Olbia, in casa nascondeva la cocaina rosa (la pericolosa "droga delle feste"): arrestato ventenne

 

 

OLBIA. In casa aveva la "cocaina rosa", un raro cocktail di sostanze stupefacenti che può produrre danni permanenti soprattutto negli adolescenti. A finire in manette a Olbia un ventenne, trovato in possesso di circa 50 grammi di cocaina, tra cui appunto la "droga delle feste", che spesso include un mix di chetamina, MDMA (ecstasy), anfetamine, benzodiazepine e oppioidi, in grado di produrre danni permanenti soprattutto negli adolescenti. 

Le Fiamme Gialle del Gruppo Olbia hanno eseguito l'arresto in flagranza di reato. Il giovane è stato sottoposto a un controllo condotto con l’ausilio delle unità cinofile, mentre percorreva la strada provinciale 125 a bordo di un veicolo da lavoro.

Nello specifico, i militari, insospettiti dall’atteggiamento evasivo e contraddittorio del ragazzo e dall’interesse mostrato dal cane antidroga Semia, decidevano di procedere alla perquisizione personale e ad estendere le attività di polizia anche in casa. 

All’interno dell'abitazione sono stati trovati, abilmente occultati, circa 50 grammi di cocaina, già suddivisa in dosi pronte per la cessione, tra i quali anche la nota “cocaina rosa” detta anche “2C o 2C-B”. Si tratta di un raro cocktail di sostanze stupefacenti che spesso include un mix di chetamina, MDMA (ecstasy), anfetamine, benzodiazepine e oppioidi che, a seconda del dosaggio dei componenti, è in grado di produrre danni permanenti soprattutto negli adolescenti. Considerata “la droga delle feste”, diffusa negli eventi aggreganti, per il suo effetto entactogeno, in grado di favorire il “contatto con l’altro”. Un grammo di sostanza può arrivare a costare fino a 500 euro.

A completare il quadro scoperto dai Finanzieri, un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento.

Al termine dell’operazione, tutto è stato sottoposto a sequestro e il giovane è stato tratto in arresto per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Tempio Pausania, che ne disponeva gli arresti domiciliari. La sostanza, qualora immessa sul mercato, avrebbe fruttato guadagni per un valore stimato in 5mila euro.