Olbia, dopo l'omicidio le ordinanze di sgombero: "Noi proprietari avevamo chiesto aiuto mesi fa"

 

OLBIA. Erano passate poche ore dall'omicidio di Pietro Sciusco, il 42enne accoltellato a morte in corso Umberto, ed ecco che è scattato l'allarme sicurezza a Olbia: tre ordinanze di sgombero (consecutive), destinate al grande complesso di immobili, tra cui quello di via Indonesia, che erano stati occupati abusivamente. Ma l'occupazione non era un fatto recente e gli stessi proprietari avevano chiesto a gran voce aiuto per riuscire a sgomberare gli individui: "Si è dovuto aspettare un morto". Una dichiarazione, di oggi, che pesa come un macigno. 

Un passo indietro: le indagini per l'omicidio avvenuto martedì hanno visto un arresto dopo poche ore. Un ragazzo egiziano che si dice innocente. L'inchiesta va avanti. 

L'occupazione degli immobili in via Indonesia invece non sono un fatto recente: tre le denunce presentate dalla società proprietaria dell'immobile alle forze dell'ordine nel giro di un anno. Nelle denunce viene segnalata la violazione e l’occupazione abusiva dell’area, un complesso edilizio prossimo a un intervento di ristrutturazione.

Da quel momento si innesca una spirale fatta di continui danneggiamenti, effrazioni e forzature agli accessi degli immobili. Ai reati di occupazione abusiva si aggiungono danneggiamento e il furto: dalle barriere di sicurezza, all'asporto dei cavi elettrici. Con il danneggiamento degli impianti di alimentazione delle pompe sommerse e il conseguente allagamento dei vani garage. Nonostante i numerosi interventi di ripristino effettuati dalla proprietà, la situazione nell'area è rimasta la stessa. Nessuna autorità sarebbe intervenuto. 

Ed ecco gli accertamenti eseguiti nel mese di ottobre 2026 dalla polizia locale di Olbia e dall’Asl Gallura. All’interno delle strutture, è stata accertata la presenza stabile di circa venti persone in condizioni di estrema precarietà e di emergenza abitativa. 

L'ordinanza di sgombero viene (finalmente) firmata il 29 ottobre dal sindaco. Ad oggi non è stata notificata ai proprietari. 

Dalla società raccontano una situazione avvilente: "Avevamo denunciato i vari reati commessi e aspettavamo l'intervento della forza pubblica a tutela della proprietà e a salvaguardia della pubblica e privata incolumità. Nessuno è intervenuto, nonostante le nostre denunce. Ad oggi abbiamo avuto danni e furti per quasi un milione di euro. Probabilmente se ci fosse stato l'immediato intervento si sarebbe evitata questa tragedia".