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14:20

Serie A, oggi Inter-Verona - La partita in diretta

(Adnkronos) - L'Inter torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 17 maggio, i nerazzurri ospitano il Verona a San Siro nella penultima giornata di campionato. La squadra di Chivu, campione d'Italia, saluterà i suoi tifosi con le due coppe conquistate in stagione: quella dello scudetto, che verrà consegnata proprio oggi, e la coppa Italia, vinta mercoledì 13 maggio contro la Lazio. Dall'altra parte, i gialloblù sono già retrocessi. Calcio d'inizio alle 15.  

Dove vedere Inter-Verona e la premiazione scudetto? Inter-Verona sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn. 

Nell'ultima giornata di campionato, l'Inter affronterà il Bologna in trasferta. Il Verona ospiterà invece la Roma. 

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Categoria: sport

14:17

Webuild, aperta al pubblico western station metro Riyadh, ultimo tassello orange line realizzata da gruppo

(Adnkronos) - La Royal Commission for Riyadh City ha aperto le porte della Western Station lungo la Orange Line della Metro di Riyadh. Con l’attivazione di questa stazione, entra ufficialmente in esercizio l’intera linea, composta da 22 stazioni e realizzata da Webuild. La Western Station completa la spina dorsale della rete driverless della capitale, infrastruttura da 176 chilometri complessivi che posiziona Riyadh tra le città più avanzate al mondo per il trasporto pubblico automatizzato. Situata nella parte occidentale di Riyadh e lungo una delle sue principali arterie, la Al Madinah Al Munawarah Road, la Western Station rappresenta un nodo urbano articolato progettato per redistribuire i flussi intermodali di mobilità.  

Si estende su 112.000 metri quadrati e integra una stazione metro sopraelevata, un terminal per gli autobus, un parcheggio interrato da oltre 600 posti, spazi commerciali, una moschea e una grande piazza pubblica. Dal punto di vista architettonico, la stazione interpreta in chiave contemporanea il paesaggio saudita. Il progetto si sviluppa attraverso volumi ispirati ai colori e alle forme delle dune del deserto. Strutture orizzontali emergono dal suolo, delineando gli accessi alla stazione, accompagnando la luce naturale all’interno degli spazi e offrendo zone d’ombra ai passaggi pedonali.  

Due grandi archi, con campate fino a 115 metri e un’altezza fino a circa 24 metri, sorreggono le coperture principali, restituendo una struttura monumentale ma leggibile come parte integrante del paesaggio urbano, più che come oggetto isolato. La Western Station è un progetto con una forte impronta sostenibile. La struttura è stata progettata secondo i criteri LEED Gold, una delle certificazioni più riconosciute in ambito di sostenibilità.  

 

L’impiego di apparecchiature ad alta efficienza e il contributo di energia rinnovabile autoprodotta hanno consentito la riduzione dei consumi idrici ed energetici già durante la fase di costruzione. Il Gruppo Webuild è presente dal 1966 nel Regno Saudita, dove ha già realizzato oltre 90 progetti, spaziando dalla mobilità urbana ai grandi edifici civili, dagli ospedali agli impianti industriali. A Riyadh, oltre alla Orange Line, ha realizzato opere iconiche come il Kingdom Centre, punto di riferimento dello skyline cittadino, ed è impegnato nella realizzazione di più lotti del progetto di sviluppo urbanistico Diriyah Gate. Più di recente, si è aggiudicato il contratto per l’estensione della Red Line della Metro di Riyadh, per supportare la capitale saudita in una nuova fase della sua crescita urbana. 

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Categoria: economia

14:07

Modi a Roma, Shenoy: "Imec, difesa ed energia al centro del rapporto India-Italia"

(Adnkronos) - Strategia, commercio, difesa, energia e nuove geometrie geopolitiche tra Indo-Pacifico e Mediterraneo. Alla vigilia della visita del primo ministro indiano Narendra Modi in Italia, Vas Shenoy, Chief Representative per l'Italia della Indian Chamber of Commerce, traccia un quadro della crescente convergenza tra Roma e Nuova Delhi in un momento di forte instabilità globale. 

Nell’intervista, Shenoy spiega perché la relazione tra Giorgia Meloni e Modi oggi passi dall’Imec alla cooperazione industriale nella difesa, fino al concetto di "Indo-Mediterraneo" come nuovo spazio geopolitico integrato. Ampio spazio anche al ruolo dei Brics, alla posizione dell’India rispetto a Cina, Iran e Stati Uniti, e agli effetti economici della guerra in Asia occidentale sull’economia indiana, tra pressione energetica, rischio inflazione e debolezza della rupia. 

Il 20 maggio ci sarà la prima visita bilaterale del Primo ministro Modi in Italia. Quali sono i punti chiave?  

La visita va letta come parte dell’arco strategico occidentale dell’India, alla vigilia della firma dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India, che dovrebbe aumentare in modo significativo il commercio UE-India e Italia-India. La visita di Modi a Roma avviene in un momento di turbolenza globale: crisi energetica, pressione sulle democrazie, volatilità nei rapporti con gli Stati Uniti e ricerca europea di una propria autonomia strategica, un terreno sul quale l’India può essere d’aiuto. India e Italia si incontrano sempre più su questo piano, perché l’India pratica da tempo l’autonomia strategica, mentre l’Europa sta cercando ora di definire la propria versione, e la presidente del Consiglio Meloni è una forza chiave nella leadership europea. 

Indo-Mediterraneo. India e Italia non sono semplicemente due partner bilaterali che si scambiano visite. Sono due poli di una geografia più ampia che collega Oceano Indiano, Golfo, Mar Rosso, Mediterraneo ed Europa. Questo rende sicurezza marittima, rotte commerciali e resilienza energetica temi centrali della visita, incluso il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa, l’Imec. Nonostante la guerra in Asia occidentale, l’Imec resta centrale nell’agenda India-Italia, soprattutto vista la forte relazione comune con gli Emirati Arabi Uniti. 

Si parla anche di difesa e innovazione?  

Sono altri due fattori molto importanti, anch’essi parte del Piano d’Azione Strategico Congiunto 2025-2029. Quel piano impegna i due Paesi a una Roadmap Industriale della Difesa, alla co-produzione, al co-sviluppo, alla ricerca nel settore della difesa, alla cooperazione marittima, alla cybersicurezza e al contrasto al cybercrime. La visita a Nuova Delhi del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, alla fine di aprile, ha creato un forte slancio che dovrebbe essere finalizzato dai due leader. 

La visita arriva dopo Operation Sindoor (gli attacchi indiani contro gruppi terroristi in Pakistan), dopo il rinnovarsi delle tensioni in Asia occidentale e nel contesto di una dottrina indiana antiterrorismo più netta. Permette quindi a India e Italia di discutere terrorismo, energia, Iran, Hormuz, catene di approvvigionamento della difesa e Indo-Mediterraneo in un’unica conversazione, invece che come dossier separati. 

Come vede il rapporto Meloni-Modi?  

La relazione è diventata insolitamente produttiva perché entrambi i leader comprendono il linguaggio della sovranità, della politica industriale, dell’autonomia strategica e della connettività. La parte italiana vede l’India non solo come un mercato, ma come un attore civile e strategico. L’India vede l’Italia come un partner europeo con proiezione mediterranea, capacità nella difesa e serietà politica. Entrambi hanno forti relazioni con il Giappone e con la sua leader Sanae Takaichi e, ancora più importante dopo la visita del presidente Trump in Cina, il ruolo di Italia e India nell’Indo-Pacifico sarà importante come fattore di stabilizzazione per il Sud globale e per il resto del mondo. 

Oltre all’Indo-Pacifico, entrambi i leader credono fortemente nell’Africa e vi investono. L’India ospiterà il quarto vertice India-Africa il 31 maggio, mentre l’Italia ha fatto del Piano Mattei il proprio programma di punta per l’Africa. India, Italia e Kenya hanno lanciato una partnership trilaterale strategica per co-progettare e distribuire soluzioni di intelligenza artificiale scalabili e sovrane in Africa. 

La visita di Modi in Italia si colloca all’incrocio tra commercio, difesa, energia, sicurezza marittima e ricerca europea di un nuovo vocabolario strategico per l’Indo-Mediterraneo. Per l’India, l’Italia sta diventando una delle porte europee più utili. Per l’Italia, l’India non è più soltanto un’opportunità asiatica. È un partner nella definizione dei corridoi e dell’architettura di sicurezza che plasmeranno il fianco sud dell’Europa. 

Allargando lo sguardo, com’è andata la riunione dei ministri degli Esteri Brics a Nuova Delhi?  

La riunione a Nuova Delhi è stata utile, ma ha mostrato anche i limiti del formato Brics allargato. L’India è riuscita a convocare il gruppo in un momento difficile, con Iran ed Emirati Arabi Uniti entrambi nella stessa stanza, mentre la guerra in Asia occidentale incideva direttamente su energia, commercio e sicurezza marittima. Già questo non era irrilevante. 

Ma la riunione non ha prodotto il tipo di dichiarazione politica unitaria a cui l’India puntava. La frattura principale è stata sull’Asia occidentale. L’Iran voleva che i Brics condannassero Stati Uniti e Israele, mentre la posizione degli Emirati era naturalmente di condanna dell’Iran. Il risultato è stato una dichiarazione della presidenza, elaborata dall’India, invece di un comunicato congiunto pieno. Questo ci dice che i Brics sono ormai abbastanza grandi da essere geopoliticamente rilevanti, ma anche troppo divisi al loro interno per parlare facilmente con una sola voce. 

La presenza “di basso livello” della Cina che effetto ha avuto?  

La mancanza di una rappresentanza cinese di alto livello è stata notata. L’assenza di Wang Yi aveva un valore simbolico, perché la Cina resta una delle potenze centrali dei Brics e ha anche una forte influenza sull’Iran. Inoltre, la riunione coincideva con il vertice Trump-Xi a Pechino. In un certo senso, qualsiasi svolta nei Brics avrebbe potuto oscurare il vertice Trump-Xi, nel quale la Cina stava cercando di proiettare la propria immagine di seconda potenza globale, allontanandosi dal formato multilaterale e multipolare che l’India sta cercando di promuovere. 

Il punto più importante è che l’India ha presieduto la riunione con una certa disciplina. Non ha permesso che i Brics diventassero un teatro anti-occidentale interamente plasmato da Teheran, Mosca o Pechino, e questo era il vero obiettivo indiano. Nuova Delhi vuole che i Brics restino una piattaforma per la riforma della governance globale e la voce del Sud globale, non un blocco anti-occidentale che eredita automaticamente ogni conflitto dei suoi membri. 

In che modo la guerra in Asia occidentale incide sull’economia indiana?  

L’esposizione dell’India è immediata, perché l’energia è la cinghia di trasmissione tra l’Asia occidentale e l’economia indiana. Lo Stretto di Hormuz non è un chokepoint astratto per l’India. È legato all’inflazione, alle partite correnti, alla rupia, ai fertilizzanti, alla plastica, ai costi di trasporto, al carburante domestico e alla stabilità politica. Sul piano umano, oltre 9 milioni di cittadini indiani vivono nel Golfo, formando una spina dorsale dell’economia del Golfo e inviando rimesse che restano una fonte importante di valuta estera per il Paese. 

L’India importa più del 90 per cento del proprio petrolio greggio, con circa la metà proveniente dall’Asia occidentale. Si stima inoltre che ogni aumento di 10 dollari del prezzo del greggio possa aggiungere circa 13-15 miliardi di dollari alla fattura annuale delle importazioni indiane, allargare il deficit delle partite correnti di 36 punti base, aumentare l’inflazione di 35-40 punti base e ridurre la crescita di 20-25 punti base nell’anno fiscale 2027. Senza contare che l’aumento del costo della vita incide automaticamente sulla politica in una democrazia sensibile ai prezzi. 

L’economia indiana non è fragile, ma è sensibile all’energia. L’India dispone di riserve, di un sistema bancario più forte e di margini di politica economica, ma una guerra prolungata in Asia occidentale costringerebbe comunque a scelte difficili: assorbire fiscalmente i prezzi dei carburanti, trasferirli sui consumatori, difendere la rupia in modo più aggressivo o rallentare alcune importazioni. 

Perché Modi ha richiamato all’austerità, era un tentativo di conservare valuta estera?  

Sì, al fondo il richiamo di Modi all’austerità riguardava la conservazione della valuta estera, anche se è stato formulato nel linguaggio della disciplina nazionale. L’appello di Modi includeva il risparmio di carburante, un maggiore uso del trasporto pubblico e del carpooling, lavoro da casa e riunioni online dove possibile, riduzione dei viaggi esteri non essenziali, rinuncia all’acquisto di oro per un anno, riduzione del consumo di oli alimentari e uso più contenuto dei fertilizzanti. 

Modi non stava annunciando il panico. Stava cercando di socializzare la sobrietà prima che la pressione macroeconomica diventasse più visibile. La vulnerabilità dell’India in una crisi di questo tipo non riguarda soltanto il greggio. Riguarda anche oro, viaggi all’estero, fertilizzanti, oli alimentari e importazioni legate all’energia. Sono tutti canali di uscita di valuta estera in un contesto in cui l’India potrebbe dover prendere decisioni difficili se il conflitto continuerà. 

L’appello ha anche una funzione politica interna. Sposta il peso del problema da una questione puramente tecnica a uno sforzo nazionale. È un tratto tipico della governance di Modi: trasformare la prudenza macroeconomica in dovere civico. Se funzionerà economicamente dipenderà dalla scala della risposta. Ma politicamente prepara i cittadini a una fase in cui carburanti, importazioni e pressione valutaria potrebbero richiedere sacrifici. 

Qual è la sua opinione sulla rupia? È destinata a peggiorare?  

La rupia si è comportata male perché le pressioni sono reali. È scesa a minimi storici, con il cambio a 95,79 per dollaro, perdendo più del 5 per cento dall’inizio della guerra con l’Iran. Reuters ha inoltre riferito che è stata la valuta asiatica con la peggiore performance dell’anno, sotto pressione per il petrolio, i deflussi di capitale, i rimborsi del debito estero e le coperture degli importatori. 

La mia opinione è che la rupia possa indebolirsi ulteriormente, ma non in modo disordinato, a meno che il petrolio resti elevato molto più a lungo o i deflussi di portafoglio accelerino. La Reserve Bank of India non vorrà bruciare riserve per difendere indefinitamente un livello simbolico, che è la soglia psicologica di 1 dollaro a 100 rupie, ma vorrà evitare il panico. Questo significa attenuare la volatilità, non fissare il tasso di cambio. 

Barclays mantiene una previsione di fine anno per il cambio dollaro-rupia a 96,80, mentre DBS ha sostenuto che una ripresa duratura della rupia richiederebbe o un crollo dei prezzi del petrolio o una ripresa dei flussi di portafoglio. Anche gli investitori stranieri stanno uscendo dal mercato indiano, vista la sua vicinanza alla guerra in Asia occidentale e le sue relazioni con Iran e Israele. Questo sta mettendo ulteriore pressione sulla rupia e sulle riserve valutarie. Tuttavia, l’India resta un’economia fondamentalmente solida e la crescita è interna e continuerà. 

Quindi la risposta è: sì, un ulteriore indebolimento è plausibile. Ma il problema della rupia non è soltanto valutario. È il prezzo visibile della dipendenza energetica dell’India in tempo di guerra. Se il petrolio si stabilizza e i flussi tornano, la rupia può stabilizzarsi. Se Hormuz resta sotto pressione e il greggio rimane alto, la pressione al deprezzamento continuerà. (di Giorgio Rutelli) 

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Categoria: internazionale/esteri

13:44

Roma-Lazio, espulsi Rovella e Wesley per rissa: cos'è successo all'Olimpico

(Adnkronos) - Espulsi Nicolò Rovella e Wesley in Roma-Lazio. Oggi, domenica 17 maggio, i giallorossi hanno sfidato i biancocelesti nel derby della penultima giornata di Serie A, in una partita condizionata anche da episodi arbitrali. Dopo un gol annullato a Dia nel primo tempo e un rigore chiesto da Gasperini nella ripresa, l'arbitro Maresca ha sventolato due cartellini rossi verso il centrocampista della Lazio e l'esterno della Roma dopo una rissa in area giallorossa. 

Succede tutto al 70'. Da uno scontro di gioco tra Maldini e Mancini nasce una mischia furibonda, con Wesley che va a contatto con Rovella, provando a colpirlo al volto. Il centrocampista della Lazio reagisce e tenta a sua volta di rispondere, ma a quel punto interviene l'arbitro Maresca, che prima seda la rissa e poi sventola due cartellini rossi per condotta violenta. 

Rovella quindi salterà l'ultima di campionato contro il Pisa, mentre Wesley non ci sarà a Verona, quando la Roma sfiderà l'Hellas. 

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Categoria: sport

13:29

MotoGp, oggi il Gran Premio di Barcellona - Diretta

(Adnkronos) - La MotoGp torna in pista in Catalogna. Oggi, domenica 17 maggio, il Motomondiale riparte con il Gran Premio di Barcellona - in diretta tv e streaming - sul circuito di Montmelò. Il pole position ci sarà lo spagnolo Pedro Acosta e si riparte dal successo di Alex Marquez nella gara sprint. Si inizia alle 14. 

Dove vedere il Gp di Catalogna? Il Gran Premio sarà visibile sui canali SkySport. Il Gran Premio sarà visibile in streaming su Sky Go e NOW. 

 

La prossima tappa della MotoGp sarà in Italia, al Mugello, nel weekend del 29-31 maggio. 

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Categoria: sport

13:26

Genoa-Milan, fumogeni in campo e partita interrotta: cos'è successo

(Adnkronos) - Caos all'inizio del secondo tempo di Genoa-Milan, partita di Serie A di oggi, domenica 17 maggio. Nei primi minuti della ripresa, dopo il gol del vantaggio rossonero di Nkunku su rigore (51'), la partita è stata interrotta per problemi di visibilità, legati al lancio di fumogeni dei tifosi del Genoa dalla gradinata.  

Per qualche minuto si è capito poco sul rettangolo verde. In campo è arrivata anche una monetina, lanciata dagli spalti e raccolta dall'arbitro Sozza. Il portiere del Milan, Mike Maignan, è stato costretto ad allontanarsi dalla sua porta dopo l'annuncio dello speaker del Ferraris.  

Dopo circa 5 minuti di stop, la partita è ricominciata con un calcio di punizione in favore dei rossoblù di De Rossi.  

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Categoria: sport

13:25

Roma-Lazio, Rovella a contatto con Celik: Gasperini chiede rigore

(Adnkronos) - Proteste in Roma-Lazio. Oggi, domenica 17 maggio, i giallorossi hanno sfidato i biancocelesti nel derby della penultima giornata di Serie A, in una partita decisiva per la corsa alla Champions League e condizionata anche da qualche episodio arbitrale. Dopo il gol annullato a Dia per fuorigioco nel primo tempo, la squadra di Gasperini ha protestato per un contatto in area della Lazio tra Nicolò Rovella e Zeki Celik, su cui la Roma ha chiesto a gran voce un calcio di rigore. 

Succede tutto al 56'. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo in favore dei giallorossi, il pallone arriva dalle parti di Rovella, che alza la gamba per allontanare il pallone ma si vede scavalcato dall'inserimento di Celik. I due giocatori vanno così a contatto, con il turco che resta a terra dolorante, mentre i giocatori in campo e Gasperini in panchina chiedono un calcio di rigore. 

L'arbitro Maresca fa invece segno di continuare e la sua decisione viene confermata poco dopo anche dal Var, con il contatto tra i due considerato casuale e di lieve entità, non tale quindi da assegnare un rigore. 

 

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Categoria: sport

13:13

Internazionali, oggi finale del doppio: Bolelli/Vavassori-Granollers/Zeballos - Diretta

(Adnkronos) - Simone Bolelli e Andrea Vavassori a caccia del titolo nella finale degli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, domenica 17 maggio, i due tennisti azzurri sfidano la coppia formata da Manuel Granollers e Horacio Zeballos - in diretta tv e streaming - nell'ultimo atto del tabellone di doppio maschile del Masters 1000 di Roma. 

 

Alle 17 invece la finale maschile tra Jannik Sinner e Casper Ruud. 

 

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Categoria: sport

13:08

Padova, avrebbe abusato di sette minorenni: insegnante di religione ai domiciliari

(Adnkronos) - Insegnante di religione finito agli arresti domiciliari: avrebbe abusato di sette minorenni. La procura di Padova ha chiesto e ottenuto dal gip la misura cautelare per un 37enne della provincia di Treviso che sarebbe l’autore di numerosi episodi di violenza sessuale aggravata ai danni di minori che gli venivano affidati in ragione del suo ruolo di insegnante di religione in una scuola privata e di animatore in varie parrocchie.  

Secondo la ricostruzione della Squadra mobile padovana, i primi episodi risalirebbero al 2017 ma è a marzo che un 17enne si sarebbe confidato con un atro suo insegnante, raccontandogli le violenze subite dall’uomo durante un fine settimana trascorso fuori regione. Per la famiglia del ragazzo l’uomo era considerato un amico di famiglia, tanto che avrebbe dovuto addirittura fargli da padrino alla cresima.  

Le indagini hanno consentito di individuare comportamenti inappropriati avvenuti con altri ragazzini e ragazzine minorenni e di chiarire come il 37enne avesse nel tempo adottato una sua propria modalità per entrare nella vita dei ragazzi e delle loro famiglie, carpendone la fiducia fino ad arrivare a livelli di confidenza estrema che rendeva di fatto difficoltoso ai minori denunciare quanto accadeva. Secondo i numerosi episodi ricostruiti dagli agenti della mobile, l’uomo coglieva le giovani vittime con mosse inaspettate e repentine, tali da sorprenderli e non consentire loro alcuna reazione, costringendole o inducendole a subire atti sessuali.  

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Categoria: cronaca

12:45

Roma-Lazio, gol annullato a Dia: cos'è successo all'Olimpico

(Adnkronos) - Gol annullato alla Lazio nel derby contro la Roma. Oggi, domenica 17 maggio, i giallorossi sfidano i biancocelesti all'Olimpico nella penultima giornata di Serie A, in una partita fondamentale in chiave Champions League. In un primo tempo molto bloccato, Boulaye Dia riesce a segnare su assist di Rovella, ma l'arbitro Maresca annulla tutto per fuorigioco. 

Succede tutto al 29'. Rovella pesca bene Dia in area, servendo l'assist per l'inserimento dell'attaccante biancoceleste. Il senegalese si ritrova solo davanti a Svilar, sbaglia il primo tentativo ma riesce a segnare sulla ribattuta. La gioia però dura poco. L'assistente alza la bandierina e l'arbitro annulla tutto per fuorigioco. 

Le immagini confermano l'offside di Dia, partito troppo avanti rispetto all'ultimo difensore della Roma e finito in fuorigioco con, praticamente, la sua intera figura. 

 

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Categoria: sport

12:32

Con l'auto travolge i pedoni a Modena, il legale: "Confuso e frastornato". Mattarella e Meloni in ospedale dai feriti

(Adnkronos) - Visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni oggi all’ospedale Baggiovara di Modena dove sono ricoverati due dei feriti più gravi dell’incidente provocato ieri sabato 16 maggio da Salim El Koudri, 31 anni, che ha falciato con l'auto sette passanti, ferendone in modo grave 4.  

La visita è durata circa venti minuti. "Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica ma anche abitualmente. Siamo consapevoli di ciò che fate ogni giorno”, ha detto il capo dello Stato all'equipe di medici che hann in cura i feriti. Mattarella e Meloni si sono poi recati a Bologna, all'ospedale Maggiore, per fare visita ad altri due feriti: si sono trattenuti circa 30 minuti nella struttura dove sono ricoverati una coppia di 55enni. 

Subito dopo l’accaduto, Mattarella aveva immediatamente chiamato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti per avere notizie dei feriti, esprimere vicinanza alla città e ringraziando quei cittadini che con coraggio avevano bloccato l’uomo alla guida. La presidente del Consiglio, secondo quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi, ha dal canto suo modificato il proprio viaggio istituzionale annullando la visita a Cipro, dove era previsto un incontro bilaterale con il presidente della Repubblica, per fare rientro in Italia e recarsi a Modena insieme a Mattarella. 

Anche la segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente del partito Stefano Bonaccini saranno in giornata a Modena per portare la loro solidarietà a tutta la comunità, secondo quanto si apprende da fonti del Pd. 

“Confuso e frastornato”. Viene descritto così, dal suo legale Francesco Cottafava, Salim El Koudri. “Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ieri era confuso e frastornato e ha preferito non parlare davanti agli agenti, alla pm Monica Bombana e al procuratore Luca Masini”, spiega l’avvocato all’Adnkronos. Il legale è ancora in attesa degli atti e della fissazione dell’udienza di convalida che probabilmente sarà martedì mattina. 

El Koudri "è nato a Bergamo nel '95. Possiede una laurea in Economia aziendale e allo stato attuale è disoccupato: da anni vive a Ravarino. Al momento dell'arresto non era sotto sostanze psicotrope, quindi aveva una parvenza di lucidità. Già nel 2022 si era evidenziato per questa persona uno stato di alterazione psichica perché era stato attenzionato dal centro di salute mentale per disturbi schizoidi. E dopo questo primo periodo di osservazione presso il centro sanitario, però poi se ne erano perdute le tracce", ha detto la prefetta di Modena Fabrizia Triolo in conferenza stampa. 

"E' stato in cura nei nostri centri di salute mentale perché aveva problemi di malattia schizoide, dopodiché è sparito dai radar e purtroppo si è ripresentato in queste forme, in modo drammatico e sciagurato" ha spiegato il sindaco Mezzetti. 

Le telecamere fisse della zona a traffico limitato che corrono sopra il centro di Modena hanno immortalato in modo chiaro quanto accaduto nel pomeriggio di ieri. I frame mostrano l'utilitaria che arriva a velocità sostenuta e che colpisce i primi passanti che camminano accanto ai negozi sulla sinistra di via Emilia, quindi la marcia che prosegue per qualche metro prima dell'impatto contro altri pedoni e la vetrina di un negozio di abbigliamento. E' qui che l'auto si è fermata ed è iniziata la breve fuga del guidatore, prima bloccato da due uomini, poi da altri cittadini.  

L'auto è piombata all'improvviso sulla folla, falciando le persone che sabato pomeriggio poco prima delle 17 si trovavano in quel momento in via Emilia, nel centro di Modena. Sette persone sono state investite: i feriti gravi sono 4. Alla guida della Citroen C3 c'era Salim El Koudri, un 31enne italiano di origini marocchine, in passato è stato sottoposto a cure psichiatriche. I pm del gruppo antiterrorismo della Dda di Bologna stanno seguendo quanto avvenuto. I magistrati attendono gli esiti dei primi accertamenti delegati alla Digos dai quali si attendono chiarimenti sulle ragioni del gesto compiuto dall’uomo che ora è in stato di fermo ora e accusato di strage e lesioni aggravate. 

L'auto ha finito la sua corsa contro una vetrina. Uscito dall'auto, il 31enne ha tirato fuori un coltello con cui ha ferito una delle persone che tentavano di bloccarlo. "E' partita una collutazione. Mi sono arrivati due fendenti, uno al cuore e l'altro alla testa", ha raccontato Luca Signorelli, spiegando di essere riuscito a evitare solo uno dei due colpi mentre ha riportato una ferita alla testa. Ha raccontato poi di avergli bloccato "il polso e l'ho neutralizzato". In "4-5" persone hanno immobilizzato El Koudri, ha raccontato. 

Di recente “non aveva dato segno di squilibrio visibile e conviveva tranquillamente in paese”, ha affermato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti su Salim El Koudri. “Sentendo il sindaco e la comunità di Ravarino, tutti mi dicono che era un ragazzo normale, non so se aveva la patente o meno ma non sembrava ci fossero motivi. Adesso indagheranno e ci diranno nei prossimi giorni”, ha aggiunto il primo cittadino, presente all’ospedale di Baggiovara. Nel passato del 31enne non risulterebbero interventi di Tso. 

A quanto si apprende, nell'ambito delle indagini sono stati sequestrati diversi dispositivi elettronici e il cellulare ma al momento non sono stati ancora analizzati dagli investigatori. Al momento non ci sarebbe nessuna evidenza che possa far ricondurre il gesto ad un atto di matrice terroristica o di radicalizzazione e per questo motivo la competenza dell'indagine resta alla procura di Modena. 

Sono "chiare ed evidenti le precise volontà di porre in pericolo l'incolumità pubblica e non solo la vita delle singole persone offese, in una via del centro cittadino e in un ambito spazio-temporale privo di soluzione di continuità", ha detto il procuratore di Modena Luca Masini. "L'orario scelto era di massima presenza per cittadini, avventori di esercizi commerciali e pertanto colpiti in maniera indiscriminata, indeterminata e deliberata dal prevenuto", ha aggiunto.  

"Sono in corso indagini al fine di individuare il movente della condotta". 

"All'esito dei primi accertamenti e in particolare dell'acquisizione delle telecamere di sorveglianza cittadine e private, delle dichiarazioni rese dai testimoni presenti sul luogo dell'investimento e dell'esito delle perquisizioni effettuate presso l'abitazione dell'indagato, nonché dell'acquisizione della documentazione sanitaria trasmessa dai nosocomi", il pm titolare con il procuratore del fascicolo ha disposto il decreto di fermo nei confronti del 31enne contestando i delitti di strage e lesioni aggravate dall'uso di arma. 

Una donna in pericolo di vita e altri tre passanti ricoverati in prognosi riservata. E’ l’ultimo bollettino medico. La paziente, una donna di 55 anni presenta diversi traumi: le sue condizioni sono in lieve miglioramento “ma restano critiche e resta il pericolo di vita”. L'uomo, anche lui di 55 anni con diversi traumi, è stabile, “non più in immediato pericolo di vita”. La direzione ospedaliera del Maggiore ha attivato immediatamente una equipe di psicologi a supporto dei familiari. 

Ancora ricoverati all’Ospedale civile di Baggiovara (Modena) una donna di 69 anni, operata nelle scorse ore, definita “grave ma stabile”; una donna di 53 anni sottoposta “a plurimi interventi chirurgici, le cui condizioni sono gravi”. Per entrambe la prognosi resta riservata. Un italiano di 59 anni, con trauma facciale, ha passato la notte in osservazione in Medicina d’Urgenza, per lui la prognosi è di 30 giorni. Sono stati invece tutti dimessi dal Pronto soccorso del Policlinico di Modena: una ragazza di 22 anni con trauma cranico (10 giorni di prognosi), un uomo di 30 anni con attacco di panico (2 giorni di prognosi) e un uomo di 47 anni con ferita da taglio (7 giorni di prognosi). L’equipe di psicologi è stata attivata non solo per feriti e familiari, ma anche per chi ha assistito all'incidente. 

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Categoria: cronaca

12:10

"La Cina aspetta la disfatta russa per riprendersi la Siberia": Kasparov sul regime di Putin

(Adnkronos) - Tallinn - "Tredici anni fa ero ancora un tesoro nazionale", ha detto Garry Kasparov con ironia amara a Jill Dougherty. "Adesso sono un terrorista ufficialmente incriminato. Ho cambiato status”. Così inizia il dialogo alla Lennart Meri Conference di Tallinn tra l’ex campione di scacchi e ora dissidente russo (da 13 anni è in esilio dal regime putiniano) e la giornalista, già corrispondente da Mosca, per oltre 30 anni alla Cnn e ora docente a Georgetown.  

La prima domanda di Dougherty ha sfidato subito uno dei luoghi comuni più diffusi: Putin sarebbe in difficoltà, nascosto in un bunker, con un cerchio magico sgretolato. Kasparov, da ex scacchista abituato a ragionare con le informazioni disponibili sul tavolo, non è d’accordo. 

"Negli scacchi hai il 100% delle informazioni di fronte a te. Ma la situazione reale di un dittatore è il segreto più gelosamente custodito in qualsiasi dittatura. Parlare di Putin nel bunker, dello stato di salute di Putin, dei suoi cerchi magici, mi ricorda la vecchia cremlinologia: guardare chi stava vicino a Breznev affacciato dal mausoleo di Lenin e cercarci significati politici. È più astrologia che analisi”.  

Quello che invece Kasparov è disposto ad affermare con certezza è altro. Putin non è soltanto in guerra contro l'Ucraina. "Putin è in guerra contro l'Europa, contro tutte le istituzioni europee, contro il mondo libero. E non lo dico io: lo sta comunicando lui stesso, in modo molto costante, da oltre due decenni”. 

Il passaggio più forte del dialogo ha riguardato la prevedibilità di Putin. Kasparov ha ricostruito una linea dritta, che avrebbe dovuto essere visibile a tutti: nel 2005, al suo secondo mandato, Putin disse davanti alla Duma e al Senato riuniti in seduta comune che "il crollo dell'Unione Sovietica è stata la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo". Due anni dopo, nel 2007, lo ripeté a Monaco di Baviera, guardando negli occhi George W. Bush e tutti i leader del mondo libero. L'anno seguente, attaccò la Georgia. 

"I dittatori mentono sempre su ciò che hanno fatto. Ma molto spesso ti dicono esattamente quello che faranno. Il Mein Kampf fu pubblicato nel 1925, era un progetto. Nessuno lo prese sul serio. Nel 2007, Putin pose un ultimatum: riportare la Nato ai confini del 1997. Lo rimise sul tavolo nel dicembre 2021. L'obiettivo di Putin era, è e sarà ripristinare la gloria dell'impero russo. E non vi è alcuna indicazione che abbia cambiato idea”. 

Uno dei momenti più elettrici della conversazione è arrivato quando Dougherty, cercando di aprire una finestra sul futuro, ha usato per tre volte consecutive l'espressione "quando la guerra finirà" (when the war ends). Kasparov l'ha interrotta: "Tre volte hai detto war ends. Non hai avuto il coraggio di dire: when Ukraine wins”. 

Dougherty si è difesa: "Ovviamente, perché nessuno sa come si vinca o si perda". E Kasparov ha ribadito la sua formula: "Senza una vittoria ucraina, nulla cambierà in Russia. Niente. Bisogna dimostrare che gli imperi muoiono. E niente, se non la bandiera ucraina issata a Sebastopoli, lo dimostrerà”. 

Kasparov ha proposto una lettura della storia russa che va oltre Putin: non si tratta di un virus comunista, ma di un "virus imperiale" che muta da secoli. "Nel 1991 abbiamo fatto un errore colossale: ci siamo occupati del virus comunista, ma non del virus imperiale, che si è ripresentato. E a meno che non convinciamo il russo medio che l'impero è morto, non vedremo mai nessun cambiamento”. 

La vittoria ucraina, ha spiegato, non richiede una resa incondizionata come nel 1945, né la conquista di Mosca. "Pensate al 1918: la Germania firmò la resa l'11 novembre mentre le sue truppe erano ancora in Francia e in Belgio, perché aveva esaurito le risorse. Putin potrebbe essere messo in una situazione analoga”. 

Dougherty ha affrontato un tema scomodo: cosa fanno davvero i leader dell'opposizione russa in esilio? Kasparov non ha risparmiato i suoi stessi colleghi. "Le persone che incontri frequentemente a Washington sono sognatori che elaborano piani grandiosi su come ricostruire la Russia dopo Putin. Ma nulla di tutto ciò avrà senso a meno che l'Ucraina non vinca la guerra". E più direttamente: "Non hanno un piano. Scrivono bei documenti per ottenere fondi e donazioni. Punto”. 

Anche la delegazione russa nell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, di cui fa parte, è vista da Kasparov come un organismo ancora troppo debole, ma che rappresenta l'unico embrione istituzionale di un'alternativa al regime di Putin. 

Vero apprezzamento invece per Boris Nemtsov, "l'unico politico che si era opposto con fermezza all'annessione imperiale", quando nel 2014 Mosca annesse la Crimea. Ucciso l’anno dopo con quattro colpi di pistola alle spalle. 

Alla domanda filosofica di Dougherty sulla pokayanie - il concetto russo di penitenza, di espiazione - Kasparov ha risposto con una diagnosi impietosa. La Russia non ha mai attraversato un vero processo giudiziario di condanna dei crimini comunisti. E il momento breve di autocoscienza degli anni Ottanta è stato rapidamente sepolto sotto una restaurazione nostalgica. "Vladimir Putin non è stato un incidente. Abbiamo perso una finestra molto breve, alla fine degli anni '80 e all'inizio degli anni '90, per uscire dal binario imperiale”. 

La sua conclusione "Dovete costringere i russi a fare una scelta. La guerra è perduta, l'impero è morto. Volete rientrare in Europa pagando i risarcimenti e riconoscendo i crimini del regime? Oppure volete diventare un satellite della Cina? I russi non abbracceranno la democrazia occidentale con il cuore. Forse lo faranno con lo stomaco, per la fame”. 

Kasparov ha sollevato uno scenario che pochi osano nominare: il rischio che, se l'Occidente non agisce, sia la Cina a fare a pezzi l'impero russo. "La Cina ha rivendicazioni territoriali enormi sulla Russia: un’area grande quasi il triplo della Francia, 1,5 milioni di chilometri quadrati. L'intero territorio da Vladivostok a Chita era cinese fino al 1860. E la Cina aspetta. Se non facciamo nulla, l'Impero russo collasserà - ma sarà la Cina a farlo collassare. Forse tra qualche anno ci sarà un referendum in Siberia orientale e scopriremo che è cinese”. 

La sessione di domande non è stata meno interessante. Una giornalista russa in esilio, riconosciuta come terrorista dal Cremlino per il suo sostegno all'esercito ucraino, ha chiesto se sia pensabile un'alleanza militare europea senza gli Stati Uniti. Per Kasparov, "la sicurezza e l'indipendenza dei paesi baltici e della Polonia non dovrebbero dipendere dal capriccio di un uomo nell'Ufficio Ovale che si è dimostrato, per tutta la sua vita, molto obbediente alle richieste del Cremlino. Il solo fatto che stiamo dibattendo se attivare o meno l’articolo 5 lo indebolisce, se non lo rende irrilevante. Putin ci sta ascoltando”. 

"Come dovrebbe trattare l'Unione Europea una Russia che ha perso la guerra?", la proposta di Kasparov, in parte ironica in parte serissima, è la "Russia Taiwan": creare un'entità politica alternativa che raggruppi i milioni di russi che vogliono tagliare i ponti con il regime di Putin, offrire loro documenti, offrire loro uno status, formarli come forza politica. "Abbiamo milioni di russi che vogliono uscirne. Non hanno dove andare. I loro passaporti scadono nel '26 e nel '27. L'Europa continua a rilasciare oltre mezzo milione di visti l'anno — ma non a loro. Dategli una chance”. 

Infine, uno studioso dell'Università della Florida ha posto una domanda sulla paralisi delle élite occidentali, su quella costante self-deterrence che nel 2022 portò l'amministrazione Biden a rifiutare di consegnare armi serie all'Ucraina perché "l'esercito sarebbe crollato in due settimane". La risposta di Kasparov è stata un atto d'accusa: "Appeasement è una parola negativa, ma Chamberlain aveva buone intenzioni. Era ingenuo, non faceva affari con Hitler. Noi abbiamo fatto qualcosa di peggio: abbiamo saputo, capito, e comunque non abbiamo agito. L'Ucraina ha dimostrato che l'unico modo per rendere Putin prevedibile è mostrare forza”. (di Giorgio Rutelli) 

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Categoria: internazionale/esteri

12:00

MotoGp, oggi il Gran Premio di Catalogna: orario, griglia di partenza e dove vederlo

(Adnkronos) - La MotoGp torna in pista in Catalogna. Oggi, domenica 17 maggio, il Motomondiale riparte con il Gran Premio di Barcellona - in diretta tv e streaming - sul circuito di Montmelò. Il pole position ci sarà lo spagnolo Pedro Acosta e si riparte dal successo di Alex Marquez nella gara sprint. Ecco orario, griglia di partenza e dove vedere il Gp di Catalogna. 

Ecco la griglia di partenza del Gp di Barcellona, al via oggi alle 14: 

1. Pedro Acosta (KTM) 

2. Franco Morbidelli (Ducati) 

3. Alex Marquez (Ducati) 

4. Raul Fernandez (Aprilia) 

5. Johann Zarco (Honda) 

6. Fabio Di Giannantonio (Ducati) 

7. Fabio Quartararo (Yamaha) 

8. Brad Binder (KTM) 

9. Jorge Martin (Aprilia) 

10. Joan Mir (Honda) 

11. Jack Miller (Yamaha) 

12. Marco Bezzecchi (Aprilia) 

13. Francesco Bagnaia (Ducati) 

14. Enea Bastianini (KTM) 

15. Fermin Aldeguer (Ducati) 

16. Luca Marini (Honda) 

17. Maverick Vinales (KTM) 

18. Ai Ogura (Aprilia) 

19. Alex Rins (Yamaha) 

20. Diogo Moreira (Honda) 

21. Augusto Fernandez (Yamaha) 

22. Toprak Razgatlioglu (Yamaha) 

Gli appuntamenti del Gran Premio di Catalogna di MotoGp saranno trasmessi in diretta televisiva sui canali SkySport. Il Gran Premio sarà visibile in streaming su Sky Go e NOW.  

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Categoria: sport

11:47

Ascolti tv, finale Eurovision stravince serata con 5 milioni di spettatori

(Adnkronos) - La finale dell’Eurovision Song Contest (con la vittoria della Bulgaria e il quinto posto di Sal Da Vinci) è stata seguita ieri sera su Rai1 da 5.033.000 spettatori con il 36% di share, risultando di gran lunga il programma più visto del prime time di sabato 16 maggio e della seconda serata. Al secondo posto, tra i programmi di prime time, 'Il gladiatore 2' su Canale 5 con 1.621.000 spettatori e il 12.2% di share. In terza posizione, 'In Altre Parole' su La7 con 1.083.000 spettatori e il 6.1% di share, nella prima parte, e 616.000 spettatori con il 4.2%, nella seconda.  

A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: 'Il marchese del Grillo' su Rete4 (743.000 spettatori, share 5%), 'The Rookie' su Rai2 (598.000 spettatori, share 3.5%), 'Kung Fu Panda 4' su Italia 1 (544.000 spettatori, share 3.2%), 'Accordi & Disaccordi' sul Nove (515.000 spettatori, share 3.4%), 'MotoGP – Sprint Race' e 'Paddock Live Show' su Tv8 (rispettivamente, 476.000 spettatori, share 2.7%, e 172.000 spettatori, share 1%), 'Sapiens – Un Solo Pianeta' su Rai3 (433.000 spettatori, share 2.8%),  

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Categoria: spettacoli

11:30

Verissimo 'Le Storie', anticipazioni di oggi 17 maggio: gli ospiti e le interviste

(Adnkronos) - Silvia Toffanin torna oggi, domenica 17 maggio, con il secondo appuntamento del weekend in compagnia di Verissimo. Oggi andrà in onda una puntata replica, 'Verissimo-Le storie': una selezione delle interviste più intense realizzate da Silvia Toffanin nel corso di questa edizione. 

Le interviste che verranno oggi proposte non sono state svelate, ma la puntata speciale promette di rivivere le emozioni più intense della stagione.  

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Categoria: spettacoli

11:28

Gb, Daily Mail: "Starmer si dimetterà da primo ministro"

(Adnkronos) - Il primo ministro britannico Keir Starmer si dimetterà di sua spontanea volontà. Lo scrive il Daily Mail, citando fonti governative. "Keir Starmer ha confidato ai suoi amici più stretti l'intenzione di dimettersi da primo ministro", afferma l'articolo. Secondo le fonti, il primo ministro comprende la situazione politica del Paese, ma desidera lasciare l'incarico con dignità. 

"Non è ancora chiaro quando esattamente verrà fatto questo annuncio", aggiunge il giornale britannico. A maggio, quasi 100 parlamentari hanno chiesto le dimissioni del primo ministro in seguito alla sconfitta del Partito Laburista alle elezioni locali. Diversi funzionari governativi si sono dimessi per protesta, tra cui il ministro della Sanità Wes Streeting, considerato un importante rivale di Starmer.  

Come riportato dal quotidiano Telegraph, il sindaco di Manchester, Andy Burnham, considerato anche un oppositore dell'attuale leader del partito al governo, intende candidarsi al parlamento, entrando così in lizza per la carica di primo ministro. 

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Categoria: internazionale/esteri

11:27

Juve-Fiorentina 0-2, fallimento bianconero e addio Champions - Rivivi il match

(Adnkronos) - La Juve viene sconfitta in casa dalla Fiorentina, che passa 2-0 a Torino nel match della 37esima giornata, e dice virtualmente addio alla qualificazione alla Champions League. I viola, già salvi, si impongono con i gol di Ndour (34') e Mandragora (83'). La Juve rimane a quota 68 e precipita in sesta posizione. La formazione di Spalletti è staccata di 2 lunghezze dal quarto posto, occupato a quota 70 da Roma e Milan quando rimane da disputare solo l'ultima giornata di campionato. 

 

Nell'ultima giornata di campionato, la Juve affronterà il Torino nel derby. 

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Categoria: sport

11:10

Genoa-Milan 1-2, scatto Champions per Allegri: Nkunku-Athekame gol, il Diavolo è terzo

(Adnkronos) - Il Milan non sbaglia. Oggi, domenica 17 maggio, la squadra di Allegri vince 2-1 contro il Genoa a Marassi e agguanta tre punti fondamentali nella corsa Champions League. Dopo un primo tempo complicato e chiuso senza reti, i rossoneri passano con il rigore di Nkunku e il guizzo nel finale di Athekame. Inutile, per gli uomini di De Rossi, il gol del capitano Vazquez. Il Milan vola così al terzo posto a 70 punti, insieme alla Roma vittoriosa nel derby (quarta in classifica).  

Nell'ultima giornata di campionato, il Milan ospiterà il Cagliari a San Siro. Il Genoa sarà invece impegnato al Via del Mare contro il Lecce.  

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Categoria: sport

11:09

Roma-Lazio 2-0, Gasperini vince derby con doppietta Mancini e vola al quarto posto

(Adnkronos) - La Roma vince il derby della Capitale e vola al quarto posto in classifica. Oggi, domenica 17 maggio, i giallorossi hanno battuto la Lazio per 2-0 all'Olimpico nella penultima giornata di Serie A grazie alla doppietta di Mancini, in gol al 39' e al 65'. Al 70' espulsi Wesley e Rovella dopo una rissa. Con questa vittoria, e la sconfitta della Juventus, la Roma si prende il quarto posto raggiungendo quota 70 punti, appaiata al Milan terzo e a +2 sui bianconeri e sul Como. Rimane invece a 51, nona, la Lazio. 

 

Nell'ultima giornata di Serie A, la Lazio ospiterà il Pisa, mentre la Roma volerà a Verona per sfidare l'Hellas, già retrocesso. 

 

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Categoria: sport

11:05

Pisa-Napoli 0-3, Conte cala il tris e avvicina la Champions

(Adnkronos) - Vince il Napoli, che avvicina la qualificazione alla prossima Champions League. Oggi, domenica 17 maggio, gli azzurri hanno battuto il Pisa in trasferta nella penultima giornata di Serie A, imponendosi per 3-0 grazie ai gol di McTominay al 20', di Rrahmani al 26' e di Hojlund al 92'. 

Con questi tre punti, il Napoli sale a quota 73, rimanendo al secondo posto a +3 da Milan e Roma. Rimane invece a 18, ultimo e già retrocesso, il Pisa di Hiljemark. 

 

Nell'ultima giornata di Serie A, il Napoli ospiterà l'Udinese mentre il Pisa sarà di scena a Roma per affrontare la Lazio. 

 

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Categoria: sport

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14:20

Serie A, oggi Inter-Verona - La partita in diretta

(Adnkronos) - L'Inter torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 17 maggio, i nerazzurri ospitano il Verona a San Siro nella penultima giornata di campionato. La squadra di Chivu, campione d'Italia, saluterà i suoi tifosi con le due coppe conquistate in stagione: quella dello scudetto, che verrà consegnata proprio oggi, e la coppa Italia, vinta mercoledì 13 maggio contro la Lazio. Dall'altra parte, i gialloblù sono già retrocessi. Calcio d'inizio alle 15.  

Dove vedere Inter-Verona e la premiazione scudetto? Inter-Verona sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn. 

Nell'ultima giornata di campionato, l'Inter affronterà il Bologna in trasferta. Il Verona ospiterà invece la Roma. 

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Categoria: sport

14:17

Webuild, aperta al pubblico western station metro Riyadh, ultimo tassello orange line realizzata da gruppo

(Adnkronos) - La Royal Commission for Riyadh City ha aperto le porte della Western Station lungo la Orange Line della Metro di Riyadh. Con l’attivazione di questa stazione, entra ufficialmente in esercizio l’intera linea, composta da 22 stazioni e realizzata da Webuild. La Western Station completa la spina dorsale della rete driverless della capitale, infrastruttura da 176 chilometri complessivi che posiziona Riyadh tra le città più avanzate al mondo per il trasporto pubblico automatizzato. Situata nella parte occidentale di Riyadh e lungo una delle sue principali arterie, la Al Madinah Al Munawarah Road, la Western Station rappresenta un nodo urbano articolato progettato per redistribuire i flussi intermodali di mobilità.  

Si estende su 112.000 metri quadrati e integra una stazione metro sopraelevata, un terminal per gli autobus, un parcheggio interrato da oltre 600 posti, spazi commerciali, una moschea e una grande piazza pubblica. Dal punto di vista architettonico, la stazione interpreta in chiave contemporanea il paesaggio saudita. Il progetto si sviluppa attraverso volumi ispirati ai colori e alle forme delle dune del deserto. Strutture orizzontali emergono dal suolo, delineando gli accessi alla stazione, accompagnando la luce naturale all’interno degli spazi e offrendo zone d’ombra ai passaggi pedonali.  

Due grandi archi, con campate fino a 115 metri e un’altezza fino a circa 24 metri, sorreggono le coperture principali, restituendo una struttura monumentale ma leggibile come parte integrante del paesaggio urbano, più che come oggetto isolato. La Western Station è un progetto con una forte impronta sostenibile. La struttura è stata progettata secondo i criteri LEED Gold, una delle certificazioni più riconosciute in ambito di sostenibilità.  

 

L’impiego di apparecchiature ad alta efficienza e il contributo di energia rinnovabile autoprodotta hanno consentito la riduzione dei consumi idrici ed energetici già durante la fase di costruzione. Il Gruppo Webuild è presente dal 1966 nel Regno Saudita, dove ha già realizzato oltre 90 progetti, spaziando dalla mobilità urbana ai grandi edifici civili, dagli ospedali agli impianti industriali. A Riyadh, oltre alla Orange Line, ha realizzato opere iconiche come il Kingdom Centre, punto di riferimento dello skyline cittadino, ed è impegnato nella realizzazione di più lotti del progetto di sviluppo urbanistico Diriyah Gate. Più di recente, si è aggiudicato il contratto per l’estensione della Red Line della Metro di Riyadh, per supportare la capitale saudita in una nuova fase della sua crescita urbana. 

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Categoria: economia

14:07

Modi a Roma, Shenoy: "Imec, difesa ed energia al centro del rapporto India-Italia"

(Adnkronos) - Strategia, commercio, difesa, energia e nuove geometrie geopolitiche tra Indo-Pacifico e Mediterraneo. Alla vigilia della visita del primo ministro indiano Narendra Modi in Italia, Vas Shenoy, Chief Representative per l'Italia della Indian Chamber of Commerce, traccia un quadro della crescente convergenza tra Roma e Nuova Delhi in un momento di forte instabilità globale. 

Nell’intervista, Shenoy spiega perché la relazione tra Giorgia Meloni e Modi oggi passi dall’Imec alla cooperazione industriale nella difesa, fino al concetto di "Indo-Mediterraneo" come nuovo spazio geopolitico integrato. Ampio spazio anche al ruolo dei Brics, alla posizione dell’India rispetto a Cina, Iran e Stati Uniti, e agli effetti economici della guerra in Asia occidentale sull’economia indiana, tra pressione energetica, rischio inflazione e debolezza della rupia. 

Il 20 maggio ci sarà la prima visita bilaterale del Primo ministro Modi in Italia. Quali sono i punti chiave?  

La visita va letta come parte dell’arco strategico occidentale dell’India, alla vigilia della firma dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India, che dovrebbe aumentare in modo significativo il commercio UE-India e Italia-India. La visita di Modi a Roma avviene in un momento di turbolenza globale: crisi energetica, pressione sulle democrazie, volatilità nei rapporti con gli Stati Uniti e ricerca europea di una propria autonomia strategica, un terreno sul quale l’India può essere d’aiuto. India e Italia si incontrano sempre più su questo piano, perché l’India pratica da tempo l’autonomia strategica, mentre l’Europa sta cercando ora di definire la propria versione, e la presidente del Consiglio Meloni è una forza chiave nella leadership europea. 

Indo-Mediterraneo. India e Italia non sono semplicemente due partner bilaterali che si scambiano visite. Sono due poli di una geografia più ampia che collega Oceano Indiano, Golfo, Mar Rosso, Mediterraneo ed Europa. Questo rende sicurezza marittima, rotte commerciali e resilienza energetica temi centrali della visita, incluso il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa, l’Imec. Nonostante la guerra in Asia occidentale, l’Imec resta centrale nell’agenda India-Italia, soprattutto vista la forte relazione comune con gli Emirati Arabi Uniti. 

Si parla anche di difesa e innovazione?  

Sono altri due fattori molto importanti, anch’essi parte del Piano d’Azione Strategico Congiunto 2025-2029. Quel piano impegna i due Paesi a una Roadmap Industriale della Difesa, alla co-produzione, al co-sviluppo, alla ricerca nel settore della difesa, alla cooperazione marittima, alla cybersicurezza e al contrasto al cybercrime. La visita a Nuova Delhi del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, alla fine di aprile, ha creato un forte slancio che dovrebbe essere finalizzato dai due leader. 

La visita arriva dopo Operation Sindoor (gli attacchi indiani contro gruppi terroristi in Pakistan), dopo il rinnovarsi delle tensioni in Asia occidentale e nel contesto di una dottrina indiana antiterrorismo più netta. Permette quindi a India e Italia di discutere terrorismo, energia, Iran, Hormuz, catene di approvvigionamento della difesa e Indo-Mediterraneo in un’unica conversazione, invece che come dossier separati. 

Come vede il rapporto Meloni-Modi?  

La relazione è diventata insolitamente produttiva perché entrambi i leader comprendono il linguaggio della sovranità, della politica industriale, dell’autonomia strategica e della connettività. La parte italiana vede l’India non solo come un mercato, ma come un attore civile e strategico. L’India vede l’Italia come un partner europeo con proiezione mediterranea, capacità nella difesa e serietà politica. Entrambi hanno forti relazioni con il Giappone e con la sua leader Sanae Takaichi e, ancora più importante dopo la visita del presidente Trump in Cina, il ruolo di Italia e India nell’Indo-Pacifico sarà importante come fattore di stabilizzazione per il Sud globale e per il resto del mondo. 

Oltre all’Indo-Pacifico, entrambi i leader credono fortemente nell’Africa e vi investono. L’India ospiterà il quarto vertice India-Africa il 31 maggio, mentre l’Italia ha fatto del Piano Mattei il proprio programma di punta per l’Africa. India, Italia e Kenya hanno lanciato una partnership trilaterale strategica per co-progettare e distribuire soluzioni di intelligenza artificiale scalabili e sovrane in Africa. 

La visita di Modi in Italia si colloca all’incrocio tra commercio, difesa, energia, sicurezza marittima e ricerca europea di un nuovo vocabolario strategico per l’Indo-Mediterraneo. Per l’India, l’Italia sta diventando una delle porte europee più utili. Per l’Italia, l’India non è più soltanto un’opportunità asiatica. È un partner nella definizione dei corridoi e dell’architettura di sicurezza che plasmeranno il fianco sud dell’Europa. 

Allargando lo sguardo, com’è andata la riunione dei ministri degli Esteri Brics a Nuova Delhi?  

La riunione a Nuova Delhi è stata utile, ma ha mostrato anche i limiti del formato Brics allargato. L’India è riuscita a convocare il gruppo in un momento difficile, con Iran ed Emirati Arabi Uniti entrambi nella stessa stanza, mentre la guerra in Asia occidentale incideva direttamente su energia, commercio e sicurezza marittima. Già questo non era irrilevante. 

Ma la riunione non ha prodotto il tipo di dichiarazione politica unitaria a cui l’India puntava. La frattura principale è stata sull’Asia occidentale. L’Iran voleva che i Brics condannassero Stati Uniti e Israele, mentre la posizione degli Emirati era naturalmente di condanna dell’Iran. Il risultato è stato una dichiarazione della presidenza, elaborata dall’India, invece di un comunicato congiunto pieno. Questo ci dice che i Brics sono ormai abbastanza grandi da essere geopoliticamente rilevanti, ma anche troppo divisi al loro interno per parlare facilmente con una sola voce. 

La presenza “di basso livello” della Cina che effetto ha avuto?  

La mancanza di una rappresentanza cinese di alto livello è stata notata. L’assenza di Wang Yi aveva un valore simbolico, perché la Cina resta una delle potenze centrali dei Brics e ha anche una forte influenza sull’Iran. Inoltre, la riunione coincideva con il vertice Trump-Xi a Pechino. In un certo senso, qualsiasi svolta nei Brics avrebbe potuto oscurare il vertice Trump-Xi, nel quale la Cina stava cercando di proiettare la propria immagine di seconda potenza globale, allontanandosi dal formato multilaterale e multipolare che l’India sta cercando di promuovere. 

Il punto più importante è che l’India ha presieduto la riunione con una certa disciplina. Non ha permesso che i Brics diventassero un teatro anti-occidentale interamente plasmato da Teheran, Mosca o Pechino, e questo era il vero obiettivo indiano. Nuova Delhi vuole che i Brics restino una piattaforma per la riforma della governance globale e la voce del Sud globale, non un blocco anti-occidentale che eredita automaticamente ogni conflitto dei suoi membri. 

In che modo la guerra in Asia occidentale incide sull’economia indiana?  

L’esposizione dell’India è immediata, perché l’energia è la cinghia di trasmissione tra l’Asia occidentale e l’economia indiana. Lo Stretto di Hormuz non è un chokepoint astratto per l’India. È legato all’inflazione, alle partite correnti, alla rupia, ai fertilizzanti, alla plastica, ai costi di trasporto, al carburante domestico e alla stabilità politica. Sul piano umano, oltre 9 milioni di cittadini indiani vivono nel Golfo, formando una spina dorsale dell’economia del Golfo e inviando rimesse che restano una fonte importante di valuta estera per il Paese. 

L’India importa più del 90 per cento del proprio petrolio greggio, con circa la metà proveniente dall’Asia occidentale. Si stima inoltre che ogni aumento di 10 dollari del prezzo del greggio possa aggiungere circa 13-15 miliardi di dollari alla fattura annuale delle importazioni indiane, allargare il deficit delle partite correnti di 36 punti base, aumentare l’inflazione di 35-40 punti base e ridurre la crescita di 20-25 punti base nell’anno fiscale 2027. Senza contare che l’aumento del costo della vita incide automaticamente sulla politica in una democrazia sensibile ai prezzi. 

L’economia indiana non è fragile, ma è sensibile all’energia. L’India dispone di riserve, di un sistema bancario più forte e di margini di politica economica, ma una guerra prolungata in Asia occidentale costringerebbe comunque a scelte difficili: assorbire fiscalmente i prezzi dei carburanti, trasferirli sui consumatori, difendere la rupia in modo più aggressivo o rallentare alcune importazioni. 

Perché Modi ha richiamato all’austerità, era un tentativo di conservare valuta estera?  

Sì, al fondo il richiamo di Modi all’austerità riguardava la conservazione della valuta estera, anche se è stato formulato nel linguaggio della disciplina nazionale. L’appello di Modi includeva il risparmio di carburante, un maggiore uso del trasporto pubblico e del carpooling, lavoro da casa e riunioni online dove possibile, riduzione dei viaggi esteri non essenziali, rinuncia all’acquisto di oro per un anno, riduzione del consumo di oli alimentari e uso più contenuto dei fertilizzanti. 

Modi non stava annunciando il panico. Stava cercando di socializzare la sobrietà prima che la pressione macroeconomica diventasse più visibile. La vulnerabilità dell’India in una crisi di questo tipo non riguarda soltanto il greggio. Riguarda anche oro, viaggi all’estero, fertilizzanti, oli alimentari e importazioni legate all’energia. Sono tutti canali di uscita di valuta estera in un contesto in cui l’India potrebbe dover prendere decisioni difficili se il conflitto continuerà. 

L’appello ha anche una funzione politica interna. Sposta il peso del problema da una questione puramente tecnica a uno sforzo nazionale. È un tratto tipico della governance di Modi: trasformare la prudenza macroeconomica in dovere civico. Se funzionerà economicamente dipenderà dalla scala della risposta. Ma politicamente prepara i cittadini a una fase in cui carburanti, importazioni e pressione valutaria potrebbero richiedere sacrifici. 

Qual è la sua opinione sulla rupia? È destinata a peggiorare?  

La rupia si è comportata male perché le pressioni sono reali. È scesa a minimi storici, con il cambio a 95,79 per dollaro, perdendo più del 5 per cento dall’inizio della guerra con l’Iran. Reuters ha inoltre riferito che è stata la valuta asiatica con la peggiore performance dell’anno, sotto pressione per il petrolio, i deflussi di capitale, i rimborsi del debito estero e le coperture degli importatori. 

La mia opinione è che la rupia possa indebolirsi ulteriormente, ma non in modo disordinato, a meno che il petrolio resti elevato molto più a lungo o i deflussi di portafoglio accelerino. La Reserve Bank of India non vorrà bruciare riserve per difendere indefinitamente un livello simbolico, che è la soglia psicologica di 1 dollaro a 100 rupie, ma vorrà evitare il panico. Questo significa attenuare la volatilità, non fissare il tasso di cambio. 

Barclays mantiene una previsione di fine anno per il cambio dollaro-rupia a 96,80, mentre DBS ha sostenuto che una ripresa duratura della rupia richiederebbe o un crollo dei prezzi del petrolio o una ripresa dei flussi di portafoglio. Anche gli investitori stranieri stanno uscendo dal mercato indiano, vista la sua vicinanza alla guerra in Asia occidentale e le sue relazioni con Iran e Israele. Questo sta mettendo ulteriore pressione sulla rupia e sulle riserve valutarie. Tuttavia, l’India resta un’economia fondamentalmente solida e la crescita è interna e continuerà. 

Quindi la risposta è: sì, un ulteriore indebolimento è plausibile. Ma il problema della rupia non è soltanto valutario. È il prezzo visibile della dipendenza energetica dell’India in tempo di guerra. Se il petrolio si stabilizza e i flussi tornano, la rupia può stabilizzarsi. Se Hormuz resta sotto pressione e il greggio rimane alto, la pressione al deprezzamento continuerà. (di Giorgio Rutelli) 

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Categoria: internazionale/esteri

13:44

Roma-Lazio, espulsi Rovella e Wesley per rissa: cos'è successo all'Olimpico

(Adnkronos) - Espulsi Nicolò Rovella e Wesley in Roma-Lazio. Oggi, domenica 17 maggio, i giallorossi hanno sfidato i biancocelesti nel derby della penultima giornata di Serie A, in una partita condizionata anche da episodi arbitrali. Dopo un gol annullato a Dia nel primo tempo e un rigore chiesto da Gasperini nella ripresa, l'arbitro Maresca ha sventolato due cartellini rossi verso il centrocampista della Lazio e l'esterno della Roma dopo una rissa in area giallorossa. 

Succede tutto al 70'. Da uno scontro di gioco tra Maldini e Mancini nasce una mischia furibonda, con Wesley che va a contatto con Rovella, provando a colpirlo al volto. Il centrocampista della Lazio reagisce e tenta a sua volta di rispondere, ma a quel punto interviene l'arbitro Maresca, che prima seda la rissa e poi sventola due cartellini rossi per condotta violenta. 

Rovella quindi salterà l'ultima di campionato contro il Pisa, mentre Wesley non ci sarà a Verona, quando la Roma sfiderà l'Hellas. 

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13:29

MotoGp, oggi il Gran Premio di Barcellona - Diretta

(Adnkronos) - La MotoGp torna in pista in Catalogna. Oggi, domenica 17 maggio, il Motomondiale riparte con il Gran Premio di Barcellona - in diretta tv e streaming - sul circuito di Montmelò. Il pole position ci sarà lo spagnolo Pedro Acosta e si riparte dal successo di Alex Marquez nella gara sprint. Si inizia alle 14. 

Dove vedere il Gp di Catalogna? Il Gran Premio sarà visibile sui canali SkySport. Il Gran Premio sarà visibile in streaming su Sky Go e NOW. 

 

La prossima tappa della MotoGp sarà in Italia, al Mugello, nel weekend del 29-31 maggio. 

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13:26

Genoa-Milan, fumogeni in campo e partita interrotta: cos'è successo

(Adnkronos) - Caos all'inizio del secondo tempo di Genoa-Milan, partita di Serie A di oggi, domenica 17 maggio. Nei primi minuti della ripresa, dopo il gol del vantaggio rossonero di Nkunku su rigore (51'), la partita è stata interrotta per problemi di visibilità, legati al lancio di fumogeni dei tifosi del Genoa dalla gradinata.  

Per qualche minuto si è capito poco sul rettangolo verde. In campo è arrivata anche una monetina, lanciata dagli spalti e raccolta dall'arbitro Sozza. Il portiere del Milan, Mike Maignan, è stato costretto ad allontanarsi dalla sua porta dopo l'annuncio dello speaker del Ferraris.  

Dopo circa 5 minuti di stop, la partita è ricominciata con un calcio di punizione in favore dei rossoblù di De Rossi.  

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13:25

Roma-Lazio, Rovella a contatto con Celik: Gasperini chiede rigore

(Adnkronos) - Proteste in Roma-Lazio. Oggi, domenica 17 maggio, i giallorossi hanno sfidato i biancocelesti nel derby della penultima giornata di Serie A, in una partita decisiva per la corsa alla Champions League e condizionata anche da qualche episodio arbitrale. Dopo il gol annullato a Dia per fuorigioco nel primo tempo, la squadra di Gasperini ha protestato per un contatto in area della Lazio tra Nicolò Rovella e Zeki Celik, su cui la Roma ha chiesto a gran voce un calcio di rigore. 

Succede tutto al 56'. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo in favore dei giallorossi, il pallone arriva dalle parti di Rovella, che alza la gamba per allontanare il pallone ma si vede scavalcato dall'inserimento di Celik. I due giocatori vanno così a contatto, con il turco che resta a terra dolorante, mentre i giocatori in campo e Gasperini in panchina chiedono un calcio di rigore. 

L'arbitro Maresca fa invece segno di continuare e la sua decisione viene confermata poco dopo anche dal Var, con il contatto tra i due considerato casuale e di lieve entità, non tale quindi da assegnare un rigore. 

 

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13:13

Internazionali, oggi finale del doppio: Bolelli/Vavassori-Granollers/Zeballos - Diretta

(Adnkronos) - Simone Bolelli e Andrea Vavassori a caccia del titolo nella finale degli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, domenica 17 maggio, i due tennisti azzurri sfidano la coppia formata da Manuel Granollers e Horacio Zeballos - in diretta tv e streaming - nell'ultimo atto del tabellone di doppio maschile del Masters 1000 di Roma. 

 

Alle 17 invece la finale maschile tra Jannik Sinner e Casper Ruud. 

 

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13:08

Padova, avrebbe abusato di sette minorenni: insegnante di religione ai domiciliari

(Adnkronos) - Insegnante di religione finito agli arresti domiciliari: avrebbe abusato di sette minorenni. La procura di Padova ha chiesto e ottenuto dal gip la misura cautelare per un 37enne della provincia di Treviso che sarebbe l’autore di numerosi episodi di violenza sessuale aggravata ai danni di minori che gli venivano affidati in ragione del suo ruolo di insegnante di religione in una scuola privata e di animatore in varie parrocchie.  

Secondo la ricostruzione della Squadra mobile padovana, i primi episodi risalirebbero al 2017 ma è a marzo che un 17enne si sarebbe confidato con un atro suo insegnante, raccontandogli le violenze subite dall’uomo durante un fine settimana trascorso fuori regione. Per la famiglia del ragazzo l’uomo era considerato un amico di famiglia, tanto che avrebbe dovuto addirittura fargli da padrino alla cresima.  

Le indagini hanno consentito di individuare comportamenti inappropriati avvenuti con altri ragazzini e ragazzine minorenni e di chiarire come il 37enne avesse nel tempo adottato una sua propria modalità per entrare nella vita dei ragazzi e delle loro famiglie, carpendone la fiducia fino ad arrivare a livelli di confidenza estrema che rendeva di fatto difficoltoso ai minori denunciare quanto accadeva. Secondo i numerosi episodi ricostruiti dagli agenti della mobile, l’uomo coglieva le giovani vittime con mosse inaspettate e repentine, tali da sorprenderli e non consentire loro alcuna reazione, costringendole o inducendole a subire atti sessuali.  

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Categoria: cronaca

12:45

Roma-Lazio, gol annullato a Dia: cos'è successo all'Olimpico

(Adnkronos) - Gol annullato alla Lazio nel derby contro la Roma. Oggi, domenica 17 maggio, i giallorossi sfidano i biancocelesti all'Olimpico nella penultima giornata di Serie A, in una partita fondamentale in chiave Champions League. In un primo tempo molto bloccato, Boulaye Dia riesce a segnare su assist di Rovella, ma l'arbitro Maresca annulla tutto per fuorigioco. 

Succede tutto al 29'. Rovella pesca bene Dia in area, servendo l'assist per l'inserimento dell'attaccante biancoceleste. Il senegalese si ritrova solo davanti a Svilar, sbaglia il primo tentativo ma riesce a segnare sulla ribattuta. La gioia però dura poco. L'assistente alza la bandierina e l'arbitro annulla tutto per fuorigioco. 

Le immagini confermano l'offside di Dia, partito troppo avanti rispetto all'ultimo difensore della Roma e finito in fuorigioco con, praticamente, la sua intera figura. 

 

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Categoria: sport

12:32

Con l'auto travolge i pedoni a Modena, il legale: "Confuso e frastornato". Mattarella e Meloni in ospedale dai feriti

(Adnkronos) - Visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni oggi all’ospedale Baggiovara di Modena dove sono ricoverati due dei feriti più gravi dell’incidente provocato ieri sabato 16 maggio da Salim El Koudri, 31 anni, che ha falciato con l'auto sette passanti, ferendone in modo grave 4.  

La visita è durata circa venti minuti. "Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica ma anche abitualmente. Siamo consapevoli di ciò che fate ogni giorno”, ha detto il capo dello Stato all'equipe di medici che hann in cura i feriti. Mattarella e Meloni si sono poi recati a Bologna, all'ospedale Maggiore, per fare visita ad altri due feriti: si sono trattenuti circa 30 minuti nella struttura dove sono ricoverati una coppia di 55enni. 

Subito dopo l’accaduto, Mattarella aveva immediatamente chiamato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti per avere notizie dei feriti, esprimere vicinanza alla città e ringraziando quei cittadini che con coraggio avevano bloccato l’uomo alla guida. La presidente del Consiglio, secondo quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi, ha dal canto suo modificato il proprio viaggio istituzionale annullando la visita a Cipro, dove era previsto un incontro bilaterale con il presidente della Repubblica, per fare rientro in Italia e recarsi a Modena insieme a Mattarella. 

Anche la segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente del partito Stefano Bonaccini saranno in giornata a Modena per portare la loro solidarietà a tutta la comunità, secondo quanto si apprende da fonti del Pd. 

“Confuso e frastornato”. Viene descritto così, dal suo legale Francesco Cottafava, Salim El Koudri. “Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ieri era confuso e frastornato e ha preferito non parlare davanti agli agenti, alla pm Monica Bombana e al procuratore Luca Masini”, spiega l’avvocato all’Adnkronos. Il legale è ancora in attesa degli atti e della fissazione dell’udienza di convalida che probabilmente sarà martedì mattina. 

El Koudri "è nato a Bergamo nel '95. Possiede una laurea in Economia aziendale e allo stato attuale è disoccupato: da anni vive a Ravarino. Al momento dell'arresto non era sotto sostanze psicotrope, quindi aveva una parvenza di lucidità. Già nel 2022 si era evidenziato per questa persona uno stato di alterazione psichica perché era stato attenzionato dal centro di salute mentale per disturbi schizoidi. E dopo questo primo periodo di osservazione presso il centro sanitario, però poi se ne erano perdute le tracce", ha detto la prefetta di Modena Fabrizia Triolo in conferenza stampa. 

"E' stato in cura nei nostri centri di salute mentale perché aveva problemi di malattia schizoide, dopodiché è sparito dai radar e purtroppo si è ripresentato in queste forme, in modo drammatico e sciagurato" ha spiegato il sindaco Mezzetti. 

Le telecamere fisse della zona a traffico limitato che corrono sopra il centro di Modena hanno immortalato in modo chiaro quanto accaduto nel pomeriggio di ieri. I frame mostrano l'utilitaria che arriva a velocità sostenuta e che colpisce i primi passanti che camminano accanto ai negozi sulla sinistra di via Emilia, quindi la marcia che prosegue per qualche metro prima dell'impatto contro altri pedoni e la vetrina di un negozio di abbigliamento. E' qui che l'auto si è fermata ed è iniziata la breve fuga del guidatore, prima bloccato da due uomini, poi da altri cittadini.  

L'auto è piombata all'improvviso sulla folla, falciando le persone che sabato pomeriggio poco prima delle 17 si trovavano in quel momento in via Emilia, nel centro di Modena. Sette persone sono state investite: i feriti gravi sono 4. Alla guida della Citroen C3 c'era Salim El Koudri, un 31enne italiano di origini marocchine, in passato è stato sottoposto a cure psichiatriche. I pm del gruppo antiterrorismo della Dda di Bologna stanno seguendo quanto avvenuto. I magistrati attendono gli esiti dei primi accertamenti delegati alla Digos dai quali si attendono chiarimenti sulle ragioni del gesto compiuto dall’uomo che ora è in stato di fermo ora e accusato di strage e lesioni aggravate. 

L'auto ha finito la sua corsa contro una vetrina. Uscito dall'auto, il 31enne ha tirato fuori un coltello con cui ha ferito una delle persone che tentavano di bloccarlo. "E' partita una collutazione. Mi sono arrivati due fendenti, uno al cuore e l'altro alla testa", ha raccontato Luca Signorelli, spiegando di essere riuscito a evitare solo uno dei due colpi mentre ha riportato una ferita alla testa. Ha raccontato poi di avergli bloccato "il polso e l'ho neutralizzato". In "4-5" persone hanno immobilizzato El Koudri, ha raccontato. 

Di recente “non aveva dato segno di squilibrio visibile e conviveva tranquillamente in paese”, ha affermato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti su Salim El Koudri. “Sentendo il sindaco e la comunità di Ravarino, tutti mi dicono che era un ragazzo normale, non so se aveva la patente o meno ma non sembrava ci fossero motivi. Adesso indagheranno e ci diranno nei prossimi giorni”, ha aggiunto il primo cittadino, presente all’ospedale di Baggiovara. Nel passato del 31enne non risulterebbero interventi di Tso. 

A quanto si apprende, nell'ambito delle indagini sono stati sequestrati diversi dispositivi elettronici e il cellulare ma al momento non sono stati ancora analizzati dagli investigatori. Al momento non ci sarebbe nessuna evidenza che possa far ricondurre il gesto ad un atto di matrice terroristica o di radicalizzazione e per questo motivo la competenza dell'indagine resta alla procura di Modena. 

Sono "chiare ed evidenti le precise volontà di porre in pericolo l'incolumità pubblica e non solo la vita delle singole persone offese, in una via del centro cittadino e in un ambito spazio-temporale privo di soluzione di continuità", ha detto il procuratore di Modena Luca Masini. "L'orario scelto era di massima presenza per cittadini, avventori di esercizi commerciali e pertanto colpiti in maniera indiscriminata, indeterminata e deliberata dal prevenuto", ha aggiunto.  

"Sono in corso indagini al fine di individuare il movente della condotta". 

"All'esito dei primi accertamenti e in particolare dell'acquisizione delle telecamere di sorveglianza cittadine e private, delle dichiarazioni rese dai testimoni presenti sul luogo dell'investimento e dell'esito delle perquisizioni effettuate presso l'abitazione dell'indagato, nonché dell'acquisizione della documentazione sanitaria trasmessa dai nosocomi", il pm titolare con il procuratore del fascicolo ha disposto il decreto di fermo nei confronti del 31enne contestando i delitti di strage e lesioni aggravate dall'uso di arma. 

Una donna in pericolo di vita e altri tre passanti ricoverati in prognosi riservata. E’ l’ultimo bollettino medico. La paziente, una donna di 55 anni presenta diversi traumi: le sue condizioni sono in lieve miglioramento “ma restano critiche e resta il pericolo di vita”. L'uomo, anche lui di 55 anni con diversi traumi, è stabile, “non più in immediato pericolo di vita”. La direzione ospedaliera del Maggiore ha attivato immediatamente una equipe di psicologi a supporto dei familiari. 

Ancora ricoverati all’Ospedale civile di Baggiovara (Modena) una donna di 69 anni, operata nelle scorse ore, definita “grave ma stabile”; una donna di 53 anni sottoposta “a plurimi interventi chirurgici, le cui condizioni sono gravi”. Per entrambe la prognosi resta riservata. Un italiano di 59 anni, con trauma facciale, ha passato la notte in osservazione in Medicina d’Urgenza, per lui la prognosi è di 30 giorni. Sono stati invece tutti dimessi dal Pronto soccorso del Policlinico di Modena: una ragazza di 22 anni con trauma cranico (10 giorni di prognosi), un uomo di 30 anni con attacco di panico (2 giorni di prognosi) e un uomo di 47 anni con ferita da taglio (7 giorni di prognosi). L’equipe di psicologi è stata attivata non solo per feriti e familiari, ma anche per chi ha assistito all'incidente. 

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Categoria: cronaca

12:10

"La Cina aspetta la disfatta russa per riprendersi la Siberia": Kasparov sul regime di Putin

(Adnkronos) - Tallinn - "Tredici anni fa ero ancora un tesoro nazionale", ha detto Garry Kasparov con ironia amara a Jill Dougherty. "Adesso sono un terrorista ufficialmente incriminato. Ho cambiato status”. Così inizia il dialogo alla Lennart Meri Conference di Tallinn tra l’ex campione di scacchi e ora dissidente russo (da 13 anni è in esilio dal regime putiniano) e la giornalista, già corrispondente da Mosca, per oltre 30 anni alla Cnn e ora docente a Georgetown.  

La prima domanda di Dougherty ha sfidato subito uno dei luoghi comuni più diffusi: Putin sarebbe in difficoltà, nascosto in un bunker, con un cerchio magico sgretolato. Kasparov, da ex scacchista abituato a ragionare con le informazioni disponibili sul tavolo, non è d’accordo. 

"Negli scacchi hai il 100% delle informazioni di fronte a te. Ma la situazione reale di un dittatore è il segreto più gelosamente custodito in qualsiasi dittatura. Parlare di Putin nel bunker, dello stato di salute di Putin, dei suoi cerchi magici, mi ricorda la vecchia cremlinologia: guardare chi stava vicino a Breznev affacciato dal mausoleo di Lenin e cercarci significati politici. È più astrologia che analisi”.  

Quello che invece Kasparov è disposto ad affermare con certezza è altro. Putin non è soltanto in guerra contro l'Ucraina. "Putin è in guerra contro l'Europa, contro tutte le istituzioni europee, contro il mondo libero. E non lo dico io: lo sta comunicando lui stesso, in modo molto costante, da oltre due decenni”. 

Il passaggio più forte del dialogo ha riguardato la prevedibilità di Putin. Kasparov ha ricostruito una linea dritta, che avrebbe dovuto essere visibile a tutti: nel 2005, al suo secondo mandato, Putin disse davanti alla Duma e al Senato riuniti in seduta comune che "il crollo dell'Unione Sovietica è stata la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo". Due anni dopo, nel 2007, lo ripeté a Monaco di Baviera, guardando negli occhi George W. Bush e tutti i leader del mondo libero. L'anno seguente, attaccò la Georgia. 

"I dittatori mentono sempre su ciò che hanno fatto. Ma molto spesso ti dicono esattamente quello che faranno. Il Mein Kampf fu pubblicato nel 1925, era un progetto. Nessuno lo prese sul serio. Nel 2007, Putin pose un ultimatum: riportare la Nato ai confini del 1997. Lo rimise sul tavolo nel dicembre 2021. L'obiettivo di Putin era, è e sarà ripristinare la gloria dell'impero russo. E non vi è alcuna indicazione che abbia cambiato idea”. 

Uno dei momenti più elettrici della conversazione è arrivato quando Dougherty, cercando di aprire una finestra sul futuro, ha usato per tre volte consecutive l'espressione "quando la guerra finirà" (when the war ends). Kasparov l'ha interrotta: "Tre volte hai detto war ends. Non hai avuto il coraggio di dire: when Ukraine wins”. 

Dougherty si è difesa: "Ovviamente, perché nessuno sa come si vinca o si perda". E Kasparov ha ribadito la sua formula: "Senza una vittoria ucraina, nulla cambierà in Russia. Niente. Bisogna dimostrare che gli imperi muoiono. E niente, se non la bandiera ucraina issata a Sebastopoli, lo dimostrerà”. 

Kasparov ha proposto una lettura della storia russa che va oltre Putin: non si tratta di un virus comunista, ma di un "virus imperiale" che muta da secoli. "Nel 1991 abbiamo fatto un errore colossale: ci siamo occupati del virus comunista, ma non del virus imperiale, che si è ripresentato. E a meno che non convinciamo il russo medio che l'impero è morto, non vedremo mai nessun cambiamento”. 

La vittoria ucraina, ha spiegato, non richiede una resa incondizionata come nel 1945, né la conquista di Mosca. "Pensate al 1918: la Germania firmò la resa l'11 novembre mentre le sue truppe erano ancora in Francia e in Belgio, perché aveva esaurito le risorse. Putin potrebbe essere messo in una situazione analoga”. 

Dougherty ha affrontato un tema scomodo: cosa fanno davvero i leader dell'opposizione russa in esilio? Kasparov non ha risparmiato i suoi stessi colleghi. "Le persone che incontri frequentemente a Washington sono sognatori che elaborano piani grandiosi su come ricostruire la Russia dopo Putin. Ma nulla di tutto ciò avrà senso a meno che l'Ucraina non vinca la guerra". E più direttamente: "Non hanno un piano. Scrivono bei documenti per ottenere fondi e donazioni. Punto”. 

Anche la delegazione russa nell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, di cui fa parte, è vista da Kasparov come un organismo ancora troppo debole, ma che rappresenta l'unico embrione istituzionale di un'alternativa al regime di Putin. 

Vero apprezzamento invece per Boris Nemtsov, "l'unico politico che si era opposto con fermezza all'annessione imperiale", quando nel 2014 Mosca annesse la Crimea. Ucciso l’anno dopo con quattro colpi di pistola alle spalle. 

Alla domanda filosofica di Dougherty sulla pokayanie - il concetto russo di penitenza, di espiazione - Kasparov ha risposto con una diagnosi impietosa. La Russia non ha mai attraversato un vero processo giudiziario di condanna dei crimini comunisti. E il momento breve di autocoscienza degli anni Ottanta è stato rapidamente sepolto sotto una restaurazione nostalgica. "Vladimir Putin non è stato un incidente. Abbiamo perso una finestra molto breve, alla fine degli anni '80 e all'inizio degli anni '90, per uscire dal binario imperiale”. 

La sua conclusione "Dovete costringere i russi a fare una scelta. La guerra è perduta, l'impero è morto. Volete rientrare in Europa pagando i risarcimenti e riconoscendo i crimini del regime? Oppure volete diventare un satellite della Cina? I russi non abbracceranno la democrazia occidentale con il cuore. Forse lo faranno con lo stomaco, per la fame”. 

Kasparov ha sollevato uno scenario che pochi osano nominare: il rischio che, se l'Occidente non agisce, sia la Cina a fare a pezzi l'impero russo. "La Cina ha rivendicazioni territoriali enormi sulla Russia: un’area grande quasi il triplo della Francia, 1,5 milioni di chilometri quadrati. L'intero territorio da Vladivostok a Chita era cinese fino al 1860. E la Cina aspetta. Se non facciamo nulla, l'Impero russo collasserà - ma sarà la Cina a farlo collassare. Forse tra qualche anno ci sarà un referendum in Siberia orientale e scopriremo che è cinese”. 

La sessione di domande non è stata meno interessante. Una giornalista russa in esilio, riconosciuta come terrorista dal Cremlino per il suo sostegno all'esercito ucraino, ha chiesto se sia pensabile un'alleanza militare europea senza gli Stati Uniti. Per Kasparov, "la sicurezza e l'indipendenza dei paesi baltici e della Polonia non dovrebbero dipendere dal capriccio di un uomo nell'Ufficio Ovale che si è dimostrato, per tutta la sua vita, molto obbediente alle richieste del Cremlino. Il solo fatto che stiamo dibattendo se attivare o meno l’articolo 5 lo indebolisce, se non lo rende irrilevante. Putin ci sta ascoltando”. 

"Come dovrebbe trattare l'Unione Europea una Russia che ha perso la guerra?", la proposta di Kasparov, in parte ironica in parte serissima, è la "Russia Taiwan": creare un'entità politica alternativa che raggruppi i milioni di russi che vogliono tagliare i ponti con il regime di Putin, offrire loro documenti, offrire loro uno status, formarli come forza politica. "Abbiamo milioni di russi che vogliono uscirne. Non hanno dove andare. I loro passaporti scadono nel '26 e nel '27. L'Europa continua a rilasciare oltre mezzo milione di visti l'anno — ma non a loro. Dategli una chance”. 

Infine, uno studioso dell'Università della Florida ha posto una domanda sulla paralisi delle élite occidentali, su quella costante self-deterrence che nel 2022 portò l'amministrazione Biden a rifiutare di consegnare armi serie all'Ucraina perché "l'esercito sarebbe crollato in due settimane". La risposta di Kasparov è stata un atto d'accusa: "Appeasement è una parola negativa, ma Chamberlain aveva buone intenzioni. Era ingenuo, non faceva affari con Hitler. Noi abbiamo fatto qualcosa di peggio: abbiamo saputo, capito, e comunque non abbiamo agito. L'Ucraina ha dimostrato che l'unico modo per rendere Putin prevedibile è mostrare forza”. (di Giorgio Rutelli) 

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Categoria: internazionale/esteri

12:00

MotoGp, oggi il Gran Premio di Catalogna: orario, griglia di partenza e dove vederlo

(Adnkronos) - La MotoGp torna in pista in Catalogna. Oggi, domenica 17 maggio, il Motomondiale riparte con il Gran Premio di Barcellona - in diretta tv e streaming - sul circuito di Montmelò. Il pole position ci sarà lo spagnolo Pedro Acosta e si riparte dal successo di Alex Marquez nella gara sprint. Ecco orario, griglia di partenza e dove vedere il Gp di Catalogna. 

Ecco la griglia di partenza del Gp di Barcellona, al via oggi alle 14: 

1. Pedro Acosta (KTM) 

2. Franco Morbidelli (Ducati) 

3. Alex Marquez (Ducati) 

4. Raul Fernandez (Aprilia) 

5. Johann Zarco (Honda) 

6. Fabio Di Giannantonio (Ducati) 

7. Fabio Quartararo (Yamaha) 

8. Brad Binder (KTM) 

9. Jorge Martin (Aprilia) 

10. Joan Mir (Honda) 

11. Jack Miller (Yamaha) 

12. Marco Bezzecchi (Aprilia) 

13. Francesco Bagnaia (Ducati) 

14. Enea Bastianini (KTM) 

15. Fermin Aldeguer (Ducati) 

16. Luca Marini (Honda) 

17. Maverick Vinales (KTM) 

18. Ai Ogura (Aprilia) 

19. Alex Rins (Yamaha) 

20. Diogo Moreira (Honda) 

21. Augusto Fernandez (Yamaha) 

22. Toprak Razgatlioglu (Yamaha) 

Gli appuntamenti del Gran Premio di Catalogna di MotoGp saranno trasmessi in diretta televisiva sui canali SkySport. Il Gran Premio sarà visibile in streaming su Sky Go e NOW.  

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Categoria: sport

11:47

Ascolti tv, finale Eurovision stravince serata con 5 milioni di spettatori

(Adnkronos) - La finale dell’Eurovision Song Contest (con la vittoria della Bulgaria e il quinto posto di Sal Da Vinci) è stata seguita ieri sera su Rai1 da 5.033.000 spettatori con il 36% di share, risultando di gran lunga il programma più visto del prime time di sabato 16 maggio e della seconda serata. Al secondo posto, tra i programmi di prime time, 'Il gladiatore 2' su Canale 5 con 1.621.000 spettatori e il 12.2% di share. In terza posizione, 'In Altre Parole' su La7 con 1.083.000 spettatori e il 6.1% di share, nella prima parte, e 616.000 spettatori con il 4.2%, nella seconda.  

A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: 'Il marchese del Grillo' su Rete4 (743.000 spettatori, share 5%), 'The Rookie' su Rai2 (598.000 spettatori, share 3.5%), 'Kung Fu Panda 4' su Italia 1 (544.000 spettatori, share 3.2%), 'Accordi & Disaccordi' sul Nove (515.000 spettatori, share 3.4%), 'MotoGP – Sprint Race' e 'Paddock Live Show' su Tv8 (rispettivamente, 476.000 spettatori, share 2.7%, e 172.000 spettatori, share 1%), 'Sapiens – Un Solo Pianeta' su Rai3 (433.000 spettatori, share 2.8%),  

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Categoria: spettacoli

11:30

Verissimo 'Le Storie', anticipazioni di oggi 17 maggio: gli ospiti e le interviste

(Adnkronos) - Silvia Toffanin torna oggi, domenica 17 maggio, con il secondo appuntamento del weekend in compagnia di Verissimo. Oggi andrà in onda una puntata replica, 'Verissimo-Le storie': una selezione delle interviste più intense realizzate da Silvia Toffanin nel corso di questa edizione. 

Le interviste che verranno oggi proposte non sono state svelate, ma la puntata speciale promette di rivivere le emozioni più intense della stagione.  

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Categoria: spettacoli

11:28

Gb, Daily Mail: "Starmer si dimetterà da primo ministro"

(Adnkronos) - Il primo ministro britannico Keir Starmer si dimetterà di sua spontanea volontà. Lo scrive il Daily Mail, citando fonti governative. "Keir Starmer ha confidato ai suoi amici più stretti l'intenzione di dimettersi da primo ministro", afferma l'articolo. Secondo le fonti, il primo ministro comprende la situazione politica del Paese, ma desidera lasciare l'incarico con dignità. 

"Non è ancora chiaro quando esattamente verrà fatto questo annuncio", aggiunge il giornale britannico. A maggio, quasi 100 parlamentari hanno chiesto le dimissioni del primo ministro in seguito alla sconfitta del Partito Laburista alle elezioni locali. Diversi funzionari governativi si sono dimessi per protesta, tra cui il ministro della Sanità Wes Streeting, considerato un importante rivale di Starmer.  

Come riportato dal quotidiano Telegraph, il sindaco di Manchester, Andy Burnham, considerato anche un oppositore dell'attuale leader del partito al governo, intende candidarsi al parlamento, entrando così in lizza per la carica di primo ministro. 

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Categoria: internazionale/esteri

11:27

Juve-Fiorentina 0-2, fallimento bianconero e addio Champions - Rivivi il match

(Adnkronos) - La Juve viene sconfitta in casa dalla Fiorentina, che passa 2-0 a Torino nel match della 37esima giornata, e dice virtualmente addio alla qualificazione alla Champions League. I viola, già salvi, si impongono con i gol di Ndour (34') e Mandragora (83'). La Juve rimane a quota 68 e precipita in sesta posizione. La formazione di Spalletti è staccata di 2 lunghezze dal quarto posto, occupato a quota 70 da Roma e Milan quando rimane da disputare solo l'ultima giornata di campionato. 

 

Nell'ultima giornata di campionato, la Juve affronterà il Torino nel derby. 

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Categoria: sport

11:10

Genoa-Milan 1-2, scatto Champions per Allegri: Nkunku-Athekame gol, il Diavolo è terzo

(Adnkronos) - Il Milan non sbaglia. Oggi, domenica 17 maggio, la squadra di Allegri vince 2-1 contro il Genoa a Marassi e agguanta tre punti fondamentali nella corsa Champions League. Dopo un primo tempo complicato e chiuso senza reti, i rossoneri passano con il rigore di Nkunku e il guizzo nel finale di Athekame. Inutile, per gli uomini di De Rossi, il gol del capitano Vazquez. Il Milan vola così al terzo posto a 70 punti, insieme alla Roma vittoriosa nel derby (quarta in classifica).  

Nell'ultima giornata di campionato, il Milan ospiterà il Cagliari a San Siro. Il Genoa sarà invece impegnato al Via del Mare contro il Lecce.  

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Categoria: sport

11:09

Roma-Lazio 2-0, Gasperini vince derby con doppietta Mancini e vola al quarto posto

(Adnkronos) - La Roma vince il derby della Capitale e vola al quarto posto in classifica. Oggi, domenica 17 maggio, i giallorossi hanno battuto la Lazio per 2-0 all'Olimpico nella penultima giornata di Serie A grazie alla doppietta di Mancini, in gol al 39' e al 65'. Al 70' espulsi Wesley e Rovella dopo una rissa. Con questa vittoria, e la sconfitta della Juventus, la Roma si prende il quarto posto raggiungendo quota 70 punti, appaiata al Milan terzo e a +2 sui bianconeri e sul Como. Rimane invece a 51, nona, la Lazio. 

 

Nell'ultima giornata di Serie A, la Lazio ospiterà il Pisa, mentre la Roma volerà a Verona per sfidare l'Hellas, già retrocesso. 

 

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Categoria: sport

11:05

Pisa-Napoli 0-3, Conte cala il tris e avvicina la Champions

(Adnkronos) - Vince il Napoli, che avvicina la qualificazione alla prossima Champions League. Oggi, domenica 17 maggio, gli azzurri hanno battuto il Pisa in trasferta nella penultima giornata di Serie A, imponendosi per 3-0 grazie ai gol di McTominay al 20', di Rrahmani al 26' e di Hojlund al 92'. 

Con questi tre punti, il Napoli sale a quota 73, rimanendo al secondo posto a +3 da Milan e Roma. Rimane invece a 18, ultimo e già retrocesso, il Pisa di Hiljemark. 

 

Nell'ultima giornata di Serie A, il Napoli ospiterà l'Udinese mentre il Pisa sarà di scena a Roma per affrontare la Lazio. 

 

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