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SASSARI. Un esposto-denuncia presentato dal “Comitato Costituzione Attiva di Sassari” alla procura della Repubblica di Roma, alla Corte penale internazionale dell’Aia e a diversi ministeri italiani, in relazione alla presenza di personale militare israeliano in Sardegna. "La Sardegna sta diventando, per il secondo anno consecutivo, luogo di tali soggiorni senza che la Regione o le istituzioni locali abbiano ricevuto comunicazioni preventive o chiarimenti circa le procedure di sicurezza e la natura di tali accordi", si legge nella nota.
Il comitato sottolinea inoltre che “tali militari provengono da un esercito attualmente impegnato in operazioni belliche che hanno causato decine di migliaia di vittime civili, distruzioni sistematiche e accuse gravissime di violazioni del diritto internazionale umanitario”. E che "è attualmente in corso un’attività d’indagine da parte della Corte Penale Internazionale riguardo a potenziali crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nei territori coinvolti dal conflitto".
Il comitato richiama poi il quadro del diritto internazionale: “La ‘decompressione’ di reparti militari reduci da teatri operativi dove è documentata la devastazione di intere generazioni e la distruzione sistematica di infrastrutture civili solleva interrogativi etici e giuridici di estrema gravità”, e invocando gli articoli 10 e 11 della Costituzione oltre agli obblighi derivanti dallo Statuto di Roma.
Il Comitato costituzione attiva di Sassari chiede alla procura di Roma “di accertare l’identità dei militari riservisti presenti in Sardegna” e di verificare eventuali segnalazioni o indagini internazionali a loro carico. Alla Corte penale internazionale viene invece richiesto di valutare se la presenza in Italia di tali soggetti possa essere rilevante per le indagini in corso.













