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CAGLIARI. Sovraffollamento, carenza di agenti e personale sanitario e le difficoltà legate alla presenza dei detenuti al 41 bis. È il quadro del carcere di Uta denunciato questa mattina dal senatore Marco Meloni, dalle deputate Debora Serracchiani e Francesca Ghirra, in visita nell’istituto penitenziario insieme ai rappresentanti del mondo forense.
Secondo i dati riferiti, nella struttura ci sarebbero 848 detenuti, circa 200 in più rispetto alla capienza, considerando sia i detenuti ordinari sia quelli al 41 bis. La deputata segnala anche una carenza di organico di 120 unità e una situazione critica sul fronte sanitario. “Dovrebbero esserci 10 medici, oggi ce ne sono solo due”, ha detto Ghirra.
La presenza dei detenuti del 41 bis, secondo i parlamentari, pesa anche sulla gestione quotidiana del carcere. Quando un detenuto deve essere accompagnato in ospedale, infatti, il servizio di piantonamento sottrae agenti alla struttura, con ripercussioni sulla sicurezza e sull’organizzazione interna.
A far preoccupare il senatore Meloni è l’ipotesi di ulteriori trasferimenti in Sardegna, quando l’isola ospiterebbe già circa il 25% dei detenuti italiani sottoposti a questo regime. “Davvero crediamo che tutta la politica sarda, tutta, debba fare appello al governo e al Parlamento perché questa tendenza venga immediatamente interrotta”, spiega Meloni.
Anche la deputata Debora Serracchiani ha sollevato il problema delle possibili infiltrazioni criminali e delle ricadute sul territorio. “C’è un tema anche di sicurezza non soltanto del carcere in sé, ma di quello che c’è fuori e della fragilità del territorio”, fa sapere Serracchiani.