Violenza e furti, il Siulp dopo l'arresto di un migrante a Oristano: "Con il Cas di Monastir problemi alla sicurezza"

 

ORISTANO. "Dietro i successi operativi che legittimamente rende orgogliosa la cittadinanza, si cela una realtà quotidiana sempre più insostenibile". A dichiararlo all'Adnkronos è il segretario provinciale del Siulp di Cagliari, Massimo Vargiu, commentando l'operazione della squadra mobile di Oristano che ha portato all'arresto di un minore algerino e alla caccia al complice, entrambi ospiti del centro di accoglienza di Cabras, accusati di rapina e furti. Un giovane si era ritrovata un taglierino puntato alla gola. 

Vargiu sottolinea come non si tratti di episodi isolati: "A quanto sembra infatti, l'arrestato e il complice sono sbarcati nelle coste di Sant'Antioco e hanno compiuto gli stessi reati a Cagliari e nell'hinterland. Il Cas di Monastir ha creato negli ultimi tempi turbolenze e gravi conseguenze sull'aspetto della sicurezza pubblica. I reati sono all'ordine del giorno e investono per intero i nostri territori e tutta la Sardegna".

Di fronte a questo scenario, il rappresentante del sindacato di polizia rilancia: "Vanno potenziati gli organici nelle province sarde, come chiediamo da tempo. Occorre controllare i confini nazionali e combattere l'immigrazione clandestina". Il Siulp rivolge quindi "un accorato appello a tutte le istituzioni competenti per risolvere una questione ormai alla deriva", rimarcando che "la sicurezza della comunità e la dignità lavorativa dei poliziotti non possono più attendere".