CAGLIARI. Ventiquattro "anime senza nome" censite nell'Isola e inserite nel nuovo Registro Nazionale dei Cadaveri Non Identificati, pubblicato dall'ufficio del commissario straordinario del Governo per le persone scomparse. È la mappa dolorosa tracciata dall'avvocato Gianfrancesco Piscitelli, presidente di Penelope Sardegna Odv e membro del direttivo nazionale dell'associazione.
Lo strumento raccoglie e incrocia i dati trasmessi dalle prefetture e dalle forze di polizia. Nella panoramica nazionale, che conta complessivamente 897 schede attive, la Sardegna si colloca all'undicesimo posto con il 2,68% del totale dei casi. Una parte significativa dei ritrovamenti nell'Isola è legata al mare e alle correnti, dalle tragedie delle rotte migratorie fino alle sparizioni silenziose lungo le coste o nell'entroterra.
L'analisi dell'associazione ricostruisce in ordine cronologico i 24 dossier sardi compresi tra il 1974 e il 2025. Il primo caso risale al 30 agosto 1974 ad Olbia, in località Santa Lucia, dove vennero rinvenuti i resti di un trentenne con una radiolina e due paia di pantaloni. Segue il ritrovamento del primo settembre 1986 nelle acque di Posada, riguardante un uomo di origine europeoide in slip nero. Nel 1995 a Bosa fu recuperato il corpo di una donna di 40-45 anni, mentre l'anno successivo a Loiri Porto San Paolo vennero trovati i resti di un venticinquenne. Nel novembre 1999 a Marrubiu fu rinvenuto il corpo di un uomo in costume da bagno floreale, deceduto per annegamento, e nel giugno 2000 vennero recuperati resti umani maschili nelle acque di Carloforte.
Nel luglio 2003 a Trinità d'Agultu fu ritrovato il corpo di una donna di 35-40 anni con scarpe da tennis Adidas. Seguiranno i recuperi in mare a Castelsardo nell'aprile 2006, a San Vero Milis nel settembre dello stesso anno per annegamento, e la scoperta da parte di speleologi a Orani nel dicembre 2007 di un teschio risalente agli anni '60-'80. Nel 2008 si registrano i ritrovamenti a Nuoro, in località Sedda Ortai, di un uomo in bermuda con portafoglio nei pantaloni, e a Budoni di un giovane con giubbotto in pelle Aviatrix e salvagente arancione.
Nel 2009 i fascicoli riguardano l'area di Urzulei ad agosto e Carloforte a dicembre, dove vennero rinvenuti i resti di un bambino di circa 5 anni. Nel 2013 i recuperi interessano la spiaggia di Rena Majore a Sassari per un uomo di 60 anni in avanzato stato di saponificazione, l'Isola dell'Asinara a settembre e Villanova Monteleone a dicembre. Nel 2015 ad Arzachena fu rinvenuto un uomo vestito con pantaloni Nino Cerruti e felpa con teschio. Nel 2016 a Bosa vennero registrati due casi distinti: un uomo in località Sa Domo Rutta e una donna con capelli rossi, scarpe Reebok e banconote in Lire lungo la battigia di Su Caule. Gli ultimi casi censiti si riferiscono al ritrovamento di resti a Baunei nel 2018, a Terralba nel 2022, fino ai due recenti recuperi dell'aprile 2025 avvenuti a Bosa e Capo Frasca ad Arbus.
"Ogni riga, ogni codice identificativo, non è un semplice dato statistico, ma una persona che ha lasciato una famiglia nel limbo eterno dell'attesa e della mancata elaborazione del lutto", dichiara l'avvocato Gianfranco Piscitelli. "Il nostro impegno continua fermo affinché a ciascuno di questi 24 corpi venga restituito il diritto più sacro: quello di avere una lapide con su scritto il proprio nome».