Meloni attacca Todde sulle rinnovabili, la replica: "Ci accusa ma finisce per darci ragione"
ROMA. "Sono altri che non hanno fatto nulla per le rinnovabili, non noi. Una cosa sono le posizioni che si sostengono in Parlamento e una cosa è quello che poi accade quando gli impianti vanno fatti e c’è qualcuno sul territorio che deve dare l’autorizzazione. Tra i presidenti di Regione che più si oppongono c’è la Sardegna e la Toscana". Così la premier Giorgia Meloni oggi alla Camera. E la replica di Giuseppe Conte, leader del M5S, è arrivata subito: "La Meloni se la prende con la Todde ma la Sardegna è una delle regioni che investe di più sulle rinnovabili".
Anche l'assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, ha replicato poi alle dichiarazioni della Presidente del Consiglio: “Siamo piacevolmente sorpresi di apprendere dalle parole della Presidente Meloni che il Governo nazionale ha la stessa posizione che la Regione Sardegna sostiene da due anni, da quando si è insediata la giunta Todde: contraria alla speculazione energetica e favorevole a una transizione energetica governata. La Presidente ci accusa di frenare la transizione energetica, ma nel descrivere i rischi della speculazione e delle rendite che si nascondono dietro alcuni progetti finisce per dare ragione proprio alla Sardegna. È una contraddizione che vale la pena evidenziare”.
“Siamo stanchi di sentir ripetere che la Sardegna è contraria alle rinnovabili", attacca Spanedda, "Non è vero. Con la legge regionale 20 abbiamo fatto quello che il Governo nazionale non ha fatto: governare il processo. Abbiamo individuato le aree da tutelare, definito criteri per la localizzazione degli impianti e costruito un quadro di regole che consente di raggiungere gli obiettivi della transizione energetica salvaguardando paesaggio, agricoltura e vocazioni locali. Lo spazio per realizzare gli impianti necessari c'è, ed è stato individuato attraverso un serio lavoro sui territori".
E l'assessore all'Industria Emanuele Cani sottolinea: "La Sardegna sta facendo pienamente la propria parte nello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, pur avendo operato in un contesto nazionale caratterizzato da un blocco regolatorio che, dal 2021 al 2024, ha impedito la definizione di criteri chiari e ha favorito il proliferare di richieste di connessione e progetti presentati in modo indiscriminato, senza un quadro di riferimento certo. Nel frattempo, infatti, stiamo dando attuazione al Piano per le Zone di Accelerazione Terrestri, previste anche dal quadro europeo, con la semplificazione delle procedure laddove l’installazione delle FER è realmente compatibile, al fine di garantire certezza per gli operatori e per le comunità locali. Il nostro obiettivo è chiaro: favorire la transizione energetica senza sacrificare il territorio, garantendo investimenti di qualità e non speculativi. La Regione - conclude l’assessore Cani - continuerà a sostenere le energie rinnovabili con serietà, trasparenza e pianificazione, contribuendo in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi climatici nazionali ed europei”.