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18:43
Alcaraz-Paul: orario, precedenti e dove vederla in tv
(Adnkronos) - Carlos Alcaraz torna protagonista agli Australian Open 2026. Domenica 25 gennaio il tennista spagnolo sfida l'americano Tommy Paul, numero 20 del mondo - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale dello Slam di Melbourne. Alcaraz, nei turni precedenti, ha eliminato Walton all'esordio e poi Hanfmann e Moutet.
La sfida tra Alcaraz e Paul è in programma domenica 25 gennaio non prima delle ore 3.30. I due tennisti si sono affrontati in sette precedenti, con lo spagnolo che conduce con un parziale di cinque vittorie a due.
Alcaraz-Paul sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. Lo Slam sarà trasmesso, sempre su Eurosport, anche da Dazn, TimVision e Prime Video Channels, oltre che da Discovery+ e HBO Max.

Categoria: sport
18:18
Frana in Nuova Zelanda, morta la 15enne avellinese Sharon Maccanico
(Adnkronos) - "Con profonda tristezza condividiamo la scomparsa di due studenti del Pak ūranga College, Max Furse-Kee e Sharon Maccanico, nella tragedia del Monte Maunganui" in Nuova Zelanda. E' quanto si legge in un post pubblicato sul Facebook dal college.
Sharon Maccanico, 15 anni, era originaria di Picarelli, comune in provincia di Avellino: viveva ad Auckland. L'adolescente era un'appassionata di hip-hop.
Le frane, che si sono verificate giovedì 22 gennaio, sono state innescate dalle forti piogge degli ultimi giorni, che hanno causato inondazioni e interruzioni di corrente in tutta l'Isola del Nord. Le riprese dal campeggio sul monte Maunganui, un vulcano spento, mostrano un'enorme frana vicino alla base della cupola vulcanica, mentre i soccorritori e i cani setacciavano roulotte distrutte e tende appiattite.

Categoria: internazionale/esteri
18:07
Sanremo 2026, Levante: "Torno con il sorriso. Eurovision? Non andrei"
(Adnkronos) - Al suo terzo festival di Sanremo dopo quelli del 2020 e 2023, Levante torna sul palco dell'Ariston con una nuova maturità. All’Adnkronos racconta il suo brano in gara "Sei Tu", il nuovo album dedicato ai "fallimenti d'amore", la sorprendente esperienza come attrice e una scelta netta e coraggiosa riguardo all'Eurovision.
Torni a Sanremo per la terza volta. Con quale stato d'animo e quale Levante arriva su quel palco?
"Lo stato d'animo è di puro entusiasmo. Torno perché vorrei modificare l'ultimo ricordo che ho del mio Sanremo del '23, quando ero in balia di troppe emozioni dovute al post partum. Allora non ero cosciente di quello che stavo attraversando. Oggi, guardando a quel periodo con più distanza, e senza voler banalizzare la depressione post partum, guardo a quella difficoltà con tenerezza. Voglio tornare sul palco di Sanremo con l'entusiasmo, col sorriso, che tra l'altro sono cose che mi contraddistinguono quotidianamente".
Quindi è anche un riscatto personale?
"Esattamente, personale. E poi voglio mostrare un aspetto diverso della mia musica, che il grande pubblico televisivo non conosce. Mi presento con una ballata, un brano lento, 'in punta di piedi'. Ne avevo voglia, non volevo essere di nuovo la Levante concitata che si svena da una parte all'altra del palco perché deve mostrare chissà che cosa. Voglio proprio prendermi il tempo di cantare il brano serenamente, senza fare la 'pazza'. Sarò una Levante più composta".
Il tuo brano, "Sei Tu", parla della difficoltà di esprimere i sentimenti. Come nasce?
“E’ una difficoltà è emotiva, dove non si riesce a verbalizzare l'amore. Io, cantando in prima persona, descrivo tutte le sensazioni fisiche che l'amore provoca: dal non mi sento le gambe al mi manca il respiro. È quasi una descrizione dell’allegro chirurgo delle emozioni. Questa persona, però, non trova la voce per dire 'ti amo', che è l'esatto opposto di me. Io mi sono sempre lanciata nei sentimenti. 'Sei Tu' è un gioco di parole: è un 'sei tu' rivolto a qualcuno, ma anche un modo per dire 'non sono io, sto parlando di qualcun altro'".
Questo brano anticipa un nuovo album?
“Questo brano nasce all'interno di una strada che ho deciso di percorrere parlando soltanto ed esclusivamente di storie d'amore, però storie d'amore fallimentari. Il titolo del disco è 'Dell'amore, il fallimento e altri passi di danza’ che uscirà un po' più avanti rispetto al Festival. Racconto di amori finiti o mai sbocciati: relazioni mai nate, incontri di una notte, i primi amori estivi adolescenziali. Mi ha divertito molto guardare la fine, o il non inizio, da queste prospettive. È un album con un tema centrale molto forte”.
E dal 29 aprile inizierà il tuo viaggio live nei principali club italiani …
"Penso che i club siano la dimensione più pazza in assoluto. C'è una libertà di movimento totalmente diversa. Finalmente torno a fare del 'casino' in un luogo al quale appartengo tanto. E poi è la dimensione ideale per me. Cosa dovrei fare, i palazzetti? I teatri li ho già fatti. Non ho paura dei grandi spazi, ma sto bene dove sono. Sono in un momento felice della mia vita, dove penso che non mi manchi nulla”.
Sei una persona che non ha paura di esporsi. Se dovessi vincere Sanremo, andresti all'Eurovision, considerando il contesto politico attuale?
"No. Non parteciperei all'Eurovision. È una manifestazione molto più politicizzata di quanto si pensi e, siccome di mezzo c'è un Paese che negli ultimi tempi ha creato drammi giganteschi e un genocidio in atto, non si può fare finta di niente. Non l'ho mai fatto. Non ce la faccio ad andare a ‘casa del ladro’”.
L’esperienza d’attrice. In "Romantiche" hai interpretato te stessa, un cameo. Nella nuova fiction Rai "L'invisibile" con Lino Guanciale e la regia di Michele Soavi, c’è stato un impegno diverso. Com'è stato?
“È stato bellissimo e indimenticabile, al punto da farmi pensare: ‘Quasi quasi lascio tutto e faccio questo’. È stato difficile vestire i panni di un'altra persona, anche letteralmente: quando mi mettevano una camicetta che non avrei mai scelto, dovevo fare un training autogeno per ricordarmi che stavo interpretando un personaggio. Ma l'esperienza è stata meravigliosa grazie al regista, Michele Soavi, una persona di cui mi sono innamorata follemente, e a 'colleghi' come Lino Guanciale, che è stato accogliente e mi ha tranquillizzato. A differenza del mio mondo, fatto di ritmi frenetici, il set è un luogo di calma. Lo rifarei subito, sperando di trovare un cast altrettanto speciale”.
Il tuo personaggio è Maria, definita 'la vera colonna portante della famiglia', una donna forte che affronta il sacrificio del marito. Il tuo essere cantautrice ti ha aiutato a entrare nel ruolo?
“Assolutamente. Ho dovuto mettermi molto nei suoi panni, perché lei resta accanto al marito nonostante la sua vita sia messa in pericolo. All'inizio pensavo: ‘Ma chi te lo fa fare? Vai via’. Poi ho capito che la risposta è l'amore. Ha costruito tutto con quell'uomo e vuole stargli vicino, nel bene e nel male. Questo si lega al mio album: quell'amore avrebbe potuto essere un fallimento, ma lei sceglie di restare. Alla fine, cosa ci resta nella vita? Non le medaglie o gli applausi. Quello che resta di noi è ciò che abbiamo dato agli altri”.
Tra musicista, autrice e attrice, quale Levante ti rappresenta di più oggi?
"Torno sempre alla radice, al primo amore: la scrittura. Mi sento un'autrice che canta. Se mi togli il palco, soffro. Se mi togli la penna, muoio. Per me, l'assenza di scrittura è letale".
Hai scritto anche per altri artisti, come Laura Pausini. Che differenza c'è tra scrivere per la propria voce e affidare le parole a qualcun altro?
“Quando scrivo per gli altri, scrivo proprio per gli altri. Mi presto alle loro storie. Quando è stato per Laura, lei mi disse: 'Ti va di scrivere qualcosa per me?'. Ovviamente felicissima, ho pensato:'Lei è Laura Pausini, come canta Laura Pausini?'. Ho pensato alla Laura che mi ha fatto innamorare, con quegli ampi respiri. È un esercizio, come nella recitazione, vestire i panni di qualcun altro. E poi ho pensato a Paola, sua figlia. Ho detto: 'Cosa so di Laura? Molto poco, però so che è madre'. E ho scritto queste parole che parlano da madre a figlia. Le ho consegnato il brano ed era, senza che io lo sapessi, il giorno del compleanno di Silvia, sua sorella. Le ho spiegato il brano e lei mi ha detto: 'No, Claudia, scusami, ma tu stai parlando di mia sorella! Hai descritto il mio rapporto con lei'. E lì abbiamo pianto entrambe in videochiamata. È stato molto forte. E mi ha detto: 'Posso dedicarla a mia sorella?'. Le ho detto: 'Sì, assolutamente!'. C'è stata una congiunzione astrale pazzesca"
A proposito di Laura, di recente è finita in un vortice di polemiche sui social, che spesso si trasformano in un tribunale impietoso. Che ne pensi?
"Mi dispiace molto. I commenti social valgono come i voti a scuola, non ti identificano".
Cosa ti aspetti da questo Sanremo?
“Nulla. Spero di raccogliere i frutti del mio lavoro, di fare delle belle esibizioni, perché sto lavorando tanto per essere all'altezza del palco. Per il resto, numeri, classifiche, applausi non mi possono riguardare”.
di Loredana Errico

Categoria: spettacoli
17:46
Montesano e la presunta lite con Proietti: "Leggenda metropolitana"
(Adnkronos) - "Questa è una leggenda metropolitana. Se vi fa piacere con Gigi Proietti abbiamo litigato, ma non è vero, non abbiamo litigato mai. C'era una sana rivalità, ma per far vincere la squadra". Così Enrico Montesano, ospite di Nunzia De Girolamo e Gianluca Semprini, a 'Maschio Selvaggio' su Rai Radio 2, ricordando l’energia creativa di un’epoca in cui il talento circolava e si misurava dentro un gioco collettivo. Parlando del rapporto con il tempo, Montesano ha poi aggiunto: "Da una parte aiuta il tempo che passa, perché sublima certe cose, smussa certe asperità, ma da un’altra parte tu dici 'La vecchiaia è bella, peccato che duri poco'.
Spazio, durante l’intervista, è stato dedicato al cinema contemporaneo e agli incassi italiani, con un passaggio su Checco Zalone. Montesano ha sottolineato il valore generale di un successo al botteghino: "Quando un film italiano incassa dobbiamo fare festa perché va bene per tutto il cinema italiano". Allo stesso tempo, ha precisato di non aver visto il film 'Buen Camino’' e di aver letto soprattutto dei grandi incassi, "osservando che gli piacerebbe che qualcuno parlasse di più del film e di com’è davvero, e non soltanto dei numeri". Ricordando la 'densità' di talento del cinema di un’epoca irripetibile, Montesano ha poi collocato la sua generazione. "Io sono un comico di mezzo - ha detto - Sopra di noi c’erano Mastroianni, Sordi, Manfredi, Tognazzi e Gassman… era dura sfondare".
Infine, durante il confronto con la De Girolamo e Semprini, Montesano è tornato sul suo record televisivo legato a Fantastico 1988, spiegando che a posteriori avrebbe fatto scelte diverse. "Lì ho fatto un errore - ha ammesso, ricostruendo il clima dell’epoca. "All’epoca per noi attori di cinema, la televisione era una 'diminutio'. E invece 'Fantastico' dovevo farlo anche l’anno dopo. Sarei potuto diventare un conduttore presentatore televisivo e invece ora... devo andare a fare serate di qua e di là con la valigia".

Categoria: spettacoli
17:46
Minneapolis, agente Ice spara e uccide un uomo. Le autorità: "Era armato e pericoloso"
(Adnkronos) - Un agente federale ha sparato a un uomo a Minneapolis, uccidendolo. E' quanto ha reso noto oggi, sabato 24 gennaio, il capo della polizia Brian O’Hara, parlando con il Minnesota Star Tribune. "Ho appena parlato con la Casa Bianca dopo un'altra orribile sparatoria da parte di agenti federali questa mattina", ha scritto il governatore del Minnesota Tim Walz su 'X'. Secondo quanto ha riportato Cbs News, citando la cartella clinica dell'ospedale ottenuta dall'Ap, la vittima aveva 51 anni. Il Dipartimento della Sicurezza interna afferma che l'uomo era armato.
"Il Minnesota ne ha abbastanza. E' disgustoso. Il presidente deve porre fine a questa operazione. Migliaia di agenti violenti e inesperti vanno tirati fuori dal Minnesota. Subito", la parole oggi di Waltz. L'episodio si verifica a poco più di 2 settimane dall'uccisione di Renee Good, colpita a morte da un agente dell'Ice - l'agenzia per il controllo dell'immigrazione - che ha aperto il fuoco contro la donna al volante di un Suv. Secondo la tesi, sostenuta anche dall'amministrazione di Donald Trump, in quella circostanza l'agente rischiava di essere investito dall'auto.
L'episodio odierno, avvenuto tra Nicollet Avenue e 27th Street nella zona sud della città, rimbalza sui social con i video pubblicati. I filmati mostrano l'intervento un gruppo di agenti che provano a immobilizzare un uomo su un marciapiede. Mentre il soggetto è a terra, in un'apparente colluttazione con alcuni degli agenti, si sente suono che potrebbe essere prodotto dall'esplosione di un colpo: quindi, segue una raffica di colpi. Un agente, secondo le immagini, spara a ripetizione. L'uomo rimane a terra.
Il Dipartimento della Sicurezza Interna afferma che l'uomo era armato. In un post su X viene mostrata la pisola. "Alle 9.05, mentre gli agenti delle forze dell'ordine del Dipartimento della Sicurezza interna stavano conducendo un'operazione mirata a Minneapolis contro un immigrato clandestino ricercato per aggressione violenta, un individuo si è avvicinato agli agenti della pattuglia di frontiera statunitense con una pistola semiautomatica da 9 mm, visibile qui", si legge nel messaggio.
"Gli agenti hanno tentato di disarmare il sospettato, ma questi, armato, ha opposto una violenta resistenza. Ulteriori dettagli sulla lotta armata saranno forniti prossimamente. Temendo per la propria vita e per quella dei colleghi, un agente ha sparato per difendersi. I medici intervenuti sul posto hanno immediatamente prestato soccorso al soggetto, che però è stato dichiarato morto sul posto", prosegue il post. "Il sospettato aveva anche due caricatori e nessun documento d'identità: sembra una situazione in cui un individuo voleva causare il massimo danno e massacrare le forze dell'ordine. Circa 200 rivoltosi sono arrivati sul posto e hanno iniziato a ostacolare e aggredire le forze dell'ordine presenti; sono state implementate misure di controllo della folla per la sicurezza del pubblico e delle forze dell'ordine".
Nella zona sono in corso scontri tra agenti federali e manifestanti. La sparatoria è avvenuta 24 ore dopo che decine di migliaia di persone hanno marciato nel centro di Minneapolis per protestare contro la presenza dell'Ice in città.

Categoria: internazionale/esteri
17:34
Verissimo, Killian Nielsen contro la mamma Brigitte: "Mi ha abbandonato"
(Adnkronos) - "Mi ha abbandonato, ma mi manca e la amo tantissimo". Killian Nielsen ospite oggi a Verissimo ha raccontato il rapporto complesso e doloroso con la mamma Brigitte Nielsen, che non vede da ormai due anni. "Ci sono state delle incomprensioni che ci hanno allontanato", ha detto nel salotto di Silvia Toffanin.
Brigitte, mamma di 5 figli, alla fine degli anni Ottanta ha avuto una relazione con Mark Gastineau, padre biologico di Killian. Un rapporto difficile, segnato dall'uso di steroidi e sostanze stupefacenti da parte dell'uomo. "Mia madre è scappata, è andata a vivere in Svizzera dove ha conosciuto Raoul Meyer, che Killian ha creduto fosse suo padre per diversi anni.
All'età di 8 anni, Killian Nielsen scopre che il suo vero padre è Mark Gastineau: "Però era in carcere e quindi non potevo conoscerlo". Quando Killian ha 14 anni arriva poi la rottura tra Brigitte Nielsen e Raoul Meyer: "Mia madre ha avuto un problema con l'alcol. Io la vedevo bere in svariate occasioni. Per me è stato davvero difficile".
Successivamente, Brigitte Nielsen ha conosciuto Mattia Dessì "e da lì sono cambiate un po di cose". La madre diventa sempre meno presente: "Dopo il matrimonio sono andati a vivere negli Stati Uniti per tanto tempo e io mi sono ritrovato da solo e ho cominiato a lavorare con Raoul Meyer per sopravvivere".
È l'inizio di un periodo buio: "Per tanto tempo ho mangiato solo patate e cipolle. Me la sono dovuta cavare da solo. Da quel momento ho cominciato ad avere una brutta piega con l'acool e droga per 5 anni". Tenta più volte di riallacciare i rapporti con la madre ma con scarsi risultati. "Mi sono intrappolato in tunnel senza via d'uscita".
Poi, accade il miracolo: "A 30 anni incontro Laura che è la mia fidanzata, il mio miracolo. Lei mi ha salvata dalla strada, ha avuto la forza di aiutarmi. Mi ha pagato degli hotel perchè non avevo più una casa e poco a poco io mi sono innamorato di lei".
Il desiderio di incontrare di nuovo la madre resta forte, Killian Nielsen scopre che la madre vive a Marbella, grazie a una storia social: "Non sono risciuta ad incontrarla, ho visto il marito e mia sorella. Non mi hanno permesso di entrare in casa e nemmeno di incontrarla. Io spero che prima o poi vorrà incontrarmi, non perdo le speranze", ha concluso il figlio della modella danese che non è riuscito a trattenere le lacrime.

Categoria: spettacoli
17:15
Influenza, Pregliasco dà ragione a Federica Pellegrini: "Bimbi malati all'asilo bomba biologica"
(Adnkronos) - "Mi rivolgo a quei genitori che mandano i propri figli febbricitanti all'asilo. Siete degli irresponsabili pezzi di m***a". Matteo Giunta, marito di Federica Pellegrini, ha sfogato così su Instagram la paura per la figlia Matilde che ha 2 anni, frequenta il nido e a dicembre era stata ricoverata in ospedale per convulsioni febbrili. Il post di un papà preoccupato, sottoscritto dalla Divina del nuoto che ha parlato di "una settimana difficile", scusandosi per gli impegni di lavoro cancellati. Frasi che puntualmente hanno scatenato polemiche sui social, ma che il virologo Fabrizio Pregliasco si sente di difendere. Senza entrare nel merito dei termini scelti, "dicono una cosa vera, il principio è corretto", è l'endorsement che il medico affida all'Adnkronos Salute. "I bimbi malati all'asilo sono una 'bomba biologica'. Lì in mezzo l'effetto è esplosivo", sottolinea il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano, direttore sanitario dell'Irccs ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio.
Giunta e Pellegini "hanno ragione rispetto al fatto che purtroppo spesso si va a scuola o a lavorare malati", ragiona Pregliasco. Prima che il Covid ci chiudesse in casa se contagiati, era la normalità vedere "l''eroe dell'influenza', quello che si imbottiva di antinfiammatori, andava in ufficio e infettava tutti i colleghi". E se si parla di bambini "peggio ancora, perché come noto sono più suscettibili al contagio. Li imbottisci di farmaci, li mandi a scuola, poi a mezzogiorno l'effetto delle medicine è finito" e ti chiamano perché stanno male e devi andare a prenderli. Però nel frattempo hanno svolto con successo il loro storico ruolo di "untori", spiega il virologo. In un mondo perfetto "il consiglio teorico sarebbe quello di lasciarli a casa finché hanno sintomi", ma "non viviamo nel Mulino bianco", osserva il medico. "C'è un ostacolo oggettivo, in Italia abbiamo un problema di welfare ed è questo il punto". Succede quindi che di fronte a un naso che cola, o a una linea di febbre, scatta spontanea la domanda delle domande: "Se il bimbo non lo mando a scuola, dove lo metto?".
Ma perché in alcuni piccoli con la febbre alta insorgono le convulsioni? E cosa fare? "In questi casi - risponde Pregliasco - le convulsioni sono una reazione legata alla temperatura molto elevata, un meccanismo conseguente proprio all'iperpiressia: nei bambini le forme influenzali producono una risposta infiammatoria potente, che c'è meno negli adulti e negli anziani perché la loro risposta immunitaria è meno efficace, meno pronta anche in termini quantitativi. Succede così che il 'febbrone da cavallo' crea un cortocircuito che può portare alle convulsioni. E' abbastanza frequente, è un rischio che esiste". E per un genitore intervenire con lucidità e freddezza "non è certo facile: a parte la somministrazione di anticonvulsivanti, per quanto possibile, bisogna ridurre la temperatura corporea. Significa spogliare il bimbo e fargli delle spugnature fredde e con alcol. Richiede alle mamme un eroismo pazzesco", chiosa il medico.

Categoria: cronaca
17:11
Como-Torino 6-0, granata travolti e Fabregas vola al quinto posto
(Adnkronos) - Un Como irresistibile e un Torino annichilito 6-0 al Sinigaglia. La squadra di Fabregas vince travolgendo i granata di Baroni grazie alla doppietta di Douvikas e ai gol di Baturina, Da Cunha su rigore, Kühn e Caqueret e per la prima volta va a segno sei volte nella sua storia in una singola gara. I lariani salgono così a 40 punti, al quinto posto, scavalcando al momento la Juventus, in piena corsa Champions. Una gara senza storia con il pubblico che nel finale canta in coro "Fabregas, Fabregas, Fabregas!" in omaggia al proprio allenatore.
Gran primo tempo del Como che, dopo un quarto d'ora, si porta già sul 2-0 grazie al gol all'8' di Douvikas che scatta sull'assist di Da Cunha e batte Paleari e al 16' raddoppia con Baturina con un destro sul primo palo sul quale Paleari non arriva. La squadra di Fabregas, però, poi spreca troppo davanti, con Vojvoda che ci prova senza successo a trovare l'eurogol dalla trequarti, poi con Paleari che evita il tris di Douvikas e al 39' con Jesus Rodriguez che a centro area, spreca un'altra grande occasione. Cosa che non accade nella ripresa.
Il Torino si fa vedere al 54' con un bellissimo pallonetto di Ngonge che vede Butez fuori dai pali, ma la palla va di pochissimo alto sopra la traversa. Poi è ancora monologo del Como che trova il tris sul calcio di rigore trasformato da Da Cunha, assegnato dal Var per un tocco di Maripan con il braccio. Al 66' i padroni di casa calano il poker con Baturina che firma l'assist per Douvikas in verticale e il greco che scarta Paleari e deposita in rete il pallone del 4-0. Il Torino non riesce a reagire e il Como affonda ancora. Al 70' Kuhn, appena entrato, con il mancino dal limite supera ancora Paleari. Ma non è finita. Al 76' tocca a Caqueret che dal limite con il destro batte Paleari per il 6-0. Al 79' la squadra di Baroni prova a rendere meno amara la sconfitta ma Butez si oppone a Zapata, da poco entrato, anche se era comunque in fuorigioco.

Categoria: sport
17:03
Ucraina-Russia, Tajani: “Se Trump riesce a chiudere accordo merita Nobel pace”
(Adnkronos) - Nobel per la pace a Trump? ''Meloni ha detto: spero. Ha detto: se riesce a far chiudere l'accordo tra Ucraina e Russia, dopo aver portato al cessato il fuoco israeliani e Hamas, può avere il Premio Nobel. Mi pare un riconoscimento giusto se riesce in questo intento. Se lo merita. E' incontrovertibile. Può stare più o meno simpatico, però questo è un dato. Se raggiunge l'obiettivo, sarà un dato incontrovertibile''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine dell’evento di Forza Italia ‘Valori, più libertà, più giustizia’ in corso all’Ergife a Roma.
"Spero che un giorno potremo dare il Nobel per la pace a Donald Trump". Le parole pronunciate ieri dalla premier Giorgia Meloni in chiusura della conferenza stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno riacceso il dibattito sull'argomento. La presidente del Consiglio ha detto di confidare che l’ex presidente americano "possa fare la differenza anche per una pace giusta e duratura in Ucraina".
Parole che hanno immediatamente provocato le reazioni dall’opposizione.

Categoria: politica
16:46
Gb, donna di Treviso trovata morta in casa a Bolton: fermato un uomo
(Adnkronos) - Una donna di 45 anni originaria di Roncade (Treviso), Gloria De Lazzari, è stata trovata morta nel suo appartamento di Bolton, in Inghilterra, lo scorso lunedì 19 gennaio. A darne notizia la BBC, che ha rintracciato la madre in Italia dove la donna ogni anno veniva a trovarla.
La polizia inglese ha fermato il presunto assassino, identificandolo in James Morton, 33 anni, che mercoledì è stato formalmente incriminato di omicidio.
Le indagini sono comunque tuttora in corso da parte della polizia del Greater Manchester che ha lanciato un appello a chiunque possa fornire informazioni utili alla risoluzione del delitto.

Categoria: cronaca
16:19
Trump svela la super arma segreta: "Abbiamo usato il Discombobulator in Venezuela"
(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno una 'super arma segreta' e l'hanno usata in Venezuela? Sì, secondo Donald Trump. Il presidente svela l'esistenza del 'Discombobulator' - un'arma che disorienta e scombussola - spiegando al New York Post che è stato ''fondamentale'' nel raid condotto dai militari americani a Caracas per la cattura del deposto presidente venezuelano Nicolas Maduro.
''Del Discombobulator non mi è permesso parlarne", ha detto Trump durante un'intervista esclusiva al New York Post nello Studio Ovale. In ogni caso l'arma "ha fatto sì che l'equipaggiamento nemico non funzionasse" e quindi nessun militare americano perdesse la vita quando gli elicotteri statunitensi sono arrivati a Caracas il 3 gennaio per catturare Maduro e sua moglie, Cilia Flores, con l'accusa federale di possesso di droga e armi.
"Non sono riusciti a far decollare i loro razzi. Avevano razzi russi e cinesi, e non ne hanno mai fatto decollare uno. Siamo arrivati, hanno premuto dei pulsanti e non ha funzionato niente. Erano tutti pronti per noi", ha aggiunto Trump.
L'ipotesi di un'arma ultramoderna impiegata dalla Delta Force nell'azione compiuta nella notte tra il 2 e il 3 gennaio è rimbalzata sui social nelle scorse settimane. A descrivere una parte dell'operazione sarebbe un anonimo agente della sicurezza di Maduro. Le sue parole sono state amplificate da noti profili social di area trumpiana e sono rilanciate da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. "Smettete di fare quello che state facendo e leggete qui", ha scritto Leavitt, imitata da Dan Bongino, anchorman 'Maga doc' e fino a poche settimane fa vicedirettore dell'Fbi. Il racconto dell'agente/soldato è diventato anche l'articolo di apertura dell'edizione online del New York Post.
Il racconto
Cosa ha detto l'anonimo militare? "Il giorno dell'operazione, non abbiamo sentito arrivare nulla. Eravamo di guardia, ma improvvisamente tutti i nostri sistemi radar si sono spenti senza alcuna spiegazione. La cosa successiva che abbiamo visto sono stati dei droni, molti droni, che sorvolavano le nostre posizioni. Non sapevamo come reagire. Poi sono arrivati alcuni elicotteri, ma erano pochissimi. Credo appena otto elicotteri. Da quegli elicotteri sono scesi dei soldati, ma in numero molto esiguo", l'inizio del racconto, che è apparso sin qui verosimile pur senza fornire nessuna informazione dettagliata: in sostanza, un quadro generale già ampiamente noto.
"Forse una ventina di uomini. Ma quegli uomini erano tecnologicamente molto avanzati. Non assomigliavano a niente contro cui avevamo combattuto prima", ha proseguito la fonte anonima. Lo scontro, ha detto, "è stato un massacro. Eravamo centinaia, ma non avevamo alcuna possibilità. Sparavano con tale precisione e velocità... sembrava che ogni soldato sparasse 300 colpi al minuto. Non potevamo fare nulla". E sin qui, forse...
Poi, però, il resoconto è diventato quasi fantascienza: "A un certo punto, hanno lanciato qualcosa... non so come descriverlo... è stata come un'onda sonora molto intensa. Improvvisamente ho sentito come se la mia testa stesse esplodendo dall'interno. Abbiamo iniziato tutti a sanguinare dal naso. Alcuni vomitavano sangue. Siamo caduti a terra, incapaci di muoverci. Quei venti uomini, senza una sola vittima, hanno ucciso centinaia di noi. Non avevamo modo di competere con la loro tecnologia, con le loro armi. Lo giuro, non ho mai visto niente del genere. Non siamo riusciti nemmeno a rialzarci dopo quell'arma sonica o qualunque cosa fosse".
Possibile? Il New York Post ha interpellato una fonte legata all'intelligence. "Gli Stati Uniti dispongono da anni di tecnologie per le cosiddette armi ad energia diretta", e "alcuni sistemi sono in grado di produrre almeno alcuni dei sintomi", tra cui "sanguinamento, incapacità di muoversi o di funzionare, dolore e bruciore". "Non posso confermare tutti questi sintomi. Ma alcuni sì, alcuni", le parole attribuite alla fonte, secondo cui tali armi non sarebbero una novità: "Ne abbiamo versioni da decenni".

Categoria: internazionale/esteri
16:02
"Consenziente anche se ubriaca", definitiva l'assoluzione di due giovani a Ravenna
(Adnkronos) - Anche se sotto effetto di alcol, era consenziente quando è stata ripresa con il telefonino mentre aveva un rapporto con un altro ragazzo a Ravenna. La Cassazione ha reso definitiva l'assoluzione per due uomini, un 35enne e un 36enne, accusati di violenza sessuale di gruppo per induzione all'atto sessuale. I fatti sono avvenuti nell'ottobre 2017, dopo una serata in un locale durante la quale la ragazza, 18enne, aveva bevuto molto alcol ed era stata poi portata in un appartamento. Secondo l'accusa lì uno dei due imputati ha avuto un rapporto con la ragazza, mentre l'altro la filmava con il cellulare. Entrambi sono stati sempre assolti con la formula "perché il fatto non costituisce reato", prima dal tribunale di Ravenna e poi dai giudici della Corte d’Appello di Bologna. Giovedì scorso l'assoluzione è diventata definitiva con la decisione della Cassazione di dichiarare inammissibile il ricorso della procura generale di Bologna.
Subito dopo il racconto, riportato dalla ragazza, i due furono arrestati e poi dopo alcuni giorni liberati dal tribunale del Riesame. Soddisfatti i difensori di uno dei due imputati, gli avvocati Francesco Papiani e Raffaella Salsano: "E' la chiusura di una vicenda che si è trascinata avanti per anni - dicono i difensori all'Adnkronos - entrambi hanno avuto anche un grave danno di immagine perché sono stati etichettati come predatori sessuali".

Categoria: cronaca
15:38
Latte crudo, la moda riprende quota in Usa. L'allarme dei medici: "Gravi rischi"
(Adnkronos) - "I veri atleti scelgono il vero carburante. Il latte intero ha supportato performance per generazioni e continua a farlo. Bevi latte intero", postava a metà gennaio su X il Dipartimento dell'Agricoltura americano. Foto a corredo, l'ex cestita Nba Enes Kanter con un bicchierone bianco in mano e le labbra sporche di latte. Negli Usa della nuova piramide alimentare rovesciata lanciata a inizio 2026 - che nella rappresentazione grafica mette in cima carne rossa e latticini e in fondo pane e cereali integrali - gli inviti a consumare latte intero hanno preso un ritmo quotidiano, rivolti a tutta la popolazione a cominciare dai bambini destinatari del 'Whole Milk for Healthy Kids Act' siglato dal presidente Donald Trump per reintrodurre l'alimento nelle scuole.
Un provvedimento annunciato dalla Casa Bianca sui social con lo slogan "Make Whole Milk Great Again" e il repost di un video del segretario alla Salute Robert Kennedy Jr: assaporando latte si ritrovava a ballare in discoteca, occhi sognanti e labbro bianco, tanto per dare l'idea dell'effetto che fa "quando bevi quel primo sorso di latte intero".
Un battage mediatico che ha rinvigorito la corrente dei pasdaran del latte crudo, rigorosamente non pastorizzato, fino a far rifiorire - secondo alcune testimonianze dagli States - la moda dei Raw Milk Party. Musica, balli, latte crudo nel bicchiere. "Bere latte crudo = forza vitale", è il tenore di alcuni commenti social alle misure pro whole milk. E poco importa se poi dopo la festa si finisce in ospedale.
Perché "il consumo di latte crudo può comportare gravi rischi per la salute, soprattutto per alcune fasce di popolazione vulnerabili", si legge ancora sul sito dei Cdc. "E' importante comprendere che il latte crudo può essere fonte di malattie di origine alimentare", ammonisce l'agenzia esortando al consumo di latte pastorizzato che "offre gli stessi benefici nutrizionali senza i rischi del latte crudo", precisano i Centers for Disease Control and Prevention. "La pastorizzazione è fondamentale per la sicurezza del latte - ricordano - poiché elimina i germi nocivi che possono causare malattie", e infatti "dall'inizio del 1900 ha notevolmente ridotto le malattie trasmesse dal latte".
Nella pagina web dei Cdc sul latte crudo - aggiornata a gennaio 2025 - sull'onda dell'epidemia di influenza aviaria negli allevamenti di vacche da latte in diversi stati americani, con vari casi anche nell'uomo, l'agenzia raccomanda di "non consumare latte crudo contaminato dal virus A(H5N1) vivo come modo per sviluppare anticorpi" contro il patogeno "e proteggersi da future malattie. Consumare latte crudo potrebbe causare malattie".
"Bere o mangiare prodotti a base di latte crudo - prosegue l'alert - può esporre a germi come Campylobacter, Cryptosporidium, Escherichia coli, Listeria, Brucella e Salmonella. Alcuni gruppi" di popolazione, "come i bambini sotto i 5 anni, gli adulti sopra i 65, le donne in gravidanza e le persone con un sistema immunitario indebolito, sono più a rischio di contrarre malattie gravi a causa di questi germi".
Tra i sintomi delle patologie trasmesse da alimenti a base di latte crudo ci sono "diarrea, crampi allo stomaco e vomito". Ma "in alcuni casi possono verificarsi esiti più gravi come la sindrome di Guillain-Barré o la sindrome emolitico-uremica, che possono portare a paralisi, insufficienza renale, ictus o persino alla morte", scrivono i Cdc.
La moda è "un ritorno all'oscurantismo: bere latte crudo non pastorizzato è pericoloso per tutti, in particolare per bambini, anziani e persone con difese immunitarie basse", avverte Silvia Migliaccio, specialista in endocrinologia e nutrizione umana e presidente della Società italiana di scienze dell'alimentazione (Sisa).
Migliaccio spiega all'Adnkronos Salute che "il latte crudo non viene sottoposto a pastorizzazione: questo significa che mantiene le sue caratteristiche organolettiche, ma allo stesso tempo può contenere anche batteri, microrganismi che possono essere germi patogeni". Questi germi "possono causare vomito, diarrea e crampi addominali, tipici disturbi del tratto gastrointestinale", rendendo il consumo di latte crudo "una pratica che può essere molto pericolosa".
"La pastorizzazione serve ad abbattere i germi patogeni responsabili di tossinfezioni gastrointestinali - sottolinea la nutrizionista - Non a caso cuociamo alimenti come carne e pesce: lo facciamo per eliminare microrganismi nocivi. Lo stesso principio vale per il latte, che prima di essere consumato dovrebbe essere bollito". "Non farlo", conclude Migliaccio, "significa tornare all'oscurantismo, a credenze infondate, luoghi comuni e pratiche pericolose. Il consiglio è chiaro: se si decide di bere latte crudo, va sempre bollito prima del consumo".

Categoria: internazionale/esteri
15:18
E' morta Carla Vasio scrittrice e poetessa, unica donna del Gruppo 63
(Adnkronos) - La scrittrice e poetessa Carla Vasio, esponente della neoavanguardia italiana, che fece parte del Gruppo 63, di cui fu l'unica donna, è morta nella sua casa di Roma all'età di 102 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos da amici e parenti.
Nata a Venezia il 12 febbraio 1923, Vasio ha gestito la famosa Libreria dell'Oca a Roma dal 1967 al 1972, punto di ritrovo di scrittori e artisti italiani e stranieri. Tra i suoi libri figurano "L'orizzonte" (Feltrinelli, 1966), "Romanzo storico" (con Enzo Mari, Milano Libri, 1974), del quale Italo Calvino parlò come di "uno dei più straordinari libri italiani", "Come la Luna dietro le nuvole" (Einaudi, 1996) e "Laguna" (Einaudi, 1998).
Più recentemente con Nottetempo ha pubblicato "Piccoli impedimenti alla felicità" (2015), "Tuono di mezzanotte" (2017) e in particolare "Vita privata di una cultura" (2013) in cui ha ripercorso la storia del Gruppo 63 in occasione del mezzo secolo dalla nascita della neoavanguardia letteraria e artistica lanciata, tra gli altri, da Alberto Arbasino, Luciano Anceschi, Nanni Balestrini, Renato Barilli, Achille Bonito Oliva, Umberto Eco, Enrico Filippini, Alfredo Giuliani, Angelo Guglielmi, Giorgio Manganelli ed Edoardo Sanguineti.
Con acutezza di sguardo e felpata ironia, il libro di Vasio è l'appassionante ritratto dal vivo dei protagonisti del rinnovamento che scosse il mondo della letteratura e dell'arte in Italia tra gli anni '50 e l'inizio degli anni '80. In "Vita privata di una cultura" ha riunito, inoltre, i suoi ricordi delle persone che conobbe bene, tra cui Henri Michaux, Angelo Maria Ripellino, Carlo Emilio Gadda, Giorgio Manganelli, Amelia Rosselli, Gillo Dorfles, Enzo Mari, Italo Calvino, Giuseppe Ungaretti, Fernanda Pivano, Allen Ginsberg, Rossana Rossanda, Giacinto Scelsi, gli psicanalisti junghiani Ernst Bernhard, col quale fu in analisi per diverso tempo, e Aline Valangin, Goffredo Petrassi, Alvin Curran e molti altri. Ernst Bernhard la propose così a Bobi Bazlen come potenziale traduttrice per Adelphi: "Molto fine, colta e probabilmente bravissima".
Dopo aver vissuto i primi anni di vita a Venezia (a scuola fu compagna di Rossana Rossanda, futura fondatrice di "Il Manifesto") che lasciò per Roma nel 1934 a seguito del padre, giornalista del "Gazzettino", Carla Vasio studiò al liceo Mamiani e si laureò in storia della musica. Come esponente della neoavanguardia, pubblicando il romanzo "L'orizzonte", con cui nel 1966 ha vinto il Prix Charles Veillon, si è dedicata per anni all'arte, sostenendo l'astrattismo, e gestendo la Libreria dell'Oca. Si è poi trasferita in Giappone, e da questo periodo ha iniziato a comporre haiku, di cui si è anche occupata come curatrice di raccolte. Ha vinto il Premio Feronia-Città di Fiano per la narrativa nel 1999. (di Paolo Martini)

Categoria: cultura
15:03
Lotito, la telefonata 'rubata' e la nota: "Lazio ha fiducia in Sarri"
(Adnkronos) - "Maurizio Sarri gode della piena fiducia della società". Claudio Lotito, presidente della Lazio, si esprime così in una nota dopo la diffusione di un video - sui social - relativo ad una conversazione telefonica diffusa senza consenso.
"Resto sinceramente sorpreso dalla lettura distorta e strumentale che è stata fatta di alcune mie parole, estrapolate e diffuse fuori da ogni contesto reale. Voglio essere assolutamente chiaro una volta per tutte: alla Lazio non esistono giocatori contro l'allenatore. Maurizio Sarri gode della piena fiducia della Società, così come della totale disponibilità e del rispetto del gruppo squadra", dice Lotito.
"Nel calcio, come in qualsiasi organizzazione complessa, possono esistere momenti di confronto, di tensione o di difficoltà legati ai risultati. Trasformare però normali dinamiche professionali in presunti conflitti personali significa raccontare una realtà che non appartiene alla Lazio. Esiste invece chi, per interessi diversi, continua ad alimentare polemiche in modo strumentale. Ciò che ritengo gravissimo è la pubblicazione di una telefonata privata, sottratta e diffusa senza alcuna autorizzazione, con l'unico obiettivo di generare clamore e danneggiare la Società", afferma il numero 1 del club capitolino.
"Per questo motivo, la S.S. Lazio e io personalmente provvederemo a segnalare l’accaduto al Garante per la protezione dei dati personali e alle autorità competenti, affinché vengano accertate tutte le responsabilità del caso", aggiunge. "Ho inoltre già richiesto, da tempo, alla Giunta competente del Senato di rendere pubblici i miei tabulati, proprio per garantire la massima collaborazione e trasparenza. Ricevo quotidianamente migliaia di telefonate per il ruolo che ricopro. Non ho nulla da nascondere e rispondo sempre con disponibilità e correttezza, ma questo non autorizza nessuno a violare la privacy, a carpire conversazioni private o a manipolarle per costruire narrazioni false. La Società è compatta, lo staff tecnico lavora con grande professionalità e i calciatori sono concentrati esclusivamente sul campo e sugli obiettivi sportivi. Nei giorni scorsi siamo stati insieme e abbiamo avuto un confronto lungo e costruttivo, a dimostrazione della compattezza e dell’unità che caratterizzano questo Club", prosegue il numero uno della Lazio.
"Tutto il resto è rumore che non aiuta né la squadra né l’ambiente. Ne abbiamo attraversate molte in passato e ne attraverseremo altre, con la solidità e la consapevolezza di chi lavora ogni giorno, ciascuno per il proprio ruolo, per far crescere la Lazio. In questo momento servono equilibrio, senso di responsabilità e unità. La Lazio è un patrimonio collettivo e va rispettata e tutelata, sempre. Ora è il momento di mettere da parte ogni polemica e pensare esclusivamente alla partita di questa sera contro il Lecce. La squadra e il mister hanno bisogno del sostegno di tutto l’ambiente laziale. Ringrazio i tifosi che, in massa, hanno raggiunto Lecce e chiedo loro di stare vicino ai nostri colori, di sostenere i ragazzi dal primo all’ultimo minuto e di fare del loro sostegno una spinta positiva per la squadra. È nei momenti che contano che la Lazio deve ritrovarsi unita, compatta e orgogliosa. Pensiamo al campo, al lavoro quotidiano e all’obiettivo comune. Avanti insieme, con la squadra e con il mister", conclude Lotito.

Categoria: sport
14:41
Trump, la Groenlandia e la foto col pinguino: stavolta la Casa Bianca stecca
(Adnkronos) - Donald Trump da tempo sfrutta l'intelligenza artificiale per creare foto ad effetto. Stavolta, però, la Casa Bianca ha steccato in pieno. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la base di un accordo per ottenere "accesso totale" alla Groenlandia, territorio autonomo controllato dalla Danimarca.
Per Trump, l'isola è fondamentale per la sicurezza nazionale degli Usa. Sui profili social della Casa Bianca ecco l'ennesima immagine generata con l'IA. Trump, sul suolo innevato della Groenlandia, cammina con un pinguino che procede tenendo la bandiera degli Stati Uniti.
La fantasia galoppa, ma in questo caso l'idea è totalmente sballata. Perché? Perché in Groenlandia non c'è nessun pinguino. L'uccello acquatico, come ignorano dalle parti dello Studio Ovale, vive quasi esclusivamente nell'emisfero australe. A nord dell'equatore, il pinguino è presente solo in un territorio specifico. Gli esemplari di Spheniscus mendiculus sono noti anche come pinguini delle Galapagos, proprio perché vivono esclusivamente sulle isole al largo dell'Ecuador. E sebbene risentano dell'aumento delle temperature, non hanno nessuna chance di trasferirsi all'estremo nord del pianeta per sbarcare in Groenlandia.

Categoria: internazionale/esteri
14:26
Scavi alla Casa del Jazz a Roma ricominceranno a breve. Prefetto Giannini: "Localizzato un punto sensibile"
(Adnkronos) - Tra poco ricominceranno gli scavi nella Casa del Jazz. "Riprenderanno a breve, l'attività non è stata interrotta" dice all'Adnkronos è il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, certo dell'urgenza di scavare in quella antica galleria nel cuore di Roma interrata e mai ispezionata fino a oggi. "Ci sono state delle difficoltà tecniche che stiamo superando ma andremo a vedere che cosa c'è là dentro. Qualunque cosa sia, la esploreremo anche con i vigili del fuoco, che ringrazio".
"Adesso riteniamo di avere in qualche modo localizzato un punto sensibile - spiega Giannini -. E' stata fatta una riunione, verrà fatta la prossima settimana un'ulteriore attività di sopralluogo e poi pianificheremo come iniziare nel migliore dei modi. Niente è lasciato perdere, ci vorrà solo un po' di pazienza. Per operare in sicurezza sono necessari i giusti tempi".
L'attività di scavo, richiesta dall’ex giudice Guglielmo Muntoni, ora presidente dell’Osservatorio sulle politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio, nasce dall’idea che quei sotterranei lunghi circa 500 metri possano nascondere qualcosa, resti umani ma anche un 'tesoro'.
Ad alimentare il giallo e creare aspettative sugli scavi in quel terreno all'ombra delle Mura Aureliane, è un elemento storico non di poco conto. Lì dove oggi sorge la casa del Jazz, negli anni della Roma criminale viveva Enrico Nicoletti, ritenuto il cassiere della Banda della Magliana. Lo stesso ex magistrato Muntoni, ora presidente dell’Osservatorio sulle politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio, motivò la richiesta di nuovi scavi proprio ipotizzando che lì potessero nascondersi armi, esplosivi e preziosi o documenti. Ma anche dei corpi, uno dei quali potrebbe essere quello del giudice Paolo Adinolfi. Pietro Orlandi in passato aveva ricevuto una segnalazione secondo la quale in quel tunnel potessero esserci i resti della sorella Emanuela, alimentando così la curiosità ma anche la speranza della soluzione di uno dei più grandi misteri italiani.
A dare un contributo all'attività è stato anche don Domenico Celano, conoscitore dei cunicoli sotterranei della struttura che lui frequentava, un tempo il seminario della Congregazione degli Oblati prima della vendita della struttura a Nicoletti. "Ho approfondito la cosa - spiega all'Adnkronos il religioso - perché conoscevo il posto e volevo aiutare a far riaprire gli scavi. Perché sospetto che ci sia qualcosa? Sono cavità storiche che non si possono toccare senza autorizzazione. Perché quelle gallerie sono state murate? E' compito degli inquirenti accertarlo. Riprendere gli scavi è un dovere". (di Silvia Mancinelli)
“A Roma ogni volta che si scava da qualche parte si pensa subito a Emanuela, però quella circostanza è particolare perché la situazione, i personaggi che girano attorno a quella villa sono tutti i personaggi che in qualche modo sono stati legati alla vicenda di Emanuela, quindi, qualche dubbio ti viene sempre” dice Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, scomparsa nel giugno 1983, commenta la ripresa a breve degli scavi alla Casa del Jazz.
“Questa notizia l'avevo saputa circa un anno fa perché casualmente ho incontrato una persona che mi seguiva su Facebook e parlando mi ha detto che c’era un ex magistrato che da due anni stava indagando col georadar. Lui era andato alla Casa del Jazz ed era convinto che là sotto ci sia qualcosa legato a Emanuela – prosegue Pietro Orlandi -. Quando si scava accadono sempre strane situazioni; nel '97 gli scavi sono stati chiusi, in particolare quando avevano chiesto la mappatura fotografica da parte dell'aeronautica che permette di capire se sotto una certa profondità ci sono parti di organismi umani, di ossa. È stata fornita la mappatura tranne di quel punto specifico indicato, questo è un altro indizio. Sempre nel ‘97 si è chiusa l’inchiesta su Emanuela – conclude Pietro Orlandi - ma da quel momento in poi sono emerse tante situazioni che si concatenano tra loro”.

Categoria: cronaca
14:22
Afghanistan e le parole di Trump, Crosetto: "Non accettiamo analisi superficiali da parte di nessuno"
(Adnkronos) - "In Italia ogni occasione è buona per fare polemica. Oggi si sono scelte le parole di Trump a Fox sul ruolo degli alleati degli Usa in Afghanistan. Io ho deciso di affidare la mia risposta, come Ministro della Difesa, ad atti formali, come si usa fare tra Istituzioni, facendo un breve ripasso storico di ciò che è successo in Afghanistan ed in molti altri teatri. La cosa bella dei fatti è che non si possono cancellare. E sull'impegno dell’Italia, delle sue Forze Armate nelle missioni, sul loro valore, sul loro sacrificio, sul loro ruolo non marginale, non possiamo e non vogliamo accettare analisi superficiali e sbagliate. Da parte di nessuno". Lo scrive il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un post su X.
La polemica è divampata sulle dichiarazioni del presidente americano, secondo il quale gli alleati della Nato sarebbero "rimasti un po' lontani dalle linee del fronte" in Afghanistan. Parole che ieri hanno suscitato aspre critiche da parte del primo ministro britannico Keir Starmer.
La Casa Bianca ha replicato senza rispondere direttamente che "gli Stati Uniti hanno fatto più per la Nato di tutti gli altri Paesi messi insieme". Così Taylor Rogers, portavoce della Casa Bianca, in una dichiarazione trasmessa all'Afp.
Le affermazioni di Trump hanno provocato la reazione anche del principe Harry, che ha prestato servizio anche in Afghanistan. I sacrifici dei soldati della Nato "meritano di essere raccontati con sincerità e rispetto", si legge in una nota rilasciata dal suo portavoce. Il principe ha detto che "nel 2001 la Nato ha invocato l'Articolo 5 per la prima e unica volta nella storia. Ciò significava che ogni nazione alleata era obbligata a schierarsi al fianco degli Stati Uniti in Afghanistan, nel perseguimento della nostra sicurezza comune. Gli alleati hanno risposto a quell'appello".
Anche la premier danese Mette Frederiksen ha duramente replicato alle parole con cui Trump ha messo in discussione l'impegno dei soldati alleati in Afghanistan. "Comprendo perfettamente che i veterani danesi abbiano detto che non ci sono parole per spiegare quanto questo faccia male - ha scritto su Facebook - E' inaccettabile che il presidente americano metta in dubbio l'impegno dei soldati alleati in Afghanistan".

Categoria: politica
14:16
Capolavoro Franzoni, trionfo e lacrime nella discesa libera di Kitzbuehel: "Sto tremando"
(Adnkronos) - Giovanni Franzoni trionfa nella discesa libera di Kitzbuehel, una delle gare più prestigiose della Coppa del Mondo maschile di sci alpino. L'azzurro, 24 anni, sulla mitica Streif centra la seconda vittoria della carriera dopo l'exploit nel Super-g di Wengen. Franzoni si impone in 1'52''31 precedendo l'austriaco Marco Odermatt di soli 7 centesimi (1'52''38). Terzo posto per il francese Maxence Muzaton (1'52''70), che soffia l'ultimo gradino del podio all'azzurro Florian Schieder, quarto in 1'52''98. Settima piazza per Dominik Paris (1'53''24) e undicesimo Mattia Casse (1'53''71).
Franzoni ha interpretato il tracciato alla perfezione, con un atteggiamento aggressivo sin dal cancelletto di partenza. E' stato in grado di mantenere una linea stretta nei passaggi più insidiosi e ha gestito alla perfezione le curve più tecniche, senza perdere velocità. "È semplicemente pazzesco vincere qui, è solo la mia seconda volta su questa pista. Sapevo di essere veloce nella parte finale, ma è stato spaventoso. Sono felicissimo, non riesco a crederci. Dopo la prova non avevo certezze, non mi sentivo al top. Sapevo di poter essere veloce nella parte centrale e oggi questo ha fatto la differenza", commenta alla fine.
Ai microfoni della Rai, Franzoni non riesce a trattenere le lacrime: "Sto tremando. Ero super carico per la gara, ma sapevo che non sarebbe stato facile. Ho faticato un po' nella prima parte, sotto ho sciato da paura... I centesimi sono dalla mia parte stavolta". Franzoni si commuove ricordando Matteo Franzoso, compagno di squadra morto a settembre in Cile dopo un incidente in allenamento. "E' stata una giornata un po' speciale - confessa -, perché l'anno scorso condividevamo la stessa camera".

Categoria: sport
13:37
Milano, accoltella coetanei in metropolitana: 15enne arrestato
(Adnkronos) - Dopo una lite in metro, ha estratto una roncola e ha aggredito due minorenni, colpendoli alle gambe. Per questo un 15enne italiano è stato arrestato nella tarda serata di ieri dai carabinieri del nucleo Radiomobile di Milano per lesioni personali aggravate. I militari sono intervenuti in piazza Bottini, sul mezzanino della fermata Lambrate della linea verde e, dopo i primi accertamenti, sono riusciti a rintracciare il 15enne. Il ragazzino, subito dopo l'aggressione, si era spogliato del giubbotto e lo aveva riposto nello zaino, per poi fuggire a bordo di un autobus. Sul mezzo pubblico ha estratto dalla felpa la roncola con lama da 21 centimetri e ha minacciato un'altra persona. Rintracciato dai carabinieri sul bus, è stato bloccato e arrestato. L'arma, che aveva nascosto nel mezzo pubblico, è stata ritrovata e sequestrata.
I due minorenni feriti sono stati portati codice verde al Fatebenefratelli e in codice giallo alla Multimedica di Sesto San Giovanni, e hanno riportato lesioni con prognosi superiori ai 45 giorni.
Da quanto è stato ricostruito dai carabinieri, l'aggressione sarebbe originata da una discussione, scoppiata tra il 15enne e le vittime alla fermata di Cadorna e proseguita fino a Lambrate, dove è sfociata nell'accoltellamento alle gambe. L'arrestato è stato affidato alla madre e sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa dell'udienza di convalida.

Categoria: cronaca
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18:43
Alcaraz-Paul: orario, precedenti e dove vederla in tv
(Adnkronos) - Carlos Alcaraz torna protagonista agli Australian Open 2026. Domenica 25 gennaio il tennista spagnolo sfida l'americano Tommy Paul, numero 20 del mondo - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale dello Slam di Melbourne. Alcaraz, nei turni precedenti, ha eliminato Walton all'esordio e poi Hanfmann e Moutet.
La sfida tra Alcaraz e Paul è in programma domenica 25 gennaio non prima delle ore 3.30. I due tennisti si sono affrontati in sette precedenti, con lo spagnolo che conduce con un parziale di cinque vittorie a due.
Alcaraz-Paul sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. Lo Slam sarà trasmesso, sempre su Eurosport, anche da Dazn, TimVision e Prime Video Channels, oltre che da Discovery+ e HBO Max.

Categoria: sport
18:18
Frana in Nuova Zelanda, morta la 15enne avellinese Sharon Maccanico
(Adnkronos) - "Con profonda tristezza condividiamo la scomparsa di due studenti del Pak ūranga College, Max Furse-Kee e Sharon Maccanico, nella tragedia del Monte Maunganui" in Nuova Zelanda. E' quanto si legge in un post pubblicato sul Facebook dal college.
Sharon Maccanico, 15 anni, era originaria di Picarelli, comune in provincia di Avellino: viveva ad Auckland. L'adolescente era un'appassionata di hip-hop.
Le frane, che si sono verificate giovedì 22 gennaio, sono state innescate dalle forti piogge degli ultimi giorni, che hanno causato inondazioni e interruzioni di corrente in tutta l'Isola del Nord. Le riprese dal campeggio sul monte Maunganui, un vulcano spento, mostrano un'enorme frana vicino alla base della cupola vulcanica, mentre i soccorritori e i cani setacciavano roulotte distrutte e tende appiattite.

Categoria: internazionale/esteri
18:07
Sanremo 2026, Levante: "Torno con il sorriso. Eurovision? Non andrei"
(Adnkronos) - Al suo terzo festival di Sanremo dopo quelli del 2020 e 2023, Levante torna sul palco dell'Ariston con una nuova maturità. All’Adnkronos racconta il suo brano in gara "Sei Tu", il nuovo album dedicato ai "fallimenti d'amore", la sorprendente esperienza come attrice e una scelta netta e coraggiosa riguardo all'Eurovision.
Torni a Sanremo per la terza volta. Con quale stato d'animo e quale Levante arriva su quel palco?
"Lo stato d'animo è di puro entusiasmo. Torno perché vorrei modificare l'ultimo ricordo che ho del mio Sanremo del '23, quando ero in balia di troppe emozioni dovute al post partum. Allora non ero cosciente di quello che stavo attraversando. Oggi, guardando a quel periodo con più distanza, e senza voler banalizzare la depressione post partum, guardo a quella difficoltà con tenerezza. Voglio tornare sul palco di Sanremo con l'entusiasmo, col sorriso, che tra l'altro sono cose che mi contraddistinguono quotidianamente".
Quindi è anche un riscatto personale?
"Esattamente, personale. E poi voglio mostrare un aspetto diverso della mia musica, che il grande pubblico televisivo non conosce. Mi presento con una ballata, un brano lento, 'in punta di piedi'. Ne avevo voglia, non volevo essere di nuovo la Levante concitata che si svena da una parte all'altra del palco perché deve mostrare chissà che cosa. Voglio proprio prendermi il tempo di cantare il brano serenamente, senza fare la 'pazza'. Sarò una Levante più composta".
Il tuo brano, "Sei Tu", parla della difficoltà di esprimere i sentimenti. Come nasce?
“E’ una difficoltà è emotiva, dove non si riesce a verbalizzare l'amore. Io, cantando in prima persona, descrivo tutte le sensazioni fisiche che l'amore provoca: dal non mi sento le gambe al mi manca il respiro. È quasi una descrizione dell’allegro chirurgo delle emozioni. Questa persona, però, non trova la voce per dire 'ti amo', che è l'esatto opposto di me. Io mi sono sempre lanciata nei sentimenti. 'Sei Tu' è un gioco di parole: è un 'sei tu' rivolto a qualcuno, ma anche un modo per dire 'non sono io, sto parlando di qualcun altro'".
Questo brano anticipa un nuovo album?
“Questo brano nasce all'interno di una strada che ho deciso di percorrere parlando soltanto ed esclusivamente di storie d'amore, però storie d'amore fallimentari. Il titolo del disco è 'Dell'amore, il fallimento e altri passi di danza’ che uscirà un po' più avanti rispetto al Festival. Racconto di amori finiti o mai sbocciati: relazioni mai nate, incontri di una notte, i primi amori estivi adolescenziali. Mi ha divertito molto guardare la fine, o il non inizio, da queste prospettive. È un album con un tema centrale molto forte”.
E dal 29 aprile inizierà il tuo viaggio live nei principali club italiani …
"Penso che i club siano la dimensione più pazza in assoluto. C'è una libertà di movimento totalmente diversa. Finalmente torno a fare del 'casino' in un luogo al quale appartengo tanto. E poi è la dimensione ideale per me. Cosa dovrei fare, i palazzetti? I teatri li ho già fatti. Non ho paura dei grandi spazi, ma sto bene dove sono. Sono in un momento felice della mia vita, dove penso che non mi manchi nulla”.
Sei una persona che non ha paura di esporsi. Se dovessi vincere Sanremo, andresti all'Eurovision, considerando il contesto politico attuale?
"No. Non parteciperei all'Eurovision. È una manifestazione molto più politicizzata di quanto si pensi e, siccome di mezzo c'è un Paese che negli ultimi tempi ha creato drammi giganteschi e un genocidio in atto, non si può fare finta di niente. Non l'ho mai fatto. Non ce la faccio ad andare a ‘casa del ladro’”.
L’esperienza d’attrice. In "Romantiche" hai interpretato te stessa, un cameo. Nella nuova fiction Rai "L'invisibile" con Lino Guanciale e la regia di Michele Soavi, c’è stato un impegno diverso. Com'è stato?
“È stato bellissimo e indimenticabile, al punto da farmi pensare: ‘Quasi quasi lascio tutto e faccio questo’. È stato difficile vestire i panni di un'altra persona, anche letteralmente: quando mi mettevano una camicetta che non avrei mai scelto, dovevo fare un training autogeno per ricordarmi che stavo interpretando un personaggio. Ma l'esperienza è stata meravigliosa grazie al regista, Michele Soavi, una persona di cui mi sono innamorata follemente, e a 'colleghi' come Lino Guanciale, che è stato accogliente e mi ha tranquillizzato. A differenza del mio mondo, fatto di ritmi frenetici, il set è un luogo di calma. Lo rifarei subito, sperando di trovare un cast altrettanto speciale”.
Il tuo personaggio è Maria, definita 'la vera colonna portante della famiglia', una donna forte che affronta il sacrificio del marito. Il tuo essere cantautrice ti ha aiutato a entrare nel ruolo?
“Assolutamente. Ho dovuto mettermi molto nei suoi panni, perché lei resta accanto al marito nonostante la sua vita sia messa in pericolo. All'inizio pensavo: ‘Ma chi te lo fa fare? Vai via’. Poi ho capito che la risposta è l'amore. Ha costruito tutto con quell'uomo e vuole stargli vicino, nel bene e nel male. Questo si lega al mio album: quell'amore avrebbe potuto essere un fallimento, ma lei sceglie di restare. Alla fine, cosa ci resta nella vita? Non le medaglie o gli applausi. Quello che resta di noi è ciò che abbiamo dato agli altri”.
Tra musicista, autrice e attrice, quale Levante ti rappresenta di più oggi?
"Torno sempre alla radice, al primo amore: la scrittura. Mi sento un'autrice che canta. Se mi togli il palco, soffro. Se mi togli la penna, muoio. Per me, l'assenza di scrittura è letale".
Hai scritto anche per altri artisti, come Laura Pausini. Che differenza c'è tra scrivere per la propria voce e affidare le parole a qualcun altro?
“Quando scrivo per gli altri, scrivo proprio per gli altri. Mi presto alle loro storie. Quando è stato per Laura, lei mi disse: 'Ti va di scrivere qualcosa per me?'. Ovviamente felicissima, ho pensato:'Lei è Laura Pausini, come canta Laura Pausini?'. Ho pensato alla Laura che mi ha fatto innamorare, con quegli ampi respiri. È un esercizio, come nella recitazione, vestire i panni di qualcun altro. E poi ho pensato a Paola, sua figlia. Ho detto: 'Cosa so di Laura? Molto poco, però so che è madre'. E ho scritto queste parole che parlano da madre a figlia. Le ho consegnato il brano ed era, senza che io lo sapessi, il giorno del compleanno di Silvia, sua sorella. Le ho spiegato il brano e lei mi ha detto: 'No, Claudia, scusami, ma tu stai parlando di mia sorella! Hai descritto il mio rapporto con lei'. E lì abbiamo pianto entrambe in videochiamata. È stato molto forte. E mi ha detto: 'Posso dedicarla a mia sorella?'. Le ho detto: 'Sì, assolutamente!'. C'è stata una congiunzione astrale pazzesca"
A proposito di Laura, di recente è finita in un vortice di polemiche sui social, che spesso si trasformano in un tribunale impietoso. Che ne pensi?
"Mi dispiace molto. I commenti social valgono come i voti a scuola, non ti identificano".
Cosa ti aspetti da questo Sanremo?
“Nulla. Spero di raccogliere i frutti del mio lavoro, di fare delle belle esibizioni, perché sto lavorando tanto per essere all'altezza del palco. Per il resto, numeri, classifiche, applausi non mi possono riguardare”.
di Loredana Errico

Categoria: spettacoli
17:46
Montesano e la presunta lite con Proietti: "Leggenda metropolitana"
(Adnkronos) - "Questa è una leggenda metropolitana. Se vi fa piacere con Gigi Proietti abbiamo litigato, ma non è vero, non abbiamo litigato mai. C'era una sana rivalità, ma per far vincere la squadra". Così Enrico Montesano, ospite di Nunzia De Girolamo e Gianluca Semprini, a 'Maschio Selvaggio' su Rai Radio 2, ricordando l’energia creativa di un’epoca in cui il talento circolava e si misurava dentro un gioco collettivo. Parlando del rapporto con il tempo, Montesano ha poi aggiunto: "Da una parte aiuta il tempo che passa, perché sublima certe cose, smussa certe asperità, ma da un’altra parte tu dici 'La vecchiaia è bella, peccato che duri poco'.
Spazio, durante l’intervista, è stato dedicato al cinema contemporaneo e agli incassi italiani, con un passaggio su Checco Zalone. Montesano ha sottolineato il valore generale di un successo al botteghino: "Quando un film italiano incassa dobbiamo fare festa perché va bene per tutto il cinema italiano". Allo stesso tempo, ha precisato di non aver visto il film 'Buen Camino’' e di aver letto soprattutto dei grandi incassi, "osservando che gli piacerebbe che qualcuno parlasse di più del film e di com’è davvero, e non soltanto dei numeri". Ricordando la 'densità' di talento del cinema di un’epoca irripetibile, Montesano ha poi collocato la sua generazione. "Io sono un comico di mezzo - ha detto - Sopra di noi c’erano Mastroianni, Sordi, Manfredi, Tognazzi e Gassman… era dura sfondare".
Infine, durante il confronto con la De Girolamo e Semprini, Montesano è tornato sul suo record televisivo legato a Fantastico 1988, spiegando che a posteriori avrebbe fatto scelte diverse. "Lì ho fatto un errore - ha ammesso, ricostruendo il clima dell’epoca. "All’epoca per noi attori di cinema, la televisione era una 'diminutio'. E invece 'Fantastico' dovevo farlo anche l’anno dopo. Sarei potuto diventare un conduttore presentatore televisivo e invece ora... devo andare a fare serate di qua e di là con la valigia".

Categoria: spettacoli
17:46
Minneapolis, agente Ice spara e uccide un uomo. Le autorità: "Era armato e pericoloso"
(Adnkronos) - Un agente federale ha sparato a un uomo a Minneapolis, uccidendolo. E' quanto ha reso noto oggi, sabato 24 gennaio, il capo della polizia Brian O’Hara, parlando con il Minnesota Star Tribune. "Ho appena parlato con la Casa Bianca dopo un'altra orribile sparatoria da parte di agenti federali questa mattina", ha scritto il governatore del Minnesota Tim Walz su 'X'. Secondo quanto ha riportato Cbs News, citando la cartella clinica dell'ospedale ottenuta dall'Ap, la vittima aveva 51 anni. Il Dipartimento della Sicurezza interna afferma che l'uomo era armato.
"Il Minnesota ne ha abbastanza. E' disgustoso. Il presidente deve porre fine a questa operazione. Migliaia di agenti violenti e inesperti vanno tirati fuori dal Minnesota. Subito", la parole oggi di Waltz. L'episodio si verifica a poco più di 2 settimane dall'uccisione di Renee Good, colpita a morte da un agente dell'Ice - l'agenzia per il controllo dell'immigrazione - che ha aperto il fuoco contro la donna al volante di un Suv. Secondo la tesi, sostenuta anche dall'amministrazione di Donald Trump, in quella circostanza l'agente rischiava di essere investito dall'auto.
L'episodio odierno, avvenuto tra Nicollet Avenue e 27th Street nella zona sud della città, rimbalza sui social con i video pubblicati. I filmati mostrano l'intervento un gruppo di agenti che provano a immobilizzare un uomo su un marciapiede. Mentre il soggetto è a terra, in un'apparente colluttazione con alcuni degli agenti, si sente suono che potrebbe essere prodotto dall'esplosione di un colpo: quindi, segue una raffica di colpi. Un agente, secondo le immagini, spara a ripetizione. L'uomo rimane a terra.
Il Dipartimento della Sicurezza Interna afferma che l'uomo era armato. In un post su X viene mostrata la pisola. "Alle 9.05, mentre gli agenti delle forze dell'ordine del Dipartimento della Sicurezza interna stavano conducendo un'operazione mirata a Minneapolis contro un immigrato clandestino ricercato per aggressione violenta, un individuo si è avvicinato agli agenti della pattuglia di frontiera statunitense con una pistola semiautomatica da 9 mm, visibile qui", si legge nel messaggio.
"Gli agenti hanno tentato di disarmare il sospettato, ma questi, armato, ha opposto una violenta resistenza. Ulteriori dettagli sulla lotta armata saranno forniti prossimamente. Temendo per la propria vita e per quella dei colleghi, un agente ha sparato per difendersi. I medici intervenuti sul posto hanno immediatamente prestato soccorso al soggetto, che però è stato dichiarato morto sul posto", prosegue il post. "Il sospettato aveva anche due caricatori e nessun documento d'identità: sembra una situazione in cui un individuo voleva causare il massimo danno e massacrare le forze dell'ordine. Circa 200 rivoltosi sono arrivati sul posto e hanno iniziato a ostacolare e aggredire le forze dell'ordine presenti; sono state implementate misure di controllo della folla per la sicurezza del pubblico e delle forze dell'ordine".
Nella zona sono in corso scontri tra agenti federali e manifestanti. La sparatoria è avvenuta 24 ore dopo che decine di migliaia di persone hanno marciato nel centro di Minneapolis per protestare contro la presenza dell'Ice in città.

Categoria: internazionale/esteri
17:34
Verissimo, Killian Nielsen contro la mamma Brigitte: "Mi ha abbandonato"
(Adnkronos) - "Mi ha abbandonato, ma mi manca e la amo tantissimo". Killian Nielsen ospite oggi a Verissimo ha raccontato il rapporto complesso e doloroso con la mamma Brigitte Nielsen, che non vede da ormai due anni. "Ci sono state delle incomprensioni che ci hanno allontanato", ha detto nel salotto di Silvia Toffanin.
Brigitte, mamma di 5 figli, alla fine degli anni Ottanta ha avuto una relazione con Mark Gastineau, padre biologico di Killian. Un rapporto difficile, segnato dall'uso di steroidi e sostanze stupefacenti da parte dell'uomo. "Mia madre è scappata, è andata a vivere in Svizzera dove ha conosciuto Raoul Meyer, che Killian ha creduto fosse suo padre per diversi anni.
All'età di 8 anni, Killian Nielsen scopre che il suo vero padre è Mark Gastineau: "Però era in carcere e quindi non potevo conoscerlo". Quando Killian ha 14 anni arriva poi la rottura tra Brigitte Nielsen e Raoul Meyer: "Mia madre ha avuto un problema con l'alcol. Io la vedevo bere in svariate occasioni. Per me è stato davvero difficile".
Successivamente, Brigitte Nielsen ha conosciuto Mattia Dessì "e da lì sono cambiate un po di cose". La madre diventa sempre meno presente: "Dopo il matrimonio sono andati a vivere negli Stati Uniti per tanto tempo e io mi sono ritrovato da solo e ho cominiato a lavorare con Raoul Meyer per sopravvivere".
È l'inizio di un periodo buio: "Per tanto tempo ho mangiato solo patate e cipolle. Me la sono dovuta cavare da solo. Da quel momento ho cominciato ad avere una brutta piega con l'acool e droga per 5 anni". Tenta più volte di riallacciare i rapporti con la madre ma con scarsi risultati. "Mi sono intrappolato in tunnel senza via d'uscita".
Poi, accade il miracolo: "A 30 anni incontro Laura che è la mia fidanzata, il mio miracolo. Lei mi ha salvata dalla strada, ha avuto la forza di aiutarmi. Mi ha pagato degli hotel perchè non avevo più una casa e poco a poco io mi sono innamorato di lei".
Il desiderio di incontrare di nuovo la madre resta forte, Killian Nielsen scopre che la madre vive a Marbella, grazie a una storia social: "Non sono risciuta ad incontrarla, ho visto il marito e mia sorella. Non mi hanno permesso di entrare in casa e nemmeno di incontrarla. Io spero che prima o poi vorrà incontrarmi, non perdo le speranze", ha concluso il figlio della modella danese che non è riuscito a trattenere le lacrime.

Categoria: spettacoli
17:15
Influenza, Pregliasco dà ragione a Federica Pellegrini: "Bimbi malati all'asilo bomba biologica"
(Adnkronos) - "Mi rivolgo a quei genitori che mandano i propri figli febbricitanti all'asilo. Siete degli irresponsabili pezzi di m***a". Matteo Giunta, marito di Federica Pellegrini, ha sfogato così su Instagram la paura per la figlia Matilde che ha 2 anni, frequenta il nido e a dicembre era stata ricoverata in ospedale per convulsioni febbrili. Il post di un papà preoccupato, sottoscritto dalla Divina del nuoto che ha parlato di "una settimana difficile", scusandosi per gli impegni di lavoro cancellati. Frasi che puntualmente hanno scatenato polemiche sui social, ma che il virologo Fabrizio Pregliasco si sente di difendere. Senza entrare nel merito dei termini scelti, "dicono una cosa vera, il principio è corretto", è l'endorsement che il medico affida all'Adnkronos Salute. "I bimbi malati all'asilo sono una 'bomba biologica'. Lì in mezzo l'effetto è esplosivo", sottolinea il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano, direttore sanitario dell'Irccs ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio.
Giunta e Pellegini "hanno ragione rispetto al fatto che purtroppo spesso si va a scuola o a lavorare malati", ragiona Pregliasco. Prima che il Covid ci chiudesse in casa se contagiati, era la normalità vedere "l''eroe dell'influenza', quello che si imbottiva di antinfiammatori, andava in ufficio e infettava tutti i colleghi". E se si parla di bambini "peggio ancora, perché come noto sono più suscettibili al contagio. Li imbottisci di farmaci, li mandi a scuola, poi a mezzogiorno l'effetto delle medicine è finito" e ti chiamano perché stanno male e devi andare a prenderli. Però nel frattempo hanno svolto con successo il loro storico ruolo di "untori", spiega il virologo. In un mondo perfetto "il consiglio teorico sarebbe quello di lasciarli a casa finché hanno sintomi", ma "non viviamo nel Mulino bianco", osserva il medico. "C'è un ostacolo oggettivo, in Italia abbiamo un problema di welfare ed è questo il punto". Succede quindi che di fronte a un naso che cola, o a una linea di febbre, scatta spontanea la domanda delle domande: "Se il bimbo non lo mando a scuola, dove lo metto?".
Ma perché in alcuni piccoli con la febbre alta insorgono le convulsioni? E cosa fare? "In questi casi - risponde Pregliasco - le convulsioni sono una reazione legata alla temperatura molto elevata, un meccanismo conseguente proprio all'iperpiressia: nei bambini le forme influenzali producono una risposta infiammatoria potente, che c'è meno negli adulti e negli anziani perché la loro risposta immunitaria è meno efficace, meno pronta anche in termini quantitativi. Succede così che il 'febbrone da cavallo' crea un cortocircuito che può portare alle convulsioni. E' abbastanza frequente, è un rischio che esiste". E per un genitore intervenire con lucidità e freddezza "non è certo facile: a parte la somministrazione di anticonvulsivanti, per quanto possibile, bisogna ridurre la temperatura corporea. Significa spogliare il bimbo e fargli delle spugnature fredde e con alcol. Richiede alle mamme un eroismo pazzesco", chiosa il medico.

Categoria: cronaca
17:11
Como-Torino 6-0, granata travolti e Fabregas vola al quinto posto
(Adnkronos) - Un Como irresistibile e un Torino annichilito 6-0 al Sinigaglia. La squadra di Fabregas vince travolgendo i granata di Baroni grazie alla doppietta di Douvikas e ai gol di Baturina, Da Cunha su rigore, Kühn e Caqueret e per la prima volta va a segno sei volte nella sua storia in una singola gara. I lariani salgono così a 40 punti, al quinto posto, scavalcando al momento la Juventus, in piena corsa Champions. Una gara senza storia con il pubblico che nel finale canta in coro "Fabregas, Fabregas, Fabregas!" in omaggia al proprio allenatore.
Gran primo tempo del Como che, dopo un quarto d'ora, si porta già sul 2-0 grazie al gol all'8' di Douvikas che scatta sull'assist di Da Cunha e batte Paleari e al 16' raddoppia con Baturina con un destro sul primo palo sul quale Paleari non arriva. La squadra di Fabregas, però, poi spreca troppo davanti, con Vojvoda che ci prova senza successo a trovare l'eurogol dalla trequarti, poi con Paleari che evita il tris di Douvikas e al 39' con Jesus Rodriguez che a centro area, spreca un'altra grande occasione. Cosa che non accade nella ripresa.
Il Torino si fa vedere al 54' con un bellissimo pallonetto di Ngonge che vede Butez fuori dai pali, ma la palla va di pochissimo alto sopra la traversa. Poi è ancora monologo del Como che trova il tris sul calcio di rigore trasformato da Da Cunha, assegnato dal Var per un tocco di Maripan con il braccio. Al 66' i padroni di casa calano il poker con Baturina che firma l'assist per Douvikas in verticale e il greco che scarta Paleari e deposita in rete il pallone del 4-0. Il Torino non riesce a reagire e il Como affonda ancora. Al 70' Kuhn, appena entrato, con il mancino dal limite supera ancora Paleari. Ma non è finita. Al 76' tocca a Caqueret che dal limite con il destro batte Paleari per il 6-0. Al 79' la squadra di Baroni prova a rendere meno amara la sconfitta ma Butez si oppone a Zapata, da poco entrato, anche se era comunque in fuorigioco.

Categoria: sport
17:03
Ucraina-Russia, Tajani: “Se Trump riesce a chiudere accordo merita Nobel pace”
(Adnkronos) - Nobel per la pace a Trump? ''Meloni ha detto: spero. Ha detto: se riesce a far chiudere l'accordo tra Ucraina e Russia, dopo aver portato al cessato il fuoco israeliani e Hamas, può avere il Premio Nobel. Mi pare un riconoscimento giusto se riesce in questo intento. Se lo merita. E' incontrovertibile. Può stare più o meno simpatico, però questo è un dato. Se raggiunge l'obiettivo, sarà un dato incontrovertibile''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine dell’evento di Forza Italia ‘Valori, più libertà, più giustizia’ in corso all’Ergife a Roma.
"Spero che un giorno potremo dare il Nobel per la pace a Donald Trump". Le parole pronunciate ieri dalla premier Giorgia Meloni in chiusura della conferenza stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno riacceso il dibattito sull'argomento. La presidente del Consiglio ha detto di confidare che l’ex presidente americano "possa fare la differenza anche per una pace giusta e duratura in Ucraina".
Parole che hanno immediatamente provocato le reazioni dall’opposizione.

Categoria: politica
16:46
Gb, donna di Treviso trovata morta in casa a Bolton: fermato un uomo
(Adnkronos) - Una donna di 45 anni originaria di Roncade (Treviso), Gloria De Lazzari, è stata trovata morta nel suo appartamento di Bolton, in Inghilterra, lo scorso lunedì 19 gennaio. A darne notizia la BBC, che ha rintracciato la madre in Italia dove la donna ogni anno veniva a trovarla.
La polizia inglese ha fermato il presunto assassino, identificandolo in James Morton, 33 anni, che mercoledì è stato formalmente incriminato di omicidio.
Le indagini sono comunque tuttora in corso da parte della polizia del Greater Manchester che ha lanciato un appello a chiunque possa fornire informazioni utili alla risoluzione del delitto.

Categoria: cronaca
16:19
Trump svela la super arma segreta: "Abbiamo usato il Discombobulator in Venezuela"
(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno una 'super arma segreta' e l'hanno usata in Venezuela? Sì, secondo Donald Trump. Il presidente svela l'esistenza del 'Discombobulator' - un'arma che disorienta e scombussola - spiegando al New York Post che è stato ''fondamentale'' nel raid condotto dai militari americani a Caracas per la cattura del deposto presidente venezuelano Nicolas Maduro.
''Del Discombobulator non mi è permesso parlarne", ha detto Trump durante un'intervista esclusiva al New York Post nello Studio Ovale. In ogni caso l'arma "ha fatto sì che l'equipaggiamento nemico non funzionasse" e quindi nessun militare americano perdesse la vita quando gli elicotteri statunitensi sono arrivati a Caracas il 3 gennaio per catturare Maduro e sua moglie, Cilia Flores, con l'accusa federale di possesso di droga e armi.
"Non sono riusciti a far decollare i loro razzi. Avevano razzi russi e cinesi, e non ne hanno mai fatto decollare uno. Siamo arrivati, hanno premuto dei pulsanti e non ha funzionato niente. Erano tutti pronti per noi", ha aggiunto Trump.
L'ipotesi di un'arma ultramoderna impiegata dalla Delta Force nell'azione compiuta nella notte tra il 2 e il 3 gennaio è rimbalzata sui social nelle scorse settimane. A descrivere una parte dell'operazione sarebbe un anonimo agente della sicurezza di Maduro. Le sue parole sono state amplificate da noti profili social di area trumpiana e sono rilanciate da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. "Smettete di fare quello che state facendo e leggete qui", ha scritto Leavitt, imitata da Dan Bongino, anchorman 'Maga doc' e fino a poche settimane fa vicedirettore dell'Fbi. Il racconto dell'agente/soldato è diventato anche l'articolo di apertura dell'edizione online del New York Post.
Il racconto
Cosa ha detto l'anonimo militare? "Il giorno dell'operazione, non abbiamo sentito arrivare nulla. Eravamo di guardia, ma improvvisamente tutti i nostri sistemi radar si sono spenti senza alcuna spiegazione. La cosa successiva che abbiamo visto sono stati dei droni, molti droni, che sorvolavano le nostre posizioni. Non sapevamo come reagire. Poi sono arrivati alcuni elicotteri, ma erano pochissimi. Credo appena otto elicotteri. Da quegli elicotteri sono scesi dei soldati, ma in numero molto esiguo", l'inizio del racconto, che è apparso sin qui verosimile pur senza fornire nessuna informazione dettagliata: in sostanza, un quadro generale già ampiamente noto.
"Forse una ventina di uomini. Ma quegli uomini erano tecnologicamente molto avanzati. Non assomigliavano a niente contro cui avevamo combattuto prima", ha proseguito la fonte anonima. Lo scontro, ha detto, "è stato un massacro. Eravamo centinaia, ma non avevamo alcuna possibilità. Sparavano con tale precisione e velocità... sembrava che ogni soldato sparasse 300 colpi al minuto. Non potevamo fare nulla". E sin qui, forse...
Poi, però, il resoconto è diventato quasi fantascienza: "A un certo punto, hanno lanciato qualcosa... non so come descriverlo... è stata come un'onda sonora molto intensa. Improvvisamente ho sentito come se la mia testa stesse esplodendo dall'interno. Abbiamo iniziato tutti a sanguinare dal naso. Alcuni vomitavano sangue. Siamo caduti a terra, incapaci di muoverci. Quei venti uomini, senza una sola vittima, hanno ucciso centinaia di noi. Non avevamo modo di competere con la loro tecnologia, con le loro armi. Lo giuro, non ho mai visto niente del genere. Non siamo riusciti nemmeno a rialzarci dopo quell'arma sonica o qualunque cosa fosse".
Possibile? Il New York Post ha interpellato una fonte legata all'intelligence. "Gli Stati Uniti dispongono da anni di tecnologie per le cosiddette armi ad energia diretta", e "alcuni sistemi sono in grado di produrre almeno alcuni dei sintomi", tra cui "sanguinamento, incapacità di muoversi o di funzionare, dolore e bruciore". "Non posso confermare tutti questi sintomi. Ma alcuni sì, alcuni", le parole attribuite alla fonte, secondo cui tali armi non sarebbero una novità: "Ne abbiamo versioni da decenni".

Categoria: internazionale/esteri
16:02
"Consenziente anche se ubriaca", definitiva l'assoluzione di due giovani a Ravenna
(Adnkronos) - Anche se sotto effetto di alcol, era consenziente quando è stata ripresa con il telefonino mentre aveva un rapporto con un altro ragazzo a Ravenna. La Cassazione ha reso definitiva l'assoluzione per due uomini, un 35enne e un 36enne, accusati di violenza sessuale di gruppo per induzione all'atto sessuale. I fatti sono avvenuti nell'ottobre 2017, dopo una serata in un locale durante la quale la ragazza, 18enne, aveva bevuto molto alcol ed era stata poi portata in un appartamento. Secondo l'accusa lì uno dei due imputati ha avuto un rapporto con la ragazza, mentre l'altro la filmava con il cellulare. Entrambi sono stati sempre assolti con la formula "perché il fatto non costituisce reato", prima dal tribunale di Ravenna e poi dai giudici della Corte d’Appello di Bologna. Giovedì scorso l'assoluzione è diventata definitiva con la decisione della Cassazione di dichiarare inammissibile il ricorso della procura generale di Bologna.
Subito dopo il racconto, riportato dalla ragazza, i due furono arrestati e poi dopo alcuni giorni liberati dal tribunale del Riesame. Soddisfatti i difensori di uno dei due imputati, gli avvocati Francesco Papiani e Raffaella Salsano: "E' la chiusura di una vicenda che si è trascinata avanti per anni - dicono i difensori all'Adnkronos - entrambi hanno avuto anche un grave danno di immagine perché sono stati etichettati come predatori sessuali".

Categoria: cronaca
15:38
Latte crudo, la moda riprende quota in Usa. L'allarme dei medici: "Gravi rischi"
(Adnkronos) - "I veri atleti scelgono il vero carburante. Il latte intero ha supportato performance per generazioni e continua a farlo. Bevi latte intero", postava a metà gennaio su X il Dipartimento dell'Agricoltura americano. Foto a corredo, l'ex cestita Nba Enes Kanter con un bicchierone bianco in mano e le labbra sporche di latte. Negli Usa della nuova piramide alimentare rovesciata lanciata a inizio 2026 - che nella rappresentazione grafica mette in cima carne rossa e latticini e in fondo pane e cereali integrali - gli inviti a consumare latte intero hanno preso un ritmo quotidiano, rivolti a tutta la popolazione a cominciare dai bambini destinatari del 'Whole Milk for Healthy Kids Act' siglato dal presidente Donald Trump per reintrodurre l'alimento nelle scuole.
Un provvedimento annunciato dalla Casa Bianca sui social con lo slogan "Make Whole Milk Great Again" e il repost di un video del segretario alla Salute Robert Kennedy Jr: assaporando latte si ritrovava a ballare in discoteca, occhi sognanti e labbro bianco, tanto per dare l'idea dell'effetto che fa "quando bevi quel primo sorso di latte intero".
Un battage mediatico che ha rinvigorito la corrente dei pasdaran del latte crudo, rigorosamente non pastorizzato, fino a far rifiorire - secondo alcune testimonianze dagli States - la moda dei Raw Milk Party. Musica, balli, latte crudo nel bicchiere. "Bere latte crudo = forza vitale", è il tenore di alcuni commenti social alle misure pro whole milk. E poco importa se poi dopo la festa si finisce in ospedale.
Perché "il consumo di latte crudo può comportare gravi rischi per la salute, soprattutto per alcune fasce di popolazione vulnerabili", si legge ancora sul sito dei Cdc. "E' importante comprendere che il latte crudo può essere fonte di malattie di origine alimentare", ammonisce l'agenzia esortando al consumo di latte pastorizzato che "offre gli stessi benefici nutrizionali senza i rischi del latte crudo", precisano i Centers for Disease Control and Prevention. "La pastorizzazione è fondamentale per la sicurezza del latte - ricordano - poiché elimina i germi nocivi che possono causare malattie", e infatti "dall'inizio del 1900 ha notevolmente ridotto le malattie trasmesse dal latte".
Nella pagina web dei Cdc sul latte crudo - aggiornata a gennaio 2025 - sull'onda dell'epidemia di influenza aviaria negli allevamenti di vacche da latte in diversi stati americani, con vari casi anche nell'uomo, l'agenzia raccomanda di "non consumare latte crudo contaminato dal virus A(H5N1) vivo come modo per sviluppare anticorpi" contro il patogeno "e proteggersi da future malattie. Consumare latte crudo potrebbe causare malattie".
"Bere o mangiare prodotti a base di latte crudo - prosegue l'alert - può esporre a germi come Campylobacter, Cryptosporidium, Escherichia coli, Listeria, Brucella e Salmonella. Alcuni gruppi" di popolazione, "come i bambini sotto i 5 anni, gli adulti sopra i 65, le donne in gravidanza e le persone con un sistema immunitario indebolito, sono più a rischio di contrarre malattie gravi a causa di questi germi".
Tra i sintomi delle patologie trasmesse da alimenti a base di latte crudo ci sono "diarrea, crampi allo stomaco e vomito". Ma "in alcuni casi possono verificarsi esiti più gravi come la sindrome di Guillain-Barré o la sindrome emolitico-uremica, che possono portare a paralisi, insufficienza renale, ictus o persino alla morte", scrivono i Cdc.
La moda è "un ritorno all'oscurantismo: bere latte crudo non pastorizzato è pericoloso per tutti, in particolare per bambini, anziani e persone con difese immunitarie basse", avverte Silvia Migliaccio, specialista in endocrinologia e nutrizione umana e presidente della Società italiana di scienze dell'alimentazione (Sisa).
Migliaccio spiega all'Adnkronos Salute che "il latte crudo non viene sottoposto a pastorizzazione: questo significa che mantiene le sue caratteristiche organolettiche, ma allo stesso tempo può contenere anche batteri, microrganismi che possono essere germi patogeni". Questi germi "possono causare vomito, diarrea e crampi addominali, tipici disturbi del tratto gastrointestinale", rendendo il consumo di latte crudo "una pratica che può essere molto pericolosa".
"La pastorizzazione serve ad abbattere i germi patogeni responsabili di tossinfezioni gastrointestinali - sottolinea la nutrizionista - Non a caso cuociamo alimenti come carne e pesce: lo facciamo per eliminare microrganismi nocivi. Lo stesso principio vale per il latte, che prima di essere consumato dovrebbe essere bollito". "Non farlo", conclude Migliaccio, "significa tornare all'oscurantismo, a credenze infondate, luoghi comuni e pratiche pericolose. Il consiglio è chiaro: se si decide di bere latte crudo, va sempre bollito prima del consumo".

Categoria: internazionale/esteri
15:18
E' morta Carla Vasio scrittrice e poetessa, unica donna del Gruppo 63
(Adnkronos) - La scrittrice e poetessa Carla Vasio, esponente della neoavanguardia italiana, che fece parte del Gruppo 63, di cui fu l'unica donna, è morta nella sua casa di Roma all'età di 102 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos da amici e parenti.
Nata a Venezia il 12 febbraio 1923, Vasio ha gestito la famosa Libreria dell'Oca a Roma dal 1967 al 1972, punto di ritrovo di scrittori e artisti italiani e stranieri. Tra i suoi libri figurano "L'orizzonte" (Feltrinelli, 1966), "Romanzo storico" (con Enzo Mari, Milano Libri, 1974), del quale Italo Calvino parlò come di "uno dei più straordinari libri italiani", "Come la Luna dietro le nuvole" (Einaudi, 1996) e "Laguna" (Einaudi, 1998).
Più recentemente con Nottetempo ha pubblicato "Piccoli impedimenti alla felicità" (2015), "Tuono di mezzanotte" (2017) e in particolare "Vita privata di una cultura" (2013) in cui ha ripercorso la storia del Gruppo 63 in occasione del mezzo secolo dalla nascita della neoavanguardia letteraria e artistica lanciata, tra gli altri, da Alberto Arbasino, Luciano Anceschi, Nanni Balestrini, Renato Barilli, Achille Bonito Oliva, Umberto Eco, Enrico Filippini, Alfredo Giuliani, Angelo Guglielmi, Giorgio Manganelli ed Edoardo Sanguineti.
Con acutezza di sguardo e felpata ironia, il libro di Vasio è l'appassionante ritratto dal vivo dei protagonisti del rinnovamento che scosse il mondo della letteratura e dell'arte in Italia tra gli anni '50 e l'inizio degli anni '80. In "Vita privata di una cultura" ha riunito, inoltre, i suoi ricordi delle persone che conobbe bene, tra cui Henri Michaux, Angelo Maria Ripellino, Carlo Emilio Gadda, Giorgio Manganelli, Amelia Rosselli, Gillo Dorfles, Enzo Mari, Italo Calvino, Giuseppe Ungaretti, Fernanda Pivano, Allen Ginsberg, Rossana Rossanda, Giacinto Scelsi, gli psicanalisti junghiani Ernst Bernhard, col quale fu in analisi per diverso tempo, e Aline Valangin, Goffredo Petrassi, Alvin Curran e molti altri. Ernst Bernhard la propose così a Bobi Bazlen come potenziale traduttrice per Adelphi: "Molto fine, colta e probabilmente bravissima".
Dopo aver vissuto i primi anni di vita a Venezia (a scuola fu compagna di Rossana Rossanda, futura fondatrice di "Il Manifesto") che lasciò per Roma nel 1934 a seguito del padre, giornalista del "Gazzettino", Carla Vasio studiò al liceo Mamiani e si laureò in storia della musica. Come esponente della neoavanguardia, pubblicando il romanzo "L'orizzonte", con cui nel 1966 ha vinto il Prix Charles Veillon, si è dedicata per anni all'arte, sostenendo l'astrattismo, e gestendo la Libreria dell'Oca. Si è poi trasferita in Giappone, e da questo periodo ha iniziato a comporre haiku, di cui si è anche occupata come curatrice di raccolte. Ha vinto il Premio Feronia-Città di Fiano per la narrativa nel 1999. (di Paolo Martini)

Categoria: cultura
15:03
Lotito, la telefonata 'rubata' e la nota: "Lazio ha fiducia in Sarri"
(Adnkronos) - "Maurizio Sarri gode della piena fiducia della società". Claudio Lotito, presidente della Lazio, si esprime così in una nota dopo la diffusione di un video - sui social - relativo ad una conversazione telefonica diffusa senza consenso.
"Resto sinceramente sorpreso dalla lettura distorta e strumentale che è stata fatta di alcune mie parole, estrapolate e diffuse fuori da ogni contesto reale. Voglio essere assolutamente chiaro una volta per tutte: alla Lazio non esistono giocatori contro l'allenatore. Maurizio Sarri gode della piena fiducia della Società, così come della totale disponibilità e del rispetto del gruppo squadra", dice Lotito.
"Nel calcio, come in qualsiasi organizzazione complessa, possono esistere momenti di confronto, di tensione o di difficoltà legati ai risultati. Trasformare però normali dinamiche professionali in presunti conflitti personali significa raccontare una realtà che non appartiene alla Lazio. Esiste invece chi, per interessi diversi, continua ad alimentare polemiche in modo strumentale. Ciò che ritengo gravissimo è la pubblicazione di una telefonata privata, sottratta e diffusa senza alcuna autorizzazione, con l'unico obiettivo di generare clamore e danneggiare la Società", afferma il numero 1 del club capitolino.
"Per questo motivo, la S.S. Lazio e io personalmente provvederemo a segnalare l’accaduto al Garante per la protezione dei dati personali e alle autorità competenti, affinché vengano accertate tutte le responsabilità del caso", aggiunge. "Ho inoltre già richiesto, da tempo, alla Giunta competente del Senato di rendere pubblici i miei tabulati, proprio per garantire la massima collaborazione e trasparenza. Ricevo quotidianamente migliaia di telefonate per il ruolo che ricopro. Non ho nulla da nascondere e rispondo sempre con disponibilità e correttezza, ma questo non autorizza nessuno a violare la privacy, a carpire conversazioni private o a manipolarle per costruire narrazioni false. La Società è compatta, lo staff tecnico lavora con grande professionalità e i calciatori sono concentrati esclusivamente sul campo e sugli obiettivi sportivi. Nei giorni scorsi siamo stati insieme e abbiamo avuto un confronto lungo e costruttivo, a dimostrazione della compattezza e dell’unità che caratterizzano questo Club", prosegue il numero uno della Lazio.
"Tutto il resto è rumore che non aiuta né la squadra né l’ambiente. Ne abbiamo attraversate molte in passato e ne attraverseremo altre, con la solidità e la consapevolezza di chi lavora ogni giorno, ciascuno per il proprio ruolo, per far crescere la Lazio. In questo momento servono equilibrio, senso di responsabilità e unità. La Lazio è un patrimonio collettivo e va rispettata e tutelata, sempre. Ora è il momento di mettere da parte ogni polemica e pensare esclusivamente alla partita di questa sera contro il Lecce. La squadra e il mister hanno bisogno del sostegno di tutto l’ambiente laziale. Ringrazio i tifosi che, in massa, hanno raggiunto Lecce e chiedo loro di stare vicino ai nostri colori, di sostenere i ragazzi dal primo all’ultimo minuto e di fare del loro sostegno una spinta positiva per la squadra. È nei momenti che contano che la Lazio deve ritrovarsi unita, compatta e orgogliosa. Pensiamo al campo, al lavoro quotidiano e all’obiettivo comune. Avanti insieme, con la squadra e con il mister", conclude Lotito.

Categoria: sport
14:41
Trump, la Groenlandia e la foto col pinguino: stavolta la Casa Bianca stecca
(Adnkronos) - Donald Trump da tempo sfrutta l'intelligenza artificiale per creare foto ad effetto. Stavolta, però, la Casa Bianca ha steccato in pieno. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la base di un accordo per ottenere "accesso totale" alla Groenlandia, territorio autonomo controllato dalla Danimarca.
Per Trump, l'isola è fondamentale per la sicurezza nazionale degli Usa. Sui profili social della Casa Bianca ecco l'ennesima immagine generata con l'IA. Trump, sul suolo innevato della Groenlandia, cammina con un pinguino che procede tenendo la bandiera degli Stati Uniti.
La fantasia galoppa, ma in questo caso l'idea è totalmente sballata. Perché? Perché in Groenlandia non c'è nessun pinguino. L'uccello acquatico, come ignorano dalle parti dello Studio Ovale, vive quasi esclusivamente nell'emisfero australe. A nord dell'equatore, il pinguino è presente solo in un territorio specifico. Gli esemplari di Spheniscus mendiculus sono noti anche come pinguini delle Galapagos, proprio perché vivono esclusivamente sulle isole al largo dell'Ecuador. E sebbene risentano dell'aumento delle temperature, non hanno nessuna chance di trasferirsi all'estremo nord del pianeta per sbarcare in Groenlandia.

Categoria: internazionale/esteri
14:26
Scavi alla Casa del Jazz a Roma ricominceranno a breve. Prefetto Giannini: "Localizzato un punto sensibile"
(Adnkronos) - Tra poco ricominceranno gli scavi nella Casa del Jazz. "Riprenderanno a breve, l'attività non è stata interrotta" dice all'Adnkronos è il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, certo dell'urgenza di scavare in quella antica galleria nel cuore di Roma interrata e mai ispezionata fino a oggi. "Ci sono state delle difficoltà tecniche che stiamo superando ma andremo a vedere che cosa c'è là dentro. Qualunque cosa sia, la esploreremo anche con i vigili del fuoco, che ringrazio".
"Adesso riteniamo di avere in qualche modo localizzato un punto sensibile - spiega Giannini -. E' stata fatta una riunione, verrà fatta la prossima settimana un'ulteriore attività di sopralluogo e poi pianificheremo come iniziare nel migliore dei modi. Niente è lasciato perdere, ci vorrà solo un po' di pazienza. Per operare in sicurezza sono necessari i giusti tempi".
L'attività di scavo, richiesta dall’ex giudice Guglielmo Muntoni, ora presidente dell’Osservatorio sulle politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio, nasce dall’idea che quei sotterranei lunghi circa 500 metri possano nascondere qualcosa, resti umani ma anche un 'tesoro'.
Ad alimentare il giallo e creare aspettative sugli scavi in quel terreno all'ombra delle Mura Aureliane, è un elemento storico non di poco conto. Lì dove oggi sorge la casa del Jazz, negli anni della Roma criminale viveva Enrico Nicoletti, ritenuto il cassiere della Banda della Magliana. Lo stesso ex magistrato Muntoni, ora presidente dell’Osservatorio sulle politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio, motivò la richiesta di nuovi scavi proprio ipotizzando che lì potessero nascondersi armi, esplosivi e preziosi o documenti. Ma anche dei corpi, uno dei quali potrebbe essere quello del giudice Paolo Adinolfi. Pietro Orlandi in passato aveva ricevuto una segnalazione secondo la quale in quel tunnel potessero esserci i resti della sorella Emanuela, alimentando così la curiosità ma anche la speranza della soluzione di uno dei più grandi misteri italiani.
A dare un contributo all'attività è stato anche don Domenico Celano, conoscitore dei cunicoli sotterranei della struttura che lui frequentava, un tempo il seminario della Congregazione degli Oblati prima della vendita della struttura a Nicoletti. "Ho approfondito la cosa - spiega all'Adnkronos il religioso - perché conoscevo il posto e volevo aiutare a far riaprire gli scavi. Perché sospetto che ci sia qualcosa? Sono cavità storiche che non si possono toccare senza autorizzazione. Perché quelle gallerie sono state murate? E' compito degli inquirenti accertarlo. Riprendere gli scavi è un dovere". (di Silvia Mancinelli)
“A Roma ogni volta che si scava da qualche parte si pensa subito a Emanuela, però quella circostanza è particolare perché la situazione, i personaggi che girano attorno a quella villa sono tutti i personaggi che in qualche modo sono stati legati alla vicenda di Emanuela, quindi, qualche dubbio ti viene sempre” dice Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, scomparsa nel giugno 1983, commenta la ripresa a breve degli scavi alla Casa del Jazz.
“Questa notizia l'avevo saputa circa un anno fa perché casualmente ho incontrato una persona che mi seguiva su Facebook e parlando mi ha detto che c’era un ex magistrato che da due anni stava indagando col georadar. Lui era andato alla Casa del Jazz ed era convinto che là sotto ci sia qualcosa legato a Emanuela – prosegue Pietro Orlandi -. Quando si scava accadono sempre strane situazioni; nel '97 gli scavi sono stati chiusi, in particolare quando avevano chiesto la mappatura fotografica da parte dell'aeronautica che permette di capire se sotto una certa profondità ci sono parti di organismi umani, di ossa. È stata fornita la mappatura tranne di quel punto specifico indicato, questo è un altro indizio. Sempre nel ‘97 si è chiusa l’inchiesta su Emanuela – conclude Pietro Orlandi - ma da quel momento in poi sono emerse tante situazioni che si concatenano tra loro”.

Categoria: cronaca
14:22
Afghanistan e le parole di Trump, Crosetto: "Non accettiamo analisi superficiali da parte di nessuno"
(Adnkronos) - "In Italia ogni occasione è buona per fare polemica. Oggi si sono scelte le parole di Trump a Fox sul ruolo degli alleati degli Usa in Afghanistan. Io ho deciso di affidare la mia risposta, come Ministro della Difesa, ad atti formali, come si usa fare tra Istituzioni, facendo un breve ripasso storico di ciò che è successo in Afghanistan ed in molti altri teatri. La cosa bella dei fatti è che non si possono cancellare. E sull'impegno dell’Italia, delle sue Forze Armate nelle missioni, sul loro valore, sul loro sacrificio, sul loro ruolo non marginale, non possiamo e non vogliamo accettare analisi superficiali e sbagliate. Da parte di nessuno". Lo scrive il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un post su X.
La polemica è divampata sulle dichiarazioni del presidente americano, secondo il quale gli alleati della Nato sarebbero "rimasti un po' lontani dalle linee del fronte" in Afghanistan. Parole che ieri hanno suscitato aspre critiche da parte del primo ministro britannico Keir Starmer.
La Casa Bianca ha replicato senza rispondere direttamente che "gli Stati Uniti hanno fatto più per la Nato di tutti gli altri Paesi messi insieme". Così Taylor Rogers, portavoce della Casa Bianca, in una dichiarazione trasmessa all'Afp.
Le affermazioni di Trump hanno provocato la reazione anche del principe Harry, che ha prestato servizio anche in Afghanistan. I sacrifici dei soldati della Nato "meritano di essere raccontati con sincerità e rispetto", si legge in una nota rilasciata dal suo portavoce. Il principe ha detto che "nel 2001 la Nato ha invocato l'Articolo 5 per la prima e unica volta nella storia. Ciò significava che ogni nazione alleata era obbligata a schierarsi al fianco degli Stati Uniti in Afghanistan, nel perseguimento della nostra sicurezza comune. Gli alleati hanno risposto a quell'appello".
Anche la premier danese Mette Frederiksen ha duramente replicato alle parole con cui Trump ha messo in discussione l'impegno dei soldati alleati in Afghanistan. "Comprendo perfettamente che i veterani danesi abbiano detto che non ci sono parole per spiegare quanto questo faccia male - ha scritto su Facebook - E' inaccettabile che il presidente americano metta in dubbio l'impegno dei soldati alleati in Afghanistan".

Categoria: politica
14:16
Capolavoro Franzoni, trionfo e lacrime nella discesa libera di Kitzbuehel: "Sto tremando"
(Adnkronos) - Giovanni Franzoni trionfa nella discesa libera di Kitzbuehel, una delle gare più prestigiose della Coppa del Mondo maschile di sci alpino. L'azzurro, 24 anni, sulla mitica Streif centra la seconda vittoria della carriera dopo l'exploit nel Super-g di Wengen. Franzoni si impone in 1'52''31 precedendo l'austriaco Marco Odermatt di soli 7 centesimi (1'52''38). Terzo posto per il francese Maxence Muzaton (1'52''70), che soffia l'ultimo gradino del podio all'azzurro Florian Schieder, quarto in 1'52''98. Settima piazza per Dominik Paris (1'53''24) e undicesimo Mattia Casse (1'53''71).
Franzoni ha interpretato il tracciato alla perfezione, con un atteggiamento aggressivo sin dal cancelletto di partenza. E' stato in grado di mantenere una linea stretta nei passaggi più insidiosi e ha gestito alla perfezione le curve più tecniche, senza perdere velocità. "È semplicemente pazzesco vincere qui, è solo la mia seconda volta su questa pista. Sapevo di essere veloce nella parte finale, ma è stato spaventoso. Sono felicissimo, non riesco a crederci. Dopo la prova non avevo certezze, non mi sentivo al top. Sapevo di poter essere veloce nella parte centrale e oggi questo ha fatto la differenza", commenta alla fine.
Ai microfoni della Rai, Franzoni non riesce a trattenere le lacrime: "Sto tremando. Ero super carico per la gara, ma sapevo che non sarebbe stato facile. Ho faticato un po' nella prima parte, sotto ho sciato da paura... I centesimi sono dalla mia parte stavolta". Franzoni si commuove ricordando Matteo Franzoso, compagno di squadra morto a settembre in Cile dopo un incidente in allenamento. "E' stata una giornata un po' speciale - confessa -, perché l'anno scorso condividevamo la stessa camera".

Categoria: sport
13:37
Milano, accoltella coetanei in metropolitana: 15enne arrestato
(Adnkronos) - Dopo una lite in metro, ha estratto una roncola e ha aggredito due minorenni, colpendoli alle gambe. Per questo un 15enne italiano è stato arrestato nella tarda serata di ieri dai carabinieri del nucleo Radiomobile di Milano per lesioni personali aggravate. I militari sono intervenuti in piazza Bottini, sul mezzanino della fermata Lambrate della linea verde e, dopo i primi accertamenti, sono riusciti a rintracciare il 15enne. Il ragazzino, subito dopo l'aggressione, si era spogliato del giubbotto e lo aveva riposto nello zaino, per poi fuggire a bordo di un autobus. Sul mezzo pubblico ha estratto dalla felpa la roncola con lama da 21 centimetri e ha minacciato un'altra persona. Rintracciato dai carabinieri sul bus, è stato bloccato e arrestato. L'arma, che aveva nascosto nel mezzo pubblico, è stata ritrovata e sequestrata.
I due minorenni feriti sono stati portati codice verde al Fatebenefratelli e in codice giallo alla Multimedica di Sesto San Giovanni, e hanno riportato lesioni con prognosi superiori ai 45 giorni.
Da quanto è stato ricostruito dai carabinieri, l'aggressione sarebbe originata da una discussione, scoppiata tra il 15enne e le vittime alla fermata di Cadorna e proseguita fino a Lambrate, dove è sfociata nell'accoltellamento alle gambe. L'arrestato è stato affidato alla madre e sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa dell'udienza di convalida.

Categoria: cronaca











































