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00:07

Maternità e lavoro, cos'è la child penality e perché essere madre costa caro

(Adnkronos) - Quanto cosa essere madre? Gli stipendi delle donne che decidono di avere un figlio subiscono delle decurtazioni che, in Italia, si aggirano intorno ai 5.700 euro l'anno, anche a distanza di 15 anni dalla nascita. Negli Stati Uniti si stima che le madri perdano addirittura 16.000 dollari all'anno a causa dei tagli di stipendio. Si chiama child penality, ed è il risultato di mix di fattori, che vanno dai periodi d'assenza dal lavoro obbligati, dopo la nascita del figlio, al passaggio dal full al part time, per esigenze familiari.  

Un fenomeno che riguarda le donne, ma non gli uomini che decidono di avere figli che, al contrario, vedono incrementare il loro reddito. Secondo l'Inps le madri subiscono una penalizzazione del 16% nei primi 5 anni di vita del figlio (con il congedo di maternità), poi si torna a livelli pre nascita. Nello stesso periodo lo stipendio dei padri, invece, è cresciuto del 40%.  

La maternità causa in Italia una forte riduzione salariale nel lungo periodo, stimata intorno al 53% per le madri, derivante da: riduzione del salario settimanale (6%) passaggio al part-time (11,5%) e minori settimane retribuite (35,1%). L'impatto è più forte subito dopo la nascita, ma il divario salariale tende a non chiudersi nel tempo.  

 

La child penality è un fenomeno che si registra in tutto il mondo. Negli Stati Uniti secondo uno studio del Nwlc le madri americane perdono 16.000 dollari all'anno a causa del divario salariale. Al risultato si arriva calcolando che negli Stati Uniti le donne che lavorano a tempo pieno tutto l'anno partono già svantaggiate: percepiscono in genere solo 80 centesimi per ogni dollaro versato ai loro colleghi maschi. Il divario salariale tra madri e padri che lavorano è ancora più ampio perché mentre le donne devono fare i conti con la child penality per gli uomini avviene il contrario, si parla di child premium considerando che, in generale, la loro condizione sul mercato del lavoro migliora in seguito alla nascita del figlio. Le madri percepiscono in genere solo 71 centesimi per ogni dollaro versato ai padri.  

Un'analisi dell'Eurispes su 134 paesi rivela una variabilità significativa nella child penalty a livello mondiale. Gli effetti occupazionali del primo figlio oscillano da valori prossimi allo zero fino al 64%, evidenziando come la nascita rappresenti una vera e propria biforcazione tra il destino lavorativo delle donne e quello degli uomini. L’America Latina presenta le penalizzazioni più severe, con una media continentale del 38%: Brasile, Cile, Colombia e Messico registrano valori compresi tra 37% e 48%. L’Asia manifesta la maggiore variabilità interna, spaziando dall’1% del Vietnam ai picchi del 62% in Bangladesh e 64% in Giordania, mentre Laos e Cambogia mostrano valori nulli.  

L’Europa evidenzia marcate differenze istituzionali: i paesi scandinavi mantengono penalità contenute (Danimarca 14%, Svezia 9%), mentre l’Europa centrale presenta valori elevati (Repubblica Ceca 50%, Germania 41%). L’Africa mostra una divisione regionale netta, con penalità trascurabili nell’Africa centrale e significative nel Nord e Sud (Marocco 41%, Sud Africa 28%).  

 

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Categoria: economia

00:06

Venezuela, Trump chiude era di Maduro: gli scenari. Caracas: "Ci difenderemo"

(Adnkronos) - L'era di Nicolas Maduro è finita, il Venezuela volta pagina dopo l'attacco degli Stati Uniti ordinato da Donald Trump e la cattura del presidente, accusato da Washington di narcotraffico. Secondo quanto prevede la Costituzione venezuelana, i poteri in teoria dovrebbero passare alla vicepresidente di Maduro, Delcy Rodríguez. 

 

In realtà, tutte le carte sono in mano agli Stati Uniti. "Guideremo il paese fino ad una transizione sicura, propria e giudiziosa. Non vogliamo essere coinvolti, né che qualcun altro prenda il nostro posto e ritrovarci nella stessa situazione che abbiamo vissuto negli ultimi lunghi anni", dice Trump. 

Gli Usa guideranno il paese "per un periodo", dice nella conferenza stampa di Mar-a-Lago facendo riferimento "alle persone dietro di me": il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, il segretario di Stato, Marco Rubio, e il generale Dan Caine. Il presidente degli Stati Uniti cita la collaborazione con un "gruppo" non specificato. "Stiamo facendo tutto adesso. Stiamo parlando con le persone. Stiamo designando diverse persone e vi faremo sapere chi sono". 

 

E' possibile ipotizzare un coinvolgimento dell'attuale vicepresidente Rodriguez, nominata da Maduro? "È essenzialmente disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande", dice Trump. Rodriguez, almeno in apparenza, mostra una posizione poco incline al compromesso e al dialogo: in un discorso alla tv venezuelana, chiede agli Stati Uniti "l'immediato rilascio del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. L'unico presidente del Venezuela, Nicolas Maduro. Siamo pronti a difendere il Venezuela, siamo pronti a difendere le nostre risorse naturali". 

Il controllo totale degli Stati Uniti, con l'ipotesi di invio di truppe prospettato da Trump, azzera ogni scenario alternativo a quelli ideati da Washington. L'articolo 233 della Costituzione venezuelana prevede che, in "assenza assoluta" del presidente, la vicepresidente esecutiva, in questo caso Rodriguez, assuma il potere e indica elezioni entro 30 giorni. Il neoeletto presidente rimane in carica per un mandato completo di sei anni. Tale evoluzione appare possibile solo in caso di allineamento di Rodriguez all'indirizzo trumpiano. 

  

L'opposizione a Maduro può recitare un ruolo di primo piano nel nuovo Venezuela. Trump ha già emesso un verdetto, tagliando fuori dai giochi Maria Corina Machado, premio Nobel per la pace: "Non gode di abbastanza rispetto nel paese", la sentenza del presidente degli Stati Uniti. L'opposizione, che aveva definito Maduro un presidente illegittimo e aveva contestato i risultati delle ultime elezioni che lo avevano confermato alla guida del Paese, considera questo momento come un'opportunità cruciale e sostiene che il legittimo presidente sia il politico in esilio Edmundo Gonzalez, candidato alle elezioni 2024. 

Gonzalez, accademico e diplomatico di lunga data, è ora in esilio in Spagna. Gonzalez è sostenuto da Machado. Parlando a Oslo il mese scorso dopo aver ricevuto il Premio, Machado ha affermato che il suo movimento si stava preparando per "una transizione ordinata e pacifica" una volta che Maduro se ne fosse andato.  

A dicembre ha affermato che Gonzalez l'aveva invitata a ricoprire la carica di vicepresidente e che "la stragrande maggioranza" della polizia e delle forze armate avrebbe seguito gli ordini della nuova amministrazione una volta iniziata la transizione politica. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:04

Cia e Delta Force per l'assalto perfetto, così Trump ha catturato Maduro

(Adnkronos) - "Uno show televisivo". Donald Trump esulta per la cattura di Nicolas Maduro, presidente del Venezuela arrestato e trasferito negli Stati Uniti con un'operazione lampo condotta dalle Delta Force e da unità della Cia mentre Caracas veniva colpita da un attacco finalizzato a neutralizzare le strutture militari e i centri di potere. "Ho seguito tutto, è stata un'operazione incredibile. Nessuno sarebbe in grado di eseguirla", dice il presidente. 

 

E' il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto, a descrivere l'attacco omettendo dettagli chiave perché "in futuro potrebbero esserci altre azioni come questa". "E' stata un'operazione discreta e precisa. Solo gli Stati Uniti avrebbero potuto effettuare un'operazione simile, un'estrazione chirurgica che ha coinvolto 150 velivoli. Il lavoro è iniziato mesi fa e si è basato sull'esperienza maturata in decenni di operazioni", dice Caine nella conferenza convocata da Trump a Mar-a-Lago. "Questa in particolare ha richiesto la partecipazione di ogni componente delle forze armate: esercito, marina, aviazione, marines che hanno lavorato all'unisono in collaborazione con le nostre agenzie. Abbiamo osservato, abbiamo aspettato, ci siamo preparati". L'addestramento ha previsto anche la ricostruzione di un ambiente identico alla fortezza di Maduro , con training per espugnare eventualmente gli ambienti blindati.  

"Mesi di lavoro dell'intelligence sono serviti per trovare Maduro e per capire come si muovesse, cosa mangiasse, dove vivesse, come viaggiasse, cosa indossasse. A inizio dicembre", la macchina era pronta. "Si trattava di scegliere il giorno giusto per ridurre al minimo i rischi per i civili e sfruttare al massimo l'effetto sorpresa. La notte scorsa, le condizioni meteo sono migliorate a sufficienza per consentire di operare. Alle 22.46 (le 2.46 del 3 gennaio in Italia, ndr) il presidente ha ordinato di procedere con la missione. Nel corso della notte, oltre 150 aerei sono decollati da più di 20 basi: migliaia di uomini sono stati impiegati, il più giovane ha 20 anni e il più anziano ne ha 49", dice Caine. 

"All'1.01 le forze americane sono arrivate al compound di Maduro, isolando l'area e procedendo alla cattura. Gli elicotteri sono stati bersaglio, hanno risposto al fuoco. Un elicottero è stato colpito ma è riuscito a rientrare. Maduro e sua moglie si sono arresi, sono stati presi in custodia dal Dipartimento di Giustizia, gli elicotteri si sono allontanati arrivando alle 3.29 sul mare. Maduro e sua moglie sono stati trasferiti sulla nave Ivo Jima", conclude. In sostanza l'estrazione di Maduro, che secondo Trump non è riuscito a rifugiarsi in "stanze con porte d'acciaio", ha richiesto 2 ore e mezza. 

 

Gli Stati Uniti, secondo il Washington Post, si sono affidati a due unità della Delta Force e a squadre speciali della Cia che hanno raggiunto Maduro "in una fortezza", a sentire il presidente degli Stati Uniti, e lo hanno catturato praticamente in camera da letto, "prima che si potesse rifugiare in stanze con porte d'acciaio".  

La Cia, secondo la ricostruzione del Washington Post, ha localizzato Maduro e la moglie. Quindi, sono entrate in azione le unità della Delta Force, che hanno agito con copertura totale: cielo, terra, mare. Il blitz è stato affidato a elementi specializzati in azioni di 'irregular warfare', compiute già in passato in Medioriente, Sud-Est asiatico e Africa. 

 

La Delta Force, ufficialmente nota come 1st Special Forces Operational Detachment‑Delta, opera sotto il Joint Special Operations Command (Jsoc) ed è considerata una delle unità più selettive al mondo. Fondata nel 1977 e ispirata al modello della britannica Sas, è specializzata in cattura di obiettivi di altissimo valore, antiterrorismo, salvataggi di ostaggi e azioni dirette in territorio ostile. 

Nel corso della sua storia, la Delta Force è stata impiegata in alcune delle operazioni più sensibili degli Stati Uniti, dal tentativo di liberazione degli ostaggi in Iran nel 1980 (Eagle Claw), alle missioni in Somalia e Afghanistan, fino all'operazione che nel 2011 portò all'uccisione di Osama bin Laden, condotta dai Navy Seal, ma inserita in un più ampio coordinamento delle forze speciali Usa sotto il Jsoc. Più recentemente, l'unità è stata coinvolta in operazioni contro leader di gruppi jihadisti, come il sedicente Stato islamico, in Siria e Iraq. 

Secondo analisti militari, il blitz in Venezuela rappresenta un precedente rilevante, poiché la Delta Force sarebbe stata utilizzata per la cattura di un capo di Stato in carica, un impiego rarissimo anche per un'unità abituata a missioni di massima segretezza. 

L'accesso all'unità non avviene tramite arruolamento diretto. I candidati vengono selezionati tra militari già esperti delle forze armate Usa, in particolare Ranger, Berretti Verdi e altre unità speciali. Il processo prevede una selezione durissima, con prove fisiche estreme, orientamento terrestre, resistenza psicologica e valutazioni riservate. Chi supera la selezione affronta mesi di addestramento avanzato in combattimento urbano, tiro di precisione, intelligence e operazioni clandestine. L'identità degli agenti resta classificata. 

 

Le informazioni di intelligence hanno guidato le Delta Force - una proveniente dal Medioriente e una dal Nordafrica - che nelle ultime settimane hanno studiato la routine di Maduro e la vita del presidente venezuelano: spostamenti, movimenti, edifici frequentati. 

A tessere la tela, sin da agosto secondo il Washington Post, uomini della Cia che hanno operato sul terreno raccogliendo informazioni sempre più dettagliate. L'agenzia, secondo il New York Times, ha sfruttato la collaborazione di una fonte interna al governo venezuelano. L'operazione è stata chirurgica come dimostra il fatto che - a parte la moglie del presidente - nessun altro componente del 'cerchio magico' di Maduro sia stato toccato dal blitz. 

 

 

 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

22:36

"Venite a prendermi, codardi", il discorso di Maduro che Trump ha trasformato in sfottò

(Adnkronos) - Donald Trump 'sfotte' Nicolas Maduro. Dopo il blitz che ha portato all'arresto del presidente del Venezuela, con gli Stati Uniti che hanno attaccato Caracas nella notte, il presidente Usa ha rivendicato l'operazione prima in conferenza stampa, definendola "un assalto super" e "un attacco che non si vedeva dalla seconda guerra mondiale", poi sui social. 

Trump infatti, ovviamente sul suo Truth Social, ha pubblicato un video in cui riprende un vecchio di Maduro. Durante un comizio infatti l'ormai ex presidente del Venezuela aveva pronunciato un discorso piuttosto eloquente, riferito alla Casa Bianca: "Venite per me. Vi aspetto qui. Non metteteci tanto ad arrivare, codardi". 

Messaggio ricevuto da Trump, che per tutta risposta ha pubblicato lo sguardo e gli artigli di un'aquila americana pronta all'attacco, seguita dalle immagini dei bombardamenti statunitensi su Caracas. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

22:17

Blasi-Totti, nuova causa: Ilary denuncia per crollo del tetto della villa all'Eur

(Adnkronos) - Ilary Blasi apre una nuova causa contro Francesco Totti. Al centro della nuova disputa ci sarebbe il crollo del soffitto di una delle camere della villa all'Eur, assegnata alla Blasi. Come riportato da Repubblica la showgirl avrebbe chiesto all'ex marito di intervenire per occuparsi della manutenzione della casa. Onere che, secondo quanto deciso dal giudice civile, spetterebbe proprio all'ex numero 10 giallorosso che però non ha dato risposta alla ex moglie che, per questo, ha deciso di adire nuovamente le vie legali.  

Fra Totti e Blasi questo sarebbe quindi il terzo punto di scontro, dopo la loro separazione e il caso che ruota intorno ai beni di lusso contesi fra i due ex coniugi e la denuncia penale per abbandono di minore su cui, lo scorso 10 dicembre, il gip si è riservato di decidere sulla richiesta di archiviazione della procura: oltre a Totti sono indagate anche l’attuale compagna del calciatore, Noemi Bocchi, i cui figli minorenni sarebbero stati anche loro in casa, e la tata, che vive nello stesso palazzo. 

 

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Categoria: cronaca

21:34

Atalanta-Roma, gol di Scalvini e Scamacca e doppio check Var tra le proteste giallorosse. Cos'è successo

(Adnkronos) - Atalanta-Roma chiude il sabato di campionato e fa subito discutere per due casi arbitrali. I nerazzurri passano in vantaggio dopo 12 minuti, grazie a un corner. Svilar non è sicurissimo in uscita e perde il contatto con il pallone, mancando la presa. La palla carambola così sul braccio di Scalvini, che poi deposita il pallone in rete a porta vuota. I giocatori giallorossi protestano subito per un fallo sul portiere (mani del difensore sul volto di Svilar, evidentemente disturbato) e l'arbitro Fabbri viene richiamato al Var: dopo un lungo check, di oltre due minuti, arriva la convalida. Dea in vantaggio tra le proteste, con un episodio che farà molto parlare nel post-partita.  

Pochi minuti dopo, al 28', un altro episodio al centro delle discussioni. Scamacca raddoppia con un gran colpo di testa su cross di Bernasconi. Fabbri viene di nuovo chiamato al monitor per un possibile fuorigioco dell'attaccante a inizio azione. Il check è ancora molto lungo, ma stavolta l'arbitro annulla il gol. Pochi secondi prima dello stop sbagliato da Hermoso, che aveva permesso all'attaccante di rubare palla e dare il via all'azione poi finalizzata, Scamacca era in off-side. E la regolaprevede che un giocatore partito in fuorigioco non possa andare "immediatamente" a disturbare il difensore avversario. Si resta così sull'1-0. Curiosità? I due check hanno portato Fabbri ad assegnare un recupero da record per un primo tempo, di 8 minuti.  

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Categoria: sport

21:32

Rocca da Papa Leone, l'incontro in Vaticano

(Adnkronos) - "Ho incontrato oggi il Santo Padre Papa Leone XIV in udienza presso il Palazzo Apostolico. È stato un momento di profonda intensità, non solo istituzionale ma anche e soprattutto umana. Durante l’incontro ho voluto esprimere la vicinanza concreta della Regione Lazio alle persone più fragili, con un gesto semplice ma carico di significato: la donazione di 2mila pasti destinati alla Caritas Diocesana di Roma, a sostegno del lavoro quotidiano di accoglienza e ascolto svolto sul territorio". Lo scrive sui social il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Video di Vatican Media. 

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Categoria: cronaca

21:25

Giubileo, Rocca da Papa Leone: "Uniti in cura fragilità e nel dare risposte concrete"

(Adnkronos) - "Ho incontrato oggi il Santo Padre Papa Leone XIV in udienza presso il Palazzo Apostolico. È stato un momento di profonda intensità, non solo istituzionale ma anche e soprattutto umana. Durante l’incontro ho voluto esprimere la vicinanza concreta della Regione Lazio alle persone più fragili, con un gesto semplice ma carico di significato: la donazione di 2mila pasti destinati alla Caritas Diocesana di Roma, a sostegno del lavoro quotidiano di accoglienza e ascolto svolto sul territorio". Lo scrive sui social il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. 

"Ho ringraziato il Santo Padre per il suo magistero - prosegue il governatore - che richiama con forza i valori della pace, della solidarietà e dell’attenzione verso gli ultimi. Un messaggio che si inserisce nel solco aperto da Papa Francesco e che oggi trova piena continuità nel pontificato di Papa Leone XIV, nel segno di una Chiesa capace di parlare al cuore delle persone". 

"Questo incontro rappresenta un’ulteriore tappa di un dialogo importante e fecondo tra la Chiesa di Roma, di cui il Pontefice è pastore, e la nostra amministrazione, unite dall’impegno comune nel prendersi cura delle fragilità e nell’offrire risposte concrete a chi vive situazioni di bisogno. Credo profondamente che il lavoro condiviso tra istituzioni civili e realtà ecclesiali sia fondamentale per costruire comunità più giuste, solidali e attente alla dignità di ogni persona. La Regione Lazio - conclude il presidente - continuerà a essere al fianco di chi è in difficoltà, con responsabilità, ascolto e spirito di servizio". 

 

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Categoria: cronaca

21:03

Superenalotto, estratti numeri della combinazione vincente di oggi 3 gennaio

(Adnkronos) - Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi, sabato 3 gennaio, del Superenalotto: 16, 30, 32, 43, 68, 76. Numero Jolly: 36. Numero SuperStar: 58. Nessun '6' né '5+1' al concorso di oggi. Centrati invece cinque '5', che vincono 39.528,88 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 101,2 milioni di euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Ecco la combinazione vincente del concorso di oggi, sabato 3 gennaio, del Superenalotto: 16, 30, 32, 43, 68, 76. Numero Jolly: 36. Numero SuperStar: 58 

 

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Categoria: cronaca

20:33

Damiano David si sposa, Dove Cameron ha detto sì: l'annuncio (e l'anello)

(Adnkronos) - Damiano David si sposa. Il cantante, ex frontman dei Maneskin, ha pubblicato oggi, sabato 3 gennaio, una foto con cui ufficializza il suo fidanzamento con l'attrice Dove Cameron. Sul proprio profilo Instagram, David ha postato diverse foto insieme alla fidanzata, 'zoomando' su un particolare che non poteva passare inosservato: l'anello al dito di Cameron. Un'ulteriore conferma è arrivata nella didascalia: "Sarà un anno fantastico", ha scritto il cantante, aggiungendo poi emoticon, piuttosto eloquenti, di un anello e di un cuore. 

I rumors, in verità, su un possibile fidanzamento dei due si erano già cominciati a spargere nelle scorse settimane. Cameron era stata infatti avvistata proprio con un anello di fidanzamento al dito, come riportava 'Tmz', mentre passeggiava tra le strade di Sydney, in Australia, a braccetto con il suo fidanzato.  

La notizia era arrivata a poche settimane dal festeggiamento del loro secondo anniversario, che potrebbe essere il giorno in cui Damiano ha fatto la proposta di matrimonio a Dove. "I due anni più belli della mia vita. Mi commuovo almeno una volta alla settimana perché la vita è diventata così bella con te al mio fianco. Ti amo in un modo che nessuna parola potrà mai descrivere. Buon anniversario amore mio", aveva scritto l'attrice in un post su Instagram del 9 ottobre.  

 

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Categoria: spettacoli

20:13

Ucraina, Zelensky: "Russia blocca diplomazia, ci difenderemo". Trump: "Non sono felice di Putin"

(Adnkronos) - "Se la Russia blocca" gli sforzi diplomatici per mettere fine alla guerra in Ucraina, l'Ucraina continuerà a difendersi. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di una conferenza stampa, mentre Donald Trump, nella conferenza stampa che segue l'attacco al Venezuela e l'arresto di Maduro, ha dichiarato di non essere felice del comportamento del presidente russo Vladimir Putin. "Se la Russia bloccherà tutto questo - e come ho detto, dipende dai nostri partner - se i nostri partner non costringeranno la Russia a fermare la guerra, ci sarà un'altra strada da percorrere: difenderci”, ha affermato. 

 

Zelensky in giornata ha anche incassato, quindi, un 'assist' da Donald Trump: "Non sono entusiasta di Putin, sta uccidendo troppe persone", ha detto il presidente degli Stati Uniti rispondendo alla domanda se sia arrabbiato con il presidente russo per la continuazione della guerra in Ucraina. 

 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inoltre incontrato i consiglieri per la sicurezza nazionale degli Stati membri della Coalizione dei Volenterosi, come rende noto via social, parlando di una "nuova ondata, una nuova possibilità di porre fine a questa guerra" ed esprimendo gratitudine riguardo al fatto che "sul cammino diplomatico non siamo soli". 

L'incontro si è sviluppato in "tre panel che hanno coinvolto la squadra negoziale dell'Ucraina e 18 partecipanti provenienti da vari Paesi e istituzioni", scrive il leader ucraino, sottolineando che i lavori hanno riguardato principalmente le garanzie di sicurezza, la ricostruzione dell'Ucraina e "un quadro di riferimento di base per una pace reale". 

"Durante il nostro incontro, abbiamo discusso tutte le bozze di documenti esistenti ed esaminato in dettaglio la sequenza dei passaggi: il 5 gennaio si terrà una riunione dei capi di Stato maggiore, seguita da un incontro a livello di leader a Parigi il 6 gennaio", prosegue Zelensky. "Dopo questi contatti, ci aspettiamo un proficuo incontro congiunto con i rappresentanti degli Stati Uniti", aggiunge, ringraziando i Paesi partner e i rispettivi leader "per il costante sostegno al nostro Paese". 

 

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Categoria: internazionale/esteri

20:11

Atalanta-Roma 1-0, Scalvini lancia i nerazzurri - Rivivi la partita

(Adnkronos) - Il big match del sabato di Serie A lo vince l'Atalanta. Oggi, 3 gennaio, i nerazzurri di Raffaele Palladino hanno battuto 1-0 la Roma alla New Balance Arena. Decisiva la rete (convalidata dopo un lungo check Var, tra le polemiche) di Giorgio Scalvini al 12'. Con questa vittoria, i nerazzurri salgono momentaneamente all'ottavo posto a 25 punti, in attesa della Lazio impegnata domenica con il Napoli. La Roma perde invece una grande occasione e resta quarta a quota 33, appaiata alla Juventus dopo il pari dei bianconeri con il Lecce. 

Nella diciannovesima giornata di campionato, il 6 gennaio la Roma giocherà in trasferta contro il Lecce (alle 18). Mercoledì 7 gennaio l'Atalanta sarà invece impegnata al Dall'Ara contro il Bologna (alle 18:30).  

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Categoria: sport

19:35

Venezuela, 160mila gli italiani. Da macchinari a cibo: le relazioni commerciali con Roma

(Adnkronos) - La relazione commerciale tra Venezuela e Italia è di lunga durata, fondata su un interscambio che, seppure nell’ultimo decennio ha registrato un drastico calo, resta centrale nelle dinamiche dei due paesi. Secondo l’Ambasciata d’Italia a Caracas, sono 160mila i cittadini italiani registrati presso i consolati della capitale e di Maracaibo, così come dovrebbero essere più di 1,5 milioni i venezuelani con ascendenza italiana, con flussi migratori significativi dall’Italia centrale e meridionale (Campania, Sicilia, Abruzzo e Puglia); numeri, questi, che incidono sulle relazioni commerciali bilaterali: la presenza di una consistente comunità italo–venezuelana, infatti, condiziona in maniera positiva l’immagine positiva dello Stivale. 

L’Italia è il quinto mercato di destinazione dell’export del Venezuela con una quota di mercato pari al 4,1%. L’interscambio tra i due paesi vale in totale 278 milioni di euro, in flessione di oltre il 6% sull’anno. L’export italiano vale 72,63 milioni e riguarda principalmente prodotti petroliferi raffinati (20 milioni, con un lieve calo sul 2023), macchinari (44 milioni nel 2024, in crescita rispetto agli anni precedenti) e generi alimentari (31 milioni circa). L’import venezuelano in Italia vale invece 205 milioni di euro, e registra, nel 2025, un aumento del 10,6%; tra i prodotti maggiormente importati spiccano quelli delle miniere e delle cave, per un valore complessivo di 164,73 milioni nel 2024, in aumento sugli anni precedenti, seguiti da quelli della metallurgia per 68 milioni. Al 2024 lo stock degli investimenti diretti esteri netti dell’Italia con il Venezuela ammontava a 118 7 milioni di euro mentre quelli venezuelani in Italia a 152 milioni di euro. 

 

Nell’ultimo decennio lo scambio commerciale tra Italia e Venezuela ha segnato un vero e proprio crollo, bollinato nel 2012 da una flessione che superato l’80%: nel 2012 l’Italia esportava beni e servizi per oltre 1,1 miliardi di euro registrando un saldo positivo nella bilancia commerciale di oltre 900 milioni di euro. Nel 2021 invece non ha superato i 211 milioni, con esportazioni pari a 89,5 milioni di euro e un valore dell’import di 122,4 milioni di euro.  

Un calo che riflette anche la forte riduzione della presenza industriale italiana nel Paese, quale diretta conseguenza della crisi economica che ha indotto gran parte delle imprese a sospendere e/o cedere le proprie attività. Alitalia, per esempio, sospese le proprie attività nel 2015, mentre Pirelli e Iveco le cedettero tutte nel corso del 2018. Le principali imprese aggiudicatarie di appalti, contratti e forniture con lo Stato venezuelano hanno invece continuato ad operare nel Paese pur mantenendo una presenza ed una capacità operativa minima. 

 

In Venezuela è inoltre presente una Camera di Commercio Venezuelano- Italiana (Cavenit), fondata nel 1954 con sede centrale a Caracas che riunisce circa 200 operatori economici di diritto venezuelano che intrattengono relazioni commerciali con l'Italia. Attualmente, sul suolo della Repubblica Bolivariana si contano, leggendo i numeri disponibili sul sito del governo italiano, 54 imprese, attive soprattutto nei settori costruzioni energia trasporti idrocarburi e petrolchimiche che impiegano 478 addetti con un fatturato complessivo di 594 milioni di euro.  

Tra i gruppi italiani attivi figurano principalmente quelli interessati a investire nel settore petrolifero, delle costruzioni, automobilistico ed agroalimentare: c’è Eni, che dispone di importanti progetti nel settore Oil & Gas, ma anche Saipem, Trevi, Nuovo Pignone, Ghella, Impregilo-Salini, Astaldi, Parmalat; inoltre, accanto ai colossi, si registrano numerose imprese venezuelane di proprietà di cittadini italiani od italo-venezuelani, tra cui alcune delle più grandi aziende del Paese. 

 

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Categoria: economia

19:21

Venezuela, Trump: "Attacco mai visto dalla II guerra mondiale, governeremo fino a transizione"

(Adnkronos) - Davanti a un piccolo gruppo di giornalisti, nella sua residenza di Mar-a-Lago in Florida, il presidente Donald Trump ha rivelato i dettagli dell’operazione che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro. Un’azione eccezionale, secondo il presidente, in quella che è stata una dimostrazione storica della capacità militare di Washington e delle sue abilità per portare a termine simili azioni. Numerosi sono stati i ringraziamenti e i complimenti da parte del presidente alle forze militari statunitensi.  

"Questa è stata una delle dimostrazioni di potenza e competenza militare americana più straordinarie, efficaci e incisive nella storia degli Stati Uniti, dalla Seconda guerra mondiale", ha dichiarato Trump. E ha aggiunto che nell'operazione sono state impiegate forze aeree, terrestri e navali statunitensi. 

Le capacità venezuelane, dice Trump, sono state annichilite rapidamente, mentre il tycoon ha ribadito come Maduro sia stato catturato nel cuore della notte, insieme a sua moglie Cilia Flores. E senza avere la possibilità di scappare. Il presidente venezuelano è già stato incriminato presso il tribunale federale del distretto meridionale di Manhattan con le accuse di narcotraffico e terrorismo, oltre al possesso di armi ed esplosivi.  

"Nessun soldato americano è rimasto ucciso" nell’operazione, dice Trump, annunciando poi che gli Stati Uniti controlleranno il Venezuela fino a quando non si potrà garantire una transizione di potere "appropriata". "Governeremo il Paese finché non potremo realizzare una transizione sicura, adeguata e giusta”, ha affermato, senza chiarire esattamente in che modo tutto ciò sarà realizzato in sicurezza, ma, ha sottolineato, gli Stati Uniti resteranno fino a quel momento: "Non possiamo rischiare di lasciare che qualcun altro gestisca la situazione”.  

Interpellato dai giornalisti, Trump non esclude che potrebbe inviare soldati all’interno del Venezuela come forza di sicurezza e chiarisce che il paese sarà gestito attraverso un gruppo, ma senza dare dettagli su quali individui saranno coinvolti. Un gruppo di figure venezuelane gestirà il paese, insieme a Washington, fino a quando sarà il momento opportuno. Da parte degli americani, spiega Trump, i segretari di Stato Marco Rubio e alla Difesa Pete Hegseth saranno coinvolti in questo gruppo di transizione.  

La vicepresidente Delcy Rodríguez, assicura poi, è pronta a fare ciò che sia necessario per rendere “il Venezuela grande di nuovo”. Rubio starebbe trattando con lei. Tuttavia, poche ore prima, Rodríguez ha denunciato le azioni militari di Washington e la cattura di Maduro. 

Allo stesso tempo, dice Trump, servirà del tempo per la transizione, perché sarà prima necessario ricostruire le infrastrutture. Un riferimento chiaro al petrolio venezuelano. Poi, alla domanda se sia stato in contatto con la leader dell’opposizione, Maria Corina Machado, il presiente ha negato di averle parlato. Ma ha anche spiegato che la premio Nobel non "ha il sostegno e il rispetto necessari" per governare il Paese.  

Trump rivela quindi che Washington era pronta ad attaccare nuovamente Caracas, ma, visto il risultato del primo raid, non dovrebbe essere ora più necessario. Per il repubblicano, adesso il Venezuela smetterà di soffrire, mentre Maduro - accusato di essere il capo del Cartello dei Soli - pagherà un prezzo alto davanti alla giustizia americana. In particolare, Trump ha parlato di "partnership" tra Venezuela e Stati Uniti, che a suo dire renderebbe i venezuelani "ricchi, indipendenti e sicuri". 

Per quanto riguarda le sorti di Maduro, il presidente ha confermato che il leader venezuelano e sua moglie si trovano a bordo di una nave militare americana, l’USS Iwo Jima, in viaggio verso New York. Secondo il comandate in capo americano, i fedelissimi di Maduro affronteranno il suo stesso destino se non rinunceranno alle pretese di continuare a governare il Venezuela. 

Il tema del petrolio venezuelano è stato toccato da Trump, confermando che l’embargo imposto dagli Stati Uniti sul greggio del paese rimane in vigore. "L'Armata americana rimane schierata in posizione, e gli Stati Uniti mantengono tutte le opzioni militari a disposizione finché le richieste statunitensi non saranno state pienamente soddisfatte", ha dichiarato Trump. 

Anche il segretario per la Guerra, Pete Hegseth, ha commentato l’operazione, definendo tutto ciò come una dimostrazione di pace attraverso la forza. Secondo Hegseth, gli Stati Uniti ora sono finalmente tornati nello scenario internazionale.  

Dan Caine, il generale a capo dello Stato Maggiore congiunto americano, ha spiegato che l’operazione in Venezuela è stata nominata “Absolute Resolve” - in italiano “Risoluzione Assoluta” - e ha richiesto mesi di preparazione e pianificazione, coordinando le varie forze militari americane e il lavoro d’intelligence, tipo quello della Cia. “Abbiamo atteso e siamo rimasti pazienti”, ha detto. Più di 150 aerei sono stati coinvolti in quest’operazione, decollando da diverse località dell'emisfero settentrionale per disabilitare le forze venezuelane e garantire il successo della missione d’estrazione di Maduro. Grazie a loro, dice Caine, gli elicotteri sono riusciti in questo modo ad arrivare in sicurezza dove si trovava il presidente venezuelano. I soldati coinvolti, ha spiegato Caine, avevano fra i 20 anni e i 49 anni. "Uno dei nostri aerei è stato colpito, ma è rimasto in grado di volare", ha detto il generale. 

A prendere la parola è stato anche Rubio, che ha specificato come siano state date tantissime opportunità a Maduro per fare un passo indietro. Eppure ogni proposta era data rifiutata dal leader di Caracas, che ha continuato ad agire come un criminale. Per esempio, dice Rubio, arrestando dei cittadini americani per usarli come pedine di scambio e invitando nel proprio paese degli attori ostili e antiamericani come l’Iran. “Spero che la lezione sia stata appresa la scorsa notte”, ha ammonito.  

Il segretario di Stato, inoltre, ha spiegato che il Congresso è stato avvisato solo a operazione conclusa per evitare di mettere in pericolo la riuscita della missione. "Il Congresso ha la tendenza a far trapelare informazioni", ha detto Trump, aggiungendo poi: "Sapevano che stavamo arrivando". Il presidente ha infine anche parlato dell’ultima chiamata con Maduro, nella quale l’ha invitato ad arrendersi, una cosa che ritiene fosse ormai pronto a fare. Tuttavia, la sua amministrazione non ha voluto attendere oltre. “Ora rimpiange di non averlo fatto”, ha concluso Trump sorridendo. (di Iacopo Luzi)  

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Categoria: internazionale/esteri

19:14

Venezuela, Trump avvera il sogno del regime change dei falchi repubblicani. E ora Cuba trema

(Adnkronos) - (New York) Qualche settimana fa Elliott Abrams, uno dei vecchi falchi neocon dell’apparato repubblicano, aveva proposto in modo chiaro la necessità di un cambio di regime in Venezuela. In un lungo articolo su Foreign Affairs Abrams, che oggi è un analista del Council on Foreign Relations, era stato molto duro con Donald Trump, di cui è stato inviato per il Venezuela nel corso della sua prima presidenza. “Dopo tante dimostrazioni di forza e muscolari esibizioni navali dirette contro Maduro, potrebbero finire per lasciarlo al potere. In questo scenario, Maduro ne uscirebbe come il sopravvissuto che ha avuto la meglio su Trump, dimostrando che l’influenza americana nell’emisfero occidentale è, nella migliore delle ipotesi, limitata”.  

Il monito sembra essere stato ascoltato da Trump che all’interno della sua amministrazione ha un altro sostenitore storico del cambio di regime in Venezuela: il segretario di Stato, Marco Rubio.  

Più in generale l’operazione di Trump in Venezuela ha fatto avverare il desiderio di tutti i falchi repubblicani, che da tempo chiedevano un regime change nel Paese. Oltre a detestare il regime socialista sudamericano, pensano che “il crollo sia un’opportunità per galvanizzare gli elettori ispanici conservatori negli Stati Uniti”, scrive Andrew Gawthorpe della Leiden University. Ma molti analisti sostengono da tempo che il vero sogno di Rubio sia quello di distruggere il regime cubano e creare una democrazia sull’isola: il segretario di Stato è figlio di immigrati cubani. 

"Questa situazione va oltre il Venezuela: anche Cuba potrebbe ora crollare”, ha dichiarato Victoria Coates, vicepresidente della Heritage Foundation ed ex vice consigliera per la sicurezza nazionale sotto l’amministrazione Trump, intervenendo su Fox News. E infatti ora Cuba vedrà un blocco totale delle forniture di petrolio e di energia, cosa che sta già portando a una forte crisi interna vista la collaborazione storica tra i due Paesi. “Vogliamo essere circondati da Paesi sicuri. E questa è chiaramente una strategia che guarda all’America first”, ha detto Trump facendo riferimento al suo interesse per il Sudamerica. 

La recente operazione in Venezuela rilancia una linea storica della politica estera americana: la Dottrina Monroe, enunciata nel 1823, che esclude la presenza di potenze esterne nelle Americhe. Trump ha fatto riferimento all’idea di sicurezza regionale come priorità, sottolineando l’importanza per gli Stati Uniti di controllare ciò che accade nel continente. In questo contesto, l’azione militare in Venezuela non è solo un caso isolato, ma rientra in una visione strategica più ampia che riguarda anche Cuba e il ruolo crescente della Cina e della Russia in America Latina. 

“La Russia credo abbia altri problemi, con tutti gli altri siamo pronti a fare affari. A vendere il petrolio venezuelano”, ha detto Trump parlando con la stampa da Mar-a-Lago senza citare la Cina che di recente ha detto di avere interessi commerciali nella regione e di non volersi ritirare. 

Gli interventi militari degli Stati Uniti raramente partono con un piano chiaro per costruire un nuovo ordine politico nei Paesi colpiti. Spesso l’idea di accompagnare la transizione nasce solo quando diventa evidente che la forza militare, da sola, non basta a garantire stabilità. È successo in Afghanistan, dove un’operazione inizialmente pensata come risposta agli attentati dell’11 settembre si è trasformata in una lunga missione di ricostruzione durata vent’anni. In Iraq, si prevedeva un intervento rapido per rovesciare Saddam Hussein, ma la presenza americana è proseguita per quasi un decennio.  

La stessa cosa è successa in Libia dopo l’intervento del 2011 della Nato, in un’operazione guidata dagli Stati Uniti per ribaltare il regime di Muammar Gheddafi. Anche nel caso del Venezuela, l’eventuale uscita di scena di Maduro solleva dubbi sul futuro: nonostante Trump abbia detto che da oggi il Paese “sarà guidato dagli Stati Uniti fino a quando non ci sarà un nuovo governo stabile”, non è chiaro quanto questo periodo di “transizione” durerà. 

Se per Rubio e per centinaia di cittadini cubani emigrati negli Stati Uniti la fine del regime di Castro è un sogno, per Trump i giorni del regime potrebbero essere contati: “Cuba è un caso interessante. Le cose lì non stanno andando bene, stanno attraversando un momento difficile e credo che, a un certo punto, inizieremo a occuparci anche di Cuba. La situazione è molto simile a quella del Venezuela: vogliamo aiutare il popolo cubano”, ha detto Trump nel corso di una conferenza stampa, nella quale è intervenuto anche Rubio: “Oggi Cuba è un disastro, guidata da persone incompetenti. L’economia è in completo collasso. Per anni hanno sostenuto Maduro, anche sul piano della sicurezza: in alcuni casi, l’apparato cubano ha offerto supporto diretto al regime venezuelano. Ma ora è finita”. (di Angelo Paura) 

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Categoria: internazionale/esteri

18:59

Napoli, ferito a colpi di pistola il fratello dell'allenatore del Cagliari Pisacane

(Adnkronos) - Ferito a colpi di pistola il fratello dell'allenatore del Cagliari Fabio Pisacane, aggredito il padre. L'episodio è avvenuto intorno alle 4 di questa notte in vico Tre Re a Toledo, nella zona dei Quartieri Spagnoli a Napoli. Sul caso indagano gli agenti del commissariato di polizia Montecalvario e della Squadra Mobile della Questura partenopea. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, il fratello 28enne è stato ricoverato all'ospedale Vecchio Pellegrini perché colpito da due proiettili alla gamba destra: non è in pericolo di vita. 

Il padre 68enne, invece, è stato aggredito ma non si sono rese necessarie le cure mediche. Secondo una prima ricostruzione, i due Pisacane sarebbe stati avvicinati non lontano dal loro locale da tre persone armate e con volto coperto. Mentre in due hanno aggredito il padre, il terzo ha esploso due colpi di pistola. Sono in corso le indagini per ricostruire il movente e risalire ai responsabili. 

 

"Questa notte mio fratello Gianluca è stato coinvolto in un'aggressione, rimanendo ferito da alcuni colpi di arma da fuoco". A confermarlo attraverso il suo profilo social è Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari. La sparatoria è avvenuta a Napoli. "Stava rientrando a casa - ha precisato il tecnico dei sardi - aveva appena chiuso il locale di famiglia ai Quartieri Spagnoli dopo un'altra giornata di lavoro. Volevo intanto rassicurare tutti sulle sue condizioni: non è in pericolo di vita, ha riportato delle ferite alla gamba, sta bene compatibilmente all'esperienza che ha vissuto. Tanto spavento, ovviamente: per lui, per tutta la nostra famiglia". 

Pisacane ha concluso: "Non volevano dirmelo per non farmi preoccupare, l'ho saputo solo questo pomeriggio. Mio padre, a differenza di quanto scritto, non è stato aggredito. In queste ore ho ricevuto tanti messaggi e telefonate, ringrazio davvero tutti per la solidarietà e l'affetto". 

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Categoria: sport

18:38

Attacco Usa in Venezuela, Schlein e Conte: "Aggressione di Trump viola diritto internazionale"

(Adnkronos) - "L’azione militare di Trump in Venezuela configura un’aggressione a uno Stato sovrano che viola palesemente il diritto internazionale. La nostra Costituzione è chiara: ripudia la guerra come strumento per regolare le controversie". Lo si legge in una nota della leader del Partito Democratico, Elly Schlein, che oggi ha riunito per due ore la segreteria del partito dopo l'attacco Usa in Venezuela che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. 

"Come partito democratico abbiamo sempre condannato il regime brutale di Maduro e le sue azioni repressive - sottolinea Schlein - Nemmeno le sue ripetute violazioni di diritti umani in Venezuela possono però giustificare altre violazioni gravi del diritto internazionale come l’aggressione militare e la violazione della sovranità venezuelana. La democrazia non si esporta con le bombe, questo la storia lo ha già dimostrato e con costi drammatici". 

"Esprimiamo grande preoccupazione per quello che sta accadendo in violazione della Carta Onu, per il futuro del popolo venezuelano che ha diritto a una transizione pacifica verso la democrazia, per i nostri numerosi connazionali in Venezuela e per i prigionieri italiani tra cui Alberto Trentini di cui abbiamo chiesto in questi mesi la liberazione", aggiunge Schlein.  

Per la leader dem "l’attacco militare di Trump non ha alcuna base legale e rischia di legittimare altre azioni unilaterali che possono generare ulteriori conflitti e caos a livello regionale e globale. Il diritto internazionale non è un menu à la carte, i principi della Carta Onu vanno fatti valere sempre e verso tutti, a garanzia della sicurezza regionale e globale. Quello di oggi rischia di essere un pericoloso precedente per tutti. Non ci rassegniamo a un ordine mondiale che sostituisca la legalità internazionale con la legge del più forte e del più ricco".  

"Per questo riteniamo grave la posizione del governo italiano nella parte in cui definisce legittima l’azione militare di Trump in Venezuela. Ci aspettiamo invece che l’Unione europea e il governo italiano si esprimano duramente contro queste violazioni e difendano il diritto internazionale e le sedi multilaterali - sedi che l’Italia ha contribuito a fondare per far prevalere le ragioni del diritto e della diplomazia sull’uso militare della forza - anche chiedendo una convocazione urgente degli organismi competenti in seno alle Nazioni Unite", conclude Schlein. 

Il leader M5S Giuseppe Conte interviene sui social e sottolinea che "l’aggressione americana al Venezuela non ha nessuna base giuridica. Siamo di fronte a una palese violazione del diritto internazionale, che certifica il predominio del più forte e meglio equipaggiato militarmente".  

"Il Governo Meloni condanni questi attacchi e tuteli i nostri connazionali - scrive Conte - E spero che l’intera comunità internazionale si faccia sentire e che tutti comprendano che se le regole valgono solo per i nemici e non per gli amici, nessuno potrà sentirsi più al sicuro. Né può valere di per sé a giustificare l’attacco a uno stato sovrano la natura illiberale del suo governo. Per noi il diritto internazionale non vale fino a un certo punto". 

"L'attacco militare degli Stati Uniti al Venezuela è gravissimo e inaccettabile. Occorre che la comunità internazionale e il nostro Paese condannino immediatamente quanto accaduto e si attivino per fermare questa aggressione", affermano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs. 

"Le accuse legate al narcotraffico non rappresentano in nessun modo una giustificazione per quanto sta accadendo, gli Usa attaccheranno la Cina per il Fentanyl, o l'Olanda per l'ecstasy? Trump si comporta come un pirata globale che punta a costruire un ordine globale fondato sulla forza e in aperta violazione del diritto internazionale. Così il mondo scivola sempre più verso uno stato di guerra permanente. Chiediamo con forza che il Governo Meloni prenda subito una posizione di esplicita e forte condanna di questa ennesima violazione del Diritto Internazionale", concludono. 

Il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, sottolinea che “Maduro è un dittatore che tiene ostaggio il Venezuela da oltre un decennio, impoverendo il Paese, arrestando gli oppositori, favorendo la corruzione. Ma l’attacco sferrato dagli Usa di Trump va oltre ogni limite rispetto alle legittime azioni che la comunità internazionale può e deve fare per operare pressioni sul regime di Maduro". 

"L’attacco con le forze armate nel cuore di Caracas rischia di scardinare ulteriormente i già fragili equilibri internazionali e di far scivolare il mondo verso una ancor più pericolosa china. Anche in questo caso, si sente l’assenza di una Unione Europea forte, coesa e credibile, che favorisca la risoluzione diplomatica dei conflitti, prima del ricorso alle armi. Al governo italiano chiediamo massima attenzione per gli italiani e in particolare per Alberto Trentini, il cui rilascio e il cui rimpatrio deve avvenire con la massima urgenza”, chiede Magi. 

Per il leader di Azione, Carlo Calenda, "il rovesciamento di Maduro è una buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura. Il modo in cui è stato fatto desta però molta preoccupazione. Ci auguriamo che la situazione trovi subito una stabilizzazione con il coinvolgimento dell’opposizione venezuelana". 

"Il Venezuela è (o meglio: sarebbe) uno dei Paesi più belli e più ricchi del mondo - scrive sui social Matteo Renzi, leader di Italia Viva - La feroce dittatura di Maduro ha privato della libertà, e spesso del cibo, milioni di venezuelani. Il Venezuela senza Maduro è un Paese migliore, senza se e senza ma. Le modalità con cui Trump interpreta il ruolo degli Stati Uniti sono ovviamente molto criticabili o discutibili.  

"Ma intanto il dato di fatto è che il mondo è sempre più ingarbugliato e nessuno sembra in grado di governarlo. Le Istituzioni multilaterali non funzionano, i teatri di guerra sono sempre più numerosi, l’Europa al solito non tocca palla. Perché ci occupiamo di burocrazia e ideologia ma Bruxelles non sa cosa sia la politica estera", aggiunge. 

"Saranno anni difficili e pieni di sfide complicate. Proveremo a giocare un ruolo, anche come Italia. Ma se mi chiedete oggi un giudizio sulla vicenda Maduro non chiedetemi di essere triste: oggi il Venezuela è un Paese migliore di ieri. E speriamo che i ragazzi di Caracas oggi, come quelli di Teheran domani, possano tornare ad assaporare la libertà", conclude Renzi. 

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Categoria: politica

18:09

Crans-Montana, la videonews del nostro inviato

(Adnkronos) - Le news di oggi da Crans-Montana, dopo la tragedia di Capodanno causata dall'incendio che ha provocato la morte di decine di giovani nel locale Le Constellation. (di Marco Cherubini) 

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Categoria: cronaca

17:52

Venezuela, Trump posta foto Maduro ammanettato su nave Usa: andrà a Guantanamo

(Adnkronos) - Il presidente Donald Trump ha pubblicato su Truth Social una foto del leader venezuelano, Nicolas Maduro, scattata sulla nave militare statunitense Iwo Jima, diretto verso gli Stati Uniti.  

Maduro, catturato nella notte insieme alla moglie in un blitz delle forze speciali Usa a Caracas, è ammanettato e con la mano destra regge una bottiglietta di plastica senza tappo. Indossa delle cuffie e una tuta grigia di un noto brand americano. Sugli occhi ha occhiali oscuranti di grandi dimensioni.  

 

L'aereo con a bordo Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores è arrivato alla Stewart Air National Guard Base di New York. Lo ha reso noto un funzionario federale. Secondo quanto riferito da alcune fonti alla Nbc, il presidente venezuelano e la moglie saranno trasferiti in elicottero in città dove verrà sottoposto alle procedure del caso e trasferito nel Metropolitan Detention Center. Maduro dovrà comparire in tribunale lunedì. 

L'Abc aveva invece riferito che Maduro sarebbe dovuto passare per la base militare statunitense di Guantanamo prima di essere trasferito a New York. 

 

Nicolas Maduro, 63 anni, è presidente del Venezuela dal 2013 dopo la morte di Hugo Chavez, presidente populista di sinistra e mentore di Maduro. Nel 2024 si è candidato alle elezioni per un terzo mandato ed è stato dichiarato vincitore dal governo venezuelano, anche se i leader dell'opposizione e gli osservatori internazionali hanno contestato il risultato elettorale e hanno accusato il regime di rubare voti. Gli Stati Uniti hanno riconosciuto il candidato dell'opposizione, Edmundo González, come vincitore e hanno imposto sanzioni ai funzionari elettorali per presunta manipolazione del risultato. Nonostante le proteste globali, Maduro ha prestato giuramento per il suo terzo mandato a gennaio. 

I funzionari americani dell'amministrazione Trump affermano che Maduro guida il cosiddetto 'Cartello dei Soli' che inonda gli Stati Uniti di droga, ed è un presidente illegittimo. Maduro nega ogni illecito e alla fine dello scorso anno aveva detto ai suoi sostenitori: "Non riusciranno mai a distoglierci dal cammino verso la rivoluzione. Vittoria per sempre! Vittoria per sempre! Vittoria per sempre!". 

Maduro ha iniziato la sua vita lavorativa come autista di autobus, poi è diventato un leader sindacale e in seguito è stato ministro degli Esteri e vicepresidente di Chavez. Ma Maduro non ha mai raggiunto la popolarità di Chavez, che era carismatico e dotato di un naturale senso della comunità. 

L'economia venezuelana è crollata sotto Maduro dopo anni di cattiva gestione economica da parte di Chavez, tra cui controlli sui prezzi e sussidi che hanno prosciugato i fondi dello Stato dipendenti dal petrolio. Inoltre con il crollo dei prezzi del petrolio, le importazioni di cibo e medicinali sono diventate inaccessibili. La stampa di moneta ha causato iperinflazione, rendendo la valuta priva di valore. La corruzione e le sanzioni internazionali hanno aumentato la pressione. 

Maduro ha risposto al malcontento con la repressione. Ha represso brutalmente le ripetute proteste di massa ed è stato accusato di aver truccato le elezioni del 2018 e del 2024. Più di un quarto della popolazione, circa 8 milioni di persone, è immigrata. 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

17:48

Trump: "Assalto super per catturare Maduro, guideremo Venezuela fino a transizione giusta"

(Adnkronos) - La cattura del presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, è il risultato di "un assalto mai visto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, un successo straordinario. Guideremo il paese fino ad una transizione sicura, propria e giudiziosa. Non vogliamo essere coinvolti, né che qualcun altro prenda il nostro posto e ritrovarci nella stessa situazione che abbiamo vissuto negli ultimi lunghi anni". Donald Trump prende la parola a Mar-a-Lago per illustrare l'operazione con cui gli Stati Uniti hanno catturato a Caracas il presidente venezuelano Nicolas Maduro, che sarà trasferito negli Usa con la moglie, Celia Flores: entrambi sono stati "incriminati per narcoterrorismo contro gli Stati Uniti". 

"Il dittatore e terrorista Maduro è finalmente andato e il popolo venezuelano è libero. I venezuelani sono di nuovo liberi. È stata dura per loro, ma ora sono liberi. Il dittatore illegittimo Nicolas Maduro era il capo di una vasta rete criminale responsabile del traffico di enormi quantità di droghe letali e illecite negli Stati Uniti. Maduro e sua moglie dovranno presto affrontare tutta la potenza della giustizia americana e saranno processati sul suolo americano", dice Trump. 

"Nessun membro delle forze armate americane è stato ucciso". Le forze armate venezuelane "ci aspettavano, c'erano le nostre navi al largo da tempo. E' stata condotta un'azione straordinaria", dice il presidente degli Stati Uniti. "Siamo pronti a organizzare un secondo e più potente attacco" contro il Venezuela, prosegue spiegando che "avevamo dato per scontato che una seconda ondata fosse necessaria, ma ora probabilmente non lo è più". 

"Una potenza militare schiacciante, aerea, terrestre e marittima, è stata impiegata per lanciare un assalto spettacolare, un assalto come non se ne vedevano dalla Seconda Guerra Mondiale". L'azione è stata "una delle più grandi dimostrazioni di forza degli Stati Uniti mai viste, paragonabile agli attacchi contro Soleimani, Al-Baghdadi o ai siti nucleari iraniani", dice Trump, riferendosi al generale dei Guardiani della Rivoluzione, Qassem Soleimani, ucciso in Iraq il 3 gennaio del 2020 e al capo del sedicente Stato islamico, Abu Bakr al-Baghdadi, ucciso in Siria il 27 ottobre 2019. 

 

Trump fa riferimento ad una "transizione giusta". Gli Stati Uniti guideranno il paese "per un periodo", dice facendo riferimento "alle persone dietro di me": il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, il segretario di Stato, Marco Rubio, e il generale Dan Caine. Il presidente degli Stati Uniti cita la collaborazione con un "gruppo" non specificato. "Stiamo facendo tutto adesso. Stiamo parlando con le persone. Stiamo designando diverse persone e vi faremo sapere chi sono". 

E' possibile ipotizzare un coinvolgimento dell'attuale vicepresidente Delcy Rodríguez, nominata da Maduro? "È essenzialmente disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande". 

Quanto durerà la 'guida americana'? "Vorrei fare in fretta, ma bisogna ricostruire tutte le infrastrutture", dice spostando il focus sul petrolio. In Venezuela "faremo arrivare le nostre grandi compagnie petrolifere degli Stati Uniti, le più grandi al mondo, che spenderanno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture gravemente danneggiate, le infrastrutture petrolifere, e inizieranno a fare soldi per il Paese", dice preannunciando una svolta economica. "Dal sottosuolo arriverà una ricchezza enorme che andrà alla popolazione del Venezuela. E agli Stati Uniti come risarcimento per i danni subiti". 

 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

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00:07

Maternità e lavoro, cos'è la child penality e perché essere madre costa caro

(Adnkronos) - Quanto cosa essere madre? Gli stipendi delle donne che decidono di avere un figlio subiscono delle decurtazioni che, in Italia, si aggirano intorno ai 5.700 euro l'anno, anche a distanza di 15 anni dalla nascita. Negli Stati Uniti si stima che le madri perdano addirittura 16.000 dollari all'anno a causa dei tagli di stipendio. Si chiama child penality, ed è il risultato di mix di fattori, che vanno dai periodi d'assenza dal lavoro obbligati, dopo la nascita del figlio, al passaggio dal full al part time, per esigenze familiari.  

Un fenomeno che riguarda le donne, ma non gli uomini che decidono di avere figli che, al contrario, vedono incrementare il loro reddito. Secondo l'Inps le madri subiscono una penalizzazione del 16% nei primi 5 anni di vita del figlio (con il congedo di maternità), poi si torna a livelli pre nascita. Nello stesso periodo lo stipendio dei padri, invece, è cresciuto del 40%.  

La maternità causa in Italia una forte riduzione salariale nel lungo periodo, stimata intorno al 53% per le madri, derivante da: riduzione del salario settimanale (6%) passaggio al part-time (11,5%) e minori settimane retribuite (35,1%). L'impatto è più forte subito dopo la nascita, ma il divario salariale tende a non chiudersi nel tempo.  

 

La child penality è un fenomeno che si registra in tutto il mondo. Negli Stati Uniti secondo uno studio del Nwlc le madri americane perdono 16.000 dollari all'anno a causa del divario salariale. Al risultato si arriva calcolando che negli Stati Uniti le donne che lavorano a tempo pieno tutto l'anno partono già svantaggiate: percepiscono in genere solo 80 centesimi per ogni dollaro versato ai loro colleghi maschi. Il divario salariale tra madri e padri che lavorano è ancora più ampio perché mentre le donne devono fare i conti con la child penality per gli uomini avviene il contrario, si parla di child premium considerando che, in generale, la loro condizione sul mercato del lavoro migliora in seguito alla nascita del figlio. Le madri percepiscono in genere solo 71 centesimi per ogni dollaro versato ai padri.  

Un'analisi dell'Eurispes su 134 paesi rivela una variabilità significativa nella child penalty a livello mondiale. Gli effetti occupazionali del primo figlio oscillano da valori prossimi allo zero fino al 64%, evidenziando come la nascita rappresenti una vera e propria biforcazione tra il destino lavorativo delle donne e quello degli uomini. L’America Latina presenta le penalizzazioni più severe, con una media continentale del 38%: Brasile, Cile, Colombia e Messico registrano valori compresi tra 37% e 48%. L’Asia manifesta la maggiore variabilità interna, spaziando dall’1% del Vietnam ai picchi del 62% in Bangladesh e 64% in Giordania, mentre Laos e Cambogia mostrano valori nulli.  

L’Europa evidenzia marcate differenze istituzionali: i paesi scandinavi mantengono penalità contenute (Danimarca 14%, Svezia 9%), mentre l’Europa centrale presenta valori elevati (Repubblica Ceca 50%, Germania 41%). L’Africa mostra una divisione regionale netta, con penalità trascurabili nell’Africa centrale e significative nel Nord e Sud (Marocco 41%, Sud Africa 28%).  

 

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Categoria: economia

00:06

Venezuela, Trump chiude era di Maduro: gli scenari. Caracas: "Ci difenderemo"

(Adnkronos) - L'era di Nicolas Maduro è finita, il Venezuela volta pagina dopo l'attacco degli Stati Uniti ordinato da Donald Trump e la cattura del presidente, accusato da Washington di narcotraffico. Secondo quanto prevede la Costituzione venezuelana, i poteri in teoria dovrebbero passare alla vicepresidente di Maduro, Delcy Rodríguez. 

 

In realtà, tutte le carte sono in mano agli Stati Uniti. "Guideremo il paese fino ad una transizione sicura, propria e giudiziosa. Non vogliamo essere coinvolti, né che qualcun altro prenda il nostro posto e ritrovarci nella stessa situazione che abbiamo vissuto negli ultimi lunghi anni", dice Trump. 

Gli Usa guideranno il paese "per un periodo", dice nella conferenza stampa di Mar-a-Lago facendo riferimento "alle persone dietro di me": il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, il segretario di Stato, Marco Rubio, e il generale Dan Caine. Il presidente degli Stati Uniti cita la collaborazione con un "gruppo" non specificato. "Stiamo facendo tutto adesso. Stiamo parlando con le persone. Stiamo designando diverse persone e vi faremo sapere chi sono". 

 

E' possibile ipotizzare un coinvolgimento dell'attuale vicepresidente Rodriguez, nominata da Maduro? "È essenzialmente disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande", dice Trump. Rodriguez, almeno in apparenza, mostra una posizione poco incline al compromesso e al dialogo: in un discorso alla tv venezuelana, chiede agli Stati Uniti "l'immediato rilascio del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. L'unico presidente del Venezuela, Nicolas Maduro. Siamo pronti a difendere il Venezuela, siamo pronti a difendere le nostre risorse naturali". 

Il controllo totale degli Stati Uniti, con l'ipotesi di invio di truppe prospettato da Trump, azzera ogni scenario alternativo a quelli ideati da Washington. L'articolo 233 della Costituzione venezuelana prevede che, in "assenza assoluta" del presidente, la vicepresidente esecutiva, in questo caso Rodriguez, assuma il potere e indica elezioni entro 30 giorni. Il neoeletto presidente rimane in carica per un mandato completo di sei anni. Tale evoluzione appare possibile solo in caso di allineamento di Rodriguez all'indirizzo trumpiano. 

  

L'opposizione a Maduro può recitare un ruolo di primo piano nel nuovo Venezuela. Trump ha già emesso un verdetto, tagliando fuori dai giochi Maria Corina Machado, premio Nobel per la pace: "Non gode di abbastanza rispetto nel paese", la sentenza del presidente degli Stati Uniti. L'opposizione, che aveva definito Maduro un presidente illegittimo e aveva contestato i risultati delle ultime elezioni che lo avevano confermato alla guida del Paese, considera questo momento come un'opportunità cruciale e sostiene che il legittimo presidente sia il politico in esilio Edmundo Gonzalez, candidato alle elezioni 2024. 

Gonzalez, accademico e diplomatico di lunga data, è ora in esilio in Spagna. Gonzalez è sostenuto da Machado. Parlando a Oslo il mese scorso dopo aver ricevuto il Premio, Machado ha affermato che il suo movimento si stava preparando per "una transizione ordinata e pacifica" una volta che Maduro se ne fosse andato.  

A dicembre ha affermato che Gonzalez l'aveva invitata a ricoprire la carica di vicepresidente e che "la stragrande maggioranza" della polizia e delle forze armate avrebbe seguito gli ordini della nuova amministrazione una volta iniziata la transizione politica. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:04

Cia e Delta Force per l'assalto perfetto, così Trump ha catturato Maduro

(Adnkronos) - "Uno show televisivo". Donald Trump esulta per la cattura di Nicolas Maduro, presidente del Venezuela arrestato e trasferito negli Stati Uniti con un'operazione lampo condotta dalle Delta Force e da unità della Cia mentre Caracas veniva colpita da un attacco finalizzato a neutralizzare le strutture militari e i centri di potere. "Ho seguito tutto, è stata un'operazione incredibile. Nessuno sarebbe in grado di eseguirla", dice il presidente. 

 

E' il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto, a descrivere l'attacco omettendo dettagli chiave perché "in futuro potrebbero esserci altre azioni come questa". "E' stata un'operazione discreta e precisa. Solo gli Stati Uniti avrebbero potuto effettuare un'operazione simile, un'estrazione chirurgica che ha coinvolto 150 velivoli. Il lavoro è iniziato mesi fa e si è basato sull'esperienza maturata in decenni di operazioni", dice Caine nella conferenza convocata da Trump a Mar-a-Lago. "Questa in particolare ha richiesto la partecipazione di ogni componente delle forze armate: esercito, marina, aviazione, marines che hanno lavorato all'unisono in collaborazione con le nostre agenzie. Abbiamo osservato, abbiamo aspettato, ci siamo preparati". L'addestramento ha previsto anche la ricostruzione di un ambiente identico alla fortezza di Maduro , con training per espugnare eventualmente gli ambienti blindati.  

"Mesi di lavoro dell'intelligence sono serviti per trovare Maduro e per capire come si muovesse, cosa mangiasse, dove vivesse, come viaggiasse, cosa indossasse. A inizio dicembre", la macchina era pronta. "Si trattava di scegliere il giorno giusto per ridurre al minimo i rischi per i civili e sfruttare al massimo l'effetto sorpresa. La notte scorsa, le condizioni meteo sono migliorate a sufficienza per consentire di operare. Alle 22.46 (le 2.46 del 3 gennaio in Italia, ndr) il presidente ha ordinato di procedere con la missione. Nel corso della notte, oltre 150 aerei sono decollati da più di 20 basi: migliaia di uomini sono stati impiegati, il più giovane ha 20 anni e il più anziano ne ha 49", dice Caine. 

"All'1.01 le forze americane sono arrivate al compound di Maduro, isolando l'area e procedendo alla cattura. Gli elicotteri sono stati bersaglio, hanno risposto al fuoco. Un elicottero è stato colpito ma è riuscito a rientrare. Maduro e sua moglie si sono arresi, sono stati presi in custodia dal Dipartimento di Giustizia, gli elicotteri si sono allontanati arrivando alle 3.29 sul mare. Maduro e sua moglie sono stati trasferiti sulla nave Ivo Jima", conclude. In sostanza l'estrazione di Maduro, che secondo Trump non è riuscito a rifugiarsi in "stanze con porte d'acciaio", ha richiesto 2 ore e mezza. 

 

Gli Stati Uniti, secondo il Washington Post, si sono affidati a due unità della Delta Force e a squadre speciali della Cia che hanno raggiunto Maduro "in una fortezza", a sentire il presidente degli Stati Uniti, e lo hanno catturato praticamente in camera da letto, "prima che si potesse rifugiare in stanze con porte d'acciaio".  

La Cia, secondo la ricostruzione del Washington Post, ha localizzato Maduro e la moglie. Quindi, sono entrate in azione le unità della Delta Force, che hanno agito con copertura totale: cielo, terra, mare. Il blitz è stato affidato a elementi specializzati in azioni di 'irregular warfare', compiute già in passato in Medioriente, Sud-Est asiatico e Africa. 

 

La Delta Force, ufficialmente nota come 1st Special Forces Operational Detachment‑Delta, opera sotto il Joint Special Operations Command (Jsoc) ed è considerata una delle unità più selettive al mondo. Fondata nel 1977 e ispirata al modello della britannica Sas, è specializzata in cattura di obiettivi di altissimo valore, antiterrorismo, salvataggi di ostaggi e azioni dirette in territorio ostile. 

Nel corso della sua storia, la Delta Force è stata impiegata in alcune delle operazioni più sensibili degli Stati Uniti, dal tentativo di liberazione degli ostaggi in Iran nel 1980 (Eagle Claw), alle missioni in Somalia e Afghanistan, fino all'operazione che nel 2011 portò all'uccisione di Osama bin Laden, condotta dai Navy Seal, ma inserita in un più ampio coordinamento delle forze speciali Usa sotto il Jsoc. Più recentemente, l'unità è stata coinvolta in operazioni contro leader di gruppi jihadisti, come il sedicente Stato islamico, in Siria e Iraq. 

Secondo analisti militari, il blitz in Venezuela rappresenta un precedente rilevante, poiché la Delta Force sarebbe stata utilizzata per la cattura di un capo di Stato in carica, un impiego rarissimo anche per un'unità abituata a missioni di massima segretezza. 

L'accesso all'unità non avviene tramite arruolamento diretto. I candidati vengono selezionati tra militari già esperti delle forze armate Usa, in particolare Ranger, Berretti Verdi e altre unità speciali. Il processo prevede una selezione durissima, con prove fisiche estreme, orientamento terrestre, resistenza psicologica e valutazioni riservate. Chi supera la selezione affronta mesi di addestramento avanzato in combattimento urbano, tiro di precisione, intelligence e operazioni clandestine. L'identità degli agenti resta classificata. 

 

Le informazioni di intelligence hanno guidato le Delta Force - una proveniente dal Medioriente e una dal Nordafrica - che nelle ultime settimane hanno studiato la routine di Maduro e la vita del presidente venezuelano: spostamenti, movimenti, edifici frequentati. 

A tessere la tela, sin da agosto secondo il Washington Post, uomini della Cia che hanno operato sul terreno raccogliendo informazioni sempre più dettagliate. L'agenzia, secondo il New York Times, ha sfruttato la collaborazione di una fonte interna al governo venezuelano. L'operazione è stata chirurgica come dimostra il fatto che - a parte la moglie del presidente - nessun altro componente del 'cerchio magico' di Maduro sia stato toccato dal blitz. 

 

 

 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

22:36

"Venite a prendermi, codardi", il discorso di Maduro che Trump ha trasformato in sfottò

(Adnkronos) - Donald Trump 'sfotte' Nicolas Maduro. Dopo il blitz che ha portato all'arresto del presidente del Venezuela, con gli Stati Uniti che hanno attaccato Caracas nella notte, il presidente Usa ha rivendicato l'operazione prima in conferenza stampa, definendola "un assalto super" e "un attacco che non si vedeva dalla seconda guerra mondiale", poi sui social. 

Trump infatti, ovviamente sul suo Truth Social, ha pubblicato un video in cui riprende un vecchio di Maduro. Durante un comizio infatti l'ormai ex presidente del Venezuela aveva pronunciato un discorso piuttosto eloquente, riferito alla Casa Bianca: "Venite per me. Vi aspetto qui. Non metteteci tanto ad arrivare, codardi". 

Messaggio ricevuto da Trump, che per tutta risposta ha pubblicato lo sguardo e gli artigli di un'aquila americana pronta all'attacco, seguita dalle immagini dei bombardamenti statunitensi su Caracas. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

22:17

Blasi-Totti, nuova causa: Ilary denuncia per crollo del tetto della villa all'Eur

(Adnkronos) - Ilary Blasi apre una nuova causa contro Francesco Totti. Al centro della nuova disputa ci sarebbe il crollo del soffitto di una delle camere della villa all'Eur, assegnata alla Blasi. Come riportato da Repubblica la showgirl avrebbe chiesto all'ex marito di intervenire per occuparsi della manutenzione della casa. Onere che, secondo quanto deciso dal giudice civile, spetterebbe proprio all'ex numero 10 giallorosso che però non ha dato risposta alla ex moglie che, per questo, ha deciso di adire nuovamente le vie legali.  

Fra Totti e Blasi questo sarebbe quindi il terzo punto di scontro, dopo la loro separazione e il caso che ruota intorno ai beni di lusso contesi fra i due ex coniugi e la denuncia penale per abbandono di minore su cui, lo scorso 10 dicembre, il gip si è riservato di decidere sulla richiesta di archiviazione della procura: oltre a Totti sono indagate anche l’attuale compagna del calciatore, Noemi Bocchi, i cui figli minorenni sarebbero stati anche loro in casa, e la tata, che vive nello stesso palazzo. 

 

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Categoria: cronaca

21:34

Atalanta-Roma, gol di Scalvini e Scamacca e doppio check Var tra le proteste giallorosse. Cos'è successo

(Adnkronos) - Atalanta-Roma chiude il sabato di campionato e fa subito discutere per due casi arbitrali. I nerazzurri passano in vantaggio dopo 12 minuti, grazie a un corner. Svilar non è sicurissimo in uscita e perde il contatto con il pallone, mancando la presa. La palla carambola così sul braccio di Scalvini, che poi deposita il pallone in rete a porta vuota. I giocatori giallorossi protestano subito per un fallo sul portiere (mani del difensore sul volto di Svilar, evidentemente disturbato) e l'arbitro Fabbri viene richiamato al Var: dopo un lungo check, di oltre due minuti, arriva la convalida. Dea in vantaggio tra le proteste, con un episodio che farà molto parlare nel post-partita.  

Pochi minuti dopo, al 28', un altro episodio al centro delle discussioni. Scamacca raddoppia con un gran colpo di testa su cross di Bernasconi. Fabbri viene di nuovo chiamato al monitor per un possibile fuorigioco dell'attaccante a inizio azione. Il check è ancora molto lungo, ma stavolta l'arbitro annulla il gol. Pochi secondi prima dello stop sbagliato da Hermoso, che aveva permesso all'attaccante di rubare palla e dare il via all'azione poi finalizzata, Scamacca era in off-side. E la regolaprevede che un giocatore partito in fuorigioco non possa andare "immediatamente" a disturbare il difensore avversario. Si resta così sull'1-0. Curiosità? I due check hanno portato Fabbri ad assegnare un recupero da record per un primo tempo, di 8 minuti.  

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Categoria: sport

21:32

Rocca da Papa Leone, l'incontro in Vaticano

(Adnkronos) - "Ho incontrato oggi il Santo Padre Papa Leone XIV in udienza presso il Palazzo Apostolico. È stato un momento di profonda intensità, non solo istituzionale ma anche e soprattutto umana. Durante l’incontro ho voluto esprimere la vicinanza concreta della Regione Lazio alle persone più fragili, con un gesto semplice ma carico di significato: la donazione di 2mila pasti destinati alla Caritas Diocesana di Roma, a sostegno del lavoro quotidiano di accoglienza e ascolto svolto sul territorio". Lo scrive sui social il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Video di Vatican Media. 

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Categoria: cronaca

21:25

Giubileo, Rocca da Papa Leone: "Uniti in cura fragilità e nel dare risposte concrete"

(Adnkronos) - "Ho incontrato oggi il Santo Padre Papa Leone XIV in udienza presso il Palazzo Apostolico. È stato un momento di profonda intensità, non solo istituzionale ma anche e soprattutto umana. Durante l’incontro ho voluto esprimere la vicinanza concreta della Regione Lazio alle persone più fragili, con un gesto semplice ma carico di significato: la donazione di 2mila pasti destinati alla Caritas Diocesana di Roma, a sostegno del lavoro quotidiano di accoglienza e ascolto svolto sul territorio". Lo scrive sui social il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. 

"Ho ringraziato il Santo Padre per il suo magistero - prosegue il governatore - che richiama con forza i valori della pace, della solidarietà e dell’attenzione verso gli ultimi. Un messaggio che si inserisce nel solco aperto da Papa Francesco e che oggi trova piena continuità nel pontificato di Papa Leone XIV, nel segno di una Chiesa capace di parlare al cuore delle persone". 

"Questo incontro rappresenta un’ulteriore tappa di un dialogo importante e fecondo tra la Chiesa di Roma, di cui il Pontefice è pastore, e la nostra amministrazione, unite dall’impegno comune nel prendersi cura delle fragilità e nell’offrire risposte concrete a chi vive situazioni di bisogno. Credo profondamente che il lavoro condiviso tra istituzioni civili e realtà ecclesiali sia fondamentale per costruire comunità più giuste, solidali e attente alla dignità di ogni persona. La Regione Lazio - conclude il presidente - continuerà a essere al fianco di chi è in difficoltà, con responsabilità, ascolto e spirito di servizio". 

 

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Categoria: cronaca

21:03

Superenalotto, estratti numeri della combinazione vincente di oggi 3 gennaio

(Adnkronos) - Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi, sabato 3 gennaio, del Superenalotto: 16, 30, 32, 43, 68, 76. Numero Jolly: 36. Numero SuperStar: 58. Nessun '6' né '5+1' al concorso di oggi. Centrati invece cinque '5', che vincono 39.528,88 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 101,2 milioni di euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Ecco la combinazione vincente del concorso di oggi, sabato 3 gennaio, del Superenalotto: 16, 30, 32, 43, 68, 76. Numero Jolly: 36. Numero SuperStar: 58 

 

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Categoria: cronaca

20:33

Damiano David si sposa, Dove Cameron ha detto sì: l'annuncio (e l'anello)

(Adnkronos) - Damiano David si sposa. Il cantante, ex frontman dei Maneskin, ha pubblicato oggi, sabato 3 gennaio, una foto con cui ufficializza il suo fidanzamento con l'attrice Dove Cameron. Sul proprio profilo Instagram, David ha postato diverse foto insieme alla fidanzata, 'zoomando' su un particolare che non poteva passare inosservato: l'anello al dito di Cameron. Un'ulteriore conferma è arrivata nella didascalia: "Sarà un anno fantastico", ha scritto il cantante, aggiungendo poi emoticon, piuttosto eloquenti, di un anello e di un cuore. 

I rumors, in verità, su un possibile fidanzamento dei due si erano già cominciati a spargere nelle scorse settimane. Cameron era stata infatti avvistata proprio con un anello di fidanzamento al dito, come riportava 'Tmz', mentre passeggiava tra le strade di Sydney, in Australia, a braccetto con il suo fidanzato.  

La notizia era arrivata a poche settimane dal festeggiamento del loro secondo anniversario, che potrebbe essere il giorno in cui Damiano ha fatto la proposta di matrimonio a Dove. "I due anni più belli della mia vita. Mi commuovo almeno una volta alla settimana perché la vita è diventata così bella con te al mio fianco. Ti amo in un modo che nessuna parola potrà mai descrivere. Buon anniversario amore mio", aveva scritto l'attrice in un post su Instagram del 9 ottobre.  

 

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Categoria: spettacoli

20:13

Ucraina, Zelensky: "Russia blocca diplomazia, ci difenderemo". Trump: "Non sono felice di Putin"

(Adnkronos) - "Se la Russia blocca" gli sforzi diplomatici per mettere fine alla guerra in Ucraina, l'Ucraina continuerà a difendersi. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di una conferenza stampa, mentre Donald Trump, nella conferenza stampa che segue l'attacco al Venezuela e l'arresto di Maduro, ha dichiarato di non essere felice del comportamento del presidente russo Vladimir Putin. "Se la Russia bloccherà tutto questo - e come ho detto, dipende dai nostri partner - se i nostri partner non costringeranno la Russia a fermare la guerra, ci sarà un'altra strada da percorrere: difenderci”, ha affermato. 

 

Zelensky in giornata ha anche incassato, quindi, un 'assist' da Donald Trump: "Non sono entusiasta di Putin, sta uccidendo troppe persone", ha detto il presidente degli Stati Uniti rispondendo alla domanda se sia arrabbiato con il presidente russo per la continuazione della guerra in Ucraina. 

 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inoltre incontrato i consiglieri per la sicurezza nazionale degli Stati membri della Coalizione dei Volenterosi, come rende noto via social, parlando di una "nuova ondata, una nuova possibilità di porre fine a questa guerra" ed esprimendo gratitudine riguardo al fatto che "sul cammino diplomatico non siamo soli". 

L'incontro si è sviluppato in "tre panel che hanno coinvolto la squadra negoziale dell'Ucraina e 18 partecipanti provenienti da vari Paesi e istituzioni", scrive il leader ucraino, sottolineando che i lavori hanno riguardato principalmente le garanzie di sicurezza, la ricostruzione dell'Ucraina e "un quadro di riferimento di base per una pace reale". 

"Durante il nostro incontro, abbiamo discusso tutte le bozze di documenti esistenti ed esaminato in dettaglio la sequenza dei passaggi: il 5 gennaio si terrà una riunione dei capi di Stato maggiore, seguita da un incontro a livello di leader a Parigi il 6 gennaio", prosegue Zelensky. "Dopo questi contatti, ci aspettiamo un proficuo incontro congiunto con i rappresentanti degli Stati Uniti", aggiunge, ringraziando i Paesi partner e i rispettivi leader "per il costante sostegno al nostro Paese". 

 

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Categoria: internazionale/esteri

20:11

Atalanta-Roma 1-0, Scalvini lancia i nerazzurri - Rivivi la partita

(Adnkronos) - Il big match del sabato di Serie A lo vince l'Atalanta. Oggi, 3 gennaio, i nerazzurri di Raffaele Palladino hanno battuto 1-0 la Roma alla New Balance Arena. Decisiva la rete (convalidata dopo un lungo check Var, tra le polemiche) di Giorgio Scalvini al 12'. Con questa vittoria, i nerazzurri salgono momentaneamente all'ottavo posto a 25 punti, in attesa della Lazio impegnata domenica con il Napoli. La Roma perde invece una grande occasione e resta quarta a quota 33, appaiata alla Juventus dopo il pari dei bianconeri con il Lecce. 

Nella diciannovesima giornata di campionato, il 6 gennaio la Roma giocherà in trasferta contro il Lecce (alle 18). Mercoledì 7 gennaio l'Atalanta sarà invece impegnata al Dall'Ara contro il Bologna (alle 18:30).  

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Categoria: sport

19:35

Venezuela, 160mila gli italiani. Da macchinari a cibo: le relazioni commerciali con Roma

(Adnkronos) - La relazione commerciale tra Venezuela e Italia è di lunga durata, fondata su un interscambio che, seppure nell’ultimo decennio ha registrato un drastico calo, resta centrale nelle dinamiche dei due paesi. Secondo l’Ambasciata d’Italia a Caracas, sono 160mila i cittadini italiani registrati presso i consolati della capitale e di Maracaibo, così come dovrebbero essere più di 1,5 milioni i venezuelani con ascendenza italiana, con flussi migratori significativi dall’Italia centrale e meridionale (Campania, Sicilia, Abruzzo e Puglia); numeri, questi, che incidono sulle relazioni commerciali bilaterali: la presenza di una consistente comunità italo–venezuelana, infatti, condiziona in maniera positiva l’immagine positiva dello Stivale. 

L’Italia è il quinto mercato di destinazione dell’export del Venezuela con una quota di mercato pari al 4,1%. L’interscambio tra i due paesi vale in totale 278 milioni di euro, in flessione di oltre il 6% sull’anno. L’export italiano vale 72,63 milioni e riguarda principalmente prodotti petroliferi raffinati (20 milioni, con un lieve calo sul 2023), macchinari (44 milioni nel 2024, in crescita rispetto agli anni precedenti) e generi alimentari (31 milioni circa). L’import venezuelano in Italia vale invece 205 milioni di euro, e registra, nel 2025, un aumento del 10,6%; tra i prodotti maggiormente importati spiccano quelli delle miniere e delle cave, per un valore complessivo di 164,73 milioni nel 2024, in aumento sugli anni precedenti, seguiti da quelli della metallurgia per 68 milioni. Al 2024 lo stock degli investimenti diretti esteri netti dell’Italia con il Venezuela ammontava a 118 7 milioni di euro mentre quelli venezuelani in Italia a 152 milioni di euro. 

 

Nell’ultimo decennio lo scambio commerciale tra Italia e Venezuela ha segnato un vero e proprio crollo, bollinato nel 2012 da una flessione che superato l’80%: nel 2012 l’Italia esportava beni e servizi per oltre 1,1 miliardi di euro registrando un saldo positivo nella bilancia commerciale di oltre 900 milioni di euro. Nel 2021 invece non ha superato i 211 milioni, con esportazioni pari a 89,5 milioni di euro e un valore dell’import di 122,4 milioni di euro.  

Un calo che riflette anche la forte riduzione della presenza industriale italiana nel Paese, quale diretta conseguenza della crisi economica che ha indotto gran parte delle imprese a sospendere e/o cedere le proprie attività. Alitalia, per esempio, sospese le proprie attività nel 2015, mentre Pirelli e Iveco le cedettero tutte nel corso del 2018. Le principali imprese aggiudicatarie di appalti, contratti e forniture con lo Stato venezuelano hanno invece continuato ad operare nel Paese pur mantenendo una presenza ed una capacità operativa minima. 

 

In Venezuela è inoltre presente una Camera di Commercio Venezuelano- Italiana (Cavenit), fondata nel 1954 con sede centrale a Caracas che riunisce circa 200 operatori economici di diritto venezuelano che intrattengono relazioni commerciali con l'Italia. Attualmente, sul suolo della Repubblica Bolivariana si contano, leggendo i numeri disponibili sul sito del governo italiano, 54 imprese, attive soprattutto nei settori costruzioni energia trasporti idrocarburi e petrolchimiche che impiegano 478 addetti con un fatturato complessivo di 594 milioni di euro.  

Tra i gruppi italiani attivi figurano principalmente quelli interessati a investire nel settore petrolifero, delle costruzioni, automobilistico ed agroalimentare: c’è Eni, che dispone di importanti progetti nel settore Oil & Gas, ma anche Saipem, Trevi, Nuovo Pignone, Ghella, Impregilo-Salini, Astaldi, Parmalat; inoltre, accanto ai colossi, si registrano numerose imprese venezuelane di proprietà di cittadini italiani od italo-venezuelani, tra cui alcune delle più grandi aziende del Paese. 

 

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Categoria: economia

19:21

Venezuela, Trump: "Attacco mai visto dalla II guerra mondiale, governeremo fino a transizione"

(Adnkronos) - Davanti a un piccolo gruppo di giornalisti, nella sua residenza di Mar-a-Lago in Florida, il presidente Donald Trump ha rivelato i dettagli dell’operazione che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro. Un’azione eccezionale, secondo il presidente, in quella che è stata una dimostrazione storica della capacità militare di Washington e delle sue abilità per portare a termine simili azioni. Numerosi sono stati i ringraziamenti e i complimenti da parte del presidente alle forze militari statunitensi.  

"Questa è stata una delle dimostrazioni di potenza e competenza militare americana più straordinarie, efficaci e incisive nella storia degli Stati Uniti, dalla Seconda guerra mondiale", ha dichiarato Trump. E ha aggiunto che nell'operazione sono state impiegate forze aeree, terrestri e navali statunitensi. 

Le capacità venezuelane, dice Trump, sono state annichilite rapidamente, mentre il tycoon ha ribadito come Maduro sia stato catturato nel cuore della notte, insieme a sua moglie Cilia Flores. E senza avere la possibilità di scappare. Il presidente venezuelano è già stato incriminato presso il tribunale federale del distretto meridionale di Manhattan con le accuse di narcotraffico e terrorismo, oltre al possesso di armi ed esplosivi.  

"Nessun soldato americano è rimasto ucciso" nell’operazione, dice Trump, annunciando poi che gli Stati Uniti controlleranno il Venezuela fino a quando non si potrà garantire una transizione di potere "appropriata". "Governeremo il Paese finché non potremo realizzare una transizione sicura, adeguata e giusta”, ha affermato, senza chiarire esattamente in che modo tutto ciò sarà realizzato in sicurezza, ma, ha sottolineato, gli Stati Uniti resteranno fino a quel momento: "Non possiamo rischiare di lasciare che qualcun altro gestisca la situazione”.  

Interpellato dai giornalisti, Trump non esclude che potrebbe inviare soldati all’interno del Venezuela come forza di sicurezza e chiarisce che il paese sarà gestito attraverso un gruppo, ma senza dare dettagli su quali individui saranno coinvolti. Un gruppo di figure venezuelane gestirà il paese, insieme a Washington, fino a quando sarà il momento opportuno. Da parte degli americani, spiega Trump, i segretari di Stato Marco Rubio e alla Difesa Pete Hegseth saranno coinvolti in questo gruppo di transizione.  

La vicepresidente Delcy Rodríguez, assicura poi, è pronta a fare ciò che sia necessario per rendere “il Venezuela grande di nuovo”. Rubio starebbe trattando con lei. Tuttavia, poche ore prima, Rodríguez ha denunciato le azioni militari di Washington e la cattura di Maduro. 

Allo stesso tempo, dice Trump, servirà del tempo per la transizione, perché sarà prima necessario ricostruire le infrastrutture. Un riferimento chiaro al petrolio venezuelano. Poi, alla domanda se sia stato in contatto con la leader dell’opposizione, Maria Corina Machado, il presiente ha negato di averle parlato. Ma ha anche spiegato che la premio Nobel non "ha il sostegno e il rispetto necessari" per governare il Paese.  

Trump rivela quindi che Washington era pronta ad attaccare nuovamente Caracas, ma, visto il risultato del primo raid, non dovrebbe essere ora più necessario. Per il repubblicano, adesso il Venezuela smetterà di soffrire, mentre Maduro - accusato di essere il capo del Cartello dei Soli - pagherà un prezzo alto davanti alla giustizia americana. In particolare, Trump ha parlato di "partnership" tra Venezuela e Stati Uniti, che a suo dire renderebbe i venezuelani "ricchi, indipendenti e sicuri". 

Per quanto riguarda le sorti di Maduro, il presidente ha confermato che il leader venezuelano e sua moglie si trovano a bordo di una nave militare americana, l’USS Iwo Jima, in viaggio verso New York. Secondo il comandate in capo americano, i fedelissimi di Maduro affronteranno il suo stesso destino se non rinunceranno alle pretese di continuare a governare il Venezuela. 

Il tema del petrolio venezuelano è stato toccato da Trump, confermando che l’embargo imposto dagli Stati Uniti sul greggio del paese rimane in vigore. "L'Armata americana rimane schierata in posizione, e gli Stati Uniti mantengono tutte le opzioni militari a disposizione finché le richieste statunitensi non saranno state pienamente soddisfatte", ha dichiarato Trump. 

Anche il segretario per la Guerra, Pete Hegseth, ha commentato l’operazione, definendo tutto ciò come una dimostrazione di pace attraverso la forza. Secondo Hegseth, gli Stati Uniti ora sono finalmente tornati nello scenario internazionale.  

Dan Caine, il generale a capo dello Stato Maggiore congiunto americano, ha spiegato che l’operazione in Venezuela è stata nominata “Absolute Resolve” - in italiano “Risoluzione Assoluta” - e ha richiesto mesi di preparazione e pianificazione, coordinando le varie forze militari americane e il lavoro d’intelligence, tipo quello della Cia. “Abbiamo atteso e siamo rimasti pazienti”, ha detto. Più di 150 aerei sono stati coinvolti in quest’operazione, decollando da diverse località dell'emisfero settentrionale per disabilitare le forze venezuelane e garantire il successo della missione d’estrazione di Maduro. Grazie a loro, dice Caine, gli elicotteri sono riusciti in questo modo ad arrivare in sicurezza dove si trovava il presidente venezuelano. I soldati coinvolti, ha spiegato Caine, avevano fra i 20 anni e i 49 anni. "Uno dei nostri aerei è stato colpito, ma è rimasto in grado di volare", ha detto il generale. 

A prendere la parola è stato anche Rubio, che ha specificato come siano state date tantissime opportunità a Maduro per fare un passo indietro. Eppure ogni proposta era data rifiutata dal leader di Caracas, che ha continuato ad agire come un criminale. Per esempio, dice Rubio, arrestando dei cittadini americani per usarli come pedine di scambio e invitando nel proprio paese degli attori ostili e antiamericani come l’Iran. “Spero che la lezione sia stata appresa la scorsa notte”, ha ammonito.  

Il segretario di Stato, inoltre, ha spiegato che il Congresso è stato avvisato solo a operazione conclusa per evitare di mettere in pericolo la riuscita della missione. "Il Congresso ha la tendenza a far trapelare informazioni", ha detto Trump, aggiungendo poi: "Sapevano che stavamo arrivando". Il presidente ha infine anche parlato dell’ultima chiamata con Maduro, nella quale l’ha invitato ad arrendersi, una cosa che ritiene fosse ormai pronto a fare. Tuttavia, la sua amministrazione non ha voluto attendere oltre. “Ora rimpiange di non averlo fatto”, ha concluso Trump sorridendo. (di Iacopo Luzi)  

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Categoria: internazionale/esteri

19:14

Venezuela, Trump avvera il sogno del regime change dei falchi repubblicani. E ora Cuba trema

(Adnkronos) - (New York) Qualche settimana fa Elliott Abrams, uno dei vecchi falchi neocon dell’apparato repubblicano, aveva proposto in modo chiaro la necessità di un cambio di regime in Venezuela. In un lungo articolo su Foreign Affairs Abrams, che oggi è un analista del Council on Foreign Relations, era stato molto duro con Donald Trump, di cui è stato inviato per il Venezuela nel corso della sua prima presidenza. “Dopo tante dimostrazioni di forza e muscolari esibizioni navali dirette contro Maduro, potrebbero finire per lasciarlo al potere. In questo scenario, Maduro ne uscirebbe come il sopravvissuto che ha avuto la meglio su Trump, dimostrando che l’influenza americana nell’emisfero occidentale è, nella migliore delle ipotesi, limitata”.  

Il monito sembra essere stato ascoltato da Trump che all’interno della sua amministrazione ha un altro sostenitore storico del cambio di regime in Venezuela: il segretario di Stato, Marco Rubio.  

Più in generale l’operazione di Trump in Venezuela ha fatto avverare il desiderio di tutti i falchi repubblicani, che da tempo chiedevano un regime change nel Paese. Oltre a detestare il regime socialista sudamericano, pensano che “il crollo sia un’opportunità per galvanizzare gli elettori ispanici conservatori negli Stati Uniti”, scrive Andrew Gawthorpe della Leiden University. Ma molti analisti sostengono da tempo che il vero sogno di Rubio sia quello di distruggere il regime cubano e creare una democrazia sull’isola: il segretario di Stato è figlio di immigrati cubani. 

"Questa situazione va oltre il Venezuela: anche Cuba potrebbe ora crollare”, ha dichiarato Victoria Coates, vicepresidente della Heritage Foundation ed ex vice consigliera per la sicurezza nazionale sotto l’amministrazione Trump, intervenendo su Fox News. E infatti ora Cuba vedrà un blocco totale delle forniture di petrolio e di energia, cosa che sta già portando a una forte crisi interna vista la collaborazione storica tra i due Paesi. “Vogliamo essere circondati da Paesi sicuri. E questa è chiaramente una strategia che guarda all’America first”, ha detto Trump facendo riferimento al suo interesse per il Sudamerica. 

La recente operazione in Venezuela rilancia una linea storica della politica estera americana: la Dottrina Monroe, enunciata nel 1823, che esclude la presenza di potenze esterne nelle Americhe. Trump ha fatto riferimento all’idea di sicurezza regionale come priorità, sottolineando l’importanza per gli Stati Uniti di controllare ciò che accade nel continente. In questo contesto, l’azione militare in Venezuela non è solo un caso isolato, ma rientra in una visione strategica più ampia che riguarda anche Cuba e il ruolo crescente della Cina e della Russia in America Latina. 

“La Russia credo abbia altri problemi, con tutti gli altri siamo pronti a fare affari. A vendere il petrolio venezuelano”, ha detto Trump parlando con la stampa da Mar-a-Lago senza citare la Cina che di recente ha detto di avere interessi commerciali nella regione e di non volersi ritirare. 

Gli interventi militari degli Stati Uniti raramente partono con un piano chiaro per costruire un nuovo ordine politico nei Paesi colpiti. Spesso l’idea di accompagnare la transizione nasce solo quando diventa evidente che la forza militare, da sola, non basta a garantire stabilità. È successo in Afghanistan, dove un’operazione inizialmente pensata come risposta agli attentati dell’11 settembre si è trasformata in una lunga missione di ricostruzione durata vent’anni. In Iraq, si prevedeva un intervento rapido per rovesciare Saddam Hussein, ma la presenza americana è proseguita per quasi un decennio.  

La stessa cosa è successa in Libia dopo l’intervento del 2011 della Nato, in un’operazione guidata dagli Stati Uniti per ribaltare il regime di Muammar Gheddafi. Anche nel caso del Venezuela, l’eventuale uscita di scena di Maduro solleva dubbi sul futuro: nonostante Trump abbia detto che da oggi il Paese “sarà guidato dagli Stati Uniti fino a quando non ci sarà un nuovo governo stabile”, non è chiaro quanto questo periodo di “transizione” durerà. 

Se per Rubio e per centinaia di cittadini cubani emigrati negli Stati Uniti la fine del regime di Castro è un sogno, per Trump i giorni del regime potrebbero essere contati: “Cuba è un caso interessante. Le cose lì non stanno andando bene, stanno attraversando un momento difficile e credo che, a un certo punto, inizieremo a occuparci anche di Cuba. La situazione è molto simile a quella del Venezuela: vogliamo aiutare il popolo cubano”, ha detto Trump nel corso di una conferenza stampa, nella quale è intervenuto anche Rubio: “Oggi Cuba è un disastro, guidata da persone incompetenti. L’economia è in completo collasso. Per anni hanno sostenuto Maduro, anche sul piano della sicurezza: in alcuni casi, l’apparato cubano ha offerto supporto diretto al regime venezuelano. Ma ora è finita”. (di Angelo Paura) 

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Categoria: internazionale/esteri

18:59

Napoli, ferito a colpi di pistola il fratello dell'allenatore del Cagliari Pisacane

(Adnkronos) - Ferito a colpi di pistola il fratello dell'allenatore del Cagliari Fabio Pisacane, aggredito il padre. L'episodio è avvenuto intorno alle 4 di questa notte in vico Tre Re a Toledo, nella zona dei Quartieri Spagnoli a Napoli. Sul caso indagano gli agenti del commissariato di polizia Montecalvario e della Squadra Mobile della Questura partenopea. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, il fratello 28enne è stato ricoverato all'ospedale Vecchio Pellegrini perché colpito da due proiettili alla gamba destra: non è in pericolo di vita. 

Il padre 68enne, invece, è stato aggredito ma non si sono rese necessarie le cure mediche. Secondo una prima ricostruzione, i due Pisacane sarebbe stati avvicinati non lontano dal loro locale da tre persone armate e con volto coperto. Mentre in due hanno aggredito il padre, il terzo ha esploso due colpi di pistola. Sono in corso le indagini per ricostruire il movente e risalire ai responsabili. 

 

"Questa notte mio fratello Gianluca è stato coinvolto in un'aggressione, rimanendo ferito da alcuni colpi di arma da fuoco". A confermarlo attraverso il suo profilo social è Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari. La sparatoria è avvenuta a Napoli. "Stava rientrando a casa - ha precisato il tecnico dei sardi - aveva appena chiuso il locale di famiglia ai Quartieri Spagnoli dopo un'altra giornata di lavoro. Volevo intanto rassicurare tutti sulle sue condizioni: non è in pericolo di vita, ha riportato delle ferite alla gamba, sta bene compatibilmente all'esperienza che ha vissuto. Tanto spavento, ovviamente: per lui, per tutta la nostra famiglia". 

Pisacane ha concluso: "Non volevano dirmelo per non farmi preoccupare, l'ho saputo solo questo pomeriggio. Mio padre, a differenza di quanto scritto, non è stato aggredito. In queste ore ho ricevuto tanti messaggi e telefonate, ringrazio davvero tutti per la solidarietà e l'affetto". 

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Categoria: sport

18:38

Attacco Usa in Venezuela, Schlein e Conte: "Aggressione di Trump viola diritto internazionale"

(Adnkronos) - "L’azione militare di Trump in Venezuela configura un’aggressione a uno Stato sovrano che viola palesemente il diritto internazionale. La nostra Costituzione è chiara: ripudia la guerra come strumento per regolare le controversie". Lo si legge in una nota della leader del Partito Democratico, Elly Schlein, che oggi ha riunito per due ore la segreteria del partito dopo l'attacco Usa in Venezuela che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. 

"Come partito democratico abbiamo sempre condannato il regime brutale di Maduro e le sue azioni repressive - sottolinea Schlein - Nemmeno le sue ripetute violazioni di diritti umani in Venezuela possono però giustificare altre violazioni gravi del diritto internazionale come l’aggressione militare e la violazione della sovranità venezuelana. La democrazia non si esporta con le bombe, questo la storia lo ha già dimostrato e con costi drammatici". 

"Esprimiamo grande preoccupazione per quello che sta accadendo in violazione della Carta Onu, per il futuro del popolo venezuelano che ha diritto a una transizione pacifica verso la democrazia, per i nostri numerosi connazionali in Venezuela e per i prigionieri italiani tra cui Alberto Trentini di cui abbiamo chiesto in questi mesi la liberazione", aggiunge Schlein.  

Per la leader dem "l’attacco militare di Trump non ha alcuna base legale e rischia di legittimare altre azioni unilaterali che possono generare ulteriori conflitti e caos a livello regionale e globale. Il diritto internazionale non è un menu à la carte, i principi della Carta Onu vanno fatti valere sempre e verso tutti, a garanzia della sicurezza regionale e globale. Quello di oggi rischia di essere un pericoloso precedente per tutti. Non ci rassegniamo a un ordine mondiale che sostituisca la legalità internazionale con la legge del più forte e del più ricco".  

"Per questo riteniamo grave la posizione del governo italiano nella parte in cui definisce legittima l’azione militare di Trump in Venezuela. Ci aspettiamo invece che l’Unione europea e il governo italiano si esprimano duramente contro queste violazioni e difendano il diritto internazionale e le sedi multilaterali - sedi che l’Italia ha contribuito a fondare per far prevalere le ragioni del diritto e della diplomazia sull’uso militare della forza - anche chiedendo una convocazione urgente degli organismi competenti in seno alle Nazioni Unite", conclude Schlein. 

Il leader M5S Giuseppe Conte interviene sui social e sottolinea che "l’aggressione americana al Venezuela non ha nessuna base giuridica. Siamo di fronte a una palese violazione del diritto internazionale, che certifica il predominio del più forte e meglio equipaggiato militarmente".  

"Il Governo Meloni condanni questi attacchi e tuteli i nostri connazionali - scrive Conte - E spero che l’intera comunità internazionale si faccia sentire e che tutti comprendano che se le regole valgono solo per i nemici e non per gli amici, nessuno potrà sentirsi più al sicuro. Né può valere di per sé a giustificare l’attacco a uno stato sovrano la natura illiberale del suo governo. Per noi il diritto internazionale non vale fino a un certo punto". 

"L'attacco militare degli Stati Uniti al Venezuela è gravissimo e inaccettabile. Occorre che la comunità internazionale e il nostro Paese condannino immediatamente quanto accaduto e si attivino per fermare questa aggressione", affermano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs. 

"Le accuse legate al narcotraffico non rappresentano in nessun modo una giustificazione per quanto sta accadendo, gli Usa attaccheranno la Cina per il Fentanyl, o l'Olanda per l'ecstasy? Trump si comporta come un pirata globale che punta a costruire un ordine globale fondato sulla forza e in aperta violazione del diritto internazionale. Così il mondo scivola sempre più verso uno stato di guerra permanente. Chiediamo con forza che il Governo Meloni prenda subito una posizione di esplicita e forte condanna di questa ennesima violazione del Diritto Internazionale", concludono. 

Il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, sottolinea che “Maduro è un dittatore che tiene ostaggio il Venezuela da oltre un decennio, impoverendo il Paese, arrestando gli oppositori, favorendo la corruzione. Ma l’attacco sferrato dagli Usa di Trump va oltre ogni limite rispetto alle legittime azioni che la comunità internazionale può e deve fare per operare pressioni sul regime di Maduro". 

"L’attacco con le forze armate nel cuore di Caracas rischia di scardinare ulteriormente i già fragili equilibri internazionali e di far scivolare il mondo verso una ancor più pericolosa china. Anche in questo caso, si sente l’assenza di una Unione Europea forte, coesa e credibile, che favorisca la risoluzione diplomatica dei conflitti, prima del ricorso alle armi. Al governo italiano chiediamo massima attenzione per gli italiani e in particolare per Alberto Trentini, il cui rilascio e il cui rimpatrio deve avvenire con la massima urgenza”, chiede Magi. 

Per il leader di Azione, Carlo Calenda, "il rovesciamento di Maduro è una buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura. Il modo in cui è stato fatto desta però molta preoccupazione. Ci auguriamo che la situazione trovi subito una stabilizzazione con il coinvolgimento dell’opposizione venezuelana". 

"Il Venezuela è (o meglio: sarebbe) uno dei Paesi più belli e più ricchi del mondo - scrive sui social Matteo Renzi, leader di Italia Viva - La feroce dittatura di Maduro ha privato della libertà, e spesso del cibo, milioni di venezuelani. Il Venezuela senza Maduro è un Paese migliore, senza se e senza ma. Le modalità con cui Trump interpreta il ruolo degli Stati Uniti sono ovviamente molto criticabili o discutibili.  

"Ma intanto il dato di fatto è che il mondo è sempre più ingarbugliato e nessuno sembra in grado di governarlo. Le Istituzioni multilaterali non funzionano, i teatri di guerra sono sempre più numerosi, l’Europa al solito non tocca palla. Perché ci occupiamo di burocrazia e ideologia ma Bruxelles non sa cosa sia la politica estera", aggiunge. 

"Saranno anni difficili e pieni di sfide complicate. Proveremo a giocare un ruolo, anche come Italia. Ma se mi chiedete oggi un giudizio sulla vicenda Maduro non chiedetemi di essere triste: oggi il Venezuela è un Paese migliore di ieri. E speriamo che i ragazzi di Caracas oggi, come quelli di Teheran domani, possano tornare ad assaporare la libertà", conclude Renzi. 

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Categoria: politica

18:09

Crans-Montana, la videonews del nostro inviato

(Adnkronos) - Le news di oggi da Crans-Montana, dopo la tragedia di Capodanno causata dall'incendio che ha provocato la morte di decine di giovani nel locale Le Constellation. (di Marco Cherubini) 

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Categoria: cronaca

17:52

Venezuela, Trump posta foto Maduro ammanettato su nave Usa: andrà a Guantanamo

(Adnkronos) - Il presidente Donald Trump ha pubblicato su Truth Social una foto del leader venezuelano, Nicolas Maduro, scattata sulla nave militare statunitense Iwo Jima, diretto verso gli Stati Uniti.  

Maduro, catturato nella notte insieme alla moglie in un blitz delle forze speciali Usa a Caracas, è ammanettato e con la mano destra regge una bottiglietta di plastica senza tappo. Indossa delle cuffie e una tuta grigia di un noto brand americano. Sugli occhi ha occhiali oscuranti di grandi dimensioni.  

 

L'aereo con a bordo Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores è arrivato alla Stewart Air National Guard Base di New York. Lo ha reso noto un funzionario federale. Secondo quanto riferito da alcune fonti alla Nbc, il presidente venezuelano e la moglie saranno trasferiti in elicottero in città dove verrà sottoposto alle procedure del caso e trasferito nel Metropolitan Detention Center. Maduro dovrà comparire in tribunale lunedì. 

L'Abc aveva invece riferito che Maduro sarebbe dovuto passare per la base militare statunitense di Guantanamo prima di essere trasferito a New York. 

 

Nicolas Maduro, 63 anni, è presidente del Venezuela dal 2013 dopo la morte di Hugo Chavez, presidente populista di sinistra e mentore di Maduro. Nel 2024 si è candidato alle elezioni per un terzo mandato ed è stato dichiarato vincitore dal governo venezuelano, anche se i leader dell'opposizione e gli osservatori internazionali hanno contestato il risultato elettorale e hanno accusato il regime di rubare voti. Gli Stati Uniti hanno riconosciuto il candidato dell'opposizione, Edmundo González, come vincitore e hanno imposto sanzioni ai funzionari elettorali per presunta manipolazione del risultato. Nonostante le proteste globali, Maduro ha prestato giuramento per il suo terzo mandato a gennaio. 

I funzionari americani dell'amministrazione Trump affermano che Maduro guida il cosiddetto 'Cartello dei Soli' che inonda gli Stati Uniti di droga, ed è un presidente illegittimo. Maduro nega ogni illecito e alla fine dello scorso anno aveva detto ai suoi sostenitori: "Non riusciranno mai a distoglierci dal cammino verso la rivoluzione. Vittoria per sempre! Vittoria per sempre! Vittoria per sempre!". 

Maduro ha iniziato la sua vita lavorativa come autista di autobus, poi è diventato un leader sindacale e in seguito è stato ministro degli Esteri e vicepresidente di Chavez. Ma Maduro non ha mai raggiunto la popolarità di Chavez, che era carismatico e dotato di un naturale senso della comunità. 

L'economia venezuelana è crollata sotto Maduro dopo anni di cattiva gestione economica da parte di Chavez, tra cui controlli sui prezzi e sussidi che hanno prosciugato i fondi dello Stato dipendenti dal petrolio. Inoltre con il crollo dei prezzi del petrolio, le importazioni di cibo e medicinali sono diventate inaccessibili. La stampa di moneta ha causato iperinflazione, rendendo la valuta priva di valore. La corruzione e le sanzioni internazionali hanno aumentato la pressione. 

Maduro ha risposto al malcontento con la repressione. Ha represso brutalmente le ripetute proteste di massa ed è stato accusato di aver truccato le elezioni del 2018 e del 2024. Più di un quarto della popolazione, circa 8 milioni di persone, è immigrata. 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

17:48

Trump: "Assalto super per catturare Maduro, guideremo Venezuela fino a transizione giusta"

(Adnkronos) - La cattura del presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, è il risultato di "un assalto mai visto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, un successo straordinario. Guideremo il paese fino ad una transizione sicura, propria e giudiziosa. Non vogliamo essere coinvolti, né che qualcun altro prenda il nostro posto e ritrovarci nella stessa situazione che abbiamo vissuto negli ultimi lunghi anni". Donald Trump prende la parola a Mar-a-Lago per illustrare l'operazione con cui gli Stati Uniti hanno catturato a Caracas il presidente venezuelano Nicolas Maduro, che sarà trasferito negli Usa con la moglie, Celia Flores: entrambi sono stati "incriminati per narcoterrorismo contro gli Stati Uniti". 

"Il dittatore e terrorista Maduro è finalmente andato e il popolo venezuelano è libero. I venezuelani sono di nuovo liberi. È stata dura per loro, ma ora sono liberi. Il dittatore illegittimo Nicolas Maduro era il capo di una vasta rete criminale responsabile del traffico di enormi quantità di droghe letali e illecite negli Stati Uniti. Maduro e sua moglie dovranno presto affrontare tutta la potenza della giustizia americana e saranno processati sul suolo americano", dice Trump. 

"Nessun membro delle forze armate americane è stato ucciso". Le forze armate venezuelane "ci aspettavano, c'erano le nostre navi al largo da tempo. E' stata condotta un'azione straordinaria", dice il presidente degli Stati Uniti. "Siamo pronti a organizzare un secondo e più potente attacco" contro il Venezuela, prosegue spiegando che "avevamo dato per scontato che una seconda ondata fosse necessaria, ma ora probabilmente non lo è più". 

"Una potenza militare schiacciante, aerea, terrestre e marittima, è stata impiegata per lanciare un assalto spettacolare, un assalto come non se ne vedevano dalla Seconda Guerra Mondiale". L'azione è stata "una delle più grandi dimostrazioni di forza degli Stati Uniti mai viste, paragonabile agli attacchi contro Soleimani, Al-Baghdadi o ai siti nucleari iraniani", dice Trump, riferendosi al generale dei Guardiani della Rivoluzione, Qassem Soleimani, ucciso in Iraq il 3 gennaio del 2020 e al capo del sedicente Stato islamico, Abu Bakr al-Baghdadi, ucciso in Siria il 27 ottobre 2019. 

 

Trump fa riferimento ad una "transizione giusta". Gli Stati Uniti guideranno il paese "per un periodo", dice facendo riferimento "alle persone dietro di me": il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, il segretario di Stato, Marco Rubio, e il generale Dan Caine. Il presidente degli Stati Uniti cita la collaborazione con un "gruppo" non specificato. "Stiamo facendo tutto adesso. Stiamo parlando con le persone. Stiamo designando diverse persone e vi faremo sapere chi sono". 

E' possibile ipotizzare un coinvolgimento dell'attuale vicepresidente Delcy Rodríguez, nominata da Maduro? "È essenzialmente disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande". 

Quanto durerà la 'guida americana'? "Vorrei fare in fretta, ma bisogna ricostruire tutte le infrastrutture", dice spostando il focus sul petrolio. In Venezuela "faremo arrivare le nostre grandi compagnie petrolifere degli Stati Uniti, le più grandi al mondo, che spenderanno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture gravemente danneggiate, le infrastrutture petrolifere, e inizieranno a fare soldi per il Paese", dice preannunciando una svolta economica. "Dal sottosuolo arriverà una ricchezza enorme che andrà alla popolazione del Venezuela. E agli Stati Uniti come risarcimento per i danni subiti". 

 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri