CAGLIARI. Il Tar della Sardegna ha disposto lo stop alla caccia per le giornate del 20 e 27 settembre per le tre specie della "fauna nobile stanziale", la pernice sarda, la lepre sarda e il coniglio selvatico. La sospensione parziale arriva dopo il ricorso presentato dall'associazione ecologica Grig (Gruppo d’Intervento Giuridico), rappresentata dall'avvocato Carlo Augusto Melis Costa, alla quale si affiancano in queste ore i ricorsi ad adiuvandum della Lega per l'Abolazione della Caccia e della LIPU - BirdLife Italia.
Resta invece in sospeso la data del 4 ottobre, ultima giornata prevista dal calendario, che sarà esaminata dal Collegio nella camera di consiglio fissata per il 30 settembre.
I giudici amministrativi hanno evidenziato “profili di danno grave ed irreparabile sicuramente sussistenti in quanto lo svolgimento delle giornate di caccia autorizzate comporterebbe l’abbattimento irreversibile della fauna selvatica” e “censure relative alla carenza di istruttoria (laddove evidenziano, in attuazione del principio di precauzione, la necessità di una particolare attenzione alla realtà ambientale nell’attualità del territorio regionale) e al difetto di motivazione (in punto di scostamento dalle indicazioni rese dall’ISPRA”.
Non ci sono infatti censimenti estivi delle tre specie in presenza di una pesantissima e devastante stagione estiva con temperature in media di 35-40 gradi e oltre nei mesi di giugno, luglio e agosto 2026.
Alla Regione viene contestata invece la carenza di un'adeguata istruttoria – mancante di una verifica puntuale dello stato del territorio – e il difetto di motivazione per essersi discostata dalle indicazioni fornite dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Nonostante la pesante emergenza ambientale, la Regione non avrebbe effettuato né inviato all'Ispra i censimenti estivi aggiornati sulla consistenza delle popolazioni delle tre specie coinvolte, adempimento che l'istituto richiede per valutare la sostenibilità del calendario venatorio.
