MONASTIR. Dopo l'ennesimo caso di violenza al Cas e hotspot di Monastir la senatrice sarda del Movimento 5 Stelle, Sabrina Licheri, ha depositato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministro dell’Interno.

"L’azione di denuncia, documentazione e pressing istituzionale portata avanti con determinazione dall’Anip Italia Sicura ha ottenuto un riscontro politico cruciale", scrive il sindacato su un comunicato, dopo la diffusione della nota della Segreteria Provinciale del 21 agosto 2026 e dei recenti sopralluoghi sul campo. 

"L’atto politico recepisce e cristallizza integralmente le battaglie del nostro sindacato: il grave sovraffollamento (circa 800 presenze a fronte di una capienza di 300), la mancata separazione fisica tra Cas e Hotspot, la disfunzione dei moduli di fotosegnalamento, l'uso improprio e la frammentazione delle squadre del Reparto Mobile in compiti di vigilanza statica, fino alla richiesta formale di impiegare l’Esercito (Operazione 'Strade Sicure') per la vigilanza perimetrale esterna", prosegue la nota.

"Accogliamo questo primo successo politico con la consapevolezza che sul campo l'emergenza quotidiana rimane drammatica e richiede interventi immediati. Mentre per la generalità dei lavoratori si approvano leggi per sospendere le attività nelle ore di caldo estremo, ai poliziotti in servizio a Monastir non viene garantito nemmeno il diritto fondamentale all'ombra: i colleghi sono costretti a piantonamenti di ore sotto il sole cocente, privi di qualsiasi struttura o copertura di riparo. A questo si aggiunge un piazzale saturo di polvere che gli operatori sono costretti a respirare per interi turni e che necessita di una bonifica e pulizia immediata. Siamo oltre il punto di non ritorno: Cosa si sta aspettando? Gli ultimi gravissimi episodi – dagli accoltellamenti tra gli ospiti, all'accesso incontrollato in infermeria, fino al lancio di grosse pietre ad altezza uomo che hanno sfiorato i colleghi al momento del cambio turno – dimostrano che la sicurezza è completamente fuori controllo. Siamo arrivati al punto di non ritorno e la sensazione angosciante è che sia stato quasi messo in conto il morto", denuncia l'Anip.

"Lo chiediamo con fermezza dalla base, dagli organi di stampa e dai microfoni delle radio: cosa stanno aspettando le Istituzioni per agire? Aspettano la rivolta della popolazione locale esasperata? Aspettano che un collega venga ferito in modo irreparabile, o che i poliziotti dicano 'basta' rifiutandosi di svolgere il servizio in assenza delle tutele minime di sicurezza? L'interrogazione parlamentare depositata a Roma è il primo passo formale: ora il Governo deve rispondere con i fatti, prima che la situazione a Monastir degeneri definitivamente", conclude il comunicato.