ASINARA. La proposta del Sappe (il sindacato autonomo di polizia penitenzaria) di riaprire l'Asinara per destinarla ai detenuti più problematici incassa il fermo (e stizzito) rifiuto della garante regionale dei detenuti Irene Testa. "La proposta del Sappe di riaprire l’Asinara per destinarla ai detenuti più problematici è irricevibile", dichiara la garante
"La Sardegna ha già dato abbastanza al ministero della Giustizia: le colonie penali occupano oltre 6000 ettari, oltre la metà dei quali oggi inutilizzati o lasciati in abbandono". Secondo Testa, le istituzioni dovrebbero muoversi in direzione opposta rispetto al passato: "Altro che riconsegnare l’Asinara alle carceri. È arrivato il momento che la Sardegna chieda al Demanio la restituzione dei terreni delle colonie che lo Stato non utilizza più".
Nel merito della gestione dei detenuti complessi, la garante parla di nuvo delle carenze: "E sui detenuti con dipendenze o gravi problemi psichiatrici occorre essere chiari: servono cure, comunità terapeutiche, personale sanitario e specializzato (si veda il caso del carcere di Bancali ndr). E nelle carceri servono più agenti di Polizia penitenziaria e più personale, non nuove isole-carcere. L’Asinara è patrimonio della Sardegna e tale deve restare", ribadisce in conclusione Irene Testa.