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Khamenei, chi è l'uomo diventato ayatollah in una notte
(Adnkronos) - La Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, sarebbe stata uccisa nei raid condotti da Israele e Stati Uniti su Teheran e che, come confermato da Canale 12 e dal New York Times, hanno raso al suolo la sua residenza.
The Times of Israel' riferisce che sarebbe stato recuperato il corpo poco dopo che il premier israeliano Benjamin Netnayahu ha affermato che c'erano "molti segnali" che indicano che "Khamenei sia morto". Data l'età e i problemi di salute che si sono susseguiti, più volte in passato erano circolate notizie - rivelatesi fake - che volevano Khamenei ricoverato in ospedale, a volte in punto di morte o che alimentavano speculazioni sul suo successore. Secondo valutazioni della Cia, a prendere il suo posto sarà una figura radicale legata ai Pasdaran.
Nato il 19 aprile del 1939 a Mashad, città santa per gli sciiti, Khamenei iniziò il percorso di studi in una 'maktab', l'allora scuola elementare. Il figlio secondogenito dell'hojatoleslam Javad Khamenei frequentò poi il seminario di Mashad, dove frequentò le lezioni del grande ayatollah Milani. Il giovane Khamenei lasciò l'Iran a 18 anni per svolgere un pellegrinaggio a Najaf, città irachena che ebbe un ruolo importante nella vita della Guida Suprema. L'anno dopo si spostò a Qom, il 'Vaticano' degli sciiti, dove fino al 1964 seguì gli insegnamenti di alcuni degli ayatollah più famosi dell'epoca, tra cui l'ayatollah Borujerdi e Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica.
"Per quanto riguarda le idee politiche e rivoluzionarie e la giurisprudenza islamica, sono certamente un discepolo dell'Imam Khomeini", affermò Khamenei, che sempre nei primi anni Sessanta si unì alle file dei rivoluzionari che si opponevano al regime dello Shah e alla sua politica filo-americana. Il 'matrimonio' con la causa khomeinista gli costò una notte in carcere nel maggio del 1963, quando il leader della rivoluzione gli affidò la missione di portare un messaggio segreto all'ayatollah Milani. Un mese dopo fu nuovamente arrestato e rinchiuso in carcere per attività antigovernative.
In quegli anni Khamenei rimase in stretto contatto con Khomeini, a quell'epoca in esilio prima in Iraq e poi in Francia, di cui divenne un fidato consigliere. Subito dopo il ritorno di quest'ultimo a Teheran nel 1979 fu nominato membro del Consiglio della Rivoluzione. Dopo il suo scioglimento divenne vice ministro della Difesa e rappresentante personale di Khomeini nel Consiglio Supremo per la Difesa. Per un breve periodo comandò i Guardiani della Rivoluzione. Falco in politica estera, fu uno dei negoziatori chiave della cosiddetta crisi degli ostaggi.
Tra i membri fondatori del Partito islamico repubblicano (Pir), nel 1981, mentre stava tenendo un discorso in una moschea di Teheran, una bomba esplose facendogli perdere l'uso del braccio destro. L'attentato venne poi rivendicato dai Mojahedin del Popolo. In quell'anno fu eletto deputato e poi presidente, incarico che ricoprì per due mandati di seguito fino al 1989, quando alla morte di Khomeini venne eletto Rahbar dall'Assemblea degli Esperti, approfittando della rottura tra il fondatore della Repubblica islamica e colui che appariva il candidato naturale alla sua successione, l'ayatollah Montazeri.
In realtà Khamenei non aveva i titoli per ottenere la carica. La Guida suprema, infatti, doveva essere riconosciuta come 'marja-e taqlid', cioè fonte di imitazione. Ma davanti al vuoto che si era creato con la morte di Khomeini, si emendò la Costituzione pur di nominare un nuovo Rahbar. In una notte fu anche 'promosso' da hojatoleslam ad ayatollah.
Sotto la sua leadership l'Iran affrontò momenti di grande difficoltà. Il primo ostacolo per la Guida Suprema fu il doppio mandato del presidente Mohammad Khatami, un riformista che spingeva per la distensione con l'Occidente, una linea che Khamenei vedeva come fumo negli occhi. Il Rahbar riuscì sostanzialmente a far fallire la presidenza Khatami bloccando molte delle sue riforme che avevano come obiettivo aprire il Paese sia da un punto di vista sociale che politico.
Fu però con il suo successore, l'ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, da molti ritenuto un suo protégé, che la Repubblica islamica fu sul punto di crollare. La contestata rielezione dell'ex sindaco di Teheran nel 2009, infatti, portò il Paese sull'orlo del caos, con migliaia di manifestanti uccisi nella repressione dell'Onda Verde. Davanti alle più gravi manifestazioni di piazza dai tempi della rivoluzione, Khamenei usò il pugno di ferro. Migliaia di dissidenti, tra cui i due leader dell'opposizione Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, furono arrestati. La presidenza Ahmadinejad fu caratterizzata anche da aspre critiche contro il governo per la gestione dell'economia e per alcune decisioni di politica estera e alla fine del mandato la rottura tra l'allora presidente e Khamenei divenne evidente.
Nel 2013 fu tempo di nuovo di un riformista alla presidenza dell'Iran. Il doppio mandato di Hassan Rohani fu caratterizzato dall'accordo sul programma nucleare (Jcpoa) che nel 2015 portò alla revoca delle sanzioni contro la Repubblica islamica. Intesa che poi nel 2018 Donald Trump fece naufragare. Khamenei appoggiò quell'accordo storico con le potenze mondiali, ma contrastò ogni tentativo di Rohani di espandere le libertà civili.
L'abbandono del Jcpoa da parte degli Stati Uniti fece sprofondare l'Iran in una nuova crisi economica, innescando una nuova ondata di proteste antigovernative nel 2019, durante le quali i manifestanti scandirono lo slogan "morte al dittatore" - un riferimento al Leader. Il 'tradimento' statunitense rafforzò quel sentimento anti-occidentale, che sfociava in un vero e proprio odio per gli Usa, che ha sempre dominato la retorica populista di Khamenei in tutti i suoi anni al potere. "L'ho detto fin dal primo giorno: non c'è da fidarsi dell'America", commentò subito dopo la mossa di Trump. Ma se c'è un 'nemico' che Khamenei non ha mai cessato di bersagliare in tutti i suoi interventi pubblici quello è stato Israele. La Guida suprema, che più volte ha negato l'Olocausto, minacciò innumerevoli volte di cancellare lo Stato ebraico, definito "un cancro", dalle mappe geografiche.
Un altro momento drammatico che fece tremare le fondamenta della Repubblica islamica sotto Khamenei fu l'uccisione del suo stretto alleato nonché amico personale Qassem Soleimani. L'allora capo della Forza Quds, corpo di elite dei Pasdaran, venne assassinato in un raid di un drone statunitense a Baghdad nel gennaio 2020. Khamenei promise "vendetta" e ordinò come rappresaglia il lancio di alcuni missili balistici contro due basi irachene che ospitavano truppe americane.
Pochi giorni dopo la morte di Soleimani, l'Iran fu scosso da un altro episodio. L'abbattimento per errore di un aereo ucraino scambiato per un velivolo nemico ad opera della contraerea dei Guardiani della Rivoluzione. Il bilancio pesantissimo di 176 morti scatenò un sentimento di rabbia e nuove proteste antigovernative.
Alcuni mesi dopo l'Iran, come il resto del mondo, fu colpito dalla pandemia. Una prova durissima per il Paese, che tra quelli del Medio Oriente ha pagato il prezzo più alto in termini di vite umane. L'ayatollah inizialmente minimizzò la minaccia del coronavirus, sostenendo che fosse una tattica per spaventare il Paese. "E' un problema che passerà. Non è niente di straordinario", disse.
Nel lungo corso del suo dominio sull'Iran, Khamenei costruì un'articolata architettura di sicurezza fondata sull' 'Asse della resistenza': una rete di alleanze e milizie in Libano, Siria, Iraq e Yemen, concepita per proiettare l'influenza iraniana e contenere Israele e gli Stati Uniti. La guerra a Gaza ha però segnato un punto di svolta. Durante il conflitto, diversi leader e comandanti di Hamas, Hezbollah e degli Houthi furono uccisi in operazioni mirate, indebolendo una struttura che per anni aveva rappresentato il principale strumento di deterrenza regionale di Teheran. Quella rete, pensata per circondare Israele e garantire profondità strategica alla Repubblica islamica, divenne progressivamente sempre più fragile, sotto pressione militare e politica, fino al 'colpo di grazia' rappresentato dalla caduta di Assad a Damasco.
Parallelamente, sul fronte interno, Khamenei ha dovuto fare i conti con un malcontento crescente. Le proteste esplose a fine dicembre in diverse città iraniane, represse duramente dalle autorità con un bilancio - secondo alcune fonti - di decine di migliaia di morti, hanno evidenziato l'ennesima frattura profonda tra establishment e società.

Categoria: internazionale/esteri
20:43
Iran, "Khamenei è morto": l'annuncio da Israele
(Adnkronos) - L'ayatollah Ali Khamenei, guida spirituale dell'Iran, è morto. Khamenei è rimasto ucciso nell'attacco condotto oggi da Stati Uniti e Israele. Lo afferma il Times of Israel sulla base delle informazioni fornite da una fonte israeliana. I raid hanno colpito Teheran e in particolare la residenza dell'ayatollah, distrutta da 80 bombe. Il corpo di Khamenei è stato estratto dalle macerie e un'immagine è stata mostrata al premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo l'emittente israeliana Channel 12, e al presidente americano Donald Trump.
Negli stessi momenti l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha aggiornato diversi alti funzionari a Washington comunicando che l'ayatollah è stato ucciso, come riferisce Axios.
Per tutta la giornata la sorte di Khamenei è stata avvolta nel mistero. L'attacco condotto oggi ha preso di mira il compound della guida spirituale iraniana, il complesso è stato raso al suolo. "Ci sono molti segnali che Khamenei è morto. Abbiamo distrutto il sito dove si trovava il tiranno che ha diffuso il terrorismo in tutto il mondo", le parole di Netanyahu nel pomeriggio italiano.
Gli annunci da Israele hanno invertito la rotta dopo le news provenienti da Teheran. Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha usato gli aggettivi "sani e salvi" per rispondere a domande su Khamenei e sul presidente Masoud Pezeshkian. Nell'attacco al compound, ha comunicato Teheran sin da subito, morti il genero e la nuora della Guida Suprema.

Categoria: internazionale/esteri
20:41
FantaSanremo, la serata finale in diretta: i bonus e i malus assegnati
(Adnkronos) -
Stasera gli ultimi bonus e malus assegnati in questa edizione del FantaSanremo. A esibirsi nella quinta e ultima serata tutti i 30 Big in gara. I fantagiocatori sono pronti a conoscere non solo il vincitore del festival della canzone italiana ma anche quello del fantasy game dedicato alla kermesse.
Svelati i bonus validi solo per la finale, dai punti per gli abbracci a quelli per i piedi scalzi.

Categoria: spettacoli
20:37
Sanremo 2026, Giorgia Cardinaletti co-conduttrice: chi è la giornalista del Tg1
(Adnkronos) - Giorgia Cardinaletti è la co-conduttrice della serata finale del Festival di Sanremo 2026. La giornalista e volto del Tg1 affianca Carlo Conti e Laura Pausini questa sera, sabato 28 febbraio. Cardinaletti ha ricevuto la proposta nel corso di un collegamento col direttore artistico della kermesse mentre conduceva il Tg1 delle 20.
"Tu sarai qui a Sanremo per i collegamenti per il Tg1. Sabato, visto che finisci con il collegamento delle 20.30, potresti essere con me e con Laura a cocondurre il Festival?", le aveva chiesto Conti a sorpresa. "Prego? Non è uno scherzo?", aveva replicato Cardinaletti incredula, convinta inizialmente che si trattasse di uno scherzo organizzato dal direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci.
Classe 1987. Giorgia Cardinaletti, marchigiana di Fabriano, dopo il diploma al liceo classico consegue una laurea in lettere a indirizzo storico all’Università di Perugia. Dopo il percorso alla scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, dal 2012 è giornalista professionista iscritta all’Ordine dei giornalisti del Lazio.
Muove i primi passi in Rai News 24 come inviata, per poi diventarne conduttrice. Nel 2016, dopo essersi fatta conoscere come inviata di Formula 1 e volto del programma Pole Position, viene scelta alla guida de La Domenica Sportiva, incarico che ricopre fino al 2019. Nell’agosto dello stesso anno passa al TG1, dove conduce prima le edizioni ‘60 secondi’ e notturna. Nel febbraio 2020, durante la settimana del Festival di Sanremo, è al timone su RaiPlay di Dentro il Festival. Durante la pandemia di Covid-19, a gennaio del 2022 assume la conduzione di Via delle storie, programma di approfondimento in onda nella seconda serata del lunedì su Rai1. Da giugno 2022 è alla guida dell’edizione delle 20 del TG1. Nel 2025 prende parte alla serie Minimarket con Kevin Spacey, interpretando se stessa. Ha ricevuto premi come il Francesco Valentini, il Margutta e riconoscimenti come telegiornalista dell’anno.
Giorgia Cardinaletti ha avuto una relazione con il cantautore Cesare Cremonini, che l'ha citata in una sua recente intervista al 'Corriere', che si è chiusa all’inizio di quest’anno.
Ora la giornalista del Tg1 è impegnata sentimentalmente con Francesco Bechis, cronista politico del 'Messaggero'. Romano, classe 1995, due volte figlio d’arte (il padre è il direttore di Open.online Franco, la madre è Monica Mondo, volto storico di Tv2000), laurea e master alla Luiss, junior fellow della Fondazione De Gasperi, per sei anni anni firma di 'Formiche.net' per cui ha scritto di politica e sicurezza, nel 2022 entra a via del Tritone come cronista parlamentare e di governo, seguendo da vicino Palazzo Chigi e i rapporti internazionali di Draghi e Meloni. Nel 2024 ha pubblicato il libro 'Realpolitik' insieme a Giampiero Massolo, già a capo della diplomazia e dell’intelligence italiane.

Categoria: spettacoli
20:36
Sanremo 2026, Bambole di Pezza: la band femminista con 'Resta con me'
(Adnkronos) - Le Bambole di Pezza sono le quarte a esibirsi questa sera, sabato 28 febbraio, per la finale del Festival di Sanremo 2026. La band punk rock è in gara alla kermesse canora con il brano 'Resta con me'.
Una delle realtà più rappresentativa della scena rock pop-punk italiana. Le Bambole di Pezza sono nate a Milano nel 2002 inizialmente sotto contratto con Tube Records. Da sempre si sono distinte per i temi forti legati al femminismo, alla parità di genere e alla lotta contro la violenza sulle donne. Oggi il gruppo è composto da: Cleo per la voce. Morgana, chitarra solista. Dani, cori e chitarra ritmica. Xina, batteria e cori. Kaj, basso e cori.
Il debutto arriva con 'Crash Me', un album che permette alla band di intraprendere una lunga tournée. Approdano anche in televisione: partecipano come guest star a un episodio de L'Ispettore Coliandro, interpretando la band in cui suona Nikita e portando sullo schermo il brano 'Le Streghe'.
Nel 2014 arriva una reunion per celebrare i dieci anni dall'ultimo album 'Strike'. È l'inizio di un nuovo capitolo: le chitarriste storiche Morgana Blue e Dani Piccirillo rilanciano il progetto coinvolgendo Cleo, Kaj e Xina.
Nel 2022 avviene il ritorno ufficiale sui palchi in Piazza della Scala a Milano, accanto ai Rezophonic. Nello stesso anno la band pubblica 'Rumore', omaggio a Raffaella Carrà scelto come colonna sonora della miniserie dedicata all'artista, e il brano 'Non Sei Sola', realizzato con Jo Squillo per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Nel 2024 la band firma con l'etichetta Nigiri con distribuzione Sony, pubblicando i singoli Stuntman, ZenZero e Cresciuti Male, quest'ultimo in collaborazione con J-Ax. E il 24 gennaio 2025 vede la luce il loro quarto album in studio, Wanted.
"Volevamo arrivare qui consapevoli di avere alle spalle tanto impegno ed esperienza, anche da indipendenti", racconta Cloe. "Dimostrando che da un garage si può arrivare al palco di Sanremo". "Essere cinque donne su un palco così importante è già un messaggio fortissimo", sottolinea Dani. "È interessante notare come, pensando a una band, l'immagine sia quasi sempre maschile. Quest'anno, invece, l'unica band a Sanremo è di donne". Una presenza che sperano possa essere d'ispirazione. "Quando ero piccola non avevo mai visto una donna suonare uno strumento", confida Cloe. "La prima volta fu a Sanremo, vidi L'Aura al pianoforte e pensai: 'Allora posso farlo anch'io'. Speriamo che la nostra presenza porti tante ragazzine a dire: 'Adesso lo faccio anch'io'".
Un concetto, quello dell'unione, che diventa un messaggio politico. "Ci vuole coraggio a stare insieme, soprattutto in un momento storico di conflitti come questo", aggiunge Dani. "Il nostro è un messaggio politico perché presuppone un gruppo di persone. È un richiamo al valore dell'umanità, al non essere isole come la società odierna ci sta abituando. È un invito a guardarsi attorno di fronte a ogni difficoltà".
Volevo dirti in queste notti, ti penso ancora
Che la mia vita da quel giorno, è un'altra storia
E a volte per cambiare tutto basta una parola
Per diventare ciò che sono ho camminato sola
Sono una donna che non guarda in faccia niente
Mi hanno guardata male ma è il giudizio della gente
Quando ti senti stanca dalle delusioni
E l'unica certezza sono le canzoni
E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui
Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me
Ho fatto sogni senza mai, chiudere gli occhi
Vissuto vite che non sai, se immaginarti
Ho visto uomini per bene, andare in pezzi
E ho visto uomini di strada, tornare onesti
E pezzi di giornali sparsi, nella mia testa
Una ragazza una chitarra, e una tempesta
Questi non sanno cosa provo dentro
Come una foglia sempre stata al vento
E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui
Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me
E allora dimmi
Se conosci un modo
Per dimenticare i guai
Per noi che siamo stati
Sempre appesi a un filo
Aspettami nell'alba di questo mattino
Ho superato anni come questi
E avrei voluto dirti
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me.

Categoria: spettacoli
20:32
Sanremo 2026, Nino Frassica torna come co-conduttore per il gran finale
(Adnkronos) - Nino Frassica è il co-conduttore di oggi, sabato 28 febbraio, della serata finale del Festival di Sanremo 2026. L'attore, che era già stato all'Ariston l'anno scorso, sarà al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini.
Il comico sarà al fianco di Carlo Conti nei due appuntamenti di 'Sanremo Top' in programma il 7 e 14 marzo su Rai1. E la sua presenza sul palco dell'Ariston questa sera - a quanto ha appreso l'Adnkronos - servirà proprio a lanciare questi due appuntamenti.
Nino Frassica nasce a Messina nel 1950. Dopo gli anni trascorsi in Sicilia con la famiglia, si trasferisce a Milano dove intraprende un percorso che lo porterà a diventare uno dei volti più apprezzati della televisione e della comicità italiana.
Il debutto nel mondo dello spettacolo risale al 1980, con il film FF.SS. di Renzo Arbore. Cinque anni dopo Arbore lo chiama a partecipare al programma di Rai 2 Quelli della notte, e nel 1987 prende parte a Indietro tutta!. Negli anni ’80 e ’90 Frassica appare in diversi varietà e show Rai. Nel 2008, 2010 e 2013 è ospite di Carlo Conti in I migliori anni, programma.
Dal 2015 fa parte di Che fuori tempo che fa, spin-off di Che tempo che fa di Fabio Fazio, affiancando il conduttore anche alla guida del programma principale nel 2017.
Frassica è anche attore cinematografico e televisivo: dal 1999 interpreta il maresciallo dei Carabinieri Nino Cecchini nella fiction Don Matteo. Nel 2010 ottiene un ruolo minore in The Tourist, con Johnny Depp. Nel 2016 è fra i protagonisti della docuserie La mafia uccide solo d’estate, dove interpreta Fra Giacinto, un prete colluso con la mafia.
Nel 2023 partecipa come concorrente a Il Cantante Mascherato sotto la maschera del Ciuchino e recita nel film L’estate più calda, diretto da Matteo Pilati.Nel 2024 torna a condurre Striscia la notizia dopo 19 anni, affiancando per alcune settimane Michelle Hunziker. E nel 2025 ha co-condotto il Festival di Sanremo al fianco di Carlo Conti.
Nino Frassica nel 1985 ha sposato l’attrice Daniela Conti. La loro storia, però, si è conclusa nel 1993. Nel 2018 si lega a Barbara Exignotis. La sua seconda moglie è mamma di Valentina Lubrano, che Frassica considera come sua figlia.

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20:32
Sanremo 2026, Chiello chi è: il brano 'Ti penso sempre' e la polemica con Morgan
(Adnkronos) - Chiello è il secondo artista a esibirsi questa sera, sabato 28 febbraio, nella serata finale del Festival di Sanremo 2026 dove alla fine si decreterà il vincitore della 76esima edizione del Festival.
Questa è la prima partecipazione di Chiello come concorrente in gara con il brano 'Ti penso sempre'. Ha precedentemente calcato il palco dell'Ariston nel 2025 come ospite durante la serata delle cover con Rose Villain, sulle note di 'Fiori rosa, fiori di pesco', brano di Lucio Battisti.
Chiello, all'anagrafe Rocco Modello, è nato nel 1999 a Venosa in Basilicata. La sua è considerata come una delle voci più originali e riconoscibili della nuova scena musicale italiana. È capace di attraversare trap, indie pop e cantautorato. Inizia a fare musica intorno ai dodici anni, affascinato da un mix di stili, da Fabri Fibra a Nirvana, fino ai cantautori come Luigi Teco e Gino Paoli.
Frequenta il liceo artistico, ma abbandona al penultimo anno per dedicarsi completamente alla musica. Intraprende una carriera solista che lo porta a collaborare con artisti di primo piano come Mace, Colapesce, Rkomi, Madame, Sick Luke, Mahmood, Tedua, Coez e Guè.
Nel 2021 pubblica il singolo 'Quanto ti vorrei', prodotto da Shablo, che anticipa l'album d'esordio 'Oceano Paradiso': undici tracce che mixano vari generi, da indie pop, rock alternativo e cantautorato contemporaneo, con testi malinconici e profondi. Il disco ottiene il disco d'oro.
Il successo di 'Quanto ti vorrei' lo porta come ospite ai live di X Factor 2021, ai palchi del TIM Summer Hits e dei TIM Music Awards all'Arena di Verona nel 2022, accompagnati dal primo tour ufficiale. Nel 2023 pubblica poi l'album 'Mela marcia'.
Il 2024 e il 2025 sono gli anni di 'Scarabocchi', il terzo album in studio uscito ad aprile 2025. Nello stesso periodo, Chiello prende parte al brano 'Paradiso' di Mahmood con Tedua e a 'Ruggine' di Mace con Coez.
Nel febbraio 2025 arriva sul palco del Festival di Sanremo come ospite di Rose Villan nella serata delle cover, interpretando 'Fiori rosa, fiori di pesco' di Lucio Battisti.
Il nome 'Chiello' pare che sia nato come evoluzione di un nome d'arte usato agli inizi, 'Pistacchiello', che è diventato la sua identità artistica stabile, separata dal nome di battesimo.
Chiello nella serata delle cover di ieri, venerdì 27 febbraio, è stato accompagnato dal pianista Saverio Cigarini per la sua esibizione con il brano 'Mi sono innamorato di te' di Luigi Tenco. Il duetto era inizialmente previsto con Morgan ma a pochi giorni dall'inizio della kermesse canora, il cantante aveva annunciato la propria rinuncia spiegando che la sua presenza avrebbe rischiato di "oscurare" il giovane collega. Una versione che poi, Chiello, in conferenza stampa ha ridimensionato.
"Lui è un grande artista, su questo non ci sono dubbi, solo che abbiamo fatto un po' di prove e non ci siamo trovati, non si è creata quell'alchimia artistica e quindi ho deciso di non portarlo e non sarà presente totalmente". L'artista in gara a Sanremo ha, dunque, fornito la sua versione dei fatti e ha aggiunto: "L'arrangiamento è stato fatto da Saverio Cigarini, che è una persona molto importante per me e tra l'altro anche un grande artista, quindi sono sicuro che spaccherà tutto".
Alla domanda diretta "Quindi è stata tua la decisione di rinunciare a lui?", ha risposto: "Sì, così ho detto". E riguardo alla versione differente di Morgan ha concluso, tagliando corto: "Ma sì, ma non voglio fare queste polemiche, sembra poi la fidanzata che 'ti ho lasciato io, non mi hai lasciato tu'. No, non mi interessa questa cosa, comunque può dire quello che vuole".
Il brano parla di un amore finito. 'Ti penso sempre' è un'esperienza collettiva che chiunque di noi potrebbe vivere e che ognuno può interpretare a modo proprio.
Mi piacerebbe dirti che
Non ho pensato a te
È che non riesco a svegliarmi
E sapere che oramai non ci sei
Poi questo fottuto letto
Che non mi sembra fatto per due
Avevi detto che ero l'unico
Ed io ci avevo quasi creduto
Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Pensi sia stato uno sbaglio
Venire sotto casa tua
Non ho trovato il coraggio
Di dirti quello che ho fatto
Ma almeno non ti ho detto una bugia
Una bugia
A cosa serve il tuo odio
Se la colpa è solo tua
Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Quindi amarsi a cosa serve?
Se finiamo per odiarci
Quanto tempo che si perde
A dirsi ti amo e dopo addio
Pensi sia stato uno sbaglio
Lasciami sciogliere nell'agonia
Non meritavo uno schiaffo
Mi hai messo in bocca un'altra tua bugia
Lasciami sciogliere nell'agonia
Nell'agonia
Se ti rivedo ti.

Categoria: spettacoli
20:18
Iran, cosa c'è dietro la decisione di Trump di attaccare: il retroscena
(Adnkronos) - Una campagna massiva contro l’Iran che andrà avanti per diversi giorni: è questo l’obiettivo del presidente Donald Trump, che ha lanciato un esplicito appello ai cittadini del Paese mediorientale affinché si liberino della loro leadership oppressiva. "Hanno rifiutato ogni opportunità di rinunciare alle loro ambizioni nucleari e non ne possiamo più", ha detto Trump per giustificare l’attacco. Dopo il suo discorso nella notte americana, non si prevede che il leader americano torni a parlare questo sabato, nonostante alcune indiscrezioni della stampa. Karoline Leavitt, la portavoce presidenziale, ha spiegato che il presidente ha monitorato la situazione nella residenza di Mar a Lago, Florida, insieme ai membri del suo team per la sicurezza nazionale, incluso il Segretario della Difesa Pete Hegseth.
Prima dell’attacco, ha rivelato Leavitt, il Segretario di Stato Marco Rubio ha informato la "Gang of Eight", ovvero il piccolo gruppo bipartisan composto da otto membri di alto rango del Congresso, che solitamente viene informato dal potere esecutivo su questioni di intelligence delicate e classificate. “Il Presidente e il suo team per la sicurezza nazionale continueranno a monitorare attentamente la situazione”, ha scritto Leavitt. Tale discussione con la Gang, se confermata, potrebbe mettere a tacere le critiche di alcuni legislatori, soprattutto democratici, che accusano Trump di continuare ad agire senza passare prima attraverso il Congresso. Per quanto riguarda l’attacco del sabato, l’amministrazione Trump esclude che sarà una guerra lunga e parla di una missione – per lo meno nel lato americano – finalizzata principalmente ad annientare la capacità nucleare e balistica del paese.
Allo stesso tempo, venerdì, Trump aveva riconosciuto il rischio di un conflitto prolungato: "Credo che si possa dire che c'è sempre un rischio. Sai, quando c'è una guerra, c'è un rischio in ogni cosa, nel bene e nel male". In un'intervista questa settimana, il vicepresidente JD Vance – che in precedenza aveva messo in guardia contro l'invio di truppe statunitensi in zone pericolose per scopi incerti – ha lasciato intendere che qualsiasi operazione in Iran non si tradurrebbe in un conflitto prolungato simile alle guerre in Iraq o in Afghanistan. Trump resta fiducioso che la sua operazione aerea possa portare con successo a un cambiamento nel governo iraniano, nonostante le grandi incertezze su cosa e chi potrebbe sostituirlo e i limitati esempi storici di come la sola potenza aerea abbia rovesciato il leader di un paese. In tutto ciò, il presidente americano non ha chiarito nel suo messaggio alla popolazione iraniana come i manifestanti e gli oppositori del governo possano rimuovere la leadership di Teheran.
Al Washington Post, Trump ha semplicemente detto che la sua principale preoccupazione è la “libertà” del popolo iraniano. “Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo”, ha detto. Il generale americano in pensione David Petraeus, alla Cnn, esclude che ci saranno militari sul terreno in un'operazione Usa in Iran. “Certamente potremo avere qualche limitata presenza sul terreno o altri asset, ma sarebbe molto limitata e in zone sicure”, ha aggiunto Petraeus, che è stato anche direttore della Cia.
Una fonte del Pentagono, consultata da Adnkronos, spiega che la decisione degli Stati Uniti e Israele di condurre l'attacco al mattino anziché durante la notte, e solo pochi giorni dopo i segnali positivi emersi nel processo diplomatico, sarebbe stata deliberatamente studiata per cogliere di sorpresa la leadership iraniana. Specie considerando che, lo scorso giugno, gli attacchi erano avvenuti nel cuore della notte.
“E una decisione che ha colto di sorpresa tutti qui alla Casa Bianca”, spiega Sara Canals, corrispondente della radio spagnola Cadena Ser. “Tuttavia già ieri, quando ha parlato con noi giornalisti, si era potuta percepire una certa frustrazione nelle parole del presidente. Quasi una consapevolezza che gli iraniani non avrebbero mai rinunciato al proprio programma nucleare con le buone”.
La sorpresa tattica sarebbe stata accentuata da un clima di consapevolezza che la diplomazia fosse ancora in gioco: questo venerdì, il ministro degli Esteri dell'Oman aveva dichiarato in un post sui social media che "un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran è ora a portata di mano".
Trump non ha mai esposto pubblicamente le sue ragioni a favore della guerra, nemmeno durante il suo discorso sullo stato dell'Unione di martedì. Inoltre, il fatto che fossero stati annunciati nuovi negoziati tra Washington e Teheran, questo lunedì a Vienna, e che il Segretario di Stato Marco Rubio si sarebbe recato in Israele la prossima settimana, avevano dato la sensazione che mancassero ancora dei giorni prima di un eventuale attacco.
Secondo gli analisti, un fattore ha giocato un ruolo fondamentale nel convincere Trump: l’arrivo della portaerei Gerald Ford davanti alle coste d’Israele questo venerdì. Con questa nave, il dispiegamento dell’‘armada americana’ era completato – sia a livello offensivo che difensivo – e rimaneva solo l’attesa dell’ordine di Trump, che non si è fatto aspettare. “L'attacco, che era già pianificato da tempo, è potuto partire solo con il dispiegamento degli ultimi assetti americani nella regione, inclusi aerei da rifornimento in volo e il gruppo portaerei della Gerald Ford, dopo settimane di preparazione” conferma Federico Borsari, esperto di difesa presso il Center for European Policy Analysis (Cepa).
Secondo Jacopo Pastorelli, analista dell’Atlantic Council, l’attacco si giustificherebbe con la convinzione all'interno dell'amministrazione Trump che l'Iran non sia mai stato così debole come in questo momento. “La necessità del presidente era quella di rendere ‘credibili’ le minacce degli Stati Uniti”, spiega l’analista ad Adnkronos. Pastorelli ritiene che, strategicamente, l’operazione del sabato sia la continuazione della dimostrazione di forza e dell'indebolimento degli alleati della Cina, prima il Venezuela, ora l'Iran, che esporta circa il 90% del suo greggio in Cina.
Il presidente, secondo fonti interne alla Casa Bianca, ha preso questa decisione dopo settimane di deliberazioni e lasciando sempre la porta aperta ai negoziati per raggiungere un accordo con l’Iran. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, questo giovedì, sarebbe stata l’ostinazione iraniana a non rinunciare in maniera definitiva al proprio programma nucleare. Nel frattempo, prima degli attacchi, i funzionari hanno dovuto confrontarsi con una serie di opzioni imperfette, tutte ben lontane da una missione come quella ordinata da Trump a gennaio per catturare il leader venezuelano Nicolás Maduro a Caracas. Il leader americano ha permesso che la diplomazia procedesse, nonostante gli avvertimenti di alcuni alti funzionari secondo cui con l'Iran era notoriamente difficile da negoziare. Poi ha tirato una linea.
Molti nell'orbita di Trump lo hanno incoraggiato a perseguire un accordo. I suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, ad esempio, dopo aver avviato tre round di colloqui indiretti con gli iraniani, avevano espresso caute speranze di successo. Ma altri sono stati meno incoraggianti. Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha pubblicamente criticato alcune presunte concessioni offerte dagli iraniani. E il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in una visita urgente a Washington questo mese, aveva affermato che difficilmente ci sarebbe stato un momento più opportuno per colpire l'Iran.
“La percezione è che gli iraniani stessero procrastinando. Dilungando. Cercando di guadagnare tempo nei negoziati con la speranza di prendere per sfinimento Washington”, spiega Fariba Pajooh, giornalista iraniana e professoressa presso la Wayne State University di Detroit. “Conosco il pensiero del regime di Teheran. Trump ha semplicemente perso la pazienza”, spiega ad Adnkronos Pajooh.
In tutto questo periodo, Trump era apparso alle persone che lo circondavano diffidente nel portare gli Stati Uniti in guerra, preferendo di gran lunga un esito diplomatico che potesse spacciare per più forte dell'accordo nucleare dell'era Obama da cui si è ritirato. Ma era impaziente di raggiungere un accordo, fissando scadenze ravvicinate che non gli hanno permesso di ottenere le concessioni che si aspettava da Teheran. L’ultima, di dieci giorni, scadeva proprio questo sabato. Questa volta, Trump ha mantenuto la parola con il suo ultimatum. (di Iacopo Luzi)

Categoria: internazionale/esteri
20:13
Sanremo, l'appello dei conduttori: "Proteggere i bambini dalle guerre". Poi via alla finale - Diretta
(Adnkronos) - È arrivato il momento della finale del festival di Sanremo 2026. Oggi, sabato 28 febbraio, al teatro Ariston si incorona il vincitore della kermesse musicale, l'ultima condotta da Carlo Conti. Accanto a lui co-conducono Laura Pausini, Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica. Durate la serata si parlerà di femminicidi con Gino Cecchettin, il superospite è Andrea Bocelli.
Si esibiscono tutti e 30 i cantanti in gara nella categoria campioni e le canzoni saranno votate dal pubblico con il televoto, dalla giuria della sala stampa, tv e web e dalla giuria delle radio. Le canzoni nelle prime 5 posizioni in classifica verranno comunicate senza ordine di piazzamento. Il risultato di questa votazione sarà sommato al risultato della prima, seconda e terza serata, al fine di determinare quindi una classifica delle 30 canzoni in gara.
Dal Suzuki Stage stasera si esibiscono live i Pooh, mentre dalla Costa Toscana c'è, come ogni sera, Max Pezzali.

Categoria: spettacoli
19:59
Iran, Trump: "Non ha mai voluto realmente accordo"
(Adnkronos) - L'Iran "non ha mai realmente voluto un’intesa" secondo il presidente Usa. All’emittente israeliana Channel 12, Donald Trump a qualche ora dall'attacco congiunto con Israele ha affermato che Teheran "si è avvicinato più volte a un accordo per poi tirarsi indietro", portandolo a concludere che "non ha mai realmente voluto un’intesa".
Trump ha affermato di aver chiesto al suo team di analizzare le azioni iraniane degli ultimi 25 anni, sostenendo che "ogni mese facevano qualcosa di negativo - facevano esplodere qualcosa e uccidevano qualcuno". Secondo il presidente, senza il raid di giugno 'Operation Midnight Hammer', "l’Iran avrebbe già armi nucleari".
Il presidente usa ha inoltre confermato di aver avuto una "buona telefonata" con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, aggiungendo che "siamo sulla stessa lunghezza d’onda". E ha spiegato di avere "diverse vie d'uscita": prolungare la campagna e "prendere il controllo di tutto", oppure concluderla in pochi giorni avvertendo Teheran di non ricostruire, osservando che una ripresa "richiederebbe loro anni".
Ad Axios Trump ha dichiarato di avere diverse "uscite" dall’Operazione Epic Fury: "Posso prolungarla e prendere il controllo di tutto, oppure concluderla in due o tre giorni e dire agli iraniani: 'Ci vediamo tra qualche anno se ricominciate a ricostruire i vostri programmi nucleari e missilistici - ha detto in un’intervista telefonica di cinque minuti da Mar-a-Lago - In ogni caso, ci vorranno diversi anni perché si riprendano da questo attacco".

Categoria: internazionale/esteri
19:53
FantaSanremo, i bonus della serata finale
(Adnkronos) - Svelati gli ultimi bonus di questa edizione del FantaSanremo, quelli validi solo per la quinta e ultima serata del festival della canzone italiana. .Stasera, sabato 28 febbraio, per la serata finale vengono premiati gli abbracci ai co-conduttori, il '5' ai conduttori, gli artisti che si presentano scalzi e quelli che fanno il segno della 'V' e che lasciano cadere il microfono. Nessun malus, invece, è stato aggiunto per la finale.
Bonus SiVola +20 punti
Scalzo +10 punti
Mic drop +20 punti
Batti 5 a un conduttore +5 punti
Abbraccia un co-conduttore +10 punti

Categoria: spettacoli
19:52
BigMama bloccata a Dubai, l'appello in lacrime: "Sento i missili sulla testa, ho paura"
(Adnkronos) - "Sentiamo i missili sulla testa". BigMama ha lanciato, in lacrime, una richiesta di aiuto sui social: "Stasera vi chiedo di darci una mano perché stiamo vivendo un incubo. Siamo tantissimi italiani in questa situazione quindi dovete cercare di muovere tutte le forze possibili".
La cantante si trova al momento bloccata a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, a causa della chiusura degli spazi aerei decretata in seguito all'attacco di Isarele e Usa all'Iran: "Stamattina sono partita dall'aeroporto di Malè quando il nostro volo è stato dirottato nel deserto nei pressi di Dubai. Siamo stati portati in hotel e adesso ci dicono che dobbiamo restare qui facendo attenzione".
"Noi continuiamo a sentire i missili sulla testa. - ha spiegato -. Io sono terrorizzata, siamo tante persone qui. Occhi su di noi, vogliamo tornare a casa. Non ho mai chiesto niente ma ho troppa paura". "Voglio solo tornare a casa", ha concluso la cantante.

Categoria: internazionale/esteri
19:38
Hellas Verona-Napoli, gol Akpa Akpro da annullare? Cos'è successo al Bentegodi
(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Hellas Verona-Napoli. Oggi, sabato 28 febbraio, gli scaligeri ospitano gli azzurri nella 27esima giornata di Serie A, in una partita segnata anche da un episodio arbitrale. Al momento del pareggio del Verona firmato da Akpa Akpro infatti, a metà del secondo tempo, si sono alzate le proteste dei giocatori e della panchina partenopea, con Antonio Conte ammonito nei minuti successivi. Ma cos'è successo al Bentegodi?
Succede tutto al 64'. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo l'ex centrocampista della Lazio si avventa su una palla vagante in area e calcia di prima con il destro, trovando la deviazione decisiva di Hojlund e battendo Meret per l'1-1 scaligero. Immediate però le proteste napoletane per due situazioni: la prima è stata l'assegnazione stessa del corner, con il Napoli che lamentava un fallo precedente all'uscita del pallone, e la seconda invece riguardava l'azione del gol.
Sulla conclusione di Akpa Akpro c'è Frese in fuorigioco. Sebbene la sua posizione non impatti su Meret, rimasto immobile al centro della porta sulla conclusione dell'ivoriano, potrebbe aver impattato proprio sull'intervento dell'attaccante danese. Dopo un rapido check del Var però l'arbitro Colombo convalida la rete, mentre per la situazione precedente all'assegnazione del calcio d'angolo il Var non poteva intervenire anche in caso di palese irregolarità.

Categoria: sport
19:30
Sanremo, il passaggio di testimone per il 2027: l'investitura di Conti a De Martino oggi in diretta
(Adnkronos) - Il direttore artistico e conduttore di Sanremo 2026 passerà in diretta il testimone al suo successore per il 2027. E' questo il motivo per cui Stefano De Martino sarà questa sera al Teatro Ariston. Poco dopo le 23 di oggi 28 febbraio, durante la finale, come recita la scaletta (suscettibile di variazioni di orario) che circola dietro le quinte del festival, Carlo Conti scenderà in platea. E il motivo - apprende l'Adnkronos - è proprio uno scambio di battute con De Martino sul festival 2027.
D'altronde che l'investitura di De Martino fosse nell'aria si era capito da una serie di 'indizi' disseminati durante la settimana del festival. "Non parleremo dell'edizione 2027 fino a sabato", aveva detto a inizio festival il direttore dell'Intrattenimento di Prime Time, Willimas Di Liberatore. Poi Carlo Conti ha parlato a più riprese del fatto che gli sarebbe piaciuto passare il testimone ad un collega "più giovane" o a "una donna". Anche questa mattina ha detto che lascerà al suo successore un "festival in ottima salute", prima di offrire un mezzo spoiler sull'annuncio parlando di una sorpresa per stasera, mentre i giornalisti lo interrogavano sulla futura direzione artistica. Ma, per non rovinare la sorpresa, ha voluto 'depistare' la Sala Stampa alimentando il dubbio: "Magari resto io".
Che l'opzione Sanremo fosse prevista nel contratto con De Martino con la Rai è cosa nota da tempo. Così come da settimane circolano indiscrezioni su un accordo raggiunto con il conduttore di 'Affari Tuoi' per il festival 2027. Una volta presa la decisione, è stata concordata tra tutte le parti un'inedita spettacolarizzazione dell'annuncio. E' infatti la prima volta che il conduttore e direttore artistico dell'anno successivo viene annunciato nella finale di Sanremo.

Categoria: spettacoli
18:45
Operaio di un cantiere stradale travolto e ucciso da un'auto nel Milanese
(Adnkronos) - Incidente sul lavoro nel Milanese. Un operaio di una ditta, impegnata in lavori per Anas, è morto dopo essere stato investito da un’auto lungo la diramazione per l’aeroporto di Malpensa, all’altezza di Cuggiono. L’uomo, soccorso e trasportato in elicottero all’ospedale Niguarda, è deceduto poco dopo. La strada è rimasta chiusa per ore. Anas ha espresso cordoglio e avviato le procedure per chiarire la dinamica di quanto accaduto.

Categoria: cronaca
18:39
Pechino Express 2026, si parte prima: concorrenti e tappe
(Adnkronos) - Quest’anno la corsa di Pechino Express inizia prima. I viaggiatori della nuova stagione dello show, pronti al check-in da giovedì 12 marzo in esclusiva su Sky e in streaming solo su Now, sono chiamati a sorpresa ad affrontare una primissima missione mentre sono ancora in Italia: domani 1 marzo alle 20,15 sempre su Sky e Now arriva, infatti, l'appuntamento 'Pechino Express – La missione zero', che rappresenterà a tutti gli effetti l’esordio della corsa che vedrà le coppie arrivare all’Estremo Oriente, come recita il claim di questa stagione che scorrerà tra Indonesia, Cina e Giappone.
Prima di imbarcarsi, il capitano dell’avventura Costantino della Gherardesca convocherà nel suo laboratorio segreto, lontano da occhi indiscreti, le dieci coppie ai nastri di partenza in questa annata dello show Sky Original prodotto da Banijay Italia: Biagio Izzo e Francesco Paolantoni, la coppia de Gli Spassusi; Chanel Totti e Filippo Laurino, I Raccomandati; Jo Squillo e Michelle Masullo, Le Dj; Fiona May e Patrick Stevens, I Veloci; Dani Faiv e Tony 2Milli, I Rapper; Steven Basalari e Viviana Vizzini, Gli Ex; Tay Vines e Assane Diop, I Comedian; Elisa Maino e Mattia Stanga, I Creator; Candelaria e Camila Solórzano, Le Albiceleste; Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani, Le Biondine.
Obiettivo di Costantino sarà testare quanto i corpi e le menti dei viaggiatori siano pronti ad affrontare l’estremo Oriente. Nel corso di questo appuntamento speciale – in arrivo domani alle 20,15 in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su Now, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go – le 10 coppie dovranno affrontare una Missione Zero che ci racconterà molto di loro mettendo a prova manualità, capacità di risolvere enigmi e soprattutto, purtroppo per loro, le papille gustative.
La coppia di viaggiatori che porterà a termine la Missione zero nel minor tempo sarà quella designata a portare con sé la busta nera nella prima tappa della nuova stagione. Una volta completata questa prova, tutto sarà pronto per la partenza della gara durante la quale Costantino sarà aiutato dalla presenza di tre inviati, uno per Paese: Lillo in Indonesia, Giulia Salemi in Cina, Guido Meda in Giappone.

Categoria: spettacoli
18:22
Sanremo, scaletta serata finale: ordine dei cantanti di oggi
(Adnkronos) - Tutto pronto per la finale del Festival di Sanremo 2026. Questa sera, sabato 28 febbraio, si esibiranno sul palco dell'Ariston tutti e 30 gli artisti in gara. Ad aprire la serata Francesco Renga con 'Il meglio di me'. L'ultima esibizione, prevista attorno all'1.15, è di Eddie Brock con il brano 'Avvoltoi'.
Dopo, verrano svelati i 5 finalisti e poi alle 2:00 è prevista la proclamazione del vincitore della 76esima edizione del Festival.
01 – Elettra Lamborghini - 'Il meglio di me'
02 – Chiello - 'Ti penso sempre'
03 – Raf - 'Ora e per sempre'
04 – Bambole di Pezza - 'Resta con me'
05 – Leo Gassmann - 'Naturale'
06 – Malika Ayane - 'Animali notturni'
07 – Tommaso Paradiso - 'I romantici'
08 – J-Ax - 'Italia starter pack'
09 – LDA & AKA 7EVEN - 'Poesie clandestine'
10 – Serena Brancale - 'Qui con me'
11 – Patty Pravo - 'Opera'
12 – Sal Da Vinci - 'Per sempre sì'
13 – Elettra Lamborghini - 'Voilà'
14 – Ermal Meta - 'Stella stellina'
15 – Ditonellapiaga - 'Che fastidio!'
16 – Nayt - 'Prima che'
17 – Arisa - 'Magica favola'
18 – Sayf - 'Tu mi piaci tanto'
19 – Levante - 'Sei tu'
20 – Fedez & Masini - 'Male necessario'
21 – Samurai Jay - 'Ossessione'
22 – Michele Bravi - 'Prima o poi'
23 – Fulminacci - 'Stupida fortuna'
24 – Luhè - 'Labirinto'
25 – Tredici Pietro - 'Uomo che cade'
26 – Mara Sattei - 'Le cose che non sai di me'
27 – Dargen D'Amico - 'AI AI'
28 – Enrico Nigiotti - 'Ogni volta che non so volare'
29 – Maria Antonietta e Colombre - 'La felicità e basta'
30 – Eddie Brock - 'Avvoltoi'

Categoria: spettacoli
18:04
Crosetto bloccato a Dubai, volo cancellato dopo attacco Usa all'Iran
(Adnkronos) - Guido Crosetto bloccato a Dubai. Il ministro della Difesa, che si trova da venerdì negli Emirati Arabi Uniti per motivi personali - era andato a riprendere la famiglia per poi ripartire alla volta dell'Italia -, sarebbe dovuto tornare oggi in aereo ma il suo volo di linea è stato cancellato a causa della chiusura degli spazi aerei decretata in seguito all'attacco di Isarele e Usa all'Iran.
La notizia, anticipata dal Fatto Quotidiano, è stata confermata all'Adnkronos da fonti qualificate.

Categoria: politica
17:46
Bari, investito da un bus in manovra: morto 67enne
(Adnkronos) - Un uomo di 67 anni è morto in ospedale dopo essere stato investito a Bari da un autobus dell'Amtab, l'azienda municipalizzata dei trasporti, durante una manovra, nel tardo pomeriggio di venerdì. E' accaduto in piazza Moro nella zona delle stazioni ferroviarie e del capolinea. Lo riferisce la Polizia locale. L'uomo, soccorso dai medici del 118, è deceduto in serata al Policlinico. Il mezzo è stato sequestrato, la Polizia locale ha acquisito le immagini della videosorveglianza cittadina presenti nell'area. Sono in corso rilievi e indagini, per la ricostruzione della dinamica sono state eseguite dalla Polizia Locale con il coordinamento dell'Autorità giudiziaria.
"L’autista si è fermato immediatamente - spiega l'Amtab - e, insieme ad altri colleghi presenti, ha prestato i primi soccorsi, provvedendo contestualmente ad allertare il servizio di emergenza 118. Il personale sanitario intervenuto ha soccorso il pedone e ha fornito assistenza anche all’autista". L’Azienda esprime "il proprio cordoglio e la massima vicinanza alla famiglia della vittima. Contestualmente, l’azienda esprime la massima vicinanza e il totale supporto al proprio autista attivando tutte le misure a tutela, anche di carattere legale, confermando, nel contempo, la piena collaborazione con le autorità incaricate degli accertamenti”.

Categoria: cronaca
17:34
Mara Venier verso Sanremo, è polemica: "Vai con aereo privato coi nostri soldi". E lei replica
(Adnkronos) - "Ma perché non vi guardate Sanremo e non rompete le palle a nessuno?". Con queste parole Mara Venier stronca sul nascere una polemica nata sui social.
La conduttrice, che domani sarà in onda con 'Domenica In - Speciale Sanremo', ha condiviso su Instagram un video mentre è in treno, con tutti i sedili vuoti, in direzione Festival di Sanremo 2026.
Nel filmato, Venier canta ed esegue la coreografia di 'Per sempre sì', brano in gara alla kermesse canora di Sal Da Vinci, che la conduttrice ha dedicato al marito Nicola Carraro.
Ma tra i commenti c'è chi ha voluto sollevare una polemica: "Aereo privato con i nostri soldi", ha insinuato un utente. Immediata la replica della conduttrice: "Sei un co***one, non vedi che sono in treno? Ma perché non vi guardate Sanremo e non rompete le palle a nessuno?".

Categoria: spettacoli
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20:59
Khamenei, chi è l'uomo diventato ayatollah in una notte
(Adnkronos) - La Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, sarebbe stata uccisa nei raid condotti da Israele e Stati Uniti su Teheran e che, come confermato da Canale 12 e dal New York Times, hanno raso al suolo la sua residenza.
The Times of Israel' riferisce che sarebbe stato recuperato il corpo poco dopo che il premier israeliano Benjamin Netnayahu ha affermato che c'erano "molti segnali" che indicano che "Khamenei sia morto". Data l'età e i problemi di salute che si sono susseguiti, più volte in passato erano circolate notizie - rivelatesi fake - che volevano Khamenei ricoverato in ospedale, a volte in punto di morte o che alimentavano speculazioni sul suo successore. Secondo valutazioni della Cia, a prendere il suo posto sarà una figura radicale legata ai Pasdaran.
Nato il 19 aprile del 1939 a Mashad, città santa per gli sciiti, Khamenei iniziò il percorso di studi in una 'maktab', l'allora scuola elementare. Il figlio secondogenito dell'hojatoleslam Javad Khamenei frequentò poi il seminario di Mashad, dove frequentò le lezioni del grande ayatollah Milani. Il giovane Khamenei lasciò l'Iran a 18 anni per svolgere un pellegrinaggio a Najaf, città irachena che ebbe un ruolo importante nella vita della Guida Suprema. L'anno dopo si spostò a Qom, il 'Vaticano' degli sciiti, dove fino al 1964 seguì gli insegnamenti di alcuni degli ayatollah più famosi dell'epoca, tra cui l'ayatollah Borujerdi e Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica.
"Per quanto riguarda le idee politiche e rivoluzionarie e la giurisprudenza islamica, sono certamente un discepolo dell'Imam Khomeini", affermò Khamenei, che sempre nei primi anni Sessanta si unì alle file dei rivoluzionari che si opponevano al regime dello Shah e alla sua politica filo-americana. Il 'matrimonio' con la causa khomeinista gli costò una notte in carcere nel maggio del 1963, quando il leader della rivoluzione gli affidò la missione di portare un messaggio segreto all'ayatollah Milani. Un mese dopo fu nuovamente arrestato e rinchiuso in carcere per attività antigovernative.
In quegli anni Khamenei rimase in stretto contatto con Khomeini, a quell'epoca in esilio prima in Iraq e poi in Francia, di cui divenne un fidato consigliere. Subito dopo il ritorno di quest'ultimo a Teheran nel 1979 fu nominato membro del Consiglio della Rivoluzione. Dopo il suo scioglimento divenne vice ministro della Difesa e rappresentante personale di Khomeini nel Consiglio Supremo per la Difesa. Per un breve periodo comandò i Guardiani della Rivoluzione. Falco in politica estera, fu uno dei negoziatori chiave della cosiddetta crisi degli ostaggi.
Tra i membri fondatori del Partito islamico repubblicano (Pir), nel 1981, mentre stava tenendo un discorso in una moschea di Teheran, una bomba esplose facendogli perdere l'uso del braccio destro. L'attentato venne poi rivendicato dai Mojahedin del Popolo. In quell'anno fu eletto deputato e poi presidente, incarico che ricoprì per due mandati di seguito fino al 1989, quando alla morte di Khomeini venne eletto Rahbar dall'Assemblea degli Esperti, approfittando della rottura tra il fondatore della Repubblica islamica e colui che appariva il candidato naturale alla sua successione, l'ayatollah Montazeri.
In realtà Khamenei non aveva i titoli per ottenere la carica. La Guida suprema, infatti, doveva essere riconosciuta come 'marja-e taqlid', cioè fonte di imitazione. Ma davanti al vuoto che si era creato con la morte di Khomeini, si emendò la Costituzione pur di nominare un nuovo Rahbar. In una notte fu anche 'promosso' da hojatoleslam ad ayatollah.
Sotto la sua leadership l'Iran affrontò momenti di grande difficoltà. Il primo ostacolo per la Guida Suprema fu il doppio mandato del presidente Mohammad Khatami, un riformista che spingeva per la distensione con l'Occidente, una linea che Khamenei vedeva come fumo negli occhi. Il Rahbar riuscì sostanzialmente a far fallire la presidenza Khatami bloccando molte delle sue riforme che avevano come obiettivo aprire il Paese sia da un punto di vista sociale che politico.
Fu però con il suo successore, l'ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, da molti ritenuto un suo protégé, che la Repubblica islamica fu sul punto di crollare. La contestata rielezione dell'ex sindaco di Teheran nel 2009, infatti, portò il Paese sull'orlo del caos, con migliaia di manifestanti uccisi nella repressione dell'Onda Verde. Davanti alle più gravi manifestazioni di piazza dai tempi della rivoluzione, Khamenei usò il pugno di ferro. Migliaia di dissidenti, tra cui i due leader dell'opposizione Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, furono arrestati. La presidenza Ahmadinejad fu caratterizzata anche da aspre critiche contro il governo per la gestione dell'economia e per alcune decisioni di politica estera e alla fine del mandato la rottura tra l'allora presidente e Khamenei divenne evidente.
Nel 2013 fu tempo di nuovo di un riformista alla presidenza dell'Iran. Il doppio mandato di Hassan Rohani fu caratterizzato dall'accordo sul programma nucleare (Jcpoa) che nel 2015 portò alla revoca delle sanzioni contro la Repubblica islamica. Intesa che poi nel 2018 Donald Trump fece naufragare. Khamenei appoggiò quell'accordo storico con le potenze mondiali, ma contrastò ogni tentativo di Rohani di espandere le libertà civili.
L'abbandono del Jcpoa da parte degli Stati Uniti fece sprofondare l'Iran in una nuova crisi economica, innescando una nuova ondata di proteste antigovernative nel 2019, durante le quali i manifestanti scandirono lo slogan "morte al dittatore" - un riferimento al Leader. Il 'tradimento' statunitense rafforzò quel sentimento anti-occidentale, che sfociava in un vero e proprio odio per gli Usa, che ha sempre dominato la retorica populista di Khamenei in tutti i suoi anni al potere. "L'ho detto fin dal primo giorno: non c'è da fidarsi dell'America", commentò subito dopo la mossa di Trump. Ma se c'è un 'nemico' che Khamenei non ha mai cessato di bersagliare in tutti i suoi interventi pubblici quello è stato Israele. La Guida suprema, che più volte ha negato l'Olocausto, minacciò innumerevoli volte di cancellare lo Stato ebraico, definito "un cancro", dalle mappe geografiche.
Un altro momento drammatico che fece tremare le fondamenta della Repubblica islamica sotto Khamenei fu l'uccisione del suo stretto alleato nonché amico personale Qassem Soleimani. L'allora capo della Forza Quds, corpo di elite dei Pasdaran, venne assassinato in un raid di un drone statunitense a Baghdad nel gennaio 2020. Khamenei promise "vendetta" e ordinò come rappresaglia il lancio di alcuni missili balistici contro due basi irachene che ospitavano truppe americane.
Pochi giorni dopo la morte di Soleimani, l'Iran fu scosso da un altro episodio. L'abbattimento per errore di un aereo ucraino scambiato per un velivolo nemico ad opera della contraerea dei Guardiani della Rivoluzione. Il bilancio pesantissimo di 176 morti scatenò un sentimento di rabbia e nuove proteste antigovernative.
Alcuni mesi dopo l'Iran, come il resto del mondo, fu colpito dalla pandemia. Una prova durissima per il Paese, che tra quelli del Medio Oriente ha pagato il prezzo più alto in termini di vite umane. L'ayatollah inizialmente minimizzò la minaccia del coronavirus, sostenendo che fosse una tattica per spaventare il Paese. "E' un problema che passerà. Non è niente di straordinario", disse.
Nel lungo corso del suo dominio sull'Iran, Khamenei costruì un'articolata architettura di sicurezza fondata sull' 'Asse della resistenza': una rete di alleanze e milizie in Libano, Siria, Iraq e Yemen, concepita per proiettare l'influenza iraniana e contenere Israele e gli Stati Uniti. La guerra a Gaza ha però segnato un punto di svolta. Durante il conflitto, diversi leader e comandanti di Hamas, Hezbollah e degli Houthi furono uccisi in operazioni mirate, indebolendo una struttura che per anni aveva rappresentato il principale strumento di deterrenza regionale di Teheran. Quella rete, pensata per circondare Israele e garantire profondità strategica alla Repubblica islamica, divenne progressivamente sempre più fragile, sotto pressione militare e politica, fino al 'colpo di grazia' rappresentato dalla caduta di Assad a Damasco.
Parallelamente, sul fronte interno, Khamenei ha dovuto fare i conti con un malcontento crescente. Le proteste esplose a fine dicembre in diverse città iraniane, represse duramente dalle autorità con un bilancio - secondo alcune fonti - di decine di migliaia di morti, hanno evidenziato l'ennesima frattura profonda tra establishment e società.

Categoria: internazionale/esteri
20:43
Iran, "Khamenei è morto": l'annuncio da Israele
(Adnkronos) - L'ayatollah Ali Khamenei, guida spirituale dell'Iran, è morto. Khamenei è rimasto ucciso nell'attacco condotto oggi da Stati Uniti e Israele. Lo afferma il Times of Israel sulla base delle informazioni fornite da una fonte israeliana. I raid hanno colpito Teheran e in particolare la residenza dell'ayatollah, distrutta da 80 bombe. Il corpo di Khamenei è stato estratto dalle macerie e un'immagine è stata mostrata al premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo l'emittente israeliana Channel 12, e al presidente americano Donald Trump.
Negli stessi momenti l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha aggiornato diversi alti funzionari a Washington comunicando che l'ayatollah è stato ucciso, come riferisce Axios.
Per tutta la giornata la sorte di Khamenei è stata avvolta nel mistero. L'attacco condotto oggi ha preso di mira il compound della guida spirituale iraniana, il complesso è stato raso al suolo. "Ci sono molti segnali che Khamenei è morto. Abbiamo distrutto il sito dove si trovava il tiranno che ha diffuso il terrorismo in tutto il mondo", le parole di Netanyahu nel pomeriggio italiano.
Gli annunci da Israele hanno invertito la rotta dopo le news provenienti da Teheran. Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha usato gli aggettivi "sani e salvi" per rispondere a domande su Khamenei e sul presidente Masoud Pezeshkian. Nell'attacco al compound, ha comunicato Teheran sin da subito, morti il genero e la nuora della Guida Suprema.

Categoria: internazionale/esteri
20:41
FantaSanremo, la serata finale in diretta: i bonus e i malus assegnati
(Adnkronos) -
Stasera gli ultimi bonus e malus assegnati in questa edizione del FantaSanremo. A esibirsi nella quinta e ultima serata tutti i 30 Big in gara. I fantagiocatori sono pronti a conoscere non solo il vincitore del festival della canzone italiana ma anche quello del fantasy game dedicato alla kermesse.
Svelati i bonus validi solo per la finale, dai punti per gli abbracci a quelli per i piedi scalzi.

Categoria: spettacoli
20:37
Sanremo 2026, Giorgia Cardinaletti co-conduttrice: chi è la giornalista del Tg1
(Adnkronos) - Giorgia Cardinaletti è la co-conduttrice della serata finale del Festival di Sanremo 2026. La giornalista e volto del Tg1 affianca Carlo Conti e Laura Pausini questa sera, sabato 28 febbraio. Cardinaletti ha ricevuto la proposta nel corso di un collegamento col direttore artistico della kermesse mentre conduceva il Tg1 delle 20.
"Tu sarai qui a Sanremo per i collegamenti per il Tg1. Sabato, visto che finisci con il collegamento delle 20.30, potresti essere con me e con Laura a cocondurre il Festival?", le aveva chiesto Conti a sorpresa. "Prego? Non è uno scherzo?", aveva replicato Cardinaletti incredula, convinta inizialmente che si trattasse di uno scherzo organizzato dal direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci.
Classe 1987. Giorgia Cardinaletti, marchigiana di Fabriano, dopo il diploma al liceo classico consegue una laurea in lettere a indirizzo storico all’Università di Perugia. Dopo il percorso alla scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, dal 2012 è giornalista professionista iscritta all’Ordine dei giornalisti del Lazio.
Muove i primi passi in Rai News 24 come inviata, per poi diventarne conduttrice. Nel 2016, dopo essersi fatta conoscere come inviata di Formula 1 e volto del programma Pole Position, viene scelta alla guida de La Domenica Sportiva, incarico che ricopre fino al 2019. Nell’agosto dello stesso anno passa al TG1, dove conduce prima le edizioni ‘60 secondi’ e notturna. Nel febbraio 2020, durante la settimana del Festival di Sanremo, è al timone su RaiPlay di Dentro il Festival. Durante la pandemia di Covid-19, a gennaio del 2022 assume la conduzione di Via delle storie, programma di approfondimento in onda nella seconda serata del lunedì su Rai1. Da giugno 2022 è alla guida dell’edizione delle 20 del TG1. Nel 2025 prende parte alla serie Minimarket con Kevin Spacey, interpretando se stessa. Ha ricevuto premi come il Francesco Valentini, il Margutta e riconoscimenti come telegiornalista dell’anno.
Giorgia Cardinaletti ha avuto una relazione con il cantautore Cesare Cremonini, che l'ha citata in una sua recente intervista al 'Corriere', che si è chiusa all’inizio di quest’anno.
Ora la giornalista del Tg1 è impegnata sentimentalmente con Francesco Bechis, cronista politico del 'Messaggero'. Romano, classe 1995, due volte figlio d’arte (il padre è il direttore di Open.online Franco, la madre è Monica Mondo, volto storico di Tv2000), laurea e master alla Luiss, junior fellow della Fondazione De Gasperi, per sei anni anni firma di 'Formiche.net' per cui ha scritto di politica e sicurezza, nel 2022 entra a via del Tritone come cronista parlamentare e di governo, seguendo da vicino Palazzo Chigi e i rapporti internazionali di Draghi e Meloni. Nel 2024 ha pubblicato il libro 'Realpolitik' insieme a Giampiero Massolo, già a capo della diplomazia e dell’intelligence italiane.

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20:36
Sanremo 2026, Bambole di Pezza: la band femminista con 'Resta con me'
(Adnkronos) - Le Bambole di Pezza sono le quarte a esibirsi questa sera, sabato 28 febbraio, per la finale del Festival di Sanremo 2026. La band punk rock è in gara alla kermesse canora con il brano 'Resta con me'.
Una delle realtà più rappresentativa della scena rock pop-punk italiana. Le Bambole di Pezza sono nate a Milano nel 2002 inizialmente sotto contratto con Tube Records. Da sempre si sono distinte per i temi forti legati al femminismo, alla parità di genere e alla lotta contro la violenza sulle donne. Oggi il gruppo è composto da: Cleo per la voce. Morgana, chitarra solista. Dani, cori e chitarra ritmica. Xina, batteria e cori. Kaj, basso e cori.
Il debutto arriva con 'Crash Me', un album che permette alla band di intraprendere una lunga tournée. Approdano anche in televisione: partecipano come guest star a un episodio de L'Ispettore Coliandro, interpretando la band in cui suona Nikita e portando sullo schermo il brano 'Le Streghe'.
Nel 2014 arriva una reunion per celebrare i dieci anni dall'ultimo album 'Strike'. È l'inizio di un nuovo capitolo: le chitarriste storiche Morgana Blue e Dani Piccirillo rilanciano il progetto coinvolgendo Cleo, Kaj e Xina.
Nel 2022 avviene il ritorno ufficiale sui palchi in Piazza della Scala a Milano, accanto ai Rezophonic. Nello stesso anno la band pubblica 'Rumore', omaggio a Raffaella Carrà scelto come colonna sonora della miniserie dedicata all'artista, e il brano 'Non Sei Sola', realizzato con Jo Squillo per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Nel 2024 la band firma con l'etichetta Nigiri con distribuzione Sony, pubblicando i singoli Stuntman, ZenZero e Cresciuti Male, quest'ultimo in collaborazione con J-Ax. E il 24 gennaio 2025 vede la luce il loro quarto album in studio, Wanted.
"Volevamo arrivare qui consapevoli di avere alle spalle tanto impegno ed esperienza, anche da indipendenti", racconta Cloe. "Dimostrando che da un garage si può arrivare al palco di Sanremo". "Essere cinque donne su un palco così importante è già un messaggio fortissimo", sottolinea Dani. "È interessante notare come, pensando a una band, l'immagine sia quasi sempre maschile. Quest'anno, invece, l'unica band a Sanremo è di donne". Una presenza che sperano possa essere d'ispirazione. "Quando ero piccola non avevo mai visto una donna suonare uno strumento", confida Cloe. "La prima volta fu a Sanremo, vidi L'Aura al pianoforte e pensai: 'Allora posso farlo anch'io'. Speriamo che la nostra presenza porti tante ragazzine a dire: 'Adesso lo faccio anch'io'".
Un concetto, quello dell'unione, che diventa un messaggio politico. "Ci vuole coraggio a stare insieme, soprattutto in un momento storico di conflitti come questo", aggiunge Dani. "Il nostro è un messaggio politico perché presuppone un gruppo di persone. È un richiamo al valore dell'umanità, al non essere isole come la società odierna ci sta abituando. È un invito a guardarsi attorno di fronte a ogni difficoltà".
Volevo dirti in queste notti, ti penso ancora
Che la mia vita da quel giorno, è un'altra storia
E a volte per cambiare tutto basta una parola
Per diventare ciò che sono ho camminato sola
Sono una donna che non guarda in faccia niente
Mi hanno guardata male ma è il giudizio della gente
Quando ti senti stanca dalle delusioni
E l'unica certezza sono le canzoni
E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui
Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me
Ho fatto sogni senza mai, chiudere gli occhi
Vissuto vite che non sai, se immaginarti
Ho visto uomini per bene, andare in pezzi
E ho visto uomini di strada, tornare onesti
E pezzi di giornali sparsi, nella mia testa
Una ragazza una chitarra, e una tempesta
Questi non sanno cosa provo dentro
Come una foglia sempre stata al vento
E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui
Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me
E allora dimmi
Se conosci un modo
Per dimenticare i guai
Per noi che siamo stati
Sempre appesi a un filo
Aspettami nell'alba di questo mattino
Ho superato anni come questi
E avrei voluto dirti
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me.

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20:32
Sanremo 2026, Nino Frassica torna come co-conduttore per il gran finale
(Adnkronos) - Nino Frassica è il co-conduttore di oggi, sabato 28 febbraio, della serata finale del Festival di Sanremo 2026. L'attore, che era già stato all'Ariston l'anno scorso, sarà al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini.
Il comico sarà al fianco di Carlo Conti nei due appuntamenti di 'Sanremo Top' in programma il 7 e 14 marzo su Rai1. E la sua presenza sul palco dell'Ariston questa sera - a quanto ha appreso l'Adnkronos - servirà proprio a lanciare questi due appuntamenti.
Nino Frassica nasce a Messina nel 1950. Dopo gli anni trascorsi in Sicilia con la famiglia, si trasferisce a Milano dove intraprende un percorso che lo porterà a diventare uno dei volti più apprezzati della televisione e della comicità italiana.
Il debutto nel mondo dello spettacolo risale al 1980, con il film FF.SS. di Renzo Arbore. Cinque anni dopo Arbore lo chiama a partecipare al programma di Rai 2 Quelli della notte, e nel 1987 prende parte a Indietro tutta!. Negli anni ’80 e ’90 Frassica appare in diversi varietà e show Rai. Nel 2008, 2010 e 2013 è ospite di Carlo Conti in I migliori anni, programma.
Dal 2015 fa parte di Che fuori tempo che fa, spin-off di Che tempo che fa di Fabio Fazio, affiancando il conduttore anche alla guida del programma principale nel 2017.
Frassica è anche attore cinematografico e televisivo: dal 1999 interpreta il maresciallo dei Carabinieri Nino Cecchini nella fiction Don Matteo. Nel 2010 ottiene un ruolo minore in The Tourist, con Johnny Depp. Nel 2016 è fra i protagonisti della docuserie La mafia uccide solo d’estate, dove interpreta Fra Giacinto, un prete colluso con la mafia.
Nel 2023 partecipa come concorrente a Il Cantante Mascherato sotto la maschera del Ciuchino e recita nel film L’estate più calda, diretto da Matteo Pilati.Nel 2024 torna a condurre Striscia la notizia dopo 19 anni, affiancando per alcune settimane Michelle Hunziker. E nel 2025 ha co-condotto il Festival di Sanremo al fianco di Carlo Conti.
Nino Frassica nel 1985 ha sposato l’attrice Daniela Conti. La loro storia, però, si è conclusa nel 1993. Nel 2018 si lega a Barbara Exignotis. La sua seconda moglie è mamma di Valentina Lubrano, che Frassica considera come sua figlia.

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20:32
Sanremo 2026, Chiello chi è: il brano 'Ti penso sempre' e la polemica con Morgan
(Adnkronos) - Chiello è il secondo artista a esibirsi questa sera, sabato 28 febbraio, nella serata finale del Festival di Sanremo 2026 dove alla fine si decreterà il vincitore della 76esima edizione del Festival.
Questa è la prima partecipazione di Chiello come concorrente in gara con il brano 'Ti penso sempre'. Ha precedentemente calcato il palco dell'Ariston nel 2025 come ospite durante la serata delle cover con Rose Villain, sulle note di 'Fiori rosa, fiori di pesco', brano di Lucio Battisti.
Chiello, all'anagrafe Rocco Modello, è nato nel 1999 a Venosa in Basilicata. La sua è considerata come una delle voci più originali e riconoscibili della nuova scena musicale italiana. È capace di attraversare trap, indie pop e cantautorato. Inizia a fare musica intorno ai dodici anni, affascinato da un mix di stili, da Fabri Fibra a Nirvana, fino ai cantautori come Luigi Teco e Gino Paoli.
Frequenta il liceo artistico, ma abbandona al penultimo anno per dedicarsi completamente alla musica. Intraprende una carriera solista che lo porta a collaborare con artisti di primo piano come Mace, Colapesce, Rkomi, Madame, Sick Luke, Mahmood, Tedua, Coez e Guè.
Nel 2021 pubblica il singolo 'Quanto ti vorrei', prodotto da Shablo, che anticipa l'album d'esordio 'Oceano Paradiso': undici tracce che mixano vari generi, da indie pop, rock alternativo e cantautorato contemporaneo, con testi malinconici e profondi. Il disco ottiene il disco d'oro.
Il successo di 'Quanto ti vorrei' lo porta come ospite ai live di X Factor 2021, ai palchi del TIM Summer Hits e dei TIM Music Awards all'Arena di Verona nel 2022, accompagnati dal primo tour ufficiale. Nel 2023 pubblica poi l'album 'Mela marcia'.
Il 2024 e il 2025 sono gli anni di 'Scarabocchi', il terzo album in studio uscito ad aprile 2025. Nello stesso periodo, Chiello prende parte al brano 'Paradiso' di Mahmood con Tedua e a 'Ruggine' di Mace con Coez.
Nel febbraio 2025 arriva sul palco del Festival di Sanremo come ospite di Rose Villan nella serata delle cover, interpretando 'Fiori rosa, fiori di pesco' di Lucio Battisti.
Il nome 'Chiello' pare che sia nato come evoluzione di un nome d'arte usato agli inizi, 'Pistacchiello', che è diventato la sua identità artistica stabile, separata dal nome di battesimo.
Chiello nella serata delle cover di ieri, venerdì 27 febbraio, è stato accompagnato dal pianista Saverio Cigarini per la sua esibizione con il brano 'Mi sono innamorato di te' di Luigi Tenco. Il duetto era inizialmente previsto con Morgan ma a pochi giorni dall'inizio della kermesse canora, il cantante aveva annunciato la propria rinuncia spiegando che la sua presenza avrebbe rischiato di "oscurare" il giovane collega. Una versione che poi, Chiello, in conferenza stampa ha ridimensionato.
"Lui è un grande artista, su questo non ci sono dubbi, solo che abbiamo fatto un po' di prove e non ci siamo trovati, non si è creata quell'alchimia artistica e quindi ho deciso di non portarlo e non sarà presente totalmente". L'artista in gara a Sanremo ha, dunque, fornito la sua versione dei fatti e ha aggiunto: "L'arrangiamento è stato fatto da Saverio Cigarini, che è una persona molto importante per me e tra l'altro anche un grande artista, quindi sono sicuro che spaccherà tutto".
Alla domanda diretta "Quindi è stata tua la decisione di rinunciare a lui?", ha risposto: "Sì, così ho detto". E riguardo alla versione differente di Morgan ha concluso, tagliando corto: "Ma sì, ma non voglio fare queste polemiche, sembra poi la fidanzata che 'ti ho lasciato io, non mi hai lasciato tu'. No, non mi interessa questa cosa, comunque può dire quello che vuole".
Il brano parla di un amore finito. 'Ti penso sempre' è un'esperienza collettiva che chiunque di noi potrebbe vivere e che ognuno può interpretare a modo proprio.
Mi piacerebbe dirti che
Non ho pensato a te
È che non riesco a svegliarmi
E sapere che oramai non ci sei
Poi questo fottuto letto
Che non mi sembra fatto per due
Avevi detto che ero l'unico
Ed io ci avevo quasi creduto
Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Pensi sia stato uno sbaglio
Venire sotto casa tua
Non ho trovato il coraggio
Di dirti quello che ho fatto
Ma almeno non ti ho detto una bugia
Una bugia
A cosa serve il tuo odio
Se la colpa è solo tua
Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Quindi amarsi a cosa serve?
Se finiamo per odiarci
Quanto tempo che si perde
A dirsi ti amo e dopo addio
Pensi sia stato uno sbaglio
Lasciami sciogliere nell'agonia
Non meritavo uno schiaffo
Mi hai messo in bocca un'altra tua bugia
Lasciami sciogliere nell'agonia
Nell'agonia
Se ti rivedo ti.

Categoria: spettacoli
20:18
Iran, cosa c'è dietro la decisione di Trump di attaccare: il retroscena
(Adnkronos) - Una campagna massiva contro l’Iran che andrà avanti per diversi giorni: è questo l’obiettivo del presidente Donald Trump, che ha lanciato un esplicito appello ai cittadini del Paese mediorientale affinché si liberino della loro leadership oppressiva. "Hanno rifiutato ogni opportunità di rinunciare alle loro ambizioni nucleari e non ne possiamo più", ha detto Trump per giustificare l’attacco. Dopo il suo discorso nella notte americana, non si prevede che il leader americano torni a parlare questo sabato, nonostante alcune indiscrezioni della stampa. Karoline Leavitt, la portavoce presidenziale, ha spiegato che il presidente ha monitorato la situazione nella residenza di Mar a Lago, Florida, insieme ai membri del suo team per la sicurezza nazionale, incluso il Segretario della Difesa Pete Hegseth.
Prima dell’attacco, ha rivelato Leavitt, il Segretario di Stato Marco Rubio ha informato la "Gang of Eight", ovvero il piccolo gruppo bipartisan composto da otto membri di alto rango del Congresso, che solitamente viene informato dal potere esecutivo su questioni di intelligence delicate e classificate. “Il Presidente e il suo team per la sicurezza nazionale continueranno a monitorare attentamente la situazione”, ha scritto Leavitt. Tale discussione con la Gang, se confermata, potrebbe mettere a tacere le critiche di alcuni legislatori, soprattutto democratici, che accusano Trump di continuare ad agire senza passare prima attraverso il Congresso. Per quanto riguarda l’attacco del sabato, l’amministrazione Trump esclude che sarà una guerra lunga e parla di una missione – per lo meno nel lato americano – finalizzata principalmente ad annientare la capacità nucleare e balistica del paese.
Allo stesso tempo, venerdì, Trump aveva riconosciuto il rischio di un conflitto prolungato: "Credo che si possa dire che c'è sempre un rischio. Sai, quando c'è una guerra, c'è un rischio in ogni cosa, nel bene e nel male". In un'intervista questa settimana, il vicepresidente JD Vance – che in precedenza aveva messo in guardia contro l'invio di truppe statunitensi in zone pericolose per scopi incerti – ha lasciato intendere che qualsiasi operazione in Iran non si tradurrebbe in un conflitto prolungato simile alle guerre in Iraq o in Afghanistan. Trump resta fiducioso che la sua operazione aerea possa portare con successo a un cambiamento nel governo iraniano, nonostante le grandi incertezze su cosa e chi potrebbe sostituirlo e i limitati esempi storici di come la sola potenza aerea abbia rovesciato il leader di un paese. In tutto ciò, il presidente americano non ha chiarito nel suo messaggio alla popolazione iraniana come i manifestanti e gli oppositori del governo possano rimuovere la leadership di Teheran.
Al Washington Post, Trump ha semplicemente detto che la sua principale preoccupazione è la “libertà” del popolo iraniano. “Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo”, ha detto. Il generale americano in pensione David Petraeus, alla Cnn, esclude che ci saranno militari sul terreno in un'operazione Usa in Iran. “Certamente potremo avere qualche limitata presenza sul terreno o altri asset, ma sarebbe molto limitata e in zone sicure”, ha aggiunto Petraeus, che è stato anche direttore della Cia.
Una fonte del Pentagono, consultata da Adnkronos, spiega che la decisione degli Stati Uniti e Israele di condurre l'attacco al mattino anziché durante la notte, e solo pochi giorni dopo i segnali positivi emersi nel processo diplomatico, sarebbe stata deliberatamente studiata per cogliere di sorpresa la leadership iraniana. Specie considerando che, lo scorso giugno, gli attacchi erano avvenuti nel cuore della notte.
“E una decisione che ha colto di sorpresa tutti qui alla Casa Bianca”, spiega Sara Canals, corrispondente della radio spagnola Cadena Ser. “Tuttavia già ieri, quando ha parlato con noi giornalisti, si era potuta percepire una certa frustrazione nelle parole del presidente. Quasi una consapevolezza che gli iraniani non avrebbero mai rinunciato al proprio programma nucleare con le buone”.
La sorpresa tattica sarebbe stata accentuata da un clima di consapevolezza che la diplomazia fosse ancora in gioco: questo venerdì, il ministro degli Esteri dell'Oman aveva dichiarato in un post sui social media che "un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran è ora a portata di mano".
Trump non ha mai esposto pubblicamente le sue ragioni a favore della guerra, nemmeno durante il suo discorso sullo stato dell'Unione di martedì. Inoltre, il fatto che fossero stati annunciati nuovi negoziati tra Washington e Teheran, questo lunedì a Vienna, e che il Segretario di Stato Marco Rubio si sarebbe recato in Israele la prossima settimana, avevano dato la sensazione che mancassero ancora dei giorni prima di un eventuale attacco.
Secondo gli analisti, un fattore ha giocato un ruolo fondamentale nel convincere Trump: l’arrivo della portaerei Gerald Ford davanti alle coste d’Israele questo venerdì. Con questa nave, il dispiegamento dell’‘armada americana’ era completato – sia a livello offensivo che difensivo – e rimaneva solo l’attesa dell’ordine di Trump, che non si è fatto aspettare. “L'attacco, che era già pianificato da tempo, è potuto partire solo con il dispiegamento degli ultimi assetti americani nella regione, inclusi aerei da rifornimento in volo e il gruppo portaerei della Gerald Ford, dopo settimane di preparazione” conferma Federico Borsari, esperto di difesa presso il Center for European Policy Analysis (Cepa).
Secondo Jacopo Pastorelli, analista dell’Atlantic Council, l’attacco si giustificherebbe con la convinzione all'interno dell'amministrazione Trump che l'Iran non sia mai stato così debole come in questo momento. “La necessità del presidente era quella di rendere ‘credibili’ le minacce degli Stati Uniti”, spiega l’analista ad Adnkronos. Pastorelli ritiene che, strategicamente, l’operazione del sabato sia la continuazione della dimostrazione di forza e dell'indebolimento degli alleati della Cina, prima il Venezuela, ora l'Iran, che esporta circa il 90% del suo greggio in Cina.
Il presidente, secondo fonti interne alla Casa Bianca, ha preso questa decisione dopo settimane di deliberazioni e lasciando sempre la porta aperta ai negoziati per raggiungere un accordo con l’Iran. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, questo giovedì, sarebbe stata l’ostinazione iraniana a non rinunciare in maniera definitiva al proprio programma nucleare. Nel frattempo, prima degli attacchi, i funzionari hanno dovuto confrontarsi con una serie di opzioni imperfette, tutte ben lontane da una missione come quella ordinata da Trump a gennaio per catturare il leader venezuelano Nicolás Maduro a Caracas. Il leader americano ha permesso che la diplomazia procedesse, nonostante gli avvertimenti di alcuni alti funzionari secondo cui con l'Iran era notoriamente difficile da negoziare. Poi ha tirato una linea.
Molti nell'orbita di Trump lo hanno incoraggiato a perseguire un accordo. I suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, ad esempio, dopo aver avviato tre round di colloqui indiretti con gli iraniani, avevano espresso caute speranze di successo. Ma altri sono stati meno incoraggianti. Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha pubblicamente criticato alcune presunte concessioni offerte dagli iraniani. E il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in una visita urgente a Washington questo mese, aveva affermato che difficilmente ci sarebbe stato un momento più opportuno per colpire l'Iran.
“La percezione è che gli iraniani stessero procrastinando. Dilungando. Cercando di guadagnare tempo nei negoziati con la speranza di prendere per sfinimento Washington”, spiega Fariba Pajooh, giornalista iraniana e professoressa presso la Wayne State University di Detroit. “Conosco il pensiero del regime di Teheran. Trump ha semplicemente perso la pazienza”, spiega ad Adnkronos Pajooh.
In tutto questo periodo, Trump era apparso alle persone che lo circondavano diffidente nel portare gli Stati Uniti in guerra, preferendo di gran lunga un esito diplomatico che potesse spacciare per più forte dell'accordo nucleare dell'era Obama da cui si è ritirato. Ma era impaziente di raggiungere un accordo, fissando scadenze ravvicinate che non gli hanno permesso di ottenere le concessioni che si aspettava da Teheran. L’ultima, di dieci giorni, scadeva proprio questo sabato. Questa volta, Trump ha mantenuto la parola con il suo ultimatum. (di Iacopo Luzi)

Categoria: internazionale/esteri
20:13
Sanremo, l'appello dei conduttori: "Proteggere i bambini dalle guerre". Poi via alla finale - Diretta
(Adnkronos) - È arrivato il momento della finale del festival di Sanremo 2026. Oggi, sabato 28 febbraio, al teatro Ariston si incorona il vincitore della kermesse musicale, l'ultima condotta da Carlo Conti. Accanto a lui co-conducono Laura Pausini, Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica. Durate la serata si parlerà di femminicidi con Gino Cecchettin, il superospite è Andrea Bocelli.
Si esibiscono tutti e 30 i cantanti in gara nella categoria campioni e le canzoni saranno votate dal pubblico con il televoto, dalla giuria della sala stampa, tv e web e dalla giuria delle radio. Le canzoni nelle prime 5 posizioni in classifica verranno comunicate senza ordine di piazzamento. Il risultato di questa votazione sarà sommato al risultato della prima, seconda e terza serata, al fine di determinare quindi una classifica delle 30 canzoni in gara.
Dal Suzuki Stage stasera si esibiscono live i Pooh, mentre dalla Costa Toscana c'è, come ogni sera, Max Pezzali.

Categoria: spettacoli
19:59
Iran, Trump: "Non ha mai voluto realmente accordo"
(Adnkronos) - L'Iran "non ha mai realmente voluto un’intesa" secondo il presidente Usa. All’emittente israeliana Channel 12, Donald Trump a qualche ora dall'attacco congiunto con Israele ha affermato che Teheran "si è avvicinato più volte a un accordo per poi tirarsi indietro", portandolo a concludere che "non ha mai realmente voluto un’intesa".
Trump ha affermato di aver chiesto al suo team di analizzare le azioni iraniane degli ultimi 25 anni, sostenendo che "ogni mese facevano qualcosa di negativo - facevano esplodere qualcosa e uccidevano qualcuno". Secondo il presidente, senza il raid di giugno 'Operation Midnight Hammer', "l’Iran avrebbe già armi nucleari".
Il presidente usa ha inoltre confermato di aver avuto una "buona telefonata" con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, aggiungendo che "siamo sulla stessa lunghezza d’onda". E ha spiegato di avere "diverse vie d'uscita": prolungare la campagna e "prendere il controllo di tutto", oppure concluderla in pochi giorni avvertendo Teheran di non ricostruire, osservando che una ripresa "richiederebbe loro anni".
Ad Axios Trump ha dichiarato di avere diverse "uscite" dall’Operazione Epic Fury: "Posso prolungarla e prendere il controllo di tutto, oppure concluderla in due o tre giorni e dire agli iraniani: 'Ci vediamo tra qualche anno se ricominciate a ricostruire i vostri programmi nucleari e missilistici - ha detto in un’intervista telefonica di cinque minuti da Mar-a-Lago - In ogni caso, ci vorranno diversi anni perché si riprendano da questo attacco".

Categoria: internazionale/esteri
19:53
FantaSanremo, i bonus della serata finale
(Adnkronos) - Svelati gli ultimi bonus di questa edizione del FantaSanremo, quelli validi solo per la quinta e ultima serata del festival della canzone italiana. .Stasera, sabato 28 febbraio, per la serata finale vengono premiati gli abbracci ai co-conduttori, il '5' ai conduttori, gli artisti che si presentano scalzi e quelli che fanno il segno della 'V' e che lasciano cadere il microfono. Nessun malus, invece, è stato aggiunto per la finale.
Bonus SiVola +20 punti
Scalzo +10 punti
Mic drop +20 punti
Batti 5 a un conduttore +5 punti
Abbraccia un co-conduttore +10 punti

Categoria: spettacoli
19:52
BigMama bloccata a Dubai, l'appello in lacrime: "Sento i missili sulla testa, ho paura"
(Adnkronos) - "Sentiamo i missili sulla testa". BigMama ha lanciato, in lacrime, una richiesta di aiuto sui social: "Stasera vi chiedo di darci una mano perché stiamo vivendo un incubo. Siamo tantissimi italiani in questa situazione quindi dovete cercare di muovere tutte le forze possibili".
La cantante si trova al momento bloccata a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, a causa della chiusura degli spazi aerei decretata in seguito all'attacco di Isarele e Usa all'Iran: "Stamattina sono partita dall'aeroporto di Malè quando il nostro volo è stato dirottato nel deserto nei pressi di Dubai. Siamo stati portati in hotel e adesso ci dicono che dobbiamo restare qui facendo attenzione".
"Noi continuiamo a sentire i missili sulla testa. - ha spiegato -. Io sono terrorizzata, siamo tante persone qui. Occhi su di noi, vogliamo tornare a casa. Non ho mai chiesto niente ma ho troppa paura". "Voglio solo tornare a casa", ha concluso la cantante.

Categoria: internazionale/esteri
19:38
Hellas Verona-Napoli, gol Akpa Akpro da annullare? Cos'è successo al Bentegodi
(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Hellas Verona-Napoli. Oggi, sabato 28 febbraio, gli scaligeri ospitano gli azzurri nella 27esima giornata di Serie A, in una partita segnata anche da un episodio arbitrale. Al momento del pareggio del Verona firmato da Akpa Akpro infatti, a metà del secondo tempo, si sono alzate le proteste dei giocatori e della panchina partenopea, con Antonio Conte ammonito nei minuti successivi. Ma cos'è successo al Bentegodi?
Succede tutto al 64'. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo l'ex centrocampista della Lazio si avventa su una palla vagante in area e calcia di prima con il destro, trovando la deviazione decisiva di Hojlund e battendo Meret per l'1-1 scaligero. Immediate però le proteste napoletane per due situazioni: la prima è stata l'assegnazione stessa del corner, con il Napoli che lamentava un fallo precedente all'uscita del pallone, e la seconda invece riguardava l'azione del gol.
Sulla conclusione di Akpa Akpro c'è Frese in fuorigioco. Sebbene la sua posizione non impatti su Meret, rimasto immobile al centro della porta sulla conclusione dell'ivoriano, potrebbe aver impattato proprio sull'intervento dell'attaccante danese. Dopo un rapido check del Var però l'arbitro Colombo convalida la rete, mentre per la situazione precedente all'assegnazione del calcio d'angolo il Var non poteva intervenire anche in caso di palese irregolarità.

Categoria: sport
19:30
Sanremo, il passaggio di testimone per il 2027: l'investitura di Conti a De Martino oggi in diretta
(Adnkronos) - Il direttore artistico e conduttore di Sanremo 2026 passerà in diretta il testimone al suo successore per il 2027. E' questo il motivo per cui Stefano De Martino sarà questa sera al Teatro Ariston. Poco dopo le 23 di oggi 28 febbraio, durante la finale, come recita la scaletta (suscettibile di variazioni di orario) che circola dietro le quinte del festival, Carlo Conti scenderà in platea. E il motivo - apprende l'Adnkronos - è proprio uno scambio di battute con De Martino sul festival 2027.
D'altronde che l'investitura di De Martino fosse nell'aria si era capito da una serie di 'indizi' disseminati durante la settimana del festival. "Non parleremo dell'edizione 2027 fino a sabato", aveva detto a inizio festival il direttore dell'Intrattenimento di Prime Time, Willimas Di Liberatore. Poi Carlo Conti ha parlato a più riprese del fatto che gli sarebbe piaciuto passare il testimone ad un collega "più giovane" o a "una donna". Anche questa mattina ha detto che lascerà al suo successore un "festival in ottima salute", prima di offrire un mezzo spoiler sull'annuncio parlando di una sorpresa per stasera, mentre i giornalisti lo interrogavano sulla futura direzione artistica. Ma, per non rovinare la sorpresa, ha voluto 'depistare' la Sala Stampa alimentando il dubbio: "Magari resto io".
Che l'opzione Sanremo fosse prevista nel contratto con De Martino con la Rai è cosa nota da tempo. Così come da settimane circolano indiscrezioni su un accordo raggiunto con il conduttore di 'Affari Tuoi' per il festival 2027. Una volta presa la decisione, è stata concordata tra tutte le parti un'inedita spettacolarizzazione dell'annuncio. E' infatti la prima volta che il conduttore e direttore artistico dell'anno successivo viene annunciato nella finale di Sanremo.

Categoria: spettacoli
18:45
Operaio di un cantiere stradale travolto e ucciso da un'auto nel Milanese
(Adnkronos) - Incidente sul lavoro nel Milanese. Un operaio di una ditta, impegnata in lavori per Anas, è morto dopo essere stato investito da un’auto lungo la diramazione per l’aeroporto di Malpensa, all’altezza di Cuggiono. L’uomo, soccorso e trasportato in elicottero all’ospedale Niguarda, è deceduto poco dopo. La strada è rimasta chiusa per ore. Anas ha espresso cordoglio e avviato le procedure per chiarire la dinamica di quanto accaduto.

Categoria: cronaca
18:39
Pechino Express 2026, si parte prima: concorrenti e tappe
(Adnkronos) - Quest’anno la corsa di Pechino Express inizia prima. I viaggiatori della nuova stagione dello show, pronti al check-in da giovedì 12 marzo in esclusiva su Sky e in streaming solo su Now, sono chiamati a sorpresa ad affrontare una primissima missione mentre sono ancora in Italia: domani 1 marzo alle 20,15 sempre su Sky e Now arriva, infatti, l'appuntamento 'Pechino Express – La missione zero', che rappresenterà a tutti gli effetti l’esordio della corsa che vedrà le coppie arrivare all’Estremo Oriente, come recita il claim di questa stagione che scorrerà tra Indonesia, Cina e Giappone.
Prima di imbarcarsi, il capitano dell’avventura Costantino della Gherardesca convocherà nel suo laboratorio segreto, lontano da occhi indiscreti, le dieci coppie ai nastri di partenza in questa annata dello show Sky Original prodotto da Banijay Italia: Biagio Izzo e Francesco Paolantoni, la coppia de Gli Spassusi; Chanel Totti e Filippo Laurino, I Raccomandati; Jo Squillo e Michelle Masullo, Le Dj; Fiona May e Patrick Stevens, I Veloci; Dani Faiv e Tony 2Milli, I Rapper; Steven Basalari e Viviana Vizzini, Gli Ex; Tay Vines e Assane Diop, I Comedian; Elisa Maino e Mattia Stanga, I Creator; Candelaria e Camila Solórzano, Le Albiceleste; Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani, Le Biondine.
Obiettivo di Costantino sarà testare quanto i corpi e le menti dei viaggiatori siano pronti ad affrontare l’estremo Oriente. Nel corso di questo appuntamento speciale – in arrivo domani alle 20,15 in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su Now, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go – le 10 coppie dovranno affrontare una Missione Zero che ci racconterà molto di loro mettendo a prova manualità, capacità di risolvere enigmi e soprattutto, purtroppo per loro, le papille gustative.
La coppia di viaggiatori che porterà a termine la Missione zero nel minor tempo sarà quella designata a portare con sé la busta nera nella prima tappa della nuova stagione. Una volta completata questa prova, tutto sarà pronto per la partenza della gara durante la quale Costantino sarà aiutato dalla presenza di tre inviati, uno per Paese: Lillo in Indonesia, Giulia Salemi in Cina, Guido Meda in Giappone.

Categoria: spettacoli
18:22
Sanremo, scaletta serata finale: ordine dei cantanti di oggi
(Adnkronos) - Tutto pronto per la finale del Festival di Sanremo 2026. Questa sera, sabato 28 febbraio, si esibiranno sul palco dell'Ariston tutti e 30 gli artisti in gara. Ad aprire la serata Francesco Renga con 'Il meglio di me'. L'ultima esibizione, prevista attorno all'1.15, è di Eddie Brock con il brano 'Avvoltoi'.
Dopo, verrano svelati i 5 finalisti e poi alle 2:00 è prevista la proclamazione del vincitore della 76esima edizione del Festival.
01 – Elettra Lamborghini - 'Il meglio di me'
02 – Chiello - 'Ti penso sempre'
03 – Raf - 'Ora e per sempre'
04 – Bambole di Pezza - 'Resta con me'
05 – Leo Gassmann - 'Naturale'
06 – Malika Ayane - 'Animali notturni'
07 – Tommaso Paradiso - 'I romantici'
08 – J-Ax - 'Italia starter pack'
09 – LDA & AKA 7EVEN - 'Poesie clandestine'
10 – Serena Brancale - 'Qui con me'
11 – Patty Pravo - 'Opera'
12 – Sal Da Vinci - 'Per sempre sì'
13 – Elettra Lamborghini - 'Voilà'
14 – Ermal Meta - 'Stella stellina'
15 – Ditonellapiaga - 'Che fastidio!'
16 – Nayt - 'Prima che'
17 – Arisa - 'Magica favola'
18 – Sayf - 'Tu mi piaci tanto'
19 – Levante - 'Sei tu'
20 – Fedez & Masini - 'Male necessario'
21 – Samurai Jay - 'Ossessione'
22 – Michele Bravi - 'Prima o poi'
23 – Fulminacci - 'Stupida fortuna'
24 – Luhè - 'Labirinto'
25 – Tredici Pietro - 'Uomo che cade'
26 – Mara Sattei - 'Le cose che non sai di me'
27 – Dargen D'Amico - 'AI AI'
28 – Enrico Nigiotti - 'Ogni volta che non so volare'
29 – Maria Antonietta e Colombre - 'La felicità e basta'
30 – Eddie Brock - 'Avvoltoi'

Categoria: spettacoli
18:04
Crosetto bloccato a Dubai, volo cancellato dopo attacco Usa all'Iran
(Adnkronos) - Guido Crosetto bloccato a Dubai. Il ministro della Difesa, che si trova da venerdì negli Emirati Arabi Uniti per motivi personali - era andato a riprendere la famiglia per poi ripartire alla volta dell'Italia -, sarebbe dovuto tornare oggi in aereo ma il suo volo di linea è stato cancellato a causa della chiusura degli spazi aerei decretata in seguito all'attacco di Isarele e Usa all'Iran.
La notizia, anticipata dal Fatto Quotidiano, è stata confermata all'Adnkronos da fonti qualificate.

Categoria: politica
17:46
Bari, investito da un bus in manovra: morto 67enne
(Adnkronos) - Un uomo di 67 anni è morto in ospedale dopo essere stato investito a Bari da un autobus dell'Amtab, l'azienda municipalizzata dei trasporti, durante una manovra, nel tardo pomeriggio di venerdì. E' accaduto in piazza Moro nella zona delle stazioni ferroviarie e del capolinea. Lo riferisce la Polizia locale. L'uomo, soccorso dai medici del 118, è deceduto in serata al Policlinico. Il mezzo è stato sequestrato, la Polizia locale ha acquisito le immagini della videosorveglianza cittadina presenti nell'area. Sono in corso rilievi e indagini, per la ricostruzione della dinamica sono state eseguite dalla Polizia Locale con il coordinamento dell'Autorità giudiziaria.
"L’autista si è fermato immediatamente - spiega l'Amtab - e, insieme ad altri colleghi presenti, ha prestato i primi soccorsi, provvedendo contestualmente ad allertare il servizio di emergenza 118. Il personale sanitario intervenuto ha soccorso il pedone e ha fornito assistenza anche all’autista". L’Azienda esprime "il proprio cordoglio e la massima vicinanza alla famiglia della vittima. Contestualmente, l’azienda esprime la massima vicinanza e il totale supporto al proprio autista attivando tutte le misure a tutela, anche di carattere legale, confermando, nel contempo, la piena collaborazione con le autorità incaricate degli accertamenti”.

Categoria: cronaca
17:34
Mara Venier verso Sanremo, è polemica: "Vai con aereo privato coi nostri soldi". E lei replica
(Adnkronos) - "Ma perché non vi guardate Sanremo e non rompete le palle a nessuno?". Con queste parole Mara Venier stronca sul nascere una polemica nata sui social.
La conduttrice, che domani sarà in onda con 'Domenica In - Speciale Sanremo', ha condiviso su Instagram un video mentre è in treno, con tutti i sedili vuoti, in direzione Festival di Sanremo 2026.
Nel filmato, Venier canta ed esegue la coreografia di 'Per sempre sì', brano in gara alla kermesse canora di Sal Da Vinci, che la conduttrice ha dedicato al marito Nicola Carraro.
Ma tra i commenti c'è chi ha voluto sollevare una polemica: "Aereo privato con i nostri soldi", ha insinuato un utente. Immediata la replica della conduttrice: "Sei un co***one, non vedi che sono in treno? Ma perché non vi guardate Sanremo e non rompete le palle a nessuno?".

Categoria: spettacoli










































