CAGLIARI. Scontri tra la comunità di CasaPound e del Blocco Studentesco e gli antifascisti cagliaritani. Dai primi le denunce di “episodi di violenza” che avrebbero coinvolto uno studente e di un “attacco alla sede di via Cervi". Dall’altra parte la replica: "Uno scambio di insulti, poi alcuni studenti sono stati bloccati e aggrediti dai militanti adulti dell'organizzazione neofascista".
Un botta e risposta che racconta, in ogni caso, un clima di forte tensione tra le comunità anche studentesche. Secondo CasaPound e Blocco Studentesco "l'attacco alla sede era stato preceduto dalla pubblicazione, sulla pagina social 'Casteddu Antifascista', di minacce rivolte ai nostri studenti, che poche ore prima avevano partecipato attivamente a un'assemblea studentesca pubblica, intervenendo sulle problematiche del mondo scolastico". Stando alla loro versione due ragazzi minorenni si sarebbero trovati bersaglio di "un'intimidazione dai metodi violenti e mafiosi", si legge in una nota.
Gli antifascisti invece sostengono che proprio all'altezza di via Cervi sarebbe prima avvenuto uno "scambio di insulti con alcuni membri dell'organizzazione, concluso il breve confronto verbale, gli studenti e le studentesse hanno iniziato ad allontanarsi. È stato in quel momento che sono stati bloccati e aggrediti da diversi militanti adulti dell'organizzazione neofascista". Sui social del Coordinamento antifascista cagliaritano l'accusa: "I militanti di Casapound, secondo la ricostruzione dell'accaduto, erano muniti di cinghie, caschi e catene da motocicletta e hanno preso di mira studenti e studentesse, in prevalenza ragazze e minorenni, sotto gli occhi dei passanti".
Poi le due versioni contrapposte su una presunta aggressione fisica a uno studente, nel contesto scolastico, al Foiso Fois di Cagliari. Da un lato CasaPound commenta: "È questo il clima che si è creato a Cagliari, dove l'antifascismo militante tenta di alzare l'asticella dello scontro, sostituendo al confronto politico la violenza e l'intimidazione nella convinzione di poter agire impunemente2. Dall'altra gli antifascisti sollevano interrogativi "sulla presenza organizzata di ambienti di matrice neofascista negli spazi frequentati da studenti".