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CAGLIARI. "Grazie infinite, Pavo". Così si conclude il comunicato, ma anche il viaggio del capitano Leonardo Pavoletti che si prepara alla sua ultima gara: Cagliari-Torino sarà la sua ultima presenza "spirituale" con il club che lo ha accolto. Il toscano infatti risulta infortunato e non potrà effettivamente scendere in campo.
"Che fosse qualcosa di speciale lo si poteva intuire da subito", si legge nel lungo messaggio di commiato sul sito ufficiale del Cagliari Calcio. "Sin da quell’arrivo a Cagliari in una calda serata di fine estate. Ad attenderlo in aeroporto una folla in visibilio, un’accoglienza abbastanza inusuale a queste latitudini, riservata soltanto a quei calciatori capaci davvero di lasciare il segno".
È dedicata a lui anche l'ultima puntata del podcast ufficiale del Cagliari. Per lui l'Isola si sarebbe presto trasformata in un'isola felice: "Quel ragazzone toscano dal sorriso contagioso non poteva certo immaginare che la Sardegna sarebbe diventata la sua Isola felice, quel posto dove mettere su famiglia, far nascere e crescere i propri figli, diventare uomo. La storia è di quelle da film: un inestricabile intreccio di gioie, anche esaltanti, e poi – d’improvviso – di momenti difficili in cui il mondo sembra crollarti addosso. Un minuto prima tocchi il cielo con un dito, poi la botta. Una prova continua a cui la vita ti mette davanti, ma tu ti rialzi e riparti sempre. Il mantello da supereroe “Pavoloso” indossato in campo, fuori – per tutti – semplicemente Leonardo".
Dati ufficiali: 231 gare e 52 reti in rossoblu, ma ha anche "vestito l’Azzurro, è entrato nella classifica dei migliori marcatori rossoblù di tutti i tempi. Autentico centravanti, specie rara, ha segnato in tutti i modi: soprattutto di testa, la specialità della ditta, in acrobazia. “Se la metti, segna Pavoletti”, il coro iconico lanciato da compagni e tifosi. I suoi sono stati gol molto spesso pesanti, non banali, capaci di mettere il sigillo a vittorie in extremis, rimonte pazzesche. Prodezze che sono state cruciali nella conquista di salvezze, di una promozione dal sapore epico. Autore di molte pagine del libro rossoblù, “quel” minuto 94 della finale di Bari lo consegna alla storia".
E poi il finale, forse un po' amaro, quasi una beffa, ma che non rovina il viaggio. Il Club scrive: "Avresti di certo voluto chiudere questo viaggio in campo, ma anche qui il destino, coerente e beffardo, ci ha messo il suo zampino. Da capitano sarai comunque lì, come sempre, al fianco della squadra, per sostenerla e trasmetterle tutta la tua forza. L’abbraccio del popolo rossoblù, i saluti. Una certezza: alcuni amori non son proprio fatti per dirsi addio, Cagliari è e sarà sempre casa tua"









