In Sardegna è boom di imprese artigiane, isola seconda in Italia per crescita
CAGLIARI. Crescono le imprese artigiane in Sardegna. L'isola è al secondo posto nazionale per crescita. Sono quasi 34mila imprese artigiane registrate. Giacomo Meloni (Presidente Confartigianato Sardegna): “Il settore tiene grazie a visione, forza e determinazione degli imprenditori e alle leggi di settore”.
“La crescita registrata delle imprese artigiane sarde rappresenta la conferma del lavoro svolto dagli imprenditori insieme alla Regione per la valorizzazione del comparto - dichiara Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – risultato di un confronto costante, spesso complesso ma sempre costruttivo, con i vari assessorati che ha consentito di rifinanziare negli anni la Legge Artigiana 949, che ha così potuto disporre di 120milioni di euro distribuiti al comparto con formule snelle ed efficaci”. “In questo lungo percorso – prosegue Meloni – come Associazione Artigiana abbiamo scelto di essere sempre al fianco degli artigiani, dei lavoratori e delle loro famiglie, sostenendone le esigenze e le prospettive. I numeri di oggi confermano la validità del lavoro svolto e della condivisione di obiettivi e strumenti”.
Questo il commento di Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, sui dati relativi alla demografia delle imprese artigiane sarde nel secondo trimestre di questo 2026, elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna.
Il comparto ha registrato 33.935 realtà, di cui 33.716 attive, in rappresentanza di più del 20% di tutte le imprese sarde. Numeri che pongono l’Isola al secondo posto in Italia per crescita di questo comparto con +0,68%, contro il +0,63 dello scorso anno, e un saldo di +230 imprese, la risultante delle 639 aperture e 409 cessazioni. Al primo posto della classifica nazionale c’è la Valle d’Aosta che è cresciuta dello 0,97% contro la media nazionale dello +0,43%.
Sull’Isola con gli oltre 80 mila addetti che operano nelle realtà artigiane rappresentano oltre il 20% del numero totale di occupati sul territorio. In particolare, operano nell’artigianato sardo il 42,2% dei lavoratori del Manifatturiero esteso, il 57,2% dei lavoratori delle Costruzioni e l’11,8% dei lavoratori dei Servizi.
A livello territoriale, sempre nel secondo trimestre 2026, la più rappresentativa è stata la provincia di Cagliari con 12.415 imprese artigiane registrate, con una crescita dello 0,73% e un saldo di +90 unità dato dalle 247 iscrizioni e dalle 157 cessazioni. Al secondo posto la Provincia di Sassari-Gallura con 12.367 imprese artigiane registrate con un tasso di crescita dello 0,99% e un saldo di +121 imprese, dato dalle 254 aperture e 133 chiusure. Al terzo posto Nuoro con 6.810 imprese artigiane registrate e con una crescita del +0,27% data dalle 104 aperture e 86 chiusure. Più flebile la crescita a Oristano che ha registrato un +0,04%, con 2.343 imprese artigiane totali, con un saldo di +1 dovuto alle 34 aperture e 33 chiusure.
“Non possiamo ignorare come negli ultimi dieci anni il comparto abbia attraversato una fase particolarmente complessa – riprende Meloni – in tutto questo periodo siamo rimasti costantemente al fianco degli imprenditori che creano occupazione, producono valore aggiunto e continuano a investire nel territorio, senza lasciarsi scoraggiare dalle crisi economiche, dalla pandemia e dalle tensioni internazionali”. “Tra gli elementi più incoraggianti – prosegue Meloni – c’è anche la nascita di nuove realtà imprenditoriali maggiormente strutturate, insieme alla crescita delle attività specializzate nei servizi per la casa. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di microimprese nelle quali il titolare rappresenta anche l'unico addetto, ma che testimoniano comunque una significativa capacità di adattamento alle nuove richieste del mercato”. “Molte aziende continuano ancora oggi a confrontarsi con un contesto difficile e stanno affrontando con grande determinazione un percorso di rilancio – conclude il Presidente – come imprenditori abbiamo il dovere di continuare a credere nelle prospettive di crescita e il costante avvio di nuove imprese rappresenta un segnale che alimenta fiducia. Guardiamo con ottimismo ai prossimi mesi, nella convinzione che le piccole imprese stiano dimostrando di saper cogliere le opportunità disponibili e di prepararsi a quelle future, interpretando con tempestività l'evoluzione della domanda e dei mercati”.