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13:41

Atletica, Roma si candida a ospitare Mondiali 2029-31

(Adnkronos) - La Federazione italiana di Atletica Leggera comunica di aver trasmesso alla World Athletics la candidatura della città di Roma all’organizzazione dei Campionati del Mondo del 2029-2031. Il progetto è stato ritenuto valido dal Governo, che tramite il ministro dello Sport Andrea Abodi ha prodotto una lettera di sostegno, inserita nel dossier. Secondo l’iter stabilito dalla World Athletics, le città candidate all’organizzazione dei Campionati del Mondo avranno tempo fino al 5 agosto prossimo per completare la documentazione, incluse le indispensabili garanzie di sostenibilità economica che, nel nostro caso, saranno oggetto di più approfonditi confronti con il Governo.  

Nel mese di settembre, infine, la scelta della città che organizzerà la rassegna iridata. L’Italia ha ospitato solo una volta i Campionati del Mondo di atletica leggera: avvenne dal 29 agosto al 6 settembre del 1987, allo Stadio Olimpico di Roma. Lo stesso impianto che era già stato in precedenza teatro dei Giochi Olimpici del 1960 e dei Campionati Europei del 1974 e che, meno di due anni fa, ha fatto nuovamente da cornice alla massima rassegna continentale. 

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Categoria: sport

13:40

Fenice, Colabianchi dopo le contestazioni: "Mie dimissioni sono escluse"

(Adnkronos) - “Le mie dimissioni sono escluse. La mia nomina alla guida della Fondazione Teatro La Fenice è nata da una visione chiara e condivisa: imprimere un cambiamento radicale e un nuovo dinamismo a una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. Il lavoro svolto fin dal primo giorno del mio mandato segue esattamente questa direzione, con l'obiettivo di ampliare gli orizzonti artistici e garantire una gestione solida e proiettata al futuro". Con queste parole diffuse oggi tramite Adnkronos, il sovrintendente della Fenice, Nicola Colabianchi conferma che non intende cedere alle pressioni e proseguirà nel suo mandato, che punta a innovare e rilanciare l’istituzione veneziana. 

La vicenda prende origine dalle proteste esplose nella serata del Venerdì Santo al Teatro La Fenice, poco prima del concerto diretto dal maestro Michael Hofstetter. Un singolo spettatore ha gridato “Colabianchi dimettiti” appena entrati gli orchestrali, provocando l’adesione di gran parte del pubblico, con applausi di sostegno alla richiesta e il lancio di volantini dai palchi che invocavano le dimissioni del sovritendente per la gestione della vicenda di Beatrice Venezi, nominata alla direzione musicale contro il parere dell'Orchestra. 

"È necessario ribadire un punto fondamentale: un mandato di rottura, finalizzato all'innovazione e al superamento di vecchi schemi, è per sua natura e premessa divisivo - afferma Colabianchi - Ogni trasformazione profonda genera resistenze; tuttavia, la bontà di un progetto di tale portata deve essere valutata esclusivamente sulla base degli esiti concreti e dei risultati che il Teatro otterrà nel medio e lungo periodo". In merito alle recenti richieste di dimissioni, spiega, "è evidente la loro natura puramente strumentale. Si tratta di attacchi che eludono sistematicamente il merito della gestione e dell'indirizzo artistico per spostarsi sul piano della polemica politica o personale. Proprio perché prive di fondamento tecnico e gestionale, tali istanze non sposteranno di un millimetro l’impegno della Sovrintendenza nel portare a compimento il mandato ricevuto".  

Già prima dell’inizio del concerto del Venerdì Santo, i sostenitori del Comitato Fenice Viva avevano distribuito un volantino in cui si leggeva: "L’azione arrogante e autoritaria del sovrintendente sta compromettendo la Fenice. Continueremo a difendere il nostro teatro. Chiediamo le dimissioni di Nicola Colabianchi". Il Comitato, nato lo scorso settembre e composto da storici abbonati e spettatori abituali, si è formato per sostenere la mobilitazione dell’Orchestra e del Coro contro alcune decisioni della Sovrintendenza. 

Al centro della contestazione c’è soprattutto la nomina di Beatrice Venezi come nuova direttrice musicale della Fenice a partire dal prossimo ottobre, scelta contestata da parte dei musicisti, che ritengono il suo curriculum non all’altezza del prestigio dell’istituzione. Dal 22 settembre scorso, quando avvenne la designazione di Venezi da parte del sovrintendente, le maestranze del teatro, con gli orchestrali in testa, hanno indetto lo stato di agitazione con proteste, volantinaggi, assemblee, cortei, scioperi. I lavoratori della Fenice, come hanno ripetuto più volte le organizzazioni sindacali e la Rsu, non contestano la persona della 36enne direttrice d'orchestra ma il suo curriculum giudicato non all'altezza e respingono le implicazioni politiche che tale nomina comporterebbe.  

Nonostante la polemica, Colabianchi conferma che il suo mandato continuerà senza cambiamenti, sottolineando che il valore del suo lavoro dovrà essere giudicato sui risultati concreti e sul futuro del Teatro, "più che sulle reazioni immediate o sulle pressioni esterne". La vicenda della Fenice va a incrociarsi in queste settimane anche con la campagnia politica in vista delle elezioni comunali di Venezia che si terranno a maggio. (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

13:29

Sinner maestro di tennis per un giorno: la 'lezione' a Montecarlo

(Adnkronos) - Jannik Sinner maestro di tennis per un giorno. A poche ore dal via del Masters 1000 di Montecarlo, il fuoriclasse azzurro si è divertito passando una giornata particolare a due passi da casa. Insieme ad altri giocatori come Alexander Zverev, il numero 2 del ranking Atp ha regalato momenti speciali ad alcuni bambini arrivati nel Principato per godersi il torneo con le proprie famiglie.  

 

Sinner è stato maestro per un giorno, come raccontato da alcuni video che in queste ore stanno facendo il giro dei social. In un filmato si vede per esempio Jannik con una bambina, intento a dare indicazioni sulla postura da tenere in campo e sulla coordinazione. Le basi del mestiere del tennista. Con un coach così, futuro assicurato.  

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Categoria: sport

12:55

Il toro incorna e uccide il torero, lo choc in Spagna

(Adnkronos) - Un torero ucciso da un toro nell'arena di La Malagueta a Malaga. Ricardo Ortiz, torero in pensione, stava gestendo gli animali nell'area quando è stato incornato a morte da uno dei tori. 

Ortiz, 51 anni, era nato a Malaga e apparteneva a una famiglia profondamente legata alla corrida. Suo padre, Manolo Ortiz, era stato un torero e banderillero. Seguendo le orme del padre, il 28 novembre 1994 Ricardo Ortiz aveva iniziato ufficialmente la carriera a Joselito, nell'arena di Quito, in Ecuador. 

Ortiz era stato anche protagonista di un caso giudiziario nel 2002. Il torero e un membro del suo team furono arrestati per traffico di droga. Entrambi furono bloccati mentre guidavano sulla strada statale N-340, dove vennero trovati in possesso di 200 grammi di cocaina. Il torero era appena arrivato a Malaga dal Venezuela, dove aveva trionfato alla Feria de la Victoria. Ortiz rimase in carcere 7 mesi. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:53

Antonelli e la frecciata a Gravina: "Il nostro è uno sport per dilettanti"

(Adnkronos) - Andrea Kimi Antonelli è il volto di questo primo scorcio di stagione in Formula 1. Il pilota italiano della Mercedes ha rilasciato un'intervista a Sky Sport dopo la vittoria nel Gp di Suzuka, parlando della pausa in arrivo a causa del conflitto in Medio Oriente, che ha portato alla cancellazione dei Gran Premi in Bahrain e Arabia Saudita: "È un peccato che abbiamo un periodo così lungo di pausa, allo stesso tempo non mi lamento più di tanto perché riesco a passare un bel po' di giorni a casa. Ed è importante, perché è stato un inizio di stagione molto intenso". 

Nel corso dell'intervista, Antonelli ha anche lanciato una frecciata a Gabriele Gravina, che ha rassegnato le sue dimissioni da presidente della Figc dopo il flop dell'Italia contro la Bosnia, costato la terza mancata partecipazione degli azzurri ai Mondiali. "Alla fine noi facciamo uno sport per dilettanti" le parole del pilota, dopo che Gravina aveva detto che "il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici". 

Non è mancato un pensiero sulla Nazionale: "Peccato non andare ai Mondiali. Io ho un bellissimo ricordo degli Europei. Ero alla gara a Sarno, con mia madre, e dopo aver vinto siamo tornati a casa il più velocemente possibile perché volevamo guardare la finale dell'Europeo. Quello è stato un periodo bellissimo". 

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Categoria: sport

12:32

Libano, anche gli animali sotto le bombe: volontari pronti a sfidare gli attacchi per salvarli

(Adnkronos) - Le bombe a squarciare il silenzio della notte, gli allarmi e le evacuazioni di interi quartieri. Le tendopoli allestite negli stadi e nelle piazze un tempo affollate, intere famiglie stipate in una macchina, ormai senza più casa e con una primavera che tarda ad arrivare. Il Libano è nel mezzo di una guerra che non conosce tregua ma che, pur spietata, non ha privato di umanità la gente che vive una terra da sempre improntata alla tolleranza e all'inclusività. In questo contesto si inserisce l'Apc, Alyarz Pet Club, una Ong creata da due donne coraggiose che hanno scelto di dedicare la loro esistenza alle vittime innocenti e spesso dimenticate, gli animali. Razane Khatib e Mirna Harb si sono conosciute per la loro passione in comune: la prima responsabile di un centro sportivo a Beirut, commissiona delle foto di cani e gatti alla seconda, fotografa professionista. Ne nasce un connubio destinato a una missione che oggi, sotto le bombe e i missili, è riuscita a salvare e a far adottare centinaia tra cani, gatti, pappagalli, polli, galline e conigli (VIDEO). 

Parliamo di animali un tempo 'di casa', abituati al comfort di un appartamento o a terreni curati, abbandonati per cause di forza maggiore dai proprietari costretti a vivere in tende o in auto, feriti dalle bombe, da proiettili che li hanno menomati o resi ciechi, da detriti di missili volati sulle loro teste. Ritrovati tra le macerie, in case ormai svuotate, da volontari che sfidano il conflitto per salvare cani e gatti traumatizzati. 

"Dall'inizio di quest'ultima guerra - racconta all'Adnkronos Mirna Harb - abbiamo portato nei rifugi 140 gatti e 280 cani. Ma le segnalazioni che ci arrivano ogni giorno sono infinite. Ci chiamano e ci scrivono per avvertirci di animali in strada, in zone sotto bombardamento, ma possiamo intervenire solo in casi gravi, come ferite evidenti o situazioni al limite. Lottiamo con gli spazi, uno fino ad oggi si trova vicino all'area portuale di Beirut, dove i capannoni di Karantina, il quartiere industriale nella zona nord-orientale, offrono riparo ai cani senza più casa. Abbiamo vissuto con la paura che in quella zona ci sfrattassero per far spazio a una tendopoli, fortunatamente il governo si è opposto e possiamo ritenere risolta la questione. Ma la precarietà di queste sistemazioni rende tutto più difficile. Ad aiutarci sono le donazioni, ma anche la collaborazione di una associazione francese che trasferisce in Francia gli animali da adottare. Abbiamo bisogno di spostare al sicuro questi animali, e velocemente. Riusciamo a farne adottare uno e ne entrano due. Abbiamo programmi con gli studenti, dai 4 ai 20 anni, che dalle scuole visitano i ricoveri per farli avvicinare agli animali e creare una nuova generazione più sensibile. Prima dell'inizio di questa nuova guerra, portavamo i cani più amichevoli nelle università come strategia 'anti stress', in prossimità degli esami. Tra questi ragazzi, ce n'è uno, sfollato, che ci porta gli animali in difficoltà togliendoli dalle strade. Ad oggi possiamo contare su due uomini e una donna, che lavorano per noi, e su volontari che ci danno una mano quando possono. Questi animali possono avere una nuova vita, i loro volti e le loro storie sono visibili sul nostro sito, dove ci sono tutte le informazioni per adottarli da ogni parte del mondo". Per conoscere le attività e tutti gli animali salvati dalle bombe, è possibile visitare il sito: apclebanon.org. (di Silvia Mancinelli) 

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Categoria: cronaca

12:31

Anche cani e gatti vittime dei bombardamenti, in Libano il rifugio per salvarli dalla guerra

(Adnkronos) - L'attività dei volontari dell'Apc a Karanina, il quartiere industriale nella zona nord-orientale di Beirut, in Libano. L'Alyarz Pet Club è una Ong creata da due donne coraggiose che hanno scelto di dedicare la loro esistenza agli animali, vittime innocenti e spesso dimenticate dei bombardamenti. Ad oggi sono stati portati nei rifugi 140 gatti e 280 cani. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:18

Mara Venier, costretta a riposo per problemi al menisco: cosa è successo

(Adnkronos) - Weekend impegnativo per Mara Venier tra trasloco e 'infortunio'. La conduttrice di 'Domenica In' è alle prese con il trasloco insieme al marito Nicola Carraro: la coppia si sta trasferendo a Roma Nord, nella zona di Ponte Milvio. In una instagram stories la conduttrice ha mostrato la situazione nella nuova abituazione, tutt'altro che tranquilla: invasa da scatoloni imponenti che rendono difficile persino il passaggio.  

Ma non finisce qui. Nel video Venier è apparsa distesa sul divano e ha raccontato di essere costretta a riposo per un problema al menisco. "Tanto per cambiare", ha commentato lei con la solita ironia, facendo riferimento agli altri problemi fisici che l’hanno colpita. A fine dicembre 2025, la conduttrice si era sottoposta a un nuovo intervento all'occhio destro a causa di una maculopatia.  

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Categoria: spettacoli

11:28

Rapper Gucci Mane rapito e costretto a firmare la rescissione del contratto, 8 arresti negli Usa

(Adnkronos) - Il rapper statunitense Gucci Mane sarebbe stato rapito a mano armata all’inizio dell’anno a Dallas, in Texas, in un episodio che ha portato all’arresto di otto persone, tra cui un artista della sua stessa etichetta discografica. Lo riferiscono le autorità federali, come riportano i media Usa. Secondo l’accusa, il rapper Pooh Shiesty, al secolo Lontrell Williams Jr, avrebbe orchestrato l’agguato con il pretesto di un incontro professionale. Una volta giunto in uno studio di registrazione, Gucci Mane sarebbe stato trattenuto contro la sua volontà e costretto a firmare documenti per la rescissione del contratto con la sua etichetta, la 1017 Records. Gucci Mane, artista con base ad Atlanta e noto per collaborazioni con star internazionali come Usher, Doja Cat e Drake, aveva fondato la label nel 2007; Williams Jr vi aveva firmato come artista nel 2020. 

Gli imputati, che non hanno ancora presentato dichiarazioni di colpevolezza, rischiano l’ergastolo in caso di condanna. Otto dei nove sospettati sono stati arrestati mercoledì tra Dallas, Memphis e Nashville e incriminati presso un tribunale federale con accuse di sequestro di persona e rapina a mano armata. Un nono individuo risulta ancora latitante; le autorità stanno collaborando con lo Stato della Georgia per rintracciarlo. 

Secondo l’atto di accusa federale, i fatti risalgono al 10 gennaio scorso, quando Williams Jr avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari per una precedente condanna legata a un complotto sulle armi da fuoco. All’azione avrebbero partecipato altri otto coimputati, tra cui il padre dell’artista, Lontrell Williams Sr. 

Una dichiarazione giurata dell’Fbi sostiene che Williams Jr avrebbe puntato contro Gucci Mane una pistola “in stile AK” di colore nero, costringendolo a firmare i documenti. Tra gli oggetti sottratti figurerebbero anche la fede nuziale, un orologio, orecchini e denaro contante. 

Gli altri sospettati avrebbero a loro volta esibito armi da fuoco, sottraendo beni anche ad altre persone presenti nello studio, identificate negli atti solo tramite iniziali. Una delle vittime sarebbe stata strangolata e ferita, e derubata di un orologio Rolex, una borsa Louis Vuitton, auricolari AirPods e del portafoglio. 

“Nel giro di poche ore dall’uscita dallo studio di Dallas, diversi imputati hanno mostrato sui social media oggetti che sembravano essere i gioielli sottratti alle vittime”, ha dichiarato il procuratore federale Ryan Raybould in conferenza stampa. Secondo gli inquirenti, Gucci Mane e le altre vittime avrebbero temuto di essere uccise prima che i rapitori ordinassero loro di lasciare l’edificio e dirigersi alle proprie auto. I rappresentanti legali di Williams Jr e Gucci Mane non hanno rilasciato commenti immediati sulla vicenda. 

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Categoria: spettacoli

11:01

Benzina, i prezzi di oggi: gasolio supera i 2,1 euro al litro

(Adnkronos) - Continua il caro carburanti in Italia, con i prezzi della benzina alle stelle. E nella giornata di oggi il gasolio supera i 2,1 euro al litro in modalità self service. 

 

 

Il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,777 €/l per la benzina e 2,130 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,811 €/l per la benzina e 2,145 €/l per il gasolio, comunica il ministero delle Imprese e del Made in Italy, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti.  

Prosegue nel frattempo l’azione di controllo a tutela della trasparenza del mercato disposta dal Mimit e dal Mef, in collaborazione con la Guardia di finanza. Le verifiche, avviate su tutta la filiera sin dall’inizio del conflitto in Iran, hanno interessato ad oggi oltre 1.900 impianti di distribuzione e oltre 250 tra depositi fiscali, commerciali e operatori della filiera: 104 i soggetti già denunciati all’autorità giudiziaria, oltre 4,4 milioni di kg di prodotti accertati in frode e oltre 386 mila kg di carburante sequestrato dai militari delle Fiamme gialle. 

 

Gli italiani che si sposteranno in auto durante l’intero periodo delle festività di Pasqua dovranno affrontare una maxi-stangata sui rifornimenti di carburante che sfiora quota 1,3 miliardi di euro, denuncia intanto il Codacons, che ha messo a confronto i listini di benzina e gasolio alla pompa praticati durante le feste di Pasqua del 2025 con quelli odierni. 

Lo scorso anno il prezzo medio del gasolio nella settimana di Pasqua si attestava a 1,609 euro al litro mentre oggi, secondo i dati Mimit alla data del 3 aprile, il prezzo medio del diesel al self ha raggiunto 2,096 euro al litro, analizza l’associazione. Un incremento del +30,2% rispetto alle feste del 2025 su cui pesa non solo il rally dei prezzi dovuto alla guerra in Iran, ma anche il riallineamento delle accise disposto dal governo a inizio anno: per la benzina infatti l’incremento, nello stesso periodo e grazie al riordino della tassazione, è sensibilmente inferiore e pari al +2,7%. Un litro di gasolio costa così oggi 48,7 centesimi di euro in più rispetto alla Pasqua dello scorso anno, pari ad un aggravio da +24,35 euro a pieno, mentre per la benzina, che lo scorso anno costava 1,716 euro al litro e oggi costa 1,763 euro/litro, la maggiore spesa è di +2,35 euro a pieno – calcola il Codacons. 

Se si considera che nella settimana di Pasqua, secondo i dati ufficiali dei gestori stradali, circoleranno 60 milioni di veicoli, e che di questi – secondo gli ultimi dati sul parco veicolare italiano - circa il 40% è alimentato a gasolio, e il 41,4% a benzina, la stangata sui rifornimenti raggiunge livelli monstre: +1,28 miliardi di euro rispetto la Pasqua del 2025, nell’ipotesi di una media di due pieni ad autovettura nell’intero periodo delle festività. 

Le famiglie che possiedono una autovettura a gasolio sono quelle che pagheranno maggiormente il conto dei rincari di Pasqua, avverte il Codacons, spiegando che su tale tipologia di carburanti pesa infatti sia l’effetto Iran, che influisce più sui prezzi del diesel rispetto alla benzina, sia la maggiore tassazione introdotta lo scorso gennaio dal governo per riallineare le accise. 

 

"Il gasolio supera i 2,1 euro al litro in tutta Italia. Anche le poche regioni che ieri mancavano all'appello, oggi hanno superato quel limite. Ecco perché, inascoltati, eravamo stati, purtroppo gli unici, a chiedere, in deroga all'allineamento delle accise chiesto dall'Europa, un taglio delle accise diversificato tra benzina e gasolio", commenta Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori. 

"Unica buona notizia di oggi è che le autostrade, grazie all'accordo Aiscat-Mit, perdono per la prima volta il primato del gasolio più caro. Conservano ancora quello della benzina, anche se sono gli unici ad aver ridotto i prezzi da ieri a oggi con un calo di 55 cent rispetto a ieri per un pieno di 50 litri. Il gasolio più caro d'Italia oggi si vende a Bolzano, poi Calabria e poi Liguria" conclude Dona. 

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Categoria: economia

10:51

Giulia Valentina mamma per la seconda volta, l'annuncio

(Adnkronos) - Giulia Valentina è diventata mamma per la seconda volta. Lo ha annunciato l'influencer sul suo profilo social senza però svelare il nome della neonata, ma alcuni dettagli lasciano intuire che si tratti di una femminuccia.  

"Fatta", ha scritto a corredo di alcuni scatti che la ritraggono in ospedale accanto al compagno e papà della neonata. La stessa descrizione l'influencer l'aveva utilizzata in occasione della nascita del primo bambino, avvenuta a novembre del 2024. "Fatto", aveva scritto in quel caso.  

 

Dopo la fine della storia con Fedez, durata dal 2013 al 2016, l'influencer ha sempre mantenuto massimo riserbo sulla sua vita sentimentale e privata. Anche in questa occasione infatti non ha svelato ulteriori dettagli oltre alla nascita o al compagno. L'influencer aveva annunciato il 22 novembre 2025 di essere incinta per la seconda volta, a circa un anno dalla nascita del primo figlio.  

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Categoria: spettacoli

10:37

Diritti umani, Giornata Internazionale contro le mine: Anvcg chiede la protezione dei civili

(Adnkronos) - In occasione della Giornata Internazionale per l'azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi, l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra richiama l'attenzione per eliminare l'uso delle mine antipersona e sul rispetto del Diritto internazionale umanitario, oggi sempre più minacciato dalle tensioni geopolitiche globali. Secondo il Landmine Monitor Report 2025, sono almeno 57 gli Stati e le aree del mondo contaminati da mine antipersona. Nel 2024 sono state registrate almeno 6.279 vittime di mine e ordigni inesplosi, di cui il 90% sono civili e il 46% sono bambini. Si tratta di ordigni che espongono le popolazioni a rischi duraturi e violano apertamente i principi di umanità e distinzione stabiliti dal Diritto internazionale umanitario. Coloro che sopravvivono alle esplosioni, che possono colpire sia i militari sia i civili, subiscono traumi e lesioni permanenti che segnano per la vita. 

Questi dati sono confermati dalla ricerca sugli effetti delle armi esplosive presentata dall'Anvcg il 1° febbraio scorso in occasione della Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo. L'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra si unisce all'appello di Campagna Italiana contro le mine per chiedere agli Stati che non l'hanno ancora fatto di aderire alla Convenzione di Ottawa e di destinare risorse adeguate alle operazioni di sminamento e alla protezione dei civili nei territori contaminati. 

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Categoria: cronaca

10:27

Ritrovata la viola rubata al fratello di Prodi, denunciato un minorenne

(Adnkronos) - Una viola del valore di 40mila euro, rubata al fratello di Romano Prodi, è stata ritrovata dai carabinieri di Bibbiano nell'ambito di un'indagine avviata a seguito di un furto avvenuto in un parcheggio di un centro abitato della Val d’Enza, nel reggiano.  

La vittima, una signora di 77 anni, era stata avvicinata mentre si trovava a bordo della propria auto: con la scusa di chiedere indicazioni stradali per Montecchio Emilia, un ragazzo l’aveva distratta permettendo al complice di aprire la portiera del lato passeggero e portarle via la borsa. Pochi minuti dopo, gli autori avevano già effettuato un prelievo di 1.000 euro allo sportello bancomat di un istituto bancario nonché un pagamento pos in un distributore di carburante del reggiano. L’attività investigativa, mirata a rintracciare gli autori del furto, ha permesso ai militari di rintracciare un giovane immortalato dalle telecamere dell’Atm durante il prelievo dei contanti.  

La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, concordando con le risultanze investigative dei carabinieri, ha quindi emesso un decreto di perquisizione a carico del ragazzo. Sequestrati capi di abbigliamento identici a quelli usati per il prelievo. Nel corso della perquisizione i militari hanno poi ritrovato una viola completa di doppio archetto del valore di circa 40.000 euro che era stata rubata a qualche ora prima a Montecchio Emilia ai danni del fratello dell'ex Premier Romano Prodi, che ne aveva denunciato il furto ai carabinieri di Bologna Navile. Oltre al prezioso strumento musicale, nell’abitazione del minore sono stati trovati un soffiatore professionale, una motosega, uno smartphone privo di sim card la cui presuntiva provenienza furtiva è al vaglio. Alla luce dei fatti il ragazzo è stato denunciato per indebito utilizzo di carte di credito e ricettazione, mentre la viola è stata restituita al legittimo proprietario. 

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Categoria: cronaca

10:22

Verissimo, Giovanni Allevi ospite oggi: il racconto del mieloma multiplo

(Adnkronos) - Giovanni Allevi sarà ospite oggi, sabato 4 aprile, a Verissimo dove parlerà della sua battaglia contro la malattia. Il pianista e compositore ha dovuto affrontare sfide personali in questi ultimi anni, da quando nel 2022 gli è stato diagnosticato un mieloma, un tumore del sangue che gli è costato uno stop forzato.  

Giovanni Allevi è un pianista, compositore, direttore d’orchestra e scrittore. È nato il 9 aprile del 1969 ad Ascoli Piceno. Dopo il diploma in pianoforte al conservatorio Morlacchi a Perugia e quello in composizione al Verdi di Milano, si è laureato in filosofia all’Università di Macerata e successivamente ha frequentato l'Accademia Internazionale di Alto Perfezionamento di Arezzo.  

Nel 2023 ha ricevuto la laurea honoris causa in Filosofia dall'Università degli Studi di Macerata. Allevi ha ottenuto successi in tutto il mondo: negli anni ha collaborato con diversi artisti di calibro internazionale, vincendo anche diversi premi musicali. 

 

Giovanni Allevi è sposato con Nada Bernardo, sua manager, e dal loro amore sono nati due figli, Giorgio e Leonardo. 

Il compositore non ha mai nascosto di essere affetto da Sindrome di Asperger e ha dichiarato in passato di aver sofferto di attacchi di panico. Nel 2022 ha annunciato, con un post condiviso su Instagram, di avere un mieloma multiplo, un tumore che colpisce un tipo particolare di cellule del midollo osseo. La malattia lo ha costretto ad allontanarsi dalla scena musicale per dedicarsi alle cure.  

Tuttavia, Allevi ha continuato a comporre, ispirandosi alle sue esperienze personali. Durante la terapia, nel febbraio del 2024 Giovanni Allevi è stato ospite al Festival di Sanremo, dove è stato protagonista della seconda serata con un'esibizione al pianoforte e un monologo sulla malattia. 

 

"Il 2 giugno del 2022 ero a Vienna - ha raccontato il compositore ospite a Verissimo lo scoso 18 marzo - avevo la febbre da diversi giorni ma soprattutto un terribile mal di schiena. Così intenso, che durante quel concerto, io non riuscì ad alzarmi davanti al pubblico che stava applaudendo per me". Poi, due settimane dopo la diagnosi: "È bastata una diagnosi del sangue e una lastra per capire che quello non era solo un mal di schiena, ma il sintomo di una malattia grave che si era protratta in avanti, ossia il mieloma multiplo".  

"Avevo metastasi ossee in tutto il corpo: al femore, al bacino, al cranio. Mi è tremata la terra sotto ai piedi", ha aggiunto Giovanni Allevi. Il compositore ha parlato del percorso di chemioterapia, che ha definito un'esperienza "forte": "Ti troverai i capelli sul cuscino", mi avevano detto. Un giorno, ha raccontato Allevi, "mi svegliai con la testa che mi bruciava tantissimo. E mi caddero tutti i capelli, in una volta sola. Ero calvo, ma non mi sono impressionato". 

Giovanni Allevi ha ricordato il momento più difficile vissuto durante il ricovero in ospedale: "Durante la degenza, dopo la chemioterapia, quando ero ancora sotto effetto di oppioidi, mi alzai una notte per andare in bagno e vidi la mia immagine riflessa nello specchio, mi sono spaventato perché ho visto lo sguardo completamente vuoto. Allora non sapevo ancora se le terapie avrebbero fatto effetto. Vivevo in bilico tra la vita e la morte". 

 

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Categoria: spettacoli

10:21

Catturato il boss Roberto Mazzarella, era tra i quattro latitanti più pericolosi

(Adnkronos) - E' stato catturato il boss Roberto Mazzarella. L'uomo, latitante da un anno, si nascondeva in un resort di lusso. Era ritenuto tra i quattro latitanti più pericolosi: 48 anni, nipote dei capiclan Ciro, Gennaro e Vincenzo, considerato l'attuale capo del potente clan di camorra che si contende il malaffare a Napoli e provincia.  

I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale Antimafia, lo hanno catturato oggi, al termine di un'indagine durata un anno. Era stato inserito dal Ministero dell'Interno tra i latitanti di massima pericolosità ed era ricercato per l'omicidio di un innocente. Questa notte la cattura del 48enne. Il latitante è stato individuato in una villa di pregio a Vietri, in costiera amalfitana e all’atto dell’arresto non ha opposto resistenza. Era in compagnia della moglie e i due figli. Sfuggito alla cattura il 24 gennaio 2025, Roberto Mazzarella era ricercato da un anno: formalmente latitante dal 28 gennaio, il 18 aprile 2025 il Tribunale di Napoli ha emesso il mandato di arresto europeo. Mazzarella è accusato di essere il mandante dell'omicidio di Antonio Maione, ucciso per una vendetta trasversale il 15 settembre 2000 in una salumeria di San Giovanni a Teduccio, Napoli Est. 

Insieme ai carabinieri del nucleo investigativo, a partecipare alle operazioni lo Squadrone “Cacciatori di Calabria”, le Api del gruppo di Napoli nonché la motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno che monitorava le acque circostanti. Nel resort di lusso i carabinieri hanno rinvenuto 3 orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, alcuni documenti falsi, cellulari, smartphone e manoscritti relativi ad una verosimile contabilità sui quali ci saranno accertamenti. 

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Categoria: cronaca

10:20

Verissimo, sabato 4 aprile: gli ospiti e le interviste di oggi

(Adnkronos) - Torna Silvia Toffanin con un nuovo doppio appuntamento di Verissimo oggi, sabato 4 aprile, e domani, domenica 5 aprile. Da Giovanni Allevi al ricordo di Enrica Bonaccorti con la figlia Verdiana, ecco tutte le interviste del weekend. 

A Verissimo, il talento, l’umanità e la poesia di un orgoglio tutto italiano della musica: Giovanni Allevi. Dalle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina la storia di una coppia nello sport e nella vita: i pattinatori Charlene Guignard e Marco Fabbri. 

In studio anche Gökçe Eyüboğlu, l’attrice che interpreta il personaggio di Ceyda nella serie di Canale 5 'La forza di una donna'. Inoltre, sarà ospite, con la sua esperienza e insegnamenti, Don Marco Pozza, parroco del carcere Due Palazzi di Padova e scrittore, in libreria con 'Il miele e le cipolle'. 

Infine, spazio al percorso di Simone, ultimo eliminato del serale di 'Amici' e alla storia della iena Veronica Ruggeri. 

  

A Verissimo, le emozioni e la carriera di Federica Brignone, culminata ai recenti Giochi Olimpici Invernali con due medaglie d’oro, conquistate a soli dieci mesi dal suo gravissimo infortunio. 

Per ricordare Enrica Bonaccorti, grande signora della tv, scomparsa lo scorso 12 marzo, sarà in studio con il suo racconto e commozione, la figlia Verdiana. 

E ancora, saranno ospiti i prof del talent di Maria De Filippi Anna Pettinelli ed Emanuel Lo, il super campione di rugby Tommaso Menoncello e Iva Zanicchi. 

Infine, a un anno dalla morte di Ilaria Sula, uccisa a coltellate dall’ex fidanzato Mark Samson, saranno in studio i genitori della ragazza Gezime e Flamur. 

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Categoria: spettacoli

10:14

Belve, in arrivo la nuova stagione: ecco quando e i primi ospiti

(Adnkronos) - Torna 'Belve', il programma cult della televisione italiana ideato e condotto da Francesca Fagnani, con la settima stagione. Ogni martedì dal 7 aprile in prima serata alle 21.20 su Rai 2 e on demand su Raiplay e Disney+. Ospiti della prima puntata: Amanda Lear, Micaela Ramazzotti e Zeudi Di Palma.  

Tornano i faccia a faccia di Francesca Fagnani in cui la giornalista si confronta, senza sconti, con personaggi del mondo dello spettacolo, del costume e della cronaca. Ospiti diversi che saranno disposti a mettersi in gioco e a rispondere alle domande chiare, dirette e spesso irriverenti della conduttrice.  

Da quest’anno in onda i provini di Belve: persone comuni siederanno sullo sgabello intervistate da Francesca Fagnani. Non mancherà, come di consueto, la sigla di chiusura con tutti i fuori onda degli ospiti, diventato nel corso degli anni uno dei momenti più attesi dal pubblico. 

L’appuntamento con Belve è per il 7 aprile in prima serata su Rai 2 e on demand su RaiPlay e Disney +.  

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Categoria: spettacoli

09:56

Tragedia nei campi, bracciante 29enne si impicca a Torretta Antonacci

(Adnkronos) - Morto impiccato a 29 anni, in una baracca nel ghetto di Torretta Antonacci, il bracciante agricolo Alagie Singathe. A denunciarlo è Matteo Bellegoni, capo dipartimento Politiche migratorie e legalità della Flai, che evidenzia la condizione dei lavoratori sfruttati e vittime di caporalato dopo il suicidio avvenuto ieri pomeriggio. 

“Non è una questione privata, ma l’ennesima morte politica nell’Italia e nell’Europa dei diritti traditi. Impiccarsi a 29 anni in una baracca dentro un ghetto è un’atto d’accusa contro una legislazione che colpevolizza chi migra”, spiega Bellegoni, che continua: “C’è una similitudine brutale che si consuma nei campi. Da un lato, il pomodoro: colto, schiacciato, spremuto fino a diventare polpa pronta per il consumo. Dall'altro, la vita di chi quel frutto lo ha raccolto: vite spremute con brutale ferocia, svuotate di dignità e diritti, condotte fino alla soglia dell’annientamento", attacca il sindacalista.  

La tragedia del giovane bracciante si consuma in un contesto territoriale devastato dalle recenti piogge. Le baracche sono travolte da fiumi di fango, la vita diventa lotta alla sopravvivenza. Dal Gargano al Salento, la Puglia agricola è sommersa: uliveti, vigneti e ortaggi sono compromessi, mettendo a rischio il sistema produttivo e la sicurezza di chi vive e lavora in condizioni precarie, afferma. 

"Torretta Antonacci è oggi il simbolo di una doppia fragilità: quella di un territorio non curato e quella di un’umanità calpestata," sottolinea Antonio Ligorio Segretario Generale della Flai Puglia, che senza mezzi termini chiede responsabilità precise: “Non accetteremo più il silenzio o la retorica della fatalità. È necessario un impegno chiaro per dire, una volta per tutte: mai più ghetti. Non è più accettabile parlare di fatalità quando da anni denunciamo condizioni di vita disumane nei ghetti agricoli, senza che ci sia stata una reale volontà di intervenire. Quelle denunce sono rimaste inascoltate”. 

La Flai continua denunciare il mancato stanziamento dei fondi del pnrr, di oltre 200 milioni di euro previsti per superare i ghetti, che avrebbero potuto salvare la vita di Alagie e di tutti i braccianti che quotidianamente raccolgono il cibo che arriva anche sulle tavole imbandite di chi vorrebbe rendere permanente la loro condizione di invisibilità. 

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Categoria: economia

09:23

E' morto Vittorio Messori, addio allo scrittore cattolico più famoso al mondo con 'Ipotesi su Gesù'

(Adnkronos) - Lo scrittore e giornalista Vittorio Messori, il più noto apologeta cattolico del secondo Novecento, che con il libro "Ipotesi su Gesù" (Sei, 1976) portò il cristianesimo al centro del dibattito culturale italiano e internazionale, è morto all'età di 84 anni nella sua casa di Desenzano sul Garda (Brescia).  

"Il suo cuore si è spento alle ore 21.45 di Venerdì Santo", ha annunciato all'Adnkronos Rosalia Bontà, assistente personale di Messori. Da anni Messori viveva con un pacemaker e fatale è stato un attacco cardiaco. La moglie dello scrittore, anche lei giornalista e scrittrice, Rosanna. Brichetti, era morta quattro anni fa, nel giorno di Sabato Santo.  

Intellettuale indipendente, appartato, refrattario alle mode. Messori ha attraversato più di mezzo secolo di vita ecclesiale e civile interrogando il rapporto tra ragione, storia e rivelazione. E' stato il primo giornalista a intervistare un prefetto dell'ex Sant'Uffizio, all'epoca il cardinale Joseph Ratzinger ("Rapporto sulla fede", Edizioni San Paolo, 1985), e il primo e unico a scrivere un libro-intervista con Giovanni Paolo II ("Varcare la soglia della speranza", Mondadori, 1994), che è stato tra i maggiori bestseller della storia editoriale.  

 

Vittorio Messori era nato a Sassuolo (Modena) il 16 aprile 1941, in una famiglia segnata dall'anticlericalismo tipico dell'Emilia dell'epoca. Dopo la Seconda guerra mondiale, la famiglia si trasferì a Torino, dove Messori frequentò il liceo classico D'Azeglio prima di iscriversi a Scienze Politiche all’Università di Torino. Qui fu allievo di Luigi Firpo e Norberto Bobbio. La sua formazione razionalista e agnostica culminò nel 1965 con la laurea in Storia del Risorgimento, discussa con Galante Garrone, Bobbio e Firpo. Tutto cambiò nel luglio del 1964, quando una lettura intensa dei Vangeli lo condusse alla conversione al cattolicesimo, esperienza che segnò profondamente la sua vita e orientò la sua ricerca intellettuale, volta a conciliare ragione e fede. Messori iniziò la carriera giornalistica presso la casa editrice Sei dei Salesiani, passando dalla redazione all'ufficio stampa. Nel 1970 approdò a "Stampa Sera", occupandosi inizialmente di cronaca nera e poi di cronaca bianca. Su invito del direttore de "La Stampa", Arrigo Levi, partecipò nel 1975 al gruppo fondatore del settimanale "Tuttolibri", continuando nel frattempo gli studi sulle origini del cristianesimo, che lo portarono a pubblicare "Ipotesi su Gesù" (Sei, 1976), un libro che ha superato il milione di copie in Italia ed è stato tradotto in 22 lingue. 

Timoroso della notorietà, Messori si ritirò per alcuni mesi nel Monferrato, dedicandosi alla meditazione e allo studio. Nel 1978 lasciò "La Stampa" per fondare il mensile "Jesus" (1979), edito dalle Edizioni San Paolo, che divenne un laboratorio di dialogo tra credenti e non credenti. Da questa esperienza nacquero libri di successo come "Inchiesta sul cristianesimo" (Sei, 1987), "Patì sotto Ponzio Pilato?" (Sei) e "Dicono che è risorto" (Sei). 

Pur critico verso il clericalismo, Messori difendeva la Chiesa, definendosi portatore di un "anticlericalismo cattolico" che rivendica libertà di giudizio e autonomia intellettuale. Fin dal primo numero di "Jesus", avviò riflessioni sulla fede attraverso dialoghi su Gesù, confrontando credenti, agnostici e atei. Nonostante le pressioni degli editori laici, privilegiò la continuità della sua ricerca sulla verità evangelica, culminata nel 1982 con "Scommessa sulla morte" (Sei), un libro che sfidava società e Chiesa a confrontarsi con la morte e la resurrezione come speranza universale. 

Negli anni successivi si concentrò sulla Chiesa, ottenendo un'intervista straordinaria con il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, da cui nacque "Rapporto sulla fede" (Edizioni San Paolo, 1985), anticipato su "Jesus" e tradotto in diverse lingue. L'opera suscitò scandalo e critiche da ambienti clericali progressisti, ma consolidò la reputazione di Messori come giornalista indipendente e rigoroso nella riflessione sulla dottrina cattolica. 

A fine agosto 1990, appena trasferitosi a Desenzano, Messori fu protagonista di una clamorosa polemica mediatica dopo la presentazione al Meeting di Rimini della biografia del beato Francesco Faà di Bruno, 'Un italiano serio' (Edizioni Paoline). Gli venne attribuita una frase in cui evocava un "tribunale di Norimberga" per figure del Risorgimento come Cavour, Garibaldi e Mazzini. 

Nel frattempo, dal 1987, collaborava con "Avvenire", firmando la rubrica "Vivaio". Ispirandosi a Giovanni Papini, raccolse riflessioni e appunti che confluirono in numerosi libri, con l'obiettivo di analizzare l'attualità alla luce della fede, partendo dalla cronaca per "andare verso Dio". Nel 1992 pubblicò un volume di quasi 700 pagine che raccoglieva 289 capitoli di "Vivaio" (Edizioni San Paolo). Da questa rubrica nacquero poi "Pensare la storia" (Edizioni San Paolo, 1992), seguito da "La sfida della fede" (Edizioni San Paolo, 1993) e "Le cose della vita" (Edizioni San Paolo, 1995). 

All’inizio del 1994 Messori pubblicò "Opus Dei. Un'indagine" (Mondadori), un'inchiesta volta a sfatare le leggende negative sulla "Obra". L'autore ebbe accesso a documenti interni e università legate all'istituzione fondata da san Josemaría Escrivá de Balaguer, sostenendo la falsità delle accuse. 

Parallelamente realizzò la prima intervista moderna a un pontefice, Giovanni Paolo II, in occasione dei quindici anni di pontificato. Il libro risultante, "Varcare la soglia della speranza" (Mondadori, 1994), affrontava le basi della fede, il rapporto con le altre religioni e il futuro del Vangelo, e valse a Messori il Premio internazionale medaglia d'oro al merito della cultura cattolica. 

Negli anni successivi rilanciò l'apologetica cattolica con opere come "Qualche ragione per credere" (Edizioni San Paolo, 1997), un'intervista sui temi classici della fede: Dio, Cristo e la Chiesa. Si occupò anche delle apparizioni mariane, con documentari e libri come "Il miracolo" (Rizzoli, 1998), dedicato alla presunta ricrescita di una gamba a Calanda, ricevendo riconoscimenti spagnoli. Nel 2001 uscì "Gli occhi di Maria" (Rizzoli), scritto con Rino Cammilleri, dedicato alle apparizioni mariane. Nel 2002 pubblicò "Conversione. Una storia personale" (Mondadori), scritto con Leonardo Mondadori, sul percorso di fede dell'editore. Nel 2003 si trasferì a "Il Timone", dove riprese "Vivaio" e mantenne un costante impegno nella pubblicistica cattolica. 

Nel 2004, insieme ad Aldo Cazzullo, pubblicò "Il mistero di Torino" (Mondadori), un'indagine sui simboli religiosi e civili della città. Nel 2005 uscì "Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX" (Mondadori), sul caso Edgardo Mortara, e "Ipotesi su Maria" (Edizioni Ares), ampliando le riflessioni sulle apparizioni mariane. Il libro sul caso Mortara suscitò dibattito per la difesa delle leggi pontificie che permisero la sottrazione del bambino alla famiglia. 

Dal 2006 raccolse in "Emporio cattolico" (Sugarco) i suoi scritti pubblicati tra il 2001 e il 2004, completando il ciclo dei Vivai. Nel 2008 pubblicò "Perché credo" (Piemme), un'intervista con Andrea Tornielli, e scrisse un ritratto di papa Benedetto XVI per "Time". Dal 2010 al 2012 fu direttore editoriale de La Bussola Quotidiana. 

Nel 2012 uscì "Bernadette non ci ha ingannati" (Mondadori), nel 2018 "Quando il cielo ci fa segno. Piccoli misteri quotidiani" (Mondadori), in cui racconta segni interpretati alla luce della fede. Nel 2021 uscì "La Luce e le tenebre. Riflessioni fra storia, ideologie e apologetica" (Sugarco), raccolta di articoli principalmente pubblicati su "Il Timone". La vita privata di Messori è stata segnata dalla scomparsa, nel 2022, della moglie Rosanna Brichetti Messori, autrice di "Una fede in due. La mia vita con Vittorio" (Edizioni Ares, 2018). Dopo la sua scomparsa, la salute di Messori è andata declinando. (di Paolo Martini) 

 

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Categoria: cultura

09:19

Trump in pressing per riaprire il carcere di Alcatraz, tycoon chiede al Congresso 152 milioni

(Adnkronos) - Più di 150 milioni di dollari per riaprire il famigerato carcere di Alcatraz. Donald Trump chiede al Congresso di stanziare 152 milioni di dollari per coprire i costi del primo anno di riapertura come struttura di massima sicurezza, ha riportato la Cnn. I fondi, richiesti nel quadro della proposta di bilancio per l'anno fiscale 2027 resa nota nelle ultime ore dalla Casa Bianca, farebbero parte di un importo più consistente di 1,7 miliardi di dollari proposto per l'Amministrazione penitenziaria per migliorare stipendi e condizioni di lavoro.  

Trump ha detto da tempo di voler riattivare quella che oggi è una meta turistica, dopo la chiusura avvenuta più di 60 anni fa. Ogni anno, secondo la rete americana, attrae circa 1,2 milioni di visitatori. 

Intanto, il 22 agosto scorso, la giudice federale della corte distrettuale della Florida del sud, Kathleen Williams, ha ordinato la chiusura di 'Alligator Alcatraz', la struttura detentiva messa in piedi in pochi giorni lo scorso giugno dall'Amministrazione Trump dove si trovavano 700 migranti detenuti in condizioni giudicate dai critici gravissime. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

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13:41

Atletica, Roma si candida a ospitare Mondiali 2029-31

(Adnkronos) - La Federazione italiana di Atletica Leggera comunica di aver trasmesso alla World Athletics la candidatura della città di Roma all’organizzazione dei Campionati del Mondo del 2029-2031. Il progetto è stato ritenuto valido dal Governo, che tramite il ministro dello Sport Andrea Abodi ha prodotto una lettera di sostegno, inserita nel dossier. Secondo l’iter stabilito dalla World Athletics, le città candidate all’organizzazione dei Campionati del Mondo avranno tempo fino al 5 agosto prossimo per completare la documentazione, incluse le indispensabili garanzie di sostenibilità economica che, nel nostro caso, saranno oggetto di più approfonditi confronti con il Governo.  

Nel mese di settembre, infine, la scelta della città che organizzerà la rassegna iridata. L’Italia ha ospitato solo una volta i Campionati del Mondo di atletica leggera: avvenne dal 29 agosto al 6 settembre del 1987, allo Stadio Olimpico di Roma. Lo stesso impianto che era già stato in precedenza teatro dei Giochi Olimpici del 1960 e dei Campionati Europei del 1974 e che, meno di due anni fa, ha fatto nuovamente da cornice alla massima rassegna continentale. 

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Categoria: sport

13:40

Fenice, Colabianchi dopo le contestazioni: "Mie dimissioni sono escluse"

(Adnkronos) - “Le mie dimissioni sono escluse. La mia nomina alla guida della Fondazione Teatro La Fenice è nata da una visione chiara e condivisa: imprimere un cambiamento radicale e un nuovo dinamismo a una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. Il lavoro svolto fin dal primo giorno del mio mandato segue esattamente questa direzione, con l'obiettivo di ampliare gli orizzonti artistici e garantire una gestione solida e proiettata al futuro". Con queste parole diffuse oggi tramite Adnkronos, il sovrintendente della Fenice, Nicola Colabianchi conferma che non intende cedere alle pressioni e proseguirà nel suo mandato, che punta a innovare e rilanciare l’istituzione veneziana. 

La vicenda prende origine dalle proteste esplose nella serata del Venerdì Santo al Teatro La Fenice, poco prima del concerto diretto dal maestro Michael Hofstetter. Un singolo spettatore ha gridato “Colabianchi dimettiti” appena entrati gli orchestrali, provocando l’adesione di gran parte del pubblico, con applausi di sostegno alla richiesta e il lancio di volantini dai palchi che invocavano le dimissioni del sovritendente per la gestione della vicenda di Beatrice Venezi, nominata alla direzione musicale contro il parere dell'Orchestra. 

"È necessario ribadire un punto fondamentale: un mandato di rottura, finalizzato all'innovazione e al superamento di vecchi schemi, è per sua natura e premessa divisivo - afferma Colabianchi - Ogni trasformazione profonda genera resistenze; tuttavia, la bontà di un progetto di tale portata deve essere valutata esclusivamente sulla base degli esiti concreti e dei risultati che il Teatro otterrà nel medio e lungo periodo". In merito alle recenti richieste di dimissioni, spiega, "è evidente la loro natura puramente strumentale. Si tratta di attacchi che eludono sistematicamente il merito della gestione e dell'indirizzo artistico per spostarsi sul piano della polemica politica o personale. Proprio perché prive di fondamento tecnico e gestionale, tali istanze non sposteranno di un millimetro l’impegno della Sovrintendenza nel portare a compimento il mandato ricevuto".  

Già prima dell’inizio del concerto del Venerdì Santo, i sostenitori del Comitato Fenice Viva avevano distribuito un volantino in cui si leggeva: "L’azione arrogante e autoritaria del sovrintendente sta compromettendo la Fenice. Continueremo a difendere il nostro teatro. Chiediamo le dimissioni di Nicola Colabianchi". Il Comitato, nato lo scorso settembre e composto da storici abbonati e spettatori abituali, si è formato per sostenere la mobilitazione dell’Orchestra e del Coro contro alcune decisioni della Sovrintendenza. 

Al centro della contestazione c’è soprattutto la nomina di Beatrice Venezi come nuova direttrice musicale della Fenice a partire dal prossimo ottobre, scelta contestata da parte dei musicisti, che ritengono il suo curriculum non all’altezza del prestigio dell’istituzione. Dal 22 settembre scorso, quando avvenne la designazione di Venezi da parte del sovrintendente, le maestranze del teatro, con gli orchestrali in testa, hanno indetto lo stato di agitazione con proteste, volantinaggi, assemblee, cortei, scioperi. I lavoratori della Fenice, come hanno ripetuto più volte le organizzazioni sindacali e la Rsu, non contestano la persona della 36enne direttrice d'orchestra ma il suo curriculum giudicato non all'altezza e respingono le implicazioni politiche che tale nomina comporterebbe.  

Nonostante la polemica, Colabianchi conferma che il suo mandato continuerà senza cambiamenti, sottolineando che il valore del suo lavoro dovrà essere giudicato sui risultati concreti e sul futuro del Teatro, "più che sulle reazioni immediate o sulle pressioni esterne". La vicenda della Fenice va a incrociarsi in queste settimane anche con la campagnia politica in vista delle elezioni comunali di Venezia che si terranno a maggio. (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

13:29

Sinner maestro di tennis per un giorno: la 'lezione' a Montecarlo

(Adnkronos) - Jannik Sinner maestro di tennis per un giorno. A poche ore dal via del Masters 1000 di Montecarlo, il fuoriclasse azzurro si è divertito passando una giornata particolare a due passi da casa. Insieme ad altri giocatori come Alexander Zverev, il numero 2 del ranking Atp ha regalato momenti speciali ad alcuni bambini arrivati nel Principato per godersi il torneo con le proprie famiglie.  

 

Sinner è stato maestro per un giorno, come raccontato da alcuni video che in queste ore stanno facendo il giro dei social. In un filmato si vede per esempio Jannik con una bambina, intento a dare indicazioni sulla postura da tenere in campo e sulla coordinazione. Le basi del mestiere del tennista. Con un coach così, futuro assicurato.  

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Categoria: sport

12:55

Il toro incorna e uccide il torero, lo choc in Spagna

(Adnkronos) - Un torero ucciso da un toro nell'arena di La Malagueta a Malaga. Ricardo Ortiz, torero in pensione, stava gestendo gli animali nell'area quando è stato incornato a morte da uno dei tori. 

Ortiz, 51 anni, era nato a Malaga e apparteneva a una famiglia profondamente legata alla corrida. Suo padre, Manolo Ortiz, era stato un torero e banderillero. Seguendo le orme del padre, il 28 novembre 1994 Ricardo Ortiz aveva iniziato ufficialmente la carriera a Joselito, nell'arena di Quito, in Ecuador. 

Ortiz era stato anche protagonista di un caso giudiziario nel 2002. Il torero e un membro del suo team furono arrestati per traffico di droga. Entrambi furono bloccati mentre guidavano sulla strada statale N-340, dove vennero trovati in possesso di 200 grammi di cocaina. Il torero era appena arrivato a Malaga dal Venezuela, dove aveva trionfato alla Feria de la Victoria. Ortiz rimase in carcere 7 mesi. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:53

Antonelli e la frecciata a Gravina: "Il nostro è uno sport per dilettanti"

(Adnkronos) - Andrea Kimi Antonelli è il volto di questo primo scorcio di stagione in Formula 1. Il pilota italiano della Mercedes ha rilasciato un'intervista a Sky Sport dopo la vittoria nel Gp di Suzuka, parlando della pausa in arrivo a causa del conflitto in Medio Oriente, che ha portato alla cancellazione dei Gran Premi in Bahrain e Arabia Saudita: "È un peccato che abbiamo un periodo così lungo di pausa, allo stesso tempo non mi lamento più di tanto perché riesco a passare un bel po' di giorni a casa. Ed è importante, perché è stato un inizio di stagione molto intenso". 

Nel corso dell'intervista, Antonelli ha anche lanciato una frecciata a Gabriele Gravina, che ha rassegnato le sue dimissioni da presidente della Figc dopo il flop dell'Italia contro la Bosnia, costato la terza mancata partecipazione degli azzurri ai Mondiali. "Alla fine noi facciamo uno sport per dilettanti" le parole del pilota, dopo che Gravina aveva detto che "il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici". 

Non è mancato un pensiero sulla Nazionale: "Peccato non andare ai Mondiali. Io ho un bellissimo ricordo degli Europei. Ero alla gara a Sarno, con mia madre, e dopo aver vinto siamo tornati a casa il più velocemente possibile perché volevamo guardare la finale dell'Europeo. Quello è stato un periodo bellissimo". 

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Categoria: sport

12:32

Libano, anche gli animali sotto le bombe: volontari pronti a sfidare gli attacchi per salvarli

(Adnkronos) - Le bombe a squarciare il silenzio della notte, gli allarmi e le evacuazioni di interi quartieri. Le tendopoli allestite negli stadi e nelle piazze un tempo affollate, intere famiglie stipate in una macchina, ormai senza più casa e con una primavera che tarda ad arrivare. Il Libano è nel mezzo di una guerra che non conosce tregua ma che, pur spietata, non ha privato di umanità la gente che vive una terra da sempre improntata alla tolleranza e all'inclusività. In questo contesto si inserisce l'Apc, Alyarz Pet Club, una Ong creata da due donne coraggiose che hanno scelto di dedicare la loro esistenza alle vittime innocenti e spesso dimenticate, gli animali. Razane Khatib e Mirna Harb si sono conosciute per la loro passione in comune: la prima responsabile di un centro sportivo a Beirut, commissiona delle foto di cani e gatti alla seconda, fotografa professionista. Ne nasce un connubio destinato a una missione che oggi, sotto le bombe e i missili, è riuscita a salvare e a far adottare centinaia tra cani, gatti, pappagalli, polli, galline e conigli (VIDEO). 

Parliamo di animali un tempo 'di casa', abituati al comfort di un appartamento o a terreni curati, abbandonati per cause di forza maggiore dai proprietari costretti a vivere in tende o in auto, feriti dalle bombe, da proiettili che li hanno menomati o resi ciechi, da detriti di missili volati sulle loro teste. Ritrovati tra le macerie, in case ormai svuotate, da volontari che sfidano il conflitto per salvare cani e gatti traumatizzati. 

"Dall'inizio di quest'ultima guerra - racconta all'Adnkronos Mirna Harb - abbiamo portato nei rifugi 140 gatti e 280 cani. Ma le segnalazioni che ci arrivano ogni giorno sono infinite. Ci chiamano e ci scrivono per avvertirci di animali in strada, in zone sotto bombardamento, ma possiamo intervenire solo in casi gravi, come ferite evidenti o situazioni al limite. Lottiamo con gli spazi, uno fino ad oggi si trova vicino all'area portuale di Beirut, dove i capannoni di Karantina, il quartiere industriale nella zona nord-orientale, offrono riparo ai cani senza più casa. Abbiamo vissuto con la paura che in quella zona ci sfrattassero per far spazio a una tendopoli, fortunatamente il governo si è opposto e possiamo ritenere risolta la questione. Ma la precarietà di queste sistemazioni rende tutto più difficile. Ad aiutarci sono le donazioni, ma anche la collaborazione di una associazione francese che trasferisce in Francia gli animali da adottare. Abbiamo bisogno di spostare al sicuro questi animali, e velocemente. Riusciamo a farne adottare uno e ne entrano due. Abbiamo programmi con gli studenti, dai 4 ai 20 anni, che dalle scuole visitano i ricoveri per farli avvicinare agli animali e creare una nuova generazione più sensibile. Prima dell'inizio di questa nuova guerra, portavamo i cani più amichevoli nelle università come strategia 'anti stress', in prossimità degli esami. Tra questi ragazzi, ce n'è uno, sfollato, che ci porta gli animali in difficoltà togliendoli dalle strade. Ad oggi possiamo contare su due uomini e una donna, che lavorano per noi, e su volontari che ci danno una mano quando possono. Questi animali possono avere una nuova vita, i loro volti e le loro storie sono visibili sul nostro sito, dove ci sono tutte le informazioni per adottarli da ogni parte del mondo". Per conoscere le attività e tutti gli animali salvati dalle bombe, è possibile visitare il sito: apclebanon.org. (di Silvia Mancinelli) 

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Categoria: cronaca

12:31

Anche cani e gatti vittime dei bombardamenti, in Libano il rifugio per salvarli dalla guerra

(Adnkronos) - L'attività dei volontari dell'Apc a Karanina, il quartiere industriale nella zona nord-orientale di Beirut, in Libano. L'Alyarz Pet Club è una Ong creata da due donne coraggiose che hanno scelto di dedicare la loro esistenza agli animali, vittime innocenti e spesso dimenticate dei bombardamenti. Ad oggi sono stati portati nei rifugi 140 gatti e 280 cani. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:18

Mara Venier, costretta a riposo per problemi al menisco: cosa è successo

(Adnkronos) - Weekend impegnativo per Mara Venier tra trasloco e 'infortunio'. La conduttrice di 'Domenica In' è alle prese con il trasloco insieme al marito Nicola Carraro: la coppia si sta trasferendo a Roma Nord, nella zona di Ponte Milvio. In una instagram stories la conduttrice ha mostrato la situazione nella nuova abituazione, tutt'altro che tranquilla: invasa da scatoloni imponenti che rendono difficile persino il passaggio.  

Ma non finisce qui. Nel video Venier è apparsa distesa sul divano e ha raccontato di essere costretta a riposo per un problema al menisco. "Tanto per cambiare", ha commentato lei con la solita ironia, facendo riferimento agli altri problemi fisici che l’hanno colpita. A fine dicembre 2025, la conduttrice si era sottoposta a un nuovo intervento all'occhio destro a causa di una maculopatia.  

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Categoria: spettacoli

11:28

Rapper Gucci Mane rapito e costretto a firmare la rescissione del contratto, 8 arresti negli Usa

(Adnkronos) - Il rapper statunitense Gucci Mane sarebbe stato rapito a mano armata all’inizio dell’anno a Dallas, in Texas, in un episodio che ha portato all’arresto di otto persone, tra cui un artista della sua stessa etichetta discografica. Lo riferiscono le autorità federali, come riportano i media Usa. Secondo l’accusa, il rapper Pooh Shiesty, al secolo Lontrell Williams Jr, avrebbe orchestrato l’agguato con il pretesto di un incontro professionale. Una volta giunto in uno studio di registrazione, Gucci Mane sarebbe stato trattenuto contro la sua volontà e costretto a firmare documenti per la rescissione del contratto con la sua etichetta, la 1017 Records. Gucci Mane, artista con base ad Atlanta e noto per collaborazioni con star internazionali come Usher, Doja Cat e Drake, aveva fondato la label nel 2007; Williams Jr vi aveva firmato come artista nel 2020. 

Gli imputati, che non hanno ancora presentato dichiarazioni di colpevolezza, rischiano l’ergastolo in caso di condanna. Otto dei nove sospettati sono stati arrestati mercoledì tra Dallas, Memphis e Nashville e incriminati presso un tribunale federale con accuse di sequestro di persona e rapina a mano armata. Un nono individuo risulta ancora latitante; le autorità stanno collaborando con lo Stato della Georgia per rintracciarlo. 

Secondo l’atto di accusa federale, i fatti risalgono al 10 gennaio scorso, quando Williams Jr avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari per una precedente condanna legata a un complotto sulle armi da fuoco. All’azione avrebbero partecipato altri otto coimputati, tra cui il padre dell’artista, Lontrell Williams Sr. 

Una dichiarazione giurata dell’Fbi sostiene che Williams Jr avrebbe puntato contro Gucci Mane una pistola “in stile AK” di colore nero, costringendolo a firmare i documenti. Tra gli oggetti sottratti figurerebbero anche la fede nuziale, un orologio, orecchini e denaro contante. 

Gli altri sospettati avrebbero a loro volta esibito armi da fuoco, sottraendo beni anche ad altre persone presenti nello studio, identificate negli atti solo tramite iniziali. Una delle vittime sarebbe stata strangolata e ferita, e derubata di un orologio Rolex, una borsa Louis Vuitton, auricolari AirPods e del portafoglio. 

“Nel giro di poche ore dall’uscita dallo studio di Dallas, diversi imputati hanno mostrato sui social media oggetti che sembravano essere i gioielli sottratti alle vittime”, ha dichiarato il procuratore federale Ryan Raybould in conferenza stampa. Secondo gli inquirenti, Gucci Mane e le altre vittime avrebbero temuto di essere uccise prima che i rapitori ordinassero loro di lasciare l’edificio e dirigersi alle proprie auto. I rappresentanti legali di Williams Jr e Gucci Mane non hanno rilasciato commenti immediati sulla vicenda. 

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Categoria: spettacoli

11:01

Benzina, i prezzi di oggi: gasolio supera i 2,1 euro al litro

(Adnkronos) - Continua il caro carburanti in Italia, con i prezzi della benzina alle stelle. E nella giornata di oggi il gasolio supera i 2,1 euro al litro in modalità self service. 

 

 

Il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,777 €/l per la benzina e 2,130 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,811 €/l per la benzina e 2,145 €/l per il gasolio, comunica il ministero delle Imprese e del Made in Italy, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti.  

Prosegue nel frattempo l’azione di controllo a tutela della trasparenza del mercato disposta dal Mimit e dal Mef, in collaborazione con la Guardia di finanza. Le verifiche, avviate su tutta la filiera sin dall’inizio del conflitto in Iran, hanno interessato ad oggi oltre 1.900 impianti di distribuzione e oltre 250 tra depositi fiscali, commerciali e operatori della filiera: 104 i soggetti già denunciati all’autorità giudiziaria, oltre 4,4 milioni di kg di prodotti accertati in frode e oltre 386 mila kg di carburante sequestrato dai militari delle Fiamme gialle. 

 

Gli italiani che si sposteranno in auto durante l’intero periodo delle festività di Pasqua dovranno affrontare una maxi-stangata sui rifornimenti di carburante che sfiora quota 1,3 miliardi di euro, denuncia intanto il Codacons, che ha messo a confronto i listini di benzina e gasolio alla pompa praticati durante le feste di Pasqua del 2025 con quelli odierni. 

Lo scorso anno il prezzo medio del gasolio nella settimana di Pasqua si attestava a 1,609 euro al litro mentre oggi, secondo i dati Mimit alla data del 3 aprile, il prezzo medio del diesel al self ha raggiunto 2,096 euro al litro, analizza l’associazione. Un incremento del +30,2% rispetto alle feste del 2025 su cui pesa non solo il rally dei prezzi dovuto alla guerra in Iran, ma anche il riallineamento delle accise disposto dal governo a inizio anno: per la benzina infatti l’incremento, nello stesso periodo e grazie al riordino della tassazione, è sensibilmente inferiore e pari al +2,7%. Un litro di gasolio costa così oggi 48,7 centesimi di euro in più rispetto alla Pasqua dello scorso anno, pari ad un aggravio da +24,35 euro a pieno, mentre per la benzina, che lo scorso anno costava 1,716 euro al litro e oggi costa 1,763 euro/litro, la maggiore spesa è di +2,35 euro a pieno – calcola il Codacons. 

Se si considera che nella settimana di Pasqua, secondo i dati ufficiali dei gestori stradali, circoleranno 60 milioni di veicoli, e che di questi – secondo gli ultimi dati sul parco veicolare italiano - circa il 40% è alimentato a gasolio, e il 41,4% a benzina, la stangata sui rifornimenti raggiunge livelli monstre: +1,28 miliardi di euro rispetto la Pasqua del 2025, nell’ipotesi di una media di due pieni ad autovettura nell’intero periodo delle festività. 

Le famiglie che possiedono una autovettura a gasolio sono quelle che pagheranno maggiormente il conto dei rincari di Pasqua, avverte il Codacons, spiegando che su tale tipologia di carburanti pesa infatti sia l’effetto Iran, che influisce più sui prezzi del diesel rispetto alla benzina, sia la maggiore tassazione introdotta lo scorso gennaio dal governo per riallineare le accise. 

 

"Il gasolio supera i 2,1 euro al litro in tutta Italia. Anche le poche regioni che ieri mancavano all'appello, oggi hanno superato quel limite. Ecco perché, inascoltati, eravamo stati, purtroppo gli unici, a chiedere, in deroga all'allineamento delle accise chiesto dall'Europa, un taglio delle accise diversificato tra benzina e gasolio", commenta Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori. 

"Unica buona notizia di oggi è che le autostrade, grazie all'accordo Aiscat-Mit, perdono per la prima volta il primato del gasolio più caro. Conservano ancora quello della benzina, anche se sono gli unici ad aver ridotto i prezzi da ieri a oggi con un calo di 55 cent rispetto a ieri per un pieno di 50 litri. Il gasolio più caro d'Italia oggi si vende a Bolzano, poi Calabria e poi Liguria" conclude Dona. 

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Categoria: economia

10:51

Giulia Valentina mamma per la seconda volta, l'annuncio

(Adnkronos) - Giulia Valentina è diventata mamma per la seconda volta. Lo ha annunciato l'influencer sul suo profilo social senza però svelare il nome della neonata, ma alcuni dettagli lasciano intuire che si tratti di una femminuccia.  

"Fatta", ha scritto a corredo di alcuni scatti che la ritraggono in ospedale accanto al compagno e papà della neonata. La stessa descrizione l'influencer l'aveva utilizzata in occasione della nascita del primo bambino, avvenuta a novembre del 2024. "Fatto", aveva scritto in quel caso.  

 

Dopo la fine della storia con Fedez, durata dal 2013 al 2016, l'influencer ha sempre mantenuto massimo riserbo sulla sua vita sentimentale e privata. Anche in questa occasione infatti non ha svelato ulteriori dettagli oltre alla nascita o al compagno. L'influencer aveva annunciato il 22 novembre 2025 di essere incinta per la seconda volta, a circa un anno dalla nascita del primo figlio.  

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Categoria: spettacoli

10:37

Diritti umani, Giornata Internazionale contro le mine: Anvcg chiede la protezione dei civili

(Adnkronos) - In occasione della Giornata Internazionale per l'azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi, l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra richiama l'attenzione per eliminare l'uso delle mine antipersona e sul rispetto del Diritto internazionale umanitario, oggi sempre più minacciato dalle tensioni geopolitiche globali. Secondo il Landmine Monitor Report 2025, sono almeno 57 gli Stati e le aree del mondo contaminati da mine antipersona. Nel 2024 sono state registrate almeno 6.279 vittime di mine e ordigni inesplosi, di cui il 90% sono civili e il 46% sono bambini. Si tratta di ordigni che espongono le popolazioni a rischi duraturi e violano apertamente i principi di umanità e distinzione stabiliti dal Diritto internazionale umanitario. Coloro che sopravvivono alle esplosioni, che possono colpire sia i militari sia i civili, subiscono traumi e lesioni permanenti che segnano per la vita. 

Questi dati sono confermati dalla ricerca sugli effetti delle armi esplosive presentata dall'Anvcg il 1° febbraio scorso in occasione della Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo. L'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra si unisce all'appello di Campagna Italiana contro le mine per chiedere agli Stati che non l'hanno ancora fatto di aderire alla Convenzione di Ottawa e di destinare risorse adeguate alle operazioni di sminamento e alla protezione dei civili nei territori contaminati. 

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Categoria: cronaca

10:27

Ritrovata la viola rubata al fratello di Prodi, denunciato un minorenne

(Adnkronos) - Una viola del valore di 40mila euro, rubata al fratello di Romano Prodi, è stata ritrovata dai carabinieri di Bibbiano nell'ambito di un'indagine avviata a seguito di un furto avvenuto in un parcheggio di un centro abitato della Val d’Enza, nel reggiano.  

La vittima, una signora di 77 anni, era stata avvicinata mentre si trovava a bordo della propria auto: con la scusa di chiedere indicazioni stradali per Montecchio Emilia, un ragazzo l’aveva distratta permettendo al complice di aprire la portiera del lato passeggero e portarle via la borsa. Pochi minuti dopo, gli autori avevano già effettuato un prelievo di 1.000 euro allo sportello bancomat di un istituto bancario nonché un pagamento pos in un distributore di carburante del reggiano. L’attività investigativa, mirata a rintracciare gli autori del furto, ha permesso ai militari di rintracciare un giovane immortalato dalle telecamere dell’Atm durante il prelievo dei contanti.  

La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, concordando con le risultanze investigative dei carabinieri, ha quindi emesso un decreto di perquisizione a carico del ragazzo. Sequestrati capi di abbigliamento identici a quelli usati per il prelievo. Nel corso della perquisizione i militari hanno poi ritrovato una viola completa di doppio archetto del valore di circa 40.000 euro che era stata rubata a qualche ora prima a Montecchio Emilia ai danni del fratello dell'ex Premier Romano Prodi, che ne aveva denunciato il furto ai carabinieri di Bologna Navile. Oltre al prezioso strumento musicale, nell’abitazione del minore sono stati trovati un soffiatore professionale, una motosega, uno smartphone privo di sim card la cui presuntiva provenienza furtiva è al vaglio. Alla luce dei fatti il ragazzo è stato denunciato per indebito utilizzo di carte di credito e ricettazione, mentre la viola è stata restituita al legittimo proprietario. 

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Categoria: cronaca

10:22

Verissimo, Giovanni Allevi ospite oggi: il racconto del mieloma multiplo

(Adnkronos) - Giovanni Allevi sarà ospite oggi, sabato 4 aprile, a Verissimo dove parlerà della sua battaglia contro la malattia. Il pianista e compositore ha dovuto affrontare sfide personali in questi ultimi anni, da quando nel 2022 gli è stato diagnosticato un mieloma, un tumore del sangue che gli è costato uno stop forzato.  

Giovanni Allevi è un pianista, compositore, direttore d’orchestra e scrittore. È nato il 9 aprile del 1969 ad Ascoli Piceno. Dopo il diploma in pianoforte al conservatorio Morlacchi a Perugia e quello in composizione al Verdi di Milano, si è laureato in filosofia all’Università di Macerata e successivamente ha frequentato l'Accademia Internazionale di Alto Perfezionamento di Arezzo.  

Nel 2023 ha ricevuto la laurea honoris causa in Filosofia dall'Università degli Studi di Macerata. Allevi ha ottenuto successi in tutto il mondo: negli anni ha collaborato con diversi artisti di calibro internazionale, vincendo anche diversi premi musicali. 

 

Giovanni Allevi è sposato con Nada Bernardo, sua manager, e dal loro amore sono nati due figli, Giorgio e Leonardo. 

Il compositore non ha mai nascosto di essere affetto da Sindrome di Asperger e ha dichiarato in passato di aver sofferto di attacchi di panico. Nel 2022 ha annunciato, con un post condiviso su Instagram, di avere un mieloma multiplo, un tumore che colpisce un tipo particolare di cellule del midollo osseo. La malattia lo ha costretto ad allontanarsi dalla scena musicale per dedicarsi alle cure.  

Tuttavia, Allevi ha continuato a comporre, ispirandosi alle sue esperienze personali. Durante la terapia, nel febbraio del 2024 Giovanni Allevi è stato ospite al Festival di Sanremo, dove è stato protagonista della seconda serata con un'esibizione al pianoforte e un monologo sulla malattia. 

 

"Il 2 giugno del 2022 ero a Vienna - ha raccontato il compositore ospite a Verissimo lo scoso 18 marzo - avevo la febbre da diversi giorni ma soprattutto un terribile mal di schiena. Così intenso, che durante quel concerto, io non riuscì ad alzarmi davanti al pubblico che stava applaudendo per me". Poi, due settimane dopo la diagnosi: "È bastata una diagnosi del sangue e una lastra per capire che quello non era solo un mal di schiena, ma il sintomo di una malattia grave che si era protratta in avanti, ossia il mieloma multiplo".  

"Avevo metastasi ossee in tutto il corpo: al femore, al bacino, al cranio. Mi è tremata la terra sotto ai piedi", ha aggiunto Giovanni Allevi. Il compositore ha parlato del percorso di chemioterapia, che ha definito un'esperienza "forte": "Ti troverai i capelli sul cuscino", mi avevano detto. Un giorno, ha raccontato Allevi, "mi svegliai con la testa che mi bruciava tantissimo. E mi caddero tutti i capelli, in una volta sola. Ero calvo, ma non mi sono impressionato". 

Giovanni Allevi ha ricordato il momento più difficile vissuto durante il ricovero in ospedale: "Durante la degenza, dopo la chemioterapia, quando ero ancora sotto effetto di oppioidi, mi alzai una notte per andare in bagno e vidi la mia immagine riflessa nello specchio, mi sono spaventato perché ho visto lo sguardo completamente vuoto. Allora non sapevo ancora se le terapie avrebbero fatto effetto. Vivevo in bilico tra la vita e la morte". 

 

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Categoria: spettacoli

10:21

Catturato il boss Roberto Mazzarella, era tra i quattro latitanti più pericolosi

(Adnkronos) - E' stato catturato il boss Roberto Mazzarella. L'uomo, latitante da un anno, si nascondeva in un resort di lusso. Era ritenuto tra i quattro latitanti più pericolosi: 48 anni, nipote dei capiclan Ciro, Gennaro e Vincenzo, considerato l'attuale capo del potente clan di camorra che si contende il malaffare a Napoli e provincia.  

I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale Antimafia, lo hanno catturato oggi, al termine di un'indagine durata un anno. Era stato inserito dal Ministero dell'Interno tra i latitanti di massima pericolosità ed era ricercato per l'omicidio di un innocente. Questa notte la cattura del 48enne. Il latitante è stato individuato in una villa di pregio a Vietri, in costiera amalfitana e all’atto dell’arresto non ha opposto resistenza. Era in compagnia della moglie e i due figli. Sfuggito alla cattura il 24 gennaio 2025, Roberto Mazzarella era ricercato da un anno: formalmente latitante dal 28 gennaio, il 18 aprile 2025 il Tribunale di Napoli ha emesso il mandato di arresto europeo. Mazzarella è accusato di essere il mandante dell'omicidio di Antonio Maione, ucciso per una vendetta trasversale il 15 settembre 2000 in una salumeria di San Giovanni a Teduccio, Napoli Est. 

Insieme ai carabinieri del nucleo investigativo, a partecipare alle operazioni lo Squadrone “Cacciatori di Calabria”, le Api del gruppo di Napoli nonché la motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno che monitorava le acque circostanti. Nel resort di lusso i carabinieri hanno rinvenuto 3 orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, alcuni documenti falsi, cellulari, smartphone e manoscritti relativi ad una verosimile contabilità sui quali ci saranno accertamenti. 

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Categoria: cronaca

10:20

Verissimo, sabato 4 aprile: gli ospiti e le interviste di oggi

(Adnkronos) - Torna Silvia Toffanin con un nuovo doppio appuntamento di Verissimo oggi, sabato 4 aprile, e domani, domenica 5 aprile. Da Giovanni Allevi al ricordo di Enrica Bonaccorti con la figlia Verdiana, ecco tutte le interviste del weekend. 

A Verissimo, il talento, l’umanità e la poesia di un orgoglio tutto italiano della musica: Giovanni Allevi. Dalle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina la storia di una coppia nello sport e nella vita: i pattinatori Charlene Guignard e Marco Fabbri. 

In studio anche Gökçe Eyüboğlu, l’attrice che interpreta il personaggio di Ceyda nella serie di Canale 5 'La forza di una donna'. Inoltre, sarà ospite, con la sua esperienza e insegnamenti, Don Marco Pozza, parroco del carcere Due Palazzi di Padova e scrittore, in libreria con 'Il miele e le cipolle'. 

Infine, spazio al percorso di Simone, ultimo eliminato del serale di 'Amici' e alla storia della iena Veronica Ruggeri. 

  

A Verissimo, le emozioni e la carriera di Federica Brignone, culminata ai recenti Giochi Olimpici Invernali con due medaglie d’oro, conquistate a soli dieci mesi dal suo gravissimo infortunio. 

Per ricordare Enrica Bonaccorti, grande signora della tv, scomparsa lo scorso 12 marzo, sarà in studio con il suo racconto e commozione, la figlia Verdiana. 

E ancora, saranno ospiti i prof del talent di Maria De Filippi Anna Pettinelli ed Emanuel Lo, il super campione di rugby Tommaso Menoncello e Iva Zanicchi. 

Infine, a un anno dalla morte di Ilaria Sula, uccisa a coltellate dall’ex fidanzato Mark Samson, saranno in studio i genitori della ragazza Gezime e Flamur. 

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Categoria: spettacoli

10:14

Belve, in arrivo la nuova stagione: ecco quando e i primi ospiti

(Adnkronos) - Torna 'Belve', il programma cult della televisione italiana ideato e condotto da Francesca Fagnani, con la settima stagione. Ogni martedì dal 7 aprile in prima serata alle 21.20 su Rai 2 e on demand su Raiplay e Disney+. Ospiti della prima puntata: Amanda Lear, Micaela Ramazzotti e Zeudi Di Palma.  

Tornano i faccia a faccia di Francesca Fagnani in cui la giornalista si confronta, senza sconti, con personaggi del mondo dello spettacolo, del costume e della cronaca. Ospiti diversi che saranno disposti a mettersi in gioco e a rispondere alle domande chiare, dirette e spesso irriverenti della conduttrice.  

Da quest’anno in onda i provini di Belve: persone comuni siederanno sullo sgabello intervistate da Francesca Fagnani. Non mancherà, come di consueto, la sigla di chiusura con tutti i fuori onda degli ospiti, diventato nel corso degli anni uno dei momenti più attesi dal pubblico. 

L’appuntamento con Belve è per il 7 aprile in prima serata su Rai 2 e on demand su RaiPlay e Disney +.  

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Categoria: spettacoli

09:56

Tragedia nei campi, bracciante 29enne si impicca a Torretta Antonacci

(Adnkronos) - Morto impiccato a 29 anni, in una baracca nel ghetto di Torretta Antonacci, il bracciante agricolo Alagie Singathe. A denunciarlo è Matteo Bellegoni, capo dipartimento Politiche migratorie e legalità della Flai, che evidenzia la condizione dei lavoratori sfruttati e vittime di caporalato dopo il suicidio avvenuto ieri pomeriggio. 

“Non è una questione privata, ma l’ennesima morte politica nell’Italia e nell’Europa dei diritti traditi. Impiccarsi a 29 anni in una baracca dentro un ghetto è un’atto d’accusa contro una legislazione che colpevolizza chi migra”, spiega Bellegoni, che continua: “C’è una similitudine brutale che si consuma nei campi. Da un lato, il pomodoro: colto, schiacciato, spremuto fino a diventare polpa pronta per il consumo. Dall'altro, la vita di chi quel frutto lo ha raccolto: vite spremute con brutale ferocia, svuotate di dignità e diritti, condotte fino alla soglia dell’annientamento", attacca il sindacalista.  

La tragedia del giovane bracciante si consuma in un contesto territoriale devastato dalle recenti piogge. Le baracche sono travolte da fiumi di fango, la vita diventa lotta alla sopravvivenza. Dal Gargano al Salento, la Puglia agricola è sommersa: uliveti, vigneti e ortaggi sono compromessi, mettendo a rischio il sistema produttivo e la sicurezza di chi vive e lavora in condizioni precarie, afferma. 

"Torretta Antonacci è oggi il simbolo di una doppia fragilità: quella di un territorio non curato e quella di un’umanità calpestata," sottolinea Antonio Ligorio Segretario Generale della Flai Puglia, che senza mezzi termini chiede responsabilità precise: “Non accetteremo più il silenzio o la retorica della fatalità. È necessario un impegno chiaro per dire, una volta per tutte: mai più ghetti. Non è più accettabile parlare di fatalità quando da anni denunciamo condizioni di vita disumane nei ghetti agricoli, senza che ci sia stata una reale volontà di intervenire. Quelle denunce sono rimaste inascoltate”. 

La Flai continua denunciare il mancato stanziamento dei fondi del pnrr, di oltre 200 milioni di euro previsti per superare i ghetti, che avrebbero potuto salvare la vita di Alagie e di tutti i braccianti che quotidianamente raccolgono il cibo che arriva anche sulle tavole imbandite di chi vorrebbe rendere permanente la loro condizione di invisibilità. 

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Categoria: economia

09:23

E' morto Vittorio Messori, addio allo scrittore cattolico più famoso al mondo con 'Ipotesi su Gesù'

(Adnkronos) - Lo scrittore e giornalista Vittorio Messori, il più noto apologeta cattolico del secondo Novecento, che con il libro "Ipotesi su Gesù" (Sei, 1976) portò il cristianesimo al centro del dibattito culturale italiano e internazionale, è morto all'età di 84 anni nella sua casa di Desenzano sul Garda (Brescia).  

"Il suo cuore si è spento alle ore 21.45 di Venerdì Santo", ha annunciato all'Adnkronos Rosalia Bontà, assistente personale di Messori. Da anni Messori viveva con un pacemaker e fatale è stato un attacco cardiaco. La moglie dello scrittore, anche lei giornalista e scrittrice, Rosanna. Brichetti, era morta quattro anni fa, nel giorno di Sabato Santo.  

Intellettuale indipendente, appartato, refrattario alle mode. Messori ha attraversato più di mezzo secolo di vita ecclesiale e civile interrogando il rapporto tra ragione, storia e rivelazione. E' stato il primo giornalista a intervistare un prefetto dell'ex Sant'Uffizio, all'epoca il cardinale Joseph Ratzinger ("Rapporto sulla fede", Edizioni San Paolo, 1985), e il primo e unico a scrivere un libro-intervista con Giovanni Paolo II ("Varcare la soglia della speranza", Mondadori, 1994), che è stato tra i maggiori bestseller della storia editoriale.  

 

Vittorio Messori era nato a Sassuolo (Modena) il 16 aprile 1941, in una famiglia segnata dall'anticlericalismo tipico dell'Emilia dell'epoca. Dopo la Seconda guerra mondiale, la famiglia si trasferì a Torino, dove Messori frequentò il liceo classico D'Azeglio prima di iscriversi a Scienze Politiche all’Università di Torino. Qui fu allievo di Luigi Firpo e Norberto Bobbio. La sua formazione razionalista e agnostica culminò nel 1965 con la laurea in Storia del Risorgimento, discussa con Galante Garrone, Bobbio e Firpo. Tutto cambiò nel luglio del 1964, quando una lettura intensa dei Vangeli lo condusse alla conversione al cattolicesimo, esperienza che segnò profondamente la sua vita e orientò la sua ricerca intellettuale, volta a conciliare ragione e fede. Messori iniziò la carriera giornalistica presso la casa editrice Sei dei Salesiani, passando dalla redazione all'ufficio stampa. Nel 1970 approdò a "Stampa Sera", occupandosi inizialmente di cronaca nera e poi di cronaca bianca. Su invito del direttore de "La Stampa", Arrigo Levi, partecipò nel 1975 al gruppo fondatore del settimanale "Tuttolibri", continuando nel frattempo gli studi sulle origini del cristianesimo, che lo portarono a pubblicare "Ipotesi su Gesù" (Sei, 1976), un libro che ha superato il milione di copie in Italia ed è stato tradotto in 22 lingue. 

Timoroso della notorietà, Messori si ritirò per alcuni mesi nel Monferrato, dedicandosi alla meditazione e allo studio. Nel 1978 lasciò "La Stampa" per fondare il mensile "Jesus" (1979), edito dalle Edizioni San Paolo, che divenne un laboratorio di dialogo tra credenti e non credenti. Da questa esperienza nacquero libri di successo come "Inchiesta sul cristianesimo" (Sei, 1987), "Patì sotto Ponzio Pilato?" (Sei) e "Dicono che è risorto" (Sei). 

Pur critico verso il clericalismo, Messori difendeva la Chiesa, definendosi portatore di un "anticlericalismo cattolico" che rivendica libertà di giudizio e autonomia intellettuale. Fin dal primo numero di "Jesus", avviò riflessioni sulla fede attraverso dialoghi su Gesù, confrontando credenti, agnostici e atei. Nonostante le pressioni degli editori laici, privilegiò la continuità della sua ricerca sulla verità evangelica, culminata nel 1982 con "Scommessa sulla morte" (Sei), un libro che sfidava società e Chiesa a confrontarsi con la morte e la resurrezione come speranza universale. 

Negli anni successivi si concentrò sulla Chiesa, ottenendo un'intervista straordinaria con il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, da cui nacque "Rapporto sulla fede" (Edizioni San Paolo, 1985), anticipato su "Jesus" e tradotto in diverse lingue. L'opera suscitò scandalo e critiche da ambienti clericali progressisti, ma consolidò la reputazione di Messori come giornalista indipendente e rigoroso nella riflessione sulla dottrina cattolica. 

A fine agosto 1990, appena trasferitosi a Desenzano, Messori fu protagonista di una clamorosa polemica mediatica dopo la presentazione al Meeting di Rimini della biografia del beato Francesco Faà di Bruno, 'Un italiano serio' (Edizioni Paoline). Gli venne attribuita una frase in cui evocava un "tribunale di Norimberga" per figure del Risorgimento come Cavour, Garibaldi e Mazzini. 

Nel frattempo, dal 1987, collaborava con "Avvenire", firmando la rubrica "Vivaio". Ispirandosi a Giovanni Papini, raccolse riflessioni e appunti che confluirono in numerosi libri, con l'obiettivo di analizzare l'attualità alla luce della fede, partendo dalla cronaca per "andare verso Dio". Nel 1992 pubblicò un volume di quasi 700 pagine che raccoglieva 289 capitoli di "Vivaio" (Edizioni San Paolo). Da questa rubrica nacquero poi "Pensare la storia" (Edizioni San Paolo, 1992), seguito da "La sfida della fede" (Edizioni San Paolo, 1993) e "Le cose della vita" (Edizioni San Paolo, 1995). 

All’inizio del 1994 Messori pubblicò "Opus Dei. Un'indagine" (Mondadori), un'inchiesta volta a sfatare le leggende negative sulla "Obra". L'autore ebbe accesso a documenti interni e università legate all'istituzione fondata da san Josemaría Escrivá de Balaguer, sostenendo la falsità delle accuse. 

Parallelamente realizzò la prima intervista moderna a un pontefice, Giovanni Paolo II, in occasione dei quindici anni di pontificato. Il libro risultante, "Varcare la soglia della speranza" (Mondadori, 1994), affrontava le basi della fede, il rapporto con le altre religioni e il futuro del Vangelo, e valse a Messori il Premio internazionale medaglia d'oro al merito della cultura cattolica. 

Negli anni successivi rilanciò l'apologetica cattolica con opere come "Qualche ragione per credere" (Edizioni San Paolo, 1997), un'intervista sui temi classici della fede: Dio, Cristo e la Chiesa. Si occupò anche delle apparizioni mariane, con documentari e libri come "Il miracolo" (Rizzoli, 1998), dedicato alla presunta ricrescita di una gamba a Calanda, ricevendo riconoscimenti spagnoli. Nel 2001 uscì "Gli occhi di Maria" (Rizzoli), scritto con Rino Cammilleri, dedicato alle apparizioni mariane. Nel 2002 pubblicò "Conversione. Una storia personale" (Mondadori), scritto con Leonardo Mondadori, sul percorso di fede dell'editore. Nel 2003 si trasferì a "Il Timone", dove riprese "Vivaio" e mantenne un costante impegno nella pubblicistica cattolica. 

Nel 2004, insieme ad Aldo Cazzullo, pubblicò "Il mistero di Torino" (Mondadori), un'indagine sui simboli religiosi e civili della città. Nel 2005 uscì "Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX" (Mondadori), sul caso Edgardo Mortara, e "Ipotesi su Maria" (Edizioni Ares), ampliando le riflessioni sulle apparizioni mariane. Il libro sul caso Mortara suscitò dibattito per la difesa delle leggi pontificie che permisero la sottrazione del bambino alla famiglia. 

Dal 2006 raccolse in "Emporio cattolico" (Sugarco) i suoi scritti pubblicati tra il 2001 e il 2004, completando il ciclo dei Vivai. Nel 2008 pubblicò "Perché credo" (Piemme), un'intervista con Andrea Tornielli, e scrisse un ritratto di papa Benedetto XVI per "Time". Dal 2010 al 2012 fu direttore editoriale de La Bussola Quotidiana. 

Nel 2012 uscì "Bernadette non ci ha ingannati" (Mondadori), nel 2018 "Quando il cielo ci fa segno. Piccoli misteri quotidiani" (Mondadori), in cui racconta segni interpretati alla luce della fede. Nel 2021 uscì "La Luce e le tenebre. Riflessioni fra storia, ideologie e apologetica" (Sugarco), raccolta di articoli principalmente pubblicati su "Il Timone". La vita privata di Messori è stata segnata dalla scomparsa, nel 2022, della moglie Rosanna Brichetti Messori, autrice di "Una fede in due. La mia vita con Vittorio" (Edizioni Ares, 2018). Dopo la sua scomparsa, la salute di Messori è andata declinando. (di Paolo Martini) 

 

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Categoria: cultura

09:19

Trump in pressing per riaprire il carcere di Alcatraz, tycoon chiede al Congresso 152 milioni

(Adnkronos) - Più di 150 milioni di dollari per riaprire il famigerato carcere di Alcatraz. Donald Trump chiede al Congresso di stanziare 152 milioni di dollari per coprire i costi del primo anno di riapertura come struttura di massima sicurezza, ha riportato la Cnn. I fondi, richiesti nel quadro della proposta di bilancio per l'anno fiscale 2027 resa nota nelle ultime ore dalla Casa Bianca, farebbero parte di un importo più consistente di 1,7 miliardi di dollari proposto per l'Amministrazione penitenziaria per migliorare stipendi e condizioni di lavoro.  

Trump ha detto da tempo di voler riattivare quella che oggi è una meta turistica, dopo la chiusura avvenuta più di 60 anni fa. Ogni anno, secondo la rete americana, attrae circa 1,2 milioni di visitatori. 

Intanto, il 22 agosto scorso, la giudice federale della corte distrettuale della Florida del sud, Kathleen Williams, ha ordinato la chiusura di 'Alligator Alcatraz', la struttura detentiva messa in piedi in pochi giorni lo scorso giugno dall'Amministrazione Trump dove si trovavano 700 migranti detenuti in condizioni giudicate dai critici gravissime. 

 

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Categoria: internazionale/esteri