CAGLIARI. Il quadro è desolante e si ripete da nord a sud dell'Isola. Alghero, Poetto, Villasimius. Tutti accomunati dallo stesso problema: il degrado, le discariche di rifiuti e la maleducazione che deturpano le spiagge. A contestare quanto succede in questa torrida estate sono le guardie ambientali della Sardegna che commentano in un post sui social "gli eventi dell'estate che confermano una situazione ormai fuori controllo sui litorali sardi".
Alcuni esempi citati: Alghero ,Spiaggia di Maria Pia e San Giovanni, dove il post-Ferragosto ha trasformato gli arenili algheresi in discariche, "le dune di Maria Pia si sono ritrovate sommerse da sacchi di spazzatura, bottiglie di vetro spezzate e scarti di cibo lasciati dai bagnanti, con proteste furiose dei residenti", si legge.
Poi ancora il Poetto, sia lato Cagliari che Quartu. "Nonostante le maxi-raccolte dei volontari (capaci di rimuovere tonnellate di plastica in pochi interventi), la spiaggia cittadina si presenta regolarmente al mattino con tappeti di mozziconi, contenitori da asporto e bottiglie abbandonate sulla sabbia", denunciano le guardie.
Anche le spiagge gioiello di Villasimius (Punta Molentis , Porto Giunco, Is traias e tante altre), stanno subendo il degrado causato dall'overtourism e dai bivacchi non autorizzati: "Oltre all'abbandono di plastica e rifiuto secco ai margini delle cale e nei parcheggi", dicono le guardie ambientali sarde, "si registrano continui episodi di furto di sabbia e spazzatura stipata nella vegetazione retrodunale per evitare la sosta ai contenitori di smaltimento. Dai solchi lasciati dai fuoristrada sulle dune protette, fino alle pinete litoranee trasformate in discariche abusive di ingombranti e materiale plastico monouso".
Secondo le guardie ambientali non è tollerabile che "i Comuni si affidino al senso civico delle associazioni per risolvere il problema della nettezza urbana, chi amministra deve garantire pulizie straordinarie quotidiane, operando svuotamenti dei contenitori anche in fascia serale e notturna nelle zone a maggior afflusso".
La richiesta? "Controlli stringenti, pattugliamenti con l'ausilio di fototrappole e l'applicazione rigida delle sanzioni amministrative. Chi trasforma una spiaggia o un'area protetta in una discarica deve pagarne direttamente le conseguenze", dicono le guardie ambientali, "Le istituzioni regionali e locali devono smettere di elargire vuoti proclami e iniziare a intervenire con efficacia contro i responsabili di questi scempi".
