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14:56
Verga 'espositore' del Verismo, Venere di Botticelli incinta e Guerra dei 7 nani: perle e strafalcioni della maturità 2026
(Adnkronos) - Il Pantheon si trova ad Atene, Ungaretti è nato a Recanati, Verga ha scritto la Coscienza di Zeno: non sono allucinazioni di intelligenze artificiali ma prodotti di intelligenze umane (sempre nostrane) alle prese con l’atto finale del loro percorso di studi. Ma la colpa non è dell’Ia, con cui oltre la metà dei maturandi - secondo i dati di Skuola.net - quest’anno ha fatto coppia fissa come partner di studio, visto che la 'fabbrica degli sfondoni' era operativa anche una decina di anni fa. Il 2026 non fa eccezione. L’Osservatorio Strafalcioni Maturità di Skuola.net è tornato, alimentato da delazioni e persino auto-denunce dei diretti interessati, con tanto di post su TikTok, per alimentare un bestiario, suddiviso per materie, degno delle risposte allucinate e allucinanti di Emma, l’Ia italiana divenuta un meme solo qualche giorno fa.
Iniziamo col botto sul fronte degli autori classici, dove i rimescolamenti anagrafici e lessicali dominano la scena. Su Luigi Pirandello, ad esempio, si sono consumati vari drammi riguardo l'identità dei suoi personaggi. Il povero Vitangelo Moscarda (protagonista del romanzo 'Uno, nessuno e centomila'), per dirne una, è stato ribattezzato Vitangelo Mostarda. Mentre per l'antieroe Mattia Pascal (al centro de 'Il fu Mattia Pascal') l'evoluzione è stata molteplice: c'è chi lo ha trasformato ne Il Fu Mattia Pasquale, chi lo ha omaggiato musicalmente chiamandolo Il Fu Mattia Bazar (come il celebre gruppo) e chi, proiettato verso le serie TV, ha parlato di Pedro Pascal (attore, tra gli altri, di 'Narcos', 'Il Trono di Spade', 'The Last of Us').
Non è andata meglio a Giovanni Pascoli, la cui soave poetica del "Fanciullino" è stata declassata a 'fanciullaggine' e la cui celebre lirica 'X Agosto' è stata letta brutalmente come 'Ics Agosto'. Addirittura, poi, la sua nota poetica dell'assiuolo ha scatenato il panico in commissione, dopo essere diventata la 'poetica dell'uccello'. Sul fronte dei Promessi Sposi - altro pilastro del programma di Italiano - la situazione è degenerata. L'autore per qualcuno sarebbe Alberto Manzoni (un mix letale con Alberto Angela?), ma soprattutto il Manzoni (Alessandro) è stato ricordato come 'quello che canta L'Essenziale', confondendolo (forse giocosamente) con Marco Mengoni. E i suoi personaggi? Don Rodrigo è stato descritto come un prete che vuole farsi Lucia, mentre la povera Lucia si è ritrovata catapultata a fare la protagonista della Divina Commedia. E se Giovanni Verga è stato definito un fiero 'Espositore del Verismo' (invece di esponente), la sua celebre opera 'La Lupa' è stata interpretata da un maturando calciofilo in preda all'ansia come un brano legato alla squadra della Roma. Mentre per qualcuno lo stesso scrittore siciliano avrebbe creato 'La Coscienza di Zeno' (che però è di Svevo). Italo Svevo che, invece, per l'occasione è diventato - per assonanza del cognome - di origini svedesi e, come se non bastasse, gli sono state appioppate le paternità de 'La Ginestra' (celebre testamento poetico di Giacomo Leopardi) e de 'Le ultime lettere di Jacopo Ortis' (capolavoro di Ugo Foscolo). Nel frattempo, Leopardi si è consolato con quello studente che gli ha regalato sia il '5 maggio' (di Manzoni) che 'Il fanciullino' (di Pascoli). Passando ai poeti più moderni, Giuseppe Ungaretti ha perso i natali africani - nacque ad Alessandria d’Egitto - per rinascere comodamente a Bologna o a Recanati. Mentre Eugenio Montale è stato definito 'genoano' (cioè tifoso della squadra di calcio del Genoa) anziché genovese (ma nulla esclude che lo fosse, volendo essere onesti e clementi).
Non poteva certo mancare il classico dei classici: quel Gabriele D'Annunzio fedele al suo ruolo di "estetista". A questo punto chissà se davvero, tra un'opera e l'altra, il Vate non si dedicasse a fare cerette e a sistemare sopracciglia ad ala di gabbiano. Mentre il suo alter ego Andrea Sperelli (protagonista de 'Il Piacere') è diventato uno 'stupefacente' Andrea Spinello. A chiudere il cerchio letterario, ecco pure degli svarioni sull'attualità delle tracce ministeriali di quest'anno, poi riprese durante gli orali: lo scrittore siciliano Vitaliano Brancati - presente tra gli spunti di analisi del testo - è stato storpiato in Brancale (con la mente rivolta, forse, alla celebre cantante Serena Brancale e alla sua hit estiva 'Al mio paese'). Mentre Cesare Pavese è diventato magicamente Pavesi (quelli dei famosi biscotti). Meraviglioso, infine, l'impegno teatrale di un candidato che, invitato ad analizzare il romanzo 'Con gli occhi chiusi' di Federigo Tozzi, ha iniziato a esporre parlando fisicamente a palpebre serrate. Mentre, per quanto riguarda la narrativa straniera, Mr. Hyde e Dr. Jekyll per uno studente erano 'amici'.
Anche il revisionismo storico raramente è stato così audace. Partendo dal Risorgimento e dal processo di unificazione dell'Italia, le Leggi Siccardi - i celebri provvedimenti che nel 1850 abolirono i privilegi del clero nel Regno sabaudo - sono state ribattezzate 'Leggi Siffredi', dando un taglio decisamente hard alla storia del nostro Paese. Al Comando Supremo delle Forze Armate durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, non ci sarebbe il Generale Badoglio bensì il Generale 'Campidoglio'. Facendo un salto indietro, la Guerra dei 7 anni - il primo grande conflitto globale che nel XVIII secolo vide contrapposte le principali potenze europee - si è trasformata magicamente nella Guerra dei 7 nani (che probabilmente partivano all’assalto al grido: Ehi-Hooooo!). La memoria ha vacillato spesso anche sull'Educazione Civica: Giuseppe Saragat è stato indicato più volte come primo presidente della Repubblica, quando in realtà fu Presidente dell’Assemblea Costituente e, poi, quinto Capo dello Stato (forse gli studenti si sono lasciati fuorviare dalla traccia di prima prova su di lui). Mentre Antonio Salandra, Primo Ministro a inizio ‘900, è diventato Antonio Salamandra.
Oggi, invece, per qualcuno l'Italia sarebbe una Repubblica democratica 'fondata sulla Costituzione' (un cortocircuito logico bellissimo, al posto del 'lavoro'). Mentre per un altro studente da noi vige ancora la Monarchia: ne discende che Sergio Mattarella sia il Re (Sergio I, però, suonerebbe bene). Sempre all'interno della Carta Costituzionale, secondo una diplomanda, ci sarebbero nientemeno che i 10 comandamenti. E per un’altra ragazza le leggi sarebbero approvate dalla 'Camera dei Detenuti' (anziché dei Deputati: lapsus o provocazione?). Infine, se vi state chiedendo cosa significhi PD, la risposta è semplice: Partito Destro. L'epoca dei totalitarismi, invece, si tinge di scenari distopici. Da una parte lo scambio di ruoli in cui Hitler guidò le Camicie Nere mentre Mussolini era a capo del Terzo Reich; dall'altra un capolavoro assoluto in salsa gaming, secondo cui Hitler è l’autore del 'Minecraft' (con il famoso gioco dei 'cubi pixelati' confuso col tragico Mein Kampf). Restando in tema totalitarismi, c’è pure chi ha detto che lo stesso Mussolini si scontrò con le Brigate Rosse. E che a guidare la Rivoluzione Russa fu Stalin (e non Lenin).
A dimostrazione che l'ansia colpisce a 360 gradi, le 'divagazioni' hanno intaccato anche il resto del programma. In Scienze, la nostra Astro-Samantha Cristoforetti è stata insignita di un titolo di cui non andare proprio fieri: per un maturando, infatti, è stata la prima donna capitano dell'ISIS, l’oscura organizzazione terroristica, anziché della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Sempre in ambito scientifico, abbiamo poi scoperto che la forma della Terra non è geoidale, bensì è un rombo. In geografia, invece, alcune capitali d’Europa hanno subito un pesante restyling: un candidato ha raccontato ampiamente del viaggio di istruzione in Grecia, con la visita al Pantheon di Atene (al posto dell'Acropoli, spostando un po’ più ad Est il tempio romano), mentre si è scoperto che a Parigi non si passeggia sui larghi boulevard, ma tra i 'bungalow'. Anche in storia dell'arte non sono mancati i colpi di scena. Partiamo dalle origini di Leonardo Da Vinci: per una diplomanda in realtà proveniva da Vicenza, ma per comodità la gente abbreviava in 'Vinci' e il nome gli è poi rimasto attaccato addosso. Restando nel Rinascimento, uno studente ha rivelato che La Venere de 'La Primavera' di Botticelli è chiaramente incinta. Sulle discipline artistiche, però, il momento clou è stato quello durante il quale il commissario ha chiesto di nominare un importante pittore spagnolo, suggerendo: 'Se le dico Pablo...?'. Il candidato, senza esitare, ha detto: 'Escobar' anziché Picasso. E ancora in un orale il professore chiede un pittore astrattista: il candidato spara Van Gogh; l'insegnante fa 'no' con la testa per suggerirgli di cambiare... e lui ribatte fiero: 'Gauguin!'. A sigillare questa indimenticabile Maturità 2026, infine, l'aforisma musicale perfetto per la prova d'inglese: 'E come disse Neil Armstrong: What a wonderful world!'. Peccato che Neil sia l'astronauta che passeggiò sulla Luna, mentre a scrivere questa iconica frase fu Louis Armstrong, leggendario trombettista jazz.

Categoria: cronaca
14:55
Sanità, Calabrese (Fimmg): "Sistema si regge sui professionisti sanitari"
(Adnkronos) - “La nostra percezione è che oggi il sistema si regge sui professionisti sanitari. Tutte le situazioni di complessità legate alla carenza di risorse umane, ma anche economiche, di fatto, danno ai professionisti sanitari, e soprattutto ai medici, la responsabilità di dare comunque risposte ai bisogni di salute della popolazione, che sono sempre maggiori”. Lo ha detto Nicola Calabrese, vice segretario nazionale Fimmg - Federazione italiana medici di medicina generale, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del XIV rapporto sulle performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato dal Crea Sanità - Centro per la ricerca economica applicata in sanità.
“Il tema del finanziamento è importante - ha continuato Calabrese - su esso si gioca una partita decisiva per il futuro del Sistema sanitario nazionale. Senza le adeguate risorse che valorizzino l'attività dei medici e degli altri professionisti sanitari, crediamo che sarà davvero difficile continuare a garantire i Lea- Livelli essenziali di assistenza, e soddisfare i bisogni di salute emergenti della popolazione italiana. Le criticità maggiori percepite dai cittadini rispetto al Sistema sanitario nazionale riguardano senza dubbio le liste d'attesa".
"Anche la gestione della cronicità - ha sottolineato - è un tema essenziale, visto che l'80% delle risorse serve a curare il 40% della popolazione che è affetta da cronicità, un dato che, nel prossimo futuro, tenderà ad aumentare. Si deve riorganizzare il sistema partendo dall'ascolto dei professionisti, per una riforma del sistema sanitario nazionale che metta sì al centro il paziente, ma in cui i medici possano avere un ruolo nei processi organizzativi”.

Categoria: cronaca
14:43
Mare sempre più caldo, nel 2025 secondo valore più alto mai registrato
(Adnkronos) - Con una temperatura media annuale dei mari italiani di 20°C e punte di oltre 26°C a luglio (26,64°C) e agosto (26,48°C), il 2025 fa registrare valori superiori al riferimento climatologico 1991-2020 di **+1,18°C** e si attesta come il secondo più caldo dal 1982. È quanto emerge dal Rapporto 'Il clima in Italia nel 2025' del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), composto da Ispra e dalle Agenzie per l'ambiente di Regioni e Province autonome (Arpa/Appa). Il documento fornisce una descrizione dello stato del clima e della sua evoluzione nel nostro Paese, con analisi e valutazione a scala nazionale, regionale e locale. Il Rapporto contiene alcuni approfondimenti sugli eventi più critici che si sono verificati nel corso dell’anno.
Per quanto riguarda le temperature atmosferiche, dal 2000 in poi, in quasi tutti gli anni, si sono registrati in Italia valori più alti della media e il 2025 conferma questa tendenza, con un’anomalia di temperatura media di +1,03°C rispetto al valore climatologico 1991-2020. Tutti i mesi, tranne ottobre e novembre, risultano più caldi del normale; il mese di giugno, con il picco di 3,23°C sopra la media, è stato il secondo della serie, dopo il record del 2003. Anche tutte le stagioni chiudono con valori superiori alla media. In particolare, l’estate, con +1,46°C, si colloca al quarto posto tra le più calde dal 1961; l’inverno, con +1,21°C, e la primavera, con +0,86°C rientrano tra le più calde della serie, mentre l’autunno mostra un aumento più contenuto, pari a +0,16°C.
Il 2025 è segnato anche da diversi eventi estremi. Tra il 15 e il 17 aprile, un’ondata di maltempo ha colpito la Valle d’Aosta sud orientale e il Piemonte nord occidentale con piogge eccezionali in 24 ore e cumulate di evento che hanno raggiunto i 600 millimetri. Le precipitazioni intense, insieme alla saturazione del suolo e a nevicate molto abbondanti in quota, hanno provocato frane, allagamenti, valanghe e causato una vittima. Tra il 16 e il 17 novembre, nel sud est del Friuli-Venezia Giulia, un sistema temporalesco rimasto fermo per quasi 12 ore ha scaricato oltre 200 mm di pioggia. Il torrente Judrio è esondato, allagando il paese di Versa con uno strato d’acqua e fango alto fino a due metri e una frana ha colpito il centro di Brazzano di Cormòns, causando due vittime e la distruzione di tre abitazioni.
"Sono due gli ambiti di intervento fondamentali per combattere il mutamento del clima: la mitigazione e l’adattamento. Da un lato, è essenziale limitare le emissioni di gas serra, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica, attraverso la transizione verso fonti energetiche rinnovabili, l’efficienza energetica e modelli produttivi più sostenibili. Dall’altro, è altrettanto necessario promuovere misure di adattamento, per rendere territori, infrastrutture e comunità più resilienti agli impatti della crisi climatica", segnala il report.
“I dati del monitoraggio del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente confermano che il cambiamento climatico non è più una sfida del futuro, ma una realtà con cui siamo già chiamati a confrontarci – ha dichiarato Maria Alessandra Gallone, presidente di Ispra ed Snpa - Gli scenari elaborati da Ispra dimostrano che il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni è possibile, a condizione di accelerare il percorso con scelte fondate sulla conoscenza scientifica, sulla qualità dei dati e sulla capacità di prevenire e adattarsi ai cambiamenti. La transizione ecologica ed energetica si costruisce con la collaborazione di istituzioni, imprese e cittadini perché trasformando la conoscenza in azione potremo rendere il nostro Paese più sicuro, resiliente e competitivo”.
Secondo le più recenti valutazioni di Ispra, il sistema Ets (Emission Trading System), la crescita delle energie rinnovabili e l’innovazione industriale stanno contribuendo alla riduzione delle emissioni di gas serra. Persistono tuttavia criticità nel settore dei trasporti e del riscaldamento, nei quali, in assenza di tempestive ed efficaci politiche settoriali, l’Italia rischia di non conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti per il 2030.

Categoria: economia
14:11
Belorado, le 'monache dei cioccolatini' rischiano 12 anni di carcere
(Adnkronos) - Dodici anni di reclusione per ciascuna delle sette ex clarisse scismatiche di Belorado, in Spagna. E' quanto ha chiesto la procura spagnola e la parte civile, secondo quanto reso noto dallo stesso gruppo di religiose in un comunicato, nel quale respinge ogni accusa e denuncia quella che definisce una "caccia alle streghe". Le suore, note per i loro pregiati cioccolatini artigianali prodotti nel monastero con il supporto del celebre maestro pasticcere Paco Torreblanca e venduti in negozi gourmet e ristoranti stellati, sono accusate di aver maltrattato e abbandonato cinque consorelle anziane.
Secondo l'ordinanza del Tribunale d'istruzione n. 5 di Bilbao, citata dai media spagnoli, le imputate avrebbero "manipolato, maltrattato e umiliato le consorelle più anziane", approfittando della loro particolare vulnerabilità per farle aderire allo scisma. Le accuse comprendono coercizione, trattamento degradante, abbandono di persone incapaci, omissione di soccorso e reati contro il patrimonio ecclesiastico.
La giudice aveva chiuso a maggio la fase istruttoria, disponendo il rinvio alle parti per la presentazione degli atti d'accusa e l'apertura del processo.
La vicenda nasce dalla clamorosa rottura con la Chiesa cattolica annunciata nel maggio 2024 a seguito del rifiuto della Chiesa di concedere loro l'acquisizione di un convento a Orduña (Bizkaia). Le suore, denunciando "persecuzioni", ruppero con Roma e aderirono alla Pia Unione dell'Apostolo San Paolo, considerata una setta dalla Chiesa Cattolica, coordinata da Pablo de Rojas Sánchez-Franco, scomunicato nel 2019. La ribellione fu guidata da Suor Isabel de la Trinidad, Madre Badessa delle Clarisse, che all'epoca dichiarò di non riconoscere più l'autorità del Papa, definendolo "usurpatore della Santa Sede", e difese le sue azioni: "Ci chiameranno eretiche e scismatiche, pazze e con molte altre calunnie e cose spiacevoli. Non credetegli, almeno non questa volta; non lasciatevi ingannare".
Secondo il provvedimento giudiziario, le cinque religiose anziane, di età compresa tra 87 e 101 anni, non sarebbero mai state adeguatamente informate della decisione di rompere con Roma, anche a causa del loro stato di salute. Quattro di loro soffrivano di diversi gradi di deterioramento cognitivo, mentre una quinta presentava gravi difficoltà di linguaggio in seguito a un ictus.
Le indagini descrivono inoltre condizioni igienico-sanitarie precarie all'interno del monastero di Orduña, nei Paesi Baschi, dove le religiose si erano trasferite dopo lo sfratto dal convento di Belorado. I consulenti incaricati dalla magistratura hanno rilevato scarsa igiene diffusa, una cucina sporca e alimenti conservati in condizioni ritenute dubbie.
Per la giudice istruttrice, le imputate sarebbero venute meno al dovere di assistenza verso le consorelle più fragili, sottoponendole a un trattamento lesivo della dignità personale e sfruttandone la vulnerabilità psicofisica. Nell'ordinanza si sostiene inoltre che le religiose esercitassero un forte controllo sulle anziane, inducendole ad accettare decisioni che non erano in grado di comprendere pienamente per timore delle conseguenze. La magistrata ipotizza anche che il trasferimento delle consorelle più anziane fosse finalizzato a ritardare l'esecuzione dello sfratto, evitando che venisse eseguito in presenza di persone particolarmente vulnerabili.
Inoltre, sono accusate di reati contro il patrimonio, poiché si presume che abbiano sottratto o tentato di vendere beni ecclesiastici legati al monastero, motivo per cui un antiquario e l'ex badessa di Belorado sono stati arrestati alcuni mesi fa.
Le imputate, che oggi vivono tra La Puebla de Montalbán, nella provincia di Toledo, e il monastero di Orduña, si dichiarano "pienamente innocenti" e affermano di affrontare il procedimento "con la serenità di chi sa di non aver commesso i fatti contestati". Nel loro comunicato sostengono che la pressione nei confronti della comunità "non ha smesso di aumentare", paragonando la vicenda a "una caccia alle streghe come ai tempi dell'Inquisizione". A loro giudizio, il procedimento rappresenterebbe "una persecuzione e una punizione" per aver "sfidato l'autorità ecclesiastica".
Lo scorso 18 giugno il Tribunale Supremo spagnolo ha reso definitiva la sentenza che conferma lo sfratto delle ex clarisse dal monastero di Belorado, dichiarando inammissibile il loro ricorso e condannandole anche al pagamento delle spese processuali. Parallelamente, il Tribunale di Briviesca ha trasferito ai giudici di Burgos un'altra indagine relativa alla vendita di 1,73 chilogrammi d'oro del valore di circa 130 mila euro, ritenendo competente il foro del capoluogo castigliano.

Categoria: internazionale/esteri
14:05
Banca nazionale delle Terre Agricole (Bta), al via nona edizione: in vendita 8.863 ettari per un valore di oltre 121 milioni di euro
(Adnkronos) - In vendita 253 terreni, per una superficie complessiva di 8.863 ettari e un valore a base d'asta di oltre 121 milioni di euro. Sono queste le principali novità della nona edizione della Banca nazionale delle Terre Agricole (Bta), lo strumento con cui Ismea valorizza il proprio patrimonio fondiario, favorisce il ricambio generazionale e sostiene lo sviluppo dell'agricoltura italiana, in attuazione degli indirizzi del Governo Meloni e del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. A questi si aggiungono 266 terreni appartenenti al lotto permanente, pari a 5.271 ettari, portando così a oltre 14.000 ettari il patrimonio fondiario complessivamente disponibile attraverso la Banca nazionale delle Terre Agricole.
L'iniziativa consente di favorire l'incontro tra domanda e offerta di terreni agricoli attraverso procedure di vendita all'asta improntate a trasparenza, semplicità e accessibilità, con un'attenzione particolare ai giovani che intendono avviare o consolidare un'impresa agricola. Come nelle precedenti edizioni, la Bta è articolata in due lotti: il lotto periodico, che comprende i terreni fino al terzo tentativo di vendita e per il quale è prevista una finestra temporale dedicata alla presentazione delle offerte, e il lotto permanente, per i quali è sempre possibile presentare una proposta di acquisto.
Tra le principali innovazioni di quest'anno figura l’introduzione della cosiddetta fase vetrina. Dal 1° luglio al 31 agosto 2026 gli interessati potranno consultare online tutte le schede dei terreni disponibili senza dover presentare alcuna manifestazione di interesse. Le offerte potranno essere presentate esclusivamente nel periodo compreso tra il 14 settembre e il 14 novembre 2026.
Qualora venga presentata una prima offerta valida su uno stesso terreno, gli altri soggetti interessati potranno prenotarsi per partecipare alla successiva fase dei rilanci davanti al notaio. I terreni sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, con una significativa concentrazione nelle regioni del Mezzogiorno. La Sicilia rappresenta il 27% della superficie complessivamente messa in vendita, seguita da Puglia (12%), Toscana (10%), Basilicata (9%) e Umbria (8%).
L'edizione 2026 introduce inoltre un'importante misura a tutela della legalità: saranno esclusi dalla procedura di acquisto i soggetti condannati per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (articolo 603-bis del Codice penale), il cosiddetto caporalato, rafforzando così l'impegno di ISMEA nella promozione di un'agricoltura fondata sul rispetto dei diritti dei lavoratori e delle regole del mercato. Oltre alla conferma della possibilità di acquistare i terreni con pagamento rateale garantito da ipoteca, viene introdotta una nuova agevolazione che prevede la riduzione di un punto percentuale del tasso di interesse per chi sottoscrive una polizza assicurativa. Agli enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts) ai quali siano stati affidati in custodia i terreni oggetto di vendita sarà riconosciuto un diritto di prelazione per l'acquisto.
Con questa nuova edizione, Ismea conferma il ruolo della Banca nazionale delle Terre Agricole come strumento strategico per favorire l'accesso alla terra, sostenere il ricambio generazionale, valorizzare il patrimonio fondiario pubblico e promuovere uno sviluppo agricolo sempre più competitivo, sostenibile e orientato alla legalità.

Categoria: economia
14:01
Diana oggi avrebbe compiuto 65 anni, l'eredità morale raccolta dai figli
(Adnkronos) - La Principessa Diana avrebbe compiuto oggi 65 anni. Sono trascorsi quasi trent'anni dalla sua scomparsa, ma il ricordo della 'Principessa del Popolo' è ancora vivo tra i cittadini britannici, a partire dai figli, naturalmente. La prima moglie di Re Carlo ha lasciato a William e Harry soprattutto l'ispirazione fondamentale per il loro impegno in ambito sociale. Dalla lotta contro le mine antiuomo alle azioni benefiche per i senzatetto, sia il Principe di Galles che il Duca di Sussex hanno ripercorso le orme tracciate dalla madre nell'attivismo. Fra i suoi impegni sociali - ricorda Point de Vue - William ha preparato pasti per i senzatetto e ha presentato il progetto Homewards, volto a fornire soluzioni per le persone che vivono per strada. Da Aberdeen, in Scozia, a Newport, in Galles, quella per gli homeless è una battaglia che l'erede al trono prosegue nel nome di Diana.
La principessa Diana sostenne ben 100 organizzazioni benefiche e anche il principe Harry ha seguito le sue orme, in particolare nel luglio 2025 durante un viaggio ufficiale in Angola. Molti anni dopo la visita della madre, anche il Duca di Sussex ha attraversato un campo minato, indossando una visiera e un giubbotto antiproiettile. Nel corso degli anni, i due figli hanno abbracciato molte delle cause sostenute dalla madre. Dalla lotta contro l'Aids a quella contro la povertà e il cancro, entrambi si sono impegnati a perpetuare lo spirito di generosità materno. Harry e William partecipano regolarmente agli eventi organizzati dal Diana Award, un'organizzazione benefica per i giovani fondata in sua memoria. Il Principe di Galles ha anche invitato il figlio dodicenne George ad aiutare a preparare i pasti per i senzatetto con il progetto The Passage nel dicembre 2025, la stessa organizzazione a cui Diana lo aveva portato nel 1993, quando aveva solo undici anni.

Categoria: internazionale/royalfamilynews
13:56
Belgio, incendio in un palazzo ad Anversa: 6 morti e diversi feriti
(Adnkronos) - Almeno sei persone sono morte in un incendio scoppiato in un palazzo di dieci piani ad Anversa. Lo ha riferito la polizia belga, secondo quanto riporta il sito di Le Soir, aggiungendo che ci sono anche diversi feriti, molti gravissimi. Le fiamme sono divampate all'ottavo piano del condominio situato nel quartiere di Linkeroever. La polizia belga ha confermato la presenza di diverse vittime, ma il numero esatto dei morti e dei feriti non è stato ancora reso noto, mentre le squadre di soccorso stanno continuando a perlustrare l'edificio alla ricerca di eventuali dispersi.
"L'edificio è stato completamente evacuato", ha dichiarato Marie De Clercq, portavoce dei vigili del fuoco di Anversa. "Ora le nostre squadre sono impegnate nello spegnimento dell'incendio e nella ricerca di eventuali altre vittime. Si tratta di un'operazione di vasta portata: sul posto sono intervenuti oltre dieci mezzi dei vigili del fuoco", ha aggiunto.
Alle operazioni partecipano anche squadre provenienti dalle zone di Waasland, Rand e Rivierenland, oltre alla Protezione civile belga. Sul luogo dell'incendio è operativa anche un'unità con droni per supportare le ricerche e monitorare l'evoluzione del rogo dall'alto.
A causa dell'intensa colonna di fumo, le autorità hanno inviato un messaggio di allerta ai residenti della zona, invitandoli a rimanere in casa, tenere chiuse porte e finestre e, se necessario, spegnere gli impianti di ventilazione per limitare l'esposizione ai fumi dell'incendio. Le cause del rogo non sono ancora state accertate.

Categoria: internazionale/esteri
13:55
Lombardia, H2iseO: conclusi lavori impianti Iseo e Edolo, rispettata scadenza Pnrr
(Adnkronos) - Sono stati completati i lavori di costruzione degli impianti di produzione e distribuzione di idrogeno di Iseo e Edolo, realizzati da Ferrovienord nell’ambito del progetto H2iseO. Il Gruppo Fnm ha dunque pienamente centrato gli obiettivi necessari per ottenere, tramite Regione Lombardia, i finanziamenti del Pnrr per il progetto. I fondi assegnati sono pari a 97,2 milioni di euro, su un totale di 362,4 milioni, e sono relativi a questi due impianti e all’impianto di rifornimento di idrogeno di Rovato, in servizio dal 2025. L’effettiva erogazione dei finanziamenti era vincolata al rispetto di alcune scadenze: la prima “milestone” riguardava la cosiddetta “Obbligazione giuridicamente vincolante”, ossia la sottoscrizione dei contratti necessari per la realizzazione degli impianti, entro il 31 dicembre 2023; l’ultima riguardava appunto la “Conclusione dei lavori” entro il 30 giugno 2026. La messa in servizio degli impianti avverrà a seguito delle attività di collaudo che verranno effettuate e completate nelle prossime settimane e sarà allineata all’esecuzione dei test dinamici dei nuovi treni a idrogeno.
A tal riguardo, infatti, a seguito del rilascio da parte di Ansfisa dell’Autorizzazione di Messa in Servizio (Amis) per la circolazione dei nuovi treni lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo gestita da Ferrovienord, sono in programma una serie di attività, in vista dell’avvio del servizio commerciale dall’inizio del 2027, tra cui l’effettuazione di test dinamici di accettazione dei treni presso il sito di Rovato e lungo la linea Brescia-Edolo e un ulteriore ciclo di corse di test lungo la linea, che simuleranno possibili differenti condizioni di utilizzo commerciale dei treni. L’impianto di Iseo è sviluppato integralmente su un’area in concessione a Ferrovienord (fatta eccezione per una piccola area acquisita da privati), nelle immediate vicinanze dell’esistente deposito di Trenord. L’impianto produrrà idrogeno a partire dal biometano, recuperando la CO2 prodotta. L’idrogeno verrà successivamente stoccato e distribuito tramite 2 erogatori in grado di rifornire due treni su due differenti binari alla pressione di 350 bar.
L’impianto, progettato e realizzato nel rispetto delle norme tecniche relative agli impianti di rifornimento di idrogeno di cui al D.M. 23 ottobre 2018 che disciplinano gli aspetti e le dotazioni di sicurezza, dispone di un impianto di produzione di idrogeno tramite steam reforming con una capacità produttiva nominale pari a 1.150 kg/giorno di idrogeno (ovvero 420 tonnellate/anno), una baia per la ricezione di eventuali carri bombolai e stoccaggi per l’idrogeno per una capacità complessiva pari a 1.450 kg. “Il completamento degli impianti di Iseo e Edolo e la conseguente conferma dei finanziamenti del Pnrr, reso possibile attraverso il determinante supporto di Regione Lombardia, rappresentano un’ulteriore tappa decisiva verso la piena realizzazione del progetto H2iseO", commenta il presidente di Fnm Andrea Gibelli.
"Abbiamo sempre creduto - aggiunge Gibelli - in questa iniziativa che porterà a breve all’entrata in servizio di nuovi treni capaci di ridurre in modo significativo le emissioni, nel segno dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità e dello sviluppo. H2iseO si conferma oggi come un progetto industriale e ambientale concreto, nato per decarbonizzare una linea non elettrificata e capace di diventare un modello replicabile a livello nazionale. Un ringraziamento va a tutti i professionisti del Gruppo Fnm e ai partner tecnici e istituzionali che hanno contribuito a questo risultato, in particolare a Regione Lombardia per il costante sostegno”. “La realizzazione degli impianti di Iseo e Edolo – afferma il consigliere delegato di Fnm Fulvio Caradonna – rappresenta un passaggio decisivo che conferma la solidità di un percorso industriale e amministrativo lungo e complesso, portato avanti dal Gruppo con determinazione e professionalità. Questo traguardo ci avvicina ulteriormente all’obiettivo di trasformare il sistema di mobilità della Valcamonica e della provincia di Brescia. Desidero rinnovare il mio sincero ringraziamento a tutte le persone del Gruppo FNM e ai partner tecnici e istituzionali, in particolare a Regione Lombardia. L’impegno condiviso di tutti ha reso possibile fare un altro passo in avanti molto importante verso l’esercizio commerciale”.
“Ferrovienord è all’opera da tempo nella realizzazione degli impianti per la produzione e distribuzione dell’idrogeno, negli interventi di adeguamento tecnico e infrastrutturale e nella predisposizione dei siti di deposito e manutenzione – sottolinea il presidente di Ferrovienord Pier Antonio Rossetti -. Va ancora una volta sottolineata la professionalità e la dedizione dei tecnici e dei professionisti che continuano a lavorare con grande impegno per portare a compimento un progetto all’avanguardia, di rilevante valore ambientale e sociale, che permetterà di sostituire i treni diesel con convogli ecologici”.
Il progetto - Promosso da Fnm, Ferrovienord, Trenord, con il supporto di Regione Lombardia, il progetto H2iseO ha l’obiettivo di sviluppare in Valcamonica una filiera economica e industriale dell’idrogeno, a partire dal settore della mobilità, avviare la conversione energetica del territorio, contribuire alla decarbonizzazione di una parte significativa del trasporto pubblico locale. Il progetto H2iseO prevede la messa in servizio di 14 nuovi treni a idrogeno destinati a sostituire l’intera flotta diesel oggi impiegata sulla linea, la realizzazione di impianti per la produzione e distribuzione dell’idrogeno, l’adeguamento tecnico e infrastrutturale delle stazioni interessate, la realizzazione del deposito e del sito per la manutenzione dei treni a idrogeno. H2iseO nasce da un’esigenza concreta: sostituire progressivamente una flotta diesel su una linea non elettrificata, evitando soluzioni che avrebbero comportato cantieri estesi, interferenze prolungate con il servizio e impatti significativi sul territorio.

Categoria: economia
13:51
Chi l'ha visto?, salta ipotesi Coletta per il dopo Sciarelli: è caccia aperta
(Adnkronos) - Tramonta l'ipotesi di Stefano Coletta alla conduzione di 'Chi l'ha visto?'. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, la Rai sarebbe ancora lontana da una soluzione per la sostituzione di Federica Sciarelli. Dopo 22 anni al timone del programma, l'addio del volto iconico della storica trasmissione di Rai3 ha ufficialmente aperto la partita più importante dei prossimi palinsesti televisivi.
Si riapre dunque il totonomi, con diversi scenari sul tavolo. Eleonora Daniele e Francesca Fialdini si sarebbero sfilate, mentre l'ipotesi di Francesca Fagnani non è mai realmente decollata a causa del suo impegno con 'Belve'. Restano in corsa profili come Giorgia Cardinaletti e Manuela Moreno, attualmente alla guida della versione estiva de ‘La Vita in Diretta’. Un'altra pista porta a un grande ritorno: Pino Rinaldi, ex autore storico del programma e oggi volto di La7.
Tuttavia, non è escluso che la scelta possa ricadere su una soluzione interna, promuovendo una delle inviate storiche del programma come Raffaella Griggi o Veronica Briganti. Questa strategia ricalcherebbe quella già adottata con successo da 'Report', quando Milena Gabanelli, dopo 20 anni, lasciò la conduzione a Sigfrido Ranucci, un volto cresciuto nella sua squadra. Mentre da Viale Mazzini si vagliano tutte le opzioni, spunta un nome nuovo nel novero dei papabili: quello di Emilia Brandi, giornalista e conduttrice nota al grande pubblico come volto del programma ‘Cose Nostre’ su Rai1. L'attesa per la decisione è scandita da un appuntamento cruciale: questa sera, nell'ultima puntata di questa stagione di 'Chi l'ha visto?' (in onda su Rai3 dalle 21.15), Federica Sciarelli saluterà ufficialmente il suo pubblico, chiudendo un capitolo lungo 22 anni.

Categoria: spettacoli
13:45
Vaccini, Conversano (HappyAgeing): "Fondamentali nell'adulto e nell’anziano"
(Adnkronos) - “La vaccinazione è fondamentale nell'adulto e nell'anziano, perché con il passare degli anni si verifica un fenomeno, conosciuto come immunosenescenza, che provoca un decadimento delle capacità di risposta del sistema immunitario”. Lo spiega Michele Conversano, presidente del Comitato tecnico scientifico di HappyAgeing - Alleanza italiana per l'invecchiamento attivo, nel corso dell’Assise nazionale sulla prevenzione delle malattie infettive nell’Anziano, organizzata su iniziativa di HappyAgeing, presso Palazzo Baldassini a Roma.
Per questa ragione “l'anziano è più frequentemente soggetto a malattie infettive e, soprattutto, a complicanze ad esse legate - aggiunge Conversano - Abbiamo un Piano nazionale Vaccini il cui calendario prevede cinque-sei vaccinazioni” per questa fascia di popolazione, “alcune delle quali sono stagionali, come quella per il covid, l'influenza, lo pneumococco e il virus respiratorio sinciziale, altre invece sono disponibili tutto l'anno, come quella contro l’Herpes zoster, che colpisce in qualsiasi momento e soprattutto nei momenti in cui si verifica un decadimento delle difese anticorpali, che può avvenire anche a causa del caldo”.
Perché si riesca ad avere un’adesione più ampia possibile alla prevenzione tramite vaccinazione “è importante comunicare gli effetti negativi delle malattie e far comprendere anche la gravità delle complicanze che queste possono comportare in caso di della mancata" prevenzione - aggiunge - Inoltre "la vaccinazione deve essere facilmente accessibile: rivolgendoci a una persona sana, e non a un paziente malato che deve andare dal medico a farsi curare, non possiamo pretendere che faccia decine di chilometri per trovare il primo posto utile a vaccinarsi. Alcune Regioni hanno aumentato” i punti di somministrazione "anche grazie al coinvolgimento delle farmacie, alle Case di comunità, ai poliambulatori e agli ospedali: tutti luoghii in cui le vaccinazioni possono essere fatte in maniera semplice. In queste Regioni le coperture vaccinali sono soddisfacenti, talvolta superano anche il 60-65%, mentre altre sono ferme al 10-15%. Occorre - conclude - un cambio di strategia”.

Categoria: cronaca
13:45
Vaccini: non prevenire costa, 5 proposte di HappyAgeing per Pnpv in over 65
(Adnkronos) - Ogni euro investito nella vaccinazione contro l’Herpes Zoster negli anziani può generare fino a 782 euro di beneficio per la società, secondo le stime dell’Office of Health Economics. Per l’antinfluenzale il rapporto sale fino a 19 euro, per l’antipneumococcica fino a 30, per il Virus respiratorio sinciziale (Vrs) fino a 14. Sono numeri discussi nel corso dell’Assise nazionale sulla prevenzione delle malattie infettive nell’anziano, tenutasi a Roma a Palazzo Baldassini, su iniziativa di HappyAgeing - Alleanza italiana per l'invecchiamento attivo. Il dibattito - informa una nota - si è infatti concentrato non su quanto costa prevenire, ma quanto costa non farlo, contenuto nell’analisi tecnico-scientifica ‘Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia. Quadro epidemiologico, carico di malattia, offerta vaccinale e profili di costo-efficacia’. Elaborato dagli esperti delle Università di Pisa e di Bari sotto la responsabilità scientifica di Caterina Rizzo e Silvio Tafuri, questo documento è stato presentato da HappyAgeing al ministero della Salute e al Cip - Coordinamento interregionale prevenzione che, attraverso la Cabina di regia, stanno lavorando alla costruzione del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv).
Oltre a dati economici rilevanti, il documento di HappyAgeing raccoglie 5 proposte operative per il nuovo Pnpv su pneumococco, Herpes Zoster, influenza, difterite-tetano-pertosse, Vrs e Covid-19, le vaccinazioni raccomandate nella silver age. Vivere più a lungo - si legge nella nota - non è più un’eccezione demografica ma una nuova realtà sociale e per garantire la longevità i vaccini sono una soluzione sia in termini di qualità di vita guadagnata che in costi evitati per il Servizio sanitario nazionale. Le 5 proposte operative di HappyAgeing per il nuovo Pnpv sono: 1) Comunicazione, conoscere le malattie per scegliere la prevenzione. Servono campagne continuative, centrate sulle malattie e sul loro impatto reale, capaci di superare la sottostima del rischio che oggi frena le vaccinazioni; 2) Ampliamento della rete vaccinale e chiamata attiva. Più soggetti abilitati alla somministrazione oltre ai medici di medicina generale e ai centri vaccinali, ad esempio le farmacie, percorsi vaccinali strutturati negli ospedali per i pazienti fragili, ma anche in tutti i poliambulatori pubblici e le Case di Comunità, per una chiamata attiva estesa e resa sistematica.
E ancora: 3) La prevenzione come investimento, una questione di architettura finanziaria. La spesa per l’immunizzazione va riconosciuta come investimento strutturale, separata dalla spesa sanitaria corrente, con un sistema nazionale di dati economici a supporto delle scelte di programmazione; 4) Aggiornamento del Pnpv e del Calendario Vaccinale. Servono l’inclusione esplicita di Covid-19 e Vrs, oltre a una scadenza certa per la Circolare Ministeriale sull’influenza. Infine: 5) Appropriatezza vaccinale, formulazioni potenziate, soglia a 60 anni, innovazione. Recepimento uniforme dei vaccini potenziati e adiuvati in tutte le Regioni, abbassamento a 60 anni della soglia per l’offerta gratuita dei vaccini potenziati contro l’influenza, e percorsi di Health Technology Assessment più rapidi per l’innovazione.
“L’analisi e le proposte contenute in questo documento sono operative e immediatamente implementabili – afferma Michele Conversano, presidente del Comitato tecnico scientifico di HappyAgeing – Non richiedono nuove scoperte scientifiche né risorse straordinarie: richiedono scelte su come classificare la spesa in prevenzione, su chi può somministrare un vaccino, su quando pubblicare una circolare, su come parlare alle persone di malattie che si possono evitare. HappyAgeing porta queste proposte nelle sedi istituzionali competenti con la consapevolezza che ogni stagione in cui le coperture restano al di sotto degli obiettivi è una stagione di complicanze, ospedalizzazioni e perdita di autonomia che si potevano prevenire".
"Le evidenze ci sono - aggiunge - gli strumenti anche: ciò che serve ora è la volontà di tradurli in scelte di sistema, strutturali e durature. Il lavoro che svolge il ministero della Salute è sicuramente alacre e da parte delle Regioni c’è forte impegno. Nonostante la disomogeneità territoriale, obiettivo comune è far sì che uno dei pilastri dell’invecchiamento attivo, o meglio della longevità, l’immunizzazione, diventi effettivamente fruibile dalla popolazione grazie all’offerta di nuovi vaccini sicuri ed efficaci”.
La coordinatrice del Cip, Francesca Russo sottolinea che “il Coordinamento interregionale della prevenzione sta già lavorando attivamente al nuovo Pnpv con il ministero della Salute attraverso la Cabina di regia appositamente istituita. Le Regioni sono in prima linea nell’attuazione delle politiche vaccinali e devono quindi essere coinvolte fin dalle prime fasi, anche per affrontare insieme le implicazioni sulle risorse e sull’aggiornamento del Calendario vaccinale. È un lavoro che richiede sinergia istituzionale e siamo felici di costruirla anche con HappyAgeing: un’Alleanza che, per sua stessa natura – società scientifiche, sindacati ed enti di vario genere – porta al tavolo una voce plurale e rappresentativa del mondo della prevenzione”.
Per Francesco Macchia, direttore di HappyAgeing, “un vaccino, per essere davvero efficace, deve essere conosciuto, accessibile e facile da ricevere: non basta renderlo disponibile, serve spiegare ai cittadini cosa fare e perché farlo. Per questo HappyAgeing ha realizzato anche uno strumento snello e operativo, ‘Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia: 12 cose da sapere e da fare’, documento che traduce le stesse evidenze dell’analisi scientifica in informazioni dirette: per ogni malattia, cosa comporta e quale vaccinazione richiedere”. In una società in cui l’età anagrafica cresce sempre di più, "garantire la longevità, e quindi un invecchiamento in buona salute, è fondamentale", dichiarano congiuntamente Tania Scacchetti, segretaria generale Spi Cgil, Annamaria Foresi, gegretario nazionale Fnp Cisl e Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil Pensionati. "Da sempre - proseguono - i sindacati dei pensionati si impegnano per tutelare la salute degli over 65 e la prevenzione attraverso i vaccini è un passo quantomai necessario”.
Nel dettaglio, i dati di costo-efficacia raccolti nel documento tecnico scientifico confermano che questi vaccini raccomandati negli over 65 non sono una spesa da tagliare, ma un investimento che si ripaga e in alcuni casi rende più di quanto costa. Nel caso dell’anti-pneumococco, le nuove strategie aggiornate produrrebbero risultati clinici migliori a un costo inferiore, con un risparmio per il Ssn stimato tra circa 77 e 457 milioni di euro e più anni di vita in buona salute. I vaccini antinfluenzali potenziati per gli anziani - riferisce la nota - costano, per ogni anno di vita guadagnato (Qaly), ben meno della soglia di 30mila euro considerata accettabile in Italia. Eviterebbero ogni anno decine di migliaia di ricoveri e centinaia di morti, con un risparmio netto per il Ssn di decine di milioni di euro.
Gli studi internazionali sull’anti-Herpes Zoster mostrano un buon rapporto costo-beneficio, soprattutto per il dolore cronico della nevralgia post-erpetica evitato e la riduzione dei ricoveri nei casi più gravi; le analisi europee sul Vrs, ancora preliminari, vanno nella stessa direzione, in particolare per le persone più avanti con l’età e per chi ha altre patologie. Infine, l’anti-Covid-19 negli over 65 non è soltanto efficace, è economicamente dominante, ossia genera benefici superiori a un costo inferiore rispetto alla mancata vaccinazione. L’evento - conclude la nota - è stata realizzata con il contributo non condizionante di Csl Seqirus, Gsk- GlaxoSmithKline, Moderna, Msd Italia, Pfizer e Sanofi.

Categoria: cronaca
13:44
Marito Roccella, proseguono ricerche nel lago di Vico: sommozzatori arrivati da varie Regioni
(Adnkronos) - Proseguono nel lago di Vico, nel Viterbese, le ricerche di Luigi Cavallari, marito della ministra della Famiglia Eugenia Roccella, disperso da sabato pomeriggio dopo essersi tuffato da una barca. Le operazioni vengono svolte con strumentazioni sofisticate, tra cui il mezzo subacqueo 'Rov', il sonar 'Didson' e droni, utili sia per le ricognizioni dall'alto che per le ricerche subacquee. Sono al lavoro squadre di sommozzatori dei vigili del fuoco provenienti da Lazio, Calabria, Sardegna e Lombardia.

Categoria: cronaca
13:41
Report, crescono performance regionali e richiesta di servizi, divario Nord-Sud
(Adnkronos) - Fotografa in modo dettagliato le realtà regionali il XIV Rapporto sulle Performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato da Crea (Centro per la ricerca economica applicata) Sanità, presentato oggi a Roma. Crescono le performance, ma i cittadini chiedono più servizi per la perdita di autosufficienza, mentre il resta il divario Nord-Sud. Il Veneto - informa una nota - si conferma la Regione più performante, raggiungendo il 64% del valore massimo teorico della Performance, mentre la Calabria si posiziona all’ultimo posto con il 36%. Il trend nazionale è comunque positivo, con un indice medio di performance che passa dal 43,4% del 2019 al 46,1% del 2025. Tuttavia, la percezione di miglioramento da parte dei cittadini rimane limitata e molto variabile tra le diverse aree del Paese. Circa un terzo delle Regioni non supera il 40% della performance massima.
Le dimensioni che più incidono sulla performance - riporta il documento disponibile sul sito creasanita.it - valorizzate da un panel di 114 stakeholder, che hanno contribuito all’elaborazione del Rapporto, suddivisi tra Istituzioni, utenti/cittadini, professioni sanitarie, management delle aziende sanitarie, Industria Life Sciences, sono gli esiti (31,2%) e l’appropriatezza (27,5%), seguite dalla dimensione economico-finanziaria (12,7%), sociale (11,8%), equità (9,9%) e innovazione (6,9%). Dopo alcuni anni, si inverte la tendenza e crescono nuovamente di importanza gli esiti e l’appropriatezza: fenomeno che, secondo il panel, evidenzia come non sia più scontata la capacità del sistema di tutela di garantirli in modo universalistico.
Aumenta anche il peso della dimensione economico-finanziaria, soprattutto per il Management e i professionisti sanitari, segno di una “sofferenza” gestionale e operativa. Al contrario, equità e innovazione riducono il loro contributo rispetto alle precedenti edizioni, il contributo del Sociale aumenta invece per i cittadini e le Istituzioni. L’integrazione sociosanitaria resta un punto debole, soprattutto nell’assistenza domiciliare e nella presa in carico degli anziani non autosufficienti. L’analisi, integrata di performance, soddisfazione e percezione dei miglioramenti, offre indicazioni preziose per orientare le politiche sanitarie, con la raccomandazione di rafforzare l’assistenza residenziale e domiciliare, e nonché l’integrazione sociosanitaria per rispondere alle esigenze emergenti della popolazione in cui cresce il numero di soggetti non autosufficienti.
Tutte le Regioni hanno registrato miglioramenti, in generale più marcati dove i livelli di partenza erano bassi: la Toscana ha avuto l’incremento maggiore (+0,08 punti percentuali), seguita da Calabria (+0,065), Veneto (+0,059) e P.A. di Trento (+0,057). Il Centro e il Mezzogiorno hanno mostrato miglioramenti mediamente superiori rispetto al Nord, contribuendo a ridurre parzialmente le disuguaglianze. Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Piemonte hanno avuto incrementi più contenuti (+0,01), probabilmente per vincoli strutturali e livelli già elevati. Il divario tra le Regioni migliori e peggiori resta comunque significativo: circa un terzo delle regioni non supera il 40% del valore massimo di performance ottenibile. Analizzando nel dettaglio il ranking regionale, il Veneto è in testa, seguito dalla Provincia Autonoma di Trento, che raggiunge il 62%. Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Marche e la Provincia Autonoma di Bolzano si attestano su valori compresi tra il 56% e il 50%. Un gruppo intermedio comprende Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Sardegna, Lombardia, Lazio, Abruzzo e Umbria, con performance tra il 48% e il 42%. In coda alla classifica si trovano Puglia, Basilicata, Campania, Valle d’Aosta, Sicilia, Molise e Calabria, tutte sotto il 40% della Performance massima.
Dopo l’indagine del 2025 dedicata a analizzare i livelli di soddisfazione, quest’anno Crea Sanità ha promosso una indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana per verificare come le opportunità di tutela regionali si riflettono nella percezione dei cittadini rispetto ai servizi erogati dal Sistema sanitario indagando la percezione dei cittadini relativamente ai trend di miglioramento/peggioramento nel medi periodo. La mediana nazionale della soddisfazione nel 2025 è risultata pari a 7,1 su 10, l’indagine 2026 mostra che la quota di cittadini che ha percepito un trend di miglioramento dei servizi del Ssn è bassa, variando dall’8,6% al 25,9%, con la maggior parte delle regioni tra il 17% e il 22%.
Abruzzo e Molise registrano la quota più alta di cittadini che percepiscono miglioramenti (25,9%), seguite da Lombardia (22,9%), Veneto (22,7%) e Umbria (22,6%). Al contrario, il Trentino-Alto Adige si distingue per la percentuale più bassa (8,6%), seguito da Sardegna (15,3%) e Friuli-Venezia Giulia (16,8%). In Regioni come Liguria, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Piemonte e Valle d’Aosta, la quota si attesta tra il 17% e il 21%.
Una percezione di miglioramento è più diffusa nei servizi standardizzati come l’accesso ai farmaci (30% a livello nazionale, con punte oltre il 40% in alcune Regioni), mentre resta bassa nei servizi residenziali e domiciliari, e quelli legati alla long-term care (ad esempio, solo il 14,6% per l’assistenza domiciliare e il 16,8% per la non autosufficienza). In Lombardia, il 30,2% dei cittadini ha percepito miglioramenti nella prevenzione e il 33,1% nell’accesso ai farmaci; in Veneto, il 36,4% nella prevenzione e il 22% nell’assistenza ai non autosufficienti. Permangono, quindi, criticità nella capacità di rendere visibili i progressi nei servizi territoriali - si legge nella nota - con una forte variabilità regionale e nessun chiaro gradiente Nord-Sud: i cittadini riconoscono i miglioramenti soprattutto nei servizi più consolidati, mentre le aree di assistenza territoriale restano percepite come critiche e meno soddisfacenti.
Per migliorare la performance, a conferma della multidimensionalità della performance, gli utenti si concentrano su esiti e condizioni di vita, le istituzioni cercano un equilibrio tra equità, prevenzione e sostenibilità, i professionisti sanitari puntano sulla qualità clinica e sugli esiti, il management aziendale si concentra su efficienza ed esiti, mentre l’industria delle Life Sciences dà maggiore importanza a innovazione, accesso ed esiti. L’indagine sulla percezione dei cittadini complementa quella della performance indicando in quali aree e più urgente intervenire: nel Nord l’attenzione si dovrebbe concentrare sull’assistenza domiciliare e residenziale, la prevenzione e il rapporto con il medico di medicina generale. Nel Centro, sull’attenzione alla non autosufficienza e sull’assistenza domiciliare. Nel Sud e nelle Isole, pur registrandosi un miglioramento percepito in tema di assistenza domiciliare e nei ricoveri programmati, persistono difficoltà generalizzate nei servizi territoriali.
L’analisi evidenzia che il trend evolutivo delle opportunità di tutela della salute è positivo, ma la distanza dai livelli ottimali resta ampia e le differenze territoriali sono marcate. La stessa dinamica dei miglioramenti non si ritrova nella percezione da parte dei cittadini, soprattutto per quanto concerne la residenzialità, domiciliarità e la long-term care, che rappresentano il principale punto di debolezza del sistema. Le aree più strutturate, come la farmaceutica e la prevenzione, mostrano invece livelli più elevati e uniformi di soddisfazione e miglioramento percepito. L’analisi - conclude la nota - offre quindi indicazioni preziose per orientare le politiche sanitarie: è necessario rafforzare l’assistenza territoriale e in particolare l’integrazione sociosanitaria per rispondere alle esigenze emergenti della popolazione. Una sfida per il futuro sarà, anche, quella di rendere più visibili e percepibili i progressi. La strada verso l’eccellenza rimane ancora lunga e richiede un impegno costante per ridurre le disuguaglianze e rafforzare le aree più deboli, con particolare attenzione ai bisogni emergenti di una popolazione in rapido invecchiamento.

Categoria: cronaca
13:31
Meloni vede Parmitano a Palazzo Chigi: "Dai lustro a intera nazione"
(Adnkronos) - La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto a Palazzo Chigi Luca Parmitano, designato dalla Nasa come pilota della missione Artemis III, il cui lancio è previsto per il 2027 con l’obiettivo di aprire la strada al ritorno dell’uomo sulla Luna. Nel corso dell’incontro, si legge in una nota di palazzo Chigi, Meloni "ha rinnovato le congratulazioni al colonnello dell’Aeronautica militare per il prestigioso incarico, che dà lustro all’intera nazione e conferma, ancora una volta, l’eccellenza dell’Italia nel settore spaziale".
A conclusione dell’incontro, Meloni "ha inoltre consegnato all’astronauta l’esemplare cromatico ufficiale del Tricolore della Repubblica, custodito a Palazzo Chigi, che accompagnerà la missione Artemis III nello spazio quale simbolo dell’ingegno, dell’identità e dell’orgoglio italiano".
"L'incontro è andato benissimo ed è stato estremamente piacevole. La premier è stata molto curiosa, con tante domande che riguardano la missione e l'aspetto familiare", ha detto all'Adnkronos Parmitano, raggiunto al telefono appena dopo essere stato ricevutoda Meloni. "Abbiamo parlato dell'Italia e della volontà del Paese di avere un ruolo di leadership in Europa sul settore spaziale", ha aggiunto, sottolineando che è stato il suo primo incontro con la premier: "Io vivo negli Stati Uniti, non c'era mai stata occasione".
Parmitano si trova infatti in Italia in ferie, e ne ha approfittato per incontrare la presidente del Consiglio. "Già 2000 anni fa si diceva 'ubi maior minor cessat', mi sembrava il minimo", scherza l'astronauta al telefono. Meloni "mi ha chiesto del profilo di missione e mi ha chiesto se ci sarà la possibilità di interagire con la mia famiglia mentre sarò in orbita", ha spiegato ancora. La risposta è stata "sì", perché "fortunatamente la tecnologia ci aiuta in questo".
"Il bello di Artemis III, che continuerà a farci sognare, è che essendo sperimentale in tutto lo è anche nella definizione del profilo di missione; stiamo iniziando a lavorare su quali saranno i compiti, le capacità e così via. Quindi è tutto in divenire - ha aggiunto l'astronauta - Dare una definizione molto specifica di come sarà fatta Artemis III è al momento prematuro. Posso dire che la missione che è stata annunciata dalla Nasa, e sulla quale noi inizialmente ci prepareremo, sarà quella di delineare le procedure e sperimentare l'hardware per l'avvicinamento in modalità sia automatica che manuale, l'operazione ravvicinata e l'aggancio alle astronavi lander; per una di queste è previsto anche l'ingresso, il distacco, il sorvolo e poi l'allontanamento". In quanto pilota della missione Parmitano sottolinea che "la criticità delle operazioni ravvicinate è indubbia. Nelle fasi ravvicinate ci scambieremo il posto io e il comandante e effettuerò queste manovre di attracco manualmente. L'addestramento è già iniziato e andrà avanti per tutto l'anno, fino all'inizio del 2027. La missione è prevista a inizio estate ma ci sono incognite dovute anche al suo aspetto industriale".

Categoria: politica
13:21
Wimbledon, oggi Sinner-Borges - Diretta
(Adnkronos) - Jannik Sinner torna in campo a Wimbledon 2026. Oggi, mercoledì 1 luglio, il fuoriclasse azzurro affronta Nuno Borges nel secondo turno dello Slam inglese. Il numero uno del ranking Atp arriva dal successo al debutto contro il serbo Kecmanovic, mentre il portoghese arriva dal successo contro Boyer. Il vincitore affronterà uno tra Jenson Brooksby e Ignacio Buse al terzo turno.
In caso di passaggio del turno, l'azzurro sfiderà uno tra Brooksby e Buse.

Categoria: sport
13:20
Liste d'attesa, Magi (Omceo Roma): "Tar tutela autonomia medico"
(Adnkronos) - “Accogliamo con grande soddisfazione la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso promosso dagli Ordini dei Medici del Lazio, riaffermando un principio fondamentale: la prescrizione è un atto medico che non può essere trasformato in un adempimento burocratico né imposto attraverso automatismi amministrativi". Così Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia (Omceo) di Roma, in una nota, commenta la decisione con cui il Tar ha annullato la delibera della Regione Lazio nella parte in cui prevedeva l’obbligo per i Medici di medicina generale (Mmg) e i pediatri di libera scelta di formalizzare le cosiddette “prescrizioni suggerite” provenienti dalle strutture private accreditate.
“La sentenza – prosegue Magi – afferma con chiarezza che ogni prescrizione comporta una responsabilità professionale diretta e presuppone una valutazione autonoma del medico. Non è possibile attribuire a un professionista la responsabilità di un atto clinico privandolo, allo stesso tempo, della piena libertà decisionale. Autonomia e responsabilità sono inscindibili. Il Tar - aggiunge - ha inoltre evidenziato un aspetto molto importante: un sistema costruito su automatismi prescrittivi rischia addirittura di rallentare i percorsi assistenziali anziché velocizzarli, determinando duplicazioni di valutazioni cliniche e possibili conflitti tra medici. È la dimostrazione - rimarca - che le liste d’attesa non si combattono con procedure burocratiche, ma aumentando realmente l’offerta di prestazioni e investendo sul personale sanitario”.
“Come Ordine dei Medici – conclude Magi – siamo pienamente disponibili a collaborare con la Regione Lazio per individuare soluzioni realmente efficaci per il governo delle liste d’attesa. Ma tali soluzioni devono sempre rispettare i principi costituzionali, la deontologia professionale e il diritto dei cittadini a ricevere cure fondate sul giudizio libero e responsabile del medico. Questa sentenza rappresenta una tutela per l’intera professione e, soprattutto, per la sicurezza dei pazienti”.

Categoria: cronaca
13:06
Bruno Conti lascia la Roma a 71 anni: "Tutto ha un inizio e una fine, ora voglio godermi la mia famiglia"
(Adnkronos) - Bruno Conti a 71 anni lascia la Roma dopo 54 anni con i colori giallorossi addosso. Una vita vissuta con questi colori da calciatore, allenatore, dirigente, per quella che è una leggenda unica del club giallorosso.
Oggi, 1 luglio, è ufficialmente terminata la sua avventura e lo stesso 'Marazico' ha parlato del suo addio a Trigoria, con un discorso toccante, con tanta commozione: "Penso che a tutto c'è un inizio e a tutto c'è una fine. Oggi, andando via da Trigoria, e togliere tutto quello che era di mio dal mio ufficio, c'è stata tanta emozione con tutti i dipendenti che erano presenti. Ho deciso questo perché a 71 anni siamo un po' vecchi e voglio godermi veramente un po' la mia salute, mia moglie e la mia famiglia", e parole di Bruno Conti con il lungo applauso dei presenti.
Il campione del mondo del 1982 dovrebbe comunque essere coinvolto in varie iniziative della società per il centenario del club giallorosso.

Categoria: sport
12:59
Mafia, rapporto Eurispes: "Confiscati oltre 47.000 beni e aziende, ma solo poco più metà destinati"
(Adnkronos) - Il sistema dei beni confiscati comprende oltre 47mila beni immobili e aziende distribuiti sull'intero territorio nazionale. Di questi, solo il 52,2% ha concluso l'iter di destinazione. Nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2024 sono stati destinati a finalità pubbliche o sociali 3.446 beni, di cui 3.126 immobili e 320 aziende. Tra il 2010 e il 2023 il numero complessivo dei beni destinati è aumentato del 77,2%, raggiungendo quota 24.789. È quanto emerge dal rapporto di ricerca 'Dal male al bene: come trasformare i beni sottratti alle mafie. Analisi, stime e prospettive', realizzato dalla Fondazione Eurispes e presentato nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato.
Il tema dei beni confiscati, spiega Eurispes, va ben oltre il contrasto alla criminalità organizzata e investe direttamente l'economia, la qualità delle istituzioni e le prospettive di sviluppo del nostro Paese. Le mafie, infatti, vanno osservate non sono soltanto come organizzazioni criminali: esse sono diventate grandi operatori economici e finanziari che accumulano ricchezza, alterano i mercati, distorcono la concorrenza e condizionano interi territori. Partendo da questo presupposto, è fondamentale andare oltre al numero dei beni che riusciamo a sequestrare o confiscare, ma quanto siamo realmente in grado di restituire alla collettività trasformandoli in valore economico e sociale.
Il celebre 'follow the money' non è soltanto una tecnica investigativa, ma una strategia di contrasto economico alla criminalità organizzata. Seguendo questo approccio, la ricerca ricostruisce il valore economico del patrimonio confiscato, analizzandone la distribuzione territoriale, il costo delle inefficienze amministrative e le perdite di valore determinate dall’eccessiva durata delle procedure di gestione e destinazione. Uno degli aspetti più innovativi riguarda proprio la misurazione del valore economico dei beni confiscati.
Nella ricerca viene elaborata una metodologia che integra i dati dell'Anbsc con le quotazioni dell'Osservatorio del Mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, ottenendo una prima valutazione economica dell’intero patrimonio immobiliare confiscato. Al 9 novembre 2025, la banca dati dell'Anbsc censiva 43.326 immobili e 4.836 aziende in stato di confisca.
Concentrando l'analisi sugli immobili, la ricerca distingue due categorie: quelli ancora in amministrazione e quelli già definitivamente destinati. Gli immobili ancora gestiti dall'Agenzia sono 21.662, per un valore complessivo stimato di circa 1,96 miliardi di euro. A questi si aggiungono 21.664 immobili già destinati, il cui valore complessivo è stimato in circa 2,71 miliardi di euro. Nel complesso, la ricerca stima che i 43.287 immobili confiscati abbiano un valore di circa 4,66 miliardi di euro. Si tratta, tuttavia, soltanto della componente immobiliare per la quale è stato possibile elaborare una valutazione economica sulla base dei dati disponibili. Allargando l'analisi all'intero patrimonio sequestrato e confiscato, comprendendo aziende, partecipazioni societarie, beni mobili registrati, disponibilità finanziarie e gli altri cespiti patrimoniali, il valore complessivo raggiunge una stima compresa tra 30 e 40 miliardi di euro.
Se il patrimonio immobiliare rappresenta la componente quantitativamente più rilevante dei beni confiscati, le aziende costituiscono la sfida più complessa. È nella loro gestione che si misura la capacità dello Stato di trasformare la legalità in sviluppo economico. Attualmente risultano oltre 2.170 aziende definitivamente destinate, circa 2.800 ancora in gestione, mentre le imprese definitivamente confiscate superano le 3.400 unità. Il dato più significativo è che circa il 95% delle aziende confiscate viene avviato alla liquidazione. Una percentuale che dimostra come il sistema sia molto efficace nella fase ablativa, ma ancora poco efficace nella valorizzazione economica delle imprese.
Non tutte le aziende confiscate alle mafie sono recuperabili. Molte sono state create esclusivamente per riciclare denaro, emettere fatture false o svolgere attività strumentali alle organizzazioni criminali e, in questi casi, la liquidazione rappresenta spesso l'esito naturale della procedura. Accanto a queste realtà, tuttavia, esistono imprese pienamente operative, in grado di produrre beni e servizi, con lavoratori qualificati, clienti, marchi e competenze che meritano di essere salvaguardati. Le elaborazioni e le stime effettuate sulle aziende per le quali sono disponibili dati economici evidenziano un fatturato complessivo superiore a 123 milioni di euro l'anno.
L'analisi dei bilanci disponibili, spiega Eurispes, mostra che 300 imprese impiegano complessivamente circa 3.000 lavoratori. Se le aziende attualmente in amministrazione fossero adeguatamente accompagnate nel percorso di rilancio, potrebbero arrivare a occupare circa 31.000 addetti. La ricerca propone anche un'ulteriore simulazione: se il sistema riuscisse a reinserire stabilmente sul mercato anche solo un ulteriore 20% delle imprese oggi amministrate, il recupero economico potrebbe superare i 45 milioni di euro di fatturato annuo.
La ricerca non si limita a evidenziare le criticità del sistema, ma propone un modello di governance più moderno, capace di trasformare il patrimonio confiscato in una vera risorsa strategica per il Paese. La prima proposta riguarda il rafforzamento dell'Anbsc. L'obiettivo non è modificarne la missione istituzionale, bensì dotarla degli strumenti necessari per svolgerla con maggiore efficacia. Per questo, aggiunge l'istituto di ricerca, proponiamo di valutarne la trasformazione in ente pubblico economico, mantenendo inalterate le garanzie di legalità e di controllo, ma riconoscendole una maggiore autonomia organizzativa, gestionale e finanziaria.
Una struttura di questo tipo potrebbe operare con maggiore flessibilità, attrarre professionalità altamente specializzate e amministrare un patrimonio di straordinaria complessità con strumenti più adeguati. Tuttavia, una riforma organizzativa da sola non basta. È necessario ripensare anche il modello di gestione del patrimonio confiscato. Da qui la ricerca muove per riprende una proposta già avanzata anni fa dall'Eurispes: la costituzione di una holding nazionale dei beni confiscati. Oggi migliaia di beni vengono amministrati come realtà isolate, spesso prive di collegamenti tra loro. La ricerca propone invece una gestione unitaria, organizzata per filiere produttive e capace di generare economie di scala, attrarre investimenti e valorizzare le competenze presenti sui territori. Una struttura di questo tipo consentirebbe di superare l’attuale frammentazione, trasformando un insieme di beni dispersi in un autentico patrimonio strategico nazionale.
Un'altra proposta è l’istituzione di un Fondo nazionale per il costo della legalità, destinato esclusivamente alle imprese che presentino concrete prospettive di continuità aziendale. L'obiettivo non è sostenere artificialmente attività prive di futuro, ma evitare che aziende economicamente sane vengano espulse dal mercato proprio nel momento in cui entrano nella legalità. Accanto al Fondo vengono proposti strumenti complementari: linee di credito dedicate, garanzie pubbliche, incentivi fiscali e programmi di accompagnamento manageriale, così da favorire il consolidamento delle imprese recuperabili.
Per molti anni il dibattito pubblico si è concentrato soprattutto sulla sottrazione dei beni alla criminalità organizzata. La proposta dell'Eurispes è di spostare l’attenzione sulla fase successiva: la valorizzazione. Riuscire a compiere questo passaggio, significa raggiungere un obiettivo ancora più ambizioso della stessa confisca: trasformare ciò che era strumento di potere criminale in una risorsa stabile per la crescita del Paese.

Categoria: economia
12:56
Premio Fair Play Menarini, al via la 30/a edizione
(Adnkronos) - Firenze apre le porte al 30/o Premio Internazionale Fair Play Menarini. Oggi, mercoledì 1 luglio, inizia l’evento che celebra i campioni capaci di distinguersi non solo per i risultati, ma anche per il rispetto, la correttezza e la lealtà. La tradizionale cena di gala a Piazzale Michelangelo inaugura due giorni dedicati ai valori dello sport, che si concluderanno domani, giovedì 2 luglio, con la cerimonia di premiazione al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
Tra i vincitori dell’edizione 2026: Achille Polonara, simbolo di forza e resilienza della pallacanestro italiana, Antonella Palmisano, fra le interpreti più brillanti della marcia e Armand Duplantis, atleta capace di ridefinire i confini del salto con l’asta. I loro nomi brillano accanto a quelli di Bebe Vio e Chiara Mazzel, esempi di determinazione e inclusione nello sport paralimpico. A ricevere il premio sul palco del Maggio Musicale Fiorentino saranno anche Daniele Garozzo, stella della scherma internazionale, Gregorio Paltrinieri, riferimento assoluto del nuoto mondiale, e Simone Anzani, icona della pallavolo. E ancora, al trio composto da Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Andrea Giovannini, che hanno riportato dopo 20 anni l’oro olimpico in Italia nel pattinaggio su ghiaccio a squadre, risponderà per il giornalismo sportivo un maestro di telecronache come Fabio Caressa. Tra gli sport protagonisti uno spazio particolare sarà riservato al calcio, con Diego Milito, Emilio Butragueño e Gianfranco Zola, fenomeni del pallone che hanno fatto sognare i tifosi di tutta Europa.
Accanto a loro, la serata riunirà sotto i riflettori del Fair Play Menarini alcuni vincitori delle precedenti edizioni. Da Antonio Rossi a Giancarlo Antognoni, da Ian Thorpe a Sasha Vujačić passando per Giacomo Perini e Andrea Zorzi.
“Trent’anni fa nasceva un progetto che aveva l’ambizione di mettere al centro i valori dello sport. Oggi possiamo dire che quelle stesse idee sono più attuali che mai – dichiarano Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – In questi anni abbiamo incontrato straordinari campioni ma soprattutto persone eccezionali, che ci hanno dimostrato come il rispetto delle regole, degli avversari e di sé stessi rappresenti il più importante dei successi”.
Nella conduzione della serata Rachele Sangiuliano, Michele Cagiano e Omar Schillaci saranno affiancati da Federico Buffa, per accompagnare il pubblico in un viaggio tra le grandi storie dello sport. La cerimonia di premiazione del Fair Play Menarini 2026 sarà trasmessa in diretta su Sky ai canali 501 e 257.
Il 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini vede la partecipazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale in qualità di partner istituzionale, e di Sustenium, Frecciarossa, Adiacent ed Estra come partner dell’iniziativa. Per seguire da vicino i protagonisti e restare aggiornati su tutte le novità, visitare il sito ufficiale www.fairplaymenarini.com e i canali social del Premio su Instagram, Facebook e YouTube.

Categoria: sport
12:49
Gli scismi nella storia, una lunga scia di separazioni dalla Chiesa
(Adnkronos) - I Lefebvriani hanno ordinato quattro vescovi senza il mandato pontificio. E' solo l'ultimo di una serie di scismi che hanno scosso la Chiesa nel corso dei secoli.
Nel linguaggio della storia della Chiesa, la parola “scisma” indica una separazione dolorosa ma concreta: non tanto una diversa interpretazione della fede, quanto la rottura della comunione tra gruppi di credenti e l’autorità ecclesiastica. È una frattura che non nasce quasi mai all’improvviso, ma si accumula lentamente, intrecciando questioni teologiche, tensioni politiche, differenze culturali e rivalità di potere. La storia del cristianesimo, in questo senso, non è solo una linea continua di sviluppo spirituale, ma anche una trama di divisioni che hanno ridisegnato più volte la mappa della Chiesa. Alcune di queste fratture sono state riassorbite, altre hanno dato origine a tradizioni cristiane distinte che ancora oggi convivono, separate ma spesso in dialogo.
Già nei primi secoli, quando il cristianesimo viveva sotto la pressione dell’Impero romano, la comunità dei fedeli si trovò di fronte a una domanda difficile: come comportarsi con chi, per paura della morte, aveva rinnegato la fede? Da questa tensione nacquero le prime divisioni significative. I movimenti dei novaziani e dei donatisti rifiutavano la linea più aperta della Chiesa ufficiale, che prevedeva il reinserimento dei lapsi (i cristiani che avevano rinnegato la propria fede per salvarsi la vita) attraverso la penitenza. Per i gruppi rigoristi, invece, l’apostasia era una frattura irreparabile. Dietro questa disputa non c’era solo una questione disciplinare, ma una diversa idea di Chiesa: da una parte una comunità capace di perdono, dall’altra una comunità dei “puri”, incapace di tollerare la fragilità umana.
Con il consolidarsi della dottrina cristiana, le controversie si spostarono sul terreno della teologia. I concili di Efeso (431) e Calcedonia (451) cercarono di definire con precisione il mistero di Cristo, ma le loro decisioni non furono accolte ovunque. Le comunità che non riconobbero quei pronunciamenti diedero origine a tradizioni ancora oggi esistenti, come la Chiesa copta e la Chiesa etiope, oltre a varie forme della tradizione siriaca e orientale. In questi scismi, la frattura non è solo ecclesiastica: si intreccia con lingue diverse, culture lontane e sensibilità teologiche non sempre riconciliabili. L’unità della Chiesa antica si incrina proprio mentre cerca di definirsi in modo sempre più preciso.
Il primo grande scisma del 1054 porta alla frattura tra Chiesa d'Oriente e Chiesa d'Occidente. Il Grande Scisma tra Roma e Costantinopoli non è un evento isolato, ma il punto di arrivo di un lungo processo di allontanamento. Nel corso dei secoli, le differenze tra mondo latino e mondo greco si erano moltiplicate: nella lingua della liturgia, nella struttura del potere ecclesiastico, nella disciplina del clero, perfino nei simboli dell’Eucaristia. A questo si aggiungeva una diversa visione del primato del vescovo di Roma, sempre più forte in Occidente e sempre più contestato in Oriente. La controversia del Filioque, l’aggiunta al Credo che affermava la processione dello Spirito Santo “dal Padre e dal Figlio”, divenne il simbolo di una distanza teologica ormai difficile da colmare. Ma dietro la formula c’era molto di più: due modi diversi di concepire l’autorità, la tradizione e la stessa unità della Chiesa.
Datato storicamente al 16 luglio 1054, il Grande Scisma pose fine al concetto di cristianità unita sotto un'unica sede apostolica. La scomunica reciproca tra il legato papale Umberto da Silvacandida e il patriarca di Costantinopoli Michele I Cerulario sancì una rottura che, col tempo, si sarebbe trasformata in separazione definitiva.
Nei secoli successivi, la frattura si consolidò. Le Crociate, soprattutto la conquista di Costantinopoli nel 1204, accentuarono la distanza e alimentarono diffidenze profonde. La Chiesa cattolica sviluppò progressivamente una struttura fortemente centralizzata attorno al papato, mentre il mondo ortodosso si organizzò in una comunione di Chiese autocefale, unite dalla fede ma non da un’autorità unica. Nonostante alcuni tentativi di riunificazione, come i concili di Lione (1274) e Firenze (1439), la separazione rimase stabile. Solo in epoca contemporanea si è riaperto un dialogo significativo con la Chiesa ortodossa, culminato nel gesto simbolico dell’incontro tra Paolo VI e il patriarca Atenagora I nel 1964 e nella revoca delle scomuniche del 1054.
Se lo scisma d’Oriente separò due mondi, quello d’Occidente rappresentò una frattura interna alla Chiesa latina. Tra la fine del XIII e il XIV secolo, il papato attraversò la fase della cosiddetta cattività avignonese, durante la quale i pontefici risiedettero lontano da Roma, sotto forte influenza francese. Quando la sede fu riportata a Roma, le tensioni esplosero. Nel 1378, l’elezione di Urbano VI fu contestata da una parte del collegio cardinalizio, che elesse un antipapa, Clemente VII. La cristianità occidentale si trovò così divisa tra due obbedienze, e in alcuni momenti persino tre. Non era solo una questione di legittimità: si trattava di una vera frammentazione politica e religiosa dell’Europa cristiana, con regni e alleanze schierati su fronti opposti. Il Concilio di Costanza riuscì infine a ricomporre la situazione nel 1417, ma il prezzo fu alto: l’autorità papale ne uscì indebolita e l’idea di una Chiesa universalmente unita ne risultò profondamente segnata.
Nel XVI secolo, la nascita della Chiesa anglicana segnò uno degli scismi più noti dell’età moderna. In questo caso, la rottura con Roma fu determinata da una combinazione di motivi personali e politici, legati alla figura di Enrico VIII e al controllo della Chiesa inglese.
Nel XIX secolo, la proclamazione del dogma dell’infallibilità papale durante il Concilio Vaticano I provocò la separazione di alcuni gruppi, tra cui la Chiesa dei vecchi cattolici. Nel XX secolo, alcune tensioni legate all’attuazione del Concilio Vaticano II hanno generato ulteriori fratture con gruppi tradizionalisti, che contestavano le riforme liturgiche e disciplinari. In prima fila ci sono i gruppi tradizionalisti legati al vescovo Marcel Lefebvre che rifiutano alcune riforme del Concilio Vaticano II, e che da quasi mezzo secolo danno vita a nuove tensioni e scissioni. E ora a un nuovo scisma ufficiale con l'ordinazione quattro nuovi vescovi senza l'autorizzazione papale. (di Paolo Martini)

Categoria: cronaca
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14:56
Verga 'espositore' del Verismo, Venere di Botticelli incinta e Guerra dei 7 nani: perle e strafalcioni della maturità 2026
(Adnkronos) - Il Pantheon si trova ad Atene, Ungaretti è nato a Recanati, Verga ha scritto la Coscienza di Zeno: non sono allucinazioni di intelligenze artificiali ma prodotti di intelligenze umane (sempre nostrane) alle prese con l’atto finale del loro percorso di studi. Ma la colpa non è dell’Ia, con cui oltre la metà dei maturandi - secondo i dati di Skuola.net - quest’anno ha fatto coppia fissa come partner di studio, visto che la 'fabbrica degli sfondoni' era operativa anche una decina di anni fa. Il 2026 non fa eccezione. L’Osservatorio Strafalcioni Maturità di Skuola.net è tornato, alimentato da delazioni e persino auto-denunce dei diretti interessati, con tanto di post su TikTok, per alimentare un bestiario, suddiviso per materie, degno delle risposte allucinate e allucinanti di Emma, l’Ia italiana divenuta un meme solo qualche giorno fa.
Iniziamo col botto sul fronte degli autori classici, dove i rimescolamenti anagrafici e lessicali dominano la scena. Su Luigi Pirandello, ad esempio, si sono consumati vari drammi riguardo l'identità dei suoi personaggi. Il povero Vitangelo Moscarda (protagonista del romanzo 'Uno, nessuno e centomila'), per dirne una, è stato ribattezzato Vitangelo Mostarda. Mentre per l'antieroe Mattia Pascal (al centro de 'Il fu Mattia Pascal') l'evoluzione è stata molteplice: c'è chi lo ha trasformato ne Il Fu Mattia Pasquale, chi lo ha omaggiato musicalmente chiamandolo Il Fu Mattia Bazar (come il celebre gruppo) e chi, proiettato verso le serie TV, ha parlato di Pedro Pascal (attore, tra gli altri, di 'Narcos', 'Il Trono di Spade', 'The Last of Us').
Non è andata meglio a Giovanni Pascoli, la cui soave poetica del "Fanciullino" è stata declassata a 'fanciullaggine' e la cui celebre lirica 'X Agosto' è stata letta brutalmente come 'Ics Agosto'. Addirittura, poi, la sua nota poetica dell'assiuolo ha scatenato il panico in commissione, dopo essere diventata la 'poetica dell'uccello'. Sul fronte dei Promessi Sposi - altro pilastro del programma di Italiano - la situazione è degenerata. L'autore per qualcuno sarebbe Alberto Manzoni (un mix letale con Alberto Angela?), ma soprattutto il Manzoni (Alessandro) è stato ricordato come 'quello che canta L'Essenziale', confondendolo (forse giocosamente) con Marco Mengoni. E i suoi personaggi? Don Rodrigo è stato descritto come un prete che vuole farsi Lucia, mentre la povera Lucia si è ritrovata catapultata a fare la protagonista della Divina Commedia. E se Giovanni Verga è stato definito un fiero 'Espositore del Verismo' (invece di esponente), la sua celebre opera 'La Lupa' è stata interpretata da un maturando calciofilo in preda all'ansia come un brano legato alla squadra della Roma. Mentre per qualcuno lo stesso scrittore siciliano avrebbe creato 'La Coscienza di Zeno' (che però è di Svevo). Italo Svevo che, invece, per l'occasione è diventato - per assonanza del cognome - di origini svedesi e, come se non bastasse, gli sono state appioppate le paternità de 'La Ginestra' (celebre testamento poetico di Giacomo Leopardi) e de 'Le ultime lettere di Jacopo Ortis' (capolavoro di Ugo Foscolo). Nel frattempo, Leopardi si è consolato con quello studente che gli ha regalato sia il '5 maggio' (di Manzoni) che 'Il fanciullino' (di Pascoli). Passando ai poeti più moderni, Giuseppe Ungaretti ha perso i natali africani - nacque ad Alessandria d’Egitto - per rinascere comodamente a Bologna o a Recanati. Mentre Eugenio Montale è stato definito 'genoano' (cioè tifoso della squadra di calcio del Genoa) anziché genovese (ma nulla esclude che lo fosse, volendo essere onesti e clementi).
Non poteva certo mancare il classico dei classici: quel Gabriele D'Annunzio fedele al suo ruolo di "estetista". A questo punto chissà se davvero, tra un'opera e l'altra, il Vate non si dedicasse a fare cerette e a sistemare sopracciglia ad ala di gabbiano. Mentre il suo alter ego Andrea Sperelli (protagonista de 'Il Piacere') è diventato uno 'stupefacente' Andrea Spinello. A chiudere il cerchio letterario, ecco pure degli svarioni sull'attualità delle tracce ministeriali di quest'anno, poi riprese durante gli orali: lo scrittore siciliano Vitaliano Brancati - presente tra gli spunti di analisi del testo - è stato storpiato in Brancale (con la mente rivolta, forse, alla celebre cantante Serena Brancale e alla sua hit estiva 'Al mio paese'). Mentre Cesare Pavese è diventato magicamente Pavesi (quelli dei famosi biscotti). Meraviglioso, infine, l'impegno teatrale di un candidato che, invitato ad analizzare il romanzo 'Con gli occhi chiusi' di Federigo Tozzi, ha iniziato a esporre parlando fisicamente a palpebre serrate. Mentre, per quanto riguarda la narrativa straniera, Mr. Hyde e Dr. Jekyll per uno studente erano 'amici'.
Anche il revisionismo storico raramente è stato così audace. Partendo dal Risorgimento e dal processo di unificazione dell'Italia, le Leggi Siccardi - i celebri provvedimenti che nel 1850 abolirono i privilegi del clero nel Regno sabaudo - sono state ribattezzate 'Leggi Siffredi', dando un taglio decisamente hard alla storia del nostro Paese. Al Comando Supremo delle Forze Armate durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, non ci sarebbe il Generale Badoglio bensì il Generale 'Campidoglio'. Facendo un salto indietro, la Guerra dei 7 anni - il primo grande conflitto globale che nel XVIII secolo vide contrapposte le principali potenze europee - si è trasformata magicamente nella Guerra dei 7 nani (che probabilmente partivano all’assalto al grido: Ehi-Hooooo!). La memoria ha vacillato spesso anche sull'Educazione Civica: Giuseppe Saragat è stato indicato più volte come primo presidente della Repubblica, quando in realtà fu Presidente dell’Assemblea Costituente e, poi, quinto Capo dello Stato (forse gli studenti si sono lasciati fuorviare dalla traccia di prima prova su di lui). Mentre Antonio Salandra, Primo Ministro a inizio ‘900, è diventato Antonio Salamandra.
Oggi, invece, per qualcuno l'Italia sarebbe una Repubblica democratica 'fondata sulla Costituzione' (un cortocircuito logico bellissimo, al posto del 'lavoro'). Mentre per un altro studente da noi vige ancora la Monarchia: ne discende che Sergio Mattarella sia il Re (Sergio I, però, suonerebbe bene). Sempre all'interno della Carta Costituzionale, secondo una diplomanda, ci sarebbero nientemeno che i 10 comandamenti. E per un’altra ragazza le leggi sarebbero approvate dalla 'Camera dei Detenuti' (anziché dei Deputati: lapsus o provocazione?). Infine, se vi state chiedendo cosa significhi PD, la risposta è semplice: Partito Destro. L'epoca dei totalitarismi, invece, si tinge di scenari distopici. Da una parte lo scambio di ruoli in cui Hitler guidò le Camicie Nere mentre Mussolini era a capo del Terzo Reich; dall'altra un capolavoro assoluto in salsa gaming, secondo cui Hitler è l’autore del 'Minecraft' (con il famoso gioco dei 'cubi pixelati' confuso col tragico Mein Kampf). Restando in tema totalitarismi, c’è pure chi ha detto che lo stesso Mussolini si scontrò con le Brigate Rosse. E che a guidare la Rivoluzione Russa fu Stalin (e non Lenin).
A dimostrazione che l'ansia colpisce a 360 gradi, le 'divagazioni' hanno intaccato anche il resto del programma. In Scienze, la nostra Astro-Samantha Cristoforetti è stata insignita di un titolo di cui non andare proprio fieri: per un maturando, infatti, è stata la prima donna capitano dell'ISIS, l’oscura organizzazione terroristica, anziché della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Sempre in ambito scientifico, abbiamo poi scoperto che la forma della Terra non è geoidale, bensì è un rombo. In geografia, invece, alcune capitali d’Europa hanno subito un pesante restyling: un candidato ha raccontato ampiamente del viaggio di istruzione in Grecia, con la visita al Pantheon di Atene (al posto dell'Acropoli, spostando un po’ più ad Est il tempio romano), mentre si è scoperto che a Parigi non si passeggia sui larghi boulevard, ma tra i 'bungalow'. Anche in storia dell'arte non sono mancati i colpi di scena. Partiamo dalle origini di Leonardo Da Vinci: per una diplomanda in realtà proveniva da Vicenza, ma per comodità la gente abbreviava in 'Vinci' e il nome gli è poi rimasto attaccato addosso. Restando nel Rinascimento, uno studente ha rivelato che La Venere de 'La Primavera' di Botticelli è chiaramente incinta. Sulle discipline artistiche, però, il momento clou è stato quello durante il quale il commissario ha chiesto di nominare un importante pittore spagnolo, suggerendo: 'Se le dico Pablo...?'. Il candidato, senza esitare, ha detto: 'Escobar' anziché Picasso. E ancora in un orale il professore chiede un pittore astrattista: il candidato spara Van Gogh; l'insegnante fa 'no' con la testa per suggerirgli di cambiare... e lui ribatte fiero: 'Gauguin!'. A sigillare questa indimenticabile Maturità 2026, infine, l'aforisma musicale perfetto per la prova d'inglese: 'E come disse Neil Armstrong: What a wonderful world!'. Peccato che Neil sia l'astronauta che passeggiò sulla Luna, mentre a scrivere questa iconica frase fu Louis Armstrong, leggendario trombettista jazz.

Categoria: cronaca
14:55
Sanità, Calabrese (Fimmg): "Sistema si regge sui professionisti sanitari"
(Adnkronos) - “La nostra percezione è che oggi il sistema si regge sui professionisti sanitari. Tutte le situazioni di complessità legate alla carenza di risorse umane, ma anche economiche, di fatto, danno ai professionisti sanitari, e soprattutto ai medici, la responsabilità di dare comunque risposte ai bisogni di salute della popolazione, che sono sempre maggiori”. Lo ha detto Nicola Calabrese, vice segretario nazionale Fimmg - Federazione italiana medici di medicina generale, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del XIV rapporto sulle performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato dal Crea Sanità - Centro per la ricerca economica applicata in sanità.
“Il tema del finanziamento è importante - ha continuato Calabrese - su esso si gioca una partita decisiva per il futuro del Sistema sanitario nazionale. Senza le adeguate risorse che valorizzino l'attività dei medici e degli altri professionisti sanitari, crediamo che sarà davvero difficile continuare a garantire i Lea- Livelli essenziali di assistenza, e soddisfare i bisogni di salute emergenti della popolazione italiana. Le criticità maggiori percepite dai cittadini rispetto al Sistema sanitario nazionale riguardano senza dubbio le liste d'attesa".
"Anche la gestione della cronicità - ha sottolineato - è un tema essenziale, visto che l'80% delle risorse serve a curare il 40% della popolazione che è affetta da cronicità, un dato che, nel prossimo futuro, tenderà ad aumentare. Si deve riorganizzare il sistema partendo dall'ascolto dei professionisti, per una riforma del sistema sanitario nazionale che metta sì al centro il paziente, ma in cui i medici possano avere un ruolo nei processi organizzativi”.

Categoria: cronaca
14:43
Mare sempre più caldo, nel 2025 secondo valore più alto mai registrato
(Adnkronos) - Con una temperatura media annuale dei mari italiani di 20°C e punte di oltre 26°C a luglio (26,64°C) e agosto (26,48°C), il 2025 fa registrare valori superiori al riferimento climatologico 1991-2020 di **+1,18°C** e si attesta come il secondo più caldo dal 1982. È quanto emerge dal Rapporto 'Il clima in Italia nel 2025' del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), composto da Ispra e dalle Agenzie per l'ambiente di Regioni e Province autonome (Arpa/Appa). Il documento fornisce una descrizione dello stato del clima e della sua evoluzione nel nostro Paese, con analisi e valutazione a scala nazionale, regionale e locale. Il Rapporto contiene alcuni approfondimenti sugli eventi più critici che si sono verificati nel corso dell’anno.
Per quanto riguarda le temperature atmosferiche, dal 2000 in poi, in quasi tutti gli anni, si sono registrati in Italia valori più alti della media e il 2025 conferma questa tendenza, con un’anomalia di temperatura media di +1,03°C rispetto al valore climatologico 1991-2020. Tutti i mesi, tranne ottobre e novembre, risultano più caldi del normale; il mese di giugno, con il picco di 3,23°C sopra la media, è stato il secondo della serie, dopo il record del 2003. Anche tutte le stagioni chiudono con valori superiori alla media. In particolare, l’estate, con +1,46°C, si colloca al quarto posto tra le più calde dal 1961; l’inverno, con +1,21°C, e la primavera, con +0,86°C rientrano tra le più calde della serie, mentre l’autunno mostra un aumento più contenuto, pari a +0,16°C.
Il 2025 è segnato anche da diversi eventi estremi. Tra il 15 e il 17 aprile, un’ondata di maltempo ha colpito la Valle d’Aosta sud orientale e il Piemonte nord occidentale con piogge eccezionali in 24 ore e cumulate di evento che hanno raggiunto i 600 millimetri. Le precipitazioni intense, insieme alla saturazione del suolo e a nevicate molto abbondanti in quota, hanno provocato frane, allagamenti, valanghe e causato una vittima. Tra il 16 e il 17 novembre, nel sud est del Friuli-Venezia Giulia, un sistema temporalesco rimasto fermo per quasi 12 ore ha scaricato oltre 200 mm di pioggia. Il torrente Judrio è esondato, allagando il paese di Versa con uno strato d’acqua e fango alto fino a due metri e una frana ha colpito il centro di Brazzano di Cormòns, causando due vittime e la distruzione di tre abitazioni.
"Sono due gli ambiti di intervento fondamentali per combattere il mutamento del clima: la mitigazione e l’adattamento. Da un lato, è essenziale limitare le emissioni di gas serra, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica, attraverso la transizione verso fonti energetiche rinnovabili, l’efficienza energetica e modelli produttivi più sostenibili. Dall’altro, è altrettanto necessario promuovere misure di adattamento, per rendere territori, infrastrutture e comunità più resilienti agli impatti della crisi climatica", segnala il report.
“I dati del monitoraggio del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente confermano che il cambiamento climatico non è più una sfida del futuro, ma una realtà con cui siamo già chiamati a confrontarci – ha dichiarato Maria Alessandra Gallone, presidente di Ispra ed Snpa - Gli scenari elaborati da Ispra dimostrano che il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni è possibile, a condizione di accelerare il percorso con scelte fondate sulla conoscenza scientifica, sulla qualità dei dati e sulla capacità di prevenire e adattarsi ai cambiamenti. La transizione ecologica ed energetica si costruisce con la collaborazione di istituzioni, imprese e cittadini perché trasformando la conoscenza in azione potremo rendere il nostro Paese più sicuro, resiliente e competitivo”.
Secondo le più recenti valutazioni di Ispra, il sistema Ets (Emission Trading System), la crescita delle energie rinnovabili e l’innovazione industriale stanno contribuendo alla riduzione delle emissioni di gas serra. Persistono tuttavia criticità nel settore dei trasporti e del riscaldamento, nei quali, in assenza di tempestive ed efficaci politiche settoriali, l’Italia rischia di non conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti per il 2030.

Categoria: economia
14:11
Belorado, le 'monache dei cioccolatini' rischiano 12 anni di carcere
(Adnkronos) - Dodici anni di reclusione per ciascuna delle sette ex clarisse scismatiche di Belorado, in Spagna. E' quanto ha chiesto la procura spagnola e la parte civile, secondo quanto reso noto dallo stesso gruppo di religiose in un comunicato, nel quale respinge ogni accusa e denuncia quella che definisce una "caccia alle streghe". Le suore, note per i loro pregiati cioccolatini artigianali prodotti nel monastero con il supporto del celebre maestro pasticcere Paco Torreblanca e venduti in negozi gourmet e ristoranti stellati, sono accusate di aver maltrattato e abbandonato cinque consorelle anziane.
Secondo l'ordinanza del Tribunale d'istruzione n. 5 di Bilbao, citata dai media spagnoli, le imputate avrebbero "manipolato, maltrattato e umiliato le consorelle più anziane", approfittando della loro particolare vulnerabilità per farle aderire allo scisma. Le accuse comprendono coercizione, trattamento degradante, abbandono di persone incapaci, omissione di soccorso e reati contro il patrimonio ecclesiastico.
La giudice aveva chiuso a maggio la fase istruttoria, disponendo il rinvio alle parti per la presentazione degli atti d'accusa e l'apertura del processo.
La vicenda nasce dalla clamorosa rottura con la Chiesa cattolica annunciata nel maggio 2024 a seguito del rifiuto della Chiesa di concedere loro l'acquisizione di un convento a Orduña (Bizkaia). Le suore, denunciando "persecuzioni", ruppero con Roma e aderirono alla Pia Unione dell'Apostolo San Paolo, considerata una setta dalla Chiesa Cattolica, coordinata da Pablo de Rojas Sánchez-Franco, scomunicato nel 2019. La ribellione fu guidata da Suor Isabel de la Trinidad, Madre Badessa delle Clarisse, che all'epoca dichiarò di non riconoscere più l'autorità del Papa, definendolo "usurpatore della Santa Sede", e difese le sue azioni: "Ci chiameranno eretiche e scismatiche, pazze e con molte altre calunnie e cose spiacevoli. Non credetegli, almeno non questa volta; non lasciatevi ingannare".
Secondo il provvedimento giudiziario, le cinque religiose anziane, di età compresa tra 87 e 101 anni, non sarebbero mai state adeguatamente informate della decisione di rompere con Roma, anche a causa del loro stato di salute. Quattro di loro soffrivano di diversi gradi di deterioramento cognitivo, mentre una quinta presentava gravi difficoltà di linguaggio in seguito a un ictus.
Le indagini descrivono inoltre condizioni igienico-sanitarie precarie all'interno del monastero di Orduña, nei Paesi Baschi, dove le religiose si erano trasferite dopo lo sfratto dal convento di Belorado. I consulenti incaricati dalla magistratura hanno rilevato scarsa igiene diffusa, una cucina sporca e alimenti conservati in condizioni ritenute dubbie.
Per la giudice istruttrice, le imputate sarebbero venute meno al dovere di assistenza verso le consorelle più fragili, sottoponendole a un trattamento lesivo della dignità personale e sfruttandone la vulnerabilità psicofisica. Nell'ordinanza si sostiene inoltre che le religiose esercitassero un forte controllo sulle anziane, inducendole ad accettare decisioni che non erano in grado di comprendere pienamente per timore delle conseguenze. La magistrata ipotizza anche che il trasferimento delle consorelle più anziane fosse finalizzato a ritardare l'esecuzione dello sfratto, evitando che venisse eseguito in presenza di persone particolarmente vulnerabili.
Inoltre, sono accusate di reati contro il patrimonio, poiché si presume che abbiano sottratto o tentato di vendere beni ecclesiastici legati al monastero, motivo per cui un antiquario e l'ex badessa di Belorado sono stati arrestati alcuni mesi fa.
Le imputate, che oggi vivono tra La Puebla de Montalbán, nella provincia di Toledo, e il monastero di Orduña, si dichiarano "pienamente innocenti" e affermano di affrontare il procedimento "con la serenità di chi sa di non aver commesso i fatti contestati". Nel loro comunicato sostengono che la pressione nei confronti della comunità "non ha smesso di aumentare", paragonando la vicenda a "una caccia alle streghe come ai tempi dell'Inquisizione". A loro giudizio, il procedimento rappresenterebbe "una persecuzione e una punizione" per aver "sfidato l'autorità ecclesiastica".
Lo scorso 18 giugno il Tribunale Supremo spagnolo ha reso definitiva la sentenza che conferma lo sfratto delle ex clarisse dal monastero di Belorado, dichiarando inammissibile il loro ricorso e condannandole anche al pagamento delle spese processuali. Parallelamente, il Tribunale di Briviesca ha trasferito ai giudici di Burgos un'altra indagine relativa alla vendita di 1,73 chilogrammi d'oro del valore di circa 130 mila euro, ritenendo competente il foro del capoluogo castigliano.

Categoria: internazionale/esteri
14:05
Banca nazionale delle Terre Agricole (Bta), al via nona edizione: in vendita 8.863 ettari per un valore di oltre 121 milioni di euro
(Adnkronos) - In vendita 253 terreni, per una superficie complessiva di 8.863 ettari e un valore a base d'asta di oltre 121 milioni di euro. Sono queste le principali novità della nona edizione della Banca nazionale delle Terre Agricole (Bta), lo strumento con cui Ismea valorizza il proprio patrimonio fondiario, favorisce il ricambio generazionale e sostiene lo sviluppo dell'agricoltura italiana, in attuazione degli indirizzi del Governo Meloni e del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. A questi si aggiungono 266 terreni appartenenti al lotto permanente, pari a 5.271 ettari, portando così a oltre 14.000 ettari il patrimonio fondiario complessivamente disponibile attraverso la Banca nazionale delle Terre Agricole.
L'iniziativa consente di favorire l'incontro tra domanda e offerta di terreni agricoli attraverso procedure di vendita all'asta improntate a trasparenza, semplicità e accessibilità, con un'attenzione particolare ai giovani che intendono avviare o consolidare un'impresa agricola. Come nelle precedenti edizioni, la Bta è articolata in due lotti: il lotto periodico, che comprende i terreni fino al terzo tentativo di vendita e per il quale è prevista una finestra temporale dedicata alla presentazione delle offerte, e il lotto permanente, per i quali è sempre possibile presentare una proposta di acquisto.
Tra le principali innovazioni di quest'anno figura l’introduzione della cosiddetta fase vetrina. Dal 1° luglio al 31 agosto 2026 gli interessati potranno consultare online tutte le schede dei terreni disponibili senza dover presentare alcuna manifestazione di interesse. Le offerte potranno essere presentate esclusivamente nel periodo compreso tra il 14 settembre e il 14 novembre 2026.
Qualora venga presentata una prima offerta valida su uno stesso terreno, gli altri soggetti interessati potranno prenotarsi per partecipare alla successiva fase dei rilanci davanti al notaio. I terreni sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, con una significativa concentrazione nelle regioni del Mezzogiorno. La Sicilia rappresenta il 27% della superficie complessivamente messa in vendita, seguita da Puglia (12%), Toscana (10%), Basilicata (9%) e Umbria (8%).
L'edizione 2026 introduce inoltre un'importante misura a tutela della legalità: saranno esclusi dalla procedura di acquisto i soggetti condannati per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (articolo 603-bis del Codice penale), il cosiddetto caporalato, rafforzando così l'impegno di ISMEA nella promozione di un'agricoltura fondata sul rispetto dei diritti dei lavoratori e delle regole del mercato. Oltre alla conferma della possibilità di acquistare i terreni con pagamento rateale garantito da ipoteca, viene introdotta una nuova agevolazione che prevede la riduzione di un punto percentuale del tasso di interesse per chi sottoscrive una polizza assicurativa. Agli enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts) ai quali siano stati affidati in custodia i terreni oggetto di vendita sarà riconosciuto un diritto di prelazione per l'acquisto.
Con questa nuova edizione, Ismea conferma il ruolo della Banca nazionale delle Terre Agricole come strumento strategico per favorire l'accesso alla terra, sostenere il ricambio generazionale, valorizzare il patrimonio fondiario pubblico e promuovere uno sviluppo agricolo sempre più competitivo, sostenibile e orientato alla legalità.

Categoria: economia
14:01
Diana oggi avrebbe compiuto 65 anni, l'eredità morale raccolta dai figli
(Adnkronos) - La Principessa Diana avrebbe compiuto oggi 65 anni. Sono trascorsi quasi trent'anni dalla sua scomparsa, ma il ricordo della 'Principessa del Popolo' è ancora vivo tra i cittadini britannici, a partire dai figli, naturalmente. La prima moglie di Re Carlo ha lasciato a William e Harry soprattutto l'ispirazione fondamentale per il loro impegno in ambito sociale. Dalla lotta contro le mine antiuomo alle azioni benefiche per i senzatetto, sia il Principe di Galles che il Duca di Sussex hanno ripercorso le orme tracciate dalla madre nell'attivismo. Fra i suoi impegni sociali - ricorda Point de Vue - William ha preparato pasti per i senzatetto e ha presentato il progetto Homewards, volto a fornire soluzioni per le persone che vivono per strada. Da Aberdeen, in Scozia, a Newport, in Galles, quella per gli homeless è una battaglia che l'erede al trono prosegue nel nome di Diana.
La principessa Diana sostenne ben 100 organizzazioni benefiche e anche il principe Harry ha seguito le sue orme, in particolare nel luglio 2025 durante un viaggio ufficiale in Angola. Molti anni dopo la visita della madre, anche il Duca di Sussex ha attraversato un campo minato, indossando una visiera e un giubbotto antiproiettile. Nel corso degli anni, i due figli hanno abbracciato molte delle cause sostenute dalla madre. Dalla lotta contro l'Aids a quella contro la povertà e il cancro, entrambi si sono impegnati a perpetuare lo spirito di generosità materno. Harry e William partecipano regolarmente agli eventi organizzati dal Diana Award, un'organizzazione benefica per i giovani fondata in sua memoria. Il Principe di Galles ha anche invitato il figlio dodicenne George ad aiutare a preparare i pasti per i senzatetto con il progetto The Passage nel dicembre 2025, la stessa organizzazione a cui Diana lo aveva portato nel 1993, quando aveva solo undici anni.

Categoria: internazionale/royalfamilynews
13:56
Belgio, incendio in un palazzo ad Anversa: 6 morti e diversi feriti
(Adnkronos) - Almeno sei persone sono morte in un incendio scoppiato in un palazzo di dieci piani ad Anversa. Lo ha riferito la polizia belga, secondo quanto riporta il sito di Le Soir, aggiungendo che ci sono anche diversi feriti, molti gravissimi. Le fiamme sono divampate all'ottavo piano del condominio situato nel quartiere di Linkeroever. La polizia belga ha confermato la presenza di diverse vittime, ma il numero esatto dei morti e dei feriti non è stato ancora reso noto, mentre le squadre di soccorso stanno continuando a perlustrare l'edificio alla ricerca di eventuali dispersi.
"L'edificio è stato completamente evacuato", ha dichiarato Marie De Clercq, portavoce dei vigili del fuoco di Anversa. "Ora le nostre squadre sono impegnate nello spegnimento dell'incendio e nella ricerca di eventuali altre vittime. Si tratta di un'operazione di vasta portata: sul posto sono intervenuti oltre dieci mezzi dei vigili del fuoco", ha aggiunto.
Alle operazioni partecipano anche squadre provenienti dalle zone di Waasland, Rand e Rivierenland, oltre alla Protezione civile belga. Sul luogo dell'incendio è operativa anche un'unità con droni per supportare le ricerche e monitorare l'evoluzione del rogo dall'alto.
A causa dell'intensa colonna di fumo, le autorità hanno inviato un messaggio di allerta ai residenti della zona, invitandoli a rimanere in casa, tenere chiuse porte e finestre e, se necessario, spegnere gli impianti di ventilazione per limitare l'esposizione ai fumi dell'incendio. Le cause del rogo non sono ancora state accertate.

Categoria: internazionale/esteri
13:55
Lombardia, H2iseO: conclusi lavori impianti Iseo e Edolo, rispettata scadenza Pnrr
(Adnkronos) - Sono stati completati i lavori di costruzione degli impianti di produzione e distribuzione di idrogeno di Iseo e Edolo, realizzati da Ferrovienord nell’ambito del progetto H2iseO. Il Gruppo Fnm ha dunque pienamente centrato gli obiettivi necessari per ottenere, tramite Regione Lombardia, i finanziamenti del Pnrr per il progetto. I fondi assegnati sono pari a 97,2 milioni di euro, su un totale di 362,4 milioni, e sono relativi a questi due impianti e all’impianto di rifornimento di idrogeno di Rovato, in servizio dal 2025. L’effettiva erogazione dei finanziamenti era vincolata al rispetto di alcune scadenze: la prima “milestone” riguardava la cosiddetta “Obbligazione giuridicamente vincolante”, ossia la sottoscrizione dei contratti necessari per la realizzazione degli impianti, entro il 31 dicembre 2023; l’ultima riguardava appunto la “Conclusione dei lavori” entro il 30 giugno 2026. La messa in servizio degli impianti avverrà a seguito delle attività di collaudo che verranno effettuate e completate nelle prossime settimane e sarà allineata all’esecuzione dei test dinamici dei nuovi treni a idrogeno.
A tal riguardo, infatti, a seguito del rilascio da parte di Ansfisa dell’Autorizzazione di Messa in Servizio (Amis) per la circolazione dei nuovi treni lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo gestita da Ferrovienord, sono in programma una serie di attività, in vista dell’avvio del servizio commerciale dall’inizio del 2027, tra cui l’effettuazione di test dinamici di accettazione dei treni presso il sito di Rovato e lungo la linea Brescia-Edolo e un ulteriore ciclo di corse di test lungo la linea, che simuleranno possibili differenti condizioni di utilizzo commerciale dei treni. L’impianto di Iseo è sviluppato integralmente su un’area in concessione a Ferrovienord (fatta eccezione per una piccola area acquisita da privati), nelle immediate vicinanze dell’esistente deposito di Trenord. L’impianto produrrà idrogeno a partire dal biometano, recuperando la CO2 prodotta. L’idrogeno verrà successivamente stoccato e distribuito tramite 2 erogatori in grado di rifornire due treni su due differenti binari alla pressione di 350 bar.
L’impianto, progettato e realizzato nel rispetto delle norme tecniche relative agli impianti di rifornimento di idrogeno di cui al D.M. 23 ottobre 2018 che disciplinano gli aspetti e le dotazioni di sicurezza, dispone di un impianto di produzione di idrogeno tramite steam reforming con una capacità produttiva nominale pari a 1.150 kg/giorno di idrogeno (ovvero 420 tonnellate/anno), una baia per la ricezione di eventuali carri bombolai e stoccaggi per l’idrogeno per una capacità complessiva pari a 1.450 kg. “Il completamento degli impianti di Iseo e Edolo e la conseguente conferma dei finanziamenti del Pnrr, reso possibile attraverso il determinante supporto di Regione Lombardia, rappresentano un’ulteriore tappa decisiva verso la piena realizzazione del progetto H2iseO", commenta il presidente di Fnm Andrea Gibelli.
"Abbiamo sempre creduto - aggiunge Gibelli - in questa iniziativa che porterà a breve all’entrata in servizio di nuovi treni capaci di ridurre in modo significativo le emissioni, nel segno dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità e dello sviluppo. H2iseO si conferma oggi come un progetto industriale e ambientale concreto, nato per decarbonizzare una linea non elettrificata e capace di diventare un modello replicabile a livello nazionale. Un ringraziamento va a tutti i professionisti del Gruppo Fnm e ai partner tecnici e istituzionali che hanno contribuito a questo risultato, in particolare a Regione Lombardia per il costante sostegno”. “La realizzazione degli impianti di Iseo e Edolo – afferma il consigliere delegato di Fnm Fulvio Caradonna – rappresenta un passaggio decisivo che conferma la solidità di un percorso industriale e amministrativo lungo e complesso, portato avanti dal Gruppo con determinazione e professionalità. Questo traguardo ci avvicina ulteriormente all’obiettivo di trasformare il sistema di mobilità della Valcamonica e della provincia di Brescia. Desidero rinnovare il mio sincero ringraziamento a tutte le persone del Gruppo FNM e ai partner tecnici e istituzionali, in particolare a Regione Lombardia. L’impegno condiviso di tutti ha reso possibile fare un altro passo in avanti molto importante verso l’esercizio commerciale”.
“Ferrovienord è all’opera da tempo nella realizzazione degli impianti per la produzione e distribuzione dell’idrogeno, negli interventi di adeguamento tecnico e infrastrutturale e nella predisposizione dei siti di deposito e manutenzione – sottolinea il presidente di Ferrovienord Pier Antonio Rossetti -. Va ancora una volta sottolineata la professionalità e la dedizione dei tecnici e dei professionisti che continuano a lavorare con grande impegno per portare a compimento un progetto all’avanguardia, di rilevante valore ambientale e sociale, che permetterà di sostituire i treni diesel con convogli ecologici”.
Il progetto - Promosso da Fnm, Ferrovienord, Trenord, con il supporto di Regione Lombardia, il progetto H2iseO ha l’obiettivo di sviluppare in Valcamonica una filiera economica e industriale dell’idrogeno, a partire dal settore della mobilità, avviare la conversione energetica del territorio, contribuire alla decarbonizzazione di una parte significativa del trasporto pubblico locale. Il progetto H2iseO prevede la messa in servizio di 14 nuovi treni a idrogeno destinati a sostituire l’intera flotta diesel oggi impiegata sulla linea, la realizzazione di impianti per la produzione e distribuzione dell’idrogeno, l’adeguamento tecnico e infrastrutturale delle stazioni interessate, la realizzazione del deposito e del sito per la manutenzione dei treni a idrogeno. H2iseO nasce da un’esigenza concreta: sostituire progressivamente una flotta diesel su una linea non elettrificata, evitando soluzioni che avrebbero comportato cantieri estesi, interferenze prolungate con il servizio e impatti significativi sul territorio.

Categoria: economia
13:51
Chi l'ha visto?, salta ipotesi Coletta per il dopo Sciarelli: è caccia aperta
(Adnkronos) - Tramonta l'ipotesi di Stefano Coletta alla conduzione di 'Chi l'ha visto?'. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, la Rai sarebbe ancora lontana da una soluzione per la sostituzione di Federica Sciarelli. Dopo 22 anni al timone del programma, l'addio del volto iconico della storica trasmissione di Rai3 ha ufficialmente aperto la partita più importante dei prossimi palinsesti televisivi.
Si riapre dunque il totonomi, con diversi scenari sul tavolo. Eleonora Daniele e Francesca Fialdini si sarebbero sfilate, mentre l'ipotesi di Francesca Fagnani non è mai realmente decollata a causa del suo impegno con 'Belve'. Restano in corsa profili come Giorgia Cardinaletti e Manuela Moreno, attualmente alla guida della versione estiva de ‘La Vita in Diretta’. Un'altra pista porta a un grande ritorno: Pino Rinaldi, ex autore storico del programma e oggi volto di La7.
Tuttavia, non è escluso che la scelta possa ricadere su una soluzione interna, promuovendo una delle inviate storiche del programma come Raffaella Griggi o Veronica Briganti. Questa strategia ricalcherebbe quella già adottata con successo da 'Report', quando Milena Gabanelli, dopo 20 anni, lasciò la conduzione a Sigfrido Ranucci, un volto cresciuto nella sua squadra. Mentre da Viale Mazzini si vagliano tutte le opzioni, spunta un nome nuovo nel novero dei papabili: quello di Emilia Brandi, giornalista e conduttrice nota al grande pubblico come volto del programma ‘Cose Nostre’ su Rai1. L'attesa per la decisione è scandita da un appuntamento cruciale: questa sera, nell'ultima puntata di questa stagione di 'Chi l'ha visto?' (in onda su Rai3 dalle 21.15), Federica Sciarelli saluterà ufficialmente il suo pubblico, chiudendo un capitolo lungo 22 anni.

Categoria: spettacoli
13:45
Vaccini, Conversano (HappyAgeing): "Fondamentali nell'adulto e nell’anziano"
(Adnkronos) - “La vaccinazione è fondamentale nell'adulto e nell'anziano, perché con il passare degli anni si verifica un fenomeno, conosciuto come immunosenescenza, che provoca un decadimento delle capacità di risposta del sistema immunitario”. Lo spiega Michele Conversano, presidente del Comitato tecnico scientifico di HappyAgeing - Alleanza italiana per l'invecchiamento attivo, nel corso dell’Assise nazionale sulla prevenzione delle malattie infettive nell’Anziano, organizzata su iniziativa di HappyAgeing, presso Palazzo Baldassini a Roma.
Per questa ragione “l'anziano è più frequentemente soggetto a malattie infettive e, soprattutto, a complicanze ad esse legate - aggiunge Conversano - Abbiamo un Piano nazionale Vaccini il cui calendario prevede cinque-sei vaccinazioni” per questa fascia di popolazione, “alcune delle quali sono stagionali, come quella per il covid, l'influenza, lo pneumococco e il virus respiratorio sinciziale, altre invece sono disponibili tutto l'anno, come quella contro l’Herpes zoster, che colpisce in qualsiasi momento e soprattutto nei momenti in cui si verifica un decadimento delle difese anticorpali, che può avvenire anche a causa del caldo”.
Perché si riesca ad avere un’adesione più ampia possibile alla prevenzione tramite vaccinazione “è importante comunicare gli effetti negativi delle malattie e far comprendere anche la gravità delle complicanze che queste possono comportare in caso di della mancata" prevenzione - aggiunge - Inoltre "la vaccinazione deve essere facilmente accessibile: rivolgendoci a una persona sana, e non a un paziente malato che deve andare dal medico a farsi curare, non possiamo pretendere che faccia decine di chilometri per trovare il primo posto utile a vaccinarsi. Alcune Regioni hanno aumentato” i punti di somministrazione "anche grazie al coinvolgimento delle farmacie, alle Case di comunità, ai poliambulatori e agli ospedali: tutti luoghii in cui le vaccinazioni possono essere fatte in maniera semplice. In queste Regioni le coperture vaccinali sono soddisfacenti, talvolta superano anche il 60-65%, mentre altre sono ferme al 10-15%. Occorre - conclude - un cambio di strategia”.

Categoria: cronaca
13:45
Vaccini: non prevenire costa, 5 proposte di HappyAgeing per Pnpv in over 65
(Adnkronos) - Ogni euro investito nella vaccinazione contro l’Herpes Zoster negli anziani può generare fino a 782 euro di beneficio per la società, secondo le stime dell’Office of Health Economics. Per l’antinfluenzale il rapporto sale fino a 19 euro, per l’antipneumococcica fino a 30, per il Virus respiratorio sinciziale (Vrs) fino a 14. Sono numeri discussi nel corso dell’Assise nazionale sulla prevenzione delle malattie infettive nell’anziano, tenutasi a Roma a Palazzo Baldassini, su iniziativa di HappyAgeing - Alleanza italiana per l'invecchiamento attivo. Il dibattito - informa una nota - si è infatti concentrato non su quanto costa prevenire, ma quanto costa non farlo, contenuto nell’analisi tecnico-scientifica ‘Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia. Quadro epidemiologico, carico di malattia, offerta vaccinale e profili di costo-efficacia’. Elaborato dagli esperti delle Università di Pisa e di Bari sotto la responsabilità scientifica di Caterina Rizzo e Silvio Tafuri, questo documento è stato presentato da HappyAgeing al ministero della Salute e al Cip - Coordinamento interregionale prevenzione che, attraverso la Cabina di regia, stanno lavorando alla costruzione del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv).
Oltre a dati economici rilevanti, il documento di HappyAgeing raccoglie 5 proposte operative per il nuovo Pnpv su pneumococco, Herpes Zoster, influenza, difterite-tetano-pertosse, Vrs e Covid-19, le vaccinazioni raccomandate nella silver age. Vivere più a lungo - si legge nella nota - non è più un’eccezione demografica ma una nuova realtà sociale e per garantire la longevità i vaccini sono una soluzione sia in termini di qualità di vita guadagnata che in costi evitati per il Servizio sanitario nazionale. Le 5 proposte operative di HappyAgeing per il nuovo Pnpv sono: 1) Comunicazione, conoscere le malattie per scegliere la prevenzione. Servono campagne continuative, centrate sulle malattie e sul loro impatto reale, capaci di superare la sottostima del rischio che oggi frena le vaccinazioni; 2) Ampliamento della rete vaccinale e chiamata attiva. Più soggetti abilitati alla somministrazione oltre ai medici di medicina generale e ai centri vaccinali, ad esempio le farmacie, percorsi vaccinali strutturati negli ospedali per i pazienti fragili, ma anche in tutti i poliambulatori pubblici e le Case di Comunità, per una chiamata attiva estesa e resa sistematica.
E ancora: 3) La prevenzione come investimento, una questione di architettura finanziaria. La spesa per l’immunizzazione va riconosciuta come investimento strutturale, separata dalla spesa sanitaria corrente, con un sistema nazionale di dati economici a supporto delle scelte di programmazione; 4) Aggiornamento del Pnpv e del Calendario Vaccinale. Servono l’inclusione esplicita di Covid-19 e Vrs, oltre a una scadenza certa per la Circolare Ministeriale sull’influenza. Infine: 5) Appropriatezza vaccinale, formulazioni potenziate, soglia a 60 anni, innovazione. Recepimento uniforme dei vaccini potenziati e adiuvati in tutte le Regioni, abbassamento a 60 anni della soglia per l’offerta gratuita dei vaccini potenziati contro l’influenza, e percorsi di Health Technology Assessment più rapidi per l’innovazione.
“L’analisi e le proposte contenute in questo documento sono operative e immediatamente implementabili – afferma Michele Conversano, presidente del Comitato tecnico scientifico di HappyAgeing – Non richiedono nuove scoperte scientifiche né risorse straordinarie: richiedono scelte su come classificare la spesa in prevenzione, su chi può somministrare un vaccino, su quando pubblicare una circolare, su come parlare alle persone di malattie che si possono evitare. HappyAgeing porta queste proposte nelle sedi istituzionali competenti con la consapevolezza che ogni stagione in cui le coperture restano al di sotto degli obiettivi è una stagione di complicanze, ospedalizzazioni e perdita di autonomia che si potevano prevenire".
"Le evidenze ci sono - aggiunge - gli strumenti anche: ciò che serve ora è la volontà di tradurli in scelte di sistema, strutturali e durature. Il lavoro che svolge il ministero della Salute è sicuramente alacre e da parte delle Regioni c’è forte impegno. Nonostante la disomogeneità territoriale, obiettivo comune è far sì che uno dei pilastri dell’invecchiamento attivo, o meglio della longevità, l’immunizzazione, diventi effettivamente fruibile dalla popolazione grazie all’offerta di nuovi vaccini sicuri ed efficaci”.
La coordinatrice del Cip, Francesca Russo sottolinea che “il Coordinamento interregionale della prevenzione sta già lavorando attivamente al nuovo Pnpv con il ministero della Salute attraverso la Cabina di regia appositamente istituita. Le Regioni sono in prima linea nell’attuazione delle politiche vaccinali e devono quindi essere coinvolte fin dalle prime fasi, anche per affrontare insieme le implicazioni sulle risorse e sull’aggiornamento del Calendario vaccinale. È un lavoro che richiede sinergia istituzionale e siamo felici di costruirla anche con HappyAgeing: un’Alleanza che, per sua stessa natura – società scientifiche, sindacati ed enti di vario genere – porta al tavolo una voce plurale e rappresentativa del mondo della prevenzione”.
Per Francesco Macchia, direttore di HappyAgeing, “un vaccino, per essere davvero efficace, deve essere conosciuto, accessibile e facile da ricevere: non basta renderlo disponibile, serve spiegare ai cittadini cosa fare e perché farlo. Per questo HappyAgeing ha realizzato anche uno strumento snello e operativo, ‘Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia: 12 cose da sapere e da fare’, documento che traduce le stesse evidenze dell’analisi scientifica in informazioni dirette: per ogni malattia, cosa comporta e quale vaccinazione richiedere”. In una società in cui l’età anagrafica cresce sempre di più, "garantire la longevità, e quindi un invecchiamento in buona salute, è fondamentale", dichiarano congiuntamente Tania Scacchetti, segretaria generale Spi Cgil, Annamaria Foresi, gegretario nazionale Fnp Cisl e Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil Pensionati. "Da sempre - proseguono - i sindacati dei pensionati si impegnano per tutelare la salute degli over 65 e la prevenzione attraverso i vaccini è un passo quantomai necessario”.
Nel dettaglio, i dati di costo-efficacia raccolti nel documento tecnico scientifico confermano che questi vaccini raccomandati negli over 65 non sono una spesa da tagliare, ma un investimento che si ripaga e in alcuni casi rende più di quanto costa. Nel caso dell’anti-pneumococco, le nuove strategie aggiornate produrrebbero risultati clinici migliori a un costo inferiore, con un risparmio per il Ssn stimato tra circa 77 e 457 milioni di euro e più anni di vita in buona salute. I vaccini antinfluenzali potenziati per gli anziani - riferisce la nota - costano, per ogni anno di vita guadagnato (Qaly), ben meno della soglia di 30mila euro considerata accettabile in Italia. Eviterebbero ogni anno decine di migliaia di ricoveri e centinaia di morti, con un risparmio netto per il Ssn di decine di milioni di euro.
Gli studi internazionali sull’anti-Herpes Zoster mostrano un buon rapporto costo-beneficio, soprattutto per il dolore cronico della nevralgia post-erpetica evitato e la riduzione dei ricoveri nei casi più gravi; le analisi europee sul Vrs, ancora preliminari, vanno nella stessa direzione, in particolare per le persone più avanti con l’età e per chi ha altre patologie. Infine, l’anti-Covid-19 negli over 65 non è soltanto efficace, è economicamente dominante, ossia genera benefici superiori a un costo inferiore rispetto alla mancata vaccinazione. L’evento - conclude la nota - è stata realizzata con il contributo non condizionante di Csl Seqirus, Gsk- GlaxoSmithKline, Moderna, Msd Italia, Pfizer e Sanofi.

Categoria: cronaca
13:44
Marito Roccella, proseguono ricerche nel lago di Vico: sommozzatori arrivati da varie Regioni
(Adnkronos) - Proseguono nel lago di Vico, nel Viterbese, le ricerche di Luigi Cavallari, marito della ministra della Famiglia Eugenia Roccella, disperso da sabato pomeriggio dopo essersi tuffato da una barca. Le operazioni vengono svolte con strumentazioni sofisticate, tra cui il mezzo subacqueo 'Rov', il sonar 'Didson' e droni, utili sia per le ricognizioni dall'alto che per le ricerche subacquee. Sono al lavoro squadre di sommozzatori dei vigili del fuoco provenienti da Lazio, Calabria, Sardegna e Lombardia.

Categoria: cronaca
13:41
Report, crescono performance regionali e richiesta di servizi, divario Nord-Sud
(Adnkronos) - Fotografa in modo dettagliato le realtà regionali il XIV Rapporto sulle Performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato da Crea (Centro per la ricerca economica applicata) Sanità, presentato oggi a Roma. Crescono le performance, ma i cittadini chiedono più servizi per la perdita di autosufficienza, mentre il resta il divario Nord-Sud. Il Veneto - informa una nota - si conferma la Regione più performante, raggiungendo il 64% del valore massimo teorico della Performance, mentre la Calabria si posiziona all’ultimo posto con il 36%. Il trend nazionale è comunque positivo, con un indice medio di performance che passa dal 43,4% del 2019 al 46,1% del 2025. Tuttavia, la percezione di miglioramento da parte dei cittadini rimane limitata e molto variabile tra le diverse aree del Paese. Circa un terzo delle Regioni non supera il 40% della performance massima.
Le dimensioni che più incidono sulla performance - riporta il documento disponibile sul sito creasanita.it - valorizzate da un panel di 114 stakeholder, che hanno contribuito all’elaborazione del Rapporto, suddivisi tra Istituzioni, utenti/cittadini, professioni sanitarie, management delle aziende sanitarie, Industria Life Sciences, sono gli esiti (31,2%) e l’appropriatezza (27,5%), seguite dalla dimensione economico-finanziaria (12,7%), sociale (11,8%), equità (9,9%) e innovazione (6,9%). Dopo alcuni anni, si inverte la tendenza e crescono nuovamente di importanza gli esiti e l’appropriatezza: fenomeno che, secondo il panel, evidenzia come non sia più scontata la capacità del sistema di tutela di garantirli in modo universalistico.
Aumenta anche il peso della dimensione economico-finanziaria, soprattutto per il Management e i professionisti sanitari, segno di una “sofferenza” gestionale e operativa. Al contrario, equità e innovazione riducono il loro contributo rispetto alle precedenti edizioni, il contributo del Sociale aumenta invece per i cittadini e le Istituzioni. L’integrazione sociosanitaria resta un punto debole, soprattutto nell’assistenza domiciliare e nella presa in carico degli anziani non autosufficienti. L’analisi, integrata di performance, soddisfazione e percezione dei miglioramenti, offre indicazioni preziose per orientare le politiche sanitarie, con la raccomandazione di rafforzare l’assistenza residenziale e domiciliare, e nonché l’integrazione sociosanitaria per rispondere alle esigenze emergenti della popolazione in cui cresce il numero di soggetti non autosufficienti.
Tutte le Regioni hanno registrato miglioramenti, in generale più marcati dove i livelli di partenza erano bassi: la Toscana ha avuto l’incremento maggiore (+0,08 punti percentuali), seguita da Calabria (+0,065), Veneto (+0,059) e P.A. di Trento (+0,057). Il Centro e il Mezzogiorno hanno mostrato miglioramenti mediamente superiori rispetto al Nord, contribuendo a ridurre parzialmente le disuguaglianze. Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Piemonte hanno avuto incrementi più contenuti (+0,01), probabilmente per vincoli strutturali e livelli già elevati. Il divario tra le Regioni migliori e peggiori resta comunque significativo: circa un terzo delle regioni non supera il 40% del valore massimo di performance ottenibile. Analizzando nel dettaglio il ranking regionale, il Veneto è in testa, seguito dalla Provincia Autonoma di Trento, che raggiunge il 62%. Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Marche e la Provincia Autonoma di Bolzano si attestano su valori compresi tra il 56% e il 50%. Un gruppo intermedio comprende Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Sardegna, Lombardia, Lazio, Abruzzo e Umbria, con performance tra il 48% e il 42%. In coda alla classifica si trovano Puglia, Basilicata, Campania, Valle d’Aosta, Sicilia, Molise e Calabria, tutte sotto il 40% della Performance massima.
Dopo l’indagine del 2025 dedicata a analizzare i livelli di soddisfazione, quest’anno Crea Sanità ha promosso una indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana per verificare come le opportunità di tutela regionali si riflettono nella percezione dei cittadini rispetto ai servizi erogati dal Sistema sanitario indagando la percezione dei cittadini relativamente ai trend di miglioramento/peggioramento nel medi periodo. La mediana nazionale della soddisfazione nel 2025 è risultata pari a 7,1 su 10, l’indagine 2026 mostra che la quota di cittadini che ha percepito un trend di miglioramento dei servizi del Ssn è bassa, variando dall’8,6% al 25,9%, con la maggior parte delle regioni tra il 17% e il 22%.
Abruzzo e Molise registrano la quota più alta di cittadini che percepiscono miglioramenti (25,9%), seguite da Lombardia (22,9%), Veneto (22,7%) e Umbria (22,6%). Al contrario, il Trentino-Alto Adige si distingue per la percentuale più bassa (8,6%), seguito da Sardegna (15,3%) e Friuli-Venezia Giulia (16,8%). In Regioni come Liguria, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Piemonte e Valle d’Aosta, la quota si attesta tra il 17% e il 21%.
Una percezione di miglioramento è più diffusa nei servizi standardizzati come l’accesso ai farmaci (30% a livello nazionale, con punte oltre il 40% in alcune Regioni), mentre resta bassa nei servizi residenziali e domiciliari, e quelli legati alla long-term care (ad esempio, solo il 14,6% per l’assistenza domiciliare e il 16,8% per la non autosufficienza). In Lombardia, il 30,2% dei cittadini ha percepito miglioramenti nella prevenzione e il 33,1% nell’accesso ai farmaci; in Veneto, il 36,4% nella prevenzione e il 22% nell’assistenza ai non autosufficienti. Permangono, quindi, criticità nella capacità di rendere visibili i progressi nei servizi territoriali - si legge nella nota - con una forte variabilità regionale e nessun chiaro gradiente Nord-Sud: i cittadini riconoscono i miglioramenti soprattutto nei servizi più consolidati, mentre le aree di assistenza territoriale restano percepite come critiche e meno soddisfacenti.
Per migliorare la performance, a conferma della multidimensionalità della performance, gli utenti si concentrano su esiti e condizioni di vita, le istituzioni cercano un equilibrio tra equità, prevenzione e sostenibilità, i professionisti sanitari puntano sulla qualità clinica e sugli esiti, il management aziendale si concentra su efficienza ed esiti, mentre l’industria delle Life Sciences dà maggiore importanza a innovazione, accesso ed esiti. L’indagine sulla percezione dei cittadini complementa quella della performance indicando in quali aree e più urgente intervenire: nel Nord l’attenzione si dovrebbe concentrare sull’assistenza domiciliare e residenziale, la prevenzione e il rapporto con il medico di medicina generale. Nel Centro, sull’attenzione alla non autosufficienza e sull’assistenza domiciliare. Nel Sud e nelle Isole, pur registrandosi un miglioramento percepito in tema di assistenza domiciliare e nei ricoveri programmati, persistono difficoltà generalizzate nei servizi territoriali.
L’analisi evidenzia che il trend evolutivo delle opportunità di tutela della salute è positivo, ma la distanza dai livelli ottimali resta ampia e le differenze territoriali sono marcate. La stessa dinamica dei miglioramenti non si ritrova nella percezione da parte dei cittadini, soprattutto per quanto concerne la residenzialità, domiciliarità e la long-term care, che rappresentano il principale punto di debolezza del sistema. Le aree più strutturate, come la farmaceutica e la prevenzione, mostrano invece livelli più elevati e uniformi di soddisfazione e miglioramento percepito. L’analisi - conclude la nota - offre quindi indicazioni preziose per orientare le politiche sanitarie: è necessario rafforzare l’assistenza territoriale e in particolare l’integrazione sociosanitaria per rispondere alle esigenze emergenti della popolazione. Una sfida per il futuro sarà, anche, quella di rendere più visibili e percepibili i progressi. La strada verso l’eccellenza rimane ancora lunga e richiede un impegno costante per ridurre le disuguaglianze e rafforzare le aree più deboli, con particolare attenzione ai bisogni emergenti di una popolazione in rapido invecchiamento.

Categoria: cronaca
13:31
Meloni vede Parmitano a Palazzo Chigi: "Dai lustro a intera nazione"
(Adnkronos) - La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto a Palazzo Chigi Luca Parmitano, designato dalla Nasa come pilota della missione Artemis III, il cui lancio è previsto per il 2027 con l’obiettivo di aprire la strada al ritorno dell’uomo sulla Luna. Nel corso dell’incontro, si legge in una nota di palazzo Chigi, Meloni "ha rinnovato le congratulazioni al colonnello dell’Aeronautica militare per il prestigioso incarico, che dà lustro all’intera nazione e conferma, ancora una volta, l’eccellenza dell’Italia nel settore spaziale".
A conclusione dell’incontro, Meloni "ha inoltre consegnato all’astronauta l’esemplare cromatico ufficiale del Tricolore della Repubblica, custodito a Palazzo Chigi, che accompagnerà la missione Artemis III nello spazio quale simbolo dell’ingegno, dell’identità e dell’orgoglio italiano".
"L'incontro è andato benissimo ed è stato estremamente piacevole. La premier è stata molto curiosa, con tante domande che riguardano la missione e l'aspetto familiare", ha detto all'Adnkronos Parmitano, raggiunto al telefono appena dopo essere stato ricevutoda Meloni. "Abbiamo parlato dell'Italia e della volontà del Paese di avere un ruolo di leadership in Europa sul settore spaziale", ha aggiunto, sottolineando che è stato il suo primo incontro con la premier: "Io vivo negli Stati Uniti, non c'era mai stata occasione".
Parmitano si trova infatti in Italia in ferie, e ne ha approfittato per incontrare la presidente del Consiglio. "Già 2000 anni fa si diceva 'ubi maior minor cessat', mi sembrava il minimo", scherza l'astronauta al telefono. Meloni "mi ha chiesto del profilo di missione e mi ha chiesto se ci sarà la possibilità di interagire con la mia famiglia mentre sarò in orbita", ha spiegato ancora. La risposta è stata "sì", perché "fortunatamente la tecnologia ci aiuta in questo".
"Il bello di Artemis III, che continuerà a farci sognare, è che essendo sperimentale in tutto lo è anche nella definizione del profilo di missione; stiamo iniziando a lavorare su quali saranno i compiti, le capacità e così via. Quindi è tutto in divenire - ha aggiunto l'astronauta - Dare una definizione molto specifica di come sarà fatta Artemis III è al momento prematuro. Posso dire che la missione che è stata annunciata dalla Nasa, e sulla quale noi inizialmente ci prepareremo, sarà quella di delineare le procedure e sperimentare l'hardware per l'avvicinamento in modalità sia automatica che manuale, l'operazione ravvicinata e l'aggancio alle astronavi lander; per una di queste è previsto anche l'ingresso, il distacco, il sorvolo e poi l'allontanamento". In quanto pilota della missione Parmitano sottolinea che "la criticità delle operazioni ravvicinate è indubbia. Nelle fasi ravvicinate ci scambieremo il posto io e il comandante e effettuerò queste manovre di attracco manualmente. L'addestramento è già iniziato e andrà avanti per tutto l'anno, fino all'inizio del 2027. La missione è prevista a inizio estate ma ci sono incognite dovute anche al suo aspetto industriale".

Categoria: politica
13:21
Wimbledon, oggi Sinner-Borges - Diretta
(Adnkronos) - Jannik Sinner torna in campo a Wimbledon 2026. Oggi, mercoledì 1 luglio, il fuoriclasse azzurro affronta Nuno Borges nel secondo turno dello Slam inglese. Il numero uno del ranking Atp arriva dal successo al debutto contro il serbo Kecmanovic, mentre il portoghese arriva dal successo contro Boyer. Il vincitore affronterà uno tra Jenson Brooksby e Ignacio Buse al terzo turno.
In caso di passaggio del turno, l'azzurro sfiderà uno tra Brooksby e Buse.

Categoria: sport
13:20
Liste d'attesa, Magi (Omceo Roma): "Tar tutela autonomia medico"
(Adnkronos) - “Accogliamo con grande soddisfazione la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso promosso dagli Ordini dei Medici del Lazio, riaffermando un principio fondamentale: la prescrizione è un atto medico che non può essere trasformato in un adempimento burocratico né imposto attraverso automatismi amministrativi". Così Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia (Omceo) di Roma, in una nota, commenta la decisione con cui il Tar ha annullato la delibera della Regione Lazio nella parte in cui prevedeva l’obbligo per i Medici di medicina generale (Mmg) e i pediatri di libera scelta di formalizzare le cosiddette “prescrizioni suggerite” provenienti dalle strutture private accreditate.
“La sentenza – prosegue Magi – afferma con chiarezza che ogni prescrizione comporta una responsabilità professionale diretta e presuppone una valutazione autonoma del medico. Non è possibile attribuire a un professionista la responsabilità di un atto clinico privandolo, allo stesso tempo, della piena libertà decisionale. Autonomia e responsabilità sono inscindibili. Il Tar - aggiunge - ha inoltre evidenziato un aspetto molto importante: un sistema costruito su automatismi prescrittivi rischia addirittura di rallentare i percorsi assistenziali anziché velocizzarli, determinando duplicazioni di valutazioni cliniche e possibili conflitti tra medici. È la dimostrazione - rimarca - che le liste d’attesa non si combattono con procedure burocratiche, ma aumentando realmente l’offerta di prestazioni e investendo sul personale sanitario”.
“Come Ordine dei Medici – conclude Magi – siamo pienamente disponibili a collaborare con la Regione Lazio per individuare soluzioni realmente efficaci per il governo delle liste d’attesa. Ma tali soluzioni devono sempre rispettare i principi costituzionali, la deontologia professionale e il diritto dei cittadini a ricevere cure fondate sul giudizio libero e responsabile del medico. Questa sentenza rappresenta una tutela per l’intera professione e, soprattutto, per la sicurezza dei pazienti”.

Categoria: cronaca
13:06
Bruno Conti lascia la Roma a 71 anni: "Tutto ha un inizio e una fine, ora voglio godermi la mia famiglia"
(Adnkronos) - Bruno Conti a 71 anni lascia la Roma dopo 54 anni con i colori giallorossi addosso. Una vita vissuta con questi colori da calciatore, allenatore, dirigente, per quella che è una leggenda unica del club giallorosso.
Oggi, 1 luglio, è ufficialmente terminata la sua avventura e lo stesso 'Marazico' ha parlato del suo addio a Trigoria, con un discorso toccante, con tanta commozione: "Penso che a tutto c'è un inizio e a tutto c'è una fine. Oggi, andando via da Trigoria, e togliere tutto quello che era di mio dal mio ufficio, c'è stata tanta emozione con tutti i dipendenti che erano presenti. Ho deciso questo perché a 71 anni siamo un po' vecchi e voglio godermi veramente un po' la mia salute, mia moglie e la mia famiglia", e parole di Bruno Conti con il lungo applauso dei presenti.
Il campione del mondo del 1982 dovrebbe comunque essere coinvolto in varie iniziative della società per il centenario del club giallorosso.

Categoria: sport
12:59
Mafia, rapporto Eurispes: "Confiscati oltre 47.000 beni e aziende, ma solo poco più metà destinati"
(Adnkronos) - Il sistema dei beni confiscati comprende oltre 47mila beni immobili e aziende distribuiti sull'intero territorio nazionale. Di questi, solo il 52,2% ha concluso l'iter di destinazione. Nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2024 sono stati destinati a finalità pubbliche o sociali 3.446 beni, di cui 3.126 immobili e 320 aziende. Tra il 2010 e il 2023 il numero complessivo dei beni destinati è aumentato del 77,2%, raggiungendo quota 24.789. È quanto emerge dal rapporto di ricerca 'Dal male al bene: come trasformare i beni sottratti alle mafie. Analisi, stime e prospettive', realizzato dalla Fondazione Eurispes e presentato nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato.
Il tema dei beni confiscati, spiega Eurispes, va ben oltre il contrasto alla criminalità organizzata e investe direttamente l'economia, la qualità delle istituzioni e le prospettive di sviluppo del nostro Paese. Le mafie, infatti, vanno osservate non sono soltanto come organizzazioni criminali: esse sono diventate grandi operatori economici e finanziari che accumulano ricchezza, alterano i mercati, distorcono la concorrenza e condizionano interi territori. Partendo da questo presupposto, è fondamentale andare oltre al numero dei beni che riusciamo a sequestrare o confiscare, ma quanto siamo realmente in grado di restituire alla collettività trasformandoli in valore economico e sociale.
Il celebre 'follow the money' non è soltanto una tecnica investigativa, ma una strategia di contrasto economico alla criminalità organizzata. Seguendo questo approccio, la ricerca ricostruisce il valore economico del patrimonio confiscato, analizzandone la distribuzione territoriale, il costo delle inefficienze amministrative e le perdite di valore determinate dall’eccessiva durata delle procedure di gestione e destinazione. Uno degli aspetti più innovativi riguarda proprio la misurazione del valore economico dei beni confiscati.
Nella ricerca viene elaborata una metodologia che integra i dati dell'Anbsc con le quotazioni dell'Osservatorio del Mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, ottenendo una prima valutazione economica dell’intero patrimonio immobiliare confiscato. Al 9 novembre 2025, la banca dati dell'Anbsc censiva 43.326 immobili e 4.836 aziende in stato di confisca.
Concentrando l'analisi sugli immobili, la ricerca distingue due categorie: quelli ancora in amministrazione e quelli già definitivamente destinati. Gli immobili ancora gestiti dall'Agenzia sono 21.662, per un valore complessivo stimato di circa 1,96 miliardi di euro. A questi si aggiungono 21.664 immobili già destinati, il cui valore complessivo è stimato in circa 2,71 miliardi di euro. Nel complesso, la ricerca stima che i 43.287 immobili confiscati abbiano un valore di circa 4,66 miliardi di euro. Si tratta, tuttavia, soltanto della componente immobiliare per la quale è stato possibile elaborare una valutazione economica sulla base dei dati disponibili. Allargando l'analisi all'intero patrimonio sequestrato e confiscato, comprendendo aziende, partecipazioni societarie, beni mobili registrati, disponibilità finanziarie e gli altri cespiti patrimoniali, il valore complessivo raggiunge una stima compresa tra 30 e 40 miliardi di euro.
Se il patrimonio immobiliare rappresenta la componente quantitativamente più rilevante dei beni confiscati, le aziende costituiscono la sfida più complessa. È nella loro gestione che si misura la capacità dello Stato di trasformare la legalità in sviluppo economico. Attualmente risultano oltre 2.170 aziende definitivamente destinate, circa 2.800 ancora in gestione, mentre le imprese definitivamente confiscate superano le 3.400 unità. Il dato più significativo è che circa il 95% delle aziende confiscate viene avviato alla liquidazione. Una percentuale che dimostra come il sistema sia molto efficace nella fase ablativa, ma ancora poco efficace nella valorizzazione economica delle imprese.
Non tutte le aziende confiscate alle mafie sono recuperabili. Molte sono state create esclusivamente per riciclare denaro, emettere fatture false o svolgere attività strumentali alle organizzazioni criminali e, in questi casi, la liquidazione rappresenta spesso l'esito naturale della procedura. Accanto a queste realtà, tuttavia, esistono imprese pienamente operative, in grado di produrre beni e servizi, con lavoratori qualificati, clienti, marchi e competenze che meritano di essere salvaguardati. Le elaborazioni e le stime effettuate sulle aziende per le quali sono disponibili dati economici evidenziano un fatturato complessivo superiore a 123 milioni di euro l'anno.
L'analisi dei bilanci disponibili, spiega Eurispes, mostra che 300 imprese impiegano complessivamente circa 3.000 lavoratori. Se le aziende attualmente in amministrazione fossero adeguatamente accompagnate nel percorso di rilancio, potrebbero arrivare a occupare circa 31.000 addetti. La ricerca propone anche un'ulteriore simulazione: se il sistema riuscisse a reinserire stabilmente sul mercato anche solo un ulteriore 20% delle imprese oggi amministrate, il recupero economico potrebbe superare i 45 milioni di euro di fatturato annuo.
La ricerca non si limita a evidenziare le criticità del sistema, ma propone un modello di governance più moderno, capace di trasformare il patrimonio confiscato in una vera risorsa strategica per il Paese. La prima proposta riguarda il rafforzamento dell'Anbsc. L'obiettivo non è modificarne la missione istituzionale, bensì dotarla degli strumenti necessari per svolgerla con maggiore efficacia. Per questo, aggiunge l'istituto di ricerca, proponiamo di valutarne la trasformazione in ente pubblico economico, mantenendo inalterate le garanzie di legalità e di controllo, ma riconoscendole una maggiore autonomia organizzativa, gestionale e finanziaria.
Una struttura di questo tipo potrebbe operare con maggiore flessibilità, attrarre professionalità altamente specializzate e amministrare un patrimonio di straordinaria complessità con strumenti più adeguati. Tuttavia, una riforma organizzativa da sola non basta. È necessario ripensare anche il modello di gestione del patrimonio confiscato. Da qui la ricerca muove per riprende una proposta già avanzata anni fa dall'Eurispes: la costituzione di una holding nazionale dei beni confiscati. Oggi migliaia di beni vengono amministrati come realtà isolate, spesso prive di collegamenti tra loro. La ricerca propone invece una gestione unitaria, organizzata per filiere produttive e capace di generare economie di scala, attrarre investimenti e valorizzare le competenze presenti sui territori. Una struttura di questo tipo consentirebbe di superare l’attuale frammentazione, trasformando un insieme di beni dispersi in un autentico patrimonio strategico nazionale.
Un'altra proposta è l’istituzione di un Fondo nazionale per il costo della legalità, destinato esclusivamente alle imprese che presentino concrete prospettive di continuità aziendale. L'obiettivo non è sostenere artificialmente attività prive di futuro, ma evitare che aziende economicamente sane vengano espulse dal mercato proprio nel momento in cui entrano nella legalità. Accanto al Fondo vengono proposti strumenti complementari: linee di credito dedicate, garanzie pubbliche, incentivi fiscali e programmi di accompagnamento manageriale, così da favorire il consolidamento delle imprese recuperabili.
Per molti anni il dibattito pubblico si è concentrato soprattutto sulla sottrazione dei beni alla criminalità organizzata. La proposta dell'Eurispes è di spostare l’attenzione sulla fase successiva: la valorizzazione. Riuscire a compiere questo passaggio, significa raggiungere un obiettivo ancora più ambizioso della stessa confisca: trasformare ciò che era strumento di potere criminale in una risorsa stabile per la crescita del Paese.

Categoria: economia
12:56
Premio Fair Play Menarini, al via la 30/a edizione
(Adnkronos) - Firenze apre le porte al 30/o Premio Internazionale Fair Play Menarini. Oggi, mercoledì 1 luglio, inizia l’evento che celebra i campioni capaci di distinguersi non solo per i risultati, ma anche per il rispetto, la correttezza e la lealtà. La tradizionale cena di gala a Piazzale Michelangelo inaugura due giorni dedicati ai valori dello sport, che si concluderanno domani, giovedì 2 luglio, con la cerimonia di premiazione al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
Tra i vincitori dell’edizione 2026: Achille Polonara, simbolo di forza e resilienza della pallacanestro italiana, Antonella Palmisano, fra le interpreti più brillanti della marcia e Armand Duplantis, atleta capace di ridefinire i confini del salto con l’asta. I loro nomi brillano accanto a quelli di Bebe Vio e Chiara Mazzel, esempi di determinazione e inclusione nello sport paralimpico. A ricevere il premio sul palco del Maggio Musicale Fiorentino saranno anche Daniele Garozzo, stella della scherma internazionale, Gregorio Paltrinieri, riferimento assoluto del nuoto mondiale, e Simone Anzani, icona della pallavolo. E ancora, al trio composto da Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Andrea Giovannini, che hanno riportato dopo 20 anni l’oro olimpico in Italia nel pattinaggio su ghiaccio a squadre, risponderà per il giornalismo sportivo un maestro di telecronache come Fabio Caressa. Tra gli sport protagonisti uno spazio particolare sarà riservato al calcio, con Diego Milito, Emilio Butragueño e Gianfranco Zola, fenomeni del pallone che hanno fatto sognare i tifosi di tutta Europa.
Accanto a loro, la serata riunirà sotto i riflettori del Fair Play Menarini alcuni vincitori delle precedenti edizioni. Da Antonio Rossi a Giancarlo Antognoni, da Ian Thorpe a Sasha Vujačić passando per Giacomo Perini e Andrea Zorzi.
“Trent’anni fa nasceva un progetto che aveva l’ambizione di mettere al centro i valori dello sport. Oggi possiamo dire che quelle stesse idee sono più attuali che mai – dichiarano Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – In questi anni abbiamo incontrato straordinari campioni ma soprattutto persone eccezionali, che ci hanno dimostrato come il rispetto delle regole, degli avversari e di sé stessi rappresenti il più importante dei successi”.
Nella conduzione della serata Rachele Sangiuliano, Michele Cagiano e Omar Schillaci saranno affiancati da Federico Buffa, per accompagnare il pubblico in un viaggio tra le grandi storie dello sport. La cerimonia di premiazione del Fair Play Menarini 2026 sarà trasmessa in diretta su Sky ai canali 501 e 257.
Il 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini vede la partecipazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale in qualità di partner istituzionale, e di Sustenium, Frecciarossa, Adiacent ed Estra come partner dell’iniziativa. Per seguire da vicino i protagonisti e restare aggiornati su tutte le novità, visitare il sito ufficiale www.fairplaymenarini.com e i canali social del Premio su Instagram, Facebook e YouTube.

Categoria: sport
12:49
Gli scismi nella storia, una lunga scia di separazioni dalla Chiesa
(Adnkronos) - I Lefebvriani hanno ordinato quattro vescovi senza il mandato pontificio. E' solo l'ultimo di una serie di scismi che hanno scosso la Chiesa nel corso dei secoli.
Nel linguaggio della storia della Chiesa, la parola “scisma” indica una separazione dolorosa ma concreta: non tanto una diversa interpretazione della fede, quanto la rottura della comunione tra gruppi di credenti e l’autorità ecclesiastica. È una frattura che non nasce quasi mai all’improvviso, ma si accumula lentamente, intrecciando questioni teologiche, tensioni politiche, differenze culturali e rivalità di potere. La storia del cristianesimo, in questo senso, non è solo una linea continua di sviluppo spirituale, ma anche una trama di divisioni che hanno ridisegnato più volte la mappa della Chiesa. Alcune di queste fratture sono state riassorbite, altre hanno dato origine a tradizioni cristiane distinte che ancora oggi convivono, separate ma spesso in dialogo.
Già nei primi secoli, quando il cristianesimo viveva sotto la pressione dell’Impero romano, la comunità dei fedeli si trovò di fronte a una domanda difficile: come comportarsi con chi, per paura della morte, aveva rinnegato la fede? Da questa tensione nacquero le prime divisioni significative. I movimenti dei novaziani e dei donatisti rifiutavano la linea più aperta della Chiesa ufficiale, che prevedeva il reinserimento dei lapsi (i cristiani che avevano rinnegato la propria fede per salvarsi la vita) attraverso la penitenza. Per i gruppi rigoristi, invece, l’apostasia era una frattura irreparabile. Dietro questa disputa non c’era solo una questione disciplinare, ma una diversa idea di Chiesa: da una parte una comunità capace di perdono, dall’altra una comunità dei “puri”, incapace di tollerare la fragilità umana.
Con il consolidarsi della dottrina cristiana, le controversie si spostarono sul terreno della teologia. I concili di Efeso (431) e Calcedonia (451) cercarono di definire con precisione il mistero di Cristo, ma le loro decisioni non furono accolte ovunque. Le comunità che non riconobbero quei pronunciamenti diedero origine a tradizioni ancora oggi esistenti, come la Chiesa copta e la Chiesa etiope, oltre a varie forme della tradizione siriaca e orientale. In questi scismi, la frattura non è solo ecclesiastica: si intreccia con lingue diverse, culture lontane e sensibilità teologiche non sempre riconciliabili. L’unità della Chiesa antica si incrina proprio mentre cerca di definirsi in modo sempre più preciso.
Il primo grande scisma del 1054 porta alla frattura tra Chiesa d'Oriente e Chiesa d'Occidente. Il Grande Scisma tra Roma e Costantinopoli non è un evento isolato, ma il punto di arrivo di un lungo processo di allontanamento. Nel corso dei secoli, le differenze tra mondo latino e mondo greco si erano moltiplicate: nella lingua della liturgia, nella struttura del potere ecclesiastico, nella disciplina del clero, perfino nei simboli dell’Eucaristia. A questo si aggiungeva una diversa visione del primato del vescovo di Roma, sempre più forte in Occidente e sempre più contestato in Oriente. La controversia del Filioque, l’aggiunta al Credo che affermava la processione dello Spirito Santo “dal Padre e dal Figlio”, divenne il simbolo di una distanza teologica ormai difficile da colmare. Ma dietro la formula c’era molto di più: due modi diversi di concepire l’autorità, la tradizione e la stessa unità della Chiesa.
Datato storicamente al 16 luglio 1054, il Grande Scisma pose fine al concetto di cristianità unita sotto un'unica sede apostolica. La scomunica reciproca tra il legato papale Umberto da Silvacandida e il patriarca di Costantinopoli Michele I Cerulario sancì una rottura che, col tempo, si sarebbe trasformata in separazione definitiva.
Nei secoli successivi, la frattura si consolidò. Le Crociate, soprattutto la conquista di Costantinopoli nel 1204, accentuarono la distanza e alimentarono diffidenze profonde. La Chiesa cattolica sviluppò progressivamente una struttura fortemente centralizzata attorno al papato, mentre il mondo ortodosso si organizzò in una comunione di Chiese autocefale, unite dalla fede ma non da un’autorità unica. Nonostante alcuni tentativi di riunificazione, come i concili di Lione (1274) e Firenze (1439), la separazione rimase stabile. Solo in epoca contemporanea si è riaperto un dialogo significativo con la Chiesa ortodossa, culminato nel gesto simbolico dell’incontro tra Paolo VI e il patriarca Atenagora I nel 1964 e nella revoca delle scomuniche del 1054.
Se lo scisma d’Oriente separò due mondi, quello d’Occidente rappresentò una frattura interna alla Chiesa latina. Tra la fine del XIII e il XIV secolo, il papato attraversò la fase della cosiddetta cattività avignonese, durante la quale i pontefici risiedettero lontano da Roma, sotto forte influenza francese. Quando la sede fu riportata a Roma, le tensioni esplosero. Nel 1378, l’elezione di Urbano VI fu contestata da una parte del collegio cardinalizio, che elesse un antipapa, Clemente VII. La cristianità occidentale si trovò così divisa tra due obbedienze, e in alcuni momenti persino tre. Non era solo una questione di legittimità: si trattava di una vera frammentazione politica e religiosa dell’Europa cristiana, con regni e alleanze schierati su fronti opposti. Il Concilio di Costanza riuscì infine a ricomporre la situazione nel 1417, ma il prezzo fu alto: l’autorità papale ne uscì indebolita e l’idea di una Chiesa universalmente unita ne risultò profondamente segnata.
Nel XVI secolo, la nascita della Chiesa anglicana segnò uno degli scismi più noti dell’età moderna. In questo caso, la rottura con Roma fu determinata da una combinazione di motivi personali e politici, legati alla figura di Enrico VIII e al controllo della Chiesa inglese.
Nel XIX secolo, la proclamazione del dogma dell’infallibilità papale durante il Concilio Vaticano I provocò la separazione di alcuni gruppi, tra cui la Chiesa dei vecchi cattolici. Nel XX secolo, alcune tensioni legate all’attuazione del Concilio Vaticano II hanno generato ulteriori fratture con gruppi tradizionalisti, che contestavano le riforme liturgiche e disciplinari. In prima fila ci sono i gruppi tradizionalisti legati al vescovo Marcel Lefebvre che rifiutano alcune riforme del Concilio Vaticano II, e che da quasi mezzo secolo danno vita a nuove tensioni e scissioni. E ora a un nuovo scisma ufficiale con l'ordinazione quattro nuovi vescovi senza l'autorizzazione papale. (di Paolo Martini)

Categoria: cronaca






































