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20:13
Trump e il collo arrossato, la foto riaccende i dubbi sulla salute del presidente
(Adnkronos) - Una foto riaccende le preoccupazioni sullo stato di salute di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti, oggi 2 marzo, alla Casa Bianca ha presenziato alla cerimonia per la consegna di una serie di onorificenze. Una foto della Afp ha evidenziato la presenza di un vistoso rash cutaneo sul lato destro del collo, dietro l'orecchio, con una sorta di lesione in via di cicatrizzazione. Trump, com'è noto, soffre di insufficienza venosa cronica e assume dosi massicce di cardioaspirina. Tale terapia favorisce la formazione di lividi, in particolare sulla mano destra. La foto scattata oggi ha suscitato l'attenzione di molti media americani. Forbes, in particolare, ha chiesto chiarimenti alla Casa Bianca senza ottenere risposte. L'arrossamento, secondo le ipotesi avanzate dai media d'Oltreoceano, potrebbe essere causato da una violenta forma di dermatite o potrebbe essere una manifestazione dell'herpes zoster.

Categoria: internazionale/esteri
19:48
Cinema, al via la quarta edizione del 'Premio Film Impresa'
(Adnkronos) - - Ha preso ufficialmente il via, al Cinema Quattro Fontane di Roma, la quarta edizione di 'Premio Film Impresa', appuntamento ormai consolidato nel panorama nazionale come luogo di incontro tra industria, cultura e audiovisivo. Il Premio, ideato e realizzato da Unindustria in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, Confindustria e Circuito Cinema, riafferma anche quest’anno la centralità del racconto d’impresa attraverso il linguaggio del cinema, valorizzando storie, persone, territori e innovazione. ''Questa prima giornata conferma che Premio Film Impresa non è solo una rassegna di film, ma un luogo in cui l’impresa si racconta e si mette in relazione con il mondo della cultura e dell’audiovisivo - ha dichiarato Giampaolo Letta, presidente di Premio Film Impresa - Lo abbiamo percepito già da questa mattina con il successo di UNI.verso PFI e poi nei momenti dedicati alla masterclass e alle proiezioni degli inediti, che testimoniano in modo evidente questa volontà di confronto. Vedere istituzioni, aziende, giovani talenti e professionisti del cinema dialogare attorno al tema della comunità e dell’innovazione significa ribadire un’idea che portiamo avanti fin dall’inizio: il racconto dell’impresa non è comunicazione accessoria, ma parte integrante della sua identità. Quando il cinema incontra il lavoro, emergono storie vere, capaci di restituire complessità, visione e futuro. Ed è proprio questo il senso del Premio: costruire uno spazio in cui queste storie possano prendere forma e diventare patrimonio condiviso''.
A precedere l’apertura ufficiale del Premio è stato 'UNI.verso PFI – Crescere, Includere, Comunicare', il 'fuori salone' che per il secondo anno arricchisce il programma della prima giornata e che si conferma spazio strutturato di confronto tra sistema produttivo e filiera audiovisiva. Animato dal Team PFI2026 con la project leader Lidia Cudemo, Presidente della Sezione Editoria, Informazione e Audiovisivo di Unindustria, UNI.verso PFI ha messo al centro i temi della crescita, dell’inclusione e della comunicazione come leve strategiche per lo sviluppo delle imprese. Il primo momento di dialogo, dedicato al tema della crescita e dell’internazionalizzazione come percorso di costruzione di valore nel tempo, è stato coordinato da Lidia Cudemo e ha visto la partecipazione di Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura Roma Capitale; Enrico Batini, Head of Corporate Business Centro Italia UniCredit; Allegra Paola Baistrocchi, Vicaria dell'Ufficio per la Promozione delle Eccellenze Italiane del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Carlo La Rotonda, Direttore Generale RetImpresa – Confindustria; Claudia Maria Golinelli, Presidente EGA Worldwide; e Daniela Cavallo, Territory Coach. Nel corso dell’incontro sono stati presentati il trailer della serie tv The Perfect Pitch, realizzata da RetImpresa in collaborazione con il Consolato d’Italia a Detroit, e i contributi video dedicati a '1000 Miglia Experience Florida' e 'Valeggio sul Mincio', 'Verona città d’Arte'.
Il confronto è proseguito con un focus sulle nuove forme di organizzazione dell’impresa e sul valore dell’inclusione, coordinato da Cristiano Dionisi, Presidente Piccola Industria di Unindustria. Sono intervenuti Maria Raffaella Caprioglio, Presidente Umana; Valentina Picca Bianchi, Presidente del Comitato Impresa Donna istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Miriam Diurni, Presidente ITS Meccatronico Lazio Academy; Daniela Gentile, Responsabile Relazioni Istituzionali e Comunicazione Invitalia; Virginia Gullotta, Amministratore Delegato Pezzilli & Company e Vice Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria; e Carmelo Campagna, Vice Presidente ANFIR e Presidente Gepafin Finanziaria dell’Umbria. In apertura è stato proiettato il video del progetto Invitalia Le donne di ora. A chiudere la mattinata il panel dedicato alla comunicazione come strumento di identità e partecipazione, coordinato da Massimo Romano, Vice Presidente Una, che ha visto la presenza di Fausto Bianchi, Presidente Piccola Industria Confindustria; Christian Ostet, Vice Presidente Piccola Industria Confindustria; Antonio Fazzari, General Manager Fater – Jvt Angelini e P&G; Stefano Franchi, Direttore Generale Federmeccanica; Livio Vanghetti, Direttore Relazioni Esterne Confindustria; e Lavinia Bellioni, Responsabile Affari Istituzionali Territoriali Edison. In occasione dell’incontro è stato proiettato il video Progetto Pilota – Piccola Industria & Marketing – Network Factory. ''Il 'Premio Film Impresa' è diventato, anno dopo anno, un luogo di incontro tra mondi diversi: imprese, creativi, istituzioni, finanza, giovani. Il film d’impresa racconta identità, valori, visione. Aiuta le aziende ad attrarre talenti, a dialogare con i mercati, a costruire reputazione. Ma soprattutto permette di far conoscere un’Italia che produce, innova, investe e crea lavoro - ha dichiarato Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria - 'Premio Film Impresa' nasce proprio da questa intuizione, usare il linguaggio dell’audiovisivo per restituire centralità al lavoro e all’impresa, parlando in modo contemporaneo alle nuove generazioni. Il nostro ruolo, come Unindustria, è mettere a sistema tutto questo. Creare ponti tra imprese, istituzioni, finanza e creatività. Lo facciamo attraverso il Piano Industriale del Lazio, attraverso i progetti sulle competenze, sull’innovazione, sulla finanza per la crescita, attraverso il dialogo costante con il Sistema Confindustria e con tutti gli attori dell’ecosistema. Il Premio è un esempio concreto di questa visione: una politica industriale 'soft', che lavora su cultura, relazioni e capitale umano''.
Alle ore 17.30 la quarta edizione è entrata nel vivo con l’evento di apertura 'Un’idea di comunità: Persone, Ecosistemi, Innovazione'. Dopo i saluti del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, hanno introdotto l’incontro il Presidente del Premio Giampaolo Letta e il Direttore Artistico Mario Sesti. Sono intervenuti Giuseppe Biazzo, Presidente Unindustria, e Alessandro Usai, presidente Anica. La conversazione ha coinvolto inoltre Roberta Angelilli, Commissaria Straordinaria del Governo per l’area di Civitavecchia e Vice Presidente Regione Lazio; Danila Sansone, Responsabile Sviluppo Imprese Invitalia; Alberto Tripi, Presidente Almaviva; Lavinia Bellioni, Responsabile Affari Istituzionali Territoriali Edison; Maria Raffaella Caprioglio, presidente Umana; e Roberto Fiorini, Regional Manager Centro Italia UniCredit.
''Uno dei momenti più significativi di questa prima giornata è stata la masterclass realizzata insieme all’Università La Sapienza, che da tempo porta avanti un importante progetto di formazione alla scrittura per il cinema - ha dichiarato Mario Sesti, direttore artistico di Premio Film Impresa - La novità è che con 'Premio Film Impresa' abbiamo costruito un vero percorso di simulazione della scrittura di un film d’impresa, coinvolgendo giovani aspiranti sceneggiatori, registi e produttori insieme ad aziende reali. Le imprese condividono idee, visioni e identità, e da questo confronto nascono progetti concreti di sceneggiatura dedicati al racconto della loro realtà. È un’esperienza che portiamo avanti da un paio d’anni e che oggi comincia già a dare risultati tangibili, come dimostrano i due inediti presentati questa sera. Mettere in relazione la creatività cinematografica dei giovani talenti con l’esigenza degli imprenditori di raccontarsi in modo nuovo è forse la sfida più ambiziosa del Premio: siamo convinti che cinema e impresa debbano imparare a dialogare sempre più strettamente, perché è un confronto che arricchisce entrambi''. La serata è proseguita con il talk 'Comunicare l’impresa. L’impresa di comunicare', che ha introdotto la masterclass diretta da Andrea Minuz, Professore ordinario presso 'La Sapienza' Università di Roma – docente di Storia del Cinema e Teoria e analisi della sceneggiatura – e la presentazione delle tre sceneggiature inedite realizzate per D-Hub Studios, Elevatori Areg e WeBuild. Mario Sesti ha dialogato con le aziende committenti insieme a Giorgio Maria Nicolai, docente del Master di sceneggiatura e produzione presso 'La Sapienza' Università di Roma, e Lorenza Lei, Amministratore Delegato della 'Fondazione Roma Lazio Film Commission', alla presenza dei tre gruppi di scrittura coinvolti. A chiudere la prima giornata, '#PFI Presenta: Raccontare la cultura d’impresa', che ha visto una conversazione con autori, produttori e aziende, accompagnata dalla proiezione degli inediti Elda, con Lorenza Indovina, di Massimo Ferrari (Produzione: MaGa Production per Dublo) e Ogni cosa ha il suo posto di Antonio Cofano (Produzione: Fidelio per Fucine Umbre). Al termine Lorenza Lei ha consegnato le menzioni speciali.
La quarta edizione di 'Premio Film Impresa' proseguirà domani, martedì 3 marzo, con l’avvio delle proiezioni delle opere in concorso nelle tre aree principali – 'Area Doc I e II' - a cura di UniCredit; 'Area Narrativa' - a cura di Umana; 'Area II&S: Innovation, Image & Sound' - a cura di Almaviva Group – e con le due attese proiezioni speciali: il film “Andata e Ritorno”, a cura del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e il docufilm 'Nuvola', a cura del Gruppo Lavazza. La giornata conclusiva del 4 marzo vedrà inoltre l’assegnazione dei Premi Speciali a Sergio Castellitto, Pif, Giuseppe Tornatore, Brunello Cucinelli e alla Maison Hermès, oltre alla novità del Premio alla migliore musica originale a cura di Caterina Caselli e Sugar Publishing. Altra importante novità di quest’anno è l’introduzione del 'Premio Alice nella Città Film Impresa', nato dalla collaborazione tra Unindustria e 'Alice nella Città' e dedicato al miglior cortometraggio realizzato nel Lazio, capace di raccontare impresa, lavoro e innovazione attraverso il linguaggio audiovisivo. Ad assegnarlo sarà una giuria composta da nove ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni. La quarta edizione ha ottenuto il patrocinio di Regione Lazio, Roma Capitale, Anfir, Anica, Una e la collaborazione di Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, Confindustria e Circuito Cinema. Premio Film Impresa è affiancato dai golden partner: Almaviva Group, Edison, Umana, UniCredit. Event partner sono Gruppo FS e Lavazza Group. Sponsor tecnici sono Spencer & Lewis, D-Hub Studios, Ega, Tecnoconference Europe, Slamp, Tmb. Media partner sono 'Il Messaggero', 'Prima Comunicazione' e 'Adnkronos'. Per consultare il programma completo è sufficiente collegarsi al sito ufficiale di Premio Film Impresa al seguente link: https://www.filmimpresa.it/edizioni/2026/programma Sempre sullo stesso sito è inoltre possibile seguire la diretta streaming di tutti gli eventi in programma, consultare l’elenco completo dei film in selezione ed effettuare la prenotazione agli eventi di domani e 4 marzo.

Categoria: spettacoli
19:31
Iran, Meloni: "Usa e Israele hanno deciso l'attacco senza coinvolgere i partner europei"
(Adnkronos) - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta oggi, lunedì 2 marzo, sull'attacco in Iran. "Usa e Israele lo hanno deciso senza coinvolgere i partner europei" ha detto in un'intervista al Tg5. I droni su Cipro? La situazione "mi preoccupa, mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino. Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos".
"Mi preoccupa ovviamente perché sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga - aggiunge - è la ragione per la quale l'Italia si era molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano, particolarmente in un momento nel quale vacilla il diritto internazionale". "Noi non possiamo permetterci che l'attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche".
"Il ministro Crosetto non ha mai smesso di fare il suo lavoro..." replica alle polemiche sulla trasferta a Dubai del titolare del dicastero alla Difesa.
"Attualmente il governo ovviamente è impegnato a dare assistenza alle migliaia di italiani che sono rimaste bloccate, particolarmente nei Paesi del Golfo, siamo in contatto con quei Paesi, siamo in contatto con i nostri partner europei", ha detto. "L'obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi, ma penso che nulla possa andare meglio se l'Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei Paesi del Golfo, che sono totalmente ingiustificati".
Sul "fenomeno del terrorismo, legato al fondamentalismo islamico", sottolinea come sia "molto complesso, perché agisce anche attraverso azioni dei singoli". Per questo "non si può mai abbassare la guardia" ed "è la ragione per la quale il ministro Piantedosi oggi ha convocato il Comitato Nazionale Ordine e Sicurezza. Tutte le realtà che sono dedicate a questo tema sono mobilitate, a partire dalla nostra intelligence".

Categoria: politica
19:21
Hard Rock Cafe International e Coca Cola presentano Women Empower, un mese di eventi per celebrare donne nella musica
(Adnkronos) -
In occasione dell’International Women’s Month, gli Hard Rock Cafe italiani celebrano il talento femminile nel mondo della musica con “Women Empower”, una serie di contenuti e attività speciali in programma per tutto il mese di marzo, con appuntamenti dedicati anche al pubblico delle città di Roma, Firenze e Venezia. L’iniziativa si inserisce nella campagna internazionale promossa da Hard Rock International, che anche quest’anno rinnova la collaborazione con Coca Cola per valorizzare le voci e le storie delle donne che contribuiscono all’evoluzione dell’industria musicale. L’obiettivo della campagna è ambizioso: 1.000 eventi in tutto il mondo tra concerti al femminile, performance speciali, incontri, workshop e iniziative community based, tra questi anche le serate in programma nei cafe italiani.
Il 13 marzo l’Hard Rock Cafe di Roma ospiterà la DJ Session Pete Tong Academy con DJ Val Stefani, artista attiva da cinque anni sulla scena capitolina e protagonista di performance in numerosi festival europei. Il 20 marzo sarà la volta di DJ Stefanie Noir, romana e appassionata di Afro House e Melodic House, che porterà al Cafe il suo sound maturato tra club italiani e palchi internazionali. Il mese si chiuderà il 27 marzo con il live “Women’s Voices”, un viaggio musicale dedicato alle grandi interpreti femminili dagli anni ’60 a oggi, interpretato dalle voci di Valentina Naselli e Laura Pucini, accompagnate alla chitarra da Daniele Trissati, per raccontare come la voce delle donne abbia segnato e trasformato la storia della musica. Hard Rock Cafe Firenze celebrerà l’International Women’s Month con un ricco programma che si apre il 6 marzo con una cena accompagnata dalla musica anni ’80 degli 80VOGLIA. L’8 marzo il Cafe ospiterà l’evento di punta del mese, DUA LIVE – The Ultimate Dua Lipa Tribute Show, uno spettacolo immersivo con band, ballerini e coreografie che ripercorrono i successi dell’artista internazionale. Il 17 marzo i festeggiamenti proseguiranno con il set acustico dei Dreams, tributo ai Cranberries guidato dalla voce di Stefania, in una serata che coinciderà anche con la celebrazione di San Patrizio e sarà accompagnata da un menu speciale ispirato all’Irlanda. Il calendario si chiuderà il 21 marzo con Elba Night, seconda edizione della serata dedicata ai sapori dell’Isola d’Elba, l’esibizione live di Giannino & Friends e l’autentica voce di Anna.
A Venezia, l’International Women’s Month sarà celebrato con un’atmosfera speciale: ogni giovedì di marzo e in occasione dell’8 marzo, i clienti che sceglieranno di provare il menu dedicato all’IWM saranno accolti da esibizioni live con voci femminili, protagoniste locali che contribuiranno a rendere l’esperienza ancora più coinvolgente e in linea con lo spirito del mese dedicato al talento delle donne. “L’International Women’s Month è un’occasione per dare spazio a straordinarie artiste della scena musicale delle nostre comunità e del panorama internazionale, oltre a sostenere l’impegno di Women in Music a favore di chi lavora – o aspira a lavorare – nel mondo della musica” - dichiara Stefano Pandin, VP Operation UK & Europe Hard Rock Cafe International. “Il potere della musica può unire e generare cambiamenti positivi,” aggiunge Tara Rowland, Customer Marketing Director di The Coca Cola Company. “La partnership con Hard Rock ci permette di accendere i riflettori sulle donne che stanno contribuendo a trasformare il futuro del settore musicale, sul palco e dietro le quinte”.
La campagna “Women Empower” propone una collezione di micro documentari che raccontano percorsi, sfide e successi di professioniste che operano in diversi ambiti della musica a livello globale. I micro documentari mettono in luce sei professioniste che operano in ruoli diversi dell’industria musicale globale, raccontando le storie della regista e produttrice Janelle Abraham, della cantautrice Kat Luna, della compositrice, ballerina e cantante Minami Minami, della guitar tech Claire Murphy, della fondatrice di Nevarez Communications Mayna Nevarez e di Wendy Ong, Co President & CMO di TaP Music. A sostegno dell’empowerment femminile, la Hard Rock Heals Foundation® donerà inoltre 100.000 dollari a Women in Music, organizzazione internazionale impegnata nella promozione delle pari opportunità nel settore musicale. Le celebrazioni dell’International Women’s Month includono anche un menu Coca Cola in edizione limitata, disponibile negli Hard Rock Cafe aderenti per tutto marzo e ispirato alle culture rappresentate dalle protagoniste della serie, con una selezione di proposte speciali, tra cui bevande tropicali, sapori internazionali e piatti signature creati per l’occasione. A completare le iniziative, è disponibile nei Rock Shop® e online la T shirt ufficiale dell’International Women’s Month, parte del merchandise dedicato alla campagna. www.hardrock.com/women

Categoria: cronaca
19:16
Sicurezza stradale, Brandi (Pro Vita & Famiglia): "Censurate 12 delle nostre campagne di affissioni"
(Adnkronos) - “Sono anni che subiamo discriminazioni e soprusi da sindaci e giudici che, usando norme ideologiche, hanno censurato ben 12 delle nostre campagne di affissioni, calpestando l'articolo 21 della Costituzione, che sancisce che tutti hanno libertà di espressione”. E’ quanto affermato da Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, in occasione dell’incontro con la stampa ‘...E Io parlo!’, organizzato da Pro Vita & Famiglia Onlus a Roma per denunciare il fenomeno della censura preventiva su messaggi a difesa della vita, della famiglia e della libertà di espressione.
“Abbiamo preparato questo rapporto che denuncia tutte le grafiche rimosse, le frasi bannate e le motivazioni date. Inoltre, abbiamo chiesto al governo di intercedere e intervenire affinché venga ripristinata la legalità costituzionale - spiega - e che venga cambiato l'articolo 23 del Codice della strada affinché anche le garanzie date dall'articolo 21 per quanto riguarda la stampa possano essere estese a tutte le affissioni di carattere sociale”. “Lunedì 9 marzo, lanceremo una grande campagna nazionale ‘...E io parlo!’, sfidando il potere del politicamente corretto con affissioni, annunci sui quotidiani, con un sito dedicato e con messaggi social. Chiediamo al governo di ristabilire la libertà e la democrazia in questo Paese”, conclude Brandi.

Categoria: cronaca
18:47
Quel femminismo targato "F-16": donne in guerra per le donne
(Adnkronos) - Più di trenta donne – pilote, navigatrici di combattimento, tecniche – hanno preso parte ai raid dell’Israel Defense Forces contro l’Iran nell’ambito dell’operazione “Rising Lion”. La conferma ufficiale è arrivata alla testata “Ynet” dopo giorni in cui la notizia circolava come un dettaglio simbolico dentro una storia molto più grande: quella dei bombardamenti a lungo raggio contro obiettivi militari e nucleari iraniani.
Eppure, quel numero racconta qualcosa che va oltre la cronaca militare.
In un’intervista al Daily Mail, una delle protagoniste, “Major M” (il nome vero è coperto da segreto) raccontava una vita sdoppiata: marketing di giorno, F-16 di notte. “Abbiamo due vite”. La tensione del volo, il silenzio in cabina, il joystick e il “pulsante rosso” che guida armi Gps o missili da accompagnare fino al bersaglio. Poi il ritorno a casa, al marito, alla normalità.
Nel racconto c’è l’orgoglio professionale di chi rivendica competenza tecnica, addestramento, sangue freddo. Ma c’è anche un elemento politico inevitabile: donne israeliane in volo sopra la Repubblica islamica, mentre in Iran le donne sono da anni al centro di una repressione sistematica, emersa in modo non più ignorabile con le proteste del movimento “Donna, vita, libertà”.
L’immagine è potente e controversa: donne che bombardano uno Stato accusato di reprimere le donne. È un cortocircuito narrativo che alcuni in Israele leggono come la prova di una società dove quasi tutti i ruoli militari sono aperti alle donne; altri, fuori, vi intravedono un “femminismo armato”, in cui l’emancipazione passa anche per la piena partecipazione alla forza militare.
Non si tratta, evidentemente, di un’operazione per “salvare” le donne iraniane in senso umanitario. L’obiettivo dichiarato era militare. Ma l’effetto simbolico è forte: in un Medio Oriente dove i diritti femminili restano terreno di scontro politico e culturale, vedere una formazione composta da pilota e navigatrice donna ai comandi di un caccia segna un cambio di paradigma.
Secondo le stesse fonti israeliane, nell’Aeronautica militare dello Stato ebraico operano oggi oltre 70 pilote e navigatrici da combattimento. In proporzione, è una quota significativa su un numero complessivo relativamente contenuto di equipaggi da caccia.
Il confronto internazionale è interessante: Negli Stati Uniti, l’United States Air Force ha aperto tutti i ruoli di combattimento alle donne dal 2015. Le donne rappresentano circa il 20% del personale complessivo dell’Air Force, ma la percentuale di pilote da caccia resta molto più bassa, una percentuale a una sola cifra. Nel Regno Unito, la Royal Air Force ha anch’essa aperto tutti i ruoli alle donne, ma le pilote sono ancora una minoranza netta nei reparti da combattimento. In Francia, l’Armée de l'Air et de l'Espace ha visto crescere negli ultimi anni la presenza femminile tra i piloti, ma anche qui la quota nei reparti caccia resta contenuta. In Italia, l’Aeronautica Militare ha formato le prime pilote militari nei primi anni Duemila; la presenza femminile è in aumento, ma nei reparti operativi ancora limitata.
Israele, per dimensioni e struttura, non ha percentuali paragonabili ai grandi eserciti Nato in termini assoluti. Ma la concentrazione di donne in ruoli direttamente operativi, e la loro visibilità pubblica, non ha uguali negli altri Paesi, occidentali e non.
C’è un ultimo elemento da non trascurare: in Israele il servizio militare è obbligatorio anche per le donne, con eccezioni. Questo crea un rapporto diverso tra cittadinanza e difesa. Quando “Major M” dice di essere orgogliosa di “proteggere la mia famiglia, i miei amici e me stessa”, unisce identità civile e ruolo militare in una formula che in Europa sarebbe molto meno naturale.
Il fatto che più di trenta aviatrici abbiano preso parte ai raid contro l’Iran non cambia, da solo, l’equilibrio strategico della regione. Ma cambia la grammatica simbolica della guerra. Non più solo uomini che combattono per difendere le donne. Ma donne che combattono, in prima persona, dentro uno scontro che riguarda anche il destino di altre donne.
È una forma di emancipazione che divide, interroga, provoca. E che segna una delle immagini più forti di questo conflitto.

Categoria: internazionale/esteri
18:28
Energia, Bufo (Iren): "Stop Ue a Ppp taglia trasversalmente settori, va trovata soluzione"
(Adnkronos) - “Lo stop della Commissione europea sul partenariato pubblico-privato è un tema rilevante perché taglia trasversalmente tutti i settori che lavorano con la pubblica amministrazione, dai servizi alle opere”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, intervenendo alla conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” organizzata al Senato da Oliver Wyman e Wec Italia.
Bufo ha ricordato che il Partenariato Pubblico-Privato è “uno strumento cross-settore che ha consentito al Paese di sviluppare economie e progettualità che spesso le amministrazioni, soprattutto territoriali, non hanno la capacità tecnica di strutturare autonomamente”. Non solo utility, ma anche strade, ferrovie ed efficienza energetica in ambito sanitario: “È sempre stato uno strumento industriale, applicato in ambito pubblico per portare competenze tecniche e tecnologiche”. Il numero uno di Iren ha citato anche il caso dell’idroelettrico in Piemonte: “Abbiamo fatto una mossa in anticipo sul rinnovo delle concessioni scadute nel 2010, affrontando tre anni di ricorsi. Dal 2010 continuiamo a garantire investimenti di manutenzione in una condizione ordinaria, ma non straordinaria”.
La proposta di Ppp, ha spiegato, prevedeva anche di lasciare “una quota rilevante, il 25% dell’energia, a prezzi calmierati per il territorio”. Secondo Bufo, altri Paesi come la Spagna hanno individuato soluzioni alternative, ad esempio riconoscendo maggiore premialità al proponente in gara. “Non so se sarà applicabile in Italia, con un codice degli appalti molto articolato, ma una soluzione sul Ppp va trovata, perché non è mai stato uno strumento per facilitare l’amministrazione, bensì per portare progettualità e competenze industriali al servizio del pubblico”, ha concluso.

Categoria: sostenibilita
18:24
Energia, Bufo (Iren): "Servono investimenti e pianificazione per governare accelerazione"
(Adnkronos) - “Viviamo un’epoca di grandissime accelerazioni, in cui trend globali, digitalizzazione e tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, a margine della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” in Senato, organizzata da Oliver Wyman e Wec Italia. “In questo contesto – ha spiegato – programmare, pianificare e dibattere i giusti investimenti per il Paese è fondamentale per guidare queste trasformazioni”
Iren, ha sottolineato Bufo, è impegnata “su tutti i fronti della transizione energetica: dallo sviluppo delle rinnovabili alla flessibilità necessaria per accompagnare la decarbonizzazione delle infrastrutture”. Un percorso che deve riguardare non solo la produzione ma anche le reti e i sistemi di accumulo, in un quadro in cui “la domanda a valle è in continua evoluzione”. Un capitolo centrale è quello dei data center: “Stimiamo che anche in Italia possa verificarsi quanto già accaduto negli Stati Uniti, con un forte aumento della domanda di energia elettrica”.
Da qui la necessità di investimenti nelle reti e nella decarbonizzazione, insieme all’impiego delle tecnologie più avanzate come l’intelligenza artificiale, “che garantiscono ulteriore flessibilità e slancio”. Di fronte ai breakthrough tecnologici, ha osservato, “gli scenari possono divaricarsi tra fortissime spinte immediate e sviluppi più graduali nel tempo: vedremo quale sarà il percorso, ma il nostro ruolo lo faremo”.

Categoria: sostenibilita
18:09
Pro Vita, sen. Malan: "Garantire a tutti libertà di espressione, come insegna Costituzione"
(Adnkronos) - “In questa conferenza stampa mostriamo alcuni manifesti che esprimono un'opinione - che ciascuno è libero di non condividere - in modo garbato e, a volte, anche quasi poetico. Eppure, ne è stata vietata l'affissione. La Costituzione tutela la libertà d'espressione e credo che debba essere garantita per tutti”. Lo afferma Lucio Malan, capogruppo al Senato di FdI, intervenuto a ‘...E Io parlo!’, l’incontro con la stampa, organizzato da Pro Vita & Famiglia Onlus a Roma per denunciare il fenomeno della censura preventiva su messaggi a difesa della vita, della famiglia e della libertà di espressione.
In particolare, la Onlus chiede alle istituzioni la modifica dell’art. 23 comma 4-bis del Codice della Strada, per impedire alle amministrazioni di ‘censurare le affissioni ritenute non idonee’: “è una norma che è stata introdotta in modo surrettizio: l'emendamento, infatti, non è stato illustrato e non ci sono state dichiarazioni di voto”. Ora, però “viene raccontato che era stato pensato come una grande operazione per la tutela della dignità della donna, volta ad evitare pubblicità semi pornografiche utilizzando il corpo femminile”, quando, in realtà, “non c'entra nulla. Basti vedere i manifesti che sono stati vietati, che esprimono garbatamente opinioni, con particolare rispetto per le donne”, conclude.

Categoria: cronaca
18:06
Avvocato Fiore: "Censurati manifesti inoffensivi"
(Adnkronos) - “Le amministrazioni pubbliche e i giudici hanno censurato spesso i manifesti inoffensivi di Pro Vita & Famiglia Onlus, applicando le stesse norme che si dovrebbero applicare solo alla pubblicità commerciale. Le comunicazioni sociali e politiche, però, non dovrebbero sottostare agli stessi criteri, in quanto la libertà per parlare di temi di rilevanza pubblica, come la vita nascente, il fine vita e la libertà educativa, dovrebbe essere molto ampia”. A dirlo Alessandro Fiore, legale di Pro Vita & Famiglia, all’incontro con la stampa organizzato da Pro Vita & Famiglia Onlus a Roma per denunciare il fenomeno della censura preventiva su messaggi a difesa della vita, della famiglia e della libertà di espressione, dal titolo ‘...E Io parlo!’.
“Inoltre, la libertà di espressione è un diritto tutelato sia dall'articolo 21 della Costituzione, sia dall'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti umani - spiega - Purtroppo, i giudici amministrativi in Italia, fino al Consiglio di Stato, ci hanno riferito che non si possono affiggere messaggi che possono turbare o offendere la sensibilità di qualcuno”.
“La nostra risposta è stata fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo, perché nella giurisprudenza della Corte di Strasburgo è chiaro che la libertà di espressione deve essere tutelata anche in relazione a messaggi che potrebbero offendere o turbare qualcuno, soprattutto, ad esempio, in tema di aborto. Questo tema, infatti, è riconosciuto dalla Corte di Strasburgo di interesse pubblico, quindi i limiti a riguardo dovrebbero essere molto ampi”, conclude.

Categoria: cronaca
17:57
Dubai, aeroporto riapre dopo stop per droni Iran: primi voli oggi
(Adnkronos) - L'aeroporto di Dubai riapre parzialmente dopo lo stop obbligato per gli attacchi con droni dall'Iran. Lo scalo riprenderà ad operare alcuni voli nella serata di oggi, lunedì 2 marzo, dopo 48 ore di paralisi con conseguente enormi sul traffico aereo internazionale. Il New York Times evidenzia che Emirates ha annunciato l'avvio delle operazioni per "un numero limitato di voli" in serata, con priorità ai passeggeri dotati di prenotazione già effettuata. A Dubai sono bloccati anche molti cittadini italiani. Decine di migliaia di connazionali in questi giorni sono bloccati tra Emirati Arabi Uniti, Oman, Bahrein e Qatar: chi era arrivato per una vacanza al sole di Dubai, chi stava solo facendo scalo verso l’Asia o l’Oceania, chi lì vive e lavora da anni.
Emirates invita i passeggeri a non raggiungere l'aeroporto in assenza di notifiche e avvisi che confermino l'imbarco. I voli da Dubai sono sospesi da sabato 28 febbraio, lo stop ha coinvolto le principali compagnie della regione - Emirates, Etihad Airways, Gulf Air e Oman Air - nelle ore più convulse dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran. Le operazioni sono riprese parzialmente all'aeroporto di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, dopo 48 ore di stop. Nelle ultime ore, rispetto alla situazione di sabato e domenica, gli attacchi verso Dubai sono diminuiti per numero e intensità. Le difese aeree degli Emirati hanno intercettato 9 missili balistici, 6 missili da crociera e 148 droni secondo il report del ministero della Difesa emiratino.
"Su nostra richiesta domani le autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel Paese", ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un'audizione davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato.
Emirates rende noto che la compagnia sta "offrendo la massima priorità ai clienti con prenotazioni precedenti e coloro a cui è stato riprenotato un viaggio su questi voli limitati saranno contattati direttamente da Emirates. La preghiamo di non recarsi in aeroporto, a meno che non le abbiano notificato di farlo. Tutti gli altri voli rimangono sospesi fino a nuovo avviso".
Emirates "continuerà a monitorare la situazione e svilupperemo di conseguenza il nostro programma operativo. Gli aggiornamenti saranno pubblicati sul nostro sito web e sui canali ufficiali dei social media. Desideriamo ringraziare i nostri clienti per la loro comprensione e pazienza. La sicurezza e l’incolumità dei nostri passeggeri e del nostro equipaggio rappresenta per noi una priorità assoluta".
L'avviso ai clienti prosegue: "La situazione rimane variabile ed è sotto continuo monitoraggio. Prima di recarsi in aeroporto, invitiamo tutti i clienti a consultare lo stato del volo, gli ultimi aggiornamenti operativi su emirates.com e a controllare la loro e‑mail per eventuali notifiche sulle modifiche o le cancellazioni dei loro voli". Prenotare un volo alternativo: "Potete modificare la prenotazione scegliendo un altro volo per la destinazione desiderata, con viaggio entro e non oltre il 20 marzo. Se avete prenotato il volo con un agente di viaggio, contattatelo. Se avete prenotato direttamente con noi, contattateci.
Richiesta di rimborso: "Potete richiedere il rimborso del biglietto compilando il modulo di rimborso se avete prenotato direttamente con noi. Se avete prenotato i voli con un agente di viaggio, contattatelo". I clienti interessati dalla cancellazione del volo "sono pregati di contattare la propria agenzia di viaggi per effettuare una nuova prenotazione. Se la prenotazione è stata effettuata direttamente con Emirates, gli interessati sono invitati a contattarci". Per ricevere gli ultimi aggiornamenti, "invitiamo i clienti a verificare che i propri recapiti siano corretti visitando la sezione Gestire una prenotazione". Tutti i punti per il check‑in in città a Dubai sono temporaneamente chiusi fino a nuovo avviso.

Categoria: internazionale/esteri
17:50
Dubai e attacchi Iran, la testimonianza di una 23enne romana: "Mai avrei pensato di sentirmi in pericolo qui"
(Adnkronos) - "Parlando anche con le mie amiche che sono qui, la sensazione è nuova perché ci sentiamo in un posto molto sicuro e mai ci saremmo aspettate di sentirci in pericolo qui. Il governo sta facendo il possibile - stanno intercettando i droni, funziona tutto, ci sono molti numeri da chiamare se si è in pericolo e anche per il supporto psicologico - e le comunità italiane sono molto forti nel diffondere informazioni: non mi sento di essere sola anche se vivo qui senza la mia famiglia ma è pesante perché non si capisce bene come la situazione evolverà". Veronica Giannetti, 23enne romana che da un anno e mezzo vive a Dubai dove lavora in banca, racconta così all'Adnkronos l'incertezza che si respira in questi giorni nella città degli Emirati, teatro di attacchi iraniani dopo il blitz di Israele e Stati Uniti.
La situazione, racconta, fino a sabato pomeriggio "era ancora tranquilla". Poi l'allerta fino "all'allarme arrivato sui cellulari da parte del governo intorno all'1 di notte, invitando a stare in casa e lontani dalle finestre". "Insieme alle mie amiche siamo scese nel seminterrato, tanti sono andati nei parcheggi, nessuno sapeva cosa fare perché è stato tutto abbastanza inaspettato - prosegue Giannetti - Ci fu una situazione simile a giugno, ma non a questo livello. In giro ci sono poche persone, molte meno macchine e stiamo tutti lavorando da casa". "Tante boutique sono chiuse", aggiunge la 23enne romana sottolineando che però non c'è stata un'interruzione dei servizi e gli stessi "supermercati sono aperti e tutti fornitissimi". (di Sara Di Sciullo)

Categoria: cronaca
17:49
Alfonso Signorini lascia la guida di 'Chi': "Comincio una nuova vita"
(Adnkronos) - Alfonso Signorini lascia ufficialmente la direzione editoriale di Chi. Dopo sedici anni, il giornalista e conduttore, abbandona la guida del settimanale Mondadori e lo fa con un annuncio che arriva attraverso un editoriale nel numero in uscita mercoledì 4 marzo, in cui il giornalista traccia un bilancio personale e professionale di un'esperienza che definisce "indimenticabile".
"Sono grato a Chi, sapete? - scrive Signorini - È grazie al nostro giornale che ho potuto conoscere e descrivere storie incredibili, è grazie a Chi che sono entrato nella vita di persone straordinarie, di cui sarei un giorno diventato amico (mi vengono in mente Luciano Pavarotti e Nicoletta Mantovani, Marcello Mastroianni, Federico Fellini con la sua Giulietta Masina, ma anche Mara Venier, Maria De Filippi, Valeria Marini, per citarne alcuni)".
Un lavoro che gli ha consentito di "inseguire notizie, di dipingere stati d'animo ed emozioni, di raccogliere interviste e confessioni che raramente trovavano spazio altrove e di cui io, affamato di vita, ho fatto sicuramente tesoro".
Fino a quando qualcosa si è rotto: "È successo all'improvviso. Non è stato un passaggio graduale. Semplicemente ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario". Un cambiamento che affonda le radici nel periodo del Covid-19: "Certamente la pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità: l’isolamento forzato a cui eravamo costretti, la sensazione di fragilità, lo scoprirci d'un tratto così vulnerabili, ma anche il piacere della solitudine, delle nostre abitudini, del ritrovarmi in compagnia di me stesso e dei miei affetti hanno incominciato non solo a segnarmi profondamente, ma a prendere il sopravvento".
Una decisione condivisa con l'azienda circa tre anni fa: "Non potevo più tacerlo. Volevo lasciare Chi. Fino ad allora non avrei avuto neppure il coraggio di pensare una cosa del genere, ma in quel momento sentivo di avere la forza per cominciare una nuova vita".
Signorini precisa inoltre che le recenti polemiche legate al 'caso Corona' non hanno inciso sulla scelta: "Lo sapete, non ho mai voluto parlarne. E continuerò a farlo. Un po’ perché sono convinto che lo squallore si commenti da solo, un po’ perché sono convinto che certe battaglie non si debbano combattere pubblicamente, ma nelle sedi opportune. Quanto è successo non ha minimamente influenzato una decisione che avevo maturato da anni. Esiste e continuerà ad esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie. Un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso", ha scritto Signorini che ai suoi lettori promette che ci sarà un tempo in cui avrà modo di spiegare "meglio tutto quello a cui sto alludendo".
Nel lungo saluto non mancano i ringraziamenti, a partire "dal mio Editore, Marina Berlusconi" e un ricordo affettuoso di Silvio Berlusconi che definisce come "un uomo unico, una sorta di extraterrestre. In lui ho trovato un uomo generoso, leale, sempre vicino nell'incoraggiarmi, nel dividere i miei successi e a non lasciarmi solo anche nei momenti difficili: un vero leader, irraggiungibile tanto nelle imprese che ha creato quanto nel suo impegno politico e sociale".
Citati anche i vertici storici della Mondadori e i direttori che "che sono stati un faro per la mia crescita professionale: Silvana Giacobini, Carlo Rossella, Pietro Calabrese". "E ora, care lettrici e cari lettori, vi saluto. - conclude - Alla mia maniera, perché la vita non smetterà mai di offrirci altre occasioni, altre giornate in cui vivere, sorridere, arrabbiarci, emozionarci. Altre pagine bianche tutte da scrivere. Perciò, ora come allora… Alla prossima!".

Categoria: spettacoli
17:45
Bufo (Iren): "Con crisi Medio oriente continuo monitoraggio prezzi materie prime e gas"
(Adnkronos) - "Le notizie delle ultime ore legate all'escalation bellica in Medioriente ci obbligano a monitorare con attenzione i prezzi delle materie prime, in particolare del gas. Iren dispone comunque di ampie risorse, già approvvigionate, con contratti con consegna già in Italia che al momento ci consentono di guardare agli impatti sulla supply Iren senza allarmismo."
Ad affermarlo in una nota è Gianluca Bufo, amministratore delegato di Iren, a margine del convegno Umanizzare il trilemma dell'energia, in corso alla Camera dei deputati.
"I fatti sono molto caldi: già stamattina i mercati hanno aperto con un +20% sulle quotazioni del gas e dell’energia elettrica”. “Provenivamo da una fase di commodity non particolarmente alte, complice anche una stagione invernale non rigida. Ma l’annuncio di poche ore fa del Qatar sullo stop della produzione di gnl che transita da Hormuz per servire l’Europa è un tema su cui bisogna stare attenti”, ha affermato. “Il sistema è allenato dal 2022, ma la quotidianità ci ricorda che resta fragile”. A livello Paese, ha ricordato, “abbiamo aumentato la capacità di import di gnl, che si colloca in un crocevia mondiale di forte competizione”.
Quanto a Iren, “abbiamo un portafoglio di approvvigionamento molto sicuro: tutto il nostro gas è già passato alla frontiera, è già gas italiano”. Sugli investimenti, Bufo non prevede impatti immediati, ma ribadisce che “flessibilità e security of supply restano le parole d’ordine”.

Categoria: economia
17:22
Tajani a Conte: "Trump? Non mi ha mai chiamato Anthony, tu eri Giuseppi". Scintille in audizione
(Adnkronos) - ''Onorevole Conte a me Trump non mi ha mai chiamato Tony, Anthony, a lei la chiamava Giuseppi, quindi un rapporto di particolare amicizia ce l'aveva lei''. Scintille tra il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, durante la replica del vicepremier davanti alle commissioni di Camera e Senato sull'attacco all'Iran.
''Io non mi vergogno di niente. Ma di cosa mi devo vergognare? - ha detto ancora Tajani in tono concitato rivolgendosi al leader M5S che aveva evocato il cappellino Maga nelle mani del ministro degli Esteri - Me lo venga a dire, me lo venga a dire di cosa mi devo vergognare? Il cappellino era un regalo. Io non sono andato né in ginocchio dalla Merkel come ha fatto lei né da Trump''.
A stretto giro la controreplica di Conte: "Non è mai una questione personale, ministro Tajani, quindi quando lei si offende e dice che Trump non l'ha mai chiamata Tony: il problema è politico, il problema è che non vi chiama proprio" se "non per firmare accordi su accordi insostenibili e per darvi un cappellino in mano".
Intervenendo dopo le comunicazioni dei ministri Tajani e Crosetto nelle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, il leader M5S aveva chiesto: "Qual è l'atteggiamento" del governo nei "confronti degli Stati Uniti? Vogliamo un attimo venir fuori e chiarire le nostre linee di indirizzo di politica estera, condannando questi attacchi che sconvolgono l'ordine internazionale? Vengono attaccati il Venezuela, l'Iran dove ci sono le riserve maggiori energetiche del mondo di petrolio o di petrolio, gas in Iran, ma ci sono tantissime altre autocrazie, il 72% della popolazione mondiale vive in autocrazie e regimi illiberali con cui noi facciamo affari e addirittura dopo un genocidio continuiamo noi dell'Unione europea e Italia ad avere rapporti privilegiati con Israele".
"Va tutto bene? Sottoscriviamo tutto quel che ci viene chiesto da Washington: aumento delle nostre spese insostenibili al 5% del Pil? Andiamo a Washington a promettere l'acquisto di armi e gas americani, zero tassazione per i giganti del web? Quando ci arrivano i dazi diciamo che è un buon compromesso? Ancora sponsorizziamo, come ha fatto la nostra presidente del Consiglio con scarsa dignità, il premio Nobel per la pace per Trump? Andiamo al Board of Peace e ci rigiriamo i cappellini Maga? Qual è il vantaggio di tutto questo per l'Italia? Ci sarà un vantaggio perché per Meloni l'abbiamo capito: ha rimediato prefazioni per il suo libro dal figlio di Trump, ha rimediato una prefazione anche a ultimo dal vicepresidente Vance. Agli italiani in tutto questo? Il Tricolore ve lo siete dimenticato?", l'affondo di Conte.

Categoria: politica
17:11
Iran, Crosetto: "Blitz non comunicato ad alcun Paese Ue, io a Dubai dopo mia valutazione"
(Adnkronos) -
"Nessun Paese europeo ha ricevuto alcuna informazione" sull'attacco Usa-Israele all'Iran e il fatto che il ministro della Difesa Guido Crosetto sia rimasto bloccato a Dubai dopo i raid "è stata una mia scelta". A dirlo nel corso dell'audizione a Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico è stato lo stesso titolare della Difesa.
"Il fatto che io fossi bloccato è stata una mia scelta, perché immediatamente avrei potuto andarmene via da Dubai senza neanche comunicarlo, ho scelto in quel momento di restare, visto quello che stava succedendo. Avrò sbagliato come ministro, chiedo scusa, ma ero con i miei due figli e sono stato lì. Quando, dopo una notte di bombardamento, li ho presi e li ho accompagnati a Mascate, sono partito e sono tornato a fare il mio dovere. Ero a Dubai perché avevo deciso, magari sbagliando, di concedermi un periodo di ferie. Avevo messo anche degli incontri istituzionali. E noi non è che non siamo stati informati come Italia di quello che è successo o quando è successo: nessun Paese. Ho scritto a tutti i miei colleghi ministri della Difesa. Nessun paese europeo ha ricevuto alcuna informazione, se non quando gli aerei erano in volo", una volta avuta la certezza "che attacchi avrebbero colpito l'obiettivo principale. Perché era quella la loro priorità. Nessuno in Occidente, in Oriente, nei Paesi arabi era stato minimamente informato", ha ribadito il ministro.
"I rischi per il nostro personale nell'area sono stati mitigati già da settimane, è stata alleggerita la presenza di tutto il personale non indispensabile, riviste e approvate le procedure di sicurezza, così come i piani per fronteggiare l'emergenza. Parallelamente sono stati verificati e aggiornati i piani di evacuazione", ha poi continuato.
"L'esperienza di queste ore conferma la necessità di avere una riflessione sugli strumenti normativi che disciplinano le partecipazioni italiane alle missioni internazionali. L'attuale quadro legislativo definisce e autorizza le missioni sulla base di scenari internazionali che possono mutare rapidamente e imprevedibilmente. Tuttavia, le crisi contemporanee evolvono una velocità da richiedere in alcuni casi la possibilità di adeguare tempestivamente la presenza militare dislocando forza e aspetti in funzione delle esigenze operative della sicurezza del personale; quindi è opportuno valutare strumenti che consentono ancora maggiore flessibilità operativa nel pieno rispetto del Parlamento, per garantire che lo strumento possa rispondere con prontezza a qualunque tipo di evoluzione di crisi possiamo trovarci davanti", ha continuato.
"Abbiamo scenari mai sperimentati prima - precisa - valuteremo con massima attenzione l'evoluzione della crisi adeguando di conseguenza le misure necessarie a tutela del personale e degli interessi nazionali. Il nostro scrupolo verso tutto il personale militare ma verso i nostri connazionali civili presenti nell'area, come dimostra anche il lavoro che contestualmente stiamo facendo con la Farnesina che faremo anche nei prossimi giorni".
"Di fronte a un attacco simile l'Italia farebbe peggio, perché le difese da queste nuovi armi, che sono soprattutto i droni, sono molto più difficili rispetto alle armi tradizionali. Dal punto di vista di quel tipo di attacchi, l'Italia e i paesi europei sono indietro e si stanno avvicinando negli ultimi due anni con investimenti continui. La soluzione ci sarà nel giro di qualche mese, qualche anno perché è partita purtroppo soltanto due anni fa, perché prima questo tipo di pericolo non era né percepito né reale: la guerra dei droni è un'invenzione ucraina, è cambiata completamente la visione e il modo di fare la guerra negli ultimi due anni in modo repentino", ha poi sottolineato il ministro.
Le operazioni di Usa e Israele, ha aggiunto il ministro, "sono state pianificate per colpire i nodi chiave della struttura militare iraniana, in particolare i centri di comando, i sistemi di difesa aerea e le infrastrutture legate ai programmi missilistici e ai droni, ritenuti da Washington e Tel Aviv una minaccia permanente e imminente", ha detto ancora Crosetto. "L'obiettivo di una azione su vasta scala è ridurre la capacità offensiva di Teheran. Le autorità israeliane hanno presentato l'offensiva come una azione preventiva contro una minaccia ritenuta esistenziale".
"L'attacco a Cipro ha un significato superiore a quello che gli abbiamo dato. E' vero che a Cipro c'è una base inglese, ma - ha spiegato il ministro - se l'attacco avviene in una base non di un Paese che è direttamente coinvolto, quanti sono i paesi in pericolo rispetto a un possibile attacco? E allora la mia necessità e la mia preoccupazione principale è questa: in una guerra in cui c'è qualcuno che pare non avere nulla da perdere, la possibilità che ha questa persona di fare delle cose che a noi sembrano folli è superiore alla nostra capacità di immaginazione. Quando sono tornato ieri sera, la mia preoccupazione era andiamo in giro a vedere, coordinandosi con tutti gli europei, quanta massa di difesa possiamo mettere tutti insieme, non soltanto verso un fronte fino a ieri est ma anche verso un fronte di un altro tipo, più orientale, perché questa è la mia responsabilità e la nostra, quella di garantire la sicurezza dell'Italia, del nostro Paese, dei nostri cittadini".

Categoria: politica
17:07
Alperia, Amort: "Obiettivo è produzione green e valore per tutti"
(Adnkronos) -
Una strategia green per una produzione al 100% rinnovabile e un obiettivo Net Zero già al 2040. Questa la visione di Alperia, grande gruppo energetico italiano, con sede in Alto Adige, attivo lungo tutta la filiera: produzione, distribuzione, vendita di prodotti e servizi energetici, con un fatturato di circa 2,57 miliardi di euro, più di mezzo milione di clienti tra famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni in Italia e circa 1.250 dipendenti.
Sostenibilità e transizione energetica sono, dunque, elementi costitutivi dell’azienda. “Il nostro piano strategico si basa sulla sostenibilità: consolidamento, innovazione e sostenibilità sono i nostri tre pilastri sui quali abbiamo creato e disegnato la nostra strategia. Contribuiamo alla sicurezza energetica del Paese producendo energia pulita, gestendo reti e garantendo continuità del servizio nei territori in cui operiamo”, spiega all’Adnkronos il direttore generale Luis Amort.
Più nel dettaglio, spiega elencando i tre asset principali del Gruppo, “noi produciamo quasi al 100% energia rinnovabile soprattutto, storicamente, con le nostre centrali idroelettriche: gestiamo 35 impianti, che producono mediamente oltre 4.000 GWh all’anno; abbiamo allargato negli ultimi anni la produzione investendo in parchi eolici e da quest'anno entriamo anche nel fotovoltaico”. A questo si affiancano “le reti di distribuzione elettrica e gas, infrastrutture strategiche e regolamentate che garantiscono stabilità industriale. Il terzo pilastro è il portafoglio clienti e di servizi energetici, che ci consente di trasformare l’energia prodotta in valore concreto per famiglie e imprese”.
Quanto agli investimenti, “nel 2024 hanno superato i 200 milioni di euro e resteranno su questi livelli anche nei prossimi anni. La quota principale è destinata al revamping degli impianti idroelettrici, che permette un sensibile aumento della produzione utilizzando le stesse risorse naturali. Investiamo inoltre nell’ammodernamento e digitalizzazione delle reti e nello sviluppo di nuovi servizi energetici, come sistemi di accumulo e soluzioni per l’efficienza. Sono investimenti concreti, pensati per rafforzare asset che durano nel tempo”.
Lato vendita “abbiamo adesso più di 500mila clienti dentro e fuori la provincia di Bolzano ma siamo attivi in tutta l'Italia e stiamo allargando la rete di agenti e punti di vendita”. Un rapporto quello con il territorio e con i propri clienti che il dg di Alperia definisce “sostanziale”. “Noi siamo molto vicini non solo con le parole ma anche nel quotidiano – spiega - accompagniamo tutti i nostri clienti, un numero nel frattempo molto cresciuto, ovunque con azioni concrete. Abbiamo ampliato tantissimo la gamma dei prodotti: dall'elettrico al gas, al calore ma anche fotovoltaico domestico e mobilità elettrica, tra carte di ricarica, colonnine e wallbox”. L’obiettivo è portare il cliente verso un percorso più sostenibile, "vivendo giorno per giorno la transizione”.
“Alperia interpreta la transizione energetica come un percorso industriale concreto, non come un obiettivo astratto. Per noi significa puntare su rinnovabili mature e affidabili, come l’idroelettrico, rafforzare le reti e rendere il sistema più efficiente e flessibile. Oggi produciamo già quasi esclusivamente energia rinnovabile e lavoriamo per migliorare ulteriormente efficienza e integrazione nel sistema elettrico. La transizione, dal nostro punto di vista, funziona se è sostenibile anche economicamente e se si basa su infrastrutture solide, capaci di garantire continuità e sicurezza”, conclude.

Categoria: sostenibilita
16:56
Iran, Tajani: "Oltre 70mila italiani nella regione, crisi potrebbe durare settimane"
(Adnkronos) - "Nella regione sono al momento presenti oltre 70mila connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee. Trentamila circa solo a Dubai e Abu Dhabi''. Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendo in Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico dopo l'attacco israelo-americano e la successiva rappresaglia iraniana.
Il titolare della Farnesina ha riferito che si tratta di ''residenti, lavoratori, militari, turisti, studenti, pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti''.
"Questa crisi potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane", ha poi ribadito il ministro, sottolineando che "molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime". Il titolare della Farnesina ha riaffermato che "gli sviluppi di questi giorni suscitano in tutti noi profonda preoccupazione, ciò nonostante, lavoriamo con pazienza e determinazione". E il governo lo fa "a tutela dei nostri connazionali e della libertà di navigazione, delle nostre imprese, che rischiano di pagare un alto prezzo alla ingiustificata e sconsiderata reazione iraniana. Accanto al popolo iraniano, che merita un futuro migliore di pace, crescita e benessere".
La crisi, ha aggiunto, rischia di allargarsi a tutta la regione, attraverso l’azione di gruppi che rispondono direttamente a Teheran in Iraq, in Yemen e in Libano, da dove Hezbollah ha lanciato questa notte numerosi missili verso il territorio israeliano, incontrando la ferma risposta di Tel Aviv".
"Crediamo nella diplomazia. Anche quando sembra difficile. Anche quando sembra lontana", ha ribadito, sottolineando che "ogni crisi richiede il ricorso al dialogo e al negoziato: continueremo a lavorare senza sosta perché quel momento arrivi il prima possibile". "La stabilità di tutto il Medio Oriente allargato è un presupposto fondamentale per la sicurezza internazionale e la crescita globale, e un obiettivo prioritario dell’azione di politica estera del Governo", dice ancora il titolare della Farnesina.
"La morte dell’Ayatollah Khamenei apre una fase nuova per l’Iran. Una fase a cui dovranno contribuire le migliori energie della società iraniana. Penso ai tanti giovani che negli ultimi anni sono scesi in piazza chiedendo libertà, diritti, democrazia. A quelle ragazze e a quei ragazzi che hanno manifestato pacificamente, pagando spesso un prezzo altissimo. A loro va il nostro rispetto e la nostra vicinanza", ha aggiunto.
"Il Governo italiano è al fianco dei giovani iraniani. Al fianco di chi chiede democrazia, libertà, futuro. Il popolo iraniano merita di vedere riconosciuti i propri diritti civili e politici, senza violenza o intimidazioni - ha proseguito Tajani - La brutale repressione delle manifestazioni dello scorso dicembre, con migliaia di vittime, aveva già portato l’Unione europea a imporre nuove sanzioni e all’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche".
"Una volta conclusa la fase più complessa, occorrerà lavorare con determinazione per favorire una transizione in Iran che sia pacifica e rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano - ha spiegato - In questo quadro, l’Europa ha un importante ruolo da giocare. È chiamata ad essere voce di equilibrio e a favorire quel dialogo 'ragionevole, autentico e responsabile' richiamato ieri dal Santo Padre Papa Leone XIV".
Intanto, "nella tarda serata di ieri un gruppo di 98 persone è transitato con successo dagli Emirati all’Oman con assistenza coordinata con le Ambasciate ad Abu Dhabi e Mascate'', ha spiegato aggiornando sull'azione in corso per rimpatriare gli italiani rimasti bloccati all'estero dopo l'attacco israelo-americano all'Iran. ''Proprio in queste ore l’Unità di Crisi sta favorendo l’organizzazione di altri voli da Mascate per favorire il rientro dei nostri connazionali'', ha aggiunto Tajani.
Sono quindi tutti incolumi, tutti al sicuro i militari italiani in Kuwait, Iraq, Libano e Giordania. ''Per quanto riguarda i nostri militari, oltre trecento ufficiali dell’Aeronautica si trovano nella base in Kuwait colpita da missili iraniani. Sono al sicuro nei bunker e sono tutti incolumi'', ha spiegato Tajani.
''Anche in Iraq, vicino al Kurdistan iracheno, un missile è caduto a poca distanza da una base dove sono presenti militari italiani e americani. Non vi è stata alcuna conseguenza'', ha precisato il titolare della Farnesina. ''I nostri contingenti sono al sicuro in Libano, in Giordania e nelle altre aree di dispiegamento'', ha aggiunto.
E ancora. Il governo italiano sta facendo "tutto ciò che è possibile" per il rimpatrio dei cittadini che attualmente si trovano nelle aree del Medio Oriente interessate dalle ostilità, ha spiegato, ricordando che sono circa 70.000 gli italiani nell'area e che risulta impossibile organizzare l'evacuazione di tutti: la Farnesina sta dunque operando attraverso tutte le leve a propria disposizione per aiutare i concittadini intenzionati a ripartire.
Il tema interessa gli italiani in Medio Oriente, ma anche quelli in altre parti del mondo che per rientrare avrebbero dovuto fare scalo nell'aeroporto emiratino di Dubai, le cui operazioni sono state pesantemente limitate dal conflitto in corso. Le partenze dall'area dipendono dalle aperture dello spazio aereo locale, sottolinea Tajani, ricordando che esiste un divieto per le compagnie aeree europee di operare nelle aree di guerra: risulta quindi impossibile inviare aerei civili (persino gli aerei militari non schermati) e occorre dunque ricorrere alle linee aeree dei Paesi dell'area del Golfo. Inagibili i canali di evacuazione via mare, per via della chiusura dello stretto di Hormuz, e via terra attraverso le aree desertiche, aggiunge.
La Farnesina sta "lavorando per portare all'aeroporto di Riad gli italiani che vogliono partire dal Qatar e dal Bahrain, nella speranza che si possa aprire il prima possibile l'aeroporto di Dubai insieme a quello di Abu Dhabi", spiega Tajani, anticipando che è prevista per domani la partenza dei primi aerei dalla capitale emiratina con a bordo connazionali ed evidenziando che le eventuali partenze dai due aeroporti dipendono dagli attacchi. Il ministero degli Esteri lavora anche per trasportare via pullman da Dubai all'Oman gli italiani che hanno la possibilità di prenotare un volo con le linee aeree locali attraverso prenotazione anticipata, ed è stata attivata una task force italiana al confine con gli Emirati Arabi Uniti, oltre a desk di supporto in tutti gli aeroporti dell'area.
Gli altri connazionali "sono protetti in alberghi dei Paesi dove si trovavano in vacanza o di passaggio", e gli addetti ai lavori stanno "seguendo in tutti i modi possibili" anche gli italiani bloccati negli altri aeroporti tramite assistenza medica e consolare, "ma i numeri sono talmente alti che è difficile poter risolvere i problemi di tutti", prosegue il ministro degli Esteri. La Farnesina sta contribuendo a organizzare anche voli charter attraverso la compagnia italiana privata Neos per far rientrare gli italiani che si trovano alle Maldive, continua: "lo stesso stiamo cercando di fare in Thailandia, in India e da Colombo in Sri Lanka, perché la stragrande maggioranza dei voli per l'Oriente passano attraverso Dubai".
Per quanto riguarda Israele, il ministro spiega che una parte del gruppo di pellegrini evacuato da Gerusalemme si è recata in Egitto e un'altra è andata in Giordania. "Non stiamo facendo partire da Tel Aviv, perché ci sono attacchi continui, così come non ci sono italiani che vogliono partire dall'Iran", sottolinea. In Iraq "non ci sono grandi numeri di italiani" e sono "soprattutto i militari". Guardando avanti, il ministro si aspetta che la situazione si decongestioni "nel giro di qualche giorno", specie se riapriranno gli aeroporti emiratini di Dubai e Abu Dhabi.

Categoria: politica
16:41
Salerno, uccide il marito a coltellate: in manette una 54enne
(Adnkronos) - Uccide il marito a coltellate in provincia di Salerno: in manette una 54enne. I Carabinieri hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura di Nocera Inferiore nei confronti di una donna. La 54enne è indagata per omicidio perché, secondo la ricostruzione operata dalla Polizia Giudiziaria, ieri avrebbe aggredito il marito colpendolo con un’arma da taglio.
L’arrestata è stata trasferita presso la casa circondariale di Salerno.

Categoria: cronaca
16:32
Iran, tenore della Scala: "Speriamo in liberazione, come nel Nabucco di Verdi"
(Adnkronos) -
Se il coro del quarto atto del Macbeth di Giuseppe Verdi 'Patria oppressa' poteva raccontare la crudeltà del regime degli Ayatollah, oggi è il 'Va pensiero' del Nabucco a dare voce alle speranze di libertà di chi sta vivendo a migliaia di chilometri dalla patria l'intervento di Stati Uniti e Israele in Iran, con l'uccisione di Khamenei e l'azzeramento dei vertici militari. "Per la maggior parte degli iraniani sono state belle notizie", dice all'Adnkronos Ramtin Ghazavi, tenore iraniano in organico nel Coro della Scala, promotore a gennaio di un concerto nella Chiesa del Carmine di Milano per sensibilizzare sulla brutale repressione dei manifestanti a Teheran e in tutto il Paese.
'Patria oppressa' "calzava perfettamente in quel momento", ma un mese e mezzo più tardi la musica è cambiata. E' il 'Va pensiero' di Verdi, inno del Risorgimento italiano, il brano capace anche oggi - dice il tenore scaligero - di "rappresentare il nostro sentimento", fatto di dolore, nostalgia, ma anche ottimismo per il futuro. "C'è tanta speranza per la liberazione. Per come stanno procedendo le cose, sembra che sia tutto ben organizzato da parte di Stati Uniti e Israele: stanno prendendo di mira gli edifici delle forze di repressione, stanno neutralizzando pian piano tutti i luoghi di raduno e organizzazione, per permettere alle persone di uscire in strada a manifestare per i loro diritti e per la liberazione del Paese, senza paura di venire uccisi", dice Ghazavi.
Se la speranza è che in patria le persone possano manifestare liberamente, l'invito per gli italiani è di "non organizzare proteste contro l'intervento militare" in Iran. "Se non sapete cosa sta succedendo - raccomanda - piuttosto state zitti. Evitate le figuracce che già abbiamo visto dopo l'arresto di Maduro, con gente di sinistra per strada in sua difesa. Adesso sono dispiaciuti per gli Ayatollah o per Khamenei ucciso? Vogliono fare una manifestazione per i diritti di un dittatore?", si domanda sarcastico il tenore, osservando che "basta che ci siano di mezzo Israele o gli Stati Uniti, per trascurare la realtà dei fatti e andare avanti a occhi chiusi con le loro idee. Questa è ignoranza cieca", denuncia.

Categoria: internazionale/esteri
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Trump e il collo arrossato, la foto riaccende i dubbi sulla salute del presidente
(Adnkronos) - Una foto riaccende le preoccupazioni sullo stato di salute di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti, oggi 2 marzo, alla Casa Bianca ha presenziato alla cerimonia per la consegna di una serie di onorificenze. Una foto della Afp ha evidenziato la presenza di un vistoso rash cutaneo sul lato destro del collo, dietro l'orecchio, con una sorta di lesione in via di cicatrizzazione. Trump, com'è noto, soffre di insufficienza venosa cronica e assume dosi massicce di cardioaspirina. Tale terapia favorisce la formazione di lividi, in particolare sulla mano destra. La foto scattata oggi ha suscitato l'attenzione di molti media americani. Forbes, in particolare, ha chiesto chiarimenti alla Casa Bianca senza ottenere risposte. L'arrossamento, secondo le ipotesi avanzate dai media d'Oltreoceano, potrebbe essere causato da una violenta forma di dermatite o potrebbe essere una manifestazione dell'herpes zoster.

Categoria: internazionale/esteri
19:48
Cinema, al via la quarta edizione del 'Premio Film Impresa'
(Adnkronos) - - Ha preso ufficialmente il via, al Cinema Quattro Fontane di Roma, la quarta edizione di 'Premio Film Impresa', appuntamento ormai consolidato nel panorama nazionale come luogo di incontro tra industria, cultura e audiovisivo. Il Premio, ideato e realizzato da Unindustria in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, Confindustria e Circuito Cinema, riafferma anche quest’anno la centralità del racconto d’impresa attraverso il linguaggio del cinema, valorizzando storie, persone, territori e innovazione. ''Questa prima giornata conferma che Premio Film Impresa non è solo una rassegna di film, ma un luogo in cui l’impresa si racconta e si mette in relazione con il mondo della cultura e dell’audiovisivo - ha dichiarato Giampaolo Letta, presidente di Premio Film Impresa - Lo abbiamo percepito già da questa mattina con il successo di UNI.verso PFI e poi nei momenti dedicati alla masterclass e alle proiezioni degli inediti, che testimoniano in modo evidente questa volontà di confronto. Vedere istituzioni, aziende, giovani talenti e professionisti del cinema dialogare attorno al tema della comunità e dell’innovazione significa ribadire un’idea che portiamo avanti fin dall’inizio: il racconto dell’impresa non è comunicazione accessoria, ma parte integrante della sua identità. Quando il cinema incontra il lavoro, emergono storie vere, capaci di restituire complessità, visione e futuro. Ed è proprio questo il senso del Premio: costruire uno spazio in cui queste storie possano prendere forma e diventare patrimonio condiviso''.
A precedere l’apertura ufficiale del Premio è stato 'UNI.verso PFI – Crescere, Includere, Comunicare', il 'fuori salone' che per il secondo anno arricchisce il programma della prima giornata e che si conferma spazio strutturato di confronto tra sistema produttivo e filiera audiovisiva. Animato dal Team PFI2026 con la project leader Lidia Cudemo, Presidente della Sezione Editoria, Informazione e Audiovisivo di Unindustria, UNI.verso PFI ha messo al centro i temi della crescita, dell’inclusione e della comunicazione come leve strategiche per lo sviluppo delle imprese. Il primo momento di dialogo, dedicato al tema della crescita e dell’internazionalizzazione come percorso di costruzione di valore nel tempo, è stato coordinato da Lidia Cudemo e ha visto la partecipazione di Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura Roma Capitale; Enrico Batini, Head of Corporate Business Centro Italia UniCredit; Allegra Paola Baistrocchi, Vicaria dell'Ufficio per la Promozione delle Eccellenze Italiane del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Carlo La Rotonda, Direttore Generale RetImpresa – Confindustria; Claudia Maria Golinelli, Presidente EGA Worldwide; e Daniela Cavallo, Territory Coach. Nel corso dell’incontro sono stati presentati il trailer della serie tv The Perfect Pitch, realizzata da RetImpresa in collaborazione con il Consolato d’Italia a Detroit, e i contributi video dedicati a '1000 Miglia Experience Florida' e 'Valeggio sul Mincio', 'Verona città d’Arte'.
Il confronto è proseguito con un focus sulle nuove forme di organizzazione dell’impresa e sul valore dell’inclusione, coordinato da Cristiano Dionisi, Presidente Piccola Industria di Unindustria. Sono intervenuti Maria Raffaella Caprioglio, Presidente Umana; Valentina Picca Bianchi, Presidente del Comitato Impresa Donna istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Miriam Diurni, Presidente ITS Meccatronico Lazio Academy; Daniela Gentile, Responsabile Relazioni Istituzionali e Comunicazione Invitalia; Virginia Gullotta, Amministratore Delegato Pezzilli & Company e Vice Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria; e Carmelo Campagna, Vice Presidente ANFIR e Presidente Gepafin Finanziaria dell’Umbria. In apertura è stato proiettato il video del progetto Invitalia Le donne di ora. A chiudere la mattinata il panel dedicato alla comunicazione come strumento di identità e partecipazione, coordinato da Massimo Romano, Vice Presidente Una, che ha visto la presenza di Fausto Bianchi, Presidente Piccola Industria Confindustria; Christian Ostet, Vice Presidente Piccola Industria Confindustria; Antonio Fazzari, General Manager Fater – Jvt Angelini e P&G; Stefano Franchi, Direttore Generale Federmeccanica; Livio Vanghetti, Direttore Relazioni Esterne Confindustria; e Lavinia Bellioni, Responsabile Affari Istituzionali Territoriali Edison. In occasione dell’incontro è stato proiettato il video Progetto Pilota – Piccola Industria & Marketing – Network Factory. ''Il 'Premio Film Impresa' è diventato, anno dopo anno, un luogo di incontro tra mondi diversi: imprese, creativi, istituzioni, finanza, giovani. Il film d’impresa racconta identità, valori, visione. Aiuta le aziende ad attrarre talenti, a dialogare con i mercati, a costruire reputazione. Ma soprattutto permette di far conoscere un’Italia che produce, innova, investe e crea lavoro - ha dichiarato Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria - 'Premio Film Impresa' nasce proprio da questa intuizione, usare il linguaggio dell’audiovisivo per restituire centralità al lavoro e all’impresa, parlando in modo contemporaneo alle nuove generazioni. Il nostro ruolo, come Unindustria, è mettere a sistema tutto questo. Creare ponti tra imprese, istituzioni, finanza e creatività. Lo facciamo attraverso il Piano Industriale del Lazio, attraverso i progetti sulle competenze, sull’innovazione, sulla finanza per la crescita, attraverso il dialogo costante con il Sistema Confindustria e con tutti gli attori dell’ecosistema. Il Premio è un esempio concreto di questa visione: una politica industriale 'soft', che lavora su cultura, relazioni e capitale umano''.
Alle ore 17.30 la quarta edizione è entrata nel vivo con l’evento di apertura 'Un’idea di comunità: Persone, Ecosistemi, Innovazione'. Dopo i saluti del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, hanno introdotto l’incontro il Presidente del Premio Giampaolo Letta e il Direttore Artistico Mario Sesti. Sono intervenuti Giuseppe Biazzo, Presidente Unindustria, e Alessandro Usai, presidente Anica. La conversazione ha coinvolto inoltre Roberta Angelilli, Commissaria Straordinaria del Governo per l’area di Civitavecchia e Vice Presidente Regione Lazio; Danila Sansone, Responsabile Sviluppo Imprese Invitalia; Alberto Tripi, Presidente Almaviva; Lavinia Bellioni, Responsabile Affari Istituzionali Territoriali Edison; Maria Raffaella Caprioglio, presidente Umana; e Roberto Fiorini, Regional Manager Centro Italia UniCredit.
''Uno dei momenti più significativi di questa prima giornata è stata la masterclass realizzata insieme all’Università La Sapienza, che da tempo porta avanti un importante progetto di formazione alla scrittura per il cinema - ha dichiarato Mario Sesti, direttore artistico di Premio Film Impresa - La novità è che con 'Premio Film Impresa' abbiamo costruito un vero percorso di simulazione della scrittura di un film d’impresa, coinvolgendo giovani aspiranti sceneggiatori, registi e produttori insieme ad aziende reali. Le imprese condividono idee, visioni e identità, e da questo confronto nascono progetti concreti di sceneggiatura dedicati al racconto della loro realtà. È un’esperienza che portiamo avanti da un paio d’anni e che oggi comincia già a dare risultati tangibili, come dimostrano i due inediti presentati questa sera. Mettere in relazione la creatività cinematografica dei giovani talenti con l’esigenza degli imprenditori di raccontarsi in modo nuovo è forse la sfida più ambiziosa del Premio: siamo convinti che cinema e impresa debbano imparare a dialogare sempre più strettamente, perché è un confronto che arricchisce entrambi''. La serata è proseguita con il talk 'Comunicare l’impresa. L’impresa di comunicare', che ha introdotto la masterclass diretta da Andrea Minuz, Professore ordinario presso 'La Sapienza' Università di Roma – docente di Storia del Cinema e Teoria e analisi della sceneggiatura – e la presentazione delle tre sceneggiature inedite realizzate per D-Hub Studios, Elevatori Areg e WeBuild. Mario Sesti ha dialogato con le aziende committenti insieme a Giorgio Maria Nicolai, docente del Master di sceneggiatura e produzione presso 'La Sapienza' Università di Roma, e Lorenza Lei, Amministratore Delegato della 'Fondazione Roma Lazio Film Commission', alla presenza dei tre gruppi di scrittura coinvolti. A chiudere la prima giornata, '#PFI Presenta: Raccontare la cultura d’impresa', che ha visto una conversazione con autori, produttori e aziende, accompagnata dalla proiezione degli inediti Elda, con Lorenza Indovina, di Massimo Ferrari (Produzione: MaGa Production per Dublo) e Ogni cosa ha il suo posto di Antonio Cofano (Produzione: Fidelio per Fucine Umbre). Al termine Lorenza Lei ha consegnato le menzioni speciali.
La quarta edizione di 'Premio Film Impresa' proseguirà domani, martedì 3 marzo, con l’avvio delle proiezioni delle opere in concorso nelle tre aree principali – 'Area Doc I e II' - a cura di UniCredit; 'Area Narrativa' - a cura di Umana; 'Area II&S: Innovation, Image & Sound' - a cura di Almaviva Group – e con le due attese proiezioni speciali: il film “Andata e Ritorno”, a cura del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e il docufilm 'Nuvola', a cura del Gruppo Lavazza. La giornata conclusiva del 4 marzo vedrà inoltre l’assegnazione dei Premi Speciali a Sergio Castellitto, Pif, Giuseppe Tornatore, Brunello Cucinelli e alla Maison Hermès, oltre alla novità del Premio alla migliore musica originale a cura di Caterina Caselli e Sugar Publishing. Altra importante novità di quest’anno è l’introduzione del 'Premio Alice nella Città Film Impresa', nato dalla collaborazione tra Unindustria e 'Alice nella Città' e dedicato al miglior cortometraggio realizzato nel Lazio, capace di raccontare impresa, lavoro e innovazione attraverso il linguaggio audiovisivo. Ad assegnarlo sarà una giuria composta da nove ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni. La quarta edizione ha ottenuto il patrocinio di Regione Lazio, Roma Capitale, Anfir, Anica, Una e la collaborazione di Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, Confindustria e Circuito Cinema. Premio Film Impresa è affiancato dai golden partner: Almaviva Group, Edison, Umana, UniCredit. Event partner sono Gruppo FS e Lavazza Group. Sponsor tecnici sono Spencer & Lewis, D-Hub Studios, Ega, Tecnoconference Europe, Slamp, Tmb. Media partner sono 'Il Messaggero', 'Prima Comunicazione' e 'Adnkronos'. Per consultare il programma completo è sufficiente collegarsi al sito ufficiale di Premio Film Impresa al seguente link: https://www.filmimpresa.it/edizioni/2026/programma Sempre sullo stesso sito è inoltre possibile seguire la diretta streaming di tutti gli eventi in programma, consultare l’elenco completo dei film in selezione ed effettuare la prenotazione agli eventi di domani e 4 marzo.

Categoria: spettacoli
19:31
Iran, Meloni: "Usa e Israele hanno deciso l'attacco senza coinvolgere i partner europei"
(Adnkronos) - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta oggi, lunedì 2 marzo, sull'attacco in Iran. "Usa e Israele lo hanno deciso senza coinvolgere i partner europei" ha detto in un'intervista al Tg5. I droni su Cipro? La situazione "mi preoccupa, mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino. Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos".
"Mi preoccupa ovviamente perché sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga - aggiunge - è la ragione per la quale l'Italia si era molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano, particolarmente in un momento nel quale vacilla il diritto internazionale". "Noi non possiamo permetterci che l'attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche".
"Il ministro Crosetto non ha mai smesso di fare il suo lavoro..." replica alle polemiche sulla trasferta a Dubai del titolare del dicastero alla Difesa.
"Attualmente il governo ovviamente è impegnato a dare assistenza alle migliaia di italiani che sono rimaste bloccate, particolarmente nei Paesi del Golfo, siamo in contatto con quei Paesi, siamo in contatto con i nostri partner europei", ha detto. "L'obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi, ma penso che nulla possa andare meglio se l'Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei Paesi del Golfo, che sono totalmente ingiustificati".
Sul "fenomeno del terrorismo, legato al fondamentalismo islamico", sottolinea come sia "molto complesso, perché agisce anche attraverso azioni dei singoli". Per questo "non si può mai abbassare la guardia" ed "è la ragione per la quale il ministro Piantedosi oggi ha convocato il Comitato Nazionale Ordine e Sicurezza. Tutte le realtà che sono dedicate a questo tema sono mobilitate, a partire dalla nostra intelligence".

Categoria: politica
19:21
Hard Rock Cafe International e Coca Cola presentano Women Empower, un mese di eventi per celebrare donne nella musica
(Adnkronos) -
In occasione dell’International Women’s Month, gli Hard Rock Cafe italiani celebrano il talento femminile nel mondo della musica con “Women Empower”, una serie di contenuti e attività speciali in programma per tutto il mese di marzo, con appuntamenti dedicati anche al pubblico delle città di Roma, Firenze e Venezia. L’iniziativa si inserisce nella campagna internazionale promossa da Hard Rock International, che anche quest’anno rinnova la collaborazione con Coca Cola per valorizzare le voci e le storie delle donne che contribuiscono all’evoluzione dell’industria musicale. L’obiettivo della campagna è ambizioso: 1.000 eventi in tutto il mondo tra concerti al femminile, performance speciali, incontri, workshop e iniziative community based, tra questi anche le serate in programma nei cafe italiani.
Il 13 marzo l’Hard Rock Cafe di Roma ospiterà la DJ Session Pete Tong Academy con DJ Val Stefani, artista attiva da cinque anni sulla scena capitolina e protagonista di performance in numerosi festival europei. Il 20 marzo sarà la volta di DJ Stefanie Noir, romana e appassionata di Afro House e Melodic House, che porterà al Cafe il suo sound maturato tra club italiani e palchi internazionali. Il mese si chiuderà il 27 marzo con il live “Women’s Voices”, un viaggio musicale dedicato alle grandi interpreti femminili dagli anni ’60 a oggi, interpretato dalle voci di Valentina Naselli e Laura Pucini, accompagnate alla chitarra da Daniele Trissati, per raccontare come la voce delle donne abbia segnato e trasformato la storia della musica. Hard Rock Cafe Firenze celebrerà l’International Women’s Month con un ricco programma che si apre il 6 marzo con una cena accompagnata dalla musica anni ’80 degli 80VOGLIA. L’8 marzo il Cafe ospiterà l’evento di punta del mese, DUA LIVE – The Ultimate Dua Lipa Tribute Show, uno spettacolo immersivo con band, ballerini e coreografie che ripercorrono i successi dell’artista internazionale. Il 17 marzo i festeggiamenti proseguiranno con il set acustico dei Dreams, tributo ai Cranberries guidato dalla voce di Stefania, in una serata che coinciderà anche con la celebrazione di San Patrizio e sarà accompagnata da un menu speciale ispirato all’Irlanda. Il calendario si chiuderà il 21 marzo con Elba Night, seconda edizione della serata dedicata ai sapori dell’Isola d’Elba, l’esibizione live di Giannino & Friends e l’autentica voce di Anna.
A Venezia, l’International Women’s Month sarà celebrato con un’atmosfera speciale: ogni giovedì di marzo e in occasione dell’8 marzo, i clienti che sceglieranno di provare il menu dedicato all’IWM saranno accolti da esibizioni live con voci femminili, protagoniste locali che contribuiranno a rendere l’esperienza ancora più coinvolgente e in linea con lo spirito del mese dedicato al talento delle donne. “L’International Women’s Month è un’occasione per dare spazio a straordinarie artiste della scena musicale delle nostre comunità e del panorama internazionale, oltre a sostenere l’impegno di Women in Music a favore di chi lavora – o aspira a lavorare – nel mondo della musica” - dichiara Stefano Pandin, VP Operation UK & Europe Hard Rock Cafe International. “Il potere della musica può unire e generare cambiamenti positivi,” aggiunge Tara Rowland, Customer Marketing Director di The Coca Cola Company. “La partnership con Hard Rock ci permette di accendere i riflettori sulle donne che stanno contribuendo a trasformare il futuro del settore musicale, sul palco e dietro le quinte”.
La campagna “Women Empower” propone una collezione di micro documentari che raccontano percorsi, sfide e successi di professioniste che operano in diversi ambiti della musica a livello globale. I micro documentari mettono in luce sei professioniste che operano in ruoli diversi dell’industria musicale globale, raccontando le storie della regista e produttrice Janelle Abraham, della cantautrice Kat Luna, della compositrice, ballerina e cantante Minami Minami, della guitar tech Claire Murphy, della fondatrice di Nevarez Communications Mayna Nevarez e di Wendy Ong, Co President & CMO di TaP Music. A sostegno dell’empowerment femminile, la Hard Rock Heals Foundation® donerà inoltre 100.000 dollari a Women in Music, organizzazione internazionale impegnata nella promozione delle pari opportunità nel settore musicale. Le celebrazioni dell’International Women’s Month includono anche un menu Coca Cola in edizione limitata, disponibile negli Hard Rock Cafe aderenti per tutto marzo e ispirato alle culture rappresentate dalle protagoniste della serie, con una selezione di proposte speciali, tra cui bevande tropicali, sapori internazionali e piatti signature creati per l’occasione. A completare le iniziative, è disponibile nei Rock Shop® e online la T shirt ufficiale dell’International Women’s Month, parte del merchandise dedicato alla campagna. www.hardrock.com/women

Categoria: cronaca
19:16
Sicurezza stradale, Brandi (Pro Vita & Famiglia): "Censurate 12 delle nostre campagne di affissioni"
(Adnkronos) - “Sono anni che subiamo discriminazioni e soprusi da sindaci e giudici che, usando norme ideologiche, hanno censurato ben 12 delle nostre campagne di affissioni, calpestando l'articolo 21 della Costituzione, che sancisce che tutti hanno libertà di espressione”. E’ quanto affermato da Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, in occasione dell’incontro con la stampa ‘...E Io parlo!’, organizzato da Pro Vita & Famiglia Onlus a Roma per denunciare il fenomeno della censura preventiva su messaggi a difesa della vita, della famiglia e della libertà di espressione.
“Abbiamo preparato questo rapporto che denuncia tutte le grafiche rimosse, le frasi bannate e le motivazioni date. Inoltre, abbiamo chiesto al governo di intercedere e intervenire affinché venga ripristinata la legalità costituzionale - spiega - e che venga cambiato l'articolo 23 del Codice della strada affinché anche le garanzie date dall'articolo 21 per quanto riguarda la stampa possano essere estese a tutte le affissioni di carattere sociale”. “Lunedì 9 marzo, lanceremo una grande campagna nazionale ‘...E io parlo!’, sfidando il potere del politicamente corretto con affissioni, annunci sui quotidiani, con un sito dedicato e con messaggi social. Chiediamo al governo di ristabilire la libertà e la democrazia in questo Paese”, conclude Brandi.

Categoria: cronaca
18:47
Quel femminismo targato "F-16": donne in guerra per le donne
(Adnkronos) - Più di trenta donne – pilote, navigatrici di combattimento, tecniche – hanno preso parte ai raid dell’Israel Defense Forces contro l’Iran nell’ambito dell’operazione “Rising Lion”. La conferma ufficiale è arrivata alla testata “Ynet” dopo giorni in cui la notizia circolava come un dettaglio simbolico dentro una storia molto più grande: quella dei bombardamenti a lungo raggio contro obiettivi militari e nucleari iraniani.
Eppure, quel numero racconta qualcosa che va oltre la cronaca militare.
In un’intervista al Daily Mail, una delle protagoniste, “Major M” (il nome vero è coperto da segreto) raccontava una vita sdoppiata: marketing di giorno, F-16 di notte. “Abbiamo due vite”. La tensione del volo, il silenzio in cabina, il joystick e il “pulsante rosso” che guida armi Gps o missili da accompagnare fino al bersaglio. Poi il ritorno a casa, al marito, alla normalità.
Nel racconto c’è l’orgoglio professionale di chi rivendica competenza tecnica, addestramento, sangue freddo. Ma c’è anche un elemento politico inevitabile: donne israeliane in volo sopra la Repubblica islamica, mentre in Iran le donne sono da anni al centro di una repressione sistematica, emersa in modo non più ignorabile con le proteste del movimento “Donna, vita, libertà”.
L’immagine è potente e controversa: donne che bombardano uno Stato accusato di reprimere le donne. È un cortocircuito narrativo che alcuni in Israele leggono come la prova di una società dove quasi tutti i ruoli militari sono aperti alle donne; altri, fuori, vi intravedono un “femminismo armato”, in cui l’emancipazione passa anche per la piena partecipazione alla forza militare.
Non si tratta, evidentemente, di un’operazione per “salvare” le donne iraniane in senso umanitario. L’obiettivo dichiarato era militare. Ma l’effetto simbolico è forte: in un Medio Oriente dove i diritti femminili restano terreno di scontro politico e culturale, vedere una formazione composta da pilota e navigatrice donna ai comandi di un caccia segna un cambio di paradigma.
Secondo le stesse fonti israeliane, nell’Aeronautica militare dello Stato ebraico operano oggi oltre 70 pilote e navigatrici da combattimento. In proporzione, è una quota significativa su un numero complessivo relativamente contenuto di equipaggi da caccia.
Il confronto internazionale è interessante: Negli Stati Uniti, l’United States Air Force ha aperto tutti i ruoli di combattimento alle donne dal 2015. Le donne rappresentano circa il 20% del personale complessivo dell’Air Force, ma la percentuale di pilote da caccia resta molto più bassa, una percentuale a una sola cifra. Nel Regno Unito, la Royal Air Force ha anch’essa aperto tutti i ruoli alle donne, ma le pilote sono ancora una minoranza netta nei reparti da combattimento. In Francia, l’Armée de l'Air et de l'Espace ha visto crescere negli ultimi anni la presenza femminile tra i piloti, ma anche qui la quota nei reparti caccia resta contenuta. In Italia, l’Aeronautica Militare ha formato le prime pilote militari nei primi anni Duemila; la presenza femminile è in aumento, ma nei reparti operativi ancora limitata.
Israele, per dimensioni e struttura, non ha percentuali paragonabili ai grandi eserciti Nato in termini assoluti. Ma la concentrazione di donne in ruoli direttamente operativi, e la loro visibilità pubblica, non ha uguali negli altri Paesi, occidentali e non.
C’è un ultimo elemento da non trascurare: in Israele il servizio militare è obbligatorio anche per le donne, con eccezioni. Questo crea un rapporto diverso tra cittadinanza e difesa. Quando “Major M” dice di essere orgogliosa di “proteggere la mia famiglia, i miei amici e me stessa”, unisce identità civile e ruolo militare in una formula che in Europa sarebbe molto meno naturale.
Il fatto che più di trenta aviatrici abbiano preso parte ai raid contro l’Iran non cambia, da solo, l’equilibrio strategico della regione. Ma cambia la grammatica simbolica della guerra. Non più solo uomini che combattono per difendere le donne. Ma donne che combattono, in prima persona, dentro uno scontro che riguarda anche il destino di altre donne.
È una forma di emancipazione che divide, interroga, provoca. E che segna una delle immagini più forti di questo conflitto.

Categoria: internazionale/esteri
18:28
Energia, Bufo (Iren): "Stop Ue a Ppp taglia trasversalmente settori, va trovata soluzione"
(Adnkronos) - “Lo stop della Commissione europea sul partenariato pubblico-privato è un tema rilevante perché taglia trasversalmente tutti i settori che lavorano con la pubblica amministrazione, dai servizi alle opere”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, intervenendo alla conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” organizzata al Senato da Oliver Wyman e Wec Italia.
Bufo ha ricordato che il Partenariato Pubblico-Privato è “uno strumento cross-settore che ha consentito al Paese di sviluppare economie e progettualità che spesso le amministrazioni, soprattutto territoriali, non hanno la capacità tecnica di strutturare autonomamente”. Non solo utility, ma anche strade, ferrovie ed efficienza energetica in ambito sanitario: “È sempre stato uno strumento industriale, applicato in ambito pubblico per portare competenze tecniche e tecnologiche”. Il numero uno di Iren ha citato anche il caso dell’idroelettrico in Piemonte: “Abbiamo fatto una mossa in anticipo sul rinnovo delle concessioni scadute nel 2010, affrontando tre anni di ricorsi. Dal 2010 continuiamo a garantire investimenti di manutenzione in una condizione ordinaria, ma non straordinaria”.
La proposta di Ppp, ha spiegato, prevedeva anche di lasciare “una quota rilevante, il 25% dell’energia, a prezzi calmierati per il territorio”. Secondo Bufo, altri Paesi come la Spagna hanno individuato soluzioni alternative, ad esempio riconoscendo maggiore premialità al proponente in gara. “Non so se sarà applicabile in Italia, con un codice degli appalti molto articolato, ma una soluzione sul Ppp va trovata, perché non è mai stato uno strumento per facilitare l’amministrazione, bensì per portare progettualità e competenze industriali al servizio del pubblico”, ha concluso.

Categoria: sostenibilita
18:24
Energia, Bufo (Iren): "Servono investimenti e pianificazione per governare accelerazione"
(Adnkronos) - “Viviamo un’epoca di grandissime accelerazioni, in cui trend globali, digitalizzazione e tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, a margine della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” in Senato, organizzata da Oliver Wyman e Wec Italia. “In questo contesto – ha spiegato – programmare, pianificare e dibattere i giusti investimenti per il Paese è fondamentale per guidare queste trasformazioni”
Iren, ha sottolineato Bufo, è impegnata “su tutti i fronti della transizione energetica: dallo sviluppo delle rinnovabili alla flessibilità necessaria per accompagnare la decarbonizzazione delle infrastrutture”. Un percorso che deve riguardare non solo la produzione ma anche le reti e i sistemi di accumulo, in un quadro in cui “la domanda a valle è in continua evoluzione”. Un capitolo centrale è quello dei data center: “Stimiamo che anche in Italia possa verificarsi quanto già accaduto negli Stati Uniti, con un forte aumento della domanda di energia elettrica”.
Da qui la necessità di investimenti nelle reti e nella decarbonizzazione, insieme all’impiego delle tecnologie più avanzate come l’intelligenza artificiale, “che garantiscono ulteriore flessibilità e slancio”. Di fronte ai breakthrough tecnologici, ha osservato, “gli scenari possono divaricarsi tra fortissime spinte immediate e sviluppi più graduali nel tempo: vedremo quale sarà il percorso, ma il nostro ruolo lo faremo”.

Categoria: sostenibilita
18:09
Pro Vita, sen. Malan: "Garantire a tutti libertà di espressione, come insegna Costituzione"
(Adnkronos) - “In questa conferenza stampa mostriamo alcuni manifesti che esprimono un'opinione - che ciascuno è libero di non condividere - in modo garbato e, a volte, anche quasi poetico. Eppure, ne è stata vietata l'affissione. La Costituzione tutela la libertà d'espressione e credo che debba essere garantita per tutti”. Lo afferma Lucio Malan, capogruppo al Senato di FdI, intervenuto a ‘...E Io parlo!’, l’incontro con la stampa, organizzato da Pro Vita & Famiglia Onlus a Roma per denunciare il fenomeno della censura preventiva su messaggi a difesa della vita, della famiglia e della libertà di espressione.
In particolare, la Onlus chiede alle istituzioni la modifica dell’art. 23 comma 4-bis del Codice della Strada, per impedire alle amministrazioni di ‘censurare le affissioni ritenute non idonee’: “è una norma che è stata introdotta in modo surrettizio: l'emendamento, infatti, non è stato illustrato e non ci sono state dichiarazioni di voto”. Ora, però “viene raccontato che era stato pensato come una grande operazione per la tutela della dignità della donna, volta ad evitare pubblicità semi pornografiche utilizzando il corpo femminile”, quando, in realtà, “non c'entra nulla. Basti vedere i manifesti che sono stati vietati, che esprimono garbatamente opinioni, con particolare rispetto per le donne”, conclude.

Categoria: cronaca
18:06
Avvocato Fiore: "Censurati manifesti inoffensivi"
(Adnkronos) - “Le amministrazioni pubbliche e i giudici hanno censurato spesso i manifesti inoffensivi di Pro Vita & Famiglia Onlus, applicando le stesse norme che si dovrebbero applicare solo alla pubblicità commerciale. Le comunicazioni sociali e politiche, però, non dovrebbero sottostare agli stessi criteri, in quanto la libertà per parlare di temi di rilevanza pubblica, come la vita nascente, il fine vita e la libertà educativa, dovrebbe essere molto ampia”. A dirlo Alessandro Fiore, legale di Pro Vita & Famiglia, all’incontro con la stampa organizzato da Pro Vita & Famiglia Onlus a Roma per denunciare il fenomeno della censura preventiva su messaggi a difesa della vita, della famiglia e della libertà di espressione, dal titolo ‘...E Io parlo!’.
“Inoltre, la libertà di espressione è un diritto tutelato sia dall'articolo 21 della Costituzione, sia dall'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti umani - spiega - Purtroppo, i giudici amministrativi in Italia, fino al Consiglio di Stato, ci hanno riferito che non si possono affiggere messaggi che possono turbare o offendere la sensibilità di qualcuno”.
“La nostra risposta è stata fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo, perché nella giurisprudenza della Corte di Strasburgo è chiaro che la libertà di espressione deve essere tutelata anche in relazione a messaggi che potrebbero offendere o turbare qualcuno, soprattutto, ad esempio, in tema di aborto. Questo tema, infatti, è riconosciuto dalla Corte di Strasburgo di interesse pubblico, quindi i limiti a riguardo dovrebbero essere molto ampi”, conclude.

Categoria: cronaca
17:57
Dubai, aeroporto riapre dopo stop per droni Iran: primi voli oggi
(Adnkronos) - L'aeroporto di Dubai riapre parzialmente dopo lo stop obbligato per gli attacchi con droni dall'Iran. Lo scalo riprenderà ad operare alcuni voli nella serata di oggi, lunedì 2 marzo, dopo 48 ore di paralisi con conseguente enormi sul traffico aereo internazionale. Il New York Times evidenzia che Emirates ha annunciato l'avvio delle operazioni per "un numero limitato di voli" in serata, con priorità ai passeggeri dotati di prenotazione già effettuata. A Dubai sono bloccati anche molti cittadini italiani. Decine di migliaia di connazionali in questi giorni sono bloccati tra Emirati Arabi Uniti, Oman, Bahrein e Qatar: chi era arrivato per una vacanza al sole di Dubai, chi stava solo facendo scalo verso l’Asia o l’Oceania, chi lì vive e lavora da anni.
Emirates invita i passeggeri a non raggiungere l'aeroporto in assenza di notifiche e avvisi che confermino l'imbarco. I voli da Dubai sono sospesi da sabato 28 febbraio, lo stop ha coinvolto le principali compagnie della regione - Emirates, Etihad Airways, Gulf Air e Oman Air - nelle ore più convulse dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran. Le operazioni sono riprese parzialmente all'aeroporto di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, dopo 48 ore di stop. Nelle ultime ore, rispetto alla situazione di sabato e domenica, gli attacchi verso Dubai sono diminuiti per numero e intensità. Le difese aeree degli Emirati hanno intercettato 9 missili balistici, 6 missili da crociera e 148 droni secondo il report del ministero della Difesa emiratino.
"Su nostra richiesta domani le autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel Paese", ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un'audizione davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato.
Emirates rende noto che la compagnia sta "offrendo la massima priorità ai clienti con prenotazioni precedenti e coloro a cui è stato riprenotato un viaggio su questi voli limitati saranno contattati direttamente da Emirates. La preghiamo di non recarsi in aeroporto, a meno che non le abbiano notificato di farlo. Tutti gli altri voli rimangono sospesi fino a nuovo avviso".
Emirates "continuerà a monitorare la situazione e svilupperemo di conseguenza il nostro programma operativo. Gli aggiornamenti saranno pubblicati sul nostro sito web e sui canali ufficiali dei social media. Desideriamo ringraziare i nostri clienti per la loro comprensione e pazienza. La sicurezza e l’incolumità dei nostri passeggeri e del nostro equipaggio rappresenta per noi una priorità assoluta".
L'avviso ai clienti prosegue: "La situazione rimane variabile ed è sotto continuo monitoraggio. Prima di recarsi in aeroporto, invitiamo tutti i clienti a consultare lo stato del volo, gli ultimi aggiornamenti operativi su emirates.com e a controllare la loro e‑mail per eventuali notifiche sulle modifiche o le cancellazioni dei loro voli". Prenotare un volo alternativo: "Potete modificare la prenotazione scegliendo un altro volo per la destinazione desiderata, con viaggio entro e non oltre il 20 marzo. Se avete prenotato il volo con un agente di viaggio, contattatelo. Se avete prenotato direttamente con noi, contattateci.
Richiesta di rimborso: "Potete richiedere il rimborso del biglietto compilando il modulo di rimborso se avete prenotato direttamente con noi. Se avete prenotato i voli con un agente di viaggio, contattatelo". I clienti interessati dalla cancellazione del volo "sono pregati di contattare la propria agenzia di viaggi per effettuare una nuova prenotazione. Se la prenotazione è stata effettuata direttamente con Emirates, gli interessati sono invitati a contattarci". Per ricevere gli ultimi aggiornamenti, "invitiamo i clienti a verificare che i propri recapiti siano corretti visitando la sezione Gestire una prenotazione". Tutti i punti per il check‑in in città a Dubai sono temporaneamente chiusi fino a nuovo avviso.

Categoria: internazionale/esteri
17:50
Dubai e attacchi Iran, la testimonianza di una 23enne romana: "Mai avrei pensato di sentirmi in pericolo qui"
(Adnkronos) - "Parlando anche con le mie amiche che sono qui, la sensazione è nuova perché ci sentiamo in un posto molto sicuro e mai ci saremmo aspettate di sentirci in pericolo qui. Il governo sta facendo il possibile - stanno intercettando i droni, funziona tutto, ci sono molti numeri da chiamare se si è in pericolo e anche per il supporto psicologico - e le comunità italiane sono molto forti nel diffondere informazioni: non mi sento di essere sola anche se vivo qui senza la mia famiglia ma è pesante perché non si capisce bene come la situazione evolverà". Veronica Giannetti, 23enne romana che da un anno e mezzo vive a Dubai dove lavora in banca, racconta così all'Adnkronos l'incertezza che si respira in questi giorni nella città degli Emirati, teatro di attacchi iraniani dopo il blitz di Israele e Stati Uniti.
La situazione, racconta, fino a sabato pomeriggio "era ancora tranquilla". Poi l'allerta fino "all'allarme arrivato sui cellulari da parte del governo intorno all'1 di notte, invitando a stare in casa e lontani dalle finestre". "Insieme alle mie amiche siamo scese nel seminterrato, tanti sono andati nei parcheggi, nessuno sapeva cosa fare perché è stato tutto abbastanza inaspettato - prosegue Giannetti - Ci fu una situazione simile a giugno, ma non a questo livello. In giro ci sono poche persone, molte meno macchine e stiamo tutti lavorando da casa". "Tante boutique sono chiuse", aggiunge la 23enne romana sottolineando che però non c'è stata un'interruzione dei servizi e gli stessi "supermercati sono aperti e tutti fornitissimi". (di Sara Di Sciullo)

Categoria: cronaca
17:49
Alfonso Signorini lascia la guida di 'Chi': "Comincio una nuova vita"
(Adnkronos) - Alfonso Signorini lascia ufficialmente la direzione editoriale di Chi. Dopo sedici anni, il giornalista e conduttore, abbandona la guida del settimanale Mondadori e lo fa con un annuncio che arriva attraverso un editoriale nel numero in uscita mercoledì 4 marzo, in cui il giornalista traccia un bilancio personale e professionale di un'esperienza che definisce "indimenticabile".
"Sono grato a Chi, sapete? - scrive Signorini - È grazie al nostro giornale che ho potuto conoscere e descrivere storie incredibili, è grazie a Chi che sono entrato nella vita di persone straordinarie, di cui sarei un giorno diventato amico (mi vengono in mente Luciano Pavarotti e Nicoletta Mantovani, Marcello Mastroianni, Federico Fellini con la sua Giulietta Masina, ma anche Mara Venier, Maria De Filippi, Valeria Marini, per citarne alcuni)".
Un lavoro che gli ha consentito di "inseguire notizie, di dipingere stati d'animo ed emozioni, di raccogliere interviste e confessioni che raramente trovavano spazio altrove e di cui io, affamato di vita, ho fatto sicuramente tesoro".
Fino a quando qualcosa si è rotto: "È successo all'improvviso. Non è stato un passaggio graduale. Semplicemente ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario". Un cambiamento che affonda le radici nel periodo del Covid-19: "Certamente la pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità: l’isolamento forzato a cui eravamo costretti, la sensazione di fragilità, lo scoprirci d'un tratto così vulnerabili, ma anche il piacere della solitudine, delle nostre abitudini, del ritrovarmi in compagnia di me stesso e dei miei affetti hanno incominciato non solo a segnarmi profondamente, ma a prendere il sopravvento".
Una decisione condivisa con l'azienda circa tre anni fa: "Non potevo più tacerlo. Volevo lasciare Chi. Fino ad allora non avrei avuto neppure il coraggio di pensare una cosa del genere, ma in quel momento sentivo di avere la forza per cominciare una nuova vita".
Signorini precisa inoltre che le recenti polemiche legate al 'caso Corona' non hanno inciso sulla scelta: "Lo sapete, non ho mai voluto parlarne. E continuerò a farlo. Un po’ perché sono convinto che lo squallore si commenti da solo, un po’ perché sono convinto che certe battaglie non si debbano combattere pubblicamente, ma nelle sedi opportune. Quanto è successo non ha minimamente influenzato una decisione che avevo maturato da anni. Esiste e continuerà ad esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie. Un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso", ha scritto Signorini che ai suoi lettori promette che ci sarà un tempo in cui avrà modo di spiegare "meglio tutto quello a cui sto alludendo".
Nel lungo saluto non mancano i ringraziamenti, a partire "dal mio Editore, Marina Berlusconi" e un ricordo affettuoso di Silvio Berlusconi che definisce come "un uomo unico, una sorta di extraterrestre. In lui ho trovato un uomo generoso, leale, sempre vicino nell'incoraggiarmi, nel dividere i miei successi e a non lasciarmi solo anche nei momenti difficili: un vero leader, irraggiungibile tanto nelle imprese che ha creato quanto nel suo impegno politico e sociale".
Citati anche i vertici storici della Mondadori e i direttori che "che sono stati un faro per la mia crescita professionale: Silvana Giacobini, Carlo Rossella, Pietro Calabrese". "E ora, care lettrici e cari lettori, vi saluto. - conclude - Alla mia maniera, perché la vita non smetterà mai di offrirci altre occasioni, altre giornate in cui vivere, sorridere, arrabbiarci, emozionarci. Altre pagine bianche tutte da scrivere. Perciò, ora come allora… Alla prossima!".

Categoria: spettacoli
17:45
Bufo (Iren): "Con crisi Medio oriente continuo monitoraggio prezzi materie prime e gas"
(Adnkronos) - "Le notizie delle ultime ore legate all'escalation bellica in Medioriente ci obbligano a monitorare con attenzione i prezzi delle materie prime, in particolare del gas. Iren dispone comunque di ampie risorse, già approvvigionate, con contratti con consegna già in Italia che al momento ci consentono di guardare agli impatti sulla supply Iren senza allarmismo."
Ad affermarlo in una nota è Gianluca Bufo, amministratore delegato di Iren, a margine del convegno Umanizzare il trilemma dell'energia, in corso alla Camera dei deputati.
"I fatti sono molto caldi: già stamattina i mercati hanno aperto con un +20% sulle quotazioni del gas e dell’energia elettrica”. “Provenivamo da una fase di commodity non particolarmente alte, complice anche una stagione invernale non rigida. Ma l’annuncio di poche ore fa del Qatar sullo stop della produzione di gnl che transita da Hormuz per servire l’Europa è un tema su cui bisogna stare attenti”, ha affermato. “Il sistema è allenato dal 2022, ma la quotidianità ci ricorda che resta fragile”. A livello Paese, ha ricordato, “abbiamo aumentato la capacità di import di gnl, che si colloca in un crocevia mondiale di forte competizione”.
Quanto a Iren, “abbiamo un portafoglio di approvvigionamento molto sicuro: tutto il nostro gas è già passato alla frontiera, è già gas italiano”. Sugli investimenti, Bufo non prevede impatti immediati, ma ribadisce che “flessibilità e security of supply restano le parole d’ordine”.

Categoria: economia
17:22
Tajani a Conte: "Trump? Non mi ha mai chiamato Anthony, tu eri Giuseppi". Scintille in audizione
(Adnkronos) - ''Onorevole Conte a me Trump non mi ha mai chiamato Tony, Anthony, a lei la chiamava Giuseppi, quindi un rapporto di particolare amicizia ce l'aveva lei''. Scintille tra il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, durante la replica del vicepremier davanti alle commissioni di Camera e Senato sull'attacco all'Iran.
''Io non mi vergogno di niente. Ma di cosa mi devo vergognare? - ha detto ancora Tajani in tono concitato rivolgendosi al leader M5S che aveva evocato il cappellino Maga nelle mani del ministro degli Esteri - Me lo venga a dire, me lo venga a dire di cosa mi devo vergognare? Il cappellino era un regalo. Io non sono andato né in ginocchio dalla Merkel come ha fatto lei né da Trump''.
A stretto giro la controreplica di Conte: "Non è mai una questione personale, ministro Tajani, quindi quando lei si offende e dice che Trump non l'ha mai chiamata Tony: il problema è politico, il problema è che non vi chiama proprio" se "non per firmare accordi su accordi insostenibili e per darvi un cappellino in mano".
Intervenendo dopo le comunicazioni dei ministri Tajani e Crosetto nelle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, il leader M5S aveva chiesto: "Qual è l'atteggiamento" del governo nei "confronti degli Stati Uniti? Vogliamo un attimo venir fuori e chiarire le nostre linee di indirizzo di politica estera, condannando questi attacchi che sconvolgono l'ordine internazionale? Vengono attaccati il Venezuela, l'Iran dove ci sono le riserve maggiori energetiche del mondo di petrolio o di petrolio, gas in Iran, ma ci sono tantissime altre autocrazie, il 72% della popolazione mondiale vive in autocrazie e regimi illiberali con cui noi facciamo affari e addirittura dopo un genocidio continuiamo noi dell'Unione europea e Italia ad avere rapporti privilegiati con Israele".
"Va tutto bene? Sottoscriviamo tutto quel che ci viene chiesto da Washington: aumento delle nostre spese insostenibili al 5% del Pil? Andiamo a Washington a promettere l'acquisto di armi e gas americani, zero tassazione per i giganti del web? Quando ci arrivano i dazi diciamo che è un buon compromesso? Ancora sponsorizziamo, come ha fatto la nostra presidente del Consiglio con scarsa dignità, il premio Nobel per la pace per Trump? Andiamo al Board of Peace e ci rigiriamo i cappellini Maga? Qual è il vantaggio di tutto questo per l'Italia? Ci sarà un vantaggio perché per Meloni l'abbiamo capito: ha rimediato prefazioni per il suo libro dal figlio di Trump, ha rimediato una prefazione anche a ultimo dal vicepresidente Vance. Agli italiani in tutto questo? Il Tricolore ve lo siete dimenticato?", l'affondo di Conte.

Categoria: politica
17:11
Iran, Crosetto: "Blitz non comunicato ad alcun Paese Ue, io a Dubai dopo mia valutazione"
(Adnkronos) -
"Nessun Paese europeo ha ricevuto alcuna informazione" sull'attacco Usa-Israele all'Iran e il fatto che il ministro della Difesa Guido Crosetto sia rimasto bloccato a Dubai dopo i raid "è stata una mia scelta". A dirlo nel corso dell'audizione a Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico è stato lo stesso titolare della Difesa.
"Il fatto che io fossi bloccato è stata una mia scelta, perché immediatamente avrei potuto andarmene via da Dubai senza neanche comunicarlo, ho scelto in quel momento di restare, visto quello che stava succedendo. Avrò sbagliato come ministro, chiedo scusa, ma ero con i miei due figli e sono stato lì. Quando, dopo una notte di bombardamento, li ho presi e li ho accompagnati a Mascate, sono partito e sono tornato a fare il mio dovere. Ero a Dubai perché avevo deciso, magari sbagliando, di concedermi un periodo di ferie. Avevo messo anche degli incontri istituzionali. E noi non è che non siamo stati informati come Italia di quello che è successo o quando è successo: nessun Paese. Ho scritto a tutti i miei colleghi ministri della Difesa. Nessun paese europeo ha ricevuto alcuna informazione, se non quando gli aerei erano in volo", una volta avuta la certezza "che attacchi avrebbero colpito l'obiettivo principale. Perché era quella la loro priorità. Nessuno in Occidente, in Oriente, nei Paesi arabi era stato minimamente informato", ha ribadito il ministro.
"I rischi per il nostro personale nell'area sono stati mitigati già da settimane, è stata alleggerita la presenza di tutto il personale non indispensabile, riviste e approvate le procedure di sicurezza, così come i piani per fronteggiare l'emergenza. Parallelamente sono stati verificati e aggiornati i piani di evacuazione", ha poi continuato.
"L'esperienza di queste ore conferma la necessità di avere una riflessione sugli strumenti normativi che disciplinano le partecipazioni italiane alle missioni internazionali. L'attuale quadro legislativo definisce e autorizza le missioni sulla base di scenari internazionali che possono mutare rapidamente e imprevedibilmente. Tuttavia, le crisi contemporanee evolvono una velocità da richiedere in alcuni casi la possibilità di adeguare tempestivamente la presenza militare dislocando forza e aspetti in funzione delle esigenze operative della sicurezza del personale; quindi è opportuno valutare strumenti che consentono ancora maggiore flessibilità operativa nel pieno rispetto del Parlamento, per garantire che lo strumento possa rispondere con prontezza a qualunque tipo di evoluzione di crisi possiamo trovarci davanti", ha continuato.
"Abbiamo scenari mai sperimentati prima - precisa - valuteremo con massima attenzione l'evoluzione della crisi adeguando di conseguenza le misure necessarie a tutela del personale e degli interessi nazionali. Il nostro scrupolo verso tutto il personale militare ma verso i nostri connazionali civili presenti nell'area, come dimostra anche il lavoro che contestualmente stiamo facendo con la Farnesina che faremo anche nei prossimi giorni".
"Di fronte a un attacco simile l'Italia farebbe peggio, perché le difese da queste nuovi armi, che sono soprattutto i droni, sono molto più difficili rispetto alle armi tradizionali. Dal punto di vista di quel tipo di attacchi, l'Italia e i paesi europei sono indietro e si stanno avvicinando negli ultimi due anni con investimenti continui. La soluzione ci sarà nel giro di qualche mese, qualche anno perché è partita purtroppo soltanto due anni fa, perché prima questo tipo di pericolo non era né percepito né reale: la guerra dei droni è un'invenzione ucraina, è cambiata completamente la visione e il modo di fare la guerra negli ultimi due anni in modo repentino", ha poi sottolineato il ministro.
Le operazioni di Usa e Israele, ha aggiunto il ministro, "sono state pianificate per colpire i nodi chiave della struttura militare iraniana, in particolare i centri di comando, i sistemi di difesa aerea e le infrastrutture legate ai programmi missilistici e ai droni, ritenuti da Washington e Tel Aviv una minaccia permanente e imminente", ha detto ancora Crosetto. "L'obiettivo di una azione su vasta scala è ridurre la capacità offensiva di Teheran. Le autorità israeliane hanno presentato l'offensiva come una azione preventiva contro una minaccia ritenuta esistenziale".
"L'attacco a Cipro ha un significato superiore a quello che gli abbiamo dato. E' vero che a Cipro c'è una base inglese, ma - ha spiegato il ministro - se l'attacco avviene in una base non di un Paese che è direttamente coinvolto, quanti sono i paesi in pericolo rispetto a un possibile attacco? E allora la mia necessità e la mia preoccupazione principale è questa: in una guerra in cui c'è qualcuno che pare non avere nulla da perdere, la possibilità che ha questa persona di fare delle cose che a noi sembrano folli è superiore alla nostra capacità di immaginazione. Quando sono tornato ieri sera, la mia preoccupazione era andiamo in giro a vedere, coordinandosi con tutti gli europei, quanta massa di difesa possiamo mettere tutti insieme, non soltanto verso un fronte fino a ieri est ma anche verso un fronte di un altro tipo, più orientale, perché questa è la mia responsabilità e la nostra, quella di garantire la sicurezza dell'Italia, del nostro Paese, dei nostri cittadini".

Categoria: politica
17:07
Alperia, Amort: "Obiettivo è produzione green e valore per tutti"
(Adnkronos) -
Una strategia green per una produzione al 100% rinnovabile e un obiettivo Net Zero già al 2040. Questa la visione di Alperia, grande gruppo energetico italiano, con sede in Alto Adige, attivo lungo tutta la filiera: produzione, distribuzione, vendita di prodotti e servizi energetici, con un fatturato di circa 2,57 miliardi di euro, più di mezzo milione di clienti tra famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni in Italia e circa 1.250 dipendenti.
Sostenibilità e transizione energetica sono, dunque, elementi costitutivi dell’azienda. “Il nostro piano strategico si basa sulla sostenibilità: consolidamento, innovazione e sostenibilità sono i nostri tre pilastri sui quali abbiamo creato e disegnato la nostra strategia. Contribuiamo alla sicurezza energetica del Paese producendo energia pulita, gestendo reti e garantendo continuità del servizio nei territori in cui operiamo”, spiega all’Adnkronos il direttore generale Luis Amort.
Più nel dettaglio, spiega elencando i tre asset principali del Gruppo, “noi produciamo quasi al 100% energia rinnovabile soprattutto, storicamente, con le nostre centrali idroelettriche: gestiamo 35 impianti, che producono mediamente oltre 4.000 GWh all’anno; abbiamo allargato negli ultimi anni la produzione investendo in parchi eolici e da quest'anno entriamo anche nel fotovoltaico”. A questo si affiancano “le reti di distribuzione elettrica e gas, infrastrutture strategiche e regolamentate che garantiscono stabilità industriale. Il terzo pilastro è il portafoglio clienti e di servizi energetici, che ci consente di trasformare l’energia prodotta in valore concreto per famiglie e imprese”.
Quanto agli investimenti, “nel 2024 hanno superato i 200 milioni di euro e resteranno su questi livelli anche nei prossimi anni. La quota principale è destinata al revamping degli impianti idroelettrici, che permette un sensibile aumento della produzione utilizzando le stesse risorse naturali. Investiamo inoltre nell’ammodernamento e digitalizzazione delle reti e nello sviluppo di nuovi servizi energetici, come sistemi di accumulo e soluzioni per l’efficienza. Sono investimenti concreti, pensati per rafforzare asset che durano nel tempo”.
Lato vendita “abbiamo adesso più di 500mila clienti dentro e fuori la provincia di Bolzano ma siamo attivi in tutta l'Italia e stiamo allargando la rete di agenti e punti di vendita”. Un rapporto quello con il territorio e con i propri clienti che il dg di Alperia definisce “sostanziale”. “Noi siamo molto vicini non solo con le parole ma anche nel quotidiano – spiega - accompagniamo tutti i nostri clienti, un numero nel frattempo molto cresciuto, ovunque con azioni concrete. Abbiamo ampliato tantissimo la gamma dei prodotti: dall'elettrico al gas, al calore ma anche fotovoltaico domestico e mobilità elettrica, tra carte di ricarica, colonnine e wallbox”. L’obiettivo è portare il cliente verso un percorso più sostenibile, "vivendo giorno per giorno la transizione”.
“Alperia interpreta la transizione energetica come un percorso industriale concreto, non come un obiettivo astratto. Per noi significa puntare su rinnovabili mature e affidabili, come l’idroelettrico, rafforzare le reti e rendere il sistema più efficiente e flessibile. Oggi produciamo già quasi esclusivamente energia rinnovabile e lavoriamo per migliorare ulteriormente efficienza e integrazione nel sistema elettrico. La transizione, dal nostro punto di vista, funziona se è sostenibile anche economicamente e se si basa su infrastrutture solide, capaci di garantire continuità e sicurezza”, conclude.

Categoria: sostenibilita
16:56
Iran, Tajani: "Oltre 70mila italiani nella regione, crisi potrebbe durare settimane"
(Adnkronos) - "Nella regione sono al momento presenti oltre 70mila connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee. Trentamila circa solo a Dubai e Abu Dhabi''. Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendo in Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico dopo l'attacco israelo-americano e la successiva rappresaglia iraniana.
Il titolare della Farnesina ha riferito che si tratta di ''residenti, lavoratori, militari, turisti, studenti, pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti''.
"Questa crisi potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane", ha poi ribadito il ministro, sottolineando che "molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime". Il titolare della Farnesina ha riaffermato che "gli sviluppi di questi giorni suscitano in tutti noi profonda preoccupazione, ciò nonostante, lavoriamo con pazienza e determinazione". E il governo lo fa "a tutela dei nostri connazionali e della libertà di navigazione, delle nostre imprese, che rischiano di pagare un alto prezzo alla ingiustificata e sconsiderata reazione iraniana. Accanto al popolo iraniano, che merita un futuro migliore di pace, crescita e benessere".
La crisi, ha aggiunto, rischia di allargarsi a tutta la regione, attraverso l’azione di gruppi che rispondono direttamente a Teheran in Iraq, in Yemen e in Libano, da dove Hezbollah ha lanciato questa notte numerosi missili verso il territorio israeliano, incontrando la ferma risposta di Tel Aviv".
"Crediamo nella diplomazia. Anche quando sembra difficile. Anche quando sembra lontana", ha ribadito, sottolineando che "ogni crisi richiede il ricorso al dialogo e al negoziato: continueremo a lavorare senza sosta perché quel momento arrivi il prima possibile". "La stabilità di tutto il Medio Oriente allargato è un presupposto fondamentale per la sicurezza internazionale e la crescita globale, e un obiettivo prioritario dell’azione di politica estera del Governo", dice ancora il titolare della Farnesina.
"La morte dell’Ayatollah Khamenei apre una fase nuova per l’Iran. Una fase a cui dovranno contribuire le migliori energie della società iraniana. Penso ai tanti giovani che negli ultimi anni sono scesi in piazza chiedendo libertà, diritti, democrazia. A quelle ragazze e a quei ragazzi che hanno manifestato pacificamente, pagando spesso un prezzo altissimo. A loro va il nostro rispetto e la nostra vicinanza", ha aggiunto.
"Il Governo italiano è al fianco dei giovani iraniani. Al fianco di chi chiede democrazia, libertà, futuro. Il popolo iraniano merita di vedere riconosciuti i propri diritti civili e politici, senza violenza o intimidazioni - ha proseguito Tajani - La brutale repressione delle manifestazioni dello scorso dicembre, con migliaia di vittime, aveva già portato l’Unione europea a imporre nuove sanzioni e all’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche".
"Una volta conclusa la fase più complessa, occorrerà lavorare con determinazione per favorire una transizione in Iran che sia pacifica e rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano - ha spiegato - In questo quadro, l’Europa ha un importante ruolo da giocare. È chiamata ad essere voce di equilibrio e a favorire quel dialogo 'ragionevole, autentico e responsabile' richiamato ieri dal Santo Padre Papa Leone XIV".
Intanto, "nella tarda serata di ieri un gruppo di 98 persone è transitato con successo dagli Emirati all’Oman con assistenza coordinata con le Ambasciate ad Abu Dhabi e Mascate'', ha spiegato aggiornando sull'azione in corso per rimpatriare gli italiani rimasti bloccati all'estero dopo l'attacco israelo-americano all'Iran. ''Proprio in queste ore l’Unità di Crisi sta favorendo l’organizzazione di altri voli da Mascate per favorire il rientro dei nostri connazionali'', ha aggiunto Tajani.
Sono quindi tutti incolumi, tutti al sicuro i militari italiani in Kuwait, Iraq, Libano e Giordania. ''Per quanto riguarda i nostri militari, oltre trecento ufficiali dell’Aeronautica si trovano nella base in Kuwait colpita da missili iraniani. Sono al sicuro nei bunker e sono tutti incolumi'', ha spiegato Tajani.
''Anche in Iraq, vicino al Kurdistan iracheno, un missile è caduto a poca distanza da una base dove sono presenti militari italiani e americani. Non vi è stata alcuna conseguenza'', ha precisato il titolare della Farnesina. ''I nostri contingenti sono al sicuro in Libano, in Giordania e nelle altre aree di dispiegamento'', ha aggiunto.
E ancora. Il governo italiano sta facendo "tutto ciò che è possibile" per il rimpatrio dei cittadini che attualmente si trovano nelle aree del Medio Oriente interessate dalle ostilità, ha spiegato, ricordando che sono circa 70.000 gli italiani nell'area e che risulta impossibile organizzare l'evacuazione di tutti: la Farnesina sta dunque operando attraverso tutte le leve a propria disposizione per aiutare i concittadini intenzionati a ripartire.
Il tema interessa gli italiani in Medio Oriente, ma anche quelli in altre parti del mondo che per rientrare avrebbero dovuto fare scalo nell'aeroporto emiratino di Dubai, le cui operazioni sono state pesantemente limitate dal conflitto in corso. Le partenze dall'area dipendono dalle aperture dello spazio aereo locale, sottolinea Tajani, ricordando che esiste un divieto per le compagnie aeree europee di operare nelle aree di guerra: risulta quindi impossibile inviare aerei civili (persino gli aerei militari non schermati) e occorre dunque ricorrere alle linee aeree dei Paesi dell'area del Golfo. Inagibili i canali di evacuazione via mare, per via della chiusura dello stretto di Hormuz, e via terra attraverso le aree desertiche, aggiunge.
La Farnesina sta "lavorando per portare all'aeroporto di Riad gli italiani che vogliono partire dal Qatar e dal Bahrain, nella speranza che si possa aprire il prima possibile l'aeroporto di Dubai insieme a quello di Abu Dhabi", spiega Tajani, anticipando che è prevista per domani la partenza dei primi aerei dalla capitale emiratina con a bordo connazionali ed evidenziando che le eventuali partenze dai due aeroporti dipendono dagli attacchi. Il ministero degli Esteri lavora anche per trasportare via pullman da Dubai all'Oman gli italiani che hanno la possibilità di prenotare un volo con le linee aeree locali attraverso prenotazione anticipata, ed è stata attivata una task force italiana al confine con gli Emirati Arabi Uniti, oltre a desk di supporto in tutti gli aeroporti dell'area.
Gli altri connazionali "sono protetti in alberghi dei Paesi dove si trovavano in vacanza o di passaggio", e gli addetti ai lavori stanno "seguendo in tutti i modi possibili" anche gli italiani bloccati negli altri aeroporti tramite assistenza medica e consolare, "ma i numeri sono talmente alti che è difficile poter risolvere i problemi di tutti", prosegue il ministro degli Esteri. La Farnesina sta contribuendo a organizzare anche voli charter attraverso la compagnia italiana privata Neos per far rientrare gli italiani che si trovano alle Maldive, continua: "lo stesso stiamo cercando di fare in Thailandia, in India e da Colombo in Sri Lanka, perché la stragrande maggioranza dei voli per l'Oriente passano attraverso Dubai".
Per quanto riguarda Israele, il ministro spiega che una parte del gruppo di pellegrini evacuato da Gerusalemme si è recata in Egitto e un'altra è andata in Giordania. "Non stiamo facendo partire da Tel Aviv, perché ci sono attacchi continui, così come non ci sono italiani che vogliono partire dall'Iran", sottolinea. In Iraq "non ci sono grandi numeri di italiani" e sono "soprattutto i militari". Guardando avanti, il ministro si aspetta che la situazione si decongestioni "nel giro di qualche giorno", specie se riapriranno gli aeroporti emiratini di Dubai e Abu Dhabi.

Categoria: politica
16:41
Salerno, uccide il marito a coltellate: in manette una 54enne
(Adnkronos) - Uccide il marito a coltellate in provincia di Salerno: in manette una 54enne. I Carabinieri hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura di Nocera Inferiore nei confronti di una donna. La 54enne è indagata per omicidio perché, secondo la ricostruzione operata dalla Polizia Giudiziaria, ieri avrebbe aggredito il marito colpendolo con un’arma da taglio.
L’arrestata è stata trasferita presso la casa circondariale di Salerno.

Categoria: cronaca
16:32
Iran, tenore della Scala: "Speriamo in liberazione, come nel Nabucco di Verdi"
(Adnkronos) -
Se il coro del quarto atto del Macbeth di Giuseppe Verdi 'Patria oppressa' poteva raccontare la crudeltà del regime degli Ayatollah, oggi è il 'Va pensiero' del Nabucco a dare voce alle speranze di libertà di chi sta vivendo a migliaia di chilometri dalla patria l'intervento di Stati Uniti e Israele in Iran, con l'uccisione di Khamenei e l'azzeramento dei vertici militari. "Per la maggior parte degli iraniani sono state belle notizie", dice all'Adnkronos Ramtin Ghazavi, tenore iraniano in organico nel Coro della Scala, promotore a gennaio di un concerto nella Chiesa del Carmine di Milano per sensibilizzare sulla brutale repressione dei manifestanti a Teheran e in tutto il Paese.
'Patria oppressa' "calzava perfettamente in quel momento", ma un mese e mezzo più tardi la musica è cambiata. E' il 'Va pensiero' di Verdi, inno del Risorgimento italiano, il brano capace anche oggi - dice il tenore scaligero - di "rappresentare il nostro sentimento", fatto di dolore, nostalgia, ma anche ottimismo per il futuro. "C'è tanta speranza per la liberazione. Per come stanno procedendo le cose, sembra che sia tutto ben organizzato da parte di Stati Uniti e Israele: stanno prendendo di mira gli edifici delle forze di repressione, stanno neutralizzando pian piano tutti i luoghi di raduno e organizzazione, per permettere alle persone di uscire in strada a manifestare per i loro diritti e per la liberazione del Paese, senza paura di venire uccisi", dice Ghazavi.
Se la speranza è che in patria le persone possano manifestare liberamente, l'invito per gli italiani è di "non organizzare proteste contro l'intervento militare" in Iran. "Se non sapete cosa sta succedendo - raccomanda - piuttosto state zitti. Evitate le figuracce che già abbiamo visto dopo l'arresto di Maduro, con gente di sinistra per strada in sua difesa. Adesso sono dispiaciuti per gli Ayatollah o per Khamenei ucciso? Vogliono fare una manifestazione per i diritti di un dittatore?", si domanda sarcastico il tenore, osservando che "basta che ci siano di mezzo Israele o gli Stati Uniti, per trascurare la realtà dei fatti e andare avanti a occhi chiusi con le loro idee. Questa è ignoranza cieca", denuncia.

Categoria: internazionale/esteri









































