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06:21

Iran-Usa, Teheran ha missili per una nuova guerra: lo scenario

(Adnkronos) - L'Iran potrebbe lanciare un numero rilevante di missili a lungo raggio contro Israele e altri Paesi del Medio Oriente, dopo aver rapidamente disseppellito i suoi arsenali sotterranei. E' il quadro che delinea la Cnn, sulla base di valutazioni di esperti, e che certifica i limiti della strategia offensiva attuata dagli Stati Uniti nella recente guerra. Donald Trump, ancora oggi, afferma che l'Iran abbia a disposizione solo un numero ridotto di missili e che non sia sostanzialmente in grado di produrne altri. Discorso analogo, secondo il presidente americano, si può fare per i droni. La situazione, mentre i negoziati per un accordo di pace non arrivano a dama, sarebbe molto diversa. 

Per settimane, gli attacchi americani e israeliani hanno limitato l'accesso dell'Iran ai suoi siti missilistici sotterranei distruggendo strade e seppellendo gli ingressi dei tunnel. Le immagini satellitari esaminate dalla Cnn mostrano come l'Iran abbia utilizzato semplici attrezzature come bulldozer e autocarri a cassone ribaltabile per contrastare quelle campagne, suggerendo che le capacità missilistiche di Teheran non possono essere distrutte semplicemente prendendo di mira gli ingressi dei tunnel. 

Se le ostilità dovessero riprendere, l'Iran sarebbe in grado di "continuare a lanciare missili finché avrà sistemi di lancio e personale, anche se la produzione si è fermata", ha dichiarato Sam Lair, ricercatore associato presso il James Martin Center for Nonproliferation Studies che analizza le capacità missilistiche dell'Iran. "Non c'è nulla che impedisca ai sistemi di lancio di essere armati con l'ampio arsenale di missili che gli iraniani hanno ancora". 

Secondo la Cnn, l'Iran ha ora sbloccato 50 dei 69 ingressi dei tunnel colpiti dagli Stati Uniti e da Israele in 18 strutture missilistiche sotterranee e ha riparato anche altro settori delle basi, comprese le strade che gli Stati Uniti e Israele avevano bombardato per impedire l'accesso alle zone di lancio. "L'esercito statunitense è bravo a ottenere successi tattici, e seppellire e sopprimere la forza missilistica iraniana ne è un ottimo esempio - ha osservato Lair -- Tuttavia, se ciò non è accompagnato da una serie di ragionevoli obiettivi strategici di guerra e da uno schema di vittoria realizzabile, può finire per essere un fallimento strategico". Il portavoce del Pentagono Sean Parnell non ha risposto alle domande della Cnn, limitandosi a ripetere una precedente dichiarazione secondo cui "l'esercito americano è il più potente del mondo e ha tutto ciò di cui ha bisogno per operare nel momento e nel luogo scelti dal presidente". 

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Categoria: internazionale/esteri

06:10

Cobolli-Svajda: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Flavio Cobolli torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro sfida l'americano Zachary Svajda - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Cobolli arriva all'appuntamento dopo aver eliminato Pellegrino, Wu e Tien, mentre Svajda ha superato Popyrin, Walton e Cerundolo. 

 

La sfida tra Cobolli e Svajda è in programma oggi, lunedì 13 maggio, alle ore 11 sul campo Philippe-Chatrier. I due tennisti si sono affrontati in un solo precedente, vinto dall'azzurro negli ottavi dell'Atp di Delray Beach. 

 

Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

 

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Categoria: sport

06:10

Arnaldi-Tiafoe: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Matteo Arnaldi torna protagonista al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro affronta l'americano Frances Tiafoe - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Arnaldi arriva all'appuntamento dopo aver eliminato Griekspoor, Tsitsipas e Collignon, mentre Tiafoe ha superato Spizzirri, Hurkacz e Faria. 

 

La sfida tra Arnaldi e Tiafoe è in programma oggi, lunedì 1 giugno, per le ore 17 circa, essendo fissato come quarta partita sul campo Lenglen. I due tennisti si sono incontrati in due precedenti, con il parziale fermo sull'1-1. Arnaldi ha vinto l'ultimo match agli ottavi del Masters 1000 di Madrid 2025. 

 

Arnaldi-Tiafoe, come tutte le partite del Roland Garros, sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match sarà quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.  

 

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Categoria: sport

06:09

Berrettini-Cerundolo: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Matteo Berrettini a caccia dei quarti al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro sfida l'argentino Juan Manuel Cerundolo - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Berrettini arriva al match dopo aver eliminato Fucsovics, Rinderknech e Comesana, mentre Cerundolo ha superato Fearnley, Sinner e Landaluce. 

 

La sfida tra Berrettini e Cerundolo è in programma oggi, lunedì 1 giugno, non prima delle ore 15, essendo fissato come terzo match sul campo Lenglen. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello di Parigi che sarà quindi il loro primo precedente. 

 

Berrettini-Cerundolo, come tutte le partite del Roland Garros, sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match sarà quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

 

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Categoria: sport

06:08

Marilyn Monroe, oggi i 100 anni della star del desiderio

(Adnkronos) - Cento anni di Marilyn Monroe. Il 1° giugno 1926 nasceva a Los Angeles Norma Jeane Mortenson. Oggi il mondo continua a chiamarla Marilyn Monroe. Non è soltanto il segno di un nome d’arte riuscito, ma la prova di un fenomeno rarissimo: la trasformazione di una persona in simbolo universale. Marilyn non appartiene più soltanto alla storia del cinema, né semplicemente alla cultura popolare del Novecento. Appartiene all’immaginario collettivo, a quella zona misteriosa in cui convivono desiderio, malinconia, bellezza e tragedia. Poche figure del secolo scorso hanno saputo incarnare così perfettamente le contraddizioni della modernità: l’innocenza e l’erotismo, la vulnerabilità e la potenza mediatica, la ricerca disperata d’amore e l’impossibilità di trovarlo. 

A cent’anni dalla nascita, Marilyn Monroe continua a essere ovunque. Nelle fotografie moltiplicate all’infinito, nelle citazioni artistiche, nei musei, nelle aste milionarie, nelle serie televisive, nei saggi femministi e nei social network. È una presenza permanente. Eppure, dietro quella celebrità assoluta, dietro il sorriso inclinato e lo sguardo lattiginoso che prometteva desiderio senza minaccia, resta il volto di una bambina abbandonata che non smise mai di chiedere protezione. 

 

La storia di Marilyn comincia infatti nella precarietà. Figlia di Gladys Monroe, cresciuta senza un padre riconosciuto - probabilmente Stanley Gifford, collega della madre presso la Consolidated Film Industries - Norma Jeane trascorse l’infanzia tra famiglie affidatarie, orfanotrofi e case temporanee. La madre, affetta da gravi disturbi psichici, venne ricoverata quando lei era ancora molto piccola. La futura diva imparò presto cosa significasse sentirsi di troppo, non appartenere a nessun luogo, vivere nella paura di essere nuovamente respinta. Molti anni più tardi, nelle interviste, avrebbe raccontato episodi traumatici, abusi, umiliazioni, la sensazione costante di essere invisibile. Non importa stabilire quanto, in quei racconti, vi fosse memoria precisa o ricostruzione emotiva: ciò che emergeva era un nucleo profondo di solitudine. Quella solitudine la accompagnò sempre, anche quando il mondo intero sembrava desiderarla. 

Nel 1942, appena sedicenne, sposò Jim Dougherty, giovane operaio destinato alla guerra nel Pacifico. Fu un matrimonio di protezione più che d’amore, un tentativo di trovare una stabilità che non aveva mai conosciuto. Due anni dopo, mentre il marito era al fronte, Norma Jeane lavorava in una fabbrica di paracadute. Fu lì che avvenne il primo miracolo della sua vita: un fotografo inviato per documentare il contributo femminile allo sforzo bellico notò quella ragazza dai capelli castani e dal sorriso luminoso. La macchina fotografica sembrò capire immediatamente ciò che Hollywood avrebbe compreso poco dopo: il volto di Norma Jeane possedeva qualcosa di irripetibile. 

Cominciò così la carriera di modella. La giovane imparò rapidamente a stare davanti all’obiettivo. Non era soltanto bella: aveva un’intelligenza istintiva dell’immagine. Sapeva come inclinare il viso, come suggerire vulnerabilità senza perdere seduzione, come trasformare la posa in racconto. I fotografi compresero che quella ragazza riusciva a oltrepassare la fissità della fotografia. Sembrava viva anche nell’immobilità. 

Nel 1946 arrivò il contratto con la 20th Century Fox. Fu allora che Norma Jeane diventò Marilyn Monroe. Un nuovo nome, capelli schiariti, una voce costruita come un soffio sensuale, una camminata oscillante destinata a entrare nella leggenda. Hollywood stava creando il proprio sogno biondo. 

Ma Marilyn non voleva essere soltanto un corpo da esibire. Dietro l’immagine della pin-up si nascondeva una fame autentica di cultura e riconoscimento artistico. Studiava recitazione, leggeva, frequentava corsi teatrali all’Actors Lab di Los Angeles. Era terrorizzata dall’idea di apparire stupida. La sua insicurezza culturale divenne una ferita costante. Chi la incontrava restava spesso sorpreso dalla distanza tra il personaggio pubblico e la donna reale: timida, ansiosa, vulnerabile, ossessionata dal bisogno di essere presa sul serio. 

I primi ruoli furono brevi apparizioni. Poi arrivarono due film fondamentali nel 1950: "Giungla d’asfalto" di John Huston e "Eva contro Eva" di Joseph L. Mankiewicz. Bastarono pochi minuti sullo schermo per renderla indimenticabile. In "Giungla d’asfalto" era Angela, amante sensuale e infantile di un avvocato corrotto; in "Eva contro Eva" interpretava una giovane attricetta inconsapevolmente comica. Hollywood aveva trovato la propria creatura perfetta: una donna capace di apparire contemporaneamente ingenua e pericolosa, candida e provocante. 

Negli anni successivi, però, Marilyn rischiò di diventare prigioniera della propria immagine. I produttori vedevano in lei soprattutto la “bionda svampita”, figura erotica rassicurante per l’America conservatrice degli anni Cinquanta. La sua sensualità non era aggressiva: sembrava infantile, accessibile, quasi smarrita. Fu questo l’elemento decisivo del suo successo. Marilyn permetteva agli uomini di desiderarla senza sentirsi minacciati, e alle donne di identificarvisi senza percepirla come distante. Era insieme dea e ragazza della porta accanto. 

Nel 1953 avvenne la consacrazione definitiva. "Niagara" la trasformò in una dark lady esplosiva e inquietante: l’abito rosso, la celebre camminata ripresa da dietro, il magnetismo quasi animalesco. Nello stesso anno uscirono "Gli uomini preferiscono le bionde" e "Come sposare un milionario", che fissarono per sempre il suo personaggio pubblico. In "Gli uomini preferiscono le bionde", accanto a Jane Russell, Marilyn raggiunse la perfezione comica. Lorelei Lee, cacciatrice di milionari tanto superficiale quanto lucidissima, era una caricatura intelligente dell’America consumista. Quando canta "Diamonds Are a Girl’s Best Friend", avvolta nel celebre abito rosa shocking, il cinema entra nella mitologia. 

Eppure, mentre il mondo rideva e si innamorava, Marilyn continuava a sentirsi inadeguata. Non sopportava la superficialità con cui gli studios la trattavano. Voleva ruoli drammatici, personaggi complessi, possibilità di crescita artistica. I conflitti con la Fox si fecero sempre più aspri. Nel frattempo, la sua vita privata diventava materiale da tabloid. 

 

Il matrimonio con Joe DiMaggio, leggenda del baseball americano, fu seguito come una favola nazionale. Lui introverso, silenzioso, tradizionale. Lei la donna più desiderata del pianeta. La relazione, però, si rivelò presto soffocante. L’episodio simbolo fu la celeberrima scena di "Quando la moglie è in vacanza" di Billy Wilder: Marilyn sopra la grata della metropolitana, la gonna bianca sollevata dal vento, la folla impazzita attorno al set. Quell’immagine - tra le più famose della storia del cinema - segnò anche la fine del matrimonio. DiMaggio visse quella spettacolarizzazione del corpo della moglie come un’umiliazione intollerabile. 

Nel 1955 prese una decisione rivoluzionaria: lasciò Hollywood e si trasferì a New York per studiare all’Actors Studio con Lee Strasberg. Fu un gesto coraggioso, quasi scandaloso per una star del suo livello. Marilyn voleva dimostrare di essere un’attrice autentica. Fondò anche una propria casa di produzione, sfidando il sistema degli studios. Per una donna degli anni Cinquanta era un atto di straordinaria indipendenza. 

Da quella fase nacque "Fermata d’autobus", probabilmente la sua interpretazione più sottovalutata. Nel personaggio della fragile cantante Chérie emergeva finalmente una dimensione nuova: malinconica, stanca, profondamente umana. François Truffaut scrisse che Marilyn possedeva qualcosa “tra Chaplin e James Dean”. Non era un’esagerazione. Come Chaplin, trasformava il dolore in grazia comica; come James Dean, emanava una vulnerabilità contemporanea, quasi autodistruttiva. 

In quegli anni conobbe Arthur Miller, il più importante drammaturgo americano del tempo. Il loro matrimonio sembrò l’unione impossibile tra intelligenza e sensualità, tra letteratura e cultura popolare. La stampa li inseguì con feroce curiosità. Molti ironizzavano sul fatto che un intellettuale raffinato potesse amare una diva considerata superficiale. In realtà, Miller vedeva in Marilyn una creatura molto più complessa di quanto il pubblico immaginasse. Ma anche quella relazione finì lentamente soffocata dalle incomprensioni, dalla depressione, dalla dipendenza da farmaci. 

Nel frattempo, sullo schermo, Marilyn raggiungeva il vertice assoluto della propria arte. "A qualcuno piace caldo" di Billy Wilder, nel 1959, resta una delle più grandi commedie della storia del cinema. La lavorazione fu infernale: ritardi, crisi di panico, amnesie, insicurezze. Eppure, davanti alla macchina da presa, Marilyn sembrava toccata da una forma misteriosa di perfezione. La sua Sugar Kane è insieme irresistibilmente comica e tragicamente fragile. Quando canta "I Wanna Be Loved by You", con quella voce sospesa tra innocenza e desiderio, il personaggio diventa il riassunto perfetto dell’intera sua esistenza: una donna che chiede amore mentre il mondo la trasforma in fantasia erotica. 

L’ultimo grande film fu "Gli spostati", scritto da Arthur Miller e diretto da John Huston. Un’opera crepuscolare, attraversata da un senso di fine imminente. Marilyn vi appare diversa: più vera, più vulnerabile, quasi consumata interiormente. Il bianco e nero di Russell Metty registra ogni ombra del suo volto come un documento emotivo. Sul set, l’attrice era ormai allo stremo. L’abuso di barbiturici e alcol, l’ansia cronica, la depressione, la paura di non essere più amata stavano devastando la sua vita. 

Dopo "Gli spostati", tutto precipitò. Il divorzio da Miller. Il ricovero in una clinica psichiatrica vissuto come un trauma. Il ritorno di Joe DiMaggio, che tentò di proteggerla. I rapporti chiacchierati con John Fitzgerald Kennedy e Robert Kennedy. Le assenze sul set di "Something’s Got to Give". E infine quella sera del 19 maggio 1962, al Madison Square Garden, quando Marilyn apparve davanti a migliaia di persone per cantare "Happy Birthday, Mr. President" a Kennedy. Avvolta in un abito color carne tempestato di cristalli, sembrava contemporaneamente una dea e un fantasma. Era già diventata leggenda mentre era ancora viva. 

 

Morì nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962, nella sua casa di Brentwood, a Los Angeles. Aveva trentasei anni. La causa ufficiale fu “probabile suicidio” per overdose di barbiturici, ma attorno alla sua morte nacquero immediatamente sospetti, teorie, ossessioni collettive. Ancora oggi, il mistero continua ad alimentare libri, documentari e congetture. 

Ma forse il vero enigma non riguarda la sua morte. Riguarda la sua permanenza. Perché Marilyn Monroe non è scomparsa insieme al suo tempo. Al contrario, sembra diventare più contemporanea con il passare dei decenni. Il maestro della Pop Art Andy Warhol la trasformò in icona seriale, riproducendone il volto come un prodotto industriale e insieme sacro. La cultura pop ne ha fatto un simbolo assoluto. Ma ogni generazione continua a ritrovare in lei qualcosa di diverso: l’emblema del desiderio maschile, la vittima del patriarcato hollywoodiano, la donna che cercò di emanciparsi dal proprio stereotipo, l’artista fragile divorata dalla fama. 

Forse il motivo della sua immortalità sta proprio nell’impossibilità di ridurla a una sola definizione. Marilyn era contemporaneamente autentica e costruita, intelligente e infantile, fortissima e fragilissima. Era una donna che aveva compreso il potere dell’immagine meglio di chiunque altro, ma che non riuscì mai a proteggersi da quel potere. Lo scrittore Truman Capote, che la conobbe davvero, scrisse di aver visto in lei “una bellissima bambina”. È probabilmente la descrizione più esatta. Dietro il mito, dietro la sensualità perfetta, dietro il sorriso da copertina, c’era una bambina che non smise mai di sentirsi abbandonata. (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

00:02

Un minuto di allenamento può bastare? L'esercizio snack combatte il diabete, lo studio

(Adnkronos) - Un solo minuto di attività fisica, magari in ufficio, può aiutare le persone affette da diabete tipo 2 a stabilizzare il livello di zuccheri nel sangue. E' l'indicazione che arriva da un nuovo studio che si concentra sugli 'esercizi snack'. La ricerca ha coinvolto 31 persone tra uomini e donne affetti dalla patologia: i soggetti hanno svolto 4 brevi sessioni di attività fisica - appunto gli 'esercizi snack' - nell'arco di una giornata, al lavoro o a casa, producendo effetti positivi nel controllo della glicemia. 

Lo studio, condotto dal professor Jonathan Little dell'università del British Columbia e pubblicato nelle scorse settimane su Diabetologia, come evidenzia il Washington Post è uno dei primi ad analizzare i risultati prodotti dalle reali micro-sessioni, senza fermarsi alle simulazioni in laboratorio. I ricercatori si sono soffermati anche sull'impatto complessivo dei 4 minuti totali: l'effetto è stato definito "significativo" dal professor Little. 

In passato, altre ricerche hanno acceso i riflettori su brevissime sessioni di attività e sui loro effetti. Tali studi, però, si svolgevano nei laboratori, coinvolgendo soprattutto volontari senza patologie pregresse o studenti. Le condizioni, in sostanza, non rispecchiavano quelle riscontrabili quotidianamente nella vita reale. Il professor Little e i suoi colleghi hanno reclutato 31 adulti - uomini e donne - affetti da diabete tipo 2. Nessuna delle persone arruolate svolgeva attività fisica regolare. Il livello di zuccheri nel sangue è stato monitorato costantemente con appositi dispositivi, che hanno tenuto sotto controllo anche la frequenza cardiaca. 

Quali 'esercizi snack' sono stati inseriti nel programma? 

- corsa sul posto 

- squat 

- jumping jack (saltelli con braccia e gambe larghe) 

- passi laterali 

- step up con salita e discesa da un gradino elevato. 

Ogni persona arruolata nello studio ha completato 4 esercizi nell'arco di una giornata, con sessioni singole di almeno un minuto. Secondo i responsabili dello studio, sarebbe opportuno svolgere attività, entro un'ora dopo il pasto, ad un'intensità di livello 7 nella propria scala da 1-10. 

I volontari hanno seguito la tabella per 2 giorni. Poi, per altri 2 giorni non hanno svolto esercizi e non hanno variato il regime alimentare per tutto il periodo. Le analisi sui livelli di zucchero del sangue hanno evidenziato la differenza: risultati migliori nei giorni caratterizzati dagli exercise snack, con picchi glicemici più contenuti e più brevi dopo i pasti. Gli effetti, hanno sottolineato i ricercatori, pur essendo costanti non si sono rivelati di proporzioni rilevanti. Il dato, però, va letto in relazione all'impegno richiesto: tutti i partecipanti hanno definito la routine perfettamente gestibile. 

Questo studio ha esaminato solo gli effetti a breve termine e non mostra se il modello proposto con continuità avrebbe un impatto maggiore o più duraturo sulla glicemia. "Abbiamo dovuto fare delle scelte in qualche modo arbitrarie" riguardo alla durata e al numero delle sessioni, ha evidenziato Little. "Non pensiamo che ci sia nulla di magico in un minuto di esercizio preciso", o in quattro minuti al giorno. Settanta secondi alla volta - e non sessante - potrebbero essere meglio. Oppure cinque mini-allenamento al giorno e non quattro. "Trovate ciò che funziona per voi", ha detto il professore. Allo stesso tempo, hanno evidenziato gli esperti, gli esercizi snack non sono concepiti per sostituire un'attività fisica regolare e continuativa. 

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Categoria: salute

00:01

Iran-Usa, Trump vuole modificare l'accordo: le nuove condizioni sul nucleare

(Adnkronos) - Donald Trump alza la posta. Il presidente degli Stati Uniti modifica i termini dell'accordo con l'Iran per porre fine alla guerra. Anche Teheran, ora, si prepara a introdurre novità. In un ping pong senza fine, la Casa Bianca aspetta una nuova risposta dall'Iran in un negoziato che - come spiegano 3 fonti al New York Times - rischia di ripartire da una casella più arretrata. Secondo uno dei funzionari interpellati dal quotidiano, Trump vorrebbe accelerare i negoziati mettendo maggiore pressione sulla controparte ma deve fare i conti con la complessa gerarchia iraniana. 

L'approvazione finale, a Teheran, spetta alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei: arrivare al leader richiede tempo e ogni modifica al memorandum d'intesa, che rappresenta la base dell'accordo, inevitabilmente dilata i tempi delle trattative. Dopo il rilancio di Trump, in ogni caso, l'Iran cercherà di introdurre nuovi emendamenti alla bozza di accordo, come riferisce l'agenzia di stampa Tasnim. 

 

Trump, in base alle informazioni raccolte da Axios, vorrebbe rendere più dettagliate le disposizioni relative alla gestione delle scorte di uranio arricchito al 60% ancora in possesso di Teheran e alle modalità di riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo. La bozza dell'accordo prevede attualmente l'impegno iraniano a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari e un periodo di 60 giorni: in questo periodo, i due paesi dovrebbero negoziare gli obblighi nucleari di Teheran e il destino del materiale fissile accumulato. 

Il presidente americano - riferisce una fonte - intende inserire indicazioni più precise sui tempi e sulle modalità con cui gli Stati Uniti acquisirebbero tale materiale. "L'unica garanzia che devo avere è che non ci saranno armi nucleari. Loro hanno accettato questo", la certezza espressa da Trump a Fox News. "Inizialmente avevano detto: 'Non svilupperemo un'arma nucleare'. Io ho risposto: 'Bene, ma cosa succede se comprate un’arma nucleare?'. Così ora il testo dice: 'Non svilupperemo né acquisteremo in alcun modo un'arma militare nucleare'. È una grande differenza - ha affermato Trump - Sono negoziatori molto tosti e ci vuole molto tempo, ma io non ho fretta". La Casa Bianca continua comunque a dirsi fiduciosa sulla conclusione dell’intesa: "Ci sarà un accordo", la posizione espressa da un alto funzionario: la finalizzazione potrebbe richiedere da pochi giorni a oltre una settimana. 

 

"I colloqui e lo scambio di messaggi" con gli Stati Uniti "sono in corso, e finché non produrranno un risultato concreto, non è possibile giudicarli", ha detto alla tv di Stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, aggiungendo: "Tutto ciò che viene detto in questa fase è speculazione e non si dovrebbe dare troppa importanza". Da Teheran, però, arrivano le parole di diversi pesi massimi. Ai toni distensivi di Araghchi hanno fa contraltare quelli di Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento. "Non approveremo alcun accordo finché non saremo certi di aver garantito i diritti del popolo iraniano", ha detto. "Coloro che si occupano di diplomazia non hanno fiducia nelle parole o nelle promesse degli Stati Uniti", ha proseguito Ghalibaf, evidenziando che le eventuali modifiche al piano di sviluppo del Paese saranno esaminate da commissioni parlamentari specializzate, con particolare attenzione alla ricostruzione dopo i danni della guerra. 

 

In un quadro a dir poco articolato, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avrebbe presentato una lettera di dimissioni a Mojtaba Khamenei, come ha rivelato una fonte a Iran International, sito dell'opposizione iraniana con sede a Londra. Le news sono state subito smentite dal governo di Teheran, che ha accusato "i media bugiardi". Nella lettera inviata nella giornata di domenica, Pezeshkian avrebbe scritto che il presidente e il governo sono stati di fatto esclusi dai processi decisionali più importanti e vitali del Paese: il vuoto creato da questa situazione ha permesso alle fazioni intransigenti all'interno del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica di prendere il controllo della situazione. 

Pezeshkian avrebbe aggiunto che in tali circostanze non è in grado di guidare il governo e di adempiere alle sue responsabilità, e per questo motivo avrebbe chiesto di dimettersi immediatamente. Non è ancora chiaro, prosegue Iran International, se Khamenei accetterà le dimissioni del presidente, ma il contenuto della lettera indica una frattura profonda e senza precedenti ai massimi livelli di potere. 

Teheran cercherà di introdurre nuovi emendamenti alla bozza di accordo con gli Stati Uniti. Lo rende noto l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina alle Guardie Rivoluzionarie, citando una "fonte a conoscenza dei dettagli". Secondo l'agenzia, la decisione di Teheran sarebbe stata presa dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha apportato per primo modifiche al testo proposto. 

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Categoria: internazionale/esteri

22:58

Roland Garros, caos e fair play tra Fonseca e Ruud: cos'è successo

(Adnkronos) - Caos e fair play al Roland Garros 2026 tra Casper Ruud e Joao Fonseca. Oggi, domenica 31 maggio, il tennista norvegese ha sfidato il brasiliano negli ottavi dello Slam di Parigi, in una partita estremamente tirata e che, nel secondo set, ha vissuto momenti concitati. Arrivati al tie break infatti, si sono verificati due 'gialli' legati a colpi chiamati prima dentro e poi fuori. Chiamate però che si sono rivelate sbagliate. 

Sul punteggio di 8-7 per Ruud, uno spettatore ha chiamato "out" un dritto di Fonseca, urlando direttamente dalle tribune del Philippe-Chatrier. Il norvegese si è quindi fermato chiedendo l'out, ma dopo il controllo della giudice di sedia la palla si è confermata in campo e così il punto è stato assegnato al brasiliano. 

Poco più tardi lo stesso Ruud è stato auture di un vero e proprio gesto di fair play. Su un colpo profondo di Fonseca arriva la chiamata della giudice di linea, che sentenzia l'out. Il norvegese però alza la mano per indicare che il realtà la pallina è in campo, come confermato anche dal segno, e così il punto viene rigiocato, con Fonseca che riesce a conquistare tie break e secondo set. 

 

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Categoria: sport

22:20

Chi dorme troppo (o troppo poco) 'invecchia prima', lo studio

(Adnkronos) - Dormire troppo poco può, alla lunga, far male alla salute. Ma anche dormire troppo può diventare dannoso e accelerare i processi di invecchiamento di quasi tutti gli organi. Quanto deve durare il sonno ideale? Non meno di 6 ore e mezza, non più di 8 ore. E' la linea tracciata da un nuovo studio che si concentra sul sonno e sugli effetti degli eccessi, in un senso o nell'altro. La ricerca degli scienziati della Columbia University pubblicata a maggio su Nature parte da un dato incontestabile: le ore di sonno necessarie per ogni persona variano in base a fattori genetici, ambiente, stile di vita. Qualcuno ha bisogno di 6 ore, ad altri ne servono 9. 

 

L'optimum oscilla tra 6,4 e 7,8 ore: tra meno di 6 ore e mezza e quasi 8 ore. Chi riposa secondo questi parametri vanta un funzionamento migliore del sistema immunitario, del cervello e del cuore in base alle analisi compiute a livello molecolare. Gli scienziati che hanno sviluppato lo studio hanno utilizzato elaborati modelli statistici per determinare se il sonno eccessivo o scarso siano associati a variazioni molecolari coerenti con processi di invecchiamento più rapidi. 

La ricerca, tra l'altro, ha evidenziato che le donne sembrano aver bisogno di un po' più di sonno rispetto agli uomini per funzionare al meglio: in base allo studio, gli uomini sembravano ottenere risultati migliori con una media di 7,7 ore di sonno, mentre il cervello delle donne invecchiava meno con 7,82 ore a notte. La differenza, secondo gli scienziati, potrebbe dipendere da fattori ormonali o fisiologici, oltre che da elementi 'sociali'. Tra i dati a sorpresa, spicca quello secondo cui dormire più di 8 ore sia associato a un invecchiamento più rapido del corpo, senza però la dimostrazione dell'esistenza consolidata di un rapporto causa-effetto. Per gli autori dello studio, condizioni di salute precarie pre-esistenti potrebbero indurre le persone a dormire più a lungo. 

La durata ideale del sonno:  

- Minimo assoluto: 6,5 ore 

- Massimo consigliato: 8 ore 

- Uomini (ottimo biologico): 7,7 ore 

- Donne (ottimo biologico): 7,82 ore 

"Considererei questo studio come una linea guida", ha affermato Junhao Wen, professore associato di radiologia alla Columbia University e autore principale della ricerca. "Il punto chiave è dormire regolarmente, circa 6-8 ore al giorno. Sappiamo che questo fa bene alla salute generale". Il professore è partito da uno studio 'autobiografico': "Ho il sonno leggero e sono un po' preoccupato per la qualità del mio riposo notturno", ha detto al Washington Post. 

La ricerca, quindi, si è sviluppata nel laboratorio della Columbia che utilizza dati biomedicali e fa ricorso al machine learning per determinare l'età biologica di ogni organo. Gli scienziati hanno utilizzato i dati relativi a 500mila persone raccolti da UK Biobank, il database biomedico del Regno Unito. "L'ipotesi - secondo Wen - è che i vari organi, anche all'interno dello stesso corpo, invecchino a velocità diverse". 

Per quasi tutti gli organi, un eccesso o una carenza di sonno sono stati associati a un invecchiamento più rapido. In passato, altri studi hanno evidenziato che potrebbe esistere una durate ottimale del sonno abbinata al miglioramento delle funzioni del sistema nervoso, del sistema circolatorio, del sistema endocrino e di altri organi. "In generale, questa durata ottimale del sonno si aggira intorno alle 6,5-7,5 ore", ha affermato Marie-Pierre St-Onge, professoressa di medicina nutrizionale e direttrice del Centro di Eccellenza per la Ricerca sul Sonno e i Ritmi Circadiani presso la Columbia University. 

Lo studio ha alcuni limiti sottolineati dagli stessi autori. I dati della UK Biobank riguardano soprattutto a persone di origine europea, sono necessarie ulteriori ricerche che coinvolgano persone di origine asiatica e africana. Le indicazioni relative alla 'durata ideale' del sonno non vanno intese come una prescrizione generale: il quadro varia da persona a persona. Per tutti, in linea di massima, valgono suggerimenti improntati al buon senso: si consiglia, ad esempio, di non utilizzare lo smartphone poco prima di andare a dormire. 

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Categoria: cronaca

21:20

Speleologo bloccato a 120 metri di profondità in Piemonte, soccorsi in azione

(Adnkronos) - Uno speleologo è rimasto bloccato nella grotta dei Cinghiali Volanti, nel comune di Garessio, in provincia di Cuneo. In azione il soccorso alpino e speleologico piemontese: l'allarme è stato lanciato intorno alle 17 e l'uomo sarebbe bloccato a circa 120 metri di profondita probabilmente da una roccia. Sono stati attivati i soccorritori delle delegazioni piemontese, ligure e lombarda e la commissione medica e dei disostruttori. 

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Categoria: cronaca

21:01

Alcaraz, vacanze dopo infortunio: lo spagnolo 'paparazzato' in Portogallo

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz 'spensierato' dopo infortunio... e la sconfitta di Jannik Sinner al Roland Garros 2026. Il tennista spagnolo è stato costretto a saltare lo Slam di Parigi, dopo il Masters 1000 di Madrid e gli Internazionali d'Italia, e non ci sarà nemmeno al prossimo Wimbledon, a causa del problema al polso accusato a Barcellona. 

Il media spagnolo SIC Noticias ha postato un video che ritrae Alcaraz in spiaggia insieme a un gruppo di amici, mentre gioca a calcio. Lo spagnolo, secondo quanto riportato, è stato 'paparazzato' a Praia do Pego, in Portogallo, in compagnia di un gruppo di amici, mentre sembrava godersi quindi lo stop forzato dai campi. 

Alla mano è ancora vistoso il tutore utilizzato per immobilizzare il polso e guarire più rapidamente dall'infortunio. 

 

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Categoria: sport

20:59

La banana di Cattelan sparisce ancora, rubata dal museo Pompidou-Metz in Francia

(Adnkronos) - La banana di Cattelan è stata rubata. Nuovo colpo di scena attorno a Comedian, la celebre e controversa opera dell'artista padovano Maurizio Cattelan, composta da una banana fissata al muro con del nastro adesivo. Il Museo Pompidou-Metz, nell'est della Francia, ha denunciato alle autorità il furto del frutto, elemento centrale dell'installazione artistica valutata milioni di dollari. La scomparsa è stata scoperta sabato da un addetto alla sorveglianza. Oggi il museo, sede distaccata del celebre Centro Pompidou di Parigi, ha annunciato di aver sporto denuncia contro ignoti per furto. Nel frattempo, la banana è stata prontamente sostituita. 

Non è la prima volta che l'opera finisce al centro di episodi simili. La natura stessa di Comedian prevede infatti la sostituzione del frutto ogni tre giorni, per preservarne l'aspetto e il significato concettuale. Nel luglio dello scorso anno un visitatore aveva addirittura mangiato la banana esposta. In quell'occasione il personale del museo era intervenuto rapidamente sostituendola senza conseguenze legali. Con la consueta ironia, Cattelan aveva commentato l'accaduto dichiarandosi deluso dal fatto che il visitatore avesse mangiato soltanto la banana e non anche il nastro adesivo che la teneva fissata alla parete. Questa volta, però, il museo ha scelto una linea diversa. "Non essendo stato identificato il responsabile, non esiste alcuna possibilità di dialogo", hanno spiegato i dirigenti dell'istituzione culturale, sottolineando come si tratti del secondo episodio analogo e di una questione legata al rispetto dell'opera. 

Presentata per la prima volta ad Art Basel Miami Beach nel 2019 con un prezzo iniziale di 120 mila dollari, Comedian è diventata uno dei simboli dell'arte contemporanea più provocatoria. L'opera intende interrogare il pubblico sul concetto stesso di arte e sul valore attribuito agli oggetti artistici. La notorietà dell'installazione è cresciuta proprio grazie a episodi clamorosi. Durante la sua prima esposizione a Miami, il performer David Datuna mangiò la banana davanti ai visitatori, sostenendo semplicemente di avere fame. L'interesse del mercato, tuttavia, non si è mai attenuato. Nel 2024 l'imprenditore delle criptovalute Justin Sun ha acquistato una versione dell'opera per 5,2 milioni di dollari e, pochi giorni dopo, ha consumato la banana davanti alle telecamere a Hong Kong. 

Maurizio Cattelan è noto anche per altre opere provocatorie, tra cui "America", il celebre water funzionante in oro massiccio a 18 carati. L'opera era stata offerta simbolicamente all'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il suo primo mandato alla Casa Bianca. 

Proprio "America" è stata al centro di un clamoroso furto nel Regno Unito nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2019. Nel marzo scorso un tribunale britannico ha riconosciuto colpevoli due uomini accusati di aver sottratto il prezioso gabinetto durante una mostra allestita in una storica residenza del XVIII secolo, luogo di nascita dell'ex primo ministro Winston Churchill, a Blenheim Palace. L'opera venne smontata e fusa in più parti; l'oro non è mai stato recuperato. 

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Categoria: cultura

20:12

Cavalli in fuga a Roma, 4 vigili urbani fuori dalla parata del 2 giugno

(Adnkronos) - A quanto apprende l'Adnkronos, è stata decisa la sostituzione di 4 agenti della polizia locale di Roma Capitale, che quindi non parteciperanno alla parata del 2 giugno. I vigili urbani sarebbero tutti coinvolti nell'accensione dei fuochi d'artificio che hanno provocato la fuga dei cavalli, avvenuta la notte fra il 29 e il 30 maggio. 

"I fatti della scorsa notte ci sono piovuti addosso come uno tsunami. Capisco perfettamente il vostro stato d'animo, che da due giorni è anche il mio. Ma quello che vi voglio dire è che voi, parte sana del corpo, non dovete preoccuparvi di nulla. Anzi: dovete lavorare e continuare a lavorare a testa alta e con orgoglio. Perché voi siete l'orgoglio del corpo, della città tutta, il mio orgoglio e quello anche dell'amministrazione", le parole del comandante della polizia locale di Roma Capitale Mario De Sclavis, nel suo messaggio trasmesse via radio, nel pomeriggio di oggi, agli agenti del corpo. 

"Pertanto, non vi curate di ciò che è successo. Quello sarà compito mio: voi siete al riparo di tutto, lavorate in piena serenità e a testa alta. E dimostrate, ancora una volta, quello che sapete fare, quanto siete bravi, ciò e chi rappresentate. Andatene orgogliosi e lavorate tranquillamente a testa alta. Grazie a tutti, con tutto il cuore", ha poi concluso il comandante. 

"Ricordo che i cavalli all'improvviso si sono spaventati. Anche il mio cavallo mentre ero in sella: ho perso l'equilibrio, poi non ricordo più nulla. Mi sono svegliata direttamente in ospedale", sono le parole, rilasciate in esclusiva al Tg1, di Emanuela Nardelli, la poliziotta che fa parte della squadra a cavallo Trastevere rimasta ferita durante la fuga degli animali. 

"Mi sto riprendendo piano piano. Ho un po' di dolori - prosegue l'agente - spero di riprendermi al più presto per tornare a montare a cavallo. Appena sveglia ho chiesto se potessi partecipare al 2 giugno però, in queste condizioni, non mi sembra il caso". 

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Categoria: cronaca

19:43

Roland Garros, Fonseca ai quarti: Ruud battuto in quattro set

(Adnkronos) - Joao Fonseca vola ai quarti del Roland Garros 2026. Oggi, domenica 31 maggio, il brasiliano ha battuto Casper Ruud negli ottavi di finale dello Slam di Parigi, imponendosi in quattro set con il punteggio di 7-5, 7-6 (10-8), 5-7, 6-2. Il brasiliano, che veniva dalla super vittoria in rimonta contro Djokovic, approda così per la prima volta, a 19 anni, ai quarti di uno Slam, dove troverà il ceco Jakub Mensik, vincente contro Andrej Rublev in cinque set. 

 

Domani in campo, per un posto ai quarti, Cobolli, Berrettini e Arnaldi. 

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Categoria: sport

19:05

Libano, Israele conquista la fortezza di Beaufort. Netanyahu: "E' una svolta"

(Adnkronos) - Israele prende il controllo della della fortezza medievale di Beaufort, nel sud del Libano. La conquista della fortezza rappresenta una "svolta drammatica" nella campagna contro Hezbollah, afferma il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un videomessaggio, commentando la presa dello strategico sito medievale da parte delle forze di difesa (Idf). "Oggi siamo tornati a Beaufort in modo diverso. Siamo tornati uniti, determinati e più forti che mai", dice Netanyahu, aggiungendo che "la conquista di Beaufort è una tappa drammatica e una svolta drammatica nella politica che stiamo portando avanti". Secondo il primo ministro, Israele ha ormai "spezzato la barriera della paura" e sta riprendendo l’iniziativa: "Stiamo operando su tutti i fronti: in Siria, a Gaza e in Libano". 

"Siamo tornati a Beaufort più forti che mai. Dall'inizio dell'Operazione Spade di Ferro abbiamo eliminato 8.000 terroristi di Hezbollah, dall'Operazione Ruggito del Leone ne abbiamo eliminati 3.000 e solo nell'ultimo mese 700. Ho dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane di ampliare la manovra in Libano", aggiunge Netanyahu, affermando che "le nostre forze hanno attraversato il fiume Litani, hanno conquistato posizioni strategiche. Hanno preso il controllo della cresta di Beaufort. Ripristineremo la sicurezza per gli abitanti del nord, così come abbiamo fatto per gli abitanti del sud. Ci vorrà del tempo, ma porteremo a termine la missione". 

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà una riunione d'emergenza domani per discutere l'intensificarsi dell'offensiva israeliana, riferiscono fonti diplomatiche all'Afp. L'incontro è stato richiesto dalla Francia e si terrà immediatamente dopo una riunione d'emergenza sull'incidente che ha coinvolto il drone russo che si è schiantato nella notte fra giovedì e venerdì scorso contro un condominio rumeno, prevista per le 15 ora locale, secondo quanto riferito dalle fonti. 

 

L'operazione annunciata da Israele rappresenta già uno dei momenti più simbolici del conflitto. Nota anche come Qal'at ash-Shaqif, la fortezza quasi millenaria domina dall'alto le alture del Libano meridionale. Beaufort, il cui nome in francese significa 'bella fortezza', è una struttura crociata risalente al XII secolo, costruita intorno al 1139 nei pressi del villaggio di Arnoun, nella provincia di Nabatiye. Il sito sorge a circa 700-717 metri di altitudine su una collina scoscesa di roccia basaltica e offre una vista panoramica che spazia su gran parte del sud del Libano, sulla valle del fiume Litani e fino al nord di Israele, nella regione dell'Alta Galilea. Nel corso dei secoli passò sotto il controllo di Mamelucchi e Ottomani. 

Oltre al valore storico e architettonico, Beaufort è ancora oggi uno snodo strategico nel cuore delle aree di conflitto. La sua posizione dominante la rende infatti adatta all'osservazione, al controllo del territorio e alla direzione del fuoco, tanto da essere considerata uno dei rari casi di fortezza medievale che conserva utilità militare anche nell'era dei missili e dei droni. Il castello ha avuto un ruolo centrale nei conflitti israelo-libanesi: prima del 1982 era utilizzato dalle forze palestinesi come postazione per colpire il nord di Israele; durante la guerra del Libano del 1982 venne conquistato all'inizio dell'operazione "Pace in Galilea", con un assalto notturno particolarmente duro e sanguinoso condotto in prima linea dall'unità di ricognizione della brigata Golani. 

Israele mantenne il controllo del sito per 18 anni, fino al ritiro unilaterale dal Libano meridionale dell maggio 2000, quando le strutture militari vennero fatte esplodere. Oggi Beaufort torna a essere un punto di forte valore militare e simbolico nello scontro tra Israele ed Hezbollah. Per gli israeliani rappresenta sia la necessità di controllare le alture considerate una minaccia per il nord del Paese, sia il ricordo delle perdite del 1982 e del ritiro del 2000, tanto da essere diventato anche il titolo di un celebre film israeliano. Per libanesi, palestinesi ed Hezbollah, invece, il castello è un simbolo di resistenza e di continuità storica nella difesa del territorio. Il sito resta inoltre un importante patrimonio culturale, e le operazioni militari avevano, nei mesi scorsi, fatto sorgere preoccupazioni per possibili danni alla struttura. 

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Categoria: internazionale/esteri

18:48

Consolato Usa a Milano, operai sfruttati in cantiere: il manager della Caddell fermato in aeroporto a Bergamo

(Adnkronos) - Ulas Demir, manager alla branca italiana della Caddell Construction, la società incaricata della costruzione del nuovo consolato americano a Milano, è stato fermato dai carabinieri del Nil di Milano all'aeroporto bergamasco di Orio al Serio mentre tentava di imbarcarsi insieme alla sua famiglia su un volo diretto in Turchia. Il 47enne è accusato di caporalato, con l'aggravante che i lavoratori sfruttati sono più di tre - sarebbero almeno una trentina - e dall'aver minacciato i lavoratori di "essere rispediti in India" in caso di mancata accettazione delle condizioni di lavoro. 

L'uomo è stato fermato in virtù del pericolo di fuga, definito "concreto, reale e imminente" dalla procura di Milano: nel provvedimento di fermo viene anche riportata una intercettazione telefonica del 29 maggio scorso, giorno in cui Demir scopre di essere indagato, in cui il manager manifesta la volontà di fuggire. Volontà che, il giorno dopo, lo porta ad acquistare i biglietti aerei. La Caddell Construction e la realizzazione del consolato Usa sono al centro di una indagine dei pm milanesi Paolo Storari e Mauro Clerici, che indagano sullo sfruttamento di operai indiani utilizzati per la realizzazione del complesso. 

 

Dalle testimonianze degli operai edili, emerge "in maniera piuttosto semplice e lineare nella sua drammaticità, un meccanismo criminale ricorrente che inizia ben prima dell'arrivo in cantiere", afferma la procura, che ha disposto il controllo giudiziario per l'impresa di costruzione Caddell. 

Secondo il provvedimento d'urgenza firmato dai pubblici ministeri, i lavoratori vengono agganciati nel loro paese d'origine, l’India, da intermediari "senza scrupoli" che promettono "stipendi dignitosi sfruttando il loro stato di necessità". Per poter partire, a tutti i lavoratori sentiti nell'inchiesta viene chiesto il pagamento di circa 5000 euro (500 mila rupie) per ottenere il visto per soggiorno da lavoro e la garanzia stessa del lavoro "e, spesso, per poter pagare tale 'pizzo' gli stessi operai e le loro le famiglie si indebitano pesantemente". Una volta arrivati in Italia, gli operai scoprono le false promesse "e il debito contratto diventa una catena dato che il 'caporale di cantiere' trattiene gran parte del salario (già misero) con la scusa dell’alloggio (500 euro, ndr) e del vitto (350-370 euro, ndr) e con la minaccia di licenziamento".  

Gli operai - quasi 400 impiegati nel 2025 di cui oltre 300 indiani - sono costretti a lavorare "con turni massacranti, senza sicurezza e sotto la costante minaccia di licenziamento e quindi di rientrare nel loro paese d’origine, se non sottostanno a condizioni lavorative degradanti e sottopagate, non potendosi nemmeno ribellare perché ricattabili e controllati". In cantiere 6 giorni su 7 con turni fino a 12 ore e una busta paga netta di circa 600 euro. In questa situazione "di para - schiavismo, difficile negare - scrivono i pubblici ministeri - che sussistono i presupposti di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro" da parte della società americana di costruzioni Caddell per la quale la Procura ha disposto il controllo giudiziario. 

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Categoria: cronaca

18:36

Ebola, caso sospetto a Cagliari: paziente in isolamento

(Adnkronos) - Sospetto caso di Ebola a Cagliari. Il ministero della Salute informa che sono in corso accertamenti su un paziente rientrato dal Congo che si trova ora a nel capoluogo sardo. Si tratta di un uomo originario della Repubblica democratica del Congo e residente a Cagliari. Dalla Asl della città spiegano che è rientrato dal paese africano dove era andato a trovare dei parenti e si è sentito male una volta tornato nell'Isola. Durante il viaggio ha superato i controlli standard perché è partito da Kinshasa ma ha fatto scalo a Il Cairo. Atterrando a Fiumicino risultava in arrivo dall’Egitto e si è poi imbarcato per Cagliari. Qui si è sentito male, con febbre alta, e ha chiamato il 118. Si è attivata subito la procedura d’emergenza e ora si trova in isolamento nel reparto Malattie infettive del Santissima Trinità. 

"Grazie al supporto della Protezione civile di Roma, e al coordinamento della Prefettura di Cagliari - spiegano dalla Asl - un elicottero militare atterrerà all'aeroporto di Elmas per prelevare i campioni". I risultati sono attesi nella mattinata di lunedì 1 giugno. "In caso di positività al test, si procederà con l'immediato trasferimento del paziente presso lo Spallanzani". 

Per ora il paziente si trova ricoverato nel reparto Malattie infettive dell’ospedale Santissima Trinità della città. Nell’ospedale di Is Mirrionis sono scattate tutte le procedure di tutela previste in questi casi, ma l’allarme è arrivato anche nel centro storico. A pochi passi dal Bastione le forze dell’ordine hanno transennato l’inizio di via Manno, non è ancora chiaro se sia l’abitazione del caso sospetto o un possibile contatto diretto del paziente. 

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Categoria: cronaca

18:11

Alta Velocità Roma-Napoli, problema tecnico e treni in ritardo

(Adnkronos) - Problema tecnico sulla linea dell'Alta Velocità Roma-Napoli Alta Velocità con ritardi per i treni. La circolazione ferroviaria è rallentata in prossimità di Caserta per un inconveniente alla linea, con il conseguente intervento dei tecnici di Rfi. Si registrano rallentamenti fino a 30 minuti. Alcuni treni Alta Velocità potranno essere instradati via convenzionale con un maggiore tempo di percorrenza fino a 60 minuti, come comunica Rfi. 

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Categoria: cronaca

17:39

Cancro al pancreas, un nuovo farmaco raddoppia il periodo di sopravvivenza: lo studio

(Adnkronos) - Una pillola, presa ogni giorno, può raddoppiare il periodo di sopravvivenza per i pazienti colpiti da cancro al pancreas. Sono i risultati di una sperimentazione che gli esperti definiscono "un gamechanger" nella lotta contro uno dei tumori più letali. Le terapie attuali mostrano un'efficacia ridotta. Per decenni, evidenziano il Guardian e il Washington Post, gli scienziati hanno cercato nuove soluzioni per una patologia che spesso viene diagnosticata in fase avanzata. Oltre la metà dei pazienti riceve la diagnosi quando la malattia si è già diffusa.  

Il nuovo farmaco, il daraxonrasib, potrebbe aprire la strada a una rivoluzione nelle terapie.. Nello studio condotto su 500 pazienti, tutti affetti da cancro al pancreas metastatico, la pillola ha raddoppiato il tempo di sopravvivenza, con minori effetti collaterali rispetto alla chemioterapia. I risultati sono stati presentati al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) a Chicago. Lo studio ha rilevato che i pazienti trattati con il farmaco sono sopravvissuti in media 13,2 mesi, rispetto ai 6,6-6,7 mesi dei pazienti sottoposti a chemioterapia. "Questi risultati sono rivoluzionari", ha detto la professoressa Rachna Shroff, primario di oncologia presso l'University of Arizona Cancer Center ed esperta di tumori gastrointestinali dell'ASCO. 

Il daraxonrasib agisce prendendo di mira la proteina Kras che alimenta quasi tutti i tumori al pancreas. Il farmaco lega le molecole tra loro per agganciare e bloccare la proteina, che fa parte della famiglia di geni Ras. Questi geni possono indurre le cellule tumorali a continuare a ricevere segnali di crescita e divisione: tale processo può portare alla crescita e alla diffusione del tumore. Oltre il 90% dei pazienti con la forma più comune di tumore al pancreas, l'adenocarcinoma duttale pancreatico, presenta una mutazione nel gene Kras. Questa variante è chiamata Ras G12 e determina un'iperattività della proteina Kras. 

Il Guardian, sulla base di informazioni raccolte a Chicago, evidenzia che poiché i geni Ras alimentano altri tipi di cancro, c'è speranza di ottenere scoperte anche in altri ambiti. Farmaci simili sono in fase di sperimentazione per il cancro ai polmoni e al colon. 

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Categoria: internazionale/esteri

17:10

Festival TV di Dogliani, Coripet ha consegnato a Domenico Iannacone il premio Ambiente

(Adnkronos) - Nella giornata conclusiva del Festival della TV Monica Pasquarelli, Consigliera d’Amministrazione di Coripet, ha consegnato al giornalista e conduttore Domenico Iannacone la seconda edizione del premio Ambiente istituito dal Consorzio. (FOTO) 

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Categoria: economia

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06:21

Iran-Usa, Teheran ha missili per una nuova guerra: lo scenario

(Adnkronos) - L'Iran potrebbe lanciare un numero rilevante di missili a lungo raggio contro Israele e altri Paesi del Medio Oriente, dopo aver rapidamente disseppellito i suoi arsenali sotterranei. E' il quadro che delinea la Cnn, sulla base di valutazioni di esperti, e che certifica i limiti della strategia offensiva attuata dagli Stati Uniti nella recente guerra. Donald Trump, ancora oggi, afferma che l'Iran abbia a disposizione solo un numero ridotto di missili e che non sia sostanzialmente in grado di produrne altri. Discorso analogo, secondo il presidente americano, si può fare per i droni. La situazione, mentre i negoziati per un accordo di pace non arrivano a dama, sarebbe molto diversa. 

Per settimane, gli attacchi americani e israeliani hanno limitato l'accesso dell'Iran ai suoi siti missilistici sotterranei distruggendo strade e seppellendo gli ingressi dei tunnel. Le immagini satellitari esaminate dalla Cnn mostrano come l'Iran abbia utilizzato semplici attrezzature come bulldozer e autocarri a cassone ribaltabile per contrastare quelle campagne, suggerendo che le capacità missilistiche di Teheran non possono essere distrutte semplicemente prendendo di mira gli ingressi dei tunnel. 

Se le ostilità dovessero riprendere, l'Iran sarebbe in grado di "continuare a lanciare missili finché avrà sistemi di lancio e personale, anche se la produzione si è fermata", ha dichiarato Sam Lair, ricercatore associato presso il James Martin Center for Nonproliferation Studies che analizza le capacità missilistiche dell'Iran. "Non c'è nulla che impedisca ai sistemi di lancio di essere armati con l'ampio arsenale di missili che gli iraniani hanno ancora". 

Secondo la Cnn, l'Iran ha ora sbloccato 50 dei 69 ingressi dei tunnel colpiti dagli Stati Uniti e da Israele in 18 strutture missilistiche sotterranee e ha riparato anche altro settori delle basi, comprese le strade che gli Stati Uniti e Israele avevano bombardato per impedire l'accesso alle zone di lancio. "L'esercito statunitense è bravo a ottenere successi tattici, e seppellire e sopprimere la forza missilistica iraniana ne è un ottimo esempio - ha osservato Lair -- Tuttavia, se ciò non è accompagnato da una serie di ragionevoli obiettivi strategici di guerra e da uno schema di vittoria realizzabile, può finire per essere un fallimento strategico". Il portavoce del Pentagono Sean Parnell non ha risposto alle domande della Cnn, limitandosi a ripetere una precedente dichiarazione secondo cui "l'esercito americano è il più potente del mondo e ha tutto ciò di cui ha bisogno per operare nel momento e nel luogo scelti dal presidente". 

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Categoria: internazionale/esteri

06:10

Cobolli-Svajda: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Flavio Cobolli torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro sfida l'americano Zachary Svajda - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Cobolli arriva all'appuntamento dopo aver eliminato Pellegrino, Wu e Tien, mentre Svajda ha superato Popyrin, Walton e Cerundolo. 

 

La sfida tra Cobolli e Svajda è in programma oggi, lunedì 13 maggio, alle ore 11 sul campo Philippe-Chatrier. I due tennisti si sono affrontati in un solo precedente, vinto dall'azzurro negli ottavi dell'Atp di Delray Beach. 

 

Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

 

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Categoria: sport

06:10

Arnaldi-Tiafoe: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Matteo Arnaldi torna protagonista al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro affronta l'americano Frances Tiafoe - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Arnaldi arriva all'appuntamento dopo aver eliminato Griekspoor, Tsitsipas e Collignon, mentre Tiafoe ha superato Spizzirri, Hurkacz e Faria. 

 

La sfida tra Arnaldi e Tiafoe è in programma oggi, lunedì 1 giugno, per le ore 17 circa, essendo fissato come quarta partita sul campo Lenglen. I due tennisti si sono incontrati in due precedenti, con il parziale fermo sull'1-1. Arnaldi ha vinto l'ultimo match agli ottavi del Masters 1000 di Madrid 2025. 

 

Arnaldi-Tiafoe, come tutte le partite del Roland Garros, sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match sarà quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.  

 

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Categoria: sport

06:09

Berrettini-Cerundolo: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Matteo Berrettini a caccia dei quarti al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro sfida l'argentino Juan Manuel Cerundolo - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Berrettini arriva al match dopo aver eliminato Fucsovics, Rinderknech e Comesana, mentre Cerundolo ha superato Fearnley, Sinner e Landaluce. 

 

La sfida tra Berrettini e Cerundolo è in programma oggi, lunedì 1 giugno, non prima delle ore 15, essendo fissato come terzo match sul campo Lenglen. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello di Parigi che sarà quindi il loro primo precedente. 

 

Berrettini-Cerundolo, come tutte le partite del Roland Garros, sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match sarà quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

 

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Categoria: sport

06:08

Marilyn Monroe, oggi i 100 anni della star del desiderio

(Adnkronos) - Cento anni di Marilyn Monroe. Il 1° giugno 1926 nasceva a Los Angeles Norma Jeane Mortenson. Oggi il mondo continua a chiamarla Marilyn Monroe. Non è soltanto il segno di un nome d’arte riuscito, ma la prova di un fenomeno rarissimo: la trasformazione di una persona in simbolo universale. Marilyn non appartiene più soltanto alla storia del cinema, né semplicemente alla cultura popolare del Novecento. Appartiene all’immaginario collettivo, a quella zona misteriosa in cui convivono desiderio, malinconia, bellezza e tragedia. Poche figure del secolo scorso hanno saputo incarnare così perfettamente le contraddizioni della modernità: l’innocenza e l’erotismo, la vulnerabilità e la potenza mediatica, la ricerca disperata d’amore e l’impossibilità di trovarlo. 

A cent’anni dalla nascita, Marilyn Monroe continua a essere ovunque. Nelle fotografie moltiplicate all’infinito, nelle citazioni artistiche, nei musei, nelle aste milionarie, nelle serie televisive, nei saggi femministi e nei social network. È una presenza permanente. Eppure, dietro quella celebrità assoluta, dietro il sorriso inclinato e lo sguardo lattiginoso che prometteva desiderio senza minaccia, resta il volto di una bambina abbandonata che non smise mai di chiedere protezione. 

 

La storia di Marilyn comincia infatti nella precarietà. Figlia di Gladys Monroe, cresciuta senza un padre riconosciuto - probabilmente Stanley Gifford, collega della madre presso la Consolidated Film Industries - Norma Jeane trascorse l’infanzia tra famiglie affidatarie, orfanotrofi e case temporanee. La madre, affetta da gravi disturbi psichici, venne ricoverata quando lei era ancora molto piccola. La futura diva imparò presto cosa significasse sentirsi di troppo, non appartenere a nessun luogo, vivere nella paura di essere nuovamente respinta. Molti anni più tardi, nelle interviste, avrebbe raccontato episodi traumatici, abusi, umiliazioni, la sensazione costante di essere invisibile. Non importa stabilire quanto, in quei racconti, vi fosse memoria precisa o ricostruzione emotiva: ciò che emergeva era un nucleo profondo di solitudine. Quella solitudine la accompagnò sempre, anche quando il mondo intero sembrava desiderarla. 

Nel 1942, appena sedicenne, sposò Jim Dougherty, giovane operaio destinato alla guerra nel Pacifico. Fu un matrimonio di protezione più che d’amore, un tentativo di trovare una stabilità che non aveva mai conosciuto. Due anni dopo, mentre il marito era al fronte, Norma Jeane lavorava in una fabbrica di paracadute. Fu lì che avvenne il primo miracolo della sua vita: un fotografo inviato per documentare il contributo femminile allo sforzo bellico notò quella ragazza dai capelli castani e dal sorriso luminoso. La macchina fotografica sembrò capire immediatamente ciò che Hollywood avrebbe compreso poco dopo: il volto di Norma Jeane possedeva qualcosa di irripetibile. 

Cominciò così la carriera di modella. La giovane imparò rapidamente a stare davanti all’obiettivo. Non era soltanto bella: aveva un’intelligenza istintiva dell’immagine. Sapeva come inclinare il viso, come suggerire vulnerabilità senza perdere seduzione, come trasformare la posa in racconto. I fotografi compresero che quella ragazza riusciva a oltrepassare la fissità della fotografia. Sembrava viva anche nell’immobilità. 

Nel 1946 arrivò il contratto con la 20th Century Fox. Fu allora che Norma Jeane diventò Marilyn Monroe. Un nuovo nome, capelli schiariti, una voce costruita come un soffio sensuale, una camminata oscillante destinata a entrare nella leggenda. Hollywood stava creando il proprio sogno biondo. 

Ma Marilyn non voleva essere soltanto un corpo da esibire. Dietro l’immagine della pin-up si nascondeva una fame autentica di cultura e riconoscimento artistico. Studiava recitazione, leggeva, frequentava corsi teatrali all’Actors Lab di Los Angeles. Era terrorizzata dall’idea di apparire stupida. La sua insicurezza culturale divenne una ferita costante. Chi la incontrava restava spesso sorpreso dalla distanza tra il personaggio pubblico e la donna reale: timida, ansiosa, vulnerabile, ossessionata dal bisogno di essere presa sul serio. 

I primi ruoli furono brevi apparizioni. Poi arrivarono due film fondamentali nel 1950: "Giungla d’asfalto" di John Huston e "Eva contro Eva" di Joseph L. Mankiewicz. Bastarono pochi minuti sullo schermo per renderla indimenticabile. In "Giungla d’asfalto" era Angela, amante sensuale e infantile di un avvocato corrotto; in "Eva contro Eva" interpretava una giovane attricetta inconsapevolmente comica. Hollywood aveva trovato la propria creatura perfetta: una donna capace di apparire contemporaneamente ingenua e pericolosa, candida e provocante. 

Negli anni successivi, però, Marilyn rischiò di diventare prigioniera della propria immagine. I produttori vedevano in lei soprattutto la “bionda svampita”, figura erotica rassicurante per l’America conservatrice degli anni Cinquanta. La sua sensualità non era aggressiva: sembrava infantile, accessibile, quasi smarrita. Fu questo l’elemento decisivo del suo successo. Marilyn permetteva agli uomini di desiderarla senza sentirsi minacciati, e alle donne di identificarvisi senza percepirla come distante. Era insieme dea e ragazza della porta accanto. 

Nel 1953 avvenne la consacrazione definitiva. "Niagara" la trasformò in una dark lady esplosiva e inquietante: l’abito rosso, la celebre camminata ripresa da dietro, il magnetismo quasi animalesco. Nello stesso anno uscirono "Gli uomini preferiscono le bionde" e "Come sposare un milionario", che fissarono per sempre il suo personaggio pubblico. In "Gli uomini preferiscono le bionde", accanto a Jane Russell, Marilyn raggiunse la perfezione comica. Lorelei Lee, cacciatrice di milionari tanto superficiale quanto lucidissima, era una caricatura intelligente dell’America consumista. Quando canta "Diamonds Are a Girl’s Best Friend", avvolta nel celebre abito rosa shocking, il cinema entra nella mitologia. 

Eppure, mentre il mondo rideva e si innamorava, Marilyn continuava a sentirsi inadeguata. Non sopportava la superficialità con cui gli studios la trattavano. Voleva ruoli drammatici, personaggi complessi, possibilità di crescita artistica. I conflitti con la Fox si fecero sempre più aspri. Nel frattempo, la sua vita privata diventava materiale da tabloid. 

 

Il matrimonio con Joe DiMaggio, leggenda del baseball americano, fu seguito come una favola nazionale. Lui introverso, silenzioso, tradizionale. Lei la donna più desiderata del pianeta. La relazione, però, si rivelò presto soffocante. L’episodio simbolo fu la celeberrima scena di "Quando la moglie è in vacanza" di Billy Wilder: Marilyn sopra la grata della metropolitana, la gonna bianca sollevata dal vento, la folla impazzita attorno al set. Quell’immagine - tra le più famose della storia del cinema - segnò anche la fine del matrimonio. DiMaggio visse quella spettacolarizzazione del corpo della moglie come un’umiliazione intollerabile. 

Nel 1955 prese una decisione rivoluzionaria: lasciò Hollywood e si trasferì a New York per studiare all’Actors Studio con Lee Strasberg. Fu un gesto coraggioso, quasi scandaloso per una star del suo livello. Marilyn voleva dimostrare di essere un’attrice autentica. Fondò anche una propria casa di produzione, sfidando il sistema degli studios. Per una donna degli anni Cinquanta era un atto di straordinaria indipendenza. 

Da quella fase nacque "Fermata d’autobus", probabilmente la sua interpretazione più sottovalutata. Nel personaggio della fragile cantante Chérie emergeva finalmente una dimensione nuova: malinconica, stanca, profondamente umana. François Truffaut scrisse che Marilyn possedeva qualcosa “tra Chaplin e James Dean”. Non era un’esagerazione. Come Chaplin, trasformava il dolore in grazia comica; come James Dean, emanava una vulnerabilità contemporanea, quasi autodistruttiva. 

In quegli anni conobbe Arthur Miller, il più importante drammaturgo americano del tempo. Il loro matrimonio sembrò l’unione impossibile tra intelligenza e sensualità, tra letteratura e cultura popolare. La stampa li inseguì con feroce curiosità. Molti ironizzavano sul fatto che un intellettuale raffinato potesse amare una diva considerata superficiale. In realtà, Miller vedeva in Marilyn una creatura molto più complessa di quanto il pubblico immaginasse. Ma anche quella relazione finì lentamente soffocata dalle incomprensioni, dalla depressione, dalla dipendenza da farmaci. 

Nel frattempo, sullo schermo, Marilyn raggiungeva il vertice assoluto della propria arte. "A qualcuno piace caldo" di Billy Wilder, nel 1959, resta una delle più grandi commedie della storia del cinema. La lavorazione fu infernale: ritardi, crisi di panico, amnesie, insicurezze. Eppure, davanti alla macchina da presa, Marilyn sembrava toccata da una forma misteriosa di perfezione. La sua Sugar Kane è insieme irresistibilmente comica e tragicamente fragile. Quando canta "I Wanna Be Loved by You", con quella voce sospesa tra innocenza e desiderio, il personaggio diventa il riassunto perfetto dell’intera sua esistenza: una donna che chiede amore mentre il mondo la trasforma in fantasia erotica. 

L’ultimo grande film fu "Gli spostati", scritto da Arthur Miller e diretto da John Huston. Un’opera crepuscolare, attraversata da un senso di fine imminente. Marilyn vi appare diversa: più vera, più vulnerabile, quasi consumata interiormente. Il bianco e nero di Russell Metty registra ogni ombra del suo volto come un documento emotivo. Sul set, l’attrice era ormai allo stremo. L’abuso di barbiturici e alcol, l’ansia cronica, la depressione, la paura di non essere più amata stavano devastando la sua vita. 

Dopo "Gli spostati", tutto precipitò. Il divorzio da Miller. Il ricovero in una clinica psichiatrica vissuto come un trauma. Il ritorno di Joe DiMaggio, che tentò di proteggerla. I rapporti chiacchierati con John Fitzgerald Kennedy e Robert Kennedy. Le assenze sul set di "Something’s Got to Give". E infine quella sera del 19 maggio 1962, al Madison Square Garden, quando Marilyn apparve davanti a migliaia di persone per cantare "Happy Birthday, Mr. President" a Kennedy. Avvolta in un abito color carne tempestato di cristalli, sembrava contemporaneamente una dea e un fantasma. Era già diventata leggenda mentre era ancora viva. 

 

Morì nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962, nella sua casa di Brentwood, a Los Angeles. Aveva trentasei anni. La causa ufficiale fu “probabile suicidio” per overdose di barbiturici, ma attorno alla sua morte nacquero immediatamente sospetti, teorie, ossessioni collettive. Ancora oggi, il mistero continua ad alimentare libri, documentari e congetture. 

Ma forse il vero enigma non riguarda la sua morte. Riguarda la sua permanenza. Perché Marilyn Monroe non è scomparsa insieme al suo tempo. Al contrario, sembra diventare più contemporanea con il passare dei decenni. Il maestro della Pop Art Andy Warhol la trasformò in icona seriale, riproducendone il volto come un prodotto industriale e insieme sacro. La cultura pop ne ha fatto un simbolo assoluto. Ma ogni generazione continua a ritrovare in lei qualcosa di diverso: l’emblema del desiderio maschile, la vittima del patriarcato hollywoodiano, la donna che cercò di emanciparsi dal proprio stereotipo, l’artista fragile divorata dalla fama. 

Forse il motivo della sua immortalità sta proprio nell’impossibilità di ridurla a una sola definizione. Marilyn era contemporaneamente autentica e costruita, intelligente e infantile, fortissima e fragilissima. Era una donna che aveva compreso il potere dell’immagine meglio di chiunque altro, ma che non riuscì mai a proteggersi da quel potere. Lo scrittore Truman Capote, che la conobbe davvero, scrisse di aver visto in lei “una bellissima bambina”. È probabilmente la descrizione più esatta. Dietro il mito, dietro la sensualità perfetta, dietro il sorriso da copertina, c’era una bambina che non smise mai di sentirsi abbandonata. (di Paolo Martini) 

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Categoria: spettacoli

00:02

Un minuto di allenamento può bastare? L'esercizio snack combatte il diabete, lo studio

(Adnkronos) - Un solo minuto di attività fisica, magari in ufficio, può aiutare le persone affette da diabete tipo 2 a stabilizzare il livello di zuccheri nel sangue. E' l'indicazione che arriva da un nuovo studio che si concentra sugli 'esercizi snack'. La ricerca ha coinvolto 31 persone tra uomini e donne affetti dalla patologia: i soggetti hanno svolto 4 brevi sessioni di attività fisica - appunto gli 'esercizi snack' - nell'arco di una giornata, al lavoro o a casa, producendo effetti positivi nel controllo della glicemia. 

Lo studio, condotto dal professor Jonathan Little dell'università del British Columbia e pubblicato nelle scorse settimane su Diabetologia, come evidenzia il Washington Post è uno dei primi ad analizzare i risultati prodotti dalle reali micro-sessioni, senza fermarsi alle simulazioni in laboratorio. I ricercatori si sono soffermati anche sull'impatto complessivo dei 4 minuti totali: l'effetto è stato definito "significativo" dal professor Little. 

In passato, altre ricerche hanno acceso i riflettori su brevissime sessioni di attività e sui loro effetti. Tali studi, però, si svolgevano nei laboratori, coinvolgendo soprattutto volontari senza patologie pregresse o studenti. Le condizioni, in sostanza, non rispecchiavano quelle riscontrabili quotidianamente nella vita reale. Il professor Little e i suoi colleghi hanno reclutato 31 adulti - uomini e donne - affetti da diabete tipo 2. Nessuna delle persone arruolate svolgeva attività fisica regolare. Il livello di zuccheri nel sangue è stato monitorato costantemente con appositi dispositivi, che hanno tenuto sotto controllo anche la frequenza cardiaca. 

Quali 'esercizi snack' sono stati inseriti nel programma? 

- corsa sul posto 

- squat 

- jumping jack (saltelli con braccia e gambe larghe) 

- passi laterali 

- step up con salita e discesa da un gradino elevato. 

Ogni persona arruolata nello studio ha completato 4 esercizi nell'arco di una giornata, con sessioni singole di almeno un minuto. Secondo i responsabili dello studio, sarebbe opportuno svolgere attività, entro un'ora dopo il pasto, ad un'intensità di livello 7 nella propria scala da 1-10. 

I volontari hanno seguito la tabella per 2 giorni. Poi, per altri 2 giorni non hanno svolto esercizi e non hanno variato il regime alimentare per tutto il periodo. Le analisi sui livelli di zucchero del sangue hanno evidenziato la differenza: risultati migliori nei giorni caratterizzati dagli exercise snack, con picchi glicemici più contenuti e più brevi dopo i pasti. Gli effetti, hanno sottolineato i ricercatori, pur essendo costanti non si sono rivelati di proporzioni rilevanti. Il dato, però, va letto in relazione all'impegno richiesto: tutti i partecipanti hanno definito la routine perfettamente gestibile. 

Questo studio ha esaminato solo gli effetti a breve termine e non mostra se il modello proposto con continuità avrebbe un impatto maggiore o più duraturo sulla glicemia. "Abbiamo dovuto fare delle scelte in qualche modo arbitrarie" riguardo alla durata e al numero delle sessioni, ha evidenziato Little. "Non pensiamo che ci sia nulla di magico in un minuto di esercizio preciso", o in quattro minuti al giorno. Settanta secondi alla volta - e non sessante - potrebbero essere meglio. Oppure cinque mini-allenamento al giorno e non quattro. "Trovate ciò che funziona per voi", ha detto il professore. Allo stesso tempo, hanno evidenziato gli esperti, gli esercizi snack non sono concepiti per sostituire un'attività fisica regolare e continuativa. 

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Categoria: salute

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Iran-Usa, Trump vuole modificare l'accordo: le nuove condizioni sul nucleare

(Adnkronos) - Donald Trump alza la posta. Il presidente degli Stati Uniti modifica i termini dell'accordo con l'Iran per porre fine alla guerra. Anche Teheran, ora, si prepara a introdurre novità. In un ping pong senza fine, la Casa Bianca aspetta una nuova risposta dall'Iran in un negoziato che - come spiegano 3 fonti al New York Times - rischia di ripartire da una casella più arretrata. Secondo uno dei funzionari interpellati dal quotidiano, Trump vorrebbe accelerare i negoziati mettendo maggiore pressione sulla controparte ma deve fare i conti con la complessa gerarchia iraniana. 

L'approvazione finale, a Teheran, spetta alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei: arrivare al leader richiede tempo e ogni modifica al memorandum d'intesa, che rappresenta la base dell'accordo, inevitabilmente dilata i tempi delle trattative. Dopo il rilancio di Trump, in ogni caso, l'Iran cercherà di introdurre nuovi emendamenti alla bozza di accordo, come riferisce l'agenzia di stampa Tasnim. 

 

Trump, in base alle informazioni raccolte da Axios, vorrebbe rendere più dettagliate le disposizioni relative alla gestione delle scorte di uranio arricchito al 60% ancora in possesso di Teheran e alle modalità di riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo. La bozza dell'accordo prevede attualmente l'impegno iraniano a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari e un periodo di 60 giorni: in questo periodo, i due paesi dovrebbero negoziare gli obblighi nucleari di Teheran e il destino del materiale fissile accumulato. 

Il presidente americano - riferisce una fonte - intende inserire indicazioni più precise sui tempi e sulle modalità con cui gli Stati Uniti acquisirebbero tale materiale. "L'unica garanzia che devo avere è che non ci saranno armi nucleari. Loro hanno accettato questo", la certezza espressa da Trump a Fox News. "Inizialmente avevano detto: 'Non svilupperemo un'arma nucleare'. Io ho risposto: 'Bene, ma cosa succede se comprate un’arma nucleare?'. Così ora il testo dice: 'Non svilupperemo né acquisteremo in alcun modo un'arma militare nucleare'. È una grande differenza - ha affermato Trump - Sono negoziatori molto tosti e ci vuole molto tempo, ma io non ho fretta". La Casa Bianca continua comunque a dirsi fiduciosa sulla conclusione dell’intesa: "Ci sarà un accordo", la posizione espressa da un alto funzionario: la finalizzazione potrebbe richiedere da pochi giorni a oltre una settimana. 

 

"I colloqui e lo scambio di messaggi" con gli Stati Uniti "sono in corso, e finché non produrranno un risultato concreto, non è possibile giudicarli", ha detto alla tv di Stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, aggiungendo: "Tutto ciò che viene detto in questa fase è speculazione e non si dovrebbe dare troppa importanza". Da Teheran, però, arrivano le parole di diversi pesi massimi. Ai toni distensivi di Araghchi hanno fa contraltare quelli di Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento. "Non approveremo alcun accordo finché non saremo certi di aver garantito i diritti del popolo iraniano", ha detto. "Coloro che si occupano di diplomazia non hanno fiducia nelle parole o nelle promesse degli Stati Uniti", ha proseguito Ghalibaf, evidenziando che le eventuali modifiche al piano di sviluppo del Paese saranno esaminate da commissioni parlamentari specializzate, con particolare attenzione alla ricostruzione dopo i danni della guerra. 

 

In un quadro a dir poco articolato, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avrebbe presentato una lettera di dimissioni a Mojtaba Khamenei, come ha rivelato una fonte a Iran International, sito dell'opposizione iraniana con sede a Londra. Le news sono state subito smentite dal governo di Teheran, che ha accusato "i media bugiardi". Nella lettera inviata nella giornata di domenica, Pezeshkian avrebbe scritto che il presidente e il governo sono stati di fatto esclusi dai processi decisionali più importanti e vitali del Paese: il vuoto creato da questa situazione ha permesso alle fazioni intransigenti all'interno del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica di prendere il controllo della situazione. 

Pezeshkian avrebbe aggiunto che in tali circostanze non è in grado di guidare il governo e di adempiere alle sue responsabilità, e per questo motivo avrebbe chiesto di dimettersi immediatamente. Non è ancora chiaro, prosegue Iran International, se Khamenei accetterà le dimissioni del presidente, ma il contenuto della lettera indica una frattura profonda e senza precedenti ai massimi livelli di potere. 

Teheran cercherà di introdurre nuovi emendamenti alla bozza di accordo con gli Stati Uniti. Lo rende noto l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina alle Guardie Rivoluzionarie, citando una "fonte a conoscenza dei dettagli". Secondo l'agenzia, la decisione di Teheran sarebbe stata presa dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha apportato per primo modifiche al testo proposto. 

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Categoria: internazionale/esteri

22:58

Roland Garros, caos e fair play tra Fonseca e Ruud: cos'è successo

(Adnkronos) - Caos e fair play al Roland Garros 2026 tra Casper Ruud e Joao Fonseca. Oggi, domenica 31 maggio, il tennista norvegese ha sfidato il brasiliano negli ottavi dello Slam di Parigi, in una partita estremamente tirata e che, nel secondo set, ha vissuto momenti concitati. Arrivati al tie break infatti, si sono verificati due 'gialli' legati a colpi chiamati prima dentro e poi fuori. Chiamate però che si sono rivelate sbagliate. 

Sul punteggio di 8-7 per Ruud, uno spettatore ha chiamato "out" un dritto di Fonseca, urlando direttamente dalle tribune del Philippe-Chatrier. Il norvegese si è quindi fermato chiedendo l'out, ma dopo il controllo della giudice di sedia la palla si è confermata in campo e così il punto è stato assegnato al brasiliano. 

Poco più tardi lo stesso Ruud è stato auture di un vero e proprio gesto di fair play. Su un colpo profondo di Fonseca arriva la chiamata della giudice di linea, che sentenzia l'out. Il norvegese però alza la mano per indicare che il realtà la pallina è in campo, come confermato anche dal segno, e così il punto viene rigiocato, con Fonseca che riesce a conquistare tie break e secondo set. 

 

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Categoria: sport

22:20

Chi dorme troppo (o troppo poco) 'invecchia prima', lo studio

(Adnkronos) - Dormire troppo poco può, alla lunga, far male alla salute. Ma anche dormire troppo può diventare dannoso e accelerare i processi di invecchiamento di quasi tutti gli organi. Quanto deve durare il sonno ideale? Non meno di 6 ore e mezza, non più di 8 ore. E' la linea tracciata da un nuovo studio che si concentra sul sonno e sugli effetti degli eccessi, in un senso o nell'altro. La ricerca degli scienziati della Columbia University pubblicata a maggio su Nature parte da un dato incontestabile: le ore di sonno necessarie per ogni persona variano in base a fattori genetici, ambiente, stile di vita. Qualcuno ha bisogno di 6 ore, ad altri ne servono 9. 

 

L'optimum oscilla tra 6,4 e 7,8 ore: tra meno di 6 ore e mezza e quasi 8 ore. Chi riposa secondo questi parametri vanta un funzionamento migliore del sistema immunitario, del cervello e del cuore in base alle analisi compiute a livello molecolare. Gli scienziati che hanno sviluppato lo studio hanno utilizzato elaborati modelli statistici per determinare se il sonno eccessivo o scarso siano associati a variazioni molecolari coerenti con processi di invecchiamento più rapidi. 

La ricerca, tra l'altro, ha evidenziato che le donne sembrano aver bisogno di un po' più di sonno rispetto agli uomini per funzionare al meglio: in base allo studio, gli uomini sembravano ottenere risultati migliori con una media di 7,7 ore di sonno, mentre il cervello delle donne invecchiava meno con 7,82 ore a notte. La differenza, secondo gli scienziati, potrebbe dipendere da fattori ormonali o fisiologici, oltre che da elementi 'sociali'. Tra i dati a sorpresa, spicca quello secondo cui dormire più di 8 ore sia associato a un invecchiamento più rapido del corpo, senza però la dimostrazione dell'esistenza consolidata di un rapporto causa-effetto. Per gli autori dello studio, condizioni di salute precarie pre-esistenti potrebbero indurre le persone a dormire più a lungo. 

La durata ideale del sonno:  

- Minimo assoluto: 6,5 ore 

- Massimo consigliato: 8 ore 

- Uomini (ottimo biologico): 7,7 ore 

- Donne (ottimo biologico): 7,82 ore 

"Considererei questo studio come una linea guida", ha affermato Junhao Wen, professore associato di radiologia alla Columbia University e autore principale della ricerca. "Il punto chiave è dormire regolarmente, circa 6-8 ore al giorno. Sappiamo che questo fa bene alla salute generale". Il professore è partito da uno studio 'autobiografico': "Ho il sonno leggero e sono un po' preoccupato per la qualità del mio riposo notturno", ha detto al Washington Post. 

La ricerca, quindi, si è sviluppata nel laboratorio della Columbia che utilizza dati biomedicali e fa ricorso al machine learning per determinare l'età biologica di ogni organo. Gli scienziati hanno utilizzato i dati relativi a 500mila persone raccolti da UK Biobank, il database biomedico del Regno Unito. "L'ipotesi - secondo Wen - è che i vari organi, anche all'interno dello stesso corpo, invecchino a velocità diverse". 

Per quasi tutti gli organi, un eccesso o una carenza di sonno sono stati associati a un invecchiamento più rapido. In passato, altri studi hanno evidenziato che potrebbe esistere una durate ottimale del sonno abbinata al miglioramento delle funzioni del sistema nervoso, del sistema circolatorio, del sistema endocrino e di altri organi. "In generale, questa durata ottimale del sonno si aggira intorno alle 6,5-7,5 ore", ha affermato Marie-Pierre St-Onge, professoressa di medicina nutrizionale e direttrice del Centro di Eccellenza per la Ricerca sul Sonno e i Ritmi Circadiani presso la Columbia University. 

Lo studio ha alcuni limiti sottolineati dagli stessi autori. I dati della UK Biobank riguardano soprattutto a persone di origine europea, sono necessarie ulteriori ricerche che coinvolgano persone di origine asiatica e africana. Le indicazioni relative alla 'durata ideale' del sonno non vanno intese come una prescrizione generale: il quadro varia da persona a persona. Per tutti, in linea di massima, valgono suggerimenti improntati al buon senso: si consiglia, ad esempio, di non utilizzare lo smartphone poco prima di andare a dormire. 

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Categoria: cronaca

21:20

Speleologo bloccato a 120 metri di profondità in Piemonte, soccorsi in azione

(Adnkronos) - Uno speleologo è rimasto bloccato nella grotta dei Cinghiali Volanti, nel comune di Garessio, in provincia di Cuneo. In azione il soccorso alpino e speleologico piemontese: l'allarme è stato lanciato intorno alle 17 e l'uomo sarebbe bloccato a circa 120 metri di profondita probabilmente da una roccia. Sono stati attivati i soccorritori delle delegazioni piemontese, ligure e lombarda e la commissione medica e dei disostruttori. 

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Categoria: cronaca

21:01

Alcaraz, vacanze dopo infortunio: lo spagnolo 'paparazzato' in Portogallo

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz 'spensierato' dopo infortunio... e la sconfitta di Jannik Sinner al Roland Garros 2026. Il tennista spagnolo è stato costretto a saltare lo Slam di Parigi, dopo il Masters 1000 di Madrid e gli Internazionali d'Italia, e non ci sarà nemmeno al prossimo Wimbledon, a causa del problema al polso accusato a Barcellona. 

Il media spagnolo SIC Noticias ha postato un video che ritrae Alcaraz in spiaggia insieme a un gruppo di amici, mentre gioca a calcio. Lo spagnolo, secondo quanto riportato, è stato 'paparazzato' a Praia do Pego, in Portogallo, in compagnia di un gruppo di amici, mentre sembrava godersi quindi lo stop forzato dai campi. 

Alla mano è ancora vistoso il tutore utilizzato per immobilizzare il polso e guarire più rapidamente dall'infortunio. 

 

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Categoria: sport

20:59

La banana di Cattelan sparisce ancora, rubata dal museo Pompidou-Metz in Francia

(Adnkronos) - La banana di Cattelan è stata rubata. Nuovo colpo di scena attorno a Comedian, la celebre e controversa opera dell'artista padovano Maurizio Cattelan, composta da una banana fissata al muro con del nastro adesivo. Il Museo Pompidou-Metz, nell'est della Francia, ha denunciato alle autorità il furto del frutto, elemento centrale dell'installazione artistica valutata milioni di dollari. La scomparsa è stata scoperta sabato da un addetto alla sorveglianza. Oggi il museo, sede distaccata del celebre Centro Pompidou di Parigi, ha annunciato di aver sporto denuncia contro ignoti per furto. Nel frattempo, la banana è stata prontamente sostituita. 

Non è la prima volta che l'opera finisce al centro di episodi simili. La natura stessa di Comedian prevede infatti la sostituzione del frutto ogni tre giorni, per preservarne l'aspetto e il significato concettuale. Nel luglio dello scorso anno un visitatore aveva addirittura mangiato la banana esposta. In quell'occasione il personale del museo era intervenuto rapidamente sostituendola senza conseguenze legali. Con la consueta ironia, Cattelan aveva commentato l'accaduto dichiarandosi deluso dal fatto che il visitatore avesse mangiato soltanto la banana e non anche il nastro adesivo che la teneva fissata alla parete. Questa volta, però, il museo ha scelto una linea diversa. "Non essendo stato identificato il responsabile, non esiste alcuna possibilità di dialogo", hanno spiegato i dirigenti dell'istituzione culturale, sottolineando come si tratti del secondo episodio analogo e di una questione legata al rispetto dell'opera. 

Presentata per la prima volta ad Art Basel Miami Beach nel 2019 con un prezzo iniziale di 120 mila dollari, Comedian è diventata uno dei simboli dell'arte contemporanea più provocatoria. L'opera intende interrogare il pubblico sul concetto stesso di arte e sul valore attribuito agli oggetti artistici. La notorietà dell'installazione è cresciuta proprio grazie a episodi clamorosi. Durante la sua prima esposizione a Miami, il performer David Datuna mangiò la banana davanti ai visitatori, sostenendo semplicemente di avere fame. L'interesse del mercato, tuttavia, non si è mai attenuato. Nel 2024 l'imprenditore delle criptovalute Justin Sun ha acquistato una versione dell'opera per 5,2 milioni di dollari e, pochi giorni dopo, ha consumato la banana davanti alle telecamere a Hong Kong. 

Maurizio Cattelan è noto anche per altre opere provocatorie, tra cui "America", il celebre water funzionante in oro massiccio a 18 carati. L'opera era stata offerta simbolicamente all'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il suo primo mandato alla Casa Bianca. 

Proprio "America" è stata al centro di un clamoroso furto nel Regno Unito nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2019. Nel marzo scorso un tribunale britannico ha riconosciuto colpevoli due uomini accusati di aver sottratto il prezioso gabinetto durante una mostra allestita in una storica residenza del XVIII secolo, luogo di nascita dell'ex primo ministro Winston Churchill, a Blenheim Palace. L'opera venne smontata e fusa in più parti; l'oro non è mai stato recuperato. 

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Categoria: cultura

20:12

Cavalli in fuga a Roma, 4 vigili urbani fuori dalla parata del 2 giugno

(Adnkronos) - A quanto apprende l'Adnkronos, è stata decisa la sostituzione di 4 agenti della polizia locale di Roma Capitale, che quindi non parteciperanno alla parata del 2 giugno. I vigili urbani sarebbero tutti coinvolti nell'accensione dei fuochi d'artificio che hanno provocato la fuga dei cavalli, avvenuta la notte fra il 29 e il 30 maggio. 

"I fatti della scorsa notte ci sono piovuti addosso come uno tsunami. Capisco perfettamente il vostro stato d'animo, che da due giorni è anche il mio. Ma quello che vi voglio dire è che voi, parte sana del corpo, non dovete preoccuparvi di nulla. Anzi: dovete lavorare e continuare a lavorare a testa alta e con orgoglio. Perché voi siete l'orgoglio del corpo, della città tutta, il mio orgoglio e quello anche dell'amministrazione", le parole del comandante della polizia locale di Roma Capitale Mario De Sclavis, nel suo messaggio trasmesse via radio, nel pomeriggio di oggi, agli agenti del corpo. 

"Pertanto, non vi curate di ciò che è successo. Quello sarà compito mio: voi siete al riparo di tutto, lavorate in piena serenità e a testa alta. E dimostrate, ancora una volta, quello che sapete fare, quanto siete bravi, ciò e chi rappresentate. Andatene orgogliosi e lavorate tranquillamente a testa alta. Grazie a tutti, con tutto il cuore", ha poi concluso il comandante. 

"Ricordo che i cavalli all'improvviso si sono spaventati. Anche il mio cavallo mentre ero in sella: ho perso l'equilibrio, poi non ricordo più nulla. Mi sono svegliata direttamente in ospedale", sono le parole, rilasciate in esclusiva al Tg1, di Emanuela Nardelli, la poliziotta che fa parte della squadra a cavallo Trastevere rimasta ferita durante la fuga degli animali. 

"Mi sto riprendendo piano piano. Ho un po' di dolori - prosegue l'agente - spero di riprendermi al più presto per tornare a montare a cavallo. Appena sveglia ho chiesto se potessi partecipare al 2 giugno però, in queste condizioni, non mi sembra il caso". 

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Categoria: cronaca

19:43

Roland Garros, Fonseca ai quarti: Ruud battuto in quattro set

(Adnkronos) - Joao Fonseca vola ai quarti del Roland Garros 2026. Oggi, domenica 31 maggio, il brasiliano ha battuto Casper Ruud negli ottavi di finale dello Slam di Parigi, imponendosi in quattro set con il punteggio di 7-5, 7-6 (10-8), 5-7, 6-2. Il brasiliano, che veniva dalla super vittoria in rimonta contro Djokovic, approda così per la prima volta, a 19 anni, ai quarti di uno Slam, dove troverà il ceco Jakub Mensik, vincente contro Andrej Rublev in cinque set. 

 

Domani in campo, per un posto ai quarti, Cobolli, Berrettini e Arnaldi. 

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Categoria: sport

19:05

Libano, Israele conquista la fortezza di Beaufort. Netanyahu: "E' una svolta"

(Adnkronos) - Israele prende il controllo della della fortezza medievale di Beaufort, nel sud del Libano. La conquista della fortezza rappresenta una "svolta drammatica" nella campagna contro Hezbollah, afferma il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un videomessaggio, commentando la presa dello strategico sito medievale da parte delle forze di difesa (Idf). "Oggi siamo tornati a Beaufort in modo diverso. Siamo tornati uniti, determinati e più forti che mai", dice Netanyahu, aggiungendo che "la conquista di Beaufort è una tappa drammatica e una svolta drammatica nella politica che stiamo portando avanti". Secondo il primo ministro, Israele ha ormai "spezzato la barriera della paura" e sta riprendendo l’iniziativa: "Stiamo operando su tutti i fronti: in Siria, a Gaza e in Libano". 

"Siamo tornati a Beaufort più forti che mai. Dall'inizio dell'Operazione Spade di Ferro abbiamo eliminato 8.000 terroristi di Hezbollah, dall'Operazione Ruggito del Leone ne abbiamo eliminati 3.000 e solo nell'ultimo mese 700. Ho dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane di ampliare la manovra in Libano", aggiunge Netanyahu, affermando che "le nostre forze hanno attraversato il fiume Litani, hanno conquistato posizioni strategiche. Hanno preso il controllo della cresta di Beaufort. Ripristineremo la sicurezza per gli abitanti del nord, così come abbiamo fatto per gli abitanti del sud. Ci vorrà del tempo, ma porteremo a termine la missione". 

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà una riunione d'emergenza domani per discutere l'intensificarsi dell'offensiva israeliana, riferiscono fonti diplomatiche all'Afp. L'incontro è stato richiesto dalla Francia e si terrà immediatamente dopo una riunione d'emergenza sull'incidente che ha coinvolto il drone russo che si è schiantato nella notte fra giovedì e venerdì scorso contro un condominio rumeno, prevista per le 15 ora locale, secondo quanto riferito dalle fonti. 

 

L'operazione annunciata da Israele rappresenta già uno dei momenti più simbolici del conflitto. Nota anche come Qal'at ash-Shaqif, la fortezza quasi millenaria domina dall'alto le alture del Libano meridionale. Beaufort, il cui nome in francese significa 'bella fortezza', è una struttura crociata risalente al XII secolo, costruita intorno al 1139 nei pressi del villaggio di Arnoun, nella provincia di Nabatiye. Il sito sorge a circa 700-717 metri di altitudine su una collina scoscesa di roccia basaltica e offre una vista panoramica che spazia su gran parte del sud del Libano, sulla valle del fiume Litani e fino al nord di Israele, nella regione dell'Alta Galilea. Nel corso dei secoli passò sotto il controllo di Mamelucchi e Ottomani. 

Oltre al valore storico e architettonico, Beaufort è ancora oggi uno snodo strategico nel cuore delle aree di conflitto. La sua posizione dominante la rende infatti adatta all'osservazione, al controllo del territorio e alla direzione del fuoco, tanto da essere considerata uno dei rari casi di fortezza medievale che conserva utilità militare anche nell'era dei missili e dei droni. Il castello ha avuto un ruolo centrale nei conflitti israelo-libanesi: prima del 1982 era utilizzato dalle forze palestinesi come postazione per colpire il nord di Israele; durante la guerra del Libano del 1982 venne conquistato all'inizio dell'operazione "Pace in Galilea", con un assalto notturno particolarmente duro e sanguinoso condotto in prima linea dall'unità di ricognizione della brigata Golani. 

Israele mantenne il controllo del sito per 18 anni, fino al ritiro unilaterale dal Libano meridionale dell maggio 2000, quando le strutture militari vennero fatte esplodere. Oggi Beaufort torna a essere un punto di forte valore militare e simbolico nello scontro tra Israele ed Hezbollah. Per gli israeliani rappresenta sia la necessità di controllare le alture considerate una minaccia per il nord del Paese, sia il ricordo delle perdite del 1982 e del ritiro del 2000, tanto da essere diventato anche il titolo di un celebre film israeliano. Per libanesi, palestinesi ed Hezbollah, invece, il castello è un simbolo di resistenza e di continuità storica nella difesa del territorio. Il sito resta inoltre un importante patrimonio culturale, e le operazioni militari avevano, nei mesi scorsi, fatto sorgere preoccupazioni per possibili danni alla struttura. 

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Categoria: internazionale/esteri

18:48

Consolato Usa a Milano, operai sfruttati in cantiere: il manager della Caddell fermato in aeroporto a Bergamo

(Adnkronos) - Ulas Demir, manager alla branca italiana della Caddell Construction, la società incaricata della costruzione del nuovo consolato americano a Milano, è stato fermato dai carabinieri del Nil di Milano all'aeroporto bergamasco di Orio al Serio mentre tentava di imbarcarsi insieme alla sua famiglia su un volo diretto in Turchia. Il 47enne è accusato di caporalato, con l'aggravante che i lavoratori sfruttati sono più di tre - sarebbero almeno una trentina - e dall'aver minacciato i lavoratori di "essere rispediti in India" in caso di mancata accettazione delle condizioni di lavoro. 

L'uomo è stato fermato in virtù del pericolo di fuga, definito "concreto, reale e imminente" dalla procura di Milano: nel provvedimento di fermo viene anche riportata una intercettazione telefonica del 29 maggio scorso, giorno in cui Demir scopre di essere indagato, in cui il manager manifesta la volontà di fuggire. Volontà che, il giorno dopo, lo porta ad acquistare i biglietti aerei. La Caddell Construction e la realizzazione del consolato Usa sono al centro di una indagine dei pm milanesi Paolo Storari e Mauro Clerici, che indagano sullo sfruttamento di operai indiani utilizzati per la realizzazione del complesso. 

 

Dalle testimonianze degli operai edili, emerge "in maniera piuttosto semplice e lineare nella sua drammaticità, un meccanismo criminale ricorrente che inizia ben prima dell'arrivo in cantiere", afferma la procura, che ha disposto il controllo giudiziario per l'impresa di costruzione Caddell. 

Secondo il provvedimento d'urgenza firmato dai pubblici ministeri, i lavoratori vengono agganciati nel loro paese d'origine, l’India, da intermediari "senza scrupoli" che promettono "stipendi dignitosi sfruttando il loro stato di necessità". Per poter partire, a tutti i lavoratori sentiti nell'inchiesta viene chiesto il pagamento di circa 5000 euro (500 mila rupie) per ottenere il visto per soggiorno da lavoro e la garanzia stessa del lavoro "e, spesso, per poter pagare tale 'pizzo' gli stessi operai e le loro le famiglie si indebitano pesantemente". Una volta arrivati in Italia, gli operai scoprono le false promesse "e il debito contratto diventa una catena dato che il 'caporale di cantiere' trattiene gran parte del salario (già misero) con la scusa dell’alloggio (500 euro, ndr) e del vitto (350-370 euro, ndr) e con la minaccia di licenziamento".  

Gli operai - quasi 400 impiegati nel 2025 di cui oltre 300 indiani - sono costretti a lavorare "con turni massacranti, senza sicurezza e sotto la costante minaccia di licenziamento e quindi di rientrare nel loro paese d’origine, se non sottostanno a condizioni lavorative degradanti e sottopagate, non potendosi nemmeno ribellare perché ricattabili e controllati". In cantiere 6 giorni su 7 con turni fino a 12 ore e una busta paga netta di circa 600 euro. In questa situazione "di para - schiavismo, difficile negare - scrivono i pubblici ministeri - che sussistono i presupposti di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro" da parte della società americana di costruzioni Caddell per la quale la Procura ha disposto il controllo giudiziario. 

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Categoria: cronaca

18:36

Ebola, caso sospetto a Cagliari: paziente in isolamento

(Adnkronos) - Sospetto caso di Ebola a Cagliari. Il ministero della Salute informa che sono in corso accertamenti su un paziente rientrato dal Congo che si trova ora a nel capoluogo sardo. Si tratta di un uomo originario della Repubblica democratica del Congo e residente a Cagliari. Dalla Asl della città spiegano che è rientrato dal paese africano dove era andato a trovare dei parenti e si è sentito male una volta tornato nell'Isola. Durante il viaggio ha superato i controlli standard perché è partito da Kinshasa ma ha fatto scalo a Il Cairo. Atterrando a Fiumicino risultava in arrivo dall’Egitto e si è poi imbarcato per Cagliari. Qui si è sentito male, con febbre alta, e ha chiamato il 118. Si è attivata subito la procedura d’emergenza e ora si trova in isolamento nel reparto Malattie infettive del Santissima Trinità. 

"Grazie al supporto della Protezione civile di Roma, e al coordinamento della Prefettura di Cagliari - spiegano dalla Asl - un elicottero militare atterrerà all'aeroporto di Elmas per prelevare i campioni". I risultati sono attesi nella mattinata di lunedì 1 giugno. "In caso di positività al test, si procederà con l'immediato trasferimento del paziente presso lo Spallanzani". 

Per ora il paziente si trova ricoverato nel reparto Malattie infettive dell’ospedale Santissima Trinità della città. Nell’ospedale di Is Mirrionis sono scattate tutte le procedure di tutela previste in questi casi, ma l’allarme è arrivato anche nel centro storico. A pochi passi dal Bastione le forze dell’ordine hanno transennato l’inizio di via Manno, non è ancora chiaro se sia l’abitazione del caso sospetto o un possibile contatto diretto del paziente. 

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Categoria: cronaca

18:11

Alta Velocità Roma-Napoli, problema tecnico e treni in ritardo

(Adnkronos) - Problema tecnico sulla linea dell'Alta Velocità Roma-Napoli Alta Velocità con ritardi per i treni. La circolazione ferroviaria è rallentata in prossimità di Caserta per un inconveniente alla linea, con il conseguente intervento dei tecnici di Rfi. Si registrano rallentamenti fino a 30 minuti. Alcuni treni Alta Velocità potranno essere instradati via convenzionale con un maggiore tempo di percorrenza fino a 60 minuti, come comunica Rfi. 

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Categoria: cronaca

17:39

Cancro al pancreas, un nuovo farmaco raddoppia il periodo di sopravvivenza: lo studio

(Adnkronos) - Una pillola, presa ogni giorno, può raddoppiare il periodo di sopravvivenza per i pazienti colpiti da cancro al pancreas. Sono i risultati di una sperimentazione che gli esperti definiscono "un gamechanger" nella lotta contro uno dei tumori più letali. Le terapie attuali mostrano un'efficacia ridotta. Per decenni, evidenziano il Guardian e il Washington Post, gli scienziati hanno cercato nuove soluzioni per una patologia che spesso viene diagnosticata in fase avanzata. Oltre la metà dei pazienti riceve la diagnosi quando la malattia si è già diffusa.  

Il nuovo farmaco, il daraxonrasib, potrebbe aprire la strada a una rivoluzione nelle terapie.. Nello studio condotto su 500 pazienti, tutti affetti da cancro al pancreas metastatico, la pillola ha raddoppiato il tempo di sopravvivenza, con minori effetti collaterali rispetto alla chemioterapia. I risultati sono stati presentati al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) a Chicago. Lo studio ha rilevato che i pazienti trattati con il farmaco sono sopravvissuti in media 13,2 mesi, rispetto ai 6,6-6,7 mesi dei pazienti sottoposti a chemioterapia. "Questi risultati sono rivoluzionari", ha detto la professoressa Rachna Shroff, primario di oncologia presso l'University of Arizona Cancer Center ed esperta di tumori gastrointestinali dell'ASCO. 

Il daraxonrasib agisce prendendo di mira la proteina Kras che alimenta quasi tutti i tumori al pancreas. Il farmaco lega le molecole tra loro per agganciare e bloccare la proteina, che fa parte della famiglia di geni Ras. Questi geni possono indurre le cellule tumorali a continuare a ricevere segnali di crescita e divisione: tale processo può portare alla crescita e alla diffusione del tumore. Oltre il 90% dei pazienti con la forma più comune di tumore al pancreas, l'adenocarcinoma duttale pancreatico, presenta una mutazione nel gene Kras. Questa variante è chiamata Ras G12 e determina un'iperattività della proteina Kras. 

Il Guardian, sulla base di informazioni raccolte a Chicago, evidenzia che poiché i geni Ras alimentano altri tipi di cancro, c'è speranza di ottenere scoperte anche in altri ambiti. Farmaci simili sono in fase di sperimentazione per il cancro ai polmoni e al colon. 

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Categoria: internazionale/esteri

17:10

Festival TV di Dogliani, Coripet ha consegnato a Domenico Iannacone il premio Ambiente

(Adnkronos) - Nella giornata conclusiva del Festival della TV Monica Pasquarelli, Consigliera d’Amministrazione di Coripet, ha consegnato al giornalista e conduttore Domenico Iannacone la seconda edizione del premio Ambiente istituito dal Consorzio. (FOTO) 

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Categoria: economia