UTA. La musica come strumento di libertà, incontro e condivisione. È questo lo spirito di “Il nostro canto libero”, il corso di canto che l’artista Elena Lecca terrà nelle prossime settimane nella sezione femminile della Casa circondariale di Cagliari-Uta.
Il progetto è promosso dall’associazione Socialismo Diritti Riforme, in collaborazione con la direzione dell’istituto penitenziario “Ettore Scalas”, l’Area Educativa e l’Area della Sicurezza, con il sostegno della Fondazione di Sardegna. Il primo appuntamento si è svolto martedì 27 ottobre e ha coinvolto undici detenute, che hanno accolto l’iniziativa con interesse e partecipazione, interpretando gospel e canti provenienti da Nigeria, Perù e Ucraina.
“La voce è l’unico strumento musicale che ciascuna persona possiede e conduce con sé. Non ha bisogno di custodie e non occupa alcuno spazio”, ha spiegato Elena Ledda, sottolineando come il canto possa diventare un modo per esprimersi liberamente e superare gli ostacoli della vita quotidiana. "Non ha bisogno di custodie e non occupa alcuno spazio. È sempre con noi e ci consente di esprimerci in totale libertà rimuovendo, quando lo usiamo consapevolmente, tutti quei problemi e quegli ostacoli che condizionano la nostra esistenza. Cantare non pone limiti: è libertà. La vocalità con l’apprendimento di canzoni sarà il nostro modo di comunicare, imparare la lingua sarda e scambiare le conoscenze”, ha aggiunto.
“Nel ringraziare Elena Ledda per la disponibilità – ha sottolineato Giuseppina Pani in rappresentanza dell’Area Educativa – sono convinta che questo percorso possa essere un utile strumento per promuovere una maggiore e più profonda relazione culturale tra le detenute e arricchire la loro esperienza umana e linguistica nella nostra regione. Un’occasione per apprendere i canti tradizionali dell’isola e quelli dei Paesi delle detenute. Hanno infatti aderito diverse detenute straniere”, ha aggiunto.
“Sperimentare un modo alternativo di stare insieme favorendo una partecipazione emotiva in cui l’espressione personale della voce si fonde con l’esperienza di ciascuna – ha evidenziato Maria Grazia Caligaris, presidente di SDR – è un’occasione di crescita per tutti perché fornirà ulteriori elementi di conoscenza delle detenute e della convivenza. Non è la prima volta che Elena Ledda si prende cura delle detenute di Cagliari-Uta mettendo a disposizione la sua professionalità e dimostrando una rara sensibilità”.
Articolato in appuntamenti settimanali di due ore ciascuno, il programma, promosso con la fattiva collaborazione di Luciana Onnis, presidente della Fondazione Faustino Onnis, prevede la conoscenza dei canti sardi e delle ninne nanne della Sardegna più popolari ma anche quelle dei Paesi di provenienza delle detenute.