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09:06

Terremoto in Calabria, notte di paura. Sindaco di Corigliano: "Forte ma nessun danno, circolano anche fake news"

(Adnkronos) - Nessun danno a persone o cose per la forte scossa di terremoto di magnitudo 6.2 che poco dopo la mezzanotte del 2 giugno ha colpito la Calabria e in gran parte del Sud Italia. Il sisma, registrato al largo della costa tirrenica calabrese, è stato avvertito distintamente da Cosenza a Reggio Calabria, spingendo molti cittadini a lasciare le proprie abitazioni per la paura. 

Dopo ore di verifiche e controlli, arrivano però notizie rassicuranti dai vigili del fuoco. Gli interventi effettuati hanno riguardato due aperture di porta nella provincia di Cosenza e verifiche tecniche su abitazioni civili a Catanzaro e Cittanova. Nessuna delle ispezioni ha evidenziato problemi strutturali o situazioni di pericolo. "Non sono state segnalate criticità rilevanti né danni a persone o strutture", fanno sapere i vigili del fuoco, sottolineando che non sono emerse problematiche statiche negli edifici controllati. La situazione, spiegano, resta sotto costante monitoraggio da parte delle strutture operative del Corpo nazionale. 

La scossa, localizzata a circa 250 chilometri di profondità, è stata percepita anche in Campania, Sicilia, Basilicata e Puglia, generando apprensione tra la popolazione ma senza conseguenze significative. 

“La doppia scossa di terremoto è sorta sul versante tirrenico, molto in profondità, ma è stata forte al punto di spaventare tanti concittadini che l’hanno chiaramente avvertita sul nostro versante ionico”, ha scritto sui social il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, confermando di essere in contatto costante con il distaccamento dei vigili del fuoco. Secondo il primo cittadino, al momento non risultano “segnalazioni importanti o gravi criticità, solo qualche allarme scattato e tanta paura”. 

Nel suo messaggio, il sindaco ha anche denunciato la circolazione di immagini false sui social: “Girano alcune foto di colonne crollate o altri danni importanti, mi sono recato sui posti accertandomi che siano false. Purtroppo gli imbecilli non mancano nemmeno in queste occasioni delicate e importanti”. 

"Stanotte abbiamo 'ballato' un tantino, ma non ci sono segnalazioni di danni a cose o persone", afferma all'Adnkronos, Vincenzo Pellegrino, sindaco di Amantea. "A parte un po' di paura, com'è normale e fisiologico che sia nei casi di eventi imprevisti, la situazione è sotto controllo e non sono state rilevate particolari criticità", assicura Pellegrino.  

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Categoria: cronaca

08:39

Fonseca-Mensik: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Caccia alle semifinali al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, Joao Fonseca sfida Jakub Mensik - in diretta tv e streaming - nei quarti di finale dello Slam di Parigi. Il tennista brasiliano arriva al match dopo aver eliminato Pavlovic, Prizmic, Djokovic e Ruud, mentre il ceco Draguet, Navone, De Minaur e Rublev. 

 

La sfida tra Fonseca e Mensik è in programma oggi, lunedì 1 giugno, alle ore 20.15, con il match che è fissato nella sessione serale del Philippe-Chatrier. I due tennisti si sono affrontati in un solo precedente, nelle Next Gen del 2024, quando Fonseca si impose in cinque set. 

 

Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

 

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Categoria: sport

08:31

Pinerolo, trovato il corpo del 17enne trascinato dalla corrente del Chisone

(Adnkronos) - Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche del ragazzo di 17 anni scomparso nel pomeriggio lungo il torrente Chisone, nel territorio di Pinerolo. Il corpo del giovane è stato ritrovato nella tarda serata di ieri dai Vigili del Fuoco di Torino, a circa 600 metri a valle del Ponte San Martino. 

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo si trovava sulla riva del torrente insieme ad alcuni amici quando è stato improvvisamente trascinato dalla forza della corrente. L’allarme è scattato immediatamente e le operazioni di ricerca sono partite dal punto dell’ultimo avvistamento. 

Per ore decine di soccorritori hanno battuto il corso d’acqua e le sue sponde nella speranza di ritrovarlo in vita. In campo sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco di Pinerolo, il nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) di Torino, i sommozzatori trasportati dall’elicottero Drago del Reparto Volo Piemonte, il Nucleo Cinofili regionale e il Soccorso Alpino. Le autorità stanno ora ricostruendo con precisione la dinamica dell’accaduto. 

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Categoria: cronaca

08:29

Caldo record e cambio armadio? 5 trucchi per farlo risparmiando in bolletta

(Adnkronos) - Caldo record e cambio armardio: un'operazione spesso rimandata, ma che le temperature estive rendono ormai una necessità. In questa corsa a liberare t-shirt e abiti leggeri, Pulsee Luce e Gas suggerisce come trasformare questa incombenza in un’opportunità concreta di risparmio energetico.  

L’obiettivo è proprio quello di dimostrare come anche un’attività fatta quasi di corsa, come il cambio armadio imposto dal caldo, possa diventare un’occasione per agire con maggiore consapevolezza. Un'analisi di Pulsee sui consumi reali dei propri clienti offre un dato interessante: durante i mesi più caldi, i consumi legati all’utilizzo di elettrodomestici per il lavaggio (-17,5%) diminuiscono in modo naturale. Come mai? Con l’arrivo dell’estate i lavaggi a pieno carico sono meno frequenti e vengono fatti a basse temperature. Un'inclinazione al risparmio che, con il giusto metodo, può essere ulteriormente ottimizzata. 

Sono cinque i consigli di Pulsee Luce e Gas per un cambio armadio e per prepararsi all’estate a prova di caldo e di sprechi. 1) Lavare con intelligenza (e a pieno carico). Concentrare i bucati in un unico momento, utilizzando la lavatrice sempre a pieno carico. Prediligere i cicli di lavaggio a basse temperature (30-40°C): sono perfetti per rinfrescare i capi estivi e riducono il consumo energetico fino al 70% rispetto ai lavaggi ad alte temperature. 

2) Stirare 'in serie'. Se non si può fare a meno di stirare, raggruppare più capi e farlo in un'unica sessione. Il ferro da stiro consuma la maggior parte dell'energia per raggiungere la temperatura; ottimizzare il processo evita di sprecare elettricità e di surriscaldare ulteriormente la casa. 3) Fare luce sul guardaroba con i led. Approfittare del momento in cui l'armadio è più vuoto per fare un check-up dell'illuminazione. Se si hanno ancora vecchie lampadine, sostituirle con alternative a led: consumano fino all'85% in meno, durano di più e non generano calore. 

4) Prendere il controllo per risparmiare. Per trasformare le buone abitudini in un risparmio tangibile è fondamentale avere il pieno controllo della propria energia. Strumenti digitali semplici e intuitivi come Energimetro di Pulsee nascono proprio per rendere ogni scelta, anche la più piccola, un'azione efficace. Accessibile via app, permette di monitorare l'assorbimento dei singoli elettrodomestici, aumentando la consapevolezza e aiutando a tagliare gli sprechi per un risparmio che può arrivare fino al 10% annuo. 

5) Preparare la casa al caldo (e al climatizzatore). Il cambio armadio è solo il primo passo. I dati Pulsee mostrano che con il caldo i consumi per la climatizzazione possono raggiungere picchi del +30%. Giocare quindi d'anticipo: schermare le finestre con tende da esterno o persiane durante le ore più calde per mantenere la casa fresca e ridurre il bisogno di accendere l'aria condizionata. Pulire anche i filtri del condizionatore per garantirne la massima efficienza dopo la pausa invernale. Ricordare che spesso il vero nemico del comfort è l'umidità, non solo il caldo: prima di abbassare la temperatura, scegliere la funzione 'deumidificatore'. Consuma notevolmente meno e spesso è sufficiente a garantire il benessere, con un impatto più leggero sulla bolletta. 

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Categoria: economia

08:12

Zverev-Jodar: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Quarti di finale al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 2 giugno, Alexander Zverev sfida Rafa Jodar - in diretta tv e streaming - per un posto nella semifinale dello Slam di Parigi. Il tedesco arriva al match dopo aver eliminato Bonzi, Machac, Halys e De Jong, mentre Jodar ha superato Kovacevic, Duckworth, Michelsen e Carreno Busta. 

 

La sfida tra Zverev e Jodar è in programma oggi, martedì 2 giugno, alle ore 16 circa. I due tennisti non si sono mai incontrati in carriera, con quello di Parigi che sarà quindi il loro primo precedente. 

 

Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

 

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Categoria: sport

07:51

Ucraina, massiccio attacco russo nella notte: diversi morti e oltre 100 feriti, colpita Kiev

(Adnkronos) - Nuova ondata di attacchi della Russia contro l'Ucraina. Nella notte tra l'1 e il 2 giugno, le forze di Putin hanno lanciato un massiccio raid aereo con missili e droni, uno dei più violenti dall'inizio della guerra, contro diverse città ucraine, causando almeno 11 morti e 105 feriti in tutto il Paese. Le aree più colpite risultano essere la capitale Kiev e la città di Dnipro, nel centro del Paese. 

A Kiev il bilancio provvisorio è di almeno quattro vittime e 58 feriti, tra cui due bambini, secondo quanto riferito dal sindaco Vitali Klitschko. A Dnipro, invece, le autorità locali hanno segnalato sei morti e 36 feriti. 

L'aeronautica militare ucraina ha dichiarato che le forze russe hanno lanciato 73 missili da crociera, balistici e ipersonici, oltre a 656 droni d'attacco. Di questi, 40 missili e 602 droni sono stati abbattuti o intercettati. Secondo quanto riportato, trenta missili balistici, tre missili da crociera e 33 droni d'attacco hanno colpito 38 località. 

Le prime esplosioni sono state udite a Kiev intorno all'1.30 ora locale, poco prima dell'attivazione dell'allarme aereo. Nuove ondate di esplosioni sono state registrate alle 2.15, alle 4 e alle 7.20 del mattino, accompagnate da brevi interruzioni dell'energia elettrica in alcune zone della città. 

Particolarmente grave la situazione nel distretto Podilskyi della capitale, dove un edificio residenziale di nove piani è crollato dopo quello che le autorità definiscono un attacco "double tap", una tattica che prevede un secondo bombardamento sulla stessa area poco dopo il primo. Secondo Klitschko, diverse persone potrebbero essere ancora intrappolate sotto le macerie. "Nel distretto Podilskyi diverse automobili hanno preso fuoco a seguito dell'attacco. In un altro punto della zona, i detriti di un missile sono caduti sul tetto di un edificio provocando un incendio e la rottura delle finestre", ha dichiarato Tymur Tkachenko, capo dell'Amministrazione militare della città di Kiev. 

Danni sono stati segnalati anche a edifici residenziali di 15 e 24 piani nel distretto Solomianskyi. Nel quartiere Obolonskyi, invece, i frammenti di un drone sono precipitati nei pressi di una scuola materna, mentre un incendio è divampato in un cantiere edile. 

Altri incendi sono scoppiati nei distretti Darnytskyi e Shevchenkivskyi dopo la caduta di detriti su stazioni di servizio, mentre nel quartiere Sviatoshynskyi è stato colpito un edificio commerciale. Nel distretto Shevchenkivskyi le fiamme hanno interessato il secondo e il terzo piano di una struttura commerciale. 

Segnalati inoltre incendi di automobili e danni esterni a una clinica medica nel distretto Holosiivskyi. Le autorità hanno riferito anche del crollo parziale di un business center. 

L'attacco ha interessato anche diverse località dell'oblast di Kiev. Le autorità regionali hanno segnalato danni ad abitazioni, a un magazzino e a un edificio non residenziale nelle aree di Bucha e Vyshhorod. Il governatore regionale Mykola Kalashnyk ha riferito che tre persone sono rimaste ferite. 

A Kharkiv, diversi quartieri della città sono stati colpiti da droni e missili, come riportato dal sindaco Ihor Terekhov . Si segnalano danni a edifici residenziali a più piani, veicoli ed edifici amministrativ 

 

A Dnipro, immagini e video diffusi sui social mostrano edifici di pochi piani parzialmente crollati. Secondo il governatore regionale Oleksandr Hanzha, almeno 23 dei feriti hanno dovuto essere ricoverati in ospedale, tra cui una ragazza di 13 anni. Il sindaco Borys Filatov ha dichiarato che 49 edifici residenziali hanno riportato danni e che sette risultano "praticamente completamente distrutti". 

Anche Kharkiv è finita nel mirino delle forze russe. Il sindaco Ihor Terekhov ha riferito che diversi droni e missili hanno colpito più distretti della città, causando danni a edifici residenziali multipiano, veicoli e strutture amministrative. Dieci persone sono rimaste ferite. In totale, 10 persone sono rimaste ferite nell'attacco. 

Durante l'attacco, l'Aeronautica militare polacca ha fatto sapere di aver fatto decollare velivoli polacchi e alleati per monitorare e proteggere lo spazio aereo del Paese. 

L'offensiva arriva dopo giorni di allerta da parte delle autorità ucraine. Già il 29 maggio il presidente Volodymyr Zelensky aveva avvertito che, secondo informazioni dell'intelligence, la Russia stava preparando un nuovo attacco su larga scala contro l'Ucraina. Nei giorni successivi il leader ucraino aveva ribadito l'invito alla popolazione a seguire le allerte aeree e a mantenere alta la vigilanza. 

Alla vigilia del raid del 2 giugno, Zelensky aveva nuovamente lanciato l'allarme, sostenendo che Mosca stesse preparando un massiccio bombardamento e che le difese aeree ucraine fossero operative 24 ore su 24, compatibilmente con le risorse disponibili. 

Le minacce russe erano aumentate nelle ultime settimane. Il ministro degli Esteri di Mosca, Sergey Lavrov, aveva dichiarato al segretario di Stato americano Marco Rubio che la Russia avrebbe potuto colpire i cosiddetti "centri decisionali" ucraini, invitando gli Stati Uniti a valutare l'evacuazione della propria ambasciata a Kiev. Anche il ministero degli Esteri russo aveva consigliato ai cittadini stranieri e ai diplomatici di lasciare la capitale, senza che tuttavia le ambasciate occidentali procedessero a evacuazioni. 

L'escalation segue il massiccio attacco lanciato dalla Russia il 24 maggio, quando furono impiegati circa 90 missili e 600 droni contro Kiev e altre aree del Paese. In quell'occasione vennero colpiti anche edifici simbolici della capitale, tra cui la sede del governo, il ministero degli Esteri, il Teatro dell'Opera di Kiev e il Museo di Chernobyl. Il bilancio fu di quattro morti e quasi cento feriti in tutta l'Ucraina. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

07:36

2 giugno, 80 anni fa il referendum tra Repubblica e Monarchia

(Adnkronos) - La Repubblica Italiana festeggia 80 anni. Il 2 giugno 1946 si svolse il referendum sulla forma istituzionale dello Stato, che con il voto popolare condusse alla nascita della Repubblica e alla elezione di un’Assemblea Costituente, a conclusione di un complesso periodo di transizione segnato dalle azioni di movimenti e partiti antifascisti e dall'avanzata degli alleati in un Paese diviso e devastato dalla guerra. Gli italiani, e per la prima volta le italiane, convocati alle urne per scegliere tra Repubblica e Monarchia e per eleggere i deputati dell’Assemblea Costituente cui spetterà il compito di redigere la nuova carta costituzionale, furono chiamati a cooperare alla fondazione di una idea di cittadinanza repubblicana che trovò nella Costituzione una delle massime espressioni. 

Esaurito il ventennio di dittatura fascista, per la prima volta la società italiana viveva l’esperienza di libere elezioni a suffragio universale maschile e femminile, seppure in un Paese allora ancora profondamente diviso sulla questione istituzionale. Esisteva una spaccatura profonda, fortemente disegnata su basi geografiche, tra il Nord a maggioranza repubblicana ed il Sud a maggioranza monarchica, nonostante che gli eventi dell’ultimo ventennio - e in particolare la sconfitta, il proclama di armistizio reso noto l’8 settembre 1943 dal capo del governo Pietro Badoglio, la fuga dalla Capitale dei vertici militari, dello stesso Badoglio, del Re Vittorio Emanuele III e di suo figlio Umberto, lo stato delle forze armate italiane lasciate allo sbando, la guerra civile che divideva l’Italia - avessero oramai reso improrogabile la scelta di una profonda cesura con il passato. 

La questione istituzionale emergeva con forza e imponeva l’esigenza di superare drasticamente un modello politico-culturale che affidava alla continuità dinastica della monarchia sabauda la tutela ed il mantenimento dei valori nazionali più tradizionali e conservatori. Il 9 maggio 1946 il re Vittorio Emanuele III (cui si imputava la responsabilità di avere consentito l'avvento del fascismo) abdicò in favore del figlio Umberto, già nominato Luogotenente nel giugno 1944. Una decisione rivelatasi sin dal suo nascere tardiva e assolutamente inadeguata rispetto alle aspettative dei partiti aderenti al Comitato di Liberazione Nazionale. 

Fu questo il periodo in cui un anelito di libertà e progresso si andò diffondendo in Italia. Cancellate le 'leggi fascistissime' - che avevano consentito la liquidazione di tutti i partiti all’infuori di quello fascista, lo scioglimento dei sindacati socialisti e cattolici, la soppressione della libertà di stampa, fino alla trasformazione di fatto dell’ordinamento giuridico del Regno d’Italia in uno stato autoritario -, risorsero le organizzazioni politiche e sindacali, i giornali si moltiplicarono con la creazione di nuove testate, le associazioni culturali ripresero vita. 

 

L’affluenza al voto fu altissima. Nel 1946 gli aventi diritto al voto erano 28 milioni (28.005.449), i votanti furono quasi 25 milioni (24.946.878), pari all’89,08%. I voti validi 23.437.143, di questi 12.718.641 (pari al 54,27%) si espressero a favore della Repubblica, 10.718.502 (pari al 45,73%) a favore della Monarchia. I giornali, e il dato è confermato dai risultati diramati dal Ministero dell’Interno, registravano un’affluenza alle urne che di provincia in provincia variava dal 75% al 90% degli aventi diritto. Le donne ebbero un ruolo ed un peso determinanti, votarono infatti 12.998.131 donne, contro 11.949.056 di uomini. 

Nella realtà, guardando alla concretezza dei numeri, la frattura dell’elettorato sulla questione istituzionale fu radicale. Le ragioni furono certamente fondate sulle incognite politiche e socio-economiche che la scelta repubblicana per molti rappresentava, ma anche legate alle disparità con cui la dura esperienza della guerra aveva toccato le diverse zone del Paese e i diversi strati della popolazione, oltre che dettate dal radicamento di una istituzione comunque identificata da molti con la propria idea di nazione. 

Il passaggio dalla monarchia alla Repubblica avvenne in un clima di tensione, tra polemiche sulla regolarità del referendum, accuse di brogli, polemiche sulla stampa, ricorsi e reclami. In virtù dei risultati ed esaurita la valutazione dei ricorsi, il 18 giugno 1946 la Corte di Cassazione proclamò in modo ufficiale la nascita della Repubblica Italiana. L’Italia cessava di essere una monarchia e diventava una Repubblica. 

 

Il 2 giugno 1946 gli italiani votarono anche per l’Assemblea costituente. Il risultato elettorale vide l’affermazione dei tre grandi partiti di massa: la Democrazia cristiana conquistava la maggioranza relativa dell’Assemblea (35,21 %), mentre il Partito socialista e il Partito comunista raggiungevano insieme il 39,61 %. I tre maggiori partiti ottenevano complessivamente circa il 75% dei suffragi. Si affermavano le forze politiche legate alla tradizione popolare del movimento cattolico e del movimento socialista. Le elezioni evidenziavano anche il massiccio ridimensionamento delle forze di ispirazione liberale, che sino all’avvento del fascismo avevano dominato la vita politica nazionale. 

Già all’inizio del 1945, con il Paese diviso dalla Linea Gotica ed il Nord sottoposto all’occupazione tedesca, il Governo Bonomi aveva emanato un decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne (decreto legislativo luogotenenziale 2 febbraio 1945, n.23), in risposta alla forte mobilitazione delle associazioni femminili interessate al voto : il Comitato femminile della Democrazia Cristiana - Cif, l’Unione Donne Italiane - Udi, il Gruppo femminile del Partito Repubblicano, la Federazione Italiana Laureate Diplomate Istituti Superiori – Fildis, i Gruppi femminili degli altri partiti aderenti al Comitato di Liberazione Nazionale. 

In realtà il voto del 2 giugno costituiva il punto di approdo di un processo di transizione che in Italia si era avviato già a partire dalla caduta del fascismo, il 25 luglio 1943. Il processo di liberazione dalla occupazione tedesca e la ripresa democratica con i governi del Cln (Comitato di Liberazione Nazionale) che guidarono il Paese fin dalla primavera del 1944, vennero subito a coagularsi attorno ai due obiettivi fondamentali : la soluzione della questione istituzionale e l’approvazione della nuova Costituzione da parte di un’assemblea liberamente eletta. 

In un primo momento, il 25 giugno 1944, pochi giorni dopo la liberazione di Roma, il governo Bonomi stabiliva che alla fine della guerra sarebbe stata eletta a suffragio universale, diretto e segreto, un’assemblea Costituente per scegliere la forma dello Stato e dare al Paese una nuova costituzione (DLLgt 151\ 1944). 

Successivamente, il 16 marzo 1946, il governo De Gasperi, dopo aver sancito il suffragio universale e riconosciuto il diritto di voto alle donne, integrava e modificava la normativa precedente, limitando i poteri dell’Assemblea Costituente alla stesura della nuova Carta fondamentale, affidando ad un referendum popolare la decisione sulla forma istituzionale dello Stato ed aggiungendo che, qualora la maggioranza degli elettori votanti si fosse pronunziata a favore della Repubblica, l’Assemblea Costituente, come suo primo atto, avrebbe eletto il Capo Provvisorio dello Stato (DLLgt 98\1946). Nello stesso giorno il Governo definiva le norme che regolavano le votazioni per il referendum e l’Assemblea Costituente da eleggersi con sistema proporzionale. La legge elettorale del 23 aprile 1946 suddivideva l’Italia in 32 collegi elettorali, nei quali eleggere 573 deputati (in realtà ne sarebbero stati eletti 556, poiché non vennero effettuate elezioni nell’area di Bolzano e nel collegio Trieste e Venezia Giulia – Zara, ancora sottoposte alla giurisdizione del Governo Militare Alleato), e affidava alla Corte di Cassazione il controllo e la proclamazione dei risultati. 

 

È in questo clima che maturò la concessione del voto alle donne e il 2 giugno 1946 tutte le donne italiane poterono recarsi alle urne ed essere elette in elezioni politiche. Sui banchi dell’Assemblea Costituente sedettero le ventuno “prime parlamentari”, denominate, allora, “Madri Costituenti”, assai attente a non deludere le speranze delle italiane, comprese le aspettative delle donne che da partigiane, staffette, antifasciste avevano contribuito alla Liberazione.  

Delle Costituenti, nove provenivano dalla Dc (Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici Agamben, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra Verzotto, Vittoria Titomanlio), nove dal Pci (Adele Bej Ciufoli, Nadia Gallico Spano, Nilde Jotti, Teresa Mattei, Angiola Minella Molinari, Rita Montagnana Togliatti, Teresa Noce Longo, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi), due dal Psiup (Lina Merlin e Bianca Bianchi) ed una dal partito dell’Uomo Qualunque (Ottavia Penna Buscemi). Cinque di loro sarebbero entrate nella “Commissione dei 75”, incaricata di scrivere la Carta costituzionale : Maria Federici, Angela Gotelli, Lina Merlin, Teresa Noce e Nilde Jotti. Trent’anni più tardi, Nilde Jotti sarebbe stata la prima donna a ricoprire, per tre legislature, dal 1979 al 1992, la carica di presidente della Camera dei deputati, una delle cinque più alte cariche dello Stato mai ricoperte precedentemente da una donna. 

“E le italiane – avrebbe scritto la democristianaTina Anselmi, ricordando il 2 giugno - fin dalle prime elezioni, parteciparono in numero maggiore degli uomini, spazzando via le tante paure di chi temeva che fosse rischioso dare a noi il diritto di voto perché non eravamo sufficientemente emancipate. Non eravamo pronte. Il tempo delle donne è stato sempre un enigma per gli uomini. E tuttora vedo con dispiacere che per noi gli esami non sono ancora finiti. Come se essere maschio fosse un lasciapassare per la consapevolezza democratica!”. 

I giorni, estremamente confusi e drammatici, immediatamente successivi alla proclamazione dei risultati del referendum, videro l’assunzione da parte di Alcide De Gasperi dei poteri di Capo provvisorio dello Stato (nella notte fra il 12 ed il 13 giugno), la partenza di Umberto II dall’Italia per l’esilio in Portogallo (il 13 giugno) e la proclamazione definitiva dei risultati da parte della Corte di Cassazione (il 18 giugno). 

“Il Consiglio dei Ministri – si legge nel comunicato redatto in chiusura della seduta del 10 giugno - riafferma che la proclamazione dei risultati del Referendum, fatta il 10 giugno dalla Corte di Cassazione nelle forme e nei termini dell’art. 17 del Decreto Legislativo Luogotenenziale 23 aprile 1946, n. 219, ha portato automaticamente alla instaurazione di un regime transitorio durante il quale, fino a quando l’Assemblea Costituente non abbia nominato il Capo provvisorio dello Stato, l’esercizio delle funzioni del Capo dello Stato medesimo spetta “ope legis” al Presidente del Consiglio in carica. Tale situazione costituzionale, creata dalla volontà sovrana del popolo nelle forme previste dalle leggi luogotenenziali, non può considerarsi modificata dalla comunicazione odierna di Umberto II al Presidente del Consiglio. Il Governo, sapendo di poter contare sul senso di responsabilità di tutti gli organi dello Stato, rinnova il suo appello ai cittadini perché, nel momento attuale, decisivo per le sorti del Paese all’interno come nei rapporti internazionali, lo sorreggano concordemente con la loro vigile disciplina e il loro operante patriottismo, nel compito di assicurare la pacificazione e l’unità nazionale”. 

Il 25 giugno 1946 iniziarono anche i lavori dell'Assemblea Costi­tuente, la quale, il 28, elesse Enrico De Nicola – giurista, esponente della cultura politica liberal-democratica e presidente della Camera dal 1920 al 1923 - a Capo provvisorio dello Stato e circa quindici giorni dopo votò la fiducia al secondo governo De Gasperi, sostenuto dai tre maggiori partiti (Dc, Pci, Psi). 

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Categoria: politica

01:09

Roland Garros, tris azzurro ai quarti: Cobolli, Berrettini e Arnaldi avanti tutta

(Adnkronos) - Flavio Cobolli, Matteo Berrettini, Matteo Arnaldi: 3 italiani ai quarti di finale del Roland Garros sono un record, con la certezza di un azzurro in semifinale visto il 'derby dei Matteo' in arrivo nel prossimo round. Il tricolore monopolizza la parte alta del tabellone del singolare maschile: i 3 rappresentanti dell'Italtennis hanno fatto strada nella sezione del main draw 'abbandonata' da Jannik Sinner al secondo turno. 

Il lunedì straordinario si apre con lo show di Cobolli, testa di serie numero 10. Il romano supera in 4 set lo statunitense Zachary Svajda, numero 85 del ranking, 6-2, 6-3, 6-7 (3-7), 7-6 (7-5) e arriva tra i 'last 8', eguagliando il risultato ottenuto un anno fa a Wimbledon. "Me la sono fatta sotto a un certo punto...", dice Cobolli - ora virtualmente numero 11 del mondo - riavvolgendo il nastro del quarto set: avanti 5-1, spreca un match point sul 5-4 e deve chiudere i conti al tie-break. "Sono felice, fisicamente sto benissimo. Non avrei avuto problemi nemmeno a giocare il quinto set. La tensione era alta, fisicamente ho speso molto ma sto bene. Ho avvertito tensione nel momento più complesso, ho giocato un tennis che non è proprio il mio e ho pagato un po' il dazio", aggiunge. Ora, nei quarti, lo aspetta il canadese Felix Auger-Aliassime, numero 4 del tabellone. Cobolli ha vinto entrambi i confronti diretti disputati, entrambi sul cemento. 

Il pomeriggio prosegue con il nuovo show di Matteo Berrettini. Il 30enne romano 'vendica' Sinner, piegando l'argentino Juan Manuel Cerundolo per 6-3, 7-6 (7-2), 7-6 (8-6). Un break decide il primo set, mentre il secondo parziale arriva al tie-break senza scossoni nei turni di servizio. Berrettini vola 6-2 e chiude il parziale con un delizioso rovescio tagliato. Nel terzo set, nonostante una condizione non ottimale, 

Cerundolo detta il ritmo del gioco: break e Berrettini deve inseguire. L'azzurro ricuce il gap, epilogo ancora al tie-break. Cerundolo scappa sul 6-3, Berrettini cancella 3 set point (2 sul servizio del rivale) e ribalta la situazione: 5 punti di fila, 8-6 e quarti di finale che certificano la rinascita. "Avete visto l'esultanza alla fine del match. Ero gasato, felice: è stato un incontro durissimo, nel terzo set ero indietro ma ho lottato. Sono orgoglioso di me", dice. "Ricordo quanto fossi triste" per gli infortuni degli ultimi anni. "Sono ancora un signor giocatore, me lo dico da solo", aggiunge sorridendo. 

Nei quarti, Berretti se la vedrà con Matteo Arnaldi, protagonista di un'ennesima maratona vincente. Il ligure piega lo statunitense Frances Tiafoe, testa di serie numero 19, con un'autentica impresa: 7-6 (7-5), 6-7 (5-7), 3-6, 7-6 (7-5), 6-4 in oltre 5 ore. Arnaldi, che avvicinerà la 50esima posizione nel ranking, risorge nel quarto set: sotto 4-1, dopo aver subìto due break, torna in corsa con una rimonta strepitosa, impreziosita da una serie di recuperi al limite del miracoloso. Al tie-break Arnaldi tira fuori nuove energie e rinvia il verdetto al set decisivo. 

Nel quinto game, l'azzurro piazza il break e allunga (4-2). Tiafoe non molla e recupera (4-4). Sembra un match di boxe con pugili sfiniti, Arnaldi piazza una serie di colpi prendendosi un break a zero (5-4) e chiudendo i conti dopo oltre 5 ore e 20: vola ai quarti, ora il derby con Berrettini. 

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Categoria: sport

00:28

Terremoto di magnitudo 6.2 davanti alle coste della Calabria, avvertito in tutto il Sud

(Adnkronos) - Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.2 è stata registrata nel Sud Italia poco dopo la mezzanotte, oggi 2 giugno. Secondo l'Ingv, il sisma si è verificato a 250 km di profondità al largo della costa della Calabria nord occidentale nel Cosentino, ma è stata avvertita anche in Puglia e in Sicilia come testimoniano i centinaia di messaggi degli utenti sui social.  

La Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile "è in contatto con le loro strutture sul territorio", fa sapere il Dipartimento sui social. La scossa è stata "avvertita in gran parte del Sud", spiega la Protezione Civile, sottolineando che, anche se al momento non ci sono segnalazioni di danni, ci sono "verifiche in corso". Il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano ha convocato l'Unità di Crisi a Roma per seguire la situazione. 

A quanto apprende l'Adnkronos, non ci sarebbero state fino ad ora segnalazioni di danni ai vigili del fuoco che sono, comunque, impegnati in una ricognizione per valutare eventuali danni in particolare nella zona del Tirreno cosentino. 

 

 

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Categoria: cronaca

20:57

Sondaggio politico, Fratelli d'Italia cresce e Pd cala

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia cresce, il Pd cala, il Movimento 5 Stelle sale e Roberto Vannacci 'decolla' con Futuro Nazionale. E' il quadro del sondaggio Swg che oggi, lunedì 1 giugno, fotografa le intenzioni di voto per il Tg La7 in caso di elezioni. Fratelli d'Italia, ampiamente primo partito, guadagna lo 0,1% rispetto alla scorsa settimana e arriva al 28,2%. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni aumenta il vantaggio rispetto al Pd della segretaria Elly Schlein. I dem cedono lo 0,2% e scendono al 22,3%. In ascesa il M5S di Giuseppe Conte, che cresce dello 0,3% e arriva al 13% netto. 

Ai piedi del podio, frenata per Forza Italia che scende dal 7,4% al 7,2%. Passo avanti di Verdi e Sinistra dal 6,6% al 6,7%, mentre la Lega di Matteo Salvini scivola dal 6% al 5,8%. Alle spalle del Carroccio, continua l'ascesa di Futuro Nazionale: il partito di Roberto Vannacci guadagna un altro 0,3% e arriva al 4,6% prendendo decisamente il largo rispetto a Azione di Carlo Calenda (3,4%) e Italia viva di Matteo Renzi (2,4%). Più indietro +Europa (1,4%) e Noi Moderati (1,2%). 

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Categoria: politica

19:32

Roland Garros, impresa Arnaldi con Tiafoe: lo rimonta e raggiunge i quarti

(Adnkronos) - Matteo Arnaldi vola ai quarti del Roland Garros 2026. Il tennista azzurro ha battuto, con un'incredibile rimonta, l'americano Frances Tiafoe negli ottavi dello Slam di Parigi, imponendosi in cinque set con il punteggio di 7-6 (5), 6-7 (5), 3-6, 7-5, 6-4. Arnaldi raggiunge così per la prima volta in carriera i quarti di finale del Roland Garros e ora troverà ad attenderlo un derby tutto azzurro con Matteo Berrettini, certificando così che l'Italia avrà (almeno) un azzurro in semifinale. 

Ai quarti anche Flavo Cobolli e Matteo Berrettini. 

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Categoria: sport

19:31

Berrettini ai quarti del Roland Garros e sogna: "Ora senza Sinner..."

(Adnkronos) - Matteo Berrettini festeggia i quarti del Roland Garros. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro ha battuto in tre set l'argentino Juan Manuel Cerundolo e al termine del match ha lasciato andare tutta la tensione accumulata. Berrettini si è girato infatti verso il suo angolo dove, oltre all'allentore, sedeva anche il fratello Jacopo, e ha mimato un gesto piuttosto eloquente: "Ho due co***oni così". 

A fine partita la sua gioia si è esternata anche parlando dal centro del campo: "Mi sento alla grande, grazie mille per il supporto in questo stadio. È per questo che ci alleniamo, per questo che giochiamo, voglio godermi tutto questo", ha detto Berrettini, "il tennis è l'amore della mia vita, se non fosse così non sarei qui. Dopo tutti i passi indietro, gli infortuni, sono tornato ancora e grazie al mio team sono tornato a colpire la palla dopo un periodo in cui non mi sentivo sicuro". 

Ora Berrettini è un passo più vicino alla finale, che con l'eliminazione di Sinner sembra sempre più possibile: "Sento che ci sono ancora tanti giocatori con un tennis incredibile", ha spiegato, "Sinner ha vinto 20 tornei di fila, non è normale quello che ha fatto, questo è un passo indietro ma tornerà più forte. C'è Zverev, c'è Mensik e c'è anche Cobolli. Io penso a me stesso e voglio solo godermi questa vittoria". 

 

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Categoria: sport

18:50

Erminia, 103 anni: "Votai Repubblica e la sera festa in un ristorantino con altre donne"

(Adnkronos) - La signora Morandi ricorda la sua prima volta in quel 2 giugno 1946: "Al seggio a 23 anni, ero emozionata. Un augurio alla nostra Repubblica? Basta guerre". 

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Categoria: politica

18:22

Dipendenze, neurochirurgo Settembre: "Non sono una colpa ma una malattia"

(Adnkronos) - "La dipendenza non deve essere interpretata come una mancanza di volontà, bensì come una complessa trappola neurobiologica e psicologica". Lo ha detto Roberto Settembre, neurochirurgo, esperto di stimolazione cerebrale non invasiva (Nibs), alla presentazione del suo ultimo libro 'Dipendenze: comprendere, prevenire, curare', in cui demolisce sistematicamente il pregiudizio morale che ancora circonda la dipendenza, sostituendo il lessico della colpa con quello della medicina basata su evidenze scientifiche. Un cambiamento di rotta, che sposta il baricentro dal tribunale dell'opinione pubblica all'ambulatorio. 

"Cinque italiani su 100 nella fascia 15-64 anni hanno provato cocaina almeno una volta. Lo 0,9% ne ha fatto uso nell'ultimo anno - riferisce una nota - Non è un'emergenza che esplode e poi rientra: è un dato strutturale, sanitario, dei report stilati di anno in anno. Il dibattito pubblico continua a parlare un'altra lingua: volontà, colpa, fallimento". Sono parole che la ricerca neuroscientifica ha archiviato da tempo, e che resistono nei talk show come nelle aule di tribunale. Questo scarto - tra ciò che la scienza documenta e ciò che la gente pensa - resta "il primo muro da abbattere". Non si tratta di "debolezza di carattere: è il cervello che viene ristrutturato dall'interno, pezzo dopo pezzo", sostiene l'esperto. Sono "tre circuiti cerebrali, non tre vizi capitali". La dipendenza, secondo le evidenze raccolte dal Cnr e dal Dipartimento per le politiche antidroga, coinvolge il sistema limbico e l'amigdala per il rinforzo positivo, la corteccia prefrontale per il controllo cognitivo e le ricadute, il nucleo accumbens per la ricerca compulsiva della sostanza.  

Ma cosa rende una persona più esposta di un'altra? La ricerca del Cnr individua 5 fattori: età, genetica, genere, stress e comorbidità psichiatrica. Il peso dell'ereditarietà, in particolare, è brutale. "La predisposizione ereditaria pesa tra il 40% e il 60%", chiarisce Settembre. Tradotto: una fetta enorme della vulnerabilità non dipende da scelte consapevoli, ma da un corredo biologico che precede qualsiasi decisione. Anomalie nei recettori di dopamina, trasmesse per via genetica, che influenzano direttamente la capacità di gestire gli impulsi. Chi nasce con quel corredo parte svantaggiato. Poi c'è l'adolescenza. Fase critica per eccellenza. La corteccia frontale - l'area che governa il controllo degli impulsi, la pianificazione, la valutazione delle conseguenze - non raggiunge la piena maturazione prima dei 25 anni. Questo - riferisce la nota - rende il cervello dei più giovani strutturalmente più esposto agli effetti delle sostanze. Una finestra di vulnerabilità biologica che nessuna campagna informativa, da sola, può chiudere. 

"Una prevenzione efficace non può limitarsi alla sola informazione scolastica", taglia corto Settembre. Servono programmi che costruiscano resilienza e capacità di gestione dello stress, a partire dalla comunicazione familiare e dall'educazione alla salute mentale già in età precoce. L'uso ripetuto di sostanze produce modificazioni permanenti delle funzioni cerebrali, con alterazioni della trasmissione della dopamina. "Le sostanze funzionano come scorciatoie artificiali del piacere e col tempo il sistema si desensibilizza - precisa lo specialista - Il risultato ha un nome clinico preciso: anedonia. L'incapacità di provare piacere dagli stimoli naturali. Un abbraccio, un successo lavorativo, una giornata di sole diventano neutri. Il cervello viene letteralmente dirottato da sostanze o comportamenti compulsivi". E il fenomeno non si ferma alle sostanze tradizionali. Cocaina, eroina, alcol e cannabis attivano gli stessi circuiti che vengono sollecitati dal gioco d'azzardo patologico, dalle dipendenze affettive, dall'uso compulsivo dei social media. Il gioco d'azzardo, per dire, stimola gli stessi recettori della cocaina. Le cosiddette nuove dipendenze - isolamento digitale, fragilità emotive, narcisismo patologico inteso come dipendenza dal riconoscimento esterno - condividono con quelle chimiche la medesima architettura neurobiologica. Il perimetro del problema, si legge nella nota, è molto più largo di quanto suggeriscano le statistiche sul consumo di singole sostanze.  

Qualcosa si muove sul fronte delle cure. La medicina moderna classifica la dipendenza come malattia cronica e recidivante del cervello, e questo inquadramento apre la strada a trattamenti mirati. Accanto alle terapie consolidate, psicoterapia cognitivo-comportamentale e farmacologia, si fanno spazio tecniche di neuromodulazione: la stimolazione magnetica transcranica (Tms), che modula l'eccitabilità neuronale nei circuiti della ricompensa; il neurobiofeedback, che addestra il paziente a visualizzare e modulare la propria attività cerebrale. Strumenti che - spiega la nota - sfruttano proprio quella neuroplasticità che la dipendenza corrompe, rivoltandola a favore di chi è malato. 

"La neuroplasticità e gli approcci multidisciplinari rendono il recupero della libertà un traguardo concretamente accessibile", afferma Settembre. La plasticità cerebrale - la capacità del cervello di riorganizzare le proprie connessioni - è documentata dalla letteratura scientifica e rappresenta il fondamento biologico delle nuove strategie di intervento. Il cervello alterato dalla dipendenza può, con gli strumenti adeguati, essere guidato verso una riconfigurazione funzionale. Il nodo vero, alla fine, per l'esperto, resta quello culturale. Finché la percezione dominante continuerà a trattare la dipendenza come una colpa e non come una patologia, l'accesso alle cure sarà frenato dallo stigma. "Dietro ogni dipendenza c'è sempre una persona da ascoltare, non da giudicare", conclude Settembre. 

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Categoria: cronaca

17:39

Oikonomou muore in incidente stradale, ex difensore Bologna e Cagliari aveva 33 anni

(Adnkronos) - Lutto nel mondo del calcio. Oggi, lunedì 1 giugno, è morto a soli 33 anni l'ex difensore di Cagliari, Bologna, Spal, Bari e Sampdoria, Marios Oikonomou, per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto a Giannina, sua città natale, lo scorso 24 maggio. A dare il triste annuncio la Federcalcio greca. "Il Presidente della Federazione Calcistica Ellenica, Makis Gagatsis, il Segretario Esecutivo Domna Tsioni e i membri del Comitato Esecutivo della Federazione esprimono il loro profondo dolore e le sincere condoglianze alla famiglia e ai cari di Marios Oikonomou, scomparso prematuramente all'età di soli 33 anni".  

"Oikonomou si è distinto nel corso della sua carriera calcistica non solo per la sua presenza in campo, ma anche per la sua etica, la sua professionalità e il suo sorriso, elementi che gli hanno fatto guadagnare l'apprezzamento e il rispetto di compagni di squadra, allenatori e tifosi. Marios Oikonomu ha collezionato sei presenze con la Nazionale, mentre a livello di club ha militato in importanti squadre in Grecia, Italia e Danimarca, lasciando il segno nel calcio greco ed europeo. Nello specifico, in Grecia ha giocato per Pas Giannina, Aek Atene e Panaitolikos, mentre in Serie A ha vestito le maglie di Cagliari, Bologna, Spal, Bari e Sampdoria. Dal 2020 al 2022 ha giocato in Danimarca con il Copenhagen. Buon viaggio, Marios…" 

Oikonomou si trovava in terapia intensiva da una settimana. Secondo quanto ricostruito dai media greci, si è trattato di un violento scontro tra la sua moto e un'auto guidata da un uomo di 63 anni. I soccorsi sono stati tempestivi con gli operatori che hanno trasportato subito l'ex calciatore nell'ospedale Hatzikostas per un intervento chirurgico d'urgenza a causa delle gravi lesioni cranio-encefaliche. Dopo una settimana in terapia intensiva, è arrivata la conferma della sua scomparsa a 33 anni. 

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Categoria: sport

17:29

Cosenza, strage di migranti sulla Ss 106: 4 corpi carbonizzati in auto. Si segue la pista dell'omicidio

(Adnkronos) - Quattro migranti, di origine pakistana, sono stati trovati carbonizzati all'interno di un minivan nei pressi di una stazione di carburante lungo la Ss 106 jonica, ad Amendolara, in provincia di Cosenza. Gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza seguono la pista dell'omicidio. 

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Castrovillari, diretta dal procuratore Alessandro D'Alessio. Le vittime erano tutte braccianti agricoli, impiegati nei campi della Sibaritide e diretti verso la Piana del Metapontino, nel Materano. 

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Categoria: cronaca

17:01

Caldo e rischi per l'attività fisica, l'esperta: "Non esiste fisico immune, occhio ai sintomi neurologici"

(Adnkronos) - Durante le ondate di calore "l'attività fisica richiede un'attenzione particolare, soprattutto per chi pratica sport all'aperto o svolge allenamenti intensi. Quando ci muoviamo, una parte significativa dell'energia prodotta dai muscoli viene trasformata in calore. In condizioni normali il nostro organismo riesce a smaltirlo attraverso la sudorazione e l'aumento del flusso di sangue verso la pelle. Quando però la temperatura ambientale è elevata, e ancora di più quando si associa un'elevata umidità, questi meccanismi diventano meno efficaci e la temperatura corporea può aumentare rapidamente. Il problema non riguarda soltanto il rischio di surriscaldamento. Durante l'esercizio fisico il sistema cardiovascolare deve contemporaneamente garantire sangue ai muscoli impegnati nello sforzo e alla pelle per disperdere il calore. A questo si aggiunge la perdita di liquidi e sali minerali attraverso il sudore. E' questa combinazione di fattori che può determinare un importante calo della performance e, nei casi più severi, vere e proprie emergenze mediche. I primi segnali da riconoscere sono crampi muscolari, sudorazione molto abbondante, sete intensa e una sensazione di affaticamento superiore a quella normalmente attesa per quel tipo di sforzo. Se compaiono vertigini, debolezza marcata, nausea, mal di testa, tachicardia o sensazione di svenimento, è necessario interrompere immediatamente l'attività fisica, spostarsi in un ambiente fresco e iniziare a raffreddare il corpo e a reintegrare i liquidi". A fare il punto è per l'Adnkronos Salute è Cristina Tomasi, human metabolist e medico specialista in Medicina interna.  

"Particolare attenzione va posta ai sintomi neurologici: confusione mentale, alterazioni del comportamento, difficoltà nel parlare, perdita di coordinazione o perdita di coscienza possono indicare un colpo di calore, una condizione potenzialmente letale che richiede l'immediato intervento dei soccorsi. In questi casi ogni minuto è prezioso", avverte.  

Le strategie di prevenzione sono relativamente semplici, ma fondamentali. "È consigliabile allenarsi nelle prime ore del mattino o dopo il tramonto, evitando le fasce orarie più calde della giornata. Nelle giornate particolarmente afose è opportuno ridurre intensità e durata dell'allenamento, accettando che la performance fisiologicamente diminuisca - suggerisce Tomasi - L'idratazione deve iniziare prima dell'attività fisica e proseguire durante e dopo lo sforzo, con particolare attenzione al reintegro del sodio quando la sudorazione è abbondante. Anche l'acclimatazione svolge un ruolo molto importante: il corpo è in grado di adattarsi progressivamente al caldo nell'arco di una o due settimane, migliorando la capacità di sudare e di controllare la temperatura corporea. Per quanto riguarda la composizione corporea, è vero che l'obesità rappresenta un fattore di rischio ben documentato per l'intolleranza al caldo. Il tessuto adiposo agisce infatti come un isolante e rende più difficile la dispersione del calore. Questo non significa però che essere molto magri protegga automaticamente dai problemi legati alle alte temperature. La risposta è più complessa. Le persone molto magre - spiega l'esperta - tendono ad avere un rapporto superficie corporea/massa più favorevole alla dispersione del calore e questo può rappresentare un vantaggio in molte situazioni. Tuttavia una massa corporea ridotta comporta anche minori riserve idriche e una minore inerzia termica: in pratica la temperatura interna può aumentare più rapidamente durante uno sforzo intenso o in condizioni ambientali estreme. Per questo motivo la magrezza non deve essere considerata una garanzia di sicurezza". 

Il messaggio più importante "è che non esiste un fisico immune al caldo. La tolleranza alle alte temperature dipende molto più dal livello di allenamento aerobico, dallo stato di idratazione, dall'acclimatazione e dalla capacità di ascoltare i segnali del proprio organismo. Con le giuste precauzioni è possibile continuare a svolgere attività fisica anche durante l'estate, ma il rispetto dei limiti imposti dal caldo è fondamentale per proteggere sia la salute sia la performance", conclude Tomasi.  

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Categoria: cronaca

16:56

Bresh, arriva la deluxe edition: 'Mediterraneo - Dopo il mare': il repack in arrivo il 5 giugno

(Adnkronos) - A un anno di distanza dall’uscita di 'Mediterraneo', album di Bresh certificato disco di platino, venerdì 5 giugno arriva in digitale 'Mediterraneo – Dopo il mare', la deluxe edition, che oltre alle 16 tracce del progetto originale, tra gli altri inediti contiene anche il nuovo singolo attualmente in radio 'Da Dio', e i brani 'Introvabile' e 'Serenamente' con Juli. 

Dal momento della sua uscita, 'Mediterraneo' è sempre rimasto nella classifica degli album più venduti della settimana. Il nuovo singolo 'Da Dio', prodotto da Shune, arriva dopo il precedente 'Introvabile' (prodotto da Shune, Rocco Biazzi, Juli) e racconta di quanto a volte la vita sia capace di sorprendere quando consapevolmente si sceglie di non avere più il controllo su tutto. E così, l’unica cosa da fare diventa arrendersi e lasciarsi trasportare dal caos e dagli imprevisti che capitano lungo il cammino.  

Dopo il successo delle 3 date in Europa, a Parigi, Londra e Barcellona, Bresh sarà impegnato a luglio in 4 appuntamenti sold out di 'Mare Nostrum' al Porto Antico di Genova, quattro imperdibili live che lo vedranno tornare a esibirsi dal vivo nella propria città. E dopo gli appuntamenti a Genova, Bresh sarà in concerto anche con un’unica data a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, il 10 luglio. 

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Categoria: spettacoli

16:50

Serena Williams torna a giocare in doppio: l'annuncio ufficiale

(Adnkronos) - Serena Wiliams torna a giocare. Oggi, lunedì 1 giugno, la tennista statunitense, che aveva annunciato il ritiro nel settembre del 2022, ha comunicato il suo ritorno sui campi da tennis. Williams, 44 anni e 23 titoli Slam in bacheca, giocherà infatti in doppio nel torneo del Queen's, preparatorio a Wimbledon e in programma dal 6 al 21 giugno. 

L'annuncio, nell'aria da diverso tempo, è arrivato in grande stile, con Williams che ha pubblicato un video, sponsorizzato dalla Nike, sui propri profili social: "Le buone notizie si diffondono velocemente", ha scritto l'americana. "Devo cambiare il mio numero", ha detto nel video, mentre, impegnata su un campo da tennis, si avvicina alla panchina per rispondere ai tanti messaggi e chiamate ricevute. 

"Tutti hanno sentito la notizia", si legge in sovrimpressione. Williams non gioca un match ufficiale da quasi 4 anni quando perse agli Us Open contro l'australiana Ajla Tomljanovic e ora è pronta a tornare in campo nel doppio, probabilmente in coppia con la giovane canadese Victoria Mboko. 

"Il Queen's Club mi sembra il luogo perfetto per iniziare questo nuovo capitolo", ha dichiaratoai canali ufficiali del torneo Williams, "l'erba mi ha regalato alcuni dei momenti più significativi della mia carriera e sono entusiasta di tornare a gareggiare su uno dei palcoscenici più iconici di questo sport." 

 

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Categoria: sport

16:43

Caso Garlasco, pm Milano indaga De Rensis per diffamazione su querela Cappa

(Adnkronos) - L'avvocato Antonio De Rensis, uno dei difensori di Alberto Stasi, l'inviato del programma 'Le Iene' Alessandro De Giuseppe e l'ex maresciallo dei carabinieri di Garlasco Francesco Marchetto sono stati indagati dalla Procura di Milano per diffamazione. Nella querela presentata - tramite i suoi legali - da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, si contestava l'istigazione a delinquere finalizzata alla diffamazione e alla calunnia.  

Nella corposa denuncia inviata al pubblico ministero Antonio Pansa sono state allegate anche le trascrizioni di una registrazione tra l’inviato televisivo e una giornalista. Si tratta di una nuova denuncia che si aggiunge alle altre, contro hater e blogger, per provare a frenare le accuse e le illazioni che per mesi hanno visto vittima la famiglia Cappa, mai indagata per il delitto del 13 agosto 2007. 

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Categoria: cronaca

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09:06

Terremoto in Calabria, notte di paura. Sindaco di Corigliano: "Forte ma nessun danno, circolano anche fake news"

(Adnkronos) - Nessun danno a persone o cose per la forte scossa di terremoto di magnitudo 6.2 che poco dopo la mezzanotte del 2 giugno ha colpito la Calabria e in gran parte del Sud Italia. Il sisma, registrato al largo della costa tirrenica calabrese, è stato avvertito distintamente da Cosenza a Reggio Calabria, spingendo molti cittadini a lasciare le proprie abitazioni per la paura. 

Dopo ore di verifiche e controlli, arrivano però notizie rassicuranti dai vigili del fuoco. Gli interventi effettuati hanno riguardato due aperture di porta nella provincia di Cosenza e verifiche tecniche su abitazioni civili a Catanzaro e Cittanova. Nessuna delle ispezioni ha evidenziato problemi strutturali o situazioni di pericolo. "Non sono state segnalate criticità rilevanti né danni a persone o strutture", fanno sapere i vigili del fuoco, sottolineando che non sono emerse problematiche statiche negli edifici controllati. La situazione, spiegano, resta sotto costante monitoraggio da parte delle strutture operative del Corpo nazionale. 

La scossa, localizzata a circa 250 chilometri di profondità, è stata percepita anche in Campania, Sicilia, Basilicata e Puglia, generando apprensione tra la popolazione ma senza conseguenze significative. 

“La doppia scossa di terremoto è sorta sul versante tirrenico, molto in profondità, ma è stata forte al punto di spaventare tanti concittadini che l’hanno chiaramente avvertita sul nostro versante ionico”, ha scritto sui social il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, confermando di essere in contatto costante con il distaccamento dei vigili del fuoco. Secondo il primo cittadino, al momento non risultano “segnalazioni importanti o gravi criticità, solo qualche allarme scattato e tanta paura”. 

Nel suo messaggio, il sindaco ha anche denunciato la circolazione di immagini false sui social: “Girano alcune foto di colonne crollate o altri danni importanti, mi sono recato sui posti accertandomi che siano false. Purtroppo gli imbecilli non mancano nemmeno in queste occasioni delicate e importanti”. 

"Stanotte abbiamo 'ballato' un tantino, ma non ci sono segnalazioni di danni a cose o persone", afferma all'Adnkronos, Vincenzo Pellegrino, sindaco di Amantea. "A parte un po' di paura, com'è normale e fisiologico che sia nei casi di eventi imprevisti, la situazione è sotto controllo e non sono state rilevate particolari criticità", assicura Pellegrino.  

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Categoria: cronaca

08:39

Fonseca-Mensik: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Caccia alle semifinali al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, Joao Fonseca sfida Jakub Mensik - in diretta tv e streaming - nei quarti di finale dello Slam di Parigi. Il tennista brasiliano arriva al match dopo aver eliminato Pavlovic, Prizmic, Djokovic e Ruud, mentre il ceco Draguet, Navone, De Minaur e Rublev. 

 

La sfida tra Fonseca e Mensik è in programma oggi, lunedì 1 giugno, alle ore 20.15, con il match che è fissato nella sessione serale del Philippe-Chatrier. I due tennisti si sono affrontati in un solo precedente, nelle Next Gen del 2024, quando Fonseca si impose in cinque set. 

 

Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

 

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Categoria: sport

08:31

Pinerolo, trovato il corpo del 17enne trascinato dalla corrente del Chisone

(Adnkronos) - Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche del ragazzo di 17 anni scomparso nel pomeriggio lungo il torrente Chisone, nel territorio di Pinerolo. Il corpo del giovane è stato ritrovato nella tarda serata di ieri dai Vigili del Fuoco di Torino, a circa 600 metri a valle del Ponte San Martino. 

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo si trovava sulla riva del torrente insieme ad alcuni amici quando è stato improvvisamente trascinato dalla forza della corrente. L’allarme è scattato immediatamente e le operazioni di ricerca sono partite dal punto dell’ultimo avvistamento. 

Per ore decine di soccorritori hanno battuto il corso d’acqua e le sue sponde nella speranza di ritrovarlo in vita. In campo sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco di Pinerolo, il nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) di Torino, i sommozzatori trasportati dall’elicottero Drago del Reparto Volo Piemonte, il Nucleo Cinofili regionale e il Soccorso Alpino. Le autorità stanno ora ricostruendo con precisione la dinamica dell’accaduto. 

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Categoria: cronaca

08:29

Caldo record e cambio armadio? 5 trucchi per farlo risparmiando in bolletta

(Adnkronos) - Caldo record e cambio armardio: un'operazione spesso rimandata, ma che le temperature estive rendono ormai una necessità. In questa corsa a liberare t-shirt e abiti leggeri, Pulsee Luce e Gas suggerisce come trasformare questa incombenza in un’opportunità concreta di risparmio energetico.  

L’obiettivo è proprio quello di dimostrare come anche un’attività fatta quasi di corsa, come il cambio armadio imposto dal caldo, possa diventare un’occasione per agire con maggiore consapevolezza. Un'analisi di Pulsee sui consumi reali dei propri clienti offre un dato interessante: durante i mesi più caldi, i consumi legati all’utilizzo di elettrodomestici per il lavaggio (-17,5%) diminuiscono in modo naturale. Come mai? Con l’arrivo dell’estate i lavaggi a pieno carico sono meno frequenti e vengono fatti a basse temperature. Un'inclinazione al risparmio che, con il giusto metodo, può essere ulteriormente ottimizzata. 

Sono cinque i consigli di Pulsee Luce e Gas per un cambio armadio e per prepararsi all’estate a prova di caldo e di sprechi. 1) Lavare con intelligenza (e a pieno carico). Concentrare i bucati in un unico momento, utilizzando la lavatrice sempre a pieno carico. Prediligere i cicli di lavaggio a basse temperature (30-40°C): sono perfetti per rinfrescare i capi estivi e riducono il consumo energetico fino al 70% rispetto ai lavaggi ad alte temperature. 

2) Stirare 'in serie'. Se non si può fare a meno di stirare, raggruppare più capi e farlo in un'unica sessione. Il ferro da stiro consuma la maggior parte dell'energia per raggiungere la temperatura; ottimizzare il processo evita di sprecare elettricità e di surriscaldare ulteriormente la casa. 3) Fare luce sul guardaroba con i led. Approfittare del momento in cui l'armadio è più vuoto per fare un check-up dell'illuminazione. Se si hanno ancora vecchie lampadine, sostituirle con alternative a led: consumano fino all'85% in meno, durano di più e non generano calore. 

4) Prendere il controllo per risparmiare. Per trasformare le buone abitudini in un risparmio tangibile è fondamentale avere il pieno controllo della propria energia. Strumenti digitali semplici e intuitivi come Energimetro di Pulsee nascono proprio per rendere ogni scelta, anche la più piccola, un'azione efficace. Accessibile via app, permette di monitorare l'assorbimento dei singoli elettrodomestici, aumentando la consapevolezza e aiutando a tagliare gli sprechi per un risparmio che può arrivare fino al 10% annuo. 

5) Preparare la casa al caldo (e al climatizzatore). Il cambio armadio è solo il primo passo. I dati Pulsee mostrano che con il caldo i consumi per la climatizzazione possono raggiungere picchi del +30%. Giocare quindi d'anticipo: schermare le finestre con tende da esterno o persiane durante le ore più calde per mantenere la casa fresca e ridurre il bisogno di accendere l'aria condizionata. Pulire anche i filtri del condizionatore per garantirne la massima efficienza dopo la pausa invernale. Ricordare che spesso il vero nemico del comfort è l'umidità, non solo il caldo: prima di abbassare la temperatura, scegliere la funzione 'deumidificatore'. Consuma notevolmente meno e spesso è sufficiente a garantire il benessere, con un impatto più leggero sulla bolletta. 

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Categoria: economia

08:12

Zverev-Jodar: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) - Quarti di finale al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 2 giugno, Alexander Zverev sfida Rafa Jodar - in diretta tv e streaming - per un posto nella semifinale dello Slam di Parigi. Il tedesco arriva al match dopo aver eliminato Bonzi, Machac, Halys e De Jong, mentre Jodar ha superato Kovacevic, Duckworth, Michelsen e Carreno Busta. 

 

La sfida tra Zverev e Jodar è in programma oggi, martedì 2 giugno, alle ore 16 circa. I due tennisti non si sono mai incontrati in carriera, con quello di Parigi che sarà quindi il loro primo precedente. 

 

Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels. 

 

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Categoria: sport

07:51

Ucraina, massiccio attacco russo nella notte: diversi morti e oltre 100 feriti, colpita Kiev

(Adnkronos) - Nuova ondata di attacchi della Russia contro l'Ucraina. Nella notte tra l'1 e il 2 giugno, le forze di Putin hanno lanciato un massiccio raid aereo con missili e droni, uno dei più violenti dall'inizio della guerra, contro diverse città ucraine, causando almeno 11 morti e 105 feriti in tutto il Paese. Le aree più colpite risultano essere la capitale Kiev e la città di Dnipro, nel centro del Paese. 

A Kiev il bilancio provvisorio è di almeno quattro vittime e 58 feriti, tra cui due bambini, secondo quanto riferito dal sindaco Vitali Klitschko. A Dnipro, invece, le autorità locali hanno segnalato sei morti e 36 feriti. 

L'aeronautica militare ucraina ha dichiarato che le forze russe hanno lanciato 73 missili da crociera, balistici e ipersonici, oltre a 656 droni d'attacco. Di questi, 40 missili e 602 droni sono stati abbattuti o intercettati. Secondo quanto riportato, trenta missili balistici, tre missili da crociera e 33 droni d'attacco hanno colpito 38 località. 

Le prime esplosioni sono state udite a Kiev intorno all'1.30 ora locale, poco prima dell'attivazione dell'allarme aereo. Nuove ondate di esplosioni sono state registrate alle 2.15, alle 4 e alle 7.20 del mattino, accompagnate da brevi interruzioni dell'energia elettrica in alcune zone della città. 

Particolarmente grave la situazione nel distretto Podilskyi della capitale, dove un edificio residenziale di nove piani è crollato dopo quello che le autorità definiscono un attacco "double tap", una tattica che prevede un secondo bombardamento sulla stessa area poco dopo il primo. Secondo Klitschko, diverse persone potrebbero essere ancora intrappolate sotto le macerie. "Nel distretto Podilskyi diverse automobili hanno preso fuoco a seguito dell'attacco. In un altro punto della zona, i detriti di un missile sono caduti sul tetto di un edificio provocando un incendio e la rottura delle finestre", ha dichiarato Tymur Tkachenko, capo dell'Amministrazione militare della città di Kiev. 

Danni sono stati segnalati anche a edifici residenziali di 15 e 24 piani nel distretto Solomianskyi. Nel quartiere Obolonskyi, invece, i frammenti di un drone sono precipitati nei pressi di una scuola materna, mentre un incendio è divampato in un cantiere edile. 

Altri incendi sono scoppiati nei distretti Darnytskyi e Shevchenkivskyi dopo la caduta di detriti su stazioni di servizio, mentre nel quartiere Sviatoshynskyi è stato colpito un edificio commerciale. Nel distretto Shevchenkivskyi le fiamme hanno interessato il secondo e il terzo piano di una struttura commerciale. 

Segnalati inoltre incendi di automobili e danni esterni a una clinica medica nel distretto Holosiivskyi. Le autorità hanno riferito anche del crollo parziale di un business center. 

L'attacco ha interessato anche diverse località dell'oblast di Kiev. Le autorità regionali hanno segnalato danni ad abitazioni, a un magazzino e a un edificio non residenziale nelle aree di Bucha e Vyshhorod. Il governatore regionale Mykola Kalashnyk ha riferito che tre persone sono rimaste ferite. 

A Kharkiv, diversi quartieri della città sono stati colpiti da droni e missili, come riportato dal sindaco Ihor Terekhov . Si segnalano danni a edifici residenziali a più piani, veicoli ed edifici amministrativ 

 

A Dnipro, immagini e video diffusi sui social mostrano edifici di pochi piani parzialmente crollati. Secondo il governatore regionale Oleksandr Hanzha, almeno 23 dei feriti hanno dovuto essere ricoverati in ospedale, tra cui una ragazza di 13 anni. Il sindaco Borys Filatov ha dichiarato che 49 edifici residenziali hanno riportato danni e che sette risultano "praticamente completamente distrutti". 

Anche Kharkiv è finita nel mirino delle forze russe. Il sindaco Ihor Terekhov ha riferito che diversi droni e missili hanno colpito più distretti della città, causando danni a edifici residenziali multipiano, veicoli e strutture amministrative. Dieci persone sono rimaste ferite. In totale, 10 persone sono rimaste ferite nell'attacco. 

Durante l'attacco, l'Aeronautica militare polacca ha fatto sapere di aver fatto decollare velivoli polacchi e alleati per monitorare e proteggere lo spazio aereo del Paese. 

L'offensiva arriva dopo giorni di allerta da parte delle autorità ucraine. Già il 29 maggio il presidente Volodymyr Zelensky aveva avvertito che, secondo informazioni dell'intelligence, la Russia stava preparando un nuovo attacco su larga scala contro l'Ucraina. Nei giorni successivi il leader ucraino aveva ribadito l'invito alla popolazione a seguire le allerte aeree e a mantenere alta la vigilanza. 

Alla vigilia del raid del 2 giugno, Zelensky aveva nuovamente lanciato l'allarme, sostenendo che Mosca stesse preparando un massiccio bombardamento e che le difese aeree ucraine fossero operative 24 ore su 24, compatibilmente con le risorse disponibili. 

Le minacce russe erano aumentate nelle ultime settimane. Il ministro degli Esteri di Mosca, Sergey Lavrov, aveva dichiarato al segretario di Stato americano Marco Rubio che la Russia avrebbe potuto colpire i cosiddetti "centri decisionali" ucraini, invitando gli Stati Uniti a valutare l'evacuazione della propria ambasciata a Kiev. Anche il ministero degli Esteri russo aveva consigliato ai cittadini stranieri e ai diplomatici di lasciare la capitale, senza che tuttavia le ambasciate occidentali procedessero a evacuazioni. 

L'escalation segue il massiccio attacco lanciato dalla Russia il 24 maggio, quando furono impiegati circa 90 missili e 600 droni contro Kiev e altre aree del Paese. In quell'occasione vennero colpiti anche edifici simbolici della capitale, tra cui la sede del governo, il ministero degli Esteri, il Teatro dell'Opera di Kiev e il Museo di Chernobyl. Il bilancio fu di quattro morti e quasi cento feriti in tutta l'Ucraina. 

 

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Categoria: internazionale/esteri

07:36

2 giugno, 80 anni fa il referendum tra Repubblica e Monarchia

(Adnkronos) - La Repubblica Italiana festeggia 80 anni. Il 2 giugno 1946 si svolse il referendum sulla forma istituzionale dello Stato, che con il voto popolare condusse alla nascita della Repubblica e alla elezione di un’Assemblea Costituente, a conclusione di un complesso periodo di transizione segnato dalle azioni di movimenti e partiti antifascisti e dall'avanzata degli alleati in un Paese diviso e devastato dalla guerra. Gli italiani, e per la prima volta le italiane, convocati alle urne per scegliere tra Repubblica e Monarchia e per eleggere i deputati dell’Assemblea Costituente cui spetterà il compito di redigere la nuova carta costituzionale, furono chiamati a cooperare alla fondazione di una idea di cittadinanza repubblicana che trovò nella Costituzione una delle massime espressioni. 

Esaurito il ventennio di dittatura fascista, per la prima volta la società italiana viveva l’esperienza di libere elezioni a suffragio universale maschile e femminile, seppure in un Paese allora ancora profondamente diviso sulla questione istituzionale. Esisteva una spaccatura profonda, fortemente disegnata su basi geografiche, tra il Nord a maggioranza repubblicana ed il Sud a maggioranza monarchica, nonostante che gli eventi dell’ultimo ventennio - e in particolare la sconfitta, il proclama di armistizio reso noto l’8 settembre 1943 dal capo del governo Pietro Badoglio, la fuga dalla Capitale dei vertici militari, dello stesso Badoglio, del Re Vittorio Emanuele III e di suo figlio Umberto, lo stato delle forze armate italiane lasciate allo sbando, la guerra civile che divideva l’Italia - avessero oramai reso improrogabile la scelta di una profonda cesura con il passato. 

La questione istituzionale emergeva con forza e imponeva l’esigenza di superare drasticamente un modello politico-culturale che affidava alla continuità dinastica della monarchia sabauda la tutela ed il mantenimento dei valori nazionali più tradizionali e conservatori. Il 9 maggio 1946 il re Vittorio Emanuele III (cui si imputava la responsabilità di avere consentito l'avvento del fascismo) abdicò in favore del figlio Umberto, già nominato Luogotenente nel giugno 1944. Una decisione rivelatasi sin dal suo nascere tardiva e assolutamente inadeguata rispetto alle aspettative dei partiti aderenti al Comitato di Liberazione Nazionale. 

Fu questo il periodo in cui un anelito di libertà e progresso si andò diffondendo in Italia. Cancellate le 'leggi fascistissime' - che avevano consentito la liquidazione di tutti i partiti all’infuori di quello fascista, lo scioglimento dei sindacati socialisti e cattolici, la soppressione della libertà di stampa, fino alla trasformazione di fatto dell’ordinamento giuridico del Regno d’Italia in uno stato autoritario -, risorsero le organizzazioni politiche e sindacali, i giornali si moltiplicarono con la creazione di nuove testate, le associazioni culturali ripresero vita. 

 

L’affluenza al voto fu altissima. Nel 1946 gli aventi diritto al voto erano 28 milioni (28.005.449), i votanti furono quasi 25 milioni (24.946.878), pari all’89,08%. I voti validi 23.437.143, di questi 12.718.641 (pari al 54,27%) si espressero a favore della Repubblica, 10.718.502 (pari al 45,73%) a favore della Monarchia. I giornali, e il dato è confermato dai risultati diramati dal Ministero dell’Interno, registravano un’affluenza alle urne che di provincia in provincia variava dal 75% al 90% degli aventi diritto. Le donne ebbero un ruolo ed un peso determinanti, votarono infatti 12.998.131 donne, contro 11.949.056 di uomini. 

Nella realtà, guardando alla concretezza dei numeri, la frattura dell’elettorato sulla questione istituzionale fu radicale. Le ragioni furono certamente fondate sulle incognite politiche e socio-economiche che la scelta repubblicana per molti rappresentava, ma anche legate alle disparità con cui la dura esperienza della guerra aveva toccato le diverse zone del Paese e i diversi strati della popolazione, oltre che dettate dal radicamento di una istituzione comunque identificata da molti con la propria idea di nazione. 

Il passaggio dalla monarchia alla Repubblica avvenne in un clima di tensione, tra polemiche sulla regolarità del referendum, accuse di brogli, polemiche sulla stampa, ricorsi e reclami. In virtù dei risultati ed esaurita la valutazione dei ricorsi, il 18 giugno 1946 la Corte di Cassazione proclamò in modo ufficiale la nascita della Repubblica Italiana. L’Italia cessava di essere una monarchia e diventava una Repubblica. 

 

Il 2 giugno 1946 gli italiani votarono anche per l’Assemblea costituente. Il risultato elettorale vide l’affermazione dei tre grandi partiti di massa: la Democrazia cristiana conquistava la maggioranza relativa dell’Assemblea (35,21 %), mentre il Partito socialista e il Partito comunista raggiungevano insieme il 39,61 %. I tre maggiori partiti ottenevano complessivamente circa il 75% dei suffragi. Si affermavano le forze politiche legate alla tradizione popolare del movimento cattolico e del movimento socialista. Le elezioni evidenziavano anche il massiccio ridimensionamento delle forze di ispirazione liberale, che sino all’avvento del fascismo avevano dominato la vita politica nazionale. 

Già all’inizio del 1945, con il Paese diviso dalla Linea Gotica ed il Nord sottoposto all’occupazione tedesca, il Governo Bonomi aveva emanato un decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne (decreto legislativo luogotenenziale 2 febbraio 1945, n.23), in risposta alla forte mobilitazione delle associazioni femminili interessate al voto : il Comitato femminile della Democrazia Cristiana - Cif, l’Unione Donne Italiane - Udi, il Gruppo femminile del Partito Repubblicano, la Federazione Italiana Laureate Diplomate Istituti Superiori – Fildis, i Gruppi femminili degli altri partiti aderenti al Comitato di Liberazione Nazionale. 

In realtà il voto del 2 giugno costituiva il punto di approdo di un processo di transizione che in Italia si era avviato già a partire dalla caduta del fascismo, il 25 luglio 1943. Il processo di liberazione dalla occupazione tedesca e la ripresa democratica con i governi del Cln (Comitato di Liberazione Nazionale) che guidarono il Paese fin dalla primavera del 1944, vennero subito a coagularsi attorno ai due obiettivi fondamentali : la soluzione della questione istituzionale e l’approvazione della nuova Costituzione da parte di un’assemblea liberamente eletta. 

In un primo momento, il 25 giugno 1944, pochi giorni dopo la liberazione di Roma, il governo Bonomi stabiliva che alla fine della guerra sarebbe stata eletta a suffragio universale, diretto e segreto, un’assemblea Costituente per scegliere la forma dello Stato e dare al Paese una nuova costituzione (DLLgt 151\ 1944). 

Successivamente, il 16 marzo 1946, il governo De Gasperi, dopo aver sancito il suffragio universale e riconosciuto il diritto di voto alle donne, integrava e modificava la normativa precedente, limitando i poteri dell’Assemblea Costituente alla stesura della nuova Carta fondamentale, affidando ad un referendum popolare la decisione sulla forma istituzionale dello Stato ed aggiungendo che, qualora la maggioranza degli elettori votanti si fosse pronunziata a favore della Repubblica, l’Assemblea Costituente, come suo primo atto, avrebbe eletto il Capo Provvisorio dello Stato (DLLgt 98\1946). Nello stesso giorno il Governo definiva le norme che regolavano le votazioni per il referendum e l’Assemblea Costituente da eleggersi con sistema proporzionale. La legge elettorale del 23 aprile 1946 suddivideva l’Italia in 32 collegi elettorali, nei quali eleggere 573 deputati (in realtà ne sarebbero stati eletti 556, poiché non vennero effettuate elezioni nell’area di Bolzano e nel collegio Trieste e Venezia Giulia – Zara, ancora sottoposte alla giurisdizione del Governo Militare Alleato), e affidava alla Corte di Cassazione il controllo e la proclamazione dei risultati. 

 

È in questo clima che maturò la concessione del voto alle donne e il 2 giugno 1946 tutte le donne italiane poterono recarsi alle urne ed essere elette in elezioni politiche. Sui banchi dell’Assemblea Costituente sedettero le ventuno “prime parlamentari”, denominate, allora, “Madri Costituenti”, assai attente a non deludere le speranze delle italiane, comprese le aspettative delle donne che da partigiane, staffette, antifasciste avevano contribuito alla Liberazione.  

Delle Costituenti, nove provenivano dalla Dc (Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici Agamben, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra Verzotto, Vittoria Titomanlio), nove dal Pci (Adele Bej Ciufoli, Nadia Gallico Spano, Nilde Jotti, Teresa Mattei, Angiola Minella Molinari, Rita Montagnana Togliatti, Teresa Noce Longo, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi), due dal Psiup (Lina Merlin e Bianca Bianchi) ed una dal partito dell’Uomo Qualunque (Ottavia Penna Buscemi). Cinque di loro sarebbero entrate nella “Commissione dei 75”, incaricata di scrivere la Carta costituzionale : Maria Federici, Angela Gotelli, Lina Merlin, Teresa Noce e Nilde Jotti. Trent’anni più tardi, Nilde Jotti sarebbe stata la prima donna a ricoprire, per tre legislature, dal 1979 al 1992, la carica di presidente della Camera dei deputati, una delle cinque più alte cariche dello Stato mai ricoperte precedentemente da una donna. 

“E le italiane – avrebbe scritto la democristianaTina Anselmi, ricordando il 2 giugno - fin dalle prime elezioni, parteciparono in numero maggiore degli uomini, spazzando via le tante paure di chi temeva che fosse rischioso dare a noi il diritto di voto perché non eravamo sufficientemente emancipate. Non eravamo pronte. Il tempo delle donne è stato sempre un enigma per gli uomini. E tuttora vedo con dispiacere che per noi gli esami non sono ancora finiti. Come se essere maschio fosse un lasciapassare per la consapevolezza democratica!”. 

I giorni, estremamente confusi e drammatici, immediatamente successivi alla proclamazione dei risultati del referendum, videro l’assunzione da parte di Alcide De Gasperi dei poteri di Capo provvisorio dello Stato (nella notte fra il 12 ed il 13 giugno), la partenza di Umberto II dall’Italia per l’esilio in Portogallo (il 13 giugno) e la proclamazione definitiva dei risultati da parte della Corte di Cassazione (il 18 giugno). 

“Il Consiglio dei Ministri – si legge nel comunicato redatto in chiusura della seduta del 10 giugno - riafferma che la proclamazione dei risultati del Referendum, fatta il 10 giugno dalla Corte di Cassazione nelle forme e nei termini dell’art. 17 del Decreto Legislativo Luogotenenziale 23 aprile 1946, n. 219, ha portato automaticamente alla instaurazione di un regime transitorio durante il quale, fino a quando l’Assemblea Costituente non abbia nominato il Capo provvisorio dello Stato, l’esercizio delle funzioni del Capo dello Stato medesimo spetta “ope legis” al Presidente del Consiglio in carica. Tale situazione costituzionale, creata dalla volontà sovrana del popolo nelle forme previste dalle leggi luogotenenziali, non può considerarsi modificata dalla comunicazione odierna di Umberto II al Presidente del Consiglio. Il Governo, sapendo di poter contare sul senso di responsabilità di tutti gli organi dello Stato, rinnova il suo appello ai cittadini perché, nel momento attuale, decisivo per le sorti del Paese all’interno come nei rapporti internazionali, lo sorreggano concordemente con la loro vigile disciplina e il loro operante patriottismo, nel compito di assicurare la pacificazione e l’unità nazionale”. 

Il 25 giugno 1946 iniziarono anche i lavori dell'Assemblea Costi­tuente, la quale, il 28, elesse Enrico De Nicola – giurista, esponente della cultura politica liberal-democratica e presidente della Camera dal 1920 al 1923 - a Capo provvisorio dello Stato e circa quindici giorni dopo votò la fiducia al secondo governo De Gasperi, sostenuto dai tre maggiori partiti (Dc, Pci, Psi). 

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Categoria: politica

01:09

Roland Garros, tris azzurro ai quarti: Cobolli, Berrettini e Arnaldi avanti tutta

(Adnkronos) - Flavio Cobolli, Matteo Berrettini, Matteo Arnaldi: 3 italiani ai quarti di finale del Roland Garros sono un record, con la certezza di un azzurro in semifinale visto il 'derby dei Matteo' in arrivo nel prossimo round. Il tricolore monopolizza la parte alta del tabellone del singolare maschile: i 3 rappresentanti dell'Italtennis hanno fatto strada nella sezione del main draw 'abbandonata' da Jannik Sinner al secondo turno. 

Il lunedì straordinario si apre con lo show di Cobolli, testa di serie numero 10. Il romano supera in 4 set lo statunitense Zachary Svajda, numero 85 del ranking, 6-2, 6-3, 6-7 (3-7), 7-6 (7-5) e arriva tra i 'last 8', eguagliando il risultato ottenuto un anno fa a Wimbledon. "Me la sono fatta sotto a un certo punto...", dice Cobolli - ora virtualmente numero 11 del mondo - riavvolgendo il nastro del quarto set: avanti 5-1, spreca un match point sul 5-4 e deve chiudere i conti al tie-break. "Sono felice, fisicamente sto benissimo. Non avrei avuto problemi nemmeno a giocare il quinto set. La tensione era alta, fisicamente ho speso molto ma sto bene. Ho avvertito tensione nel momento più complesso, ho giocato un tennis che non è proprio il mio e ho pagato un po' il dazio", aggiunge. Ora, nei quarti, lo aspetta il canadese Felix Auger-Aliassime, numero 4 del tabellone. Cobolli ha vinto entrambi i confronti diretti disputati, entrambi sul cemento. 

Il pomeriggio prosegue con il nuovo show di Matteo Berrettini. Il 30enne romano 'vendica' Sinner, piegando l'argentino Juan Manuel Cerundolo per 6-3, 7-6 (7-2), 7-6 (8-6). Un break decide il primo set, mentre il secondo parziale arriva al tie-break senza scossoni nei turni di servizio. Berrettini vola 6-2 e chiude il parziale con un delizioso rovescio tagliato. Nel terzo set, nonostante una condizione non ottimale, 

Cerundolo detta il ritmo del gioco: break e Berrettini deve inseguire. L'azzurro ricuce il gap, epilogo ancora al tie-break. Cerundolo scappa sul 6-3, Berrettini cancella 3 set point (2 sul servizio del rivale) e ribalta la situazione: 5 punti di fila, 8-6 e quarti di finale che certificano la rinascita. "Avete visto l'esultanza alla fine del match. Ero gasato, felice: è stato un incontro durissimo, nel terzo set ero indietro ma ho lottato. Sono orgoglioso di me", dice. "Ricordo quanto fossi triste" per gli infortuni degli ultimi anni. "Sono ancora un signor giocatore, me lo dico da solo", aggiunge sorridendo. 

Nei quarti, Berretti se la vedrà con Matteo Arnaldi, protagonista di un'ennesima maratona vincente. Il ligure piega lo statunitense Frances Tiafoe, testa di serie numero 19, con un'autentica impresa: 7-6 (7-5), 6-7 (5-7), 3-6, 7-6 (7-5), 6-4 in oltre 5 ore. Arnaldi, che avvicinerà la 50esima posizione nel ranking, risorge nel quarto set: sotto 4-1, dopo aver subìto due break, torna in corsa con una rimonta strepitosa, impreziosita da una serie di recuperi al limite del miracoloso. Al tie-break Arnaldi tira fuori nuove energie e rinvia il verdetto al set decisivo. 

Nel quinto game, l'azzurro piazza il break e allunga (4-2). Tiafoe non molla e recupera (4-4). Sembra un match di boxe con pugili sfiniti, Arnaldi piazza una serie di colpi prendendosi un break a zero (5-4) e chiudendo i conti dopo oltre 5 ore e 20: vola ai quarti, ora il derby con Berrettini. 

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Categoria: sport

00:28

Terremoto di magnitudo 6.2 davanti alle coste della Calabria, avvertito in tutto il Sud

(Adnkronos) - Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.2 è stata registrata nel Sud Italia poco dopo la mezzanotte, oggi 2 giugno. Secondo l'Ingv, il sisma si è verificato a 250 km di profondità al largo della costa della Calabria nord occidentale nel Cosentino, ma è stata avvertita anche in Puglia e in Sicilia come testimoniano i centinaia di messaggi degli utenti sui social.  

La Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile "è in contatto con le loro strutture sul territorio", fa sapere il Dipartimento sui social. La scossa è stata "avvertita in gran parte del Sud", spiega la Protezione Civile, sottolineando che, anche se al momento non ci sono segnalazioni di danni, ci sono "verifiche in corso". Il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano ha convocato l'Unità di Crisi a Roma per seguire la situazione. 

A quanto apprende l'Adnkronos, non ci sarebbero state fino ad ora segnalazioni di danni ai vigili del fuoco che sono, comunque, impegnati in una ricognizione per valutare eventuali danni in particolare nella zona del Tirreno cosentino. 

 

 

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Categoria: cronaca

20:57

Sondaggio politico, Fratelli d'Italia cresce e Pd cala

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia cresce, il Pd cala, il Movimento 5 Stelle sale e Roberto Vannacci 'decolla' con Futuro Nazionale. E' il quadro del sondaggio Swg che oggi, lunedì 1 giugno, fotografa le intenzioni di voto per il Tg La7 in caso di elezioni. Fratelli d'Italia, ampiamente primo partito, guadagna lo 0,1% rispetto alla scorsa settimana e arriva al 28,2%. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni aumenta il vantaggio rispetto al Pd della segretaria Elly Schlein. I dem cedono lo 0,2% e scendono al 22,3%. In ascesa il M5S di Giuseppe Conte, che cresce dello 0,3% e arriva al 13% netto. 

Ai piedi del podio, frenata per Forza Italia che scende dal 7,4% al 7,2%. Passo avanti di Verdi e Sinistra dal 6,6% al 6,7%, mentre la Lega di Matteo Salvini scivola dal 6% al 5,8%. Alle spalle del Carroccio, continua l'ascesa di Futuro Nazionale: il partito di Roberto Vannacci guadagna un altro 0,3% e arriva al 4,6% prendendo decisamente il largo rispetto a Azione di Carlo Calenda (3,4%) e Italia viva di Matteo Renzi (2,4%). Più indietro +Europa (1,4%) e Noi Moderati (1,2%). 

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Categoria: politica

19:32

Roland Garros, impresa Arnaldi con Tiafoe: lo rimonta e raggiunge i quarti

(Adnkronos) - Matteo Arnaldi vola ai quarti del Roland Garros 2026. Il tennista azzurro ha battuto, con un'incredibile rimonta, l'americano Frances Tiafoe negli ottavi dello Slam di Parigi, imponendosi in cinque set con il punteggio di 7-6 (5), 6-7 (5), 3-6, 7-5, 6-4. Arnaldi raggiunge così per la prima volta in carriera i quarti di finale del Roland Garros e ora troverà ad attenderlo un derby tutto azzurro con Matteo Berrettini, certificando così che l'Italia avrà (almeno) un azzurro in semifinale. 

Ai quarti anche Flavo Cobolli e Matteo Berrettini. 

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Categoria: sport

19:31

Berrettini ai quarti del Roland Garros e sogna: "Ora senza Sinner..."

(Adnkronos) - Matteo Berrettini festeggia i quarti del Roland Garros. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro ha battuto in tre set l'argentino Juan Manuel Cerundolo e al termine del match ha lasciato andare tutta la tensione accumulata. Berrettini si è girato infatti verso il suo angolo dove, oltre all'allentore, sedeva anche il fratello Jacopo, e ha mimato un gesto piuttosto eloquente: "Ho due co***oni così". 

A fine partita la sua gioia si è esternata anche parlando dal centro del campo: "Mi sento alla grande, grazie mille per il supporto in questo stadio. È per questo che ci alleniamo, per questo che giochiamo, voglio godermi tutto questo", ha detto Berrettini, "il tennis è l'amore della mia vita, se non fosse così non sarei qui. Dopo tutti i passi indietro, gli infortuni, sono tornato ancora e grazie al mio team sono tornato a colpire la palla dopo un periodo in cui non mi sentivo sicuro". 

Ora Berrettini è un passo più vicino alla finale, che con l'eliminazione di Sinner sembra sempre più possibile: "Sento che ci sono ancora tanti giocatori con un tennis incredibile", ha spiegato, "Sinner ha vinto 20 tornei di fila, non è normale quello che ha fatto, questo è un passo indietro ma tornerà più forte. C'è Zverev, c'è Mensik e c'è anche Cobolli. Io penso a me stesso e voglio solo godermi questa vittoria". 

 

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Categoria: sport

18:50

Erminia, 103 anni: "Votai Repubblica e la sera festa in un ristorantino con altre donne"

(Adnkronos) - La signora Morandi ricorda la sua prima volta in quel 2 giugno 1946: "Al seggio a 23 anni, ero emozionata. Un augurio alla nostra Repubblica? Basta guerre". 

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Categoria: politica

18:22

Dipendenze, neurochirurgo Settembre: "Non sono una colpa ma una malattia"

(Adnkronos) - "La dipendenza non deve essere interpretata come una mancanza di volontà, bensì come una complessa trappola neurobiologica e psicologica". Lo ha detto Roberto Settembre, neurochirurgo, esperto di stimolazione cerebrale non invasiva (Nibs), alla presentazione del suo ultimo libro 'Dipendenze: comprendere, prevenire, curare', in cui demolisce sistematicamente il pregiudizio morale che ancora circonda la dipendenza, sostituendo il lessico della colpa con quello della medicina basata su evidenze scientifiche. Un cambiamento di rotta, che sposta il baricentro dal tribunale dell'opinione pubblica all'ambulatorio. 

"Cinque italiani su 100 nella fascia 15-64 anni hanno provato cocaina almeno una volta. Lo 0,9% ne ha fatto uso nell'ultimo anno - riferisce una nota - Non è un'emergenza che esplode e poi rientra: è un dato strutturale, sanitario, dei report stilati di anno in anno. Il dibattito pubblico continua a parlare un'altra lingua: volontà, colpa, fallimento". Sono parole che la ricerca neuroscientifica ha archiviato da tempo, e che resistono nei talk show come nelle aule di tribunale. Questo scarto - tra ciò che la scienza documenta e ciò che la gente pensa - resta "il primo muro da abbattere". Non si tratta di "debolezza di carattere: è il cervello che viene ristrutturato dall'interno, pezzo dopo pezzo", sostiene l'esperto. Sono "tre circuiti cerebrali, non tre vizi capitali". La dipendenza, secondo le evidenze raccolte dal Cnr e dal Dipartimento per le politiche antidroga, coinvolge il sistema limbico e l'amigdala per il rinforzo positivo, la corteccia prefrontale per il controllo cognitivo e le ricadute, il nucleo accumbens per la ricerca compulsiva della sostanza.  

Ma cosa rende una persona più esposta di un'altra? La ricerca del Cnr individua 5 fattori: età, genetica, genere, stress e comorbidità psichiatrica. Il peso dell'ereditarietà, in particolare, è brutale. "La predisposizione ereditaria pesa tra il 40% e il 60%", chiarisce Settembre. Tradotto: una fetta enorme della vulnerabilità non dipende da scelte consapevoli, ma da un corredo biologico che precede qualsiasi decisione. Anomalie nei recettori di dopamina, trasmesse per via genetica, che influenzano direttamente la capacità di gestire gli impulsi. Chi nasce con quel corredo parte svantaggiato. Poi c'è l'adolescenza. Fase critica per eccellenza. La corteccia frontale - l'area che governa il controllo degli impulsi, la pianificazione, la valutazione delle conseguenze - non raggiunge la piena maturazione prima dei 25 anni. Questo - riferisce la nota - rende il cervello dei più giovani strutturalmente più esposto agli effetti delle sostanze. Una finestra di vulnerabilità biologica che nessuna campagna informativa, da sola, può chiudere. 

"Una prevenzione efficace non può limitarsi alla sola informazione scolastica", taglia corto Settembre. Servono programmi che costruiscano resilienza e capacità di gestione dello stress, a partire dalla comunicazione familiare e dall'educazione alla salute mentale già in età precoce. L'uso ripetuto di sostanze produce modificazioni permanenti delle funzioni cerebrali, con alterazioni della trasmissione della dopamina. "Le sostanze funzionano come scorciatoie artificiali del piacere e col tempo il sistema si desensibilizza - precisa lo specialista - Il risultato ha un nome clinico preciso: anedonia. L'incapacità di provare piacere dagli stimoli naturali. Un abbraccio, un successo lavorativo, una giornata di sole diventano neutri. Il cervello viene letteralmente dirottato da sostanze o comportamenti compulsivi". E il fenomeno non si ferma alle sostanze tradizionali. Cocaina, eroina, alcol e cannabis attivano gli stessi circuiti che vengono sollecitati dal gioco d'azzardo patologico, dalle dipendenze affettive, dall'uso compulsivo dei social media. Il gioco d'azzardo, per dire, stimola gli stessi recettori della cocaina. Le cosiddette nuove dipendenze - isolamento digitale, fragilità emotive, narcisismo patologico inteso come dipendenza dal riconoscimento esterno - condividono con quelle chimiche la medesima architettura neurobiologica. Il perimetro del problema, si legge nella nota, è molto più largo di quanto suggeriscano le statistiche sul consumo di singole sostanze.  

Qualcosa si muove sul fronte delle cure. La medicina moderna classifica la dipendenza come malattia cronica e recidivante del cervello, e questo inquadramento apre la strada a trattamenti mirati. Accanto alle terapie consolidate, psicoterapia cognitivo-comportamentale e farmacologia, si fanno spazio tecniche di neuromodulazione: la stimolazione magnetica transcranica (Tms), che modula l'eccitabilità neuronale nei circuiti della ricompensa; il neurobiofeedback, che addestra il paziente a visualizzare e modulare la propria attività cerebrale. Strumenti che - spiega la nota - sfruttano proprio quella neuroplasticità che la dipendenza corrompe, rivoltandola a favore di chi è malato. 

"La neuroplasticità e gli approcci multidisciplinari rendono il recupero della libertà un traguardo concretamente accessibile", afferma Settembre. La plasticità cerebrale - la capacità del cervello di riorganizzare le proprie connessioni - è documentata dalla letteratura scientifica e rappresenta il fondamento biologico delle nuove strategie di intervento. Il cervello alterato dalla dipendenza può, con gli strumenti adeguati, essere guidato verso una riconfigurazione funzionale. Il nodo vero, alla fine, per l'esperto, resta quello culturale. Finché la percezione dominante continuerà a trattare la dipendenza come una colpa e non come una patologia, l'accesso alle cure sarà frenato dallo stigma. "Dietro ogni dipendenza c'è sempre una persona da ascoltare, non da giudicare", conclude Settembre. 

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Categoria: cronaca

17:39

Oikonomou muore in incidente stradale, ex difensore Bologna e Cagliari aveva 33 anni

(Adnkronos) - Lutto nel mondo del calcio. Oggi, lunedì 1 giugno, è morto a soli 33 anni l'ex difensore di Cagliari, Bologna, Spal, Bari e Sampdoria, Marios Oikonomou, per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto a Giannina, sua città natale, lo scorso 24 maggio. A dare il triste annuncio la Federcalcio greca. "Il Presidente della Federazione Calcistica Ellenica, Makis Gagatsis, il Segretario Esecutivo Domna Tsioni e i membri del Comitato Esecutivo della Federazione esprimono il loro profondo dolore e le sincere condoglianze alla famiglia e ai cari di Marios Oikonomou, scomparso prematuramente all'età di soli 33 anni".  

"Oikonomou si è distinto nel corso della sua carriera calcistica non solo per la sua presenza in campo, ma anche per la sua etica, la sua professionalità e il suo sorriso, elementi che gli hanno fatto guadagnare l'apprezzamento e il rispetto di compagni di squadra, allenatori e tifosi. Marios Oikonomu ha collezionato sei presenze con la Nazionale, mentre a livello di club ha militato in importanti squadre in Grecia, Italia e Danimarca, lasciando il segno nel calcio greco ed europeo. Nello specifico, in Grecia ha giocato per Pas Giannina, Aek Atene e Panaitolikos, mentre in Serie A ha vestito le maglie di Cagliari, Bologna, Spal, Bari e Sampdoria. Dal 2020 al 2022 ha giocato in Danimarca con il Copenhagen. Buon viaggio, Marios…" 

Oikonomou si trovava in terapia intensiva da una settimana. Secondo quanto ricostruito dai media greci, si è trattato di un violento scontro tra la sua moto e un'auto guidata da un uomo di 63 anni. I soccorsi sono stati tempestivi con gli operatori che hanno trasportato subito l'ex calciatore nell'ospedale Hatzikostas per un intervento chirurgico d'urgenza a causa delle gravi lesioni cranio-encefaliche. Dopo una settimana in terapia intensiva, è arrivata la conferma della sua scomparsa a 33 anni. 

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Categoria: sport

17:29

Cosenza, strage di migranti sulla Ss 106: 4 corpi carbonizzati in auto. Si segue la pista dell'omicidio

(Adnkronos) - Quattro migranti, di origine pakistana, sono stati trovati carbonizzati all'interno di un minivan nei pressi di una stazione di carburante lungo la Ss 106 jonica, ad Amendolara, in provincia di Cosenza. Gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza seguono la pista dell'omicidio. 

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Castrovillari, diretta dal procuratore Alessandro D'Alessio. Le vittime erano tutte braccianti agricoli, impiegati nei campi della Sibaritide e diretti verso la Piana del Metapontino, nel Materano. 

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Categoria: cronaca

17:01

Caldo e rischi per l'attività fisica, l'esperta: "Non esiste fisico immune, occhio ai sintomi neurologici"

(Adnkronos) - Durante le ondate di calore "l'attività fisica richiede un'attenzione particolare, soprattutto per chi pratica sport all'aperto o svolge allenamenti intensi. Quando ci muoviamo, una parte significativa dell'energia prodotta dai muscoli viene trasformata in calore. In condizioni normali il nostro organismo riesce a smaltirlo attraverso la sudorazione e l'aumento del flusso di sangue verso la pelle. Quando però la temperatura ambientale è elevata, e ancora di più quando si associa un'elevata umidità, questi meccanismi diventano meno efficaci e la temperatura corporea può aumentare rapidamente. Il problema non riguarda soltanto il rischio di surriscaldamento. Durante l'esercizio fisico il sistema cardiovascolare deve contemporaneamente garantire sangue ai muscoli impegnati nello sforzo e alla pelle per disperdere il calore. A questo si aggiunge la perdita di liquidi e sali minerali attraverso il sudore. E' questa combinazione di fattori che può determinare un importante calo della performance e, nei casi più severi, vere e proprie emergenze mediche. I primi segnali da riconoscere sono crampi muscolari, sudorazione molto abbondante, sete intensa e una sensazione di affaticamento superiore a quella normalmente attesa per quel tipo di sforzo. Se compaiono vertigini, debolezza marcata, nausea, mal di testa, tachicardia o sensazione di svenimento, è necessario interrompere immediatamente l'attività fisica, spostarsi in un ambiente fresco e iniziare a raffreddare il corpo e a reintegrare i liquidi". A fare il punto è per l'Adnkronos Salute è Cristina Tomasi, human metabolist e medico specialista in Medicina interna.  

"Particolare attenzione va posta ai sintomi neurologici: confusione mentale, alterazioni del comportamento, difficoltà nel parlare, perdita di coordinazione o perdita di coscienza possono indicare un colpo di calore, una condizione potenzialmente letale che richiede l'immediato intervento dei soccorsi. In questi casi ogni minuto è prezioso", avverte.  

Le strategie di prevenzione sono relativamente semplici, ma fondamentali. "È consigliabile allenarsi nelle prime ore del mattino o dopo il tramonto, evitando le fasce orarie più calde della giornata. Nelle giornate particolarmente afose è opportuno ridurre intensità e durata dell'allenamento, accettando che la performance fisiologicamente diminuisca - suggerisce Tomasi - L'idratazione deve iniziare prima dell'attività fisica e proseguire durante e dopo lo sforzo, con particolare attenzione al reintegro del sodio quando la sudorazione è abbondante. Anche l'acclimatazione svolge un ruolo molto importante: il corpo è in grado di adattarsi progressivamente al caldo nell'arco di una o due settimane, migliorando la capacità di sudare e di controllare la temperatura corporea. Per quanto riguarda la composizione corporea, è vero che l'obesità rappresenta un fattore di rischio ben documentato per l'intolleranza al caldo. Il tessuto adiposo agisce infatti come un isolante e rende più difficile la dispersione del calore. Questo non significa però che essere molto magri protegga automaticamente dai problemi legati alle alte temperature. La risposta è più complessa. Le persone molto magre - spiega l'esperta - tendono ad avere un rapporto superficie corporea/massa più favorevole alla dispersione del calore e questo può rappresentare un vantaggio in molte situazioni. Tuttavia una massa corporea ridotta comporta anche minori riserve idriche e una minore inerzia termica: in pratica la temperatura interna può aumentare più rapidamente durante uno sforzo intenso o in condizioni ambientali estreme. Per questo motivo la magrezza non deve essere considerata una garanzia di sicurezza". 

Il messaggio più importante "è che non esiste un fisico immune al caldo. La tolleranza alle alte temperature dipende molto più dal livello di allenamento aerobico, dallo stato di idratazione, dall'acclimatazione e dalla capacità di ascoltare i segnali del proprio organismo. Con le giuste precauzioni è possibile continuare a svolgere attività fisica anche durante l'estate, ma il rispetto dei limiti imposti dal caldo è fondamentale per proteggere sia la salute sia la performance", conclude Tomasi.  

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Categoria: cronaca

16:56

Bresh, arriva la deluxe edition: 'Mediterraneo - Dopo il mare': il repack in arrivo il 5 giugno

(Adnkronos) - A un anno di distanza dall’uscita di 'Mediterraneo', album di Bresh certificato disco di platino, venerdì 5 giugno arriva in digitale 'Mediterraneo – Dopo il mare', la deluxe edition, che oltre alle 16 tracce del progetto originale, tra gli altri inediti contiene anche il nuovo singolo attualmente in radio 'Da Dio', e i brani 'Introvabile' e 'Serenamente' con Juli. 

Dal momento della sua uscita, 'Mediterraneo' è sempre rimasto nella classifica degli album più venduti della settimana. Il nuovo singolo 'Da Dio', prodotto da Shune, arriva dopo il precedente 'Introvabile' (prodotto da Shune, Rocco Biazzi, Juli) e racconta di quanto a volte la vita sia capace di sorprendere quando consapevolmente si sceglie di non avere più il controllo su tutto. E così, l’unica cosa da fare diventa arrendersi e lasciarsi trasportare dal caos e dagli imprevisti che capitano lungo il cammino.  

Dopo il successo delle 3 date in Europa, a Parigi, Londra e Barcellona, Bresh sarà impegnato a luglio in 4 appuntamenti sold out di 'Mare Nostrum' al Porto Antico di Genova, quattro imperdibili live che lo vedranno tornare a esibirsi dal vivo nella propria città. E dopo gli appuntamenti a Genova, Bresh sarà in concerto anche con un’unica data a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, il 10 luglio. 

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Categoria: spettacoli

16:50

Serena Williams torna a giocare in doppio: l'annuncio ufficiale

(Adnkronos) - Serena Wiliams torna a giocare. Oggi, lunedì 1 giugno, la tennista statunitense, che aveva annunciato il ritiro nel settembre del 2022, ha comunicato il suo ritorno sui campi da tennis. Williams, 44 anni e 23 titoli Slam in bacheca, giocherà infatti in doppio nel torneo del Queen's, preparatorio a Wimbledon e in programma dal 6 al 21 giugno. 

L'annuncio, nell'aria da diverso tempo, è arrivato in grande stile, con Williams che ha pubblicato un video, sponsorizzato dalla Nike, sui propri profili social: "Le buone notizie si diffondono velocemente", ha scritto l'americana. "Devo cambiare il mio numero", ha detto nel video, mentre, impegnata su un campo da tennis, si avvicina alla panchina per rispondere ai tanti messaggi e chiamate ricevute. 

"Tutti hanno sentito la notizia", si legge in sovrimpressione. Williams non gioca un match ufficiale da quasi 4 anni quando perse agli Us Open contro l'australiana Ajla Tomljanovic e ora è pronta a tornare in campo nel doppio, probabilmente in coppia con la giovane canadese Victoria Mboko. 

"Il Queen's Club mi sembra il luogo perfetto per iniziare questo nuovo capitolo", ha dichiaratoai canali ufficiali del torneo Williams, "l'erba mi ha regalato alcuni dei momenti più significativi della mia carriera e sono entusiasta di tornare a gareggiare su uno dei palcoscenici più iconici di questo sport." 

 

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Categoria: sport

16:43

Caso Garlasco, pm Milano indaga De Rensis per diffamazione su querela Cappa

(Adnkronos) - L'avvocato Antonio De Rensis, uno dei difensori di Alberto Stasi, l'inviato del programma 'Le Iene' Alessandro De Giuseppe e l'ex maresciallo dei carabinieri di Garlasco Francesco Marchetto sono stati indagati dalla Procura di Milano per diffamazione. Nella querela presentata - tramite i suoi legali - da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, si contestava l'istigazione a delinquere finalizzata alla diffamazione e alla calunnia.  

Nella corposa denuncia inviata al pubblico ministero Antonio Pansa sono state allegate anche le trascrizioni di una registrazione tra l’inviato televisivo e una giornalista. Si tratta di una nuova denuncia che si aggiunge alle altre, contro hater e blogger, per provare a frenare le accuse e le illazioni che per mesi hanno visto vittima la famiglia Cappa, mai indagata per il delitto del 13 agosto 2007. 

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Categoria: cronaca