Seguici anche sul nostro canale Whatsapp
CAGLIARI. Bene il cambio di destinazione d’uso, gli standard minimi per gli alloggi e alcuni aspetti che si differenziano dal quadro nazionale del cosiddetto Salva Casa. Ma altri punti sono "incostituzionali". La Corte costituzionale conferma alcune delle principali scelte contenute nella legge regionale sarda 18 del 2025 su edilizia e urbanistica, ma dichiara illegittime altre disposizioni contestate dal Governo.
“La sentenza della Corte costituzionale è stata pubblicata oggi e una valutazione approfondita richiederà ulteriori analisi tecniche e giuridiche, ma da una prima lettura arriva la conferma da parte della Corte della correttezza di parte delle scelte a fondamento della legge regionale 18 del 2025”, dichiara l’assessore regionale degli Enti locali e Urbanistica. “Su 14 tra i punti sollevati dal Governo", osserva Spanedda, "la Corte riconosce in diversi casi la correttezza dell’impianto normativo regionale, mentre su altri vengono rilevati profili di illegittimità costituzionale”.
Secondo quanto evidenziato dalla Regione, le censure riguardano soprattutto norme introdotte con finalità di semplificazione procedurale o interpretativa per cittadini, professionisti e imprese, sulle quali la Corte ha ritenuto prevalente l’esigenza di uniformità della disciplina nazionale.
Tra le misure confermate, l’assessore richiama “la disciplina sul mutamento di destinazione d’uso, compresa la non necessità del ricalcolo degli standard urbanistici nei passaggi da volumi connessi a volumi abitativi”. Particolare rilievo viene attribuito anche agli alloggi: “Significativa anche la conferma dell’impostazione regionale sugli standard minimi di superficie e altezza degli alloggi, con il richiamo alla necessità di garantire adeguati requisiti igienico-sanitari, a differenza di quanto disposto dal Salva Casa nazionale”.
“La Regione", conclude Spanedda, "continuerà a lavorare per coniugare semplificazione amministrativa, tutela del territorio e qualità urbana, nel quadro delle prerogative riconosciute all’autonomia speciale della Sardegna”.












