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17:27

Assolavoro: "Lavoratori tramite agenzia, 1 su 3 impiegato in Lombardia"

(Adnkronos) - Nella sola Lombardia sono impiegati circa 147mila lavoratori tramite agenzia, pari al 30,1% degli occupati in somministrazione in Italia. E sono 77mila nella sola area della Città Metropolitana di Milano. È quanto emerso oggi a Milano nel corso dell’evento 'La somministrazione di lavoro dopo il nuovo Ccnl. Strumenti, prospettive e opportunità per le imprese', tappa del Roadshow promosso da Assolavoro, l’Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, in collaborazione con Assolombarda. I lavoratori in somministrazione - impiegati con gli stessi diritti, la stessa retribuzione e le medesime tutele dei lavoratori dipendenti - in Lombardia trovano occupazione principalmente nei settori dell’informatica e dei servizi alle imprese, del commercio al dettaglio, dell’industria dei metalli, dei trasporti, dell’alimentare, del settore della gomma e della chimica. 

Anche in Lombardia poi si conferma il ruolo centrale della somministrazione come canale di ingresso nel mercato del lavoro per i più giovani: oltre il 41% dei lavoratori ha meno di 30 anni. Un lavoratore su tre è assunto a tempo indeterminato. Nel complesso, nel territorio regionale la somministrazione rappresenta il 3,1% dell’intero mercato del lavoro. 

I dati, elaborati dall’Osservatorio Assolavoro DataLab, sono stati presentati nel corso dell’evento milanese, che ha visto tra i relatori Marta Spinelli, Vicepresidente Assolombarda, Rosario Salimbene, Responsabile Area Legale e Sindacale Assolavoro, Aldo Bottini, Avvocato dello Studio Legale Toffoletto De Luca Tamajo, e Tiziano Treu, già Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dopo la presentazione di alcune esperienze aziendali, i lavori si sono conclusi con l’intervento di Francesco Baroni, Presidente di Assolavoro. L’incontro è stato moderato da Agostino Di Maio, Direttore Generale di Assolavoro. 

 

Il nuovo Ccnl delle agenzie, sottoscritto lo scorso luglio 2025, rafforza ulteriormente il sistema di tutele e diritti per i lavoratori, valorizzando il ruolo della bilateralità e potenziando strumenti fondamentali come il welfare di settore, la formazione e il sostegno al reddito. Allo stesso tempo, introduce elementi di maggiore chiarezza e semplificazione, contribuendo a una gestione più efficiente e trasparente dei rapporti di lavoro. 

La tappa di Milano è stata inoltre l’occasione per presentare il commentario al nuovo Ccnl, edito da Adapt, che offre un’analisi approfondita e sistematica delle principali innovazioni introdotte dal rinnovo contrattuale, rappresentando uno strumento di supporto per imprese, operatori e addetti ai lavori. 

Il Roadshow di Assolavoro, che oltre a Milano ha già toccato le città di Napoli, Torino, Roma e Venezia, prosegue così il suo percorso sui territori con l’obiettivo di accompagnare il sistema produttivo nella piena comprensione delle nuove disposizioni contrattuali e di valorizzare il contributo delle Agenzie per il Lavoro alla crescita dell’occupazione e allo sviluppo del Paese. Prossime tappe: Bergamo, Verona, Reggio Emilia e Cosenza. 

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Categoria: economia

17:21

A Roma Tor Vergata iniziativa 'Università per Giulio Regeni'

(Adnkronos) - Si è svolto oggi presso l’Auditorium Ennio Morricone della Macroarea di Lettere e filosofia, l’evento dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata con il quale l’ateneo ha aderito all’iniziativa nazionale Le Università per Giulio Regeni, promossa dalla senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore. La giornata, dedicata al tema della libertà della ricerca - organizzata, coordinata e animata da Lucia Ceci, prorettrice alla Comunicazione dell’Ateneo - si è aperta con i saluti istituzionali del rettore Nathan Levialdi Ghiron e della direttrice generale Silvia Quattrociocche prima dell’intervento di Diego Bianchi, notissimo autore e presentatore televisivo.  

“Il messaggio più importante è quello di non abituarsi alla normalità del male, perché questo è il rischio che si corre raccontando una storia come quella di Giulio Regeni”, ha sottolineato Bianchi parlando alla platea di studenti e studentesse universitari, ma anche di giovani liceali che non hanno voluto mancare a questa importante occasione. “La storia di Giulio Regeni è una storia legata al mondo dell'università, della ricerca, della libertà e anche, purtroppo, a quella nebulosa che da sempre sono i misteri d'Italia. Per i quali si cerca per anni e anni, decenni, siamo al primo in questo caso: verità e giustizia, che sembra una frase fatta, un modo di dire, ma invece è un'esigenza fortissima. Non solo dei familiari, che poi a un certo punto sembrano quasi essere gli unici a doversi interessare a questo tipo di ricerca. Verità e giustizia, di un Paese intero che dovrebbe a cuore le proprie storie, soprattutto quelle più virtuose”. 

Il rettore Levialdi Ghiron ha rimarcato il ruolo particolare dell’accademia. “La vicenda di Giulio Regeni ci interpella ancora, con forza, ci chiede di riflettere su cosa significhi davvero fare ricerca, non solo produzione di conoscenza, ma esercizio di libertà, di responsabilità, di coraggio. Libertà di porre domande, di indagare contesti complessi, di attraversare confini culturali e politici, ma anche consapevolezza dei rischi che in alcune parti del mondo questa libertà purtroppo comporta”. “Come istituzioni della conoscenza abbiamo quindi il dovere di non dare per scontati i diritti su cui si fonda il nostro lavoro comunitario. La libertà accademica è un valore fondamentale, ma non è garantita ovunque né per tutti. Ecco perché momenti come questo sono essenziali, ci aiutano a mantenere viva l'attenzione, a costruire consapevolezza e sempre a rafforzare il nostro costante impegno. Ricordare Giulio significa anche riconoscere il valore del suo percorso, della sua passione per la ricerca, della sua dedizione allo studio e significa soprattutto non lasciare che il suo lavoro e la sua storia vengano purtroppo ridotti al silenzio”, ha concluso il rettore. 

“Per noi - ha commentato la professoressa Ceci - è stato fondamentale coinvolgere giovani, ci sono giovani della nostra università, ma anche dei licei che hanno aderito prontamente alla proposta di partecipare a questo momento di approfondimento e di memoria pubblica. Le istituzioni giocano un ruolo fondamentale in questo: sappiamo che istituzioni significa magistratura, istituzioni politiche, ministeri, ma anche università e tutti i soggetti, comprese le scuole, che fanno formazione”. 

L’incontro è proseguito con l’intervento di Vito Borrelli, rappresentante della Commissione Europea, e con il messaggio di Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio, che hanno introdotto il documentario 'Giulio Regeni - Tutto il male del mondo"' prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, descrivendone il valore nella narrazione necessariamente senza filtri della storia del giovane ricercatore, , dottorando presso l’Università di Cambridge, ucciso al Cairo nel 2016 durante la sua attività di ricerca sui sindacati indipendenti egiziani. 

All’evento sono intervenuti, in una particolare sessione su Libertà e ricerca nel mondo, dedicata al tema delle condizioni in cui la ricerca può svolgersi in contesti diversi, tra limiti, rischi e possibilità, Daniela Felisini, presidentessa della Scuola di Dottorato dell’Università di Roma Tor Vergata, con l’intervento Il Dottorato: sfide e rischi della ricerca; Massimo Papa, sul tema dell’Iran; Mohammed Hashas, ricercatore del Dipartimento di Storia, patrimonio culturale, formazione e società dell’Ateneo, sul Nord Africa; Sevgi Doğan, post-doc in filosofia politica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, con un intervento su La libertà accademica messa in discussione: un confronto tra Europa e Stati Uniti; Marco Maggioli, dell’Accademia Nazionale dei Lincei, sull’Africa subsahariana; Mikail Velizhev, del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Salerno, su Russia ed Europa orientale. È intervenuta Ludovica Posti, studentessa dell’Università di Roma Tor Vergata, il cui lavoro di ricerca di fonti d’archivio (telegiornali, video amatoriali), supervisionato dalla professoressa Sila Berruti, è stato coinvolto nel documentario su Regeni. Ha concluso gli interventi Emanuele Cava, sceneggiatore del documentario dedicato a Giulio Regeni. L’iniziativa, che ha coinvolto tra aprile e maggio 76 università italiane, era stata ufficialmente presentata in una conferenza stampa nel marzo scorso in Senato alla presenza della Senatrice Cattaneo, i genitori di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini e il regista del documentario Simone Manetti, gli autori Emanuele Cava e Matteo Billi. 

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Categoria: cronaca

17:13

Lindsey Vonn, al Met Gala prima uscita senza stampelle dopo infortunio: "Grata di essere qui"

(Adnkronos) - "Sono grata di essere qui e di non dover usare le stampelle". Lindsey Vonn torna a sorridere, quasi tre mesi dopo il terribile infortunio alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. La fuoriclasse americana ha subito in queste settimane otto interventi chirurgici e al Met Gala di New York si è fatta rivedere per la prima volta in pubblico senza stampelle, dopo le varie complicanze che avevano (anche) messo a rischio la sua gamba sinistra.  

 

Vonn è tornata dunque in pubblico con il sorriso, senza dare però notizie riguardo al suo ritiro, dopo un'intervista rilasciata pochi giorni fa all'Associated Press: “Forse mi ritirerò e non gareggerò mai più. Ne sono consapevole. Però, dal punto di vista emotivo, non sono in grado di prendere la decisione di dire basta in questo momento. L’infortunio di Cortina è stato qualcosa di diverso, di nuovo. Sono consapevole di aver rischiato l’amputazione e questo cambia tutto, nella mia testa. Sono abituata a sopportare il dolore, ma non avevo mai avuto un’esperienza come quella di febbraio. Non chiedetemi più quale sarà la mia decisione. Non ho la lucidità emotiva per prenderla, quindi voglio ponderarla, per essere sicura di non commettere alcun errore".  

 

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Categoria: sport

16:51

Università, Ceci (Tor Vergata): "Momento approfondimento e memoria pubblica su Regeni"

(Adnkronos) - “L’università di Roma Tor Vergata ha aderito immediatamente alla proposta della senatrice a vita Elena Cattaneo di dedicare un'iniziativa nazionale, che coinvolge tutte le università italiane, a dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, al fine di riaccendere e tenere viva l'attenzione su questo caso, ma anche per allargare lo sguardo sulle diverse aree del mondo in cui la libertà di ricerca è minacciata, aree in cui diventa pericoloso per gli studiosi ed i giovani ricercatori portare avanti iniziative e studi”. E’ quanto affermato da Lucia Ceci, Prorettrice alla Comunicazione dell'Università Roma Tor Vergata, in occasione dell’iniziativa nazionale Le Università per Giulio Regeni, organizzata all'Auditorium Ennio Morricone dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata nella Macroarea di Lettere e filosofia e promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore, a cui l’ateneo ha aderito.  

Ceci aggiunge ancora: “La nostra giornata accende una luce anche su altri casi di altri Paesi, come il Nordafrica, il Medio Oriente, la Russia, ma anche gli Stati Uniti e l'Europa, in quanto non dobbiamo dare per scontato che i diritti acquisiti e i diritti individuali di libertà, pensiero, ricerca e di espressione siano acquisiti e quindi consolidati per sempre, ma sono diritti da difendere”.  

Infine sottolinea l’importanza dell’adesione all’evento: “È fondamentale aver coinvolto così tanti giovani. Ci sono ragazzi e ragazze del nostro ateneo, della nostra università, ma anche studenti dei licei che hanno prontamente risposto ‘presente’ alla proposta di partecipare a questa giornata, questo è un momento di approfondimento e di memoria pubblica, dove le istituzioni in gioco, come la magistratura e i ministeri, hanno un ruolo fondamentale, ma anche l'università e tutti i soggetti, comprese le scuole che fanno formazione”, conclude.“ 

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Categoria: cronaca

16:34

Università, Bianchi: "Iniziative come questa permettono a giovani di prendere spunto da voglia di sapere di Regeni"

(Adnkronos) - “Iniziative come questa sono molto importanti, anzi sarebbe bene ce ne fossero di più per ricordare tante storie italiane, in particolare quella di Giulio Regeni, legata al mondo delle università, della ricerca, della libertà e anche, purtroppo, ai nebulosi misteri italiani mai risolti. Questa è una storia per cui si cerca luce da decenni, e ora siamo allo step verità e giustizia, sembra una frase fatta, ma in realtà è un’esigenza fortissima che dovrebbe intaccare non solo i famigliari, quanto un paese intero, perciò è bene che ci siano tante occasioni simili. Documentare questi incontri significa dare ai giovani la possibilità di prendere spunto dalla fede, dalla voglia di sapere e di ricerca di Giulio Regeni”. Sono le dichiarazioni di Diego Bianchi, giornalista, blogger e conduttore televisivo, intervenuto all'iniziativa nazionale Le Università per Giulio Regeni, organizzata all'Auditorium Ennio Morricone dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata nella Macroarea di Lettere e filosofia e promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore, a cui l’ateneo ha aderito.  

Bianchi prosegue: “Da questo incontro vorrei filtrasse un messaggio: non abituarsi alla normalità del male, perché questo è il rischio che si corre raccontando un fatto come questo, facendo da spettatori ad una situazione che non è un film, ma è successa davvero. Ricercare e studiare non significa affatto che si debba finire come Giulio, anzi la ricerca e lo studio sono aspetti molto importanti per ogni Paese, in particolare per il nostro, ed è ancora più importante valorizzare gli intellettuali e le persone che cercano di migliorarsi, di ampliare gli orizzonti, la propria cultura, avvicinandosi anche a paesi che sembrano lontani, come l’Egitto nel caso di Giulio, ma che in realtà non lo sono”. Poi conclude: “In un mondo sempre più globalizzato come questo, sempre più unito negli eventi, negli aspetti virtuosi e in quelli dannosi, qualunque cosa succeda ci riguarda direttamente, ne siamo testimoni ogni giorno”. 

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Categoria: cronaca

16:29

Thuram, scudetto e sfottò social a Conte? "Adesso si balla"

(Adnkronos) - Marcus Thuram continua a festeggiare, anche sui social, la conquista dello scudetto dell'Inter. L'attaccante nerazzurro, protagonista della serata tricolore contro il Parma, ha condiviso su Instagram diverse foto per celebrare il titolo di campioni d'Italia. Fuochi d'artificio, lui e i compagni di squadra con il tricolore e... anche uno scatto non passato inosservato agli occhi dei più 'maliziosi': il francese e una tv sulllo sfondo, che trasmette una conferenza stampa dell'allenatore del Napoli Antonio Conte. Poi, la didascalia: "Adesso... si balla".  

 

Una frase che ha ricordato a tanti il celebre discorso fatto l'anno scorso dall'allenatore salentino, che aveva caricato così i suoi negli ultimi metri della corsa scudetto, poi vinto dal Napoli all'ultima giornata. Tanti tifosi dell'Inter hanno ricondiviso il post nelle stories su Instagram, con riferimento a Conte, non proprio amato dai sostenitori nerazzurri dopo il burrascoso addio del 2021.  

 

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Categoria: sport

16:23

Internazionali, Berrettini esalta Sinner: "Come avete potuto parlare di crisi?"

(Adnkronos) - Matteo Berrettini esalta Jannik Sinner agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, martedì 5 maggio, il tennista azzurro ha parlato in conferenza stampa in vista del suo esordio al Masters 1000 di Roma, al primo turno, contro l'australiano Alexei Popyrin. Sul suo cammino, al terzo turno, potrebbe esserci proprio il numero 1 del mondo: "Il livello e i trofei che un giocatore riesce a conquistare in una carriera dipende sì dal tennis, si percepisce quando giochi, ma soprattutto dalla testa". 

"Lui sta dimostrando giorno dopo giorno di essere un campione in tutto quello che fa. Come gestisce, come affronta, come in silenzio abbassa la testa, lavora e torna più forte di prima", ha detto Berrettini, "eppure mi è capitato di sentir parlare di 'crisi Sinner' quest'anno, dopo Doha. è difficile per me dire che sia d'ispirazione, perché è talmente su un altro livello che ispirarmi a vincere cinque Masters 1000 di fila è qualcosa che non accadrà mai. Ma la dedizione e la forza che ha nell'andare avanti nonostante tutto è veramente qualcosa di incredibile". 

Roma per Berrettini rimane un torneo speciale, all'interno di un'altra stagione piuttosto complicata: "Secondo me ho avuto una buona reazione dopo Madrid. A Cagliari mi sono sentito molto meglio e sono riuscito a tirare fuori l'energia che volevo e per questo mi sento molto meglio", ha rivelato l'azzurro, "poi sappiamo che questo è un torneo complicato per tanti motivi. C'è un affetto speciale, una voglia di far bene speciale e quindi bisogna gestire un po' tutto ma ora mi sento competitivo". 

 

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Categoria: sport

16:05

David Donatello, show di Claudio Bisio al Quirinale con battuta su 'caso Minetti'

(Adnkronos) - Una battuta con riferimento al 'caso Minetti' per aprire al Quirinale la giornata dedicata ai David di Donatello. Claudio Bisio rompe il ghiaccio così nel tradizionale incontro tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i candidati e premiati dei David. "Io faccio tante gaffe e quindi mi hanno consigliato argomenti da non affrontare e parole da non dire. Anche se c’è n’è una che non posso non dire perché ha ricevuto 14 candidature e sto parlando del film 'La grazia' di Paolo Sorrentino. C’è qualcuno che suggerisce che quell'indagine giornalistica l’hai fatta tu per far parlare del tuo film, ma so che non è vero", dice con una battuta rivolta al regista partenopeo, alludendo evidentemente al caso legato alla grazia concessa a Nicole Minetti. In molti si aspettavano un monologo sulla crisi del cinema, sul taglio ai fondi destinati al settore o sui criteri con cui vengono assegnati i contributi selettivi, ma Bisio è chiaro: "Prometto che non dirò niente di tutto questo". 

L'attore e conduttore arriva al Quirinale con una "piccola proposta semplice e concreta" che "a detta di molti renderebbe il nostro cinema perfetto", ovvero accorciare i film di 10 minuti: "Quando si finisce di montare un film, prima che esca nelle sale ci sono delle proiezioni per i produttori e i distributori. Alla fine, c’è sempre ansia e silenzio assordante. Ma prima e poi c’è sempre qualcuno che dice ‘certo che con 10 minuti in meno sarebbe stato perfetto'", racconta Bisio, che conclude: "Facciamo una legge su questo così nessuno potrà più dire 'se durasse 10 minuti di meno...'". 

C'è spazio anche per un siparietto con Mattarella. Bisio ricorda le scene girate nel Palazzo per il film 'Benvenuto Presidente', prima dell'elezione dell'attuale Capo dello Stato. "Spero di aver lasciato tutto in ordine", dice l'attore quando Mattarella prende la parola.  

"Ricordo il suo film, era tutto in ordine", lo rassicurato il Presidente della Repubblica. "C'era il cerimoniale un po' disorientato -aggiunge- ma non se ne preoccupi". "Perché andavo in giro anche con i rollerblade e sgommavo sui pavimenti", spiega Bisio. "La realtà talvolta supera la fantasia, anche quella del cinema", riprende Mattarella. "Succede davvero?", conclude l'attore. 

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Categoria: spettacoli

15:48

"Narges Mohammad tra la vita e la morte": la denuncia del legale

(Adnkronos) - Narges Mohammadi, Premio Nobel per la pace nel 2023, detenuta in Iran da dicembre, è "tra la vita e la morte". Lo denuncia la sua legale. Mohammadi è stata trasferita lo scorso fine settimana dal carcere in ospedale per problemi cardiaci. "Non abbiamo mai avuto così tanta paura per la vita di Narges, potrebbe lasciarci da un momento all'altro - ha detto Chirinne Ardakani durante un incontro con la stampa a Parigi - Non ci stiamo battendo solo per la libertà di Narges, lottiamo affinché il suo cuore continui a battere". 

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Categoria: internazionale/esteri

15:46

Giuseppe Conte: "Tornato a casa. Intervento riuscito, sto molto bene"

(Adnkronos) - "Tornato finalmente a casa. A tutti voi, che mi avete inondato di messaggi di affetto, voglio dire che l'intervento è perfettamente riuscito, sto molto bene, ora ovviamente c'è solo da rimettersi in piena forma dopo questa settimana di stop. Ringrazio il personale medico e sanitario per l'accurata assistenza". Lo scrive sui social il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. 

"Con tutto il M5S - aggiunge l'ex premier - sono a lavoro in queste ore perché si entra nel momento cruciale per l'organizzazione delle due giornate di Nova del 16 e 17 maggio: '100 spazi aperti per la democrazia'. È lì che con tutti voi inizieremo a dare forma concreta al programma per cambiare l'Italia. Le notizie di questi giorni su stipendi e rincari confermano che c'è bisogno di tutta la vostra passione e del vostro contributo di idee per cambiare in meglio la vita delle persone in questo periodo così complicato. Insieme". 

Conte aveva annunciato il 27 aprile di dover "annullare gli incontri più imminenti" per sottoporsi a un intervento chirurgico. Tre giorni dopo il messaggio sui social: "Vi ringrazio tutti di cuore per i tanti messaggi di affetto e vicinanza. Il decorso dopo l'intervento chirurgico a cui mi sono sottoposto martedì è regolare: mi sento bene e ho già ripreso alcune attività lavorative. Ancora qualche giorno di convalescenza e si riparte. Non vedo l'ora".  

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Categoria: politica

15:44

Bisio, la 'frecciata' a Clerici e la replica: "Caro Claudio, non è vero che mi incavolo"

(Adnkronos) - Botta e risposta tra Claudio Bisio e Antonella Clerici. Tutto è cominciato dalla presentazione dei candidati ai premi 'David di Donatello 2026' al Quirinale trasmessa oggi in diretta su Rai1 e condotta da Claudio Bisio.  

L'attore comico, poco prima della fine, ha spiegato il motivo per cui è stato scelto come conduttore della cerimonia al Colle: "Guardi Bisio, lei è simpatico, ha già condotto trasmissioni televisive ma soprattutto lei parla molto velocemente, i nomi da dire sono tantissimi e ci auguriamo che lei ci faccia chiudere in fretta perché poi c’è Antonella Clerici che si incavola", ha detto in chiave ironica.  

 

 

Dopo l'evento, infatti, è andata in onda, come di consueto, una nuova puntata di È sempre mezzogiorno, condotta proprio da Antonella Clerici, dove la conduttrice non ha sprecato l'occasione per replicare in diretta alle parole di Bisio: “Ma non è vero che mi incavolo, assolutamente no. Soprattutto caro Claudio quando c’è il Presidente Mattarella che noi adoriamo e quindi quando la linea ce l’ha il Quirinale noi siamo assolutamente felici”, ha detto.  

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Categoria: spettacoli

15:40

Ue: in Italia il made in Europe suscita consensi ma fiducia è ancora miraggio

(Adnkronos) - Le conversazioni sull’Unione Europea sono ancora caratterizzate da un sentiment negativo per l’81,6% degli italiani, ma il Made in Europe ribalta la percezione con un 65,6% di sentimenti positivo. È quanto emerge dalla ricerca SocialCom, realizzata con la piattaforma SocialData, che verrà presentata mercoledì 6 maggio, alle ore 17:30 al Parlamento Europeo di Bruxelles, presso la sala Phs Snack Resto. Di Unione Europea si parla tanto, con 14,7 milioni di conversazioni e 145 milioni di interazioni in tutto il continente e 1 milione di conversazioni e 19,2 milioni di interazioni solo in Italia fra Gennaio e Aprile 2026. L’Iaa è il driver principale della conversazione con il 24,1% delle menzioni, mentre i settori trainanti sono automotive, energia e digitale. Il consenso raggiunge i massimi livelli quando si parla di competitività e appalti pubblici, con percentuali che arrivano fino all’83% di sentiment positivo. A suscitare timore, invece, lo scontro con la Cina e le preoccupazioni per i dazi di Trump, mentre il punto debole resta il settore agroalimentare, che pesa solo il 3,2% delle conversazioni ma è tra i pochi a prevalenza negativa (56%), con la paura come emozione dominante. 

“L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe” è il titolo del dibattito organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, attraverso il quale si discuterà sui dati, percezione e dinamiche del dibattito digitale e della partecipazione sociale, in un contesto di confronto tra professionisti e decisori politici. 

ll panel di relatori prevede figure di spicco del panorama politico, istituzionale e giornalistico: le Vicepresidenti del Parlamento Europeo l’On. Pina Picierno e l’On. Antonella Sberna, la giornalista de “Il Giornale” Hoara Borselli, il direttore de “Il Foglio” Claudio Cerasa, il direttore dell’Adnkronos Davide Desario, il direttore del “Fatto Quotidiano” Peter Gomez. Il presidente di SocialCom, Luca Ferlaino, presenterà la ricerca sulla quale si articolerà il dibattito. A moderare ci sarà il giornalista Rai Donato Bendicenti. 

 

“Il Made in Europe è la prima politica europea capace di spostare concretamente il consenso, trasformando Bruxelles da regolatore percepito come ostile a difensore dell’industria continentale, con uno scarto di quasi 50 punti nel sentiment in Italia”, spiega Luca Ferlaino, Presidente di Socialcom. “Ma è un equilibrio fragile: senza includere agroalimentare e pmi diffuse e senza gestire le tensioni con Usa e Cina, questo consenso rischia di essere temporaneo e di lasciare spazio a una nuova ondata di scetticismo.” 

L’evento si inserisce nel progetto degli “Aperitivi digitali”, un ciclo di incontri di confronto e dialogo tra istituzioni, giornalisti e opinion leader sui temi chiave per il futuro dell’Italia. 

La ricerca completa sarà disponibile sul sito www.socialcomitalia.com, SocialData e Italiavanti a partire dal 7 maggio. 

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Categoria: economia

15:35

Sforzo fisico, ricerca italiana spiega ruolo dei nitrati della barbabietola

(Adnkronos) - I nitrati ad utilizzo alimentare, come quelli presenti nella barbabietola, possono contribuire ad attivare la via biologica dell’ossido nitrico che, regolando il flusso del sangue, contribuisce all’ossigenazione dei muscoli e partecipa a diversi processi coinvolti nella risposta allo sforzo. Sono i risultati di un nuovo studio pubblicato sulla rivista internazionale 'Nutrients' che ha coinvolto 10 triatleti amatoriali, uomini di circa 48 anni, abituati ad allenarsi regolarmente, in un protocollo di 2 fasi: una settimana di supplementazione a base di nitrati da barbabietola e una settimana senza supplementazione, separate da un intervallo di 15 giorni, per consentire il confronto tra le condizioni. Attraverso le analisi da campioni di sangue e urine effettuate nelle 2 fasi dello studio, i ricercatori hanno misurato una serie di biomarcatori per valutare come l’organismo trasformava i nitrati in ossido nitrico e come rispondeva allo sforzo fisico. 

Il confronto tra le 2 fasi dello studio - informa una nota - mostra “un aumento marcato dei livelli di ossido nitrico dopo i 7 giorni di integrazione, fino a circa +155% rispetto ai valori iniziali”. Questo risultato, per gli autori, “è coerente con il processo osservato: i nitrati introdotti con l’alimentazione vengono trasformati in ossido nitrico, contribuendo alla dilatazione dei vasi sanguigni e al miglioramento del flusso sanguigno”. Lo studio ha inoltre rilevato variazioni in altri biomarcatori legati alla risposta all’esercizio. “Sono infatti aumentate le specie reattive dell’ossigeno (Ros) e l’interleuchina-6 (Il-6) che, durante l’attività fisica, contribuiscono ai processi di adattamento fisiologico”. Nonostante un notevole incremento dei Ros, lo studio non ha evidenziato grandi variazioni a livello dei biomarcatori di danno ossidativo a carico, ad esempio, dei lipidi di membrana. Nel loro insieme, i dati suggeriscono che l’attivazione osservata non si accompagna a un danno cellulare, indicando una risposta fisiologica controllata. 

“Abbiamo osservato un’attivazione significativa della via dell’ossido nitrico e dei sistemi coinvolti nella risposta allo sforzo, senza importanti evidenze di danno ossidativo”, spiega Simona Mrakic-Sposta, ricercatrice dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Milano e prima firmataria dello studio. “Si tratta di una risposta che può essere interpretata come fisiologica e adattativa, in cui l’organismo attiva i propri meccanismi di regolazione senza andare incontro a condizioni di squilibrio”. 

 

Finora i nitrati della barbabietola sono stati studiati soprattutto in relazione alla performance sportiva. Questo lavoro contribuisce ad ampliare il quadro della conoscenza, mostrando come le integrazioni alimentari, e in particolare nel contesto della supplementazione con donatori di ossido nitrico, come il succo di barbabietola, possano agire su aspetti centrali della fisiologia, come la circolazione e la risposta metabolica all’esercizio. Pur trattandosi di risultati preliminari - suggeriscono gli autori - lo studio indica che l’alimentazione può influenzare in modo misurabile funzioni biologiche rilevanti. 

La formulazione impiegata nello studio, “l’integratore alimentare NoBeet - riferisce la nota - è stato sviluppato da Gensan per supportare la produzione di ossido nitrico attraverso più vie metaboliche”. La formulazione, messa a punto da Edoardo Tacconi, “combina nitrati da barbabietola con altri composti coinvolti nella sintesi dell’ossido nitrico, come L-citrullina e L-arginina, insieme a molecole che partecipano ai processi redox, cioè ai meccanismi di equilibrio tra produzione e controllo delle specie reattive nell’organismo. Questo approccio riflette un percorso di ricerca che mette al centro l’ossido nitrico come punto di connessione tra circolazione, metabolismo e risposta fisiologica allo sforzo”. 

“Maggiori sono le informazioni che riusciamo a rendere disponibili, minori saranno i dubbi sul corretto utilizzo di un integratore alimentare”, commenta Edoardo Di Martino, amministratore unico di Gensan. “Questo studio ci aiuta preliminarmente a comprendere e supportare le risposte dell’organismo. Il nostro impegno è tradurre e arricchire il panorama degli integratori alimentari di evidenze scientifiche per poi creare soluzioni concrete, efficaci e sicure”. In base ai dati raccolti, evince che “i nitrati alimentari possono quindi contribuire ad attivare funzioni centrali della risposta allo sforzo, come la via dell’ossido nitrico, senza evidenze di effetti negativi a livello cellulare nel contesto osservato”. Gli autori però invitano alla cautela. “Lo studio è stato condotto su un numero limitato di partecipanti e per un periodo relativamente breve - evidenziano - Saranno necessari ulteriori studi per confermare questi risultati e chiarirne le implicazioni nel lungo periodo”. A tale proposito, “Gensan - conclude Di Martino - riconosce i limiti di questo studio e li considera un punto di partenza per future ricerche più ampie e strutturate, coerentemente con un approccio comunicativo etico e basato su dati ed evidenze scientifiche”. 

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Categoria: cronaca

15:31

Crans Montana, presidente Svizzera Parmelin conferma a Mattarella stop invio fatture mediche alle famiglie

(Adnkronos) - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha ricevuto oggi - martedì 5 maggio - al Quirinale il presidente della Confederazione Svizzera Guy Parmelin, intrattenendolo a colazione. 

Nel corso dell'incontro, Parmelin ha ribadito al presidente della Repubblica che non verranno più inviate le fatture per le cure mediche ai familiari delle vittime della tragedia di Crans Montana, come già spiegato ieri al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

Durante l'incontro con Mattarella, Parmelin ha ribadito quanto spiegato ieri dopo l'incontro con la premier Giorgia Meloni, a margine del vertice della Cpe a Yerevan. Nella notte di Capodanno nell'incendio del bar 'Le Constellation' hanno perso la vita 41 ragazzi e 115 sono rimasti feriti. "Ho confermato a Meloni - aveva scritto il presidente della Svizzera - che la Confederazione esaminerà la questione della fatturazione delle prestazioni ospedaliere tra gli Stati interessati, sulla base delle disposizioni legali vigenti". 

Meloni aveva chiarito di aver discusso della questione: "Ho avuto per ora intanto la garanzia che non saranno inviate fatture alle famiglie" delle vittime di Crans Montana "e, poi, vediamo come gestire la questione sul piano bilaterale". 

Ma cos'era successo? Nell'aprile scorso, dopo la tragedia di Crans Montana a Capodanno, le famiglie dei ragazzi italiani feriti hanno ricevuto una richiesta via e-mail per le cure, prestate negli ospedali svizzeri. Conti da 17mila a 66mila euro. Migliaia di euro anche per poche ore di ricovero, prima del trasporto d'urgenza in elicottero a Milano. 

Fatture che hanno suscitato disappunto e dispiacere nei genitori dei giovani pazienti, ancora adesso alle prese con il lungo percorso di recupero dopo i gravi danni subiti. Immediata la risposta da Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva definito la richiesta "ignobile". "Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l'Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata". Ieri, poi, l'incontro risolutivo con il il presidente Guy Parmelin e la dichiarazione sullo stop alle fatture per le famiglie dei ragazzi italiani feriti. 

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Categoria: politica

15:28

Musica, Farchioni 1780 ancora una volta accanto a Umbria Jazz

(Adnkronos) - Farchioni 1780 rinnova la propria partecipazione a Umbria Jazz, confermando il legame con la manifestazione che più di ogni altra racconta, dall’Umbria, il valore universale della musica e dell’incontro. Per la famiglia Farchioni, storia umbra che dal 1780 attraversa generazioni e territorio, il sostegno al festival rappresenta la naturale prosecuzione di un impegno che unisce cultura, responsabilità e cura del fare. Un percorso che nasce dalla convinzione che ascoltare, custodire e trasformare siano gesti comuni tanto alla musica quanto al lavoro quotidiano di chi vive la terra, ne rispetta i tempi e ne accompagna i frutti fino alla tavola. 

Tra i momenti che caratterizzano la presenza di Farchioni a Umbria Jazz, la giornata di sabato 4 luglio assume un valore simbolico particolare, in coincidenza con il concerto Beat & Perigeo – The Last Concert all’Arena Santa Giuliana, appuntamento che riunisce due storie fondamentali della musica di ricerca tra rilettura del passato e memoria viva. Accanto al programma musicale la famiglia Farchioni proporrà, infatti, nel pomeriggio del 4 luglio nella suggestiva cornice dell’Auditorium di San Francesco al Prato un momento di relazione e approfondimento ispirato ai valori dell’ascolto, della cura e della responsabilità verso il mondo vivente.  

Nel quadro delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, la presenza di Farchioni a Umbria Jazz si sviluppa attorno a una riflessione contemporanea sul Cantico delle Creature, inteso come gesto originario di ascolto e di relazione con il creato. Un progetto culturale che mette al centro l’ascolto come pratica condivisa – con la natura, con la memoria, con i luoghi e con le comunità, in sintonia con l’identità della famiglia e con la storia profonda dell’Umbria. 

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Categoria: economia

15:28

Agostiniani (Sip): "Estendere cure pediatriche fino ai 18 anni, anche in ospedale"

(Adnkronos) - "Come Società italiana di pediatria abbiamo accolto favorevolmente la proposta del ministro della Salute, Orazio Schillaci, di estendere l’età assistenziale dei pediatri fino ai 18 anni. Il pediatra è infatti il professionista con le competenze scientifiche e culturali più adeguate per prendersi cura di questa fascia d’età". Lo ha dichiarato Rino Agostiniani, presidente della Sip, aprendo i lavori della Giornata nazionale della Pediatria, promossa per la prima volta dalla Società italiana di pediatria al ministero della Salute. 

"Portare a terra questo cambiamento non sarà semplice — ha aggiunto — e richiederà un ampio lavoro di condivisione. Sarà necessario, inoltre, non limitare l’estensione dell’età pediatrica al territorio, ma applicarla anche in ambito ospedaliero, dove oggi esiste una situazione molto disomogenea tra le diverse regioni italiane". 

"Attualmente — ha ricordato Agostiniani — alcune pediatrie seguono i pazienti fino ai 14 anni, altre fino ai 16 e altre ancora fino ai 18. È quindi necessario uniformare i comportamenti, per garantire che ragazze e ragazzi siano assistiti in strutture con caratteristiche e competenze adeguate alla loro età". 

"I dati demografici mostrano con chiarezza un cambiamento profondo della popolazione italiana. Il numero delle nascite continua a diminuire e questo trend sta modificando in modo strutturale il Paese, con effetti difficilmente reversibili. Se continua questo trend, secondo i dati Istat nel 2225 nascerà l'ultimo italiano" ha proseguito Agostiniani. "La riduzione delle nascite non dipende solo dal basso indice di fecondità, ma anche dal calo del numero di donne in età fertile, conseguenza delle poche nascite registrate tra la fine degli anni ’70 e i primi anni '90. Questo - secondo Agostiniani - porta a una previsione demografica molto netta: nel 2050 la struttura della popolazione italiana vedrà una forte riduzione delle fasce più giovani. Siamo di fronte a un Paese sempre più anziano. Il rapporto tra under 14 e over 65 è già sbilanciato e continuerà a peggiorare. In particolare, cresce il numero degli ultraottantenni. Ma una domanda fondamentale è: queste persone sono davvero in buona salute? La risposta, purtroppo, è in gran parte negativa, perché l’aspettativa di vita non coincide con l’aspettativa di vita in salute". 

"Questo elemento è cruciale - spiega presidente della Sip - perché la possibilità di invecchiare bene dipende in larga parte da ciò che accade nei primi anni di vita. Per questo è fondamentale seguire bene i bambini sin dall’inizio: meno bambini significa anche maggiore responsabilità nel garantire loro un percorso di salute corretto". Un altro tema rilevante riguarda la sostenibilità del sistema di welfare. "In un Paese con più anziani che bambini, le risorse tendono inevitabilmente a concentrarsi sulla popolazione più anziana, mentre diminuisce la forza lavoro che dovrebbe sostenerlo. È un sistema che rischia di non reggere nel lungo periodo - avverte il presidente della Sip -, anche se rappresenta un modello di grande valore, tra i migliori al mondo". In questo contesto "diventa ancora più importante il concetto del 'pochi bambini, ma seguiti meglio'. La salute futura degli adulti dipende infatti dai primi 1000 giorni di vita, come già evidenziato da altri interventi. È in questa fase che si costruiscono le basi del benessere futuro, insieme agli stili di vita successivi". 

Sta cambiando anche l’epidemiologia pediatrica: "oltre alle malattie acute, aumentano le condizioni croniche e complesse, con bisogni assistenziali molto diversi e articolati. Si tratta di bisogni che vanno oltre il solo ambito sanitario e richiedono una rete organizzativa più vicina ai bambini e alle famiglie. Tra i fattori più rilevanti ci sono gli stili di vita, in particolare l’alimentazione. I dati su sovrappeso e obesità sono preoccupanti: sommati, arrivano al 30% e in alcune regioni sfiorano il 50% - mette in guardia Agostiniani -. Questo significa che molti bambini di oggi rischiano di diventare adulti non sani. Intervenire precocemente è molto più efficace e meno costoso rispetto a correggere le patologie già sviluppate". 

Un’ulteriore sfida è rappresentata dal mondo digitale. "L’impatto delle tecnologie sulla vita di bambini e adolescenti sta crescendo rapidamente e sta modificando profondamente le loro abitudini. La Società italiana di pediatria sta lavorando su questo tema con raccomandazioni specifiche, perché si tratta di una delle nuove forme di dipendenza più rilevanti e potenzialmente più pericolose. In questo scenario - fa notare - il ruolo della pediatria è sempre più centrale. Non si tratta solo di curare le malattie acute, ma di farsi carico di problemi complessi e nuovi. I determinanti della salute includono alimentazione, stili di vita, educazione digitale, prevenzione delle dipendenze e vaccinazioni: tutti fattori che, se affrontati precocemente, possono modificare in modo decisivo il percorso di salute di una persona. Il pediatra, soprattutto a livello di cure primarie, è una figura chiave. È il professionista più adatto, per competenze culturali e comunicative, ad accompagnare bambini e famiglie dalla nascita fino all’età adulta". Tuttavia, "per svolgere questo ruolo è necessario un adeguato assetto organizzativo. Non è possibile chiedere al pediatra di seguire un numero eccessivo di pazienti senza una struttura adeguata. Per questo, le scelte organizzative devono essere attentamente valutate".  

"Lo stesso vale per la riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera. L’estensione dell’età pediatrica fino ai 18 anni, già proposta dalla Società italiana di pediatria, richiede coerenza tra territorio e ospedale e una revisione complessiva del sistema, inclusi punti nascita, neonatologie e terapie intensive pediatriche. Si attende quindi una riforma organica che possa razionalizzare l’intera rete dell’assistenza pediatrica, con l’obiettivo di garantire continuità, qualità e appropriatezza delle cure per bambini e adolescenti" conclude. 

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Categoria: cronaca

15:25

Montepremi troppo bassi, Sabalenka e Paolini: "Possiamo boicottare gli Slam"

(Adnkronos) - Aryna Sabalenka, Iga Swiatek e Jasmine Paolini attaccano gli Slam e pensano al boicottaggio. Oggi, martedì 5 maggio, la tennista bielorussa e quella polacca hanno parlato in conferenza stampa agli Internazionali d'Italia 2026, commentando la lettera firmata, insieme a Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e altri 20 tennisti, per lamentare i montepremi troppo bassi, soprattutto al Roland Garros, rispetto agli introiti in aumento. 

La prima a lanciare una vera e propria sfida è stata la numero 1 del mondo Wta Aryna Sabalenka: "Quando vedi i numeri degli Slam e quanto ricevono i giocatori, qualcosa non va. Penso che lo show sia incentrato su noi giocatori e giocatrici. Penso che senza di noi non ci sarebbe il torneo e di conseguenza non ci sarebbe l’intrattenimento", ha detto la bielorussa in conferenza, "credo che meritiamo di ricevere una percentuale maggiore di premi". 

Poi l'appello al resto dei giocatori del circuito e la proposta di boicottaggio: "Spero che le trattative che stiamo portando avanti, a un certo punto porteranno alla giusta decisione, con una soluzione che possa rendere tutti felici. Credo che a un certo punto arriveremo al boicottaggio, si", ha continuato Sabalenka, "sento che sia l’unico modo di lottare per difendere i nostri diritti. Vedremo fino a che punto arriveremo, se si arriverà al punto che dovremo boicottare i tornei noi giocatori. Noi ragazze possiamo facilmente metterci d’accordo e portare avanti il boicottaggio, penso che quello che stiamo vivendo sia molto ingiusto verso noi giocatrici”. 

Una linea dura largamente condivisa, a partire da Jasmine Paolini: "Sicuramente è un tema che gira nello spogliatoio, credo che noi stiamo lottando perché ci sia una disposizione migliore e più corretta per i giocatori, anche rispetto alle pensioni e alla maternità", ha detto la tennista azzurra in conferenza stampa, "queste sono cose che la Wta e l’Atp stanno facendo, ma non le stanno facendo i tornei del Grande Slam. Stiamo lottando per questo, la cosa positiva è che siamo tutti uniti. Gli Slam stanno alzando i montepremi, ma non in percentuale rispetto a quanto crescono i ricavi. Boicottaggio? Se siamo tutti d’accordo e siamo tutti uniti, e in questo momento lo siamo, penso che si possa arrivare al boicottaggio”. 

Più diplomatica, ma ugualmente ferma sul tema, la tennista polacca Iga Swiatek, numero 3 del mondo: "Credo che sia piuttosto ragionevole la nostra proposta, vogliamo avere una percentuale adeguata di montepremi. Parlare di aumento del montepremi non è corretto, perché in realtà la percentuale del montepremi rispetto ai ricavi continua a scendere", ha spiegato Swiatek nella conferenza del Centrale, "la cosa più importante è avere la giusta comunicazione e discutere con chi governa questi tornei, provare a negoziare. Speriamo di avere questi incontri prima del Roland Garros e vedremo come andranno. Tra i top-20 abbiamo avuto spesso discussioni positive, non solo sui montepremi ma anche sulla guerra in Ucraina e durante il Covid. Boicottare i tornei però credo sia una soluzione estrema”. 

 

Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e oltre venti tennisti hanno firmato una lettera per lamentarsi della mancata crescita del montepremi del Roland Garros, nonostante una crescita sostanziale dei ricavi, allargando in discorso a tutti gli Slam. Tra i firmatari anche Novak Djokovic, Aryna Sabalenka e Coco Gauff. 

I giocatori hanno voluto, nella dichiarazione congiunta, esprimere la loro delusione non solo per l'entità del montepremi in palio al Roland Garros, al via a fine mese, ma anche di tutti gli altri Slam. I tennisti hanno chiesto ancora una volta, come avviene da circa un anno, premi più equi ma anche maggiori tutele previdenziali e pensionistiche, così come voce in capitolo nelle scelte del calendario. 

Il mese scorso il Roland Garros ha annunciato un aumento del montepremi pari al 9,5%, portandolo così a un totale di 61,7 milioni di euro, con i vincitori che intascheranno 2,8 milioni. Ma non è abbastanza. Si tratta infatti di una cifra nettamente inferiore all'incremento del 20% messo in campo dagli Us Open nella scorsa edizione, pur constatando un sostanziale aumento dei ricavi. Secondo le stime dei giocatori inoltre, il montepremi equivale a circa il 15% del totale del fatturato del torneo, stimato per l'edizione 2026 intorno ai 400 milioni di euro. 

 

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Categoria: sport

15:21

Pediatra Villani: "Non basta curare, serve medicina dell'età evolutiva"

(Adnkronos) - "Non bisogna guardare solo ai bisogni di salute, ma al benessere complessivo della persona. Un concetto che oggi è centrale nei sistemi sanitari più avanzati e patrimoio anche dall’Organizzazione mondiale della sanità: non basta curare le malattie, bisogna fare in modo che le persone stiano bene. Per i bambini, questo significa crescere nelle migliori condizioni possibili, a partire dalla prevenzione. Una prevenzione che si basa soprattutto sugli stili di vita". Così all'Adnkronos Salute Alberto Villani, responsabile dell'Unità operativa complessa Pediatria generale, Malattie infettive e Dea dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, intervenuto alla Giornata nazionale della Pediatria promossa per la prima volta dalla Società italiana di pediatria (Sip) al ministero della Salute. 

"Fondamentali sono una corretta alimentazione — come la dieta mediterranea — l’attività fisica e un ambiente sereno e positivo, sia in famiglia sia a scuola" spiega Villani, per il quale "estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni sarebbe molto positivo, sia sul territorio sia in ospedale. In particolare, per i ragazzi con malattie croniche, che spesso faticano a trovare continuità nelle cure passando alla medicina dell’adulto: molto patologie sono poco conosciute anche dai medici degli adulti". Per questo, sottolinea, "sarebbe utile sviluppare una vera e propria 'medicina dell’età evolutiva', che in relatà andrebbe anche oltre i 18 anni. Resta però da definire come organizzarla e chi debba occuparsene". 

Un punto critico è l’adolescenza: "oggi l’assistenza pediatrica sul territorio si ferma generalmente ai 14 anni - fa notare Villani - e molti ragazzi fanno fatica a rivolgersi a un nuovo medico. Prolungare il rapporto con il pediatra potrebbe garantire continuità proprio in una fase delicata della vita". Guardando al futuro, "il pediatra dovrà avere competenze sempre più ampie. Oltre alla formazione tradizionale, sarà importante conoscere le nuove frontiere della genetica, le applicazioni dell’Intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti". Ma non solo: "dovrà essere anche un esperto comunicatore. In altre parole, non solo un medico, ma una figura capace di accompagnare la crescita del bambino e di prevedere e orientare il suo futuro di salute" conclude. 

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Categoria: cronaca

15:21

D'Avino (Fimp): "In aumento dove pediatri e centri collaborano"

(Adnkronos) - "Le coperture vaccinali sono in aumento, soprattutto nelle regioni dove pediatri di famiglia e centri vaccinali collaborano strettamente. Quando i diversi servizi lavorano insieme, le coperture crescono. L’obiettivo resta quello di raggiungere almeno il 95% per le principali vaccinazioni, soglia già superata per alcune, ma ancora lontana per altre. Persistono infatti differenze territoriali: in alcune regioni le coperture sono più basse e richiedono un lavoro di rafforzamento. Tra i vaccini più critici ci sono quelli contro morbillo-parotite-rosolia, meningococco B e papillomavirus, mentre per altri — come difterite-tetano-pertosse — la soglia del 95% è già stata raggiunta". Così all'Adnkronos Salute Antonio D’Avino, presidente nazionale della Fimp, a margine della Giornata nazionale della pediatria promossa per la prima volta dalla Società italiana di pediatria (Sip) al ministero della Salute. 

"Non siamo contrari a nessun modello che possa migliorare le coperture - sottolinea D'Avino - Le Case della comunità, in questo senso, possono rappresentare un ulteriore punto di accesso, affiancando l’attività già svolta negli studi pediatrici". Infine, "tutte le vaccinazioni fanno parte del Piano nazionale di prevenzione vaccinale e non esistono vaccini di serie A o di serie B. L’obiettivo è uno solo: garantire coperture ottimali per tutti i vaccini previsti dal Piano". 

"La Federazione italiana medici pediatri propose già dieci anni fa all'allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni. Riteniamo che l’età adolescenziale sia una sorta di terra di mezzo, spesso poco presidiata. Per questo è fondamentale che sempre più condizioni oggi di grande preoccupazione — come ludopatie, tabagismo, dipendenze e disturbi del comportamento alimentare — vengano affrontate e prese in carico da una figura sanitaria che conosce il paziente fin dalla nascita: il pediatra" continua D’Avino. "E' necessario costruire un modello di transizione strutturato tra il pediatra di libera scelta e il medico di medicina generale. Insieme alla Fimmg abbiamo già avviato un tavolo di confronto per definire strumenti condivisi, come schede di passaggio, che rendano questo percorso il più ordinato possibile". Il passaggio dovrebbe avvenire intorno ai 18 anni: "Solo così il medico di famiglia potrà farsi carico in modo completo delle condizioni di salute che, se iniziano in adolescenza, possono diventare fattori di rischio anche nell’età adulta e compromettere la salute futura". 

"Siamo presenti e vogliamo lavorare all’interno delle Case della comunità". D'Avino ricorda che nel recente accordo collettivo "è stato inserito un articolo specifico, il 47, condiviso con la parte pubblica, che definisce le attività da sviluppare: educazione sanitaria, prevenzione e assistenza ai pazienti cronici". 

"L’obiettivo è permettere al pediatra di famiglia di completare, anche nelle Case della comunità, il lavoro già svolto sul territorio. Un’attenzione particolare riguarda i bambini con patologie croniche - sottolinea D'Avino -. Fortunatamente non sono la maggioranza, ma rappresentano i casi più complessi e necessitano di percorsi strutturati. In questi percorsi devono essere coinvolte diverse figure professionali, come neuropsicomotricisti, logopedisti, fisiatri e ortopedici, insieme alle attività diagnostiche e riabilitative necessarie". La pediatria di famiglia, quindi, "entra nelle Case della comunità senza snaturare il proprio ruolo, ma rafforzando l’integrazione con gli altri servizi" conclude. 

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Categoria: cronaca

15:16

Università Lum, domani il seminario su salute performance e sostenibilità dell’atleta

(Adnkronos) - Le nuove prospettive nella gestione integrata degli sportivi sono al centro del seminario dal titolo ‘Talento in equilibrio: salute, performance e sostenibilità dell’atleta’ in programma domani, 6 maggio, dalle ore 15.30, nell’Aula Rossi dell’università Lum (Bari). L’iniziativa - informa l’Ateneo - affronterà temi che vanno dalla prevenzione alla riabilitazione, fino alla valorizzazione del calcio femminile, con l’obiettivo di promuovere un approccio sempre più interdisciplinare e sostenibile nel mondo dello sport. 

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del rettore Antonello Garzoni, dal direttore della Lum School of Management, Francesco Manfredi e del presidente di Adicosp, Alfonso Morrone. L’incontro sarà introdotto e moderato dal giornalista Dionisio Ciccarese, coordinatore scientifico del corso di alta formazione in Management delle società calcistiche della Lum. Interverranno ospiti del panorama sportivo e accademico: Diana Bianchedi, Vicepresidente del Coni-Comitato olimpico nazionale; Giuseppe Capua, presidente commissione Antidoping Figc-Federazione italiana giuoco calcio; Francesco Palmieri, direttore sportivo dell’Us Sassuolo Calcio e Rosa Bellomo, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa alla Lum. 

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Categoria: cronaca

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17:27

Assolavoro: "Lavoratori tramite agenzia, 1 su 3 impiegato in Lombardia"

(Adnkronos) - Nella sola Lombardia sono impiegati circa 147mila lavoratori tramite agenzia, pari al 30,1% degli occupati in somministrazione in Italia. E sono 77mila nella sola area della Città Metropolitana di Milano. È quanto emerso oggi a Milano nel corso dell’evento 'La somministrazione di lavoro dopo il nuovo Ccnl. Strumenti, prospettive e opportunità per le imprese', tappa del Roadshow promosso da Assolavoro, l’Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, in collaborazione con Assolombarda. I lavoratori in somministrazione - impiegati con gli stessi diritti, la stessa retribuzione e le medesime tutele dei lavoratori dipendenti - in Lombardia trovano occupazione principalmente nei settori dell’informatica e dei servizi alle imprese, del commercio al dettaglio, dell’industria dei metalli, dei trasporti, dell’alimentare, del settore della gomma e della chimica. 

Anche in Lombardia poi si conferma il ruolo centrale della somministrazione come canale di ingresso nel mercato del lavoro per i più giovani: oltre il 41% dei lavoratori ha meno di 30 anni. Un lavoratore su tre è assunto a tempo indeterminato. Nel complesso, nel territorio regionale la somministrazione rappresenta il 3,1% dell’intero mercato del lavoro. 

I dati, elaborati dall’Osservatorio Assolavoro DataLab, sono stati presentati nel corso dell’evento milanese, che ha visto tra i relatori Marta Spinelli, Vicepresidente Assolombarda, Rosario Salimbene, Responsabile Area Legale e Sindacale Assolavoro, Aldo Bottini, Avvocato dello Studio Legale Toffoletto De Luca Tamajo, e Tiziano Treu, già Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dopo la presentazione di alcune esperienze aziendali, i lavori si sono conclusi con l’intervento di Francesco Baroni, Presidente di Assolavoro. L’incontro è stato moderato da Agostino Di Maio, Direttore Generale di Assolavoro. 

 

Il nuovo Ccnl delle agenzie, sottoscritto lo scorso luglio 2025, rafforza ulteriormente il sistema di tutele e diritti per i lavoratori, valorizzando il ruolo della bilateralità e potenziando strumenti fondamentali come il welfare di settore, la formazione e il sostegno al reddito. Allo stesso tempo, introduce elementi di maggiore chiarezza e semplificazione, contribuendo a una gestione più efficiente e trasparente dei rapporti di lavoro. 

La tappa di Milano è stata inoltre l’occasione per presentare il commentario al nuovo Ccnl, edito da Adapt, che offre un’analisi approfondita e sistematica delle principali innovazioni introdotte dal rinnovo contrattuale, rappresentando uno strumento di supporto per imprese, operatori e addetti ai lavori. 

Il Roadshow di Assolavoro, che oltre a Milano ha già toccato le città di Napoli, Torino, Roma e Venezia, prosegue così il suo percorso sui territori con l’obiettivo di accompagnare il sistema produttivo nella piena comprensione delle nuove disposizioni contrattuali e di valorizzare il contributo delle Agenzie per il Lavoro alla crescita dell’occupazione e allo sviluppo del Paese. Prossime tappe: Bergamo, Verona, Reggio Emilia e Cosenza. 

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Categoria: economia

17:21

A Roma Tor Vergata iniziativa 'Università per Giulio Regeni'

(Adnkronos) - Si è svolto oggi presso l’Auditorium Ennio Morricone della Macroarea di Lettere e filosofia, l’evento dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata con il quale l’ateneo ha aderito all’iniziativa nazionale Le Università per Giulio Regeni, promossa dalla senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore. La giornata, dedicata al tema della libertà della ricerca - organizzata, coordinata e animata da Lucia Ceci, prorettrice alla Comunicazione dell’Ateneo - si è aperta con i saluti istituzionali del rettore Nathan Levialdi Ghiron e della direttrice generale Silvia Quattrociocche prima dell’intervento di Diego Bianchi, notissimo autore e presentatore televisivo.  

“Il messaggio più importante è quello di non abituarsi alla normalità del male, perché questo è il rischio che si corre raccontando una storia come quella di Giulio Regeni”, ha sottolineato Bianchi parlando alla platea di studenti e studentesse universitari, ma anche di giovani liceali che non hanno voluto mancare a questa importante occasione. “La storia di Giulio Regeni è una storia legata al mondo dell'università, della ricerca, della libertà e anche, purtroppo, a quella nebulosa che da sempre sono i misteri d'Italia. Per i quali si cerca per anni e anni, decenni, siamo al primo in questo caso: verità e giustizia, che sembra una frase fatta, un modo di dire, ma invece è un'esigenza fortissima. Non solo dei familiari, che poi a un certo punto sembrano quasi essere gli unici a doversi interessare a questo tipo di ricerca. Verità e giustizia, di un Paese intero che dovrebbe a cuore le proprie storie, soprattutto quelle più virtuose”. 

Il rettore Levialdi Ghiron ha rimarcato il ruolo particolare dell’accademia. “La vicenda di Giulio Regeni ci interpella ancora, con forza, ci chiede di riflettere su cosa significhi davvero fare ricerca, non solo produzione di conoscenza, ma esercizio di libertà, di responsabilità, di coraggio. Libertà di porre domande, di indagare contesti complessi, di attraversare confini culturali e politici, ma anche consapevolezza dei rischi che in alcune parti del mondo questa libertà purtroppo comporta”. “Come istituzioni della conoscenza abbiamo quindi il dovere di non dare per scontati i diritti su cui si fonda il nostro lavoro comunitario. La libertà accademica è un valore fondamentale, ma non è garantita ovunque né per tutti. Ecco perché momenti come questo sono essenziali, ci aiutano a mantenere viva l'attenzione, a costruire consapevolezza e sempre a rafforzare il nostro costante impegno. Ricordare Giulio significa anche riconoscere il valore del suo percorso, della sua passione per la ricerca, della sua dedizione allo studio e significa soprattutto non lasciare che il suo lavoro e la sua storia vengano purtroppo ridotti al silenzio”, ha concluso il rettore. 

“Per noi - ha commentato la professoressa Ceci - è stato fondamentale coinvolgere giovani, ci sono giovani della nostra università, ma anche dei licei che hanno aderito prontamente alla proposta di partecipare a questo momento di approfondimento e di memoria pubblica. Le istituzioni giocano un ruolo fondamentale in questo: sappiamo che istituzioni significa magistratura, istituzioni politiche, ministeri, ma anche università e tutti i soggetti, comprese le scuole, che fanno formazione”. 

L’incontro è proseguito con l’intervento di Vito Borrelli, rappresentante della Commissione Europea, e con il messaggio di Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio, che hanno introdotto il documentario 'Giulio Regeni - Tutto il male del mondo"' prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, descrivendone il valore nella narrazione necessariamente senza filtri della storia del giovane ricercatore, , dottorando presso l’Università di Cambridge, ucciso al Cairo nel 2016 durante la sua attività di ricerca sui sindacati indipendenti egiziani. 

All’evento sono intervenuti, in una particolare sessione su Libertà e ricerca nel mondo, dedicata al tema delle condizioni in cui la ricerca può svolgersi in contesti diversi, tra limiti, rischi e possibilità, Daniela Felisini, presidentessa della Scuola di Dottorato dell’Università di Roma Tor Vergata, con l’intervento Il Dottorato: sfide e rischi della ricerca; Massimo Papa, sul tema dell’Iran; Mohammed Hashas, ricercatore del Dipartimento di Storia, patrimonio culturale, formazione e società dell’Ateneo, sul Nord Africa; Sevgi Doğan, post-doc in filosofia politica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, con un intervento su La libertà accademica messa in discussione: un confronto tra Europa e Stati Uniti; Marco Maggioli, dell’Accademia Nazionale dei Lincei, sull’Africa subsahariana; Mikail Velizhev, del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Salerno, su Russia ed Europa orientale. È intervenuta Ludovica Posti, studentessa dell’Università di Roma Tor Vergata, il cui lavoro di ricerca di fonti d’archivio (telegiornali, video amatoriali), supervisionato dalla professoressa Sila Berruti, è stato coinvolto nel documentario su Regeni. Ha concluso gli interventi Emanuele Cava, sceneggiatore del documentario dedicato a Giulio Regeni. L’iniziativa, che ha coinvolto tra aprile e maggio 76 università italiane, era stata ufficialmente presentata in una conferenza stampa nel marzo scorso in Senato alla presenza della Senatrice Cattaneo, i genitori di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini e il regista del documentario Simone Manetti, gli autori Emanuele Cava e Matteo Billi. 

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Categoria: cronaca

17:13

Lindsey Vonn, al Met Gala prima uscita senza stampelle dopo infortunio: "Grata di essere qui"

(Adnkronos) - "Sono grata di essere qui e di non dover usare le stampelle". Lindsey Vonn torna a sorridere, quasi tre mesi dopo il terribile infortunio alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. La fuoriclasse americana ha subito in queste settimane otto interventi chirurgici e al Met Gala di New York si è fatta rivedere per la prima volta in pubblico senza stampelle, dopo le varie complicanze che avevano (anche) messo a rischio la sua gamba sinistra.  

 

Vonn è tornata dunque in pubblico con il sorriso, senza dare però notizie riguardo al suo ritiro, dopo un'intervista rilasciata pochi giorni fa all'Associated Press: “Forse mi ritirerò e non gareggerò mai più. Ne sono consapevole. Però, dal punto di vista emotivo, non sono in grado di prendere la decisione di dire basta in questo momento. L’infortunio di Cortina è stato qualcosa di diverso, di nuovo. Sono consapevole di aver rischiato l’amputazione e questo cambia tutto, nella mia testa. Sono abituata a sopportare il dolore, ma non avevo mai avuto un’esperienza come quella di febbraio. Non chiedetemi più quale sarà la mia decisione. Non ho la lucidità emotiva per prenderla, quindi voglio ponderarla, per essere sicura di non commettere alcun errore".  

 

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Categoria: sport

16:51

Università, Ceci (Tor Vergata): "Momento approfondimento e memoria pubblica su Regeni"

(Adnkronos) - “L’università di Roma Tor Vergata ha aderito immediatamente alla proposta della senatrice a vita Elena Cattaneo di dedicare un'iniziativa nazionale, che coinvolge tutte le università italiane, a dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, al fine di riaccendere e tenere viva l'attenzione su questo caso, ma anche per allargare lo sguardo sulle diverse aree del mondo in cui la libertà di ricerca è minacciata, aree in cui diventa pericoloso per gli studiosi ed i giovani ricercatori portare avanti iniziative e studi”. E’ quanto affermato da Lucia Ceci, Prorettrice alla Comunicazione dell'Università Roma Tor Vergata, in occasione dell’iniziativa nazionale Le Università per Giulio Regeni, organizzata all'Auditorium Ennio Morricone dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata nella Macroarea di Lettere e filosofia e promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore, a cui l’ateneo ha aderito.  

Ceci aggiunge ancora: “La nostra giornata accende una luce anche su altri casi di altri Paesi, come il Nordafrica, il Medio Oriente, la Russia, ma anche gli Stati Uniti e l'Europa, in quanto non dobbiamo dare per scontato che i diritti acquisiti e i diritti individuali di libertà, pensiero, ricerca e di espressione siano acquisiti e quindi consolidati per sempre, ma sono diritti da difendere”.  

Infine sottolinea l’importanza dell’adesione all’evento: “È fondamentale aver coinvolto così tanti giovani. Ci sono ragazzi e ragazze del nostro ateneo, della nostra università, ma anche studenti dei licei che hanno prontamente risposto ‘presente’ alla proposta di partecipare a questa giornata, questo è un momento di approfondimento e di memoria pubblica, dove le istituzioni in gioco, come la magistratura e i ministeri, hanno un ruolo fondamentale, ma anche l'università e tutti i soggetti, comprese le scuole che fanno formazione”, conclude.“ 

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Categoria: cronaca

16:34

Università, Bianchi: "Iniziative come questa permettono a giovani di prendere spunto da voglia di sapere di Regeni"

(Adnkronos) - “Iniziative come questa sono molto importanti, anzi sarebbe bene ce ne fossero di più per ricordare tante storie italiane, in particolare quella di Giulio Regeni, legata al mondo delle università, della ricerca, della libertà e anche, purtroppo, ai nebulosi misteri italiani mai risolti. Questa è una storia per cui si cerca luce da decenni, e ora siamo allo step verità e giustizia, sembra una frase fatta, ma in realtà è un’esigenza fortissima che dovrebbe intaccare non solo i famigliari, quanto un paese intero, perciò è bene che ci siano tante occasioni simili. Documentare questi incontri significa dare ai giovani la possibilità di prendere spunto dalla fede, dalla voglia di sapere e di ricerca di Giulio Regeni”. Sono le dichiarazioni di Diego Bianchi, giornalista, blogger e conduttore televisivo, intervenuto all'iniziativa nazionale Le Università per Giulio Regeni, organizzata all'Auditorium Ennio Morricone dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata nella Macroarea di Lettere e filosofia e promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore, a cui l’ateneo ha aderito.  

Bianchi prosegue: “Da questo incontro vorrei filtrasse un messaggio: non abituarsi alla normalità del male, perché questo è il rischio che si corre raccontando un fatto come questo, facendo da spettatori ad una situazione che non è un film, ma è successa davvero. Ricercare e studiare non significa affatto che si debba finire come Giulio, anzi la ricerca e lo studio sono aspetti molto importanti per ogni Paese, in particolare per il nostro, ed è ancora più importante valorizzare gli intellettuali e le persone che cercano di migliorarsi, di ampliare gli orizzonti, la propria cultura, avvicinandosi anche a paesi che sembrano lontani, come l’Egitto nel caso di Giulio, ma che in realtà non lo sono”. Poi conclude: “In un mondo sempre più globalizzato come questo, sempre più unito negli eventi, negli aspetti virtuosi e in quelli dannosi, qualunque cosa succeda ci riguarda direttamente, ne siamo testimoni ogni giorno”. 

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Categoria: cronaca

16:29

Thuram, scudetto e sfottò social a Conte? "Adesso si balla"

(Adnkronos) - Marcus Thuram continua a festeggiare, anche sui social, la conquista dello scudetto dell'Inter. L'attaccante nerazzurro, protagonista della serata tricolore contro il Parma, ha condiviso su Instagram diverse foto per celebrare il titolo di campioni d'Italia. Fuochi d'artificio, lui e i compagni di squadra con il tricolore e... anche uno scatto non passato inosservato agli occhi dei più 'maliziosi': il francese e una tv sulllo sfondo, che trasmette una conferenza stampa dell'allenatore del Napoli Antonio Conte. Poi, la didascalia: "Adesso... si balla".  

 

Una frase che ha ricordato a tanti il celebre discorso fatto l'anno scorso dall'allenatore salentino, che aveva caricato così i suoi negli ultimi metri della corsa scudetto, poi vinto dal Napoli all'ultima giornata. Tanti tifosi dell'Inter hanno ricondiviso il post nelle stories su Instagram, con riferimento a Conte, non proprio amato dai sostenitori nerazzurri dopo il burrascoso addio del 2021.  

 

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Categoria: sport

16:23

Internazionali, Berrettini esalta Sinner: "Come avete potuto parlare di crisi?"

(Adnkronos) - Matteo Berrettini esalta Jannik Sinner agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, martedì 5 maggio, il tennista azzurro ha parlato in conferenza stampa in vista del suo esordio al Masters 1000 di Roma, al primo turno, contro l'australiano Alexei Popyrin. Sul suo cammino, al terzo turno, potrebbe esserci proprio il numero 1 del mondo: "Il livello e i trofei che un giocatore riesce a conquistare in una carriera dipende sì dal tennis, si percepisce quando giochi, ma soprattutto dalla testa". 

"Lui sta dimostrando giorno dopo giorno di essere un campione in tutto quello che fa. Come gestisce, come affronta, come in silenzio abbassa la testa, lavora e torna più forte di prima", ha detto Berrettini, "eppure mi è capitato di sentir parlare di 'crisi Sinner' quest'anno, dopo Doha. è difficile per me dire che sia d'ispirazione, perché è talmente su un altro livello che ispirarmi a vincere cinque Masters 1000 di fila è qualcosa che non accadrà mai. Ma la dedizione e la forza che ha nell'andare avanti nonostante tutto è veramente qualcosa di incredibile". 

Roma per Berrettini rimane un torneo speciale, all'interno di un'altra stagione piuttosto complicata: "Secondo me ho avuto una buona reazione dopo Madrid. A Cagliari mi sono sentito molto meglio e sono riuscito a tirare fuori l'energia che volevo e per questo mi sento molto meglio", ha rivelato l'azzurro, "poi sappiamo che questo è un torneo complicato per tanti motivi. C'è un affetto speciale, una voglia di far bene speciale e quindi bisogna gestire un po' tutto ma ora mi sento competitivo". 

 

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Categoria: sport

16:05

David Donatello, show di Claudio Bisio al Quirinale con battuta su 'caso Minetti'

(Adnkronos) - Una battuta con riferimento al 'caso Minetti' per aprire al Quirinale la giornata dedicata ai David di Donatello. Claudio Bisio rompe il ghiaccio così nel tradizionale incontro tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i candidati e premiati dei David. "Io faccio tante gaffe e quindi mi hanno consigliato argomenti da non affrontare e parole da non dire. Anche se c’è n’è una che non posso non dire perché ha ricevuto 14 candidature e sto parlando del film 'La grazia' di Paolo Sorrentino. C’è qualcuno che suggerisce che quell'indagine giornalistica l’hai fatta tu per far parlare del tuo film, ma so che non è vero", dice con una battuta rivolta al regista partenopeo, alludendo evidentemente al caso legato alla grazia concessa a Nicole Minetti. In molti si aspettavano un monologo sulla crisi del cinema, sul taglio ai fondi destinati al settore o sui criteri con cui vengono assegnati i contributi selettivi, ma Bisio è chiaro: "Prometto che non dirò niente di tutto questo". 

L'attore e conduttore arriva al Quirinale con una "piccola proposta semplice e concreta" che "a detta di molti renderebbe il nostro cinema perfetto", ovvero accorciare i film di 10 minuti: "Quando si finisce di montare un film, prima che esca nelle sale ci sono delle proiezioni per i produttori e i distributori. Alla fine, c’è sempre ansia e silenzio assordante. Ma prima e poi c’è sempre qualcuno che dice ‘certo che con 10 minuti in meno sarebbe stato perfetto'", racconta Bisio, che conclude: "Facciamo una legge su questo così nessuno potrà più dire 'se durasse 10 minuti di meno...'". 

C'è spazio anche per un siparietto con Mattarella. Bisio ricorda le scene girate nel Palazzo per il film 'Benvenuto Presidente', prima dell'elezione dell'attuale Capo dello Stato. "Spero di aver lasciato tutto in ordine", dice l'attore quando Mattarella prende la parola.  

"Ricordo il suo film, era tutto in ordine", lo rassicurato il Presidente della Repubblica. "C'era il cerimoniale un po' disorientato -aggiunge- ma non se ne preoccupi". "Perché andavo in giro anche con i rollerblade e sgommavo sui pavimenti", spiega Bisio. "La realtà talvolta supera la fantasia, anche quella del cinema", riprende Mattarella. "Succede davvero?", conclude l'attore. 

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Categoria: spettacoli

15:48

"Narges Mohammad tra la vita e la morte": la denuncia del legale

(Adnkronos) - Narges Mohammadi, Premio Nobel per la pace nel 2023, detenuta in Iran da dicembre, è "tra la vita e la morte". Lo denuncia la sua legale. Mohammadi è stata trasferita lo scorso fine settimana dal carcere in ospedale per problemi cardiaci. "Non abbiamo mai avuto così tanta paura per la vita di Narges, potrebbe lasciarci da un momento all'altro - ha detto Chirinne Ardakani durante un incontro con la stampa a Parigi - Non ci stiamo battendo solo per la libertà di Narges, lottiamo affinché il suo cuore continui a battere". 

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Categoria: internazionale/esteri

15:46

Giuseppe Conte: "Tornato a casa. Intervento riuscito, sto molto bene"

(Adnkronos) - "Tornato finalmente a casa. A tutti voi, che mi avete inondato di messaggi di affetto, voglio dire che l'intervento è perfettamente riuscito, sto molto bene, ora ovviamente c'è solo da rimettersi in piena forma dopo questa settimana di stop. Ringrazio il personale medico e sanitario per l'accurata assistenza". Lo scrive sui social il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. 

"Con tutto il M5S - aggiunge l'ex premier - sono a lavoro in queste ore perché si entra nel momento cruciale per l'organizzazione delle due giornate di Nova del 16 e 17 maggio: '100 spazi aperti per la democrazia'. È lì che con tutti voi inizieremo a dare forma concreta al programma per cambiare l'Italia. Le notizie di questi giorni su stipendi e rincari confermano che c'è bisogno di tutta la vostra passione e del vostro contributo di idee per cambiare in meglio la vita delle persone in questo periodo così complicato. Insieme". 

Conte aveva annunciato il 27 aprile di dover "annullare gli incontri più imminenti" per sottoporsi a un intervento chirurgico. Tre giorni dopo il messaggio sui social: "Vi ringrazio tutti di cuore per i tanti messaggi di affetto e vicinanza. Il decorso dopo l'intervento chirurgico a cui mi sono sottoposto martedì è regolare: mi sento bene e ho già ripreso alcune attività lavorative. Ancora qualche giorno di convalescenza e si riparte. Non vedo l'ora".  

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Categoria: politica

15:44

Bisio, la 'frecciata' a Clerici e la replica: "Caro Claudio, non è vero che mi incavolo"

(Adnkronos) - Botta e risposta tra Claudio Bisio e Antonella Clerici. Tutto è cominciato dalla presentazione dei candidati ai premi 'David di Donatello 2026' al Quirinale trasmessa oggi in diretta su Rai1 e condotta da Claudio Bisio.  

L'attore comico, poco prima della fine, ha spiegato il motivo per cui è stato scelto come conduttore della cerimonia al Colle: "Guardi Bisio, lei è simpatico, ha già condotto trasmissioni televisive ma soprattutto lei parla molto velocemente, i nomi da dire sono tantissimi e ci auguriamo che lei ci faccia chiudere in fretta perché poi c’è Antonella Clerici che si incavola", ha detto in chiave ironica.  

 

 

Dopo l'evento, infatti, è andata in onda, come di consueto, una nuova puntata di È sempre mezzogiorno, condotta proprio da Antonella Clerici, dove la conduttrice non ha sprecato l'occasione per replicare in diretta alle parole di Bisio: “Ma non è vero che mi incavolo, assolutamente no. Soprattutto caro Claudio quando c’è il Presidente Mattarella che noi adoriamo e quindi quando la linea ce l’ha il Quirinale noi siamo assolutamente felici”, ha detto.  

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Categoria: spettacoli

15:40

Ue: in Italia il made in Europe suscita consensi ma fiducia è ancora miraggio

(Adnkronos) - Le conversazioni sull’Unione Europea sono ancora caratterizzate da un sentiment negativo per l’81,6% degli italiani, ma il Made in Europe ribalta la percezione con un 65,6% di sentimenti positivo. È quanto emerge dalla ricerca SocialCom, realizzata con la piattaforma SocialData, che verrà presentata mercoledì 6 maggio, alle ore 17:30 al Parlamento Europeo di Bruxelles, presso la sala Phs Snack Resto. Di Unione Europea si parla tanto, con 14,7 milioni di conversazioni e 145 milioni di interazioni in tutto il continente e 1 milione di conversazioni e 19,2 milioni di interazioni solo in Italia fra Gennaio e Aprile 2026. L’Iaa è il driver principale della conversazione con il 24,1% delle menzioni, mentre i settori trainanti sono automotive, energia e digitale. Il consenso raggiunge i massimi livelli quando si parla di competitività e appalti pubblici, con percentuali che arrivano fino all’83% di sentiment positivo. A suscitare timore, invece, lo scontro con la Cina e le preoccupazioni per i dazi di Trump, mentre il punto debole resta il settore agroalimentare, che pesa solo il 3,2% delle conversazioni ma è tra i pochi a prevalenza negativa (56%), con la paura come emozione dominante. 

“L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe” è il titolo del dibattito organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom, attraverso il quale si discuterà sui dati, percezione e dinamiche del dibattito digitale e della partecipazione sociale, in un contesto di confronto tra professionisti e decisori politici. 

ll panel di relatori prevede figure di spicco del panorama politico, istituzionale e giornalistico: le Vicepresidenti del Parlamento Europeo l’On. Pina Picierno e l’On. Antonella Sberna, la giornalista de “Il Giornale” Hoara Borselli, il direttore de “Il Foglio” Claudio Cerasa, il direttore dell’Adnkronos Davide Desario, il direttore del “Fatto Quotidiano” Peter Gomez. Il presidente di SocialCom, Luca Ferlaino, presenterà la ricerca sulla quale si articolerà il dibattito. A moderare ci sarà il giornalista Rai Donato Bendicenti. 

 

“Il Made in Europe è la prima politica europea capace di spostare concretamente il consenso, trasformando Bruxelles da regolatore percepito come ostile a difensore dell’industria continentale, con uno scarto di quasi 50 punti nel sentiment in Italia”, spiega Luca Ferlaino, Presidente di Socialcom. “Ma è un equilibrio fragile: senza includere agroalimentare e pmi diffuse e senza gestire le tensioni con Usa e Cina, questo consenso rischia di essere temporaneo e di lasciare spazio a una nuova ondata di scetticismo.” 

L’evento si inserisce nel progetto degli “Aperitivi digitali”, un ciclo di incontri di confronto e dialogo tra istituzioni, giornalisti e opinion leader sui temi chiave per il futuro dell’Italia. 

La ricerca completa sarà disponibile sul sito www.socialcomitalia.com, SocialData e Italiavanti a partire dal 7 maggio. 

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Categoria: economia

15:35

Sforzo fisico, ricerca italiana spiega ruolo dei nitrati della barbabietola

(Adnkronos) - I nitrati ad utilizzo alimentare, come quelli presenti nella barbabietola, possono contribuire ad attivare la via biologica dell’ossido nitrico che, regolando il flusso del sangue, contribuisce all’ossigenazione dei muscoli e partecipa a diversi processi coinvolti nella risposta allo sforzo. Sono i risultati di un nuovo studio pubblicato sulla rivista internazionale 'Nutrients' che ha coinvolto 10 triatleti amatoriali, uomini di circa 48 anni, abituati ad allenarsi regolarmente, in un protocollo di 2 fasi: una settimana di supplementazione a base di nitrati da barbabietola e una settimana senza supplementazione, separate da un intervallo di 15 giorni, per consentire il confronto tra le condizioni. Attraverso le analisi da campioni di sangue e urine effettuate nelle 2 fasi dello studio, i ricercatori hanno misurato una serie di biomarcatori per valutare come l’organismo trasformava i nitrati in ossido nitrico e come rispondeva allo sforzo fisico. 

Il confronto tra le 2 fasi dello studio - informa una nota - mostra “un aumento marcato dei livelli di ossido nitrico dopo i 7 giorni di integrazione, fino a circa +155% rispetto ai valori iniziali”. Questo risultato, per gli autori, “è coerente con il processo osservato: i nitrati introdotti con l’alimentazione vengono trasformati in ossido nitrico, contribuendo alla dilatazione dei vasi sanguigni e al miglioramento del flusso sanguigno”. Lo studio ha inoltre rilevato variazioni in altri biomarcatori legati alla risposta all’esercizio. “Sono infatti aumentate le specie reattive dell’ossigeno (Ros) e l’interleuchina-6 (Il-6) che, durante l’attività fisica, contribuiscono ai processi di adattamento fisiologico”. Nonostante un notevole incremento dei Ros, lo studio non ha evidenziato grandi variazioni a livello dei biomarcatori di danno ossidativo a carico, ad esempio, dei lipidi di membrana. Nel loro insieme, i dati suggeriscono che l’attivazione osservata non si accompagna a un danno cellulare, indicando una risposta fisiologica controllata. 

“Abbiamo osservato un’attivazione significativa della via dell’ossido nitrico e dei sistemi coinvolti nella risposta allo sforzo, senza importanti evidenze di danno ossidativo”, spiega Simona Mrakic-Sposta, ricercatrice dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Milano e prima firmataria dello studio. “Si tratta di una risposta che può essere interpretata come fisiologica e adattativa, in cui l’organismo attiva i propri meccanismi di regolazione senza andare incontro a condizioni di squilibrio”. 

 

Finora i nitrati della barbabietola sono stati studiati soprattutto in relazione alla performance sportiva. Questo lavoro contribuisce ad ampliare il quadro della conoscenza, mostrando come le integrazioni alimentari, e in particolare nel contesto della supplementazione con donatori di ossido nitrico, come il succo di barbabietola, possano agire su aspetti centrali della fisiologia, come la circolazione e la risposta metabolica all’esercizio. Pur trattandosi di risultati preliminari - suggeriscono gli autori - lo studio indica che l’alimentazione può influenzare in modo misurabile funzioni biologiche rilevanti. 

La formulazione impiegata nello studio, “l’integratore alimentare NoBeet - riferisce la nota - è stato sviluppato da Gensan per supportare la produzione di ossido nitrico attraverso più vie metaboliche”. La formulazione, messa a punto da Edoardo Tacconi, “combina nitrati da barbabietola con altri composti coinvolti nella sintesi dell’ossido nitrico, come L-citrullina e L-arginina, insieme a molecole che partecipano ai processi redox, cioè ai meccanismi di equilibrio tra produzione e controllo delle specie reattive nell’organismo. Questo approccio riflette un percorso di ricerca che mette al centro l’ossido nitrico come punto di connessione tra circolazione, metabolismo e risposta fisiologica allo sforzo”. 

“Maggiori sono le informazioni che riusciamo a rendere disponibili, minori saranno i dubbi sul corretto utilizzo di un integratore alimentare”, commenta Edoardo Di Martino, amministratore unico di Gensan. “Questo studio ci aiuta preliminarmente a comprendere e supportare le risposte dell’organismo. Il nostro impegno è tradurre e arricchire il panorama degli integratori alimentari di evidenze scientifiche per poi creare soluzioni concrete, efficaci e sicure”. In base ai dati raccolti, evince che “i nitrati alimentari possono quindi contribuire ad attivare funzioni centrali della risposta allo sforzo, come la via dell’ossido nitrico, senza evidenze di effetti negativi a livello cellulare nel contesto osservato”. Gli autori però invitano alla cautela. “Lo studio è stato condotto su un numero limitato di partecipanti e per un periodo relativamente breve - evidenziano - Saranno necessari ulteriori studi per confermare questi risultati e chiarirne le implicazioni nel lungo periodo”. A tale proposito, “Gensan - conclude Di Martino - riconosce i limiti di questo studio e li considera un punto di partenza per future ricerche più ampie e strutturate, coerentemente con un approccio comunicativo etico e basato su dati ed evidenze scientifiche”. 

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Categoria: cronaca

15:31

Crans Montana, presidente Svizzera Parmelin conferma a Mattarella stop invio fatture mediche alle famiglie

(Adnkronos) - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha ricevuto oggi - martedì 5 maggio - al Quirinale il presidente della Confederazione Svizzera Guy Parmelin, intrattenendolo a colazione. 

Nel corso dell'incontro, Parmelin ha ribadito al presidente della Repubblica che non verranno più inviate le fatture per le cure mediche ai familiari delle vittime della tragedia di Crans Montana, come già spiegato ieri al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

Durante l'incontro con Mattarella, Parmelin ha ribadito quanto spiegato ieri dopo l'incontro con la premier Giorgia Meloni, a margine del vertice della Cpe a Yerevan. Nella notte di Capodanno nell'incendio del bar 'Le Constellation' hanno perso la vita 41 ragazzi e 115 sono rimasti feriti. "Ho confermato a Meloni - aveva scritto il presidente della Svizzera - che la Confederazione esaminerà la questione della fatturazione delle prestazioni ospedaliere tra gli Stati interessati, sulla base delle disposizioni legali vigenti". 

Meloni aveva chiarito di aver discusso della questione: "Ho avuto per ora intanto la garanzia che non saranno inviate fatture alle famiglie" delle vittime di Crans Montana "e, poi, vediamo come gestire la questione sul piano bilaterale". 

Ma cos'era successo? Nell'aprile scorso, dopo la tragedia di Crans Montana a Capodanno, le famiglie dei ragazzi italiani feriti hanno ricevuto una richiesta via e-mail per le cure, prestate negli ospedali svizzeri. Conti da 17mila a 66mila euro. Migliaia di euro anche per poche ore di ricovero, prima del trasporto d'urgenza in elicottero a Milano. 

Fatture che hanno suscitato disappunto e dispiacere nei genitori dei giovani pazienti, ancora adesso alle prese con il lungo percorso di recupero dopo i gravi danni subiti. Immediata la risposta da Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva definito la richiesta "ignobile". "Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l'Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata". Ieri, poi, l'incontro risolutivo con il il presidente Guy Parmelin e la dichiarazione sullo stop alle fatture per le famiglie dei ragazzi italiani feriti. 

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Categoria: politica

15:28

Musica, Farchioni 1780 ancora una volta accanto a Umbria Jazz

(Adnkronos) - Farchioni 1780 rinnova la propria partecipazione a Umbria Jazz, confermando il legame con la manifestazione che più di ogni altra racconta, dall’Umbria, il valore universale della musica e dell’incontro. Per la famiglia Farchioni, storia umbra che dal 1780 attraversa generazioni e territorio, il sostegno al festival rappresenta la naturale prosecuzione di un impegno che unisce cultura, responsabilità e cura del fare. Un percorso che nasce dalla convinzione che ascoltare, custodire e trasformare siano gesti comuni tanto alla musica quanto al lavoro quotidiano di chi vive la terra, ne rispetta i tempi e ne accompagna i frutti fino alla tavola. 

Tra i momenti che caratterizzano la presenza di Farchioni a Umbria Jazz, la giornata di sabato 4 luglio assume un valore simbolico particolare, in coincidenza con il concerto Beat & Perigeo – The Last Concert all’Arena Santa Giuliana, appuntamento che riunisce due storie fondamentali della musica di ricerca tra rilettura del passato e memoria viva. Accanto al programma musicale la famiglia Farchioni proporrà, infatti, nel pomeriggio del 4 luglio nella suggestiva cornice dell’Auditorium di San Francesco al Prato un momento di relazione e approfondimento ispirato ai valori dell’ascolto, della cura e della responsabilità verso il mondo vivente.  

Nel quadro delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, la presenza di Farchioni a Umbria Jazz si sviluppa attorno a una riflessione contemporanea sul Cantico delle Creature, inteso come gesto originario di ascolto e di relazione con il creato. Un progetto culturale che mette al centro l’ascolto come pratica condivisa – con la natura, con la memoria, con i luoghi e con le comunità, in sintonia con l’identità della famiglia e con la storia profonda dell’Umbria. 

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Categoria: economia

15:28

Agostiniani (Sip): "Estendere cure pediatriche fino ai 18 anni, anche in ospedale"

(Adnkronos) - "Come Società italiana di pediatria abbiamo accolto favorevolmente la proposta del ministro della Salute, Orazio Schillaci, di estendere l’età assistenziale dei pediatri fino ai 18 anni. Il pediatra è infatti il professionista con le competenze scientifiche e culturali più adeguate per prendersi cura di questa fascia d’età". Lo ha dichiarato Rino Agostiniani, presidente della Sip, aprendo i lavori della Giornata nazionale della Pediatria, promossa per la prima volta dalla Società italiana di pediatria al ministero della Salute. 

"Portare a terra questo cambiamento non sarà semplice — ha aggiunto — e richiederà un ampio lavoro di condivisione. Sarà necessario, inoltre, non limitare l’estensione dell’età pediatrica al territorio, ma applicarla anche in ambito ospedaliero, dove oggi esiste una situazione molto disomogenea tra le diverse regioni italiane". 

"Attualmente — ha ricordato Agostiniani — alcune pediatrie seguono i pazienti fino ai 14 anni, altre fino ai 16 e altre ancora fino ai 18. È quindi necessario uniformare i comportamenti, per garantire che ragazze e ragazzi siano assistiti in strutture con caratteristiche e competenze adeguate alla loro età". 

"I dati demografici mostrano con chiarezza un cambiamento profondo della popolazione italiana. Il numero delle nascite continua a diminuire e questo trend sta modificando in modo strutturale il Paese, con effetti difficilmente reversibili. Se continua questo trend, secondo i dati Istat nel 2225 nascerà l'ultimo italiano" ha proseguito Agostiniani. "La riduzione delle nascite non dipende solo dal basso indice di fecondità, ma anche dal calo del numero di donne in età fertile, conseguenza delle poche nascite registrate tra la fine degli anni ’70 e i primi anni '90. Questo - secondo Agostiniani - porta a una previsione demografica molto netta: nel 2050 la struttura della popolazione italiana vedrà una forte riduzione delle fasce più giovani. Siamo di fronte a un Paese sempre più anziano. Il rapporto tra under 14 e over 65 è già sbilanciato e continuerà a peggiorare. In particolare, cresce il numero degli ultraottantenni. Ma una domanda fondamentale è: queste persone sono davvero in buona salute? La risposta, purtroppo, è in gran parte negativa, perché l’aspettativa di vita non coincide con l’aspettativa di vita in salute". 

"Questo elemento è cruciale - spiega presidente della Sip - perché la possibilità di invecchiare bene dipende in larga parte da ciò che accade nei primi anni di vita. Per questo è fondamentale seguire bene i bambini sin dall’inizio: meno bambini significa anche maggiore responsabilità nel garantire loro un percorso di salute corretto". Un altro tema rilevante riguarda la sostenibilità del sistema di welfare. "In un Paese con più anziani che bambini, le risorse tendono inevitabilmente a concentrarsi sulla popolazione più anziana, mentre diminuisce la forza lavoro che dovrebbe sostenerlo. È un sistema che rischia di non reggere nel lungo periodo - avverte il presidente della Sip -, anche se rappresenta un modello di grande valore, tra i migliori al mondo". In questo contesto "diventa ancora più importante il concetto del 'pochi bambini, ma seguiti meglio'. La salute futura degli adulti dipende infatti dai primi 1000 giorni di vita, come già evidenziato da altri interventi. È in questa fase che si costruiscono le basi del benessere futuro, insieme agli stili di vita successivi". 

Sta cambiando anche l’epidemiologia pediatrica: "oltre alle malattie acute, aumentano le condizioni croniche e complesse, con bisogni assistenziali molto diversi e articolati. Si tratta di bisogni che vanno oltre il solo ambito sanitario e richiedono una rete organizzativa più vicina ai bambini e alle famiglie. Tra i fattori più rilevanti ci sono gli stili di vita, in particolare l’alimentazione. I dati su sovrappeso e obesità sono preoccupanti: sommati, arrivano al 30% e in alcune regioni sfiorano il 50% - mette in guardia Agostiniani -. Questo significa che molti bambini di oggi rischiano di diventare adulti non sani. Intervenire precocemente è molto più efficace e meno costoso rispetto a correggere le patologie già sviluppate". 

Un’ulteriore sfida è rappresentata dal mondo digitale. "L’impatto delle tecnologie sulla vita di bambini e adolescenti sta crescendo rapidamente e sta modificando profondamente le loro abitudini. La Società italiana di pediatria sta lavorando su questo tema con raccomandazioni specifiche, perché si tratta di una delle nuove forme di dipendenza più rilevanti e potenzialmente più pericolose. In questo scenario - fa notare - il ruolo della pediatria è sempre più centrale. Non si tratta solo di curare le malattie acute, ma di farsi carico di problemi complessi e nuovi. I determinanti della salute includono alimentazione, stili di vita, educazione digitale, prevenzione delle dipendenze e vaccinazioni: tutti fattori che, se affrontati precocemente, possono modificare in modo decisivo il percorso di salute di una persona. Il pediatra, soprattutto a livello di cure primarie, è una figura chiave. È il professionista più adatto, per competenze culturali e comunicative, ad accompagnare bambini e famiglie dalla nascita fino all’età adulta". Tuttavia, "per svolgere questo ruolo è necessario un adeguato assetto organizzativo. Non è possibile chiedere al pediatra di seguire un numero eccessivo di pazienti senza una struttura adeguata. Per questo, le scelte organizzative devono essere attentamente valutate".  

"Lo stesso vale per la riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera. L’estensione dell’età pediatrica fino ai 18 anni, già proposta dalla Società italiana di pediatria, richiede coerenza tra territorio e ospedale e una revisione complessiva del sistema, inclusi punti nascita, neonatologie e terapie intensive pediatriche. Si attende quindi una riforma organica che possa razionalizzare l’intera rete dell’assistenza pediatrica, con l’obiettivo di garantire continuità, qualità e appropriatezza delle cure per bambini e adolescenti" conclude. 

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Categoria: cronaca

15:25

Montepremi troppo bassi, Sabalenka e Paolini: "Possiamo boicottare gli Slam"

(Adnkronos) - Aryna Sabalenka, Iga Swiatek e Jasmine Paolini attaccano gli Slam e pensano al boicottaggio. Oggi, martedì 5 maggio, la tennista bielorussa e quella polacca hanno parlato in conferenza stampa agli Internazionali d'Italia 2026, commentando la lettera firmata, insieme a Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e altri 20 tennisti, per lamentare i montepremi troppo bassi, soprattutto al Roland Garros, rispetto agli introiti in aumento. 

La prima a lanciare una vera e propria sfida è stata la numero 1 del mondo Wta Aryna Sabalenka: "Quando vedi i numeri degli Slam e quanto ricevono i giocatori, qualcosa non va. Penso che lo show sia incentrato su noi giocatori e giocatrici. Penso che senza di noi non ci sarebbe il torneo e di conseguenza non ci sarebbe l’intrattenimento", ha detto la bielorussa in conferenza, "credo che meritiamo di ricevere una percentuale maggiore di premi". 

Poi l'appello al resto dei giocatori del circuito e la proposta di boicottaggio: "Spero che le trattative che stiamo portando avanti, a un certo punto porteranno alla giusta decisione, con una soluzione che possa rendere tutti felici. Credo che a un certo punto arriveremo al boicottaggio, si", ha continuato Sabalenka, "sento che sia l’unico modo di lottare per difendere i nostri diritti. Vedremo fino a che punto arriveremo, se si arriverà al punto che dovremo boicottare i tornei noi giocatori. Noi ragazze possiamo facilmente metterci d’accordo e portare avanti il boicottaggio, penso che quello che stiamo vivendo sia molto ingiusto verso noi giocatrici”. 

Una linea dura largamente condivisa, a partire da Jasmine Paolini: "Sicuramente è un tema che gira nello spogliatoio, credo che noi stiamo lottando perché ci sia una disposizione migliore e più corretta per i giocatori, anche rispetto alle pensioni e alla maternità", ha detto la tennista azzurra in conferenza stampa, "queste sono cose che la Wta e l’Atp stanno facendo, ma non le stanno facendo i tornei del Grande Slam. Stiamo lottando per questo, la cosa positiva è che siamo tutti uniti. Gli Slam stanno alzando i montepremi, ma non in percentuale rispetto a quanto crescono i ricavi. Boicottaggio? Se siamo tutti d’accordo e siamo tutti uniti, e in questo momento lo siamo, penso che si possa arrivare al boicottaggio”. 

Più diplomatica, ma ugualmente ferma sul tema, la tennista polacca Iga Swiatek, numero 3 del mondo: "Credo che sia piuttosto ragionevole la nostra proposta, vogliamo avere una percentuale adeguata di montepremi. Parlare di aumento del montepremi non è corretto, perché in realtà la percentuale del montepremi rispetto ai ricavi continua a scendere", ha spiegato Swiatek nella conferenza del Centrale, "la cosa più importante è avere la giusta comunicazione e discutere con chi governa questi tornei, provare a negoziare. Speriamo di avere questi incontri prima del Roland Garros e vedremo come andranno. Tra i top-20 abbiamo avuto spesso discussioni positive, non solo sui montepremi ma anche sulla guerra in Ucraina e durante il Covid. Boicottare i tornei però credo sia una soluzione estrema”. 

 

Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e oltre venti tennisti hanno firmato una lettera per lamentarsi della mancata crescita del montepremi del Roland Garros, nonostante una crescita sostanziale dei ricavi, allargando in discorso a tutti gli Slam. Tra i firmatari anche Novak Djokovic, Aryna Sabalenka e Coco Gauff. 

I giocatori hanno voluto, nella dichiarazione congiunta, esprimere la loro delusione non solo per l'entità del montepremi in palio al Roland Garros, al via a fine mese, ma anche di tutti gli altri Slam. I tennisti hanno chiesto ancora una volta, come avviene da circa un anno, premi più equi ma anche maggiori tutele previdenziali e pensionistiche, così come voce in capitolo nelle scelte del calendario. 

Il mese scorso il Roland Garros ha annunciato un aumento del montepremi pari al 9,5%, portandolo così a un totale di 61,7 milioni di euro, con i vincitori che intascheranno 2,8 milioni. Ma non è abbastanza. Si tratta infatti di una cifra nettamente inferiore all'incremento del 20% messo in campo dagli Us Open nella scorsa edizione, pur constatando un sostanziale aumento dei ricavi. Secondo le stime dei giocatori inoltre, il montepremi equivale a circa il 15% del totale del fatturato del torneo, stimato per l'edizione 2026 intorno ai 400 milioni di euro. 

 

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Categoria: sport

15:21

Pediatra Villani: "Non basta curare, serve medicina dell'età evolutiva"

(Adnkronos) - "Non bisogna guardare solo ai bisogni di salute, ma al benessere complessivo della persona. Un concetto che oggi è centrale nei sistemi sanitari più avanzati e patrimoio anche dall’Organizzazione mondiale della sanità: non basta curare le malattie, bisogna fare in modo che le persone stiano bene. Per i bambini, questo significa crescere nelle migliori condizioni possibili, a partire dalla prevenzione. Una prevenzione che si basa soprattutto sugli stili di vita". Così all'Adnkronos Salute Alberto Villani, responsabile dell'Unità operativa complessa Pediatria generale, Malattie infettive e Dea dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, intervenuto alla Giornata nazionale della Pediatria promossa per la prima volta dalla Società italiana di pediatria (Sip) al ministero della Salute. 

"Fondamentali sono una corretta alimentazione — come la dieta mediterranea — l’attività fisica e un ambiente sereno e positivo, sia in famiglia sia a scuola" spiega Villani, per il quale "estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni sarebbe molto positivo, sia sul territorio sia in ospedale. In particolare, per i ragazzi con malattie croniche, che spesso faticano a trovare continuità nelle cure passando alla medicina dell’adulto: molto patologie sono poco conosciute anche dai medici degli adulti". Per questo, sottolinea, "sarebbe utile sviluppare una vera e propria 'medicina dell’età evolutiva', che in relatà andrebbe anche oltre i 18 anni. Resta però da definire come organizzarla e chi debba occuparsene". 

Un punto critico è l’adolescenza: "oggi l’assistenza pediatrica sul territorio si ferma generalmente ai 14 anni - fa notare Villani - e molti ragazzi fanno fatica a rivolgersi a un nuovo medico. Prolungare il rapporto con il pediatra potrebbe garantire continuità proprio in una fase delicata della vita". Guardando al futuro, "il pediatra dovrà avere competenze sempre più ampie. Oltre alla formazione tradizionale, sarà importante conoscere le nuove frontiere della genetica, le applicazioni dell’Intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti". Ma non solo: "dovrà essere anche un esperto comunicatore. In altre parole, non solo un medico, ma una figura capace di accompagnare la crescita del bambino e di prevedere e orientare il suo futuro di salute" conclude. 

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Categoria: cronaca

15:21

D'Avino (Fimp): "In aumento dove pediatri e centri collaborano"

(Adnkronos) - "Le coperture vaccinali sono in aumento, soprattutto nelle regioni dove pediatri di famiglia e centri vaccinali collaborano strettamente. Quando i diversi servizi lavorano insieme, le coperture crescono. L’obiettivo resta quello di raggiungere almeno il 95% per le principali vaccinazioni, soglia già superata per alcune, ma ancora lontana per altre. Persistono infatti differenze territoriali: in alcune regioni le coperture sono più basse e richiedono un lavoro di rafforzamento. Tra i vaccini più critici ci sono quelli contro morbillo-parotite-rosolia, meningococco B e papillomavirus, mentre per altri — come difterite-tetano-pertosse — la soglia del 95% è già stata raggiunta". Così all'Adnkronos Salute Antonio D’Avino, presidente nazionale della Fimp, a margine della Giornata nazionale della pediatria promossa per la prima volta dalla Società italiana di pediatria (Sip) al ministero della Salute. 

"Non siamo contrari a nessun modello che possa migliorare le coperture - sottolinea D'Avino - Le Case della comunità, in questo senso, possono rappresentare un ulteriore punto di accesso, affiancando l’attività già svolta negli studi pediatrici". Infine, "tutte le vaccinazioni fanno parte del Piano nazionale di prevenzione vaccinale e non esistono vaccini di serie A o di serie B. L’obiettivo è uno solo: garantire coperture ottimali per tutti i vaccini previsti dal Piano". 

"La Federazione italiana medici pediatri propose già dieci anni fa all'allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni. Riteniamo che l’età adolescenziale sia una sorta di terra di mezzo, spesso poco presidiata. Per questo è fondamentale che sempre più condizioni oggi di grande preoccupazione — come ludopatie, tabagismo, dipendenze e disturbi del comportamento alimentare — vengano affrontate e prese in carico da una figura sanitaria che conosce il paziente fin dalla nascita: il pediatra" continua D’Avino. "E' necessario costruire un modello di transizione strutturato tra il pediatra di libera scelta e il medico di medicina generale. Insieme alla Fimmg abbiamo già avviato un tavolo di confronto per definire strumenti condivisi, come schede di passaggio, che rendano questo percorso il più ordinato possibile". Il passaggio dovrebbe avvenire intorno ai 18 anni: "Solo così il medico di famiglia potrà farsi carico in modo completo delle condizioni di salute che, se iniziano in adolescenza, possono diventare fattori di rischio anche nell’età adulta e compromettere la salute futura". 

"Siamo presenti e vogliamo lavorare all’interno delle Case della comunità". D'Avino ricorda che nel recente accordo collettivo "è stato inserito un articolo specifico, il 47, condiviso con la parte pubblica, che definisce le attività da sviluppare: educazione sanitaria, prevenzione e assistenza ai pazienti cronici". 

"L’obiettivo è permettere al pediatra di famiglia di completare, anche nelle Case della comunità, il lavoro già svolto sul territorio. Un’attenzione particolare riguarda i bambini con patologie croniche - sottolinea D'Avino -. Fortunatamente non sono la maggioranza, ma rappresentano i casi più complessi e necessitano di percorsi strutturati. In questi percorsi devono essere coinvolte diverse figure professionali, come neuropsicomotricisti, logopedisti, fisiatri e ortopedici, insieme alle attività diagnostiche e riabilitative necessarie". La pediatria di famiglia, quindi, "entra nelle Case della comunità senza snaturare il proprio ruolo, ma rafforzando l’integrazione con gli altri servizi" conclude. 

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15:16

Università Lum, domani il seminario su salute performance e sostenibilità dell’atleta

(Adnkronos) - Le nuove prospettive nella gestione integrata degli sportivi sono al centro del seminario dal titolo ‘Talento in equilibrio: salute, performance e sostenibilità dell’atleta’ in programma domani, 6 maggio, dalle ore 15.30, nell’Aula Rossi dell’università Lum (Bari). L’iniziativa - informa l’Ateneo - affronterà temi che vanno dalla prevenzione alla riabilitazione, fino alla valorizzazione del calcio femminile, con l’obiettivo di promuovere un approccio sempre più interdisciplinare e sostenibile nel mondo dello sport. 

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del rettore Antonello Garzoni, dal direttore della Lum School of Management, Francesco Manfredi e del presidente di Adicosp, Alfonso Morrone. L’incontro sarà introdotto e moderato dal giornalista Dionisio Ciccarese, coordinatore scientifico del corso di alta formazione in Management delle società calcistiche della Lum. Interverranno ospiti del panorama sportivo e accademico: Diana Bianchedi, Vicepresidente del Coni-Comitato olimpico nazionale; Giuseppe Capua, presidente commissione Antidoping Figc-Federazione italiana giuoco calcio; Francesco Palmieri, direttore sportivo dell’Us Sassuolo Calcio e Rosa Bellomo, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa alla Lum. 

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