Scuole e università, gli studenti tornano in corteo a Cagliari: “Ci hanno strappato il futuro”
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CAGLIARI. Secondo giorno di protesta degli studenti a Cagliari, con il corteo partito da piazza Garibaldi a arrivati al palazzo del Consiglio regionale. I manifestanti denunciano problemi igienici e strutturali delle scuole, chiedono più risorse per l’università e maggiori garanzie per il diritto allo studio. Una mobilitazione che arriva al termine di una settimana di iniziative e rivendicazioni. Nella giornata di ieri anche un accampamento degli universitari a Sa Duchessa contro il caro affitti.
Al centro della protesta di oggi ci sono anche le condizioni dell’università sarda, che secondo gli studenti soffre da tempo la carenza di finanziamenti. “Noi come Kita scendiamo in piazza per denunciare le condizioni disastrose in cui si trova la nostra università. Abbiamo bisogno di un’università davvero sarda, per conoscere la nostra realtà, le nostre potenzialità, perché noi siamo una generazione a cui è stato strappato il futuro. Per questo noi chiediamo di avere un futuro in Sardegna”, spiega Francesco Ledda, di Kita UniCa.
La mobilitazione arriva dopo giorni di proteste nelle scuole, dove gli studenti hanno denunciato problemi igienici e criticità strutturali. Ieri, al termine del corteo, una delegazione è stata ricevuta in Consiglio regionale. “Ci ha ricevuto la consigliera Camilla Soru, è stata molto apprensiva nei nostri confronti, abbiamo avuto un dialogo di circa un'ora e mezza e abbiamo parlato molto. Adesso potremmo iniziare anche noi ad interlocuire con la regione per quanto riguarda la lingua sarda nelle scuole”, fa sapere Jacopo Melis, di Gioventude Noa de Sardinia.
Nel pomeriggio di ieri, intanto, alcuni universitari hanno montato delle tende nella sede di Sa Duchessa per richiamare l’attenzione sul caro affitti e sull’aumento del costo della vita. “Ormai una camera a Cagliari arriva a costare ben oltre i 300 euro, si arriva a 400 euro anche in zone come Is Mirrionis o San Benedetto. Quello che noi denunciamo è il fatto che, sostanzialmente, il caro vita sta rendendo impossibile studiare. La scelta oggi è: prendo un libro o pago l’affitto?”, denuncia Giuseppe Moro di UniCaralis.