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11:18

Checco Zalone inarrestabile, Buen Camino verso record di Avatar

(Adnkronos) - Con un incasso di 2.118.782 euro nel weekend, 'Buen Camino' supera quota 65 milioni di euro (65.292.956) e gli 8 milioni di spettatori, avvicinandosi al record di 'Quo Vado?' (65.365.736 euro), dal quale lo separano ormai solo 72.780 euro.  

'Quo vado?' è attualmente il secondo maggior incasso nella storia del box office italiano (dietro solo al primo 'Avatar', che ottenne 68,6 milioni). Ma è sicuro che già domani al secondo posto ci sarà 'Buen Camino' che scalzerà 'Quo Vado?' al terzo e che si prepara a insidiare anche il record dei record di 'Avatar'.  

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Categoria: spettacoli

10:53

Vagnozzi, 'salta' la sfida con Sinner: il coach di Jannik out al secondo turno del Million Dollar 1 Point Slam

(Adnkronos) - Simone Vagnozzi ci ha provato. Il coach di Jannik Sinner si è cimentato nel 'Million Dollar 1 Point Slam' (il torneo che permette a dilettanti e professionisti di giocare match da un solo punto nel tentativo di portare a casa il super premio da un milione di dollari australiani) ma non è andata benissimo. Vagnozzi ha tentato la fortuna nelle qualificazioni e, dopo aver passato il primo turno contro Luke Savile, si è arreso nella successiva sfida contro Calum Puttergill. Per lui, è svanita così sul nascere l'idea di una suggestiva (e ricchissima) sfida contro l'allievo Jannik Sinner nella competizione che si sta svolgendo prima degli Australian Open a Melbourne.  

Sinner scenderà in campo nel Million Dollar 1 Point Slam mercoledì 14 gennaio, in attesa del via ufficiale della stagione con gli Australian Open (che si giocheranno dal 18 gennaio al 1° febbraio).  

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Categoria: sport

10:43

Golden Globe, The Pitt tra i vincitori. L'abbraccio di Noah Wyle con il collega di ER George Clooney

(Adnkronos) - Baci e abbracci tra Noah Wyle e George Clooney durante i Golden Globe 2026: i due attori si sono ritrovati a oltre trent’anni da 'E.R. – Medici in prima linea', la serie che li ha consacrati e che ha segnato un'intera generazione di spettatori. L’incontro tra i due ha suscitato entusiasmo e un’ondata di nostalgia tra i presenti. 

Clooney ha ricordato il primo incontro con Wyle nel 1993, mentre era sul palco per consegnargli il premio come Miglior attore. “Fin dall'inizio, fin dai primi momenti, dimostrava una saggezza superiore alla sua età”, ha ricordato l'attore che nel medical drama interpretava il pediatra Doug Ross. “Era anche la persona più gentile che avessi mai conosciuto. Siamo diventati subito ottimi amici. E lo siamo rimasti per oltre 30 anni”. “È un padre fantastico. È un marito fantastico. Tutti possiamo vedere che attore straordinario è”, ha continuato. “Sono molto orgoglioso di poterlo chiamare amico. Sono anche orgoglioso di poterlo chiamare collega. E quando sarò grande, voglio essere Noah Wyle”. 

Noah Wyle ha vinto il Golden Globe come Miglior attore in una serie drammatica per 'The Pitt', che ha vinto come Miglior serie drammatica. 

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Categoria: spettacoli

10:27

Ex Ilva Taranto, operaio cade dall'alto e muore durante controllo

(Adnkronos) - Un operaio, dipendente diretto, è morto questa mattina nel reparto acciaieria 2 della ex Ilva di Taranto. Sarebbe precipitato dall'alto, dal 5° al 4° piano, durante un controllo.  

Dopo la tragedia, è stato proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil uno sciopero immediato di 24 ore in tutti gli stabilimenti del gruppo ex Ilva, Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, "con articolazioni territoriali". L'agitazione parte da subito. "In attesa di conoscere la dinamica, tutti i lavoratori dell'ex Ilva e del mondo metalmeccanico, si stringono intorno alla famiglia del lavoratore", spiegano i sindacati dei metalmeccanici 

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Categoria: cronaca

09:56

Trentini libero, Mentana: "Ora spiegate perché era in cella"

(Adnkronos) - "Una cosa è certa: senza la caduta di Maduro non ci sarebbe stata la liberazione di Alberto Trentini". Così in un post su Facebook Enrico Mentana, direttore del TgLa7, a qualche ora dal rilascio del 46enne cooperante umanitario, originario del Lido di Venezia, detenuto dal 15 novembre 2024 in un carcere del Venezula senza accuse ufficiali a suo carico. La sua liberazione è avvenuta oggi, 12 gennaio 2026. 

"Agli ultimi strenui sostenitori italiani del regime venezuelano l'arduo compito di spiegare perché Trentini e gli altri erano in cella senza accusa o processo", ha aggiunto Mentana. 

 

  

Esperto di cooperazione internazionale, Trentini al momento dell’arresto collaborava con l’organizzazione francese Humanity & Inclusion, attiva in 60 Paesi nell’assistenza alle persone con disabilità e inclusione sociale. Arrivato a Caracas il 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria, era stato fermato durante un controllo mentre viaggiava verso Guasdualito, nello stato di Apure, insieme all’autista locale Rafael Ubiel Hernández Machado, poi rilasciato dopo alcuni mesi. 

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Categoria: cronaca

09:47

"Mahmoud Abbas ricoverato d'urgenza in ospedale a Ramallah"

(Adnkronos) - Il presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas, 90 anni, è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Ramallah. Lo riportano i media palestinesi.  

Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa Abbas si sta sottoponendo a controlli medici "di routine" presso l'ospedale arabo Istishari nella città di Ramallah, in Cisgiordania. 

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Categoria: internazionale/esteri

09:19

Ucraina, ondata di droni su Kiev: Russia usa il nuovo Geran-5

(Adnkronos) - La Russia ha lanciato nella notte un'ondata di droni contro Kiev, colpendo un edificio nella città. Tymur Tkachenko, capo dell'amministrazione militare della capitale ucraina, ha riferito che è scoppiato un incendio in un "edificio non residenziale" nel quartiere Solomiansky della città. I video pubblicati sui social media sembrano mostrare un vasto incendio che si sprigiona dall'edificio. Sono stati segnalati anche incendi di veicoli sul luogo dell'attacco del drone. 

Il nuovo attacco a Kiev avviene mentre la città e i suoi residenti sono alle prese con le continue interruzioni di corrente dovute agli incendi. Il sindaco di Kiev Vitali Klitschko aveva precedentemente invitato i residenti della capitale a lasciare, se possibile, la città dopo che l'attacco russo del 9 gennaio aveva lasciato metà dei condomini cittadini senza riscaldamento. Mentre proseguono gli sforzi per ripristinare l'energia elettrica negli edifici residenziali, Klitschko ha avvertito che la situazione dovrebbe restare difficile, poiché si prevede che le temperature gelide persisteranno nei prossimi giorni. 

 

Le forze russe hanno utilizzato sul fronte ucraino per la prima volta una nuova versione del drone a lungo raggio russo Geran, la piattaforma mutuata dagli Shahed iraniani che ha cambiato gli equilibri della guerra negli ultimi mesi, ha denunciato l'intelligence militare a Kiev. Il Geran 5, sviluppato a partire dal modello iraniano Karrar e interamente prodotto in Russia, può essere armato con una testata fino a 90 chili e ha una gittata di circa mille chilometri. Secondo l'Institute for the Study of War, le forze russe intendono usare il nuovo modello per colpire obiettivi aerei, non più solo a terra. lanciandolo da aerei come gli Su-25, e armandolo con missili R-73. 

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Categoria: internazionale/esteri

09:06

Il freddo lascia spazio a correnti più miti: ecco dove tornerà il sole

(Adnkronos) - Il freddo ha le ore contate: dopo la parentesi invernale, un netto cambio di scenario meteo è imminente con il ritorno di correnti più miti. Il gelo è previsto ritirarsi verso i Paesi dell’Est, mentre l’anticiclone farà il suo ritorno sull'Italia . 

Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che l'inizio della nuova settimana vedrà l'alta pressione affermarsi con decisione, stabilizzando il tempo su gran parte del territorio nazionale. Ci aspetta quindi un lunedì caratterizzato da tempo prevalentemente stabile e soleggiato. Tuttavia, è bene ricordare che, trovandoci nel cuore dell'inverno, queste strutture anticicloniche raramente possiedono la solidità delle loro controparti estive. 

Le prime avvisaglie di un cedimento, infatti, si manifesteranno già tra martedì 13 e mercoledì 14. L'alta pressione perderà gradualmente colpi a causa della rotazione dei venti che dai quadranti meridionali veicoleranno masse d'aria più miti, ma soprattutto più umide. Questa iniezione di umidità sarà responsabile di un sensibile aumento delle nubi, che si addenseranno in particolare sui settori tirrenici e su parte del Settentrione. 

Sarà il Nord-Ovest a sentire per primo gli effetti di questo peggioramento, con la possibilità di qualche piovasco sparso. Le aree più esposte saranno la Liguria e, occasionalmente, le coste più settentrionali della Toscana. Questa tendenza all'instabilità culminerà entro la giornata di giovedì 15, quando qualche precipitazione raggiungerà anche le coste del Lazio.  

Il quadro generale sarà completato da un progressivo e diffuso aumento delle temperature, segnando così la definitiva conclusione della parentesi fredda vissuta nei giorni scorsi. 

NEL DETTAGLIO  

Lunedì 12. Al Nord: tempo grigio in pianura, qualche pioggia in Liguria. Al Centro: prevalenza di sole, nuvoloso in Toscana. Al Sud: stabile e soleggiato. Ventoso. 

Martedì 13. Al Nord: molto nuvoloso, piovaschi su Liguria e bassa Lombardia. Al Centro: molte nubi ovunque. Al Sud: nuvoloso in Campania. Venti da sud. 

Mercoledì 14. Al Nord: molto nuvoloso, qualche piovasco in Liguria. Al Centro: nuvoloso sulle tirreniche, meglio altrove. Al Sud poco o parzialmente nuvoloso. 

Tendenza: nubi in aumento e piogge al Centro-Nord nel fine settimana. 

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Categoria: cronaca

08:34

Crans-Montana, oggi la decisione sull'arresto di Moretti

(Adnkronos) - Ore decisive per la conferma dell'arresto di Jacques Moretti, il titolare del locale Le Constellation di Crans Montana teatro della strage di Capodanno. Moretti è in custodia cautelare da venerdì 9 gennaio e oggi potrebbe arrivare la decisione del Tribunale vallesano per le Misure coercitive sulla convalida dell'arresto. La moglie di Moretti, Jessica, è in libertà con il braccialetto elettronico. L'arresto del marito è scattato perché, secondo la procura, esiste il ''rischio di fuga''. Il tribunale competente per la custodia cautelare adotta la decisione entro 96 ore dall'arresto sull'eventuale conferma della misura, come spiegano i media svizzeri. 

 

I coniugi Moretti, secondo la Sonntags Zeitung, erano già finiti nel mirino della giustizia vallesana, senza però essere mai condannati. In particolare nel 2020 le autorità vallesane avrebbero infatti avviato indagini contro la coppia in relazione ai prestiti Covid elargiti agli esercizi pubblici durante la pandemia. Nel marzo del 2020, i Moretti avrebbero ricevuto un prestito di 75.500 franchi, ovvero una cifra corrispondente a circa il 10% del fatturato del bar durante la pandemia. Parte di quella somma sarebbe stata utilizzata per l'acquisto di una Maserati da oltre 33mila franchi, andando così ad ampliare un parco veicoli già notevole, composto da una Mercedes, una Bentley e una Porsche Cayenne. 

Le autorità hanno quindi indagato sull'eventuale uso improprio dei prestiti Covid, stabilendo, un anno dopo, che ''non sussistevano gli elementi di reato'', in quanto i gestori del bar avrebbero dimostrato che la Maserati non appartenesse a loro privatamente, ma figurasse nei registri contabili dell'esercizio pubblico. Una seconda indagine avrebbe interessato la coppia nel 2022, questa volta ad opera dell'Ispettorato del Lavoro. Diversi dipendenti avrebbero infatti presentato reclami in merito alle condizioni di lavoro nel bar Le Constellation e nel ristorante Le Senso, sempre gestito dai Moretti. 

Nella denuncia citati ''orari di lavoro non rispettati, lavoro notturno non retribuito e periodi di riposo non rispettati''. Nei locali sarebbero arrivati gli ispettori, ma sulla Sonntags Zeitung non sono stati condivisi i risultati di quei controlli. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

08:30

Mario Burlò, chi è l’imprenditore torinese liberato in Venezuela

(Adnkronos) - Finisce l’odissea per Mario Burlò, l'imprenditore torinese detenuto per mesi in Venezuela dal novembre 2024 senza accuse formali. Il 53enne, è stato liberato oggi insieme ad Alberto Trentini ed ha già ha lasciato il carcere venezuelano di El Rodeo per rientrare in Italia.  

Burlò era stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito con accuse che non sono mai state chiarite e i suoi legali hanno sempre sottolineato che era detenuto ‘arbitrariamente’ senza che a suo carico fosse formalizzata alcuna accusa.  

Burlò, che aveva detto alla famiglia che sarebbe partito per il Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, risiede alle porte del capoluogo piemontese ed è noto nel mondo dei servizi e dello sport. Fondatore del gruppo OJ Solution, colosso dell’outsourcing con sede a Torino, era un volto noto del panorama economico piemontese. 

La sua popolarità era cresciuta grazie alle sponsorizzazioni sportive: Burlò è stato l’ultimo patron della Auxilium Basket Torino prima del fallimento della storica società e ha sostenuto diverse realtà calcistiche e di pallamano tra Piemonte e Sardegna. 

Nel febbraio 2025 è stato assolto in Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di un processo sulla ’ndrangheta in Piemonte e nei giorni scorsi il Tribunale di Torino aveva stralciato la sua posizione sul crac dell’Auxilium Basket.  

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Categoria: cronaca

07:55

Usa, avviata indagine su Jerome Powell e sulla Federal Reserve

(Adnkronos) - Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell è sotto inchiesta penale federale in relazione alla ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede centrale della banca centrale. Lo riferisce il New York Times, aggiungendo che Powell ha affermato che l'indagine era un pretesto perché la Fed aveva fissato "tassi di interesse basati sulla nostra migliore valutazione di ciò che sarebbe servito al pubblico, piuttosto che seguire le preferenze" del presidente Trump. Il Dipartimento di Giustizia ha citato in giudizio la Fed per ottenere informazioni sui lavori di ristrutturazione della sua base di Washington, ha affermato Powell in una dichiarazione video pubblicata ieri.  

Trump ha ripetutamente chiesto alla Fed di tagliare i tassi di interesse e ha criticato personalmente Powell quando si è rifiutato di farlo. L'anno scorso ha definito il presidente un "idiota" e lo ha accusato di "rendere difficile per le persone, soprattutto i giovani, acquistare una casa". Nel video, condiviso su X, Powell afferma: "Venerdì il Dipartimento di Giustizia ha notificato alla Federal Reserve citazioni in giudizio da parte della giuria, minacciando un'incriminazione penale in relazione alla mia testimonianza davanti alla commissione bancaria del Senato lo scorso giugno. Tale testimonianza riguardava in parte un progetto pluriennale di ristrutturazione degli storici edifici adibiti a uffici della Federal Reserve".  

Powell ha aggiunto: "La questione è se la Fed sarà in grado di continuare a stabilire i tassi di interesse in base alle prove e alle condizioni economiche, oppure se la politica monetaria sarà invece guidata da pressioni politiche o intimidazioni. Nessuno, e certamente non il presidente della Federal Reserve, è al di sopra della legge, ma questa azione senza precedenti dovrebbe essere vista nel contesto più ampio delle minacce e delle continue pressioni dell'amministrazione. Questa nuova minaccia non riguarda la mia testimonianza dello scorso giugno o la ristrutturazione degli edifici della Federal Reserve. Non riguarda il ruolo di supervisione del Congresso; la Fed, attraverso testimonianze e altre divulgazioni pubbliche, ha fatto ogni sforzo per tenere informato il Congresso sul progetto di ristrutturazione. Questi sono solo pretesti". 

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Categoria: internazionale/esteri

07:39

Golden Globe 2026, da 'Una battaglia dopo l'altra' a 'Adolescence': tutti i vincitori

(Adnkronos) - La notte degli 83esimi Golden Globe Awards ha confermato 'Una battaglia dopo l'altra' e 'Adolescence' come grandi protagonisti della serata: il film di Paul Thomas Anderson ha dominato le categorie cinematografiche, mentre la serie tv ha raccolto numerosi riconoscimenti nel settore televisivo.  

Sul fronte cinema, 'Hamnet - Nel nome del figlio' di Chloé Zhao ha trionfato come miglior film drammatico e Miglior attrice protagonista in un film drammatico a Jessie Buckley, mentre 'Una battaglia dopo l'altra' su 9 nomination ha conquistato 4 statuette: Miglior film (musical o commedia), Miglior regista, Miglior sceneggiatura e Migliore attrice non protagonista a Teyana Taylor.  

Un quadro chiaro: la sfida agli Oscar sarà tra questi due titoli. Da tenere sott'occhio anche 'I peccatori' di Ryan Coogler, vincitore di due statuette, Miglior risultato al cinema e al box office e Migliore colonna sonora, e 'L'agente segreto', Miglior film straniero e Miglior attore in un film drammatico per Wagner Moura. 

Tra i vincitori dell'83esima edizione condotta dalla comica e attrice Nikki Glaser anche Timothée Chalamet, Miglior attore protagonista in un film (musical o commedia) per 'Marty Supreme' di Josh Safdie. Il giovane divo di Hollywood, vincitore del suo primo Golden Globe, ha battuto Leonardo DiCaprio ('Una battaglia dopo l'altra'), George Clooney ('Jay Kelly'), Ethan Hawke ('Blue Moon'), Lee Byung-Hun ('No Other Choice') e Jesse Plemons ('Bugonia'). "Qui siamo tutti vincitori", scherza Clooney dopo la battuta sul mancato premio di Don Cheadle, con lui sul palco per annunciare il Miglior film drammatico: "Timothée ora ha 30 anni, ma ne aveva tre anni l'ultima volta che hai vinto".  

A tornare a casa con una statuetta tra le mani anche Rose Byrne per 'If I Had Legs I'd Kick You' (Miglior attrice protagonista di un film musical o commedia), Stellan Skarsgard per ‘Sentimental Value’ (Miglior attore non protagonista) e Teyana Taylor.  

Tra i premi di recitazione, Wagner Moura ha vinto come miglior attore in un film drammatico per 'L’agente segreto', e Jessie Buckley è stata incoronata miglior attrice in un film drammatico per 'Hamnet'.  

La cerimonia di premiazione ha visto il trionfo anche di 'KPop Demon Hunters', diventato un vero e proprio fenomeno. La stampa estera gli ha assegnato il premio al Miglior film d'animazione e Miglior canzone originale per 'Golden', un brano andato subito virale. La storia della canzone coincide con quella di Ejae, una delle sue autrici, che sul palco dei Golden Globe ha raccontato il percorso che l’ha portata fin lì. "Quando ero una ragazzina ho lavorato senza sosta per dieci anni per inseguire un solo sogno, diventare una idol K‑pop, e mi sono sentita dire che la mia voce non era abbastanza". Ora "essere parte di una canzone che aiuta altre ragazze e persone di tutte le età ad accettarsi e superare le difficoltà è qualcosa che non avrei mai immaginato".  

Sul fronte serie, 'Adolescence' con quattro Golden Globe, 'The Studio' e 'The Pitt' con due hanno dominato la cerimonia. 

 

Momento amarcord all'83esima edizione dei Golden Globe: George Clooney e Noah Wyle si sono ritrovati e abbracciati a oltre trent’anni da 'E.R. – Medici in prima linea', la serie che li ha consacrati e che ha segnato un'intera generazione di spettatori. Come riportano i media presenti alla cerimonia, l’incontro tra i due ha suscitato entusiasmo e un’ondata di nostalgia tra i presenti. Clooney ha ricevuto la nomination come miglior attore in un film commedia o musical (categoria vinta da Timothée Chalamet per 'Marty Supreme') per il suo ruolo da protagonista in 'Jay Kelly', mentre Wyle si è portato a casa la statuetta come miglior attore in una serie drammatica per 'The Pitt'. Due percorsi diversi, due carriere ormai lontane dall’ospedale di Chicago che li rese celebri, ma un legame professionale e affettivo che il tempo non ha scalfito. E il loro abbraccio lo conferma. Nostalgia anche con l'apparizione di Macaulay Culkin, celebre interprete della commedia natalizia degli Anni 90 'Mamma, ho perso l'aereo': "So che è strano vedermi fuori dal periodo natalizio, ma esisto tutto l'anno", dice con ironia prima di annunciare il premio alla Miglior sceneggiatura. 

Durante la serata, anche una standing ovation per l'entrata di Julia Roberts al Beverly Hilton di Los Angeles per annunciare il miglior film drammatico, e frasi in francese da Clooney ("bonsoir, mes amis, c'est un honneur d'être ici", ovvero "buonasera amici miei, è un onore essere qui"). Nulla di casuale: era un riferimento alla sua recente acquisizione della cittadinanza francese, una scelta che ha sollevato polemiche su presunti favoritismi da parte del governo, soprattutto dopo che il divo di Hollywood ha ammesso di avere ancora difficoltà con la lingua nonostante le lezioni intensive. 

Per il secondo anno consecutivo la Cbs ha affidato la diretta a Nikki Glaser, che nel suo monologo iniziale ha fatto satira sulle fidanzate giovanissime di Leonardo DiCaprio, su George Clooney volto della Nespresso, sulla battaglia per l'acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix e Paramount, sul caso Epstein e anche sulla stessa Cbs. Insomma, la comica non ha risparmiato proprio nessuno. L'attualità è arrivata anche sul red carpet. Mark Ruffalo, Jean Smart Wanda Sykes e Natasha Lyonne hanno sfilato indossando le spillette anti-Ice per ricordare Renee Good, la donna uccisa a colpi di arma da fuoco da un agente dell'Immigration and Customs Enforcement a Minneapolis. Sulle spille bianche e nere gli slogan 'Be Good' e 'Ice Out'.  

La cerimonia si è conclusa con l'omaggio al regista Rob Reiner. I Golden Globe non prevedono un segmento 'In memoriam' dedicato alle celebrità scomparse, ma la conduttrice Nikki Glaser ha voluto comunque ricordare il grande regista. Sul palco è apparsa con un cappellino da baseball nero con il titolo del suo film 'This Is Spinal Tap'. Reiner e sua moglie, Michele Singer, erano stati trovati morti il mese scorso nella loro villa a Brentwood. Una notizia che ha scosso profondamente il mondo di Hollywood. 

 

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Categoria: spettacoli

07:00

Trump cerca l'accordo sulla Groenlandia e punta a Cuba

(Adnkronos) - Washington - Il presidente Donald Trump, nella notte di ritorno verso Washington, è tornato a parlare della Groenlandia, reiterando la necessità statunitense di ottenere il territorio danese in un modo o nell’altro. 

"Se non prendiamo la Groenlandia, lo faranno la Russia o la Cina, e non permetterò che accada", ha detto ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, dopo aver trascorso il weekend nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida.  

Nei giorni scorsi il leader di Washington aveva escluso, per ora, l’uso della forza militare per occupare l’isola, mentre la sua amministrazione continua a spingere per raggiungere un accordo economico con Copenhagen. "Certo, mi piacerebbe molto stringere un accordo con loro. Sarebbe più semplice. In un modo o nell'altro, avremo la Groenlandia”, assicura il repubblicano, il quale è convinto che i groenlandesi debbano essere i primi ad accettare l’offerta americana.  

"La Groenlandia non vuole che la Russia o la Cina prendano il sopravvento. Non si avvicinino a quelle zone. Sono molto lontane dalla Groenlandia. E la difesa della Groenlandia, in pratica, si basa su due slitte trainate da cani. Lo sapevate? La loro difesa consiste in due slitte trainate da cani. Nel frattempo, ci sono cacciatorpediniere e sottomarini russi e cinesi ovunque", ha ripetuto. 

Trump ha poi parlato del Venezuela, descrivendo la relazione attuale con il governo della nuova presidente ad interim Delcy Rodríguez come molto positiva, a solo nove giorni dalla cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro. "In Venezuela le cose stanno andando davvero bene. Stiamo collaborando molto bene con la leadership”, dice il presidente, che non esclude che possa un giorno visitare il paese sudamericano.  

Riferendosi a Rodríguez, Trump ha detto: "Ci ha chiesto: ‘Potete acquistare 50 milioni di barili di petrolio?’ E io ho risposto: ‘Sì, possiamo’. Si tratta di 4,2 miliardi di dollari e il petrolio è già in viaggio verso gli Stati Uniti". 

Per quanto riguarda un incontro con l’ex vicepresidente di Maduro, Trump non lo esclude più avanti. Allo stesso tempo, conferma che in settimana s’incontrerà con Maria Corina Machado, la leader dell'opposizione venezuelana, a Washington, Al momento non sono ancora noti molti dettagli dell'eventuale incontro con la Premio Nobel, che sarà quasi sicuramente il mercoledì, considerando l'agenda di Trump del giorno prima che lo vedrà viaggiare fin dalla mattina a Detroit per un evento.  

Dopo il Venezuela Trump guarda anche a Cuba e ammette che la sua amministrazione sta già discutendo con il governo dell'Avana. Per quanto riguarda un possibile accordo con i cubani, il tycoon di New York non ha voluto svelare nessun dettaglio. 

"Lo scoprirete molto presto. E' una delle cose di cui voglio che ci si occupi, uno dei gruppi di persone di cui voglio che ci si prenda cura, sono le persone che provengono da Cuba...Soprattutto, in questo momento ci occuperemo delle persone provenienti da Cuba che non sono cittadini americani e che si trovano nel nostro paese", ha detto Trump a bordo dell'Air Force One.  

Di fronte alla domanda di una giornalista che gli chiedeva di un possibile sequestro delle petroliere che si dirigono verso Cuba, Trump non ha negato la possibilità. "Molte persone del settore petrolifero sono davvero interessate", ha affermato, sorridendo, il presidente americano. (di Iacopo Luzi)  

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Categoria: internazionale/esteri

06:46

Iran, Teheran: "Linee comunicazione con Usa sono aperte". Trump: "Vogliono negoziare"

(Adnkronos) - Sono aperte le linee di comunicazione tra l'Iran e gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in un commento trasmesso dalla televisione di Stato. "Questo canale di comunicazione tra il nostro ministro degli Esteri (Abbas Araghchi, ndr) e l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti è aperto", ha affermato Baghaei riferendosi probabilmente a Steve Witkoff. "Vengono scambiati messaggi ogni volta che è necessario", ha proseguito, ricordando che gli interessi degli Stati Uniti sono rappresentati in Iran dall'ambasciata svizzera. 

Teheran è "pronta alla guerra e al dialogo", aveva dichiarato poco prima Araghchi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto, a bordo dell'Air Force One, che "i leader iraniani hanno chiamato. Vogliono negoziare, una riunione è in corso di preparazione". 

In Iran da oltre 10 giorni sono in corso proteste di massa, represse nel sangue dal regime. I morti sarebbero oltre 2000 secondo le informazioni diffuse dalla fondazione del premio Nobel Narges Mohammadi. ''La situazione è tornata sotto controllo'' e le proteste ''sono diventate sanguinose e violente per fornire un pretesto'' agli Stati Uniti per attaccare Teheran, ha detto ancora Araghchi senza fornire alcuna prova delle sue affermazioni. 

Per il ministro "elementi armati hanno preso parte alle manifestazioni e hanno aperto il fuoco sia contro le forze di sicurezza sia contro i manifestanti". Le proteste il 28 dicembre "sono iniziate con i commercianti e sono state pacifiche", ma secondo lui "dal primo gennaio si sono aggiunti altri elementi e sono iniziate le proteste accompagnate da violenza. Le forze di sicurezza hanno gestito le manifestazioni in modo pacifico". 

Il discorso di Araghchi ai diplomatici stranieri a Teheran è stato diffuso dalla rete satellitare al Jazeera, autorizzata a trasmettere nonostante l'interruzione di Internet in Iran. Araghchi ha anche parlato del blackout di Internet in Iran, affermando che "i servizi Internet saranno ripristinati in coordinamento con le autorità di sicurezza". 

 

Parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, Trump ha affermato che l'Iran "vuole negoziare" e una riunione "è in preparazione". "I leader iraniani hanno chiamato -dice il presidente degli Stati Uniti-. Vogliono negoziare, una riunione è in corso di preparazione". 

Trump, nei giorni scorsi, ha annunciato che gli Stati Uniti sarebbero intervenuti se le violenze del regime non fossero cessate. I media americani hanno fatto riferimento all'ipotesi di un attacco americano: domani, martedì 13 gennaio, il presidente sarà impegnato in un vertice alla Casa Bianca con i principali membri dell'amministrazione per valutare la situazione e individuare eventuali azioni da condurre.  

Un'azione militare degli Usa rimane una possibilità. L'esercito americano sta valutando "opzioni molto forti" per un intervento, dice Trump, confermando le indiscrezioni secondo cui al presidente sono state presentate diverse opzioni di piani di intervento. "Esaminiamo la questione molto seriamente - afferma -. Stiamo valutando alcune opzioni molto concreto. Prenderemo una decisione". 

Teheran, davanti al rischio di un attacco americano, ha preannunciato una risposta ponendo nel mirino le bas Usa nella regione: "L'Iran minaccia di attaccare le nostri basi? Se lo fanno, li colpiremo ad un livello mai visto. Useremmo una forza notevole", dice Trump. Al presidente viene chiesto se l'Iran prenda sul serio le minacce di Washington: "Dopo tutto quello che abbiamo fatto, è una domanda stupida". 

 

L'amministrazione Trump starebbe preparando cyberattacchi contro l'Iran per punire il regime della brutale repressione delle proteste. Lo rivela il Telegraph, secondo cui al presidente vengono mostrate in queste ore diverse opzioni militari contro la Repubblica islamica, ma i funzionari coinvolti lo stanno avvertendo che è troppo presto procedere con un'azione di questo tipo. Il quotidiano britannico rilancia anche le informazioni di alcuni media americani, secondo cui nel briefing di domani sull'Iran al quale dovrebbero partecipare il segretario di Stato Marco Rubio, quello alla Difesa Pete Hegseth e il generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti, saranno presentate a Trump una serie di 'misure non letali', tra cui l'amplificazione delle critiche antigovernative online e l'impiego di armi cibernetiche segrete contro siti militari e civili iraniani. 

 

L'Unione Europea potrebbe varare nuove sanzioni contro l'Iran, a causa della "brutale repressione" delle manifestazioni contro il regime. Lo ha anticipato l'Alta rappresentante per gli affari esteri europea, Kaja Kallas, in un'intervista al giornale tedesco Die Welt. "La Ue - ha sottolineato - ha già ampie sanzioni contro l'Iran, nei confronti dei responsabili di violazioni dei diritti umani, attività di proliferazione nucleare e sostegno di Teheran alla guerra della Russia in Ucraina - ha dichiarato Kallas -Sono pronta a proporre ulteriori sanzioni in risposta alla brutale repressione dei manifestanti da parte del regime". 

Secondo le informazioni della Dpa, l'attenzione iniziale dovrebbe concentrarsi su misure punitive nei confronti delle persone responsabili delle violenze contro i manifestanti, tra cui potenzialmente anche ministri del governo. Queste potrebbero includere divieti di viaggio nell'Ue e congelamento dei beni. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

06:18

Trentini liberato in Venezuela dopo oltre 400 giorni, chi è il cooperante italiano

(Adnkronos) - Alberto Trentini è libero dopo oltre un anno di carcere in Venezuela. Il 46enne cooperante umanitario, originario del Lido di Venezia, era detenuto dal 15 novembre 2024 senza accuse ufficiali a suo carico. La sua liberazione è avvenuta oggi, 12 gennaio 2026. 

Esperto di cooperazione internazionale, ha lavorato per diverse ong, partecipando a missioni in Etiopia, Nepal, Libano e Sud America. Al momento dell’arresto collaborava con l’organizzazione francese Humanity & Inclusion, attiva in 60 Paesi nell’assistenza alle persone con disabilità e inclusione sociale. Arrivato a Caracas il 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria, era stato fermato durante un controllo mentre viaggiava verso Guasdualito, nello stato di Apure, insieme all’autista locale Rafael Ubiel Hernández Machado, poi rilasciato dopo alcuni mesi. 

Da allora Trentini era recluso nel carcere di massima sicurezza El Rodeo I, vicino a Caracas, struttura nota per sovraffollamento e gravi violazioni dei diritti umani. Pur etichettato informalmente da fonti vicine al regime Maduro come "cospiratore" o "terrorista", non esistono capi d’imputazione né un processo a suo carico. Il caso viene considerato un esempio di "diplomazia degli ostaggi", con arresti arbitrari di stranieri usati come leva politica. Era detenuto in isolamento, con accesso limitato alla luce naturale e all’esercizio fisico. Soffre di ipertensione cronica, gestita con farmaci forniti dall’ambasciata italiana, e ha perso circa 15 chili a causa della dieta insufficiente. Aveva potuto telefonare alla famiglia solo tre volte nel 2025 e non dispone di un avvocato indipendente.  

La famiglia – i genitori Armanda Colusso ed Ezio Trentini e la sorella – aveva inizialmente mantenuto il riserbo, salvo poi rivolgere appelli pubblici nell'ultimo anno lamentando lentezze ma riconoscendo l’impegno del ministro degli Esteri Antonio Tajani e della premier Giorgia Meloni. Il governo italiano ha seguito il dossier come prioritario, anche tramite l’inviato speciale Luigi Vignali. Il caso è stato sollevato in sedi internazionali, compresi G7 e Parlamento europeo. Oggi, finalmente, la buona notizia. 

 

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06:06

Venezuela, Trentini e Burlò sono liberi. Meloni: "Grazie a presidente Rodriguez"

(Adnkronos) - Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati liberati in Venezuela. Lo annuncia il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell'ambasciata d’Italia a Caracas. Lo ho appena comunicato al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sempre seguito la vicenda in prima persona", il messaggio di Tajani sui social. "Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto", aggiunge Tajani. 

"Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa", dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

"Desidero esprimere, a nome del governo italiano - aggiunge Meloni -, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal residente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato", conclude la presidente del Consiglio. 

 

"Alberto finalmente è libero! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione. Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci", le parole della famiglia di Alberto Trentini, assistita dall’avvocata Alessandra Ballerini. "Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie!". 

 

“Ho appena sentito il console Jacopo Martino che mi ha detto che Mario Burlo’ sta benone quindi siamo veramente molto soddisfatti, penso che abbiamo fatto quello che di doveva fare per ottenere la sua liberazione, cioè rapportarci alle istituzioni dello Stato”, afferma all’Adnkronos l’avvocato Maurizio Basile, uno dei legali di Mario Burlò. “Burlò dovrebbe rientrare domani con volo di Stato”, ha aggiunto il legale.  

“Siamo molto contenti. Mario ha già potuto sentire la figlia e rassicurato delle sue condizioni di salute. Anche a nome dei familiari vogliamo ringraziare le istituzioni diplomatiche che in questi mesi non hanno mai smesso di lavorare per la liberazione dei nostri connazionali tenendoci costantemente aggiornati”, affermano ancora Basile con l'avvocato Benedetto Buratti. “Successo ancor più significativo in ragione del quadro socio-politico del Venezuela e dei rapporti con l'Italia”, sottolineano i due penalisti. 

"Non ho parole per esprimere la mia gioia, è la fine di un incubo. Ringrazio ogni persona che ha lavorato per la liberazione di mio padre che non vedo l'ora di riabbracciare", le parole di Gianna Burlò, la figlia dell’imprenditore. 

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00:17

Camminare aiuta il cuore degli anziani, bastano 4000 passi due volte a settimana

(Adnkronos) - Per le persone anziane, camminare anche una volta a settimana è un bonus notevole per il cuore. L'attività e il movimento, anche sporadici, riducono il pericolo di infarto e di altre patologie, contribuendo ad ad abbassare il rischio di morte. E' il quadro complessivo delineato da uno studio di Harvard.  

L'esercizio, anche per le persone anziane, garantisce una serie di benefici per la salute. Per chi ha più di 60 o 70 anni, però, può diventare complicato svolgere attività fisica anche lieve. Lo studio confezionato dall'ateneo americano offre nuovi elementi utili per delineare il quadro e fissare alcuni parametri. Secondo la ricerca pubblicata sul British Journal of Sports Medicine, camminare una o due volte a settimana è associato ad una riduzione significativa del rischio di morte e di malattie cardiovascolari.  

 

Lo studio ha monitorato 13.547 donne americane di età superiore ai 62 anni, con un'età media di 72 anni. Le persone coinvolte nella ricerca hanno indossato un activity tracker per sette giorni consecutivi tra il 2011 e il 2015 e sono state seguite per oltre un decennio. Nessuna di loro, evidenzia la ricerca, presentava malattie cardiache o cancro all'inizio dello studio. Nel periodo di monitoraggio fino alla fine del 2024, 1.765 donne sono decedute e 781 hanno sviluppato malattie cardiache. Raggiungere almeno 4.000 passi in uno o due giorni alla settimana è stato associato a un rischio inferiore del 26% di morte per tutte le cause e del 27% di morte per malattie cardiache. Chi ha raggiunto questa soglia di passi in almeno tre giorni alla settimana ha abbattuto il rischio inferiore di morte per qualsiasi causa del 40%. I rischi legati a patologie cardiovascolari sono rimasti attorno al 27%. 

L'elemento che emerge dallo studio, secondo gli autori, è l'importanza della quantità di passi. Passa in secondo piano il numero di giorni in cui si raggiungono un certo numero di passi. In media, le donne coinvolte nella ricerca hanno fatto 5.615 passi al giorno. Lo studio, bisogna evidenziare, è solo osservazionale non è opportuno trarre conclusioni definitive su rapporti causa-effetto. Oltretutto, gli scienziati hanno valutato esclusivamente donne. 

Il lavoro, in ogni caso, "suggerisce che la frequenza del raggiungimento delle soglie di passi giornaliere non è critica (anche 1 o 2 giorni a settimana con 4.000 passi al giorno è stata correlata a una minore mortalità e malattie cardiovascolari), e che il volume dei passi è più importante della frequenza del raggiungimento delle soglie di passi giornaliere nella popolazione anziana".  

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Categoria: cronaca

00:03

Groenlandia, soldati Nato per proteggere isola da Russia e Cina: basterà a Trump?

(Adnkronos) - Il Regno Unito in campo per placare Donald Trump e 'salvare' la Groenlandia. Il presidente degli Stati Uniti considera l'isola, territorio autonomo controllato dalla Danimarca, vitale per la sicurezza nazionale a stelle e strisce. "O facciamo un accordo con le buone o lo facciamo con le cattive. Se non otteniamo la Groenlandia, lo faranno Russia e Cina. La difesa della Groenlandia ora è rappresentata da due slitte...", ripete Trump, che vuole muoversi rapidamente per arginare l'influenza di Mosca e Pechino nell'Artico. "Noi puntiamo ad acquisire la Groenlandia, non pensiamo a soluzioni provvisorie. Altrimenti, la prenderanno Russia e Cina. E non succederà finché sono io il presidente", aggiunge. 

 

Per evitare che Trump ricorra alle 'cattive maniere', ecco l'iniziativa a cui lavora il premier britannico Keir Starmer. Downing Street, come riferisce il Telegraph, starebbe trattando con gli alleati europei l'invio di una forza militare in Groenlandia che venga incontro all'esigenza di proteggere l'Artico espressa dalla Casa Bianca. 

I funzionari britannici, in un'iniziativa che coinvolgerebbe alleati Nato, hanno incontrato i loro omologhi di paesi quali Germania e Francia per avviare i preparativi. I piani, ancora in fase embrionale, potrebbero prevedere lo schieramento di soldati, navi da guerra e aerei britannici per proteggere la Groenlandia dalle mire di Mosca e Pechino. 

"Condividiamo l'opinione del presidente Trump: la crescente aggressività della Russia nell'Estremo Nord deve essere scoraggiata e la sicurezza euro-atlantica rafforzata. Le discussioni della Nato sul rafforzamento della sicurezza nella regione continuano e non potremmo mai fornire anticipazioni", le parole di una fonte governativa britannica. "Il Regno Unito sta collaborando con gli alleati della Nato per guidare gli sforzi volti a rafforzare la deterrenza e la difesa nell'Artico. Il Regno Unito continuerà a collaborare con gli alleati, come ha sempre fatto, su operazioni nel nostro interesse nazionale, proteggendo le persone in patria", continua la fonte. 

 

Con sentinelle occidentali, Trump si accontenterà? Poco probabile, se si considera che per il presidente americano "Putin non teme l'Europa, teme me". Washington, d'altra parte, non sembra tener conto della versione proposta da diplomatici di paesi nordici che, citati dal Financial Times, contestano la narrazione trumpiana secondo cui navi russe e cinesi opererebbero vicino alla Groenlandia. 

"Non è affatto vero che i cinesi e i russi siano lì. Ho visto le informazioni dei servizi segreti. Non ci sono navi, né sottomarini", le parole di una fonte. "L'idea che le acque intorno alla Groenlandia siano piene di navi o sottomarini russi e cinesi non è affatto vera. Sono nell'Artico, sì, ma sul lato russo", il quadro delineato dall'altro funzionario. 

 

Gli Stati Uniti intanto continuano a muoversi autonomamente alla ricerca di una soluzione diplomatica. La premier danese Mette Frederiksen conferma che il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen incontrerà il segretario di stato americano Marco Rubio la prossima settimana. "Siamo a un bivio", dice Frederiksen durante una conferenza del partito. Nei giorni scorsi Rubio aveva dichiarato di voler incontrare i rappresentanti danesi in tempi brevi. A perorare la causa di Copenhagen provvede il primo ministro svedese, Ulf Kristersson, che boccia la "retorica minacciosa" dell'amministrazione americana e elogia la Danimarca, un alleato "molto fedele" degli Stati Uniti. 

In primavera, il vicepresidente JD Vance aveva definito la Danimarca un 'cattivo alleato', scatenando l'ira degli interessati, che avevano ricordato di aver affiancato gli americani in particolare in Iraq e in Afghanistan. "Gli Stati Uniti dovrebbero invece ringraziare la Danimarca, che nel corso degli anni è stata un alleato molto leale", dice Kristersson. "La Svezia, i paesi nordici, gli Stati baltici e diversi grandi paesi europei sono solidali con i nostri amici danesi". 

 

 

 

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00:03

Trump, Cuba nel mirino: "Stop petrolio dal Venezuela, consiglio un accordo"

(Adnkronos) - Dopo il Venezuela, c'è Cuba nel mirino di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti prevede un crollo di L'Avana ribadendo le previsioni già formulate nei giorni scorsi. Per la prima volta, però, Trump fa riferimento ad un potenziale accordo con l'isola.  

"Per molti anni Cuba ha vissuto grazie alle ingenti quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio, Cuba ha fornito 'servizi di sicurezza' agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più!"!, scrive il presidente americano su Truth, ricordando il legame tra L'Avana e Caracas con il consolidato scambio tra uomini per la sicurezza di Nicolas Maduro e petrolio. 

 

Il leader venezuelano si è affidato a militari cubani per formare la propria scorta: nell'attacco del 3 gennaio, sarebbero morti almeno 32 uomini. "La maggior parte di quei cubani sono morti nell'attacco degli Stati Uniti della scorsa settimana, e il Venezuela non ha più bisogno di protezione dai teppisti e dagli estorsori che lo hanno tenuto in ostaggio per così tanti anni", dice Trump. 

"Il Venezuela ora ha gli Stati Uniti d'America, l'esercito più potente del mondo (di gran lunga!), a proteggerlo, e noi lo proteggeremo. Non ci sarà più petrolio o denaro per Cuba. Zero!", prosegue il numero 1 della Casa Bianca prima della proposta nemmeno troppo velata: "Consiglio vivamente di raggiungere un accordo, prima che sia troppo tardi".  

 

L'invito, se così si può definire, viene respinto al mittente in maniera perentoria. ''Nessuno può dirci cosa dobbiamo fare'', afferma il presidente cubano Miguel Díaz-Canel. Cuba è "pronta a difendere la patria fino all'ultima goccia di sangue. Cuba è una nazione libera, indipendente e sovrana'', aggiunge in un post su X. 

Sul social di Elon Musk si esprime anche Bruno Rodriguez, ministro degli Esteri di L'Avana. "Cuba non riceve né ha mai ricevuto compensi monetari o materiali per servizi di sicurezza prestati a qualsiasi paese. A differenza degli Stati Uniti, non abbiamo un governo che si presta al mercenarismo, al ricatto o alla coercizione militare contro altri Stati", scrive su X. 

"Come ogni altro Paese - sottolinea poi - Cuba ha il diritto assoluto di importare combustibile dai mercati disposti ad esportarlo e che esercitano il proprio diritto di sviluppare relazioni commerciali senza interferenze o subordinazione alle misure coercitive unilaterali degli Stati Uniti". "Il diritto e la giustizia sono dalla parte di Cuba. Gli Stati Uniti si comportano come un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma in tutto il mondo", dice ancora. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

00:03

Iran, proteste represse nel sangue. Trump valuta l'attacco

(Adnkronos) - Centinaia di morti in Iran, dove le proteste di piazza vengono represse nel sangue. Donald Trump valuta una serie di opzioni militari con la possibilità di colpire il regime di Teheran. "Alcuni manifestanti sono morti nella calca, alcuni sono stati colpiti. Avrò un report completo e prenderemo una decisione", dice il presidente americano a bordo dell'Air Force One diretto dalla Florida verso Washington. "L'Iran minaccia di attaccare le nostri basi? Se lo fanno, li colpiremo ad un livello mai visto. Useremmo una forza notevole", dice Trump. Al presidente viene chiesto se l'Iran prenda sul serio le minacce di Washington: "Dopo tutto quello che abbiamo fatto, è una domanda stupida".  

 

Dopo l'ennesima giornata di violenza in Iran, le vittime in totale sarebbero oltre 500 dall'inizio delle manifestazioni. Secondo l'ong statunitense Human Rights Activists News Agency, sarebbero morti almeno 490 manifestanti e avrebbero perso la vita anche 48 agente. Gli arresti nel paese sarebbero oltre 10mila. 

La fondazione del premio Nobel Narges Mohammadi, invece, ha denunciato di "aver ricevuto resoconti assolutamente orribili di sparatorie di massa contro i manifestanti da parte delle forze governative iraniane''. Queste sparatorie, si legge, avrebbero ''causato la morte di oltre duemila manifestanti".  

 

Video verificati dalla Cnn e provenienti dalla provincia di Teheran mostrano una folla di persone al Kahrizak Forensic Medical Center mentre cercano di identificare i propri cari tra centinaia di cadaveri. Le persone sono radunate davanti a un monitor che mostra le foto dei defunti e secondo le informazioni visualizzate sullo schermo potrebbero esserci fino a 250 corpi. 

Un'altra clip dalla struttura forense mostra corpi in sacchi neri allineati su un marciapiede fuori dall'edificio, con persone radunate intorno. Si sentono urla di angoscia e si vedono persone piangere accanto ai corpi. Alcuni corpi vengono adagiati su un'area sterrata vicino all'edificio, mentre le famiglie cercano freneticamente i loro cari. 

L'agenzia di stampa statale Tasnim diffonde un video con scene dall'istituto di medicina legale. La clip mostra il giornalista dell'agenzia che parla con persone in lutto che raccontano che i loro parenti non erano manifestanti. Un uomo in lutto racconta in lacrime al giornalista che la sua amata è stata colpita alla testa da un sasso e che la vittime era filo-governativa. Parlando alla telecamera il giornalista afferma che tra le vittime ci sono anche manifestanti che "miravano a scontrarsi" con le forze di sicurezza o "volevano impadronirsi di una base militare o qualcosa del genere e potrebbero aver usato armi". "Ma la maggior parte di queste persone erano persone comuni e le loro famiglie sono famiglie comuni", aggiunge. 

 

Il governo iraniano, nelle stesse ore, ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale in onore delle vittime della "battaglia di resistenza" contro le proteste. Il presidente Masoud Pezeshkian si è detto "profondamente commosso" dalla perdita di vite umane e ha invitato gli iraniani a unirsi alla Marcia di resistenza nazionale oggi. 

La giornata di lunedì 12 gennaio sarà caratterizzata da "raduni nazionali" per denunciare le proteste in corso, come riporta l'agenzia di stampa Irna. Una delle controproteste avrà luogo in piazza Enqelab, nel centro di Teheran, a partire dalle 14 ora locale. L'obiettivo, spiegano i media iraniani, sarebbe quello di "condannare le azioni dei rivoltosi e dei terroristi armati". 

 

Davanti a questo scenario - e dopo gli avvertimenti lanciati negli ultimi giorni - Trump sta esaminando una serie di potenziali opzioni militari, secondo le informazioni fornite alla Cnn da due funzionari. Il presidente americano ha ricevuto documenti relativi a eventuali piani di intervento: le valutazioni riguardano anche opzioni che non comportano l'uso diretto della forza militare. Le riflessioni delle prossime ore saranno determinanti per definire la strategia. Un eventuale attacco, però, potrebbe non essere immediato: le operazioni per preparare l'azione dovrebbero essere completate in toto e la procedura richiederebbe tempo. 

All'interno dell'amministrazione, c'è chi teme che un eventuale raid - magari contro strutture non militari a Teheran - potrebbe penalizzare le proteste inducendo una parte della popolazione a sostenere il regime. Non viene esclusa l'ipotesi di una reazione di Teheran che potrebbe innescare un'escalation nella regione. 

 

Il giorno chiave potrebbe essere martedì 13 gennaio. Domani, come riferisce il Wall Street Journal, Trump avrà martedì un briefing con i suoi collaboratori senior per discutere una serie di misure per rispondere alla repressione iraniana. Il 'menù comprende anche azioni informatiche ed economiche. 

Durante l'incontro voluto dal presidente con alti funzionari dell'amministrazione si parlerà di una strategia complessiva, che comprende anche il rafforzamento delle fonti antigovernative online, l'impiego di armi informatiche contro siti militari e civili iraniani, l'imposizione di ulteriori sanzioni al regime. Sul tavolo, anche attacchi militari. 

Alla riunione dovrebbero partecipare il Segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il Generale Dan Caine. Secondo il Wsj non è previsto che Trump prenda una decisione definitiva durante l'incontro, poiché la valutazione è ancora in una fase iniziale. 

Un nuovo attacco aereo contro l'Iran sarebbe il secondo autorizzato da Trump al Paese. Ad agosto 2025, i bombardieri stealth B-2 hanno danneggiato gravemente tre siti nucleari iraniani. 

 

Nel mosaico studiato dalla Casa Bianca c'è spazio anche per Elon Musk. Una delle opzioni in discussione è la possibilità di inviare in Iran terminali di Starlink, servizio internet satellitare che fa capo al magnate, per la prima volta durante l'amministrazione Trump. 

Questa soluzione potrebbe aiutare i manifestanti a evitare il blocco di internet nel Paese, com'è avvenuto di recente. L'accesso online in Iran è bloccato da giorni, come evidenzia la ong di monitoraggio della sicurezza informatica Netblocks. "La connettività con il mondo esterno che rimane solo all'1% del suo livello abituale", afferma la ong su X. "Il crollo delle telecomunicazioni continua a influire sulla capacità della popolazione di accedere alle informazioni e di comunicare con i propri cari", si sottolinea. 

L'amministrazione Trump, d'altra parte, è anche consapevole che agire in modo 'quasi simbolico', danneggiando il regime senza indebolirlo realmente, potrebbe demoralizzare i manifestanti, ad oggi convinti che Washington li sosterrà. 

 

 

 

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Categoria: internazionale/esteri

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ULTIM'ORA

11:18

Checco Zalone inarrestabile, Buen Camino verso record di Avatar

(Adnkronos) - Con un incasso di 2.118.782 euro nel weekend, 'Buen Camino' supera quota 65 milioni di euro (65.292.956) e gli 8 milioni di spettatori, avvicinandosi al record di 'Quo Vado?' (65.365.736 euro), dal quale lo separano ormai solo 72.780 euro.  

'Quo vado?' è attualmente il secondo maggior incasso nella storia del box office italiano (dietro solo al primo 'Avatar', che ottenne 68,6 milioni). Ma è sicuro che già domani al secondo posto ci sarà 'Buen Camino' che scalzerà 'Quo Vado?' al terzo e che si prepara a insidiare anche il record dei record di 'Avatar'.  

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Categoria: spettacoli

10:53

Vagnozzi, 'salta' la sfida con Sinner: il coach di Jannik out al secondo turno del Million Dollar 1 Point Slam

(Adnkronos) - Simone Vagnozzi ci ha provato. Il coach di Jannik Sinner si è cimentato nel 'Million Dollar 1 Point Slam' (il torneo che permette a dilettanti e professionisti di giocare match da un solo punto nel tentativo di portare a casa il super premio da un milione di dollari australiani) ma non è andata benissimo. Vagnozzi ha tentato la fortuna nelle qualificazioni e, dopo aver passato il primo turno contro Luke Savile, si è arreso nella successiva sfida contro Calum Puttergill. Per lui, è svanita così sul nascere l'idea di una suggestiva (e ricchissima) sfida contro l'allievo Jannik Sinner nella competizione che si sta svolgendo prima degli Australian Open a Melbourne.  

Sinner scenderà in campo nel Million Dollar 1 Point Slam mercoledì 14 gennaio, in attesa del via ufficiale della stagione con gli Australian Open (che si giocheranno dal 18 gennaio al 1° febbraio).  

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Categoria: sport

10:43

Golden Globe, The Pitt tra i vincitori. L'abbraccio di Noah Wyle con il collega di ER George Clooney

(Adnkronos) - Baci e abbracci tra Noah Wyle e George Clooney durante i Golden Globe 2026: i due attori si sono ritrovati a oltre trent’anni da 'E.R. – Medici in prima linea', la serie che li ha consacrati e che ha segnato un'intera generazione di spettatori. L’incontro tra i due ha suscitato entusiasmo e un’ondata di nostalgia tra i presenti. 

Clooney ha ricordato il primo incontro con Wyle nel 1993, mentre era sul palco per consegnargli il premio come Miglior attore. “Fin dall'inizio, fin dai primi momenti, dimostrava una saggezza superiore alla sua età”, ha ricordato l'attore che nel medical drama interpretava il pediatra Doug Ross. “Era anche la persona più gentile che avessi mai conosciuto. Siamo diventati subito ottimi amici. E lo siamo rimasti per oltre 30 anni”. “È un padre fantastico. È un marito fantastico. Tutti possiamo vedere che attore straordinario è”, ha continuato. “Sono molto orgoglioso di poterlo chiamare amico. Sono anche orgoglioso di poterlo chiamare collega. E quando sarò grande, voglio essere Noah Wyle”. 

Noah Wyle ha vinto il Golden Globe come Miglior attore in una serie drammatica per 'The Pitt', che ha vinto come Miglior serie drammatica. 

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Categoria: spettacoli

10:27

Ex Ilva Taranto, operaio cade dall'alto e muore durante controllo

(Adnkronos) - Un operaio, dipendente diretto, è morto questa mattina nel reparto acciaieria 2 della ex Ilva di Taranto. Sarebbe precipitato dall'alto, dal 5° al 4° piano, durante un controllo.  

Dopo la tragedia, è stato proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil uno sciopero immediato di 24 ore in tutti gli stabilimenti del gruppo ex Ilva, Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, "con articolazioni territoriali". L'agitazione parte da subito. "In attesa di conoscere la dinamica, tutti i lavoratori dell'ex Ilva e del mondo metalmeccanico, si stringono intorno alla famiglia del lavoratore", spiegano i sindacati dei metalmeccanici 

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Categoria: cronaca

09:56

Trentini libero, Mentana: "Ora spiegate perché era in cella"

(Adnkronos) - "Una cosa è certa: senza la caduta di Maduro non ci sarebbe stata la liberazione di Alberto Trentini". Così in un post su Facebook Enrico Mentana, direttore del TgLa7, a qualche ora dal rilascio del 46enne cooperante umanitario, originario del Lido di Venezia, detenuto dal 15 novembre 2024 in un carcere del Venezula senza accuse ufficiali a suo carico. La sua liberazione è avvenuta oggi, 12 gennaio 2026. 

"Agli ultimi strenui sostenitori italiani del regime venezuelano l'arduo compito di spiegare perché Trentini e gli altri erano in cella senza accusa o processo", ha aggiunto Mentana. 

 

  

Esperto di cooperazione internazionale, Trentini al momento dell’arresto collaborava con l’organizzazione francese Humanity & Inclusion, attiva in 60 Paesi nell’assistenza alle persone con disabilità e inclusione sociale. Arrivato a Caracas il 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria, era stato fermato durante un controllo mentre viaggiava verso Guasdualito, nello stato di Apure, insieme all’autista locale Rafael Ubiel Hernández Machado, poi rilasciato dopo alcuni mesi. 

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Categoria: cronaca

09:47

"Mahmoud Abbas ricoverato d'urgenza in ospedale a Ramallah"

(Adnkronos) - Il presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas, 90 anni, è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Ramallah. Lo riportano i media palestinesi.  

Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa Abbas si sta sottoponendo a controlli medici "di routine" presso l'ospedale arabo Istishari nella città di Ramallah, in Cisgiordania. 

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Categoria: internazionale/esteri

09:19

Ucraina, ondata di droni su Kiev: Russia usa il nuovo Geran-5

(Adnkronos) - La Russia ha lanciato nella notte un'ondata di droni contro Kiev, colpendo un edificio nella città. Tymur Tkachenko, capo dell'amministrazione militare della capitale ucraina, ha riferito che è scoppiato un incendio in un "edificio non residenziale" nel quartiere Solomiansky della città. I video pubblicati sui social media sembrano mostrare un vasto incendio che si sprigiona dall'edificio. Sono stati segnalati anche incendi di veicoli sul luogo dell'attacco del drone. 

Il nuovo attacco a Kiev avviene mentre la città e i suoi residenti sono alle prese con le continue interruzioni di corrente dovute agli incendi. Il sindaco di Kiev Vitali Klitschko aveva precedentemente invitato i residenti della capitale a lasciare, se possibile, la città dopo che l'attacco russo del 9 gennaio aveva lasciato metà dei condomini cittadini senza riscaldamento. Mentre proseguono gli sforzi per ripristinare l'energia elettrica negli edifici residenziali, Klitschko ha avvertito che la situazione dovrebbe restare difficile, poiché si prevede che le temperature gelide persisteranno nei prossimi giorni. 

 

Le forze russe hanno utilizzato sul fronte ucraino per la prima volta una nuova versione del drone a lungo raggio russo Geran, la piattaforma mutuata dagli Shahed iraniani che ha cambiato gli equilibri della guerra negli ultimi mesi, ha denunciato l'intelligence militare a Kiev. Il Geran 5, sviluppato a partire dal modello iraniano Karrar e interamente prodotto in Russia, può essere armato con una testata fino a 90 chili e ha una gittata di circa mille chilometri. Secondo l'Institute for the Study of War, le forze russe intendono usare il nuovo modello per colpire obiettivi aerei, non più solo a terra. lanciandolo da aerei come gli Su-25, e armandolo con missili R-73. 

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Categoria: internazionale/esteri

09:06

Il freddo lascia spazio a correnti più miti: ecco dove tornerà il sole

(Adnkronos) - Il freddo ha le ore contate: dopo la parentesi invernale, un netto cambio di scenario meteo è imminente con il ritorno di correnti più miti. Il gelo è previsto ritirarsi verso i Paesi dell’Est, mentre l’anticiclone farà il suo ritorno sull'Italia . 

Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che l'inizio della nuova settimana vedrà l'alta pressione affermarsi con decisione, stabilizzando il tempo su gran parte del territorio nazionale. Ci aspetta quindi un lunedì caratterizzato da tempo prevalentemente stabile e soleggiato. Tuttavia, è bene ricordare che, trovandoci nel cuore dell'inverno, queste strutture anticicloniche raramente possiedono la solidità delle loro controparti estive. 

Le prime avvisaglie di un cedimento, infatti, si manifesteranno già tra martedì 13 e mercoledì 14. L'alta pressione perderà gradualmente colpi a causa della rotazione dei venti che dai quadranti meridionali veicoleranno masse d'aria più miti, ma soprattutto più umide. Questa iniezione di umidità sarà responsabile di un sensibile aumento delle nubi, che si addenseranno in particolare sui settori tirrenici e su parte del Settentrione. 

Sarà il Nord-Ovest a sentire per primo gli effetti di questo peggioramento, con la possibilità di qualche piovasco sparso. Le aree più esposte saranno la Liguria e, occasionalmente, le coste più settentrionali della Toscana. Questa tendenza all'instabilità culminerà entro la giornata di giovedì 15, quando qualche precipitazione raggiungerà anche le coste del Lazio.  

Il quadro generale sarà completato da un progressivo e diffuso aumento delle temperature, segnando così la definitiva conclusione della parentesi fredda vissuta nei giorni scorsi. 

NEL DETTAGLIO  

Lunedì 12. Al Nord: tempo grigio in pianura, qualche pioggia in Liguria. Al Centro: prevalenza di sole, nuvoloso in Toscana. Al Sud: stabile e soleggiato. Ventoso. 

Martedì 13. Al Nord: molto nuvoloso, piovaschi su Liguria e bassa Lombardia. Al Centro: molte nubi ovunque. Al Sud: nuvoloso in Campania. Venti da sud. 

Mercoledì 14. Al Nord: molto nuvoloso, qualche piovasco in Liguria. Al Centro: nuvoloso sulle tirreniche, meglio altrove. Al Sud poco o parzialmente nuvoloso. 

Tendenza: nubi in aumento e piogge al Centro-Nord nel fine settimana. 

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Categoria: cronaca

08:34

Crans-Montana, oggi la decisione sull'arresto di Moretti

(Adnkronos) - Ore decisive per la conferma dell'arresto di Jacques Moretti, il titolare del locale Le Constellation di Crans Montana teatro della strage di Capodanno. Moretti è in custodia cautelare da venerdì 9 gennaio e oggi potrebbe arrivare la decisione del Tribunale vallesano per le Misure coercitive sulla convalida dell'arresto. La moglie di Moretti, Jessica, è in libertà con il braccialetto elettronico. L'arresto del marito è scattato perché, secondo la procura, esiste il ''rischio di fuga''. Il tribunale competente per la custodia cautelare adotta la decisione entro 96 ore dall'arresto sull'eventuale conferma della misura, come spiegano i media svizzeri. 

 

I coniugi Moretti, secondo la Sonntags Zeitung, erano già finiti nel mirino della giustizia vallesana, senza però essere mai condannati. In particolare nel 2020 le autorità vallesane avrebbero infatti avviato indagini contro la coppia in relazione ai prestiti Covid elargiti agli esercizi pubblici durante la pandemia. Nel marzo del 2020, i Moretti avrebbero ricevuto un prestito di 75.500 franchi, ovvero una cifra corrispondente a circa il 10% del fatturato del bar durante la pandemia. Parte di quella somma sarebbe stata utilizzata per l'acquisto di una Maserati da oltre 33mila franchi, andando così ad ampliare un parco veicoli già notevole, composto da una Mercedes, una Bentley e una Porsche Cayenne. 

Le autorità hanno quindi indagato sull'eventuale uso improprio dei prestiti Covid, stabilendo, un anno dopo, che ''non sussistevano gli elementi di reato'', in quanto i gestori del bar avrebbero dimostrato che la Maserati non appartenesse a loro privatamente, ma figurasse nei registri contabili dell'esercizio pubblico. Una seconda indagine avrebbe interessato la coppia nel 2022, questa volta ad opera dell'Ispettorato del Lavoro. Diversi dipendenti avrebbero infatti presentato reclami in merito alle condizioni di lavoro nel bar Le Constellation e nel ristorante Le Senso, sempre gestito dai Moretti. 

Nella denuncia citati ''orari di lavoro non rispettati, lavoro notturno non retribuito e periodi di riposo non rispettati''. Nei locali sarebbero arrivati gli ispettori, ma sulla Sonntags Zeitung non sono stati condivisi i risultati di quei controlli. 

 

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08:30

Mario Burlò, chi è l’imprenditore torinese liberato in Venezuela

(Adnkronos) - Finisce l’odissea per Mario Burlò, l'imprenditore torinese detenuto per mesi in Venezuela dal novembre 2024 senza accuse formali. Il 53enne, è stato liberato oggi insieme ad Alberto Trentini ed ha già ha lasciato il carcere venezuelano di El Rodeo per rientrare in Italia.  

Burlò era stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito con accuse che non sono mai state chiarite e i suoi legali hanno sempre sottolineato che era detenuto ‘arbitrariamente’ senza che a suo carico fosse formalizzata alcuna accusa.  

Burlò, che aveva detto alla famiglia che sarebbe partito per il Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, risiede alle porte del capoluogo piemontese ed è noto nel mondo dei servizi e dello sport. Fondatore del gruppo OJ Solution, colosso dell’outsourcing con sede a Torino, era un volto noto del panorama economico piemontese. 

La sua popolarità era cresciuta grazie alle sponsorizzazioni sportive: Burlò è stato l’ultimo patron della Auxilium Basket Torino prima del fallimento della storica società e ha sostenuto diverse realtà calcistiche e di pallamano tra Piemonte e Sardegna. 

Nel febbraio 2025 è stato assolto in Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di un processo sulla ’ndrangheta in Piemonte e nei giorni scorsi il Tribunale di Torino aveva stralciato la sua posizione sul crac dell’Auxilium Basket.  

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07:55

Usa, avviata indagine su Jerome Powell e sulla Federal Reserve

(Adnkronos) - Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell è sotto inchiesta penale federale in relazione alla ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede centrale della banca centrale. Lo riferisce il New York Times, aggiungendo che Powell ha affermato che l'indagine era un pretesto perché la Fed aveva fissato "tassi di interesse basati sulla nostra migliore valutazione di ciò che sarebbe servito al pubblico, piuttosto che seguire le preferenze" del presidente Trump. Il Dipartimento di Giustizia ha citato in giudizio la Fed per ottenere informazioni sui lavori di ristrutturazione della sua base di Washington, ha affermato Powell in una dichiarazione video pubblicata ieri.  

Trump ha ripetutamente chiesto alla Fed di tagliare i tassi di interesse e ha criticato personalmente Powell quando si è rifiutato di farlo. L'anno scorso ha definito il presidente un "idiota" e lo ha accusato di "rendere difficile per le persone, soprattutto i giovani, acquistare una casa". Nel video, condiviso su X, Powell afferma: "Venerdì il Dipartimento di Giustizia ha notificato alla Federal Reserve citazioni in giudizio da parte della giuria, minacciando un'incriminazione penale in relazione alla mia testimonianza davanti alla commissione bancaria del Senato lo scorso giugno. Tale testimonianza riguardava in parte un progetto pluriennale di ristrutturazione degli storici edifici adibiti a uffici della Federal Reserve".  

Powell ha aggiunto: "La questione è se la Fed sarà in grado di continuare a stabilire i tassi di interesse in base alle prove e alle condizioni economiche, oppure se la politica monetaria sarà invece guidata da pressioni politiche o intimidazioni. Nessuno, e certamente non il presidente della Federal Reserve, è al di sopra della legge, ma questa azione senza precedenti dovrebbe essere vista nel contesto più ampio delle minacce e delle continue pressioni dell'amministrazione. Questa nuova minaccia non riguarda la mia testimonianza dello scorso giugno o la ristrutturazione degli edifici della Federal Reserve. Non riguarda il ruolo di supervisione del Congresso; la Fed, attraverso testimonianze e altre divulgazioni pubbliche, ha fatto ogni sforzo per tenere informato il Congresso sul progetto di ristrutturazione. Questi sono solo pretesti". 

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07:39

Golden Globe 2026, da 'Una battaglia dopo l'altra' a 'Adolescence': tutti i vincitori

(Adnkronos) - La notte degli 83esimi Golden Globe Awards ha confermato 'Una battaglia dopo l'altra' e 'Adolescence' come grandi protagonisti della serata: il film di Paul Thomas Anderson ha dominato le categorie cinematografiche, mentre la serie tv ha raccolto numerosi riconoscimenti nel settore televisivo.  

Sul fronte cinema, 'Hamnet - Nel nome del figlio' di Chloé Zhao ha trionfato come miglior film drammatico e Miglior attrice protagonista in un film drammatico a Jessie Buckley, mentre 'Una battaglia dopo l'altra' su 9 nomination ha conquistato 4 statuette: Miglior film (musical o commedia), Miglior regista, Miglior sceneggiatura e Migliore attrice non protagonista a Teyana Taylor.  

Un quadro chiaro: la sfida agli Oscar sarà tra questi due titoli. Da tenere sott'occhio anche 'I peccatori' di Ryan Coogler, vincitore di due statuette, Miglior risultato al cinema e al box office e Migliore colonna sonora, e 'L'agente segreto', Miglior film straniero e Miglior attore in un film drammatico per Wagner Moura. 

Tra i vincitori dell'83esima edizione condotta dalla comica e attrice Nikki Glaser anche Timothée Chalamet, Miglior attore protagonista in un film (musical o commedia) per 'Marty Supreme' di Josh Safdie. Il giovane divo di Hollywood, vincitore del suo primo Golden Globe, ha battuto Leonardo DiCaprio ('Una battaglia dopo l'altra'), George Clooney ('Jay Kelly'), Ethan Hawke ('Blue Moon'), Lee Byung-Hun ('No Other Choice') e Jesse Plemons ('Bugonia'). "Qui siamo tutti vincitori", scherza Clooney dopo la battuta sul mancato premio di Don Cheadle, con lui sul palco per annunciare il Miglior film drammatico: "Timothée ora ha 30 anni, ma ne aveva tre anni l'ultima volta che hai vinto".  

A tornare a casa con una statuetta tra le mani anche Rose Byrne per 'If I Had Legs I'd Kick You' (Miglior attrice protagonista di un film musical o commedia), Stellan Skarsgard per ‘Sentimental Value’ (Miglior attore non protagonista) e Teyana Taylor.  

Tra i premi di recitazione, Wagner Moura ha vinto come miglior attore in un film drammatico per 'L’agente segreto', e Jessie Buckley è stata incoronata miglior attrice in un film drammatico per 'Hamnet'.  

La cerimonia di premiazione ha visto il trionfo anche di 'KPop Demon Hunters', diventato un vero e proprio fenomeno. La stampa estera gli ha assegnato il premio al Miglior film d'animazione e Miglior canzone originale per 'Golden', un brano andato subito virale. La storia della canzone coincide con quella di Ejae, una delle sue autrici, che sul palco dei Golden Globe ha raccontato il percorso che l’ha portata fin lì. "Quando ero una ragazzina ho lavorato senza sosta per dieci anni per inseguire un solo sogno, diventare una idol K‑pop, e mi sono sentita dire che la mia voce non era abbastanza". Ora "essere parte di una canzone che aiuta altre ragazze e persone di tutte le età ad accettarsi e superare le difficoltà è qualcosa che non avrei mai immaginato".  

Sul fronte serie, 'Adolescence' con quattro Golden Globe, 'The Studio' e 'The Pitt' con due hanno dominato la cerimonia. 

 

Momento amarcord all'83esima edizione dei Golden Globe: George Clooney e Noah Wyle si sono ritrovati e abbracciati a oltre trent’anni da 'E.R. – Medici in prima linea', la serie che li ha consacrati e che ha segnato un'intera generazione di spettatori. Come riportano i media presenti alla cerimonia, l’incontro tra i due ha suscitato entusiasmo e un’ondata di nostalgia tra i presenti. Clooney ha ricevuto la nomination come miglior attore in un film commedia o musical (categoria vinta da Timothée Chalamet per 'Marty Supreme') per il suo ruolo da protagonista in 'Jay Kelly', mentre Wyle si è portato a casa la statuetta come miglior attore in una serie drammatica per 'The Pitt'. Due percorsi diversi, due carriere ormai lontane dall’ospedale di Chicago che li rese celebri, ma un legame professionale e affettivo che il tempo non ha scalfito. E il loro abbraccio lo conferma. Nostalgia anche con l'apparizione di Macaulay Culkin, celebre interprete della commedia natalizia degli Anni 90 'Mamma, ho perso l'aereo': "So che è strano vedermi fuori dal periodo natalizio, ma esisto tutto l'anno", dice con ironia prima di annunciare il premio alla Miglior sceneggiatura. 

Durante la serata, anche una standing ovation per l'entrata di Julia Roberts al Beverly Hilton di Los Angeles per annunciare il miglior film drammatico, e frasi in francese da Clooney ("bonsoir, mes amis, c'est un honneur d'être ici", ovvero "buonasera amici miei, è un onore essere qui"). Nulla di casuale: era un riferimento alla sua recente acquisizione della cittadinanza francese, una scelta che ha sollevato polemiche su presunti favoritismi da parte del governo, soprattutto dopo che il divo di Hollywood ha ammesso di avere ancora difficoltà con la lingua nonostante le lezioni intensive. 

Per il secondo anno consecutivo la Cbs ha affidato la diretta a Nikki Glaser, che nel suo monologo iniziale ha fatto satira sulle fidanzate giovanissime di Leonardo DiCaprio, su George Clooney volto della Nespresso, sulla battaglia per l'acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix e Paramount, sul caso Epstein e anche sulla stessa Cbs. Insomma, la comica non ha risparmiato proprio nessuno. L'attualità è arrivata anche sul red carpet. Mark Ruffalo, Jean Smart Wanda Sykes e Natasha Lyonne hanno sfilato indossando le spillette anti-Ice per ricordare Renee Good, la donna uccisa a colpi di arma da fuoco da un agente dell'Immigration and Customs Enforcement a Minneapolis. Sulle spille bianche e nere gli slogan 'Be Good' e 'Ice Out'.  

La cerimonia si è conclusa con l'omaggio al regista Rob Reiner. I Golden Globe non prevedono un segmento 'In memoriam' dedicato alle celebrità scomparse, ma la conduttrice Nikki Glaser ha voluto comunque ricordare il grande regista. Sul palco è apparsa con un cappellino da baseball nero con il titolo del suo film 'This Is Spinal Tap'. Reiner e sua moglie, Michele Singer, erano stati trovati morti il mese scorso nella loro villa a Brentwood. Una notizia che ha scosso profondamente il mondo di Hollywood. 

 

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Categoria: spettacoli

07:00

Trump cerca l'accordo sulla Groenlandia e punta a Cuba

(Adnkronos) - Washington - Il presidente Donald Trump, nella notte di ritorno verso Washington, è tornato a parlare della Groenlandia, reiterando la necessità statunitense di ottenere il territorio danese in un modo o nell’altro. 

"Se non prendiamo la Groenlandia, lo faranno la Russia o la Cina, e non permetterò che accada", ha detto ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, dopo aver trascorso il weekend nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida.  

Nei giorni scorsi il leader di Washington aveva escluso, per ora, l’uso della forza militare per occupare l’isola, mentre la sua amministrazione continua a spingere per raggiungere un accordo economico con Copenhagen. "Certo, mi piacerebbe molto stringere un accordo con loro. Sarebbe più semplice. In un modo o nell'altro, avremo la Groenlandia”, assicura il repubblicano, il quale è convinto che i groenlandesi debbano essere i primi ad accettare l’offerta americana.  

"La Groenlandia non vuole che la Russia o la Cina prendano il sopravvento. Non si avvicinino a quelle zone. Sono molto lontane dalla Groenlandia. E la difesa della Groenlandia, in pratica, si basa su due slitte trainate da cani. Lo sapevate? La loro difesa consiste in due slitte trainate da cani. Nel frattempo, ci sono cacciatorpediniere e sottomarini russi e cinesi ovunque", ha ripetuto. 

Trump ha poi parlato del Venezuela, descrivendo la relazione attuale con il governo della nuova presidente ad interim Delcy Rodríguez come molto positiva, a solo nove giorni dalla cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro. "In Venezuela le cose stanno andando davvero bene. Stiamo collaborando molto bene con la leadership”, dice il presidente, che non esclude che possa un giorno visitare il paese sudamericano.  

Riferendosi a Rodríguez, Trump ha detto: "Ci ha chiesto: ‘Potete acquistare 50 milioni di barili di petrolio?’ E io ho risposto: ‘Sì, possiamo’. Si tratta di 4,2 miliardi di dollari e il petrolio è già in viaggio verso gli Stati Uniti". 

Per quanto riguarda un incontro con l’ex vicepresidente di Maduro, Trump non lo esclude più avanti. Allo stesso tempo, conferma che in settimana s’incontrerà con Maria Corina Machado, la leader dell'opposizione venezuelana, a Washington, Al momento non sono ancora noti molti dettagli dell'eventuale incontro con la Premio Nobel, che sarà quasi sicuramente il mercoledì, considerando l'agenda di Trump del giorno prima che lo vedrà viaggiare fin dalla mattina a Detroit per un evento.  

Dopo il Venezuela Trump guarda anche a Cuba e ammette che la sua amministrazione sta già discutendo con il governo dell'Avana. Per quanto riguarda un possibile accordo con i cubani, il tycoon di New York non ha voluto svelare nessun dettaglio. 

"Lo scoprirete molto presto. E' una delle cose di cui voglio che ci si occupi, uno dei gruppi di persone di cui voglio che ci si prenda cura, sono le persone che provengono da Cuba...Soprattutto, in questo momento ci occuperemo delle persone provenienti da Cuba che non sono cittadini americani e che si trovano nel nostro paese", ha detto Trump a bordo dell'Air Force One.  

Di fronte alla domanda di una giornalista che gli chiedeva di un possibile sequestro delle petroliere che si dirigono verso Cuba, Trump non ha negato la possibilità. "Molte persone del settore petrolifero sono davvero interessate", ha affermato, sorridendo, il presidente americano. (di Iacopo Luzi)  

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Categoria: internazionale/esteri

06:46

Iran, Teheran: "Linee comunicazione con Usa sono aperte". Trump: "Vogliono negoziare"

(Adnkronos) - Sono aperte le linee di comunicazione tra l'Iran e gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in un commento trasmesso dalla televisione di Stato. "Questo canale di comunicazione tra il nostro ministro degli Esteri (Abbas Araghchi, ndr) e l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti è aperto", ha affermato Baghaei riferendosi probabilmente a Steve Witkoff. "Vengono scambiati messaggi ogni volta che è necessario", ha proseguito, ricordando che gli interessi degli Stati Uniti sono rappresentati in Iran dall'ambasciata svizzera. 

Teheran è "pronta alla guerra e al dialogo", aveva dichiarato poco prima Araghchi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto, a bordo dell'Air Force One, che "i leader iraniani hanno chiamato. Vogliono negoziare, una riunione è in corso di preparazione". 

In Iran da oltre 10 giorni sono in corso proteste di massa, represse nel sangue dal regime. I morti sarebbero oltre 2000 secondo le informazioni diffuse dalla fondazione del premio Nobel Narges Mohammadi. ''La situazione è tornata sotto controllo'' e le proteste ''sono diventate sanguinose e violente per fornire un pretesto'' agli Stati Uniti per attaccare Teheran, ha detto ancora Araghchi senza fornire alcuna prova delle sue affermazioni. 

Per il ministro "elementi armati hanno preso parte alle manifestazioni e hanno aperto il fuoco sia contro le forze di sicurezza sia contro i manifestanti". Le proteste il 28 dicembre "sono iniziate con i commercianti e sono state pacifiche", ma secondo lui "dal primo gennaio si sono aggiunti altri elementi e sono iniziate le proteste accompagnate da violenza. Le forze di sicurezza hanno gestito le manifestazioni in modo pacifico". 

Il discorso di Araghchi ai diplomatici stranieri a Teheran è stato diffuso dalla rete satellitare al Jazeera, autorizzata a trasmettere nonostante l'interruzione di Internet in Iran. Araghchi ha anche parlato del blackout di Internet in Iran, affermando che "i servizi Internet saranno ripristinati in coordinamento con le autorità di sicurezza". 

 

Parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, Trump ha affermato che l'Iran "vuole negoziare" e una riunione "è in preparazione". "I leader iraniani hanno chiamato -dice il presidente degli Stati Uniti-. Vogliono negoziare, una riunione è in corso di preparazione". 

Trump, nei giorni scorsi, ha annunciato che gli Stati Uniti sarebbero intervenuti se le violenze del regime non fossero cessate. I media americani hanno fatto riferimento all'ipotesi di un attacco americano: domani, martedì 13 gennaio, il presidente sarà impegnato in un vertice alla Casa Bianca con i principali membri dell'amministrazione per valutare la situazione e individuare eventuali azioni da condurre.  

Un'azione militare degli Usa rimane una possibilità. L'esercito americano sta valutando "opzioni molto forti" per un intervento, dice Trump, confermando le indiscrezioni secondo cui al presidente sono state presentate diverse opzioni di piani di intervento. "Esaminiamo la questione molto seriamente - afferma -. Stiamo valutando alcune opzioni molto concreto. Prenderemo una decisione". 

Teheran, davanti al rischio di un attacco americano, ha preannunciato una risposta ponendo nel mirino le bas Usa nella regione: "L'Iran minaccia di attaccare le nostri basi? Se lo fanno, li colpiremo ad un livello mai visto. Useremmo una forza notevole", dice Trump. Al presidente viene chiesto se l'Iran prenda sul serio le minacce di Washington: "Dopo tutto quello che abbiamo fatto, è una domanda stupida". 

 

L'amministrazione Trump starebbe preparando cyberattacchi contro l'Iran per punire il regime della brutale repressione delle proteste. Lo rivela il Telegraph, secondo cui al presidente vengono mostrate in queste ore diverse opzioni militari contro la Repubblica islamica, ma i funzionari coinvolti lo stanno avvertendo che è troppo presto procedere con un'azione di questo tipo. Il quotidiano britannico rilancia anche le informazioni di alcuni media americani, secondo cui nel briefing di domani sull'Iran al quale dovrebbero partecipare il segretario di Stato Marco Rubio, quello alla Difesa Pete Hegseth e il generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti, saranno presentate a Trump una serie di 'misure non letali', tra cui l'amplificazione delle critiche antigovernative online e l'impiego di armi cibernetiche segrete contro siti militari e civili iraniani. 

 

L'Unione Europea potrebbe varare nuove sanzioni contro l'Iran, a causa della "brutale repressione" delle manifestazioni contro il regime. Lo ha anticipato l'Alta rappresentante per gli affari esteri europea, Kaja Kallas, in un'intervista al giornale tedesco Die Welt. "La Ue - ha sottolineato - ha già ampie sanzioni contro l'Iran, nei confronti dei responsabili di violazioni dei diritti umani, attività di proliferazione nucleare e sostegno di Teheran alla guerra della Russia in Ucraina - ha dichiarato Kallas -Sono pronta a proporre ulteriori sanzioni in risposta alla brutale repressione dei manifestanti da parte del regime". 

Secondo le informazioni della Dpa, l'attenzione iniziale dovrebbe concentrarsi su misure punitive nei confronti delle persone responsabili delle violenze contro i manifestanti, tra cui potenzialmente anche ministri del governo. Queste potrebbero includere divieti di viaggio nell'Ue e congelamento dei beni. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

06:18

Trentini liberato in Venezuela dopo oltre 400 giorni, chi è il cooperante italiano

(Adnkronos) - Alberto Trentini è libero dopo oltre un anno di carcere in Venezuela. Il 46enne cooperante umanitario, originario del Lido di Venezia, era detenuto dal 15 novembre 2024 senza accuse ufficiali a suo carico. La sua liberazione è avvenuta oggi, 12 gennaio 2026. 

Esperto di cooperazione internazionale, ha lavorato per diverse ong, partecipando a missioni in Etiopia, Nepal, Libano e Sud America. Al momento dell’arresto collaborava con l’organizzazione francese Humanity & Inclusion, attiva in 60 Paesi nell’assistenza alle persone con disabilità e inclusione sociale. Arrivato a Caracas il 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria, era stato fermato durante un controllo mentre viaggiava verso Guasdualito, nello stato di Apure, insieme all’autista locale Rafael Ubiel Hernández Machado, poi rilasciato dopo alcuni mesi. 

Da allora Trentini era recluso nel carcere di massima sicurezza El Rodeo I, vicino a Caracas, struttura nota per sovraffollamento e gravi violazioni dei diritti umani. Pur etichettato informalmente da fonti vicine al regime Maduro come "cospiratore" o "terrorista", non esistono capi d’imputazione né un processo a suo carico. Il caso viene considerato un esempio di "diplomazia degli ostaggi", con arresti arbitrari di stranieri usati come leva politica. Era detenuto in isolamento, con accesso limitato alla luce naturale e all’esercizio fisico. Soffre di ipertensione cronica, gestita con farmaci forniti dall’ambasciata italiana, e ha perso circa 15 chili a causa della dieta insufficiente. Aveva potuto telefonare alla famiglia solo tre volte nel 2025 e non dispone di un avvocato indipendente.  

La famiglia – i genitori Armanda Colusso ed Ezio Trentini e la sorella – aveva inizialmente mantenuto il riserbo, salvo poi rivolgere appelli pubblici nell'ultimo anno lamentando lentezze ma riconoscendo l’impegno del ministro degli Esteri Antonio Tajani e della premier Giorgia Meloni. Il governo italiano ha seguito il dossier come prioritario, anche tramite l’inviato speciale Luigi Vignali. Il caso è stato sollevato in sedi internazionali, compresi G7 e Parlamento europeo. Oggi, finalmente, la buona notizia. 

 

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06:06

Venezuela, Trentini e Burlò sono liberi. Meloni: "Grazie a presidente Rodriguez"

(Adnkronos) - Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati liberati in Venezuela. Lo annuncia il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell'ambasciata d’Italia a Caracas. Lo ho appena comunicato al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sempre seguito la vicenda in prima persona", il messaggio di Tajani sui social. "Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto", aggiunge Tajani. 

"Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa", dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

"Desidero esprimere, a nome del governo italiano - aggiunge Meloni -, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal residente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato", conclude la presidente del Consiglio. 

 

"Alberto finalmente è libero! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione. Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci", le parole della famiglia di Alberto Trentini, assistita dall’avvocata Alessandra Ballerini. "Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie!". 

 

“Ho appena sentito il console Jacopo Martino che mi ha detto che Mario Burlo’ sta benone quindi siamo veramente molto soddisfatti, penso che abbiamo fatto quello che di doveva fare per ottenere la sua liberazione, cioè rapportarci alle istituzioni dello Stato”, afferma all’Adnkronos l’avvocato Maurizio Basile, uno dei legali di Mario Burlò. “Burlò dovrebbe rientrare domani con volo di Stato”, ha aggiunto il legale.  

“Siamo molto contenti. Mario ha già potuto sentire la figlia e rassicurato delle sue condizioni di salute. Anche a nome dei familiari vogliamo ringraziare le istituzioni diplomatiche che in questi mesi non hanno mai smesso di lavorare per la liberazione dei nostri connazionali tenendoci costantemente aggiornati”, affermano ancora Basile con l'avvocato Benedetto Buratti. “Successo ancor più significativo in ragione del quadro socio-politico del Venezuela e dei rapporti con l'Italia”, sottolineano i due penalisti. 

"Non ho parole per esprimere la mia gioia, è la fine di un incubo. Ringrazio ogni persona che ha lavorato per la liberazione di mio padre che non vedo l'ora di riabbracciare", le parole di Gianna Burlò, la figlia dell’imprenditore. 

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Categoria: internazionale/esteri

00:17

Camminare aiuta il cuore degli anziani, bastano 4000 passi due volte a settimana

(Adnkronos) - Per le persone anziane, camminare anche una volta a settimana è un bonus notevole per il cuore. L'attività e il movimento, anche sporadici, riducono il pericolo di infarto e di altre patologie, contribuendo ad ad abbassare il rischio di morte. E' il quadro complessivo delineato da uno studio di Harvard.  

L'esercizio, anche per le persone anziane, garantisce una serie di benefici per la salute. Per chi ha più di 60 o 70 anni, però, può diventare complicato svolgere attività fisica anche lieve. Lo studio confezionato dall'ateneo americano offre nuovi elementi utili per delineare il quadro e fissare alcuni parametri. Secondo la ricerca pubblicata sul British Journal of Sports Medicine, camminare una o due volte a settimana è associato ad una riduzione significativa del rischio di morte e di malattie cardiovascolari.  

 

Lo studio ha monitorato 13.547 donne americane di età superiore ai 62 anni, con un'età media di 72 anni. Le persone coinvolte nella ricerca hanno indossato un activity tracker per sette giorni consecutivi tra il 2011 e il 2015 e sono state seguite per oltre un decennio. Nessuna di loro, evidenzia la ricerca, presentava malattie cardiache o cancro all'inizio dello studio. Nel periodo di monitoraggio fino alla fine del 2024, 1.765 donne sono decedute e 781 hanno sviluppato malattie cardiache. Raggiungere almeno 4.000 passi in uno o due giorni alla settimana è stato associato a un rischio inferiore del 26% di morte per tutte le cause e del 27% di morte per malattie cardiache. Chi ha raggiunto questa soglia di passi in almeno tre giorni alla settimana ha abbattuto il rischio inferiore di morte per qualsiasi causa del 40%. I rischi legati a patologie cardiovascolari sono rimasti attorno al 27%. 

L'elemento che emerge dallo studio, secondo gli autori, è l'importanza della quantità di passi. Passa in secondo piano il numero di giorni in cui si raggiungono un certo numero di passi. In media, le donne coinvolte nella ricerca hanno fatto 5.615 passi al giorno. Lo studio, bisogna evidenziare, è solo osservazionale non è opportuno trarre conclusioni definitive su rapporti causa-effetto. Oltretutto, gli scienziati hanno valutato esclusivamente donne. 

Il lavoro, in ogni caso, "suggerisce che la frequenza del raggiungimento delle soglie di passi giornaliere non è critica (anche 1 o 2 giorni a settimana con 4.000 passi al giorno è stata correlata a una minore mortalità e malattie cardiovascolari), e che il volume dei passi è più importante della frequenza del raggiungimento delle soglie di passi giornaliere nella popolazione anziana".  

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Categoria: cronaca

00:03

Groenlandia, soldati Nato per proteggere isola da Russia e Cina: basterà a Trump?

(Adnkronos) - Il Regno Unito in campo per placare Donald Trump e 'salvare' la Groenlandia. Il presidente degli Stati Uniti considera l'isola, territorio autonomo controllato dalla Danimarca, vitale per la sicurezza nazionale a stelle e strisce. "O facciamo un accordo con le buone o lo facciamo con le cattive. Se non otteniamo la Groenlandia, lo faranno Russia e Cina. La difesa della Groenlandia ora è rappresentata da due slitte...", ripete Trump, che vuole muoversi rapidamente per arginare l'influenza di Mosca e Pechino nell'Artico. "Noi puntiamo ad acquisire la Groenlandia, non pensiamo a soluzioni provvisorie. Altrimenti, la prenderanno Russia e Cina. E non succederà finché sono io il presidente", aggiunge. 

 

Per evitare che Trump ricorra alle 'cattive maniere', ecco l'iniziativa a cui lavora il premier britannico Keir Starmer. Downing Street, come riferisce il Telegraph, starebbe trattando con gli alleati europei l'invio di una forza militare in Groenlandia che venga incontro all'esigenza di proteggere l'Artico espressa dalla Casa Bianca. 

I funzionari britannici, in un'iniziativa che coinvolgerebbe alleati Nato, hanno incontrato i loro omologhi di paesi quali Germania e Francia per avviare i preparativi. I piani, ancora in fase embrionale, potrebbero prevedere lo schieramento di soldati, navi da guerra e aerei britannici per proteggere la Groenlandia dalle mire di Mosca e Pechino. 

"Condividiamo l'opinione del presidente Trump: la crescente aggressività della Russia nell'Estremo Nord deve essere scoraggiata e la sicurezza euro-atlantica rafforzata. Le discussioni della Nato sul rafforzamento della sicurezza nella regione continuano e non potremmo mai fornire anticipazioni", le parole di una fonte governativa britannica. "Il Regno Unito sta collaborando con gli alleati della Nato per guidare gli sforzi volti a rafforzare la deterrenza e la difesa nell'Artico. Il Regno Unito continuerà a collaborare con gli alleati, come ha sempre fatto, su operazioni nel nostro interesse nazionale, proteggendo le persone in patria", continua la fonte. 

 

Con sentinelle occidentali, Trump si accontenterà? Poco probabile, se si considera che per il presidente americano "Putin non teme l'Europa, teme me". Washington, d'altra parte, non sembra tener conto della versione proposta da diplomatici di paesi nordici che, citati dal Financial Times, contestano la narrazione trumpiana secondo cui navi russe e cinesi opererebbero vicino alla Groenlandia. 

"Non è affatto vero che i cinesi e i russi siano lì. Ho visto le informazioni dei servizi segreti. Non ci sono navi, né sottomarini", le parole di una fonte. "L'idea che le acque intorno alla Groenlandia siano piene di navi o sottomarini russi e cinesi non è affatto vera. Sono nell'Artico, sì, ma sul lato russo", il quadro delineato dall'altro funzionario. 

 

Gli Stati Uniti intanto continuano a muoversi autonomamente alla ricerca di una soluzione diplomatica. La premier danese Mette Frederiksen conferma che il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen incontrerà il segretario di stato americano Marco Rubio la prossima settimana. "Siamo a un bivio", dice Frederiksen durante una conferenza del partito. Nei giorni scorsi Rubio aveva dichiarato di voler incontrare i rappresentanti danesi in tempi brevi. A perorare la causa di Copenhagen provvede il primo ministro svedese, Ulf Kristersson, che boccia la "retorica minacciosa" dell'amministrazione americana e elogia la Danimarca, un alleato "molto fedele" degli Stati Uniti. 

In primavera, il vicepresidente JD Vance aveva definito la Danimarca un 'cattivo alleato', scatenando l'ira degli interessati, che avevano ricordato di aver affiancato gli americani in particolare in Iraq e in Afghanistan. "Gli Stati Uniti dovrebbero invece ringraziare la Danimarca, che nel corso degli anni è stata un alleato molto leale", dice Kristersson. "La Svezia, i paesi nordici, gli Stati baltici e diversi grandi paesi europei sono solidali con i nostri amici danesi". 

 

 

 

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Trump, Cuba nel mirino: "Stop petrolio dal Venezuela, consiglio un accordo"

(Adnkronos) - Dopo il Venezuela, c'è Cuba nel mirino di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti prevede un crollo di L'Avana ribadendo le previsioni già formulate nei giorni scorsi. Per la prima volta, però, Trump fa riferimento ad un potenziale accordo con l'isola.  

"Per molti anni Cuba ha vissuto grazie alle ingenti quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio, Cuba ha fornito 'servizi di sicurezza' agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più!"!, scrive il presidente americano su Truth, ricordando il legame tra L'Avana e Caracas con il consolidato scambio tra uomini per la sicurezza di Nicolas Maduro e petrolio. 

 

Il leader venezuelano si è affidato a militari cubani per formare la propria scorta: nell'attacco del 3 gennaio, sarebbero morti almeno 32 uomini. "La maggior parte di quei cubani sono morti nell'attacco degli Stati Uniti della scorsa settimana, e il Venezuela non ha più bisogno di protezione dai teppisti e dagli estorsori che lo hanno tenuto in ostaggio per così tanti anni", dice Trump. 

"Il Venezuela ora ha gli Stati Uniti d'America, l'esercito più potente del mondo (di gran lunga!), a proteggerlo, e noi lo proteggeremo. Non ci sarà più petrolio o denaro per Cuba. Zero!", prosegue il numero 1 della Casa Bianca prima della proposta nemmeno troppo velata: "Consiglio vivamente di raggiungere un accordo, prima che sia troppo tardi".  

 

L'invito, se così si può definire, viene respinto al mittente in maniera perentoria. ''Nessuno può dirci cosa dobbiamo fare'', afferma il presidente cubano Miguel Díaz-Canel. Cuba è "pronta a difendere la patria fino all'ultima goccia di sangue. Cuba è una nazione libera, indipendente e sovrana'', aggiunge in un post su X. 

Sul social di Elon Musk si esprime anche Bruno Rodriguez, ministro degli Esteri di L'Avana. "Cuba non riceve né ha mai ricevuto compensi monetari o materiali per servizi di sicurezza prestati a qualsiasi paese. A differenza degli Stati Uniti, non abbiamo un governo che si presta al mercenarismo, al ricatto o alla coercizione militare contro altri Stati", scrive su X. 

"Come ogni altro Paese - sottolinea poi - Cuba ha il diritto assoluto di importare combustibile dai mercati disposti ad esportarlo e che esercitano il proprio diritto di sviluppare relazioni commerciali senza interferenze o subordinazione alle misure coercitive unilaterali degli Stati Uniti". "Il diritto e la giustizia sono dalla parte di Cuba. Gli Stati Uniti si comportano come un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma in tutto il mondo", dice ancora. 

 

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Iran, proteste represse nel sangue. Trump valuta l'attacco

(Adnkronos) - Centinaia di morti in Iran, dove le proteste di piazza vengono represse nel sangue. Donald Trump valuta una serie di opzioni militari con la possibilità di colpire il regime di Teheran. "Alcuni manifestanti sono morti nella calca, alcuni sono stati colpiti. Avrò un report completo e prenderemo una decisione", dice il presidente americano a bordo dell'Air Force One diretto dalla Florida verso Washington. "L'Iran minaccia di attaccare le nostri basi? Se lo fanno, li colpiremo ad un livello mai visto. Useremmo una forza notevole", dice Trump. Al presidente viene chiesto se l'Iran prenda sul serio le minacce di Washington: "Dopo tutto quello che abbiamo fatto, è una domanda stupida".  

 

Dopo l'ennesima giornata di violenza in Iran, le vittime in totale sarebbero oltre 500 dall'inizio delle manifestazioni. Secondo l'ong statunitense Human Rights Activists News Agency, sarebbero morti almeno 490 manifestanti e avrebbero perso la vita anche 48 agente. Gli arresti nel paese sarebbero oltre 10mila. 

La fondazione del premio Nobel Narges Mohammadi, invece, ha denunciato di "aver ricevuto resoconti assolutamente orribili di sparatorie di massa contro i manifestanti da parte delle forze governative iraniane''. Queste sparatorie, si legge, avrebbero ''causato la morte di oltre duemila manifestanti".  

 

Video verificati dalla Cnn e provenienti dalla provincia di Teheran mostrano una folla di persone al Kahrizak Forensic Medical Center mentre cercano di identificare i propri cari tra centinaia di cadaveri. Le persone sono radunate davanti a un monitor che mostra le foto dei defunti e secondo le informazioni visualizzate sullo schermo potrebbero esserci fino a 250 corpi. 

Un'altra clip dalla struttura forense mostra corpi in sacchi neri allineati su un marciapiede fuori dall'edificio, con persone radunate intorno. Si sentono urla di angoscia e si vedono persone piangere accanto ai corpi. Alcuni corpi vengono adagiati su un'area sterrata vicino all'edificio, mentre le famiglie cercano freneticamente i loro cari. 

L'agenzia di stampa statale Tasnim diffonde un video con scene dall'istituto di medicina legale. La clip mostra il giornalista dell'agenzia che parla con persone in lutto che raccontano che i loro parenti non erano manifestanti. Un uomo in lutto racconta in lacrime al giornalista che la sua amata è stata colpita alla testa da un sasso e che la vittime era filo-governativa. Parlando alla telecamera il giornalista afferma che tra le vittime ci sono anche manifestanti che "miravano a scontrarsi" con le forze di sicurezza o "volevano impadronirsi di una base militare o qualcosa del genere e potrebbero aver usato armi". "Ma la maggior parte di queste persone erano persone comuni e le loro famiglie sono famiglie comuni", aggiunge. 

 

Il governo iraniano, nelle stesse ore, ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale in onore delle vittime della "battaglia di resistenza" contro le proteste. Il presidente Masoud Pezeshkian si è detto "profondamente commosso" dalla perdita di vite umane e ha invitato gli iraniani a unirsi alla Marcia di resistenza nazionale oggi. 

La giornata di lunedì 12 gennaio sarà caratterizzata da "raduni nazionali" per denunciare le proteste in corso, come riporta l'agenzia di stampa Irna. Una delle controproteste avrà luogo in piazza Enqelab, nel centro di Teheran, a partire dalle 14 ora locale. L'obiettivo, spiegano i media iraniani, sarebbe quello di "condannare le azioni dei rivoltosi e dei terroristi armati". 

 

Davanti a questo scenario - e dopo gli avvertimenti lanciati negli ultimi giorni - Trump sta esaminando una serie di potenziali opzioni militari, secondo le informazioni fornite alla Cnn da due funzionari. Il presidente americano ha ricevuto documenti relativi a eventuali piani di intervento: le valutazioni riguardano anche opzioni che non comportano l'uso diretto della forza militare. Le riflessioni delle prossime ore saranno determinanti per definire la strategia. Un eventuale attacco, però, potrebbe non essere immediato: le operazioni per preparare l'azione dovrebbero essere completate in toto e la procedura richiederebbe tempo. 

All'interno dell'amministrazione, c'è chi teme che un eventuale raid - magari contro strutture non militari a Teheran - potrebbe penalizzare le proteste inducendo una parte della popolazione a sostenere il regime. Non viene esclusa l'ipotesi di una reazione di Teheran che potrebbe innescare un'escalation nella regione. 

 

Il giorno chiave potrebbe essere martedì 13 gennaio. Domani, come riferisce il Wall Street Journal, Trump avrà martedì un briefing con i suoi collaboratori senior per discutere una serie di misure per rispondere alla repressione iraniana. Il 'menù comprende anche azioni informatiche ed economiche. 

Durante l'incontro voluto dal presidente con alti funzionari dell'amministrazione si parlerà di una strategia complessiva, che comprende anche il rafforzamento delle fonti antigovernative online, l'impiego di armi informatiche contro siti militari e civili iraniani, l'imposizione di ulteriori sanzioni al regime. Sul tavolo, anche attacchi militari. 

Alla riunione dovrebbero partecipare il Segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il Generale Dan Caine. Secondo il Wsj non è previsto che Trump prenda una decisione definitiva durante l'incontro, poiché la valutazione è ancora in una fase iniziale. 

Un nuovo attacco aereo contro l'Iran sarebbe il secondo autorizzato da Trump al Paese. Ad agosto 2025, i bombardieri stealth B-2 hanno danneggiato gravemente tre siti nucleari iraniani. 

 

Nel mosaico studiato dalla Casa Bianca c'è spazio anche per Elon Musk. Una delle opzioni in discussione è la possibilità di inviare in Iran terminali di Starlink, servizio internet satellitare che fa capo al magnate, per la prima volta durante l'amministrazione Trump. 

Questa soluzione potrebbe aiutare i manifestanti a evitare il blocco di internet nel Paese, com'è avvenuto di recente. L'accesso online in Iran è bloccato da giorni, come evidenzia la ong di monitoraggio della sicurezza informatica Netblocks. "La connettività con il mondo esterno che rimane solo all'1% del suo livello abituale", afferma la ong su X. "Il crollo delle telecomunicazioni continua a influire sulla capacità della popolazione di accedere alle informazioni e di comunicare con i propri cari", si sottolinea. 

L'amministrazione Trump, d'altra parte, è anche consapevole che agire in modo 'quasi simbolico', danneggiando il regime senza indebolirlo realmente, potrebbe demoralizzare i manifestanti, ad oggi convinti che Washington li sosterrà. 

 

 

 

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