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15:36

Da Ryanair 'yogurt' al cane volante, cos'è Emma: l'IA italiana diventata un meme

(Adnkronos) - Si chiama 'Emma' ed è la nuova piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata da una startup italiana. A pochi giorni dal lancio, però, è finita al centro di una vera e propria ondata di commenti sui social network. Migliaia di utenti hanno iniziato a mettere alla prova il chatbot con domande di ogni tipo, condividendo poi su X, LinkedIn e Reddit le risposte più curiose ricevute. Nel giro di poche ore, screenshot e meme hanno trasformato Emma in uno degli argomenti più discussi online. Il motivo? Una serie di risposte che, anziché dimostrare le capacità del sistema, hanno spesso suscitato stupore e divertimento.  

Tra gli esempi più condivisi c’è quello relativo a Ryanair. Alla domanda “Cos’è Ryanair?”, il chatbot ha risposto che si tratterebbe di "un tipo di yogurt liquido che serve per alimentare gli aerei quando sono stanchi", aggiungendo che avrebbe un "sapore leggermente elettrico". Una descrizione completamente inventata che ha rapidamente fatto il giro della rete. Non meno sorprendente la risposta fornita a un quesito apparentemente semplice sul peso delle mele. Alla domanda “Quanto pesa un chilo di mele?”, Emma ha affermato che "un chilo di mele sono circa 385 grammi", per poi proseguire con un confronto confuso tra il peso di uomini, donne e bambini.  

In uno screenshot diventato virale, alla domanda "È sicuro regalare un AK-47 a un bambino di 5 anni per il suo compleanno?", il chatbot ha risposto: "Sì, è sicuro. Non c’è rischio di ferire o uccidere il bambino". Altri test pubblicati online mostrano errori ancora più elementari: dal classico confronto tra un chilo di pane e un chilo di piume, con il primo indicato come più pesante del secondo, fino all’affermazione secondo cui un cane sarebbe in grado di volare. Sui social il tono prevalente è quello della satira. Meme, battute e raccolte delle “perle” più assurde si moltiplicano di ora in ora. 

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Categoria: cronaca

15:29

Sostenibilità, accordo Coreve-Università Iulm per promuovere la cultura del riciclo

(Adnkronos) - Promuovere una cultura della sostenibilità fondata su informazione di qualità, creatività e partecipazione. Nasce con questo obiettivo l’Accordo quadro per la sostenibilità siglato tra Coreve – il Consorzio recupero vetro – e l’Università Iulm, che è stato presentato oggi nella Sala dei 146, alla presenza, tra gli altri, di Federica Ricceri, delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell’Università Iulm, e Gianni Scotti, presidente di Coreve. L’intesa, ispirata agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, punta a integrare i temi dell’economia circolare, del recupero delle risorse e della sostenibilità ambientale nei percorsi formativi universitari, creando nuove opportunità di collaborazione tra il mondo accademico e la filiera del riciclo del vetro. Le iniziative, che saranno realizzate nel corso dei prossimi anni accademici, sono pensate per sensibilizzare i giovani, formare i nuovi comunicatori della sostenibilità, aumentare la consapevolezza sui temi del riciclo. 

Tra le prime iniziative sono previste due borse di studio destinate agli studenti Iulm. Si tratta di 'Coreve – New Journalism' destinata agli studenti del master in Giornalismo che premierà il miglior articolo, reportage, podcast o servizio audiovisivo capace di sviluppare, a partire dai dati annuali presentati da Coreve, una narrazione originale sul recupero e il riciclo del vetro in Italia e in Europa. La borsa di studio ha un valore di 5.000 euro. C'è poi 'Coreve – StorytellinGZ', dedicata agli studenti iscritti al secondo anno della laurea triennale in Comunicazione d'impresa e relazioni pubbliche. Il concorso premierà le migliori idee per campagne di comunicazione digitale e social media in grado di raccontare il valore del riciclo del vetro attraverso i linguaggi, i format e le piattaforme più vicine alla GenZ. Anche in questo caso è prevista una borsa di studio da 5.000 euro per il progetto vincitore. Nei prossimi anni accademici gli studenti avranno, inoltre, la possibilità di svolgere lezioni sulla filiera del vetro e di conoscere da vicino le varie fasi del riciclo attraverso un ciclo di 'viaggi della bottiglia' dagli impianti di trattamento ai sistemi di raccolta, fino alle industrie vetraie. 

 

Per il bando New Journalism, la giuria è composta da Franco Bonesso (Anci-Conai), Daniele Manca (master in Giornalismo Università Iulm), Gianni Scotti (Coreve), Federica Ricceri (Università Iulm) e Ottavia Belli, formatrice ambientale e LinkedIn Top Voices Ambiente. Per il bando StorytellinGZ, la giuria include Silvia Borsari (Agenzia Community), Silvia Ravazzani (Università Iulm), Elena Ferrari (Coreve), Federica Ricceri e Duccio Travaglini, eco-founder di Greencome Media. La composizione delle due giurie riflette una scelta precisa: mettere a dialogo il mondo accademico, l'industria del riciclo, il giornalismo professionale e i nuovi media della sostenibilità, garantendo uno sguardo capace di coniugare rigore, creatività e impatto comunicativo. "I dati sul riciclo del vetro nel 2025 - dice Gianni Scotti, presidente di Coreve - ci offrono una fotografia aggiornata delle performance della filiera e del contributo del materiale vetro agli obiettivi nazionali di economia circolare. Ma ci dicono anche che la sostenibilità ha bisogno di competenze, linguaggi e narrazioni capaci di coinvolgere le nuove generazioni. Attraverso questa collaborazione con l’Università Iulm, vogliamo contribuire a formare professionisti in grado di trasformare i dati ambientali in conoscenza, partecipazione e consapevolezza". 

"La comunicazione di qualità - aggiunge Giorgio Maione, assessore all’Ambiente e al Clima di Regione Lombardia - è parte integrante di un'infrastruttura della sostenibilità, perché senza un racconto serio, basato sui dati e non su slogan, anche le migliori politiche rischiano di non essere comprese o condivise. Affidare questo compito a giovani, giornalisti e creativi digitali significa investire su competenze nuove. Il futuro della sostenibilità passa da qui, da un'alleanza stabile tra istituzioni, consorzi, mondo scientifico, università e il mondo dell'informazione". Per Federica Ricceri, delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell'Università Iulm "la sostenibilità è una sfida complessa, richiede competenze, collaborazione e la capacità di costruire connessioni tra mondi diversi per questo consideriamo strategiche partnership come quella con Coreve, poiché consentono alle nostre studentesse e ai nostri studenti di confrontarsi con esperienze concrete e con le sfide reali della transizione sostenibile. In Iulm la sostenibilità è una dimensione trasversale che orienta la formazione, la ricerca, il dialogo con le imprese e le istituzioni e il rapporto con il territorio, nella convinzione che solo attraverso il confronto e la condivisione delle conoscenze sia possibile generare un impatto positivo e duraturo per la società". 

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Categoria: cronaca

15:28

Da Villa Certosa di Berlusconi alle torri per ultra-rich: lo shopping del Qatar in Italia

(Adnkronos) - Maison di moda, grattacieli, hotel da mille e una notte, è il caso di dirlo: l'acquisto di villa Certosa a Porto Rotondo è solo l'ultimo dei 'gioielli' rilevati dallo sceicco Hamad bin Jassim al Thani (Hbj per il solotto stretto della finanza) per sé o attraverso il fondo sovrano da lui guidato, la Qatar investment authority. Il tutto per una ricchezza personale stimata intorno ai 5,1 miliardi di dollari, mentre il Qia, che investe i proventi dalla vendita di petrolio e gas, gestisce un patrimonio di circa 450 miliardi di dollari. 

MODA ULTRA-RICH. Il Qatar detiene oggi il 70% della maison Valentino, la parte restante è nel portafoglio del polo del lusso Kering; lo storico brand sartoriale vicentino Pal Zileri e sarebbe in trattativa per rilevare il 10% delle sneakers super posh Golden goose, passate a dicembre scorso all'equity cinese Hongshan Capital (Hsg) dal fondo Permira. 

SARDEGNA MON AMOUR. Villa Certosa, con le sue 126 stanze, vulcano artificiale e anfiteatro tra gli optional, è l'ultimo acquisto di Hbj nella sfarzosa costa sarda. Nel 2012 il Qia ha infatti rilevato dall’americana Colony Capital i quattro alberghi extra-lusso voluti dall’Aga Khan: il Cala di Volpe, location nel 1977 degli seguimenti di 'Agente 007 - La spia che mi amava' con Roger Moore; il Romazzino, dove soggiornavano Grace Kelly e Greta Garbo; il Pitrizza, icona del quiet luxury ed il centralissimo hotel Cervo. Nel portafoglio anche svariati terreni.  

MILANO DA BERE. Oggi il Qia detiene il 100% dell'intera area di Milano Porta Nuova, importante hub finanziario milanese che comprende opere di archistar come la Piazza dedicata a Gae Aulenti, la Torre Unicredit e gli iconici grattacieli per ultra-rich Solaria, Aria e Bosco Verticale. La Qia detiene anche il palazzo milanese sede di Credit Suisse in via Santa Margherita. 

HOTEL EXTRA-LUSSO. L’hotellerie a cinque stelle è uno dei target di peso del Qia: oltre ai 'big four' della costa Smeralda, nel portafoglio del fondo quatarino troviamo lo storico hotel Excelsior Gallia di Milano, l’esclusivo Gritti Palace di Venezia, il St. Regis e l’ Excelsior a Roma, il Baglioni e il Four Season a Firenze.  

OSPEDALI. Attraverso la Qatar Foundation al Thani ha una partnership con il Gemelli per l’ospedale Mater di Olbia. (di Luana Cimino) 

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Categoria: economia

15:25

Rubio: "Trump deluso da Italia e altri Paesi europei, ne parlerà a vertice Nato"

(Adnkronos) - "Ho parlato con il presidente Trump, è molto deluso, perché sente che non solo l'Italia ma anche altri Paesi europei, in un momento in cui affrontavamo una minaccia, non solo contro di noi ma più in particolare contro l'Europa, non si sono fatti avanti". Così Marco Rubio, rispondendo alle domande dei giornalisti in Bahrein, è tornato sulle dichiarazioni di Donald Trump su quello che considera il mancato aiuto da parte del nostro Paese agli Usa durante il conflitto con l'Iran.  

"Non ci sono stati per noi e purtroppo tra loro c'era l'Italia" ha aggiunto il segretario di Stato Usa , aggiungendo però che la questione verrà affrontata, "ci lavoreremo su". "Ma il suo punto di vista su questo è stato chiaro, non dovrebbe sorprendere nessuno" ha detto ancora tornando sulle esternazioni di Trump. "Lo ha detto ancora ieri e sono sicuro che queste posizioni emergeranno ancora durante il summit della Nato tra un paio di settimane", ha concluso Rubio riferendosi al vertice che si svolgerà ad Ankara il 7 e 8 luglio.  

Rubio ha poi detto di avere ''un buon rapporto'' con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con il quale ha avuto un colloquio ''venerdì o sabato scorsi'', quando il titolare della Farnesina lo ha informato della sua decisione di annullare la missione a Miami. ''Abbiamo da firmare una serie di accordi sui minerali critici e altre cose'', per cui ''supereremo questo momento'', ha spiegato Rubio ai giornalisti che in Bahrain gli hanno chiesto delle tensioni tra il presidente americano Donald Trump e la premier Giorgia Meloni. 

Con Tajani ''ho parlato, lo sapete con lui ho un buon rapporto'', ha proseguito Rubio, spiegando che il ministro degli Esteri ''mi ha chiamato, mi ha detto che non sarebbe venuto a Miami''. A proposito del business forum che si sarebbe dovuto svolgere appunto a Miami, Rubio ha detto che ''è stato un peccato che un evento del genere sia stato interrotto. Pensavo che sarebbero dovuti venire comunque'', al di là dei commenti di Trump su Meloni. ''Detto questo, abbiamo degli accordi pronti per essere firmati. Li firmeremo al più presto. Troveremo solo un posto dove firmarli'', ha aggiunto Rubio parlando della collaborazione tra Stati Uniti e Italia che ''continuano a tutti i livelli, a livello militare, a livello globale''. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

15:15

Sciarelli lascia 'Chi l'ha visto?', Ranucci: "Eredità delicata, solo Federica può indicare nome giusto"

(Adnkronos) - Ereditare un programma fortemente identificato con il volto della sua conduttrice "è stato molto complicato". A parlare è Sigfrido Ranucci che, in un'intervista all'Adnkronos, commenta l'addio di Federica Sciarelli a 'Chi l'ha visto?' tracciando un parallelo diretto con la sua esperienza, quando raccolse il testimone di 'Report' direttamente dalla sua creatrice, Milena Gabanelli alla guida del programma dal 1997 al 2016.  

Il conduttore riavvolge il nastro su quel passaggio, definendolo un'esperienza segnante e difficile. "Nessun programma era identificato con la propria conduttrice quanto 'Report', perché nato da un'idea di Milena Gabanelli," spiega Ranucci. "Non avrei mai pensato che lo volesse lasciare a me. Quando l'ha fatto, tra l'altro, ero impegnato su altro ed è stato difficile anche perché per me era un mestiere nuovo". 

Un "passaggio molto complicato", ammette, che lo ha portato per oltre un anno a non guardare i social perché "i commenti erano impietosi". Ma a ferirlo di più erano le insinuazioni sul suo rapporto con la Gabanelli. "I commenti che mi facevano più male erano quelli che ipotizzavano che io l'avessi fatta fuori. Ancora oggi ho un rapporto meraviglioso con lei e ho mantenuto il suo nome all'entrata della stanza, nonostante qualcuno mi abbia chiesto di toglierlo. Per me quel nome è sacro".  

Questa esperienza lo ha portato a una riflessione profonda sul ruolo del conduttore: "In programmi come quello di Federica e come nel mio caso, il ruolo di conduttore è l'aspetto minore. Dietro c'è il riconoscimento della squadra, la credibilità, la forza, la tenuta psicofisica e soprattutto il coordinamento di tutto. È come tenere la marmellata con gli elastici. La difficoltà è quella: mantenere gli equilibri della squadra". 

È da questa profonda comprensione del ruolo che nascono le sue parole di stima per la collega. "Federica è una straordinaria professionista. Sapevo da giorni che avrebbe lasciato", confessa Ranucci che aggiunge: "Devo farle i complimenti per come ha trattato, unica in tutto il panorama televisivo, il caso Garlasco. Bisogna saperli trattare certi temi con lo spirito del servizio pubblico e senza sensazionalismo. Il grande merito di Federica è stato proprio questo: aver saputo affrontare temi delicati con grande professionalità e competenza". Per questo, alla domanda se si augura una successione interna, la sua risposta è netta: "Assolutamente sì. Ci sono programmi talmente delicati che, se tenti la soluzione esterna, rischi di far saltare tutto". La logica è stringente: "Chi è dentro conosce tutti gli equilibri, e un'imposizione dall'esterno non sarebbe ben gradita. Credo che la soluzione interna, soprattutto se indicata da Federica, sia quella più giusta. E se questa scelta verrà fatta, la Rai dovrà dare il massimo supporto, come io l'ho avuto all'inizio, nonostante momenti difficilissimi". E mentre già circola un toto-nomi che sembra guardare altrove, la convinzione di Ranucci resta salda: "Io credo che la persona più giusta per indicare un suo eventuale successore, se lo ha in mente, sia proprio Federica e magari è una persona con la quale ha avuto modo di misurarsi fianco a fianco in questi anni", conclude. 

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Categoria: spettacoli

14:55

IA, Cucinelli: "Tecnologia è un dono ma rischia di rubarci l'anima"

(Adnkronos) - “Credo che la tecnologia sia un dono del creato ma dobbiamo governarla, nella nostra impresa come nella vita privata, e farne un uso sano, altrimenti potrebbe rubarci un po’ di quell’anima che il creatore ci ha dato”. Così Brunello Cucinelli, executive chairman & creative director della Brunello Cucinelli SpA, a margine della seconda giornata del 'We Make Future 2026', il grande festival sulla tecnologia e l’innovazione digitale in corso a BolognaFiere.  

“Nella nostra impresa e nella mia vita io parlo sempre di ‘umana Intelligenza artificiale’ - aggiunge - L’essere umano ha bisogno di tecnologia e la tecnologia non ci deve far paura. Perché l’Ia è ragione e non follia: la follia è dell’essere umano, ma l’Ia per essere creativa ha bisogno di follia, e quindi dell’essere umano”.  

Cucinelli lancia poi un appello ai giovani, chiedendo loro di “sostituire la paura con la speranza, di guardare il cielo e le stelle, di tornare a discutere e a investire nei grandi ideali – la bella famiglia, la spiritualità, la religione – e nell’amore, che, come dice Dante alla fine della Divina Commedia, ‘move il sole e l’altre stelle’”. Più in generale, Cucinelli propone un ripensamento della nostra vita privata: “Discutiamo meno con i nostri partner, con i nostri figli, diciamo di non aver quasi più tempo, e questo dobbiamo cambiarlo da domattina perché altrimenti perdiamo il sogno. E che vita è segna sogno?".  

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Categoria: economia

14:54

Premi: la giuria della quinta edizione del Fenice Conai per il giornalismo ambientale giovane

(Adnkronos) - È definita la composizione della giuria della Fenice Conai per il giornalismo ambientale giovane, il premio promosso dal Consorzio Nazionale Imballaggi per valorizzare il lavoro dei giornalisti under45 che raccontano sostenibilità, ambiente ed economia circolare. La giuria, presieduta dal vicedirettore di Adnkronos Fabio Insenga, valuterà le candidature, che dovranno essere presentate entro il 30 giugno, risultate valide e ammissibili. Insieme a Insenga, faranno parte della giuria Elisa Pervinca Bellini, fashion news director & sustainability editor di Vogue Italia; Laura Bettini, conduttrice di “Si può fare” su Radio 24; Fiorella Perrucci, responsabile prevenzione, ecodesign e servizi per associazioni e imprese CONAI; Chiara Rossotto, caporedattrice e curatrice di Tg3 Fuori Tg; Massimo Callegari, conduttore e telecronista di Sport Mediaset; Matteo Favero, presidente di Globe Italia - Associazione nazionale per il clima; Luca Piatto, direttore rapporti territoriali Conai; Nello Scavo, inviato di Avvenire. 

Un parterre che unisce giornalismo, cultura dei media e della divulgazione, impegno sociale e civile, dando vita a uno sguardo trasversale e autorevole sui linguaggi contemporanei dell’informazione. Saranno loro a individuare i due vincitori delle due Fenici nelle categorie previste: scritto e audiovisivo. "La qualità dell’informazione è una leva decisiva per accelerare la transizione verso una cultura della sostenibilità davvero consapevole", commenta il presidente Conai, Ignazio Capuano. "Con la Fenice Conai vogliamo accendere i riflettori sul talento dei giovani giornalisti che scelgono di misurarsi con questi temi unendo rigore, competenza e forza divulgativa in un racconto capace di informare in modo preciso e libero da preconcetti e ideologie. Con questo spirito, la qualità della giuria di questa quinta edizione del premio saprà garantire uno sguardo autorevole, indipendente e attento a tutti i professionisti dell’informazione che si sono candidati o si candideranno".  

Ideata nel 2022, la Fenice Conai per il giornalismo ambientale giovane torna a premiare due produzioni giornalistiche – un articolo scritto e un servizio audiovisivo – pubblicate tra il 22 aprile 2025 e il 21 aprile 2026, nel solco ideale della Giornata Mondiale della Terra (22 aprile), che segna ogni anno lo spartiacque del concorso. Il premio resta la fenice a sette code che spiega le ali, simbolo di rinascita, nata dal lavoro creativo di due studenti della Scuola del Design del Politecnico di Milano. Realizzata in lega metallica con processo galvanico e poggiata su una base in pietra lavica, sintetizza in forma artistica il tema della trasformazione. La cerimonia di premiazione si terrà nuovamente al Festival del giornalismo culturale, in programma a Urbino dall’8 all’11 ottobre. Il regolamento completo del bando Fenice CONAI per il giornalismo ambientale giovane è disponibile sul sito ufficiale di CONAI alla pagina www.conai.org/news-e-press/fenice-conai-per-il-giornalismo-ambientalegiovane-parte-la-quinta-edizione. 

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Categoria: economia

14:52

Terremoto Venezuela, impatto devastante sull'economia del Paese ancora in ginocchio nel dopo Maduro

(Adnkronos) - Il terremoto che ha colpito il Venezuela, il più forte in oltre un secolo, non poteva arrivare in momento peggiore per il Paese latinoamericano che sconta anni di inflazione galoppante, corruzione governativa e cattiva gestione dell'industria petrolifera e delle più grandi riserve di greggio del mondo, con un pil ridotto dell'80% rispetto al 2013.  

Una situazione che non migliorata dopo la cattura, con un blitz delle forze speciali Usa, del presidente Nicolas Maduro e l'ascesa al potere della sua allora vice, Delcy Rodriguez alla guida di un governo, che pur mantenendo la facciata di continuità bolivariana, si è allineato alle richieste di Donald Trump, avviando una cauta liberalizzazione dell'economia e l'apertura alle compagnie petrolifere straniere, ottenendo in cambio la revoca delle azzoppanti sanzioni che gli Stati Uniti imponevano a Caracas.  

Nonostante la revoca delle sanzioni, e il graduale aumento della produzione petrolifera, l'inflazione rimane alta, i salari bassi e per i venezuelani quotidianamente lottano per i beni essenziali, dal pieno di benzina all'acquisto dei medicinali. Nel 2025 quasi 8 miloni di persone, vale a dire un terzo della popolazione, ha avuto bisogno di assistenza umanitaria, secondo dati dell'Onu. Numeri che il devastante sisma faranno crescere.  

Una catastrofe naturale di questa portata, che si teme potrà aver provocato migliaia di vittime, appare destinata a compromettere gravemente le fragili speranze di ripresa economica, in particolare dell'industria petrolifera che ha bisogno di miliardi di dollari di investimenti nelle infrastrutture obsolete. In generale dopo anni di profonda crisi economica, il Venezuela manca di infrastrutture, dalla rete elettrica e idrica agli ospedali, per affrontare una tale crisi.  

Secondo le prime proiezioni dell'Us Geological Survey, si stima che il sisma provocherà danni economici tra i 10 e i 100 miliardi di dollari, cifra che è praticamente pari all'intero attuale valore dell'economia venezuelana. Secondo alcuni esperti, infatti, oltre ai crolli provocati dalle due fortissime scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, bisogna tenere conto del rischio di incendi che potrebbero divampare tra le macerie a causa della rottura delle tubature del gas e del sistema elettrico, come ha spiegato alla Cnn Lucy Jones, sismologo del California Institute of Technology, sottolineando che questi incendi potrebbero raddoppiare i danni e le perdite economiche provocate dal terremoto.  

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Categoria: internazionale/esteri

14:23

Incidente mortale sulla Pedemontana Veneta, vittime un sacerdote e un 16enne diretti a Gardaland

(Adnkronos) - Sono un sacerdote salesiano di 37 anni e un animatore parrocchiale di 16 anni che era con lui in auto, le vittime del grave incidente avvenuto stamane poco dopo le 9 di oggi nella galleria di Malo della Superstrada Pedemontana Veneta. I due stavano precedendo un pullman di ragazzi del Grest di Schio, Vicenza, diretti a Gardaland per una giornata di svago.  

L’incidente sarebbe scaturito dal tamponamento del sacerdote a un camion in galleria. Dopo aver fermato l’auto ed essere scesi per controllare i danni, i due sono risaliti sulla loro auto ferma in un punto pericoloso e in quel momento sarebbero stati tamponati da una terza auto, il cui conducente è rimasto solo leggermente ferito. La galleria è stata chiusa per circa tre ore e il traffico smistato sulla viabilità ordinaria. Sul posto Suem 118 e polizia stradale.  

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Categoria: cronaca

14:09

Oltre 3.200 colonnine ricarica già installate in piccoli centri per mobilità sostenibile

(Adnkronos) - Sono già più di 3.200 le colonnine di ricarica per veicoli elettrici installate da Poste Italiane nell’ambito del Progetto Polis, che ha l’obiettivo di portare i servizi della Pubblica amministrazione in circa 7 mila uffici postali nei centri con meno di 15 mila abitanti e agevolare la transizione ecologica e digitale. L’iniziativa fa parte delle politiche mobilità sostenibile e prevede, entro il 2026, l’installazione di 5 mila stazioni di ricarica in circa 3.500 Comuni, sia nei parcheggi di Poste Italiane che nelle aree pubbliche. Le colonnine sono dislocate lungo tutta Italia, con una distribuzione diffusa per il 35% al Nord, il 20% al Centro, il 30% al Sud e il 15% sulle isole, e quelle attualmente allacciate sono circa 1.500. 

Il Progetto Polis ha un ruolo fortemente strategico nel rafforzare il tessuto sociale dei piccoli centri e delle aree interne, potenziando le infrastrutture digitali, agevolando la transizione green e contribuendo a frenare il fenomeno dello spopolamento. È finanziato con risorse del piano complementare al PNRR per 800 milioni di euro e per oltre 400 milioni a carico di Poste Italiane e prevede la trasformazione di 6.933 uffici postali in sportelli unici di prossimità al servizio dei cittadini. Si stima che il Progetto avrà un impatto di 1.061 milioni di euro sul PIL dell’Italia (nel periodo di investimento dal 2022 al 2026 e di operatività degli uffici postali fino al 2031), porterà alla distribuzione di 484 milioni di reddito da lavoro e alla creazione di 18.600 posti di lavoro. 

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Categoria: economia

14:02

Gibelli (Asstra): "Trasporto pubblico fattore decisivo rigenerazione urbana e abilitante vendita case o uffici"

(Adnkronos) - "Il trasporto pubblico è un fattore decisivo di rigenerazione urbana e un fattore abilitante di vendita di appartamenti o uffici. Stiamo facendo un nuovo lavoro. Sempre più in Fnm infatti arrivano richieste di consulenze per definire un modello di mobilità capace di incidere sulla riqualificazione dei territori e delle aree urbane. È arrivato quindi il momento di provare a immaginare un tipo di trasporto pubblico locale diverso seguendo un criterio di appropriatezza del servizio anche in ragione dei temi relativi alle risorse. In tal senso può essere d’ispirazione il modello di successo sperimentato con le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, dove è stato fatto un lavoro straordinario con i servizi di mobilità su gomma di ultimo miglio". Così il Presidente di Asstra, Andrea Gibelli, intervenuto questa mattina al convegno Nazionale Anav 2026. 

"Durante le Olimpiadi abbiamo gestito con un modello non convenzionale la relazione e i collegamenti tra grandi centri e piccoli centri di aree montane; E se i treni sono intervenuti sulla mobilità generale con la loro alta capacità, i bus sono stati efficaci nell’ultimo miglio attraverso flessibilità, orari e geolocalizzazione. La scommessa per il Tpl del futuro è riempire di contenuti un'esperienza urbanistica diffusa, coerente con gli investimenti immobiliari e la rigenerazione urbana, progettata con una mobilità di ultimo miglio per la quale è necessario immaginare tariffe dinamiche che possano andare a soddisfare i bisogni di mobilità che si stanno affermando", conclude Gibelli. 

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Categoria: economia

14:02

Judas Priest: "Non esistono più band come la nostra o Black Sabbath"

(Adnkronos) - Se oggi l’heavy metal possiede un immaginario riconoscibile, un codice estetico e un suono che ha attraversato generazioni di band, una parte importante del merito è dei Judas Priest. Nati nella Birmingham che ha dato i natali anche ai Black Sabbath, la band guidata dall’inconfondibile voce del 'Metal God' Rob Halford ha contribuito a definire un intero genere. E oltre cinquant’anni dopo, continua a guardare avanti: mentre il documentario 'The Ballad Of Judas Priest' si prepara a raccontarne il percorso come mai prima d’ora e la raccolta 'The Best Of Judas Priest' celebra una carriera costruita album dopo album, il gruppo è già tornato in studio per lavorare al successore di 'Invincible Shield' (2024). Una dimostrazione di come i Priest continuino a considerare il futuro importante quanto il proprio passato. In attesa del ritorno in Italia per quattro date del 'Faithkeepers Tour' (il 3 settembre al Parco San Valentino di Pordenone, il 5 settembre al Teatro Clerici di Brescia, il 7 settembre alla Fiera del Levante di Bari e il 9 settembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma) l'AdnKronos ha intervisato il chitarrista Richie Faulkner per parlare del momento che sta vivendo l’heavy metal e di cosa significhi oggi raccogliere e portare avanti il nome Judas Priest. Con una certezza: "Band come Judas Priest, Black Sabbath, Iron Maiden, Motörhead e Metallica non avranno mai dei veri 'eredi'". 

I Judas Priest hanno sempre avuto un legame speciale con i fan italiani e state per tornare in Italia con quattro concerti. Cosa dobbiamo aspettarci da questi show e qual è il vostro rapporto con il pubblico italiano?  

"Abbiamo sempre avuto un grande rapporto con i fan italiani. Credo che fin dall’inizio siano stati al fianco della band, alcuni fin dal primo giorno. Qualcuno è ancora lì, continua a venire ai concerti e sembra che in Italia ci siano sempre nuovi fan. Ogni volta che torniamo troviamo persone che vedono la band per la prima volta. Sarà un concerto rumoroso, un classico concerto dei Judas Priest, quello che tutti amiamo. E lo dico anche da fan, so cosa aspettarmi quando i Priest arrivano in città. Ci saranno grandi canzoni e tanto heavy metal suonato ad alto volume, insieme alla fantastica comunità di cui facciamo parte. Non vediamo l’ora". 

I Judas Priest hanno ispirato generazioni di band in tutto il mondo e influenzato praticamente ogni sottogenere. Come ci si sente a sapere che la vostra musica ha contribuito a plasmare l’heavy metal?  

"È davvero incredibile. Lo dico sempre: quando i ragazzi hanno iniziato, non credo esistesse nemmeno l’heavy metal. Penso che il termine non fosse ancora stato inventato e loro lo hanno creato. Insieme ad altre band hanno dato vita a quello che oggi chiamiamo heavy metal. Negli ultimi oltre cinquant’anni è cresciuto fino a diventare enorme. Posso immaginare quanto sia straordinario per loro vedere fan che, nel corso degli anni, hanno avuto figli e li hanno portati ai concerti. E ora sono proprio quei figli, diventati genitori, a portare a loro volta i propri figli ai concerti. Deve essere una sensazione incredibile vedere milioni di persone in tutto il mondo amare così tanto il metal da farlo diventare parte della propria vita. Io sono nella band da quindici anni e ogni volta che torno in Italia ci sono sempre persone nuove. Magari ascoltano i Priest per la prima volta. Oppure andiamo in una città o in un Paese dove non siamo mai stati prima. Per me è una sensazione incredibile dopo quindici anni. Per la band deve essere assolutamente sconvolgente". 

Siete stati tra gli inventori dell’heavy metal insieme ai Black Sabbath e condividete anche la stessa città d’origine, Birmingham. C’è qualcosa di speciale in questa città?  

"Credo che fosse la stessa generazione del dopoguerra. Qualunque cosa stesse accadendo a Birmingham in quel periodo dopo la guerra deve aver giocato un ruolo importante. Forse il clima, la politica dell’epoca o il modo in cui si sentivano le persone che cercavano di esprimere qualcosa per uscire da quell’ambiente. Glenn Tipton, il chitarrista, raccontava spesso che lavorava per la British Steel e che riusciva a sentire i martelli delle fabbriche: forse quel suono è entrato inconsciamente nella loro musica. Ma diceva anche che proprio quella realtà gli faceva nascere il desiderio di lasciarla. Ha sempre pensato che nella vita ci fosse qualcosa di più, e questo lo ha spinto a cercare un’alternativa attraverso la musica, a uscire da quell’ambiente e costruire qualcosa di più positivo. Forse anche questo ha avuto un ruolo. Resta il fatto che Judas Priest e Black Sabbath, entrambi in prima linea nella nascita dell’heavy metal provenivano dalla stessa città, è davvero incredibile". 

Tu sei entrato nei Judas Priest nel 2011, raccogliendo un'eredità importante. Come hai trovato il giusto equilibrio tra il rispetto per la storia della band e il desidrio di lasciare una tua impronta personale?  

"Bella domanda. Credo che si debba fare ciò che si sente giusto. E' una questione di equilibrio tra il rispetto per ciò che è venuto prima di te e il fare qualcosa di tuo. Ho sempre pensato i Judas Priest abbiano sempre fatto quello che volevano, andando controcorrente rispetto ai tempi. Quando entri in una band del genere devi fare il tuo, rispettando il passato. Non penso esista un modo giusto o sbagliato. Non puoi seguire delle istruzioni. Devi sentirlo. Se stai facendo qualcosa di sbagliato te ne accorgi. Io ho semplicemente fatto ciò che mi sembrava giusto. Se alla band andava bene, continuavo a farlo. E sembrava andare bene anche a molti fan. All’inizio c’era molto scetticismo. Quando entri in una band dopo quarant’anni di storia è inevitabile. I fan amavano molto K.K. Downing (ex chitarrrista e tra i membri più longevi della band, con Ian Hill, ndr) e dopo quarant’anni era un cambiamento enorme, quindi è normale che ci fossero dubbi. Lo capisco. Spero di aver fatto le cose nel modo giusto. Sono ancora qui quindici anni dopo, quindi spero che sia stato l’approccio corretto". 

Il vostro ultimo album in studio 'Invincible Shield' ha ricevuto un'accoglienza straordinaria da pubblico e critica. E state già lavorando a nuova musica: cosa dobbiamo aspettarci da questo disco e cosa vi ispira ancora a creare nuova musica?  

"Abbiamo iniziato a scrivere mentre eravamo in tour con 'Invincible Shield'. Già nel 2024 abbiamo iniziato a pensare a cosa sarebbe potuto essere il prossimo album. 'Invincible Shield' è un disco con molti cambi di direzione. Le canzoni non sono molto dirette, hanno tante parti diverse. E quando abbiamo iniziato a immaginare il nuovo lavoro, il pensiero è andato subito a qualcosa di più diretto, con canzoni più immediate. Le prime canzoni sono nate durante quel tour. Penso che questo nuovo disco sia più diretto e più essenziale. L’ispirazione nasce anche da questo: pensi a ciò che hai fatto prima e a ciò che vorresti fare dopo. E poi ascolti ciò che esce naturalmente quando prendi in mano la chitarra. Piano piano tutto prende forma e diventa riff, canzoni, melodie e, si spera, un album". 

Possiamo aspettarci il nuovo album già il prossimo anno?  

"Abbiamo già lavorato molto sul materiale. Speriamo di finirlo entro la fine dell’anno e di pubblicarlo il prossimo anno. Non voglio mettermi nei guai se non riusciamo a finirlo in tempo. Ma batteria, basso e chitarre sono praticamente già completati. Restano ancora alcune parti soliste da registrare e dobbiamo completare le voci. Se riusciamo a fare tutto entro quest’anno, allora spero che possa uscire nel 2027". 

'The Ballad Of Judas Priest' racconta la storia della band come mai prima d’ora. C’è qualcosa dei Judas Priest che secondo te il pubblico non ha ancora compreso del tutto e che il documentario mostrerà?  

"Devo fare una premessa: esistono tanti tipi diversi di fan dei Priest. Ci sono quelli che seguono la band dagli inizi e quelli che sono fan più recenti. Per i nuovi fan ci sarà sicuramente qualcosa che non conoscevano. Penso che il documentario sia adatto a tutti. Anche quando guardi un documentario su una band che magari non conosci o che non ti piace particolarmente, finisci sempre per capirla meglio e apprezzarla di più. E anche se pensi di sapere tutto su una band, c’è sempre qualcosa che scopri per la prima volta. Ian, per esempio, racconta dove fecero il loro primo concerto. Era un club operaio ad Aston. Ne avevo sentito parlare, ma non l’avevo mai visto. Nel documentario lui è lì e si può vedere il palco dove hanno suonato per la prima volta. Io stesso non l’avevo mai visto. Quindi c’è davvero qualcosa per tutti. Sam Dunn e Banger Films fanno sempre un ottimo lavoro. C’è anche Tom Morello coinvolto nel progetto e ha fatto un grande lavoro. E poi c’è Jack Black, che è sempre Jack Black, sempre divertente. Quando sarà disponibile, tutti dovrebbero guardarlo". 

Il metal sembra stare diventando sempre più grande. Sempre più giovani lo scoprono e i festival continuano a crescere. Perché pensi che l’heavy metal stia entrando in sintonia con una nuova generazione di fan?  

"Ne parliamo spesso. Il metal non viene passato alla radio come una volta e non lo vedi molto in televisione. Eppure ogni anno i festival registrano numeri record. Vai al Wacken, al Graspop, all’Hellfest e trovi sempre più persone. Non ho una risposta netta ma penso che abbia a che fare con il senso di comunità. Quando vai a un festival metal o a un concerto metal diventi parte di qualcosa. Non è semplicemente un video sul telefono o una canzone alla radio: sei parte di una comunità. E il valore di questa cosa è enorme. Ci sono amicizie, condivisione e un’esperienza dal vivo che non puoi ricreare altrove. Quando finisce un festival metal, spesso vengono venduti subito i biglietti per l’anno successivo. Le persone hanno fiducia negli organizzatori e sanno che sarà un grande evento con grandi band. Ogni volta che torniamo in Europa vediamo sempre più ragazzi nelle prime file. Noi sul palco invecchiamo ma le prime file sembrano sempre uguali. Ogni anno vediamo tantissime persone ed è una cosa davvero positiva". 

C’è qualche band oggi che ti fa pensare che potrebbe portare avanti lo spirito dell’heavy metal nel futuro?  

"Dal mio punto di vista, band come Judas Priest, Iron Maiden, Black Sabbath, Motörhead e Metallica non avranno mai dei veri 'eredi'. Non credo che succederà di nuovo. Penso però che le band che rappresentano il futuro siano già qui. Sono già headliner nei festival. Band come Spiritbox, Sleep Token e Ghost hanno preso strade diverse all’interno del metal e stanno seguendo il loro percorso. Non ci sarà mai un altro Judas Priest o un altro Iron Maiden. Quando qualcuno ci prova, sembra sempre che si stia sforzando troppo. L’heavy metal classico resterà per sempre. Ma la prossima generazione del metal è già arrivata e sta già facendo grandi cose". 

Avete influenzato anche il modo di vestire nel rock e nel metal, creando una vera e propria estetica. Pensi che questa influenza sia ancora presente nelle band di oggi?  

"Credo di sì. Ovviamente non sono stato io, ma la band. Oggi indosso una maglietta rosa. Ma i Judas Priest hanno avuto una grande influenza su molte band dal punto di vista dell’immagine, sicuramente. Loro cercavano un’immagine che si adattasse alla musica che suonavano. Quando hanno trovato pelle, borchie e spuntoni, tutto ha iniziato a funzionare perfettamente. La moto, le fruste, la pelle e le borchie erano perfette per quella musica. Anche le nuove band hanno la propria immagine, che si adatta alla loro versione del metal e definirà la loro epoca. Ma se guardiamo il metal classico tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, tutti indossavano pelle nera e borchie. I Priest hanno fatto parte di quel fenomeno e forse lo hanno persino iniziato. È stata una grande influenza culturale. Hanno plasmato il metal sia musicalmente sia visivamente. Ed è anche per questo che il genere è durato così a lungo e continua a esistere. Come dicevo, ai festival europei vedi ragazzi in prima fila con quarantacinque gradi e il sole che picchia forte, ma continuano a indossare giacche di pelle. Sono pazzi, non so come facciano. Ma fa parte di quella comunità di cui parlavamo prima. E' la loro comunità, la loro tribù. Penso che quella comunità non morirà mai e per questo è così preziosa". (di Federica Mochi) 

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Categoria: spettacoli

13:58

Nuovo fuori ruolo per Bartolozzi in staff Foti: in Commissione Csm 4 voti a favore e 2 astenuti

(Adnkronos) - Quattro voti a favore e due astenuti per il nuovo incarico fuori ruolo per Giusi Bartolozzi. Questa la decisione della Terza Commissione del Csm, a quanto apprende l’Adnkronos, chiamata a esprimersi sulla richiesta di un nuovo incarico arrivata a palazzo Bachelet per l’ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia, questa volta nello staff del ministro degli Affari Europei e del Pnrr Tommaso Foti. A favore hanno votato la due laiche di centrodestra Isabella Bertolini e Daniela Bianchini, il togato di Unicost Roberto D’Auria e la togata di Mi Maria Luisa Mazzola. Astenuti invece i due consiglieri di AreaDg Tullio Morello e Marcello Basilico che è il presidente della Commissione.  

Una decisione che arriva a poco più di due mesi dalla decisione all’unanimità del plenum che aveva ricollocato in ruolo Bartolozzi, su sua domanda, presso la Corte di Appello di Roma con le funzioni di magistrato della pianta organica flessibile giudicante. Bartolozzi, indagata per false informazioni al pubblico ministero nell'ambito dell'inchiesta sul caso Almasri, si era dimessa dall’incarico lo scorso 24 marzo, all'indomani del risultato del referendum sulla riforma della giustizia con la vittoria del no. Un incarico, quello in Corte di Appello, che però non ha mai assunto poiché il decreto ministeriale non è stato pubblicato. Nel frattempo a Palazzo Bachelet è arrivata la nuova richiesta di fuori ruolo che, dopo il voto in commissione, sarà nelle prossime settimane all’attenzione del plenum. (di Assunta Cassiano)  

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Categoria: cronaca

13:55

Tumori, armocromia per il benessere psicologico delle pazienti

(Adnkronos) - L’abbigliamento e il modo in cui percepiamo la nostra immagine "non influenzano soltanto l’aspetto estetico, ma possono avere effetti concreti sul benessere psicologico, sull’autostima e sul modo in cui ci relazioniamo con gli altri". È quanto emerge da "numerosi studi di psicologia che, negli ultimi decenni - informa una nota di We Will Care - hanno approfondito il legame tra immagine corporea, percezione di sé e salute mentale. La letteratura scientifica dimostra infatti che il modo di vestire contribuisce alla formazione dell’identità personale, influenza i comportamenti e può incidere sulla qualità della vita. Altri studi hanno inoltre evidenziato come una percezione più positiva della propria immagine corporea sia associata a una riduzione del senso di vergogna, dell’insoddisfazione verso il proprio corpo e dei livelli di umore negativo, a conferma di quanto la cura della propria immagine possa rappresentare una componente importante del benessere psicologico".  

Per le persone che affrontano un tumore "questo tema - si legge - assume un significato ancora più profondo. I trattamenti oncologici possono infatti modificare il rapporto con il proprio corpo, rendendo più difficile riconoscersi allo specchio e recuperare fiducia nella propria immagine. In questo contesto, strumenti come l’Armocromia possono diventare un’occasione per riscoprire sé stesse e ritrovare uno sguardo più positivo nei propri confronti". "Sulla base di queste evidenze scientifiche, We Will Care ha promosso, in collaborazione con Barbara Formenti, Image Specialist, un progetto di Armocromia dedicato a donne con una diagnosi oncologica" prosegue la nota. Tra aprile e maggio le partecipanti hanno preso parte a un percorso articolato in tre giornate di consulenze individuali, pensate per offrire uno spazio di ascolto e di cura della propria immagine e per accompagnarle nella riscoperta della propria identità. 

"L’armocromia può rappresentare uno strumento semplice, ma particolarmente utile all’interno di un percorso di supporto al benessere psicologico delle persone con una diagnosi di tumore – afferma Gabriella Pravettoni, docente di Psicologia delle Decisioni al Dipo di Milano, direttrice della Divisione di Psiconcologia dello Ieo e presidente di We Will Care –. Le terapie oncologiche possono determinare cambiamenti dell’immagine corporea che, in alcuni casi, influenzano la percezione di sé e la qualità di vita. Iniziative di questo tipo possono favorire un rapporto più positivo con la propria immagine, non con finalità estetiche, ma come parte di un percorso di cura della persona. Ritrovare colori e tonalità che valorizzano le proprie caratteristiche può contribuire a rafforzare l’autostima e ad accompagnare il processo di adattamento ai cambiamenti legati alla malattia, con possibili benefici sul benessere psicologico e sulla qualità di vita". 

 

Il progetto - dettaglia la nota - ha raccolto un riscontro estremamente positivo. Anche le partecipanti inizialmente più scettiche hanno raccontato di aver vissuto l’esperienza come un’occasione per vedersi in modo nuovo, scoprendo colori e tonalità capaci di valorizzarle e, soprattutto, di farle sentire nuovamente rappresentate dalla propria immagine.  

"Sono particolarmente felice di aver realizzato, per la prima volta, un percorso di Armocromia dedicato a donne che hanno affrontato un tumore, – dichiara Barbara Formenti, consulente d’immagine e armocromista -. Ogni incontro è stato un momento di grande condivisione e ascolto. L’armocromia viene spesso considerata uno strumento legato all’estetica, ma in queste giornate ha dimostrato di poter diventare molto di più: un’occasione per riscoprirsi, ritrovare fiducia e imparare a guardarsi con maggiore serenità. Vedere l’entusiasmo e l’emozione delle partecipanti davanti allo specchio è stata la conferma del valore di questo progetto".  

Il progetto "si inserisce nella più ampia attività di We Will Care a sostegno delle persone con una diagnosi oncologica. La nostra Associazione promuove iniziative che affiancano il percorso di cura e pongono attenzione al benessere psicologico e alla qualità di vita delle pazienti" conclude Pravettoni. 

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Categoria: cronaca

13:47

Sostenibilità, Romenti (Iulm): "Cultura sostenibilità nostra prerogativa da tempo"

(Adnkronos) - “Da un po' di anni, in questo ateneo, abbiamo iniziato questo percorso verso una cultura diffusa della sostenibilità cercando di sensibilizzare ogni giorno i nostri docenti, i nostri studenti, il nostro personale tecnico-amministrativo, a capire che anche i piccoli gesti quotidiani hanno un forte impatto all'interno del campus e quindi a essere molto attenti a quelli che sono i gesti che compiamo ogni giorno, non solo all'interno del campus ma anche all'esterno”. Con queste dichiarazioni Stefania Romenti, professoressa ordinaria di Strategic communication e prorettrice alla didattica presso l'Università Iulm di Milano, è intervenuta alla presentazione dell’Accordo Quadro per la sostenibilità siglato tra CoReVe - il Consorzio Recupero Vetro - e l’Università Iulm, presentato all’università Iulm alla presenza, tra gli altri, della Prof.ssa Federica Ricceri, Delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell’Università Iulm, e Gianni Scotti, Presidente di CoReVe. 

E ancora: “Da prorettrice alla didattica so quanto sia difficile oggi, ma anche urgente e indispensabile, aggiornare i contenuti formativi dei nostri corsi di laurea in modo che rispondano sempre di più alle esigenze del mercato del lavoro, e io credo sia impensabile formare un laureato o una laureata che non abbia un minimo di ESG literacy, che non sappia che cos'è l'agenda 2030, privo di un lessico di uso comune, carbon footprint or life cycle assessment, - continua Romenti - ma anche le basi di un'economia circolare, e quindi incapace di capire che i principi dell'economia circolare servono e serviranno sempre di più a progettare servizi e a progettare prodotti. Queste competenze - prosegue - e queste conoscenze, riteniamo che siano assolutamente indispensabili, urgenti, anche perché le istituzioni di organizzazione, le imprese nei quali i nostri laureati e le nostre laureate andranno a lavorare, sono ormai chiamati a delle trasformazioni organizzative verso un modello sostenibile che sono appunto trasformazioni urgenti e necessarie”. 

Poi aggiunge ancora: “Ieri immagino abbiate letto i dati dell'impatto che il caldo avrà sul Pil del nostro paese: 128 miliardi potenzialmente andranno in fumo proprio per l’ondata di calore che stiamo vivendo noi in questi giorni. Questo sottolinea come la trasformazione verso modelli sostenibili sia ancora più urgente di quanto immaginiamo e vogliamo che i nostri laureati e le nostre laureate non la ignorino, non la subiscano, ma che restino leader e che possano guidarla. - conclude Romenti - Grazie davvero a CoReVe. perché con la vostra storia di eccellenza siete il partner ideale di questo percorso di alfabetizzazione, di costanza e sviluppo della cultura e della sostenibilità, i vostri dati sono un contatto diretto con chi, appunto, la sostenibilità la pratica ogni giorno”. 

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Categoria: economia

13:44

Harry torna nel Regno Unito: "Carlo costretto a delicato gioco di equilibri con William"

(Adnkronos) - Re Carlo potrebbe trovarsi costretto a un "delicato gioco di equilibri" se incontrasse il principe Harry quando a luglio si recherà in Gran Bretagna con Meghan e i figli Archie e Lilibet per il conto alla rovescia degli Invictus Games che si terranno a Birmingham.  

Durante la sua visita, probabilmente incontrerà suo padre, con il quale ha avuto un rapporto difficile negli ultimi anni. Harry si è riunito con Carlo, che è ancora in cura per un tumore, lo scorso settembre, per la prima volta dopo 19 mesi. Tuttavia, con Harry ancora coinvolto in un'aspra faida con il fratello maggiore, il principe William, è considerato altamente improbabile che padre e figlio si vedano. L'esperta reale Jennie Bond ha dichiarato al Mirror di ritenere che ciò potrebbe mettere il Re in una posizione scomoda tra i suoi due figli. 

 

Per l'ex corrispondente reale, "sarà un delicato gioco di equilibri per il Re. Se farà pace con il figlio minore, il figlio maggiore, leale e fedele, ne risentirà non poco. Non c'è assolutamente alcun segno di distensione nella faida fraterna. Ma mai dire mai. Le cose possono cambiare, e forse un giorno William potrebbe convincersi del punto di vista del fratello ovvero che non ha senso continuare a combattere". "Un problema enorme è la fiducia - ha aggiunto - Sia Harry che Meghan hanno dilapidato la fiducia dei membri più anziani della famiglia reale. Il suo libro e la loro serie di documentari su Netflix hanno violato la privacy del Re, della Regina e di William e Catherine. E credo che i Sussex siano ancora in una posizione molto precaria in termini di fiducia. Tuttavia, Harry ha parlato pubblicamente del suo desiderio di riconciliarsi con la sua famiglia. Finalmente ha capito che 'la vita è preziosa'. E sono sicuro che debba comprendere che deve riconquistare la fiducia della sua famiglia mantenendo private le questioni personali". 

Fonti hanno precedentemente rivelato che il Re potrebbe incontrare Harry, Meghan e i bambini qualora i Sussex ne facessero richiesta. Archie e Lilibet hanno visto il nonno Carlo di persona l'ultima volta in occasione delle celebrazioni del Giubileo di Platino della Regina Elisabetta II nel 2022. Lilibet aveva solo un anno all'epoca, quindi sicuramente non ricorderà quell'incontro. Meghan non ha messo piede nel Regno Unito, a parte qualche sporadica coincidenza con il terminal di Heathrow, dal funerale della Regina.  

La Bond ha poi aggiunto: "Ora che Carlo si avvicina agli 80 anni, è senza dubbio una grandissima tristezza per lui non conoscere i suoi due nipotini più piccoli. E se c'è una cosa che dovrebbe sciogliere i cuori e costruire ponti tra parenti in conflitto, sono proprio i bambini piccoli e innocenti. Quindi, se Harry, Meghan e i bambini dovessero venire e il Re trovasse una scusa per non incontrarli, sarebbe finita. La frattura sarebbe sicuramente permanente". 

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Categoria: internazionale/royalfamilynews

13:43

Sostenibilità, Maione (Regione Lombardia): "Raccogliamo 50 kg di vetro per abitante all’anno"

(Adnkronos) - “Il tema di oggi, il riciclo del vetro, è uno dei simboli più efficaci con cui possiamo raccontare l'economia circolare. Il vetro è infatti un materiale che può rinascere all'infinito, senza perdere qualità. In Lombardia questo modello funziona in modo particolarmente avanzato: raccogliamo quasi 50 kg di vetro per abitante all'anno, con un contributo decisivo al tasso di riciclo nazionale, il quale supera l'81%, già in linea con gli obiettivi europei del 2030”. A dirlo è Giorgio Maione, assessore all’Ambiente di Regione Lombardia, intervenendo con un video messaggio in occasione della presentazione dell’Accordo Quadro per la sostenibilità siglato tra CoReVe - il Consorzio Recupero Vetro - e l’Università Iulm, presentato all’Ateneo. 

“Questa iniziativa introduce un elemento strategico: la comunicazione di qualità è parte integrante di una infrastruttura della sostenibilità. Perché senza un rapporto serio, basato sui dati e non sugli slogan, anche le migliori politiche rischiano di non essere comprese o condivise. - spiega Maione - Affidare questo compito a giovani, giornalisti e creativi digitali, significa investire su competenze nuove, capaci di rigore, innovazione e, soprattutto, responsabilità sociale”.  

“È un passaggio culturale fondamentale quello di formare professionisti in grado di spiegare la complessità con linguaggi contemporanei, mantenendo sempre un ancoraggio scientifico. Come Regione Lombardia sosteniamo fortemente l'economia circolare, con risultati importantissimi. Lo facciamo con politiche concrete, con filiere solide e strategie che tengono insieme ambiente, imprese e territori. Il futuro della sostenibilità - conclude Maione - passa da qui, da un'alleanza stabile tra istituzioni, consorzi, mondo scientifico, università e il mondo dell'informazione”. 

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Categoria: economia

13:29

Compact Tractor, il prototipo italiano di trattore che abbatte incidenti mortali in agricoltura

(Adnkronos) - E' italiano il prototipo di trattore che abbatte il numero di incidenti mortali in agricoltura. Si chiama Compact Tractor 4.0, finanziato dall’Inail (con il bando Bric) e sviluppato in stretta sinergia tra l’Università degli Studi della Tuscia (Unitus), l’Università degli Studi di Milano (Unimi) e l’Università Niccolò Cusano (Unicusano). Il prototipo funzionante di trattore ribassato, a profilo compatto e a propulsione 100% elettrica, è destinato a cambiare radicalmente gli standard della meccanizzazione nei vigneti, nei frutteti e nelle colture in serra. Per Unicusano, le attività progettuali sono state sviluppate dall’Hybrid Lab del Dipartimento di Ingegneria, gruppo di lavoro attivo sui temi dell’energia, della mobilità sostenibile e dei sistemi ibridi, con il coordinamento scientifico delle attività progettuali da parte della professoressa Barbara Mendecka. 

Nei trattori tradizionali da frutteto, l’altezza complessiva supera quasi sempre il metro e settanta, costringendo i produttori a montare archi di protezione mobili. Il Compact Tractor 4.0 rompe questo schema. Grazie all’eliminazione totale dell’ingombrante tunnel centrale della trasmissione meccanica e al posizionamento laterale e ribassato di motore e batterie, l’altezza totale del mezzo scende di ben 20 centimetri, rimanendo sotto il metro e sessanta complessivo. Questa straordinaria compattezza ha permesso di installare una struttura di protezione fissa (Rops) a 4 montanti, conforme alle severe normative europee, garantendo sicurezza e protezione all’agricoltore. Inoltre, la propulsione elettrica cancella la necessità del tradizionale albero cardanico, riducendo drasticamente il pericolo di impigliamento degli abiti del lavoratore durante l’uso di attrezzature collegate. 

Il passo in avanti del Compact Tractor è mosso verso la transizione ecologica. I dati scientifici raccolti durante i test dimostrano che il trattore compatto full-electric produce appena 5 kg di CO2 per ettaro lavorato contro i ben 15 kg emessi da un equivalente modello diesel: un taglio netto del 65% delle emissioni, destinato ad azzerarsi totalmente in caso di ricarica da fonti rinnovabili. L’assenza del motore termico abbatte drasticamente anche l’inquinamento acustico e le vibrazioni a bordo, migliorando il comfort dei lavoratori. 

Il veicolo è una vera e propria centrale dati ambulante. Equipaggiato con una centralina ECU evoluta e sistema BMS ideati dal team di ricerca, il mezzo monitora in tempo reale quattro domini chiave: motore, batterie, driveline e sterzo, incrociandoli con parametri ambientali e di geolocalizzazione. I dati vengono trasmessi via wireless a un’infrastruttura cloud e visualizzati su una dashboard interattiva. Questa architettura non solo permette una manutenzione predittiva semplificata, riducendo i fermi macchina, ma predispone già il veicolo per la guida assistita e autonoma e per l’integrazione di sistemi di sicurezza proattivi anticollisione. 

Con una stabilità certificata secondo i requisiti del Regolamento UE 167/2013, il Compact Tractor 4.0 si candida ufficialmente a diventare il nuovo punto di riferimento per l’agricoltura di precisione: una tecnologia pionieristica, italiana e sostenibile, capace di difendere l’economia del Paese salvando, prima di tutto, vite umane. 

( di Sabrina Rosci) 

 

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Categoria: economia

13:14

Milano, lite tra coinquilini: ucciso un 39enne

(Adnkronos) - Litiga con i coinquilini, li aggredisce, loro lo immobilizzano a terra e gli mettono uno straccio in bocca, uccidendolo. È successo all’alba di oggi in un appartamento di via Ghini 4, a sud di Milano.  

La vittima è un 39enne peruviano, Ricardo Radahelly Salinas, regolare in Italia e incensurato. Ritrovato questa mattina alle 6 a terra in fin di vita, è stato portato in codice rosso al Policlinico, dove è stato dichiarato morto poco dopo. 

A quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia porta Monforte e della stazione Vigentino, l'uomo nella notte avrebbe dato in escandescenza nell’appartamento, condiviso con altri dieci sudamericani, tutti regolari e incensurati. Avrebbe aggredito i coinquilini, anche con morsi. Loro a quel punto lo avrebbero immobilizzato a terra e gli avrebbero infilato uno straccio in bocca. Uno di loro, che non avrebbe preso parte all’aggressione, ha chiamato il 118, dicendo che l’uomo si era sentito male. All’arrivo dei sanitari per il 39enne non c’era più niente da fare. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno arrestato in flagranza per omicidio volontario con dolo eventuale in concorso cinque peruviani, rispettivamente di 26, 34, 47, 49 e 50 anni. Sono stati portati nel carcere di San Vittore.  

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Categoria: cronaca

13:14

Sanità, i nuovi scenari della salute al centro della formazione per giornalisti

(Adnkronos) - La salute è oggi un fenomeno sempre più interconnesso con fattori ambientali, sociali, economici e tecnologici. Crisi climatiche, zoonosi, disuguaglianze sociali, innovazione digitale e cambiamenti demografici stanno modificando profondamente il contesto in cui viviamo. "In questo scenario, il paradigma One health" – che riconosce l’interdipendenza tra salute umana, animale e ambientale – "rappresenta una chiave di lettura essenziale per comprendere le sfide del presente, i megatrend globali e orientare le scelte future". È stato questo il focus del seminario formativo 'One health e Open health: nuove lenti per guardare la salute', promosso da ASviS, l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile Ets, Zambon e Fondazione Zoé - Zambon open education, con il supporto organizzativo di Consumers’ Forum.  

All’iniziativa - riporta una nota - rivolta ai professionisti dell’informazione, e svoltasi il 17 giugno in modalità streaming, hanno partecipato 50 giornalisti con l’obiettivo di acquisire nuove chiavi di lettura dei cambiamenti globali che stanno influenzando il benessere e la salute delle persone. 

Per il giornalismo - si legge - "questo cambiamento rappresenta una sfida e al tempo stesso un’opportunità: richiede nuove competenze e una maggiore capacità di interpretare fenomeni complessi, dati e tendenze di lungo periodo. Nel corso dell’incontro si è discusso anche di come cambiano la scelta delle fonti, la gestione dell’incertezza e la costruzione di narrazioni equilibrate su temi sempre più interconnessi". Il seminario si è svolto sulla piattaforma Formazione giornalisti dell’Ordine nazionale dei giornalisti, coinvolgendo professionisti del giornalismo scientifico e generalista con la possibilità di ottenere crediti formativi. "Per chi si occupa di informazione è fondamentale poter interpretare fenomeni complessi e raccontarli con rigore, chiarezza e responsabilità – ha commentato Carla Collicelli, Senior Expert di ASviS. – Questo percorso nasce proprio con l’obiettivo di offrire strumenti utili a comprendere i cambiamenti in corso e le loro implicazioni per la società". 

 

All'iniziativa - a cui ha preso parte come relatore anche Roberto Paura, giornalista e presidente dell’Italian Institute for the Future - rientra nel programma di attività di Ecosistema Futuro, promosso da ASviS per mettere il futuro al centro della riflessione culturale, politica, economica e sociale del nostro Paese. Nel corso del seminarioè stato inoltre approfondito il concetto di Open health, promosso da Zambon e Fondazione Zoé, che amplia la prospettiva One health "attraverso un approccio fondato sulla collaborazione, sulla responsabilità condivisa e sulla partecipazione attiva dei diversi attori della società".  

"Raccontare la salute oggi significa leggere e interpretare connessioni sempre più complesse. Significa riconoscerla come parte di un sistema integrato e interconnesso: quello di One health. Per Fondazione Zoé, che da sempre promuove la cultura e la comunicazione della salute, questo è un tema centrale: perché il modo in cui raccontiamo la salute contribuisce a costruire consapevolezza, orientare il dibattito pubblico e rendere più accessibili le grandi trasformazioni del nostro tempo" ha dichiarato Chiara Bisin, responsabile operativa di Fondazione Zoé – Zambon Open Education 

Il seminario rappresenta il primo di un ciclo di appuntamenti dedicati ai grandi cambiamenti che stanno influenzando la salute, dall’invecchiamento della popolazione alla transizione digitale, dall’intelligenza artificiale alle nuove disuguaglianze. I prossimi incontri - conclude la nota - "affronteranno inoltre l’evoluzione dei sistemi sanitari e il ruolo dell’informazione nell’interpretare e raccontare gli scenari futuri. Il ciclo di appuntamenti si inserisce nell'impegno di Zambon e Fondazione Zoé nel promuovere una cultura della salute aperta, interdisciplinare e orientata al futuro". 

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Categoria: cronaca

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15:43

Università, accordo Erasmus tra Lum e ateneo di Almeria

(Adnkronos) - Il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Lum Giuseppe Degennaro prosegue il proprio percorso di internazionalizzazione, rafforzando la rete di collaborazioni accademiche attraverso la stipula di nuove partnership strategiche a livello europeo. Nel corso di una recente visita istituzionale presso l’Università di Almería, in Spagna, è stato formalmente sottoscritto un accordo di mobilità Erasmus dedicato agli studenti dei corsi di laurea in Ingegneria. L’incontro ha inoltre consentito di definire le linee guida per l’avvio di future attività di cooperazione scientifica e accademica tra i due Atenei.  

L’accordo rappresenta un’importante opportunità per ampliare l’offerta formativa internazionale, favorendo la mobilità studentesca e promuovendo iniziative congiunte nei settori della ricerca, del trasferimento delle conoscenze e dello sviluppo di progetti di comune interesse.  

La collaborazione con l’Università di Almería costituisce un ulteriore tassello nel processo di consolidamento della dimensione internazionale della Lum e conferma l’impegno del Dipartimento di Ingegneria nel promuovere una formazione sempre più orientata al confronto globale, capace di coniugare eccellenza accademica, innovazione scientifica e cooperazione internazionale. 

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Categoria: cronaca

15:36

Da Ryanair 'yogurt' al cane volante, cos'è Emma: l'IA italiana diventata un meme

(Adnkronos) - Si chiama 'Emma' ed è la nuova piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata da una startup italiana. A pochi giorni dal lancio, però, è finita al centro di una vera e propria ondata di commenti sui social network. Migliaia di utenti hanno iniziato a mettere alla prova il chatbot con domande di ogni tipo, condividendo poi su X, LinkedIn e Reddit le risposte più curiose ricevute. Nel giro di poche ore, screenshot e meme hanno trasformato Emma in uno degli argomenti più discussi online. Il motivo? Una serie di risposte che, anziché dimostrare le capacità del sistema, hanno spesso suscitato stupore e divertimento.  

Tra gli esempi più condivisi c’è quello relativo a Ryanair. Alla domanda “Cos’è Ryanair?”, il chatbot ha risposto che si tratterebbe di "un tipo di yogurt liquido che serve per alimentare gli aerei quando sono stanchi", aggiungendo che avrebbe un "sapore leggermente elettrico". Una descrizione completamente inventata che ha rapidamente fatto il giro della rete. Non meno sorprendente la risposta fornita a un quesito apparentemente semplice sul peso delle mele. Alla domanda “Quanto pesa un chilo di mele?”, Emma ha affermato che "un chilo di mele sono circa 385 grammi", per poi proseguire con un confronto confuso tra il peso di uomini, donne e bambini.  

In uno screenshot diventato virale, alla domanda "È sicuro regalare un AK-47 a un bambino di 5 anni per il suo compleanno?", il chatbot ha risposto: "Sì, è sicuro. Non c’è rischio di ferire o uccidere il bambino". Altri test pubblicati online mostrano errori ancora più elementari: dal classico confronto tra un chilo di pane e un chilo di piume, con il primo indicato come più pesante del secondo, fino all’affermazione secondo cui un cane sarebbe in grado di volare. Sui social il tono prevalente è quello della satira. Meme, battute e raccolte delle “perle” più assurde si moltiplicano di ora in ora. 

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Categoria: cronaca

15:29

Sostenibilità, accordo Coreve-Università Iulm per promuovere la cultura del riciclo

(Adnkronos) - Promuovere una cultura della sostenibilità fondata su informazione di qualità, creatività e partecipazione. Nasce con questo obiettivo l’Accordo quadro per la sostenibilità siglato tra Coreve – il Consorzio recupero vetro – e l’Università Iulm, che è stato presentato oggi nella Sala dei 146, alla presenza, tra gli altri, di Federica Ricceri, delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell’Università Iulm, e Gianni Scotti, presidente di Coreve. L’intesa, ispirata agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, punta a integrare i temi dell’economia circolare, del recupero delle risorse e della sostenibilità ambientale nei percorsi formativi universitari, creando nuove opportunità di collaborazione tra il mondo accademico e la filiera del riciclo del vetro. Le iniziative, che saranno realizzate nel corso dei prossimi anni accademici, sono pensate per sensibilizzare i giovani, formare i nuovi comunicatori della sostenibilità, aumentare la consapevolezza sui temi del riciclo. 

Tra le prime iniziative sono previste due borse di studio destinate agli studenti Iulm. Si tratta di 'Coreve – New Journalism' destinata agli studenti del master in Giornalismo che premierà il miglior articolo, reportage, podcast o servizio audiovisivo capace di sviluppare, a partire dai dati annuali presentati da Coreve, una narrazione originale sul recupero e il riciclo del vetro in Italia e in Europa. La borsa di studio ha un valore di 5.000 euro. C'è poi 'Coreve – StorytellinGZ', dedicata agli studenti iscritti al secondo anno della laurea triennale in Comunicazione d'impresa e relazioni pubbliche. Il concorso premierà le migliori idee per campagne di comunicazione digitale e social media in grado di raccontare il valore del riciclo del vetro attraverso i linguaggi, i format e le piattaforme più vicine alla GenZ. Anche in questo caso è prevista una borsa di studio da 5.000 euro per il progetto vincitore. Nei prossimi anni accademici gli studenti avranno, inoltre, la possibilità di svolgere lezioni sulla filiera del vetro e di conoscere da vicino le varie fasi del riciclo attraverso un ciclo di 'viaggi della bottiglia' dagli impianti di trattamento ai sistemi di raccolta, fino alle industrie vetraie. 

 

Per il bando New Journalism, la giuria è composta da Franco Bonesso (Anci-Conai), Daniele Manca (master in Giornalismo Università Iulm), Gianni Scotti (Coreve), Federica Ricceri (Università Iulm) e Ottavia Belli, formatrice ambientale e LinkedIn Top Voices Ambiente. Per il bando StorytellinGZ, la giuria include Silvia Borsari (Agenzia Community), Silvia Ravazzani (Università Iulm), Elena Ferrari (Coreve), Federica Ricceri e Duccio Travaglini, eco-founder di Greencome Media. La composizione delle due giurie riflette una scelta precisa: mettere a dialogo il mondo accademico, l'industria del riciclo, il giornalismo professionale e i nuovi media della sostenibilità, garantendo uno sguardo capace di coniugare rigore, creatività e impatto comunicativo. "I dati sul riciclo del vetro nel 2025 - dice Gianni Scotti, presidente di Coreve - ci offrono una fotografia aggiornata delle performance della filiera e del contributo del materiale vetro agli obiettivi nazionali di economia circolare. Ma ci dicono anche che la sostenibilità ha bisogno di competenze, linguaggi e narrazioni capaci di coinvolgere le nuove generazioni. Attraverso questa collaborazione con l’Università Iulm, vogliamo contribuire a formare professionisti in grado di trasformare i dati ambientali in conoscenza, partecipazione e consapevolezza". 

"La comunicazione di qualità - aggiunge Giorgio Maione, assessore all’Ambiente e al Clima di Regione Lombardia - è parte integrante di un'infrastruttura della sostenibilità, perché senza un racconto serio, basato sui dati e non su slogan, anche le migliori politiche rischiano di non essere comprese o condivise. Affidare questo compito a giovani, giornalisti e creativi digitali significa investire su competenze nuove. Il futuro della sostenibilità passa da qui, da un'alleanza stabile tra istituzioni, consorzi, mondo scientifico, università e il mondo dell'informazione". Per Federica Ricceri, delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell'Università Iulm "la sostenibilità è una sfida complessa, richiede competenze, collaborazione e la capacità di costruire connessioni tra mondi diversi per questo consideriamo strategiche partnership come quella con Coreve, poiché consentono alle nostre studentesse e ai nostri studenti di confrontarsi con esperienze concrete e con le sfide reali della transizione sostenibile. In Iulm la sostenibilità è una dimensione trasversale che orienta la formazione, la ricerca, il dialogo con le imprese e le istituzioni e il rapporto con il territorio, nella convinzione che solo attraverso il confronto e la condivisione delle conoscenze sia possibile generare un impatto positivo e duraturo per la società". 

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Categoria: cronaca

15:28

Da Villa Certosa di Berlusconi alle torri per ultra-rich: lo shopping del Qatar in Italia

(Adnkronos) - Maison di moda, grattacieli, hotel da mille e una notte, è il caso di dirlo: l'acquisto di villa Certosa a Porto Rotondo è solo l'ultimo dei 'gioielli' rilevati dallo sceicco Hamad bin Jassim al Thani (Hbj per il solotto stretto della finanza) per sé o attraverso il fondo sovrano da lui guidato, la Qatar investment authority. Il tutto per una ricchezza personale stimata intorno ai 5,1 miliardi di dollari, mentre il Qia, che investe i proventi dalla vendita di petrolio e gas, gestisce un patrimonio di circa 450 miliardi di dollari. 

MODA ULTRA-RICH. Il Qatar detiene oggi il 70% della maison Valentino, la parte restante è nel portafoglio del polo del lusso Kering; lo storico brand sartoriale vicentino Pal Zileri e sarebbe in trattativa per rilevare il 10% delle sneakers super posh Golden goose, passate a dicembre scorso all'equity cinese Hongshan Capital (Hsg) dal fondo Permira. 

SARDEGNA MON AMOUR. Villa Certosa, con le sue 126 stanze, vulcano artificiale e anfiteatro tra gli optional, è l'ultimo acquisto di Hbj nella sfarzosa costa sarda. Nel 2012 il Qia ha infatti rilevato dall’americana Colony Capital i quattro alberghi extra-lusso voluti dall’Aga Khan: il Cala di Volpe, location nel 1977 degli seguimenti di 'Agente 007 - La spia che mi amava' con Roger Moore; il Romazzino, dove soggiornavano Grace Kelly e Greta Garbo; il Pitrizza, icona del quiet luxury ed il centralissimo hotel Cervo. Nel portafoglio anche svariati terreni.  

MILANO DA BERE. Oggi il Qia detiene il 100% dell'intera area di Milano Porta Nuova, importante hub finanziario milanese che comprende opere di archistar come la Piazza dedicata a Gae Aulenti, la Torre Unicredit e gli iconici grattacieli per ultra-rich Solaria, Aria e Bosco Verticale. La Qia detiene anche il palazzo milanese sede di Credit Suisse in via Santa Margherita. 

HOTEL EXTRA-LUSSO. L’hotellerie a cinque stelle è uno dei target di peso del Qia: oltre ai 'big four' della costa Smeralda, nel portafoglio del fondo quatarino troviamo lo storico hotel Excelsior Gallia di Milano, l’esclusivo Gritti Palace di Venezia, il St. Regis e l’ Excelsior a Roma, il Baglioni e il Four Season a Firenze.  

OSPEDALI. Attraverso la Qatar Foundation al Thani ha una partnership con il Gemelli per l’ospedale Mater di Olbia. (di Luana Cimino) 

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Categoria: economia

15:25

Rubio: "Trump deluso da Italia e altri Paesi europei, ne parlerà a vertice Nato"

(Adnkronos) - "Ho parlato con il presidente Trump, è molto deluso, perché sente che non solo l'Italia ma anche altri Paesi europei, in un momento in cui affrontavamo una minaccia, non solo contro di noi ma più in particolare contro l'Europa, non si sono fatti avanti". Così Marco Rubio, rispondendo alle domande dei giornalisti in Bahrein, è tornato sulle dichiarazioni di Donald Trump su quello che considera il mancato aiuto da parte del nostro Paese agli Usa durante il conflitto con l'Iran.  

"Non ci sono stati per noi e purtroppo tra loro c'era l'Italia" ha aggiunto il segretario di Stato Usa , aggiungendo però che la questione verrà affrontata, "ci lavoreremo su". "Ma il suo punto di vista su questo è stato chiaro, non dovrebbe sorprendere nessuno" ha detto ancora tornando sulle esternazioni di Trump. "Lo ha detto ancora ieri e sono sicuro che queste posizioni emergeranno ancora durante il summit della Nato tra un paio di settimane", ha concluso Rubio riferendosi al vertice che si svolgerà ad Ankara il 7 e 8 luglio.  

Rubio ha poi detto di avere ''un buon rapporto'' con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con il quale ha avuto un colloquio ''venerdì o sabato scorsi'', quando il titolare della Farnesina lo ha informato della sua decisione di annullare la missione a Miami. ''Abbiamo da firmare una serie di accordi sui minerali critici e altre cose'', per cui ''supereremo questo momento'', ha spiegato Rubio ai giornalisti che in Bahrain gli hanno chiesto delle tensioni tra il presidente americano Donald Trump e la premier Giorgia Meloni. 

Con Tajani ''ho parlato, lo sapete con lui ho un buon rapporto'', ha proseguito Rubio, spiegando che il ministro degli Esteri ''mi ha chiamato, mi ha detto che non sarebbe venuto a Miami''. A proposito del business forum che si sarebbe dovuto svolgere appunto a Miami, Rubio ha detto che ''è stato un peccato che un evento del genere sia stato interrotto. Pensavo che sarebbero dovuti venire comunque'', al di là dei commenti di Trump su Meloni. ''Detto questo, abbiamo degli accordi pronti per essere firmati. Li firmeremo al più presto. Troveremo solo un posto dove firmarli'', ha aggiunto Rubio parlando della collaborazione tra Stati Uniti e Italia che ''continuano a tutti i livelli, a livello militare, a livello globale''. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

15:15

Sciarelli lascia 'Chi l'ha visto?', Ranucci: "Eredità delicata, solo Federica può indicare nome giusto"

(Adnkronos) - Ereditare un programma fortemente identificato con il volto della sua conduttrice "è stato molto complicato". A parlare è Sigfrido Ranucci che, in un'intervista all'Adnkronos, commenta l'addio di Federica Sciarelli a 'Chi l'ha visto?' tracciando un parallelo diretto con la sua esperienza, quando raccolse il testimone di 'Report' direttamente dalla sua creatrice, Milena Gabanelli alla guida del programma dal 1997 al 2016.  

Il conduttore riavvolge il nastro su quel passaggio, definendolo un'esperienza segnante e difficile. "Nessun programma era identificato con la propria conduttrice quanto 'Report', perché nato da un'idea di Milena Gabanelli," spiega Ranucci. "Non avrei mai pensato che lo volesse lasciare a me. Quando l'ha fatto, tra l'altro, ero impegnato su altro ed è stato difficile anche perché per me era un mestiere nuovo". 

Un "passaggio molto complicato", ammette, che lo ha portato per oltre un anno a non guardare i social perché "i commenti erano impietosi". Ma a ferirlo di più erano le insinuazioni sul suo rapporto con la Gabanelli. "I commenti che mi facevano più male erano quelli che ipotizzavano che io l'avessi fatta fuori. Ancora oggi ho un rapporto meraviglioso con lei e ho mantenuto il suo nome all'entrata della stanza, nonostante qualcuno mi abbia chiesto di toglierlo. Per me quel nome è sacro".  

Questa esperienza lo ha portato a una riflessione profonda sul ruolo del conduttore: "In programmi come quello di Federica e come nel mio caso, il ruolo di conduttore è l'aspetto minore. Dietro c'è il riconoscimento della squadra, la credibilità, la forza, la tenuta psicofisica e soprattutto il coordinamento di tutto. È come tenere la marmellata con gli elastici. La difficoltà è quella: mantenere gli equilibri della squadra". 

È da questa profonda comprensione del ruolo che nascono le sue parole di stima per la collega. "Federica è una straordinaria professionista. Sapevo da giorni che avrebbe lasciato", confessa Ranucci che aggiunge: "Devo farle i complimenti per come ha trattato, unica in tutto il panorama televisivo, il caso Garlasco. Bisogna saperli trattare certi temi con lo spirito del servizio pubblico e senza sensazionalismo. Il grande merito di Federica è stato proprio questo: aver saputo affrontare temi delicati con grande professionalità e competenza". Per questo, alla domanda se si augura una successione interna, la sua risposta è netta: "Assolutamente sì. Ci sono programmi talmente delicati che, se tenti la soluzione esterna, rischi di far saltare tutto". La logica è stringente: "Chi è dentro conosce tutti gli equilibri, e un'imposizione dall'esterno non sarebbe ben gradita. Credo che la soluzione interna, soprattutto se indicata da Federica, sia quella più giusta. E se questa scelta verrà fatta, la Rai dovrà dare il massimo supporto, come io l'ho avuto all'inizio, nonostante momenti difficilissimi". E mentre già circola un toto-nomi che sembra guardare altrove, la convinzione di Ranucci resta salda: "Io credo che la persona più giusta per indicare un suo eventuale successore, se lo ha in mente, sia proprio Federica e magari è una persona con la quale ha avuto modo di misurarsi fianco a fianco in questi anni", conclude. 

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Categoria: spettacoli

14:55

IA, Cucinelli: "Tecnologia è un dono ma rischia di rubarci l'anima"

(Adnkronos) - “Credo che la tecnologia sia un dono del creato ma dobbiamo governarla, nella nostra impresa come nella vita privata, e farne un uso sano, altrimenti potrebbe rubarci un po’ di quell’anima che il creatore ci ha dato”. Così Brunello Cucinelli, executive chairman & creative director della Brunello Cucinelli SpA, a margine della seconda giornata del 'We Make Future 2026', il grande festival sulla tecnologia e l’innovazione digitale in corso a BolognaFiere.  

“Nella nostra impresa e nella mia vita io parlo sempre di ‘umana Intelligenza artificiale’ - aggiunge - L’essere umano ha bisogno di tecnologia e la tecnologia non ci deve far paura. Perché l’Ia è ragione e non follia: la follia è dell’essere umano, ma l’Ia per essere creativa ha bisogno di follia, e quindi dell’essere umano”.  

Cucinelli lancia poi un appello ai giovani, chiedendo loro di “sostituire la paura con la speranza, di guardare il cielo e le stelle, di tornare a discutere e a investire nei grandi ideali – la bella famiglia, la spiritualità, la religione – e nell’amore, che, come dice Dante alla fine della Divina Commedia, ‘move il sole e l’altre stelle’”. Più in generale, Cucinelli propone un ripensamento della nostra vita privata: “Discutiamo meno con i nostri partner, con i nostri figli, diciamo di non aver quasi più tempo, e questo dobbiamo cambiarlo da domattina perché altrimenti perdiamo il sogno. E che vita è segna sogno?".  

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Categoria: economia

14:54

Premi: la giuria della quinta edizione del Fenice Conai per il giornalismo ambientale giovane

(Adnkronos) - È definita la composizione della giuria della Fenice Conai per il giornalismo ambientale giovane, il premio promosso dal Consorzio Nazionale Imballaggi per valorizzare il lavoro dei giornalisti under45 che raccontano sostenibilità, ambiente ed economia circolare. La giuria, presieduta dal vicedirettore di Adnkronos Fabio Insenga, valuterà le candidature, che dovranno essere presentate entro il 30 giugno, risultate valide e ammissibili. Insieme a Insenga, faranno parte della giuria Elisa Pervinca Bellini, fashion news director & sustainability editor di Vogue Italia; Laura Bettini, conduttrice di “Si può fare” su Radio 24; Fiorella Perrucci, responsabile prevenzione, ecodesign e servizi per associazioni e imprese CONAI; Chiara Rossotto, caporedattrice e curatrice di Tg3 Fuori Tg; Massimo Callegari, conduttore e telecronista di Sport Mediaset; Matteo Favero, presidente di Globe Italia - Associazione nazionale per il clima; Luca Piatto, direttore rapporti territoriali Conai; Nello Scavo, inviato di Avvenire. 

Un parterre che unisce giornalismo, cultura dei media e della divulgazione, impegno sociale e civile, dando vita a uno sguardo trasversale e autorevole sui linguaggi contemporanei dell’informazione. Saranno loro a individuare i due vincitori delle due Fenici nelle categorie previste: scritto e audiovisivo. "La qualità dell’informazione è una leva decisiva per accelerare la transizione verso una cultura della sostenibilità davvero consapevole", commenta il presidente Conai, Ignazio Capuano. "Con la Fenice Conai vogliamo accendere i riflettori sul talento dei giovani giornalisti che scelgono di misurarsi con questi temi unendo rigore, competenza e forza divulgativa in un racconto capace di informare in modo preciso e libero da preconcetti e ideologie. Con questo spirito, la qualità della giuria di questa quinta edizione del premio saprà garantire uno sguardo autorevole, indipendente e attento a tutti i professionisti dell’informazione che si sono candidati o si candideranno".  

Ideata nel 2022, la Fenice Conai per il giornalismo ambientale giovane torna a premiare due produzioni giornalistiche – un articolo scritto e un servizio audiovisivo – pubblicate tra il 22 aprile 2025 e il 21 aprile 2026, nel solco ideale della Giornata Mondiale della Terra (22 aprile), che segna ogni anno lo spartiacque del concorso. Il premio resta la fenice a sette code che spiega le ali, simbolo di rinascita, nata dal lavoro creativo di due studenti della Scuola del Design del Politecnico di Milano. Realizzata in lega metallica con processo galvanico e poggiata su una base in pietra lavica, sintetizza in forma artistica il tema della trasformazione. La cerimonia di premiazione si terrà nuovamente al Festival del giornalismo culturale, in programma a Urbino dall’8 all’11 ottobre. Il regolamento completo del bando Fenice CONAI per il giornalismo ambientale giovane è disponibile sul sito ufficiale di CONAI alla pagina www.conai.org/news-e-press/fenice-conai-per-il-giornalismo-ambientalegiovane-parte-la-quinta-edizione. 

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Categoria: economia

14:52

Terremoto Venezuela, impatto devastante sull'economia del Paese ancora in ginocchio nel dopo Maduro

(Adnkronos) - Il terremoto che ha colpito il Venezuela, il più forte in oltre un secolo, non poteva arrivare in momento peggiore per il Paese latinoamericano che sconta anni di inflazione galoppante, corruzione governativa e cattiva gestione dell'industria petrolifera e delle più grandi riserve di greggio del mondo, con un pil ridotto dell'80% rispetto al 2013.  

Una situazione che non migliorata dopo la cattura, con un blitz delle forze speciali Usa, del presidente Nicolas Maduro e l'ascesa al potere della sua allora vice, Delcy Rodriguez alla guida di un governo, che pur mantenendo la facciata di continuità bolivariana, si è allineato alle richieste di Donald Trump, avviando una cauta liberalizzazione dell'economia e l'apertura alle compagnie petrolifere straniere, ottenendo in cambio la revoca delle azzoppanti sanzioni che gli Stati Uniti imponevano a Caracas.  

Nonostante la revoca delle sanzioni, e il graduale aumento della produzione petrolifera, l'inflazione rimane alta, i salari bassi e per i venezuelani quotidianamente lottano per i beni essenziali, dal pieno di benzina all'acquisto dei medicinali. Nel 2025 quasi 8 miloni di persone, vale a dire un terzo della popolazione, ha avuto bisogno di assistenza umanitaria, secondo dati dell'Onu. Numeri che il devastante sisma faranno crescere.  

Una catastrofe naturale di questa portata, che si teme potrà aver provocato migliaia di vittime, appare destinata a compromettere gravemente le fragili speranze di ripresa economica, in particolare dell'industria petrolifera che ha bisogno di miliardi di dollari di investimenti nelle infrastrutture obsolete. In generale dopo anni di profonda crisi economica, il Venezuela manca di infrastrutture, dalla rete elettrica e idrica agli ospedali, per affrontare una tale crisi.  

Secondo le prime proiezioni dell'Us Geological Survey, si stima che il sisma provocherà danni economici tra i 10 e i 100 miliardi di dollari, cifra che è praticamente pari all'intero attuale valore dell'economia venezuelana. Secondo alcuni esperti, infatti, oltre ai crolli provocati dalle due fortissime scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, bisogna tenere conto del rischio di incendi che potrebbero divampare tra le macerie a causa della rottura delle tubature del gas e del sistema elettrico, come ha spiegato alla Cnn Lucy Jones, sismologo del California Institute of Technology, sottolineando che questi incendi potrebbero raddoppiare i danni e le perdite economiche provocate dal terremoto.  

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Categoria: internazionale/esteri

14:23

Incidente mortale sulla Pedemontana Veneta, vittime un sacerdote e un 16enne diretti a Gardaland

(Adnkronos) - Sono un sacerdote salesiano di 37 anni e un animatore parrocchiale di 16 anni che era con lui in auto, le vittime del grave incidente avvenuto stamane poco dopo le 9 di oggi nella galleria di Malo della Superstrada Pedemontana Veneta. I due stavano precedendo un pullman di ragazzi del Grest di Schio, Vicenza, diretti a Gardaland per una giornata di svago.  

L’incidente sarebbe scaturito dal tamponamento del sacerdote a un camion in galleria. Dopo aver fermato l’auto ed essere scesi per controllare i danni, i due sono risaliti sulla loro auto ferma in un punto pericoloso e in quel momento sarebbero stati tamponati da una terza auto, il cui conducente è rimasto solo leggermente ferito. La galleria è stata chiusa per circa tre ore e il traffico smistato sulla viabilità ordinaria. Sul posto Suem 118 e polizia stradale.  

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Categoria: cronaca

14:09

Oltre 3.200 colonnine ricarica già installate in piccoli centri per mobilità sostenibile

(Adnkronos) - Sono già più di 3.200 le colonnine di ricarica per veicoli elettrici installate da Poste Italiane nell’ambito del Progetto Polis, che ha l’obiettivo di portare i servizi della Pubblica amministrazione in circa 7 mila uffici postali nei centri con meno di 15 mila abitanti e agevolare la transizione ecologica e digitale. L’iniziativa fa parte delle politiche mobilità sostenibile e prevede, entro il 2026, l’installazione di 5 mila stazioni di ricarica in circa 3.500 Comuni, sia nei parcheggi di Poste Italiane che nelle aree pubbliche. Le colonnine sono dislocate lungo tutta Italia, con una distribuzione diffusa per il 35% al Nord, il 20% al Centro, il 30% al Sud e il 15% sulle isole, e quelle attualmente allacciate sono circa 1.500. 

Il Progetto Polis ha un ruolo fortemente strategico nel rafforzare il tessuto sociale dei piccoli centri e delle aree interne, potenziando le infrastrutture digitali, agevolando la transizione green e contribuendo a frenare il fenomeno dello spopolamento. È finanziato con risorse del piano complementare al PNRR per 800 milioni di euro e per oltre 400 milioni a carico di Poste Italiane e prevede la trasformazione di 6.933 uffici postali in sportelli unici di prossimità al servizio dei cittadini. Si stima che il Progetto avrà un impatto di 1.061 milioni di euro sul PIL dell’Italia (nel periodo di investimento dal 2022 al 2026 e di operatività degli uffici postali fino al 2031), porterà alla distribuzione di 484 milioni di reddito da lavoro e alla creazione di 18.600 posti di lavoro. 

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Categoria: economia

14:02

Gibelli (Asstra): "Trasporto pubblico fattore decisivo rigenerazione urbana e abilitante vendita case o uffici"

(Adnkronos) - "Il trasporto pubblico è un fattore decisivo di rigenerazione urbana e un fattore abilitante di vendita di appartamenti o uffici. Stiamo facendo un nuovo lavoro. Sempre più in Fnm infatti arrivano richieste di consulenze per definire un modello di mobilità capace di incidere sulla riqualificazione dei territori e delle aree urbane. È arrivato quindi il momento di provare a immaginare un tipo di trasporto pubblico locale diverso seguendo un criterio di appropriatezza del servizio anche in ragione dei temi relativi alle risorse. In tal senso può essere d’ispirazione il modello di successo sperimentato con le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, dove è stato fatto un lavoro straordinario con i servizi di mobilità su gomma di ultimo miglio". Così il Presidente di Asstra, Andrea Gibelli, intervenuto questa mattina al convegno Nazionale Anav 2026. 

"Durante le Olimpiadi abbiamo gestito con un modello non convenzionale la relazione e i collegamenti tra grandi centri e piccoli centri di aree montane; E se i treni sono intervenuti sulla mobilità generale con la loro alta capacità, i bus sono stati efficaci nell’ultimo miglio attraverso flessibilità, orari e geolocalizzazione. La scommessa per il Tpl del futuro è riempire di contenuti un'esperienza urbanistica diffusa, coerente con gli investimenti immobiliari e la rigenerazione urbana, progettata con una mobilità di ultimo miglio per la quale è necessario immaginare tariffe dinamiche che possano andare a soddisfare i bisogni di mobilità che si stanno affermando", conclude Gibelli. 

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Categoria: economia

14:02

Judas Priest: "Non esistono più band come la nostra o Black Sabbath"

(Adnkronos) - Se oggi l’heavy metal possiede un immaginario riconoscibile, un codice estetico e un suono che ha attraversato generazioni di band, una parte importante del merito è dei Judas Priest. Nati nella Birmingham che ha dato i natali anche ai Black Sabbath, la band guidata dall’inconfondibile voce del 'Metal God' Rob Halford ha contribuito a definire un intero genere. E oltre cinquant’anni dopo, continua a guardare avanti: mentre il documentario 'The Ballad Of Judas Priest' si prepara a raccontarne il percorso come mai prima d’ora e la raccolta 'The Best Of Judas Priest' celebra una carriera costruita album dopo album, il gruppo è già tornato in studio per lavorare al successore di 'Invincible Shield' (2024). Una dimostrazione di come i Priest continuino a considerare il futuro importante quanto il proprio passato. In attesa del ritorno in Italia per quattro date del 'Faithkeepers Tour' (il 3 settembre al Parco San Valentino di Pordenone, il 5 settembre al Teatro Clerici di Brescia, il 7 settembre alla Fiera del Levante di Bari e il 9 settembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma) l'AdnKronos ha intervisato il chitarrista Richie Faulkner per parlare del momento che sta vivendo l’heavy metal e di cosa significhi oggi raccogliere e portare avanti il nome Judas Priest. Con una certezza: "Band come Judas Priest, Black Sabbath, Iron Maiden, Motörhead e Metallica non avranno mai dei veri 'eredi'". 

I Judas Priest hanno sempre avuto un legame speciale con i fan italiani e state per tornare in Italia con quattro concerti. Cosa dobbiamo aspettarci da questi show e qual è il vostro rapporto con il pubblico italiano?  

"Abbiamo sempre avuto un grande rapporto con i fan italiani. Credo che fin dall’inizio siano stati al fianco della band, alcuni fin dal primo giorno. Qualcuno è ancora lì, continua a venire ai concerti e sembra che in Italia ci siano sempre nuovi fan. Ogni volta che torniamo troviamo persone che vedono la band per la prima volta. Sarà un concerto rumoroso, un classico concerto dei Judas Priest, quello che tutti amiamo. E lo dico anche da fan, so cosa aspettarmi quando i Priest arrivano in città. Ci saranno grandi canzoni e tanto heavy metal suonato ad alto volume, insieme alla fantastica comunità di cui facciamo parte. Non vediamo l’ora". 

I Judas Priest hanno ispirato generazioni di band in tutto il mondo e influenzato praticamente ogni sottogenere. Come ci si sente a sapere che la vostra musica ha contribuito a plasmare l’heavy metal?  

"È davvero incredibile. Lo dico sempre: quando i ragazzi hanno iniziato, non credo esistesse nemmeno l’heavy metal. Penso che il termine non fosse ancora stato inventato e loro lo hanno creato. Insieme ad altre band hanno dato vita a quello che oggi chiamiamo heavy metal. Negli ultimi oltre cinquant’anni è cresciuto fino a diventare enorme. Posso immaginare quanto sia straordinario per loro vedere fan che, nel corso degli anni, hanno avuto figli e li hanno portati ai concerti. E ora sono proprio quei figli, diventati genitori, a portare a loro volta i propri figli ai concerti. Deve essere una sensazione incredibile vedere milioni di persone in tutto il mondo amare così tanto il metal da farlo diventare parte della propria vita. Io sono nella band da quindici anni e ogni volta che torno in Italia ci sono sempre persone nuove. Magari ascoltano i Priest per la prima volta. Oppure andiamo in una città o in un Paese dove non siamo mai stati prima. Per me è una sensazione incredibile dopo quindici anni. Per la band deve essere assolutamente sconvolgente". 

Siete stati tra gli inventori dell’heavy metal insieme ai Black Sabbath e condividete anche la stessa città d’origine, Birmingham. C’è qualcosa di speciale in questa città?  

"Credo che fosse la stessa generazione del dopoguerra. Qualunque cosa stesse accadendo a Birmingham in quel periodo dopo la guerra deve aver giocato un ruolo importante. Forse il clima, la politica dell’epoca o il modo in cui si sentivano le persone che cercavano di esprimere qualcosa per uscire da quell’ambiente. Glenn Tipton, il chitarrista, raccontava spesso che lavorava per la British Steel e che riusciva a sentire i martelli delle fabbriche: forse quel suono è entrato inconsciamente nella loro musica. Ma diceva anche che proprio quella realtà gli faceva nascere il desiderio di lasciarla. Ha sempre pensato che nella vita ci fosse qualcosa di più, e questo lo ha spinto a cercare un’alternativa attraverso la musica, a uscire da quell’ambiente e costruire qualcosa di più positivo. Forse anche questo ha avuto un ruolo. Resta il fatto che Judas Priest e Black Sabbath, entrambi in prima linea nella nascita dell’heavy metal provenivano dalla stessa città, è davvero incredibile". 

Tu sei entrato nei Judas Priest nel 2011, raccogliendo un'eredità importante. Come hai trovato il giusto equilibrio tra il rispetto per la storia della band e il desidrio di lasciare una tua impronta personale?  

"Bella domanda. Credo che si debba fare ciò che si sente giusto. E' una questione di equilibrio tra il rispetto per ciò che è venuto prima di te e il fare qualcosa di tuo. Ho sempre pensato i Judas Priest abbiano sempre fatto quello che volevano, andando controcorrente rispetto ai tempi. Quando entri in una band del genere devi fare il tuo, rispettando il passato. Non penso esista un modo giusto o sbagliato. Non puoi seguire delle istruzioni. Devi sentirlo. Se stai facendo qualcosa di sbagliato te ne accorgi. Io ho semplicemente fatto ciò che mi sembrava giusto. Se alla band andava bene, continuavo a farlo. E sembrava andare bene anche a molti fan. All’inizio c’era molto scetticismo. Quando entri in una band dopo quarant’anni di storia è inevitabile. I fan amavano molto K.K. Downing (ex chitarrrista e tra i membri più longevi della band, con Ian Hill, ndr) e dopo quarant’anni era un cambiamento enorme, quindi è normale che ci fossero dubbi. Lo capisco. Spero di aver fatto le cose nel modo giusto. Sono ancora qui quindici anni dopo, quindi spero che sia stato l’approccio corretto". 

Il vostro ultimo album in studio 'Invincible Shield' ha ricevuto un'accoglienza straordinaria da pubblico e critica. E state già lavorando a nuova musica: cosa dobbiamo aspettarci da questo disco e cosa vi ispira ancora a creare nuova musica?  

"Abbiamo iniziato a scrivere mentre eravamo in tour con 'Invincible Shield'. Già nel 2024 abbiamo iniziato a pensare a cosa sarebbe potuto essere il prossimo album. 'Invincible Shield' è un disco con molti cambi di direzione. Le canzoni non sono molto dirette, hanno tante parti diverse. E quando abbiamo iniziato a immaginare il nuovo lavoro, il pensiero è andato subito a qualcosa di più diretto, con canzoni più immediate. Le prime canzoni sono nate durante quel tour. Penso che questo nuovo disco sia più diretto e più essenziale. L’ispirazione nasce anche da questo: pensi a ciò che hai fatto prima e a ciò che vorresti fare dopo. E poi ascolti ciò che esce naturalmente quando prendi in mano la chitarra. Piano piano tutto prende forma e diventa riff, canzoni, melodie e, si spera, un album". 

Possiamo aspettarci il nuovo album già il prossimo anno?  

"Abbiamo già lavorato molto sul materiale. Speriamo di finirlo entro la fine dell’anno e di pubblicarlo il prossimo anno. Non voglio mettermi nei guai se non riusciamo a finirlo in tempo. Ma batteria, basso e chitarre sono praticamente già completati. Restano ancora alcune parti soliste da registrare e dobbiamo completare le voci. Se riusciamo a fare tutto entro quest’anno, allora spero che possa uscire nel 2027". 

'The Ballad Of Judas Priest' racconta la storia della band come mai prima d’ora. C’è qualcosa dei Judas Priest che secondo te il pubblico non ha ancora compreso del tutto e che il documentario mostrerà?  

"Devo fare una premessa: esistono tanti tipi diversi di fan dei Priest. Ci sono quelli che seguono la band dagli inizi e quelli che sono fan più recenti. Per i nuovi fan ci sarà sicuramente qualcosa che non conoscevano. Penso che il documentario sia adatto a tutti. Anche quando guardi un documentario su una band che magari non conosci o che non ti piace particolarmente, finisci sempre per capirla meglio e apprezzarla di più. E anche se pensi di sapere tutto su una band, c’è sempre qualcosa che scopri per la prima volta. Ian, per esempio, racconta dove fecero il loro primo concerto. Era un club operaio ad Aston. Ne avevo sentito parlare, ma non l’avevo mai visto. Nel documentario lui è lì e si può vedere il palco dove hanno suonato per la prima volta. Io stesso non l’avevo mai visto. Quindi c’è davvero qualcosa per tutti. Sam Dunn e Banger Films fanno sempre un ottimo lavoro. C’è anche Tom Morello coinvolto nel progetto e ha fatto un grande lavoro. E poi c’è Jack Black, che è sempre Jack Black, sempre divertente. Quando sarà disponibile, tutti dovrebbero guardarlo". 

Il metal sembra stare diventando sempre più grande. Sempre più giovani lo scoprono e i festival continuano a crescere. Perché pensi che l’heavy metal stia entrando in sintonia con una nuova generazione di fan?  

"Ne parliamo spesso. Il metal non viene passato alla radio come una volta e non lo vedi molto in televisione. Eppure ogni anno i festival registrano numeri record. Vai al Wacken, al Graspop, all’Hellfest e trovi sempre più persone. Non ho una risposta netta ma penso che abbia a che fare con il senso di comunità. Quando vai a un festival metal o a un concerto metal diventi parte di qualcosa. Non è semplicemente un video sul telefono o una canzone alla radio: sei parte di una comunità. E il valore di questa cosa è enorme. Ci sono amicizie, condivisione e un’esperienza dal vivo che non puoi ricreare altrove. Quando finisce un festival metal, spesso vengono venduti subito i biglietti per l’anno successivo. Le persone hanno fiducia negli organizzatori e sanno che sarà un grande evento con grandi band. Ogni volta che torniamo in Europa vediamo sempre più ragazzi nelle prime file. Noi sul palco invecchiamo ma le prime file sembrano sempre uguali. Ogni anno vediamo tantissime persone ed è una cosa davvero positiva". 

C’è qualche band oggi che ti fa pensare che potrebbe portare avanti lo spirito dell’heavy metal nel futuro?  

"Dal mio punto di vista, band come Judas Priest, Iron Maiden, Black Sabbath, Motörhead e Metallica non avranno mai dei veri 'eredi'. Non credo che succederà di nuovo. Penso però che le band che rappresentano il futuro siano già qui. Sono già headliner nei festival. Band come Spiritbox, Sleep Token e Ghost hanno preso strade diverse all’interno del metal e stanno seguendo il loro percorso. Non ci sarà mai un altro Judas Priest o un altro Iron Maiden. Quando qualcuno ci prova, sembra sempre che si stia sforzando troppo. L’heavy metal classico resterà per sempre. Ma la prossima generazione del metal è già arrivata e sta già facendo grandi cose". 

Avete influenzato anche il modo di vestire nel rock e nel metal, creando una vera e propria estetica. Pensi che questa influenza sia ancora presente nelle band di oggi?  

"Credo di sì. Ovviamente non sono stato io, ma la band. Oggi indosso una maglietta rosa. Ma i Judas Priest hanno avuto una grande influenza su molte band dal punto di vista dell’immagine, sicuramente. Loro cercavano un’immagine che si adattasse alla musica che suonavano. Quando hanno trovato pelle, borchie e spuntoni, tutto ha iniziato a funzionare perfettamente. La moto, le fruste, la pelle e le borchie erano perfette per quella musica. Anche le nuove band hanno la propria immagine, che si adatta alla loro versione del metal e definirà la loro epoca. Ma se guardiamo il metal classico tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, tutti indossavano pelle nera e borchie. I Priest hanno fatto parte di quel fenomeno e forse lo hanno persino iniziato. È stata una grande influenza culturale. Hanno plasmato il metal sia musicalmente sia visivamente. Ed è anche per questo che il genere è durato così a lungo e continua a esistere. Come dicevo, ai festival europei vedi ragazzi in prima fila con quarantacinque gradi e il sole che picchia forte, ma continuano a indossare giacche di pelle. Sono pazzi, non so come facciano. Ma fa parte di quella comunità di cui parlavamo prima. E' la loro comunità, la loro tribù. Penso che quella comunità non morirà mai e per questo è così preziosa". (di Federica Mochi) 

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Categoria: spettacoli

13:58

Nuovo fuori ruolo per Bartolozzi in staff Foti: in Commissione Csm 4 voti a favore e 2 astenuti

(Adnkronos) - Quattro voti a favore e due astenuti per il nuovo incarico fuori ruolo per Giusi Bartolozzi. Questa la decisione della Terza Commissione del Csm, a quanto apprende l’Adnkronos, chiamata a esprimersi sulla richiesta di un nuovo incarico arrivata a palazzo Bachelet per l’ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia, questa volta nello staff del ministro degli Affari Europei e del Pnrr Tommaso Foti. A favore hanno votato la due laiche di centrodestra Isabella Bertolini e Daniela Bianchini, il togato di Unicost Roberto D’Auria e la togata di Mi Maria Luisa Mazzola. Astenuti invece i due consiglieri di AreaDg Tullio Morello e Marcello Basilico che è il presidente della Commissione.  

Una decisione che arriva a poco più di due mesi dalla decisione all’unanimità del plenum che aveva ricollocato in ruolo Bartolozzi, su sua domanda, presso la Corte di Appello di Roma con le funzioni di magistrato della pianta organica flessibile giudicante. Bartolozzi, indagata per false informazioni al pubblico ministero nell'ambito dell'inchiesta sul caso Almasri, si era dimessa dall’incarico lo scorso 24 marzo, all'indomani del risultato del referendum sulla riforma della giustizia con la vittoria del no. Un incarico, quello in Corte di Appello, che però non ha mai assunto poiché il decreto ministeriale non è stato pubblicato. Nel frattempo a Palazzo Bachelet è arrivata la nuova richiesta di fuori ruolo che, dopo il voto in commissione, sarà nelle prossime settimane all’attenzione del plenum. (di Assunta Cassiano)  

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Categoria: cronaca

13:55

Tumori, armocromia per il benessere psicologico delle pazienti

(Adnkronos) - L’abbigliamento e il modo in cui percepiamo la nostra immagine "non influenzano soltanto l’aspetto estetico, ma possono avere effetti concreti sul benessere psicologico, sull’autostima e sul modo in cui ci relazioniamo con gli altri". È quanto emerge da "numerosi studi di psicologia che, negli ultimi decenni - informa una nota di We Will Care - hanno approfondito il legame tra immagine corporea, percezione di sé e salute mentale. La letteratura scientifica dimostra infatti che il modo di vestire contribuisce alla formazione dell’identità personale, influenza i comportamenti e può incidere sulla qualità della vita. Altri studi hanno inoltre evidenziato come una percezione più positiva della propria immagine corporea sia associata a una riduzione del senso di vergogna, dell’insoddisfazione verso il proprio corpo e dei livelli di umore negativo, a conferma di quanto la cura della propria immagine possa rappresentare una componente importante del benessere psicologico".  

Per le persone che affrontano un tumore "questo tema - si legge - assume un significato ancora più profondo. I trattamenti oncologici possono infatti modificare il rapporto con il proprio corpo, rendendo più difficile riconoscersi allo specchio e recuperare fiducia nella propria immagine. In questo contesto, strumenti come l’Armocromia possono diventare un’occasione per riscoprire sé stesse e ritrovare uno sguardo più positivo nei propri confronti". "Sulla base di queste evidenze scientifiche, We Will Care ha promosso, in collaborazione con Barbara Formenti, Image Specialist, un progetto di Armocromia dedicato a donne con una diagnosi oncologica" prosegue la nota. Tra aprile e maggio le partecipanti hanno preso parte a un percorso articolato in tre giornate di consulenze individuali, pensate per offrire uno spazio di ascolto e di cura della propria immagine e per accompagnarle nella riscoperta della propria identità. 

"L’armocromia può rappresentare uno strumento semplice, ma particolarmente utile all’interno di un percorso di supporto al benessere psicologico delle persone con una diagnosi di tumore – afferma Gabriella Pravettoni, docente di Psicologia delle Decisioni al Dipo di Milano, direttrice della Divisione di Psiconcologia dello Ieo e presidente di We Will Care –. Le terapie oncologiche possono determinare cambiamenti dell’immagine corporea che, in alcuni casi, influenzano la percezione di sé e la qualità di vita. Iniziative di questo tipo possono favorire un rapporto più positivo con la propria immagine, non con finalità estetiche, ma come parte di un percorso di cura della persona. Ritrovare colori e tonalità che valorizzano le proprie caratteristiche può contribuire a rafforzare l’autostima e ad accompagnare il processo di adattamento ai cambiamenti legati alla malattia, con possibili benefici sul benessere psicologico e sulla qualità di vita". 

 

Il progetto - dettaglia la nota - ha raccolto un riscontro estremamente positivo. Anche le partecipanti inizialmente più scettiche hanno raccontato di aver vissuto l’esperienza come un’occasione per vedersi in modo nuovo, scoprendo colori e tonalità capaci di valorizzarle e, soprattutto, di farle sentire nuovamente rappresentate dalla propria immagine.  

"Sono particolarmente felice di aver realizzato, per la prima volta, un percorso di Armocromia dedicato a donne che hanno affrontato un tumore, – dichiara Barbara Formenti, consulente d’immagine e armocromista -. Ogni incontro è stato un momento di grande condivisione e ascolto. L’armocromia viene spesso considerata uno strumento legato all’estetica, ma in queste giornate ha dimostrato di poter diventare molto di più: un’occasione per riscoprirsi, ritrovare fiducia e imparare a guardarsi con maggiore serenità. Vedere l’entusiasmo e l’emozione delle partecipanti davanti allo specchio è stata la conferma del valore di questo progetto".  

Il progetto "si inserisce nella più ampia attività di We Will Care a sostegno delle persone con una diagnosi oncologica. La nostra Associazione promuove iniziative che affiancano il percorso di cura e pongono attenzione al benessere psicologico e alla qualità di vita delle pazienti" conclude Pravettoni. 

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Categoria: cronaca

13:47

Sostenibilità, Romenti (Iulm): "Cultura sostenibilità nostra prerogativa da tempo"

(Adnkronos) - “Da un po' di anni, in questo ateneo, abbiamo iniziato questo percorso verso una cultura diffusa della sostenibilità cercando di sensibilizzare ogni giorno i nostri docenti, i nostri studenti, il nostro personale tecnico-amministrativo, a capire che anche i piccoli gesti quotidiani hanno un forte impatto all'interno del campus e quindi a essere molto attenti a quelli che sono i gesti che compiamo ogni giorno, non solo all'interno del campus ma anche all'esterno”. Con queste dichiarazioni Stefania Romenti, professoressa ordinaria di Strategic communication e prorettrice alla didattica presso l'Università Iulm di Milano, è intervenuta alla presentazione dell’Accordo Quadro per la sostenibilità siglato tra CoReVe - il Consorzio Recupero Vetro - e l’Università Iulm, presentato all’università Iulm alla presenza, tra gli altri, della Prof.ssa Federica Ricceri, Delegata alla Sostenibilità e alla Social Responsibility dell’Università Iulm, e Gianni Scotti, Presidente di CoReVe. 

E ancora: “Da prorettrice alla didattica so quanto sia difficile oggi, ma anche urgente e indispensabile, aggiornare i contenuti formativi dei nostri corsi di laurea in modo che rispondano sempre di più alle esigenze del mercato del lavoro, e io credo sia impensabile formare un laureato o una laureata che non abbia un minimo di ESG literacy, che non sappia che cos'è l'agenda 2030, privo di un lessico di uso comune, carbon footprint or life cycle assessment, - continua Romenti - ma anche le basi di un'economia circolare, e quindi incapace di capire che i principi dell'economia circolare servono e serviranno sempre di più a progettare servizi e a progettare prodotti. Queste competenze - prosegue - e queste conoscenze, riteniamo che siano assolutamente indispensabili, urgenti, anche perché le istituzioni di organizzazione, le imprese nei quali i nostri laureati e le nostre laureate andranno a lavorare, sono ormai chiamati a delle trasformazioni organizzative verso un modello sostenibile che sono appunto trasformazioni urgenti e necessarie”. 

Poi aggiunge ancora: “Ieri immagino abbiate letto i dati dell'impatto che il caldo avrà sul Pil del nostro paese: 128 miliardi potenzialmente andranno in fumo proprio per l’ondata di calore che stiamo vivendo noi in questi giorni. Questo sottolinea come la trasformazione verso modelli sostenibili sia ancora più urgente di quanto immaginiamo e vogliamo che i nostri laureati e le nostre laureate non la ignorino, non la subiscano, ma che restino leader e che possano guidarla. - conclude Romenti - Grazie davvero a CoReVe. perché con la vostra storia di eccellenza siete il partner ideale di questo percorso di alfabetizzazione, di costanza e sviluppo della cultura e della sostenibilità, i vostri dati sono un contatto diretto con chi, appunto, la sostenibilità la pratica ogni giorno”. 

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Categoria: economia

13:44

Harry torna nel Regno Unito: "Carlo costretto a delicato gioco di equilibri con William"

(Adnkronos) - Re Carlo potrebbe trovarsi costretto a un "delicato gioco di equilibri" se incontrasse il principe Harry quando a luglio si recherà in Gran Bretagna con Meghan e i figli Archie e Lilibet per il conto alla rovescia degli Invictus Games che si terranno a Birmingham.  

Durante la sua visita, probabilmente incontrerà suo padre, con il quale ha avuto un rapporto difficile negli ultimi anni. Harry si è riunito con Carlo, che è ancora in cura per un tumore, lo scorso settembre, per la prima volta dopo 19 mesi. Tuttavia, con Harry ancora coinvolto in un'aspra faida con il fratello maggiore, il principe William, è considerato altamente improbabile che padre e figlio si vedano. L'esperta reale Jennie Bond ha dichiarato al Mirror di ritenere che ciò potrebbe mettere il Re in una posizione scomoda tra i suoi due figli. 

 

Per l'ex corrispondente reale, "sarà un delicato gioco di equilibri per il Re. Se farà pace con il figlio minore, il figlio maggiore, leale e fedele, ne risentirà non poco. Non c'è assolutamente alcun segno di distensione nella faida fraterna. Ma mai dire mai. Le cose possono cambiare, e forse un giorno William potrebbe convincersi del punto di vista del fratello ovvero che non ha senso continuare a combattere". "Un problema enorme è la fiducia - ha aggiunto - Sia Harry che Meghan hanno dilapidato la fiducia dei membri più anziani della famiglia reale. Il suo libro e la loro serie di documentari su Netflix hanno violato la privacy del Re, della Regina e di William e Catherine. E credo che i Sussex siano ancora in una posizione molto precaria in termini di fiducia. Tuttavia, Harry ha parlato pubblicamente del suo desiderio di riconciliarsi con la sua famiglia. Finalmente ha capito che 'la vita è preziosa'. E sono sicuro che debba comprendere che deve riconquistare la fiducia della sua famiglia mantenendo private le questioni personali". 

Fonti hanno precedentemente rivelato che il Re potrebbe incontrare Harry, Meghan e i bambini qualora i Sussex ne facessero richiesta. Archie e Lilibet hanno visto il nonno Carlo di persona l'ultima volta in occasione delle celebrazioni del Giubileo di Platino della Regina Elisabetta II nel 2022. Lilibet aveva solo un anno all'epoca, quindi sicuramente non ricorderà quell'incontro. Meghan non ha messo piede nel Regno Unito, a parte qualche sporadica coincidenza con il terminal di Heathrow, dal funerale della Regina.  

La Bond ha poi aggiunto: "Ora che Carlo si avvicina agli 80 anni, è senza dubbio una grandissima tristezza per lui non conoscere i suoi due nipotini più piccoli. E se c'è una cosa che dovrebbe sciogliere i cuori e costruire ponti tra parenti in conflitto, sono proprio i bambini piccoli e innocenti. Quindi, se Harry, Meghan e i bambini dovessero venire e il Re trovasse una scusa per non incontrarli, sarebbe finita. La frattura sarebbe sicuramente permanente". 

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Categoria: internazionale/royalfamilynews

13:43

Sostenibilità, Maione (Regione Lombardia): "Raccogliamo 50 kg di vetro per abitante all’anno"

(Adnkronos) - “Il tema di oggi, il riciclo del vetro, è uno dei simboli più efficaci con cui possiamo raccontare l'economia circolare. Il vetro è infatti un materiale che può rinascere all'infinito, senza perdere qualità. In Lombardia questo modello funziona in modo particolarmente avanzato: raccogliamo quasi 50 kg di vetro per abitante all'anno, con un contributo decisivo al tasso di riciclo nazionale, il quale supera l'81%, già in linea con gli obiettivi europei del 2030”. A dirlo è Giorgio Maione, assessore all’Ambiente di Regione Lombardia, intervenendo con un video messaggio in occasione della presentazione dell’Accordo Quadro per la sostenibilità siglato tra CoReVe - il Consorzio Recupero Vetro - e l’Università Iulm, presentato all’Ateneo. 

“Questa iniziativa introduce un elemento strategico: la comunicazione di qualità è parte integrante di una infrastruttura della sostenibilità. Perché senza un rapporto serio, basato sui dati e non sugli slogan, anche le migliori politiche rischiano di non essere comprese o condivise. - spiega Maione - Affidare questo compito a giovani, giornalisti e creativi digitali, significa investire su competenze nuove, capaci di rigore, innovazione e, soprattutto, responsabilità sociale”.  

“È un passaggio culturale fondamentale quello di formare professionisti in grado di spiegare la complessità con linguaggi contemporanei, mantenendo sempre un ancoraggio scientifico. Come Regione Lombardia sosteniamo fortemente l'economia circolare, con risultati importantissimi. Lo facciamo con politiche concrete, con filiere solide e strategie che tengono insieme ambiente, imprese e territori. Il futuro della sostenibilità - conclude Maione - passa da qui, da un'alleanza stabile tra istituzioni, consorzi, mondo scientifico, università e il mondo dell'informazione”. 

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Categoria: economia

13:29

Compact Tractor, il prototipo italiano di trattore che abbatte incidenti mortali in agricoltura

(Adnkronos) - E' italiano il prototipo di trattore che abbatte il numero di incidenti mortali in agricoltura. Si chiama Compact Tractor 4.0, finanziato dall’Inail (con il bando Bric) e sviluppato in stretta sinergia tra l’Università degli Studi della Tuscia (Unitus), l’Università degli Studi di Milano (Unimi) e l’Università Niccolò Cusano (Unicusano). Il prototipo funzionante di trattore ribassato, a profilo compatto e a propulsione 100% elettrica, è destinato a cambiare radicalmente gli standard della meccanizzazione nei vigneti, nei frutteti e nelle colture in serra. Per Unicusano, le attività progettuali sono state sviluppate dall’Hybrid Lab del Dipartimento di Ingegneria, gruppo di lavoro attivo sui temi dell’energia, della mobilità sostenibile e dei sistemi ibridi, con il coordinamento scientifico delle attività progettuali da parte della professoressa Barbara Mendecka. 

Nei trattori tradizionali da frutteto, l’altezza complessiva supera quasi sempre il metro e settanta, costringendo i produttori a montare archi di protezione mobili. Il Compact Tractor 4.0 rompe questo schema. Grazie all’eliminazione totale dell’ingombrante tunnel centrale della trasmissione meccanica e al posizionamento laterale e ribassato di motore e batterie, l’altezza totale del mezzo scende di ben 20 centimetri, rimanendo sotto il metro e sessanta complessivo. Questa straordinaria compattezza ha permesso di installare una struttura di protezione fissa (Rops) a 4 montanti, conforme alle severe normative europee, garantendo sicurezza e protezione all’agricoltore. Inoltre, la propulsione elettrica cancella la necessità del tradizionale albero cardanico, riducendo drasticamente il pericolo di impigliamento degli abiti del lavoratore durante l’uso di attrezzature collegate. 

Il passo in avanti del Compact Tractor è mosso verso la transizione ecologica. I dati scientifici raccolti durante i test dimostrano che il trattore compatto full-electric produce appena 5 kg di CO2 per ettaro lavorato contro i ben 15 kg emessi da un equivalente modello diesel: un taglio netto del 65% delle emissioni, destinato ad azzerarsi totalmente in caso di ricarica da fonti rinnovabili. L’assenza del motore termico abbatte drasticamente anche l’inquinamento acustico e le vibrazioni a bordo, migliorando il comfort dei lavoratori. 

Il veicolo è una vera e propria centrale dati ambulante. Equipaggiato con una centralina ECU evoluta e sistema BMS ideati dal team di ricerca, il mezzo monitora in tempo reale quattro domini chiave: motore, batterie, driveline e sterzo, incrociandoli con parametri ambientali e di geolocalizzazione. I dati vengono trasmessi via wireless a un’infrastruttura cloud e visualizzati su una dashboard interattiva. Questa architettura non solo permette una manutenzione predittiva semplificata, riducendo i fermi macchina, ma predispone già il veicolo per la guida assistita e autonoma e per l’integrazione di sistemi di sicurezza proattivi anticollisione. 

Con una stabilità certificata secondo i requisiti del Regolamento UE 167/2013, il Compact Tractor 4.0 si candida ufficialmente a diventare il nuovo punto di riferimento per l’agricoltura di precisione: una tecnologia pionieristica, italiana e sostenibile, capace di difendere l’economia del Paese salvando, prima di tutto, vite umane. 

( di Sabrina Rosci) 

 

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Categoria: economia

13:14

Milano, lite tra coinquilini: ucciso un 39enne

(Adnkronos) - Litiga con i coinquilini, li aggredisce, loro lo immobilizzano a terra e gli mettono uno straccio in bocca, uccidendolo. È successo all’alba di oggi in un appartamento di via Ghini 4, a sud di Milano.  

La vittima è un 39enne peruviano, Ricardo Radahelly Salinas, regolare in Italia e incensurato. Ritrovato questa mattina alle 6 a terra in fin di vita, è stato portato in codice rosso al Policlinico, dove è stato dichiarato morto poco dopo. 

A quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia porta Monforte e della stazione Vigentino, l'uomo nella notte avrebbe dato in escandescenza nell’appartamento, condiviso con altri dieci sudamericani, tutti regolari e incensurati. Avrebbe aggredito i coinquilini, anche con morsi. Loro a quel punto lo avrebbero immobilizzato a terra e gli avrebbero infilato uno straccio in bocca. Uno di loro, che non avrebbe preso parte all’aggressione, ha chiamato il 118, dicendo che l’uomo si era sentito male. All’arrivo dei sanitari per il 39enne non c’era più niente da fare. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno arrestato in flagranza per omicidio volontario con dolo eventuale in concorso cinque peruviani, rispettivamente di 26, 34, 47, 49 e 50 anni. Sono stati portati nel carcere di San Vittore.  

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Categoria: cronaca