La conferenza di fine luglio sugli arresti nell'ambito dell'operazione Golden Mole
CAGLIARI. Si è presentato spontaneamente negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Cagliari l'ultimo destinatario dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'operazione "Golden Mole" che aveva sventato un assalto a un furgone portavalori carico d'oro in partenza da San Gavino Monreale. L'uomo, originario di Fonni, si era reso irreperibile in occasione dell'esecuzione del provvedimento cautelare, non essendo stato rintracciato in casa al momento dell'intervento. Era l'unico degli undici a non essere stato raggiunto dalla misura.
È arrivato negli uffici della Questura accompagnato dai suoi legali e dopo le formalità di rito è stato accompagnato nel carcere di Uta, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L'operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia denominata “Golden Mole” aveva consentito di ricostruire la pianificazione dell'assalto, documentando una dettagliata attività preparatoria, caratterizzata da sopralluoghi, riunioni operative, studio degli itinerari percorsi dal mezzo blindato e predisposizione della logistica necessaria alla realizzazione dell’assalto, e dalla disponibilità di armi e di veicoli provento di furto destinati, secondo l’ipotesi investigativa, all’azione criminosa.
Nel corso delle indagini è inoltre emerso che la pianificazione del gruppo non era circoscritta al solo assalto al furgone portavalori: gli indagati avevano infatti preso in considerazione anche un’azione diretta contro il caveau della fonderia di San Gavino dove venivano prodotti i lingotti.
Tutto il piano era stato fermato dall'esecuzione dell’ordinanza cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Cagliari con la quale era stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di dodici soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, del delitto di tentata rapina ai danni di un veicolo adibito al trasporto di valori, nonché dei reati di detenzione e porto illegale di armi e ricettazione.
Oggi anche l’ultimo destinatario è stato sottoposto alla misura cautelare.