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CAGLIARI. "Abbiamo agito all'interno delle Asl incentivando i medici a scendere nei pronto soccorso e a dare una mano nei turni. Ma anche solidarietà tra le diverse aziende, abbiamo raccolto molte adesioni al Brotzu per coprire i turni da altre parti e poi abbiamo creato albo regionale per incentivare prestazioni a tempo determinato". Il piano della Regione parte ufficialmente oggi: finisce l'era dei medici gettonisti nella sanità pubblica, inizia un percorso di "mobilità volontaria" - così viene definita - dei professionisti e di collaborazione tra le aziende sanitarie. E la novità: quella dell'albo unico regionale per rafforzare la copertura dei turni nei pronto soccorso.
Ieri, 30 giugno, sono scaduti i contratti: nessuna proroga in Sardegna e una struttura "studiata" ad hoc, dice la Regione, per evitare il caos e il collasso dell'emergenza-urgenza sarda. "Io sono convinta che così si riuscirà a coprire i turni di pronto soccorso", spiega Todde, che aggiunge: "Non ci facciamo ricattare. La fine dei gettonisti è l'opportunità per rafforzare la sanità pubblica".
Nonostante le rassicurazioni, dall'altra parte però, anche tra lo stesso personale sanitario coinvolto, resta la paura che il sistema non ingrani subito e finisca per collassare.











