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ROMA. "Si potranno avere targhe personalizzate. Ci si potrà sbizzarire". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, (stando a quanto riporta Adnkronos) presentando alla stampa le nuove misure per la Manovra, ha annunciato ieri la novità che riguarda le targhe dei veicoli: i proprietari potranno scegliere targhe personalizzate, come già previsto dal Codice della Strada. Con la Manovra 2027, arriva la norma attuativa. "È una nota che si potrebbe definire di colore", dice Meloni. "Introduciamo la possibilità, per chi se ne vorrà avvalere, di avere delle targhe personalizzate. Ci si potrà sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo. La creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere", ha aggiunto.
Costi e dettagli
Secondo quanto riporta Adnkronos i dettagli applicativi definiti nello schema ministeriale stabiliscono precisi requisiti per accedere alla procedura. Il costo fissato per la coppia di targhe per le auto è di 600 euro, ripartiti tra 500 euro destinati all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la fabbricazione e 100 euro devoluti come maggiorazione al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per i motocicli la spesa complessiva è di 360 euro, comprensiva della targa posteriore e dei relativi contrassegni adesivi.
Largo alla fantasia, ma con qualche limite: resteranno escluse sequenze offensive, ingannevoli o identiche a codici già registrati nell’Archivio Nazionale dei Veicoli. La targa rimarrà vincolata al telaio e non potrà essere trasferita su una nuova vettura in caso di vendita del veicolo. Secondo quanto chiarito dall’Aci (Automobile Club d’Italia), la personalizzazione dovrebbe riguardare le nuove immatricolazioni e le reimmatricolazioni solo per furto, smarrimento o deterioramento della targa esistente.
Lo schema di decreto indica l’entrata in vigore delle norme dal 1° gennaio 2028, ma l’Aci precisa che il regolamento attuativo deve precedere l’efficacia di almeno 180 giorni, circostanza che potrebbe far slittare l’accesso al servizio alla primavera del 2028 o a un successivo decreto ministeriale.