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CAGLIARI. Albi straordinari, convenzioni tra aziende sanitarie e incentivi economici non rappresentano una risposta strutturale alla grave carenza di personale nei pronto soccorso della Sardegna. A denunciarlo è il sindacato Usb Sanità, che contesta la gestione ancora emergenziale del sistema sanitario regionale nonostante lo stop formale ai medici gettonisti.
"Adesso basta: la propaganda è finita. I problemi restano identici. I gettonisti escono dalla porta e rientrano dalla finestra: cambia soltanto il modo in cui vengono gestiti", attacca il referente regionale del sindacato, Gianfranco Angioni. Secondo la sigla di categoria, la sospensione dei medici a getto non ha rafforzato gli organici, ma ha introdotto strumenti temporanei come le prestazioni aggiuntive, le convenzioni interaziendali e l'Albo unico regionale per l'emergenza-urgenza gestito da Ares Sardegna, dove gli specialisti vengono remunerati 100 euro l'ora senza alcuna certezza di adesione effettiva alle chiamate.
Usb critica anche la convenzione tra la Asl del Medio Campidano e l'Arnas Brotzu, con prestazioni pagate fino a 140 euro l'ora per gli specialisti: per la sigla sono "palliativi" che agiscono sugli effetti della crisi senza risolverne le cause. Il sindacato chiede quindi chiarezza sull'utilizzo e lo scorrimento delle graduatorie concorsuali vigenti per la stabilizzazione del personale. "La responsabilità della gestione della sanità è della Regione – conclude Angioni – che continua a ricorrere a soluzioni temporanee consolidando una gestione emergenziale che oggi ricade direttamente sui servizi e sull'assistenza ai cittadini".












