CAGLIARI. "Sino a qualche settimana fa, la Regione Sardegna guidata dal centrosinistra evocava scenari catastrofici, minacciando il ritiro dei bandi per i collegamenti marittimi e accusando il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di aver proceduto unilateralmente e senza alcuna consultazione. Oggi, ad assegnazione avvenuta, assistiamo a un sorprendente e quasi magico cambio di rotta: gli stessi esponenti regionali che prima gridavano allo scontro ora lodano pubblicamente il lavoro portato avanti, parlando di ascolto, attenzione verso le amministrazioni comunali, sinergia con gli armatori e leale collaborazione con lo stesso dicastero dei Trasporti". Così Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Trasporti della Camera.
Deidda fa riferimento all'istanza di revoca dei nuovi bandi di continuità marittima presentata dalla Regione, appunto, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ritenendoli “fortemente limitati rispetto alle esigenze di trasporto” del territorio. È di ieri la notizia dell'aggiudicazione delle gare a Grimaldi per i collegamenti strategici da e per i porti di Cagliari e Arbatax.
"Siamo felici che la Giunta regionale sarda abbia finalmente riconosciuto la bontà del percorso tracciato dal ministero – continua Deidda – ma non possiamo non rilevare questa schizofrenia politica. Prima si fa allarmismo per racimolare qualche titolo di giornale contro il Governo, poi, davanti all'evidenza dei fatti e a bandi assegnati con successo che garantiscono la continuità territoriale e i servizi per i cittadini, si sale sul carro dei vincitori intestandosi meriti non propri. Il Mit – prosegue il presidente della Commissione Trasporti di Montecitorio - ha sempre lavorato nell'esclusivo interesse dei territori e dei sardi, con serietà e senza bisogno di miracoli, ma semplicemente applicando buone pratiche amministrative, rispettando le normative e garantendo quel dialogo costante con sindaci e operatori che la Regione ha finto di non vedere fino a ieri. La coerenza evidentemente, non è di casa ma l’opportunismo sì", conclude Deidda.
