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06:52
Dl fisco tra Parlamento e tavolo Mimit, imprese in pressing per le modifiche
(Adnkronos) - E' atteso oggi in Senato l'approdo del decreto fiscale varato la scorsa settimana dal governo. I senatori della commissione Finanze chiamata ad esaminare il provvedimento non si sbilanciano ancora sugli eventuali correttivi di un provvedimento che mercoledì sarà anche al centro del confronto tra il Mimit e le categorie produttive sul piede di guerra per i tagli al Piano Transizione 5.0.
A criticare la scure sulle risorse Confindustria e poi a seguire la gran parte delle confederazioni, preoccupate in primis per il taglio del credito d'imposta che colpisce le imprese 'esodate' cioè quelle che avevano regolarmente presentato la comunicazione di oltre 7.400 investimenti ma erano rimaste a bocca asciutta per l'esaurimento delle risorse e quindi messe in lista d'attesa. Il bonus per loro si ferma al 35% dell'investimento in soli beni strumentali; esclusi invece gli investimenti in impianti fotovoltaici ad alta efficienza iscritti nel registro Enea, cioè quelli che che le norme precedenti incentivavano ad acquistare.
Un taglio, quello delle risorse, dovuto all'esigenza dell'esecutivo di fare quadrare i conti in una fase di aumentata incertezza per la guerra in Medio Oriente e le conseguenti impennate del petrolio. Ma qualche spiraglio dovrebbe però aprirsi al tavolo di confronto a Palazzo PIacentini il cui obiettivo è quello di valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive.
Ad ogni modo quello che emerge è che - complici le conseguenze economiche della guerra contro l'Iran - il dl rivede alcune norme della Legge di Bilancio, a tre mesi dalla sua entrata in vigore: cambia il bonus per le imprese, differisce al primo luglio la tassa da 2 euro sui pacchi di valore entro i 150 euro in arrivo dai Paesi extra Ue e, tra le modifiche principali, annulla la stretta sulla tassazione dei dividendi incassati e sulle plusvalenze realizzate da cessioni da partecipazioni ripristinando lo schema pre-manovra.
Già nel nel fine settimana il dl è stato al centro degli strali delle principali confederazioni, con Confidustria in testa, ma le critiche sono continuate anche ieri. Confindustria Moda ha espresso "forte preoccupazione per quanto emerso a seguito delle recenti modifiche al Piano Transizione 5.0 contenute nel decreto fiscale, che intervengono penalizzando retroattivamente le imprese che avevano già programmato e realizzato investimenti sulla base di regole definite". Stesso allarme da Confagricoltura che parla di modifiche penalizzanti auspicando che "il tavolo di confronto convocato dal Mimit porti a misure concrete di supporto alle imprese agricole".

Categoria: economia
06:39
Trump, minaccia finale all'Iran: "Se non c'è accordo distruggiamo centrali elettriche e pozzi di petrolio"
(Adnkronos) - Il dialogo con l'Iran prosegue, ma l'ipotesi di un attacco devastante incombe. Donald Trump e gli Stati Uniti continuano a viaggiare sul doppio binario nella guerra iniziata il 28 febbraio e ancora lontana da un epilogo. Il presidente americano ha fissato la deadline al 6 aprile: fino a quel giorno, nessun attacco contro le infrastrutture energetiche della Repubblica islamica.
Se nell'arco della prossima settimana non si raggiungerà un accordo, con la riapertura dello Stretto di Hormuz paralizzato da Teheran, gli Usa passeranno all'azione, annuncia Trump prospettando una svolta durissima. La chiusura di Hormuz, ormai da settimane, blocca il 20% del traffico mondiale di petrolio con conseguenze sull'aumento dei prezzi del greggio e dei carburanti in molti paesi, Italia compresa.
"Gli Stati Uniti d’America sono in serie trattative con un nuovo regime, più ragionevole, per porre fine alle nostre operazioni militari in Iran. Sono stati compiuti grandi progressi ma, se per qualsiasi motivo non si raggiungerà presto un accordo, cosa che probabilmente avverrà, e se lo Stretto di Hormuz non sarà immediatamente 'aperto al commercio', concluderemo la nostra 'piacevole permanenza' in Iran facendo esplodere e distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (e forse anche tutti gli impianti di desalinizzazione!), che finora abbiamo volutamente lasciato intatti", scrive il presidente in un post 'programmatico' su Truth.
Sullo sfondo, rimane l'opzione di un'operazione di terra. Gli Stati Uniti hanno appena trasferito in Medio Oriente almeno 2500 Marines con il gruppo anfibio USS Tripoli. Nella regione, sono presenti anche 1000 paracadutisti: tutti elementi che potrebbero essere utilizzati in blitz per obiettivi specifici. Secondo il Wall Street Journal, in particolare, Trump starebbe valutando un'operazione militare per sequestrare quasi 454 kg di uranio arricchito dall'Iran. Teheran è in possesso di quasi mezza tonnellata di uranio arricchito al 60%: al processo manca lo step per arrivare alla soglia del 90%, necessaria per utilizzare il materiale in ambito militare. Secondo Steve Witkoff, inviato speciale di Trump e interlocutore del regime iraniano nei negoziati, la quantità sarebbe sufficiente per produrre 11 armi nucleari.
Nella lista degli obiettivi di Trump c'è anche l'oro nero. Il presidente degli Stati Uniti si espone in maniera chiara: "Ad essere sincero, la cosa che preferisco è estrarre petrolio dall'Iran, ma alcune persone stupide negli Stati Uniti mi chiedono: 'Perché lo fai?' Ma sono persone stupide", dice al Financial Times.
Per arrivare a dama, potrebbe essere necessario acquisire il controllo dell'isola di Kharg, cuore del sistema petrolifero iraniano: "Forse conquisteremo l'isola di Kharg, forse no. Abbiamo molte opzioni. Significherebbe anche che dovremmo rimanere lì per un po' di tempo", dice suggerendo l'ipotesi di una campagna più lunga rispetto alle 4-6 settimane finora preventivate dalla Casa Bianca. Come evidenzia la Cnn, un'azione sull'isola esporrebbe i soldati americani alle ondate di droni e missili che l'Iran continua a lanciare. Trump, però, non sembra considerare il rischio: "Non credo che abbiano alcuna difesa. Potremmo conquistare l'isola molto facilmente". "Le capacità di attacchi con missili e droni sono state ridotte del 90% rispetto all'inizio dell'operazione", dice la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Il quadro delineato da Trump contrasta con quello che, pubblicamente, viene tratteggiato da Teheran. Al di là delle minacce di attacchi devastanti, il presidente americano continua a parlare di negoziati che "procedono bene". "Le richieste che ci sono state trasmesse sono state per lo più irragionevoli ed eccessive", è la posizione, immutata da giorni, che propone l'Iran.
"Non abbiamo avuto alcun negoziato diretto con gli Stati Uniti ma solo messaggi ricevuti tramite intermediari sulla volontà americana di negoziare", dice il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, nel corso di una conferenza stampa riportata dall’agenzia Tasnim. "La nostra posizione è chiara, a differenza dell'altra parte che cambia continuamente posizione: sappiamo bene quale sia il nostro quadro di riferimento. L'Iran non ha iniziato questa guerra ma è stato oggetto di un'aggressione. Tutti i nostri sforzi sono concentrati sulla difesa del Paese. Abbiamo già vissuto esperienze simili e non dimenticheremo il tradimento della diplomazia, avvenuto due volte in meno di un anno".
La distanza appare evidente anche quando si parla della stretta attualità relativa allo Stretto di Hormuz. Trump, con affermazioni non confermate dall'Iran, afferma che Teheran autorizzerà il transito di 20 petroliere "come segno di rispetto". Nelle stesse ore, però, nel parlamento iraniano approda il disegno di legge per introdurre un 'pedaggio' sul transito navale nello Stretto, come riferisce l'agenzia di stampa Isna.
La proposta, denominata 'Legge di azione strategica per la pace e lo sviluppo sostenibile della regione del Golfo Persico', sarà esaminata con procedura d'urgenza. Il testo, spiega Alireza Salimi, membro dell'ufficio di presidenza del Parlamento, si articola in quattro capitoli: sicurezza marittima, imposizione di tariffe per l'inquinamento ambientale, pagamento dei servizi di pilotaggio e istituzione di un fondo per lo sviluppo regionale. Il presidente del Parlamento è Mohammed Ghalibaf, uno dei leader che Trump definisce "molto ragionevoli". E' davvero disposto a collaborare con Washington? "Lo scopriremo presto. Ve lo farò sapere tra circa una settimana", dice il presidente americano. La risposta durissima potrebbe arrivare dopo il 6 aprile.

Categoria: internazionale/esteri
00:19
Gf Vip, caos tra le donne: tutti contro Ibiza Altea. Cosa è successo
(Adnkronos) - Ibiza Altea contro tutti nella Casa del Grande Fratello. In particolare, nel corso della settimana è nato un acceso scontro tra la concorrente e Antonella Elia, che si è protratto per giorni a seguito di alcune dichiarazioni della concorrente nei confronti di Blu Barbara. Nella puntata di questa sera, lunedì 30 marzo, le protagoniste hanno avuto modo di confrontarsi.
Secondo Elia, Altea avrebbe assunto atteggiamenti offensivi e giudicanti nei confronti delle altre donne dentro la Casa arrivando ad etichettarle come “facili”. A prendere parola è stata anche Blu Barbara che ha contestato duramente le parole ricevute: “Questo è un livello bassissimo della televisione, tu mi hai offesa nell’animo, hai offeso la mia famiglia e il mio fidanzato”.
Ibiza Altea ha provato a giustificarsi: “Sono anni che vengo sessualizzata, quindi so bene cosa significa. Sono una madre e sono una donna, io ho provato a scusarmi ma voi non volete credermi”.
La concorrente si è detta dispiaciuta e ha aggiunto: “Da donna che ha subito questi commenti per tutta la vita, mi dispiace di aver detto questa frase. Ho dato un’immagine di te che non te la meriti”.

Categoria: spettacoli
00:07
Governo allontana ipotesi voto anticipato, sul tavolo di Meloni resta il nodo rimpasto
(Adnkronos) - Nessuno lo auspica, nessuno lo dice apertamente, nessuno lo vuole davvero. Eppure, tra i corridoi della politica, lo spettro del voto anticipato continua ad aleggiare su questa fase finale della legislatura, ormai entrata nel suo quarto anno e scossa dalle turbolenze seguite alla vittoria del No al referendum sulla giustizia. Un’ipotesi che resta sullo sfondo, alimentata più dai sussurri che da prese di posizione ufficiali, e che i vertici della maggioranza si affrettano a disinnescare. La linea, almeno pubblicamente, è compatta: andare avanti.
“Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana", taglia corto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Gli fa eco l’altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, che assicura: "Il governo tira dritto e arriva a fine legislatura senza nessun dubbio e senza nessun tentennamento”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che lega ogni scenario politico al contesto internazionale: “Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana”, ribadisce in un’intervista a La Repubblica. E da Bruxelles, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida osserva come “non siano proprio in tantissimi a chiedere” il ritorno alle urne, “nemmeno tra le opposizioni”.
Dietro le quinte, però, il tema resta sensibile. Anche perché la maggioranza è ancora alle prese con gli strascichi politici delle dimissioni di Daniela Santanchè dal ministero del Turismo e con le inevitabili riflessioni sugli equilibri interni all’esecutivo.
È in questo contesto che interviene Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, mettendo un punto fermo: “Escludo che ci sia un’interruzione anticipata dell’attuale governo Meloni”.
Più sfumata, invece, la partita del possibile rimpasto, che resta sullo sfondo. “Può essere che arrivi un ministro al Turismo, visto che ci sono state le dimissioni. Non abbiamo mai messo bandierine, vedremo: lo nominerà il Presidente della Repubblica, sentito il Presidente del Consiglio, come prevede la Costituzione. Fare da parte mia qualsiasi altra riflessione sarebbe scorretto e una sgrammaticatura istituzionale”, chiarisce Donzelli.
Allo stesso tempo, Fratelli d’Italia respinge l’idea di un passaggio parlamentare per rilanciare l'azione dell’esecutivo: “Non c’è da ridefinire nessuna linea del governo. Le opposizioni chiedono la presenza della Meloni in Parlamento per ogni starnuto. Io credo che debba continuare a fare molto bene quello che sta facendo: il momento internazionale è delicatissimo ed è importante che sia concentrata sui dossier che riguardano gli italiani”.
A rafforzare il messaggio di compattezza arriva anche la Lega. “Piena fiducia in Giorgia Meloni e in tutta la squadra di governo”, scandisce Salvini durante una riunione del partito in via Bellerio a Milano, ribadendo che “la Lega è e sarà sempre leale e responsabile”.
Nel frattempo, da Palazzo Chigi la premier tira dritto sui dossier prioritari, a partire dalla sicurezza. “È in questa direzione che il Governo continuerà a muoversi: più strumenti per garantire sicurezza a tutti e più tutele per chi vuole manifestare pacificamente”, scriveva domenica sui social la premier. Una linea che, nelle intenzioni della maggioranza, serve anche a tenere lontani i fantasmi delle urne anticipate, confinandoli - almeno per ora - nel retroscena della politica.

Categoria: politica
00:06
Venti di burrasca e nevicate anche in collina, scatta allerta gialla in 6 regioni
(Adnkronos) - Venti di burrasca, ma anche freddo e abbondanti nevicate in collina. A finire nella morsa del maltempo è in particolare il Centro-Sud Italia, dove oggi - martedì 31 marzo- è scattata l'allerta gialla in ben 6 regioni.
Come spiega la Protezione civile, un’area di bassa pressione con correnti fredde dai Balcani verso le regioni centro-settentrionali del nostro Paese andrà a determinare un’intensa ventilazione e un marcato calo termico, con diffuse nevicate fino a quote di alta collina sulle aree adriatiche centrali.
Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha quindi emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse.
L’avviso prevede dalle prime ore di oggi venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali su Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio e Molise. Previste, inoltre, diffuse nevicate al di sopra dei 600-800 metri su Abruzzo e Molise, con apporti al suolo da moderati ad abbondanti, specie sui versanti appenninici orientali. Sulla base dei fenomeni in atto e previsti, è stata valutata quindi per la giornata oggi allerta gialla sui territori di Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e su alcuni settori di Campania e Sicilia.

Categoria: cronaca
00:05
Allerta meteo Italia: nuova ondata di pioggia, neve e vento prima di Pasqua
(Adnkronos) - Nuova ondata di maltempo con pioggia, neve e vento in arrivo sull'Italia. "Una massa d’aria fredda polare marittima, scenderà infatti dal Nord Europa verso il Mediterraneo e l’interazione tra queste correnti e le acque ancora relativamente miti dei mari italiani favorirà la formazione di un vortice depressionario responsabile di un deciso peggioramento del tempo soprattutto al Centro-Sud e sulle due Isole Maggiori". Queste le previsioni all'Adnkronos di Mattia Gussoni, meteorologo de 'iLMeteo.it', che evidenzia come "nei giorni successivi il vortice tenderà ad approfondirsi ulteriormente, alimentato dal calore dei mari ancora relativamente miti per la stagione e dal richiamo di correnti meridionali ricche di umidità. Si creeranno così condizioni favorevoli all’intensificazione del sistema, con la possibilità di fenomeni anche estremi".
"Il peggioramento più marcato è atteso tra mercoledì 1 e giovedì 2 aprile, quando si prevedono precipitazioni intense e raffiche di vento molto forti di Grecale e Bora, in particolare lungo il versante tirrenico e adriatico. Le correnti in quota contribuiranno a organizzare ulteriormente il vortice, - prosegue Gussoni - favorendo lo sviluppo di nubifragi specie su Abruzzo, Molise, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia. Sui rilievi del Centro sono attese nevicate anche abbondanti (oltre 70 cm di neve fresca a Roccaraso e Campo Imperatore), con quota neve intorno agli 800-1000 metri".
"Una nota più positiva è attesa nella seconda parte della settimana: dopo questa fase perturbata, infatti, l’alta pressione delle Azzorre tornerà ad espandersi verso l’Italia, riportando condizioni più stabili e ampi spazi soleggiati proprio in prossimità di Pasqua e Pasquetta".
"Sul fronte della stagione sciistica - evidenzia Gussoni - arrivano intanto indicazioni confortanti anche dai comprensori alpini. Secondo i calendari ufficiali, si scierà ancora durante il periodo pasquale in molte località, soprattutto a quote medio-alte. Nel circuito Dolomiti Superski molte località resteranno operative fino a metà mese e, in alcuni casi, anche oltre. Ancora più ampia la disponibilità di impianti aperti in Valle d'Aosta, dove i principali comprensori prolungheranno l’attività fino a fine aprile e inizio maggio. Una conferma che, condizioni meteo permettendo, gli appassionati potranno continuare a sciare anche durante le festività, soprattutto scegliendo le destinazioni d’alta quota".

Categoria: cronaca
00:04
Polizze catastrofali, scatta l'obbligo: dal ristorante all’hotel, ecco come variano i prezzi
(Adnkronos) - Ultima chiamata per le imprese: oggi, 31 marzo 2026, scade il termine per sottoscrivere la polizza catastrofale, l’assicurazione obbligatoria contro i danni da calamità naturali. Ristoranti, hotel, attività turistiche, pesca e acquacoltura devono adeguarsi entro la fine della giornata per proteggersi dai danni e mantenere l’accesso a eventuali contributi pubblici.
L’obbligo riguarda eventi come sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni, mentre fenomeni atmosferici come grandine, trombe d’aria e bombe d’acqua richiedono garanzie aggiuntive.
Ma quanto costa assicurarsi? A fare un punto della situazione ci ha pensato, in collaborazione con Italfinance e Finital, Facile.it. Ecco cosa è emerso.
L’analisi ha evidenziato come i premi annuali siano tutt’altro che proibitivi, soprattutto se paragonati ai benefici. Per calcolare i costi, Facile.it ha elaborato alcune simulazioni prendendo in esame 2 diverse attività commerciali - un ristorante e un hotel - in 3 città campione: Milano, Roma e Palermo.
Per l’attività ristorativa è stato considerato un terreno da 10.000 euro, un fabbricato da 500mila euro con attrezzature industriali e commerciali di valore pari a 150.000 euro ed impianti e macchinari per un valore pari sempre a 150mila euro; con queste caratteristiche, il premio annuale per sottoscrivere un’assicurazione Cat Nat a Milano parte da 272 euro, valore che diventa 628 euro a Palermo e 776 euro a Roma.
Le quotazioni per l’hotel salgono, in virtù di valori assicurati più elevati: in questo caso un terreno di 30.000 euro, un’immobile dal valore di 1,5 milioni di euro, attrezzature per 200.000 euro ed impianti e macchinari da 300mila euro. La struttura posizionata a Milano deve mettere a budget un costo annuale a partire da 556 euro, a Roma 835 euro, mentre a Palermo 2.111 euro.
I prezzi, come spiegano gli esperti di Facile.it, Italfinance e Finital, variano in funzione di diversi elementi tra cui, ad esempio, la rischiosità del territorio dove sono ubicati gli immobili in cui hanno sede le aziende, la probabilità di eventi calamitosi, la vulnerabilità dei beni assicurati, le caratteristiche costruttive dell’immobile, il tipo di attività svolta dall’impresa, la collocazione dell’immobile all’interno dell’edificio (distanza da terra in numero di piani), il capitale assicurato e, non ultime, le politiche commerciali e tariffarie di ciascuna compagnia assicurativa.
Sebbene al momento non siano previste sanzioni pecuniarie per le aziende che non sottoscrivono la polizza, chi non si adegua all’obbligo non potrà accedere ad agevolazioni o contributi pubblici e, in caso di evento calamitoso, rischia di dover far fronte autonomamente ai danni subiti senza poter contare su eventuali indennizzi da parte dello Stato.
A cosa fare attenzione
Quando si parla di prodotti assicurativi è fondamentale fare attenzione alle coperture offerte, quelle escluse, i massimali e le franchigie. La stessa regola vale anche questa volta. Per le polizze Cat Nat, ad esempio, è importantissimo fare attenzione agli eventi calamitosi per i quali è obbligatorio assicurarsi; la legge fa riferimento a sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni, mentre non sono oggetto dell'obbligo altri fenomeni atmosferici quali grandine, trombe d’aria e bombe d’acqua. Per tutelarsi da questi eventi, quindi, sarà necessario sottoscrivere delle garanzie accessorie ad hoc.
Attenzione, inoltre, ad alcune specificità: la frana, ad esempio, è coperta se l’evento si manifesta in maniera 'rapida', se invece, si tratta di un evento 'graduale', non è coperto.
Tra le esclusioni ci sono anche, ad esempio, le mareggiate, le valanghe e le slavine e non è possibile, chiaramente, assicurare edifici abusivi e non a norma.

Categoria: internazionale/esteri
00:03
Fascicolo sanitario elettronico, cosa cambia da oggi per medici e pazienti
(Adnkronos) - Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) è al giro di boa dell'obbligo di aggionamento dei dati. Da oggi, martedì 31 marzo, le strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate sono chiamate ad adeguarsi al nuovo modello di trasmissione dei dati per alimentare il Fse.
Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) raccoglie la storia clinica del paziente rendendo disponibili le informazioni e i documenti prodotti dal Sistema Sanitario Nazionale da medici e operatori sanitari anche di strutture diverse (ASL, Aziende Ospedaliere, medici di famiglia e pediatri, ecc.) e da strutture sanitarie private. Contiene ad esempio referti, lettere di dimissioni, verbali di pronto soccorso, prescrizioni e tutto il materiale che descrive i tuoi eventi clinici
Il Fse, spiega il ministero della Salute sul sito dedicato proprio al Fascicolo sanitario elettronico, è "il punto di accesso ai dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici riguardanti l'assistito, attraverso il quale il cittadino può consultare i propri dati e documenti sanitari e condividerli con i professionisti sanitari per garantire la continuità di cura per un servizio più efficace ed efficiente".
Per ottenere questo obiettivo le strutture sanitarie devono condividere un modello e un 'linguaggio' comuni e dovranno anche inviare il referto entro 5 giorni dalla prestazione erogata al cittadino-paziente. Un ecosistema dei dati, già peraltro attivo, che permetterà ai professionisti sanitari, ad esempio nel caso di accesso in un pronto soccoro sul territorio nazionale, di conoscere la storia clinica del paziente.
All'Adnkronos Salute Guido Marinoni, componente del Comitato centrale della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), spiega che "questo obbligo di 'upload' non riguarda i medici liberi professionisti. Per farlo capire bene faccio un esempio: dal primo aprile se un cittadino fa una visita privata da uno specialista, quest'ultimo non è obbligato ad inserire nessun dato nel Fascicolo. Sotto il profilo giuridico - ma anche su quello pratico - non ci sono gli strumenti per chi svolge l'attività privata pura, diverso il discorso per le strutture sanitarie pubbliche e per il privato accreditato che sono tenuti a rispettare la scedenza" del 31 marzo.
Altra novità è il Profilo sanitario sintetico (Pss), anche detto 'Patient Summary', il documento socio-sanitario informatico redatto e aggiornato dal medico di base o dal pediatra di libera scelta che riassume le principali evidenze della storia clinica dell’assistito e la sua situazione corrente conosciuta. "In questo file ci sono scritte, ad esempio, le allergie del paziente, le malattie che ha avuto o che ha, le terapie che prende - continua Marinoni - ma i 'Patient Summary' richiederanno anni per essere compilati. In molti territori mancano i medici di famiglia, il carico di assistiti se va bene è di 1.500 pazienti ma il turnover dei colleghi, molti stanno andando in pensione, cambia i giochi. I nuovi che arrivano non hanno mai conosciuto gli assistiti, c'è bisogno di tempo per valutare i profili e capire le esigenze. C'è un processo responsabilizzazione a cui è chiamato il medico con il Pss, visto che lo deve firmare, che richiede tempi più lunghi". La Fnomceo però è chiara, "noi crediamo nel Fascicolo, perché non crederci vuol dire non volere il telefono cellulare, è una grande opera che permette l'interoperabilità dell'ecosistema dei dati sanitari europei, però - conclude - come tutte le grandi opere non si fa in un giorno".
Grazie a questo nuovo strumento il paziente può avere un unico punto di accesso in sicurezza alla propria storia clinica, può consultare il proprio fascicolo ovunque si trovi, far arrivare velocemente al proprio medico curante le informazioni che lo riguardano ed essere seguito con maggiore continuità, evitando esami ripetuti o non necessari.
L'assistito può accedere al proprio Fse con la sua identità digitale (Spid, Cie, Ts-Cns) per consultare la propria documentazione e decidere se dare il consenso alla consultazione al personale sanitario. L'assistito potrà, in qualunque momento, modificare le indicazioni in merito a chi può consultare il proprio Fse e a cosa può essere consultato, senza alcuna conseguenza per l'erogazione delle prestazioni fornite dal Ssn e dai servizi socio‐sanitari. La revoca del consenso per la consultazione dei dati e dei documenti presenti nel Fse disabilita l'accesso ai dati e ai documenti per i professionisti sanitari e socio‐sanitari precedentemente autorizzati che, solo in caso di nuova e successiva prestazione del consenso da parte dell'assistito, verranno riabilitati e potranno nuovamente consultare la documentazione. L'assistito può, in qualunque momento, visualizzare i diversi soggetti che hanno avuto accesso al proprio Fse, sia per attività di consultazione che di alimentazione.

Categoria: salute
22:38
GfVip, Adriana Volpe su tutte le furie: "Se volete questi contenuti, mandatemi via"
(Adnkronos) - Inzio di fuoco al Grande Fratello Vip. Nel corso della puntata di oggi, lunedì 30 marzo, è andato in scena un acceso scontro tra Alessandra Mussolini e Antonella Elia da una parte e Adriana Volpe dall'altra. La discussione, che si trascina ormai da giorni, ruota attorno agli assorbenti disponibili nella Casa. Tuttavia, il confronto ha assunto rapidamente un'altra faccia della medaglia, che tocca corde più personali e sensibili.
Adriana Volpe in puntata ha spiegato di aver avvertito una profonda mancanza di rispetto, come donna e come mamma, per essere stata presa in giro dalle altre due concorrenti. Secondo la conduttrice, infatti, Mussolini e Elia avrebbero ironizzato sulla sua età, insinuando che non fosse più nella fase della vita in cui non si ha il ciclo mestruale.
"Vergognati, mi hai umiliata come donna e come mamma", ha urlato Volpe contro Mussolini in diretta. "Sei una vipera", ha continuato, facendo poi un appello al Grande Fratello: "Mandatemi fuori se questo è il contenuto che volete fare".
A prendere le difese di Volpe ci ha pensato Selvaggia Lucarelli. L'opinionista ha rimproverato le due concorrenti invitandole a riflettere e a chiedere scusa: "La questione del ciclo è più delicata di come stanno facendo passare loro due. Stavano alludendo al fatto che Adriana non lo abbia più, toccando una fase sensibile della vita di una donna. Non lanciate il sasso e poi ritirate la mano".
"Adriana è una signora - ha continuato Lucarelli - è un tema delicato, difficile per una donna da affrontare. Io al posto vostro chiederei scusa. Da donna, siete state molto indelicate".
Discorso condiviso pienamente da Volpe che ha ringraziato Lucarelli per aver compreso il suo dispiacere.

Categoria: spettacoli
22:19
Celine Dion annuncia il ritorno sul palco, 10 concerti a Parigi
(Adnkronos) - Celine Dion torna con una serie di concerti a Parigi. Proprio nel giorno del suo 58esimo compleanno, la star ha annunciato in esclusiva il suo ritorno sul palco con Celine Dion Paris 2026, una straordinaria residency di sole cinque settimane alla Paris La Défense Arena. A partire da sabato 12 settembre 2026, l'artista canadese si esibirà in 10 show fino al 14 ottobre. L'artista riprende così la propria carriera dopo lo stop imposto dalla malattia: Dion è affetta dalla Sindrome della Persona Rigida, una rara patologia neurologica diagnosticata nel 2022. La malattia provoca rigidità muscolare e difficoltà nei movimenti, complicati da spasmi dolorosi.
“Negli ultimi anni, ogni giorno che è passato ho sentito le vostre preghiere e il vostro sostegno, la vostra gentilezza e il vostro amore - ha detto la cantante nel video pubblicato sui propri canali social -. Mi avete aiutata in modi che non posso nemmeno descrivere, e sono davvero fortunata ad avere il vostro supporto. Quest’anno ricevo il regalo di compleanno più bello della mia vita… ho la possibilità di rivedervi, di esibirmi ancora per voi a Parigi, a partire da settembre! Mi sento bene, mi sento forte, sono emozionata, ovviamente un po’ nervosa, ma soprattutto sono grata a tutti Voi! Vi voglio bene e ci vediamo presto".
Nella serie di concerti l'artista proporrà i suoi più grandi successi, sia in francese che in inglese: da "The Power of Love" a "It’s All Coming Back to Me Now", da "Because You Loved Me" a "My Heart Will Go On".

Categoria: spettacoli
21:01
Attentato a Ranucci, la rivelazione di Giletti: "Attentatori dalla Campania, legati a camorra"
(Adnkronos) - A Lo Stato delle Cose nuove rivelazioni sull’attentato dello scorso ottobre al giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci: A svelarle durante la trasmissione di stasera è stato Massimo Giletti.
"Il mezzo usato - ha detto - non è una Panda nera, che probabilmente ha depistato all'inizio. La notizia vera è che l'esplosivo intanto non era plastico ma è una gelatina, probabilmente presa in una cava. Gli uomini erano tanti, non uno solo, e venivano dalla Campania: sono arrivati quella sera stessa e sono tornati. Uomini che appartengono alla camorra. L'attentato a Sigfrido Ranucci è di camorra".
La camorra avrebbe quindi piazzato l’ordigno sotto l’auto del conduttore davanti alla sua abitazione di Pomezia lo scorso 16 ottobre. Arrivano conferme all'ipotesi seguita dalla Procura di Roma (pm Carlo Villani), nel corso delle indagini condotte dai carabinieri che avevano avuto già una prima svolta lo scorso 21 novembre, quando una lettera anonima aveva indirizzato gli investigatori verso la camorra e in particolare verso il gruppo di Giuseppe Setola, ala stragista del clan dei Casalesi.
"Non fu utilizzato esplosivo al plastico, ma della gelatina", ha aggiunto Giletti. Alle 22 del 16 ottobre 2025, un'auto aveva raggiunto l'abitazione a Pomezia, vicino Roma, e diversi uomini avevano piazzato un ordigno, poi esploso intorno alle 22. Un attentato dinamitardo che ha distrutto le auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, parcheggiate all'esterno della sua residenza.

Categoria: cronaca
20:51
Sondaggio politico, Fratelli d'Italia stabile e Pd cresce
(Adnkronos) - Fratelli d'Italia è fermo, Pd e Movimento 5 Stelle crescono. E' la novità nel sondaggio Swg che oggi, 30 marzo, fotografa le intenzioni di voto per il Tg La7 in caso di elezioni. Il rilevamento evidenzia che Fratelli d'Italia, sempre primo partito con ampio margine, non si sposta dal 29,5% registrato una settimana fa. Il vantaggio della formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul Pd si assottiglia. I dem della segretaria Elly Schlein guadagnano lo 0,5% e arrivano al 22%. Passo avanti anche per il M5S di Giuseppe Conte, che sale dello 0,1% e si attesta al 12,3%. Stesso progresso parziale per Forza Italia, ora al 7,9%. La Lega cede lo 0,2% e scivola al 6,6%, allo stesso livello di Verdi e Sinistra che confermano il dato di 7 giorni fa e perfezionano l'aggancio.
Nessuna variazione per Azione di Carlo Calenda e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, stabili rispettivamente al 3,4% e al 3,3%. Scende Italia viva di Matteo Renzi, che perde lo 0,2% e ora vale il 2,3%. Seguono +Europa (1,4%) e Noi Moderati (1,1%).

Categoria: politica
20:47
Caso Delmastro, Elena Chiorino si dimette anche da assessora giunta Piemonte
(Adnkronos) - Elena Chiorino, dopo aver lasciato nei giorni scorsi la vicepresidenza della Regione Piemonte, si è dimessa anche da assessora regionale. Ad annunciarlo in una nota è la stessa Chiorino che sottolinea: “Ho comunicato al presidente Alberto Cirio la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili. È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d’Italia”. La decisione fa seguito alla vicenda che ha coinvolto alcuni esponenti di FdI tra cui l'ex sottosegretario Andrea Delmastro.
“Sono una persona perbene e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un’indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta - aggiunge - non posso accettare che, senza alcuno scrupolo, si tenti di colpire la mia persona, mettendo in discussione l’azione amministrativa portata avanti in questi anni e coinvolgendo, in modo irresponsabile, anche persone estranee”, prosegue Chiorino, osservando: “L’ultimo presunto scoop consisterebbe nel fatto che forse domani potrebbe essere nominata una persona di mia conoscenza in ente legato agli Special Olimpics, con emolumenti zero e in assenza di altre candidature nei termini previsti dalla legge”.
“Faccio un passo indietro a testa alta, nella consapevolezza della mia correttezza e del lavoro svolto al servizio delle istituzioni. Continuerò a difendere le mie idee dal gruppo di Fratelli d’Italia e la mia onorabilità sociale e onestà personale, contro ogni eventuale forma di sciacallaggio, in tutte le sedi”, conclude Chiorino.
Si è dimesso anche l’assessore al Comune di Biella, Cristiano Franceschini. "Ho comunicato al sindaco Marzio Olivero la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili da assessore. È una scelta che assumo con responsabilità, mettendo al primo posto il Comune di Biella, la serenità dell’azione amministrativa e il rispetto verso il mio partito, Fratelli d’Italia”, scrive Franceschini.
“Nelle ultime settimane - sottolinea in una nota - si è assistito a una polemica che ha oltrepassato ogni limite, trasformando una vicenda personale, affrontata con trasparenza e senza alcuna malizia, in un attacco mediatico costruito su insinuazioni e accuse prive di qualsiasi fondamento. Sono state usate parole gravi e inaccettabili, senza riscontro nei fatti, con l’unico obiettivo di delegittimare la mia persona e il lavoro svolto. Rivendico con fermezza la correttezza del mio operato: non vi è stato nulla di irregolare o opaco. Nel momento in cui sono venuto a conoscenza di elementi che prima ignoravo, ho agito subito, senza esitazioni, prendendo le distanze e assumendo le decisioni necessarie”.
“Ho commesso una leggerezza, e me ne assumo la responsabilità. Per questo rivolgo le mie scuse ai cittadini. Non accetto però che si tenti di trasformare questa vicenda in uno strumento per infangare me e le istituzioni attraverso ricostruzioni distorte. Per questo mi tutelerò in tutte le sedi opportune, affinché la verità venga ristabilita - conclude Franceschini - lascio il mio incarico a testa alta, consapevole dell’impegno garantito in questi anni e del fatto che sono una persona perbene. Continuerò a difendermi con determinazione, contrastando ogni forma di strumentalizzazione”.

Categoria: politica
20:42
Israele, sì alla pena di morte per terroristi: Knesset approva la legge
(Adnkronos) - Israele dice sì alla pena di morte per i terroristi. Il parlamento ha approvato in seconda e terza lettura il disegno di legge che introduce l'esecuzione capitale per i palestinesi condannati per terrorismo. Il premier Benjamin Netanyahu ha votato a favore. I sì nella Knesset sono stati 62, i voti contrari sono stati 48, e un parlamentare si è astenuto.
Dopo quasi dodici ore di dibattito, i parlamentari hanno votato a favore della legge che prevede la pena di morte per impiccagione per i residenti della Cisgiordania condannati per atti terroristici dai tribunali militari. La legge sancisce di fatto la pena capitale solo per i palestinesi, poiché esclude esplicitamente i cittadini o i residenti israeliani, e solo i palestinesi vengono processati dai tribunali militari. Gli israeliani vengono processati dai tribunali civili, ricorda il Times of Israel.
Sebbene una disposizione separata consenta ai tribunali di imporre la pena di morte a chiunque, compresi i cittadini israeliani, si applica solo a coloro che "causano intenzionalmente la morte di una persona con l'obiettivo di negare l'esistenza dello Stato di Israele" una definizione che in pratica esclude i terroristi israeliani.
Dopo l'approvazione della legge, arriva la condanna dell'Autorità Palestinese, che ha definito la misura una "pericolosa escalation". In un post su X, il ministero degli Esteri dell'Autorità Palestinese afferma che "Israele non ha sovranità sulla terra palestinese", aggiungendo: "Questa legge rivela ancora una volta la natura del sistema coloniale israeliano, che cerca di legittimare le uccisioni extragiudiziali con una copertura legislativa".

Categoria: internazionale/esteri
20:37
Iran, Fmi avverte sui costi della guerra: impatto su pil globale e prezzi, Italia esposta
(Adnkronos) - Se continuasse il conflitto in Medio Oriente e le limitazioni all'export di petrolio, gas e fertilizzanti per la guerra in Iran, "tutte le strade portano ad un aumento dei prezzi e a un rallentamento della crescita a livello mondiale". In un report pubblicato sul blog del Fmi firmato tra gli altri dal capo economista Pierre-Olivier Gourinchas, il Fondo lancia l'allarme sulle conseguenze economiche della guerra contro l'Iran e avverte che i governi con livelli elevati di indebitamento avranno un accesso limitato alle risorse che potrebbero essere utilizzate per attenuare gli effetti della crisi.
"In Europa, lo shock sta facendo riemergere lo spettro della crisi del gas del 2021–22, con Paesi come l’Italia e il Regno Unito particolarmente esposti a causa della loro dipendenza dall’energia elettrica prodotta dal gas, mentre Francia e Spagna sono relativamente protette grazie alla loro maggiore capacità nucleare e di energie rinnovabili", si legge.
“Sebbene la guerra possa influenzare l'economia globale in modi diversi, tutte le strade portano a prezzi più alti e a una crescita più lenta”, si sottolinea nell'analisi. "Un conflitto di breve durata potrebbe far impennare i prezzi del petrolio e del gas prima che i mercati si adeguino, mentre uno di lunga durata potrebbe mantenere elevati i costi energetici e mettere a dura prova i paesi che dipendono dalle importazioni", osserva il Fondo.
“Molto dipende dalla durata del conflitto, dalla sua estensione e dall'entità dei danni che infligge alle infrastrutture e alle catene di approvvigionamento”, si legge nel post, rilevando che storicamente, i picchi prolungati dei prezzi del petrolio hanno tendenzialmente spinto l'inflazione al rialzo e la crescita al ribasso.

Categoria: economia
20:28
Mps, proxy advisor Iss raccomanda voto per lista presentata da Cda uscente
(Adnkronos) - Il proxy advisor Iss ha raccomandato agli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena di votare a favore della lista presentata dal consiglio di amministrazione uscente, che vede Fabrizio Palermo candidato alla carica di amministratore delegato. Di contro, ha raccomandato agli azionisti della banca di votare contro la lista di Plt Holding, che sostiene Lovaglio, e contro quella di minoranza degli investitori istituzionali. Iss mette in evidenza che "pur riconoscendo le problematiche del processo" è il dissidente "che deve presentare argomentazioni convincenti a favore del cambiamento", elemento, spiegano, "ancora più cruciale quando si cerca di ottenere un cambio di maggioranza".
Per questo, spiega il proxy, la valutazione "del processo" deve essere fatto nella seconda votazione a cui sarà soggetta la lista del cda nel caso in cui risultasse vincente: a tal proposito, Iss raccomanda di votare contro il candidato presidente Nicola Maione per preoccupazioni che "riguardano la trasparenza, la pianificazione della successione e l'accountability complessiva" mentre consiglia di votare a favore dell'elezione del candidato ceo Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi che l'istituto bancario, sottolinea Iss, "ritiene in possesso delle competenze e dell'esperienza necessarie per ricoprire la carica di amministratore delegato" e che comunque - anche in caso di mancata elezione ad Ad - "potrebbero continuare a contribuire con la loro esperienza nel settore finanziario in qualità di consiglieri".
Nel report del proxy advisor viene suggerito di bocciare anche l'attuale presidente del comitato nomine Domenico Lombardi. Viene consigliato anche il voto contrario ad altri consiglieri ritenuti non in possesso dei requisiti di indipendenza.

Categoria: finanza
19:44
Morì per overdose in casa del fidanzato, Procura Roma indaga per maltrattamenti ai danni di Camilla Sanvoisin
(Adnkronos) - La procura di Roma, a quanto apprende l'Adnkronos, indaga per maltrattamenti ai danni Camilla Sanvoisin, la 25enne trovata morta nel febbraio dello scorso anno in casa del compagno Giacomo Celluprica alla Giustiniana. Il 35enne, subito dopo i fatti, aveva riferito di aver assunto droga con Camilla e di essersi poi profondamente addormentato fino a quando, al risveglio, ha trovato la ragazza inerte accanto a lui e ha chiamato i soccorsi. Dall’autopsia non erano emersi segni di traumi esterni o violenza e gli esami avevano confermato la morte della giovane per arresto cardiaco.
Nel corso dell’indagine condotte dai pm capitolini sarebbero emersi però elementi, riferiti al periodo precedente alla morte della ragazza, che hanno portato adesso a ipotizzare l’accusa di maltrattamenti. Celluprica, nella cui abitazione i poliziotti avevano trovato diversi flaconi di metadone, è stato assolto lo scorso maggio dall’accusa di detenzione ai fini di cessione di stupefacenti.
Per la morte della 25enne, la cui famiglia è assistita dagli avvocati Enrico Modica ed Elisa Scaroina, è indagata, con l’accusa di morte come conseguenza di altro reato, la pusher che avrebbe venduto la droga alla coppia, rintracciata nel corso delle indagini attraverso l’analisi dei cellulari. (di Daniele Dell'Aglio)

Categoria: cronaca
19:31
Legge elettorale, muro opposizioni contro 'schema Nordio': "Destra avanti a colpi di maggioranza"
(Adnkronos) - Le opposizioni annunciano battaglia sulla legge elettorale. Questa la reazione all'avvio domani, dopo i lavori d'aula, dei lavori in commissione Affari Costituzionali alla Camera. "La maggioranza applica lo schema Nordio", dicono i parlamentari che seguono il dossier, alludendo alla riforma della Giustizia approvata senza modifiche in Parlamento prima di andare a referendum. Il centrosinistra già domani 'ingaggerà' con il centrodestra sui primi aspetti procedurali, a partire dalla scelta di nominare 4 relatori, uno per ogni partito della maggioranza, considerata non certo un viatico a un eventuale dialogo. Ed insieme un segnale di debolezza: "Non ho memoria di 4 relatori... la verità è che si marcano a vicenda perché non si fidano gli uni degli altri", osserva un parlamentare Pd.
Anche sull'annunciata intenzione di arrivare ad un testo unico, l'opposizione è sugli scudi: il Pd ha ritirato le sue due proposte in commissione sulla legge elettorale. Quindi rimane, di fatto, solo il testo di FdI da adottare. Ci sono altre proposte già assegnate alla commissione ma non sono proposte di riforma della legge elettorale. C'è ad esempio la pdl di +Eu, firmata dal segretario Riccardo Magi, per "la raccolta digitale delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste e delle candidature". O quella di FI, firmata da Paolo Emilio Russo, per la "soppressione della distinzione per sesso e dell’indicazione del cognome del coniuge per le donne coniugate o vedove nelle liste elettorali". Tra queste c'è anche la proposta del deputato di Fdi eletto all'estero, Andrea Di Giuseppe, che delega il governo per la revisione del voto dei cittadini italiani residenti. E le opposizioni potrebbero sollevare la questione se la commissione deciderà di abbinare anche questo testo. "Deleghiamo il governo? Ma non esiste".
Siamo ancora alle prime battute procedurali e in attesa di vedere quale sarà lo sviluppo dei lavori in commissione, le opposizioni marcano le distanze. "Dopo il tentativo della separazione, bocciato dai cittadini al referendum, si arriva oggi a una proposta di modifica della legge elettorale che appare il frutto esclusivo di un accordo tra i partiti di governo, senza alcun reale confronto con le opposizioni. Su questi temi serve responsabilità, non prove di forza a colpi di maggioranza”, dice Simona Bonafè, vicepresidente del gruppo Pd e capogruppo in commissione Affari costituzionali della Camera.
Sottolinea Magi di Più Europa: "Lo stato confusionale li sta spingendo a provare a imporre una riforma della legge elettorale a colpi di maggioranza come hanno già fatto con la riforma costituzionale sulla magistratura. La legge elettorale di Meloni si avvicina più alla legge Acerbo del periodo fascista, che non alla legge Truffa del ’53. Siamo convinti che le forze di opposizione debbano opporsi strenuamente e in modo intransigente a questa schifezza. Questo è quello che faremo in Parlamento e nel Paese". Ed ancora Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs nella commissione Affari costituzionali della Camera: "Mentre il Paese soffre, le bollette crescono e i salari si abbassano, la destra pensa a come ‘cucinare’ la propria legge elettorale, cioè a scrivere una misura che gli garantisca il successo elettorale. Non hanno imparato nulla dal recente voto. La legge elettorale o è condivisa o non è e per il momento non hanno neanche una bozza condivisa al loro interno”.
Enrico Borghi di Italia Viva fa "fatica a immaginare che la Lega e Forza Italia, all'indomani di quello che è accaduto, desiderino consegnare le chiavi di casa a Giorgia Meloni. E se lo facessero faccio molti auguri". E comunque osserva, sul tavolo "c'è un problema di metodo prima ancora che di merito. Il metodo è che quando si cambiano le fondamenta e le impalcature di un sistema democratico non si arriva, come accaduto per la riforma sulla giustizia, a dire 'prendere o lasciare', come invece mi pare che la presidente del Consiglio voglia fare".
Duro Alfonso Colucci, deputato del Movimento 5 stelle e capogruppo pentastellato in commissione Affari costituzionali: "A noi sembra incredibile che davanti a una situazione internazionale così complicata, con il caro bollette, il caro carburanti, il carovita, con 5 milioni di lavoratori poveri, infinite liste d'attesa, milioni di italiani che non riescono arrivare alla fine del mese, la priorità di Giorgia Meloni sia cambiare la legge elettorale. Questa sulla legge elettorale - dice Colucci all'Adnkronos - è una discussione che serve solo a Meloni per pensare di garantirsi la maggioranza nella prossima legislatura. Si sente franare il terreno sotto i piedi...".

Categoria: politica
19:23
Usa, la lobby dell’AI investe 300 milioni nelle elezioni di midterm
(Adnkronos) - A guardarli sulla cartina degli Stati Uniti sembrano una macchia di cemento che continua a espandersi nel verde delle aree rurali. Negli ultimi mesi Epoch AI, un istituto di ricerca non profit, ha mappato l’espansione dei data center attraverso i dati pubblici disponibili sul web, ma anche immagini satellitari e richieste di permessi per costruire, creando una mappa interattiva in cui è possibile capire quanta acqua ed energia consumano e consumeranno in prospettiva, chi sono i proprietari e quali sono i costi. “I moderni data center per l'AI generano così tanto calore che i sistemi di raffreddamento si estendono al di fuori degli edifici”, si legge in una nota sul sito della non profit. Ma la battaglia per espandere i data center è soprattutto politica e in questi mesi, in vista delle elezioni di midterm dell’8 novembre, si sta intensificando. In questo momento, le lobby che sostengono l’industria dell’intelligenza artificiale hanno investito oltre 300 milioni di dollari per sostenere candidati che promettono leggi e regole meno restrittive per Big Tech. Per fare un paragone, nel 2024 Elon Musk, uno dei più grandi donatori del partito repubblicano, ha dato alla campagna di Donald Trump la stessa quantità di denaro.
Secondo un’analisi del New York Times, nel solo 2025 aziende, dirigenti e gruppi legati all’AI hanno donato almeno 83 milioni di dollari alle campagne federali, cifra che sale a circa 150 milioni includendo le iniziative a livello statale. A questi si aggiungono nuovi flussi di denaro. Un gruppo pro-AI, Innovation Council Action, sostenuto dall’area politica di Donald Trump e vicino al suo consigliere David Sacks, prevede di investire almeno 100 milioni di dollari nelle elezioni di novembre, sostenendo i candidati favorevoli alla deregolamentazione e penalizzando chi vuole regole più stringenti sull'intelligenza artificiale.
Il sistema si sta strutturando attorno a una rete di super PAC e gruppi paralleli. Leading the Future, sostenuto da investitori della Silicon Valley e figure legate a OpenAI, ha raccolto da solo circa 125 milioni di dollari. Meta ha destinato altri 65 milioni a campagne nei singoli Stati. Sul fronte opposto, organizzazioni favorevoli a una regolamentazione più severa stanno cercando di rispondere: Public First Action punta a raccogliere fino a 75 milioni di dollari, mentre il Future of Life Institute ha avviato una campagna pubblicitaria da 8 milioni. In questo modo la regolamentazione dell’intelligenza artificiale è diventata uno dei temi centrali nella corsa per il controllo del Congresso. Public First Action, il network finanziato da Anthropic, è impegnato a promuovere un’intelligenza artificiale più sicura: ha appena presentato una campagna pubblicitaria a sostegno di due democratici moderati, Josh Gottheimer e Valerie Foushee, sempre più centrali nel dibattito sulla regolamentazione dell’AI e co-presidenti della nuova commissione democratica della Camera dedicata al tema. L’obiettivo dell’industria è evitare una regolamentazione frammentata. “Vogliamo evitare un mosaico di leggi statali che rallenti l’innovazione”, è la linea sostenuta da molti attori del settore, che chiedono uno standard federale unico. Una posizione legata anche alla competizione con la Cina, sempre più presente nel dibattito politico sull’AI. Secondo CNBC, l’industria sta cercando di replicare la strategia usata dal settore delle criptovalute nel 2024, quando un singolo super PAC contribuì all’elezione di oltre 50 candidati favorevoli.
Una divisione che va oltre i partiti. Su questo punto si sta aprendo uno scontro sempre più netto. Una parte della sinistra democratica chiede di rallentare. Il senatore Bernie Sanders è tra i più critici e propone limiti più stringenti allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture collegate, inclusa una possibile moratoria sulla costruzione di nuovi data center. Il tema non è solo tecnologico ma anche ambientale e sociale, legato al consumo di energia, all’uso dell’acqua e all’impatto sulle comunità locali. Allo stesso tempo, una parte crescente dell’opinione pubblica si mostra scettica. Diversi sondaggi indicano che la maggioranza degli americani sostiene l’introduzione di regole per la sicurezza e la trasparenza dell’AI, anche a costo di rallentare lo sviluppo. Anche all’interno del campo conservatore non manca il dissenso: alcuni esponenti repubblicani hanno espresso dubbi su un approccio troppo permissivo e si sono opposti a limitare il potere degli stati. Negli ultimi mesi alcuni esponenti repubblicani hanno preso le distanze dalla linea più permissiva.
I senatori Josh Hawley e Marsha Blackburn hanno bloccato un tentativo dell’amministrazione di limitare il potere degli stati nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Una posizione condivisa anche da figure come il governatore della Florida Ron DeSantis, che ha difeso il ruolo degli stati contro un accentramento a livello federale. Nonostante queste divisioni, la linea dell’area politica legata a Donald Trump resta orientata all’accelerazione. L’intelligenza artificiale viene considerata un settore strategico nella competizione globale e quindi da sviluppare rapidamente. La Casa Bianca ha indicato la volontà di favorire un quadro normativo nazionale più leggero e di limitare la possibilità per i singoli stati di introdurre regole autonome, proprio per evitare ostacoli all’avanzamento del settore.
In questa direzione si inserisce anche la posizione di David Sacks, investitore della Silicon Valley ed ex responsabile per intelligenza artificiale e criptovalute alla Casa Bianca, che sostiene la necessità di un unico quadro regolatorio federale. Secondo questa visione, un sistema frammentato di leggi statali rischierebbe di rallentare la crescita americana e favorire i concorrenti internazionali, in particolare la Cina. Lo stesso Sacks è stato recentemente nominato alla guida del consiglio di consulenza scientifica e tecnologica del presidente, insieme a figure di primo piano del settore come Mark Zuckerberg, Jensen Huang, Larry Ellison e Marc Andreessen, a conferma del legame sempre più stretto tra industria tecnologica e processo decisionale politico.
Da Ashburn, in Virginia, a circa trenta minuti da Washington, si entra in quella che negli Stati Uniti è conosciuta come Data Alley. Qui si concentra la più alta densità di data center al mondo. Non vogliono parlare. Sorridono e salutano, ma fanno segno con la mano che non possono. Sono le quattro del pomeriggio e la maggior parte degli operai sta lasciando i cantieri. Intorno, decine di nuove costruzioni. Cubi di cemento armato, bassi ed enormi, spesso circondati da telecamere e sistemi di sicurezza. Gli oltre 200 data center presenti nell’area di Ashburn, che raddoppiano considerando l’intera Virginia del Nord, gestiscono circa il 70 per cento del traffico internet mondiale. Il primo è stato costruito nel 1998 da Equinix vicino alla sede di America Online. Oggi quella sede non esiste più, demolita nel 2023, mentre il settore continua a crescere. Secondo un’analisi di S&P Global, nei primi undici mesi del 2025 sono stati investiti circa 47 miliardi di dollari nella costruzione di nuovi data center negli Stati Uniti e in Canada, su un totale globale di 61 miliardi.
“Per chi ci lavora è un’opportunità, ma per la comunità locale è stato un peggioramento”, dice ad AdnKronos Jeremy, 50 anni, incontrato in un birrificio della zona. La sua famiglia vive qui da generazioni. Il problema, raccontano diversi residenti, è prima di tutto economico. Le bollette dell’energia sono aumentate fino al 30 per cento negli ultimi anni. A questo si aggiunge il consumo di acqua necessario per raffreddare le strutture. Secondo uno studio della Interstate Commission on the Potomac River Basin, entro il 2050 la domanda idrica nella regione potrebbe crescere del 17 per cento. Lo spazio disponibile è sempre meno e i data center si avvicinano ai centri abitati. I residenti parlano di rumore costante, perdita di terreni agricoli e riduzione delle aree naturali. E c’è un grosso problema sia per i politici locali che per la Casa Bianca.
Secondo i dati di un sondaggio di NBC News, la maggior parte degli elettori, sia di destra che di sinistra, è a favore di regole più severe sull’espansione dell’AI, mostrando come la tecnologia crei più preoccupazioni e tensioni rispetto all’ICE, la polizia di frontiera usata da Trump negli ultimi mesi per arrestare gli immigrati senza documenti nelle città americane. “Stiamo perdendo biodiversità e parte della nostra storia per qualcosa che non conosciamo davvero”, sostiene una donna che preferisce rimanere anonima e che vive vicino a uno dei nuovi impianti. (di Angelo Paura)

Categoria: internazionale/esteri
18:46
Legge elettorale, nuova sfida centrodestra: "Ma niente colpi di mano, noi aperti al confronto"
(Adnkronos) - Archiviare rapidamente la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia e riscrivere le regole del gioco per garantire al futuro governo stabilità e piena agibilità, soprattutto nel caso in cui le prossime elezioni politiche consegnassero un sostanziale pareggio tra centrodestra e campo largo. È questa la linea tracciata da Giorgia Meloni.
In questo quadro, il tema della legge elettorale torna con forza al centro del dibattito politico, proprio alla vigilia dell’avvio, in Commissione Affari costituzionali alla Camera, dell’iter parlamentare del cosiddetto ‘Stabilicum’: il sistema proporzionale con premio di maggioranza pensato da Fdi-Lega-Fi-Nm per mandare in soffitta il Rosatellum. Il tutto mentre il centrodestra deve fare i conti con le turbolenze seguite al voto referendario - dalla raffica di dimissioni della scorsa settimana, su tutte quella della ministra del Turismo Daniela Santanchè - e con le persistenti voci di rimpasto e di elezioni anticipate, al momento smentite dai vertici della coalizione e, in particolare, da autorevoli fonti di Fratelli d’Italia.
La priorità, intanto, resta portare a casa la riforma della legge elettorale senza colpi di mano e lasciando aperta la porta al dialogo con Pd-M5S-Avs. “Ci confronteremo con le opposizioni. Il provvedimento sarà incardinato domani, ma senza forzature: non c’è alcuna intenzione di procedere a colpi di maggioranza”, spiegano fonti parlamentari di via della Scrofa. Quanto a eventuali modifiche, “è prematuro parlarne prima del confronto; siamo comunque disponibili a valutare eventuali correttivi, purché non venga stravolta la filosofia del testo”. L’impianto generale, nelle intenzioni di Fdi, resta quello di una legge proporzionale, con un premio di maggioranza che consenta di stabilire chiaramente, il giorno dopo il voto, chi ha vinto e chi ha perso: “Su questi punti non si può transigere”. Sulle modalità per arrivarci, invece, “il confronto è aperto”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Nazario Pagano, presidente della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio in quota Fi: “L’incardinamento della legge elettorale domani in Commissione rappresenta un passaggio importante che auspichiamo possa aprire un confronto serio e costruttivo anche con le opposizioni. Se vogliamo garantire stabilità al prossimo Parlamento, è necessario ragionare sul superamento del Rosatellum che, nelle attuali condizioni politiche, rischia di produrre un sostanziale pareggio tra le coalizioni, con conseguenti incertezze per il Paese”. D’altra parte, aggiunge all'Adnkronos l’esponente azzurro, “quella legge era stata concepita in un contesto parlamentare diverso e, alla luce delle modifiche intervenute col taglio dei parlamentari, ne sono emersi con evidenza tutti i limiti”. Da qui la necessità di “una nuova legge condivisa, capace di garantire stabilità e regole chiare per gli elettori nel rispetto del pluralismo e con la più ampia convergenza possibile”.
Concorda Alessandro Colucci, deputato di Noi moderati e tra i relatori della pdl: "Il confronto è sempre auspicato, l'importante che sia ben chiaro l'obiettivo: quello di dare governabilità a chi vince, chiunque sia il vincitore. Ragione per cui è importante ci sia un confronto sincero tra maggioranza e opposizione, non condizionato da politicizzazioni. Credo che sia interesse di tutti che non ci siano Aule parlamentari con maggioranze non chiare". Più netto Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della stessa Commissione: “Sulla legge elettorale andiamo avanti, al momento non ci sono controindicazioni”. Sul nodo delle preferenze, De Corato si dice favorevole alla loro introduzione, ribadendo la linea del partito: “Io sono per le preferenze, sono 40 anni che faccio campagna elettorale con le preferenze, per cui non mi sembra che creino un problema”.
Da Forza Italia filtra la convinzione che “sarà necessaria qualche correzione minima, ma l’impianto complessivo regge”. Sulle eventuali modifiche, "valuteremo dopo aver ascoltato le audizioni. Un punto su cui intervenire potrebbe essere quello relativo al premio di maggioranza, che è stato fin da subito tra gli aspetti più criticati dai costituzionalisti”. Anche la Lega sembra orientata a un approccio più prudente. Per il partito di Matteo Salvini, il percorso verso la riforma del sistema elettorale appare ormai tracciato. Un esponente di primo piano del Carroccio sintetizza così la linea: la legge è questa, l’iter è partito e “non saremo noi a metterci di traverso”.
Sul fronte politico, il governo continua a escludere l’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne. “Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana", ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Netto anche l'altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini: il governo "tira dritto e arriva a fine legislatura senza nessun dubbio e senza nessun tentennamento".
Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro della Difesa Guido Crosetto, che lega ogni scenario elettorale anche al contesto internazionale: “Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana", ha detto il co-fondatore di Fratelli d’Italia in un’intervista a La Repubblica. "Non mi sembra che siano proprio in tantissimi a chiedere" di andare ad elezioni anticipate, "nemmeno tra le opposizioni", sottolinea da Bruxelles il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
Intanto, sui social, il partito di Meloni rivendica la tenuta del consenso, rilanciando un articolo di Libero secondo cui la sconfitta referendaria non avrebbe prodotto scossoni nel centrodestra. “Il consenso è stabile e la guida della Nazione resta saldamente nelle mani del centrodestra”. E ancora: “Con buona pace dei profeti di sventura - scrive Fdi - la maggioranza continua a rappresentare il punto di riferimento per un’Italia che chiede serietà, visione e concretezza nell’azione di governo”. (di Antonio Atte e Vittorio Amato)

Categoria: politica
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Dl fisco tra Parlamento e tavolo Mimit, imprese in pressing per le modifiche
(Adnkronos) - E' atteso oggi in Senato l'approdo del decreto fiscale varato la scorsa settimana dal governo. I senatori della commissione Finanze chiamata ad esaminare il provvedimento non si sbilanciano ancora sugli eventuali correttivi di un provvedimento che mercoledì sarà anche al centro del confronto tra il Mimit e le categorie produttive sul piede di guerra per i tagli al Piano Transizione 5.0.
A criticare la scure sulle risorse Confindustria e poi a seguire la gran parte delle confederazioni, preoccupate in primis per il taglio del credito d'imposta che colpisce le imprese 'esodate' cioè quelle che avevano regolarmente presentato la comunicazione di oltre 7.400 investimenti ma erano rimaste a bocca asciutta per l'esaurimento delle risorse e quindi messe in lista d'attesa. Il bonus per loro si ferma al 35% dell'investimento in soli beni strumentali; esclusi invece gli investimenti in impianti fotovoltaici ad alta efficienza iscritti nel registro Enea, cioè quelli che che le norme precedenti incentivavano ad acquistare.
Un taglio, quello delle risorse, dovuto all'esigenza dell'esecutivo di fare quadrare i conti in una fase di aumentata incertezza per la guerra in Medio Oriente e le conseguenti impennate del petrolio. Ma qualche spiraglio dovrebbe però aprirsi al tavolo di confronto a Palazzo PIacentini il cui obiettivo è quello di valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive.
Ad ogni modo quello che emerge è che - complici le conseguenze economiche della guerra contro l'Iran - il dl rivede alcune norme della Legge di Bilancio, a tre mesi dalla sua entrata in vigore: cambia il bonus per le imprese, differisce al primo luglio la tassa da 2 euro sui pacchi di valore entro i 150 euro in arrivo dai Paesi extra Ue e, tra le modifiche principali, annulla la stretta sulla tassazione dei dividendi incassati e sulle plusvalenze realizzate da cessioni da partecipazioni ripristinando lo schema pre-manovra.
Già nel nel fine settimana il dl è stato al centro degli strali delle principali confederazioni, con Confidustria in testa, ma le critiche sono continuate anche ieri. Confindustria Moda ha espresso "forte preoccupazione per quanto emerso a seguito delle recenti modifiche al Piano Transizione 5.0 contenute nel decreto fiscale, che intervengono penalizzando retroattivamente le imprese che avevano già programmato e realizzato investimenti sulla base di regole definite". Stesso allarme da Confagricoltura che parla di modifiche penalizzanti auspicando che "il tavolo di confronto convocato dal Mimit porti a misure concrete di supporto alle imprese agricole".

Categoria: economia
06:39
Trump, minaccia finale all'Iran: "Se non c'è accordo distruggiamo centrali elettriche e pozzi di petrolio"
(Adnkronos) - Il dialogo con l'Iran prosegue, ma l'ipotesi di un attacco devastante incombe. Donald Trump e gli Stati Uniti continuano a viaggiare sul doppio binario nella guerra iniziata il 28 febbraio e ancora lontana da un epilogo. Il presidente americano ha fissato la deadline al 6 aprile: fino a quel giorno, nessun attacco contro le infrastrutture energetiche della Repubblica islamica.
Se nell'arco della prossima settimana non si raggiungerà un accordo, con la riapertura dello Stretto di Hormuz paralizzato da Teheran, gli Usa passeranno all'azione, annuncia Trump prospettando una svolta durissima. La chiusura di Hormuz, ormai da settimane, blocca il 20% del traffico mondiale di petrolio con conseguenze sull'aumento dei prezzi del greggio e dei carburanti in molti paesi, Italia compresa.
"Gli Stati Uniti d’America sono in serie trattative con un nuovo regime, più ragionevole, per porre fine alle nostre operazioni militari in Iran. Sono stati compiuti grandi progressi ma, se per qualsiasi motivo non si raggiungerà presto un accordo, cosa che probabilmente avverrà, e se lo Stretto di Hormuz non sarà immediatamente 'aperto al commercio', concluderemo la nostra 'piacevole permanenza' in Iran facendo esplodere e distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (e forse anche tutti gli impianti di desalinizzazione!), che finora abbiamo volutamente lasciato intatti", scrive il presidente in un post 'programmatico' su Truth.
Sullo sfondo, rimane l'opzione di un'operazione di terra. Gli Stati Uniti hanno appena trasferito in Medio Oriente almeno 2500 Marines con il gruppo anfibio USS Tripoli. Nella regione, sono presenti anche 1000 paracadutisti: tutti elementi che potrebbero essere utilizzati in blitz per obiettivi specifici. Secondo il Wall Street Journal, in particolare, Trump starebbe valutando un'operazione militare per sequestrare quasi 454 kg di uranio arricchito dall'Iran. Teheran è in possesso di quasi mezza tonnellata di uranio arricchito al 60%: al processo manca lo step per arrivare alla soglia del 90%, necessaria per utilizzare il materiale in ambito militare. Secondo Steve Witkoff, inviato speciale di Trump e interlocutore del regime iraniano nei negoziati, la quantità sarebbe sufficiente per produrre 11 armi nucleari.
Nella lista degli obiettivi di Trump c'è anche l'oro nero. Il presidente degli Stati Uniti si espone in maniera chiara: "Ad essere sincero, la cosa che preferisco è estrarre petrolio dall'Iran, ma alcune persone stupide negli Stati Uniti mi chiedono: 'Perché lo fai?' Ma sono persone stupide", dice al Financial Times.
Per arrivare a dama, potrebbe essere necessario acquisire il controllo dell'isola di Kharg, cuore del sistema petrolifero iraniano: "Forse conquisteremo l'isola di Kharg, forse no. Abbiamo molte opzioni. Significherebbe anche che dovremmo rimanere lì per un po' di tempo", dice suggerendo l'ipotesi di una campagna più lunga rispetto alle 4-6 settimane finora preventivate dalla Casa Bianca. Come evidenzia la Cnn, un'azione sull'isola esporrebbe i soldati americani alle ondate di droni e missili che l'Iran continua a lanciare. Trump, però, non sembra considerare il rischio: "Non credo che abbiano alcuna difesa. Potremmo conquistare l'isola molto facilmente". "Le capacità di attacchi con missili e droni sono state ridotte del 90% rispetto all'inizio dell'operazione", dice la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Il quadro delineato da Trump contrasta con quello che, pubblicamente, viene tratteggiato da Teheran. Al di là delle minacce di attacchi devastanti, il presidente americano continua a parlare di negoziati che "procedono bene". "Le richieste che ci sono state trasmesse sono state per lo più irragionevoli ed eccessive", è la posizione, immutata da giorni, che propone l'Iran.
"Non abbiamo avuto alcun negoziato diretto con gli Stati Uniti ma solo messaggi ricevuti tramite intermediari sulla volontà americana di negoziare", dice il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, nel corso di una conferenza stampa riportata dall’agenzia Tasnim. "La nostra posizione è chiara, a differenza dell'altra parte che cambia continuamente posizione: sappiamo bene quale sia il nostro quadro di riferimento. L'Iran non ha iniziato questa guerra ma è stato oggetto di un'aggressione. Tutti i nostri sforzi sono concentrati sulla difesa del Paese. Abbiamo già vissuto esperienze simili e non dimenticheremo il tradimento della diplomazia, avvenuto due volte in meno di un anno".
La distanza appare evidente anche quando si parla della stretta attualità relativa allo Stretto di Hormuz. Trump, con affermazioni non confermate dall'Iran, afferma che Teheran autorizzerà il transito di 20 petroliere "come segno di rispetto". Nelle stesse ore, però, nel parlamento iraniano approda il disegno di legge per introdurre un 'pedaggio' sul transito navale nello Stretto, come riferisce l'agenzia di stampa Isna.
La proposta, denominata 'Legge di azione strategica per la pace e lo sviluppo sostenibile della regione del Golfo Persico', sarà esaminata con procedura d'urgenza. Il testo, spiega Alireza Salimi, membro dell'ufficio di presidenza del Parlamento, si articola in quattro capitoli: sicurezza marittima, imposizione di tariffe per l'inquinamento ambientale, pagamento dei servizi di pilotaggio e istituzione di un fondo per lo sviluppo regionale. Il presidente del Parlamento è Mohammed Ghalibaf, uno dei leader che Trump definisce "molto ragionevoli". E' davvero disposto a collaborare con Washington? "Lo scopriremo presto. Ve lo farò sapere tra circa una settimana", dice il presidente americano. La risposta durissima potrebbe arrivare dopo il 6 aprile.

Categoria: internazionale/esteri
00:19
Gf Vip, caos tra le donne: tutti contro Ibiza Altea. Cosa è successo
(Adnkronos) - Ibiza Altea contro tutti nella Casa del Grande Fratello. In particolare, nel corso della settimana è nato un acceso scontro tra la concorrente e Antonella Elia, che si è protratto per giorni a seguito di alcune dichiarazioni della concorrente nei confronti di Blu Barbara. Nella puntata di questa sera, lunedì 30 marzo, le protagoniste hanno avuto modo di confrontarsi.
Secondo Elia, Altea avrebbe assunto atteggiamenti offensivi e giudicanti nei confronti delle altre donne dentro la Casa arrivando ad etichettarle come “facili”. A prendere parola è stata anche Blu Barbara che ha contestato duramente le parole ricevute: “Questo è un livello bassissimo della televisione, tu mi hai offesa nell’animo, hai offeso la mia famiglia e il mio fidanzato”.
Ibiza Altea ha provato a giustificarsi: “Sono anni che vengo sessualizzata, quindi so bene cosa significa. Sono una madre e sono una donna, io ho provato a scusarmi ma voi non volete credermi”.
La concorrente si è detta dispiaciuta e ha aggiunto: “Da donna che ha subito questi commenti per tutta la vita, mi dispiace di aver detto questa frase. Ho dato un’immagine di te che non te la meriti”.

Categoria: spettacoli
00:07
Governo allontana ipotesi voto anticipato, sul tavolo di Meloni resta il nodo rimpasto
(Adnkronos) - Nessuno lo auspica, nessuno lo dice apertamente, nessuno lo vuole davvero. Eppure, tra i corridoi della politica, lo spettro del voto anticipato continua ad aleggiare su questa fase finale della legislatura, ormai entrata nel suo quarto anno e scossa dalle turbolenze seguite alla vittoria del No al referendum sulla giustizia. Un’ipotesi che resta sullo sfondo, alimentata più dai sussurri che da prese di posizione ufficiali, e che i vertici della maggioranza si affrettano a disinnescare. La linea, almeno pubblicamente, è compatta: andare avanti.
“Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana", taglia corto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Gli fa eco l’altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, che assicura: "Il governo tira dritto e arriva a fine legislatura senza nessun dubbio e senza nessun tentennamento”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che lega ogni scenario politico al contesto internazionale: “Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana”, ribadisce in un’intervista a La Repubblica. E da Bruxelles, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida osserva come “non siano proprio in tantissimi a chiedere” il ritorno alle urne, “nemmeno tra le opposizioni”.
Dietro le quinte, però, il tema resta sensibile. Anche perché la maggioranza è ancora alle prese con gli strascichi politici delle dimissioni di Daniela Santanchè dal ministero del Turismo e con le inevitabili riflessioni sugli equilibri interni all’esecutivo.
È in questo contesto che interviene Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, mettendo un punto fermo: “Escludo che ci sia un’interruzione anticipata dell’attuale governo Meloni”.
Più sfumata, invece, la partita del possibile rimpasto, che resta sullo sfondo. “Può essere che arrivi un ministro al Turismo, visto che ci sono state le dimissioni. Non abbiamo mai messo bandierine, vedremo: lo nominerà il Presidente della Repubblica, sentito il Presidente del Consiglio, come prevede la Costituzione. Fare da parte mia qualsiasi altra riflessione sarebbe scorretto e una sgrammaticatura istituzionale”, chiarisce Donzelli.
Allo stesso tempo, Fratelli d’Italia respinge l’idea di un passaggio parlamentare per rilanciare l'azione dell’esecutivo: “Non c’è da ridefinire nessuna linea del governo. Le opposizioni chiedono la presenza della Meloni in Parlamento per ogni starnuto. Io credo che debba continuare a fare molto bene quello che sta facendo: il momento internazionale è delicatissimo ed è importante che sia concentrata sui dossier che riguardano gli italiani”.
A rafforzare il messaggio di compattezza arriva anche la Lega. “Piena fiducia in Giorgia Meloni e in tutta la squadra di governo”, scandisce Salvini durante una riunione del partito in via Bellerio a Milano, ribadendo che “la Lega è e sarà sempre leale e responsabile”.
Nel frattempo, da Palazzo Chigi la premier tira dritto sui dossier prioritari, a partire dalla sicurezza. “È in questa direzione che il Governo continuerà a muoversi: più strumenti per garantire sicurezza a tutti e più tutele per chi vuole manifestare pacificamente”, scriveva domenica sui social la premier. Una linea che, nelle intenzioni della maggioranza, serve anche a tenere lontani i fantasmi delle urne anticipate, confinandoli - almeno per ora - nel retroscena della politica.

Categoria: politica
00:06
Venti di burrasca e nevicate anche in collina, scatta allerta gialla in 6 regioni
(Adnkronos) - Venti di burrasca, ma anche freddo e abbondanti nevicate in collina. A finire nella morsa del maltempo è in particolare il Centro-Sud Italia, dove oggi - martedì 31 marzo- è scattata l'allerta gialla in ben 6 regioni.
Come spiega la Protezione civile, un’area di bassa pressione con correnti fredde dai Balcani verso le regioni centro-settentrionali del nostro Paese andrà a determinare un’intensa ventilazione e un marcato calo termico, con diffuse nevicate fino a quote di alta collina sulle aree adriatiche centrali.
Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha quindi emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse.
L’avviso prevede dalle prime ore di oggi venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali su Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio e Molise. Previste, inoltre, diffuse nevicate al di sopra dei 600-800 metri su Abruzzo e Molise, con apporti al suolo da moderati ad abbondanti, specie sui versanti appenninici orientali. Sulla base dei fenomeni in atto e previsti, è stata valutata quindi per la giornata oggi allerta gialla sui territori di Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e su alcuni settori di Campania e Sicilia.

Categoria: cronaca
00:05
Allerta meteo Italia: nuova ondata di pioggia, neve e vento prima di Pasqua
(Adnkronos) - Nuova ondata di maltempo con pioggia, neve e vento in arrivo sull'Italia. "Una massa d’aria fredda polare marittima, scenderà infatti dal Nord Europa verso il Mediterraneo e l’interazione tra queste correnti e le acque ancora relativamente miti dei mari italiani favorirà la formazione di un vortice depressionario responsabile di un deciso peggioramento del tempo soprattutto al Centro-Sud e sulle due Isole Maggiori". Queste le previsioni all'Adnkronos di Mattia Gussoni, meteorologo de 'iLMeteo.it', che evidenzia come "nei giorni successivi il vortice tenderà ad approfondirsi ulteriormente, alimentato dal calore dei mari ancora relativamente miti per la stagione e dal richiamo di correnti meridionali ricche di umidità. Si creeranno così condizioni favorevoli all’intensificazione del sistema, con la possibilità di fenomeni anche estremi".
"Il peggioramento più marcato è atteso tra mercoledì 1 e giovedì 2 aprile, quando si prevedono precipitazioni intense e raffiche di vento molto forti di Grecale e Bora, in particolare lungo il versante tirrenico e adriatico. Le correnti in quota contribuiranno a organizzare ulteriormente il vortice, - prosegue Gussoni - favorendo lo sviluppo di nubifragi specie su Abruzzo, Molise, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia. Sui rilievi del Centro sono attese nevicate anche abbondanti (oltre 70 cm di neve fresca a Roccaraso e Campo Imperatore), con quota neve intorno agli 800-1000 metri".
"Una nota più positiva è attesa nella seconda parte della settimana: dopo questa fase perturbata, infatti, l’alta pressione delle Azzorre tornerà ad espandersi verso l’Italia, riportando condizioni più stabili e ampi spazi soleggiati proprio in prossimità di Pasqua e Pasquetta".
"Sul fronte della stagione sciistica - evidenzia Gussoni - arrivano intanto indicazioni confortanti anche dai comprensori alpini. Secondo i calendari ufficiali, si scierà ancora durante il periodo pasquale in molte località, soprattutto a quote medio-alte. Nel circuito Dolomiti Superski molte località resteranno operative fino a metà mese e, in alcuni casi, anche oltre. Ancora più ampia la disponibilità di impianti aperti in Valle d'Aosta, dove i principali comprensori prolungheranno l’attività fino a fine aprile e inizio maggio. Una conferma che, condizioni meteo permettendo, gli appassionati potranno continuare a sciare anche durante le festività, soprattutto scegliendo le destinazioni d’alta quota".

Categoria: cronaca
00:04
Polizze catastrofali, scatta l'obbligo: dal ristorante all’hotel, ecco come variano i prezzi
(Adnkronos) - Ultima chiamata per le imprese: oggi, 31 marzo 2026, scade il termine per sottoscrivere la polizza catastrofale, l’assicurazione obbligatoria contro i danni da calamità naturali. Ristoranti, hotel, attività turistiche, pesca e acquacoltura devono adeguarsi entro la fine della giornata per proteggersi dai danni e mantenere l’accesso a eventuali contributi pubblici.
L’obbligo riguarda eventi come sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni, mentre fenomeni atmosferici come grandine, trombe d’aria e bombe d’acqua richiedono garanzie aggiuntive.
Ma quanto costa assicurarsi? A fare un punto della situazione ci ha pensato, in collaborazione con Italfinance e Finital, Facile.it. Ecco cosa è emerso.
L’analisi ha evidenziato come i premi annuali siano tutt’altro che proibitivi, soprattutto se paragonati ai benefici. Per calcolare i costi, Facile.it ha elaborato alcune simulazioni prendendo in esame 2 diverse attività commerciali - un ristorante e un hotel - in 3 città campione: Milano, Roma e Palermo.
Per l’attività ristorativa è stato considerato un terreno da 10.000 euro, un fabbricato da 500mila euro con attrezzature industriali e commerciali di valore pari a 150.000 euro ed impianti e macchinari per un valore pari sempre a 150mila euro; con queste caratteristiche, il premio annuale per sottoscrivere un’assicurazione Cat Nat a Milano parte da 272 euro, valore che diventa 628 euro a Palermo e 776 euro a Roma.
Le quotazioni per l’hotel salgono, in virtù di valori assicurati più elevati: in questo caso un terreno di 30.000 euro, un’immobile dal valore di 1,5 milioni di euro, attrezzature per 200.000 euro ed impianti e macchinari da 300mila euro. La struttura posizionata a Milano deve mettere a budget un costo annuale a partire da 556 euro, a Roma 835 euro, mentre a Palermo 2.111 euro.
I prezzi, come spiegano gli esperti di Facile.it, Italfinance e Finital, variano in funzione di diversi elementi tra cui, ad esempio, la rischiosità del territorio dove sono ubicati gli immobili in cui hanno sede le aziende, la probabilità di eventi calamitosi, la vulnerabilità dei beni assicurati, le caratteristiche costruttive dell’immobile, il tipo di attività svolta dall’impresa, la collocazione dell’immobile all’interno dell’edificio (distanza da terra in numero di piani), il capitale assicurato e, non ultime, le politiche commerciali e tariffarie di ciascuna compagnia assicurativa.
Sebbene al momento non siano previste sanzioni pecuniarie per le aziende che non sottoscrivono la polizza, chi non si adegua all’obbligo non potrà accedere ad agevolazioni o contributi pubblici e, in caso di evento calamitoso, rischia di dover far fronte autonomamente ai danni subiti senza poter contare su eventuali indennizzi da parte dello Stato.
A cosa fare attenzione
Quando si parla di prodotti assicurativi è fondamentale fare attenzione alle coperture offerte, quelle escluse, i massimali e le franchigie. La stessa regola vale anche questa volta. Per le polizze Cat Nat, ad esempio, è importantissimo fare attenzione agli eventi calamitosi per i quali è obbligatorio assicurarsi; la legge fa riferimento a sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni, mentre non sono oggetto dell'obbligo altri fenomeni atmosferici quali grandine, trombe d’aria e bombe d’acqua. Per tutelarsi da questi eventi, quindi, sarà necessario sottoscrivere delle garanzie accessorie ad hoc.
Attenzione, inoltre, ad alcune specificità: la frana, ad esempio, è coperta se l’evento si manifesta in maniera 'rapida', se invece, si tratta di un evento 'graduale', non è coperto.
Tra le esclusioni ci sono anche, ad esempio, le mareggiate, le valanghe e le slavine e non è possibile, chiaramente, assicurare edifici abusivi e non a norma.

Categoria: internazionale/esteri
00:03
Fascicolo sanitario elettronico, cosa cambia da oggi per medici e pazienti
(Adnkronos) - Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) è al giro di boa dell'obbligo di aggionamento dei dati. Da oggi, martedì 31 marzo, le strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate sono chiamate ad adeguarsi al nuovo modello di trasmissione dei dati per alimentare il Fse.
Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) raccoglie la storia clinica del paziente rendendo disponibili le informazioni e i documenti prodotti dal Sistema Sanitario Nazionale da medici e operatori sanitari anche di strutture diverse (ASL, Aziende Ospedaliere, medici di famiglia e pediatri, ecc.) e da strutture sanitarie private. Contiene ad esempio referti, lettere di dimissioni, verbali di pronto soccorso, prescrizioni e tutto il materiale che descrive i tuoi eventi clinici
Il Fse, spiega il ministero della Salute sul sito dedicato proprio al Fascicolo sanitario elettronico, è "il punto di accesso ai dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici riguardanti l'assistito, attraverso il quale il cittadino può consultare i propri dati e documenti sanitari e condividerli con i professionisti sanitari per garantire la continuità di cura per un servizio più efficace ed efficiente".
Per ottenere questo obiettivo le strutture sanitarie devono condividere un modello e un 'linguaggio' comuni e dovranno anche inviare il referto entro 5 giorni dalla prestazione erogata al cittadino-paziente. Un ecosistema dei dati, già peraltro attivo, che permetterà ai professionisti sanitari, ad esempio nel caso di accesso in un pronto soccoro sul territorio nazionale, di conoscere la storia clinica del paziente.
All'Adnkronos Salute Guido Marinoni, componente del Comitato centrale della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), spiega che "questo obbligo di 'upload' non riguarda i medici liberi professionisti. Per farlo capire bene faccio un esempio: dal primo aprile se un cittadino fa una visita privata da uno specialista, quest'ultimo non è obbligato ad inserire nessun dato nel Fascicolo. Sotto il profilo giuridico - ma anche su quello pratico - non ci sono gli strumenti per chi svolge l'attività privata pura, diverso il discorso per le strutture sanitarie pubbliche e per il privato accreditato che sono tenuti a rispettare la scedenza" del 31 marzo.
Altra novità è il Profilo sanitario sintetico (Pss), anche detto 'Patient Summary', il documento socio-sanitario informatico redatto e aggiornato dal medico di base o dal pediatra di libera scelta che riassume le principali evidenze della storia clinica dell’assistito e la sua situazione corrente conosciuta. "In questo file ci sono scritte, ad esempio, le allergie del paziente, le malattie che ha avuto o che ha, le terapie che prende - continua Marinoni - ma i 'Patient Summary' richiederanno anni per essere compilati. In molti territori mancano i medici di famiglia, il carico di assistiti se va bene è di 1.500 pazienti ma il turnover dei colleghi, molti stanno andando in pensione, cambia i giochi. I nuovi che arrivano non hanno mai conosciuto gli assistiti, c'è bisogno di tempo per valutare i profili e capire le esigenze. C'è un processo responsabilizzazione a cui è chiamato il medico con il Pss, visto che lo deve firmare, che richiede tempi più lunghi". La Fnomceo però è chiara, "noi crediamo nel Fascicolo, perché non crederci vuol dire non volere il telefono cellulare, è una grande opera che permette l'interoperabilità dell'ecosistema dei dati sanitari europei, però - conclude - come tutte le grandi opere non si fa in un giorno".
Grazie a questo nuovo strumento il paziente può avere un unico punto di accesso in sicurezza alla propria storia clinica, può consultare il proprio fascicolo ovunque si trovi, far arrivare velocemente al proprio medico curante le informazioni che lo riguardano ed essere seguito con maggiore continuità, evitando esami ripetuti o non necessari.
L'assistito può accedere al proprio Fse con la sua identità digitale (Spid, Cie, Ts-Cns) per consultare la propria documentazione e decidere se dare il consenso alla consultazione al personale sanitario. L'assistito potrà, in qualunque momento, modificare le indicazioni in merito a chi può consultare il proprio Fse e a cosa può essere consultato, senza alcuna conseguenza per l'erogazione delle prestazioni fornite dal Ssn e dai servizi socio‐sanitari. La revoca del consenso per la consultazione dei dati e dei documenti presenti nel Fse disabilita l'accesso ai dati e ai documenti per i professionisti sanitari e socio‐sanitari precedentemente autorizzati che, solo in caso di nuova e successiva prestazione del consenso da parte dell'assistito, verranno riabilitati e potranno nuovamente consultare la documentazione. L'assistito può, in qualunque momento, visualizzare i diversi soggetti che hanno avuto accesso al proprio Fse, sia per attività di consultazione che di alimentazione.

Categoria: salute
22:38
GfVip, Adriana Volpe su tutte le furie: "Se volete questi contenuti, mandatemi via"
(Adnkronos) - Inzio di fuoco al Grande Fratello Vip. Nel corso della puntata di oggi, lunedì 30 marzo, è andato in scena un acceso scontro tra Alessandra Mussolini e Antonella Elia da una parte e Adriana Volpe dall'altra. La discussione, che si trascina ormai da giorni, ruota attorno agli assorbenti disponibili nella Casa. Tuttavia, il confronto ha assunto rapidamente un'altra faccia della medaglia, che tocca corde più personali e sensibili.
Adriana Volpe in puntata ha spiegato di aver avvertito una profonda mancanza di rispetto, come donna e come mamma, per essere stata presa in giro dalle altre due concorrenti. Secondo la conduttrice, infatti, Mussolini e Elia avrebbero ironizzato sulla sua età, insinuando che non fosse più nella fase della vita in cui non si ha il ciclo mestruale.
"Vergognati, mi hai umiliata come donna e come mamma", ha urlato Volpe contro Mussolini in diretta. "Sei una vipera", ha continuato, facendo poi un appello al Grande Fratello: "Mandatemi fuori se questo è il contenuto che volete fare".
A prendere le difese di Volpe ci ha pensato Selvaggia Lucarelli. L'opinionista ha rimproverato le due concorrenti invitandole a riflettere e a chiedere scusa: "La questione del ciclo è più delicata di come stanno facendo passare loro due. Stavano alludendo al fatto che Adriana non lo abbia più, toccando una fase sensibile della vita di una donna. Non lanciate il sasso e poi ritirate la mano".
"Adriana è una signora - ha continuato Lucarelli - è un tema delicato, difficile per una donna da affrontare. Io al posto vostro chiederei scusa. Da donna, siete state molto indelicate".
Discorso condiviso pienamente da Volpe che ha ringraziato Lucarelli per aver compreso il suo dispiacere.

Categoria: spettacoli
22:19
Celine Dion annuncia il ritorno sul palco, 10 concerti a Parigi
(Adnkronos) - Celine Dion torna con una serie di concerti a Parigi. Proprio nel giorno del suo 58esimo compleanno, la star ha annunciato in esclusiva il suo ritorno sul palco con Celine Dion Paris 2026, una straordinaria residency di sole cinque settimane alla Paris La Défense Arena. A partire da sabato 12 settembre 2026, l'artista canadese si esibirà in 10 show fino al 14 ottobre. L'artista riprende così la propria carriera dopo lo stop imposto dalla malattia: Dion è affetta dalla Sindrome della Persona Rigida, una rara patologia neurologica diagnosticata nel 2022. La malattia provoca rigidità muscolare e difficoltà nei movimenti, complicati da spasmi dolorosi.
“Negli ultimi anni, ogni giorno che è passato ho sentito le vostre preghiere e il vostro sostegno, la vostra gentilezza e il vostro amore - ha detto la cantante nel video pubblicato sui propri canali social -. Mi avete aiutata in modi che non posso nemmeno descrivere, e sono davvero fortunata ad avere il vostro supporto. Quest’anno ricevo il regalo di compleanno più bello della mia vita… ho la possibilità di rivedervi, di esibirmi ancora per voi a Parigi, a partire da settembre! Mi sento bene, mi sento forte, sono emozionata, ovviamente un po’ nervosa, ma soprattutto sono grata a tutti Voi! Vi voglio bene e ci vediamo presto".
Nella serie di concerti l'artista proporrà i suoi più grandi successi, sia in francese che in inglese: da "The Power of Love" a "It’s All Coming Back to Me Now", da "Because You Loved Me" a "My Heart Will Go On".

Categoria: spettacoli
21:01
Attentato a Ranucci, la rivelazione di Giletti: "Attentatori dalla Campania, legati a camorra"
(Adnkronos) - A Lo Stato delle Cose nuove rivelazioni sull’attentato dello scorso ottobre al giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci: A svelarle durante la trasmissione di stasera è stato Massimo Giletti.
"Il mezzo usato - ha detto - non è una Panda nera, che probabilmente ha depistato all'inizio. La notizia vera è che l'esplosivo intanto non era plastico ma è una gelatina, probabilmente presa in una cava. Gli uomini erano tanti, non uno solo, e venivano dalla Campania: sono arrivati quella sera stessa e sono tornati. Uomini che appartengono alla camorra. L'attentato a Sigfrido Ranucci è di camorra".
La camorra avrebbe quindi piazzato l’ordigno sotto l’auto del conduttore davanti alla sua abitazione di Pomezia lo scorso 16 ottobre. Arrivano conferme all'ipotesi seguita dalla Procura di Roma (pm Carlo Villani), nel corso delle indagini condotte dai carabinieri che avevano avuto già una prima svolta lo scorso 21 novembre, quando una lettera anonima aveva indirizzato gli investigatori verso la camorra e in particolare verso il gruppo di Giuseppe Setola, ala stragista del clan dei Casalesi.
"Non fu utilizzato esplosivo al plastico, ma della gelatina", ha aggiunto Giletti. Alle 22 del 16 ottobre 2025, un'auto aveva raggiunto l'abitazione a Pomezia, vicino Roma, e diversi uomini avevano piazzato un ordigno, poi esploso intorno alle 22. Un attentato dinamitardo che ha distrutto le auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, parcheggiate all'esterno della sua residenza.

Categoria: cronaca
20:51
Sondaggio politico, Fratelli d'Italia stabile e Pd cresce
(Adnkronos) - Fratelli d'Italia è fermo, Pd e Movimento 5 Stelle crescono. E' la novità nel sondaggio Swg che oggi, 30 marzo, fotografa le intenzioni di voto per il Tg La7 in caso di elezioni. Il rilevamento evidenzia che Fratelli d'Italia, sempre primo partito con ampio margine, non si sposta dal 29,5% registrato una settimana fa. Il vantaggio della formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul Pd si assottiglia. I dem della segretaria Elly Schlein guadagnano lo 0,5% e arrivano al 22%. Passo avanti anche per il M5S di Giuseppe Conte, che sale dello 0,1% e si attesta al 12,3%. Stesso progresso parziale per Forza Italia, ora al 7,9%. La Lega cede lo 0,2% e scivola al 6,6%, allo stesso livello di Verdi e Sinistra che confermano il dato di 7 giorni fa e perfezionano l'aggancio.
Nessuna variazione per Azione di Carlo Calenda e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, stabili rispettivamente al 3,4% e al 3,3%. Scende Italia viva di Matteo Renzi, che perde lo 0,2% e ora vale il 2,3%. Seguono +Europa (1,4%) e Noi Moderati (1,1%).

Categoria: politica
20:47
Caso Delmastro, Elena Chiorino si dimette anche da assessora giunta Piemonte
(Adnkronos) - Elena Chiorino, dopo aver lasciato nei giorni scorsi la vicepresidenza della Regione Piemonte, si è dimessa anche da assessora regionale. Ad annunciarlo in una nota è la stessa Chiorino che sottolinea: “Ho comunicato al presidente Alberto Cirio la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili. È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d’Italia”. La decisione fa seguito alla vicenda che ha coinvolto alcuni esponenti di FdI tra cui l'ex sottosegretario Andrea Delmastro.
“Sono una persona perbene e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un’indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta - aggiunge - non posso accettare che, senza alcuno scrupolo, si tenti di colpire la mia persona, mettendo in discussione l’azione amministrativa portata avanti in questi anni e coinvolgendo, in modo irresponsabile, anche persone estranee”, prosegue Chiorino, osservando: “L’ultimo presunto scoop consisterebbe nel fatto che forse domani potrebbe essere nominata una persona di mia conoscenza in ente legato agli Special Olimpics, con emolumenti zero e in assenza di altre candidature nei termini previsti dalla legge”.
“Faccio un passo indietro a testa alta, nella consapevolezza della mia correttezza e del lavoro svolto al servizio delle istituzioni. Continuerò a difendere le mie idee dal gruppo di Fratelli d’Italia e la mia onorabilità sociale e onestà personale, contro ogni eventuale forma di sciacallaggio, in tutte le sedi”, conclude Chiorino.
Si è dimesso anche l’assessore al Comune di Biella, Cristiano Franceschini. "Ho comunicato al sindaco Marzio Olivero la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili da assessore. È una scelta che assumo con responsabilità, mettendo al primo posto il Comune di Biella, la serenità dell’azione amministrativa e il rispetto verso il mio partito, Fratelli d’Italia”, scrive Franceschini.
“Nelle ultime settimane - sottolinea in una nota - si è assistito a una polemica che ha oltrepassato ogni limite, trasformando una vicenda personale, affrontata con trasparenza e senza alcuna malizia, in un attacco mediatico costruito su insinuazioni e accuse prive di qualsiasi fondamento. Sono state usate parole gravi e inaccettabili, senza riscontro nei fatti, con l’unico obiettivo di delegittimare la mia persona e il lavoro svolto. Rivendico con fermezza la correttezza del mio operato: non vi è stato nulla di irregolare o opaco. Nel momento in cui sono venuto a conoscenza di elementi che prima ignoravo, ho agito subito, senza esitazioni, prendendo le distanze e assumendo le decisioni necessarie”.
“Ho commesso una leggerezza, e me ne assumo la responsabilità. Per questo rivolgo le mie scuse ai cittadini. Non accetto però che si tenti di trasformare questa vicenda in uno strumento per infangare me e le istituzioni attraverso ricostruzioni distorte. Per questo mi tutelerò in tutte le sedi opportune, affinché la verità venga ristabilita - conclude Franceschini - lascio il mio incarico a testa alta, consapevole dell’impegno garantito in questi anni e del fatto che sono una persona perbene. Continuerò a difendermi con determinazione, contrastando ogni forma di strumentalizzazione”.

Categoria: politica
20:42
Israele, sì alla pena di morte per terroristi: Knesset approva la legge
(Adnkronos) - Israele dice sì alla pena di morte per i terroristi. Il parlamento ha approvato in seconda e terza lettura il disegno di legge che introduce l'esecuzione capitale per i palestinesi condannati per terrorismo. Il premier Benjamin Netanyahu ha votato a favore. I sì nella Knesset sono stati 62, i voti contrari sono stati 48, e un parlamentare si è astenuto.
Dopo quasi dodici ore di dibattito, i parlamentari hanno votato a favore della legge che prevede la pena di morte per impiccagione per i residenti della Cisgiordania condannati per atti terroristici dai tribunali militari. La legge sancisce di fatto la pena capitale solo per i palestinesi, poiché esclude esplicitamente i cittadini o i residenti israeliani, e solo i palestinesi vengono processati dai tribunali militari. Gli israeliani vengono processati dai tribunali civili, ricorda il Times of Israel.
Sebbene una disposizione separata consenta ai tribunali di imporre la pena di morte a chiunque, compresi i cittadini israeliani, si applica solo a coloro che "causano intenzionalmente la morte di una persona con l'obiettivo di negare l'esistenza dello Stato di Israele" una definizione che in pratica esclude i terroristi israeliani.
Dopo l'approvazione della legge, arriva la condanna dell'Autorità Palestinese, che ha definito la misura una "pericolosa escalation". In un post su X, il ministero degli Esteri dell'Autorità Palestinese afferma che "Israele non ha sovranità sulla terra palestinese", aggiungendo: "Questa legge rivela ancora una volta la natura del sistema coloniale israeliano, che cerca di legittimare le uccisioni extragiudiziali con una copertura legislativa".

Categoria: internazionale/esteri
20:37
Iran, Fmi avverte sui costi della guerra: impatto su pil globale e prezzi, Italia esposta
(Adnkronos) - Se continuasse il conflitto in Medio Oriente e le limitazioni all'export di petrolio, gas e fertilizzanti per la guerra in Iran, "tutte le strade portano ad un aumento dei prezzi e a un rallentamento della crescita a livello mondiale". In un report pubblicato sul blog del Fmi firmato tra gli altri dal capo economista Pierre-Olivier Gourinchas, il Fondo lancia l'allarme sulle conseguenze economiche della guerra contro l'Iran e avverte che i governi con livelli elevati di indebitamento avranno un accesso limitato alle risorse che potrebbero essere utilizzate per attenuare gli effetti della crisi.
"In Europa, lo shock sta facendo riemergere lo spettro della crisi del gas del 2021–22, con Paesi come l’Italia e il Regno Unito particolarmente esposti a causa della loro dipendenza dall’energia elettrica prodotta dal gas, mentre Francia e Spagna sono relativamente protette grazie alla loro maggiore capacità nucleare e di energie rinnovabili", si legge.
“Sebbene la guerra possa influenzare l'economia globale in modi diversi, tutte le strade portano a prezzi più alti e a una crescita più lenta”, si sottolinea nell'analisi. "Un conflitto di breve durata potrebbe far impennare i prezzi del petrolio e del gas prima che i mercati si adeguino, mentre uno di lunga durata potrebbe mantenere elevati i costi energetici e mettere a dura prova i paesi che dipendono dalle importazioni", osserva il Fondo.
“Molto dipende dalla durata del conflitto, dalla sua estensione e dall'entità dei danni che infligge alle infrastrutture e alle catene di approvvigionamento”, si legge nel post, rilevando che storicamente, i picchi prolungati dei prezzi del petrolio hanno tendenzialmente spinto l'inflazione al rialzo e la crescita al ribasso.

Categoria: economia
20:28
Mps, proxy advisor Iss raccomanda voto per lista presentata da Cda uscente
(Adnkronos) - Il proxy advisor Iss ha raccomandato agli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena di votare a favore della lista presentata dal consiglio di amministrazione uscente, che vede Fabrizio Palermo candidato alla carica di amministratore delegato. Di contro, ha raccomandato agli azionisti della banca di votare contro la lista di Plt Holding, che sostiene Lovaglio, e contro quella di minoranza degli investitori istituzionali. Iss mette in evidenza che "pur riconoscendo le problematiche del processo" è il dissidente "che deve presentare argomentazioni convincenti a favore del cambiamento", elemento, spiegano, "ancora più cruciale quando si cerca di ottenere un cambio di maggioranza".
Per questo, spiega il proxy, la valutazione "del processo" deve essere fatto nella seconda votazione a cui sarà soggetta la lista del cda nel caso in cui risultasse vincente: a tal proposito, Iss raccomanda di votare contro il candidato presidente Nicola Maione per preoccupazioni che "riguardano la trasparenza, la pianificazione della successione e l'accountability complessiva" mentre consiglia di votare a favore dell'elezione del candidato ceo Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi che l'istituto bancario, sottolinea Iss, "ritiene in possesso delle competenze e dell'esperienza necessarie per ricoprire la carica di amministratore delegato" e che comunque - anche in caso di mancata elezione ad Ad - "potrebbero continuare a contribuire con la loro esperienza nel settore finanziario in qualità di consiglieri".
Nel report del proxy advisor viene suggerito di bocciare anche l'attuale presidente del comitato nomine Domenico Lombardi. Viene consigliato anche il voto contrario ad altri consiglieri ritenuti non in possesso dei requisiti di indipendenza.

Categoria: finanza
19:44
Morì per overdose in casa del fidanzato, Procura Roma indaga per maltrattamenti ai danni di Camilla Sanvoisin
(Adnkronos) - La procura di Roma, a quanto apprende l'Adnkronos, indaga per maltrattamenti ai danni Camilla Sanvoisin, la 25enne trovata morta nel febbraio dello scorso anno in casa del compagno Giacomo Celluprica alla Giustiniana. Il 35enne, subito dopo i fatti, aveva riferito di aver assunto droga con Camilla e di essersi poi profondamente addormentato fino a quando, al risveglio, ha trovato la ragazza inerte accanto a lui e ha chiamato i soccorsi. Dall’autopsia non erano emersi segni di traumi esterni o violenza e gli esami avevano confermato la morte della giovane per arresto cardiaco.
Nel corso dell’indagine condotte dai pm capitolini sarebbero emersi però elementi, riferiti al periodo precedente alla morte della ragazza, che hanno portato adesso a ipotizzare l’accusa di maltrattamenti. Celluprica, nella cui abitazione i poliziotti avevano trovato diversi flaconi di metadone, è stato assolto lo scorso maggio dall’accusa di detenzione ai fini di cessione di stupefacenti.
Per la morte della 25enne, la cui famiglia è assistita dagli avvocati Enrico Modica ed Elisa Scaroina, è indagata, con l’accusa di morte come conseguenza di altro reato, la pusher che avrebbe venduto la droga alla coppia, rintracciata nel corso delle indagini attraverso l’analisi dei cellulari. (di Daniele Dell'Aglio)

Categoria: cronaca
19:31
Legge elettorale, muro opposizioni contro 'schema Nordio': "Destra avanti a colpi di maggioranza"
(Adnkronos) - Le opposizioni annunciano battaglia sulla legge elettorale. Questa la reazione all'avvio domani, dopo i lavori d'aula, dei lavori in commissione Affari Costituzionali alla Camera. "La maggioranza applica lo schema Nordio", dicono i parlamentari che seguono il dossier, alludendo alla riforma della Giustizia approvata senza modifiche in Parlamento prima di andare a referendum. Il centrosinistra già domani 'ingaggerà' con il centrodestra sui primi aspetti procedurali, a partire dalla scelta di nominare 4 relatori, uno per ogni partito della maggioranza, considerata non certo un viatico a un eventuale dialogo. Ed insieme un segnale di debolezza: "Non ho memoria di 4 relatori... la verità è che si marcano a vicenda perché non si fidano gli uni degli altri", osserva un parlamentare Pd.
Anche sull'annunciata intenzione di arrivare ad un testo unico, l'opposizione è sugli scudi: il Pd ha ritirato le sue due proposte in commissione sulla legge elettorale. Quindi rimane, di fatto, solo il testo di FdI da adottare. Ci sono altre proposte già assegnate alla commissione ma non sono proposte di riforma della legge elettorale. C'è ad esempio la pdl di +Eu, firmata dal segretario Riccardo Magi, per "la raccolta digitale delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste e delle candidature". O quella di FI, firmata da Paolo Emilio Russo, per la "soppressione della distinzione per sesso e dell’indicazione del cognome del coniuge per le donne coniugate o vedove nelle liste elettorali". Tra queste c'è anche la proposta del deputato di Fdi eletto all'estero, Andrea Di Giuseppe, che delega il governo per la revisione del voto dei cittadini italiani residenti. E le opposizioni potrebbero sollevare la questione se la commissione deciderà di abbinare anche questo testo. "Deleghiamo il governo? Ma non esiste".
Siamo ancora alle prime battute procedurali e in attesa di vedere quale sarà lo sviluppo dei lavori in commissione, le opposizioni marcano le distanze. "Dopo il tentativo della separazione, bocciato dai cittadini al referendum, si arriva oggi a una proposta di modifica della legge elettorale che appare il frutto esclusivo di un accordo tra i partiti di governo, senza alcun reale confronto con le opposizioni. Su questi temi serve responsabilità, non prove di forza a colpi di maggioranza”, dice Simona Bonafè, vicepresidente del gruppo Pd e capogruppo in commissione Affari costituzionali della Camera.
Sottolinea Magi di Più Europa: "Lo stato confusionale li sta spingendo a provare a imporre una riforma della legge elettorale a colpi di maggioranza come hanno già fatto con la riforma costituzionale sulla magistratura. La legge elettorale di Meloni si avvicina più alla legge Acerbo del periodo fascista, che non alla legge Truffa del ’53. Siamo convinti che le forze di opposizione debbano opporsi strenuamente e in modo intransigente a questa schifezza. Questo è quello che faremo in Parlamento e nel Paese". Ed ancora Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs nella commissione Affari costituzionali della Camera: "Mentre il Paese soffre, le bollette crescono e i salari si abbassano, la destra pensa a come ‘cucinare’ la propria legge elettorale, cioè a scrivere una misura che gli garantisca il successo elettorale. Non hanno imparato nulla dal recente voto. La legge elettorale o è condivisa o non è e per il momento non hanno neanche una bozza condivisa al loro interno”.
Enrico Borghi di Italia Viva fa "fatica a immaginare che la Lega e Forza Italia, all'indomani di quello che è accaduto, desiderino consegnare le chiavi di casa a Giorgia Meloni. E se lo facessero faccio molti auguri". E comunque osserva, sul tavolo "c'è un problema di metodo prima ancora che di merito. Il metodo è che quando si cambiano le fondamenta e le impalcature di un sistema democratico non si arriva, come accaduto per la riforma sulla giustizia, a dire 'prendere o lasciare', come invece mi pare che la presidente del Consiglio voglia fare".
Duro Alfonso Colucci, deputato del Movimento 5 stelle e capogruppo pentastellato in commissione Affari costituzionali: "A noi sembra incredibile che davanti a una situazione internazionale così complicata, con il caro bollette, il caro carburanti, il carovita, con 5 milioni di lavoratori poveri, infinite liste d'attesa, milioni di italiani che non riescono arrivare alla fine del mese, la priorità di Giorgia Meloni sia cambiare la legge elettorale. Questa sulla legge elettorale - dice Colucci all'Adnkronos - è una discussione che serve solo a Meloni per pensare di garantirsi la maggioranza nella prossima legislatura. Si sente franare il terreno sotto i piedi...".

Categoria: politica
19:23
Usa, la lobby dell’AI investe 300 milioni nelle elezioni di midterm
(Adnkronos) - A guardarli sulla cartina degli Stati Uniti sembrano una macchia di cemento che continua a espandersi nel verde delle aree rurali. Negli ultimi mesi Epoch AI, un istituto di ricerca non profit, ha mappato l’espansione dei data center attraverso i dati pubblici disponibili sul web, ma anche immagini satellitari e richieste di permessi per costruire, creando una mappa interattiva in cui è possibile capire quanta acqua ed energia consumano e consumeranno in prospettiva, chi sono i proprietari e quali sono i costi. “I moderni data center per l'AI generano così tanto calore che i sistemi di raffreddamento si estendono al di fuori degli edifici”, si legge in una nota sul sito della non profit. Ma la battaglia per espandere i data center è soprattutto politica e in questi mesi, in vista delle elezioni di midterm dell’8 novembre, si sta intensificando. In questo momento, le lobby che sostengono l’industria dell’intelligenza artificiale hanno investito oltre 300 milioni di dollari per sostenere candidati che promettono leggi e regole meno restrittive per Big Tech. Per fare un paragone, nel 2024 Elon Musk, uno dei più grandi donatori del partito repubblicano, ha dato alla campagna di Donald Trump la stessa quantità di denaro.
Secondo un’analisi del New York Times, nel solo 2025 aziende, dirigenti e gruppi legati all’AI hanno donato almeno 83 milioni di dollari alle campagne federali, cifra che sale a circa 150 milioni includendo le iniziative a livello statale. A questi si aggiungono nuovi flussi di denaro. Un gruppo pro-AI, Innovation Council Action, sostenuto dall’area politica di Donald Trump e vicino al suo consigliere David Sacks, prevede di investire almeno 100 milioni di dollari nelle elezioni di novembre, sostenendo i candidati favorevoli alla deregolamentazione e penalizzando chi vuole regole più stringenti sull'intelligenza artificiale.
Il sistema si sta strutturando attorno a una rete di super PAC e gruppi paralleli. Leading the Future, sostenuto da investitori della Silicon Valley e figure legate a OpenAI, ha raccolto da solo circa 125 milioni di dollari. Meta ha destinato altri 65 milioni a campagne nei singoli Stati. Sul fronte opposto, organizzazioni favorevoli a una regolamentazione più severa stanno cercando di rispondere: Public First Action punta a raccogliere fino a 75 milioni di dollari, mentre il Future of Life Institute ha avviato una campagna pubblicitaria da 8 milioni. In questo modo la regolamentazione dell’intelligenza artificiale è diventata uno dei temi centrali nella corsa per il controllo del Congresso. Public First Action, il network finanziato da Anthropic, è impegnato a promuovere un’intelligenza artificiale più sicura: ha appena presentato una campagna pubblicitaria a sostegno di due democratici moderati, Josh Gottheimer e Valerie Foushee, sempre più centrali nel dibattito sulla regolamentazione dell’AI e co-presidenti della nuova commissione democratica della Camera dedicata al tema. L’obiettivo dell’industria è evitare una regolamentazione frammentata. “Vogliamo evitare un mosaico di leggi statali che rallenti l’innovazione”, è la linea sostenuta da molti attori del settore, che chiedono uno standard federale unico. Una posizione legata anche alla competizione con la Cina, sempre più presente nel dibattito politico sull’AI. Secondo CNBC, l’industria sta cercando di replicare la strategia usata dal settore delle criptovalute nel 2024, quando un singolo super PAC contribuì all’elezione di oltre 50 candidati favorevoli.
Una divisione che va oltre i partiti. Su questo punto si sta aprendo uno scontro sempre più netto. Una parte della sinistra democratica chiede di rallentare. Il senatore Bernie Sanders è tra i più critici e propone limiti più stringenti allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture collegate, inclusa una possibile moratoria sulla costruzione di nuovi data center. Il tema non è solo tecnologico ma anche ambientale e sociale, legato al consumo di energia, all’uso dell’acqua e all’impatto sulle comunità locali. Allo stesso tempo, una parte crescente dell’opinione pubblica si mostra scettica. Diversi sondaggi indicano che la maggioranza degli americani sostiene l’introduzione di regole per la sicurezza e la trasparenza dell’AI, anche a costo di rallentare lo sviluppo. Anche all’interno del campo conservatore non manca il dissenso: alcuni esponenti repubblicani hanno espresso dubbi su un approccio troppo permissivo e si sono opposti a limitare il potere degli stati. Negli ultimi mesi alcuni esponenti repubblicani hanno preso le distanze dalla linea più permissiva.
I senatori Josh Hawley e Marsha Blackburn hanno bloccato un tentativo dell’amministrazione di limitare il potere degli stati nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Una posizione condivisa anche da figure come il governatore della Florida Ron DeSantis, che ha difeso il ruolo degli stati contro un accentramento a livello federale. Nonostante queste divisioni, la linea dell’area politica legata a Donald Trump resta orientata all’accelerazione. L’intelligenza artificiale viene considerata un settore strategico nella competizione globale e quindi da sviluppare rapidamente. La Casa Bianca ha indicato la volontà di favorire un quadro normativo nazionale più leggero e di limitare la possibilità per i singoli stati di introdurre regole autonome, proprio per evitare ostacoli all’avanzamento del settore.
In questa direzione si inserisce anche la posizione di David Sacks, investitore della Silicon Valley ed ex responsabile per intelligenza artificiale e criptovalute alla Casa Bianca, che sostiene la necessità di un unico quadro regolatorio federale. Secondo questa visione, un sistema frammentato di leggi statali rischierebbe di rallentare la crescita americana e favorire i concorrenti internazionali, in particolare la Cina. Lo stesso Sacks è stato recentemente nominato alla guida del consiglio di consulenza scientifica e tecnologica del presidente, insieme a figure di primo piano del settore come Mark Zuckerberg, Jensen Huang, Larry Ellison e Marc Andreessen, a conferma del legame sempre più stretto tra industria tecnologica e processo decisionale politico.
Da Ashburn, in Virginia, a circa trenta minuti da Washington, si entra in quella che negli Stati Uniti è conosciuta come Data Alley. Qui si concentra la più alta densità di data center al mondo. Non vogliono parlare. Sorridono e salutano, ma fanno segno con la mano che non possono. Sono le quattro del pomeriggio e la maggior parte degli operai sta lasciando i cantieri. Intorno, decine di nuove costruzioni. Cubi di cemento armato, bassi ed enormi, spesso circondati da telecamere e sistemi di sicurezza. Gli oltre 200 data center presenti nell’area di Ashburn, che raddoppiano considerando l’intera Virginia del Nord, gestiscono circa il 70 per cento del traffico internet mondiale. Il primo è stato costruito nel 1998 da Equinix vicino alla sede di America Online. Oggi quella sede non esiste più, demolita nel 2023, mentre il settore continua a crescere. Secondo un’analisi di S&P Global, nei primi undici mesi del 2025 sono stati investiti circa 47 miliardi di dollari nella costruzione di nuovi data center negli Stati Uniti e in Canada, su un totale globale di 61 miliardi.
“Per chi ci lavora è un’opportunità, ma per la comunità locale è stato un peggioramento”, dice ad AdnKronos Jeremy, 50 anni, incontrato in un birrificio della zona. La sua famiglia vive qui da generazioni. Il problema, raccontano diversi residenti, è prima di tutto economico. Le bollette dell’energia sono aumentate fino al 30 per cento negli ultimi anni. A questo si aggiunge il consumo di acqua necessario per raffreddare le strutture. Secondo uno studio della Interstate Commission on the Potomac River Basin, entro il 2050 la domanda idrica nella regione potrebbe crescere del 17 per cento. Lo spazio disponibile è sempre meno e i data center si avvicinano ai centri abitati. I residenti parlano di rumore costante, perdita di terreni agricoli e riduzione delle aree naturali. E c’è un grosso problema sia per i politici locali che per la Casa Bianca.
Secondo i dati di un sondaggio di NBC News, la maggior parte degli elettori, sia di destra che di sinistra, è a favore di regole più severe sull’espansione dell’AI, mostrando come la tecnologia crei più preoccupazioni e tensioni rispetto all’ICE, la polizia di frontiera usata da Trump negli ultimi mesi per arrestare gli immigrati senza documenti nelle città americane. “Stiamo perdendo biodiversità e parte della nostra storia per qualcosa che non conosciamo davvero”, sostiene una donna che preferisce rimanere anonima e che vive vicino a uno dei nuovi impianti. (di Angelo Paura)

Categoria: internazionale/esteri
18:46
Legge elettorale, nuova sfida centrodestra: "Ma niente colpi di mano, noi aperti al confronto"
(Adnkronos) - Archiviare rapidamente la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia e riscrivere le regole del gioco per garantire al futuro governo stabilità e piena agibilità, soprattutto nel caso in cui le prossime elezioni politiche consegnassero un sostanziale pareggio tra centrodestra e campo largo. È questa la linea tracciata da Giorgia Meloni.
In questo quadro, il tema della legge elettorale torna con forza al centro del dibattito politico, proprio alla vigilia dell’avvio, in Commissione Affari costituzionali alla Camera, dell’iter parlamentare del cosiddetto ‘Stabilicum’: il sistema proporzionale con premio di maggioranza pensato da Fdi-Lega-Fi-Nm per mandare in soffitta il Rosatellum. Il tutto mentre il centrodestra deve fare i conti con le turbolenze seguite al voto referendario - dalla raffica di dimissioni della scorsa settimana, su tutte quella della ministra del Turismo Daniela Santanchè - e con le persistenti voci di rimpasto e di elezioni anticipate, al momento smentite dai vertici della coalizione e, in particolare, da autorevoli fonti di Fratelli d’Italia.
La priorità, intanto, resta portare a casa la riforma della legge elettorale senza colpi di mano e lasciando aperta la porta al dialogo con Pd-M5S-Avs. “Ci confronteremo con le opposizioni. Il provvedimento sarà incardinato domani, ma senza forzature: non c’è alcuna intenzione di procedere a colpi di maggioranza”, spiegano fonti parlamentari di via della Scrofa. Quanto a eventuali modifiche, “è prematuro parlarne prima del confronto; siamo comunque disponibili a valutare eventuali correttivi, purché non venga stravolta la filosofia del testo”. L’impianto generale, nelle intenzioni di Fdi, resta quello di una legge proporzionale, con un premio di maggioranza che consenta di stabilire chiaramente, il giorno dopo il voto, chi ha vinto e chi ha perso: “Su questi punti non si può transigere”. Sulle modalità per arrivarci, invece, “il confronto è aperto”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Nazario Pagano, presidente della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio in quota Fi: “L’incardinamento della legge elettorale domani in Commissione rappresenta un passaggio importante che auspichiamo possa aprire un confronto serio e costruttivo anche con le opposizioni. Se vogliamo garantire stabilità al prossimo Parlamento, è necessario ragionare sul superamento del Rosatellum che, nelle attuali condizioni politiche, rischia di produrre un sostanziale pareggio tra le coalizioni, con conseguenti incertezze per il Paese”. D’altra parte, aggiunge all'Adnkronos l’esponente azzurro, “quella legge era stata concepita in un contesto parlamentare diverso e, alla luce delle modifiche intervenute col taglio dei parlamentari, ne sono emersi con evidenza tutti i limiti”. Da qui la necessità di “una nuova legge condivisa, capace di garantire stabilità e regole chiare per gli elettori nel rispetto del pluralismo e con la più ampia convergenza possibile”.
Concorda Alessandro Colucci, deputato di Noi moderati e tra i relatori della pdl: "Il confronto è sempre auspicato, l'importante che sia ben chiaro l'obiettivo: quello di dare governabilità a chi vince, chiunque sia il vincitore. Ragione per cui è importante ci sia un confronto sincero tra maggioranza e opposizione, non condizionato da politicizzazioni. Credo che sia interesse di tutti che non ci siano Aule parlamentari con maggioranze non chiare". Più netto Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della stessa Commissione: “Sulla legge elettorale andiamo avanti, al momento non ci sono controindicazioni”. Sul nodo delle preferenze, De Corato si dice favorevole alla loro introduzione, ribadendo la linea del partito: “Io sono per le preferenze, sono 40 anni che faccio campagna elettorale con le preferenze, per cui non mi sembra che creino un problema”.
Da Forza Italia filtra la convinzione che “sarà necessaria qualche correzione minima, ma l’impianto complessivo regge”. Sulle eventuali modifiche, "valuteremo dopo aver ascoltato le audizioni. Un punto su cui intervenire potrebbe essere quello relativo al premio di maggioranza, che è stato fin da subito tra gli aspetti più criticati dai costituzionalisti”. Anche la Lega sembra orientata a un approccio più prudente. Per il partito di Matteo Salvini, il percorso verso la riforma del sistema elettorale appare ormai tracciato. Un esponente di primo piano del Carroccio sintetizza così la linea: la legge è questa, l’iter è partito e “non saremo noi a metterci di traverso”.
Sul fronte politico, il governo continua a escludere l’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne. “Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana", ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Netto anche l'altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini: il governo "tira dritto e arriva a fine legislatura senza nessun dubbio e senza nessun tentennamento".
Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro della Difesa Guido Crosetto, che lega ogni scenario elettorale anche al contesto internazionale: “Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana", ha detto il co-fondatore di Fratelli d’Italia in un’intervista a La Repubblica. "Non mi sembra che siano proprio in tantissimi a chiedere" di andare ad elezioni anticipate, "nemmeno tra le opposizioni", sottolinea da Bruxelles il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
Intanto, sui social, il partito di Meloni rivendica la tenuta del consenso, rilanciando un articolo di Libero secondo cui la sconfitta referendaria non avrebbe prodotto scossoni nel centrodestra. “Il consenso è stabile e la guida della Nazione resta saldamente nelle mani del centrodestra”. E ancora: “Con buona pace dei profeti di sventura - scrive Fdi - la maggioranza continua a rappresentare il punto di riferimento per un’Italia che chiede serietà, visione e concretezza nell’azione di governo”. (di Antonio Atte e Vittorio Amato)

Categoria: politica










































