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CAGLIARI. “La proroga dell’attuale modello? Per senso di responsabilità firmeremo, ma la riforma non è più rimandabile e continueremo a vigilare”. Sono le associazioni di volontario del 118 in Sardegna, l'Anpas regionale, la Rete nazionale misericordie e solidarietà e l’Avis a comunicare con una nota la sottoscrizione dell’atto di proroga della convenzione che regola i rapporti tra Areus e il mondo del Terzo settore. Con una precisazione importante: per loro è una firma “di vigilanza”. “Monitoreremo con estrema attenzione il rispetto dei propositi, dei tempi e degli impegni assunti dall'Amministrazione”, dicono. Perché nella delibera regionale del 13 maggio viene assicurato quanto scritto nel testo della convenzione, ossia che “l’assessorato regionale della sanità “si impegna a formalizzare entro 30 giorni dalla firma appositi tavoli tecnici di lavoro e nei primi 6 mesi saranno tenuti a produrre una proposta di nuovo accordo, che recepisca le disposizioni emanate con il D. Lgs.117, del 3 luglio 2017 (c.d. Codice del Terzo Settore), unitamente alla proposta di un sistema di accreditamento degli ETS. Entro i termini previsti dovranno essere identificati: il percorso, le tempistiche e le modalità per l’affidamento definitivo delle postazioni territoriali individuate dall’Azienda Sanitaria".
Le associazioni di volontari sono chiare: "L’eventuale protrarsi di ulteriori proroghe della Convenzione in oggetto ci costringerebbe, nostro malgrado, a ricorrere con ogni mezzo consentito al fine di tutelare le nostre associate. Il ruolo e l’impegno costante che il mondo del volontariato garantisce quotidianamente, spesso con enormi sacrifici, è a beneficio dell'intera comunità sarda".
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