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Si sono svolti questa mattina a Roma, alle 11, i funerali del professor Vincenzo Maria Mastronardi, tra i più autorevoli criminologi italiani, scomparso all'età di 81 anni. Chiesa gremita di colleghi, allievi, professionisti del mondo accademico e giudiziario, amici e familiari, giunti per rendere omaggio a una figura che ha segnato profondamente la criminologia e la psichiatria forense italiane.
Psichiatra, psicoterapeuta, docente universitario e autore di oltre 300 pubblicazioni scientifiche, Mastronardi ha contribuito per decenni allo studio della criminologia clinica e della psicopatologia forense, collaborando anche con organismi internazionali, tra cui l'Fbi, e partecipando come consulente e studioso ad alcuni dei più noti casi di cronaca nera italiana. Tra questi il delitto di Cogne, l'omicidio di Meredith Kercher, il caso di Luca Varani, quello dei coniugi Maso e, più recentemente, il cosiddetto "serial killer di Prati".
Tra le persone presenti alle esequie anche l'avvocato penalista Gianfrancesco Piscitelli, responsabile per la Sardegna dell'Istituto Internazionale di Criminologia Clinica e Psicopatologia Forense fondato dallo stesso Mastronardi. "Con il prof. Mastronardi per me viene meno un pezzo della mia vita professionale iniziata al suo fianco a Bari nel lontano 1979 presso la Scuola di Specializzazione in Criminologia e Psicopatologia Forense dell'Istituto di Medicina Legale e Criminologia diretto dal prof. Francesco Carrieri", ricorda Piscitelli. "Da allora non ci siamo mai più distaccati non solo professionalmente ma come fraterni amici, sentendoci sempre ed incontrandoci spesso, organizzando convegni e corsi unitamente alla moglie, la professoressa Monica Calderaro. Da quando sono in Sardegna, 'Cinzio', come mi aveva permesso di chiamarlo sin dall'inizio, mi aveva nominato responsabile per la Sardegna dell'Istituto Internazionale di Scienze Criminologiche e Psicopatologico Forensi di cui era fondatore e presidente".
Parole cariche di commozione quelle del legale sardo, che ha voluto ricordare non solo il professionista ma soprattutto l'uomo: "Ho perso un vero Maestro, un faro su cui poter contare anche solo per una conferma o una frase da usare in una arringa, ho perso un Amico vero, ho perso un Fratello".















