Sant'Antioco, la campagna regionale "Non sono un'alga" preoccupa: "Evitiamo guerre ideologiche"

 

SANT'ANTIOCO. Polemica sulla gestione della posidonia oceanica nei litorali sardi: sotto la lente la recente campagna di sensibilizzazione "Non sono un'alga", promossa dalla Conservatoria delle Coste e dall'assessorato regionale alla Difesa dell'Ambiente che ha innescato forti dubbi e la dura presa di posizione del comune di Sant'Antioco.

Il sindaco di Sant'Antioco, Ignazio Locci, ha espresso forte preoccupazione per la direzione intrapresa dalle linee guida regionali e per i messaggi diffusi dalla campagna informativa. "Attualmente, infatti, così come da anni fa il nostro Comune, la posidonia abbancata sulle spiagge viene collocata temporaneamente in punti di accumulo prossimi alla battigia concordati con il Corpo Forestale per poi essere ricollocata in autunno sulla stessa battigia, facendo in modo che il mare e la natura facciano il loro corso.

Una procedura a cui adempiamo con rigorosa attenzione e che ci consente di rendere i litorali fruibili durante la stagione balneare e di preservare la spiaggia con il riposizionamento degli accumuli tra ottobre e novembre, così come previsto dalle attuali direttive. Tuttavia, leggendo alcune sezioni del sito 'Alga a chi?' ho avvertito il timore che questa procedura possa essere presto superata".

"Ben vengano i progetti di educazione ambientale", ha concluso il sindaco Locci, "anche noi, nel nostro piccolo, facciamo il possibile anche sul tema della posidonia, ma occorre stare molto attenti e cercare di contemperare tutti gli interessi in campo, evitando una guerra ideologica tra la preservazione delle coste, assolutamente condivisibile e imprescindibile, e la fruizione degli arenili, altrettanto prioritaria".