Report sanità Agenas 2026, Sardegna tra luci e ombre: migliorano esami diagnostici. Male le visite specialistiche
CAGLIARI. Luci e ombre per la sanità sarda nel nuovo specchio dei dati nazionali. Mentre gli esami diagnostici accelerano e superano la soglia del settantotto percento nel rispetto dei tempi, le prime visite specialistiche frenano, facendo registrare all'Isola l'unico passo indietro tra le regioni con le performance più basse d'Italia. Questi i dati delòl bollettino trimestrale dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) aggiornato al 30 settembre 2026.
Entrando nel dettaglio dei numeri territoriali, il fronte della diagnostica mostra una ripresa. Nei primi nove mesi del 2026, la percentuale degli esami diagnostici erogati entro i tempi massimi di garanzia si attesta al 78,0%, in crescita rispetto al 72,8% registrato nello stesso periodo del 2025.
Di segno opposto il quadro relativo alle prime visite specialistiche. Il report evidenzia che, all'interno del gruppo delle quattro regioni con una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al settanta percento, “tutte le regioni registrano un miglioramento ad eccezione della Sardegna”. Nell'Isola, infatti, la quota di visite effettuate nei tempi previsti scende dal 68,0% del 2025 al 64,3% dei primi nove mesi del 2026. Sul fronte dell'appropriatezza prescrittiva, il ricorso alla classe di priorità programmata si attesta al 40,1% nel 2026, rispetto al 42,4% rilevato l'anno precedente.
I dati sardi si inseriscono in un contesto nazionale che vede complessivamente crescere le prenotazioni a 21,8 milioni (+10%) e registrare una media del 78,6% per le visite e dell'85,0% per la diagnostica. Nello scenario comparativo tra i diversi territori, mentre altre realtà segnano percentuali differenti, come la Basilicata che raggiunge il 99,0% per le visite specialistiche o il Veneto che si attesta al 97,0% per gli esami diagnostici, la Sardegna rimane indietro.