Troppo caldo, Cgil: "La Regione proroghi il divieto di lavorare sotto il sole negli orari peggiori"

 

BUGGERRU. Proroga immediata dell'ordinanza sulle temperature estreme e attuazione completa del Patto di Buggerru: sono le richieste avanzate dalla Cgil Sardegna nel corso della commemorazione dell'eccidio del 1904. La segretaria generale Simona Fanzecco si è rivolta direttamente alla Giunta regionale per tutelare chi opera in condizioni ambientali critiche.

"Alla Regione chiediamo prima di tutto che l’ordinanza che vieta il lavoro all’aperto negli orari di caldo estremo scaduta il 31 agosto sia prorogata con la massima urgenza, come tra l’altro è stato già fatto in altre Regioni", ha dichiarato Fanzecco. La necessità è quella di tutelare "i lavoratori e le lavoratrici che operano in condizioni difficili e rischiose, nei cantieri, nei capannoni industriali, nei campi e in tutti i luoghi di lavoro dove le temperature raggiungono livelli insopportabili", sollecitando interventi di lungo periodo. "Occorre creare strumenti di tutele permanenti per garantire ai lavoratori e alle lavoratrici di operare in sicurezza e dignità, nelle situazioni di caldo estremo così come in tutte le complicate condizioni che il cambiamento climatico sta determinando".

La segretaria della Cgil ha poi richiamato le istituzioni sull'accordo siglato due anni fa durante la medesima ricorrenza: "Due anni fa, proprio in questa occasione, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con la presidenza della Regione il Patto di Buggerru, un protocollo volto al potenziamento di tutte le azioni a tutela della salute e sicurezza nel lavoro". Nonostante gli accordi presi "siamo ben lontani dalla sua operatività, anche perché le risorse destinate sono state assegnate in ritardo".