"Senza industria non esiste futuro per la Sardegna": un polo intellettuale per discuterne a Sarroch

 

SARROCH. Far nascere a Villa Siotto a Sarroch un polo intellettuale e laboratoriale per la transizione energetica e la sostenibilità sociale di rilievo internazionale in materia di politiche e relazioni industriali mettendo assieme imprese, università e sindacati.

Si è tenuto questa mattina proprio a Villa Siotto il convegno organizzato dal comune di Sarroch e dalla presidenza della Regione Sardegna che ha riunito tutti gli attori nel grande progetto che punta a riunire in una fondazione enti locali e regionali, partner industriali e mondo accademico per portare in Sardegna un cluster innovativo di formazione sui temi energetici.

Introdotto dal sindaco di Sarroch Angelo Dessì, la mattinata di confronto è partita con le relazioni del professor Michele Faioli, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; di Alessandro Bruscia, responsabile delle risorse umane, salute, sicurezza e sostenibilità di Saipem ed è poi proseguita con la tavola rotonda coordinata dalla giornalista Virginia Saba che ha visto la partecipazione dell'amministratore delegato di Saras Franco Balsamo, il presidente del gruppo Vectre Domenico Greco, il rettore dell'Università di Sassari Omar Chessa, il direttore del Crea (Centro servizi di ateneo per l'innovazione e l'imprenditorialità) dell'Università di Cagliari Giuseppe Melis, del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e del presidente della Commissione speciale Energia, Stefano Tunis e dei rappresentanti dei sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec.

A chiudere i lavori, le conclusioni della Presidente Alessandra Todde che ha voluto ringraziare “il sindaco di Sarroch per la sua determinazione nel portare avanti un progetto che guarda avanti, supera il livello locale e arriva a quello regionale e internazionale con una dimensione di attrattore. Noi – ha continuato Todde – stiamo modificando le nostre politiche industriali e non potremmo fare altro in questo contesto globale. Senza industria non esiste un futuro per la Sardegna, abbiamo la necessità di programmare un modello di sviluppo che metta insieme industria, turismo e agroalimentare. Con questo progetto a Sarroch – ha continuato la presidente della Regione - vogliamo indirizzare il futuro della nostra Isola, un acceleratore un termini di politiche industriali che punta sulle nuove competenze che i giovani sardi dovranno avere per rimanere qui".