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CAGLIARI. Più di 900 incendi dall'inizio dell'anno, di cui circa 600 in un solo mese, tra maggio e giugno: è il bilancio emerso in occasione della campagna antincendio 2026 in Sardegna, presentata dalla Regione nel corso di un incontro con sindaci, Corpo forestale, Protezione civile e tutti gli enti coinvolti nel sistema regionale.
A fare il punto è il direttore generale del Corpo forestale, Gianluca Cocco, che sottolinea come la situazione sia stata particolarmente impegnativa, pur con un dato incoraggiante sul fronte dei boschi. “Siamo a circa 900 incendi dall'inizio dell'anno. Maggio e giugno sono stati importanti, abbiamo avuto 600 incendi, quasi tutti in incolti o campi, quindi incendi agricoli e fortunatamente pochi incendi boschivi, che sono stati spenti tempestivamente. Però anche gli incendi di stoppie diventano particolarmente rischiosi per le aziende e per le case e quindi occorre essere tempestivi e spegnere”, spiega Cocco.
Per affrontare la stagione estiva, il sistema regionale può contare su una macchina operativa composta da 82 stazioni forestali, gruppi specialistici, dodici elicotteri regionali e il supporto della flotta nazionale con tre Canadair a Olbia ed elicotteri di Esercito e Aeronautica.
La campagna 2026 è stata illustrata anche dall'assessora regionale della Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi, che ha richiamato l'importanza della prevenzione e del coinvolgimento dei cittadini. “Abbiamo coinvolto tutti i sindaci, le direzioni generali degli assessorati e tutte le forze che partecipano alla campagna antincendio con l'obiettivo di condividere il piano di protezione civile. La conoscenza è alla base della preparazione, della prevenzione e della lotta agli incendi. Si può combattere un rischio come questo con la prevenzione e con l'informazione, e l'informazione parte naturalmente dai cittadini”, fa sapere Laconi.
Sul fronte degli organici, Laconi riconosce le difficoltà del Corpo forestale, ma assicura che sono già stati avviati i concorsi per rafforzare il personale. “Le assunzioni arriveranno. Naturalmente non riusciremo a metterle in campo per questa campagna, ma l'importante è che siano partite”, spiega Laconi.
A complicare ulteriormente il lavoro delle squadre è stato il cosiddetto "multi-rischio", con incendi e fenomeni meteorologici estremi verificatisi nello stesso momento. “Ci sono state giornate in cui si è partiti con alte temperature, poi sono arrivati temporali con fulminazioni che hanno innescato incendi. In alcune zone la pioggia li ha spenti, in altre ha provocato allagamenti e piccole frane. È stata una situazione multi-rischio abbastanza complessa da gestire”, fa sapere il direttore della protezione civile della Sardegna Mauro Merella.













