Quasi 75 milioni di euro per i danni del ciclone Harry, ma l'Italia non chiede l'anticipo. Si aspetta

 

STRASBURGO. Il Parlamento europeo ha approvato lo stanziamento di 74,9 milioni di euro a favore dell'Italia per fronteggiare i danni della tempesta Harry, che tra il 18 e il 21 gennaio scorsi ha colpito duramente le coste di Sardegna, Sicilia e Calabria. Le risorse rientrano in un pacchetto complessivo da 489,1 milioni di euro a valere sul Fondo di solidarietà dell'Unione europea, destinato anche a Portogallo (261,5 milioni), Spagna (149,1 milioni) e Malta (3,7 milioni).

Il contributo assegnato all'Italia equivale a circa il 2,5% dei 2,995 miliardi di euro di danni diretti complessivi stimati dalle autorità nazionali dopo l'ondata di maltempo che ha isolato interi centri e causato l'inagibilità di centinaia di abitazioni e infrastrutture. La disparità tra il fabbisogno reale e lo stanziamento europeo risiede nella natura stessa del regolamento del Fondo: delle risorse totali, l'Italia ha indicato come ammissibili 116,66 milioni di euro, destinati in larga parte (circa 93 milioni) al ripristino di servizi essenziali quali reti idriche ed elettriche, trasporti, scuole e strutture sanitarie, oltre ai soccorsi e alla sistemazione temporanea degli sfollati. Il Fondo non prevede risarcimenti diretti per privati e imprese colpite.

Il via libera di Strasburgo, passato con 651 voti favorevoli, 17 contrari e 3 astensioni, riconosce la calamità naturale regionale per l'Italia, dove i danni hanno toccato il 3,256% del Pil regionale ponderato delle tre regioni coinvolte, a fronte di un limite d'accesso fissato all'1,5%. A differenza di Portogallo, Spagna e Malta, che hanno già percepito quote di anticipo, l'Italia è stato l'unico Paese a non aver presentato richiesta di liquidazione anticipata, lasciando l'intero importo in attesa dell'imminente via libera formale del Consiglio europeo per il saldo finale.


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