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21:51

Referendum, per Marina Berlusconi "delusione per 'no' a riforma giustizia voluta dal Cav"

(Adnkronos) - Delusione per Marina Berlusconi dopo la vittoria del 'no' al referendum sulla giustizia. Nessun commento ufficiale. Ma, a quanto apprende l'Adnkronos da chi ha avuto modo di sentire nelle ultime ore la presidente di Fininvest, avrebbe espresso il suo rammarico per la mancata affermazione del sì sulla riforma della giustizia voluta dal padre, Silvio Berlusconi, fondatore del centrodestra.  

Nel week end la primogenita del Cav aveva avuto sentore di una rimonta dei 'no' ma la bocciatura della riforma, raccontano fonti parlamentari della maggioranza, non implica nessuna responsabilità nei confronti di Forza Italia e del suo segretario nazionale, Antonio Tajani, che si è impegnato in prima persona e ha fatto tutto il possibile per il sì. Niente 'processi' a Fi, dunque, da parte della famiglia Berlusconi, ma solo delusione per un'occasione mancata. L'auspicio, riferiscono gli stessi ambienti parlamentari del centrodestra, è che la battaglia per una giustizia giusta non si fermi qui e vada avanti. Tajani nella sua nota di analisi del voto ha puntualizzato: ''La riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai ad occuparcene".  

 

Vittoria sul filo di lana ma vittoria pesante, intanto, per il 'no' ad Arcore. Nella roccaforte azzurra dei tempi d'oro del berlusconismo la riforma della giustizia che Forza Italia ha portato avanti nel nome del Cav non ce l'ha fatta per 47 voti. Il 'no' ha vitono con il 50,25% rispetto ai sì rimasti bloccati al 49,75per cento. Nel Comune brianzolo dove il leader azzurro e fondatore del centrodestra viveva (la residenza di Villa San Martino resta nell'iconografia berlusconiana come palazzo Grazioli a Roma) è andato a votare il 67,33 per cento degli aventi diritto, ovvero 9mila 305 persone. Una partita a due fino alla fine, con la bocciatura finale della riforma Nordio per un pugno di voti. 

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Categoria: politica

21:25

Referendum giustizia, l'analisi del voto: elettori 'debuttanti' e giovani scelgono No

(Adnkronos) - Il No vince il referendum sulla riforma della giustizia grazie anche ai voti degli elettori dei partiti favorevoli al Sì. E' l'analisi del sondaggista Antonio Noto, del Consorzio Opinio Italia, all'Adnkronos. "Spuntano alcuni dati interessanti: all'interno del centrodestra l'elettorato che ha votato maggiormente 'No' è quello di Forza Italia (17,9%), mentre nel campo opposto l'elettorato che ha votato con più forza il 'Sì' è quello del Movimento Cinque Stelle (13%). Ma questa consultazione è stata condizionata anche da un altro aspetto: per la prima volta hanno votato elettori che non si erano recati alle urne né per le Politiche, né per Europee: il 57,7% di essi hanno optato per il 'No' mentre il 42,3% per il 'Sì", osserva andando alla radice del risultato. 

Per il resto gli elettori di centrodestra e centrosinistra hanno confermato i due blocchi contrapposti sulla riforma della giustizia seguendo le scelte di maggioranza e opposizioni. I 'Sì' dell'elettorato di Fratelli d'Italia sono pari all'88,8%; i 'No' all'11,2%. L'85% dell'elettorato della Lega si è espresso a favore, il 14,1% contro. L'82,1% dell'elettorato di Forza Italia - Noi Moderati - Ppe ha votato 'Sì', mentre 17,9% 'No'.  

Per quanto riguarda le forze di opposizione, il 90,4% dell'elettorato del Partito Democratico ha messo una croce sul 'No', mentre ha votato 'Sì' il 9,6%. Contrari alla riforma l'87,0% degli elettori del Movimento 5 Stelle e 13% i favorevoli. Quasi del tutto compatti gli elettori di Alleanza Verdi Sinistra: i 'No'nel loro caso hanno raggiunto il 93,1%, mentre i 'Sì' si sono fermati al 6,9%.  

Per quanto riguarda l'età degli elettori, nella fascia tra i 18-34 anni hanno votato 'No' il 61,1%, mentre i favorevoli sono stati il 38,9%. I 35-54enni si sono divisi tra il 53,3% di 'No' e 46,7% di 'Sì'. Mentre i 55enni e oltre hanno votato a favore nel 50,7% dei casi e contro nel 49,3%. 

 

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Categoria: politica

21:22

Bari, bimba di 2 anni aggredita e ferita al volto da pitbull del vicino

(Adnkronos) - Paura in provincia di Bari dove una bambina di due anni è stata aggredita ieri dal pitbull del vicino di casa sfuggito al controllo, riportando ferite al volto.  

L'aggressione è avvenuta ad Acquaviva delle Fonti, la piccola è poi stata portata in ospedale al Policlinico del capoluogo pugliese e qui subito operata e le feritesuturate. La bimba non è in pericolo di vita.  

Al momento la piccola è ricoverata con la mamma (per l'assistenza) nel reparto di chirurgia plastica e sottoposta a terapia antibiotica. Il cane è di proprietà di un vicino di casa: l'animale è sfuggito per un attimo a quest'ultimo, che era presente al momento dell'aggressione. Accertamenti in corso da parte dei carabinieri.  

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Categoria: cronaca

20:41

Vittoria del No al referendum sulla giustizia, Schlein: "Ora costruiamo insieme alternativa"

(Adnkronos) - "Ora costruiamo insieme l'alternativa, sono assolutamente disponibile alle primarie". Così la leader del Pd, Elly Schlein, in piazza del Popolo a Roma dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia. 

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Categoria: politica

20:09

Referendum, corteo del No arriva in piazza del Popolo: festa tra fuochi d'artificio e fumogeni

(Adnkronos) - Fuochi d’artificio e qualche fumogeno in piazza del popolo all’arrivo del corteo dei comitati del no al referendum partiti da piazza Barberini. Prendono la parola i comitati degli studenti: “Facciamoci un applauso. Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto: la democrazia e la costituzione non si toccano”. “Da questa piazza bellissima - dicono - oggi lanciamo un messaggio: noi giovani, noi studenti vogliamo un altro genere di Paese. Vogliamo il diritto al futuro” e rilanciano: “Il 28 saremo in piazza. Più del 60% della nostra generazione ha votato no, cambieremo questo Paese”. 

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Categoria: politica

19:45

Referendum, dopo vittoria del No cori al sit in a Montecitorio: "Meloni dimissioni"

(Adnkronos) - ‘Meloni dimissioni’. E’ lo slogan urlato durante il sit in dopo la vittoria del No all referendum per la giustizia davanti a Montecitorio, dove sventolano bandiere di Potere al popolo e Usb. ‘’Giorgia Meloni devi andartene, vattene’’, cantano i manifestanti dalla piazza. 

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Categoria: politica

19:06

Rossi (Rai): "Bene firma protocollo ‘No women no panel' nel Lazio"

(Adnkronos) - “La firma di questo protocollo è molto importante.  

Dal 2022 la Rai è impegnata nell’importante progetto 'No Women No Panel - Senza donne non se ne parla'. Per la televisione pubblica significa intraprendere “un percorso che garantisce il ruolo del servizio pubblico nelle politiche e nelle attività che, a loro volta, aiutano la parità di genere, l'integrazione e l’inclusione”. È quanto affermato da Giampaolo Rossi, amministratore delegato Rai - Radiotelevisione Italiana, alla cerimonia di firma del Protocollo d’intesa per la promozione di una presenza equilibrata di donne e uomini nei dibattiti pubblici istituzionali, televisivi e accademici. L’accordo rientra nella campagna europea 'No women no panel - Senza donne non se ne parla', promossa in Italia dalla Rai. 

“È un progetto europeo, che raccoglie le principali istituzioni culturali e civili italiane e la Rai, nella sua funzione di servizio pubblico, è al centro di questo processo”, conclude. 

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Categoria: economia

19:05

Levialdi Ghiron (Tor Vergata): "Da anni impegnati in partecipazione femminile"

(Adnkronos) - “Tor Vergata promuove da molti anni la partecipazione femminile: l’alta percentuale di donne tra i componenti del nostro consiglio di amministrazione ne è una dimostrazione”.  

Lo spiega Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’università degli studi di Roma Tor Vergata, alla cerimonia di firma del Protocollo d’intesa per la promozione di una presenza equilibrata di donne e uomini nei dibattiti pubblici istituzionali, televisivi e accademici. L’accordo rientra nella campagna europea “No women no panel - Senza donne non se ne parla”, promossa in Italia dalla Rai. 

L’attenzione alla partecipazione di ambo i generi “è un aspetto che cerchiamo di promuovere sia nei progetti di ricerca sia nelle attività di terza missione e ovunque vi sia la possibilità”, aggiunge il rettore. 

  

“La giornata di oggi rappresenta quindi un momento molto importante anche perché siamo riusciti a raggiungere la sottoscrizione del protocollo di intesa “No Women No Panel - Senza donne non se ne parla” anche a livello di Comitato dei rettori delle università del Lazio”, conclude. 

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Categoria: economia

19:04

Rocca (Regione Lazio): "Non partecipo a panel di soli uomini"

(Adnkronos) - “Siglare questo protocollo d’intesa rappresenta per me un bel momento.  

Già quando ero presidente della Ifrc - Federazione Internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a Ginevra era prassi abituale non partecipare ai panel che non prevedessero la presenza femminile”. Lo ha detto il presidente di Regione Lazio, Francesco Rocca, intervenendo all’evento in cui ha siglato il protocollo d’intesa nell’ambito dell’iniziativa 'No Women No Panel - Senza donne non se ne parla', promossa dalla Commissione Europea e sostenuta in Italia dalla Rai insieme a università e istituzioni per favorire una rappresentanza equilibrata di genere nel dibattito pubblico. 

“Si tratta di un principio che mi ha accompagnato, soprattutto in scenari complessi, perché non si può avere un’analisi profonda e di spessore senza il contributo di ambo i generi - spiega Rocca - La partecipazione di così tanti Atenei all’intesa è un bel segnale. Ero sicuro sarebbe andata così, perché il Lazio è una regione che non si tira mai indietro quando c'è da far avanzare i diritti sociali”. 

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Categoria: cronaca

19:04

Pari opportunità, Regione Lazio e 6 università con Rai per 'No women no panel'

(Adnkronos) - Sulla scia della Giornata Internazionale della Donna, Rai celebra il suo impegno per una corretta e paritaria rappresentazione della figura femminile, promuovendo la firma del protocollo di intesa 'No Women No Panel-Senza Donne Non se ne parla' con Regione Lazio e le sei Università statali della regione: Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Foro Italico, Tuscia e Cassino. Oggi presso la Sala Tevere della Presidenza della Giunta regionale, la solenne sottoscrizione del documento, valoriale e concreto a un tempo: le istituzioni firmatarie si impegnano infatti non solo a garantire l’equilibrio di genere in convegni, seminari e talk, ma anche a effettuare il monitoraggio delle buone pratiche, validato dall’analisi socio-statistica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. 

E’ quanto prevede il progetto No Women No Panel, nato su impulso della Commissione europea e rilanciato da Rai, prima come campagna di Radio1, poi dal 2022 attraverso un Memorandum di Intesa con le principali Istituzioni del Paese: Presidenza del Consiglio-Dipartimento Pari Opportunità, Cnel, Conferenza delle Regioni, Anci, Upi, Lincei, Crui, Cnr, Rappresentanza Ue in Italia e Unione per il Mediterraneo, cui si sono aggiunti successivamente Istat, Confindustria e Cattedre Unesco. 

«La firma di questo protocollo d’intesa rappresenta un passo importante nel percorso con cui la Rai promuove parità di genere e inclusione”, dichiara l’Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi. “Come Servizio Pubblico, abbiamo il dovere di offrire un racconto pluralista e rispettoso, contrastando ogni divario e valorizzando il ruolo delle donne, in linea con il nostro Contratto di Servizio. Attraverso programmi di qualità, iniziative di confronto e sensibilizzazione e una narrazione attenta alla dignità delle persone, la Rai conferma ogni giorno la propria responsabilità nel contribuire a una società più giusta e democratica. La piena convergenza tra i principi della nostra missione e quelli alla base del progetto 'No Women No Panel' rende questa collaborazione naturale e necessaria. Con questo protocollo rafforziamo il ruolo della Rai quale ponte tra istituzioni e cittadini e rinnoviamo il nostro impegno per un Servizio Pubblico che sia sempre più contemporaneo, autorevole e orientato al futuro, capace di promuovere concretamente i più alti valori che ci rappresentano e definiscono", spiega.  

 

Per il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, "la firma di questo Protocollo integra e arricchisce le politiche per le pari opportunità che questa Giunta ha posto tra le priorità fin dall’inizio. È un’alleanza significativa, perché mette in relazione il servizio pubblico radiotelevisivo, la principale istituzione territoriale e il sistema universitario statale del Lazio. Un’alleanza che tiene insieme istituzioni, comunicazione, sapere, formazione e ricerca: ambiti in cui si costruisce il cambiamento culturale. Il progetto 'No Women No Panel ─ Senza donne non se ne parla' richiama una verità semplice, ma troppo spesso dimenticata: non può esistere un dibattito pubblico autorevole, moderno e credibile se una parte del Paese non è adeguatamente rappresentata. Come Regione Lazio siamo impegnati nel rafforzare le politiche per le pari opportunità, dal sostegno all’imprenditoria femminile all’attività dell’Osservatorio sulle pari opportunità e sulla violenza sulle donne fino alla promozione della presenza femminile nelle discipline Stem. Un’azione che prosegue anche nel contrasto a ogni forma di violenza di genere e nella diffusione della cultura del rispetto. Su questa linea daremo piena attuazione al Protocollo, nella consapevolezza che valorizzare le differenze contribuisce a una società più equa e inclusiva". 

"'No Women No Panel' non può essere derubricato a mero slogan, ma rappresenta l’assunzione di una responsabilità chiara e concreta – spiega Antonella Polimeni, Rettrice di Sapienza Università di Roma - significa promuovere un’idea di spazio pubblico realmente aperto, autorevole e credibile. Con la firma di questo protocollo, Sapienza conferma il proprio impegno ad affermare il principio della qualità democratica e competente del confronto pubblico: non può esserci un dibattito serio, avanzato e pienamente rappresentativo se le donne non ne sono parte integrante".  

Per la Rettrice dell’Università della Tuscia di Viterbo, Tiziana Laureti, "l’università custodisce una responsabilità silenziosa e decisiva: rendere visibile il talento, ovunque esso si trovi. Quando negli spazi del sapere manca una voce, non è solo un’assenza numerica: è una possibilità di futuro che si restringe. Con questa adesione affermiamo un principio semplice e radicale: la conoscenza è piena solo quando è plurale. Promuovere una rappresentazione equilibrata delle competenze significa ampliare l’orizzonte del pensiero e liberarlo da consuetudini implicite. Perché il sapere non cresce per esclusione, ma per espansione". 

"Con questo protocollo non aggiungiamo un posto a tavola: smettiamo di considerare normale l’assenza delle donne” dichiara il Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron. “Un panel senza donne non è uno spazio neutro, è un sapere ridotto. E una conoscenza incompleta non regge alla prova del confronto. Con questo accordo le università del Lazio, le istituzioni e il Servizio Pubblico assumono un impegno di responsabilità intellettuale. Perché la pluralità non è un decoro del dibattito: è la condizione stessa della qualità del confronto", continua.  

 

Si dice orgoglioso di aderire a questo protocollo d’intesa il Rettore dell’Università Roma Tre Massimiliano Fiorucci: "E’ l’ulteriore conferma di una sensibilità consolidata su questi temi e si inserisce nel quadro più ampio di politiche e iniziative per la promozione delle pari opportunità: un’azione concreta, di responsabilità, per costruire una comunità accademica e civile più inclusiva, non solo nelle parole ma anche nei fatti. Attraverso la pluralità delle voci e una presenza equilibrata nel dibattito pubblico, si contribuisce a contrastare stereotipi e disuguaglianze purtroppo ancora presenti".  

"L’adesione al protocollo rafforza una convinzione per noi fondativa: lo sport è un linguaggio universale e inclusivo, capace di abbattere barriere e di riconoscere il valore delle persone", dichiara il Rettore dell’Università di Roma Foro Italico Massimo Sacchetti. “In questa prospettiva, la presenza femminile è una leva strategica per la qualità del sapere, della ricerca e dell’innovazione. Proprio nello sport, che è al tempo stesso pratica sociale e modello educativo, la responsabilità di mantenere un equilibrio di genere assume un valore ancora più forte: vogliamo contribuire a rendere ogni spazio di confronto sempre più aperto, capace di dare piena visibilità alle competenze, al merito e alla leadership femminile". 

"Come polo culturale del Lazio Meridionale, con importanti sedi a Frosinone e a Gaeta, abbiamo il dovere di essere motore di emancipazione” dichiara il Rettore dell’Università degli Studi di Cassino, Marco Dell’Isola. “Formiamo ogni giorno ricercatrici e professioniste di talento ed è nostra responsabilità garantire che la loro competenza trovi spazio e autorevolezza in ogni sede. Con questo protocollo ribadiamo che la pluralità è condizione essenziale per la qualità della ricerca: vogliamo che la parità sia la norma, affinché l'Università resti un laboratorio di civiltà, dove il merito non conosce barriere", continua. La Cerimonia di firma è stata moderata dalla caporedattrice centrale della Tgr Lazio Antonella Armentano, a testimoniare un impegno, quello delle sedi e testate regionali della Rai, a diffondere capillarmente nei territori il progetto europeo della Rai per la parità di genere. 

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Categoria: cronaca

18:44

Referendum giustizia, dove ha vinto il No? I risultati delle regioni

(Adnkronos) - Il No vince il referendum sulla riforma della giustizia con il 53,6% e costruisce il successo (anche) a Sud. Le analisi sul voto, nei prossimi giorni, andranno alla radice dei risultati, con i riflettori sui flussi che hanno portato alla sconfitta del Sì. Intanto, si può procedere a osservare qual è stato il risultato regione per regione. E dove è maturato lo scarto di 2 milioni di voti (14.386.312 contro 12.384.193) che ha orientato la consultazione. 

 

In attesa di dati definitivi a livello locale, spicca il risultato della Campania, dove il No ha ottenuto 1.442.520 voti, quasi il doppio rispetto a quanto raccolto dal Sì (768.862). Gran parte del gap si crea tra Napoli e provincia: 818.213 voti per il No, 326.472 per il Sì. Sfida senza storia anche in Sicilia: nell'isola il No chiude a 1.076.133 ottenendo il 60,98, rispetto all'opzione del Sì che viene sconfitta con il 39,02% (688.683). 

 

Vota No anche il Lazio (1.448.113), con il 54,56% degli elettori. Il Sì si ferma a 1.205.981. Il motore della vittoria del No è Roma, con un margine di circa 300mila voti (1.132.561 - 839.074). Il Sud vota No anche in Calabria (402.213 schede per il 57,24%). Ampio il divario in Puglia (936.056 voti per il 57, 13% al No, 'solo' 702.290 al Sì). Cifre più contenute in termini assoluti in Basilicata (136.997 No e 91.205 Sì) e in Molise (69.517 No e 57.566 Sì), con risultati comunque netti in termini percentuali. 

 

Il No, come previsto, vince nettamente la sfida in Emilia Romagna, regione tradizionalmente 'rossa': il No chiude con 1.275.922 voti, il Sì sfiora il milione (953.762). A Bologna, il risultato è 63,62% contro 36,38%. 

Al Sì non basta il successo parziale in Lombardia (2.550.996 voti contro i 2.206.567 No), con Milano - però - schierata con la posizione che si rivela vincente (817.361 - 703.418). In Veneto il Sì prende il largo (1.371.881 con il 58,42%), il No limita i danni (976.443 per il 41,58%). Il Sì vince in Friuli con il 54,47% e perde di un'incollatura in Trentino Alto Adige e Liguria. In Piemonte, No al 53,50% con quasi 1,1 milione di voti. Decisivo il risultato di Torino, che da sola porta 649.507 voti per bocciare la riforma. 

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Categoria: politica

18:39

Colombia, precipita aereo militare da trasporto: 80 morti

(Adnkronos) - Disastro aereo in Colombia, dove le forze militari hanno annunciato la morte di 80 soldati dopo che l'aereo da trasporto sul quale viaggiavano si è schiantato nel sud del Paese. Una fonte militare ha detto all'Afp che due plotoni, per un totale di 80 persone, si teme fossero a bordo dell'aereo Hercules che si è schiantato al decollo da Puerto Leguizamo, vicino al confine meridionale con l'Ecuador. 

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Categoria: internazionale/esteri

17:17

A Savona il primo alloggio Aisla per persone con Sla e famiglie

(Adnkronos) - Sabato 21 marzo, sulla spiaggia di Savona che Silvia amava – il suo mare, il suo orizzonte – è stato posato il primo mattone de 'La casa di Silvia'. Non un gesto simbolico, ma una scelta concreta: trasformare una casa che rischiava di essere perduta in un luogo restituito alla comunità. "Non è un caso che tutto questo sia accaduto nel primo giorno di primavera. Perché questa storia parla esattamente di questo: rinascita". Sono queste le parole con cui Alberto Fontana, delegato del Consiglio direttivo nazionale Aisla e promotore dell’iniziativa, ha richiamato il senso del progetto, chiarendone anche la funzione concreta: 'la casa di Silvia' sarà messa a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie come luogo accessibile e attrezzato, dove poter trascorrere periodi di vita al mare, durante tutto l’anno. "Non è solo una casa. È una scelta precisa: rendere possibile ciò che troppo spesso non lo è. Restituire tempo, spazio e normalità alle persone e alle famiglie. Aisla si assume questa responsabilità insieme alla famiglia Codispoti, ai volontari, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno riconosciuto in questa storia un bene che riguarda tutti". 

La cerimonia si è svolta sulla spiaggia pubblica dello 'Scaletto senza scalini', luogo simbolo di accessibilità e inclusione della città di Savona. "Diciotto anni fa è iniziato tutto da qui, da uno scaletto semplice. Poi abbiamo capito che non bastava togliere gli scalini fisici: bisognava togliere quelli mentali. È così che questo spazio è diventato un luogo per tutti - racconta Ugo Capello, 'Coop Scaletto senza scalini'-. Oggi questa casa è un sogno che si realizza e un valore per tutta la città". A confermarlo è stato Riccardo Viaggi, assessore alle Politiche sociali del Comune di Savona, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, esprimendo piena disponibilità e convinto sostegno al progetto.  

"Quella di Aisla diventa anche una responsabilità pubblica e costruzione di valore condiviso. 'La casa di Silvia' è esattamente questo: una risposta concreta che nasce da una storia e diventa patrimonio di tutti".  

 

La Casa di Silvia prende forma anche così: per stratificazione di gesti, per responsabilità condivise, per fiducia. A breve - riprorta una nota di Aisla - inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’immobile, di circa 80 metri quadrati, per renderlo pienamente operativo e metterlo a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie a partire dalla prossima stagione estiva. Occorreranno nuove risorse, ma un primo tratto di strada è già stato costruito insieme: l’acquisto dell’immobile è stato possibile grazie al contributo delle Sezioni territoriali Aisla – da Savona-Imperia a Brescia, da Asti alla Calabria, da Como al Friuli-Venezia Giulia, da Genova a Varese – e al sostegno di una rete di amici e donatori che hanno scelto di esserci. Tra questi, la Fondazione Vialli e Mauro, la Fiascolata di Dego e la Cooperativa Spazio Aperto. 

La posa del primo mattone è avvenuta in una cerimonia semplice, essenziale. Sulla spiaggia, le bandiere sventolavano leggere, fissate ai tronchi restituiti dal mare, come segni di una presenza che non invade, ma accompagna. Poi, sulle note di 'Primavera' di Luca Carboni, quel gesto ha preso forma. Non un rito, ma un passaggio. Un inizio. A segnare questo momento - si legge - una lastra di ardesia ligure, incisa con parole che non chiedono spiegazioni: “Qui nasce la casa di Silvia. Un luogo di accoglienza e libertà. 21 marzo 2026. La vita è bellissima". A realizzarla è stata Fazzari Marmi. Un contributo arrivato in silenzio, che Aisla ha scelto di rendere noto: Franco Cavuto, titolare, dopo aver verificato tempi e fattibilità, ha deciso di includere questo lavoro tra le donazioni a sostegno del progetto. Un gesto riservato, che restituisce il senso più autentico di ciò che è accaduto: una comunità che si muove, che partecipa, che aggiunge, ciascuno per la propria parte. E forse è proprio qui il punto. Non nella cerimonia, ma in ciò che ha reso possibile quel momento. Perché questa casa, ancora prima di essere costruita, è già abitata.  

"Se questa casa oggi esiste, è perché Silvia ci ha insegnato a non arrenderci mai. Per vent’anni - le parole di Pino Codispoti, papà di Silvia - abbiamo vissuto ogni giorno insieme, dentro la malattia, ma senza lasciare che fosse lei a definire tutto. Questa casa non è un ricordo. È il modo che abbiamo trovato per continuare a prenderci cura, anche adesso. Se potrà essere utile anche solo a una persona, allora tutto questo avrà senso. Perché la vita, come ricordava sempre Silvia, nonostante tutto resta una cosa bellissima. E trova sempre il modo di ricominciare".  

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Categoria: cronaca

17:10

Referendum, Meloni: "Rispettiamo decisione degli italiani. Avanti con determinazione, impegno non cambia"

(Adnkronos) - "Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione". Lo dice in un videomessaggio la premier Giorgia Meloni, commentando la vittoria del No al referendum sulla giustizia. "La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso: portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L'abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini, e i cittadini hanno deciso. E noi, come sempre, rispettiamo la loro decisione", afferma la premier nel videomessaggio. 

"Resta chiaramente il rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l'Italia e verso il suo popolo", dice la presidente del Consiglio. 

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, prende "atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale".  

"Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma - conclude - Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia". 

Il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, interviene con una nota. "Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà", afferma il vicepremier, sottolineando che "il popolo si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia".  

"Riconosciamo il risultato negativo, ma il nostro lavoro per cambiare l'Italia continua sulla base del mandato elettorale che abbiamo avuto. Spero che nessuno usi più toni da guerra civile come quelli che abbiamo sentito da alcuni dei nostri avversari in questa campagna referendaria. Vorrei che fosse invece un dialogo pacifico, sereno, attento alle ragioni della controparte. La giustizia è troppo importante per tutti per continuare ad essere materia di una contesa politica inconcludente", aggiunge il ministro degli Esteri. 

"Rimangono da sottolineare comunque due questioni fondamentali - osserva Tajani - La prima è che per l'attività di governo non cambia nulla: lo abbiamo detto per tutta la campagna elettorale, noi abbiamo unicamente chiesto un voto sul merito della riforma, non un voto sull'esecutivo. Il voto sul governo sarà l'anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male. E di sicuro troveranno ancora una volta insieme Forza Italia con le altre forze del centro-destra. La seconda è che la riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai ad occuparcene". 

Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, il leader della Lega, Matteo Salvini, commenta: "Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della Giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione". 

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Categoria: politica

17:01

Referendum, 'No' in vantaggio: brindisi, 'Bella Ciao' e cori contro Meloni all'Anm di Napoli

(Adnkronos) - Con il no in netto vantaggio al referendum sulla giustizia e avviato verso la vittoria - certificata poco dopo - a Napoli i magistrati brindano cantando Bella ciao e intonando cori contro Giorgia Meloni. 'Chi non salta Meloni è' intonano alcuni magistrati napoletani, tra abbracci e sorrisi all'associazione nazionale magistrati.  

Tra i presenti il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello Aldo Policastro, in prima linea nella battaglia per il 'No'. Il procuratore Nicola Gratteri è, invece, nel suo ufficio, al lavoro da stamattina e, per il momento, preferisce non commentare.  

 

"Questo comportamento dimostra come molti colleghi non solo abbiano agito esattamente come organi politici, ma che abbiano puntato alla delegittimazione personale e siano al di fuori della grammatica istituzionale perché non sono assolutanente comportamenti da Stato". Lo afferma all'Adnkronos Annalisa Imparato, sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere, tra le toghe a sostegno del Sì alla riforma, riferendosi ai cori intonati nella sede dell'Anm. 

"Sono state intonate canzoni che hanno valenza politica molto forte quindi, da cittadina, mi chiedo se questi sono gli stessi giudici che domani vanno in tribunale e ostentano imparzialita e terzietà", continua. 

Quanto all'esito della consultazione che ha visto la vittoria del No, Imparato conclude: "Dando la parola ai cittadini non possiamo che accogliere la volontà del popolo italiano, che è stata ben orientata e ha dimostrato un attaccamento allo Stato perché l'affluenza ha avuto numeri altissimi. E' chiaro che bisogna affrontare il problema della giustizia e l'impegno di rendere la giustizia più giusta ed efficiente non finisce oggi". 

 

“I magistrati, prima di essere magistrati, sono anche loro cittadini elettori. Hanno ritenuto di dover festeggiare la vittoria del No cantando ‘Bella Ciao’? Lo hanno fatto legittimamente”. Così, all’Adnkronos, il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Cosenza, Claudio De Luca, commentando il video, diventato virale in poco tempo. “In questa riforma non c’era un attacco alla magistratura, c’era soltanto una visione del processo più adatta all’articolo 111 della Costituzione – continua De Luca -. È passato come attacco alla magistratura, ma non certo da parte dell’avvocatura, perché una magistratura libera e indipendente fa gioco anche all’avvocatura. Le due cose sono perfettamente parallele”. 

 

"'Bella ciao' è simbolo della liberazione dal nazifascismo, non è una canzone divisiva o contro qualcuno, è simbolo della lotta di Liberazione che ha portato alla nostra Costituzione; poi altre cose successe all'Anm di Napoli non so, ma credo che la ripresa di un dialogo non dipenda solo da noi: ci vuole la volontà di tutti e sono sicura che la volontà dell'Anm c'è". Lo afferma all'Adnkronos Silvia Albano, giudice del Tribunale di Roma e presidente di Magistratura Democratica. 

 

“Ho trovato improprio che l'Anm sia scesa in campo contro una metà del Paese rappresentando un ordine dello Stato che non dovrebbe avere colore, né appartenenze politiche. A maggior ragione trovo sconcertante una reazione” come quella accaduta a Napoli. Così all’Adnkronos l’ex senatore Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione Einaudi e del comitato ‘Sì Separa’.  

“Sostenere che ha vinto l'antifascismo - aggiunge - presuppone un dato, cioè che il 46% - quanti sono stati i ‘Sì’ alla riforma - sia una percentuale pari di italiani fascisti. Onestamente non credo che sia questa la realtà del nostro Paese, quindi si continua con una narrazione aggressiva, volgare che non rispetta la realtà. Capisco che possa essere alimentata in campagna referendaria per suscitare emozioni e spingere la gente al voto a prescindere dal merito della riforma, ma che poi deve avere una fine. Il referendum lo hanno vinto loro, che cerchino di rientrare nei ranghi della Costituzione, di uno stile vagamente coerente con il senso delle istituzioni che dovrebbe appartenergli”. 

 

 

“Episodi come quello accaduto a Napoli li valuto con molto rammarico perché da avvocato mi aspetterei un'altra postura istituzionale dalla magistratura che deve dimostrare sempre il proprio senso delle istituzioni e la propria capacità di presentarsi come un corpo che garantisce tutti i cittadini al di là delle divisioni politiche”. Lo afferma all’Adnkronos Rinaldo Romanelli, segretario dell'Unione delle Camere Penali Italiane e segretario del Comitato Camere penali per il Sì commentando il video. 

“Il fatto che l'Anm abbia scelto di farsi partito costituendo questo comitato politico referendario, la cui sede è proprio presso la Suprema Corte di Cassazione e queste manifestazioni di questi magistrati non solo sono del tutto inopportune, ma pongono appunto un problema sul dopo, cioè su il rapporto tra i cittadini e il potere, perché non bisogna dimenticare che i magistrati rappresentano l'ordine giudiziario - spiega Romanelli - e che l'ordine giudiziario esprime il potere giudiziario che per essere compatibile con una democrazia non può e non deve essere un potere di una parte, ma deve essere un potere al di sopra delle parti. Questo è un problema che andrà affrontato in qualche modo e stupisce molto che i magistrati si lascino andare a questo tipo di esternazioni come da stadio, ma soprattutto che tradiscono un'impostazione, un pensiero di natura profondamente politico, cosa che dovrebbe essere quanto più di lontano dalla funzione del magistrato nell'interesse di tutti i cittadini”. 

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Categoria: cronaca

15:37

Lutto per Igor Tudor, il padre muore durante la gara del Tottenham

(Adnkronos) - Grave lutto per l'ex tecnico di Lazio e Juventus, Igor Tudor, attualmente alla guida del Tottenham. Il padre Marco è morto durante il match contro il Nottingham Forest.  

Sui social arriva il cordoglio della Lazio e della Juventus. "La S.S. Lazio esprime il proprio profondo cordoglio all'ex allenatore biancoceleste Igor Tudor per la scomparsa del padre", scrive sui social il club biancoceleste. 

"Siamo vicini a Igor Tudor e alla sua famiglia. Juventus si unisce al cordoglio per la scomparsa del padre", scrive il club bianconero. 

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Categoria: sport

15:23

Anm, Parodi si dimette: "Gravi motivi familiari"

(Adnkronos) - "Mi dimetto sabato per gravi ragioni familiari". Lo afferma all'Adnkronos il presidente dell'Anm, Cesare Parodi, in vista della riunione del Comitato direttivo centrale dell'Associazione già fissata per sabato. Una decisione, anticipata ai componenti del Cdc, che non ha nessun collegamento con la campagna referendaria o lo spoglio del referendum sulla riforma della giustizia. "Assolutamente no", si limita a replicare in merito il presidente. 

La scelta di Parodi di comunicare pochi minuti prima delle 15 al Comitato direttivo dell'Anm le sue dimissioni da presidente, a quanto si apprende, sarebbe legata alla volontà di non collegare questa decisione all'esito del referendum, qualunque esso sia.  

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Categoria: politica

15:10

Formula 1, il titolo è una lotta tra le Mercedes: Antonelli sfida Russell

(Adnkronos) - Il Mondiale 2026 di Formula 1 è partito da appena due settimane e il mondo sembra già essersi ribaltato. George Russell, attuale leader iridato, rimane il grandissimo favorito al volante della Mercedes numero 63 ma, quello che è cambiato, è il rivale al titolo piloti. Secondo gli esperti Sisal, infatti, il britannico deve guardarsi le spalle dal compagno di scuderia Kimi Antonelli, reduce dall’hat trick (pole, giro veloce e vittoria) in Cina. L’italiano, adesso, non può e non vuole nascondersi in una battaglia per il mondiale che potrebbe riservare non poche sorprese. Come detto, gli esperti Sisal vedono sempre Russell favoritissimo a 1,45 ma la quota di Antonelli è crollata dopo appena due gare: a inizio campionato, il diciannovenne di Bologna si giocava a 9,00, oggi vederlo campione del mondo a fine anno è offerto a 3,50. In caso di successo, il pupillo di Toto Wolff stabilirebbe dure record: Antonelli diventerebbe il più giovane iridato della storia (record al momento nelle mani di Sebastian Vettel) e il terzo italiano, dopo Farina e Ascari, a fregiarsi del prestigioso titolo. 

Il terzo gradino del podio tra i favoriti è appannaggio di Charles Leclerc, Ferrari, il quale sogna di arrivare là dove è giunto il suo mito Michael Schumacher. Il trionfo del Predestinato, che pagherebbe 12 volte la posta, porrebbe fine al lungo digiuno di Maranello, diciannove anni di astinenza. 

I grandi rivali degli ultimi anni, Max Verstappen, Red Bull, e Lewis Hamilton, sulla seconda Ferrari, partono più distanziati. L’olandese sta provando a sopperire ai limiti della sua vettura mentre Hammer continua a inseguire quell’ottavo titolo che gli permetterebbe di staccare Schumacher nei vincitori all-time di Formula 1. La vittoria di uno tra Verstappen e Hamilton è data a 16. 

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Categoria: sport

15:09

Sardegna, niente decadenza per Todde ma Corte d'Appello conferma la sanzione da 40mila euro

(Adnkronos) - Niente decadenza per la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde. È arrivata la sentenza della Corte d'Appello di Cagliari che accoglie parzialmente il suo ricorso, soprattutto nella parte riferita alla possibile decadenza. La sentenza conferma che ci siano stati errori nei rendiconti della campagna elettorale per le Regionali, ma non ci sono i presupposti perché si torni alle urne. 

La Corte d'appello "in parziale accoglimento dell'appello, dichiara la nullità della sentenza impugnata nella parte in cui ha accertato la violazione dell'art. 15, comma 8, legge n. 515/1993 da parte di Alessandra Todde". I giudici hanno tenuto conto anche dell'intervento della Consulta su questa vicenda. Nella sentenza si legge che la Corte d'Appello "prende atto dell’annullamento - con sentenza n. 148/2025 della Corte costituzionale - dell'ordinanza-ingiunzione del Collegio di garanzia elettorale per la Regione Sardegna del 20 dicembre 2024 nella parte in cui ha accertato la sussistenza dei presupposti per la decadenza dalla carica e ha disposto la trasmissione del provvedimento al Presidente del Consiglio regionale per la procedura di competenza".  

Nessuno sconto, invece, sulla sanzione che era stata prevista per la presidente Todde: "rigetta nel resto l'appello e, per l'effetto, conferma la sanzione pecuniaria di € 40.000,00, irrogata con l’ordinanza-ingiunzione del Collegio di garanzia elettorale per la Regione Sardegna del 20 dicembre 2024". 

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Categoria: cronaca

14:51

Salute: turismo dentale per 200mila italiani, l'esperto: "Non è solo per questione di prezzo"

(Adnkronos) - Continua a crescere il fenomeno del turismo dentale: nel 2025 ha raggiunto un valore di mercato globale di 4,5 miliardi di dollari, ma si stima una crescita del 14,8% annuo fino al 2035. Mentre circa 200mila italiani scelgono ogni anno di recarsi all'estero per le cure odontoiatriche, un dato ancora più allarmante emerge dal fronte interno: 4,5 milioni italiani, nel 2023, hanno completamente rinunciato alle cure dentistiche per problemi economici. Secondo alcuni esperti del settore la questione non è tanto di prezzo. 

Max Calore, Ceo di DentaLead, azienda specializzata nel settore odontoiatrico con vent'anni di esperienza e oltre 500 studi dentistici seguiti in Italia, offre una lettura diversa del fenomeno. “Il problema principale non è il prezzo in sé, ma la totale mancanza di comunicazione chiara ed elementare tra dentista e paziente - afferma - I pazienti non comprano ciò che non capiscono, e purtroppo la maggior parte dei preventivi odontoiatrici sono incomprensibili per il paziente medio”. La questione della comunicazione - si legge in una nota - emerge come elemento centrale nella crisi del settore. Mentre le cliniche estere e le catene low-cost possono permettersi di utilizzare un linguaggio semplice e diretto, basato principalmente sul prezzo, i professionisti italiani sono vincolati da un codice deontologico che impedisce loro di fare promozioni dirette o comparazioni con i colleghi. Questo crea un paradosso: l'eccellenza clinica italiana, riconosciuta a livello internazionale, viene penalizzata da una comunicazione inefficace e troppo tecnica. “Abbiamo creato una situazione paradossale - spiega Calore - Il dentista italiano è mediamente più preparato e offre cure di qualità superiore, ma non riesce a comunicarlo efficacemente. Nel frattempo, il turismo dentale ‘prodottiza’ le cure in pacchetti all-inclusive facili da comprendere, anche se spesso inadeguati alle reali necessità del paziente”. 

Un altro aspetto critico riguarda la gestione del tempo e delle aspettative. Nell'era della digitalizzazione e della gratificazione immediata, i pazienti si aspettano precisione e puntualità. Le cliniche estere - riferisce la nota - hanno compreso questa esigenza, offrendo pacchetti con tempistiche definite: quattro giorni all'estero e il problema è presumibilmente risolto. Al contrario, molti studi italiani continuano a operare con ritardi cronici e piani di cura che si protraggono per mesi, creando frustrazione e sfiducia. 

 

“La percezione del ritardo cronico dal dentista è uno dei principali fattori di attrito - sottolinea Calore - Quando un paziente sa che ogni appuntamento comporterà mezz'ora o un'ora di ritardo, la resistenza psicologica a intraprendere un percorso di cura aumenta esponenzialmente”. Il problema si aggrava quando si considera che molti pazienti tendono a procrastinare le cure fino a quando non si presenta un'urgenza. Questo comportamento, alimentato dalla scarsa comunicazione e dalla mancanza di fiducia, trasforma problemi risolvibili con interventi da pochi euro in situazioni complesse che richiedono investimenti di migliaia di euro. Secondo Calore non si tratta solo di semplificare il linguaggio, ma di ripensare completamente il modo in cui lo studio dentistico interagisce con il paziente, dalla prima accoglienza alla presentazione del preventivo, dalla gestione degli appuntamenti al follow-up. “Stiamo lavorando per aiutare i dentisti a organizzare meglio la loro attività - evidenzia Calore - L'obiettivo è creare cliniche che dedichino tempo ai pazienti, che comunichino in modo chiaro e trasparente, che rispettino gli appuntamenti e che sappiano valorizzare la qualità del loro lavoro senza violare il codice deontologico”. 

Un elemento innovativo che nel recente futuro potrebbe essere implementato e che può cambiare le dinamiche del settore è l'introduzione di tecnologie predittive basate sull'intelligenza artificiale per prevedere l'evoluzione delle problematiche dentali dei pazienti, permettendo interventi preventivi e una pianificazione più accurata delle cure. Questo approccio non solo migliorerebbe gli outcome clinici, ma aumenterebbe anche la fiducia del paziente attraverso una comunicazione proattiva e personalizzata. 

La sfida per il settore odontoiatrico italiano è quindi duplice: da un lato, deve competere con un turismo dentale sempre più aggressivo e organizzato; dall'altro, deve superare le proprie resistenze culturali e abbracciare un nuovo modo di comunicare e relazionarsi con i pazienti. Solo attraverso questa trasformazione sarà possibile recuperare la fiducia perduta e valorizzare l'eccellenza clinica che caratterizza la professione odontoiatrica italiana. Il futuro del settore - conclude la nota - dipenderà dalla capacità dei professionisti di adattarsi a un mercato in rapida evoluzione, dove la qualità clinica da sola non è più sufficiente. La comunicazione chiara, la gestione efficiente del tempo e l'utilizzo di tecnologie innovative saranno gli elementi chiave per contrastare il fenomeno del turismo dentale e garantire cure di qualità accessibili a tutti i cittadini. 

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Categoria: salute

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21:51

Referendum, per Marina Berlusconi "delusione per 'no' a riforma giustizia voluta dal Cav"

(Adnkronos) - Delusione per Marina Berlusconi dopo la vittoria del 'no' al referendum sulla giustizia. Nessun commento ufficiale. Ma, a quanto apprende l'Adnkronos da chi ha avuto modo di sentire nelle ultime ore la presidente di Fininvest, avrebbe espresso il suo rammarico per la mancata affermazione del sì sulla riforma della giustizia voluta dal padre, Silvio Berlusconi, fondatore del centrodestra.  

Nel week end la primogenita del Cav aveva avuto sentore di una rimonta dei 'no' ma la bocciatura della riforma, raccontano fonti parlamentari della maggioranza, non implica nessuna responsabilità nei confronti di Forza Italia e del suo segretario nazionale, Antonio Tajani, che si è impegnato in prima persona e ha fatto tutto il possibile per il sì. Niente 'processi' a Fi, dunque, da parte della famiglia Berlusconi, ma solo delusione per un'occasione mancata. L'auspicio, riferiscono gli stessi ambienti parlamentari del centrodestra, è che la battaglia per una giustizia giusta non si fermi qui e vada avanti. Tajani nella sua nota di analisi del voto ha puntualizzato: ''La riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai ad occuparcene".  

 

Vittoria sul filo di lana ma vittoria pesante, intanto, per il 'no' ad Arcore. Nella roccaforte azzurra dei tempi d'oro del berlusconismo la riforma della giustizia che Forza Italia ha portato avanti nel nome del Cav non ce l'ha fatta per 47 voti. Il 'no' ha vitono con il 50,25% rispetto ai sì rimasti bloccati al 49,75per cento. Nel Comune brianzolo dove il leader azzurro e fondatore del centrodestra viveva (la residenza di Villa San Martino resta nell'iconografia berlusconiana come palazzo Grazioli a Roma) è andato a votare il 67,33 per cento degli aventi diritto, ovvero 9mila 305 persone. Una partita a due fino alla fine, con la bocciatura finale della riforma Nordio per un pugno di voti. 

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Categoria: politica

21:25

Referendum giustizia, l'analisi del voto: elettori 'debuttanti' e giovani scelgono No

(Adnkronos) - Il No vince il referendum sulla riforma della giustizia grazie anche ai voti degli elettori dei partiti favorevoli al Sì. E' l'analisi del sondaggista Antonio Noto, del Consorzio Opinio Italia, all'Adnkronos. "Spuntano alcuni dati interessanti: all'interno del centrodestra l'elettorato che ha votato maggiormente 'No' è quello di Forza Italia (17,9%), mentre nel campo opposto l'elettorato che ha votato con più forza il 'Sì' è quello del Movimento Cinque Stelle (13%). Ma questa consultazione è stata condizionata anche da un altro aspetto: per la prima volta hanno votato elettori che non si erano recati alle urne né per le Politiche, né per Europee: il 57,7% di essi hanno optato per il 'No' mentre il 42,3% per il 'Sì", osserva andando alla radice del risultato. 

Per il resto gli elettori di centrodestra e centrosinistra hanno confermato i due blocchi contrapposti sulla riforma della giustizia seguendo le scelte di maggioranza e opposizioni. I 'Sì' dell'elettorato di Fratelli d'Italia sono pari all'88,8%; i 'No' all'11,2%. L'85% dell'elettorato della Lega si è espresso a favore, il 14,1% contro. L'82,1% dell'elettorato di Forza Italia - Noi Moderati - Ppe ha votato 'Sì', mentre 17,9% 'No'.  

Per quanto riguarda le forze di opposizione, il 90,4% dell'elettorato del Partito Democratico ha messo una croce sul 'No', mentre ha votato 'Sì' il 9,6%. Contrari alla riforma l'87,0% degli elettori del Movimento 5 Stelle e 13% i favorevoli. Quasi del tutto compatti gli elettori di Alleanza Verdi Sinistra: i 'No'nel loro caso hanno raggiunto il 93,1%, mentre i 'Sì' si sono fermati al 6,9%.  

Per quanto riguarda l'età degli elettori, nella fascia tra i 18-34 anni hanno votato 'No' il 61,1%, mentre i favorevoli sono stati il 38,9%. I 35-54enni si sono divisi tra il 53,3% di 'No' e 46,7% di 'Sì'. Mentre i 55enni e oltre hanno votato a favore nel 50,7% dei casi e contro nel 49,3%. 

 

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Categoria: politica

21:22

Bari, bimba di 2 anni aggredita e ferita al volto da pitbull del vicino

(Adnkronos) - Paura in provincia di Bari dove una bambina di due anni è stata aggredita ieri dal pitbull del vicino di casa sfuggito al controllo, riportando ferite al volto.  

L'aggressione è avvenuta ad Acquaviva delle Fonti, la piccola è poi stata portata in ospedale al Policlinico del capoluogo pugliese e qui subito operata e le feritesuturate. La bimba non è in pericolo di vita.  

Al momento la piccola è ricoverata con la mamma (per l'assistenza) nel reparto di chirurgia plastica e sottoposta a terapia antibiotica. Il cane è di proprietà di un vicino di casa: l'animale è sfuggito per un attimo a quest'ultimo, che era presente al momento dell'aggressione. Accertamenti in corso da parte dei carabinieri.  

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Categoria: cronaca

20:41

Vittoria del No al referendum sulla giustizia, Schlein: "Ora costruiamo insieme alternativa"

(Adnkronos) - "Ora costruiamo insieme l'alternativa, sono assolutamente disponibile alle primarie". Così la leader del Pd, Elly Schlein, in piazza del Popolo a Roma dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia. 

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Categoria: politica

20:09

Referendum, corteo del No arriva in piazza del Popolo: festa tra fuochi d'artificio e fumogeni

(Adnkronos) - Fuochi d’artificio e qualche fumogeno in piazza del popolo all’arrivo del corteo dei comitati del no al referendum partiti da piazza Barberini. Prendono la parola i comitati degli studenti: “Facciamoci un applauso. Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto: la democrazia e la costituzione non si toccano”. “Da questa piazza bellissima - dicono - oggi lanciamo un messaggio: noi giovani, noi studenti vogliamo un altro genere di Paese. Vogliamo il diritto al futuro” e rilanciano: “Il 28 saremo in piazza. Più del 60% della nostra generazione ha votato no, cambieremo questo Paese”. 

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Categoria: politica

19:45

Referendum, dopo vittoria del No cori al sit in a Montecitorio: "Meloni dimissioni"

(Adnkronos) - ‘Meloni dimissioni’. E’ lo slogan urlato durante il sit in dopo la vittoria del No all referendum per la giustizia davanti a Montecitorio, dove sventolano bandiere di Potere al popolo e Usb. ‘’Giorgia Meloni devi andartene, vattene’’, cantano i manifestanti dalla piazza. 

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Categoria: politica

19:06

Rossi (Rai): "Bene firma protocollo ‘No women no panel' nel Lazio"

(Adnkronos) - “La firma di questo protocollo è molto importante.  

Dal 2022 la Rai è impegnata nell’importante progetto 'No Women No Panel - Senza donne non se ne parla'. Per la televisione pubblica significa intraprendere “un percorso che garantisce il ruolo del servizio pubblico nelle politiche e nelle attività che, a loro volta, aiutano la parità di genere, l'integrazione e l’inclusione”. È quanto affermato da Giampaolo Rossi, amministratore delegato Rai - Radiotelevisione Italiana, alla cerimonia di firma del Protocollo d’intesa per la promozione di una presenza equilibrata di donne e uomini nei dibattiti pubblici istituzionali, televisivi e accademici. L’accordo rientra nella campagna europea 'No women no panel - Senza donne non se ne parla', promossa in Italia dalla Rai. 

“È un progetto europeo, che raccoglie le principali istituzioni culturali e civili italiane e la Rai, nella sua funzione di servizio pubblico, è al centro di questo processo”, conclude. 

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Categoria: economia

19:05

Levialdi Ghiron (Tor Vergata): "Da anni impegnati in partecipazione femminile"

(Adnkronos) - “Tor Vergata promuove da molti anni la partecipazione femminile: l’alta percentuale di donne tra i componenti del nostro consiglio di amministrazione ne è una dimostrazione”.  

Lo spiega Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’università degli studi di Roma Tor Vergata, alla cerimonia di firma del Protocollo d’intesa per la promozione di una presenza equilibrata di donne e uomini nei dibattiti pubblici istituzionali, televisivi e accademici. L’accordo rientra nella campagna europea “No women no panel - Senza donne non se ne parla”, promossa in Italia dalla Rai. 

L’attenzione alla partecipazione di ambo i generi “è un aspetto che cerchiamo di promuovere sia nei progetti di ricerca sia nelle attività di terza missione e ovunque vi sia la possibilità”, aggiunge il rettore. 

  

“La giornata di oggi rappresenta quindi un momento molto importante anche perché siamo riusciti a raggiungere la sottoscrizione del protocollo di intesa “No Women No Panel - Senza donne non se ne parla” anche a livello di Comitato dei rettori delle università del Lazio”, conclude. 

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Categoria: economia

19:04

Rocca (Regione Lazio): "Non partecipo a panel di soli uomini"

(Adnkronos) - “Siglare questo protocollo d’intesa rappresenta per me un bel momento.  

Già quando ero presidente della Ifrc - Federazione Internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a Ginevra era prassi abituale non partecipare ai panel che non prevedessero la presenza femminile”. Lo ha detto il presidente di Regione Lazio, Francesco Rocca, intervenendo all’evento in cui ha siglato il protocollo d’intesa nell’ambito dell’iniziativa 'No Women No Panel - Senza donne non se ne parla', promossa dalla Commissione Europea e sostenuta in Italia dalla Rai insieme a università e istituzioni per favorire una rappresentanza equilibrata di genere nel dibattito pubblico. 

“Si tratta di un principio che mi ha accompagnato, soprattutto in scenari complessi, perché non si può avere un’analisi profonda e di spessore senza il contributo di ambo i generi - spiega Rocca - La partecipazione di così tanti Atenei all’intesa è un bel segnale. Ero sicuro sarebbe andata così, perché il Lazio è una regione che non si tira mai indietro quando c'è da far avanzare i diritti sociali”. 

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Categoria: cronaca

19:04

Pari opportunità, Regione Lazio e 6 università con Rai per 'No women no panel'

(Adnkronos) - Sulla scia della Giornata Internazionale della Donna, Rai celebra il suo impegno per una corretta e paritaria rappresentazione della figura femminile, promuovendo la firma del protocollo di intesa 'No Women No Panel-Senza Donne Non se ne parla' con Regione Lazio e le sei Università statali della regione: Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Foro Italico, Tuscia e Cassino. Oggi presso la Sala Tevere della Presidenza della Giunta regionale, la solenne sottoscrizione del documento, valoriale e concreto a un tempo: le istituzioni firmatarie si impegnano infatti non solo a garantire l’equilibrio di genere in convegni, seminari e talk, ma anche a effettuare il monitoraggio delle buone pratiche, validato dall’analisi socio-statistica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. 

E’ quanto prevede il progetto No Women No Panel, nato su impulso della Commissione europea e rilanciato da Rai, prima come campagna di Radio1, poi dal 2022 attraverso un Memorandum di Intesa con le principali Istituzioni del Paese: Presidenza del Consiglio-Dipartimento Pari Opportunità, Cnel, Conferenza delle Regioni, Anci, Upi, Lincei, Crui, Cnr, Rappresentanza Ue in Italia e Unione per il Mediterraneo, cui si sono aggiunti successivamente Istat, Confindustria e Cattedre Unesco. 

«La firma di questo protocollo d’intesa rappresenta un passo importante nel percorso con cui la Rai promuove parità di genere e inclusione”, dichiara l’Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi. “Come Servizio Pubblico, abbiamo il dovere di offrire un racconto pluralista e rispettoso, contrastando ogni divario e valorizzando il ruolo delle donne, in linea con il nostro Contratto di Servizio. Attraverso programmi di qualità, iniziative di confronto e sensibilizzazione e una narrazione attenta alla dignità delle persone, la Rai conferma ogni giorno la propria responsabilità nel contribuire a una società più giusta e democratica. La piena convergenza tra i principi della nostra missione e quelli alla base del progetto 'No Women No Panel' rende questa collaborazione naturale e necessaria. Con questo protocollo rafforziamo il ruolo della Rai quale ponte tra istituzioni e cittadini e rinnoviamo il nostro impegno per un Servizio Pubblico che sia sempre più contemporaneo, autorevole e orientato al futuro, capace di promuovere concretamente i più alti valori che ci rappresentano e definiscono", spiega.  

 

Per il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, "la firma di questo Protocollo integra e arricchisce le politiche per le pari opportunità che questa Giunta ha posto tra le priorità fin dall’inizio. È un’alleanza significativa, perché mette in relazione il servizio pubblico radiotelevisivo, la principale istituzione territoriale e il sistema universitario statale del Lazio. Un’alleanza che tiene insieme istituzioni, comunicazione, sapere, formazione e ricerca: ambiti in cui si costruisce il cambiamento culturale. Il progetto 'No Women No Panel ─ Senza donne non se ne parla' richiama una verità semplice, ma troppo spesso dimenticata: non può esistere un dibattito pubblico autorevole, moderno e credibile se una parte del Paese non è adeguatamente rappresentata. Come Regione Lazio siamo impegnati nel rafforzare le politiche per le pari opportunità, dal sostegno all’imprenditoria femminile all’attività dell’Osservatorio sulle pari opportunità e sulla violenza sulle donne fino alla promozione della presenza femminile nelle discipline Stem. Un’azione che prosegue anche nel contrasto a ogni forma di violenza di genere e nella diffusione della cultura del rispetto. Su questa linea daremo piena attuazione al Protocollo, nella consapevolezza che valorizzare le differenze contribuisce a una società più equa e inclusiva". 

"'No Women No Panel' non può essere derubricato a mero slogan, ma rappresenta l’assunzione di una responsabilità chiara e concreta – spiega Antonella Polimeni, Rettrice di Sapienza Università di Roma - significa promuovere un’idea di spazio pubblico realmente aperto, autorevole e credibile. Con la firma di questo protocollo, Sapienza conferma il proprio impegno ad affermare il principio della qualità democratica e competente del confronto pubblico: non può esserci un dibattito serio, avanzato e pienamente rappresentativo se le donne non ne sono parte integrante".  

Per la Rettrice dell’Università della Tuscia di Viterbo, Tiziana Laureti, "l’università custodisce una responsabilità silenziosa e decisiva: rendere visibile il talento, ovunque esso si trovi. Quando negli spazi del sapere manca una voce, non è solo un’assenza numerica: è una possibilità di futuro che si restringe. Con questa adesione affermiamo un principio semplice e radicale: la conoscenza è piena solo quando è plurale. Promuovere una rappresentazione equilibrata delle competenze significa ampliare l’orizzonte del pensiero e liberarlo da consuetudini implicite. Perché il sapere non cresce per esclusione, ma per espansione". 

"Con questo protocollo non aggiungiamo un posto a tavola: smettiamo di considerare normale l’assenza delle donne” dichiara il Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron. “Un panel senza donne non è uno spazio neutro, è un sapere ridotto. E una conoscenza incompleta non regge alla prova del confronto. Con questo accordo le università del Lazio, le istituzioni e il Servizio Pubblico assumono un impegno di responsabilità intellettuale. Perché la pluralità non è un decoro del dibattito: è la condizione stessa della qualità del confronto", continua.  

 

Si dice orgoglioso di aderire a questo protocollo d’intesa il Rettore dell’Università Roma Tre Massimiliano Fiorucci: "E’ l’ulteriore conferma di una sensibilità consolidata su questi temi e si inserisce nel quadro più ampio di politiche e iniziative per la promozione delle pari opportunità: un’azione concreta, di responsabilità, per costruire una comunità accademica e civile più inclusiva, non solo nelle parole ma anche nei fatti. Attraverso la pluralità delle voci e una presenza equilibrata nel dibattito pubblico, si contribuisce a contrastare stereotipi e disuguaglianze purtroppo ancora presenti".  

"L’adesione al protocollo rafforza una convinzione per noi fondativa: lo sport è un linguaggio universale e inclusivo, capace di abbattere barriere e di riconoscere il valore delle persone", dichiara il Rettore dell’Università di Roma Foro Italico Massimo Sacchetti. “In questa prospettiva, la presenza femminile è una leva strategica per la qualità del sapere, della ricerca e dell’innovazione. Proprio nello sport, che è al tempo stesso pratica sociale e modello educativo, la responsabilità di mantenere un equilibrio di genere assume un valore ancora più forte: vogliamo contribuire a rendere ogni spazio di confronto sempre più aperto, capace di dare piena visibilità alle competenze, al merito e alla leadership femminile". 

"Come polo culturale del Lazio Meridionale, con importanti sedi a Frosinone e a Gaeta, abbiamo il dovere di essere motore di emancipazione” dichiara il Rettore dell’Università degli Studi di Cassino, Marco Dell’Isola. “Formiamo ogni giorno ricercatrici e professioniste di talento ed è nostra responsabilità garantire che la loro competenza trovi spazio e autorevolezza in ogni sede. Con questo protocollo ribadiamo che la pluralità è condizione essenziale per la qualità della ricerca: vogliamo che la parità sia la norma, affinché l'Università resti un laboratorio di civiltà, dove il merito non conosce barriere", continua. La Cerimonia di firma è stata moderata dalla caporedattrice centrale della Tgr Lazio Antonella Armentano, a testimoniare un impegno, quello delle sedi e testate regionali della Rai, a diffondere capillarmente nei territori il progetto europeo della Rai per la parità di genere. 

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Categoria: cronaca

18:44

Referendum giustizia, dove ha vinto il No? I risultati delle regioni

(Adnkronos) - Il No vince il referendum sulla riforma della giustizia con il 53,6% e costruisce il successo (anche) a Sud. Le analisi sul voto, nei prossimi giorni, andranno alla radice dei risultati, con i riflettori sui flussi che hanno portato alla sconfitta del Sì. Intanto, si può procedere a osservare qual è stato il risultato regione per regione. E dove è maturato lo scarto di 2 milioni di voti (14.386.312 contro 12.384.193) che ha orientato la consultazione. 

 

In attesa di dati definitivi a livello locale, spicca il risultato della Campania, dove il No ha ottenuto 1.442.520 voti, quasi il doppio rispetto a quanto raccolto dal Sì (768.862). Gran parte del gap si crea tra Napoli e provincia: 818.213 voti per il No, 326.472 per il Sì. Sfida senza storia anche in Sicilia: nell'isola il No chiude a 1.076.133 ottenendo il 60,98, rispetto all'opzione del Sì che viene sconfitta con il 39,02% (688.683). 

 

Vota No anche il Lazio (1.448.113), con il 54,56% degli elettori. Il Sì si ferma a 1.205.981. Il motore della vittoria del No è Roma, con un margine di circa 300mila voti (1.132.561 - 839.074). Il Sud vota No anche in Calabria (402.213 schede per il 57,24%). Ampio il divario in Puglia (936.056 voti per il 57, 13% al No, 'solo' 702.290 al Sì). Cifre più contenute in termini assoluti in Basilicata (136.997 No e 91.205 Sì) e in Molise (69.517 No e 57.566 Sì), con risultati comunque netti in termini percentuali. 

 

Il No, come previsto, vince nettamente la sfida in Emilia Romagna, regione tradizionalmente 'rossa': il No chiude con 1.275.922 voti, il Sì sfiora il milione (953.762). A Bologna, il risultato è 63,62% contro 36,38%. 

Al Sì non basta il successo parziale in Lombardia (2.550.996 voti contro i 2.206.567 No), con Milano - però - schierata con la posizione che si rivela vincente (817.361 - 703.418). In Veneto il Sì prende il largo (1.371.881 con il 58,42%), il No limita i danni (976.443 per il 41,58%). Il Sì vince in Friuli con il 54,47% e perde di un'incollatura in Trentino Alto Adige e Liguria. In Piemonte, No al 53,50% con quasi 1,1 milione di voti. Decisivo il risultato di Torino, che da sola porta 649.507 voti per bocciare la riforma. 

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Categoria: politica

18:39

Colombia, precipita aereo militare da trasporto: 80 morti

(Adnkronos) - Disastro aereo in Colombia, dove le forze militari hanno annunciato la morte di 80 soldati dopo che l'aereo da trasporto sul quale viaggiavano si è schiantato nel sud del Paese. Una fonte militare ha detto all'Afp che due plotoni, per un totale di 80 persone, si teme fossero a bordo dell'aereo Hercules che si è schiantato al decollo da Puerto Leguizamo, vicino al confine meridionale con l'Ecuador. 

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Categoria: internazionale/esteri

17:17

A Savona il primo alloggio Aisla per persone con Sla e famiglie

(Adnkronos) - Sabato 21 marzo, sulla spiaggia di Savona che Silvia amava – il suo mare, il suo orizzonte – è stato posato il primo mattone de 'La casa di Silvia'. Non un gesto simbolico, ma una scelta concreta: trasformare una casa che rischiava di essere perduta in un luogo restituito alla comunità. "Non è un caso che tutto questo sia accaduto nel primo giorno di primavera. Perché questa storia parla esattamente di questo: rinascita". Sono queste le parole con cui Alberto Fontana, delegato del Consiglio direttivo nazionale Aisla e promotore dell’iniziativa, ha richiamato il senso del progetto, chiarendone anche la funzione concreta: 'la casa di Silvia' sarà messa a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie come luogo accessibile e attrezzato, dove poter trascorrere periodi di vita al mare, durante tutto l’anno. "Non è solo una casa. È una scelta precisa: rendere possibile ciò che troppo spesso non lo è. Restituire tempo, spazio e normalità alle persone e alle famiglie. Aisla si assume questa responsabilità insieme alla famiglia Codispoti, ai volontari, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno riconosciuto in questa storia un bene che riguarda tutti". 

La cerimonia si è svolta sulla spiaggia pubblica dello 'Scaletto senza scalini', luogo simbolo di accessibilità e inclusione della città di Savona. "Diciotto anni fa è iniziato tutto da qui, da uno scaletto semplice. Poi abbiamo capito che non bastava togliere gli scalini fisici: bisognava togliere quelli mentali. È così che questo spazio è diventato un luogo per tutti - racconta Ugo Capello, 'Coop Scaletto senza scalini'-. Oggi questa casa è un sogno che si realizza e un valore per tutta la città". A confermarlo è stato Riccardo Viaggi, assessore alle Politiche sociali del Comune di Savona, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, esprimendo piena disponibilità e convinto sostegno al progetto.  

"Quella di Aisla diventa anche una responsabilità pubblica e costruzione di valore condiviso. 'La casa di Silvia' è esattamente questo: una risposta concreta che nasce da una storia e diventa patrimonio di tutti".  

 

La Casa di Silvia prende forma anche così: per stratificazione di gesti, per responsabilità condivise, per fiducia. A breve - riprorta una nota di Aisla - inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’immobile, di circa 80 metri quadrati, per renderlo pienamente operativo e metterlo a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie a partire dalla prossima stagione estiva. Occorreranno nuove risorse, ma un primo tratto di strada è già stato costruito insieme: l’acquisto dell’immobile è stato possibile grazie al contributo delle Sezioni territoriali Aisla – da Savona-Imperia a Brescia, da Asti alla Calabria, da Como al Friuli-Venezia Giulia, da Genova a Varese – e al sostegno di una rete di amici e donatori che hanno scelto di esserci. Tra questi, la Fondazione Vialli e Mauro, la Fiascolata di Dego e la Cooperativa Spazio Aperto. 

La posa del primo mattone è avvenuta in una cerimonia semplice, essenziale. Sulla spiaggia, le bandiere sventolavano leggere, fissate ai tronchi restituiti dal mare, come segni di una presenza che non invade, ma accompagna. Poi, sulle note di 'Primavera' di Luca Carboni, quel gesto ha preso forma. Non un rito, ma un passaggio. Un inizio. A segnare questo momento - si legge - una lastra di ardesia ligure, incisa con parole che non chiedono spiegazioni: “Qui nasce la casa di Silvia. Un luogo di accoglienza e libertà. 21 marzo 2026. La vita è bellissima". A realizzarla è stata Fazzari Marmi. Un contributo arrivato in silenzio, che Aisla ha scelto di rendere noto: Franco Cavuto, titolare, dopo aver verificato tempi e fattibilità, ha deciso di includere questo lavoro tra le donazioni a sostegno del progetto. Un gesto riservato, che restituisce il senso più autentico di ciò che è accaduto: una comunità che si muove, che partecipa, che aggiunge, ciascuno per la propria parte. E forse è proprio qui il punto. Non nella cerimonia, ma in ciò che ha reso possibile quel momento. Perché questa casa, ancora prima di essere costruita, è già abitata.  

"Se questa casa oggi esiste, è perché Silvia ci ha insegnato a non arrenderci mai. Per vent’anni - le parole di Pino Codispoti, papà di Silvia - abbiamo vissuto ogni giorno insieme, dentro la malattia, ma senza lasciare che fosse lei a definire tutto. Questa casa non è un ricordo. È il modo che abbiamo trovato per continuare a prenderci cura, anche adesso. Se potrà essere utile anche solo a una persona, allora tutto questo avrà senso. Perché la vita, come ricordava sempre Silvia, nonostante tutto resta una cosa bellissima. E trova sempre il modo di ricominciare".  

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Categoria: cronaca

17:10

Referendum, Meloni: "Rispettiamo decisione degli italiani. Avanti con determinazione, impegno non cambia"

(Adnkronos) - "Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione". Lo dice in un videomessaggio la premier Giorgia Meloni, commentando la vittoria del No al referendum sulla giustizia. "La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso: portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L'abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini, e i cittadini hanno deciso. E noi, come sempre, rispettiamo la loro decisione", afferma la premier nel videomessaggio. 

"Resta chiaramente il rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l'Italia e verso il suo popolo", dice la presidente del Consiglio. 

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, prende "atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale".  

"Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma - conclude - Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia". 

Il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, interviene con una nota. "Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà", afferma il vicepremier, sottolineando che "il popolo si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia".  

"Riconosciamo il risultato negativo, ma il nostro lavoro per cambiare l'Italia continua sulla base del mandato elettorale che abbiamo avuto. Spero che nessuno usi più toni da guerra civile come quelli che abbiamo sentito da alcuni dei nostri avversari in questa campagna referendaria. Vorrei che fosse invece un dialogo pacifico, sereno, attento alle ragioni della controparte. La giustizia è troppo importante per tutti per continuare ad essere materia di una contesa politica inconcludente", aggiunge il ministro degli Esteri. 

"Rimangono da sottolineare comunque due questioni fondamentali - osserva Tajani - La prima è che per l'attività di governo non cambia nulla: lo abbiamo detto per tutta la campagna elettorale, noi abbiamo unicamente chiesto un voto sul merito della riforma, non un voto sull'esecutivo. Il voto sul governo sarà l'anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male. E di sicuro troveranno ancora una volta insieme Forza Italia con le altre forze del centro-destra. La seconda è che la riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai ad occuparcene". 

Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, il leader della Lega, Matteo Salvini, commenta: "Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della Giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione". 

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Categoria: politica

17:01

Referendum, 'No' in vantaggio: brindisi, 'Bella Ciao' e cori contro Meloni all'Anm di Napoli

(Adnkronos) - Con il no in netto vantaggio al referendum sulla giustizia e avviato verso la vittoria - certificata poco dopo - a Napoli i magistrati brindano cantando Bella ciao e intonando cori contro Giorgia Meloni. 'Chi non salta Meloni è' intonano alcuni magistrati napoletani, tra abbracci e sorrisi all'associazione nazionale magistrati.  

Tra i presenti il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello Aldo Policastro, in prima linea nella battaglia per il 'No'. Il procuratore Nicola Gratteri è, invece, nel suo ufficio, al lavoro da stamattina e, per il momento, preferisce non commentare.  

 

"Questo comportamento dimostra come molti colleghi non solo abbiano agito esattamente come organi politici, ma che abbiano puntato alla delegittimazione personale e siano al di fuori della grammatica istituzionale perché non sono assolutanente comportamenti da Stato". Lo afferma all'Adnkronos Annalisa Imparato, sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere, tra le toghe a sostegno del Sì alla riforma, riferendosi ai cori intonati nella sede dell'Anm. 

"Sono state intonate canzoni che hanno valenza politica molto forte quindi, da cittadina, mi chiedo se questi sono gli stessi giudici che domani vanno in tribunale e ostentano imparzialita e terzietà", continua. 

Quanto all'esito della consultazione che ha visto la vittoria del No, Imparato conclude: "Dando la parola ai cittadini non possiamo che accogliere la volontà del popolo italiano, che è stata ben orientata e ha dimostrato un attaccamento allo Stato perché l'affluenza ha avuto numeri altissimi. E' chiaro che bisogna affrontare il problema della giustizia e l'impegno di rendere la giustizia più giusta ed efficiente non finisce oggi". 

 

“I magistrati, prima di essere magistrati, sono anche loro cittadini elettori. Hanno ritenuto di dover festeggiare la vittoria del No cantando ‘Bella Ciao’? Lo hanno fatto legittimamente”. Così, all’Adnkronos, il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Cosenza, Claudio De Luca, commentando il video, diventato virale in poco tempo. “In questa riforma non c’era un attacco alla magistratura, c’era soltanto una visione del processo più adatta all’articolo 111 della Costituzione – continua De Luca -. È passato come attacco alla magistratura, ma non certo da parte dell’avvocatura, perché una magistratura libera e indipendente fa gioco anche all’avvocatura. Le due cose sono perfettamente parallele”. 

 

"'Bella ciao' è simbolo della liberazione dal nazifascismo, non è una canzone divisiva o contro qualcuno, è simbolo della lotta di Liberazione che ha portato alla nostra Costituzione; poi altre cose successe all'Anm di Napoli non so, ma credo che la ripresa di un dialogo non dipenda solo da noi: ci vuole la volontà di tutti e sono sicura che la volontà dell'Anm c'è". Lo afferma all'Adnkronos Silvia Albano, giudice del Tribunale di Roma e presidente di Magistratura Democratica. 

 

“Ho trovato improprio che l'Anm sia scesa in campo contro una metà del Paese rappresentando un ordine dello Stato che non dovrebbe avere colore, né appartenenze politiche. A maggior ragione trovo sconcertante una reazione” come quella accaduta a Napoli. Così all’Adnkronos l’ex senatore Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione Einaudi e del comitato ‘Sì Separa’.  

“Sostenere che ha vinto l'antifascismo - aggiunge - presuppone un dato, cioè che il 46% - quanti sono stati i ‘Sì’ alla riforma - sia una percentuale pari di italiani fascisti. Onestamente non credo che sia questa la realtà del nostro Paese, quindi si continua con una narrazione aggressiva, volgare che non rispetta la realtà. Capisco che possa essere alimentata in campagna referendaria per suscitare emozioni e spingere la gente al voto a prescindere dal merito della riforma, ma che poi deve avere una fine. Il referendum lo hanno vinto loro, che cerchino di rientrare nei ranghi della Costituzione, di uno stile vagamente coerente con il senso delle istituzioni che dovrebbe appartenergli”. 

 

 

“Episodi come quello accaduto a Napoli li valuto con molto rammarico perché da avvocato mi aspetterei un'altra postura istituzionale dalla magistratura che deve dimostrare sempre il proprio senso delle istituzioni e la propria capacità di presentarsi come un corpo che garantisce tutti i cittadini al di là delle divisioni politiche”. Lo afferma all’Adnkronos Rinaldo Romanelli, segretario dell'Unione delle Camere Penali Italiane e segretario del Comitato Camere penali per il Sì commentando il video. 

“Il fatto che l'Anm abbia scelto di farsi partito costituendo questo comitato politico referendario, la cui sede è proprio presso la Suprema Corte di Cassazione e queste manifestazioni di questi magistrati non solo sono del tutto inopportune, ma pongono appunto un problema sul dopo, cioè su il rapporto tra i cittadini e il potere, perché non bisogna dimenticare che i magistrati rappresentano l'ordine giudiziario - spiega Romanelli - e che l'ordine giudiziario esprime il potere giudiziario che per essere compatibile con una democrazia non può e non deve essere un potere di una parte, ma deve essere un potere al di sopra delle parti. Questo è un problema che andrà affrontato in qualche modo e stupisce molto che i magistrati si lascino andare a questo tipo di esternazioni come da stadio, ma soprattutto che tradiscono un'impostazione, un pensiero di natura profondamente politico, cosa che dovrebbe essere quanto più di lontano dalla funzione del magistrato nell'interesse di tutti i cittadini”. 

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Categoria: cronaca

15:37

Lutto per Igor Tudor, il padre muore durante la gara del Tottenham

(Adnkronos) - Grave lutto per l'ex tecnico di Lazio e Juventus, Igor Tudor, attualmente alla guida del Tottenham. Il padre Marco è morto durante il match contro il Nottingham Forest.  

Sui social arriva il cordoglio della Lazio e della Juventus. "La S.S. Lazio esprime il proprio profondo cordoglio all'ex allenatore biancoceleste Igor Tudor per la scomparsa del padre", scrive sui social il club biancoceleste. 

"Siamo vicini a Igor Tudor e alla sua famiglia. Juventus si unisce al cordoglio per la scomparsa del padre", scrive il club bianconero. 

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Categoria: sport

15:23

Anm, Parodi si dimette: "Gravi motivi familiari"

(Adnkronos) - "Mi dimetto sabato per gravi ragioni familiari". Lo afferma all'Adnkronos il presidente dell'Anm, Cesare Parodi, in vista della riunione del Comitato direttivo centrale dell'Associazione già fissata per sabato. Una decisione, anticipata ai componenti del Cdc, che non ha nessun collegamento con la campagna referendaria o lo spoglio del referendum sulla riforma della giustizia. "Assolutamente no", si limita a replicare in merito il presidente. 

La scelta di Parodi di comunicare pochi minuti prima delle 15 al Comitato direttivo dell'Anm le sue dimissioni da presidente, a quanto si apprende, sarebbe legata alla volontà di non collegare questa decisione all'esito del referendum, qualunque esso sia.  

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Categoria: politica

15:10

Formula 1, il titolo è una lotta tra le Mercedes: Antonelli sfida Russell

(Adnkronos) - Il Mondiale 2026 di Formula 1 è partito da appena due settimane e il mondo sembra già essersi ribaltato. George Russell, attuale leader iridato, rimane il grandissimo favorito al volante della Mercedes numero 63 ma, quello che è cambiato, è il rivale al titolo piloti. Secondo gli esperti Sisal, infatti, il britannico deve guardarsi le spalle dal compagno di scuderia Kimi Antonelli, reduce dall’hat trick (pole, giro veloce e vittoria) in Cina. L’italiano, adesso, non può e non vuole nascondersi in una battaglia per il mondiale che potrebbe riservare non poche sorprese. Come detto, gli esperti Sisal vedono sempre Russell favoritissimo a 1,45 ma la quota di Antonelli è crollata dopo appena due gare: a inizio campionato, il diciannovenne di Bologna si giocava a 9,00, oggi vederlo campione del mondo a fine anno è offerto a 3,50. In caso di successo, il pupillo di Toto Wolff stabilirebbe dure record: Antonelli diventerebbe il più giovane iridato della storia (record al momento nelle mani di Sebastian Vettel) e il terzo italiano, dopo Farina e Ascari, a fregiarsi del prestigioso titolo. 

Il terzo gradino del podio tra i favoriti è appannaggio di Charles Leclerc, Ferrari, il quale sogna di arrivare là dove è giunto il suo mito Michael Schumacher. Il trionfo del Predestinato, che pagherebbe 12 volte la posta, porrebbe fine al lungo digiuno di Maranello, diciannove anni di astinenza. 

I grandi rivali degli ultimi anni, Max Verstappen, Red Bull, e Lewis Hamilton, sulla seconda Ferrari, partono più distanziati. L’olandese sta provando a sopperire ai limiti della sua vettura mentre Hammer continua a inseguire quell’ottavo titolo che gli permetterebbe di staccare Schumacher nei vincitori all-time di Formula 1. La vittoria di uno tra Verstappen e Hamilton è data a 16. 

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Categoria: sport

15:09

Sardegna, niente decadenza per Todde ma Corte d'Appello conferma la sanzione da 40mila euro

(Adnkronos) - Niente decadenza per la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde. È arrivata la sentenza della Corte d'Appello di Cagliari che accoglie parzialmente il suo ricorso, soprattutto nella parte riferita alla possibile decadenza. La sentenza conferma che ci siano stati errori nei rendiconti della campagna elettorale per le Regionali, ma non ci sono i presupposti perché si torni alle urne. 

La Corte d'appello "in parziale accoglimento dell'appello, dichiara la nullità della sentenza impugnata nella parte in cui ha accertato la violazione dell'art. 15, comma 8, legge n. 515/1993 da parte di Alessandra Todde". I giudici hanno tenuto conto anche dell'intervento della Consulta su questa vicenda. Nella sentenza si legge che la Corte d'Appello "prende atto dell’annullamento - con sentenza n. 148/2025 della Corte costituzionale - dell'ordinanza-ingiunzione del Collegio di garanzia elettorale per la Regione Sardegna del 20 dicembre 2024 nella parte in cui ha accertato la sussistenza dei presupposti per la decadenza dalla carica e ha disposto la trasmissione del provvedimento al Presidente del Consiglio regionale per la procedura di competenza".  

Nessuno sconto, invece, sulla sanzione che era stata prevista per la presidente Todde: "rigetta nel resto l'appello e, per l'effetto, conferma la sanzione pecuniaria di € 40.000,00, irrogata con l’ordinanza-ingiunzione del Collegio di garanzia elettorale per la Regione Sardegna del 20 dicembre 2024". 

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Categoria: cronaca

14:51

Salute: turismo dentale per 200mila italiani, l'esperto: "Non è solo per questione di prezzo"

(Adnkronos) - Continua a crescere il fenomeno del turismo dentale: nel 2025 ha raggiunto un valore di mercato globale di 4,5 miliardi di dollari, ma si stima una crescita del 14,8% annuo fino al 2035. Mentre circa 200mila italiani scelgono ogni anno di recarsi all'estero per le cure odontoiatriche, un dato ancora più allarmante emerge dal fronte interno: 4,5 milioni italiani, nel 2023, hanno completamente rinunciato alle cure dentistiche per problemi economici. Secondo alcuni esperti del settore la questione non è tanto di prezzo. 

Max Calore, Ceo di DentaLead, azienda specializzata nel settore odontoiatrico con vent'anni di esperienza e oltre 500 studi dentistici seguiti in Italia, offre una lettura diversa del fenomeno. “Il problema principale non è il prezzo in sé, ma la totale mancanza di comunicazione chiara ed elementare tra dentista e paziente - afferma - I pazienti non comprano ciò che non capiscono, e purtroppo la maggior parte dei preventivi odontoiatrici sono incomprensibili per il paziente medio”. La questione della comunicazione - si legge in una nota - emerge come elemento centrale nella crisi del settore. Mentre le cliniche estere e le catene low-cost possono permettersi di utilizzare un linguaggio semplice e diretto, basato principalmente sul prezzo, i professionisti italiani sono vincolati da un codice deontologico che impedisce loro di fare promozioni dirette o comparazioni con i colleghi. Questo crea un paradosso: l'eccellenza clinica italiana, riconosciuta a livello internazionale, viene penalizzata da una comunicazione inefficace e troppo tecnica. “Abbiamo creato una situazione paradossale - spiega Calore - Il dentista italiano è mediamente più preparato e offre cure di qualità superiore, ma non riesce a comunicarlo efficacemente. Nel frattempo, il turismo dentale ‘prodottiza’ le cure in pacchetti all-inclusive facili da comprendere, anche se spesso inadeguati alle reali necessità del paziente”. 

Un altro aspetto critico riguarda la gestione del tempo e delle aspettative. Nell'era della digitalizzazione e della gratificazione immediata, i pazienti si aspettano precisione e puntualità. Le cliniche estere - riferisce la nota - hanno compreso questa esigenza, offrendo pacchetti con tempistiche definite: quattro giorni all'estero e il problema è presumibilmente risolto. Al contrario, molti studi italiani continuano a operare con ritardi cronici e piani di cura che si protraggono per mesi, creando frustrazione e sfiducia. 

 

“La percezione del ritardo cronico dal dentista è uno dei principali fattori di attrito - sottolinea Calore - Quando un paziente sa che ogni appuntamento comporterà mezz'ora o un'ora di ritardo, la resistenza psicologica a intraprendere un percorso di cura aumenta esponenzialmente”. Il problema si aggrava quando si considera che molti pazienti tendono a procrastinare le cure fino a quando non si presenta un'urgenza. Questo comportamento, alimentato dalla scarsa comunicazione e dalla mancanza di fiducia, trasforma problemi risolvibili con interventi da pochi euro in situazioni complesse che richiedono investimenti di migliaia di euro. Secondo Calore non si tratta solo di semplificare il linguaggio, ma di ripensare completamente il modo in cui lo studio dentistico interagisce con il paziente, dalla prima accoglienza alla presentazione del preventivo, dalla gestione degli appuntamenti al follow-up. “Stiamo lavorando per aiutare i dentisti a organizzare meglio la loro attività - evidenzia Calore - L'obiettivo è creare cliniche che dedichino tempo ai pazienti, che comunichino in modo chiaro e trasparente, che rispettino gli appuntamenti e che sappiano valorizzare la qualità del loro lavoro senza violare il codice deontologico”. 

Un elemento innovativo che nel recente futuro potrebbe essere implementato e che può cambiare le dinamiche del settore è l'introduzione di tecnologie predittive basate sull'intelligenza artificiale per prevedere l'evoluzione delle problematiche dentali dei pazienti, permettendo interventi preventivi e una pianificazione più accurata delle cure. Questo approccio non solo migliorerebbe gli outcome clinici, ma aumenterebbe anche la fiducia del paziente attraverso una comunicazione proattiva e personalizzata. 

La sfida per il settore odontoiatrico italiano è quindi duplice: da un lato, deve competere con un turismo dentale sempre più aggressivo e organizzato; dall'altro, deve superare le proprie resistenze culturali e abbracciare un nuovo modo di comunicare e relazionarsi con i pazienti. Solo attraverso questa trasformazione sarà possibile recuperare la fiducia perduta e valorizzare l'eccellenza clinica che caratterizza la professione odontoiatrica italiana. Il futuro del settore - conclude la nota - dipenderà dalla capacità dei professionisti di adattarsi a un mercato in rapida evoluzione, dove la qualità clinica da sola non è più sufficiente. La comunicazione chiara, la gestione efficiente del tempo e l'utilizzo di tecnologie innovative saranno gli elementi chiave per contrastare il fenomeno del turismo dentale e garantire cure di qualità accessibili a tutti i cittadini. 

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Categoria: salute