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Alzheimer, un tampone nasale rivela la malattia prima dei sintomi
(Adnkronos) - Scoprire l'Alzheimer con un tampone. Un test nasale rapido, eseguito in ambulatorio, può individuare i primi cambiamenti biologici legati all'Alzheimer anche prima che si manifestino i problemi cognitivi e di memoria associati alla patologia. Lo suggerisce uno studio Usa pubblicato su 'Nature Communications' da scienziati Duke Health, che hanno utilizzato "un tampone delicato, inserito nella parte alta del naso", per raccogliere cellule nervose e immunitarie. E analizzandole, i ricercatori hanno individuato "schemi ben definiti che distinguevano le persone con Alzheimer in fase iniziale o con diagnosi confermata da quelle senza la malattia".
La malattia di Alzheimer colpisce milioni di persone in tutto il mondo, eppure è più difficile da diagnosticare negli stadi iniziali, quando i nuovi trattamenti potrebbero essere più efficaci, osservano gli studiosi. "Vogliamo essere in grado di confermare l'Alzheimer molto precocemente, prima che il danno abbia il tempo di accumularsi nel cervello", afferma Bradley J. Goldstein, autore corrispondente del lavoro, professore dei dipartimenti di Chirurgia cervico-facciale e Scienze della comunicazione, Biologia cellulare e Neurobiologia della Duke University School of Medicine. Perché "se riusciamo a diagnosticare le persone abbastanza presto - sottolinea - potremmo essere in grado di iniziare terapie che impediscano loro di sviluppare l'Alzheimer in forma clinica".
La procedura per la raccolta delle cellule nasali richiede solo pochi minuti, descrivono gli scienziati. Dopo aver applicato uno spray anestetico, un medico guida un minuscolo pennello nella parte superiore del naso, dove si trovano le cellule nervose responsabili della percezione degli odori. I ricercatori esaminano quindi le cellule raccolte per vedere quali geni sono attivi, una 'spia' di ciò che sta accadendo all'interno del cervello. Nello studio sono stati confrontati i campioni di 22 partecipanti, misurando l'attività di migliaia di geni in centinaia di migliaia di singole cellule, per un totale di milioni di data point. Il tampone nasale è stato in grado di rilevare precocemente cambiamenti nelle cellule nervose e immunitarie. Questo anche in persone che hanno mostrato segni di Alzheimer rilevabili tramite gli esami di laboratorio, ma che ancora non presentavano sintomi della malattia.
Un punteggio genetico combinato, basato sull'analisi del tessuto nasale, ha correttamente distinto i pazienti con Alzheimer in fase iniziale e clinica dai soggetti sani di controllo nell'81% dei casi. Mary Umstead, una volontaria che ha partecipato allo studio, ha spiegato di essersi unita alla ricerca in onore della defunta sorella Mariah. "Quando si è presentata l'opportunità di partecipare a uno studio - ha ricordato - l'ho colta al volo perché non vorrei mai che nessuna famiglia debba affrontare una perdita come quella che abbiamo subito noi con Mariah. Non vorrei mai che nessun paziente debba passare quello che ha passato lei". Mary ha raccontato che Mariah aveva 57 anni quando le è stato diagnosticato un Alzheimer a esordio precoce, ma la sua famiglia aveva iniziato a notare i segni della patologia molto prima della diagnosi.
Se gli attuali esami del sangue per l'Alzheimer rilevano marcatori che compaiono in una fase successiva della malattia, il tampone testato dagli scienziati americani cattura 'live' l'attività nervosa e immunitaria e potrebbe fornire un'osservazione più precoce e diretta dei cambiamenti correlati alla patologia, contribuendo a identificare prima le persone a rischio. E' questa la speranza dei ricercatori. "Gran parte di ciò che sappiamo sull'Alzheimer deriva da tessuti prelevati durante le autopsie. Ora possiamo studiare il tessuto neurale vivente, aprendo nuove possibilità per la diagnosi e il trattamento", prospetta Vincent M. D'Anniballe, primo autore del lavoro, studente del Medical Scientist Training Program della Duke University.
Il team Duke, in collaborazione con il Duke & Unc Alzheimer's Disease Research Center, sta estendendo la ricerca a gruppi più ampi e sta valutando se il tampone possa aiutare a monitorare l'efficacia dei trattamenti nel tempo. Sulla nuova strategia, la Duke University ha depositato un brevetto Usa.

Categoria: cronaca
00:08
Iran, il regime perde i pezzi e si rafforza: il paradosso della guerra di Trump
(Adnkronos) - Stati Uniti e soprattutto Israele continuano a colpire esponenti di spicco del regime dell'Iran. Dopo Ali Larijani, vertice politico del paese, è stato ucciso ill ministro dell'Intelligence, Ismail Khatib, ritenuto una figura vicina alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Teheran perde i pezzi e li sostituisce, senza mostrare crepe apparenti. "Il regime resta intatto", dice Tulsi Gabbard, direttrice dell'intelligence degli Stati Uniti, in un'audizione al Senato.
La comunità degli 007 al servizio del presidente Donald Trump non sottovaluta gli effetti degli "attacchi alla sua leadership e alle sue capacità militari": il crollo, però, non appare un'ipotesi concreta in tempi. "Le sue capacità di proiezione di potenza militare convenzionale sono state in gran parte distrutte, lasciando opzioni limitate. La posizione strategica dell'Iran è stata significativamente degradata", dice Gabbard, salvo piu avvertire: "Nonostante ciò, l'Iran e i suoi proxy rimangono capaci di e continuano ad attaccare gli interessi statunitensi e alleati in Medio Oriente. La comunità dell'intelligence ritiene che se un regime ostile sopravvive, cercherà di avviare uno sforzo pluriennale per ricostruire le sue forze missilistiche e di droni".
Gli ultimi raid compiuti da Israele hanno lasciato un segno profondo nella catena di comando. La reazione del regime, però, sarà con ogni probabilità un ulteriore arroccamento su posizioni oltranziste. Mojtaba Khamenei, ferito negli attacchi all'inizio della guerra, non è un leader fisicamente presente, non è il volto della repubblica islamica. Dalla sua nomina non si è mai mostrato e comunica solo con messaggi trasmessi alla tv. Il paese è di fatto nelle mani dei pasdaran, sempre più padroni della situazione dopo l'uccisione di Larijani, vero equilibratore a Teheran e potenziale interlocutore in una prospettiva - oggi a dir poco complessa - di dialogo.
Colpiti dagli attacchi dalla paralisi dello Stretto di Hormuz, gli Emirati Arabi Uniti e alcuni altri Stati del Golfo Persico considerano adesso la teocrazia iraniana un nemico esistenziale e vogliono che il regime che un tempo corteggiavano venga neutralizzato, se non smantellato, al termine del conflitto, affinché tale calvario non si ripeta mai più. Il Wall Street Journal evidenzia in particolare la posizione degli Emirati, colpiti da più di 2.000 droni e missili in meno di 20 giorni. Secondo il governo di Abu Dhabi, oltre l'80% degli attacchi era diretto contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi, raffinerie, aeroporti, porti, hotel e centri dati, causando la morte di sei civili e il ferimento di altri 157.
Tutti e sei gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono finora astenuti dal reagire apertamente, limitandosi all'autodifesa. "Non si tratta di uno scambio militare. Si tratta di un attacco a una nazione pacifica, una nazione che ha lavorato con impegno e dedizione per la diplomazia", le parole di Sultan al-Jaber, Ministro dell'Industria e delle Tecnologie Avanzate degli Emirati Arabi Uniti. "Qualsiasi soluzione politica a lungo termine deve affrontare l'intero spettro delle minacce, compreso il programma nucleare iraniano, le capacità missilistiche balistiche e la rete di gruppi armati regionali", aggiunge.
A breve termine, osservano gli analisti, l'Iran inasprirà ulteriormente la sua linea in un contesto globale alle prese con una crisi petrolifera e uno shock economico globale. Ne sono convinti gli analisti interpellati dalla Nbc News. Michael Stephens, ricercatore senior presso il Royal United Services Institute, un think tank con sede a Londra, definisce l'uccisione di Larijani "un grande successo" che ha dimostrato che ''è impressionante ciò che Israele è in grado di fare. Avevano promesso di colpire il regime e lo stanno facendo con grande successo". Ma, da una prospettiva globale, "bisogna chiedersi: e allora?". La decapitazione della leaderhip iraniana sta infatti mettendo a nudo la tensione tra gli obiettivi di guerra di Israele e ciò che il resto del mondo potrebbe auspicare, evidenzia l'emittente americana Nbc: "L'Iran è riuscito a portare questo conflitto a livello globale - afferma Stephens -. Ora tutto ciò che l'Iran deve fare è sopravvivere e continuare ad aumentare il costo" della guerra. Quindi, Israele "può uccidere tutti i funzionari iraniani che vuole, ma questo non cambierà la situazione di stallo in cui ci troviamo ora".
Rouzbeh Parsi, docente presso l'Università di Lund in Svezia, concorda sul fatto che gli assassinii "molto probabilmente non avranno ripercussioni sul fronte operativo della guerra". Ma secondo Michael Horowitz, analista geopolitico e della sicurezza, è probabile che gli omicidi mirati ostacolino l'efficacia delle operazioni interne dell'Iran. "Possono sconvolgere il comando, rallentare il processo decisionale, costringere i successori a nascondersi e demoralizzare sia i vertici che i soldati semplici", evidenzia.
Larijani era "un tassello importante di quel puzzle, in quanto figura che fungeva da coordinatore tra i diversi attori all'interno della Repubblica islamica", dice Horowitz aggiungendo che la sua morte "potrebbe aumentare le tensioni interne nel breve termine, anche se a lungo termine finirà per rafforzare le Guardie Rivoluzionarie".
Questo punto è fondamentale e viene ribadito più volte durante tutto il conflitto, fin dall'uccisione di Khamenei. Molti osservatori occidentali temono che, eliminando gli attuali leader iraniani, si crei un vuoto che verrà colmato dai pasdaran, il potente Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, il temuto colosso paramilitare, politico ed economico del Paese. In parte, è già così. "Se si considera come l'assassinio di Ali Khamenei abbia rafforzato gli elementi più intransigenti e le forze di sicurezza all'interno della Repubblica islamica dell'Iran, la morte di Larijani potrebbe accelerare questo processo", afferma Ellie Geranmayeh, ricercatrice senior presso l'European Council on Foreign Relations.
Uno dei tanti ruoli ricoperti da Larijani è stato quello di negoziatore di punta con Washington. "Sembra che Israele stia rivolgendo la sua attenzione a coloro che potrebbero promuovere una soluzione politica per superare i problemi dell'Iran, sia a livello nazionale che internazionale", chiosa Geranmayeh.

Categoria: internazionale/esteri
23:45
Guerra e petrolio, il Brent arriva a 110 dollari
(Adnkronos) - La guerra si allarga, colpisce l'energia e fa schizzare il prezzo del petrolio ancora più su. L'attacco di Israele al principale giacimento di gas di South Pars in Iran e la rappresaglia di Teheran, che colpisce un maxi impianto di GNL in Qatar, alzano ulteriormente la tensione con effetti inevitabili sui mercati. Il prezzo del Brent ha toccato quota 110 dollari al barile, con un'ulteriore impennata rispetto alla quotazione di 107-108 dollari raggiunta nel corso della giornata. L'ennesimo picco rischia di avere ulteriori effetti al distributore.
L'aumento del prezzo ha indotto la Casa Bianca a sospendere per 60 giorni il Jones Act: il presidente Donald Trump autorizza petroliere di altri paesi a trasportare greggio nei porti americani per i prossimi 2 mesi. In Italia, il governo ha varato un decreto che per i prossimi 20 giorni taglierà le accise con una riduzione del prezzo di 25 centesimi a litro.

Categoria: internazionale/esteri
23:27
Israele, il missile dell'Iran abbattuto in extremis
(Adnkronos) - Un missile lanciato dall'Iran sta per colpire in Israele. L'Iron Dome non sembra arginare l'attacco e un video mostra i momenti che precedono un impatto sempre più probabile. Il sistema difensivo, però, si attiva al fotofinish: il missile viene intercettato e abbattuto quando sta per colpire.
Categoria: internazionale/esteri
23:11
Champions, anche Liverpool e Atletico Madrid ai quarti: tutte le qualificate e gli accoppiamenti
(Adnkronos) - Finiscono gli ottavi di finale di Champions League oggi, mercoledì 18 marzo, e si definisce il tabellone con tutti gli accoppiamenti dei quarti di finale. Il Barcellona passa il turno contro il Newcastle, mentre il Bayern fa il suo contro l'Atalanta anche nella sfida di ritorno e si guadagna il big match contro il Real Madrid nel prossimo turno.
Il Liverpool rimonta la sconfitta per 1-0 subita otto giorni fa a Istabul, sconfigge 4-0 il Galatasaray ad Anfield Road e avanza ai quarti, dove affronterà i campioni in carica del Paris Saint Germain. Le reti dei Reds portano la firma di Szoboszlai al 25', Ekitike al 52', Gravenberch al 53' e Salah al 62'.
Avanza ai quarti anche l'Atletico Madrid, che ora affronterà il Barcellona. I Colchoneros, vincitori per 5-2 in casa con il Tottenham all'andata, perdono per 3-2 al ritorno al Tottenham Hot Spurs Stadium. Per i padroni di casa, gol di Kolo Muani al 30' e doppietta di Xavi Simons al 52' e al 90' su rigore. Per gli ospiti reti di Alvarez al 47' e Hancko al 75'.
Ecco tutti gli accoppiamenti dei quarti di finale di Champions League, che si giocheranno ad aprile: Sporting-Arsenal, Psg-Liverpool, Real Madrid-Bayern Monaco, Barcellona-Atletico Madrid.

Categoria: sport
22:45
La guerra del gas, Israele colpisce in Iran e Teheran attacca il super impianto in Qatar
(Adnkronos) - Il gas naturale diventa un obiettivo nella guerra in Iran. E ora tocca al petrolio. Il conflitto iniziato con gli attacchi condotti il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele entra in nuova fase, con i primi raid che colpiscono direttamente l'energia di Teheran e la risposta iraniana, con missili contro il Qatar e contro il più grande impianto mondiale di gas naturale liquefatto.
Israele, dopo l'ok di Donald Trump, attacca il maxi giacimento iraniano di South Pars, nel sud ovest del paese e condiviso proprio con il Qatar, obiettivo della rappresaglia della repubblica islamica. Il bersaglio in Qatar è il sito di Ras Laffam. Doha incassa il colpo, "si riserva il diritto di rispondere" all'attacco e decreta l'espulsione di due diplomatici iraniani: l'addetto militare e l'addetto alla sicurezza, oltre al personale dei due uffici degli addetti, sono persone non grate e devono lasciare il paese.
La giornata rappresenta una svolta rispetto al copione seguito in quasi 20 giorni di guerra e porta il conflitto ad un altro livello. Gli Stati Uniti hanno bombardato l'isola di Kharg, perno del sistema petrolifero iraniano, ma hanno risparmiato depositi e raffinerie in un quadro ad altissima tensione già caratterizzato dalla paralisi dello Stretto di Hormuz e dal blocco del traffico di greggio nel Golfo. Trump non ha escluso imminenti azioni per assumere il controllo di Kharg Island e, di fatto, del petrolio iraniano: gli indizi non mancano, nella regione sono in arrivo altri 2200 Marines con la nave anfibia USS Tripoli. L'emittente israeliana Kan Tv si spinge oltre, preannunciando un'azione degli Stati Uniti per acquisire il controllo di tutto lo Stretto nel giro di 2 settimane.
L'ipotesi di vedere 'boots on the ground' diventa più concreta, gli Stati Uniti potrebbero impiegare truppe di terra nell'operazione Epic Fury. L'attacco all'isola rischierebbe di far impennare ulteriormente il prezzo del petrolio, arrivato già ben oltre i 100 dollari al barile. La conquista di Kharg Island, inoltre, non garantirebbe l'automatica apertura dello Stretto di Hormuz. Teheran potrebbe continuare a prendere di mira le petroliere, per non parlare del rischio di attacchi - con droni e missili - a cui sarebbero esposti i Marines.
A South Pars, intanto, il gas naturale finisce nel mirino dei caccia delle forze di difesa israeliane (Idf). "E' in vigore la legge del taglione e si apre un nuovo livello di confronto", la posizione espressa da Teheran attraverso le parole del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. "E' un'azione che equivale a un suicidio per i nemici", aggiunge. Dalle minacce ai fatti: nel giro di poche ore, l'Iran colpisce Ras Laffan, principale impianto del gas in Qatar: 4 missili intercettati, il quinto va a segno.
L'attacco a South Pars spinge il prezzo del Brent fino a 108 dollari al barile. Diversi impianti della Zona speciale per l'energia, che fornisce il 70% del gas usato dall'Iran, risultano danneggiati dai raid. Non si sono registrati feriti o vittime, secondo i report del regime.
South Pars, di fondamentale importanza strategica non solo per Iran e Qatar ma per il mercato energetico globale, copre circa 9.700 chilometri quadrati: si estende su circa 3.700 chilometri quadrati e North Dome su circa 6mila. L'area è collegata sulla terraferma alla Pars Special Economic Energy Zone (Pseez) e al centro di liquefazione e trattamento del gas di Asaluyeh, cuore dell'industria del gas della Repubblica islamica.
Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie), South Pars contiene una riserva stimata di circa 50-51mila miliardi di metri cubi di gas. Il giacimento, scoperto all'inizio degli anni Settanta, produce attualmente intorno ai 700 milioni di metri cubi di gas al giorno. Se la produzione nella parte qatariota iniziò nel 1989, sul lato iraniano è iniziata formalmente nel 2002 con la messa in esercizio della fase 2. In Iran, il progetto è suddiviso in 24 fasi di sviluppo (non tutte completate), ognuna delle quali prevede la costruzione e l'attivazione di piattaforme offshore, pozzi sottomarini, impianti di trattamento a terra e linee di esportazione del gas.
Le forze dei Guardiani della Rivoluzione hanno minacciato rappresaglie contro obiettivi dell'industria petrolifera e gasifera nella regione in risposta. I Pasdaran hanno indicato cinque siti che sono diventati "obiettivi legittimi e potrebbero essere soggetti ad attacchi". L'impianto di Ras Laffan è stato già colpito. Nell'elenco figurano anche la raffineria Samref (Arabia Saudita), il giacimento di gas di Al-Hasan (Emirati), il complesso petrolchimico di Jubail (Arabia Saudita), il complesso petrolchimico di Mesaieed (Qatar).
Non sorprende, quindi, la reazione dei paesi del Golfo all'attacco israeliano. Il Qatar condanna come "pericoloso e irresponsabile" il raid contro South Pars. In una nota, il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari, sottolinea che "colpire le infrastrutture energetiche rappresenta una minaccia per la sicurezza energetica globale, nonché per le popolazioni e l'ambiente della regione". Il Qatar ribadisce "la necessità di evitare di prendere di mira infrastrutture vitali" e ha invitato "tutte le parti alla moderazione, al rispetto del diritto internazionale e a lavorare per una de-escalation che preservi la sicurezza e la stabilità regionale".
L'azione "costituisce un'escalation pericolosa" affermano gli Emirati Arabi Uniti in una nota del ministero degli Esteri. "Prendere di mira le infrastrutture energetiche - prosegue il comunicato - costituisce una minaccia diretta alla sicurezza energetica globale", comporta "gravi ripercussioni ambientali ed espone i civili, la sicurezza marittima e infrastrutture civili e industriali cruciali a rischi diretti".

Categoria: internazionale/esteri
21:39
Bayern-Atalanta: Sportiello para rigore a Kane, ma è da ripetere. Cos'è successo in Champions
(Adnkronos) - Primo tempo movimentato all'Allianz Arena di Monaco, durante gli ottavi di ritorno di Champions League tra Bayern e Atalanta. A metà del primo tempo, un tocco di mano in area di Giorgio Scalvini non viene inizialmente sanzionato dall'arbitro Bastien. Il Var richiama però il direttore di gara al monitor e, dopo revisione, si decide per il calcio di rigore in favore dei bavaresi tra le proteste nerazzurre.
Sul dischetto si presenta Harry Kane, ma il suo tentativo viene neutralizzato dalla grande parata di Marco Sportiello. L’esultanza del portiere e della Dea dura pochissimo: il Var interviene ancora, facendo notare come il portiere non avesse entrambi i piedi sulla linea al momento della battuta.
Il rigore viene quindi fatto ripetere. E stavolta Kane non sbaglia, spiazza Sportiello e porta in vantaggio il Bayern Monaco. Un episodio chiave, che complica ancor di più la situazione dell'Atalanta dopo il ko per 6-1 all'andata.

Categoria: sport
21:37
Iran, missili contro il gas del Qatar: esplosione a Ras Laffan
(Adnkronos) - L'Iran attacca il principale sito di gas del Qatar. Teheran lancia 5 missili, 4 vengono intercettati. Uno colpisce l'impianto di Ras Laffan, provocando un'esplosione e un incendio in una giornata che rischia di far partire un'ulteriore escalation nella guerra. "Ci riserviamo il diritto di rispondere", annuncia il Qatar.
Categoria: internazionale/esteri
21:06
Vela, Circolo Canottieri Aniene e Webuild: riprende viaggio di Banti e Tita su Nacra 17 verso Los Angeles 2028
(Adnkronos) - Il Circolo Canottieri Aniene – in stretta comunione con il Gruppo Webuild, suo storico partner per le attività nel settore della vela olimpica – manifesta grande gioia e profonda soddisfazione per l’ufficialità della sperata notizia appena data da Caterina Banti e Ruggero Tita di riprendere e continuare in coppia il loro viaggio a bordo della classe Nacra. Meta del viaggio – avversari e destino permettendo – Los Angeles 2028.
Caterina Banti, socia onoraria ed atleta del Cc Aniene, e Ruggero Tita, socio per meriti sportivi del Cc Aniene ed atleta delle Fiamme Gialle, hanno già all’attivo del loro sodalizio sportivo due ori olimpici, nei Giochi di Tokyo 2020 e di Parigi 2024, quattro titoli mondiali e quattro titoli europei.
Cc Aniene e Webuild – nel rispetto delle linee tecniche previste dai programmi degli atleti e da quelli della Federvela e del Coni – saranno al fianco di Caterina Banti (e del suo fare equipaggio con Ruggero Tita) nel cercare di creare le condizioni migliori per portare a compimento un progetto di assoluta straordinarietà non solo sportiva.

Categoria: economia
20:49
Barcellona-Newcastle 7-2, i blaugrana dilagano e volano ai quarti di Champions
(Adnkronos) - Il Barcellona travolge 7-2 il Newcastle in casa nel match di ritorno degli ottavi di finale di Champions League, oggi mercoledì 18 marzo, e avanza ai quarti di finale. All'andata in Inghilterra le due squadre avevano pareggiato 1-1. Per i blaugrana doppiette di Raphinha al 6' e al 72' e Lewandowski al 56' e al 61' e gol di Bernal al 18', Fermin al 51' e Yamal su rigore nel recupero del primo tempo. Inutile la doppietta di Elanga per gli ospiti a segno al 15' e al 28'.
Gattuso in ansia in vista del playoff mondiale per l'infortunio a Tonali, centrocampista dei 'Magpies' e della nazionale italiana, costretto a uscire al 55' sorretto dai sanitari.

Categoria: sport
20:21
Bayern Monaco-Atalanta 4-1, i tedeschi sfideranno il Real ai quarti - Rivivi la partita
(Adnkronos) - Il Bayern Monaco batte l'Atalanta 4-1 oggi, mercoledì 18 marzo, e avanza senza fatica ai quarti di finale di Champions League dove affronterà il Real Madrid. Dopo la vittoria per 6-1 all'andata alla New Balance Arena di Bergamo, i bavaresi si impongono anche nel ritorno degli ottavi per 4-1. Le reti portano la firma di Kane, autore di una doppietta al 25' su rigore e al 54', di Karl al 56' e di Luis Diaz al 70'. Di Samardzic all'85' il gol della bandiera per la Dea.
Il Bayern Monaco affronterà il Real Madrid ai quarti di finale di Champions il 7 e il 14 aprile.

Categoria: sport
19:40
Biogas Italy 2026, Cib traccia manifesto programmastico per consolidare sviluppo in agricoltura
(Adnkronos) - Nella prima giornata di Biogas Italy, l’evento annuale del Cib Consorzio Italiano Biogas, dedicato al biogas e biometano agricolo, giunto alla sua decima edizione, è stata tracciata la strada da percorrere per raggiungere il pieno potenziale produttivo di gas rinnovabile agricolo al 2030. L’evento è stato l’occasione per festeggiare insieme anche il ventennale del Consorzio, ripercorrendo la storia di successo attraverso le voci di coloro che hanno contribuito a costruire il sistema che oggi è divenuto un modello a livello europeo. La giornata si è aperta con un focus sull’attuale quadro geopolitico internazionale e sulla crescente attenzione ai temi di sicurezza e indipendenza energetica. In questo contesto, la filiera agricola è protagonista, offrendo opportunità importanti in termini di alimentazione, energia e fertilizzazione organica.
A fornire una fotografia della finanza rinnovabile alla prova delle crisi globale è intervento in particolare Francesco La Camera, Direttore generale Irena sostenendo che: “Viviamo un momento in cui l’energia è tornata al centro del dibattito globale, non solo come questione climatica, ma come questione di sicurezza, stabilità economica e sovranità strategica. Le tensioni geopolitiche recenti lo confermano con estrema chiarezza: un sistema energetico dominato dai combustibili fossili è inevitabilmente esposto alla geopolitica. In questo scenario, le bioenergie assumono un ruolo strategico e l’Italia rappresenta un esempio particolarmente rilevante, assumendo il ruolo di leader tra i paesi europei nello sviluppo del biometano, grazie a una filiera agricola avanzata, a un forte coinvolgimento del settore privato e a politiche di sostegno mirate.”
Restando sul piano sovranazionale, a tracciare la prospettiva Europea sul settore è intervenuta, in collegamento, Biljana Kulisic, Dg Ener della Commissione Europea, che ha sottolineato: "Le bioenergie rappresentano una via di uscita già pronta e disponibile per l’Europa, in grado di rispondere efficacemente alla crisi energetica e climatica. Come Commissione, potremmo far leva sui tripartite agreement per costruire un concreto percorso di sicurezza energetica nel breve periodo. Inoltre, strumenti come RepowerEu e direttive europee chiave come la Red3, appena recepita anche in Italia, aiuteranno il sistema a definire le nuove norme di supporto fondamentali per lo sviluppo del settore del biogas e del biometano in Europa”. Una prospettiva in linea con le azioni che sta portando avanti anche Eba - European Biogas Association per la quale è intervenuto il direttore Harmen Dekker dando conto dei diversi dossier su cui l’Associazione è impegnata a favore del settore a livello europeo.
Sul fronte nazionale, se da un lato serve rendere effettivi tutti gli investimenti promossi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), dall’altro occorre proseguire il percorso di crescita del settore definendo un piano razionale ed efficace di lungo termine, favorendo il raggiungimento della traiettoria delineata dal Pniec con la quale si prevede di traguardare i 5,7 miliardi di mc al 2030. Serve quindi attivare un piano strutturato di almeno 5 anni che consenta agli operatori agricoli e industriali di programmare e scadenzare gli investimenti, con un sistema flessibile per le connessioni alla rete del gas e una maggiore interoperabilità tra le reti di distribuzione e trasporto, senza dimenticare la corretta valorizzazione della programmabilità degli impianti che producono energia elettrica e termica da biogas. Sono queste le proposte principali che secondo il Cib sono i punti cardine per favorire l’utilizzo effettivo del potenziale produttivo reale proveniente dal mondo agricolo. Un potenziale di biometano che potrà coprire al 2040 fino al 30% dei consumi di gas naturale a livello nazionale.
In risposta a queste traiettorie la posizione dei decisori è apparsa chiara. A partire dal Segretario di Presidenza della Camera e membro della Commissione Ambiente On. Francesco Battistoni che ha dichiarato: “Efficientare il sistema, sul piano burocratico e fiscale, e arricchire il mix energetico con tutte le fonti è la strada che il governo sta seguendo, nell’obiettivo di valorizzare le imprese dei comparti interessati. Sono stato il primo firmatario dell’emendamento al DL Rigassificatori che ha istituito un meccanismo di prezzi minimi garantiti basato sui costi di produzione effettivamente sostenuti per gli impianti biogas che beneficiano di incentivi in scadenza entro il 31 dicembre 2027 e che non possono convertire a biometano. Grazie a questa misura abbiamo dato un futuro certo a tutti quegli impianti che rischiavano di dover fermare la produzione a causa degli aumenti dei costi delle materie prime e della spinta inflazionistica degli ultimi tempi”.
Federico Boschi, Capo dipartimento energia del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, intervenuto in collegamento, ha specificato che il Ministero è al lavoro per chiudere il dossier Pnrr e predisporre il decreto che contribuirà a proseguire lo sviluppo del settore almeno fino al 2030. Davide Valenzano del Gse, ponendo l’attenzione sul Dl Pnrr, in conversione in Parlamento, ha dichiarato che: “La misura biometano è evoluta da una logica di misura a performance a una logica a facility ossia finanziaria; un cambiamento sostanziale maturato da un lavoro finalizzato a salvaguardare tutte le progettualità selezionate tramite le procedure competitive. Sono 549 i progetti di biometano ammessi nelle 5 graduatorie, per complessivi 236 mila smc/h di capacità produttiva. Un cambiamento che alleggerisce la pressione su chi sta costruendo e concentra gli sforzi sulla formalizzazione sui rapporti contrattuali, infatti è in fase avanzata la stipula dell’accordo Gse - Mase. Le progettualità che hanno comunicato l’avvio dei lavori sono 323 impianti mentre 46 impianti sono già operativi.“
Il sistema, già oggi, sta dimostrando grande reattività e capacità progettuale in grado di rispondere all’esigenza di sicurezza e decarbonizzazione dei settori di difficile elettrificazione entro il 2050 come hanno dimostrato i dialoghi che si sono susseguiti nel corso della giornata. Se, come ha evidenziato Carlo Fidanza, Mep Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, a livello europeo risulta sempre più strategico arrivare sia a conseguire l’obiettivo vincolante di 35 miliardi di metri cubi di biometano, inserito anche nel RepowerEU, sia a riconoscere l’equiparazione del digestato su cui è in prima linea, a livello italiano si è già riusciti a definire un quadro regolatorio positivo, che ha consentito di sviluppare la filiera d’eccellenza del biogas e biometano. Questo tema è stato evidenziato anche da Giovanni Perrella, Presidente del Comitato biocarburanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Durante i dialoghi del panel “Reti e mercati. Connessioni di valore” si è affrontato inoltre nel concreto il tema delle infrastrutture, la necessità di semplificazione e della creazione dei presupposti per lo sviluppo armonico del mercato biometano e degli investimenti nella filiera. Ad arricchire la giornata sono intervenuti: Nicola Battilana, Executive Director Infrastructures Planning Snam, Lorenzo Romeo, Chief Strategy Officer Italgas, Andrea Andreuzzi, Senior Advisor per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile Confindustria; Mariarosa Baroni, Presidente NGV, Marta Bucci, Direttore Generale Proxigas, Emanuele Fontana, Agriculture Coordinator Crédit Agricole Italia, Maria Vittoria Pisante, Direttrice Strategia e Sviluppo Veolia Italia, Mattia Sica, Direttore Politiche e Regolazione Settore Energia Utilitalia, Andrea Stegher, Presidente International Gas Union (Igu).
“Celebrare il ventennale del nostro Consorzio è un traguardo non scontato", sottolinea Piero Gattoni, Presidente del Cib. “In questo cammino abbiamo visto l'agricoltura trasformarsi in una risorsa inestimabile per il Paese, capace di generare beni comuni e restituire dignità a chi lavora la terra. Il contesto geopolitico complesso, ci impone una riflessione attenta sull’orientamento degli investimenti futuri. L’agricoltura è pronta a dare un contributo decisivo, senza arretrare sul percorso di transizione ecologica intrapreso, facendo leva su un ampio potenziale di produzione rinnovabile e su un patrimonio di impianti esistenti che non deve essere disperso.” Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto in chiusura della prima giornata, ha sottolineato il ruolo strategico del settore: “Mi impegno a migliorare le previsioni del Dl Bollette per consentire agli impianti di proseguire la produzione di biogas con tempi corretti per la conversione a biometano che non sarà più un impegno vincolante. Il mutato scenario internazionale ci impone di salvaguardare la produzione nazionale rispettando gli obiettivi del Pniec pari a 5,7 miliardi di smc che rappresentano il 10% della domanda attuale di gas”.

Categoria: sostenibilita
19:37
Caro benzina e diesel, il governo corre ai ripari. Meloni: "Tagliamo 25 centesimi al litro"
(Adnkronos) - Un sostanzioso taglio delle accise temporaneo che porterà a un risparmio di 25 centesimi al litro sui carburanti. Il governo corre ai ripari contro l'impennata dei prezzi di benzina e diesel seguita alla guerra di Usa e Israele contro l'Iran, con il decreto carburanti varato nella serata di oggi, mercoledì 18 marzo, dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento prevede anche il potenziamento del ruolo di Mr. Prezzi e il credito di imposta per gli autotrasportatori. "Combattiamo la speculazione e intanto abbassiamo i prezzi di benzina e gasolio", ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del Cdm. Il taglio delle accise dovrebbe rimanere in vigore per 20 giorni, secondo quanto previsto da una bozza del decreto.
"Siamo intervenuti oggi in Consiglio dei ministri - ha spiegato Meloni - con un decreto che riguarda il prezzo del carburante, la priorità in questo momento. Siamo intervenuti con 3 misure. Di fatto noi tagliamo 25 centesimi al litro, introduciamo un credito d'imposta per gli autotrasportatori, perché non vogliamo che l'aumento del prezzo si trasferisca sui beni di consumo, e diamo vita a un meccanismo anti speculazione che di fatto lega il prezzo del carburante all'andamento reale del prezzo del petrolio, introducendo delle sanzioni per chi dovesse discostarsi".
Il pacchetto di misure "ha un obiettivo chiaro nell'immediato: fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi, una crisi che chiaramente tutti lavoriamo perché finisca nel più breve tempo possibile. Il messaggio che vogliamo dare ai cittadini è semplice: noi continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per impedire che si speculi su ciò che sta accadendo e per evitare che le conseguenze della crisi possano impattare sulle famiglie e sulle imprese di questa nazione", ha aggiunto la presidente del Consiglio.
Il decreto, ha spiegato nel dettaglio. prevede "un meccanismo antispeculazione. Vogliamo cioè legare in modo stringente il prezzo applicato ai consumatori dai petrolieri e dai distributori all'effettiva variazione dei prezzi del greggio a livello internazionale, perché non vogliamo che queste risorse che stiamo investendo, che sono soldi degli italiani, finiscano nelle mani degli speculatori".
Si tratta di "un sostanzioso aiuto, a tempo - ha spiegato il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvinis - perché bisogna vedere cosa succede in Medioriente. Non stiamo parlando di 3 o 4 centesimi al litro" ma "di 20-25 centesimi al litro. È chiaro che questo deve essere automaticamente tolto dal prezzo: se il diesel è mediamente a 2-2,10 euro, deve scendere sotto i 2 e scendere sotto l'1,90", ha chiosato Salvini.

Categoria: economia
19:14
Meningite, salgono a 20 i casi in Inghilterra: ora vaccino per 5mila studenti
(Adnkronos) - Sale a quota 20 il numero totale di casi di meningite - 11 sospetti e 9 confermati - correlati all'epidemia in corso nel Kent, contea dell'Inghilterra, zona a Sud-Est di Londra. Due i morti: una studentessa diciottenne dell'ultimo anno delle superiori e uno studente 21enne dell'università del Kent. Finora, secondo quanto riporta la 'Bbc', 5 scuole dell'area hanno segnalato contagi confermati o sospetti tra i propri alunni e una seconda università della zona ha confermato un caso.
Le autorità sanitarie hanno già avviato un programma mirato di vaccinazione contro la meningite B, il patogeno rilevato, per 5mila studenti del campus dell'università del Kent a Canterbury e sono al lavoro per completare il tracciamento dei contatti e definire l'origine del focolaio. Un'ipotesi è che i casi siano collegati a un evento sociale che si sarebbe svolto nei primi giorni di marzo. Il primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, intervenendo alla Camera dei Comuni ha invitato chiunque abbia frequentato un locale notturno di Canterbury (il Club Chemistry) in data 5, 6 e 7 marzo, a "farsi avanti per ricevere gli antibiotici" a scopo preventivo, farmaci somministrati già a 2.500 persone.
Intanto notizie collegate a questo focolaio arrivano anche dalla Francia, dove le autorità sanitarie riferiscono che una persona ricoverata in ospedale per meningite, dopo essere rientrata dall'Inghilterra, è ora in condizioni stabili e nei giorni scorsi avevano già allertato l'Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (Ukhsa) di un secondo caso confermato in Francia collegato all'università del Kent. La situazione è sotto monitoraggio e al momento il ministero della Salute francese ha dichiarato che non sono stati segnalati altri casi collegati al focolaio oltremanica.
L'epidemia è stata definita "esplosiva" dagli esperti per la velocità e la diffusione che sono state "senza precedenti". Ma pur essendo possibili ulteriori casi, poiché il periodo di incubazione va dai 2 ai 14 giorni, il segretario Uk per la Salute, Wes Streeting, ha puntualizzato - intervenendo a 'Bbc Breakfast' - che il rischio generale legato a questa epidemia resta "molto basso".
Nella popolazione resta in ogni caso un certo livello di preoccupazione. E la domanda di vaccino contro il meningococco B risulta attualmente elevata, come segnalano diverse catene di farmacie: Boots ha annunciato di aver implementato un sistema di gestione delle code per i clienti che tentano di accedere alla pagina del sito web dedicata al servizio di vaccinazione e analogamente Superdrug ha creato una lista d'attesa per il vaccino, con un avviso sul proprio sito web che informa i clienti di una "carenza a livello nazionale". L'azienda afferma che "sta collaborando con i fornitori per assicurarsi un maggior numero di dosi".

Categoria: internazionale/esteri
19:07
Food: ricerca Birra Messina, per Gen Z aperitivo occasione per esprimere se stessi
(Adnkronos) - L’aperitivo, per gli italiani, non è più solo una pausa o un rito, ma anche un’occasione per esprimere sé stessi, soprattutto tra le nuove generazioni. Per quasi un giovane Gen Z su tre (30%), infatti, scegliere cosa bere diventa un vero e proprio gesto identitario, in cui ogni dettaglio – dal contesto alla bevanda, dal look all’atmosfera – racconta qualcosa di chi siamo. È quanto emerge da una indagine inedita condotta da AstraRicerche per Birra Messina, su un campione di oltre 1.000 italiani di età compresa tra i 18 e i 70 anni che sono soliti fare l’aperitivo almeno 2-3 volte al mese, con un focus particolare sulle giovani generazioni. Per gli italiani intervistati, l’aperitivo rappresenta in prima battuta un momento leggero per staccare dalla routine e concedersi una pausa piacevole (69%), ma è interessante notare come per alcuni di loro sia anche un’occasione per esprimere se stessi, il proprio stile e affermare chi si è davvero (33%), e per scoprire nuovi gusti e lasciarsi sorprendere (18%). Inoltre, per quasi 9 italiani su 10 (88%), oggi vivere l’aperitivo significa essere nel posto giusto e a proprio agio, con un picco particolarmente evidente tra donne e Gen Z. Un momento che richiede cura: l’89% ritiene infatti fondamentale che tutti gli elementi dell’esperienza – dal luogo all’atmosfera, fino a cibo e bevande – contribuiscano a creare il mood giusto. Un’esigenza che racconta un aperitivo sempre più consapevole, scelto e vissuto come spazio di benessere personale ed espressione autentica.
La scoperta di nuove esperienze di gusto gioca un ruolo centrale: l’86% del campione la considera importante per rendere l’aperitivo più coinvolgente, con l’84% che dichiara di apprezzare particolarmente l’esplorazione di sapori inediti o ingredienti sorprendenti, anche come modo per distinguersi dagli altri. Un approccio guidato soprattutto dalla Gen Z, per cui l’aperitivo diventa sempre più un momento di scoperta e sperimentazione, alla ricerca di proposte originali capaci di rendere l’esperienza più personale. È proprio in questo scenario di curiosità e voglia di sperimentare che nasce Birra Messina Note di Melograno, la nuova proposta della famiglia Birra Messina: una birra impreziosita da un ingrediente inaspettato, il succo di melograno, pensata per reinterpretare l’aperitivo con uno sguardo nuovo, sorprendente e contemporaneo.
“I dati della ricerca ci raccontano un aperitivo che sta evolvendo, soprattutto tra i giovani adulti. Non è più solo un rito sociale, ma un momento sempre più legato all’espressione personale, alla scoperta e alla meraviglia dei dettagli inaspettati. – commenta Michela Filippi, Marketing Director di Heineken Italia – Gli italiani mostrano grande curiosità e apertura verso proposte capaci di sorprendere, rimanendo sempre attenti al gusto, in termini di accessibilità e qualità. È proprio a partire da questa evoluzione che nasce Birra Messina Note di Melograno: una birra impreziosita da un ingrediente inaspettato, il succo di melograno, capace di regalare un gusto bilanciato e piacevolmente rinfrescante, con una delicata nota fruttata sul finale. Con il suo colore brillante e distintivo, questa nuova proposta è pensata per chi ama scoprire sapori nuovi e vivere l’aperitivo come un momento in cui esprimere la propria personalità, raccontando qualcosa di sé. Con Birra Messina Note di Melograno vogliamo contribuire ad ampliare le possibilità espressive della categoria birra, dimostrando come possa andare oltre le sue connotazioni più tradizionali per offrire proposte originali, sorprendenti e capaci di parlare a un pubblico sempre più ampio, intercettando nuovi gusti, occasioni di consumo e bisogni emergenti dei consumatori”.
Ma quali sono i driver che spingono gli italiani a scegliere cosa bere durante l’aperitivo? Secondo l’indagine AstraRicerche, a guidare le scelte sono curiosità e voglia di novità, indicata dal 63% degli intervistati, soprattutto tra Millennials e Gen Z. La scoperta di gusti nuovi o ingredienti inattesi (41%) e l’aspetto visivo della bevanda (32%) diventano elementi decisivi, confermando come oggi il piacere dell’aperitivo passi anche dagli occhi e dal racconto, oltre che ovviamente dal gusto. Infatti, per rendere l’esperienza di consumo davvero speciale, il gusto emerge come elemento imprescindibile: per quasi la totalità (96%) del campione è un elemento importante, accanto ai colori e all’aspetto visivo della bevanda (81%) e alla bellezza della bottiglia, che per il 65% deve essere piacevole da vedere o da tenere in mano.
Oltre alla dimensione sociale, che resta centrale per oltre 6 italiani su 10 (62%), tra i più giovani l’aperitivo si distingue sempre più per la qualità di cibo e bevande e la cura dell’esperienza. Per la Gen Z, infatti, la qualità di ciò che si beve e si mangia è un elemento chiave per il 44% degli intervistati, ben 7,1 punti percentuali sopra la media nazionale (37%), mentre il 23% attribuisce grande importanza alla cura dei dettagli, dall’estetica della presentazione fino alle modalità di servizio (contro il 17% della media nazionale). Un’attenzione che racconta un aperitivo sempre più vissuto tra le nuove generazioni come esperienza completa, dove gusto, atmosfera e coerenza contribuiscono a rendere il momento davvero speciale. Quando si parla della birra da accompagnare all’aperitivo, a fare la differenza è soprattutto la distintività del prodotto, indicata come fattore più rilevante dal 55% degli intervistati. Seguono il gusto, che deve essere originale ma equilibrato (36%) e la facilità di bevuta (25%). Tra i più giovani, emerge inoltre una particolare attenzione verso caratteristiche in linea con uno stile di vita sano ed equilibrato (22%), insieme a elementi capaci di sorprendere, come il colore particolare della birra (18%) o la presenza di un ingrediente speciale (15%). Un insieme di fattori che conferma come durante l’aperitivo la birra sia sempre più un terreno di sperimentazione, oltre che di scelta consapevole. La birra si conferma la scelta più versatile per il 74% degli intervistati: una presenza sicura e adatta a qualsiasi contesto e occasione di consumo, dalle situazioni più informali ai momenti di convivialità tra amici. Accanto a questa familiarità cresce anche il desiderio di sperimentare: la scelta di una birra non tradizionale, infatti, avviene soprattutto quando si vuole provare un gusto nuovo (46%), quando il locale propone un prodotto particolare o quando si è in compagnia di amici curiosi (29%).
Cresce quindi la voglia di lasciarsi sorprendere: oltre il 60% degli italiani dichiara di aver già provato birre diverse dal solito, come ad esempio birre aromatizzate o arricchite da ingredienti speciali, soprattutto tra i Millennials; mentre emerge una quota significativa di curiosi: il 24% pur non avendole ancora assaggiate, dichiara di essere disposto a farlo, in particolare tra la Gen Z. Inoltre, quando una nuova birra conquista, l’esperienza tende a essere ripetuta e condivisa: oltre un italiano su tre (37%) la sceglierebbe nuovamente in altre occasioni, mentre il 23% cercherebbe informazioni sul dove trovarla. Un quarto degli intervistati (25%) arriverebbe anche a consigliarla agli amici, a conferma di come la scoperta di nuovi gusti diventi sempre più un’esperienza da condividere.
In linea con l’evoluzione dei gusti dei consumatori, Birra Messina continua a investire in innovazioni pensate per interpretare e soddisfare i nuovi bisogni del bere contemporaneo. In questo contesto nasce Birra Messina Note di Melograno, l’ultima novità della famiglia Birra Messina: una proposta pensata per chi è alla ricerca di nuove esperienze gustative, pur sempre equilibrate e accessibili. Ideale per il momento dell’aperitivo, risponde al desiderio di scoperta e sperimentazione che sempre più caratterizza questo rito di socialità, trasformandolo in un’occasione di piacere condiviso che si tinge di meraviglia. Si tratta di una birra lager con grado alcolico del 5%, impreziosita da un ingrediente
inaspettato: il succo di melograno. Il gusto risulta bilanciato e piacevolmente rinfrescante, con una delicata nota fruttata sul finale, che invita subito a un altro sorso. Con un grado di amarezza moderato, Birra Messina Note di Melograno lascia al palato un retrogusto pulito e fresco, in perfetto equilibrio tra componente birra e nota aromatica. La novità si presenta in una bottiglia che condivide la forma iconica con Birra Messina Cristalli di Sale, ma in versione trasparente per esaltarne il colore brillante e distintivo.

Categoria: economia
18:44
Referendum, 26 associazioni e organizzazioni per il Sì riunite a Roma
(Adnkronos) - Si è svolto a Roma, l'evento conclusivo del percorso che ha portato alla nascita di un fronte trasversale di 26 organizzazioni civiche, sindacali, datoriali e sportive a sostegno del SÌ ai referendum sulla riforma della Giustizia.
L'iniziativa, moderata dai Presidenti di ASI e OPES, Claudio Barbaro e Juri Morico, ha segnato l'ingresso formale del mondo dell'associazionismo e del Terzo Settore nella campagna referendaria. L'incontro ha rappresentato il punto di arrivo di settimane di confronto interno tra le sigle aderenti e ha offerto l'occasione per presentare i risultati del lavoro di sensibilizzazione svolto sui territori. “Per il mondo dello sport e del Terzo settore che rappresentiamo e che è rappresentato anche dalle tante associazioni che hanno deciso di sposare questo comitato per il “Sì”, la fiducia rappresenta un principio chiave. Ogni giorno operiamo in contesti in cui legalità, equità e fiducia nelle istituzioni fanno la differenza tra inclusione ed esclusione, tra opportunità e marginalità. Una giustizia percepita come distante o condizionata indebolisce il tessuto sociale; una magistratura credibile e non auto-referenziata, invece, lo rafforza. Una giustizia più equilibrata e più efficace non è solo un principio astratto. È una condizione concreta per garantire libertà, tutelare i più fragili, sostenere chi si adopera ogni giorno per il bene comune”, ha detto il Presidente di OPES Juri Morico.
“La separazione delle carriere (insieme alla Grecia siamo l’unico Paese europeo dove non sono separate) e il sorteggio dei componenti del CSM sono entrambe componenti essenziali per un riordino della Magistratura improntato alla equità e all'imparzialità. Due carriere distinte e due Consigli Superiori eletti con sorteggio rappresentano infatti la liberazione dalle correnti.L'appuntamento referendario è quindi una grande occasione per completare la riforma del processo accusatorio, avvicinarsi alla idea di un processo paritario fra accusa e difesa, avvicinare la giustizia italiana a quella delle democrazie liberali dell'occidente”, ha detto il Presidente di ASI Claudio Barbaro.
Nel corso dell’incontro hanno esposto le loro ragioni per il Sì, nell’ordine, in un acceso dibattito introdotto nella parte giuridica dall’avvocato Ettore de Conciliis, Vincenzo Pepe (Fare Ambiente), Paolo Patrizio (Meritocrazia Italia), Marco De Cesare (UGL Giovani), Piergiorgio Benvenuti (Ecoitaliasolidale), Marco Scurria (MSP), Carlo De Falco (Gruppi Ricerca Ecologica), Sabino Morano (Primavera Meridionale), Francesco Prudenzano (Confintesa), Simone Forte (Ciao Lab), Giacomo Meschini (CIDA FC) e Pompeo Savarino (AGDP). Con questa iniziativa, il mondo associativo e dello sport organizzato rivendica il proprio ruolo di corpo intermedio nella vita democratica del Paese, con la capacità e la volontà di alimentare il dibattito pubblico su temi di rilevanza civile, al di là degli schieramenti politici tradizionali.

Categoria: politica
18:31
Il Gruppo Ferrero acquisirà Bold Snacks, azienda brasiliana di snack proteici
(Adnkronos) - Il Gruppo Ferrero ha annunciato di aver firmato un accordo per l'acquisizione di Bold Snacks, azienda brasiliana attiva nel settore degli snack proteici di alta gamma. Fondata nel 2018, Bold Snacks ha registrato sin dall’inizio una forte crescita per effetto della sua strategia digitale e del suo portafoglio innovativo di barrette proteiche, e ha recentemente ampliato la propria offerta includendo le polveri di siero di latte (whey powder). “Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Bold Snacks in Ferrero, segnando così il nostro primo ingresso nel segmento dei prodotti Better-for-You in Sud America - commenta Daniel Martinez Carretero, direttore finanziario del Gruppo Ferrero - Bold Snacks è un marchio esclusivo con un forte dinamismo in Brasile e l'operazione rafforza ulteriormente la nostra presenza in questo settore, sostenendo al contempo il continuo sviluppo del nostro portafoglio nelle principali aree geografiche”.
Nell’ambito dell’operazione, Ferrero acquisirà la sede e lo stabilimento di Bold Snacks a Divinópolis, nello Stato di Minas Gerais e si prevede che circa 300 dipendenti si uniranno a Ferrero Brasile. "Entrare a far parte di Ferrero rappresenta un’opportunità straordinaria per la nostra azienda e per i nostri dipendenti - ha aggiunto Gabriel Ferreira, fondatore e amministratore delegato di Bold Snacks - essere riconosciuti da un leader mondiale nel settore alimentare, che vanta una solida esperienza nella creazione e nella promozione di marchi iconici, ci offre un’opportunità unica per accelerare la nostra crescita e contribuire a far conoscere Bold Snacks a un numero di consumatori mai raggiunto prima".
L'acquisizione prevista aggiunge Bold Snacks al crescente portafoglio di prodotti Better-For-You del Gruppo Ferrero, quali Eat Natural e Fulfil in Europa e Power Crunch in Nord America. In Brasile, Ferrero e la sua controllata Dori Alimentos, di proprietà di Ferrara, danno attualmente lavoro a 4.500 persone distribuite in cinque stabilimenti e tre sedi. La transazione annunciata dovrebbe perfezionarsi nei prossimi mesi, subordinatamente al soddisfacimento delle consuete condizioni di chiusura.

Categoria: economia
17:58
Imprese, quasi 5.600 nel 2025 le società benefit in Italia, +20% in un anno
(Adnkronos) - Le società benefit in Italia sono 5.540 a fine 2025, con una crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente e un’incidenza, per le grandi imprese, pari al 2,2% sul totale delle società registrate. E' quanto emerge dai nuovi risultati della ricerca nazionale sulle società benefit 2026, realizzata da Nativa, il Research Department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, l’Università di Padova, la Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit. Oltre alla crescita numerica, aumenta anche il peso occupazionale: nel 2025 le società benefit impiegano circa 241 mila addetti, con un incremento di oltre l’11% rispetto ai 217 mila dell’anno precedente, a conferma del progressivo consolidamento di questo modello nel sistema imprenditoriale italiano. Sul piano economico, le società benefit hanno generato 69 miliardi di euro di valore della produzione nell’anno fiscale 2024, in aumento rispetto ai 62 miliardi dell’anno precedente e pari al 2,5% del valore complessivo generato da tutte le società registrate.
L’analisi delle performance nel periodo 2022-2024 evidenzia una dinamica migliore delle società benefit rispetto alle imprese tradizionali (confrontabili per dimensione e macrosettore), nonché un impatto economico e sociale più rilevante. Le società benefit registrano, infatti, una crescita del fatturato del 14,6%, a fronte del 5,3% delle non-benefit (in termini mediani). Nello stesso periodo il valore aggiunto aumenta del 19,7%, contro il 12,6% delle imprese tradizionali.
Cresce in modo più marcato anche il costo del lavoro, che nelle società benefit aumenta del 21,6% rispetto all’11,2% delle non-benefit. Nel 2024, inoltre, il salario per addetto nelle società benefit risulta superiore di circa 3.000 euro rispetto a quello delle imprese non-benefit comparabili (sempre in termini mediani). Dati che evidenziano una maggiore redistribuzione del valore verso le persone e le loro famiglie, in un contesto economico caratterizzato da forti pressioni inflazionistiche ed erosione del potere d’acquisto. Il supporto si osserva non solo in termini di valore riconosciuto, ma anche come sostegno all’occupazione: la quota di società benefit che ha aumentato i propri addetti tra 2022 e 2024 è del 63%, 15 punti in più rispetto al campione di confronto. Una conferma del forte orientamento delle società benefit in termini di creazione di impatto positivo sulla comunità.
Anche la redditività mostra un andamento più favorevole. Nel periodo considerato le società benefit registrano una crescita del margine operativo lordo del 16,2%, superiore al 10,5% rilevato tra le imprese non-benefit. Inoltre le società benefit sono caratterizzate da un maggior grado di investimenti su importanti leve strategiche come innovazione, internazionalizzazione, attenzione alla sostenibilità e investimento in energia rinnovabile. La ricerca evidenzia inoltre alcune differenze rilevanti anche nella composizione della governance. In una società benefit su quattro oltre la metà del board è composta da donne, mentre nel complesso il 47% delle società benefit presenta almeno una donna nel board, a fronte del 36% delle imprese tradizionali. Risulta inoltre più diffusa la presenza di giovani: il 29,3% delle società benefit ha almeno un membro del board under 40, contro il 21,8% delle non-benefit. Di contro, i board composti esclusivamente da membri over 65 risultano meno frequenti, con un’incidenza del 4,9% tra le società benefit rispetto all’11% nelle imprese tradizionali.
L’importanza della presenza dei giovani all’interno delle imprese, si può rilevare sotto diversi aspetti: tra le società benefit, le imprese con almeno un under 40 nel board, rispetto a quelle composte esclusivamente da over 65, registrano una crescita del fatturato del 17,4% (vs +6,2%), un aumento degli addetti del 15,5% (vs +10,1%) e una crescita del valore aggiunto del 22,5% (vs +12,6%), suggerendo una correlazione tra maggiore rinnovamento nella governance e migliori performance economiche.
A livello settoriale, la maggiore concentrazione di società benefit si registra nelle attività professionali, che contano 1.510 imprese, seguite dal settore delle telecomunicazioni con 866 e dalla manifattura con 633. Il settore delle attività amministrative si distingue, invece, nettamente nella distribuzione degli addetti, concentrando il maggior numero di lavoratori nelle società benefit: 72,6 mila addetti, pari al 41,76 per mille del totale del comparto. Dal punto di vista territoriale, infine, la Lombardia si conferma la regione con la maggiore presenza di società benefit, con 1.721 imprese a fine 2025. A seguire il Lazio con 670 imprese, il Veneto con 551 e l’Emilia-Romagna con 472. La Lombardia si distingue anche sotto il profilo economico, risultando il territorio con il maggiore contributo delle società benefit. Nella regione queste imprese generano infatti 32 miliardi di euro di valore della produzione e rappresentano il 37,75 per mille del valore complessivo prodotto dalle società registrate. Inoltre, la Lombardia figura tra le regioni con la maggiore incidenza di società benefit, con 3,11 per mille, seguita da Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. Anche a livello provinciale emergono territori particolarmente dinamici. Milano guida la classifica delle province italiane con la maggiore incidenza di società benefit, pari a 4,38 per mille, seguita da Trieste (3,99 per mille) e Parma (3,59 per mille).

Categoria: economia
17:36
Direttrice 007 Usa smentisce Trump: "Iran non ha tentato di ricostruire capacità nucleare dopo giugno 2025". Ma in aula non lo dice
(Adnkronos) - L'Iran non ha tentato di ricostruire i programmi per l'arricchimento dell'uranio dopo che le sue capacità sono state distrutte nei bombardamenti di Israele e Usa nel giugno del 2025. E' quanto sottolineato dalla direttrice della National Intelligence, Tulsi Gabbard, in una dichiarazione scritta presentata al Senato, che sembra essere in contraddizione con le giustificazioni dell'attacco avanzate da Donald Trump. "Come risultato dell'Operation Midnight Hammer, il programma iraniano di arricchimento dell'uranio è stato obliterato - ha dichiarato Gabbard nel testo - non ci sono stati tentativi da allora di ricostruire la capacità di arricchimento dell'uranio".
Gabbard però questo passaggio in aula non l'ha letto. E quando il senatore democratico, Mark Warner, a cui era stato consegnato il testo integrale, gliel'ha fatto notare, chiedendole se avesse "omesso il paragrafo perché il presidente due settimane fa ha detto che dall'Iran veniva una minaccia imminente", la direttrice della National Intelligence ha risposto: "No, ho solo visto che mi ero dilungata e quindi ho saltato dei passaggi".
"L'unica persona che può determinare quello che è e quello che non è una minaccia imminente è il presidente", ha poi affermato quando oggi il senatore democratico Jon Ossof le ha ripetutamente chiesto se l'Iran costituisse o meno una minaccia imminente. "Non è responsabilità dell'intelligence community determinare quello che costituisce una minaccia per gli Stati Uniti", ha detto ancora la direttrice della National Intelligence, provocando la reazione di Ossof. "E' precisamente sua responsabilità stabilire che cosa rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti", ha incalzato il democratico, sottolineando che in queste audizioni sulle minacce globali i vertici dell'intelligence sono tenuti a presentare al Congresso le informazioni in modo "oggettivo e indipendente da considerazioni politiche". "Lei invece non risponde alla domanda, perché dare una risposta onesta alla commissione contraddirebbe quanto detto dalla Casa Bianca", ha concluso il senatore.
Il regime iraniano ha subito pesanti colpi negli attacchi di Stati Uniti e Israele, ma resta "intatto" e potrà ricostruire il suo arsenale militare se sopravvive, è la valutazione fatta da Gabbard. La comunità dell'intelligence statunitense "ritiene che il regime in Iran sia intatto ma in gran parte degradato a causa degli attacchi alla sua leadership e alle sue capacità militari".
"Le sue capacità di proiezione di potenza militare convenzionale sono state in gran parte distrutte, lasciando opzioni limitate. La posizione strategica dell'Iran è stata significativamente degradata", è l'analisi, salvo poi avvertire: "Ciononostante, l'Iran e i suoi proxy continuano ad attaccare gli interessi statunitensi e alleati in Medio Oriente. La comunità dell'intelligence ritiene che se un regime ostile sopravvive, cercherà di avviare uno sforzo pluriennale per ricostruire le sue forze missilistiche e di droni".

Categoria: internazionale/esteri
17:28
Amici 25, è caccia al nome del quarto giudice e spunta l'ipotesi Amadeus
(Adnkronos) - La giuria del serale di 'Amici 25' è quasi al completo. Dopo l'ufficializzazione di Gigi D'Alessio, annunciato ieri direttamente da Maria De Filippi, un video sui canali social del programma ha confermato altri due nomi: Cristiano Malgioglio ed Elena D'Amario, già nella giuria dell’anno scorso. A svelarli è stato Alessandro Cattelan, che ha poi alimentato il mistero su un quarto componente. "Manca il quarto, che vi giuro non sono io", ha detto il conduttore mostrando un nuovo indizio, uno zaino, che ha subito scatenato il toto-nomi.
Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, il quarto giudice del serale sarebbe Amadeus. L'ipotesi troverebbe conferma anche negli indizi seminati dalla trasmissione nei giorni scorsi, come i riferimenti alla nota passione del conduttore per i cavalli. Se confermato, per lui si tratterebbe di un ritorno nel talent show.
La giuria sarebbe quindi composta dalla new entry Gigi D'Alessio e dai riconfermati Cristiano Malgioglio ed Elena D'Amario, con Amadeus a completare il quartetto. Per Alessandro Cattelan, invece, si profila un ruolo diverso, con interventi previsti in alcuni momenti chiave del programma.

Categoria: spettacoli
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Alzheimer, un tampone nasale rivela la malattia prima dei sintomi
(Adnkronos) - Scoprire l'Alzheimer con un tampone. Un test nasale rapido, eseguito in ambulatorio, può individuare i primi cambiamenti biologici legati all'Alzheimer anche prima che si manifestino i problemi cognitivi e di memoria associati alla patologia. Lo suggerisce uno studio Usa pubblicato su 'Nature Communications' da scienziati Duke Health, che hanno utilizzato "un tampone delicato, inserito nella parte alta del naso", per raccogliere cellule nervose e immunitarie. E analizzandole, i ricercatori hanno individuato "schemi ben definiti che distinguevano le persone con Alzheimer in fase iniziale o con diagnosi confermata da quelle senza la malattia".
La malattia di Alzheimer colpisce milioni di persone in tutto il mondo, eppure è più difficile da diagnosticare negli stadi iniziali, quando i nuovi trattamenti potrebbero essere più efficaci, osservano gli studiosi. "Vogliamo essere in grado di confermare l'Alzheimer molto precocemente, prima che il danno abbia il tempo di accumularsi nel cervello", afferma Bradley J. Goldstein, autore corrispondente del lavoro, professore dei dipartimenti di Chirurgia cervico-facciale e Scienze della comunicazione, Biologia cellulare e Neurobiologia della Duke University School of Medicine. Perché "se riusciamo a diagnosticare le persone abbastanza presto - sottolinea - potremmo essere in grado di iniziare terapie che impediscano loro di sviluppare l'Alzheimer in forma clinica".
La procedura per la raccolta delle cellule nasali richiede solo pochi minuti, descrivono gli scienziati. Dopo aver applicato uno spray anestetico, un medico guida un minuscolo pennello nella parte superiore del naso, dove si trovano le cellule nervose responsabili della percezione degli odori. I ricercatori esaminano quindi le cellule raccolte per vedere quali geni sono attivi, una 'spia' di ciò che sta accadendo all'interno del cervello. Nello studio sono stati confrontati i campioni di 22 partecipanti, misurando l'attività di migliaia di geni in centinaia di migliaia di singole cellule, per un totale di milioni di data point. Il tampone nasale è stato in grado di rilevare precocemente cambiamenti nelle cellule nervose e immunitarie. Questo anche in persone che hanno mostrato segni di Alzheimer rilevabili tramite gli esami di laboratorio, ma che ancora non presentavano sintomi della malattia.
Un punteggio genetico combinato, basato sull'analisi del tessuto nasale, ha correttamente distinto i pazienti con Alzheimer in fase iniziale e clinica dai soggetti sani di controllo nell'81% dei casi. Mary Umstead, una volontaria che ha partecipato allo studio, ha spiegato di essersi unita alla ricerca in onore della defunta sorella Mariah. "Quando si è presentata l'opportunità di partecipare a uno studio - ha ricordato - l'ho colta al volo perché non vorrei mai che nessuna famiglia debba affrontare una perdita come quella che abbiamo subito noi con Mariah. Non vorrei mai che nessun paziente debba passare quello che ha passato lei". Mary ha raccontato che Mariah aveva 57 anni quando le è stato diagnosticato un Alzheimer a esordio precoce, ma la sua famiglia aveva iniziato a notare i segni della patologia molto prima della diagnosi.
Se gli attuali esami del sangue per l'Alzheimer rilevano marcatori che compaiono in una fase successiva della malattia, il tampone testato dagli scienziati americani cattura 'live' l'attività nervosa e immunitaria e potrebbe fornire un'osservazione più precoce e diretta dei cambiamenti correlati alla patologia, contribuendo a identificare prima le persone a rischio. E' questa la speranza dei ricercatori. "Gran parte di ciò che sappiamo sull'Alzheimer deriva da tessuti prelevati durante le autopsie. Ora possiamo studiare il tessuto neurale vivente, aprendo nuove possibilità per la diagnosi e il trattamento", prospetta Vincent M. D'Anniballe, primo autore del lavoro, studente del Medical Scientist Training Program della Duke University.
Il team Duke, in collaborazione con il Duke & Unc Alzheimer's Disease Research Center, sta estendendo la ricerca a gruppi più ampi e sta valutando se il tampone possa aiutare a monitorare l'efficacia dei trattamenti nel tempo. Sulla nuova strategia, la Duke University ha depositato un brevetto Usa.

Categoria: cronaca
00:08
Iran, il regime perde i pezzi e si rafforza: il paradosso della guerra di Trump
(Adnkronos) - Stati Uniti e soprattutto Israele continuano a colpire esponenti di spicco del regime dell'Iran. Dopo Ali Larijani, vertice politico del paese, è stato ucciso ill ministro dell'Intelligence, Ismail Khatib, ritenuto una figura vicina alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Teheran perde i pezzi e li sostituisce, senza mostrare crepe apparenti. "Il regime resta intatto", dice Tulsi Gabbard, direttrice dell'intelligence degli Stati Uniti, in un'audizione al Senato.
La comunità degli 007 al servizio del presidente Donald Trump non sottovaluta gli effetti degli "attacchi alla sua leadership e alle sue capacità militari": il crollo, però, non appare un'ipotesi concreta in tempi. "Le sue capacità di proiezione di potenza militare convenzionale sono state in gran parte distrutte, lasciando opzioni limitate. La posizione strategica dell'Iran è stata significativamente degradata", dice Gabbard, salvo piu avvertire: "Nonostante ciò, l'Iran e i suoi proxy rimangono capaci di e continuano ad attaccare gli interessi statunitensi e alleati in Medio Oriente. La comunità dell'intelligence ritiene che se un regime ostile sopravvive, cercherà di avviare uno sforzo pluriennale per ricostruire le sue forze missilistiche e di droni".
Gli ultimi raid compiuti da Israele hanno lasciato un segno profondo nella catena di comando. La reazione del regime, però, sarà con ogni probabilità un ulteriore arroccamento su posizioni oltranziste. Mojtaba Khamenei, ferito negli attacchi all'inizio della guerra, non è un leader fisicamente presente, non è il volto della repubblica islamica. Dalla sua nomina non si è mai mostrato e comunica solo con messaggi trasmessi alla tv. Il paese è di fatto nelle mani dei pasdaran, sempre più padroni della situazione dopo l'uccisione di Larijani, vero equilibratore a Teheran e potenziale interlocutore in una prospettiva - oggi a dir poco complessa - di dialogo.
Colpiti dagli attacchi dalla paralisi dello Stretto di Hormuz, gli Emirati Arabi Uniti e alcuni altri Stati del Golfo Persico considerano adesso la teocrazia iraniana un nemico esistenziale e vogliono che il regime che un tempo corteggiavano venga neutralizzato, se non smantellato, al termine del conflitto, affinché tale calvario non si ripeta mai più. Il Wall Street Journal evidenzia in particolare la posizione degli Emirati, colpiti da più di 2.000 droni e missili in meno di 20 giorni. Secondo il governo di Abu Dhabi, oltre l'80% degli attacchi era diretto contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi, raffinerie, aeroporti, porti, hotel e centri dati, causando la morte di sei civili e il ferimento di altri 157.
Tutti e sei gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono finora astenuti dal reagire apertamente, limitandosi all'autodifesa. "Non si tratta di uno scambio militare. Si tratta di un attacco a una nazione pacifica, una nazione che ha lavorato con impegno e dedizione per la diplomazia", le parole di Sultan al-Jaber, Ministro dell'Industria e delle Tecnologie Avanzate degli Emirati Arabi Uniti. "Qualsiasi soluzione politica a lungo termine deve affrontare l'intero spettro delle minacce, compreso il programma nucleare iraniano, le capacità missilistiche balistiche e la rete di gruppi armati regionali", aggiunge.
A breve termine, osservano gli analisti, l'Iran inasprirà ulteriormente la sua linea in un contesto globale alle prese con una crisi petrolifera e uno shock economico globale. Ne sono convinti gli analisti interpellati dalla Nbc News. Michael Stephens, ricercatore senior presso il Royal United Services Institute, un think tank con sede a Londra, definisce l'uccisione di Larijani "un grande successo" che ha dimostrato che ''è impressionante ciò che Israele è in grado di fare. Avevano promesso di colpire il regime e lo stanno facendo con grande successo". Ma, da una prospettiva globale, "bisogna chiedersi: e allora?". La decapitazione della leaderhip iraniana sta infatti mettendo a nudo la tensione tra gli obiettivi di guerra di Israele e ciò che il resto del mondo potrebbe auspicare, evidenzia l'emittente americana Nbc: "L'Iran è riuscito a portare questo conflitto a livello globale - afferma Stephens -. Ora tutto ciò che l'Iran deve fare è sopravvivere e continuare ad aumentare il costo" della guerra. Quindi, Israele "può uccidere tutti i funzionari iraniani che vuole, ma questo non cambierà la situazione di stallo in cui ci troviamo ora".
Rouzbeh Parsi, docente presso l'Università di Lund in Svezia, concorda sul fatto che gli assassinii "molto probabilmente non avranno ripercussioni sul fronte operativo della guerra". Ma secondo Michael Horowitz, analista geopolitico e della sicurezza, è probabile che gli omicidi mirati ostacolino l'efficacia delle operazioni interne dell'Iran. "Possono sconvolgere il comando, rallentare il processo decisionale, costringere i successori a nascondersi e demoralizzare sia i vertici che i soldati semplici", evidenzia.
Larijani era "un tassello importante di quel puzzle, in quanto figura che fungeva da coordinatore tra i diversi attori all'interno della Repubblica islamica", dice Horowitz aggiungendo che la sua morte "potrebbe aumentare le tensioni interne nel breve termine, anche se a lungo termine finirà per rafforzare le Guardie Rivoluzionarie".
Questo punto è fondamentale e viene ribadito più volte durante tutto il conflitto, fin dall'uccisione di Khamenei. Molti osservatori occidentali temono che, eliminando gli attuali leader iraniani, si crei un vuoto che verrà colmato dai pasdaran, il potente Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, il temuto colosso paramilitare, politico ed economico del Paese. In parte, è già così. "Se si considera come l'assassinio di Ali Khamenei abbia rafforzato gli elementi più intransigenti e le forze di sicurezza all'interno della Repubblica islamica dell'Iran, la morte di Larijani potrebbe accelerare questo processo", afferma Ellie Geranmayeh, ricercatrice senior presso l'European Council on Foreign Relations.
Uno dei tanti ruoli ricoperti da Larijani è stato quello di negoziatore di punta con Washington. "Sembra che Israele stia rivolgendo la sua attenzione a coloro che potrebbero promuovere una soluzione politica per superare i problemi dell'Iran, sia a livello nazionale che internazionale", chiosa Geranmayeh.

Categoria: internazionale/esteri
23:45
Guerra e petrolio, il Brent arriva a 110 dollari
(Adnkronos) - La guerra si allarga, colpisce l'energia e fa schizzare il prezzo del petrolio ancora più su. L'attacco di Israele al principale giacimento di gas di South Pars in Iran e la rappresaglia di Teheran, che colpisce un maxi impianto di GNL in Qatar, alzano ulteriormente la tensione con effetti inevitabili sui mercati. Il prezzo del Brent ha toccato quota 110 dollari al barile, con un'ulteriore impennata rispetto alla quotazione di 107-108 dollari raggiunta nel corso della giornata. L'ennesimo picco rischia di avere ulteriori effetti al distributore.
L'aumento del prezzo ha indotto la Casa Bianca a sospendere per 60 giorni il Jones Act: il presidente Donald Trump autorizza petroliere di altri paesi a trasportare greggio nei porti americani per i prossimi 2 mesi. In Italia, il governo ha varato un decreto che per i prossimi 20 giorni taglierà le accise con una riduzione del prezzo di 25 centesimi a litro.

Categoria: internazionale/esteri
23:27
Israele, il missile dell'Iran abbattuto in extremis
(Adnkronos) - Un missile lanciato dall'Iran sta per colpire in Israele. L'Iron Dome non sembra arginare l'attacco e un video mostra i momenti che precedono un impatto sempre più probabile. Il sistema difensivo, però, si attiva al fotofinish: il missile viene intercettato e abbattuto quando sta per colpire.
Categoria: internazionale/esteri
23:11
Champions, anche Liverpool e Atletico Madrid ai quarti: tutte le qualificate e gli accoppiamenti
(Adnkronos) - Finiscono gli ottavi di finale di Champions League oggi, mercoledì 18 marzo, e si definisce il tabellone con tutti gli accoppiamenti dei quarti di finale. Il Barcellona passa il turno contro il Newcastle, mentre il Bayern fa il suo contro l'Atalanta anche nella sfida di ritorno e si guadagna il big match contro il Real Madrid nel prossimo turno.
Il Liverpool rimonta la sconfitta per 1-0 subita otto giorni fa a Istabul, sconfigge 4-0 il Galatasaray ad Anfield Road e avanza ai quarti, dove affronterà i campioni in carica del Paris Saint Germain. Le reti dei Reds portano la firma di Szoboszlai al 25', Ekitike al 52', Gravenberch al 53' e Salah al 62'.
Avanza ai quarti anche l'Atletico Madrid, che ora affronterà il Barcellona. I Colchoneros, vincitori per 5-2 in casa con il Tottenham all'andata, perdono per 3-2 al ritorno al Tottenham Hot Spurs Stadium. Per i padroni di casa, gol di Kolo Muani al 30' e doppietta di Xavi Simons al 52' e al 90' su rigore. Per gli ospiti reti di Alvarez al 47' e Hancko al 75'.
Ecco tutti gli accoppiamenti dei quarti di finale di Champions League, che si giocheranno ad aprile: Sporting-Arsenal, Psg-Liverpool, Real Madrid-Bayern Monaco, Barcellona-Atletico Madrid.

Categoria: sport
22:45
La guerra del gas, Israele colpisce in Iran e Teheran attacca il super impianto in Qatar
(Adnkronos) - Il gas naturale diventa un obiettivo nella guerra in Iran. E ora tocca al petrolio. Il conflitto iniziato con gli attacchi condotti il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele entra in nuova fase, con i primi raid che colpiscono direttamente l'energia di Teheran e la risposta iraniana, con missili contro il Qatar e contro il più grande impianto mondiale di gas naturale liquefatto.
Israele, dopo l'ok di Donald Trump, attacca il maxi giacimento iraniano di South Pars, nel sud ovest del paese e condiviso proprio con il Qatar, obiettivo della rappresaglia della repubblica islamica. Il bersaglio in Qatar è il sito di Ras Laffam. Doha incassa il colpo, "si riserva il diritto di rispondere" all'attacco e decreta l'espulsione di due diplomatici iraniani: l'addetto militare e l'addetto alla sicurezza, oltre al personale dei due uffici degli addetti, sono persone non grate e devono lasciare il paese.
La giornata rappresenta una svolta rispetto al copione seguito in quasi 20 giorni di guerra e porta il conflitto ad un altro livello. Gli Stati Uniti hanno bombardato l'isola di Kharg, perno del sistema petrolifero iraniano, ma hanno risparmiato depositi e raffinerie in un quadro ad altissima tensione già caratterizzato dalla paralisi dello Stretto di Hormuz e dal blocco del traffico di greggio nel Golfo. Trump non ha escluso imminenti azioni per assumere il controllo di Kharg Island e, di fatto, del petrolio iraniano: gli indizi non mancano, nella regione sono in arrivo altri 2200 Marines con la nave anfibia USS Tripoli. L'emittente israeliana Kan Tv si spinge oltre, preannunciando un'azione degli Stati Uniti per acquisire il controllo di tutto lo Stretto nel giro di 2 settimane.
L'ipotesi di vedere 'boots on the ground' diventa più concreta, gli Stati Uniti potrebbero impiegare truppe di terra nell'operazione Epic Fury. L'attacco all'isola rischierebbe di far impennare ulteriormente il prezzo del petrolio, arrivato già ben oltre i 100 dollari al barile. La conquista di Kharg Island, inoltre, non garantirebbe l'automatica apertura dello Stretto di Hormuz. Teheran potrebbe continuare a prendere di mira le petroliere, per non parlare del rischio di attacchi - con droni e missili - a cui sarebbero esposti i Marines.
A South Pars, intanto, il gas naturale finisce nel mirino dei caccia delle forze di difesa israeliane (Idf). "E' in vigore la legge del taglione e si apre un nuovo livello di confronto", la posizione espressa da Teheran attraverso le parole del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. "E' un'azione che equivale a un suicidio per i nemici", aggiunge. Dalle minacce ai fatti: nel giro di poche ore, l'Iran colpisce Ras Laffan, principale impianto del gas in Qatar: 4 missili intercettati, il quinto va a segno.
L'attacco a South Pars spinge il prezzo del Brent fino a 108 dollari al barile. Diversi impianti della Zona speciale per l'energia, che fornisce il 70% del gas usato dall'Iran, risultano danneggiati dai raid. Non si sono registrati feriti o vittime, secondo i report del regime.
South Pars, di fondamentale importanza strategica non solo per Iran e Qatar ma per il mercato energetico globale, copre circa 9.700 chilometri quadrati: si estende su circa 3.700 chilometri quadrati e North Dome su circa 6mila. L'area è collegata sulla terraferma alla Pars Special Economic Energy Zone (Pseez) e al centro di liquefazione e trattamento del gas di Asaluyeh, cuore dell'industria del gas della Repubblica islamica.
Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie), South Pars contiene una riserva stimata di circa 50-51mila miliardi di metri cubi di gas. Il giacimento, scoperto all'inizio degli anni Settanta, produce attualmente intorno ai 700 milioni di metri cubi di gas al giorno. Se la produzione nella parte qatariota iniziò nel 1989, sul lato iraniano è iniziata formalmente nel 2002 con la messa in esercizio della fase 2. In Iran, il progetto è suddiviso in 24 fasi di sviluppo (non tutte completate), ognuna delle quali prevede la costruzione e l'attivazione di piattaforme offshore, pozzi sottomarini, impianti di trattamento a terra e linee di esportazione del gas.
Le forze dei Guardiani della Rivoluzione hanno minacciato rappresaglie contro obiettivi dell'industria petrolifera e gasifera nella regione in risposta. I Pasdaran hanno indicato cinque siti che sono diventati "obiettivi legittimi e potrebbero essere soggetti ad attacchi". L'impianto di Ras Laffan è stato già colpito. Nell'elenco figurano anche la raffineria Samref (Arabia Saudita), il giacimento di gas di Al-Hasan (Emirati), il complesso petrolchimico di Jubail (Arabia Saudita), il complesso petrolchimico di Mesaieed (Qatar).
Non sorprende, quindi, la reazione dei paesi del Golfo all'attacco israeliano. Il Qatar condanna come "pericoloso e irresponsabile" il raid contro South Pars. In una nota, il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari, sottolinea che "colpire le infrastrutture energetiche rappresenta una minaccia per la sicurezza energetica globale, nonché per le popolazioni e l'ambiente della regione". Il Qatar ribadisce "la necessità di evitare di prendere di mira infrastrutture vitali" e ha invitato "tutte le parti alla moderazione, al rispetto del diritto internazionale e a lavorare per una de-escalation che preservi la sicurezza e la stabilità regionale".
L'azione "costituisce un'escalation pericolosa" affermano gli Emirati Arabi Uniti in una nota del ministero degli Esteri. "Prendere di mira le infrastrutture energetiche - prosegue il comunicato - costituisce una minaccia diretta alla sicurezza energetica globale", comporta "gravi ripercussioni ambientali ed espone i civili, la sicurezza marittima e infrastrutture civili e industriali cruciali a rischi diretti".

Categoria: internazionale/esteri
21:39
Bayern-Atalanta: Sportiello para rigore a Kane, ma è da ripetere. Cos'è successo in Champions
(Adnkronos) - Primo tempo movimentato all'Allianz Arena di Monaco, durante gli ottavi di ritorno di Champions League tra Bayern e Atalanta. A metà del primo tempo, un tocco di mano in area di Giorgio Scalvini non viene inizialmente sanzionato dall'arbitro Bastien. Il Var richiama però il direttore di gara al monitor e, dopo revisione, si decide per il calcio di rigore in favore dei bavaresi tra le proteste nerazzurre.
Sul dischetto si presenta Harry Kane, ma il suo tentativo viene neutralizzato dalla grande parata di Marco Sportiello. L’esultanza del portiere e della Dea dura pochissimo: il Var interviene ancora, facendo notare come il portiere non avesse entrambi i piedi sulla linea al momento della battuta.
Il rigore viene quindi fatto ripetere. E stavolta Kane non sbaglia, spiazza Sportiello e porta in vantaggio il Bayern Monaco. Un episodio chiave, che complica ancor di più la situazione dell'Atalanta dopo il ko per 6-1 all'andata.

Categoria: sport
21:37
Iran, missili contro il gas del Qatar: esplosione a Ras Laffan
(Adnkronos) - L'Iran attacca il principale sito di gas del Qatar. Teheran lancia 5 missili, 4 vengono intercettati. Uno colpisce l'impianto di Ras Laffan, provocando un'esplosione e un incendio in una giornata che rischia di far partire un'ulteriore escalation nella guerra. "Ci riserviamo il diritto di rispondere", annuncia il Qatar.
Categoria: internazionale/esteri
21:06
Vela, Circolo Canottieri Aniene e Webuild: riprende viaggio di Banti e Tita su Nacra 17 verso Los Angeles 2028
(Adnkronos) - Il Circolo Canottieri Aniene – in stretta comunione con il Gruppo Webuild, suo storico partner per le attività nel settore della vela olimpica – manifesta grande gioia e profonda soddisfazione per l’ufficialità della sperata notizia appena data da Caterina Banti e Ruggero Tita di riprendere e continuare in coppia il loro viaggio a bordo della classe Nacra. Meta del viaggio – avversari e destino permettendo – Los Angeles 2028.
Caterina Banti, socia onoraria ed atleta del Cc Aniene, e Ruggero Tita, socio per meriti sportivi del Cc Aniene ed atleta delle Fiamme Gialle, hanno già all’attivo del loro sodalizio sportivo due ori olimpici, nei Giochi di Tokyo 2020 e di Parigi 2024, quattro titoli mondiali e quattro titoli europei.
Cc Aniene e Webuild – nel rispetto delle linee tecniche previste dai programmi degli atleti e da quelli della Federvela e del Coni – saranno al fianco di Caterina Banti (e del suo fare equipaggio con Ruggero Tita) nel cercare di creare le condizioni migliori per portare a compimento un progetto di assoluta straordinarietà non solo sportiva.

Categoria: economia
20:49
Barcellona-Newcastle 7-2, i blaugrana dilagano e volano ai quarti di Champions
(Adnkronos) - Il Barcellona travolge 7-2 il Newcastle in casa nel match di ritorno degli ottavi di finale di Champions League, oggi mercoledì 18 marzo, e avanza ai quarti di finale. All'andata in Inghilterra le due squadre avevano pareggiato 1-1. Per i blaugrana doppiette di Raphinha al 6' e al 72' e Lewandowski al 56' e al 61' e gol di Bernal al 18', Fermin al 51' e Yamal su rigore nel recupero del primo tempo. Inutile la doppietta di Elanga per gli ospiti a segno al 15' e al 28'.
Gattuso in ansia in vista del playoff mondiale per l'infortunio a Tonali, centrocampista dei 'Magpies' e della nazionale italiana, costretto a uscire al 55' sorretto dai sanitari.

Categoria: sport
20:21
Bayern Monaco-Atalanta 4-1, i tedeschi sfideranno il Real ai quarti - Rivivi la partita
(Adnkronos) - Il Bayern Monaco batte l'Atalanta 4-1 oggi, mercoledì 18 marzo, e avanza senza fatica ai quarti di finale di Champions League dove affronterà il Real Madrid. Dopo la vittoria per 6-1 all'andata alla New Balance Arena di Bergamo, i bavaresi si impongono anche nel ritorno degli ottavi per 4-1. Le reti portano la firma di Kane, autore di una doppietta al 25' su rigore e al 54', di Karl al 56' e di Luis Diaz al 70'. Di Samardzic all'85' il gol della bandiera per la Dea.
Il Bayern Monaco affronterà il Real Madrid ai quarti di finale di Champions il 7 e il 14 aprile.

Categoria: sport
19:40
Biogas Italy 2026, Cib traccia manifesto programmastico per consolidare sviluppo in agricoltura
(Adnkronos) - Nella prima giornata di Biogas Italy, l’evento annuale del Cib Consorzio Italiano Biogas, dedicato al biogas e biometano agricolo, giunto alla sua decima edizione, è stata tracciata la strada da percorrere per raggiungere il pieno potenziale produttivo di gas rinnovabile agricolo al 2030. L’evento è stato l’occasione per festeggiare insieme anche il ventennale del Consorzio, ripercorrendo la storia di successo attraverso le voci di coloro che hanno contribuito a costruire il sistema che oggi è divenuto un modello a livello europeo. La giornata si è aperta con un focus sull’attuale quadro geopolitico internazionale e sulla crescente attenzione ai temi di sicurezza e indipendenza energetica. In questo contesto, la filiera agricola è protagonista, offrendo opportunità importanti in termini di alimentazione, energia e fertilizzazione organica.
A fornire una fotografia della finanza rinnovabile alla prova delle crisi globale è intervento in particolare Francesco La Camera, Direttore generale Irena sostenendo che: “Viviamo un momento in cui l’energia è tornata al centro del dibattito globale, non solo come questione climatica, ma come questione di sicurezza, stabilità economica e sovranità strategica. Le tensioni geopolitiche recenti lo confermano con estrema chiarezza: un sistema energetico dominato dai combustibili fossili è inevitabilmente esposto alla geopolitica. In questo scenario, le bioenergie assumono un ruolo strategico e l’Italia rappresenta un esempio particolarmente rilevante, assumendo il ruolo di leader tra i paesi europei nello sviluppo del biometano, grazie a una filiera agricola avanzata, a un forte coinvolgimento del settore privato e a politiche di sostegno mirate.”
Restando sul piano sovranazionale, a tracciare la prospettiva Europea sul settore è intervenuta, in collegamento, Biljana Kulisic, Dg Ener della Commissione Europea, che ha sottolineato: "Le bioenergie rappresentano una via di uscita già pronta e disponibile per l’Europa, in grado di rispondere efficacemente alla crisi energetica e climatica. Come Commissione, potremmo far leva sui tripartite agreement per costruire un concreto percorso di sicurezza energetica nel breve periodo. Inoltre, strumenti come RepowerEu e direttive europee chiave come la Red3, appena recepita anche in Italia, aiuteranno il sistema a definire le nuove norme di supporto fondamentali per lo sviluppo del settore del biogas e del biometano in Europa”. Una prospettiva in linea con le azioni che sta portando avanti anche Eba - European Biogas Association per la quale è intervenuto il direttore Harmen Dekker dando conto dei diversi dossier su cui l’Associazione è impegnata a favore del settore a livello europeo.
Sul fronte nazionale, se da un lato serve rendere effettivi tutti gli investimenti promossi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), dall’altro occorre proseguire il percorso di crescita del settore definendo un piano razionale ed efficace di lungo termine, favorendo il raggiungimento della traiettoria delineata dal Pniec con la quale si prevede di traguardare i 5,7 miliardi di mc al 2030. Serve quindi attivare un piano strutturato di almeno 5 anni che consenta agli operatori agricoli e industriali di programmare e scadenzare gli investimenti, con un sistema flessibile per le connessioni alla rete del gas e una maggiore interoperabilità tra le reti di distribuzione e trasporto, senza dimenticare la corretta valorizzazione della programmabilità degli impianti che producono energia elettrica e termica da biogas. Sono queste le proposte principali che secondo il Cib sono i punti cardine per favorire l’utilizzo effettivo del potenziale produttivo reale proveniente dal mondo agricolo. Un potenziale di biometano che potrà coprire al 2040 fino al 30% dei consumi di gas naturale a livello nazionale.
In risposta a queste traiettorie la posizione dei decisori è apparsa chiara. A partire dal Segretario di Presidenza della Camera e membro della Commissione Ambiente On. Francesco Battistoni che ha dichiarato: “Efficientare il sistema, sul piano burocratico e fiscale, e arricchire il mix energetico con tutte le fonti è la strada che il governo sta seguendo, nell’obiettivo di valorizzare le imprese dei comparti interessati. Sono stato il primo firmatario dell’emendamento al DL Rigassificatori che ha istituito un meccanismo di prezzi minimi garantiti basato sui costi di produzione effettivamente sostenuti per gli impianti biogas che beneficiano di incentivi in scadenza entro il 31 dicembre 2027 e che non possono convertire a biometano. Grazie a questa misura abbiamo dato un futuro certo a tutti quegli impianti che rischiavano di dover fermare la produzione a causa degli aumenti dei costi delle materie prime e della spinta inflazionistica degli ultimi tempi”.
Federico Boschi, Capo dipartimento energia del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, intervenuto in collegamento, ha specificato che il Ministero è al lavoro per chiudere il dossier Pnrr e predisporre il decreto che contribuirà a proseguire lo sviluppo del settore almeno fino al 2030. Davide Valenzano del Gse, ponendo l’attenzione sul Dl Pnrr, in conversione in Parlamento, ha dichiarato che: “La misura biometano è evoluta da una logica di misura a performance a una logica a facility ossia finanziaria; un cambiamento sostanziale maturato da un lavoro finalizzato a salvaguardare tutte le progettualità selezionate tramite le procedure competitive. Sono 549 i progetti di biometano ammessi nelle 5 graduatorie, per complessivi 236 mila smc/h di capacità produttiva. Un cambiamento che alleggerisce la pressione su chi sta costruendo e concentra gli sforzi sulla formalizzazione sui rapporti contrattuali, infatti è in fase avanzata la stipula dell’accordo Gse - Mase. Le progettualità che hanno comunicato l’avvio dei lavori sono 323 impianti mentre 46 impianti sono già operativi.“
Il sistema, già oggi, sta dimostrando grande reattività e capacità progettuale in grado di rispondere all’esigenza di sicurezza e decarbonizzazione dei settori di difficile elettrificazione entro il 2050 come hanno dimostrato i dialoghi che si sono susseguiti nel corso della giornata. Se, come ha evidenziato Carlo Fidanza, Mep Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, a livello europeo risulta sempre più strategico arrivare sia a conseguire l’obiettivo vincolante di 35 miliardi di metri cubi di biometano, inserito anche nel RepowerEU, sia a riconoscere l’equiparazione del digestato su cui è in prima linea, a livello italiano si è già riusciti a definire un quadro regolatorio positivo, che ha consentito di sviluppare la filiera d’eccellenza del biogas e biometano. Questo tema è stato evidenziato anche da Giovanni Perrella, Presidente del Comitato biocarburanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Durante i dialoghi del panel “Reti e mercati. Connessioni di valore” si è affrontato inoltre nel concreto il tema delle infrastrutture, la necessità di semplificazione e della creazione dei presupposti per lo sviluppo armonico del mercato biometano e degli investimenti nella filiera. Ad arricchire la giornata sono intervenuti: Nicola Battilana, Executive Director Infrastructures Planning Snam, Lorenzo Romeo, Chief Strategy Officer Italgas, Andrea Andreuzzi, Senior Advisor per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile Confindustria; Mariarosa Baroni, Presidente NGV, Marta Bucci, Direttore Generale Proxigas, Emanuele Fontana, Agriculture Coordinator Crédit Agricole Italia, Maria Vittoria Pisante, Direttrice Strategia e Sviluppo Veolia Italia, Mattia Sica, Direttore Politiche e Regolazione Settore Energia Utilitalia, Andrea Stegher, Presidente International Gas Union (Igu).
“Celebrare il ventennale del nostro Consorzio è un traguardo non scontato", sottolinea Piero Gattoni, Presidente del Cib. “In questo cammino abbiamo visto l'agricoltura trasformarsi in una risorsa inestimabile per il Paese, capace di generare beni comuni e restituire dignità a chi lavora la terra. Il contesto geopolitico complesso, ci impone una riflessione attenta sull’orientamento degli investimenti futuri. L’agricoltura è pronta a dare un contributo decisivo, senza arretrare sul percorso di transizione ecologica intrapreso, facendo leva su un ampio potenziale di produzione rinnovabile e su un patrimonio di impianti esistenti che non deve essere disperso.” Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto in chiusura della prima giornata, ha sottolineato il ruolo strategico del settore: “Mi impegno a migliorare le previsioni del Dl Bollette per consentire agli impianti di proseguire la produzione di biogas con tempi corretti per la conversione a biometano che non sarà più un impegno vincolante. Il mutato scenario internazionale ci impone di salvaguardare la produzione nazionale rispettando gli obiettivi del Pniec pari a 5,7 miliardi di smc che rappresentano il 10% della domanda attuale di gas”.

Categoria: sostenibilita
19:37
Caro benzina e diesel, il governo corre ai ripari. Meloni: "Tagliamo 25 centesimi al litro"
(Adnkronos) - Un sostanzioso taglio delle accise temporaneo che porterà a un risparmio di 25 centesimi al litro sui carburanti. Il governo corre ai ripari contro l'impennata dei prezzi di benzina e diesel seguita alla guerra di Usa e Israele contro l'Iran, con il decreto carburanti varato nella serata di oggi, mercoledì 18 marzo, dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento prevede anche il potenziamento del ruolo di Mr. Prezzi e il credito di imposta per gli autotrasportatori. "Combattiamo la speculazione e intanto abbassiamo i prezzi di benzina e gasolio", ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del Cdm. Il taglio delle accise dovrebbe rimanere in vigore per 20 giorni, secondo quanto previsto da una bozza del decreto.
"Siamo intervenuti oggi in Consiglio dei ministri - ha spiegato Meloni - con un decreto che riguarda il prezzo del carburante, la priorità in questo momento. Siamo intervenuti con 3 misure. Di fatto noi tagliamo 25 centesimi al litro, introduciamo un credito d'imposta per gli autotrasportatori, perché non vogliamo che l'aumento del prezzo si trasferisca sui beni di consumo, e diamo vita a un meccanismo anti speculazione che di fatto lega il prezzo del carburante all'andamento reale del prezzo del petrolio, introducendo delle sanzioni per chi dovesse discostarsi".
Il pacchetto di misure "ha un obiettivo chiaro nell'immediato: fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi, una crisi che chiaramente tutti lavoriamo perché finisca nel più breve tempo possibile. Il messaggio che vogliamo dare ai cittadini è semplice: noi continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per impedire che si speculi su ciò che sta accadendo e per evitare che le conseguenze della crisi possano impattare sulle famiglie e sulle imprese di questa nazione", ha aggiunto la presidente del Consiglio.
Il decreto, ha spiegato nel dettaglio. prevede "un meccanismo antispeculazione. Vogliamo cioè legare in modo stringente il prezzo applicato ai consumatori dai petrolieri e dai distributori all'effettiva variazione dei prezzi del greggio a livello internazionale, perché non vogliamo che queste risorse che stiamo investendo, che sono soldi degli italiani, finiscano nelle mani degli speculatori".
Si tratta di "un sostanzioso aiuto, a tempo - ha spiegato il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvinis - perché bisogna vedere cosa succede in Medioriente. Non stiamo parlando di 3 o 4 centesimi al litro" ma "di 20-25 centesimi al litro. È chiaro che questo deve essere automaticamente tolto dal prezzo: se il diesel è mediamente a 2-2,10 euro, deve scendere sotto i 2 e scendere sotto l'1,90", ha chiosato Salvini.

Categoria: economia
19:14
Meningite, salgono a 20 i casi in Inghilterra: ora vaccino per 5mila studenti
(Adnkronos) - Sale a quota 20 il numero totale di casi di meningite - 11 sospetti e 9 confermati - correlati all'epidemia in corso nel Kent, contea dell'Inghilterra, zona a Sud-Est di Londra. Due i morti: una studentessa diciottenne dell'ultimo anno delle superiori e uno studente 21enne dell'università del Kent. Finora, secondo quanto riporta la 'Bbc', 5 scuole dell'area hanno segnalato contagi confermati o sospetti tra i propri alunni e una seconda università della zona ha confermato un caso.
Le autorità sanitarie hanno già avviato un programma mirato di vaccinazione contro la meningite B, il patogeno rilevato, per 5mila studenti del campus dell'università del Kent a Canterbury e sono al lavoro per completare il tracciamento dei contatti e definire l'origine del focolaio. Un'ipotesi è che i casi siano collegati a un evento sociale che si sarebbe svolto nei primi giorni di marzo. Il primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, intervenendo alla Camera dei Comuni ha invitato chiunque abbia frequentato un locale notturno di Canterbury (il Club Chemistry) in data 5, 6 e 7 marzo, a "farsi avanti per ricevere gli antibiotici" a scopo preventivo, farmaci somministrati già a 2.500 persone.
Intanto notizie collegate a questo focolaio arrivano anche dalla Francia, dove le autorità sanitarie riferiscono che una persona ricoverata in ospedale per meningite, dopo essere rientrata dall'Inghilterra, è ora in condizioni stabili e nei giorni scorsi avevano già allertato l'Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (Ukhsa) di un secondo caso confermato in Francia collegato all'università del Kent. La situazione è sotto monitoraggio e al momento il ministero della Salute francese ha dichiarato che non sono stati segnalati altri casi collegati al focolaio oltremanica.
L'epidemia è stata definita "esplosiva" dagli esperti per la velocità e la diffusione che sono state "senza precedenti". Ma pur essendo possibili ulteriori casi, poiché il periodo di incubazione va dai 2 ai 14 giorni, il segretario Uk per la Salute, Wes Streeting, ha puntualizzato - intervenendo a 'Bbc Breakfast' - che il rischio generale legato a questa epidemia resta "molto basso".
Nella popolazione resta in ogni caso un certo livello di preoccupazione. E la domanda di vaccino contro il meningococco B risulta attualmente elevata, come segnalano diverse catene di farmacie: Boots ha annunciato di aver implementato un sistema di gestione delle code per i clienti che tentano di accedere alla pagina del sito web dedicata al servizio di vaccinazione e analogamente Superdrug ha creato una lista d'attesa per il vaccino, con un avviso sul proprio sito web che informa i clienti di una "carenza a livello nazionale". L'azienda afferma che "sta collaborando con i fornitori per assicurarsi un maggior numero di dosi".

Categoria: internazionale/esteri
19:07
Food: ricerca Birra Messina, per Gen Z aperitivo occasione per esprimere se stessi
(Adnkronos) - L’aperitivo, per gli italiani, non è più solo una pausa o un rito, ma anche un’occasione per esprimere sé stessi, soprattutto tra le nuove generazioni. Per quasi un giovane Gen Z su tre (30%), infatti, scegliere cosa bere diventa un vero e proprio gesto identitario, in cui ogni dettaglio – dal contesto alla bevanda, dal look all’atmosfera – racconta qualcosa di chi siamo. È quanto emerge da una indagine inedita condotta da AstraRicerche per Birra Messina, su un campione di oltre 1.000 italiani di età compresa tra i 18 e i 70 anni che sono soliti fare l’aperitivo almeno 2-3 volte al mese, con un focus particolare sulle giovani generazioni. Per gli italiani intervistati, l’aperitivo rappresenta in prima battuta un momento leggero per staccare dalla routine e concedersi una pausa piacevole (69%), ma è interessante notare come per alcuni di loro sia anche un’occasione per esprimere se stessi, il proprio stile e affermare chi si è davvero (33%), e per scoprire nuovi gusti e lasciarsi sorprendere (18%). Inoltre, per quasi 9 italiani su 10 (88%), oggi vivere l’aperitivo significa essere nel posto giusto e a proprio agio, con un picco particolarmente evidente tra donne e Gen Z. Un momento che richiede cura: l’89% ritiene infatti fondamentale che tutti gli elementi dell’esperienza – dal luogo all’atmosfera, fino a cibo e bevande – contribuiscano a creare il mood giusto. Un’esigenza che racconta un aperitivo sempre più consapevole, scelto e vissuto come spazio di benessere personale ed espressione autentica.
La scoperta di nuove esperienze di gusto gioca un ruolo centrale: l’86% del campione la considera importante per rendere l’aperitivo più coinvolgente, con l’84% che dichiara di apprezzare particolarmente l’esplorazione di sapori inediti o ingredienti sorprendenti, anche come modo per distinguersi dagli altri. Un approccio guidato soprattutto dalla Gen Z, per cui l’aperitivo diventa sempre più un momento di scoperta e sperimentazione, alla ricerca di proposte originali capaci di rendere l’esperienza più personale. È proprio in questo scenario di curiosità e voglia di sperimentare che nasce Birra Messina Note di Melograno, la nuova proposta della famiglia Birra Messina: una birra impreziosita da un ingrediente inaspettato, il succo di melograno, pensata per reinterpretare l’aperitivo con uno sguardo nuovo, sorprendente e contemporaneo.
“I dati della ricerca ci raccontano un aperitivo che sta evolvendo, soprattutto tra i giovani adulti. Non è più solo un rito sociale, ma un momento sempre più legato all’espressione personale, alla scoperta e alla meraviglia dei dettagli inaspettati. – commenta Michela Filippi, Marketing Director di Heineken Italia – Gli italiani mostrano grande curiosità e apertura verso proposte capaci di sorprendere, rimanendo sempre attenti al gusto, in termini di accessibilità e qualità. È proprio a partire da questa evoluzione che nasce Birra Messina Note di Melograno: una birra impreziosita da un ingrediente inaspettato, il succo di melograno, capace di regalare un gusto bilanciato e piacevolmente rinfrescante, con una delicata nota fruttata sul finale. Con il suo colore brillante e distintivo, questa nuova proposta è pensata per chi ama scoprire sapori nuovi e vivere l’aperitivo come un momento in cui esprimere la propria personalità, raccontando qualcosa di sé. Con Birra Messina Note di Melograno vogliamo contribuire ad ampliare le possibilità espressive della categoria birra, dimostrando come possa andare oltre le sue connotazioni più tradizionali per offrire proposte originali, sorprendenti e capaci di parlare a un pubblico sempre più ampio, intercettando nuovi gusti, occasioni di consumo e bisogni emergenti dei consumatori”.
Ma quali sono i driver che spingono gli italiani a scegliere cosa bere durante l’aperitivo? Secondo l’indagine AstraRicerche, a guidare le scelte sono curiosità e voglia di novità, indicata dal 63% degli intervistati, soprattutto tra Millennials e Gen Z. La scoperta di gusti nuovi o ingredienti inattesi (41%) e l’aspetto visivo della bevanda (32%) diventano elementi decisivi, confermando come oggi il piacere dell’aperitivo passi anche dagli occhi e dal racconto, oltre che ovviamente dal gusto. Infatti, per rendere l’esperienza di consumo davvero speciale, il gusto emerge come elemento imprescindibile: per quasi la totalità (96%) del campione è un elemento importante, accanto ai colori e all’aspetto visivo della bevanda (81%) e alla bellezza della bottiglia, che per il 65% deve essere piacevole da vedere o da tenere in mano.
Oltre alla dimensione sociale, che resta centrale per oltre 6 italiani su 10 (62%), tra i più giovani l’aperitivo si distingue sempre più per la qualità di cibo e bevande e la cura dell’esperienza. Per la Gen Z, infatti, la qualità di ciò che si beve e si mangia è un elemento chiave per il 44% degli intervistati, ben 7,1 punti percentuali sopra la media nazionale (37%), mentre il 23% attribuisce grande importanza alla cura dei dettagli, dall’estetica della presentazione fino alle modalità di servizio (contro il 17% della media nazionale). Un’attenzione che racconta un aperitivo sempre più vissuto tra le nuove generazioni come esperienza completa, dove gusto, atmosfera e coerenza contribuiscono a rendere il momento davvero speciale. Quando si parla della birra da accompagnare all’aperitivo, a fare la differenza è soprattutto la distintività del prodotto, indicata come fattore più rilevante dal 55% degli intervistati. Seguono il gusto, che deve essere originale ma equilibrato (36%) e la facilità di bevuta (25%). Tra i più giovani, emerge inoltre una particolare attenzione verso caratteristiche in linea con uno stile di vita sano ed equilibrato (22%), insieme a elementi capaci di sorprendere, come il colore particolare della birra (18%) o la presenza di un ingrediente speciale (15%). Un insieme di fattori che conferma come durante l’aperitivo la birra sia sempre più un terreno di sperimentazione, oltre che di scelta consapevole. La birra si conferma la scelta più versatile per il 74% degli intervistati: una presenza sicura e adatta a qualsiasi contesto e occasione di consumo, dalle situazioni più informali ai momenti di convivialità tra amici. Accanto a questa familiarità cresce anche il desiderio di sperimentare: la scelta di una birra non tradizionale, infatti, avviene soprattutto quando si vuole provare un gusto nuovo (46%), quando il locale propone un prodotto particolare o quando si è in compagnia di amici curiosi (29%).
Cresce quindi la voglia di lasciarsi sorprendere: oltre il 60% degli italiani dichiara di aver già provato birre diverse dal solito, come ad esempio birre aromatizzate o arricchite da ingredienti speciali, soprattutto tra i Millennials; mentre emerge una quota significativa di curiosi: il 24% pur non avendole ancora assaggiate, dichiara di essere disposto a farlo, in particolare tra la Gen Z. Inoltre, quando una nuova birra conquista, l’esperienza tende a essere ripetuta e condivisa: oltre un italiano su tre (37%) la sceglierebbe nuovamente in altre occasioni, mentre il 23% cercherebbe informazioni sul dove trovarla. Un quarto degli intervistati (25%) arriverebbe anche a consigliarla agli amici, a conferma di come la scoperta di nuovi gusti diventi sempre più un’esperienza da condividere.
In linea con l’evoluzione dei gusti dei consumatori, Birra Messina continua a investire in innovazioni pensate per interpretare e soddisfare i nuovi bisogni del bere contemporaneo. In questo contesto nasce Birra Messina Note di Melograno, l’ultima novità della famiglia Birra Messina: una proposta pensata per chi è alla ricerca di nuove esperienze gustative, pur sempre equilibrate e accessibili. Ideale per il momento dell’aperitivo, risponde al desiderio di scoperta e sperimentazione che sempre più caratterizza questo rito di socialità, trasformandolo in un’occasione di piacere condiviso che si tinge di meraviglia. Si tratta di una birra lager con grado alcolico del 5%, impreziosita da un ingrediente
inaspettato: il succo di melograno. Il gusto risulta bilanciato e piacevolmente rinfrescante, con una delicata nota fruttata sul finale, che invita subito a un altro sorso. Con un grado di amarezza moderato, Birra Messina Note di Melograno lascia al palato un retrogusto pulito e fresco, in perfetto equilibrio tra componente birra e nota aromatica. La novità si presenta in una bottiglia che condivide la forma iconica con Birra Messina Cristalli di Sale, ma in versione trasparente per esaltarne il colore brillante e distintivo.

Categoria: economia
18:44
Referendum, 26 associazioni e organizzazioni per il Sì riunite a Roma
(Adnkronos) - Si è svolto a Roma, l'evento conclusivo del percorso che ha portato alla nascita di un fronte trasversale di 26 organizzazioni civiche, sindacali, datoriali e sportive a sostegno del SÌ ai referendum sulla riforma della Giustizia.
L'iniziativa, moderata dai Presidenti di ASI e OPES, Claudio Barbaro e Juri Morico, ha segnato l'ingresso formale del mondo dell'associazionismo e del Terzo Settore nella campagna referendaria. L'incontro ha rappresentato il punto di arrivo di settimane di confronto interno tra le sigle aderenti e ha offerto l'occasione per presentare i risultati del lavoro di sensibilizzazione svolto sui territori. “Per il mondo dello sport e del Terzo settore che rappresentiamo e che è rappresentato anche dalle tante associazioni che hanno deciso di sposare questo comitato per il “Sì”, la fiducia rappresenta un principio chiave. Ogni giorno operiamo in contesti in cui legalità, equità e fiducia nelle istituzioni fanno la differenza tra inclusione ed esclusione, tra opportunità e marginalità. Una giustizia percepita come distante o condizionata indebolisce il tessuto sociale; una magistratura credibile e non auto-referenziata, invece, lo rafforza. Una giustizia più equilibrata e più efficace non è solo un principio astratto. È una condizione concreta per garantire libertà, tutelare i più fragili, sostenere chi si adopera ogni giorno per il bene comune”, ha detto il Presidente di OPES Juri Morico.
“La separazione delle carriere (insieme alla Grecia siamo l’unico Paese europeo dove non sono separate) e il sorteggio dei componenti del CSM sono entrambe componenti essenziali per un riordino della Magistratura improntato alla equità e all'imparzialità. Due carriere distinte e due Consigli Superiori eletti con sorteggio rappresentano infatti la liberazione dalle correnti.L'appuntamento referendario è quindi una grande occasione per completare la riforma del processo accusatorio, avvicinarsi alla idea di un processo paritario fra accusa e difesa, avvicinare la giustizia italiana a quella delle democrazie liberali dell'occidente”, ha detto il Presidente di ASI Claudio Barbaro.
Nel corso dell’incontro hanno esposto le loro ragioni per il Sì, nell’ordine, in un acceso dibattito introdotto nella parte giuridica dall’avvocato Ettore de Conciliis, Vincenzo Pepe (Fare Ambiente), Paolo Patrizio (Meritocrazia Italia), Marco De Cesare (UGL Giovani), Piergiorgio Benvenuti (Ecoitaliasolidale), Marco Scurria (MSP), Carlo De Falco (Gruppi Ricerca Ecologica), Sabino Morano (Primavera Meridionale), Francesco Prudenzano (Confintesa), Simone Forte (Ciao Lab), Giacomo Meschini (CIDA FC) e Pompeo Savarino (AGDP). Con questa iniziativa, il mondo associativo e dello sport organizzato rivendica il proprio ruolo di corpo intermedio nella vita democratica del Paese, con la capacità e la volontà di alimentare il dibattito pubblico su temi di rilevanza civile, al di là degli schieramenti politici tradizionali.

Categoria: politica
18:31
Il Gruppo Ferrero acquisirà Bold Snacks, azienda brasiliana di snack proteici
(Adnkronos) - Il Gruppo Ferrero ha annunciato di aver firmato un accordo per l'acquisizione di Bold Snacks, azienda brasiliana attiva nel settore degli snack proteici di alta gamma. Fondata nel 2018, Bold Snacks ha registrato sin dall’inizio una forte crescita per effetto della sua strategia digitale e del suo portafoglio innovativo di barrette proteiche, e ha recentemente ampliato la propria offerta includendo le polveri di siero di latte (whey powder). “Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Bold Snacks in Ferrero, segnando così il nostro primo ingresso nel segmento dei prodotti Better-for-You in Sud America - commenta Daniel Martinez Carretero, direttore finanziario del Gruppo Ferrero - Bold Snacks è un marchio esclusivo con un forte dinamismo in Brasile e l'operazione rafforza ulteriormente la nostra presenza in questo settore, sostenendo al contempo il continuo sviluppo del nostro portafoglio nelle principali aree geografiche”.
Nell’ambito dell’operazione, Ferrero acquisirà la sede e lo stabilimento di Bold Snacks a Divinópolis, nello Stato di Minas Gerais e si prevede che circa 300 dipendenti si uniranno a Ferrero Brasile. "Entrare a far parte di Ferrero rappresenta un’opportunità straordinaria per la nostra azienda e per i nostri dipendenti - ha aggiunto Gabriel Ferreira, fondatore e amministratore delegato di Bold Snacks - essere riconosciuti da un leader mondiale nel settore alimentare, che vanta una solida esperienza nella creazione e nella promozione di marchi iconici, ci offre un’opportunità unica per accelerare la nostra crescita e contribuire a far conoscere Bold Snacks a un numero di consumatori mai raggiunto prima".
L'acquisizione prevista aggiunge Bold Snacks al crescente portafoglio di prodotti Better-For-You del Gruppo Ferrero, quali Eat Natural e Fulfil in Europa e Power Crunch in Nord America. In Brasile, Ferrero e la sua controllata Dori Alimentos, di proprietà di Ferrara, danno attualmente lavoro a 4.500 persone distribuite in cinque stabilimenti e tre sedi. La transazione annunciata dovrebbe perfezionarsi nei prossimi mesi, subordinatamente al soddisfacimento delle consuete condizioni di chiusura.

Categoria: economia
17:58
Imprese, quasi 5.600 nel 2025 le società benefit in Italia, +20% in un anno
(Adnkronos) - Le società benefit in Italia sono 5.540 a fine 2025, con una crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente e un’incidenza, per le grandi imprese, pari al 2,2% sul totale delle società registrate. E' quanto emerge dai nuovi risultati della ricerca nazionale sulle società benefit 2026, realizzata da Nativa, il Research Department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, l’Università di Padova, la Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit. Oltre alla crescita numerica, aumenta anche il peso occupazionale: nel 2025 le società benefit impiegano circa 241 mila addetti, con un incremento di oltre l’11% rispetto ai 217 mila dell’anno precedente, a conferma del progressivo consolidamento di questo modello nel sistema imprenditoriale italiano. Sul piano economico, le società benefit hanno generato 69 miliardi di euro di valore della produzione nell’anno fiscale 2024, in aumento rispetto ai 62 miliardi dell’anno precedente e pari al 2,5% del valore complessivo generato da tutte le società registrate.
L’analisi delle performance nel periodo 2022-2024 evidenzia una dinamica migliore delle società benefit rispetto alle imprese tradizionali (confrontabili per dimensione e macrosettore), nonché un impatto economico e sociale più rilevante. Le società benefit registrano, infatti, una crescita del fatturato del 14,6%, a fronte del 5,3% delle non-benefit (in termini mediani). Nello stesso periodo il valore aggiunto aumenta del 19,7%, contro il 12,6% delle imprese tradizionali.
Cresce in modo più marcato anche il costo del lavoro, che nelle società benefit aumenta del 21,6% rispetto all’11,2% delle non-benefit. Nel 2024, inoltre, il salario per addetto nelle società benefit risulta superiore di circa 3.000 euro rispetto a quello delle imprese non-benefit comparabili (sempre in termini mediani). Dati che evidenziano una maggiore redistribuzione del valore verso le persone e le loro famiglie, in un contesto economico caratterizzato da forti pressioni inflazionistiche ed erosione del potere d’acquisto. Il supporto si osserva non solo in termini di valore riconosciuto, ma anche come sostegno all’occupazione: la quota di società benefit che ha aumentato i propri addetti tra 2022 e 2024 è del 63%, 15 punti in più rispetto al campione di confronto. Una conferma del forte orientamento delle società benefit in termini di creazione di impatto positivo sulla comunità.
Anche la redditività mostra un andamento più favorevole. Nel periodo considerato le società benefit registrano una crescita del margine operativo lordo del 16,2%, superiore al 10,5% rilevato tra le imprese non-benefit. Inoltre le società benefit sono caratterizzate da un maggior grado di investimenti su importanti leve strategiche come innovazione, internazionalizzazione, attenzione alla sostenibilità e investimento in energia rinnovabile. La ricerca evidenzia inoltre alcune differenze rilevanti anche nella composizione della governance. In una società benefit su quattro oltre la metà del board è composta da donne, mentre nel complesso il 47% delle società benefit presenta almeno una donna nel board, a fronte del 36% delle imprese tradizionali. Risulta inoltre più diffusa la presenza di giovani: il 29,3% delle società benefit ha almeno un membro del board under 40, contro il 21,8% delle non-benefit. Di contro, i board composti esclusivamente da membri over 65 risultano meno frequenti, con un’incidenza del 4,9% tra le società benefit rispetto all’11% nelle imprese tradizionali.
L’importanza della presenza dei giovani all’interno delle imprese, si può rilevare sotto diversi aspetti: tra le società benefit, le imprese con almeno un under 40 nel board, rispetto a quelle composte esclusivamente da over 65, registrano una crescita del fatturato del 17,4% (vs +6,2%), un aumento degli addetti del 15,5% (vs +10,1%) e una crescita del valore aggiunto del 22,5% (vs +12,6%), suggerendo una correlazione tra maggiore rinnovamento nella governance e migliori performance economiche.
A livello settoriale, la maggiore concentrazione di società benefit si registra nelle attività professionali, che contano 1.510 imprese, seguite dal settore delle telecomunicazioni con 866 e dalla manifattura con 633. Il settore delle attività amministrative si distingue, invece, nettamente nella distribuzione degli addetti, concentrando il maggior numero di lavoratori nelle società benefit: 72,6 mila addetti, pari al 41,76 per mille del totale del comparto. Dal punto di vista territoriale, infine, la Lombardia si conferma la regione con la maggiore presenza di società benefit, con 1.721 imprese a fine 2025. A seguire il Lazio con 670 imprese, il Veneto con 551 e l’Emilia-Romagna con 472. La Lombardia si distingue anche sotto il profilo economico, risultando il territorio con il maggiore contributo delle società benefit. Nella regione queste imprese generano infatti 32 miliardi di euro di valore della produzione e rappresentano il 37,75 per mille del valore complessivo prodotto dalle società registrate. Inoltre, la Lombardia figura tra le regioni con la maggiore incidenza di società benefit, con 3,11 per mille, seguita da Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. Anche a livello provinciale emergono territori particolarmente dinamici. Milano guida la classifica delle province italiane con la maggiore incidenza di società benefit, pari a 4,38 per mille, seguita da Trieste (3,99 per mille) e Parma (3,59 per mille).

Categoria: economia
17:36
Direttrice 007 Usa smentisce Trump: "Iran non ha tentato di ricostruire capacità nucleare dopo giugno 2025". Ma in aula non lo dice
(Adnkronos) - L'Iran non ha tentato di ricostruire i programmi per l'arricchimento dell'uranio dopo che le sue capacità sono state distrutte nei bombardamenti di Israele e Usa nel giugno del 2025. E' quanto sottolineato dalla direttrice della National Intelligence, Tulsi Gabbard, in una dichiarazione scritta presentata al Senato, che sembra essere in contraddizione con le giustificazioni dell'attacco avanzate da Donald Trump. "Come risultato dell'Operation Midnight Hammer, il programma iraniano di arricchimento dell'uranio è stato obliterato - ha dichiarato Gabbard nel testo - non ci sono stati tentativi da allora di ricostruire la capacità di arricchimento dell'uranio".
Gabbard però questo passaggio in aula non l'ha letto. E quando il senatore democratico, Mark Warner, a cui era stato consegnato il testo integrale, gliel'ha fatto notare, chiedendole se avesse "omesso il paragrafo perché il presidente due settimane fa ha detto che dall'Iran veniva una minaccia imminente", la direttrice della National Intelligence ha risposto: "No, ho solo visto che mi ero dilungata e quindi ho saltato dei passaggi".
"L'unica persona che può determinare quello che è e quello che non è una minaccia imminente è il presidente", ha poi affermato quando oggi il senatore democratico Jon Ossof le ha ripetutamente chiesto se l'Iran costituisse o meno una minaccia imminente. "Non è responsabilità dell'intelligence community determinare quello che costituisce una minaccia per gli Stati Uniti", ha detto ancora la direttrice della National Intelligence, provocando la reazione di Ossof. "E' precisamente sua responsabilità stabilire che cosa rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti", ha incalzato il democratico, sottolineando che in queste audizioni sulle minacce globali i vertici dell'intelligence sono tenuti a presentare al Congresso le informazioni in modo "oggettivo e indipendente da considerazioni politiche". "Lei invece non risponde alla domanda, perché dare una risposta onesta alla commissione contraddirebbe quanto detto dalla Casa Bianca", ha concluso il senatore.
Il regime iraniano ha subito pesanti colpi negli attacchi di Stati Uniti e Israele, ma resta "intatto" e potrà ricostruire il suo arsenale militare se sopravvive, è la valutazione fatta da Gabbard. La comunità dell'intelligence statunitense "ritiene che il regime in Iran sia intatto ma in gran parte degradato a causa degli attacchi alla sua leadership e alle sue capacità militari".
"Le sue capacità di proiezione di potenza militare convenzionale sono state in gran parte distrutte, lasciando opzioni limitate. La posizione strategica dell'Iran è stata significativamente degradata", è l'analisi, salvo poi avvertire: "Ciononostante, l'Iran e i suoi proxy continuano ad attaccare gli interessi statunitensi e alleati in Medio Oriente. La comunità dell'intelligence ritiene che se un regime ostile sopravvive, cercherà di avviare uno sforzo pluriennale per ricostruire le sue forze missilistiche e di droni".

Categoria: internazionale/esteri
17:28
Amici 25, è caccia al nome del quarto giudice e spunta l'ipotesi Amadeus
(Adnkronos) - La giuria del serale di 'Amici 25' è quasi al completo. Dopo l'ufficializzazione di Gigi D'Alessio, annunciato ieri direttamente da Maria De Filippi, un video sui canali social del programma ha confermato altri due nomi: Cristiano Malgioglio ed Elena D'Amario, già nella giuria dell’anno scorso. A svelarli è stato Alessandro Cattelan, che ha poi alimentato il mistero su un quarto componente. "Manca il quarto, che vi giuro non sono io", ha detto il conduttore mostrando un nuovo indizio, uno zaino, che ha subito scatenato il toto-nomi.
Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, il quarto giudice del serale sarebbe Amadeus. L'ipotesi troverebbe conferma anche negli indizi seminati dalla trasmissione nei giorni scorsi, come i riferimenti alla nota passione del conduttore per i cavalli. Se confermato, per lui si tratterebbe di un ritorno nel talent show.
La giuria sarebbe quindi composta dalla new entry Gigi D'Alessio e dai riconfermati Cristiano Malgioglio ed Elena D'Amario, con Amadeus a completare il quartetto. Per Alessandro Cattelan, invece, si profila un ruolo diverso, con interventi previsti in alcuni momenti chiave del programma.

Categoria: spettacoli












































