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10:09
"Finalmente dottoressa, sono soddisfazioni": Sofia Goggia si è laureata
(Adnkronos) - "Finalmente Dottoressa… so’ soddisfazioni!". Sofia Goggia condivide con un post tutta la sua gioia per essersi laureata. La 33enne sciatrice bergamasca ha scelto la facoltà di Scienze politiche della Luiss e ha presentato una tesi sulle Olimpiadi dal titolo 'Propaganda e soft power nella storia delle Olimpiadi dall'Antica Grecia a Milano Cortina 2026".
Come si vede dai social, alla proclamazione era presente anche Giovanni Malagò.

Categoria: sport
09:46
Gasolio su, benzina giù: cosa succede ai prezzi dei carburanti
(Adnkronos) - Prezzo del diesel su oggi, in calo quello della benzina. E' questo il quadro parziale dei costi dei carburanti. Tornano a salire le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, scende quindi il prezzo alla pompa della verde mentre sul gasolio, in rialzo, continua a pesare l’aumento dell’accisa in vigore da domenica.
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi martedì 9 giugno il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,913 euro/l per la benzina (-4 millesimi rispetto a venerdì) e 2,020 euro/l per il gasolio (+16). Il Gpl è a 0,790 euro/litro (-2), il metano a 1,563 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 2,010 euro (-4), il diesel a 2,101 euro (+11), il Gpl a 0,903 euro (-3) e il metano a 1,586 euro (-1).
Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 1,919 euro/litro (compagnie 1,919, pompe bianche 1,920), diesel self service a 2,007 euro/litro (compagnie 2,013, pompe bianche 1,994). Benzina servito a 2,058 euro/litro (compagnie 2,094, pompe bianche 1,990), diesel servito a 2,142 euro/litro (compagnie 2,185, pompe bianche 2,062). Gpl servito a 0,800 euro/litro (compagnie 0,809, pompe bianche 0,790), metano servito a 1,563 euro/kg (compagnie 1,562, pompe bianche 1,564), Gnl 1,461 euro/kg (compagnie 1,465 euro/kg, pompe bianche 1,458 euro/kg).
Sulla benzina self service Eni è a 1,910 euro/litro (2,120 il servito); IP a 1,928 (2,097 servito); Q8 a 1,920 (2,090 servito); Tamoil a 1,912 (1,991 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,019 (2,227 servito); IP a 1,994 (2,166 servito); Q8 a 2,023 (2,175 servito) e Tamoil a 2,019 (2,094 servito).
Categoria: economia
09:44
Sinner è tornato al San Raffaele di Milano, continuano i controlli dopo il malore al Roland Garros
(Adnkronos) - Jannik Sinner è arrivato questa mattina all'ospedale San Raffaele di Milano, dove proseguirà anche oggi gli accertamenti medici programmati iniziati ieri.
Ieri il campione italiano si è sottoposto ad alcuni accertamenti medici programmati, dopo il malore che gli ha causato l'eliminazione dal Roland Garros. Controlli che proseguiranno anche questa mattina (VIDEO). Sempre ieri Sinner è stato accompagnato dal professor Alberto Zangrillo, responsabile dell'Unità operativa di Anestesia e Rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare del San Raffaele di Milano, e dal suo entourage. A quanto si apprende sono stati eseguiti esami ematochimici, controlli generali e più specifici, tra cui anche cardiologici.
Il tennista ieri è stato ospitato al padiglione Diamante dell'Irccs di via Olgettina, noto per aver accolto diversi ricoveri del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, compreso l'ultimo prima del decesso avvenuto nell'Irccs milanese il 12 giugno 2023.

Categoria: sport
09:32
Talay Riley è morto, ucciso a 35 anni il vincitore di un Grammy collaboratore di Usher, Dua Lipa e Nick Jonas
(Adnkronos) - Talay Riley, cantautore britannico vincitore di un Grammy Award, è morto a 35 anni dopo essere stato accoltellato a Londra. La notizia è stata confermata dalla polizia, che ha avviato un'indagine per omicidio. Riley, il cui vero nome era Mark Orabiyi, è stato trovato gravemente ferito nel giardino di una proprietà residenziale nel quartiere di Silvertown, nell'East London, la mattina del 5 giugno. I soccorritori intervenuti sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
"Si tratta di un tragico episodio e il mio pensiero va alla famiglia e ai cari di Mark", h dichiarato l'ispettore Joanna Yorke, responsabile delle indagini. La polizia ha invitato chiunque si trovasse nella zona al momento dei fatti a collaborare, in particolare eventuali persone in possesso di immagini di videosorveglianza o registrazioni utili all'inchiesta. Nelle ore successive sono statearrestate tre persone con l'accusa di omicidio. Un uomo di 27 anni è stato successivamente rilasciato su cauzione in attesa di ulteriori accertamenti, mentre un uomo di 24 anni e una donna di 25 sono stati liberati senza ulteriori provvedimenti.
Nato a Londra il 10 luglio 1990, Talay Riley aveva costruito una carriera di grande successo come autore e compositore. Tra il 2013 e il 2015 aveva firmato brani per artisti di fama internazionale come Usher, Nick Jonas, Iggy Azalea, Chris Brown e il gruppo Pentatonix. Nel 2016 Britney Spears incise la sua canzone "Clumsy" per l'album "Glory", mentre Dua Lipa registrò il brano "Last Dance", destinato a diventare uno dei primi successi della cantante britannica. Il riconoscimento più prestigioso arrivò grazie alla collaborazione con H.E.R., pseudonimo di Gabriella Sarmiento Wilson: Riley contribuì alla scrittura di "Lights On"", contenuta nell'album omonimo della cantante statunitense, vincitore del Grammy Award nel 2017. Anche come interprete aveva ottenuto risultati significativi. Nel 2011 conquistò le classifiche britanniche con il singolo "Make You Mine" e nel corso della sua carriera condivise il palco con artisti come Skepta, Usher e Trey Songz.

Categoria: spettacoli
09:24
Caso Flotilla, Tajani: "Parole Ben Gvir su Italia inaccettabili, non degne di un ministro"
(Adnkronos) - "Le parole pronunciate da Ben Gvir dimostrano qual è il livello politico e morale di questo signore", sono parole ''inaccettabili'' e ''non degne di un ministro''. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, commentando le parole pronunciate dal ministro della Sicurezza nazionale di Israele dopo che la procura di Roma lo ha indagato per il trattamento riservato agli attivisti della Global Sumud Flotilla.
"Non ho parole per commentare ciò che lui ha detto nei confronti dell'Italia ieri, dopo aver saputo che era indagato dalla Procura della Repubblica: sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro", ha detto Tajani commentato le parole di Ben Gvir, che ieri ha detto "il Paese dello stivale è diventato quello delle ciabatte". "L'Italia è un Paese amico di Israele, che ha sempre difeso la libertà e la democrazia, ed è protagonista della pace'', per cui ''respingiamo qualsiasi offesa e qualsiasi tentativo di denigrare il nostro Paese", ha aggiunto Tajani.
Quanto ai due connazionali detenuti a Bengasi"ho dato disposizione ai nostri rappresentanti diplomatici in Libia di rafforzare la pressione su tutti gli interlocutori locali per la rapida liberazione dei nostri due connazionali detenuti a Bengasi''. ''Ci sono interlocuzioni in corso che hanno già portato a un miglioramento delle loro condizioni di detenzione", ha spiegato il ministro. "Non sono stati ancora formalizzati i capi di accusa nei loro confronti, quindi continuiamo a lavorare perche' siano liberati il prima possibile. Proprio oggi e' in programma una nuova udienza di fronte al procuratore libico", ha aggiunto Tajani.
Il vicepremier ha parlato anche della situazione in Iran. Sono ''trattative difficili'' quelle in corso con gli Stati Uniti, ma ''lo spazio della diplomazia va perseguito fino in fondo'' e ''il governo lavora per sostenere un accordo il prima possibile''. ''Speriamo che le dichiarazioni di Stati Uniti e Iran che fanno intravedere un accordo a breve possano corrispindere alla realtà dei fatti'', ha aggiunto.
''Nel fine settimana le crisi nel Golfo, in Libano, hanno attraversato un difficile tornante, dopo che l'Iran ha di nuovo lanciato una serie di missili verso Israele, provocando la risposta di Tel Aviv. Auspichiamo che la logica della descalation si consolidi, monitoriamo, minuto per minuto, sia dal punto di vista degli scenari di crisi, sia per la sicurezza dei nostri connazionali. Per questo ieri ho subito riunito l'unità di crisi del ministero, i nostri ambasciatori nella regione, per un aggiornamento operativo", ha spiegato il titolare della Farnesina.
''L'Italia è pronta a fare la sua parte nell'ambito delle iniziative multilaterali che verranno lanciate dopo la conclusione dell'accordo tra Iran e Stati Uniti'', ha dichiarato quindi precisando ''Voglio ribadire che la nostra partecipazione è subordinata al raggiungimento di un cessate il fuoco stabile e di un ampio consenso internazionale sul mandato della missione. Quando queste condizioni saranno soddisfatte torneremo in Parlamento per chiedere l'autorizzazione del Parlamento''.
Tajani ha parlato anche dell'Ucraina e del suo futuro: "Naturalmente, è in Europa. E' un obiettivo che sosteniamo con convinzione, ma che deve venire nel quadro di un percorso basato sul merito, senza creare disparità di trattamento con gli altri Paesi candidati, in particolare i Paesi dei Balcani''. ''Il sostegno a Kiev resta una priorità del governo'' italiano e ''sosteniamo ogni sforzo negoziale, in stretto coordinamento con i partner del G7 e dell'Unione Europea per arrivare a una pace giusta e duratura. Ogni canale diretto di interlocuzione è un fatto positivo che va incoraggiato'', ha detto ancora aggiungendo che ''però la Russia deve dimostrare di volersi sedere in buona fede al tavolo dei negoziati''. Tajani ha aggiunto che ''purtroppo, i segnali che continuano a venire da Mosca non vanno assolutamente nella direzione del dialogo''.
"Il governo italiano è a fianco dell'Ucraina anche sul fronte delle riforme e della lotta alla corruzione, anche attraverso la disponibilità della nostra Guardia di Finanza a contribuire alla formazione delle strutture ucraine specializzate nella lotta alla corruzione'', ha ricordato. E ''in prima linea nel processo di ricostruzione del Paese, una sfida in cui il sistema Italia sta mettendo a disposizione il proprio know-how, le proprie competenze e tecnologie. Con la delibera missioni stanzieremo altri quaranta milioni di euro destinati in particolare alle infrastrutture energetiche, bersaglio sistematico degli attacchi russi, e allo sminamento dei territori liberati, condizione indispensabile per il ritorno della popolazione e la ripresa delle attività'', ha dichiarato ancora il vicepremier. ''Poche settimane fa il comitato congiunto della cooperazione e lo sviluppo ha voluto stanziare cinquanta milioni per un importante progetto, a cui tengo molto, per sostenere le famiglie le cui abitazioni sono state distrutte dai bombardamenti russi. Quindi il nostro è diventato sempre più il sostegno concreto per tante famiglie ucraine che ci sono care'', ha sottolineato.

Categoria: internazionale/esteri
08:51
Trump fischiato al Madison Square Garden, i Knicks perdono la gara 3
(Adnkronos) - A New York era lunedì sera ma i locali erano pieni come fosse il fine settimana. “Quest’anno è il nostro anno, non vinciamo dal 1973. Prima è arrivato Mamdani, ora ci sono i Knicks, speriamo che a novembre inizi la fine politica di un’altra persona”, dice Tim fuori da Vinyl Beer, un piccolo locale di birre artigianali nell’Upper East Side. Parla di Donald Trump che ieri sera era al Madison Square Garden per vedere la terza partita della Finals, vinta dai San Antonio Spurs 115 a 111. Il presidente americano è un fan del Madison, dove ha assistito a decine di match di boxe e di wrestling, ma non si può dire altrettanto per il basket, uno sport che non ha mai seguito. “Ci ha portato una maledizione”, dice Alex mentre guarda con lo sguardo fisso sullo schermo gli ultimi secondi della partita.
La storia a volte è bizzarra: i Knicks non riuscivano ad arrivare in finale dal 1999, quando c’era ancora Patrick Ewing. E proprio in quella finale erano stati battuti dai San Antonio in solo cinque partite. Ma oggi è diverso: la città si sente pronta a vincere, per dare un segnale, non solo sportivo ma anche politico. E infatti alla partita di ieri c’era anche il sindaco Zohran Mamdani che a differenza di Trump si è comprato un biglietto per 1.000 dollari, un prezzo quasi conveniente: i suoi posti in piedi sono scontati rispetto ai 7.000 o 8.000 dollari per i biglietti meno costosi della serata.
“Ho comprato il mio biglietto per quasi mille dollari al Madison Square Garden. Andrò alla partita di stasera, gara 3, e resterò in piedi per tutta la durata dell'incontro”, ha detto Mamdani, nonostante molti tifosi e attivisti socialdemocratici lo abbiano criticato. Il sindaco di New York ha anche sottolineato che lui e Trump si sarebbero trovati "in una sezione molto diversa dello stadio". Il presidente americano è stato ospitato dal proprietario della squadra James Dolan, suo amico da decenni e finanziatore della campagna elettorale.
Ma non è bastato: Trump è stato fischiato all’interno del Madison prima dell’inno americano. Nel pomeriggio alcuni gruppi di tifosi avevano chiesto di evitare che si presentasse allo stadio: “Non lo vogliamo”, hanno detto. Infatti la sua presenza ha rovinato la festa a migliaia di newyorkesi: per motivi di sicurezza la città ha deciso di cancellare la proiezione della partita all’esterno del Madison così molti tifosi si sono trovati a Central Park, dove era stato organizzato un altro watching party, e a Bryant Park, dove è stato spostato il party ufficiale che si sarebbe dovuto tenere fuori dall’arena.
Entrare al Madison era quasi impossibile e diversi abbonati hanno infatti deciso di vendere all’ultimo il loro biglietto per guadagnare un po’ di denaro. Per New York sarà una lunga estate di sport: dopo le Finals infatti ci saranno i campionati mondiali di calcio in New Jersey che si concluderanno il 19 luglio con la finale allo stadio MetLife. Ma ieri per Trump è stata “bad press”, visto che la sua decisione di presentarsi allo stadio è stata accolta in modo negativo dalla maggior parte dei tifosi: “Invece di pensare alla guerra e al prezzo della benzina, pensa ad andare allo stadio per farsi pubblicità. Ma New York non lo vuole”, dice Randy, un tifoso dei Knicks.
In effetti la relazione di Trump con la sua città è sempre stata difficile: dai suoi esordi come immobiliarista alla decisione di fare politica i newyorchesi hanno sempre poco tollerato l’immobiliarista nato nel Queens. Una fonte di tristezza per lui dicono fonti ben informate sui fatti: Trump da sempre sogna di diventare il re di Manhattan senza alcun successo. Ci aveva provato anche nel 2024, alla chiusura della sua campagna elettorale: aveva organizzato un enorme raduno al Madison Square Garden. Il risultato? I newyorkesi erano pochissimi visto che la maggior parte dei presenti arrivavano dal New Jersey e dalla Pennsylvania. “Ok, abbiamo perso, ma non è finita. Vinceremo in 6 partite invece che in 5”, dice Restan, tifoso di origini Pakistane.

Categoria: internazionale/esteri
08:36
Sole ovunque e temporali al Nord, meteo spacca in due l'Italia: le previsioni
(Adnkronos) - Italia spaccata in due dal meteo. Mentre al Centro Sud e sulle due Isole Maggiori il caldo inizierà ad aumentare grazie alla maggior presenza dell’alta pressione subtropicale, molte aree del Nord invece dovranno ancora fare i conti con scenari più instabili e temporaleschi. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, martedì 9 giugno, e per i giorni a venire.
Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma l’estrema stabilità atmosferica che contraddistinguerà il Centro Sud e le Isole Maggiori nei prossimi giorni; già da martedì 9 giugno la presenza di un campo di alta pressione regalerà infatti tanto sole e temperature massime comprese tra 28 e 32°C. Discorso diverso per il Nord dove, a causa del passaggio di correnti più instabili in quota (flusso atlantico piuttosto vivace) potranno scoppiare improvvisi temporali specie durante le ore pomeridiane già nel corso di martedì su Alpi e Prealpi (in locale estensione alle vicine pianure del Triveneto).
La giornata più movimentata sarà quella di mercoledì 10. Il netto contrasto tra l’aria fresca in arrivo e il caldo preesistente, unito alla grandissima quantità di energia potenziale in gioco – dovuta al notevole accumulo di calore e umidità nei bassi strati dell’atmosfera – favorirà lo sviluppo di imponenti nubi temporalesche. Queste ultime saranno capaci di scaricare al suolo rovesci di forte intensità, accompagnati dal rischio di locali grandinate. Le aree nel mirino di questa sfuriata saranno Piemonte, Lombardia, Veneto e il Friuli Venezia Giulia.
Poi, dopo le ultime e veloci piogge previste sulla fascia adriatica nel corso di giovedì, dal successivo weekend è prevista una decisa svolta a livello emisferico grazie all'espansione di un robusto promontorio anticiclonico che piloterà verso il bacino del Mediterraneo una vasta massa d'aria calda di matrice subtropicale. Oltre al tanto sole da Nord a Sud aspettiamo un sensibile e generalizzato aumento delle temperature. I valori termici si porteranno rapidamente su livelli tipicamente estivi e ben al di sopra delle medie stagionali, dando di fatto il via a una prima vera ondata di calore del mese di giugno che potrà essere accompagnata da un incremento dei tassi di umidità (afa) in molte delle nostre città.
Martedì 9. Al Nord: soleggiato salvo temporali su Alpi e Prealpi, in serata sulle pianure del Triveneto. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Mercoledì 10. Al Nord: instabile con temporali, forti sul Triveneto. Al Centro: sereno con velature. Al Sud: sereno o poco nuvoloso.
Giovedì 11. Al Nord: temporali in Emilia Romagna. Al Centro: temporali sulle Adriatiche, sole altrove. Al Sud: sole e più caldo.
Tendenza: alta pressione subtropicale in graduale aumento.

Categoria: cronaca
08:16
Terremoto nelle Filippine, sale il bilancio dei morti: sono oltre 40
(Adnkronos) - E' di oltre 40 morti il bilancio delle vittime provocate dalla scossa di terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito la costa meridionale dell'isola di Mindanao, nelle Filippine. Secondo le agenzie nazionali e locali per la gestione delle emergenze, migliaia di persone risultano sfollate e oltre 450 ferite. Nella provincia di Sarangani, la più colpita, alcune aree rimangono accessibili solo in elicottero e il timore di scosse di assestamento sta rallentando le operazioni di soccorso, come hanno riferito i funzionari locali. "Ci sono ancora scosse di assestamento, quindi i soccorritori procedono con molta cautela. Questa è una sfida", ha dichiarato Rodrigo Sosmena, capo della protezione civile regionale.
Una serie di potenti scosse di assestamento ha colpito la zona dopo la prima scossa, seguite da centinaia di piccole scosse. A causa dei danni alle infrastrutture, strade e ponti, alcune comunità rimarranno isolate per almeno una settimana. Nel comune di Glan, dove almeno 13 persone sono rimaste sepolte nelle loro case da una frana, il personale di un altro ospedale ha riferito all'Afp che oltre 60 pazienti si trovavano su letti all'esterno della struttura per timore per la stabilità dell'edificio. E in un altro ospedale una madre ha partorito dietro una barriera improvvisata.

Categoria: internazionale/esteri
07:53
Iran, elicottero Usa precipita a Hormuz. Trump: "Accordo in due o tre giorni, poi Stretto riaprirà"
(Adnkronos) - Un elicottero dell'esercito americano, un 'Apache', è precipitato nelle scorse ore vicino allo Stretto di Hormuz. Il presidente americano Donad Trump, riporta il New York Times, ha detto che i "due piloti sono salvi". Le cause dell'incidente ancora non sono state chiarite e un'indagine è in corso.
Intanto, ha spiegato il tycoon ieri sera, Usa e Iran sarebbero "alle fasi finali di quello che sarà veramente un buon accordo". Trump ha aggiunto ancora una volta che l'intesa potrebbe essere raggiunta in "due o tre giorni".
Lo Stretto di Hormuz aprirà subito dopo la firma dell'accordo, ha assicurato quindi il presidente ai giornalisti. "Lo Stretto si aprirà subito. Si aprirà immediatamente dopo la firma", ha aggiunto Trump.
Quindi le parole sul premier israeliano Benjamin Netanyahu, con il quale ha detto di aver ''avuto un ottimo colloquio'' dopo l'ultima escalation tra Iran e Israele. "Lui è stato colpito e ha contrattaccato, non posso biasimarlo", ha affermato, aggiungendo che gli iraniani "si sono arresi in fretta, quindi si lasceranno in pace per un'altra settimana".
Iran e Israele, ha proseguito Trump, ''entrambi hanno concordato di fermarsi e siamo nelle ultime fasi di quello che sarà un ottimo accordo che non permetterà in alcun modo, forma o maniera armi nucleari''.
"Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa", ha poi continuato parlando del suo rapporto con il primo ministro israeliano e negando che quest'ultimo lo abbia sfidato ordinando di attaccare l'Iran in risposta ai missili lanciati verso Israele.
"Tutto quello che ho detto a Netanyahu è che dobbiamo usare il buon senso, siamo vicini a firmare un accordo molto importante, un ottimo accordo", ha spiegato ancora il presidente americano secondo quanto riporta la Bbc.
Teheran e Washington "non hanno ancora elaborato un testo finale", ma sono in corso consultazioni e scambi per raggiungere un accordo, ha intanto dichiarato Amir Saeid Iravani, ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, citato dall'agenzia di stampa Irna al termine di una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull'Afghanistan.
Iran e Usa si stanno scambiando opinioni e proposte tramite il Pakistan, nel tentativo di finalizzare il testo di un potenziale accordo, ha precisato il diplomatico iraniano. Secondo Iravani, le due parti non hanno ancora raggiunto un accordo definitivo, ma le discussioni e gli sforzi per finalizzarlo continuano.
Dopo gli attacchi che hanno rischiato di riaccendere la guerra in Medio Oriente, Iran e Israele si sono fermati. Teheran non è andata oltre il lancio di missili definito una risposta ai raid contro il Libano. Il pressing di Trump ha spinto Israele a bloccare l'offensiva dopo le azioni condotte contro obiettivi militari della Repubblica islamica: il premier Benjamin Netanyahu si è allineato alle indicazioni del presidente americano, almeno per ora. "La battaglia non è finita", ha spiegato il primo ministro chiudendo 24 ore ad altissima tensione.
Il numero 1 della Casa Bianca, dopo i colloqui andati in scena domenica, è tornato a fare pressione su Netanyahu per ottenere lo stop gli attacchi contro l'Iran anche su richiesta di cinque Paesi della regione coinvolti negli sforzi di mediazione tra Washington e Teheran. Secondo quanto raccontato da Trump all'emittente israeliana Channel 12, lo stesso Iran aveva comunicato per primo che "non avrebbe più sferrato attacchi contro Israele" e avrebbe chiesto agli Stati Uniti di esortare Israele a interrompere i propri raid. "Ho chiamato Bibi e l'ho convinto a smettere", ha affermato Trump.

Categoria: internazionale/esteri
07:40
"Accordo vicino con l'Iran", Trump e i 37 annunci andati a vuoto in due mesi
(Adnkronos) - In più di due mesi dall'annuncio di un cessate il fuoco con l'Iran, il presidente americano Donald Trump ha continuato sistematicamente ad affermare di essere vicino a un accordo con Teheran. E lo ha fatto con una cadenza quasi quotidiana tra social, apparizioni pubbliche e interviste con i media. L'intesa però, nonostante le dichiarazioni, non è mai arrivata. Cnn ha così deciso di mettere in ordine cronologico ogni uscita del tycoon, riportando tutti gli annunci andati a vuoto: includendo il periodo precedente alla tregua, sono "almeno" 37 le volte in cui l'accordo tra Iran e Usa sarebbe stato imminente.
Il 7 aprile scorso, Trump ha dichiarato sui social media che le trattative erano "a buon punto", ma che servivano due settimane affinché "l'accordo fosse finalizzato e portato a termine". "E' un onore - ha aggiunto - vedere questo problema di lunga data vicino alla soluzione".
"Naturalmente, non c'è stata alcuna soluzione. Ciononostante - sottolinea Cnn -, Trump ha trascorso i due mesi successivi continuando a suggerire che un accordo fosse imminente". Trentasette "il numero di volte in cui ha affermato direttamente che un accordo era vicino o ha sostenuto che l'Iran era disperato di raggiungerlo". Non c'è alcuna indicazione, continua l'emittente Usa, "che ciò sia più vero oggi di quanto lo fosse il 7 aprile".
Tutto è iniziato il 23 marzo, meno di un mese dopo l'inizio della guerra. Parlando con i giornalisti fuori dall'Air Force One di presunti colloqui di pace, Trump ha citato "punti di accordo principali, direi – quasi tutti i punti di accordo". In realtà, sottolinea Cnn, l'Iran ha negato di aver negoziato.
Il giorno successivo, il tycoon ha iniziato a ripetere quello che è diventato un ritornello ricorrente: che l'Iran era disperato di raggiungere un accordo. "Penso che lo chiuderemo", ha aggiunto Trump. "Non posso dirvelo con certezza".
Il 25 marzo, la situazione è degenerata: l'Iran "voleva disperatamente raggiungere un accordo". Il 26 marzo, durante una riunione di gabinetto, l'Iran "implorava di concludere un accordo". "Nonostante la sua ansia di raggiungere un accordo, l'Iran ha in qualche modo resistito per altri due mesi e mezzo", annota Cnn.
E ancora. Il 29 marzo, durante un incontro informale con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, a Trump è stato chiesto se prevedesse di raggiungere un accordo entro la settimana successiva, e lui ha risposto: "Sì, vedo un accordo con l'Iran".
A questo punto, "le previsioni di Trump iniziarono a farsi più insistenti". Il 6 aprile, ha così affermato che i due Paesi erano stati "molto vicini a un accordo" prima di una battuta d'arresto. Il giorno successivo, ha annunciato il cessate il fuoco, che inizialmente avrebbe dovuto durare due settimane, il tempo necessario alle due parti per raggiungere una intesa.
Una settimana dopo, il 15 aprile, la dichiarazione a Fox Business: "Penso che sia quasi finita, la considero molto vicina alla conclusione". "Vedremo cosa succederà - le parole del tycoon -. Penso che vogliano a tutti i costi raggiungere un accordo".
Nei giorni successivi, Trump ha poi assicurato la conclusione della trattativa: "Sembra molto probabile che raggiungeremo un accordo con l'Iran, e sarà un buon accordo", le affermazioni ai giornalisti il 16 aprile.
Quindi il 17 aprile, in tre diverse apparizioni, Trump ha spiegato che l'Iran aveva "accettato tutto", che "penso che raggiungeremo un accordo entro un giorno o due" e che "non credo ci siano troppe differenze significative".
Ancora il 20 aprile, in un post su Truth Social, il tycoon ha predetto che "tutto accadrà, relativamente in fretta!". Nonostante ciò non si sia avverato, il 30 aprile l'Iran era ancora "desideroso di raggiungere un accordo". “Quando la guerra finirà, e non dovrebbe volerci molto…”, la dichiarazione ai giornalisti il 1° maggio.
Trump ha poi "trattenuto le sue previsioni per un certo periodo", prima di annunciare il 18 maggio di aver posticipato gli attacchi militari di “due o tre giorni” su richiesta dei Paesi mediorientali, “perché pensano di essere molto vicini a un accordo”.
"A questo punto, persino Trump sembrava riconoscere quanto spesso tali previsioni si fossero rivelate errate", l'annotazione di Cnn, che quindi riporta le parole del presidente. “Ci sono stati periodi in cui pensavamo di essere molto vicini a un accordo e poi non ha funzionato”, ha detto Trump, prima di aggiungere: “Ma questa volta è un po’ diverso”.
Il giorno successivo, però, Trump è tornato alla carica. "Metteremo fine a questa guerra molto rapidamente", le parole pronunciate il 19 maggio durante un picnic al Congresso.
Il 23 maggio ecco quindi il giro dei media "in modo molto simile a quanto fatto il 17 aprile". L'amministrazione, secondo Trump, si stava "avvicinando molto" a un accordo e l'intesa, che era "in gran parte negoziata, in attesa di essere finalizzato", sarebbe stata annunciata "a breve" dopo aver discusso gli "aspetti finali".
Il 28 maggio, in un'intervista con la nuora Lara Trump, le cose erano "vicine a un ottimo accordo".
Domenica scorsa, quindi, Trump ha assicurato di essere "molto vicini a un accordo", ma che Iran e Israele lo stavano mettendo a repentaglio con una disputa parallela. "Siamo molto vicini a un accordo definitivo con l'Iran", ha dichiarato ad Axios. "Sarà un buon accordo. Non voglio che salti a causa di quello che sta succedendo ora".
"Era almeno la terza volta che Trump diceva ad Axios che un accordo era imminente", annota Cnn. Poi, ieri, durante un comizio telefonico a sostegno del senatore della Carolina del Sud Lindsey Graham, Trump ha nuovamente previsto una "vittoria totale" nelle prossime due settimane. "Stiamo negoziando ora; vogliono concludere un ottimo accordo", ha affermato Trump. Per poi aggiungere: "Sono disposti a darci tutto".
E ancora l'ultimo capitolo in serata dopo aver assistito alle finali dell'Nba a New York: "Siamo alle fasi finali di quello che sarà veramente un buon accordo con l'Iran", che l'accordo potrebbe essere raggiunto in "due o tre giorni".

Categoria: internazionale/esteri
06:58
BaxEnergy, governance rafforzata e crescita nel gruppo giapponese Yokogawa
(Adnkronos) - BaxEnergy, società tra i leader mondiali nelle soluzioni digitali per le aziende energetiche globali, avvia una nuova fase della propria storia industriale: da realtà imprenditoriale territoriale a corporate tech company globale, con governance manageriale rafforzata e una visione strategica strutturata nel medio-lungo periodo. Con il prossimo lancio ufficiale del Piano Industriale 2026–2028, la società punta a consolidare il riconoscimento istituzionale dell’azienda presso partner tecnologici e stakeholder internazionali. Fondata nel 2010 in Germania e trasferita in Sicilia, ad Acireale, dove è nato il primo team di Ricerca & Sviluppo, BaxEnergy è oggi un partner full-service globale per utility, Independent Power Producer e operatori industriali ad alta intensità di consumo di energia. L’azienda sviluppa soluzioni software end-to-end per asset performance management, controllo di rete e cybersecurity, operando in ambienti multi-vendor e su tecnologie eterogenee che includono eolico, fotovoltaico, idroelettrico, idrogeno, BESS, geotermico e cicli combinati. Le sue piattaforme digitali supportano oggi oltre 140 GW di capacità connessa in più di 30 Paesi, contribuendo a operazioni energetiche più efficienti, sicure e sostenibili.
Nel giugno 2024 BaxEnergy è entrata a far parte di Yokogawa Electric Corporation, integrandosi nella divisione globale Energy & Sustainability. Un passaggio che ha rafforzato il posizionamento internazionale della società e generato sinergie tecnologiche e industriali a beneficio dei clienti. Il percorso di consolidamento è proseguito nell’ottobre 2025 con l’acquisizione, da parte di Yokogawa, di Intellisync e WiSNAM, entrambe integrate in BaxEnergy per ampliare le competenze in cybersecurity, controllo avanzato di rete ed energy management. Fondata nel 1915 e con sede a Tokyo, Yokogawa, quotata alla borsa di Tokyo, conta oltre 17.000 persone, 128 società controllate e una presenza in 62 Paesi. A guidare la nuova fase di sviluppo è stato nominato Managing Director, Roberto Tundo. Con oltre trent’anni di esperienza internazionale nei settori energia e infrastrutture, Tundo ha guidato programmi di trasformazione digitale, automazione e infrastrutture complesse nei settori delle rinnovabili, della generazione elettrica e della modernizzazione delle reti.
“Ho assunto con orgoglio la guida di BaxEnergy in una fase di profonda trasformazione per l'azienda, già riconosciuta come leader globale nel proprio settore. L'ingresso nel Gruppo Yokogawa - ha dichiarato Tundo - ha rappresentato un passaggio strategico di grande rilievo: non solo ha ampliato in modo significativo la capacità di accesso ai mercati internazionali, ma ha anche offerto a BaxEnergy l'opportunità di porsi a servizio dell'intero Gruppo come acceleratore dell'adozione di un modello operativo in cui le soluzioni offerte non si limitano a monitorare gli asset ma li operano in autonomia supervisionata, agendo su limiti di delega operativa concessi dall'operatore umano. È in questa direzione che BaxEnergy intende esercitare un ruolo chiave nei processi di transizione digitale del Gruppo". Il nuovo assetto aziendale ha visto l’ingresso di un management team strutturato per sostenere l’espansione internazionale e le sfide di un mercato energetico sempre più complesso, integrato e regolato. Nel percorso di integrazione internazionale di BaxEnergy rientra anche il rebranding di PXiSE Energy Solutions, società statunitense entrata nel gruppo Yokogawa nel 2022, che assume oggi il nome di BaxEnergy Americas e diventa la divisione regionale di BaxEnergy per i mercati del Nord e Sud America. Con sede a San Diego in California, BaxEnergy Americas agisce nel ruolo di presidio operativo per le Americhe, offrendo l’intero portafoglio BaxEnergy con presenza locale e competenze globali integrate. La transizione al nuovo brand allinea strategia, identità e offerta, garantendo continuità operativa e una piattaforma di crescita di lungo periodo.
BaxEnergy sviluppa soluzioni digitali integrate che spaziano dall’asset performance management al controllo e orchestrazione degli impianti, dai predictive analytics alla cybersecurity per ambienti IT e OT. La nuova offerta comprende piattaforme per la visibilità e l’ottimizzazione delle performance, sistemi di controllo e Power Plant Controller per la stabilità operativa e la conformità ai requisiti di rete, strumenti di data acquisition e supervisione, oltre a soluzioni per la gestione della manutenzione e dei workflow operativi. A differenza di approcci frammentati o focalizzati su singole funzionalità, BaxEnergy ha sviluppato nel tempo una visione integrata che consente di passare rapidamente dal dato all’azione supportando operatori energetici nella gestione quotidiana degli asset e nelle decisioni operative. Le sue soluzioni digitali sono progettate per essere facilmente adottabili, interoperabili con sistemi esistenti e in grado di offrire risultati concreti fin dalle prime fasi di utilizzo, anche in contesti complessi e multi-tecnologia. Supportata dall’esperienza globale di Yokogawa nell’automazione industriale, l’azienda si configura oggi come organizzazione internazionale pienamente strutturata, progettata per operare ai massimi livelli di complessità richiesti dai moderni sistemi energetici.
La nomina del nuovo vertice e il rafforzamento della governance segnano un passaggio decisivo nel percorso di crescita della società, che punta a posizionarsi tra i principali fornitori globali di tecnologie digitali per il settore energetico e dell’automazione industriale. Il Piano Industriale 2026 -2028 sarà focalizzato sull’ampliamento delle soluzioni a portafoglio, dell’introduzione di funzionalità innovative basate su quanto possibile attraverso il ricorso alle tecniche di AI e del consolidamento delle capacità esecutive, con l’obiettivo di supportare clienti di tutto il mondo nella gestione di infrastrutture critiche sempre più resilienti, efficienti e sostenibili. Il percorso di consolidamento strategico comprende anche il recente ingresso di BaxEnergy in SolarPower Europe e WindEurope, due autorevoli associazioni di settore che consentiranno all’azienda di rafforzare il proprio posizionamento nell’ecosistema energetico europeo e di accelerare le attività di rappresentanza istituzionale e advocacy nei comparti solare ed eolico, a supporto della strategia aziendale.
Parallelamente, l’adesione a Confindustria Catania conferma la volontà dell’azienda di rafforzare il dialogo con gli stakeholder del territorio e consolidare le relazioni con il sistema imprenditoriale, accademico e dell’innovazione. L’adesione rappresenta un’opportunità per favorire lo sviluppo di nuove sinergie, valorizzare competenze e talenti del territorio e contribuire alla costruzione di un ecosistema sempre più orientato alla crescita, alla trasformazione digitale e allo sviluppo sostenibile. Il piano industriale trova inoltre ulteriore solidità nella recente adozione del Modello 231, a conferma dell’impegno della società verso standard elevati di governance, trasparenza e compliance. Lo stesso piano industriale sarà presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa che si terrà il prossimo 18 giugno presso l'headquarters di BaxEnergy ad Acireale. L'evento vedrà la partecipazione di Takeshi Suzuki, General Manager Renewable Energy Business Development Department, Energy & Sustainability Business Headquarters di Yokogawa Electric Corporation, e dell'Amministratore Delegato di BaxEnergy Italia Roberto Tundo. L'incontro rappresenterà un'importante occasione per illustrare la strategia di crescita dell'azienda, le direttrici di sviluppo tecnologico e il ruolo che BaxEnergy intende assumere all'interno della visione globale di Yokogawa per la transizione energetica e la digitalizzazione delle infrastrutture critiche.

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06:32
Centri estivi, ecco la stangata: 1.432 euro per 8 settimane, Milano la città più cara
(Adnkronos) - Stangata in arrivo per le famiglie italiane, in corrispondenza della fine dell'anno scolastico. Si apre infatti una prolungata sospensione delle attività scolastiche che obbliga tantissimi nuclei familiari che non possono contare su una rete parentale di supporto a investire somme ingenti di denaro nei centri estivi privati per poter conciliare i tempi di vita e di lavoro. E quest'anno si preannunciano ulteriori e pesanti rincari. Secondo i dati del 4° Monitoraggio annuale, realizzato dall’Osservatorio Eures-Adoc, attraverso la metodologia della mystery client su circa 200 strutture private in otto grandi città italiane, la tariffa media nazionale a tempo pieno infatti è salita a ben 179 euro a settimana per bambino. Questo significa che otto settimane di frequenza costano mediamente 1.432 euro per un solo figlio.
La cifra si fa ancora più drammatica per le famiglie con due figli, dove la spesa complessiva sfonda la quota dei 2.700 euro, attestandosi per l'esattezza a una stima di 2.764 euro. Tale incremento tiene conto del fatto che il 49% dei centri estivi censiti non applica alcuna riduzione tariffaria per i fratelli e, laddove lo sconto è presente, raramente supera il 10%, fermandosi a una media del 7%. Neppure il ricorso al tempo ridotto, che esclude il pranzo e si limita alla fascia mattutina, alleggerisce davvero il peso economico, comportando una spesa media nazionale di 119 euro a settimana che, nelle regioni del Centro Italia, sale fino a 130 euro.
I dati della ricerca condotta dal 2023 al 2026 svelano un'impennata dei prezzi che va ben oltre le dinamiche inflazionistiche. A fronte di un'inflazione nazionale pari al +2,7% su base annua, il costo medio settimanale dei centri estivi è aumentato del 3,5% nell'ultimo anno e del 27% nell'ultimo triennio, traducendosi in 38 euro in più a settimana per ogni singolo bambino. L'indagine territoriale conferma che l'Italia viaggia a due velocità: al Nord la spesa media settimanale a tempo pieno tocca i 196 euro, seguita dal Centro con 185 euro e dal Sud con 143 euro.
Milano si attesta come la città più cara in assoluto con una media di 233 euro a settimana, costringendo una famiglia con due figli a sborsare oltre 3.500 euro per otto settimane di frequenza.
Secondo la classifica, seguono nella classifica dei rincari Firenze con 187 euro, Bologna con 181 euro (che registra il rincaro record di +71 euro nel triennio), Torino con 171 euro e Roma con 165 euro. Nel Mezzogiorno i costi risultano leggermente più contenuti ma comunque gravosi rispetto ai redditi medi, oscillando tra i 153 euro di Palermo, i 142 euro di Napoli (unica città in lieve calo) e i 137 euro di Bari, che però nell'ultimo anno ha registrato un balzo del +25,8%.
Nelle città del Centro-Nord, la spesa per l'estate arriva così ad assorbire l'equivalente di un intero stipendio mensile.

Categoria: economia
00:18
Amministrative, ballottaggi in pareggio. Meloni: "Confermata nostra forza". Schlein: "Ha problemi con calcolatrice"
(Adnkronos) - A urne chiuse, pure quelle dei ballottaggi, tra centrodestra e campo progressista è un rincorrersi di dichiarazioni per interstarsi la vittoria a questa tornata di elezioni amministrative, finite però con un pareggio, almeno per quanto riguarda i capoluoghi chiamati al voto. Se da una parte la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a caldo, commenta che "i risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori. Avanti così, con serietà e concretezza"; dall'altra la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, fa notare come la leader di Fratelli d'Italia "continui ad avere problemi con la calcolatrice. Che si tratti di ammettere i troppo scarsi investimenti sulla sanità pubblica di questo governo o i risultati delle amministrative, il tentativo è sempre lo stesso: capovolgere la realtà", perché "anche in questa tornata elettorale i numeri fotografano una chiara affermazione dell’alleanza progressista, con il Pd primo partito in gran parte del Paese".
Numeri alla mano, al ballottaggio, il 3-3 non scontenta nessuno. Arezzo, con Marcello Comanducci, e Macerata, con Sandro Parcaroli, rimangono al centrodestra, a Lecco Filippo Boscagli supera il sindaco uscente in quota centrosinistra Mauro Gattinoni. Dall'altro lato della barricata: Agrigento, con Michele Sodano, passa al campo largo, mentre Chieti, con Giovanni Legnini, e Trani, con Marco Galiano, restano feudo delle forze progressiste.
Tra i due turni, però, la situazione è ben diversa, perché la coalizione di centrosinistra stacca di molto il centrodestra. Sono dieci i sindaci eletti appoggiati dal campo largo, due in più di quelli uscenti, e sei quelli dell'area delle forze di governo (uno in più di quelli uscenti), che però possono contare sulle due più grandi città al voto: Venezia e Reggio Calabria, una rimasta quasi a sorpresa appannaggio del centrodestra, l'altra 'strappata' da Forza Italia dopo due amministrazioni a guida Pd. Andando oltre i capoluoghi, poi, sono 50 su 118 i comuni con più di 15mila abitanti in cui il sindaco eletto è di centrosinistra, che però ne perde nove, 40 di centrodestra, che ne perde due, e 28 un civico o espressione di altri partiti, che ne guadagna la bellezza di undici.
Tra sorprese, come quella di Molfetta, che elegge sindaco Manuel Minervini di Rifondazione comunista, o Genzano Romano, uno dei comuni della "cintura rossa laziale", dove, per la prima volta, la destra vince con Fabio Papalia, o ancora Vigevano, dove la sola Forza Italia e persino contro Roberto Vannacci, porta alla vittoria Paolo Previde Massara, e nonostante l'equilibrio, i leader di partito ci leggono un dato nazionale.
Oltre alla premier, infatti, per il vicepremier e segretario azzurro Antonio Tajani, "il centro-destra vince moltissimi ballottaggi e si conferma la coalizione protagonista. Ora tutti al lavoro per aumentare consenso dove non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo, per vincere le elezioni politiche e impedire che la sinistra metta le mani nelle tasche degli italiani: né patrimoniale, né tassa di successione", scrive sui social. Più scarno ma comunque entusiasta anche Matteo Salvini, leader del Carroccio, che esulta tanto per i risultati del centrodestra, quanto per quelli della Lega. Pungente, invece, è soprattutto Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, che parla di "un'altra giornata amara" per la sinistra, "sfaldata e litigiosa". I numeri per lui sono "una debacle: se gli piace festeggiare in questo modo, a noi va benissimo".
Che un po' è il messaggio che Matteo Renzi, leader di Italia viva, manda direttamente a Meloni. Dopo aver esultato per i risultati ottenuti, l'ex presidente del Consiglio si prende la briga di rispondere direttamente al tweet della premier per ricordarle che "nei comuni capoluogo è finita 10-6 per il centrosinistra. Sulla politica internazionale non ci hanno invitato a Londra. Sulla politica economica peggiorano debito, stipendi, bollette e produttività. E tu ci dici 'avanti così?' Chi si contenta gode, capisco. Ma così è troppo eh!". Per il Pd, i capigruppo Chiara Braga, Francesco Boccia e Nicola Zingaretti, questi risultati dimostrano che "con un governo che nega l’evidenza, i cittadini continuano a riconoscere nel centrosinistra una proposta seria, competente e vicina alle persone. Dove si costruiscono coalizioni ampie, unite e credibili, capaci di mettere al centro servizi pubblici, lavoro, sostenibilità e coesione sociale, siamo competitivi. È un’indicazione importante per il futuro: il centrosinistra rappresenta un’alternativa solida alla destra di governo". Che è in "in buona salute, cresce e conquista nuovi consensi nei territori" per Angelo Bonelli, co-leader di Avs. "Esiste una domanda crescente di cambiamento di fronte a una destra incapace di dare risposte. Questi risultati ci incoraggiano a proseguire il lavoro per costruire un’alternativa forte e credibile al governo Meloni. La destra non è invincibile. Quando il centrosinistra è unito e parla ai bisogni reali delle persone, può vincere e governare", mette agli atti il deputato rossoverde.

Categoria: politica
00:13
Iran-Israele, Trump ferma gli attacchi di Netanyahu: "Stop o resti solo contro Teheran"
(Adnkronos) - Iran e Israele si fermano dopo gli attacchi che rischiano di riaccendere la guerra in Medio Oriente. Teheran non è andata oltre il lancio di missili definito una risposta ai raid contro il Libano. Il pressing di Donald Trump ha spinto Israele a bloccare l'offensiva dopo le azioni condotte contro obiettivi militari della Repubblica islamica: il premier Benjamin Netanyahu si è allineato alle indicazioni del presidente americano, almeno per ora. "La battaglia non è finita", dice il primo ministro chiudendo 24 ore ad altissima tensione.
"Ho detto a Bibi che farebbe molto bene a fare attenzione a ciò che sta facendo, perché potrebbe ritrovarsi molto presto da solo di fronte all'Iran", l'avvertimento di Trump: Netanyahu, ha detto il presidente degli Stati Uniti, rischia di rimanere isolato in caso di ulteriore escalation del conflitto con l'Iran. Risultato? "Non penso che la guerra riprenderà".
Il numero 1 della Casa Bianca, dopo i colloqui andati in scena domenica, è tornato a fare pressione su Netanyahu per ottenere lo stop gli attacchi contro l'Iran anche su richiesta di cinque Paesi della regione coinvolti negli sforzi di mediazione tra Washington e Teheran. Secondo quanto raccontato da Trump all'emittente israeliana Channel 12, lo stesso Iran aveva comunicato per primo che "non avrebbe più sferrato attacchi contro Israele" e avrebbe chiesto agli Stati Uniti di esortare Israele a interrompere i propri raid. "Ho chiamato Bibi e l'ho convinto a smettere", ha affermato Trump.
Poco prima la Casa Bianca aveva confermato il colloquio telefonico tra Trump e il premier israeliano, il secondo in circa 24 ore convulse. Diversi media avevano quindi riferito della decsione da parte di Israele di sospendere i raid su richiesta del presidente statunitense.
Fonti israeliane e un funzionario statunitense citati dalla Cnn hanno delineato il quadro nel quale gli Stati Uniti avrebbero esercitato una pressione diretta per evitare un'ulteriore escalation tra Israele e Iran. Secondo le ricostruzioni, Israele stava preparando un attacco significativo su Teheran quando Trump avrebbe contattato Netanyahu per intimargli di sospendere le operazioni. Dopo la telefonata, il premier israeliano ha annunciato lo stop degli attacchi "per ora".
La guerra con Teheran e Hezbollah non è conclusa ed ogni nuovo attacco riceverà una risposta con la forza, ha precisato dal canto suo il primo ministro israeliano nelle sue prime dichiarazioni pubbliche dopo la nuova escalation militare con la Repubblica islamica. "In questo momento il fuoco su questo fronte è stato fermato, perché dopo che il regime terroristico di Teheran è stato colpito ha smesso di attaccarci", ha detto in un video apparentemente registrato, precisando però che la decisione non segna la fine delle ostilità.
Netanyahu ha avvertito che, in caso di nuovi attacchi, Israele risponderà "con la forza". "Iran e Hezbollah sono oggi più deboli che mai e noi siamo più forti che mai. Ma la nostra battaglia contro di loro non è ancora finita", ha sottolineato, ribadendo che le operazioni militari proseguiranno anche nel Libano meridionale per "distruggere tutta l’infrastruttura terroristica nella zona di sicurezza".
"L'Iran e Hezbollah hanno cercato di imporci una nuova equazione, e questo è intollerabile e inaccettabile per me. Pensavano di poter sparare dal territorio libanese e dall'Iran contro Israele, e che noi non avremmo reagito. Questo non è successo e non succederà, non finché sarò io al comando", ha dichiarato ancora il primo ministro israeliano.
"I nostri eroici combattenti stanno distruggendo Hezbollah", ha affermato ancora il primo ministro israeliano, promettendo che ''renderà sicuro il nord di Israele''. "Continuiamo a distruggere tutte le loro infrastrutture terroristiche nella zona di sicurezza, comprese enormi strutture sotterranee'', ha aggiunto, affermando che ''Hezbollah aveva pianificato di invadere la Galilea con migliaia di terroristi e, allo stesso tempo, di distruggere le città di Israele con 150mila razzi e missili''.
Divergenze caratterizzano però il governo israeliano sulla strategia da adottare dopo il pressing di Trump: Netanyahu avrebbe respinto le pressioni dell'ala più radicale dell'esecutivo che chiedeva di prendere le distanze da Washington.
Nel corso di riunione ristrette sulla sicurezza al quartier generale militare di Kirya, a Tel Aviv, Netanyahu avrebbe difeso il coordinamento con gli Stati Uniti, sostenendo che Trump resta allineato agli obiettivi strategici di Israele. "Siamo sulla stessa lunghezza d'onda con Trump. Non sta rilasciando i fondi iraniani congelati, è determinato a mettere in sicurezza il materiale nucleare e sta mantenendo la pressione. Perché dovremmo cercare uno scontro con lui?", avrebbe affermato il primo ministro, secondo le ricostruzioni riportate dal Times of Israel.
All'interno del gabinetto di sicurezza, il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir avrebbe invece chiesto di resistere alle pressioni americane, sostenendo la necessità di fissare "linee rosse" chiare nei confronti di Washington. Il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, avrebbe invece proposto di concentrare l'azione militare su Hezbollah a Beirut, sostenendo che una pressione più forte sul fronte libanese potrebbe indebolire il gruppo sciita e rafforzare la posizione israeliana nei negoziati regionali.

Categoria: internazionale/esteri
00:09
Cervello riposato senza dormire, ricreato l'effetto del sonno riparatore
(Adnkronos) - Ricreare nel cervello l'effetto riparatore del sonno, ma da svegli. E' l'obiettivo raggiunto da un team di ricercatori Usa in uno studio condotto su animali. Il lavoro, finanziato dagli statunitensi National Institutes of Health (Nih), svela nuovi dettagli su come la mente si riequilibra quando dormiamo. "In sostanza, forziamo il sonno in una regione locale del cervello. Mentre quella parte consolida i ricordi e ripristina la capacità di apprendimento, altre parti rimangono attive, vigili e connesse all'ambiente - spiega l'autrice corrispondente dello studio, la scienziata italiana Chiara Cirelli, professoressa di Psichiatria all'University of Wisconsin-Madison - I delfini fanno qualcosa di simile, dormendo con un solo emisfero cerebrale alla volta".
Inducendo specifici schemi di attività in piccole porzioni del cervello di topi svegli, i ricercatori hanno innescato una ricalibrazione delle connessioni neurali che normalmente si verifica solo durante il sonno. Questo nuovo approccio ha compensato gli effetti della privazione del sonno sui compiti di memoria e ha rivelato caratteristiche del sonno fondamentali per il suo effetto riparatore. Il sonno non-Rem (NRem), che costituisce circa l'80% del sonno degli adulti, è la fase in cui vengono valutate le giunzioni tra i neuroni che formano i ricordi. Durante questa fase, il cervello protegge le connessioni importanti per la conservazione a lungo termine, elimina quelle meno necessarie e crea spazio per nuove connessioni. Cirelli e colleghi avevano già dimostrato in precedenza che, in condizioni di privazione del sonno, sia i ratti che gli esseri umani possono mostrare un'attività cerebrale locale a onde lente - caratteristica distintiva del sonno non-Rem - anche da svegli. Questi cali di attività simili al sonno, indotti dalla privazione, potrebbero essere stati troppo sporadici e brevi per essere benefici, ma i risultati hanno sollevato interrogativi sui possibili effetti di una versione più lunga e sistematica di questa attività.
Nella nuova ricerca, gli autori hanno utilizzato una combinazione di impianti a impulsi luminosi e modifiche genetiche per indurre un'attività ritmica on-off in un lato del cervello di topi privati del sonno per 30 minuti alla volta, mimando i pattern che si verificano durante il sonno non-Rem. Quando i topi dormivano, l'attività a onde lente risultava inferiore nelle specifiche regioni cerebrali stimolate dagli autori, indicando un minore bisogno di sonno. Ulteriori esperimenti hanno suggerito che questo effetto non dipendesse dalla riduzione complessiva dell'attività neuronale, che alcuni scienziati avevano indicato come fondamentale per il recupero dalla fatica neuronale indotta dalla veglia, bensì dallo specifico schema alternato di attività on-off.
I ricercatori hanno esplorato i potenziali benefici di questo intervento attraverso un test comportamentale di memoria tattile, per il quale il sonno è importante. I topi privati del sonno che avevano ricevuto stimolazione nelle regioni motorie e sensoriali di entrambi gli emisferi cerebrali hanno ottenuto risultati simili a quelli che avevano riposato a sufficienza. I topi privati del sonno che non avevano ricevuto stimolazione hanno invece ottenuto risultati significativamente peggiori.
In futuri studi, Cirelli si propone di verificare se effetti simili possano essere replicati negli esseri umani utilizzando una tecnologia di stimolazione transcranica meno invasiva. "Questa ricerca - conclude Amy Bany Adams, che all'interno dei Nih è direttrice ad interim del National Institute of Neurological Disorders and Stroke (Ninds), che ha finanziato la ricerca - decodifica ulteriormente i motivi per cui dormiamo e come impariamo, avvicinandoci così alla comprensione di come prevenire e curare meglio il declino cognitivo".

Categoria: cronaca
21:51
Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 8 giugno
(Adnkronos) - Nessun '6' e nessun '5+1' al concorso SuperEnalotto di oggi, lunedì 8 giugno. Due punti '5' si sono aggiudicati 59.161 euro a testa. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è di 176,8 milioni di euro.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente è: 28, 33, 51, 59, 82, 87. Numero Jolly 88 e numero SuperStar 87. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è di 176,8 mln di euro.

Categoria: cronaca
21:36
Milano, studentessa 20enne denuncia violenza sessuale di gruppo
(Adnkronos) - Una studentessa spagnola di vent'anni ha denunciato di essere stata stuprata da un gruppo di ragazzi, al termine di una serata trascorsa in una discoteca di Milano.
I fatti risalierebbero alla sera del 23 maggio scorso. La giovane avrebbe conosciuto un ragazzo al 'The Beach', locale alla periferia est di Milano. Lui a un certo punto l'avrebbe trascinata in un luogo isolato nelle vicinanze, dove sarebbe stato raggiunto da altri amici, con cui avrebbe poi abusato della ragazza.
Dopo la violenza subita, la vittima ha raggiunto in autonomia il pronto soccorso della clinica Mangiagalli, per farsi vitare. Poi si è presentata in questura per sporgere denuncia.

Categoria: cronaca
21:04
Terremoto oggi a Cuba, scossa magnitudo 6.1
(Adnkronos) - Forte scossa di terremoto al largo della costa occidentale di Cuba oggi lunedì 8 giugno. A L'Avana, secondo quanto riferito da giornalisti dell'Afp presenti sul posto, il sisma è stato avvertito chiaramente per circa 20 secondi, spingendo numerose persone a lasciare gli edifici e a riversarsi in strada per precauzione. Secondo l'Istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs), il terremoto ha avuto una magnitudo di 6.1 ed è stato localizzato a circa 100 chilometri dall'estremità occidentale dell'isola.

Categoria: internazionale/esteri
20:41
Eriksen rassicura dopo il malore: "Sto bene, ora penso alle vacanze con la mia famiglia"
(Adnkronos) - Christian Eriksen rassicura tutti gli appassionati dopo il malore accusato ieri in campo con la maglia della Danimarca, in amichevole contro l'Ucraina: "Voglio far sapere a tutti - ha scritto il centrocampista su Instagram - che sto bene e che sono a casa con la mia famiglia. Voglio rassicurare tutti che è una situazione differente rispetto a quella del 2021. Mi sento bene e la mia guarigione è già iniziata. Sto bene. Grazie alla competenza dei medici il mio pacemaker ha funzionato esattamente come previsto: tutelarmi quando ne ho bisogno. Per ora penso al recupero, trascorrere del tempo con la mia famiglia, andare in vacanza e giocare a calcio con i miei figli".
Eriksen, che al momento è un giocatore del Wolfsburg, aveva già avuto un malore in campo nel 2021, durante la partita degli Europei contro la Finlandia. Dopo l'arresto cardiaco era tornato a giocare grazie all'impianto di un pacemaker.

Categoria: sport
20:18
Sondaggio politico, Fratelli d'Italia cresce e Pd cala. Vannacci si avvicina alla Lega
(Adnkronos) - Fratelli d'Italia cresce, il Pd cala e Roberto Vannacci si avvicina alla Lega. Sono le novità del sondaggio Swg che oggi, lunedì 8 giugno, per il Tg La7 fotografa le intenzioni di voto in caso di elezioni. I dati arrivano in una giornata caratterizzata dai risultati dei ballottaggi delle elezioni amministrative. Il sondaggio conferma che Fratelli d'Italia è ampiamente il primo partito. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni guadagna lo 0,1% e sale al 28,3% guadagnando terreno sul Pd della segretaria Elly Schlein. I dem cedono lo 0,3% e ora valgono il 22%.
In salita il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che cresce dello 0,1% e si attesta al 13,1%. Calo dello 0,2% per Forza Italia, ora al 7%. Stesso passo indietro per Verdi e Sinistera (6,5%) e Lega (5,6%). Il Carroccio viene avvicinato da Futuro Nazionale: il partito fondato da Roberto Vannacci guadagna lo 0,2% e arriva al 4,8%.
Più dietro Azione di Carlo Calenda (3,6%), Italia viva di Matteo Renzi (2,4%), +Europa (1,5%) e Noi Moderati (1,2%).

Categoria: politica
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10:09
"Finalmente dottoressa, sono soddisfazioni": Sofia Goggia si è laureata
(Adnkronos) - "Finalmente Dottoressa… so’ soddisfazioni!". Sofia Goggia condivide con un post tutta la sua gioia per essersi laureata. La 33enne sciatrice bergamasca ha scelto la facoltà di Scienze politiche della Luiss e ha presentato una tesi sulle Olimpiadi dal titolo 'Propaganda e soft power nella storia delle Olimpiadi dall'Antica Grecia a Milano Cortina 2026".
Come si vede dai social, alla proclamazione era presente anche Giovanni Malagò.

Categoria: sport
09:46
Gasolio su, benzina giù: cosa succede ai prezzi dei carburanti
(Adnkronos) - Prezzo del diesel su oggi, in calo quello della benzina. E' questo il quadro parziale dei costi dei carburanti. Tornano a salire le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, scende quindi il prezzo alla pompa della verde mentre sul gasolio, in rialzo, continua a pesare l’aumento dell’accisa in vigore da domenica.
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi martedì 9 giugno il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,913 euro/l per la benzina (-4 millesimi rispetto a venerdì) e 2,020 euro/l per il gasolio (+16). Il Gpl è a 0,790 euro/litro (-2), il metano a 1,563 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 2,010 euro (-4), il diesel a 2,101 euro (+11), il Gpl a 0,903 euro (-3) e il metano a 1,586 euro (-1).
Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 1,919 euro/litro (compagnie 1,919, pompe bianche 1,920), diesel self service a 2,007 euro/litro (compagnie 2,013, pompe bianche 1,994). Benzina servito a 2,058 euro/litro (compagnie 2,094, pompe bianche 1,990), diesel servito a 2,142 euro/litro (compagnie 2,185, pompe bianche 2,062). Gpl servito a 0,800 euro/litro (compagnie 0,809, pompe bianche 0,790), metano servito a 1,563 euro/kg (compagnie 1,562, pompe bianche 1,564), Gnl 1,461 euro/kg (compagnie 1,465 euro/kg, pompe bianche 1,458 euro/kg).
Sulla benzina self service Eni è a 1,910 euro/litro (2,120 il servito); IP a 1,928 (2,097 servito); Q8 a 1,920 (2,090 servito); Tamoil a 1,912 (1,991 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,019 (2,227 servito); IP a 1,994 (2,166 servito); Q8 a 2,023 (2,175 servito) e Tamoil a 2,019 (2,094 servito).
Categoria: economia
09:44
Sinner è tornato al San Raffaele di Milano, continuano i controlli dopo il malore al Roland Garros
(Adnkronos) - Jannik Sinner è arrivato questa mattina all'ospedale San Raffaele di Milano, dove proseguirà anche oggi gli accertamenti medici programmati iniziati ieri.
Ieri il campione italiano si è sottoposto ad alcuni accertamenti medici programmati, dopo il malore che gli ha causato l'eliminazione dal Roland Garros. Controlli che proseguiranno anche questa mattina (VIDEO). Sempre ieri Sinner è stato accompagnato dal professor Alberto Zangrillo, responsabile dell'Unità operativa di Anestesia e Rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare del San Raffaele di Milano, e dal suo entourage. A quanto si apprende sono stati eseguiti esami ematochimici, controlli generali e più specifici, tra cui anche cardiologici.
Il tennista ieri è stato ospitato al padiglione Diamante dell'Irccs di via Olgettina, noto per aver accolto diversi ricoveri del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, compreso l'ultimo prima del decesso avvenuto nell'Irccs milanese il 12 giugno 2023.

Categoria: sport
09:32
Talay Riley è morto, ucciso a 35 anni il vincitore di un Grammy collaboratore di Usher, Dua Lipa e Nick Jonas
(Adnkronos) - Talay Riley, cantautore britannico vincitore di un Grammy Award, è morto a 35 anni dopo essere stato accoltellato a Londra. La notizia è stata confermata dalla polizia, che ha avviato un'indagine per omicidio. Riley, il cui vero nome era Mark Orabiyi, è stato trovato gravemente ferito nel giardino di una proprietà residenziale nel quartiere di Silvertown, nell'East London, la mattina del 5 giugno. I soccorritori intervenuti sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
"Si tratta di un tragico episodio e il mio pensiero va alla famiglia e ai cari di Mark", h dichiarato l'ispettore Joanna Yorke, responsabile delle indagini. La polizia ha invitato chiunque si trovasse nella zona al momento dei fatti a collaborare, in particolare eventuali persone in possesso di immagini di videosorveglianza o registrazioni utili all'inchiesta. Nelle ore successive sono statearrestate tre persone con l'accusa di omicidio. Un uomo di 27 anni è stato successivamente rilasciato su cauzione in attesa di ulteriori accertamenti, mentre un uomo di 24 anni e una donna di 25 sono stati liberati senza ulteriori provvedimenti.
Nato a Londra il 10 luglio 1990, Talay Riley aveva costruito una carriera di grande successo come autore e compositore. Tra il 2013 e il 2015 aveva firmato brani per artisti di fama internazionale come Usher, Nick Jonas, Iggy Azalea, Chris Brown e il gruppo Pentatonix. Nel 2016 Britney Spears incise la sua canzone "Clumsy" per l'album "Glory", mentre Dua Lipa registrò il brano "Last Dance", destinato a diventare uno dei primi successi della cantante britannica. Il riconoscimento più prestigioso arrivò grazie alla collaborazione con H.E.R., pseudonimo di Gabriella Sarmiento Wilson: Riley contribuì alla scrittura di "Lights On"", contenuta nell'album omonimo della cantante statunitense, vincitore del Grammy Award nel 2017. Anche come interprete aveva ottenuto risultati significativi. Nel 2011 conquistò le classifiche britanniche con il singolo "Make You Mine" e nel corso della sua carriera condivise il palco con artisti come Skepta, Usher e Trey Songz.

Categoria: spettacoli
09:24
Caso Flotilla, Tajani: "Parole Ben Gvir su Italia inaccettabili, non degne di un ministro"
(Adnkronos) - "Le parole pronunciate da Ben Gvir dimostrano qual è il livello politico e morale di questo signore", sono parole ''inaccettabili'' e ''non degne di un ministro''. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, commentando le parole pronunciate dal ministro della Sicurezza nazionale di Israele dopo che la procura di Roma lo ha indagato per il trattamento riservato agli attivisti della Global Sumud Flotilla.
"Non ho parole per commentare ciò che lui ha detto nei confronti dell'Italia ieri, dopo aver saputo che era indagato dalla Procura della Repubblica: sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro", ha detto Tajani commentato le parole di Ben Gvir, che ieri ha detto "il Paese dello stivale è diventato quello delle ciabatte". "L'Italia è un Paese amico di Israele, che ha sempre difeso la libertà e la democrazia, ed è protagonista della pace'', per cui ''respingiamo qualsiasi offesa e qualsiasi tentativo di denigrare il nostro Paese", ha aggiunto Tajani.
Quanto ai due connazionali detenuti a Bengasi"ho dato disposizione ai nostri rappresentanti diplomatici in Libia di rafforzare la pressione su tutti gli interlocutori locali per la rapida liberazione dei nostri due connazionali detenuti a Bengasi''. ''Ci sono interlocuzioni in corso che hanno già portato a un miglioramento delle loro condizioni di detenzione", ha spiegato il ministro. "Non sono stati ancora formalizzati i capi di accusa nei loro confronti, quindi continuiamo a lavorare perche' siano liberati il prima possibile. Proprio oggi e' in programma una nuova udienza di fronte al procuratore libico", ha aggiunto Tajani.
Il vicepremier ha parlato anche della situazione in Iran. Sono ''trattative difficili'' quelle in corso con gli Stati Uniti, ma ''lo spazio della diplomazia va perseguito fino in fondo'' e ''il governo lavora per sostenere un accordo il prima possibile''. ''Speriamo che le dichiarazioni di Stati Uniti e Iran che fanno intravedere un accordo a breve possano corrispindere alla realtà dei fatti'', ha aggiunto.
''Nel fine settimana le crisi nel Golfo, in Libano, hanno attraversato un difficile tornante, dopo che l'Iran ha di nuovo lanciato una serie di missili verso Israele, provocando la risposta di Tel Aviv. Auspichiamo che la logica della descalation si consolidi, monitoriamo, minuto per minuto, sia dal punto di vista degli scenari di crisi, sia per la sicurezza dei nostri connazionali. Per questo ieri ho subito riunito l'unità di crisi del ministero, i nostri ambasciatori nella regione, per un aggiornamento operativo", ha spiegato il titolare della Farnesina.
''L'Italia è pronta a fare la sua parte nell'ambito delle iniziative multilaterali che verranno lanciate dopo la conclusione dell'accordo tra Iran e Stati Uniti'', ha dichiarato quindi precisando ''Voglio ribadire che la nostra partecipazione è subordinata al raggiungimento di un cessate il fuoco stabile e di un ampio consenso internazionale sul mandato della missione. Quando queste condizioni saranno soddisfatte torneremo in Parlamento per chiedere l'autorizzazione del Parlamento''.
Tajani ha parlato anche dell'Ucraina e del suo futuro: "Naturalmente, è in Europa. E' un obiettivo che sosteniamo con convinzione, ma che deve venire nel quadro di un percorso basato sul merito, senza creare disparità di trattamento con gli altri Paesi candidati, in particolare i Paesi dei Balcani''. ''Il sostegno a Kiev resta una priorità del governo'' italiano e ''sosteniamo ogni sforzo negoziale, in stretto coordinamento con i partner del G7 e dell'Unione Europea per arrivare a una pace giusta e duratura. Ogni canale diretto di interlocuzione è un fatto positivo che va incoraggiato'', ha detto ancora aggiungendo che ''però la Russia deve dimostrare di volersi sedere in buona fede al tavolo dei negoziati''. Tajani ha aggiunto che ''purtroppo, i segnali che continuano a venire da Mosca non vanno assolutamente nella direzione del dialogo''.
"Il governo italiano è a fianco dell'Ucraina anche sul fronte delle riforme e della lotta alla corruzione, anche attraverso la disponibilità della nostra Guardia di Finanza a contribuire alla formazione delle strutture ucraine specializzate nella lotta alla corruzione'', ha ricordato. E ''in prima linea nel processo di ricostruzione del Paese, una sfida in cui il sistema Italia sta mettendo a disposizione il proprio know-how, le proprie competenze e tecnologie. Con la delibera missioni stanzieremo altri quaranta milioni di euro destinati in particolare alle infrastrutture energetiche, bersaglio sistematico degli attacchi russi, e allo sminamento dei territori liberati, condizione indispensabile per il ritorno della popolazione e la ripresa delle attività'', ha dichiarato ancora il vicepremier. ''Poche settimane fa il comitato congiunto della cooperazione e lo sviluppo ha voluto stanziare cinquanta milioni per un importante progetto, a cui tengo molto, per sostenere le famiglie le cui abitazioni sono state distrutte dai bombardamenti russi. Quindi il nostro è diventato sempre più il sostegno concreto per tante famiglie ucraine che ci sono care'', ha sottolineato.

Categoria: internazionale/esteri
08:51
Trump fischiato al Madison Square Garden, i Knicks perdono la gara 3
(Adnkronos) - A New York era lunedì sera ma i locali erano pieni come fosse il fine settimana. “Quest’anno è il nostro anno, non vinciamo dal 1973. Prima è arrivato Mamdani, ora ci sono i Knicks, speriamo che a novembre inizi la fine politica di un’altra persona”, dice Tim fuori da Vinyl Beer, un piccolo locale di birre artigianali nell’Upper East Side. Parla di Donald Trump che ieri sera era al Madison Square Garden per vedere la terza partita della Finals, vinta dai San Antonio Spurs 115 a 111. Il presidente americano è un fan del Madison, dove ha assistito a decine di match di boxe e di wrestling, ma non si può dire altrettanto per il basket, uno sport che non ha mai seguito. “Ci ha portato una maledizione”, dice Alex mentre guarda con lo sguardo fisso sullo schermo gli ultimi secondi della partita.
La storia a volte è bizzarra: i Knicks non riuscivano ad arrivare in finale dal 1999, quando c’era ancora Patrick Ewing. E proprio in quella finale erano stati battuti dai San Antonio in solo cinque partite. Ma oggi è diverso: la città si sente pronta a vincere, per dare un segnale, non solo sportivo ma anche politico. E infatti alla partita di ieri c’era anche il sindaco Zohran Mamdani che a differenza di Trump si è comprato un biglietto per 1.000 dollari, un prezzo quasi conveniente: i suoi posti in piedi sono scontati rispetto ai 7.000 o 8.000 dollari per i biglietti meno costosi della serata.
“Ho comprato il mio biglietto per quasi mille dollari al Madison Square Garden. Andrò alla partita di stasera, gara 3, e resterò in piedi per tutta la durata dell'incontro”, ha detto Mamdani, nonostante molti tifosi e attivisti socialdemocratici lo abbiano criticato. Il sindaco di New York ha anche sottolineato che lui e Trump si sarebbero trovati "in una sezione molto diversa dello stadio". Il presidente americano è stato ospitato dal proprietario della squadra James Dolan, suo amico da decenni e finanziatore della campagna elettorale.
Ma non è bastato: Trump è stato fischiato all’interno del Madison prima dell’inno americano. Nel pomeriggio alcuni gruppi di tifosi avevano chiesto di evitare che si presentasse allo stadio: “Non lo vogliamo”, hanno detto. Infatti la sua presenza ha rovinato la festa a migliaia di newyorkesi: per motivi di sicurezza la città ha deciso di cancellare la proiezione della partita all’esterno del Madison così molti tifosi si sono trovati a Central Park, dove era stato organizzato un altro watching party, e a Bryant Park, dove è stato spostato il party ufficiale che si sarebbe dovuto tenere fuori dall’arena.
Entrare al Madison era quasi impossibile e diversi abbonati hanno infatti deciso di vendere all’ultimo il loro biglietto per guadagnare un po’ di denaro. Per New York sarà una lunga estate di sport: dopo le Finals infatti ci saranno i campionati mondiali di calcio in New Jersey che si concluderanno il 19 luglio con la finale allo stadio MetLife. Ma ieri per Trump è stata “bad press”, visto che la sua decisione di presentarsi allo stadio è stata accolta in modo negativo dalla maggior parte dei tifosi: “Invece di pensare alla guerra e al prezzo della benzina, pensa ad andare allo stadio per farsi pubblicità. Ma New York non lo vuole”, dice Randy, un tifoso dei Knicks.
In effetti la relazione di Trump con la sua città è sempre stata difficile: dai suoi esordi come immobiliarista alla decisione di fare politica i newyorchesi hanno sempre poco tollerato l’immobiliarista nato nel Queens. Una fonte di tristezza per lui dicono fonti ben informate sui fatti: Trump da sempre sogna di diventare il re di Manhattan senza alcun successo. Ci aveva provato anche nel 2024, alla chiusura della sua campagna elettorale: aveva organizzato un enorme raduno al Madison Square Garden. Il risultato? I newyorkesi erano pochissimi visto che la maggior parte dei presenti arrivavano dal New Jersey e dalla Pennsylvania. “Ok, abbiamo perso, ma non è finita. Vinceremo in 6 partite invece che in 5”, dice Restan, tifoso di origini Pakistane.

Categoria: internazionale/esteri
08:36
Sole ovunque e temporali al Nord, meteo spacca in due l'Italia: le previsioni
(Adnkronos) - Italia spaccata in due dal meteo. Mentre al Centro Sud e sulle due Isole Maggiori il caldo inizierà ad aumentare grazie alla maggior presenza dell’alta pressione subtropicale, molte aree del Nord invece dovranno ancora fare i conti con scenari più instabili e temporaleschi. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, martedì 9 giugno, e per i giorni a venire.
Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma l’estrema stabilità atmosferica che contraddistinguerà il Centro Sud e le Isole Maggiori nei prossimi giorni; già da martedì 9 giugno la presenza di un campo di alta pressione regalerà infatti tanto sole e temperature massime comprese tra 28 e 32°C. Discorso diverso per il Nord dove, a causa del passaggio di correnti più instabili in quota (flusso atlantico piuttosto vivace) potranno scoppiare improvvisi temporali specie durante le ore pomeridiane già nel corso di martedì su Alpi e Prealpi (in locale estensione alle vicine pianure del Triveneto).
La giornata più movimentata sarà quella di mercoledì 10. Il netto contrasto tra l’aria fresca in arrivo e il caldo preesistente, unito alla grandissima quantità di energia potenziale in gioco – dovuta al notevole accumulo di calore e umidità nei bassi strati dell’atmosfera – favorirà lo sviluppo di imponenti nubi temporalesche. Queste ultime saranno capaci di scaricare al suolo rovesci di forte intensità, accompagnati dal rischio di locali grandinate. Le aree nel mirino di questa sfuriata saranno Piemonte, Lombardia, Veneto e il Friuli Venezia Giulia.
Poi, dopo le ultime e veloci piogge previste sulla fascia adriatica nel corso di giovedì, dal successivo weekend è prevista una decisa svolta a livello emisferico grazie all'espansione di un robusto promontorio anticiclonico che piloterà verso il bacino del Mediterraneo una vasta massa d'aria calda di matrice subtropicale. Oltre al tanto sole da Nord a Sud aspettiamo un sensibile e generalizzato aumento delle temperature. I valori termici si porteranno rapidamente su livelli tipicamente estivi e ben al di sopra delle medie stagionali, dando di fatto il via a una prima vera ondata di calore del mese di giugno che potrà essere accompagnata da un incremento dei tassi di umidità (afa) in molte delle nostre città.
Martedì 9. Al Nord: soleggiato salvo temporali su Alpi e Prealpi, in serata sulle pianure del Triveneto. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Mercoledì 10. Al Nord: instabile con temporali, forti sul Triveneto. Al Centro: sereno con velature. Al Sud: sereno o poco nuvoloso.
Giovedì 11. Al Nord: temporali in Emilia Romagna. Al Centro: temporali sulle Adriatiche, sole altrove. Al Sud: sole e più caldo.
Tendenza: alta pressione subtropicale in graduale aumento.

Categoria: cronaca
08:16
Terremoto nelle Filippine, sale il bilancio dei morti: sono oltre 40
(Adnkronos) - E' di oltre 40 morti il bilancio delle vittime provocate dalla scossa di terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito la costa meridionale dell'isola di Mindanao, nelle Filippine. Secondo le agenzie nazionali e locali per la gestione delle emergenze, migliaia di persone risultano sfollate e oltre 450 ferite. Nella provincia di Sarangani, la più colpita, alcune aree rimangono accessibili solo in elicottero e il timore di scosse di assestamento sta rallentando le operazioni di soccorso, come hanno riferito i funzionari locali. "Ci sono ancora scosse di assestamento, quindi i soccorritori procedono con molta cautela. Questa è una sfida", ha dichiarato Rodrigo Sosmena, capo della protezione civile regionale.
Una serie di potenti scosse di assestamento ha colpito la zona dopo la prima scossa, seguite da centinaia di piccole scosse. A causa dei danni alle infrastrutture, strade e ponti, alcune comunità rimarranno isolate per almeno una settimana. Nel comune di Glan, dove almeno 13 persone sono rimaste sepolte nelle loro case da una frana, il personale di un altro ospedale ha riferito all'Afp che oltre 60 pazienti si trovavano su letti all'esterno della struttura per timore per la stabilità dell'edificio. E in un altro ospedale una madre ha partorito dietro una barriera improvvisata.

Categoria: internazionale/esteri
07:53
Iran, elicottero Usa precipita a Hormuz. Trump: "Accordo in due o tre giorni, poi Stretto riaprirà"
(Adnkronos) - Un elicottero dell'esercito americano, un 'Apache', è precipitato nelle scorse ore vicino allo Stretto di Hormuz. Il presidente americano Donad Trump, riporta il New York Times, ha detto che i "due piloti sono salvi". Le cause dell'incidente ancora non sono state chiarite e un'indagine è in corso.
Intanto, ha spiegato il tycoon ieri sera, Usa e Iran sarebbero "alle fasi finali di quello che sarà veramente un buon accordo". Trump ha aggiunto ancora una volta che l'intesa potrebbe essere raggiunta in "due o tre giorni".
Lo Stretto di Hormuz aprirà subito dopo la firma dell'accordo, ha assicurato quindi il presidente ai giornalisti. "Lo Stretto si aprirà subito. Si aprirà immediatamente dopo la firma", ha aggiunto Trump.
Quindi le parole sul premier israeliano Benjamin Netanyahu, con il quale ha detto di aver ''avuto un ottimo colloquio'' dopo l'ultima escalation tra Iran e Israele. "Lui è stato colpito e ha contrattaccato, non posso biasimarlo", ha affermato, aggiungendo che gli iraniani "si sono arresi in fretta, quindi si lasceranno in pace per un'altra settimana".
Iran e Israele, ha proseguito Trump, ''entrambi hanno concordato di fermarsi e siamo nelle ultime fasi di quello che sarà un ottimo accordo che non permetterà in alcun modo, forma o maniera armi nucleari''.
"Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa", ha poi continuato parlando del suo rapporto con il primo ministro israeliano e negando che quest'ultimo lo abbia sfidato ordinando di attaccare l'Iran in risposta ai missili lanciati verso Israele.
"Tutto quello che ho detto a Netanyahu è che dobbiamo usare il buon senso, siamo vicini a firmare un accordo molto importante, un ottimo accordo", ha spiegato ancora il presidente americano secondo quanto riporta la Bbc.
Teheran e Washington "non hanno ancora elaborato un testo finale", ma sono in corso consultazioni e scambi per raggiungere un accordo, ha intanto dichiarato Amir Saeid Iravani, ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, citato dall'agenzia di stampa Irna al termine di una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull'Afghanistan.
Iran e Usa si stanno scambiando opinioni e proposte tramite il Pakistan, nel tentativo di finalizzare il testo di un potenziale accordo, ha precisato il diplomatico iraniano. Secondo Iravani, le due parti non hanno ancora raggiunto un accordo definitivo, ma le discussioni e gli sforzi per finalizzarlo continuano.
Dopo gli attacchi che hanno rischiato di riaccendere la guerra in Medio Oriente, Iran e Israele si sono fermati. Teheran non è andata oltre il lancio di missili definito una risposta ai raid contro il Libano. Il pressing di Trump ha spinto Israele a bloccare l'offensiva dopo le azioni condotte contro obiettivi militari della Repubblica islamica: il premier Benjamin Netanyahu si è allineato alle indicazioni del presidente americano, almeno per ora. "La battaglia non è finita", ha spiegato il primo ministro chiudendo 24 ore ad altissima tensione.
Il numero 1 della Casa Bianca, dopo i colloqui andati in scena domenica, è tornato a fare pressione su Netanyahu per ottenere lo stop gli attacchi contro l'Iran anche su richiesta di cinque Paesi della regione coinvolti negli sforzi di mediazione tra Washington e Teheran. Secondo quanto raccontato da Trump all'emittente israeliana Channel 12, lo stesso Iran aveva comunicato per primo che "non avrebbe più sferrato attacchi contro Israele" e avrebbe chiesto agli Stati Uniti di esortare Israele a interrompere i propri raid. "Ho chiamato Bibi e l'ho convinto a smettere", ha affermato Trump.

Categoria: internazionale/esteri
07:40
"Accordo vicino con l'Iran", Trump e i 37 annunci andati a vuoto in due mesi
(Adnkronos) - In più di due mesi dall'annuncio di un cessate il fuoco con l'Iran, il presidente americano Donald Trump ha continuato sistematicamente ad affermare di essere vicino a un accordo con Teheran. E lo ha fatto con una cadenza quasi quotidiana tra social, apparizioni pubbliche e interviste con i media. L'intesa però, nonostante le dichiarazioni, non è mai arrivata. Cnn ha così deciso di mettere in ordine cronologico ogni uscita del tycoon, riportando tutti gli annunci andati a vuoto: includendo il periodo precedente alla tregua, sono "almeno" 37 le volte in cui l'accordo tra Iran e Usa sarebbe stato imminente.
Il 7 aprile scorso, Trump ha dichiarato sui social media che le trattative erano "a buon punto", ma che servivano due settimane affinché "l'accordo fosse finalizzato e portato a termine". "E' un onore - ha aggiunto - vedere questo problema di lunga data vicino alla soluzione".
"Naturalmente, non c'è stata alcuna soluzione. Ciononostante - sottolinea Cnn -, Trump ha trascorso i due mesi successivi continuando a suggerire che un accordo fosse imminente". Trentasette "il numero di volte in cui ha affermato direttamente che un accordo era vicino o ha sostenuto che l'Iran era disperato di raggiungerlo". Non c'è alcuna indicazione, continua l'emittente Usa, "che ciò sia più vero oggi di quanto lo fosse il 7 aprile".
Tutto è iniziato il 23 marzo, meno di un mese dopo l'inizio della guerra. Parlando con i giornalisti fuori dall'Air Force One di presunti colloqui di pace, Trump ha citato "punti di accordo principali, direi – quasi tutti i punti di accordo". In realtà, sottolinea Cnn, l'Iran ha negato di aver negoziato.
Il giorno successivo, il tycoon ha iniziato a ripetere quello che è diventato un ritornello ricorrente: che l'Iran era disperato di raggiungere un accordo. "Penso che lo chiuderemo", ha aggiunto Trump. "Non posso dirvelo con certezza".
Il 25 marzo, la situazione è degenerata: l'Iran "voleva disperatamente raggiungere un accordo". Il 26 marzo, durante una riunione di gabinetto, l'Iran "implorava di concludere un accordo". "Nonostante la sua ansia di raggiungere un accordo, l'Iran ha in qualche modo resistito per altri due mesi e mezzo", annota Cnn.
E ancora. Il 29 marzo, durante un incontro informale con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, a Trump è stato chiesto se prevedesse di raggiungere un accordo entro la settimana successiva, e lui ha risposto: "Sì, vedo un accordo con l'Iran".
A questo punto, "le previsioni di Trump iniziarono a farsi più insistenti". Il 6 aprile, ha così affermato che i due Paesi erano stati "molto vicini a un accordo" prima di una battuta d'arresto. Il giorno successivo, ha annunciato il cessate il fuoco, che inizialmente avrebbe dovuto durare due settimane, il tempo necessario alle due parti per raggiungere una intesa.
Una settimana dopo, il 15 aprile, la dichiarazione a Fox Business: "Penso che sia quasi finita, la considero molto vicina alla conclusione". "Vedremo cosa succederà - le parole del tycoon -. Penso che vogliano a tutti i costi raggiungere un accordo".
Nei giorni successivi, Trump ha poi assicurato la conclusione della trattativa: "Sembra molto probabile che raggiungeremo un accordo con l'Iran, e sarà un buon accordo", le affermazioni ai giornalisti il 16 aprile.
Quindi il 17 aprile, in tre diverse apparizioni, Trump ha spiegato che l'Iran aveva "accettato tutto", che "penso che raggiungeremo un accordo entro un giorno o due" e che "non credo ci siano troppe differenze significative".
Ancora il 20 aprile, in un post su Truth Social, il tycoon ha predetto che "tutto accadrà, relativamente in fretta!". Nonostante ciò non si sia avverato, il 30 aprile l'Iran era ancora "desideroso di raggiungere un accordo". “Quando la guerra finirà, e non dovrebbe volerci molto…”, la dichiarazione ai giornalisti il 1° maggio.
Trump ha poi "trattenuto le sue previsioni per un certo periodo", prima di annunciare il 18 maggio di aver posticipato gli attacchi militari di “due o tre giorni” su richiesta dei Paesi mediorientali, “perché pensano di essere molto vicini a un accordo”.
"A questo punto, persino Trump sembrava riconoscere quanto spesso tali previsioni si fossero rivelate errate", l'annotazione di Cnn, che quindi riporta le parole del presidente. “Ci sono stati periodi in cui pensavamo di essere molto vicini a un accordo e poi non ha funzionato”, ha detto Trump, prima di aggiungere: “Ma questa volta è un po’ diverso”.
Il giorno successivo, però, Trump è tornato alla carica. "Metteremo fine a questa guerra molto rapidamente", le parole pronunciate il 19 maggio durante un picnic al Congresso.
Il 23 maggio ecco quindi il giro dei media "in modo molto simile a quanto fatto il 17 aprile". L'amministrazione, secondo Trump, si stava "avvicinando molto" a un accordo e l'intesa, che era "in gran parte negoziata, in attesa di essere finalizzato", sarebbe stata annunciata "a breve" dopo aver discusso gli "aspetti finali".
Il 28 maggio, in un'intervista con la nuora Lara Trump, le cose erano "vicine a un ottimo accordo".
Domenica scorsa, quindi, Trump ha assicurato di essere "molto vicini a un accordo", ma che Iran e Israele lo stavano mettendo a repentaglio con una disputa parallela. "Siamo molto vicini a un accordo definitivo con l'Iran", ha dichiarato ad Axios. "Sarà un buon accordo. Non voglio che salti a causa di quello che sta succedendo ora".
"Era almeno la terza volta che Trump diceva ad Axios che un accordo era imminente", annota Cnn. Poi, ieri, durante un comizio telefonico a sostegno del senatore della Carolina del Sud Lindsey Graham, Trump ha nuovamente previsto una "vittoria totale" nelle prossime due settimane. "Stiamo negoziando ora; vogliono concludere un ottimo accordo", ha affermato Trump. Per poi aggiungere: "Sono disposti a darci tutto".
E ancora l'ultimo capitolo in serata dopo aver assistito alle finali dell'Nba a New York: "Siamo alle fasi finali di quello che sarà veramente un buon accordo con l'Iran", che l'accordo potrebbe essere raggiunto in "due o tre giorni".

Categoria: internazionale/esteri
06:58
BaxEnergy, governance rafforzata e crescita nel gruppo giapponese Yokogawa
(Adnkronos) - BaxEnergy, società tra i leader mondiali nelle soluzioni digitali per le aziende energetiche globali, avvia una nuova fase della propria storia industriale: da realtà imprenditoriale territoriale a corporate tech company globale, con governance manageriale rafforzata e una visione strategica strutturata nel medio-lungo periodo. Con il prossimo lancio ufficiale del Piano Industriale 2026–2028, la società punta a consolidare il riconoscimento istituzionale dell’azienda presso partner tecnologici e stakeholder internazionali. Fondata nel 2010 in Germania e trasferita in Sicilia, ad Acireale, dove è nato il primo team di Ricerca & Sviluppo, BaxEnergy è oggi un partner full-service globale per utility, Independent Power Producer e operatori industriali ad alta intensità di consumo di energia. L’azienda sviluppa soluzioni software end-to-end per asset performance management, controllo di rete e cybersecurity, operando in ambienti multi-vendor e su tecnologie eterogenee che includono eolico, fotovoltaico, idroelettrico, idrogeno, BESS, geotermico e cicli combinati. Le sue piattaforme digitali supportano oggi oltre 140 GW di capacità connessa in più di 30 Paesi, contribuendo a operazioni energetiche più efficienti, sicure e sostenibili.
Nel giugno 2024 BaxEnergy è entrata a far parte di Yokogawa Electric Corporation, integrandosi nella divisione globale Energy & Sustainability. Un passaggio che ha rafforzato il posizionamento internazionale della società e generato sinergie tecnologiche e industriali a beneficio dei clienti. Il percorso di consolidamento è proseguito nell’ottobre 2025 con l’acquisizione, da parte di Yokogawa, di Intellisync e WiSNAM, entrambe integrate in BaxEnergy per ampliare le competenze in cybersecurity, controllo avanzato di rete ed energy management. Fondata nel 1915 e con sede a Tokyo, Yokogawa, quotata alla borsa di Tokyo, conta oltre 17.000 persone, 128 società controllate e una presenza in 62 Paesi. A guidare la nuova fase di sviluppo è stato nominato Managing Director, Roberto Tundo. Con oltre trent’anni di esperienza internazionale nei settori energia e infrastrutture, Tundo ha guidato programmi di trasformazione digitale, automazione e infrastrutture complesse nei settori delle rinnovabili, della generazione elettrica e della modernizzazione delle reti.
“Ho assunto con orgoglio la guida di BaxEnergy in una fase di profonda trasformazione per l'azienda, già riconosciuta come leader globale nel proprio settore. L'ingresso nel Gruppo Yokogawa - ha dichiarato Tundo - ha rappresentato un passaggio strategico di grande rilievo: non solo ha ampliato in modo significativo la capacità di accesso ai mercati internazionali, ma ha anche offerto a BaxEnergy l'opportunità di porsi a servizio dell'intero Gruppo come acceleratore dell'adozione di un modello operativo in cui le soluzioni offerte non si limitano a monitorare gli asset ma li operano in autonomia supervisionata, agendo su limiti di delega operativa concessi dall'operatore umano. È in questa direzione che BaxEnergy intende esercitare un ruolo chiave nei processi di transizione digitale del Gruppo". Il nuovo assetto aziendale ha visto l’ingresso di un management team strutturato per sostenere l’espansione internazionale e le sfide di un mercato energetico sempre più complesso, integrato e regolato. Nel percorso di integrazione internazionale di BaxEnergy rientra anche il rebranding di PXiSE Energy Solutions, società statunitense entrata nel gruppo Yokogawa nel 2022, che assume oggi il nome di BaxEnergy Americas e diventa la divisione regionale di BaxEnergy per i mercati del Nord e Sud America. Con sede a San Diego in California, BaxEnergy Americas agisce nel ruolo di presidio operativo per le Americhe, offrendo l’intero portafoglio BaxEnergy con presenza locale e competenze globali integrate. La transizione al nuovo brand allinea strategia, identità e offerta, garantendo continuità operativa e una piattaforma di crescita di lungo periodo.
BaxEnergy sviluppa soluzioni digitali integrate che spaziano dall’asset performance management al controllo e orchestrazione degli impianti, dai predictive analytics alla cybersecurity per ambienti IT e OT. La nuova offerta comprende piattaforme per la visibilità e l’ottimizzazione delle performance, sistemi di controllo e Power Plant Controller per la stabilità operativa e la conformità ai requisiti di rete, strumenti di data acquisition e supervisione, oltre a soluzioni per la gestione della manutenzione e dei workflow operativi. A differenza di approcci frammentati o focalizzati su singole funzionalità, BaxEnergy ha sviluppato nel tempo una visione integrata che consente di passare rapidamente dal dato all’azione supportando operatori energetici nella gestione quotidiana degli asset e nelle decisioni operative. Le sue soluzioni digitali sono progettate per essere facilmente adottabili, interoperabili con sistemi esistenti e in grado di offrire risultati concreti fin dalle prime fasi di utilizzo, anche in contesti complessi e multi-tecnologia. Supportata dall’esperienza globale di Yokogawa nell’automazione industriale, l’azienda si configura oggi come organizzazione internazionale pienamente strutturata, progettata per operare ai massimi livelli di complessità richiesti dai moderni sistemi energetici.
La nomina del nuovo vertice e il rafforzamento della governance segnano un passaggio decisivo nel percorso di crescita della società, che punta a posizionarsi tra i principali fornitori globali di tecnologie digitali per il settore energetico e dell’automazione industriale. Il Piano Industriale 2026 -2028 sarà focalizzato sull’ampliamento delle soluzioni a portafoglio, dell’introduzione di funzionalità innovative basate su quanto possibile attraverso il ricorso alle tecniche di AI e del consolidamento delle capacità esecutive, con l’obiettivo di supportare clienti di tutto il mondo nella gestione di infrastrutture critiche sempre più resilienti, efficienti e sostenibili. Il percorso di consolidamento strategico comprende anche il recente ingresso di BaxEnergy in SolarPower Europe e WindEurope, due autorevoli associazioni di settore che consentiranno all’azienda di rafforzare il proprio posizionamento nell’ecosistema energetico europeo e di accelerare le attività di rappresentanza istituzionale e advocacy nei comparti solare ed eolico, a supporto della strategia aziendale.
Parallelamente, l’adesione a Confindustria Catania conferma la volontà dell’azienda di rafforzare il dialogo con gli stakeholder del territorio e consolidare le relazioni con il sistema imprenditoriale, accademico e dell’innovazione. L’adesione rappresenta un’opportunità per favorire lo sviluppo di nuove sinergie, valorizzare competenze e talenti del territorio e contribuire alla costruzione di un ecosistema sempre più orientato alla crescita, alla trasformazione digitale e allo sviluppo sostenibile. Il piano industriale trova inoltre ulteriore solidità nella recente adozione del Modello 231, a conferma dell’impegno della società verso standard elevati di governance, trasparenza e compliance. Lo stesso piano industriale sarà presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa che si terrà il prossimo 18 giugno presso l'headquarters di BaxEnergy ad Acireale. L'evento vedrà la partecipazione di Takeshi Suzuki, General Manager Renewable Energy Business Development Department, Energy & Sustainability Business Headquarters di Yokogawa Electric Corporation, e dell'Amministratore Delegato di BaxEnergy Italia Roberto Tundo. L'incontro rappresenterà un'importante occasione per illustrare la strategia di crescita dell'azienda, le direttrici di sviluppo tecnologico e il ruolo che BaxEnergy intende assumere all'interno della visione globale di Yokogawa per la transizione energetica e la digitalizzazione delle infrastrutture critiche.

Categoria: economia
06:32
Centri estivi, ecco la stangata: 1.432 euro per 8 settimane, Milano la città più cara
(Adnkronos) - Stangata in arrivo per le famiglie italiane, in corrispondenza della fine dell'anno scolastico. Si apre infatti una prolungata sospensione delle attività scolastiche che obbliga tantissimi nuclei familiari che non possono contare su una rete parentale di supporto a investire somme ingenti di denaro nei centri estivi privati per poter conciliare i tempi di vita e di lavoro. E quest'anno si preannunciano ulteriori e pesanti rincari. Secondo i dati del 4° Monitoraggio annuale, realizzato dall’Osservatorio Eures-Adoc, attraverso la metodologia della mystery client su circa 200 strutture private in otto grandi città italiane, la tariffa media nazionale a tempo pieno infatti è salita a ben 179 euro a settimana per bambino. Questo significa che otto settimane di frequenza costano mediamente 1.432 euro per un solo figlio.
La cifra si fa ancora più drammatica per le famiglie con due figli, dove la spesa complessiva sfonda la quota dei 2.700 euro, attestandosi per l'esattezza a una stima di 2.764 euro. Tale incremento tiene conto del fatto che il 49% dei centri estivi censiti non applica alcuna riduzione tariffaria per i fratelli e, laddove lo sconto è presente, raramente supera il 10%, fermandosi a una media del 7%. Neppure il ricorso al tempo ridotto, che esclude il pranzo e si limita alla fascia mattutina, alleggerisce davvero il peso economico, comportando una spesa media nazionale di 119 euro a settimana che, nelle regioni del Centro Italia, sale fino a 130 euro.
I dati della ricerca condotta dal 2023 al 2026 svelano un'impennata dei prezzi che va ben oltre le dinamiche inflazionistiche. A fronte di un'inflazione nazionale pari al +2,7% su base annua, il costo medio settimanale dei centri estivi è aumentato del 3,5% nell'ultimo anno e del 27% nell'ultimo triennio, traducendosi in 38 euro in più a settimana per ogni singolo bambino. L'indagine territoriale conferma che l'Italia viaggia a due velocità: al Nord la spesa media settimanale a tempo pieno tocca i 196 euro, seguita dal Centro con 185 euro e dal Sud con 143 euro.
Milano si attesta come la città più cara in assoluto con una media di 233 euro a settimana, costringendo una famiglia con due figli a sborsare oltre 3.500 euro per otto settimane di frequenza.
Secondo la classifica, seguono nella classifica dei rincari Firenze con 187 euro, Bologna con 181 euro (che registra il rincaro record di +71 euro nel triennio), Torino con 171 euro e Roma con 165 euro. Nel Mezzogiorno i costi risultano leggermente più contenuti ma comunque gravosi rispetto ai redditi medi, oscillando tra i 153 euro di Palermo, i 142 euro di Napoli (unica città in lieve calo) e i 137 euro di Bari, che però nell'ultimo anno ha registrato un balzo del +25,8%.
Nelle città del Centro-Nord, la spesa per l'estate arriva così ad assorbire l'equivalente di un intero stipendio mensile.

Categoria: economia
00:18
Amministrative, ballottaggi in pareggio. Meloni: "Confermata nostra forza". Schlein: "Ha problemi con calcolatrice"
(Adnkronos) - A urne chiuse, pure quelle dei ballottaggi, tra centrodestra e campo progressista è un rincorrersi di dichiarazioni per interstarsi la vittoria a questa tornata di elezioni amministrative, finite però con un pareggio, almeno per quanto riguarda i capoluoghi chiamati al voto. Se da una parte la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a caldo, commenta che "i risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori. Avanti così, con serietà e concretezza"; dall'altra la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, fa notare come la leader di Fratelli d'Italia "continui ad avere problemi con la calcolatrice. Che si tratti di ammettere i troppo scarsi investimenti sulla sanità pubblica di questo governo o i risultati delle amministrative, il tentativo è sempre lo stesso: capovolgere la realtà", perché "anche in questa tornata elettorale i numeri fotografano una chiara affermazione dell’alleanza progressista, con il Pd primo partito in gran parte del Paese".
Numeri alla mano, al ballottaggio, il 3-3 non scontenta nessuno. Arezzo, con Marcello Comanducci, e Macerata, con Sandro Parcaroli, rimangono al centrodestra, a Lecco Filippo Boscagli supera il sindaco uscente in quota centrosinistra Mauro Gattinoni. Dall'altro lato della barricata: Agrigento, con Michele Sodano, passa al campo largo, mentre Chieti, con Giovanni Legnini, e Trani, con Marco Galiano, restano feudo delle forze progressiste.
Tra i due turni, però, la situazione è ben diversa, perché la coalizione di centrosinistra stacca di molto il centrodestra. Sono dieci i sindaci eletti appoggiati dal campo largo, due in più di quelli uscenti, e sei quelli dell'area delle forze di governo (uno in più di quelli uscenti), che però possono contare sulle due più grandi città al voto: Venezia e Reggio Calabria, una rimasta quasi a sorpresa appannaggio del centrodestra, l'altra 'strappata' da Forza Italia dopo due amministrazioni a guida Pd. Andando oltre i capoluoghi, poi, sono 50 su 118 i comuni con più di 15mila abitanti in cui il sindaco eletto è di centrosinistra, che però ne perde nove, 40 di centrodestra, che ne perde due, e 28 un civico o espressione di altri partiti, che ne guadagna la bellezza di undici.
Tra sorprese, come quella di Molfetta, che elegge sindaco Manuel Minervini di Rifondazione comunista, o Genzano Romano, uno dei comuni della "cintura rossa laziale", dove, per la prima volta, la destra vince con Fabio Papalia, o ancora Vigevano, dove la sola Forza Italia e persino contro Roberto Vannacci, porta alla vittoria Paolo Previde Massara, e nonostante l'equilibrio, i leader di partito ci leggono un dato nazionale.
Oltre alla premier, infatti, per il vicepremier e segretario azzurro Antonio Tajani, "il centro-destra vince moltissimi ballottaggi e si conferma la coalizione protagonista. Ora tutti al lavoro per aumentare consenso dove non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo, per vincere le elezioni politiche e impedire che la sinistra metta le mani nelle tasche degli italiani: né patrimoniale, né tassa di successione", scrive sui social. Più scarno ma comunque entusiasta anche Matteo Salvini, leader del Carroccio, che esulta tanto per i risultati del centrodestra, quanto per quelli della Lega. Pungente, invece, è soprattutto Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, che parla di "un'altra giornata amara" per la sinistra, "sfaldata e litigiosa". I numeri per lui sono "una debacle: se gli piace festeggiare in questo modo, a noi va benissimo".
Che un po' è il messaggio che Matteo Renzi, leader di Italia viva, manda direttamente a Meloni. Dopo aver esultato per i risultati ottenuti, l'ex presidente del Consiglio si prende la briga di rispondere direttamente al tweet della premier per ricordarle che "nei comuni capoluogo è finita 10-6 per il centrosinistra. Sulla politica internazionale non ci hanno invitato a Londra. Sulla politica economica peggiorano debito, stipendi, bollette e produttività. E tu ci dici 'avanti così?' Chi si contenta gode, capisco. Ma così è troppo eh!". Per il Pd, i capigruppo Chiara Braga, Francesco Boccia e Nicola Zingaretti, questi risultati dimostrano che "con un governo che nega l’evidenza, i cittadini continuano a riconoscere nel centrosinistra una proposta seria, competente e vicina alle persone. Dove si costruiscono coalizioni ampie, unite e credibili, capaci di mettere al centro servizi pubblici, lavoro, sostenibilità e coesione sociale, siamo competitivi. È un’indicazione importante per il futuro: il centrosinistra rappresenta un’alternativa solida alla destra di governo". Che è in "in buona salute, cresce e conquista nuovi consensi nei territori" per Angelo Bonelli, co-leader di Avs. "Esiste una domanda crescente di cambiamento di fronte a una destra incapace di dare risposte. Questi risultati ci incoraggiano a proseguire il lavoro per costruire un’alternativa forte e credibile al governo Meloni. La destra non è invincibile. Quando il centrosinistra è unito e parla ai bisogni reali delle persone, può vincere e governare", mette agli atti il deputato rossoverde.

Categoria: politica
00:13
Iran-Israele, Trump ferma gli attacchi di Netanyahu: "Stop o resti solo contro Teheran"
(Adnkronos) - Iran e Israele si fermano dopo gli attacchi che rischiano di riaccendere la guerra in Medio Oriente. Teheran non è andata oltre il lancio di missili definito una risposta ai raid contro il Libano. Il pressing di Donald Trump ha spinto Israele a bloccare l'offensiva dopo le azioni condotte contro obiettivi militari della Repubblica islamica: il premier Benjamin Netanyahu si è allineato alle indicazioni del presidente americano, almeno per ora. "La battaglia non è finita", dice il primo ministro chiudendo 24 ore ad altissima tensione.
"Ho detto a Bibi che farebbe molto bene a fare attenzione a ciò che sta facendo, perché potrebbe ritrovarsi molto presto da solo di fronte all'Iran", l'avvertimento di Trump: Netanyahu, ha detto il presidente degli Stati Uniti, rischia di rimanere isolato in caso di ulteriore escalation del conflitto con l'Iran. Risultato? "Non penso che la guerra riprenderà".
Il numero 1 della Casa Bianca, dopo i colloqui andati in scena domenica, è tornato a fare pressione su Netanyahu per ottenere lo stop gli attacchi contro l'Iran anche su richiesta di cinque Paesi della regione coinvolti negli sforzi di mediazione tra Washington e Teheran. Secondo quanto raccontato da Trump all'emittente israeliana Channel 12, lo stesso Iran aveva comunicato per primo che "non avrebbe più sferrato attacchi contro Israele" e avrebbe chiesto agli Stati Uniti di esortare Israele a interrompere i propri raid. "Ho chiamato Bibi e l'ho convinto a smettere", ha affermato Trump.
Poco prima la Casa Bianca aveva confermato il colloquio telefonico tra Trump e il premier israeliano, il secondo in circa 24 ore convulse. Diversi media avevano quindi riferito della decsione da parte di Israele di sospendere i raid su richiesta del presidente statunitense.
Fonti israeliane e un funzionario statunitense citati dalla Cnn hanno delineato il quadro nel quale gli Stati Uniti avrebbero esercitato una pressione diretta per evitare un'ulteriore escalation tra Israele e Iran. Secondo le ricostruzioni, Israele stava preparando un attacco significativo su Teheran quando Trump avrebbe contattato Netanyahu per intimargli di sospendere le operazioni. Dopo la telefonata, il premier israeliano ha annunciato lo stop degli attacchi "per ora".
La guerra con Teheran e Hezbollah non è conclusa ed ogni nuovo attacco riceverà una risposta con la forza, ha precisato dal canto suo il primo ministro israeliano nelle sue prime dichiarazioni pubbliche dopo la nuova escalation militare con la Repubblica islamica. "In questo momento il fuoco su questo fronte è stato fermato, perché dopo che il regime terroristico di Teheran è stato colpito ha smesso di attaccarci", ha detto in un video apparentemente registrato, precisando però che la decisione non segna la fine delle ostilità.
Netanyahu ha avvertito che, in caso di nuovi attacchi, Israele risponderà "con la forza". "Iran e Hezbollah sono oggi più deboli che mai e noi siamo più forti che mai. Ma la nostra battaglia contro di loro non è ancora finita", ha sottolineato, ribadendo che le operazioni militari proseguiranno anche nel Libano meridionale per "distruggere tutta l’infrastruttura terroristica nella zona di sicurezza".
"L'Iran e Hezbollah hanno cercato di imporci una nuova equazione, e questo è intollerabile e inaccettabile per me. Pensavano di poter sparare dal territorio libanese e dall'Iran contro Israele, e che noi non avremmo reagito. Questo non è successo e non succederà, non finché sarò io al comando", ha dichiarato ancora il primo ministro israeliano.
"I nostri eroici combattenti stanno distruggendo Hezbollah", ha affermato ancora il primo ministro israeliano, promettendo che ''renderà sicuro il nord di Israele''. "Continuiamo a distruggere tutte le loro infrastrutture terroristiche nella zona di sicurezza, comprese enormi strutture sotterranee'', ha aggiunto, affermando che ''Hezbollah aveva pianificato di invadere la Galilea con migliaia di terroristi e, allo stesso tempo, di distruggere le città di Israele con 150mila razzi e missili''.
Divergenze caratterizzano però il governo israeliano sulla strategia da adottare dopo il pressing di Trump: Netanyahu avrebbe respinto le pressioni dell'ala più radicale dell'esecutivo che chiedeva di prendere le distanze da Washington.
Nel corso di riunione ristrette sulla sicurezza al quartier generale militare di Kirya, a Tel Aviv, Netanyahu avrebbe difeso il coordinamento con gli Stati Uniti, sostenendo che Trump resta allineato agli obiettivi strategici di Israele. "Siamo sulla stessa lunghezza d'onda con Trump. Non sta rilasciando i fondi iraniani congelati, è determinato a mettere in sicurezza il materiale nucleare e sta mantenendo la pressione. Perché dovremmo cercare uno scontro con lui?", avrebbe affermato il primo ministro, secondo le ricostruzioni riportate dal Times of Israel.
All'interno del gabinetto di sicurezza, il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir avrebbe invece chiesto di resistere alle pressioni americane, sostenendo la necessità di fissare "linee rosse" chiare nei confronti di Washington. Il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, avrebbe invece proposto di concentrare l'azione militare su Hezbollah a Beirut, sostenendo che una pressione più forte sul fronte libanese potrebbe indebolire il gruppo sciita e rafforzare la posizione israeliana nei negoziati regionali.

Categoria: internazionale/esteri
00:09
Cervello riposato senza dormire, ricreato l'effetto del sonno riparatore
(Adnkronos) - Ricreare nel cervello l'effetto riparatore del sonno, ma da svegli. E' l'obiettivo raggiunto da un team di ricercatori Usa in uno studio condotto su animali. Il lavoro, finanziato dagli statunitensi National Institutes of Health (Nih), svela nuovi dettagli su come la mente si riequilibra quando dormiamo. "In sostanza, forziamo il sonno in una regione locale del cervello. Mentre quella parte consolida i ricordi e ripristina la capacità di apprendimento, altre parti rimangono attive, vigili e connesse all'ambiente - spiega l'autrice corrispondente dello studio, la scienziata italiana Chiara Cirelli, professoressa di Psichiatria all'University of Wisconsin-Madison - I delfini fanno qualcosa di simile, dormendo con un solo emisfero cerebrale alla volta".
Inducendo specifici schemi di attività in piccole porzioni del cervello di topi svegli, i ricercatori hanno innescato una ricalibrazione delle connessioni neurali che normalmente si verifica solo durante il sonno. Questo nuovo approccio ha compensato gli effetti della privazione del sonno sui compiti di memoria e ha rivelato caratteristiche del sonno fondamentali per il suo effetto riparatore. Il sonno non-Rem (NRem), che costituisce circa l'80% del sonno degli adulti, è la fase in cui vengono valutate le giunzioni tra i neuroni che formano i ricordi. Durante questa fase, il cervello protegge le connessioni importanti per la conservazione a lungo termine, elimina quelle meno necessarie e crea spazio per nuove connessioni. Cirelli e colleghi avevano già dimostrato in precedenza che, in condizioni di privazione del sonno, sia i ratti che gli esseri umani possono mostrare un'attività cerebrale locale a onde lente - caratteristica distintiva del sonno non-Rem - anche da svegli. Questi cali di attività simili al sonno, indotti dalla privazione, potrebbero essere stati troppo sporadici e brevi per essere benefici, ma i risultati hanno sollevato interrogativi sui possibili effetti di una versione più lunga e sistematica di questa attività.
Nella nuova ricerca, gli autori hanno utilizzato una combinazione di impianti a impulsi luminosi e modifiche genetiche per indurre un'attività ritmica on-off in un lato del cervello di topi privati del sonno per 30 minuti alla volta, mimando i pattern che si verificano durante il sonno non-Rem. Quando i topi dormivano, l'attività a onde lente risultava inferiore nelle specifiche regioni cerebrali stimolate dagli autori, indicando un minore bisogno di sonno. Ulteriori esperimenti hanno suggerito che questo effetto non dipendesse dalla riduzione complessiva dell'attività neuronale, che alcuni scienziati avevano indicato come fondamentale per il recupero dalla fatica neuronale indotta dalla veglia, bensì dallo specifico schema alternato di attività on-off.
I ricercatori hanno esplorato i potenziali benefici di questo intervento attraverso un test comportamentale di memoria tattile, per il quale il sonno è importante. I topi privati del sonno che avevano ricevuto stimolazione nelle regioni motorie e sensoriali di entrambi gli emisferi cerebrali hanno ottenuto risultati simili a quelli che avevano riposato a sufficienza. I topi privati del sonno che non avevano ricevuto stimolazione hanno invece ottenuto risultati significativamente peggiori.
In futuri studi, Cirelli si propone di verificare se effetti simili possano essere replicati negli esseri umani utilizzando una tecnologia di stimolazione transcranica meno invasiva. "Questa ricerca - conclude Amy Bany Adams, che all'interno dei Nih è direttrice ad interim del National Institute of Neurological Disorders and Stroke (Ninds), che ha finanziato la ricerca - decodifica ulteriormente i motivi per cui dormiamo e come impariamo, avvicinandoci così alla comprensione di come prevenire e curare meglio il declino cognitivo".

Categoria: cronaca
21:51
Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 8 giugno
(Adnkronos) - Nessun '6' e nessun '5+1' al concorso SuperEnalotto di oggi, lunedì 8 giugno. Due punti '5' si sono aggiudicati 59.161 euro a testa. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è di 176,8 milioni di euro.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente è: 28, 33, 51, 59, 82, 87. Numero Jolly 88 e numero SuperStar 87. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è di 176,8 mln di euro.

Categoria: cronaca
21:36
Milano, studentessa 20enne denuncia violenza sessuale di gruppo
(Adnkronos) - Una studentessa spagnola di vent'anni ha denunciato di essere stata stuprata da un gruppo di ragazzi, al termine di una serata trascorsa in una discoteca di Milano.
I fatti risalierebbero alla sera del 23 maggio scorso. La giovane avrebbe conosciuto un ragazzo al 'The Beach', locale alla periferia est di Milano. Lui a un certo punto l'avrebbe trascinata in un luogo isolato nelle vicinanze, dove sarebbe stato raggiunto da altri amici, con cui avrebbe poi abusato della ragazza.
Dopo la violenza subita, la vittima ha raggiunto in autonomia il pronto soccorso della clinica Mangiagalli, per farsi vitare. Poi si è presentata in questura per sporgere denuncia.

Categoria: cronaca
21:04
Terremoto oggi a Cuba, scossa magnitudo 6.1
(Adnkronos) - Forte scossa di terremoto al largo della costa occidentale di Cuba oggi lunedì 8 giugno. A L'Avana, secondo quanto riferito da giornalisti dell'Afp presenti sul posto, il sisma è stato avvertito chiaramente per circa 20 secondi, spingendo numerose persone a lasciare gli edifici e a riversarsi in strada per precauzione. Secondo l'Istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs), il terremoto ha avuto una magnitudo di 6.1 ed è stato localizzato a circa 100 chilometri dall'estremità occidentale dell'isola.

Categoria: internazionale/esteri
20:41
Eriksen rassicura dopo il malore: "Sto bene, ora penso alle vacanze con la mia famiglia"
(Adnkronos) - Christian Eriksen rassicura tutti gli appassionati dopo il malore accusato ieri in campo con la maglia della Danimarca, in amichevole contro l'Ucraina: "Voglio far sapere a tutti - ha scritto il centrocampista su Instagram - che sto bene e che sono a casa con la mia famiglia. Voglio rassicurare tutti che è una situazione differente rispetto a quella del 2021. Mi sento bene e la mia guarigione è già iniziata. Sto bene. Grazie alla competenza dei medici il mio pacemaker ha funzionato esattamente come previsto: tutelarmi quando ne ho bisogno. Per ora penso al recupero, trascorrere del tempo con la mia famiglia, andare in vacanza e giocare a calcio con i miei figli".
Eriksen, che al momento è un giocatore del Wolfsburg, aveva già avuto un malore in campo nel 2021, durante la partita degli Europei contro la Finlandia. Dopo l'arresto cardiaco era tornato a giocare grazie all'impianto di un pacemaker.

Categoria: sport
20:18
Sondaggio politico, Fratelli d'Italia cresce e Pd cala. Vannacci si avvicina alla Lega
(Adnkronos) - Fratelli d'Italia cresce, il Pd cala e Roberto Vannacci si avvicina alla Lega. Sono le novità del sondaggio Swg che oggi, lunedì 8 giugno, per il Tg La7 fotografa le intenzioni di voto in caso di elezioni. I dati arrivano in una giornata caratterizzata dai risultati dei ballottaggi delle elezioni amministrative. Il sondaggio conferma che Fratelli d'Italia è ampiamente il primo partito. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni guadagna lo 0,1% e sale al 28,3% guadagnando terreno sul Pd della segretaria Elly Schlein. I dem cedono lo 0,3% e ora valgono il 22%.
In salita il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che cresce dello 0,1% e si attesta al 13,1%. Calo dello 0,2% per Forza Italia, ora al 7%. Stesso passo indietro per Verdi e Sinistera (6,5%) e Lega (5,6%). Il Carroccio viene avvicinato da Futuro Nazionale: il partito fondato da Roberto Vannacci guadagna lo 0,2% e arriva al 4,8%.
Più dietro Azione di Carlo Calenda (3,6%), Italia viva di Matteo Renzi (2,4%), +Europa (1,5%) e Noi Moderati (1,2%).

Categoria: politica












































