DECIMOMANNU. Un esposto indirizzato alla procura di Cagliari, e per conoscenza alla prefettura, all'Anas, al comune di Decimomannu e al commissario straordinario per le infrastrutture della Statale 130 Antonio Piu, per chiedere accertamenti sulle responsabilità e sollecitare la messa in sicurezza dell'incrocio tra Decimomannu e San Sperate. È l'iniziativa del "Comitato spontaneo per la sicurezza della Ss 130", firmata dal coordinatore referente Ottavio Schirru, all'indomani dell'ennesimo incidente mortale in cui ha perso la vita un diciannovenne.
Nella lettera-denuncia, il comitato evidenzia come "non sono bastate le innumerevoli proteste, seguite da altrettanti numerosi documenti che mettevano in risalto la pericolosità della strada". La tragica morte del ragazzo è arrivata dopo "sei incidenti gravi negli ultimi mesi e nessun intervento". I residenti contestano inoltre la gestione del territorio: esempio, la recente posa in opera della fibra nella rotonda "senza un minimo di prevenzione e controllo del traffico, con un cantiere aperto e automezzi di lavoro parcheggiati anche di notte senza un minimo di illuminazione di sicurezza".
Già nel luglio 2025 lo stesso comitato aveva trasmesso una nota formale al commissario straordinario Antonio Piu, sollecitando l'adozione di "provvedimenti anche provvisori" e la realizzazione di opere temporanee per avvisare gli automobilisti dell'avvio della cantierizzazione e mitigare l'aumento costante del traffico prima dei lavori definitivi. E a proposito di provvedimenti provvisori, o tampone, anche la sindaca di Decimomannu ha annunciato di volersi attivare a tal proposito nel lungo messaggio pubblicato ieri, in cui raccontava di essere stata presente sul luogo in cui Maurizio Porcu ha perso la vita.
Tornando al documento di oggi, si parla di quesiti diretti alla magistratura e alle istituzioni per comprendere "quale ruolo ha il comune di Decimomannu nonostante la sua importanza strategica nel territorio" e per quale motivo l'incrocio a raso, a 57 anni dalla sua realizzazione, "non sia mai stato dotato di un minimo di strumenti per la sicurezza, mentre gli incroci simili del comune di Assemini e del comune di Elmas si è provveduto da parecchi anni addietro".
"Vogliamo chiarezza e giustizia", conclude il referente del comitato nella nota, Ottavio Schirru, ribadendo che "la sicurezza è un diritto non un privilegio".