Corteo per la Palestina a Sassari, decine di persone accusate di blocco stradale: "La solidarietà internazionale non è reato"

sassari-popolo-palestinese

 

SASSARI. La questura di Sassari ha notificato in questi giorni decine di verbali di procedimento nei confronti dei manifestanti che il 3 ottobre 2025 erano presenti a Sassari allo sciopero generale per la Palestina con l’accusa di manifestazione “non autorizzata” e blocco stradale. "La solidarietà internazionale non è reato", commenta l'associazione Libertade, "Ancora una volta il diritto penale viene utilizzato per reprimere chi è sceso in piazza in solidarietà della Palestina e del popolo Palestinese".  

"Accuse totalmente pretestuose in quanto in un momento emergenziale come quello dello scorso autunno e la natura di per sé spontanea di ogni manifestazione rendono assai debole il disegno della questura", si legge nel comunicato di "Student per Palestina Sassari, "Esprimiamo solidarietà e complicità con tutte le persone colpite da questa ennesima misura repressiva che ha come obiettivo quello di intimidirle". 

"Un altro assurdo procedimento che si aggiunge a quelli in corso nel tribunale di Cagliari e negli altri sparsi in Italia", scrive Associazione Libertade, "Stato che ha deciso di non condannare il genocidio in corso e appoggiare uno Stato criminale al punto da criminalizzare migliaia e migliaia di propri onesti e coraggiosi cittadini".