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CAGLIARI. In Sardegna serve più attenzione alla qualità e alla distribuzione di farmaci e dispositivi per il diabete, meno peso al prezzo più basso. Lo sostengono le associazioni dei pazienti, che chiedono di essere coinvolte nelle decisioni sugli acquisti pubblici di microinfusori e sensori per il monitoraggio della glicemia. Se n’è parlato questa mattina al Caesar’s Hotel di Cagliari, in un confronto tra associazioni e istituzioni.
L’obiettivo è superare un modello di acquisto basato soprattutto sul risparmio e valutare l’efficacia delle tecnologie, anche in base all’esigenza delle persone. “Il criterio non può essere solo quello del prezzo, perché tu devi andare a vedere la qualità, la portabilità, la distribuzione sul territorio, la personalizzazione e la possibilità per il medico di avere un’ampia scelta per poter capire qual è il microinfusore più adatto e quello meno adatto”, ha detto Teresa Petrangolini, presidente di Health Engine, associazione che ha organizzato l’iniziativa.
Per Petrangolini, coinvolgere i pazienti nelle gare può portare benefici anche sul piano economico. “Il rischio è che tu fai una gara in cui magari escludi un tipo di microinfusore e poi il medico invece deve prescrivere quello. Allora l’acquisto diretto costa molto di più dell’acquisto in una gara. Oppure, se non hai gli strumenti giusti, vai a finire in ospedale. E quanto costa un paziente in ospedale? Molto più di uno strumento per misurare la glicemia”, fa sapere Petrangolini.
Tra i presenti all'incontro anche Davide Atzei, responsabile dei dispositivi medici della centrale di committenza regionale, che ha spiegato che la pubblicazione del nuovo bando è prevista entro dicembre. Un passaggio importante è previsto già a novembre, quando sarà avviata una consultazione preliminare di mercato aperta anche alle associazioni dei pazienti. “Potranno rispondere a un questionario o presentare osservazioni libere per segnalare criticità, opportunità, potenziali migliorie rispetto all’appalto precedente”, ha detto Atzei.
La procedura rappresenterà anche la prima sperimentazione in Sardegna del modello di acquisto basato sul valore da parte della centrale di committenza. “Ci stiamo approcciando al value-based. Stiamo facendo anche delle attività di formazione importanti con la scuola di Direzione Aziendale della Bocconi e la prima sperimentazione che faremo in Sardegna come centrale di committenza è la gara di diabetologia che vedrà la luce a dicembre”, spiega Atzei.
La richiesta di maggiore attenzione alle esigenze delle persone con diabete si inserisce in un quadro regionale che, secondo Francesco Pili, presidente di Diabete Zero, presenta ancora criticità nell’individuazione dei pazienti. “Abbiamo circa 100mila pazienti in totale. Abbiamo una prevalenza nell’esordio di diabete nei bambini da 0 a 14 anni. Un dato che ci vede primi al mondo. Abbiamo anche una fetta di popolazione molto importante che ha il diabete, ma non sa di averlo perché non ancora intercettata dal sistema sanitario”, fa sapere Pili.
Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Sorgia che denuncia la mancata risposta della Giunta all’interrogazione sui ritardi nella fornitura di microinfusori e presidi per il diabete di tipo 1. “Non intendiamo far passare in silenzio questo ingiustificabile disinteresse. Esigiamo che la presidente Todde, nonché assessore ad interim, dia immediatamente conto della mancata risposta all’interrogazione e spieghi ai sardi come intenda mettere fine all'incubo quotidiano vissuto dai diabetici dell'Isola”, ha detto Sorgia.