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CAGLIARI. "Hantavirus e il ceppo Andes? La diffusione al di fuori dell'epidemia in atto sembra poco probabile, ma è necessario interrompere la catena di trasmissione". A parlare è Aldo Manzin, direttore di Microbiologia e Virologia sperimentale dell’Aou di Cagliari, che fa il punto sugli "Hantavirus" di cui si parla tanto in queste settimane per l'epidemia scoppiata sulla nave da crociera MV Hondius.
Ma cosa sono gli "hantavirus"? Sono agenti infettivi conosciuti da tempo, anche se poco diffusi, che solitamente si trasmettono all’uomo tramite inalazione di aerosol generati da saliva, urina ed escrementi di topi o altri roditori. Sono presenti in Europa, in Asia, e in America (soprattutto meridionale). Sulla nave da crociera è stato individuato il ceppo "Andes", uno dei pochi Hantavirus per cui è stata documentata una trasmissione interumana, ovvero tra uomo e uomo.
"Gli Hantavirus del “vecchio mondo” (Europa e Asia) - spiega Manzin - sono i responsabili di rare patologie come la febbre emorragica con sindrome renale, mentre quelli che possiamo definire del “nuovo mondo” (America), causano rare ma severe sindromi polmonari, che esordiscono come sindromi simil-influenzali, che possono evolvere in forme gravi di polmonite, insufficienza respiratoria e shock cardiogeno".
Il virus Andes, presente principalmente in Argentina e Cile, prosegue il professore, "è la causa di una grave sindrome cardiopolmonare che può causare la morte fino a circa il 40% dei casi. Il periodo che intercorre tra il contagio e lo sviluppo della malattia è lungo, da una a otto settimane. Nel caso, perciò, in cui un soggetto manifesti i sintomi della malattia, tutte le persone che hanno avuto rapporti di vicinanza devono essere monitorati per almeno 2 mesi per verificare che non si siano contagiati".
La capacità diffusiva del virus non è considerata elevata, dice il professore, "al momento la sua diffusione al di fuori del contesto epidemico in atto sembra poco probabile, ma è necessario che si riesca ad individuare tutti i contatti e isolarli per interrompere la catena di trasmissione fino al prevedibile esaurimento".
Le misure di precauzione che si devono adottare, dice in conclusione Manzin, "come il tracciamento e l'isolamento dei pazienti infetti, il monitoraggio dei contatti stretti e l'applicazione di misure non farmacologiche di controllo delle infezioni, sono fondamentali per arrestare la diffusione dell’infezione, in assenza di vaccini e di terapie specifiche".
Intanto gli ultimi aggiornamenti sull'epidemia parlano di 6 persone in isolamento e quarantena in Italia, ma finora tutti i test sono negativi. E il Ministro della salute assicura: "I cittadini devono stare tranquilli, non è il Covid è qualcosa che si conosce". La nave da cui è partito il "focolaio" è attesa a Rotterdam per lunedì 18 maggio.












