CAGLIARI. Una campagna antincendio partita tra le difficoltà e un corpo forestale che in Sardegna è sempre più in affanno: è l'allarme lanciato questa mattina dai sindacati Safor-Cisl, Fesal e Uil del corpo forestale, che denunciano una grave carenza di personale e chiedono alla Regione interventi urgenti.
"Oggi il corpo forestale dovrebbe contare su una dotazione di circa 1.380 unità, ma in servizio siamo meno di mille. L'età media supera ormai i 60 anni. Da oltre due anni chiediamo riforme e un ricambio generazionale, ma dalla politica sono arrivate solo promesse", ha detto il segretario generale del Safor-Cisl, Ignazio Masala.
Nonostante in questi giorni siano in corso le selezioni per l’assunzione di 96 nuovi agenti forestali, per i sindacalisti questi numeri non saranno sufficienti. “Quanto saranno operativi questi agenti? Sicuramente non quest’anno, forse il prossimo anno, ce lo auguriamo. Sicuramente prima dovranno fare esperienza per intervenire sul campo”, ha detto il segretario Fesal Cfva, Gianluca Pinna.
Secondo i sindacati, il problema non riguarda soltanto il numero degli agenti, ma anche la loro effettiva operatività durante la campagna antincendio. "Le visite mediche di idoneità continuano ad accumulare ritardi. Se non vengono effettuate nei tempi previsti, il personale non può essere impiegato nelle attività antincendio e resta fermo. Gli elicotteri e i mezzi ci sono, ma senza uomini a terra farli volare diventa un costo enorme e il sistema perde efficacia", spiega il segretario della Uil Corpo Forestale, Carmelo Prestileo.
A pesare è soprattutto il progressivo invecchiamento del personale. "Dal 2022 è iniziata l'uscita dal servizio della generazione assunta negli anni Novanta. Molti agenti hanno limitazioni o non sono più idonei alle attività sul fronte del fuoco e, a differenza delle altre forze dello Stato, noi andiamo in pensione a 67 anni. Chiediamo da tempo un tavolo tecnico Stato-Regione per affrontare il tema previdenziale e un piano assunzionale pluriennale", spiega Pinna.













