Troppi infortuni e morti sul lavoro, via all'osservatorio in Sardegna: "Creiamo la cultura della prevenzione a partire dalle scuole"

 

 

Guarda YouTg anche su Matex Tv

 

CAGLIARI. Rafforzare la prevenzione, migliorare i controlli e mettere in rete istituzioni e sindacati per contrastare infortuni e morti sul lavoro. È l’obiettivo dell’Osservatorio regionale per la qualità, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, istituito a giugno scorso, dopo la sottoscrizione del patto di Buggerru, tra Regione e sindacati.

I componenti si sono riuniti per la prima volta questa mattina nella sede del palazzo della Regione a Cagliari per discutere delle attività e delle azioni da mettere in campo. 

L’Osservatorio si occuperà, quindi, di raccogliere dati, individuare criticità e proporre interventi concreti. “Non è un lavoro di un ente singolo, perché un ente singolo può coprire una piccola parte. È il lavoro di tutti”, spiega la presidente Todde.

Tra le priorità anche la diffusione di una cultura della sicurezza che parta dalle scuole e arrivi nei posti di lavoro.

L’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca ha richiamato i numeri nazionali: sono circa 4.700 gli infortuni nei primi sette mesi del 2026 e oltre 800 i morti nei primi nove mesi. “Ci rivedremo fra un anno con risultati concreti. Ricordiamo sempre che dietro i numeri c’è la vita delle persone”, ha detto Manca.

I sindacati, intanto, hanno assicurato la propria collaborazione. “Adesso è il momento della responsabilità”, fa sapere Fulvia Murru, segretaria generale della Uil, mentre il segretario della Cisl Pierluigi Ledda ha ribadito che non “è più accettabile che i lavoratori e le lavoratrici escano di casa e rischino la vita”.
Per Nicola Cabras, segretario della Cgil, sarà necessario intervenire su più fronti, dalla cultura della prevenzione nelle scuole alle proposte normative.