Costretti a digiunare "per incontrare Gesù": più di 400 morti e 190 bambini, condannato il predicatore

 

KILIFI. Duecento anni di carcere per l'omicidio di 191 persone, di cui 190 bambini e un adulto. È la condanna inflitta oggi dall'Alta Corte di Mombasa a Paul Nthenge Mackenzie, l'ex tassista diventato predicatore e leader della "setta del digiuno" di Shakahola.

Il giudice ha stabilito una pena totale di 200 anni di reclusione, derivante dalla somma di 100 anni per omicidio per inedia e 100 anni per omicidio volontario diretto, respingendo integralmente le tesi difensive del predicatore che aveva negato di aver costretto i propri adepti a digiunare. Insieme a Mackenzie sono stati condannati 28 complici, con pene riflesse che variano da 10 a 160 anni di carcere. 

Il massacro, emerso nell'aprile 2023, quando furono ritrovate le prime fosse comuni nella foresta di Shakahola (nella contea costiera di Kilifi), rappresenta una delle più gravi tragedie a sfondo religioso della storia del Kenya. Mackenzie convinceva i propri seguaci a isolarsi dal mondo e a lasciarsi morire di fame insieme ai figli per "incontrare Gesù" prima della fine del mondo. Nelle indagini e negli scavi condotti all'interno del ranch di Shakahola le autorità hanno finora recuperato oltre 440 corpi.

Al netto del numero totale di vittime, a pesare sono i bambini, che sarebbero stati costretti a digiunare, mentre gli adulti (eccetto uno) potrebbero aver scelto di loro sponte.