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09:51
Prima l'aggressione con spray al peperoncino, poi la coltellata alla schiena: 21enne ricoverato a Genova
(Adnkronos) - Un ragazzo italiano di 21 anni è stato accoltellato alla schiena, nella zona polmonare, da sconosciuti dopo essere stato aggredito con lo spray al peperoncino. È successo all'alba di oggi, giovedì 2 aprile, a Genova in via XII Ottobre.
Il giovane, subito soccorso da 118 e Croce Bianca, ha riportato una modesta ferita di circa 5 centimetri, fortunatamente senza emorragie di rilievo ed è stato trasportato in codice giallo presso il pronto soccorso dell'ospedale Galliera, dove è stato riscontrato un sospetto pneumotorace con possibile interessamento del polmone sinistro. Dopo i primi accertamenti, è stato portato nel reparto di chirurgia dell'ospedale Villa Scassi, dove è stato sottoposto a drenaggio e Tac, negativa. I parametri sono buoni e non è in pericolo di vita. Sul posto la polizia che ha avviato le indagini.

Categoria: cronaca
09:16
Meteo, ultime ore di piogge e freddo sull'Italia: in arrivo una Pasqua da 25°C
(Adnkronos) - Aprile 2026 inizia con freddo record e maltempo diffuso, ma la situazione sta per cambiare: secondo le previsioni meteo di oggi, giovedì 2 aprile, da venerdì torna il sole su gran parte d’Italia, con temperature in rialzo e Pasqua all’insegna del bel tempo
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che nelle prossime ore resterà in vigore una vera e propria allerta maltempo che terrà sotto scacco il Medio Adriatico e il Meridione (specialmente la fascia orientale e peninsulare).
Stiamo assistendo a piogge intense in pianura capaci di ingrossare i fiumi, nevicate fuori stagione in montagna e un quadro termico anomalo, con temperature fino a 5-7°C sotto la media del periodo. E mentre il Nord-Ovest inizia a godere di diffuse schiarite, sul resto d'Italia i cieli si mantengono grigi e spazzati da venti tesi, con qualche precipitazione attesa anche sulla Sardegna orientale.
Ma proprio come un segugio, i modelli meteo iniziano a fiutare un importante cambiamento già a partire da venerdì quando il tempo si farà via via più asciutto anche su quella metà dell'Italia attualmente bersagliata dal maltempo. I venti freddi tenderanno gradualmente ad attenuarsi e, tra le regioni del Nord e la Toscana, il cielo si presenterà già in prevalenza sereno.
La "preda" tanto inseguita dal fiuto del segugio, si materializzerà ufficialmente sabato, sotto forma di una Primavera dal fascino irresistibile: tanto sole, venti in ritirata e temperature massime in decisa risalita fino a 20-21°C.
Ma sarà la giornata di Pasqua a segnare l'apice di questa Primavera ritrovata. Assisteremo a un'autentica escalation del bel tempo, con sole quasi ovunque e termometri pronti a sfiorare i 25°C, specialmente sulle regioni del Centro-Nord.
E per chi teme la classica "maledizione" della Pasquetta? Il 2026 smentirà clamorosamente chi pensa che per il barbecue serva sempre l'ombrello a portata di mano. Non potevamo avere condizioni migliori! Preparate la carne, tagliate le verdure, preparate il pane e l'olio per l'antipasto: il picnic del Lunedì dell'Angelo è ufficialmente salvo e si preannuncia piacevolissimo.
In conclusione possiamo dire che ci meritiamo delle feste serene: dopo un trimestre turbolento e meteorologicamente ostile, è finalmente giunto il momento di godersi un po' di meritata serenità sotto un cielo azzurro e limpido. L'occasione perfetta per vivere questo periodo di festa e di solennità insieme alla famiglia, lasciandoci finalmente scaldare dal sole aprilino.
NEL DETTAGLIO
Giovedì 2. Al Nord: cielo poco nuvoloso, clima mite. Al Centro: maltempo sulle adriatiche, neve copiosa sui rilievi. Al Sud: maltempo diffuso.
Venerdì 3. Al Nord: cielo poco nuvoloso, clima mite. Al Centro: ultimi fenomeni, migliora. Al Sud: rovesci sparsi alternati a schiarite.
Sabato 4. Al Nord: soleggiato e più caldo. Al Centro: soleggiato e mite. Al Sud: più sole che pioggia.
Tendenza: arriva l’anticiclone per Pasqua e Pasquetta con 25°C.

Categoria: cronaca
08:56
Iran risponde a Trump: "Aspettatevi azioni schiaccianti e distruttive" - Diretta
(Adnkronos) - L'Iran risponde, secondo le news di oggi giovedì 2 aprile, a Donald Trump che minaccia di riportare l'Iran "all'età della pietra", promettendo "azioni schiaccianti". "Con fiducia in Dio onnipotente, questa guerra continuerà fino alla vostra umiliazione, disgrazia, rammarico certo e permanente e resa - ha dichiarato il comando operativo militare iraniano Khatam Al-Anbiya in un comunicato diffuso dalla televisione di stato - Attendete le nostre azioni più schiaccianti, più ampie e più distruttive".
Trump ha tenuto il suo primo discorso alla nazione dall’inizio della guerra, sostenendo che le forze americane sono “molto vicine a completare gli obiettivi strategici” e promettendo intensificazioni nei prossimi “due‐tre settimane” senza però fornire una data chiara per la fine del conflitto.
Intanto, in Medio Oriente persistono scambi di attacchi missilistici e segnalazioni di allarmi antiaerei soprattutto in Israele, dove le difese stanno intercettando razzi presumibilmente lanciati dall’Iran o dai suoi alleati
Tutte le news e gli aggiornamenti di oggi sulla guerra

Categoria: internazionale/esteri
08:25
Pechino Express, oggi nuovo appuntamento: ultima tappa in Indonesia
(Adnkronos) - Nuovo appuntamento di Pechino Express stasera, giovedì 2 aprile, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. La corsa alla scoperta dell’Estremo Oriente arriva all'ultima tappa in Indonesia. Una puntata fondamentale quella di stasera, che mette in palio un biglietto per la Cina, secondo Paese di questa avventura in Asia.
Il conduttore Costantino della Gherardesca e il primo inviato di stagione Lillo guideranno le coppie per 190 km: da Madiun, città della provincia di Giava, passando per l’antica città di Surakarta dove le prime tre coppie che arriveranno al Libro Rosso si qualificheranno per la Prova Immunità, fino al traguardo finale di Yogyakarta, cuore pulsante della cultura giavanese, considerata capitale culturale e artistica dell’isola.
Dopo la seconda eliminazione di questa stagione dello show Sky Original realizzato da Banijay Italia, che la scorsa settimana ha colpito 'Gli Ex' Viviana Vizzini e Steven Basalari, ai nastri di partenza arrivano: Biagio Izzo e Francesco Paolantoni 'Gli Spassusi', Chanel Totti e Filippo Laurino 'I Raccomandati', Jo Squillo e Michelle Masullo 'Le Dj', Fiona May e Patrick Stevens 'I Veloci', Dani Faiv e Tony 2Milli 'I Rapper', Tay Vines e Assane Diop 'I Comedian', Candelaria e Camila Solórzano 'Le Albiceleste' e Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani 'Le Biondine'.
Nella puntata di oggi – in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go – tra Madiun, Surakarta e Yogyakarta il tragitto che attende i viaggiatori metterà a durissima prova la loro resistenza fisica e psicologica. In particolare, sarà una corsa forsennata per evitare la temutissima “Lillo Flag”, la bandiera nera nelle mani dell’inviato “indonesiano” Lillo che comporterà una sosta forzata e un ritardo nella ripartenza, dopodiché dovranno sottoporsi a delle meditazioni che non li porteranno verso il relax ma potrebbero creare ancor più agitazione.
La parola finale della gara come sempre spetterà alla busta nera che decreterà se la tappa è eliminatoria o meno: chi otterrà il pass per la Cina e potrà continuare la sua avventura a Pechino Express? Chi invece dovrà fermarsi in Indonesia e tornare subito a casa?

Categoria: spettacoli
08:23
Iran, Trump parla alla nazione: "Guerra ancora per 2-3 settimane, finiremo il lavoro"
(Adnkronos) - La guerra in Iran proseguirà per altre due o tre settimane, "finiremo il lavoro, e lo finiremo molto in fretta, siamo molto vicini agli obiettivi”, dopo aver ottenuto "vittorie rapide, decisive e schiaccianti". Questo l'annuncio di Donald Trump nel primo discorso alla nazione da quando è iniziato il conflitto il 28 febbraio scorso, un discorso durante il quale non ha offerto alcuna nuova risposta alla domanda principale che occupa la mente di molti americani: quando, esattamente, finirà la guerra. Senza offrire una timeline definitiva per la cessazione delle ostilità, nel suo "importante aggiornamento" sul conflitto il presidente ha dichiarato che gli obiettivi che Washington si era prefissata dall’inizio dell’operazione militare sono stati quasi completati. “Posso affermare stasera che siamo sulla buona strada per completare a breve tutti gli obiettivi militari dell'America, molto a breve. Li colpiremo con estrema durezza. Nelle prossime due o tre settimane, li riporteremo all'età della pietra, il posto a cui appartengono”, ha detto Trump in un discorso alla nazione durato solo 19 minuti.
Usando una retorica già vista in questo mese di combattimenti, il presidente ha sostenuto che in Iran il regime è cambiato e ha ribadito le sue minacce di colpire le infrastrutture elettriche del paese se non accetterà di finalizzare un accordo. “Il cambio di regime non era il nostro obiettivo. Non abbiamo mai parlato di cambio di regime, ma un cambio di regime è avvenuto a causa della morte di tutti i loro leader originari. Sono tutti morti. Il nuovo gruppo è meno radicale e molto più ragionevole”, ha sottolineato Trump. Aggiungendo: “Non abbiamo colpito il loro petrolio, sebbene sia il bersaglio più facile di tutti, perché ciò non lascerebbe loro nemmeno una minima possibilità di sopravvivenza o di ricostruzione. Tuttavia, potremmo colpirlo e lo distruggeremmo, e non ci sarebbe nulla che possano fare al riguardo. Non dispongono di alcuna attrezzatura antiaerea”.
Nonostante le aspettative per questo momento in prima serata dalla Casa Bianca, alla fine, il presidente non ha fatto nuovi annunci riguardo al conflitto, ribadendo sostanzialmente gli stessi messaggi espressi nelle sue recenti apparizioni pubbliche. Di fronte a un'opinione pubblica americana diffidente nei confronti della guerra e con indici di gradimento in calo, il repubblicano ha provato a convincere il Paese che l'operazione è stata un successo, addirittura un investimento per il futuro visti i danni inflitti al regime.
“È molto importante che manteniamo questo conflitto nella giusta prospettiva”, ha ammonito Trump, elencando una lunga lista di obiettivi raggiunti, come la distruzione dei missili e degli impianti di produzione, l’annientamento della sua marina militare, la messa in sicurezza della regione dalle minacce iraniane e, soprattutto, la garanzia che Teheran non ottenga un'arma nucleare. Nei prossimi giorni i bombardamenti cominceranno lentamente a diminuire, ha detto il presudente, presentando l'attacco iniziato il 28 febbraio come una rappresaglia per quasi mezzo secolo di violenze da parte dell'Iran e dei suoi alleati.
Trump ha affermato che "sono in corso discussioni" per porre fine alla guerra, mentre l'Iran ha più volte smentito che vi siano stati colloqui diretti. Le stesse agenzie di intelligence americane, inoltre, hanno valutato che, per il momento, gli iraniani non sarebbero disposti a negoziare. Per quanto riguarda il successo dell’operazione descritto dal presidente, il grado di effettivo conseguimento di tali risultati sarà, con ogni probabilità, oggetto di dibattito. Un gran numero di missili è ancora intatto e l'Iran continua a lanciare missili nella regione. Inoltre, il regime detiene ancora uranio altamente arricchito, tanto che il presidente ha persino valutato l'ipotesi di ordinare un'azione militare per impossessarsi di tale materiale. Funzionari dell'amministrazione, allo stesso tempo, hanno prospettato l’idea di operazioni terrestri per conquistare aree strategiche, incluse parti della costa iraniana e l'isola di Kharg, attraverso la quale l'Iran esporta la stragrande maggioranza del proprio petrolio. Tuttavia Trump non ha annunciato nulla di tutto ciò, evitando di delineare un esito finale specifico per la guerra o le prossime mosse che compirà. E per quanto riguarda l’uranio, ha rivelato che negli ultimi giorni i siti nucleari sono stati nuovamente colpiti e che “ci vorrebbero mesi per avvicinarsi alle scorie nucleari”. Ciò sembra ribadire i commenti fatti in precedenza nella giornata di ieri, secondo cui non gli importerebbe più del materiale nucleare quasi di grado bellico, poiché si trova sotto le macerie.
“Manca una strategia chiara su come Washington intenda procedere. Trump vuole guadagnare tempo, nella speranza di indebolire in modo decisivo la leadership iraniana, oppure di arrivare a un accordo che consenta di chiudere il conflitto. In entrambi i casi, l’obiettivo resta lo stesso: costruire un esito che possa essere presentato come una vittoria politica”, dice all'Adnkronos Alissa Pavia, direttrice associata dei Programmi per il Medio Oriente dell'Atlantic Council.
I sondaggi suggeriscono che l'intervento in Iran sia impopolare — in particolare tra gli elettori indipendenti — mentre i prezzi della benzina salgono oltre i 4 dollari al gallone. Il presidente ha spiegato che i prezzi torneranno alla normalità molto presto, mentre il disagio resta fra i cittadini che si recano alla pompa di benzina in questi giorni. Sulla questione della riapertura dello Stretto di Hormuz, Trump ha presentato la situazione attuale come un problema che riguarda le altre nazioni, solo poche ore dopo aver dichiarato sui social media che non avrebbe acconsentito ad alcun accordo di cessate il fuoco – come richiesto da Teheran, a detta sua – a meno che lo Stretto non fosse stato riaperto. Da parte sua, Teheran ha negato di aver fatto tale richiesta: un portavoce dell'ufficio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che l'Iran è determinato a combattere.
“Daremo il nostro contributo, ma dovrebbero essere loro ad assumere la guida nella protezione del petrolio da cui dipendono così disperatamente”, ha affermato Trump riferendosi alle altre nazioni. “Fatevi un po' di coraggio, seppur tardivo. Avreste dovuto farlo prima. Avreste dovuto farlo insieme a noi, come vi avevamo chiesto: andate allo stretto e prendetevelo, proteggetelo, usatelo per voi stessi. L'Iran è stato essenzialmente decimato. La parte difficile è fatta”. Secondo Pavia, Trump si trova in una posizione relativamente debole: la chiusura dello Stretto dimostra che l’Iran resta una potenza regionale capace di incidere in modo significativo sui mercati globali. “Se gli Stati Uniti non riuscissero a garantirne la riapertura, la credibilità americana ne risentirebbe. Allo stesso tempo, riaprire lo stretto richiederebbe con ogni probabilità un coinvolgimento militare più diretto, un’opzione che l’opinione pubblica oggi oppone”, ha spiegato l’analista del think tank americano.
Di fronte alla reticenza a dare il loro contributo per riaprire la vitale rotta marittima, Trump aveva espresso ieri il suo "disgusto" nei confronti degli alleati, dichiarando in un'intervista al Telegraph che tale questione ha reso la permanenza di Washington nella Nato "al di là di ogni riconsiderazione". Ma nel discorso alla nazione non ne ha più parlato, mentre è arrivata la notizia che il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, sarà nella capitale americana la prossima settimana proprio per riunirsi con Trump e scongiurare il possibile abbandono americano della Nato. (di Iacopo Luzi)

Categoria: internazionale/esteri
08:16
Terremoto in Indonesia, sisma di magnitudo 7,4 nel mare delle Molucche: un morto
(Adnkronos) - E' di un morto e un ferito il bilancio del terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito oggi il Mare delle Molucche, in Indinesia. Stando a quanto riferito da un portavoce delle squadre di soccorso, una persona è morta nel crollo di un edificio a seguito della scossa registrata alle 6:48 del mattino al largo della piccola isola di Ternate, a una profondità di 35 km, secondo il US Geological Survey (USGS). In totale, ci sono state quasi 50 scosse di assestamento, la più forte delle quali di magnitudo 5.5, ha dichiarato Teuku Faisal Fathani, direttore dell'Agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica (BMKG).
"Una persona è morta e un'altra è rimasta ferita a una gamba" nel crollo di un edificio a Manado, nella provincia di Sulawesi Settentrionale, situata a circa 300 km dalle Molucche, ha dichiarato George Leo Mercy Randang, responsabile locale dei servizi di ricerca e soccorso, contattato telefonicamente dall'AFP.
Il Centro di allerta tsunami del Pacifico (PTWC), con sede alle Hawaii, ha revocato l'allerta per l'Indonesia, dichiarando che il rischio è "ormai passato". Inizialmente, aveva avvertito di un pericolo tsunami esteso per mille km intorno all'epicentro, includendo Filippine e Malaysia. Onde fino a 75 cm sono state registrate in nove località entro due ore dal terremoto, in particolare nelle province di Maluku Settentrionale e Sulawesi Settentrionale.

Categoria: internazionale/esteri
07:46
Artemis II, 54 anni dopo l'Apollo 17 l'America torna verso la Luna. E porta un pezzo d'Italia
(Adnkronos) - L'ultima volta era il dicembre del 1972. Eugene Cernan, Harrison Schmitt e Ronald Evans erano a bordo dell'Apollo 17, l'ultima missione lunare della storia. Da allora, per oltre cinquant'anni, nessun essere umano si era più avventurato oltre l'orbita bassa terrestre. Ieri sera, alle 18.35 ora della costa est, (le 00.35 in Italia) dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, quella parentesi si è chiusa. Il razzo Space Launch System della Nasa ha sollevato nel cielo del crepuscolo il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e l’astronauta canadese Jeremy Hansen, a bordo della capsula Orion. La missione si chiama Artemis II, durerà dieci giorni e non atterrerà sulla Luna, ma la circumnavigherà, portando l'equipaggio a oltre 252.000 miglia dalla Terra, più lontano di qualsiasi essere umano prima di loro, superando il record stabilito dall'Apollo 13 nel 1970, quando quella missione fu costretta a tornare indietro.
La missione porta con sé una serie di primati. Glover sarà il primo uomo afroamericano a viaggiare nello spazio profondo. Koch la prima donna. Hansen il primo non americano su una missione lunare. Dalla Casa Bianca, Trump ha seguito il lancio e si è congratulato con la Nasa e con gli astronauti. "È stata una cosa notevole - ha detto - Sono persone coraggiose". Dopo tre ore e mezza circa c’è stata la separazione e Orion ha iniziato le prove delle operazioni di prossimità che prevedono manovre simili a quelle di attracco a un lander lunare o alla stazione Gateway. A questo punto sono iniziate le 24 ore di permanenza in un’orbita terrestre per testare i sistemi della capsula. Poi Orion partirà per il viaggio verso la Luna.
Artemis II non prevede però un atterraggio. I lander che devono portare gli astronauti sulla superficie lunare, affidati a SpaceX di Elon Musk e a Blue Origin di Jeff Bezos, non saranno pronti prima del 2028. Per ora la capsula Orion serve a collaudare i sistemi con esseri umani a bordo, a identificare i problemi prima che diventino pericolosi. Poche ore dopo il decollo, i tecnici della Nasa stavano già lavorando a un problema con il bagno della capsula. Dietro la retorica dei primati c'è però una ragione strategica precisa. La Cina vuole atterrare sulla Luna entro il 2030, e il direttore della Nasa Jared Isaacman ha ammesso pubblicamente che Pechino potrebbe arrivarci prima di Washington. Chi arriva per primo definisce le regole: su come si estraggono le risorse, su chi controlla i punti strategici della superficie. Non è la corsa degli anni Sessanta contro i sovietici, ma la logica è simile. A differenza degli americani, che puntano al Polo Sud lunare, ricco di ghiaccio d'acqua utile per future basi permanenti, i cinesi si concentrano sul lato visibile della Luna, lo stesso dove atterrò l'Apollo 11 nel 1969.
Per l'Italia, il lancio di ieri non è solo un evento da seguire da spettatori. Il modulo di servizio della capsula Orion, il sistema che fornisce propulsione, energia, aria e acqua agli astronauti, è stato costruito in larga parte in Italia. Thales Alenia Space a Torino ha realizzato la struttura primaria del modulo, i sistemi di controllo termico e quelli per la distribuzione di acqua potabile, ossigeno e azoto. Senza quelle componenti, la capsula non potrebbe sopravvivere nello spazio profondo. Leonardo, nello stabilimento di Nerviano vicino a Milano, ha costruito i pannelli solari che compongono le quattro ali del modulo e l'elettronica di bordo per il controllo e la distribuzione di energia.
Il legame tra l'Italia e il programma Artemis va però ancora più lontano. A Washington, la Nasa ha firmato un accordo con il governo italiano che prevede moduli abitativi costruiti in Italia sulla superficie lunare. Nell'accordo è prevista anche la presenza di un astronauta italiano tra quanti cammineranno sul suolo lunare, anche se è ancora presto per fare nomi. I candidati più probabili si trovano tra gli italiani che fanno parte del corpo astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea.
Prima del decollo, il comandante Wiseman aveva spiegato perché nessuna nazione, nemmeno gli Stati Uniti, può permettersi di fare questo da sola: "I piani che questa agenzia e questa nazione stanno mettendo in campo non possiamo farli da soli, non nel lungo periodo. Non c'è modo di esplorare il cosmo se non lo facciamo insieme, tutti noi, come coalizione. Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme. Questo è il nostro motto fin dall'inizio". Se tutto andrà secondo i piani, il 10 aprile la capsula Orion ammarerà nell'Oceano Pacifico, al largo di San Diego. (di Angelo Paura)

Categoria: internazionale/esteri
07:15
Nuove assunzioni Trenord, si cercano capitreno: candidature fino il 20 aprile
(Adnkronos) - Trenord seleziona futuri capitreno: dalle ore 10 di oggi, giovedì 2 aprile, è possibile inviare la propria candidatura per entrare nel team di personale responsabile del servizio a bordo delle oltre 2400 corse effettuate ogni giorno in Lombardia, in otto province delle regioni limitrofe e sul collegamento aeroportuale Malpensa Express. Sarà possibile partecipare alla selezione fino a lunedì 20 aprile, secondo le indicazioni che saranno rese disponibili domani sulla pagina 'Lavora con noi' del sito di Trenord, dove è possibile candidarsi anche per il ruolo di specialist di sala operativa ed entrare nel team che coordina 24/7 la circolazione dei treni in Lombardia.
"Il capotreno - evidenzia la società in una nota - è una figura centrale per la qualità del viaggio: è il responsabile della sicurezza di ogni corsa ed è il principale riferimento per i passeggeri, ai quali garantisce assistenza, informazioni e una comunicazione efficace. È il volto dell’azienda per chi viaggia e contribuisce in modo determinante alla relazione con il pubblico". I candidati selezionati per questo ruolo parteciperanno al corso di formazione organizzato dall’azienda, che consentirà loro di acquisire tutte le competenze necessarie allo svolgimento del lavoro.
Il percorso prevede un periodo di formazione della durata di circa sei mesi, al termine del quale i professionisti sosterranno gli esami teorici e pratici e svolgeranno un periodo di tirocinio. Sono passaggi necessari per conseguire l’abilitazione a capotreno. Per partecipare alla selezione è necessario essere in possesso di un diploma di scuola media superiore o di una laurea, avere un’ottima padronanza della lingua italiana e un buon livello di inglese; la familiarità con altre lingue straniere sarà considerata un requisito preferenziale. Ai candidati è richiesta disponibilità a spostarsi in Lombardia e nelle regioni limitrofe; flessibilità oraria; ottime capacità comunicative, attitudine al problem solving, precisione, atteggiamento proattivo. Saranno valutate positivamente esperienze pregresse in ruoli a contatto con il pubblico.

Categoria: economia
03:27
Iran, Trump: "Siamo vicini agli obiettivi, vittorie schiaccianti"
(Adnkronos) - "Siamo molto vicini ai nostri obiettivi, abbiamo ottenuto vittorie decisive e schiaccianti". Donald Trump, con un discorso alla nazione, fa il punto sulla guerra che gli Stati Uniti - con Israele - conducono contro l'Iran da 32 giorni. Il presidente americano prende la parola alla Casa Bianca e riepiloga l'operazione Epic Fury in circa 20 minuti. "Siamo molto vicini ai nostri obiettivi, finiremo molto presto il lavoro e colpiremo ancora l'Iran molto duramente nelle prossime due-tre settimane", dice Trump ribadendo più volte di aver "decimato" il Paese mentre "i colloqui per porre fine alla guerra continuano". "Il cambio di regime non era il nostro obiettivo, ma c'è stato", afferma sostenendo che adesso al potere a Teheran ci siano nuovi leader "meno radicali e molto più ragionevoli".
"Stiamo sistematicamente smantellando la capacità del regime di minacciare l'America o di colpire al di fuori dei suoi confini. Abbiamo fatto tutto. La loro marina non esiste più. La loro aviazione non esiste più. I loro missili sono quasi esauriti o fuori uso. Nel complesso, queste azioni paralizzeranno l'esercito iraniano, annienteranno la sua capacità di sostenere gruppi terroristici per procura e gli negheranno la capacità di costruire una bomba nucleare", ripete Trump riproponendo concetti già esposti più volte. Il presidente ringrazia esplicitamente gli alleati: "Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi, Kuwait e Bahrain".
Capitolo petrolio: "Molti americani sono preoccupati per il recente aumento dei prezzi della benzina, questo è il risultato degli attacchi iraniani contro petroliere e paesi vicini che non hanno nulla a che fare con il conflitto. Questo significa che non ci si può fidare dell'Iran, userebbe le armi nucleari". Il presidente degli Stati Uniti lascia intendere che la riapertura dello Stretto di Hormuz non è una priorità assoluta per Washington.
"Gli Stati Uniti sono il primo produttore mondiale di petrolio e gas, praticamente non importiamo petrolio dallo Stretto di Hormuz: non ci serve", dice prima di riferirsi a partner occidentali e asiatici che non hanno partecipato all'operazione. Lo fa con toni tutto sommato soft, senza attacchi diretti alla Nato come avvenuto nel corso della giornata: "I Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz devono occuparsi di quel passaggio. Prendetelo e basta, proteggetelo, usatelo per voi stessi. Noi aiuteremo, ma loro dovrebbero prendere l'iniziativa", dice prima di fornire "un consiglio": "A questi paesi, dico: comprate petrolio dagli Stati Uniti e mostrate coraggio, andate nello Stretto e prendetelo". "In ogni caso, quando questo conflitto sarà finito, lo Stretto si aprirà naturalmente". L'Iran "vuole vendere petrolio perché è tutto ciò che ha per ricostruire. I prezzi scenderanno rapidamente, le Borse torneranno a salire", afferma.
Quindi, per allontanare l'idea di una guerra senza fine, ricorda la durata delle campagne militari che hanno coinvolto gli Stati Uniti. "L'America ha preso parte alla Prima Guerra Mondiale, durata 1 anno, 7 mesi e 5 giorni. La Seconda Guerra Mondiale è durata 3 anni, 8 mesi e 25 giorni. La Guerra di Corea è durata 3 anni, 1 mese e 2 giorni. Il Vietnam è durato 19 anni, 5 mesi e 29 giorni. In Iraq si è andati avanti per 8 anni, 8 mesi e 28 giorni. Questa operazione, contro uno dei paesi più potenti, dura da 32 giorni. E' un investimento sul futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti", conclude.

Categoria: internazionale/esteri
00:22
Fallimento Italia, governo in pressing per le dimissioni di Gravina
(Adnkronos) - Raccontano che abbia seguito la partita, almeno a tratti, nella serata amara che ha segnato l’ennesima disfatta del calcio italiano: la terza esclusione consecutiva della Nazionale dai Mondiali. Bosnia-Italia è andata di traverso anche a Giorgia Meloni, che pure non è una grande appassionata di pallone. La presidente del Consiglio, però, conosce bene il peso che il calcio ha nel Paese, tra economia, identità e consenso popolare. E per questo - secondo quanto filtra da fonti parlamentari - avrebbe condiviso il sentimento diffuso tra tifosi e telespettatori: la necessità di una svolta ai vertici del sistema.
Da Palazzo Chigi non arriva alcuna dichiarazione ufficiale, almeno per ora. A parlare è invece il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che all’indomani del tracollo azzurro alza il livello dello scontro e manda un messaggio chiaro alla Federcalcio e al suo presidente, Gabriele Gravina. “Non si può assistere passivamente a quello che è successo". Da qui la richiesta esplicita di un cambio di passo: "È evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc".
Abodi rivendica anche l'azione dell'esecutivo: "Il governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. Io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l'importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo a fare ciò che compete alle Istituzioni, ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale".
Sulle possibili dimissioni di Gravina, che oggi si riunisce con le componenti federali, il ministro richiama i precedenti e alza ulteriormente la pressione: "Mi aspetto una risposta più centrata della Federcalcio. A partire dal presidente Abete dopo i Mondiali del 2014 ci furono sussulti di dignità, il compianto Tavecchio fece la stessa cosa dopo il playoff con la Svezia e si dimise. Potrei essere costretto a prendere decisioni con il Parlamento che avrei preferito lasciare a loro". Nessuna indicazione, invece, sui possibili successori o su un eventuale commissariamento: “Penso che il tempo dei nomi deve ancora venire e deve essere valutata tutta la storia degli ultimi 20 anni, che ci lascia molte esperienze negative. Quello che dobbiamo fare è non sbagliare nuovamente o far finta che non sia successo niente”. Abodi assicura comunque piena sintonia con la premier: "L’attenzione governativa, nel rispetto dei ruoli, è massima e c’è sintonia piena naturalmente con il presidente del Consiglio ma anche all’interno della maggioranza" di fronte a "un’esigenza che è improcrastinabile: riformare e rifondare il calcio italiano”.
Dal Parlamento arrivano prese di posizione nette. "A tutto c'è un limite", tuona via social il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli parla di “ripensamento coraggioso e non più rinviabile" e punta il dito contro il modello attuale: "Il calcio deve ricominciare dai vivai e dalle scuole di quartiere, formando e poi valorizzando i giovani atleti investendo sul territorio. Basta finanza miliardaria, basta anaffettività verso squadre che rappresentano tradizioni calcistiche secolari legate al territorio, basta facili guadagni per società spesso di comodo e procuratori spregiudicati, basta facili speculazioni su calciatori esotici di basso livello".
Rampelli insiste sulla necessità di ridare centralità ai giovani e al territorio: "Le squadre non possono più essere rappresentate al 70% da stranieri, molti dei quali di passaggio nel campionato italiano. Non c’è dubbio che Gabriele Gravina abbia esaurito il suo compito e debba lasciare il passo, ma le sue dimissioni rischiano di non essere sufficienti se non si salverà quel poco di sport che sopravvive nel calcio, sempre più un affare e sempre meno disciplina". Sulla stessa linea la Lega, che parla di "vergogna inaccettabile" e chiede una rifondazione che parta proprio dalle dimissioni del presidente federale. Da Forza Italia arriva infine l’appello della deputata Isabella De Monte: "Quante volte la Nazionale dovrà ancora essere eliminata dalle qualificazioni per i Mondiali perché un presidente di federazione ne prenda finalmente atto e passi ai saluti? Caro Gravina, le dimissioni sono ormai un necessario atto di umiltà e di verità: bene che anche il ministro Abodi le abbia chieste".

Categoria: cronaca
00:20
Da atleta a vittima del Long Covid, 39enne torna a vivere grazie a una terapia con immunoglobuline
(Adnkronos) - Prima di infettarsi per due volte con il coronavirus Sars-CoV-2 era sano e atletico. Poi una forma grave e persistente di Long Covid ha cambiato la sua vita. Mesi di 'fatigue', cioè una stanchezza invalidante, e di nebbia cognitiva (la nota 'brain fog' tipica di questa sindrome post infezione di cui si è parlato tanto in pandemia), un sintomo che si manifesta come un senso di stanchezza mentale persistente che rende chi ne è affetto molto meno lucido ed efficiente del normale. E ancora disturbi di memoria e concentrazione, insonnia, sintomi di disfunzione autonomica, con un impatto rilevante sulla vita personale e professionale. E' la parabola vissuta da un 39enne, fino a quando una terapia con anticorpi ha permesso di aprire uno spiraglio di luce. Il trattamento ha ripristinato il corretto funzionamento del sistema immunitario dimostrandosi così efficace per questa condizione. Il caso è descritto su 'The Lancet Infectious Diseases', in uno studio congiunto tra l'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, le due strutture che si sono occupate del paziente. Il lavoro suggerisce un possibile approccio terapeutico per sottogruppi selezionati di pazienti, da confermare in studi clinici controllati.
Il Long Covid è una condizione caratterizzata dalla persistenza o dalla nuova insorgenza di sintomi che possono durare per mesi dopo l'infezione acuta da Sars-CoV-2 e, ad oggi, non esiste una terapia riconosciuta per tale sindrome. Tra le manifestazioni più frequenti figurano la fatigue (stanchezza intensa), difficoltà cognitive, cefalea, insonnia, disturbi autonomici (condizione in cui il sistema nervoso autonomo non regola correttamente le funzioni involontarie), intolleranza allo sforzo, dispnea, disestesie (disturbi della sensibilità per cui i vari stimoli suscitano reazioni diverse dal normale).
Lo studio condotto dai due Irccs romani ha analizzato il profilo clinico, neuro-cognitivo, immunologico e infiammatorio del paziente 39enne. Nessuna delle terapie utilizzate prima aveva prodotto benefici duraturi. L'équipe dello Spallanzani, costituita da Marta Camici e Andrea Antinori del Dipartimento clinico di ricerca Malattie infettive, avendo riscontrato la presenza nel sangue del paziente di autoanticorpi circolanti che interferivano con importanti funzioni vitali, tra cui la comunicazione nervosa e il tono dei vasi sanguigni, ha prescritto il trattamento con immunoglobuline per via endovenosa ad alte dosi per tre cicli con cadenza mensile.
Le immunoglobuline sono anticorpi purificati di derivazione umana utilizzati da anni in diverse patologie autoimmuni e infiammatorie per modulare la risposta immunitaria. Durante il trattamento, il paziente è stato anche sottoposto a misurazione della performance neuropsicologica e a una stimolazione neuro-cognitiva ad opera di Giulia Del Duca, neuropsicologa del Dipartimento clinico di ricerca Malattie infettive dello Spallanzani. Il miglioramento è stato molto rapido: già dopo il primo ciclo si è registrata una netta riduzione della fatigue e della nebbia cognitiva. Nei mesi successivi i sintomi si sono progressivamente normalizzati. A un anno dall'inizio della terapia, il paziente aveva recuperato le funzioni cognitive, era tornato al lavoro e aveva ripreso l'attività sportiva non agonistica, con una qualità di vita sovrapponibile al periodo pre-Covid.
Nel corso dello studio, i ricercatori dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù hanno osservato una modifica di specifici parametri immunologici, tra cui la riduzione del titolo degli autoanticorpi diretti contro i recettori del sistema nervoso autonomo, dei marcatori infiammatori e degli indicatori di attivazione della coagulazione. L'efficacia della terapia è risultata associata alla scomparsa di un'interazione anomala tra linfociti T e monociti, potenzialmente responsabile del mantenimento di uno stato infiammatorio cronico.
"Questi risultati suggeriscono che, in un sottogruppo di pazienti, il Long Covid potrebbe essere sostenuto da una persistente disregolazione del sistema immunitario, non necessariamente legata alla presenza del virus nell'organismo", spiega Camici, ricercatrice e primo nome dello studio. "Le immunoglobuline non rappresentano una terapia per tutti, ma potrebbero avere un ruolo in pazienti selezionati, identificabili attraverso i biomarcatori trovati nello studio". Il Long Covid, aggiunge la ricercatrice Eva Piano Mortari (Unità di ricerca Linfociti B guidata da Rita Carsetti), altra prima autrice dello studio, "colpisce anche i più giovani, e le immunoglobuline sono un farmaco già utilizzato in ambito pediatrico per altre patologie: questo apre la possibilità di estendere in futuro questo approccio anche ai pazienti pediatrici".
Piano Mortari ha identificato il complesso immunologico anomalo associato alla risposta alla terapia con le colleghe Chiara Agrati (responsabile Unità di ricerca Immunità patogeno-specifica) e Giusi Prencipe (Unità di ricerca Immuno-reumatologia) dell'ospedale Bambino Gesù. Entrambe le ricercatrici spiegano che "pur trattandosi di un singolo caso clinico, i risultati sono estremamente incoraggianti e forniscono indicazioni importanti per la progettazione di futuri trial clinici controllati. L'obiettivo dei prossimi studi sarà identificare quali pazienti possano beneficiare maggiormente di questo approccio, confermare l'utilità degli autoanticorpi contro i neurotrasmettitori per la diagnosi di Long Covid e comprendere meglio i meccanismi biologici alla base della risposta al trattamento".

Categoria: cronaca
19:34
Bellini (Bellini Nautica): "Fondamentale supporto Regione Lombardia per nostro museo"
(Adnkronos) - "Il sostegno da parte di Regione Lombardia" per la realizzazione di Museo Bellini, collezione privata barche d’epoca "è stato molto importante perché ci ha permesso di dare una giusta illuminazione alla location e al cartellone esterno, visibile a tutto il pubblico che verrà a visitare il museo e ha permesso di finanziare l'impianto di umidificazione e climatizzazione dell’ambiente, in quanto le barche in mogano hanno bisogno di costante umidità". Lo ha detto Romano Bellini, presidente di Bellini Nautica, in occasione della visita dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi presso le realtà d’impresa che hanno preso parte al bando per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali promosso dalla Regione. La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione, parte del Pr Fesr 2021-2027 (Programma regionale lombardo del Fondo europeo di sviluppo regionale), supera i 32 milioni di euro.
Bellini Nautica è, infatti, tra le realtà imprenditoriali che hanno usufruito del bando Musei D‘impresa 2025, creato con l’intento di sostenere progetti di realizzazione e riqualificazione dei musei delle imprese lombarde con la finalità di salvaguardare il patrimonio tecnico-industriale e promuovere la cultura lombarda tramite la valorizzazione della storia dell’impresa stessa.
Bellini Nautica, fondata nel 1960, è punto di riferimento nel panorama nautico internazionale. L’iniziativa di Bellini Nautica ha previsto l’implementazione di un percorso museale innovativo e immersivo (Museo Bellini, collezione privata barche d’epoca) che coniuga l’artigianalità storica con l’uso di tecnologie digitali, al fine di promuovere la cultura d’impresa, il design e l’ingegneria nautica. Questo bando, conclude Bellini, aiuta "la visibilità futura di questa eccellenza unica nel suo genere".

Categoria: economia
19:33
Guidesi visita aziende bresciane, focus su internazionalizzazione, filiere e cultura d'impresa
(Adnkronos) - Prosegue in provincia di Brescia l'iniziativa istituzionale dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, nelle realtà produttive supportate da Regione Lombardia, con l’obiettivo di verificare sul territorio l’efficacia degli strumenti di sostegno alle imprese e rafforzare il dialogo diretto con il sistema economico-produttivo locale. Nello specifico, la giornata si è aperta con la visita alla Raffmetal di Casto (Bs), azienda produttrice di leghe di alluminio da riciclo che ha beneficiato della misura 'Rafforzamento filiere produttive ed ecosistemi industriali 2023'. Nel pomeriggio, l’assessore ha fatto visita alla Collezione Riva di Romano Bellini a Corte Franca (Bs), l’esposizione nautica di barche Riva d'epoca più completa al mondo beneficiaria dello strumento 'Musei d'Impresa 2025'. Tappa finale all'azienda Semec di Darfo Boario Terme (BS), attiva nella produzione di colonne di frazionamento e beneficiario del bando 'Verso nuovi mercati'.
Raffmetal, grazie al supporto regionale, ha costituito una filiera circolare di produzione dell’alluminio che comprende 46 aziende, effettuando importanti investimenti per massimizzare la capacità di riciclo e l’efficientamento energetico. "Grazie alla misura regionale 'Bando Filiere' -ha dichiarato Francesco Franzoni, amministratore delegato di Raffmetal- gli obiettivi raggiunti dalla singola impresa diventano obiettivi comuni da cui tutti traggono vantaggio. Da questo punto di vista, Regione Lombardia ha fatto una scelta che ritengo molto lungimirante, dimostrando l’attenzione e la sensibilità di cui abbiamo bisogno per attraversare questo momento di sfida".
Bellini Nautica, mediante allo strumento regionale, ha implementato il percorso museale dedicato alla Collezione Riva di Romano Bellini con interventi di illuminazione e impiantistica, migliorando la qualità della fruizione espositiva e la capacità di conservazione delle imbarcazioni in legno. "Il supporto di Regione Lombardia -ha dichiarato Romano Bellini, presidente di Bellini Nautica- è fondamentale per la visibilità futura di questa collezione d’eccellenza, anche a livello mondiale. Chi possiede queste imbarcazioni ci tiene a mantenerle nel loro splendore iniziale. Grazie allo strumento 'Musei d’Impresa' abbiamo potuto creare questo spazio espositivo e laboratorio di restauro che dispone di illuminazione e climatizzazione adeguate alla conservazione di queste preziose barche in mogano". Semec, attraverso il bando regionale, ha avviato un percorso di internazionalizzazione per rafforzare la presenza nei mercati del Nord Europa con l’obiettivo di conseguire una crescita sostenibile e duratura, massimizzare le opportunità di sviluppo commerciale e ampliare il proprio portafoglio clienti.
La misura 'Rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali' è finalizzata a sostenere e potenziare la competitività del sistema produttivo lombardo attraverso il rafforzamento delle filiere esistenti e la creazione di nuove reti tra imprese. L'intervento promuove progetti condivisi tra aziende, con particolare attenzione a innovazione, digitalizzazione e sostenibilità ambientale, sociale ed economica, favorendo anche l’adozione di modelli di economia circolare. I progetti possono includere anche attività di sviluppo sperimentale finalizzate all’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche o al miglioramento dei processi produttivi. Il bando dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 32,4 milioni di euro.
La misura 'Musei d’impresa 2025' è finalizzata a sostenere la creazione e la valorizzazione dei musei d’impresa lombardi, con l’obiettivo di preservare e promuovere il patrimonio tecnico-industriale regionale e diffondere la cultura del lavoro e dell’impresa. Il contributo supporta interventi di realizzazione o riqualificazione di spazi espositivi, restauro delle collezioni e sviluppo di strumenti digitali (come siti web e portali dedicati). Particolare rilievo è dato anche alla promozione dei musei d’impresa, in Italia e all’estero, e alla creazione di collaborazioni con scuole, università, centri di ricerca e attori del territorio. Grazie a un rifinanziamento, il bando ha avuto una dotazione finanziaria complessiva di 1,5 milioni di euro e ha già sostenuto numerosi progetti presentati da 33 beneficiari. La misura, nella sua edizione 2026, è attualmente aperta.
La misura 'Verso nuovi mercati' sostiene il percorso di internazionalizzazione delle imprese lombarde, supportando l’ingresso o il rafforzamento nei mercati esteri attraverso analisi di mercato, studi specialistici e il coinvolgimento di esperti, con l’obiettivo di aumentare la competitività su scala globale. L’iniziativa si rivolge a micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Lombardia e con una limitata esperienza di export (non superiore al 40% del volume d’affari nell’anno precedente), favorendo così l’accesso ai mercati internazionali da parte di aziende ancora nelle fasi iniziali del processo di apertura verso l’estero. Attraverso questa misura, che dispone di una dotazione finanziaria complessiva di oltre 19,2 milioni di euro (a seguito di un recente incremento), Regione Lombardia è riuscita a sostenere 81 imprese, con ulteriori concessioni in corso, confermandosi come uno strumento rilevante per accompagnare le Pmi lombarde verso nuovi mercati esteri.

Categoria: economia
19:33
Guidesi (Regione Lombardia): "Realtà locali rispondono a scenario internazionale complesso"
(Adnkronos) - "Il tessuto produttivo lombardo sta rispondendo" alle sfide poste dal complesso contesto internazionale attuale, pur scontando una "maggiore difficoltà" rispetto ad altre regioni, dal momento che "abbiamo un posizionamento internazionale trasversale ai diversi settori, da quello manifatturiero a quello dei servizi". E’ il commento dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, riguardo all’impatto sulle imprese lombarde dello scenario di tensioni ed instabilità a livello globale, in occasione della visita presso le aziende che hanno aderito al bando da 32 milioni di euro per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali, promosso dalla Regione nell’ambito del programma del Fondo europeo di sviluppo regionale.
"Siamo molto influenzati, e purtroppo in questo caso negativamente, da tutto ciò che succede a livello internazionale - prosegue -. Le nostre aziende ed i nostri ecosistemi, però, sono da sempre capaci di rispondere con flessibilità e continuano a farlo al meglio", anche in un momento in cui "le contingenze economiche cambiano molto velocemente. Non nascondo però la grande preoccupazione dettata dal fattore inflazionistico, perché quando il costo dell'energia e del carburante è così ingente, cresce la preoccupazione riguardo la capacità di presidio rispetto ai consumi dei cittadini e alla competitività delle aziende".
"Speriamo che le cose si stabilizzano e si calmino quanto prima - conclude -. Ne abbiamo un gran bisogno. Non abbiamo ancora dei dati ma le previsioni sono pessimistiche. La speranza è che, ancora una volta, la Lombardia ci sorprenda in positivo. Tutte le volte che parliamo di contingenze economiche future estremamente negative, poi i dati congiunturali dicono il contrario. Speriamo che succeda anche stavolta".

Categoria: economia
19:27
Guidesi (Regione Lombardia): "Dialogo con realtà locali è fondamentale"
(Adnkronos) - Per le istituzioni e le aziende locali "momenti di dialogo come questo sono fondamentali. Come Regione ci si pone infatti l’obiettivo di aiutare le aziende, il lavoro e l'occupazione e per farlo è necessario conoscere i loro problemi, le esigenze e le proposte. Occasioni come questa sono inoltre un modo per far conoscere ciò che Regione Lombardia offre alle aziende e come queste ne hanno usufruito al fine di migliorarsi". Sono le dichiarazioni di Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, in occasione della visita presso le realtà d’impresa che hanno aderito al bando per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali promosso dalla Regione nell’ambito del programma del Fondo europeo di sviluppo regionale. La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione, parte del Pr Fesr 2021-2027 (Programma regionale lombardo del Fondo europeo di sviluppo regionale), supera i 32 milioni di euro.
Si tratta quindi di "un gioco di squadra pubblico-privato" volto a per rafforzare il sistema economico e produttivo regionale, "che ha una valenza non solo economica - spiega l’assessore Guidesi - ma anche sociale e culturale, perché pienamente integrato con la nostra comunità".
"Il dialogo sui territori è propedeutico e alla base del dialogo che stiamo attuando tra regioni europee - prosegue - perché se pretendiamo, giustamente, che la Commissione europea imposti la propria attività legislativa sulle reali esigenze che ci sono, dobbiamo farlo anche noi. Il modo migliore per farlo è andare sui territori, capire quali sono le esigenze e conoscere ciò che le aziende fanno - dalla formazione alla ricerca, dagli investimenti all'innovazione, fino ai processi di economia circolare, che sono già in atto e stanno dando ottimi risultati - per poi condividere queste informazioni con le altre regioni europee, facendo in modo che la condivisione sia sempre più centrale da un punto di vista istituzionale, portando la Commissione europea a cambiare un'impostazione che troppe volte mette in difficoltà la capacità di innovazione e di sviluppo delle nostre aziende".

Categoria: economia
18:55
Pax Silica, Helberg attacca i regolamenti Ue: "Così l’Europa resta indietro"
(Adnkronos) - L’Europa non deve modificare l’AI Act per aderire alla Pax Silica, ma così com’è rischia di compromettere la propria capacità di competere nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale. È questo uno dei passaggi centrali del briefing con la stampa europea del sottosegretario di Stato americano per gli Affari economici, Jacob Helberg, che ha risposto alla domanda di Adnkronos sull’eventuale necessità di cambiare le regole europee per entrare nel nuovo club tecnologico promosso da Washington.
Helberg è in viaggio tra Bruxelles, Parigi, Londra e L’Aia: i Paesi Bassi, dove ha sede il gigante Asml, sono l’unico Paese dell’Ue ad aver partecipato alla cerimonia della Pax Silica (ma non hanno ancora firmato l’adesione). “La Ue non dovrebbe cambiare l’AI Act per aderire a questa alleanza”, ha risposto Helberg all’Adnkronos, chiarendo subito che non esiste una condizione formale per l’ingresso. Tuttavia, ha aggiunto, “abbiamo serie preoccupazioni” sull’impianto della normativa europea: secondo l’amministrazione americana, l’effetto concreto non sarebbe quello di proteggere i cittadini, ma di proteggere il mercato europeo dalle aziende straniere, con il risultato di rallentare lo sviluppo interno. Una dinamica che, a suo giudizio, rischia di mantenere l’Europa “permanentemente indietro” in una trasformazione tecnologica paragonata per impatto alla rivoluzione industriale.
La Pax Silica, di cui l'Adnkronos aveva parlato in questo articolo, è l’iniziativa lanciata dagli Stati Uniti per coordinare una rete di Paesi alleati lungo l’intera filiera dell’intelligenza artificiale: dai semiconduttori ai minerali critici, dall’energia all’hardware. Per Washington, si tratta di una piattaforma strategica per affrontare la competizione globale, in particolare con la Cina, e allo stesso tempo di un’opportunità economica concreta per i partner coinvolti. In questo quadro, l’Europa è considerata un attore chiave, non solo per il peso industriale, ma anche per le competenze tecnologiche diffuse in diversi Paesi membri.
Helberg, rispondendo a giornalisti da tutta Europa, ha insistito più volte su questo punto, sottolineando che l’adesione alla Pax Silica è “fondamentalmente nell’interesse dell’Europa”, perché consentirebbe di “derivare valore da ogni livello della supply chain dell’AI” e di partecipare attivamente alla competizione globale. Allo stesso tempo, però, ha riconosciuto che il processo non sarà immediato. La Commissione europea non ha ancora ottenuto il mandato negoziale dai governi, e gli Stati Uniti non intendono accelerare senza prima affrontare le divergenze esistenti.
“Vogliamo farlo bene, non correre”, ha detto, citando anche l’accordo già siglato con l’India su un’agenda esplicitamente orientata alla promozione dell’innovazione. È proprio questo approccio che Washington vorrebbe vedere anche nel dialogo con Bruxelles: una convergenza non solo industriale, ma anche regolatoria, o quantomeno compatibile. Su questo tema ha anche firmato, insieme all'ambasciatore americano presso l'Ue Andrew Puzder, un editoriale sul Wall Street Journal.
In questo contesto si inserisce la critica più ampia all’impianto normativo europeo, che va oltre l’AI Act. Helberg ha indicato esplicitamente il Digital Markets Act come uno dei principali punti di frizione nel rapporto economico tra Stati Uniti e Unione europea. Secondo il sottosegretario, le multe alle aziende americane sono “onerose e punitive” e rischiano di assorbire una parte crescente dell’energia politica della relazione transatlantica, distogliendo l’attenzione da altre aree di cooperazione.
“Il Dma sta consumando una quota sempre maggiore della relazione bilaterale”, ha affermato, sottolineando che senza questo elemento di tensione sarebbe possibile avanzare più rapidamente su dossier come la sicurezza delle catene di approvvigionamento, gli accordi industriali e la cooperazione tecnologica. Helberg ha comunque lasciato intendere che il dialogo è aperto e che esistono margini per “definire e disinnescare” le divergenze, anche alla luce dei contatti avuti con i rappresentanti della Commissione nelle stesse ore del briefing.
Il passaggio più netto, però, riguarda la diagnosi sullo stato dell’economia europea. Helberg ha parlato apertamente di una situazione critica, definendola una “civilizational emergency”, echeggiando le parole del vicepresidente JD Vance, che aveva parlato di suicidio della civiltà europea. Nel suo ragionamento, l’Europa avrebbe già perso la grande ondata della rivoluzione digitale degli anni 2010 – quella delle piattaforme, del cloud e dei modelli di business tecnologici – e rischierebbe ora di restare indietro anche nella fase attuale, dominata dall’intelligenza artificiale.
“Lo scarto accumulato sarà molto difficile da recuperare”, ha detto, spiegando che non si tratta di un ritardo colmabile in pochi anni, ma potenzialmente in una generazione. Ma il problema, secondo Washington, non è solo economico. È anche culturale e politico. Helberg ha criticato quella che definisce una sorta di adattamento alla stagnazione, un’accettazione implicita di tassi di crescita molto bassi in un contesto globale più dinamico.
“Non è solo la stagnazione a preoccuparci, ma l’abitudine ad essa”, ha osservato, parlando di un “soft defeatism”, una forma di rassegnazione che abbassa progressivamente le aspettative. In questo quadro, la regolazione viene vista come uno dei fattori principali che hanno contribuito a frenare l’economia europea, rendendo più difficile l’assunzione di rischi e l’allocazione di capitale privato.
Secondo Helberg, che è nato in Francia e ha raccontato che sua madre ha lavorato per anni alla Commissione europea, l’effetto complessivo è visibile sia nella crescita (prossima allo zero in un mondo che cresce intorno al 3%) sia nella progressiva riduzione del peso dell’Europa nell’economia globale. E, aggiunge, le conseguenze delle politiche regolatorie non si fermano alle aziende colpite direttamente. “Le multe sono sulle aziende americane, ma il costo reale lo pagano i cittadini europei”, ha detto, riferendosi all’impatto sugli investimenti e sull’innovazione.
Nonostante il tono critico, il messaggio complessivo non è di rottura. Helberg ha più volte ribadito che gli Stati Uniti vogliono “un’Europa forte” e che la cooperazione transatlantica resta un pilastro strategico. Ha citato negoziati in corso su commercio, materie prime critiche e tecnologia, definiti “costruttivi”, e ha sottolineato le opportunità offerte dalla collaborazione industriale lungo le filiere globali.
Allo stesso tempo, ha riconosciuto che le divergenze esistono e che, se non gestite, rischiano di rallentare il rapporto. La Pax Silica si inserisce proprio in questo spazio: da un lato come proposta di integrazione strategica, dall’altro come banco di prova politico sulla capacità dell’Europa di adattare (o meno) il proprio modello.
In poche parole: per Washington l’Europa non deve cambiare le sue regole per entrare nella Pax Silica, ma senza un ripensamento più ampio del proprio approccio alla regolazione rischia di non essere in grado di sfruttarne appieno le opportunità. E, soprattutto, di restare ai margini della nuova fase dell’economia globale. (di Giorgio Rutelli)

Categoria: internazionale/esteri
18:17
"Trovata cura per la dislessia, è la Disslexina", il pesce d'aprile che fa riflettere
(Adnkronos) - "Dopo anni di ricerca, l'Associazione italiana dislessia è lieta di annunciare che è stata trovata la cura per la dislessia. E' definitiva, scientificamente provata e cambierà tutto". L'annuncio prorompente è stato pubblicato oggi, 1 aprile, sul sito dell'Aid. Dopo qualche ora di attesa, nuovo post e arcano svelato: è un Pesce d'aprile, ma di quelli costruiti ad arte per fare riflettere. L'immagine che lo accompagna - generata con l'Ai - mostra la confezione di un farmaco che non esiste, la Disslexina, compresse al gusto di: accettazione. Al posto delle indicazioni tecniche su principi attivi e posologia, ecco il messaggio che invita a un ribaltamento dello sguardo. La 'cura', si spiega nella nota, "non è una pillola, non è un App, non è un metodo segreto. E' un insegnante che dice 'hai bisogno di più tempo, ed è normale'; un genitore che smette di chiedere 'perché non riesci come gli altri?'; una diagnosi arrivata in tempo, non a 14 anni dopo anni di sensi di colpa; un compagno di banco che non ride quando sbagli a leggere ad alta voce; una scuola che misura l'intelligenza in più di un modo; un ragazzo che cresce sapendo che il suo cervello funziona diversamente, non peggio".
Insomma, "un Pesce d'aprile per un tema molto serio". Con una campagna costruita in due tempi, l'associazione ha scelto di cavalcare lo stile delle trovate che abbondano in questa data, frutto di una tradizione antica, per accendere i riflettori su uno dei fraintendimenti più radicati sui disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa), cioè - spiegano gli ideatori - l'idea che la dislessia sia un problema di cui liberarsi, un errore da correggere, qualcosa da cui guarire. "La 'cura' intesa invece come 'una presa in carico' da parte di tutta la collettività, raccontata da Aid ai followers, non è frutto di una scoperta scientifica, ma prende forma nella quotidianità, attraverso un profondo cambiamento culturale, un altro modo di approcciarsi alla dislessia e a chi la vive".
La dislessia, commenta Silvia Lanzafame, presidente di Aid, "è un modo diverso di elaborare il mondo. Quello che si può, e si deve, cambiare è tutto il resto. Ogni anno la nostra associazione risponde alle richieste di famiglie che nel provare smarrimento spesso perdono la speranza che si possa vivere serenamente anche con un Dsa. Noi proviamo a far capire loro che la dislessia, che riguarda circa il 5% degli studenti italiani, è una condizione che non compromette l'intelligenza, non dipende dall'impegno e non scompare con la buona volontà. Può però essere affrontata attraverso strumenti adeguati e, soprattutto, grazie a un ambiente educativo e sociale capace di accogliere la diversità senza trasformarla in un difetto".

Categoria: cronaca
18:13
Cinecittà, false comunicazioni: chiesto processo per ex Ad Maccanico, udienza preliminare il 23 giugno
(Adnkronos) - E’ fissata per il 23 giugno prossimo, a quanto apprende l'Adnkronos, l’udienza preliminare per l’ex amministratore delegato di Cinecittà spa Nicola Maccanico accusato di false comunicazioni sociali nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma. I pm capitolini contestano a Maccanico in qualità di amministratore delegato pro tempore in concorso con Claudio Ranocchi quale dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili di Cinecittà spa di aver esposto “consapevolmente” nel bilancio della società al 31 dicembre 2022 “fatti materiali rilevanti non corrispondenti al vero, in modo concretamente idoneo a indurre altri in errore”.
In particolare, secondo l’accusa formulata dai pm della procura di Roma dopo le indagini della Guardia di Finanza, Maccanico e Ranocchi “esponevano nel conto economico ricavi non conseguiti per circa 2,4 milioni di euro, da un lato iscrivendo un ricavo di 1.758.000 euro in realtà di competenza dell'anno 2023 e dall'altro omettendo di contabilizzare in riduzione l'importo di 662.000 euro di nota di credito afferente l'anno 2022; conseguentemente, esponevano un utile di 1.838.074 euro mai conseguito, occultando la perdita di oltre 500 mila euro effettivamente realizzata”.
Ai due indagati la stessa fattispecie viene contestata, nell’inchiesta del pm Giorgio Orano coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini che ora hanno chiesto il processo per entrambi, anche per il bilancio della società al 31 dicembre 2023. In questo caso, secondo i pm “esponevano nel conto economico ricavi non conseguiti per 2.471.398 euro omettendo la contabilizzazione di una nota di credito emessa nei confronti di Freemantle Italy Group srl per quell'importo iscritta nel 2024 ma che faceva riferimento all'anno 2023 (in quanto relativa a scontistica sui fatturati prevista da Cinecittà Spa nel 2023)”. Inoltre “esponevano nel conto economico costi inferiori per 5.542.280 euro a quelli effettivamente sostenuti per la realizzazione di scenografie (sulla base di contratto di appalto con The Apartment srl, e dunque scenografie di proprietà del committente, relative alle produzioni cinematografiche ‘M. il figlio del secolo’ e ‘Queer’) eliminando gli stessi dopo l'acquisto delle scenografie medesime a costo zero e capitalizzando i costi medesimi nell'attivo dello stato patrimoniale, in assenza di apposita perizia”. Conseguentemente, secondo l’accusa, “esponevano in bilancio un utile di 1.300.614 euro mai conseguito occultando la perdita di circa 6,7 milioni euro effettivamente realizzata”. Maccanico si è dimesso dall’incarico nel giugno del 2024. I pm nella richiesta di rinvio a giudizio hanno indicato come persone offese il ministero dell’Economia e delle Finanze e Cinecittà spa. (di Assunta Cassiano)

Categoria: cronaca
18:09
Trump: "Iran ha chiesto cessate il fuoco". Teheran: "Non è vero"
(Adnkronos) - Stati Uniti e Iran discutono il cessate il fuoco. Anzi, no. Donald Trump annuncia contatti in corso, su iniziativa di Teheran, per congelare la guerra. La Repubblica islamica smentisce: "No alla tregua". La giornata del primo aprile va in archivio con un quadro ancor più convulso del solito, complici le posizioni diametralmente opposte espresse dai due paesi. "Il presidente del nuovo regime iraniano, molto meno radicalizzato e ben più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d’America un cessate il fuoco!", annuncia Trump facendo riferimento ad una presunta iniziativa di Masoud Pezeshkian, che pubblicamente non si esprime. Secondo Axios, testata americana sempre attenta ai retroscena, il dialogo sarebbe vivo e Trump avrebbe anche avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman.
"Valuteremo la situazione quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sicuro. Fino ad allora, ridurremo l’Iran in polvere o, come si suol dire, lo rimanderemo all’età della pietra!!!", aggiunge il presidente degli Stati Uniti. Tutto o quasi ruota attorno allo Stretto di Hormuz: l'Iran blocca il braccio di mare determinante per il 20% del traffico mondiale del petrolio, con effetti a cascata sui prezzi di carburanti in diversi paesi, Italia compresa. Trump da giorni dice tutto e il contrario di tutto: lo Stretto va riaperto ma può rimanere chiuso, gli altri Paesi - Nato in testa - devono attivarsi per riaprirlo anche se gli Usa non hanno bisogno di aiuto.
Come è prassi, Trump è un fiume in piena tra social, interviste, dichiarazioni. Diventa complicato assembleare un mosaico nitido con le sue parole. "Non posso dirvi esattamente quando… ma ce ne andremo presto", dice preannunciando la conclusione dell'operazione Epic Fury. Poi, però, lascia la porta aperta ad eventuali appendici: "Non avranno un’arma nucleare perché ora ne sono incapaci, e poi me ne andrò, porterò via tutti, e se sarà necessario torneremo per colpire in modo mirato".
All'apertura di Trump su una soluzione negoziale in tempi brevi, l'Iran risponde con una chiusura categorica. "Non accettiamo un cessate il fuoco. Chiediamo la fine della guerra in Iran e in tutta la regione", dice il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista ad Al Jazeera. "Chiediamo garanzie che tali aggressioni non si ripetano - precisa il capo della diplomazia iraniana - Chiediamo il risarcimento dei danni causati a noi e al popolo iraniano". "Al momento non vi sono presupposti per negoziare e non c'è alcun negoziato. La fiducia è a zero - conclude - Non c’è fiducia nel fatto che i negoziati con gli Stati Uniti possano portare a risultati concreti". Se la posizione non fosse netta, arrivano anche le parole del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, che definisce "false" e "infondate" le affermazioni di Trump. A chiudere il quadro iraniano, il consueto monito dei Pasdaran: "Lo Stretto di Hormuz è chiuso per i nemici".

Categoria: cronaca
17:54
Malattia cronica da trapianto contro l'ospite, via libera Ue a belumosudil
(Adnkronos) - La Commissione europea ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata per belumosudil come trattamento della malattia cronica da trapianto contro l'ospite (cGvhd) in pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 12 anni con un peso corporeo di almeno 40 kg. Il farmaco è indicato quando le altre opzioni terapeutiche forniscono un beneficio clinico limitato, non risultano adeguate o sono state esaurite. Lo annuncia Sanofi in una nota, precisando che l'Aic condizionata è subordinata al completamento di uno studio controllato randomizzato e confermativo. Il via libera Ue segue il parere positivo del Comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema), pubblicato il 30 gennaio 2026.
"La Gvhd cronica è una condizione grave e potenzialmente fatale che comporta un profondo impatto fisico ed emotivo a una popolazione rilevante di pazienti dopo il trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche - afferma Mohamad Mohty, professore di Ematologia e Head of the Haematology and Cellular Therapy Department all’Hôpital Saint-Antoine e Sorbonne University, Parigi - In tutta Europa, molti pazienti continuano ad affrontare sfide significative nella gestione di questa malattia, soprattutto quando le terapie esistenti non offrono un beneficio adeguato. Questa approvazione rappresenta un importante traguardo, offrendo una nuova opzione terapeutica che ha il potenziale di migliorare significativamente la vita dei pazienti". Dichiara Olivier Charmeil, Interim Ceo & Executive Vice President, General Medicines, Sanofi: "Quasi 1 paziente su 2 con Gvhd cronica necessita di un trattamento di terza linea, eppure le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti in Europa in questa fase avanzata della malattia sono ancora limitate. Ci impegniamo con continuità a supportare i pazienti con Gvhd cronica e i loro caregiver e siamo lieti di offrire questa nuova opzione terapeutica ai pazienti che vivono con questa condizione debilitante e a lungo termine".
L'approvazione si basa sui risultati di sicurezza ed efficacia di diversi studi clinici e su dati di mondo reale, riporta la nota. Questi includono lo studio randomizzato e multicentrico di fase 2 ROCKstar (studio clinico NCT03640481), che ha dimostrato risposte clinicamente significative e durature con belumosudil per pazienti che vivono con Gvhd cronica dopo trapianto di cellule staminali e almeno due linee precedenti di terapia sistemica. Il trattamento è stato generalmente ben tollerato. Sotto l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata, Sanofi condurrà un nuovo studio confermativo, controllato e randomizzato. Nel 2019 il medicinale è stato designato come 'farmaco orfano' (usato nelle malattie rare) per il trattamento della malattia cronica da trapianto contro ospite. A seguito di questa Aic condizionata, il Chmp dell'Ema ha anche formalmente adottato un parere sul mantenimento dello status di designazione di farmaco orfano per belumosudil. Oltre all'Ue, belumosudil è approvato in 20 Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Canada, per il trattamento di pazienti di età pari o superiore a 12 anni con Gvhd cronica dopo fallimento di almeno due linee precedenti di terapia sistemica, e in Cina dopo il fallimento di una linea precedente di terapia sistemica. Da allora, più di 20mila pazienti affetti da Gvhd cronica sono stati trattati con belumosudil dalla sua prima approvazione negli Usa nel luglio 2021.
Belumosudil - dettaglia la nota - è il primo inibitore selettivo di Rock2 (proteina chinasi-2 associata a Rho contenente un dominio coiled-coil) (Rock2i) di Sanofi. Ha dimostrato di apportare beneficio in diverse tipologie di pazienti affetti da malattia cronica del trapianto contro l'ospite dopo il fallimento di almeno due linee di terapia precedenti. Sanofi è impegnata a studiare la sicurezza e l'efficacia di belumosudil in altre fasce di età e indicazioni, anche attraverso studi in corso in pazienti pediatrici a partire da 1 anno di età con cGvhd che sono stati trattati con almeno due precedenti linee di terapia sistemica e in pazienti con disfunzione cronica da allotrapianto polmonare. Queste indicazioni aggiuntive sono attualmente in fase di studio e non sono state approvate dalle autorità regolatorie.
ROCKstar è uno studio registrativo di fase 2, in aperto, non controllato, randomizzato e multicentrico che ha valutato l'efficacia e la sicurezza di belumosudil in pazienti con malattia del trapianto contro l'ospite cronica che avevano ricevuto da due a 5 linee precedenti di terapia sistemica e necessitavano di terapia aggiuntiva. Un'analisi di follow-up di 3 anni, in aperto, dello studio ROCKstar ha valutato l'efficacia a lungo termine di belumosudil. Il trattamento consisteva in belumosudil 200 mg ed è stato somministrato continuativamente fino alla progressione clinicamente significativa della cGvhd o al manifestarsi di una tossicità inaccettabile. L'endpoint primario era il tasso di risposta complessiva (Overall response rate, Orr) a qualsiasi valutazione. I risultati dello studio hanno dimostrato un Orr migliore clinicamente significativo e statisticamente significativo del 74% in trattamento con belumosudil (n=77, Ic 95%, 63-83). Le reazioni avverse più comuni sono state affaticamento (46%), diarrea (35%), nausea (35%), dispnea (32%), tosse (30%) e infezioni delle vie respiratorie superiori (26%).
La malattia cronica del trapianto contro l'ospite è una complicanza potenzialmente letale che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali (o trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche) in cui le cellule del donatore (graft) attaccano le cellule dell'ospite, portando a infiammazione e fibrosi (cicatrizzazione o ispessimento) che possono danneggiare molteplici tessuti e organi. La cGvhd compromette gravemente la vita e interessa fino al 50% dei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche. La cGvhd è considerata una delle principali cause di morbilità e mortalità tardiva non correlata a recidiva dopo il trapianto di cellule staminali. Le conseguenze sono di vasta portata, sia in termini di onere che può gravare sul benessere fisico ed emotivo dell'individuo, sia in termini di più ampio impatto socioeconomico.

Categoria: salute
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09:51
Prima l'aggressione con spray al peperoncino, poi la coltellata alla schiena: 21enne ricoverato a Genova
(Adnkronos) - Un ragazzo italiano di 21 anni è stato accoltellato alla schiena, nella zona polmonare, da sconosciuti dopo essere stato aggredito con lo spray al peperoncino. È successo all'alba di oggi, giovedì 2 aprile, a Genova in via XII Ottobre.
Il giovane, subito soccorso da 118 e Croce Bianca, ha riportato una modesta ferita di circa 5 centimetri, fortunatamente senza emorragie di rilievo ed è stato trasportato in codice giallo presso il pronto soccorso dell'ospedale Galliera, dove è stato riscontrato un sospetto pneumotorace con possibile interessamento del polmone sinistro. Dopo i primi accertamenti, è stato portato nel reparto di chirurgia dell'ospedale Villa Scassi, dove è stato sottoposto a drenaggio e Tac, negativa. I parametri sono buoni e non è in pericolo di vita. Sul posto la polizia che ha avviato le indagini.

Categoria: cronaca
09:16
Meteo, ultime ore di piogge e freddo sull'Italia: in arrivo una Pasqua da 25°C
(Adnkronos) - Aprile 2026 inizia con freddo record e maltempo diffuso, ma la situazione sta per cambiare: secondo le previsioni meteo di oggi, giovedì 2 aprile, da venerdì torna il sole su gran parte d’Italia, con temperature in rialzo e Pasqua all’insegna del bel tempo
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che nelle prossime ore resterà in vigore una vera e propria allerta maltempo che terrà sotto scacco il Medio Adriatico e il Meridione (specialmente la fascia orientale e peninsulare).
Stiamo assistendo a piogge intense in pianura capaci di ingrossare i fiumi, nevicate fuori stagione in montagna e un quadro termico anomalo, con temperature fino a 5-7°C sotto la media del periodo. E mentre il Nord-Ovest inizia a godere di diffuse schiarite, sul resto d'Italia i cieli si mantengono grigi e spazzati da venti tesi, con qualche precipitazione attesa anche sulla Sardegna orientale.
Ma proprio come un segugio, i modelli meteo iniziano a fiutare un importante cambiamento già a partire da venerdì quando il tempo si farà via via più asciutto anche su quella metà dell'Italia attualmente bersagliata dal maltempo. I venti freddi tenderanno gradualmente ad attenuarsi e, tra le regioni del Nord e la Toscana, il cielo si presenterà già in prevalenza sereno.
La "preda" tanto inseguita dal fiuto del segugio, si materializzerà ufficialmente sabato, sotto forma di una Primavera dal fascino irresistibile: tanto sole, venti in ritirata e temperature massime in decisa risalita fino a 20-21°C.
Ma sarà la giornata di Pasqua a segnare l'apice di questa Primavera ritrovata. Assisteremo a un'autentica escalation del bel tempo, con sole quasi ovunque e termometri pronti a sfiorare i 25°C, specialmente sulle regioni del Centro-Nord.
E per chi teme la classica "maledizione" della Pasquetta? Il 2026 smentirà clamorosamente chi pensa che per il barbecue serva sempre l'ombrello a portata di mano. Non potevamo avere condizioni migliori! Preparate la carne, tagliate le verdure, preparate il pane e l'olio per l'antipasto: il picnic del Lunedì dell'Angelo è ufficialmente salvo e si preannuncia piacevolissimo.
In conclusione possiamo dire che ci meritiamo delle feste serene: dopo un trimestre turbolento e meteorologicamente ostile, è finalmente giunto il momento di godersi un po' di meritata serenità sotto un cielo azzurro e limpido. L'occasione perfetta per vivere questo periodo di festa e di solennità insieme alla famiglia, lasciandoci finalmente scaldare dal sole aprilino.
NEL DETTAGLIO
Giovedì 2. Al Nord: cielo poco nuvoloso, clima mite. Al Centro: maltempo sulle adriatiche, neve copiosa sui rilievi. Al Sud: maltempo diffuso.
Venerdì 3. Al Nord: cielo poco nuvoloso, clima mite. Al Centro: ultimi fenomeni, migliora. Al Sud: rovesci sparsi alternati a schiarite.
Sabato 4. Al Nord: soleggiato e più caldo. Al Centro: soleggiato e mite. Al Sud: più sole che pioggia.
Tendenza: arriva l’anticiclone per Pasqua e Pasquetta con 25°C.

Categoria: cronaca
08:56
Iran risponde a Trump: "Aspettatevi azioni schiaccianti e distruttive" - Diretta
(Adnkronos) - L'Iran risponde, secondo le news di oggi giovedì 2 aprile, a Donald Trump che minaccia di riportare l'Iran "all'età della pietra", promettendo "azioni schiaccianti". "Con fiducia in Dio onnipotente, questa guerra continuerà fino alla vostra umiliazione, disgrazia, rammarico certo e permanente e resa - ha dichiarato il comando operativo militare iraniano Khatam Al-Anbiya in un comunicato diffuso dalla televisione di stato - Attendete le nostre azioni più schiaccianti, più ampie e più distruttive".
Trump ha tenuto il suo primo discorso alla nazione dall’inizio della guerra, sostenendo che le forze americane sono “molto vicine a completare gli obiettivi strategici” e promettendo intensificazioni nei prossimi “due‐tre settimane” senza però fornire una data chiara per la fine del conflitto.
Intanto, in Medio Oriente persistono scambi di attacchi missilistici e segnalazioni di allarmi antiaerei soprattutto in Israele, dove le difese stanno intercettando razzi presumibilmente lanciati dall’Iran o dai suoi alleati
Tutte le news e gli aggiornamenti di oggi sulla guerra

Categoria: internazionale/esteri
08:25
Pechino Express, oggi nuovo appuntamento: ultima tappa in Indonesia
(Adnkronos) - Nuovo appuntamento di Pechino Express stasera, giovedì 2 aprile, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. La corsa alla scoperta dell’Estremo Oriente arriva all'ultima tappa in Indonesia. Una puntata fondamentale quella di stasera, che mette in palio un biglietto per la Cina, secondo Paese di questa avventura in Asia.
Il conduttore Costantino della Gherardesca e il primo inviato di stagione Lillo guideranno le coppie per 190 km: da Madiun, città della provincia di Giava, passando per l’antica città di Surakarta dove le prime tre coppie che arriveranno al Libro Rosso si qualificheranno per la Prova Immunità, fino al traguardo finale di Yogyakarta, cuore pulsante della cultura giavanese, considerata capitale culturale e artistica dell’isola.
Dopo la seconda eliminazione di questa stagione dello show Sky Original realizzato da Banijay Italia, che la scorsa settimana ha colpito 'Gli Ex' Viviana Vizzini e Steven Basalari, ai nastri di partenza arrivano: Biagio Izzo e Francesco Paolantoni 'Gli Spassusi', Chanel Totti e Filippo Laurino 'I Raccomandati', Jo Squillo e Michelle Masullo 'Le Dj', Fiona May e Patrick Stevens 'I Veloci', Dani Faiv e Tony 2Milli 'I Rapper', Tay Vines e Assane Diop 'I Comedian', Candelaria e Camila Solórzano 'Le Albiceleste' e Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani 'Le Biondine'.
Nella puntata di oggi – in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go – tra Madiun, Surakarta e Yogyakarta il tragitto che attende i viaggiatori metterà a durissima prova la loro resistenza fisica e psicologica. In particolare, sarà una corsa forsennata per evitare la temutissima “Lillo Flag”, la bandiera nera nelle mani dell’inviato “indonesiano” Lillo che comporterà una sosta forzata e un ritardo nella ripartenza, dopodiché dovranno sottoporsi a delle meditazioni che non li porteranno verso il relax ma potrebbero creare ancor più agitazione.
La parola finale della gara come sempre spetterà alla busta nera che decreterà se la tappa è eliminatoria o meno: chi otterrà il pass per la Cina e potrà continuare la sua avventura a Pechino Express? Chi invece dovrà fermarsi in Indonesia e tornare subito a casa?

Categoria: spettacoli
08:23
Iran, Trump parla alla nazione: "Guerra ancora per 2-3 settimane, finiremo il lavoro"
(Adnkronos) - La guerra in Iran proseguirà per altre due o tre settimane, "finiremo il lavoro, e lo finiremo molto in fretta, siamo molto vicini agli obiettivi”, dopo aver ottenuto "vittorie rapide, decisive e schiaccianti". Questo l'annuncio di Donald Trump nel primo discorso alla nazione da quando è iniziato il conflitto il 28 febbraio scorso, un discorso durante il quale non ha offerto alcuna nuova risposta alla domanda principale che occupa la mente di molti americani: quando, esattamente, finirà la guerra. Senza offrire una timeline definitiva per la cessazione delle ostilità, nel suo "importante aggiornamento" sul conflitto il presidente ha dichiarato che gli obiettivi che Washington si era prefissata dall’inizio dell’operazione militare sono stati quasi completati. “Posso affermare stasera che siamo sulla buona strada per completare a breve tutti gli obiettivi militari dell'America, molto a breve. Li colpiremo con estrema durezza. Nelle prossime due o tre settimane, li riporteremo all'età della pietra, il posto a cui appartengono”, ha detto Trump in un discorso alla nazione durato solo 19 minuti.
Usando una retorica già vista in questo mese di combattimenti, il presidente ha sostenuto che in Iran il regime è cambiato e ha ribadito le sue minacce di colpire le infrastrutture elettriche del paese se non accetterà di finalizzare un accordo. “Il cambio di regime non era il nostro obiettivo. Non abbiamo mai parlato di cambio di regime, ma un cambio di regime è avvenuto a causa della morte di tutti i loro leader originari. Sono tutti morti. Il nuovo gruppo è meno radicale e molto più ragionevole”, ha sottolineato Trump. Aggiungendo: “Non abbiamo colpito il loro petrolio, sebbene sia il bersaglio più facile di tutti, perché ciò non lascerebbe loro nemmeno una minima possibilità di sopravvivenza o di ricostruzione. Tuttavia, potremmo colpirlo e lo distruggeremmo, e non ci sarebbe nulla che possano fare al riguardo. Non dispongono di alcuna attrezzatura antiaerea”.
Nonostante le aspettative per questo momento in prima serata dalla Casa Bianca, alla fine, il presidente non ha fatto nuovi annunci riguardo al conflitto, ribadendo sostanzialmente gli stessi messaggi espressi nelle sue recenti apparizioni pubbliche. Di fronte a un'opinione pubblica americana diffidente nei confronti della guerra e con indici di gradimento in calo, il repubblicano ha provato a convincere il Paese che l'operazione è stata un successo, addirittura un investimento per il futuro visti i danni inflitti al regime.
“È molto importante che manteniamo questo conflitto nella giusta prospettiva”, ha ammonito Trump, elencando una lunga lista di obiettivi raggiunti, come la distruzione dei missili e degli impianti di produzione, l’annientamento della sua marina militare, la messa in sicurezza della regione dalle minacce iraniane e, soprattutto, la garanzia che Teheran non ottenga un'arma nucleare. Nei prossimi giorni i bombardamenti cominceranno lentamente a diminuire, ha detto il presudente, presentando l'attacco iniziato il 28 febbraio come una rappresaglia per quasi mezzo secolo di violenze da parte dell'Iran e dei suoi alleati.
Trump ha affermato che "sono in corso discussioni" per porre fine alla guerra, mentre l'Iran ha più volte smentito che vi siano stati colloqui diretti. Le stesse agenzie di intelligence americane, inoltre, hanno valutato che, per il momento, gli iraniani non sarebbero disposti a negoziare. Per quanto riguarda il successo dell’operazione descritto dal presidente, il grado di effettivo conseguimento di tali risultati sarà, con ogni probabilità, oggetto di dibattito. Un gran numero di missili è ancora intatto e l'Iran continua a lanciare missili nella regione. Inoltre, il regime detiene ancora uranio altamente arricchito, tanto che il presidente ha persino valutato l'ipotesi di ordinare un'azione militare per impossessarsi di tale materiale. Funzionari dell'amministrazione, allo stesso tempo, hanno prospettato l’idea di operazioni terrestri per conquistare aree strategiche, incluse parti della costa iraniana e l'isola di Kharg, attraverso la quale l'Iran esporta la stragrande maggioranza del proprio petrolio. Tuttavia Trump non ha annunciato nulla di tutto ciò, evitando di delineare un esito finale specifico per la guerra o le prossime mosse che compirà. E per quanto riguarda l’uranio, ha rivelato che negli ultimi giorni i siti nucleari sono stati nuovamente colpiti e che “ci vorrebbero mesi per avvicinarsi alle scorie nucleari”. Ciò sembra ribadire i commenti fatti in precedenza nella giornata di ieri, secondo cui non gli importerebbe più del materiale nucleare quasi di grado bellico, poiché si trova sotto le macerie.
“Manca una strategia chiara su come Washington intenda procedere. Trump vuole guadagnare tempo, nella speranza di indebolire in modo decisivo la leadership iraniana, oppure di arrivare a un accordo che consenta di chiudere il conflitto. In entrambi i casi, l’obiettivo resta lo stesso: costruire un esito che possa essere presentato come una vittoria politica”, dice all'Adnkronos Alissa Pavia, direttrice associata dei Programmi per il Medio Oriente dell'Atlantic Council.
I sondaggi suggeriscono che l'intervento in Iran sia impopolare — in particolare tra gli elettori indipendenti — mentre i prezzi della benzina salgono oltre i 4 dollari al gallone. Il presidente ha spiegato che i prezzi torneranno alla normalità molto presto, mentre il disagio resta fra i cittadini che si recano alla pompa di benzina in questi giorni. Sulla questione della riapertura dello Stretto di Hormuz, Trump ha presentato la situazione attuale come un problema che riguarda le altre nazioni, solo poche ore dopo aver dichiarato sui social media che non avrebbe acconsentito ad alcun accordo di cessate il fuoco – come richiesto da Teheran, a detta sua – a meno che lo Stretto non fosse stato riaperto. Da parte sua, Teheran ha negato di aver fatto tale richiesta: un portavoce dell'ufficio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che l'Iran è determinato a combattere.
“Daremo il nostro contributo, ma dovrebbero essere loro ad assumere la guida nella protezione del petrolio da cui dipendono così disperatamente”, ha affermato Trump riferendosi alle altre nazioni. “Fatevi un po' di coraggio, seppur tardivo. Avreste dovuto farlo prima. Avreste dovuto farlo insieme a noi, come vi avevamo chiesto: andate allo stretto e prendetevelo, proteggetelo, usatelo per voi stessi. L'Iran è stato essenzialmente decimato. La parte difficile è fatta”. Secondo Pavia, Trump si trova in una posizione relativamente debole: la chiusura dello Stretto dimostra che l’Iran resta una potenza regionale capace di incidere in modo significativo sui mercati globali. “Se gli Stati Uniti non riuscissero a garantirne la riapertura, la credibilità americana ne risentirebbe. Allo stesso tempo, riaprire lo stretto richiederebbe con ogni probabilità un coinvolgimento militare più diretto, un’opzione che l’opinione pubblica oggi oppone”, ha spiegato l’analista del think tank americano.
Di fronte alla reticenza a dare il loro contributo per riaprire la vitale rotta marittima, Trump aveva espresso ieri il suo "disgusto" nei confronti degli alleati, dichiarando in un'intervista al Telegraph che tale questione ha reso la permanenza di Washington nella Nato "al di là di ogni riconsiderazione". Ma nel discorso alla nazione non ne ha più parlato, mentre è arrivata la notizia che il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, sarà nella capitale americana la prossima settimana proprio per riunirsi con Trump e scongiurare il possibile abbandono americano della Nato. (di Iacopo Luzi)

Categoria: internazionale/esteri
08:16
Terremoto in Indonesia, sisma di magnitudo 7,4 nel mare delle Molucche: un morto
(Adnkronos) - E' di un morto e un ferito il bilancio del terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito oggi il Mare delle Molucche, in Indinesia. Stando a quanto riferito da un portavoce delle squadre di soccorso, una persona è morta nel crollo di un edificio a seguito della scossa registrata alle 6:48 del mattino al largo della piccola isola di Ternate, a una profondità di 35 km, secondo il US Geological Survey (USGS). In totale, ci sono state quasi 50 scosse di assestamento, la più forte delle quali di magnitudo 5.5, ha dichiarato Teuku Faisal Fathani, direttore dell'Agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica (BMKG).
"Una persona è morta e un'altra è rimasta ferita a una gamba" nel crollo di un edificio a Manado, nella provincia di Sulawesi Settentrionale, situata a circa 300 km dalle Molucche, ha dichiarato George Leo Mercy Randang, responsabile locale dei servizi di ricerca e soccorso, contattato telefonicamente dall'AFP.
Il Centro di allerta tsunami del Pacifico (PTWC), con sede alle Hawaii, ha revocato l'allerta per l'Indonesia, dichiarando che il rischio è "ormai passato". Inizialmente, aveva avvertito di un pericolo tsunami esteso per mille km intorno all'epicentro, includendo Filippine e Malaysia. Onde fino a 75 cm sono state registrate in nove località entro due ore dal terremoto, in particolare nelle province di Maluku Settentrionale e Sulawesi Settentrionale.

Categoria: internazionale/esteri
07:46
Artemis II, 54 anni dopo l'Apollo 17 l'America torna verso la Luna. E porta un pezzo d'Italia
(Adnkronos) - L'ultima volta era il dicembre del 1972. Eugene Cernan, Harrison Schmitt e Ronald Evans erano a bordo dell'Apollo 17, l'ultima missione lunare della storia. Da allora, per oltre cinquant'anni, nessun essere umano si era più avventurato oltre l'orbita bassa terrestre. Ieri sera, alle 18.35 ora della costa est, (le 00.35 in Italia) dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, quella parentesi si è chiusa. Il razzo Space Launch System della Nasa ha sollevato nel cielo del crepuscolo il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e l’astronauta canadese Jeremy Hansen, a bordo della capsula Orion. La missione si chiama Artemis II, durerà dieci giorni e non atterrerà sulla Luna, ma la circumnavigherà, portando l'equipaggio a oltre 252.000 miglia dalla Terra, più lontano di qualsiasi essere umano prima di loro, superando il record stabilito dall'Apollo 13 nel 1970, quando quella missione fu costretta a tornare indietro.
La missione porta con sé una serie di primati. Glover sarà il primo uomo afroamericano a viaggiare nello spazio profondo. Koch la prima donna. Hansen il primo non americano su una missione lunare. Dalla Casa Bianca, Trump ha seguito il lancio e si è congratulato con la Nasa e con gli astronauti. "È stata una cosa notevole - ha detto - Sono persone coraggiose". Dopo tre ore e mezza circa c’è stata la separazione e Orion ha iniziato le prove delle operazioni di prossimità che prevedono manovre simili a quelle di attracco a un lander lunare o alla stazione Gateway. A questo punto sono iniziate le 24 ore di permanenza in un’orbita terrestre per testare i sistemi della capsula. Poi Orion partirà per il viaggio verso la Luna.
Artemis II non prevede però un atterraggio. I lander che devono portare gli astronauti sulla superficie lunare, affidati a SpaceX di Elon Musk e a Blue Origin di Jeff Bezos, non saranno pronti prima del 2028. Per ora la capsula Orion serve a collaudare i sistemi con esseri umani a bordo, a identificare i problemi prima che diventino pericolosi. Poche ore dopo il decollo, i tecnici della Nasa stavano già lavorando a un problema con il bagno della capsula. Dietro la retorica dei primati c'è però una ragione strategica precisa. La Cina vuole atterrare sulla Luna entro il 2030, e il direttore della Nasa Jared Isaacman ha ammesso pubblicamente che Pechino potrebbe arrivarci prima di Washington. Chi arriva per primo definisce le regole: su come si estraggono le risorse, su chi controlla i punti strategici della superficie. Non è la corsa degli anni Sessanta contro i sovietici, ma la logica è simile. A differenza degli americani, che puntano al Polo Sud lunare, ricco di ghiaccio d'acqua utile per future basi permanenti, i cinesi si concentrano sul lato visibile della Luna, lo stesso dove atterrò l'Apollo 11 nel 1969.
Per l'Italia, il lancio di ieri non è solo un evento da seguire da spettatori. Il modulo di servizio della capsula Orion, il sistema che fornisce propulsione, energia, aria e acqua agli astronauti, è stato costruito in larga parte in Italia. Thales Alenia Space a Torino ha realizzato la struttura primaria del modulo, i sistemi di controllo termico e quelli per la distribuzione di acqua potabile, ossigeno e azoto. Senza quelle componenti, la capsula non potrebbe sopravvivere nello spazio profondo. Leonardo, nello stabilimento di Nerviano vicino a Milano, ha costruito i pannelli solari che compongono le quattro ali del modulo e l'elettronica di bordo per il controllo e la distribuzione di energia.
Il legame tra l'Italia e il programma Artemis va però ancora più lontano. A Washington, la Nasa ha firmato un accordo con il governo italiano che prevede moduli abitativi costruiti in Italia sulla superficie lunare. Nell'accordo è prevista anche la presenza di un astronauta italiano tra quanti cammineranno sul suolo lunare, anche se è ancora presto per fare nomi. I candidati più probabili si trovano tra gli italiani che fanno parte del corpo astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea.
Prima del decollo, il comandante Wiseman aveva spiegato perché nessuna nazione, nemmeno gli Stati Uniti, può permettersi di fare questo da sola: "I piani che questa agenzia e questa nazione stanno mettendo in campo non possiamo farli da soli, non nel lungo periodo. Non c'è modo di esplorare il cosmo se non lo facciamo insieme, tutti noi, come coalizione. Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme. Questo è il nostro motto fin dall'inizio". Se tutto andrà secondo i piani, il 10 aprile la capsula Orion ammarerà nell'Oceano Pacifico, al largo di San Diego. (di Angelo Paura)

Categoria: internazionale/esteri
07:15
Nuove assunzioni Trenord, si cercano capitreno: candidature fino il 20 aprile
(Adnkronos) - Trenord seleziona futuri capitreno: dalle ore 10 di oggi, giovedì 2 aprile, è possibile inviare la propria candidatura per entrare nel team di personale responsabile del servizio a bordo delle oltre 2400 corse effettuate ogni giorno in Lombardia, in otto province delle regioni limitrofe e sul collegamento aeroportuale Malpensa Express. Sarà possibile partecipare alla selezione fino a lunedì 20 aprile, secondo le indicazioni che saranno rese disponibili domani sulla pagina 'Lavora con noi' del sito di Trenord, dove è possibile candidarsi anche per il ruolo di specialist di sala operativa ed entrare nel team che coordina 24/7 la circolazione dei treni in Lombardia.
"Il capotreno - evidenzia la società in una nota - è una figura centrale per la qualità del viaggio: è il responsabile della sicurezza di ogni corsa ed è il principale riferimento per i passeggeri, ai quali garantisce assistenza, informazioni e una comunicazione efficace. È il volto dell’azienda per chi viaggia e contribuisce in modo determinante alla relazione con il pubblico". I candidati selezionati per questo ruolo parteciperanno al corso di formazione organizzato dall’azienda, che consentirà loro di acquisire tutte le competenze necessarie allo svolgimento del lavoro.
Il percorso prevede un periodo di formazione della durata di circa sei mesi, al termine del quale i professionisti sosterranno gli esami teorici e pratici e svolgeranno un periodo di tirocinio. Sono passaggi necessari per conseguire l’abilitazione a capotreno. Per partecipare alla selezione è necessario essere in possesso di un diploma di scuola media superiore o di una laurea, avere un’ottima padronanza della lingua italiana e un buon livello di inglese; la familiarità con altre lingue straniere sarà considerata un requisito preferenziale. Ai candidati è richiesta disponibilità a spostarsi in Lombardia e nelle regioni limitrofe; flessibilità oraria; ottime capacità comunicative, attitudine al problem solving, precisione, atteggiamento proattivo. Saranno valutate positivamente esperienze pregresse in ruoli a contatto con il pubblico.

Categoria: economia
03:27
Iran, Trump: "Siamo vicini agli obiettivi, vittorie schiaccianti"
(Adnkronos) - "Siamo molto vicini ai nostri obiettivi, abbiamo ottenuto vittorie decisive e schiaccianti". Donald Trump, con un discorso alla nazione, fa il punto sulla guerra che gli Stati Uniti - con Israele - conducono contro l'Iran da 32 giorni. Il presidente americano prende la parola alla Casa Bianca e riepiloga l'operazione Epic Fury in circa 20 minuti. "Siamo molto vicini ai nostri obiettivi, finiremo molto presto il lavoro e colpiremo ancora l'Iran molto duramente nelle prossime due-tre settimane", dice Trump ribadendo più volte di aver "decimato" il Paese mentre "i colloqui per porre fine alla guerra continuano". "Il cambio di regime non era il nostro obiettivo, ma c'è stato", afferma sostenendo che adesso al potere a Teheran ci siano nuovi leader "meno radicali e molto più ragionevoli".
"Stiamo sistematicamente smantellando la capacità del regime di minacciare l'America o di colpire al di fuori dei suoi confini. Abbiamo fatto tutto. La loro marina non esiste più. La loro aviazione non esiste più. I loro missili sono quasi esauriti o fuori uso. Nel complesso, queste azioni paralizzeranno l'esercito iraniano, annienteranno la sua capacità di sostenere gruppi terroristici per procura e gli negheranno la capacità di costruire una bomba nucleare", ripete Trump riproponendo concetti già esposti più volte. Il presidente ringrazia esplicitamente gli alleati: "Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi, Kuwait e Bahrain".
Capitolo petrolio: "Molti americani sono preoccupati per il recente aumento dei prezzi della benzina, questo è il risultato degli attacchi iraniani contro petroliere e paesi vicini che non hanno nulla a che fare con il conflitto. Questo significa che non ci si può fidare dell'Iran, userebbe le armi nucleari". Il presidente degli Stati Uniti lascia intendere che la riapertura dello Stretto di Hormuz non è una priorità assoluta per Washington.
"Gli Stati Uniti sono il primo produttore mondiale di petrolio e gas, praticamente non importiamo petrolio dallo Stretto di Hormuz: non ci serve", dice prima di riferirsi a partner occidentali e asiatici che non hanno partecipato all'operazione. Lo fa con toni tutto sommato soft, senza attacchi diretti alla Nato come avvenuto nel corso della giornata: "I Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz devono occuparsi di quel passaggio. Prendetelo e basta, proteggetelo, usatelo per voi stessi. Noi aiuteremo, ma loro dovrebbero prendere l'iniziativa", dice prima di fornire "un consiglio": "A questi paesi, dico: comprate petrolio dagli Stati Uniti e mostrate coraggio, andate nello Stretto e prendetelo". "In ogni caso, quando questo conflitto sarà finito, lo Stretto si aprirà naturalmente". L'Iran "vuole vendere petrolio perché è tutto ciò che ha per ricostruire. I prezzi scenderanno rapidamente, le Borse torneranno a salire", afferma.
Quindi, per allontanare l'idea di una guerra senza fine, ricorda la durata delle campagne militari che hanno coinvolto gli Stati Uniti. "L'America ha preso parte alla Prima Guerra Mondiale, durata 1 anno, 7 mesi e 5 giorni. La Seconda Guerra Mondiale è durata 3 anni, 8 mesi e 25 giorni. La Guerra di Corea è durata 3 anni, 1 mese e 2 giorni. Il Vietnam è durato 19 anni, 5 mesi e 29 giorni. In Iraq si è andati avanti per 8 anni, 8 mesi e 28 giorni. Questa operazione, contro uno dei paesi più potenti, dura da 32 giorni. E' un investimento sul futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti", conclude.

Categoria: internazionale/esteri
00:22
Fallimento Italia, governo in pressing per le dimissioni di Gravina
(Adnkronos) - Raccontano che abbia seguito la partita, almeno a tratti, nella serata amara che ha segnato l’ennesima disfatta del calcio italiano: la terza esclusione consecutiva della Nazionale dai Mondiali. Bosnia-Italia è andata di traverso anche a Giorgia Meloni, che pure non è una grande appassionata di pallone. La presidente del Consiglio, però, conosce bene il peso che il calcio ha nel Paese, tra economia, identità e consenso popolare. E per questo - secondo quanto filtra da fonti parlamentari - avrebbe condiviso il sentimento diffuso tra tifosi e telespettatori: la necessità di una svolta ai vertici del sistema.
Da Palazzo Chigi non arriva alcuna dichiarazione ufficiale, almeno per ora. A parlare è invece il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che all’indomani del tracollo azzurro alza il livello dello scontro e manda un messaggio chiaro alla Federcalcio e al suo presidente, Gabriele Gravina. “Non si può assistere passivamente a quello che è successo". Da qui la richiesta esplicita di un cambio di passo: "È evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc".
Abodi rivendica anche l'azione dell'esecutivo: "Il governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. Io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l'importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo a fare ciò che compete alle Istituzioni, ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale".
Sulle possibili dimissioni di Gravina, che oggi si riunisce con le componenti federali, il ministro richiama i precedenti e alza ulteriormente la pressione: "Mi aspetto una risposta più centrata della Federcalcio. A partire dal presidente Abete dopo i Mondiali del 2014 ci furono sussulti di dignità, il compianto Tavecchio fece la stessa cosa dopo il playoff con la Svezia e si dimise. Potrei essere costretto a prendere decisioni con il Parlamento che avrei preferito lasciare a loro". Nessuna indicazione, invece, sui possibili successori o su un eventuale commissariamento: “Penso che il tempo dei nomi deve ancora venire e deve essere valutata tutta la storia degli ultimi 20 anni, che ci lascia molte esperienze negative. Quello che dobbiamo fare è non sbagliare nuovamente o far finta che non sia successo niente”. Abodi assicura comunque piena sintonia con la premier: "L’attenzione governativa, nel rispetto dei ruoli, è massima e c’è sintonia piena naturalmente con il presidente del Consiglio ma anche all’interno della maggioranza" di fronte a "un’esigenza che è improcrastinabile: riformare e rifondare il calcio italiano”.
Dal Parlamento arrivano prese di posizione nette. "A tutto c'è un limite", tuona via social il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli parla di “ripensamento coraggioso e non più rinviabile" e punta il dito contro il modello attuale: "Il calcio deve ricominciare dai vivai e dalle scuole di quartiere, formando e poi valorizzando i giovani atleti investendo sul territorio. Basta finanza miliardaria, basta anaffettività verso squadre che rappresentano tradizioni calcistiche secolari legate al territorio, basta facili guadagni per società spesso di comodo e procuratori spregiudicati, basta facili speculazioni su calciatori esotici di basso livello".
Rampelli insiste sulla necessità di ridare centralità ai giovani e al territorio: "Le squadre non possono più essere rappresentate al 70% da stranieri, molti dei quali di passaggio nel campionato italiano. Non c’è dubbio che Gabriele Gravina abbia esaurito il suo compito e debba lasciare il passo, ma le sue dimissioni rischiano di non essere sufficienti se non si salverà quel poco di sport che sopravvive nel calcio, sempre più un affare e sempre meno disciplina". Sulla stessa linea la Lega, che parla di "vergogna inaccettabile" e chiede una rifondazione che parta proprio dalle dimissioni del presidente federale. Da Forza Italia arriva infine l’appello della deputata Isabella De Monte: "Quante volte la Nazionale dovrà ancora essere eliminata dalle qualificazioni per i Mondiali perché un presidente di federazione ne prenda finalmente atto e passi ai saluti? Caro Gravina, le dimissioni sono ormai un necessario atto di umiltà e di verità: bene che anche il ministro Abodi le abbia chieste".

Categoria: cronaca
00:20
Da atleta a vittima del Long Covid, 39enne torna a vivere grazie a una terapia con immunoglobuline
(Adnkronos) - Prima di infettarsi per due volte con il coronavirus Sars-CoV-2 era sano e atletico. Poi una forma grave e persistente di Long Covid ha cambiato la sua vita. Mesi di 'fatigue', cioè una stanchezza invalidante, e di nebbia cognitiva (la nota 'brain fog' tipica di questa sindrome post infezione di cui si è parlato tanto in pandemia), un sintomo che si manifesta come un senso di stanchezza mentale persistente che rende chi ne è affetto molto meno lucido ed efficiente del normale. E ancora disturbi di memoria e concentrazione, insonnia, sintomi di disfunzione autonomica, con un impatto rilevante sulla vita personale e professionale. E' la parabola vissuta da un 39enne, fino a quando una terapia con anticorpi ha permesso di aprire uno spiraglio di luce. Il trattamento ha ripristinato il corretto funzionamento del sistema immunitario dimostrandosi così efficace per questa condizione. Il caso è descritto su 'The Lancet Infectious Diseases', in uno studio congiunto tra l'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, le due strutture che si sono occupate del paziente. Il lavoro suggerisce un possibile approccio terapeutico per sottogruppi selezionati di pazienti, da confermare in studi clinici controllati.
Il Long Covid è una condizione caratterizzata dalla persistenza o dalla nuova insorgenza di sintomi che possono durare per mesi dopo l'infezione acuta da Sars-CoV-2 e, ad oggi, non esiste una terapia riconosciuta per tale sindrome. Tra le manifestazioni più frequenti figurano la fatigue (stanchezza intensa), difficoltà cognitive, cefalea, insonnia, disturbi autonomici (condizione in cui il sistema nervoso autonomo non regola correttamente le funzioni involontarie), intolleranza allo sforzo, dispnea, disestesie (disturbi della sensibilità per cui i vari stimoli suscitano reazioni diverse dal normale).
Lo studio condotto dai due Irccs romani ha analizzato il profilo clinico, neuro-cognitivo, immunologico e infiammatorio del paziente 39enne. Nessuna delle terapie utilizzate prima aveva prodotto benefici duraturi. L'équipe dello Spallanzani, costituita da Marta Camici e Andrea Antinori del Dipartimento clinico di ricerca Malattie infettive, avendo riscontrato la presenza nel sangue del paziente di autoanticorpi circolanti che interferivano con importanti funzioni vitali, tra cui la comunicazione nervosa e il tono dei vasi sanguigni, ha prescritto il trattamento con immunoglobuline per via endovenosa ad alte dosi per tre cicli con cadenza mensile.
Le immunoglobuline sono anticorpi purificati di derivazione umana utilizzati da anni in diverse patologie autoimmuni e infiammatorie per modulare la risposta immunitaria. Durante il trattamento, il paziente è stato anche sottoposto a misurazione della performance neuropsicologica e a una stimolazione neuro-cognitiva ad opera di Giulia Del Duca, neuropsicologa del Dipartimento clinico di ricerca Malattie infettive dello Spallanzani. Il miglioramento è stato molto rapido: già dopo il primo ciclo si è registrata una netta riduzione della fatigue e della nebbia cognitiva. Nei mesi successivi i sintomi si sono progressivamente normalizzati. A un anno dall'inizio della terapia, il paziente aveva recuperato le funzioni cognitive, era tornato al lavoro e aveva ripreso l'attività sportiva non agonistica, con una qualità di vita sovrapponibile al periodo pre-Covid.
Nel corso dello studio, i ricercatori dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù hanno osservato una modifica di specifici parametri immunologici, tra cui la riduzione del titolo degli autoanticorpi diretti contro i recettori del sistema nervoso autonomo, dei marcatori infiammatori e degli indicatori di attivazione della coagulazione. L'efficacia della terapia è risultata associata alla scomparsa di un'interazione anomala tra linfociti T e monociti, potenzialmente responsabile del mantenimento di uno stato infiammatorio cronico.
"Questi risultati suggeriscono che, in un sottogruppo di pazienti, il Long Covid potrebbe essere sostenuto da una persistente disregolazione del sistema immunitario, non necessariamente legata alla presenza del virus nell'organismo", spiega Camici, ricercatrice e primo nome dello studio. "Le immunoglobuline non rappresentano una terapia per tutti, ma potrebbero avere un ruolo in pazienti selezionati, identificabili attraverso i biomarcatori trovati nello studio". Il Long Covid, aggiunge la ricercatrice Eva Piano Mortari (Unità di ricerca Linfociti B guidata da Rita Carsetti), altra prima autrice dello studio, "colpisce anche i più giovani, e le immunoglobuline sono un farmaco già utilizzato in ambito pediatrico per altre patologie: questo apre la possibilità di estendere in futuro questo approccio anche ai pazienti pediatrici".
Piano Mortari ha identificato il complesso immunologico anomalo associato alla risposta alla terapia con le colleghe Chiara Agrati (responsabile Unità di ricerca Immunità patogeno-specifica) e Giusi Prencipe (Unità di ricerca Immuno-reumatologia) dell'ospedale Bambino Gesù. Entrambe le ricercatrici spiegano che "pur trattandosi di un singolo caso clinico, i risultati sono estremamente incoraggianti e forniscono indicazioni importanti per la progettazione di futuri trial clinici controllati. L'obiettivo dei prossimi studi sarà identificare quali pazienti possano beneficiare maggiormente di questo approccio, confermare l'utilità degli autoanticorpi contro i neurotrasmettitori per la diagnosi di Long Covid e comprendere meglio i meccanismi biologici alla base della risposta al trattamento".

Categoria: cronaca
19:34
Bellini (Bellini Nautica): "Fondamentale supporto Regione Lombardia per nostro museo"
(Adnkronos) - "Il sostegno da parte di Regione Lombardia" per la realizzazione di Museo Bellini, collezione privata barche d’epoca "è stato molto importante perché ci ha permesso di dare una giusta illuminazione alla location e al cartellone esterno, visibile a tutto il pubblico che verrà a visitare il museo e ha permesso di finanziare l'impianto di umidificazione e climatizzazione dell’ambiente, in quanto le barche in mogano hanno bisogno di costante umidità". Lo ha detto Romano Bellini, presidente di Bellini Nautica, in occasione della visita dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi presso le realtà d’impresa che hanno preso parte al bando per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali promosso dalla Regione. La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione, parte del Pr Fesr 2021-2027 (Programma regionale lombardo del Fondo europeo di sviluppo regionale), supera i 32 milioni di euro.
Bellini Nautica è, infatti, tra le realtà imprenditoriali che hanno usufruito del bando Musei D‘impresa 2025, creato con l’intento di sostenere progetti di realizzazione e riqualificazione dei musei delle imprese lombarde con la finalità di salvaguardare il patrimonio tecnico-industriale e promuovere la cultura lombarda tramite la valorizzazione della storia dell’impresa stessa.
Bellini Nautica, fondata nel 1960, è punto di riferimento nel panorama nautico internazionale. L’iniziativa di Bellini Nautica ha previsto l’implementazione di un percorso museale innovativo e immersivo (Museo Bellini, collezione privata barche d’epoca) che coniuga l’artigianalità storica con l’uso di tecnologie digitali, al fine di promuovere la cultura d’impresa, il design e l’ingegneria nautica. Questo bando, conclude Bellini, aiuta "la visibilità futura di questa eccellenza unica nel suo genere".

Categoria: economia
19:33
Guidesi visita aziende bresciane, focus su internazionalizzazione, filiere e cultura d'impresa
(Adnkronos) - Prosegue in provincia di Brescia l'iniziativa istituzionale dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, nelle realtà produttive supportate da Regione Lombardia, con l’obiettivo di verificare sul territorio l’efficacia degli strumenti di sostegno alle imprese e rafforzare il dialogo diretto con il sistema economico-produttivo locale. Nello specifico, la giornata si è aperta con la visita alla Raffmetal di Casto (Bs), azienda produttrice di leghe di alluminio da riciclo che ha beneficiato della misura 'Rafforzamento filiere produttive ed ecosistemi industriali 2023'. Nel pomeriggio, l’assessore ha fatto visita alla Collezione Riva di Romano Bellini a Corte Franca (Bs), l’esposizione nautica di barche Riva d'epoca più completa al mondo beneficiaria dello strumento 'Musei d'Impresa 2025'. Tappa finale all'azienda Semec di Darfo Boario Terme (BS), attiva nella produzione di colonne di frazionamento e beneficiario del bando 'Verso nuovi mercati'.
Raffmetal, grazie al supporto regionale, ha costituito una filiera circolare di produzione dell’alluminio che comprende 46 aziende, effettuando importanti investimenti per massimizzare la capacità di riciclo e l’efficientamento energetico. "Grazie alla misura regionale 'Bando Filiere' -ha dichiarato Francesco Franzoni, amministratore delegato di Raffmetal- gli obiettivi raggiunti dalla singola impresa diventano obiettivi comuni da cui tutti traggono vantaggio. Da questo punto di vista, Regione Lombardia ha fatto una scelta che ritengo molto lungimirante, dimostrando l’attenzione e la sensibilità di cui abbiamo bisogno per attraversare questo momento di sfida".
Bellini Nautica, mediante allo strumento regionale, ha implementato il percorso museale dedicato alla Collezione Riva di Romano Bellini con interventi di illuminazione e impiantistica, migliorando la qualità della fruizione espositiva e la capacità di conservazione delle imbarcazioni in legno. "Il supporto di Regione Lombardia -ha dichiarato Romano Bellini, presidente di Bellini Nautica- è fondamentale per la visibilità futura di questa collezione d’eccellenza, anche a livello mondiale. Chi possiede queste imbarcazioni ci tiene a mantenerle nel loro splendore iniziale. Grazie allo strumento 'Musei d’Impresa' abbiamo potuto creare questo spazio espositivo e laboratorio di restauro che dispone di illuminazione e climatizzazione adeguate alla conservazione di queste preziose barche in mogano". Semec, attraverso il bando regionale, ha avviato un percorso di internazionalizzazione per rafforzare la presenza nei mercati del Nord Europa con l’obiettivo di conseguire una crescita sostenibile e duratura, massimizzare le opportunità di sviluppo commerciale e ampliare il proprio portafoglio clienti.
La misura 'Rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali' è finalizzata a sostenere e potenziare la competitività del sistema produttivo lombardo attraverso il rafforzamento delle filiere esistenti e la creazione di nuove reti tra imprese. L'intervento promuove progetti condivisi tra aziende, con particolare attenzione a innovazione, digitalizzazione e sostenibilità ambientale, sociale ed economica, favorendo anche l’adozione di modelli di economia circolare. I progetti possono includere anche attività di sviluppo sperimentale finalizzate all’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche o al miglioramento dei processi produttivi. Il bando dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 32,4 milioni di euro.
La misura 'Musei d’impresa 2025' è finalizzata a sostenere la creazione e la valorizzazione dei musei d’impresa lombardi, con l’obiettivo di preservare e promuovere il patrimonio tecnico-industriale regionale e diffondere la cultura del lavoro e dell’impresa. Il contributo supporta interventi di realizzazione o riqualificazione di spazi espositivi, restauro delle collezioni e sviluppo di strumenti digitali (come siti web e portali dedicati). Particolare rilievo è dato anche alla promozione dei musei d’impresa, in Italia e all’estero, e alla creazione di collaborazioni con scuole, università, centri di ricerca e attori del territorio. Grazie a un rifinanziamento, il bando ha avuto una dotazione finanziaria complessiva di 1,5 milioni di euro e ha già sostenuto numerosi progetti presentati da 33 beneficiari. La misura, nella sua edizione 2026, è attualmente aperta.
La misura 'Verso nuovi mercati' sostiene il percorso di internazionalizzazione delle imprese lombarde, supportando l’ingresso o il rafforzamento nei mercati esteri attraverso analisi di mercato, studi specialistici e il coinvolgimento di esperti, con l’obiettivo di aumentare la competitività su scala globale. L’iniziativa si rivolge a micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Lombardia e con una limitata esperienza di export (non superiore al 40% del volume d’affari nell’anno precedente), favorendo così l’accesso ai mercati internazionali da parte di aziende ancora nelle fasi iniziali del processo di apertura verso l’estero. Attraverso questa misura, che dispone di una dotazione finanziaria complessiva di oltre 19,2 milioni di euro (a seguito di un recente incremento), Regione Lombardia è riuscita a sostenere 81 imprese, con ulteriori concessioni in corso, confermandosi come uno strumento rilevante per accompagnare le Pmi lombarde verso nuovi mercati esteri.

Categoria: economia
19:33
Guidesi (Regione Lombardia): "Realtà locali rispondono a scenario internazionale complesso"
(Adnkronos) - "Il tessuto produttivo lombardo sta rispondendo" alle sfide poste dal complesso contesto internazionale attuale, pur scontando una "maggiore difficoltà" rispetto ad altre regioni, dal momento che "abbiamo un posizionamento internazionale trasversale ai diversi settori, da quello manifatturiero a quello dei servizi". E’ il commento dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, riguardo all’impatto sulle imprese lombarde dello scenario di tensioni ed instabilità a livello globale, in occasione della visita presso le aziende che hanno aderito al bando da 32 milioni di euro per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali, promosso dalla Regione nell’ambito del programma del Fondo europeo di sviluppo regionale.
"Siamo molto influenzati, e purtroppo in questo caso negativamente, da tutto ciò che succede a livello internazionale - prosegue -. Le nostre aziende ed i nostri ecosistemi, però, sono da sempre capaci di rispondere con flessibilità e continuano a farlo al meglio", anche in un momento in cui "le contingenze economiche cambiano molto velocemente. Non nascondo però la grande preoccupazione dettata dal fattore inflazionistico, perché quando il costo dell'energia e del carburante è così ingente, cresce la preoccupazione riguardo la capacità di presidio rispetto ai consumi dei cittadini e alla competitività delle aziende".
"Speriamo che le cose si stabilizzano e si calmino quanto prima - conclude -. Ne abbiamo un gran bisogno. Non abbiamo ancora dei dati ma le previsioni sono pessimistiche. La speranza è che, ancora una volta, la Lombardia ci sorprenda in positivo. Tutte le volte che parliamo di contingenze economiche future estremamente negative, poi i dati congiunturali dicono il contrario. Speriamo che succeda anche stavolta".

Categoria: economia
19:27
Guidesi (Regione Lombardia): "Dialogo con realtà locali è fondamentale"
(Adnkronos) - Per le istituzioni e le aziende locali "momenti di dialogo come questo sono fondamentali. Come Regione ci si pone infatti l’obiettivo di aiutare le aziende, il lavoro e l'occupazione e per farlo è necessario conoscere i loro problemi, le esigenze e le proposte. Occasioni come questa sono inoltre un modo per far conoscere ciò che Regione Lombardia offre alle aziende e come queste ne hanno usufruito al fine di migliorarsi". Sono le dichiarazioni di Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, in occasione della visita presso le realtà d’impresa che hanno aderito al bando per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali promosso dalla Regione nell’ambito del programma del Fondo europeo di sviluppo regionale. La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione, parte del Pr Fesr 2021-2027 (Programma regionale lombardo del Fondo europeo di sviluppo regionale), supera i 32 milioni di euro.
Si tratta quindi di "un gioco di squadra pubblico-privato" volto a per rafforzare il sistema economico e produttivo regionale, "che ha una valenza non solo economica - spiega l’assessore Guidesi - ma anche sociale e culturale, perché pienamente integrato con la nostra comunità".
"Il dialogo sui territori è propedeutico e alla base del dialogo che stiamo attuando tra regioni europee - prosegue - perché se pretendiamo, giustamente, che la Commissione europea imposti la propria attività legislativa sulle reali esigenze che ci sono, dobbiamo farlo anche noi. Il modo migliore per farlo è andare sui territori, capire quali sono le esigenze e conoscere ciò che le aziende fanno - dalla formazione alla ricerca, dagli investimenti all'innovazione, fino ai processi di economia circolare, che sono già in atto e stanno dando ottimi risultati - per poi condividere queste informazioni con le altre regioni europee, facendo in modo che la condivisione sia sempre più centrale da un punto di vista istituzionale, portando la Commissione europea a cambiare un'impostazione che troppe volte mette in difficoltà la capacità di innovazione e di sviluppo delle nostre aziende".

Categoria: economia
18:55
Pax Silica, Helberg attacca i regolamenti Ue: "Così l’Europa resta indietro"
(Adnkronos) - L’Europa non deve modificare l’AI Act per aderire alla Pax Silica, ma così com’è rischia di compromettere la propria capacità di competere nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale. È questo uno dei passaggi centrali del briefing con la stampa europea del sottosegretario di Stato americano per gli Affari economici, Jacob Helberg, che ha risposto alla domanda di Adnkronos sull’eventuale necessità di cambiare le regole europee per entrare nel nuovo club tecnologico promosso da Washington.
Helberg è in viaggio tra Bruxelles, Parigi, Londra e L’Aia: i Paesi Bassi, dove ha sede il gigante Asml, sono l’unico Paese dell’Ue ad aver partecipato alla cerimonia della Pax Silica (ma non hanno ancora firmato l’adesione). “La Ue non dovrebbe cambiare l’AI Act per aderire a questa alleanza”, ha risposto Helberg all’Adnkronos, chiarendo subito che non esiste una condizione formale per l’ingresso. Tuttavia, ha aggiunto, “abbiamo serie preoccupazioni” sull’impianto della normativa europea: secondo l’amministrazione americana, l’effetto concreto non sarebbe quello di proteggere i cittadini, ma di proteggere il mercato europeo dalle aziende straniere, con il risultato di rallentare lo sviluppo interno. Una dinamica che, a suo giudizio, rischia di mantenere l’Europa “permanentemente indietro” in una trasformazione tecnologica paragonata per impatto alla rivoluzione industriale.
La Pax Silica, di cui l'Adnkronos aveva parlato in questo articolo, è l’iniziativa lanciata dagli Stati Uniti per coordinare una rete di Paesi alleati lungo l’intera filiera dell’intelligenza artificiale: dai semiconduttori ai minerali critici, dall’energia all’hardware. Per Washington, si tratta di una piattaforma strategica per affrontare la competizione globale, in particolare con la Cina, e allo stesso tempo di un’opportunità economica concreta per i partner coinvolti. In questo quadro, l’Europa è considerata un attore chiave, non solo per il peso industriale, ma anche per le competenze tecnologiche diffuse in diversi Paesi membri.
Helberg, rispondendo a giornalisti da tutta Europa, ha insistito più volte su questo punto, sottolineando che l’adesione alla Pax Silica è “fondamentalmente nell’interesse dell’Europa”, perché consentirebbe di “derivare valore da ogni livello della supply chain dell’AI” e di partecipare attivamente alla competizione globale. Allo stesso tempo, però, ha riconosciuto che il processo non sarà immediato. La Commissione europea non ha ancora ottenuto il mandato negoziale dai governi, e gli Stati Uniti non intendono accelerare senza prima affrontare le divergenze esistenti.
“Vogliamo farlo bene, non correre”, ha detto, citando anche l’accordo già siglato con l’India su un’agenda esplicitamente orientata alla promozione dell’innovazione. È proprio questo approccio che Washington vorrebbe vedere anche nel dialogo con Bruxelles: una convergenza non solo industriale, ma anche regolatoria, o quantomeno compatibile. Su questo tema ha anche firmato, insieme all'ambasciatore americano presso l'Ue Andrew Puzder, un editoriale sul Wall Street Journal.
In questo contesto si inserisce la critica più ampia all’impianto normativo europeo, che va oltre l’AI Act. Helberg ha indicato esplicitamente il Digital Markets Act come uno dei principali punti di frizione nel rapporto economico tra Stati Uniti e Unione europea. Secondo il sottosegretario, le multe alle aziende americane sono “onerose e punitive” e rischiano di assorbire una parte crescente dell’energia politica della relazione transatlantica, distogliendo l’attenzione da altre aree di cooperazione.
“Il Dma sta consumando una quota sempre maggiore della relazione bilaterale”, ha affermato, sottolineando che senza questo elemento di tensione sarebbe possibile avanzare più rapidamente su dossier come la sicurezza delle catene di approvvigionamento, gli accordi industriali e la cooperazione tecnologica. Helberg ha comunque lasciato intendere che il dialogo è aperto e che esistono margini per “definire e disinnescare” le divergenze, anche alla luce dei contatti avuti con i rappresentanti della Commissione nelle stesse ore del briefing.
Il passaggio più netto, però, riguarda la diagnosi sullo stato dell’economia europea. Helberg ha parlato apertamente di una situazione critica, definendola una “civilizational emergency”, echeggiando le parole del vicepresidente JD Vance, che aveva parlato di suicidio della civiltà europea. Nel suo ragionamento, l’Europa avrebbe già perso la grande ondata della rivoluzione digitale degli anni 2010 – quella delle piattaforme, del cloud e dei modelli di business tecnologici – e rischierebbe ora di restare indietro anche nella fase attuale, dominata dall’intelligenza artificiale.
“Lo scarto accumulato sarà molto difficile da recuperare”, ha detto, spiegando che non si tratta di un ritardo colmabile in pochi anni, ma potenzialmente in una generazione. Ma il problema, secondo Washington, non è solo economico. È anche culturale e politico. Helberg ha criticato quella che definisce una sorta di adattamento alla stagnazione, un’accettazione implicita di tassi di crescita molto bassi in un contesto globale più dinamico.
“Non è solo la stagnazione a preoccuparci, ma l’abitudine ad essa”, ha osservato, parlando di un “soft defeatism”, una forma di rassegnazione che abbassa progressivamente le aspettative. In questo quadro, la regolazione viene vista come uno dei fattori principali che hanno contribuito a frenare l’economia europea, rendendo più difficile l’assunzione di rischi e l’allocazione di capitale privato.
Secondo Helberg, che è nato in Francia e ha raccontato che sua madre ha lavorato per anni alla Commissione europea, l’effetto complessivo è visibile sia nella crescita (prossima allo zero in un mondo che cresce intorno al 3%) sia nella progressiva riduzione del peso dell’Europa nell’economia globale. E, aggiunge, le conseguenze delle politiche regolatorie non si fermano alle aziende colpite direttamente. “Le multe sono sulle aziende americane, ma il costo reale lo pagano i cittadini europei”, ha detto, riferendosi all’impatto sugli investimenti e sull’innovazione.
Nonostante il tono critico, il messaggio complessivo non è di rottura. Helberg ha più volte ribadito che gli Stati Uniti vogliono “un’Europa forte” e che la cooperazione transatlantica resta un pilastro strategico. Ha citato negoziati in corso su commercio, materie prime critiche e tecnologia, definiti “costruttivi”, e ha sottolineato le opportunità offerte dalla collaborazione industriale lungo le filiere globali.
Allo stesso tempo, ha riconosciuto che le divergenze esistono e che, se non gestite, rischiano di rallentare il rapporto. La Pax Silica si inserisce proprio in questo spazio: da un lato come proposta di integrazione strategica, dall’altro come banco di prova politico sulla capacità dell’Europa di adattare (o meno) il proprio modello.
In poche parole: per Washington l’Europa non deve cambiare le sue regole per entrare nella Pax Silica, ma senza un ripensamento più ampio del proprio approccio alla regolazione rischia di non essere in grado di sfruttarne appieno le opportunità. E, soprattutto, di restare ai margini della nuova fase dell’economia globale. (di Giorgio Rutelli)

Categoria: internazionale/esteri
18:17
"Trovata cura per la dislessia, è la Disslexina", il pesce d'aprile che fa riflettere
(Adnkronos) - "Dopo anni di ricerca, l'Associazione italiana dislessia è lieta di annunciare che è stata trovata la cura per la dislessia. E' definitiva, scientificamente provata e cambierà tutto". L'annuncio prorompente è stato pubblicato oggi, 1 aprile, sul sito dell'Aid. Dopo qualche ora di attesa, nuovo post e arcano svelato: è un Pesce d'aprile, ma di quelli costruiti ad arte per fare riflettere. L'immagine che lo accompagna - generata con l'Ai - mostra la confezione di un farmaco che non esiste, la Disslexina, compresse al gusto di: accettazione. Al posto delle indicazioni tecniche su principi attivi e posologia, ecco il messaggio che invita a un ribaltamento dello sguardo. La 'cura', si spiega nella nota, "non è una pillola, non è un App, non è un metodo segreto. E' un insegnante che dice 'hai bisogno di più tempo, ed è normale'; un genitore che smette di chiedere 'perché non riesci come gli altri?'; una diagnosi arrivata in tempo, non a 14 anni dopo anni di sensi di colpa; un compagno di banco che non ride quando sbagli a leggere ad alta voce; una scuola che misura l'intelligenza in più di un modo; un ragazzo che cresce sapendo che il suo cervello funziona diversamente, non peggio".
Insomma, "un Pesce d'aprile per un tema molto serio". Con una campagna costruita in due tempi, l'associazione ha scelto di cavalcare lo stile delle trovate che abbondano in questa data, frutto di una tradizione antica, per accendere i riflettori su uno dei fraintendimenti più radicati sui disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa), cioè - spiegano gli ideatori - l'idea che la dislessia sia un problema di cui liberarsi, un errore da correggere, qualcosa da cui guarire. "La 'cura' intesa invece come 'una presa in carico' da parte di tutta la collettività, raccontata da Aid ai followers, non è frutto di una scoperta scientifica, ma prende forma nella quotidianità, attraverso un profondo cambiamento culturale, un altro modo di approcciarsi alla dislessia e a chi la vive".
La dislessia, commenta Silvia Lanzafame, presidente di Aid, "è un modo diverso di elaborare il mondo. Quello che si può, e si deve, cambiare è tutto il resto. Ogni anno la nostra associazione risponde alle richieste di famiglie che nel provare smarrimento spesso perdono la speranza che si possa vivere serenamente anche con un Dsa. Noi proviamo a far capire loro che la dislessia, che riguarda circa il 5% degli studenti italiani, è una condizione che non compromette l'intelligenza, non dipende dall'impegno e non scompare con la buona volontà. Può però essere affrontata attraverso strumenti adeguati e, soprattutto, grazie a un ambiente educativo e sociale capace di accogliere la diversità senza trasformarla in un difetto".

Categoria: cronaca
18:13
Cinecittà, false comunicazioni: chiesto processo per ex Ad Maccanico, udienza preliminare il 23 giugno
(Adnkronos) - E’ fissata per il 23 giugno prossimo, a quanto apprende l'Adnkronos, l’udienza preliminare per l’ex amministratore delegato di Cinecittà spa Nicola Maccanico accusato di false comunicazioni sociali nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma. I pm capitolini contestano a Maccanico in qualità di amministratore delegato pro tempore in concorso con Claudio Ranocchi quale dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili di Cinecittà spa di aver esposto “consapevolmente” nel bilancio della società al 31 dicembre 2022 “fatti materiali rilevanti non corrispondenti al vero, in modo concretamente idoneo a indurre altri in errore”.
In particolare, secondo l’accusa formulata dai pm della procura di Roma dopo le indagini della Guardia di Finanza, Maccanico e Ranocchi “esponevano nel conto economico ricavi non conseguiti per circa 2,4 milioni di euro, da un lato iscrivendo un ricavo di 1.758.000 euro in realtà di competenza dell'anno 2023 e dall'altro omettendo di contabilizzare in riduzione l'importo di 662.000 euro di nota di credito afferente l'anno 2022; conseguentemente, esponevano un utile di 1.838.074 euro mai conseguito, occultando la perdita di oltre 500 mila euro effettivamente realizzata”.
Ai due indagati la stessa fattispecie viene contestata, nell’inchiesta del pm Giorgio Orano coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini che ora hanno chiesto il processo per entrambi, anche per il bilancio della società al 31 dicembre 2023. In questo caso, secondo i pm “esponevano nel conto economico ricavi non conseguiti per 2.471.398 euro omettendo la contabilizzazione di una nota di credito emessa nei confronti di Freemantle Italy Group srl per quell'importo iscritta nel 2024 ma che faceva riferimento all'anno 2023 (in quanto relativa a scontistica sui fatturati prevista da Cinecittà Spa nel 2023)”. Inoltre “esponevano nel conto economico costi inferiori per 5.542.280 euro a quelli effettivamente sostenuti per la realizzazione di scenografie (sulla base di contratto di appalto con The Apartment srl, e dunque scenografie di proprietà del committente, relative alle produzioni cinematografiche ‘M. il figlio del secolo’ e ‘Queer’) eliminando gli stessi dopo l'acquisto delle scenografie medesime a costo zero e capitalizzando i costi medesimi nell'attivo dello stato patrimoniale, in assenza di apposita perizia”. Conseguentemente, secondo l’accusa, “esponevano in bilancio un utile di 1.300.614 euro mai conseguito occultando la perdita di circa 6,7 milioni euro effettivamente realizzata”. Maccanico si è dimesso dall’incarico nel giugno del 2024. I pm nella richiesta di rinvio a giudizio hanno indicato come persone offese il ministero dell’Economia e delle Finanze e Cinecittà spa. (di Assunta Cassiano)

Categoria: cronaca
18:09
Trump: "Iran ha chiesto cessate il fuoco". Teheran: "Non è vero"
(Adnkronos) - Stati Uniti e Iran discutono il cessate il fuoco. Anzi, no. Donald Trump annuncia contatti in corso, su iniziativa di Teheran, per congelare la guerra. La Repubblica islamica smentisce: "No alla tregua". La giornata del primo aprile va in archivio con un quadro ancor più convulso del solito, complici le posizioni diametralmente opposte espresse dai due paesi. "Il presidente del nuovo regime iraniano, molto meno radicalizzato e ben più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d’America un cessate il fuoco!", annuncia Trump facendo riferimento ad una presunta iniziativa di Masoud Pezeshkian, che pubblicamente non si esprime. Secondo Axios, testata americana sempre attenta ai retroscena, il dialogo sarebbe vivo e Trump avrebbe anche avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman.
"Valuteremo la situazione quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sicuro. Fino ad allora, ridurremo l’Iran in polvere o, come si suol dire, lo rimanderemo all’età della pietra!!!", aggiunge il presidente degli Stati Uniti. Tutto o quasi ruota attorno allo Stretto di Hormuz: l'Iran blocca il braccio di mare determinante per il 20% del traffico mondiale del petrolio, con effetti a cascata sui prezzi di carburanti in diversi paesi, Italia compresa. Trump da giorni dice tutto e il contrario di tutto: lo Stretto va riaperto ma può rimanere chiuso, gli altri Paesi - Nato in testa - devono attivarsi per riaprirlo anche se gli Usa non hanno bisogno di aiuto.
Come è prassi, Trump è un fiume in piena tra social, interviste, dichiarazioni. Diventa complicato assembleare un mosaico nitido con le sue parole. "Non posso dirvi esattamente quando… ma ce ne andremo presto", dice preannunciando la conclusione dell'operazione Epic Fury. Poi, però, lascia la porta aperta ad eventuali appendici: "Non avranno un’arma nucleare perché ora ne sono incapaci, e poi me ne andrò, porterò via tutti, e se sarà necessario torneremo per colpire in modo mirato".
All'apertura di Trump su una soluzione negoziale in tempi brevi, l'Iran risponde con una chiusura categorica. "Non accettiamo un cessate il fuoco. Chiediamo la fine della guerra in Iran e in tutta la regione", dice il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista ad Al Jazeera. "Chiediamo garanzie che tali aggressioni non si ripetano - precisa il capo della diplomazia iraniana - Chiediamo il risarcimento dei danni causati a noi e al popolo iraniano". "Al momento non vi sono presupposti per negoziare e non c'è alcun negoziato. La fiducia è a zero - conclude - Non c’è fiducia nel fatto che i negoziati con gli Stati Uniti possano portare a risultati concreti". Se la posizione non fosse netta, arrivano anche le parole del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, che definisce "false" e "infondate" le affermazioni di Trump. A chiudere il quadro iraniano, il consueto monito dei Pasdaran: "Lo Stretto di Hormuz è chiuso per i nemici".

Categoria: cronaca
17:54
Malattia cronica da trapianto contro l'ospite, via libera Ue a belumosudil
(Adnkronos) - La Commissione europea ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata per belumosudil come trattamento della malattia cronica da trapianto contro l'ospite (cGvhd) in pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 12 anni con un peso corporeo di almeno 40 kg. Il farmaco è indicato quando le altre opzioni terapeutiche forniscono un beneficio clinico limitato, non risultano adeguate o sono state esaurite. Lo annuncia Sanofi in una nota, precisando che l'Aic condizionata è subordinata al completamento di uno studio controllato randomizzato e confermativo. Il via libera Ue segue il parere positivo del Comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema), pubblicato il 30 gennaio 2026.
"La Gvhd cronica è una condizione grave e potenzialmente fatale che comporta un profondo impatto fisico ed emotivo a una popolazione rilevante di pazienti dopo il trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche - afferma Mohamad Mohty, professore di Ematologia e Head of the Haematology and Cellular Therapy Department all’Hôpital Saint-Antoine e Sorbonne University, Parigi - In tutta Europa, molti pazienti continuano ad affrontare sfide significative nella gestione di questa malattia, soprattutto quando le terapie esistenti non offrono un beneficio adeguato. Questa approvazione rappresenta un importante traguardo, offrendo una nuova opzione terapeutica che ha il potenziale di migliorare significativamente la vita dei pazienti". Dichiara Olivier Charmeil, Interim Ceo & Executive Vice President, General Medicines, Sanofi: "Quasi 1 paziente su 2 con Gvhd cronica necessita di un trattamento di terza linea, eppure le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti in Europa in questa fase avanzata della malattia sono ancora limitate. Ci impegniamo con continuità a supportare i pazienti con Gvhd cronica e i loro caregiver e siamo lieti di offrire questa nuova opzione terapeutica ai pazienti che vivono con questa condizione debilitante e a lungo termine".
L'approvazione si basa sui risultati di sicurezza ed efficacia di diversi studi clinici e su dati di mondo reale, riporta la nota. Questi includono lo studio randomizzato e multicentrico di fase 2 ROCKstar (studio clinico NCT03640481), che ha dimostrato risposte clinicamente significative e durature con belumosudil per pazienti che vivono con Gvhd cronica dopo trapianto di cellule staminali e almeno due linee precedenti di terapia sistemica. Il trattamento è stato generalmente ben tollerato. Sotto l'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata, Sanofi condurrà un nuovo studio confermativo, controllato e randomizzato. Nel 2019 il medicinale è stato designato come 'farmaco orfano' (usato nelle malattie rare) per il trattamento della malattia cronica da trapianto contro ospite. A seguito di questa Aic condizionata, il Chmp dell'Ema ha anche formalmente adottato un parere sul mantenimento dello status di designazione di farmaco orfano per belumosudil. Oltre all'Ue, belumosudil è approvato in 20 Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Canada, per il trattamento di pazienti di età pari o superiore a 12 anni con Gvhd cronica dopo fallimento di almeno due linee precedenti di terapia sistemica, e in Cina dopo il fallimento di una linea precedente di terapia sistemica. Da allora, più di 20mila pazienti affetti da Gvhd cronica sono stati trattati con belumosudil dalla sua prima approvazione negli Usa nel luglio 2021.
Belumosudil - dettaglia la nota - è il primo inibitore selettivo di Rock2 (proteina chinasi-2 associata a Rho contenente un dominio coiled-coil) (Rock2i) di Sanofi. Ha dimostrato di apportare beneficio in diverse tipologie di pazienti affetti da malattia cronica del trapianto contro l'ospite dopo il fallimento di almeno due linee di terapia precedenti. Sanofi è impegnata a studiare la sicurezza e l'efficacia di belumosudil in altre fasce di età e indicazioni, anche attraverso studi in corso in pazienti pediatrici a partire da 1 anno di età con cGvhd che sono stati trattati con almeno due precedenti linee di terapia sistemica e in pazienti con disfunzione cronica da allotrapianto polmonare. Queste indicazioni aggiuntive sono attualmente in fase di studio e non sono state approvate dalle autorità regolatorie.
ROCKstar è uno studio registrativo di fase 2, in aperto, non controllato, randomizzato e multicentrico che ha valutato l'efficacia e la sicurezza di belumosudil in pazienti con malattia del trapianto contro l'ospite cronica che avevano ricevuto da due a 5 linee precedenti di terapia sistemica e necessitavano di terapia aggiuntiva. Un'analisi di follow-up di 3 anni, in aperto, dello studio ROCKstar ha valutato l'efficacia a lungo termine di belumosudil. Il trattamento consisteva in belumosudil 200 mg ed è stato somministrato continuativamente fino alla progressione clinicamente significativa della cGvhd o al manifestarsi di una tossicità inaccettabile. L'endpoint primario era il tasso di risposta complessiva (Overall response rate, Orr) a qualsiasi valutazione. I risultati dello studio hanno dimostrato un Orr migliore clinicamente significativo e statisticamente significativo del 74% in trattamento con belumosudil (n=77, Ic 95%, 63-83). Le reazioni avverse più comuni sono state affaticamento (46%), diarrea (35%), nausea (35%), dispnea (32%), tosse (30%) e infezioni delle vie respiratorie superiori (26%).
La malattia cronica del trapianto contro l'ospite è una complicanza potenzialmente letale che può verificarsi dopo un trapianto di cellule staminali (o trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche) in cui le cellule del donatore (graft) attaccano le cellule dell'ospite, portando a infiammazione e fibrosi (cicatrizzazione o ispessimento) che possono danneggiare molteplici tessuti e organi. La cGvhd compromette gravemente la vita e interessa fino al 50% dei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche. La cGvhd è considerata una delle principali cause di morbilità e mortalità tardiva non correlata a recidiva dopo il trapianto di cellule staminali. Le conseguenze sono di vasta portata, sia in termini di onere che può gravare sul benessere fisico ed emotivo dell'individuo, sia in termini di più ampio impatto socioeconomico.

Categoria: salute












































