Le cinghie del carico hanno ceduto e i tubi lo hanno travolto: così è morto l’autotrasportatore a Porto Canale
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CAGLIARI. Aveva 61 anni l'autotrasportatore morto stamattina a Porto Canale, a Cagliari. I carabinieri confermano che l'uomo è stato travolto dal cedimento delle cinghie di alcuni tubi che cadendo dall'alto lo hanno colpito mortalmente.
Il tragico incidente è avvenuto stamattina intorno alle 8. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 che hanno soccorso l'uomo ma purtroppo per lui non c'è stato nulla da fare. Al lavoro i carabinieri e i tecnici dello Spresal che hanno avviato gli accertamenti per stabilire l'esatta dinamica dei fatti.
La nota della Uil Sardegna
“Ancora una tragedia sul lavoro, ancora un morto al porto Canale di Cagliari. È una situazione che non possiamo più accettare. Siamo vicini al dolore della famiglia della vittima, chiediamo che al più presto vengano fatte le verifiche sull’accaduto e vengano accertate le responsabilità”.
Così la segretaria generale della Uil Sardegna Fulvia Murru, Giommaria Cuccu segretario confederale ed Elisabetta Manca, segretaria generale aggiunta UIL Trasporti Sardegna sulla tragedia di questa mattina al porto Canale di Cagliari. “Non è la prima volta che si registrano incidenti sul lavoro mortali all’interno del Porto Canale di Cagliari – sottolinea il sindacato – due anni fa un altro operaio aveva perso la vita schiacciato dal macchinario utilizzato per movimentare i container. Occorre interrogarsi sulla sicurezza e sul rispetto delle norme e dele procedure previste durante le operazioni”.
Il sindacato ricorda che con la tragedia di oggi salgono a 9 gli infortuni mortali sul lavoro avvenuti dall’inizio dell’anno. “Un numero altissimo, quasi uno al mese – ribadiscono Murru, Manca e Cuccu – non si può accettare ancora che si muoia per lavorare. Occorre lavorare subito tutti assieme su sicurezza, formazione e controlli. Speriamo che l'osservatorio regionale sulla salute e sicurezza serva per svoltare definitivamente pagina e fermare questa lunga scia di vittime”.
La nota della Cisl
La Cisl Sardegna, la Cisl di Cagliari e la Fit Cisl esprimono profondo cordoglio e si stringono con affetto alla famiglia del camionista rimasto schiacciato questa mattina da un carico di tubi durante le operazioni di movimentazione delle merci al Porto Canale di Cagliari. Una tragedia che colpisce ancora una volta il mondo del lavoro e richiama con forza la necessità di trasformare la sicurezza in una priorità assoluta, attraverso interventi concreti e una strategia strutturale di prevenzione.
"Di fronte a una morte sul lavoro – dichiara Pier Luigi Ledda, segretario generale della Cisl Sardegna – il cordoglio è doveroso, ma non basta. E non basta neppure indignarsi ogni volta per poi aspettare la tragedia successiva. Ogni lavoratrice e ogni lavoratore deve poter uscire di casa per andare al lavoro con la certezza di poterci tornare. Questo deve essere un principio non negoziabile".
"La Sardegna deve assumere la salute e la sicurezza sul lavoro come una vera priorità politica e sociale. Con il Patto di Buggerru, le risorse stanziate e l’avvio dell’Osservatorio regionale abbiamo costruito strumenti importanti. Adesso dobbiamo farli vivere pienamente nei luoghi di lavoro. Significa investire sulla prevenzione, sulla formazione, sulla qualità dell’organizzazione del lavoro, sul ruolo degli Rls e degli Rlst, sulla capacità di individuare i rischi prima che producano conseguenze irreparabili e su controlli efficaci e coordinati".
"La sicurezza – conclude Ledda – non può essere una risposta all’emergenza. Deve diventare un’azione quotidiana e strutturale, costruita insieme da istituzioni, imprese, lavoratori, organizzazioni sindacali e da tutti i soggetti della prevenzione. Il Patto di Buggerru e l’Osservatorio devono servire esattamente a questo: agire prima. Perché dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, una comunità. E non possiamo continuare ad accettare che in Sardegna si esca di casa per lavorare e non si faccia ritorno".
Sulla tragedia interviene anche Claudia Camedda, segretaria generale della Fit Cisl Sardegna.
"Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia del lavoratore e a tutti i colleghi che oggi condividono il dolore per questa perdita. In attesa che le indagini chiariscano la dinamica dell’incidente e accertino eventuali responsabilità, è necessario ribadire che nelle aree portuali la sicurezza deve essere garantita in ogni fase delle operazioni. La movimentazione dei carichi richiede procedure rigorose, mezzi adeguati, formazione specifica e controlli costanti. Non possono esserci sottovalutazioni dei rischi né margini di approssimazione quando è in gioco la vita delle persone. Ogni volta diciamo che deve essere l’ultima. E ogni volta ci ritroviamo a pronunciare le stesse parole. È arrivato il momento di trasformare il dolore e l’indignazione in un impegno concreto e permanente. Perché la sicurezza non può dipendere dalla fortuna e nessun lavoratore deve rischiare la vita per guadagnarsi da vivere".
"Una nuova tragedia sul lavoro ci colpisce oggi. Ancora una volta una vita spezzata. Come Cisl di Cagliari non possiamo non richiamarci tutti, insieme istituzioni e parti sociali ad una cultura della sicurezza che impedisca il ripetersi di queste tragedie", così invece Giuseppe Atzori, segretario generale Cisl Cagliati.
La Cisl chiede che la tragedia del Porto Canale rafforzi l’impegno delle istituzioni e di tutti i soggetti coinvolti nell’attuazione delle politiche di prevenzione. Agire prima, individuare i rischi e intervenire tempestivamente è l’unico modo per evitare che tali tragedie possano verificarsi nuovamente.