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13:27

Consiglio nazionale geometri e Rete Cat, protocollo per allineare formazione tecnica a lavoro

(Adnkronos) - Il Consiglio nazionale geometri e geometri laureati (Cngegl) e la Rete nazionale degli istituti tecnici tecnologici a indirizzo cat hanno firmato un’intesa per rafforzare il legame tra istruzione tecnica e professione. L'accordo è stato sottoscritto a Roma, dal presidente Cngegl Paolo Biscaro e dalla dirigente scolastica dell'Istituto capofila Leopoldo Pirelli di Roma, Cinzia Di Palo, alla presenza del presidente di Cassa geometri Diego Buono. Al centro dell'intesa c'è la necessità condivisa di adeguare le conoscenze degli studenti alle trasformazioni in atto nel settore delle costruzioni: dalla digitalizzazione al Bim, dal rilievo fotogrammetrico con droni all'efficienza energetica, fino alla transizione ecologica e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Temi che ridefiniscono il profilo del Geometra contemporaneo e che richiedono un raccordo più stretto tra aula e realtà professionale.  

L’intesa individua cinque ambiti di intervento. Il primo riguarda l'orientamento scolastico in entrata: verranno sviluppate campagne di comunicazione rivolte agli studenti delle scuole medie per illustrare le opportunità di carriera che si presentano a un geometra professionista. Il secondo punta all'innovazione didattica, con l'integrazione nei programmi scolastici di moduli specialistici sull’impiego delle nuove tecnologie e delle applicazioni digitali emergenti. Un aspetto discusso da anni e che le transizioni digitale ed ecologica hanno reso ancora più urgente: il divario tra le conoscenze acquisite con il sistema formativo e quelle richieste dalle imprese. L’accordo nasce per rispondere anche all’esigenza di colmare il mismatch scuola-lavoro. Il terzo rafforza i percorsi di formazione scuola-lavoro (ex Pcto), facilitando l'accoglienza degli studenti presso gli studi professionali dei geometri professionisti iscritti agli Albi provinciali.  

Il quarto prevede l'aggiornamento dei docenti degli istituti Cat attraverso seminari tecnici tenuti da professionisti del settore. Il quinto, infine, guarda all'orientamento in uscita, con attività laboratoriali e curriculari utili a favorire scelte post-diploma più consapevoli, inclusa la prospettiva di un possibile riconoscimento di crediti universitari per il percorso accademico della laurea triennale, professionalizzante e abilitante nella classe LP-01. 

 

Il Cngegl, grazie alla collaborazione dei 110 collegi provinciali, si impegna a offrire supporto tecnico-scientifico per l'aggiornamento dei curricula, mettendo a disposizione esperti della filiera per lezioni magistrali e promuovendo, tra i propri Iscritti, la possibilità di svolgere il ruolo di Tutor nei seminari. La Rete nazionale Cat, dal canto suo, coinvolgerà le scuole aderenti nella sperimentazione di nuovi modelli didattici, diffonderà tra gli studenti le iniziative promosse dai collegi territoriali - borse di studio, premi, concorsi - e rileverà i fabbisogni strumentali dei laboratori scolastici, anche in vista di eventuali donazioni o comodati d'uso di attrezzature tecniche. Per il coordinamento e il monitoraggio dell'accordo sarà istituito un Comitato paritetico di pilotaggio, composto da rappresentanti di entrambe le parti, con il compito di pianificare le attività annuali e verificarne i risultati. Il Protocollo ha durata triennale a partire dalla data di sottoscrizione, è rinnovabile per un uguale periodo e non comporta obblighi economici tra le parti. 

“La firma di oggi - commenta Paolo Biscaro, presidente Cngegl - non è un atto formale: è l'inizio di un lavoro comune. Vogliamo che gli studenti degli istituti Cat arrivino a esercitare la professione di geometra con competenze aggiornate e una visione chiara del loro futuro. I nostri Iscritti sono pronti a fare la loro parte, nelle aule come negli studi professionali”. 

Per Cinzia Di Palo, dirigente scolastica Iis Leopoldo Pirelli: “La scuola tecnica ha bisogno di interlocutori autorevoli per restare al passo con un mondo del lavoro in rapida evoluzione. Questo Protocollo ci consente di aggiornare la didattica con il contributo diretto dei geometri professionisti, offrendo ai nostri studenti una formazione che guarda già oltre il diploma”. 

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Categoria: lavoro

13:24

Poste, accordo con Benetton su logistica, nasce jv Logistic 360

(Adnkronos) - Accordo di partnership strategica fra Poste Italiane e Benetton Group, con l’obiettivo di creare un 'campione' della logistica capace di attrarre nuovi clienti e sostenere la crescita del commercio italiano ed europeo.  

L’intesa, che valorizza gli asset e le rispettive competenze specifiche nel campo della gestione e della distribuzione dei capi di abbigliamento, prevede l’ingresso di Poste Logistics, società del gruppo Poste Italiane dedicata alle attività di logistica integrata, nel capitale di Benetton Logistics, spin-off di Benetton Group. Nasce così una nuova realtà in joint venture, Logistic 360. 

Il progetto, frutto del ruolo di leadership di Poste Italiane nella logistica e nell’eCommerce, nasce grazie alla collaborazione con Edizione Spa. La partnership rappresenterà un passaggio chiave per il posizionamento del Gruppo Poste Italiane nel mercato della Contract Logistics e per la traiettoria di riorganizzazione di Benetton Group, avviata due anni fa con il supporto di Edizione. Gli aspetti centrali dell’intesa sono il potenziamento e la valorizzazione del polo di Castrette di Villorba, in provincia di Treviso, uno dei più avanzati hub europei dedicati alla gestione della logistica del fashion. Il sito oggi è in grado di gestire 30 milioni di capi su una superficie complessiva di circa 400.000 metri quadrati – di cui 100.000 dotati di impianti automatizzati di ultima generazione.  

Il sito, che include un centro di distribuzione capace di lavorare fino a 45.000 colli al giorno ed un impianto dotato di una flotta di robot in grado di ottimizzare lo stoccaggio e il picking per l’e-commerce, è pronto ad aprirsi a nuovi settori merceologici. Attraverso l’ingresso di nuovi clienti e l’espansione verso altri comparti, infatti, la partnership tra Poste Italiane e Benetton Group si pone l’obiettivo di incrementare la capacità operativa dell’infrastruttura anche grazie a investimenti in tecnologia e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, integrata dalla professionalità e dall’esperienza del personale. L’operazione sarà perfezionata dopo la notifica all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per le necessarie autorizzazioni. 

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Categoria: economia

13:21

Alessandro Benetton: "Sviluppo aeroporto di Fiumicino occasione da non perdere"

(Adnkronos) - “L’occasione dell’Aeroporto di Roma è un’occasione imperdibile. Lo dico con un interesse specifico ma secondo me è un interesse di tutti non perderla”. Lo ha detto Alessandro Benetton, presidente del gruppo Mundys, a margine dell’inaugurazione del nuovo molo del T2 dell’Aeroporto di Nizza, parlando dello sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino. “Dobbiamo muoverci in questa direzione, spingeremo più che possiamo”, perché “i premi che ci vengono riconosciuti ci convincono che la strada è giusta. Siamo favorevoli al dialogo, vogliamo ascoltare tutti. Ma i tempi – ha avvertito Benetton – non sono infiniti: il problema non sono i tempi nostri ma quelli dei concorrenti. Noi potremmo anche essere pazienti e accontentarci, ma se gli altri vanno più veloci sarebbe un peccato. Penso che questi 9 miliardi di investimento” per lo sviluppo del Leonardo Da Vinci “siano auspicabili per tutti, perché si tratta di un indotto” per cui è necessario spingere. (VIDEO) 

“Questo è un mondo in evoluzione e in crescita, nonostante le pandemie e le cose terribili che ci auguriamo che finiscano il prima possibile, questo clima geopolitico che comporta una grande difficoltà a farci programmare a lungo termine. Ma la gente – ha spiegato Benetton – vuole viaggiare e lo vediamo” e per questo “è un’occasione da non perdere se uno vuole pensare al turismo e a sfruttare le cose belle che ha nel paese”.  

In Francia, ha proseguito il presidente, “abbiamo trovato un terreno fertile, mi ha fatto piacere che il sindaco (di Nizza ndr) Ciotti si sia ricordato il processo di privatizzazione che è stato l’inizio di tutto questo. E soprattutto, c’è stata una fiducia reciproca sul fatto che quello che deve essere misurato sono i fatti. E oggi possiamo apprezzare tutti l’effetto di questo tipo approccio”. La Francia “è un paese importantissimo, è il 28% del nostro fatturato. Questi ultimi passi lo decretano in maniera oggettiva, con la A63 e Getlink e questo tipo di iniziativa. Noi vogliamo essere un grande gruppo italiano che è in tutta Europa e forse anche in tutto il mondo. In ogni caso che dove arriva può fare la differenza”, ha chiosato. 

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Categoria: economia

13:15

Vicenza, cade da impalcatura in un cantiere del depuratore di Casale: muore operaio di 67 anni

(Adnkronos) - Un operaio di 67 anni è morto ieri pomeriggio cadendo da una impalcatura in un cantiere all'interno del depuratore Viacqua di Casale (Vicenza). L'uomo, che lavorava per una ditta incaricata dei lavori di Como, è stato trovato esanime dai colleghi di ritorno dalla pausa pranzo. Inutili tutti i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari Suem 118 che ne hanno dichiarato il decesso. Indagini in corso da parte di carabinieri e dei tecnici dello Spisal. L'infortunio mortale è avvenuto in assenza di testimoni.  

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Categoria: cronaca

13:13

Decreto Bollette è legge, come funziona e a chi spetta il nuovo bonus di 115 euro

(Adnkronos) - Il decreto Bollette è legge: come funziona e a chi spetta il nuovo bonus di 115 euro. A fare luce è Ivan Meo di Immobiliare.it che spiega che "con il decreto legge Bollette il Governo intende attenuare l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese nel breve periodo. Il provvedimento combina misure sociali immediatamente percepibili in fattura e correttivi regolatori su alcune componenti che incidono sulla formazione del prezzo dell’energia. A seguito dell’entrata in vigore del decreto-legge n. 21/2026, Arera ha adottato le prime disposizioni attuative sul contributo straordinario da 115 euro, definendo le modalità operative di erogazione per i clienti domestici che risultavano titolari del bonus sociale elettrico alla data del 21 febbraio 2026, cioè alla data di entrata in vigore del provvedimento. L’intento del decreto Bollette è quella di contenere, in tempi rapidi, l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese, affiancando al sostegno immediato alcuni correttivi di sistema capaci di incidere sui meccanismi che alimentano il costo finale in bolletta".  

"Il provvedimento - ricorda - coinvolge circa 2,7 milioni di famiglie e si muove su un doppio binario: rafforzare le tutele per i soggetti economicamente più esposti tramite un ampliamento della platea potenzialmente interessata da strumenti di riduzione del prezzo; introdurre misure che puntano a ridurre il differenziale e la volatilità dei prezzi, intervenendo sul funzionamento dei mercati e sulle componenti che influenzano la formazione del prezzo dell’energia, in modo da sostenere anche la competitività del sistema produttivo".  

"Il perno del decreto - fa notare - è il rafforzamento del bonus sociale elettrico per le cosiddette “famiglie vulnerabili”. Rispetto alle bozze circolate negli scorsi mesi che indicavano 90 euro, il contributo riconosciuto è stato confermato a 115 euro. Il nuovo contributo si aggiunge a quello di 200 euro già previsto portando il sostegno totale a 315 euro. Lo sconto spetta ai nuclei già beneficiari del bonus sociale, con soglie Isee fino a 9.796 euro che salgono fino a 20.000 euro con almeno quattro figli, e viene riconosciuto in modo automatico in bolletta. Arera ha precisato che i destinatari non dovranno presentare alcuna domanda: il contributo sarà riconosciuto automaticamente e in un’unica soluzione ai clienti domestici titolari di un punto di prelievo attivo e già percettori del bonus sociale elettrico per disagio economico". 

"L’accredito - chiarisce Ivan Meo -avverrà nella prima fattura utile successiva al 19 marzo 2026 e dovrà essere esposto con evidenza separata rispetto alle altre voci di bolletta. L’erogazione sarà effettuata dal venditore, o dall’esercente la maggior tutela, che serviva il cliente alla data del 21 febbraio 2026, anche nell’ipotesi in cui l’utente abbia successivamente cambiato fornitore. Qualora dalla stessa bolletta emerga un credito a favore del cliente, questo sarà riportato nelle fatture successive; in caso di interruzione della fornitura, il credito dovrà essere corrisposto secondo le modalità già previste dalla deliberazione Arera 63/2021/R/com. L’Autorità ha, inoltre, chiarito che il contributo straordinario è cumulabile con gli altri sconti già riconosciuti ai beneficiari del bonus sociale elettrico. Il decreto introduce una misura aggiuntiva che guarda alla fascia oggi scoperta dai bonus. Non si tratta di un bonus generalizzato, ma della possibilità per i venditori (su base volontaria e con meccanismi di trasparenza) di riconoscere nel 2026 e 2027 un contributo di 60 euro ai clienti domestici residenti con Isee inferiore a 25.000 euro e con consumi inferiori a 0,5 MWh nei primi due mesi del 2026 e inferiori a 3 MWh durante l’anno precedente. Non si conoscono ancora i dettagli sulle modalità di erogazione, che saranno diffusi da Arera". 

"Il decreto - aggiunge - interviene sul costo della generazione elettrica da gas: una quota di costi (tra cui trasporto del metano e componente Ets) verrebbe spostata dai produttori alle bollette finali, con l’idea che un gas 'più leggero' per le centrali riduca il prezzo all’ingrosso dell’energia e migliori la competitività, ma con un ribilanciamento che potrebbe non tradursi in modo uniforme sulle fatture dei clienti". 

"In parallelo - avverte - il testo tocca gli oneri generali di sistema (voce che pesa sensibilmente sulle bollette): tra le ipotesi operative circolate ci sono meccanismi opzionali di rimodulazione degli incentivi alle rinnovabili (riduzioni temporanee in cambio di estensioni del sostegno) e altre leve regolatorie che hanno già acceso il confronto con imprese e associazioni". 

 

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Categoria: economia

13:12

Fake news sul cancro, oncologi 'esposti 9 pazienti su 10'

(Adnkronos) - Più del 90% dei pazienti (93%) con nuova diagnosi di cancro è esposto a fake news sui trattamenti oncologici. E la maggior parte si imbatte nella disinformazione - definita come terapie antitumorali non provate o smentite, miti o idee sbagliate - anche quando non la cerca, cioè attraverso informazioni indirette provenienti dai social network (tramite algoritmi), siti web, conoscenti, amici o familiari. Un fenomeno preoccupante, che può minare la relazione medico-paziente e indurre a seguire percorsi alternativi privi di validità scientifica, riducendo così le possibilità di sopravvivenza. E' quanto emerge da uno studio condotto dalla University of Florida Health e pubblicato su 'The Journal of Cancer Education'. Per favorire la divulgazione di informazioni corrette in ambito oncologico, parte la nuova edizione del corso di perfezionamento universitario 'Comunicare il cancro e la salute in ottica One Health', promosso dall'università Politecnica delle Marche. Sono disponibili 25 posti. Le lezioni inizieranno a giugno 2026 e la scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione è il 7 maggio. La durata del corso è di 6 mesi. L'attività didattica è basata sullo svolgimento di lezioni di tipo frontale, svolte in parte in modalità telematica e in parte ibrida. 

"Nel 2025 in Italia sono state stimate circa 390.000 nuove diagnosi di tumore ed è fondamentale tutelare questi pazienti dalle fake news - afferma Rossana Berardi, coordinatrice del corso, ordinario di Oncologia all'università Politecnica delle Marche, direttore della Clinica Oncologica dell'azienda ospedaliero universitaria delle Marche e presidente eletto Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - La corretta informazione rappresenta la prima medicina contro il cancro, ma, soprattutto nei social network, circolano ancora troppe fake news che hanno la capacità di influenzare le scelte dei pazienti, con ricadute dirette sui percorsi di cura, perché possono aumentare il rischio di morte. L'obiettivo del corso è fornire strumenti teorici e pratici per comunicare non solo il cancro, che rappresenta il 'paradigma' delle malattie anche per il suo grande impatto emotivo, ma più in generale la medicina e la salute. In linea con l'approccio One Health, il corso abbraccia temi che spaziano dalla prevenzione primaria, secondaria e terziaria, agli stili di vita, all'innovazione tecnologica, fino alle nuove terapie, ai vaccini e alla ricerca scientifica". 

Il corso - informa una nota - è aperto a oncologi, medici di medicina generale, professionisti sanitari, infermieri, operatori sociosanitari, giornalisti, uffici stampa delle istituzioni e delle realtà attive nel settore sanitario, rappresentanti delle advocacy dei pazienti e, più in generale, a tutti coloro che, per ruolo o interesse, desiderino migliorare le proprie competenze comunicative in ambito sanitario. Il corso si rivolge anche ai dipendenti della pubblica amministrazione impegnati nelle attività di informazione e comunicazione, in conformità alla legge n. 150/2000 e al DPR n. 422/2001. I requisiti di accesso sono il diploma di laurea triennale o magistrale o un titolo di studio equiparabile conseguito all'estero. Sono previste 400 ore di lezione (di cui 108 di didattica frontale e 12,5 di tirocinio pratico). Il corso di perfezionamento è parte di un progetto più ampio, 'Comunicareilcancro', che prevede un portale dedicato (www.comunicareilcancro.it) e profili sui principali social. 

"E' compito dell'università contribuire alla formazione non solo dei professionisti sanitari, ma anche di tutti coloro che, a vario titolo, si occupano di comunicazione in ambito salute - spiega Mauro Silvestrini, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università Politecnica delle Marche - Fornire competenze specifiche in questo ambito significa rafforzare un elemento essenziale della sanità contemporanea. Comunicare la salute in modo appropriato rappresenta infatti un potente strumento di sanità pubblica e di educazione della popolazione. In un'ottica One Health, che riconosce l'interconnessione tra salute umana, animale e ambientale, la comunicazione sanitaria assume un ruolo strategico non solo nella relazione di cura, ma anche nella tutela della salute pubblica e nella promozione di comportamenti consapevoli e sostenibili". Tra i principali insegnamenti del corso rientrano l'oncologia clinica, l'ematologia, la neurologia, la medicina narrativa, l'organizzazione aziendale in ambito sanitario, la storia della comunicazione in medicina, la medicina legale, la comunicazione efficace in radio, in Tv, sui giornali online e cartacei, la comunicazione sui social media, la comunicazione delle novità della ricerca scientifica e le regole per gestire la notizia e realizzare un’intervista. La gestione didattica e organizzativa è affidata a un Comitato ordinatore composto da Berardi, Silvestrini e Antonella Poloni, direttrice della Clinica Ematologica dell'università Politecnica delle Marche. 

"Nei settori della medicina ad alto impatto sulla vita delle persone è imprescindibile garantire una comunicazione accurata, responsabile e fondata sul rigore scientifico - sottolinea Enrico Quagliarini, rettore dell'università Politecnica delle Marche - La qualità dell'informazione rappresenta un elemento strategico non solo nella relazione tra professionisti sanitari, pazienti e caregiver, ma anche per la costruzione di fiducia nei confronti del sistema sanitario e della ricerca. In questo contesto, assume particolare rilevanza un'iniziativa formativa promossa in ambito accademico, che garantisce solidità metodologica, approccio interdisciplinare e attenzione alla qualità dei contenuti. Una comunicazione chiara, verificata e accessibile contribuisce infatti al progresso della conoscenza e svolge una fondamentale funzione educativa per la collettività. Promuovere una cultura della prevenzione e della consapevolezza, supportata da informazioni corrette, significa rafforzare la capacità dei cittadini di compiere scelte informate e sostenibili, con ricadute positive sulla salute pubblica e sull’efficacia dei sistemi di cura". 

"Le diete alcaline, lo scorpione cubano, lo zenzero più efficace della chemioterapia, i cosiddetti 'metodi' Di Bella e Hamer, il bicarbonato di sodio come rimedio: sono solo alcune delle fake news sul cancro, cioè 'bufale’ prive di fondamento scientifico e pericolose per la salute, che purtroppo continuano a circolare in Rete e nei social - osserva Berardi - Le conseguenze per i pazienti possono essere molto gravi. Ad esempio, presunte diete miracolose non solo non apportano alcun beneficio nei confronti delle malattie oncologiche, ma possono addirittura peggiorare uno stato di malnutrizione interferendo con i trattamenti convenzionali".  

Il corso è supportato da Loto Odv, associazione impegnata a fianco delle pazienti affette da tumori ginecologici, che ne riconosce il valore per una comunicazione più consapevole e centrata sui bisogni delle persone. "Per chi affronta una malattia oncologica, ricevere informazioni corrette, chiare e comprensibili è parte integrante del percorso di cura - evidenzia Sandra Balboni, presidente di Loto Odv - La qualità della comunicazione può fare la differenza nell'orientare le scelte, nel ridurre l'ansia e nel rafforzare il rapporto di fiducia con i professionisti sanitari. Per questo sosteniamo con convinzione iniziative come questa, che contribuiscono a migliorare il modo in cui si parla di salute e a contrastare la disinformazione, mettendo al centro le esigenze dei pazienti".  

Il corso vede il patrocinio del Collegio degli Oncologi medici universitari, di Women for Oncology, dell'Aiom e di One Health Foundation. "Dopo il grande successo delle prime due edizioni, questa terza si distingue per l'introduzione dell'approccio One Health - afferma Mauro Boldrini, direttore Comunicazione Aiom - Si tratta di un'evoluzione particolarmente significativa, che amplia lo sguardo sulla comunicazione della salute in una prospettiva integrata. La disinformazione in ambito sanitario rappresenta una sfida crescente e complessa, che richiede competenze specifiche e strumenti adeguati. Il cancro è il più popolare tema di disinformazione sulla salute. E' importante governare e arginare questo fenomeno, fornendo strumenti per parlare e scrivere di cancro e salute in modo corretto ed efficace. Il corso approfondisce i meccanismi della comunicazione, i linguaggi adeguati per spiegare concetti complessi, le modalità di reperimento e verifica di fonti scientifiche certificate per contrastare le fake news, le tecniche di scrittura di articoli e l'uso consapevole dei social media". 

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Categoria: salute

13:06

Spronelli (Soloaffitti): "Rimmetere in moto locazione con flessibilita', fiscalita' e sicurezza"

(Adnkronos) - “Il mercato dell’affitto sta cambiando: cresce la domanda, ma l’offerta resta ferma. Per rimetterla in moto bisogna rendere la locazione più attrattiva per i proprietari, intervenendo su tre leve: flessibilità dei contratti, fiscalità e sicurezza. Servono formule più adatte alle nuove esigenze abitative, incentivi per rimettere sul mercato gli immobili sfitti e, soprattutto, tempi certi per il rientro in possesso in caso di morosità. Solo così sarà possibile trasformare una domanda già forte in un mercato davvero accessibile e funzionante. È poi necessario incentivare la riqualificazione degli immobili oggi sfitti: molti proprietari non immettono sul mercato le proprie abitazioni perché non dispongono delle risorse per ristrutturarle. Prevedere meccanismi di incentivo mirati alla messa a reddito, come l’esenzione delle imposte sui canoni di locazione per un periodo definito e entro massimali prestabiliti, può rappresentare una leva concreta per riportare questi immobili sul mercato”. Così Silvia Spronelli, Ceo di SoloAffitti durante RentVolution, evento sulle locazioni che si è tenuto in Senato. 

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Categoria: economia

13:02

Atp Monaco, Flavio Cobolli in semifinale

(Adnkronos) - Flavio Cobolli passa alla semifinale dell'Atp sulla terra rossa di Monaco. L'azzurro, n. 16 del ranking, ha superato il ceco Vit Kopriva, n. 77, in due set con il punteggio di 6-3 6-2 in meno di un'ora e mezzo di gioco.  

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Categoria: sport

12:59

La nausea in gravidanza è questione di Dna: studio porta alla luce nuovi geni correlati

(Adnkronos) - E' un'esperienza così comune da essere stata descritta nelle pagine di una moltitudine di romanzi e in migliaia e migliaia di scene cinematografiche ed è ormai riconosciuta da tutti come il 'segnale' che la protagonista aspetta un bambino. E' la nausea, il 'mal di gravidanza'. Nella sua forma più grave, questa condizione - che si chiama in gergo medico iperemesi gravidica - colpisce circa il 2% delle donne e causa nausea e vomito così intensi da rendere estremamente difficile persino mangiare. A lungo, spiegano gli esperti, questo disturbo è stato frainteso e spesso liquidato come qualcosa di origine psicologica, ma ormai sono sempre di più le prove raccolte dalla scienza che raccontano un'altra verità: la nausea in gravidanza è un problema che ha una solida base biologica e genetica. Questione di Dna, insomma. E un nuovo studio porta alla luce nuovi geni correlati.  

Nel più ampio studio genetico mai realizzato su questo disturbo, gli autori, esperti della Keck School of Medicine della Usc e colleghi internazionali, hanno analizzato i dati di 10.974 donne affette dalla patologia - e di oltre 461mila donne esaminate come gruppo di controllo - di origine europea, asiatica, africana e latinoamericana. I risultati sono pubblicati su 'Nature Genetics' e offrono nuovi spunti di riflessione sulla malattia e una nuova speranza per le persone colpite. 

"Siamo stati in grado di far emergere nuovi importanti dettagli precedentemente sconosciuti", evidenzia Marlena Fejzo, professoressa assistente di scienze della popolazione e della salute pubblica al Center for Genetic Epidemiology della Keck School of Medicine, che ha guidato sia questo studio che le precedenti ricerche che collegavano il gene Gdf15 all'iperemesi gravidica. "Il fatto che abbiamo studiato donne appartenenti a diversi gruppi etnici suggerisce che questi risultati potrebbero essere generalizzabili a una popolazione più ampia".  

Capire l'origine di questa condizione è importante, sottolineano gli autori del lavoro, anche perché i rischi non sono da sottovalutare: l'ipermesi gravidica può portare a grave malnutrizione, mettendo a rischio sia la madre che il bambino. Il team di ricercatori dell'University of Southern California (Usc) che firma il nuovo studio aveva recentemente identificato il gene Gdf15, codificante per gli ormoni, come fattore chiave della nausea in gravidanza. Adesso però gli esperti hanno fatto un altro passo avanti individuando altri 9 geni collegati alla forma più grave, l'iperemesi gravidica. Sei di questi geni non erano mai stati precedentemente associati a questa patologia.  

I ricercatori hanno identificato in tutto dunque 10 geni collegati all'iperemesi gravidica: 4 già noti e 6 nuovi. Il legame più forte, di gran lunga, è risultato essere con Gdf15, gene che produce un ormone omonimo, i cui livelli aumentano bruscamente durante la gravidanza. Precedenti ricerche di Fejzo e di un team internazionale avevano dimostrato che il legame risiede nella sensibilità a questo ormone: le donne esposte a livelli più bassi dell'ormone prima della gravidanza a causa di una mutazione genetica manifestano i sintomi più gravi, mentre quelle esposte a livelli più elevati prima della gravidanza presentano sintomi di nausea e vomito meno intensi. Gli altri geni identificati sono correlati a ormoni chiave della gravidanza, all'appetito e alla nausea, all'insulina e al metabolismo, al modo in cui il cervello apprende e si adatta, e a determinati esiti della gravidanza. "Ora che abbiamo più che raddoppiato il numero di geni associati all'iperemesi gravidica, possiamo approfondire la biologia alla base di questa condizione, nonché individuare nuove possibili vie terapeutiche", evidenzia Fejzo. 

I ricercatori hanno condotto un'analisi che si chiama Genome-Wide Association Study (Gwas), scandagliando l'intero genoma alla ricerca di differenze tra le donne che hanno sviluppato iperemesi gravidica durante la gravidanza e quelle che non l'hanno sviluppata. I 4 geni precedentemente identificati erano Gdf15; Gfral, che produce il recettore per l'ormone Gdf15; e Igfbp7 e Pgr, entrambi coinvolti nello sviluppo della placenta. I 6 geni appena identificati offrono ulteriori indizi che potrebbero aiutare a spiegare le basi dell'iperemesi gravidica o indicare nuove modalità di trattamento. Si tratta di Fshb, Tcf7l2, Slitrk1, Syn3, Igsf11 e Cdh9. Il gene Tcf7l2 si distingue perché rappresenta uno dei più forti fattori di rischio genetico per il diabete di tipo 2 ed è anche associato al diabete gestazionale. Può influenzare il Glp-1 (famoso in quanto target dei nuovi farmaci antidiabete dimagranti), ormone intestinale che controlla la glicemia e può avere un impatto sull'appetito e sulla nausea. "Si tratta di un bersaglio completamente nuovo e non è ancora chiaro quale sia il suo ruolo durante la gravidanza", illustra Fejzo. 

Molti degli altri geni identificati sono coinvolti nell'appetito e nella nausea, così come nella plasticità cerebrale, ovvero nel modo in cui il cervello apprende e si adatta alle nuove informazioni. Fejzo ipotizza che il cervello possa imparare ad associare determinati alimenti alla sensazione di malessere, portando a forti e durature avversioni durante la gravidanza. Sono necessarie ulteriori ricerche per approfondire questa possibilità. I ricercatori hanno inoltre scoperto che alcuni geni legati all'iperemesi gravidica erano associati ad altri esiti della gravidanza, tra cui una durata più breve e la preeclampsia, una grave complicanza. I risultati rivelano nuovi potenziali bersagli terapeutici e potrebbero anche contribuire ad adattare i farmaci esistenti alle pazienti in base al loro profilo genetico. Fejzo e il suo team hanno appena ricevuto l'approvazione per avviare una sperimentazione clinica sulla metformina, farmaco ampiamente utilizzato per il diabete che aumenta i livelli di Gdf15. Lo studio verificherà se l'assunzione di metformina prima della gravidanza possa desensibilizzare le donne all'ormone, riducendo potenzialmente nausea e vomito o prevenendo l'iperemesi gravidica nelle donne che ne hanno già sofferto. 

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Categoria: cronaca

12:57

Salvini: "Trump non è matto ma interesse Usa ora non coincide con quello dell'Italia"

(Adnkronos) - "Sicuramente Trump non è matto". Così Così il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ai microfoni di 'Mattino Cinque', dopo gli attacchi del presidente Usa alla premier Giorgia Meloni. 

Trump "ha una sua chiara strategia che è l'interesse americano, che in questi ultimi mesi non coincide con quello italiano - ha sottolineato Salvini - A questo aggiungiamo che l'Europa sorda e assente mi impedisce di aiutare gli italiani in difficoltà. Occorre cambiare delle regole europee che in questo momento rischiano di massacrarci".  

"Noi stiamo con il Santo Padre e non con chi attacca il Papa. Poi basta con la guerra. La guerra è maledetta e fa bene il Papa a cercare di portare tutti al tavolo con ragionevolezza e fa male chi lo attacca", ha detto ancora Salvini, intervenendo a 'Diretta Lombardia' su Telelombardia. 

"L'Italia non c'era per noi, noi non ci saremo per loro", è l'ultimo, laconico, messaggio sul social Truth di Trump. Il presidente degli Stati Uniti è tornato ad attaccare il nostro Paese e Meloni dopo le critiche mosse negli ultimi giorni. Nel post ("Italy wasn’t there for us, we won’t be there for them!"), Trump propone un articolo del quotidiano britannico The Guardian relativo alla mancata concessione della base siciliana di Sigonella agli Usa: "L'Italia ha negato l'utilizzo di una base aerea in Sicilia ad aerei militari statunitensi che trasportavano armi destinate alla guerra in Iran, poiché gli Stati Uniti non hanno seguito la procedura di autorizzazione richiesta", si legge nell'incipit dell'articolo del 31 marzo. 

Il presidente degli Stati Uniti ha mosso le prime critiche alla premier italiana in un'intervista al Corriere della Sera il 14 aprile. "Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo", ha detto Trump facendo riferimento alla mancata partecipazione dell'Italia - al pari degli altri membri Nato - alle operazioni americane nello Stretto di Hormuz. E il giorno dopo: "Non abbiamo più lo stesso rapporto", ha affermato il presidente americano a Fox News. 

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Categoria: politica

12:56

Affitti, La Commare (Fiaip): "Avviare confronto con legislatore per aggiornare il mercato"

(Adnkronos) - “La disciplina dei contratti di locazione ad uso transitorio, prevista dalla Legge 431/98, non è più pienamente adeguata alle esigenze attuali. In un mercato caratterizzato da maggiore mobilità lavorativa e da una crescente domanda di soluzioni abitative flessibili, è necessario introdurre più semplicità e flessibilità, garantendo al tempo stesso certezza normativa e tutele per le parti. Serve avviare un confronto con il legislatore per aggiornare lo strumento e renderlo davvero funzionale al mercato di oggi”, così Francesco La Commare, Vicepresidente Nazionale vicario FIAIP, durante RentVolution, evento di SoloAffitti, sulle locazioni che si è tenuto in Senato. 

 

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Categoria: economia

12:51

SoloAffitti, in Italia 8 milioni di case sfitte, proprietari frenati da morosità e tempi incerti rientro

(Adnkronos) - In Italia l’emergenza abitativa non nasce da una carenza di immobili, ma da un’offerta che fatica ad attivarsi. È quanto emerge dall’analisi della rete SoloAffitti, presentata a RentVolution, l’iniziativa istituzionale dedicata all’evoluzione del mercato delle locazioni, nella Sala Koch di Palazzo Madama. All’incontro hanno partecipato, il promotore dell’iniziativa, il senatore Massimo Garavaglia e il senatore Andrea De Priamo insieme a Silvia Spronelli (SoloAffitti), Giorgio Spaziani Testa (Confedilizia), Francesco La Commare (Fiaip) e Gian Battista Baccarini (Confassociazioni Real Estate) con Pasquale Ciacciarelli, Assessore alle Politiche abitative della Regione Lazio. 

Nel corso dell’evento, SoloAffitti ha presentato i nuovi dati sul mercato e una serie di proposte di intervento nell’ambito del disegno di legge sugli affitti promosso dal senatore Garavaglia, con l’obiettivo di rimettere in circolo gli immobili oggi inutilizzati. L’analisi evidenzia un mercato in cui, a fronte di circa 4,3 milioni di abitazioni locate, gli immobili effettivamente sfitti sono circa 8 milioni, mentre gli affitti brevi si fermano tra le 500mila e le 600mila unità, secondo le elaborazioni di SoloAffitti. Il dato restituisce un paradosso evidente: il patrimonio abitativo esiste, ma una parte consistente resta fuori dal mercato, con un rapporto di circa 1 abitazione locata su 3. 

A frenare l’offerta è innanzitutto un problema di fiducia. Secondo il Rapporto, l’86% dei proprietari indica il mancato pagamento del canone tra le principali preoccupazioni e il 62% teme il ricorso a una procedura di sfratto. Due elementi strettamente legati: da un lato l’inadempimento, dall’altro la difficoltà a rientrare in possesso dell’immobile in tempi certi. Anche quando i dati ufficiali parlano di circa 40 mila provvedimenti annui (40.158 nel 2024), il fenomeno reale è più ampio. Molte situazioni si chiudono prima della sentenza, ma producono comunque perdite economiche. Come evidenzia anche il Ddl Buonguerrieri, il numero degli sfratti rappresenta quindi solo la punta dell’iceberg di un problema più diffuso, fatto di ritardi nei pagamenti, accordi parziali e rilascio degli immobili senza saldo del dovuto. Nel tempo si è consolidata una vera e propria “memoria lunga dello sfratto”: oltre 1,1 milioni di provvedimenti dal 2004 e una stima che arriva a circa 2 milioni dal 1978. Un fenomeno diffuso che ha contribuito a radicare una percezione di rischio elevata e duratura, incidendo direttamente sulle scelte dei proprietari. È in questo contesto che una parte crescente dello stock immobiliare resta fuori dal mercato: non per mancanza di domanda, ma per un equilibrio che, oggi, non garantisce sufficiente sicurezza a chi affitta. 

 

È proprio a partire da questo quadro che si inseriscono le proposte avanzate da SoloAffitti nell’ambito del disegno di legge sugli affitti promosso dal senatore Massimo Garavaglia, con l’obiettivo di intervenire sulle principali criticità del mercato. Secondo SoloAffitti, il ddl rappresenta un passo nella direzione giusta perché introduce elementi di maggiore flessibilità, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di incidere sul nodo centrale: la fiducia dei proprietari. Da un lato, la revisione delle durate contrattuali – con formule più brevi e flessibili – può contribuire ad avvicinare la normativa alla realtà delle locazioni, oggi caratterizzate da una permanenza media di poco superiore ai due anni. Dall’altro, il rafforzamento dei riferimenti ai valori di mercato può migliorare la trasparenza dei canoni, ma non è sufficiente da solo a riequilibrare il sistema. 

Il punto decisivo resta quello delle tutele. Senza strumenti più efficaci di garanzia della rendita e senza una riduzione dei tempi e delle incertezze legate alle procedure di sfratto, difficilmente sarà possibile riportare sul mercato una quota significativa degli immobili oggi inutilizzati. È su questo equilibrio – tra flessibilità e sicurezza – che si gioca la reale capacità della riforma di incidere sull’emergenza abitativa. Il clima di incertezza spinge i proprietari a comportamenti difensivi. La selezione dell’inquilino è ormai generalizzata: la verifica della capacità reddituale è diventata quasi obbligatoria, spesso anticipata dagli stessi inquilini. Sul fronte delle garanzie, l’80% si affida al solo deposito cauzionale, che copre 2-3 mensilità ed è spesso inadeguato rispetto ai rischi. Quando emergono criticità, le soluzioni restano parziali: accordi, rilascio con perdite o tempi lunghi in sede giudiziale. 

In questo contesto cresce la scelta di non affittare: molti proprietari preferiscono lasciare l’immobile vuoto o destinarlo ad altro uso. Non è una logica di rendimento, ma di riduzione del rischio. La composizione della proprietà immobiliare italiana è un elemento decisivo per comprendere il fenomeno. La maggioranza dei locatori è costituita da piccoli proprietari, spesso titolari di uno o due immobili. Solo il 29% ha un approccio pienamente economico all’investimento, mentre il 36% ha acquisito gli immobili per eredità e il 28% mantiene un legame affettivo con la casa. Questo dato cambia la lettura del mercato: la scelta di affittare o meno dipende soprattutto dal livello di sicurezza percepito, più che dal rendimento. Non sorprende quindi che molti proprietari preferiscano rinunciare alla locazione. 

 

Nel dibattito pubblico, gli affitti brevi vengono spesso indicati come una delle principali cause della tensione abitativa. L’analisi dei dati suggerisce però una lettura più articolata. Il numero di immobili destinati alla locazione turistica resta nettamente inferiore rispetto a quelli residenziali e non rappresenta sempre un’alternativa diretta. In molti casi, infatti, il proprietario che sceglie il breve non avrebbe comunque optato per la locazione tradizionale, ma avrebbe mantenuto l’immobile in disponibilità o lo avrebbe destinato ad altre finalità. Anche nei contesti di grandi eventi – come il Giubileo a Roma o le Olimpiadi a Milano – si osserva un aumento dell’offerta turistica (+15% a Roma nel 2025, circa +10% a Milano in occasione delle Olimpiadi), ma senza un impatto strutturale sugli equilibri complessivi del mercato. In un sistema caratterizzato da un’offerta rigidamente limitata, anche variazioni numericamente contenute possono incidere sui prezzi, ma non sono sufficienti a spiegare da sole l’emergenza abitativa. Il nodo resta quindi interno al mercato residenziale e alla sua capacità di attivare l’offerta esistente. 

Cambia la natura della domanda: secondo i dati della rete SoloAffitti, 3 inquilini su 4 scelgono l’affitto consapevolmente, mentre il 27% avrebbe preferito acquistare. Non è più una soluzione transitoria, ma una risposta a stili di vita più mobili. La flessibilità è il principale fattore attrattivo. La durata effettiva delle locazioni è di circa 28 mesi, ben al di sotto delle durate contrattuali formali. A incidere è anche il contesto economico: oltre la metà degli inquilini ha aumentato il budget per l’affitto di oltre il 10%. Eppure, la domanda non si riduce e, in presenza di un’offerta limitata, tende a prolungare la permanenza negli immobili, riducendo ulteriormente la disponibilità. 

La domanda di locazione si articola su esigenze diverse: il 43,6% degli inquilini prende casa in affitto come abitazione principale, il 32,6% per motivi di lavoro, il 18,7% per motivi di studio e il restante 4,75% per altre ragioni. Sul piano della composizione, il 25% degli inquilini è single, il 38,5% è rappresentato da coppie senza figli, il 24,6% da coppie con figli, mentre l’11,8% riguarda situazioni di condivisione tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare. Si registra inoltre un progressivo aumento dell’età media degli inquilini, passata dai 35 anni del 2024 ai 37 del 2025. In calo la quota degli under 25 (dal 21,7% al 17,1%) e, seppur lievemente, quella tra i 25 e i 35 anni (dal 34,3% al 33,9%). Crescono invece gli inquilini tra i 35 e i 50 anni (dal 29,6% al 33,1%) e quelli sopra i 50 anni (dal 14,4% al 15,8%), a conferma di una domanda sempre più adulta e strutturata. 

 

Il risultato è un mercato con un’offerta rigida a fronte di una domanda molto dinamica. I tempi di locazione si sono più che dimezzati rispetto agli anni precedenti (attestandosi oggi intorno a 1,8 mesi medi), segnalando una forte pressione della domanda. Sul fronte dei canoni, il quadro è più articolato di una semplice crescita generalizzata. Nel 2025 la media nelle città si attesta intorno ai 698 euro mensili (+4% rispetto al 2024), ma il dato medio nasconde andamenti molto differenziati tra i territori. Accanto a città in cui i canoni continuano a salire in modo significativo – come Genova e Trieste (+11%), Ancona e Palermo (+7%), Bari (+5%) – emergono segnali di assestamento e, in alcuni casi, di correzione (con valori medi come Milano 1.152 euro, Bologna 879, Napoli 906 e Torino 583). 

Il caso più evidente è quello di Milano, dove si registra una flessione del 10%: un dato che non segnala tanto un’inversione strutturale, quanto una fase di riequilibrio dopo anni di crescita sostenuta e di forte pressione della domanda. Roma, invece, si mantiene su livelli elevati ma più stabili, con circa 1.019 euro medi mensili (+2%). Le variazioni dipendono anche dalle caratteristiche degli immobili: la presenza di un garage comporta una maggiorazione media dell’11% (circa +80 euro), un posto auto del 7% (circa +50 euro), mentre un immobile non arredato registra una riduzione del 9% (circa -66 euro) e uno parzialmente arredato del 5% (circa -34 euro). Nel complesso, più che una crescita lineare dei canoni, si osserva oggi un mercato ancora sotto tensione ma in fase di progressivo riassestamento, con dinamiche locali sempre più marcate. 

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Categoria: economia

12:49

Smeg, con Musa estetica raffinata e sofisticata per la cucina

(Adnkronos) - In oltre 75 anni di storia, Smeg ha fondato un linguaggio distintivo per gli elettrodomestici rendendoli protagonisti dell’ambiente in cui sono inseriti ed elevandoli da mero apparecchio funzionale ad oggetto di design.  

Un’autentica expertise che ha saputo evolvere con stili e tendenze dell’interior sino a diventare signature del brand. E' in questo percorso che si inserisce Musa, la più recente collezione che arricchisce il catalogo Smeg con un’estetica raffinata e sofisticata, pensata per rispondere alle nuove esigenze dell’arredo contemporaneo. La cucina è un osservatorio privilegiato dell’evoluzione della casa: luogo di relazione, cura e trasformazione, in cui materiali, forme e luce contribuiscono a definire atmosfere e significati. Negli interni cresce l’attenzione verso volumi morbidi, stondature misurate, proporzioni equilibrate e un uso espressivo dell’illuminazione. (VIDEO) 

Da questa visione nasce Musa, una collezione sviluppata da Smeg in collaborazione con BorromeodeSilva, che unisce rigore progettuale ed equilibrio visivo, linee essenziali e dettagli sinuosi, un’estetica che cambia percezione con la distanza e con l’incidenza della luce, restituendo profondità e dinamismo agli elementi della cucina.  

“Musa rappresenta il frutto della nostra expertise nel design e nelle estetiche di prodotto. E' un’espressione dei valori che guidano Smeg da oltre 75 anni: ricerca della qualità, attenzione al dettaglio e capacità di coniugare innovazione e stile. Con questa collezione non presentiamo solo nuovi elettrodomestici, ma un linguaggio visivo coerente, capace di dialogare con gli spazi e con chi vive la casa, confermando l’identità e la visione estetica che contraddistinguono il marchio”, commenta Vittorio Bertazzoni, presidente di Smeg. 

 

Il linguaggio visivo di Musa nasce dall’incontro tra geometria e curvature, interpretate attraverso un’alternanza calibrata tra superfici lucide e opache che diventa elemento identitario per generare profondità, movimento e texture. Una palette monocromatica, intensa e grafica, conferisce ai prodotti un’aura sofisticata, valorizzata da giochi di riflessi che cambiano a seconda dell’ambiente. “Abbiamo fondato il progetto - spiega lo studio BorromeodeSilva - su linee essenziali che valorizzano gli elementi d’uso e su proporzioni attentamente studiate . La relazione tra luce e superfici in vetro è stata indagata per esaltarne le qualità attraverso un gioco tra pieni e vuoti. Il risultato è un’estetica rigorosa ma seducente, caratterizzata da un’espressività formale coerente con la cultura e l’identità di Smeg”. 

La collezione Musa si articola in diversi prodotti per offrire ampia libertà compositiva e rispondere alle esigenze di interior designer e utenti finali. I forni sono disponibili in due finiture – un nero opaco e un silver entrambi impreziositi dal contrasto con dettagli lucidi – due formati (60 e 45 cm) e molteplici varianti. Dal punto di vista tecnologico, la proposta si sviluppa lungo un percorso crescente di funzionalità: dai modelli essenziali, pensati per un utilizzo immediato e intuitivo, alle versioni dotate di display base e sistema pizza con pietra refrattaria dedicata, fino ai modelli più avanzati, che integrano funzioni evolute come la cottura a vapore o l’impiego delle microonde in combinazione con le modalità tradizionali. 

In perfetta continuità estetica con i forni, i piani a induzione Musa riprendono gli elementi distintivi della collezione e si caratterizzano per un design grafico ottenuto dal dialogo tra lucido e opaco. La gamma comprende modelli di display Digi Touch e tecnologia Bridge, disponibili in diverse configurazioni di potenza e numero di zone, e soluzioni più evolute con display Compact Slider Plus e tecnologia Multizone. In occasione di Eurocucina saranno presentate anche la cappa a muro, i cassetti a parete e la macchina del caffè da incasso. Questa articolazione permette alla collezione di inserirsi con versatilità in contesti diversi, adattandosi con naturalezza sia a composizioni coordinate sia all’utilizzo come elemento singolo. Musa amplia e arricchisce così il catalogo Smeg fatto di collezioni iconiche come Classica, disegnata dall’architetto Guido Canali e che da più di 40 anni contraddistingue la proposta dell’azienda. La nuova estetica è però perfettamente coordinabile con altri prodotti Smeg, confermando la capacità del marchio di offrire soluzioni complete e sinergiche tra loro. 

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Categoria: lavoro

12:30

Iran, Pahlavi: "Basta negoziare con i terroristi, paese libero porterà opportunità economiche"

(Adnkronos) - “Bisogna fermare un regime che minaccia il traffico via acqua e bisogna mostrare coraggio. Questo regime non cambierà. Basta ricatti, basta prendere ostaggi, basta negoziare con i terroristi. Immaginate che un Iran liberato si impegnerebbe immediatamente a riportare la stabilità regionale, a collaborare con i propri Paesi vicini, con gli israeliani e con i sauditi. Non dovrete più fare attività di polizia nel Medio Oriente perché a quel punto si apriranno le porte anche a opportunità economiche, a una prosperità. Qualcosa che porterà quindi a un mondo più stabile”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro ieri organizzato presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.  

“Ed è questo che è in gioco - ha aggiunto Pahlavi - gli iraniani sono pronti a fare la loro parte, ma abbiamo bisogno di aiuto dall'esterno. Questo dovrebbe essere il nostro focus. Dovremmo sfruttare questa opportunità d'oro che forse non si ripresenterà per decenni in futuro. Qual è il costo di consentire che questo accada rispetto invece a mettere fine a questo regime? Contemporaneamente questo eliminerà ogni problema che avete avuto sin dall'inizio del regime: la minaccia nucleare, il supporto delle organizzazioni proxy e il terrorismo radicale che si diffonde in Occidente, l'instabilità regionale, la belligeranza rispetto ai paesi vicini”. 

In merito alla chiusura dello stretto di Hormuz, Pahlavi ha dichiarato: “Tutti sono nervosi in merito alla stabilità economica e all'aumento del prezzo del petrolio. Tutti ce ne rendiamo conto ma c'è un prezzo ancora più alto da pagare. Se la situazione prosegue in questo modo, le conseguenze saranno peggiori di quanto possiate immaginare. C’è un animale ferito che ora farà rappresaglie per vendicarsi e questo non può essere consentito. L’alleanza fra Teheran e Mosca è uno degli elementi fondamentali di cui preoccuparsi. Non so quale sia la posizione della Cina, credo abbia una prospettiva molto a lungo termine sui processi globali. Generalmente alla Cina non interessa che tipo di regime deve affrontare, a patto che i propri interessi economici siano conservati. È soltanto una questione di calcolo. Per i paesi democratici l'approccio è diverso e la cosa migliore è esprimere solidarietà con i popoli che hanno le stesse visioni e gli stessi valori”. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:30

Iran, Pahlavi: "Potrei guidare governo di transizione, no a vendette"

(Adnkronos) - “Quello che mi mette nella posizione di svolgere il ruolo di leader per la transizione, in attesa che il popolo iraniano scelga il proprio futuro, è il sostegno di milioni di iraniani. Prima che interrompessero la connessione internet, in tutte le province del paese veniva citato un solo nome: il mio. Non ho iniziato ora, lo faccio da 46 anni. Considerati la mia posizione e il mio passato, le persone mi chiamano a milioni per le strade dell'Iran, chiedendomi di prendere la guida. Una volta che ci si sveglierà al mattino con il regime crollato e si entrerà in una nuova fase, penso che il mio primo atto sarà un appello al popolo, alla calma, alla disciplina affinché il processo di transizione si possa verificare. La cosa più importante che chiederò ai miei connazionali è di fidarsi del processo e di non reagire duramente sulla base della necessità di trovare vendetta o ritorsione, ma consentire al processo di svolgersi”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato ieri presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.  

Alla domanda sui rapporti con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Pahlavi ha risposto: “Se mi ha abbandonato? Non sono io l’oggetto del contendere. L'attenzione va sul popolo iraniano, devono essere loro a votare e scegliere il proprio futuro. Non sono io che mi candido alla carica. Qualunque leader, Trump o Meloni, non deve dimenticarsi di essere a favore della democrazia e del diritto del popolo iraniano a determinare il proprio futuro”. “Quello che sto cercando di fare è unificare il popolo su quattro principi fondamentali - ha proseguito Pahlavi - Innanzitutto l'integrità territoriale dell'Iran, che è molto importante per noi. Il secondo principio è la chiara separazione della religione dal governo, che è una condicio sine qua non per la democrazia. Il terzo elemento è il principio di uguaglianza di tutti i cittadini ai sensi della legge a prescindere dall’etnia o dalla religione. Posso guidare un governo transitorio dal giorno del crollo del regime fino all’elezione di un’assemblea costituente dove si terrà il dibattito politico. Sarà la maggioranza degli iraniani a decidere il futuro del paese, si tratti di una repubblica democratica o di una monarchia costituzionale. La mia posizione è assolutamente neutrale, il progetto costituzionale dovrà essere redatto, presentato e ratificato tramite referendum. Sostenere questo processo è il modo più veloce per avere una transizione stabile, ma soprattutto un esito democratico”. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:29

Iran, Pahlavi: "Serve supporto esterno per abbattere regime, come per Mandela"

(Adnkronos) - “Voglio fare un appello a tutti i governi, compreso quello italiano: fate sentire la vostra voce affinché gli arresti e le esecuzioni si fermino. Mentre tutti attendono l'esito dei negoziati, in Iran non c'è stato un cessate il fuoco da parte del regime rispetto al popolo iraniano. Siamo disposti a sacrificare la nostra vita per liberarci ma è importante capire che storicamente nel mondo i regimi sono stati abbattuti grazie al supporto esterno. È accaduto con Nelson Mandela e con Solidarnosc ad esempio. Gli iraniani meritano lo stesso sostegno. C’è inoltre una comunanza di interessi con il presidente Zelensky e con l’Ucraina, loro lottano contro un occupante straniero, noi contro un occupante interno”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.   

“Il regime cerca di prendere tempo - ha spiegato Pahlavi - sa che sta affrontando due leader molto forti, che sono pronti a intervenire. Sto parlando del primo ministro Netanyahu e del presidente Trump. Come iraniani non pensiamo che Israele o gli Stati Uniti o qualunque altro paese debba fare il lavoro per noi. Tutto quello che abbiamo chiesto è: aiutateci ad avere un situazione di parità. Perché di fronte a un regime che utilizza gli omicidi è molto difficile per noi superare quell'approccio. Nel frattempo continuano gli arresti, le torture, le detenzioni e gli omicidi. Nessuno presta attenzione a questo aspetto. Il fatto che il popolo iraniano stia soffrendo è assente dalle discussioni. Il popolo iraniano deve essere liberato e bisogna ripristinare l’accesso a internet. Si tratta di elementi importanti perché gli iraniani non devono rimanere fuori dell'equazione. A quel tavolo non hanno voce, voi potete essere la loro voce al tavolo dei negoziati”. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:24

Caso Epstein, terremoto nel governo Starmer: silurato il massimo funzionario del Foreign Office dopo rivelazioni su Mandelson

(Adnkronos) - Il più alto funzionario del Ministero degli Esteri, Sir Olly Robbins, si è dimesso dal suo incarico dopo che è emerso che il suo dipartimento non ha informato il Primo Ministro Keir Starmer del mancato superamento da parte di Lord Mandelson - coinvolto nello scandalo Epstein - dei controlli di sicurezza necessari per accedere all'incarico di ambasciatore negli Stati Uniti. Secondo quanto appreso dalla BBC, Sir Keir Starmer e il Ministro degli Esteri Yvette Cooper hanno perso la fiducia in Sir Olly Robbins, che di fatto è stato rimosso dall'incarico. 

Prima dell'annuncio, Downing Street aveva repicato alle ultime rivelazioni sul caso Mandelson affermando che Starmer non era venuto a conoscenza fino a martedì scorso del mancato nulla osta sulla sicurezza per Mandelson. La precisazione segue la rivelazione del Guardian sul mancato superamento del 'developed vetting', il processo di controlli di più alto livello per accedere al via libera della sicurezza nazionale del Regno Unito, richiesto per chi nel quadro dell'incarico che è chiamato a svolgere può accedere a informazioni 'Top Secret' o lavorare in agenzie di intelligence. Consiste in un processo di controlli approfondito e in più fasi, che include questionari dettagliati, interviste personali e approfondite indagini su finanze, relazioni e stile di vita. 

 

Da parte sua Starmer si è detto "assolutamente furioso" sul caso Mandelson. Parlando con i giornalisti da Parigi, dove si trova per la conferenza sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz, il capo del governo di Londra ha definito "imperdonabile" e "sconvolgente" il fatto che non gli fosse stato detto che Mandelson "non aveva superato i controlli di sicurezza mentre io intervenivo in Parlamento affermando che erano state seguite le procedure previste". 

"Non solo non ne sono stato informato io, ma nessun ministro ne è stato informato e sono assolutamente furioso per questo", ha continuato, annunciando che intende recarsi in Parlamento per "esporre tutti i fatti rilevanti in piena trasparenza, in modo che il Parlamento abbia un quadro completo della situazione". Starmer dovrebbe rilasciare una dichiarazione sulla questione alla Camera dei Comuni lunedì. 

Alla domanda se considerasse credibile che un alto funzionario pubblico abbia "unilateralmente" scavalcato l'esito del controllo sulla sicurezza per approvare una nomina politica, il primo ministro ha ribadito: "Non mi è stato detto che non aveva passato il controllo della sicurezza. Nessun ministro è stato informato che non aveva passato il controllo della sicurezza, al Numero 10 non è stato detto che non aveva passato il controllo della sicurezza." "È totalmente inaccettabile che il primo ministro - che fa la nomina - non venga informato che il controllo della sicurezza è fallito", afferma. 

Da parte sua, il Ministero degli Esteri ha annunciato che sta "lavorando con urgenza" per soddisfare la richiesta del Primo Ministro di accertare i fatti. La deputata laburista Emily Thornberry, che presiede la Commissione Affari Esteri della Camera dei Comuni, ha detto di essersi sentita "ingannata" da Robbins, già sottosegretario permanente agli Esteri, capo del servizio diplomatico, che ha testimoniato davanti alla sua commissione a novembre riguardo al processo di verifica di Mandelson.  

 

"Il fatto è che tutte le strade portano alle dimissioni" di Keir Starmer, ha affermato la leader Tory Kemi Badenoch in una intervista alla Bbc. "Il codice di governo prevede che quando un esponente del governo scopre...che il Parlamento è stato inavvertitamente male informato, deve correggere il prima possibile quanto dichiarato. La prima opportunità sarebbe stata mercoledì mattina, alla sessione di domande al Premier. Quando ha invece impartito un lungo sermone su qualunque cosa, rifiutando di rispondere alle domanche che gli ho posto. Non ha detto allora alla Camera dei comuni che stava violando il codice di governo". L'aver sostenuto che un processo dovuto sarebbe seguito, quando non è stato così, è stata un'altra violazione, che ha male informato il Parlamento, ha aggiunto Badenoch. "Non importa quale storia racconti il Premier. Incappa comunque in disonestà deliberata, che sia la storia di copertura o la storia originale (il momento esatto in cui ha appreso della bocciatura di Mandelson, ndr) una delle due possibilità è comunque disonestà deliberata. Non possono essere entrambe vere, le due versioni. E questa è la ragione per cui sta mentendo", ha concluso. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:23

Perché il Gis ha sede a Livorno? Dalle BR alla rapina di Napoli

(Adnkronos) - Dopo la spettacolare rapina a Napoli, nella sede del Crédit Agricole, in molti si sono chiesti perché il Gis, Gruppo di intervento speciale dei Carabinieri, specializzato in questo tipo di operazioni, abbia sede a Livorno e debba, in caso di emergenza, partire da lì.  

Le ragioni sono principalmente storiche e operative, legate alla presenza del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania" nella stessa città. 

Il GIS fu costituito il 18 ottobre 1977 per volontà di Francesco Cossiga, all’epoca ministro dell’Interno, in piena emergenza terroristica. Erano gli anni in cui le Brigate Rosse moltiplicavano attacchi contro politici, magistrati e forze dell'ordine, con il picco massimo proprio tra il 1977 e il 1980. L'Italia non disponeva di un reparto specializzato nel contrasto al terrorismo e nella gestione di sequestri di persona con ostaggi. 

Cossiga stabilì che il personale del nuovo reparto dovesse essere tratto dal Battaglione Carabinieri Paracadutisti "Tuscania", già stanziato a Livorno, perché considerato il più addestrato per interventi ad alto rischio, anche in presenza di ostaggi. Servivano uomini pronti a operazioni chirurgiche e ad alto rischio. Il modello operativo era quello delle forze speciali tedesche del GSG-9, create dopo la strage di Monaco del 1972.  

Ancora oggi la selezione degli aspiranti GIS parte dal "Tuscania", e il reparto ha sede nella stessa caserma Vannucci di Livorno. Questo legame organico ha reso naturale mantenere la collocazione geografica nel tempo. 

Il Gis è inquadrato nella 2ª Brigata Mobile Carabinieri e dipende per l'impiego dal Comando Generale dell'Arma. Per le operazioni all'estero, risponde invece al Cofs (Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali), con sede a Roma-Centocelle. 

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Categoria: cronaca

12:16

Privitera (Key to Energy): "Data center opportunità sviluppo sistema industriale"

(Adnkronos) - “Guardando sotto il profilo del sistema energetico e di come i data center rappresentino un’opportunità per lo sviluppo del sistema industriale italiano, è importante immaginare questa risorsa come generatore capace di sostenere l’incremento delle altre risorse, quali ad esempio quelle rinnovabili, stabilizzando il consumo in alcune zone del paese; questa industria sta facendo passi importanti nella direzione della crescita, è bene metterla nella condizione di poter effettivamente partecipare con un ruolo attivo”. 

 

Sono le parole di Orazio Privitera, Ceo Key to Energy, partecipando a Milano alla presentazione dello studio ‘Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale’, promosso da Engie Italia in collaborazione proprio con Key to Energy. 

 

“In che modo è possibile tutto ciò? - aggiunge ancora Privitera - Muovendosi lungo gli anelli della catena industriale del settore stesso. Sono risorse che sicuramente hanno bisogno di energia, di altre facility, ma proprio guardando alla parte energetica il tema della connessione è molto importante”.  

 

Poi conclude: “Ho letto dai media che c'è tanta preoccupazione intorno al discorso della saturazione della rete a causa della concentrazione di alcune iniziative: ecco, come tutte le risorse ormai che partecipano al mercato energetico, un mercato a livello europeo ma anche a livello italiano molto evoluto, dove le risorse non possono essere viste come singolo elemento ma in maniera integrata, anche per i data center sarà importante guardare alle opportunità di insediarsi in alcune zone del paese dove effettivamente l'impatto può essere addirittura positivo”. 

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Categoria: economia

12:15

Ue-India, Massolo: "Europa sviluppi autonomia strategica, funzionali rapporti con Nuova Dehli"

(Adnkronos) - “L’idea di questa giornata di approfondimento - ha spiegato Massolo - è nata dal fatto che non è ignorabile una realtà come l’India per popolazione, per estensione, per avanzamento tecnologico, per ruolo strategico e per questa dottrina dell’allineamento variabile che il suo governo propugna. Il Centro studi americani, che chiaramente ha come asse di interesse quello di inseguire gli sviluppi della realtà internazionale, con particolare riguardo agli Stati Uniti, non poteva non occuparsi di questo importante attore della scena internazionale. Anche gli americani evidentemente puntano sull’India nell’ambito di un equilibrio globale che vede invece Cina e Stati Uniti come i maggiori rivali strategici di quest’epoca”. 

Massolo ha poi commentato i possibili effetti dell’accordo commerciale di libero scambio firmato da Unione Europea e India, dopo circa 20 anni di trattative. “Naturalmente il mercato indiano è un mercato grande - ha sottolineato Massolo - che noi speriamo sia accogliente anche per i prodotti europei e viceversa. Quando si parla di rapporti fra grandi aree economiche integrate bisogna sfruttare le opportunità ma anche guardarsi dalle insidie. Del resto la via di accordi come questi è una via obbligata anche per l’Europa che deve cercare mercati di sbocco in un momento in cui qualche mercato tradizionale, a cominciare da quello americano, invece si chiude”. 

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Categoria: internazionale/esteri

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13:27

Consiglio nazionale geometri e Rete Cat, protocollo per allineare formazione tecnica a lavoro

(Adnkronos) - Il Consiglio nazionale geometri e geometri laureati (Cngegl) e la Rete nazionale degli istituti tecnici tecnologici a indirizzo cat hanno firmato un’intesa per rafforzare il legame tra istruzione tecnica e professione. L'accordo è stato sottoscritto a Roma, dal presidente Cngegl Paolo Biscaro e dalla dirigente scolastica dell'Istituto capofila Leopoldo Pirelli di Roma, Cinzia Di Palo, alla presenza del presidente di Cassa geometri Diego Buono. Al centro dell'intesa c'è la necessità condivisa di adeguare le conoscenze degli studenti alle trasformazioni in atto nel settore delle costruzioni: dalla digitalizzazione al Bim, dal rilievo fotogrammetrico con droni all'efficienza energetica, fino alla transizione ecologica e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Temi che ridefiniscono il profilo del Geometra contemporaneo e che richiedono un raccordo più stretto tra aula e realtà professionale.  

L’intesa individua cinque ambiti di intervento. Il primo riguarda l'orientamento scolastico in entrata: verranno sviluppate campagne di comunicazione rivolte agli studenti delle scuole medie per illustrare le opportunità di carriera che si presentano a un geometra professionista. Il secondo punta all'innovazione didattica, con l'integrazione nei programmi scolastici di moduli specialistici sull’impiego delle nuove tecnologie e delle applicazioni digitali emergenti. Un aspetto discusso da anni e che le transizioni digitale ed ecologica hanno reso ancora più urgente: il divario tra le conoscenze acquisite con il sistema formativo e quelle richieste dalle imprese. L’accordo nasce per rispondere anche all’esigenza di colmare il mismatch scuola-lavoro. Il terzo rafforza i percorsi di formazione scuola-lavoro (ex Pcto), facilitando l'accoglienza degli studenti presso gli studi professionali dei geometri professionisti iscritti agli Albi provinciali.  

Il quarto prevede l'aggiornamento dei docenti degli istituti Cat attraverso seminari tecnici tenuti da professionisti del settore. Il quinto, infine, guarda all'orientamento in uscita, con attività laboratoriali e curriculari utili a favorire scelte post-diploma più consapevoli, inclusa la prospettiva di un possibile riconoscimento di crediti universitari per il percorso accademico della laurea triennale, professionalizzante e abilitante nella classe LP-01. 

 

Il Cngegl, grazie alla collaborazione dei 110 collegi provinciali, si impegna a offrire supporto tecnico-scientifico per l'aggiornamento dei curricula, mettendo a disposizione esperti della filiera per lezioni magistrali e promuovendo, tra i propri Iscritti, la possibilità di svolgere il ruolo di Tutor nei seminari. La Rete nazionale Cat, dal canto suo, coinvolgerà le scuole aderenti nella sperimentazione di nuovi modelli didattici, diffonderà tra gli studenti le iniziative promosse dai collegi territoriali - borse di studio, premi, concorsi - e rileverà i fabbisogni strumentali dei laboratori scolastici, anche in vista di eventuali donazioni o comodati d'uso di attrezzature tecniche. Per il coordinamento e il monitoraggio dell'accordo sarà istituito un Comitato paritetico di pilotaggio, composto da rappresentanti di entrambe le parti, con il compito di pianificare le attività annuali e verificarne i risultati. Il Protocollo ha durata triennale a partire dalla data di sottoscrizione, è rinnovabile per un uguale periodo e non comporta obblighi economici tra le parti. 

“La firma di oggi - commenta Paolo Biscaro, presidente Cngegl - non è un atto formale: è l'inizio di un lavoro comune. Vogliamo che gli studenti degli istituti Cat arrivino a esercitare la professione di geometra con competenze aggiornate e una visione chiara del loro futuro. I nostri Iscritti sono pronti a fare la loro parte, nelle aule come negli studi professionali”. 

Per Cinzia Di Palo, dirigente scolastica Iis Leopoldo Pirelli: “La scuola tecnica ha bisogno di interlocutori autorevoli per restare al passo con un mondo del lavoro in rapida evoluzione. Questo Protocollo ci consente di aggiornare la didattica con il contributo diretto dei geometri professionisti, offrendo ai nostri studenti una formazione che guarda già oltre il diploma”. 

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Categoria: lavoro

13:24

Poste, accordo con Benetton su logistica, nasce jv Logistic 360

(Adnkronos) - Accordo di partnership strategica fra Poste Italiane e Benetton Group, con l’obiettivo di creare un 'campione' della logistica capace di attrarre nuovi clienti e sostenere la crescita del commercio italiano ed europeo.  

L’intesa, che valorizza gli asset e le rispettive competenze specifiche nel campo della gestione e della distribuzione dei capi di abbigliamento, prevede l’ingresso di Poste Logistics, società del gruppo Poste Italiane dedicata alle attività di logistica integrata, nel capitale di Benetton Logistics, spin-off di Benetton Group. Nasce così una nuova realtà in joint venture, Logistic 360. 

Il progetto, frutto del ruolo di leadership di Poste Italiane nella logistica e nell’eCommerce, nasce grazie alla collaborazione con Edizione Spa. La partnership rappresenterà un passaggio chiave per il posizionamento del Gruppo Poste Italiane nel mercato della Contract Logistics e per la traiettoria di riorganizzazione di Benetton Group, avviata due anni fa con il supporto di Edizione. Gli aspetti centrali dell’intesa sono il potenziamento e la valorizzazione del polo di Castrette di Villorba, in provincia di Treviso, uno dei più avanzati hub europei dedicati alla gestione della logistica del fashion. Il sito oggi è in grado di gestire 30 milioni di capi su una superficie complessiva di circa 400.000 metri quadrati – di cui 100.000 dotati di impianti automatizzati di ultima generazione.  

Il sito, che include un centro di distribuzione capace di lavorare fino a 45.000 colli al giorno ed un impianto dotato di una flotta di robot in grado di ottimizzare lo stoccaggio e il picking per l’e-commerce, è pronto ad aprirsi a nuovi settori merceologici. Attraverso l’ingresso di nuovi clienti e l’espansione verso altri comparti, infatti, la partnership tra Poste Italiane e Benetton Group si pone l’obiettivo di incrementare la capacità operativa dell’infrastruttura anche grazie a investimenti in tecnologia e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, integrata dalla professionalità e dall’esperienza del personale. L’operazione sarà perfezionata dopo la notifica all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per le necessarie autorizzazioni. 

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Categoria: economia

13:21

Alessandro Benetton: "Sviluppo aeroporto di Fiumicino occasione da non perdere"

(Adnkronos) - “L’occasione dell’Aeroporto di Roma è un’occasione imperdibile. Lo dico con un interesse specifico ma secondo me è un interesse di tutti non perderla”. Lo ha detto Alessandro Benetton, presidente del gruppo Mundys, a margine dell’inaugurazione del nuovo molo del T2 dell’Aeroporto di Nizza, parlando dello sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino. “Dobbiamo muoverci in questa direzione, spingeremo più che possiamo”, perché “i premi che ci vengono riconosciuti ci convincono che la strada è giusta. Siamo favorevoli al dialogo, vogliamo ascoltare tutti. Ma i tempi – ha avvertito Benetton – non sono infiniti: il problema non sono i tempi nostri ma quelli dei concorrenti. Noi potremmo anche essere pazienti e accontentarci, ma se gli altri vanno più veloci sarebbe un peccato. Penso che questi 9 miliardi di investimento” per lo sviluppo del Leonardo Da Vinci “siano auspicabili per tutti, perché si tratta di un indotto” per cui è necessario spingere. (VIDEO) 

“Questo è un mondo in evoluzione e in crescita, nonostante le pandemie e le cose terribili che ci auguriamo che finiscano il prima possibile, questo clima geopolitico che comporta una grande difficoltà a farci programmare a lungo termine. Ma la gente – ha spiegato Benetton – vuole viaggiare e lo vediamo” e per questo “è un’occasione da non perdere se uno vuole pensare al turismo e a sfruttare le cose belle che ha nel paese”.  

In Francia, ha proseguito il presidente, “abbiamo trovato un terreno fertile, mi ha fatto piacere che il sindaco (di Nizza ndr) Ciotti si sia ricordato il processo di privatizzazione che è stato l’inizio di tutto questo. E soprattutto, c’è stata una fiducia reciproca sul fatto che quello che deve essere misurato sono i fatti. E oggi possiamo apprezzare tutti l’effetto di questo tipo approccio”. La Francia “è un paese importantissimo, è il 28% del nostro fatturato. Questi ultimi passi lo decretano in maniera oggettiva, con la A63 e Getlink e questo tipo di iniziativa. Noi vogliamo essere un grande gruppo italiano che è in tutta Europa e forse anche in tutto il mondo. In ogni caso che dove arriva può fare la differenza”, ha chiosato. 

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Categoria: economia

13:15

Vicenza, cade da impalcatura in un cantiere del depuratore di Casale: muore operaio di 67 anni

(Adnkronos) - Un operaio di 67 anni è morto ieri pomeriggio cadendo da una impalcatura in un cantiere all'interno del depuratore Viacqua di Casale (Vicenza). L'uomo, che lavorava per una ditta incaricata dei lavori di Como, è stato trovato esanime dai colleghi di ritorno dalla pausa pranzo. Inutili tutti i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari Suem 118 che ne hanno dichiarato il decesso. Indagini in corso da parte di carabinieri e dei tecnici dello Spisal. L'infortunio mortale è avvenuto in assenza di testimoni.  

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Categoria: cronaca

13:13

Decreto Bollette è legge, come funziona e a chi spetta il nuovo bonus di 115 euro

(Adnkronos) - Il decreto Bollette è legge: come funziona e a chi spetta il nuovo bonus di 115 euro. A fare luce è Ivan Meo di Immobiliare.it che spiega che "con il decreto legge Bollette il Governo intende attenuare l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese nel breve periodo. Il provvedimento combina misure sociali immediatamente percepibili in fattura e correttivi regolatori su alcune componenti che incidono sulla formazione del prezzo dell’energia. A seguito dell’entrata in vigore del decreto-legge n. 21/2026, Arera ha adottato le prime disposizioni attuative sul contributo straordinario da 115 euro, definendo le modalità operative di erogazione per i clienti domestici che risultavano titolari del bonus sociale elettrico alla data del 21 febbraio 2026, cioè alla data di entrata in vigore del provvedimento. L’intento del decreto Bollette è quella di contenere, in tempi rapidi, l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese, affiancando al sostegno immediato alcuni correttivi di sistema capaci di incidere sui meccanismi che alimentano il costo finale in bolletta".  

"Il provvedimento - ricorda - coinvolge circa 2,7 milioni di famiglie e si muove su un doppio binario: rafforzare le tutele per i soggetti economicamente più esposti tramite un ampliamento della platea potenzialmente interessata da strumenti di riduzione del prezzo; introdurre misure che puntano a ridurre il differenziale e la volatilità dei prezzi, intervenendo sul funzionamento dei mercati e sulle componenti che influenzano la formazione del prezzo dell’energia, in modo da sostenere anche la competitività del sistema produttivo".  

"Il perno del decreto - fa notare - è il rafforzamento del bonus sociale elettrico per le cosiddette “famiglie vulnerabili”. Rispetto alle bozze circolate negli scorsi mesi che indicavano 90 euro, il contributo riconosciuto è stato confermato a 115 euro. Il nuovo contributo si aggiunge a quello di 200 euro già previsto portando il sostegno totale a 315 euro. Lo sconto spetta ai nuclei già beneficiari del bonus sociale, con soglie Isee fino a 9.796 euro che salgono fino a 20.000 euro con almeno quattro figli, e viene riconosciuto in modo automatico in bolletta. Arera ha precisato che i destinatari non dovranno presentare alcuna domanda: il contributo sarà riconosciuto automaticamente e in un’unica soluzione ai clienti domestici titolari di un punto di prelievo attivo e già percettori del bonus sociale elettrico per disagio economico". 

"L’accredito - chiarisce Ivan Meo -avverrà nella prima fattura utile successiva al 19 marzo 2026 e dovrà essere esposto con evidenza separata rispetto alle altre voci di bolletta. L’erogazione sarà effettuata dal venditore, o dall’esercente la maggior tutela, che serviva il cliente alla data del 21 febbraio 2026, anche nell’ipotesi in cui l’utente abbia successivamente cambiato fornitore. Qualora dalla stessa bolletta emerga un credito a favore del cliente, questo sarà riportato nelle fatture successive; in caso di interruzione della fornitura, il credito dovrà essere corrisposto secondo le modalità già previste dalla deliberazione Arera 63/2021/R/com. L’Autorità ha, inoltre, chiarito che il contributo straordinario è cumulabile con gli altri sconti già riconosciuti ai beneficiari del bonus sociale elettrico. Il decreto introduce una misura aggiuntiva che guarda alla fascia oggi scoperta dai bonus. Non si tratta di un bonus generalizzato, ma della possibilità per i venditori (su base volontaria e con meccanismi di trasparenza) di riconoscere nel 2026 e 2027 un contributo di 60 euro ai clienti domestici residenti con Isee inferiore a 25.000 euro e con consumi inferiori a 0,5 MWh nei primi due mesi del 2026 e inferiori a 3 MWh durante l’anno precedente. Non si conoscono ancora i dettagli sulle modalità di erogazione, che saranno diffusi da Arera". 

"Il decreto - aggiunge - interviene sul costo della generazione elettrica da gas: una quota di costi (tra cui trasporto del metano e componente Ets) verrebbe spostata dai produttori alle bollette finali, con l’idea che un gas 'più leggero' per le centrali riduca il prezzo all’ingrosso dell’energia e migliori la competitività, ma con un ribilanciamento che potrebbe non tradursi in modo uniforme sulle fatture dei clienti". 

"In parallelo - avverte - il testo tocca gli oneri generali di sistema (voce che pesa sensibilmente sulle bollette): tra le ipotesi operative circolate ci sono meccanismi opzionali di rimodulazione degli incentivi alle rinnovabili (riduzioni temporanee in cambio di estensioni del sostegno) e altre leve regolatorie che hanno già acceso il confronto con imprese e associazioni". 

 

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Categoria: economia

13:12

Fake news sul cancro, oncologi 'esposti 9 pazienti su 10'

(Adnkronos) - Più del 90% dei pazienti (93%) con nuova diagnosi di cancro è esposto a fake news sui trattamenti oncologici. E la maggior parte si imbatte nella disinformazione - definita come terapie antitumorali non provate o smentite, miti o idee sbagliate - anche quando non la cerca, cioè attraverso informazioni indirette provenienti dai social network (tramite algoritmi), siti web, conoscenti, amici o familiari. Un fenomeno preoccupante, che può minare la relazione medico-paziente e indurre a seguire percorsi alternativi privi di validità scientifica, riducendo così le possibilità di sopravvivenza. E' quanto emerge da uno studio condotto dalla University of Florida Health e pubblicato su 'The Journal of Cancer Education'. Per favorire la divulgazione di informazioni corrette in ambito oncologico, parte la nuova edizione del corso di perfezionamento universitario 'Comunicare il cancro e la salute in ottica One Health', promosso dall'università Politecnica delle Marche. Sono disponibili 25 posti. Le lezioni inizieranno a giugno 2026 e la scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione è il 7 maggio. La durata del corso è di 6 mesi. L'attività didattica è basata sullo svolgimento di lezioni di tipo frontale, svolte in parte in modalità telematica e in parte ibrida. 

"Nel 2025 in Italia sono state stimate circa 390.000 nuove diagnosi di tumore ed è fondamentale tutelare questi pazienti dalle fake news - afferma Rossana Berardi, coordinatrice del corso, ordinario di Oncologia all'università Politecnica delle Marche, direttore della Clinica Oncologica dell'azienda ospedaliero universitaria delle Marche e presidente eletto Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - La corretta informazione rappresenta la prima medicina contro il cancro, ma, soprattutto nei social network, circolano ancora troppe fake news che hanno la capacità di influenzare le scelte dei pazienti, con ricadute dirette sui percorsi di cura, perché possono aumentare il rischio di morte. L'obiettivo del corso è fornire strumenti teorici e pratici per comunicare non solo il cancro, che rappresenta il 'paradigma' delle malattie anche per il suo grande impatto emotivo, ma più in generale la medicina e la salute. In linea con l'approccio One Health, il corso abbraccia temi che spaziano dalla prevenzione primaria, secondaria e terziaria, agli stili di vita, all'innovazione tecnologica, fino alle nuove terapie, ai vaccini e alla ricerca scientifica". 

Il corso - informa una nota - è aperto a oncologi, medici di medicina generale, professionisti sanitari, infermieri, operatori sociosanitari, giornalisti, uffici stampa delle istituzioni e delle realtà attive nel settore sanitario, rappresentanti delle advocacy dei pazienti e, più in generale, a tutti coloro che, per ruolo o interesse, desiderino migliorare le proprie competenze comunicative in ambito sanitario. Il corso si rivolge anche ai dipendenti della pubblica amministrazione impegnati nelle attività di informazione e comunicazione, in conformità alla legge n. 150/2000 e al DPR n. 422/2001. I requisiti di accesso sono il diploma di laurea triennale o magistrale o un titolo di studio equiparabile conseguito all'estero. Sono previste 400 ore di lezione (di cui 108 di didattica frontale e 12,5 di tirocinio pratico). Il corso di perfezionamento è parte di un progetto più ampio, 'Comunicareilcancro', che prevede un portale dedicato (www.comunicareilcancro.it) e profili sui principali social. 

"E' compito dell'università contribuire alla formazione non solo dei professionisti sanitari, ma anche di tutti coloro che, a vario titolo, si occupano di comunicazione in ambito salute - spiega Mauro Silvestrini, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università Politecnica delle Marche - Fornire competenze specifiche in questo ambito significa rafforzare un elemento essenziale della sanità contemporanea. Comunicare la salute in modo appropriato rappresenta infatti un potente strumento di sanità pubblica e di educazione della popolazione. In un'ottica One Health, che riconosce l'interconnessione tra salute umana, animale e ambientale, la comunicazione sanitaria assume un ruolo strategico non solo nella relazione di cura, ma anche nella tutela della salute pubblica e nella promozione di comportamenti consapevoli e sostenibili". Tra i principali insegnamenti del corso rientrano l'oncologia clinica, l'ematologia, la neurologia, la medicina narrativa, l'organizzazione aziendale in ambito sanitario, la storia della comunicazione in medicina, la medicina legale, la comunicazione efficace in radio, in Tv, sui giornali online e cartacei, la comunicazione sui social media, la comunicazione delle novità della ricerca scientifica e le regole per gestire la notizia e realizzare un’intervista. La gestione didattica e organizzativa è affidata a un Comitato ordinatore composto da Berardi, Silvestrini e Antonella Poloni, direttrice della Clinica Ematologica dell'università Politecnica delle Marche. 

"Nei settori della medicina ad alto impatto sulla vita delle persone è imprescindibile garantire una comunicazione accurata, responsabile e fondata sul rigore scientifico - sottolinea Enrico Quagliarini, rettore dell'università Politecnica delle Marche - La qualità dell'informazione rappresenta un elemento strategico non solo nella relazione tra professionisti sanitari, pazienti e caregiver, ma anche per la costruzione di fiducia nei confronti del sistema sanitario e della ricerca. In questo contesto, assume particolare rilevanza un'iniziativa formativa promossa in ambito accademico, che garantisce solidità metodologica, approccio interdisciplinare e attenzione alla qualità dei contenuti. Una comunicazione chiara, verificata e accessibile contribuisce infatti al progresso della conoscenza e svolge una fondamentale funzione educativa per la collettività. Promuovere una cultura della prevenzione e della consapevolezza, supportata da informazioni corrette, significa rafforzare la capacità dei cittadini di compiere scelte informate e sostenibili, con ricadute positive sulla salute pubblica e sull’efficacia dei sistemi di cura". 

"Le diete alcaline, lo scorpione cubano, lo zenzero più efficace della chemioterapia, i cosiddetti 'metodi' Di Bella e Hamer, il bicarbonato di sodio come rimedio: sono solo alcune delle fake news sul cancro, cioè 'bufale’ prive di fondamento scientifico e pericolose per la salute, che purtroppo continuano a circolare in Rete e nei social - osserva Berardi - Le conseguenze per i pazienti possono essere molto gravi. Ad esempio, presunte diete miracolose non solo non apportano alcun beneficio nei confronti delle malattie oncologiche, ma possono addirittura peggiorare uno stato di malnutrizione interferendo con i trattamenti convenzionali".  

Il corso è supportato da Loto Odv, associazione impegnata a fianco delle pazienti affette da tumori ginecologici, che ne riconosce il valore per una comunicazione più consapevole e centrata sui bisogni delle persone. "Per chi affronta una malattia oncologica, ricevere informazioni corrette, chiare e comprensibili è parte integrante del percorso di cura - evidenzia Sandra Balboni, presidente di Loto Odv - La qualità della comunicazione può fare la differenza nell'orientare le scelte, nel ridurre l'ansia e nel rafforzare il rapporto di fiducia con i professionisti sanitari. Per questo sosteniamo con convinzione iniziative come questa, che contribuiscono a migliorare il modo in cui si parla di salute e a contrastare la disinformazione, mettendo al centro le esigenze dei pazienti".  

Il corso vede il patrocinio del Collegio degli Oncologi medici universitari, di Women for Oncology, dell'Aiom e di One Health Foundation. "Dopo il grande successo delle prime due edizioni, questa terza si distingue per l'introduzione dell'approccio One Health - afferma Mauro Boldrini, direttore Comunicazione Aiom - Si tratta di un'evoluzione particolarmente significativa, che amplia lo sguardo sulla comunicazione della salute in una prospettiva integrata. La disinformazione in ambito sanitario rappresenta una sfida crescente e complessa, che richiede competenze specifiche e strumenti adeguati. Il cancro è il più popolare tema di disinformazione sulla salute. E' importante governare e arginare questo fenomeno, fornendo strumenti per parlare e scrivere di cancro e salute in modo corretto ed efficace. Il corso approfondisce i meccanismi della comunicazione, i linguaggi adeguati per spiegare concetti complessi, le modalità di reperimento e verifica di fonti scientifiche certificate per contrastare le fake news, le tecniche di scrittura di articoli e l'uso consapevole dei social media". 

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Categoria: salute

13:06

Spronelli (Soloaffitti): "Rimmetere in moto locazione con flessibilita', fiscalita' e sicurezza"

(Adnkronos) - “Il mercato dell’affitto sta cambiando: cresce la domanda, ma l’offerta resta ferma. Per rimetterla in moto bisogna rendere la locazione più attrattiva per i proprietari, intervenendo su tre leve: flessibilità dei contratti, fiscalità e sicurezza. Servono formule più adatte alle nuove esigenze abitative, incentivi per rimettere sul mercato gli immobili sfitti e, soprattutto, tempi certi per il rientro in possesso in caso di morosità. Solo così sarà possibile trasformare una domanda già forte in un mercato davvero accessibile e funzionante. È poi necessario incentivare la riqualificazione degli immobili oggi sfitti: molti proprietari non immettono sul mercato le proprie abitazioni perché non dispongono delle risorse per ristrutturarle. Prevedere meccanismi di incentivo mirati alla messa a reddito, come l’esenzione delle imposte sui canoni di locazione per un periodo definito e entro massimali prestabiliti, può rappresentare una leva concreta per riportare questi immobili sul mercato”. Così Silvia Spronelli, Ceo di SoloAffitti durante RentVolution, evento sulle locazioni che si è tenuto in Senato. 

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Categoria: economia

13:02

Atp Monaco, Flavio Cobolli in semifinale

(Adnkronos) - Flavio Cobolli passa alla semifinale dell'Atp sulla terra rossa di Monaco. L'azzurro, n. 16 del ranking, ha superato il ceco Vit Kopriva, n. 77, in due set con il punteggio di 6-3 6-2 in meno di un'ora e mezzo di gioco.  

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Categoria: sport

12:59

La nausea in gravidanza è questione di Dna: studio porta alla luce nuovi geni correlati

(Adnkronos) - E' un'esperienza così comune da essere stata descritta nelle pagine di una moltitudine di romanzi e in migliaia e migliaia di scene cinematografiche ed è ormai riconosciuta da tutti come il 'segnale' che la protagonista aspetta un bambino. E' la nausea, il 'mal di gravidanza'. Nella sua forma più grave, questa condizione - che si chiama in gergo medico iperemesi gravidica - colpisce circa il 2% delle donne e causa nausea e vomito così intensi da rendere estremamente difficile persino mangiare. A lungo, spiegano gli esperti, questo disturbo è stato frainteso e spesso liquidato come qualcosa di origine psicologica, ma ormai sono sempre di più le prove raccolte dalla scienza che raccontano un'altra verità: la nausea in gravidanza è un problema che ha una solida base biologica e genetica. Questione di Dna, insomma. E un nuovo studio porta alla luce nuovi geni correlati.  

Nel più ampio studio genetico mai realizzato su questo disturbo, gli autori, esperti della Keck School of Medicine della Usc e colleghi internazionali, hanno analizzato i dati di 10.974 donne affette dalla patologia - e di oltre 461mila donne esaminate come gruppo di controllo - di origine europea, asiatica, africana e latinoamericana. I risultati sono pubblicati su 'Nature Genetics' e offrono nuovi spunti di riflessione sulla malattia e una nuova speranza per le persone colpite. 

"Siamo stati in grado di far emergere nuovi importanti dettagli precedentemente sconosciuti", evidenzia Marlena Fejzo, professoressa assistente di scienze della popolazione e della salute pubblica al Center for Genetic Epidemiology della Keck School of Medicine, che ha guidato sia questo studio che le precedenti ricerche che collegavano il gene Gdf15 all'iperemesi gravidica. "Il fatto che abbiamo studiato donne appartenenti a diversi gruppi etnici suggerisce che questi risultati potrebbero essere generalizzabili a una popolazione più ampia".  

Capire l'origine di questa condizione è importante, sottolineano gli autori del lavoro, anche perché i rischi non sono da sottovalutare: l'ipermesi gravidica può portare a grave malnutrizione, mettendo a rischio sia la madre che il bambino. Il team di ricercatori dell'University of Southern California (Usc) che firma il nuovo studio aveva recentemente identificato il gene Gdf15, codificante per gli ormoni, come fattore chiave della nausea in gravidanza. Adesso però gli esperti hanno fatto un altro passo avanti individuando altri 9 geni collegati alla forma più grave, l'iperemesi gravidica. Sei di questi geni non erano mai stati precedentemente associati a questa patologia.  

I ricercatori hanno identificato in tutto dunque 10 geni collegati all'iperemesi gravidica: 4 già noti e 6 nuovi. Il legame più forte, di gran lunga, è risultato essere con Gdf15, gene che produce un ormone omonimo, i cui livelli aumentano bruscamente durante la gravidanza. Precedenti ricerche di Fejzo e di un team internazionale avevano dimostrato che il legame risiede nella sensibilità a questo ormone: le donne esposte a livelli più bassi dell'ormone prima della gravidanza a causa di una mutazione genetica manifestano i sintomi più gravi, mentre quelle esposte a livelli più elevati prima della gravidanza presentano sintomi di nausea e vomito meno intensi. Gli altri geni identificati sono correlati a ormoni chiave della gravidanza, all'appetito e alla nausea, all'insulina e al metabolismo, al modo in cui il cervello apprende e si adatta, e a determinati esiti della gravidanza. "Ora che abbiamo più che raddoppiato il numero di geni associati all'iperemesi gravidica, possiamo approfondire la biologia alla base di questa condizione, nonché individuare nuove possibili vie terapeutiche", evidenzia Fejzo. 

I ricercatori hanno condotto un'analisi che si chiama Genome-Wide Association Study (Gwas), scandagliando l'intero genoma alla ricerca di differenze tra le donne che hanno sviluppato iperemesi gravidica durante la gravidanza e quelle che non l'hanno sviluppata. I 4 geni precedentemente identificati erano Gdf15; Gfral, che produce il recettore per l'ormone Gdf15; e Igfbp7 e Pgr, entrambi coinvolti nello sviluppo della placenta. I 6 geni appena identificati offrono ulteriori indizi che potrebbero aiutare a spiegare le basi dell'iperemesi gravidica o indicare nuove modalità di trattamento. Si tratta di Fshb, Tcf7l2, Slitrk1, Syn3, Igsf11 e Cdh9. Il gene Tcf7l2 si distingue perché rappresenta uno dei più forti fattori di rischio genetico per il diabete di tipo 2 ed è anche associato al diabete gestazionale. Può influenzare il Glp-1 (famoso in quanto target dei nuovi farmaci antidiabete dimagranti), ormone intestinale che controlla la glicemia e può avere un impatto sull'appetito e sulla nausea. "Si tratta di un bersaglio completamente nuovo e non è ancora chiaro quale sia il suo ruolo durante la gravidanza", illustra Fejzo. 

Molti degli altri geni identificati sono coinvolti nell'appetito e nella nausea, così come nella plasticità cerebrale, ovvero nel modo in cui il cervello apprende e si adatta alle nuove informazioni. Fejzo ipotizza che il cervello possa imparare ad associare determinati alimenti alla sensazione di malessere, portando a forti e durature avversioni durante la gravidanza. Sono necessarie ulteriori ricerche per approfondire questa possibilità. I ricercatori hanno inoltre scoperto che alcuni geni legati all'iperemesi gravidica erano associati ad altri esiti della gravidanza, tra cui una durata più breve e la preeclampsia, una grave complicanza. I risultati rivelano nuovi potenziali bersagli terapeutici e potrebbero anche contribuire ad adattare i farmaci esistenti alle pazienti in base al loro profilo genetico. Fejzo e il suo team hanno appena ricevuto l'approvazione per avviare una sperimentazione clinica sulla metformina, farmaco ampiamente utilizzato per il diabete che aumenta i livelli di Gdf15. Lo studio verificherà se l'assunzione di metformina prima della gravidanza possa desensibilizzare le donne all'ormone, riducendo potenzialmente nausea e vomito o prevenendo l'iperemesi gravidica nelle donne che ne hanno già sofferto. 

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Categoria: cronaca

12:57

Salvini: "Trump non è matto ma interesse Usa ora non coincide con quello dell'Italia"

(Adnkronos) - "Sicuramente Trump non è matto". Così Così il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ai microfoni di 'Mattino Cinque', dopo gli attacchi del presidente Usa alla premier Giorgia Meloni. 

Trump "ha una sua chiara strategia che è l'interesse americano, che in questi ultimi mesi non coincide con quello italiano - ha sottolineato Salvini - A questo aggiungiamo che l'Europa sorda e assente mi impedisce di aiutare gli italiani in difficoltà. Occorre cambiare delle regole europee che in questo momento rischiano di massacrarci".  

"Noi stiamo con il Santo Padre e non con chi attacca il Papa. Poi basta con la guerra. La guerra è maledetta e fa bene il Papa a cercare di portare tutti al tavolo con ragionevolezza e fa male chi lo attacca", ha detto ancora Salvini, intervenendo a 'Diretta Lombardia' su Telelombardia. 

"L'Italia non c'era per noi, noi non ci saremo per loro", è l'ultimo, laconico, messaggio sul social Truth di Trump. Il presidente degli Stati Uniti è tornato ad attaccare il nostro Paese e Meloni dopo le critiche mosse negli ultimi giorni. Nel post ("Italy wasn’t there for us, we won’t be there for them!"), Trump propone un articolo del quotidiano britannico The Guardian relativo alla mancata concessione della base siciliana di Sigonella agli Usa: "L'Italia ha negato l'utilizzo di una base aerea in Sicilia ad aerei militari statunitensi che trasportavano armi destinate alla guerra in Iran, poiché gli Stati Uniti non hanno seguito la procedura di autorizzazione richiesta", si legge nell'incipit dell'articolo del 31 marzo. 

Il presidente degli Stati Uniti ha mosso le prime critiche alla premier italiana in un'intervista al Corriere della Sera il 14 aprile. "Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo", ha detto Trump facendo riferimento alla mancata partecipazione dell'Italia - al pari degli altri membri Nato - alle operazioni americane nello Stretto di Hormuz. E il giorno dopo: "Non abbiamo più lo stesso rapporto", ha affermato il presidente americano a Fox News. 

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Categoria: politica

12:56

Affitti, La Commare (Fiaip): "Avviare confronto con legislatore per aggiornare il mercato"

(Adnkronos) - “La disciplina dei contratti di locazione ad uso transitorio, prevista dalla Legge 431/98, non è più pienamente adeguata alle esigenze attuali. In un mercato caratterizzato da maggiore mobilità lavorativa e da una crescente domanda di soluzioni abitative flessibili, è necessario introdurre più semplicità e flessibilità, garantendo al tempo stesso certezza normativa e tutele per le parti. Serve avviare un confronto con il legislatore per aggiornare lo strumento e renderlo davvero funzionale al mercato di oggi”, così Francesco La Commare, Vicepresidente Nazionale vicario FIAIP, durante RentVolution, evento di SoloAffitti, sulle locazioni che si è tenuto in Senato. 

 

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Categoria: economia

12:51

SoloAffitti, in Italia 8 milioni di case sfitte, proprietari frenati da morosità e tempi incerti rientro

(Adnkronos) - In Italia l’emergenza abitativa non nasce da una carenza di immobili, ma da un’offerta che fatica ad attivarsi. È quanto emerge dall’analisi della rete SoloAffitti, presentata a RentVolution, l’iniziativa istituzionale dedicata all’evoluzione del mercato delle locazioni, nella Sala Koch di Palazzo Madama. All’incontro hanno partecipato, il promotore dell’iniziativa, il senatore Massimo Garavaglia e il senatore Andrea De Priamo insieme a Silvia Spronelli (SoloAffitti), Giorgio Spaziani Testa (Confedilizia), Francesco La Commare (Fiaip) e Gian Battista Baccarini (Confassociazioni Real Estate) con Pasquale Ciacciarelli, Assessore alle Politiche abitative della Regione Lazio. 

Nel corso dell’evento, SoloAffitti ha presentato i nuovi dati sul mercato e una serie di proposte di intervento nell’ambito del disegno di legge sugli affitti promosso dal senatore Garavaglia, con l’obiettivo di rimettere in circolo gli immobili oggi inutilizzati. L’analisi evidenzia un mercato in cui, a fronte di circa 4,3 milioni di abitazioni locate, gli immobili effettivamente sfitti sono circa 8 milioni, mentre gli affitti brevi si fermano tra le 500mila e le 600mila unità, secondo le elaborazioni di SoloAffitti. Il dato restituisce un paradosso evidente: il patrimonio abitativo esiste, ma una parte consistente resta fuori dal mercato, con un rapporto di circa 1 abitazione locata su 3. 

A frenare l’offerta è innanzitutto un problema di fiducia. Secondo il Rapporto, l’86% dei proprietari indica il mancato pagamento del canone tra le principali preoccupazioni e il 62% teme il ricorso a una procedura di sfratto. Due elementi strettamente legati: da un lato l’inadempimento, dall’altro la difficoltà a rientrare in possesso dell’immobile in tempi certi. Anche quando i dati ufficiali parlano di circa 40 mila provvedimenti annui (40.158 nel 2024), il fenomeno reale è più ampio. Molte situazioni si chiudono prima della sentenza, ma producono comunque perdite economiche. Come evidenzia anche il Ddl Buonguerrieri, il numero degli sfratti rappresenta quindi solo la punta dell’iceberg di un problema più diffuso, fatto di ritardi nei pagamenti, accordi parziali e rilascio degli immobili senza saldo del dovuto. Nel tempo si è consolidata una vera e propria “memoria lunga dello sfratto”: oltre 1,1 milioni di provvedimenti dal 2004 e una stima che arriva a circa 2 milioni dal 1978. Un fenomeno diffuso che ha contribuito a radicare una percezione di rischio elevata e duratura, incidendo direttamente sulle scelte dei proprietari. È in questo contesto che una parte crescente dello stock immobiliare resta fuori dal mercato: non per mancanza di domanda, ma per un equilibrio che, oggi, non garantisce sufficiente sicurezza a chi affitta. 

 

È proprio a partire da questo quadro che si inseriscono le proposte avanzate da SoloAffitti nell’ambito del disegno di legge sugli affitti promosso dal senatore Massimo Garavaglia, con l’obiettivo di intervenire sulle principali criticità del mercato. Secondo SoloAffitti, il ddl rappresenta un passo nella direzione giusta perché introduce elementi di maggiore flessibilità, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di incidere sul nodo centrale: la fiducia dei proprietari. Da un lato, la revisione delle durate contrattuali – con formule più brevi e flessibili – può contribuire ad avvicinare la normativa alla realtà delle locazioni, oggi caratterizzate da una permanenza media di poco superiore ai due anni. Dall’altro, il rafforzamento dei riferimenti ai valori di mercato può migliorare la trasparenza dei canoni, ma non è sufficiente da solo a riequilibrare il sistema. 

Il punto decisivo resta quello delle tutele. Senza strumenti più efficaci di garanzia della rendita e senza una riduzione dei tempi e delle incertezze legate alle procedure di sfratto, difficilmente sarà possibile riportare sul mercato una quota significativa degli immobili oggi inutilizzati. È su questo equilibrio – tra flessibilità e sicurezza – che si gioca la reale capacità della riforma di incidere sull’emergenza abitativa. Il clima di incertezza spinge i proprietari a comportamenti difensivi. La selezione dell’inquilino è ormai generalizzata: la verifica della capacità reddituale è diventata quasi obbligatoria, spesso anticipata dagli stessi inquilini. Sul fronte delle garanzie, l’80% si affida al solo deposito cauzionale, che copre 2-3 mensilità ed è spesso inadeguato rispetto ai rischi. Quando emergono criticità, le soluzioni restano parziali: accordi, rilascio con perdite o tempi lunghi in sede giudiziale. 

In questo contesto cresce la scelta di non affittare: molti proprietari preferiscono lasciare l’immobile vuoto o destinarlo ad altro uso. Non è una logica di rendimento, ma di riduzione del rischio. La composizione della proprietà immobiliare italiana è un elemento decisivo per comprendere il fenomeno. La maggioranza dei locatori è costituita da piccoli proprietari, spesso titolari di uno o due immobili. Solo il 29% ha un approccio pienamente economico all’investimento, mentre il 36% ha acquisito gli immobili per eredità e il 28% mantiene un legame affettivo con la casa. Questo dato cambia la lettura del mercato: la scelta di affittare o meno dipende soprattutto dal livello di sicurezza percepito, più che dal rendimento. Non sorprende quindi che molti proprietari preferiscano rinunciare alla locazione. 

 

Nel dibattito pubblico, gli affitti brevi vengono spesso indicati come una delle principali cause della tensione abitativa. L’analisi dei dati suggerisce però una lettura più articolata. Il numero di immobili destinati alla locazione turistica resta nettamente inferiore rispetto a quelli residenziali e non rappresenta sempre un’alternativa diretta. In molti casi, infatti, il proprietario che sceglie il breve non avrebbe comunque optato per la locazione tradizionale, ma avrebbe mantenuto l’immobile in disponibilità o lo avrebbe destinato ad altre finalità. Anche nei contesti di grandi eventi – come il Giubileo a Roma o le Olimpiadi a Milano – si osserva un aumento dell’offerta turistica (+15% a Roma nel 2025, circa +10% a Milano in occasione delle Olimpiadi), ma senza un impatto strutturale sugli equilibri complessivi del mercato. In un sistema caratterizzato da un’offerta rigidamente limitata, anche variazioni numericamente contenute possono incidere sui prezzi, ma non sono sufficienti a spiegare da sole l’emergenza abitativa. Il nodo resta quindi interno al mercato residenziale e alla sua capacità di attivare l’offerta esistente. 

Cambia la natura della domanda: secondo i dati della rete SoloAffitti, 3 inquilini su 4 scelgono l’affitto consapevolmente, mentre il 27% avrebbe preferito acquistare. Non è più una soluzione transitoria, ma una risposta a stili di vita più mobili. La flessibilità è il principale fattore attrattivo. La durata effettiva delle locazioni è di circa 28 mesi, ben al di sotto delle durate contrattuali formali. A incidere è anche il contesto economico: oltre la metà degli inquilini ha aumentato il budget per l’affitto di oltre il 10%. Eppure, la domanda non si riduce e, in presenza di un’offerta limitata, tende a prolungare la permanenza negli immobili, riducendo ulteriormente la disponibilità. 

La domanda di locazione si articola su esigenze diverse: il 43,6% degli inquilini prende casa in affitto come abitazione principale, il 32,6% per motivi di lavoro, il 18,7% per motivi di studio e il restante 4,75% per altre ragioni. Sul piano della composizione, il 25% degli inquilini è single, il 38,5% è rappresentato da coppie senza figli, il 24,6% da coppie con figli, mentre l’11,8% riguarda situazioni di condivisione tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare. Si registra inoltre un progressivo aumento dell’età media degli inquilini, passata dai 35 anni del 2024 ai 37 del 2025. In calo la quota degli under 25 (dal 21,7% al 17,1%) e, seppur lievemente, quella tra i 25 e i 35 anni (dal 34,3% al 33,9%). Crescono invece gli inquilini tra i 35 e i 50 anni (dal 29,6% al 33,1%) e quelli sopra i 50 anni (dal 14,4% al 15,8%), a conferma di una domanda sempre più adulta e strutturata. 

 

Il risultato è un mercato con un’offerta rigida a fronte di una domanda molto dinamica. I tempi di locazione si sono più che dimezzati rispetto agli anni precedenti (attestandosi oggi intorno a 1,8 mesi medi), segnalando una forte pressione della domanda. Sul fronte dei canoni, il quadro è più articolato di una semplice crescita generalizzata. Nel 2025 la media nelle città si attesta intorno ai 698 euro mensili (+4% rispetto al 2024), ma il dato medio nasconde andamenti molto differenziati tra i territori. Accanto a città in cui i canoni continuano a salire in modo significativo – come Genova e Trieste (+11%), Ancona e Palermo (+7%), Bari (+5%) – emergono segnali di assestamento e, in alcuni casi, di correzione (con valori medi come Milano 1.152 euro, Bologna 879, Napoli 906 e Torino 583). 

Il caso più evidente è quello di Milano, dove si registra una flessione del 10%: un dato che non segnala tanto un’inversione strutturale, quanto una fase di riequilibrio dopo anni di crescita sostenuta e di forte pressione della domanda. Roma, invece, si mantiene su livelli elevati ma più stabili, con circa 1.019 euro medi mensili (+2%). Le variazioni dipendono anche dalle caratteristiche degli immobili: la presenza di un garage comporta una maggiorazione media dell’11% (circa +80 euro), un posto auto del 7% (circa +50 euro), mentre un immobile non arredato registra una riduzione del 9% (circa -66 euro) e uno parzialmente arredato del 5% (circa -34 euro). Nel complesso, più che una crescita lineare dei canoni, si osserva oggi un mercato ancora sotto tensione ma in fase di progressivo riassestamento, con dinamiche locali sempre più marcate. 

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Categoria: economia

12:49

Smeg, con Musa estetica raffinata e sofisticata per la cucina

(Adnkronos) - In oltre 75 anni di storia, Smeg ha fondato un linguaggio distintivo per gli elettrodomestici rendendoli protagonisti dell’ambiente in cui sono inseriti ed elevandoli da mero apparecchio funzionale ad oggetto di design.  

Un’autentica expertise che ha saputo evolvere con stili e tendenze dell’interior sino a diventare signature del brand. E' in questo percorso che si inserisce Musa, la più recente collezione che arricchisce il catalogo Smeg con un’estetica raffinata e sofisticata, pensata per rispondere alle nuove esigenze dell’arredo contemporaneo. La cucina è un osservatorio privilegiato dell’evoluzione della casa: luogo di relazione, cura e trasformazione, in cui materiali, forme e luce contribuiscono a definire atmosfere e significati. Negli interni cresce l’attenzione verso volumi morbidi, stondature misurate, proporzioni equilibrate e un uso espressivo dell’illuminazione. (VIDEO) 

Da questa visione nasce Musa, una collezione sviluppata da Smeg in collaborazione con BorromeodeSilva, che unisce rigore progettuale ed equilibrio visivo, linee essenziali e dettagli sinuosi, un’estetica che cambia percezione con la distanza e con l’incidenza della luce, restituendo profondità e dinamismo agli elementi della cucina.  

“Musa rappresenta il frutto della nostra expertise nel design e nelle estetiche di prodotto. E' un’espressione dei valori che guidano Smeg da oltre 75 anni: ricerca della qualità, attenzione al dettaglio e capacità di coniugare innovazione e stile. Con questa collezione non presentiamo solo nuovi elettrodomestici, ma un linguaggio visivo coerente, capace di dialogare con gli spazi e con chi vive la casa, confermando l’identità e la visione estetica che contraddistinguono il marchio”, commenta Vittorio Bertazzoni, presidente di Smeg. 

 

Il linguaggio visivo di Musa nasce dall’incontro tra geometria e curvature, interpretate attraverso un’alternanza calibrata tra superfici lucide e opache che diventa elemento identitario per generare profondità, movimento e texture. Una palette monocromatica, intensa e grafica, conferisce ai prodotti un’aura sofisticata, valorizzata da giochi di riflessi che cambiano a seconda dell’ambiente. “Abbiamo fondato il progetto - spiega lo studio BorromeodeSilva - su linee essenziali che valorizzano gli elementi d’uso e su proporzioni attentamente studiate . La relazione tra luce e superfici in vetro è stata indagata per esaltarne le qualità attraverso un gioco tra pieni e vuoti. Il risultato è un’estetica rigorosa ma seducente, caratterizzata da un’espressività formale coerente con la cultura e l’identità di Smeg”. 

La collezione Musa si articola in diversi prodotti per offrire ampia libertà compositiva e rispondere alle esigenze di interior designer e utenti finali. I forni sono disponibili in due finiture – un nero opaco e un silver entrambi impreziositi dal contrasto con dettagli lucidi – due formati (60 e 45 cm) e molteplici varianti. Dal punto di vista tecnologico, la proposta si sviluppa lungo un percorso crescente di funzionalità: dai modelli essenziali, pensati per un utilizzo immediato e intuitivo, alle versioni dotate di display base e sistema pizza con pietra refrattaria dedicata, fino ai modelli più avanzati, che integrano funzioni evolute come la cottura a vapore o l’impiego delle microonde in combinazione con le modalità tradizionali. 

In perfetta continuità estetica con i forni, i piani a induzione Musa riprendono gli elementi distintivi della collezione e si caratterizzano per un design grafico ottenuto dal dialogo tra lucido e opaco. La gamma comprende modelli di display Digi Touch e tecnologia Bridge, disponibili in diverse configurazioni di potenza e numero di zone, e soluzioni più evolute con display Compact Slider Plus e tecnologia Multizone. In occasione di Eurocucina saranno presentate anche la cappa a muro, i cassetti a parete e la macchina del caffè da incasso. Questa articolazione permette alla collezione di inserirsi con versatilità in contesti diversi, adattandosi con naturalezza sia a composizioni coordinate sia all’utilizzo come elemento singolo. Musa amplia e arricchisce così il catalogo Smeg fatto di collezioni iconiche come Classica, disegnata dall’architetto Guido Canali e che da più di 40 anni contraddistingue la proposta dell’azienda. La nuova estetica è però perfettamente coordinabile con altri prodotti Smeg, confermando la capacità del marchio di offrire soluzioni complete e sinergiche tra loro. 

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Categoria: lavoro

12:30

Iran, Pahlavi: "Basta negoziare con i terroristi, paese libero porterà opportunità economiche"

(Adnkronos) - “Bisogna fermare un regime che minaccia il traffico via acqua e bisogna mostrare coraggio. Questo regime non cambierà. Basta ricatti, basta prendere ostaggi, basta negoziare con i terroristi. Immaginate che un Iran liberato si impegnerebbe immediatamente a riportare la stabilità regionale, a collaborare con i propri Paesi vicini, con gli israeliani e con i sauditi. Non dovrete più fare attività di polizia nel Medio Oriente perché a quel punto si apriranno le porte anche a opportunità economiche, a una prosperità. Qualcosa che porterà quindi a un mondo più stabile”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro ieri organizzato presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.  

“Ed è questo che è in gioco - ha aggiunto Pahlavi - gli iraniani sono pronti a fare la loro parte, ma abbiamo bisogno di aiuto dall'esterno. Questo dovrebbe essere il nostro focus. Dovremmo sfruttare questa opportunità d'oro che forse non si ripresenterà per decenni in futuro. Qual è il costo di consentire che questo accada rispetto invece a mettere fine a questo regime? Contemporaneamente questo eliminerà ogni problema che avete avuto sin dall'inizio del regime: la minaccia nucleare, il supporto delle organizzazioni proxy e il terrorismo radicale che si diffonde in Occidente, l'instabilità regionale, la belligeranza rispetto ai paesi vicini”. 

In merito alla chiusura dello stretto di Hormuz, Pahlavi ha dichiarato: “Tutti sono nervosi in merito alla stabilità economica e all'aumento del prezzo del petrolio. Tutti ce ne rendiamo conto ma c'è un prezzo ancora più alto da pagare. Se la situazione prosegue in questo modo, le conseguenze saranno peggiori di quanto possiate immaginare. C’è un animale ferito che ora farà rappresaglie per vendicarsi e questo non può essere consentito. L’alleanza fra Teheran e Mosca è uno degli elementi fondamentali di cui preoccuparsi. Non so quale sia la posizione della Cina, credo abbia una prospettiva molto a lungo termine sui processi globali. Generalmente alla Cina non interessa che tipo di regime deve affrontare, a patto che i propri interessi economici siano conservati. È soltanto una questione di calcolo. Per i paesi democratici l'approccio è diverso e la cosa migliore è esprimere solidarietà con i popoli che hanno le stesse visioni e gli stessi valori”. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:30

Iran, Pahlavi: "Potrei guidare governo di transizione, no a vendette"

(Adnkronos) - “Quello che mi mette nella posizione di svolgere il ruolo di leader per la transizione, in attesa che il popolo iraniano scelga il proprio futuro, è il sostegno di milioni di iraniani. Prima che interrompessero la connessione internet, in tutte le province del paese veniva citato un solo nome: il mio. Non ho iniziato ora, lo faccio da 46 anni. Considerati la mia posizione e il mio passato, le persone mi chiamano a milioni per le strade dell'Iran, chiedendomi di prendere la guida. Una volta che ci si sveglierà al mattino con il regime crollato e si entrerà in una nuova fase, penso che il mio primo atto sarà un appello al popolo, alla calma, alla disciplina affinché il processo di transizione si possa verificare. La cosa più importante che chiederò ai miei connazionali è di fidarsi del processo e di non reagire duramente sulla base della necessità di trovare vendetta o ritorsione, ma consentire al processo di svolgersi”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato ieri presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.  

Alla domanda sui rapporti con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Pahlavi ha risposto: “Se mi ha abbandonato? Non sono io l’oggetto del contendere. L'attenzione va sul popolo iraniano, devono essere loro a votare e scegliere il proprio futuro. Non sono io che mi candido alla carica. Qualunque leader, Trump o Meloni, non deve dimenticarsi di essere a favore della democrazia e del diritto del popolo iraniano a determinare il proprio futuro”. “Quello che sto cercando di fare è unificare il popolo su quattro principi fondamentali - ha proseguito Pahlavi - Innanzitutto l'integrità territoriale dell'Iran, che è molto importante per noi. Il secondo principio è la chiara separazione della religione dal governo, che è una condicio sine qua non per la democrazia. Il terzo elemento è il principio di uguaglianza di tutti i cittadini ai sensi della legge a prescindere dall’etnia o dalla religione. Posso guidare un governo transitorio dal giorno del crollo del regime fino all’elezione di un’assemblea costituente dove si terrà il dibattito politico. Sarà la maggioranza degli iraniani a decidere il futuro del paese, si tratti di una repubblica democratica o di una monarchia costituzionale. La mia posizione è assolutamente neutrale, il progetto costituzionale dovrà essere redatto, presentato e ratificato tramite referendum. Sostenere questo processo è il modo più veloce per avere una transizione stabile, ma soprattutto un esito democratico”. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:29

Iran, Pahlavi: "Serve supporto esterno per abbattere regime, come per Mandela"

(Adnkronos) - “Voglio fare un appello a tutti i governi, compreso quello italiano: fate sentire la vostra voce affinché gli arresti e le esecuzioni si fermino. Mentre tutti attendono l'esito dei negoziati, in Iran non c'è stato un cessate il fuoco da parte del regime rispetto al popolo iraniano. Siamo disposti a sacrificare la nostra vita per liberarci ma è importante capire che storicamente nel mondo i regimi sono stati abbattuti grazie al supporto esterno. È accaduto con Nelson Mandela e con Solidarnosc ad esempio. Gli iraniani meritano lo stesso sostegno. C’è inoltre una comunanza di interessi con il presidente Zelensky e con l’Ucraina, loro lottano contro un occupante straniero, noi contro un occupante interno”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia.   

“Il regime cerca di prendere tempo - ha spiegato Pahlavi - sa che sta affrontando due leader molto forti, che sono pronti a intervenire. Sto parlando del primo ministro Netanyahu e del presidente Trump. Come iraniani non pensiamo che Israele o gli Stati Uniti o qualunque altro paese debba fare il lavoro per noi. Tutto quello che abbiamo chiesto è: aiutateci ad avere un situazione di parità. Perché di fronte a un regime che utilizza gli omicidi è molto difficile per noi superare quell'approccio. Nel frattempo continuano gli arresti, le torture, le detenzioni e gli omicidi. Nessuno presta attenzione a questo aspetto. Il fatto che il popolo iraniano stia soffrendo è assente dalle discussioni. Il popolo iraniano deve essere liberato e bisogna ripristinare l’accesso a internet. Si tratta di elementi importanti perché gli iraniani non devono rimanere fuori dell'equazione. A quel tavolo non hanno voce, voi potete essere la loro voce al tavolo dei negoziati”. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:24

Caso Epstein, terremoto nel governo Starmer: silurato il massimo funzionario del Foreign Office dopo rivelazioni su Mandelson

(Adnkronos) - Il più alto funzionario del Ministero degli Esteri, Sir Olly Robbins, si è dimesso dal suo incarico dopo che è emerso che il suo dipartimento non ha informato il Primo Ministro Keir Starmer del mancato superamento da parte di Lord Mandelson - coinvolto nello scandalo Epstein - dei controlli di sicurezza necessari per accedere all'incarico di ambasciatore negli Stati Uniti. Secondo quanto appreso dalla BBC, Sir Keir Starmer e il Ministro degli Esteri Yvette Cooper hanno perso la fiducia in Sir Olly Robbins, che di fatto è stato rimosso dall'incarico. 

Prima dell'annuncio, Downing Street aveva repicato alle ultime rivelazioni sul caso Mandelson affermando che Starmer non era venuto a conoscenza fino a martedì scorso del mancato nulla osta sulla sicurezza per Mandelson. La precisazione segue la rivelazione del Guardian sul mancato superamento del 'developed vetting', il processo di controlli di più alto livello per accedere al via libera della sicurezza nazionale del Regno Unito, richiesto per chi nel quadro dell'incarico che è chiamato a svolgere può accedere a informazioni 'Top Secret' o lavorare in agenzie di intelligence. Consiste in un processo di controlli approfondito e in più fasi, che include questionari dettagliati, interviste personali e approfondite indagini su finanze, relazioni e stile di vita. 

 

Da parte sua Starmer si è detto "assolutamente furioso" sul caso Mandelson. Parlando con i giornalisti da Parigi, dove si trova per la conferenza sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz, il capo del governo di Londra ha definito "imperdonabile" e "sconvolgente" il fatto che non gli fosse stato detto che Mandelson "non aveva superato i controlli di sicurezza mentre io intervenivo in Parlamento affermando che erano state seguite le procedure previste". 

"Non solo non ne sono stato informato io, ma nessun ministro ne è stato informato e sono assolutamente furioso per questo", ha continuato, annunciando che intende recarsi in Parlamento per "esporre tutti i fatti rilevanti in piena trasparenza, in modo che il Parlamento abbia un quadro completo della situazione". Starmer dovrebbe rilasciare una dichiarazione sulla questione alla Camera dei Comuni lunedì. 

Alla domanda se considerasse credibile che un alto funzionario pubblico abbia "unilateralmente" scavalcato l'esito del controllo sulla sicurezza per approvare una nomina politica, il primo ministro ha ribadito: "Non mi è stato detto che non aveva passato il controllo della sicurezza. Nessun ministro è stato informato che non aveva passato il controllo della sicurezza, al Numero 10 non è stato detto che non aveva passato il controllo della sicurezza." "È totalmente inaccettabile che il primo ministro - che fa la nomina - non venga informato che il controllo della sicurezza è fallito", afferma. 

Da parte sua, il Ministero degli Esteri ha annunciato che sta "lavorando con urgenza" per soddisfare la richiesta del Primo Ministro di accertare i fatti. La deputata laburista Emily Thornberry, che presiede la Commissione Affari Esteri della Camera dei Comuni, ha detto di essersi sentita "ingannata" da Robbins, già sottosegretario permanente agli Esteri, capo del servizio diplomatico, che ha testimoniato davanti alla sua commissione a novembre riguardo al processo di verifica di Mandelson.  

 

"Il fatto è che tutte le strade portano alle dimissioni" di Keir Starmer, ha affermato la leader Tory Kemi Badenoch in una intervista alla Bbc. "Il codice di governo prevede che quando un esponente del governo scopre...che il Parlamento è stato inavvertitamente male informato, deve correggere il prima possibile quanto dichiarato. La prima opportunità sarebbe stata mercoledì mattina, alla sessione di domande al Premier. Quando ha invece impartito un lungo sermone su qualunque cosa, rifiutando di rispondere alle domanche che gli ho posto. Non ha detto allora alla Camera dei comuni che stava violando il codice di governo". L'aver sostenuto che un processo dovuto sarebbe seguito, quando non è stato così, è stata un'altra violazione, che ha male informato il Parlamento, ha aggiunto Badenoch. "Non importa quale storia racconti il Premier. Incappa comunque in disonestà deliberata, che sia la storia di copertura o la storia originale (il momento esatto in cui ha appreso della bocciatura di Mandelson, ndr) una delle due possibilità è comunque disonestà deliberata. Non possono essere entrambe vere, le due versioni. E questa è la ragione per cui sta mentendo", ha concluso. 

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Categoria: internazionale/esteri

12:23

Perché il Gis ha sede a Livorno? Dalle BR alla rapina di Napoli

(Adnkronos) - Dopo la spettacolare rapina a Napoli, nella sede del Crédit Agricole, in molti si sono chiesti perché il Gis, Gruppo di intervento speciale dei Carabinieri, specializzato in questo tipo di operazioni, abbia sede a Livorno e debba, in caso di emergenza, partire da lì.  

Le ragioni sono principalmente storiche e operative, legate alla presenza del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania" nella stessa città. 

Il GIS fu costituito il 18 ottobre 1977 per volontà di Francesco Cossiga, all’epoca ministro dell’Interno, in piena emergenza terroristica. Erano gli anni in cui le Brigate Rosse moltiplicavano attacchi contro politici, magistrati e forze dell'ordine, con il picco massimo proprio tra il 1977 e il 1980. L'Italia non disponeva di un reparto specializzato nel contrasto al terrorismo e nella gestione di sequestri di persona con ostaggi. 

Cossiga stabilì che il personale del nuovo reparto dovesse essere tratto dal Battaglione Carabinieri Paracadutisti "Tuscania", già stanziato a Livorno, perché considerato il più addestrato per interventi ad alto rischio, anche in presenza di ostaggi. Servivano uomini pronti a operazioni chirurgiche e ad alto rischio. Il modello operativo era quello delle forze speciali tedesche del GSG-9, create dopo la strage di Monaco del 1972.  

Ancora oggi la selezione degli aspiranti GIS parte dal "Tuscania", e il reparto ha sede nella stessa caserma Vannucci di Livorno. Questo legame organico ha reso naturale mantenere la collocazione geografica nel tempo. 

Il Gis è inquadrato nella 2ª Brigata Mobile Carabinieri e dipende per l'impiego dal Comando Generale dell'Arma. Per le operazioni all'estero, risponde invece al Cofs (Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali), con sede a Roma-Centocelle. 

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Categoria: cronaca

12:16

Privitera (Key to Energy): "Data center opportunità sviluppo sistema industriale"

(Adnkronos) - “Guardando sotto il profilo del sistema energetico e di come i data center rappresentino un’opportunità per lo sviluppo del sistema industriale italiano, è importante immaginare questa risorsa come generatore capace di sostenere l’incremento delle altre risorse, quali ad esempio quelle rinnovabili, stabilizzando il consumo in alcune zone del paese; questa industria sta facendo passi importanti nella direzione della crescita, è bene metterla nella condizione di poter effettivamente partecipare con un ruolo attivo”. 

 

Sono le parole di Orazio Privitera, Ceo Key to Energy, partecipando a Milano alla presentazione dello studio ‘Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale’, promosso da Engie Italia in collaborazione proprio con Key to Energy. 

 

“In che modo è possibile tutto ciò? - aggiunge ancora Privitera - Muovendosi lungo gli anelli della catena industriale del settore stesso. Sono risorse che sicuramente hanno bisogno di energia, di altre facility, ma proprio guardando alla parte energetica il tema della connessione è molto importante”.  

 

Poi conclude: “Ho letto dai media che c'è tanta preoccupazione intorno al discorso della saturazione della rete a causa della concentrazione di alcune iniziative: ecco, come tutte le risorse ormai che partecipano al mercato energetico, un mercato a livello europeo ma anche a livello italiano molto evoluto, dove le risorse non possono essere viste come singolo elemento ma in maniera integrata, anche per i data center sarà importante guardare alle opportunità di insediarsi in alcune zone del paese dove effettivamente l'impatto può essere addirittura positivo”. 

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Categoria: economia

12:15

Ue-India, Massolo: "Europa sviluppi autonomia strategica, funzionali rapporti con Nuova Dehli"

(Adnkronos) - “L’idea di questa giornata di approfondimento - ha spiegato Massolo - è nata dal fatto che non è ignorabile una realtà come l’India per popolazione, per estensione, per avanzamento tecnologico, per ruolo strategico e per questa dottrina dell’allineamento variabile che il suo governo propugna. Il Centro studi americani, che chiaramente ha come asse di interesse quello di inseguire gli sviluppi della realtà internazionale, con particolare riguardo agli Stati Uniti, non poteva non occuparsi di questo importante attore della scena internazionale. Anche gli americani evidentemente puntano sull’India nell’ambito di un equilibrio globale che vede invece Cina e Stati Uniti come i maggiori rivali strategici di quest’epoca”. 

Massolo ha poi commentato i possibili effetti dell’accordo commerciale di libero scambio firmato da Unione Europea e India, dopo circa 20 anni di trattative. “Naturalmente il mercato indiano è un mercato grande - ha sottolineato Massolo - che noi speriamo sia accogliente anche per i prodotti europei e viceversa. Quando si parla di rapporti fra grandi aree economiche integrate bisogna sfruttare le opportunità ma anche guardarsi dalle insidie. Del resto la via di accordi come questi è una via obbligata anche per l’Europa che deve cercare mercati di sbocco in un momento in cui qualche mercato tradizionale, a cominciare da quello americano, invece si chiude”. 

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Categoria: internazionale/esteri