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14:46
Paura a Roma, uomo armato di coltello spaventa passanti a Centocelle
(Adnkronos) - Un uomo armato di coltello stava spaventando i passanti a Centocelle a Roma: per questo in piazzale delle Gardenie sono intervenuti gli agenti del V Gruppo Casilino della polizia locale di Roma Capitale. Gli agenti stavano svolgendo il consueto servizio di vigilanza nell'area del mercato di viale della Primavera, quando, allertati da alcuni cittadini, sono intervenuti e hanno trovato l'uomo, in stato di alterazione, con il coltello in una mano e ferite all'altro braccio.
Secondo la ricostruzione della polizia locale, messa subito in sicurezza la zona e grazie all'intervento di un agente di madrelingua russa, gli agenti sono riusciti ad avviare un dialogo e a calmare il 65enne, proveniente dall'Europa dell'est, che non parlava la lingua italiana.
Dopo averlo convinto a lasciare il coltello a terra, l’uomo è stato affidato alle cure del personale sanitario per le ferite che si era procurato. Il coltello è stato sequestrato e sono stati svolti accertamenti di rito nei confronti dell'uomo, denunciato per porto abusivo di armi.

Categoria: cronaca
14:30
Vannacci e Renzi, doppia smentita: "Nessun incontro"
(Adnkronos) - "Nessun incontro con il leader di Italia viva Matteo Renzi in alcun circolo romano". Lo assicura all'AdnKronos il vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci, smentendo indiscrezioni comparse oggi sul Corriere della Sera relative ad un incontro tra il generale e il senatore Matteo Renzi: 'Renzi e Vannacci, quegli incontri segreti per "azzoppare" Meloni (e neutralizzare Schlein)', il titolo dell'articolo.
Il leader di Italia viva smentisce con una nota. ''Ciò che scrive il Corriere delle Sera a proposito degli incontri segreti tra me e Vannacci in un circolo canottieri a Roma non è solo falso: è incredibile", afferma Renzi. "Sono francamente sconvolto per come giornalisti di lunga esperienza inventino dal nulla notizie su commissione e non facciano le doverose, abituali, verifiche. Una cosa sono i retroscena più o meno credibili, una cosa le invenzioni", aggiunge Renzi.

Categoria: politica
13:53
Sanremo 2026, svelati i duetti della serata cover: da Fagnani a Morgan, l'elenco
(Adnkronos) - Carlo Conti ha svelato al Tg1 delle 13.30 i duetti della serata cover di Sanremo 2026, che accenderà il Teatro Ariston venerdì 27 febbraio.
I 30 Big in gara, da regolamento, hanno potuto scegliere una cover dal repertorio italiano e internazionale, purché pubblicata entro il 31 dicembre 2025. Predomina il grande repertorio italiano ma non senza qualche sorpresa internazionale. E dalla caratura degli ospiti e dei brani scelti, già si intuisce che la gara per incoronare il vincitore della Serata delle Cover sarà dura. Gli Artisti saranno votati dal pubblico con il Televoto, dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e dalla Giuria delle Radio. Come già l'anno scorso, Carlo Conti ha lasciato aperta la possibilità che i Big in gara possano duettare anche tra loro, possibilità che però non è stata colta da nessuno dei 30 Big.
Di seguito l'elenco dei Big, con il titolo della canzone scelta e gli ospiti dei duetti.
Arisa, 'Quello che le donne non dicono' con il Coro del Teatro Regio di Parma
Bambole di Pezza, 'Occhi di gatto' con Cristina d’Avena
Chiello, 'Mi sono innamorato di te' con Morgan
Dargen D'Amico, 'Su di noi' con Pupo e Fabrizio Bosso
Ditonellapiaga, 'The Lady Is a Tramp' con TonyPitony
Eddie Brock, 'Portami via' con Fabrizio Moro
Elettra Lamborghini, 'Aserejé' con Las Ketchup
Enrico Nigiotti, 'En e Xanax' con Alfa
Ermal Meta, 'Golden Hour' con Dardust
Fedez & Marco Masini, 'Meravigliosa creatura' con Stjepan Hauser
Francesco Renga, 'Ragazzo solo, ragazza sola' con Giusy Ferreri
Fulminacci, 'Parole parole' con Francesca Fagnani
J-Ax, 'E la vita, la vita' con Ligera County Fam (nome di fantasia che nasconde probabilmente il ritorno sul palco di Cochi e Renato).
Lda & Aka 7even, 'Andamento lento' con Tullio De Piscopo
Leo Gassmann, 'Era già tutto previsto' con Aiello
Levante, 'I maschi' con Gaia
Luchè, 'Falco a metà' con Gianluca Grignani
Malika Ayane, 'Mi sei scoppiato dentro al cuore' con Claudio Santamaria
Mara Sattei, 'L’ultimo bacio' con Mecna
Maria Antonietta & Colombre, 'Il mondo' con Brunori sas
Michele Bravi, 'Domani è un altro giorno' con Fiorella Mannoia
Nayt, 'La canzone dell’amore perduto' con Joan Thiele
Patty Pravo, 'Ti lascio una canzone' con Timofej Andrijashenko
Raf, 'The Riddle' con The Kolors
Sal Da Vinci, 'Cinque giorni' con Michele Zarrillo
Samurai Jay, 'Baila morena' con Belén Rodríguez e Roy Paci
Sayf, 'Hit the Road Jack' con Alex Britti e Mario Biondi
Serena Brancale, 'Besame Mucho' con Gregory Porter e Delia
Tommaso Paradiso, 'L’ultima luna' con gli Stadio
Tredici Pietro, 'Vita' con Galeffi, Fudasca & band.

Categoria: spettacoli
13:39
Meloni scherza su affresco con il suo volto: "No, decisamente non sembro un angelo"
(Adnkronos) - "No, decisamente non somiglio a un angelo". Così, dopo le polemiche, Giorgia Meloni con una emoticon sorridente commenta su Facebook la notizia, lanciata da Repubblica, secondo la quale il volto di un cherubino dipinto in un affresco della Basilica di San Lorenzo in Lucina assomiglierebbe al viso della premier. Meloni ha postato anche la foto del 'particolare' dell'affresco che ritrarrebbe il suo viso, pubblicata on line.
Su indicazione del ministro Alessandro Giuli, il Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro, ha intanto dato incarico ai funzionari tecnici del Mic di effettuare oggi stesso un sopralluogo per accertare la natura dell'intervento effettuato sul dipinto e decidere il da farsi.
Stamane, dopo la pubblicazione della news di Repubblica, era intanto scattata la polemica politica. ''Chiediamo che il ministro della Cultura Alessandro Giuli attivi immediatamente la Soprintendenza di Roma in merito alla notizia riportata da la Repubblica relativa al restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina. Quanto emerso non è accettabile",la nota con cui il Pd chiedeva l'intervento del ministro della Cultura sul caso.
"L'ipotesi che un intervento di restauro su un bene tutelato - sottolineava la capogruppo dem in commissione Cultura della Camera, Irene Manzi - possa aver prodotto un'immagine riconducibile a un volto contemporaneo rappresenta una potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che vieta alterazioni arbitrarie, personalizzazioni e interventi non strettamente fondati su criteri scientifici e storico-artistici. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l'autenticità e il valore storico".
"Indipendentemente dal fatto che si tratti del volto di Giorgia Meloni - concludeva Manzi - riteniamo indispensabile un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi effettuati e disporre il ripristino. La tutela dei beni culturali è un dovere pubblico e una responsabilità istituzionale che non ammette ambiguità né ritardi''.
"Angelo con volto di Meloni? Per me non è problema", parla il responsabile della basilica
A rispondere alla nota dei dem è stata Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d'Italia e componente della Commissione Cultura di Palazzo Madama. "Siamo al delirio mistico, la sinistra pur di attaccare il governo chiede conto al ministro della Cultura, Alessandro Giuli di controllare come mai il volto di un affresco in un restauro nella basilica di San Lorenzo in Lucina sia somigliante a quello della premier Meloni. Una richiesta sconcertante che lascia intuire a che livello d'ossessione sia arrivata l'opposizione in Italia che vede ormai Giorgia Meloni dappertutto. Voglio sperare - recita la nota della senatrice - che la collega del Pd che ha sollecitato l'intervento di Giuli per verificare la regolarità degli interventi effettuati, non arrivi a chiedere di inserire, invocando la par condicio, nello stesso affresco anche i volti di Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte. Al di là delle ironie, la considerazione è un'altra. Possibile che, proprio nel giorno in cui anche l'agenzia di rating Standard and Poors premia il buon governo dell'Italia, a sinistra preferiscano contestare addirittura gli affreschi di una chiesa considerandoli filogovernativi? Evidentemente, a certa opposizione non resta che disquisire sul sesso degli angeli, anzi, sul volto".
”Noi non conoscevamo assolutamente la questione. L'artista che ha assunto l'opera di restauro, che era anche l'autore della prima versione, non ci ha informato”, fa sapere nel frattempo il Vicariato di Roma con padre Giulio Albanese, direttore dell'Ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi, dopo la segnalazione del restauro. “Stiamo cercando di capire meglio - aggiunge padre Albanese - eravamo all'oscuro di tutto”.
Il Vicariato “si è impegnato ad approfondire la questione con il parroco monsignor Daniele Micheletti e a valutare eventuali iniziative”. “Sia la Sovrintendenza sia l'ente proprietario (Fec), oltre all'Ufficio per l'edilizia di culto del Vicariato di Roma, erano al corrente dal 2023 di un'azione di restauro 'senza nulla modificare o aggiungere' (dalla mail condivisa) sull'affresco in questione di recente fattura (anno 2000). Pertanto la modifica del volto del cherubino è stata un'iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti”.

Categoria: politica
12:59
Sei anni fa l'emergenza Covid, l'esperta Oms: "Ecco cosa ci ha insegnato"
(Adnkronos) - "Sei anni fa", il 30 gennaio 2020, "l'Organizzazione mondiale della sanità dichiarò l'epidemia di nuovo coronavirus", poi battezzato Sars-CoV-2, "un'emergenza di interesse internazionale (Pheic), il livello di allarme più alto previsto dal diritto sanitario internazionale all'epoca. Questa pandemia ha cambiato per sempre la salute globale". A ripercorrere la crisi del Covid, e tutto quello che è venuto dopo, è una delle esperte Oms che è stata da subito in prima linea, l'epidemiologa Maria Van Kerkhove, direttrice ad interim del Dipartimento Epidemic and Pandemic Threat Management. La sua è una riflessione su quanto è stato fatto, su cosa si è riusciti ad imparare da questa emergenza storica, e su come il mondo si sta preparando per il futuro. "Il mio messaggio per il 2026 è semplice: non abbandoniamoci alle minacce che affrontiamo".
"Alcuni sostengono ancora che l'Oms sia stata 'troppo lenta' a dichiarare una Pheic - osserva in un lungo post su X - Gran parte di questa retorica riflette pregiudizi retrospettivi e politicizzazione. Le decisioni furono prese sulla base delle informazioni disponibili al momento dell'evolversi degli eventi e il contesto è importante". Van Kerkhove ripercorre la timeline dell'epoca, ricordando alcune date cruciali, da quel 31 dicembre 2019 in cui l'Oms riceve un alert da Wuhan, la metropoli cinese dove si scoprì in origine la presenza di Sars-CoV-2, il primo fronte di quella che diventerà una pandemia globale.
Scorrere quella timeline è rivivere il film dell'emergenza affrontata. I giorni scorrono fino al 13 gennaio 2020 quando si rileva il primo caso fuori dai confini cinesi, al 20 dello stesso mese quando il direttore generale Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, annuncia la convocazione di un Comitato di Emergenza ai sensi del regolamento sanitario internazionale (ai tempi i casi segnalati fuori dalla Cina erano 3). Il 26 gennaio, una delegazione senior dell'Oms guidata dal Dg va in Cina per saperne di più in prima persona sull'epidemia e incontrare alti dirigenti cinesi, il 30 gennaio il nuovo coronavirus diventa un'emergenza internazionale (i casi erano meno di 100 fuori dalla Cina). Ma l'Oms, assicura Van Kerkhove, "prende sul serio le critiche e apporta modifiche. Numerose revisioni indipendenti hanno guidato le riforme, tra cui un Regolamento sanitario internazionale rafforzato e un nuovo livello di allerta: 'emergenza pandemica', e l'adozione dell'Accordo sulle pandemie. I sistemi si evolvono perché impariamo".
Sei anni dopo, continua Van Kerkhove, "Covid-19 non è scomparso. Il virus Sars-CoV-2 continua a circolare a livello globale, evolversi, reinfettare e causare gravi malattie e Long Covid. Tutti noi sentiamo ancora gli impatti più ampi di questi 6 anni. Nel tempo, i miei messaggi si sono evoluti con l'evolversi della situazione: il 2020-2021 è stato un anno di risposta alle emergenze, il 2022-2023 di transizione e avvisi, il 2024-2025 di vigilanza e preparazione. All'inizio della pandemia, abbiamo visto quanto velocemente un nuovo virus possa diffondersi, ma anche quanto possano essere potenti, quando sono allineate, la scienza, la collaborazione e la condivisione dei dati. Allo stesso tempo, le disuguaglianze hanno rallentato i progressi e causato perdite di vite umane. La fine dell'emergenza nel 2023 non ha significato la fine della minaccia". Oggi però "esistono strumenti efficaci per il Covid e altri patogeni con potenziale epidemico e pandemico: vaccini aggiornati, trattamenti efficaci, sistemi di sorveglianza, misure di prevenzione. Tuttavia, l'adesione, soprattutto tra i soggetti più a rischio, rimane troppo bassa in molti luoghi", avverte l'esperta.
La strategia aggiornata dell'Oms per il Covid si concentra su protezione, integrazione e preparazione, integrando la prevenzione e la cura" di questa patologia "nei sistemi sanitari di routine, non trattandolo come un problema del passato". Per l'esperta, "la sorveglianza delle malattie e la condivisione delle informazioni sono davvero importanti. La riduzione dei test e delle segnalazioni ha creato crescenti lacune nei dati, rendendo più difficile rilevare precocemente i cambiamenti e agire rapidamente. Non dovremmo smantellare i sistemi che abbiamo costruito, dovremmo rafforzarli", esorta. "Una parte critica dei 6 anni di Covid è la sindrome post-virus, "il long Covid. I sintomi a lungo termine colpiscono milioni di persone e devono essere centrali nel modo in cui valutiamo l'impatto, la ripresa e la preparazione. Le evidenze attuali suggeriscono che circa il 10-20% delle persone sperimenta una varietà di effetti a medio e lungo termine dopo la guarigione iniziale".
E poi c'è il capitolo operatori sanitari, scienziati, soccorritori, i professionisti che hanno affrontato l'onda d'urto della pandemia. "Hanno portato un peso straordinario, spesso a caro prezzo. Dobbiamo loro più che ringraziamenti". E c'è un'immagine che tormenta Van Kerkhove. E' la foto della mano di un paziente Covid in terapia intensiva, stretta fra due guanti di gomma che un'infermiera aveva riempito di acqua calda per simulare il contatto umano impossibile per la necessità dell'isolamento. "Questa immagine - confida l'esperta - mi spinge a fare di più ogni giorno. "Sei anni dopo, ciò che sappiamo è chiaro: il Covid non è scomparso, i vaccini riducono la malattia grave, la sorveglianza fa risparmiare tempo e vite umane, e la preparazione e la prontezza devono essere continue". Da qui le richieste per il 2026: "Proteggere le persone più a rischio, mantenere una sorveglianza rigorosa e la condivisione delle informazioni, investire nella ricerca e nell'assistenza per il Long Covid, prepararsi prima della prossima crisi, non dopo. Il lavoro continua".

Categoria: salute
12:50
'Colpa dei sensi' al debutto vince gli ascolti, ma 'Tali e quali' lo tallona: i dati
(Adnkronos) - Ottimo debutto ieri su Canale 5 per 'Colpa dei sensi', che è risultato leader del prime time con 2.755.000 spettatori totali e il 18,72% di share. Al secondo posto, su Rai1 lo show condotto da Nicola Savino “Tali e quali” con 2.608.000 e il 18,3% di share.
Da segnalare, il risultato della semifinale degli Australian Opera Sinner-Djokovic, vista da 1.800.000 spettatori con il 13% di share sul Nove, che durante la messa in onda è risultato terzo canale nazionale.
In access prime time, 'La Ruota dei Campioni' ha ottenuto 5.068.000 spettatori e il 25,61% di share, mentre su Rai1 'Affari Tuoi' ha totalizzato 4.804.000 spettatori con il 24,2% di share.

Categoria: spettacoli
12:43
L'annuncio di Fabio Fazio: "Alberto Trentini ospite a Che Tempo Che Fa"
(Adnkronos) - Alberto Trentini domenica 1 febbraio ospite a 'Che Tempo Che Fa'. E' questo l'annuncio a sorpresa sui social del conduttore Fabio Fazio. “423 giorni. È un'eternità, è più di un anno di vita. In questi 423 giorni siamo stati in ansia, abbiamo cercato di aiutarlo così come abbiamo potuto: c'è chi ha pregato per lui, chi ha fatto appelli, chi ha fatto cortei. La sua mamma è stata fortissima, unica, ha avuto un coraggio da leoni. Ebbene, si realizza per quel che mi riguarda un sogno vero e proprio: domenica, infatti, avremo in studio Alberto Trentini. Potrò abbracciarlo per me e per tutti voi e finalmente potremo scrivere la parola 'fine' nel modo migliore a questa storia così dolorosa che abbiamo vissuto tutti insieme”, le parole di Fazio.
Categoria: spettacoli
12:29
"Angelo con volto di Meloni? Per me non è problema", parla il responsabile della basilica
(Adnkronos) - Un angelo con il volto di Giorgia Meloni, in una basilica in pieno centro a Roma: a San Lorenzo in Lucina, dove è in corso un importante restauro, il volto della premier è apparso in una cappella della basilica, vicino alla sagrestia: su un muro, con al centro il busto di Umberto II, l’angelo di sinistra tiene in mano la corona reale, mentre l’angelo di destra, con un volto che assomiglia a quello del presidente del Consiglio, tiene fra le mani una pergamena, su cui è raffigurata l’Italia: “La vollero i monarchici”, racconta monsignor Daniele Micheletti, responsabile della basilica.
“A me pare proprio la Meloni. Il restauro di questa cappella, i cui disegni sono stati realizzati nel 2000, è stato curato da Bruno Valentinetti e si è concluso verso Natale scorso, c'erano delle infiltrazioni dalle fondamenta e dal tetto. È venuto proprio bene, anche se la parte migliore della cappella sono i disegni sul soffitto, dove non c’è nessuna Meloni. I disegni sono stati rifatti prendendoli dalla cappella speculare della Madonna, che adesso non posso mostrarvi”, in quanto sottoposta a restauro.
“Per me - prosegue il monsignore - non è un problema avere un angelo con il volto della premier. Fra Meloni e Schlein chi avrei preferito? Nessuna delle due. Se ci sarà una crescita nei fedeli di destra non è un problema: li aspetto domani a messa”, conclude scherzando.

Categoria: politica
11:49
Australian Open, Nadal ospite d'onore della finale: "Tiferò Alcaraz"
(Adnkronos) - Rafa Nadal sarà uno degli ospiti d'onore della finale degli Australian Open 2026. Domenica 1 febbraio l'ex tennista spagnolo assisterà alla sfida della Rod Laver Arena, in cui Carlos Alcaraz affronterà Novak Djokovic, che ha eliminato Jannik Sinner in semifinale, nell'ultimo atto dello Slam di Melbourne. Ma chi tiferà Nadal?
Nessun dubbio per Rafa, vincitore per due volte in carriera degli Australian Open: "Se dovessi fare il tifo per qualcuno in finale, sceglierei Carlos", ha detto ai media spagnolo, confidando così la sua preferenza per Alcaraz, "ho un buon rapporto con lui, abbiamo condiviso le Olimpiadi, abbiamo condiviso la nazionale spagnola... ma se vince Novak, sarò felice anche per lui perché, in un certo senso, quello che sta facendo è spettacolare".

Categoria: sport
11:49
Anno giudiziario, presidente Corte d'Appello di Roma: "Toghe mai così vulnerabili"
(Adnkronos) - Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha scelto il Palazzo di giustizia di Milano per assistere all'inaugurazione dell'Anno giudiziario, una cerimonia segnata quest'anno dalla novità della riforma della giustizia e dal dibattito intorno al referendum previsto a fine marzo. Oltre al Guardasigilli, presenti anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, e alte cariche civili e militari.
"Questa riforma non avrà e non deve avere effetti politici. Se dovessero prevalere i no accetteremo con grandissimo rispetto la volontà popolare, se dovessero prevalere il sì lungi dall'avere intenti persecutori, come qualcuno dice, inizieremo subito il giorno dopo un dialogo con la magistratura con l'avvocatura e con il mondo accademico per la seconda parte che è quella delle norme attuative". E' uno dei passaggi dell'intervento del ministro. La riforma "non è fatta contro nessuno o a favore di qualcuno, non è fatta per punire la magistratura o per rafforzare il governo che non ne ha bisogno" aggiunge.
Tutti i criteri del sorteggio, spiega il ministro Nordio, "sono in fieri: su quelli un dialogo può essere trovato. La stessa possibilità di ricorrere per Cassazione contro la decisione dell'Alta Corte disciplinare può essere oggetto di discussione. Non è vero come hanno detto alcuni che sia precluso il ricorso per Cassazione, l'articolo che istituisce l'alta Corte disciplinare dice che in seconda istanza si può andare davanti al plenum, ma non dice affatto che sia escluso l'articolo 111 della Costituzione".
Il Guardasigilli all'inizio e alla fine del suo intervento rimarca l'importanza del confronto. "Abbiamo avuto la possibilità di iniziare un dialogo, sia pure da posizioni spesso molto diverse, che dovrebbe continuare fino al momento del referendum; cioè un dialogo pacato, razionale, fondato sulle argomentazioni giuridiche, costituzionali, politiche se vogliamo, ma non su emotività sfrenate che possono portare anche ad atteggiamenti e affermazioni impropri" spiega Nordio.
"Davvero voi credete - chiede - che con questa riforma il Parlamento voglia porre la magistratura requirente e giudicante sotto il potere esecutivo? Ieri ho usato il termine blasfemo, lo ripeto e lo confermo, veramente trovo blasfemo, irriverente verso il Paramento - che ritengo un'istituzione sacra - aver voluto attribuire una volontà che nessuno ha mai avuto". Quindi "lungi dal voler sottoporre al potere esecutivo sotto il potere esecutivo la magistratura, noi abbiamo enfatizzato quella che è l'autonomia e l'indipendenza".
"Nessuno ha mai preteso - continua - che questa riforma potesse incidere sull'efficienza e sulla rapidità dei processi. Incide su altre cose, non su questo. Noi abbiamo fatto molto e stiamo facendo molto".
"Auspico che in vista del voto referendario la demonizzazione lasci il posto al confronto civile proprio di una vera democrazia. La Sacra scrittura ammonisce a stare vigili perché non conosciamo né il giorno né l'ora dunque non vi è alcuna certezza che il 24 marzo 2026 non si scateni l'apocalisse, ciò di cui sono certo è che se ciò si dovesse verificare non sarà a causa della conferma referendaria della riforma della giustizia", afferma quindi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 nel distretto della Corte d’Appello di Napoli.
"La proposta che mi permetto di avanzare - sottolinea - è la seguente: oggi è il 31 gennaio. Proiettiamoci per un momento al 24 marzo. Qualunque sia l’esito del voto referendario, parlamento, governo e magistratura dovranno riprendere o proseguire il lavoro di leale collaborazione fra istituzioni, ciascuna per la sua parte, in questo territorio come in tutta Italia".
"Se prevalesse il 'sì', si prospetta una complessa messa a terra, che avrà un peso quanto meno pari al contenuto della riforma: la legge attuativa - continua - dovrà regolamentare un organismo nuovo, quale la Corte di giustizia disciplinare, un organo che si rinnoverà sdoppiandosi, come il Csm, le modalità di accesso all’una e agli altri, i concorsi per l’ammissione alle funzioni requirente e giudicante, la scuola di formazione, i consigli giudiziari, e tanto altro ancora".
"Il governo non ha la pretesa di proporre al parlamento le norme attuative senza un confronto tecnico e di merito con la magistratura e con l’avvocatura, come ieri in Cassazione ha sottolineato il ministro della Giustizia - sottolinea Mantovano - Ovviamente, dandoci dei tempi che permettano di costituire i nuovi Csm con le nuove regole".
E ancora: "In una dinamica di dialettica civile, agli argomenti a favore della riforma dovrebbero opporsi quelli contrari: non slogan secondo cui con la riforma i giudici 'dipenderanno dalla politica', la giustizia sarà 'controllata dal governo', il 'governo pretende l’impunità'. Perché sappiamo che non c’è un solo rigo nel testo sottoposto a referendum che va in tali direzioni. Rilanciare questi slogan è poi, a mio avviso, particolarmente grave se a farlo è chi nella vita quotidiana rende giustizia nel caso concreto".
"Vi chiedo se l’asprezza della contesa debba far scadere il dibattito al punto da evocare il rischio che, una volta approvata la riforma, anche in Italia ci saranno innocenti uccisi dalle forze di polizia come accade a Minneapolis - prosegue - O da lanciare allarmi su presunte attività di spionaggio in danno dei magistrati italiani per un programma, risalente a sette anni fa, che ha sistemi di aggiornamento automatici, e fa adoperare la videocamera solo su impulso dell’interessato, come avviene per ogni collegamento web".
"O, per stare all'ultima perla, da sostenere, in modo incommentabile, che la riforma compromette il contrasto alla criminalità mafiosa - conclude - Di questa deriva è sempre più consapevole una parte significativa della magistratura, che - in modo crescente e pubblico – se ne sta dissociando, nonostante gli ostracismi e le interdizioni".
"Il ruolo delle corti e dei giudici è più che mai centrale e determinante, e tuttavia mai come oggi le corti appaiono fragili e vulnerabili, esposte alle censure di un senso comune che le descrive come una minaccia e una trappola per l’esercizio dei pubblici poteri, invece che come un insostituibile regolatore della complessità sociale". Così il presidente della Corte di Appello di Roma Giuseppe Meliadò nella relazione in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
"Il Paese si sta dividendo in questi giorni sui temi della giustizia, ma i problemi veri della giustizia hanno altre coordinate, non riguardano il modello di magistrato, che la Costituzione ha voluto indipendente, senza timori e senza speranze e che tale dovrebbe restare, ma interpellano chi governa il Paese su come assicurare un servizio giustizia efficiente, perché solo attraverso un servizio efficiente si può garantire la credibilità delle istituzioni e la fiducia verso la magistratura", sottolinea.
"A Roma - continua - un numero sparuto di magistrati contrasta una criminalità dilagante e migliaia di processi saranno a rischio se non interverranno seri provvedimenti organizzativi per rafforzare la magistratura del distretto, in modo che la stessa possa contribuire a rendere il rischio penale un reale deterrente per una criminalità che, nelle più svariate forme, sempre più si espande a Roma e nel Lazio".
"Nulla rappresenta meglio la realtà criminale del territorio della situazione dell’ufficio gip/gup di Roma presso il quale, lo scorso anno, sono affluiti 254 procedimenti in materia di criminalità organizzata, quasi uno al giorno, festivi esclusi, dei quali ben 27 con oltre 30 imputati, con un aumento nel biennio del 30%, e 144 con un numero di imputati ricompreso fra 11 e 30, con un aumento del 10,8%. Con il dato della criminalità organizzata, che si conferma - ha sottolineato - presente nella città di Roma, ma anche nei circondari di Velletri, Latina, Frosinone e Cassino, si intrecciano i reati in materia di stupefacenti, che meritano una particolare menzione per la qualità del fenomeno criminale e per le forme del tutto nuove con cui si realizzano. Per come confermano le più recenti investigazioni, Roma è assediata dal traffico della droga e, attraverso il traffico degli stupefacenti, è assediata dalla criminalità".
"Il disagio è nato e si rafforza ogni momento perché il dialogo è stato solo promesso, ma è rimasto lettera morta. Lo sforzo è stato solo quello di arrivare alla approvazione della riforma, con testo bloccato, senza intoppi e nel più breve tempo possibile. Tanto è vero che tante iniziative normative, pur importanti, sono state messe su un binario morto, proprio con l’intento di privilegiare, senza se e senza ma, la separazione delle carriere. Questo è indubbiamente mortificante per la categoria", spiega il procuratore generale della Corte di Appello di Roma Giuseppe Amato, nella relazione dove ha evidenziato "il senso di disagio complessivo che suscita l’iter della riforma. È un disagio forte, cui si accompagna anche una preoccupazione per chi crede ad un ruolo alto della magistratura requirente".
"Una categoria mortificata è una categoria che può correre il rischio di chiudersi in se stessa e che, proprio perché separata, può finire con il perdere il senso proprio della posizione di 'parte imparziale'", ha sottolineato.
"La separazione delle carriere può porre, a nostro giudizio, il rischio di avere pubblici ministeri 'che cercano la ribalta della notorietà e l’effetto politico degli indizi, piuttosto che la valutazione obiettiva dei comportamenti dei cittadini': pubblici ministeri, cioè, che vedano il momento dell’iscrizione e dell’esercizio dell’azione penale come momento di affermazione di un ruolo di potere, anziché come doveroso e rigoroso adempimento di un servizio", ha spiegato ancora
"Non temiamo, allora, che la separazione possa portare alla dipendenza dall’esecutivo del pubblico ministero, anche se è fatto notorio che in molti Paesi dove le carriere sono separate l’accusatore, come è stato detto, 'soggiace' in varie forme a collegamenti con il potere politico. E non lo temiamo perché il Presidente della Repubblica sarà sempre il Presidente del Csm 'separato' dei pubblici ministeri. Ma temiamo il rischio dell’autoreferenzialità della categoria 'separata' dei pubblici ministeri, dimentica dei principi propri della 'cultura della giurisdizione', espressiva di una visione eticizzante del proprio lavoro, e appiattita nell’attività da una malintesa, sempre possibile, distorta applicazione dei principi propri della gerarchia, della vigilanza, della sorveglianza", ha evidenziato.
"Come allora non leggere con preoccupazione la scelta del sorteggio per i componenti togati dei Consigli superiori separati. È una scelta, certamente mortificante ma, soprattutto pericolosa perché il sorteggio, con la sua intrinseca causalità, non è in grado di selezionare figure in grado di approcciarsi con autorevolezza, autonomia e indipendenza, ad un ruolo delicato, che implica scelte ordinamentali che non possono improvvisarsi. Un buon magistrato non è detto che sia un buon consigliere: per passione, conoscenze ordinamentali, interesse, autorevolezza", ha aggiunto.
Per quanto riguarda l'Alta Corte "il vero problema è costituito dalla previsione che le decisioni dell’Alta Corte possono essere impugnate non più in Cassazione, come nella disciplina attuale avverso le sentenze della Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, ma solo dinanzi alla stessa Alta Corte, 'che giudica senza la partecipazione dei componenti che hanno concorso a pronunciare la decisione impugnata. È un grave vulnus in punto di tutela delle garanzie, perché decisioni che possono riflettersi incisivamente sulla vita professionale del magistrato sono private della possibilità di censura davanti ad un giudice indipendente, quale la Corte di cassazione", ha concluso Amato.
Non un giudizio politico, ma una risposta tecnica: i giudici sono già imparziali e non appiattiti al pubblico ministero. Lo sostiene con vigore il presidente della Corte d'Appello di Milano Giuseppe Ondei in occasione dell’inaugurazione dell'anno giudiziario che si tiene alla presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio, oltre che alle principali figure politiche, civili e militari della città.
A proposito della riforma della giustizia, "A ben vedere nei fatti questa separazione c'è già essendo assai limitato legislativamente il passaggio da una funzione all'altra e essendo questo passaggio praticato ogni anno da circa lo 0,3% dei magistrati". Per Ondei si parte da un presupposto errato, "ossia quello che i giudici oggi non sono sufficientemente terzi e imparziali perché sarebbero appiattiti sulle richieste del 'collega' pubblico ministero. Questa affermazione non e accettabile. Se fosse vera vi sarebbe una grave emergenza per lo Stato di diritto. La realtà è che la magistratura italiana è un ordine dello Stato sano, composto per lo più da persone ispirate da un alto senso del dovere che ogni giorno svolgono in silenzio il loro lavoro" aggiunge. Parole accolte da un applauso in aula.
"Nel settore civile, dove il Pubblico Ministero di fatto non opera diventa arduo trovare una giustificazione a tale sospetto, mentre nel settore penale lo stesso numero di assoluzioni in primo grado - pari a circa il 25% delle sentenze - rappresenta plasticamente e rende anche apparente la totale autonomia e terzietà del giudice" conclude il presidente della Corte d'Appello di Milano.
Una riforma inutile e punitiva a fronte di carenze di personale e di strumenti. E' il giudizio che la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni pronuncia in occasione della celebrazione. A fronte di carenze di organico e di strumenti, “l'unica riforma proposta e approvata è quella sulla separazione delle carriere fra magistrati giudicanti e requirenti, indicata come la panacea di tutti i mali mentre ritengo sia ininfluente rispetto alle disfunzioni attuali, alcune delle quali, come l'acritica, eccessiva adesione del pubblico ministero alle ipotesi formulate dalle forze dell'ordine, circostanza spesso segnalata dai difensori, sono destinate probabilmente ad aumentare” dice.
"Dalla sostanziale inutilità della riforma in oggetto a correggere le attuali pesantissime carenze deriva il dubbio che si tratti di un intervento con un carattere prevalentemente punitivo che, viste le condizioni in cui la quasi totalità degli uffici di Procura è stata costretta a lavorare negli ultimi anni, sinceramente non ci sentiamo di meritare" sottolinea.
"Stiamo sprecando tempo e risorse, senza contare il clima di gravissima tensione che porta a radicalizzare le posizioni e che ostacola un sereno dialogo ed un corretto svolgimento del lavoro, a scapito di altre riforme, volte ad esempio a una equilibrata opera di semplificazione e armonizzazione delle procedure, a una migliore organizzazione degli uffici oltre a un potenziamento degli strumenti necessari per garantire l'effettività della pena intesa innanzitutto come possibilità di fornire risposte definitive in tempi certi e adeguati e di assicurarne l'esecuzione" spiega la pg Nanni.
"Già le primissime, limitate applicazioni della intelligenza artificiale nel nostro settore hanno evidenziato notevoli rischi e necessità di attento controllo: pensiamo a che cosa può accadere con il ricorso all'uso massiccio e incontrollato della Ia non correttamente implementata nella redazione degli atti processuali", sostiene la pg.
"Le prospettive sono incerte soprattutto in mancanza di un orizzonte di senso, nel nostro caso un limite comune riconosciuto e accettato dai vari operatori, particolarmente utile per muoversi in una società complessa e disordinata che non può essere ridotta ad un codice binario nel tentativo di semplificare il reale" aggiunge. "Concretamente occorre poi domandarsi anche se i magistrati italiani siano preparati a interpretare e applicare i rapidi progressi della scienza e della tecnologia, con il rischio di finire ostaggi, o addirittura vittime del sapere tecnico e scientifico e gravi ripercussioni sui diritti degli imputati e, di nuovo, sulla credibilità del processo" spiega.
"Di fronte a queste temibili sfide nel breve periodo vedo proporre solo separazioni e tensioni mentre tutti gli operatori dovrebbero essere impegnati a rinnovare l'idea della giustizia come valore, in quanto tale in grado di superare la semplice idea di piacere o convenienza dei singoli e capace di costituire un parametro orientativo utile a contrastare lo smarrimento contenutistico che caratterizza il nostro periodo", conclude.
“Una volta per tutte i cittadini, dovrebbero conoscere le reali condizioni in cui si trovano in uffici giudiziari, perché la giustizia non funzionerà meglio quando pubblici ministeri e giudici avranno carriere separate, come d’altra parte riconosciuto dal ministro Nordio e dalla senatrice Buongiorno”. Così il procuratore generale di Torino, Lucia Musti, che nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario ha osservato: “Ritengo che lo scenario di una magistratura separata da una riforma ispirata da meri intenti politici e non di efficienza e miglioramento da cui conseguirà la sottoposizione del pubblico ministero all’esecutivo renderà difficile se non impossibile continuare ad applicare la legge e tutelare i diritti, soprattutto dei più fragili”.
“Parimenti - ha proseguito Musti - la riforma della Corte dei conti ha come obiettivo l’attuazione dell’ammorbidimento del sistema dei controlli sulla pubblica amministrazione e alimenta la percezione di impunità. Ma vi è di più: le ripetute dichiarazioni pubbliche del ministro e di altri esponenti del governo di voler adottare misure per una giustizia più efficiente e più giusta si sono rivelate semplici proclami cui non sono seguite concrete iniziative”.
"È ancora a saldo altamente negativo, il ricambio tra i giudici prossimi al pensionamento e quelli subentrati e va detto che, senza un apporto di adeguate risorse, la prospettiva di portare alla vita un'effettiva programmazione del lavoro, che possa superare le emergenze quotidiane, è destinata ad affievolirsi". Così la presidente della Corte d'Appello di Genova Elisabetta Vidali all'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Un dato ostico per la giurisdizione - prosegue - è rappresentato dalla sempre maggiore frammentarietà delle norme, disorganiche e spesso inconciliabili tra loro per un modo disordinato ed involuto di legiferare, troppo spesso determinato dall'insana spinta verso una legislazione principalmente mediatica".
"In oggi - scrive Vidali -l'ipertrofica produzione normativa riguarda anche il settore secondario, poiché circolari, direttive e regolamenti spingono ad una sempre più eccessiva burocratizzazione del ruolo del magistrato, che si trova stretto tra standard di produttività, disciplina interna ipertrofica, e desertificazione della dialettica processuale, rappresentata da aule deserte che non echeggiano più dell'aspetto sublime, l'oralità della discussione, dell'attività dei giuristi". "Ci troviamo inoltre a combattere con un gap informatico che assume in certi giorni il sapore di un'autentica débâcle", conclude.
“Si utilizza strumentalmente il nome di Giovanni Falcone che aveva posto il tema della separazione delle carriere tra quelli di rilievo nel quadro della diversa professionalità richiesta alla magistratura requirente dal nuovo codice di procedura penale, ancorché contrariamente a quanto attribuitigli con disinvoltura dai sostenitori della riforma, egli non ne fosse apodittico sostenitore ma l’avesse posta all’attenzione degli addetti ai lavori come argomento sul quale confrontarsi, analagomemte a quello altrettanto spinoso della obbliga dell’azione penale”. E’ la denuncia del presidente della corte d’appello di Palermo Matteo Frasca all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
"Ancor prima che nel merito la riforma presenta forti criticità nel metodo attraverso il quale è stata approvata. La Costituzione è di tutti i cittadini, è la struttura portante del Paese e le sue modifiche richiedono ponderazione, riflessione, confronto. La Costituzione non può essere piegata a strumento di lotta tra contrapposte forze politiche per contingenti esigenze di potere", ha continuato.
Frasca ha sottolineato come "in sede parlamentare non vi è stato alcun confronto reale e il testo normativo, caso unico nella storia delle riforme costituzionali, è rimasto blindato nella sua versione originaria proposta dal governo, approdando alla definitiva approvazione in appena nove mesi. E così alla capacità persuasiva delle idee si è sostituita la forza dei numeri: la maggioranza ha eluso il confronto con la minoranza senza cercare un percorso condiviso per un intervento di così grande rilievo. L'iter parlamentare si è trasformato in un semplice passaggio obbligato verso il referendum".
"Ciò che desta particolare perplessità sulla finalità della riforma è il fatto che già la Corte Costituzionale con sentenza del 2000 aveva affermato che per prevedere la separazione delle carriere non è necessaria una riforma della Costituzione, potendosi provvedere con legge ordinaria. Sorge spontaneo quindi l'interrogativo sulle reali ragioni di una riforma costituzionale", le parole del presidente della Corte d'appello di Palermo parlando della riforma Nordio.
Frasca avanza il sospetto "che le ragioni della riforma siano altrove e, in particolare, risiedano nelle altre norme costituzionali modificate, rispetto alle quali la separazione delle carriere si sta rivelando come una vera e propria arma di distrazione di massa o, peggio, la testa d'ariete per fare breccia sull'assetto complessivo della magistratura e sull'equilibrio dei poteri".
Lungo applauso e standing ovation al termine della relazione che ha aperto la cerimonia.
"Il rischio paventato è che i due Csm che si vogliono introdurre, uno per i magistrati giudicanti uno per gli inquirenti, saranno di fatto controllati dalla politica attraverso la presenza di una componente laica coesa, a fronte di una componente togata fatta di individualità sole, ciascuna delle quali rappresentativa solo di sè stessa. E la vera ferita è che i magistrati ordinari sono gli unici cui sarà sottratto l’elettorato attivo, un vulnus che si rinnoverà ad ogni nomina di Csm, ove il referendum dovesse dare esito favorevole alla riforma". Lo ha detto il presidente della Corte di Appello di Bari, Francesco Cassano, nella relazione letta in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. "La riforma costituzionale del Csm - ha aggiunto - vorrebbe introdurre il sorteggio per la nomina dei componenti togati, cancellando ogni forma di responsabilità del sorteggiato verso il corpo giudiziario, dissociando i sorteggiati tra loro e rendendoli soli, e come tali deboli. Infatti, mentre i componenti togati saranno selezionati attraverso un sorteggio secco, i componenti di nomina parlamentare saranno individuati tramite un sorteggio effettuato nell’ambito di liste di aspiranti preventivamente decise dalla politica. La disparità tra i due modelli di investitura è difficilmente giustificabile sul piano della coerenza costituzionale - ha sottolineato Cassano - e foriera di pericoli per la stessa autonomia e indipendenza della magistratura, ove appena si consideri la ricorrente tentazione della politica di scegliere, quali membri ‘laici’, persone caratterizzate da forte collateralismo politico. Fissando il principio della elettività dei componenti del Csm - ha spiegato Cassano - il Costituente sin qui ha fondato la nomina su base fiduciaria, consapevole che l’autogoverno della magistratura richiede nei componenti attitudini che non appartengono necessariamente a tutti i giudici, giacchè amministrare è cosa diversa dal giudicare. Nel contempo, la Costituzione ha disegnato il Consiglio superiore come un’istituzione rappresentativa di idee, di prospettive, di orientamenti su come si effettua il governo della magistratura, su come si organizza il servizio giustizia, e sul ruolo della magistratura nella società, in cui la presenza di sensibilità culturali diverse, le cosiddette correnti, è garanzia indispensabile per lo stesso buon funzionamento dell’organo".
"Se si esclude il caso Tortora, sul quale la magistratura ha avuto colpe mai veramente emendate, deve dirsi che i temi della giustizia hanno finito spesso per costituire terreno di scontro politico per motivazioni non sempre nobili, che poco avevano a che vedere con i reali problemi della giustizia. Oggi il cerchio si chiude e il Ministro della giustizia può ricordare spensieratamente che lo scopo della riforma non è di risolvere i problemi della giustizia ma di contenere l’azione, indebita, della magistratura", ha poi aggiunto

Categoria: politica
11:40
Sinner ko agli Australian Open, Bertolucci lo difende: "Si può anche perdere"
(Adnkronos) - Paolo Bertolucci 'difende' Jannik Sinner. Dopo la sconfitta del tennista azzurro nella semifinale degli Australian Open 2026, in cui si è arreso in cinque set e oltre quattro ore di gioco a Novak Djokovic, Sinner sta ricevendo qualche critica di troppo che non è piaciuta all'ex giocatore azzurro, oggi opinionista tv. A 24 ore da un ko per molti inaspettato, Bertolucci ha pubblicato un tweet sul proprio account X con un messaggio piuttosto chiaro: "Avviso ai naviganti! Sinner ha reso scontato qualcosa di eccezionale. Nello sport come nella vita esistono le vittorie ma anche le sconfitte".
Un pensiero espresso anche all'Adnkronos: "Djokovic ha sfoderato una prestazione monumentale, ha dimostrato ancora una volta di essere un campione straordinario. Peccato per Jannik che ha avuto tante occasioni nel quinto set e non è riuscito a sfruttarle. Se devo trovare un difetto alla partita dell'azzurro è che forse è stato un po' troppo attendista ma è stato anche costretto dalla grande prova dell'avversario", ha detto l'ex capitano azzurro di Coppa Davis.
"Avendo visto giocare Djokovic mercoledì contro Musetti penso che nessuno gli avrebbe dato una chance contro Sinner, invece oggi in campo è stato un altro giocatore, sembrava ringiovanito di 5-6 anni", ha continuato Bertolucci, "Sinner saprà fare tesoro di questa sconfitta, è dura da digerire ma non è tutto da buttare. In questo torneo ha dimostrato una crescita al servizio notevole. Lo aspettiamo al Roland Garros".

Categoria: sport
11:29
The Voice Kids, anticipazioni stasera 31 gennaio: ultime 'Blind Audition'
(Adnkronos) - Stasera, sabato 31 gennaio, andrà in onda un nuovo appuntamento di 'The Voice Kids', alle 21.30 su Rai 1 con l'ultimo capitolo delle 'Blind Auditions'.
Alla conduzione, Antonella Clerici che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle storie, dei talenti e dei sogni dei nuovi piccoli protagonisti. Al suo fianco, nel ruolo di coach Loredana Bertè, Arisa, Nek, Clementino e Rocco Hunt.
Nelle tradizionali 'audizioni al buio', i coach di spalle ascolteranno i piccoli concorrenti senza poterli vedere. Sarà solo la loro voce a doverli conquistare e, in quel caso, il coach potrà voltarsi per aggiudicarsi il concorrente in squadra. Se più coach si volteranno, invece, sarà il concorrente a decidere a chi affidare il proprio percorso.
Nel corso delle quattro puntate di 'Blind Auditions' ciascun coach potrà, anche quest’anno, avvalersi del 'Super Pass', ovvero garantire ad un concorrente particolarmente talentuoso l’accesso diretto alla finale, e del 'Super Blocco', con cui impedire ad un altro coach di scegliere un concorrente.
Al termine della fase di audizioni, ogni coach avrà una squadra formata da nove concorrenti: il titolare del 'Super Pass' volerà direttamente alla finale, mentre gli altri otto si contenderanno il posto nelle sfide della puntata successiva. Al termine di questa, scopriremo quali saranno i tre giovani concorrenti per ciascun team che – insieme ai titolari del 'Super Pass' - si esibiranno nel gran finale, in onda sabato 14 febbraio, sempre in prima serata su Rai1, dove verrà decretato il vincitore della quarta edizione di 'The Voice Kids'.

Categoria: spettacoli
10:45
Iran, forte esplosione a Bandar Abbas: distrutti due piani di un palazzo
(Adnkronos) - Forte esplosione in un edificio nella città iraniana di Bandar Abbas, sulla costa del Golfo, per cause che restano al momento sconosciute. Lo hanno riferito i media statali, precisando che il boato ha interessato un palazzo di otto piani nella zona di Moallem Boulevard.
Secondo la televisione di Stato, l’esplosione ha distrutto due piani dell’edificio e danneggiato diversi veicoli e negozi nelle vicinanze. Squadre di soccorso e vigili del fuoco sono intervenuti sul posto per prestare assistenza e mettere in sicurezza l’area.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno intanto smentito che l’esplosione avesse come obiettivo un comandante della arina dei pasdaran, definendo "voci infondate" le indiscrezioni circolate sui social media. Lo riferiscono le agenzie iraniane Fars e Tasnim, secondo cui le notizie diffuse online sono "completamente false".
"Se il nemico fa un errore, senza dubbio questo metterà in pericolo la sua sicurezza, la sicurezza della regione e la sicurezza del regime sionista". Così il capo dell'esercito iraniano, Amir Hatami, oggi ha messo in guardia gli Stati Uniti e Israele da un eventuale attacco, affermando, una dichiarazione riportata dall'Irna, che le forze armate iraniane "sono completamente pronte in assetto difensivo e militare".
"La scienza e la tecnologia nucleare dell'Iran non può essere eliminata, anche se gli scienziati e i figli di questa nazione vengono uccisi", le parole di Hatami che arrivano dopo che Donald Trump ha posto due condizioni per evitare un'azione militare contro l'Iran: "Numero uno, no nucleare. Numero due, stop alle uccisioni dei dimostranti".
Intanto gli Stati Uniti hanno avvisato l'Iran che "non tollereremo azioni non sicure" nello Stretto di Hormuz, dopo che Tehran ha annunciato due giorni di esercitazioni militari in questa zona. "Qualsiasi comportamento non sicuro e non professionale nelle vicinanze di forze Usa, dei partner regionali o imbarcazioni commerciali, aumenta il rischio di collisioni, escalation e destabilizzazione", recita una dichiarazione del Comando Centrale Usa, il Centcom, responsabile delle forze in Medio Oriente, riferendosi a manovre come sorvoli sulle navi da guerra americane o anche approcci con i motoscafi veloci delle forze iraniane.
"Le forze Usa hanno le forze meglio addestrate e più letali del mondo e continueranno ad operare al massimo livello di professionalità e rispettare le norme internazionale. I Guardiani della Rivoluzione iraniani devono fare la stessa cosa", conclude la dichiarazione. E' previsto per domani l'inizio dell'esercitazione delle forze iraniane nello Stretto di Hormuz.
Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, avrebbe intanto detto, durante un briefing a porte chiuse a Washington, che se Donald Trump non darà seguito alle sue minacce contro l'Iran, il regime di Teheran ne uscirà rafforzato. E' quanto rivela Axios citando quattro fonti presenti all'incontro di ieri, a cui hanno partecipato 15 analisti di think tank esperti di Medio Oriente e i rappresentanti di cinque organizzazioni ebraiche.
E sottolineando come questa posizione sia in contrasto con la posizione pubblica assunta dall'Arabia Saudita contro l'escalation e anche con la profonda preoccupazione a riguardo che il principe ereditario Mohammed bin Salman ha espresso a Trump tre settimane fa. Preoccupazioni che sono state tra le ragioni che hanno spinto il presidente Usa a rinviare l'attacco, ricorda ancora Axios.
Secondo le fonti citate, il fratello minore e stretto consigliere di Mbs, ha detto che Trump dovrebbe intraprendere un'azione militare dopo averla minacciata per settimane, ma anche cercare di mitigare i rischi di un'escalation nella regione. "A questo punto, se non dovesse avvenire, questo non farebbe altro che rafforzare il regime", ha detto, parlando dell'azione militare Usa, secondo quanto riportano fonti che hanno avuto l'impressione che questo sia stato il messaggio trasmesso dal ministro saudita nei suoi incontri alla Casa Bianca.

Categoria: internazionale/esteri
10:32
Maltempo, ordinanza per Calabria, Sicilia e Sardegna: misure urgenti anche per Niscemi
(Adnkronos) - Il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha firmato un'ordinanza relativa ai primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio della fascia costiera della regione Calabria, della regione autonoma della Sardegna e della regione Sicilia.
Tra le diverse disposizioni, l’articolo 17 dell’ordinanza riguarda la frana di Niscemi: il testo prevede la realizzazione di una analisi del rischio idrogeologico nel territorio del comune di Niscemi, la realizzazione di un programma di indagini geognostiche, geotecniche e di monitoraggio strumentale finalizzato ad accertare le cause del dissesto idrogeologico e la predisposizione di un sistema di sorveglianza. Intanto la procura della Repubblica di Gela, Caltanissetta, come apprende l'Adnkronos ha aperto un procedimento penale per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Il procedimento è assegnato a due pm oltre che al Procuratore Capo e è, allo stato, a carico di ignoti.
Intanto, a seguito dello smottamento del terreno che ha causato la profonda frana sullo sperone dove si trova l’abitato di Niscemi, la prefettura di Caltanissetta ha chiesto l’intervento dell’Esercito, interessando il Comando Territoriale Sud della Forza Armata. Nelle zone colpite dall’evento geologico che sta provocando il crollo di un lungo fronte sulla collina di Niscemi verso la piana di Gela, l’Esercito è intervenuto con il 4º reggimento Genio della Brigata Aosta per cominciare a migliorare la viabilità delle strade vicinali di collegamento tra le Provinciali 10 e 12, realizzando un bypass per evitare l’isolamento dell’abitato siciliano, considerata l’impraticabilità delle principali direttrici cittadine. Inoltre, il personale dell’Esercito, grazie alle macchine operatrici del Genio, trasformerà in strade carrabili le piste agricole, in parte asfaltate, attorno a Niscemi per permettere alla popolazione di transitare, anche a supporto dell’economia locale.
La cittadina siciliana recentemente colpita dal ciclone Harry è attualmente al centro di un complesso piano di monitoraggio geologico. Il movimento franoso in atto, stimato in circa 350 milioni di metri cubi, ha attivato l’intervento delle tecnologie spaziali dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). In qualità di centro di competenza del Dipartimento della Protezione Civile, l’ASI sta fornendo dati radar per potenziare la sorveglianza del territorio e prevenire ulteriori rischi per la popolazione.
L'efficacia della sorveglianza si basa sulla disponibilità din vasto archivio storico che consente di confrontare la situazione attuale con i rilievi degli anni precedenti. Nell’arco di sole 24 ore, l’ASI ha reso disponibili circa 400 immagini d'archivio provenienti dalla costellazione COSMO-SkyMed. Queste acquisizioni, che coprono un'area di 40x40 chilometri con una risoluzione di 3 metri, sono state raccolte a partire dal 2010 nell'ambito del piano MapItaly, un progetto dedicato esclusivamente al monitoraggio del territorio nazionale.
I dati sono stati trasferiti al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, centro di competenza incaricato dell’analisi tecnica. Attraverso l’elaborazione di immagini radar ad apertura sintetica (SAR), è possibile individuare cambiamenti strutturali millimetrici e valutare se vi siano accelerazioni nei movimenti del suolo.

Categoria: cronaca
10:26
Sinner perde, Alcaraz in finale: come cambia il ranking dopo Australian Open
(Adnkronos) - Allarme ranking per Jannik Sinner. Il tennista azzurro ha perso nella semifinale degli Australian Open 2026, arrendendosi a Novak Djokovic in cinque set e venendo quindi eliminato dallo Slam di Melbourne, a cui arrivava da bicampione in carica dopo i trionfi del 2024 e 2025. Un ko inatteso per l'azzurro, che perde punti preziosi in chiave ranking e vede allontanarsi il primo posto occupato da Carlos Alcaraz.
Lo spagnolo ha infatti battuto Alexander Zverev nella propria semifinale e ha raggiunto l'ultimo atto degli Australian Open per la prima volta in carriera, facendo incetta di punti. Ma come può cambiare il ranking dopo la finale?
Sinner si trova al momento al secondo posto del ranking Atp con 2150 punti di distacco da Alcaraz capolista. L'azzurro deve scartare 2000 punti all'inizio del torneo, avendo conquistato il trofeo lo scorso anno, mentre lo spagnolo 'soltanto' 400, quelli dei quarti di finale persi contro Djokovic lo scorso anno. Dopo le semifinali di Melbourne la differenza tra i due è arrivata a 2650 punti: Alcaraz è salito a quota 12950, mentre Sinner resta a 10300. Divario che resterebbe invariato in caso di sconfitta di Carlos in finale.
Nel caso 'peggiore' per Sinner invece, con lo spagnolo che vincesse il trofeo battendo Djokovic, la forbice tra i due arrivarebbe a 3650 punti: Alcaraz volerebbe infatti a quota 13.650 nella classifica generale.

Categoria: sport
10:07
"Volto Meloni in un affresco dopo restauro in basilica", Pd chiede intervento Giuli. Fdi: "Dem in delirio mistico"
(Adnkronos) - ''Chiediamo che il ministro della Cultura Alessandro Giuli attivi immediatamente la Soprintendenza di Roma in merito alla notizia riportata da la Repubblica relativa al restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina. Quanto emerso non è accettabile". Con una nota, il Pd chiede l'intervento del ministro della Cultura commentando le notizie secondo le quali il volto di un cherubino dipinto in un affresco della Basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, assomiglierebbe al viso della premier Giorgia Meloni.
"L’ipotesi che un intervento di restauro su un bene tutelato - sottolinea la capogruppo dem in commissione Cultura della Camera, Irene Manzi- possa aver prodotto un’immagine riconducibile a un volto contemporaneo rappresenta una potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che vieta alterazioni arbitrarie, personalizzazioni e interventi non strettamente fondati su criteri scientifici e storico-artistici. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l’autenticità e il valore storico".
"Indipendentemente dal fatto che si tratti del volto di Giorgia Meloni -conclude Manzi- riteniamo indispensabile un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi effettuati e disporre il ripristino. La tutela dei beni culturali è un dovere pubblico e una responsabilità istituzionale che non ammette ambiguità né ritardi''.
"Angelo con volto di Meloni? Per me non è problema", parla il responsabile della basilica
A rispondere alla nota dei dem è Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Cultura di Palazzo Madama. "Siamo al delirio mistico, la sinistra pur di attaccare il governo chiede conto al ministro della Cultura, Alessandro Giuli di controllare come mai il volto di un affresco in un restauro nella basilica di San Lorenzo in Lucina sia somigliante a quello della premier Meloni. Una richiesta sconcertante che lascia intuire a che livello d’ossessione sia arrivata l’opposizione in Italia che vede ormai Giorgia Meloni dappertutto. Voglio sperare - recita la nota della senatrice - che la collega del Pd che ha sollecitato l’intervento di Giuli per verificare la regolarità degli interventi effettuati, non arrivi a chiedere di inserire, invocando la par condicio, nello stesso affresco anche i volti di Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte. Al di là delle ironie, la considerazione è un’altra. Possibile che, proprio nel giorno in cui anche l’agenzia di rating Standard and Poors premia il buon governo dell’Italia, a sinistra preferiscano contestare addirittura gli affreschi di una chiesa considerandoli filogovernativi? Evidentemente, a certa opposizione non resta che disquisire sul sesso degli angeli, anzi, sul volto".

Categoria: politica
09:48
Blanco, la foto che fa discutere: in ospedale... completamente nudo
(Adnkronos) - Blanco è tornato, più o meno. Il cantante, che negli ultimi anni ha passato momenti difficili e che si è riaffacciato alla scena musicale italiana con il singolo 'Anche a vent’anni si muore', ha postato una foto che sta facendo il giro del web. Sul proprio profilo Instagram infatti Blanco si è mostrato completamente nudo, ma pixelato, con il corpo contratto in un urlo.
Il dettaglio, che non è potuto sfuggire, è che Blanco si trova in una stanza d'ospedale, condizione che ha allarmato i fan e che ha sollevato domande sullo stato di salute del cantante. "Più vado avanti più mi rendo conto che ho preso dai miei genitori", è stata l'enigmatica descrizione accompagnata alla foto, che non ha risposto ai dubbi dei fan.
Già negli scorsi mesi il cantante aveva accusato problemi di salute, tanto da saltare alcuni concerti nel mese di settembre. Blanco aveva parlato proprio di "problemi di salute", non specificandone la natura, ma aggiungendo che non fosero "niente di grave".

Categoria: spettacoli
09:41
Ancora un vortice, Sud nel mirino del maltempo: le previsioni meteo
(Adnkronos) - Maltempo senza fine sull'Italia, specie al Sud. In questo weekend è infatti in transito un nuovo vortice ciclonico tra Sardegna, Sicilia e Calabria: pioggia, vento e mareggiate minacciano il territorio già colpito dalla furia del ciclone Harry. Sono queste le previsioni del tempo degli esperti per la giornata di oggi, sabato 31 gennaio, e per i giorni a venire.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma il passaggio di un nuovo vortice sulle stesse zone colpite dal Ciclone Harry: va subito detto che l’intensità sarà ovviamente molto minore ma sorprende, fino alla fine, la dinamicità di questo mese di gennaio 2026.
Entro la tarda mattinata di oggi, arriverà un nuovo intenso ciclone dall'Atlantico in grado di provocare nelle ultime 24 ore addirittura temporali forti sull’oceano nel cuore dell’Inverno.
Sull’Italia causerà piogge diffuse in Sardegna e poi in Sicilia, purtroppo anche nella zona della frana di Niscemi; dal pomeriggio il maltempo raggiungerà anche la Sicilia orientale e la Calabria ionica, colpendo i litorali distrutti dalle mareggiate di Harry.
Una situazione dunque da monitorare: le onde saranno alte 3-4 metri davanti alle coste meridionali della Sardegna, occidentali e meridionali della Sicilia; domenica mattina un mare molto mosso o agitato raggiungerà anche il settore ionico. Al largo, in particolare sul Canale di Sardegna, l’altezza massima dell’onda significativa sarà di 6-7 metri: come successo nelle ultime 48 ore, la situazione peggiore colpirà la Tunisia con raffiche di vento fino a 120 km/h.
Domenica il tempo migliorerà: dopo gli ultimi forti rovesci sulle regioni ioniche (tra Calabria e Sicilia) il vento gradualmente si attenuerà, le piogge diverranno sempre più isolate e dalla prossima settimana cambierà tutto.
“Mese nuovo, vita nuova”: con l’inizio di febbraio il tempo migliorerà al Sud e peggiorerà fortemente al Nord.
Sulle regioni settentrionali e sulle centrali tirreniche sono previsti 10 giorni di piogge e 10 giorni di nevicate intense in montagna: un’ottima notizia per le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 anche se, a luoghi, forse ci sarà davvero troppa neve.
In sintesi, dunque, ci aspettiamo un weekend a tratti burrascoso sulle Isole Maggiori e in Calabria, qualche pioggia sparsa al Centro e una diffusa stabilità al Nord anche con nebbie (salvo qualche fenomeno sabato sul Basso Piemonte).
La notizia, dopo il weekend di vento e piogge del Sud, è l’arrivo di una lunga fase di maltempo a ripetizione: nei primi 10 giorni di febbraio si prevedono al Nord oltre 150-200 mm di pioggia (localmente anche sulle regioni tirreniche e in Sardegna) che, trasformati in fiocchi di neve, equivarranno a circa 150 cm di neve fresca sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali.
Un carico di neve che aiuterà a combattere l’eventuale siccità primaverile-estiva, amplificata sempre più spesso dal Riscaldamento Globale.
Sabato 31. Al Nord: cielo nuvoloso, nebbioso in pianura al mattino. Al Centro: piovaschi sulle Adriatiche. Al Sud: piogge anche forti su Sardegna, Sicilia e Calabria, ventoso.
Domenica 1. Al Nord: irregolarmente nuvoloso. Al Centro: irregolarmente nuvoloso. Al Sud: dapprima instabile sulle Ioniche, poi sul basso Tirreno.
Lunedì 2. Al Nord: peggiora dal pomeriggio con piogge ad iniziare dal Nord-Ovest. Al Centro: piogge serali verso la Toscana, nubi altrove. Al Sud: velato, piogge in Sardegna.
Tendenza: perturbazione intensa tra martedì e mercoledì, anche con neve in pianura al Nord-Ovest.

Categoria: cronaca
09:33
C'è Posta per Te, stasera 31 gennaio nuova puntata
(Adnkronos) - Stasera, sabato 31 gennaio, torna ‘C’è Posta per Te’. Maria De Filippi conduce il secondo appuntamento in prima serata del people show di Canale 5.
Al centro del più famoso people show della tv italiana racconti di vita quotidiana, commoventi storie d’amore, momenti di riflessione, divertimento e sorprese raccontate da Maria che, cerca di superare le incomprensioni e arrivare a un lieto fine.

Categoria: spettacoli
09:18
Rybakina vince gli Australian Open, Sabalenka battuta in finale in tre set
(Adnkronos) - Elena Rybakina ha vinto gli Australian Open 2026. Oggi, sabato 31 gennaio, la tennista kazaka ha battuto la bielorussa, e numero uno del mondo, Aryna Sabalenka nella finale femminile dello Slam di Melbourne, imponendosi in tre set con il punteggio di 6-4, 4-6, 6-4 in due ore e 19 minuti di gioco. Per Rybakina si tratta del secondo titolo Slam della carriera, dopo aver vinto Wimbledon nel 2022, e dell'11esimo nel circuito Wta. Per Sabalenka, sicura di rimanere in testa al ranking femminile, invece è la seconda sconfitta consecutiva nella finale di Melbourne, dopo che lo scorso anno si era arresa a Madison Keys.

Categoria: sport
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14:46
Paura a Roma, uomo armato di coltello spaventa passanti a Centocelle
(Adnkronos) - Un uomo armato di coltello stava spaventando i passanti a Centocelle a Roma: per questo in piazzale delle Gardenie sono intervenuti gli agenti del V Gruppo Casilino della polizia locale di Roma Capitale. Gli agenti stavano svolgendo il consueto servizio di vigilanza nell'area del mercato di viale della Primavera, quando, allertati da alcuni cittadini, sono intervenuti e hanno trovato l'uomo, in stato di alterazione, con il coltello in una mano e ferite all'altro braccio.
Secondo la ricostruzione della polizia locale, messa subito in sicurezza la zona e grazie all'intervento di un agente di madrelingua russa, gli agenti sono riusciti ad avviare un dialogo e a calmare il 65enne, proveniente dall'Europa dell'est, che non parlava la lingua italiana.
Dopo averlo convinto a lasciare il coltello a terra, l’uomo è stato affidato alle cure del personale sanitario per le ferite che si era procurato. Il coltello è stato sequestrato e sono stati svolti accertamenti di rito nei confronti dell'uomo, denunciato per porto abusivo di armi.

Categoria: cronaca
14:30
Vannacci e Renzi, doppia smentita: "Nessun incontro"
(Adnkronos) - "Nessun incontro con il leader di Italia viva Matteo Renzi in alcun circolo romano". Lo assicura all'AdnKronos il vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci, smentendo indiscrezioni comparse oggi sul Corriere della Sera relative ad un incontro tra il generale e il senatore Matteo Renzi: 'Renzi e Vannacci, quegli incontri segreti per "azzoppare" Meloni (e neutralizzare Schlein)', il titolo dell'articolo.
Il leader di Italia viva smentisce con una nota. ''Ciò che scrive il Corriere delle Sera a proposito degli incontri segreti tra me e Vannacci in un circolo canottieri a Roma non è solo falso: è incredibile", afferma Renzi. "Sono francamente sconvolto per come giornalisti di lunga esperienza inventino dal nulla notizie su commissione e non facciano le doverose, abituali, verifiche. Una cosa sono i retroscena più o meno credibili, una cosa le invenzioni", aggiunge Renzi.

Categoria: politica
13:53
Sanremo 2026, svelati i duetti della serata cover: da Fagnani a Morgan, l'elenco
(Adnkronos) - Carlo Conti ha svelato al Tg1 delle 13.30 i duetti della serata cover di Sanremo 2026, che accenderà il Teatro Ariston venerdì 27 febbraio.
I 30 Big in gara, da regolamento, hanno potuto scegliere una cover dal repertorio italiano e internazionale, purché pubblicata entro il 31 dicembre 2025. Predomina il grande repertorio italiano ma non senza qualche sorpresa internazionale. E dalla caratura degli ospiti e dei brani scelti, già si intuisce che la gara per incoronare il vincitore della Serata delle Cover sarà dura. Gli Artisti saranno votati dal pubblico con il Televoto, dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e dalla Giuria delle Radio. Come già l'anno scorso, Carlo Conti ha lasciato aperta la possibilità che i Big in gara possano duettare anche tra loro, possibilità che però non è stata colta da nessuno dei 30 Big.
Di seguito l'elenco dei Big, con il titolo della canzone scelta e gli ospiti dei duetti.
Arisa, 'Quello che le donne non dicono' con il Coro del Teatro Regio di Parma
Bambole di Pezza, 'Occhi di gatto' con Cristina d’Avena
Chiello, 'Mi sono innamorato di te' con Morgan
Dargen D'Amico, 'Su di noi' con Pupo e Fabrizio Bosso
Ditonellapiaga, 'The Lady Is a Tramp' con TonyPitony
Eddie Brock, 'Portami via' con Fabrizio Moro
Elettra Lamborghini, 'Aserejé' con Las Ketchup
Enrico Nigiotti, 'En e Xanax' con Alfa
Ermal Meta, 'Golden Hour' con Dardust
Fedez & Marco Masini, 'Meravigliosa creatura' con Stjepan Hauser
Francesco Renga, 'Ragazzo solo, ragazza sola' con Giusy Ferreri
Fulminacci, 'Parole parole' con Francesca Fagnani
J-Ax, 'E la vita, la vita' con Ligera County Fam (nome di fantasia che nasconde probabilmente il ritorno sul palco di Cochi e Renato).
Lda & Aka 7even, 'Andamento lento' con Tullio De Piscopo
Leo Gassmann, 'Era già tutto previsto' con Aiello
Levante, 'I maschi' con Gaia
Luchè, 'Falco a metà' con Gianluca Grignani
Malika Ayane, 'Mi sei scoppiato dentro al cuore' con Claudio Santamaria
Mara Sattei, 'L’ultimo bacio' con Mecna
Maria Antonietta & Colombre, 'Il mondo' con Brunori sas
Michele Bravi, 'Domani è un altro giorno' con Fiorella Mannoia
Nayt, 'La canzone dell’amore perduto' con Joan Thiele
Patty Pravo, 'Ti lascio una canzone' con Timofej Andrijashenko
Raf, 'The Riddle' con The Kolors
Sal Da Vinci, 'Cinque giorni' con Michele Zarrillo
Samurai Jay, 'Baila morena' con Belén Rodríguez e Roy Paci
Sayf, 'Hit the Road Jack' con Alex Britti e Mario Biondi
Serena Brancale, 'Besame Mucho' con Gregory Porter e Delia
Tommaso Paradiso, 'L’ultima luna' con gli Stadio
Tredici Pietro, 'Vita' con Galeffi, Fudasca & band.

Categoria: spettacoli
13:39
Meloni scherza su affresco con il suo volto: "No, decisamente non sembro un angelo"
(Adnkronos) - "No, decisamente non somiglio a un angelo". Così, dopo le polemiche, Giorgia Meloni con una emoticon sorridente commenta su Facebook la notizia, lanciata da Repubblica, secondo la quale il volto di un cherubino dipinto in un affresco della Basilica di San Lorenzo in Lucina assomiglierebbe al viso della premier. Meloni ha postato anche la foto del 'particolare' dell'affresco che ritrarrebbe il suo viso, pubblicata on line.
Su indicazione del ministro Alessandro Giuli, il Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro, ha intanto dato incarico ai funzionari tecnici del Mic di effettuare oggi stesso un sopralluogo per accertare la natura dell'intervento effettuato sul dipinto e decidere il da farsi.
Stamane, dopo la pubblicazione della news di Repubblica, era intanto scattata la polemica politica. ''Chiediamo che il ministro della Cultura Alessandro Giuli attivi immediatamente la Soprintendenza di Roma in merito alla notizia riportata da la Repubblica relativa al restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina. Quanto emerso non è accettabile",la nota con cui il Pd chiedeva l'intervento del ministro della Cultura sul caso.
"L'ipotesi che un intervento di restauro su un bene tutelato - sottolineava la capogruppo dem in commissione Cultura della Camera, Irene Manzi - possa aver prodotto un'immagine riconducibile a un volto contemporaneo rappresenta una potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che vieta alterazioni arbitrarie, personalizzazioni e interventi non strettamente fondati su criteri scientifici e storico-artistici. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l'autenticità e il valore storico".
"Indipendentemente dal fatto che si tratti del volto di Giorgia Meloni - concludeva Manzi - riteniamo indispensabile un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi effettuati e disporre il ripristino. La tutela dei beni culturali è un dovere pubblico e una responsabilità istituzionale che non ammette ambiguità né ritardi''.
"Angelo con volto di Meloni? Per me non è problema", parla il responsabile della basilica
A rispondere alla nota dei dem è stata Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d'Italia e componente della Commissione Cultura di Palazzo Madama. "Siamo al delirio mistico, la sinistra pur di attaccare il governo chiede conto al ministro della Cultura, Alessandro Giuli di controllare come mai il volto di un affresco in un restauro nella basilica di San Lorenzo in Lucina sia somigliante a quello della premier Meloni. Una richiesta sconcertante che lascia intuire a che livello d'ossessione sia arrivata l'opposizione in Italia che vede ormai Giorgia Meloni dappertutto. Voglio sperare - recita la nota della senatrice - che la collega del Pd che ha sollecitato l'intervento di Giuli per verificare la regolarità degli interventi effettuati, non arrivi a chiedere di inserire, invocando la par condicio, nello stesso affresco anche i volti di Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte. Al di là delle ironie, la considerazione è un'altra. Possibile che, proprio nel giorno in cui anche l'agenzia di rating Standard and Poors premia il buon governo dell'Italia, a sinistra preferiscano contestare addirittura gli affreschi di una chiesa considerandoli filogovernativi? Evidentemente, a certa opposizione non resta che disquisire sul sesso degli angeli, anzi, sul volto".
”Noi non conoscevamo assolutamente la questione. L'artista che ha assunto l'opera di restauro, che era anche l'autore della prima versione, non ci ha informato”, fa sapere nel frattempo il Vicariato di Roma con padre Giulio Albanese, direttore dell'Ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi, dopo la segnalazione del restauro. “Stiamo cercando di capire meglio - aggiunge padre Albanese - eravamo all'oscuro di tutto”.
Il Vicariato “si è impegnato ad approfondire la questione con il parroco monsignor Daniele Micheletti e a valutare eventuali iniziative”. “Sia la Sovrintendenza sia l'ente proprietario (Fec), oltre all'Ufficio per l'edilizia di culto del Vicariato di Roma, erano al corrente dal 2023 di un'azione di restauro 'senza nulla modificare o aggiungere' (dalla mail condivisa) sull'affresco in questione di recente fattura (anno 2000). Pertanto la modifica del volto del cherubino è stata un'iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti”.

Categoria: politica
12:59
Sei anni fa l'emergenza Covid, l'esperta Oms: "Ecco cosa ci ha insegnato"
(Adnkronos) - "Sei anni fa", il 30 gennaio 2020, "l'Organizzazione mondiale della sanità dichiarò l'epidemia di nuovo coronavirus", poi battezzato Sars-CoV-2, "un'emergenza di interesse internazionale (Pheic), il livello di allarme più alto previsto dal diritto sanitario internazionale all'epoca. Questa pandemia ha cambiato per sempre la salute globale". A ripercorrere la crisi del Covid, e tutto quello che è venuto dopo, è una delle esperte Oms che è stata da subito in prima linea, l'epidemiologa Maria Van Kerkhove, direttrice ad interim del Dipartimento Epidemic and Pandemic Threat Management. La sua è una riflessione su quanto è stato fatto, su cosa si è riusciti ad imparare da questa emergenza storica, e su come il mondo si sta preparando per il futuro. "Il mio messaggio per il 2026 è semplice: non abbandoniamoci alle minacce che affrontiamo".
"Alcuni sostengono ancora che l'Oms sia stata 'troppo lenta' a dichiarare una Pheic - osserva in un lungo post su X - Gran parte di questa retorica riflette pregiudizi retrospettivi e politicizzazione. Le decisioni furono prese sulla base delle informazioni disponibili al momento dell'evolversi degli eventi e il contesto è importante". Van Kerkhove ripercorre la timeline dell'epoca, ricordando alcune date cruciali, da quel 31 dicembre 2019 in cui l'Oms riceve un alert da Wuhan, la metropoli cinese dove si scoprì in origine la presenza di Sars-CoV-2, il primo fronte di quella che diventerà una pandemia globale.
Scorrere quella timeline è rivivere il film dell'emergenza affrontata. I giorni scorrono fino al 13 gennaio 2020 quando si rileva il primo caso fuori dai confini cinesi, al 20 dello stesso mese quando il direttore generale Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, annuncia la convocazione di un Comitato di Emergenza ai sensi del regolamento sanitario internazionale (ai tempi i casi segnalati fuori dalla Cina erano 3). Il 26 gennaio, una delegazione senior dell'Oms guidata dal Dg va in Cina per saperne di più in prima persona sull'epidemia e incontrare alti dirigenti cinesi, il 30 gennaio il nuovo coronavirus diventa un'emergenza internazionale (i casi erano meno di 100 fuori dalla Cina). Ma l'Oms, assicura Van Kerkhove, "prende sul serio le critiche e apporta modifiche. Numerose revisioni indipendenti hanno guidato le riforme, tra cui un Regolamento sanitario internazionale rafforzato e un nuovo livello di allerta: 'emergenza pandemica', e l'adozione dell'Accordo sulle pandemie. I sistemi si evolvono perché impariamo".
Sei anni dopo, continua Van Kerkhove, "Covid-19 non è scomparso. Il virus Sars-CoV-2 continua a circolare a livello globale, evolversi, reinfettare e causare gravi malattie e Long Covid. Tutti noi sentiamo ancora gli impatti più ampi di questi 6 anni. Nel tempo, i miei messaggi si sono evoluti con l'evolversi della situazione: il 2020-2021 è stato un anno di risposta alle emergenze, il 2022-2023 di transizione e avvisi, il 2024-2025 di vigilanza e preparazione. All'inizio della pandemia, abbiamo visto quanto velocemente un nuovo virus possa diffondersi, ma anche quanto possano essere potenti, quando sono allineate, la scienza, la collaborazione e la condivisione dei dati. Allo stesso tempo, le disuguaglianze hanno rallentato i progressi e causato perdite di vite umane. La fine dell'emergenza nel 2023 non ha significato la fine della minaccia". Oggi però "esistono strumenti efficaci per il Covid e altri patogeni con potenziale epidemico e pandemico: vaccini aggiornati, trattamenti efficaci, sistemi di sorveglianza, misure di prevenzione. Tuttavia, l'adesione, soprattutto tra i soggetti più a rischio, rimane troppo bassa in molti luoghi", avverte l'esperta.
La strategia aggiornata dell'Oms per il Covid si concentra su protezione, integrazione e preparazione, integrando la prevenzione e la cura" di questa patologia "nei sistemi sanitari di routine, non trattandolo come un problema del passato". Per l'esperta, "la sorveglianza delle malattie e la condivisione delle informazioni sono davvero importanti. La riduzione dei test e delle segnalazioni ha creato crescenti lacune nei dati, rendendo più difficile rilevare precocemente i cambiamenti e agire rapidamente. Non dovremmo smantellare i sistemi che abbiamo costruito, dovremmo rafforzarli", esorta. "Una parte critica dei 6 anni di Covid è la sindrome post-virus, "il long Covid. I sintomi a lungo termine colpiscono milioni di persone e devono essere centrali nel modo in cui valutiamo l'impatto, la ripresa e la preparazione. Le evidenze attuali suggeriscono che circa il 10-20% delle persone sperimenta una varietà di effetti a medio e lungo termine dopo la guarigione iniziale".
E poi c'è il capitolo operatori sanitari, scienziati, soccorritori, i professionisti che hanno affrontato l'onda d'urto della pandemia. "Hanno portato un peso straordinario, spesso a caro prezzo. Dobbiamo loro più che ringraziamenti". E c'è un'immagine che tormenta Van Kerkhove. E' la foto della mano di un paziente Covid in terapia intensiva, stretta fra due guanti di gomma che un'infermiera aveva riempito di acqua calda per simulare il contatto umano impossibile per la necessità dell'isolamento. "Questa immagine - confida l'esperta - mi spinge a fare di più ogni giorno. "Sei anni dopo, ciò che sappiamo è chiaro: il Covid non è scomparso, i vaccini riducono la malattia grave, la sorveglianza fa risparmiare tempo e vite umane, e la preparazione e la prontezza devono essere continue". Da qui le richieste per il 2026: "Proteggere le persone più a rischio, mantenere una sorveglianza rigorosa e la condivisione delle informazioni, investire nella ricerca e nell'assistenza per il Long Covid, prepararsi prima della prossima crisi, non dopo. Il lavoro continua".

Categoria: salute
12:50
'Colpa dei sensi' al debutto vince gli ascolti, ma 'Tali e quali' lo tallona: i dati
(Adnkronos) - Ottimo debutto ieri su Canale 5 per 'Colpa dei sensi', che è risultato leader del prime time con 2.755.000 spettatori totali e il 18,72% di share. Al secondo posto, su Rai1 lo show condotto da Nicola Savino “Tali e quali” con 2.608.000 e il 18,3% di share.
Da segnalare, il risultato della semifinale degli Australian Opera Sinner-Djokovic, vista da 1.800.000 spettatori con il 13% di share sul Nove, che durante la messa in onda è risultato terzo canale nazionale.
In access prime time, 'La Ruota dei Campioni' ha ottenuto 5.068.000 spettatori e il 25,61% di share, mentre su Rai1 'Affari Tuoi' ha totalizzato 4.804.000 spettatori con il 24,2% di share.

Categoria: spettacoli
12:43
L'annuncio di Fabio Fazio: "Alberto Trentini ospite a Che Tempo Che Fa"
(Adnkronos) - Alberto Trentini domenica 1 febbraio ospite a 'Che Tempo Che Fa'. E' questo l'annuncio a sorpresa sui social del conduttore Fabio Fazio. “423 giorni. È un'eternità, è più di un anno di vita. In questi 423 giorni siamo stati in ansia, abbiamo cercato di aiutarlo così come abbiamo potuto: c'è chi ha pregato per lui, chi ha fatto appelli, chi ha fatto cortei. La sua mamma è stata fortissima, unica, ha avuto un coraggio da leoni. Ebbene, si realizza per quel che mi riguarda un sogno vero e proprio: domenica, infatti, avremo in studio Alberto Trentini. Potrò abbracciarlo per me e per tutti voi e finalmente potremo scrivere la parola 'fine' nel modo migliore a questa storia così dolorosa che abbiamo vissuto tutti insieme”, le parole di Fazio.
Categoria: spettacoli
12:29
"Angelo con volto di Meloni? Per me non è problema", parla il responsabile della basilica
(Adnkronos) - Un angelo con il volto di Giorgia Meloni, in una basilica in pieno centro a Roma: a San Lorenzo in Lucina, dove è in corso un importante restauro, il volto della premier è apparso in una cappella della basilica, vicino alla sagrestia: su un muro, con al centro il busto di Umberto II, l’angelo di sinistra tiene in mano la corona reale, mentre l’angelo di destra, con un volto che assomiglia a quello del presidente del Consiglio, tiene fra le mani una pergamena, su cui è raffigurata l’Italia: “La vollero i monarchici”, racconta monsignor Daniele Micheletti, responsabile della basilica.
“A me pare proprio la Meloni. Il restauro di questa cappella, i cui disegni sono stati realizzati nel 2000, è stato curato da Bruno Valentinetti e si è concluso verso Natale scorso, c'erano delle infiltrazioni dalle fondamenta e dal tetto. È venuto proprio bene, anche se la parte migliore della cappella sono i disegni sul soffitto, dove non c’è nessuna Meloni. I disegni sono stati rifatti prendendoli dalla cappella speculare della Madonna, che adesso non posso mostrarvi”, in quanto sottoposta a restauro.
“Per me - prosegue il monsignore - non è un problema avere un angelo con il volto della premier. Fra Meloni e Schlein chi avrei preferito? Nessuna delle due. Se ci sarà una crescita nei fedeli di destra non è un problema: li aspetto domani a messa”, conclude scherzando.

Categoria: politica
11:49
Australian Open, Nadal ospite d'onore della finale: "Tiferò Alcaraz"
(Adnkronos) - Rafa Nadal sarà uno degli ospiti d'onore della finale degli Australian Open 2026. Domenica 1 febbraio l'ex tennista spagnolo assisterà alla sfida della Rod Laver Arena, in cui Carlos Alcaraz affronterà Novak Djokovic, che ha eliminato Jannik Sinner in semifinale, nell'ultimo atto dello Slam di Melbourne. Ma chi tiferà Nadal?
Nessun dubbio per Rafa, vincitore per due volte in carriera degli Australian Open: "Se dovessi fare il tifo per qualcuno in finale, sceglierei Carlos", ha detto ai media spagnolo, confidando così la sua preferenza per Alcaraz, "ho un buon rapporto con lui, abbiamo condiviso le Olimpiadi, abbiamo condiviso la nazionale spagnola... ma se vince Novak, sarò felice anche per lui perché, in un certo senso, quello che sta facendo è spettacolare".

Categoria: sport
11:49
Anno giudiziario, presidente Corte d'Appello di Roma: "Toghe mai così vulnerabili"
(Adnkronos) - Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha scelto il Palazzo di giustizia di Milano per assistere all'inaugurazione dell'Anno giudiziario, una cerimonia segnata quest'anno dalla novità della riforma della giustizia e dal dibattito intorno al referendum previsto a fine marzo. Oltre al Guardasigilli, presenti anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, e alte cariche civili e militari.
"Questa riforma non avrà e non deve avere effetti politici. Se dovessero prevalere i no accetteremo con grandissimo rispetto la volontà popolare, se dovessero prevalere il sì lungi dall'avere intenti persecutori, come qualcuno dice, inizieremo subito il giorno dopo un dialogo con la magistratura con l'avvocatura e con il mondo accademico per la seconda parte che è quella delle norme attuative". E' uno dei passaggi dell'intervento del ministro. La riforma "non è fatta contro nessuno o a favore di qualcuno, non è fatta per punire la magistratura o per rafforzare il governo che non ne ha bisogno" aggiunge.
Tutti i criteri del sorteggio, spiega il ministro Nordio, "sono in fieri: su quelli un dialogo può essere trovato. La stessa possibilità di ricorrere per Cassazione contro la decisione dell'Alta Corte disciplinare può essere oggetto di discussione. Non è vero come hanno detto alcuni che sia precluso il ricorso per Cassazione, l'articolo che istituisce l'alta Corte disciplinare dice che in seconda istanza si può andare davanti al plenum, ma non dice affatto che sia escluso l'articolo 111 della Costituzione".
Il Guardasigilli all'inizio e alla fine del suo intervento rimarca l'importanza del confronto. "Abbiamo avuto la possibilità di iniziare un dialogo, sia pure da posizioni spesso molto diverse, che dovrebbe continuare fino al momento del referendum; cioè un dialogo pacato, razionale, fondato sulle argomentazioni giuridiche, costituzionali, politiche se vogliamo, ma non su emotività sfrenate che possono portare anche ad atteggiamenti e affermazioni impropri" spiega Nordio.
"Davvero voi credete - chiede - che con questa riforma il Parlamento voglia porre la magistratura requirente e giudicante sotto il potere esecutivo? Ieri ho usato il termine blasfemo, lo ripeto e lo confermo, veramente trovo blasfemo, irriverente verso il Paramento - che ritengo un'istituzione sacra - aver voluto attribuire una volontà che nessuno ha mai avuto". Quindi "lungi dal voler sottoporre al potere esecutivo sotto il potere esecutivo la magistratura, noi abbiamo enfatizzato quella che è l'autonomia e l'indipendenza".
"Nessuno ha mai preteso - continua - che questa riforma potesse incidere sull'efficienza e sulla rapidità dei processi. Incide su altre cose, non su questo. Noi abbiamo fatto molto e stiamo facendo molto".
"Auspico che in vista del voto referendario la demonizzazione lasci il posto al confronto civile proprio di una vera democrazia. La Sacra scrittura ammonisce a stare vigili perché non conosciamo né il giorno né l'ora dunque non vi è alcuna certezza che il 24 marzo 2026 non si scateni l'apocalisse, ciò di cui sono certo è che se ciò si dovesse verificare non sarà a causa della conferma referendaria della riforma della giustizia", afferma quindi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 nel distretto della Corte d’Appello di Napoli.
"La proposta che mi permetto di avanzare - sottolinea - è la seguente: oggi è il 31 gennaio. Proiettiamoci per un momento al 24 marzo. Qualunque sia l’esito del voto referendario, parlamento, governo e magistratura dovranno riprendere o proseguire il lavoro di leale collaborazione fra istituzioni, ciascuna per la sua parte, in questo territorio come in tutta Italia".
"Se prevalesse il 'sì', si prospetta una complessa messa a terra, che avrà un peso quanto meno pari al contenuto della riforma: la legge attuativa - continua - dovrà regolamentare un organismo nuovo, quale la Corte di giustizia disciplinare, un organo che si rinnoverà sdoppiandosi, come il Csm, le modalità di accesso all’una e agli altri, i concorsi per l’ammissione alle funzioni requirente e giudicante, la scuola di formazione, i consigli giudiziari, e tanto altro ancora".
"Il governo non ha la pretesa di proporre al parlamento le norme attuative senza un confronto tecnico e di merito con la magistratura e con l’avvocatura, come ieri in Cassazione ha sottolineato il ministro della Giustizia - sottolinea Mantovano - Ovviamente, dandoci dei tempi che permettano di costituire i nuovi Csm con le nuove regole".
E ancora: "In una dinamica di dialettica civile, agli argomenti a favore della riforma dovrebbero opporsi quelli contrari: non slogan secondo cui con la riforma i giudici 'dipenderanno dalla politica', la giustizia sarà 'controllata dal governo', il 'governo pretende l’impunità'. Perché sappiamo che non c’è un solo rigo nel testo sottoposto a referendum che va in tali direzioni. Rilanciare questi slogan è poi, a mio avviso, particolarmente grave se a farlo è chi nella vita quotidiana rende giustizia nel caso concreto".
"Vi chiedo se l’asprezza della contesa debba far scadere il dibattito al punto da evocare il rischio che, una volta approvata la riforma, anche in Italia ci saranno innocenti uccisi dalle forze di polizia come accade a Minneapolis - prosegue - O da lanciare allarmi su presunte attività di spionaggio in danno dei magistrati italiani per un programma, risalente a sette anni fa, che ha sistemi di aggiornamento automatici, e fa adoperare la videocamera solo su impulso dell’interessato, come avviene per ogni collegamento web".
"O, per stare all'ultima perla, da sostenere, in modo incommentabile, che la riforma compromette il contrasto alla criminalità mafiosa - conclude - Di questa deriva è sempre più consapevole una parte significativa della magistratura, che - in modo crescente e pubblico – se ne sta dissociando, nonostante gli ostracismi e le interdizioni".
"Il ruolo delle corti e dei giudici è più che mai centrale e determinante, e tuttavia mai come oggi le corti appaiono fragili e vulnerabili, esposte alle censure di un senso comune che le descrive come una minaccia e una trappola per l’esercizio dei pubblici poteri, invece che come un insostituibile regolatore della complessità sociale". Così il presidente della Corte di Appello di Roma Giuseppe Meliadò nella relazione in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
"Il Paese si sta dividendo in questi giorni sui temi della giustizia, ma i problemi veri della giustizia hanno altre coordinate, non riguardano il modello di magistrato, che la Costituzione ha voluto indipendente, senza timori e senza speranze e che tale dovrebbe restare, ma interpellano chi governa il Paese su come assicurare un servizio giustizia efficiente, perché solo attraverso un servizio efficiente si può garantire la credibilità delle istituzioni e la fiducia verso la magistratura", sottolinea.
"A Roma - continua - un numero sparuto di magistrati contrasta una criminalità dilagante e migliaia di processi saranno a rischio se non interverranno seri provvedimenti organizzativi per rafforzare la magistratura del distretto, in modo che la stessa possa contribuire a rendere il rischio penale un reale deterrente per una criminalità che, nelle più svariate forme, sempre più si espande a Roma e nel Lazio".
"Nulla rappresenta meglio la realtà criminale del territorio della situazione dell’ufficio gip/gup di Roma presso il quale, lo scorso anno, sono affluiti 254 procedimenti in materia di criminalità organizzata, quasi uno al giorno, festivi esclusi, dei quali ben 27 con oltre 30 imputati, con un aumento nel biennio del 30%, e 144 con un numero di imputati ricompreso fra 11 e 30, con un aumento del 10,8%. Con il dato della criminalità organizzata, che si conferma - ha sottolineato - presente nella città di Roma, ma anche nei circondari di Velletri, Latina, Frosinone e Cassino, si intrecciano i reati in materia di stupefacenti, che meritano una particolare menzione per la qualità del fenomeno criminale e per le forme del tutto nuove con cui si realizzano. Per come confermano le più recenti investigazioni, Roma è assediata dal traffico della droga e, attraverso il traffico degli stupefacenti, è assediata dalla criminalità".
"Il disagio è nato e si rafforza ogni momento perché il dialogo è stato solo promesso, ma è rimasto lettera morta. Lo sforzo è stato solo quello di arrivare alla approvazione della riforma, con testo bloccato, senza intoppi e nel più breve tempo possibile. Tanto è vero che tante iniziative normative, pur importanti, sono state messe su un binario morto, proprio con l’intento di privilegiare, senza se e senza ma, la separazione delle carriere. Questo è indubbiamente mortificante per la categoria", spiega il procuratore generale della Corte di Appello di Roma Giuseppe Amato, nella relazione dove ha evidenziato "il senso di disagio complessivo che suscita l’iter della riforma. È un disagio forte, cui si accompagna anche una preoccupazione per chi crede ad un ruolo alto della magistratura requirente".
"Una categoria mortificata è una categoria che può correre il rischio di chiudersi in se stessa e che, proprio perché separata, può finire con il perdere il senso proprio della posizione di 'parte imparziale'", ha sottolineato.
"La separazione delle carriere può porre, a nostro giudizio, il rischio di avere pubblici ministeri 'che cercano la ribalta della notorietà e l’effetto politico degli indizi, piuttosto che la valutazione obiettiva dei comportamenti dei cittadini': pubblici ministeri, cioè, che vedano il momento dell’iscrizione e dell’esercizio dell’azione penale come momento di affermazione di un ruolo di potere, anziché come doveroso e rigoroso adempimento di un servizio", ha spiegato ancora
"Non temiamo, allora, che la separazione possa portare alla dipendenza dall’esecutivo del pubblico ministero, anche se è fatto notorio che in molti Paesi dove le carriere sono separate l’accusatore, come è stato detto, 'soggiace' in varie forme a collegamenti con il potere politico. E non lo temiamo perché il Presidente della Repubblica sarà sempre il Presidente del Csm 'separato' dei pubblici ministeri. Ma temiamo il rischio dell’autoreferenzialità della categoria 'separata' dei pubblici ministeri, dimentica dei principi propri della 'cultura della giurisdizione', espressiva di una visione eticizzante del proprio lavoro, e appiattita nell’attività da una malintesa, sempre possibile, distorta applicazione dei principi propri della gerarchia, della vigilanza, della sorveglianza", ha evidenziato.
"Come allora non leggere con preoccupazione la scelta del sorteggio per i componenti togati dei Consigli superiori separati. È una scelta, certamente mortificante ma, soprattutto pericolosa perché il sorteggio, con la sua intrinseca causalità, non è in grado di selezionare figure in grado di approcciarsi con autorevolezza, autonomia e indipendenza, ad un ruolo delicato, che implica scelte ordinamentali che non possono improvvisarsi. Un buon magistrato non è detto che sia un buon consigliere: per passione, conoscenze ordinamentali, interesse, autorevolezza", ha aggiunto.
Per quanto riguarda l'Alta Corte "il vero problema è costituito dalla previsione che le decisioni dell’Alta Corte possono essere impugnate non più in Cassazione, come nella disciplina attuale avverso le sentenze della Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, ma solo dinanzi alla stessa Alta Corte, 'che giudica senza la partecipazione dei componenti che hanno concorso a pronunciare la decisione impugnata. È un grave vulnus in punto di tutela delle garanzie, perché decisioni che possono riflettersi incisivamente sulla vita professionale del magistrato sono private della possibilità di censura davanti ad un giudice indipendente, quale la Corte di cassazione", ha concluso Amato.
Non un giudizio politico, ma una risposta tecnica: i giudici sono già imparziali e non appiattiti al pubblico ministero. Lo sostiene con vigore il presidente della Corte d'Appello di Milano Giuseppe Ondei in occasione dell’inaugurazione dell'anno giudiziario che si tiene alla presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio, oltre che alle principali figure politiche, civili e militari della città.
A proposito della riforma della giustizia, "A ben vedere nei fatti questa separazione c'è già essendo assai limitato legislativamente il passaggio da una funzione all'altra e essendo questo passaggio praticato ogni anno da circa lo 0,3% dei magistrati". Per Ondei si parte da un presupposto errato, "ossia quello che i giudici oggi non sono sufficientemente terzi e imparziali perché sarebbero appiattiti sulle richieste del 'collega' pubblico ministero. Questa affermazione non e accettabile. Se fosse vera vi sarebbe una grave emergenza per lo Stato di diritto. La realtà è che la magistratura italiana è un ordine dello Stato sano, composto per lo più da persone ispirate da un alto senso del dovere che ogni giorno svolgono in silenzio il loro lavoro" aggiunge. Parole accolte da un applauso in aula.
"Nel settore civile, dove il Pubblico Ministero di fatto non opera diventa arduo trovare una giustificazione a tale sospetto, mentre nel settore penale lo stesso numero di assoluzioni in primo grado - pari a circa il 25% delle sentenze - rappresenta plasticamente e rende anche apparente la totale autonomia e terzietà del giudice" conclude il presidente della Corte d'Appello di Milano.
Una riforma inutile e punitiva a fronte di carenze di personale e di strumenti. E' il giudizio che la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni pronuncia in occasione della celebrazione. A fronte di carenze di organico e di strumenti, “l'unica riforma proposta e approvata è quella sulla separazione delle carriere fra magistrati giudicanti e requirenti, indicata come la panacea di tutti i mali mentre ritengo sia ininfluente rispetto alle disfunzioni attuali, alcune delle quali, come l'acritica, eccessiva adesione del pubblico ministero alle ipotesi formulate dalle forze dell'ordine, circostanza spesso segnalata dai difensori, sono destinate probabilmente ad aumentare” dice.
"Dalla sostanziale inutilità della riforma in oggetto a correggere le attuali pesantissime carenze deriva il dubbio che si tratti di un intervento con un carattere prevalentemente punitivo che, viste le condizioni in cui la quasi totalità degli uffici di Procura è stata costretta a lavorare negli ultimi anni, sinceramente non ci sentiamo di meritare" sottolinea.
"Stiamo sprecando tempo e risorse, senza contare il clima di gravissima tensione che porta a radicalizzare le posizioni e che ostacola un sereno dialogo ed un corretto svolgimento del lavoro, a scapito di altre riforme, volte ad esempio a una equilibrata opera di semplificazione e armonizzazione delle procedure, a una migliore organizzazione degli uffici oltre a un potenziamento degli strumenti necessari per garantire l'effettività della pena intesa innanzitutto come possibilità di fornire risposte definitive in tempi certi e adeguati e di assicurarne l'esecuzione" spiega la pg Nanni.
"Già le primissime, limitate applicazioni della intelligenza artificiale nel nostro settore hanno evidenziato notevoli rischi e necessità di attento controllo: pensiamo a che cosa può accadere con il ricorso all'uso massiccio e incontrollato della Ia non correttamente implementata nella redazione degli atti processuali", sostiene la pg.
"Le prospettive sono incerte soprattutto in mancanza di un orizzonte di senso, nel nostro caso un limite comune riconosciuto e accettato dai vari operatori, particolarmente utile per muoversi in una società complessa e disordinata che non può essere ridotta ad un codice binario nel tentativo di semplificare il reale" aggiunge. "Concretamente occorre poi domandarsi anche se i magistrati italiani siano preparati a interpretare e applicare i rapidi progressi della scienza e della tecnologia, con il rischio di finire ostaggi, o addirittura vittime del sapere tecnico e scientifico e gravi ripercussioni sui diritti degli imputati e, di nuovo, sulla credibilità del processo" spiega.
"Di fronte a queste temibili sfide nel breve periodo vedo proporre solo separazioni e tensioni mentre tutti gli operatori dovrebbero essere impegnati a rinnovare l'idea della giustizia come valore, in quanto tale in grado di superare la semplice idea di piacere o convenienza dei singoli e capace di costituire un parametro orientativo utile a contrastare lo smarrimento contenutistico che caratterizza il nostro periodo", conclude.
“Una volta per tutte i cittadini, dovrebbero conoscere le reali condizioni in cui si trovano in uffici giudiziari, perché la giustizia non funzionerà meglio quando pubblici ministeri e giudici avranno carriere separate, come d’altra parte riconosciuto dal ministro Nordio e dalla senatrice Buongiorno”. Così il procuratore generale di Torino, Lucia Musti, che nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario ha osservato: “Ritengo che lo scenario di una magistratura separata da una riforma ispirata da meri intenti politici e non di efficienza e miglioramento da cui conseguirà la sottoposizione del pubblico ministero all’esecutivo renderà difficile se non impossibile continuare ad applicare la legge e tutelare i diritti, soprattutto dei più fragili”.
“Parimenti - ha proseguito Musti - la riforma della Corte dei conti ha come obiettivo l’attuazione dell’ammorbidimento del sistema dei controlli sulla pubblica amministrazione e alimenta la percezione di impunità. Ma vi è di più: le ripetute dichiarazioni pubbliche del ministro e di altri esponenti del governo di voler adottare misure per una giustizia più efficiente e più giusta si sono rivelate semplici proclami cui non sono seguite concrete iniziative”.
"È ancora a saldo altamente negativo, il ricambio tra i giudici prossimi al pensionamento e quelli subentrati e va detto che, senza un apporto di adeguate risorse, la prospettiva di portare alla vita un'effettiva programmazione del lavoro, che possa superare le emergenze quotidiane, è destinata ad affievolirsi". Così la presidente della Corte d'Appello di Genova Elisabetta Vidali all'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Un dato ostico per la giurisdizione - prosegue - è rappresentato dalla sempre maggiore frammentarietà delle norme, disorganiche e spesso inconciliabili tra loro per un modo disordinato ed involuto di legiferare, troppo spesso determinato dall'insana spinta verso una legislazione principalmente mediatica".
"In oggi - scrive Vidali -l'ipertrofica produzione normativa riguarda anche il settore secondario, poiché circolari, direttive e regolamenti spingono ad una sempre più eccessiva burocratizzazione del ruolo del magistrato, che si trova stretto tra standard di produttività, disciplina interna ipertrofica, e desertificazione della dialettica processuale, rappresentata da aule deserte che non echeggiano più dell'aspetto sublime, l'oralità della discussione, dell'attività dei giuristi". "Ci troviamo inoltre a combattere con un gap informatico che assume in certi giorni il sapore di un'autentica débâcle", conclude.
“Si utilizza strumentalmente il nome di Giovanni Falcone che aveva posto il tema della separazione delle carriere tra quelli di rilievo nel quadro della diversa professionalità richiesta alla magistratura requirente dal nuovo codice di procedura penale, ancorché contrariamente a quanto attribuitigli con disinvoltura dai sostenitori della riforma, egli non ne fosse apodittico sostenitore ma l’avesse posta all’attenzione degli addetti ai lavori come argomento sul quale confrontarsi, analagomemte a quello altrettanto spinoso della obbliga dell’azione penale”. E’ la denuncia del presidente della corte d’appello di Palermo Matteo Frasca all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
"Ancor prima che nel merito la riforma presenta forti criticità nel metodo attraverso il quale è stata approvata. La Costituzione è di tutti i cittadini, è la struttura portante del Paese e le sue modifiche richiedono ponderazione, riflessione, confronto. La Costituzione non può essere piegata a strumento di lotta tra contrapposte forze politiche per contingenti esigenze di potere", ha continuato.
Frasca ha sottolineato come "in sede parlamentare non vi è stato alcun confronto reale e il testo normativo, caso unico nella storia delle riforme costituzionali, è rimasto blindato nella sua versione originaria proposta dal governo, approdando alla definitiva approvazione in appena nove mesi. E così alla capacità persuasiva delle idee si è sostituita la forza dei numeri: la maggioranza ha eluso il confronto con la minoranza senza cercare un percorso condiviso per un intervento di così grande rilievo. L'iter parlamentare si è trasformato in un semplice passaggio obbligato verso il referendum".
"Ciò che desta particolare perplessità sulla finalità della riforma è il fatto che già la Corte Costituzionale con sentenza del 2000 aveva affermato che per prevedere la separazione delle carriere non è necessaria una riforma della Costituzione, potendosi provvedere con legge ordinaria. Sorge spontaneo quindi l'interrogativo sulle reali ragioni di una riforma costituzionale", le parole del presidente della Corte d'appello di Palermo parlando della riforma Nordio.
Frasca avanza il sospetto "che le ragioni della riforma siano altrove e, in particolare, risiedano nelle altre norme costituzionali modificate, rispetto alle quali la separazione delle carriere si sta rivelando come una vera e propria arma di distrazione di massa o, peggio, la testa d'ariete per fare breccia sull'assetto complessivo della magistratura e sull'equilibrio dei poteri".
Lungo applauso e standing ovation al termine della relazione che ha aperto la cerimonia.
"Il rischio paventato è che i due Csm che si vogliono introdurre, uno per i magistrati giudicanti uno per gli inquirenti, saranno di fatto controllati dalla politica attraverso la presenza di una componente laica coesa, a fronte di una componente togata fatta di individualità sole, ciascuna delle quali rappresentativa solo di sè stessa. E la vera ferita è che i magistrati ordinari sono gli unici cui sarà sottratto l’elettorato attivo, un vulnus che si rinnoverà ad ogni nomina di Csm, ove il referendum dovesse dare esito favorevole alla riforma". Lo ha detto il presidente della Corte di Appello di Bari, Francesco Cassano, nella relazione letta in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. "La riforma costituzionale del Csm - ha aggiunto - vorrebbe introdurre il sorteggio per la nomina dei componenti togati, cancellando ogni forma di responsabilità del sorteggiato verso il corpo giudiziario, dissociando i sorteggiati tra loro e rendendoli soli, e come tali deboli. Infatti, mentre i componenti togati saranno selezionati attraverso un sorteggio secco, i componenti di nomina parlamentare saranno individuati tramite un sorteggio effettuato nell’ambito di liste di aspiranti preventivamente decise dalla politica. La disparità tra i due modelli di investitura è difficilmente giustificabile sul piano della coerenza costituzionale - ha sottolineato Cassano - e foriera di pericoli per la stessa autonomia e indipendenza della magistratura, ove appena si consideri la ricorrente tentazione della politica di scegliere, quali membri ‘laici’, persone caratterizzate da forte collateralismo politico. Fissando il principio della elettività dei componenti del Csm - ha spiegato Cassano - il Costituente sin qui ha fondato la nomina su base fiduciaria, consapevole che l’autogoverno della magistratura richiede nei componenti attitudini che non appartengono necessariamente a tutti i giudici, giacchè amministrare è cosa diversa dal giudicare. Nel contempo, la Costituzione ha disegnato il Consiglio superiore come un’istituzione rappresentativa di idee, di prospettive, di orientamenti su come si effettua il governo della magistratura, su come si organizza il servizio giustizia, e sul ruolo della magistratura nella società, in cui la presenza di sensibilità culturali diverse, le cosiddette correnti, è garanzia indispensabile per lo stesso buon funzionamento dell’organo".
"Se si esclude il caso Tortora, sul quale la magistratura ha avuto colpe mai veramente emendate, deve dirsi che i temi della giustizia hanno finito spesso per costituire terreno di scontro politico per motivazioni non sempre nobili, che poco avevano a che vedere con i reali problemi della giustizia. Oggi il cerchio si chiude e il Ministro della giustizia può ricordare spensieratamente che lo scopo della riforma non è di risolvere i problemi della giustizia ma di contenere l’azione, indebita, della magistratura", ha poi aggiunto

Categoria: politica
11:40
Sinner ko agli Australian Open, Bertolucci lo difende: "Si può anche perdere"
(Adnkronos) - Paolo Bertolucci 'difende' Jannik Sinner. Dopo la sconfitta del tennista azzurro nella semifinale degli Australian Open 2026, in cui si è arreso in cinque set e oltre quattro ore di gioco a Novak Djokovic, Sinner sta ricevendo qualche critica di troppo che non è piaciuta all'ex giocatore azzurro, oggi opinionista tv. A 24 ore da un ko per molti inaspettato, Bertolucci ha pubblicato un tweet sul proprio account X con un messaggio piuttosto chiaro: "Avviso ai naviganti! Sinner ha reso scontato qualcosa di eccezionale. Nello sport come nella vita esistono le vittorie ma anche le sconfitte".
Un pensiero espresso anche all'Adnkronos: "Djokovic ha sfoderato una prestazione monumentale, ha dimostrato ancora una volta di essere un campione straordinario. Peccato per Jannik che ha avuto tante occasioni nel quinto set e non è riuscito a sfruttarle. Se devo trovare un difetto alla partita dell'azzurro è che forse è stato un po' troppo attendista ma è stato anche costretto dalla grande prova dell'avversario", ha detto l'ex capitano azzurro di Coppa Davis.
"Avendo visto giocare Djokovic mercoledì contro Musetti penso che nessuno gli avrebbe dato una chance contro Sinner, invece oggi in campo è stato un altro giocatore, sembrava ringiovanito di 5-6 anni", ha continuato Bertolucci, "Sinner saprà fare tesoro di questa sconfitta, è dura da digerire ma non è tutto da buttare. In questo torneo ha dimostrato una crescita al servizio notevole. Lo aspettiamo al Roland Garros".

Categoria: sport
11:29
The Voice Kids, anticipazioni stasera 31 gennaio: ultime 'Blind Audition'
(Adnkronos) - Stasera, sabato 31 gennaio, andrà in onda un nuovo appuntamento di 'The Voice Kids', alle 21.30 su Rai 1 con l'ultimo capitolo delle 'Blind Auditions'.
Alla conduzione, Antonella Clerici che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle storie, dei talenti e dei sogni dei nuovi piccoli protagonisti. Al suo fianco, nel ruolo di coach Loredana Bertè, Arisa, Nek, Clementino e Rocco Hunt.
Nelle tradizionali 'audizioni al buio', i coach di spalle ascolteranno i piccoli concorrenti senza poterli vedere. Sarà solo la loro voce a doverli conquistare e, in quel caso, il coach potrà voltarsi per aggiudicarsi il concorrente in squadra. Se più coach si volteranno, invece, sarà il concorrente a decidere a chi affidare il proprio percorso.
Nel corso delle quattro puntate di 'Blind Auditions' ciascun coach potrà, anche quest’anno, avvalersi del 'Super Pass', ovvero garantire ad un concorrente particolarmente talentuoso l’accesso diretto alla finale, e del 'Super Blocco', con cui impedire ad un altro coach di scegliere un concorrente.
Al termine della fase di audizioni, ogni coach avrà una squadra formata da nove concorrenti: il titolare del 'Super Pass' volerà direttamente alla finale, mentre gli altri otto si contenderanno il posto nelle sfide della puntata successiva. Al termine di questa, scopriremo quali saranno i tre giovani concorrenti per ciascun team che – insieme ai titolari del 'Super Pass' - si esibiranno nel gran finale, in onda sabato 14 febbraio, sempre in prima serata su Rai1, dove verrà decretato il vincitore della quarta edizione di 'The Voice Kids'.

Categoria: spettacoli
10:45
Iran, forte esplosione a Bandar Abbas: distrutti due piani di un palazzo
(Adnkronos) - Forte esplosione in un edificio nella città iraniana di Bandar Abbas, sulla costa del Golfo, per cause che restano al momento sconosciute. Lo hanno riferito i media statali, precisando che il boato ha interessato un palazzo di otto piani nella zona di Moallem Boulevard.
Secondo la televisione di Stato, l’esplosione ha distrutto due piani dell’edificio e danneggiato diversi veicoli e negozi nelle vicinanze. Squadre di soccorso e vigili del fuoco sono intervenuti sul posto per prestare assistenza e mettere in sicurezza l’area.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno intanto smentito che l’esplosione avesse come obiettivo un comandante della arina dei pasdaran, definendo "voci infondate" le indiscrezioni circolate sui social media. Lo riferiscono le agenzie iraniane Fars e Tasnim, secondo cui le notizie diffuse online sono "completamente false".
"Se il nemico fa un errore, senza dubbio questo metterà in pericolo la sua sicurezza, la sicurezza della regione e la sicurezza del regime sionista". Così il capo dell'esercito iraniano, Amir Hatami, oggi ha messo in guardia gli Stati Uniti e Israele da un eventuale attacco, affermando, una dichiarazione riportata dall'Irna, che le forze armate iraniane "sono completamente pronte in assetto difensivo e militare".
"La scienza e la tecnologia nucleare dell'Iran non può essere eliminata, anche se gli scienziati e i figli di questa nazione vengono uccisi", le parole di Hatami che arrivano dopo che Donald Trump ha posto due condizioni per evitare un'azione militare contro l'Iran: "Numero uno, no nucleare. Numero due, stop alle uccisioni dei dimostranti".
Intanto gli Stati Uniti hanno avvisato l'Iran che "non tollereremo azioni non sicure" nello Stretto di Hormuz, dopo che Tehran ha annunciato due giorni di esercitazioni militari in questa zona. "Qualsiasi comportamento non sicuro e non professionale nelle vicinanze di forze Usa, dei partner regionali o imbarcazioni commerciali, aumenta il rischio di collisioni, escalation e destabilizzazione", recita una dichiarazione del Comando Centrale Usa, il Centcom, responsabile delle forze in Medio Oriente, riferendosi a manovre come sorvoli sulle navi da guerra americane o anche approcci con i motoscafi veloci delle forze iraniane.
"Le forze Usa hanno le forze meglio addestrate e più letali del mondo e continueranno ad operare al massimo livello di professionalità e rispettare le norme internazionale. I Guardiani della Rivoluzione iraniani devono fare la stessa cosa", conclude la dichiarazione. E' previsto per domani l'inizio dell'esercitazione delle forze iraniane nello Stretto di Hormuz.
Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, avrebbe intanto detto, durante un briefing a porte chiuse a Washington, che se Donald Trump non darà seguito alle sue minacce contro l'Iran, il regime di Teheran ne uscirà rafforzato. E' quanto rivela Axios citando quattro fonti presenti all'incontro di ieri, a cui hanno partecipato 15 analisti di think tank esperti di Medio Oriente e i rappresentanti di cinque organizzazioni ebraiche.
E sottolineando come questa posizione sia in contrasto con la posizione pubblica assunta dall'Arabia Saudita contro l'escalation e anche con la profonda preoccupazione a riguardo che il principe ereditario Mohammed bin Salman ha espresso a Trump tre settimane fa. Preoccupazioni che sono state tra le ragioni che hanno spinto il presidente Usa a rinviare l'attacco, ricorda ancora Axios.
Secondo le fonti citate, il fratello minore e stretto consigliere di Mbs, ha detto che Trump dovrebbe intraprendere un'azione militare dopo averla minacciata per settimane, ma anche cercare di mitigare i rischi di un'escalation nella regione. "A questo punto, se non dovesse avvenire, questo non farebbe altro che rafforzare il regime", ha detto, parlando dell'azione militare Usa, secondo quanto riportano fonti che hanno avuto l'impressione che questo sia stato il messaggio trasmesso dal ministro saudita nei suoi incontri alla Casa Bianca.

Categoria: internazionale/esteri
10:32
Maltempo, ordinanza per Calabria, Sicilia e Sardegna: misure urgenti anche per Niscemi
(Adnkronos) - Il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha firmato un'ordinanza relativa ai primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio della fascia costiera della regione Calabria, della regione autonoma della Sardegna e della regione Sicilia.
Tra le diverse disposizioni, l’articolo 17 dell’ordinanza riguarda la frana di Niscemi: il testo prevede la realizzazione di una analisi del rischio idrogeologico nel territorio del comune di Niscemi, la realizzazione di un programma di indagini geognostiche, geotecniche e di monitoraggio strumentale finalizzato ad accertare le cause del dissesto idrogeologico e la predisposizione di un sistema di sorveglianza. Intanto la procura della Repubblica di Gela, Caltanissetta, come apprende l'Adnkronos ha aperto un procedimento penale per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Il procedimento è assegnato a due pm oltre che al Procuratore Capo e è, allo stato, a carico di ignoti.
Intanto, a seguito dello smottamento del terreno che ha causato la profonda frana sullo sperone dove si trova l’abitato di Niscemi, la prefettura di Caltanissetta ha chiesto l’intervento dell’Esercito, interessando il Comando Territoriale Sud della Forza Armata. Nelle zone colpite dall’evento geologico che sta provocando il crollo di un lungo fronte sulla collina di Niscemi verso la piana di Gela, l’Esercito è intervenuto con il 4º reggimento Genio della Brigata Aosta per cominciare a migliorare la viabilità delle strade vicinali di collegamento tra le Provinciali 10 e 12, realizzando un bypass per evitare l’isolamento dell’abitato siciliano, considerata l’impraticabilità delle principali direttrici cittadine. Inoltre, il personale dell’Esercito, grazie alle macchine operatrici del Genio, trasformerà in strade carrabili le piste agricole, in parte asfaltate, attorno a Niscemi per permettere alla popolazione di transitare, anche a supporto dell’economia locale.
La cittadina siciliana recentemente colpita dal ciclone Harry è attualmente al centro di un complesso piano di monitoraggio geologico. Il movimento franoso in atto, stimato in circa 350 milioni di metri cubi, ha attivato l’intervento delle tecnologie spaziali dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). In qualità di centro di competenza del Dipartimento della Protezione Civile, l’ASI sta fornendo dati radar per potenziare la sorveglianza del territorio e prevenire ulteriori rischi per la popolazione.
L'efficacia della sorveglianza si basa sulla disponibilità din vasto archivio storico che consente di confrontare la situazione attuale con i rilievi degli anni precedenti. Nell’arco di sole 24 ore, l’ASI ha reso disponibili circa 400 immagini d'archivio provenienti dalla costellazione COSMO-SkyMed. Queste acquisizioni, che coprono un'area di 40x40 chilometri con una risoluzione di 3 metri, sono state raccolte a partire dal 2010 nell'ambito del piano MapItaly, un progetto dedicato esclusivamente al monitoraggio del territorio nazionale.
I dati sono stati trasferiti al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, centro di competenza incaricato dell’analisi tecnica. Attraverso l’elaborazione di immagini radar ad apertura sintetica (SAR), è possibile individuare cambiamenti strutturali millimetrici e valutare se vi siano accelerazioni nei movimenti del suolo.

Categoria: cronaca
10:26
Sinner perde, Alcaraz in finale: come cambia il ranking dopo Australian Open
(Adnkronos) - Allarme ranking per Jannik Sinner. Il tennista azzurro ha perso nella semifinale degli Australian Open 2026, arrendendosi a Novak Djokovic in cinque set e venendo quindi eliminato dallo Slam di Melbourne, a cui arrivava da bicampione in carica dopo i trionfi del 2024 e 2025. Un ko inatteso per l'azzurro, che perde punti preziosi in chiave ranking e vede allontanarsi il primo posto occupato da Carlos Alcaraz.
Lo spagnolo ha infatti battuto Alexander Zverev nella propria semifinale e ha raggiunto l'ultimo atto degli Australian Open per la prima volta in carriera, facendo incetta di punti. Ma come può cambiare il ranking dopo la finale?
Sinner si trova al momento al secondo posto del ranking Atp con 2150 punti di distacco da Alcaraz capolista. L'azzurro deve scartare 2000 punti all'inizio del torneo, avendo conquistato il trofeo lo scorso anno, mentre lo spagnolo 'soltanto' 400, quelli dei quarti di finale persi contro Djokovic lo scorso anno. Dopo le semifinali di Melbourne la differenza tra i due è arrivata a 2650 punti: Alcaraz è salito a quota 12950, mentre Sinner resta a 10300. Divario che resterebbe invariato in caso di sconfitta di Carlos in finale.
Nel caso 'peggiore' per Sinner invece, con lo spagnolo che vincesse il trofeo battendo Djokovic, la forbice tra i due arrivarebbe a 3650 punti: Alcaraz volerebbe infatti a quota 13.650 nella classifica generale.

Categoria: sport
10:07
"Volto Meloni in un affresco dopo restauro in basilica", Pd chiede intervento Giuli. Fdi: "Dem in delirio mistico"
(Adnkronos) - ''Chiediamo che il ministro della Cultura Alessandro Giuli attivi immediatamente la Soprintendenza di Roma in merito alla notizia riportata da la Repubblica relativa al restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina. Quanto emerso non è accettabile". Con una nota, il Pd chiede l'intervento del ministro della Cultura commentando le notizie secondo le quali il volto di un cherubino dipinto in un affresco della Basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, assomiglierebbe al viso della premier Giorgia Meloni.
"L’ipotesi che un intervento di restauro su un bene tutelato - sottolinea la capogruppo dem in commissione Cultura della Camera, Irene Manzi- possa aver prodotto un’immagine riconducibile a un volto contemporaneo rappresenta una potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che vieta alterazioni arbitrarie, personalizzazioni e interventi non strettamente fondati su criteri scientifici e storico-artistici. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l’autenticità e il valore storico".
"Indipendentemente dal fatto che si tratti del volto di Giorgia Meloni -conclude Manzi- riteniamo indispensabile un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi effettuati e disporre il ripristino. La tutela dei beni culturali è un dovere pubblico e una responsabilità istituzionale che non ammette ambiguità né ritardi''.
"Angelo con volto di Meloni? Per me non è problema", parla il responsabile della basilica
A rispondere alla nota dei dem è Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Cultura di Palazzo Madama. "Siamo al delirio mistico, la sinistra pur di attaccare il governo chiede conto al ministro della Cultura, Alessandro Giuli di controllare come mai il volto di un affresco in un restauro nella basilica di San Lorenzo in Lucina sia somigliante a quello della premier Meloni. Una richiesta sconcertante che lascia intuire a che livello d’ossessione sia arrivata l’opposizione in Italia che vede ormai Giorgia Meloni dappertutto. Voglio sperare - recita la nota della senatrice - che la collega del Pd che ha sollecitato l’intervento di Giuli per verificare la regolarità degli interventi effettuati, non arrivi a chiedere di inserire, invocando la par condicio, nello stesso affresco anche i volti di Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte. Al di là delle ironie, la considerazione è un’altra. Possibile che, proprio nel giorno in cui anche l’agenzia di rating Standard and Poors premia il buon governo dell’Italia, a sinistra preferiscano contestare addirittura gli affreschi di una chiesa considerandoli filogovernativi? Evidentemente, a certa opposizione non resta che disquisire sul sesso degli angeli, anzi, sul volto".

Categoria: politica
09:48
Blanco, la foto che fa discutere: in ospedale... completamente nudo
(Adnkronos) - Blanco è tornato, più o meno. Il cantante, che negli ultimi anni ha passato momenti difficili e che si è riaffacciato alla scena musicale italiana con il singolo 'Anche a vent’anni si muore', ha postato una foto che sta facendo il giro del web. Sul proprio profilo Instagram infatti Blanco si è mostrato completamente nudo, ma pixelato, con il corpo contratto in un urlo.
Il dettaglio, che non è potuto sfuggire, è che Blanco si trova in una stanza d'ospedale, condizione che ha allarmato i fan e che ha sollevato domande sullo stato di salute del cantante. "Più vado avanti più mi rendo conto che ho preso dai miei genitori", è stata l'enigmatica descrizione accompagnata alla foto, che non ha risposto ai dubbi dei fan.
Già negli scorsi mesi il cantante aveva accusato problemi di salute, tanto da saltare alcuni concerti nel mese di settembre. Blanco aveva parlato proprio di "problemi di salute", non specificandone la natura, ma aggiungendo che non fosero "niente di grave".

Categoria: spettacoli
09:41
Ancora un vortice, Sud nel mirino del maltempo: le previsioni meteo
(Adnkronos) - Maltempo senza fine sull'Italia, specie al Sud. In questo weekend è infatti in transito un nuovo vortice ciclonico tra Sardegna, Sicilia e Calabria: pioggia, vento e mareggiate minacciano il territorio già colpito dalla furia del ciclone Harry. Sono queste le previsioni del tempo degli esperti per la giornata di oggi, sabato 31 gennaio, e per i giorni a venire.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma il passaggio di un nuovo vortice sulle stesse zone colpite dal Ciclone Harry: va subito detto che l’intensità sarà ovviamente molto minore ma sorprende, fino alla fine, la dinamicità di questo mese di gennaio 2026.
Entro la tarda mattinata di oggi, arriverà un nuovo intenso ciclone dall'Atlantico in grado di provocare nelle ultime 24 ore addirittura temporali forti sull’oceano nel cuore dell’Inverno.
Sull’Italia causerà piogge diffuse in Sardegna e poi in Sicilia, purtroppo anche nella zona della frana di Niscemi; dal pomeriggio il maltempo raggiungerà anche la Sicilia orientale e la Calabria ionica, colpendo i litorali distrutti dalle mareggiate di Harry.
Una situazione dunque da monitorare: le onde saranno alte 3-4 metri davanti alle coste meridionali della Sardegna, occidentali e meridionali della Sicilia; domenica mattina un mare molto mosso o agitato raggiungerà anche il settore ionico. Al largo, in particolare sul Canale di Sardegna, l’altezza massima dell’onda significativa sarà di 6-7 metri: come successo nelle ultime 48 ore, la situazione peggiore colpirà la Tunisia con raffiche di vento fino a 120 km/h.
Domenica il tempo migliorerà: dopo gli ultimi forti rovesci sulle regioni ioniche (tra Calabria e Sicilia) il vento gradualmente si attenuerà, le piogge diverranno sempre più isolate e dalla prossima settimana cambierà tutto.
“Mese nuovo, vita nuova”: con l’inizio di febbraio il tempo migliorerà al Sud e peggiorerà fortemente al Nord.
Sulle regioni settentrionali e sulle centrali tirreniche sono previsti 10 giorni di piogge e 10 giorni di nevicate intense in montagna: un’ottima notizia per le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 anche se, a luoghi, forse ci sarà davvero troppa neve.
In sintesi, dunque, ci aspettiamo un weekend a tratti burrascoso sulle Isole Maggiori e in Calabria, qualche pioggia sparsa al Centro e una diffusa stabilità al Nord anche con nebbie (salvo qualche fenomeno sabato sul Basso Piemonte).
La notizia, dopo il weekend di vento e piogge del Sud, è l’arrivo di una lunga fase di maltempo a ripetizione: nei primi 10 giorni di febbraio si prevedono al Nord oltre 150-200 mm di pioggia (localmente anche sulle regioni tirreniche e in Sardegna) che, trasformati in fiocchi di neve, equivarranno a circa 150 cm di neve fresca sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali.
Un carico di neve che aiuterà a combattere l’eventuale siccità primaverile-estiva, amplificata sempre più spesso dal Riscaldamento Globale.
Sabato 31. Al Nord: cielo nuvoloso, nebbioso in pianura al mattino. Al Centro: piovaschi sulle Adriatiche. Al Sud: piogge anche forti su Sardegna, Sicilia e Calabria, ventoso.
Domenica 1. Al Nord: irregolarmente nuvoloso. Al Centro: irregolarmente nuvoloso. Al Sud: dapprima instabile sulle Ioniche, poi sul basso Tirreno.
Lunedì 2. Al Nord: peggiora dal pomeriggio con piogge ad iniziare dal Nord-Ovest. Al Centro: piogge serali verso la Toscana, nubi altrove. Al Sud: velato, piogge in Sardegna.
Tendenza: perturbazione intensa tra martedì e mercoledì, anche con neve in pianura al Nord-Ovest.

Categoria: cronaca
09:33
C'è Posta per Te, stasera 31 gennaio nuova puntata
(Adnkronos) - Stasera, sabato 31 gennaio, torna ‘C’è Posta per Te’. Maria De Filippi conduce il secondo appuntamento in prima serata del people show di Canale 5.
Al centro del più famoso people show della tv italiana racconti di vita quotidiana, commoventi storie d’amore, momenti di riflessione, divertimento e sorprese raccontate da Maria che, cerca di superare le incomprensioni e arrivare a un lieto fine.

Categoria: spettacoli
09:18
Rybakina vince gli Australian Open, Sabalenka battuta in finale in tre set
(Adnkronos) - Elena Rybakina ha vinto gli Australian Open 2026. Oggi, sabato 31 gennaio, la tennista kazaka ha battuto la bielorussa, e numero uno del mondo, Aryna Sabalenka nella finale femminile dello Slam di Melbourne, imponendosi in tre set con il punteggio di 6-4, 4-6, 6-4 in due ore e 19 minuti di gioco. Per Rybakina si tratta del secondo titolo Slam della carriera, dopo aver vinto Wimbledon nel 2022, e dell'11esimo nel circuito Wta. Per Sabalenka, sicura di rimanere in testa al ranking femminile, invece è la seconda sconfitta consecutiva nella finale di Melbourne, dopo che lo scorso anno si era arresa a Madison Keys.

Categoria: sport












































