Il 41-bis in Sardegna è un "successo", ma la fuga di notizie sul trasferimento non piace: "Si cerchino le fonti"

CAGLIARI. A due giorni dall'arrivo a Cagliari-Uta dei detenuti al 41bis, scoppia la polemica sulla sicurezza: la Fns Cisl Sardegna ha denunciato una grave fuga di notizie che avrebbe reso noti sui social e sui media i dettagli operativi del blitz prima del suo completamento. L'imponente trasferimento, svolto tra il 5 e il 6 settembre e con soli 4 posti ancora liberi nel padiglione speciale di Uta, ha visto impegnati 207 agenti (Gom, Gio e reparti territoriali), 65 veicoli, 8 convogli, 7 ambulanze, 10 voli militari, 2 aerei della Guardia di Finanza e 2 droni per il monitoraggio aereo. Ma già dai giorni prima la stampa era entrata in possesso di alcuni dettagli circa il trasferimento. Non è in dubbio il diritto di cronaca, ma è caccia alla "fonte". 

Giovanni Villa, segretario regionale della Fns Cisl Sardegna, pur sottolineando che la riuscita del blitz "rappresenta un risultato di particolare rilievo e costituisce motivo di orgoglio per l'Amministrazione Penitenziaria e, soprattutto, per il Corpo di Polizia Penitenziaria", ha formalmente chiesto chiarimenti ai vertici regionali e nazionali dell'amministrazione penitenziaria per fare luce sulle soffiate preventive.

“Prima dell'avvio dell'operazione sono state infatti divulgate pubblicamente, attraverso interventi diffusi sui social e ripresi dagli organi di informazione, dati apparentemente riconducibili alla pianificazione dell'operazione, con riferimenti alle tempistiche, alla consistenza numerica dei trasferimenti, agli istituti interessati e ad alcuni aspetti organizzativi e logistici della movimentazione”, denuncia Villa. Il nodo centrale posto dal sindacato “riguarda esclusivamente la sicurezza delle operazioni di polizia e degli operatori chiamati a eseguirle”, viste le eccezionali misure necessarie di fronte a figure apicali delle mafie.

“È proprio la straordinaria complessità dell'operazione e la particolare pericolosità dei soggetti interessati a rendere ancora più difficile comprendere come informazioni concernenti tempi, consistenza, destinazioni e aspetti organizzativi della movimentazione abbiano potuto essere divulgate pubblicamente prima dell'avvio dell'operazione stessa e, comunque, della sua conclusione. Le traduzioni riguardanti detenuti ad elevatissimo indice di pericolosità richiedono necessariamente livelli particolarmente elevati di sicurezza e riservatezza". 

La Cisl chiede ora al Provveditorato “di verificare se le informazioni divulgate pubblicamente prima dell'esecuzione dell'operazione trovassero effettiva corrispondenza nella pianificazione predisposta dall'Amministrazione e, in caso affermativo, di accertare le circostanze attraverso le quali informazioni attinenti ad attività caratterizzate da particolari esigenze di sicurezza e riservatezza siano potute divenire di pubblico dominio prima della conclusione delle relative operazioni”. 

In realtà, va riconosciuto, l'operazione era rimasta a lungo segreta nelle tempistiche e nelle modalità, al punto che nemmeno i politici di vertice sardi erano a conoscenza dei dettagli. Addirittura, poche settimane fa, l'inaugurazione dell'ala era stata resa nota solo dopo la cerimonia, nonostante la presenza del ministro Nordio


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