Falso certificato Covid, guai per Xhaka : il capitano della Svizzera rischia 5 anni

 

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BERNA. Un falso certificato di vaccinazione anti-Covid rischia di costare caro a Granit Xhaka. Il capitano della Svizzera e centrocampista del Sunderland è finito al centro di un'indagine della Procura di Lucerna dopo aver ammesso di aver acquistato un certificato falso. La vicenda, come riporta Eurosport, ha portato anche all'esclusione del calciatore dalla lista dei convocati della nazionale svizzera per gli impegni di Nations League.

Xhaka ha deciso di rompere il silenzio dopo che la notizia ha iniziato a circolare, scusandosi pubblicamente e fornendo la propria versione dei fatti. Il calciatore, classe 1992, ha inoltre assicurato la propria collaborazione con gli inquirenti. "Mi sottopongo all'accertamento dei fatti e collaboro pienamente con le autorità competenti", ha scritto il calciatore sui suoi profili social.

Come si apprende, Xhaka sarà interrogato dagli inquirenti all'inizio di ottobre. La sua posizione verrà quindi rivalutata al termine degli accertamenti. Per i fatti contestati, l'ordinamento svizzero prevede una pena che può arrivare fino a cinque anni di carcere.

La Federazione svizzera ha deciso di non convocarlo per gli appuntamenti delle prossime settimane. Una scelta condivisa con lo stesso giocatore, che avrebbe informato l'ASF della situazione. Xhaka non prenderà quindi parte alle sfide contro Macedonia del Nord, Scozia e Slovenia, oltre al successivo nuovo confronto con la Macedonia del Nord.