grandi produttori di missili sono sempre gli stessi, come ha concluso una ricerca del Center for Strategic and International Studies.
Aziende ucraine come Fire Pont, la produttrice di alcuni droni e dei missili da crociera Flamingo, ha anticipato un programma per la produzione di un sistema di difesa anti missile a costi ridotti e ha avviato negoziati con produttori europei per la forniture di componenti complesse, a partire da una intesa già sancita con la tedesca Hensoldt, per l'acquisizione di radar avanzati. Fire Point ha già iniziato a sfornare missili da usare una volta che saranno state acquisiti i sistemi guida.

Categoria: internazionale/esteri
13:25
Attentato a Ranucci, il giornalista: "Non rinnego l'amicizia con Lavitola, in Parlamento tanti massoni"
(Adnkronos) - "Non mi pento del rapporto di amicizia" con Valter Lavitola e "mi sembra che nel Parlamento ci sono tanti iscritti alla massoneria". Lo ha dichiarato il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, intervistato dall'inviato di Esperia Alessandro Beccalossi a margine di una tappa del suo tour teatrale a Villafranca Veronese.
Rispondendo alle domande sul rapporto con Lavitola, Ranucci ha rivendicato l'amicizia personale, distinguendola dalla collaborazione professionale: "Io non ho collaborato con nessuno...". Interpellato sull'attendibilità giornalistica dell'ex faccendiere, ha quindi aggiunto che Lavitola è "un po' una scatola nera del Paese, siamo qui per questo".

Categoria: politica
13:17
Palinsesti Mediaset, Pier Silvio Berlusconi: "Barbara D'Urso? Ma quale veto. Favorevoli a un ritorno di Amadeus. Su Striscia la Notizia stiamo valutando"
(Adnkronos) - Da Barbara D'Urso a Strscia la Notizia passando per il Grande Fratello Vip, la Ruota della Fortuna, Bianca Berlinguer e Giorgio Panariello. Nel corso della serata con la stampa a Cologno Monzese, Pier Silvio Berlusconi ha risposto alla raffica di domande e annunciato le novità dei palinsesti Mediaset.
Per quanto riguarda le indiscrezioni relative a un possibile veto nei confronti di Barbara D'Urso nelle altri reti, dopo l'uscita da Mediaset, Berlusconi ha commentato: "Ma quale veto?". Il chairman e group ceo di Mfe-Mediaforeurope ha respinto con decisione questa ricostruzione: "Se avessi davvero questo potere di porre veti, non lo avrei forse utilizzato per la vicenda di Ei Towers?". Berlusconi ha poi chiarito di non avere alcuna intenzione di intervenire sulle scelte professionali della conduttrice: "Per quanto riguarda Barbara D'Urso, alla quale auguro ogni bene, non è affar nostro dove decide di andare a lavorare".
Berlusconi ha parlato anche di Amadeus, lasciando aperta la porta a una futura collaborazione con il gruppo Mediaset: "Ha già lavorato con noi e penso che lavorerà con noi anche in futuro. È un grande professionista, una persona che ha costruito una credibilità importante nel corso degli anni e che possiede un'enorme esperienza, soprattutto in ambito musicale". Berlusconi ha spiegato che l'eventuale ritorno dipenderà soprattutto dall'individuazione del progetto più adatto: "Appena ci sarà il progetto giusto, io sono totalmente favorevole" al suo ritorno.
Il chairman e Group ceo di Mfe-Mediaforeurope ha però sottolineato come la ricchezza dell'offerta e dei talent presenti nel gruppo renda complessa la costruzione del palinsesto: "Abbiamo una squadra molto ricca e non è sempre facile trovare spazio per tutti". Nonostante questo, il giudizio nei confronti del conduttore resta estremamente positivo: "Da parte nostra c'è totale apprezzamento nei suoi confronti".
Pier Silvio Berlusconi ha risposto anche a una domanda sul futuro di 'Striscia la Notizia' e sul rapporto con Antonio Ricci. Ha preferito non sbilanciarsi, spiegando che sono in corso valutazioni interne sul programma: "Su Striscia la Notizia stiamo valutando e ragionando ad oggi. Non ho alcuna informazione in più da dare". Una dichiarazione che lascia quindi aperti tutti gli scenari sul futuro dello storico tg satirico ideato da Antonio Ricci, uno dei brand più longevi e rappresentativi della televisione Mediaset.
Rispondendo a una domanda su 'La Ruota della Fortuna', sul sorpasso su 'Affari Tuoi' e sui progetti futuri, Pier Silvio Berlusconi ha spiegato che il successo del quiz non nasce da un'idea improvvisata ma da una strategia editoriale studiata da tempo: "Non è che il successo de 'La Ruota della Fortuna' porti con sé l'esperimento di altri ritorni o revival di grandi classici. È esattamente il contrario". E ha raccontato che il progetto era stato impostato l'anno precedente alla messa in onda: "Abbiamo deciso di lavorare su alcuni grandi classici della televisione e di riportarli in onda. Il primo è stato 'La Ruota della Fortuna', ma erano già in lavorazione, ed erano già parte della nostra strategia editoriale, anche 'Passaparola', 'Ok, il Prezzo è Giusto!' e altri titoli storici che per il momento non voglio ancora svelare".
Il numero uno di Mediaset ha ricordato che i segnali positivi erano arrivati fin dalle prime sperimentazioni: "La Ruota della Fortuna' era già andata in onda con ottimi ascolti nell'autunno di due stagioni fa e, a novembre, riflettendo sull'evoluzione dell'access di Canale 5, abbiamo iniziato a ragionare sul futuro. Con tutto il rispetto per il lavoro di 'Striscia la Notizia' e di Antonio Ricci, ci siamo chiesti se non fosse il momento di provare qualcosa di completamente diverso. Non una soluzione simile a quella della Rai ma un vero cambiamento". A convincere Mediaset sono stati soprattutto i dati raccolti nelle prove effettuate: "Guardando agli ascolti, alla permanenza del pubblico e alle sensazioni che avevamo raccolto fin dalle puntate zero nel preserale, a fine novembre avevamo già deciso che il futuro dell'access sarebbe stato 'La Ruota della Fortuna'. E così è stato". Sul futuro del format, Berlusconi lascia aperte diverse possibilità: "Potrebbero esserci anche delle edizioni in prima serata".
Berlusconi ha commentato anche l'arrivo di Giorgio Panariello e la collaborazione con Selvaggia Lucarelli, soffermandosi anche sulla strategia editoriale di Canale 5. Parlando di Panariello, Berlusconi ha spiegato: "E' una sfida, una novità per noi. In passato ha già lavorato con il nostro gruppo e ora realizzerà un evento destinato a ripetersi nel tempo. Stiamo inoltre lavorando per capire se ci siano le condizioni per sviluppare anche una fiction con lui".
Il top manager ha poi rivendicato la ricchezza dell'offerta italiana che alimenta la programmazione della rete: "Non so se vi rendete conto della ricchezza che abbiamo in Italia, dal cinema alla fiction, con tutti quei volti che il pubblico di Canale 5 riconosce e sente vicini. Noi continuiamo a lavorare per aggiungerne altri, mantenendo quell'intrattenimento classico che il pubblico ci chiede, ma affiancandolo a una linea di grandi eventi che probabilmente nessun altro al mondo realizza come noi". Secondo Berlusconi, questa strategia ha già prodotto risultati concreti: "Stiamo percorrendo una strada nuova. Credo che ci siamo riusciti e che sia una strada bellissima, perché questi eventi portano su Canale 5 anche un pubblico che abitualmente non segue la rete. Vorremmo esportare questo modello anche in Spagna e in Germania, ma non è semplice".
Un passaggio è stato dedicato anche a Selvaggia Lucarelli, sbarcata ufficialmente a Mediaset nel marzo 2026, come opinionista di punta dell'edizione del Grande Fratello Vip su Canale 5 e alla guida della prossima edizione de 'L'Isola dei Famosi'. "Con Selvaggia abbiamo un contratto di collaborazione. È una professionista che ci piace e intanto iniziamo così, che mi sembra già molto - ha evidenziato Berlusconi -. La posizione che avrà nel Grande Fratello è totalmente innovativa e sperimentale e credo che questo dica già molto della volontà che abbiamo di lavorare insieme anche in futuro".
Berlusconi ha confermato la centralità del Grande Fratello VIP nella strategia di Canale 5, sottolineando la fiducia nella squadra che realizzerà il programma. "La squadra è confermata e ci piace molto. Il programma partirà a settembre con una stagione classica. Non escludiamo che possa essere riproposto anche in primavera". Berlusconi ha ribadito come il reality rappresenti ormai una presenza stabile nell'offerta della rete: "Il Grande Fratello è una costante del palinsesto di Canale 5 e, sia in termini di volume produttivo sia di risultati, continua a ottenere ottimi riscontri".
Parlando invece de 'L'Isola dei Famosi', il chairman e Group ceo di Mfe-Mediaforeurope ha spiegato che il programma tornerà con un'impostazione diversa rispetto al passato: "Abbiamo cambiato formula, scegliendo una strada nuova e più efficiente. Anche la conduzione sarà diversa, proprio per provare a innovare il format". Sulla collocazione in palinsesto resta ancora qualche valutazione da completare: "Potrebbe trovare spazio tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027, oppure direttamente nei primi mesi del 2027".
E' tornato anche sul progetto di seconda serata affidato a Bianca Berlinguer, già annunciato in passato ma mai arrivato concretamente in onda: "Vi ricordate che avevo annunciato una seconda serata condotta e realizzata da Bianca Berlinguer? Non ha ancora avuto una reale produzione e una messa in onda. Io non volevo che andasse in onda in orari improbabili e contro programmazioni particolarmente difficili. Ma siccome gli orari improbabili sono una caratteristica della televisione italiana, abbiamo deciso di saltare un giro".
Il progetto, però, non è stato accantonato: "Da gennaio 2027 Bianca Berlinguer condurrà una serie di appuntamenti in seconda serata su Canale 5". Il chairman e group ceo di Mfe-Mediaforeurope ha inoltre lasciato aperta la possibilità che l'iniziativa possa proseguire anche nella stagione successiva. I nuovi appuntamenti avranno una chiara impronta politica e saranno distinti rispetto al lavoro svolto dalla giornalista su Rete 4: "Visto l'anno particolare che ci attende, le seconde serate saranno dedicate all'informazione politica, differenziandosi da 'È Sempre Cartabianca'".
Tra le novità allo studio per la prossima stagione di Canale 5 ci sono due storici game show della televisione italiana: 'Passaparola' e 'Ok, il Prezzo è Giusto!'. Ad annunciarlo è stato Federico di Chio, direttore marketing strategico Mediaset, spiegando che stanno lavorando al rilancio dei due format: "Sono due grandissimi marchi storici di Mediaset che vogliamo rivitalizzare, così come abbiamo fatto con 'La Ruota della Fortuna'" ha detto durante la serata con la stampa a Cologno Monzese.
Nel frattempo, la rete conferma i principali titoli dell'intrattenimento. Nel preserale e nell'access prime time torneranno 'Avanti un Altro!', 'The Wall', 'Caduta Libera'. Per la seconda serata spazio all'approfondimento con Federico Rampini, che tornerà in autunno con quattro nuove puntate di 'Risiko - Sfide di potere'. Per quanto riguarda Italia 1, vengono confermati alcuni dei programmi simbolo della rete: 'Le Iene', 'Le Iene Inside', 'Zelig On' e 'Sarabanda Celebrity'. Grande attenzione anche al cinema, con una programmazione che comprende alcuni dei titoli internazionali più importanti degli ultimi anni: 'Dune - Parte Due', 'Mission: Impossible', 'Cattivissimo Me 4', 'Wonka', 'Wicked' e 'Twisters - Forze della natura'.
Resta centrale anche l'offerta sportiva del gruppo Mediaset, distribuita tra Canale 5 e Italia 1, con la trasmissione di Coppa Italia, Supercoppa Italiana e delle Atp Finals di novembre. Nessuna rivoluzione invece per il daytime di Canale 5, che conferma i suoi programmi più consolidati. Nel corso della giornata troveranno ancora spazio 'Mattino Cinque', 'Forum', il TG5, 'Beautiful', 'Tutto per la mia famiglia', 'Forbidden Fruit', 'Uomini e Donne', 'Amici', 'Dentro la Notizia' e gli appuntamenti del weekend con 'Amici' e 'Verissimo'.
Tra le principali novità della prossima stagione di Rete 4 c'è 'Ore 11', il nuovo programma quotidiano affidato a Milo Infante, in onda dalle 11 alle 13, subito dopo il TG4 delle 10.30 "Sarà un programma di cronaca, attualità e approfondimento, aperto a tutto quello che accadrà" ha evidenziato di Chio. Un programma in daytime di due ore, che si inserisce in una scelta editoriale precisa: "'Ore 11', il titolo che abbiamo scelto, è un progetto sperimentale, una mossa coraggiosa. Il TG4 darà il via alla giornata alle 10.30 del mattino e poi, praticamente fino a notte fonda, fatta eccezione per 'La signora in giallo' e Forum, che continuano a registrare ottimi ascolti, la rete sarà quasi interamente dedicata all'informazione". Infante sarà protagonista anche di un nuovo programma, il martedì sera, il cui nome non è stato svelato.
Per quanto riguarda gli obiettivi, "non ci diamo target particolari. Ci piace sperimentare e vedere come risponde il pubblico. Per Natale tireremo le somme" ha aggiunto Pier Silvio Berlusconi, chairman e group ceo di Mfe-Mediaforeurope. Sul fronte della prima serata, ha precisato, l'obiettivo è quello di consolidare gradualmente le nuove proposte: "L'idea è raggiungere nel tempo la media di rete. È il modo in cui ragioniamo sui prodotti televisivi: bisogna dare loro il tempo di nascere, crescere e diventare un'abitudine per il pubblico".
La lineup della rete è confermata con 'Quarta Repubblica', 'Quarto Grado', 'Fuori dal coro', 'Dritto e rovescio', 'E' sempre Cartabianca' e 'Zona Bianca'. E tra le altre novità di Rete 4 figura anche 'Giganti', il nuovo programma di Toni Capuozzo dedicato ai grandi protagonisti della storia. I primi appuntamenti saranno incentrati su Giovanni Paolo II (Karol Wojtyła), John Fitzgerald Kennedy, la Regina Elisabetta II e Leonardo da Vinci. Rinnovato anche l'access prime time, con un "doppio access". Si conferma '4 di Sera' con Paolo Del Debbio, in onda dal lunedì al giovedì, mentre Tommaso Labate con 'RealPolitik', sarà in onda dal venerdì alla domenica.
Tra i temi affrontati da Pier Silvio Berlusconi durante la serata con la stampa a Cologno Monzese c'è stato anche quello degli orari dell'access prime time e delle parole di Stefano De Martino e Gerry Scotti, rivali nell'access prime time con 'Affari Tuoi' e 'La Ruota della Fortuna', che hanno lanciato un appello dal palco per finire prima. Il chairman e group ceo di Mfe-Mediaforeurope di Mfe-Mediaset ha ribadito la sua posizione sulla necessità di anticipare la prima serata televisiva, chiamando in causa direttamente la Rai: "La Rai è servizio pubblico, noi siamo una televisione commerciale. La Rai detta la linea e noi la seguiamo. Se la Rai andrà alle 20.30, noi la seguiremo immediatamente. Lo prometto".
Berlusconi ha spiegato di sostenere questa tesi da anni: "Sono tre anni che lo predico. E oggi, senza avere nulla contro la Rai e l'attuale dirigenza, devo dire che non hanno fatto nulla. I numeri sono soltanto delle scuse". Il numero uno di Mediaset, ha aggiunto: "Noi abbiamo l'esigenza di mandare in onda un break pubblicitario. Quando la Rai chiuderà davvero prima, chiuderemo prima anche noi. Lo prometto a voi e lo prometto alla Rai. Quando parlano di esigenze commerciali è una finta, diciamoci la verità. Loro fanno la prima mossa e noi li seguiremo". Berlusconi ha inoltre ricordato che Mediaset ha già provato a ridurre la durata dell'access prime time: "Abbiamo fatto un'intera stagione stando più corti noi e non è successo niente. La Rai è andata avanti per la sua strada e noi stiamo ancora aspettando".
L'obiettivo, ha sottolineato, è quello di riportare gli orari televisivi a una dimensione più sostenibile per il pubblico: "Saremmo felici di restituire alle famiglie italiane degli orari più normali. Ormai la seconda serata praticamente non esiste più". Su questo tema Berlusconi si è detto particolarmente convinto: "Da tempo abbiamo oltrepassato quello che è ragionevole. È vero che le famiglie italiane, per vedere la conclusione di una fiction turca o di altri programmi, devono fare orari improbabili". Da qui l'auspicio di anticipare progressivamente tutta la programmazione: "Anticipare tutto? Sì. Per quanto riguarda invece la durata della prima serata, dipende dai singoli prodotti e dalle esigenze editoriali dei diversi programmi".

Categoria: spettacoli
13:14
Lega Filo d'Oro: "Nel 2025 record di persone assistite e servizi erogati"
(Adnkronos) - "Il 2025 conferma il percorso di crescita della Fondazione Lega del Filo d'Oro, che continua ad ampliare la propria capacità di risposta ai bisogni delle persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale, rafforzando la presenza sul territorio nazionale e investendo nello sviluppo dei servizi, dell’organizzazione e delle relazioni. Un anno record in cui è stato raggiunto il numero più alto di utenti seguiti e di giornate di ricovero erogate nella storia della Fondazione, a testimonianza di un impegno costante che guarda con determinazione al futuro". E' quanto si legge in una nota. "Sono state 1.405 le persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale - informa la nota - che, assieme alle loro famiglie, hanno ricevuto uno o più servizi nelle varie modalità, in crescita del 10% rispetto al 2024. Le giornate di ricovero (a tempo pieno e degenza diurna) erogate dai 5 Centri Residenziali sono state 74.174, con un incremento del 3% nel raffronto con l’anno precedente, commisurato ai posti letto disponibili e alle modalità di saturazione previste. Quale risultato del progressivo ampliamento della presenza territoriale della Lega del Filo d’Oro, i Servizi e le Sedi Territoriali sono stati punto di riferimento per 1.120 persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale, con una crescita del 12% rispetto al 2024".
Al risultato - si legge - ha contribuito l’apertura della sede territoriale di Rende (Cosenza), primo presidio in Calabria, nata con l’obiettivo di offrire un punto di riferimento sul territorio per le persone sordocieche e le loro famiglie. "La Fondazione prosegue il suo percorso di espansione con una nuova sede a Nuoro, attiva dal mese di giugno 2026, che amplia ulteriormente la presenza dell’Ente anche in Sardegna, per un totale di 13 regioni". E' il quadro che emerge dal bilancio sociale 2025 che la Fondazione Lega del Filo d’Oro ha presentato questa mattina presso l’Università degli Studi di Milano, alla presenza di Rossano Bartoli, presidente Fondazione Lega del Filo d’Oro; Alessandro Missale, direttore Dipartimento di Economia, Management e metodi quantitativi, Università degli Studi di Milano; Clodia Vurro, responsabile scientifico del progetto, Università degli Studi di Milano; Barbara Duca, direttore Amministrazione Finanza e controllo Lega del Filo d'Oro; Roberto Costantini, direttore generale Lega del Filo d'Oro e Enzo Manes, fondatore Dynamo Camp.
"Essere presenti, con continuità e competenza, nella vita delle persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale richiede scelte organizzative coraggiose e capacità di evolvere nel tempo. Il 2025 è stato un anno importante per la Fondazione Lega del Filo d’Oro nell’evoluzione dei servizi, dell’organizzazione e delle relazioni – ha dichiarato Bartoli – Nei prossimi anni continueremo a muoverci lungo il cammino tracciato, consapevoli che le risposte ai bisogni complessi si costruiscono nel tempo, passo dopo passo. Crescere significherà avvicinarsi ancora di più alle persone, rafforzare la presenza nei territori, integrare competenze e modelli di intervento, mantenendo al centro i percorsi di vita e il rispetto delle abilità di ciascuno".
In crescita il numero dei dipendenti: al 31 dicembre 2025 erano 802 - dettaglia la nota - in aumento di 28 unità (+4%) rispetto all’anno precedente, di cui 723 con contratto a tempo indeterminato, pari al 90% dell'organico complessivo. Anche il numero di volontari, parte integrante del modello di intervento della Lega del Filo d’Oro sin dalla sua costituzione, ha registrato un sostanziale incremento. "I volontari attivi sono stati 769, con una crescita del 16% rispetto al 2024 e segnando il valore più alto mai registrato. Le ore di volontariato complessivamente donate sono state 64.326, in aumento del 12% rispetto al 2024, di cui 56.684 a diretto contatto con gli utenti". Nel corso del 2025, il supporto dei donatori privati - individui, aziende o fondazioni - è stato fondamentale per raggiungere gli obiettivi e progettare le sfide future. "Il valore totale delle donazioni è stato di 72,71 milioni di euro - emerge dal report -: escludendo i lasciti testamentari, le donazioni hanno registrato una crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Anche il numero totale dei donatori attivi è cresciuto (469.460, +2,4% rispetto al 2024), a conferma della capacità dell’Ente di instaurare relazioni di solidarietà, durature e trasparenti. I risultati economico-finanziari e la situazione patrimoniale hanno testimoniato, ancora una volta, la solidità della Fondazione e l’autonomia nel bilanciare continuità e crescita per rispondere con capillarità crescente ai bisogni degli utenti e delle loro famiglie".
Con l’obiettivo di garantire alle persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale il pieno riconoscimento dei diritti, negli ultimi anni la Lega del Filo d’Oro "si è impegnata affinché non fosse fermato l’iter per la revisione e la piena applicazione della Legge 107/2010 sul riconoscimento della sordocecità come disabilità unica e specifica. A tal proposito, il 2025 ha portato ad un ulteriore e rilevante passo avanti, con l’approvazione definitiva, il 26 novembre, del Ddl Semplificazioni-bis, che aggiorna la definizione normativa di sordocecità, superando il precedente vincolo legato all’età di insorgenza e riconoscendo la condizione indipendentemente dal momento in cui viene acquisita. Si tratta di un traguardo atteso da tempo, reso possibile anche grazie al pluriennale e costante lavoro di rappresentanza e sensibilizzazione della Lega del Filo d’Oro, che ha contribuito in modo determinante a riportare nelle Sedi Istituzionali le criticità di un impianto normativo ormai non più adeguato alle reali caratteristiche della popolazione sordocieca".
"Il bilancio sociale della Lega del Filo d’Oro continua a rappresentare uno strumento chiave per accompagnare l’Ente nel proprio percorso di crescita, in coerenza con le aspettative degli stakeholder, validate attraverso la nuova analisi di materialità che ha coinvolto 3.310 rispondenti, il numero più alto mai registrato – ha dichiarato Clodia Vurro – In questa edizione, dati e informazioni restituiscono una rafforzata capacità di generare valore attraverso la costruzione dell’autonomia, intesa non come traguardo, ma come processo che attraversa l’intero operato della Fondazione: dalla relazione con i territori, grazie a servizi di prossimità che nel 2025 hanno seguito 1.120 utenti (+12%), alla stabilità del capitale umano, con il 90% del personale a tempo indeterminato. Nel corso dell’anno, l’autonomia ha trovato un’ulteriore declinazione nella sostenibilità ambientale: il percorso che ha condotto alla certificazione colloca la Lega del Filo d'Oro tra i casi di studio del Terzo Settore capaci di tradurre la responsabilità ambientale in leva strategica di autonomia organizzativa”.

Categoria: cronaca
13:13
Addio a Bonnie Tyler, muore a 75 anni la voce roca del rock romantico
(Adnkronos) - La cantante gallese Bonnie Tyler, celebre per successi come “Total Eclipse of the Heart”, “Holding Out for a Hero” e “It’s a Heartache”, è morta all'età di 75 anni in un ospedale in Portogallo, dove era ricoverata per una grave malattia dopo un intervento chirurgico d’urgenza all’intestino. La notizia è stata comunicata dalla famiglia e dal suo team attraverso un messaggio ufficiale alla Bbc, nel quale è stato espresso il dolore per una perdita arrivata in modo improvviso. "La famiglia e il team sono distrutti nell’annunciare che Bonnie è scomparsa inaspettatamente", si legge nella dichiarazione diffusa dai suoi rappresentanti, che hanno chiesto rispetto e privacy in questo momento di lutto. La malattia aveva costretto la cantante a un lungo ricovero. Nei mesi precedenti Tyler era stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico in Portogallo e successivamente era stata posta in coma indotto dai medici per favorire il recupero. Dopo essere uscita dal coma, le sue condizioni erano rimaste comunque molto fragili, con un lungo periodo trascorso in terapia intensiva.
Nata con il nome di Gaynor Hopkins l’8 giugno 1951 a Skewen, nel distretto di Neath Port Talbot, nel sud del Galles, Bonnie Tyler aveva iniziato il suo percorso artistico lontano dai grandi palcoscenici internazionali. Cresciuta in una famiglia semplice, aveva mosso i primi passi cantando nei locali della zona di Swansea, fino a essere notata dal talent scout Roger Bell. Nel 1977 arrivò il primo grande riconoscimento con il singolo “Lost in France”, che le permise di entrare nel panorama musicale britannico. Nello stesso anno pubblicò “It’s a Heartache”, una ballata country-pop destinata a diventare un successo planetario: il brano raggiunse i vertici delle classifiche britanniche e americane, consacrando il talento di una cantante dalla voce roca e potente, diversa da qualsiasi altra Quella particolare tonalità vocale, segnata da un timbro graffiante e drammatico, sarebbe diventata il suo marchio di fabbrica. Bonnie Tyler non cercò mai di nascondere la sua unicità: trasformò una caratteristica insolita in una firma artistica capace di emozionare milioni di persone.
Il momento più alto della sua carriera arrivò nel 1983 con “Total Eclipse of the Heart”, il brano scritto da Jim Steinman, storico autore legato anche al mondo del rock e collaboratore di artisti come Meat Loaf. La canzone, contenuta nell’album “Faster Than the Speed of Night”, divenne un fenomeno globale, conquistando il primo posto nelle classifiche di numerosi Paesi e trasformando Bonnie Tyler in una star internazionale. Con quel successo diventò anche la prima artista gallese a raggiungere la vetta della classifica statunitense Billboard Hot 100. “Total Eclipse of the Heart” non è mai davvero tramontata. A distanza di decenni dalla pubblicazione continua a essere ascoltata, cantata e riscoperta dalle nuove generazioni. Il brano ha superato anche il miliardo di ascolti sulla piattaforma Spotify, confermando una popolarità rimasta intatta nel tempo. "Non mi stanco mai di cantarla", aveva raccontato Tyler in una recente intervista, spiegando il legame speciale con una canzone che il pubblico ancora oggi aspetta di intonare insieme a lei.
Dopo il successo mondiale di “Total Eclipse of the Heart”, Bonnie Tyler continuò a lasciare il segno con altri brani diventati simbolici, tra cui “Holding Out for a Hero”, inserito nella colonna sonora del film “Footloose” e successivamente riportato all’attenzione del pubblico anche grazie alla sua presenza in “Shrek 2”.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto diverse candidature ai Grammy Awards, sia per il singolo più famoso sia per l’album “Faster Than the Speed of Night”. Rimase inoltre una presenza costante sulla scena musicale europea, continuando a pubblicare dischi e a esibirsi dal vivo per decenni. Nel 2013 rappresentò il Regno Unito all’Eurovision Song Contest, mentre nel 2023 è stata insignita del titolo di Mbe, riconoscimento britannico per il contributo dato alla musica.
Negli ultimi anni Bonnie Tyler aveva continuato a celebrare il proprio repertorio, anche attraverso nuove versioni dei suoi successi. Una delle ultime riletture di “Total Eclipse of the Heart” è stata realizzata in collaborazione con il mondo della musica elettronica, a dimostrazione della capacità della cantante di attraversare epoche e generazioni diverse. A lasciare un vuoto nella sua vita privata è il marito Robert Sullivan, al suo fianco da oltre cinquant’anni, insieme alla famiglia e ai milioni di fan sparsi nel mondo. (di Paolo Martini)

Categoria: spettacoli
13:01
Mediterraneo, geopolitica, tecnologie e sicurezza nella Conferenza di Med-Or a Roma
(Adnkronos) - Le sfide poste dalla competizione geopolitica, dall’innovazione tecnologica, dalla sicurezza energetica e dalle minacce non convenzionali nel Mediterraneo. E' stato questo il tema al centro di 'Geopolitica, tecnologie e sicurezza: sfide e prospettive per l’Italia', la conferenza internazionale organizzata a Roma da Med-Or Italian Foundation in collaborazione con la Luiss School of Government. Un appuntamento che ha visto esperti ed esponenti del mondo accademico, istituzionale e industriale confrontarsi sulle principali sfide geopolitiche e tecnologiche nel Mediterraneo. L'iniziativa si inserisce nelle attività del progetto di ricerca 'Geopolitica, tecnologie e sicurezza nel Mediterraneo. Evoluzione e sfide alla sicurezza globale nel Mediterraneo Allargato, tra competizione geopolitica e rivoluzione tecnologica. Quali prospettive per l’Italia?', sviluppato nell’ambito del bando 'Geopolitica e tecnologia', promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Csf.
L’evento si è articolato in due tavole rotonde. La prima, dedicata al tema 'Connettività, tecnologia, energia e sicurezza: il Mediterraneo frontiera globale', ha visto gli interventi di Hoda A. Al Khzaimi, director of Center of Cyber Security at the New York University Abu Dhabi; Giuseppe Calabrò, consigliere per la Sicurezza energetica del ministro della Difesa e professore ordinario all'Università degli Studi della Tuscia; Mohamed Ali Chihi, executive director del Global Institute for Strategic Research (Gisr) di Doha; Stefano Del Col, direttore del Segretariato del Consiglio supremo di difesa presso la Presidenza della Repubblica Italiana; e Gaetano Quagliariello, dean della Luiss School of Government. La seconda tavola rotonda, dal titolo 'Il peso della geopolitica: tra conflitti e competizione tecnologica. Quali prospettive per il Sistema Paese', ha registrato la partecipazione di Enrico Bagnasco, presidente di Confindustria Assafrica e Mediterraneo e amministratore delegato di Sparkle; Nunzia Ciardi, vicedirettore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale; Francesco Macrì, presidente di Leonardo; e Biagio Mazzotta, presidente di Fincantieri. I lavori sono stati conclusi da Marco Minniti, presidente di Med-Or Italian Foundation.
"La Conferenza, principale evento pubblico del progetto - spiegano gli organizzatori -, intende contribuire alla diffusione dei risultati della ricerca, che confluiranno in una pubblicazione scientifica conclusiva, la cui presentazione è prevista a novembre a Milano".

Categoria: internazionale/esteri
13:01
Atac approva il bilancio 2025, conti in utile per terzo anno consecutivo
(Adnkronos) - L'Assemblea dei soci di Atac Spa ha approvato il Bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025. I risultati confermano il percorso di consolidamento economico e industriale dell'azienda, evidenziando un miglioramento dei principali indicatori economici, finanziari e operativi e rafforzando le condizioni necessarie per sostenere gli investimenti previsti dal Piano strategico operativo. Il valore della produzione supera il miliardo di euro, attestandosi a 1,023 miliardi, con un incremento del 7% rispetto al 2024 (+67,3 milioni di euro).
Particolarmente significativo è il risultato del Margine operativo lordo, che raggiunge 131,8 milioni di euro, in crescita del 20,5% rispetto all'anno precedente. Si tratta dell'indicatore che misura la capacità dell'azienda di generare valore attraverso la propria attività caratteristica e che conferma il rafforzamento della gestione operativa e il consolidamento del percorso di crescita avviato negli ultimi anni. Il bilancio si chiude inoltre con un utile netto positivo di 331 mila euro, che, come deliberato dall'Assemblea, sarà destinato in parte alla riserva legale e per la parte restante alla distribuzione al socio Roma Capitale.
Anche sotto il profilo patrimoniale e finanziario i risultati evidenziano una situazione di grande equilibrio. La Posizione finanziaria netta rimane positiva per oltre 101 milioni di euro, consentendo all'azienda di sostenere un piano di investimenti che nel solo 2025 ha quasi raggiunto i 200 milioni di euro se si considerano anche gli interventi sulle infrastrutture commissionati da Roma Capitale (23 milioni di euro). Il Patrimonio netto si attesta a 485,7 milioni di euro, confermando la solidità della struttura patrimoniale. I risultati economici sono accompagnati da un miglioramento delle principali performance operative.
Nel corso del 2025 Atac ha prodotto 147,3 milioni di vetture/chilometro, con una crescita superiore al 7% rispetto all'anno precedente, a conferma dell'incremento dell'offerta di trasporto per cittadini e visitatori. Prosegue anche il recupero della domanda. Venduto un volume di oltre 104 milioni di titoli di viaggio, quindi biglietti e abbonamenti, con un incremento dell'8,8% rispetto al 2024. A trainare la crescita sono stati soprattutto: i biglietti ordinari (+15,3%), i titoli dedicati ai turisti (+9,8%). Continua inoltre il processo di digitalizzazione dei servizi: quasi un acquisto su tre (28,9%) avviene ormai attraverso canali digitali o sistemi contactless Tap&Go, canale privilegiato dai clienti che da solo ha generato la vendita del 50% dei biglietti, rendendo più semplice e veloce l'accesso al trasporto pubblico.
Il rafforzamento dei servizi è stato accompagnato da un importante investimento sulle risorse umane. Nel corso del 2025 Atac ha effettuato 566 assunzioni, inserendo 463 nuovi conducenti e 80 ulteriori figure operative e 23 figure manageriali e tecniche, fondamentali per sostenere l'incremento dell'offerta di trasporto e garantire la continuità del servizio. L'organico aziendale si mantiene stabile intorno alle 10.200 persone, che rappresentano il principale patrimonio dell'azienda. I risultati approvati confermano il percorso di rilancio industriale di Atac e la capacità di mettere a terra i processi già avviati, dal rinnovo delle flotte alla digitalizzazione dei servizi, dagli investimenti sulle infrastrutture alla sostenibilità ambientale in un’ottica di miglioramento continuo della qualità del servizio offerto a cittadini e turisti.
L'approvazione del bilancio economico anticipa, peraltro, la presentazione del primo bilancio di sostenibilità che il Consiglio d’amministrazione dell’azienda esaminerà il prossimo 29 luglio. Si tratta di un bilancio volontario di Atac (l’obbligatorietà è prevista a partire dal prossimo anno) a conferma dell'impegno che l'azienda sta mettendo, in questi anni di trasformazione, nel rendicontare non solo i risultati economici, ma anche il valore ambientale, sociale e di governance generato per la città.

Categoria: economia
12:59
Milano, con Tales 2026 le immagini scientifiche diventano arte in metropolitana
(Adnkronos) - La scienza come diventa arte. Ha i colori di una cellula osservata al microscopio, la geometria di una struttura molecolare, la texture di un tessuto biologico immortalato durante un esperimento. Immagini che ritraggono il lavoro di migliaia di ricercatori, che nei laboratori cercano risposte e nuove soluzioni per la salute della popolazione. Così Tales - The Art of Life Sciences porta la ricerca fuori dalle mura del laboratorio, negli spazi urbani, verso la comunità, rendendola più visibile, accessibile e vicina. Il progetto trasformerà le immagini scientifiche, frutto del lavoro di giovani ricercatori, in una mostra d’arte, disponibile dal 21 al 27 settembre sui totem digitali di 6 stazioni della metropolitana di Milano. Tales 2026 - informa una nota - è promosso da ‘Bion - Cluster lombardo scienze della vita’, comunità regionale che aggrega circa cento organizzazioni pubbliche e private attive nel settore delle life sciences e opera come punto di raccordo tra ricerca, accademia, industria, clinica e servizi.
“Tales persegue due obiettivi complementari”, spiega Gianluca Vago, presidente Bion - Cluster lombardo scienze della vita e direttore del dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia (Dipo) Università Statale di Milano. “Da un lato - continua - vuole far emergere il contributo dei giovani talenti allo sviluppo della conoscenza scientifica. Dall’altro, mira ad avvicinare i cittadini e il grande pubblico a questi temi, spesso poco visibili. La scienza, per essere sostenuta e valorizzata, deve prima di tutto essere condivisa e compresa. Il progetto – aggiunge Vago - ha coinvolto 28 realtà lombarde tra Irccs, università, centri di ricerca e di innovazione, che hanno aderito all’iniziativa contribuendo alla diffusione del contest e alla valorizzazione delle attività scientifiche svolte sul territorio. Questa ampia adesione evidenzia la capacità del sistema lombardo delle scienze della vita di fare rete e di promuovere iniziative condivise, orientate alla divulgazione scientifica, alla valorizzazione della ricerca e alla promozione dei giovani talenti, che, grazie a questo progetto, hanno l’opportunità di presentare i propri lavori a un pubblico più ampio”.
“Tales rappresenta un esempio concreto di come la Lombardia intenda valorizzare il proprio straordinario patrimonio di competenze scientifiche - sottolinea Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia - creando un ponte tra i laboratori di ricerca e la società. Rendere visibile il lavoro dei giovani ricercatori significa far conoscere ai cittadini il valore della ricerca biomedica e il suo impatto sulla salute e sulla qualità della vita. La Lombardia è oggi uno dei principali ecosistemi europei delle scienze della vita e Regione continua a sostenerne la crescita attraverso investimenti nella ricerca, bandi dedicati come il ‘Consolidator’ e politiche che favoriscono l’innovazione tecnologica. Crediamo che investire sui giovani talenti e sulla capacità di fare rete tra università, Irccs, centri di ricerca e imprese sia la scelta migliore per costruire la medicina del futuro e rafforzare la competitività del nostro territorio”.
“Milano è da sempre una città che intreccia scienza, cultura e vita quotidiana, e Tales ne è un esempio perfetto - afferma Giuseppe Sala, sindaco del Comune di Milano - Portare le immagini della ricerca sui totem di 6 stazioni della metropolitana significa incontrare i cittadini negli spazi che attraversano ogni giorno, trasformando un luogo di passaggio in un’occasione di scoperta. È un modo concreto per restituire alla comunità il valore del lavoro dei nostri giovani ricercatori e per ricordare che la ricerca biomedica non appartiene solo ai laboratori, ma riguarda la salute e il futuro di tutti noi. Milano vuole continuare a essere una città dove il sapere è accessibile, condiviso e capace di ispirare, e dove i talenti trovano lo spazio per crescere e farsi conoscere”.
Il contest ‘The Art of Life Sciences’ - precisa la nota - è aperto ai ricercatori tra i 18 e i 40 anni che operano in un’organizzazione lombarda. Ogni partecipante può candidarsi con una sola immagine, accompagnata da un breve testo descrittivo in un linguaggio accessibile. Le opere caricate dai ricercatori entreranno prima in una galleria online sulla piattaforma Tales (talesofbion.it) che, dal 22 luglio, sarà aperta al voto del pubblico: chiunque potrà guardare le immagini ed esprimere la propria preferenza, trasformando la scienza in un’esperienza condivisa e partecipata. Le 30 immagini che avranno raccolto più voti entro il 7 settembre usciranno dai laboratori per entrare nella città: saranno esposte nell’ambito della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori. Il percorso culminerà il 25 settembre con la Conferenza finale, dove una giuria selezionerà le 3 immagini vincitrici di Tales 2026. I 3 ricercatori premiati riceveranno un riconoscimento ufficiale davanti alla comunità scientifica istituzionale e industriale lombarda.
L'iniziativa - concludono gli organizzatori - mette in luce il valore dei giovani talenti che si stanno formando all’interno del sistema lombardo della ricerca e contribuisce a rafforzare il legame tra eccellenza scientifica, formazione e futuro del territorio. La rete costruita attorno al progetto, inoltre, consolida l’identità dell’ecosistema regionale delle scienze della vita, rafforzandone la visibilità e promuovendo la Lombardia come un territorio capace di attrarre talenti, investimenti e nuove opportunità di collaborazione.

Categoria: cronaca
12:56
Steatosi epatica per 25% italiani, studio ‘integratore con alghe utile in 50% casi’
(Adnkronos) - La nutraceutica, insieme a una dieta mediterranea ipocalorica, può contrastare la steatosi epatica. “Sono sufficienti 6 mesi di trattamento con l’integratore a base di alghe brune Gdue, per ottenere una riduzione del peso e della massa grassa, un aumento del colesterolo ‘buono’ Hdl e, soprattutto, una diminuzione dei livelli di grasso nel fegato”. E’ quanto emerso da uno studio italiano presentato, nelle scorse settimane, a Bologna, al congresso nazionale Sinut-Società italiana di nutraceutica. Il trial clinico randomizzato, in doppio cieco, è stato condotto su 112 persone trattate con dieta ipocalorica, supplementazione con Gdue, o placebo. Dopo 24 settimane - informa una nota - un paziente su 2 non presentava più una steatosi di grado moderato-severo, un risultato significativamente migliore rispetto al gruppo di controllo che ha assunto il placebo, che ha confermato dati già osservati in studi su animali. Il nutraceutico è stato ben tollerato, senza particolari problemi di sicurezza emersi durante l’intera ricerca.
Lo studio è stato condotto dal team di Livia Pisciotta, professoressa ordinaria di Scienze dell’Alimentazione dell’Università di Genova e direttrice della Scuola di Specializzazione, in collaborazione con la Clinica Gastroenterologica dell’Università di Genova diretta da Edoardo Giannini, professore del dipartimento di Medicina interna, Irccs-Aom Policlinico San Martino del capoluogo ligure.
“Il fegato grasso legato ai disturbi metabolici è oggi una delle malattie croniche epatiche più diffuse - spiega Pisciotta - Colpisce il 25% della popolazione italiana e rappresenta ormai un importante problema di salute pubblica e interessa sempre più persone. Ciò è dovuto soprattutto alla costante crescita tra la popolazione del grave eccesso di peso, della sindrome metabolica e dell’iperglicemia. Si calcola, per esempio, che la prevalenza della steatosi epatica sale fino al 70-80% tra i pazienti obesi o fra quelli colpiti da diabete mellito di tipo 2. Oggi sappiamo che non riguarda solo il fegato ma si tratta di una manifestazione di un'alterazione metabolica che coinvolge tutto l'organismo, oggi definita Masld, malattia epatica steatosi associata a disfunzione metabolica. Insulino-resistenza, sovrappeso e accumulo di grasso - chiarisce - favoriscono il deposito di lipidi anche a livello epatico”.
La modifica dello stile di vita “resta il cardine terapeutico - sottolinea Pisciotta - tuttavia, l’aderenza a lungo termine è spesso difficile. Esiste un bisogno medico in larga parte insoddisfatto e intervenire solo su alimentazione o sedentarietà può non bastare. Troppi pazienti non raggiungono o non mantengono un calo di peso clinicamente significativo per impattare positivamente sulla patologia epatica. Di recente - puntualizza - sono stati approvati farmaci che agiscono riducendo la steatosi, spegnendo l'infiammazione e migliorando il danno epatico. Sono però indicati solo per quei pazienti con forme più avanzate della malattia, come la fibrosi epatica da moderata a severa. Quindi può essere molto utile, per le forme meno gravi di fegato grasso, ricorrere ad un trattamento efficace e ben tollerato come Gdue”.
La steatosi epatica non alcolica “è una condizione clinica che può diventare molto pericolosa - illustra Pisciotta - È asintomatica nelle fasi iniziali e quasi sempre viene diagnosticata per caso o quando è troppo tardi. Inoltre, è una delle principali cause nei Paesi Occidentali di tumore del fegato. Il trattamento di prima linea resta la dieta ipocalorica, come quella mediterranea, associata ad una costante attività fisica. Un calo ponderale del 5% circa si associa già a una riduzione del grasso epatico, mentre una diminuzione del 7-10% o superiore può portare benefici metabolici e istologici più ampi. Nutraceutici, come Gdue, presentano grandi potenzialità e sono un valido strumento di supporto nel contrasto alla malattia epatica. I risultati del trial clinico con Gdue, presentati al meeting di Bologna sono assai incoraggianti. Ora - conclude - sono necessari ulteriori studi, su popolazioni più ampie e con un follow-up più lungo, per confermare questi benefici e meglio definirne il ruolo nella pratica clinica”.

Categoria: cronaca
12:41
Heineken Italia lancia 'Together Lab', ascoltare generazione che sta riscrivendo regole stare insieme
(Adnkronos) - Si parla spesso di giovani sempre più soli, distanti dalle relazioni reali e rifugiati nel digitale. Ma le conversazioni che ogni giorno condividono online raccontano una storia diversa: quella di una generazione che continua a cercare relazioni, appartenenza e momenti di convivialità, anche se attraverso forme nuove e in continua evoluzione. Da questa intuizione nasce Together Lab, il nuovo osservatorio permanente sulla socialità contemporanea promosso da Heineken Italia nell'ambito della campagna '#Together', che quest'anno evolve scegliendo di osservare la socialità attraverso l'analisi delle conversazioni spontanee online, realizzata insieme a un team di ricercatori dell'Università Iulm coordinati dal Professor Mauro Ferraresi. Il progetto nasce dalla volontà di mettersi in ascolto dei giovani per osservare la socialità mentre prende forma e viene raccontata ogni giorno sulle piattaforme digitali: un modo nuovo per cogliere l'evoluzione autentica dello stare insieme e comprendere come stanno cambiando linguaggi, luoghi e rituali della convivialità. L'attività di social media monitoring ha analizzato oltre 14.400 contenuti pubblicati spontaneamente da giovani tra i 18 e i 35 anni sulle principali piattaforme social. Ogni piattaforma restituisce infatti una diversa grammatica della socialità: il linguaggio immediato, identitario e performativo di TikTok si affianca alla narrazione più estetica e aspirazionale di Instagram; Reddit privilegia conversazioni più approfondite e orientate al confronto, mentre YouTube e Facebook restituiscono forme diverse di racconto, scoperta e condivisione. Una pluralità di linguaggi che permette di cogliere una fotografia più completa e autentica del modo in cui Gen Z e Millennials raccontano e vivono le proprie relazioni.
Dall'analisi qualitativa delle conversazioni digitali emergono cinque tendenze che raccontano come gli under 35 stanno riscrivendo le regole della socialità Il weekend continua a essere il momento privilegiato della convivialità (32%) e viene vissuto sempre più tra esperienze fuori casa e occasioni vissute tra le mura domestiche; anche la casa diventa uno spazio sociale scelto e valorizzato (28%) che si affianca al fuori casa, che rappresenta ancora la principale modalità per stare insieme. Infatti, l'aperitivo conferma il proprio ruolo di “rito simbolo”, trasformandosi in un'occasione di relazione, appartenenza e condivisione (18%); la moderazione si afferma come un nuovo codice culturale, espressione di una socialità sempre più consapevole e inclusiva (12%); il cibo si afferma come nuovo linguaggio della socialità: condividere ricette e sperimentare in cucina diventa un modo per rafforzare i legami (10%). La birra, infine, continua ad accompagnare questi rituali, integrandosi con naturalezza nei nuovi modi di vivere la convivialità. Più che sostituire i rituali tradizionali, le nuove forme della socialità si affiancano a essi, confermando il valore duraturo delle occasioni di incontro e convivialità che continuano a trovare nei bar e nei luoghi dell'aggregazione uno dei loro principali punti di riferimento.
"Con la campagna #Together nel 2025 abbiamo scelto di accendere una riflessione sul valore della socialità e delle relazioni nella società contemporanea. Oggi, facciamo un passo ulteriore per dare ancora più forza a questo percorso: metterci in ascolto. Nasce da qui Together Lab, un punto di osservazione privilegiato che ci permette di leggere la socialità mentre prende forma, attraverso le conversazioni spontanee con cui i giovani raccontano ogni giorno il proprio modo di stare insieme. Perché la socialità è una forza culturale potente: non si limita a riflettere il modo in cui viviamo, ma contribuisce a definire i luoghi, i linguaggi e le comunità del futuro. Per una realtà come Heineken Italia, che da sempre riconosce nel piacere dello stare insieme la parte essenziale della propria identità, questo significa assumersi la responsabilità di non guardare il cambiamento da lontano, ma di comprenderlo, valorizzarlo e contribuire a renderlo possibile. Le conversazioni raccolte ci dicono che non siamo davanti a una generazione meno sociale, ma a una generazione che sta riscrivendo le regole dello stare insieme: meno modelli prestabiliti, più autenticità; meno rituali uguali per tutti, più libertà di costruire connessioni coerenti con il proprio modo di essere. È qui che #Together trova il suo significato più profondo: accompagnare l'evoluzione della socialità senza timore del cambiamento, contribuendo a creare le condizioni affinché persone, luoghi e comunità possano continuare a incontrarsi, riconoscersi e costruire relazioni significative", afferma Alfredo Pratolongo, Corporate Affairs Director di Heineken Italia.
C'è un errore che spesso si fa quando si parla di giovani: confondere il cambiamento con una perdita di interesse per lo stare insieme. In realtà, la socialità ha semplicemente cambiato forma. Il 32% dei contenuti analizzati da Iulm riguarda la ritualità del weekend. Le conversazioni raccontano una socialità che continua ad avere un ruolo centrale nella vita degli under 35, ma che si esprime attraverso modalità nuove. Le nuove generazioni non si limitano a vivere la socialità: la raccontano, la mettono in scena sui social, la curano esteticamente. Allo stesso tempo emerge anche il rovescio della medaglia: la stanchezza, il bisogno di rallentare, la scelta del divano al posto dell'uscita. Il desiderio di stare insieme resta forte, ma assume forme più flessibili, autentiche e personalizzate. L'uscita non è più un automatismo. Si pianifica, si costruisce e, a volte, si difende dalla tentazione di restare a casa. Vale per i più giovani, che la vivono come momento di espressione identitaria, e per i 25-35 anni, che la filtrano attraverso un equilibrio sempre più consapevole tra desiderio di socialità e bisogno di benessere personale. In questo scenario, il bar continua a rappresentare un punto di riferimento per gli incontri, ma la scelta del luogo non è mai casuale. Sempre più spesso è l'esperienza offerta dal locale a orientare la decisione su come trascorrere una serata con gli amici.
In questo contesto, il bar mantiene un ruolo centrale nella cultura italiana: è il luogo in cui gli incontri nascono spontaneamente, le relazioni si consolidano e la convivialità prende forma nei piccoli rituali quotidiani. Una dimensione raccontata anche da "Praise the Bar", la webseries di Heineken dedicata ai pub e ai bar come luoghi di incontro e connessione. Dopo il debutto internazionale, il progetto è arrivato anche in Italia con un episodio ambientato nel cuore di Trastevere, a Roma, dove protagonista è "Meccanismo", evoluzione contemporanea dello storico 'Café Friends', a testimonianza del ruolo che il bar continua a ricoprire nella vita delle comunità. Accanto alla socialità fuori casa cresce anche quella domestica. Nel 28% dei contenuti analizzati, soprattutto tra i 25 e i 35 anni, la casa emerge come uno spazio sociale scelto e valorizzato per condividere momenti di qualità con amici, partner o coinquilini. Pizza, film, giochi da tavolo, aperitivi home made e cene in compagnia non vengono raccontati come un ripiego, ma come una modalità autentica di vivere la convivialità. La casa non sostituisce l'uscita: è uno dei luoghi della socialità contemporanea.
L'aperitivo si conferma il rito simbolo della convivialità contemporanea: quasi il 20% dei contenuti analizzati, soprattutto tra i giovani dai 18 ai 25 anni, lo racconta come uno spazio di relazione, appartenenza e condivisione, più che come un semplice momento di consumo. Dalle conversazioni online emergono due anime complementari: da un lato la cura dell'estetica, della location e della proposta gastronomica, dall'altro la ricerca di esperienze più spontanee, accessibili e autentiche, in risposta alla pressione della performance. In questo scenario, anche il cibo assume un ruolo sempre più centrale come linguaggio della socialità: nel 10% dei contenuti, in particolare tra i 25 e i 35 anni, preparare ricette insieme, sperimentare nuovi ingredienti e condividere esperienze gastronomiche diventa un modo per costruire relazioni, in equilibrio tra tradizione e innovazione, sapori di casa e nuove contaminazioni. Parallelamente, emerge un altro cambiamento culturale destinato a ridefinire i rituali dello stare insieme: per il 12% dei giovani, soprattutto tra i 18 e i 24 anni, la moderazione non rappresenta più una rinuncia alla convivialità, ma una scelta consapevole legata a benessere, equilibrio e libertà personale. Le opzioni analcoliche entrano con naturalezza negli stessi momenti tradizionalmente associati al consumo di alcol, delineando una socialità più inclusiva, nella quale ciascuno può partecipare secondo le proprie preferenze senza sentirsi escluso o giudicato.
"La ricerca ci mostra che i giovani non stanno rinunciando alla socialità, ma ne stanno ridefinendo i rituali. In un terzo delle conversazioni, il weekend resta il momento privilegiato dello stare insieme (32%), ma sempre più spesso si divide tra esperienze fuori e dentro casa; cresce il valore dell'aperitivo come occasione di relazione e appartenenza e, soprattutto, emerge una nuova idea di convivialità, più autentica, flessibile e inclusiva, in cui anche la moderazione trova spazio senza compromettere il piacere di condividere momenti con gli altri. La socialità oggi non segue quindi modelli unici, ma si costruisce intorno a esperienze sempre più personali, autentiche e inclusive. Per i brand questo significa, prima di tutto, saper ascoltare: comprendere come evolvono i rituali dello stare insieme, quali linguaggi adottano le nuove generazioni e quali valori attribuiscono ai momenti di convivialità. Solo così è possibile costruire un'offerta capace di essere rilevante nella vita delle persone – dichiara Michela Filippi, marketing director di Heineken Italia - Per Heineken Italia questo significa continuare a interpretare i cambiamenti culturali restando vicini alle persone e al loro modo di vivere le relazioni. Da sempre accompagniamo i momenti di socialità e convivialità delle persone e continuiamo a evolvere insieme alle nuove generazioni, interpretandone linguaggi, passioni e sensibilità. Per questo sviluppiamo un portafoglio capace di accompagnare occasioni di consumo sempre più varie e diversificate, rispondendo a esigenze differenti, comprese quelle legate alla moderazione, con referenze come Heineken® 0.0 e Moretti Zero. Il nostro obiettivo è continuare a parlare alle persone attraverso i nostri brand con linguaggi credibili, inclusivi e coerenti con il modo in cui oggi vivono la convivialità. Le nuove generazioni ci chiedono meno performance e più autenticità: essere culturalmente rilevanti non significa occupare la scena, ma entrare con naturalezza nei momenti che contano davvero”.
Dallo studio emerge, infine, come la birra continui ad accompagnare con naturalezza tutti i momenti di convivialità e sia ormai parte integrante dell'esperienza conviviale. Quando si racconta una serata, si parla degli amici, dell'aperitivo, della musica, del locale o della cena condivisa: la birra è già dentro la scena. Una presenza naturale, totalmente integrata nei rituali dello stare insieme. Il suo ruolo cambia però a seconda del contesto. Al bar accompagna un momento pubblico e condiviso, parte di un rito sociale che prende forma fuori casa. Nella convivialità domestica diventa invece parte di un'esperienza più intima e relazionale, dall'aperitivo preparato in casa alla serata sul divano con gli amici. La stessa bevanda assume così significati diversi, adattandosi ai nuovi modi di vivere la socialità. Che si tratti di una serata fuori o di un momento condiviso in casa, la birra continua ad accompagnare occasioni diverse mantenendo un ruolo fondamentale all'interno dei nuovi rituali della convivialità. Su Reddit e Facebook, dove la birra compare rispettivamente nel 30% e nel 22% delle conversazioni analizzate, emerge un ulteriore elemento: cresce l'interesse verso la scoperta e la cultura birraria. Le conversazioni si concentrano su stili, abbinamenti gastronomici e nuove referenze, trasformando la sperimentazione in un'occasione di dialogo e condivisione. La scoperta di una nuova birra diventa così un pretesto per stare insieme e alimentare nuove conversazioni. "L'aspetto più interessante di questo lavoro è il punto di osservazione scelto. Invece di chiedere ai giovani come vivono la socialità, abbiamo osservato come la raccontano spontaneamente nei contesti digitali che frequentano ogni giorno. È proprio in queste conversazioni che emergono i cambiamenti culturali più profondi. – dichiara il professor Mauro Ferraresi, Università Iulm - Quello che osserviamo non è una diminuzione del desiderio di stare insieme, ma una sua trasformazione: cambiano i linguaggi, i luoghi e i rituali, mentre il valore della relazione continua a rappresentare un bisogno centrale per le nuove generazioni. Le piattaforme digitali ci permettono di cogliere queste evoluzioni mentre accadono, restituendo una fotografia meno filtrata e più autentica delle forme contemporanee della socialità".
L'analisi di 'Together Lab' evidenzia come il futuro della socialità non si giochi nella contrapposizione tra casa e fuori casa, tra online e offline o tra consumo e moderazione. Al contrario, emerge una generazione che costruisce esperienze sociali sempre più personali e autentiche, raccontandole attraverso linguaggi differenti. I giovani tra i 18 e i 24 anni e quelli tra i 25 e i 35 parlano degli stessi fenomeni, ma con codici profondamente diversi. I più giovani prediligono il formato Pov tipico di TikTok, l'ironia memetica, la brevità e lo slang generazionale. I giovani adulti adottano invece una narrazione più distesa, riflessiva ed esteticamente più curata, vicina ai codici di Instagram. Non si tratta soltanto di una differenza nello stile della comunicazione, ma di un diverso modo di attribuire significato alle esperienze.

Categoria: economia
12:40
Pier Silvio Berlusconi: "Offeso da attacchi Trump a Meloni. Vannacci? Attendiamo programma"
(Adnkronos) - "Io sono orgoglioso di essere italiano. E' una cosa che mi ha toccato, mi ha profondamente infastidito". Così Pier Silvio Berlusconi, chairman e group ceo di Mfe-Mediaforeurope, nel corso della serata con la stampa risponde a una domanda sugli attacchi del presidente Usa Donald Trump alla premier Giorgia Meloni.
"Io stimo il nostro primo ministro e penso che vista la situazione e visto il personaggio con cui abbiamo a che fare, meglio di così sarebbe difficile fare: trovare l'equilibrio tra tenere una posizione giusta con gli Stati Uniti, ma non mollare il punto sulle posizioni europee", ha affermato, precisando: "In quell'occasione mi sono sentito offeso, perché è ingiusto, offeso da italiano. Tutto il mio appoggio al nostro primo ministro, Giorgia Meloni, io penso che da italiano io debba essere con lei e sono con lei".
Sull’ascesa di Roberto Vannacci, ha detto: "L’Italia non è nuova a fenomeni che dal nulla crescano a livello politico. Ce ne sono tanti, anche in passato. Non mi stupisce che in questo momento emerga. E' un bravo comunicatore. E' efficace. E' coerente con il pensiero mio di ciò che deve essere il centro destra oggi? Direi di no, ma la propaganda è propaganda. In termini di realtà dei fatti attendiamo di vedere il programma".
"Vedremo - rimarca Pier Silvio Berlusconi - quanto è coerente con programma di centrodestra e poi vedremo cosa fare ma questo è il mio pensiero di cittadino. Non voglio dare consigli”. Rispondendo a una seconda domanda sulla postura che dovrà adottare Forza Italia su Vannacci, Berlusconi precisa: “Forza Italia deciderà in piena autonomia cosa deve fare. Io non mi permetto di dare consigli al governo e a Forza Italia".
"Ho solo espresso il mio pensiero. Un conto è la propaganda. Ma non lo dico solo per Vannacci. Lo dico per tutti. Vediamo il programma e la coerenza con il programma del centrodestra e di Forza Italia", dice ancora. "Poi - conclude - decideranno il governo e Forza Italia cosa fare".

Categoria: politica
12:34
Mondiali, Ronaldo: "Portogallo sempre"
(Adnkronos) - 'Portogallo sempre', come didascalia ad una sua foto con la maglia della nazionale lusitana. Così su Instagram Cristiano Ronaldo nel suo primo post dopo l'eliminazione dal mondiale agli ottavi di finale contro la Spagna.
In patria si sono moltiplicate le critiche nei confronti del 5 volte pallone d'oro. A 41 anni, il capitano è finito nel mirino di tifosi e media, che ritengono sia arrivato il momento di chiudere il suo ciclo in nazionale, accusandolo di aver rallentato il gioco offensivo della squadra. Anche le scelte del ct Roberto Martínez, che lo ha lasciato in campo per tutta la partita, sono state contestate, alimentando il dibattito sul futuro della nazionale portoghese, che ripartirà da Jorge Jesus come ct, e del suo simbolo più rappresentativo.

Categoria: sport
12:31
Arrivano in Italia i primi esoscheletri medicali leggeri per supportare la deambulazione
(Adnkronos) - Arriva in Italia la prima generazione di esoscheletri medicali leggeri per il supporto alla deambulazione. Wimoove S.r.l. presenta WIM e WIM S, dispositivi robotici indossabili sviluppati "per sostenere il cammino di persone con ridotta mobilità e per affiancare il lavoro di fisiatri, fisioterapisti, ortopedici, centri riabilitativi, Rsa e strutture sanitarie. Prodotti da WIRobotics, azienda sudcoreana specializzata in robotica indossabile, WIM e WIM S - informa una nota dell'azienda - sono dispositivi medici Ce Classe I secondo il regolamento Ue 2017/745. Wimoove affianca WIRobotics nello sviluppo del progetto per il mercato europeo, occupandosi anche della distribuzione e contribuendo alla sua introduzione nel sistema sanitario, riabilitativo e assistenziale, alla costruzione della rete professionale e alla valorizzazione clinica della tecnologia2.
L’introduzione di WIM e WIM S - si legge - "risponde a un bisogno sempre più rilevante: rendere più accessibili soluzioni tecnologiche leggere, indossabili e utilizzabili anche al di fuori dei grandi centri ospedalieri, con l’obiettivo di supportare la mobilità quotidiana e favorire percorsi di maggiore autonomia. A differenza degli esoscheletri destinati allo sport o alla performance outdoor, WIM e WIM S nascono per un utilizzo in ambito sanitario, riabilitativo e assistenziale. Il dispositivo agisce a livello dell’anca, supportando il movimento naturale del passo attraverso una coppia assistiva o resistiva che accompagna la flessione e l’estensione durante la camminata. La tecnologia è progettata per adattarsi al movimento dell’utente, sostenendo il cammino senza sostituire il ruolo attivo della persona e senza bypassare la valutazione del professionista sanitario. La gamma si articola in due soluzioni principali. WIM è pensato per il canale professionale: fisioterapisti, centri riabilitativi, strutture sanitarie, ospedali, Rsa e operatori che possono integrarlo all’interno di percorsi guidati. WIM S è invece orientato all’uso domestico e al canale consumer medicale, attraverso sanitarie e ortopedie partner, per pazienti e caregiver che cercano un supporto alla mobilità nella vita quotidiana".
"Con Wimoove vogliamo portare la robotica indossabile fuori da una dimensione esclusivamente ospedaliera e renderla più vicina ai bisogni reali delle persone e dei professionisti sanitari - dichiara Paolo Ferretti, Ceo di Wimoove -. Il nostro obiettivo non è sostituire il medico, il fisiatra o il fisioterapista, ma offrire loro uno strumento innovativo per accompagnare percorsi di mobilità, autonomia e continuità assistenziale. WIM e WIM S nascono proprio per creare un ponte tra tecnologia, clinica e vita quotidiana".
Le applicazioni potenziali - dettaglia la nota - riguardano diversi contesti: "Supporto alla camminata in persone anziane con decadimento funzionale, percorsi di riabilitazione motoria, assistenza in presenza di ridotta mobilità, programmi di home care e continuità del percorso dopo la dimissione. La valutazione dell’idoneità all’utilizzo resta sempre legata al quadro individuale della persona e al confronto con il professionista sanitario. La tecnologia WIM è stata oggetto di studi e valutazioni clinico-funzionali su popolazioni anziane e su contesti di cammino assistito. La documentazione disponibile riporta risultati relativi a parametri come velocità del passo, equilibrio, resistenza, forza articolare e riduzione dello sforzo muscolare. Questi elementi rappresentano una base di approfondimento per il dialogo con fisiatri, fisioterapisti, ortopedici, neurologi e strutture riabilitative interessate a integrare nuove soluzioni di robotica indossabile nei propri percorsi. Elemento centrale del progetto Wimoove è anche il modello di accesso al dispositivo. La società sta costruendo una rete di interlocutori professionali, sanitarie, ortopedie e strutture partner, con l’obiettivo di permettere agli utenti interessati di conoscere il prodotto, richiedere informazioni e valutare una prova guidata. Il sito Wimoove diventerà il punto di contatto per raccogliere richieste sia da parte di professionisti e strutture, sia da parte di pazienti e caregiver".
Con questo lancio - conclude la nota - "Wimoove si posiziona in uno spazio ancora poco presidiato del mercato: quello degli esoscheletri medicali leggeri, accessibili, indossabili e pensati per un utilizzo concreto nella quotidianità. Una frontiera in cui la robotica non è più solo tecnologia dimostrativa, ma può diventare uno strumento di supporto per la salute, la mobilità e la qualità della vita".

Categoria: cronaca
12:26
Siena, a San Quirico d’Orcia l’uomo quantico di Meggiato lungo la Via Francigena
(Adnkronos) -
Arte, natura e riflessione sul futuro si incontrano a San Quirico d’Orcia per la 55ª edizione di ‘Forme nel verde’, la più antica rassegna italiana di arte ambientale. Dal 25 luglio 2026, il borgo della Val d’Orcia ospita un percorso espositivo che intreccia scultura contemporanea, satira e creatività delle nuove generazioni. Creata da Mario Guidotti nel 1971, l’attuale edizione, promossa e organizzata dal comune senese, con la direzione artistica di Carlo Pizzichini, è rivolta alla visione di Gianfranco Meggiato; alle vignette fulminanti di Emilio Giannelli, firma del Corriere della Sera, che celebra i novant’anni, e ai lavori degli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane, il futuro dell’arte. E proprio in relazione alla valorizzazione dei giovani e al futuro dell’arte quest’anno l’iniziativa si avvale del prestigioso sostegno di Stefania Ranzato, Fondatrice di Deas Cyber, industria leader italiana nella cybersicurezza, che investe nelle nuove sfide con un approccio umanocentrico, a cui il sindaco di San Quirico D’Orcia, Marco Bartoli, è particolarmente riconoscente per la sensibilità mostrata nei confronti della manifestazione e dei temi trattati.
Le opere in esposizione - informa una nota - rispecchiano pienamente il carattere dell’iniziativa: celebrare le forme nel verde per unire l’arte alla natura. Nel dettaglio, a guidare l’edizione 2026 di ‘Forme nel verde’ sono le sculture monumentali di Meggiato con ‘In Itinere. L’Uomo quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la via Francigena’. La mostra è accompagnata da un contributo critico di Domenico Piraina, direttore Cultura del comune di Milano e di Palazzo Reale, ed è in collaborazione con Oblong Contemporary Art Gallery. La rassegna si apre nei cinquecenteschi Horti Leonini per proseguire nel centro storico, nel Palazzo Chigi Zondadari - dove è esposto in anteprima internazionale un corpus di 30 disegni inediti - e prosegue in uno dei luoghi più belli di tutta la Val d’Orcia: i famosi ‘cipressini’ in cerchio immersi nel paesaggio che è Patrimonio Unesco, meta di turisti di tutto il mondo, e dove sarà installata, al centro, l’opera ‘Germinazione’, scultura monumentale di 6 metri d’altezza.
Il titolo della mostra e le opere di Meggiato accompagnano un importante anniversario: i 1.150 anni della Via Francigena che si celebrano quest’anno e che segnano l’incontro tra il percorso millenario - 3mila chilometri che collegano Canterbury (Uk) a Roma, attraverso 5 stati europei - e le visioni della fisica quantistica, che nel Novecento hanno trasformato radicalmente il modo di comprendere la realtà, la materia, il tempo e la coscienza.
Nel paesaggio sospeso di San Quirico d’Orcia, il cammino si trasforma in una domanda aperta: che cosa stiamo realmente cercando, mentre ci muoviamo verso una meta? Nel tempo antico del pellegrinaggio, e anche oggi, l’uomo attraversa paesaggi, villaggi, silenzi e stagioni per raggiungere una meta sacra. Ma ogni vero cammino esteriore - spiegano gli organizzatori - custodisce un percorso che va in un’altra direzione, invisibile e più profonda: quella verso sé stessi, nella coscienza. La meta non è Roma e non è una destinazione fisica: è la comprensione di sé e della propria relazione con il tutto. Come l’osservatore non è esterno al fenomeno ma parte integrante di esso, allo stesso modo il pellegrino non attraversa soltanto il paesaggio: anche il paesaggio attraversa la sua mente e il suo corpo. Ogni passo modifica lo sguardo, ogni distanza diventa esperienza interiore, ogni incontro è una trasformazione.
Nel concept della mostra, l’uomo quantico è, allora, una figura simbolica del nostro tempo un essere umano che, nel mezzo della complessità contemporanea, torna a interrogarsi sulla propria presenza nel mondo. Nel mondo quantico nulla appare separato: ogni particella esiste come relazione, possibilità, vibrazione. E così la conoscenza non è soltanto accumulo di informazioni, ma esperienza viva, coscienza, ascolto. Attraverso le opere, le immagini, i suoni e le visioni, la mostra invita il visitatore a percorrere un itinerario che unisce scienza e spiritualità, percezione e memoria, realtà visibile e invisibile. La Via Francigena diventa metafora di un attraversamento universale: il viaggio dell’uomo dentro la propria coscienza. È un dialogo tra arte, cammino e coscienza, dove il viaggio dell’uomo attraverso il mondo rivela, ancora una volta, che ogni autentico pellegrinaggio è un viaggio interiore, spirituale.
San Quirico d’Orcia e la Val d’Orcia, Patrimonio Unesco - conclude la nota - accolgono il percorso espositivo di Meggiato partendo dagli Horti Leonini dove sono esposte 18 sculture: Verso la libertà; Frequenze auree; Concetti di sincronicità spaziale; Lo specchio dell’Assoluto; Fumetti in cerca d’autore; Sfera Sirio; Scorpius; Sfera Cuore; Sfera Acquarius; Disco Cabala; Sfera Atman; Cono Energia; La leggerezza dell’essere; Dancing in the dark; Venere; Sfera quantica, Respiro quantico. Nel centro storico sono installate; Attimo Fuggente, in piazza Libertà; Doppio Totem in via Dante e Uomo quantico davanti all’antica Collegiata, chiesa romanica risalente al ‘200 e monumento simbolo di San Quirico.

Categoria: cultura
12:22
Ascolti tv, boom Temptation Island: record su Canale 5 con 32,3%
(Adnkronos) - Ascolti record per la terza puntata di 'Temptation Island', in onda ieri su Canale 5, che segna il miglior risultato della storia del docu-reality con 4.007.000 di spettatori e il 32,3% di share. Medaglia d'argento per Rai1 con 'Lino d'Italia – Storia di un itAlieno' che ha interessato 1.553.000 spettatori e il 10,7% di share mentre Rai3 con 'Un Giorno in Pretura' ha totalizzato 795.000 spettatori (5,2% share).
Fuori dal podio troviamo 'White Elephant – Codice criminale' su Italia1 con 772.000 spettatori (5,2%) mentre 'In Onda Prima Serata' su La7 ha ottenuto 708.000 spettatori (4,6% share). Seguono: Rai2 con 'Tutta la Verità su Lilly' (650.000 spettatori, 5,5% share); Rete 4 con 'Zona Bianca' (615.000 spettatori, 5,6% share); Nove con 'Tutte lo vogliono' (321.000 spettatori, 2,2% share) e Tv8 con 'Now You See Me – I maghi del crimine' (298.000 spettatori, 2,1% share).

Categoria: spettacoli







































