Emergenza plastica, fronte unito di Regione e Comuni: "Spazi quasi finiti, serve rigore"

CAGLIARI. Non si placa l'emergenza legata ai rifiuti di imballaggio in plastica nell'Isola: nel corso del nuovo tavolo di crisi convocato dall'assessorato regionale della Difesa dell'Ambiente, è emersa una mappa dell'Isola spaccata in due. Se la situazione risulta temporaneamente sotto controllo nel nord Sardegna grazie all'ampliamento degli spazi, la criticità rimane altissima al Sud, dove le volumetrie di stoccaggio messe a disposizione dal consorzio industriale Cacip sono ormai del tutto esaurite.

"Siamo di fronte a una crisi che richiede rigore, responsabilità e una chiara distinzione dei compiti", ha dichiarato l'assessora regionale dell'Ambiente, Rosanna Laconi. "Comuni, enti territoriali e consorzi industriali hanno assicurato in queste settimane nuovi spazi e soluzioni straordinarie per evitare che le criticità si scaricassero sui cittadini e sul servizio di raccolta. Ma lo stoccaggio può soltanto contenere temporaneamente gli effetti della crisi: non può diventare la risposta strutturale né sostituire il ritiro e l’avvio a recupero dei materiali che competono al sistema consortile. Se i ritiri non riprendono con continuità e in quantità adeguate, la situazione non è sostenibile ancora a lungo: gli spazi che siamo riusciti a rendere disponibili hanno necessariamente un limite e, in alcune aree, quel limite è ormai vicino". L'esponente della Giunta ha annunciato un pacchetto di 21 proposte che la Regione Sardegna, coordinatrice della Commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni, presenterà a livello nazionale per imporre scadenze certe e penali a Conai e Corepla, contestando un blocco originato dal crollo del mercato del riciclo.

Forte anche la posizione dei sindaci isolani di fronte allo stallo dei ritiri. "I Comuni hanno fatto la loro parte e continuano a farla, ma la disponibilità di nuovi spazi non può sostituirsi al ritiro dei materiali: è una misura che guadagna tempo, non una soluzione", ha denunciato la presidente dell'Anci Sardegna, Daniela Falconi, richiamando l'Accordo di programma quadro sottoscritto con il sistema dei consorzi. "Quell'accordo non attribuisce ai soli Comuni oneri e responsabilità: definisce impegni reciproci, fra i quali il ritiro dei materiali conferiti. Chiediamo che siano rispettati. Questa crisi rischia di vanificare anni di lavoro sulla raccolta differenziata e sulla sensibilizzazione delle comunità: se i cittadini perdono fiducia nel sistema, recuperarla richiederà molto più tempo di quanto ne serva a smaltire le giacenze". Anci e Regione hanno quindi sollecitato formali garanzie da parte di Conai e Corepla, esigendo un cronoprogramma vincolante su tempistiche e quantitativi di smaltimento delle giacenze impianto per impianto.