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VILLASOR. Poteva essere una tragedia, ma per fortuna non ci sono stati feriti gravi. L'incidente che ha visto un bus Arst coinvolto in uno scontro con la bena di un mezzo agricolo ha però riaperto la questione della sicurezza sulle strade sarde (QUI I DETTAGLI), in particolar modo della 196. La statale negli anni si è guadagnata il triste soprannome di "statale delle croci" e anche se di norma sotto accusa ci finisce il tratto che collega Villasor e Villacidro. Anche i primi chilometri, tra Decimomannu e Villasor, si sono rivelati insidiosi con epiloghi anche mortali.
A ottobre perse la vita Giacomo Pilloni, a soli 100 metri di distanza dall'incidente di ieri. I problemi della statale sono noti: molto trafficata, spesso insidiosa in alcuni tratti, sia per i lunghi rettilinii che possono portare gli automobilisti a premere troppo sull'accelleratore e poi le corsie strette: basta la minima sbandata e si finisce in cunetta o, peggio, nella corsia opposta.
a tornare sull'argomento è il primo cittadino sorrese, Massimo Pinna, che racconta: "La strada è molto stretta, il traffico è importante. Andrebbe rivista la larghezza. Non conosco le cause dell'incidente, ma comunque la prudenza in queste strade non è mai troppa. Lì c'è anche la base di Decimomannu, un ingresso". A questo occorre aggiungere il traffico dei mezzi agricoli (tanti i terreni coltivati nella zona) e il via vai di automobilisti che hanno bisogno di raggiungere la statale 130.
Nota a margine, ma da ricordare: il ponte tra San Sperate e Villasor vede ancora aperto il cantiere di messa in sicurezza, questo ha portato al divieto di transito per i mezzi pesanti. Questi, spesso, usano proprio la 196 per uscire dal paese ora che non si puà tagliare per la provinciale 4. Ulteriore pressione su strade che non sono state pensate per un traffico così intenso.













