A Cagliari i primi Stati generali del freddo e del clima: "Catasto impianti entro metà 2027"

 

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CAGLIARI. Cinquemila operatori tra frigoristi e impiantisti, un catasto degli impianti termici ancora da realizzare e una transizione energetica che pone nuove sfide alle imprese. Sono alcuni dei temi al centro dei primi Stati generali del freddo e del clima in Sardegna, che si sono svolti questa mattina alla Manifattura Tabacchi di Cagliari, riunendo imprese, associazioni di categoria ed esperti.

L’appuntamento è stato organizzato da FederTerziario Sardegna insieme ad Assofrigoristi e Apave, con l’obiettivo di mettere a confronto il settore su innovazione, sostenibilità, competenze professionali e problemi operativi. “Stiamo parlando di 5.000 operatori, frigoristi e impiantisti che operano proprio in Sardegna presso aziende che si occupano del freddo e del clima. Ci auspichiamo che l’anno prossimo possano esserci secondi stati generali del freddo e del clima con risposte e problemi risolti”, ha spiegato Valeria Satta, presidente di FederTerziario Sardegna.

Sul catasto degli impianti termici è intervenuta Cinzia Laconi, direttrice del servizio Energia ed economia verde dell’assessorato regionale all’Industria. “La situazione arriva con un ritardo notevole, cioè eredita un ritardo notevole sotto il profilo dei catasti, sia catasto Ape che catasto impianti. Pensiamo che comunque entro metà del 2027 riusciremo   ad avviare quelle procedure di realizzazione”, spiega Laconi.

Tra i temi affrontanti duranti l’incontro di questa mattina anche il riconoscimento delle competenze professionali. “Noi siamo qui per ribadire che il frigorista, il tecnico del freddo, il tecnico del clima deve essere riconosciuto come una categoria professionale”, fa sapere Marco Oldrato, di Assofrigoristi.
“Per noi la parte fondamentale sono le competenze delle persone, che successivamente, poi, seguono un processo di certificazione, sia per gli operatori che per le imprese”, spiega Alessandro Berteni di Apave

Anche Alessandro Franco, segretario generale di FederTerziario, ha richiamato l’attenzione sui costi della transizione energetica per le piccole imprese. “L’evoluzione energetica in atto  non può essere fatta pagare solo ed esclusivamente ai lavoratori e alle piccole imprese”, ha detto Franco, mettendo in guardia dal peso della burocrazia e dal rischio di sanzioni economiche anche gravi per gli artigiani in caso di adempimenti mancati.

Al confronto ha partecipato anche Cristiano Erriu, della Camera di commercio di Cagliari, che ha ricordato il ruolo dell’ente nel fornire informazioni alle imprese sugli obblighi legati ai gas fluorurati, al trattamento dei rifiuti e agli altri adempimenti del settore. “Il nostro albo di gestori ambientali ha censito circa 6mila imprese del settore e 60mila operazioni svolte all’anno, all’interno dei nostri albi e dei nostri registri. Il ruolo della camera di commercio è quello di sostenere un settore in crescita”, ha sottolineato Erriu.