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CAGLIARI. “Se i 4,3 miliardi di euro annunciati per la rete ferroviaria sarda fossero realmente finanziati e accompagnati da tempi certi di realizzazione, saremmo i primi a considerarlo un risultato positivo per la Sardegna. Il problema è che, quando si passa dall'elenco degli interventi alla verifica delle coperture finanziarie, il quadro appare molto diverso da quello raccontato in queste ore”.

È quanto dichiara l'assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca, intervenendo sul dibattito relativo agli investimenti ferroviari annunciati per la Sardegna e facendo il punto sullo stato delle opere citate dal presidente della Commissione Trasporti della Camera dei deputati Salvatore Deidda.

“Non abbiamo alcun interesse a contestare opere utili alla Sardegna”, osserva Manca “Al contrario, sia io che la presidente Alessandra Todde, nei numerosi incontri avuti con il Ministero e con il gruppo Ferrovie dello Stato, abbiamo chiesto a gran voce che il Governo investisse finalmente sulla rete ferroviaria dell'Isola, considerato lo svantaggio infrastrutturale che subiscono i sardi. Ma proprio per questo riteniamo necessario distinguere tra opere già finanziate da anni, cantieri oggi fermi, progetti in fase di studio e interventi che, pur strategici, attendono ancora una copertura finanziaria. Perché un'opera inserita in un elenco, ma priva delle risorse necessarie per realizzarla, non è un investimento, ma una dichiarazione di intenti che alimenta aspettative nei cittadini senza avere la certezza che queste possano essere concretizzate”.

Tra gli interventi indicati viene citata la variante ferroviaria di Bauladu come un'opera che sarebbe oggi in attuazione. “La variante di Bauladu – spiega l’assessora – non è una novità degli ultimi mesi. Non si può presentare come una nuova conquista un'opera finanziata addirittura sul Fondo di coesione 2014/2020 e il cui cantiere deve oggi ancora prendere il largo per vedere la sua realizzazione”. L’amministrazione ha chiesto inoltre più volte che venisse finanziata un’altra variante, altrettanto strategica in chiave di riduzione dei tempi di percorrenza, quella di Bonorva, che attende ancora, tuttavia, il finanziamento non solo dell’opera ma anche della sua progettazione.

Anche sul raddoppio della tratta Decimomannu-Villamassargia, per Manca è necessario fare chiarezza. “L'intervento – spiega – è articolato in 4 lotti funzionali. Uno dei 4 lotti è già in corso, grazie a risorse assegnate nell’ambito del PNRR, ma questo non significa che l'intera opera sia finanziata. Non è sufficiente realizzare un singolo lotto se poi mancano le risorse per completare la tratta. In Sardegna solo il 12% della rete è a doppio binario, contro circa il 70% del dato nazionale. Chiediamo quindi con forza al Governo di intervenire per finanziare la continuità delle opere strategiche per consentire alla Sardegna di avere un reale riduzione del gap infrastrutturale che da sempre la penalizza”.

Particolarmente importante è poi il chiarimento sul collegamento ferroviario tra Nuoro e Abbasanta. “La Regione ha ricevuto e analizzato il DOCFAO, documento delle alternative progettuali, su cui si è già espressa a favore della nuova infrastruttura, ma il progetto di fattibilità tecnico-economica dell'opera, dal valore stimato di circa 140 milioni di euro, non risulta realizzato né finanziato», sottolinea l'assessora. “Affermare che il progetto di fattibilità è stato realizzato non corrisponde quindi allo stato dei fatti. Il collegamento ferroviario di Nuoro con la rete regionale resta un obiettivo strategico della Regione e noi continueremo a lavorare perché diventi realtà, ma per farlo servono innanzitutto un progetto completo e risorse certe”.

Diverso il discorso per le opere di Chilivani Sud. “Quello di Chilivani è un intervento che la Regione considera da anni strategico per migliorare la funzionalità della rete ferroviaria sarda - puntualizza l'assessora -. Con un investimento stimato in circa 40 milioni di euro, cifra irrisoria se paragonata ai 120 miliardi dell'accordo di programma MIT-RFI, si potrebbero ottenere benefici molto importanti in termini di tempi di riduzione dei tempi di percorrenza e di qualità del servizio. Per questo chiediamo da tempo che l'opera venga realizzata. Ma proprio perché si tratta di un intervento che la Sardegna chiede da anni, mi chiedo perché la Regione non sia stata coinvolta per conoscere le risorse effettivamente disponibili e il cronoprogramma per la sua realizzazione, se è vero che è già stata finanziata”.

Riguardo al collegamento ferroviario con l'aeroporto di Olbia, l’esponente della Giunta precisa che è già finanziato sul PNRR: “È una buona notizia che l'opera venga portata avanti, ma non è corretto presentare come una nuova decisione politica risorse già assegnate e già inserite nei precedenti programmi di investimento”.

Sul tema dell'elettrificazione della rete ferroviaria, l'assessora richiama il concetto già espresso di continuità degli interventi. «L'elettrificazione della tratta Cagliari-Oristano è un intervento in corso e rappresenta un passaggio importante per la riduzione dell’oggettivo svantaggio infrastrutturale subito dai sardi: la rete sarda ha ad oggi lo 0% di rete elettrificata contro la media nazionale del 71%. Quindi occorre anche in questo caso garantire continuità ai progetti e finanziare subito l'elettrificazione verso il nord dell'Isola e verso il Sulcis. Il progetto per il prolungamento dell'elettrificazione verso Macomer è già pronto, con il Progetto di fattibilità tecnico-economica concluso, e ha un valore stimato di circa 51 milioni di euro. È quindi un intervento immediatamente candidabile al finanziamento. Ribadiamo pertanto l’invito a finanziarlo già formulato più volte al Governo e lo stesso vale per il Sulcis”.

 “C'è poi un tema che non può essere ignorato: quello del materiale rotabile”, aggiunge Barbara Manca. “La Regione ha investito e continua a investire risorse proprie per migliorare la qualità e il comfort dei treni. I nuovi mezzi che entreranno nella flotta regionale sono il risultato di scelte e investimenti regionali. Ci sarebbe piaciuto poter contare su un sostegno nazionale più significativo per il rinnovo del materiale rotabile, così come avvenuto in altri territori”.

“Il punto politico è molto semplice”, conclude l'assessora Manca. “La Sardegna non contesta la necessità di investire sulle ferrovie. Al contrario, siamo noi i primi a chiedere che si faccia un serio piano di riduzione del gap infrastrutturale subito dall’Isola, che può passare solo attraverso un importante incremento degli investimenti, che riconosca alla Sardegna la stessa dignità infrastrutturale delle altre regioni. Ma dobbiamo uscire dalla logica degli annunci. Se davvero ci sono 4,3 miliardi di nuove risorse destinate alla rete ferroviaria sarda, allora vogliamo sapere esattamente quanti di questi progetti sono già finanziati, quanti sono destinati a opere già finanziate in precedenza, quali riguardano progetti ancora da completare e quali invece rappresentano nuove risorse effettivamente disponibili. E vogliamo definire in modo pianificato e non estemporaneo le priorità realizzative, in coerenza con il nuovo Piano Regionale dei Trasporti. Abbiamo bisogno di un rapporto trasparente tra Governo, Regione e territori e di avere finalmente un peso che sia proporzionale, anche nella ripartizione delle risorse, al peso della Regione sulla bilancia nazionale”.