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CAGLIARI. Una banda di adolescenti da circa un anno avrebbe vessato anziani e invalidi, attraverso ripetuti episodi di cyberbullismo: dai pedinamenti alle aggressioni, dai lanci di sassi alle minacce, tutto filmato e poi pubblicato su TikTok e Instagram. Con questa accusa sono scattate stamattina le perquisizioni domiciliari nei confronti di cinque ragazzi minorenni, di età compresa tra i 14 e i 16 anni, nel Cagliaritano.
I carabinieri della compagnia di Cagliari hanno proceduto alla notifica delle informazioni di garanzia e sul diritto di difesa nei confronti dei giovanissimi, ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, del reato di atti persecutori.
L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni e condotta dai carabinieri della stazione di Assemini, ha permesso di fare piena luce sull'operatività della "banda" di giovanissimi cyberbulli che avrebbero, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, vessato persone in condizioni di fragilità: il nucleo stabile del gruppo sarebbe stato rappresentato proprio dai cinque destinatari dei provvedimenti di oggi, ai quali si sarebbero uniti di volta in volta diversi altri coetanei.
I giovani, muovendosi prevalentemente a bordo di bici o monopattini elettrici, avrebbero vessato fino a volte a schernire e umiliare pubblicamente le vittime. Le aggressioni sarebbero state, in alcuni casi, anche quotidiane, con pedinamenti accompagnati da insulti e minacce, atti di vandalismo — come calci e colpi contro i portoncini d'ingresso delle abitazioni — e lanci di oggetti, tra cui sassi, bottiglie e rifiuti.
Le azioni venivano regolarmente documentate con videoriprese effettuate con i telefoni cellulari e successivamente diffuse sulle principali piattaforme social, in particolare TikTok e Instagram: fondamentale infatti anche il monitoraggio da parte dei carabinieri dei profili social utilizzati per la divulgazione dei contenuti illeciti.










