Oristano, botte e minacce a compagne e famiglia: tre ordinanze contro uomini violenti

 

ORISTANO. Anni di violenza, minacce e silenzio, spezzati dall'intervento delle forze dell'ordine. La questura di Oristano ha chiuso il cerchio su tre diverse storie di violenza domestica, con altrettante misure cautelari a carico dei responsabili di maltrattamenti contro mogli, compagne e familiari.

 È il caso di una madre di due bambini piccoli, finita più volte al pronto soccorso per le percosse del marito: in ospedale raccontava di incidenti domestici, negando ogni sopruso, ma i riscontri dei poliziotti hanno convinto il gip a cacciare l'uomo dal Comune di residenza, imponendogli il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico.

Un copione simile si è consumato nell'arco di dodici anni all'interno di un'altra abitazione. Qui a rompere il muro dell'omertà è stata l'intuizione di un'amica della vittima che, riconosciuti i segnali dell'inferno che la donna stava vivendo, l'ha accompagnata dagli agenti. Anche senza la querela formale della persona offesa, gli accertamenti hanno confermato le violenze prolungate del compagno: per l'uomo, originario di un'altra regione, è scattato il divieto assoluto di dimora in tutta la Sardegna e l'obbligo di braccialetto elettronico.

Infine, gli agenti sono dovuti intervenire per mettere un freno adi un neomaggiorenne che da tempo terrorizzava la propria famiglia, aggredendo sistematicamente genitori, sorella e una nipotina convivente. Considerata la pericolosità del giovane, il giudice ha disposto la misura di sicurezza del ricovero in una casa di cura e custodia, dove il ragazzo è stato accompagnato dalla polizia.


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