Mancano gli allacci elettrici, opere idriche bloccate. Egas attacca Enel: "Se serve andremo per vie legali"

 

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CAGLIARI. Opere pubbliche da milioni di euro per il miglioramento del servizio idrico della Sardegna che rischiano di restare inutilizzate per la mancata alimentazione elettrica. È la denuncia del presidente di Egas, Fabio Albieri, che questa mattina, durante una conferenza stampa a Cagliari, ha puntato il dito contro i ritardi di E-Distribuzione, società del gruppo Enel, negli allacci necessari per attivare alcune infrastrutture del servizio idrico. I casi principali riguardano l’Alta Gallura, Castelsardo e il litorale di Quartu.

“Siamo in una situazione a dir poco paradossale, perché abbiamo tutta una serie di opere che sono state completate, alcune in fase di completamento, realizzate da Abbanoa, e purtroppo non potranno essere messe in esercizio a causa della mancata alimentazione di Enel. Si tratta di servizio idrico integrato, di tutta l’acqua, della tutela ambientale e parliamo di depurazione. È una situazione che davvero crea non pochi problemi, anche costi all’intero sistema”, spiega Albieri.

Il caso più urgente è quello dell’Alta Gallura, dove il collegamento della diga di Lu Paggiolu al sistema idropotabile del territorio vale circa 18 milioni di euro. L’intervento interessa diversi comuni e dovrebbe contribuire a migliorare l’approvvigionamento idrico, ma la mancata fornitura elettrica ne impedisce l’avvio.

La criticità riguarda anche Castelsardo e Lu Bagnu, dove è in fase di completamento il nuovo schema fognario-depurativo, un’opera da circa 24,5 milioni di euro. L’intervento risulta importante per il sistema di depurazione e per il superamento delle criticità ambientali del territorio.

Il terzo intervento, invece, riguarda il litorale di Quartu, dove il riordino e l’estensione della rete fognaria costiera valgono circa 4 milioni di euro.

A preoccupare l’Ente sono soprattutto i tempi e la mancanza di risposte certe da parte del gestore della rete elettrica. “Non conosciamo i cronoprogrammi, non conosciamo i tempi di esecuzione di questi lavori che sono fondamentali per mettere in esercizio queste opere. Gli interlocutori ogni volta cambiano e non ci hanno dato risposte certe”, ha detto Albieri.

Da qui la richiesta di un intervento urgente e di tempi certi per le tre opere. “Ci auguriamo che Enel possa risponderci. In caso di mancata risposta agiremo per vie legali, sia in sede civile, ma se serve anche in sede penale”, conclude Albieri.