Non solo manovra: la Regione si impegna a portare i bus Ctm in sei nuovi comuni, i dettagli

CAGLIARI. Non solo la manovra da 2,4 miliardi di euro: ieri, un altro passaggio chiave in Consiglio regionale per la mobilità della Città Metropolitana di Cagliari. Un ordine del giorno approvato dall'Aula impegna la Giunta ad estendere il servizio di trasporto pubblico gestito dal Ctm anche nei comuni dell'hinterland finora esclusi.

La misura punta ad allargare la rete dei bus urbani ai territori di Capoterra, Maracalagonis, Sestu, Settimo San Pietro, Sinnai e Uta, facendosi carico integralmente dei costi del servizio. Primo firmatario Roberto Deriu insieme ai consiglieri Ciusa, Orrù, Porcu, Frau, Pizzuto, Mandas, Li Gioi, Casula. 

Nel documento si legge: "un momento storico importante per i comuni interessati e l'occasione che consentirebbe di colmare i gap e 'svoltare' verso un sistema che potrebbe portare nuove opportunità di sviluppo e crescita sociale ed economica".

L'estensione sfrutta le clausole del contratto di servizio biennale in essere tra Regione e Ctm (in scadenza il 31 dicembre 2026), che consente di disporre aumenti delle prestazioni fino a un quinto dell'importo dell'affidamento. Il provvedimento pone inoltre le basi per la nuova programmazione del trasporto pubblico metropolitano, anche alla luce del progressivo rinnovo della flotta Ctm con mezzi elettrici e a idrogeno.

Di fatto non ci sono informazioni o specifiche sul numero di tratte, orari, frequenza, quali mezzi verranno usati etc. Si tratta di un impegno, una promessa, che permetterebbe ai Comuni lasciati fuori dalla tratta Ctm di poter essere più collegati al resto dell'hinterland.